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CRISTALLOTERAPIA

Docente: Federico Bassetti

LEZIONE 6: Le porte energetiche

Programma completo del corso

Lezione 1: Era dell’Acquario: i cristalli, ricalibratori di frequenze


Lezione 2: Medicina e Vibrazione
Lezione 3: Energia, Coscienza, Memoria
Lezione 4: Uso dei cristalli nella storia
Lezione 5: Campo aurico e Trasmissione cristallina
Lezione 6: Le porte energetiche
Lezione 7: Cristalli e Porte energetiche (1° parte)
Lezione 8: Cristalli e Porte energetiche (2° parte)
Lezione 9: Terapia con l’energia dei cristalli (nozioni teoriche)
Lezione 10: Altri usi dei cristalli

Questo corso è riconosciuto come credito didattico


nella formazione specialistica in Salute naturale di
OPERA, Accademia Italiana di Formazione
Olistica
Centro di Ricerca Erba Sacra Cristalloterapia
Corsi OnLine LEZIONE 6 Docente: Federico Bassetti

LE “PORTE” ENERGETICHE

Le lezioni precedenti sono servite per comprendere che l’uomo è un essere vibrante
immerso in un mondo di vibrazioni e che l’armonia della sua salute, dipende dall’equilibrio
tra le energie interiori e quelle esteriori.
Le cellule inoltre sono dei veri e propri circuiti oscillanti, capaci di emettere e ricevere onde
che si accordano su frequenze variabili, ponendosi in risonanza.
Analizzando le cellule notiamo che sono costituite da una membrana esterna che
circoscrive e contiene un citoplasma, all’interno del quale si dispone un nucleo che
contiene il Dna e dirige tutte le funzioni della cellula.
La membrana funge da filtro, il citoplasma simile a un agar contiene invece, numerosi
corpuscoli preposti al metabolismo cellulare e alla produzione di energia.
Nelle cellule troviamo la base della vita e la loro azione è di tipo bio-elettro-chimico-
magnetico: bio in quanto vivente, elettro poiché produce l’energia necessaria a creare un
campo magnetico, chimico per le reazioni che al suo interno avvengono.
Già negli anni venti, il fisico e biologo russo George Lakhowsky, per mezzo delle sue
teorie sull’oscillazione cellulare, fece notare che le varie strutture all’interno della cellula
costituiscono delle vere e proprie bobine elettriche in grado di emettere o amplificare
radiazioni elettromagnetiche.
Alla Terra giungono radiazioni cosmiche ad altissima frequenza, provviste di un potere
penetrante migliaia di volte superiore ai raggi X, in grado di attivare i circuiti oscillanti
cellulari.
La cellula quindi è concepita come una macchina elettrica alimentata non solo dall’energia
prodotta al suo interno dai mitocondri, ma anche dalle onde cosmiche emesse dai corpi
celesti, confermando il significato di unità espresso dall’olismo: tutto è collegato al tutto.
Fin da tempi remoti i filosofi riconoscono l’uomo come “un microcosmo nel macrocosmo”;
prendendo come punto di riferimento la legge della corrispondenza della filosofia ermetica
(già discussa nelle lezioni precedenti) e applicandola alla cellula, si comprende quindi, il
funzionamento dell’Universo e dell’uomo ( quello che è in alto è uguale a quello che è in
basso).

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L’uomo, infatti, è costituito da una membrana (l’aura) che funge da radar e permette gli
scambi tra interno ed esterno, da un citoplasma (il corpo) in cui sono immersi gli organi e
da un nucleo (il cuore) da cui provengono la vita e le informazioni genetiche (l’essenza).
La cellula che meglio assomiglia, sia morfologicamente sia funzionalmente ,a un radar, è
quella nervosa (neurone) il cui corpo (neurite) si prolunga attraverso numerose
ramificazioni (dendriti) che rappresentano pertanto delle piccole antenne, ognuna
suscettibile di vibrare su una determinata lunghezza d’onda al fine di trasmettere al
cervello un’idea sensoriale.
Se si estende questo schema all’uomo, si comprende che egli stesso è una vera e propria
antenna (un radar appunto) sensibile alle onde che riceve dall’ambiente ed emittente di
vibrazioni capaci di creare un campo elettromagnetico.

L'elettromagnetismo è la branca della fisica che studia i fenomeni di natura elettrica e


magnetica e le loro correlazioni (come ad esempio i campi magnetici prodotti dalle correnti
elettriche e le correnti elettriche prodotte dai campi magnetici)
Il primo fisico che scoprì la sinergia tra elettricità e magnetismo fu Hans Christian Ørsted,
un fisico danese che, eseguendo un esperimento, intuì che un filo percorso da corrente
elettrica genera attorno a sé un campo magnetico.
Viceversa, un campo magnetico è in grado di produrre corrente elettrica, ma ciò avviene
solo se il filo conduttore si muove al suo interno.

L’essere umano riceve le onde esterne per mezzo del campo aurico composto, come un
radar, da recettori sensibili che le canalizzano in una linea mediana invisibile, che collega
il cranio al pube e lungo gli arti definiti: “le tre V” per la forma che assumono quando sono
aperti. Il rilevamento e la trasmissione delle onde captate fino agli organi periferici, la
mano per esempio, non dipendono dalla nostra volontà ma sono governate direttamente
dal sistema nervoso simpatico.
Questo dimostra che, ogni volta che si esegue un trattamento con i cristalli, è necessario
fare il vuoto mentale e attivare la nostra costituente “ sensitiva”, che permette di creare
l’empatia.

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La linea mediale in cui l’energia vitale-creativa s’incanala, segue l’andamento della spina
dorsale e la si può comparare, per analogia, a un grosso cavo elettrico collegato
direttamente alla centrale generante e captante ( il cervello) e a numerosi spinotti ( i gangli
spinali) con cui trasmette l’impulso a tutto il sistema nervoso (a tutti i fili).

Il corpo umano, anatomicamente parlando, è percorso al suo interno da una fitta rete di
nervi, veri e propri fili elettrici (dal verbo greco neuron deriva: filo) che mettono in
comunicazione il cervello (la centrale ricevente) e il midollo spinale (cavo conduttore
primario) con la circonferenza del corpo e trasmettono le sensazioni al centro e le volontà
alla periferia.
I nervi sono i fili conduttori collegati al radar (l’aura); non a caso, infatti, sono avvolti da
una guaina protettiva (detta mielinica) come lo sono i fili di un normalissimo impianto
elettrico. Osservando una comune mappa neurologica, è stupefacente l’assomiglianza con
uno schema elettrico.
Il sistema nervoso è il principale apparato di controllo e comunicazione del corpo; ogni
pensiero, azione ed emozione ne riflettono l’attività.
Il suo meccanismo di segnalazione, ossia il mezzo con cui comunica con le cellule del
corpo, è l’impulso elettrico che è rapido, specifico e produce risposte immediate.
Il sistema nervoso usa i milioni di recettori sensitivi per monitorare i cambiamenti che
avvengono sia all’interno che all’esterno del corpo.
Questi cambiamenti sono chiamati stimoli e l’azione acquisita è detta impulso sensitivo
che corre alla velocità di 200 m/ sec lungo i nervi, dal cervello alla periferia e viceversa,
incontrando, a intervalli più o meno regolari, ammassi di neuroni: i gangli.
Il sistema nervoso non lavora da solo per regolare e mantenere l’omeostasi corporea, ma
è coadiuvato in questo dall’apparato endocrino che costituisce il secondo importante
sistema di controllo.
L’omeostasi è la capacità dell’organismo di mantenere in condizioni relativamente stabili il
proprio ambiente interno, nonostante il mondo esterno sia in continuo cambiamento,
agisce perciò sull’equilibrio tra l’energia interiore e quella esterna.

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Il sistema nervoso opera mediante impulsi elettrici immediati, mentre l’apparato endocrino
produce ormoni che immessi nel sangue, esercitano la propria attività più lentamente,
nell’arco di tutta la vita.
Sebbene gli ormoni producano svariati effetti che agiscono sull’organismo, i più importanti
processi che controllano sono: la riproduzione, la crescita e lo sviluppo, la mobilitazione
delle difese immunitarie, il mantenimento dell’equilibrio energetico e del metabolismo
cellulare.

Le sette ghiandole endocrine (da endo=dentro e crino=verso) sono di origine epiteliale e


sono suddivise in tre gruppi:
a) Ghiandole a struttura epiteliale.
b) Ghiandole a doppia funzione (sia endocrina che esocrina).
c) Ghiandole a struttura non ghiandolare.

a)Ghiandole a struttura epiteliale

IPOFISI o ghiandola Pituitaria si trova attaccata all’ipotalamo ed è costituita da due lobi,


secernenti ormoni diversi:

1)Il lobo anteriore o Adenoipofisi produce:

- l’ormone somatotropo che controlla la crescita


- la prolattina che controlla lo sviluppo del seno e induce la produzione di latte
- gli ormoni luteinizzante (LH) e follicolostimolante (FSH) che contribuiscono al
controllo delle gonadi (testicoli e ovaie).
- la tireotropina (TH) che stimola la tiroide a produrre diversi ormoni tra i quali la
tiroxina, indispensabili a gestire il metabolismo.

2) Il lobo posteriore o Neuroipofisi è considerato, anatomicamente e fisiologicamente, un


prolungamento dell’ipotalamo e secerne:

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- l'ormone antidiuretico che controlla l'equilibrio idrico dell'organismo.

3) Inoltre l'ipofisi produce:

- l’ormone adrenocorticotropo (ACTH) che regola l’attività della corteccia surrenale -


- l’ossitocina che fa contrarre l’utero nel parto -
- la vasopressina che controlla la pressione del sangue.

Ormoni della tiroide e loro ghiandole bersaglio

TIROIDE è situata nel collo di fronte la laringe e produce, sotto lo stimolo dell’ipofisi,
importanti ormoni come la tiroxina, la triiodotironina e la calcitonina, per mezzo dei quali
regola il metabolismo (in particolare quello del calcio), controlla l’attività del cuore, influisce
sull’eccitabilità nervosa, stimola l’accrescimento scheletrico, la maturazione sessuale e lo
sviluppo psichico.

PARATIROIDI: sono quattro piccole ghiandole poste dietro la tiroide, che secernono il
paratormone preposto al controllo del metabolismo specifico del calcio e del fosforo.

SURRENALI: sono due ghiandole a forma di piramide irregolare, poste su entrambi i reni.
Ognuna è costituita da due zone ben distinte e istologicamente diverse:

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- La corticale (esterna) che secerne gli ormoni adrogeni, il cortisolo (anti stress e anti
dolorifico) e l’aldosterone (equilibrio idrico).
- La midollare (interna) che produce le catecolamine (l’adrenalina e la noradrenalina),
due importanti neurotrasmettitori che agiscono sul sistema neurovegetativo.

b)Ghiandole a doppia funzione (sia endocrina che esocrina)

EPIFISI o ghiandola Pineale o corpo pineale, per l’assomiglianza morfologica con una
pigna, secerne la melatonina, ormone dedito a regolare i ritmi circadiani (cicli di circa 24
ore dei processi fisiologici) e l’adreno-glomerulotropina, che stimola la produzione di
aldosterone nel rene.

PANCREAS: regola il metabolismo degli zuccheri grazie all’insulina e al glucagone,


prodotti entrambi da gruppi di cellule denominate isole di Langerhans.

GONADI sono le ghiandole endocrine preposte a produrre gli ormoni sessuali:

- Le ovaie, nella donna, secernano gli ormoni estrogeni, necessari a sviluppare i


caratteri sessuali primari e secondari, regolando le funzioni sessuali; prodotto dalle
cellule del corpo luteo è il progesterone che prepara l'utero alla gravidanza.
- I testicoli nell'uomo secernono il testosterone che controlla i caratteri sessuali
secondari e stimola la crescita delle ossa e dei muscoli.

c) Ghiandole a struttura non ghiandolare

TIMO: si trova dietro lo sterno, nella parte superiore del torace e svolge un certo ruolo
della risposta immunitaria.

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Ghiandole endocrine
Il corpo umano, energeticamente parlando, è molto simile nella sua struttura e
funzionamento, alla sua costituente fisica perché, come spiegato nelle lezioni precedenti,
ne è la matrice invisibile. La parte fisica, infatti, è la manifestazione visibile di una
corrispondenza energetica invisibile.
L’energia all’interno del corpo circola in un intreccio di linee “immaginarie” longitudinali
chiamate meridiani, il cui decorso è spesso sovrapponibile e simile a quello dei nervi.
I meridiani sono in relazione con l'esterno e regolano il rapporto tra l’uomo e l'ambiente, tra
l’energia esterna e quella interna, garantendo l’equilibrio (omeostasi energetica) e
quell'unità Uomo - Cosmo per cui le leggi che regolano l'universo, improntano anche la
fisiologia umana.
Molteplici sperimentazioni sia radiologiche che elettromagnetiche e soprattutto
l’esperienza clinica millenaria, forniscono prove che attestano l’esistenza dei meridiani,
cosi come molte sono le persone che durante sedute di cristalloterapia, provano
sensazioni di formicolio o attivazione energetica che seguono la loro linea.

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Strutturalmente e funzionalmente il sistema nervoso e quello energetico corrispondono e


sono intimamente interattivi, ossia problematiche nervose alterano l’equilibrio energetico
mentre la qualità e la quantità di energia all’interno del corpo vivente, altera in positivo o
negativo la salute del sistema nervoso e di riflesso di quello endocrino, quindi, di tutto
l’organismo.

- analogie strutturali del sistema nervoso (1) e sistema energetico(2) umano:

1) 3) 2)

Questa inscindibile connessione e interazione tra i due sistemi ( energetico e nervoso),


diventa palese grazie alla cibernetica, la scienza che studia i fenomeni di autoregolazione
e comunicazione, sia negli organismi naturali quanto nei sistemi artificiali.
Scienza e ingegneria si fondono prendendo spunto dalla realtà.
Numerosi sono i film di fantascienza dove appaiono i cyborg o organismi cibernetici, esseri
umani o umanoidi costituiti da un insieme di organi artificiali, transistor, fili e chip.
Il termine “cyborg” nasce nell’ambito della medicina e della bionica, sebbene abbia avuto
maggior successo nell’immaginario fantascientifico (esempio di cyborg nelle figura 3).

Provare scientificamente tanto l’esistenza di questo canale mediano invisibile, quanto la


sua funzione di veicolare energia vitale creativa, è possibile.
Tuttavia possiamo affidarci alle conoscenze dei rishi (i veggenti –scienziati indù) i quali,
attraverso la meditazione, riescono a entrare in intimo contatto con l’energia vitale, che
chiamano kundalini, tanto da riuscire a vederla e disegnare i canali in cui si muove.
La kundalini in stato di quiete risiede alla base del canale mediano (colonna vertebrale), in
corrispondenza dell’osso sacro dove, come vedremo in seguito, è localizzato un chakra,
comunemente conosciuto come “chakra della base”.

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La kundalini, simbolicamente, è rappresentata con un serpente cobra (a causa della sua


assomiglianza) avvolto attorno alla base della spina dorsale.
Secondo gli yogin ( coloro che praticano lo yoga) l’energia vitale (prana) deve essere
risvegliata e dinamizzata usando tecniche meditative specifiche, per poi spingerla lungo il
canale mediano, detto Shusumna, delle tre principali nadi del corpo umano, così da
risalire i chakra fino al cranio.
Il termine nadi deriva dal sanscrito e significa “canale” e sono considerati affini ai
meridiani, infatti, sono le vie attraverso le quali scorre il prana ( l’energia vitale).
Le nadi sono tre: la Shusumna, l’Ida e la Pingala.
La prima corrisponde all’asse cerebro spinale che parte dall’estremità inferiore del tronco,
fino ad arrivare alla testa, nella corona, e viene descritta di un colore rosso fuoco.

Le altre due, Ida e Pingala, si avvolgono attorno ad essa trasportando le due polarità
energetiche: la maschile (positiva) è ascendente ed è associata all’energia solare (gialla),
mentre la femminile (negativa) è discendente e corrisponde all’energia lunare (blu).

Lungo il suo decorso, la Kundalini attraversa i sette chakra principali, attivandoli e, giunta
all’ultimo, detto “loto dai mille petali”, conduce la coscienza dell’individuo in uno stato
definito “ di realizzazione del sé”. I greci chiamavano la kundalini caduceo o pedaso
mercuriale, rappresentandola con un bastone avente due serpenti attorcigliati, che si dice
appartenuto al dio Ermes o Mercurio, a volte con le ali e con due nastri bianchi attaccati. Il
caduceo fu poi associato al bastone di Asclepio, quindi alla medicina e in Italia è usato
come emblema dell’Ordine dei Farmacisti.

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caduceo Kundalini

La rete nervosa è punteggiata da innumerevoli gangli ( dall’ebraico gal-gal, gomitolo) i


quali, osservati in una mappa neurale, assomigliano a tanti microchips, collocati in
corrispondenza di aree specifiche cui spediscono informazioni e ricevono altrettanti input.

La corrispondenza dei gangli nella rete energetica è chiamata Cakra translitterato in


chakra, termine sanscrito che solitamente è tradotto in "ruota", ma ha molte accezioni tra
le quali quella di "plesso"(dal latino plexus, intreccio) o vortice; in occidente sono
identificati con il nome di Centri di Forza o Sensi Spirituali. In base al mio modo di
vedere e di sentire, il chakra è un intreccio ( non a caso plesso e ganglio hanno lo stesso
significato) di fili energetici molto sottili, tessuti all’interno di un cerchio paragonabile al
tombolo delle filatrici, all’acchiappasogni dei pellerossa o a uno stargate. Il chakra è una
sorta d’intercapedine circolare più o meno grande, capace di espandersi e restringersi,
simile alla membrana cellulare, ma di puro etere che permette scambi tra l’interno e
l’esterno, tra la dimensione fisica e le altre dimensioni, tra la vita e le vite parallele, tra il
mondo e l’Universo. I chakra, in definitiva, sono vere e proprie porte energetiche che
funzionano come le casseforti, ossia hanno una propria combinazione d’apertura e
numerose altre sotto -combinazioni per accedere a caveaux specifici. Ogni chakra ha
un proprio cristallo specifico, che funge da chiave energetica (budget) d’apertura e tanti
altri cristalli abbinati (altre chiavi e combinazioni) che regolano o attivano l’energie delle
porte secondarie.
Quando sono aperte sulle loro giuste angolature, le porte energetiche lasciano passare la
luce nella frequenza ottimale, quando invece sono socchiuse a causa degli eventi, l’onda
luminosa è distorta, in eccesso o in difetto e, di conseguenza, anche le ghiandole

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endocrine che controllano risentono di questo squilibrio. Occorre quindi intervenire


con i cristalli per ridimensionare il chakra e ristabilire il giusto stato di salute. Secondo
alcune tradizioni, ogni chakra assomiglierebbe a un piccolo vortice con la parte più stretta
dell'imbuto orientata verso il corpo ed avrebbe due metà o poli, una rivolta verso la parte
anteriore e l'altra verso la parte posteriore del corpo.
I chakras vitalizzano sia gli organi a loro annessi, ossia posizionati nella loro zona
corporea d’azione, sia il sistema nervoso e quello endocrino, alimentandoli con le energie
eteriche o spirituali. Tuttavia i chakras sono stimolati, inibiti, rallentati, accellerati, resi
ritmici o aritmici dal tono nervoso, dall’attività delle ghiandole endocrine, dalla respirazione,
dalle emozioni o dai pensieri.
Il sistema nervoso ed endocrino li regola e, a loro volta, essi modulano questi due
apparati; per questo interagiscono e sono complementari fra loro.
Questa loro influenza reciproca condiziona l’equilibrio interiore, la salute e l’immunità
dell’uomo che, costantemente, deve cambiare, adattarsi e trasformarsi.
E’ sufficiente che solo una ghiandola e, di conseguenza un chakra, non vibrino alla loro
frequenza ottimale, che anche le altre ghiandole e chakra escono dalla loro accordatura,
compromettendo l’equilibrio e la salute.
Occorre quindi ripristinare la vibrazione del chakra, per risintonizzare il sistema “uomo”
sulla giusta frequenza, ricalibrando così anche tutti gli altri chakras e le ghiandole.
Poiché i chakra e i nervi sono i conduttori dell’energia, armonizzando la frequenza dei
gangli energetici, anche il sistema nervoso si ammorbidirà virando verso la pace.
A causa della vita frenetica di questo “ tempo” cui l’uomo deve adattarsi per non “uscire
dal giro”, se il suo equilibrio interiore non è consolidato, il suo sistema nervoso sarà
costantemente messo a dura prova e allo “ sbando”, cosicché anche l’equilibrio energetico
ne risentirà.

Voler contare il numero di gangli nervosi di un essere umano è un’impresa complicata,


così come cercare di individuare la mappa di tutti i suoi chakras: sono numerosissimi (ce
n’è uno in ogni punto in cui s’incontrano almeno due linee energetiche), sono di varie
dimensioni, localizzati sia nel suo essere fisico che nella sua aura, in modo da monitorare
ogni angolo del suo corpo. Tuttavia, i chakra principali, cui è affidata la funzione di

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interagire con le ghiandole endocrine e cui fanno riferimento tutti quelli minori, sono sette
(quante le ghiandole) e sono localizzati longitudinalmente sulla linea mediana del corpo: il
fulcro del sistema nervoso.

Il sette è il numero del compimento ciclico, del rinnovamento; Ippocrate diceva che “ il
sette, per le sue virtù nascoste, mantiene nell’essere tutte le cose, dispensando vita e
movimento…”. Sette sono i giorni della settimana, i gradi della perfezione, le sfere celesti, i
colori dell’arcobaleno e le note musicali che sono abbinate ai sette chakra.

Ciascuno dei chakra, quindi, ha il proprio centro in corrispondenza di una delle sette
ghiandole endocrine e ha la funzione di stimolarne la produzione ormonale.
Gli ormoni sono messaggeri chimici (informazioni energetiche) secreti direttamente nel
sangue, che li veicola verso il proprio “ bersaglio”. Attraverso gli ormoni, queste ghiandole
diffondono la propria informazione e portano a termine il proprio compito ossia, regolare
l’attività metabolica degli organi annessi.
I chakra, nella simbologia indiana, sono assimilati al Loto e, in base al numero dei loro
petali, sono rappresentati graficamente usando gli yantra (forme geometriche o mandala)
e abbinati a un determinato suono (mantra), elemento, senso e a un colore.

Fin dai primi anni della nostra vita, siamo stimolati a trovare le corrispondenze tra gli
oggetti e le loro forme: nelle scuole per l’infanzia, per esempio, i bambini giocano con un
cubo portante su una faccia le incisioni delle varie forme geometriche e altri solidi di
dimensioni inferiori, che entrano in queste fessure. In questo modo la mente è allenata a
trovare le corrispondenze e a facilitare, in seguito, il senso logico.
Il primo approccio con la cristalloterapia segue questa modalità e il punto d’associazione
mentale che facilita la scelta e il posizionamento dei cristalli sul corpo, è individuato
attraverso i colori.
Il primo incontro e la prima attrazione fisica istintiva tra noi e i cristalli sono di tipo
visivo, poiché i colori sono prerogative essenziali delle pietre e l’occhio ne è
influenzato.

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Poiché i chakras sono individuati anche attraverso le loro manifestazioni cromatiche, la


logica ci spinge a collocare, in sede di trattamento, i cristalli di un colore sul chakra
corrispondente.

La luce è un miscuglio di molte frequenze o, se si


preferisce, è l’insieme di tutti i colori. Quando un
raggio di luce, infatti, attraversa un prisma ( vedi figura
a lato), la luce bianca si scompone nei colori che la
compongono. Un esempio è l’arcobaleno.
I colori sono onde energetiche, caratterizzate da
lunghezze e frequenze diverse, ognuna delle quali si comporta diversamente da tutte le
altre.
Noi riusciamo a percepire lunghezze d’onda comprese tra 380 e 760 nanometri, cui
attribuiamo il nome di luce e ci si riferisce alla porzione dello spettro elettromagnetico
visibile.

Grazie a Kirlian, alle sue scoperte e agli strumenti da lui inventati, possiamo fotografare la
luce (che in natura è invisibile) attorno al corpo vivente, rendendola visibile sotto forma di
colori (l’aura emotiva) che, com’è stato spiegato nelle lezioni precedenti, permette di
valutare lo stato di salute. Questi colori altro non sono che i corrispettivi dei chakra, quindi
potendoli vedere e potendo relazionare la loro intensità con lo standard ottimale, abbiamo
un parametro scientifico attendibile di riferimento.

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Fig. 7
Sette chakra sette ghiandole endocrine
con rispettivi Yantra e colori

I cristalli sono esseri viventi di luce pura (possiamo giustamente riconoscerli come prismi
di “luce congelata”) e il colore con cui si mostrano ai nostri occhi indica quale frequenza
dello spettro elettromagnetico scompongono ed esaltano e a quali chakra corrispondono.
La figura 7) ci permette di notare come i colori si ammorbidiscano, man mano che si sale
dalla zona corporea più vicina alla terra, verso quella più aerea, deducendo che i chakra
(quindi anche i cristalli) con colori caldi e densi sono abbinati alla parte più fisica del corpo,
mentre quelli a colorazione fredda, leggera sono associati alla costituente più mentale e
spirituale, sebbene, come sappiamo, non vi sia separazione tra di loro.

I cristalli di uno stesso tipo presentano tuttavia, tonalità e sfumature diverse, poiché sono
esseri viventi con una propria identità e con elementi distintivi individuali (il corrispettivo

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umano di “ carattere” e talenti); questa caratteristica è più marcata soprattutto quando si


tratta di cristalli metamorfici, ossia in continua mutazione, come le ametiste per esempio.
Il colore standard delle ametiste è il viola, ma se ne possono trovare alcune più chiare,
altre con sfumature più scure, altre ancora con chiazze grigie o di un colore più denso,
rispetto ad altre più trasparenti.
La capacità di un cristalloterapeuta non dipende perciò, dall’eseguire schematicamente un
trattamento ponendo le pietre in corrispondenza del chakra dello stesso colore, bensì dal
dialogo che riesce a instaurare con i cristalli, interpretandoli anche in base al loro colore e
trovando una corrispondenza con il disagio di chi li ha scelti.
La tecnica è importante e necessaria per cominciare a intraprendere un cammino e per
aver un orientamento, fin quando noi stessi diveniamo uno strumento e riusciamo ad
andare oltre la “prassi”, comprendendo che tutto è abbinabile a tutto; occorre solo lasciarsi
andare all’intuito e all’ascolto.
Per mezzo di questo corso si apprenderanno la tecnica e l’abbinamento dei cristalli con i
chakra, in modo da poter avere un orientamento schematico ed eseguire trattamenti
energetici ma, il suo scopo ultimo, è quello di imparare a vivere i cristalli e cooperare
coscientemente con loro in sede terapeutica, senza seguire uno schema ordinario ma un
sentimento logico.

La cristalloterapia è considerata un’arte, perciò chi la pratica, si esprime liberamente


seguendo l’ispirazione ossia, un impulso interno dell’anima che lo incita a operare,
guidandone l’azione.
Il talento deve essere però riconosciuto, stimolato e fatto maturare attraverso la teoria,
occorre quindi disciplinarlo. Un pittore, per esempio, può pennellare una tela usando
colori e tonalità già preparati, ma deve comunque essere capace di ottenerli partendo dai
tre colori di base: rosso, giallo e blu, quelli cioè, appartenenti alla natura e che
rappresentano la terra, il sole e il cielo.
Tutti gli altri derivano dall’unione di questi tre:

- dal rosso con il giallo si ottiene l’arancione


- il rosso con il blu crea il viola

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- il giallo con il blu dà origine al verde

Il vero pittore sulla tavolozza dovrebbe costruirsi i colori partendo dai tre di base,
rendendoli più chiari o più scuri, utilizzando il bianco (che si ottiene dalla miscela di tutte
le sette varietà cromatiche) e il nero (invece dalla loro assenza).
Il bianco e il nero “contengono” i colori (la vita) e permettono di apportare sfumature alla
loro natura. Questi due colori neutri sono, infatti, usati nel Tao per rappresentare lo yin e
lo yang, le due forze opposte, complementari e consecutive.

L’essere umano non può essere considerato solo come un organismo “anatomico”, ossia
sezionabile in numerose parti indipendenti, poiché ogni elemento che lo costituisce esiste
e opera con e per mezzo di tutti gli altri, in perfetta sinergia e sincronia.
Questo concetto vale anche per i chakra, sebbene si è soliti disegnarli ben distinti e
indipendenti. Osservando l’arcobaleno, tra i suoi colori non si notano separazioni nette,
bensì sfumature e accavallamenti, perciò anche i chakra si compenetrano e si miscelano,
cosi come avviene tra i colori primari, per dare origine a quelli secondari.
Le filosofie orientali parlano chiaro: “ il corpo è la casa dell’anima”, perciò, essendo il
corpo, un edificio, preferisco suddividerlo in piani che ospitano varie camere (organi e
ghiandole endocrine) comunicanti, in cui interagiscono le energie che escono ed entrano
attraverso le varie porte (i chakra).
I piani sono tre:

- inferiore: l’addome, in cui sono situate le camere dove si svolge la vita pratica, le
faccende familiari, dove si conservano e si stivano le provviste, dove sono i ripostigli e la
cantina, dove si gioca o ci si lascia andare ai vizi, dove si crea e si vive a contatto con il
mondo.
- centrale: il torace, in cui troviamo la stanza dove riposarsi, prendersi cura di sé,
l’intima alcova in cui condividere l’amore più intimo, sia con il partner che con le persone
amate.

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- superiore: il cranio, in cui isolarsi per ritrovarsi o per sviluppare i propri talenti, le
proprie idee o aspirazioni, dove poter comunicare agli altri i propri ideali o cercare un
incontro con lo spirito.

Un uscio e un abbaino mettono la casa in comunicazione con la terra e il cielo, mentre i tre
piani interni sono collegati fra loro per mezzo di due porte e ospitano varie stanze, con le
rispettive porte d’accesso e intercomunicazione.
I chakra inferiori quindi, cooperano per trasmettere il proprio influsso all’addome, il
mediano al torace e quelli superiori al cranio.

LE SETTE PORTE ENERGETICHE E RISPETTIVE STANZE

1) PORTA ROSSA - NERA

Tre sono i colori primari, perciò incominciamo con l’analizzare le tre porte energetiche
corrispondenti e, successivamente, le altre intercomunicanti.
Riportando la nostra attenzione sulla figura 7), notiamo che la porta energetica di colore
rosso, solitamente classificata con il nome di 1°chakra, è localizzata alla base della
shusumna, in corrispondenza degli organi genitali e rappresenta l’uscio della “casa-uomo”.
La kundalini, l’energia vitale creativa, infatti, è rappresentata con il colore rosso e, non a
caso, nasce proprio in questo punto la cui energia, fotografata, assume la stessa identità
cromatica.
Deduciamo ,allora, che questo chakra regola la forza vitale, la creatività, la sessualità,
l’attaccamento e l’accettazione incondizionata della vita, e di tutto ciò che rappresenta la
nostra costituente genealogica. L’albero senza radici non può vivere, quindi è necessario
riconoscere, apprezzare e ritrovare il contatto con il passato, la famiglia (sia anagrafica,
che umana), la forza creativa che nasce, in una coppia, attraverso l’unione sessuale e in
ognuno di noi, per mezzo dell’equilibrio tra la nostra forza maschile e quella femminile (yin
e yang).

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Questa porta energetica è la soglia di passaggio e comunicazione con il lato materiale sia
della nostra esistenza, sia di quella dell’umanità, che dei regni vegetale, minerale e del
pianeta.
Questo chakra ci mette in contatto anche con il nostro inconscio più profondo, con quella
zona della mente che Jung definiva “ la cantina oscura” ( stanza nera) piena di scheletri,
fantasmi, specchi ossia quella stanza della psiche in cui si depositano le nostre paure,
illusioni, ferite, traumi, in attesa di essere risolti. Molti “maestri” dell’umanità collocano
l’inconscio nella zona dei piedi, infatti, l’atto simbolico di lavarli, significa pulire la parte più
buia e nascosta del nostro essere.
I cristalli che operano sulla frequenza energetica di questa porta, serviranno a stimolare lo
scioglimento di tutte quelle informazioni antiche, ancora depositate o cristallizzate nella
nostra cantina, che il nostro inconscio ancora trattiene, impedendoci di vivere nel presente
e aprirci al futuro, creando zavorre pesanti che ci tolgono il fiato, la voglia di agire e di
vivere. I cristalli ,oltre ad allentare l’attaccamento di questi vincoli, fanno sì che la
coscienza ne prenda atto, “illuminandosi”, e si attivi per liberarsene, lasciando il posto alla
luce e alla comprensione e, per mezzo dello sviluppo della consapevolezza, facilitare
l’accettazione di ciò che è accaduto come esperienza necessaria per crescere.
Il chakra rosso, infatti, è direttamente sintonizzato con quello blu, localizzato in
corrispondenza della gola e della tiroide, ghiandola endocrina che regola l’accrescimento
scheletrico (di riflesso anche la crescita spirituale e umana), la maturazione sessuale e lo
sviluppo psichico (presa di coscienza).

2) PORTA BLU

La porta energetica di colore blu mette in collegamento il piano mediano con le stanze
superiori. Solitamente è definita 5° chakra, è situata nella regione del collo e interagisce
con la tiroide che, personalmente, considero l’ingresso per accedere alla realtà spirituale,
celeste, paranormale, esoterica e con l’interiorità meditativa.
Certe fonti etimologiche, infatti, fanno risalire l’origine della parola “tiroide” al greco “Thyra”
che significa porta, ma è anche al nome di un’isola greca (Santorini) che certe ricerche
geologiche riconoscono come appartenente alla mitica Atlantide.

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Cristalli come il lapislazzulo o il turchese che aiutano a entrare in contatto con il metafisico
e l’astrale, sono abbinati a questo chakra e confermano le deduzioni logiche appena
esposte.
La porta energetica blu è associata alla polarità femminile discendente, Pingala, (di segno
negativo) tanto che la maggioranza dei cristalli a lei abbinati hanno un’energia morbida,
avvolgente, protettiva e consente di valorizzare la costituente materna, istintiva, creativa
del nostro essere.
Affezioni alla tiroide sono più frequenti nelle donne poiché si trovano spesso a dover
crescere in fretta e seguire ritmi inattesi, incontrollabili, talvolta maggiori anche delle loro
aspettative. L’isterismo, disagio tipico femminile, si crea quando l’utero, (dal latino
“ysteros”) a causa di troppo stress o disfunzioni fisiologiche, si restringe e si manifesta con
crisi in cui la voce diventa sibilante, simile a quella di un bambino che si lamenta.
La stessa anomalia fonetica si riscontra anche negli uomini con un’energia femminile più
marcata e negli individui di entrambi i sessi, che trovano difficoltà a lasciare la vita
infantile-adolescienziale e riconoscersi nei panni degli adulti.
La loro voce rimane come quella di un bambino.
La porta blu opera energeticamente sull’attitudine di comunicare, sia in forma verbale che
non-verbale, sul modo di parlare e confrontarsi con gli altri, con il mondo, con la società e
sulla capacità di trasmettere a parole le proprie esigenze e manifestare senza tabù o
vincoli i propri pensieri e modi di concepire la vita.
A causa delle imposizioni familiari e sociali, molte volte dobbiamo stare zitti oppure,
quando emozioni forti o shock profondi ci hanno coinvolto, o quando abbiamo dovuto
ingoiare bocconi amari o “rospi” fastidiosi, ci sentiamo come un nodo alla gola che ci toglie
il fiato e ci chiude in noi stessi, imprigionandoci.
Il chakra della gola ci aiuta ,quindi, a riconquistare il nostro desiderio di essere liberi,
spensierati, di sentirci come degli angeli e metterci in collegamento con le porte
energetiche del cranio, preposte a connetterci con le realtà dello spirito.

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3) PORTA GIALLA

La porta energetica di colore giallo, solitamente identificata con il 3° Chakra, è situata


nella regione del diaframma (plesso solare), è abbinata all’energia ascendente maschile
(di segno positivo), Ida, e rappresenta un passaggio tanto stretto quanto l’apertura del
cardias, valvola che unisce l’esofago allo stomaco e anche l’energia del cuore (cardios)
alla emozioni e viceversa. Questo ingresso energetico è, infatti, situato in
corrispondenza del diaframma, luogo anatomico posto in prossimità di questa valvola
dell’apparato digerente. La porta gialla collega il piano mediano con quello inferiore.
Il diaframma, nell’anatomia dei mammiferi, è una lamina muscolo-tendinea che separa il
torace dall’addome e permette la respirazione.
Nello yoga è considerato il punto fisico cui focalizzare l’attenzione, per inglobare aria e
diffonderla in tutto il corpo, immaginandolo come un sacchetto che si riempie e si svuota
ritmicamente.
In ottica, il diaframma è un elemento che determina il diametro dell’apertura attraverso cui
la luce fluisce, per mezzo di una lente, dall’esterno verso la pellicola; in architettura, infine,
è un elemento strutturale atto a separare due ambienti tra loro.
La parola “diaframma” ha quindi molti significati e corrispondenze che, in sintesi, aiutano a
capire la funzione del chakra annesso.
La porta gialla, infatti, è un ingresso molto importante, che separa e unisce, nello stesso
tempo, due “stanze” energetiche (come in architettura) sincronizzandole: il torace e
l’addome, con i rispettivi organi annessi e porte intermedie, che analizzeremo in seguito.
Questo chakra inoltre, contribuendo a sviluppare la volontà, l’autostima e a scremare l’ego
e i desideri, è essenziale per costruire la “struttura portante”, capace di contenere e
sostenere l’energia spirituale proveniente dalla porta della corona, posta all’apice del
cranio, con la quale è in sinergia.
La porta gialla infine funge, come in ottica, da elemento di apertura o chiusura, necessario
a far passare la giusta quantità e intensità di luce, dal cuore verso la stanza dell’addome.
La gola, posta invece sopra la camera toracica in cui vibra la porta verde del cuore, è
anch’essa una sorta di diaframma (minore), che regola il passaggio della luce verso la
stanza cranica dove ci sono le porte dell’intelletto o chakra superiori.

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Il diaframma è il luogo anatomico situato in corrispondenza dello stomaco, del fegato,


della milza e del pancreas, perciò è una sorta di fucina alchemica (un athanor) in cui si
trasformano i cibi in elementi nutritivi, ma anche dove i pensieri, le emozioni, le
preoccupazioni possono scindersi o accumularsi creando un “tappo energetico” che
provoca, ansia, apatia, rabbia e depressione o problematiche fisiologiche degli organi
connessi.
Gli antichi collocavano gli istinti, gli affetti, le passioni proprio nel diaframma che, come un
setaccio, permetteva di discernere l’essere dal non-essere, la volontà dell’anima dalle
voglie della mente e del corpo, guidando verso alla saggezza, verso la visione profonda di
se stessi e la comprensione dello spirito, e sviluppando l’autostima.
Quando s’incomincia un percorso di trasformazione con l’ausilio dei cristalli, le pietre che
si utilizzano nelle prime sedute, sono quelle atte a sciogliere i traumi emotivi e affettivi
(malachite e rodocrosite), in modo da lasciar spazio all’energia costruttiva, ai talenti e alla
volontà; in poche parole “ dividere il grano dalla pula”.
Il diaframma è come il vaso di Pandora: il contenitore degli eccessi, delle immondizie
emotive e psichiche che, rendendo inquieti gli animi, contribuisce a creare una vita
frenetica, confusa e disorientata. In casi estremi, un’esistenza smodata può complicarsi in
un altro disagio: la “pazzia”, che ha origine dall’eccessiva vibrazione del chakra della
corona, connesso al diaframma.
La parola “frenesia” deriva dal termine greco phrèn che significa mente, animo e,
coincidenza, anche diaframma, riassumendo così la connessione diretta che esiste tra
emozioni, stati d’animo e influenza dei pensieri (psico-somatica), problematiche associate
al plesso solare.
Quando la porta gialla è socchiusa, impedisce all’energia di fluire in modo armonico e di
conseguenza, il diaframma rimane contratto e la mente è rigida, creando ansia, la
sensazione di mancanza di fiato e calo di pressione.
Dilatando il diaframma, quindi riarmonizzando il plesso solare, la mente e il corpo si
rilassano, si amplificano, tutti diventa chiaro e logico.
Il nervo più importante del plesso cervicale, il nervo frenico, che innerva e controlla la
funzionalità del diaframma è complice della frenesia e dimostra, in modo tangibile, che il
plesso solare è energeticamente connesso alla porta dell’intelletto ( il cervello).

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I chakra, come sappiamo, sono porte ,quindi, come tutti gli ingressi, lasciano entrare la
costituente esterna verso l’interno e viceversa.
Nasce spontanea una domanda: è la frenesia del mondo che coinvolgendo il diaframma,
genera in noi disarmonia e disagio diffuso o il mondo è frenetico perché dai diaframmi
degli uomini escono energie disarmoniche?
Tutto è collegato e sinergico, perciò il segreto di chi riesce a vivere in pace in ogni luogo
sta nell’essere riuscito a pulire il plesso solare, in modo che l’energia del cuore lo inondi e
generi pace diffusa, internamente.
La cristalloterapia ci accompagna alla scoperta di noi stessi, liberandoci di quella parte di
noi che ci ha tenuto nascosto, come un velo, le nostre potenzialità, i talenti e la visione
chiara del nostro cammino.
Inizialmente si comincia trattando con i cristalli i punti del nostro corpo in cui ci sono
tensioni , magari associate a emozioni di cui conosciamo e ricordiamo l’origine.
Una pillola di saggezza dice: ”non è importante la meta ma il viaggio”, infatti, durante
questo percorso, dopo aver sciolto le problematiche conosciute, cominciano a proporsi
disagi che non si pensava nemmeno di avere o che ci appartenessero.
Possiamo “controllare” ciò che entra in noi grazie al discernimento e la scelta, ma non
sempre siamo capaci di fare lo stesso nei riguardi di ciò che esce da noi.
Per comprendere bisogna prima di tutto accettare “l’inaccettabile” e il non-conosciuto,
senza cercare un senso logico, perché, continuando a lavorare su noi stessi, tutto diventa,
con il contributo del tempo, logico e comprensibile.
Così succede anche durante la pulizia del plesso solare.
La ghiandola con cui interagisce la porta gialla, è il pancreas che, oltre a secernere enzimi
digestivi, produce l’insulina, espletando una funzione sia esocrina che endocrina.
L’insulina è prodotta dalle isole di Langerhaus del pancreas,per controllare i livelli glicemici
( degli zuccheri) nel sangue.
Gli zuccheri rappresentano il bisogno d’amore, che può essere causato da diversi fattori:
ferite del cuore, mancanza d’affetto in fase infantile o adolescenziale, complesso
d’inferiorità, ecc…disagi dell’anima che il corpo riduce con l’assunzione di zuccheri,
compensando così il deficit d’amore.

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La carenza di insulina nel sangue determina l’insorgenza del diabete, manifestazione


esplicita di un ‘anima in deficit d’amore sia da parte degli altri, sia per l’ incapacità di
crearselo, ossia mancanza di autostima.
Una caratteristica tipica dei diabetici è, infatti, l’autocommiserazione, l’esatto opposto
dell’autostima, ma anche il bisogno morboso di attirare l’attenzione (creare dipendenze)
degli altri o affliggersi con sensi di colpa.
Il chakra giallo, se armonico, permette di ritrovare il senso spirituale della vita, stimolando
così lo sviluppo dell’autostima che accompagna al perdono e all’amore per se stessi,
perché facilita la comprensione profonda ed espansa dell’esistenza.
Nell’area diaframmatica troviamo inoltre i reni, perciò l’influenza energetica della porta
gialla coinvolge anche questi organi a forma sia di fagiolo, ma anche del lobo auricolare al
cui interno è inseribile la figura di un feto.
I reni sono, energeticamente parlando, i collegamenti diretti con la nostra memoria fetale e
ancestrale, con i ricordi inconsci dell’infanzia, il rapporto con la madre e con le paure, sia
quelle conosciute che quelle appartenenti alla storia della nostra anima, sia quelle
personali che quelle dell’inconscio collettivo.
I reni sono organi pari posti all’estremità di due canali ( ureteri), tanto da assomigliare ad
una bilancia.
Il pancreas, situato in mezzo, ne rappresenta l’asta e, in effetti, grazie alla volontà e
all’autostima, virtù a lui associate, è possibile ammorbidire le paure, di cui i reni sono i
rappresentanti fisici, e riportare un equilibrio. I reni, infatti, operano su quello idrico.
L’acqua è la rappresentazione fisica dell’inconscio, del metafisico, dell’astrale
(caratteristiche di Nettuno, il pianeta associato ai liquidi), del femminile e anche delle
emozioni.
Le due ghiandole endocrine che soprastano i reni (i surreni) sono di forma piramidale,
struttura geometrica capace di creare e attirare energia equilibrata, distribuendola nel suo
spazio interno e nel punto in cui è posizionata.
Le piramidi sono solidi geometrici ( da pyros, fuoco) capaci di energizzare il corpo, la
mente e lo spirito; molte civiltà del passato le usavano come strutture “iniziatiche” ossia,
strumenti per mezzo dei quali l’essere umano entrava ( iniziare deriva da inire, “ andare
dentro”) nella coscienza armonica del proprio sé superiore.

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Nel compiere questo processo di “spiritualizzazione” dell’essere, l’energia che la piramide


sviluppava, coinvolgeva totalmente la coscienza dell’iniziato, sollevando dal suo profondo,
ogni tipo di paura o “ancora negativa” che lo bloccava, impedendogli di crescere verso il
divino.
In questo delicato processo di alchimia interiore, le due forze contrarie si scontravano per
trovare un nuovo accordo e sintonizzare la coscienza, sulla frequenza dell’armonia diffusa.
Il plesso solare è una sorta di bilancia a due “piatti” (i reni) e il lavoro con i cristalli serve a
collocarli in linea retta.
Su di un piatto c’è l’ego la cui manifestazione tangibile è il potere, inteso come dominio
sugli altri e prevaricazione del singolo individuo per ottenere i propri scopi; sull’altro,
invece, si trova la volontà: virtù che si acquisisce quando l’ego si sottomette all’energia
dello spirito cosicché la mente e il corpo diventano con lui simbiotici.
Dallo sviluppo della volontà sorgono le potenzialità (contrario di potere) che aiutano i
talenti (dal greco talanton che in origine significava bilancia e peso) a maturare ed
esprimersi.
Nell’antica Grecia, il talento era la moneta convenzionale e rappresentava il peso o il
valore di una quantità di monete reali. Ora che questa preziosa moneta è sparita, è
rimasto tuttavia il suo nome a significare, per metafora, le doti migliori dell’intelletto:
volontà, inclinazione, abilità, ingegno.

La camera, di cui la porta gialla e quella rossa sono i due ingressi principali, circoscrive
l’area addominale, dal diaframma fino alla base del bacino.
Un bacino è, per definizione, un contenitore atto a raccogliere liquidi che, nel caso umano,
sono gli umori e le emozioni quindi, in questa “ camera” avviene sia l’analisi che la sintesi
della costituente emotiva.
Essere in grado di discernere le emozioni, le rende stabili e di riflesso, in questo stato di
equilibrio, la capacità umana di viverle, esprimerle, gestirle e assaporarle cambia in
positivo. Le emozioni coinvolgono l’animo umano, senza sconvolgerlo, perché anche la
mente, coordinata con le emozioni, diventa più forte e saggia.

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4) PORTA ARANCIONE

Le paure vincolano le emozioni, perciò è necessario regolarne la vibrazione,


sintonizzandola alla forza vitale con la quale la porta arancione ( 2° chakra), situata tra
quella gialla e quella rossa, mette in contatto.
Le virtù che questo chakra favorisce, se in armonia, sono: il coraggio, la potenza sessuale
e la creatività le cui forze, essendo in sinergia, sono complementari e direttamente
proporzionali.
Per esempio, se la concessione sessuale della mente non è armonica o l’accettazione
della sessualità è un tabù, tanto la creatività quanto il coraggio saranno bloccati o limitati.
Anche le potenti e spesso incontrollabili vibrazioni della rabbia, disturbano in maniera
incisiva la stabilità e l’equilibrio di queste virtù, alterando l’umore, i pensieri e
sconvolgendo l’animo della persona. La rabbia è una vibrazione che il fegato, organo a lei
associato, durante i processi di trasformazione, produce attraverso la cistifellea.
Un cristallo abbinato alla rabbia è la mookaite la quale si presenta sia in una tonalità di
rosso carminio molto intenso con striature più o meno marcate, sia di un giallo “acido”
(rosso e giallo, creano l’arancione).
Nella prima versione, questo cristallo agisce sulla rabbia evidente, conosciuta,
favorendone la fuoriuscita e l’addolcimento, mentre la mookaite gialla agisce sulla bile,
portando in superficie la rabbia repressa e sedimentata da lungo tempo.
La porta arancione è localizzata nella zona ombelicale e distribuisce la propria energia agli
intestini e ai visceri che, avendo una morfologia molto simile al cervello, sono chiamati con
l’appellativo di: “Mente inferiore”, termine che molte religioni hanno in seguito cambiato in
“Inferi”.
Grazie a quest’analogia si può intuire quanto le emozioni e i pensieri siano gli elementi
condizionanti quest’area e quanto sia necessario intervenire con i cristalli per pulirla,
regolarla e armonizzarla, al fine di alleggerire la mente e, di riflesso, la vita.
L’ombelico è un cordone attraverso il quale il feto è in contatto con la mamma e da lei
riceve ogni tipo di nutrimento (cibi, paure, shock, emozioni, ecc…), perciò rappresenta
anche il collegamento con Madre Terra, con ogni sorta d’influenza esterna e l’istinto
naturale della creazione.

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In questa zona corporea, nelle donne, troviamo le ovaie che, al pari dei testicoli (sebbene
localizzati fisicamente più in basso), rappresentano i piatti di una bilancia, cui è affidato il
compito di regolare i cicli e coordinare i ritmi vitali. Come vedremo nella prossima lezione,
i cristalli abbinati a questa porta energetica sono sia maschili che femminili ed agiscono,
sulle corrispondenze energetiche della kundalini.

5) PORTA VERDE - ROSA

Attraverso il plesso solare (giallo) e la porta della gola (blu), si accede al piano centrale,
entrando nella stanza (il torace) illuminata dalla luce della porta verde (giallo+blu), il
comune 4° chakra: il cuore, unificatore e coordinatore delle energie provenienti dagli altri
due piani (mentale e fisico), connettore con ogni dimensione dell’essere e centro della
vita, da cui scaturisce la vita stessa.
Scriveva Platone nell’epoca in cui nacque anche il buddha Gautama:

“Gli uomini chiamarono l’Amore Eros, poiché ha le ali;


gli dèi lo chiamarono Pteros, poiché ha il potere di darle”.

Questa pillola di saggezza ci tramanda verità, da sempre eterne, che un cuore libero da
pesi e costrizioni può, aprendo le proprie ali, concedere a tutto l’essere.
Ci rammenta anche le sue virtù: la percezione dell’amore in noi stessi e in ogni essere
vivente, il filantropismo, il concetto di fratellanza e di cooperazione, il coraggio di osare, la
pace interiore, la calma, la bellezza e, paradossalmente, il senso di libertà, sebbene sia
racchiuso all’interno di gabbia formata da costole.
La sfida che ci propone l’amore è, infatti, quella di sciogliere le gabbie, le apparenze, le
limitazioni; non a caso, la ghiandola endocrina connesso alla porta del cuore, il timo,
opera sull’immunità dell’organismo che, come ho già spiegato, significa appunto: libertà.
Il cuore possiede veramente le ali: i due polmoni ai suoi lati, che il diaframma muove
ritmicamente o può anche bloccare, se il plesso solare è rigido o pieno di emozioni che
tolgono il fiato.

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I polmoni rappresentano lo spazio vitale (il cielo), dove il cuore può volare, ma, per varie
ragioni può rimpicciolirsi (l’ansia per esempio può essere una causa) e trasmettere un
senso d’inferiorità o di chiusura, limitando la nostra percezione della libertà e, di
conseguenza, abbassando le nostre difese immunitarie, accompagnarci verso la malattia.
L’asma è il disagio che l’anima manifesta quando non riesce a trovare i propri spazi, a farli
rispettare o quando non riesce a esprimere liberamente le proprie potenzialità.
Togliendo i blocchi e le ferite sia emotive che affettive, il cuore ritorna a volare, riacquista il
proprio battito, unico e singolare per ogni essere vivente.
In poche parole la libertà è la sua unica salvezza, parola da cui deriva il termine salute.
L’amore è il balsamo che cura e riesce veramente a ridare le ali all’essenza, a rompere i
sigilli, riaprire tutte le porte (chakra) e ricalibrarle sulle loro giuste angolature.
Quando un cuore si libera, sebbene rimanga racchiuso nella gabbia toracica, “l’opera
alchemica” della trasmutazione dell’essere si compie e permette all’aura di illuminarsi,
diventare dorata e all’essenza di unirsi alla mente e al corpo.
La porta del cuore è l’ingresso più importante dell’organismo ed essendo individuato come
suo centro, oltre a miscelare e regolare le energie delle altre porte, unisce i due ingressi
principali: la porta rossa (ancora con la terra) a quella bianca o trasparente ( ancora con il
cielo) che corrisponde all’unione di tutti i colori e ,quindi, anche di tutte le sfaccettature
della vita.
Al piano centrale corrisponde anche il colore rosa, che nasce dall’unione del rosso
(accettazione incondizionata) con il bianco (tutti i colori della vita) e stimola l’essere umano
a comprendere e mettere in pratica, “amore per se stesso”.
Perché ciò avvenga è necessario quindi, accettare incondizionatamente ogni cosa si
presenti sul cammino della vita, anche se, di primo acchito, non viene capita e la si
consideri senza significato.
Il rosa e quindi anche i cristalli di questo colore, trasmettono serenità, rilassamento, la
sensazione di ritrovarsi a proprio agio in se stessi, rallentano le tensioni in periodi di stress
o momenti agitati, regolano il battito cardiaco e abbassano la pressione sanguigna.
Il colore verde è rivolto, invece, verso la comprensione e l’attuazione dell’amore per gli altri
esseri viventi, è connesso alla rielaborazione delle ferite emotive e alla loro risoluzione.

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6) PORTA VIOLA

Salendo verso i piani alti della “casa-uomo”, oltrepassata la porta blu della gola, si accede
alla regione cranica, in cui pulsa la luce della porta viola.
Questa è la stanza dell’intelletto, del controllo, della visione interiore, della lungimiranza,
dell’intuizione, dell’elaborazione psichica, dei sogni e di tutto ciò che è connesso alla
mente, alla memoria (sia personale che astrale) e all’incontro con il Grande Spirito.
Se la vibrazione di questo chakra non è sintonizzata sulla giusta frequenza, queste virtù si
tramutano in manie, fissazioni, elucubrazioni mentali, malattie psicologiche e psichiatriche
fino ad arrivare alla pazzia (eccessiva ricerca della spiritualità).
La ghiandola endocrina annessa a questo centro energetico, è l’ipofisi o pituitaria,
considerata la più importante di tutto il sistema, tanto da essere chiamata anche
“ghiandola guida” poiché la sua azione e gli ormoni che essa secerne impartiscono “ordini”
alle altre ghiandole.
L’ipofisi ha le dimensioni di un pisello, è ben vascolarizzata e trova alloggio all’interno della
sella turcica, una piccola nicchia al centro dello sfenoide, un osso a forma di farfalla alla
base del cranio, circondato da un zona vuota che funge da cassa di risonanza.
I suoni dei mantra facilitano la meditazione perché, amplificandosi all’interno di questa
cassa, fanno vibrare la pituitaria la quale è indotta a produrre più ormoni e umori vitali.
L’ipofisi aderisce anche alle terminazioni nervose dell’olfatto ed è perciò recettiva e
sensibile agli odori ( l’incenso per esempio, la stimola); inoltre interagisce con la ghiandola
epifisi (la porta bianca-trasparente) e la tiroide per regolare tutto il sistema.
Pur essendo la ghiandola guida, essa stessa riceve informazioni, ordini e stimoli ad agire
da un altro centro nervoso che, per le sue molteplici funzioni di controllo e regolazione, è
considerato alla pari di una ghiandola endocrina: l’ipotalamo.
Questo importante centro nervoso fa parte del sistema limbico, cui aderisce anche l’altra
porta dell’intelletto (l’epifisi), tanto da non esservi separazione ma cooperazione d’intenti,
sinergia e sincronicità tra queste tre elementi.

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Questa porta, meglio conosciuta come terzo occhio, opera in sinergia con il plesso solare
e permette di valutare e analizzare i propri talenti, cercando la strada e la forza interiore
per realizzarli.
La sua giusta taratura dipende in modo rilevante dall’emotività.
Quando vi è un eccesso di emozioni e, soprattutto, l’incapacità di gestirle in modo
armonico, si crea una stasi energetica che inibisce l’azione dell’ipofisi e, di riflesso, di tutte
le altre ghiandole endocrine.
Poiché l’ipotalamo stimola sia il senso di appetito che lo stimolo sessuale, se quest’ultimo
è represso, per poter soddisfare il desiderio e la richiesta nervosa, l’organismo reagisce
assumendo del cibo.
Spesso si hanno le idee chiare ma, se la regione diaframmatica è bloccata o ha
accumulato troppe energie stagnanti, la forza di volontà necessaria ad attuarle manca o è
debole. Viceversa , se il plesso solare è libero da forze antagoniste ma, per varie cause,
manca la chiara visione di ciò che si vuole raggiungere, l’energia costruttiva della volontà
può implodere, creando rabbia, ansia, impazienza , e abbassare il tono energetico, fino a
sfociare in depressione.
La porta viola, situata tra le sopracciglia, è considerata il centro della coscienza, cui le
tecniche di meditazione si riferiscono per attingere alla saggezza.
Chi riesce a controllare questo centro, addomesticandolo con le energie del plesso solare
(volontà), riesce a trasformare le emozioni e avere una visione più nitida dei bisogni della
propria anima.
Quando il terzo occhio si apre, ossia la sua vibrazione si amplifica, il flusso della
consapevolezza del mondo astrale ,che da esso scaturisce, diventa palese e, con la
pratica ed esercizi di concentrazione, si affinano le capacità di ascolto e di comprensione,
fino a sviluppare la chiaroveggenza, potenzialità insita in tutti gli esseri umani.

7) PORTA BIANCA-TRASPARENTE

Nella sommità del cranio, all’incirca nel punto dove in età infantile i due ossi parietali sono
disgiunti a formare le fontanelle, è collocata l’ultima porta: quella bianca-trasparente, a
causa della forte frequenza ondulatoria dell’energia che catalizza, genera e diffonde.

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Meglio conosciuta come 7° chakra o della corona, questa porta trasmette la forza che
nasce dalla sintesi di tutti i colori di cui è la manifestazione massima.
Trovandosi all’apice della “casa-uomo” e all’esatto opposto della sua buia cantina, dove
paure, spettri e ogn’altro fantasma dell’inconscio si nascondono, la porta bianca-
trasparente è il suo terrazzo, da cui si scrutano le stelle e la visione della vita è aperta a
360 gradi.
La ghiandola connessa a questo chakra, appartiene all’epitalamo, sorge all’estremità del
terzo ventricolo e porta il nome di epifisi, ma è meglio conosciuta con il nome di
ghiandola pineale per la sua assomiglianza con una pigna.
Le sue cellule producono un ormone, la melatonina, preposto alla regolazione del ritmo
circadiano, ossia al ciclo del sonno e della veglia.
L’epifisi ha la capacità di reagire al buio e alla poca luce; è una sorta di fotorecettore che
induce l’organismo a riposarsi o a restare attivo, gestendo i suoi ritmi biologici.
La melatonina è antagonista degli ormoni ipofisari addetti a stimolare la secrezione delle
gonadi, infatti, in età pre-puberale la sua concentrazione è molto elevata, al punto da
inibire la maturazione sessuale. Quando inizia la pubertà, i valori della melatonina
precipitano e l’individuo diventa adulto.
La stessa cosa accade spiritualmente: quando un’anima vuole crescere, deve affrontare
prove impegnative, che la oscurano o la fanno avanzare lungo percorsi privi di luce.
Maggiore è la sua volontà di evolversi, maggiore è l’oscurità che la ostacola, finché il suo
bisogno di crescere è talmente necessario, che riesce a liberare la propria luminescenza e
abbassare le tenebre. Maturando, l’anima diventa fertile.

La ghiandola pineale secerne melatonina solo di notte, periodo in cui le sue concentrazioni
nel sangue aumentano rapidamente, per poi ridursi gradualmente verso la comparsa della
luce, incidendo sulle variazioni ritmiche dell’attività sessuale.

Il simbolismo della pigna, nelle tradizioni filosofiche e religiose di tutti i tempi, è sinonimo
d’iniziazione spirituale ed è associato all’immortalità.

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Per mezzo della sua armonizzazione, le due forze rivali, la luce e le tenebre, dopo essersi
scontrate, si annullano, permettendo alla ghiandola di illuminarsi con la scintilla divina che
ne scaturisce.

La melatonina permette all’organismo di adattarsi al cambiamento d’intensità luminosa,


mentre a livello energetico, stimola la ricerca della verità, della conoscenza, il
discernimento, accompagnando l’individuo verso la maturazione del proprio spirito e alla
sua identificazione come essere di luce immortale.

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