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FRANCESCO OLIVIERO

LA MEDICINA BIOENERGETICA
Libro on-line INTRODUZIONE Questa la mia storia professionale. Tutto iniziato nel 1988, quando, dopo il conseguimento della prima specializzazione in tisiologia e malattie dellapparato respiratorio, nellaffrontare la pratica clinica relativa al settore della pneumologia (principalmente asma bronchiale e broncopneumopatie croniche ostruttive) mi sono reso conto che la strategia operativa conseguita dopo dieci lunghi anni universitari era assolutamente inadeguata per la guarigione dei pazienti che trattavo in studio. Mi appariva oltremodo frustrante non poter guarire dei bambini asmatici, trattandoli esclusivamente con sintomatici (broncodilatatori, antistaminici, antibiotici, mucolitici) alla cui sospensione la patologia si ripresentava peggio di prima, o prescrivendo una terapia desensibilizzante (dopo aver praticato le prove allergometriche con il prick test) con un massimo di 2-3 allergeni principali, che spesso non erano sufficienti a coprire tutto lo spettro delle positivit riscontrate. Tutto ci avveniva ben sapendo che lefficacia di tale terapia non superava il 40% nei casi trattati in modo ottimale dopo quattro lunghi anni diniezioni sottocutanee. Cos ho deciso di sospendere la mia attivit come medico specialista, dopo aver concluso che era necessario riprogrammare tutto ci che avevo studiato fino a quel momento (cio la scienza impartita dai libri e dai docenti universitari), ripartendo da zero; non da uno zero assoluto, ma sicuramente da una base che poteva permettermi di osservare le realt fenomeniche patologiche da altri punti di vista e da altre angolazioni. Il mio ruolo dUfficiale Medico dellEsercito mi ha permesso di sopravvivere, e soprattutto mi ha spinto a trovare nuove strade per soddisfare il mio bisogno di essere medico/artista. Ritengo, infatti, che il medico non debba essere uno scienziato, ma soltanto colui che esercita lars medica tra altri esseri umani, disposto a comprendere, grazie alla propria arte (frutto di uno studio analogico e sintetico), il punto di partenza della malattia e la sua dinamica psico-somatica. Ci possibile solo nel caso in cui loperatore riesca a stabilire un contatto empatico con il paziente, cosa molto difficile se si adotta una strategia operativa di tipo analitico, come quella che cinsegnano allUniversit. Lanalisi particolareggiata dei singoli organi, tessuti, cellule che compongono il corpo umano non fa che disperdere e frammentare il contatto tra il terapeuta e la persona che chiede aiuto perch si ritiene malata. Per questo, quando il paziente si presenta da noi perch soffre di mal di gola, in quel momento non rappresenta un essere umano da guarire, ma solo una mucosa faringea con processo flogistico in atto (di natura virale o batterica). Nella prescrizione, che spesso avviene dopo lesecuzione di una brevissima anamnesi, sar sicuramente adottato un antiflogistico, possibilmente non steroideo, con aggiunta eventuale di un antibiotico se si ritiene che il processo flogistico sia di natura batterica. Se dopo 5-7 giorni di terapia il paziente continua a soffrire di mal di gola, allora si rende necessario passare ad una terapia identica alla precedente, ma pi efficace (per via
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iniettiva), oppure si pu arrivare a prescrivere dei farmaci cortisonici per aerosol, per bocca o sempre per via iniettiva. Tutto questo ragionamento (di tipo analitico) spesso eseguito nello stesso modo per un uomo ed una donna, per un bambino o per un anziano, modificando esclusivamente le dosi e la durata della terapia. E questa vera Medicina? Riusciamo realmente ad esercitare lars medica e a guarire il paziente? Molti obietteranno che spesso dopo una tale terapia il soggetto non si lamenta pi del mal di gola, e che pertanto lo scopo per cui era pervenuto a noi stato pienamente soddisfatto. Allora bisogna chiedersi se vera Medicina sopprimere un sintomo, e cercare di osservare il problema da un altro punto di vista, perch potrebbe verificarsi che il paziente non accusi pi la faringite, ma dopo alcune settimane si ripresenti con un altro sintomo (ad es. una dispepsia), che verosimilmente associabile ad una vicariazione (spostamento su un altro organo collegato attraverso le vie dellenergia, come spiegato dalla medicina omotossicologica). Ritorniamo al paziente che giunge nel nostro studio con il mal di gola. Probabilmente la nostra diagnosi (faringite batterica o virale) non sbagliata, perch vero che il soggetto ha una flogosi della mucosa faringea, ma probabile che la stessa sia solo una manifestazione fenomenologica di un processo iniziato in un altro distretto del suo corpo, o addirittura dalla mente conscia o inconscia. Certo, affermare che il mal di gola parta dalla psiche non pu che suscitare riso e scherno, anzi qualcuno potrebbe affermare che assurdo voler psichiatrizzare tutti i sintomi, perch in fondo il paziente vuole solo che gli passi il bruciore alla gola. Infatti, il medico deve fare in modo che il sintomo passi nel pi breve tempo possibile, con una strategia terapeutica che permetta al paziente di non soffrire pi di mal di gola negli anni seguenti! Evitare una recidiva sintomatologica, o addirittura non permettere una soppressione farmacologica (che non fa altro che approfondire il processo patologico nel corpo), dovrebbe essere il primo obiettivo del medico-artista (primum non nocere dIppocrate). Lo scopo del medico che intende occuparsi di medicina bioenergetica dovrebbe essere quello di arrivare ad una diagnostica olistica e ad una terapia integrata, che tengano conto dellunit dellessere umano (in termini spirituali, mentali, emotivi e somatici) ed integrino nella diagnostica tutti i contributi delle Medicine tradizionali, quella cinese, indiana, egizia, adottando in terapia il contributo dellomeopatia unicista, dellomotossicologia e della medicina omeosinergetica. Soprattutto necessario che termini la diatriba tra la medicina convenzionale e le altre, perch anche la legge dei contrari, cio la necessit di dover antagonizzare un sintomo, pu e deve essere applicata dal medico in casi particolari, quando giusto per salvare una vita umana o per far cessare nel pi breve tempo possibile una sintomatologia dolorosa che provochi sofferenza al malato. Non dimentichiamo che il cortisone, cos vituperato dagli omeopati, ha salvato vite umane, e lo stesso hanno fatto gli antibiotici, allungando la vita media delluomo in concomitanza con le migliori condizioni igieniche raggiunte negli ultimi cento anni. Ci non significa che il medico possa utilizzare un farmaco salvavita come il cortisone per prevenire le crisi asmatiche, o un antibiotico (sempre pi potente, altrimenti

non agisce in seguito alle resistenze batteriche) per prevenire la bronchite in un bambino che lamenta soltanto tosse! Cerchiamo invece di comprendere perch il bambino sia diventato asmatico (se lo realmente!), senza fermarsi al ragionamento analitico e superficiale che tanto anche la madre allergica, e da piccola soffriva di crisi asmatiche, poi scomparse! Non adagiamoci sul discorso costituzionale ed ereditario, ma andiamo alla radice del problema, anche perch occorre evitare che nel bambino succeda quello che successo alla madre, che da piccola era asmatica, poi le crisi respiratorie sono scomparse a dieci anni (dopo leffettuazione di tutte le terapie del caso), ma nel frattempo diventata obesa! Per quale motivo diventata obesa? Perch ha una tossicosi metabolica. Come si instaurata questultima? Per una scarsa capacit di drenare tossine attraverso gli organi emuntoriali (apparato urinario, intestino, cute, polmone). Che cosa ha determinato questimpossibilit di espellere tossine dallorganismo? Le terapie soppressive che ha compiuto durante linfanzia per lasma e successivamente per i ripetuti processi infiammatori dellapparato respiratorio da cui spesso viene affetta. In che rapporto questa patologia iatrogena si pone con lobesit? Se conoscessimo lagopuntura cinese sapremmo che il processo asmatico, che si stava svolgendo sul meridiano del polmone, era iniziato in tenera et dal grosso intestino (il colon), probabilmente per un malassorbimento della mucosa nei primi anni di vita o per un processo di disbiosi (alterazione della flora batterica intestinale). Chiediamo alla paziente come si svolge il proprio alvo, o meglio facciamole una domanda diretta: Ma lei stitica?. Spesso ci si sente rispondere: Certo, dottore, da sempre! Pensi che ero la disperazione di mia madre! Purtroppo anche mio figlio ha preso da me, ha ereditato la mia costituzione!. Ecco un esempio banale di come, per curare un asma bronchiale in un bambino, occorre interrogare la madre, e, se necessario, curare in alcuni casi anche lassetto psicologico di coppia dei genitori, che fanno assorbire le loro preoccupazioni vitali al bambino (che si comporta come tutti i suoi simili come una spugna delle emozioni negative e dei conflitti ansiogeni delle figure di riferimento). Trattare il colon per curare lasma, risolvendo una disbiosi o un malassorbimento della mucosa intestinale, pu sembrare assurdo alla scienza ufficiale, ma questo concetto si ritrova in tutte le medicine tradizionali, che hanno pi di 5000 anni, e proprio per questo sono molto pi profonde e globali della nostra, che ha solo circa 100 anni. La cosa meravigliosa per alcuni e al tempo stesso sconcertante per la maggior parte dei medici che lesempio che ho prima riportato solo un caso clinico, che non sar mai uguale ad un altro, perch in natura non esistono due uomini uguali, cos come non esistono due foglie uguali o due pietre uguali, ma solo simili. Pertanto per ogni paziente dovremo adottare una strategia diversa, che, partendo dalla sua individualit, ci conduca, attraverso un ragionamento sintetico, alla causa o agli eventi plurifattoriali che hanno determinato il fenomeno sintomatologico che stiamo osservando, che non altro che la punta di un iceberg. Noi, cultori dellars medica, dovremmo immergerci sotto il pelo dellacqua, per scoprire le dimensioni e le caratteristiche delliceberg, capire perch si formato e in quale direzione di deriva sta andando. In tal modo, usando una strategia operativa diversa da caso a caso, che tenga conto possibilmente di tutte o della maggior parte delle medicine tradizionali, potremmo realmente guarire il paziente e restituirlo ad uno stato di salute.
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LA GUARIGIONE Cosa significa guarigione? Cos lo stato di salute? Cos la malattia? Guarigione soltanto un concetto soggettivo, relativo al paziente e non al terapeuta; non possiamo affermare come medici: Il soggetto guarito!. E la persona che alla visita successiva dovrebbe farci capire che si sta avviando verso la guarigione, dicendoci: Mi sento meglio, diverso, pi dinamico, meno stanco. Noi, come operatori della salute, non possiamo avere la presunzione di dichiarare la guarigione del malato, cos come non possiamo ritenere che sia sufficiente sostenere che la salute equivale ad assenza di malattia. I modi di curare possono essere tanti, ma lars medica una soltanto, e ad essa occorre riferirsi se vogliamo, come medici, continuare la strada delle decine di migliaia di operatori della salute che nel corso della storia, come sciamani o stregoni o archiatri, hanno dedicato le loro vite a lenire sofferenze e dolori dei propri simili. Non basta unintera vita di studio a ripagare il sorriso di un bambino, restituito alla salute, o laffermazione di una paziente, che alla visita successiva ti dice: Dottore, mi accorgo che la mia vita sta cambiando e che sto meglio con me stessa e gli altri. Ed bellissimo quando il paziente arriva per la prima volta allo studio perch consigliato dallamico o dal parente, perch questa la dimostrazione diretta della qualit del lavoro svolto, e della profondit di esso. Il medico o il terapeuta che esercitano la propria arte non possono dividere, separare, analizzare, ma cercare di comprendere la persona malata nel suo insieme, e nel modo di esprimersi attraverso il corpo, fino al punto di andare a ricercare, nel pi profondo del suo essere, gli elementi nascosti della sua esistenzialit e del suo divenire, che sono la causa profonda della sua patologia. In tal modo la patologia non pi considerata come una fatalit, ma come il linguaggio del corpo fisico. Il dolore, espressione dellenergia di sofferenza, permetter alluomo di prendere coscienza dei propri errori funzionali in rapporto alle leggi esistenziali dellUniverso. Bisogna quindi ridare alluomo il proprio posto nel macrocosmo, perch prenda atto della sua identit profonda, per ritrovare quella parte della coscienza che si esprime attraverso il suo organismo intero, gli organi, i tessuti, le cellule, gli atomi, gli elettroni (e quindi la sua energia vitale). Nessun elemento pu esistere senza gli altri, perch ciascuno completamente legato alla realt esistenziale dellaltro, ed avviene tra loro uno scambio dinformazione ; linvio ed il ritorno di questinformazione il principio generale che anima lUniverso. Ogni sintomo pu essere in rapporto con un disordine lesionale o biologico, che iniziato molto prima con uno squilibrio dellenergia, che ha presieduto allelaborazione di questa lesione. La stessa lesione, una volta costituita, pu indurre disordini energetici permanenti. Occorre quindi porsi il problema profondo dellinduzione energetica che ha provocato la lesione; in altre parole necessario ricercare quali sono gli squilibri energetici che hanno determinato nel vissuto dellindividuo, con un processo pi o meno lento nel tempo, la modificazione biologica alla base della patologia. Solo cos il medico o il terapeuta possono esercitare una medicina universale che obbedisce alle leggi esistenziali della creazione.

LA MALATTIA IN BIOENERGETICA La bioenergetica affine ad una medicina universale sintetica ed olistica, che ridona allatto medico tutta la sua dimensione, nel rispetto totale dellindividuo, della propria identit e responsabilit di fronte alla malattia, rimettendolo in armonia con se stesso e con lambiente circostante. La malattia sempre il risultato di unalterazione del sistema di flusso dellenergia tra individuo ed ambiente circostante, che si manifesta, in un dato settore, in funzione di perturbazioni energetiche latenti. Il paziente pertanto non vive pi in armonia con lambiente che lo circonda, e ci si traduce in un deficit del sistema immunitario a livello locale o sistemico, ossia in una perturbazione energetica pi o meno grave (disregolazione dellidentit dellindividuo nel suo rapporto comportamentale con se stesso, con gli altri e con lambiente), che sar la porta dentrata a tutte le altre induzioni: infezioni, batteriche, virali, micotiche, ecc. Gli stressors possono essere: 1) Situazioni conflittuali non superate o elaborate; 2) accumulo di stress; 3) non verbalizzazione dei propri problemi per mesi o anni; 4) conflitti di coppia; 5) mancanza di comunicazione con gli altri; 6) sensi di colpa e paure del giudizio degli altri; 7) paure, inibizioni e blocchi che durano sin dallinfanzia. Tutti gli stressors richiedono allindividuo un adattamento in funzione del carattere forgiato nel corso del tempo, del patrimonio genetico e dell'equilibrio ormonale. Il mancato adattamento deriva da un difetto di coscienza (del nostro vissuto inconscio) in rapporto alla realt, che pu verificarsi anche gradualmente nel corso della vita, dando un effetto di sommazione. Ritornando alle finalit che ogni medico dovrebbe proporsi, dunque essenziale per il terapeuta comprendere qual il livello perturbato da cui sono partiti gli elementi emozionali conflittuali che, attraverso una catena evolutiva, hanno innescato la patologia, e che verosimilmente hanno influenzato di s anche gli altri livelli. Il terapeuta deve far prendere coscienza allindividuo delle energie che animano la materia, il cui squilibrio determina i sintomi, permettendogli cos di innalzare il suo livello di coscienza, al fine di deprogrammare le ragioni di uninterazione energetica patologica, e di essere padrone del suo destino. Il medico deve allargare il proprio campo dosservazione, utilizzando tutte le tecniche e le medicine che possano integrarsi in unars medica unitaria; solo attraverso questapproccio alle leggi universali si pu accedere a questa medicina universale. E chiaramente molto importante lavorare prima su s stessi in modo dimparare a conoscersi ed a collegarsi con le leggi universali, e allo scopo di esistere per se stessi e per gli altri.

NUOVA VISIONE DELLUOMO IN BIOENERGETICA La Terra si muove intorno al Sole alla velocit di 260 Km/sec.; noi non abbiamo coscienza di questo movimento, come non ne abbiamo dellenergia che circola nel nostro organismo, e che rende possibile la vibrazione delluniverso umano formato da 1 milione di miliardi di cellule, come una sinfonia che siscrive in un grande concetto cosmico, ed attua quel principio di esistenza che permette la manifestazione della materia. Luomo un microcosmo, e i suoi organi e le cellule vibrano in armonia con il gran ritmo del macrocosmo; dallinfinitamente piccolo allinfinitamente grande, si ritrova la stessa unit della creazione. Luomo, come sistema dinamico, pu essere visto come espressione denergia organizzata, o informata. Linformazione proprio quel particolare tipo di energia richiesta per il lavoro di stabilire ordine, cio un tipo di lavoro utile al sistema. Lunit di misura dellinformazione il bit, definibile come la quantit dinformazione necessaria per effettuare una scelta tra due possibilit alternative (es. bianco/nero, acceso/spento, aperto/chiuso, ecc.); anche in tal caso si pu notare la stretta somiglianza tra questa concezione moderna dellinformazione e quella relativa al sistema Yin/Yang dei cinesi. Occorre considerare lessere umano come un individuo complesso, cio un sistema le cui componenti sono molteplici, diverse tra loro ed in dinamica interazione, e che soprattutto contiene un numero di informazioni di grado superiore alla somma delle sue parti. In tal modo tale sistema si oppone alla seconda legge della termodinamica, che afferma che ogni sistema isolato, entro cui avvenga qualsiasi trasformazione, soggetto ad una serie di processi che lo spostano verso uno stato daumento dellentropia (vale a dire del disordine delle particelle di un sistema). La vita implica necessariamente convertire energia in organizzazione, lavorare continuamente contro il disordine, che lequilibrio termodinamico della morte, dove il movimento cessa, strutture e molecole complesse si disgregano, lordine decade. Mentre nei sistemi chiusi lentropia aumenta inevitabilmente, in altre parole si degrada la qualit della sua energia (in pratica il modo in cui essa immagazzinata o utilizzata), un sistema aperto come luomo subisce anchesso un aumento dentropia se non riesce ad aumentare il proprio grado dorganizzazione. Poich lentropia viene a dipendere anche dallinterscambio denergia, informazione e materia con lesterno, proprio grazie a tale scambio che lentropia pu avere segno negativo. Ci probabilmente si sta verificando anche nellintero Universo, che in espansione, quindi si pu ritenere che in esso lentropia totale sia in diminuzione. Nelluomo vi un flusso in entrata (ad esempio cibo, luce solare, ossigeno) ed un flusso in uscita (scorie, metaboliti, irradiazione termica, anidride carbonica); lesistenza di questo flusso garantisce che il sistema, almeno per un certo periodo, possa organizzarsi, restare organizzato e sopravvivere. La vita si mantiene e si riproduce come un evento termodinamicamente lontano dallequilibrio, grazie allinterscambio denergia e di materia che il sistema vivente instaura con lambiente. Un uomo potrebbe quindi essere considerato unisola complessa dordine parziale, che si mantiene per un certo tempo a spese dellaumento d'entropia dellambiente.

Tale interazione produce strutture spazio-temporali, forme e comportamenti caratteristici e nuovi, rispetto a quelli prodotti dalle singole parti. Queste strutture sono anche dette dissipative perch la loro stabilit interna dipende dal flusso di energia che le attraversa e che viene in parte dissipato. Qualcuno ha definito efficacemente la vita come disequilibrio controllato. Luomo perennemente sospeso tra ordine e caos, la sua vita diventa partecipe di queste due fondamentali caratteristiche della materia, che sfrutta in modo finalisticamente orientato alla sopravvivenza. Le leggi della fisica e della chimica costituiscono dei vincoli inevitabili cui i sistemi viventi devono obbedire, ma esse non necessariamente determinano quale scelta deve essere fatta per mantenere e restaurare lorganizzazione (sopravvivenza e guarigione). Quindi la biologia non pu essere ridotta alla chimica o alla fisica e per comprendere la vita si devono considerare altre propriet caratteristiche. Una di queste la teleonomia, che designa il carattere finalistico degli esseri viventi, vale a dire che i processi vitali di trasformazione appaiono sempre avere uno scopo. Ciascun essere vivente dotato, sin dallinizio, di un progetto, nel quale le strutture e le funzioni degli organismi viventi sono flessibili e possono adattarsi allambiente. Inoltre in un sistema complesso quale luomo, lordine ed il disordine convivono e collaborano al buon funzionamento del sistema stesso, garantendo il primo una costanza dei parametri ed uno scambio efficace dinformazioni, ed il secondo laccesso alla novit ed alla diversificazione. Questo secondo ordine di parametri potrebbe essere costituito dai virus. E proprio la caoticit del sistema uomo che conferisce ad esso una flessibilit tale da poter variare con facilit il proprio comportamento per adattarsi ai cambiamenti degli altri. Il caos quindi un comportamento della materia, che indica una serie di fenomeni variabili ma soggetti a leggi di tipo deterministico; infatti, nella variabilit dei fenomeni dellessere umano si deve cercare di distinguere il vero disturbo, legato a fluttuazioni del tutto casuali e disordinate, dalloscillazione che si presenta con caratteri di aperiodicit per ragioni comprensibili e spiegabili. Infatti nei sistemi biologici esiste unampia serie di fenomeni oscillatori, con periodi varianti da pochi millisecondi (oscillazioni dei recettori acustici, moti collettivi di proteine, attivit di scarica neuronale) a secondi (battito cardiaco, respirazione), ad ore (ritmo sonno-veglia), a giorni (ciclo ovarico), mesi ed anni (variazioni metaboliche stagionali, o la stessa vita). In altre parole, tutti i fenomeni interessanti per la vita sono ritmici.

MALATTIA COME DISORDINE OSCILLATORIO La patologia incomincia come perdita di collegamenti tra gli elementi del sistema globale, e ci aumenta il disordine del sistema, perch alcuni elementi (cellule, tessuti, organi) sfuggono al gioco del controllo generale ed iniziano a presentare dinamiche proprie, autonome, soggette molto pi facilmente ad ampie oscillazioni. Loscillazione diventa quindi disordine, assume laspetto della malattia in quanto provoca lemergere di sintomi e danni consistenti. In tal modo accade essenzialmente un deficit della caoticit, come avviene nellinvecchiamento (modificazione del connettivo verso la sclerosi, con riduzione della flessibilit, della deformabilit e della vitalit), o durante una crisi epilettica (perdita di caoticit nelle onde cerebrali e comparsa di treni dimpulsi periodici a partenza da determinati focolai) o nel pensiero di un ossessivo (che notoriamente assume comportamenti stereotipati, ripetitivi o fissi). Il comportamento di un sistema fisiologico dipende sempre dalla rete di relazioni entro cui il sistema si trova ad operare. Questo il vecchio concetto del terreno di Hahnemann, che indica la parte della malattia legata al particolare tipo di reattivit endogena (determinata dalle condizioni genetiche e dalla storia dellindividuo), che sinserisce su quella legata a fattori perturbanti contingenti esterni, di natura chimica, fisica o biologica. In omeopatia il farmaco altamente diluito e dinamizzato, contenente poca materia del soluto originale (o nessuna, secondo la diluizione), possiede un alto contenuto informazionale, capace di costituire, in condizioni critiche di sensibilit del sistema, un orientamento verso una riorganizzazione terapeutica (una specie di catalizzatore dordine). Gli esseri viventi sono capaci di sentire minime perturbazioni, soprattutto quando a tale sensibilit sono predisposti dal processo patologico. Essi rispondono ad alcune frequenze specifiche di campi magnetici molto deboli, dei quali deposito lacqua, come veicolo doscillazioni elettromagnetiche. Linformazione, ricevuta, amplificata ed elaborata da uno o pi sistemi di regolazione, riesce a contrastare leffetto del disordine indotto dal fattore patologico che ha perturbato la normale omeodinamica dellorganismo. Se ci si riferisce al campo delle alte diluizioni, chiaro che una simile informazione deve basarsi sulla permanenza dellimmagine del composto originale nel solvente sottoposto a successive diluizioni e dinamizzazioni. Per immagine non si intende solo una geometria spaziale, ma potenzialmente anche un ordine spazio-temporale, sotto forma (forma = informazione e memoria) di una certa frequenza di oscillazione dei dipoli molecolari o degli scambi protonici a livello di legami idrogeno. La malattia non soltanto unanomalia funzionale o strutturale molecolare (come nella visione accademica), ma anche un disturbo di tutta una rete di comunicazioni elettromagnetiche basate su interazioni a lungo raggio tra elementi (molecole, centri nervosi, organi) che oscillano a frequenze coerenti e specifiche, cio capaci di risonanza. Si tratta, quindi, di un disturbo degli oscillatori interni e delle loro comunicazioni. Un disturbo delloscillazione e della comunicazione ad essa collegata pu essere riportato allequilibrio mediante sintonizzazione, cio mediante il cambiamento della frequenza imposto dallinterazione con un altro oscillatore. Il fenomeno della risonanza ben noto in fisica; secondo esso un sistema che caratterizzato da una propria frequenza doscillazione pu entrare in vibrazione se
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sollecitato da frequenze vicine a quelle proprie del sistema stesso (onde sonore, elettromagnetiche o vibrazioni meccaniche). Se questo gi in oscillazione, la risonanza pu amplificarne notevolmente lampiezza, qualora le onde si sovrappongano; mentre si pu dare anche il caso opposto, darresto delloscillazione, se linterazione tra due onde di frequenza uguale ma di fase opposta. La risonanza quindi un modo con cui uninformazione si trasmette tra due sistemi simili senza modificazioni strutturali, senza passaggio di materia. Un farmaco altamente diluito, ma veicolante un gran numero dinformazioni altamente specifiche, pu quindi essere visto come una piccola quantit di materia contenente elementi oscillanti coerentemente in fase, capaci di trasmettere con un processo di risonanza tali frequenze oscillatorie ai liquidi biologici, o a macromolecole di membrana, o a recettori, o ad agenti patogeni (tipo i virus) inseriti in un sistema disregolato o in equilibrio precario tra ordine e caos. A questo livello di frontiera, minime variazioni delle condizioni del sistema (quali quelle indotte da una minima risonanza oscillatoria) possono avere un ruolo decisivo sulla successiva evoluzione del sistema stesso. Quindi il primo problema che deve porsi il terapeuta sar quindi di ricollegare lindividuo in rapporto ai piani da cui proviene. Luomo un trasmutatore denergia, che si alimenta assumendo quotidianamente i prodotti della terra e le trasforma; quindi capta le energie provenienti dal nucleo della terra e le trasmuta attraverso il suo corpo. Poich le cellule percepiscono i diversi stati di coscienza, attraverso i differenti canali che inviano linformazione, se percepiscono uninformazione energetica alterata non potranno pi compiere la loro funzione; cos, se un individuo si arrabbia, le cellule della colecisti (o vescica biliare) risentiranno di questa perturbazione energetica legata allo stato di coscienza dellindividuo. Bisogna imprimere alle nostre cellule il nostro stato di coscienza, il supporto vibratorio adeguato, per farla partecipare alla risalita delle energie e per partecipare, al livello del proprio corpo, alla realt esistenziale della manifestazione, dove ogni uomo, attraverso il suo corpo, trasmuta coscientemente o inconsciamente le energie. Oggi viviamo in unepoca in cui i valori pi sicuri delluomo stanno per crollare, perch abbiamo perduto la fede in noi stessi e viviamo spesso esclusivamente con i piani pi bassi (quelli legati alla materia), che ci escludono dalla realt profonda della nostra esistenza. Molte persone, che si definiscono religiose, credono in una realt energetica delluomo, oltre la morte, ma non hanno approfondito la nozione vibratoria ed il vissuto delle dualit di queste energie che si battono, le une per far trionfare lo spirito, le altre per far trionfare la materia. La realt energetica di queste leggi si dimostra in ogni individuo, perch ciascun essere ha in s queste leggi universali, che si esprimono attraverso il suo corpo e attraverso la malattia. Se curato con la medicina bioenergetica, egli potr prendere coscienza delluomo nella dualit della sua esistenza e scoprire la possibilit di ritrovare la sua verticalit, mettendo la materia a servizio dello spirito. E per questo che, quando esiste una mancanza darmonia nellambiente circostante, in seguito ad un certo evento (es. transfert inconscio denergie negative, stress importante,
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vissuto di una particolare situazione che torna alla memoria) pu esserci una reazione corrispondente ad una disgiunzione tra la memoria ed il vissuto presente dellindividuo. Vi la messa in risonanza di un vissuto, che pu far scollegare lindividuo e farlo ritornare, senza che egli ne abbia realmente coscienza, in una dimensione temporale che non ha niente a che vedere con il tempo presente. Da questo momento la persona non pi sulla sua identit, non pi sul DNA vibratorio a livello del suo s, avviene una depressione e quindi uninvoluzione, una regressione completa su s stesso. Il terapeuta deve tentare di comprendere qual il centro energetico che si bloccato, lavorando sulla successione temporale fino a che il problema in questione non produca pi alcun disturbo energetico e successivamente biologico. Cos come uno psicanalista fa prendere coscienza al paziente della realt del suo passato che interferisce nella dimensione del tempo presente, fino a produrre uno sblocco suscettibile di generare ladeguato trasferimento dei conflitti relazionali nascosti, cos in una moderna medicina bioenergetica occorre ricercare i disordini energetici, trovare i nodi, che si sono formati nei piani situati oltre quello fisico, e scioglierli; questo si pu fare mettendo in evidenza le energie negative perturbanti che si trovano a livello di un dato piano, che fanno perdere lidentit e lappartenenza ad un certo sistema.

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IL SISTEMA DEI CHAKRA Il sistema dei Chakra un modello filosofico ed una profonda rappresentazione delluniverso umano su sette livelli, la cui comprensione, assimilabile alla struttura organizzativa che luomo si crea per affrontare la realt, potrebbe diventare uno strumento di diagnosi e di guarigione, ristabilendo lequilibrio tra corpo, mente e spirito. Tale tentativo pu essere fatto integrando concetti delle culture orientali (agopuntura cinese, medicina ayurvedica) con la medicina bioenergetica (tecniche quali lElettroagopuntura di Voll ed il Vega Test di Schimmel) e le filosofie integrative (come quella Junghiana). Questultima definita integrativa perch tende ad assimilare gli opposti: mente e corpo, cielo e terra, spirito e materia, luce e ombra, maschile e femminile, e tratta degli archetipi, campi psichici in relazione causale e sincronica con gli eventi del soggetto che si vuole curare. I Chakra, concepiti in India 4000 anni fa, sono giunti in Occidente attraverso la tradizione e la pratica dello yoga, disciplina volta a collegare lindividuo con il divino attraverso luso di pratiche mentali e fisiche e passando attraverso stati di coscienza sempre pi evoluti. Un Chakra un centro dattivit che riceve, assimila ed esprime lenergia universale, mettendo in contatto il campo energetico umano (aura) con lenergia cosmica (Chi secondo la filosofia cinese, Prana secondo la tradizione indiana). E una sfera ruotante (dal sanscrito: ruota, disco) che termina con un vortice a forma di cono, collegato con i pi importanti gangli nervosi della colonna vertebrale. Le sette ruote, che girano in senso antiorario, sono poste luna sullaltra in una struttura verticale denergia che unisce la base della colonna vertebrale alla sommit del capo, ed i loro modelli sono programmati nel nucleo pi profondo della connessione tra mente e corpo. In altre parole, sono simili a grandi metropoli localizzate su autostrade in cui lenergia psichica (puro pensiero e coscienza) trasportata allindividuo fisico sul piano terrestre. Accanto a queste metropoli esistono una miriade di strade secondarie, che sono i Mo della medicina egizia, i Meridiani della medicina tradizionale cinese o le Nadi vediche della medicina indiana; in tal modo ogni Chakra in rapporto con una ghiandola endocrina, con uno dei plessi nervosi principali, e con tutti gli organi che si trovano lungo il decorso del meridiano. Cos come le nostre emozioni influenzano il respiro, il battito cardiaco ed il metabolismo, cos le attivit dei vari Chakra influiscono sulla funzione ghiandolare, sulla forma del corpo, sulle malattie croniche, sul pensiero e sul comportamento. I Chakra funzionano pertanto come spugne che sono immerse in un oceano denergia, per usare una celebre frase di Barbara A. Brennan. I Chakra sono assimilati a fiori di loto, e come petali di esso possono essere aperti o chiusi, morenti o in piena fioritura, in relazione allo stato di coscienza interna. La filosofia yoga cinsegna che la dea serpente Kundalini rappresenta la forza vitale evolutiva allinterno di noi; essa si desta dal suo sonno nella terra per procedere danzando attraverso ciascun Chakra, ripristinando larcobaleno come un ponte metafisico tra la materia e la coscienza. Attraverso questa danza di trasformazione larcobaleno diventa lasse centrale del mondo, che scorre verticale attraverso il nostro centro. I sette colori dellarcobaleno
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(espressi nei Chakra) rappresentano unalternativa alla nostra consapevolezza binaria in bianco e nero e ci offrono un mondo di molteplici possibilit, correlate a sette modalit vibratorie dellesistenza umana. Nel viaggio lungo la vita, i Chakra sono le ruote disposte lungo questasse, che ci conducono in una ricerca evolutiva, fino alla nostra natura divina. Lattraversamento del Ponte dellArcobaleno una metafora mitica dellevoluzione della coscienza, che si ricollega alla nostra parte divina dopo lancoraggio nella materia. Dal punto di vista mitologico, larcobaleno sempre stato un segno di speranza, un collegamento tra Cielo e Terra, un segno darmonia e di pace; esso, come simbolo archetipico, compare in molte mitologie dogni parte del mondo. Nel mito celtico lorcio doro alla fine dellarcobaleno rappresenta una sorta di Santo Graal, la coppa perduta del rinnovamento e della pienezza spirituale. Anche Jung si riferiva alloro come al prodotto simbolico finale della trasformazione alchemica interiore. Per questo lattraversamento dei Chakra un processo alchemico di crescente evoluzione, che unifica gli opposti; cos lorcio doro diventa la pietra filosofale che ci attira verso leroico viaggio della trasformazione interiore verso il divino che in noi. Il percorso lungo i Chakra ci permette di estrarre larchetipo, ci gli antichi doni divini, relativi alla nostra anima e alla forza vitale, che abbiamo sepolto nel profondo della nostra coscienza ancestrale. Questo il piano psichico, che secondo Jung il regno degli archetipi, di quelli che gli antichi Egizi chiamavano Neter (il mondo che nasce dal legame tra il piano di manifestazione psichico e quello fisico, di l dai sensi). Poich il termine Chakra significa disco, possiamo pensare ad esso come ad un floppy disk di un computer, cio come ad ununit di memoria delle informazioni programmate vitali. Noi, infatti, possediamo un programma di sopravvivenza che ci avverte quando dobbiamo mangiare, quante ore dobbiamo dormire, quando indossare un cappotto, di quanto denaro abbiamo bisogno, di cosa siamo disposti a fare con quel denaro, di che cosa costituisce una minaccia per la nostra sopravvivenza e che cosa ci fa sentire al sicuro. Allo stesso modo abbiamo dei programmi per la sessualit, il potere, lamore e la comunicazione. Secondo questanalogia, possiamo considerare il settimo Chakra il sistema operativo, cio il modo in cui organizziamo e interpretiamo tutti i nostri programmi. Il nostro corpo lhardware, la programmazione il software; poich non siamo stati noi a scrivere questi programmi, il loro linguaggio talmente arcaico da essere diventato incomprensibile. Lobiettivo del terapeuta deve essere quello di identificare i nostri programmi e di correggerli, se errati, fino alla guarigione del paziente, usando il sistema dei Chakra per eliminare i difetti e riprogrammare la nostra vita. In tal modo si riesce ad attivare lantica forza vitale di Hahnemann, o la "vis medicalis naturae" di Ippocrate. Un altro aspetto importante di questanalogia lenergia di base che fa funzionare il sistema; il computer pi complicato, con megabytes di software, inutile senza lelettricit. Ci che attiva tutti i nostri programmi lenergia che immettiamo nel sistema; per questo per essere in grado di comprendere il programma di un essere umano, dobbiamo
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prendere in esame il flusso dellenergia vitale presente nel sistema, sintonizzandoci sulle varie frequenze energetiche come per una radio, che ha tante stazioni quante sono i Chakra, che ricevono e trasmettono su diverse frequenze. Il flusso dellenergia vitale si muove dal basso verso lalto, verso la libert, lespansione, lastrazione, la sintesi e luniversalit, ma anche dallalto verso il basso, verso la forma, la densit, i confini, la contrazione, lindividualismo. Quando questo sistema informazionale di riconoscimento tra i Chakra ed un organo rimane bloccato, le cellule dellorgano perdono la loro identit; vi allora la possibilit di sviluppare malattie degenerative autoimmuni, fino ai tumori. I sette vortici dei Chakra sono creati dalla combinazione di due principi attivi: la coscienza, che nel settimo Chakra, e la materia, che nel primo. Infatti secondo la scienza ayurvedica indiana (ayur=vita; veda=conoscenza) luniverso pervaso da due cause (lessenza immateriale e la forma materiale): 1) Purusha: la scintilla divina della vita, lanima universale, la pura consapevolezza, lantimateria oltre lo spazio e il tempo. 2) Prakriti: la materia, la forza creativa, la sorgente prima di ogni manifestazione, forma e natura. Quando trasformiamo i nostri pensieri coscienti in visualizzazioni, poi in parole ed infine in forma, siamo impegnati in un processo altobasso, in cui la corrente energetica scorre verso il corpo/hardware per attivare i programmi necessari. E anche vero che in ognuno di noi deve esistere una corrente ascendente bassoalto, che si muova dalla terra verso la coscienza eterea. Una persona per essere sana ha bisogno di entrambe queste correnti di base, che siano in equilibrio tra loro. Se non tendiamo verso lalto, non riusciremo a cambiare, a crescere e ad espanderci, diventando degli automi, fissati a continue reiterazioni; allopposto, senza la corrente discendente, si sentiamo dei sognatori che volano in ampi spazi, ma incapaci di atterrare, pieni didee, ma incapaci di assumersi delle responsabilit o di portarle a termine. Quando uniamo le due correnti otteniamo lunione e lintegrazione delle due polarit cosmiche. Questo concetto si ritrova anche in Medicina Tradizionale Cinese, quando si parla di Vaso Governatore e di Vaso Concezione, che possono essere interessati quando si verifica una deconnessione dellindividuo. Il Vaso Governatore comprende 27 punti sulla linea mediana del corpo; comincia a livello del coccige, percorre la piega fra i glutei, sale lasse sagittale mediano posteriore interspinoso, quindi lasse sagittale mediano del cranio, scende sullasse sagittale mediano della fronte, poi del naso per terminare sulla gengiva tra i due incisivi superiori. Questo il legame tra la psiche, il piano architetturale dellorganismo ed il piano cosmico; un problema psichico si accompagna alla perturbazione di uno o pi punti del Vaso Governatore, con una ripercussione fisica, spesso di tipo ormonale. La discesa delle energie avviene attraverso il vaso Governatore. Il Vaso Concezione comprende 24 punti collocati sulla linea mediana del corpo; incomincia sotto il pube, alla radice dello scroto nelluomo, dietro la vagina nella donna, e risale lasse sagittale mediano anteriore del corpo, passando dalla sinfisi pubica, lombelico, la parte centrale del corpo dello sterno e termina sulla sinfisi del mento. Questo vaso presiede alla regolazione del metabolismo cellulare, e regola la risalita delle energie.

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Un blocco di un Chakra si sviluppa quando due forze uguali e contrarie sincontrano su uno stesso piano; per sbloccarlo non possiamo semplicemente eliminare luna o laltra, ma devono essere integrate. Che cosa blocca un Chakra, impedendo il libero fluire dellenergia? Traumi infantili, condizionamenti culturali e sociali, abitudini restrittive, ferite fisiche ed emotive, ambienti oppressivi ci separano dalle nostre fondamenta, e dunque dalla corrente liberatoria che ha origine nella base; negata la nostra sessualit, violentato l'ambiente, manipolato il nostro potere. Allestremo opposto del polo, una cattiva informazione pu invalidare la nostra coscienza; il bambino cui detto che non ha visto quanto ha appena visto, o che potrebbe non aver provato quello che ha appena provato, impara a dubitare della sua stessa percezione, fino a generare fobie ed attivit compulsive. Per sbloccare un Chakra bisogna comprendere la sua natura e la sua dinamica funzionale allinterno del sistema; inoltre occorre esaminare la storia personale in relazione agli aspetti di quel Chakra, ed il suo stadio di sviluppo. Un Chakra pu essere bloccato in eccesso (e per tale motivo dovrebbe essere dispersa la sua energia) o in carenza (e perci dovrebbe essere tonificato), e ci il risultato di strategie dadattamento volte ad affrontare stress, traumi o circostanze spiacevoli, che riducono lo scorrimento dellenergia vitale attraverso il sistema e conducono a problemi di salute. Tuttavia difficile aprire un Chakra di un ossessivo che rimasto chiuso per quaranta anni, o cambiare il modello di comportamento di una persona (in carenza) che si sottrae spesso alle situazioni, tendendo ad essere vaga, inaffidabile o eccessivamente mutevole. La grandiosit del sistema dei Chakra consiste per proprio nella propria multidimensionalit; infatti, gli squilibri possono essere affrontati verbalmente attraverso la discussione, fisicamente attraverso il lavoro con il corpo ed il movimento, spiritualmente attraverso la meditazione, emozionalmente esplorando i sentimenti, visualmente attraverso le immagini, con ludito attraverso i suoni. Nelluomo fondamentale che i centri energetici siano aperti e non bloccati, e che non via sia alcuninterferenza tra essi. Esistono 4 schemi fondamentali di distribuzione squilibrata dellenergia lungo i Chakra; stato dato loro il nome della direzione verso cui lenergia ha bisogno di muoversi per raggiungere lequilibrio (eccessocarenza). 1) Sistema altobasso; c un eccesso nei Chakra superiori e una carenza in quelli inferiori. Il soggetto un pensatore-intuitivo, prima pensa poi agisce e spesso trova difficolt ad essere spontaneo: dopo aver riflettuto molto, decide quello che deve provare rispetto a qualcosa; spesso una persona molto complessa e intelligente, che tende a scegliere lavori di tipo intellettuale o analitico (insegnamento, programmazione di computer, scrittura, pittura) ed orientato verso lautoriflessione e lautogratificazione. 2) Sistema bassoalto: sono i tipi senso/istinto, pi inclini ad essere dominati dalle emozioni e dagli istinti che dai processi cognitivi. Tendono a non discutere con altri le loro decisioni e a non mettere troppo in discussione la loro vita.

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Stereotipi di questo schema sono i fissati della ginnastica o del sesso, coloro che hanno poco interesse per gli argomenti intellettuali, le donne che badano solo al loro aspetto fisico o la classica casalinga che si accontenta di stare in casa a fare i lavori domestici, con pochi interessi oltre a quelli del quotidiano. Il soggetto si preoccupa soprattutto dell'autoconservazione e dellautogratificazione; spesso agisce in modo impulsivo, non pensando nemmeno lontanamente di analizzare i propri impulsi, o di ponderare il senso della vita. Questa struttura in genere il risultato di un genitore severo che castra la naturale espansivit del bambino, insegnando che le uniche soddisfazioni si trovano nel duro lavoro, in un comportamento obbediente e nel non crearsi troppe aspettative. 3) Sistema dentrofuori: il soggetto da un punto di vista energetico concentrato nei centri mediani dellego e per crescere deve espandere questenergia verso il basso, nella profondit del s, e verso lalto, in direzione dello spirito e dellintelletto. E abbastanza in equilibrio tra i Chakra superiori e quelli inferiori, ma il contatto con i due estremi scarso; tende a dare per scontato il corpo ed evita lintrospezione. Se i Chakra centrali sono bloccati, lenergia trattenuta nel centro del corpo ed legata alla volont; spesso il soggetto tollerante, forte, leale e pu sopportare ben le difficolt. Se i Chakra centrali sono aperti, il tipo estroverso, orientato verso lazione, ama impegnarsi nella vita ma inconsapevole della propria vita interiore; molto funzionale, ma spesso teme le relazioni, il coinvolgimento e la sensazione dintimit. 4) Sistema fuoridentro: il soggetto fortemente cosciente tanto della testa che del corpo, senza che luna sia collegata allaltro. C un collasso della zona del cuore, per cui, scollegato dalla parte mediana integrativa, tende ad essere introverso. Vi possono essere allergie, dolori cronici, ossessioni del peso, ipocondria. I Chakra superiori sono molto sviluppati, per questo il soggetto intelligente, creativo ed intuitivo. Portata allestremo, questa configurazione pu condurre ad una dissociazione grave (es. disturbi da personalit multipla, disturbi ossessivo-compulsivi e personalit borderline). 5) Sistema equilibrato: possibile avere un sistema dei Chakra piuttosto armonico, tipico delle persone che sono state fortunate nel modo in cui sono state allevate; sono persone ben radicate nella terra ed in contatto con il proprio corpo, che godono di buona salute e vitalit, consapevoli dei propri sentimenti, senza esserne dominati, appagati sessualmente senza essere ossessionati dal sesso. Con un terzo Chakra in equilibrio hanno fiducia in se stessi, e coltivano obiettivi senza dominare gli altri. Il cuore capace di compassione ed amore, centrato e sereno. Comunicano i propri sentimenti e le idee con uguale verit e chiarezza, con la capacit di ascoltare gli altri. I Chakra superiori aprono lo spirito allimmaginazione, alla saggezza ed al contatto personale: questa una situazione ideale cui possiamo sperare di tendere.

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Ciascun Chakra riflette un diritto fondamentale, inalienabile, la cui perdita lo blocca. Se i nostri diritti rimangono intatti, abbiamo una buona possibilit di abbracciare le identit basilari dei Chakra, intese come significato da ricercare per operare nella vita nel migliore dei modi; queste identit, specifiche per ogni Chakra, emergono durante la maturazione della vita, e possiamo vederle come degli strati metaforici di vestiario, per coprire lessenza sottostante dellanima. Ogni Chakra possiede inoltre un demone specifico, che interferisce con la sua salute e ne mina lidentit; una controforza che si oppone alla naturale attivit del Chakra. La sua presenza impedisce al Chakra di fare il suo lavoro, ma quella sfida ci costringe anche a renderci pi consapevoli di quel lavoro, cos che alla fine possiamo farlo meglio. Quando ne siamo inconsapevoli, i demoni cimpediscono di progredire, mandando in cortocircuito la nostra attivit ed espressione. Se prendiamo consapevolezza del demone ed esploriamo il motivo per cui si trova l, otteniamo una pi profonda conoscenza di noi stessi.

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Quella che segue una tabella che indica le connessioni tra i vari Chakra:
Posizione Ghiandola Colore Identit Suono tradizionale Pianeti Metalli Pietre preziose Energia Elemento Piano Stadio di sviluppo Stato di coscienza 1 Chakra Plesso sacro-coccigeo Surreni Rosso Fisica Lam Venere Piombo Rubino, magnetite Yang Terra Fisico Vita fetale, fino a 12 mesi Sopravvivenza 2 Chakra (Regione sottoombelicale) Gonadi Arancione Emozionale Vam Luna Stagno Corallo Yin Acqua Eterico Da 6 mesi a 2 anni Sessualit, emozioni, piacere Sentire, volere, percepire, provare piacere ed emozioni Autogratificazione Movimento, piacere, sessualit, sentimento, sensazioni, emozioni, desideri, necessit, capacit di cambiare 3 Chakra Plesso solare Pancreas Giallo Dellego Ram Mercurio Ferro Ambra, topazio Yang Fuoco Causale Da 2 anni a 4 anni Forza, volont, potere personale, azione Agire, essere un individuo, essere libero Autodefinizione Trasformazione, vitalit, azione, spontaneit, volont, potere personale, autostima, autonomia, responsabilit, affidabilit, fiducia, autodisciplina 4 Chakra Regione del cuore Timo Verde Sociale Yam Sole Rame Smeraldo Yin Aria Astrale Da 4 anni a 7 anni Amore, relazioni 5 Chakra Gola Tiroide, paratiroidi Azzurro, blu Creativa Ham Marte Mercurio Turchese Yang Suono, etere Mentale Da 7 anni a 12 anni Comunicazione, creativit Parlare ed essere ascoltato Autoespressione Comunicazione, creativit, connessione, risonanza, pensiero simbolico, ascolto, ritmo, indipendenza, autodeterminazione 6 Chakra Reg. intersopraciliare Epifisi Indaco Archetipica Om Saturno Argento Quarzo Yin Luce Divino Adolescenza Intuizione, immaginazione Vedere 7 Chakra Vertice del capo Ipofisi Violetto Universale Giove Oro Diamante, ametista Yang Pensiero Spirituale Corso della vita Consapevolezza, conoscenza, comprensione Conoscere, imparare

Diritti

Esistere, avere

Amare ed essere amato Autoaccettazione Amore, equilibrio, compassione, autoaccettazione, buone relazioni, empatia, altruismo, sistema immunitario efficiente, sviluppo della personalit

Orientamento verso il s Scopi e caratteristiche equilibrate

Autoconservazione Stabilit, fermezza, salute fisica, fiducia, prosperit, collegamento con la terra, capacit motoria, determinazione, armonia con il corpo, con la natura e la vita, serenit, voglia di vivere Paura Pesantezza, pigrizia, monotonia, accaparramento, materialismo, avidit, paura di perdere ci che d benessere e sicurezza

Autoriflessione Percezione psichica, interpretazione, immaginazione, sogni, percezione dei modelli, intuizione, visualizzazione, introspezione, pensiero simbolico

Autocoscienza Saggezza, conoscenza, consapevolezza, connessione spirituale, comprensione, trascendenza, immanenza, riflessione, apertura mentale, connessione spirituale Attaccamento Iperintellettualizzazion e, ossessioni spirituali, confusione, dissociazione

Demone Caratteristiche per eccesso

Colpa Iperemotivit, confini labili, esibizionismo sessuale, ossessione del sesso, egoismo, invasione degli altri, manipolazione

Caratteristiche per difetto

Paure, ansia, mancanza di disciplina, irrequietezza, disorganizzazione cronica, disadattamento, insicurezza

Frigidit, impotenza, rigidit del corpo, timore del piacere e del sesso, pratiche sociali limitate, eccessive difese, paura dei cambiamenti

Vergogna Sofferenza, dolore Dominanza, critica, Codipendenza, confini aggressivit, labili, possessivit, dispersione, gelosia, sacrificio iperattivit, volont di eccessivo controllo, bisogno di avere sempre ragione, manipolazione, sete di potere, traditore, ostinazione, ambizione del comando Volont debole, Timidezza, solitudine, mancanza dautostima, mancanza dempatia, passivit, critica, antisocialit, trascuratezza, freddezza, intolleranza, manipolabilit, depressione, odio, freddezza emotiva, rancore mentalit vittimista,

Bugie Parlare eccessivo, incapacit dascolto, prolissit, balbuzie

Illusione Incubi, allucinazioni, illusioni, difficolt di concentrazione, ossessioni

Timore di parlare, scoordinamento, afasia, difficolt a trasporre in parole i sentimenti, introversione, timidezza

Scarsa memoria, incapacit di visione globale, mancanza di sensibilit ed immaginazione, carenza di sogni, monopolarizzazione

Difficolt dapprendimento, scetticismo spirituale, visione limitata, materialismo, rigido sistema di pensiero, eccesso nei Ch.

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Traumi e violenze

Meridiani

Trauma alla nascita, abbandono, mancanza di legame fisico con la madre, malnutrizione, malattie gravi, violenza Rene-Colon-TenueVescica

Abuso sessuale, abbandono, carenze affettive, negazione degli stati emotivi, rigore morale, violenza Milza/PancreasVescica-Colon Tenue

inaffidabilit Vergogna, autoritarismo, paura della punizione, responsabilit inadatte allet, abusi fisici Fegato-Vescica biliare-Milza/Pancreas Stomaco-Rene

Rifiuto, abbandono, perdita, vergogna, criticismo costante, divorzio, morte dellamato, tradimento Cuore-PolmoneVescica biliare Stomaco-Fegato-Rene

Bugie, messaggi contraddittori, violenza verbale, criticismo eccessivo, genitori autoritari Cuore-EndocrinoCircolazione Polmone Disturbi ORL, del polmone, della tiroide, tossicosi, problemi agli arti superiori

Patologie

Anoressia mentale, sottopeso, ipotensione, obesit, stipsi, sciatalgie, artriti, artrosi, emorroidi

Conflitti

Cibi per riequilibrare Ere geologiche

Di paura Di separazione Di acquisizione territoriale Proteine animali Et della pietra (22.500 A.C.- 14.000 A.C.)

Malattie urogenitali, Disturbi alimentari e Disturbi cardiodella colecisti, digestivi (gastriti, vascolari (ipertensione, dellintestino, malattie ulcere), ipoglicemia, angina, infarto), globus ginecologiche diabete, spasmi hystericus, malattie (dismenorrea, fibromi, muscolari, dislipidemia, polmonari (asma, cisti ovariche, astenia cronica, bronchite cronica), disfunzioni sessuali ipertensione, disturbi mastopatie, carenze e (impotenza, del pancreas, fegato, disfunzioni del sistema eiaculazione precoce, rene, attacchi di immunitario, frigidit), lombalgie, rabbia, esplosioni di depressione, suicidio gonalgie, mancanza violenza dinteresse per il cibo, il sesso, la vita, isteria, stati bipolari, crisi distruttive Di difesa Di rabbia Di nido Di delimitazione Sentimentali territoriale Di devalorizzazione Di incapacit Liquidi, tisane Carboidrati Vegetali Et del cancro (14.000 A.C.- 8.500 A.C.) 8500 A.C.- 2.000 d.C. Et dellacquario (2.000 D.C - 4.000 d.C.)

Invalidamento dellintuizione (ci che vedi non si collega con quanto ti detto), ambiente violento Tenue-FegatoEndocrino Circolazione-Vescica biliare Cefalee, problemi visivi, sinusiti, vertigini, cataratte, insonnia

inferiori Informazione negata, educazione rigida, religiosit imposta, obbedienza, incapacit di pensiero autonomo Cuore-Vescica biliareCircolazione Tutti Emicranie, tumori cerebrali, amnesie, vertigini, fobie profonde (della morte), psicosi

Di inedia Di afferrare

Di identificazione Di devalorizzazione Di morte Sostanze psicotrope Dal 6.000 d.C.

Di eliminazione Di perdita Intellettuali Digiuno ?

Frutta 4.000 d.C. 6.000 d.C.

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Chakra interessati 1

Conflitti Conflitti di separazione Conflitti dacquisizione territoriale Conflitti di paura

Immagine ideale Sono pieno di successo, competente e concreto. Io ho successo Sono fedele, obbediente e leale. Io faccio il mio dovere Sono giusto, forte e superiore. Io sono forte.

Ossessioni o tentazioni Efficienza

Evitamenti Fallimento

Meccanismi di difesa Identificazione

Compulsione Menzogna

Riprogrammazione psico-spirituale Veritsperanza

Meridiani interessati Cute (Cu), Sistema nervoso sensitivo (A), Cuore (coronarie) Polmone (bronchi) (P) Rene Laringe (P) Mediastino (P) Bronchi (P) Vescica (V) Pancreas endocrino (E) Retto-ano (Co) Term. Nervose. Motorie (DN) Vescica biliare (VB) Fegato (F) Tenue (T) Milza/Pancreas (M/P) Genitali (E) Mammella Sist. Nerv. Sensitivo (A) Cute Sistema osteoartic.(DA) Linfonodi Milza (MP) Surreni (E) Connettivo (DM) Muscolatura striata DG) Tessuto adiposo (DG) Fibre musc. liscie (DO) Tiroide (E) Ipofisi (E) Tessuto adiposo (DG) Milza (M/P) Sistema osteoartic.(DA) Retto (Co) Polmone (P) Linfonodi Surreni (E) Connettivo (DM) Muscolatura striata (DG) Tessuto adiposo (DG)

Sicurezza

Devianza

Proiezione

Timore

Coraggiofede

Conflitti di difesa e delimitazione territoriale Conflitto motorio

Giustizia

Debolezza

Negazione

LussuriaDominazione

InnocenzaMisericor dia

Conflitti di rabbia

Sono sincero, diligente e ordinato. Io ho ragione Sono affettuoso, altruista, servizievole. Io aiuto Sono tranquillo, armonico ed equilibrato. Io sono soddisfatto

Perfezione

Collera

Autocontrollo

Ira

PazienzaCrescita

Conflitti di nido. Conflitti sentimentali

Correre in aiuto degli altri

Bisogno

Repressione

Orgoglio

UmiltLibert

Conflitto di devalorizzazione. Conflitto di incapacit

Sminuirsi

Conflitti

Stordimento

Pigrizia

AzioneAmore

Conflitti dinedia Conflitti di afferrare Conflitti didentificazione Conflitti di devalorizzazione. Conflitti di morte

Sono ottimista, allegro e simpatico. Io sono felice Sono originale, sensibile e colto. Io sono diverso.

Idealismo

Dolore

Razionalizzazion e

IntemperanzaGola

Gioiacooperazione con Dio

Autenticit

Ordinariet

Sublimazione artistica

Invidia

ArmoniaUnione con Dio

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Conflitti deliminazione. Conflitti di perdita. Confl. Intellettuali

Sono saggio, avveduto e recettivo. Io riconosco

Sapere

Vuoto

Isolamento

Avidit

ObiettivitSaggezza

Colon-sigma-retto (Co) Sist. Nervoso sens. (A)

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LA TERAPIA BIOENERGETICA Lobiettivo di ogni terapia bioenergetica il raggiungimento della condizione di salute dellindividuo, inteso come inscindibilit di corpo, mente e spirito, nei vari piani da cui lo stesso formato. Concetto di salute secondo i criteri della bioenergetica:
Piano fisico Stato di armonia con il proprio corpo e la natura; voglia di vivere; sensazione di stabilit; assenza di paura. Piano eterico (emozionale) Capacit di provare piacere ed emozioni; libert di movimento; assenza di sensi di colpa. Piano causale Consapevolezza delle proprie azioni, della volont e del potere personale. Assenza di vergogna. Piano astrale Capacit di amare, empatia, equilibrio interiore; assenza di dolore. Piano mentale Comunicazione, creativit, chiarezza, coerenza; assenza di bugie. Piano divino Intuizione, immaginazione, percezione, interpretazione; assenza di illusioni. Piano spirituale Consapevolezza, conoscenza, saggezza, trascendenza.

Con la bioenergetica si tenta di avere una visione tridimensionale del fenomeno patologico nel momento in cui arriva alla visione del medico, tentando di comprendere il punto di partenza del conflitto psichico del paziente, iniziato sicuramente da un blocco a livello di un Chakra. In tal modo il terapeuta pu recuperare il suo ruolo olistico nei confronti del paziente, che visto analizzando i suoi piani energetici eterico-astrali, al fine di permettere il corretto fluire delle proprie energie sottili nei diversi strati del campo energetico umano. Ogni strato pu essere considerato un livello di vibrazione progressivamente superiore che occupa lo stesso spazio dei livelli di vibrazione sottostanti ed in pi si estende al di l di essi. Piani energetici che compongono laura: 1) Piano fisico (terra) (1 Chakra) 2) Piano eterico (acqua) (2 Chakra) 3) Piano emotivo (astrale) (aria) (3 Chakra) 4) Piano causale (fuoco) (4 Chakra) 5) Piano mentale (5 Chakra) 6) Piano divino (6 Chakra) 7) Piano spirituale (7 Chakra) Nella terapia bioenergetica luomo non visto alla stregua di una macchina divisa in vari settori, ma come un essere vivente unico animato da uno spirito che lo permea e lo anima, e che pu essere equilibrato energeticamente adottando le forme terapeutiche pi antiche, che sono bagaglio ancestrale dellUmanit nel corso della storia. Solo in tal modo lessere umano pu arrivare allaccettazione di comportamenti armonici alla consapevolezza ed al ritrovamento di se stesso, attraverso la presa di coscienza dello spirito che dimora in ognuno come energia di vita. La visione tridimensionale permette di osservare il paziente da tre angolazioni e secondo tre piani diversi di esame: 1) piano causale 2) piano sistemico 3) piano sintomatico. Piano causale: la causa della malattia un conflitto emotivo (ad es. la non accettazione di unesperienza vissuta, o il rifiuto di se stesso, o il rifiuto degli altri). Tale conflitto instaura nel paziente uninversione del senso di rotazione (antiorario) della corrente bioenergetica lungo i Chakra, attraverso lintermediazione dellasse ipofisi-epifisi-ipotalamo, che a sua volta determina linsorgenza di malattie psicosomatiche o somatopsichiche.
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Piano sistemico: attraverso il sistema autonomo neurovegetativo (simpatico e parasimpatico) si crea uno squilibrio a livello del sistema mesenchimale o di regolazione degli organi. Piano sintomatico: il tessuto mesenchimale ubiquitario sviluppa nellorgano pi debole (locus minoris resistentiae) una risposta specifica dello stesso, detta sintomo, che appare funzionale alla comprensione della malattia.

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LA NUOVA MEDICINA DEL DOTT. HAMER Le scoperte di Hamer invece aprono un universo totalmente opposto rispetto alla visione tradizionale della malattia; essa la risposta appropriata del cervello ad un trauma esterno, e fa parte di un programma di sopravvivenza della specie. Le cinque leggi fondamentali <<E da migliaia di anni che lumanit ha sperimentato che in definitiva tutte le malattie hanno unorigine psichica e ci ormai un assunto scientifico solidamente inscritto nel patrimonio della conoscenza universale; solo la medicina moderna fa di noi, esseri animati, un sacco pieno di formule chimiche>>. Le cinque leggi sono nate con la nascita della vita, e sono inscritte nel codice genetico di ogni organismo vivente: la pianta, lanimale, luomo si comportano secondo le stesse leggi biologiche. Prima legge: la legge ferrea del cancro.Il trauma il detonatore. Ogni malattia causata da un trauma emotivo che ci coglie impreparati, ci prende in contropiede, un trauma che viviamo in solitudine e che non sappiamo come risolvere. Lintensit del trauma, la colorazione dellemozione provata quando avvenuto, determinano larea del cervello colpita, lorgano fisico corrispondente e la gravit della malattia. Allo scopo di continuare la specie, luomo ha sviluppato col passare dei tempo dei programmi biologici di sopravvivenza che sono diventati automatici e si sono inscritti nel suo cervello, nelle sue cellule. Questo esempio introduce un concetto molto importante: lesistenza di una triade indissociabile di: mente-cervello-corpo, tre unit che funzionano sempre insieme! Fintantoch la medicina si ostiner ad occuparsi solo della cellula dimenticando che luomo un tuttuno composto di emozioni (ciascuno vive gli avvenimenti della vita in modo del tutto personale), cervello (la nostra centrale di comando per la sopravvivenza e la continuazione della specie) e corpo (lunico campo di azione a disposizione del cervello), non potr mai arrivare a capire il significato della malattia n le sue leggi di funzionamento. Il cervello non in grado di distinguere tra reale e simbolico, tra realt ed immaginazione. Tutte le volte che un individuo, nel corso della sua esistenza, viene colpito da un trauma emotivo che abbia le seguenti caratteristiche: - sia vissuto in maniera drammatica (con tutte le sfumature del caso, per cui una grossa emozione avr conseguenze pi visibili di una piccola contrariet: dalla bronchite al cancro ai polmoni, a seconda dellintensit del dramma vissuto); - ci colga impreparati, in contropiede, come un fulmine a cielo sereno; - lemozione abbia il sopravvento sulla ragione; - sia vissuto in solitudine, rimuginando continuamente il problema (anche se tutti sanno quello che ci capitato, nessuno sa quello che abbiamo provato); - non si trovi una soluzione soddisfacente; solo allora il cervello entra in azione mettendo in moto uno speciale programma biologico per la sopravvivenza dellindividuo. Lintensit del trauma emotivo subito determiner la gravit della malattia, mentre il tipo di emozione provata al verificarsi del trauma determiner la localizzazione della patologia nel corpo.

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La malattia dunque un simultaneo squilibrio a livello psichico, cerebrale e organico dovuto ad un trauma emotivo. Senza conflitto non vi malattia: rendersene conto il primo passo verso la guarigione. Allorigine di tutte le malattie (angina, bronchite, cancro, depressione, epilessia, infarto, leucemia, sclerosi a placche, eccetera) c, nella vita del paziente, un evento particolare vissuto come trauma: separazione affettiva, offesa, licenziamento, schiaffo, la morte di un familiare, una diagnosi medica raggelante Un evento vissuto in modo drammatico, inaspettato e conflittuale, in solitudine e senza possibilit di una soluzione soddisfacente. Drammatico: ci distoglie dalle preoccupazioni quotidiane per la sua intensit e gravit. Inaspettato: ci cade addosso allimprovviso, brutalmente. Vissuto nellisolamento: anche se tutti sanno che mi successo qualcosa, nessuno sa ci che ho provato. Senza soluzione soddisfacente: non sempre basta parlarne. Solo quando levento non sar pi vissuto come trauma emotivo, il problema potr dirsi biologicamente risolto. Seconda legge: le due fasi della malattia. Niente esiste senza il suo contrario Non esiste il giorno se non c la notte: tutto funziona in modo binario in questo mondo. Le attivit umane sono governate dal sistema neurovegetativo, il sistema nervoso, che composto essenzialmente dal sistema ortosimpatico o simpatico e dal sistema parasimpatico o vago, dal nome del decimo nervo cranico, il pi potente del sistema. Tutte le malattie hanno due fasi solitamente di analoga durata. La prima fase quella di stress ed detta simpaticotonia perch entra in azione il sistema simpatico. Va dal trauma alla risoluzione del problema. La seconda fase va dalla soluzione dei problemi al ritorno alla normalit ed detta vagotonia perch entra in azione il sistema parasimpatico (vago). Fase di simpaticotonia ovvero il conflitto attivo Al verificarsi di un trauma che ci coglie impreparati, che viviamo in solitudine, che continuiamo a rimuginare e che non sappiamo come risolvere, i tre livelli dellessere umano (mente, cervello e corpo) entrano contemporaneamente in una fase d reazione per poter sopravvivere: - a livello psichico: il paziente continua a ruminare il suo problema, stressato in permanenza, non ha pi fame, dimagrisce, ha problemi ad addormentarsi e si sveglia di frequente durante la notte: la fase di adattamento di fronte allevento inatteso. In questo continuo stato di allarme tutte le sue energie sono mobilitate al solo fine di superare il trauma. Come a dire che non il cancro che fa dimagrire, ma il continuo stato di stress. - a livello cerebrale: si verifica una specie di cortocircuito che Hamer chiama focolaio; esso assume la forma di piccoli anelli concentrici in una certa area del cervello che presiede al funzionamento di un organo ben determinato. I neuroni e le cellule gliali dellarea in questione muoiono. Mentre i neuroni non potranno pi riformarsi (ma ne abbiamo talmente tanti che il problema irrilevante), le cellule gliali, sorta di serbatoio nutritivo dei neuroni, potranno riformarsi. Sottoponendo un paziente a TAC cerebrale senza liquido di contrasto, i focolai di Hamer chiaramente visibili ad un occhio esperto, permettono di determinare se ci si trovi di fronte ad una fase di conflitto attivo oppure ad una fase di
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riparazione, e di leggere la storia del paziente attraverso i suoi cortocircuiti. Sulla base di pi di ventimila casi esaminati il dottor Hamer arrivato a determinare una sorta di mappa del cervello, individuando la corrispondenza fra il tipo di trauma originario, larea colpita a livello cerebrale e lorgano fisico comandato da quellarea. a livello fisico: il cervello pu dare solo quattro ordini: creare una massa, scavare dei buchi (detti lisi), bloccare, sbloccare. Vedremo nella terza legge il suo modo di funzionamento.

Fase di vagotonia ovvero il recupero e la riparazione Lintensit di questa fase generalmente proporzionale alla prima ed ha inizio sempre e solo al momento della soluzione del conflitto. Questa seconda fase a sua volta divisa in due parti dalla cosiddetta crisi epilettoide di cui vedremo in seguito la funzione. Prima della crisi avviene la riparazione del cervello che si conclude col verificarsi della crisi epilettoide; in seguito tocca al corpo proseguire nella sua riparazione (iniziata alla risoluzione del conflitto) fino al completo ritorno dellomeostasi (lo stato di equilibrio). Nella fase di vagotonia accade quanto segue: - a livello psichico: il momento in cui possiamo cominciare a tirare il fiato. Lo stress si dilegua e il paziente pervaso da un gran senso di quiete e serenit. Il conflitto stato risolto. Torna lappetito, il corpo e le estremit riprendono ad essere calde a seguito di una vasodilatazione periferica ed il sonno, malgrado qualche difficolt ad addormentarsi, ritorna dopo le tre di notte, collavvicinarsi dellalba. - a livello cerebrale: nellarea in cui s verificato il cortocircuito comincia a formarsi un edema di riparazione composto di sostanze nutritive che hanno il compito di rivitalizzare le cellule gliali, e i cerchi concentrici precedentemente visibili cominciano a scomparire: linizio della fase di riparazione. Se a questo punto si esegue una TAC cerebrale con liquido di contrasto si corre il rischio di diagnosticare erroneamente un umore cerebrale, in quanto il prodotto di contrasto opacizza ledema di riparazione; molti interventi chirurgici, che alterano tra laltro il fondamentale ritmo vibratorio del cervello, potrebbero essere evitati se solo si fosse a conoscenza di questo piccolo dettaglio! Una volta terminata la riparazione, ledema cerebrale non ha pi ragione di persistere e continuare a crescere; ci danneggerebbe il cervello che per sua natura non pu dilatarsi oltre i limiti della scatola cranica. Ma madre natura perfetta ed ha inventato la crisi epilettoide (possono verificarsi tremori, sudori freddi, stress, evacuazioni urinarie), sorta di momentaneo ritorno alla fase di simpaticotonia, che ha la funzione di verificare se levento conflittuale stato realmente superato; in caso affermativo ledema sar evacuato tramite una fase di diuresi, in caso negativo il conflitto altalenante, mai superato, si manifester con fasi alterne di ricadute e risoluzioni che avranno come conseguenza il formarsi di una cisti cerebrale al posto delledema. - a livello fisico: gi prima della crisi epilettoide la malattia smette di progredire ed il cervello si ripara, ma il corpo termina di recuperare la sua piena funzionalit solo dopo questa crisi. Nella fase di vagotonia il paziente entra in uno stato di infiammazione; tutte le sue energie sono ora tese alla riparazione cerebrale e fisica: pu avere degli stati febbrili, dolori diffusi o localizzati e molta stanchezza, come se fosse stato investito da uno schiacciasassi. Qui ancora la natura si dimostra estremamente efficiente: se infatti non esistessero questi sintomi, il paziente si dedicherebbe alle sue attivit quotidiane distogliendo in
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parte o totalmente le sue energie dallobiettivo primario del momento, ovvero riparare i danni. Tutti gli stati infiammatori sono delle riparazioni, ivi comprese le malattie infettive contro le quali combattiamo con ogni mezzo nella speranza di uccidere i microbi. La realt tuttavia esattamente lopposto: siamo in presenza di una fase di riparazione! E comunque da tener presente che in alcuni casi la fase di riparazione pu essere anche pi pericolosa della fase di malattia e che la crisi epilettoide presenta dei rischi che bene non ignorare per poter aiutare il paziente con ogni mezzo, anche allopatico, a portare a compimento questa seconda fase (ne vedremo un esempio in seguito accennando allinfarto del miocardio). Terza legge: il sistema ontogenetico dei tumori e delle malattie equivalenti. Al di la della complessit, tutto semplice In sintesi, al verificarsi di un evento conflittuale inatteso, senza soluzione apparente, vissuto in solitudine, la patologia si esprime contemporaneamente a livello mentale, cerebrale e organico: la prima fase, detta d simpaticotonia, che si manifesta cos: - a livello mentale c uno stato di stress permanente; - a livello cerebrale si verifica il cortocircuito dellarea determinata dal tipo di emozione subita; - a livello organico avviene la proliferazione cellulare (tumore) per gli organi comandati dal tronco cerebrale e dal cervelletto, oppure la lisi (perdita di sostanza) o ancora il blocco funzionale (paralisi) per gli organi comandati dal midollo cerebrale e dalla corteccia cerebrale. Leliminazione del conflitto la chiave di volta che permette di passare alla seconda fase detta vagotonia, la riparazione vera e propria, che si manifesta cos: - a livello mentale si ritrova la quiete; - a livello cerebrale, i circuiti elettrici si rigenerano; - a livello fisico avviene la caseificazione* o lincistarsi del tumore per gli organi comandati dal tronco cerebrale e dai cervelletto, la ricostruzione delle lisi o lo sblocco funzionale per gli organi comandati dal midollo cerebrale e dalia corteccia cerebrale. Come vedremo nella quarta legge, i microbi sono gli artefici necessari del recupero della salute. Essi sono i nostri alleati pi preziosi e sono attivi, virulenti, sempre e solo in fase di riparazione!! Quarta legge: il sistema ontogenetico dei microbi, Operai specializzati agli ordini del cervello Contrariamente a quanto creduto finora, i microbi sono nostri alleati; sono loro che si occupano di riparare i danni durante la fase di vagotonia. il cervello che invia lordine ai nostri amici virus, funghi o batteri, sollecitando gli uni o gli altri a seconda del lavoro che devono svolgere. Come mai, durante le annuali epidemie di influenza, non tutti si ammalano? Qual la differenza tra un individuo che si ammala e un altro che resta in salute? Non certo il sistema immunitario degli uni pi debole di quello degli altri in quanto vediamo individui robusti e pieni di forza falciati dal virus influenzale mentre persone fragili e cagionevoli di salute passano indenni attraverso lepidemia. Ma se anche esistessero sistemi immunitari pi deboli di altri, quale ne sarebbe la ragione? La risposta ci viene dalla quarta legge, il sistema ontogenetico dei microbi secondo cui:

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essi lavorano solo nella seconda fase della malattia, quella di riparazione, attivandosi ne! momento della risoluzione del conflitto e fino a riparazione avvenuta, dopodich ritornano inattivi. I microbi non sono dunque dei nemici ma degli alleati che vivono in simbiosi con noi e lavorano per noi agli ordini del nostro cervello. Distruggendoli, non si fa che ritardare e rallentare la fase di riparazione che avviene comunque alla risoluzione del conflitto, pur non essendo ottimale da un punto di vista biologico; essi si suddividono secondo lorigine embrionale dei tessuti.

Tutti i microbi arrivano, proliferano e scompaiono per favorire la riparazione secondo una logica ben precisa in sincronia ton il nostro cervello e il nostro corpo, proliferando o morendo a seconda del tipo di patologia, degli organi interessati e del lavoro che devono svolgere: eliminare o ricostruire. Essi fanno parte del programma biologico della natura. I funghi e i microbatteri sono degli spazzini che ripuliscono i tumori situati negli organi derivanti dallendoderma e governati dal tronco cerebrale e quelli degli organi derivanti dal mesoderma cerebellare, retti dal cervelletto; pi precisamente svolgono unazione di caseificazione: rosicchiano, per cos dire, il tumore. I batteri hanno sia la funzione di spazzini (per i tumori situati negli organi derivanti dal mesoderma cerebellare, retti dal cervelletto), che quella di restauratori delle lisi (che, ricordiamo, sono delle riduzioni cellulari o necrosi) situate negli organi derivanti dal mesoderma del midollo cerebrale, retti dal midollo cerebrale. I virus collaborano alla ricostruzione degli organi di origine ectodermica retti dalla corteccia cerebrale.

Quinta legge: la legge della quintessenza Tutti i comportamenti delluomo (e quindi anche le malattie) sono determinati da programmi speciali di sopravvivenza inscritti nel cervello fin dalla notte dei tempi. La malattia la soluzione biologica perfetta del nostro cervello, lultima possibilit di sopravvivenza. La malattia ha sempre un senso. Essa utile, necessaria, vitale per lindividuo e per levoluzione della specie. Possiamo dire che Hamer abbia scoperto una lettura supplementare delle funzioni del cervello. Essa non rimette in discussione le scoperte precedenti in questo campo, non pi di quanto varrebbe il descrivere una prateria in termini di fiori e farfalle piuttosto che di funzione clorofilliana. Il dottor Hamer ha scoperto che al verificarsi di un trauma emotivo, gli uomini fino allet dellandropausa sono colpiti nella parte destra del cervello e le donne fino allet della menopausa nella parte sinistra (per i mancini il discorso sinverte). Andropausa e menopausa rappresentano un cambiamento di stato nel senso che nellorganismo degli uomini diminuiscono gli ormoni maschili e nelle donne diminuisce la quantit di ormoni femminili, mentre per entrambi aumenta relativamente le quantit di ormoni del sesso opposto. Dopo landropausa luomo , per cos dire, pi femminile, dopo la menopausa, la donna pi maschile. In uomo destrimano in et riproduttiva, al verificarsi di un primo trauma emotivo sar quindi colpito nella parte destra della corteccia cerebrale (quarta tappa dellevoluzione) e svilupper le patologie relative agli organi comandati dallemisfero destro: tronchi, arterie coronarie, stomaco, duodeno, vie biliari, vescica; una donna
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destrimana, mestruata, che non prende la pillola (altrimenti cambia il suo stato ormonale), al verificarsi di un primo trauma emotivo sar colpita nella parte sinistra della corteccia cerebrale e svilupper le patologie relative agli organi comandati dallemisfero sinistro: tiroide, laringe, vene coronarie, collo dellutero, vescica, retto (in effetti le patologie di questi organi colpiscono pi le donne che gli uomini). Dopo landropausa il trauma sar vissuto dalluomo con una colorazione pi femminile (parte sinistra del cervello), mentre per la donna, dopo la menopausa, il trauma sar vissuto secondo una colorazione pi maschile (parte destra del cervello), e anche le patologie si invertiranno; meraviglioso stratagemma messo in atto dalla natura per poter vivere nellarco di una vita anche le esperienze del sesso opposto. Se le donne capissero appieno questo meccanismo, al momento della menopausa non vivrebbero pi un conflitto di svalutazione di s per non poter pi assolvere alla loro funzione procreativa, di conseguenza non esisterebbero pi problemi di osteoporosi (se non ho pi valore in quanto donna perch non posso pi mettere al mondo figli, il cervello ordina una decalcificazione dello scheletro, la parte pi densa del corpo, una sorta di lento suicidio). La menopausa e landropausa sono, al contrario, linizio di una nuova avventura che proietta uomini e donne in mondi emotivi fino allora sconosciuti. Come abbiamo visto nelle pagine precedenti, le cinque leggi della Nuova Medicina danno finalmente un senso alla vita e alle sue manifestazioni; non si tratta pi di riconoscere dei sintomi e cercare di eliminarli con delle medicine, ma piuttosto di comprendere le cause emotive profonde proprie a ciascun individuo, risvegliando in lui la consapevolezza della possibilit di invertire la rotta. E un viaggio allinterno di noi stessi, a volte doloroso, ma sempre premiante: come fare il punto sulla propria vita e ripartire su nuove basi. Prima di illustrare i vari tipi di conflitti e relative conseguenze, forse bene riprendere il filo del discorso riassumendo brevemente le relazioni tra aree del cervello, origine embriologica degli organi e relative patologie. Il tronco cerebrale gestisce i conflitti pi arcaici, vitali, che ci colpiscono nel pi profondo del nostro essere: acchiappare, inghiottire, far passare, digerire, eliminare il boccone nelle sue diverse accezioni di cibo, aria, soldi, una vincita al totocalcio che pensavamo di avere gi in tasca ma che ci sfugge perch abbiamo perso la schedina. La patologia si esprimer, in fase attiva del conflitto, con una proliferazione cellulare negli organi che derivano dallendoderma e che sono gestiti dal tronco cerebrale. In fase di riparazione ed in presenza di funghi e microbatteri avverr una caseificazione o una necrosi. Il cervelletto gestisce i conflitti relativi al nido e allintegrit dellindividuo. Anche qui, proliferazione cellulare in fase di conflitto attivo negli organi comandati dal cervelletto e derivanti dal mesoderma cerebrellare con necrosi caseosa in fase di riparazione. Il midollo cerebrale gestisce in conflitti di svalutazione di s e quelli relativi a certi aspetti della sessualit. In fase conflittuale si avr una perdita di sostanza negli organi che derivano dal mesoderma del midollo cerebrale e che sono comandati dal midollo cerebrale. In fase di riparazione, riempimento delle lisi e dunque sarcomi, linfomi, lipomi, fibromi, cisti. La corteccia cerebrale gestisce i conflitti relativi al territorio e ai limiti dellindividuo nei confronti degli altri. Perdita di sostanza in fase attiva del conflitto negli organi di derivazione ectodermica, comandati dalla corteccia cerebrale, con restituzione cicatriziale in fase di riparazione, oppure patologie oncoequivalenti (paralisi, blocco funzionale) in fase conflittuale e ritorno alla norma in fase di riparazione.

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Per comprendere poi la localizzazione della manifestazione patologica sufficiente ricollegarsi al momento preciso del trauma emotivo: in quel preciso istante che avviene unassociazione emotiva spontanea ed immediata tra la localizzazione nel corpo e il significato soggettivo dellemozione provata In sintesi, la medicina del Dott. Hamer ci suggerisce che le cose non stanno proprio come vogliono farci credere: non solo il termine malattia va rivisto in senso positivo, come un programma biologico di sopravvivenza per lindividuo e per la specie, ma anche il malato non va pi considerato solo un insieme di cellule avulse dalla realt, bens un individuo completo di anima, emozioni, mente e corpo, che ha un vissuto, uneducazione, una storia; ogni attimo della sua vita determinato dallinterazione delle esperienze passate, e ciascuno parte del Tutto su cui agisce e da cui influenzato. Se non si tiene conto di tutto ci, impossibile comprendere i meccanismi e il significato di qualsiasi patologia. Il grande merito del dottor Hamer quello di avere gettato le basi di una medicina pi umana in cui lapproccio terapeutico pu essere riassunto in poche parole, quelle che i saggi di tutti i tempi continuano a ripetere: Ama il tuo prossimo (te incluso). Rispettalo nella sua globalit, nel suo vissuto, nel suo unico modo di essere.

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LE METODICHE BIOENERGETICHE LElettroagopuntura secondo Voll (EAV) costituisce un sistema diagnosticoterapeutico capace di fornire molte informazioni sullo stato di salute o di malattia del paziente, che opportunamente decodificate possono offrire un validissimo aiuto nella clinica. Conosciamo cos le sue applicazioni ottimali nel campo della diagnostica e della terapia delle intossicazioni chimiche, delle interferenze geopatiche ed elettromagnetiche, delle intolleranze alimentari, delle infezioni batteriche, virali, micotiche e parassitarie, dei danni da materiali odontoiatrici. LEAV costituisce una speciale sintesi tra pensiero medico orientale e tecnologia occidentale; dellagopuntura cinese sono usate le vie di conduzione dellenergia, in pratica i meridiani, mentre delle metodiche elettroniche sono usate quelle che consentono di misurare la resistenza cutanea. Tale metodo stato introdotto dal medico tedesco R. Voll nel 1955, e successivamente stato perfezionato ed elaborato sia nella teoria sia nelle applicazioni. Il compito dellEAV di costituire un ausilio alla diagnostica basato sulla valutazione delle perturbazioni elettrofisiologiche connesse alle malattie. Sono riportati circa 300 punti di misura sulle mani e sui piedi per tutti i grandi organi, per i vari sistemi tessutali, per il sistema osteo-articolare, vasale, nervoso e linfatico, come anche punti specifici per manifestazioni degenerative. Il fatto pi interessante che molte malattie inizierebbero a determinare disturbi misurabili con lEAV prima di dare altre manifestazioni cliniche. Il sistema di misura dellEAV costituito essenzialmente da uno strumento che applica una corrente continua di circa 8 microampere e una differenza di potenziale di circa 0,5-1 Volt sui punti di agopuntura. La corrente inviata lungo un circuito fatto da un cavo che termina in un elettrodo a puntale, che usato dalloperatore per testare i vari punti, poi dal paziente che tiene nell'altra mano un elettrodo cilindrico da cui si diparte un cavo che ritorna ad un misuratore di corrente e quindi al generatore. Collegato allelettrodo che tiene in mano il paziente, si diparte un altro cavo che va verso un portafiale di metallo, usato per le misure dinterferenza dei farmaci o daltre soluzioni col sistema bioelettrico del paziente. Se la reazione dellorgano corrispondente al punto testato normale, la forza elettromotrice misurata dovrebbe essere circa 0,8 Volts. In pratica, la tensione impostata in modo che lohmetro registri 50 su una scala arbitraria di 100 unit. La densit di corrente in queste condizioni va dai 5 agli 11 microampere. In caso di patologie degenerative a carico degli organi in relazione col punto testato, si pu misurare un aumento della resistenza elettrica cutanea, quindi un calo della conducibilit che si riflette con una caduta dellindice di lettura. Nel caso di patologie con prevalenti fenomeni infiammatori, si pu avere un aumento della conducibilit. A queste caratteristiche variazioni degli indici bioelettrici, dinteresse diagnostico non indifferente, si aggiunge unaltra propriet del sistema EAV: in presenza di un abbassamento dellindice di conducibilit, se sinserisce nel circuito elettrico, in unapposita vaschetta portafiale collegata con un cavo allelettrodo, una fiala di un farmaco con effetto positivo sullequilibrio energetico-informazionale del paziente, il punto recupera la conducibilit e lindice ritorna al livello normale. Viceversa, se sinserisce nel circuito una sostanza tossica o con cui il soggetto reagisce in modo patologico (es. allergeni o un farmaco non appropriato), un indice precedentemente normale si abbassa a livelli patologici.
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Le alterazioni della conduttanza da parte di soluzioni poste in collegamento elettrico col sistema possiedono un carattere di specificit, che farebbe pensare a fenomeni di risonanza elettromagnetica. Molti aspetti della metodologia EAV (e delle tecniche correlate) sono ancora incerti, come lo sono le basi elettrofisiologiche e biofisiche, per questo anche le sue possibili applicazioni diagnostiche devono essere ancora considerate come sperimentali o ipotetiche. La questione pi controversa riguarda il ruolo delloperatore che effettua il test; ci si chiede se egli sia solo un osservatore o possa avere una partecipazione nellinsieme della procedura, alterando il campo elettrico del paziente con il proprio, o effettuando la misurazione con diversa pressione sullelettrodo a seconda delle aspettative o di altri fattori inconsci. A mio giudizio, lEAV classica non tiene presente lunit psico-neuro-somatica dellindividuo, inteso nella sua globalit e individualit; si giunge cos alla ricerca quasi ossessiva di tossine chimiche, batteriche, virali e di testare tanti rimedi contemporaneamente, senza spesso centrare la vera causa dello stato patologico che coinvolge, oltre al corpo fisico, anche la psiche del paziente, in altre parole il suo vissuto, le relazioni con se stesso e lambiente. Il Dott. G. Marchese afferma giustamente che ogni punto di misurazione sulla cute non specifico di un organo o di una funzione, come affermato da Voll, ma ci consente di avere una visione binaria sullarea cerebrale che controlla lorgano o la funzione. Egli prende spunto dalla teoria di R.G. Hamer, che riguarda il sistema delle ferree leggi del cancro; nei pazienti neoplastici lautore ha notato, esaminando le loro TAC e le loro RMN craniche, alcuni segni cerebrali, la cui localizzazione sempre precisamente correlata allorgano o ad una determinata struttura dellorgano colpito. In ogni condizione patologica, esclusi i fenomeni traumatici, tossici o carenziali, tali segni patologici nel parenchima cerebrale, definiti focolai FH (focolai di Hamer) iniziano a formarsi nel momento in cui i pazienti subiscono dei conflitti psichici emotivi, la cui durata direttamente correlata alla gravit delle manifestazioni patologiche. Ogni conflitto psichico ha un impatto su una o pi aree cerebrali che presiedono a funzioni, o sono correlate ad un organo o ad un tessuto specifico. Nella prima fase, detta conflittuale, si passa da una normale alternanza tra tono simpatico e parasimpatico, ad un ipertono del sistema simpatico con comparsa dinsonnia, agitazione, inappetenza, calo ponderale. Maggiore limportanza psichica del conflitto e la sua durata, maggiore lirritazione cerebrale, che in principio solo funzionale (una sorta di corto circuito elettromagnetico), per diventare poi man mano organica, a causa dei fenomeni vascolari ed umorali che avvengono nellarea interessata. A livello somatico durante questa fase nella maggior parte dei casi le sintomatologie soggettive ed oggettive appaiono piuttosto sfumata o silente. Nella seconda fase, detta post-conflittuale, si ha una prevalenza del sistema parasimpatico-vagale. In questa fase il paziente si sente astenico, assonnato, riprende ad alimentarsi con appetito, recupera il calo ponderale eventuale. In tale momento iniziano tutti i fenomeni di guarigione biologica, che si estrinsecano nei sintomi comunemente definiti malattia (dolore, febbre, infiammazioni, coliche, ecc.) che invece andrebbero opportunamente inquadrati nel momento evolutivo della patologia. Tutto deve essere finalizzato a circoscrivere larea dedema cerebrale intrafocale o perifocale, che si viene a formare in questa fase a causa di fenomeni elettromagnetici, e che in casi limite pu addirittura portare alla morte.
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Schematicamente si pu formulare il seguente schema: Conflitto psichico (avviene a livello della psiche/software) Focolaio cerebrale di Hamer (avviene a livello del cervello/hardware) manifestazione organica con i relativi sintomi (accade a livello del corpo). Inquadrare correttamente un sintomo fondamentale sia in chiave diagnostica che per avviare una terapia mirata alla soppressione del conflitto attivo, o di sollecitazione dei meccanismi di guarigione nel periodo post-conflittuale. Ecco un esempio di conflitti psichici, con le loro relative somatizzazioni: 1) Conflitto di rabbia: Vescica biliare, Fegato, Tenue, Milza/pancreas 2) Conflitto di nido (sentimentale): Genitali, seno, terminazioni nervose sensitive (tattili, termiche, dolorifiche), cute. 3) Conflitto di separazione o acquisizione territoriale: cute, sistema nervoso sensitivo, cuore (arterie coronarie) 4) Conflitto didentificazione: milza, articolazioni, retto, polmone. 5) Conflitto deliminazione, di perdita, intellettuale: sigma-retto, Colon, sistema nervoso sensitivo cefalo-brachiale 6) Conflitto di paura: polmone (bronchi), rene, laringe, mediastino 7) Conflitto dinedia, di afferrare: tiroide, ipofisi, tessuto adiposo. 8) Conflitto di difesa e delimitazione territoriale, di ergersi: bronchi, vescica, pancreas endocrino. 9) Conflitto di devalorizzazione: ossa, articolazioni, linfonodi, milza, surreni, tessuto connettivo, muscolatura striata, tessuto adiposo. 10) Conflitto di delimitazione territoriale: vie urinarie, ano, retto. 11) Conflitto motorio: terminazioni nervose muscolari 12) Conflitto dincapacit: fibre muscolari lisce parenchimali e vascolari. Laffascinante proposta di Hamer pu essere valutata in sede clinica con gli attuali esami strumentali a livello cerebrale (RMN, TAC) solo nel caso di grosse patologie in fase post-conflittuale. Tutta la piccola e media patologia, e soprattutto le reazioni cerebrali delle fasi conflittuali, non possono usufruire di un supporto basato sui rudimentali esami strumentali e funzionali attualmente disponibili nella diagnostica corrente. Il Dott. Marchese ha superato tale handicap creando lOFO (Organometria Funzionale Olistica), nella quale ogni punto di misurazione sulla cute possiede una triplice connotazione: somatica, cerebrale e psichica; in tal modo possibile determinare, in caso di caduta dellindice su un punto di un vaso o di un meridiano, le informazioni relative allorgano o alla funzione in questione, alla sua corrispondente area cerebrale interessata (centri specifici di regolazione cerebrale) ed alla natura del conflitto a livello psichico che ha costituito il "primum movens" della patologia. Per tale motivo in caso di condizioni funzionalmente attive (conflitti psico-emotivi), i centri di regolazione cerebrale possono essere fortemente destabilizzati, anche se nellorgano corrispondente non esistono ancora lesioni organiche clinicamente evidenziabili (che si manifesteranno con tutta probabilit in fase post-conflittuale), in tal caso i punti di misurazione mostrano valori elevati o con notevole caduta dellindice. Sempre il Dott. Marchese, nel tentativo di allargare la concezione olistica delluomo fino a giungere alla dimensione spirituale (essenza profonda delluomo che lo fa comunicare con lEnte Creatore), ha preso spunto dallEnneagramma, per comprendere come riparare la difficolt di comunicazione che si struttura come difetto a livello del software psichico, che altera biologicamente i circuiti dellHardware cerebrale, che a sua volta condiziona i relativi organi o le funzioni a livello corporeo.
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L'Enneagramma ha probabilmente avuto origine in Afghanistan circa duemila anni fa, e costituisce un viaggio nel proprio s, mediante il qual possibile scoprire il proprio tipo di personalit e modificare latteggiamento nei confronti della vita, generando una lisi profonda dei conflitti antichi o attuali. Si tratta in realt di una e vera e propria riprogrammazione, quindi non viene modificato il proprio carattere, ma lo stesso viene positivizzato eliminando le negativit derivanti da compulsioni specifiche, radicate nella concezione che ognuno ha di se stesso e che condiziona il proprio comportamento. Ogni soggetto, infatti, sviluppa una strategia difensiva per salvaguardare la propria sicurezza e dare un significato alla vita. Tale strategia di solito misconosciuta, non percepita in modo cosciente ed agisce quindi indisturbata nella vita delluomo, tanto da condizionarne decisioni e comportamenti e da generare conflitti. La compulsione, o negativit della propria personalit, dovrebbe essere individuata con precisione, in modo tale che ognuno possa scegliere liberamente di seguirla o no. Tale individuazione pu essere facilitata dallOFO mediante la misurazione dei punti di misurazione che rivelano anomalie funzionali elettriche di aree cerebrali corrispondenti ai contenuti emotivi conflittuali pi frequenti per ognuna delle tipologie dellEnneagramma, che sono nove (dal greco enneas = nove), e si ricavano dal seguente schema: a) Ogni soggetto sviluppa una personale immagine di s idealizzata; b) Lesaltazione di tale immagine, che porta la persona a prendersi troppo su serio, provoca delle ossessioni, o tentazioni; c) Queste ossessioni servono ad evitare ci che pi si teme; d) In tal modo si strutturano dei meccanismi di difesa nei confronti dellambiente circostante; e) Tali difese in realt nascondono una profonda compulsione, detta peccato radicale; f) Quando le difese vengono meno, predispongono ad una serie di conflitti, rilevabili sui punti di misurazione dei meridiani e dei vasi secondo la tecnica OFO; g) Riconoscere la compulsione mette nella condizione di operare liberamente una scelta: continuare nellatteggiamento negativo, o aderire ad un invito di riconoscere la propria positivit soffocata, che in tal modo pu manifestarsi compiutamente nelle relazioni con Dio, con se stessi e con gli altri. Questa riprogrammazione psico-spirituale, che permette di far chiarezza nel proprio io, richiede indubbiamente coraggio, implicando la rinuncia a qualcosa che si credeva indispensabile nella propria vita; i risultati che si ottengono ci proiettano in una dimensione interiore prima impensabile, ma che una volta raggiunta presupposto irrinunciabile per costituire la vera base di partenza per un concetto di guarigione e di salute profondo. LOFO riesce, attraverso i punti di misurazione controllati da un normale apparecchio dEAV, a definire i conflitti e da questi risalire rapidamente alla personalit del paziente in base allEnneagramma, accelerando la comprensione delle proprie caratteristiche positive e negative in vista di una rimozione definitiva di queste ultime. Personalmente ho ideato un metodo che fa riferimento al solo meridiano dellEndocrino (o Triplice Riscaldatore secondo la Medicina Tradizionale Cinese), posto sul lato mediale del 4 dito (quello pi vicino al 5 dito) come ideato da Voll, modificato secondo il Dott. Sapienza, ed ulteriormente rivisto dal sottoscritto: Punto 1 (punto prossimale della 3a articolazione interfalangea): 1 CHAKRA Punto 2 (punto distale della 2a articolazione interfalangea): 2 CHAKRA Punto 3 (punto distale della 1a articolazione interfalangea): 3 CHAKRA
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Punto 4 (punto prossimale della 1a articolazione interfalangea): 4 CHAKRA Punto 5 (punto distale del 4 metatarso): 5 CHAKRA Punto 6 (punto intermedio del 4 metatarso): 6 CHAKRA Punto 7 (punto prossimale del 4 metatarso): 7 CHAKRA. Se sono presenti differenti valutazioni tra le due mani, possibile che ci troviamo di fronte a problemi di sincronizzazione tra il cervello destro e sinistro (capacit intuitive ed artistiche/capacit razionali). Valori allEAV alti: Chakra in eccesso (flogosi, congestioni, allergie, iperfunzionalit della ghiandola endocrina). Valori allEAV bassi: Chakra in carenza ( ipoergia, ipofunzione della ghiandola endocrina, degenerazione). Da notare che la caduta dellindice, che si ritrova spesso sui punti di misurazione del Chakra, indica soltanto che il Chakra non in equilibrio, e proprio la stabilizzazione intorno a valori di 50 sarebbe il risultato ideale da raggiungere.

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ESERCIZI RESPIRATORI DI RILASSAMENTO


Al centro del nostro essere si trova il movimento ritmico, unespansione e una contrazione ciclica che avviene sia dentro il nostro corpo che allesterno, sia nella nostra mente sia nel corpo, sia dentro sia fuori la nostra coscienza. Il respiro lessenza dellessere e in tutti gli aspetti delluniverso possiamo vedere lo stesso disegno ritmico dellespansione e della contrazione: sia nei cicli diurni sia in quelli notturni, in quelli della veglia e del sonno, nellalta e nella bassa marea o, ancora, nel fiorire e nel finire delle stagioni. Se il respiro il movimento dello spirito nel corpo, un mistero che ci rende parte della creazione, allora lavorare con il respiro una forma di esercizio spirituale. Ma anche un qualcosa che influisce sulla salute e sulla guarigione, perch il modo in cui respiriamo rispecchia lo stato dei sistema nervoso e agisce sul suo equilibrio. Si pu insegnare a regolare il battito cardiaco, la pressione arteriosa, la circolazione e la digestione modificando volontariamente il ritmo e la profondit del respiro. Allo stesso modo, si pu rendere pi forte il sistema di guarigione. A questo punto vorrei consigliarvi alcune semplici tecniche per compiere questo tipo di lavoro e, poich ciascuna di esse richiede solo pochi minuti, non vi renderete conto delle loro potenziali capacit finch non avrete incominciato a praticarle regolarmente, preferibilmente ogni giorno. 1 Osservate il respiro. Sedetevi in una posizione comoda con gli occhi chiusi e allentate qualunque indumento stretto. Focalizzate lattenzione sulla respirazione, ma senza cercare di influenzarla minimamente. Seguite Io svolgersi del ciclo dellinspirazione e dellespirazione e cercate di percepire i punti nei quali una fase si tramuta nellaltra. Fate questo esercizio per almeno qualche minuto. Lobiettivo semplicemente quello di mantenere lattenzione sul ciclo della respirazione e di osservarlo. Non importa in che modo si modifica il respiro: anche se le escursioni diventano molto ravvicinate, continuate a seguirle. Questa la base della meditazione, un metodo di rilassamento e un modo per armonizzare il corpo, la mente e Io spirito. Iniziate con lespirazione. La respirazione continua, non c inizio n fine, anche se noi pensiamo che il respiro inizi con uninspirazione e finisca con unespirazione. Vorrei che cercaste di invertire questa percezione nel prossimo esercizio, che si pu eseguire sia da seduti sia da sdraiati. Focalizzate ancora una volta lattenzione sul respiro: lasciate che laria entri senza cercare di modificare linspirazione, ma provate a sentire lespirazione come linizio di un nuovo ciclo. In questo modo otterrete un controllo maggiore sullespirazione perch potrete usare i muscoli volontari intercostali per soffiare laria fuori dai polmoni e questa muscolatura pi potente di quella usata per inspirare laria. Quando si butta laria fuori, automaticamente e nella stessa misura laria entra nei polmoni. consigliabile rendere la respirazione pi profonda possibile e il modo pi facile per farlo quello di pensare allespirazione come alla prima parte del ciclo, senza preoccuparsi affatto dellinspirazione. Lasciate che il respiro entri in voi. Questo esercizio riesce meglio quando si sta sdraiati sulla schiena, perci si pu cercare di eseguirlo prima di addormentarsi oppure al risveglio. Chiudete gli occhi e tenete le braccia accanto al corpo, poi focalizzate lattenzione sul respiro, senza cercare di modificarlo. Ora immaginate che ad ogni inspirazione luniverso stia soffiando aria dentro il vostro corpo e che ad ogni
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espirazione la ritiri. Voi ricevete passivamente il respiro. Mentre luniverso soffia nel vostro corpo, cercate di avvertire il respiro che penetra in ogni parte del corpo, fino ad arrivare alla punta delle dita delle mani e dei piedi. Cercate di mantenere questa percezione per dieci cicli di espirazione e d'inspirazione. Questi primi tre esercizi possono essere eseguiti con la frequenza desiderata, per il periodo di tempo voluto e fino ad un massimo di dieci minuti per ogni esercizio. Limportante farli ogni giorno. I prossimi due esercizi sono tecniche di respirazione tratte dal pranayama, lantica scienza indiana per il controllo del respiro che si ritrova anche in parte degli esercizi yoga. Prana un termine che significa energia universale e il respiro rappresenta lespressione del corpo; la pratica del pranayama mirata ad armonizzare le energie del corpo e ad accordarle con lenergia cosmica. Questi due esercizi sono sicuri e molto efficaci. Anchessi richiedono poco tempo, tuttavia, per poter agire sul sistema di guarigione, devono essere fatti regolarmente. 4 Fate una respirazione stimolante. Sedetevi in una posizione comoda, con la schiena diritta e gli occhi chiusi. Mettete la lingua nella posizione yoga, cio in modo che a punta della lingua tocchi il retro degli incisivi superiori, poi fatela scivolare appena sopra i denti finch non si appoggia alla Ioggia alveolare, ossia la tessuto molle tra i denti e il palato. Tenetela in quella posizione per l'intera durata dell'esercizio. La filosofia yoga sostiene che questo contatto serve a chiudere un circuito denergia nel corpo, evitando cos la dissipazione del prana durante lesercizio della respirazione). A questo punto fate una rapida inspirazione ed espirazione con il naso, tenendo la bocca leggermente chiusa. Linspirazione e lespirazione dovrebbero essere di uguale entit e brevi; i dovrebbe avvertire uno sforzo muscolare alla base del collo, appena sopra la clavicola, e anche del diaframma. (Cercate di mettere le mani su questi punti per avere unidea del movimento che avviene.) Lazione del torace dovrebbe essere rapida e meccanica, come il movimento lei mantici che pompano laria: infatti, in sanscrito il nome di questo esercizio vuol dire respiro dei mantici. Il respiro dovrebbe essere udibile sia nellinspirazione sia nellespirazione e, se ci riuscite, dovreste completare tre cicli al secondo. La prima volta la durata di questo esercizio non deve superare i quindici secondi, poi bisogna respirare normalmente. Ogni volta che lo si pratica occorre aumentare la durata di cinque secondi alla volta, finch non si arriva a un minuto. Si tratta di una vera e propria ginnastica, perci sar normale sentire un certo affaticamento dei muscoli che state esercitando. A questo punto comincerete anche a sentire qualcosaltro: cio, un sottile ma deciso flusso denergia che attraversa il corpo quando ricominciate a respirare normalmente. In genere si percepisce come una vibrazione o una sensazione di formicolio, soprattutto nelle braccia, e nello stesso tempo mi sento pi pronto e non avverto pi la stanchezza. Badate che non si tratta di un esercizio di iperventilazione (in questo caso avvengono dei cambiamenti fisiologici per il fatto di aver eliminato lanidride carbonica in eccesso), ma di un modo per attivare il sistema nervoso centrale. Quando sarete capaci di eseguire la respirazione dei mantici per un minuto intero, cercate di servirvene al posto del caff come stimolante per il pomeriggio! Molte persone lo considerano un esercizio particolarmente utile quando avvertono segni di stanchezza alla guida, specialmente sullautostrada. Comunque, pi lo si pratica, pi ci si accorge dellenergia che produce.

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Eseguite una respirazione rilassante. Questo esercizio si pu fare stando seduti con la schiena diritta, stando sdraiati sulla schiena o anche stando in piedi e camminando. Mettete la lingua nella posizione yoga descritta sopra e tenetevela per lintera durata dellesercizio. Espirate completamente attraverso la bocca, facendo un rumore udibile. Poi chiudete la bocca e inspirate silenziosamente attraverso il naso, contando mentalmente fino a quattro. A questo punto trattenete il respiro e contate fino a sette, poi espirate facendo rumore con la bocca e contate fino ad otto. Ripetete per un totale di quattro cicli, poi riprendete la respirazione normale. Se avete difficolt a respirare con la lingua nella posizione yoga, cercate di contrarre le labbra e vedrete che presto ci abituerete. La velocit di esecuzione dellesercizio ininfluente. Quelli che importano, invece, sono i tempi- quattro, sette, otto per linspirazione, il trattenimento del respiro e lespirazione. Probabilmente vi sentirete limitati dalla durata che riuscirete a imporre allesercizio, perci cercate di modificare la velocit del conteggio. Mentre eseguite questa respirazione dovete comunque essere in grado di rallentarla. Eseguite lesercizio due volte al giorno e dopo un mese, se non vi sono controindicazioni, aumentate quantit a otto cicli due volte al giorno.

Si dovrebbe praticare questa respirazione rilassante la mattina al risveglio e la sera quando si letto, poco prima di addormentarsi. Inoltre, bisogna cercare di ricordarsi di eseguirla quando ci si sente ansiosi o quando si turbati. Questo metodo allevia i problemi digestivi, facilita il rallentamento del cuore nelle aritmie cardiache, abbassa la pressione alta, combatte lansia e linsonnia. E un tonico per il sistema nervoso un tonico spirituale pi che materiale. Con questi cinque esercizi potete iniziare un programma per imparare ad usare la respirazione e a potenziare il sistema di guarigione. Come ho gi detto, si tratta di una vera e propria ginnastica spirituale, non solo di un metodo per migliorare lo stato di salute.

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STAR MEGLIO MANGIANDO MEGLIO Un regime alimentare qualcosa che si deve seguire per tutta la vita e non per pochi mesi, per questo potete farlo vostro anche in tempi non brevi, cos come c voluto molto tempo per imparare a mangiare male. Quattro regole alimentari semplicissime garantiscono di rimanere in perfetta salute e mantenere il peso ideale, queste regole discendono dalla conoscenza della nostra natura e del funzionamento del nostro organismo. Almeno il 75% degli alimenti che ingeriamo nella giornata deve essere ricco di acqua: ovvero frutti e verdure. Il nostro pianeta composto dal 75% di acqua ed anche il nostro corpo rispetta le medesime proporzioni. Per permettere un corretto ricambio dellacqua presente nelle nostre cellule non basta bere molto, occorre nutrirsi con alimenti ricchi di acqua. Le proteine animali come la carne o i carboidrati, come pane e pasta, contengono poca acqua disponibile allassimilazione durante i processi digestivi. La frutta va mangiata da sola, lontano dai pasti e dagli altri alimenti, altrimenti ne ostacola la digestione, causando fermentazione intestinale. Lideale sarebbe mangiare solo frutta nelle prime ore della giornata fino al pranzo, oppure come spuntino a met pomeriggio o ancora usarla ogni tanto come pasto completo. 2) Sfatiamo il mito delle proteine: basta assumerle fino a quattro volte alla settimana. Le proteine animali (carne, salumi, insaccati, pesce, uova e formaggi) non sono cos indispensabili come ci hanno insegnato le teorie di una certa dietetica contemporanea. Lapporto proteico della civilt dei consumi enormemente superiore a quello dei nostri predecessori e questo non necessariamente un bene: studi scientifici dimostrano che un apporto eccessivo di proteine pu causare dei seri problemi allequilibrio del nostro organismo (specialmente nei bambini). A questo si aggiunga che molti vegetali sono ricchi di proteine semplici (vedi i legumi e la frutta secca) e quindi pi assimilabili da parte del nostro organismo. Il nostro apparato digerente ha caratteristiche che lo situano tra quello degli erbivori e quello dei carnivori, queste caratteristiche indicano che carne e pesce si possono mangiare, non sicuramente tutti i giorni e secondo le indicazioni che tratteremo nel prossimo punto. Anche il latte e latticini vanno molto ridimensionati. Il latte un alimento molto complesso e di non facile digestione, andrebbe assunto da solo, lontano dagli alimenti; lo stesso vale per i latticini: i formaggi andrebbero preferibilmente consumati freschi e non stagionati. 3) Associamo i vari alimenti in maniera corretta: ci assicura unottima digestione e unottima assimilazione. Carboidrati e proteine non vanno mai associati! Bisogna scegliere in ciascun pasto se si vuole mangiare la pasta o la carne: labitudine di mangiare un primo e un secondo non assolutamente corretta. Queste indicazioni hanno una precisa ragione fisiologica, facilmente dimostrabile scientificamente: il nostro stomaco digerisce i carboidrati in un ambiente basico e le proteine in un ambiente acido. Ingerire entrambi in tempi ravvicinati manda in tilt lo stomaco impedendogli cos di svolgere un lavoro corretto. Oltre ad un tempo di digestione pi lungo (che significa dispendio di energia), dai cibi mal digeriti si producono tossine che irritano lintestino e danneggiano tutto lorganismo. 1)

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Mangiamo meno! Numerose ricerche scientifiche hanno evidenziato che il modo pi sicuro per aumentare la durata della vita animale consiste nel ridurre la quantit di alimenti che si ingerisce. Per questo importante alimentarci con moderazione, alzandosi ogni volta da tavola con ancora un po di appetito. Gli eccessi non sono smaltiti in tempi fisiologici dallorganismo per cui vengono immagazzinati nei tessuti di deposito e vanno ad intasare lorganismo stesso. Sicch il messaggio semplice e chiaro: mangia meno e vivrai di pi!. BILANCIAMO CORRETTAMENTE OGNI PASTO I due pasti principali (pranzo e cena) debbono avere sempre la stessa struttura e cio: 1) verdure crude 2) o un primo o un secondo (solo 4 volte alla settimana: carne bianca o formaggio o uova o pesce) 3) verdura cotta (fare in modo che in ogni pasto sia presente un solo cibo secco). Le verdure crude e cotte si possono condire con sale marino integrale, olio e limone (o aceto di mele biologico). Le verdure si possono cuocere a vapore o stufate o al forno ma senza grassi in cottura. Ricordare che ogni alimento bruciato (specialmente le carni) potenzialmente cancerogeno. Ridurre il consumo di cibi conservati e raffinati (impoveriscono la dieta di nutrienti essenziali e facilitano lo sviluppo di intolleranze alimentari); preferire decisamente alimenti integrali e freschi e di derivazione biologica, privi di additivi, coloranti, conservanti, pesticidi. Evitare i grassi insaturi (burro, margarina, panna, olii spremuti a caldo). Evitare lo zucchero bianco e il sale: usare lo zucchero di canna grezzo integrale e il sale marino integrale. La colazione del mattino dovrebbe essere a base di frutta ben associata, cio: ogni qual volta si mangiano uno o pi frutti acidi si dovrebbero mangiare anche uno o pi frutti dolci.

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ELENCO PER UNA GIUSTA COMBINAZIONE DEGLI ALIMENTI Frutta (cibo + ricco dacqua) Acida Verdure senza amidi (cibi ricchi dacqua) Asparago Carboidrati (cibi secchi) cereali (frumento, mais, orzo, riso, farro, amaranto, quinoa, kamut,ecc.) legumi freschi (fagioli, lenticchie, piselli secchi, fave, ceci, ecc.) pane, pasta, pizza patate zucche

Arancia Cedro limone mapo mela cotogna Melagrana Pesca Pompelmo Semiacida Albicocca Fragola Lamponi Mandarino Kiwi Mango Mela Mirtillo Mora papaia Susina Prugna Uva Dolce Ananas Banana Caco pera fico (fresco) Castagna Dattero frutta secca uva (moscata e passa)

bietola verde Broccoli Cardo cavolini di bruxelles cavolo cavolfiore cavolo rapa

(sconsigliati se si soia hanno problemi scitan gastrintestinali). proteine (cibi secchi) cavolo riccio noci, mandorle, pinoli, nocciole. Cetriolo olive cicoria ( pesante: va combinata solo *formaggi con altre verdure). Crescione *latte Finocchi *carne Fagiolini *pesce Funghi *pollame Germogli *uova Indivia *yogurt Lattuga grassi e olii Melanzana avocado mais peperone dolce sono cibi acidi burro girasole Pomodoro *panna oliva prezzemolo (usato crudo toglie acidit *lardo sesamo ai cibi) Radicchio margarina soia Ravanelli semi di lino rucola ( come il prezzemolo) rape (anche rosse) *elencati per chiarezza ma sconsigliati Scarola irritanti (da usare poco): Spinaci aglio, cipolla, Verza porro, rafano e scalogno Zucchini verdure con pochi amidi Barbabietola Carciofo sedano ( pesante e poco digeribile) carota piselli freschi
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LA VITA E LENERGIA Occorre chiarire un concetto fondamentale: la differenza tra la vita e la non vita, tra la materia vivente e quella non vivente. Noi siamo infatti abituati a fare una grande differenza tra le due cose, come se appartenessero a due mondi completamente diversi tra loro; in realt tutto ci che la ricerca scientifica ci sta mostrando che si tratta semplicemente di una differenza di struttura. La differenza consiste nel fatto che i vari atomi siano disposti in un modo piuttosto che in un altro: in modo, diciamo, giusto oppure sbagliato. Infatti il nostro corpo costituito esattamente dagli stessi atomi che si trovano in un sasso (idrogeno, carbonio, ossigeno, azoto, fosforo, ferro, sodio, potassio, calcio, ecc.); la differenza consiste nel disporre tutti questi atomi nel modo giusto, e allora si ottiene un organismo vivente. Spieghiamo meglio questo concetto. Attraverso il metabolismo cellulare noi cambiamo senza sosta tutti i nostri atomi; ogni giorno prendiamo dallambiente miliardi di atomi (respirando, mangiando, bevendo) e ne rigettiamo altri miliardi (sudando, espirando, eliminando rifiuti). C un ricambio continuo di questi atomi nei tessuti del nostro corpo, nei quali tutte le cellule vengono cambiate nel giro di qualche mese; e sono oggi interamente costituite da atomi che prima si trovavano nei negozi di alimentari sotto forma di pomodori, marmellate, carne, pesce, pasta, ecc. E lenergia per far muovere tutto questo? Ci viene dal Sole, perch noi funzioniamo ad energia solare. Non mi dilungher sul funzionamento di un organismo vivente, perch rischierei di uscire fuori del nostro tema. Quello che per importante sottolineare che la differenza tra materia non vivente e materia vivente appunto una differenza di struttura, cio di montaggio di atomi. Nel nostro discorso ci assume una grande importanza; infatti se, per un insieme di circostanze, certi atomi cominciano casualmente ad aggregarsi in certe strutture, sotto lazione dellenergia solare, diventa allora possibile innescare un processo che gradualmente, attraverso un meccanismo di selezione, pu portare a strutture sempre pi complesse e funzionanti. Ci accaduto nel brodo caldo della Terra primitiva, oltre 4 miliardi di anni fa. Ai suoi inizi la Terra non era un posto raccomandabile; anche dopo che la crosta terrestre aveva cominciato a solidificarsi, lambiente era totalmente inospitale: vulcani, lava, fulmini, e soprattutto unatmosfera che per noi sarebbe stata irrespirabile, composta da ammoniaca, idrogeno, vapore acqueo, metano (oltre ad idrogeno solforato, anidride solforosa e ossido di carbonio). Sotto lazione dellenergia solare e dei fulmini, i gas presenti nellatmosfera reagirono, formando i primi composti organici (forse in parte portati anche dalle comete). Questi aminoacidi (che sono i costituenti delle proteine, cio i mattoni con cui sono costruite tutte le nostre cellule) riempirono pian piano gli oceani, dove lacqua li proteggeva dallazione dei raggi ultravioletti, e si unirono casualmente in aggregati pi grandi e pi complessi, i cosiddetti polimeri. In questo brodo caldo per molti milioni di anni ci fu un rimescolamento di molecole organiche sempre pi complesse e numerose, finch ad un certo punto, probabilmente in prossimit delle sorgenti sulfuree calde dei vulcani sottomarini, emersero delle molecole capaci di stampare delle copie identiche di s stesse, utilizzando il materiale ambientale. Queste molecole sono gli acidi nucleici, in particolare il DNA, che rappresenta il filo conduttore del nostro discorso relativo alla vita sulla terra. Nacque cos la replicazione, e la selezione ambientale port a molecole ancora pi complesse ed efficienti, le quali unendosi in ulteriori montaggi spontanei e cominciando a replicarsi dentro una membrana diedero origine alle prime forme cellulari, e quindi alla

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vita vera e propria, cio ai primi esseri unicellulari (alghe verdi-azzurre o solfo-batteri) destinati poi ad evolvere. La comparsa del DNA sulla terra segna il confine tra la non-vita e la vita, un confine non netto, perch vi stata una gradualit nel passaggio, come per il passaggio dalla notte al giorno. Tutte le forme viventi sulla Terra sembrano discendere da una sola partenza avvenuta circa 3 miliardi e mezzo di anni fa, e cio dalla molecola di DNA, un modello rivelatosi nel corso dellevoluzione il pi adatto ed il pi efficiente, grazie ad un lungo processo di mutazione e selezione naturale. Ci che pi stupisce il fatto che una molecola di DNA sia virtualmente identica in un virus, in un batterio, in un albero, in una cellula umana. Le informazioni genetiche del DNA sono codificate nella sequenza delle basi (adenina, timina, citosina, guanina). Poich il numero di basi appaiate varia da circa 5000 per i virus pi semplici a circa 5 milioni nei 46 cromosomi umani, le variazioni possibili raggiungono un numero astronomico. Il DNA di una cellula umana, che esteso raggiungerebbe la lunghezza di quasi 2 metri, pu contenere informazioni equivalenti a 600.000 pagine stampate, ognuna di 500 parole (oppure ad una biblioteca di circa un migliaio di volumi).

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IL TAO La vita pu esistere soltanto se vi sono due forze opposte ed antagoniste, ma allo stesso tempo complementari, poich cooperano e si combinano in continuazione, sia allinterno del corpo che nellUniverso; esse sono lo Yin e lo Yang, racchiuse nel Tao. Il concetto del Tao, in realt indefinibile, pu essere inteso come flusso, infinito divenire di tutte le cose e di tutti gli esseri viventi che allo stesso tempo unicit immutabile e incondizionata, in un alternarsi di opposti e di forze complementari e inseparabili. Lo Yin e lo Yang sono i due elementi che permettono la manifestazione della materia. Senza questo principio di dualit non vi pu essere presa di coscienza n manifestazione. Infatti, la dualit permette lidentificazione di un elemento in rapporto allaltro. Il freddo non pu esistere senza il caldo, n la morte senza la vita, la materia senza energia; lo Yin e lo Yang esistono ovunque e sono iniziati dal momento della creazione dei mondi, ossia dal big bang. Questo il momento in cui un principio unico si divide per realizzarsi attraverso questa doppia polarit, che il punto di giunzione e di passaggio tra il mondo della nonmanifestazione e quello della manifestazione, tra lenergia e la materia. Luomo nasce da due cellule Yin e Yang (ovulo e spermatozoo) che si combinano per ritrovare ununit. Lequilibrio Yin-Yang induce unoscillazione permanente della vita, attraverso una trasformazione costante che si realizza a livello di collegamento dell'individuo con i piani cosmici. Ritorniamo al DNA: lacido desossiribonucleico nei geni fornisce la base molecolare dellevoluzione; esso dirige e controlla tutte le attivit della cellula attraverso il controllo della sintesi degli aminoacidi (i mattoni della sostanza vivente), che assemblano le proteine, favorendo la crescita e lo sviluppo dellorganismo. Se ci riferiamo al Tao, possiamo realmente comprendere cosa sono i virus: essi sono i discendenti di blocchi di acidi nucleici che hanno acquistato la capacit di una replicazione indipendente, e quindi sono una parte della strategia mediante la quale il DNA assicura la continuazione della sua riproduzione e la sua evoluzione. I virus potrebbero essere uno dei due estremi che caratterizzano lampia variet di molecole di DNA che si sono originate allinterno delle cellule viventi. Infatti il DNA vivente il progetto iniziale della vita, ci che ha creato la vita (e quindi conserva in s il progetto divino); il DNA non vivente dei virus potrebbe essere quella parte del progetto (software) che dopo la creazione si dato una capacit di replicazione indipendente dal primo, proprio perch la vita potesse esistere. Questo perch non pu esistere una vita senza una non-vita, una materia senza unantimateria, un Universo senza un Universo parallelo. E la legge eterna dello Yin e dello Yang, del bene e del male, dellamore e della morte (a-mor, inteso come gli antichi Egizi, cio senza morte, immortale). A dimostrazione della legge eterna del Tao, che afferma lesistenza degli opposti e di tutte le loro sfumature, se ci riferiamo al DNA potremmo pensare che ad un estremo si trovi il DNA nucleare, responsabile della sintesi delle proteine (al fine di favorire la crescita e lo sviluppo dellorganismo), oltre che di dotare tutta la discendenza delle informazioni per tale sintesi (trasmissione ereditaria dei caratteri genetici), mentre allaltro estremo si trovano i virus. E in mezzo? C il DNA mitocondriale, trecentomila volte pi corto di quello nucleare, che si trova nei mitocondri, organuli situati da tempi antichissimi nel citoplasma cellulare e che hanno il ruolo di fornire energia ai processi cellulari. Questi nostri soli interni derivano probabilmente da batteri primordiali, e quindi il loro DNA potrebbe

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derivare da virus batteriofagi, il cui acido nucleico si sarebbe inglobato nella struttura del mitocondrio, fornendogli il combustibile per il funzionamento della centrale energetica. E interessante, ed anche suggestivo, il fatto che durante la fecondazione lo spermatozoo inserisce nellovulo il proprio DNA, ma non i propri mitocondri; infatti lovulo, una volta inglobato il DNA dello spermatozoo, continua a funzionare grazie ai propri mitocondri. Quindi i mitocondri che ognuno di noi ha nelle sue cellule sono quelli della madre, non del padre. C, insomma, un filone tutto femminile di DNA: quello mitocondriale. La centrale energetica delle nostre cellule, responsabile quindi dellenergia vitale endogena, solo femminile!

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CONCLUSIONE Una cosa a cui penso spesso lestrema complessit del vivente. Se vero che in una minuscola goccia di sangue di 1 mm. cubo vi sono circa 5 milioni di globuli rossi, altrettanto vero che un globulo rosso contiene 280 milioni di molecole di emoglobina, che una molecola di emoglobina composta da circa 10.000 atomi, con una loro precisa collocazione spaziale e strutturale. Questo lascia solo immaginare quanto complicato il nostro corpo (composto da 60000 miliardi di cellule), e quanto siamo ancora indietro, malgrado tutti i progressi fatti. Cosa ha in comune il nostro organismo con una stella? Il fatto che entrambi sono costituiti di atomi. Sapete quanti atomi sono contenuti in una capocchia di spillo? Centomila miliardi di miliardi! E la cosa pi stupefacente che gli atomi sono principalmente costituiti di spazio vuoto. Se il nucleo (che contiene protoni e neutroni) fosse grande quanto una moneta, lelettrone pi vicino ruoterebbe ad una distanza di mezzo chilometro. E in quel mezzo chilometro non c niente, o, meglio, esiste uno spazio eterico che il trasmettitore vibratorio dellinformazione. Inoltre lelettrone, che possiamo considerare come un attivatore oscillante, ha una duplice caratteristica (secondo la teoria della relativit di Einstein): sia onda che particella, come la luce, che si comporta sia come un flusso di particelle (quanti di luce o fotoni) sia come unonda elettromagnetica. E il suo moto governato dal principio di indeterminazione di Heisenberg (E impossibile conoscere con la necessaria precisione e nello stesso momento sia la posizione che la velocit di un elettrone). Questi sono i fondamenti della meccanica quantistica, che rende impossibile prevedere con assoluta precisione e certezza ogni fenomeno, accontentandosi della probabilit. Ogni elettrone orbita intorno al nucleo alla velocit di milioni di miliardi di giri al secondo, comportandosi come unonda che salta da unorbita allaltra (come se i pacchetti di onde, raggruppandosi tutte insieme, si concentrassero in un punto, comportandosi in certi casi come un corpuscolo). Per concludere, vorrei citare le parole di Albert Einstein, colui che ha avuto la pi grande intuizione che possa avere un essere umano, cio quella di collegare nella sua famosa formula E=mc lenergia e la materia, lo Yin e lo Yang. Queste frasi sono tratte dal libro Come io vedo il mondo: Ognuno di noi su questa terra per una breve visita; egli non sa il perch, ma assai spesso crede di averlo capito. Non si riflette profondamente e ci si limita a considerare un aspetto della vita quotidiana; siamo qui per gli altri uomini: anzitutto per coloro dal cui sorriso e dal cui benessere dipende la nostra felicit, ma anche per quella moltitudine di sconosciuti alla cui sorte ci incatena un vincolo di simpatia.Qual il senso della nostra esistenza, qual il significato dellesistenza di tutti gli esseri viventi in generale? Chiunque crede che la sua propria vita e quella dei suoi simili sia priva di significato non soltanto infelice, ma appena capace di vivere. La pi bella sensazione il lato misterioso della vita Chi non pi in grado di provare n stupore n sorpresa per cos dire morto; i suoi occhi sono spenti Mi basta sentire il mistero delleternit della vita, avere la coscienza e lintuizione di ci che , lottare attivamente per afferrare una particella, anche piccolissima, dellintelligenza che si manifesta nella natura. Ecco lo scopo di una vita.

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