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TEORIA DELLE OMBRE

La luce, investendo gli oggetti, li rende visibili nelle loro forme e colori, e tutti gli oggetti, esposti ad una sorgente di luce, hanno la parte della superficie rivolta verso la sorgente stessa, "in luce" e la parte opposta "in ombra". evidente perci che, nel disegnare quegli oggetti, si dovrebbero rappresentare anche le loro ombre; per far questo in geometria descrittiva si utilizzano i principi della "teoria delle ombre" che attraverso la conoscenza scientifica della fonte luminosa, dell'oggetto e della superficie su cui l'ombra viene proiettata permette di definire, per proiezione, il comportamento dell'ombra stessa.. La teoria delle ombre, che non ha una propria autonomia rispetto agli altri sistemi di rappresentazione ai quali anzi subordinata, appartiene comunque alla geometria descrittiva perch ne utilizza i principi che sono alla base dei sistemi di rappresentazione ed offre, a chi disegna, un'opzione in pi: quella di definire maggiormente i caratteri plastici della forma. evidenziandone i volumi. Chiameremo raggio di luce un linea retta percorsa dalle sequenza di onde luminose; la retta oltre che essere individuata da un punto (la sorgente considerata puntiforme) e dalla direzione anche orientata ovvero se ne conosce anche il verso che quello di allontanamento dalla sorgente. Se il raggio di luce incontra un punto assorbito da questo e si trasforma in un "raggio d'ombra".
ra g g io d

i lu

ce

ra g g

io d

' om

bra

L'intersezione del raggio d'ombra uscente dal punto con un dato piano l'ombra portata dal punto sul piano stesso. Analogamente, due raggi di luce, incidenti o paralleli, individuano un "piano di luce" che intercettato da una retta generica r d origine ad "un piano d'ombra" le cui tracce, sul o sui piani di riferimento, rappresentano l'ombra della retta. Tre o pi raggi di luce paralleli ma non complanari intercettando una linea l danno origine ad un solido dombra la cui sezione con il o i piani di riferimento rappresenter lombra portata di tale linea. Nello spazio l'insieme dei raggi luminosi, uscenti dalla sorgente luminosa puntiforme S, rispetto ad un qualsiasi oggetto, possono essere: a) esterni all'oggetto, cio non lo toccano, e investono direttamente il piano di riferimento o altre superfici, illuminandole; b) incidenti l'oggetto in vari punti illuminandoli e ma essendone anche assorbiti generando cos quei raggi d'ombra che colpiscono invece il piano in altrettanti punti d'ombra; c) tangenti o radenti l'oggetto, non sono cio n esterni n incidenti determinando una serie di punti che separano i punti in luce dell'oggetto dai punti in ombra.

Unendo tra loro quest'ultima serie di punti, si individua una linea l, che separa la superficie del corpo in luce da quella in ombra, delimitando cio quella che considerata la "ombra propria" del corpo. La linea l, la linea separatrice d'ombra propria. Sul piano di riferimento l'analoga linea che delimita l'ombra portata definita contorno dell'ombra portata. Essa non altro quindi che l'ombra sul piano di rappresentazione della linea separatrice dell'ombra propria.

Ch 1

Separatrice d'ombra Ombra propria Ombra portata

Le ombre come ulteriore proiezione obliqua dell'oggetto sui piani di riferimento. La sorgente luminosa, che possiamo considerare un ulteriore centro di proiezione posto allinfinito, ha, generalmente, una direzione diversa da quella della proiezione delloggetto rappresentato; tale proiezione sempre obliqua rispetto al o ai piani di rappresentazione, cos da non ingenerare possibili confusioni con la vera proiezione delloggetto. Pertanto, in proiezioni ortogonali ed in assonometria lombra di solidi risulter essere una proiezione obliqua, ovvero unassonometria del solido stesso; in prospettiva lombra risulter essere una ulteriore prospettiva.

L.T.

Ombre in proiezioni ortogonali. Considerato quanto detto sopra, in proiezioni ortogonali costruire lombra di un punto P ~ (P', P") significa, far passare per il punto una retta genericamente inclinata rispetto ai due piani di proiezione; le tracce di tale retta costituiranno le ombre (una sul piano orizzontale e laltra sul piano verticale) di P. evidente che delle due tracce della retta (ad esclusione del caso particolare di una retta incidente la L.T.) solo una sta nel primo diedro, laltra cadr nel secondo o quarto diedro. La traccia visibile nel primo diedro costituisce lombra del punto, laltra, utile per la costruzione ma non visibile nel primo diedro, considerata virtuale.
P"

r"

L.T .

T'rLP'o r' P' T"r L P"o

Lombra di una retta originata dallinsieme degli infiniti raggi che vengono intercettati dagli infiniti punti dalla retta stessa intesa come retta punteggiata. Gli infiniti raggi cos intercettati costituiscono un piano rigato che contiene la retta. Esso individuato, quindi, dalla retta stessa e da uno dei raggi ad essa incidenti; per le condizioni di appartenenza le tracce del piano dovranno passare per le tracce omonime delle due rette incidenti.

2
T"rh

T"rh
"

s r

r" s"

"
r"

s" T's

T"s

T"s

L.T .

T's

'Ls'

T'rLr'
L. T.

T'rLr'

'Ls'

Comprendere il comportamento di un piano dombra essenziale per poter disegnare, ad esempio, lombra che una retta proietta su un altro piano. Se aggiungiamo, nellesempio precedente, un piano generico , lombra della retta risulter, in seconda proiezione, spezzata perch lombra la retta intersezione tra il piano ed il piano , piano dombra.
T"rh " s" r" i" T"i T"s T's "

L.T .

T'rLr'

T'i '

'Ls'Li'

Analizziamo ora lombra di alcuni segmenti variamente disposti rispetto ai piani di rappresentazione. In questo caso sufficiente individuare lombra dei punti estremi dei vari segmenti:
A" A" B"

A"o

A'o A"o B"o A'o B'o

B"

A' A'LB'LB'o A"LB"LB"o A" A'o A"o

B'

B"

B' A' A'o A"o B"o

B'o B'

A'

Ombre di solidi Possiamo considerare i vari segmenti come spigoli di un poliedro euleriano convesso, gli estremi risulteranno pertanto i vertici di tale poliedro, risulter facile eseguire lombra del solido individuando le ombre dei singoli vertici.

Ra gg io

lu m

Esiste, sul solido, una spezzata sghemba, la separatrice dombra, che separa le facce in luce da quelle in ombra, la proiezione sui piani di riferimento di tale spezzata determina il contorno dellombra portata. Per determinare velocemente landamento di tale spezzata si devono individuare, per prima cosa, due vertici: quello che viene raggiunto per primo dal raggio luminoso proiettante ed il suo opposto. Il primo risulter in luce, il secondo decisamente in ombra.

in os o

Vertice in luce

vertice in ombra
io gg Ra

Spigoli in luce

m lu in o os

Da ciascuno dei due vertici si dipartono tre spigoli, quelli uscenti dallo spigolo in luce risulteranno in luce anchessi, quelli uscenti dallo spigolo in ombra risulteranno in ombra.

spigoli in ombra

gg Ra io

facce in luce

lu m in os o

separatrice d'ombra

Ogni coppia di spigoli individuer a sua volta delle facce, in luce se inividuate da due spigoli in luce o in ombra viceversa, gli spigoli comuni alle facce in luce e alle facce in ombra costituiscono la spezzata sghemba separatrice dombra.
facce in ombra

Ombra di una piramide retta a base quadrata poggiante su 1. In questo caso sufficiente individuare lombra del vertice V sia in prima che in seconda proiezione. In prima proiezione lombra cade nel 2 uadrante ed virtuale ma ci occorre per poter costruire lombra della piramide fino alla linea di terra unendo lombra virtuale di V con i verici B e D della piramide. Si unir, quindi, la seconda proiezione del vertice Vo con i punti di incidenza dellonbra degli spigoli con la linea di terra, si completer cos lombra portata visibile nel primo quadrante.
V"

V"o

V"o

A"

B" B'

D"

C"

C' A' V'

D'

Ombra di un prisma a base triangolare poggiante con una faccia su 1. Esercizio analogo al precedente, sufficiente indiividuare le ombre dei vertici A e B ed unirle con i vertici della base.
A" B"

A'o A"o

E'
B'o B"o

A' F' D'

B'

C'

Ombra di una piramide retta a base esagonale e di un prisma a base esagonale.

V"

V"o V'o " V1"o " V'2o L.T. V2"o V'1o

V'

La piramide fa ombra sulle varie facce del prisma, conviene, quindi, sezionare i due solidi con piani orizzontali in modo da avere una sezione della piramide ed una del prisma complanari, in tale modo semplice individuare dove lombra della piramide seca i relativi spigoli del prisma.

Ombre del cilindro e del cono


C"

Assegnata la direzione dei raggi luminosi, le ombre di un cilindro rotondo retto si determinano disegnando le tracce dei piani dombra tangenti alla direttrice di base e proiettando lombra della direttrice superiore; essendo questultima parallela al piano p1 orizzontale, praticamente effettuiamo una traslazione e lombra su tale piano rimane un cerchio. Sul piano verticale tale ombra risulta un ellisse, pertanto sufficiente individuare lombra dei diametri coniugati e, applicando le varie costruzioni viste per la costruzione dellellisse, disegnare la seconda proiezione dellombra portata. Lombra propria determinara dalle due generatrici di tangenza tra il cilindro e i piani dombra.

C"o

C'o

C' C'

Per quanto riguarda il cono la riera dellombra si riduce, in questo caso, ad individuare, come per la piramide, lombra del vertice V, ovvero le tracce del raggio luminoso passante per il vertice V. Otterremo unombra virtuale in corrispondenza della prima traccia ed unombra reale in corrispondenza della seconda traccia di tale raggio. Per ottenere lombra in prima proiezione sufficiente tracciare da Vo virtuale le tangenti alla direttrice del cono. Sapendo che le tangenti sono perpendicolari al raggio della direttrice nel punto di tangenza, si tracci una circonferenza di diametro V- Vo, dove tale circonferenza taglia la direttrice otteniamo i due punti di tangenza e, di conseguenza le generatrici che delimitano lombra propria del cono.

V"

V"o V'o

V'

Ombre su una facciata. Si lavora utilizzando la o le piante delledificio e la facciata, poi si procede normalmente tenendo presente che le superfici arretrate dei serramenti possono essere considerati come piani verticali arretrati rispetto al piano di facciata.

Lattenta osservazione della realt pu essere daiuto nel risolvere ombre particolarmente complesse.

Lombra della nicchia rettangolare pu essere assimilata allombra di porte e finestre considerando il piano del serrameno come piano di fondo.

Lombra di una tettoia o di un balcone lombra di un parallelepipedo appoggiato ad un piano verticale, anche se si considera il parapetto, i cui elementi, in questo cso sono assimilabili ad altri parallelepipedi.

Ombra di una scala con parapetti

Per individuare lombra che la parte inclinata del parapetto fa sui gradini, si prima individuato landamento dellombra di tale segmento inclinato sul piano orizzontale, poi si proceduto a tracciare la parallela su ogni singola pedata.

Per una maggior comprensione della costruzione vedi anche lanalogo esercizio svolto in assonometria.

Ombre su un piccolo edificio rurale

Le ombre sui prospetti servono ad aumentare la percezione della volumetria del prospetto stesso.

. e ad aumentare leffetto di realismo in un possibile rendering

Ombre in assonometria In assonometria il raggio luminoso individuato dalla sua vera direzione r e dalla proiezione r di questo sul piano orizzontale (individuato dagli assi x e y). Lombra di un punto P individuata facendo passare il raggio r per P e la sua proiezione r per P, il punto di incidenza delle due rette risulter essere lombra Po del punto P.
P r

y Po

r'

P'

Cos lombra di unasta AB, poggiante sul piano orizzontale con il punto B, risulter dallunione del punto Ao con il punto Bo coincidente con il punto B stesso.
r'

A' LB' LBo x

A C D B' Ao A' C' Do D' Co Bo

Lombra di un solido si ottiene facendo passare il raggio luminoso per i vari vertici e la proiezione del raggio luminoso per la proiezione sul piano assonometrico dei vari punti.

Ombra di una sedia Un oggetto si pu scomporre in solidi pi piccoli, possiamo considerare la sedia qui sotto composta di pi parallelepipedi sovrapposti, per cui dovrebbe essere facile costruirne la relativa ombra.
Si faccia attenzione alla superficie superiore della seduta, un piano orizzontale a tutti gli effetti e, pertanto,lombra della spalliera cadr in parte sulla seduta e in parte a terra. I punti A e B, intersezione rispettivamente delle ombre inferiore e superiore della spalliera con il bordo della seduta, hanno le loro ombre Ao e Bo, a terra, sullombra el margine della seduta.

A B

Ao

Bo

Ombra di un parallelepipedo su un prisma a base triangolare. Trovata la spezzata intersezione tra i due solidi, si comincia a tracciare la retta r passante per la base del parallelepipedo. Questa retta forma, con il raggio proiettante r, un piano dombra perpendicolare al 1 che taglier il prisma secondo una sezione triangolare; si individua cos, sul segmento inclinato, il punto dombra ercato. Procedendo in modo analogo si individueranno gli altri punti e landamento dellombra che la parte del parallelepipedo, uscente dal prisma, forma sulla superficie inclinata di questultimo. Tale ombra pu essere assimilata allombra di un camino sulla falda di un tetto.

Ombre in assonometria di un piccolo edificio rurale. Esercizio sviluppato per fasi successive

r'

r'

Assonometria di un piccolo edificio con ombre Esercizio: disegna le ombre proprie e portate di una scala in assonometria

r'

Bo

Disegniamo innanzitutto le ombre proprie e portate della porta e del fianco della scala. Qui lunica, eventuale, difficolt rappresentata dal segmento AB la cui ombra Ao Bo sul piano orizzontale interrotta dal piano verticale della facciata in C. Ma raggiunto tale punto, che sta gi sul piano verticale della facciata, si unisce C a B completando cos lombra del segmento AC. B sta gi , infatti, sul piano verticale e la sua eventuale ombra coincide con il punto stesso.

Ao

r'

Procediamo nellesercizio disegnando lombra propria del parapetto e lombra del segmento verticale EF sui gradini. Sulla pedata lombra segue landamento della proiezione r del raggio luminoso fino a raggiungere la prima alzata verticale. In questo tratto lombra verticale, parallela allandamento del segmento EF. Ma appena si raggiunge la pedata successiva lombra proseguir parallela allandamento della proiezione r del raggio luminoso fino a raggiungere in Eo il raggio proveniente dal punto E. Da Eo inizia lombra della parte inclinata del parapetto.
Eo

F LFo

r'

Go

Si consideri un piano orizzontale (segnato in rosso) allaltezza della seconda pedata, l dove ci siamo fermati con lombra Eo del segmento verticale. Se consideriamo i due punti estremi del segmento inclinato E G, possiamo facilmente individuare lombra EoGo di tale segmento sul piano orizzontale tracciato. Tale ombra ci d landamento dellombra del segmento inclinato sul piano orizzontale e, di conseguenza, landamento dellombra su tutte le pedate dei vari gradini. Quando lombra intercetta il piano verticale delle alzate si comporta come nel caso del segmento AB, ovvero andr ad incontrare il punto di interseziondel segmento inclinato EG del parapetto con il piano verticale che contiene lalzata.

Eo

F LFo

r'

Raggiunto il punto dombra Go ritroviamo un tratto orizzontale di parapetto la cui ombra si comporter in maniera analoga allombra del segmento AB risolta nella parte inziale dellesercizio. Lombra prosegue anche nel vano della porta, sul piano verticale del serramento, risultando parallela allandamento della relativa ombra sia sul piano orizzontale che verticale.

r'

Ombre in prospettiva In prospettiva la direzione del raggio luminoso, considerato obliquo rispetto sia al geometrale sia al quadro, individuata, come nella prospettiva di rette genericamente inclinate, dal punto di fuga Fr del raggio stesso (ovvero dallimmagine finita sul quadro del punto impropio del fascio di raggi luminosi paralleli tra loro) e dal punto di fuga Fr delle proiezioni sul geometrale di tali raggi. Lombra si ottiene facendo passare per i vari punti in elevato una retta da Fr e per le proiezioni di tali punti sul geometrale un retta da Fr, nel punto di incidenza di tali rette si ottiene il punto dombra cercato. Semplificando, se la direzione dei raggi luminosi proviene da una sorgente luminosa posta di fronte allosservatore Fr si trover al di sopra della linea di orizzonte LT, viceversa, se posta alle spalle dellosservatore allora Fr si trover al di sotto dellosservatore; esiste, infine, una terza posibilit in cui la direzione dei raggi luminosi si dispongono paralleli al quadro. In questo caso la fuga Fr risulta impropria e i raggi e le loro proiezioni rimangono paralleli tra loro.
Fs' Fy Fx

Fs

Ombre proprie e portate di un gruppo di solidi, in prospettiva accidentale, con sorgente luminosa impropria posta alle spalle dellosservatore.

Ombre di un gruppo di solidi in prospettiva accidentale con direzione dei raggi lumminosi paralleli al piano di quadro

Fr

Fr'

Ombra di unasta su un gruppo di solidi con sorgente luminosa posta di fronte allosservatore.

bene osservare che se si scelgono le fughe del raggio luminoso e della sua proiezione sul geometrale, allinterno dei punti di fuga Fx e Fy del solido in prospettiva (caso in rosso), entrambe le facce del solido risultano in ombra propria e il disegno perder cos vigore. Se, al contrario (caso in blu) si sposta la sorgente luminosa al di fuori delle fughe della prospettiva elloggetto, solo una faccia risulter in ombra propria migliorando leffetto finale del disegno.

Analoga considerazione si pu fare se la sorgente luminosa alle spalle dellosservatore: se posta allinterno delle fughe della prospettiva delloggetto (caso in rosso), lombra riulter molto ridotta e le due facce visibili del solido risulteranno entrambe in piena luce vanificando cos leffetto di plasticit e rilievo che lombra pu ontribuire a suggerire. Al contrario, se spostiamo la sorgente luminosa al di fuori dei punti di fuga delloggetto 8caso in blu) lombra portata risulter pi visibile ed una faccia del solido risulter in ombra propria.

Esemplificazione: ombre proprie e portate di un piccolo edificio in prospettiva Sopra: costruzione delle ombre, la sorgente luminosa alle spalle dellosservatore. Sotto: rendering della prospettiva precedente.