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L' Arte del Paleolitico Il cavallo, il bisonte e l' uro

L' Arte del Paleolitico una finestra su un mondo perduto. Ci mostra


gli animali preistorici , nel caso specifico le Faune Pleistoceniche ,
con gli occhi di chi li videro nella loro quotidianit .
"Da Altamira in poi tutto decadenza " diceva Pablo Picasso e "
nessuno di noi in grado di dipingere cos bene" . In effetti,
guardando l' arte della Preistoria con i nostri occhi moderni,
riusciamo a scorgere tutte le caratteristiche che fanno dell' Arte
della Preistoria un' arte... contemporanea : gli animali sono
perfettamente riconoscibili , trasmettono forza , energia , vitalit ,
spesso sono state sfruttate le sporgenze delle rocce per renderli
tridimensionali , alcune figure sono enormi. Gli animali possono
essere descritti con poche linee essenziali, a volte diventano astratti
e spesso sono accompagnati da simboli , pittogrammi , a cui non
sappiamo pi dare un significato. Ma le immagini sono anche molto
misteriose e come gli animali estinti che spesso hanno ritratto, l'
unica cosa che sappiamo ci che riusciamo vedere in apparenza.
Poi c' tutto un mondo segreto , legato ai simboli , alla
comunicazione pi profonda che non riusciamo pi a capire: non
sappiamo esattamente cosa queste immagini volessero comunicare
.
L' arte del Paleolitico europeo l' arte rupestre per eccellenza ,
quella delle caverne di Chauvet (33.000-29.000 anni fa), Cosquer
(25.000-20.000 anni fa), Lascaux (19.000-15.000 anni fa) e Altamira
(15.000- 11.000 anni fa). In Europa la documentazione dell'arte
delle caverne, appare singolarmente concentrata nell'area FrancoCantabrica , con poche testimonianze in Italia e nel resto della
Penisola Iberica. Altri esempi di arte parietale paleolitica in grotta, li
troviamo negli Urali, nella Valle di Bielaya in Moravia, in Ungheria e

in Romania. La conservazione eccezionale dell' arte paleolitica dell'


area Franco-Cantabrica , la si deve ad una serie di fattori fortunati di
carattere geologico e climatico che hanno sigillato le grotte con l'
accumulo di detriti e pietrisco che ne hanno ostruito gli ingressi alla
fine del Pleistocene, mantenendo all' interno condizioni stabili di
temperatura e di umidit. Di conseguenza solo nell' Europa
Occidentale possibile avere un panorama abbastanza completo e
articolato dell' arte preistorica. Gli uomini che hanno concepito
questi capolavori erano prevalentemente nomadi, vivevano di
caccia, pesca e raccolta . Dipendevano in tutto e per tutto dalla
natura e dagli animali, anche per le costruzioni delle loro abitazioni
che erano semplici capanne costruite con pelli , ossa di animali ,
frasche.
Nell' arte del Paleolitico, si distinguono due categorie fondamentali
di opere:
1. L' arte rupestre o parietale. Comprende incisioni , pitture e rilievi
eseguiti sulle pareti o sui soffitti delle caverne, molto raramente
sulle pareti sotto le rocce o su superfici rocciose all' aperto. L' arte
parietale documentata con una straordinaria ricchezza nella
regione

Franco-Cantabrica,

nella

Francia

Sud-Occidentale

( Aquitania e Pirenei ) e Spagna Settentrionale ( Asturie, Cantabria,


Paesi Baschi ) , dove si sono scoperte pi di 160 grotte con
capolavori del Paleolitico. Al di fuori della Francia e della Penisola
Iberica molto difficile trovare grotte con arte rupestre paleolitica ,
in Italia ne sono documentate una decina , tra cui la Grotta del
Caviglione ai Balzi Rossi , la Grotta Paglicci nel Gargano , la Grotta
Romanelli nella Penisola Salentina, il Riparo Romito di Papasidero in
Calabria, Cala Genovese sull' isoletta di Levanzo, l' Addaura e la
Grotta Niscemi presso Palermo , la Grotta Fumane sui Monti Lessini.

Una grotta documentata in Romania e soltanto tre negli Urali


Meridionali.
2. L' arte mobiliare che comprende piccoli oggetti e manufatti
raggruppabili in quattro categorie principali : ornamenti ( pendagli,
rondelle, figure intagliate nell' osso e nel corno di renna ) ; armi e
utensili ( arpioni, propolsuri, zagaglie , bastoni forati , decorati con
incisioni , rilievi o piccole figure di animali scolpite a tutto tondo );
placchette in pietra o in osso con figure incise; statuette di animali o
umane in pietra , in osso, corno , avorio e argilla . A differenza dell'
arte parietale , l'arte mobiliare presente in tutta Europa e in
Siberia Meridionale , l dove nel Paleolitico esistevano le abitazioni .
Le tecniche pittoriche
I cacciatori nomadi o semi-nomadi che hanno concepito questi
capolavori , li hanno eseguiti con ci che la Natura metteva a loro
disposizione .
In alcuni casi le incisioni o le pitture sono state eseguite nei pressi
dell' ingresso delle caverne , dove la luce riusciva a illuminare l'
interno , ma nella maggior parte dei casi , le opere venivano
realizzate nel ventre delle caverne , in luoghi bui e di difficile
accesso . Gli artisti disponevano quindi di un' illuminazione
artificiale . Diversi ritrovamenti archeologici documentano quali
fossero i mezzi utilizzati : lucerne di pietra alimentate da grasso
animale con uno stoppino fatto di licheni , muschio , corteccia o
ramoscelli. Le lucerne di questo tipo , rinvenute nelle grotte , sono
numerose. L' artista sceglieva il luogo dove dipingere le sue
immagini tenendo conto della morfologia generale della caverna ,
sfruttando sporgenze o fessure che potessero ricordare forme
animali o parti del corpo animale. Per le incisioni veniva utilizzato

un bulino di selce dalla punta robusta. Le immagini dipinte venivano


realizzate solamente con il contorno , oppure con l' utilizzo di uno o
due colori per riempire lo spazio all' interno della figura. A volte il
contorno veniva tracciato prima a incisione , poi veniva colorata la
figura. In altri casi si colorava prima l' immagine e poi veniva rifinita
incidendo tutta la figura o solo alcune parti. I colori utilizzati erano
pigmenti naturali : minerali terrosi come le ocre per i colori dal
giallo chiaro ( limonite ) al rosso chiaro ( ocra rossa , ematite )al
bruno scuro ( ocra rossa mescolata al biossido di manganese ) , il
nero venita fatto con carbone di legna o il biossido di manganese. Il
blu e il verde non sono documentati nell' arte paleolitica , il giallo e
il bruno sono pi rari rispetto al nero e al rosso. Ai colori si univa un
legante : acqua , grasso animale , uova. Il colore veniva steso con
un pennello ( il suo uso ha lasciato tracce ben visibili ) , con le dita
( su alcuni dipinti si notano le impronte digitali ) e con la tecnica
dello "spruzzo" : l' ocra rossa o gialla veniva masticata e poi soffiata
o sputata sulla parete , in modo da ottenere un riempimento della
figura a tinta piena , oppure poteva essere eseguita riempiendo un
tubicino di osso riempito di colore. Un' altro modo per dipingere le
figure era l' utilizzo di un batuffolo di pelliccia , soprattutto quando
si voleva sfumare il colore. A Lascaux e Altamira stata utilizzata
spesso questa tecnica.
Gli animali e il loro significato
L' arte del Paleolitico comprende tre temi : gli animali , i segni e le
impronte di mani , le rare figure antropomorfe. Di questi , le figure
antropomorfe e le impronte delle mani possono anche non essere
presenti , i segni possono essere poco frequenti , ma ci che non
pu mai mancare sono gli animali , i soggetti per eccellenza dell'

arte preistorica. Gli animali ritratti sono spesso erbivori , mentre i


carnivori , i pesci e gli uccelli sono abbastanza rari .
Leroi-Gourhan, un grande studioso dell' arte del Paleolitico , ha
dimostrato che nel bestiario dell' arte preistorica c' una chiara
gerarchia figurativa. L' animale pi rappresentato stato il cavallo ,
che presente in quasi tutti i complessi di arte parietale. Il secondo
gruppo comprende invece i Bovidi , specialmente il bisonte e l' uro (
Bos primigenius ). Cavallo e Bovidi sono il tema centrale dell' arte
del Paleolitico . Un terzo gruppo costituito da animali che LeroiGourhan ha definito " animali complementari " . I pi raffigurati di
questi sono il cervo e la cerva . E' interessante notare che nei
complessi di arte parietale con animali di clima freddo come il
mammuth , il rinoceronte lanoso ( Coelodonta antiquitatis ) o la
renna , ugualmente presente il cervo , animale di clima
temperato. Segue poi il mammuth , presente in tutta l' area FrancoCantabrica , ma assente in Italia e nel Sud della Penisola Iberica. In
alcune caverne comunque l' animale pi raffigurato ( Pech Merle,
Chabot, Arcy) o comunque ampiamente presente ( Rouffignac ) .
Dopo il mammuth gli animali pi rappresentati sono lo stambecco e
la renna. Animali poco rappresentati e ritratti nelle parti pi
profonde e inaccessibili delle grotte , sono il leone delle caverne
( Panthera spelea ) , l' orso e il rinoceronte lanoso.Eccezionale il
caso di Rouffignac , dove il rinoceronte lanoso costituisce pi della
met di tutte le figure dipinte.
Ancora pi rare sono le figure mostruose o fantastiche ( figure
antropomorfe con testa di animale) , pesci e uccelli . Concludono l'
elenco animali che sono stati ritratti davvero pochissime volte : il

megacero ( Megaloceros giganteus ) , l' antilope saiga , il cinghiale ,


il lupo e la volpe.
La Grotta di Chauvet per ha un bestiario molto differente rispetto a
quello tradizionale dalle caverne dell' area Franco-Cantabrica . Gli
studi di Georges Sauvet hanno dimostrato l' importanza di
analizzare i dati non soltanto basandosi sulle percentuali di
raffigurazione di un determinato animale come aveva fatto LeroiGourhan , ma tenendo conto anche dei dati da un punto di vista
geografico

cronologico.

Nella

composizione

del

bestiario

paleolitico vi sono cos delle sensibili variazioni regionali. Se la


coppia cavallo e bisonte o uro il tema dominante dei Pirenei , in
Cantabria lo quello di cavallo e cervo o cerva. Altrettanto
importanti sono le variazioni cronologiche. In Cantabria il bisonte e
l' uro che nel periodo pi antico occupano il terzo posto dopo il
cervo e la cerva , nel periodo pi recente salgono al primo posto ,
seguiti dal cavallo , mentre il cervo e la cerva scendono al terzo
posto. Se la renna nel periodo pi antico assente nei Pirenei , in
un periodo pi recente del Paleolitico aumenta di importanza in
tutte le regioni. Il merito di Leroi-Gourhan comunque quello di
avere dimostrato che le figure degli animali nell' arte paleolitica non
sono casuali, ma seguono uno schema logico.
L' interpretazione dell' arte parietale come espressione di riti
connessi alla magia propiziatoria della caccia ormai decisamente
respinta perch questa tesi smentita dal confronto tra il bestiario
dipinto e la fauna che effettivamente era cacciata dagli uomini del
Paleolitico Superiore e che conosciamo attraverso l' analisi delle
ossa accumulate tra i rifiuti dei pasti fossilizzati. Inoltre , il numero

delle specie rappresentate nell' arte paleolitica di molto inferiore


rispetto alla variet faunistica che viveva in Europa a quei tempi ,
dimostrando che agli artisti non interessava rappresantare la
fauna , ma solo determinati animali i quali non svolgevano
necessariamente un ruolo di primo piano nella vita quotidiana.
Inoltre , gli animali feriti nell' arte preistorica , sono meno frequenti
di quanto si pensasse : appena il 4% di tutte le immagini di animali
e si tratta soprattutto di cavallo e bisonte. Per Leroi-Gourhan l' arte
del Paleolitico un gioco costante di associazioni simboliche.Il tema
fondamentale sarebbe la coppia cavallo ( maschio) e bisonte/uro
(

femmina)

mentre

gli

"animali

complementari"

accompagnerebbero la coppia primordiale . L' arte esprimerebbe


una cosmologia , quella dei popoli cacciatori del Paleolitico
Superiore , centrata sulla divisione della natura in elementi maschili
e femminili , il cavallo e il bisonte rappresenterebbero quindi i due
principi vitali , opposti ma complementari senza i quali non ci
sarebbe vita. J.D. Lewis-Williams, dell' Universit di Witwatersrand ,
Johannesburg , ritiene che l' arte del Paleolitico abbia un ruolo
sciamanico e sarebbe nata per commemorare le esperienze e le
visioni degli sciamani in trance: gli animali dipinti sarebbero stati
ritenuti dotati di poteri particolari , come per esempio curare le
malattie o portare prosperit e benessere alla comunit . Le pitture
diventerebbero fonte esse stesse di poteri particolari servendo agli
sciamani per orientare le loro visioni