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55100 Lucca, data dellinoltro postale

Alla Attenzione del


Generale Zeno TASCIO
SUA SEDE PRIVATA

Egregio Sig. Generale,

Si e rinnovata, il 15 Giugno scorso, la Sua sconfitta nella temeraria


azione giudiziaria che ha voluto coltivare nei miei confronti. Non sono state evidentemente
sufficienti le aderenze e le compiacenti disponibilita di cui Lei gode, a mutare la natura
imperfetta della Sua azione giudiziaria, nel tentativo estremo di attribuirmi comunque un marchio di
diffamatore.
A Lei non importava che non vi fosse per me il concorso di una qualche pena, in ragione della
prescrizione accuratamente coltivata del reato contestatomi; ma che loperazione Le consentisse
comunque di potersi rivalere in sede civile della lamentata diffamazione, e per cifre che mi
avrebbero dovuto distruggere indipendentemente dal fatto che io fossi o meno in grado di farvi
fronte. Per il resto della vita avrei avuto il suo fiato sul collo qualsiasi cosa pignorabile io avessi
potuto acquisire.
Ma la soluzione da Lei auspicata era anche tale da offrire una scappatoia qualsiasi e
tuttavia definitiva perche le mie dichiarazioni non venissero piu ritenute idonee (in quanto
provenienti da un conclamato diffamatore) alla persecuzione dei responsabili dei crimini
che avevo fin ad oggi denunciato. E che avrei continuato a denunciare; ma con la
consapevolezza del limite di credibilita legata al marchio infamante di diffamatore che
avrei dovuto portarmi addosso.
Fortunatamente per me, ho trovato un Procuratore Generale intellettualmente onesto che
ha dichiarato fin dallapertura del dibattimento il suo personale disagio a sostenere una
causa nella quale era stato di fatto inibita allimputato (io) di poter sostenere in qualsiasi
maniera le proprie controdeduzioni. Questo mi rende certo che egli avesse letto la mia
memoria e che fosse rimasto sconcertato dalla assenza di deposito (da parte Sua, sig.
Generale) di quella mia lettera del 1998 in cui La invitavo a non utilizzare querele fondate
su dati artificiosi, ma ad utilizzare ampiamente le accuse che andavo rinnovandoLe in
quello scritto. Ma come Le avevo profetizzato nel mio scritto sarebbe stata la definizione
del vocabolario di italiano (pavidita) cio che Le avrebbe impedito di raccogliere una
limpida sfida di confronto-scontro nella leale rappresentazione delle reciproche posizioni.

Quello che una volta era un duello tra gentiluomini.


Ma dovrei forse ricordarLe la risposta che, alle Sue proposte di accomodamento e di
appoggi in cambio di una defezione dal Movimento Democratico, Le riservo un
esponente dei Sottufficiali che Lei certamente si aspettava piu incline ad assecondarLa
per la notoria cultura di riferimento politico di quel Sottufficiale che guardava alla destra: e
parlo di Aldo Stilli. Ricorda come la fulmino dopo la Sua dichiarazione Sa Stilli io se voglio
so anche essere un gentiluomo? Egli Le rispose: Mi spiace per Lei Comandante, ma
gentiluomini o lo si e sempre, per nascita e per modi di comportamento, o non lo si puo
diventare a comando o quando faccia solo comodo. Cerano dunque anche altri fastidiosi
oppositori alla Sua policy di comando che non i soli odiati Ciancarella e Marcucci.
E stato ancora il Procuratore Generale a ricordare come, di fronte alla sentenza del
Tribunale, sarebbe stata necessaria piuttosto la impugnazione in Cassazione che avrebbe
consentito la rinnovazione totale del dibattimento, con la conseguente garanzia
allimputato di poter argomentare le proprie controdeduzioni. Ma a Lei ed a quanti hanno
tutelato i Suoi interessi, questo aspetto non interessava proprio, anzi avete certamente
brigato perche quellappello, sostenuto dallUfficio del P.M. contro le sue stesse richieste
in sede di primo grado del processo, fosse astutamente e celatamente coltivato fino
allintervento di una prescrizione comunque punitiva per me.
E che lunico vero obiettivo della causa da Lei propugnata fossi io, come ha ben detto
lavvocatessa del mio coimputato Sgherri, era testimoniata dal fatto che nessuno si fosse
dato premura di registrare il decesso dello stesso Sgherri, al fine di stralciarne la posizione
processuale, ne avesse dato atto della conseguente materiale impossibilita di notificargli
la notizia del dibattimento fissato per il 15 Giugno.
Un progetto miseramente fallito, dunque, e che potrebbe avere ora delle spiacevoli
conseguenze per il Suo personale interesse.
In questi giorni, in attesa delle motivazioni della sentenza dellappello, i miei legali stanno
infatti valutando la possibilita di essere noi, a nostra volta, a promuovere la richiesta di un
riconoscimento di danno materiale, morale ed esistenziale. Non so se cio sara possibile,
secondo le previsioni del Diritto Positivo e per la natura stessa del proscioglimento
intervenuto, ma oltre che augurarmelo cio e comunque per me fonte di grande
soddisfazione, sapendoLa in apprensione. Come lo e il sapere che quegli stessi miei
legali hanno gia avviato la impugnazione di una radiazione mai notificata, e per di piu
fondata su un atto presuntivamente firmato dal Presidente Pertini, ma che si palesa come
un documento recante una evidente e goffa falsificazione della firma del Presidente.
Mentre restiamo comunque in attesa delle soluzioni possibili a questi due orientamenti
giudiziari, e della possibilita che quel Magistrato che ha ancora fra le mani il fascicolo per
strage, nella vicenda Ustica (di cui oggi mentre Le scrivo ricorre il 27 anniversario)
volesse davvero tornare ad indagare sulle responsabilita politico-militari per quella strage
(indagine sulla quale non avrebbe alcuna influenza il Suo proscioglimento ottenuto in virtu
di imputazioni un po fantasiose, disgiunte come apparivano da una puntuale descrizione
del progetto stragista e dettate da una crisi di coraggio del Giudice Priore) e volesse

dunque eventualmente tornare ad ascoltarmi, con maggiore convinzione e determinazione


di quelle che animarono il giudice Priore, in attesa di tutto questo con la presente intendo
anche farLe due doni: il primo e il libro di Hannah Arendt La banalita del male ed il
secondo e un piccolo specchietto.
Il libro, se mai ne avesse avuto conoscenza, e la lunga riflessione che la giornalista ebrea
sviluppo durante il processo al criminale nazista Adolf Eichmann, in Israele negli anni
60 - sui percorsi di ignobilta a cui ciascun uomo ordinario puo essere indotto dalla
passivita di fronte alla perversione dei propri superiori, e dalla sua attesa di lucrare
interessati privilegi e miglioramenti di posizione funzionale da questo servilismo passivo
nelle reazioni di contrasto ed attivissimo peraltro nella realizzazione dei desiderata
criminali e criminogeni di quei perversi superiori politico-militari.
Sentieri di cui chiunque, nessuno escluso, puo subire quella torbida affabulazione, che io
ho voluto combattere - a qualsiasi prezzo risultasse necessario pagare - per conservare la
mia struttura di umanita e di valori ideali, e che Lei io credo abbia invece assecondato
con quella caratteristica che ricordava Sandro Marcucci nella sua ultima intervista:
Conoscevamo benissimo il Generale Tascio, era disponibile a qualsiasi cosa pur di
fare carriera.
Ce sempre per tutti, tuttavia, una possibilita di riscatto, in questa vita e prima che siamo
chiamati a rendicontare le nostre azioni allunico Superiore di ciascuno, Dio Padre. A me fu
molto utile la lettura combinata del libro della Arendt e della Bibbia, mentre continuavo a
spiare nello specchio gli eventuali sintomi di una mia mutazione indesiderata verso
lignobilta. E dunque nella speranza che anche Lei possa essere disponibile ad un simile
percorso terapeutico che ho deciso di inviarLe questi due soli doni dei tre elementi
necessari alla cura, convinto che, se volesse, potra trovare facilmente disponibilita di
una copia della Bibbia.
Qui di seguito le riporto le istruzioni per luso di entrambi i doni.
Ricordera, signor Generale, le Sue espressioni - che gia Le citavo nella mia precedente
del 1998 - con cui Lei, con irosi toni montanti, mi accusava per la mia diversita da Lei,
rispetto al quale avrei dovuto invece nutrire (secondo il Suo pensiero) le stesse aspettative
di carriera e di emulazione di successo. Ricordera come tali differenze la facessero
imbestialire al punto da trarre la conclusione che esse fossero dettate dal mio essere
comunista e ad affermare che come tale (cioe comunista) io fossi destinato ad essere
distrutto, da Lei e quelli come Lei cosi come sarebbe accaduto (nei Suoi auspici e nelle
Sue minacce) a tutti coloro (ivi compreso i rappresentanti del Parlamento) che facessero
riferimento a quel complesso di valori e di filosofia di vita, che Voi chiamate banalmente
comunismo, ma volendo forzosamente ricondurlo alla sola e fallimentare esperienza del
socialismo reale sovietico, mentre e una ben diversa e piu ampia ricchezza di umanita
ed umanesimo integrale.
Dimenticava, forse, in quelle circostanze minatorie che, oltre alla radice filosofico-politica e
sociale, ci divideva anche una insanabile diversita nel sentire come andavano incarnati i
riferimenti di fede evangelica che Lei pensava di condividere con me. Ma anche per il

Vangelo e la fede una cosa e lastuto rifugiarsi nei tradimenti storici coltivati da una Chiesa
imparentata piu con il potere temporale garantito dai principi che con i propri riferimenti
teologici ed ideali, altra cosa e tuttaffatto diversa e il riferire al grande annuncio di
umanitaed umanesimo integrale che veniva annunciato, proclamato e pagato dal Cristo
sulla sua pelle.
Poiche sta scritto A sua immagine li creo, ad immagine di Dio li creo, lunica certezza
che possiamo coltivare sul dopo della nostra vita terrena, e quella della dinamica del
giudizio finale. Ecco la tua immagine proclamera il Signore della storia, ponendo il suo
volto accanto allo specchio, nel quale vedremo riflessa la distorta e mostruosa realta in cui
avremo trasformata la nostra essenza di divinaumanita, rispetto a quella originale
vocazione dellesser stati creati ad immagine di Dio, in quella di predatori cinici ed avidi
della dignita degli altri esseri umani. E sara questa lunica certezza che possiamo avere di
quel terribile ed affascinante momento: lessere rivelati a noi stessi per come eravamo in
origine ed eravamo chiamati ad essere costruendo la nostra storia, e per come in realta ci
saremo trasformati adeguandoci alle ambizioni del potere e dei potenti.
Allora le istruzioni sono queste, ne piu ne meno di quelle che potevano leggersi su un
Dash One, di operabilita di un qualsiasi velivolo:
Mentre La invito a leggere quotidianamente sia la Parola (che Le presentaera il vero volto
di Dio e dunque il volto originario di ciascuno di noi) che il libro della Arendt (che Le
consentira di ritrovare le ignobilta cui una similare aspirazione di potere e di
irresponsabilita possano averci, ed averLa, condotti), Le suggerisco di mantenere davanti
a Se lo specchietto per studiare nella Sua immagine riflessa i sintomi della pericolosa
patologia di cui Lei potrebbe essere affetto. La patologia nazifascista violenta ed
irresponsabile che Eichmann interpreto per tutta la sua vita e non seppe riscattare
neppure durante il processo finale della sua squallida esistenza.
Potrebbe riconoscerVi, via via, i segni della versione cilena di quella patologia, o di quella
cambogiana, o di quella sovietica, come di quella statunitense o di quella ecclesiale.
Potrebbe imparare a riconoscere come le forme di manifestazione della devianza possano
anche richiamarsi a radici apparentemente lontane ed incompatibili tra loro, ma come in
realta esse tutte corrispondano allunico virus della ricerca del potere assoluto,
insindacabile e con pretesa di immunita ed impunita.
Solo allora i volti delle vittime di Ustica potranno riemergere - anche nella Sua coscienza, assieme
alla rivendicazione della propria dignita umiliata e della propria vita scippata - dallinsignificanza
in cui gli stragisti le avevano sospinte, perche non importunassero le loro coscienze. La stessa
insignificanza che Eichmann aveva riservato e coltivato per le sue vittime ebree, perche non ne
importunassero la sua tensione ed il suo impegno a realizzare al meglio lorganizzazione necessaria
al raggiungimento dellobiettivo fissato dai suoi capi a Swansee: lo sterminio di un intero popolo di
diversi.
Ci sono infatti i grandi criminali, ideatori organizzatori e dispositivi dei peggiori ed efferati
crimini che la storia abbia dovuto registrare, ma anche i loro volenterosi carnefici
uomini piccoli, che non camminano ma strisciano, usando la colonna vertebrale per questo

viscido esercizio piuttosto che per mantenere alta e ritta la schiena come si confa ad un
Uomo -, i quali con la loro opera di collaborazione e di non contrasto ne diventano i
migliori epigoni ed i piu ferventi esecutori. Responsabili in pienezza del crimine consumato
senza nessuna scusante per una obbedienza dovuta che e stato sempre lalibi degli
omuncoli criminali e criminogeni, e da sempre e accampata per giustificare la propria
personale nefandezza.
Provi dunque, signor Generale, a svolgere questo semplice esercizio di lettura combinata
ed osservazione del Suo proprio volto, e se ci riesce cerchi di dare risposte diverse da
quelle offerte fino ad oggi alla consapevolezza di aver comunque collaborato ad agevolare
un crimine scellerato come la strage di Ustica ed il suo occultamento.
Chissa che un giorno qualche Magistrato non possa chiederLe come mai, a fronte di una
richiesta di sorvolo appena tangente al nostro spazio aereo del velivolo di Gheddafi
(Bengasi Brindisi Zagabria Varsavia), fosse proprio il Suo Ufficio, il Sismi - unico
responsabile del rilascio delle clearence internazionali - ad autorizzare piuttosto una rotta
di attraversamento tutta interna al nostro sistema difensivo (Bengasi Palermo Ponza
Ancona Zagabria Varsavia). Chissa che quel curioso di un Magistrato non voglia
chiederLe come mai il Suo Ufficio potesse autorizzare quel volo proprio in un giorno in cui
era impossibile che Gheddafi potesse chiedere ed ottenere di recarsi a Varsavia, per
motivi di diplomazia internazionale che ne inibivano qualsiasi richiesta di recarsi nella
capitale Polacca. Ed era il Suo Ufficio, delegato al rilascio della Clearence internazionale,
quello che non avrebbe dunque potuto e dovuto consentire un simile volo per
garantire quelle condizioni diplomatiche internazionali (diplomatic clearence e il
nome della autorizzazione ad un volo internazionale), tranne nella ipotesi che proprio
per ragioni di diplomazia internazionale fosse stata costruita una astuta trappola per
invogliare il satrapo libico a richiedere di volare fino a Varsavia.
Chissa che quel Magistrato indisponente ed eccessivamente curioso non voglia chiederLe
quando fu dichiarato obsoleto il codice cripto Nato che poi inaspettatamente qualcuno
pote ritrovare in un anonimo cassetto alla fine degli anni 90. Stia certo che di fronte ad un
Magistrato consapevole e determinato Lei non potrebbe uscirsene con il sia benedetta
per una volta litalica sciatteria invocata davanti ad un Parlamento, in squallido e servile
ascolto tacito, dal suo ex vice comandante alla 46^ AB e successivamente divenuto Suo
Capo di Stato Maggiore prima e della Difesa poi, il Generale Mario Arpino.
Quella sciatteria non e infatti consentita dalle regole militari della conservazione di
documentazione riservata e di distruzione assoluta della documentazione obsoleta e
sostituita. E la vigilanza sul rispetto di tali condizioni di vincolo assoluto era ed e
competenza degli Uffici SIOS di cui Lei era responsabile al tempo.
E cosi via dicendo, in una serie di possibili domande impertinenti che qualche Giudice volesse fare
a Lei ed ai Suoi amici di cordata, al solo scopo di individuare i meccanismi ed i responsabili della
strage e del suo occultamento pianificato con assoluta scrupolosita.
Anche con lomicidio di personaggi pericolosi per la loro intervenuta inaffidabilita
primo fra tutti il Generale Boemio, per finire al Mllo Parisi o per la loro limpida ed

autonoma ricerca di Verita per la dovuta Giustizia - primo fra tutti e su tutti il
Tenente Colonnello Alessandro Marcucci, che non ha esitato a mettere in gioco la
sua dimensione familiare e professionale fino a mettere in gioco la vita che gli e
stata criminalmente scippata -.
Ora La lascio, signor Generale, sperando di non averLa infastidita esageratamente con
questo intervento. Ma non posso congedarmi da Lei senza averLe ricordato unaltra delle
massime che qualcuno dei miei educatori ha scolpito nella mia pelle quando ero ancora un
giovane carico di speranze ed attese di nobilta (che comunque non ho rinnegato
nonostante il peso di cio che mi avete costretto a pagare e portare nella mia vita
diseredata). Essa suona cosi: Abbiamo una o due volte nella vita loccasione di
essere eroi. Ma tutti i giorni abbiamo lopportunita di non essere vigliacchi.
Anche laccettare di scrutarsi in uno specchio puo essere una forma di liberazione da
questa condanna alla vigliaccheria che ci fa tutti un po meno uomini ed un po piu servi
del potere come lo fu Adolf Eichmann.
Saluti di costante disistima.
Mario CIANCARELLA
Ricevo stamani dal Gen Tascio un pacchetto, spedito il 27-9-2007 per
semplice posta prioritaria e senza ricevuta di ritorno. Contiene,
indovinate un po', il mio pacchetto, ancora intonso, con lettera e
"doni", spedito in Giugno e ricevuto pochi giorni dopo come attesta la
cartolina firmata dallo stesso generale.
Ci ha messo un bel po' di
tempo il Generale a decidere che farne del mio pacchetto, non vi pare?
Ma questo ricorda quella barzelletta del generale in pensione che per
ammazzare il tempo decise di aiutare un contadino. Fu micidiale nel
tagliare quintali di legna o accumulare balle di paglia in tempi
brevissimi, ma si blocco' per ore di fronte alla selezione per
pezzatura del raccolto di patate. Al contadino che, sopreso, gli
chiedeva come mai si fosse bloccato, rispose: "Sa, qui c'e' da prendere
una decisione!".
Lo conservero' gelosamente questo pacchetto del
Generale, come gia' feci per il pacchetto destinato al Generale
Celentano relativo alle torture in Somalia, che sarebbe stato poi
decisivo, io credo, nel processo per diffamazione che egli mi intento'
per la vicenda Scieri.
Ancora una volta il coraggioso generale Tascio
si e' dunque sottratto al confronto, ovvero ha rifiutato di verificare
anche il semplice contenuto di una mia missiva (forse per accusarmi poi
di averlo diffamato a sua insaputa rendendo di dominio pubblico - con
la pubblicazione in rete - una lettera che lui non "avrebbe mai
ricevuto" (ma solo per non averla voluta aprire).
Il problema, come
ben vedete e' che sarebbe molto rischioso, anche per un imputato

assolto come e' per il Generale (e dunque garantito dall'istituto del


"ne bis in ibidem" che impedisce di rinnovare un procedimento per i
medesimi capi di imputazione da cui si sia stati assolti), confrontarsi
con il mefistofelico Ciancarella, temendo che egli possa, come
saprebbe, spalancare nuovi scenari di scelleratezze mai correttamente
indagate.
Alla prossima amici miei.
Mario