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CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO

volume 2 - dal 1922 al 1929

Indice

Voci

Evoluzione del campionato italiano di calcio

- - -

Il Compromesso Colombo

1922-23

Prima Divisione 1922-23 Seconda Divisione 1922-23 Terza Divisione 1922-23

1923-24

Prima Divisione 1923-24 Seconda Divisione 1923-24 Terza Divisione 1923-24

1924-25

Prima Divisione 1924-25 Seconda Divisione 1924-25 Terza Divisione 1924-25

1925-26

Prima Divisione 1925-26 Seconda Divisione 1925-26 Terza Divisione 1925-26

- - -

La Carta di Viareggio

1926-27

Divisione Nazionale 1926-27 Prima Divisione 1926-27 Seconda Divisione 1926-27 Terza Divisione 1926-27

1927-28

1

14

14

18

18

41

62

67

67

85

99

108

108

128

138

142

142

164

171

178

178

183

183

194

210

218

224

Prima Divisione 1927-28 Seconda Divisione 1927-28 Terza Divisione 1927-28

1928-29

Divisione Nazionale 1928-29 Prima Divisione 1928-29 - (II liv. Nord) Campionato Meridionale 1928-29 - (II-III liv. Sud) Seconda Divisione 1928-29 - (III liv. Nord) Terza Divisione 1928-29

Note

Fonti e autori delle voci Fonti, licenze e autori delle immagini

Licenze della voce

Licenza

237

245

252

271

271

289

307

321

326

351

352

360

Evoluzione del campionato italiano di calcio

1

Evoluzione del campionato italiano di calcio

I livello

II livello

Evoluzione del campionato italiano di calcio

2

III livello

Terza

1906 | 1907 | 1908 | 1909 | 1909/10 | 1910/11 | 1911/12 |1912/13 | 1913/14 | 1914/15 | 1919/20 | 1920/21 *1921/22 (F.I.G.C.)

Categoria

(1906-1922)

 

Terza

*1921/22 (C.C.I.) 1922/23 | 1923/24 | 1924/25 | 1925/26

Divisione

(1921-1926)

 

Seconda

1926/27 | 1927/28 | 1928/29

Divisione

(1926-1929)

Prima

Divisione

(1929-1935)

Serie C

(1935-1978)

Serie C1

(1978-2008)

Prima

Divisione

(dal 2008)

IV livello

Evoluzione del campionato italiano di calcio

3

V livello

Terza Divisione

(1929-1935)

Seconda Divisione

(1935-1948)

Prima Divisione

(1948-1952)

Promozione

(1952-1957)

Campionato Dilettanti

(1957-1959)

Prima Categoria

(1959-1970)

Promozione

(1967-1978)

Serie D

(1978-1981)

Campionato Interregionale

(1981-1992)

Campionato Nazionale Dilettanti

(1992-2000)

Serie D

(dal 2000)

VI livello

Seconda

1948/49 | 1949/50 | 1950/51 | 1951/52

Divisione

(1948-1952)

Prima

1952/53 | 1953/54 | 1954/55 | 1955/56 | 1956/57 | 1957/58 | 1958/59

Divisione

(1952-1959)

Seconda

1959/60 | 1960/61 | 1961/62 | 1962/63 | 1963/64 | 1964/65 | 1965/66 | 1966/67 | 1967/68

Categoria

(1959-1968)

Prima

1968/69 | 1969/70 | 1970/71 | 1971/72 | 1972/73 | 1973/74 | 1974/75 | 1975/76 | 1976/77 | 1977/78

Categoria

(1968-1978)

Promozione

(1978-1991)

Eccellenza

(dal 1991)

Evoluzione del campionato italiano di calcio

4

VII livello

Seconda

1952/53* | 1953/54* | 1954/55* | 1955/56* | 1956/57* | 1957/58* | 1958/59*

Divisione*

(1952-1959)

Terza

1959/60 | 1960/61 | 1961/62 | 1962/63 | 1963/64 | 1964/65 | 1965/66 | 1966/67 | 1967/68

Categoria

(1959-1968)

Seconda

1968/69 | 1969/70 | 1970/71 | 1971/72 | 1972/73 | 1973/74 | 1974/75 | 1975/76 | 1976/77 | 1977/78

Categoria

(1968-1978)

Prima

1978/79 | 1979/80 | 1980/81 | 1981/82 | 1982/83 | 1983/84 | 1984/85 | 1985/86 | 1986/87 | 1987/88 | 1988/89 | 1989/90 | 1990/91

Categoria

(1978-1991)

 

Promozione

(dal 1991)

* Non un livello in senso proprio, bensì una categoria Amatori. La Seconda Divisione non era integralmente interconnessa col resto della piramide calcistica, non essendoci retrocessioni dalla Prima Divisione che era l'ultimo livello vero e proprio. Alla Seconda Divisione ci si iscriveva volontariamente per non sottostare ai requisiti infrastrutturali e alle tasse delle categorie vere e proprie.

VIII livello

Terza

1968/69 | 1969/70 | 1970/71 | 1971/72 | 1972/73 | 1973/74 | 1974/75 | 1975/76 | 1976/77 | 1977/78

Categoria

(1968-1978)

Seconda

1978/79 | 1979/80 | 1980/81 | 1981/82 | 1982/83 | 1983/84 | 1984/85 | 1985/86 | 1986/87 | 1987/88 | 1988/89 | 1989/90 | 1990/91

Categoria

(1978-1991)

 

Prima

1991/92 | 1992/93 | 1993/94 | 1994/95 | 1995/96 | 1996/97 | 1997/98 | 1998/99 | 1999/00 | 2000/01 | 2001/02 | 2002/03 | 2003/04 | 2004/05 | 2005/06 | 2006/07 | 2007/08 | 2008/09 | 2009/10 | 2010/11 | 2011/12

Categoria

(dal 1991)

 

IX livello

Terza

1978/79 | 1979/80 | 1980/81 | 1981/82 | 1982/83 | 1983/84 | 1984/85 | 1985/86 | 1986/87 | 1987/88 | 1988/89 | 1989/90 | 1990/91

Categoria

(1978-1991)

 

Seconda

1991/92 | 1992/93 | 1993/94 | 1994/95 | 1995/96 | 1996/97 | 1997/98 | 1998/99 | 1999/00 | 2000/01 | 2001/02 | 2002/03 | 2003/04 | 2004/05 | 2005/06 | 2006/07 | 2007/08 | 2008/09 | 2009/10 | 2010/11 | 2011/12

Categoria

(dal 1991)

 

Evoluzione del campionato italiano di calcio

5

X livello

Terza

1991/92 | 1992/93 | 1993/94 | 1994/95 | 1995/96 | 1996/97 | 1997/98 | 1998/99 | 1999/00 | 2000/01 | 2001/02 | 2002/03 | 2003/04 | 2004/05 | 2005/06 | 2006/07 | 2007/08 | 2008/09 | 2009/10 | 2010/11 | 2011/12

Categoria

(dal 1991)

 

Cronistoria con evoluzione dei livelli del calcio italiano

Situazione dal 1898 al 1903

I livello

Campionato Federale

Situazione dal 1904 al 1905

I livello

II livello

Situazione dal 1906 al 1912

Situazione dal 1912 al 1921

Situazione nel 1921/22 (scisma)

I fasti della Prima Divisione furono di breve durata. Ma è solo grazie all'accelerazione imposta dalla Carta di Viareggio che si è arrivati al campionato nazionale a girone unico come avveniva da decenni in Inghilterra. Fu così che nel 1926 le sue migliori società furono promosse in un neo-costituito torneo, la Divisione Nazionale, finalmente unificato fra Nord e Sud. La Prima Divisione formalmente continuò ad essere disputata, ma era ora ridotta, senza più lo scudetto in palio, a rappresentare il secondo livello del campionato italiano. Con il trascorrere degli anni poi fu ulteriormente declassata, rappresentando il terzo livello a partire dal 1929 quando fu creata la serie B, il quarto livello (riportandola nella gestione dei Comitati Regionali e con la denominazione di Prima Divisione Regionale) dal 1935 dopo l'istituzione della Serie C, il quinto livello dal 1948 e il sesto livello dal 1952 con la nascita della Serie D

Evoluzione del campionato italiano di calcio

6

e della Promozione. Fu infine definitivamente abolita nel 1959 con la riforma che portò alla creazione delle tre categorie dilettantistiche regionali attuali.

Situazione dal 1922 al 1926

Nel 1926 in seguito alla riforma dei campionati prevista dalla Carta di Viareggio, documento voluto dal regime fascista al fine di sottomettere il mondo del calcio alla propria autorità totalitaria, fu creata la nuova Divisione Nazionale. Il campionato italiano era disputato ad inizio secolo solo da squadre dell'Italia settentrionale, e solo nel 1912 fu istituito un torneo del Sud, la cui vincitrice avrebbe sfidato i campioni del Nord per l'assegnazione dello

scudetto. Il tasso tecnico/finanziario fra le squadre delle due parti della penisola era però totalmente sproporzionato,

e le finalissime nazionali si risolvevano di regola in pesanti rovesci per le rappresentanti meridionali. Il fascismo, in linea con i propri ideali nazionalistici e di unità nazionale, volle superare dunque questa dicotomia inserendo in un campionato esteso a tutta la Penisola sia squadre del Nord che le migliori società del Sud. Vennero dunque prescelti due sodalizi di Roma e uno di Napoli che potessero contendersi il titolo con le blasonate formazioni del Nord. Dopo un anno tuttavia l'esperimento sembrò già in crisi poiché tutte e tre le rappresentanti del Sud erano risultate retrocesse, schiacciate dalla prepotenza finanziaria delle rivali settentrionali. Federazione e Governo non si diedero però per vinti e, ribadendo i propri propositi, decisero di ripescare le malcapitate, operando un ennesimo allargamento del campionato.

Situazione dal 1926 al 1928

I livello

DDS Divisione Nazionale Nazionale a gironi nazionali

II livello

 

DDS

Nazionale

a

gironi interregionali

III livello

 

a

gironi interregionali

IV livello

Direttori Regionali Terza Divisione Regionale a gironi unici o interprovinciali

Note: seguendo le direttive stabilite dalla Carta di Viareggio, Leandro Arpinati guidò la FIGC nell'estate del 1928 a raggiungere gli obiettivi prefissati e introdurre quella novità che divenne tappa storica per il Calcio italiano. Il mondo del pallone tricolore era infatti oramai pronto per dare una svolta che lo portasse ad assumere un'organizzazione simile a quella dei maestri inglesi; per raggiungere tale scopo si era progressivamente allargato il lotto delle squadre "pronte" e "preparate" per concorrere a dei campionati sempre più lunghi e impegnativi. Fu così decisa quella svolta che portò all'introduzione anche in Italia della formula del Girone Unico all'inglese. Non si trattava in realtà di un'assoluta novità, essendo già stata sperimentata nella stagione 1909-10; tuttavia fu quella un'esperienza

Evoluzione del campionato italiano di calcio

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estemporanea, subito travolta dall'elefantiaco ingrandimento del torneo.

Dalla stagione successiva, le grandi squadre sarebbero state riunite in un nuovo torneo, la Serie A, mentre le escluse

avrebbero costituito l'altrettanto inedita Serie B. A tal fine, Arpinati decise unilateralmente l'allargamento una tantum

di

quello che a quel punto sarebbe stato l'ultimo torneo di Divisione Nazionale. Con decreto federale furono ripescate

le

quattro retrocesse del precedente torneo, fra cui la Lazio, società destinata a dare con la Roma un'adeguata

visibilità alla Capitale. Vennero quindi promosse d'ufficio le seconde classificate dei quattro gironi della Prima Divisione appena conclusa, tra cui spiccavano due società rappresentanti capoluoghi regionali, cioè il Venezia e la giovanissima Fiorentina. A completare l'organico vennero iscritte d'ufficio la Fiumana e la Triestina, con l'evidente obiettivo politico di inserire nel giro del grande calcio quei territori orientali annessi dall'Italia nel 1919 dopo la vittoria nella Grande Guerra, ma che fino a quel punto non erano riusciti a scalfire le gerarchie del consolidato calcio della Penisola.

I due gironi da sedici squadre così costruiti avrebbero dunque avuto il duplice scopo sia di assegnare il titolo del 1929 - che per ovvi motivi di tempistica a quel punto non sarebbe stato disputato con un torneo conclusivo, bensì

reintroducendo per un'ultima volta la finale secca -, sia quello di suddividere le società in un raggruppamento d'élite

e in uno cadetto per le stagioni a venire: in particolare, metà delle società avrebbero costituito la Serie A, mentre le altre la Serie B.

I campionati della ex Lega Sud tra molte difficoltà logistiche e amministrative intanto iniziavano ad essere abbozzati.

La FIGC dette un netto strattone alle squadre che già disponevano di un impianto sportivo e che potevano permettersi di pagare un notevole deposito cauzionale proporzionato ad un campionato composto, secondo la distribuzione geografica delle iscritte, da almeno 6 squadre e da un solo girone di 12 in cui erano accorpate il Cagliari e le tutte squadre laziali. Il Direttorio Meridionale, infatti, decise solo per la stagione 1928/29 di non organizzare il campionato di Seconda Divisione e di portare direttamente in Prima Divisione le neo promosse dai campionati regionali e le squadre sopravvissute alla stagione precedente. Il bilancio di fine stagione fu positivo: il numero delle squadre rinunciatarie e finanziariamente impreparate a sostenere le spese della gestione di questi campionati si ridusse drasticamente.

Situazione nel 1928/29

I livello

DDS Divisione Nazionale Nazionale a gironi nazionali

II livello

DDS Prima Divisione Nord Subnazionale a gironi interregionali

DM Campionato Meridionale

III livello

DDIN Seconda Divisione Nord Subnazionale a gironi regionali

Subnazionale a gironi interregionali

IV livello

Direttori Regionali Terza Divisione Regionale a gironi unici o interprovinciali

Note: Nel 1929 la FIGC e Arpinati realizzarono dunque, come negli altri paesi, un campionato nazionale a girone unico. Il progetto iniziale prevedeva una prima categoria composta da sedici squadre, ovvero quelle che si erano classificate tra le prime otto nei due gironi in cui era diviso il campionato precedente. Il protrarsi dello spareggio per

Evoluzione del campionato italiano di calcio

8

l'ottavo posto fra Napoli e Lazio portò ad ammetterle entrambe, e con il ripescaggio della Triestina per motivi patriottici il numero delle squadre fu alzato a 18.

Situazione nel 1929/30

I livello

 
 

a

girone unico

II livello

 
 

a

girone unico

III livello

 

a

gironi interregionali

IV livello

 
 
 

Subnazionale

 

a gironi regionali

V livello

 

Direttori Regionali Terza Divisione Regionale

a

gironi unici o interprovinciali

Situazione dal 1930 al 1935

I livello

 

a

girone unico

II livello

 

a

girone unico

III livello

 

DDS

 

Interregionale

a

gironi interregionali

IV livello

Direttori Regionali Seconda Divisione Regionale

a gironi unici o interprovinciali

V livello

Direttori Regionali Terza Divisione Regionale

a gironi unici o interprovinciali

Note: La FIGC nell'estate 1935 decise di creare una terza serie nazionale: la Serie C. Decise quindi che le prime sei di ogni girone di Prima Divisione 1934-35 più le settime classificate del Girone F e G e le ottave e le none classificate del Girone F sarebbero state ammesse alla Serie C mentre le altre sarebbero retrocesse in Prima

Evoluzione del campionato italiano di calcio

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Divisione Regionale (ex Seconda Divisione Regionale) che diventava così, a partire dalla stagione 1935-36, il quarto livello. In seguito però la FIGC decise di riammettere alla nuova Serie C anche la 7º, l'8º e la 9º del Girone H.

Situazione dal 1935 al 1943

I livello

II

livello

III livello

IV livello

V

livello

Alla ripresa dopo la guerra nel 1945, le distruzioni lasciate dalla Linea Gotica avevano forzatamente diviso in due il paese. Il posto del soppresso Direttorio Divisioni Superiori era stato preso da due organismi concepiti per gestire una singola annata straordinaria: al Nord la Lega Nazionale Alta Italia, e al Centro-Sud la Lega Nazionale Centro-Sud. Entrambe dovettero mettere in piedi alcuni campionati misti: la prima fra la B ed il meglio della C, la seconda fra la A e la B. Per quanto riguarda il calcio regionale, in generale si procedette per vari motivi a numerose promozioni di massa.

Situazione straordinaria 1945-46

 

Nord

Centro-Sud

I livello

II

livello

 

III livello

Leghe Regionali

IV livello

Leghe Regionali

Leghe Regionali

V

livello

Leghe Regionali

Leghe Regionali

 

Situazione dal 1946 al 1948

I livello

LNP Serie A Nazionale a girone unico

II livello

LNP Serie B Subnazionale a gironi interregionali

III livello

LIN & LIC & LIS Serie C Subnazionale a gironi regionali

IV livello

Leghe Regionali Prima Divisione Regionale a gironi interprovinciali

Evoluzione del campionato italiano di calcio

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V livello

Leghe Regionali Seconda Divisione Regionale a gironi interprovinciali

Note: Nel 1947-48 con la decima edizione del torneo italiano di calcio di Serie C (terzo livello) fu decisa la riforma dei campionati con il blocco delle promozioni verso la Serie B. Dall'annata seguente la categoria sarebbe ritornata al suo formato originario a quattro gironi. Vennero quindi retrocesse un'enorme massa di società (286) appartenenti alla

C che però non tornarono a disputare i campionati regionali, ma costituirono il nuovissimo livello del Campionato di

Promozione Interregionale. Da ricordare che nella stagione 1939-40, nella prima giornata dell'ultimo campionato del periodo di pace pre-bellico, il 17 settembre del 1939, compaiono sulle casacche dei giocatori per la prima volta i numeri. Inoltre si rammenta che solo nel 1946-47, la Serie A tornò definitivamente al girone unico come oggi lo conosciamo: ne facevano parte 20 squadre (21 nella stagione 1947-48, per il ripescaggio della Triestina), numero che rimase tale fino al 1951-52. Dismessa la "Sezione Propaganda", agli ex Comitati che la organizzavano a livello provinciale è data facoltà di organizzarla al posto della Seconda Divisione sulla falsariga della Sezione Propaganda ovvero non inserita nella scala gerarchica F.I.G.C. Per contro le Leghe Regionali, che organizzano direttamente la Seconda Divisione (o indirettamente demandandola ai Commissariati Provinciali), lo fanno quale ultimo livello della scala gerarchica federale.

Situazione dal 1948 al 1952

I livello

II

livello

III livello

IV livello

V

livello

VI

livello

Amatori

Campionato senza promozioni.

Note: Grande riforma dei campionati dopo quella che nel 1929 aveva creato la Serie A. Il campionato di Serie C

raggiunto l'obiettivo da tempo prefissato di 72 partecipanti, (di cui cinque provenienti dalla Serie B e dodici dalla Promozione Interregionale) subì una svolta epocale divenendo a Girone Unico, nazionale e professionistico. Solo tredici squadre del vecchio torneo vi sarebbero state ammesse, mentre le escluse avrebbero partecipato al campionato

di IV Serie anch'esso riformato in senso elitario. Il campionato di Promozione Interregionale 1951-52 (quarta

edizione del torneo di calcio di IV livello a carattere interregionale in Italia) non mise in palio posti per la Serie C,

ma fu finalizzato a dividere le società partecipanti in due gruppi: le migliori avrebbero avuto accesso al nuovo torneo

di IV Serie a carattere interregionale, le altre sarebbero retrocesse nell'altrettanto nuova categoria denominata

Promozione Regionale. Nel 1952 la categoria "Amatori" è definitivamente soppressa e le società che hanno partecipato al campionato precedente sono inserite nei ranghi della Seconda Divisione, salvo rinuncia. La F.I.G.C. concede fino al 1958-59 alle Leghe Regionali di non demandare ai Commissariati Provinciali la gestione della Seconda Divisione (in questo caso lo fanno loro direttamente) concedendo alle società nuove affiliate la diretta

iscrizione in Prima Divisione se nella loro provincia non c'è un Commissariato Locale e/o Provinciale a organizzare

il campionato di Seconda Divisione.

Evoluzione del campionato italiano di calcio

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Situazione dal 1952 al 1957

I livello

II

livello

III livello

IV livello

V

livello

VI

livello

VII livello

Note: nel 1957 le retrocessioni dalla IV Serie in Promozione regionale furono sospese, le retrocesse scendono in Interregionale II Serie

Situazione nel 1957/58

Note: Interregionale 1957-58 decima edizione del torneo interregionale di calcio di quarto livello in Italia, sesta a carattere semiprofessionistico. La categoria fu suddivisa su due livelli: la Prima Serie (che molti chiamarono "Eccellenza") composta da tre gironi (48 squadre) e la Seconda Serie formata da otto gironi (128 squadre), al fine di selezionare le squadre da aggiungere alla Serie C che deve aggiungere un girone ogni stagione fino ad arrivare ad un totale di tre. Il regolamento prevedeva la promozione in C dei vincitori dei raggruppamento di primo livello, ma tutto venne rimescolato in corsa perché la FIGC decise l'ampliamento della Serie C e la promozione a tavolino di numerose società.

Situazione nel 1958/59

Note: La IV Serie 1958-1959, undicesima edizione del torneo interregionale di calcio di quarto livello in Italia, settima a carattere semiprofessionistico, prevedeva otto gironi da diciotto squadre (143 in totale); le norme per le promozioni e le retrocessioni vennero rimescolate in corsa perché la FIGC decise l'ampliamento della Serie C e la promozione a tavolino di numerose società, mentre altri sodalizi furono retrocessi nella nuova Prima Categoria

Evoluzione del campionato italiano di calcio

12

Regionale. Le rimanenti squadre avrebbero partecipato al rinnovato torneo di Serie D.Nata la Lega Nazionale Dilettanti i "Commissariati Locali e Provinciali" diventano "Comitati Locali e Provinciali" e le società nuove affiliate sono obbligate all'iscrizione in Terza Categoria.

 

Situazione dal 1959 al 1968

Situazione dal 1968 al 1978

Situazione dal 1978 al 1981

Situazione dal 1981 al 1991

Situazione dal 1991 al 2000

Situazione dal 2000 al 2010

Situazione dal

 

2010

I livello

 

LNP

 

LNP

 

LNP

 

LNP

 

LNP

 

LNP

     

Nazionale

Nazionale

Nazionale

Nazionale

Nazionale

Nazionale

a

girone unico

a

girone unico

a

girone unico

a

girone unico

a

girone unico

a

girone unico

a

girone unico

II livello

 

LNP

 

LNP

 

LNP

 

LNP

 

LNP

 

LNP

     

Nazionale

Nazionale

Nazionale

Nazionale

Nazionale

Nazionale

a

girone unico

a

girone unico

a

girone unico

a

girone unico

a

girone unico

a

girone unico

a

girone unico

III livello

             

Interregionale

Interregionale

Interregionale

Interregionale

Interregionale

 

1

a Div.

 

1

a Div.

a

gironi singoli

 

a

gironi

 

a

gironi

a

gironi singoli

a

gironi singoli

Nazionale

Nazionale

 

singoli

singoli

     

a

gironi

 

a

gironi

   

interregionali

interregionali

IV livello

             

Interregionale

Interregionale

Interregionale

Interregionale

Interregionale

 

2

a Div.

 

2

a Div.

a

gironi singoli

 

a

gironi

 

a

gironi

a

gironi singoli

a

gironi singoli

Interregionale

Interregionale

 

singoli

singoli

   

a

gironi singoli

a

gironi singoli

V livello

   

LND

   

LND

 

LND

 

LND

 

LND

Regionale

Regionale

Interregionale

Interregionale

Nazionale

Nazionale

   

a

gironi

a

gironi singoli

Nazionale

 

a

gironi

 

a

gironi

singoli

 

a gironi

interregionali

interregionali

 

interregionali

VI livello

 

LND

 

LND

 

LND

 

LND

 

LND

 

LND

 

LND

 

Regionale

Regionale

Regionale

Regionale

Regionale

Regionale

Regionale

VII

livello

 

LND

 

LND

 

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Provinciale

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Provinciale

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Il Compromesso Colombo

Il cosiddetto Compromesso Colombo fu il lodo arbitrale, emesso il giorno 22 giugno 1922 in una villa del Torinese,

che sanò la scissione del calcio italiano in due associazioni separate.

Lo scisma del calcio italiano

La stagione 1921-22 del calcio italiano era stata caratterizzata dallo svolgimento di due distinti campionati. Le grandi

e medie società infatti, contrarie all'enorme numero di partecipanti al massimo torneo nazionale, e desiderose di una riduzione dei ranghi, avevano affidato a Vittorio Pozzo il compito di elaborare un progetto di riforma volto ad una drastica compressione delle partecipanti al campionato. Il voto contrario delle piccole squadre, maggioritarie

all'Assemblea Federale della Federcalcio nel bocciare il "Progetto Pozzo", comportò la fuga delle grandi società, che fondarono la Confederazione Calcistica Italiana ed organizzarono un proprio campionato privato in contrapposizione

a quello federale.

L'accordo arbitrale

Entrambe le associazioni rivali sentirono ben presto la necessità di ricercare una riconciliazione. La Confederazione soffriva di una mancanza di legittimazione, specie a livello internazionale verso la FIFA, mentre la Federazione aveva palesato il problema riscontrato nei due campionati precedenti: un campionato interminabile che immancabilmente debordava nel periodo estivo. Dopo mesi di un confronto zeppo di aspre polemiche, la necessità impellente di risolvere il dissidio mentre la C.C.I. già cantava vittoria, portò già a novembre 1921 i due fronti ai primi contatti che sfociarono in un primo accordo ottenuto a Brusnengo. In seguito, avendo molte squadre della C.C.I. contestato i termini del primo accordo, si arrivò a sottomettere la soluzione della controversia al giudizio di un arbitro individuato nella persona del direttore della Gazzetta dello Sport Emilio Colombo. La proposta federale era quella di organizzare un torneo a 50 squadre - rispetto alle 72, tra padane e toscane, formanti il torneo prima della scissione - strutturato in vari gironi; al contrario i rappresentanti confederali ribadirono la difesa del Progetto Pozzo di un campionato a 24 squadre.

I punti del lodo

Emilio Colombo emise le sue decisioni il 22 giugno. Il lodo da lui presentato stabiliva che:

• le due associazioni sarebbero state riunificate mediante lo scioglimento della Confederazione e il reintegro delle società secessioniste nei ranghi federali;

• il campionato 1922-23, ora denominato Prima Divisione sulla falsariga di quello organizzato dalla C.C.I., sarebbe stato composto da 36 squadre suddivise in tre gironi;

• il nuovo torneo sarebbe stato gestito operativamente dalla Lega Nord e dalla Lega Sud della disciolta Confederazione e ora integrate nell'organigramma della Federazione;

• nel settore meridionale si manteneva la solita struttura dei campionati regionali, riservandosi di operare tutte le misure necessarie per elevarne il tasso tecnico;

• le vecchie categorie venivano abolite e tutte le squadre affiliate alla Federazione sarebbero state redistribuite su quattro livelli, di cui la Seconda Divisione e la Prima, a carattere nazionale e gestite dalle Leghe Nord e Sud, mentre i Comitati Regionali federali avrebbero continuato a organizzare il campionati regionali dove le precedenti categorie "Promozione" e Terza Categoria" sarebbero state trasformate in Terza e Quarta Divisione;

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• a partire dalla successiva stagione 1923-24, il campionato sarebbe stato formato da sole 24 squadre mediante la retrocessione di dodici squadre e il blocco una tantum delle promozioni;

• la Federazione doveva riconoscere la piena validità del titolo di Campione d'Italia guadagnato dalla Pro Vercelli nel concluso torneo confederale.

L'organico della nuova stagione

Stabilito dunque in 36 il numero delle partecipanti al nuovo campionato, il cavalier Colombo individuò queste formazioni mediante i seguenti criteri:

12 provenienti dalla disciolta Confederazione, e cioè le prime sei classificate di ciascuno dei due gironi (Pro Vercelli, Novara, Bologna, Mantova, Andrea Doria e Juventus nel gruppo A, Genoa, Alessandria, Pisa, Modena, Padova e Casale nel gruppo B);

12 provenienti dalla Prima Categoria della Federazione, e cioè i campioni e i vicecampioni di ciascuno dei sei gironi regionali (Sampierdarenese e Speranza Savona in Liguria, Novese e U.S. Torinese in Piemonte, Esperia Como e Cremonese in Lombardia, Petrarca Padova e Udinese in Veneto, SPAL e Virtus Bolognese in Emilia, Pro Livorno e Lucchese in Toscana);

6 in ulteriore riconoscimento del tasso tecnico del concluso torneo della Confederazione, e cioè le classificate fino al nono posto di ciascuno dei due gironi (Verona, U.S. Milanese e Milan nel gruppo A, Legnano, Savona e Torino nel gruppo B);

6 infine determinate da incontri di spareggio, da disputarsi nel più breve tempo possibile, fra 6 squadre federali ed altrettante confederali.

Questo spareggio, che oggi definiremmo play-out, è quello che fu organizzato nella maniera più controversa:

• le sei squadre rappresentanti la Federazione sarebbero state individuate a loro volta in un turno preliminare, in gara secca e campo neutro per abbreviare i tempi, fra le terze e quarte classificate dei sei raggruppamenti regionali, e togliendo autoritariamente ogni chance di salvezza a numerose squadre peggio piazzate nel campionato federale, ma che comunque non erano certo state retrocesse sul campo;

• le sei squadre confederali avrebbero dovuto essere, a rigor di logica, le restanti quattro società ad aver acquisito sul campo il diritto a partecipare alla Prima Divisione CCI della stagione successiva, cioè le decime e undicesime classificate dei due gironi, più le due squadre vincitrici degli spareggi salvezza/retrocessione con le vincenti del girone finale della Seconda Divisione, ovvero Inter e Vicenza (retrocedende) contro Sport Club Italia e Derthona (promuovende), i cui spareggi vennero stabiliti con il Compromesso Colombo.

La decisione apparve dunque discutibile, poiché nei ranghi federali si estromettevano d'ufficio dalla massima serie squadre che avevano pieno diritto a parteciparvi, o almeno a provare a farlo attraverso gli spareggi, mentre nei ranghi confederali squadre inizialmente salve furono costrette a disputare questi spareggi.

Gli spareggi salvezza

Pubblicato il lodo sulla maggior parte dei giornali il 26 giugno, le squadre interessate agli spareggi furono radunate in fretta e furia in piena estate onde poter cominciare a disputare il turno preliminare subito la domenica successiva, il 2 di luglio. Gli accoppiamenti erano già stati decisi alla fine del lodo. Questi i risultati:

Turno preliminare FIGC

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Turno preliminare CCI