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GLI ESERCIZI DI BIOENERGETICA di ALEXANDER LOWEN di Lorenza Gallerani Da dove vengono gli esercizi di bioenergetica Come si sono evoluti

ti Che cosa si intende per bioenergetica Che cosa sono e che cosa non sono le Classi di Esercizi Bioenergetici Modalit di conduzione. Gli esercizi Le qualit del conduttore Da dove vengono gli esercizi di bioenergetica Gli esercizi di bioenergetica derivano dallesperienza clinica pluridecennale di Alexander Lowen, psicoterapeuta americano, padre dellAnalisi Bioenergetica. Dietro alla bioenergetica c la visione dellessere umano come un tuttuno, anima e corpo, psiche e soma, visione nella quale vengono evidenziate le interconnessione esistenti a livello fisico, mentale, emotivo e energetico. Viene riconosciuto che inevitabilmente un processo mentale influenza uno stato fisico e viceversa una certa postura, una certa andatura, certe tensioni e contrazioni fisiche possono essere indice dello stato mentale ed emotivo, e a loro volta condizionarlo. E si sottolinea come tutto, al tempo stesso, derivi e condizioni la vitalit dellessere umano. Nel background di A. Lowen c il lavoro di W. Reich, i suoi ampi studi, il suo lavoro sulla corazza muscolare e in particolare il suo aver identificato certe fascie di tensione psicocorporea che condizionano la nostra capacit di vivere pienamente e di provare piacere. Su queste fasce agiscono a livello muscolare e energetico molti degli esercizi di Bioenergetica. Questa visione stata ampliata da A. Lowen, attraverso il lavoro sui piedi e sulle gambe, il lavoro per migliorare lo stare coi piedi per terra, il grounding, il radicamento al suolo, al senso della realt, fondamentale per tutto il suo lavoro. Gli esercizi di bioenergetica inizialmente erano esclusivamente strumenti allinterno di psicoterapie individuali per aiutare i pazienti a entrare in contatto con blocchi emotivi ed energetici, per allentare tensioni muscolari per facilitare momenti catartici e un lasciar andare che poi venivano rielaborati nellanalisi. Dopo anni di esperienza clinica, gli esercizi sono stati gradualmente sistematizzati da A. Lowen e da sua moglie Lesile e in un secondo tempo diffusi attraverso un vero e proprio manuale uscito negli Stati Uniti negli anni settanta (in Italia nel 79, edito da Astrolabio col titolo : Espansione e Integrazione del Corpo in Bioenergetica, di cui accenno anche dopo). Illustrando e descrivendo con semplicit e estrema chiarezza il lavoro corporeo gi usato in psicoterapia i Lowen hanno dato corpo e reso disponibili unampia gamma di esercizi, evidenziandone le modalit di esecuzione e i benefici anche al di l del loro utilizzo allinterno dallAnalisi Bioenergetica. Nel manuale suddetto, ribadiscono pi volte come gli esercizi, se eseguiti con le giuste modalit, siano strumenti in grado di dare a chi li pratica regolarmente la possibilit di mantenersi in forma, di avere una buona percezione di s, del proprio corpo, di migliorare e mantenere armonia e motilit, oltre che un senso di benessere generale. Come si sono evoluti Quando il lavoro di Lowen arriv in Italia, (negli anni settanta) le classi di esercizi erano proposte solo da psicoterapeuti che avessero seguito una formazione in analisi bioenergetica, o che stessero ultimato la loro formazione come Analisti Bioenergetici. 1

Solo in un secondo tempo vennero avviate le formazioni per Conduttori, non necessariamente psicoterapeuti, ma persone che dopo aver seguito unadeguata formazione biennale, comprensiva di un approfondito lavoro su di s, di una buona conoscenza teorica e soprattutto pratica degli esercizi e dei loro effetti, oltre che del loro background, sono abilitate a tenere classi di esercizi, al di fuori dellambito terapeutico come pratica di auto-aiuto, pratica che facilita lentrare in contatto col proprio corpo, aiuta a diventare consapevoli delle proprie tensioni e gradualmente a scioglierle, a favorire una respirazione naturale e a sentire pi intensamente, a tutti i livelli. Che cosa si intende per bioenergetica? Che cos la Bioenergia? La Bioenergia la vita, linsieme dei processi organici e energetici che ci danno e ci mantengono in vita, che ci permettono di sentire, di respirare, camminare, dormire, correre, amare, mangiare, digerire e quantaltro. BIOENERGIA sinonimo di ENERGIA VITALE o VITALITA. Tutti noi abbiamo sperimentato momenti in cui ci siamo sentiti cos energici che avremmo potuto sollevare il mondo con un dito, e altri in cui come se avessimo le pile totalmente scariche, e a malapena riusciamo a fare il minimo indispensabile, anche al di l delle circostanze contingenti. Queste sensazioni dipendono dal livello di vitalit, di fluidit della nostra energia, non tanto in termini di quantit, ma soprattutto in termini di fluidit. Il nostro organismo principalmente formato da liquidi nel quale fluiscono le nostre cellule, in un costante movimento di espansione e contrazione. Questa dinamica che ritroviamo nel nostro organismo a tanti livelli, alla base del respiro: il nostro corpo si espande nella ispirazione e si contrae nella espirazione, in un moto costante, come in susseguirsi di onde, che pu essere pi o meno fluido. Se ci sono delle contrazioni, degli intoppi, londa del respiro, ad esempio, pu essere corta o frammentata, e il fluire diventa molto pi dispendioso a livello energetico, pi faticoso. Un altro esempio: A volte la sensazione di pesantezza e stanchezza pu essere dovuta ad un accumolo di energia, piuttosto che a una carenza. Lenergia non espressa, sedimentata, stagnante, non solo rende pi faticoso il fluire stesso della vita, ma al tempo stesso, e paradossalmente, richiede uno sforzo, richiede energia per mantenere il blocco. Quindi ci che fa la differenza come circola la nostra energia. Il livello della nostra bio-energia direttamente proporzionale al grado di motilit del nostro organismo. Per motilit in questo contesto si intende la fluidit e lelasticit del nostro corpo, la capacit di espanderci e di contrarci e di distenderci e di ritirarci, di esprimerci e di contenerci. Questo fluire pu essere consapevolmente aiutato con gli esercizi di bioenergetica. Gli esercizi aiutano a sciogliere le tensioni a livello muscolare, a entrare in contatto e poi a scaricare lenergia in eccesso, a liberare il respiro. Il livello di benessere di ogni essere vivente direttamente proporzionale alla qualit del proprio respiro.Il respiro la vita, attraverso il respiro si alimentiamo i processi metabolici, che a loro volta forniscono lenergia di cui abbiamo bisogno, permettendoci di sentirci vitali, di provare piacere, emozionarci, amare, o semplicemente vivere. Nella Bioenergetica c la visione delluomo sano come essere vibrante, fluido, armonioso, capace di stare nella vita pienamente, con un buon senso della realt e capacit di espressione, creativit e auto-consapevolezza.

CHE COSA SONO E CHE COSA NON SONO LE CLASSI DI E.B. Le classi di esercizi di bioenergetica offrono un momento di lavoro sul proprio corpo a persone essenzialmente in buona salute, o che comunque non presentano particolari problematiche a livello fisico o a livello psichico, ma desiderano mantenere una vitalit vibrante e una salutare consapevolezza corporea. La classe di esercizi di bioenergetica (CEB.) non rientra in una attivit terapeutica o psicoterapeutica, ma di prevenzione, di sostegno al mantenimento e al miglioramento della salute, stimolo per una vitalit vibrante e per una buona consapevolezza della propria forma psico-fisica. Le C.E.B. non sono gruppi psico-terapeutici, anche se hanno un effetto terapeutico inteso come cura di s, un aumento di consapevolezza e benessere. Dopo una classe leffetto benefico dovrebbe essere percepibile, come ad esempio un senso di piacevole benessere a tutti i livelli, visibile anche attraverso la luminosit degli occhi e lespressione del viso pi aperta e rilassata. Le Classi di .Esercizi di Bioenergetica non sono fisioterapia o terapia di riabilitazione, non si propongono di guarire o curare traumi fisici o patologie fisiche, anche se unoccasionale tendenza al mal di schiena pu sicuramente beneficiarne. Pu essere comunque che il medico o lo psicoterapeuta consigli al proprio paziente di seguire le CEB come ulteriore sostegno, parallelamente a un terapia in atto, o al termine di una terapia specifica. Le C.E.B. non sono ginnastica, non si ricerca la prestazione perfetta, il risultato, non si tratta il corpo come una macchina da potenziare e sviluppare. Anche se, come nella ginnastica, si lavora a livello corporeo questo lavoro non mai dissociato da una consapevolezza, dal percepire e sentire quello che lesercizio va a toccare, stimolare, scaricare o rilassare. Lenfasi posta non solo sul corpo ma sul sentire, sul percepire. Gli esercizi non sono in alcun modo competitivi, al contrario importante che ognuno senta fin dove pu arrivare, diventi consapevole dei propri limiti. La finalit non quella di superarli, ma prima di tutto di sentirli, riconoscerli, rispettarli, accettarli e eventualmente e organicamente, grazie a questo processo di consapevolezza potranno anche essere superati. Nella pratica Le classi di esercizi si svolgono in gruppi, dalle 8 alle 20 persone circa, e hanno una durata che pu andare dai 60 ai 90 minuti. Gli incontri normalmente sono a cadenza settimanale. Dovrebbe essere svolte in uno spazio libero da mobilio, accogliente, luminoso e con un pavimento caldo, una temperatura gradevole, uno spazio dove si possa liberamente usare la voce e anche possibilmente godere del silenzio. Le classi sono formate da persone che desiderano prendersi cura di s, che desiderano mantenere o migliorare il proprio benessere attraverso una sempre pi viva percezione del proprio corpo, di s, degli altri. Le classi anche se principalmente rivolte ad adulti, possono essere di beneficio a tutti, senza limiti di et. Possono essere molto utili per i bambini, adattando nella conduzione uno stile ludico per far s che gli esercizi vengano vissuti come gioco che permetta una piacevole scoperta del proprio corpo. Possono essere proposti a persone anziane, naturalmente sempre nel rispetto dello stato psico-fisico, evitando eventualmente gli esercizi pi pesanti o comunque conducendo la classe con una modalit appropriata. Per questo motivo pu essere consigliabile rivolgere il lavoro a gruppi di persone pi o meno con le stesse caratteristiche. 3

Principalmente le classi sono rivolte a persone adulte, persone che ricercano momenti di benessere e di ricarica energetica, che desiderano portare maggiore consapevolezza e vitalit nella propria vita. Il lavoro delle classi facilitato dalla presenza degli altri, il condividere nella pratica lesercizio di bioenergetica con altre persone ne facilita lesecuzione consapevole, il poter godere e apprezzare a pieno gli effetti e lefficacia degli esercizi stessi. La sospensione del giudizio un aspetto fondamentale allinterno delle classi, sia per creare un clima favorevole allauto-esplorazione, un clima di fiducia reciproca ma anche come atteggiamento personale nei propri confronti, per essere pi tolleranti e amorevoli verso se stessi, per prendere atto di come siamo (ad esempio nel riscontrare la difficolt nel praticare un certo esercizio) senza per questo trarre conclusioni catastrofiche. Le C.E.B. svolte in gruppo e in ambiente protetto facilitano la conoscenza del proprio corpo, dei propri limiti, delle proprie risorse e gradualmente e organicamente, questa esperienza vissuta allinterno della classe viene portata nella vita quotidiana, nel vivere di tutti i giorni. Come? Ad esempio, nella mia esperienza, dal lavoro fatto nella classe sul camminare, sulla percezione dei piedi per terra, su proprio grounding ne deriva una postura, unattenzione a come si cammina nella via di tutti i giorni, e lesperienza vissuta nella classe fa s che ci si senta pi presenti anche fuori dallambiente protetto della classe, pi a proprio agio, pi sciolti mente si cammina, al di l che si stia andando in Posta o a fare la spesa, o si cammini nei corridoi del nostro posto di lavoro. Dalla consapevolezza della propria modalit di camminare, ne trae giovamento la postura, la percezione di noi stessi e del modo in cui ci muoviamo o stiamo nel mondo. Oppure, attraverso la consapevolezza del proprio respiro, lenfasi posta nello svolgimento degli esercizi verso la respirazione, il prestare attenzione a come si respira, a sentire se il respiro fluido o meno, se il respiro corto o lungo, se si coinvolge sia la pancia che il petto o se si respira solo di pancia o di petto, ecc. Allora ci rendiamo conto, nel qui ed ora della vita di tutti i giorni, quando tratteniamo il respiro, quando il respiro si strozza o rallenta, accelera oppure semplicemente ci permettiamo di tanto in tanto un respiro di sollievo, o unespirazione pi ampia e liberatoria, e quando si pu, lasciando uscire anche la voce! La sola consapevolezza del nostro corpo, del nostro respiro, abbinata naturalmente alla pratica degli esercizi, aiuta a migliorare lo stato delle cose, a integrare quello che c, e a dare spazio a possibili trasformazioni. Modalit di conduzione e gli esercizi allinterno delle classi Gli esercizi La conduzione della classe si basa essenzialmente sul qui ed ora del gruppo, quindi rispettando un disegno mentale, una modalit di esplorazione corporea, ma stando nel qui ed ora, senza adottare schemi rigidi e direttivi di conduzione. Nella conduzione delle classi importante tenere presente quattro fasi di lavoro: una prima fase di carica: esercizi che aiutano a prendere contatto col proprio corpo, sentendone le varie parti, portando il peso verso il basso e facendo si che si porti energia alle gambe, e poi risalendo al bacino, a tutto il torace, alle spalle, che si diventi consapevole del proprio collo del volto, e del corpo nel suo insieme. Un seconda fase di scarica, una volta entrati in contatto, caricato il corpo, si aiuta a lasciar andare, a sciogliere, a scaricare appunto attraverso esercizi che attivano il rilascio energetico, attraverso una

respirazione pi profonda, il lasciar accadere le vibrazioni ... incoraggiando luso della voce, o di particolari espressioni liberatorie o significative a livello verbale. Una terza fase di distensione o rilassamento dopo la carica, la scarica viene il rilassamento, lespansione, lo stare con quello che emerge, lascolto del respiro, lintegrazione, il lasciar sedimentare. Ultima fase, quella della ripresa: dopo il rilassamento importante, far ritornare le persone sui loro piedi, gradualmente incoraggiarle a riprendersi dal rilassamento, permettendo di ritornare nella posizione eretta, e in un secondo tempo di muoversi e guardarsi intorno, di ricontattare e salutare il gruppo-classe. Questo momento della ripresa aiuta anche a sentire la differenza fra il prima e il dopo la classe, e a predisporsi a tornare nella vita. Le classi e quindi le varie fasi sono accompagnate anche dalluso della voce del conduttore, che sar assertiva e incoraggiante nella prima fase, pi energica nella seconda fase, morbida nella terza, e di nuovo assertiva nella quarta. La voce molto importante perch accompagna le persone nei processi, e occorre prestare attenzione a come la si usa, ad esempio spiegare il minimo indispensabile (questo pu variare a seconda che ci si trovi di fronte a un gruppo esperto e acclimatato o a un gruppo di principianti), lasciando delle pause per far s che le persone ascoltino se stesse, siano raccolte e partecipi in quello che fanno. Il valore della voce non va sottovalutato: pu sostenere, accompagnare, distendere o essere invasiva, sgradevole, arrogante, troppo alta o troppo bassa, incomprensibile E quindi uno degli strumenti pi importanti e sensibili a disposizione del conduttore. Esiste una gradualit, come si diceva sopra, nelle varie fasi allinterno di una classe della classe, cos come c una gradualit allinterno di ogni esercizio, che prevede prima un entrare in contatto poi un lavoro bioenergetico su quel punto, o su quella parte del corpo, poi un ascolto. La maggior parte degli esercizi base si sviluppa secondo un ciclo di contrazione ed espansione, seguendo e stimolando il naturale fluire dellenergia. Nel momento della contrazione i muscoli interessati vengono sottoposti a tensione. Questa tensione voluta, una volta giunta al massimo, viene rilasciata portando con s un po della tensione presente, che pu sciogliersi attraverso la vibrazione o attraverso il respiro, o la voce. Dopo la scarica c un momento di ascolto e di espansione. Questi momenti di pausa, di ascolto sono altrettanto importanti di quelli pi attivi, anche se sembra che qui non succeda nulla. Esiste una gradualit anche nel percorso del tempo in una serie di classi. Proponendo quindi ai principianti esercizi che aiutano a percepire il proprio corpo, il senso del grounding, il contatto, una conoscenza delle varie fasce corporee andando poi, nel corso del tempo, quando il gruppo pi acclimatato, caldo verso esercizi espressivi o che coinvolgono pi in particolare la sessualit, oppure al lavoro in coppia, o con tutto il gruppo. Anche rispetto al tempo e alla durata di ogni esercizio ci sono delle variabili, un determinato esercizio pu essere tenuto pi o meno a lungo, a seconda della familiarit o meno del gruppo col lavoro. Uno stesso esercizio pu essere proficuamente ripetuto pi volte allinterno della stessa classe, una stessa postura tenuta pi a lungo quando il gruppo lavora gi insieme da un po di tempo, e si vuole approfondire lesplorazione in una determinata area.

E importante che il conduttore sappia dosare i tempi e eventualmente interrompere un esercizio se qualche partecipante risponde con reazione troppo profonde o eccessive, o sappia comunque contenere la singola persona nel modo appropriato quando questo accade. Deve esserci un giusto ritmo fra contatto, azione, pausa allinterno di ogni esercizio e fra le varie fasi della classe e nellinsieme armonia nel modo in cui gli esercizi vengono proposti. Le qualit del conduttore Chi conduce le classi di esercizi di bioenergetica deve avere certe qualit, che sono: Sia un sapere cio come si indicava in sintesi sopra, sapere da dove vengono, a cosa servono, che cosa sono e cosa non sono. Avere una conoscenza di base del lavoro di Lowen e dei suoi sviluppi. Aver letto almeno venti volte il manuale di Alexander Lowen e Lesile Lowen Espansione e integrazione del corpo in Bioenergetica Manuale di esercizi pratici, Edito in Italia da Astrolabio. Un saper fare, un aver vissuto sulla propria pelle e interiorizzato gli esercizi attraverso la pratica guidata da esperti conduttori e formatori. Averne percepito il valore e la valenza, gli effetti e i benefici e quindi saper motivare tutti gli esercizi, niente viene fatto per caso o improvvisando (intendo con questo termine fare quello che capita o che viene), ma conoscere cosa ci sta dietro e quali sono le potenzialit di quellesercizio, che cosa va a muovere e che cosa stimola. Dietro alla conduzione della classe ci deve essere un filo rosso, una struttura flessibile che verr modulata a seconda del qui ed ora, a seconda di quello che i partecipanti fanno emergere come richieste non verbali. Un saper essere, e questa parte , a mio avviso, molto importante. Questo saper essere viene sicuramente anche da una pratica costante degli esercizi, ma non solo, deve comprendere una approfondita conoscenza di s, per riconoscere i propri limiti e le proprie risorse, aver la capacita di vedere, di ascoltare di stare con la classe. Tutto questo deriva da un lavoro su di s che viene continuamente arricchito e trasformato dalla pratica, dalle esperienze della vita. Per capacit di vedere, intendo la capacit di mantenere una visione allargata, comprensiva di tutto il gruppo nel suo insieme, una visione recettiva E allo stesso tempo una visione che permette di cogliere i bisogni dei singoli partecipanti, vedendo ad esempio quando necessitano di una parola in pi per correggere la postura o dare attenzione al respiro o indirizzare lattenzione in un punto piuttosto che un altro. A questo punto importante ricordare che deve saper condurre (per lappunto) le esplorazioni favorite dalla pratica degli esercizi, senza condizionare quello che si sente, senza influenzare con la propria esperienza, ma allo stesso tempo dando la possibilit perch quellesplorazione accada. Ancora deve saper vedere quando, con la giusta sintonia (e chiedendo il permesso) importante correggere attraverso il contatto fisico, anzich con le parole o lesempio, senza essere invasivo, senza forzare e nello stesso tempo incoraggiando la persona a ricercare la giusta modalit per eseguire al meglio un esercizio. Saper guardare e saper vedere, quindi non tanto in modo focalizzato, ma permettendo di cogliere quello che emerge, e condurre la classe anche facendosi guidare da quello che si coglie come esigenza del gruppo.

Il saper vedere e il saper ascoltare sono strettamente collegati. Nella pratica, nelle classi i partecipanti non sono chiamati a verbalizzare, ma ad usare la voce nelle sue potenzialit bioenergetiche, voce come strumento di consapevolezza e di scarica, di sostegno. Il conduttore deve cogliere anche dai suoni, dallemissione della voce, se la classe ha bisogno di essere incoraggiata, o se al contrario bene rallentare, o fermare un esercizio. Quindi il conduttore deve saper cogliere soprattutto (ma non solo) il linguaggio non verbale, i segni mandati dal gruppo, o dai singoli componenti della classe come segni di difficolt, resistenza o bisogno, e in qualche modo essere in grado di stimolare senza forzare e senza invadere, senza entrare nel merito della questione a livello analitico o anche verbale. Il conduttore deve aver ben chiari, come si diceva in precedenza, i propri limiti, riconoscere ad esempio quando il caso di sospendere un esercizio e consigliare a una persona la giusta modalit di lavoro su di s, indirizzandola ad esempio verso un lavoro individuale di psicoterapia o a seconda dei casi a consultare un medico. E possibile che in certi casi, come ad esempio con persone che non abbiano mai fatto un lavoro su di s il praticare le classi possa far emergere la consapevolezza di problematiche pi profonde, problematiche esistenziali o caratteriali o comunque importanti nel qual caso il conduttore sapr indirizzare il cliente verso uno/a psicoterapeuta di fiducia. Anche in questo senso, le classi di esercizi, possono essere un validissimo strumento di prevenzione che aiutano non solo a mantenere la salute, ma a far emergere problematiche sommerse, che se colte in tempo possono essere risolte e guarite.

BIBLIOGRAFIA A. Lowen, Il Tradimento del corpo, Edizioni Mediterranee, 84 A. Lowen e L. Lowen Espansione e integrazione del corpo in Bioenergetica Astrolabio A. Lowen, Arrendersi al Corpo, casa Ed. Astrolabio, A. Lowen, Il linguaggio del corpo, Feltrinelli, ed. 1978 A. Lowen, la Spiritualit del Corpo, c Ed. Astrolabio, A. Lowen, Paura di vivere, casa Ed. Astrolabio M. Stallone Alberghetti, Bioenergetica per tutti, Editrice Universo Editoriale. Gobbi Mariantonia, La memoria del corpo", Editoria Monteverde