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corso di naturopatia
BioPsicoQuantistica
storia della naturopatia

La figura del
naturopata

Accademia di filosofie olistiche


via Pasquale Gatti, 28 - 72013 Ceglie Messapica (BR)
www.scuolearon.it CF 90044860741
Presidente: Natale Petti

Sommario
Introduzione .............................................................................................................................................................. 3
1.

I principi generali ............................................................................................................................................... 5


1.1.

Anamnesi naturopatica............................................................................................................................ 6

1.2.

I principi basilari ....................................................................................................................................... 6

2.

Ippocrate ....................................................................................................................................................... 9

3.

I quattro elementi, qualit e temperamenti ................................................................................................20

4.

La medicina dei semplici .................................................................................................................................27

5.

Le donne e la salute nel medioevo (cenni) ....................................................................................................30

6.

Paracelso ..........................................................................................................................................................31

7.

500 anni di approccio positivista e ritorno allarte olistica .............................................................................37

8.

Lesperienza di William Reich .........................................................................................................................39

9.

Ryke Geerd Hamer Hammer ..........................................................................................................................45

10.

La normativa regionale ...............................................................................................................................54

A cura del dott. Filippo Vasco

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Introduzione
Il ricorso a terapie alternative e complementari (Complementary Alternative Medicine CAM), sia
per tradizione culturale che per mancanza di ulteriori soluzioni, ha riguardato da secoli, fino
all80% delle popolazioni in via di sviluppo. Da alcuni decenni, anche nei Paesi industrializzati,
lutilizzo delle CAM si esteso a fasce sempre pi ampie della popolazione, con un trend in
costante aumento.
3

I motivi di questa crescita esponenziale sono molteplici; la convinzione che i rimedi proposti dalle
CAM in quanto naturali, siano privi di effetti indesiderati , probabilmente, uno dei principali ma
non deve essere sottovalutato il ruolo del rapporto terapeuta-paziente. La medicina tradizionale,
nonostante gli indubbi progressi a cui stiamo assistendo, sempre pi parcellizzata in branche
ultraspecialistiche che si occupano, fin nei pi minuti dettagli strutturali e molecolari, delle
alterazioni di organi ed apparati sede del processo morboso, perdendo completamente di vista
luomo malato inteso come persona, unica ed irripetibile, con le sue ansie, i suoi timori, le sue
aspettative. La disumanizzazione della medicina tradizionale e la ricerca, da parte dellindividuo
malato, di qualcuno che si occupi della sua persona in modo olistico rappresenta uno dei
principali motivi del crescente successo delle CAM nei Paesi industrializzati. Il termine Naturopatia
dal punto di vista etimologico e filologico composto da Naturae e Pathos", dove per "Naturae"
vanno intesi sia laspetto fisico che ambientale, e Pathos, affetto, malattia o empatia della natura.
Una definizione etimologica pi appropriata ed unanimemente riconosciuta del termine di
Naturopatia fu introdotta nel 1902 dallidroterapeuta inglese Benedict Lust, derivante dai termini
inglesi: Natures e Path, sentiero della natura. Possiamo affermare che oggi la Naturopatia
senz'altro di attualit e si pu definirla come unarte globale del vivere tenendo presente che:
"Per comandare la natura bisogna obbedirle".
La Naturopatia un regime di vita che permette di mantenere, conservare e riottenere la salute,
seguendo le norme della natura in un contesto ecologico, concetto dal quale prende corpo il
movimento igienista.
Se non c' il rispetto di un corretto regime di vita potranno nascere diversi problemi di salute
conducendoci verso la malattia. Per vocazione il naturopata si interessa a tutti i problemi
sociologici ma andando pi oltre si interessa anche a tutti i problemi politici che possono toccare la
salute, agir di fronte alla situazione
attuale in cui ci troviamo, una societ basata su di una tecnologica ad oltranza, un inquinamento
cavalcante ed un allontanamento dai ritmi naturali dell'essere umano che sottoposto a dure leggi
non consone a lui.
Il comportamento naturopatico diverso da quello allopatico nel quale se si sopprime il sintomo la
malattia diventer cronica e si installer e creer una eversione della malattia su un altro organo
emuntoriale; in questo caso le malattie croniche saranno delle vere malattie.
Secondo la Naturopatia dovremmo considerare da una parte le difese naturali dell'organismo, che
sono delle reazioni naturali, quindi la manifestazione del problema e queste manifestazioni
rappresentano l'espulsione delle tossine che si innestano prima della malattia cronica e poi
evolvono in sclerosi.

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Il naturopata non necessariamente un medico od un guaritore, ma soprattutto un igienista ed un


educatore.
La sua opera si sviluppa cercando di capire lorigine della malattia attraverso le abitudini alimentari
ed i comportamenti errati, i quali creano un sovraccarico ed accumulo di tossine a livello dei liquidi
intra ed extracellulari, creando squilibri degli organi emuntoriali, poich deputati ad eliminare le
tossine del corpo e mantenere un livello funzionale dellomeostasi.
Lorganismo, provvede naturalmente ad eliminare, le tossine nocive ed in eccesso, attraverso
meccanismi di escrezioni e di purificazione: febbre, sudorazione, tosse e catarro, diarrea, ed
alcune forme di dermatosi essudative, esprimono lazione dellorganismo nel tentativo di eliminare
tossine e microrganismi di troppo.
Alluopo, la naturopatia si differenzia principalmente dalla medicina allopatica in quanto considera
queste manifestazioni, quali azioni dellorganismo, tendenti a ripristinare naturalmente un eccesso
di sostanze non gradite allorganismo, e quindi da non impedire, cercando di far evolvere e
controllare questo processo escretivo senza bloccarlo.
Tutti i processi atti a bloccare questi eventi, aggravano e portano verso la cronicizzazione.
Un aspetto importante della Naturopatia riguarda lo studio delle alterazioni della natura umana, in
senso energetico ed unitario,
permettendo di ottenere una visione di insieme, Mente Corpo Anima del soggetto, con la
funzione di normalizzare un equilibrio spesso alterato da cause ambientali: inquinamento, stress
(distress), intossicazioni alimentari e le cattive abitudini di vita, che i ritmi della nostra societ ci
impongono.
LOrganizzazione Mondiale della Sanit (OMS) riconosce l'esistenza di effetti particolari che sono
la somma di tante alterazioni non specificatamente definite ed individuate dal punto di vista
medico: "Comulation effects of Subliminal Everithing (CESE)", quindi, non classificate come
patologie mediche o malattie, ma disturbi (disequilibri) della sfera energetica ed emozionale, che
creano disequilibri o sovraccarichi riflessi su determinati organi.
Lo studio e la comprensione di questi fenomeni, nonch la soluzione volta a ripristinare tali
disequilibri specifica competenza della naturopatia.
Circa le competenze del naturopata, LOMS ha stabilito nella dichiarazione di Alma Alta1 del 1978:
Il Naturopata esercita la sua professione in modo autonomo o in equipe, al fine di valutare lo stato
energetico del soggetto, secondo canoni che considerano l'aspetto costituzionale, il concetto di
"Forza vitale", il flusso della stessa nell'organismo, l'alimentazione, le abitudini e lo stile di vita.
Lattivit del naturopata si svolge attraverso una consulenza non invasiva, opera al fine di valutare
lo stato bioenergetico del soggetto, secondo canoni che considerano laspetto costituzionale, il
grado di forza o energia vitale, lalimentazione, le abitudini e lo stile di vita; fornendo suggerimenti
sull'uso di alimenti, prodotti naturali ed integratori di libera vendita; consiglia cure con prodotti di
derivazione naturale: Fitoterapia, Gemmoterapia, Aromaterapia, Fiori di Bach, Oligoterapia,
Litoterapia, Sali di Shussler, ecc
Utilizza metodiche non invasive di riflesso-stimolazioni: moxa, Tuia cinese, Shiatsu giapponese,
Kinesiologia applicata, Iridologia, Riflessologia plantare, Auricolo-stimolazione cinese e francese di
Nogier, Cromoterapia e altre affini; inoltre, apparecchiature elettroniche per rilevazioni energetiche
secondo la Medicina Tradizionale Cinese: EAV, VEGA, BIOTEST.
Tali strumenti possono essere utilizzati per identificare con precisione il valore energetico di alcuni
punti energetici (punti dei meridiani) o i punti ORA (aree riflesse degli organi), e di verificare

Pubblicata: Dossier Medicine Tradizionali del OMS, Edizioni Red, Como, 1984.
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leventuale riequilibrio con alimenti, integratori, o prodotti naturali di libera vendita, con lo scopo di
armonizzare, riequilibrare e tonificare la "forza vitale" del soggetto alterata dal distress.
Pertanto, la Naturopatia rappresenta sia uno stile di vita sia un modo di concepire la guarigione in
cui vengono impiegati vari mezzi naturali di prevenzione e di trattamento delle malattie delluomo.
Le prime metodiche di cura naturopatiche implicavano una combinazione di igiene e di idroterapia,
il primo ad interessarsi, in tempi recenti, fu Benedict Lust.
Benedict Lust utilizz il termine Naturopatia nel 1902 per definire e raccogliere le varie teorie
relative alle terapie naturali e che oggi si identificano in discipline, come: dietetica, dieta naturale,
fitoterapia, omeopatia, manipolazione vertebrale, chiropratica, ginnastica correttiva, idroterapia,
ecc. Uno degli aspetti pi importanti della sua filosofia "l'uso della naturopatia per trasformare la
vita delle persone"; intende per naturopatia una scuola terapeutica distinta che opera attraverso il
potere delle forze naturali quali acqua, aria, sole, terra, erbe, elettricit, magnetismo, esercizio,
riposo, dieta; varie modalit manuali quali massaggio, osteopatia, chiropratica nonch la scienza
morale e mentale.
Egli espresse un notevole dissenso contro gli pseudo-naturopati e la medicina ortodossa
affermando: "si ha interesse per la gente ammalata danneggiandola ulteriormente con vaccini
ecc.". Sottolinea inoltre l'importanza del digiuno, della dieta idrica con la febbre. Fonda la scuola
americana di naturopatia nel 1901 e contribuisce a inserire lo yoga in America, primo segno
dell'interesse verso le cure dell'Oriente.
In una delle sue molte pubblicazioni, "The principles aim and program of the nature cure"
descriveva la naturopatia: "Il sistema curativo naturale si basa su un ritorno alla natura mediante
unalimentazione equilibrata, la respirazione, lesercizio fisico, i bagni e lutilizzo di varie tecniche
energetiche per eliminare le sostanze tossiche dallorganismo, aiutando in tal modo il paziente ad
ottenere uno stato di salute adeguato".

1. I principi generali
In primo posto la Naturopatia pone il principio del potere curativo della natura: "Vis medicatrix
naturae.
La cura naturopatica si fonda nella capacit del corpo di curare se stesso. Questo concetto
deriva dal postulato di Ippocrate, "Primum non nocere", cio evitare pratiche ed azioni che
indeboliscono la capacit del corpo di curare se stesso e tutte le terapie che inibiscono ed
ostacolano le funzioni vitali dellorganismo.
Ovviamente questapproccio presenta, proprio nella societ attuale, dei limiti: in situazioni
particolari il corpo ha bisogno di qualcosa di pi di un semplice aiuto per mantenere il normale
equilibrio fisiologico, bens, di una spinta che avvia i processi di guarigione.
Lintervento del naturopata, in queste situazioni, quello di ricorrere a metodiche ed interventi non
invasivi per ottenere un ripristino delle funzioni corporee organiche e della mente, conducendo la
persona verso uno stato di salute e di benessere.
Per attuare questi interventi, si richiede unampia conoscenza dei sistemi di cura naturali e dei
sistemi diagnosi energetica naturali, dei principi della prevenzione, della conoscenza
dellandragogia per educare il paziente alle regole di una vita sana ed armoniosa e di supportare la
capacit dellorganismo di rigenerarsi e utilizzando terapie naturali ad azione riequilibrante degli
umori e della energia vitale, soprattutto non tossiche.
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Non a caso il vitalismo sostiene che i sintomi che si accompagnano alla malattia non sono causati
direttamente dagli agenti patogeni, per es. i batteri; sono piuttosto il risultato dellintrinseca risposta
o reazione dellorganismo allagente e il tentativo dellorganismo di difendersi e di guarire se
stesso.

1.1.

Anamnesi naturopatica
6

L`approccio del naturopata con la persona duplice:


1. Aiutare la persona a curare se stessa.
2. Guidare ed educare la persona ad adottare uno stile di vita pi salutare.
Una prima anamnesi richiede un colloquio ed ascolto allo scopo di raccogliere informazioni dal
soggetto, e fare una ricognizione circa laspetto fisico, psicologico e il suo modus vitae, in modo da
stabilire un idoneo percorso di comportamento e di ripristino di eventuali abusi, eccessi alimentari
ed errate abitudini con lassunzione di rimedi naturali atti a ripristinare le funzioni vitali bloccate o
ipofunzionanti.
Il Naturopata svolge la sua attivit professionale mediante consulenze specialistiche, fornendo
suggerimenti sulluso di alimenti, di sostanze naturali, di prodotti ed integratori di libera vendita,
utilizzando anche metodiche non invasive di riflesso-stimolazione, manuali o mediante
strumentazioni adeguate e prive di controindicazioni, nel rispetto di un codice deontologico e di un
codice morale e spirituale, peculiare degli operatori del campo delle terapie naturali.

1.2.

I principi basilari

"Primo, non nuocere"

agire in collaborazione con il potere curativo della natura

ricercare, individuare e trattare la causa fondamentale della malattia

trattare l'intera persona usando un approccio individualizzato

insegnare i principi di un sano stile di vita e della prevenzione sanitaria

Primo, non nuocere


Sebbene sembrerebbe una dichiarazione ovvia che dovrebbe essere attuata da qualsiasi
professionista della salute, il detto attribuito al medico di epoca classica Ippocrate, che il medico
deve "non nuocere" ai propri pazienti, ha una risonanza specifica in Naturopatia. Come nella
maggior parte delle professioni sanitarie, metodi di indagine e modalit terapeutiche che fanno il
minor danno per il paziente sono da preferire. Quando altri approcci di cura della salute sono
necessari a causa della malattia del paziente, gli operatori naturopati professionisti sono addestrati
a riconoscere questa situazione e inviare i pazienti a coloro che nella fattispecie possono fornire le
cure necessarie.
Agire in collaborazione con il potere curativo della natura
Gli stoici dell'antica Grecia credevano che vi era un principio animatore, logos, che ha agito come
una forza vitale per l'ordine dell'universo. Se gli esseri umani usassero la loro razionale capacit di
comportarsi in sintonia con questo precetto, essi fiorirebbero. La Naturopatia, adottando questa
filosofia Stoica, riconosce che lo stesso potere che ha fatto il corpo - cio una intelligenza innata
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attiva sia nell'universo che all'interno del corpo umano possa anche curare e guarire il corpo.
Lavorando con questo potere curativo della natura - lavorare cio con la vis medicatrix naturae del
paziente piuttosto che cercare di imporre un trattamento senza riguardo per la capacit
intrinseca della persona di guarire, il naturopata cerca di aiutare il corpo, la mente e lo spirito del
paziente a realizzare la guarigione desiderata.
Ricercare, individuare e trattare la causa fondamentale della malattia
Per ogni problema, c' una causa. I naturopati sono pi interessati nel cercare, identificare e
trattare le cause che nel trattare i sintomi della malattia. Essi sostengono che se il sintomo di una
malattia temporaneamente eliminato o soppresso ma la causa di fondo trascurata, allora il
problema torner semplicemente, o potrebbe addirittura peggiorare nel tempo. La causa della
malattia deve essere identificata ed eliminata se si vuole che la vera guarigione si verifichi. Questo
richiede spesso un esame approfondito dello stile di vita del paziente, della dieta e della sua forza
vitale.
Trattare l'intera persona usando un approccio individualizzato
I naturopati lavorano con una visione olistica della salute umana. Essi credono che gli esseri umani
possano con pi probabilit godere di una salute ottimale quando la loro dimensione fisica,
psicologica, spirituale e ambientale sia totalmente integrata. Le persone che applicano questa
visione alla loro salute sono meglio in grado di raggiungere i loro obiettivi e realizzare il loro
potenziale. Essi hanno pi probabilit di essere in armonia con se stessi, con gli altri e con il loro
ambiente. Visto che ogni persona diversa, il naturopata deve individualizzare i trattamenti per
soddisfare le esigenze specifiche di ciascun paziente.
Insegnare i principi di un sano stile di vita e della prevenzione sanitaria
I naturopati insegnano i principi di un sano stile di vita e di una efficacie prevenzione sanitaria. Essi
insegnano ai propri pazienti le cause delle malattie in modo che essi siano meglio in grado di
evitare le recidive. Inoltre, i pazienti dovrebbero essere coinvolti nel processo terapeutico in modo
che possano essere in prima persona attori del loro recupero e imparare ad assumersi la
responsabilit per la loro salute futura. Questo approccio di cooperazione tra il naturopata e il
paziente ha mostrato di potenziare il paziente, il che fornisce ulteriore beneficio. Questo
atteggiamento dar probabilmente luogo ad un'attitudine positiva nel paziente, che portato a
migliorare le possibilit di un ottimale recupero.
Il principio primo della Naturopatia - primum non nocere - o "Primo non nuocere, esige che gli
operatori naturopati professionisti pongano al primo posto la sicurezza del paziente. Correttamente
formati gli operatori naturopati conoscono i limiti di, e le controindicazioni verso i prodotti e le
modalit che essi utilizzano. Ad esempio, un operatore naturopata professionista adeguatamente
formato e preparato invia immediatamente presso un'altra figura sanitaria un paziente quando le
circostanze indicano che il benessere e la sicurezza dello stesso siano messi a rischio. L'invio si
rende anche necessario quando il trattamento naturopatico non tale da arrecare beneficio al
paziente o tale da produrre il risultato positivo atteso.
L'invio del paziente presso altri professionisti particolarmente indicato quando:

si verifica o si sospetta una situazione pericolosa per la vita;


la diagnosi, la valutazione o il trattamento di una condizione specifica non rientra
nell'ambito della Naturopatia;
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la diagnosi, la valutazione o il trattamento di una condizione specifica impone competenze


o tecnologie che non sono al momento disponibili per gli operatori naturopati;
una diagnosi non pu essere confermata con la formazione e la tecnologia che a
disposizione dell'operatore naturopata;
la risposta al trattamento non adeguata, o inspiegabilmente insoddisfacente, o le
condizioni del paziente peggiorano;
un secondo parere utile e necessario.

I suddetti invii presso altri professionisti possono ridurre il rischio di effetti avversi indiretti, che
possono verificarsi quando un trattamento inadeguato viene somministrato; quando il trattamento
corretto ma viene ritardato o interrotto; quando si in presenza di una diagnosi errata; o quando le
terapie naturopatiche vengono somministrate nonostante non indicate.
Questi principi, che sembrano cos moderni ed evoluti, sono tutto ci che era stato gi
precisamente indicato e descritto da Ippocrate, uno dei protagonisti indiscussi della storia della
medicina (quando ancora non era affatto considerata altro rispetto a ci che oggi si definisce
naturopatia). Nelle pagine che seguono, ci soffermeremo su alcuni concetti e personaggi che
hanno prima inventato e poi cambiato, fatto evolvere e diversificare il concetto di salute, medicina,
benessere e malattia. Tralasciando le fasi preistoriche della medicina cinese, orientale ed egiziana
(che il lettore approfondir in altri moduli del corso), cominciamo, appunto dalla vicenda
ippocratea, introdotta da un necessario affresco della cultura in cui nato, vissuto e
inventato.

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2. Ippocrate
L'ud Febo, e scese
dalle cime d'Olimpo in gran disdegno
coll'arco su le spalle, e la faretra
tutta chiusa. Mettean le frecce orrendo
su gli omeri all'irato un tintinno
al mutar de' gran passi; ed ei simle
a fosca notte gi vena. Piantossi
delle navi al cospetto: indi uno strale
liber dalla corda, ed un ronzo
terribile mand l'arco d'argento.
Prima i giumenti e i presti veltri assalse,
poi le schiere a ferir prese, vibrando
le mortifere punte; onde per tutto
degli esanimi corpi ardean le pire.

La medicina laica, come pratica cio dotata di norme e regole sue proprie, autonome dalle
credenze religiose e dalle pratiche della magia, non incomincia con Ippocrate e neppure con i
Greci. Le ipotesi sullesistenza di dottrine e pratiche mediche gi ben consolidate nelle antiche
civilt dellOriente mediterraneo furono confermate dal ritrovamento del Papiro Edwin Smith,
compilato in Egitto intorno al XVII secolo a. C. ma risalente a fonti del terzo millennio.
Assai pi importante tuttavia, ai fini della presente indagine, lindividuazione del rapporto fra
medicina laica e medicina religiosa nel mondo greco, giacch da esso soltanto pu derivare una
pi esatta messa a fuoco critica delle fonti del pensiero ippocratico.
Ippocrate era un Asclepiade, e Asclepiadi erano chiamati tutti i medici professionali del V secolo.
Questo ha condotto a pensare che la corporazione dei medici uscisse, con un processo di
progressiva laicizzazione, dal tronco della casta sacerdotale di Asclepio, il dio-medico di Tricca ed
Epidauro, ai cui templi accorrevano folle di infermi curati con le pratiche magiche o semi-magiche
dellincubazione e della purificazione.
Archeologia e storia vanno in un altro senso.
In Omero (Iliade, II, vv. 716-719), Asclepio un re tessalo, padre dei due medici-guerrieri Podalirio
e Macaone. Prima che un dio, egli era destinato a divenire un eroe culturale, e a lui, il medico
immune da menda, come archetipo della figura del medico, presero a richiamarsi i medici
itineranti che vagavano per le citt e i villaggi della Grecia fra i secc. VIII e VI, spinti dalla necessit
di stringersi in corporazione e di vedersi cos riconosciuta una precisa dignit professionale.
La deificazione di Asclepio, e il sorgere dei primi templi non hanno luogo che verso la fine del sec.
VI; il culto fece il suo ingresso ad Atene solo nel 420 e, ci che pi conta, a Cos non prima della
met del sec. V. Sicch a Cos al tempo di Ippocrate non cerano n tempio n culto, e lisola era
gi famosa per la sua scuola laica di medicina che fior a partire dal sec. V a. C..
N possibile pensare a un semplicistico superamento del sacerdote da parte del medico: i due
filoni continuarono a coesistere, e il culto dAsclepio venne anzi crescendo con i secoli dautorit e
di potenza; sempre di nuovo credenze religiose, superstizione e magia riproposero la loro sfida alla
medicina scientifica, come testimonia la strenua reazione ippocratica nel Male Sacro.

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Con il Sigerist2 potremo dunque concludere che la medicina razionale e quella religiosa
non si svilupparono luna dallaltra... Le radici della scienza e della pratica medica dei Greci
non vanno cercate nei templi ma nelle osservazioni e nelle riflessioni dei primi filosofi.
evidentemente attraverso il travaglio di pensiero che scosse la cultura greca dalla met del sec.
VI agli ultimi decenni del V, che anche il patrimonio di osservazioni e di esperienze accumulate dai
medici vaganti e dagli allenatori ginnici nelle palestre pot prendere una forma e costituirsi in
disciplina scientifica. Da quel travaglio dipese direttamente il suo assetto concettuale; e ancor di
pi, dal prevalere di certe impostazioni filosofiche a danno di altre dipese, a noi pare, la possibilit
stessa di una tale disciplina scientifica. paradossale, ma tuttavia vero, notare a questo punto che
una parte non piccola della grandezza personale di Ippocrate consistette proprio nellaver
separato la medicina dalla filosofia.
Diventa quindi necessario esaminare pi da vicino talune strutture di fondo del dibattito filosofico
precedente e contemporaneo alla medicina ippocratica, e tentare di vedere in quale misura le
modalit di pensiero e le
categorie di interpretazione che venivano enucleate e proposte potessero favorire o condizionare o
anche intralciare lautonomo sviluppo di una scienza della natura. Non infatti in alcun modo
sufficiente asserire, come spesso si fa, una univoca e indifferenziata influenza della filosofia sulla
medicina: giacch in quella stessa filosofia si era creata una molteplicit di indirizzi e di
prospettive, e le scelte che il nascente pensiero scientifico oper in questo campo contribuirono
decisivamente a determinarne le caratteristiche. La medicina ippocratica oper appunto una
scelta, ma che essa non fosse lunica possibile comprovato dallesistenza di altre e opposte
correnti mediche, le quali a loro volta dipendevano dallassunzione di altre impostazioni filosofiche.
Le dottrine filosofiche
Lesperienza Ionica
La riflessione filosofica sorse in Ionia sul principio del sec. VI nella forma di una indagine sulla
natura (Physis) e pi specificamente sul suo principio (arch), nel doppio senso di
cominciamento e di legge: sicch, pi propriamente, non di filosofia si deve parlare bens di
physiologia e di archeologia. Gi questa precisazione e questa duplicit non interessa qui
accertarne le origini, che dipendono e dalle antiche speculazioni orientali, e dalla religiosit orfica e
agraria, e dai nascenti problemi tecnologici appaiono ricche di significato e gravide di problemi.
Physis il mondo quale esso si disvela allosservazione immediata, nella duplice forma della
molteplicit e di una segreta ma tuttavia ben manifesta unit.
Le prime domande dellosservatore sul significato e sul valore dellesperienza, sembrano poter
trovare una risposta allinterno stesso dellesperienza quale essa immediatamente si d. In essa
16 pare risiedere lautogaranzia di validit, che le deriva dalla costanza dei suoi cicli.
Cos, in fondo, physis arch e legge di s stessa. Occorrer soltanto sceverare, nella moltitudine
dei contenuti dellesperienza, non gi ci che essenziale, ma ci che primario (di quella
speciale primalit che propria del ciclo) e originario, irriducibile principio-fine lungo il cui arco tutti
2

Henry E. Sigerist, tedesco, fu probabilmente lo storico della medicina che ebbe pi influenza negli Stati Uniti nehli anni
30 e 40. Studioso controverso, si occupo specificamente di due filoni: gli scritti relativi allanalisi delle cause sociali delle
malattie e quelli centrati sulle proposte di riforma dellorganizzazione delle cure e del ruolo che in queste doveva
assumere il medico. Emigr negli USA nel 1932 per assumere la cattedra di Storia della medicina presso la J. Hopkins
University. Gi a Lipsia nel 22 aveva scritto che la storia della medicina avrebbe dovuto svolgere il ruolo di mediatore tra
la medicina scientifica e la tradizione umanistica: Lo storico della medicina deve contribuire a preparare il terreno per un
nuovo umanesimo che armonicamente unir il vecchio umanesimo con la scienza moderna. Considerava la storia della
medicina come un mezzo di chiarificazione dei correnti problemi della medicina.
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i singoli accadimenti prendono forma. Cos una singola zona dellesperienza viene isolata non
certo arbitrariamente, ma per la suggestione di analogie che si presentano allesperienza con il
segno della radicalit e assunta a principio: e pu essere lacqua come la produttivit stessa
della natura come laria-respiro di Anassimene, che pi da vicino qui ci interessa per la portata
biologica della sua concezione.
Dal momento che physis costituisce un cosmo in qualche modo vivente, dotato di compiutezza e
consistenza, di sue proprie leggi e di una sua propria ciclica necessit, ogni singolo frammento di
realt che si rivela allosservazione reca in s tutta quanta la realt, reca cio immediatamente la
necessit, il significato e la verit che di quella realt paiono esser propri.
Cos la fede nellesperienza assoluta, giacch la totalit a disvelarsi in essa. Cos, ancora, gli
strumenti per interpretare e comprendere lesperienza vengono desunti da alcuni suoi contenuti,
privilegiati e innalzati allo status di arch. In linguaggio moderno, potremmo dire che la
speculazione ionica approda a un assoluto empirismo e a un dogmatismo parimenti assoluto.
Lesperienza italica

Fra la met e la fine del sec. VI eventi storici di vasta portata, preponderante fra i quali la pressione
persiana sui Greci della costa asiatica, determinarono il trasferimento dellasse culturale ellenico
dalla Ionia alla Magna Grecia, dove si costituirono le grandi filosofie pitagorica ed eleata. La veduta
pitagorica del numero accoglieva i presupposti fondamentali della physiologia stessa: il numerosostanza dei pitagorici coincideva per molti aspetti con la funzione dellarch ionica che, con
Empedocle di Agrigento assunse a sistema.
egli, riassumendo tutti gli spunti della physiologia ionico-pitagorica e fedele daltra parte
allosservazione, la cui validit incondizionata continuava ad apparirgli come un dato primordiale,
costru la veduta dei quattro elementi, o meglio archai: acqua, fuoco, terra, aria. Essi gli parevano
adeguatamente rappresentare le sostanze universali di cui ogni singola esperienza epifania, e a
essi egli attribu tutte le qualit della physis ionica: generati e ingenerati, ciclicamente eterni,
princpi di vita compenetrati del divino che circola in tutti gli eventi delluniverso. Aggiunse Amore e
Discordia con la precipua funzione di forze motrici del ciclo di generazione e distruzione, ma
tuttavia dotati di pari sostanzialit degli altri.
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Nella sua sapienza si riversano tutta la verit e tutta la realt, non richiedendo regole di scoperta o
di verifica, poich godono di una evidenza originaria, di una perfetta trasparenza ed omogeneit al
pensiero e alla parola dellosservatore. Non v nel principio discontinuit fra luomo e luniverso,
perch identiche sono nelluno e nellaltro physis e archai, e la conoscenza del simile con il
simile che Teofrasto attribuisce a Empedocle non esprime se non quella radicale omogeneit fra i
due poli del conoscere, che annulla di fatto ogni vero problema di conoscenza.
la mitizzazione dellosservazione immediata, la semplificazione e sostanzializzazione
dellesperienza, lindistinzione di verit e realt, di essere e di conoscere, tagliavano la via allo
sforzo di categorizzazione che solo poteva presiedere al sorgere di un autentico sapere scientifico,
e dunque di una medicina razionalmente orientata e metodologicamente consapevole.
Lesperienza di Alcmeone di Crotone
Sullo scorcio del sec. vi e per tutta la prima
met del v, importanti forze, dislocate
anchesse in Magna Grecia, lavorarono
alleversione della physiologia.
Ad Alcmeone di Crotone tocc, quasi un
secolo prima di Ippocrate, il compito di
raccogliere loscura eredit di ricerca di
generazioni di medici, e anche il ricco
patrimonio di osservazioni naturalistiche che
si era venuto comunque costituendo.
A unautonoma presa di coscienza della
techne, Alcmeone fu spinto del resto dalle
sue stesse conquiste di medico e di biologo,
dagli stessi problemi teorico-pratici che la
sua scienza veniva ponendogli ogni giorno e
che certamente non trovavano risposta
alcuna nelle semplificazioni e nella
dogmatizzazione dellempirico operate dalla
physiologia.
Alcmeone non attacc le dottrine dellarch:
semplicemente le ignor, come quelle che
non trovavano corrispondenza alcuna
nellesperienza criticamente osservata.
In quellesperienza, egli riconosceva invece unindefinita molteplicit, non gi di principi sostanziali,
bens di principi o qualit, vale a dire di stimoli capaci di determinare nellorganismo una certa
reazione fisiologica (lamaro, il freddo e cos via); di conseguenza, non v continuit organismo e
physis, ma il rapporto fra luno e laltra un rapporto di stimolo e reazione (come testimonia anche
Teofrasto attribuendo ad Alcmeone, in contrasto con Empedocle la formula della sensazione per
contrari).
Parallelamente Alcmeone scopriva, grazie alla pratica spregiudicatamente scientifica della
dissezione, che la funzione del percepire nelluomo bens diffusa nei vari organi di senso, ma che
essa viene poi coordinata e interpretata (per usare un termine del giovane Ippocrate, che
dipende qui da Alcmeone), da un organo centrale, e precisamente dal cervello. La scoperta di tale
funzione del cervello spezzava di fatto il legame ombelicale fra uomo e mondo, fra conoscenza e
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realt: e Alcmeone poteva rendere esplicita questa rivoluzionaria conseguenza dichiarando che,
se la sensibilit una propriet di tutti gli organismi viventi, la funzione del comprendere, cio di
ridurre a sintesi significativa lesperienza, e di prender coscienza della sensibilit stessa,
propria esclusivamente delluomo.
Il solco, che cos si apriva fra luomo e la realt che egli vuol comprendere e trasformare, era
profondo e definitivo. Il mondo dellesperienza riacquistava la sua concretezza e la sua datit, e
lesperienza stessa veniva riconosciuta incapace di dare spontaneamente conto di s. Cos,
luomo e lo scienziato riconquistavano unautonomia e una possibilit di comprensione e di
controllo sul mondo, scoprendosi a esso eterogenei e, nella tensione del conoscere e dellagire,
alla polarit opposta di esso. Ma Alcmeone si avvide di una conseguenza decisiva di tutto questo:
la realt si faceva a un tratto opaca agli occhi dello scienziato; la verit e la realt non si
palesavano pi tuttintere allinterrogante; in termini scientifici, la sapienza doveva venir sostituita
dallindagine, la rivelazione, dalla congettura.
Quando Alcmeone poneva il tekmairesthai, il procedere appunto per indizi, congetture e prove, a
metodo tipico della conoscenza umana, egli non faceva che teorizzare la sua stessa prassi di
medico, abituato a interpretare lesperienza per ritrovare in essa un significato, un valore di
sintomo, e risalire cos allunit della malattia e delle sue cause.
Il relativo isolamento di Alcmeone, in quanto puro scienziato, dalle grandi correnti filosofiche, gli
agevolava certamente questa spregiudicata presa di coscienza metodologica; e tuttavia gli
impediva di esplicitarne tutto il valore, e di generalizzarla fino a determinare chiaramente il
rapporto fra teoria e osservazione, fra pensiero e realt, fra verit e fatto; in sostanza, lasciava in
ombra la sfera del pensabile e, quindi, la struttura stessa del procedimento scientifico.
Il Nous di Anassagora
Nellesperienza concreta non si danno mai elementi o
qualit puri e separati, bens precisamente oggetti, i
quali
constano
dellintersezione
e
della
compenetrazione (non mescolanza meccanica) di una
indefinita molteplicit di semi. Se si vuole, il numero
delle archa e degli elementi diventa in tal modo infinito;
ma ci che pi conta, che di archa e di elementi non
pi il caso di parlare, trovandosi sempre lesperienza
di fronte a oggetti concreti, la cui composizione radicale
se mai non pi problema della filosofia, ma delle
scienze della natura.
La non-separazione dellempirico concludeva cos, da
un lato alla sua oggettivit, dallaltro alla sua non-verit.
Questo non ne confermava certo per Anassagora
lincomprensibilit e lassurdit dichiarate dagli Eleati,
bens rimandava ad altro, a strutture interpretative e
conoscitive empiriche. In altri termini, la riconsegna
della realt alla ragione e alla scienza apriva
drammaticamente il problema della possibilit e della
validit di una ragione e di una scienza che potesse
considerarsi plausibile.

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A questo problema, la filosofia di Anassagora risponde con lintroduzione dellidea di Nous o


Intelligenza,e soprattutto della categoria della sua separazione dal mondo dellesperienza. Il
Nous non immanente ai contenuti dellesperienza, in questo senso, che non reale; e che anzi
, nel principio, esente da quei contenuti, autonomo dalle loro modalit e dalle loro leggi.
il Nous non creava il mondo a propria immagine e somiglianza, bens lo riconosceva come altro
da s nella sua oggettivit, e tentava semmai di imporgli il proprio dominio, organizzandolo in
strutture significanti e comprensibili, dotate cio di verit.
Su questi presupposti, si fondava la teoria anassagorea della conoscenza e potremmo dire della
conoscenza scientifica che resta a nostro modo di vedere una delle conquiste pi alte del
pensiero antico. Il processo prende pur sempre le mosse dallesperienza ma losservazione non
rivela pi la sapienza, essa deve sublimarsi in memoria, e cio in organizzazione e strutturazione
dei dati.
E dallesperienza, consolidatasi e filtratasi nel processo intellettuale della memoria Alcmeone ne
aveva definito la sede, il cervello , si genera infine il sapere, un sapere quindi che ancorato
allesperienza e che tuttavia consiste nello stabilirne i nessi e i significati. Ma il processo non si
conclude qui: per Anassagora, il sapere si continua nella techne, intesa come prassi umana di
trasformazione del mondo fondata sulla ragione, secondo quel nesso di scienza, azione ed
esperienza.
Cos lantico pensiero greco era forse arrivato al suo punto di massima apertura nei riguardi delle
scienze, e in special modo delle scienze della natura e delluomo. Ora esse erano veramente in
grado di parlare con la propria voce, che per queste ultime fu la voce di Ippocrate e di Tucidide.
Sul terreno propriamente filosofico leredit di quel pensiero fu divisa fra Socrate, Platone e
Democrito.
Lesperienza ippocratea
Il cammino che abbiamo cercato di ricostruire non fu affatto univoco: in realt i diversi filoni in gran
parte coesistono, si sovrappongono e si intrecciano, cos che storicamente limmagine del
cammino va sostituita con quella del dibattito. Per questo, come si accennato, semplicistico
dire che la medicina dipese dalla filosofia.
Ad Alcmeone la medicina, e in special modo quella ippocratica, deve, oltre agli spunti metodologici
sopra discussi, taluni contributi scientifici di grande importanza. In primo luogo, la nozione di un
sistema nervoso centrale, cui preposto i cervello e cui fanno capo gli organi di senso; n meno
interessante la via per la quale Alcmeone giunse alla scoperta, quella della dissezione e forse
della vivisezione degli animali. A questi primi cenni di psicologia sperimentale, Alcmeone affianc
una veduta fisiopatologica che avrebbe influenzato profondamente Ippocrate. Nellorganismo
presente una molteplicit indefinita di principi attivi o qualit, dynameis (che la tradizione ha
illusoriamente rivestito della forma degli opposti cari ai Pitagorici), i quali nello stato normale
formano una mescolanza o meglio un composto (krasis) omogeneo e armonico (isonomia). La
malattia nasce dalla rottura di tale equilibrio e dal prevalere patologico (monarchia) di uno solo di
questi principi (oltre che, aggiunge Alcmeone, per linfluenza dei diversi fattori esterni).
Ippocrate entra in scena, aprendo, di fatto, il problema del significato dei dati dellosservazione e
dellosservazione stessa. Secondo molti critici Ippocrate avrebbe visto ci che Platone
rimproverava ad Anassagora di non aver saputo vedere, e cio che ogni cosa, e la natura intera,
tendono per forza interna verso il proprio meglio. Tradotta in termini medici, deriva da questa
interpretazione la veduta della vis medicatrix naturae, che la tradizione ha per lungo tempo

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attribuito al maestro di Cos, sebbene non ve ne sia traccia se non in opere tarde e maturate in
tuttaltro clima culturale.
Convinto della intrinseca positivit della natura, al
medico non sarebbe rimasto che contemplarne
inoperoso i processi, o semmai assecondarli con blandi
interventi. Questo medico non era sicuramente
Ippocrate, che della natura diffidava a tal punto da
prescrivere in ogni caso di lesione cranica la
trapanazione entro i tre giorni! Fuor di polemica, si pu
dire che Ippocrate attribuiva allorganismo non gi
unattivit teleologica, bens una certa inerzialit
seppure con tutta la maggior complessit che
contraddistingue i fenomeni biologici da quelli meccanici.
Lorganismo gli sembrava cio mostrare una tendenza a
mantenere lequilibrio che caratterizza lo stato normale
di salute; e perci reagire alle spinte perturbatrici, sia
interne sia esterne, mettendo in opera quei meccanismi
di difesa (per la prima volta lucidamente individuati da
Ippocrate) che tendevano appunto a ristabilire il
minacciato equilibrio.
Ma parimenti non sfuggiva a Ippocrate la precariet di questi meccanismi, quando lagente
patologico fosse troppo forte o lequilibrio pi debole del normale; di qui la necessit di una
vigilanza costante sullorganismo, vuoi in salute vuoi in malattia, e di solleciti interventi del medico,
che certamente dovevano cooperare al ristabilimento di quellequilibrio, ma spesso anche opporsi
ai meccanismi patologici che avessero ormai conquistato il controllo dellorganismo.
Lapproccio scientifico di cui diventa promotore e protagonista; per il suo tramite si evidenziano
categorie e pratiche mai prese in vera considerazione prima di lui: luomo, levento morboso e la
malattia sono calati nellambiente del paziente stesso. Lambiente, sia esso geografico, climatico o
sociale, diveniva cos parte integrante della scienza medica, e lanalisi delle sue relazioni con
lindividuo diventava essenziale alla comprensione della vicenda individuale di sofferenza e
guarigione.
Nella dimensione temporale, la categoria di anamnesis o ricordo assolveva a una duplice
funzione: da un lato quella di ricostruire una storia della malattia e del malato, e quindi di
costringere per suo tramite gli eventi del passato a esprimere il loro significato, a integrarsi alla
comprensione e alla cura; dallaltro quella di instaurare il rapporto, cos caratteristico della
medicina ippocratica, fra medico e malato, che chiama il malato stesso a essere compartecipe
della lotta della techne contro la malattia, e a porre le premesse della propria guarigione mediante
la comprensione delle cause che hanno generato lo stato patologico, e la volont di superarlo.
Ma la suprema espressione categoriale della scienza ippocratica era la prognosi, in cui confluivano
la comprensione della situazione presente e delle condizioni passate, e grazie alla quale, come
bene scrisse il Littr, Ippocrate vide per primo in ogni malattia non pi una successione di
fenomeni bizzarri, disordinati e senza legge, ma una concatenazione in cui ogni fatto aveva la sua
ragione nel fatto precedente.
La prognosi era la chiave di volta della medicina ippocratica; la funzione della previsione diventava
essenziale per la scienza, ad essa dovendosi subordinare ogni altra dimensione di indagine.

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importante precisare che, comunque, ogni tentativo di immobilizzare i contenuti di una dottrina
ippocratica dellorganismo, della malattia, della terapia destinato a risolversi nel travisamento e
nellincomprensione. Crediamo che si sia detto abbastanza circa il pensiero del maestro di Cos,
perch ora sia chiaro come la dottrina dovesse per lui costruirsi sempre di nuovo nel contatto con
lesperienza, riferendosi soltanto allunit formale del metodo, non a quella dogmatica della
spiegazione preconcetta; la dottrina, in altre parole, non deve conservare davanti alla complessit
dei fatti altro che il valore di uno schema e di una regola orientativa.
Definiamo Ippocrate biologico pi che medico, non gi perch la techne, presentasse ai suoi
occhi un simile sdoppiamento, ma piuttosto unintrinseca polarit fra teoria e prassi, in cui egli
sceglieva il primo polo come il pi adatto a fondare il secondo. Per queste ragioni, le sue opere
sono tutto eccetto che un trattato sistematico di medicina. tuttavia utile, pur nellambito di questa
consapevolezza, cercare di isolarne alcuni lineamenti relativamente costanti.
Le tesi sulla genetica pi chiaramente formulate sono queste: il seme deriva da tutto
il corpo, e non da una parte soltanto (convinzione comune ad Alcmeone e ad Anassagora); le
caratteristiche acquisite dai progenitori possono essere ereditate dalla discendenza; quella
genetica una componente eziologica delle malattie. Soprattutto questultima veduta, unitamente
allattenzione portata allintero problema, il contributo pi valido di Ippocrate in questo campo.
Lembriologia ippocratica, che dipende da quella alcmeonica, non vi arreca nulla di
nuovo: tuttavia, emerge anche qui lidea interessante delle malformazioni embrionali come
concausa di talune malattie, fra cui lepilessia.
Lanatomia si spinge in Ippocrate a livelli molto avanzati soprattutto a proposito del sistema osseomuscolare (importante la descrizione delle suture craniche) come fondamento per la chirurgia; il
riconoscimento del cervello come organo centrale del sistema nervoso deriva da Alcmeone, e una
apprezzabile descrizione delle vene dipende in parte da Diogene; almeno in un punto affiora la
distinzione tra vene e arterie. Lanatomia degli organi interni non invece molto sviluppata, bench
sia dichiarato un fondamento anatomo-patologico alleziologia di molte malattie.
Dove, per contro, la dottrina di Ippocrate raggiunge il suo vertice nel campo della fisiopatologia. Il
presupposto, di fondamentale importanza, che la comprensione dello stato morboso deve
basarsi su quella dello stato normale e di salute: il che riponeva nella fisiologia le basi
interpretative della patologia. Quanto dunque alla struttura dellorganismo, sia in salute sia nella
malattia, la visione ippocratica assai pi complessa di quel che comporti la dottrina dei quattro
umori (flegma, bile nera e gialla, sangue) tradizionalmente attribuitagli. In realt, come si gi
avvertito, tale dottrina una schematizzazione operata inizialmente da Polibo nella Natura
dellUomo, e successivamente spinta fino a trasformarsi in una sorta di cosmologia. In Galeno
questa dottrina umorale divenne dogma che rimane sostanzialmente fisso fino al 1500.
Ci soffermeremo su tale dottrina tra breve.
Ora conta sottolineare che gli umori restano sullo sfondo delle opere di Ippocrate; in realt, in
nessun punto del suo cospicuo corpus vengono descritti. Gli umori non vengono immobilizzati
perch, in quanto liquidi organici, essi sono molteplici, possono trasmutare luno nellaltro, e
soprattutto presentano una costellazione di dynameis o qualit attive (lacidit, lastringenza, la
zuccherosit ecc.), che reagiscono, entrano in composti, decadono e a loro volta si trasmutano.
Oltre a ci, gli umori entravano, accanto a una quantit di altri fattori anatomici, dietetici,
geografici nella configurazione dei tipi psicosomatici che Ippocrate abbozz per valere da regole
orientative nella valutazione della molteplicit dei casi individuali (dunque ben lontani dagli statici
temperamenti di Galeno). Ma anche in questo senso, lumoralit della costituzione significava poi
la predisposizione a certe malattie, di cui gli umori erano segno.
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Con questo non si vuoi negare una funzione importante allipotesi umorale nella dottrina
ippocratica, ma solo sottolineare che essa non va vista come chiusa e autosufficiente, bens
integrata con la considerazione degli schemata o strutture anatomiche degli organi, e soprattutto
delle dynameis agenti nellorganismo. Lo stato normale consiste dunque per Ippocrate in un
equilibrio armonico di umori, dynameis e schemata, dove i primi non si separino dai composti
omogenei, cio dalla krasis, cui hanno dato luogo, e i secondi non vengano lesi e alterati. La
rottura della krasis, lo sprigionarsi irrelato dellattivit delle dynameis, il liberarsi degli umori dai
composti organici, scatenano i meccanismi della malattia. Gli umori divengono allora intemperati,
crudi, e manifestano linsorgere di dynameis anormali. La via che lorganismo segue per ristabilire
la krasis generalmente quella della cozione. La cozione il cambiamento che gli umori
subiscono nel corso di una malattia, che, togliendo loro in generale la tenuit, la liquidit e lacrit,
d loro pi consistenza, una colorazione pi spiccata, e qualche carattere che stato
metaforicamente assimilato al cambiamento prodotto nelle sostanze della cottura.
Una volta concotta, la materia peccans pu venire espulsa per le varie vie del sudore, dello sputo,
delle feci, delle urine, e lorganismo si avvia cos alla guarigione. Punto culminante di questa lotta
dellorganismo per ristabilire la salute la crisi, che pu o meno accompagnarsi alla cozione. La
crisi la trasformazione decisiva che si compie a un punto cruciale dellevoluzione della malattia,
preceduta di solito da un acutizzarsi (paroxysmos) della febbre, e che la orienta verso la
guarigione (non necessariamente, perch possono esservi sempre ricadute o ypostrophai). La crisi
preannunciata e segnalata dai fenomeni critici che la accompagnano (sudori, epistassi, depositi
nelle urine e cos via).
Unaltra forma di crisi lapostasi, cio la localizzazione che lorganismo compie della materia
peccans in un determinato punto quando non riesce a espellerla per vie normali; lapostasis pu
annunciare la guarigione, se il suo corso benigno, o viceversa complicare la malattia. In
generale, senza cozione e crisi, non v guarigione, e la malattia diviene cronica o si avvia allesito
letale. Ma Ippocrate stesso, consapevole del valore schematico di queste nozioni, avverte pi volte
che pu esservi crisi senza cozione, o anche guarigione senza crisi, almeno apparente, e che
viceversa crisi e cozione possono essere ingannevoli e non impedire laggravarsi del male. Si
trattava, insomma, di un modello di base del processo morboso, confermato dallesperienza e
validamente elaborato dalla teoria, che poteva valere come un potente strumento di
interpretazione e un solido appoggio alla prognosi; tuttavia esso non poteva mai sostituire, per il
medico ippocratico, lattenta osservazione del singolo caso e lagile riferimento teorico al metodo
generale.
Su queste basi dottrinali, la ricerca delle cause delle malattie poteva certamente superare quella
semplificazione eccessiva che Ippocrate stesso rimproverava alla medicina di derivazione italica.
Il maestro di Cos, anzi, tracciava uno dei pi grandiosi programmi di eziologia di tutta la storia della
medicina: le cause venivano raccolte in tre principali costellazioni, lambiente, il regime, i traumi, e
ognuna di esse veniva poi
analizzata, connessa alle altre, integrata di sempre nuove considerazioni.
Cos le cause ambientali venivano a loro volta suddivise in geografico-climatiche (influenza delle
stagioni, delle temperature, dei venti, della configurazione idrica e della qualit delle acque,
dellumidit atmosferica), storico-sociali (assetto politico e costumi che ne derivavano, modi di vita
delle comunit, distribuzione del lavoro fra liberi e schiavi) e individuali (et, professione, abitudini,
psicologia, storia personale del singolo malato). Esse potevano a volte promuovere direttamente la
malattia, ma pi spesso si presentavano come concause rispetto alle alterazioni patogene del
regime. Una classe ben distinta rappresentavano i traumi in seguito a ferite, esercizi ginnici o
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comunque a lesioni osseo-muscolari. Accanto a questi tre gruppi stavano, come si accennato, le
cause di origine genetica ed embriologica.
Abbiamo parlato di cause delle malattie: ma molto pi correttamente si sarebbe dovuto dire
cause degli stati morbosi, giacch vano tentare di trasporre il moderno concetto di malattia al
pensiero ippocratico. Voler individuare quali furono le malattie descritte nelle opere di Ippocrate,
urta contro la dichiarata convinzione dellautore stesso, che appunto rimproverava ai Cnidi di
badare pi ai nomi delle malattie che ai malati in carne e ossa, e per suo conto si rifiutava di
apporre un nome alle storie cliniche raccolte nelle Epidemie.
Come acutamente ha notato il Sigerist, dal Rinascimento in poi la medicina moderna ha sviluppato
un concetto ontologico di malattia, secondo il quale ogni malattia unentit ben caratterizzata,
con strutture sue proprie e tali da implicare, in modo relativamente meccanico, la cura appropriata.
Tale concetto stato ulteriormente rafforzato dallo sviluppo dellanatomia patologica e dalla
scoperta dellorigine batteriologica, virale, parassitologica di molte malattie.
La concezione della malattia come coinvolgente lintero organismo e lo sforzo di riportare i sintomi
allunit della prognosi orientavano inevitabilmente la terapia ippocratica verso unanaloga
direzione sintetica, verso una cura altrettanto globale e articolata quanto lo erano lo stato morboso
e le sue cause.
Un tale coordinamento ha nome regime; e lidea di regime uno dei frutti pi maturi della
metodologia di Ippocrate, tanto che Platone lavrebbe assunta a emblema della vera terapia
scientifica. Il regime mirava alla progressiva rieducazione dellorganismo, anzi delluomo malato,
alla salute. Sicuramente esso impiegava farmaci di origine vegetale evacuanti, vomitivi, lenitivi
ad arginare le fasi acute del male, cos come impacchi, supposte, piccoli salassi; ma soprattutto
attraverso la sapiente regolazione della dieta e per quantit e per qualit di cibi giungeva a
indebolire il male e a rafforzare lorganismo, ad accompagnarlo vittorioso alla stretta decisiva della
crisi. Accanto alla dieta, il regime implicava una cura paziente e amorosa delle condizioni
generali del malato in quel dialogo costante che il medico ippocratico intratteneva con lui , la
comprensione e il risanamento dei suoi turbamenti psicologici, in un embrionale inizio di
psicoterapia; e poi il riposo e lesercizio ginnico, i bagni e i massaggi, il mutamento daria e di luogo
ove occorresse, la cura scrupolosa delle condizioni igieniche.
Cos la terapia ippocratica, mediante lidea di regime, non considerava la malattia come un
episodio isolato, bens tendeva a integrare in un unico quadro salute e malattia, configurandosi
propriamente, da un lato, come terapia di mantenimento dello stato di salute, dallaltro come
terapia di consolidamento della guarigione: sicch, come la malattia veniva compresa a partire
dalla fisiologia normale, cos essa veniva curata in funzione dellarmonico ristabilimento di quella
normalit, e non soltanto in funzione della sporadica eliminazione dei sintomi morbosi.
Forte cos della validit del suo metodo, della ricchezza della dottrina, dellampiezza dei successi
ottenuti, la medicina ippocratica poteva ben apparire, sullo scorcio del sec. V, un grande esempio
della possibilit teorica e insieme della validit pratica della scienza.
Cos la cultura contemporanea poteva riconoscere, nella medicina ippocratica, lidea di una
scienza a lungo ricercata, una scienza che dimostrava a un tempo la validit del sapere umano e
la possibilit di una sua proiezione etico-pratica a trasformare, in modo pi giusto, la vita e il
mondo delluomo.
Quale poi fosse questo modo pi giusto, e dunque la traccia da seguire verso una moralit
concreta, aliena cos dalla retorica come dallontologia del bene, veniva ancora una volta indicato
da Ippocrate con lidea di sanit come armonia, come equilibrato compenetrarsi delle forze e delle
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funzioni, e della malattia come il prevalere irrelato e prevaricante di una forza, come lisolarsi
arbitrario e violento di una funzione dal contesto dellorganismo.
Linfluenza che la techne ippocratica esercit sulla costruzione di una storiografia scientifica
operata da Tucidide nellultimo quarto del sec. V fu determinante e contribu a configurarne sia il
progetto stesso sia le categorie strutturali. Dopo quanto si detto sulla scienza di Ippocrate, non
qui il caso di confutare quelle interpretazioni che pongono il suo legame con Tucidide in una
comune visione cosmologica di physis come norma e delluniverso e della storia, attraverso una
mitica concezione dei rapporti fra macrocosmo e microcosmo; n il legame stesso pu essere
limitato alle suggestive analogie di linguaggio e di metodo fra le storie cliniche ippocratiche e la
descrizione tucididea della peste di Atene.
C molto di pi: tramite lapproccio pratico ippocrateo, Tucidide intravede quale possa essere il
vero ruolo della storiagrafia: non solo collazione di eventi ma metodo capace, tramite prognosi ed
anamnesi, di recuperare il passato, ritrovarne il significato e di proiettarlo sulla situazione presente
per intenderne meglio i problemi, per individuarne le direzioni di sviluppo, per educarne, anche, i
protagonisti, non gi con lesempio ma grazie a questa pi profonda comprensione. La storiografia
diveniva cio per Tucidide una scienza di previsione: non del ripetersi ciclico dei fatti, n delle leggi
immutabili dei fatti stessi tale era la previsione della physiologia e del mito , bens delle
modalit, delle strutture possibili della storia, dei determinismi che potevano sprigionarsi dalle
scelte etico-politiche, dei valori che potevano o meno orientare il cammino degli uomini.
Sarebbe possibile rintracciare un nucleo ippocrateo in molti concetti di medicina e biologia ancora
oggi correnti ma, per ci che ora ci interessa, dovremo ricordare la prassi del rapporto fra il medico
e il malato, enunciati da Ippocrate e ripresi da Platone nel delineare la figura ideale del medico
nelle Leggi, restano tuttora un parametro al quale la prassi medica di ogni tempo non pu non
ispirarsi. Il medico amico e per cos dire educatore del malato, attento alla sua storia, consapevole
che i problemi del suo corpo non possono separarsi da quelli della sua psiche, attento pi che a
prescrivere rimedi a chiamare il paziente a protagonista della lotta contro il male: non questo il
profilo del solo medico ippocratico, ma del medico senza aggettivi.
Allo stesso modo, propria di un tale medico lalta etica professionale che Ippocrate tracci per
sempre, tutta centrata sulla serena consapevolezza del compito, sullumilt di fronte al sapere che
trascende ogni individualit, sul rispetto verso la persona del malato, e insomma sul senso, tutto
classico, della forza e della misura insieme.

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3. I quattro elementi, qualit e temperamenti3


Recita lassioma di Maria Prophetissa: lUno diventa
Due, i Due diventano Tre, e per mezzo del Terzo, il
Quarto compie lUnit4.
Vorrei aprire cos questa relazione, con il richiamo a
questo assioma invero un po oscuro, che ha
ripetutamente attratto lattenzione di uno Jung
costantemente affascinato dal simbolismo del
quaternario (cfr., tra gli altri, Aion).
Scrive Jung in Mysterium coniunctionis, attingendo ad
antichi testi: Nostro padre Adamo e i suoi figli (...)
furono creati infatti a partire dai quattro elementi.
Nel suo Libro delle Bilance Gabir ibn Hayyan afferma:
A proposito della creazione del primo essere, il
Pentateuco dice che il suo corpo fu composto da
quattro cose, che in seguito si trasmisero per eredit: il
caldo, il freddo, lumido e il secco. Esso infatti fu
composto di terra e di acqua, di uno spirito e di
unanima. La secchezza gli proviene dalla terra,
lumidit dallacqua, il calore dallo spirito e il freddo
dallanima.
Nella siriana Grotta dei tesori si riferisce:
Ed essi videro che egli <Dio> prese un granello di polvere da ogni parte della terra, e una goccia
dallacqua di ogni natura, e un alito di vento da tutta laria che in alto, e un briciolo di calore dal
fuoco di ogni natura. E gli angeli videro che quei quattro deboli elementi, ossia il freddo, il caldo, il
secco e lumido, vennero posti nellincavo della sua mano. Allora Dio form Adamo.
Ritorniamo
ancora
al
Mysterium
coniunctionis, lultima grande opera del
Maestro zurighese.
In essa troviamo questo passaggio
dellalchimista Blaise de Vigenre:

Articolo di Enzo Barill, apparso sul n. 68 ottobre 2006 della rivista Ricerca 90.
Maria l'ebrea detta anche Maria la profetessa o Miriam la profetessa visse tra il I secolo e il III secolo. A lei attribuita
l'invenzione di diversi strumenti chimici ed considerata il primo alchimista non fittizio del mondo occidentale. Tra tutte le
invenzioni che sono state attribuite a questo personaggio, la pi celebre e comune la cottura nel bagno di acqua
bollente, che da lei prende nome, il bagnomaria, molto utile e spesso usato in tanti processi chimici dove necessario un
riscaldamento od una cottura di tipo dolce
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Luomo dunque, che limmagine del


macrocosmo e che perci viene chiamato
microcosmo o piccolo mondo (cos come il
mondo, che fatto a somiglianza del suo
archetipo ed composto da quattro
elementi, viene detto il grande Uomo), ha
anchesso il suo cielo e la sua terra. Infatti
lanima e lintelletto costituiscono il suo cielo,
mentre il corpo e i sensi sono la sua terra.
Conoscere il cielo e la terra di un essere
umano esattamente lo stesso che avere la
conoscenza piena e completa del mondo
intero e delle cose della natura.
Il numero quattro richiama quindi subito alla
mente lidea di completezza, di totalit.
Il primo a parlare dei quattro elementi fu
Empedocle. Filistione, medico della scuola
di Empedocle, introduce lidea che ciascun
elemento fosse contraddistinto da una
qualit: del fuoco proprio il caldo, dellaria
il freddo, dellacqua lumido, della terra il
secco.
Accanto ai quattro elementi, vediamo poco dopo nascere la dottrina degli umori, esposta nel
trattato Della natura delluomo riconducibile allo stesso Ippocrate (460 a.C. 377 a.C.) o alla sua
scuola di medicina. Luomo dotato di quattro umori: sangue, flegma, bile gialla e bile nera, dal cui
equilibrio o squilibrio dipende la salute o la malattia. La prevalenza di un umore rispetto agli altri
produce il corrispondente temperamento: il sanguigno, il flemmatico, il bilioso e il melanconico.
La seguente tavola ha resistito al trascorrere dei secoli:

Umore

Stagione

Qualit

Et delluomo

Sede

Deflusso

Sangue

Primavera

Caldo e umido

Infanzia

Cuore

Naso

Bile gialla

Estate

Caldo e secco

Giovinezza

Bile nera

Autunno

Freddo e secco

Maturit

Flegma

Inverno

Freddo e umido

Vecchiaia

Orecchie
Fegato

Occhi
Bocca

Fu Aristotele a fissare per secoli la teoria delle propriet elementari della materia, teoria che
costituisce le fondamenta della fisica astrologica di Tolomeo e che gli permette di spiegare
scientificamente la natura degli influssi astrali. Aristotele accetta i quattro elementi proclamati corpi
semplici da Empedocle, ma considerando ciascuno di essi come coppia di qualit sensibili da
scegliersi tra le quattro riconosciute dal tatto, e cio il caldo, il freddo, il secco e lumido. In tal
modo, lunione del caldo e del secco produce il fuoco, quella del caldo e dellumido, laria; quella
del freddo e dellumido, lacqua, quella del freddo e del secco, la terra. Sono tutte le possibili
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combinazioni, in quanto quelle del caldo con il freddo o del secco con lumido producono solo una
semplice sottrazione denergia.
Nel tempo, la dottrina degli umori non si limita a spiegare la genesi e il decorso delle malattie, ma
assume lentamente una connotazione psicologica, perch introduce la corrispondenza tra umore e
carattere. Nei Problemi attribuiti ad Aristotele, il XXX pu essere considerato come una vera e
propria trattazione del temperamento melanconico. Si domanda il grande filosofo: Come mai tutti
coloro che hanno raggiunto leccellenza nella filosofia o nella politica o nella poesia o nelle arti
sono chiaramente melanconici e qualcuno di essi a un grado tale da soffrire di disturbi provocati
dalla bile nera?
Lo stesso Aristotele aveva affermato che i quattro elementi sorgono per combinazione delle
qualit:
Qualit

Elemento

Umido-caldo

Aria

Caldo-secco

Fuoco

Secco-freddo

Terra

Freddo-umido

Acqua

Sempre seguendo il pensiero di Aristotele, osserviamo che in ciascun elemento la prima qualit
quella dominante, quindi lAria prevalentemente umida, il Fuoco prevalentemente caldo, la Terra
prevalentemente secca, lAcqua prevalentemente fredda.
Tralasciando gli sviluppi storici della dottrina degli umori, portata a perfezione dal medico greco
Galeno nel II sec. d.C., conviene ora esporre succintamente le caratteristiche principali di qualit,
elementi e temperamenti, attingendo a lavori di autori di varie epoche.
Le qualit prime
Caldo
Principio dinamico di natura maschile assimilabile a un focolaio denergia, a una corrente
rivitalizzante di forza centrifuga che tende ad esprimersi in slancio espansivo: crescita, sviluppo,
spiegamento, dilatazione, motricit, mobilit, diffusione, irraggiamento. Questo dinamismo si porta
allesterno (esteriorizzazione, espansione), in altezza (getto, sprigionamento, slancio), in avanti
(proiezione, carica energetica, conquista). un forza di trasformazione.
Freddo
Principio statico assimilabile alla forza dinerzia della materia pesante, che ha potere di
assorbimento; potenza immobilizzante di forza centripeta che conduce alla contrazione, alla
ritrazione, alla condensazione, alla coagulazione. Questa forza di concentrazione si esercita
allinterno (ripiegamento su di s, accartocciamento, restringimento, riduzione, interiorizzazione,
repressione); in direzione del basso (peso morto, appesantimento, cedimento, atonia, abbandono
allo stato vegetativo, depressione); allindietro (freno, regressione, ritrazione, inappetenza,
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rinuncia). Pur se ostacola levoluzione espansiva della vita, costituisce ci non di meno un agente
di fissazione, di condensazione, di conservazione in una struttura acquisita, di stabilit.
Umido
Principio di plasticit, di essenza femminile, veicolo del Caldo nellopera di generazione che ha la
propriet di immagazzinare la forza vitale contribuendo alla sua sostanzialit, alla sua
materializzazione. Potenza dincorporazione per assorbimento, impregnazione, penetrazione,
ricettivit, fusione, avvolgimento, mescolanza, collegamento. Dissolve, assimila, dilata, amplifica,
fa sbocciare, unifica. Valore di liquidit che infiacchisce e tende a rilasciare, ammorbidire,
distendere, moderare. Forza di fecondit, favorevole alla crescita e allespansione vitale. Stato
malleabile, flessibile, morbido, liscio, untuoso, avvolto, pieno.
Secco
Principio di ritrazione avente la propriet di ridurre, di condensare, e che conduce alla
solidificazione. Potenza di restringimento, di resistenza, con effetto di isolamento, di indurimento,
di irrigidimento, di costrizione. Fattore di separazione, di divisione, di polverizzazione: arretramento
e scissione delle parti a scapito della loro coesione e della loro adesione allambiente.
Processo di difesa, di chiusura di rifiuto, a vantaggio di un percorso dautonomia, dindipendenza,
dindividualit, di selettivit. Stato duro, resistente, rigido, frangibile, rugoso, angoloso.
Gli elementi

Terra
In natura rappresentata da cristalli, minerali
e fossiliPer analogia, riferibile a valori di
stabilit, fissit, rigidit, durata, struttura,
concentrazione.

Acqua
In natura rappresentata dallacqua del mare,
a quella materia originaria da cui scaturita
ogni forma di vita. Per analogia,
riferibile a valori di adattabilit, ricettivit,
dissoluzione, impregnazione, assimilazione.

Fuoco
In natura rappresentato da una fiamma
montante o dal fulmine del cielo. Per analogia,
riferibile a valori di motilit in cui sono
allopera forze creative, di trasformazione, ma
anche distruttive.

Aria
In natura rappresentata da gas leggeri,
impalpabili, volatili, inafferrabili. Per
analogia, riferibile a un principio despansione
illimitata nello spazio, alla circolazione,
animazione, respirazione.

Sarebbe per erroneo e riduttivo ricondurre gli elementi a sostanza materiale. Gli antichi lo
sapevano bene, e Marie Louise von Franz lo rimarca nel suo Alchimia quando scrive: Gli elementi
e le qualit possono venir disposti secondo molte varianti diverse. Naturalmente questi schemi non
corrispondono alla realt materiale.
Gi gli antichi si rendevano conto che si trattava di una semplificazione inadeguata dei fenomeni
della materia. Se si va un po pi a fondo, lo schema dei quattro elementi si rivela insufficiente,
come tutti i modelli che vengono proiettati sulla realt per darle un ordine. Anche i primissimi
alchimisti Zosimo, ad esempio dicevano questo, ossia pensavano ai quattro elementi non
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come alla struttura della materia, ma come a un modello mentale, a una griglia simbolica proiettata
su di essa: essi ritenevano che attraverso le quattro qualit proiettate sulla materia si vedesse
chiaramente unimmagine della totalit.
Anche Barbault ci mette sullavviso: Lelemento non deve essere inteso come una sostanza, una
materia prima o ultima, sebbene come un processo vitale. [...] Gli elementi sono pure forze
energetiche. LAcqua non quindi tanto il liquido quanto la forza di rilassamento e dissoluzione
che genera lo stato di molle fluidit. LAria non tanto un gas quanto la forza centrifuga la cui
potenza di compressione, quando si diffonde, conduce il corpo allo stato di fluido elastico, che
occupa il maggior spazio possibile. Pi che lo stesso corpo solido, la Terra la potenza di
coesione che, nella sua forza centripeta, costruisce la solidit del corpo concentrato, ridotto al suo
spazio essenziale. E se il Fuoco ligne, lo in quanto agente di penetrazione e di trasformazione
degli altri elementi.
Gli umori
Nel corso dei secoli sono state date molteplici
definizioni degli umori. Mi piace qui ricordare
quelle di Robert Burton, tratte dal suo poderoso
The Anatomy of Melancholy, pubblicato nel
1621.
Il sangue un umore caldo, dolce, rosso e
temperato che si prepara nelle vene
mesenteriche, ed costituito dalle parti pi
temperate del chilo nel fegato, il cui compito
quello di nutrire il corpo intero, di dargli forza e
colore, essendo disperso dalle vene per ogni
dove. E da esso si generano nel cuore per
prima
cosa
gli
spiriti,
che
sono
successivamente distribuiti dalle arterie alle
altre parti del corpo.
La pituita, o flegma, un umore freddo e umido
che si genera dalla parte fredda del chilo (o
succo bianco che proviene dalla carne digerita
nello stomaco) nel fegato; il suo compito
quello di nutrire e inumidire le membra del
corpo che, come la lingua, vengono mosse
affinch non siano troppo asciutte.
La bile calda e secca, generata dalle parti pi calde del chilo, e raccolta nella cistifellea: aiuta il
calore naturale e i sensi, e serve per espellere gli escrementi. Latrabile, fredda e secca, spessa,
nera e amara, generata dalla parte pi fetida del nutrimento, depurata dalla milza, costituisce un
freno agli altri due umori caldi, il sangue e la bile, preservandoli nel sangue, e nutre le ossa. Questi
quattro umori hanno qualche analogia con i quattro elementi e con le quattro et dell'uomo.
Ma, come abbiamo gi visto per gli elementi, oggi non possiamo pensare agli umori come a
qualche cosa di materialmente esistente nel corpo umano. Il medico francese Pierre Gallimard
afferma:

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Non si deve considerare gli umori ippocratici alla stregua di liquidi organici. Al contrario occorre
capire che per esempio il "sangue" rappresenta per Ippocrate, quando utilizza questo termine, un
insieme di caratteri, di tendenze morfologiche e fisiologiche, di predisposizioni e di reazioni
morbose, addirittura di fenomeni non pi fisici ma vitali fino a giungere a nozioni spirituali, il cui
supporto materiale e il cui simbolo questo liquido rosso, aereo e caldo, che noi denominiamo
insieme a lui sangue. La parola flegma significa contemporaneamente ogni liquido organico
bianco e lattiginoso e linsieme dei caratteri psicofisiologici che gli sono inseparabili. E cos via.
I temperamenti
Galeno (ispirandosi a Ippocrate) riteneva che i temperamenti fossero causati dalla prevalenza di
un umore nel corpo umano e, di conseguenza, crea una classificazione tipologica che tuttora
annovera convinti sostenitori. Osserviamo ora la descrizione dei tipi in un eccellente trattato di
caratterologia, fermo restando che i tipi puri raramente si riscontrano nella realt, poich
nell'essere umano molto pi frequente la mescolanza di due o pi temperamenti. Eccone una
breve sintesi, dal Trattato del carattere di Emmanuel Mounier.

Il bilioso
I biliosi sono dominati dall'istinto motore che un istinto di conquista. Ne risulta una sovrattivit
motrice che provoca rapidi scambi vitali, e un certo numero di effetti a cascata: grande resistenza
alla fatica, forza fisica in contrasto con apparente magrezza, vive reazioni, appetito esagerato che
esige alimenti ricchi, una certa ipertermia. Il colorito giallo: nell'emozione, anzich arrossire
impallidiscono. Il fegato funziona bene, ma la loro bile troppo ricca di colesterina, forse per un
eccesso di ferro, poich tutti cibi ricchi di ferro (come gli spinaci) sono loro nocivi; mancando
dunque di fluidit, la bile mal eliminata e parzialmente viene riassorbita nel sangue. [...]
Fisicamente sono caratterizzati soprattutto dal bisogno infaticabile dattivit psichica o intellettuale,
ora possente, ora inquieta. Organizzatori, fondatori, esploratori, uomini d'azione, conquistatori,
unificano, sintetizzano, lavorano talora sino alla frenesia.

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Linfatico
diametralmente opposto al bilioso. La sua vitalit centrata sul istinto di nutrizione e di riserva.
La lentezza l'elemento dominante, come il movimento l'elemento dominante per il bilioso: nelle
reazioni fisiologiche, nei gesti, nel passo, nella parola, nel concetto, nella decisione. Il suo
organismo sembra essere rimasto ad uno stadio primitivo, vegetativo, di sviluppo. [...] La pelle
rosea, i tessuti sono freddi e molli, i muscoli sono distesi, infiltrati di grasso, scoloriti. La
circolazione debole, le funzioni sono pigre, le reazioni nervose sono tardive, il sonno pesante e
profondo. [...] Psichicamente, linfatismo sinonimo dindolenza, di noncuranza, dindifferenza, di
docilit, dapatia, di placidit.

Il sanguigno
essenzialmente un respiratorio. fatto per dilatarsi, per espandersi, per svilupparsi. Ha grande
ricchezza di circolazione, molta elasticit di metabolismo, un sangue ricco e ben ossigenato. La
pelle rossa e colorita, morbida e umida al contatto. [...] I sanguigni presentano un'espressione
sorridente e beata, accompagnata dai lineamenti ascendenti e arrotondati, dai gesti ampi e curvi.
[...] Gli piace la vita allegra, gli piacciono i facili godimenti. Ha soprattutto un imperioso bisogno di
movimento e di attivit; vuole circolare, detesta lo starsene rinchiuso, ha bisogno dello spazio
aperto e dell'aria libera; detesta l'attesa, che azione compressa.
Il melanconico
cos radicalmente opposto a sanguigno, che nei temperamenti complessi non si vedono mai
associati questi due quadri. E fisicamente sottomesso al predominio delle sue reazioni nervose.
Le forme sono assottigliate, affinate: il colorito bianco e delicato. Il piano cranico predomina su
un corpo mingherlino. I gesti sono rapidi e irregolari. predisposto alle affezioni mentali. Le
eccitazioni lo trovano iper impressionabile, iper emotivo. Si distingue un tipo ipostenico e un tipo
iperstenico. I primi sono temperamenti a risparmio, a riflessi lenti, a gesti ristretti, il cui apparente
riserbo copre brucianti ardori e invisibili tempeste. I secondi sono temperamenti di spesa, ipertesi,
bruschi, frementi, immagine nativi, instabili, in preda a tutti i disordini dello spirito e della sensibilit.
Si agitano senza intraprendere e bruciano senza eseguire. Ma i tipi superiori danno menti
intuitive e sottili di pensatori e dartisti.
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Conclusioni
Anche il depositarsi di alcuni elementi tipici della teoria umorale nel linguaggio di uso quotidiano
testimonia la pregnanza culturale di tale approccio. Ancora oggi, infatti, il cuore viene
simbolicamente concettualizzato come la sede dei sentimenti, il termine melanconia viene
associato alla tristezza o a forme depressive, la flemma sinonimo di pigrizia e la persona
collerica considerata irascibile, come si pu rintracciare in espressioni del tipo si rode il fegato o
giallo di rabbia.
La teoria umorale venne definitivamente abbandonata dalla comunit scientifica verso la met del
diciannovesimo secolo, a seguito dei risultati raggiunti nel campo della ricerca sulla patologia
cellulare che sembravano sancire lassenza di una diretta relazione tra patologia cellulare e
disturbi psichici. Negli ultimi anni, per, anche tale nuovo caposaldo sembra essere in
discussione. Gli sviluppi recenti dello ricerca sul DNA e sui neurotrasmettitori, infatti, sembrano
avanzare nuovamente una spiegazione del disagio ancorata a squilibri biochimici di origine
genetica.
Prima della teoria umorale, la medicina aveva, ovunque, connotazioni di medicina magica o
teurgia-sacerdotale. Le malattie di cui sfuggiva la causa apparente erano per lo pi considerate
come unentit a s stante, che penetrava e prendeva possesso dellorganismo che, come si dice
ancora oggi, veniva preso da una malattia, raffigurata spesso come una freccia che qualche entit
adirata scagliava contro il malato, considerato colpevole e, quindi, punito per qualcosa.
Il dott. Petti fa un chiaro riferimento a questa fase nel suo libro, Introduzione alla
biopsicoquantistica, quando parla della bibbia e, in particolare, del Pentateuco.

4. La medicina dei semplici


Siamo abituati ai farmaci costruiti per sintesi ma fino all''800 la medicina non stata chimica ma ha
assunto dalla natura tutti i propri ingredienti: la cosiddetta medicina dei semplici, unico sistema di

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reperimenti di medicamenti fino alla iatrochimica di Paracelso. Galeno definisce "semplici" i rimedi
utilizzati direttamente cos come trovati in natura per differenziarli da quelli "composti" in farmacia.
Tutte le parti delle piante vengono utilizzate per ricavare preparati (stelo, corolla, tronchi, radici,
resina, petali, foglie); il medico che indica al rizotomista 5 (o farmacista) come combinare,
all'occorrenza, i vari ricavati: in questo senso, le cure erano molto pi personalizzate: il medico
indicava, ogni volta, la ricetta che riteneva pi adatta alla persona che era in cura; nella ricetta,
chiaramente, si indicava la lista degli ingrediente e la quantit di ogni ingrediente.
In questo contesto, largo utilizzo fu fatto di semi e
spezie che giungevano in Europa anche da molto
lontano.
La fonte di conoscenza l'erbario, un prontuario
su cui sono indicate le piante. Dioscoride di
Anazarba scrisse la Materia medica, in 5 libri, sono
indicate tutte le piante utilizzabili in farmacia.

Non unopera d'arte, ma di scienza: le piante non erano sempre disponibili; rinsecchivano a
seconda delle stagioni; con questo strumento, il medico poteva chiaramente far comprendere al
rizotomista quale fosse la pianta di suo interesse, anche se non era di immediata disponibilit.
Naturale conseguenza e punto di arrivo di questo sistema fu la nascita delle farmacia come noi le

Dal greco tagliare, recidere.


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intendiamo: si evolve il ruolo del rizotomista che, organizzando non solo il suo orticello ma anche
un magazzino in cui lavorare le piante e conservare semi e preparati, diventa farmacista.

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Questa epopea si svolge in un lungo periodo che abbraccia tutto il Medioevo (pi di mille anni di
storia), dominato dalle credenze religiose cristiane, dalla strenue difesa del dettame delle sacre
scritture e dal dogmatismo del sistema medico galenico, assunto a unico metodo plausibile ed
accettato. Lapproccio scientifico di Ippocrate cede il passo ad una visione nuovamente sacrale e
soprannaturale della malattia, intesa come segno o punizione divina.
Solo con il Rinascimento e la riscoperta del metodo scientifico, si superer questo approccio
fideistico ma, come vedremo, la strada che gli studiosi intraprenderanno porter ad un
allontanamento deciso dalla cultura olistica che aveva contraddistinto la medicina classica laica.
Approfondiremo il tema tra breve.

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5. Le donne e la salute nel medioevo (cenni)


Durante lalto medioevo il ruolo delle donne fu relegato in una posizione assolutamente marginale,
soprattutto in conseguenza alla lettura estremista data alle indicazioni bibliche.
Sono pochissimi gli esempi di donne che hanno assunto un ruolo significativo, soprattutto in
ambito medico/naturopatico.
Oltre ai pochi cenni che abbiamo di Maria, pocanzi richiamata, un esempio unico pi che raro
quello di Ildegarda di Bingen.
Scrittrice, drammaturga, poetessa, musicista e compo
sitrice, filosofa, linguista, cosmologa, guaritrice,
naturalista, consigliera politica, rappresentante di
unimportante famiglia tedesca.
Per l'epoca in cui vissuta, Ildegarda di Bingen
stata una monaca controcorrente e anticonformista.
Ha studiato a lungo occupandosi di teologia,
musica e medicina. Ha lasciato alcuni libri profetici
lo Sci
vias (Conosci
le
vie),
il Liber Vitae
Meritorum (Libro dei meriti della vita) e il Liber
Divinorum Operum (Libro delle opere divine), tra le
cui figure viene rappresentato l'Adam Kadmon
gnostico, oltre a una notevole quantit di lavori
musicali, raccolti sotto il titolo di Symphonia
harmoniae celestium revelationum, diviso in due parti:
i Carmina (Canti) e l'Ordo Virtutum (La schiera delle
virt, opera drammatica musicata).
Un notevole contributo diede pure alle scienze naturali, scrivendo due trattati enciclopedici che
raccoglievano tutto il sapere medico e botanico del suo tempo e che vanno sotto il titolo
di Physica (Storia naturale o Libro delle medicine semplici) e Causae et curae (Libro delle cause e
dei rimedi o Libro delle medicine composte). Ebbero anche grande fama le sue lettere a vari
destinatari, che trattano di diversi argomenti, nelle quali Ildegarda risponde soprattutto a richieste
di consigli di ordine spirituale.
Una posizione centrale nel pensiero di Ildegarda di carattere assai forte, ma cagionevole di
salute la occupa la Viriditas, l'energia vitale intesa come rapporto filosofico tra l'uomo con le
sue riflessioni e le sue emozioni e la natura, preziosa alleata anche per guarire dalle malattie.
Il documento extra (multimedia) riporta un brano scritto da Ildegarda.
multimedia
Per approfondire il tema, si consiglia di leggere il romanzo La papessa
di Donna Woolfolk Cross, anche per gli interessanti e numerosi
riferimenti alle cure mediche del tempo e al punto di vista religioso della
malattia e della guarigione.

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6. Paracelso
Come accennato brevemente poca fa, il
Rinascimento segna una cesura decisa tra la
concezione classica della scienza e, in
particolare, della medicina e un nuovo approccio,
denominato positivista.
Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von
Hohenheim detto Paracelso (1493-1541) (che
vuol dire oltre Celso, grande medico romano di
cui proprio in quel periodo si andavano
riscoprendo le opere) si trova perfettamente a
cavallo di questa esperienza rivoluzionaria.
Assoluto genio, insegnava ancora i principi di una
medicina a misura duomo. Si occup anche di
psicologia e di malattie mentali. Tratt e spieg
gli stati di mania, il ballo di San Vito, lepilessia e
le nevrosi. Si occup delle ossessioni e dei sogni,
dellisteria e di psicoterapia. Egli fu medico
dellanima e del corpo. Conosciamolo meglio
attraverso un articolo scritto dal dott. Davide
Arecco, studioso di storia della scienza.
Nel panorama della medicina di et rinascimentale diversi sono i dati che si impongono
allattenzione generale. Due dei fatti che maggiormente concorrono ad incidere sulle scienze
mediche sono l'entrata in vigore a livello universitario, con lopera di Mondino de Luzzi, della
pratica anatomica con lillustrazione della dissezione del cadavere e la tremenda diffusione delle
epidemie di peste. Limpianto galenico degli studi di medicina comincia a scricchiolare, nonostante
non manchino medici anche illustri, come Jacques Dubois (1478-1555), latinamente Jacobus
Sylvius, e Johann Winther von Andernach (1487-1574), che si atteggiano a strenui paladini della
tradizione. Non senza fatica le idee di Jacopo Berengario da Carpi (1470-1550), Nicol Massa
(1485-1569), dello stesso Andrea Vesalio (1514-1564) riusciranno a farsi strada. Lumanista
Giovanni Lamola scopre a Milano nel 1427 il testo del De medicina di Celso, contribuendo con ci
ad arricchire ulteriormente un quadro dinsieme gi ampio. Lopera sar essenziale per la
formazione di Antonio Benivieni (1443-1502), segnando anche lavvio dellanatomia patologica,
che si affermer pienamente nel XVIII secolo con Giovanni Battista Morgagni (1682-1771).
Girolamo Fracastoro (1478-1553) offre con la sua opera una caratteristica e per certi versi curiosa
mescolanza di elementi appartenenti alla tradizione medica classica e affascinanti visioni
assolutamente nuove. Mentre la medicina ippocratica torna anchessa a fiorire, la polemica che
pare rivestire ruolo e significato decisivo per la scienza medica del tempo interessa galenisti e
arabisti, ferocemente divisi in quanto a metodologia, fonti, discussione sui fondamenti e pratica
concreta. Ma, con la diffusione delle idee di Vesalio, la battaglia si riveler persa da entrambe le
fazioni in gioco.
Mentre tutte le spinte culturali innovatrici che abbiamo si qui delineato si sviluppano gradualmente
secondo le direzioni dette per andare a disporsi sulla grande scacchiera della scienza medica
moderna risultando in ogni caso tutte pi o meno riconducibili ai diversi aspetti della tradizione
un tentativo di drastico rifiuto del passato si manifesta nellopera medica dellalchimista e filosofo
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svizzero Aureolo Filippo Teofrasto Bombast von Hohenheim, assai meglio noto sotto il nome, che
fu egli stesso a darsi, di Paracelso.
Paracelso, uno degli autori forse pi amati e odiati di tutti i tempi, per il quale celebrazioni e trionfi
sono controbilanciati in egual misura da calunnia e vilipendio, si present al suo tempo come uno
strenuo profeta e paladino del nuovo, tema peraltro dominante ed esplicitamente manifesto della
moderna scienza europea. Paracelso rifiuta la medicina galenica, nonch quella fondata su
Avicenna e sulle altre autoritates comunemente accettate, ritenendo che a fondamento della
scienza medica non vadano collocate le discipline abitualmente riconosciute, come losservazione
e lo studio astrologico dei segni celesti per la determinazione degli influssi astrali, la teoria della
discrasia umorale, la pratica anatomica o la farmacopea dei semplici. Base della medicina,
secondo una dottrina di ascendenza ermetica e neoplatonica, la filosofia. La farmacopea, che nel
suo caso rimonta almeno in parte a Dioscuride, un semplice accessorio.
Le formulazioni di Paracelso richiamano le speculazioni del suo grande contemporaneo Enrico
Cornelio Agrippa di Nettesheim (1486-1535). Entrambi fanno coincidere astronomia ed astrologia,
accentuando notevolmente il rapporto di interdipendenza tra macrocosmo divino e microcosmo
umano. In entrambi lalchimia riveste il ruolo di ancella delle scienze, desumendosi da essa sia la
sfera delle nozioni teoriche e tecniche pratiche necessarie per la preparazione dei composti ad uso
terapeutico, sia il ricorso alla spiegazione analogica nelle questioni di natura patologica e
fisiologica. Alla base di ogni cosa, radice stessa dellessere e spirito universale che da vita al
mondo, sta la virtus, da Paracelso intesa poi anche come attitudine di umana comprensione ed
attenzione nei confronti del paziente. Sar cos anche per i suoi seguaci inglesi e francesi.
Come detto, le sue teorie incontrarono tanto entusiastici sostenitori quanto accaniti avversari. Il
successo, per, non si rivel durevole e si limit a vivere lo spazio di una generazione. Malgrado
tutto ci, va riconosciuto il valore del suo confuso sforzo di comprendere i pi riposti meccanismi
del mondo naturale e di quello umano attraverso i procedimenti caratteristici dellalchimia tanto
teorica quanto pratica. Paracelso apr la strada ai successivi e pi lucidi tentativi attraverso i quali,
anche grazie agli sviluppi dellalchimia verso la moderna chimica, la iatrochimica seppe conoscere
un forte e rigoglioso sviluppo. Gli artefici di questo percorso storico portano i nomi di Johannes
Baptista van Helmont (1577-1644) e di Franz de la Boe (1614-1672), latinamente Sylvius. In
particolare, questi ultimi portarono a compimento unidea da Paracelso soltanto abbozzata, o
comunque in lui accostata ad altri elementi ed inserita in un pi ampio quadro, vale a dire la
presenza interna alla natura di un principio regolatore che spetta alla pratica medico-alchemica
dover portare alla luce. La physis come specchio e immagine dellarch, come macchina cosmica
capace di rappresentare la viva divinit di un tutto che si apre alla mente delluomo, che chiede a
sua volta e a gran voce di farsi mente. A tale richiesta luomo di Paracelso, il quale come detto
medico, alchimista e filosofo a un tempo, non pu rispondere con un rifiuto. Rifiutare sarebbe ai
suoi occhi come violare il recinto sacro di un tempio, come interrompere il silenzio nella pratica
mistica dellestasi filosofica. Su tale punto la posizione di Paracelso appare la medesima di un
Campanella, identica la chiave ermetica del procedimento.
E probabile che Paracelso il quale nacque ad Einsiedeln, vicino Zurigo, nel 1493 e si spense a
Salisburgo nel 1541 -, con laggiunta al proprio nome degli epiteti densi di richiami simbolici ed
allegorici con i quali si firmava, intendesse riferirsi proprio ad Aulo Cornelio Celso, non solo uno dei
padri della antica medicina insieme ad Ippocrate e Galeno, ma anche ed in particolare dotto
cultore di ogni ramo dellumano scibile. In tale senso ben pi che un modello. Pare difatti che
Paracelso ed il dato pu considerarsi oggi come acquisito si proponesse il preciso ideale di
realizzare nella sua stessa persona la figura del
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perfetto medico, attento ed esperto conoscitore di ogni ambito del sapere in quanto iniziato agli
ultimi e pi riposti segreti della sfera umana e naturale.
Da tale angolazione perlomeno guardarono e celebrarono la sua figura, restandone a loro volta
segnatamente influenzati, uomini come Shakespeare, Boehme, Spinoza, Baader, Cagliostro,
Goethe, Meyer e, nel nostro secolo, Steiner, Kolbenheyer, Pound. Paracelso rimane ancora oggi
uno dei protagonisti principali del pensiero rinascimentale. Anzi, al di l di qualsivoglia giudizio, la
sua avventura intellettuale ed umana emblema e paradigma di certo Rinascimento, quando
ancora la ragione indugia sulla soglia dellarcano e la mistica del segreto nascosto sembra
imbrigliarla con gentilezza nella sua tela prima di lasciarla fuggire, nuovamente libera di creare. Il
nome di quella creazione, tanto noto quanto abusato, sar quello di Rivoluzione Scientifica; il ruolo
di quegli apporti magici molto pi significativo e carico di conseguenze di quanto spesso si pensi.
Newton potrebbe essere solo un nome, fra i molti che si potrebbero qui addurre. Se poi di
rivoluzione scientifica ve ne sia stata davvero una sola, questione che non si pu in questa sede
approfondire.
Sulla vita di Paracelso concrebbe un apparato mitologico talmente imponente da costituire motivo
ed elemento di sfida per le odierne ricerche storiche, sorta di bachelardiano ostacolo
epistemologico pericolosamente fascinoso. Quanto realmente si sa che Paracelso comp i sui
studi a Basilea dove si sarebbe poi effettivamente stabilito e con tutta probabilit anche a
Ferrara.
Fu allievo, tra gli altri, di ermetisti quali Giovanni Tritemio e Salomon Trismosin, ai quali va
probabilmente ascritta la sua introduzione alla philosophia occulta, allora tripartita in astrologia
matematica, alchimia teorica e pratica, e qabbalah cristiana.
Negli anni intorno al 1520 fu nel Tirolo per approfondire sul terreno i suoi studi di mineralogia,
metallurgia e geologia generale. Lo interessavano in particolare tanto le caratteristiche dei minerali
quanto le malattie dei minatori. Emerge qui un legame antico quello fra arte medica e tecniche di
guarigione da un lato e pratica di estrazione e lavorazione metallurgica dallaltro legame che sar
comune anche ad Agricola, seppur nei diversi intenti, e di presumibile ascendenza pitagorica,
come attestano le molte miniature medievali tese a rappresentare Pitagora alle prese con
campane e martelli, nellatto di fondere e lavorare i metalli.
Nel trienno compreso fra il 1526 ed il 1528, in seguito ad alcuni viaggi europei cui la tradizione
leggendaria ama accostare poco probabili itinerari in Africa e Asia, Paracelso si ferm a Basilea,
dove attese alla pratica ed allinsegnamento della medicina.
Della sua sterminata produzione comprendente oltre settanta scritti, alcuni dei quali di pi
diversa natura impossibile non menzionare gli Undici trattati sullorigine, le cause, i segni e la
cura delle singole malattie (1520), i Tre libri di chirurgia (1528), La grande chirurgia (1536), il
Paramirum (1562-75) ed il Paragranum (1565). In tutte queste opere Paracelso accosta accurate
osservazioni di natura clinica a testimonianze di alcune scoperte chimiche. Il suo pensiero,
malgrado tutto intimamente estraneo ai successivi sviluppi della medicina e delle scienze naturali e
ad esso ricollegabile solo per certi temi isolati e comunque marginali, un pensiero fortemente
legato a modelli di carattere magico e mistico. Un precedente in tale senso pu venire individuato
in Arnaldo da Villanova come in Alberto Magno. In Paracelso limportanza della chimica ai fini della
medicina consiste nella sua pressoch totale coincidenza con lalchimia. Alla parola chimica
Paracelso associa il significato di ricerca condotta sperimentalmente per accertare il ritrovamento
dellessenza di ogni sostanza. Per lui il mondo della chimica costituito e rappresentato dagli
strumenti dellarcheus, lo spirito primordiale dispensatore di vita dei neoplatonici.

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Per mezzo dellarcheus il mondo reale della materia terrena e dellorganica concretezza di ogni
cosa acquista il suo senso, senso che, per il medico-mago delineato da Paracelso con la sua
stessa vita oltre che attraverso le proprie opere, viene a collimare con la stessa conoscibilit
iniziatica nel quadro di un universo popolato di segreti metarazionali, in cui il nascosto ha
decisamente la meglio sul manifesto, il non-detto sul detto.
In Paracelso quanto pi il medico-iniziato si cala nel mondo dellesperienza naturale e materiale,
ripetuta ed accurata, tanto pi egli evade dagli angusti ed astratti spazi del sapere di tradizione
scolastica per accedere al nuovo mondo che gli si spalanca dinanzi, fatto della concreta veridicit
dei simboli e dei miti, innervato da una metafisica che a un tempo sogno e pratica reale di
guarigione. La medicina di Paracelso arriva pertanto a configurarsi come una vivente alchimia del
corpo e dello spirito, armonicamente correlazionati. Nellermetismo paracelsiano la pansofia
rinascimentale trova uno dei suoi pi convinti e valenti sostenitori. La medicina, qualora ce ne
fosse mai stato bisogno, torna a tingersi di sacro. Sarebbe assurdo imputare oggi a Paracelso tale
volutamente cercata indistinzione, a livello sia di contenuti che di linguaggio. Lutilizzo di una
terminologia vaga e cifrata, il ricorso a schemi concettuali che sanno di favole egiziane e ritualit
orientale non possono essere oggi interpretati al pari di punti a sfavore o motivi di critica. In essi va
semmai letto il modo di essere di Paracelso e di chi, come lui, credeva nei medesimi assunti
teorici. Non si pu chiedere chiarezza espositiva e contenutistica ad una forma di sapere
apertamente e dichiaratamente si perdoni lossimoro non pubblica, che al contrario su questa
segretezza fondava tutto un suo statuto ontologico ed una radice profonda di verit, traendone la
sua intima ragion dessere. La segretezza non pu in altre parole assurgere al ruolo di colpa, tanto
pi che a ben vedere tale aspetto diversamente presente anche nella tradizione di bottega di
artisti, artigiani, tecnici, meccanici, di tutti quei pratici insomma, che alla scienza del Rinascimento
hanno saputo dare non poco. Come per gli apporti magico-ermetici alla Rivoluzione Scientifica,
anche la gelosa custodia dei segreti di bottega viene superata solamente dalla rivoluzionaria
innovazione apportata dalla stampa, con la pressoch definitiva cessazione della distinzione fra
sapere pubblico e sapere privato, tra nascostamente celato ed apertamente detto.
Quando sent avvicinarsi la fine, Paracelso si raccomand che nel corso delle esequie fossero
cantati tre salmi (1, 7, 30). Si tratt di una scelta profondamente meditata, dal momento che in essi
ritroviamo lindelebile riflesso del suo intimo atteggiamento spirituale, ma anche lennesimo
riproporsi di quei discordanti motivi che delineano la sua complessa figura. Al sentimento di
assoluta superiorit individuale e senso di orgoglioso distacco si accompagna una radicata
avversione per i nemici e contemporaneamente un forte anelito verso un sogno di purezza e
annullamento di s. Superiorit come quella di chi non si fermato sulla via dei peccatori e che
porge intrepido la propria sfida al tempo come un albero piantato presso ruscelli di acqua. Le
durezze di Paracelso sono quelle delluomo che odia apertamente nemici e calunniatori. Levati,
Signore, nella tua ira: innalzati contro i furori dei miei nemici Ecco, il mio nemico partorisce
iniquit; egli ha concepito affanno e partorir inganno. Egli ha scavato una fossa e lha affondata;
ma egli stesso caduto nella fossa che ha creato
Nonostante tutto, rifulge in Paracelso la pi autentica aspirazione delluomo giusto che ha fiducia in
Dio per ritrovare la felicit eterna. Ascolta, Signore, ed abbi piet di meTu hai mutato il mio lutto
in festa. Tu hai sciolto il mio cilicio e mi hai cinto di gioia.
In un mondo che, con il profilarsi della rivoluzione copernicana, pare destinato a sbriciolarsi, il
medico svizzero prova a mantenerne unite le parti per far s che i cocci del cosmo non si
disperdano ovunque. Con Cartesio quel mondo sapr ricomporsi, disponendosi per moto e figura.
Lunico moto che Paracelso ha saputo riconoscere ed accettare quello delluniversale
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animazione di tutte le cose, la figura cui assegnare cittadinanza nella repubblica paracelsiana delle
scienze quella rappresentata dal pentalfa pitagorico e dal cerchio alchimistico. Tra la medicina
magica di Paracelso ed i successivi sviluppi della chimica e iatrochimica vivono realmente quella
nozione di salto e quel criterio di incommensurabilit che Kuhn ha eletto a suoi paradigmi. Luomo
di Paracelso, creato perch libero di creare, si presenta come vindice e custode, dai tratti insieme
angelici e bestiali, dellunitariet dellUno-Tutto. Al futuro egli lascia aperto e lecitamente
percorribile solo un piccolo spiraglio. E la grandezza di un consapevole auto-isolamento.
Riportiamo, di seguito, alcune regole mediche di Paracelso.
1 - Migliorare la Salute.
Questo richiede una respirazione, il pi spesso possibile, profonda e ritmica, riempendo bene i
polmoni, all'aperto o davanti ad una finestra aperta. Bere ogni giorno a piccolo sorsi, circa due litri
di acqua, mangiare tanta frutta, masticare i cibi il pi perfettamente possibile, evitare alcol, tabacco
e medicine, a meno che, per qualche motivo grave, non siate sottoposti a qualche trattamento
medico. Fare il bagno giornalmente dovrebbe essere un'abitudine che dovete alla vostra dignit.
2 - Bandite assolutamente dalla vostra mente, per qualsiasi ragione, tutti i pensieri di pessimismo,
rabbia, rancore, odio, noia, tristezza, vendetta e povert.
Fuggire come la peste ogni occasione di trattare con persone maldicenti, viziose, vili, mormoratori,
pigre, pettegole, vanitose o volgari e inferiori per naturali limiti di comprensione o per argomenti
sensuali che costituiscono la base dei loro discorsi o occupazioni.
L'osservanza di questa regola di decisiva importanza: si tratta di cambiare la trama spirituale
della vostra anima. E' l'unico modo per cambiare il vostro destino, perch questo dipende dalle
nostre azioni e dai nostri pensieri. Il caso non esiste.
3 - Fate tutto il bene che vi possibile.
Aiutate ogni infelice ogni volta che potete, ma non nutrite mai un debole per qualsiasi persona.
Dovete tenere sotto controllo le vostre forze, e fuggire da ogni forma di sentimentalismo.
4 - Dobbiamo dimenticare ogni offesa, anzi, sforzatevi di pensare bene del vostro pi grande
nemico.
La vostra anima un tempio che non dovrebbe mai essere profanato dall'odio. Tutti i grandi uomini
si sono lasciati guidare da quella soave Voce Interiore, ma questa non vi parler immediatamente,
ci si deve preparare per un certo tempo, distruggendo la sovrapposizione di strati di vecchie
abitudini, pensieri ed errori che pesano sul vostro spirito, che divino e perfetto nella sua essenza,
ma impotente per l'imperfezione del veicolo che gli si offre oggi per manifestarsi, la debole carne.
5 - Dovete raccogliervi ogni giorno, dove nessuno pu disturbarvi, anche per mezz'ora, seduti il pi
comodamente possibile, con gli occhi socchiusi e non pensare a niente.
Questo rafforza fortemente il cervello e lo Spirito e vi metter in contatto con influenze benefiche.
In questo stato di meditazione e di silenzio, arrivano spesso le idee pi brillanti, che a volte,
possono cambiare un'intera esistenza. Con il tempo tutti i problemi che sorgono saranno risolti
vittoriosamente da una Voce Interiore che vi guider in questi momenti di silenzio, da soli con la
vostra coscienza. Questo il demone di cui parlava Socrate.

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6 - necessario mantenere il silenzio assoluto su tutti i vostri affari personali.


Astenersi, come se si fosse fatto un giuramento solenne, dal riferire agli altri, anche al vostro pi
intimo, di tutto quello che pensate, ascoltate, conoscete, imparate, sospettate o scoprite; per lungo
tempo almeno, si dovrebbe essere come una casa murata o un giardino recintato. E' una regola
della massima importanza.
7 - Non temete gli uomini e non abbiate paura del domani.
Mantenete il vostro cuore forte e puro e ogni cosa andr bene. Non pensate mai di essere soli e
deboli, perch ci sono dietro di voi potenti eserciti, che non potete concepire nemmeno dei sogni.
Se vi elevate nello spirito, nessun male potr toccarvi. Il solo nemico che dovete temere siete voi
stessi. La paura e la sfiducia nel futuro sono le madri funeste di tutti i fallimenti, e attraggono le
cattive influenze e con esse il disastro. Se studiate con attenzione le persone di buona fortuna,
vedrete che intuitivamente, esse osservano gran parte delle regole sopra enunciate.
Molti di coloro che ammassano ingenti ricchezze, certo che non sono del tutto delle buone
persone, nel senso della rettitudine, per possiedono molte di quelle virt che sono menzionate
sopra. D'altro canto, la ricchezza non sinonimo di benedizione, potrebbe essere uno dei fattori
che conduce alla felicit, per il potere che ci da per compiere grandi e nobili opere, per la
benedizione pi duratura pu essere raggiunta solo attraverso percorsi diversi, dove non domina
mai l'antico serpente della leggenda, Satana (diavolo, in greco, dividere), il cui vero nome
Egoismo.

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7. 500 anni di approccio positivista e ritorno allarte olistica


Per analizzare questo fondamentale momento di passaggio, non solo culturale ma soprattutto
sociologico e di mentalit, utilizziamo un sistema schematico e sintetico che, tralasciando fasi,
personaggi, scoperte e rivoluzioni tecnologiche, possa chiarire il punto che qui maggiormente
interessa: perch il sistema olista-naturopatico stato cancellato dalla storia della medicina e della
scienza in generale?
Incominciando, importante chiarire che tuttoggi tale approccio quello che governa,
normalmente, il nostro modo di fare, pensare e vedere le cose: altrettanto importante, per,
sottolineare che, probabilmente, dopo circa 500 anni, stiamo vivendo unaltra fase storica di
cambiamento ed evoluzione, che sembra restituire al sentimento ed alla spiritualit un posto di
rilievo costruttivo; per questo, ci pare, stiamo riscoprendo la naturopatia e lolismo.
Ma vediamo che cos il positivismo e qual il relativo approccio.
Al centro della nostra analisi c una delle invenzioni
pi importanti della nostra storia: la stampa a caratteri
mobili, una tecnica inventata dal tedesco Johann
Gutenberg nel 1455 (segnaliamo che questo sistema
esisteva in Asia gi dal 1234, grazie alla tecnica dei
coreani della dinastia Goryeo).
Vediamo, di fianco, una pagina delledizione della
bibbia stampata da Gutenberg e definita a 42 linee
perch ogni pagina aveva, appunto, 42 righe. Ogni
copia aveva una particolarit assoluta rispetto a tutti i
testi biblici trascritti fino a quel momento dagli
amanuensi per secoli: era assolutamente uguale a
tutte le altre stampate da Gutenberg con lo stesso
impianto.
Questo elemento concettuale (luguale, inesistente
prima)
divenne
il
fulcro
dellapproccio
scientifico/positivista che caratterizz lesperienza di
personaggi come Galileo e Newton, avendo un
interprete deccellenza in Cartesio.
La dimensione del divino era caratterizzata dal concetto di similitudine: per essere buoni cristiani
bisogna comportarsi come richiede il catechismo, uniformandosi allo stile di vita proposto dai santi:
bisogna essere simile a loro.
La nuova dimensione scientifica, invece, supportata dal nuovo concetto di identico e uguale
battezzava il principio di simmetria, da cui, in ambito sociologico, deriv quello di normalit (e, a
contrario, di devianza).
Normale tutto ci che rimane nella media

Deviato tutto ci che non nella media

Cos, possibile stabilire standard e verificare laderenza di ogni azioni del singolo a tali standard
(nasce il concetto di soggettivit). In ambito sociologico, la disciplina si definisce come quel
particolare approccio conoscitivo che, a partire dallo studio scientifico dei comportamenti, permette

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di rendere le azioni umane prevedibili. La disciplina diviene la base concettuale delleducazione dei
bambini, degli studenti ma anche dei lavoratori e dei soldati.
Da questo momento,

tutto ci che non prevedibile

non scientifico

quindi inutile

non gestibile

quindi pericoloso

fa paura

quindi da eliminare

Da questo momento,
tutto ci che misurabile e visibile

esiste e ha valore

tutto ci che non lo

assume una dimensione sovrannaturale (o, pi


precisamente magica, nel senso pi negativo
del termine) che, considerato il costante e
repentino progredire degli strumenti di
osservazione, e, quindi, dei risultati della
ricerca scientifica (sempre pi strabilianti per
il tempo), viene presto relegata allo stato
bistrattato di materia per stregoni, truffatori e
impostori

In estrema sintesi, si passa da una societ di tipo orale una societ visiva: vale solo ci che pu
essere visto e misurato. Tornando alla nostra materia, il punto che noi stessi apprendiamo non
solo vedendo ma, soprattutto, investendo affettivamente ci che stiamo guardando. Si tratta del
concetto di rappresentazione: immagazziniamo nel nostro cervello solo le immagini che sono
associate a eventi che muovono, in qualche verso, la nostra spiritualit, la nostra emozione; se, ad
esempio, stiamo viaggiando in treno, vicino al finestrino e guardiamo fuori, tutte le immagini che
vediamo passano dal nostro cervello, in quanto percepite, ma nessuna rimarr immagazzinata,
entrando a far parte del nostro bagaglio culturale; ci avverr solo se ad una data immagine si
sommer uno specifico investimento affettivo: tra i campi vediamo un contadino a lavoro che ci
ricorda la figura del nonno che, tanti anni fa, lavorava come lui la terra e a cui volevamo un gran
bene; se alla fine del viaggio, qualcuno ci chiedesse elencare ci che abbiamo visto durante il
viaggio dal finestrino, sicuramente ci sarebbe questa immagine e, probabilmente, nessun altra.
Il punto che in questo momento della storia, la dimensione affettiva viene nettamente scissa da
quella cognitiva che, supportata dalle continue (e, sia chiaro, fondamentali) scoperte scientifiche,
(soprattutto in ambito medico) prende un sopravvento pressoch totale.
Non faremo lelencazione di tutte queste fondamentali scoperte; sarebbe troppo oneroso e,
peraltro, le conoscerai studiando altri moduli (come, ad esempio, anatomia, fisiologia a patologia).
Per il nostro discorso, importante capire come e quando cominciato a tornare in auge la
dimensione affettiva.
Il dott. Petti ritiene che lavvento delle nuove tecnologie, dalla fine dellottocento in poi, hanno
consentito a ciascuno di noi di riattivare, in pratica, la dimensione affettiva: lesempio pi
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importante quello del codice Morse e del telefono poi: per la prima volta dopo secoli, gli uomini
hanno cognizione di cose che avvengono contestualmente ma a cui non sono presenti
fisicamente. Con il telefono, questa cosa diviene sostanziale: parlando con una persona, magari a
molti km di distanza, sentiamo il suo racconto, percepiamo il suo umore ma (almeno prima dei
cellulari e, quindi, per pi di un secolo) non possiamo vederla, non possiamo dimostrarli
immediatamente e in pratica la nostra vicinanza.
Questi processi avrebbero consentito alluomo di riprendere contatto con la propria dimensione
affettiva, rimasta sostanzialmente sopita per moltissimo tempo.
In pi, nuove ricerche (soprattutto in ambito fisico) sempre pi avallate e dimostrate, portano la
medicina scientifica ad una rivalutazione della naturopatia e dellolismo, in considerazione anche
della domanda sempre crescente che lutenza ne fa.
Il percorso da fare per una completa accettazione della disciplina per ancora molto lunga ed
impegna gli operatori in un correttezza deontologica eccezionale. Riportiamo, di seguito, le vicende
di due medici che si sono completamente dati ad una visione alternativa del benessere e della
salute. Le difficolt enorme che hanno incontrato sono la prova pi significativa di quanto c
ancora da fare in questo senso (aldil dei contenuti, che ti invito a valutare personalmente,
approfondendo i temi e ricercando altre fonti che potrai verificare gi nel prosieguo del corso
intrapreso con Aron.

8. Lesperienza di William Reich

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Si tratta di un tema complesso che, come accennato, merita


approfondimenti e riflessioni. Si riporta un articolo di Jerry Morton,
attento reporter della vicenda personale di William Reich (tragicamente
vessato dalla FDA - Food and Drug Administration, l'ente federale
Americano per il controllo sugli alimenti e le droghe medicinali che ha
fatto ogni cosa in suo potere per eliminare le conoscenze sull'energia
orgonica).
Il Dr. Wilhelm Reich (1897-1957) tuttora storicamente famoso per le sue scoperte in psichiatria a
psicoanalisi. Tuttavia, i suoi studi in materia biofisica sono stati eliminati da ogni registro storico.
Nella met degli anni '30 il Dr. Reich cominci a notare una connessione energetica che viene
condivisa da tutti gli esseri viventi ed ebbe l'apertura mentale necessaria per non scartare questa
osservazione come se fosse da poca considerazione. Chiam questa energia orgone e lavor
per anni a dimostrarne le leggi e studiarne le varie manifestazioni. I suoi studi racchiusero 40 anni
di lavoro in sei paesi differenti ma purtroppo dovettero subire, verso gli ultimi anni, un indegna
censura negli Stati Uniti e tonnellate di suoi libri, oltre ai manoscritti personali, furono bruciati dalla
food and Drug Administration a causa di una delibera burocratica. Fu uno sfacciato atto di censura
che viene ancora oggi applicato nei testi storici.
In precedenza ai suoi studi orgonomici, il Dr. Reich si guadagn una grande reputazione
internazionale come scienziato di grande integrit. Ma, non appena ebbe dimostrato l'energia
orgonica ad Albert Einstein, il famoso fisico esclam: questa sarebbe una bomba per la fisica!.
Il Dr. Reich pass i suoi ultimi giorni in una prigione, falsamente etichettato come ciarlatano e
ricattatore dal governo Americano e dal sistema medico.
Wilhelm Reich nacque in Austria nel 1897 come figlio di una famiglia piuttosto benestante di
agricoltori e, com'era comune a quel tempo, fu istruito inizialmente in casa dalla madre e
successivamente da un certo numero di tutori.
Fu subito evidente il suo eccellere negli studi, merito della viva intelligenza che aveva, e, in parte,
per timore della grande severit del padre col suo orribile carattere, un tipo che non avrebbe
sopportato qualcosa come una risposta sbagliata riguardo agli studi.
La famiglia di Reich era tragicamente disfunzionale e, all'et di 13 anni, sua madre si avvelen per
fuggire al violento temperamento abusivo di suo padre. Quattro anni dopo, suo padre mor di
polmonite, solo e nella povert. Reich, che aveva 17 anni, diresse la fattoria per breve tempo dopo
la morte del padre ma la propriet venne poi distrutta dalla Prima guerra Mondiale nel 1915.
Dopo aver servito l'esercito Austriaco sul fronte Italiano, Reich inizi a frequentare l'Universit di
Vienna e prese la laurea in medicina nel 1922.
Mentre studiava per il suo dottorato, Reich divenne pupillo del Dr. Sigmund Freud e, in breve, dopo
aver ottenuto la laurea, assistente clinico nella Clinica Psicoanalitica del Dr. Freud dove, egli
stesso divenne un pioniere della psicoanalisi.
Nel suo libro Analisi del Carattere (1933) Reich descrisse la base biologica delle nevrosi, ci gli
forn un passo in avanti verso la scoperta dell'energia cosmica orgonica. Durante gli anni 19361939 condusse esperimenti sulle infezioni per via aerea e mostr che i microrganismi formano se
stessi da materiale inorganico e disintegrando sostanze organiche. Dimostr da dove provenivano
i germi, evidenziando cos l'assurdit della teoria comune che questi si trasmettevano per via
aerea. proprio durante questi esperimenti nel 1939 che il Dr. Reich scopr per puro caso delle
particelle di radiazione che in seguito chiam orgone.
Un suo assistente prese per errore una provetta sbagliata dallo sterilizzatore e ne riscald il
contenuto fino ad incandescenza. Essa conteneva comune sabbia di oceano e, quando venne
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messa in coltura e inoculata in un medium di uovo e alga agar-agar, produsse una crescita
giallastra. Vista sotto il microscopio mostr la presenza di vescicole (che Reich chiam bioni
SAPA) che brillavano di un colore blu intenso e che, col tempo, iniziavano a crescere e a
muoversi.
Proseguendo nella sperimentazione con questi bioni not che quando piazzava cellule cancerose
vive vicino ad essi le cellule morivano. Nel corso dell'osservazione di questi fenomeni il Dr. Reich
venne affetto da un estrema forma di congiuntivite e i suoi occhi divennero estremamente sensibili
alla luce. Not anche che questa influiva maggiormente quando guardava queste vescicole
attraverso il suo microscopio.
Nel corso dei suoi studi, nell'inverno del 1939, Reich not anche di aver sviluppato un
abbronzatura sotto i vestiti e si rese conto di essere esposto a qualche forma di radiazione, questo
inizialmente lo fece spaventare. Us un elettroscopio al radio per testare le provette di coltura ma
senza rilevare nulla. Ci vollero alcune settimane per fargli rendere conto che questa radiazione di
nuovo tipo che aveva scoperto e chiamato orgone era presente ovunque.
Decise di portare i suoi bioni SAPA in un luogo completamente buio nel suo scantinato e aspettare
due ore, not che i suoi capelli e i suoi vestiti emanavano un bagliore blu e che la stanza era piena
di un vapore, simile a nebbiolina di color grigio-blu.
Col passare del tempo il Dr. Reich dimostr che la radiazione orgonica era la stessa energia che il
Sole emana e che l'aver portato a incandescenza la provetta di sabbia aveva nuovamente forzato
il rilascio di questa energia dallo stato materiale. Venne spinto a questa conclusione
esclusivamente dai fatti, ammettendo di aver dovuto superare una grossa riluttanza emotiva, come
scienziato.
Successivi esperimenti mostrarono che questa onni-presente energia veniva ripulsa dagli oggetti
metallici e assorbita dai materiali organici. Cos, costruendo un contenitore costituito da strati
alternati di materiale organico (lana) e metallo, Reich scopr che poteva accumulare un campo pi
concentrato di orgone. Chiam questi contenitori accumulatori di orgone, successivamente questi
ebbero un ruolo primario nei suoi esperimenti.
Quasi 15 anni dopo, il governo Americano si adoper per cancellare qualsiasi riferimento alla
parola orgone dai vocabolari Inglesi, bandendo l'accumulatore e distruggendo tutti i libri stampati
su carta esistenti, compresi i manoscritti con i lavori di Reich.
Reich fu in grado di osservare l'orgone nelle varie forme che questo era capace di assumere
all'interno di un accumulatore. Le forme possibili erano: un grigio-bluastro, simile a nebbia; dei
puntini luminosi di un profondo blu-violetto oppure; una forma di raggi in movimento veloce di
colore biancastro.
Fu anche capace di dimostrare e misurare l'orgone con un termometro e un elettroscopio e anche
con un contatore Geiger.
Ci che lo sbalord fu per il fatto che per oltre duemila anni la presenza di questa energia
orgonica era stata ignorata ed esclusa dalle discussioni ogni qualvolta uno studente o ricercatore
aveva tentato di descrivere ci che aveva visto e scoperto.
Ci che il Dr. Reich aveva scoperto non era altro che, in breve, l'energia responsabile della
pulsazione biologica vitale, orgiastica, sulla Terra (e probabilmente nell'Universo). Piuttosto che
abbracciare le sue scoperte, la comunit scientifica (motivata da scelte politiche) rispose con
rabbia e derisione che fin addirittura per confinare in odio; piuttosto che condurre sperimentazioni
alternative e valutare l'attendibilit dell'energia orgonica per il miglioramento della vita umana, la
comunit scientifica (motivata da scelte politiche) guid una vera e propria guerra mirata a

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distruggere ogni documento che menzionasse anche solo la parola orgone, e distrusse il Dr.
Reich.
Tuttavia, quale ricercatore meticoloso e scienziato prolifico, il Dr. Reich vide se stesso solo come
un pioniere nel campo dell'orgonomia (scienza dell'orgone) e paragon se stesso a Cristoforo
Colombo. Nel suo libro Etere, Dio e il Diavolo (1950 e 1951) egli disse che, come Colombo non
scopr New York o le risorse nella West Coast Americana (California, n.d.t.), ma piuttosto un lungo
tratto di spiaggia che era finora stato sconosciuto agli Europei, cos egli aveva scoperto solo
l'energia orgonica da pulsazioni orgiastiche di plasma. Questo fenomeno, essendo il filo conduttore
comune ricorrente in tutte le forme viventi, rappresenta un universo di scoperte di cui il Dr. Reich
localizz solo una piccola spiaggia.
L'oggetto d'opposizione della comunit scientifica (motivata da scelte politiche) sul lavoro del Dr.
Reich era il suo accumulatore di orgone. Questo, che era un contenitore abbastanza grande da
includere una persona seduta al suo interno, costruito con strati alternati di sostanze organiche e
inorganiche, era stato usato per trattare con successo i suoi pazienti da diverse patologie. Nel suo
libro La Biopatia del Cancro (1948), il Dr. Reich document accuratamente il suo lavoro
riguardante il trattamento di diversi pazienti affetti da cancro terminale giudicati inguaribili dalla
medicina ortodossa. Molti dei suoi pazienti furono curati ma, essendo un uomo di scienza molto
attento, il Dr. Reich non f cos avventato da dichiarare il trattamento con l'orgone come una cura
per il cancro.
Dopo una lunga e tormentosa campagna diffamatoria della FDA sull'uso medico dell'orgone,
iniziata nella met degli anni '40, il Dr. Reich mor in prigione nel 1957.
Tutti i suoi libri e manoscritti furono bruciati, per decreto federale, fino al 1962 e, in scala minore,
fino al 1970. Il governo degli Stati Uniti dichiar che l'orgone non esisteva, e orgone era l'unica
parola necessaria a qualificare il materiale come degno di essere bandito e distrutto nel caso
venisse pubblicato.
Nel corso dei vari esperimenti con l'orgone, il Dr. Reich
tocc molti aspetti diversi della scienza. Tra questi, le
discipline della medicina, della fisica, della cosmologia
e della meteorologia. Scopr l'orgone atmosferico e
not che, in presenza di inquinanti di vario tipo,
comprese emissioni elettromagnetiche, l'orgone
diventava stagnante e causava malattia e danni
ambientali.
Chiam questo orgone stagnante, orgone morto o
DOR. Gli effetti del DOR erano spesso quelli che
contribuivano alla formazione della siccit dei deserti.
Per contrastare gli effetti del DOR, Reich aggiunse dei
lunghi tubi a un accumulatore di orgone e lo punt
verso il cielo per aiutare l'orgone atmosferico a
bilanciarsi e creare condizioni favorevoli alla pioggia.
Chiam questo dispositivo Cloud-buster (acchiappa
nuvole).

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In un esperimento iniziato nell'Ottobre del 1954, ebbe successo nel far cadere la pioggia nel
deserto intorno Tucson, in Arizona. Prima ancora che la pioggia cadesse, la presenza di nuovo
orgone bilanciato aveva causato la crescita di erba di trenta centimetri. Questo spettacolo di verde
si estendeva su qualcosa come da 40 a 80 miglia ad est e a nord della citt. Fu necessaria una
tremenda abilit per usare il cloud-buster perch attirava l'orgone morto nel dispositivo e quindi
poteva esporre a problemi molto seri di salute ad entrambi l'operatore e l'atmosfera stessa.
L'abilit di usare in sicurezza il cloud-buster mor insieme al Dr. Reich e rimase sepolta per mezzo
secolo. La scienza, buona o cattiva che sia, si libera della sua inerzia prima o poi, quando uno
scienziato muore, perch un altro ripesca il lavoro del precedente e continua da dove questi si era
fermato e uscito di scena. Non stato cos per l'orgonomia. Fu solo 50 anni dopo che la comunit
scientifica (motivata da interessi politici) aveva condannato praticamente a morte il Dr. Reich e ne
aveva cancellato ogni traccia dei suoi lavori dalla storia, che un nuovo e migliorato cloudbuster
venne sviluppato.
Un ricercatore bioelettrico autodidatta, Don Croft, ha recentemente sviluppato un moderno cloudbuster che a suo parere sicuro per entrambi l'operatore e l'ambiente.
Il Dr. Reich tocc molti aspetti dell'energia cosmica orgonica e sapeva che avrebbe richiesto molte
persone per sviluppare il vasto potenziale della sua natura. Nel 1948 un suo caro amico di nome
A.S. Neill visit il suo laboratorio, che Reich aveva chiamato Orgonon, nel Maine. La sua
attenzione f attratta da un piccolo motore che stava girando e che era attaccato a un
accumulatore di orgone, girandosi verso Reich con aria interrogativa e stupita, Reich, esuberante
di gioia, esclam l'energia del futuro!.
Pi tardi quando gli chiese se avesse sviluppato ulteriormente questa fonte d'energia Reich pare
gli avesse detto che il suo lavoro era stato solo quello di "scoperta" e che egli aveva intenzione di
lasciare che altri la perfezionassero.
***
Si comprende la natura controversa dell'energia orgonica. Tuttavia anche se un individuo non pu
vederla o sentirla coi sensi, strumentazioni sensibili possono misurarla. Quindi da considerarsi
esistente indifferentemente che la FDA abbia determinato il contrario nel 1954.
Le attuali discussioni intelligenti, di conseguenza, non hanno nulla a che vedere col fatto che
l'orgone esista o meno solo perch il governo federale degli Stati Uniti auspic che cos fosse. La
discussione, nella moderna ergonomia si basa sulle osservazioni di una crescente cerchia di
individui che crede che il lavoro del Dr. Reich abbia fornito le fondamenta per dei cambiamenti
positivi nel nostro mondo, cos scosso da conflitti.
Verrebbe da chiedersi se coloro che venerano il DOR e traggono piacere dalla sua abilit a
causare miseria, riconobbero nelle scoperte di Reich una minaccia diretta alle loro intenzioni di
dominio globale. E' forse l'aver riconosciuto ci, il motore dietro la campagna mossa per rovinare
quest'uomo e cancellarne le ricerche dalla storia?
La risposta diviene evidente quando si osserva dalla giusta prospettiva ci che il governo
Americano fece a Reich. Lo uccisero all'et di 60 anni perch egli continuava, senza
l'approvazione della FDA, le sue ricerche di qualcosa che, a loro parere non esisteva; quando egli
chiese che venissero fornite le prove attraverso cui erano giunti a tale conclusione o i nomi di
coloro che avevano condotto gli esperimenti per verificare l'attendibilit delle sue scoperte,
ricevette un secco rifiuto.
Coloro che hanno studiato biologia in una scuola superiore possono capire il metodo scientifico e
possono facilmente determinare che il Dr. Reich fu spedito dritto nella bara da un governo che
ignor la scienza e blocc politicamente chiunque volesse esplorare l'energia orgonica.
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La maggior parte di voi che leggete queste righe comprende intimamente il concetto di energia;
che l'energia benefica produce cose benefiche (come lo splendere del sole, pensieri positivi, cibo
sano e corpi sani), occupa gamme di frequenza e vibrazione pi elevate, mentre l'energia bassa
produce effetti non gradevoli (decomposizione, malattia, cibo di scarsa qualit e pensieri negativi),
poich occupa gamme di frequenza molto pi basse.
Ne consegue, quindi, che un mondo che venisse saturato di frequenze basse produrrebbe un
mondo pieno di odio, ostilit, malattia e morte.
E in quale genere di mondo stiamo forse vivendo ora?
Un successo! Dato che il governo Americano riuscito a mantenere basse le frequenze
vibrazionali attraverso cui gli Americani vivono e operano, mediante una gran variet di manovre
socio politiche, in quel paese (ma oramai in tutto il pianeta) le persone sono malate, arrabbiate,
spaventate e vivono praticamente nel caos l'ambiente che meglio contribuisce al controllo
totalitario.
Il lavoro del Dr. Reich evoc la furia di questo stato totalitario. Lo uccisero e inviarono un chiaro
messaggio a tutti quegli scienziati futuri che volessero studiare ulteriormente l'energia orgonica, in
parole povere il messaggio era l'argomento offlimits, punto. Ed proprio in assenza di
scienziati che sviluppassero l'argomento e le applicazioni benefiche ad esso associate che questo
stato di cose totalitario divenuto realt sul nostro pianeta.
Ora sembra proprio che non abbiamo pi altro da perdere il pretesto per la libert andato
perduto (tutto quello che resta magari l'illusione di libert mantenuta viva nella mente di un
sempre pi ridotto numero di persone).
Man mano che lo stato di polizia totalitario emerge e diviene sempre pi evidente nelle nostre vite,
aumentano anche le sue emissioni di energia morta, stagnante, proveniente da un numero sempre
maggiore di fonti (sia organiche che inorganiche, una di queste fonti come i nostri lettori avranno
ormai capito l'emissioni proveniente dai finti ripetitori dei cellulari e delle innumerevoli varianti di
enormi antenne sorte negli ultimi anni). Questo sta spingendo, in tutto il mondo, alcuni gruppi di
persone di buon senso e sensibilit, che hanno ripescato il lavoro del Dr. Reich a riunirsi e opporsi
a tutto questo in maniera diretta, senza delegare ad altri (specialmente i politici, corrotti) ci che
dev'essere fatto per riappropriarsi del proprio potere personale e proteggere l'ambiente in cui
vivono e i propri cari.
proprio qui che ci proponiamo di fornire un aiuto informativo a coloro che intendono riacquistare
il proprio potere personale e la propria libert, proponendo materiale, storie e racconti di avventure
di coloro che usano l'energia orgonica per rimpiazzare le energie stagnanti da cui siamo circondati,
con energie buone e benefiche.
Una piccola candela, se accesa, da sola pu vincere l'oscurit mentre la stessa quantit di oscurit
non pu avere effetto sulla luce. Lo stesso anche vero quando si parla di energie positive e
negative. per questo che le energie negative hanno bisogno di sostegno esterno al governo, da
parte dei suoi schiavi e adoratori per prevalere.
Coloro che hanno scelto di espandere le proprie conoscenze basandosi sul lavoro di Reich sono
convinti di poter provare a un mondo ancora abbastanza sincero, che i mali attuali possono essere
corretti con la giusta applicazione delle tecniche che utilizzano l'energia orgonica. Sono convinti
della propria abilit nel provare il modo in cui, energia orgonica propriamente direzionata pu
neutralizzare le emissioni dannose e negative provenienti dalle antenne dei cellulari, dalle loro
numerose varianti e anche da persone che possono dirigerci contro la loro rabbia e/o negativit.
Alcuni affermano anche di poter riprodurre gli esperimenti del Dr. Reich e portare pioggia nelle
zone affette da siccit.
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veramente possibile direzionare l'energia orgonica per ottenere questi risultati? La mia personale
esperienza in merito stata quella di estrema curiosit, mista ad entusiasmo e parecchio
scetticismo per molti mesi. Tuttavia, sono accadute alcune cose che hanno fatto vacillare questo
scetticismo e le mie speranze sono andate progressivamente aumentando.
Dopotutto, non abbiamo pi molto da perdere... Non sarebbe meraviglioso se qualcosa di tanto
semplice come lo sconfiggere una qualsiasi energia negativa con una positiva si rivelasse come
l'antidoto a tutto il male che affligge e satura il nostro mondo moderno? E non sarebbe anche
come se Dio avesse fatto in modo che le cose fossero cos semplici in modo che anche i suoi figli
umani avessero potuto farle?
multimedia

9. Ryke Geerd Hamer Hammer


Secondo il medico tedesco Ryke Geerd Hamer,
leziologia delle malattie va ricercata nella
psiche. Dai suoi studi, egli giunge alla
conclusione che linizio del processo di malattia
rappresentato da un evento shockante, che
colpisce lindividuo in maniera inaspettata, da
lui definito Sindrome di Dirk Hamer (DHS).
Il lavoro di Hamer sinserisce allinterno dello
storico filone di ricerca psicosomatico, ma le
conclusioni a cui arriva completano cos tanto il
quadro da andare a ridefinire nella sostanza il
concetto stesso di malattia. La reazione del
mondo accademico non fu favorevole, ma le
recenti
acquisizioni
della
neurobiologia
spiegano esattamente cosa succede a livello
psichico, cerebrale ed organico durante la DHS
e come mai la tutta ricerca sullo stress abbia
fallito, mantenendo i ricercatori allinterno
dellantica convinzione della malattia come
errore della natura.
Questo articolo del Dott. Danilo Toneguzzi, psichiatra, psicoterapeuta e presidente del Comitato
Scientifico di ALBA (Associazione Leggi Biologiche Applicate).

Lorigine della malattia


Nel 1981 il dott. Hamer condens nella Legge ferrea del cancro la prima legge biologica da lui
scoperta: ogni programma speciale, biologico e sensato (SBS) inizia con una DHS (Sindrome di
Dirk Hamer), cio con uno shock conflittuale gravissimo, inaspettato, altamente drammatico e
vissuto nellisolamento (Hamer, 1981). La scoperta che le malattie corrispondono ad un processo
biologico con una sequenza di fasi ben precise (programma SBS) e che sono causate da un
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evento psichico con determinate caratteristiche (DHS) ha posto le basi per una nuova
comprensione della genesi della malattia e per un definitivo superamento del dualismo tra mente e
corpo.
Con la formulazione della legge ferrea del cancro, il dott. Hamer ha posto una pietra miliare verso
un cambio di paradigma, una vera e propria rivoluzione copernicana che ha permette finalmente di
poter dare risposte molte pi esaustive alla domanda che dalla notte dei tempi luomo si pone,
cio: Perch ci si ammala?, e che ridefinisce la malattia, nella sua sostanza, come evento
sensato dellorganismo, e non come un evento sbagliato come si era, invece, sempre pensato.
DHS lacronimo di Sindrome di Dirk Hamer, nome che il dott. Hamer diede allevento che lo colpi
personalmente nel 1978, quando suo figlio fu ucciso e che, in seguito, gli caus un cancro al
testicolo. La DHS un evento che colpisce lindividuo in maniera inaspettata, uno shock acuto,
drammatico che lo coglie in contropiede e che da luogo ad una cascata di eventi biologici; tra
laltro, tali conseguenze, attivate dalla DHS, da sempre indicate con i termini di sintomi o
malattia, non sono casuali ma seguono una sequenza precisa andando a costituire un processo
biologico denominato, invece, dal dott. Hamer Programma SBS, dove SBS sta per sensato,
biologico e speciale.
La DHS, quindi, da avvio ad un programma SBS; in altri termini, uno shock inaspettato determina
lattivazione di un funzionamento normalmente inteso come patologico dellorganismo. Per dirla in
termini ancora diversi, un evento psichico sta alla base e determina un evento fisico e quindi la
malattia la precisa espressione sul corpo di un preciso evento emotivo.
Le conclusioni a cui giunge Hamer si inseriscono allinterno di un lungo filone di ricerca e ne
completano magistralmente il quadro; ma vediamo, nello specifico, come avvenuto tutto ci.
Antecedenti nella letteratura del Novecento
Nella letteratura scientifica e tradizionale, lidea di una correlazione tra eventi emotivi e malattie, in
realt, viene da molto lontano, soprattutto da quando, nel secolo scorso, si aperto un filone di
ricerca in merito allo stress e alle sue conseguenze sulla salute. Pioniere di tale filone fu Hans
Selye il quale, scrivendo una lettera alla rivista Nature gi nel 1936 diede avvio a questo campo
dindagine che, a tuttoggi, si stima abbia prodotto non meno di 150.000 pubblicazioni (Favretto,
1994). Gli studi sullo stress, infatti, iniziati da Selye ma proseguiti successivamente da altri
numerosissimi ricercatori, rappresentano i pilastri delle concezioni da cui si sviluppata la
Medicina Psicosomatica in tutta la seconda met del Novecento. Ma il successo della Medicina
Psicosomatica rimane a tuttoggi quanto mai controverso: nonostante una serie di acquisizioni pi
o meno accettate, lascia aperti alcuni interrogativi fondamentali. Ad esempio, come si spiega la
scelta dellorgano? Cio, perch lo stress determinerebbe in alcuni soggetti una dermatite ed in
altri unasma? Oppure, perch determinati soggetti, visibilmente stressati, non si ammalano? E
perch qualcuno, pur conducendo una vita, tutto sommato, tranquilla, sviluppa un tumore? Ed
infine, perch spesso si pu notare che le persone non si ammalano sotto stress, ma quando lo
stress finisce, come ad esempio nel caso dellemicrania da week-end o nel caso in cui gli individui
si ammalano quando vanno in vacanza? A questi interrogativi la medicina psicosomatica non
mai riuscita a dare delle risposte precise e univoche.
In ogni caso, gli antecedenti delle acquisizioni che connettono gli eventi psichici agli eventi fisici
vanno ricercati gi allinizio del secolo scorso. Un contributo fondamentale avvenne ad opera di
Walter Cannon, il quale diede una svolta fondamentale nella comprensione dei meccanismi di
funzionamento dellorganismo formulando la teoria dellomeostasi (Cannon, 1932). Nel continuo
rapporto con lambiente in cui immerso, cio, lorganismo vivente impegnato incessantemente
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nel mantenere costanti le condizioni del suo ambiente interno: lomeostasi, quindi, , al tempo
stesso un mezzo ed un fine per la sopravvivenza degli individui. In questo processo di continuo
adattamento, lorganismo interviene sullambiente e reagisce ad esso per mantenere lequilibrio.
Cannon identific tra queste reazioni dellorganismo impegnato nel processo di adattamento una
specifica forma che chiamreazione dallarme, ovvero una risposta automatica che viene attivata
in determinate condizioni particolari. Egli aveva messo in evidenza, ad esempio, come un
incremento della secrezione di adrenalina e noradrenalina da parte della porzione midollare delle
ghiandole surrenali avesse una funzione indispensabile, anche negli animali, nel predisporre
lorganismo a comportamenti di attacco e di fuga. Tale reazione si accompagna, infatti, allaumento
della pressione sanguigna, allincremento della frequenza cardiaca, alla vasocostrizione periferica,
alla dilatazione pupillare, alla riduzione della salivazione, allincremento della funzionalit
respiratoria, allaumento della sudorazione, ecc (Cannon, 1929).
La ricerca sullo stress
Selye, il ricercatore che, come detto pocanzi, apr la strada a tutto il filone di ricerca sullo stress e
sul concetto di psicosomatica, scopr successivamente che le reazioni fisiologiche studiate da
Cannon non erano le uniche manifestate da un organismo in difficolt ma che costituivano una
concatenazione di eventi omeostatici e modificazioni fisiologiche nella funzione di adattamento di
cui la reazione dallarme non che il primo passo. Per questo, prendendo a prestito un termine
dalla metallurgia che indicava gli effetti delle grandi pressioni sui metalli, Selye
denomin stress quel
insieme
di
modificazioni
a
carico
dellorganismo
e,
pi
specificatamente, Sindrome Generale di Adattamento quel processo, articolato in tre fasi e
finalizzato alladattamento, scatenato da stimoli stressanti di natura diversa (Selye, 1936).
Per Selye, lo stress una risposta generale, aspecifica dellorganismo a qualsiasi richiesta
proveniente dallambiente (Selye, 1974). Il concetto fondamentale consiste nellevidenziare
qualcosa che avviene generalmente, in modo aspecifico, indipendentemente dalla natura dello
stimolo. Da questo punto di vista, la teoria della Sindrome Generale di Adattamento di Selye fu
estremamente innovativa: con il suo carattere aspecifico venne messa in luce lesistenza di un
meccanismo che elude la tradizionale visione che un effetto, una risposta biologica, sia sempre
riconducibile ad una sola causa. Tradizionalmente, infatti, si era portati a ritenere che la risposta
dellorganismo fosse specifica al tipo di richiesta: ad esempio la sudorazione come reazione al
caldo, il brivido come risposta al freddo e cos via. Selye, invece, enfatizza una risposta aspecifica,
una sindrome generale che ha la funzione di favorire ladattamento dellorganismo ad uno stimolo
stressante, indipendentemente dalla sua natura, dove la reazione dallarme di Cannon
rappresenta solo il primo passo.
Passo dopo passo, le considerazioni di Selye giunsero a considerare lo stress come un fenomeno
naturale e fisiologico e, come tale, qualcosa che non pu e non deve essere evitato: La completa
libert dallo stress la morte. Contrariamente a quello che si pensa solitamente, non dobbiamo e,
in realt, non possiamo evitare lo stress, ma possiamo incontrarlo in modo efficace e trarne
vantaggio imparando di pi sui suoi meccanismi, ed adattando la nostra filosofia dellesistenza ad
esso (Selye, 1974).
Mosso dalle sue osservazioni, Selye tent di interpretare in modo semplice la concatenazione di
eventi biologici, di meccanismi e di risposte che, se da un lato si connettevano alle scoperte di
Cannon sulla generale reazione dallarme e sullidea dellorganismo impegnato costantemente
nella funzione omeostatica e di adattamento, dallaltro non apparivano giustificabili nellambito di
una scienza biomedica che in quei tempi si sosteneva in modo molto strutturato sullo studio delle
manifestazioni patologiche come effetti specifici di cause specifiche. Pertanto lobiettivo che
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coinvolse Selye fino alla fine fu quello di ricercare quel principio o quella sostanza biochimica in
grado di giustificare quel complesso di reazioni che lui aveva considerate generalizzate e
sintoniche in grado di presentarsi stereotipate anche di fronte a richieste e a stimoli ambientali
(nocivi e non) ampiamente diversi. Questo ipotetico first mediator, come lo defin Selye, o
mediatore unico era quella sostanza, presente in tutti i tipi di stress, in grado di giustificare e di
spiegare una cos ampia e variegata gamma di cambiamenti: una sostanza in grado di scatenare
la medesima Sindrome Generale di Adattamento da stimoli molto diversi. In primis egli identific
questo mediatore unico nellormone adrenocorticotropo ACTH, che sembrava essere presente in
tutte le risposte di stress negli animali da laboratorio; successivamente, per, dal momento che
lACTH presente prevalentemente in una delle tre fasi della sindrome, Selye ipotizz che
probabilmente il mediatore unico andava ricercato nelle sostanze che negli anni Ottanta vennero
isolate nel cervello, le encefalite e le endorfine.
Nello specifico, la Sindrome Generale di Adattamento descritta da Selye si articola in tre fasi
fondamentali.
La prima fase sidentifica con la reazione di allarme scoperta da Cannon e denominata anche da
Selye, per lappunto, fase dallarme. Essa caratterizzata dalle attivazioni del sistema
neurovegetativo, di tipo adrenergico, in cui la secrezione delle principali catecolamine, adrenalina e
noradrenalina, permette una rapida reazione del sistema nervoso autonomo simpatico. Adrenalina
e noradrenalina, infatti, sono due ormoni secreti dalla midollare del surrene che vengono utilizzati
quali mediatori intersinaptici nel sistema simpatico e che permettono unimmediata risposta del
nostro organismo ad uno stimolo stressante. La fase dallarme, tra laltro, viene suddivisa da Selye
in due sottofasi: la fase dello shock, che corrisponde ad uniniziale caduta al di sotto del livello
fisiologico di funzionamento dellorganismo, e quella di controshock, che corrisponde, di fatto al
secondo momento, reattivo, nel quale si attiva il sistema simpatico grazie lintervento delle
catecolamine. In ogni caso, la fase di allarme necessariamente rapida ed immediata, ma anche
labile, vista la velocit con la quale adrenalina e noradrenalina vengono metabolizzate.
La fase successiva della Sindrome Generale di Adattamento chiamata da Selye fase di
resistenza. Questa fase ha una durata maggiore ed sostenuta da fenomeni endocrini in cui
lACTH ed altri ormoni adenoipofisari, cio della porzione anteriore dellipofisi, hanno una funzione
fondamentale. Se, quindi, nella risposta ormonale immediata della fase dallarme viene sollecitata
la midollare del surrene, nella fase di resistenza la parte corticale del surrene ad essere
interessata, con il rilascio degli ormoni glucocorticoidi, in particolare del cortisolo. Leffetto di tali
ormoni sempre quella, come nel caso delle catecolamine, di mantenere alta lattivazione del
sistema nervoso simpatico, che predispone lorganismo alle azioni necessarie ai fini
delladattamento. La fase della resistenza perdura tutto il tempo nel quale permane lo stimolo
stressante e, secondo Selye, sarebbero proprio i fenomeni legati allo stress, ed in particolare alla
fase di resistenza della Sindrome Generale di Adattamento, a contribuire a quelle manifestazioni di
deterioramento che vedono nella vecchiaia lespressione pi visibile. Se la fase di resistenza
perdura troppo a lungo, infatti, si manifesta nellorganismo la terza fase, secondo Selye della
Sindrome Generale di Adattamento, che egli denomin fase di esaurimento, nella quale si assiste
ad un vero e proprio sfiancamento delle risorse dellorganismo, con una perdita graduale della
vitalit stessa e linsorgenza, quindi, di malattie.
In sintesi, quindi, secondo Selye, lo stress viene visto come una reazione fisiologica aspecifica,
finalizzata alladattamento, a qualunque richiesta di modificazione esercitata sullorganismo da una
gamma assai ampia di stimoli eterogenei, ed espressa essenzialmente da variazioni di tipo

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endocrino (attivazione della midollare e della corteccia del surrene) che sbilanciano il sistema
neurogetativo a favore del sistema simpatico. I punti salienti sono quindi:
il carattere di aspecificit;
il carattere fondamentalmente adattivo;
il carattere di reazione neurovegetativa a mediazione endocrina.
La teoria di Selye, che in ogni caso apr la strada ad un ricchissimo filone di ricerca, manifest ben
presto delle lacune. In primo luogo, le ricerche effettuate da Selye partivano dallanalisi degli effetti
sullorganismo da parte di agenti stressanti fisici o chimici messi a diretto contatto con lorganismo,
come inoculazione di sostanze o contatto con agenti fisici; sappiamo, per, dallesperienza che
non soltanto tali stimoli, fisici o chimici prossimali, sono in grado di produrre risposte di stress:
anche agenti distali, quali un evento relazionale o uninformazione, possono rivelarsi fonti di stress
che, quindi, inducono una risposta non tanto sulla base di una componente fisica misurabile,
quanto piuttosto sulla base della risonanza psicologica soggettiva che sono in grado di
determinare. Questa considerazione ha aperto tutto un filone di ricerca sul significato simbolico e
sulla risonanza intrapsichica che determinati stimoli detengono, evidenziando significative
variabilit che differenziano risposte di individui diversi nei confronti di uno stesso stimolo. In
secondo luogo, se stimoli cos diversi possono indurre una reazione biologica da stress, come
possibile che esista un unico identico fattore neurormonale, come era stato identificato lACTH,
quale mediatore comune (first mediator)? Infine, a proposito del carattere di aspecificit, se la
risposta di stress unica, perch gli individui si ammalano di malattie diverse?
Il ruolo delle emozioni
Le ipotesi su quale fosse lagente di attivazione della Sindrome Generale di Adattamento si
spostarono, pertanto, dallidea originaria di Selye di un unico mediatore biochimico a quel
substrato di natura psicofisiologica che coincide, di fatto, con le strutture ed i meccanismi che
sostengono le emozioni. Esponente di maggior spicco di tale ipotesi fu J. Mason il quale, partendo
dallosservazione che lasse ipotalamo-ipofisi-corticosurrene reagisce ad un gran numero di stimoli
psicosociali, suscettibili di indurre una reazione emozionale e che la reazione corticosurrenale a
stimoli emotivi sostanzialmente identica a quella descritta da Selye nella fase di resistenza della
reazione da stress, effettu una serie di ricerche basate sulla dissociazione dello stimolo fisico
dallo stimolo emotivo nello stress dando un sostegno empirico alla teoria da lui formulata secondo
la quale il mediatore nella reazione da stress sarebbe proprio lemozione (Mason, 1971).
In questa prospettiva, sia lattivazione del sistema ipotalamo-ipofisi-corticosurrene che lattivazione
della midollare del surrene che seguono allesposizione a stimoli fisici di varia natura sarebbero
comunque una diretta conseguenza delleccitamento emozionale che accompagna o precede
immediatamente la stimolazione fisica. A svolgere unazione generalizzante sarebbero, quindi, per
Mason, i medesimi meccanismi psicofisiologici coinvolti nelle emozioni e sostenuti dagli apparati
neuroanatomici che presiedono alla genesi, al mantenimento ed al verificarsi delle manifestazioni
centrali e periferiche legate alle emozioni stesse.
La prospettiva di Mason fu particolarmente significativa dal momento che, attribuendo un ruolo
fondamentale alle implicazioni emotive, ha permesso di comprendere meglio i dati sperimentali
che depongono in favore sia della specificit che della aspecificit dello stress.
La ricerca sullo stress parte, quindi, dallosservazione di determinate reazioni generali
dellorganismo in risposta a richieste ambientali generate da stimoli di natura diversa; la
compresenza, per, sia di elementi aspecifici, come la Sindrome Generale di Adattamento, che di
elementi specifici in base alla natura degli stimoli, ha indirizzato progressivamente tali ricerche sul
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versante delle reazioni emotive e sulle loro implicazioni, un campo di studio, peraltro, quanto mai
controverso e difficile in tutta la storia delle neuroscienze. Anche il ruolo e i meccanismi di
funzionamento delle emozioni, infatti, hanno rappresentato da sempre un campo di indagine da
parte di filosofi e scienziati, senza giungere, di fatto, ad una definizione e ad una comprensione
unanimemente condivisa: come affermano Fehr e Russel, ognuno sa cos unemozione finch gli
si chiede di definirla (1984).
Limportanza delle emozioni nelle reazioni dellorganismo finalizzate alladattamento e, nello
specifico, nella Sindrome Generale di Adattamento ha portato, in ogni caso, alcuni ricercatori ad
elaborare il concetto di stress psicologico, indirizzando, cos, inevitabilmente, questo filone di
ricerca sempre pi nella strada delle correnti psicologiche.
Magda Arnold, dapprima, e Richard Lazarus, successivamente, hanno, ad esempio, centrato le
loro ricerche sul concetto di valutazione soggettiva dello stimolo stressante: se uno stimolo non
valutato come rilevante per lindividuo, a livello conscio o inconscio, non si verifica alcuna
attivazione emozionale e dunque non sar considerato stressante. Questa prospettiva, che vede,
quindi, nella valutazione congitiva la condizione necessaria e sufficiente dellemozione rimane
tuttora la pietra angolare della prospettiva cognitivista (Lazarus, 1991).
Una voce particolarmente importante, che si distacc dalla corrente pi accreditata in merito alla
ricerca sullo stress e che, come spesso succede, fu boicottato dallestabilishement accademico, fu
Henri Laborit, un biologo francese che negli anni Settanta scopr che i disordini somatici causati da
aggressioni psicosociali sono provocati da uno stato particolare che lui denomin di inibizione
dellazione. In seguito scopr anche che linibizione dellazione persistente provocava disturbi a
carico della memoria.
Nelle sue ricerche, Laborit utilizzava la procedura dellinvio di uno stimolo doloroso (una scossa di
corrente) a dei ratti rinchiusi in una gabbia.
Nella prima situazione, il ricercatore mandava la scossa sul pavimento della gabbia, comunicante
attraverso una porta con unaltra gabbia non raggiunta dalla corrente: alla scossa, il ratto imparava
velocemente a passare nellaltra gabbia e se le condizioni si invertivano (la scossa era inviata nella
gabbia in cui il ratto era fuggito) questi ritornava velocemente nella prima. Sottoposto a tali stress
per una settimana, il ratto non presentava alcuna lesione patologica: la sua salute restava
eccellente.
Nella seconda situazione, la gabbia su cui veniva inviata la scossa elettrica non comunicava con
nessunaltra gabbia ma allinterno venivano posti due ratti, anzich uno solo, come nella prima
situazione. Alla scarica elettrica, i ratti non potevano fuggire e iniziavano a lottare tra di loro: dopo
una settimana di esposizione a tale stress, le loro condizioni di salute si rivelavano eccellenti.
Nella terza situazione, la gabbia era sempre isolata ed il ratto era solo. Alla scarica elettrica, il ratto
non poteva fuggire n combattere con qualcun altro: dopo una settimana, presentava segni di
dimagrimento importante, ipertensione arteriosa e lesioni multiple alla mucosa gastrica.
Henri Laborit imposta lo studio del cervello e dello stress attraverso il concetto di aggressione:
Quando incontriamo nellambiente esseri e cose che ci sono gradevoli, che ci permettono di
mantenere questo principio del piacere, nei mammiferi abbiamo un sistema che permette di
memorizzare la strategia che abbiamo utilizzato, la nostra esperienza: ricominciamo lo stesso
comportamento per ritrovare il piacere. () Se invece, al contrario, il vostro contatto con
lambiente pericoloso, se non fa piacere, se doloroso, cominciate a fuggire e, se non potete
fuggire, combattete, vale a dire vi orientate verso lambiente per distruggere loggetto del vostro
risentimento.

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La novit, la scoperta che, quando non potete n farvi piacere, n fuggire, n lottare, vi inibite.
Il significato biologico dellinibizione : meglio non agire, per non essere distrutti dallaggressione.
Ci va bene se serve a salvare al momento la vostra pelle, la vostra struttura.
Ma se non siete in grado di sottrarvi molto rapidamente, da questo stato di inibizione, di attesa in
tensione, allora in quel momento comincia tutta la patologia (Laborit, 1970).
Secondo Laborit, questa inibizione dazione si accompagna alla liberazione di ormoni come i
glucocorticoidi e neuro-ormoni come la noradrenalina che tendono ad indebolire fino a distruggere
il sistema immunitario. Ci genera vulnerabilit alle infezioni ed ai tumori. Non si fa un cancro per
caso, sostiene Laborit e la lista delle malattie delladattamento lunga.
La sindrome dinibizione dellazione, che sinstaura allorch laggressione psicosociale si protrae
nel tempo e non risolvibile n con la lotta n con la fuga, ha un aspetto chimico, un aspetto
neurofisiologico ed un aspetto comportamentale.
Per Laborit, la salute non soltanto il mantenimento dellomeostasi ristretta, dellequilibrio interno,
ma significa mantenere il proprio equilibrio in relazione allambiente esterno, con il quale dobbiamo
negoziare in continuazione le condizioni per il nostro equilibrio. Quando ci non possibile, la
risposta naturale la lotta o la fuga per eliminare ci che ci impedisce di essere in equilibrio. Ma se
le condizioni ambientali non ci consentono n di gratificarci, n di lottare, n tanto meno di fuggire,
lambiente ci modifica al di l delle possibilit di difesa. In questo caso, si dice che subiamo
lambiente, in altre parole ne riceviamo unaggressione, e allora il rapporto con lambiente ci
disorganizza. Per Laborit, quindi, nellaggressione, intesa in questi termini, che tutte le disregolazioni e le patologie hanno inizio.
La Medicina Psicosomatica
Lipotesi, quindi, di una correlazione tra mente e corpo, tra eventi psichici ed eventi fisici ha
alimentato nel corso della storia prevalentemente la ricerca intorno allo stress e ai suoi
meccanismi; questo concetto ha subito una graduale evoluzione, sulla, base comunque della
formulazione originaria di Selye. Paolo Pancheri, nella sua opera Stress, Emozioni, Malattia, un
classico della Medicina Psicosomatica, definisce lo stress come la risposta dellorganismo ad ogni
richiesta di modificazione effettuata su di essa. Questa risposta si manifesta sia a livello fisiologico
che a livello comportamentale, ed mediata da unattivazione emozionale indotta da una
valutazione cognitiva del significato dello stimolo. Essa relativamente aspecifica, nel senso che
unampia gamma di stimoli pu innescarla, ma personalizzata in rapporto al significato dello
stimolo per il singolo individuo, e alle sue modalit di reazione psicofisiologica. Lo stress , di per
s, una reazione fisiologica, adattativa, caratteristica della vita, che pu tuttavia assumere un
significato patogenetico quando prodotta in modo troppo intenso per lunghi periodi di tempo o
quando ostacolata nel suo regolare svolgimento. (Pancheri, 1979)
Alla fine degli anni Settanta, quindi, proprio nel periodo in cui il dott. Hamer fu colpito dalla sua
tragedia familiare, le acquisizioni inerenti il rapporto tra emozioni e malattia, patrimonio ormai
decennale dei ricercatori, erano fondate sul concetto di stress e sulle sue conseguenze
nellorganismo. Queste acquisizioni potevano essere cos riassunte:
1. Esistono dei meccanismi di attivazione dellorganismo, la cosiddetta Sindrome Generale di
Adattamento, che vengono innescati da stimoli stressanti, cio in grado di produrre tale
mobilitazione organismica.
2. Gli agenti stressanti possono essere sia di natura fisica o chimica cos come di natura
psicosociale, agendo, pertanto, direttamente o mediante lintervento delle funzioni
psichiche ed emozionali. Esiste, pertanto, una soggettivit della risposta.
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3. Tale attivazione avviene attraverso la mediazione dei sistemi reattivi emozionali che
agiscono sul sistema neuroendocrino ed immunitario. Gli agenti stressanti, quindi, vanno
ad alterare le funzioni del sistema neurovegetativo, del sistema endocrino e del sistema
immunitario.
4. Esistono risposte specifiche e risposte aspecifiche che si sintonizzano con tre parametri
fondamentali: lo stato psicofisiologico precedente levento, i fattori endogeni, come il
patrimonio genetico e le caratteristiche di personalit, e i fattori esogeni legati
allapprendimento, allalimentazione, alluso di farmaci, ecc.
5. Tutta questa catena di eventi biologici, la cosiddetta risposta individuale di stress pu
essere considerata un precursore di malattia Gli agenti stressanti influenzano, quindi, il
terreno biologico sul quale si pu inserire la malattia.
La spiegazione, poi, della scelta dellorgano avveniva sulla base delle seguenti ipotesi:
1. Predisposizione genetico-costituzionale o debolezza dorgano. Questa, in realt, la
posizione della medicina organicistica, che nega linfluenza dei fattori emozionali nella
genesi della malattia.
2. Teorie psicodinamiche. Secondo questi modelli, che affondano le loro radici nella corrente
psicoanalitica, gli stimoli esterni attiverebbero dei conflitti inconsci, secondo un
meccanismo di conversione simbolica mediata dai meccanismi psichici di difesa.
3. Teorie comportamentistiche. Secondo questi modelli la risposta dellorgano appresa,
secondo dei meccanismi di stimolo e rinforzo.
4. Teorie psicosociali. Secondo questo modello la malattia legata alle pressioni
dellambiente ad opera degli stimolo stressanti. Stimoli ambientali specifici interagirebbero
con i programmi di risposta biologici dellindividuo, determinati in parte geneticamente ed in
parte in base alle esperienze infantili.
5. Teoria della personalit. Secondo questo modello sarebbero elementi della personalit
individuale a predisporre lindividuo a determinate malattie piuttosto che altre, come la
personalit di tipo A, individuata quale fattore predisponente le malattie di tipo cardiologico.
6. Modelli integrativi. Alcune teorie cercano di integrare le varie ipotesi in un modello
onnicomprensivo, nel quale vengono presi in considerazione sia gli aspetti comportamentali
delle emozioni che quelli biologici. Secondo tali modelli, la reazione dellorganismo si
manifesta sia su base biologica che comportamentale.
Tali considerazioni rappresentavano lo scenario della ricerca della fine degli anni Settanta, ma non
sono molto diverse da ci che la ricerca ha elaborato in merito ai meccanismi psicosomatici nei
decenni successivi, fino ai giorni nostri. Il concetto che colpisce maggiormente quello della
predisposizione alla malattia o precursore di malattia o terreno biologico: lo stress agirebbe in
definitiva in tale direzione, favorendo, cio, linsorgenza delle malattie nel momento in cui gli stimoli
stressanti altererebbero le condizioni biologiche dellorganismo.
In definitiva, si potrebbe riassumere che tutta la ricerca sullo stress, quindi, proseguita con lo
sviluppo e le elaborazioni della medicina psicosomatica, invece di arrivare ad una spiegazione
finalmente plusibile in merito allorigine della malattia e soprattutto che andasse oltre la tradizionale
separazione tra malattie del corpo e della psiche, ha aggiunto unipotesi in pi, rendendo ancora
pi confusa letiologia con i concetti di multicausalit o multifattorialit. Tutta la ricerca sullo stress,
in definitiva, lascia sostanzialmente intatta la concezione millenaria che la malattia qualcosa,
unentit ovviamente sbagliata, temibile e da combattere che pu colpire lorganismo, senza
che nessuno possa dire perch.

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Afferma Pancheri, infatti: alla luce di quanto emerso dallo studio dello stress dalla prima
formulazione di Selye fino ad oggi, appare chiaro come tale suddivisione (tra malattie somatiche e
malattie psicosomatiche) sia priva di significato, e come stressors di varia natura (fisica, biologica o
psicosociale) possano, direttamente o attraverso una mediazione emozionale, influenzare il
terreno biologico sul quale si inserisce la malattia (1979)
Il concetto immutato di malattia
La malattia, quindi, salva! Chiamata anche entit nosografia, la patologia non centra con lo
stress: questultimo responsabile solamente di renderle la vita pi facile. La presunta unificazione
tra mente e corpo rimane viva solo nelle parole. Sempre il padre della medicina psicosomatica
italiana afferma, infatti, ancora: Alcune malattie possono ancora essere considerate come
prodotte da ununica causa (ad esempio la paraplegia da sezione del midollo spinale), ma in molte
altre, definite spesso come idiopatiche o essenziali, leziologia certamente pluricausale, senza
possibilit di individuare una causa predominante. Anche dove, tuttavia, un agente patogeno
appare strettamente connesso a una particolare malattia, possibile quasi sempre individuare una
serie di concause dotate di potere patogeno a livello del terreno biologico. Ogni malattia dove sia
individuabile un agente patogeno principale, infatti, pu essere vista come la risultante di due
fattori: laggressivit dellagente patogeno da un lato e le condizioni dei sistemi biologici di difesa (il
terreno) dallaltro (Pancheri, 1979).
Negli ultimi trentanni, la ricerca sullo stress ed, in particolare, la medicina psicosomatica hanno
imboccato, purtroppo, un tunnel da cui non riescono pi ad uscire ed hanno determinato lesatto
opposto di ci che probabilmente era nelle loro intenzioni originarie: cercando, probabilmente di
riunire lorganismo in una visione olistica, lo ha spezzettato ancora di pi!
La funzionalit e la ricettivit di questi sistemi (neurovegetativo, endocrino e immunitario) sono a
loro volta controllate da una serie di fattori reciprocamente ineteragenti tra loro: la struttura
genetico-costituzionale, limprinting psicobiologico, lambiente fisico e, infine, i determinanti
emozionali e psicosociali.
I determinanti emozionali e psicosociali, e la reazione di stress da essi dipendente, sono dunque
sempre delle concause nella genesi delle malattie a etiologia totalmente o parzialmente
multicausale. Essi, a seconda del momento in cui agiscono, della loro intensit e durata e della
loro interazione con altri determinanti, possono agire come elementi predisponesti o come fattori
scatenanti. Il punto importante da sottolineare che, allo stato attuale delle nostre conoscenze,
non dimostrato un rapporto specifico tra tipo di attivazione emozionale e tipo di malattia somatica
sviluppata anche quando il ruolo determinante dello stress emozionale stato accertato.
Le differenze nel tipo di malattie sviluppate per cause emozionali dipendono dalla particolare
vulnerabilit dei singoli organi a sua volta dipendente da fattori puramente fisico-biologici o
genetico-costituzionali (Pancheri, 1979).
Su questi presupposti e su queste conclusioni del filone di ricerca psicosomatico, alla fine degli
anni Settanta, inizia la ricerca di Hamer.
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10. La normativa regionale (cenni)


Considerato il tenore del titolo V della Costituzione, la salute una delle aree di competenza
delle Regioni. Aldil di eventuali iniziative parlamentari (di cui attualmente non si vede alcuna seria
ipotesi), sono le singole Regioni che possono legiferare sullargomento.
Ci sono gi diversi esempi in Italia (Lombardia, Toscana, Liguria, Emilia Romagna).
La Regione Lombardia, ad esempio, ha istituito i Registri Regionali dei Naturopati: lo scorso 29
maggio 2012 la Regione Lombardia ha infatti approvato un decreto che istituisce i Registri
Regionali degli Operatori in Discipline Bionaturali e degli Enti di Formazione nelle stesse discipline.
Per la prima volta un Ente pubblico riconosce la professione del naturopata al punto da istituire
degli elenchi pubblici nei quali gli operatori in discipline bionaturali (fra i quali i naturopati) residenti
e/o operanti in Lombardia potranno comparire coi loro nominativi.
La creazione di questi elenchi pubblici un primo importante traguardo per la Naturopatia nel
nostro paese e consentir ai naturopati lombardi una visibilit fino ad ora preclusa e soprattutto
costituisce un precedente significativo nei confronti delle altre Regioni e dello Stato nella direzione
di un riconoscimento professionale auspicabile sia per i naturopati quanto per i loro clienti.
L'accesso ai registri avverr a cura del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) sulla base delle
domande di iscrizione presentate al Comitato medesimo dagli operatori e dagli enti di formazione.
Sar quindi il CTS a produrre quanto prima la modulistica necessaria all'iscrizione e ad avallare le
domande presentate dagli operatori e dagli enti di formazione.
A scopo esemplificativo, si riporta, di seguito, il testo integrale della legge regionale lombarda.

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LEGGE REGIONALE LOMBARDIA N. 142


Norme in materia di discipline bio-naturali - Approvata nella seduta del 25 gennaio 2005
Art. 1
(Finalit e principi)
1. La presente legge ha lo scopo di valorizzare lattivit degli operatori in discipline bionaturali,
al fine di garantire una qualificata offerta delle prestazioni e dei servizi che ne derivano.
2. Le prestazioni afferenti lattivit degli operatori in discipline bio-naturali consistono in attivit e
pratiche che hanno per finalit il mantenimento del recupero dello stato di benessere della
persona. Tali pratiche, che non hanno carattere di prestazioni sanitarie, tendono a stimolare le
risorse vitali dellindividuo attraverso metodi ed elementi naturali la cui efficacia sia stata verificata
nei contesti culturali e geografici in cui le discipline sono sorte e si sono sviluppate.
Art. 2
(Registro degli operatori in discipline bionaturali)
1. Per le finalit di cui allarticolo 1, comma 1, istituito il registro regionale degli operatori in
discipline bio-naturali, suddiviso in sezioni corrispondenti alle diverse discipline, di seguito
denominato registro.
2. Al registro possono iscriversi coloro i quali abbiano seguito percorsi formativi riconosciuti dalla
Regione in base a criteri definiti dal comitato tecnico scientifico di cui allarticolo 4.
3. Liscrizione nel registro non costituisce comunque condizione necessaria per lesercizio
dellattivit sul territorio regionale da parte degli operatori.
4. Listituzione presso la Giunta regionale dei registri di cui al presente e successivo articolo non
comporta oneri a carico del bilancio regionale.
Art. 3
(Registro degli enti di formazione)
1. E istituito, presso la Giunta regionale, il registro regionale degli enti di formazione in discipline
bio-naturali.
2. Liscrizione nel registro costituisce condizione per laccreditamento degli enti di formazione in
discipline bio-naturali, pubblici e privati, in possesso degli standard qualitativi e dei requisiti
organizzativi stabiliti in ambito regionale, nonch per il riconoscimento dei percorsi formativi gestiti
dagli enti medesimi.
Art. 4
(Organismi consultivi)
1. Per realizzare le finalit di cui allarticolo 1, la Regione si avvale della consulta regionale degli
ordini, collegi e associazioni professionali istituita con legge regionale 14 aprile 2004, n. 7
(Consulta regionale degli ordini, collegi e associazioni professionali) nonch di un comitato tecnico
scientifico, di seguito denominato comitato, composto da:
a) un rappresentante per ogni associazione di operatori in discipline bio-naturali, operante da
almeno un anno sul territorio regionale;
b) un rappresentante per ogni ente di formazione per operatori in discipline bio-naturali, pubblico o
privato, che abbia organizzato corsi della durata di almeno un anno.
2. La composizione del comitato pu essere, di volta in volta, integrata con la presenza di:
a) esperti in formazione e lavoro, sanit, assistenza e ricerca universitaria;
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b) rappresentanti dellordine dei medici;


c) rappresentanti di associazioni dei consumatori.
3. Il Comitato svolge funzioni di supporto tecnico, ed in particolare:
a) propone i contenuti dei programmi dei percorsi formativi nelle diverse discipline;
b) elabora i criteri di valutazione dei percorsi formativi e dei programmi di aggiornamento degli enti
di formazione;
c) partecipa alla definizione dei requisiti per liscrizione nei registri di cui agli articoli 2 e 3;
d) valuta le domande di iscrizione.
4. La consulta concorre con la Giunta regionale alla definizione delle politiche ed iniziative regionali
volte a qualificare gli operatori in discipline bio-naturali, e in particolare:
a) propone iniziative tese a valorizzare lattivit degli operatori anche nellambito extra regionale;
b) promuove iniziative volte a salvaguardare la correttezza e la qualit delle prestazioni nel rispetto
delle regole comportamentali stabilite dalle associazioni di settore;
c) formula proposte e pareri inerenti agli interventi regionali volti a salvaguardare la tutela del
rapporto tra operatori in discipline bio-naturali e utenti.
Art. 5
(Intese interregionali)
1. La Regione promuove la conclusione di apposite intese con le altre Regioni per il reciproco
riconoscimento dei percorsi formativi, attinenti alle discipline bio-naturali, previsti nei rispettivi
ambiti territoriali.
Art. 6
(Norma di salvaguardia)
1. Gli operatori che, allentrata in vigore della presente legge, abbiano completato un ciclo
formativo completo rispondente ai contenuti didattici ed agli standard qualitativi definiti ai sensi
dellarticolo 4, comma 3, e che abbiano documentato lesercizio dellattivit, possono richiedere
liscrizione nella competente sezione del registro regionale, acquisito il parere favorevole del
comitato.
Art. 7
(Forme di intervento regionale
1. La Regione favorisce le forme associative tra gli operatori in discipline bio-naturali anche
attraverso la valorizzazione degli aspetti peculiari di ciascuna disciplina.
2. La previsione negli statuti o negli atti costitutivi delle associazioni di operatori in discipline bio
naturali, di norme che dispongano forme di controllo, regole comportamentali ed azioni disciplinari
interne a garanzia del corretto svolgimento dellattivit da parte dei propri associati considerata
requisito per laccesso preferenziale ai contributi erogati dalla Regione.
Art. 8
(Norma finanziaria)
1. Per le spese relative al funzionamento del comitato tecnico scientifico di cui allarticolo 4,
comma 1 si provvede con le somme appositamente stanziate al bilancio di previsione per
lesercizio 2005 e successivi allUPB 5.0.2.0.1.184 Spese postali, telefoniche e altre spese
generali.
2. Allautorizzazione delle altre spese previste dai precedenti articoli si provveder con legge
successiva.

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