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ELEMENTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE Organico riassunto del manuale per lo studio dell'antropologia.

Tutti i capisaldi della materia vengono ampiamente definiti e descritti: dopo un inquadramento storico della materia, con i principali autori che si sono occupati degli studi antropologici, vengono approfondite le materie studiate dall'antropologia e dall'etnografia. In particolare, si da ampio spazio ai concetti di famiglia, di parentado, di religione, di cultura, di tipologia di gruppo sociale. Indice dei contenuti: Definizione di antropologia Comparsa dellantropologia Campo di intervento degli antropologi Definizioni di cultura Caratteristiche della cultura Comunicazione e creativit Letnografia e la raccolta dei dati Bronislaw Malinowski La prospettiva olistica in antropologia La problematica del contesto in antropologia Lo stile comparativo in antropologia La vocazione dialogica e lantropologia come traduzione Linclinazione critica e lapproccio relativista dell'antropologia Il risvolto applicativo antropologico e quello riflessivo Limpianto antropologico pluriparadigmatico Stadi di sviluppo dell'umanit in ottica evoluzionistica Particolarismo storico in antropologia Funzionalismo in antropologia Strutturalismo in antropologia: Levi-Strauss Antropologia interpretativa I confini del s e la rappresentazione dellaltro Il corpo come veicolo per esperire il mondo Corpi sani e corpi malati in antropologia Concetto di persona in antropologia Sesso e genere in antropologia Ortner e Whitehead

Judith Butler Studio delle emozioni in antropologia Definizione di casta Definizione di classe sociale Definizione di etnia ed etnicit Un conflitto etnico esemplare: Hutu e Tutsl in Rwanda Definizione di nazionalit Forme di parentela, campo d'indagine dell'antropologia Discendenza e consanguineit Il parentado Concetto di residenza e vicinato Matrimonio e alleanza I matrimoni poliandrici dei Nayar Poliandria adelfica ed eredit della terra fra i Tibetani del Nepal Matrimonio, famiglia, gruppo domestico Famiglie nucleari e famiglie estese Definizione di esogamia ed endogamia La proibizione dellincesto Il principio di reciprocit I tre assunti di Morgan e gli otto principi di Kroeber Studi di Kroeber I sistemi terminologici di parentela Gruppi patrilineari Gruppi matrilineari Studio della religione in antropologia Gli elementi della religione e le forme di culto Definizione di possessione Tipi di culto Simboli e riti: definizione I simboli sacri e la loro efficacia I riti della religione

La variet dei riti Secolarizzazione e nuove religioni Risorse e potere: uninscindibile relazione Oggetti di prestigio e beni di consumo Le nature del potere Antropologia economica e studio delle risorse La distribuzione: K. Polanyi La dimensione sociale delleconomia: il principio di reciprocit La comunit domestica Economie dell"affezione" e "politiche dello sviluppo" Razionalit e irrazionalit nelleconomia Attivit politica e organizzazione politica La classificazione tipologica dell'organizzazione politica La banda Le caratteristiche fondamentali delle societ tribali Chefferies, potentati Gli stati

Dettagli dei contenuti: Autore: Anna Bosetti Universit: Universit degli Studi di Milano - Bicocca Facolt: Scienze dell'Educazione Corso: Scienze dellEducazione Esame: Antropologia Culturale Docente: Claudia Mattalucci Titolo del libro: Elementi di antropologia culturale Autore del libro: Ugo Fabietti Editore: Mondadori universit Anno pubblicazione: 2010

Definizione di antropologia

Antropologia significa, letteralmente, studio del genere umano (dai termini della lingua greca nthropos e lgos). Questa per solo una definizione vaga e imprecisa. vaga perch sono molti i saperi e le scienze che studiano il genere umano: la filosofia, la psicologia, la sociologia, la storia, la demografia, la genetica Ed anche imprecisa perch non ci dice quale aspetto del genere umano costituisca il suo oggetto di studio privilegiato. Ci sono 3 tipi di antropologie: Antropologia culturale: studio delle idee e dei comportamenti degli esseri umani in tempi e luoghi diversi. Antropologia biologica: studio dellanatomia, del corredo genetico ecc. Antropologia filosofica: discussione filosofica intorno alluomo.

Comparsa dellantropologia

Le origini dellantropologia come disciplina scientifica non sono facili da stabilire. Quelle pi lontane risalgono forse al greco Erodoto (VI secolo a.C.), il quale per non parla mai di antropologia, anche se le sue osservazioni sulla differenza dei costumi tra i popoli hanno un sapore antropologico. Le radici dell'antropologia pi immediatamente riconoscibili risalgono all'umanesimo europeo che pone lumanit al centro della riflessione filosofica e della produzione artistica. Agli occhi degli umanisti il genere umano, pur rimanendo il fine ultimo del progetto divino, diviene un soggetto capace di esplorare la natura studiandone le leggi e i meccanismi nascosti. Con la scoperta, e poi la conquista dell'America, gli europei cominciano a interrogarsi circa la natura di queste popolazioni definite selvagge. Con l'espansione coloniale e i traffici commerciali, i contatti degli europei con gli altri popoli si intensificano e di conseguenza crescono le descrizioni dei costumi e delle Istituzioni sociali dei popoli lontani. Alla base di queste descrizioni non vi per un vero progetto scientifico: perch ci emerga si deve attendere la fine del Settecento, quando scienziati naturali e filosofi cominciano ad elaborare una teoria "unitaria" del genere umano, concepito come un'unica specie e come complesso di individui potenzialmente dotati delle stesse facolt mentali. LIlluminismo pone le basi per lo sviluppo del sapere antropologico, smontando alcune delle rappresentazioni ancora legate alle verit della Bibbia che facevano dostacolo alla comprensione dellalterit. In quanto disciplina accademica le origini dell'antropologia culturale sono ancora pi recenti: risalgono alla fine dell'Ottocento. Infatti, nel corso dell'Ottocento l'interesse per i popoli "esotici" cresce, anche perch le maggiori potenze europee si impegnano nella conquista di nuove regioni in Africa, in Asia e in Oceania, mentre negli Stati Uniti la resistenza indiana viene piegata e i pellirosse confinati

nelle riserve. Proprio nelle colonie e nelle riserve gli antropologi trovano i luoghi privilegiati del loro lavoro

Campo di intervento degli antropologi

Gli antropologi studiano le culture, e lo fanno perlopi, oggi, andando a soggiornare nei contesti che sono oggetto di studio. Non sempre stato cos: nel tempo ci sono stati cambiamenti sia per quanto riguarda loggetto degli studi antropologici, sia per quanto riguarda i metodi. Fino a pochi decenni fa, gli antropologi si sono occupati dello studio dei popoli geograficamente lontani, che per molto tempo sono stati chiamati "selvaggi" o "primitivi" perch ritenuti i rappresentanti di fasi arcaiche della storia del genere umano. Erano popolazioni spesso fornite di una tecnologia assai semplice, ignare della scrittura e con "costumi" che si segnalavano per la loro notevole diversit rispetto a quelli degli europei. Lantropologia veniva, infatti, definita come studio dei popoli senza (storia, scrittura, ecc.). Da un lato c lOccidente moderno, con una storia e luso della scrittura e dallaltro i popoli tradizionali senza storia e senza scrittura. Con il tempo per a questi popoli se ne sono aggiunti altri, geograficamente pi "vicini" all'Europa e con istituzioni pi simili. In seguito, anche popoli con tradizioni scritte e praticanti culti monoteistici sono stati inclusi negli interessi degli antropologi, specialmente a partire dalla met del Novecento. Quando l'antropologia era una scienza agli albori, gli antropologi avevano raramente occasione di visitare di persona popoli di cui scrivevano: erano solitamente definiti antropologi a tavolino. Essi si avvalevano delle testimonianze di viaggiatori, esploratori, militari e funzionari coloniali. Tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del XX secolo, gli antropologi cominciarono a recarsi personalmente presso i popoli che volevano studiare inaugurando la pratica della ricerca sul campo: si prende coscienza del fatto che nessuna osservazione pu essere neutra, per cui scivoloso elaborare teorie a partire dalle osservazioni di altri. perci necessario andare da soli a raccogliere i propri dati. Oggi lantropologia non tanto definita dalloggetto di studio quanto piuttosto dalla metodologia di ricerca: quella che viene definita osservazione partecipante, un tipo di studio che si basa soprattutto sul contatto diretto con i soggetti studiati (metodologia che si costituisce intorno agli anni 20, grazie allopera di Bronislaw Malinowski).

Lantropologia non frutto esclusivo della cultura occidentale, ma spesso proprio presso popolazioni semplici e sprovviste di istituzioni che possiamo trovare le pi affascinanti visioni delluomo e del cosmo. Lantropologia sviluppatasi nella tradizione di pensiero occidentale sarebbe, di conseguenza, solo una delle tante antropologie elaborate in tempi e luoghi diversi. Loggetto privilegiato dellantropologia costituito dalle differenze culturali

Definizioni di cultura

Ci che gli antropologi chiamano culture sono modi diversi con cui i gruppi umani affrontano il mondo. L'antropologia per cerca anche di mettere in luce quanto vi di comune o affine tra di essi. Col tempo il termine "cultura" ha rivestito, per gli stessi antropologi, significati un po' diversi. La prima definizione antropologica di cultura risale a Tylor, che, nel suo libro Primitive Culture, ha scritto che la cultura quellinsieme complesso che include i costumi, le capacit e le abitudini acquisite dall'uomo in quanto membro di una societ. Tylor sostiene che tutti gli uomini sono dotati di una cultura (la cultura un dato universale, comune all'intero genere umano). Ed unidea innovativa per la sua epoca. Da Tylor in poi sono state date molte altre definizioni di cultura, come ad esempio: Malinowski (1944) riteneva che tutti gli uomini avessero dei bisogni primari e dei bisogni secondari, e la cultura era linsieme delle risposte che localmente veniva dato a questi bisogni. Bourdieu (1974) sosteneva invece che la cultura fosse un insieme di habitus, cio di disposizioni corporee e intellettuali che risultano dallinteriorizzazione di modelli di comportamento e di pensiero socialmente costruiti. C. Geertz (1973) descrive la cultura come capacit di comunicare

Caratteristiche della cultura

- La cultura presenta forme interne di organizzazione. Tale organizzazione, che non mai rigida e meccanica, coincide con i modelli (culturali) che sono insiemi di idee e di simboli, propri del contesto particolare in cui lessere umano vive, che gli servono da guida per il comportamento e per il pensiero. Questi modelli possono essere qualificati come modelli per, modelli-guida al diverso modo di agire o modelli di, modelli attraverso cui pensiamo qualcosa.

- La cultura "operativa", poich mette luomo nella condizione di agire in relazione ai propri obiettivi adattandosi sia allambiente naturale che a quello sociale e culturale che lo circonda.

- La cultura un complesso di modelli tramandati, acquisiti e selezionati: le generazioni successive ereditano i modelli delle generazioni precedenti e li integrano con dei nuovi. Il principio di selezione si attiva quando, acquisendo nuovi modelli da culture differenti, questi vengono coniugati con quelli in vigore o si blocca leventuale intrusione di modelli incompatibili con quelli in atto.

- Le culture non sono entit statiche e fisse, bens prodotti storici, cio il risultato di incontri, cessioni, prestiti e selezioni.

- La cultura differenziata e stratificata. All'interno di una singola cultura esistono differenze di comportamento e di espressione che non dipendono solo dalle circostanze del momento e della situazione: lavorativa, ludica, rituale ecc. Esse hanno spesso a che vedere con il potere, la ricchezza, la posizione sociale, listruzione; ma anche con le convinzioni ideologiche, religiose, politiche ecc., e si presentano in maniera pi o meno accentuata presso le diverse societ. Nella nostra societ, i modelli culturali di riferimento risultano spesso molto diversi a seconda del grado di istruzione. In passato queste differenze di cultura erano assai pi evidenti, al punto che si parlava di cultura colta e di cultura popolare, dove la prima era la cultura identificata con le scienze, le arti e le lettere, mentre la seconda era quella dei rituali e delle feste paesane e di tutto quanto era ritenuto appartenere alla sfera della superstizione

Comunicazione e creativit

La cultura esiste nella capacit che gli esseri umani hanno di trasmettersi dei messaggi, cio di comunicare. La dimensione comunicativa centrale a qualunque processo di tipo culturale. Per esistere come entit operative i modelli devono essere riconoscibili da tutti, e quindi comunicabili. Idee e comportamenti che non sono riconoscibili da un codice culturale vengono o ignorati o male interpretati. Se la cultura esiste come insieme di segni riconoscibili, ci non significa che tali segni costituiscano un repertorio fisso. I segni possono essere combinati secondo sequenze innovative, capaci cio di creare nuovi significati

Letnografia e la raccolta dei dati

Ci che definisce innanzitutto lantropologia la pratica di ricerca che coincide con il lavoro sul campo: questa viene anche detta etnografia. L'etnografia intesa come lavoro sul campo prolungato di uno studioso che vive a contatto d una cultura diversa dalla sua, si sviluppa tra la fine dell'Ottocento e gli anni a cavallo della Prima guerra mondiale. Fare etnografia significa, essenzialmente, scrivere, "raccogliere dati" utili alla conoscenza della cultura che si vuole studiare.

Una ricerca etnografica comporta che l'antropologo viva a stretto contatto con i soggetti della sua ricerca, condivida il pi possibile il loro stile di vita, comunichi nella loro lingua o in una

lingua conosciuta da entrambi, e che prenda parte alle loro attivit quotidiane. Questa condivisione di esperienze stata chiamata dagli antropologi "osservazione partecipante". L'"osservazione partecipante" qualcosa che consente di osservare (che implica una distanza tra osservatore e osservato) e partecipare (che comporta un coinvolgimento)

Bronislaw Malinowski

La pratica dellosservazione partecipante si sviluppa a partire dai primi decenni del XX secolo, quando Bronislaw Malinowski (1884-1942) parte per le isole Trobriand, in cui trascorre un periodo di tempo molto lungo. Egli qui si rende veramente conto che non affidabile scrivere e servirsi delle informazioni raccolte da altri, ma soltanto una conoscenza diretta consente di capire veramente le istituzioni sociali e di cogliere il punto di vista del nativo. I risultati di questa permanenza alle Trobriand confluiscono nel testo Argonauti del Pacifico Occidentale (1922), dove, da un lato, egli teorizza i principi della ricerca sul campo e, dallaltro, descrive una forma di scambio tra le diverse isole dellarcipelago noto come Kula (modo attraverso cui si creano delle relazioni). Diversi anni dopo, nel 1967, vengono pubblicati i Diari di Malinowski. I diari rivelano unimmagine di Malinowski che si discosta da quella dellindividuo mimetico capace di adattarsi a qualunque situazione di estraneit culturale. Emerge il disagio dellantropologo che deve confrontarsi anche con i nativi (noia, entusiasmo, disgusto, compassione, intolleranza nei confronti degli indigeni). Malinowski considera la cultura e la societ studiata come un complesso di fenomeni correlati tra loro e perci non astraibili dal contesto da cui dipendono. Malinowski fa parte di un paradigma antropologico, noto come funzionalismo, perch sottolinea la funzionalit di ogni singolo elemento della vita sociale per il mantenimento di una coerenza complessiva. una figura innovativa perch, per primo, si pone il problema di critica delle fonti e cio di distinguere quali sono le fonti di cui ci si pu fidare e quali no. Lobiettivo delletnografo afferrare il punto di vista dellindigeno, il suo rapporto con la vita, rendersi conto della sua visione del suo mondo. Malinowski inoltre uno dei primi a sostenere che il comportamento dei selvaggi non cos assurdo come molti autori tendevano a evidenziare, ma piuttosto dotato di coerenza e ragionevolezza. Da Malinowski in poi la ricerca antropologica si trasformata, anche in seguito ad una revisione interna che stata portata avanti.

La prospettiva olistica in antropologia

Lantropologia, almeno inizialmente, si caratterizza per uno studio di piccole comunit: vi era inizialmente la scelta di contesti piccoli, perch essi davano limpressione di poter effettuare

uno studio completo di quella realt. In questo contesto, si utilizza un approccio olistico, che tende a considerare tutti gli aspetti di un determinato fenomeno. Vi era unidea che tutti questi aspetti fossero, infatti, interconnessi. Anche se oggi gli antropologi non si limitano pi a studiare comunit circoscritte e di piccole dimensioni, la prospettiva olistica rimane centrale, in quanto strettamente legata alla problematica del contesto. Gli antropologi studiano di solito determinati aspetti di una cultura (le relazioni di autorit tra generazioni, la parentela, la concezione della malattia, le emozioni, la religione, il rituale...). Per far questo tuttavia essi sono costretti a considerare un fenomeno in relazione a tutti gli altri, o per lo meno a molti altri. Inoltre, in un mondo sempre pi "globale" essi devono estendere la loro ricerca al di l della dimensione "locale"

La problematica del contesto in antropologia

I dati individuati, selezionati e raccolti devono essere considerati in base al contesto di provenienza. La ricostruzione del contesto consente di fare emergere le varie sfaccettature e i differenti significati che un dato fenomeno pu assumere se osservato da diversi punti di vista. La prospettiva contestuale permette anche di collegarsi ad altri contesti ed altri fenomeni, allinterno di una sola cultura o tra culture diverse

Lo stile comparativo in antropologia

Una caratteristica dellantropologia lo stile comparativo. Il comparativismo stato usato dagli antropologi per costruire un sistema di classificazione dei dati culturali, confrontando fenomeni diversi per ricavare delle costanti. Allinizio, il loro modo di procedere era piuttosto semplice: essi sceglievano quegli elementi che sembravano corroborare le loro ipotesi e le loro teorie aprioristiche. Pi che di un metodo comparativo, per, si trattava di un metodo illustrativo di tesi, la cui validit era data per scontata gi in partenza. Quando lantropologia inizia a conoscere pi generalmente un processo di revisione interna e gli antropologi iniziano ad andare sul campo e a studiare le culture con un approccio di tipo diverso, anche il comparativismo viene messo in discussione e, per esempio, secondo Franz Boas, un antropologo di origine europea, ma che ha avuto poi un peso importante per lo sviluppo dellantropologia americana, occorreva comparare culture contigue. La comparazione poi comunque anche su ampio raggio va avanti. Quindi, nel corso della storia dellantropologia, la comparazione ha assunto forme diverse. Oggi si tende a sostenere che comparare utile soprattutto quando si comparano 2 realt contigue nello spazio, che consentono di individuare specificit e di evidenziare delle relazioni.

La vocazione dialogica e lantropologia come traduzione

Lantropologia deve praticare una cultura dellascolto, un atteggiamento intellettuale che mette lantropologo in condizione di intendere la voce degli altri. Il carattere dialogico dellantropologia consente a due universi culturali pi o meno distanti tra loro di trovare uno spazio di incontro comune. La ricerca di un punto di riferimento comune non si scontra solo con il problema costituito dalle diversit linguistiche, ma anche e soprattutto con il senso che le parole rivestono allinterno di codici comunicativi diversi. Ci equivale a riconoscere che fare antropologia significa dedicarsi, in ultima analisi, a un lavoro di traduzione, soprattutto di tipo concettuale.

Linclinazione critica e lapproccio relativista dell'antropologia

Lantropologia nata in un contesto storico di dominio, che tuttavia ha consentito di entrare in relazione con le popolazioni delle terre controllate dalle potenze coloniali. Lantropologia ha esercitato una potente funzione critica: nei confronti degli atteggiamenti di sopraffazione e di sottovalutazione delle culture pi deboli. nei confronti della propria societ, mettendo in discussione anche letnocentrismo della cultura. nei confronti della disciplina stessa, perch sottopone i propri concetti a revisione continua. Claude Lvi-Strauss sostenne che lantropologo tende ad essere critico verso i costumi della propria societ, mentre tenderebbe ad accettare i costumi degli altri come dati di fatto. Quanto detto da Lvi-Strauss ha molto a che vedere con quellorientamento caratteristico della riflessione antropologica che va sotto il nome di relativismo culturale, che indica quellatteggiamento che consiste nel ritenere che comportamenti e valori, per essere compresi, devono essere considerati allinterno del contesto complessivo entro cui prendono vita. In tale prospettiva non si pu considerare una data cultura superiore o inferiore a unaltra ma semplicemente diversa. Lantropologia relativista perch ritiene che le esperienze culturali altre debbano essere lette in connessione a tutti gli altri comportamenti e valori che tendono a conferire ad essi un senso. Il relativismo, se correttamente inteso, un atteggiamento intellettuale che mira a collocare il senso delle cose al posto giusto, nel loro contesto. Questidea emerge solo dopo il secondo dopoguerra; prima letnocentrismo era molto forte. Letnocentrismo la tendenza istintiva e irrazionale che porta a ritenere i propri comportamenti e i propri valori migliori di quelli degli altri. un atteggiamento che conduce a ripudiare tutte le forme culturali, morali, religiose, sociali, estetiche, ecc., che sono lontane da quelle con cui ci identifichiamo.

Il risvolto applicativo antropologico e quello riflessivo

Lantropologia ha anche dei risvolti applicativi. Per esempio, gli antropologi sono spesso coinvolti in progetti di sviluppo di varia natura: economici, educativi, sanitari, ecc., per contribuire alla realizzazione del progetto stesso. Tra questi risvolti applicativi, vi sempre pi, quindi, il coinvolgimento degli antropologi in strutture e servizi nei loro paesi di origine (es. per il supporto agli immigrati in materia sanitaria o giuridica). Lantropologia ritenuta riflessiva, nel senso che lincontro con soggetti appartenenti a culture diverse permette agli antropologi di esplorare la propria cultura e la propria soggettivit. Le esperienze altre si riflettono sullesperienza dellantropologo che pu, in questo modo, cogliere meglio il senso delle vite altrui. Per ottenere questo risultato dobbiamo decentrare il nostro sguardo, cercare di osservare noi stessi attraverso lo sguardo degli altri. Vedere se stessi attraverso gli altri un insegnamento basilare dellantropologia.

Limpianto antropologico pluriparadigmatico

Il paradigma un insieme di assunti che, almeno per un certo periodo di tempo, orientano la ricerca antropologica. Quando un paradigma non spiega pi i dati che emergono dalla ricerca, viene sostituito da un altro paradigma che in grado di far procedere la scienza. Diversamente da quanto accade nelle altre scienze, in antropologia pu succedere che pi paradigmi costituiscano contemporaneamente i punti di riferimento per gli studiosi di questa disciplina. Lantropologia , infatti, una disciplina che utilizza un impianto pluriparadigmatico. In antropologia si sono susseguiti molti paradigmi nel corso del tempo. I principali sono: -Evoluzionismo -Particolarismo storico -Funzionalismo -Strutturalismo -Evoluzionismo Levoluzionismo ha come suo principale rappresentante Edward B. Tylor (1832-1917), il primo ad avere una cattedra in antropologia. Scrive Primitive Culture, il testo dov contenuta la prima definizione di cultura. Tylor si pone il problema di capire quale fosse lorigine della religione e della diversit delle forme religiose attualmente esistenti. Oggi si possono osservare religioni molto diverse che

vanno da quello che Tylor chiamava animismo, ovvero ladorazione di elementi naturali (rocce, alberi, ), fino alle religioni monoteiste. Secondo Tylor tutte le religioni sono originate da una stessa radice: dalla credenza nellanima. Questa credenza, secondo Tylor, deriva dallesperienza del sogno. Secondo Tylor, i primi stadi di sviluppo dellumanit sarebbero stati caratterizzati non solo dalladorazione di queste forze contenute nella natura, ma anche dalla magia, che era un insieme di rituali atti a controllare eventi (o spiriti) e si basava su false associazioni.

Stadi di sviluppo dell'umanit in ottica evoluzionistica

Secondo gli evoluzionisti tutta lumanit passa attraverso gli stessi stadi di sviluppo: 1.Promiscuit: gli umani vivevano in associazioni ma non conoscevano ancora la famiglia. 2.Stadio selvaggio: i gruppi praticavano il nomadismo e vivevano di caccia e raccolta. Erano societ di tipo matriarcale (la discendenza veniva tracciata attraverso le donne, che esercitavano anche lautorit), che credevano nella magia e nellanimismo. 3.Stadio barbaro: si passa da una societ matriarcale a una societ patriarcale. Si scopre l agricoltura e si costruiscono villaggi sedentari. Si sviluppa larte della ceramica e forme di religione pi sofisticate. In questo contesto, dallanimismo si passa al politeismo, ossia alla credenza di pi divinit, le relazioni con le quali veniva controllata da un clero. 4.Stadio civilizzato: caratterizzato dalla presenza di Stato, citt, scrittura, storia, Chiese, religioni monoteiste e scienza. Questi 4 stadi provengono dalle notizie disponibili sui costumi di popolazioni molto diverse, che venivano classificate rispetto a dei criteri derivanti dal fatto che gli evoluzionisti prendevano a modello la societ occidentale come rappresentante dello stadio civilizzato (tutte le altre apparivano essere societ meno complesse).

Contributi dellevoluzionismo: Introduzione del metodo comparativo e della prima definizione di cultura Problemi dellevoluzionismo: Assenza di esperienza sul campo e conseguente impiego di resoconti di seconda mano, che potevano non essere sempre attendibili. Antropologia da tavolino. Le teorie evoluzioniste non erano supportate da dati. Le societ non passano tutte attraverso gli stessi stadi di sviluppo. Levoluzionismo si caratterizza per uno sguardo etnocentrico: gli europei rappresentavano lapice della civilt e costituivano il metro di sviluppo per giudicare il valore delle altre culture

Particolarismo storico in antropologia

Un paradigma alternativo allevoluzionismo il particolarismo storico, che ha come suo principale rappresentante Franz Boas (1858-1942). Egli critica le teorie degli evoluzionisti, che riconosce in alcuni casi come apertamente razzisti. Critica inoltre il metodo comparativo e l idea che esistano delle leggi universali dello sviluppo. Boas sottolinea limportanza della ricerca sul campo e influenza profondamente in questo senso lantropologia americana. Il lavoro sul campo, che mira alla comprensione di societ particolari, della loro storia, dei loro tratti culturali, delle loro caratteristiche. Il particolarismo storico ha prodotto importanti e ricche descrizioni etnografiche, ma ha contribuito in misura minore allo sviluppo della teoria. Inoltre Boas privilegia, come informatori, gli specialisti e gli anziani e questo produce una visione statica delle culture. Scuola di Durkheim Nel frattempo, in Francia, i risvolti dellantropologia sono da connettersi a una scuola raccolta intorno alla figura di Emile Durkheim, noto sociologo francese, fondatore dellAnne sociologique, una rivista importante sia per la sociologia che per lantropologia. Gli interrogativi fondamentali che animano le ricerche della scuola di Durkheim sono: che cosa tiene insieme una societ? Che cosa mantiene la solidariet sociale? Qual il rapporto tra individuo e societ? Il suo interesse si concentra su quelli che lui chiama fatti sociali: un fatto in grado di determinare dallesterno il comportamento in modo conscio o inconscio (religione, norme etiche, ecc) producendo adesione alle regole del corpo sociale.

Funzionalismo in antropologia

Durkheim influenza, in qualche modo, anche il funzionalismo britannico, che si preoccupa (come Durkheim) di spiegare lordine sociale. Il funzionalismo, i cui principali rappresentanti sono Malinowski e Radcliffe-Brown, si caratterizza per: La critica allevoluzione e alla ricerca dellorigine delle istituzioni La scarsa attenzione alla storia Lattenzione alla struttura sociale. A partire dagli anni 30 si accentuano le differenze tra Malinowski e Radcliffe-Brown: Radcliffe Brown accentua limportanza della struttura sociale e si concentra sulla funzione che determinate istituzioni assumono nel mantenere lequilibrio sociale (religione, leggi, ecc) Malinowski pone, invece, al centro della propria riflessione il concetto di cultura, come insieme di risposte ai bisogni. La funzione delle istituzioni sociali soddisfare i bisogni individuali.

Strutturalismo in antropologia: Levi-Strauss

Il fondatore dello strutturalismo Claude Levi-Strauss (1908 - ). uno degli intellettuali pi importanti del panorama culturale europeo del nostro tempo. Ha pubblicato diverse opere fondamentali tra le quali: Le strutture elementari della parentela. Levi-Strauss compie una serie di viaggi nellAmazzonia centrale, in cui incontra e studia gli indiani nambikwara, caduceo e bororo. Di l nascono i suoi interessi per la parentela. Gli interrogativi fondamentali che hanno animato la sua riflessione sono: quali sono le strutture di pensiero che danno ordine al mondo? (egli si convince che vi sono delle strutture comuni a tutto il genere umano sebbene siano riempite di contenuti diversi). In che modo luomo riesce a controllare il caos? (lesperienza del mondo sempre unesperienza caotica, di una realt eterogenea e disordinata e luomo ha bisogno di ordinare questa esperienza per vivere socialmente. Il linguaggio il primo modo per dare ordine al mondo). La nostra mente ordina le esperienze diverse e caotiche che facciamo cercando di strutturarle in modo logico, attraverso configurazioni binarie, cio delle coppie a 2 termini: destra/sinistra, sole/luna, maschio/femmina, vita/morte, virt/peccato, bene/male, ecc. A seconda della societ, certe opposizioni binarie possono essere pi rilevanti di altre. Sono tutte opposizioni che permettono di ordinare il reale. Queste configurazioni dipendono dalle strutture profonde della mente che sono inconsce e universali. Compito dellantropologo rendere evidenti queste strutture. La sola differenza tra le classificazioni occidentali e quelle selvagge risiede negli strumenti di osservazione di cui gli esseri umani si servono e, conseguentemente, nel tipo di immagini del mondo che costruiscono. Secondo Levi-Strauss loccidentale come un ingegnere: utilizza strumenti sofisticati, che gli consentono di produrre un numero infinito di immagini del mondo. Ci che viene abbandonato diventa storia. Il pensiero selvaggio, invece, funziona un po secondo la modalit del bricolage. Il selvaggio fa affidamento su di un limitato inventario di attrezzi e costruisce un numero finito di immagini e modelli. I selvaggi riciclano le immagini esistenti; non si lasciano nulla alle spalle e di conseguenza non hanno storia. Sia lingegnere che il bricoleur utilizzano procedimenti logici. Il selvaggio non irrazionale o ignorante. Uno dei maggiori contributi che Levi-Strauss ha dato per la riflessione antropologica, risiede nello studio del mito e del pensiero umano. Ugualmente importanti sono state le sue analisi della parentela (teoria dellalleanza matrimoniale). Contributi dello strutturalismo: Il mettere in evidenza che le strutture della mente si basano su opposizioni binarie Queste strutture sono importanti per capire come le persone vedono il mondo

Tutte le forme di pensiero sono logiche e questo autorizza anche un confronto. Problemi dello strutturalismo: Tra le principali critiche rivolte a Levi-Stauss vi stata quella di avere un approccio poco empirico (i suoi contenuti hanno un elevato livello di astrazione e sono lontani dalla ricerca sul campo che caratterizza la disciplina)

Antropologia interpretativa

Lantropologia interpretativa fa parte della corrente pi generale dellantropologia simbolica che considera la cultura come sistema di simboli e significati ed una corrente che si affermata negli USA a partire dagli anni 60. Clifford Geertz (1926-2006) il principale critico delle posizioni di Levi-Strauss. Egli ha fatto ricerca sul campo a Bali, Giava e in Marocco. Tra i suoi principali lavori vi sono: The religion of Java (1960) e The interpretation of Cultures (1973). Interpretazione di culture contiene sia dei saggi teorici, che dei saggi di tipo etnografico. Geertz si chiesto: qual il significato della religione per i fedeli? Come faccio ad avere accesso a quei significati e a presentarli in modo accurato? Le risposte a questi interrogativi sono piuttosto lontane da quelle dello strutturalismo. Secondo Geertz posso avere accesso a quei significati essenzialmente attraverso la comunicazione con gli altri. Non si tratta di andare alla ricerca delle strutture della mente, quanto piuttosto muoversi sul piano dei simboli e dei significati, comunicare con gli altri e, in questo modo, farsi unidea di come gli altri interpretano le loro istituzioni.

I confini del s e la rappresentazione dellaltro

Lattenzione degli umani si rivolta da sempre anche allumanit stessa, ossia al S e allAltro. Il problema di sapere chi siamo noi e chi invece siano loro, o quello di poter leggere al di l della diversa morfologia sessuale quali siano i tratti del carattere femminile piuttosto che di quello maschile presente in tutte le culture. La definizione del s e dellaltro articolata in relazione allappartenenza a gruppi (nazioni, etnie, caste, classi, ecc) ma anche in relazione al genere, allet, ai ruoli, ecc. Lappartenenza di un individuo a un gruppo resa possibile dalla condivisione, almeno parziale, di determinati modelli culturali. Lidea di far parte di un S collettivo, di un Noi, si realizza attraverso comportamenti e rappresentazioni che contribuiscono a tracciare dei confini nei confronti degli altri. Lidea di appartenere a un s collettivo e quella di essere ci che siamo come individui rinviano entrambe alla nozione di identit.

Gli incontri con la differenza sono un tratto sempre pi costitutivo della nostra vita. Tali incontri non sono qualcosa che riguarda solo gli individui, ma anche le culture. La cultura occidentale ad esempio una di quelle che pi ha enfatizzato la dimensione dellidentit, soprattutto della propria identit come contrapposta ad altre. Ci si spiega con il fatto che a partire dal XV secolo, lOccidente stato particolarmente aggressivo nei confronti delle altre culture.

Il corpo come veicolo per esperire il mondo

Gli esseri umani hanno esperienza del mondo attraverso il corpo. Il corpo infatti una specie di mediatore tra noi e il mondo, un mezzo attraverso il quale entriamo in relazione con lambiente circostante. Noi conosciamo attraverso il corpo: si parla, cos, di una conoscenza incorporata. Gli antropologi hanno molto insistito, negli ultimi anni, sulla nozione di incorporazione, come nozione capace di descrivere il nostro essere nel mondo. La societ cerca di imprimere nel corpo dei suoi componenti i segni della propria presenza. Il corpo infatti culturalmente disciplinato. Gli individui sono esseri sociali. Secondo alcuni antropologi tutte le societ si adoprerebbero a sottolineare questo fatto plasmando i loro membri secondo un proprio modello ideale di umanit. Tatuaggi, perforazioni, pitture, circoncisioni, sarebbero tutte pratiche finalizzate a ci che Remotti ha chiamato antropopoiesi, cio fabbricazione dellessere umano da parte della societ. Le pratiche antropo-poietiche consentono di distinguere chi fa parte del noi da chi fa parte di altri gruppi.

Marcel Mauss, uno dei fondatori dellantropologia francese, ha coniato lespressione tecniche del corpo, cio modi in cui gli uomini, nelle diverse societ, fanno determinate cose con il proprio corpo (es. tenere in braccio un bambino). Mauss dice che queste tecniche sono apprese, sono fatti culturali. Mauss dice che una tecnica un atto tradizionale (dietro c sempre un apprendimento, una trasmissione) ed efficace (finalizzato al raggiungimento di un fine).

Un aspetto importante della costruzione sociale del corpo quello che avviene in alcuni contesti rituali in coincidenza di alcuni momenti fondamentali della vita umana e vengono solitamente definiti, in antropologia, come riti di passaggio. I riti di passaggio sono riti che facilitano il passaggio da una condizione sociale ad unaltra e si dividono in 3 fasi: Separazione: i partecipanti sono separati dal gruppo cui precedentemente appartenevano; Margine: il periodo tra i 2 stati, in cui i partecipanti non sono pi ci che erano prima ma non hanno ancora acquisito una nuova identit. Aggregazione: i partecipanti, che hanno acquisito un nuovo status, sono reintegrati nella societ.

In Occidente, i momenti ritualizzati sono sostanzialmente la nascita, il matrimonio e la morte; altrove ci sono i riti di iniziazione, rituali che segnano il passaggio dalla pubert allet adulta e che, in molti casi, prevedono un intervento sul corpo. Il corpo pu anche diventare terreno di confronto ideologico e politico. Molti Occidentali sono ad esempio colpiti dal modo in cui le culture dellarea arabo-musulmana disciplinano il corpo nascondendolo, e parlano del corpo femminile come di un corpo represso. Sui musulmani produce invece un effetto negativo il modo in cui in Occidente il corpo viene ostentato, esibito

Corpi sani e corpi malati in antropologia

Negli ultimi anni, alcuni antropologi hanno messo in evidenza come alcuni individui incorporano il disagio sociale dando luogo a patologie di vario tipo. Strettamente connesse con le concezioni del corpo e della persona sono infatti quelle di salute e di malattia. Come tutti gli aspetti della vita umana presi in considerazione dallantropologia culturale, anche quello della salute e della malattia stato avvicinato dagli antropologi in una prospettiva relativista. Tutte le culture hanno una concezione complessa del disagio fisico e psichico, e tali concezioni, a cui gli antropologi hanno dato il nome di sistemi medici, rispondono a un tentativo pi o meno coerente di spiegare e curare i disturbi sia fisici che mentali. Nellantropologia si sono sviluppate delle sottodiscipline, che vanno sotto il nome di: Etno-medicina: studio delle forme locali di cura, di gestione della malattia fisica; Etno-psicologia: studio dei disturbi non fisiologici, ma psichici.

Uno dei primi studi in questo senso stato quello di Victor Turner, che descrive un rito curativo, chiamato Ihamba praticato dagli Ndembu dello Zambia (Africa Centro-meidionale). Gli Ndembu fanno risalire certe malattie allazione di un qualche antenato adirato con un individuo o con la sua famiglia. Si cerca allora di liberare il paziente dallo spirito dellantenato che laffligge e che, dicono gli Ndembu, si manifestato in forma di dente che lo morde sotto la pelle. La cura-rito dello ihamba consiste in una specie di terapia di gruppo durante la quale i parenti del paziente devono esplicitare pubblicamente i loro contrasti reciproci e/o il proprio risentimento nei riguardi del paziente. Alla cura presente tutto il villaggio: il male ha un origine sociale. La sofferenza fisica qui interpretata come leffetto di un disordine sociale.

N. Schper-Hughes ha svolto i suoi studi in Brasile e parla di un disturbo di queste popolazioni, chiamato Nervos, uno stato patologico in cui la persona si sente priva di forza, ha mal di testa, e si sente incapace di svolgere i suoi compiti abituali (simile allesaurimento nervoso). Schper-Hughes ha parlato della malattia come arma dei deboli, perch le

persone che si ammalano di nervos sono persone che vivono in condizioni estremamente difficili. Allo stesso tempo, lautrice parla della malattia come discorso sociale: questo tipo di malattia ci dice che qualcosa nella societ non va.

Il modo antropologico di accostarsi alle concezioni della salute e della malattia ha posto in evidenza come non vi sia una medicina che possa considerarsi svincolata dal contesto sociale e culturale entro la quale viene praticata. In Occidente prevale nettamente il cosiddetto paradigma biomedico, cio lidea che lo stato di malattia fisica abbia solo cause di tipo organico, cio biologico. Un ulteriore caratteristica del paradigma bio-medico la medicalizzazione del paziente. Una volta diagnosticata la malattia, soprattutto se si tratta di una malattia di una certa gravit, lammalato viene inquadrato come soggetto altro, separato dalla comunit familiare e lavorativa. In molte culture dellAfrica non pensabile curare le malattie fisiche e mentali senza chiamare in causa il contesto sociale della loro manifestazione. Spesso la concezione occidentale della medicina entra in conflitto, in questi contesti, con il sistema medico locale, e vi sono casi in cui i medici moderni devono mediare con i dottori locali

Concetto di persona in antropologia

La nozione di persona rinvia al modo in cui lindividuo entra in relazione con il mondo sociale di cui fa parte. Attraverso gli studi tesi a mettere in evidenza le caratteristiche di sistemi di pensiero diversi dai nostri, si parlato di concezioni della persona che, diversamente dalla nostra, non fanno riferimento solo alla divisione tra materia e spirito, anima e corpo.

Un esempio al riguardo, la concezione delle componenti della persona tra i Samo, una popolazione di agricoltori del Burkina Faso (Africa occidentale). I Samo ritengono che lessere umano sia costituito da nove componenti, la cui associazione la condizione perch si possa parlare dellesistenza di una persona (Hritier-Izard). A queste caratteristiche si aggiungono gli attributi, che sono le componenti sociali di una persona, nel senso che sono fondamentali nel determinare il destino sociale dellindividuo. Componenti e attributi interagiscono in maniera dinamica nella persona Samo. Un ulteriore esempio di come possa essere concepita una persona ci offerto da Clifford Geertz in riferimento alla societ e alla cultura balinesi, profondamente influenzate dallinduismo. Per parlare di qualcuno, oppure per presentarsi in pubblico di fronte agli altri, i balinesi utilizzano una serie di etichette, acquisite alla nascita e immodificabili. Tra queste etichette vi

sono ad esempio i marcatori relativi allordine di nascita. Una coppia d un nome ai propri figli, ma questi sono nominati anche in base allordine di nascita: primo nato, secondo nato, terzo nato, quarto nato. Lordine a base quattro, nel senso che il quinto figlio di una coppia si chiamer primo nato, il sesto Secondo nato e cos via di seguito. Questi marcatori non hanno lo scopo di identificare degli individui in quanto tali ma piuttosto di riproporre continuamente allattenzione dei balinesi lesistenza di un modello ciclico di ripetizione della vita umana

Sesso e genere in antropologia

Allo scopo di distinguere tra identit sessuale anatomica e identit sessuale socialmente costruita, gli antropologi usano i termini sesso e genere. Le differenze sessuali sarebbero legate alle caratteristiche anatomiche; le differenze di genere risulterebbero, invece, dal diverso modo di concepire culturalmente la differenza sessuale. Questo tipo di riflessione emerso nel contesto delle scienze sociali, e quindi anche in antropologia, nel corso degli anni 70. il periodo in cui si sviluppano le lotte femministe e le lotte sociali. Lintroduzione della distinzione tra sesso e genere stata rivoluzionaria in quegli anni, perch stato un affermare che essere uomo o donna non dipende dalla biologia ma dalla cultura.

Nelle nostre societ, come in molte altre, ragazzi e ragazze ricevono uneducazione di genere differente. I lavori degli antropologi ci hanno insegnato come quelli che dovrebbero essere i tratti della femminilit e della mascolinit non siano affatto intesi ovunque nello stesso modo, come se fossero cio il prodotto di una natura biologica distinta. I tratti della femminilit e della mascolinit sembrano essere piuttosto delle costruzioni culturali.

Qual la relazione tra sesso e genere? La biologia e pu essere separata dal sociale? In questi anni si tendeva a pensare che s, nel senso che si pensava che il sesso fosse qualcosa che apparteneva alla natura e su questo, poi, il sociale costruiva. Ma non tutte le culture enfatizzano nello stesso modo le differenze biologiche tra uomini e donne: in molti casi maschile e femminile sono categorie che si applicano alluno o allaltro sesso, cio ci sono delle qualit maschili che si trovano nei corpi delle donne e nei corpi degli uomini. Le differenze biologiche tra i 2 sessi, inoltre, possono essere enfatizzate in alcuni contesti (rituali, per esempio), ma non in altri -> maschile e femminile non son categorie stabili. In molte societ si ritiene che uomini e donne abbiano personalit differenti: pi razionali, distaccate e lucide quelle degli uomini, pi istintive ed emotive quelle delle donne. Queste sono per distinzioni che riflettono pi delle costruzioni di genere che delle differenze di natura sessuale.

Ortner e Whitehead

Ortner e Whitehead dicono che i processi naturali del sesso forniscono soltanto uno sfondo allorganizzazione culturale del genere e della sessualit. Ci che il genere , ci che gli uomini e le donne sono, quali tipi di relazioni si instaurano o si dovrebbero instaurare tra loro: tutte queste nozioni sono soprattutto prodotti dei processi sociali e culturali. Dopo questi studi che negavano un determinismo del sesso sul genere e si occupavano prevalentemente di genere, si sviluppata anche una riflessione pi radicale che parte dal fatto che anche il sesso culturalmente costruito, che non possibile separare la biologia dalla cultura. Questo tipo di riflessione ha alcune basi nella storia del pensiero occidentale. Infatti, noi diamo per scontato che le differenze che esistono tra corpo maschile e femminile siano visibili in primo luogo attraverso i genitali e che questa differenza sia segno di altre differenze che si trovano allinterno del corpo (a livello ormonale e cromosomico) e che queste differenze siano un dato. Ci sono per casi in cui queste differenze non sono sempre cos inequivocabili: uno di questi casi dato dagli individui intersessuati, dove si fa fatica a capire se si tratti di genitali femminili o maschili. Questo rende problematico dire che la differenza tra i due sessi sia un dato di natura. Anche le differenze che consideriamo biologiche e naturali sono soggette a reinterpretazione: per esempio, la riclassificazione delle atlete olimpiche. Questo mostra che ogni classificazione sempre una costruzione culturale.

Judith Butler

Una delle autrici che ha pi concorso a riflettere sul carattere costruito del sesso Judith Butler, che afferma che noi diamo per scontato che esista una coerenza tra corpo maschile, genere maschile e desiderio eterosessuale e noi consideriamo questa coerenza come naturale (ma, a ben vedere, naturale non , ma frutto di uneducazione e una costruzione culturale). Butler dice che il nostro sistema culturale, a partire dal linguaggio, ci costringe a pensare che perch siamo nati con un certo corpo, noi dobbiamo adeguarci a un modello di genere e dobbiamo essere eterosessuali: questo un prodotto culturale, non un dato naturale. Qualora alcune persone non accettino di conformarsi a questa connessione non sono da pensare come non naturali. Secondo Butler esistono delle norme di genere che stabiliscono la legittimit di alcuni corpi e ne escludono altri in quanto patologici, falsi, irreali.

Studio delle emozioni in antropologia

Lo studio delle emozioni costituisce un settore di ricerca sviluppato solo recentemente dallantropologia. Gli stati danimo fanno parte di una pi generale sfera dellinteriorit, in cui non sempre facile distinguere tra emozioni, sentimenti e sensazioni. I problemi connessi con lo studio antropologico delle emozioni sono molteplici e complessi. Gli antropologi, per, sono tutti daccordo sul fatto che gli stati danimo non sono universali, ovvero non vengono espressi ovunque nello stesso modo; essi sono espressi in base ai modelli culturali introiettati nellinfanzia. Gli studi pi recenti di antropologia delle emozioni si sono concentrati anche sul problema della traduzione: si sono sforzati di tradurre quei concetti e quelle parole che, in determinati contesti sociali, vengono utilizzati per esprimere particolari stati danimo.

Definizione di casta

Il termine casta viene oggi utilizzato in riferimento a gruppi sociali ritenuti, per una qualche ragione, superiori o inferiori ad altri e che, per questo, tendono a condurre una vita separata da questi ultimi. In antropologia il termine casta ha un significato pi ristretto e meglio definito. Ogni casta associata ad una professione. Lappartenenza determinata per nascita e il matrimonio ammesso solo allinterno della stessa casta (la casta un gruppo endogamico). Esiste una gerarchia tra le caste. Il sistema delle caste si ritrova in contesti differenti: presenti in societ dellafrica australe o orientale, le caste sono una istituzione che distingue in particolar modo il subcontinente indiano. Il termine casta ha origine portoghese e in india stato applicato, tra laltro, ai 4 varna, che sono le quattro principali categorie della religione ind: -Sacerdoti -Guerrieri -Commercianti -Contadini

Definizione di classe sociale

Il termine classe sociale si riferisce alla posizione occupata da un dato gruppo nel sistema della stratificazione sociale: in genere si riferisce allinsieme degli individui o delle famiglie che godono della stessa quantit di reddito, di prestigio, potere, ecc.

Lappartenenza ad una classe non ascritta. Le classi sociali si hanno infatti in sistemi economici e politici in cui formalmente assicurata a tutti la possibilit di ascendere socialmente. La nozione di classe si afferma alla fine del 700 grazie ai lavori di A. Smith, A. de Tocqueville e K. Marx. Lappartenenza ad una certa classe determina le possibilit di accesso alle risorse sociali.

Definizione di etnia ed etnicit

Altro elemento per determinare lidentit letnia: il gruppo etnico si definisce in relazione ad altri gruppi, da cui differisce per lingua, religione, territorio, storia, antenati, ecc. Diversamente dalla razza, definita in termine di tratti biologici, letnicit generalmente definita in base a tradizioni culturali.

Luso politico delletnicit Nella contrapposizione etnica ci che agisce pi di ogni altra cosa la volont di enfatizzare uno o pi elementi differenziali, dimenticando tutti gli altri che invece accomunano. Lo scopo dello scontro etnico leliminazione dellaltro, il suo annullamento fisico oltre che psicologico. Il fattore etnico pu anche essere utilizzato allo scopo di ottenere vantaggi sul piano economico per alcuni gruppi di interesse. Letnicit deve essere letta come il prodotto di uninterazione tra gruppi e non come il risultato di una tendenza al separativismo.

Un conflitto etnico esemplare: Hutu e Tutsl in Rwanda

Uno dei pi violenti conflitti etnici del Centro-Africa nel corso della seconda met de Novecento quello tra Hutu e Tutsi. Presentato come una lotta tra etnie, fu in realt uno strascico dellepoca coloniale. Per capire come ci possa essere accaduto bisogna risalire al tempo in cui venne formandosi lattuale identit di Hutu e Tutsi. In Rwanda vigeva, sino allarrivo degli europei nella seconda met dellOttocento, un sistema politico fondato sulla complementarit di tre gruppi: pastori, agricoltori e cacciatoriraccoglitori. I pastori, che erano secondi per numero, erano in prevalenza Tutsi; gli agricoltori, i quali costituivano la maggioranza della popolazione del regno, erano Hutu; i cacciatoriraccoglitori, minoritari in senso assoluto, erano pigmei Twa. Non si trattava affatto di tre gruppi etnici. Ma i colonizzatori attribuirono a questa ripartizione un significato razziale di tipo gerarchico. Prima della colonizzazione i Tutsi erano il gruppo politicamente preminente, nel senso che i re e molti funzionari di corte provenivano dalla loro aristocrazia. Dallaristocrazia hutu

provenivano tuttavia i sacerdoti preposti ai rituali che assicuravano il benessere del sovrano (tutsi) e dellintera popolazione del regno. Quando i colonizzatori europei si impadronirono della regione, abolirono, oltre alla monarchia tutsi, anche il ruolo rituale degli Hutu. Ma dal momento che erano alla ricerca di interlocutori politici si rivolsero ai re, cio ai Tutsi. Quando laristocrazia tutsi si convert al cattolicesimo abbandonando Iantica religione, acquis sul resto della popolazione un nuovo potere fondato sul rapporto esclusivo e complice con i colonizzatori. I belgi affidarono ai Tutsi posti e incarichi nellamministrazione assicurando loro vantaggi economici e anche in alcuni casi unistruzione di tipo moderno. Gli Hutu rimasero invece tagliati fuori da tutto ci e si ritrovarono semplici contadini sfruttati dai dominatori tutsi. Questa situazione si protrasse sino alla fine degli anni Cinquanta quando, con lindipendenza, venne instaurata una repubblica controllata per motivi numerici dagli Hutu. La presa del potere da parte degli Hutu segn Iinizio di un periodo di violenza intermittente che non ancora terminato.

Definizione di nazionalit

La nazione unentit politica autonoma, limitata e sovrana. In riferimento alla nazione come elemento di identificazione, Benedict Anderson, studioso dellIndonesia, ha coniato il termine comunit immaginate (1992), per descrivere il sentimento di appartenenza esperito dai membri di una nazione in assenza di vincoli di altra natura. Anderson sottolinea il ruolo che i media hanno avuto nella costruzione di tali comunit immaginate: di una lingua, di valori e motivazioni condivise. Il colonialismo ha contribuito in maniera forte alla creazione di comunit immaginate, questo per quanto riguarda le etnie, ma anche per quanto riguarda lesportazione dellidea di nazione.

Forme di parentela, campo d'indagine dell'antropologia

LA PARENTELA COME RELAZIONE E COME RAPPRESENTAZIONE. Dagli esordi della disciplina fino agli anni 70 la parentela stata uno dei campi dindagine privilegiati dellantropologia, e lo stata perch si pensava che, nelle societ primitive, la parentela rappresentasse un elemento portante dellorganizzazione sociale. Fino a tempi relativamente recenti, di contro, gli studi sulla parentela nelle societ euroamericane sono rimasti decisamente minoritari.

IDEE DI PARENTELA

La parentela linsieme dei rapporti sociali intercorrenti tra individui che sono, o si ritengono, consanguinei, o che appartengono a famiglie o gruppi tra cui esistono legami matrimoniali. Ci significa che i legami di parentela possono essere reali o fittizi e sono in primo luogo rapporti sociali. A seconda della societ in cui ci troviamo, le persone si ritengono consanguinee di alcuni individui e non di altri. I legami parentali non riguardano solo i rapporti tra individui, ma anche, e forse soprattutto, i rapporti tra gruppi.

DIAGRAMMI DI PARENTELA Per descrivere le relazioni di parentela vengono tracciati dei diagrammi, ossia disegni costituiti da simboli convenzionati, linee, lettere e numeri.

CONSANGUINEI E ALLEATI (O AFFINI) I parenti consanguinei sono quelli biologicamente connessi con Ego; i parenti alleati sono quelli acquisiti attraverso il matrimonio.

Discendenza e consanguineit

La discendenza stata studiata perch in alcuni contesti culturali essa ha un ruolo fondamentale, allorigine della formazione di gruppi. Un gruppo di discendenza un gruppo i cui membri si considerano discendenti da un antenato comune.

Tipi di discendenza I tipi di discendenza sono essenzialmente 3: a)patrilineare: gli individui appartengono al gruppo del padre; b)matrilineare: gli individui appartengono al gruppo della madre. c)cognatica: fondata su legami stabiliti attraverso una linea di discendenza che comprende sia individui sia di sesso maschile che di sesso femminile. La discendenza di tipo patrilineare e quella matrilineare sono definite unilineari, mentre quella cognatica non segue una linea prestabilita. Esistono anche societ a discendenza doppia, le quali associano il principio della patrilinearit a quello della matrilinearit, dove di solito alcune prerogative sono acquisite per via patrilineare, mentre altre per via matrilineare. Queste definizioni di discendenza sono utilizzate laddove la discendenza alla base della formazione dei gruppi sociali; in Europa non abbiamo gruppi di discendenza, si preferisce, quindi, parlare di societ bilaterali.

Gruppo corporato Con lespressione gruppo corporato si indicano quei gruppi fondati sul principio di discendenza, i quali condividono, su basi collettive, diritti, privilegi e forme di cooperazione economica, politica e rituale.

Lignaggi e clan Un lignaggio un gruppo di discendenza i cui membri possono dimostrare di essere i discendenti di un antenato comune. Il clan , invece, un gruppo di discendenza i cui membri si considerano discendenti da un antenato comune ma non possono dimostrarlo, anzi, spesso, questo antenato comune un antenato non umano: si parla allora di totem.

Il parentado

Il parentado di un individuo un gruppo egocentrato, costituito da tutti gli individui patri- e matrilaterali in relazione di consanguineit con Ego. Alla morte di un individuo, il parentado si dissolve, in quanto esso esiste solo in relazione a un individuo vivente. Non esistono mai parentadi identici, poich un parentado sempre egocentrato e un individuo rientra in molteplici parentadi, quelli di tutti gli individui con i quali in relazione di consanguineit.

Parentela e discendenza in Italia In Italia la parentela tracciata sia attraverso la linea maschile che quella femminile: i parenti da parte di madre e di padre sono considerati equivalenti. Si riconosce ugualmente che la parentela sia un legame sociale: ladozione e laffido generano relazioni assimilate a quelle biologiche.

La nostra giurisprudenza distingue tra fratelli consanguinei (figli di uno stesso padre), uterini (figli di una stessa madre) e germani (figli della stessa madre e dello stesso padre). Alcuni articoli del codice civile regolano la parentela: Art. 74 Parentela. La parentela il vincolo tra le persone che discendono dallo stesso stipite. Art. 75 linee della parentela. Sono parenti in linea retta le persone di cui luna discende dallaltra; in linea collaterale quelle che, pur avendo uno stipite comune, non discendono luna dallaltra.

Concetto di residenza e vicinato

Un fattore importante connesso con la parentela la residenza. Tutte le societ hanno modelli ideali di residenza postmatrimoniale, ossia del luogo in cui, teoricamente, una nuova coppia sarebbe tenuta a stabilirsi. Essi possono essere cos elencati: a)patrilocale (o virilocale): una coppia si stabilisce con o vicino ai parenti del marito; questo tipo di residenza comunemente associata con la discendenza patrilineare; b)matrilocale (o uxorilocale): una coppia si stabilisce con o vicino ai parenti della moglie; questo tipo di residenza pi comunemente associata alla discendenza matrilineare (non sempre cos: per esempio, gli Ndembu dello Zambia, studiati da Victor Turner negli anni 50, hanno una discendenza matrilineare e una forma di discendenza virilocale); c)ambilocale: una coppia pu scegliere se vivere vicino i parenti di uno o dellaltro coniuge; d)neolocale: una coppia si stabilisce in un luogo diverso da quello dei parenti di entrambi i coniugi (in generale, il nostro sistema); e)natolocale: marito e moglie continuano a vivere ognuno coi propri parenti; f)avuncolocale: una coppia si stabilisce vicino alla residenza del fratello della madre

Un altro importante fattore della residenza il vicinato, che designa un gruppo di persone che vivono le une in prossimit delle altre: anche il vicinato pu svolgere la funzione di gruppo corporato.

Matrimonio e alleanza

Tra i vari aspetti della parentela di fondamentale importanza la dimensione dellalleanza, o affinit, contratta attraverso listituzione del matrimonio. Non esiste ununica definizione di matrimonio che possa essere applicata a tutte le societ: ci sono societ in cui il matrimonio unisce 2 persone (monogamico), altre dove ne unisce pi di 2 (poliandrico -tra una donna e pi uomini- e poliginico -tra un uomo e pi donne-). Anche gli scopi dellunione sono estremamente variabili, cos come gli accordi attraverso cui il matrimonio viene stipulato. Un nostro dizionario definisce il matrimonio come un accordo tra un uomo e una donna stipulato alla presenza di un ufficiale dello stato civile o di un ministro del culto con cui i soggetti contraenti si impegnano a instaurare e mantenere fra essi una comunanza di vita e di interessi. Questa definizione per poco utile in campo antropologico. In base allistituzione dellepiclerato in vigore nellantica Grecia, ad esempio, un uomo sposato senza figli maschi ma con delle figlie femmine, poteva far unire legalmente una di queste a un uomo e diventare a tutti gli effetti il padre del figlio della figlia.

Oppure si consideri il cosiddetto matrimonio col fantasma praticato presso i Nuer del Sudan. I Nuer sono allevatori e agricoltori e la loro societ si basa sulla discendenza patrilineare. Come in tutte le societ patrilineari, anche presso i Nuer avere dei figli (specialmente maschi) per un uomo un fattore di grandissima importanza, al punto che si ritiene opportuno procurare a un uomo dei figli anche qualora egli muoia prima di essersi sposato o senza prole. A tale scopo, un uomo del gruppo di discendenza del defunto, possibilmente un fratello o un cugino, contrae matrimonio con una donna a nome dello scomparso e i figli che nascono da tale unione sono considerati a tutti gli effetti figli del defunto. Gli Igbo della Nigeria, ma anche altri popoli africani, praticano, sebbene raramente il cosiddetto matrimonio tra donne. Il matrimonio tra donne risponde alla necessit, avvertita da tutte le donne delle societ in cui vige, di avere figli e di raggiungere la piena identit sociale. Nel caso di sterilit del marito, le donne ricorrono sovente, daccordo con i loro sposi, alladulterio, dove gli eventuali figli risultano essere figli a tutti gli effetti della coppia sposata. Questo tuttavia non pu essere una soluzione nel caso in cui sia la donna a essere sterile. Ecco allora che tra i Nuer una donna sterile pu divorziare ed essere considerata come un uomo. Ella pu cos contrarre matrimonio con unaltra donna, scegliere un uomo a sua discrezione e farlo unire con colei che la propria moglie di diritto. I figli che nascono da questo rapporto sono figli legittimi della donna marito e appartenenti al gruppo di discendenza di questultima. Bisisi (Haya della Tanzania): tutti i figli di una donna sono del primo padre dei suoi figli, anche se questa successivamente ne ha altri con altri uomini.

I matrimoni poliandrici dei Nayar

I Nayar dellIndia sud-occidentale praticano la poliandria e la loro societ si fonda su gruppi di parenti interrelati dalla comune discendenza matrilineare. Questi gruppi, che detengono diritti collettivi sulla terra, sono chiamati tavari. I membri di un tavari vivono nella stessa casa e cooperano sul piano economico. Tra i Nayar, una donna pu avere pi relazioni contemporanee o successive. E gli uomini che entrano in relazione con essa possono lasciare la casa della famiglia della ragazza dopo pochi giorni senza accampare diritti o contrarre doveri verso di lei. Neppure la ragazza vincolata da obblighi nei confronti delluomo. Successivamente pu verificarsi che alcuni degli uomini mantengano una relazione permanente con la donna, relazione chiamata sambandhan e che coinvolge i due individui in un rapporto di tipo formale: luomo deve offrire doni alla donna tre volte lanno. Ci lo autorizza a passare la notte in casa della donna quando vuole e ad avere diritti sessuali permanenti su di lei: ma non lo obbliga a fornirle alcun sostegno economico. Una donna pu avere questo tipo di relazione con pi di un uomo contemporaneamente. Quando la donna incinta per, un uomo di condizione sociale pari o superiore alla sua deve riconoscere la paternit del nascituro, pena lespulsione della donna dal suo tavari. Un uomo riconosce la paternit facendo doni alla donna e alla levatrice e mostra interesse per il neonato senza per questo contrarre obblighi di sorta nei confronti del figlio della donna, dal momento che il tavari della madre a prendersene cura. Dopo di che, luomo torna al suo tavari pur continuando a mantenere relazioni di sambandhan con la donna, cos come possono farlo altri individui legati a questultima.

Poliandria adelfica ed eredit della terra fra i Tibetani del Nepal

Altri matrimoni poliandrici sono in vigore presso i Tibetani del Nepal, i quali praticano varie forme di unione matrimoniale, ma fino a tempi recenti la pi diffusa era quella di una donna con un gruppo di fratelli. Di qui lespressione poliandria adelfica (dal greco adelphos, fratello). AI momento del matrimonio la donna va a vivere con i mariti-fratelli. Questi coltivano un appezzamento di terra e condividono la gestione della propriet e della casa. I figli della donna sono trattati tutti allo stesso modo dai loro padri, e anche se i figli sanno chi di preciso il loro padre, chiamano tutti gli uomini allo stesso modo. Sembra che tra le possibili ragioni che hanno determinato il consolidamento della poliandria adelfica tra i Tibetani siano preminenti quelle di tipo economico-ambientale. Alle quote a cui essi vivono (oltre i quattromila metri), la terra scarsa perch non facilmente dissodabile a causa del gelo che la stringe per gran parte dellanno. Gli individui tendono quindi a restare sulla propria terra ereditata dalla generazione precedente. Gli eredi sono tutti figli della donna sposata a pi fratelli i quali ripetono, generazione dopo generazione, lo stesso modello matrimoniale, assicurando di conseguenza la trasmissione della propriet secondo lo stesso criterio.

Matrimonio, famiglia, gruppo domestico

difficile definire cosa sia il matrimonio. Le definizione, in antropologia, perci, tendono ad essere piuttosto vaghe, per non escludere un certo numero di fenomeni sociali dalla definizione stessa. Se volessimo dare una definizione generale, potremmo dire che il matrimonio ununione sessuale ed economica tra uomini e donne, sanzionata socialmente (ci deve essere qualche forma di riconoscimento sociale) e tale che i figli delle donne siano riconosciuti come legittimi da entrambi i genitori.

Matrimonio e alleanza tra gruppi di discendenza Claude Lvi-Strauss ha spostato lattenzione dallimportanza del matrimonio per il gruppo, allimportanza del matrimonio che consente di creare una relazione tra gruppi diversi. Claude Lvi-Strauss ha formulato quella che viene chiamata la la teoria dellalleanza matrimoniale che afferma che il matrimonio non ununione tra 2 individui, ma, pi spesso, un legame tra pi gruppi di individui. Questa prospettiva stata sviluppata da Lvi-Strauss in Le strutture elementari della parentela. Perch avvenga il matrimonio, sostiene Lvi-Strauss, deve esserci la decisione da parte del gruppo di non scegliere una moglie al proprio interno, ma di cercarla fuori.

Famiglie nucleari e famiglie estese

Alle diverse forme di matrimonio corrispondono altrettante forme di costituzione di ci che noi chiamiamo famiglia. La definizione di cosa sia una famiglia un altro nodo problematico per lantropologia: mentre alcuni antropologi hanno sostenuto che la famiglia nucleare fosse presente ovunque come cellula minima per la soddisfazione di determinati bisogni. Per famiglia nucleare si intende una coppia sposata insieme ai suoi figli. Quello della famiglia nucleare un modello molto diffuso ma non universale. Nella societ in cui la famiglia nucleare importante, questa struttura costituisce listituzione sociale di orientamento primario dellindividuo e, in teoria, lambito nel quale avviene in primo luogo la trasmissione dei valori sociali. In molte societ, per, la principale unit dellorganizzazione sociale la famiglia estesa, costituita dagli individui appartenenti a tre generazioni e che formano spesso, con laggiunta di altri elementi, un gruppo domestico. A famiglie estese costituite in tal modo, si possono infatti aggiungere elementi che non sono in rapporto n di consanguineit n di alleanza coi membri della famiglia (servi, schiavi, semplici prestatori di lavoro, ecc). In questo caso la residenza un fattore importante nel determinare la forma e le modalit di esistenza del gruppo domestico, ossia dellinsieme di individui che vivono insieme contribuendo allo svolgimento delle attivit di sussistenza di comune interesse.

Definizione di esogamia ed endogamia

Strettamente legate alle dimensioni del matrimonio sono le nozioni di esogamia e di endogamia. Esogamia indica lunione matrimoniale con un individuo esterno al gruppo, mentre endogamia denomina lunione matrimoniale con un individuo allinterno del gruppo.

La proibizione dellincesto

Con lespressione proibizione dellincesto viene indicato il divieto relativo allunione matrimoniale (e sessuale) tra determinati individui. Universalmente vietati paiono essere, per un individuo, i genitori, i fratelli e le sorelle, i figli e le figlie. Tuttavia, presso molti popoli, gli individui proibiti sono pi numerosi. I divieti matrimoniali non investono solo individui che sono parenti in senso strettamente biologico. La proibizione dellincesto, il divieto di unirsi a individui proibiti, una regola culturale, non un dato di natura.

Cugini incrociati e cugini paralleli Secondo alcuni antropologi, il modo pi semplice per individuare con precisione gli individui consentiti e gli individui vietati sul piano matrimoniale quello di distinguere tra cugini incrociati e cugini paralleli.

I cugini incrociati sono i figli e le figlie di fratelli germani di sesso differente. I cugini paralleli sono i figli e le figlie di fratelli germani dello stesso sesso. Dal punto di vista matrimoniale, la distinzione tra cugini incrociati e paralleli ha senso solo se siamo in presenza di gruppi unilineari esogamici. Se infatti il gruppo di discendenza di Ego esogamico, solo i cugini incrociati saranno per lui individui leciti, in quanto appartenenti a un diverso gruppo di discendenza. I cugini paralleli saranno allora proibiti in quanto appartenenti al suo stesso gruppo. Esistono per societ in cui il gruppo di discendenza endogamico, e allora tanto i cugini incrociati quanto quelli paralleli sono leciti. Nella nostra societ i cugini di primo grado sono tutti vietati, salvo speciali dispense, civili e religiose; mentre tutti quelli pi distanti sono consentiti, indipendentemente dal fatto che siano incrociati o paralleli.

Le spiegazioni che sono state date del tabu dellincesto sono: Rifiuto istintivo: secondo la teoria del rifiuto istintivo lhomo sapiens sarebbe geneticamente programmato per evitare lincesto (non ci sarebbero pulsioni di natura sessuale). Questa teoria stata ampiamente confutata perch: Se le persone fossero geneticamente programmate per evitare lincesto, uninterdizione formale non sarebbe necessaria. Questa teoria non pu spiegare perch in alcuni contesti sociali le persone possono sposare i loro cugini incrociati ma non i loro paralleli. Degenerazione biologica: secondo questa teoria il tabu dellincesto si sarebbe sviluppato in risposta alle nascite anomale derivanti dalle unioni incestuose. Tuttavia, la diminuzione della fertilit e delle possibilit di sopravvivenza dei nuovi nati diventa apprezzabile solo nel caso in cui gli accoppiamenti tra fratelli e sorelle si estendano su molte generazioni. Inoltre, le pratiche matrimoniali si basano pi su credenze e norme culturali piuttosto che su di una generale preoccupazione per la degenerazione. Altri autori hanno sottolineato come il tab dellincesto fosse finalizzato a deviare delle pulsioni erotiche allesterno della famiglia perch queste pulsione avrebbe portato alla rottura dei legami familiari.

Lvi-Strauss sostiene che il tab dellincesto costringa le persone a creare e mantenere delle reti di relazioni sociali estendendo dei rapporti pacifici con persone esterne al proprio gruppo di appartenenza. In questo senso, Lvi-Strauss dice che il tab dellincesto vantaggioso dal punto di vista delladattamento.

Il principio di reciprocit

Esistono poi societ che non solo vietano ma indicano alcune categorie determinate di individui come possibili partner matrimoniali (prescrizioni positive). Prescrivendo il matrimonio

con determinati individui o categorie di individui nel rispetto dellesogamia, un gruppo stabilisce relazioni privilegiate con altri gruppi, per cui sembra che tali gruppi diano luogo a uno scambio delle donne fondato sul principio di reciprocit. Lo scambio, secondo Lvi-Strauss, pu essere ristretto (come tra i bororo, gli scambi matrimoniali avvengono tra 2 gruppi: il gruppo A d le mogli a B e B d le mogli ad A), oppure generalizzato (A d le mogli a B, B d le mogli a C e cos via fino al gruppo che d le mogli ad A).

I tre assunti di Morgan e gli otto principi di Kroeber

Primi studi sulla parentela: Lewis Henry Morgan (1818-1881) Uno dei primi autori che si occupato di parentela Lewis Henry Morgan. Egli arriva a definire 3 assunti per cui: 1.Le terminologie di parentela costituiscono dei sistemi (ad ogni termine con cui un individuo designa un suo parente, ne corrisponde un altro con cui questultimo designa il primo); 2.I sistemi di parentela rientrano in poche categorie fondamentali; 3.Sistemi diversi possono trovarsi in regioni vicine, mentre sistemi simili possono essere rintracciati in regioni lontane.

Morgan, nel corso della sua esistenza, entra in contatto con delle trib indiane, in particolare con la lega degli irochesi che univa sei nazioni indiane. Egli si accorge che gli Irochesi hanno un sistema di discendenza matrilineare ed una terminologia di parentela molto diversa da quella occidentale. Nel sistema terminologico irochese, c un solo termine con cui viene chiamato il padre e il fratello del padre, che invece diverso dal termine con cui si chiama il fratello della madre. Analogamente esiste un solo termine che si applica alla madre e alla sorella della madre e un termine diverso per chiamare la sorella del padre. F = FB MB M = MZ FZ

Esiste un solo termine per chiamare il fratello e il figlio del fratello del padre, che diverso per chiamare il figlio del fratello della madre. Analogamente, esiste un solo termine per chiamare la sorella e il figlio della sorella della madre, che diverso per chiamare il figlio della sorella del padre. B = FBS MBS Z = MZS FZS

Morgan sostiene che siccome essi non distinguono i parenti in linea retta dai parenti in linea collaterale, ovvero usano lo stesso termine per il padre e per il fratello del padre, non hanno una terminologia che descrive le relazioni di parentela, ma hanno una terminologia che classifica i parenti (terminologia classificatoria). I sistemi descrittivi, al contrario, non distinguono terminologicamente i collaterali, ma li separano dai parenti lineari F FB = MB M MZ = FZ

La scoperta di altri sistemi terminologici di parentela induce Morgan a ricostruire, in Ancient Society, levoluzione dellumanit da: Uno stadio dominato dalla promiscuit primitiva (non si conoscevano le relazioni di paternit: il padre era sostanzialmente sconosciuto) Ad uno stadio caratterizzato dalla presenza di famiglie consanguinee basate su matrimoni comuni (gruppi di fratelli sposavano gruppi di sorelle) Sino ad arrivare alla famiglia nucleare ( diffusa in Occidente, nella sua forma monogamica). Luniversalit della famiglia Contro le ricostruzioni proposte da Morgan e dai suoi contemporanei (evoluzionisti), gli antropologi della generazione successiva, tra cui Malinowski (1913) sostengono luniversalit della famiglia quale unit fondamentale della societ. Secondo Malinowski, la famiglia nucleare sarebbe stata universalmente diffusa in tutte le societ e anche le unit sociali pi ampie, come i clan erano basate sullestensione dei sentimenti e dei ruoli caratteristici della famiglia nucleare. Secondo Malinowski, inoltre, anche in presenza di un uso degli stessi termini, in realt le persone erano in grado di distinguere, ad esempio, il padre dallo zio

Studi di Kroeber

Lo studio delle terminologie di parentela viene portato avanti, negli Usa, dagli allievi di Boas. Tra questi, A. Kroeber dice che tutte le terminologie di parentela sono delle classificazioni, ma che tengono conto di diversi criteri, i quali corrispondono ai principi che regolano la costituzione dei sistemi terminologici di parentela. Questi principi risultano essere essenzialmente otto (non tutti i sistemi fanno uso di tutti i principi e neppure degli stessi): 1.La generazione. Tutti i sistemi distinguono tra Ego e suo/a padre/madre, lo zio dal cugino, la nonna dalla madre, ecc 2.Il sesso. Tutti i sistemi distinguono il sesso del parente; alcuni di essi per limitano la distinzione ad alcuni individui (fratello/sorella, padre/madre, ecc) e non distinguono tra nonno e nonna, cognato e cognata ecc. 3.La distinzione tra consanguinei e affini. I sistemi separano terminologicamente i parenti di sangue da quelli acquisiti attraverso il legame matrimoniale. 4.La distinzione terminologica tra consanguinei in linea retta e consanguinei in linea collaterale. Questo principio tenuto in conto in diversa misura da alcuni sistemi, mentre altri lo ignorano completamente. Il nostro sistema distingue ad esempio tra F (consanguineo in linea retta) e FB (consanguineo il linea collaterale). 5.La biforcazione. Questa caratteristica comporta che i parenti del lato paterno e quelli del lato materno vengano indicati con termini diversi. Il nostro sistema non applica tale principio. 6.Let relativa. Prevede la distinzione terminologica tra individui maggiori o minori det. 7.Il sesso del parente attraverso il quale passa la relazione con lindividuo a cui il termine si riferisce. Il caso classico la distinzione tra cugini incrociati e cugini paralleli. 8.Condizione (defunto o vivente) del parente a cui si fa riferimento

I sistemi terminologici di parentela

Gli antropologi hanno individuato quattro tipi principali di sistemi terminologici di parentela: Sistema hawaiano: questo sistema distingue il maschile dal femminile ed ha il numero di termini pi ridotto; Sistema eschimese (il nostro): ci sono dei termini distinti per designare il padre e la madre, un termine per indicare fratelli e sorelle e un termine comune che si applica al fratello della madre e al fratello del padre e un termine comune che si applica alla sorella del padre e alla sorella della madre. Tutti i figli degli zii sono denominati con un unico termine; Sistema irochese; Sistema sudanese: usa un termine differente per ogni parente di Ego: un sistema a massima distinzione terminologica ( il sistema che ha pi termini): F FB MB B FBS MBS;.

Questi sistemi prendono il nome da popoli o da regioni presso cui tali sistemi furono individuati o studiati per la prima volta.

Questi 4 tipi sono raggruppati di solito in tre differenti categorie: a) sistemi non lineari o bilaterali; b) sistemi lineari; e) sistemi descrittivi.

Lineare e laterale Lineare significa che ci troviamo di fronte a una relazione diretta e in ordine di successione (discendenza patrilineare o matrilinare). Laterale riguarda invece la cerchia di parenti che ogni individuo ha in relazione al padre o alla madre

Gruppi patrilineari

Tra le societ studiate tradizionalmente dall antropologia i gruppi di discendenza patrilineari sono quelli che ricorrono pi frequentemente. Le regole dellesogamia (le donne si sposano fuori) e della residenza patrilocale (gli uomini rimangono) sarebbero allorigine dei gruppi di discendenza patrilineari. Perch tali gruppi acquistino una dimensione rilevante bisogna tuttavia che essi vengano a costituire dei gruppi

corporati, cio dei gruppi interessati allo sfruttamento collettivo di risorse sotto il loro controllo e alla trasmissione di queste risorse ai loro discendenti. Pi i due principi della patrilinearit e della patrilocalit vengono a sovrapporsi, pi il gruppo di discendenza importante nel determinare la vita degli individui. Economicamente, politicamente e ritualmente il gruppo di discendenza (o il lignaggio) svolge una funzione avvolgente che in altre condizioni non pu aversi. La condivisione degli stessi diritti e degli stessi obblighi il frutto della convergenza di interessi individuali in relazione a risorse materiali e simboliche di cui non possibile fruire se non per il fatto di appartenere a un determinato gruppo di discendenza.

Il controllo della progenitura Centrale, per ogni gruppo di discendenza patrilineare, la preoccupazione di avere maschi che ne assicurino la continuit. Le societ patrilineari hanno istituzioni e regole che sono finalizzate allacquisizione di prole maschile. Istituzioni come il matrimonio fantasma tra i Nuer hanno la funzione di ottenere una prole, possibilmente maschile. Il controllo della progenitura ha comportato presso questo tipo di societ la nascita di vasti sistemi di scambio matrimoniale, i quali comportano il coinvolgimento di numerosi gruppi. Questi sistemi hanno visto lo sviluppo di istituzioni e di meccanismi che hanno la funzione di stabilizzare il sistema, di rendere cio gli scambi prevedibili e non aleatori. Tra queste istituzioni vi quella conosciuta con lespressione prezzo della sposa.

La compensazione matrimoniale Il termine prezzo della sposa stato fortemente criticato perch veicola lidea di vendita: per questo si preferisce parlare di compensazione matrimoniale. La compensazione matrimoniale un dono versato dai parenti del marito a quelli della moglie che conferisce stabilit al matrimonio perch rappresenta un deterrente al divorzio. Una delle societ che praticano il prezzo della sposa sono i Nuer del Sudan

Gruppi matrilineari

I sistemi di discendenza unilineare di tipo matrilineare non sono la copia speculare di quelli patrilineari, perch in questi gruppi vi una distribuzione asimmetrica del potere e dellautorit tra maschi e femmine. Il potere e lautorit rimangono appannaggio degli uomini. Spesso la discendenza matrilineare associata alla residenza avuncolocale, per cui una nuova coppia si stabilisce presso o nei dintorni della dimora del fratello della madre dello sposo.

Lavuncolato Avuncolato il nome che gli antropologi hanno dato a un complesso di elementi culturali che caratterizzano la relazione tra un individuo (avuncolo) e il figlio di sua sorella.

Chi port al centro del dibattito antropologico lavuncolato fu Bronislaw Malinowski che, nei suoi studi sulle comunit delle isole Trobriand, indag la dinamica dellautorit e delle disposizioni affettive coinvolgenti quattro individui: una donna e il figlio maschio di lei, il fratello della donna e il marito di questultima. La scoperta di Malinowski consistette nellaccertare che, in questa societ matrilineare, lo zio materno di Ego, oltre a provvedere al sostentamento della famiglia della sorella, esercitava sui figli maschi di questultima lautorit, trasmetteva loro i beni, le conoscenze sacre e profane e le eventuali cariche politiche e rituali.

Latomo di parentela Levi-Strauss chiama atomo di parentela la configurazione costituita da: una donna e il figlio maschio di lei, il fratello della donna e il marito di essa. Lvi-Strauss introduce questa definizione perch a suo giudizio tale configurazione costituisce lunit minima parentale, senza cui non potrebbero essere pensabili n lo scambio matrimoniale, n lesogamia, n, quindi, la parentela stessa come fatto culturale e sociale. Secondo Lvi-Strauss limportanza dellatomo di parentela poteva essere compresa a partire dallistituzione dellavuncolato nelle societ matrilineari. In esse, infatti, la figura dello zio materno centrale

Studio della religione in antropologia

Lo studio della religione stato al centro dellinteresse dellantropologia culturale fin dallinizio. Studiare le religioni, come per la famiglia, significa andare incontro ad un problema di definizione. Una definizione generale stato prodotta dallantropologo A. Wallace, che definisce la religione come un insieme di credenze e rituali relativi ad esseri sovrannaturali, poteri e forze. Questa definizione non stata la prima operazione nel contesto dello studio antropologico della religione. Nel contesto evoluzionista, Tylor si occupato di animismo. Lanimismo era considerato da Tylor come la religione pi primitiva ed era definito come la credenza in spiriti derivata dai tentativi di spiegare fenomeni come il sogno. Egli stato il primo antropologo a studiare la religione e a identificare i tipi di religioni esistenti. Secondo lui ci sarebbe stata unevoluzione dalla forma pi elementare, lanimismo, passando per il politeismo, arrivando infine alle religioni monoteiste. In quegli anni vengono elaborate anche delle altre spiegazioni intorno allesistenza delle religioni, tra cui lidea che le religioni servissero a garantire la coesione sociale. Gli autori principali di questa teoria sono stati Robertson Smith e Durkheim.

Spesso la definizione di religione ha comportato anche una distinzione tra ci che si riconosciuto come magia e ci che invece stato riconosciuto come religione. Secondo alcuni autori dellinizio del 900, tra cui Malinowski, ci sarebbe stata una certa continuit tra magia e religione.

Magia, generalmente, un termine che viene riservato allutilizzo di tecniche sovrannaturali finalizzate al raggiungimento di determinati fini. Le tecniche magiche sono state studiate mettendo in evidenza come la magia in alcuni casi pu essere simpatica (come le bamboline voodoo) o contagiosa (attiva per contatto). Per Malinowski, la magia e la religione erano modi per garantire una certa stabilit laddove n il controllo n la comprensione di dati fenomeni erano possibili.

Gli elementi della religione e le forme di culto

Wallace, oltre a dare una definizione di religione, individua anche una serie di elementi che non sono caratteristici di tutte le religioni ma che ritornano in alcune di esse: 1) la preghiera: consiste in un modo culturalmente definito di rivolgersi a spiriti, antenati, divinit, ecc. Pu essere individuale o collettiva ed spesso accompagnata dalluso di sostanze speciali, quali profumi e incensi, ecc.; pu svolgersi in un luogo qualunque o in uno destinato al culto. 2) la musica: la musica e il canto costituiscono parte integrante di molte cerimonie religiose. In molte circostanze, la musica consente uno stato emotivo che favorisce il senso di comunione tra i partecipanti oppure, come accade in altre circostanze, produce stati di trance che permette, in alcuni culti, ai fedeli di entrare in contatto con gli esseri spirituali. 3) la prova fisica: tutte le religioni implicano che i fedeli si sottopongano a prove fisiche, che possono variare dalla semplice astinenza da cibi e bevande in alcuni periodi prestabiliti, sino allautomortificazione e allautotortura. 4) lesortazione: caratteristica di una religione la presenza di individui che si rivolgono ad altri per facilitare il contatto di questi con le forze soprannaturali (profeti, sacerdoti, guide spirituali, guaritori) 5) la recitazione del codice: tutte le societ prevedono una concezione compiuta del mondo o dei rapporti degli esseri umani con il mondo ultrasensibile. Le attivit religiose si articolano in riferimento a tali concezioni evocandone spesso alcuni aspetti in formule, preghiere, o, come accade nelle religioni con testi sacri, con la recitazione, la lettura e il commento di questi ultimi (Bibbia, Vangelo, Corano, ). 6) mana: parola di origine melanesiana con cui gli antropologi hanno indicato unidea di sostanza invisibile, o forza soggetta ad essere manipolata dagli uomini. Il mana una forza che permea le cose sacre in Polinesia, ma, questo termine, se utilizzato in senso pi ampio, come elemento che ricorre anche in altre religioni, si riferisce a tutti i tipi di forza di cui certe cose sono dotate (ad esempio, la forza che i cattolici attribuiscono allacqua di Lourdes). 7) il tab: con la parola polinesiana tapu gli antropologi hanno voluto indicare tutte le proibizioni relative agli esseri animati o a cose speciali, ad esseri che sono portatori di mana. Per estensione, la parola tabu fa riferimento a tutte quelle cose vietate in quanto sacre. 8) il convivio: mangiare e bere: la condivisione di un pasto fa parte del cerimoniale di molti culti religiosi. 9) il sacrificio: tutte le religioni prevedono offerte alle potenze invisibili, che siano forze della natura, divinit o spiriti. Il sacrificio pu essere simbolico ma anche effettivo.

10) la congregazione: la riunione degli individui in occasioni particolari come messe, pellegrinaggi, funzioni, sacrifici, processioni sembra essere una costante in tutte le forme di religione. 11) lispirazione: forma di relazione tra la propria disposizione religiosa e lintervento di una potenza ultrasensibile. 12) il simbolismo: le religioni vivono grazie a dei simboli che ne veicolano i concetti e suscitano nei credenti determinate rappresentazioni e che servono a condurre le stesse cerimonie religiose, sia sul piano pratico che concettuale.

Definizione di possessione

Il termine possessione indica lidea che spiriti di defunti, di eroi, di divinit, di animali possano impossessarsi di determinati individui per parlare e agire attraverso di essi; la possessione pu essere vista come il segno di una deprivazione o di una malattia o al contrario come uno strumento di potere e di controllo; pu essere identificata con la trance, lo stato di momentanea alterazione della coscienza che talvolta essa implica; pu essere considerata la manifestazione di un ordine soprannaturale o divino, una messa in scena di tipo teatrale, e molto altro ancora. Queste forme di possessione consistono in esibizioni organizzate di soggetti predisposti, spesso psichicamente instabili che danno luogo a manifestazioni sussultorie e scoordinate del corpo, perdita del senso del tempo e dello spazio, nonch di sensibilit al dolore e alla fatica. In genere, coloro che danno luogo a performance di questo tipo fanno parte di associazioni o confraternite devote di qualche particolare spirito o divinit.

Tipi di culto

Wallace ha distinto anche quelli che secondo lui sono i tipi di culto: I culti individuali sono quelli praticati dal singolo individuo (es. preghiera), ma sempre allinterno di un codice religioso culturalmente e socialmente condiviso di rappresentazioni. I culti sciamanici sono tipici delle societ nelle quali il contatto con le potenze invisibili assicurato dallopera di una particolare figura, definita sciamano. Gli sciamani sono degli intermediari religiosi part-time che possono anche agire come guaritori. Questi culti sono principalmente caratteristici delle societ di cacciatori e raccoglitori. I culti comunitari: sono tutte le pratiche religiose che prevedono la partecipazione di gruppi di individui organizzati sulla base dellet, del sesso, del rango, oppure su base volontaria e che si riuniscono temporaneamente per un preciso scopo. Sono caratteristici delle societ agricole e pastorali I culti ecclesiastici:prevedono lesistenza di gruppi di individui specializzati nel culto (es. chiese cristiane). Questi culti sono in possesso, quasi sempre, di testi scritti, che vengono tramandati in luoghi speciali quali scuole, seminari, ecc., nei quali la classe sacerdotale si riproduce.

Ci sono poi: Le religioni olimpiche: sono religioni che appaiono con gli stati, hanno specialisti rituali a tempo pieno e la loro organizzazione pu imitare quella dello stato. Si chiamano religioni olimpiche perch hanno divinit potenti e antropomorfe che possono essere organizzate in un pantheon. Le religioni monoteistiche: hanno molti attributi in comune con quelle olimpiche ma, al posto del pantheon, si articolano intorno alla credenza in un unico essere che eterno, onnisciente, onnipotente e onnipresente

Simboli e riti: definizione

Quello che in antropologia si definisce rituale si caratterizza per essere formale e ripetitivo e al cui interno si utilizzano dei simboli. I riti sono intrinsecamente sociali; la partecipazione ai riti comporta un impegno da parte della comunit

I simboli sacri e la loro efficacia

Alla base di ogni rappresentazione religiosa, ha scritto Clifford Geertz, vi sono dei simboli sacri, che servono a sintetizzare lethos di un popolo. I simboli, dunque, significano dei concetti che rinviano ai valori fondamentali e ultimi di una societ. Per questo si dice che la religione equivale a una visione del mondo, dove per questa si ricopre di unaura di sacralit. I simboli religiosi sono, infatti, sacri. Le cose sacre sono separate da quelle profane e, a differenza di queste ultime, che sono accessibili a tutti, sono vietate a chi non consacrato; e interdette , ovvero che suscitano nellessere umano rispetto e timore reverenziale, al punto di essere percepite come pericolose. I simboli sacri agiscono su coloro che li percepiscono mettendoli nella condizione di predisporsi a unazione e/o suscitando in loro un particolare stato danimo. Il tipo di ordine che i simboli sacri suggeriscono riguarda la certezza che, nonostante il mondo si presenti come un insieme di eventi caotici e imprevedibili, dolorosi e capaci di sconvolgere luniverso morale degli esseri viventi, vi pur sempre una realt ultima, sicura, vera e immutabile alla quale ci si pu richiamare. In questo senso i simboli sacri svolgono una funzione integrativa e protettiva.

I riti della religione

Un rito pu essere inteso come un complesso di azioni, parole e gesti la cui sequenza prestabilita da una formula fissa. I riti sono normalmente ufficiati da personalit dotate di unautorit particolare, come per esempio un sacerdote e sono ci che rende evidenti le verit di una religione, ossia i valori, i fini ultimi, lordine del cosmo e della societ. Intesi in questo modo i riti potrebbero essere considerati come degli atti aventi come fine quello di rassicurare gli individui di fronte allincertezza e alle tensioni dellesistenza.

La variet dei riti

Vi sono dei riti che si distinguono per alcune caratteristiche particolari a cui gli antropologi hanno dedicato importanti studi teorici ed etnografici: Riti di passaggio: sono quelli che sanzionano pubblicamente il passaggio di un individuo da una condizione sociale ad unaltra (battesimi, matrimoni, circoncisioni rituali, entrata e uscita da un ordine religioso). Si distinguono, allinterno di ciascun rito di passaggio, tre fasi, ciascuna caratterizzata da rituali specifici: a) separazione, b) margine, c) aggregazione. I rituali funerari: di fronte alla morte le societ fanno riferimento ai valori ultimi sui quali esse si fondano e tali valori hanno quasi sempre una relazione con la dimensione religiosa. I riti funerari contengono gesti, azioni, parole che richiamano, nella mente dei partecipanti, i valori e i significati su cui la societ fonda lordine del mondo e di s medesima. Riti di iniziazione: sanciscono il passaggio degli individui da una condizione sociale o spirituale a unaltre. Nelle societ studiate dagli antropologi viene spesso dato grande rilievo a riti di questo genere, poich essi sono la dichiarazione pubblica, socializzata, dellassunzione di un nuovo status

Secolarizzazione e nuove religioni

La modernit era stata descritta come lepoca in cui si sarebbe verificato il disincanto del mondo: la scienza e il progresso tecnologico avrebbero portato ad una progressiva secolarizzazione del mondo. Questo si verificato solo in parte, perch le religioni nel mondo non sono in via di estinzione, ma continuano a rimanere un settore importante. Inoltre, le enormi potenzialit comunicative sviluppatesi con la diffusione delle pi recenti tecnologie producono un nuovo livello di comunicazione religiosa. Tra i vari culti che rappresentano delle produzioni della modernit, ci sono i culti che sono nati nei contesti coloniali, che sono stati studiati a partire dagli anni 60, da Vittorio Lanternari, un antropologo italiano. Egli cerca di classificarli, identificando 4 tipologie di movimenti: - i movimenti di revitalizzazione: movimenti che nascono per rivitalizzare lidentit di un gruppo e lo fanno riprendendo talvolta elementi della tradizione, mescolandoli con quelli della modernit.

- i movimenti millenaristici: annunciano lavvento di unepoca di pace e felicit, che pu essere favorito mediante appropriate attivit rituali e grazie a un particolare atteggiamento interiore dei partecipanti. - i movimenti nativistici: mirano a riaffermare lidentit della cultura nativa. - i movimenti messianici: sono quelli legati alla presenza di una forte personalit (messia) e si caratterizzano per il fatto di fondarsi sullattesa di una rivoluzione socio-politica radicale. Si costituiscono intorno alla figura dei profeti: durante la colonizzazione molto spesso loccupazione militare andata di pari passo con un massiccio impegno delle diverse compagnie missionarie. In questo contesto ci sono alcune figure che escono dalla scuola missionaria e diventano profeti: ottengono un certo seguito e riescono a organizzare dei gruppi vasti di persone tanto da scatenare le ansie del potere coloniale.

Tra i nuovi culti che nascono con lesperienza coloniale ci sono: culto del cargo (Melanesia): questo culto ruota intorno alla credenza nellarrivo di grandi vascelli (cargo) e serve a far accelerare il ritorno degli antenati, in modo da farsi portare da questi ricchezze e beni di prestigio, gli stessi di cui godevano i bianchi occidentali. C lattesa di un tempo migliore grazie al ritorno degli antenati; profetismi (Africa): i profeti sono individui che sono ritenuti avere visioni o rivelazioni da parte di esseri soprannaturali o divinit che li scelgono come propri messaggeri. I profeti sono figure il cui ruolo quello di prospettare un nuovo ordine cosmico di fronte a profonde situazioni di crisi sociale e morale; culto di Mami Wata (Nigeria e Africa occidentale): secondo alcune tradizioni questa figura verrebbe dallIndia e sarebbe stata introdotta in questi Stati dagli europei. Mami Wata una creatura acquatica, spesso rappresentata sottoforma di sirena; una dea bella e seducente, con lunghi capelli e la pelle chiara. I suoi fedeli ritengono che ella li ricompensi con ricchezze improvvise, ma che anche li punisca con la miseria e la pazzia nel caso in cui ne provochino la collera. Uomini e donne vengono iniziati al suo culto per varie ragioni (spesso si tratta di disturbi psicologici o psicosomatici); i suoi seguaci sostengono di avere rapporti sessuali con lei durante il sonno. Il culto di Mami Wata un intreccio complicato di tradizioni africane, occidentali e indiane. Gli altari dedicati alla dea sono ricoperti da una variet di oggetti che simboleggiano la sua natura di divinit urbana e moderna

Risorse e potere: uninscindibile relazione

Se oggi si tende a pensare in maniera congiunta alle risorse e al potere, non sempre stato cos: prima lantropologia politica studiava il potere mentre lantropologia economica studiava le risorse.

Risorse materiali e risorse simboliche Per risorsa si intende sia un bene materiale, concreto, tangibile, sia un bene volatile come un sapere o una conoscenza tecnica, unideologia politica o una visione religiosa del mondo.

Lacquisizione e la disponibilit di una risorsa non sono mai completamente disgiunte da una relazione di potere, ossia dal fatto che tale acquisizione e tale disponibilit influiscano sempre sulla possibilit che un individuo ha, grazie ad esse, di imporsi o di prevalere su altri individui.

Economia e politica Nel mondo occidentale economia e politica risultano distinte grazie allesistenza del sistema di mercato da un lato e dalle istituzioni politiche dallaltro. Per lungo tempo, questa idea di economia e politica come di due sfere distinte stata proiettata anche sulle societ diverse da quella europea. Un primo risultato di questa situazione fu che, agli occhi degli europei, la maggior parte dei popoli altri sembravano privi sia di economia che di organizzazione politica, non potendo rintracciare presso molti di essi n un mercato con i suoi supporti e le sue regole, n istituzioni politiche riconoscibili come tali.

Oggetti di prestigio e beni di consumo

Con gli sviluppi delletnografia, divenne evidente che anche gli altri popoli avevano dei modi di produrre delle risorse, di farle circolare e di fissare criteri di accesso ad esse, cio di controllarne lutilizzazione da parte di determinati individui o gruppi piuttosto che altri. Furono soprattutto le ricerche sul campo di Bronislaw Malinowski nellarcipelago delle Trobriand a costituire la base per gli studi antropologici sulle economie arcaiche. Malinowski ebbe modo di studiare una particolare forma di scambio, chiamato kula. Gli abitanti della Trobriand e degli arcipelaghi limitrofi intraprendevano periodicamente traversate per incontrarsi con gruppi coi quali mantenevano da lungo tempo una relazione di scambio. Circolavano, e circolano ancora oggi, due tipi di oggetti: collane di conchiglie rosse e braccialetti di conchiglie bianche. Tra queste isole, le conchiglie circolavano in senso orario e i braccialetti in senso inverso. Gli oggetti appartenenti a una categoria potevano essere scambiati solo con oggetti dellaltra categoria. Gli scambi rituali erano seguiti da scambi profani, durante i quali i gruppi trattavano la cessione di oggetti di uso corrente: strumenti, armi, reti da pesca, alimenti ecc. Lo scambio rituale aveva lo scopo di ribadire la relazione di collaborazione e amicizia tra partner economici abituali, rinsaldando rapporti tra gruppi e individui tra loro lontani.

Non tutti per potevano entrare nel circuito kula: la partecipazione allo scambio rituale era una prerogativa di pochi. Nellarea delle Trobriand e degli arcipelaghi vicini, c un termine, keda (via, sentiero), con il quale i locali si riferiscono al cammino percorso dai beni che entrano nello scambio kula. Il termine keda ha per altri significati, poich viene impiegato in riferimento al complesso delle relazioni che legano gli individui e i loro gruppi in questa rete di relazioni prodotta dal movimento stesso degli oggetti.

Keda un termine che infatti rinvia alle relazioni che gli oggetti incorporano e alla ricchezza, al potere e alla reputazione di coloro che li possiedono. I keda, tuttavia, possono anche dissolversi, per i pi svariati motivi. Quando questi circuiti si disgregano, alcuni partner possono entrare, con gli oggetti al momento in loro possesso, in altri keda, mentre alcuni non riescono a ricostituire circuiti analoghi rimanendone per sempre al di fuori. Cambiando circuito, beni con lunghe storie di scambio alle spalle possono vedere azzerata la propria memoria e perdere valore. Infatti, ci che pi conta nella costituzione del valore di questi oggetti la serie cumulativa di transazioni che tali oggetti portano con s, segno della solidit e della continuit delle relazioni sociali tra gli individui coinvolti. Questo esempio permette di capire la stretta relazione che si instaura tra circolazione di risorse materiali e simboliche e lacquisizione di prestigio e potere.

Le nature del potere

Arena politica, attori politici e prospettiva processuale: individui e gruppi agiscono politicamente nella misura in cui possono gestire delle risorse che, se adeguatamente impiegate allo scopo, conferiranno ad essi il potere di controllare altre e pi importanti risorse, di natura simbolica e materiale. Per partecipare alla lotta per il potere bisogna comunque disporre di risorse di un tipo o dellaltro. Lo studio antropologico del potere ha posto lattenzione alle diverse modalit in cui, presso differenti culture, si crea ci che stato chiamato arena politica, uno spazio astratto occupato da tutti gli elementi che determinano il confronto politico (organizzazioni, individui, valori, significati e risorse), i quali sono manovrati dagli attori politici. Considerare la politica come unarena svincola la politica stessa dallimmagine statica che aveva caratterizzato la riflessione passata dellantropologia sul tema del potere, che oggi preferisce concentrarsi sugli aspetti dinamici della contesa politica. Basandosi su queste considerazioni, lantropologia ha adottato quella che stata chiamata prospettiva processuale, che coglie la politica nel suo divenire. Questa prospettiva consente di cogliere meglio la natura composita del fenomeno politico.

Antropologia economica e studio delle risorse

Lantropologia economica studia in una prospettiva comparativa. Lanalisi delleconomia comprende lo studio della produzione, della distribuzione e del consumo delle risorse. Per quanto riguarda la produzione, c stata un influenza forte della riflessione marxista. Marx dice che un modo di produzione una determinata forma di organizzazione della produzione, vale a dire un insieme di relazioni sociali che organizzano il lavoro necessario ad estrarre energia dalla natura attraverso strumenti, competenze e saperi. Marx aveva sottolineato come i beni incorporino relazioni sociali.

I modi di produzione includono: I mezzi di produzione (terra, macchine, capitali, ecc) Il sapere e la tecnologia di cui la societ dispone Le relazioni sociali implicate nel processo di produzione

Questa riflessione sui modi di produzione ha orientato anche gli studi antropologici che hanno studiato la produzione in altri contesti culturali. Gli studi che gli antropologi marxisti hanno realizzato soprattutto in Africa sub-sahariana e in America latina tra gli anni 60 e 80 si sono concentrati su modi di produzione legati alle comunit domestiche. Qui sono generalmente gli anziani ad avere il controllo della terra e delle risorse: degli strumenti di lavoro e, soprattutto delle persone. Gli antropologi marxisti hanno inoltre studiato larticolazione dei modi di produzione, ovvero il modo in cui il modo di produzione capitalista ha inglobato o si sviluppato accanto ad altri modi di produzione.

La distribuzione: K. Polanyi

Lantropologia economica si occupa anche di distribuzione, oltre che di produzione. Forse, chi se n pi occupato Polanyi, che uno dei padri dellantropologia economica sostanzialista. Fino ai suoi lavori, lantropologia economica era dominata dalla corrente formalista. I formalisti ritenevano che leconomia fosse un comportamento finalizzato alla massimizzazione dellutile. I sostanzialisti, al contrario, consideravano leconomia come rapporto degli esseri umani con la natura e con i propri simili. Diversamente dai marxisti, Polanyi privilegia la distribuzione e lo scambio rispetto alla produzione. Secondo Polanyi le forme di distribuzione e scambio presenti nelle diverse societ sono tre: Reciprocit; Redistribuzione: Mercato. Si parla di mercato quando i prezzi e lorganizzazione degli scambi sono regolati dalla moneta. Il prezzo determinato dalla legge della domanda e dellofferta. Il mercato caratteristico delle societ industriali.

La dimensione sociale delleconomia: il principio di reciprocit

Polanyi fu influenzato dalle opere di Malinowski, Franz Boas e di Marcel Mauss. Franz Boas aveva studiato il cerimoniale del potlatch presso la costa nordamericana del Pacifico. Marcel Mauss, allievo di Durkheim, si era invece concentrato sulla figura del dono. Tanto il potlatch che il dono sembravano riconducibili a scambi improntati alla dimensione della reciprocit. Malinowski aveva notato, ad esempio, come, nelle societ da lui studiate, gran parte della vita sociale si basasse su atti di natura reciproca. Boas aveva descritto il potlatch come una competizione tra individui dello stesso status, che si sfidavano per elevare pubblicamente il proprio prestigio e scalfire quello del rivale di turno. Tali sfide erano caratterizzate, oltre che dalla distruzione di enormi quantit di beni, anche dalla loro ridistribuzione tra gli spettatori. Chi pi distruggeva e distribuiva vinceva. La cosa notevole era che, ad ogni distruzione e ad ogni distribuzione da parte di un concorrente, laltro doveva rispondere, possibilmente rilanciando, pena la perdita dellonore. Mauss interpret il dono accentuandone la dimensione della reciprocit per cercare di dare una spiegazione del suo carattere apparentemente volontario, libero, gratuito e tuttavia obbligato e interessato. Influenzato dallo studio di Malinowski, Boas e Mauss, Polanyi elabor unidea di economia come rapporto concreto degli esseri umani con la natura da un lato e con i propri simili dallaltro. Questa visione delleconomia metteva laccento sulla dimensione sociale di questultima, per cui le risorse e i beni prodotti erano considerati come aventi soprattutto destinazione sociale. Combinando la teoria di Polanyi con quella di Marx, lanalisi antropologica ha potuto accostarsi alle forme di vita economica secondo nuove prospettive. Molte societ dellAfrica e dellAsia sono state infatti studiate da un punto di vista che evidenzia alcuni aspetti centrali del processo produttivo inteso come fenomeno sociale.

La comunit domestica

In uno studio dedicato ai Gouro della Costa dAvorio, lantropologo francese Claude Meillassoux si prefisse di studiare quale tipo di rapporti sociali determinasse lorientamento economico allinterno di ci che chiam comunit domestiche, cio gruppi di individui per lo pi consanguinei e alleati coresidenti, i quali contribuiscono allo svolgimento delle attivit di sussistenza di interesse comune. Secondo Meillassoux, la comunit domestica si fonda su un accesso paritario di tutti gli individui al mezzo di produzione per eccellenza, la terra. Tuttavia allinterno di tale comunit vige il principio dellanzianit sociale come fondamento dellautorit. Sono infatti gli anziani, cio uomini sposati con una prole in grado di lavorare la terra, a detenere il controllo delle risorse. Tali risorse non coincidono per tanto con la terra e gli attrezzi, ma sono piuttosto le donne, laccesso alle quali regolato dagli anziani delle varie comunit domestiche: le donne sono la risorsa fondamentale grazie alla quale gli individui possono diventare a loro volta indipendenti. Concedendo ai giovani delle mogli, essi consentono loro di dare inizio a un

nuovo ciclo domestico, che vedr i nuovi anziani, cio i giovani di una volta, controllare a turno la produzione agricola e la riproduzione della comunit. Secondo diversi autori, tra cui lo stesso Meillassoux, la comunit domestica stata funzionalmente incorporata dalle forme economiche e sociali. In et coloniale e postcoloniale, le comunit domestiche di molti paesi africani sono divenute le rifornitrici di manodopera sia per le piantagioni che per le industrie, tanto in Africa quanto in Europa. Ci significa che il modo di produzione dominante nelle societ tradizionali africane entrato, a un certo momento, in un rapporto di articolazione e di dipendenza da quello capitalista. In conseguenza di questo fatto per la comunit domestica delle societ africane si indebolita.

Economie dell"affezione" e "politiche dello sviluppo"

Larticolazione dei modi di produzione comporta il progressivo coinvolgimento dei sistemi locali in sistemi pi ampi e, molto spesso, una forma di dipendenza strutturale dei primi dai secondi. Quando i sistemi locali entrano in un rapporto di articolazione coi sistemi dominati dal mercato, le trasformazioni possono essere rapide e rilevanti. Tali rapidit e rilevanza dipendono da quanto il sistema locale e in grado di difendersi dalla pressione esterna, magari imponendo divieti e tab su certe pratiche percepite come minacciose. Questi casi sono stati considerati esempi di una economia dellaffezione tipica di comunit tradizionali come contrapposta a una economia del valore promossa dagli stati attraverso progetti di sviluppo e iniziative miranti a favorire linserimento di sistemi economici locali nella sfera del mercato. difficile per una comunit sottrarsi completamente allimpatto di una logica economica come quella dominata dal mercato. Tuttavia, in alcuni casi, le resistenze alla penetrazione del mercato e lattaccamento alleconomia dellaffezione sembrano avere maggiore successo. Queste resistenze costituiscono la ragione principale del fallimento dei progetti di sviluppo ideati da operatori europei o nordamericani che spesso conoscono poco o nulla della realt sociale e culturale delle popolazioni coinvolte.

Razionalit e irrazionalit nelleconomia

Nel pensiero occidentale dominato dallidea di razionalit logico-formale, anche leconomia appare come un settore guidato dal calcolo e dal guadagno. Pianificatori e consulenti ritengono che popoli che investono le loro risorse per scopi puramente simbolici siano da considerarsi irrazionali. Alcuni antropologi ritengono, invece, che tali comportamenti non possano essere giudicati irrazionali, perch rispondono al soddisfacimento di un bisogno considerato primario. Per pianificatori e consulenti la razionalit ci che orienta il comportamento verso lottenimento di un utile materiale: guadagno, profitto, ecc. Questa posizione smentita da chi pensa che si possa essere razionali anche perseguendo scopi diversi.

Attivit politica e organizzazione politica

Lattivit politica Iaspetto intenzionale del comportamento mediante il quale i singoli o i gruppi manipolano, secondo finalit e interessi specifici, le regole e le istituzioni vigenti nella loro societ. Unorganizzazione politica potrebbe essere pertanto considerata come linsieme delle regole, delle istituzioni e delle pratiche che contribuiscono a definire il quadro entro il quale si svolge lattivit politica. Non sempre queste regole, istituzioni e pratiche hanno a che vedere con le idee che noi associamo generalmente alla sfera politica. Spostandoci verso contesti altri non detto che troviamo le stesse istituzioni. Parlare di organizzazione politica significa evocare le dimensioni del potere e dellautorit. Potere e autorit possono essere incarnati da figure sociali particolari che rivestono, per eredit, elezione o consenso esplicito, determinate cariche: presidente, re, primo ministro, sacerdote ecc. Vi sono per societ in cui le cariche sono assenti, cos come assenti possono essere istituzioni o ruoli politici istituzionalizzati. Ci non toglie che siano presenti norme capaci di assicurare la coesione di un gruppo e il rispetto delle regole. Il rispetto dellautorit, lesercizio del potere, la difesa degli interessi di un certo gruppo di individui o dellintero corpo sociale, possono essere ottenuti per vie differenti.

La classificazione tipologica dell'organizzazione politica

Gli antropologi hanno considerato per molto tempo le organizzazioni politiche concrete come se fossero disposte su una linea continua dalle forme pi semplici a quelle pi complesse. Negli ultimi decenni prevalso, come in tutti i settori di studio dellantropologia, uno scetticismo nei confronti di tali classificazioni. Le forme di organizzazione politica tendono infatti a sfumare le une nelle altre. Elman Service ha proposto una tipologia delle forme di organizzazione politica: - le bande; - le trib; - le chefferies, o domini, o potentati; - gli Stati. Le prime 2 forme sono acefale, mentre le ultime 2 sono centralizzate.

La banda

La banda stata ritenuta dagli antropologi la forma pi elementare di organizzazione politica, caratteristica dei gruppi di cacciatori-raccoglitori nomadi.

le bande sono piccoli gruppi basati sui legami di parentela, che possono essere reali o fittizi e sono creati e mantenuti attraverso matrimoni e scambi. Le bande si caratterizzano per essere fluide: i loro componenti possono cambiare da un anno allaltro in maniera piuttosto significativa. Le bande di cacciatori e raccoglitori sono fortemente egualitarie. Esistono persone pi influenti delle altre, ma non per nascita: tutte le differenze di status sono acquisite. Si pu acquisire prestigio guadagnandosi la stima e il rispetto degli altri, in conseguenza di qualit o atti culturalmente valorizzati. I cacciatori e raccoglitori sono privi di un diritto formalizzato; i conflitti sono risolti ricorrendo ai legami di parentela. Nelle societ di questo tipo, i contrasti sono, in genere, di natura personale.

Le caratteristiche fondamentali delle societ tribali

Le trib sono, generalmente, riscontrabili presso popolazioni agricole o pastorali (forme non intensive di produzione e sono organizzate in villaggi e/o gruppi di discendenza. La societ tribale priva di classi sociali e di un potere centrale con capacit di decisione, di controllo e di coercizione nei confronti dei gruppi di discendenza che la costituiscono. Generalmente, nelle societ organizzate in trib, guerre di piccola scala tra villaggi sono frequenti. La risoluzione delle dispute spetta a capi villaggi, big men (figura dellarea melanesiana e polinesiana), leaders dei gruppi di discendenza, consigli di villaggio e/o di associazioni pan-tribali. Esistono quindi delle figure di autorit, ma questi individui godono di unautorit limitata: esercitano il loro ruolo attraverso la persuasione e lesempio, ma non dispongono di mezzi di coercizione. Come le bande, le trib sono egualitarie; spesso, tuttavia, la stratificazione di genere forte. Lo status dipende dal genere, dallet, da caratteristiche e capacit personali. Nella letteratura antropologica le trib si distinguono a seconda della presenza o meno di alcune caratteristiche che per sono spesso compresenti. Queste caratteristiche sono i lignaggi segmentari, certe forme di stratificazione rituale, i consigli di villaggio e i sodalizi.

Lignaggi segmentari I lignaggi segmentari sono i gruppi di discendenza unilineari costitutivi di una trib. Essi sono di fatto dei gruppi corporati ma prendono il nome di segmentari perch sono suscettibili di frazionarsi o di aggregarsi in segmenti di minore o di maggiore estensione. In societ di tal genere viene posta grande enfasi sulla parentela consanguinea, un fattore che di per s evoca, anche se a livello di pura rappresentazione, le idee di solidariet e di comunanza di intenti, oltre che di origini. Lideologia ugualitaria infatti molto potente allinterno di queste societ e tende a sottolineare il carattere paritario di tutti i lignaggi segmentari.

Sebbene alcune caratteristiche di queste societ fossero state notate da alcuni studiosi gi molto tempo prima, fu Evans Pritchard a metterle chiaramente in luce in un suo studio sullorganizzazione dei Nuer. Cos come i lignaggi tendono, in base a una dinamica di alleanze, a fondersi in segmenti sempre pi ampi, il conflitto e lopposizione possono portare alla progressiva segmentazione delle unit pi grandi in segmenti pi ridotti.

Stratificazione rituale In molte societ tribali dellAfrica e del Medio Oriente esiste una distinzione importante tra lignaggi, la quale si riflette nella funzione politico-religiosa svolta da alcuni di essi. possibile ad esempio trovare, in queste societ, alcuni individui che, pur non essendo specializzati nelle funzioni politiche, possono incarnare unautorit largamente rispettata ed ascoltata per motivi extra-politici.

Consigli di villaggio Dove le popolazioni tribali sono insediate in villaggi permanenti, ogni gruppo di discendenza ha propri rappresentanti che si riuniscono periodicamente dando vita ai consigli di villaggio, cio assemblee ristrette, fornite di potere decisionale e consultivo. Il compito dei consigli di villaggio anche quello di amministrare le relazioni con altri villaggi ed altre trib.

Sodalizi, classi det, societ segrete Nelle societ tribali membri di diversi gruppi di discendenza possono entrare a far parte di: sodalizi, forme associative che hanno la funzione di organizzare una parte della popolazione secondo progetti dazione specifici; classi det, gruppi nei quali vengono ripartiti ruoli, diritti e doveri in base allet sociale degli individui; societ segrete, che costituiscono ancora oggi centri di aggregazione e di potere e che mantengono saldi i legami tra comunit della stessa cultura che sono state separate dalla creazione degli Stati nazionali, i cui confini ricalcano quasi sempre quelle delle ex-colonie.

Il Big Man I capi tribali si caratterizzano per la loro costante opera di ridistribuzione dei beni e dei benefici e di supporto e di assistenza nei confronti del proprio seguito. Tipico , da questo punto di vista, il caso del Big Man, unespressione inglese con la quale vengono tradotti alcuni termini del linguaggio politico delle societ della Papua Nuova Guinea e della Melanesia. Nelle societ prive di lignaggi segretari, quindi non classificabili tribali, i grandi uomini sono figure un po anomale. Questo titolo e la sua fama sono il risultato dellabilit e delliniziativa personale.

Chefferies, potentati

Il potentato costituirebbe una specie di condizione politica intermedia fra la trib e lo stato. I legami di parentela restano molto importanti ma iniziano ad emergere una struttura politica permanente e alcune forme di distinzione nellaccesso alle risorse e al potere. Nelle chefferies lo status si basa sullanzianit della discendenza. La popolazione di un chefferie si considera discendente da un gruppo di antenati comuni; tanto pi un dato individuo ed il suo lignaggio sono vicini ad uno di questi antenati, tanto maggiore sar il suo prestigio. Il capo colui che detiene il massimo prestigio e che pu dimostrare lanzianit della sua linea di discendenza. Vi sono differenze di status ma non classi sociali.

Gli stati

Lo stato, che pu essere stato dinastico o stato nazionale, la forma di organizzazione politica oggi dominante. La forma statale non un prodotto esclusivo delloccidente, anche se lo stato-nazione uninvenzione occidentale. Gli stati hanno delle unit preposte allesercizio di specifiche funzioni: Controllo della popolazione: fissare frontiere, attribuire la cittadinanza, censimenti, ecc Funzione giudiziria: leggi, procedure legali, giudici, ecc Funzione esecutiva: militari, forze di polizia, ecc Funzione fiscale: tasse

In alcune formazioni statali questi sottosistemi non sono distinti. Carneiro (1970) ha definito lo stato unentit politica autonoma che raggruppa molte comunit che vivono sul suo territorio, dotata di un governo centralizzato che ha il potere di imporre tasse, radunare uomini per la guerra o per il lavoro, emanare e far rispettare le leggi. Questa definizione si applica sia agli stati moderni, delle societ industriali, sia agli stati pre-moderni.

Gli stati assegnano diversi diritti alle persone in relazione al loro status: Cittadini vs non cittadini lites vs persone comuni vs schiavi Militari vs civili

Le societ organizzate su base statuale presentano: a) un accesso alle risorse ancor pi differenziato che nelle forme di organizzazione politica sin qui considerate; b) una stratificazione sociale accentuata; c) la sostituzione dei legami di parentela come criterio regolatore delle relazioni sociali con rapporti di tipo impersonale.