Sei sulla pagina 1di 25

Identit e differenza

di Martin Heidegger
[Verlag Gnther Neske, Pfullingen 1957, 6a ed. 1978. radu!i"ne e n"te s"n" a #ura di $g" M. $ga!i".%

Premessa
&l 'rin#i'i" di identit( #"ntiene il test" i))utat" di una #"nferen!a tenuta in "##asi"ne del #in*ue#entesi)" anni+ersari" della f"nda!i"ne dell,$ni+ersit( di -rei.urg i. /r., nella gi"rnata delle fa#"lt(, il 07 giugn" 1957. 1a #"stitu!i"ne "nt"2te"2l"gi#a della )etafisi#a ri'resenta la tratta!i"ne, ri+eduta in al#uni 'unti, #he #hiude+a un,eser#ita!i"ne di se)inari" del se)estre in+ernale 1956257 sulla 3#ien!a della l"gi#a di Hegel. 1a seduta durante la *uale fu letta e..e lu"g" il 04 fe..rai" 1957 a "dtnau.erg. &l 'rin#i'i" di identit( guarda a+anti e guarda indietr"5 a+anti +ers" l,a).it" a 'artire dai *uale 6 dett" #i7 int"rn" a #ui si )u"+e la #"nferen!a su 1a #"sa 8si +edan" in a''endi#e i riferi)enti9, indietr" +ers" l,a).it" della 'r"+enien!a essen!iale della )etafisi#a, la #ui #"stitu!i"ne 6 deter)inata dalla differen!a. 1a :usa))engeh;rigkeit1 di identit( e differen!a 6 indi#ata nella 'resente 'u..li#a!i"ne #")e il te)a da 'ensare. -in" a *ual 'unt" la differen!a deri+i dall,essen!a dell,identit( de+e tr"+arl" il lett"re stess", as#"ltand" la #"ns"nan!a #he si sta.ilis#e tra <reignis e =ustrag0. Nulla 6 tale in *uest" a).it" da #"nsentire una di)"stra!i"ne, *ual#"sa 'er7 'u7 essere )"strat". "dtnau.erg, 9 sette).re 1957.
1

Zusammengehrigkeit indi#a l,a''artenen!a [Geh;rigkeit% di #"se di+erse ad un" stess" a).it", #he *uindi le fa essere insie)e [!usa))en%. >uindi n"n 6 an#"ra, a rig"re, l,a''artenen!a re#i'r"#a, #he 'ure 6 un sens" #he Heidegger intende estrarre dalla :usa))engeh;rigkeit5 #"s? a '. 18 8'. di *uesta edi!i"ne9 'arla di un" :u2einanderGeh;ren in #ui 6 #erta)ente #"ntenut" il sens" di un re#i'r"#" a''artenersi. 3e).ra *uindi 'referi.ile rinun#iare ad una tradu!i"ne di *uest" ter)ine, 'r"'ri" 'er e+itare "gni 're)atur" riferi)ent" alla re#i'r"#an!a, #he de+e da s"la )"strarsi #")e l,a).it" di a''artenen!a delle #"''ie di ter)ini #he di +"lta in +"lta si 'resentan" al 'ensier". Nella 're#edente tradu!i"ne italiana di &dentit@t und Aifferen! 8a #ura di <. 1and"ldt in B e"resiB, 120, C24, 1966 e ,679 e in *uella fran#ese 8a #ura di =. PrDau in >uesti"ns &, Galli)ard, Paris 19689 se).ra in+e#e n"n essere stat" ris'ettat" *uest" )"strarsi da sD della re#i'r"#an!a5 rend"n" infatti in *uest" 'unt" del test" heideggerian" :usa))engeh;rigkeit ris'etti+a)ente #"n Blega)e re#i'r"#"B e Ba''artenen#e )utuelleB. -"rse il lett"re italian" 'u7 leggere dietr" la 'ar"la :usa))engeh;rigkeit B#")une a''artenen!aB sf"r!and"si 'er7 di rinun#iare ad "gni Ba #he #"saEB. Ael rest" la #itata tradu!i"ne fran#ese usa 'iF s'ess" il ter)ine B#"a''artenen#eB e *uella italiana Ba''artenere insie)eB. & 'r".le)i #"nnessi alla :usa))angeh;rigkeit, #")e Heidegger annun#ia *ui, s"n" #"ntinua)ente dis#ussi nel #"rs" della #"nferen!a. 3i +edan", in 'arti#"lare, le nn. 5, 6 e 7 e le ''. #ui si riferis#"n". 2 1e 'ar"le Ereignis e Austrag signifi#an" ris'etti+a)ente Be+ent"B e Bde#isi"ne #he '"ne ter)ineB. G"),6 n"t", 'er7, Heidegger le usa s"'rattutt" a 'artire dalle l"r" eti)"l"gie. G"si nell,<reignis +ede s"'rattutt" la 'resen!a di un eigen, #he signifi#a B'r"'ri"B 8il tradutt"re fran#ese ha infatti es'ress" *uest" ter)ine #"n B#"'r"'riati"nB, #fr. >uesti"ns &, #it.9, )entre nell,=ustrag #"glie s"'rattutt" il sens" #he in tedes#" '"ss"n" a+ere le 'ar"le #he #")in#ian" #"n aus, "ssia il sens" di 'r"seguire fin" all,esauri)ent" l,a!i"ne es'ressa del +er.", *ui tragen #he signifi#a '"rtare. &l +er." austragen di#e all"ra un '"rtare a #"n#lusi"ne #he resta #"nsa'e+"le delle distan!e, #")e l" s"n" i #"ntendenti d"'" #he si 6 '"st" ter)ine alla #"ntesa assegnand" ad "gnun" il 'r"'ri" t"rt" e la 'r"'ria ragi"ne 8G. Vatti)", in 3aggi e dis#"rsi, Mursia, Milan" 1976, '. 151, nell,a).it" di un #"))ent" heideggerian" ad un test" di <ra#lit" tradu#e "tti)a)ente #"n Bdiaferen!aB, s"tt"lineand" la 'r"ssi)it( dell,=ustrag #"n la Aifferen!9. 3i 'u7 an#"ra ri#"rdare #he =ustr@ger 6 an#he #"lui #he '"rta un "ggett" al su" destinatari", il fatt"rin". &l se#"nd" saggi" di &dentit@t und Aifferen! f"rnis#e #")un*ue ulteri"ri indi#a!i"ni sul sens" di =ustrag, #he *ui d"+e+a s"l" essere intr"d"tt" nel )"d" 'iF a)'i" '"ssi.ile.

Il principio di identit
Il principio di identit suona secondo una formula corrente: A = A. Il principio vale come legge suprema del pensiero. Noi cerchiamo di seguire per un po' di tempo questo principio col pensiero. Vorremmo infatti venir a sapere per il suo tramite che cosa sia identit. uando il pensiero! chiamato in causa da una cosa! prende a seguirla! pu" accadergli di trasformarsi nel corso del cammino. #er questo $ consiglia%ile in quel che segue prestare pi& atten'ione al cammino che non al contenuto. (i l'andamento della conferen'a ci impedir di soffermarci davvero sul contenuto. )he cosa dice la formula A = A con cui si $ soliti rappresentare il principio di identit* +a formula nomina l'uguaglian'a di A e A. Ad un'uguaglian'a appartengono almeno due termini. ,na A $ uguale ad un'altra. - questo quel che il principio di identit vuole asserire* )hiaramente no. +'identico! in latino idem! si dice in greco ./ 01./ . 2radotto in tedesco ./ 01./ si dice das Selbe 3lo stesso4. 5e qualcuno ripete la stessa cosa! ad esempio 6la pianta $ pianta6! si esprime con una tautologia. #erch7 qualcosa possa essere la stessa cosa! $ ogni volta sufficiente un solo termine. Non c'$ %isogno di due termini come nell'uguaglian'a. +a formula A = A parla di uguaglian'a. 8ssa non nomina la A come la stessa cosa. +a formula corrente per il principio di identit nasconde in questo modo proprio ci" che il principio vorre%%e dire: A $ A! ossia ogni A $ essa stessa la stessa cosa. 9entre noi descriviamo l'identico in questo modo! risuona un'antica parola! la parola con cui #latone rende apprensi%ile l'identico! una parola che rimanda ad una ancora pi& antica. #latone parla nel 5ofista :2;< d= di >.?>@A e HBCD>@A! di quiete e moto. #latone fa dire in questo luogo allo straniero: E1FE1C 01.GC HF0>.EC .EBC IHC JCEBC H.KL/C H>.@C! 01./ J' H0C.G .01./C. 6)iascuno di essi! allora! $ diverso dagli altri due! esso stesso per" identico a se stesso6. #latone non dice soltanto: H.0>.EC 01./ .01./C!6ciascuno di essi $ esso stesso se stesso6! ma: HF0>.EC H01.G .01./C 6ciascuno di essi $ esso stesso identico a se stesso6. Il dativo H0M.G significa: ogni cosa $ essa stessa restituita a se stessa! ogni cosa $ essa stessa se stessa N cio$ per se stessa con se stessa. +a lingua tedesca offre qui! come la lingua greca! il vantaggio di esprimere l'identico con una sola parola! una parola che dispone per" di una gamma di forme 3Gestalten4 diverse. +a formula pi& appropriata per il principio di identit! allora! A $ A! non dice soltanto: ogni A $ essa stessa se stessa! dice piuttosto: con se stessa ogni. A $ essa stessa se stessa. Nell'identit 3Selbigkeit41 risiede la rela'ione propria del 6con6! dunque una media'ione! un collegamento! una sintesi: l'unione in dire'ione di un'unit. - per questo che l'identit nel corso della storia del pensiero occidentale appare con il carattere dell'unit. uesta unit! per"! non $ affatto l'inane vacuit di ci" che! in se stesso privo di rela'ioni! si irrigidisce ostinatamente in un'uniformit. 2uttavia! prima che la rela'ione dell'identico con se stesso! rela'ione che regna nell'identit e che risuona gi sin dai primordi! venga decisamente e con tutti i suoi tratti alla luce come tale media'ione! prima persino che venga trovato un ricovero per questo emergere della media'ione nell'am%ito dell'identit! il pensiero occidentale ha %isogno di pi& di duemila anni. 5olo la filosofia dell'idealismo speculativo! infatti! preparata da +ei%ni' e da Oant! con Pichte! 5chelling e Qegel fonda un ricovero per l'essen'a in s7 sintetica dell'identit. 2ale ricovero non pu" qui essere mostrato. 5olo di una cosa %isogna ricordarsi: a partire dall'epoca dell'idealismo speculativo resta interdetto al pensiero di
1

Selbigkeit 6 una di *uelle +arie f"r)e di #ui dis'"ne la lingua tedes#a, #")e *uella gre#a, se#"nd" *uant" Heidegger di#e '"#he righe 'iI s"'ra, 'er dire l,identi#" a 'artire da *uell,uni#a 'ar"la #he 6 das Selbe.

rappresentare l'unit dell'identit come mera uniformit e di prescindere dalla media'ione che domina nell'unit. Rove questo accade! l'identit $ rappresentata in modo soltanto astratto. Anche nella formula corretta 6A $ A6 viene in luce soltanto l'identit astratta. 9a viene veramente in luce* Il principio di identit asserisce qualcosa circa l'identit* No! per lo meno non immediatamente. #iuttosto il principio presuppone gi che cosa voglia dire identit e di che cosa essa faccia parte. )ome conseguire informa'ioni su questa presupposi'ione* )e le fornisce il principio di identit stesso se ascoltiamo con cura la sua nota fondamentale! se lo seguiamo col pensiero an'ich7 limitarci a ridire sen'a pensare la formula 6A $ A6. )he cosa cogliamo ascoltando* In questo 6$6 il principio dice il modo in cui l'essente $! ossia: esso stesso con se stesso lo stesso. Il principio di identit parla dell'essere dell'essente. )ome legge del pensiero il principio vale solo in quanto $ una legge dell'essere! una legge che dice: ad ogni essente appartiene in quanto tale l'identit! l'unit con se stesso. )i" che il principio di identit! colto a partire dalla sua nota fondamentale! asserisce! $ esattamente ci" che l'intero pensiero europeoSoccidentale pensa! e cio$ che l'unit dell'identit forma un tratto fondamentale nell'essere dell'essente. Tvunque e in qualsiasi modo ci volgiamo verso un essente! di qualunque genere esso sia! ci troviamo ad aver a che fare con l'appello dell'identit. 5e questo appello non si facesse sentire! l'essente non sare%%e mai in grado di apparire nel suo essere. Ri conseguen'a non ci sare%%e neanche la scien'a. 5e! infatti! alla scien'a non fosse garantita sin dall'ini'io l'identit del suo oggetto! essa non potre%%e essere ci" che $. )on questa garan'ia la ricerca scientifica si assicura la possi%ilit del suo lavoro. 8 tuttavia questa rappresenta'ioneSguida dell'identit dell'oggetto non porta mai alle scien'e alcun vantaggio tangi%ile. I successi e i risultati fecondi della conoscen'a scientifica si %asano quindi ovunque su qualcosa che non offre vantaggi. +'appello dell'identit dell'oggetto parla! indipendentemente dal fatto che le scien'e lo ascoltino o non lo ascoltino che disperdano al vento ci" che hanno ascoltato o che si lascino tur%are da questo ascolto. +'appello dell'identit parla a partire dall'essere dell'essente. Tra! per"! l dove l'essere dell'essente per la prima volta e in modo proprio giunge nel pensiero occidentale al linguaggio! e cio$ in #armenide! l ./ 01./! l'identico! parla in un senso che quasi supera la misura. ,na delle senten'e di #armenide dice: ./ U?L 01./ CEKBC >.JC .K H0B KBC0@. 6+o stesso $ infatti percepire :pensare= e altrettanto anche essere6. ui cose differenti! pensare ed essere! sono pensate come lo stesso. )he cosa vuol dire questo* ualcosa di completamente diverso rispetto a quella che noi conosciamo come dottrina della metafisica! che cio$ l'identit appartenga all'essere. )he cosa significa 3heisstt4 2 qui identit* )he cosa dice nella senten'a di #armenide la parola ./01./! lo stesso* A queste domande #armenide non d risposta. )i pone davanti ad un enigma al quale non possiamo sfuggire. 5iamo costretti a riconoscere che ai primordi del pensiero! molto prima che un principio di identit venga formulato! parla l'identit stessa! e parla in un detto che d questa disposi'ione: pensare ed essere appartengono entram%i allo stesso e sulla %ase di questo stesso appartengono l'uno all'altro. 5en'a accorgercene a%%iamo gi interpretato ./ 01./! lo stesso. Noi intendiamo l'identit come Zusammengehrigkeit. Il modo di rappresentare questa Zusammengehrigkeit $ prossimo a quello in cui $ stata pensata in seguito ed $ divenuta generalmente nota l'identit.
2

Heien 6 un +er." sui *uale Heidegger si 6 s"ffer)at" a lung" 8#fr. la se#"nda 'arte di Was heit Denken?, Nie)eKer, .ingen 1954, tr. it. Che cosa significa pensare? 3ugarG", Milan" 19799 )"strand" #")e ess" n"n indi#hi "riginaria)ente Bsignifi#areB, )a 'iutt"st" Bin+iare +ers"B, B#hia)are a...B5 an#he *ui all"ra il sens" della d")anda Was heit !dentit"t? de+e essere sentit" 'iutt"st" #")e la ri#hiesta di una dire!i"ne, la ri#hiesta di *uel B#he #"saB #he #i in+ia +ers" l,identit(, #he #i #hia)a ad essa.

)he cosa ci impedisce di cogliere questa prossimit* Niente di meno che la senten'a stessa che leggiamo in #armenide. (iacch7 essa dice qualcosa di diverso! e cio$: l'essere appartiene N con il pensiero N allo stesso. +'essere $ determinato a partire da un'identit come un tratto di questa identit. +'identit che $ pensata piW tardi nella metafisica! invece! $ rappresentata come un tratto dell'essere. Non possiamo quindi sulla %ase di questa identit rappresentata metafisicamente voler determinare l'identit nominata da #armenide. +'identit di pensare ed essere che parla nella senten'a di #armenide ha un'origine piW lontana di quanto non a%%ia quella determinata dalla metafisica a partire dall'essere come tratto di questo essere. +a parolaSguida nella senten'a di #armenide! ./ 01./! lo stesso! resta oscura. Noi lo lasciamo nella sua oscurit. In pari tempo! per"! facciamo sX che la senten'a! al cui ini'io $ posta quella parola! ci conceda un cenno. Nel frattempo! per"! a%%iamo gi definito l'identit di pensare ed essere come Zusammengehrigkeit di entram%i. Il che $ stato prematuro! provocato forse dalla necessit. Ro%%iamo adesso far retrocedere ci" che $ stato detto troppo presto. uesto potremo farlo se non considereremo la suddetta Zusammengehrigkeit come l'interpreta'ione definitiva e addirittura come l'unica adeguata dell'identit di pensare ed essere. 5e pensiamo lo ZusammengehrenV secondo l'acce'ione corrente! allora! come indica gi la posi'ione dell'accento! il senso del Gehren $ gi determinato dallo Yusammen! cio$ a partire dall'unit che gli $ propria. In questo caso gehren equivale a: essere predisposto 3zugeordnet4 per l'ordine di un insieme 3Yusammen4 ed in tale ordine inserito 3 eingeordnet4! avere un posto entro l'unit di un molteplice! esser composto in vista dell'unit del sistema! essere mediato 3vermittelt4 dal tratto mediano 3Mitte4 che unifica proprio di una sintesi capace di dare la misura. +a filosofia rappresenta questo Zusammengehren come nexus e come connexio! come necessario collegamento di un termine all'altro. 2uttavia! lo Zusammengehren pu" essere pensato anche come ZusammengehZren< . uesto vuol dire: lo Zusammen $ ora determinato a partire dal (ehZren. ui comunque resta pro%lematico che cosa gehren voglia dire e come si determini a partire da esso lo Zusammen che gli $ proprio. +a risposta a questi pro%lemi $ piW vicina di quanto non crediaS mo! ma non la si pu" toccare con mano. )i %asti adesso aver notato! gra'ie a questa indica'ione! la possi%ilit di non rappresentarci piW il (ehZren a partire dall'unit dello Zusammen! ma di esperire piuttosto questo Zusammen a partire dal (ehZren. +'indica'ione di questa possi%ilit! non si esaurir! per"! in un vuoto gioco di parole che simula qualcosa cui manca ogni appoggio in uno stato di cose controlla%ile* )osX sem%ra! almeno finch7 non scrutiamo piW acutamente e non lasciamo che la. questione si esprima da s7. Il pensiero di uno Zusammengehren nel senso dello ZusammengehZren deriva dall'osserva'ione di uno stato di cose che a%%iamo gi nominato. )erto! a causa della sua semplicit $ difficile da osservare. Intanto! se prestiamo atten'ione a quanto segue! questo stato di cose su%ito si fa piW vicino: intendendo lo Zusammengehren come Zusammengehren avevamo gi in mente! secondo il cenno di #armenide! il pensare e
V

Heidegger si riferis#e *ui al fatt" #he il +er." #usammengehren 8a''artenere di #"se di+erse ad un a).it" #")une9 a..ia #")une)ente l,a##ent" sul 'refiss" 8#usammen9 e #he *uindi il signifi#at" del +er." 8gehren, a''artenere9 sia, 'er #"s? dire, "rientat" nella dire!i"ne di *uest" 'refiss" a##entat". < >ui l,a##ent" +iene da Heidegger s'"stat" sul gehren5 a##entat" in *uest" )"d", *uest" +er." n"n 6 usat" nella lingua #"rrente. Heidegger ri#"rre 'er7 ad un us" 'r"'ri" della lingua tedes#a, di attri.uire #i"6 signifi#ati di+ersi ad un" stess" +er." a se #"n#ia #he l,a##ent" #ada sul suffiss" " sul +er." stess". G"s?, ad ese)'i", $berlegen signifi#a, #"n il 'refiss" a##entat", s"+ra''"rre e, #"n il 'refiss" n"n a##entat", riflettere, )editare, 'ensare.

<

altrettanto anche l'essere! quindi i termini che nello stesso appartengono l'uno all'altro. 5e intendiamo il pensiero come il segno distintivo dell'uomo! allora torniamo con la mente su uno Zusammengehren che riguarda uomo ed essere. Ri colpo ci sentiamo assillati dalle domande: che cosa significa 3heisst4 essere* )hi o che cosa $ l'uomo* )hiunque vede facilmente come sen'a una risposta adeguata a tali domande venga a mancarci il suolo su cui poter costruire qualcosa di fidato che tocchi lo Zusammengehren di uomo ed essere. 2uttavia! finch7 continuiamo ad interrogarci in questo modo! restiamo irretiti nel tentativo di rappresentarci lo Zusammen di uomo ed essere come una predisposi'ione 3Zuordnung4 e di assegnare il posto a tale predisposi'ione e di chiarirla o a partire dall'uomo o a partire dall'essere. A questo riguardo i concetti tradi'ionali di uomo ed essere forniscono i punti d'appoggio per la predisposi'ione 3Zuordnung4 dell'uno verso l'altro. )he cosa succedere%%e se noi! an'ich7 rappresentarci imperterriti solo un coordinamento 3Zusammenordnung4 dell'uno all'altro in vista della loro unit! per una volta prestassimo atten'ione a quest'altro pro%lema: se e come in quello Yusammen sia in gioco prima di tutto un reciproco appartenersi 3Zu-einander-Gehren4* )'$ persino la possi%ilit! adesso! di scorgere! anche se solo da lontano! lo Zusammengehren di uomo ed essere gi nelle determina'ioni tradi'ionali della loro essen'a. Pino a che punto* 9anifestamente l'uomo $ qualcosa di essente. )ome tale appartiene! allo stesso modo della pietra! dell'al%ero! dell'aquila al tutto dell'essere. Appartenere 3 gehren4 significa qui ancora: essere inserito nell'essere secondo un ordine. 9a il segno distintivo dell'uomo consiste in questo! che egli! come essen'a pensante! aperto dall'essere! $ posto di fronte ad esso! resta riferito all'essere e cosX gli corrisponde. +'uomo $ propriamente questo rapporto di corrisponden'a! ed $ soltanto questo. 65oltanto6 N questa parola non indica una limita'ione! ma un eccesso. Nell'uomo si impone un appartenere 3Gehren4 all'essere! un appartenere che si pone in ascolto 3hrt4; dell'essere! poich7 ad esso $ trasferita la sua propriet 3bereignet4. 8 l'essere* #ensiamo l'essere secondo il suo senso ini'iale! come presen'a 3Anwesen4. +'essere non si presenta 3west...an4 n7 casualmente! n7 ecce'ionalmente all'uomo. +'essere $ 3west4 e persiste in quanto si volge con il suo appello nella dire'ione dell'uomo. 5oltanto l'uomo! infatti! aperto 'per l'essere! lascia che l'essere si avvicini come presen'a. 2ale presen'a 3An-wesen4 ha %isogno 3braucht4 di una radura luminosa 3 ichtung4 e cos[! con questo %isogno 3\rauchen4! la sua propriet resta trasferita all'essen'a dell'uomo ]. uesto non vuole affatto dire che l'essere sia primariamente posto dall'uomo e soltanto da lui. Al contrario appare chiaro come uomo ed essere siano traspropriati 3 bereignet4 l'uno all'altro! appartengano l'uno all'altro. Ra questo appartenersi reciprocamente! che $ rimasto indeterminato! uomo ed essere hanno ricevuto originariamente quelle determina'ioni essen'iali attraverso cui! gra'ie alla filosofia! sono intesi metafisicamente. uesto prevalente Zusammengehren di uomo ed essere! noi lo disconosciamo con ostina'ione finch7 ci rappresentiamo tutto soltanto per me''o di ordini e media'ioni! con o sen'a dialettica. In questo modo troviamo sempre soltanto collegamenti che sono sta%iliti o a
;

Hren, da #ui 'r"+iene il %ehren su #ui Heidegger si s"ffer)a *ui tant" a lung", signifi#a n"n s"l" as#"ltare nel sens" di stare a sentire le 'ar"le di *ual#un", )a an#he, #")e del rest" in italian", dar retta, u..idire. ] 3"n" ra##"lte in *uesta frase al#une delle 'ar"le 'iI #aratteristi#he del 'ensier" heideggerian", 'ar"le il #ui us" n"n #"rris'"nde )ai #")'leta)ente a *uell" #"rrente5 An&esen 6 la 'resen!a in sens" essen!iale 8Wesen 6 l,essen!a e an#he l,essereL il 'arti#i'i" 'assat" del +er." essere su"na in tedes#" ge&esen9, /rau#hen n"n 6 l,us" di *ual#"sa #he resta indifferente a *uest" us", )a un us" #he al te)'" stess" las#ia esser 'resente #i7 #he 6 usat", l" sal+aguarda 8#fr. la n"ta 6 nella trad. it. #it. di Saggi e discorsi, '. 199, 'ichtung infine #")'rende in sD l,idea di un a'rire, di un farsi strada 8della lu#e, ad ese)'i"9, di un diradare 8an#he 'er *uest" #fr. Saggi e discorsi, #it., n. 5, '. 199.

partire dall'essere o a partire dall'uomo e che danno dello Zusammengehren di uomo ed essere l'immagine di un annodamento. Ancora non riusciamo ad introdurci nello Zusammengehren. 9a come avviene un tale ingresso* A%%andonando l'atteggiamento del pensiero rappresentativo. uesto a%%andono $ un salto! un salto che comporta un distacco dalla rappresenta'ione corrente dell'uomo come animal rationale! che nell'epoca moderna $ divenuto il soggetto per i suoi oggetti. Il salto si distacca in pari tempo dall'essere! l'essere che pure! sin dai primordi del pensiero occidentale! $ interpretato come fondamento 3Grund4 su cui si fonda ogni essente in quanto essente. Verso che cosa salta il' salto distaccandosi dal fondamento* 5alta verso un'assen'a di fondamento 3Abgrund4^* 5X! finch7 ci limitiamo a rappresentarci il salto! se lo manteniamo cio$! rappresentandocelo! nell'am%ito del pensiero metafisico. No! nel momento in cui saltiamo e ci lasciamo andare. Verso dove* Verso il luogo in cui ci $ gi concesso di stare: verso l'appartenen'a 3Gehren4 all'essere. 9a l'essere stesso appartiene 3gehrt4 a noi_ giacch7 soltanto presso di noi l'essere pu" essere 3 wesen4 come essere 3Sein4! essere cio$ presente 3an-wesen4. )osX! per fare esperien'a dello Zusammengehren di uomo ed essere! $ necessario un salto. uesto salto $ la su%itaneit del ripiegamento verso quell'appartenere 3 Gehren4 che per primo deve concedere reciprocan'a tra uomo ed essere e rendere visi%ile quindi la costella'ione che li comprende entram%i. Il salto $ il su%itaneo ingresso nell'am%ito a partire dal quale uomo ed essere! nella loro essen'a! si sono gi da sempre reciprocamente raggiunti! poich7 entram%i gra'ie alla loro %astevole''a sono consegnati l'uno all'altro. +'ingresso nell'am%ito in cui avviene questa traspropria'ione 3 !bereignung4 $ quello che per primo d il tono all'esperien'a del pensiero e per primo la determina. 5alto singolare! che ci consente pro%a%ilmente di vedere la nostra incapacit di soffermarci in modo %astevole l dove propriamente gi siamo. Rove siamo* In quale costella'ione di essere e uomo* Tggi non a%%iamo pi& %isogno! cosX almeno sem%ra! di indica'ioni circostan'iate per scorgere la costella'ione in cui uomo ed essere sono volti l'uno verso l'altro! indica'ioni che fino a pochi anni or sono erano invece indispensa%ili. 5i potre%%e sostenere che %astere%%e nominare la parola 6era atomica6 per render noto come l'essere! nel mondo della tecnica! ci sia oggi presente 3uns an-west4. 9a $ possi%ile mettere sen''altro il mondo della tecnica insieme all'essere* 9anifestamente no! neanche se ci rappresentassimo questo mondo come il tutto in cui sono inclusi energia atomica! pianifica'ione calcolante dell'uomo ed automa'ione. #er quale motivo un riferimento di questo genere al mondo della tecnica non consente in maniera alcuna allo sguardo di posarsi sulla costella'ione di essere e uomo! neanche nel caso in cui il riferimento descrivesse quel mondo nel modo pi& ampio* #erch7 ogni analisi della situa'ione pensa in modo troppo ristretto finch7 spiega il suddetto tutto del mondo della tecnica sin dall'ini'io a partire dall'uomo! come qualcosa che dall'uomo $ stato fatto. )i" che $ tecnico! inteso nel senso pi& ampio e secondo le sue varie manifesta'ioni! $ considerato come il piano che l'uomo progetta! un piano che alla fine costringe l'uomo a dover decidere se voglia diventare schiavo del suo stesso piano o se voglia invece restarne il signore. )on questa rappresenta'ione del complesso del mondo della tecnica tutto $ ricondotto all'uomo e si perviene! nel migliore dei casi! all'esigen'a di un'etica adeguata al mondo della tecnica. Irretiti in tale rappresenta'ione! si finisce per raffor'arsi nell'opinione che la tecnica
^

=.grund 6 un,altra di *uelle 'ar"le su #ui Heidegger rit"rna in )"lti dei su"i testi5 #")une)ente indi#a Ba.iss"B.

sia qualcosa che riguarda soltanto l'uomo. 5i trascura di dare ascolto all'appello dell'essere! appello che parla nell'essen'a della tecnica. - tempo di cessare di rappresentarci ci" che $ tecnico in modo soltanto tecnico! a partire cio$ dall'uomo e dalle sue macchine. #restiamo atten'ione all'appello nell'am%ito del quale sono posti di fronte al loro essere non soltanto l'uomo! ma anche tutto ci" che $! la natura e la storia. Ri quale appello stiamo parlando* 2utta la nostra esisten'a 3 "asein4 si trova ovunque N ora per gioco! ora per un senso di oppressione! ora perch7 presa dall'affanno! ora perch7 spintavi N di fronte alla provoca'ione di doversi sottoporre per ogni cosa alla pianifica'ione e al calcolo. )he cosa parla in tale provoca'ione* 5i tratta di qualcosa che deriva soltanto da un capriccio artificioso dell'uomo o invece di qualcosa in cui per noi $ gi in gioco l'essente stesso! e precisamente in modo tale da essere coinvolti noi stessi nelle possi%ilit di pianifica'ione e di calcolo dell'essente* 9a! allora! persino l'essere sare%%e sottoposto alla provoca'ione di far apparire l'essente nell'am%ito della calcola%ilit* Infatti $ cosX. 8 non si tratta soltanto di questo. Allo stesso modo dell'essere anche l'uomo $ provocato! ossia preS posto 3gestellt4! a mettere al sicuro l'essente che lo riguarda! come il fondo 3 #estand4 del suo pianificare e calcolare e ad estendere questo porreSalSfondo 3 #estellen4 fin dove non sono possi%ili previsioni`. Il nome per il raccoglimento 3$ersammlung4 del provocare che dispone 3zu-stellt4 uomo ed essere l'uno nei confronti dell'altro in modo che si pongano a vicenda! suona: l'imSposi'ione 3Ge-stell4a. )i si $ scandali''ati per l'uso di questa parola. 9a in tedesco diciamo an'ich7 stellen anche set'en e non troviamo nulla di strano nell'uso della parola Ge-setz 3legge4. Allora! perch7 non usare anche Ge-stell 3imSposi'ione4! se le cose ci appaiono in un modo che lo richiede* )i" in cui e a partire da cui uomo ed essere! nel mondo della tecnica! si volgono l'uno verso l'altro! parla del mondo dell'imSposi'ione 3Ge-stell4. Nel vicendevole porsi di uomo ed essere! siamo in ascolto 3hren4 dell'appello che determina la costella'ione della nostra epoca. +'imS posi'ione 3Ge-stell4 $ ovunque qualcosa che ci riguarda immediatamente. 8ssa $! posto che adesso ci sia ancora consentito di parlare in questo modo! piW essente di ogni energia atomica e di ogni macchina! piW essente dell'impeto dell'organi''a'ione! dell'informa'ione e dell'automa'ione. #oich7 quel che si chiama imSposi'ione 3 Ge-stell4 non lo incontriamo piW nell'am%ito della rappresenta'ione! che ci porta a pensare l'essere dell'essente come presen'a 3Anwesen4 N l'imSposi'ione 3Ge-stell4 non $ piW per noi qualcosa di presente 3etwas Anwesendes4 N! per questo esso dapprima ci sorprende. +'imSposi'ione 3Ge-stell4 continua a sorprenderci nella misura in cui essa non $ un termine ultimo! ma quello stesso termine che ci trasmette ci" che propriamente regge la costella'ione di essere e uomo. +o Zusammengehren di uomo ed essere! nel modo della loro vicendevole provoca'ione! ci rende noto che e come l'uomo sia traspropriato 3 vereignet4 all'essere! mentre l'essere sia appropriato 3zugeeignet4 all'essen'a umana. Nell'imSposi'ione 3Ge-stell4 s'impone un
`

(estand 'r"+iene dal +er." bestehen #he indi#a5 #"nsistere, esser fatt" di...L Bf"nd"B #"rris'"nde a /estand nel sens" della #"nsisten!a f"nda)entale. (estellen, #he "rdinaria)ente signifi#a "rdinare, fare un,"rdina!i"ne, 6 usat" da Heidegger eti)"l"gi#a)ente #")e il +er." #he es'ri)e l,a!i"ne #he 're#ede il bestehen 8il bestehen indi#a in+e#e l" stat"9. 3e *uindi bestehen indi#a il (estand 8il f"nd"9 in #ui *ual#"sa #"nsiste, bestellen 6, in #"nnessi"ne #"n ess", un dis'"rre le #"se in )"d" #he #"nsistan" in *uell" stess" (estand, un '"rre 8stellen9 al f"nd". >uest" 'refiss" del +er." stellen e dei +ari signifi#ati #he 'u7 assu)ere a se#"nda del 'refiss" #he l" a##")'agna 8+"r2, auf2, .e2, her2, na#h2, e##.9 ri#"rre s'ess" nei testi di Heidegger 8#fr. Saggi e discorsi, #it., n. 1, '. 149. a %estell 6 #")une)ente l" s#affale, l,intelaiatura. =d"ttia)" *ui la tradu!i"ne 'r"'"sta da G. Vatti)" nel #it. Saggi e discorsi 8in 'arti#"lare n. 1, '. 149.

singolare traspropriare ed appropriare. 5i tratta di cogliere genuinamente questo fareSproprio 3%ignen4 in cui uomo ed essere sono fatti proprii 3ge-eignet4 l'uno dell'altro! di tornare cio$ a quello che noi chiamiamo %reignis! l'evento. +a parola 8reignis proviene dal tardo sviluppo della lingua. Il ver%o er-eignen significa originariamente: adocchiare 3er-&ugen4! ossia gettare lo sguardo 3erS%licben4! guardando chiamare a s7! fare proprio 3 an-eignen4. +a parola %reignis 3evento4 deve ora! a partire da quanto la cosa indica! parlare come parolaSguida al servi'io del pensiero. )ome parolaSguida pensata in questo modo! essa $ altrettanto difficile da tradurre quanto la parolaSguida greca c/UEA e la cinese 2ao. +a parola %reignis 3evento4 non indica piW qui quello che noi chiamiamo altrimenti un accadimento! un avvenimento. 8ssa $ usata qui come singolare tantum. )i" che essa nomina si fa evento 3 ereignet sich4 soltanto come qualcosa di unico! an'i come qualcosa che non concerne piW il numero! come qualcosa di singolare. )i" che cogliamo! attraverso il mondo della tecnica! nell'imSposi'ione 3(eS5tell4 come costella'ione di essere e uomo! $ un preludio di ci" che %r-eignis significa 3heisst4. +'%reignis! tuttavia! non si irrigidisce neSnecessariamente nel suo preludio. In esso! infatti! si fa sentire la possi%ilit che il semplice imporsi dell'imSposi'ione 3Ge-Stell4 venga approfondito1d in dire'ione di un piW originario farsiSevento 3 %reignen4. ,n tale approfondimento 3Vereindung4! che si compie nell'imSposi'ione 3 Ge-Stell4 a partire dall'%rS eignis! portere%%e ad una ripresa! nella luce dell'%reignis :non sare%%e quindi mai qualcosa che l'uomo possa fare da solo=! del mondo della tecnica che dal suo stato di dominio passere%%e ad uno stato di asservimento all'interno dell'am%ito attraverso cui l'uomo raggiunge nel modo pi& proprio l'%r-eignis. Rove ci ha condotti il cammino intrapreso* Al ripiegamento verso quella semplicit che noi chiamiamo! nel senso rigoroso della parola! %r-eignis 3evento4. 5em%ra che ora corriamo il rischio di volgere il nostro pensiero in modo troppo incurante verso una lontana generalit! mentre ci $ immediatamente suggerita! con ci" che la parola %r-eignis vorre%%e dirci! soltanto la cosa piW vicina di quella vicinan'a in cui gi ci troviamo. )he cosa! infatti! potre%%e esserci piW vicino di ci" che ci avvicina all'am%ito cui apparteniamo 3gehren4! in cui siamo degli appartenenti 3Gehrende4! che cosa potre%%e esserci piW vicino dell' %r-eignis* +'%r-eignis $ l'am%ito N am%ito dotato di oscilla'ioni sue proprie N atraverso il quale uomo ed essere si raggiungono a vicenda nella loro essen'a! ottengono ci" che per loro $ essen'iale e perdono! intanto! quelle determina'ioni che la metafisica ha loro conferito. #ensare l'evento 3%reignis4 come %r-eignis significa lavorare presso il cantiere in cui questo am%ito dotato di oscilla'ioni sue proprie viene costruito. +'occorrente per una tale fluttuante costru'ione! il pensiero Io riceve dalla lingua. (iacch7 la lingua $ la piW tenue! ma anche la piW esposta di tutte le oscilla'ioni! quella che tutto sostiene! in questa fluttuante costru'ione dell'%reignis. Pinch7 la nostra essen'a $ traspropriata 3 vereignet4 nella lingua! noi a%itiamo nell'%reignis. 5iamo giunti ora ad un punto del cammino in cui emerge l'inevita%ile! anche se ro''a domanda: che cosa ha a che fare l'%reignis 3evento4 con l'identit* fisposta: nulla. #er contro! l'identit ha molto! se non esclusivamente a che fare con l'%reignis. In che misura* fispondiamo ritornando indietro di alcuni passi sul cammino percorso. +'%reignis traspropria 3vereignet4 uomo ed essere nell'insieme 3Zusammen4 proprio della loro essen'a. ,n primo! incal'ante %alenare dell'%reignis lo scorgiamo nell'imSposi'ione 3Ge-Stell4. 8ssa inaugura il mondo della tecnica contemporaneo. Nell'imSposi'ione 3 Ge-Stell4 scorgiamo uno Zusammengehren di uomo ed essere! in cui $ solo il lasciarSappartenere
1d

=''r"f"ndire tradu#e il tedes#" )er&inden #he Heidegger ha usat" s'ess" a##ant" a $ber&inden, "ltre'assare 8#fr. Saggi e discorsi, #it., n. 0, '. 459.

3Gehrenlassen4 a determinare il modo dell'insieme 3 Zusammen4 e dell'unit di questo insieme. Nella questione di uno Zusammengehren in cui il Gehren 3appartenere4 a%%ia il sopravvento sullo Zusammen 3insieme4 ci siamo lasciati guidare dalla senten'a di #armenide: 6+o stesso infatti $ pensare e altrettanto anche essere6. +a questione circa il senso di questo 6stesso6 $ la questione circa l'essen'a dell'identit. +a dottrina della metafisica si rappresenta l'identit come un tratto fondamentale dell'essere. Adesso ci appare come l'essere appartenga con il pensiero ad una identit la cui essen'a deriva da quello Zusammengehrenlassen11 che noi chiamiamo l'%reignis 3evento4. +'essen'a dell'identit $ propriet 38igentum4 dell'%r-eignis. Nel caso che nel tentativo di indiri''are il nostro pensiero verso il luogo della provenien'a essen'iale dell'identit potesse esserci qualcosa che valesse la pena di essere conservato! che ne sare%%e allora del titolo della nostra conferen'a* Il senso del titolo Il principio di identit si sare%%e trasformato. Il principio si d in un primo momento nella forma di un principio fondamentale che presuppone l'identit come un tratto dell'essere! cio$ come un tratto del fondamento dell'essente. Ra questo principio! inteso come asser'ione! $ derivato nel corso del cammino un principio del genere di un salto12! salto che si distacca dall'essere in quanto fondamento dell'essente per saltare verso l'assen'a di fondamento 3 Abgrund4. 9a questa assen'a di fondamento non $ n7 il vuoto nulla! n7 un oscuro groviglio: $ l' %r-eignis. Nell'8rSeignis si li%ra l'essen'a di ci" che parla come lingua! che una volta a%%iamo chiamato la casa dell'essere. +a denomina'ione 6principio di identit6 dice ora: un salto esigito dall'essen'a dell'identit! perch7 tale essen'a ne ha %isogno 3 braucht4 se lo Zusammengehren di uomo e essere deve pervenire diversamente alla luce essen'iale dell'8reignis. Nel corso del cammino che va dal principio 3Satz4 come asser'ione sull'identit al principio come salto nella provenien'a essen'iale dell'identit! il pensiero si $ trasformato. #er questo esso! stando di fronte al presente e volgendo lo sguardo nella dire'ione opposta rispetto al corso di esso! scorge al di l della situa'ione dell'uomo la costella'ione di essere e uomo a partire da ci" che fa entram%i reciprocamente proprii! a partire cio$ dall' %r-eignis. #osto che ci attenda la possi%ilit che l'imSposi'ione 3 Ge-Stell4! la vicendevole provoca'ione di uomo ed essere al calcolo del calcola%ile! si rivolga a noi parlandoci come l'evento 3%reignis4 che per primo espropria uomo ed essere in dire'ione di ci" che $ loro proprio! allora ci sare%%e una via li%era su cui l'uomo avre%%e dell'essente! del tutto del moderno mondo della tecnica! della natura e della storia! e soprattutto del loro essere un'esperien'a pi& ini'iale. Pino a che la medita'ione sul mondo dell'era atomica! con tutta la consapevole''a della sua responsa%ilit! tende soltanto a conseguire l'uso pacifico dell'energia atomica! considerando! per"! anche esaurito il suo compito con il conseguimento di tale finalit! fino ad allora il pensiero rester fermo a met strada. )on questa strada percorsa soltanto per met il inondo della tecnica viene ulteriormente! ed an'i solo allora! assicurato nel suo predominio metafisico. 9a dove $ stato deciso che la natura in quanto tale de%%a restare per tutto il tempo a venire la natura della fisica moderna e la storia 3Geschichte4 rappresentarsi soltanto come oggetto della storiografia 3'istorie4* )erto non possiamo n7 rifiutare l'odierno mondo della tecnica come opera dia%olica! n7 ci $ consentito distruggerlo nel caso che non provveda a farlo da
11

'assen indi#a5 las#iare #he..., fare s? #he..., *uindi *ui las#iare 8far s?9 #he #"se di+erse a''artengan" ad un" stess" a).it", ad un a).it" #")une. 12 G"n B'rin#i'i"B a..ia)" trad"tt" la 'ar"la Sat# 8#"sM Sat# der !dentit"t 6 il 'rin#i'i" di identit(9, la *uale 'er7 indi#a in tedes#" an#he il salt". Per *uest" Heidegger 'arla *ui di un Sat# del genere di un salt" 8Sprung *ui, da s'ringen, saltare9.

s7. Ancor meno ci $ consentito per" a%%andonarci all'opinione che il mondo della tecnica sare%%e fatto in modo da impedire che ci si distacchi da esso semplicemente con un salto. uesta opinione! infatti! considera ci" che $ attuale! posseduta da esso! come la sola realt. ,n'opinione del genere $ sen''altro fantastica_ non $ invece fantastico un pensiero che guardi in faccia preliminarmente ci" che! in quanto risonan'a 3 Zus(ruch4 dell'essen'a dell'identit di uomo ed essere! a noi si avvicina. Il pensiero ha avuto %isogno di pi& di duemila anni per afferrare in modo appropriato una rela'ione tanto semplice come quella della media'ione all'interno dell'identit. - allora consentito a noi supporre che il. ripiegamento pensante verso la provenien'a essen'iale dell'identit sia reali''a%ile in un solo giorno* #roprio perch7 tale ripiegamento esige un salto! ha %isogno del suo tempo! del tempo del pensiero! che $ un tempo diverso rispetto a quello del calcolo che oggi da tutte le parti attrae tanto il nostro pensiero. ,n cervello elettronico! oggi! pu" in un secondo compiere opera'ioni in cui compaiono migliaia di rela'ioni! rela'ioni che! nonostante la loro utilit tecnica! sono inessen'iali. 2utto ci" che tentiamo di pensare e in qualunque modo tentiamo di pensarlo! lo pensiamo nell'am%ito 3S(ielraum4 della tradi'ione. 8ssa si impone quando ci li%era da un pensiero che segue le cose per portarci verso un pensiero che le anticipi sen'a essere pi& un pianificare. 5olo se ci rivolgiamo pensando verso ci" che $ gi stato pensato! ci troviamo ad esser volti al servi'io di ci" che ancora $ da pensare.

1d

La costituzione onto-teo-logica della metafisica


uesto seminario ha tentato di dare ini'io ad un colloquio con Qegel. Il colloquio con un pensatore pu" riguardare soltanto la questione 1 del pensiero. 6 uestione6 indica! in %ase alla defini'ione che se ne $ data! il litigio! ci" intorno a cui si apre una lite! e l'unico caso in cui per il pensiero si apra una lite $ il caso in cui il pensiero sia messo in questione. 9a il litigio che si apre intorno al pensiero non viene in primo luogo scatenato! per cos[ dire! dal pensiero. +a questione del pensiero $ quanto in s7 vi $ di litigioso in una lite. +a parola tedesca 5treit 3lite4! in antico alto tedesco strit! non significa innan'i tutto disaccordo 3Yeietracht4! ma oppressione 3\edrgngnis4. +a questione del pensiero opprime 3%edrgngt4 il pensiero in modo che esso venga dapprima portato alla questione che gli $ propria e poi! a partire da tale questione! a se stesso. #er Qegel la questione del pensiero $: il pensiero in quanto tale. Affinch7 tale delimita'ione della questione! ossia del pensiero in quanto tale! non venga fraintesa nel senso della psicologia e della teoria della conoscen'a do%%iamo aggiungere un chiarimento: il pensiero in quanto tale N nella dispiegata piene''a dell'esserSpensato 3(edachtheit4 del pensato 3des (edachten4. uello che qui l'esserSpensato del pensato indica! possiamo comprenderlo soltanto a partire da Oant! a partire dall'essen'a del trascendentale! che Qegel per" pensa in modo assoluto! ossia per lui speculativo. A tale essen'a mira Qegel quando dice del pensiero del pensiero come tale che esso $ sviluppato 6puro nell'elemento del pensiero6 : %nciclo(edia! Introd.! h 1<=. )on una denomina'ione concisa! tale per" che solo con difficolt pu" essere pensata fino in fondo! questo significa: la questione del pensiero $ per Qegel 6il pensiero6 3der (edanbe42! il quale per" dispiegato nella sua piW alta li%ert essen'iale $ 6l'idea assoluta6. Ri essa Qegel dice! verso la fine della Scienza della logica :ed. +asson! vol. II! p. <`<=: 6soltanto l'idea assoluta $ essere! vita che non passa! verit di s7 conscia! ed $ tutta la verit6 V. Qegel stesso! quindi! d espressamente alla questione del suo pensiero quel nome che sovrasta l'intera questione del pensiero occidentale! il nome: essere. :Nel seminario $ stato considerato l'uso molteplice e tuttavia unitario della parola 6essere6. 8ssere vuoi dire per Qegel in primo luogo! ma mai esclusivamente! l' 6indeterminata immediate''a6. +'essere $ visto qui a partire dal mediare determinante! a partire cio$ dal
1

B>uesti"neB tradu#e *ui la 'ar"la tedes#a Sache s"l" nella )isura in #ui B*uesti"neB indi#a #i7 #he in un #"nflitt" 6 l,"ggett" stess" del #"nflitt"L la Sache des Denkens, all"ra, indi#a s"'rattutt" #i7 #he nel 'ensier" 6 in *uesti"ne, la B#"saB 8Sache 6 la #"sa, l,affare9 #he 'r"+"#a il 'ensier" ad essere 'ensier". Sache 6 la #ausa, la #"ntr"+ersia #he +iene '"rtata da+anti al tri.unale 'er essere de#isa. Nell,es'ressi"ne Bla *uesti"ne del 'ensier"B, Sache des Denkens, n"n #,6 *uindi l,idea del '"rsi di una *uesti"ne #he a+re..e #")e "ggett" il 'ensier". B>uesti"ne del 'ensier"B di#e 'iutt"st" la B*uesti"neB #he '"rta il 'ensier" ad essere fin" in f"nd" 'ensier", #he l" '"rta #i"6 nel lu"g" in #ui #i7 di #ui in ess" si tratta 'u7 a''r"'riarsi di sD5 B'"rtare fin" in f"nd"B si di#e in tedes#" austragen ed indi#a il deferire in dire!i"ne di un,ulteri"rit( #he #")e tale resta legata a *uell,a''r"'ria!i"ne #he 6 l,Ereignis. 2 Nel N 85 dell,<n#i#l"'edia Hegel di#e5 B...il 'ensier" [der Gedanke%, #he 6 la s"la #"sa [3a#he% di #ui *ui si tratta...B. &l %edanke 6 *uindi il Denken 8il 'ensier" #")e 'ensare9 #he la s#ien!a della l"gi#a assu)e #")e B#"saB da 'ensareL nella l"gi#a i +ari %edanken, i 'ensieri, s"n" assunti Ban#he in *uant" %edanken 8<n#., N 199. Ma #"gliere i 'ensieri in *uant" 'ensieri n"n #"rris'"nde s"ltant" ad un eser#i!i" f"r)ale del 'ensier", del DenkenL #"gliere i 'ensieri in *uant" 'ensieri signifi#a an#he ri#"n"s#ere nella l"gi#a Bla f"r)a ass"luta della +erit(B 8i.ide).9, ri#"n"s#ere #")e Sache del 'ensier" [Aenken% BilB %edanke. Ael rest" nel *orbegriff #he nell,<n#i#l"'edia intr"du#e alla s#ien!a della l"gi#a 8NN 062789 6 il %edanke #he 'rende '"si!i"ne nei #"nfr"nti dell,"ggetti+it(. V 1a tradu!i"ne #itata 6 di =. M"ni, 'a scien#a della logica, 1ater!a, /ari 1905, +"l. &&&, '. CC5.

11

concetto assoluto e quindi in dire'ione di esso. 6+a verit dell'essere $ l'essen'a6! ossia la riS flessione assoluta. +a verit dell'essen'a $ il concetto nel senso dell'infinito sapersi. +'essere $ l'assoluto pensarsi del pensiero. 5olo il pensiero assoluto $ la verit dell'essere! 6$6 l'essere. Verit indica 3heisst4 qui ovunque: la consapevole''a certa di se stessa propria di ci" che $ possi%ile sapere 3des iiss%aren4=. Qegel per" pensa la questione del suo pensiero! conformemente a quanto essa richiede! contemporaneamente in un colloquio con la precedente storia del pensiero. Qegel $ il primo che pu" e deve pensare in questo modo. +'atteggiamento di Qegel nei confronti della storia della filosofia $ l'atteggiamento speculativo e solo come tale esso $ storico. Il carattere del movimento della storia $ un accadere< nel senso del processo dialettico. Qegel scrive :8nciclopedia! h 1<=: 6Il medesimo svolgimento del pensiero! che $ rappresentato nella storia della filosofia! $ rappresentato anche nella filosofia! ma li%ero da quelle esteriorit storiche! puro nell'elemento del pensiero6. Ri fronte a questa frase restiamo interdetti e sconcertati. +a stessa filosofia e la storia della filosofia devono! secondo la parola stessa di. Qegel! restare in un rapporto di esteriorit. 9a l'esteriorit cui pensa Qegel non $ in alcun modo esteriore nel senso ro''o di ci" che $ meramente superficiale ed indifferente. 8steriorit vuol dire qui l'esterno in cui si trattiene ogni storia ed ogni svolgimento effettivo di fronte al movimento dell'idea assoluta. +'esteriorit qui esposta della storia nei confronti dell'idea si presenta come una conseguen'a dell'autoaliena'ione dell'idea. +'esteriorit $ essa stessa una determina'ione dialettica. 5i resta quindi molto al di sotto dell'autentico pensiero di Qegel se si sta%ilisce che Qegel avre%%e nella filosofia portato ad un'unit la rappresenta'ione storiografica e il pensiero sistematico. (iacch7 per Qegel non si tratta n7 della storiografia! n7 del sistema nel senso di una costru'ione dottrinale. A che cosa mirano tali osserva'ioni sulla filosofia e sul suo rapporto con la storia* Vorre%%ero mostrare come per Qegel la questione del pensiero sia in se stessa storica! storica per" nel senso dell'accadere! di un accadere il cui carattere processuale $ determinato dalla dialettica dell'essere. +a questione del pensiero $ per Qegel l'essere in quanto pensiero che pensa se stesso! pensiero che solo nel processo del suo sviluppo speculativo giunge a se stesso! passando cos. attraverso una serie di tappe che corrispondono a configura'ioni :(estalten= caratteri''ate ognuna da un differente sviluppo e quindi necessariamente in un primo momento non sviluppate. 5oltanto da questo modo di cogliere la questione del pensiero a Qegel proviene una massima peculiare! la misura per la maniera in cui egli parla con i pensatori che lo hanno preceduto. 5e quindi tentiamo un colloquio di pensiero con Qegel! allora do%%iamo non solo parlare della stessa questione! ma della stessa questione nella stessa maniera. 9a lo stesso 3das 5el%e4 non $ l'uguale 3das (leiche4. Nell'uguale scompare la diversit. Nello stesso appare la diversit. 8ssa appare in modo tanto piW assillante! quanto pii decisamente un pensiero $
<

B=##adereB tradu#e la 'ar"la tedes#a %eschehen #he Heidegger usa *ui, #")e fa s'ess" an#he altr"+e, 'er s"tt"lineare un sens" della Bst"riaB, della %eschichte a''unt", #he il 'ensier" "##identale ha tras#urat" a fa+"re dell,atteggia)ent" ra''resentati+" di fr"nte agli a##adi)enti st"ri#i, la #ui realt( 6 data 'er la Historie, la st"ri"grafia 'r"'ria del 'ensier" ra''resentati+", dall,irrigidi)ent" della distan!a te)'"rale, dalla sua )et"di#a )isura.ilit(. 1a Historie tras#urere..e *uindi 'r"'ri" il %eschehen, l,a##adere, gra!ie al *uale la %eschichte, la st"ria, n"n s#")'are se)'li#e)ente #"n i su"i e+enti, )a resta #")e destin" 8destin" n"n nel sens" di una ne#essit( deter)inata sin dall,ini!i", )a nel sens" del Ges#hi#k #")e *ual#"sa #he 6 in+iat", geschickt, '"ssedut" #")e un talent" O %eschick signifi#a an#he un,a.ilit(, un d"n" #he il destin" assegna9. Per i 'r".le)i relati+i alla tradu!i"ne e alla #")'rensi"ne dei ter)ini n")inati in *uesta n"ta, #fr. le n"te di G. Vatti)" in 3aggi e dis#"rsi, #it., ''. 16 e 18, e la n"ta di <. Ma!!arella in e)'" ed essere, Guida, Na'"li 198P, '. 1P6, e natural)ente i lu"ghi stessi di Heidegger #ui tali n"te si riferis#"n".

12

chiamato in causa dalla stessa questione nella stessa maniera. Qegel pensa l'essere dell'essente in maniera speculativoSstorica. Tra! per"! nella misura in cui il pensiero di Qegel appartiene ad un'epoca della storia :questo non significa affatto che appartenga al passato=! noi tenteremo di pensare l'essere pensato da Qegel nella stessa maniera! di pensarlo cio$ storicamente. Il pensiero $ in grado di restare presso la questione che lo concerne solo se nel restarSpresso diventa di volta in volta pi& aderente ad essa! se questa stessa questione diventa per esso pi& litigiosa. In questa maniera la questione esige dal pensiero di essere mantenuta nei rapporti che le sono propri 3in ihrem 5achverhalt4! di fronteggiare il pensiero in una corriS sponden'a! mentre esso porta la questione alla sua solu'ione 3Austrag4 ;. Il pensiero! restando presso la questione che lo concerne! deve! se questa questione $ l'essere! rimettersi alla solu'ione 3Austrag4 dell'essere. )osX siamo tenuti nel colloquio con Qegel e nell'interesse di tale colloquio a rendere in parten'a pi& chiara l'identit 35el%igbeit4 di quella stessa questione. ,n tale impegno esige! secondo quanto si $ detto! che si metta in luce nel colloquio con la storia della filosofia insieme alla diversit della questione del pensiero in pari tempo anche la diversit di ci" che $ storico. ,na tale chiarifica'ione deve qui avvenire necessariamente in modo %reve e schematico. Allo scopo di una chiarifica'ione della diversit esistente tra il pensiero di Qegel e il pensiero da noi tentato! prestiamo atten'ione a tre punti. Noi chiediamo: 1= ual $ in Qegel e in noi la questione del pensiero* 2= ual $ in Qegel e in noi la misura per il colloquio con la storia del pensiero* V= ual $ in Qegel e in noi il carattere di tale colloquio* )irca la (rima domanda. #er Qegel la questione del pensiero $ l'essere visto in rapporto all'esserSpensato 3(edachtheit4 dell'essente nel pensiero assoluto e come pensiero assoluto. #er noi la questione del pensiero $ la stessa! l'essere quindi! ma l'essere visto in rapporto alla sua differen'a 3Rifferen'4 dall'essente. Retto in modo ancora pi& incisivo: per Qegel la questione del pensiero $ il pensiero 3der (edanbe4 come concetto assoluto. #er noi la questione del pensiero $! con una denomina'ione provvisoria! la differen'a in quanto differen'a. )irca la seconda domanda. #er Qegel la misura per il colloquio con la storia della filosofia $: accedere all'energia e all'am%ito di ci" che i pensatori che precedono hanno pensato. Non a caso Qegel espone la sua massima nel corso di un colloquio con 5pino'a e prima di un colloquio con Oant :Scienza della logica! li%. III! ed. +asson! vol. II! p. 21] sgg._ tr. it. cit.! vol. III! p. 1V sgg.=. In 5pino'a Qegel trova il compiuto 6punto di vista della sostan'a6! che per" non pu" essere il pi& alto! poich7 l'essere non e pensato contemporaneamente e in maniera radicalmente decisiva come pensiero che si pensa. In quanto sostan'a e sostan'ialit! l'essere non si $ ancora dispiegato come soggetto nella sua assoluta soggettit. 2uttavia! 5pino'a continua ad interessare in modo sempre rinnovato l'intero pensiero dell'idealismo
;

=..ia)" gi( a##ennat" alle diffi#"lt( #"ntenute nella 'ar"la Austrag 8#fr. la n. 0 relati+a alla 'ri)a 'arte9. >ui tradu#ia)" Austrag #"n Bs"lu!i"neB n"n 'er#hD Austrag '"ssa signifi#are Bs"lu!i"neB, )a 'iutt"st" 'er#hD #i se).ra #he una s"lu!i"ne sia #i7 #he una *uesti"ne ri#hiede in *uant" taleL l,a.us" 6 *uindi legat" al fatt" #he n"n 6 stat" '"ssi.ile tradurre adeguata)ente Sache, #he il ter)ine B*uesti"neB ries#e a rendere s"l" in 'arte. >uand" infatti il +er." austragen 6 riferit" ad un #"nflitt", ad una dis'uta, *ui ad ese)'i" alla strittige Sache del 'ensier", indi#a 'iutt"st" il '"rtare l" Streit a #i7 #he in ess" +i 6 di essen!ial)ente litigi"s", ad una Bs"lu!i"neB #he las#i essere in tutte le sue '"ssi.ilit( il nu#le" litigi"s", sen!a tr"n#arne, 'er #"sQ dire, il #a))in" +ers" l,a''r"'ria!i"ne di sD. Einen Streit austragen ha l" stess" sens" dell,es'ressi"ne einen Strei streiten, all,in#ir#a dis'utare una dis'uta, dis'utand"la 'er7 fin" in f"nd", sen!a +"lerla a##ant"nare #"n Bs"lu!i"niB fitti!ie. &n seguit" tradurre)" Austrag, 'iI letteral)ente e in un sens" #he sar( #hiarit" 8#fr. n. 189, #"n deferi)ent". 3egnalia)" an#"ra #he il tradutt"re fran#ese tradu#e Austrag #"n conciliation 8>uesti"ns &, dt., '. 099, n. 09.

1V

tedesco! spingendolo in pari tempo nella contraddi'ione in quanto per lui il pensiero comincia con l'assoluto. Il cammino di Oant $ invece diverso! per il pensiero dell'idealismo tedesco e per la filosofia in generale ancora pi& decisivo del sistema di 5pino'a. Qegel vede nella conS ce'ione bantiana della sintesi originaria dell'apperce'ione 6uno dei principi pi& profondi per lo sviluppo speculativo6 :Ivi! p. 22^_ tr. it.! p. 2]=. +a for'a di volta in volta propria dei pensatori Qegel la trova in ci" che essi hanno pensato! nella misura in cui ci" che hanno pensato pu" essere elevato 3aufgeho%en4! come un certo grado dello sviluppo che $ stato di volta in volta raggiunto! al pensiero assoluto. uesto pensiero $ assoluto solo in quanto. si muove nel suo processo dialetticoSspeculativo e per farlo esige la gradualit. #er noi la misura per il colloquio con .la tradi'ione storica $ la stessa! trattandosi di accedere all'energia del pensiero che ci ha preceduti. 5olo che noi cerchiamo quell'energia non in ci" che $ gi stato pensato! ma in qualcosa di impensato! a partire da cui il pensato riceve il suo spa'io essen'iale. 9a solo il giSpensato prepara l'ancoraSimpensato! che in maniera sempre nuova ritorna alla sua sovra%%ondan'a. +a misura fornita dall'impensato non conduce all'inserimento del giSpensato in uno sviluppo ed in una sistematica sempre pi& elevati e tali che lo superano! ma esige che il pensiero tramandatoci sia messo in li%ert nel suo giSstato 3(eeesenes4] a tenuto ancora in ser%o. uesto giSstato domina sin dall'ini'io la tradi'ione! la precede costantemente! sen'a essere per" pensato espressamente! sen'a essere pensato come il momento ini'iale. )irca la terza domanda. #er Qegel il colloquio con la storia della filosofia precedente ha il carattere del superamento 3Aufhe%ung4! ossia del comprendere mediatore nel senso della fonda'ione assoluta. #er noi il carattere del colloquio con la storia del pensiero non $ pi&' il superamento 3Aufhe%ung4! ma il passo indietro. Il superamento 3Aufhe%ung4 conduce in un am%ito in cui ci" che $ superato viene raccolto pi& in alto! l'am%ito della verit assolutamente posta nel senso della certe''a completamente dispiegata del sapere che sa se stesso. Il passo indietro indica nella dire'ione dell'am%ito! trascurato fino ad oggi! a partire da cui l'essen'a della verit diventa! pi& di ogni altra cosa! degna di essere pensata 3denbejrdig4. Ropo questa concisa caratteri''a'ione della diversit esistente tra il pensiero di Qegel e il nostro in riferimento alla questione! alla misura e al carattere di un colloquio con la storia del pensiero! tentiamo ora di far procedere! in modo un poco pi& chiaro! il colloquio ini'iato con Qegel. )i" significa: noi osiamo compiere un esperimento con il passo indietro. +'espressione 6passo indietro6 si presta a numerosi fraintendimenti. 6#asso indietro6 non indica un passo isolato del pensiero! ma il modo di incamminarsi 3die Art dar \eeegung4 del pensiero e un luogo cammino 3ieg4. Nella misura in cui il passo indietro determina il carattere del nostro colloquio con la storia del pensiero occidentale! esso porta in qualche modo il pensiero fuori da quanto $ stato pensato finora nella filosofia. 11 pensiero si ritira di fronte alla sua questione! di fronte all'essere! portando cosX il pensato ad un confronto in cui noi scorgiamo la totalit di quella storia! la scorgiamo nella dire'ione di ci" che costituisce la fonte di questo intero pensiero! in quanto prepara l'am%ito per il soggiorno del pensiero. Altrimenti che per Qegel! qui non si tratta di un pro%lema lasciatoci in eredit! gi predisposto! ma di qualcosa intorno a cui in tutto il corso di questa storia del pensiero non sono state poste domande. A questo qualcosa diamo provvisoriamente ed inevita%ilmente un nome che proviene dalla
]

GeResenes "ltre ad essere il 'arti#i'i" 'assat", usat" #")e s"stanti+", del +er." essere, 6 an#he, e 'er Heidegger s"'rattutt", un ter)ine #he indi#a il ra##"gli)ent" 8ge29 di #i7 #he 6 essen!iale 8Sesen 6 l,essen!a9. =n#he 'er *uest" #fr. la n. 1 a '. 1 della tr. it. di 3aggi e dis#"rsi, #it.

1<

lingua della tradi'ione. #arliamo della differen'a 3Rifferen'4 tra l'essere e l'essente. Il passo indietro va dall'impensato! dalla differen'a come tale! a ci" che $SdaSpensare 3das 'uS Renbende4. uesto $ l'o%lio della differen'a. +'o%lio che qui $ da pensare $ .il velamento della differen'a come tale pensato a partire dalla klmD :nascondimento! Ver%ergung=! un velamento che a sua volta si $ gi all'ini'io sottratto. +'o%lio appartiene 3gehZrt4 alla differen'a! perch7 la differen'a $ all'ascolto 3'ugehZrt4 dell'o%lio. +'o%lio non scende sulla differen'a in un tempo successivo come conseguen'a di una dimentican'a del pensiero umano. +a differen'a di essente ed essere $ l'am%ito all'interno del quale la metafisica! il pensiero occidentale nella totalit della sua essen'a! pu" essereci" che $. Il passo indietro s'incammina quindi verso l'essen'a della metafisica partendo dalla metafisica. +'osserva'ione sull'uso hegeliano dell'am%igua parolaSguida 6essere6 lascia intendere come il discorso di essere ed essente non possa mai essere ricondotto ad un'unica epoca della storia dell'illumina'ione 3+ichtungsgeschichte4 dell' 6essere6. Il discorso dell' 6essere6! poi! non intende mai questo nome nel senso di un genere alla cui vuota generalit apparterre%%ero come casi particolari le varie dottrine dell'essente storiograficamente rappresentate. +' 6essere6 parla sempre destinalmente 3geschicblich4'! in un modo quindi che $ intriso di tradi'ione^. Tra! per"! il passo indietro dalla metafisica alla sua essen'a esige tempi ed attese la cui dimensione ci $ ignota. ,n'unica cosa $ chiara: il passo richiede una prepara'ione che do%%iamo avere il coraggio di affrontare su%ito_ questo per" nei confronti dell'essente come tale nella sua totalit! come esso $ ora e come comincia a mostrarsi sempre pi& nettamente. )i" che $ ora! porta il marchio 3eird geprggt4 del dominio dell'essen'a della tecnica moderna! quel dominio che si annuncia gi in tutti i campi della vita con tratti che possono prendere nomi diversi come fun'ionali''a'ione! perfe'ione! automa'ione! %urocrati''a'ione! informa'ione. Allo stesso modo in cui chiamiamo la rappresenta'ione di ci" che vive 6%iologia6! cosX possiamo chiamare 6tecnologia6 la descri'ione e il disegno ultimo 3Ausformung4 dell'essente sottoposto al dominio dell'essen'a della tecnica. +'espressione pu" servire ad indicare la metafisica dell'era atomica. Il passo indietro dalla metafisica all'essen'a della metafisica $! visto a partire dal presente e assunto a partire dalla visione che di tale presente a%%iamo! il passo dalla tecnologia e dalla descri'ione e interpreta'ione tecnologiche dell'epoca attuale all'essen'a che per prima $ da pensare! all'essen'a della tecnica moderna. )on questa indica'ione viene allontanato anche l'altro possi%ile fraintendimento dell'espressione 6passo indietro6! l'opinione cio$ che il passo indietro consistere%%e in un recupero storiografico dei primi pensatori della filosofia occidentale. +a dire'ione che il passo indietro ci spinge e prendere! %eninteso! si dispiega e si mostra solo con il compimento del passo. A%%iamo scelto! per a%%racciare nel corso del seminario con uno sguardo la totalit della metafisica hegeliana! come me''o sussidiario una delucida'ione del passo con cui si apre il primo li%ro della Scienza della logica* a dottrina dell+essere . (i il titolo del passo d! in ciascuna delle parole che lo costituiscono! a%%astan'a da pensare. 8sso suona: 6)on che si deve incominciare la scien'a*6. +a risposta di Qegel a questa domanda consiste nel provare che l'ini'io $ di 6natura speculativa6. )i" vuol dire: il cominciamento non $ n7 qualcosa di immediato! n7 qualcosa di mediato. A%%iamo cercato di esprimere questa natura dell'ini'io in una proposi'ione speculativa: 6Il cominciamento $ il risultato6. uesta proposi'ione! per la
^

%eschicklich 6 'er Heidegger #i7 #he 6 in+iat", #he #i 6 destinat" n"n 'er fatale ne#essit(, )a all,intern" della %eschichte dell,essere 8#fr. *ui s"'ra la n. 49.

1;

pluralit dialettica dei significati dello 6$6! ha piW di un senso. ,no dei sensi $: il. cominciamento $ N prendendo alla lettera il resultare N il rim%al'o derivante dal compimento 3Vollendung4 del movimento dialettico del pensiero che pensa se stesso. Il compimento di questo movimento! l'idea assoluta! $ il tutto dispiegato nella sua chiusura! la piene''a dell'essere. Il rim%al'o che deriva da questa piene''a produce il vuoto dell'essere. - con tale vuoto che la scien'a :l'assoluto sapere che sa se stesso= deve incominciare. )ominciamento 'e fine del movimento! e prima ancora questo stesso movimento! restano ovunque l'essere. 8sso $ 3eest4 come movimento che in se stesso procede circolarmente dalla piene''a all'aliena'ione piW esteriore e da questa aliena'ione alla piene''a che si compie 3in die sich vollendende Pjlle4. +a questione del pensiero $ quindi per Qegel il pensiero che si pensa! e come tale $ l'essere che in se stesso procede circolarmente. +a proposi'ione speculativa circa il cominciamento! in un'inversione che non $ solo giustificata! ma necessaria! suona: 6Il risultato $ il cominciamento6. 5i deve incominciare propriamente con il risultato in quanto da esso risulta il cominciamento. +a stessa cosa dice l'osserva'ione che Qegel aggiunge occasionalmente e tra parentesi verso la fine del passo sul cominciamento :+asson I! p. ]V_ tr. it.! I! p. ]`=: 6:e sare%%e Rio che avre%%e il piW incontesta%ile diritto a che si. incominciasse da lui= 6. In %ase alla domanda contenuta nel titolo del passo si tratta del 6cominciamento della scien'a6. 5e tale scien'a deve incominciare con Rio! $ la scien'a di Rio: teologia. uesto termine parla qui nel suo significato piW tardo. In %ase ad esso teo logia $ ci" che il pensiero rappresentativo asserisce intorno a Rio. In origine per" mK/cEUEA! mKcEUB0 indica il dire miticoSpoetante 3das mnthischS dichtende 5agen4 degli d$i 3von den (Zttern4 ` sen'a alcun riferimento all'insegnamento di una fede e alla dottrina di una chiesa. #erch7 6la scien'a6 N questo $ il nome che la metafisica ha assunto a partire da Pichte SSS! perch7 la scien'a $ teologia* fisposta: lo $ perch7 la scien'a $ lo sviluppo sistematico del sapere! e in quanto tale $ il sapersi stesso dell'essere dell'essente e quindi il suo esser vero. +a denomina'ione scolastica che viene attri%uita alla scien'a dell'essere tra la fine del medioS evo e l'ini'io dell'epoca moderna! alla scien'a dell'essere come scien'a dell'essente come tale nella sua generalit! $: ontosofia o ontologia. Tra! per"! la metafisica occidentale sin dal suo ini'io presso i (reci e indipendentemente da tali denomina'ioni $ in pari tempo ontologia e teologia. Nella prolusione )he cos+, la meta-isica :1a2a= la metafisica viene quindi determinata come pro%lema dell'essente in quanto tale e dell'essente nel suo tutto. +a totalit di questo tutto $ l'unit dell'essente! unit che unifica in quanto fondamento 3(rund4 che fa emergere. #er chi sa leggere! questo significa: la metafisica $ ontoSteoSlogia. )hi a%%ia della teologia una conoscen'a matura e non casuale! tanto della teologia della fede cristiana quanto di quella filosofica! preferisce oggi tacere su Rio nell'am%ito del pensiero. Il carattere ontoSteologico della metafisica! infatti! $ diventato pro%lematico 3fragejrgig4a per il pensiero! non sulla %ase di una qualche forma di ateismo! ma sulla %ase dell'esperien'a di un pensiero al quale si $ mostrata nell'ontoSteoSlogia l'unit ancora impensata dell'essen'a della metafisica. uesta essen'a della metafisica resta intanto per il pensiero la questione piW degna di essere pensata 3das Renbejrdigste4! fino a che il pensiero non interrompa ar%itrariamente! sen'a
`

&l dire )iti#"2'"etante 6 BdegliB d6i 'er#hD di#e degli d6i las#iand" #he #i7 #he 6 dett" 'r"+enga dagli d6i, )on den %ttern. Heidegger #"ntra''"ne *uest" dire al dire del 'ensier" ra''resentati+" #he fa delle asser!i"ni int"rn" a Ai", $ber %ott. a -ragRrdig 6 usat" da Heidegger 'er indi#are *ual#"sa #he 6 degn", &$rdig, di essere )ess" in *uesti"ne, di essere interr"gat".

1]

tener conto quindi dei legami gi sta%iliti1d! il colloquio con la tradi'ione che tali legami ha sta%ilito 3 mit seiner geschicbhatften o%erlieferung4. Nella ;a edi'ione di )he cos+, la meta-isica. :1a<a=! l'introdu'ione aggiunta a tale edi'ione d un'esplicita indica'ione circa l'essen'a ontoSteologica della metafisica :p. 1^ sg.! ^a ed. p. 1` sg.=. 5are%%e tuttavia affrettato credere che la metafisica sia teologia! solo perch7 $ ontologia. A questa afferma'ione %isogna premettere che la metafisica $ teologia! un asserire intorno a Rio! solo perch7 il dio entra nella filosofia. )os[ la questione circa il carattere ontoS teologico della metafisica si affina trasformandosi nella domanda: 6)ome entra il dio11 nella filosofia! non solo nella filosofia moderna! ma nella filosofia come tale*6. uesta domanda pu" trovare una risposta solo se prima sar sufficientemente dispiegata come domanda. +a domanda 6)ome entra il dio nella filosofia* 6! allora! pu" essere davvero attraversata dal pensiero! se in essa $ stato chiarito sufficientemente ci" in cui il dio deve entrare N la filosofia stessa. Pinch7 ci limiteremo a sottoporre la storia della filosofia ad un esame soltanto storiografico! troveremo ovunque che il dio nella filosofia $ sempre entrato. #osto per" che la filosofia! in quanto pensiero! sia il rimettersi all'essente come tale in modo li%ero e spontaneamente compiuto! allora il dio pu" pervenire alla filosofia solo in quanto essa di per s7! seconda la suo essen'a! ne chiede l'ingresso e determina il modo in cui tale ingresso deve avvenire. +a domanda 6)ome entra il dio nella filosofia*6 ricade perci" nella domanda 6Ra dove deriva la costitu'ione ontoSteologica dell'essen'a della metafisica* 6. 9a accogliere la domanda sotto questa forma significa compiere il passo indietro. In tale passo pensiamo 3%edenben4 adesso la provenien'a essen'iale della struttura ontoS teologica di tutta la metafisica. Noi poniamo la domanda: 6)ome entra nella metafisica il dio e in risposta al dio la teologia e con la teologia il fondamentale tratto ontoSteologico*6. Noi poniamo questa domanda nel corso di un colloquio con l'intera storia della filosofia. In pari tempo! per"! la poniamo con particolare riguardo a Qegel. uesto ci offre l'occasione di prendere dapprima in considera'ione qualcosa di singolare. Qegel pensa l'essere nella sua vacuit pi& vacua! cio$ nel modo pi& generale. 8gli pensa! in pari tempo! l'essere nella sua piene''a compiutamente perfetta. Non denomina! tuttavia! la filosofia speculativa! ossia l'autentica filosofia! 6ontoSteoSlogica6! ma 6scien'a della logica6. )on l'attri%u'ione di questo nome Qegel porta alla luce qualcosa di decisivo. )he la metafisica prenda il nome di 6logica6 potre%%e certamente essere spiegato in un %atter d'occhio! facendo notare come per Qegel la questione del pensiero sia 6il pensiero6 3der (edanbe4! intendendo questa parola come singulare tantum. Il pensiero 3der (edanbe! das Renben4 $ palesemente e secondo l'uso antico il tema della logica. )ertamente. 9a $ altrettanto indu%ita%ilmente certo che Qegel! fedele alla tradi'ione! rinviene la questione del pensiero nell'essente in quanto tale e nella sua totalit! nel movimento dell'essere dalla sua vacuit alla sua dispiegata piene''a. 9a come $ mai possi%ile che 6l'essere6 decada fino al punto di mostrarsi come 6il pensiero6 3der (edanbe4* )ome se non per il fatto che l'essere porta gi impresso il carattere del
1d

=..ia)" trad"tt" #"n la frase Bsen!a tener #"nt" dei lega)i gi( sta.ilitiB la se)'li#e es'ressi"ne tedes#a uns#hi#kli#h, #he "rdinaria)ente signifi#a Bs#"n+enienteB, Bsgar.at"B, in *uant" in essa 6 'resente *uel Ges#hi#k #he allude a lega)i destinali #he #i #"in+"lg"n" sen!a #he la n"stra +"l"nt( '"ssa inter+enire5 6 la T.erlieferung, la tradi!i"ne, an#he nel sens" della T.erk"))nis, #he *ui a..ia)" trad"tt" #"n 'assaggi"#he2tra)anda, )a #he indi#a s"'rattutt" Bs"'ra++enireB e si di#e di *ual#"sa #he giunge sen!a #he sia '"ssi.ile far nulla 'er e+itarl". $ns#hi#kli#h 6 l,atteggia)ent" del 'ensier" #he n"n tiene #"nt" di *uest" s"'ra++enire, #he n"n tiene #"nt" a''unt" dei lega)i gi( sta.iliti. 11 Heidegger usa *ui il n")e Bdi"B #")e un s"stanti+" #")une, 're#edut" dall,arti#"l" deter)inati+". &n tedes#", #"),6 n"t", tutti i s"stanti+i s"n" )aius#"li5 tradu#end" in italian" )i 6 tutta+ia se).rat" "''"rtun" s"tt"lineare l,us" i)'ers"nale del n")e Bdi"B.

1^

fondamento! mentre il pensiero N giacch7 appartiene allo stesso am%ito cui appartiene anche l'essere 3'usammengehZrt4 N si raccoglie intorno all'essere come fondamento 3(rund4 nella forma di una ricerca del fondo 38rgrjnden4 e di una fonda'ione giustificante 3\egrjndung4* +'essere si manifesta come il pensiero 3der (edanbe4. )i" significa: l'essere dell'essente si disvela come fondamento che $ esso stesso alla ricerca del fondo ed esso stesso fonda'ione giustificante. Il fondamento! la ratio sono secondo la loro provenien'a essen'iale: il +"gos nel senso del raccogliente lasciarSessereSpostoSdavanti 12! lo 6pC q?M.0. #er Qegel! allora! 6la scien'a6! ossia la metafisica! in realt non $ 6logica6 per il fatto di avere come tema il pensiero! ma perch7 la questione del pensiero resta l'essere! il quale per" sin dai primordi del suo disvelarsi nell'impronta del k/UEA! del fondamento fondante richiede come fonda'ione il pensiero. +a metafisica pensa l'essente in quanto tale! ossia in generale. +a metafisica pensa l'essente in quanto tale! ossia nella sua totalit. +a metafisica pensa l'essere dell'essente tanto nell'unit di ci" che $ pi& generale! ossia di ci" che $ ovunque valido! unit che $ ricerca del fondo 3ergrjndende 8inheit4! quanto nell'unit della totalit! ossia di ci" che sta al di sopra di tutto! unit che $ fonda'ione giustificante 3%egrjndende 8inheit4. )os[ l'essere dell'essente sin dall'ini'io $ pensato come fondamento che fonda. #er questo tutta la metafisica $ fondamentalmente sulla %ase del suo stesso fondamento il fondare 3(rjnden4 che rende conto del fondamento! che $ responsa%ile di fronte al fondamento e che infine chiede che il fondamento si giustifichi. A che cosa mirano queste osserva'ioni* A renderci accessi%ili in tutta la loro autentica gravit i termini! usati cosi spesso! di ontologia! teologia e ontoSteologia. A prima vista e nell'uso corrente! comunque! i termini ontologia e teologia non hanno un aspetto diverso da quello di altri termini a noi noti! come psicologia! %iologia! cosmologia! archeologia. Il suffisso 6Slogia6 indica approssimativamente e correntemente che si tratta delle scien'e che si occupano rispettivamente dell'anima! dei viventi! del cosmo! dei resti dell'antichit. 9a nella 6Slogia6 non si cela soltanto il logico nel senso di ci" che $ coerente e sottoposto alle regole del discorso! ci" che articola e muove tutto il sapere delle scien'e! lo mette al sicuro e lo comunica. +a 6S logia6 $ ogni volta l'insieme di un complesso di rapporti di fonda'ioneSgiustifica'ione in cui gli oggetti delle scien'e sono rappresentati! ossia afferrati concettualmente! in riferimento al loro fondamento. 9a l'ontologia e la teologia sono 6logie6 nella misura in cui ricercano il fondo 3ergrjnden4 dell'essente come tale e provvedono alla fonda'ioneSgiustifica'ione 3%egrjnden4 di esso nella sua totalit. 8sse rendono conto dell'essere come fondamento dell'essente. 8sse sono responsa%ili di fronte al k/UEA e sono in un senso essen'iale adeguate al k/UEA! sono cio$ la logica del k/UEA. )onseguentemente! il loro nome pi& aderente alla questione che le $ propria e pi& chiaramente! $ ontoSteoSlogica. 5iamo ora in grado di intendere il termine 6logica6 nel senso essen'iale che include anche l'uso che ne fa Qegel e che $ il solo che chiarisca tale uso! lo intendiamo cio$ come il termine che serve ad indicare quel pensiero che ovunque ricerca il fondo 3ergrjndet4 e dispone la fonda'ioneSgiustifica'ione 3%egrjndet4 dell'essente come tale nella sua totalit a partire dall'essere come fondamento :k/UEA=. Il tratto fondamentale della metafisica si chiama 3heirt4 ontoSteoSlogica. 5aremmo cosi messi nella condi'ione di chiarire come il dio entri nella filosofia. In che misura qui un chiarimento pu" riuscire* Nella misura in cui noi osserviamo che la questione del pensiero $ l'essente come tale! ossia l'essere. Il modo essen'iale in cui l'essere
12

&n tedes#" *orliegenlassen5 #"n *uesta es'ressi"ne Heidegger tradu#e in Che cosa significa pensare?, #it., se#"nda 'arte, il UVWXYZ del fra))ent" V& di Par)enide.

1`

si mostra $ il fondamento. )onseguentemente! la questione del pensiero! l'essere in quanto fondamento! $ pensata fino in fondo solo se il fondamento $ presentato come fondamento primo! sLG.D ?LUl . +a questione originaria 3die ursprjngliche 5ache4 del pensiero si presenta come /r-Sache1V! come causa prima! che corrisponde al ritorno fondanteS giustificante verso l'ultima ratio! la resa dei conti ultima. +'essere dell'essente $ rappresentato fino in fondo nel senso del fondamento solo come causa sui. )on quest'espressione si indica il concetto metafisico di Rio. +a metafisica deve giungere con il pensiero fino al dio! poich7 la questione del pensiero $ l'essere! il quale per" sussiste 3eest4 come fondamento in molti modi: come k/UEA! come 1sEtKBIKMEM! come sostan'a! come soggetto. uesto chiarimento dice pro%a%ilmente qualcosa di giusto! ma resta del tutto insufficiente per la colloca'ione 38rZrterung4 dell'essen'a della metafisica. +a metafisica! infatti! non $ soltanto teoSlogica! ma anche ontoSlogica. 5oprattutto essa non $ soltanto l'una oppure anche l'altra. #iuttosto la metafisica $ teoSlogica perch7 $ ontoSlogica. - ontoSlogica perch7 $ teologica. +a costitu'ione ontoSteologica dell'essen'a della metafisica non pu" essere chiarita n7 sulla %ase della teologica! n7 sulla %ase dell'ontologica! posto che qui siano sufficienti per ci" che resta da pensare 3%edenben4 dei chiarimenti. festa infatti ancora impensato a partire da quale unit l'ontologica e la teologica appartengano ad un am%ito comune 3'usammengehZren4! impensata resta la provenien'a di tale unit! impensata la differen'a delle cose diverse che essa unifica. (iacch7 palesemente non si tratta solo della fusione di due discipline della metafisica a s7 stanti! ma dell'unit di ci" che viene interrogato e pensato nell'ontologica e nella teologica: l'essente come tale nella sua dimensione generale e primaria in uno con l'essente come tale nella sua dimensione suprema ed ultima. +'unit di questo uno $ di un genere tale per cui la dimensione ultima fonda nella maniera che le $ propria la dimensione primaria e la dimensione primaria secondo la maniera che le $ propria la dimensione ultima. +a diversit delle due maniere di fondare ricade essa stessa nella differen'a ancora impensata che a%%iamo nominato. 5ull'unit dell'essente come tale nella sua dimensione generale e nella sua dimensione suprema si %asa la costitu'ione dell'essen'a della metafisica. ui si tratta di collocare 3erZrtern4 la domanda circa l'essen'a onteSteologica della metafisica dapprima soltanto in quanto domanda. ,n'indica'ione in dire'ione del luogo 3Trt4 che la domanda circa la costitu'ione ontoSteologica della metafisica colloca 3erZrtert4 pu" fornircela soltanto la cosa stessa di cui qui $ questione! fornircela nella forma di un tentativo di pensare la questione del pensiero in un modo piW aderente alla questione stessa. +a questione del pensiero $ stata tramandata nel pensiero occidentale con il nome di 6essere6. 5e pensiamo questa questione in un modo che le sia appena un po' piW aderente! se prestiamo un po' pi& di atten'ione a ci" che di litigioso vi $ in essa! allora troviamo che essere significa sempre e ovunque: essere dell'essente! dove il genitivo dev'essere pensato come genitivus obiectivus. 8ssente significa sempre e ovunque: essente dell'essere! dove il genitivo dev'essere pensato come genitivus subiectivus. - comunque con cautela che parliamo di un genitivo volto verso oggetto e soggetto_ giacch7 i termini soggetto e oggetto sono gi a loro volta sorti da un'impronta 3#rggung4 dell'essere. 5oltanto una cosa $ chiara! che nell'essere dell'essente e nell'essente dell'essere si tratta ogni volta di una differen'a. #ensiamo allora l'essere nel modo richiesto dalla questione che lo concerne! solo se lo
1V

Nel linguaggi" "rdinari" $rsa#he signifi#a la #ausa, la #agi"ne. Heidegger, #he '"2 ne in e+iden!a le due 'arti #he #")'"ng"n" la 'ar"la 8$r2 indi#a l,"riginari"9, intende )"strare #")e l,"riginaria 3a#he del 'ensier" di+enti nel 'ensier" )etafisi#" #ausa 'ri)a e *uindi an#he nella serie delle giustifi#a!i"ni2f"nda!i"ni l,ulti)a rati".

1a

pensiamo nella differen'a dall'essente! e l'essente nella differen'a dall'essere. In questo modo la differen'a si mostra propriamente allo sguardo. 5e tentiamo di rappresentarcela! ci troviamo su%ito spinti ad intendere la differen'a come una rela'ione che la nostra rappresenta'ione ha aggiunto all'essere e all'essente. +a differen'a $ cos[ ridotta a distin'ioS ne! ad artificio del nostro intelletto. 9a supponiamo per un istante che la differen'a sia un'aggiunta della nostra rappresenta'ione_ allora sorgere%%e la domanda: 6,n'aggiunta a che cosa*6. 5i risponde: all'essente. \ene. 9a che cosa significa 6l'essente6* )he cos'altro significa se non: qualcosa che $* In questo modo mettiamo la presunta aggiunta! la rappresenta'ione della differen'a! nell'am%ito dell'essere. 9a 6l'essere6 significa esso stesso: l'essere che l'essente $. + dove dovremmo essere noi a portare la differen'a come presunta aggiunta! troviamo gi sempre l'essente e l'essere nella loro differen'a. - la stessa cosa che avviene nella fia%a della lepre e del porcospino dei fratelli (rimm: 65on qua6 1<. Tra! di fronte a questo singolare stato di cose :che essente ed essere siano gi sempre trovati preliminarmente a partire dalla differen'a e nella differen'a= sem%rere%%e possi%ile procedere in maniera sommaria! fornendo la seguente spiega'ione: il nostro pensiero rappresentativo $ ormai disposto e costituito in modo tale che esso passando per cosX dire al di sopra della propria testa! testa da cui ha avuto origine! ovunque tra l'essente e l'essere installa preliminarmente la differen'a. 5u questa spiega'ione! apparentemente illuminante! ma anche troppo s%rigativa! ci sare%%e molto da dire e ancora di pi& da domandare! innan'i tutto questo: da dove ha origine il 6tra6 in cui la differen'a deve! per cosX dire! essere inserita* 9a lasciamo che opinioni e spiega'ioni vadano per la loro strada e prestiamo invece atten'ione a quanto segue: ovunque e sempre troviamo preliminarmente nella questione del pensiero! nell'essente in quanto tale! ci" che viene chiamato differen'a in un modo cosX indu%ita%ile che dapprima non prendiamo neanche atto di questo dato di fatto inteso come tale! n7 qualcosa ci costringe a farlo. Al nostro pensiero $ concessa la li%ert di lasciare la differen'a impensata oppure di pensarla 3%edenben4 espressamente come tale. uesta li%ert non vale per" in tutti i casi. Inavvertitamente pu" accadere che il pensiero si trovi ad essere coinvolto nella domanda: che cosa vuol dire! dunque! questo essere tanto spesso nominato* 5e l'essere qui si mostra sen''altro come essere di...! quindi nel genitivo proprio della differen'a! allora la precedente domanda suona! formulata in modo pi& aderente al pro%lema che essa pone: che cosa pensare della differen'a! se tanto l'essere quanto l'essente! ognuno nella maniera che gli $ propria! appaiono a partire dalla differen'a* #er essere all'alte''a di questa domanda! do%%iamo dapprima portarci di fronte alla differen'a in un confronto che sia adeguato alla questione che essa pone. #er noi questo confronto si apre quando compiamo il passo indietro. Infatti! solo gra'ie alla distan'a 1; che esso sta%ilisce ci" che $ vicino pu" darsi in quanto tale e la vicinan'a perviene al suo primo apparire. (ra'ie al passo indietro lasciamo la questione del pensiero! l'essere come differen'a! li%era in dire'ione di un confronto! un confronto che pu" restare assolutamente privo di oggetto 1]. )on lo sguardo sempre rivolto alla differen'a! alla differen'a che pure ha gi trovato il suo
1<

B3"n *uaB 6 la frase #"n #ui il '"r#"s'in" ri#e+e la le're, #"n #ui ha +"lut" gareggiare nella #"rsa, fa#end"le #redere di a+erla 're#eduta. &n realt( il '"r#"s'in" si 6 a##"rdat" #"n la sua #")'agna, identi#a a lui agli "##hi della le're, in )"d" #he a #ias#una delle due estre)it( della 'ista la le're tr"+i se)'re un '"r#"s'in" #he la ri#e+a, '"r#"s'in" #he alla le're de+e se).rare se)'re l" stess". 1; Heidegger intende il ter)ine Entfernung 8distan!a9 #")e <nt2 8dis29 2fernung 8all"ntana)ent"9, #")e l,atteggia)ent" esisten!iale del Aasein #he tende 'iutt"st" a far s#")'arire la l"ntanan!aL #he *ual#"sa si tr"+i ad una #erta distan!a signifi#a 'er il Aasein la '"ssi.ilit( di #"glierne la +i#inan!a. 1a <nt2fernung 6 se)'re un a++i#ina)ent" 8su *uest" #fr. Essere e tempo, N 0C9.

2d

posto in ci" che $ daSpensare gra'ie al passo indietro! possiamo dire che l'essere dell'essente significa: l'essere che $ l'essente. +o 6$6 parla qui transitivamente! indicando un passaggio. +'essere $ 3eest4 qui nella misura di un passaggio verso l'essente. +'essere non compie per" il passaggio verso l'essente lasciando il luogo che gli $ proprio! come se l'essente! ini'ialmente privo dell'essere! potesse poi solo in un secondo tempo venire investito dall'essere. +'essere si dirige verso :qualcosa=! perviene svelando 3ent%ergend4 a :qualcosa=! qualcosa che solo gra'ie a tale passaggioScheStramanda 3o%erbommnis4 arriva 3anbommt4 a ci" che di per s7 $ nonSvelato 3,nver%orgenes4. Arrivo 3Anbunft4 significa: trovar rifugio 3sich %ergen4 nel nonSvelamento 3,nver%orgenheit4! quindi durare celati nel rifugio 3ge%orgen4! essere essenti. +'essere si mostra come lo svelante passaggioScheStramanda. +'essente in quanto tale appare come l'arrivo che trova rifugio nel nonSvelamento. +'essere nel senso dello svelante passaggioScheStramanda e l'essente in quanto tale nel senso dell'arrivo che si cela nel rifugio sussistono 3eesen4 differen'iati in questo modo a partire dallo stesso! a partire dalla differen'a 3,nterS5chied4 1^! - solo in quest'ultima che fornisce e mantiene in equili%rio il 6tra6 3das Yeischen4 in cui passaggioScheStramanda e arrivo sono trattenuti l'uno di fronte all'altro! portati a differire l'uno dall'altro e a volgersi l'uno verso l'altro. +a differen'a i essere ed essente! in quanto differen'a 3,nterS5chied4 di passaggioS cheStramanda e arrivo! $ lo svelanteSvelante deferimento 3der ent%ergend S %ergende Austrag4 di entram%i1`. Nel deferimento 3Austrag4 prevale l'illumina'ione 3+ichtung4 di ci" che celando si chiude! prevalere gra'ie al quale passaggioScheStramanda e arrivo sono portati a differire l'uno dall'altro e a rivolgersi l'uno verso l'altro. 2entando di pensare la differen'a come tale! non la facciamo scomparire! ma la seguiamo fino alla sua provenien'a essen'iale. Nel corso del cammino verso questa provenien'a pensiamo il deferimento di passaggioScheStramanda e arrivo. - la questione del pensiero pensata da un punto di vista piW favorevole! piW indietro di un passo: l'essere pensato a partire dalla differen'a. A questo punto %isogna aprire una parentesi che deve riguardare quanto a%%iamo detto circa la questione del pensiero! una parentesi che continua a richiamare la nostra atten'ione. uando diciamo 6l'essere6! usiamo questa parola nella sua generalit piW vasta ed
1]

&l %egen$ber, il #"nfr"nt" 8nel sens" di un" star di fr"nte9, 6 'ensat" *ui #")e 'ri+" di #i7 #ui stare..e di fr"nte, gegenstandslos 8%egenstand 6 l,"ggett" #")e #i7 #he sta di fr"nte9. &n *uest" sens" l,essere #")e differen!a, la *uesti"ne stessa del 'ensier", 6 las#iat" li.er" da "gni "ggett" da #ui differire..e. 1^ +nterschied 6 la s#issi"ne 83#hied dal +er." s#heiden, lat. s#ind"9 #he situand"si tra 8+nter, lat. inter9 essere ed essente, tra +berkommnis 8'assaggi"2#he2tra)anda9 e Ankunft 8arri+"9, fa d"n" di *uell" Z&ischen 8#i7 #he 6 tra due9 #he #"nsente #he essere ed ente sian" #i7 #he s"n", "ssia in 'ari te)'" differenti l,un" dall,altr" e ri+"lti l,un" +ers" l,altr" in *uant" s"rti, 'er #"s? dire, dalla s#issi"ne #he 6 l" +nterschied stess". <ssere ed essente #i s"n" s"ltant" 'er#hD in un,unit( il 'ensier", 'ensand" la Sache #he l" #"n#erne 'r"'ria)ente, "'era una s#issi"ne. A,altr" #ant", 'er7, il 'ensier" #,6 s"l" gra!ie a *uella s#issi"ne. 1` 1" Austrag 6 Bdeferi)ent"B nella )isura in #ui in ess" essere ed essente s"n" deferiti l,un" all,altr", nel sens" di *uell" +meinanderkreisen 8ru"tare l,un" int"rn" all,altr"9 di essere ed essente #"n #ui Heidegger #hiaris#e l" Austrag 8'. 60, *uesta edi!. '. C49. &n *uant" re#i'r"#a)ente deferiti 8die Auseinandergetragenen, '. 61, *uesta edi!. '. C49 essere ed essente #"n+erg"n" +ers" *uell" Z&ischen #he li tiene uniti e in 'ari te)'" li se'ara, essend" ess" stess" s#issi"ne #he attra+ersa un inter" 8la linea )ediana, la di)ensi"ne di #ui 6 dett" in !n cammino )erso il linguaggio, '. 05, tr. it. di =. Gara##i"l" e M. Gara##i"l" Per"tti, Mursia, Milan" 1979, '. C7 sgg.9 e '"i l,in#"nsistente restare in )e!!" di #i7 #he fa la differen!a. Per *uest", an#he, n"n 6 )ai '"ssi.ile #he si dia s"ltant" l,essente " s"ltant" l,essere5 il l"r" esser due 6 'ensat" nel 'ass" indie2 tr" a 'artire dalla differen!a, #he 6 il 'unt" di tra'ass" dell,un" nell,altr", il 'unt" in #ui #ias#un" dei due 6 deferit" all,altr". 1,essere Rest 'er#hD 6 deferit" all,essente, l,essere 6 8in sens" Btransiti+"B9 l,essente, dal #ant" su" l,essente 6 s"l" in *uant" 6 deferit" all,essere, in *uant" tr"+a nell,essere *uell" #he la )etafisi#a ha #hia)at" il %rund. &l 'ensier" )etafisi#", #he ha gi( 'ensat" essere ed essente, n"n ha #"lt" *uel 'unt" di tra'ass" #he 6 la differen!a #")e Austrag.

21

indeterminata. 9a per il solo fatto di parlare di una generalit! a%%iamo gi pensato l'essere in una maniera inadeguata. )i siamo rappresentati l'essere in un modo in cui 8sso! l'essere! non si d mai. Il modo in cui la questione del pensiero! l'essere! si comporta resta un comportamento proprio soltanto di questa questione 3ein ein'igartiger 5achverhalt4. Il nostro modo di pensare usuale non pu" in un primo momento chiarirlo se non in maniera sempre insufficiente. )erchiamo di farlo servendoci di un esempio 3\eispiel4! tenendo sempre presente che nell'essente non c'$ nessun esempio che indichi l'essen'a dell'essere! pro%a%ilmente perch7 l'essen'a dell'essere $ essa stessa il gioco 35piel4 1a. Qegel ha proposto una volta per caratteri''are la generalit di ci" che $ generale il seguente caso: un tale vorre%%e comprare della frutta in un nego'io. )hiede della frutta. (li vengono offerte mele! pere! gli vengono offerte pesche! ciliege! uva. +'acquirente! tuttavia! rifiuta tutto ci" che gli $ stato offerto. 8gli vorre%%e ad ogni costo della frutta. Tra! per"! ci" che gli $ stato offerto $ ogni volta frutta! eppure viene fuori che di frutta da comprare non ve. n'$. Infinitamente piW impossi%ile rimane rappresentarsi 6l'essere6 come ci" che $ generale rispetto a ci" che di volta in volta $ essente. )'$ essere ogni volta soltanto in questa o in quella impronta destinale 3geschicbliche #rggung4: u1>@A! k/UEA! 6pC! 'vJH0 !'pCHLUK@0! sostan'ialit! oggettivit! soggettivit! volont! volont di poten'a! volont di volont. 9a questo insieme di impronte destinali non $ esposto in %ell'ordine come lo sono mele! pere! pesche! esposto sul %anco di vendita della rappresenta'ione storiografica. 9a non a%%iamo forse sentito parlare dell'essere che si trova immerso nell'ordine storico e nella successione del processo dialettico pensato da Qegel* )ertamente. 9a anche qui l'essere si d soltanto in quella luce che si $ accesa per il pensiero di Qegel. )i" significa: il modo in cui l'essere si d $ determinato ogni volta dal modo in cui esso si illumina. 9a questo modo $ un modo destinale! un'impronta legata di volta in volta all'epoca! un'impronta che come tale sussiste 3eest4 per noi solo se la lasciamo li%era di muoversi nella dire'ione del giSstato 3(eeesen4 che le $ proprio. (iungiamo nella vicinan'a di ci" che $ destinale solo gra'ie alla su%itaneit dello sguardo istantaneo di un pensiero che si volge indietro 3des Augen%licbes eines Andenbens4. uesto vale anche per l'esperien'a dell'impronta 3#rggung4 lasciata di volta in volta dalla differen'a di essere ed essente! impronta cui corrisponde una relativa interpreta'ione dell'essente come tale. 8 vale soprattutto anche per il nostro tentativo di pensare! nel passo indietro compiuto a partire dalla dimentican'a della differen'a come tale! questa stessa differen'a come il deferimento 3Austrag4 dello svelante passaggioScheS tramanda e dell'arrivo che si cela. In realt! se si ascolta piW attentamente! diventa chiaro come noi parlando di deferimento 3Austrag4 lasciamo gi venire alla parola ci" che $ stato 3das (eeesene4! nella misura in cui pensiamo il disvelare e il trovarSrifugio! il passaggio :la trascenden'a= e l'arrivo :la presen'a! Aneesen=. - persino possi%ile che! gra'ie a questa colloca'ione 38rZrterung4 della differen'a di essere ed essente nel deferimento 3Austrag4 come luogo che precede 3Vorort4 l'essen'a della differen'a! venga alla luce qualcosa che percorre tutto il destino 3(eschicb4 dell'essere! dal suo ini'io fino al suo compimento. comunque difficile dire come questo qualcosa de%%a essere pensato se esso non $ n7 qualcosa di generale! che vale in tutti i casi! n7 una legge che assicura la necessit di un processo nel senso della dialettica. +'unica cosa di cui si tratta! adesso! per quanto concerne il nostro programma $ di scorgere una possi%ilit di pensare la differen'a come deferimento 3Austrag4 in un modo che renda piW
1a

(eispiel, ese)'i", 6 se#"nd" Heidegger un gi"#" 8Spiel9 #he +iene gi"#at" 'ress" 8.ei9 *ual#"sa #he n"n 6 an#"ra il gi"#" stess"L l,essen!a dell,essere, in+e#e, essend" il gi"#" stess" n"n 'u7 )ai gi"#are 'ress" *ual#"s,altr", n"n 'u7 *uindi a+ere ese)'i.

22

chiaro in quale misura la costitu'ione ontoSteologica della metafisica a%%ia la sua provenien'a essen'iale nel deferimento 3Austrag4! che d ini'io alla storia della metafisica! ne domina le epoche! e tuttavia resta in quanto deferimento 3Austrag4 nascosto e quindi dimenticato in una dimentican'a che a sua volta si sottrae. #erch7 ci sia pi& facile scorgere la suddetta possi%ilit! consideriamo 3%edenben4 l'essere e in esso la differen'a e nella differen'a il deferimento 3Austrag4 compiuto a partire da quell'impronta 3#rggung4 dell'essere gra'ie a cui l'essere si $ illuminato come k/UEA! come il fondamento. +'essere si mostra nello svelante passaggioScheStramanda come il lasciarS essereSpostoSdavanti di ci" che arriva! come il fondare nei molteplici modi del tramandare e mettere a disposi'ione. +'essente in quanto tale! l'arrivo che trova rifugio nel nonSvelamento! $ il fondato 3das (egrjndete4 che in quanto fondato! in quanto prodotto quindi! fonda in un modo che gli $ proprio! ossia agisce! vale a dire causa 3verursacht4. Il deferimento 3Austrag4 di fondante e fondato non porta soltanto i due termini a differire l'uno dall'altro! li porta anche a volgersi l'uno verso l'altro. Referiti cosX l'uno all'altro! i due termini entrano nel deferimento 3Austrag4 in una tensione tale per cui non solo l'essere come fondamento fonda l'essente! ma l'essente a sua volta fonda nella maniera che gli $ propria l'essere! lo causa. +'essente $ capace di una tale fonda'ione solo nella misura in cui esso 6$6 la piene''a dell'essere: l'essere pi& essente 3das 5eiendste4. ui la nostra medita'ione si trova di fronte ad un complesso di pro%lemi carico di stimoli. +'essere sussiste 3eest4 come k/UEA nel senso del fondamento! del lasciarSessereSpostoS davanti. uesto stesso k/UEA $ in quanto raccoglimento 3Versammlung4 l'unificante! l' 6pM . uesto 6 pM per" $ duplice: da una parte l'uno unificante nel senso di ci" che $ ovunque priS mo e in questo modo il piW generale e dall'altra parte l'uno unificante nel senso della superiorit :Yeus=. Il. k/UEA raccoglie ogni cosa in ci" che $ generale fondando 3grjndend4 e raccoglie ogni cosa a partire da ci" che $ unico giustificando la fonda'ione 3%egrjndend4. )he questo stesso k/UEA! inoltre! celi in s7 la provenien'a essen'iale dell'impronta 3#rggung4 dell'essen'a del linguaggio e determini quindi il modo del dire in quanto tale ire $! nel senso piW ampio! qualcosa di logico! pu" qui essere notato soltanto di passaggio. Nella misura in cui l'essere sussiste 3eest4 come essere dell'esserne! come differen'a! come deferimento 3Austrag4! il fondare e la giustifica'ione del fondare continuano ad essere portati a differire e a rivolgersi l'uno verso l'altra! l'essere fonda l'essente e l'essente! in quanto l'essente piW essente! fonda l'essere giustificandolo. +'uno passa nell'altro tramandandovisi! l'uno arriva all'altro. #assaggioScheStramanda e arrivo appaiono l'uno riflesso nell'altro. )i" significa! dal punto di vista della differen'a: il deferimento 3Austrag4 $ un movimento circolare! uno ruotare di essere ed essente l'uno intorno all'altro. Nella luce del deferimento 3Austrag4 il fondare stesso appare come qualcosa che $! come qualcosa quindi che in quanto essente richiede la relativa giustifica'ione fondante per me''o dell'essente! ossia l'intervento di una causa! di una causa che sia la causa suprema. Nella storia della metafisica! uno dei documenti classici riguardanti tale stato di cose si trova in un testo quasi ignorato di +ei%ni'! un testo che noi chiamiamo %revemente e 01 tesi della meta-isica :Scritti -iloso-ici! a cura di ).(. (erhardt! vol. VII! p. 2`a sgg._ cfr. inoltre "er Satz vom Grund! 1a;^! p. ;1 sg.=. +a metafisica corrisponde all'essere come k/UEA ed $ quindi nel suo tratto principale ovunque logica! logica per" che pensa l'essere dell'essente! ossia la logica che $ determinata a partire dal differente della differen'a! la ontoSteoSlogica. Nella misura in cui la metafisica pensa l'essente come tale nella sua totalit! essa si rappresenta l'essente guardando al differente della differen'a! sen'a prestare atten'ione alla differen'a come differen'a.
2V

Il differente si mostra come l'essere dell'essente in ci" che vi $ di generale e come l'essere dell'essente in ci" che vi $ di supremo. #oich7 l'essere appare come fondamento! l'essente $ il fondato! l'essente supremo per" $ il fondante che giustifica nel senso della causa prima. 5e la metafisica pensa l'esserne guardando al fondamento che $ comune ad ogni essente come tale! allora essa $ una logica intesa come ontoSlogica. 5e la metafisica pensa l'essente come tale nella sua totalit! cio$ guardando all'essente supremo! quello che fonda ogni cosa giustificandola! allora essa $ una logica intesa come teoSlogica. #oich7 il pensiero della metafisica resta inserito nella differen'a! in quanto tale impensata! la metafisica $ a partire dall'unificante unit del deferimento 3Austrag4 in pari tempo ontologia e teologia. +a costitu'ione ontoSteologica della metafisica deriva dal prevalere della differen'a! che porta l'essere come fondamento e l'essente come fondatoSfondanteSgiustificante a differire l'uno dall'altro e a volgersi l'uno verso l'altro=. - il deferimento 3Austrag4 che svolge questo ruolo. )i" che parla 3heirt4 in questo modo rimanda il nostro pensiero ad un am%ito per esprimere il quale le paroleSguida della metafisica! essere ed essente! fondamentoSfondato! non %astano piW. )i" che queste parole nominano! ci" che rappresenta la maniera di pensare che esse guidano! infatti! in quanto differente deriva dalla differen'a. +a provenien'a di quest'ultima non consente pi& che la si pensi nell'ori''onte della metafisica. +o sguardo gettato sulla costitu'ione ontoSteologica della metafisica mostra una possi%ile via per giungere! a partire dall'essen'a della metafisica! a dare una risposta alla domanda: 6)ome entra il dio nella filosofia*6. Il dio entra nella filosofia per me''o del. deferimento 3Austrag4! che noi dapprima pensiamo come luogo che precede 3Vorort4 l'essen'a della differen'a di essere ed essente. +a differen'a traccia le linee fondamentali del piano di costru'ione dell'essen'a della metafisica. Il deferimento 3Austrag4 fa risultare e concede l'essere come fondamento che portaSdavanti 3als herSvorS%ringenden (rund4! fondamento che ha esso stesso %isogno! sulla %ase di ci" che esso giustifica fondando! della giustifica'ione fondante ad esso adeguata! ossia di un processo che conduca ad una causa che sia la causa piW originaria 3d.h. der Verursachung durch die ursprjnglichste 5ache4. 2ale causa $ causa 3,rsache4 in quanto causa sui. 2ale $ il nome che si addice al dio della filosofia. A questo dio l'uomo non pu" n7 rivolgere preghiere! n7 offrire sacrifici. Ravanti alla causa sui l'uomo non pu" n7 cadere in ginocchio pieno di reveren'a! n7 pu" davanti a questo dio produrre musica e dan'are. )osX! il pensiero privo di un dio! il pensiero che deve fare a meno del dio della filosofia! dei dio come causa sui! $ forse piW vicino al dio divino. )i" significa! qui! soltanto che un tale pensiero $ piW li%ero per il dio divino di quanto la ontoSteoSlogica non sia disposta ad ammettere. )on questa osserva'ione pu" darsi che un po' di luce rischiari il cammino verso cui sta procedendo un pensiero che compie il passo indietro! il passo che arretra dalla metafisica all'essen'a della metafisica! dall'o%lio della differen'a come tale al destino 3(eschicb4 del nascondimento! esso stesso sottraentesi! del deferimento 3Austrag4. Nessuno pu" sapere se! quando! dove e come questo passo del pensiero si dispiegher in un cammino vero e proprio :utili''ato nello %reignis=! in un passaggio! in un cantiere dove si costruisca il cammino. #otre%%e accadere che prima ancora il dominio della metafisica si consolidi! si consolidi nella forma della tecnica moderna e dei suoi imprevedi%ili! smanianti sviluppi. #otre%%e anche accadere che tutto ci" che si trova sul cammino del passo indietro venga soltanto asservito alla metafisica non ancora estinta e riela%orato come risultato di un pensiero rappresentativo.
2<

In questo modo il passo indietro restere%%e esso stesso incompiuto e il cammino che esso apre ed indica inutili''ato. fiflessioni i questo genere si aggiungono facilmente le une alle altre sen'a che nessuna di esse a%%ia un qualunque peso nei confronti di una difficolt completamente diversa che il passo indietro deve superare. +a difficolt si trova nella lingua. +e nostre lingue occidentali sono! ognuna in un modo diverso! lingue del pensiero metafisico. 5e l'essen'a delle lingue occidentali porti in s7 soltanto l'impronta metafisica! un'impronta quindi definitiva! della ontoSteoSlogica! o se queste lingue conservino altre possi%ilit del dire! ossia in pari tempo del dicente nonSdire! $ un pro%lema che deve restare aperto. Nel corso delle esercita'ioni di seminario ci sono apparse in un numero sufficientemente elevato di casi le difficolt cui il dire pensante $ esposto. +a piccola parola 6$6! che parla ovunque nel nostro linguaggio dicendo dell'essere! anche quando non viene pronunciata esplicitamente! contiene N dallo H>.@C U?L KBC0@ di #armenide fino allo 6$6 della proposi'ione speculativa in Qegel e fino alla ridu'ione operata da Niet'sche dello 6$6 a posi'ione della volont di poten'a N l'intero destino 3(eschicb4 dell'essere. +a perce'ione delle difficolt che provengono dal linguaggio! dovre%%e preservarci dalla tenta'ione di fare prematuramente del linguaggio del pensiero qui tentato una terminologia che possa circolare come moneta spicciola! dovre%%e preservarci dal parlare gi domani del deferimento 3Austrag4 invece di dedicare tutte le energie all'approfondimento di ci" che qui $ stato detto. )i" che $ stato detto! infatti! $ stato detto in un seminario. ,n seminario $! secondo quanto indica la parola! un luogo e un'occasione per lasciar cadere qua e l della semen'a! semi per un pensiero successivo che prima o poi in un modo suo proprio potr aprirsi e dare frutti.

Riferimenti
Gir#a il tentati+" di 'ensare la #"sa [das Aing%, #fr. *ortr"ge und Aufs"t#e, Neske, Pfullingen 1954, ''. 1652181, 5a ed. 1967, 'arte &&, ''. C755 [tr. it di G. Vatti)", Saggi e discorsi, Mursia, Milan" 1976, ''. 1P92 04%. 1a #"nferen!a su 'a cosa 6 stata 'r"nun#iata 'er la 'ri)a +"lta nell,a).it" di una serie di #"nferen!e sul te)a Sguardo su ci, che - nel di#e).re 1949 a /re)a e nel fe..rai" 195P a /hlerh;he. Gir#a l,inter'reta!i"ne della senten!a di Par)enide #fr. i+i, ''. 0C1256 [tr it. #it., ''. 1582175%. Gir#a l,essen!a della te#ni#a #"nte)'"ranea e della s#ien!a )"derna #fr. i+i, ''. 1C27P [tr. it. #it., ''. 52 44%. Gir#a la deter)ina!i"ne dell,essere #")e f"nda)ent" #fr. i+i, ''. 0P7209 [tr. it. #it., '. 141257% e Der Sat# )om %rund, Neske, Pfullingen 1957. Gir#a la #"ll"#a!i"ne [<r;rterung% della differen!a #fr. Was heit denken?, Nie)eKer, .ingen 1954 [tr. it. di G. Vatti)" e $. M. $ga!i", Che cosa significa pensare?, 3ugarG", Milan", 0 +"l., 1978 e 1979% e Zur Seinsfrage, [l"ster)ann, -rankfurt a. M. 1956. Gir#a l,inter'reta!i"ne della )etafisi#a di Hegel #fr. Hol#&ege, [l"ster)ann, -rankfurt a. M. 195P, ''. 1P52190 [tr. it. di P. Ghi"di, Sentieri interrotti, 1a Nu"+a &talia, -iren!e 1968, ''. 1PC29P%. 3"l" d"'" una rilettura del 'resente s#ritt" e delle 'u..li#a!i"ni *ui elen#ate il (rief $berd den Humanismus del 1947 [tr. it. di 1. /i\i" e G. Vatti)", 'a dottrina di .latone sulla )erit/0 'ettera sull1umanismo, 3<&, "rin" 1975%, #he 'arla se)'re s"l" 'er #enni, di+enta un '"ssi.ile i)'uls" 'er un #"nfr"nt" 8=useinanderset!ung9 #"n la *uesti"ne del 'ensier".
2;