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Disegno A Matita

Il documento introduce i concetti fondamentali per imparare a disegnare, spiegando come sviluppare la capacità di valutare correttamente le proporzioni osservando gli oggetti. Viene descritto un esercizio per misurare le proporzioni di forme quadrangolari e verificare la propria accuratezza.

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Disegno A Matita

Il documento introduce i concetti fondamentali per imparare a disegnare, spiegando come sviluppare la capacità di valutare correttamente le proporzioni osservando gli oggetti. Viene descritto un esercizio per misurare le proporzioni di forme quadrangolari e verificare la propria accuratezza.

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of Contents
Introduzione
Valutare le proporzioni
Esercizio n.1
Silhouette
Esercizio n.2
Contour Drawing
Esercizio n.3
Scoprire gli allineamenti
Esercizio n.4
Riconoscere le inclinazioni
Esercizio n.5
Lo spazio negativo
Esercizio n. 6
Chiaroscuro
Esercizio 7
Esercizio 7b
Esercizio 7c
Il disegno
Saluti
Bibliografia
Introduzione

E così vuoi imparare a disegnare?! Bene. Sei nel posto giusto.

Immagino che avrai provato da solo e, chissà perché, quello che disegni non
assomiglia per niente a quello che vedi, né nel mondo reale, né tantomeno nella
tua mente. Forse starai pensando: “Niente da fare, sono proprio negato, è meglio
lasciar perdere”. Tranquillo, è quello che, prima o poi, hanno pensato tutti i
grandi disegnatori. Anche prima di conoscerti, ti posso assicurare che non sei
“negato”. Anzi se vuoi saperlo non esistono persone negate! Non riesci a
disegnare semplicemente perché nessuno ti ha insegnato come si fa.

Non so se diventerai il nuovo Giotto, non posso prevedere a che livello di


eccellenza arriverai, ma posso affermare con certezza che, se sei disposto a fare
la fatica di esercitarti nel modo giusto, diventerai capace di disegnare in modo
eccellente.

Ma tra te e la maestria si erge un ostacolo. È un ostacolo non poi così grande, ma


finché non sai che esiste, è praticamente imbattibile. È quello che pensi di
vedere. Il tuo cervello non è abituato a vedere veramente le forme che hai
davanti, ma per la maggior parte del tempo cerca indizi per classificarle. Appena
vedi un naso, ad esempio, il tuo cervello, in una frazione di secondo, ne
individua i tratti salienti e, attraverso un processo che si chiama
generalizzazione, gli affibbia la categoria “naso”. A questo punto smette di
osservarlo. In particolare pare sia l’emisfero sinistro, quello razionale, a
compiere queste semplificazioni, mentre l’emisfero destro sembra essere quello
deputato alla creatività e al “sentire” le linee (indovina quale emisfero dobbiamo
“svegliare”?). Il punto è questo: tu credi di guardare qualcosa, ma in realtà stai
solo richiamando un “simbolo” nella tua mente. Se, quando provi a disegnare,
non riesci a tracciare le linee di quello che vedi (rifletti: quanto dovrebbe essere
facile?) è perché stai disegnando quel simbolo nella tua testa.

La prima cosa che dovremo fare quindi, è imparare a vedere realmente. Sarà la
parte più importante, poi il resto andrà in discesa. Per prima cosa dovrai
imparare a giudicare le proporzioni di un oggetto, poi imparerai a tracciarne il
contorno. In seguito t’insegnerò delle tecniche semplici, antiche ed
estremamente efficaci per misurare con precisione quello che vedi. Solo dopo
questi passi imparerai la parte più facile: il chiaroscuro. A questo punto sarai
pronto per i tuoi primi veri disegni.

Una cosa che devi fare da subito è imparare a guardare il soggetto che hai
davanti agli occhi, con un occhio chiuso, come se fosse disegnato su un foglio
piatto esattamente parallelo al tuo capo visivo. Per aiutarti immaginatelo come se
fosse un quadro con tanto di cornice. All’inizio, se ti aiuta, puoi anche costruirti
una cornice di cartone attraverso cui guardare i ”modelli”. È uno stratagemma
piuttosto efficace, ma non ti ci affezionare…

Allora sei pronto?



Valutare le proporzioni

La prima delle capacità da acquisire è quella di “sentire le proporzioni” di un


oggetto. Senza questa capacità non potrai disegnare nulla di decente. Immagina
il disegno come navigare nella nebbia. All’inizio quello che riesci a vedere degli
oggetti è solo la loro dimensione e, appunto, la proporzione tra la loro altezza e
la larghezza. A mano a mano che ti avvicini, cominci a scorgerne prima il
contorno, poi sempre più particolari, fino ad avere una visione chiara e
dettagliata di ciò che hai davanti.

Se hai ancora dei dubbi se questa fase sia fondamentale nel tuo apprendimento,
pensa a quanti sforzi sono stati spesi nei secoli dagli artisti per studiare le
proporzioni del corpo umano. Se hai fatto un minimo di ricerca sull’argomento,
avrai visto senz’altro diversi schemi che mettono in relazione la grandezza della
testa con le membra del resto della figura. Perché tanto accanimento quasi
ossessivo? Perché il nostro cervello percepisce all’istante se qualcosa è fuori
proporzione, e non c’è maestria nell’ombreggiatura che possa compensare un
disegno mal proporzionato. Questo è anche il motivo per cui quando disegnerai
da foto dovrai stare attento a correggere gli errori di proporzione che la
fotografia compie. Stupito? Ebbene sì! La fotografia distorce, e anche molto! E,
se ci pensi bene, non può che essere così. Noi vediamo attraverso gli occhi, che
intanto sono due, secondo poi le nostre retine (lo schermo su cui si proiettano le
immagini del mondo esterno) sono convesse. Al contrario la macchina
fotografica ha un solo occhio con una “retina” piatta. Le immagini, e soprattutto
quelle viste di scorcio, risultano perciò alterate. Come mai non ci accorgiamo di
questa distorsione? Perché il nostro cervello, quando vede una foto, non si ferma
a valutare se sia o no correttamente proporzionata, ma la dà per giusta. Tutt’altra
cosa quando guardiamo un disegno! Immediatamente cominciamo a valutarne la
verosimiglianza e se non corrisponde a quello che sappiamo essere giusto
rifiutiamo il disegno come scorretto.
Da tutto questo derivano due necessità: la prima è quella di imparare e disegnare
dal vivo con le giuste proporzioni, la seconda è quella di conoscere, soprattutto
nel ritratto e nella figura, quali sono queste proporzioni per poter correggere gli
“errori” della fotografia.

Come si acquisisce questa capacità? Naturalmente con l’esercizio.


Esercizio n.1

Prendi una serie di oggetti quadrangolari (vanno benissimo anche fogli ritagliati
con proporzioni diverse), e mettili di piatto davanti a te. Fissa il tuo foglio da
disegno sul cavalletto, trova una posizione comoda davanti al foglio che ti
permetta di vedere sia il foglio sia il “modello” e riproduci il rettangolo a occhio.
Fatto questo non ti rimane che misurare le proporzioni e vedere se il tuo disegno
è corretto. La misurazione si esegue nel modo che ora ti spiegherò. Prendi un
oggetto dritto e lungo (un righello, un ferro da calza ecc.) impugnalo e stendi il
braccio davanti a te. Tenendo il tuo righello a 90 gradi rispetto al tuo braccio,
chiudi un occhio e sovrapponilo alla larghezza dell’immagine che vedi (il quadro
immaginario di cui ti ho parlato prima), utilizzando il pollice come misuratore.
Dopo di che gira la mano e sovrapponilo all’altezza. In questo modo vedrai sul
righello la differenza tra le due proporzioni. Se la larghezza è superiore
all’altezza, osserverai quanto è grande proporzionalmente il segmento di righello
che sorpassa il margine superiore. Al contrario, se la larghezza è minore,
valuterai quanto è il tratto in più. Confrontando queste informazioni col tuo
disegno ti sarà facile valutare e correggere. Dico che è facile perché ci risulta più
difficile valutare una linea lunga, rispetto a una corta. Utilizzando questo
metodo, il segmento che ti rimarrà da valutare a occhio sarà di una dimensione
abbastanza piccola da essere sicuri di valutarlo “a occhio” correttamente. Se vuoi
fare un passo in più per esercitarti, disegna sulla carta velina o con un pennarello
sul plexiglass. Dopo che hai finito l’esercizio, sovrapponi il tuo disegno con
quello che vedi e potrai verificare al millimetro quanto sei stato accurato.

Tutto il resto si fonda su questa prima abilità. Durante questo corso t’invito a non
saltare nessun passaggio, perché ognuno si basa sulle capacità acquisite
nell’esercizio precedente. Il mio intento non è quello di “descriverti” come si
disegna (ci sono un’infinità di libri per questo), ma farò con te quello che fa un
allenatore in qualsiasi sport. T’insegnerò le basi e mi assicurerò che tu ti eserciti
a praticarle. In questo ebook ho messo insieme i metodi e le tecniche tratte da
anni di studio che sono risultate più efficaci e funzionali per riprodurre
correttamente quello che vedi davanti a te. Ovviamente essere un artista non è
solo questo, ma il vecchio detto dice che bisogna imparare a camminare prima di
poter correre. Se non sviluppi la capacità di tracciare quello che vedi davanti agli
occhi, come potrai sperare di tracciare quello che vedi solo nella tua mente?
Allora comincia, prendi fogli di carta, libri scatole, e insisti finché non arriva il
successo.

Figura 1: La posizione di base. Misurazione della larghezza.

Model reference: [Link]


Figura 2: La posizione di base. Misurazione dell'altezza.

Nelle due immagini precedenti puoi vedere la posizione di base per la


misurazione. Imparala bene, perché la userai spesso. Ricordati che è
fondamentale che il tuo braccio sia assolutamente teso e che lo strumento che usi
sia parallelo al quadro immaginario che hai davanti (ne abbiamo parlato prima,
ricordi vero?).

Le prossime figure sono prese dal punto di vista di chi sta misurando. Puoi
vedere come il tuo strumento (in questo caso una matita) si sovrapponga, nella
tua visuale, all’oggetto da rappresentare.

Figura 3: Misura la larghezza…


Figura 4: Riportala sull’altezza… fai la stessa cosa sul tuo disegno.

Puoi notare che, in questo caso, quando riporti la larghezza sull’altezza (puoi
anche fare il contrario), avanza un piccolo segmento. È un segmento abbastanza
piccolo da poter essere misurato a occhio con una precisione sufficiente.


Figura 5: Seconda misurazione con l'utilizzo di un checkpoint.

Se ti serve, puoi utilizzare il punto dove arriva la punta dello strumento, come
checkpoint da cui partire per riportare una seconda volta la larghezza
sull’altezza. In questo modo, il segmento riportato sull’altezza misura 2 volte la
larghezza. Questa procedura è utile quando si vogliano misurare oggetti con una
forte prevalenza di una dimensione sull’altra.


Silhouette

Ora che sai come giudicare e controllare le proporzioni di un oggetto è giunto il


momento di tracciarne il contorno. Un bel salto, non ti pare? I metodi che stai
imparando sono quelli “accademici” del disegno realistico. Ce ne sono altri,
molto efficaci e divertenti, ma comincia da questo. Il motivo per cui ho scelto di
utilizzare questi metodi per l’inizio è che ti permettono, oltre che di disegnare
correttamente, anche di allenare l’occhio, in modo da farti esercitare, il più
possibile l’emisfero destro del cervello. In teoria una persona che abbia
sviluppato un occhio perfetto e riesca a disegnare “d’istinto” con assoluta
esattezza, non avrebbe bisogno di nessun metodo di misurazione ma, ironia della
sorte, questi metodi sono quelli che ti permettono di arrivare più vicino possibile
a quel punto. Quando imparerai a far funzionare a comando quella capacità che
già hai, ma che per adesso dorme, vedrai il mondo letteralmente con occhi
diversi. Rimarrai incantato dalle infinite forme che ti si parano innanzi
continuamente durante la giornata, e le cose non saranno più le stesse.


Esercizio n.2

Prendi un oggetto e disponilo in modo da poter vedere sia il modello sia il tuo
foglio, senza muovere troppo la testa. Per questo esercizio è necessario disegnare
sulla carta velina o sul plexiglass. Mettiti in piedi davanti al foglio, fissa bene
dove hai i piedi (non dovrai mai spostarti da questa posizione e se lo dovessi
fare, dovrai tornare esattamente dove eri). Chiudi un occhio e ritrai d’istinto la
sagoma di quello che vedi. Non t’interessano i particolari, solo il contorno
esterno. A questo punto, se ti sei esercitato nell’esercizio precedente, le
proporzioni di quello che tracci saranno approssimativamente corrette (anche se
non sempre). Per prima cosa, di nuovo, verificherai il rapporto tra altezza e
larghezza e correggerai il disegno, finché almeno le proporzioni non siano
giuste.

Ora confronta le due silhouette, osservando le linee che le costituiscono con


attenzione. Se c’è un punto saliente (una sporgenza ad esempio) su un lato,
potrai misurare con la tecnica che hai già imparato a che altezza del profilo
laterale è localizzata. Misurerai la lunghezza del tratto dalla base alla sporgenza
e lo confronterai con la parte rimanente del lato. Così saprai se è a un terzo, un
quarto, a metà ecc. La stessa cosa, con i dovuti aggiustamenti, potrai farla su
ogni lato. Correggi fino a quando l’immagine non ti soddisfa. A questo punto
stacca il tuo foglio trasparente, sovrapponilo a quello che vedi e verifica quanto
ci sei vicino.

Ripeti questo esercizio un’infinità di volte. Un mezzo per trovare “modelli” è la


televisione. Metti un video, mettilo in pausa e ritrai le sagome che vedi. Avrai un
numero di forme illimitato con cui esercitarti. Utilizza anche tutti gli oggetti che
trovi.

Figura 6: dopo aver disegnato, misura le proporzioni dell'oggetto.


Figura 7: verifica il rapporto larghezza/altezza e fai lo stesso sul tuo disegno.


Figura 8: puoi verificare a che altezza sono i punti salienti.


Figura 9:... sempre con la stessa tecnica.
Poi passa a controllare l'accuratezza del tuo disegno.

In queste immagini puoi vedere come la stessa tecnica che hai utilizzato prima si
applichi a qualsiasi forma. Una volta corrette le dimensioni e le sporgenze,
correggi a occhio ogni linea. Procedi centimetro per centimetro, finché il disegno
non ti soddisfa.
Figura 10: Esempio di finita (con qualche particolare in più).


Contour Drawing

Bene! Ora che hai imparato a tracciare una abbastanza precisa e proporzionata a
occhio, voglio farti fare un esercizio per potenziare mille volte questa tua
capacità. È un esercizio che ho trovato in un libro scritto da Kimon Nicolaides
nel 1941. In questo libro l’autore propone un programma di allenamento quasi
marziale (che personalmente ho svolto fino in fondo) nel disegno. Tra tutti gli
esercizi proposti, uno dei più interessanti è quello del “Contour Drawing”.
All’epoca non credo che questo “originale” insegnate sapesse perché quello che
proponeva fosse così efficace, ma, dopo quello che ci siamo detti sugli emisferi
cerebrali, credo che tu non abbia difficoltà ad afferrarne il perché. Ti avviso in
anticipo, è un modo di allenarsi che genera molto disagio e dopo un po’ che lo
fai senti letteralmente i tuoi neuroni sudare, ma è proprio per questo che è così
efficace.


Esercizio n.3

Allora pronto per la sfida? Come al solito disponi gli oggetti che vuoi ritrarre in
modo che tu possa vederli comodamente stando in piedi al cavalletto. (per
questo esercizio le immagini dei film sullo schermo vanno benissimo). Adesso
inizia a tracciare sul foglio il contorno dell’oggetto senza mai staccare gli occhi
dal modello. Non devi mai guardare altrove e non devi mai staccare la matita dal
foglio. Ti chiedo di fare uno sforzo in più: devi immaginare di toccare con la
punta della matita la superficie dell’oggetto. Immagina di non stare tracciando
una linea su un foglio. Concentrati, devi sentire letteralmente la matita “toccare”
il contorno di quello che vedi. Segui millimetro per millimetro la superficie con
gli occhi e muovi la mano insieme allo sguardo. Devi procedere con estrema
lentezza, occhi e mano devono essere assolutamente all’unisono. Continua
finché non avrai completato il contorno. Solo a questo punto puoi guardare
quello che hai fatto. Probabilmente vedrai un orribile scarabocchio, ma non ha
nessuna importanza. Lo scopo non è fare un bel disegno, ma forzare il tuo
cervello a guardare e “sentire” profondamente le linee. Una nota sullo stare in
piedi: non è un caso. È importante abituarsi a stare in piedi davanti al cavalletto,
sia perché è il modo migliore per posizionarsi tra foglio e soggetto, sia perché la
tensione muscolare che devi esercitare per stare in piedi si trasmette nel tuo
disegno, rendendolo più vivo. Chiaro?

Ti accorgerai di quanto la tua capacità di vedere le forme aumenti velocemente.


Quando avrai finito, sarai pronto per assimilare una tecnica di misurazione che ti
permetterà di essere molto più veloce e preciso.

Buon allenamento!


Figura 11: Il Contour Drawing di uno dei nostri soggetti preferiti...
Figura 12: La mano dell'artista!

Se vuoi velocizzare l’apprendimento di queste capacità, vedendo chiaramente, in


tempo reale, come si mettono in pratica, ho preparato per te dei video gratuiti, in
cui è tutto chiarito nei dettagli. Vai sul mio sito e lascia la tua email per ricevere
queste lezioni!

Scoprire gli allineamenti

Eccoci a un altro appuntamento del nostro corso.

Voglio darti un altro strumento che ti permetterà di essere ancora più veloce e
preciso e di divertirti ancora di più mentre disegni. Parlo di divertimento non a
caso. Lo scopo di tutte queste tecniche è proprio quello di fornirti una procedura,
che col tempo diventa automatica, per permetterti di disegnare con naturalezza e
poterti concentrare sugli altri aspetti della tua arte: cosa vuoi rappresentare, che
messaggio vuoi dare, che sentimenti vuoi trasmettere. La tecnica serve proprio a
questo: a liberare la tua mente per le cose più importanti! Questa tecnica ti
permette di tracciare a tuo piacimento una “griglia” a maglie quadre sul tuo
disegno in modo da avere ancora più riferimenti per tracciare le tue linee. Il
valore fondamentale di questo strumento è quello di permettere di individuare i
punti nel tuo disegno che sono allineati (o quasi) verticalmente o
orizzontalmente, e ti dico già che ci sono sempre punti pressoché allineati, per
un fatto puramente statistico. Metti insieme quest’ultimo tassello con la tua
capacità ormai acquisita di riconoscere le proporzioni, di tracciare le silhouettes,
e cominci ad avere una "cassetta degli attrezzi" niente male.


Esercizio n.4

Prendi il tuo strumento di misurazione e assumi la posizione abituale col braccio


teso. A questo punto non devi fare altro che sovrapporre il tuo strumento, tenuto
perfettamente verticale, a quello che vedi, e scorrerlo sull’immagine che hai
davanti agli occhi. Soffermati nelle zone più complesse e vedi il rapporto tra i
diversi punti salienti. Quando giungi a due punti di cui ti vuoi chiarire il rapporto
sull’asse verticale, osserva quanto sono allineati, poi spostati verso il disegno
sovrapponi lo strumento e segna i punti sul foglio con lo stesso allineamento del
soggetto. Quando hai finito passa a fare la stessa cosa con il righello
perfettamente orizzontale, per verificare gli allineamenti orizzontali dei punti.
Fatto!

Se hai dubbi sulla posizione, o su come stendere il braccio, ti ricordo che su


[Link] trovi dei video gratuiti dove puoi vedere la
procedura con estrema chiarezza.

Passa per tutte le fasi per ogni disegno, dalle proporzioni fino a qui.


Figura 13: Gli allineamenti in pratica.


Riconoscere le inclinazioni

Allora, com’è andata? Se hai fatto l’esercizio, il tuo “occhio” ha cominciato a


svilupparsi esponenzialmente. Ti suggerisco di continuare con il contour drawing
e con gli allineamenti ogni volta che capita: quando scarabocchi al telefono,
quando aspetti alle poste ecc. Le tue capacità continueranno a crescere e ti
risulterà sempre più facile tracciare d'istinto quello che hai davanti agli occhi.
Quello che farò ora è insegnarti una tecnica, estremamente semplice e meccanica
che ti permetterà di misurare precisamente quello che hai disegnato, ed anche di
“tracciare” esattamente sul foglio i punti salienti (detti anche “punti di repere”)
del soggetto. È una tecnica talmente efficace che alcuni artisti ne hanno fatto il
cardine del proprio metodo di disegno. Ti spiegherò come…

Figura 14: la posizione dello strumento per misurare le inclinazioni.



Esercizio n.5

Disponiti nel solito modo di fronte al cavalletto e scegli gli oggetti da


rappresentare. Per le prime volte è meglio usare degli oggetti quadrangolari
(scatole o libri). Stendi il braccio con lo strumento di misurazione come al solito.
Tenendo il righello (o quello che è) perfettamente a 90 gradi rispetto al braccio,
ruotalo sul piano verticale in modo da sovrapporlo alle linee inclinate
dell’oggetto, come le vedi. Ora hai una misura precisa dell’inclinazione di quelle
linee. Senza cambiare l’inclinazione del righello, portalo sul foglio, ora saprai
l’inclinazione della linea da tracciare… ricontrolla sempre due volte e correggi
fino a quando le linee del disegno e di quello che vedi del soggetto non sono
uguali. Come avrai capito è una tecnica estremamente efficace per quando si
vuole riprodurre qualcosa in prospettiva. Potresti anche esercitarti con i mobili
della stanza in cui sei e disegnarla per intero.

Un’applicazione che dà risultati stupefacenti è la così detta “triangolazione”.


Posto che io abbia due punti certi, posso tracciare esattamente dove qualsiasi
altro punto ricada rispetto a questi due. Basterà congiungere il punto che voglio
individuare, prima col primo punto certo e tracciare la linea che li collega con
l’inclinazione giusta, fare la stessa cosa con il secondo punto certo, e il mio
punto “ignoto” ricadrà all’intersezione delle due linee. Facendo in questo modo
posso letteralmente “mappare” l’immagine che vedo. Quando avrai tracciato
abbastanza scatole, comincia a esercitarti con oggetti più irregolari. Parti sempre
da quanto fatto fin ora, silhouette, proporzioni, poi verifica le inclinazione e
triangola più punti che puoi. Se ti stai esercitando su foglio trasparente, una volta
finito potrai verificare precisamente i tuoi progressi. Noti come ogni cosa integri
l’altra?

Ti ho accennato al fatto che alcuni artisti utilizzano questo metodo come tecnica
principale. Come? Se voglio tracciare il contorno di qualcosa posso prima di
tutto tracciarne una specie di “bozzolo” costituito da una serie di linee che
congiungono i punti esterni dell’oggetto. Se queste linee hanno l’inclinazione
giusta, la mia figura sarà racchiusa esattamente all’interno di questo bozzolo, che
andrò progressivamente a rifinire, sempre utilizzando lo stesso metodo, sempre
più nel dettaglio. Affascinante no?

Questo esercizio è trattato esaustivamente nel mio corso completo, dove porto
gli allievi letteralmente dal punto in cui non sanno disegnare nulla a quello in cui
invece sanno disegnare la figura completa.

Figura 15a: La misurazione delle inclinazioni, dal punto di vista del disegnatore.


Figura 15b: La misurazione delle inclinazioni,
dal punto di vista del disegnatore.


Figura 16: Disegno in cui sono visibili
le linee di misurazione delle inclinazioni.


Lo spazio negativo

Oggi voglio introdurti a un concetto che suona quasi filosofico (e forse lo è


anche). È il concetto di Spazio Negativo, o Forma Negativa.

Normalmente quando guardi un oggetto, cosa vedi? Dove soffermi la tua


attenzione? Ti darò un altro indizio: Quando guardi il contorno di un oggetto, a
cosa pensi? E se ci fossero due modi di guardare lo stesso contorno? E se lo
stesso contorno delimitasse due cose diverse?

Troppe domande? (OPS, ne ho fatta un’altra.)

Te ne faccio un’ultima: che forma ha lo spazio che circonda ciò che osservi?
Bene quello è lo spazio negativo. Guarda un oggetto… ora osserva la sua
superficie… adesso fai un salto mentale e osserva lo spazio attorno a quella
superficie. Guarda la linea di uno dei suoi contorni (il lato destro ad esempio,
tanto per intenderci) non come il contorno dell’oggetto, ma come il contorno
dello spazio al suo esterno. Fai di più: prendi il righello e sovrapponilo a ciò che
vedi, all’esterno dell’oggetto. Lo vedi lo spazio tra il righello e l’oggetto? Vedi
che ha una sua forma? Quello è lo spazio negativo, la forma del vuoto (concetto
mistico).

A cosa serve? Semplice, abbiamo detto che l’ostacolo più grande è la tendenza
del nostro cervello a classificare un oggetto con un simbolo e smettere di
osservarlo realmente. Per il tuo cervello è impossibile dare un nome a quello
spazio vuoto e, quindi ti sarà più facile percepire quella forma piuttosto che
quella del soggetto. Ma il contorno è lo stesso. Quindi, mentre tracci il contorno
del vuoto, di fatto stai tracciando il contorno del tuo modello!
Quando ti trovi in difficoltà, quando non riesci a vedere chiaramente e ti accorgi
che non stai “afferrando” una linea, stacca la mente da ciò su cui ti stai
focalizzando e portala sullo spazio che la circonda. La linea che cerchi ti
apparirà con una chiarezza nuova.


Esercizio n. 6

Farai quello che hai fatto fin’ora, ma aggiungerai il controllo dello spazio
negativo al tuo disegno. Dopo che l’hai tracciato, prendi il righello, assumi la
solita posizione, e sovrapponi il righello tenuto verticalmente o orizzontalmente,
a ciò che vedi davanti a te, all’esterno del soggetto, in modo da formare delle
figure tra la silhouette e il righello. Controlla che ci sia corrispondenza tra le
forme del vuoto sul foglio e nella realtà.

La prossima volta affronteremo l’ultimo aspetto del disegno prima di passare alla
tua prima opera finita.

Figura 17: Abbozzo di spazio negativo.



Chiaroscuro

Finalmente siamo arrivati all’ultima parte del nostro ebook. Dopo aver disegnato
correttamente quello che vuoi, a questo punto (e solo a questo punto) potrai
affrontare l’ombreggiatura. È senza dubbio la parte più appassionante e
divertente, ma impararla prematuramente ti avrebbe distratto da tutto il lavoro
che abbiamo fatto prima. Ricorda che un oggetto mal disegnato e perfettamente
ombreggiato, rimane un oggetto mal disegnato. Solo adesso, hai le capacità per
poter portare a compimento un disegno finito. Ti prego di notare un'altra cosa.
Cos’è che ti permette di osservare la reale forma delle ombre su un oggetto?
Esatto quello che hai fatto fino ad ora! La capacità di vedere le cose come
realmente sono è fondamentale anche in questo caso.

Prima di darti gli esercizi da svolgere, vediamo un po’ di teoria.

Ci sono fondamentalmente due tipi di ombra e due tipi di luce.

Il primo tipo di ombra è l’ombra propria. Questo tipo di ombra è quella che si
forma sull’oggetto, a mano a mano che l’angolo tra la sua superficie e la
direzione della luce differisce da 90°. Se prendi una sfera (o un uovo) e la
illumini con una fonte unica di luce, vedrai una parte illuminata e una parte in
ombra. Queste due parti non sono separate bruscamente ma si passa in maniera
graduale dal chiaro allo scuro. Questo perché, come ti ho spiegato, la superficie
ruota e l’angolo che forma con la direzione della luce varia progressivamente.
L’ombra propria è quella che ti permette di creare l’effetto di tridimensionalità di
un disegno.

Il secondo tipo di ombra è l’ombra portata. È quella che comunemente


chiamiamo ombra. È determinata dalla proiezione di un oggetto che blocca la
progressione dei fasci luminosi. Per capirci è quella che si allunga sul terreno
mano a mano che si avvicina l’ora del tramonto. L’allungamento di quest’ombra
è dovuta alla differente direzione della luce a seconda della posizione del sole
nel cielo. Contrariamente all’ombra propria, l’ombra portata ha contorni netti,
definiti. Nel tracciarla, la tua capacità di riconoscere le sagome diventa
preziosissima. Sul tuo disegno la vedrai in due forme. Ci sarà molto
probabilmente un’ombra sul terreno o sul ripiano che fa da base e spesso ci
saranno altre ombre che si proietteranno da una superficie all’altra. Un esempio
tipico è l’ombra del naso sul viso, in un ritratto. Proprio nel ritratto, queste
ombre sono così importanti da aver determinato, nel tempo, dei tipi
d’illuminazione codificati, che si possono incontrare a seconda della posizione
della fonte di luce. Un esempio è l’illuminazione tipo Rembrandt, caratterizzata
da una particolare ombra portata del naso che tende a formare una zona
illuminata triangolare sullo zigomo, o le così dette Open Loop e Butterfly.
Quando disegni sul serio, soprattutto nel ritratto, illuminare correttamente il tuo
modello è essenziale. Nel mio corso ho dedicato ben 5 lezioni ai diversi tipi di
illuminazione (senza contare che mi sono divertito un mondo a girare quelle
lezioni!!)

Passiamo alla luce.

Il primo tipo di luce è la luce diretta. Su di essa c’è poco da dire è quella che,
partendo dalla fonte colpisce l’oggetto.

Il secondo tipo è la luce riflessa. È la luce che viene, appunto, riflessa dagli
oggetti circostanti sul lato in ombra del tuo modello. È un tipo di ombra
mutevole, sfuggente. È del tutto assente se il modello è circondato da oggetti
neri, mentre diventa particolarmente visibile vicino all’acqua o a qualsiasi
superficie riflettente. Ti dirò di più: tende ad assumere il colore dell’ambiente.
Hai mai notato che in un bosco, tutto diventa un po’verde. Questo è il motivo: la
luce, rimbalzando sull’erba e sulle foglie, ne assume la colorazione, che poi
proietterà sul lato ombreggiato di ciò che incontra. Se vorrai passare al colore
questa informazione ti sarà preziosa.
Tornando a noi. Su qualsiasi cosa tu voglia rappresentare, noterai un lato
illuminato (altrimenti non potresti disegnarla) e un lato in ombra, che sfuma in
esso. A causa della luce riflessa, vedrai anche una linea di ombra più scura, verso
il confine con la parte in luce, da cui poi inizia la transizione. Questa linea è la
Linea di Apelle. È la zona in cui non arriva la luce riflessa, che invece
determinerà un leggero schiarimento di parte della zona d’ombra. Ti metto in
guardia da un errore frequente: è molto facile sovrastimare la luce riflessa,
perché, essendo circondata da parti più scure, ci appare, per contrasto, più
luminosa di quello che è. Segui questa regola: la luce riflessa è sempre meno
intensa della luce diretta. Infine vedrai le ombre portate, come sagome ben
definite sull’oggetto e attorno ad esso.

Questa è tutta la teoria che hai bisogno di conoscere per ora. Passiamo alla
tecnica.

Ci sono diverse tecniche per ombreggiare, e nel tempo, le sperimenterai e


sceglierai quella che si adatta meglio al tuo stile. Per ora ti voglio insegnare la
tecnica fondamentale, usata dalla maggior parte degli artisti.

Per stendere un’ombra ben riuscita, prendi la tua matita e traccia delicatamente
una serie di linee parallele estremamente ravvicinate tra loro. Dopo di che
sovrapponi un secondo strato di linee con un’inclinazione diversa rispetto al
primo strato, poi un terzo, un quarto, e così via, fino a ottenere la gradazione di
grigio che desideri. Due note: 1) traccia le linee sempre in un verso, altrimenti
quando fai avanti e indietro sul foglio, crei dei punti più scuri, che rovinano
l’effetto 2) non sovrapporre mai direttamente due strati che abbiano un angolo
tra le linee di 90° tra di loro. Se lo fai generi un effetto “griglia” piuttosto
sgradevole. C’è altro da sapere? In realtà c’è tanto altro. C’è la possibilità, ad
esempio, di tracciare le linee della tua ombreggiatura non dritte, ma farle curvare
come a seguire la curvatura della superficie dell’oggetto. Alla fine della
sovrapposizione degli strati, l’occhio potrà anche non riconoscere consciamente
quest’artificio, ma percepirà una sensazione di particolare tridimensionalità.
Un’altra variante è quella di muovere la tua matita, posta di piatto, circolarmente
in modo da creare da subito un’ombra uniforme senza linee evidenti. E altro
ancora. Per ora però esercitati sui fondamentali. Domina la tecnica di base (che è
quella usata da molti artisti straordinari), poi potrai anche abbandonarla.

Passiamo agli esercizi.


Esercizio 7

Traccia un quadrato sul tuo foglio e riempilo di una sfumatura di grigio media.
Usa la tecnica che ti ho appena descritto. Insisti fino a che non avrai ottenuto
un’ombra perfettamente uniforme.


Esercizio 7b

Traccia un altro quadrato e, questa volta, riempilo con un’ombra che diventa
progressivamente più scura. Parti da un angolo che lascerai molto chiaro e
scurisci progressivamente fino ad arrivare all’angolo opposto, che sarà quasi
nero. Non avere fretta, sovrapponi strato su strato partendo dalla zona più chiara
a quella più scura e viceversa. Continua finché non avrai creato un gradiente
uniforme, senza passaggi bruschi.


Esercizio 7c

Adesso disegna una striscia quadrangolare che e dividila in 9 riquadri uguali. In


ogni riquadro disegnerai un’ombra sempre più scura, in modo da avere un primo
riquadro quasi bianco, un ultimo quasi nero e i riquadri in mezzo con gradazioni
crescenti (o decrescenti secondo la direzione in cui guardi).

Dopo questi esercizi sarai pronto per il tuo primo disegno finito!

Figura 18: Esercizi di chiaroscuro.


Il disegno

Ce l’hai fatta! Ora sei pronto per fare sul serio! Ti sarai accorto di come tutto
quello che ti ho insegnato si fonda per creare un metodo organico. Ora non ti
resta che applicare quello che hai imparato. Sai vedere le proporzioni, sai
tracciare una forma, sai misurarla e sei in grado di tracciare i punti più difficili,
sai vedere le forme degli spazi vuoti tra gli oggetti e sai come ricreare l’effetto
della luce. Non ti manca nulla. Ora devi solo mettere insieme tutto quanto.

Pronto?

Prendi degli oggetti (frutta, uova, brocche di argilla, conchiglie, libri ecc.) e
disponili in modo da creare una composizione che ti sembra interessante. Per ora
evita oggetti traslucidi e riflettenti, per non complicarti la vita da subito.

Una volta che hai il tuo modello, assicurati di illuminarlo da una sola direzione.
Chiudi le persiane alle finestre e disponi una lampadina, meglio se non troppo
potente, in modo da illuminare la tua composizione (le direzioni più usate sono
dal lato e a 45° gradi tra la direzione della luce e quella del tuo sguardo,
leggermente in alto rispetto al soggetto). Disponi il cavalletto come sai già fare e
traccia a occhio, senza linee troppo decise la silhouette generale di ciò che vedi.
All’inizio tratta tutta la composizione come se fosse un'unica forma (ti ricordi
l’esempio della nebbia?). Ora indovina un po’ che dovrai mai fare? Esatto! (non
ho sentito la tua risposta ma mi fido, sei un tipo sveglio). Misura le proporzioni.
Per facilitarti puoi disegnare il rettangolo in cui è iscritto il tuo disegno e
misurare i suoi lati. Potresti anche fare il contrario: prima tracciare il rettangolo e
poi disegnarci dentro. In tal modo è più semplice, ed è anche più facile
correggere, ma il disegno tende a diventare un po’rigido. Correggi a occhio
finché la silhouette non è ben proporzionata. Tracciala e correggila aiutandoti
osservando gli spazi negativi tra gli oggetti. È fondamentale che le linee che
tracci non siano perfettamente delineate. Devono essere leggere e accennate.
Non sottovalutare quest’aspetto. C’è un motivo pratico (è più facile cancellarle),
ma c’è anche un motivo “neurologico”: il tuo cervello tende ad “affezionarsi”
alle linee nette e definite, e ti sarà più difficile valutarle oggettivamente ed
eliminarle senza pietà se sono scorrette.

Ricorda sempre: Mai affezionarsi alle proprie linee. Il tuo disegno a questo punto
dovrebbe apparire un po’ nebuloso e incerto. Non stai ancora disegnando, stai
studiando la realtà. Ora hai uno scarabocchio che assomiglia a quello che vedi.
Ma ne sei proprio sicuro? Misuralo. Applica in maniera intensiva, la verifica
delle inclinazioni, la triangolazione e la verifica degli allineamenti. Passa da una
tecnica all’altra a seconda di quella che ti sembra più adatta a risolvere ogni
singola incertezza. Per triangolare è importante che tu decida due punti del
disegno, facilmente individuabili e netti. La distanza tra di loro sarà esatta per
definizione e tutte le altre dimensioni potranno essere messe in relazione con
questa. Continua fino a quando il disegno non sarà esatto. Nel frattempo
aggiungi progressivamente i contorni dei singoli oggetti. Ti raccomando di non
avere fretta in questa fase, ogni minuto che passi a definire meglio il disegno
generale, ti ripagherà 10 volte in tempo risparmiato nel correggere errori protratti
ed in divertimento nelle fasi successive. Attardati in questa fase tutto il
necessario, non te ne pentirai.

Ora che hai il tuo disegno di base, ci sono due possibili strade: delimitare da
subito l’ombreggiatura di base o approfondire prima i particolari del disegno.
Faremo un po’tutte e due le cose. Innanzitutto guarda il modello e verifica come
sono in rapporto luce e ombra. Per farlo strizza gli occhi mentre guardi. In
questo modo le sfumature tenderanno a sparire e quello che vedrai saranno due
masse, una di luce e una di ombra. È quello che ci interessa per ora. Traccia sul
tuo disegno la forma dell’ombra che vedi, in modo da delimitare in maniera
grossolana le due parti e stendi un primo velo leggero di ombreggiatura.
Verificalo, misuralo fino a che non corrisponde.

A questo punto hai tracciato gli oggetti e hai fissato la forma generale
dell’ombreggiatura. Ora inizia la lotta!

Ora è il momento di definire e di scendere progressivamente nei particolari. Ti


ho fatto tracciare un accenno dell’ombreggiatura, perché nel tempo ho notato
una cosa strana che si verifica immancabilmente: eventuali errori passati
inosservati, diventano evidenti a mano a mano che si definisce l’ombra. È
proprio per questo che devi procedere per gradi. Hai ancora molto da modificare
e da correggere! Passa ai particolari un poco per volta, verificali misurali (come
già sai fare) e contemporaneamente definisci sempre meglio il chiaroscuro.
Passa da un punto all’altro, tutto il disegno deve venire fuori all’unisono,
progressivamente. Misura, cancella e correggi continuamente. Usa la gomma
pane come fosse un pennello bianco. Scurisci e schiarisci dove serve fino a
ottenere quello che vuoi. Devi scolpire il tuo disegno come faresti con la creta.
Scorri sul foglio, definisci un particolare, perfeziona l’ombra e vai subito su un
altro punto. Nell’ombra, in generale, ti conviene cercare di definire con esattezza
prima la linea di Apelle e poi il resto, ma non è una regola assoluta.

Fino a quando continuerai? Fino alla fine.

All’inizio è meglio rischiare di esagerare. Potresti arrivare a creare un disegno


che sia “overworked”. Esiste, infatti, un punto in cui se non ti fermi e continui a
definire e perfezionare, rovini quello che hai fatto. Chi se ne frega! Soprattutto
all’inizio non ti preoccupare, anzi spingi volontariamente alcuni disegni fino al
collasso, solo in questo modo, acquisirai la capacità di capire quando fermarti, e
pronunciare la fatidica frase: “Ecco, è finito!”

Quando hai finito. Allontanati un ultima volta per guardare con distacco quello
che hai fatto, apporta le ultime correzioni e, finalmente, gustandoti pienamente
questo momento, metti la tua firma! Guarda ancora la tua opera, godi, festeggia,
ammirala con amore.

Ora scordatela e passa alla prossima!!


Continua a crescere, esercitati, disegna strutture sempre più complesse, fai in
modo che queste tecniche diventino automatiche. Solo allora, solo quando
saranno diventate una seconda natura, potrai dire di aver raggiunto una certa
maestria.

Non dimenticare che questo è solo l’inizio. Se vuoi continuare a esercitarti con
me, hai l’opportunità di iscriverti al mio Corso Completo DisegnareDaMaestro,
dove questi argomenti, e tantissimo altro, sono trattati con la massima cura. E lì
le cose si faranno veramente serie…


Saluti

Bene! È stato un piacere aprirti la strada verso l’artista che stai diventando. Sta a
te trovare il tuo modo, il tuo stile. Domina questi fondamenti in modo da poterli
“dimenticare” e da scatenare il tuo genio. So che c’è un Daymon, una forza
creativa in te, perché altrimenti non ti saresti preso la”briga” di esercitarti e di
apprendere fin qui. La tua lotta è all’inizio!

Se hai dubbi, domande o vuoi sottopormi le tue prime creazioni, sentiti libero di
scrivermi sulla pagina Facebook: Disegnaredamaestro

Per vedere i video gratuiti vai su: [Link]

Per iscriverti al Corso Completo:


[Link]/corso-completo

Il tuo compagno di matita,


Marco Barucco

Bibliografia

Brian Curtis, Drawing from observation: an introduction to perceptual


drawing, Mc GrawHill, 2002.

Kimon Nicolaides, Disegnare in modo naturale, Dino Audino, 2012.

Michael Britton, Beginning to draw: the foundation of art, 2007.

Betty Eduards, Il nuovo disegnare con la parte destra del cervello, Longanesi,
2002.

Anthony Ryder, The artist’s complete guide to figure drawing, Watson-Guptil,


2000.

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