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La Val(s)torta. Jaccuse su Maria Valtorta Meglio leggere Dan Brown!

apr 28, 2012

LA VAL(S)TORTA Maria Valtorta e la sua opera Quando lispirazione letteraria scambiata per ispirazione divina. E un romanzo su Ges per quinto evangelio. Pericoloso per giunta, a detta di Ratzinger. Meglio Dan Brown JACCUSE di un equivoco letterario-religioso
pour la dfense de Maria Valtorta
Si parte subito, fin dal titolo dell'articolo ( purtroppo ), con un J'accuse contro Maria Valtorta al quale non possiamo sottrarci visto che l'attacco rivolto verso una persona che non pi in grado di potersi difendere. Opporremo dunque la nostra Dfense de Maria Valtorta personalmente convinti che per un cattolico, al quale il Signore chiede addirittura di amare e perdonare i propri nemici, si addica maggiormente la professione dell'avvocato piuttosto che quella del pubblico ministero. Sul fatto invece che sia meglio leggere gli scritti di Dan Brown ( nelle cui intenzioni certamente c'era anche quella di nuocere alla Chiesa ) piuttosto che Maria Valtorta che invece della Chiesa Cattolica ha sempre voluto far parte in ubbidienza alla stessa come Terziaria dell'Ordine dei Servi di Maria lasciamo il giudizio al buonsenso di chi ci legge. Difficile per non sentire nelle orecchie l'eco di quella famosa domanda: chi volete che vi liberi ? Ma soprattutto l'eco della risposta della folla: Bar-abbs Ma il J'accuse non inizia con considerazioni o con argomentazioni, si preferisce scegliere di partire con una brutta storpiatura del cognome di Maria Valtorta, si sceglie quindi di usare un mezzo assai efficace ( ma meschino ! ) per cercare d'instradare subito il lettore dell'articolo a considerare come storpiatura del Vangelo la lettura dell'Opera. Vedremo poi che non affatto cos. Per equit di comportamento agiremo alla stessa maniera e storpieremo a nostro piacimento il cognome dell'autrice del presente articolo.

Piuttosto che confrontarci onestamente sull'Opera stessa, sui contenuti, su quello che viene detto e quello che troviamo scritto, come personalmente avrei preferito fare, si cerca subito di allontanare il potenziale lettore dell'Opera valtortiana utilizzando questo misero stratagemma che, per quanto mi riguarda, davvero sinonimo di piccolezza. Si prosegue affermando che il lettore di quest'Opera scambia per un quinto Vangelo l'Opera stessa mentre invece il lettore di Maria Valtorta sa benissimo che la mistica non ha scritto un quinto Vangelo e soprattutto non ha mai inteso scriverlo. I Vangeli sono e rimangono i 4 degli evangelisti del canone della Chiesa Cattolica. Il lettore lo sa per il semplice fatto che la stessa Maria Valtorta che scrive che la sua Opera non un quinto Vangelo. Se mi si permette poi, il Vangelo, inteso nel suo significato etimologico di Buona Notizia o Buona Novella uno e uso solo, ed quello che insegna la dottrina del nostro Signore Ges Cristo. Guardiamo al Catechismo della Chiesa Cattolica, al capitolo 66 titolato Non ci sar altra rivelazione troviamo scritto: Leconomia cristiana, in quanto Alleanza nuova e definitiva, non passer mai e non c da aspettarsi alcuna nuova rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Ges Cristo. Tuttavia, anche se la Rivelazione compiuta, non per completamente esplicitata; toccher alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli. E ancora il capitolo immediatamente successivo, il 67, che espressamente rivolto alle cos dette rivelazioni private in cui il caso di Maria Valtorta rientra a pieno titolo: Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate private , alcune delle quali sono state riconosciute dallautorit della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non quello di migliorare o di completare la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla pi pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ci che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa. La fede cristiana non pu accettare rivelazioni che pretendono di superare o correggere la Rivelazione di cui Cristo il compimento. il caso di alcune religioni non cristiane ed anche di alcune recenti sette che si fondano su tali rivelazioni. Nonostante le immotivate accuse e i gratuiti rimproveri che troviamo scritti nell'articolo di Tea Lance(l)lotta, il lettore dell'Opera di Maria Valtorta pienamente conscio di non leggere il quinto Vangelo ma piuttosto di leggere una esplicitazione dello stesso che lo aiuta a vivere pi pienamente, in questa specifica epoca storica, gli insegnamenti e l'unica Rivelazione che il Signore Ges ha dato agli uomini per la loro salvezza. Ma comprensibilmente, per avvallare le proprie ipotesi, l'accusa chiama a suo sostegno nientemeno che l'attuale Santo Pontefice Benedetto XVI. Dispiace per vedere che l'aggettivo 'pericoloso' inserito tra virgolette proprio per certificare che veramente stato cos definito dall'allora cardinale Ratzinger non corrisponde affatto alla realt storica dei documenti. Occorre sottolinearlo fin da subito. Sembrerebbe cosa di poco conto, magari una imprecisione, ma leggendo l'articolo, pi e pi volte si ribatte su questo punto, esattamente come un chiodo, come una fissa; se tale aggettivo si volutamente proposto ai lettori in modo cos ossessivo, sarebbe stato molto

meglio farlo nel rispetto della verit storica della documentazione. Riporto quindi il link al documento che era privato e che tale sarebbe dovuto rimanere ( giusto infatti precisarlo visto che viene preso per esibirlo in pubblica piazza proprio da parte dell'accusa ) ed inerente la corrispondenza privata tra l'allora prefetto della Sacra Congregazione della Dottrina della Fede che rispose con lettera privata all'allora Arcivescovo di Genova Card. Giuseppe Siri. http://www.maria-valtorta.net/images/doc_ratzinger1985.pdf cos si pu tranquillamente confrontare il testo e verificare la veridicit dell'accusa che scrive le testuali parole: Pericoloso per giunta, a detta di Ratzinger. Tale attribuzione totalmente falsa e non corrisponde alla documentazione conosciuta. Se si dispongono di altre fonti o documentazioni che possono giustificare l'aggettivo 'pericoloso' si prega di darne riferimento. In caso contrario, si continua nelle storpiature a proprio libero piacimento coinvolgendo addirittura il Santo Padre. Il 'pericolo' per la fede presuppone infatti errori dottrinali oppure affermazioni contro la morale cattolica. Mentre in realt, ancora oggi, le reali motivazioni che hanno portato ad inserire l'Opera di Maria Valtorta nell'indice dei libri proibiti non sono conosciute perch la stessa Chiesa Cattolica che non le ha rivelate. Nella lettera dell'allora cardinale Ratzinger, del 31 Gennaio 1985, si dice infatti che le motivazioni furono ben ponderate al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione pu arrecare ai fedeli pi sprovveduti. Non si dice quindi quali sono state le motivazioni e sopratutto si precisa che i potenziali danni possono evidenziarsi nei fedeli pi sprovveduti. Come sempre, la Madre Chiesa si preoccupa, a suo insindacabile giudizio, di salvaguardare i suoi figli, ma non corretto per andare oltre quelli che sono stati i pronunciamenti ufficiali per far dire a chicchessia ( addirittura al papa ) parole che non ha mai scritto o pronunciato. E' certamente vero che fino ad adesso la Chiesa Cattolica si pronunciata in modo negativo nei confronti dell'Opera di Maria Valtorta ma, come riconosce la stessa accusa, non affatto certo che nel futuro non ci possano essere ripensamenti in merito. Occorre quindi continuare, da parte di tutti e per il bene di tutti, a rimanere nell'ambito della virt cristiana della prudenza che deve essere esercitata da parte di tutti e sopratutto in ogni direzione. Tale prudenza suggerisce quindi di verificare quello che si dice e si scrive allo scopo, se si in buonafede, di non travisare la realt delle cose. Visto che poi si parla di un tema assai delicato che coinvolge in prima istanza la sensibilit delle persone occorrerebbe parlare creando un clima di rispetto e di dialogo senza prima proporsi come concilianti e poi invece 'sparando' ad alzo-zero sull'argomento senza tenere conto delle diverse sensibilit. Si dichiara infatti di non voler fare un processo a Maria Valtorta mentre a me invece pare proprio il contrario. Oppure non si vuole fare il processo per non dar modo alla difesa di poter controbattere ? Mettiamo quindi subito in luce che le 'denunce' come le chiama l'accusa non sono affatto

firmate dal cardinale Ottaviani. Trattasi infatti di una notifica del Sant'Uffizio pubblicata il 6 Gennaio 1960 sull'Osservatore Romano e di un articolo scritto da un articolista che per ha preferito rimanere anonimo. In questo articolo, Una vita di Ges malamente romanzata non si pu certo parlare di motivazioni della messa all'indice, ribadisco infatti che si tratta di un articolo anonimo e che anche nella notifica non si rendono pubbliche le motivazioni che hanno portato alla messa all'indice. Posto il relativo link a tale documentazione in modo che tutti possano verificare. http://www.maria-valtorta.net/images/losservatore_1960.pdf Per la precisione il cardinale Ottaviani ha firmato, nel 1966, la notifica relativa alle disposizioni morali inerenti il comportamento dei cattolici dopo l'abolizione dell'Indice dei libri proibiti, ma tali precisazioni sono da intendere come a carattere generale e non certo particolari per l'Opera di Maria Valtorta. Anche in questo caso posto il link del documento: http://www.maria-valtorta.net/images/losservetore_1966.pdf Precisiamo inoltre che i pronunciamenti della Chiesa Cattolica, dopo la messa all'Indice del 1960 e la lettera del card. Ratzinger del 1985, si sono rinnovati nel 1992 con la lettera dell'allora segretario della CEI, il card. Dionigi Tettamanzi che scrisse all'editore del CEV ( centro editoriale valtortiano ). In tale lettera si ribadiscono i pronunciamenti precedenti e si chiede per il bene dei fedeli di specificare che gli scritti di Maria Valtorta non possono essere ritenuti di origine soprannaturale. Questo ulteriore pronunciamento ufficiale pu essere letto in molti modi, ovvero nella maniera con la quale lo ha inteso l'articolista Lance(l)lotta oppure come l'ha intesa l'editore del CEV, che peraltro ne era il destinatario. Per quello che mi riguarda io valuto con attenzione la seguente frase: non possono essere ritenuti di origine soprannaturale e la mia personale opinione che anche in questo caso la Chiesa non si discosta dalla linea della proverbiale prudenza. Il segretario della CEI infatti avrebbe pi semplicemente potuto scrivere che gli scritti: non sono di origine soprannaturale in questo modo il 'caso' Valtorta sarebbe stato chiuso una volta per sempre. Ma il cardinale Tettamanzi non scrive cos, usa ancora la prudenza e scrive non possono essere, inoltre non vengono anche in questa lettera, resi pubblici le motivazioni di questi pronunciamenti negativi a riguardo dell'Opera. Se guardiamo all'articolo anonimo dell'Osservatore Romano potremmo pensare che le motivazioni siano riguardanti la disubbidienza alla Suprema Sacra Congregazione che aveva reclamato a se, una decina di anni prima, tutta l'Opera prima che la stessa fosse pubblicata e la mancanza di un Imprimatur avesse comportato motivo di condanna. Ma se leggiamo la lettera privata del card. Ratzinger ( qualcuno per dovr pur rendere conto un giorno di aver reso pubblico un documento privato del prefetto della fede cattolica e che tale doveva rimanere ) capiamo che invece le motivazioni possono essere individuate nella volont ponderata e sofferta di neutralizzare i danni che la diffusione di tale Opera poteva arrecare nei fedeli pi sprovveduti. Tutto ci poi ( giustamente ) sparisce nella lettera del segretario della CEI che chiede

all'editore di dire con chiarezza che l'Opera deve essere intesa e considerata semplicemente come una forma letteraria di cui si servita lAutrice per narrare, a suo modo, la vita di Ges. Anche io, come cattolico, mi rimetto al giudizio della Chiesa ma domando: posso leggere oppure no l'Opera di Maria Valtorta ? Perch alla fine di tutto proprio questa la domanda che ci interessa. La Lance(l)lotta ci rivela che lei stessa ha letto tutta l'Opera ( che tra l'altro non gli piaciuta ). Ma allora si pu leggere ? Il giudizio della Chiesa vincolante o no ? Lo per tutti ? Ci possono essere deroghe? E se la risposta 'no', perch lei stessa l'ha letta ? Forse perch gi prima di leggere l'Opera sapeva che non sarebbe stata di suo gradimento ? Oppure anche a lei sarebbe potuto capitare di leggerla e di innamorarsi dell'Opera stessa ( come invece accaduto a me ) e diventare una 'valtortiana' ? Siamo entrambe due persone che deliberatamente hanno voluto trasgredire alle disposizioni impartite dalla Chiesa ? Che cosa ci contraddistingue allora ? Solamente il nostro personale giudizio sull'Opera stessa ? Ma sopratutto, che cosa ci unisce ? All'ultima domanda provo a rispondere io... siamo entrambi fratelli/sorella nell'unica fede in Cristo Ges. Anche io come la Lance(l)lotta vorrei desidererei comprendere: Desideriamo, inoltre, tentare di comprendere perch, pur essendoci stato parere negativo riguardo agli scritti della Valtorta, i fedeli, invece di obbedire, continuano ad andare contro le disposizioni ecclesiali. E' una bella domanda davvero, i motivi ci sono, sono scritti nella coscienza e nei cuoi di ciascuno di noi, ma passiamo a 'criticare' punto per punto ciascuno dei 'capitoli' che compongono il J'accuse. Spero che la replica possa servire a tentare di comprendere queste ragioni.

Perci, quando i valtortiani dicono: Maria Valtorta, chiamata piccolo Giovanni, non ha scritto un quinto Vangelo, ma ha sviluppato e illustrato, per divina ispirazione, i quattro Vangeli canonici, occorre rispondere: no. La verit che la Chiesa ha rigettato questa conclusione. Da 50 anni la Chiesa sostiene che la Valtorta non ha scritto sotto ispirazione divina ma a modo suo: ha semplicemente composto una vita romanzata di e su Ges Insomma, potremmo continuare e non essere lontani da ci che disse lallora Ratzinger per mezzo del SantUffizio: Una vita di Ges malamente romanzata E anche se volessimo togliere il termine malamente , che

esprime il giudizio della Chiesa, lopera davvero una vita di Ges romanzata. di Tea

Lancellotti

Allontanando da noi la presunzione o la superbia di sostituirci al giudizio della Madre Chiesa, vogliamo semplicemente trattare largomento partendo da ci che la Santa Sede ha gi detto a riguardo. Desideriamo, inoltre, tentare di comprendere perch, pur essendoci stato parere negativo riguardo agli scritti della Valtorta, i fedeli, invece di obbedire, continuano ad andare contro le disposizioni ecclesiali. Va sottolineato che la Chiesa non si pronunciata sulla persona, ma solo sui suoi scritti. Pur non ritenendoli eretici, li ha per sconsigliati perch pericolosi alla fede dei piccoli. Le denunce della Madre Chiesa su questi scritti sono due. La prima del 1959 a cura del SantUffizio con la firma dellallora Prefetto cardinale Ottaviani; la seconda del 1985 a firma dellex SantUffizio. Il Prefetto era allepoca Joseph Ratzinger, il quale era impegnato contemporaneamente nellanalisi dei testi e della biografia di unaltra mistica, Anna Katharina Emmerich, di cui abbiamo parlato gi in precedenti articoli e la cui beatificazione giunse nel 2004 con la firma al decreto di approvazione del beato Giovanni Paolo II. Va ripetuto che non intendiamo fare processi. In aggiunta, diciamo anche che in futuro le decisioni prese finora potrebbero cambiare. E sempre saggio e prudente attendere il parere della Chiesa. Pertanto, noi ci accingiamo a sviscerare largomento fermandoci a ci che stato detto fino ad ora: per il domani Dio vede e provvede.

PER VIE SEGRETE E RADIO MARIA.


Le vie segrete del cuore... Peccato che anche i Vangeli, fin dalle origini si propagarono con gli stessi metodi, un parlare diretto ai cuori delle persone ! Inoltre occorrerebbe far notare che dopo le condanna, la messa all'indice, la volont di neutralizzare la diffusione dell'Opera quali altri mezzi poteva disporre l'editore per far conoscere la stessa ? Stiamo forse chiedendo alla controparte, che non la pensa come noi ma che rispetta le decisioni della Chiesa, di abbandonare volontariamente la sua missione e di deporre le

armi ? Che cosa viene proposto ? L'onore delle stesse ? Un valoroso e prode cavaliere non deve lasciarsi inquietare per cos poco... Ad ogni modo sarebbe meglio far capire che i 'valtortiani' non esistono se non nella mente di detto cavaliere. Non esiste infatti una Chiesa valtortiana, una congregazione valtortiana o una setta valtortiana. Esistono solamente delle persone, laiche e consacrate che sono parte della Chiesa Cattolica e che leggono l'Opera di Maria Valtorta. Non esiste una lobby che coordina le 'uscite' su Radio Maria circuendo Padre Livio magari con generose elargizioni. Mi dispiace ma non ha nemmeno la possibilit di dichiararci eretici perch non esiste un 'credo' valtortiano, tutte le domeniche, esattamente come lei, recitiamo il simbolo nicenocostantinopolitano oppure, nella forma breve quello apostolico.

Nel Bollettino valtortiano del luglio 2010 leggiamo questa inquietante presentazione: LOpera restia a farsi trasportare sui veicoli di una propaganda aperta, ma preferisce dirigersi ai cuori, che se la comunicano lun laltro. Per tali vie segrete lOpera ha raggiunto e continua a raggiungere ogni angolo della terra, fino ad aver suscitato spontaneamente traduzioni in pi di 20 lingue, che tendono ad aumentare Ogni volta, dunque, che abbiamo preteso di lanciarla con un servizio giornalistico, una pubblicit sulla stampa, uno stand alle fiere del libro, una conferenza o un convegno, a volte per iniziativa di altri con il nostro appoggio, ma sempre nella convinzione di rendere un buon servizio allOpera, abbiamo fallito il colpo e siamo stati dirottati a servire tornando al solito posto di lavoro. Insomma, non dovevamo condurla, ma esserne condotti Inquieta quelle vie segrete giustificate dal quel dirigersi direttamente ai cuori comunicando lun con laltro: ci suona tanto di adepti,per gli eletti, settario, soprattutto se guardiamo al fatto che la condanna espressa dalla Chiesa nata proprio a riguardo della difesa dei semplici. Ad ogni modo usano anche Radio Maria, con la compiacenza di Padre Livio, per rendere pubblici questi scritti sconsigliati dalla Chiesa, definendoli ispirati quando la Congregazione per la Dottrina della Fede ha deciso, per ora, che non lo sono.

SE GES PARLA STRANO E SI DISSOCIA DALLA CHIESA


I pensieri 'strani' di Ges, per poter essere capiti e compresi dovrebbero essere inseriti nel loro contesto, anche alla Bibbia si pu far dire tutto e il suo esatto contrario se si estrapolano i testi a proprio piacimento come fanno i TdG. Vediamo questi brani da dove sono stati tratti e approfondiamo insieme. Gli scritti di Maria Valtorta sono cos ampi che occorre dare dei riferimenti. Magari il dubbio in merito a un particolare passo pu essere facilmente fugato con delle semplici spiegazioni. Non infatti strano che nella stessa Bibbia certi passi sono di difficile comprensione e quando ci si imbatte in essi sorgono spontaneamente dei dubbi e delle perplessit. Il Magistero della Chiesa serve proprio a questo, ad interpretare nel modo corretto la Sacra Bibbia. Attenzione, prevengo e chiarisco che certamente non intendo dire che l'Opera di Maria Valtorta abbia bisogno dell'insegnamento del Magistero, ma pi semplicemente che ci sono persone che hanno fatto studi approfonditi e che conoscono meglio gli scritti di Maria Valtorta e della sua vasta Opera che possono aiutarci a dare una chiave di lettura capace di chiarire le ambiguit. La piccola Valtorta in braccio alla nonna, con i genitori

Lambiguit di queste parole palese. Questo Ges si esprime con pensieri strani, e comprendiamo perch per ben due volte la Chiesa definisce questi diari o quaderni come pericolosi. Sfogliando tutte le profezie dei mistici, riconosciuti tali, mai un Ges Signore si dissocia dalla Chiesa che vediamo. Certo, Ges mette in guardia sempre dai nostri peccati e dalle ombre che gettiamo sulla Sua Sposa, ma non ha mai avanzato il dubbio che Sarebbe meglio allora che molte volte non la conoscesse. Dico che non conosce la Chiesa cos come Io lho fondata; al contrario, Ges, nel suo rapporto con mistici e veggenti, solitamente cerca discepoli per riaffermare la credibilit dellunica Chiesa da Lui fondata e guidata (pi che animata), non semplicemente dal suo spirito, ma dallo Spirito Santo, Terza Persona della Trinit, che Uno col Padre e il Figlio. La beata Emmerick, per esempio, parla certamente di ministri corrotti, perversi e pervertitori che guidano una chiesa parallela, ma non mette mai in dubbio la Chiesa in quanto tale. Qui, invece, la Valtorta dice ben altro, avanzando il dubbio che la Chiesa guidata da Pietro (intende questo quando viene detto suoi ministri) non sia la stessa di quella fondata da Cristo. E come se Cristo parlasse di unaltra Chiesa che la maggior parte dei fedeli non conoscerebbe o che Sarebbe meglio allora che molte volte non la conoscesse. Il dubbio palese e ci spinge a quella dottrina protestante

secondo la quale la vera Chiesa di Cristo sarebbe quella spirituale, fatta dalla fede dei fedeli, e non quella retta dai ministri che sono s sempre passibili di tentazione e in alcuni casi anche corruttori di anime ma anche santi e santificatori.

RATZINGER: UNA CONDANNA CHE NON PRESA ALLA LEGGERA


Prendo quanto di buono viene detto in questo capitolo sottolineando anche io ( di questo ringrazio l'autrice perch spesso si leggono delle vere e proprie falsit in merito a questo aspetto ) che la condanna della Chiesa relativa alla pubblicazione del Il poema dell'Uomo-Dio e che la persona di Maria Valtorta non mai stata condannata dalla Chiesa. Purtroppo, spesso, si trovano precise accuse contro Maria Valtorta che non corrispondono alla verit storica. Come dicevo precedentemente occorre porre la massima attenzione quando si trattano di temi cos delicati. Inoltre pare davvero ingiusto condannare gratuitamente delle persone che di fatto non sono state condannate. Non cos in questo caso e pertanto ringrazio l'autrice pubblicamente. Occorre chiarire per un altra imprecisione che troviamo scritta, Michele Pisani infatti, il primo editore dell'Opera, morto nel 1961 e quindi non pu aver 'addolcito nessuna pillola' in merito alla lettera del 1985 dell'allora card. Ratzinger. Piuttosto suo figlio, il dott. Emilio Pisani che correttamente fa notare che questo parere negativo implicitamente scagiona l'opera dalle accuse di eresia che ingiustamente erano piovute addosso. Ribadisco infatti che le motivazioni della Chiesa non sono state rese di pubblico dominio e questo valeva tanto pi in quegli anni dove il non-sapere portava a conclusioni assai variegate e non mancava certo chi accusava di eresia e di errori dottrinali gli scritti di Maria Valtorta. La precisazione del card. Ratzinger quindi deve essere collocata in quell'ambito storico, cos come il commento del dott.Emilio Pisani, che in quella lettera, che anche se rimaneva negativa nei confronti dell'Opera, riesce a trovare degli importanti aspetti positivi in quanto scagiona la stessa dalle accuse infondate che avevano colpito il Poema dell'Uomo-Dio e che avevano potuto prosperare in mancanza di una motivazione ufficiale della condanna. Un altra precisazione che ritengo di dover apportare, della quale ho gi accennato, relativa alla pubblica diffusione della lettera privata che l'allora prefetto della Sacra Congregazione della Dottrina della Fede invia all'arcivescovo di Genova Giuseppe Siri. Nella lettera si precisa che un sacerdote della diocesi genovese scrive alla Congregazione per avere un parere in merito alla posizione ufficiale della Chiesa Cattolica sul Poema dell'Uomo-Dio. Il prefetto della Congregazione invece che rispondere direttamente al sacerdote preferisce rivolgersi direttamente al suo Vescovo che appunto l'Arcivescovo Siri e a lui rimanda in allegato tutta la documentazione consistente nella notifica e nell'articolo dell'Osservatore Romano del 6 Gennaio 1960, nella ripubblicazione sullo stesso quotidiano del 1 dicembre 1961 ( se qualcuno avesse i riferimenti per detta documentazione sarei interessato a poterli avere ) e sulle chiarificazioni inerenti l'abrogazione dell'Index del 1966.

Ma mentre tutto questo cosa conosciuta e nota agli addetti quanto viene scritto poi invece vera e propria novit: la condanna non fu presa alla leggera, le ponderate e non precisate motivazioni, la neutralizzazione dell'Opera, i danni ai fedeli sprovveduti. Ma tutte queste cose sono in palese violazione della riservatezza del documento. Era e rimane corrispondenza privata tra il prefetto e l'arcivescovo, tra due eminenze della Chiesa Cattolica. Era corretto renderle di dominio pubblico ? Pi volte mi sono fatto questa domanda. La mia personale conclusione rimane per me. Ritengo per doveroso che ognuno si faccia la stessa domanda e non prenda questo documento alla leggera e sopratutto lo usi in modo corretto. Nel 1985, il cardinale Joseph Ratzinger, nella sua qualit di Prefetto della

CdF, risponde personalmente al quesito di un sacerdote genovese, interessato a conoscere la posizione dellautorit ecclesiastica circa lOpera della Valtorta; la risposta, come abbiamo detto, richiama il decreto del 1959 e un articolo dellOsservatore Romano, aggiungendo che la condanna non fu presa [rectius: decisa] alla leggera, sostenendo che lOpera su Ges : Una vita di Ges malamente romanzata. La condanna non rivolta alla persona, ma deve essere fatta al fine di evitare i danni che tale pubblicazione avrebbe potuto arrecare ai fedeli pi sprovveduti. Michele Pisani, il laico che si prodig alla prima stesura degli scritti, senza attendere il parere della Chiesa e continuando la divulgazione anche dopo lesito negativo, addolcisce la pillola sostenendo che parlando di fedeli pi sprovveduti, si potrebbe sottintendere che nellOpera non si trovano errori propriamente eretici, giacch, in tal caso, essa sarebbe stata proibita a tutti quanti i fedeli; analogo discorso pu farsi per un ipotetico danno alla moralit. Piuttosto la decisione presa dal futuro Papa riguarda propriamente quelle censure di opportunit, proprio per evitare che i fedeli pi sprovveduti possano far sorgere in loro quegli stessi dubbi palesemente presenti nellOpera.

IL MISTERO DELLAPPROVAZIONE DI PIO XII E LA LETTERA DI PAOLO VI


Purtoppo la cosa non poi cos semplice... magari poi siamo giunti proprio nel centro del problema che ha poi creato il caso valtortiano. Sappiamo infatti che in merito all'udienza privata ci sono delle documentazioni ben precise. Non possiamo ignorarle e 'saltare' al 1985 alla lettera del card. Ratzinger. Prima c' molto altro da dire e approfondire in quei 5 lustri di secolo.

Per prima cosa, giusto per rendere onore alla verit storica, le fonti non sono affatto 'valtortiane' come le definisce l'autrice dell'articolo... e qui a mio avviso si 'toppa' di brutto, ma sorvoliamo visto che non dispongo del link al documento storico. Esiste per un documento, che per l'appunto proprio il quotidiano L'Osservatore Romano che il 27 febbraio 1948 attesta l'avvenuta udienza privata tra il pontefice Papa Pio XII e i religiosi dell'Ordine dei Servi di Maria tenuta il giorno prima. Non erano per 'tre serviti' qualunque... erano invece guidati proprio dal loro superiore, il priore del Collegio internazionale dei Servi di Maria in Roma, Padre Andrea Maria Cecchin del quale posto un link che ne caratterizza il profilo e che non certo proveniente da un sito che pu essere definito valtortiano: http://www.santiebeati.it/dettaglio/95293 ) poi c'era Padre Corrado Berti, professore di dogmatica e di teologia sacramentale al Marianum di Roma, assieme a Padre Romualdo Maria Migliorini che fu il direttore spirituale di Maria Valtorta ma che nel sito ufficiale dell'Ordine dei Servi di Maria viene cos ricordato; http://servidimaria.net/sitoosm/it/storia/uomini_illustri/migliorini/index.htm In merito a Padre Cecchin e Padre Berti ho trovato il seguente documento: http://www.slideshare.net/deniskulandaisamy/chiamati-ad-essere-santi-e-immacolati assieme ad un loro pi famoso confratello, Padre Gabriele Maria Roschini ( che successivamente, suo malgrado, diventer un estimatore dell'Opera valtortiana ) e che proprio in quegli anni fond l'Universit pontificia di teologia Marianum, ( era inoltre professore all'Universit Pontificia del Laterano nonch consulente proprio del Santo Uffizio ). Al capitolo 5 di questo interessante documento che tratta della storia del dogma della Immacolata Concezione di Maria Ss.ma che fu proclamato 8 Dicembre 1854 da papa Pio IX troviamo proprio i nomi di questi tre illustri teologi dell'Ordine dei Servi di Maria e viene sottolineato il loro prezioso lavoro svolto nel periodo storico dal 1954 ad oggi. Non si tratta quindi di tre poveri serviti ma di eminenti studiosi dell'epoca che si recano dal papa per parlare di un tema particolare e delicato. Ma tornando a quell'udienza privata e a quanto il pontefice Pio XII disse in merito, occorre precisare che precedentemente, nel 1947, dietro consiglio dell'arcivescovo Alfonso Carinci ( che era il Segretario della Congregazione dei Riti, conosciuta oggi come Congregazione delle Cause dei Santi ) e di Padre Augustin Bea ( che addirittura era al tempo il confessore privato del papa Pio XII http://it.wikipedia.org/wiki/Augustin_Bea ) vengono consegnati a Papa Pio XII dodici volumi dattiloscritti di Maria Valtorta, il Papa quindi ebbe modo di poter prendere personale conoscenza dell'Opera e infine concesse udienza ai tre serviti probabilmente perch convinto della particolarit dell'Opera. Le precise parole del papa Pio XII furono: Pubblicate quest'opera cos come sta; chi legge capir". E aggiunse: "Si sente parlare di tante visioni e rivelazioni. Io non dico che tutte siano vere; ma qualcuna vera ci pu essere". Vorrei far notare la profonda saggezza di questo Papa troppo a lungo accusato ingiustamente. Non certo un riconoscimento ufficiale dell'Opera, per credo che avesse

subito inquadrato nel modo corretto la problematica che inevitabilmente porta uno scritto del genere. P. Berti chiese al Papa se si dovessero togliere le diciture: "visione" e "dettato". Ed egli rispose di non togliere nulla. I tre sacerdoti, appena usciti dall'udienza papale, si fermarono per le scale e scrissero su un biglietto le parole testuali del Papa, per non dimenticarle mai. Di tali fatti esistono presso la Basilica della Santissima Annunziata a Firenze ( dove riposano anche le spoglie mortali di Maria Valtorta ) i documenti relativi alla testimonianza di Padre Corrado Berti. Nei successivi link riporto tre pagine degli stessi contro-firmate dallo stesso Padre Berti: http://www.exdeo.com/img/brC/berti/pg01all.gif http://www.exdeo.com/img/brC/berti/pg02all.gif http://www.exdeo.com/img/brC/berti/pg14all.gif esiste anche la testimonianza di Padre Andrea Maria Cecchin, il superiore dell'Ordine che accompagn Padre Berti e Padre Migliorini che rifer ad un suo confratello che i fatti erano come sopra descritti e aggiunse inoltre che il Papa stesso aveva chiesto ai religiosi di mettersi in ricerca di un Vescovo per limprimatur d'uso. Padre Migliorini invece mor nel 1953. Insomma, le testimonianze firmate e documentate sono disponibili, non sono neppure tutte riconducibili a fonti considerate valtortiane. Nell'articolo si dice che il Sant'Uffizio sostiene il contrario, ponendo un dubbio in merito: Il SantUffizio naturalmente sostiene che ci non vero, a chi credere ? si hanno precisi riscontri ? Si possono avere le indicazioni in merito a quanto affermato ? Oppure sono pareri personali ? Come mio personale parere suggerisco che a mio avviso le date cronologiche degli eventi danno delle ulteriori precise indicazioni... Il 9 Ottobre 1958 infatti muore il Papa Pio XII che aveva preso posizione in merito a Maria Valtorta dicendo di pubblicare l'Opera. Dopo poco pi di un anno, sotto il pontificato di Giovanni XXIII, che notoriamente lasciava, a differenza del predecessore, campo libero alle istituzioni vaticane, il Sant'Uffizio firma il decreto di messa all'indice della prima edizione del Poema dell'Uomo-Dio, siamo al 16 Dicembre del 1959. Ma attenzione, tale decreto non viene reso pubblico fino al 6 Gennaio 1960. Interessante notare che il 5 Gennaio 1960, ovvero il giorno prima, cessa le sue funzioni di Segretario della Congregazione dei Riti proprio Monsignor Alfonso Carinci che era uno dei principali sostenitori in Vaticano dell'Opera. Per chi sa leggere tra le righe degli eventi si vede come le mosse di chi osteggiava l'Opera sono state cronologicamente studiate. Resta da capire anche un altro aspetto, molto importante e che riguarda proprio l'autorit del Papa in quegli anni. Sotto un certo punto di vista, l'assenso del Santo Padre alla pubblicazione dell'Opera bypassava di fatto proprio l'Organo che era competente ad emettere un parere in merito.

Il sant'Uffizio infatti, ormai da secoli, presiedeva alla dottrina della fede con pugno di ferro e in tali materie il suo parere non poteva non essere preso in considerazione neppure dal Santo Padre. Siamo per alla fine di un epoca storica. Il mondo cambiato e il Concilio Vaticano II da l a poco riformer la Chiesa Cattolica. In tale riforma cadr anche l'istituto stesso e la pratica di mettere all'Indice i libri che venivano considerati proibiti dallo stesso. In ogni caso si pu anche pensare che il pontefice Pio XII abbia commesso un involontario errore ad emettere quel giudizio, probabilmente se non avesse espresso il proprio parere il conflitto di competenza con il Sant'Uffizio non si sarebbe creato e forse tutto l'iter di approvazione sarebbe andato diversamente. Chiss. Rimane il fatto che nel non considerare il parere favore di Pio XII si commette una omissione storica degli eventi inerenti il caso Maria Valtorta. Concludo il commento a questo capitolo dell'articolo postando il link al documento relativo a Padre Gabriele Maria Roschini al quale si fa riferimento: http://www.maria-valtorta.net/images/doc_paulvi.pdf certo che il modo con il quale l'autrice dell'articolo sorvola sullo stesso davvero emblematico del modo con il quale approccia a tutti i documenti che non si confanno alla sua tesi. Certamente non si tratta di una approvazione dell'Opera per io, al contrario, penso che il dono di un libro titolato proprio: La Madonna negli scritti di Maria Valtorta avrebbe dovuto far saltare dalla sedia papale il pontefice Paolo VI se egli stesso avesse considerato la mistica 'pericolosa' come viene pi volte definita nell'articolo. Se invece il suo segretario ha commesso tale superficialit mi domando davvero come vengono vengono gestiti in Vaticano tali doni.

Le fonti valtortiane sostengono che tutta lOpera fu data allallora pontefice Pio XII, il quale, dicono, dopo averla letta, in una udienza privata a tre serviti diede lordine di farla pubblicare cos come era e di vietare ai chierici la strumentalizzazione dei testi, e il divieto di censurare alcune parti. Il SantUffizio naturalmente sostiene che ci non vero, a chi credere? Semplice: se la risposta si fosse fermata al 1959, forse si poteva sospettare di uneventuale disobbedienza al Papa e di unazione malevola del SantUffizio, ma il fatto che nel 1985 la Congregazione per la Fede, guidata da Ratzinger, si espresse nel modo in cui abbiamo letto, appare ragionevole credere che Pio XII non approv mai lOpera e forse non ebbe modo neppure di leggerla. Per il fatto stesso che si parla di udienza privata (e guarda caso a tre serviti che seguivano Maria Valtorta) non possiamo certo dire che la fonte sia pi attendibile di quella del pronunciamento della CdF stessa. I valtortiani esibiscono una lettera della Segreteria di Stato nella quale c scritto che lOpera donata a Paolo VI, nel 1974, ha ricevuto il grazie del Pontefice. Questa, per, non unapprovazione: il Papa riceve centinaia di doni.

Anche io conservo ben due di queste lettere-ricevute, dopo aver fatto pervenire al Papa Giovanni Paolo II le foto della mia famiglia, chiedendo la benedizione, e la sua segreteria ci rispose mandandoci anche la corona del rosario, ma non mi sono mai illusa che il Papa labbia davvero letta o che abbia visto le nostre foto.

COLOMBE E SERPENTI. MAGISTERO E VANGELO PIEGATI ALLA VALTORTA Ma necessario anche ricordare che sprovveduto si dice di colui che non ha dimestichezza o conoscenza di come funzionano le cose in un determinato contesto; che non in grado di capire un fenomeno, una situazione che si trova ad affrontare. Talora, nellaccezione comune, si sottintende che chi sprovveduto anche esposto a determinati rischi derivanti dalla sua ingenuit o scarsa avvedutezza. Ci pare, allora, che, in un tal contesto, lopportuna censura sia stata provvidenziale: sprovveduti sono in generale un p tutti i cristiani, proprio perch, come battezzati, laddove si vive da veri cristiani, si resi docili come colombi. Anche per questo, tuttavia, siamo invitati ad agire con lastuzia dei serpenti. Del resto, che certa astuzia venga usata anche da chi cura le Opere valtortiane da loro detto: Alcuni libri-estratti li abbiamo corredati di passi del Vangelo, ed anche di documenti del magistero pontificio, che avallano e rafforzano il valore della trattazione valtortiana. Il sistema , dunque, quello di piegare il Magistero e il Vangelo allopera valtortiana, una sorta di interpretazione che, evidentemente, allallora cardinale Ratzinger non bastata per definirla edificante e di aiuto ai fedeli. Al contrario, dichiarata pericolosa nonostante gli accostamenti fatti al magistero e al Vangelo I valtortiani che curano i suoi scritti ammettono: Lopera di Maria Valtorta ha dato prova, per decenni, di essere uno strumento di evangelizzazione nel mondo intero. La Chiesa potrebbe ora servirsi delle nostre pubblicazioni per intraprendere un suo esame, troppo a lungo rimandato, che faccia approdare ad un riconoscimento. Dunque non c un riconoscimento: la Chiesa fino ad oggi non si servita di questa Opera. A questo punto appare evidente che Pio XII

non la approv ordinando la sua diffusione. Poich ci preme lunit della Chiesa, noi ci auguriamo di cuore che riconoscimento arrivi, magari in un futuro: ci preoccupa tuttavia che molti sacerdoti, per esempio, non leggono e non conoscono i santi, non conoscono il Magistero Pontificio, non conosco neppure il catechismo, ma si dilettano nellopera valtortiana perseguendo una ostinata disobbedienza alle decisioni prese dalla Chiesa.
In questo capitolo si dicono molte cose, in modo anche abbastanza confuso a mio avviso. Il succo del discorso alla fine quello di arrivare ad affermare che i valtortiani piegano a loro piacimento i Vangeli e linsegnamento del Magistero. Per quello che invece credo sia la realt delle cose la Chiesa che spiega Maria Valtorta cos come tutte le altre rivelazioni private che si sono succedute nel corso dei secoli. Maria Valtorta infatti voleva essere nella Chiesa Cattolica. Maria Valtorta arriv perfino a diffidare l'Ordine dei Servi di Maria, di cui faceva parte, dall'usare i suoi scritti in modo non conforme alla volont della Chiesa Cattolica. Di queste lettere ci sono precisi e documentati riscontri che sono a disposizione di coloro che sono interessati ( vedi ad esempio la corrispondenza con Monsignor Carinci ). I suoi testi quindi devono essere sempre letti all'interno della Chiesa Cattolica. Negli scritti del Concilio Vaticano II, nel Catechismo della Chiesa Cattolica precedentemente ricordati ( capitoli 65 e 66 ), nella Esortazione Apostolica postsinodale "Verbum Domini" si ribadisce come il Vangelo chiuso e non ci possono essere nuove rivelazioni. Maria Valtorta stessa ribadisce che non si tratta del 5 Vangelo ma solo di una esplicitazione di quanto nei Vangeli scritto. E' molto importante chiarire questo punto perch Maria Valtorta 'non completa' il Vangelo, il Vangelo infatti gi completo. Ed il Vangelo che giudica Maria Valtorta e non viceversa. E' la Chiesa che giudica Maria Valtorta e non viceversa. Maria Valtorta dentro la Chiesa Cattolica. Chiunque, per uno scopo o per il suo opposto, viene meno a questa volont ferma della persona di Maria Valtorta commette un abuso su di essa e credo che come cristiano dovr un giorno renderne conto.

SEMINARE DUBBI SUL SANTUFFIZIO


L'allora Prefetto dell'ex Sant'Uffizio, Ratzinger Questo punto del capitolo in effetti controverso. Per precisione storica occorre ribadire che il prefetto Ratzinger niente ha avuto a che fare con il SantUffizio, la sua nomina avvenuta nel 1981 quando questo istituto gi si chiamava Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede ed era stato profondamente riformato. Quando si parla del SantUffizio parliamo invece di un precedente periodo storico nel quale lattuale

pontefice non ha fatto parte. Precisato questo aspetto ritengo anche io che da parte dei padri serviti che seguivano da vicino la pubblicazione dellOpera ci siano stati comportamenti che non sono stati di piena collaborazione con lautorit ecclesiale. Personalmente non credo che si possa parlare addirittura di disubbidienza in quanto Padre Berti e Padre Migliorini si sottomisero alle disposizioni impartite ( consegna dei dattiloscritti e spostamento di diocesi ). Certamente il caso di coscienza personale in merito al modo di agire di fronte alle difficolt che sono state poste ai religiosi serviti da valutare con estrema prudenza. Troppo facile adesso parlare di disubbidienza e di agire con intenzioni di malafede. Personalmente anche io ritengo che se Padre Berti avesse consegnato, come richiestoli dal SantUffizio, lOpera originale nei quaderni manoscritti, oggi noi non sapremmo assolutamente nulla di tale Opera che prenderebbe polvere in qualche scaffale del Vaticano. Questa cosa potrebbe essere, per alcuni, un piacevole auspicio ma ci non stato. Io per questo mi sento di ringraziare Padre Berti. Occorre considerare anche che la propriet dellOpera stessa non era certo dei padri serviti che ne curavano solamente la pubblicazione, la propriet letteraria era e rimaneva ( finch in vita ) di Maria Valtorta che come detto arriv a diffidare il superiore dellOrdine dei Servi di Maria da agire in modo contrario alle disposizioni impartite della Chiesa. La richiesta di consegnare i manoscritti originali fu tutto sommato una richiesta della quale Padre Berti, in tutta onest non poteva disporre visto che la propriet dei Quaderni non era sua. Nellarticolo poi si insiste ancora sul ruolo del card. Ratzinger, occorrerebbe precisare che lattuale Santo Padre degli eventi intercorsi durante la vicenda di Maria Valtorta non ha fatto assolutamente parte. Il suo ruolo, una volta diventato prefetto della Congregazione, o se si preferisce chiamarlo cos ex-SantUffizio, stato quello di rendere noto, in forma privata allArcivescovo Siri, le disposizioni che erano state intraprese a suo tempo e dando in aggiunta, sempre in forma confidenziale, alcuni dettagli dei quali era venuto a conoscenza. Se la Lance(l)lotta ha a disposizione altri documenti dellallora card. Ratzinger che corroborano il suo pensiero sarei interessato di poterne prendere visione. In caso contrario sarebbe meglio limitarsi ad esporre la vicenda storica per quella che stata e postare magari la documentazione relativa. Ognuno poi sar capace di trarre le proprie conclusioni. Non confondiamo la realt storica con i pareri personali e men che mai con gli auspici personali.

Nel Bollettino del luglio 2007, i valtortiani ammettono di agire in disobbedienza alla Chiesa: Quando, oltre sessantanni fa, lopera di Maria Valtorta veniva fatta circolare in copie dattiloscritte, il SantUffizio intim ai Religiosi che se ne facevano promotori di non pubblicarla prima che la competente Autorit ecclesiastica ne avesse compiuto un accurato esame. Ben presto, per, si cap che laccurato esame non sarebbe mai iniziato, sia per la mole dellopera, sia per la poca predisposizione dei Revisori. La pubblicazione che usc nonostante il divieto, pur essendo dovuta

alliniziativa di un editore laico, fu ritenuta dal SantUffizio un atto di disobbedienza dei suddetti Religiosi, con le ben note conseguenze.. Non ci sembra un modo corretto di procedere: tanto pi che falso e grave gettare il dubbio che la competente Autorit non avrebbe apportato un accurato esame. Conoscendo la pignoleria del SantUffizio nel 1950 e quella di Ratzinger nel 1985, poich sappiamo di come si sono occupati di altre questioni e, per esempio, degli scritti della Emmerick, tutto ci fa credere piuttosto che i testi vennero letti e non giudicati idonei e persino pericolosi. Si legge che la decisione non fu presa alla leggera: se la conseguenza dei fatti agire sapendo di disobbedire, ci ci fa pensare che questi testi non sono propriamente celesti e che la Valtorta noi pensiamo non avrebbe mai accettato una situazione del genere, ma avrebbe atteso il parere della Chiesa!

PROCESSO DI BEATIFICAZIONE PER LA VALTORTA: I VESCOVI DICONO NO


La giovane Maria Valtorta. La tentazione di pose da santino e donna dei tempi apostolici, l'aveva sempre avuta Questo capitolo prende in esame la questione inerente la causa di beatificazione di Maria Valtorta. Anche in questo caso si rilevano delle inesattezze, ad esempio c da domandare a quali regole calpestate si fa riferimento, a quali venerabili senza autorizzazione ci si richiama. Mah mistero ! Vorrei anche sottolineare che anche quando ci si trova di fronte a documenti che indiscutibilmente premiano la parte a me contraria ( il J'accuse ) non ci si limita ad esporli ed a vincere, si vuole addirittura stravincere in una ossessiva e sintomatica corsa a chi si mostra pi grande e pi grosso mentre invece basterebbe semplicemente riportare la realt dei fatti e la documentazione storica. Nel caso della lettera del 2002 ( non proprio recente quindi, visto che si parla di dieci anni fa ) dellallora Arcivescovo di Firenze Ennio Antonelli, nella quale si risponde alla richiesta dellOrdine dei Servi di Maria che intentarono, nel pieno rispetto delle regole, la causa di beatificazione si legge testualmente: Reverendissimo Padre, rispondo alla Sua istanza a favore dellintroduzione della Causa di Beatificazione di Maria Valtorta. I Vescovi toscani, da me consultati secondo le norme vigenti in materia, hanno dato, quasi allunanimit, parere negativo. Pertanto, almeno per il momento, ritengo che si debba rinunciare a fare ulteriori passi. La saluto con stima ed affetto nel Signore. + Ennio Antonelli

Questa cristallina lettera viene comunque storpiata nellarticolo che invece recita: questa richiesta stata rigettata da tutti vescovi della Toscana. Possono sembrare piccolezze ma tali non sono quando si affrontano temi di cos delicata importanza che coinvolgono i sentimenti delle persone. Sopratutto si calpesta ( e non se ne vede neppure il motivo ) il parere di quell'unico vescovo che ha espresso il proprio parere positivo. Quindi per chiunque fosse interessato ad approfondire questa tematica della causa di beatificazione di Maria Valtorta in pieno spirito di verit storica inserisco il link del sito delleditore dott. Emilio Pisani che pur essendo un valtortiano storico in onest e piena responsabilit spiega con tanto di relativa documentazione lo svolgersi di una vicenda che fino ad ora non ha visto, anche per lui, il riconoscimento auspicato: http://www.mariavaltorta.com/Maria-Valtorta/Causa-di-beatificazione Proseguiamo notando che anche in questo capitolo si continua con il tam-tam inerente la pericolosit dellOpera. A questo punto inizio davvero a pensare che sia una fissazione psicologica da far studiare a qualche bravo analista, di fronte a tanta insistenza ci si chiede di portare almeno un chiaro e lampante esempio di ci senza continuamente mettere in bocca al Santo Padre parole che non ha mai scritto. Se tale questa pericolosit non dovrebbe poi essere cos difficile trovare un concetto che ci mostri tale portata. Il problema, in realt, consiste proprio nel fatto che di errori dottrinali o insegnamenti contro la morale cattolica non ce ne sono, e si parla non di qualche pagina di scritti, ma di oltre 500 pagine per ciascuno dei dieci volumi che compongono lOpera del Poema dellUomo-Dio o dellEvangelo come mi stato rivelato che dir si voglia. Lultimo pronunciamento del cardinale Tettamanzi, in qualit di segretario della CEI ribadisce che lOpera stessa non pu essere considerata di origine soprannaturale. In obbedienza a questa disposizione credo che ogni cattolico possa, in coscienza, decidere se leggere o meno questOpera. Di questa disubbidienza come viene definita dalla lancia in resta Lance(l)lotta o di questo libero esercizio che responsabilmente il lettore cattolico si assume ognuno render conto. Se vero che tale lettura portatrice di idee malsane e pericolosi costumi immaginiamo che cosa dovr essere il giudizio delle centinaia di migliaia di letture che ogni giorno passano sotto i nostri occhi, se Maria Valtorta pericolosa figurarsi Dan Brown con le sue invenzioni che attaccano diretto al cuore la sensibilit dei cattolici non c problema comunque ! Ognuno si presenter davanti al Signore con in mano il libro che ha scelto di supportare. Lei, Lance(l)lotta, con il suo amato Codice da Vinci, in perfetta sintonia con le sue romanze francesi ed io con il Poema dellUomo-Dio. Le ricordo che il buon Dante, che di Opere se ne intendeva, non si fece ammaliare dalla fama e dalle gesta dellindomito cavaliere e lo sped dritto dritto nel secondo cerchio a causa dellillecito e tragico amore per Ginevra. Ocio perci, prima di partire lancia in resta ci rifletta bene! Tornando al capitolo in questione e al processo di beatificazione chiaro che quasi nessun vescovo attualmente si permette di istituire una causa. Le ragioni sono cos chiare che mi sembra addirittura scontato doverlo spiegare. Come per tutte le mistiche

cattoliche, come per esempio la stessa Anna Katerina Emmerick o la Maria Agreda, sono passati anni, se non secoli prima che fossero portate agli onori degli altari. Diamo tempo al tempo, se Maria Valtorta viva non mancher di far conoscere, in un modo o nellaltro la sua presenza. In vita ha tanto amato gli uomini, i peccatori, da offrirsi come anima vittima al loro posto. Sarei curioso di sapere se tale tentazione di offrire la propria vita alla giustizia divina passa per la mente della temeraria Lance(l)lotta oppure se preferisce limitarsi ad osservare le pose da santina della mistica quando era in buona salute fisica.

Se vero, poi, che lunica Opera passata al vaglio dal SantUffizio proprio quella pi imponente, pi letta e pi importante, denominata LEvangelio come mi stato rivelato che nella prima edizione portava unaltro titolo: il Poema dellUomo Dio, e che stata definita pericolosa per i pi semplici e che questopera stata esaminata per ben due volte, appare evidente che tutta lOpera valtortiana non affidabile riguardo al campo apologetico, dottrinale e teologico. Almeno fino a quando la Chiesa non si pronuncer nuovamente e diversamente. E anche importante sottolineare che lOrdine dei Serviti, ai quali Maria era legata, ha chiesto di recente lapertura del processo di beatificazione: questa richiesta stata rigettata da tutti vescovi della Toscana. Tutti hanno dato parere negativo. Quindi, Maria Valtorta, in questo momento, non neppure dichiarata venerabile, sebbene il corpo fu traslato dal cimitero ove venne sepolta nel 1961 alla Basilica di Santa Maria Annunziata nel 1973. Qui non si discute la sua personale santit, ma di regole calpestate, di venerabili senza autorizzazione, di testi divulgati non soltanto senza limprimatur, ma, proprio contravvenendo a ben due divieti della CdF, definiti ispirati quando per la Chiesa non lo sono. E bene ripetere e ricordare che tutti i sacerdoti e i laici che usano gli scritti valtortiani per levangelizzazione, lo fanno in disobbedienza alla Chiesa, servendosi di materiale pericoloso e non idoneo che la Chiesa non ha approvato e che ha vietato di divulgare come ispirato. Qui non in discussione la persona di Maria Valtorta, sia ben chiaro, ma ancora una volta in discussione la sua Opera scritta che la Chiesa non ha riconosciuto! Non rischiamo di essere mai ripetitivi abbastanza quando ancora nel 2007 leggiamo dal loro Bollettino: Tutta questa storia, detta qui in brevi cenni, ben sviluppata nel libro intitolato Pro e contro Maria Valtorta, che riproponiamo soprattutto a coloro che lo

rifiutano perch ritengono, a torto, che esso accolga per buone le maldicenze. Ma come possibile approvare chi dice male di Maria Valtorta?. Lennesimo errore, speriamo in buona fede: non si parla affatto male di Maria Valtorta, ma si dice, con la Chiesa, che i suoi scritti non sono approvati come materiale ecclesiale, teologico e dottrinale, e come ispirazione divina. Il fatto che ci possano essere, o ci siano, pareri favorevoli a questi scritti, provenissero anche da cardinali o professori, non significa nulla: ci che conta il parere della Chiesa; la Chiesa che deve decidere quali siano i testi da adottare per levangelizzazione; la Chiesa che decide quali siano i testi validi per la dottrina e per le catechesi. Il parere degli altri, per quanto autorevoli, non pu mai sostituirsi ad unapprovazione ufficiale! Naturalmente questo discorso vale per tutti e per tutto ci che riguarda la Chiesa. Noi stessi, per quanto fallibili con le nostre opinioni, stiamo cercando di analizzare i fatti alla luce della disapprovazione della Chiesa e non alimentando opinioni personali che ognuno potr maturare per conto proprio, ma mai in nome della Catholica.

QUEL NOME CHE ANCORA NON VIENE FATTO

Il primo titolo della sua controversa opera, era pi onesto. Poi il "poema" divenna una "rivelazione", una "vita", un "quinto evangelo" nelle successive edizioni In questo capitolo la poca conoscenza delle vicende valtortiane viene giocoforza fuori.

Non voglio certo mettermi a polemizzare su aspetti che alla fin fine possono essere ritenuti secondari rispetto a quanto stiamo discutendo. In questo passo riportato la Voce si preoccupa di difendere e di tutelare il suo portavoce dai tanti attacchi che anche in vita dovette subire. Certamente linterpretazione che qui viene data non quella corretta del senso e degli scopi della frase riportata; occorrerebbe studiare bene tutti gli scritti, io stesso sono ancora lontano da giungere a questo obbiettivo perci lascio eventualmente le precisazioni a chi pi ferrato di me su questi aspetti. Anche in merito alla vicenda del titolo dellOpera principale ci sarebbero molte cose da dire e approfondire, nellarticolo si lascia passare lidea che sia stato scelto apposta per avvallare gli scritti stessi, ma non affatto cos, anche in questo caso coloro che sono veramente interessati ad approfondire hanno la possibilit di poter ricercare la realt storica dei passaggi che hanno portato allattuale titolo, sono argomentazioni che soprattutto tengono conto di motivazioni di carattere editoriale e di copyright, nonch di rispetto della volont del proprietario dellOpera. Io credo che in futuro sia possibile e non da escludere, che lOpera possa tornare ad essere titolata come un tempo, ovvero il Poema dellUomo-Dio. Se questo potr servire a chiarire meglio ed a sopperire a certe legittime richieste credo che sia possibile trovare una soluzione che appiana certe incomprensioni.

Unaltra volta la voce le avrebbe detto: Quando la tua mano sar ferma nella pace in attesa di risorgere nella gloria, allora, solo allora verr fatto il tuo nome. Dovremmo pensare che Maria Valtorta non ancora nella gloria? Ovvio che no, ma non stata riconosciuta ancora, e i valtortiani sostengono che se il suo nome non viene ancora glorificato-beatificato dipende dal fatto che ella non voleva il culto alla sua persona. Questo, per, nessun santo lo vuole! Nessun santo desidera che la propria fama oscuri il nome del suo Signore. E Dio a decidere ed la Chiesa docente ad interpretare le decisioni di Dio. Se il suo nome non ancora stato fatto, ossia, beatificato, di conseguenza ci lecito pensare che Dio stesso a non volere questa divulgazione, stando proprio a ci che leggiamo. Attualmente il suo nome appare s, ma come atto di disobbedienza dei suoi seguaci, per loro stessa ammissione, come scritto sopra.

QUALE SANTO HA MAI DETTO MI OPPONGO? Nel novembre del 1944 Maria Valtorta scrive al suo sacerdote: mi oppongo formalmente che della opera santa, data per gioia dei buoni e guida dei sacerdoti, sia fatto uno studio umano trattando il portavoce

come il caso clinico Valtorta, volendo tutto spiegare, e perci ridurre ad un fenomeno psichico, tutto spiegare, anche quello che altro non che suprema, adorabile, paterna opera di Dio, del Pastore e Padre al suo gregge. () Circa, poi, lopera dettata da Ges, mi oppongo, e nella maniera pi recisa, che vengano fatti studi di una scienza che spogliata da non vere vesti appare quale : razionalismo del pi schietto. No. Siate sacerdoti e non scienziati. Siate sacerdoti e non politicanti. Siate sacerdoti, ossia umili e retti, e non superbi e spinti sempre a dimenticare lo scopo: le anime, per il fronzolo: la soddisfazione di fare unopera scientifica lodata, citata, e commentata da altri della stessa tempra. Parole in s sacrosante: siate sacerdoti e non politicantiAttenzione, per: lOpera di cui parla stata passata al vaglio dallAutorit della Chiesa. Quale santo o mistico ha mai detto allAutorit della Chiesa che indagava mi oppongo? La Chiesa ha il compito di provare al crogiolo soprattutto i mistici. San Pio ci rammenta benissimo come occorre disporsi davanti allautorit ecclesiastica: con un obbedisco senza se e senza ma. E questa obbedienza ha rivelato la sua vera grandezza e quella di altri come lui.
Alla domanda che titola questo capitolo c una precisa, scontata, risposta ma vedo che lautrice la conosce gi quindi mi pare perfino superfluo doverla ricordare. E pur vero che lei stessa ne anticipa il nome anche se cerca di neutralizzare e instradare per altra via la vicenda storica. In ogni caso, in merito a Padre Pio, mi sembra davvero un artificio letterario quello di parlare di provare al crogiolo i mistici. Chiunque conosce la vicenda storica di Padre Pio sa bene che si tratt di vere e proprie persecuzioni allinterno della Chiesa stessa intesa come autorit gerarchica. E fin troppo nota infatti la vicenda di Padre Agostino Gemelli che il 18 Aprile del 1920 si rec a San Giovanni Rotondo pretendendo di visitare con lautorit conferita dal SantUffizio il frate di Pietrelcina il quale gli oppose un netto rifiuto a tale visita medica. Sappiamo poi anche delle false accuse che furono create a seguito di questa triste vicenda e delle sofferenze spirituali alle quali fu sottoposto il Santo frate. Per buona pace della Lance(l)lotta il santo in questione e la stessa Maria Valtorta ( in merito alla quale si narrano interessanti storie e sorprendenti punti di contatto ma lasciamo stare ) erano caratteri forti che non si lasciavano certo intimorire o sopraffare. Lidea di una prezzolata signorina dedita al cucito e ad a pii interessi religiosi assai lontana dalla realt e dalle testimonianze di coloro che, ancora in vita oggi, hanno avuto la possibilit di conoscere Maria Valtorta e di renderci conto del suo carattere. Ma tornando al capitolo in questione evidente che si cerca di estrapolare un passo degli scritti di Maria Valtorta per supportare le proprie tesi. Certi passi, soprattutto se delicati, andrebbero letti nel loro contesto, conoscendo i fatti precedenti che hanno portato a questo tipo di ragionamento. Sfido quanti di coloro che hanno letto questo articolo, a sapere con precisione a quale tipo di opposizione faceva riferimento Maria Valtorta. Per rispondere bisogna conoscere la vita di questa mistica,

bisogna approfondire, capire, anche studiare. E troppo facile ritagliare un pezzettino e poi stracciarsi le vesti gridando: ha peccato !. Mi ricorda davvero il modo di agire dei TdG e le loro astuzie per non parlare di quelle della pi famosa casta ebraica dei tempi di Ges. Malgrado tutto ci, per me, anche cos procedendo, se si legge bene il testo estrapolato, si riesce comunque ad interpretarlo nella maniera corretta, nelle vere intenzioni che Maria Valtorta esterna. Ci troviamo di fronte infatti non ad un atto di disubbidienza ma piuttosto ci viene svelato il cuore di questa mistica e il suo amore per le Opere di Dio. A me viene subito in mente un passo del Vangelo quando Ges. beh, ognuno potr vederci e richiamare episodi a seconda della propria sensibilit.

DISOBBEDISCE AL SIGNORE E GUIDA IL SUO CONFESSORE, INVECE DI FARSI GUIDARE

Il padre Raschini In questo capitolo non si capisce perch si apre menzionando il suo confessore che era Padre Migliorini e poi si mostra la foto di Padre Gabriele Maria Roschini ( e non Raschini ). Che cazzecca ? La contraddizione anche in questo caso tale perch fin troppo evidente che non si conosce a sufficienza la vita e le vicissitudini della mistica in questione. Diventa davvero impossibile poter controbattere a certe affermazioni quando risulta evidente lintento non certo genuino della Lance(l)lotta che continua ad estrapolare a proprio piacimento dagli scritti di Maria Valtorta senza il bench minimo accenno al contesto degli eventi. Vorrei far notare per che una mistica o santa o veggente, non per questo cessa di essere una creatura umana. Conserva infatti il proprio libero arbitrio. Il Signore Iddio cre luomo a sua immagine e somiglianza e tra le caratteristiche divine delluomo c appunto quella della libert. Sembra quasi che da Maria Valtorta si pretenda, gi su questa terra, la perfezione assoluta oppure labdicazione delle sue umane

qualit. Come insegnano le vite di tutti i santi, il cammino verso il Signore appunto un cammino e quasi mai una folgorazione. Eil Signore stesso che rispetta la sua creatura e gli concede i tempi e la possibilit maturare nella sua conversione. Anche lassioma finale SantUffizio = Chiesa mi sembra come lavventurarsi su un terreno pericoloso senza le adeguate attrezzature. E certamente vero che tale istituzione ecclesiastica ha agito e tuttora, con diversa denominazione, agisce per il bene della Chiesa, ma la Chiesa stessa, le membra vive di questo edificio siamo tutti noi battezzati che partecipiamo allunico piano di redenzione voluto dal Signore.

Dalle lettere dellaprile 1946 al suo sacerdote, appare una chiara contraddizione: Le faccio presente che, anche dopo il permesso avuto da Nostro Signore di dare a leggere pagine a chi sento bisognosi di questo fra i miei testimoni, io non me ne sono valsa perch sempre pi mi convinco che non c ubbidienza, correttezza, prudenza, nella gente anche migliore. Non per colpa mia deve venire il castigo. Io ubbidisco e ho ubbidito. Sempre. Queste affermazioni, teologicamente parlando, sono davvero ambigue se non persino gravi: un santo, che riceve un permesso dal Signore, opera e basta, agisce, non decide diversamente perch ritiene il genere umano scorretto e disobbediente. E se il castigo doveva avvenire per causa (non colpa) sua? Chi lei per decidere diversamente dal permesso voluto da Cristo? Obbedisce o no? E a chi obbedisce? Appare piuttosto evidente che Maria Valtorta agisce molto liberamente, indipendentemente da tutti e da tutto; agisce secondo le sue decisioni, lei a decidere. Tutte le lettere indirizzate al suo confessore sono chiarissime in questo senso: lei che guida il suo confessore, non il contrario come dovrebbe avvenire, e questo davvero contrario a tutte le regole della vera mistica (chi volesse capire cosa la mistica si rilegga sul sito la prima tappa sulla beata Katharina Emmerich). Una volta dice al suo sacerdote: Ma non ha ancora capito che un momento in cui tutto il Male contro lOpera? Sia coraggioso, prudente e paziente. Quando, e se, capisce che il Generale ha vero interessamento e fede nellopera, col suo aiuto cerchi di ottenere lapprovazione.. Lapprovazione, per, non arrivata. Contro lOpera della Valtorta cera il SantUffizio, cio la Chiesa!

CRISTO PU CONTRADDIRSI? TUTTO SEMPRE AL CONTRARIO NELLA VALTORTA

Lievemente grafomane. I quattro evangelisti in una ventina di pagine ciascuno raccontarono la storia della salvezza. Questo "quinto evangelio" della Valtorta, per raccontare apparentemente le stesse cose, abbisogna di 20 volumi Ed anche in questo capitolo dellarticolo ci tocca leggere imprecisioni ma soprattutto gratuite offese alla persona di Maria Valtorta che viene definita in modo sardonico e a mio avviso assai infelice come lievemente grafomane. Occorrerebbe conoscere le gravi malattie che hanno afflitto questa mistica e magari sperimentare sulla propria pelle che cosa vuol dire offrirsi come anima vittima alla giustizia divina. Magari allora le sofferenze patite nello scrivere le migliaia di pagine con lo spirito di dare ai propri fratelli un dono del Signore potrebbero far trasformare il sorriso ironico in silenzioso pianto. Bisognerebbe anche conoscere altri aspetti che riguardano proprio la morte di Maria Valtorta, visto che non ci si fa scrupolo di mostrare le foto che la ritraggono senza vita sarebbe davvero interessante. Personalmente per non ho nessuna intenzione di condividere tali aspetti riservati con persone che si comportano in modo cos lontano da quella che dovrebbe essere la virt, non solo cristiana, della umana piet. Al di l delle gratuite ed inesatte affermazioni che vertono nelliperbole che tutto al contrario in Maria Valtorta ci si domanda perch non si affrontano altri problemi. Anzi, si eludono in pieno. Sarebbe infatti interessante capire come pu aver fatto una persona inferma a descrivere in modo cos dettagliato paesaggi, usanze, costumi, nomi di persone e luoghi dei quali vi sono precisi riscontri archeologici e storici senza essersi mai mossa di casa e senza disporre di adeguate conoscenze. Ecco forse questi aspetti, affrontati senza pregiudizi, potrebbero far capire che ci si trova di fronte ad un caso unico non solo per la religione cattolica, ma un caso unico anche per altre religioni. Ma proseguiamo e facciamo notare altre palesi inesattezze. Non affatto vero che il romanzo giovanile di Maria Valtorta non stato completato, al contrario stato finito. E lidea che fin dalladolescenza voleva approfondire la fede cristiana anchessa oriinale, si deve parlare infatti della pi tenera et. Ma sinceramente ci si stanca davvero

presto di ribattere a tali fantasie create ad arte per sviscerare le proprie personali tesi.

Il 28 gennaio del 1947 Ges avrebbe dato a Maria Valtorta un nome maschile, con il quale presentare la sua Opera, che molti discepoli valtortiani definirono erroneamente il Quinto Vangelo. Cristo, a tal proposito avrebbe appunto detto: Non un libro canonico. Ma sempre un libro ispirato, che Io dono per aiutarvi a comprendere ci che fu il mio tempo di Maestro e a conoscermi. Perch, per, chiamare Maria Valtorta piccolo Giovanni, alludendo cos ad una continuazione con il Suo Vangelo? E altrettanto ambiguo che nel fare citazioni dallOpera come fonte si scriva lEvangelio n. e, tuttavia, nello stesso tempo, si precisa che non un quinto Vangelo. Al di la di questo particolare, resta palese che per conoscere Ges dovremmo avere bisogno di leggere i quaderni della Valtorta la quale, ha scritto di suo pugno, di non essersi mai interessata ad altri testi teologici. Inoltre, se tale opera per i semplici, suona strano che la CdF abbia per ben due volte sottolineato che tale Opera pericolosa proprio per i semplici, sottolineato da chi diventato Papa: abbiamo due Cristi diversi uno che ha ispirato la Valtorta e uno che guida la Sua Chiesa attraverso il suo vicario che si contraddicono? In verit la Valtorta era certamente unanima pia e aveva letto libri spirituali come Storia di un anima di santa Teresa di Lisieux ed era attiva nellAzione Cattolica. Fin dalladolescenza aveva in cuore lidea di approfondire la fede cristiana: ci che cera a sua disposizione sembrava non bastarle mai e voleva di pi. Gi da tempo le frullava per la mente di scrivere, e scrivere tanto: aveva pure iniziato un romanzo femminile, ma non lo complet mai. Forse proprio questo volere a trarla in qualche inganno nella convinzione che il Signore lavesse prescelta proprio in ci che ella desiderava di pi al mondo: conoscere la fede cristiana e scrivere. Solitamente, nei mistici, accade proprio il contrario: vero che fin da bambini sono privilegiati, ossia preparati spesse volte da delle visite speciali di angeli custodi, di alcuni santi, ecc., ma solitamente non sono i loro desideri che si avverano, se non quello di un atto di consacrazione di se stessi a Dio nella verginit totale. Riguardo ai progetti, la visione che disvela lentamente il progetto di Dio. Con la Valtorta ci che colpisce che tutto avviene sempre al contrario: la Valtorta che disvela il Cristo!

QUEL TITOLO EVANGELIO CHE NESSUNOPERA DI MISTICI HA MAI RIVENDICATO PER S


Per chi ha un minimo di dimestichezza con la mistica si pu adoperare il termine di locuzioni interiori per descrivere fenomeni che oltrepassano i normali sensi a disposizione delluomo. Tra laltro questi fenomeni si presentano in forme differenti a seconda dei casi e non c uniformit di esperienze. Come si gi detto precedentemente, alla domanda del perch di una cos vasta Opera si pu rispondere che non altro che una esplicitazione di quanto troviamo nei quattro Vangeli canonici. Nessuno ci chiede di credere allEvangelo di Maria Valtorta o peggio di sostituire con questo gli altri Vangeli canonici. La Chiesa ha operato per svariati secoli prima della nascita di Maria Valtorta facendo a meno di questa Opera e svolgendo egregiamente il suo compito di evangelizzatrice e salvatrice delle anime. Anche l'Opera valtortiana quindi soggiace al tempo storico nel quale stata composta. La sua funzione quindi quella di aiutare in questa epoca, la comprensione del Vangelo. Ribadiamo infatti che c un solo Vangelo, una sola buona notizia o buona novella alla quale siamo tutti chiamati, sul titolo proprio dellOpera credo che ci siano dei margini per venire incontro ed eliminare lequivoco che si voglia far riferimento ad un quinto vangelo, questo non e lo ri-diciamo nuovamente. .

C, poi, un altro particolare. In molti casi, la donna non vede non ha, pertanto, delle visioni ma scrive sotto dettatura, sostenendo che a dettare a volte Ges, altre volte lo Spirito Santo, altre volte ancora langelo custode, ecc. Maria Valtorta non vede, ma dice di riconoscere le voce come proveniente da Ges dallo Spirito Santo, ecc E se Ges stesso che dice che nulla pu essere aggiunto e nulla pu essere tolto dalla Scrittura, perch chiamare lopera maggiore della Valtorta lEvangelio come mi stato rivelato? Un opera voluminosa: 10 volumi ed oltre 600 capitoli per raccontare, senza dubbio, ci che gi nei Vangeli, ma aggiungendo anche molto di ci che nei Vangeli non c. Anche la Beata Emmerich, attraverso le sue visioni, fece trascrivere al Brentano ci che vedeva sulla vita di Ges e Maria (la beata, sofferente come era, ed essendo in estasi, non poteva scrivere, ma raccontava e poi spiegava), ma gli scritti tratti dalle sue visioni non sono mai stati chiamati Evangelio. Pi semplicemente, infatti, sono stati intitolati La Passione di Cristo e la Vita di Maria.

STRANI EPISODI E NUOVI PERSONAGGI

Inoltre, non ci sono episodi aggiunti ai racconti canonici, al contrario di quello che accade spesso nellEvangelio della Valtorta, come nel proemio V, dove, nei racconti che precedono la Passione di Ges, spunta una discepola velata col nome di Anastatica. Tanto per rendere lidea: Ges ha lasciato Betania insieme a quelli che erano con lui, ossia Simone Zelote e Marziam. Ma ad essi si aggiunta Anastatica che, tutta velata, cammina di fianco a Marziam, mentre Ges un passo indietro con Simone. Le due coppie camminano parlando. Ognuna per conto proprio, e di ci che pi gli sta a cuore. Dice Anastatica a Marziam, continuando un discorso gi avviato: Non vedo lora di conoscerla. Forse la donna parla di Elisa dei Betsur. Credi, che non ero cos commossa quando andai alle nozze o fui dichiarata lebbrosa. Come la saluter? E Marziam con un sorriso dolce e serio nello stesso tempo: Oh! Col suo vero nome! Mamma! Ma io non la conosco! Non troppa confidenza? Chi sono io, infine, rispetto a lei? Ci che ero io lo scorso anno. Anzi, tu molto pi di me sei! Io ero un povero orfanello, eppure lei mi ha sempre chiamato figlio, dal primo momento, e una vera madre mi stata. Lanno passato ero io che tremavo dorgasmo in attesa di vederla! Ma poi solo a vederla non ho tremato pi. Poi il racconto prosegue ancora con storie incomprensibili di queste persone. Giungono alla casetta dove sta in attesa Maria, la Madre di Ges, con tutti gli altri discepoli: Ges saluta la Madre da lontano e prende per mano Anastatica per condurla a lei. Poi Ges si avvia verso il Getsemani e si legge ancora: E dopo, Ges invita sua Madre e Maria

di Alfeo ad andare con Lui e con i Discepoli per luliveto silenzioso. Qui Ges si mette a leggere una Lettera da Antiochia a Pietro, desideroso di udirla per poterla raccontare subito alla moglie appena rientrer. Insomma, potremmo continuare e non essere lontani da ci che disse lallora Ratzinger per mezzo del SantUffizio: Una vita di Ges malamente romanzata E anche se volessimo togliere il termine malamente , che esprime il giudizio della Chiesa, lopera davvero una vita di Ges romanzata.
Nuovo capitolo vecchi concetti si continua ad asserire sempre le stesse cose e in aggiunta non corrette. Ratzinger non ha niente a che vedere con larticolo apparso sullOsservatore Romano del 6 Gennaio 1960. Tale articolo si present in forma anonima. Tradotto in italiano, lautore di quellarticolo si ben guardato dal firmarlo ! Oggi come oggi poi, quello che dovrebbe venire tolto non limitato al termine malamente, occorrerebbe tagliare anche molto altro. Dispiace vedere linsistenza nellasserire cose che non sono affatto vere. Perch continuare a far passare il messaggio che lattuale Santo Padre ha scritto tali giudizi ? Che cosa si vuole ottenere se non una falsificazione storica ? Che cosa si intende scrivendo : Insomma, potremmo continuare e non essere lontani da ci che disse lallora Ratzinger per mezzo del SantUffizio ci si rende conto che anche la lingua italiana, pur nella sua complessit, ha delle regole ben precise quando si deve fare un resoconto corretto dei fatti che si raccontano ? Sugli strani personaggi davvero non si sa come controbattere. Sembra che la Lance(l)lotta non conosca neppure lapostolo Simone Zelote o Maria dAlfeo che sono ben conosciuti anche nei Vangeli canonici, l'uno come apostolo e l'altra come una delle donne al seguito di Ges e presente sotto la Croce. Di Marziam possiamo dire che era un orfanello che viene poi cresciuto dallo stesso San Pietro, alcune teorie identificano questo personaggio con San Marziale venerato soprattutto in Francia dove fu mandato dallo stesso Pietro. Per il resto, il capitolo in questione, il 366 del VI volume, tanto per fare un esempio come si entrasse al cinema a vedere un film un quarto d'ora dopo la pausa tra primo e secondo tempo e ci si lamentasse con il vicino di poltrona di non capire nulla ! Se si inizia dal principio gli episodi non sembrano strani e gli attori non sono sconosciuti. Personalmente poi non mi da affatto fastidio definire come romanzo lintero Evangelo di Maria Valtorta. Il romanzo infatti pu essere di fantasia oppure pu essere di una storia vera. NellEvangelo valtortiano inoltre non si deve cadere nellerrore di credere che siano riportati tutti gli eventi della vita di Ges, cos non . Tutto sommato quindi tale termine e rimane funzionale alla logica del chiaroscuro nella quale Nostro Signore concede sufficiente luce per chi vuole vedere e sufficiente tenebra per chi non vuole vedere.

GES IL VERO AUTORE DELLOPERA VALTORTIANA?

Altro capitolo altra incerta affermazione della realt delle cose. I volumi che oggi sono pubblicati sotto il titolo de I Quaderni ( del 43, del 44, del 45-50 ) non sono affatto separati, nella loro stesura originale dallOpera dellEvangelo. Non si capisce perch si afferma che tali scritti sono da ricondurre esclusivamente alla mano di Maria Valtorta . Tutti gli scritti di Maria Valtorta sono quaderni autografi, eccetto alcuni scritti eseguiti su fogli sparsi o volanti. E su tutti vi sono locuzioni interiori e visioni mistiche di Maria Valtorta. Era Maria Valtorta, di suo pungo, che descriveva con le proprie parole le visioni alle quali assisteva, mentre i dettati gli scriveva sempre di proprio pugno ma provenivano dalla sua particolare forma di mistica. Dal Gennaio del 1933 non pot pi uscire di casa e dal giorno di Pasqua del 1934 rimase immobilizzata nel proprio letto fino alla morte sopraggiunta il 12 Ottobre del 1961. Il problema relativo alla ricomposizione dellOpera si potrebbe in realt descrive meglio. Maria Valtorta, senza avere la possibilit di poter uscire, raccogliere informazioni o documenti, scrive in pochi anni in ordine non cronologico e senza preventive stesure una vita di Ges in ordine sparso, contemporaneamente riceve visioni e dettati che andranno a formare altri tre copiosi volumi di scritti valtortiani. Il tutto, viene ricomposto con precise indicazioni cronologiche. E quando si parla del tutto si parla di migliaia di pagine manoscritte ricomposte in ordine pressoch perfetto. Su tutte queste cose ci sarebbe davvero da approfondire e studiare per capire come ci possa essere stato possibile a viste umane. E' un enigma ma anche un dato di fatto concreto e reale. Immaginiamo ad esempio un Dante che scrive in ordine sparso i suoi tre volumi della Divina Commedia e poi riesce a ricomporli perfettamente come adesso dopo averli pensati, redatti e scritti in ordine sparso e si parla di tre volumi e non di 10 + 3 come nel caso di Maria Valtorta.

Diverso un giudizio che si potrebbe dare ai cosiddetti Quaderni. Si tratta di scritti da ricondurre esclusivamente alla mano della Valtorta, composti dal 1947 al 1953, nel corso dei 27 anni, in cui la donna rimase immobilizzata a letto per una paralisi. Riportano quanto Maria ritiene dettato e quanto Maria ritiene visione: 90 quaderni e circa 12mila pagine. Da questi scritti sono state estrapolate quelle visioni o dettati sulla vita di Ges e Maria e riportate poi a parte in quellEvangelio, cestinato dalla CdF. Mi viene il sospetto che probabilmente sarebbe stato meglio lasciare i quaderni cos comerano, senza estrapolare per farne ci che viene definita lOpera voluta da Ges. Secondo quanto rivelato in uno di questi quaderni a quanto sostengono anche i valtortiani definiscono sarebbe stato Ges stesso ad ordinare i capitoli del libro e dei quaderni. Egli cos avrebbe ordinato alla Valtorta: E ora, f attenzione. Ti risparmio la descrizione della deposizione nel sepolcro, che stata ben descritta lanno scorso, il 19 febbraio 1944. Cos userai quella, e (Padre Migliorini) alla fine metter il lamento di Maria, che ho dato il 4 ottobre 1944. Poi tu inserirai le tue nuove visioni. Sono nuove

parti della Passione e devono essere messe con molta attenzione ai loro posti per evitare confusione e lacune.

MEGLIO DAN BROWN ALMENO SPINGE A CERCARE LA VERIT PER DIFENDERE LA PROPRIA FEDE

Pagine autografe del poema valtortiano Sono tutte personali opinioni per altro rispettabilissime. Stando alle sue precedenti affermazioni mi verrebbe da controbattere che lei ha commesso una grave disobbedienza alla Chiesa scegliendo di leggere un libro che stato, a suo tempo, posto all'Indice dei Libri proibiti. Esattamente come se domani decidesse di leggersi il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. Diciamo pure che l'Opera un romanzo sulla vita di Ges. Lei lo trova noioso, incomprensibile, addirittura inutile per la propria crescita spirituale. Io invece non la penso cos, che devo fare ? E' come se lei mi proponesse di ascoltare musica Heavy Metal mentre io prediligo i cantautori italiani. Questioni di gusti ? Di sensibilit diverse ? Viva Iddio che la Sua Chiesa Cattolica ! In Chiesa ci sono le chitarre e i canti gregoriani. Ci sono gli applausi e le danze tribali africane. Ci sono carismi diversi e distanti ma tutto concorre a rendere lode al Signore. Per lei che considera l'Opera un 'prurito' che devo dire ? Non lo legga, ma rispetti gli altri che trovano in essa giovamento spirituale. Questo il mio suggerimento. Per lei che considera tutto sommato utile la lettura di Dan Brown perch la stimola nella ricerca della verit non dovrebbe poi essere cos difficile accettare un Opera nella quale

non si trovano errori dottrinali o contro la morale cattolica come stessa cosa non per il Codice da Vinci. Opinioni, gusti, sensibilit personali. Ben pi grave se lei avesse trovato errori teologici, anzi se li trovasse suo dovere pronunciarsi e rendercene partecipi, anche se, come conviene lei stessa, non suo compito e probabilmente non ha le competenze necessarie per andare oltre a quella che stata la ferrea e severa lettura del Sant'Uffizio che non ha riscontrato nell'Opera questi errori contrari al Magistero della Chiesa.

Personalmente ho letto lEvangelio e non posso che definire il tutto una vita romanzata di Ges. Quanto agli errori teologici non mi sbilancio e non mi pronuncio pi di tanto: non compito mio. Quel che penso che nulla in questopera pu tornare utile alla fede: certo, questa una mia impressione, un mio giudizio, ma certi giudizi entusiastici che la descrivono come lopera letteraria pi grande di questi tempi mi sembrano davvero eccessivi. In alcuni punti lo confesso lo scritto mi appare persino noioso ed incomprensibile. Se, per, in un commento che la sostiene leggo testualmente: Trattandosi di una Vita di Ges, questopera non lascia indifferenti e suscita sempre appassionate reazioni. Lopera cos eccezionale che merita di essere annoverata tra i capolavori della letteratura universale. Offre la materia per uninesauribile enciclopedia della vita di Ges. Infatti questopera non solo integra la totalit dei quattro evangeli, ma ne ricostruisce tutto il contesto socioculturale (), mi si conceda di dissentire e non solo perch la Chiesa si espressa diversamente sullEvangelio, ma proprio perch un errore definirla una sorta di enciclopedia su Ges. Inoltre, non affatto un opera eccezionale, ma semmai un bel romanzo. Tanto per rendere lidea, un romanzo che pu appassionare e suscitare reazioni diverse come avvenne per il romanzo di Dan Brown: non me ne vogliano i valtortiani per il paragone, ma perch non impegnarsi allora sulla Salita al Carmelo di san Giovanni della Croce? Perch non attenersi molto pi semplicemente ai Vangeli? Perch non impegnarsi sul Dialogo della Divina Provvidenza di Santa Caterina da Siena, che Dottore della Chiesa? Cosa questa voglia, o questo prurito, di curiosare il dietro le quinte dei Vangeli canonici? Dan Brown mi ha stimolato molto di pi sulla difesa della mia fede; mi ha spinto a cercare la verit ancora di pi, a tentare di trovare delle

risposte valide e concrete alle assurde accuse che riportava, e naturalmente le ho trovate, perch la Verit alla fine si fa scoprire. LOpera della Valtorta, invece, non mi ha dato gli stessi stimoli. Finita la lettura, lho vista per quello che era: un romanzo, molto fantasioso in diversi punti, con un Ges a volte talmente sdolcinato da far temere il diabete che, dun tratto, diventava un Ges severo che non perdona; con una Madre intenta a tenere viva la piccola comunit di fortunati perch accolti dal Figlio che li porta a Lei, quando, nei Vangeli canonici, invece la Madre che segue il Figlio.

SE PILATO SI ANNOIA
e non solo lui, glielo assicuro !

NellEvangelio valtortiano si legge: Sia flagellato ordina Pilato a un centurione. Quanto? Quanto ti pare Tanto affare finito. E io sono annoiato. Va . Questo brevissimo esempio aiuta a capire cosa intendiamo per romanzato. Pilato non era affatto annoiato; il racconto canonico ci mostra che egli era preoccupato, ansioso di farla finita, s, ma in un modo tale da mettere a tacere i contendenti: i cristiani che difendevano Ges e gli accusatori che erano sempre la sua gente. Pilato si lava le mani non perch annoiato, ma perch, riconoscendo per ben tre volte linnocenza di Ges, non vuole macchiarsi di sangue innocente e, al tempo stesso, non vuole mettersi contro Cesare, contro i Rabbini che lo accusavano di offendere Cesare se non avesse condannato Ges. Piccole sfumature daccordo ma, appunto, per questo si tratta di un romanzo e non della vita di Ges! Un Pilato annoiato falsifica il ruolo stesso avuto da Pilato nella vicenda! Qualcuno dice della Valtorta: Alcuni dotti lhanno paragonata al genio di uno Shakespeare. Anche se fosse vero, a cosa mi serve uno Shakespeare per la dottrina? Interessante il fatto che abbia riprodotto, nei racconti, angoli nascosti nella Sacra Scrittura ma esistenti: va bene, ma a cosa mi serve? Per provare che i racconti sono veri? Se la verit si fondasse solo su questo perch le visioni della beata Emmerich sono state dichiarate autenticamente ispirate e questi no? Un motivo ci sar!

Mi sembra pi saggio parlare di complessit e di enigma. Una complessit al momento risolta dal pronunciamento della CdF sullOpera e di un enigma, che riguarda la personalit della Valtorta, e che, a Dio piacendo, magari si risolver in futuro.

N GES DICE, N MARIA DICE

Le molte facce di Maria La faccia di Maria Valtorta preminente stata quella della sofferenza. Nel 1985 Ratzinger non riporta quelle parole che invece fanno parte dell'anonimo articolista del 1960. Inutile associarle all'attuale Papa, si commette solo un abuso della realt dei fatti storici. L'attuale Papa, quando era prefetto, ha riportato i riferimenti del caso Valtorta cos come glieli hanno forniti i suoi predecessori. Le parole dell'anonimo articolista lasciamoli all'anonimo articolista, grazie.

Come abbiamo accennato sopra, la Valtorta attribuisce a Ges stesso lOpera. Cos, per, si espresse il SantUffizio e cos fu riportato da Ratzinger nel 1985: LOpera, dunque, avrebbe meritato una condanna anche se si fosse trattato soltanto di un romanzo, se non altro per motivi di irriverenza. Ma in realt lintenzione dellautore pretende di pi. Scorrendo i volumi, qua e l si leggono le parole Ges dice, Maria dice; oppure: Io vedo e simili. Anzi, verso la fine del IV volume (pag. 839) lautore si rivela unautrice, e scrive di essere testimone di tutto il tempo messianico e di chiamarsi Maria (Valtorta). Queste parole fanno ricordare che, circa dieci anni fa, giravano alcuni voluminosi dattiloscritti, che contenevano pretese visioni e rivelazioni. Consta che allora la competente Autorit Ecclesiastica aveva proibito la stampa di questi dattiloscritti ed aveva ordinato che fossero ritirati dalla circolazione. Ora li vediamo riprodotti quasi del tutto nella presente Opera. Perci questa pubblica condanna della Suprema S. Congregazione tanto pi opportuna, a motivo della grave disobbedienza

MARIA SECONDA A PIETRO. LA DISOBBEDIENZA DI UN CONSULTORE DELLEX SANTUFFIZIO

Nel letto della malattia, anni '40 La disubbidienza di Padre Gabriele Maria Roschini ? Vogliamo arrivare anche a giudicare la coscienza personale di un eminente religioso ? Guardi, dia retta a me, lasci stare. Se una cosa posso dire di aver imparato nella lettura dell'Opera di Maria Valtorta, di essere riuscito a comprendere meglio di quanto gi sapevo, proprio quella di lasciare al giudizio di Dio le opere degli uomini. Rimanga nel suo ruolo di accusatrice e lasci al Signore quello di Giudice. Faccia pure il suo J'accuse ma poi si fermi l. E' un prezioso suggerimento che le porgo.

Lirriverenza a cosa dovuta? A questo passo che riporto sempre dal Decreto ufficiale: Nel II vol. a pag. 772 si legge: Il Paradiso Luce, profumo e armonia. Ma se in esso non si beasse il Padre, nel contemplare la Tutta Bella che fa della Terra un paradiso, ma se il Paradiso dovesse in futuro non avere il Giglio vivo nel cui seno sono i Tre pistilli di fuoco della divina Trinit, luce, profumo, armonia, letizia del Paradiso sarebbero menomati della met. Qui si esprime un concetto ermetico e quanto mai confuso, per fortuna; perch se si dovesse prendere alla lettera, non si salverebbe da severa censura. Per finire, accenno ad unaltra affermazione strana ed imprecisa, in cui si dice della Madonna: Tu, nel

tempo che resterai sulla Terra, seconda a Pietro come gerarchia ecclesiastica. La Vergine Maria, come ben sappiamo dalla dottrina non nella gerarchia ma dentro la Chiesa quale Madre della Chiesa e non Ministro, neppure paragonabile al ruolo di Pietro, e ci dimostra che lautorit ecclesiale aveva ben letto lOpera. Qui si apre un aspetto inquietante, che tipico del tempo della grande confusione degli anni 70. Riporto dal Documento di difesa valtortiano, lunica difesa pi autorevole che hanno avuto: Padre Roschini, dei Servi di Maria, aveva letto lOpera della Valtorta dopo molti anni di diffidenza e ne era rimasto conquistato, fino a farne materia dinsegnamento in un corso di lezioni alla Pontificia Facolt teologica Marianum di Roma. Da quelle lezioni nacque il suo libro, uscito nel 1973 e presto esauritosi, nel quale egli ripercorreva la teologia di Maria sui testi di una delle pi grandi mistiche contemporanee. LAutore, deceduto nel 1977, insegnava anche nella Pontificia Universit Lateranense. Era Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Congregazione per le Cause dei Santi. Insomma, un nome che era una garanzia per lepoca. Ecco, di fronte a questi fatti uno davvero si ferma e si arrende, ma non per aver trovato le prove che cercava, ma si arrende di fronte alla disobbedienza fatta passare per virt. Questo sacerdote, contravvenendo ad una condanna del SantUffizio, e consultore egli stesso della medesima Congregazione e qui sta laggravante non certo il merito non solo si fa promotore di unopera condannata dalla Chiesa, ma la impone come argomento di insegnamento. Ne ricava persino un libro, ci guadagna pure e, probabilmente anche se su questo non siamo certi senza dire agli studenti che tale opera era stata vietata dalla Santa Sede. Si sa, purtroppo: eravamo negli anni della contestazione, gli anni del Catechismo Olandese, della contestazione alla morale cattolica, contro la Humanae Vitae, gli anni in cui il Papa denunciava che il fumo di Satana era entrato nei Sacri Palazzi, gli anni della fede fai da te a chi importava cosa diceva il SantUffizio?

Non da sottovalutare che, anni dopo, lallora card. Ratzinger abbia sorvolato sul comportamento del Roschini e, soprattutto, sulla sua posizione in favore dello stesso allOpera valtortiana, e nel 1985, otto anni dopo la morte del consultore del Dicastero di cui egli il Prefetto, nega ancora una volta lispirazione divina dellOpera, usando il testo del 1959 del SantUffizio.

LA MARIOLOGIA SECONDO LA VALTORTA: CI SONO LACUNE NEI VANGELI. LA RISPOSTA INDIRETTA DI RATZINGER

L'opera dell'apologo (controverso egli stesso) della Valtorta: padre Roschini Trovo davvero fastidioso leggere opinioni del genere mosse contro uno dei pi esperti mariologi del secolo scorso. Un eminente religioso che ha fondato addirittura l'Universit pontificia Marianum, che ha dedicato la sua intera vita militando nell'Ordine Religioso dei Servi di Maria. Riporto una fonte non-valtortiana quindi non sospetta: http://www.servidimaria.org/it/storia/uomini_illustri/roschini/index.htm Mi scusi prode Lance(l)lotta, non volevo giungere a questa domanda, ma lei a che titolo si permette di dire certe cose ? Che titoli ha per poter confutare un cos illustre professore di teologia ? E' brutto fare certe domande ( concordo con lei ), non rientra poi nemmeno nel mio carattere, per quando si passa il limite della decenza certi pensieri scappano. Perch vuole trovare il modo di mettere in conflitto gli scritti di due religiosi che nei rispettivi ruoli hanno espresso concetti che non sono in antitesi tra loro ?

Trovo piuttosto indicativo che nel suo testo del 1997, Maria Chiesa nascente, il card. Ratzinger, fra le mille citazioni che fa, non usa mai n la mariologia della Valtorta, n il libro cos tanto venduto sulla mariologia di un suo collega che a quellOpera si rifaceva! Anzi, il

futuro Papa sembra riportare in questo testo la vera mariologia della Chiesa ripulita da tante altre pretese mariologiche di quegli anni. Facciamo un esempio concreto di questa mariologia valtortiana. Innanzi tutto essa, dice padre Roschini, nuova e come esempio fa questa citazione : Restituire nella loro verit le figure del Figlio dellUomo e di Maria, veri figli di Adamo per la carne e il sangue, ma di un Adamo innocente (lEvangelio vol. X, p. 362). Una frase davvero ambigua. Cosa intende per nuovo? Lo spiega il Roschini in questo modo inaccettabile: Si tratta perci di restaurare, oltrech la figura di Cristo, la figura di Maria. Il motivo di questo restauro della figura di Maria va ricercato nelle evidenti lacune che riscontriamo, nei libri canonici, riguardo a Maria SS. Io, detta Ges alla Valtorta, ero nei Vangeli gi sufficientemente descritto, in un minimo capace di bastare alla salvezza dei cuori. Maria SS. era poco nota; la sua figura era appena disegnata con linee incomplete che troppo di Lei lasciano in ombra. Ecco: lo lho svelata. Ed Io te lho data questa perfetta storia di mia Madre, o Ordine che ti fregi del nome di Maria E gloria dellOrdine, questa (Dettato del 6 gennaio 1949). I Vangeli Canonici hanno delle lacune? Stiamo forse pazziando? Riguardo a Maria Santissima, non ci sono delle lacune, ma assenze volute. Nella Scrittura nulla scritto a caso, nulla pu esservi aggiunto, nulla pu essere tolto, Ges ora si contraddice e parla di lacune, di linee incomplete? La Sacra Scrittura contiene tutto: semmai deve esserne svelato ancora pienamente il contenuto, come succede, per esempio, con lApocalisse, avvolta nel mistero, e non ancora pienamente rivelata nella sua comprensione, nellinterpretazione. La Scrittura, per, non contiene lacune, n incompleta! A pag. 63 di Maria Chiesa nascente, Ratzinger dice: Maria ha vissuto cos profondamente nella parola dellAntica Alleanza, che questa divenuta in modo del tutto spontaneo la sua propria parola. La Bibbia era cos pregata e vissuta da Lei, era cos ruminata nel Suo cuore, che Ella vedeva nella Parola Divina la sua stessa vita e la Sua parola si era unita a quella di Dio. Non ci sono, dunque, lacune: ci sono piuttosto possibilit per approfondire ci che, contenuto nella Bibbia, ancora per noi velato, ma non incompleto o assente.

IL PARALLELISMO EVA-MARIA: SE LA VALTORTA INSEGNA ANCHE AI PADRI DELLA CHIESA

La camera di Maria Valtorta. Su quel letto pass gli ultimi decenni della sua vita Io invece mi domando che cosa avrebbe scritto la Lance(l)lotta se avesse effettivamente trovato un errore dottrinale, magari non lo avrebbe riconosciuto ? ( battutaccia ).

Dice Roschini: Cosi, tanto per fare un esempio, il celebre e classico parallelismo Eva-Maria in nessuno dei Padri e degli Scrittori Ecclesiastici, e neppure nei Padri e Scrittori presi complessivamente, ha uno sviluppo cos seducente, ampio e completo come negli scritti di Maria Valtorta. Confesso che sono scandalizzata e senza parole. Il parallelismo EvaMaria proprio sviscerato in modo completo, dai Padri, specialmente orientali. Questi Padri insegnano: Questo contrasto tra la Madonna ed Eva la Chiesa lo vede espresso nel fatto che la parola Ave linversione della parola Eva, come cantiamo nellInno Ave Maris Stella: Sumens illud ave () Mutans Evae nomen/ Accogliendo quellAve () trasformando il nome di Eva E la Chiesa considera che come Ave linversione di Eva, la Madonna converte in benedizione tutte le maledizioni di Eva. Questo contrasto tra la Madonna ed Eva, la Patristica lo espone, inoltre, come contrasto tra una vergine sciocca ed una vergine prudente, una donna superba ed una donna umile: la prima che fa assaporare

dellalbero della morte, la seconda che fa assaporare dellalbero della vita; la prima lamarezza di un cibo velenoso, la seconda la dolcezza di un Frutto Eterno. Se sviluppo viene fatto dalla Valtorta, questo non pu che partire da queste fondamenta. Se non partisse da queste, e dunque non unendosi alla ricchezza della Patristica, sarebbe piuttosto la prova di una ambigua mariologia. Altro campanello dallarme il completo silenzio di Giovanni Paolo II sullOpera valtortiana. E vero, egli non la condanna se non approvando la decisione presa da Ratzinger Prefetto della CdF. Tuttavia, significativo che, in ben 25 anni di Pontificato, il Papa di Maria, del Totus Tuus, non cita mai, neppure una volta, la Maria dellOpera valtortiana.

QUEGLI APPIGLI DEI VALTORTIANI SU FATTI IRRILEVANTI. LA RIPOSTA CHIARA DELLA CHIESA

Morte di Maria.1961 Sono stanco... abbia almeno la compiacenza di citare le fonti alle quali fa riferimento. Gli appigli dei valtortiani, come le chiama lei, dove stanno ? Un link per favore.

Fa discutere il fatto che i valtortiani si appellino allabolizione della soppressione del Decreto in base a quanto da essi riportato: Nei confronti del diritto: LIndice stato una misura disciplinare della Chiesa, soppresso inizialmente in diritto nel 1966 poi in conseguenza del suo decreto dapplicazione. E vero: la soppressione dellIndice (Index) c stata, ma loro dimenticano che c stata una ricondanna nel

1985 e non gi la messa allIndice, ma proprio una ri-valutazione negativa. Altra scusa che mettono avanti questa: Essa (la condanna) proveniva da una congregazione della Chiesa, il SantUffizio, ma non dal suo magistero infallibile riservato esclusivamente al Papa (ci che avrebbe reso impossibile la sua abolizione). Questa scusa davvero inaccettabile. In primo luogo, perch il pronunciamento del SantUffizio era legittimo. Quando poi il SantUffizio divenne Congregazione per la Dottrina della Fede, ai sensi del decreto Integr Servand di Papa Paolo VI, il 7 Dicembre 1965, questa si riespresse sullargomento nel 1985, nella persona del suo Prefetto. In secondo luogo, perch le disposizioni del SantUffizio o della CdF sono valutazioni in materia dottrinale che appartengono allinfallibilit della Chiesa perch sono pronunciamenti ufficiali che vengono sottoposti al Papa prima di essere firmati definitivamente Un testimonial di origine francese usato dai valtortiani per dimostrare la veridicit delle loro indagini, dice: Certi detrattori dellOpera di Maria Valtorta utilizzano, come argomento per sconsigliarne la lettura, la messa allIndice del 1959 da parte del SantUffizio, senza valutarne la prevalente motivazione disciplinare, provocata dal comportamento imprudente di alcuni religiosi, e senza riferire sugli attestati che ecclesiastici di alto rango hanno rilasciato in merito a questOpera, che per lo meno non contiene nulla contro la fede e la morale. Ma il 1959 fu solo linizio della negazione da parte della Chiesa. In risposta a questo e ad ogni tentativo di sminuire quella data, c proprio il testo dellallora cardinale Ratzinger che toglie ogni dubbio. Egli scrivendo al cardinale Siri, di Genova, a riguardo di un frate cappuccino, che chiedeva chiarimenti in merito a tale condanna e a riguardo proprio dellabolizione dellIndex, cos rispondeva: dopo lavvenuta abrogazione dellIndice, sempre sullOsservatore Romano, 15 Giugno 1966, si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, bench abolito, lIndex conserva tutto il suo valore morale per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di unOpera la cui condanna non fu presa alla leggera ma dopo ponderate

motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione pu arrecare ai fedeli pi sprovveduti. Bisogna essere davvero in malafede per spacciare ancora lOpera come approvata e innocua!

PURE TETTAMANZI DICE NO ALLA SOPRANNATURALIT DELLOPERA

Dionigi Tettamanzi, allora arcivescovo ambrosiano Ne ho gi ampiamente parlato sopra. Sono interpretazioni di una lettera nella quale il Card. Tettamanzi usa la proverbiale saggezza della Chiesa. Nessuno dice che Maria Valtorta stata approvata dalla Chiesa. Nessun cavillo o peggio ragionamento pervertitore. La Chiesa indica chiaramente il modo nel quale devono essere accolti questi scritti da parte dei cattolici: Sono forme letterarie usate dalla scrittrice per narrare la vita di Ges. Nessuno afferma o contrasta questo pronunciamento della Chiesa, nessuno dice che non vero e che l'Opera di origine soprannaturale. In quel non possono si possono leggere tante cose. Pu darsi che abbia ragione lei e debba essere interpretato come non sono. Oppure, prudentemente, il Card. Tettamanzi si riservato dallo scrivere non sono ed ha preferito saggiamente scrivere non possono perch come lei stessa ha detto all'inizio dell'articolo la vicenda di Maria Valtorta non pu dirsi ancora conclusa. La stessa Maria Valtorta non ha mai preteso che la competente Autorit Ecclesiastica riconoscesse l'origine soprannaturale della sua Opera, si limitava semplicemente a chiedere che l'Opera potesse "andare alle anime" con l'Imprimatur ecclesiastico, che

veniva concesso ai libri di natura religiosa che non contenevano nulla contro la fede e la morale.

La posizione della Chiesa sulle rivelazioni private si precisa ulteriormente quando il cardinale Ratzinger, davanti allaumento dinteresse per lopera di Maria Valtorta, chiede al Segretario della Conferenza Episcopale Italiana di prendere contatto con lEditore delle Opere valtortiane per chiarire per lennesima volta la posizione della Chiesa. Ecco la lettera inviata: Conferenza Episcopale Italiana Prato N. 324/92 Roma, 6 maggio 1992 Stimatissimo Editore, In seguito a frequenti richieste, che giungono anche a questa Segreteria, di un parere circa latteggiamento dellAutorit Ecclesiastica sugli scritti di Maria Valtorta, attualmente pubblicati dal Centro Editoriale Valtortiano, rispondo rimandando al chiarimento offerto dalle Note pubblicate da LOsservatore Romano il 6 gennaio 1960 e il 15 giugno 1966. Proprio per il vero bene dei lettori e nello spirito di un autentico servizio alla fede della Chiesa, sono a chiederLe che, in un eventuale ristampa dei volumi, si dica con chiarezza fin dalle prime pagine che le visioni e i dettati in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si servita lAutrice per narrare, a suo modo, la vita di Ges. Grato per questa collaborazione, Le esprimo la mia stima e Le porgo i miei rispettosi e cordiali saluti. + Dionigi Tettamanzi Segretario Generale CEI LOpera valtortiana traduce questo ultimo Documento come una sorta di imprimatur con la condizionale, poich non si nega pi la pubblicazione ma si impone solo un chiarimento e, dunque, la pubblicazione consentita. Essi dicono: Si noti che il testo non dice che le visioni di Maria Valtorta non sono di origine soprannaturale (il che costituirebbe una dichiarazione ufficiale di non soprannaturalit), ma non possono

devono. La Chiesa non si pronuncia (non constat), sulla loro origine, ma indica come bisogna accogliere queste rivelazioni private. Ma questo ragionamento perverso e pervertitore! Si ripete eccome la negazione circa la soprannaturalit dellOpera non possono essere ritenuti di origine soprannaturale ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie . Essa non soprannaturale: punto e basta. E inutile cercare cavilli. Inoltre, viene sottolineato di avvisare i lettori che tale opera privata e che in essa scritta a modo suo la vita di Ges: non mi sembra affatto una promozione. In tempi come quelli in cui viviamo, la Chiesa non ha pi alcun ascendente sulle case editrici e chiunque libero di pubblicare ci che vuole: solo che, anche nel 1992, chiaro che si ripete la negazione allapprovazione dellOpera di Maria Valtorta. La perversione di questo tiramolla sta nel fatto che il Centro Valtortiano, fatto naturalmente da chi pretende di dirsi cattolico, sente il bisogno di ottenere in qualche modo lufficialit per lOpera che pubblica e magari anche la beatificazione della sua autrice, ma non ci riesce e, di conseguenza, da una parte chiede i permessi, dallaltra continua ad agire come le pare, spacciando un romanzo per una rivelazione soprannaturale e continuando ad ingannare i fedeli sprovveduti. Perci, quando i valtortiani dicono: Maria Valtorta, chiamata piccolo Giovanni, non ha scritto un quinto Vangelo, ma ha sviluppato e illustrato, per divina ispirazione, i quattro Vangeli canonici, occorre rispondere: no. La verit che la Chiesa ha rigettato questa conclusione. Da 50 anni la Chiesa sostiene che la Valtorta non ha scritto sotto ispirazione divina ma a modo suo: ha semplicemente composto una vita romanzata di e su Ges.

LA POSIZIONE DELLA CHIESA: PI CHIARA DI COS

Tomba della Valtorta Probabilmente alcuni cattolici, al contrario di lei, pensano che sia molto meglio diffondere un Opera come quella di Maria Valtorta piuttosto che Dan Brown... Stia tranquilla, rimanga con la sua lancia da cavaliere in equilibrio e non si scomponga, magari rischia di cadere da cavallo dicendo cose che non corrispondono alla realt dei fatti. Ad esempio quando scrive che i valtortiani ( questa misteriosa setta ! Saranno mica alieni ? Come i rettiliani ? ) hanno dato origine ad un centro editoriale apposito prende una vera e propria cantonata. Michele Pisani era tipografo-editore dell'epoca, conosciuto e stimato proprio in ambienti vaticani visto che lavorava prevalentemente per essi. E' lui che stampa la prima edizione dell'Opera che viene pubblicata con il titolo: Il poema di Ges tipografia-editrice Michele Pisani dell'Isola del Liri. E' solo successivamente che il figlio dott. Emilio Pisani rileva l'attivit del padre e cambia il nome alla casa editrice aggiungendo l'indicazione valtortiana. Voleva forse che il dott. Pisani cambiasse professione dopo il pronunciamento ecclesiale ? Nellatto costitutivo si legge che il CEV ha lo scopo specifico e prioritario di sviluppare, documentare e diffondere la conoscenza di Maria Valtorta nella persona, negli scritti e negli ideali: nella persona, mediante la ricerca storico-documentaria, la raccolta di testimonianze, la conservazione di cose a Lei appartenute, la tutela del Suo nome e della Sua memoria, le iniziative per imporLa nel campo civile, culturale ed ecclesiale; negli scritti, mediante la stampa e la vendita delle opere letterarie e di ogni documentazione di Lei e su di Lei, sia nella lingua italiana che nelle traduzioni; negli ideali, mediante la divulgazione dellistruzione religiosa, specialmente biblica, in senso cattolico. E' comunque vero che il dott. Emilio Pisani ha dedicato l'intera sua vita alla diffusione di quest'Opera. Teniamo per noi il giudizio in merito. Sar il Signore a premiare o a punire questa persona per il lavoro che ha svolto. Io punto sulla medaglia. Anche perch il dott. Pisani una persona veramente in buona fede e qualora avesse anche sbagliato in qualche aspetto del suo lavoro certamente persona degna e stimata, lui e Signora.

Diciamo che sullargomento la Chiesa stata chiarissima fin dal 1959. Si espressa papale, papale, come si diceva una volta per affermare la chiarezza delle disposizioni della Santa Sede. Notiamo piuttosto che sono i discepoli, seguaci della Valtorta che agiscono da 53 anni con frode, grave disobbedienza, insolenza, insubordinazione Agiscono da 53 anni come vogliono; hanno diffuso in tutte le lingue lOpera contro le prime decisioni della Chiesa: per fare ci hanno dato origine ad un centro editoriale apposito; hanno ingannato centinaia di fedeli sprovveduti, presentando lOpera come approvata dalla Chiesa e sostenendo che Pio XII laveva approvata, idem Paolo VI, salvo poi ammettere loro stessi che lOpera attende ancora il riconoscimento. Riconoscendo, dunque, di agire in disobbedienza alle richieste della Chiesa, hanno incantato centinaia di sacerdoti e laici parlando di divina ispirazione contro il parere della Chiesa che, interpellata ancora ufficialmente fino al 1992, ha continuato a dire che questa opera non ispirata. Eppure essi pretendono ancora lapprovazione ufficiale cercando di ottenerla, arrampicandosi sugli specchi di giustificazioni inaccettabili da ben 53 anni. La Chiesa ha, dunque, parlato: se certi cattolici sono sordi e ciechi non si dia colpa alla Santa Sede e non si dica che questa alla fine ha approvato, magari perch stanca di questo tira e molla di mezzo secolo Ma chi lascolta pi la Chiesa, oggi? Chi obbedisce pi alle sue regole? alla sua disciplina? Che fine ha fatto la virt dellobbedienza?

IL COMPITO DEL MAGISTERO: DIFENDERE LA FEDE

Tomba della Valtorta. Se fu arbitraria la sua traslazione in una Basilica, ancora pi avventata appare la scritta sulla lapide. L'una e l'altra cosa prescindono completamente dal giudizio della Chiesa

E compito del Magistero ufficiale della Chiesa difendere autoritativamente lintegrit cattolica e lunit della fede e dei costumi. Da ci derivano alcune funzioni peculiari, le quali, anche se a prima vista sembrano presentare un carattere piuttosto negativo, costituiscono tuttavia un ministero positivo per la vita della Chiesa , e cio: lufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa (DV.10); la condanna di opinioni pericolose alla fede e ai costumi propri della Chiesa; linsegnamento di verit pi attuali nel presente tempo (..) (C.T.I 1975). E la Chiesa che stabilisce quali siano i libri edificanti e di aiuto alla fede per i singoli fedeli; non spetta ai discepoli di un presunto mistico o mistica disattendere alle decisioni prese dalla Santa Sede e di agire contrariamente a quanto da Essa stato decretato. Ricordare sempre che le decisioni prese della Chiesa: anche se a prima vista sembrano presentare un carattere piuttosto negativo, costituiscono tuttavia un ministero positivo per la vita della Chiesa! Chi vuole davvero bene alla Chiesa e, nello stesso tempo, devota di persone indicate come mistiche, lo dimostri obbedendole, attenendosi filialmente alle sue disposizioni. E se questo procurer dolori per certi aspetti, per altri, invece, lobbedienza sofferta sar origine di grazie divine e di unit.
Accolgo l'ultimo capitolo nel quale vedo finalmente un po' di luce e di speranza. Se per disubbidienza alla Chiesa si intende la lettura di quest'Opera credo che i pronunciamenti debbano essere estesi all'enorme mole di scritti, opere, trasmissioni alle quali quotidianamente assistiamo e che apertamente attaccano le nostre pi care convinzioni. Quello che davvero non si capisce perch si pretende proprio da quest'Opera la non lettura quando ormai l'epoca storica dell'Index ormai conclusa e altri sono i modi per vagliare la moralit e l'ubbidienza dei fedeli. Di fronte all'oceano di mala-stampa, pubblicazioni blasfeme e quant'altro, si chiede ad un cattolico di leggere l'Opera di Maria Valtorta che non contiene errori dottrinali o insegnamenti conto la morale cattolica. Che ognuno si prenda le proprie responsabilit, di cristiani e di cattolici, in coscienza di fronte alla Chiesa e di fronte al Signore. Sia da parte di coloro che scelgono di leggere come Opera di edificazione e di ammaestramento gli scritti di Maria Valtorta, ma sia da parte di coloro che apertamente la osteggiano portando prove e affermazioni che non sempre corrispondano alla realt

storica degli eventi. Se un giorno tali scritti fossero riconosciuti dalla Chiesa sarebbe brutto dover cambiare 'casacca' e pretendere poi di dire di essersi comportati correttamente. Terminata la mia Dfence di Maria Valtorta mi rimetto alla Misericordia del divin Giudice e chiedo perdono per alcuni eccessi che mi sono scappati sulla tastiera, confesso pubblicamente che nei confronti della sorella Tea Lancellotti alias Caterina63 non nutro nessun sentimento malevole o peggio di odio. Sono convinto che se ci sar la possibilit di instaurare un dialogo sereno e privo di pregiudizi non mancheranno occasioni per poterci confrontare in ambito non processuale. Quando si vuol cercare la verit su una questione bisogna cominciare col dubitare molto Tenuto conto di questa saggia affermazione di S. Tommaso dAquino ritengo che la sorella Tea Lancellotti ha ottime chance per diventare in futuro un'ottima valtortiana... e se cos non sar, spero per entrambi, di avere un'eternit a disposizione per chiarirci le rispettive idee.