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Lettera al Gen.

Camporini di Mario Ciancarella


Lucca, data dellinoltro

Alla Cortese Attenzione de


IL CAPO DI STATO MAGGIORE
Pro tempore
Della AERONAUTICA MILITARE ITALIANA
Gen. r.n.n. Pil. in SPE Vincenzo CAMPORINI
SUA SEDE ISTITUZIONALE - ROMA
e p. c.
Altri destinatari in Indirizzo
Da Ciancarella Mario Cittadino
Gia Cap. Pil. Della Aeronautica

Oggetto: Alcune considerazioni su quanto da Lei dichiarato - per come tali dichiarazioni sono state
riportate dalla Agenzia Ansa - in occasione della presentazione del libro dellex senatore ed ex
Generale Vincenzo Ruggero Manca sulla vicenda Ustica.
Egregio Signor Generale,
Sono il certamente noto Mario Ciancarella, gia Ufficiale Pilota dellArma che oggi Lei ha
lonore di dirigere. E dico noto non per vanesia presunzione; ma perche nonostante i
provvedimenti di esclusione e radiazione, di cui ho sempre contestato la legittimita e la
sostanzialita, ho perseguitato con i miei scritti su Ustica e sulle altre nefandezze consumate, ai miei
tempi, nellArma quasi tutti i Comandanti che si sono succeduti nella funzione da Lei oggi rivestita.
Come Lei ben sa io sono forse lunico ad aver sostenuto lipotesi di una strage determinata da un
progetto volontario consapevole e premeditato, eseguito da uomini e mezzi della nostra Forza
Armata in nome e per conto di altre volonta straniere, con lobiettivo mancato di destabilizzare
il regime di Gheddafi attraverso quello che in gergo viene chiamato Attacco alla fattoria.
Poiche io sono stato definito come inconsapevole portatore di elementi inquinanti, nella stessa
sentenza ordinanza del Giudice Priore che disponeva il rinvio a giudizio dei Generali, oggi
prosciolti dalle contestate imputazioni, vorra convenire con me che io possa sentirmi dunque
legittimato, proprio per lesito della sentanza definitiva di proscioglimento, ad insistere nel
sostenere invece che uomini dellArma, con funzioni rilevanti nella Organizzazione in quei giorni
della strage, abbiano compiuto atti criminosi indegni dellonore militare e che le loro responsabilita
non siano state accertate solo per la incertezza ed il poco coraggio della Magistratura Inquirente
nellindagare il livello della consociazione politica militare che ne dispose e consenti la
consumazione, garantendo la impunita. E possa legittimamente auspicare che Magistrati piu

determinati di quanto non fu il Giudice Priore vogliano e sappiano riconsiderare alcuni aspetti
trascurati per una imputazione di strage e di Alto Tradimento piu aderente alle dinamiche dei fatti.
Mi sento ancor piu legittimato oggi quando e stata scritta la definitiva sentenza, proprio perche
avevo gia duramente contestato a suo tempo al Magistrato quelle sue poco argomentate
affermazioni su di me e gli avevo prefigurato la sentenza di proscioglimento ineludibile in un Paese
fondato sulla garanzia costituzionale di presunzione di innocenza in assenza di contestazioni
fondate e provate da riscontri ineludibili.
Provero dunque a rinnovare anche alla Sua attenzione una serie di considerazioni che certamente
non saranno esaustive di tutta la dinamica della strage e del terribile depistaggio che fu predisposto
fin dalla sua ideazione, come eventuale soluzione alternata su cui dirigersi e verso cui orientare
gli investigatori, se qualcosa nel piano di volo originario non fosse andata (come poi e avvenuto)
come era stato pianificato.
Lei, essendo - come ha ricordato - un Ufficiale Pilota, oltre a conoscere perfettamente la procedura
di indagine degli incidenti aerei, conosce perfettamente anche tutte le altre procedure per le
attivita, comunque legate al volo, ovvero che siano proprie della cultura ed operativita militare, cui
dovro riferire in questa serie di considerazioni non certo leggere e che non potranno essere
sintetiche.
E dunque Lei, se lo riterra, potra smentirmi piu facilmente di altri e chiedere eventualmente che io
risponda nelle sedi deputate di questa mia fastidiosa insistenza ad infierire sulle sole vittime che
Lei abbia voluto ricordare nel citato intervento (Coloro che sono morti nella tragica caduta del
velivolo; chi ha patito ingiustamente per decenni accuse infamanti, e i familiari di quelli che hanno
perso la vita nel disastro.)
Ce ne sono state unaltra ventina, di vittime, Sig. Generale, come anomalo strascico di quella strage
E mi sconcerterebbe non poco che Lei non abbia ritenuto di ricordarLe nel suo intervento - benche
la maggior parte di quelle vittime suppletive facessero parte della sua stessa Arma -, se non avessi
memoria di quanto e come lArma seppe e volle coalizzarsi a tutela di se stessa e dei crimini
commessi da suoi alti funzionari gia nella vicenda della strage negata del Monte Serra, o di come
organizzo la terribile sceneggiata degli onori ai funerali di Sandro Marcucci, ucciso da mani
rimaste ignote e non indagate, dopo averne massacrato con cinismo e determinazione la carriera
professionale e averne aggredito ferocemente lonore e la dignita umana e di Ufficiale.
Vittime - ha detto Lei, Sig. Generale - che qualcuno ha cercato con pervicacia di ingannare,
seminando menzogne sapendo di mentire, non voglio nemmeno pensare a quale scopo. Sono decine
e decine di persone che non hanno potuto darsi pace, cercando sempre un colpevole di un qualcosa
che li ha colpiti cos profondamente, ma cercandolo dalla parte sbagliata. Lo dico - ha proseguito con l'amarezza del cittadino italiano, dell'aviatore, dello specialista della sicurezza del volo, che
quindi sa come si fa un'indagine per un incidente di volo.
Non entrero, per questa occasione, nel merito del libro del generale ed ex senatore Manca, solo
perche la distribuzione del libro non lha ancora diffuso nelle librerie. Dunque mi e stato fino ad
oggi impossibile acquistarlo e leggerlo con la estrema attenzione che da sempre dedico a scritti di
simile argomento. Ed e comunque a Lei, come massimo esponente e responsabile dellArma, che
intendo rivolgermi a partire proprio dalle Sue parole.
Tuttavia ho potuto partecipare, qualche anno addietro alla iniziativa pubblica organizzata in Carrara
dal partito di riferimento del senatore Forza Italia e posso ricordare come la sua esposizione,
oltre a sostenere sostanzialmente la versione bomba secondo gli schemi ed addirittura utilizzando

le diapositive della Commissione voluta e costituita dalla Associazione Arma Aeronautica, al


tempo presieduta dal Gen. Nardi Catullo, cercava di ricondurre le quasi menzogne (come le
defini lui stesso) rilasciate dai Comandi Militari dellArma, alle condizioni di insicurezza interna
che sarebbero state determinate, a dire del senatore, dalla presenza e dalla attivita di discredito della
stessa Arma poste in essere da quel Movimento dei Militari (evito di citare lattributo di
Democratico, che pure quel Movimento si era dato) in quei tempi fortemente presente nellArma.
Certo potrebbe stupire, quanti leggeranno con Lei questa mia lettera, che oggi il senatore Manca
rivesta proprio la carica di Presidente di quella Associazione Arma Aeronautica di cui sostenne e
sposo con tanto ardore, pur essendo senatore della Repubblica al servizio esclusivo del Popolo e
della Nazione, le tesi fuorvianti e le affermazioni perentorie con presunzione, immotivata, di
insindacabile autorevolezza. Ma cosi va la vita. E se tanti Generali, dopo aver caldeggiato durante
il servizio (al Popolo ed alla Nazione, e con doveroso obbligo di fedelta ed esclusivita) la
accettazione di commesse di armamenti di questa o quella Ditta, si sono poi ritrovati da pensionati a
rivestire funzioni direttive, gratificate da lauti compensi, in quelle medesime Aziende, perche
stupirsi del salto della quaglia operato dal Generale Manca, nella certamente meno remunerativa
funzione di Presidente di una Associazione dArma di cui gia aveva sponsorizzato le tesi?
Ricordo inoltre che, in occasione del dibattito carrarino, dopo il primo ed unico intervento dal
pubblico il mio , fortemente critico verso le tesi del relatore e svolto provocatoriamente
richiamando allomicidio di Marcucci consumato a poche centinaia di metri in linea daria dal luogo
in cui si svolgeva lincontro -, quella riunione fu tempestivamente e precipitosamente sospesa,
anche per le boccheggianti risposte del senatore che ammetteva di non aver potuto materialmente
leggere tutta la imponente mole di documentazione raccolta precedentemente alla sua entrata in
Commissione, e di non conoscere alcune questioni da me poste relativamente alla vigilanza
democratica esercitata dal Movimento, di cui avevo rivendicato la nobilta di intenti ed il pieno
riferimento al dettato costituzionale.
Di quella vicenda, come potra verificare se lo riterra utile ed opportuno, e rimasta traccia
nelliniziale carteggio successivo avviato con la segreteria viareggina del Partito di Forza Italia, che
mi aveva sollecitato a rappresentare con maggiori dettagli le posizioni che avevo espresso e
sostenuto nel mio intervento di Carrara. Tacero anche del precedente libro del senatore La verita
non voluta del Novembre 2004, perche e alle Sue sole dichiarazioni di oggi che intendo riferire,
Sig Generale, benche esse siano state pronunciate proprio in occasione della presentazione
dellultima fatica letteraria dellex senatore Manca.
Dunque, Sig. Generale, cominciamo dallinizio. Da quella prima ed immediata dichiarazione dello
Stato Maggiore Aeronautica, non appena avuta conoscenza della incriminazione di molti suoi
Ufficiali e Sottufficiali nelle indagini sulla strage.
Era il 16 Gennaio 1992 quando fu emanato un comunicato di solidarieta che cosi recitava:
La Aeronautica vicina e solidale con i suoi uomini chiamati in causa dall'inchiesta sulla tragedia di
Ustica.
Dunque ammettera, Sig. Generale, che non solo i sostenitori di una fantomatica ipotesi stragista,
vollero anticipare pregiudizialmente i propri convincimenti, ma fu il vertice stesso dellArma a prescrivere non solo la sentenza, ma tutta la evoluzione della inchiesta e della indagine giudiziaria.
Perche non riconoscere dunque il medesimo diritto e la stessa legittimita anche ad altri, in assenza
di uno scenario provato delle dinamiche della strage?
E mi dica: Non Le sembra piuttosto gravido di problemi - etici e di prassi - di non poco conto, che i
vertici della Aeronautica esprimessero quella solidarieta preventiva e quella vicinanza agli indagati,

fin dallinsorgere delle contestazioni? Solidarieta e vicinanza nella mia accezione, ma anche nella
cultura specifica militare, non sono atti di vacuo formalismo. Non e forse vero che esse sono
ordinariamente intese e promosse come azioni attive e concrete finalizzate ad evitare o allontanare i
pericoli che si addensano sul commilitone o comunque sulloggetto della nostra solidale vicinanza?.
Dunque non e legittimo pensare che fin da quel momento lArma assumeva il compito della difesa
occulta quanto efficace di quegli uomini incriminati? Quali consenguenze potrebbe aver
determinato una simile ouverture?
Ma, in quella stessa circostanza, ci fu unaltra e ben diversa dichiarazione (17 Gennaio 1992), che
veniva pur sempre dallinterno dellArma e cioe dallorganismo centrale della Rappresentanza
Elettiva Co.Ce.R. - voluta dalla Legge di riforma dei Principi sulla Disciplina Militare, che con
ben altri toni e prospettive sosteneva:
Il Co.Ce.R. (della Aeronutica) esprime solidariet ai parenti delle vittime del DC9 Itavia (ed
esprime la speranza che) sia fatta piena luce sulle responsabilit politico-militari della strage di
Ustica (e sottolinea infine ) l'opera quotidiana della Aeronautica a difesa delle libere istituzioni".
Ora dovra convenire che le due dichiarazioni sono in aperta dissonanza, e sara ben difficile
argomentare che la Rappresentanza fosse ancora un covo di sovversivi dopo che erano state fatte
carte false per liberarsi, fin dai primi anni 80, di tutti noi animatori del Movimento Democratico di
riforma costituzionale e democratica delle Forze Armate.
Eppure mai nessuno ha chiesto, ne altri ha ritenuto di spiegare come mai, a dodici anni dalla strage
ci fossero da organismi dellordinamento militare dichiarazioni tanto discordanti e perche quella
del Co.Ce.R. parlasse espressamente e addirittura di responsabilita politico-militari. Non e
legittimo pensare che la consegna al silenzio, se pur aveva funzionato verso il Paese, era stata
ripetutamente violata allinterno dellambiente militare sicche ormai la conoscenza delle dinamiche
stragiste era molto piu vasta dei primi venti o trenta personaggi partecipi dello scellerato delitto?
E vero i familiari superstiti delle vittime della strage sono stati spesso ingannati, come Lei dice,
durante questi dolorosi anni. Ma forse lastuta ed ingannevole affabulazione potrebbe essere venuta
proprio dai luoghi e dalle persone piu interessate ad avvelenare ogni notizia ed ogni risultanza
investigativa come quelle polpette che solo uomini adusi allarte militare del depistaggio possono
saper costruire. Come ben ci ha insegnato il sig. Edward Luttwak nel suo libro sulla Tecnica del
colpo di Stato. E andiamo a vederlo allora, questo processo inquinante ed inquietante attraverso
alcune questioni tecniche abbastanza stringenti, non prima pero di averLe posto un altro
interrogativo pregiudiziale.
Io non so quanto Lei conosca della sentenza ordinanza di rinvio a giudizio del Giudice Priore. Ma
qualora avesse quantomeno la curiosita, torni a guardarla tra le pagine 70 e 80, le primissime di un
testo che spazia su oltre 5000 pagine.
Lei converra che, come e per le indagini in un caso di incidente di volo, in cui Lei e certamente
esperto, le prassi di accertamento possano e debbano essere altrettanto rigide ed ineludibili anche in
campo giudiziario. Ora in quelle pagine si da atto che il Giudice Santacroce, al tempo incaricatoo
delle indagini, nel Dicembre 1980 decidesse di recarsi lui stesso a Palermo per eseguire il sequestro
dei nastri del controllo aereo e farsi dunque consegnare dalla Aeronautica quei nastri. Un ordine di
sequestro gia disposto e notificato fin dal Luglio precedente, ma che lAeronautica, fino a quel
momento, si era dimostrata renitente ad eseguire.
Esiste, scriveva il Giudice Priore, una relazione delle modalita del sequestro ma si tratta di una
ben strana e singolare relazione. In essa non e il Magistrato ad intestrasi il verbale, ma lUfficiale

della Aeronautica cui era stata richiesta la consegna. Questi da atto che si era a lui presentato il Sig.
Santacroce, qualificandosi con il grado (sic!) [cosi nel testo della sentenza] di Giudice Istruttore.
E dopo aver descritto in maniera che sarebbe esilarante se non fosse tragica, le resistenze opposte
dallUfficiale alla consegna del materiale richiesto dal Magistrato, il verbale da atto che, solo dopo
aver consultato i propri superiori, lUfficiale verbalizzante consente alla consegna dei nastri
richiesti ammonendo il suo interlocutore che il materiale consegnato avrebbe potuto essere
soggetto a vincoli di secretazione e dunque la responsabilita per la eventuale violazione di tali
vincoli sarebbe ricaduta sul Magistrato stesso.
Ora mi sarebbe piaciuto molto essere alla presentazione nella quale Lei ha trovato modo di fare
quelle dichiarazioni cui riferiamo, per chiederLe, nella forse vana speranza di avere una risposta,
per quali arcane ragioni fossero stati consentiti simili atteggiamenti di disprezzo e vilipendio
istituzionale. Per conoscere il suo personale parere attuale su quei comportamenti e per sapere
perche a Suo giudizio la Magistratura non intervenne con il medesimo rigore che Lei avrebbe
certamente utilizzato qualora fosse stato incaricato di svolgere una indagine tecnico formale sui
reperti di un incidente aereo e fosse stato trattato alla medesima stregua che il Magistrato dovette
subire da un semplice Maggiore della Aeronautica.
Avrebbe forse il garbo e la disponibilita per spiegarmelo ora, fuori dal contesto politico e salottiero
in cui sembra essersi svolta la presentazione del libro?
Non e forse vero che un simile atteggiamento potrebbe ricollegarsi alla radice di alterita rispetto
alla Societa Civile, in cui si cerca di educare ogni futuro quadro dirigente delle Forze Armate? Al
punto che il Generale Corcione, primo militare a rivestire le funzioni di Ministro per la Difesa ma
pur sempre esponente di questa veterocultura militare, in occasione della audizione di fronte alle
Commissioni Difesa, dove era chiamato a dar conto delle vicende di truffa ai danni dello Stato
consumate da centinaia di Ufficiali e Sottufficiali, ebbe lardire di affermare:
Se il mondo militare non viene trattato con quella cura particolare che esso richiede; se come
spesso accade si tende a ricondurne i valori specifici a quelli sicuramente onorevoli ma affatto
diversi del mondo civile ().
E mi fermo qui nella citazione del Generale Corione, che ho invece puntigliosamente analizzato nel
Capitolo Fatti di Mafia della faticosa memoria ancora in cerca di un editore - delle vicende mie
personali e degli Uomini del Movimento Democratico (una stucchevole serie di scritti che se fosse
interessato potrei comunque inviarLe).
Per chiedere invece a Lei: Lei pensa di poter condividere quelle affermazioni? Pensa davvero sia
lecito ritenere che possano esistere valori militari altri e diversi da quelli pur nobili della Societa
Civile, o non crede sarebbe piu giusto che i soli valori condivisi e condivisibili da tutte le
compenenti della Societa Nazionale, siano essi civili o militari, dovrebbero essere quelli del dettato
Costituzionale e quelli del suo spirito democratico cui lordinamento militare e chiamato ad
informarsi, secondo lart. 52 della stessa Costituzione?
O ritiene forse accettabile quelladagio citato dal Procuratore Generale Militare nella prima
relazione tenuta dalla Magistratura Militare alla apertura dellanno giudiziario 2000, in cui si
pensava allambiente militare come una beata insula incontaminata dal contagio costituzionale e
democratico?
Per vostra fortuna i rappresentanti delle altre funzioni dello Stato non hanno mai inteso porvi
interrogativi stringenti su queste questioni insidiose. Ma che centra infatti Ustica con tutto questo,
direbbero ancora oggi i miei interlocutori? Ebbene centra, Sig. Generale, oh si se centra!

Infatti il reato di Alto Tradimento e consumabile solo se perpetrato nei confronti del proprio
riferimento principale, del proprio Stato e Governo, non certamente se si usano artifici per
ingannare e sviare il nemico e lavversario, non Le pare?
Ebbene il Suo predecessore Gen Mario Arpino, convintosi infine nel 1999 ad offrire una leale
collaborazione al Parlamento italiano ed alla Magistratura, ammette, ad esempio che siano state
riferite al Parlamento per ben diciannove anni notizie non vere relative al rinvenimento del MIG,
anche se non precisa quali sarebbero documentalmente le notizie vere riferibili a quellavvenimento
e non motiva su quali basi di credibilita, dopo aver ammesso le menzogne, le sue dichiarazioni
eventuali avrebbero dovuto essere ritenute attendibili.
Ammette quasi gaglioffamente tutta una serie di sconcertanti delitti di falso alle Autorita
politiche e giudiziarie come le risultanze alterate degli statini del personale in servizio nei vari siti
interessati ai rilevamenti sul volo Itavia IH870 e sul controllo della Difesa Aerea in quel giorno
della strage.
Ammette, dunque, ma conclude con una delirante affermazione che qui riporto a memoria
nonostante la virgolettatura: Vorrei che Voi capiste signori che in quel tempo per larga parte degli
ambienti militari una percentuale significativa del Parlamento italiano era costituita dal nemico. Ed
e su questa base di presunzione autoreferenziale o di doppio e prevalente giuramento ad altre
fedelta extranazionali, sconosciute tuttavia alla nostra Costituzione, come attivita lecite o
consentite, che dunque si fondava quella dichiarazione di vicinanza solidale con gli uomini indagati
per la strage.
Ecco perche tutto quello che stiamo dicendo centra, Sig. Generale. Perche e stato il vertice stesso
di quellArma che oggi Lei dirige ad ammettere che i suoi uomini, al tempo di Ustica,
consideravano il Parlamento costituito in larga parte dal nemico (cioe tutta la parte politica di
tradizione comunista). E dunque ritenevano quasi un dovere, mentire al Parlamento intero,
considerandolo colluso con un nemico del quale non sapeva imporsi di liberarsi, estromettendolo a
forza dalle Istituzioni rappresentative. E la attivita di inganno e sviamento del nemico, anche solo
potenziale perche adiacente o compiacente con il nemico, e considerata attivita lecita da tutti gli
accordi di Diritto Internazionale (oggi divenuto una specie di bestemmia grazie alle nuove
prospettive statunitensi di Nuovo Ordine Mondiale), fino agli accordi dellAja di inizio del secolo
scorso a partire dal testo classico De Iure Belli ac Pacis Libri tres su cui tutti noi Ufficiali siamo
stati formati.
E al nemico si mente con un solo ed unico obiettivo: quello di sviarne la attivita, alterarne la
capacita di intelligenza, e renderne inoffensive le attivita che voglia porre in essere contro le nostre
truppe e le nostre iniziative. Dunque centra tutto questo con Ustica, perche rappresenta il brodo
culturale nel quale si sono consumate stragi come Ustica per servire i desiderata di un dominus
estraneo, e con essa tutte le altre nefandezze che i re-clienti ed i loro vassalli andavano
perpetrando per sentirsi confermati nel proprio piccolo ma smisurato potere di reggenti delle
provincie di confine.
E dunque lecito, a Suo parere, aver considerato per 19 anni il Parlamento Italiano, liberamente
eletto dal Popolo, come covo del nemico, al punto di mentire per sviarne la attivita, depistarne la
intelligenza, disinnescarne la potenzialita aggressiva? Dovrebbe dirmelo, cortesemente, come
dovrebbe dirlo a tutti noi italiani quale che sia la collocazione del nostro cuore, per poter essere
legittimato a pronunciare le frasi che ha pronunciato.
Sentirsi garantito da una sentenza di proscioglimento non e sufficiente, perche quella sentenza e

solo frutto, come ho scritto al Generale Tricarico, di una dinamica democratica e di certezza del
diritto che non poteva definire in processo la costituzione delle prove di accusa (essendo svolto il
processo ancora in regime inquisitorio) e doveva necessariamente riferire alle sole conclusioni
istruttorie, che si sono purtroppo fermate sullorlo dellindicibile solo per la mancanza del
coraggio estremo che sarebbe stato necessario a chi aveva intravisto la Verita ma non ha avuto
cuore per illuminarla fino in fondo per ragioni di Giustizia, e si e lasciato vincere da ragioni di
opportunita e convenienza.
Una sentanza scontata, aveva scritto questo Ciancarella a quel Giudice, ma una sentenza che non
cucira la bocca di questo Ciancarella di fronte allo straparlare di vertici militari rei confessi e di
politici destri e sinistri seduti allo stesso tavolo con chi ha ammesso di aver loro mentito per anni
con spudoratezza e presunzione di impunita, semplicemente perche li considerava come immagine
del nemico.
Mi dica, comunque od almeno, chi stava, in ralta, sviando e tradendo quelle povere vittime da Lei
citate: coloro che ritenevano un dovere mentire al Parlamento, oppure coloro che cercavano e
cercano ancora anche a rischio della propria vita?
Ricordiamo allora qui, ancora una volta, quel brano del suo discorso riportato dalle agenzie
qualcuno ha cercato con pervicacia di ingannare, seminando menzogne sapendo di mentire, non
voglio nemmeno pensare a quale scopo. Ma quel qualcuno, e lo abbiamo appena visto, erano
proprio i vertici dellArma, organizzata in discesa a difesa della propria impunita. E lo scopo
scellerato e sguaiatamente davanti agli occhi di tutti. Questa e la misera e triste realta che emerge
dagli esiti del processo, egregio Generale. Non quella che Lei, come i Suoi predecessori, vorreste
far baluginare davanti agli occhi creduloni di un Parlamento senza dignita' e di un popolo
espropriato di dignita e sovranita e reso sempre piu simile a bande di tifosi da bar sport o di
voyeur di falsi come Il Grande Fratello, oppure davanti a quelli incapaci di vedere, perche
offuscati dalle lacrime, dalla incompetenza e dallansia tradita di ottenere Verita e Giustizia, dei
familiari delle vittime.
Perche, Lei potrebbe chiedersi, tanta astiosa ostinazione in un personaggio gia classificato come
portatore di elemnti inquinanti? Perche non ce scampo di fronte ad uno dei pochi reduci di quel
meraviglioso Movimento Democratico, di Cittadini con le stellette che in nome della Costituzione si
contaminarono con la Democrazia popolare. Voi dovrete costringerlo a rispondere delle sue accuse
nelle sedi deputate, accettando il rischio di confrontarvi con le sue competenti e stringenti domande,
ovvero dovrete tacere e rimanervene immoti, come e stato da parte del Gen Tascio, del Gen Arpino
e del Gen. Tricarico, sperando che la assenza di attenzione e di memoria che avete seminato nel
nostro Popolo porti i suoi frutti di oblio e di indifferenza alle sorti di chi sara sempre un
implacabile avversario di ogni corruzione e di ogni tradimento della fedelta costituzionale.
Cosi, anche a rischio di giocare in anticipo qualche carta residua rimasta tra le mie mani, Le chiedo
ora conto di altri due semplici particolari che solo la incompetenza o la ignavia hanno potuto
trascurare di approfondire, inchiodando i responsabili alle loro responsabilita accertabili.
Prendiamo ad esempio il codice di criptazione Nato dei tracciati radar. Per anni si era negata al
Magistrato la loro disponibilita, poi improvvisamente come confessa il Gen. Arpino - quel
codice, contenuto in un dischetto non meglio precisato, viene ritrovato in circostanze non meglio
precisate, da qualcuno non meglio precisato, allinterno di un cassetto, non meglio precisato, dove
qualcun altro, non meglio precisato, lo avrebbe abbandonato, piuttosto che distruggerlo, per la nota
sciatteria italica. Cosi si pronuncio il Generale Arpino davanti alla Commissione Parlamentare sul
fenomeno del terrorismo e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili di strage.
Arrivava a dire, lineffabile Generale, davanti ad un silente consesso politico: Sia benedetta per

una volta la italica sciatteria che ci ha consentito di rinvenire quel codice che avrebbe dovuto essere
stato distrutto.
Ma qui, si dice nel mio dialetto, casca lasino che vuole strafare. Almeno per orecchie ed occhi
competenti e vigili.
Lei infatti Sig. Generale e Ufficiale ed uomo esperto di Sicurezza, dunque ricordera senzaltro la
ferrea educazione che tutti ricevevamo sul trattamento di documenti riservati. Ricordera certamente
le famose buste Charlie (aspetto su cui mi dilungo un po; ma solo per agevolare i lettori
collaterali della presente comunicazione).
Erano quelle buste che ogni Comandante di velivolo comandato in missione riceveva dallUfficio
I, ovvero dallUfficiale di picchetto, se veniva chiamato al volo dopo lordinario orario di lavoro
della base, e che conteneva le istruzioni ed i codici da utilizzare in caso che, durante la permanenza
lontano dal proprio comando, fossero avvenuti fatti sociali (insurrezioni) o internazionali (invasioni)
che avrebbero reso insicuri i collegamenti con i propri comandi sulle ordinarie frequenze e con gli
ordinari mezzi di contatto.
Ogni busta aveva un proprio numero di riferimento, e ciascun capoequipaggio cui venisse
consegnata doveva firmare per ricevuta, sotto la specifica indicazione di quel numero di busta
assunto. Alla rientro in base una procedura inversa prevedeva la registrazione della avvenuta
riconsegna e la riassunzione in carico della specifica busta ad opera dellUfficiale di picchetto o
dellUfficale I che eseguiva la restituzione. Fin qui mi sembra tutto giusto, vero Sig. Generale?
Io ho sempre temuto che quelle buste potessero contenere piuttosto istruzioni per comportamenti da
adottare in caso di colpo di stato durante lo svolgimento della missione, ma ne il mio grado mi
consenti di poterne conoscere la reale natura, ne i miei colleghi incaricati di quegli Uffici, pur
stuzzicati al riguardo, lasciarono mai trapelare alcuna informazione a conforto o smentita dei miei
timori.
Non ho mai capito se cio dipendesse da unalta professionalita o da una totale insipienza dei
medesimi colleghi e dalla totale inconsapevolezza delle condizioni e del clima in cui si viveva in
quegli anni. Ma che centrano le buste Charlie con Ustica? Centrano, centrano, oh se centrano.
Vediamo assieme.
Bene, Lei certamente sapra che come accade anche della parola dordine che quotidianamente
viene assegnata a ciascuna sentinella, e che viene mutata quotidianamente, anche i codici Charlie
andavano mutati quotidianamente o periodicamente e dunque le buste andavano riconsegnate
tassativaemente non appena rientrati alle proprie basi, e successivamente andavano distrutte,
quando i codici fossero cambiati, a cura degli Ufficiali I con verbali appositi redatti da una
Commissione. E cosi su su fino ai codici di criptazione dei tracciati di volo.
E dovra convenire che siccome tutto ha un senso, deve averlo, in un ambiente in armi, se lo si
vuole affidabile, quella necessita di distruzione si collega strettamente alla natura stessa di
intelligenza di simili metodi e meccanismi di criptazione. Ed il termine di riferimento e sempre il
nemico. Il cambiamento e frequente infatti perche il nemico non possa essere agevolato nella sua
attivita di interpretazione dei codici utilizzati. La distruzione e necessaria perche ogni
rinvenimento ed acquisizione di codici, ancorche obsoleti, consentirebbe al nemico di intuire e
capire i processi di formazione dei nuovi codici sostitutivi di quello acquisito.
Lei sa bene che esistono direttive rigidissime sulle modalita di raccolta e distruzione di tutte le
chiavi di letura dei codici cripto superati e sostituiti. Una rigidita addirittura feroce, fino a

configurare lAlto Tradimento per chi non rispetti scrupolosamente lordine della riconsegna, e
della distruzione dei codici cripto. Ad Ustica questa rigidita sembra sciogliersi invece come neve al
sole.
Infatti, in questo quadro di condizioni militari di filosofia, di cultura e di operativita, qualcuno
vorrebbe farmi credere che sia possibile reperire improvvisamente un codice obsoleto e che avrebbe
gia dovuto essere distrutto in tutti gli esemplari esistenti delle chiavi interpretative, abbandonato
in un cassetto da uno sciatto non si sa chi, e li rinvenuto da non si sa chi, in circostanze
imprecisate, e riconosciuto per arcani motivi, finendo col pervenire finalmente a quei giudici che
cosi disperatamente avevano cercato di acquisirlo ed ai quali fino a quel giorno era stata opposta la
impossibilita di esibizione per intervenuta distruzione.
Cosa fa quel Magistrato? Si affretta ad utilizzare il codice, arrivando quasi a ringraziare per la
collaborazione e beccandosi, con i Parlamentari referenti, la laude alla italica sciatteria.
Neppure per un attimo si ferma per risalire a ritroso la catena di quellincomprensibile rinvenimento
tardivo. Era stato il Capo di Stato Maggiore a consegnarlo? Bastava chiedergli, costringendolo sotto
minaccia di incriminazione, di dire da chi gli era stato consegnato, e cosi via via procedendo a
ritroso si sarebbe arrivati a quellanonimo rinvenitore al quale sarebbe stato possibile chiedere: In
quale cassetto esattamente lo ha trovato, e cosa conteneva daltro il cassetto che lei stesse
cercando? Perche e ovvio che se il codice e stato rinvenuto solo fortuitamente e non in una sua
caccia disperata, quel cassetto deve essere stato aperto per altri motivi.
Ma ancora gli si sarebbe potuto chiedere: Cosa le ha fatto intuire, pensare, ritenere che potesse
trattarsi proprio del codice cripto che ritenevamo ormai disperso perche distrutto per intervenuta
sostituzione?. I contenitori dei codici infatti non recano in chiaro ed a caratteri cubitali il rispettivo
contenuto, ma solo quei numerini di riferimento che abbiamo visto per le buste Charlie. E poiche
certamente il nostro uomo non aveva possibilita di utilizzare su qualche consolle radar il codice,
onde poterlo riconoscere, avrebbe dovuto preconoscere quel numero identificativo (di un codice
obsoleto) o essere affiancato allatto di aprire il cassetto da qualcuno che potesse averne memoria
(memorie di ferro, in certi casi, signori. In altri solo qualche mesto e meschino non ricordo).
Leventuale sicurezza dellinteressato nel riconoscimento del codice avrebbe inoltre potuto
facilmente essere messo alla prova chiedendogli di fornire altri elementi identificativi di contenitori
diversi del medesimo codice obsoleto, o di altri simili. Di fronte ad eventuali incertezze gli si
sarebbe potuto chiedere di rivelare chi gli avesse ordinato di guardare proprio in quel cassetto
proprio in quel giorno, e forse anche di ricordare proprio quel numero identificativo.
A me non risulta che una simile attivita investigativa sia stata svolta; ma questo non mi impedisce
di affermare che essa fosse necessaria per evitare il rischio di aver ottenuto tardivamente un codice
di decriptazione opportunamente adeguato che consentisse cioe di vedere, leggere ed interpretare
solo cio che era piu utile e funzionale agli interessi dei responsabili della strage.
Ed e molto sospetta, mi lasci dire, la inerzia disciplinare di un Comandante che, rinvenuto un pur
prezioso codice cripto che avrebbe gia dovuto essere stato tassativamente distrutto, si compiacesse
della italica sciatteria, piuttosto che lavorarare per individuare il responsabile della mancata
riconsegna (cosa estremamente semplice perche come abbiamo visto esiste una precisa procedura
di consegna di ciascuna chiave cripto a precisi e rintracciabili Ufficiali responsabili), cosi come il
responsabile della non rilevazione di quella mancanza di una delle chiavi di lettura consegnate al
momento del loro richiamo per sostituirle, e dunque responsabile della sucessiva distruzione di un
lotto di chiavi cripto verbalizzando che riferisse alla totalita degli esemplari ricevuti quando in
realta ne sarebbe mancato uno.

Via Signor Generale, sia comprensivo, questo non e affatto credibile in una organizzazione di
uomini in armi, non ne conviene?
Ho sperimentato sulla mia pelle lessere accusato di sciacallaggio sul dolore dei parenti delle
vittime, quando ho voluto investigare un delitto molto piu semplice e solarmente interpretabile
come la vicenda del giovane paracadutista Scieri, ucciso nella Caserma Gamerra. Un caso rimasto
tuttavia avvolto nella ovattata indefinibilita degli esecutori, dei metodi e dei moventi. Ma Le
assicuro che la vicenda nella sua turpe azione di depistaggio e assolutamente speculare alla vicenda
stragista di Ustica. La stessa medesima volonta di fingere collaborazione alle indagini nella totale
assenza di quelle attivita tipiche della operativita militare che si sarebbero attivate alla grande,
invece, anche se fosse esploso solo un petardo sotto lultima jeep dismessa ed abbandonata
nellultimo garage stiva di rottami della base. La medesima incompetenza e reverenzialita dei
Magistrati nei confronti di un potere che non riescono a fronteggiare con la schiena dritta e
guardandolo negli occhi, come dovrebbero, se fossero consapevoli della propria personale dignita e
di quella delle funzioni che esercitano. La medesima e servile soddisfazione della politica che si
reca in delegazione a fare le scuse al Reparto, senza mai fare le proprie scuse alla famiglia.
Gia le famiglie. Chi ha usato del loro dolore e della loro condizione inerme ed incompetente:
coloro che li hanno convinti che non si possa leggere una targa di un aeroplano, quindi sia
impossibile identificarlo, solo perche abbia lIFF staccato, o chi ha insistito nel dire che nulla di
cio che attraversa un cielo puo essere invisibile, a meno di un accecamento determinato da
aggressione e contromisure elettroniche, e che tutto cio che viene rilevato nel cielo, se non viene o
non puo essere identificato, deve essere, e pertanto viene, tempestivamente intercettato da una
pattuglia di caccia; e che, laddove la difesa si convinca che tale UFO (= Unidentified flight object,
oggetto volante non identificato) possa costituire una minaccia ed un pericolo, quelloggetto
volante non identificato potrebbe anche essere abbattuto qualora non eseguisse gli ordini perentori
del capopattuglia?
Non ho letto domande sul sistema di Difesa, sui fondamentali della metodica militare in questa
indagine. Non ho letto domande sulla esercitazione aeronavale Devils Jam (= Marmellata di
Diavolo) che forze Alleate Nato, con la partecipazione di reparti e mezzi francesi, svolse il 18
Luglio per valutare la capacita alleata di respingere tentativi di penetrazione da Sud. Domande che
avrebbero immeditamente svuotato di senso e significato la datazione al 18 Luglio della
precipitazione del velivolo MIG i cui resti furono rinvenuti sulla Sila.
Non ho letto domande sui fondamentali delle Clearence Internazionali che consentono ad un
velivolo straniero di attraversare i nostri cieli, non ho letto domade sui livelli di responsabilita,
sugli Uffici addetti ed i criteri di rilascio per tali Clearence. Non ho letto domande sulla
situazione internazionale in quel momento e sui riflessi che essa poteva avere sulle attivita dei
singoli Uffici Militari. Ivi compresi quelli addetti al rilascio delle Clearence internazionali (o
diplomatiche come vengono chiamate). E questo significa non aver voluto comprendere il perche
ed il come fosse possibile quella richiesta di attraversamento del velivolo di Gheddafi, il famoso
Zombie 56, ne di chiedere conto del come mai fosse stata autorizzata una rotta tutta interna al
nostro territorio spazio aereo, piuttosto che quella richiesta che rimaneva tangenziale al nostro
sistema di difesa.
Senza quelle domande e le tante altre che ho qui proposto e che avrei potuto proporre, la
assoluzione degli imputati era scontata e dovuta. Ma la assoluzione giudiziaria non accerta la non
colpevolezza nel delitto di strage, se pur attesta che in quel processo, per come era stato costruito,
non si potesse agire contro il potere militare senza agganciarsi ai poteri poltici che avevano
preordinato quel progetto stragista e ne avevano dato lordine esecutivo.

LAlto tradimento contro il Parlamento e stato certamente consumato per ammissione dei vertici
delArma, ma di esso gli indagati non erano imputati secondo le ammissioni del Generale Arpino,
ma solo per una costruzione artificiosa della accusa e senza riferimento ad un preciso quadro
esecutivo di un delitto, e dunque era giusto non costruire in corsa una responsabilita che la indagine
istruttoria non aveva saputo, voluto, potuto definire limpidamente.
Ma il mio amico De Andre avrebbe detto: Per quanto voi vi sentiate assolti, siete per sempre
coinvolti. Per quanto Lei dunque si affanni a ribadire, in continuita con quella vicinanza solidale
con gli imputati dichiarata dal vertice dellArma sin dal primo insorgere delle contestazioni penali,
che tra le vittime andrebbero inclusi chi ha patito ingiustamente per decenni accuse infamanti essi
sono comunque responsabili, se non delle imputazioni malamente costruite e peggio sostenute e
dalle quali sono stati giustamente prosciolti, diretti ed indiretti della strage che si e consumata, per
averla ordita in obbedienza a disposizioni politiche ed in ossequio ai desiderata statunitensi, per
averne disposto la esecuzione ad opera di mezzi e attraverso uomini dellArma, e per aver vigilato
sulla costante deviazione delle indagini sulle responsabilita mentendo costantemente al Parlamento,
e dunque al Popolo italiano.
E questo e tutto, Sig Generale, e non mi dica che e troppo. Perche troppo e stato il dover cercare
di contrastarvi da soli e senza alcuna attenzione dello Stato formale (ma con tanta attenzione dello
Stato sostanziale che e il Popolo) in questa consegna allomerta ed alla colplicita omicida. Troppo
e stato il dover raccogliere i resti di un amico fraterno divenuto eccessivamente pericoloso per i
responsabili. Troppo e stato il dover vedere lonore ed il prestigio dellArma calpestati da quei
cialtroni, come li defini il Generale Arpino davanti alla Commissione Stragi, che si annidavano
nellArma.
La nostra differenza, che avremmo accettato volentieri come colpa se come tale fosse contestata e
che Sandro ha assunto in piena consapevolezza anche quando ha avuto la sensazione che essa fosse
ormai divenuta sentenza esecutiva pur senza processo, e quella che contrariamente al Gen Arpino
che lasciava nel silenzio ovattato dellanonimato gli eventuali cialtroni cui voleva riferire, noi
abbiamo sempre lavorato per dare nomi e fisionomie ai responsabili di ogni nefandezza compiuta
allombra della divisa, insozzandola, pretendo impunita pretoriana per via di quella divisa e
tradendo la fedelta giurata al Popolo ed alle Istituzioni del Paese.
Accolga, se lo ritiene, i miei saluti di rispetto istituzionale.
Mario Ciancarella