Facoltà di Architettura - Università degli Studi di Genova
Laurea Magistrale in Architettura - III anno
“FONDAMENTI DI RESTAURO DELL’ARCHITETTURA”
Prof. Arch. Stefano Francesco Musso
Il RESTAURO
in
INGHILTERRA
nel XIX secolo
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IL GUSTO NEOGOTICO
1709 FONDAZIONE DELLA “SOCIETA’ DEGLI ANTIQUARI”
1742-47 BATTY LANGLEY scrive: “ANCIENT ARCHITECTURE RESTORED AND IMPROVED…”…. le
qualità tipiche del gotico, la leggerezza, la fantasiosità, la non simmetria vengono viste in
accezione positiva
1747 HORACE WALPOLE COMPRA STRAWBERRY HILL
1760 vengono editi I CANTI DI OSSIAN
1764 HORACE WALPOLE, pubblica “THE CASTLE OF OTRANTO”
1765 PERCY scrive: “RELIQUIES OF ANCIENT POETRY”
1780 GENTLEMENS MAGAZINE: COMPAIONI I PRIMI ARTICOLI SULL’ARCHITRETTURA GOTICA
1796-1807 JAMES WYATT COSTRUISCE “FONTHILL ABBEY”
1818-26 pubblicazione dei ROMANZI DI WALTER SCOTT: IVANHOE, WOODSTOCK, THE ABBOT
A sinistra:
Veduta di Fonthill Abbey, 1813-14
Sotto: Strawberry Hill, veduta e tribuna
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La Medieval Court
all’Expo del 1851
(Chystal Palace) e
alcuni oggetti d’uso
comune, del periodo
1840-1860, ispirati al
gusto neo- gotico
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ARCHITETTURA NEOGOTICA
Progetto per il Foreign Office, sir Gilbert Scott, 1864
Progetto per il municipio di Manchester, A. Waterhouse, 1867-77
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II RESTAURI DEL XIX SECOLO - TRA ANALOGIA E RICOSTRUZIONE STILISTICA
RESTAURI IN INGHILTERRA - BATTISTERO DI CAMBRIDGE
Il restauro si spinge a “creare” un oggetto mai visto, sulla base di una
interpretazione ritenuta incontestabile delle tracce materiali e delle letture
“stilistiche” dei monumenti antichi
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LA TUTELA DEI MONUMENTI IN INGHILTERRA
1709 “Memorandum” di Sir John Vanbrugh in difesa delle rovine di
Woodstock Manor:
1) Un edificio rievoca il passato meglio della storia scritta
2) gli edifici possono e debbono essere progettati come parte
integrante del paesaggio
3) è necessario integrare edifici e natura in modo tale che il risultato
sia autenticamente “pittoresco” ispirandoci al paesaggismo del ‘600
1780 Dopo la comparsa dei primi articoli sulla rivista “Gentlemen’s
Magazine”, i parroci cominciano ad occuparsi delle chiese affidate
alle loro cure
1820 Si comincia a lavorare sulle chiese, eliminando anzitutto le antiche
scialbature di calce che coprono antichi affreschi e murature
medievali e liberando i cori dalle sovrastrutture successive
1821 JAMES WYATT è il protagonista di questo modo di concepire
l’intervento di restauro che cerca di riportare l’edificio a una
situazione e una configurazione di insieme che richiamasse il suo
passato medievale
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LA TUTELA DEI MONUMENTI IN INGHILTERRA
1839 fondazione della “CAMDEN SOCIETY” di Cambridge e la
“ARCHITECTURAL AND HISTORICAL SOCIETY” di Oxord
Per i sostenitori della prima società:
“Restaurare è scoprire l’oggetto originario che si è perduto nella
decadenza, accidentalmente o per alterazioni inopportune”
1846 Edward Augustus Freeman scrive i: “Principles of Church
Restoration” in cui parla di:
1) Restauro DISTRUTTIVO: ricostruzione integrale delle chiese secondo
il “principio della preferenza”stillistica
2) Restauro ECLETTICO: ricostruzione della chiesa nello stile antico
qualunque esso fosse
3) Restauro CONSERVATIVO: riproduzione di ogni elemento
ammalorato dell’opera rispettandone lo stile.
GILBERT SCOTT è il protagonista di questa forte tensione alal
“conservazione”
1877 Costituzione della “SOCIETY FOR PROTECTION OF ANCIENT
BUILDINGS” (SPAB) - (ispiratore è William Morris)
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A. W. PUGIN (1812-1852)
1836 A. W. PUGIN scrive i: “Contrasts or parallel between the noble edificies of
the Fourteenth and Fifteenth centuries and similar buildings of the
present day”.
1841 A. W. PUGIN dà alle stampe il volume : “The true principles of pointed or
christian architecture”
punti fondamentali sono: il Rapporto FEDE Cattolica / STILE GOTICO e l’ AUTENTICITA’
A.W. Pugin, esterno in scorretto stile cuspidato, 1840 circa
“… UN ARCHITETTO DOVREBBE MOSTRARE LA SUA ABILITA’ TRASFORMANDO LE DIFFICOLTA’
CHE RICORRONO NELL’ELEVARE UN ALZATO DA UNA PIANTA ADEGUATA IN ALTRETTANTE
BELLEZZE PITTORESCHE; QUESTO COSTITUISCE LA GRANDE DIFFERENZA TRA I PRINCIPI
DELL’ARCHITETTURA CLASSICA E QUELLA CUSPIDATA. NELLA PRIMA EGLI SAREBBE
COSTRETTO A INVENTARE DEGLI ESPEDIENTI PER NASCONDERE QUESTA IRREGOLARITA’;
NELLA SECONDA, NON HA CHE DA ABBELLIRLE.”
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JOHN RUSKIN (1819-1900)
“L’architettura è l’arte che dispone ed
adorna gli edifici eretti dall’uomo per
qualunque uso in modo tale che
vederli possa contribuire alla salute
alla potenza e al piacere della sua
mente.
E’ necessario distinguere tra
COSTRUZIONE e ARCHITETTURA.
Costruire è comunemente inteso il
mettere insieme e adattare le diverse
componenti di un edificio o di un
rifugio di notevoli dimensioni. (…) Se
al rivestimento in pietra viene
aggiunto qualcosa di inutile, come
una modanatura, quella è
architettura”
“L’architettura è espressione delle condizioni che la resero possibile. E’
risultato coerente delle forme di armonia sociale che la produssero”
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LE PIETRE DI VENEZIA - PALAZZO DUCALE
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LE PIETRE DI VENEZIA - PALAZZO DUCALE
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JOHN RUSKIN (1819-1900) - LA NATURA DEL GOTICO
“Credo che gli elementi caratteristici o Tali caratteri si riferiscono alla
morali del Gotico siano, in ordine di costruzione; riferiti al
costruttore potrebbero
importanza , i seguenti:
chiamarsi così:
1. Selvatichezza
[Link] o Rozzezza;
2. Mutevolezza
[Link] per la varietà;
3. Naturalismo
[Link] per la natura;
4. Amore per il grottesco
[Link] agitata;
5. Rigidezza
[Link];
6. Ridondanza
[Link]à”
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LE PIETRE DI VENEZIA -LA NATURA DEL GOTICO
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JOHN RUSKIN (1819-1900) - TEMPO e MEMORIA
“Se la bellezza sensibile è il carattere primario
dell’architettura, i segni esteriori che il tempo naturale vi
imprime portano l’edificio al suo pieno rigoglio.
La natura e il suo svolgersi non si appropria di quell’edificio
non gli sottrae valore ma al contrario lo arricchisce con la
patina del proprio tempo”.
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JOHN RUSKIN (1819-1900) - TEMPO e MEMORIA
“Aforisma 30
…perché, in verità, la gloria più grande di un edificio non
consiste nelle sue pietre o nel suo oro…
LA SUA GLORIA CONSISTE NELLA SUA ETÀ E IN QUEL
SENSO PROFONDO DI RISONANZA, DI AUSTERA
VIGILANZA, DI MISTERIOSA SIMPATIA ED ANCHE DI
APPROVAZIONE O DI CONDANNA CHE SENTIAMO IN
MURA CHE SONO STATE A LUNGO BAGNATE DALLE
ONDE PASSANTI DELL’UMANITÀ…”.
Da: Le sette lampade dell’architettura.
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LE PIETRE DI VENEZIA - BASILICA DI SAN MARCO
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LE PIETRE DI VENEZIA - BASILICA DI SAN MARCO
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JOHN RUSKIN (1819-1900) - MEMORIA e STORIA
“Possiamo vivere e anche adorare senza architettura, ma non senza
RICORDARE. Com’è fredda tutta la storia, come sono inerti tutte le
immagini se confrontate a quella che una nazione viva scrive e il marmo
incorrotto mostra!
Quante pagine di confuse memorie potremmo spesso evitare grazie ad
alcune pietre lasciate una sull’altra! La smemoratezza degli uomini può
essere vinta solo dalla Poesia e dall’Architettura (…)
E’ bene avere non solo ciò che gli uomini hanno pensato e sentito, ma
anche ciò che le loro mani hanno toccato, ciò che la loro forza ha
modellato e i loro occhi hanno contemplato ogni giorno della loro vita…”
“… vi sono allora riguardo l’architettura due doveri di cui è impossibile
trascurare l’importanza: il primo consiste nel rendere storica l’architettura
d’oggi, il secondo nel preservare quella del passato come la più
preziosa delle eredità”
(Da: Le sette lampade dell’architettura)
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VENEZIA - CANAL GRANDE
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JOHN RUSKIN (1819-1900) - RESTAURO e MENZOGNA
Da: Le sette lampade…., Aforisma 31, capo VI
“… Il cosiddetto restauro è il tipo peggiorre di distruzione….Esso significa la
più totale distruzione che un edificio possa subire. Una distruzione dalla quale
non resta più nulla; una distruzione accompagnata dalla falsa descrizione
della cosa distrutta
Non inganniamo noi stessi…. È impossibile, - impossibile come resuscitare i
morti - restaurare qualsiasi cosa sia stata grande o bella in architettura….
La vita dell’insieme, quello spirito che è comunicato soltanto dalla mano e
dall’occhio dell’artefice, non potrà mai essere riportato in vita….
Lo spirito dell’artefice morto non può essere rievocato né gli si può
comandare di dirigere altre mani e altre menti.
E quanto alla copia semplice e diretta è chiaramente impossibile. Come si
possono copiare superfici consumate per mezzo pollice?”
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VENEZIA - LA RAPPRESENTAZIONE DELL’ARCHITETTURA
Palazzo Mosto Palazzo Dario
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JOHN RUSKIN (1819-1900) - RESTAURO e MENZOGNA
“… Non parliamo quindi di restauro questa è una menzogna dall’inizio alla
fine. Si può fare un modello di un edificio come lo si può fare di un cadavere, e
il modello può avere l’ossatura delle vecchie mura dentro di sé…ma l’antico
edificio è distrutto e più totalmente e irrimediabilmente che se si fosse ridotto
ad un mucchio di polvere…
Ma si dice che può esservi una necessità di restauro. Guardate bene in
faccia questa necessità e comprendetela nei suoi stessi termini. E’ una
necessità di distruzione. Accettatela come tale, abbattete l’edificio,
gettatene le pietre in angoli abbandonati, fatene materiale da costruzione
o malte, se volete; ma fatelo onestamente e non ponete una
mistificazione al loro posto.
E guardate bene in faccia questa necessità prima che sopravvenga e forse
potrete prevenirla.
Il principio dei tempi moderni…è di trascurare gli edifici prima e poi
restaurarli”.
Continua da: Le sette lampade…., Aforisma 31, capo VI
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JOHN RUSKIN (1819-1900) - RESTAURO e MENZOGNA
Da Le Sette Lampade…, Aforisma 3
“… Sorvegliate con assidua cura un edificio antico;
proteggetelo meglio che potete e ad ogni costo da ogni pericolo
di sfacelo. Contatene le pietre come fareste con le gemme di una
corona; ponetevi sentinelle intorno, come fareste per le porte di
una città assediata; tenetelo legato col ferro dove comincia a
disgregarsi; stabilizzatelo con rinforzi di legno dove tende ad
inclinarsi, non vi curate della bruttezza del sostegno: meglio una
gruccia che un membro perduto ….
Alla fine dovrà giungere la SUA ORA: ma fate che venga
dichiaratamente e apertamente e che nessun sostituto
disonorante e falso lo privi dell’ufficio funebre del ricordo”
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JOHN RUSKIN (1819-1900) - RESTAURO e MENZOGNA
Conservare i monumenti nella città moderna Cap VI
Lampada del ricordo
“….la questione di conservare o distruggere gli edifici del
passato non è cosa di semplice opportunità o sentimento
NOI NON ABBIAMO ALCUN DIRITTO DI TOCCARLI; ESSI
APPARTENGONO IN PARTE A COLORO CHE LI HANNO
COSTRUITI, IN PARTE A TUTTE LE GENERAZIONI
UMANE CHE CI SEGUIRANNO. I MORTI HANNO ANCORA
I LORO DIRITTI SU DI ESSI; ciò per cui hanno lavorato, la
lode per la loro realizzazione o l’espressione del
sentimento religioso ….NON ABBIAMO ALCUN DIRITTO
DI DISTRUGGERE”
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WILLIAM MORRIS (1834-1896)
“…il concetto di “architettura” sta nell’unione e collaborazione di tutte le
arti … E’ una concezione ampia perché abbraccia l’intero ambiente della
vita umana; non possiamo sottrarci all’architettura perché essa rappresenta
l’insieme delle modifiche e delle alterazioni operate sulla superficie
terrestre, in vista delle necessità umane, eccettuato il puro deserto”.
La Red House,
costruita da
Philip Webb
per Morris nel 1858-59
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WILLIAM MORRIS (1834-1896)
SOCIETY FOR PROTECTION OF ANCIENT BUILDINGS (SPAB) - 1877
“Noi pensiamo che se l’attuale trattamento ai monumenti
continuasse, i nostri discendenti li troverebbero inutili per lo studio
e agghiaccianti per l’entusiasmo. Siamo convinti che questi ultimi
50 anni di conoscenza e attenzione hanno operato per la loro
distruzione più di quanto non abbiano fatto i precedenti secoli di
rivoluzione, violenza e offesa.”
“E’ per tutte queste costruzioni, perciò, di tutti i tempi e stili, che noi
lottiamo, e spingiamo coloro che hanno rapporti con esse di
sostituire la tutela al posto del restauro, per evitare il degrado con
cure giornaliere, … e resistere a tutti i tentativi di manomettere la
costruzione sia nella sua struttura che nei suoi ornamenti così come
si trovano…”