04.10.
2022
MAPA DE PORTUGAL
Lungo circa 500 km, il Portogallo si
compone di 7 regioni:
- Porto e Norte (Porto)
- Centro (Coimbra)
- Lisboa e Vale do Tejo
- Alentejo (Évora)
- Algarve (Faro)
con i 2 arcipelaghi:
- Azzorre (Os Açores)
Situate nell’oceano Atlantico,
sembra che prendano il nome
dall’omonimo uccello rapace.
- Madeira
-
Si trovano a circa 900 km dalla costa
portoghese.
Entrambi gli arcipelaghi vennero annessi a seguito della loro scoperta dai portoghesi
all’inizio del 15° secolo. Sono regioni autonome, ma comunque portoghesi.
Le regioni nella terraferma sono regioni continentali, mentre le altre sono insulari.
Il territorio portoghese è caratterizzato da molti fiumi iberici che poi sfociano nell’oceano:
- il Rio Douro a Porto
- il Rio Mondego a Coimbra
- il Rio Tejo a Lisbona.
STORIA DEL PORTOGALLO
Il Portogallo nacque intorno al 13° secolo. E’ uno dei Paesi più antichi d’Europa.
Il portoghese nacque di pari passo con il Portogallo. E’ una lingua romanza, o neolatina, così
come il romeno, l’italiano, lo spagnolo, il francese etc. Tutte queste lingue hanno radici
comuni nel latino parlato, non scritto.
ESPANSIONE DELL’IMPERO ROMANO
Tutto iniziò con l’espansione dell’Impero Romano (218 a.C.). La penisola iberica venne
inizialmente divisa in Hispania Ulterior e Hispania Citerior; tuttavia, sotto l’imperatore
Augusto (27 d.C.), la penisola subì un’ulteriore suddivisione territoriale e amministrativa.
Venne inoltre portato il latino dall’esercito romano e avvenne così un profondo radicamento
di parlanti latini.
Con Augusto, la penisola
iberica venne divisa nelle 3
regioni:
- Tarraconense
- Lusitania
- Baetica
Intorno al 3° secolo d.C. avvenne un forte consolidamento della penisola con il latino come
lingua parlata maggiormente.
Sostanzialmente, si trattò di un rapido processo di romanizzazione, che non avvenne però
nei Paesi Baschi (a nord dell’attuale Spagna).
Il culmine si verificò nel 300
d.C. quando il territorio
venne nuovamente
suddiviso e nacque la
Gallaecia, dalla quale
nascerà poi il Portogallo e
quindi il portoghese come
lingua. Ancora oggi infatti si
dice gallego o portoghese.
Nei primi anni del 400 d.C. (409 d.C.) iniziò però la disgregazione dell’Impero Romano
d’Occidente a causa dell’invasione di alcuni popoli nordici o barbarici (Alani, Svevi, Vandali).
Tutti questi popoli vennero poi sconfitti tranne gli Svevi che si unirono ai Visigoti.
Questa disgregazione territoriale incise anche sulla lingua latina: non sulla sintassi, ma sul
lessico, che variò soprattutto in ambito militare. Per esempio, vennero introdotti i patronimici
(ex. il primo re portoghese Alfonso Enriches, cioè Alfonso di Enrico).
ESPANSIONE ARABA
Dal 711 iniziò l’occupazione fulminea della penisola iberica da parte dei popoli dei Berberi e
degli Arabi, provenienti dal nord Africa, accomunati dalla religione islamica. La presenza
araba continuò fino al 1492.
Non riuscirono a conquistare la Galizia e nemmeno la costa settentrionale, cioè le regioni più
ostiche. Tutto il resto della penisola venne preso e nacque una nuova struttura
amministrativa, avvenne una cosiddetta islamizzazione e si crearono nuovi gruppi sociali.
Per esempio, al centro si formò il gruppo sociale dei mozarabi. Si trattava di abitanti locali
che accettarono il nuovo sistema islamico, ma che avevano conservato la loro libertà di culto
cattolico. Ancora oggi si parla di riti mozarabi.
Non tutti però accettarono la presenza araba nel territorio e ovviamente ci furono vari casi di
resistenza e battaglie per riconquistare i territori persi.
Nel 722 si vide il primo accenno (più simbolico che altro) di resistenza nelle Asturie, dove si
erano rifugiati i cristiani visigoti. Nel 722 si combatté la Battaglia di Covadonga, durante la
quale il re Pelagio sconfisse i musulmani.
Iniziò così la “reconquista” della penisola.
Inoltre, la richiesta di reazione venne fortemente fomentata dal papato che riconosceva i
regni cattolici.
NASCITA DEL PORTOGALLO
Il Portogallo nacque come conseguenza collaterale della guerra di riconquista.
Circa nel 1000 il re di Leon e Castiglia Alfonso VI reclamò la riconquista in maniera
sistematica: vennero richiamati anche volontari e come ricompensa veniva offerto un
cambiamento della propria situazione sociale e terre.
Alfonso VI venne anche aiutato da due nobili non ricchi, Enrico e Raimondo di Borgonha.
Come ricompensa vennero loro donate terre (a Raimondo Urraca e a Enrico un piccolo
feudo a nord del Portogallo). Inoltre, Enrico sposò Teresa, la figlia illegittima di Alfonso VI (si
racconta fosse la sua preferita).
Tra Enrico e Raimondo si creò un rapporto di vassallaggio a favore di Raimondo.
Da Enrico e Teresa nacque Alfonso Enriques che già da giovane mostrava i suoi progetti di
svincolamento dal rapporto di vassallaggio nei confronti di Raimondo e la volontà di ampliare
i suoi territori e diventarne re.
Egli stesso partecipò quindi a varie campagne militari durante la riconquista (1120). Fu un re
che visse a lungo. Morì nel 1185.
Durante questo processo si scontrò anche con la madre e il suo esercito, accusata di
tramare contro il figlio. Nel 1128 i due eserciti si scontrarono a Mamede. Teresa venne
risparmiata, ma fu condannata all’esilio.
Dopo di chè, Alfonso Enriques vinse molte battaglie che gli portarono prestigio e legittimità
per le sue ambizioni.
Nel 1143 si autoproclamò re Dom Alfonso I (primeirou), ma non venne comunque
riconosciuto come tale. Solo dopo la conquista di Lisbona e Santaren nel 1147, e di molti
regali in oro e terre al Papa, nel 1179 Papa Alessandro III lo nominò re. Si conosce come il
re fondatore e con lui iniziò la prima dinastia di Borgonha.
- Per conquistare Lisbona e Santarem, chiese aiuto a dei crociati inglesi che avevano
attraccato a Lisbona e che erano diretti a Gerusalemme.
- Oltre a terre e oro, vennero fondati monasteri (ex. Monastero di Alcobaç), conventi e
chiese. Erano costruzioni simboliche, ma anche posti protetti che portarono il
ripopolamento delle zone con conseguenze nella lingua.
Si formò così il regno di Portogallo con capitale a Guimarães.
L’espansione territoriale finì con Alfonso III nel 1249 quando annesse la regione dell’Algarve
(dall’arabo “Andalusia dell’ovest”). Ovviamente nei secoli i confini si modificarono, ma non ci
furono grandi cambiamenti.
Sotto la prima dinastia ci fu anche una lotta tra la monarchia e la Chiesa poiché, a forza di
donare terre, il re e il Papa si ritrovarono ad avere quasi lo stesso numero di territori.
Parallelamente avvenne un percorso di consolidamento del regno già con Alfonso II. Egli
fece anche redigere il suo testamento, che rappresenta la prima testimonianza scritta della
nuova lingua nascente.
05.10.2022
Sotto la prima dinastia, molti re erano analfabeti, ma altri, come il re Dom Dinis, no.
Egli fu il primo a dichiarare il portoghese lingua ufficiale del regno.
Fondò la prima università portoghese, a Coimbra. E’ una delle più antiche del mondo.
Fece piantare una grandissima pineta a Leiria che verrà poi usata per costruire le
imbarcazioni destinate alle spedizioni per scoprire nuove terre. Per queste scoperte si mise
in contatto anche con le repubbliche marinare italiane.
Grazie a lui venne mantenuto e preservato l’ordine sacerdotale dei templari che venne
rinominato “ordine di Cristo”. Fu un atto simbolico, in quanto univa un ordine sacerdotale ad
un ordine militare.
Ancora oggi, in Portogallo si trova la chiesa simbolo dei templari a Tomar.
In particolar modo, Dom Dinis fu un re poeta che mise per iscritto le prime forme di poesia
lirico-sentimentale portoghese, chiamate cantigas. Rappresentavano una forma
d’espressione della neonata lingua.
- Cantigas de amor.
Erano imitazioni delle canzoni recitate dai trovatori nelle corti.
- Cantigas de amigo (cioè fidanzato, innamorato).
La voce narrante era quella di una donna o fanciulla che si chiedeva dove fosse il
suo innamorato. Rappresentano una realtà di base, in quanto all’epoca i giovani
erano sempre in guerra e lontani da casa.
Hanno una metrica molto semplice, così che si potessero memorizzare più
facilmente.
- Cantigas de escárnio e maldizer (cioè di scherno e maldicenza).
Erano le canzoni che circolavano nelle corti tra i cantori e rivelavano la rivalità a
corte. Infatti, erano di genere satirico.
Tutte queste cantigas vennero in seguito raccolte nei canzonieri.
Tra gli eventi da ricordare sotto il regno della prima dinastia, c’è lo scontro (1355-1357) tra
Alfonso IV e il figlio Pedro. Si racconta che Pedro si fosse innamorato di Inés de Castro, la
dama di corte spagnola della moglie. Insieme ebbero anche dei figli. Il padre, però, la fece
uccidere in malo modo davanti a tutti.
Leggenda narra che quando Pedro salì al trono fece riesumare la salma di Inés e la
proclamò regina. Inoltre, condannò a morte tutti coloro che avevano contribuito alla morte
dell’amata.
SECONDA DINASTIA
Tra il 1383 e il 1385 si vide la fine della prima dinastia con la morte di Fernando I. Il
problema della successione venne risolto con le armi.
Castilla, che non aveva mai accettato la nascita del Portogallo, cercò infatti di rivendicare le
sue terre e mandò il suo esercito (Esercito di Giovanni di Castiglia) a combattere contro
quello portoghese (Esercito di Giovanni Maestro dell’ordine di Aviz).
I due eserciti si scontrarono nella battaglia di Aljubarrota.
Vinse l’esercito portoghese e Giovanni Maestro venne proclamato primo re della seconda
dinastia di Aviz. Si conoscerà come re Dom João I.
Egli fu appoggiato dal popolo, in particolar modo dalla nuova nobiltà e dalla nascente
borghesia. Dom João I rappresentò un vero e proprio cambio sociale nella storia del
Portogallo a discapito della vecchia nobiltà terriera.
Non a caso, sotto la seconda dinastia si vide fiorire un periodo di scoperte e maggior
ricchezza economica per il Paese. E mentre nel mondo si propagava una crisi economica
dilagante e la malattia della peste nera (1348), in Portogallo, zona strategicamente lontana
dal resto d’Europa, si finanziavano viaggi in cerca di oro e terre da colonizzare.
Parallelamente, si vide anche un forte impegno nella lotta per il cattolicismo e l’esportazione
di tale religione all’estero.
Non potendo espandersi per terra, le spedizioni si condussero per mare soprattutto con il re
Edoardo. In particolare, suo fratello Enrico detto “il navigatore", migliorarono le conoscenze
delle rotte e una leggenda narra che egli fondò addirittura una scuola di navigazione.
Tutto ciò lo sappiamo grazie al primo storico e cronista portoghese Fernão Lopes che
scrisse le Cronache.
Queste spedizioni iniziarono nel 1415 quando i portoghesi conquistarono la città di Ceuta in
Marocco. Perché lì? Per respingere gli arabi islamici in casa loro. Questa è anche
comunemente soprannominata una crociata occidentale.
Questo genere di spedizioni però vennero ben presto abbandonate in primis perché a lungo
andare non avrebbe più vinto, e in secondo luogo perché non portava nuove rotte
commerciali.
Tra il 1418 e il 1420 si continuò allora con le scoperte nel Mar Tenebroso, cioè l’Oceano
Atlantico, così chiamato perché ancora inesplorato. Vennero scoperti nuovi territori come
l’arcipelago di Madeira e poi le Azzorre. Si trattava di tutte isole disabitate e che si rivelarono
molto fertili soprattutto per la coltivazione dello zucchero.
In seguito vennero anche scoperte le Canarie ma verranno cedute a Castilla.
Furono quindi i portoghesi che dimostrarono la navigabilità dell’Oceano Atlantico. Si scoprirà
così anche Capo Verde che diventerà il maggior centro di raccolta per la manodopera nera.
Le spedizioni si spinsero addirittura fino in Etiopia alla ricerca del leggendario regno del
prete cattolico Gianni. Non venne mai trovato.
Iniziò in seguito anche la ricerca di una rotta commerciale con l’Asia che non prevedesse lo
spostamento via terra. Si procedette quindi all’esplorazione delle coste africane.
Il primo a compiere tale impresa fu Bartolomeu Dias che superò la punta estrema del Sud
Africa (Capo di Buona Speranza).
Tra il 1497 e il 1498 Vasco da Gama fu il
primo a completare il viaggio giungendo fino
alla costa ovest dell’India e ponendo a Goa la
capitale portoghese in India.
Tale viaggio rivoluzionò il commercio mondiale
poiché diede un’alternativa alla via terrena.
Iniziò quindi il periodo dell’oro grazie al commercio di oro, spezie e tessuti tra i più pregiati.
Questi sono gli anni del re Dom Manuel I. Sotto il suo regno si sviluppò anche un nuovo stile
architettonico e artistico, propriamente detto “manuelino”, che ben rappresenta il periodo.
Ciò si può per esempio vedere nel Monastero di San Jerónimos a Lisbona.
Subito dopo il ritorno di Vasco da Gama, nel 1500 si preparò il secondo viaggio per le Indie
con l’ammiraglio Pedro Álvares Cabral. Rispetto alla rotta seguita da Vasco da Gama, però,
si spinsero più a occidente, tanto che poterono vedere ed esplorare una nuova terra, Ilha de
Vera Cruz. Questa terra scoprirono essere ricca di acqua dolce e di popolazioni native, gli
indios.
Noi possediamo una testimonianza scritta (Carta do achamento do Brazil, cioè “lettera di
ritrovamento”) di questa terra al tempo chiamata Ilha do Brazil subito donata al re
portoghese. Gli storici si sono chiesti se questa deviazione fosse stata programmata o
invece fosse stata una casualità, e la maggior parte conviene che l’esistenza di questa terra
fosse conosciuta.
Il Brasile diventerà poi la più grande colonia portoghese.
10.10.2022
La scoperta del Brasile sarà un evento importantissimo per il Portogallo. E’ vero che nel
frattempo i viaggi per terra e per mare continuavano anche verso l’oriente, ma saranno le
spedizioni in Brasile le più fruttifere.
Il Brasile si rivelerà, infatti, una terra molto fertile e potenzialmente ricca di materiali preziosi
e acqua dolce, come sarà scritto nella Carta do achamento do Brazil.
Inoltre, il Basile non sarà fertile solamente in termini di agricoltura, ma anche di religione.
Sembrava infatti ai portoghesi, che gli indios fossero atei e che quindi sarebbe stato molto
facile per loro imporgli la loro religione cristiana.
Si deve ricordare che per indurre gli uomini a compiere questi viaggi da cui spesso non si
tornava vivi, c’erano motivazioni economiche, ma anche religiose (missione
evangelizzatrice), oltre che alla promessa dell’assoluzione perpetua di tutti i peccati.
Tutte queste informazioni si trovano nella Carta do achamento do Brazil.
Intanto in India (1515) vennero nominati due viceré con il compito di amministrare il
commercio tra India e Portogallo, tanto era ormai diventata importante la rotta marittima.
I portoghesi, tra le altre cose, non si fermarono all’India, bensì si spinsero fino in Cina e
Giappone (Nagasaki). Inizialmente i rapporti furono molto difficili, ma col tempo migliorarono.
La vera e propria esplorazione e occupazione del Brasile cominciò nei primi anni del 1500.
Dopo che la breve sosta di una settimana finì, vennero subito mandati degli esploratori che,
come era usuale all’epoca, erano galeotti a cui era stata data una seconda chance. Vennero
mollati lì nell’isola ad esplorarla.
Tra il 1532 e il 1549 il Brasile venne effettivamente occupato e la capitale venne posta a
Salvador de Bahia.
Dal punto di vista culturale, nel 1572 Luís de Camões, il più grande poeta portoghese
dell’epoca, scrisse le Lusiadi, un poema epico costruito a partire dal viaggio di Vasco da
Gama, per poi rifarsi a l’intera storia del Portogallo.
Rese epico un vero processo storico.
Questo fu anche il periodo in cui la seconda dinastia scomparve, quando nel 1578 il giovane
re Dom Sebastião riprese la guerra contro i mori per rispedirli in Africa.
L’esercito portoghese venne però sconfitto nella battaglia di Alcáer Quibir e nella stessa
scomparve anche il re. Da qui nacque un filone letterario e filosofico (sebastianismo) che
continuò ad esistere nella letteratura portoghese fino al 1900 inoltrato. La leggenda narra
che il re, non avendolo nessuno visto morire, tornerà a salvare il Portogallo in caso di
necessità.
Si pose così una nuova crisi dinastica poiché Dom Sebastião non aveva né moglie né figli.
Ci furono due anni di reggenza, ma poi il tutto si concluse con l’integrazione del Portogallo al
regno di Castiglia (1580-1640).
In questi sessant’anni Fernão Mendes Pinto descrisse, nel suo romanzo Peregrinação, gli
usi e i costumi della Cina dell’epoca, avendoci vissuto per molti anni.
TERZA DINASTIA
Nel 1640 avvenne la cosiddetta Restauração della corona portoghese. Iniziò così la terza e
ultima dinastia con Giovanni IV di Braganza. Nel ‘900 ci sarà una svolta totale con
l’instaurazione della repubblica.
Giovanni IV di Braganza verrà riconosciuto re dalla Spagna solo nel 1668.
Nel XVII secolo continuò anche la sistemazione del Brasile che diventerà la fonte principale
di ricchezze e approvvigionamento del Portogallo.
Il re Giovanni V ostenterà le sue ricchezze esageratamente proprio grazie al Brasile.
A inizio ‘700 si confermò anche l’alleanza tra Portogallo e Inghilterra uniti contro Francia e
Spagna.
Tra il 1750 e il 1777 il ministro marchese di Pombal darà vita a una serie di riforme con
modello illuministico per la scuola, l’architettura, il pensiero etc.
Nella notte del 1° novembre 1755 ci fu un terremoto a Lisbona che non si fermò alla sola
terraferma, ma causò anche uno tsunami gigantesco che distrusse tutta la città bassa.
Essendo poi un giorno d’importanza religiosa, molti fedeli erano al momento riuniti nelle
chiese e così si riscontrarono ancora più morti.
Questo terremoto verrà ricordato nei secoli da intellettuali di tutto il mondo, come Voltaire.
In occasione di questo terremoto, il marchese si occupò di ricostruire la città attraverso criteri
di urbanistica lineare.
Culturalmente, il marchese fece una svolta laica (tipica illuministica) e mise al bando anche
l’ordine dei gesuiti.
Tra il 1758 e il 1759 ci fu un tentativo di regicidio che permise al marchese di eliminare gli
oppositori politici.
Nel 1789 scoppiò la rivoluzione francese e la regina Maria I ospitò i francesi aristocratici in
fuga, ma nel 1807 Napoleone occupò anche il Portogallo e l’intera corte fuggì a Rio de
Janeiro.
Tra il 1814 e il 1815 si tenne il Congresso di Vienna in cui si dovevano definire i confini
politici degli stati dopo l’occupazione napoleonica, ora che Napoleone era stato sconfitto. Alò
congresso partecipò anche il Portogallo.
Sorsero però delle piccole insurrezioni che chiedevano di passare ad una monarchia
costituzionale, e queste insurrezioni saranno anche di carattere militare fino agli anni ‘30
dell’800. A questo punto, in Portogallo si vedevano opporsi fazioni conservatrici da un lato e
fazioni progressiste dall’altro.
Fu un lungo periodo di guerre civili (o liberali).
Nel frattempo venne abolito il tribunale dell’inquisizione.
Tra le conseguenze delle guerre liberali in Portogallo, si colloca in primis il ritorno del re nel
1821. Il suo erede però, Dom Pedro, restò in Brasile e nel 1822 si autoproclama imperatore
del Brasile che diventerà un regno indipendente.
Sarà questo un periodo molto convulso per il Portogallo che vedrà un forte accentramento
del potere, e un colpo di stato nel 1842. Con esso, il generale Costa Cabral prenderà il
potere.
Dagli anni ‘50 si instaurò invece un regime politico più moderato.
Il Brasile diventerà una repubblica nel 1889.
Durante la regeneração, si attraversò un periodo di relativa pace sociale e sviluppo
economico.
Nel 1869 venne abolita la servitù.
Nel 1871 si tenne la Conferenza del Casinò. Era una conferenza organizzata da alcuni
studenti dell’università di Coimbra (la generazione del ‘70) che avevano ideali progressisti su
modello positivista, realista etc.
Nel 1890 ci fu una rottura dell’alleanza tra il Portogallo e l’Inghilterra a causa di una
questione coloniale. Nel 1885 si tenne infatti la Conferenza di Berlino, nella quale le potenze
europee dell’epoca si riunirono per definire i loro imperi coloniali in Africa.
Il Portogallo aveva Capo Verde, Angola e Mozambico.
Alla conferenza il criterio scelto, per dare priorità ad uno stato piuttosto che ad un altro, fu
quello storico.
Il Portogallo chiese la congiunzione tra Angola e Mozambico che però era un terreno non
propriamente suo, e la sua richiesta andava contro quella degli inglesi che volevano tutta la
fascia centrale a partire dall’Egitto fino ad arrivare in Sud Africa.
La zona tra Angola e Mozambico divenne un’area di conflitto colorata di rosa nelle carte
dell’epoca così che si conosce come “mapa cor-de-rosa”.
Il Portogallo ricevette nel 1890 un ultimatum che fu costretto ad accettare, accontentandosi
delle due sole colonie.
Il Portogallo si risvegliò così dall’illusione che l’Inghilterra sarebbe sempre rimasta al suo
fianco come sua protettrice. Fu una grande umiliazione per il Paese.
Ciò causò anche una crisi della monarchia in quanto non aveva saputo difendere gli
interessi del Portogallo.
11.10.2022
REPUBBLICA PORTOGHESE
Nel 1908 il re Dom Carlos I e il figlio Luís Felipe vennero uccisi. Per i due anni seguenti il
Paese fu dato in reggenza al secondo figlio Manuel II.
Nel 1910 il Portogallo passò ad essere una repubblica.
La repubblica però non risolse tutti i problemi, infatti il Paese fu attraversato da continui
conflitti sociali e grandi convulsioni.
Nonostante il Portogallo non avesse partecipato alla Prima Guerra Mondiale, decise di
entrare nel conflitto nel 1917 ma si rivelò una decisione tragica perché il grande contingente
di soldati mandato nelle Fiandre morì quasi per intero. Gli unici lati positivi furono lo
schieramento del Portogallo con la Triplice Intesa (Inghilterra, Francia e Russia) e il
mantenimento delle colonie in Africa.
Dal punto di vista culturale, nel 1915 venne pubblicata un’importante rivista, Orpheu,
espressione del modernismo arrivato dalla Francia e del futurismo italiano di Marinetti.
Nel 1915 ne uscirono due numeri con pubblicate delle poesie che provocarono un grande
sdegno tra le persone. Questo però era in realtà proprio l’intento di questi poemi.
Tra gli animatori più importanti della rivista si ricordano Fernando Pessoa e José de
Almada-Negreiros.
Nel 1918 prese il potere per sette mesi Sidónio Pais, detto il “presidente re”. Venne però
ucciso poco dopo. Egli instaurò un governo molto autoritario e abolì alcune libertà
costituzionali.
In quegli anni si propagò anche un’epidemia di tifo.
La situazione, però, peggiorò quando nella notte tra il 20 e 21 ottobre 1921 vennero uccisi
due dei padri della repubblica portoghese, António Granjo e Machado Santos, da alcuni
radicali.
SALAZARISMO
Nel 1926 ci fu un colpo di stato del generale Gomes da Costa che rese António de Oliveira
Salazar ministro delle finanze. Poco dopo Salazar divenne primo ministro.
Dagli anni ‘30 si inizierà a parlare di “salazarismo”. Nel 1933 venne messa in atto una
riforma conosciuta come “Estado Novo” che prese direzioni dittatoriali con modello
Mussolini.
Nonostante la sua personalità schiva e riservata, fortemente in contrasto con l’esuberanza
del modello mussoliniano, Salazar dimostrò di essere capace di grandi atrocità.
Attraverso la PIDE (Polícia Internacional e de Defesa do Estado) Salazar teneva sotto
monitoraggio tutti i cittadini portoghesi per scovare eventuali oppositori politici. Anche la
propaganda fu uno degli strumenti da lui maggiormente utilizzati.
(Salazar rimase al potere fino al 1968 quando lasciò la sua posizione per motivi di salute.
Verrà poi sostituito da Marcelo Caetano che, sulla spinta di organizzazioni internazionali
come l’ONU, si “ammorbidì”, anche se più formalmente che altro. Il “marcelismo” durò fino al
1974.)
Durante la Seconda Guerra Mondiale il Portogallo rimase neutrale.
Sul piano internazionale, si ricorda che l’Estado Novo entrò a far parte della NATO, dell’ONU
e dell’EFTA.
MOTI INDIPENDENTISTI NELLE COLONIE
In quegli anni, però, iniziarono a manifestarsi vari moti, anche militari, contro la dittatura
salazariana. La particolarità di questi moti sta nel fatto che non nacquero in Portogallo, ma
nelle colonie africane.
Salazar, infatti, per rafforzare la sua immagine nel piano internazionale, non si focalizzò
tanto nella politica interna quanto in quella coloniale, che rappresentava comunque una
parte del territorio portoghese.
Nel 1930 emanò l’Acto Politico Colonial con il quale organizzava i territori in Africa da un
punto di vista socio-politico.
Sostanzialmente, voleva una portoghesizzazione delle colonie.
- Sostituzione delle religioni del posto a favore della religione cattolica.
- Abbandono delle lingue autoctone africane e imposizione del portoghese come
lingua ufficiale.
- Creazione della figura dell’assimilado, cioè un nero che, vivendo da privilegiato
rispetto agli altri, aveva il compito di far mantenere le regole. In cambio otteneva gli
stessi diritti di un cittadino portoghese .
Ma negli anni ‘50 iniziarono appunto a formarsi delle organizzazioni militari che chiedevano
l’indipendenza delle colonie. Alla guida di queste organizzazioni c’erano intellettuali e
giornalisti africani.
Alcuni nomi dei movimenti indipendentisti erano MPLA (Movimento Popular de Libertação de
Angola) e FRELIMO (Frente de Libertação de Moçambique).
Inizialmente, per rabbonire le colonie, Salazar non le fece più chiamare “colonie” ma
“province d’oltremare”, attraverso una specie di mascheramento che però non funzionò.
Dal 1963 inizierà così una lunga guerra coloniale che vedeva contrapporsi l’esercito
portoghese e i movimenti africani.
Un’altra creazione di Salazar fu la CEI (Casa do Estudantes do Império) che si rivelerà
essere un’arma a doppio taglio. In questa struttura a Lisbona veniva dato vitto e alloggio a
giovani studenti africani promettenti. Venne istituita per rafforzare l’idea che Salazar si
stesse impegnando anche nella formazione ed educazione degli studenti africani.
Paradossalmente, fu dalla CEI che uscirono molte delle grandi menti che organizzavano i
moti indipendentisti. Tra loro si ricorda Agostinho Neto che scrisse la raccolta di poesie
Sagrada Esperança. Molte delle poesie vennero da lui composte quando si trovava in
prigione e furono vietate alla circolazione in Portogallo. Allo stesso tempo, però, le stesse
poesie venivano premiate nel resto del mondo dalle Nazioni Unite.
Per questi e molti altri motivi, alcuni capitani dell’esercito si ribellarono nella notte tra il 24 e il
25 aprile 1974 e sfilarono a Lisbona senza causare spargimenti di sangue. Fu una
rivoluzione non violenta.
Il 25 aprile 1974 finì la dittatura e questa giornata si conosce come la “Revolução dos
cravos” (rivoluzione dei garofani). Perché il nome? Una giovane ragazza quel giorno era
andata a comprare dei fiori e si ritrovò ad osservare le parate militari. Un soldato le chiese
una sigaretta e lei, non avendola, mise i suoi garofani dentro la canna del suo fucile.
Dopo la dittatura si instaurò un governo di tipo parlamentare e democratico.
Nel 1975 tutte le colonie portoghesi, sia in Africa che nell’estrema Asia, ottennero
l’indipendenza.
Nel frattempo, l’India si era impossessata delle colonie portoghesi nella sua terra, anche se
Salazar si rifiutò di riconoscerlo. Con la fine della sua dittatura la presa indiana si consolidò.
GUERRE CIVILI NELLE EX COLONIE
Dopo l’indipendenza delle colonie e dopo che il mondo si divise nei due blocchi
filo-americano e sovietico, si formarono nelle colonie nuovi governi di tipo popolare che si
ispiravano al modello sovietico. Questo diede però iniziò a delle guerre civili nelle ex colonie.
Da una parte c'erano dei partiti di sinistra foraggiati dalla Russia, e dall’altra c’erano partiti di
destra aiutati dagli USA e dall’Appartheid del Sud Africa (i pochi bianchi che applicavano la
segregazione razziale contro i neri).
Queste guerre civili si protrassero a lungo. Per esempio continuarono fino al 1992 in Angola;
mentre Timor Est venne subito preso dall’Indonesia e ottenne l’indipendenza solo nel 2002.
A causa di questi governi filo-socialisti, i coloni portoghesi che risiedevano in Africa e che
avevano guadagni molto redditizi, videro l’espropriazione dei loro beni a causa della
procedura dell’eliminazione della proprietà privata.
Questi (os retornados) ritornarono in patria a migliaia senza niente e il Portogallo dovette
quindi accoglierli nonostante il Paese si fosse notevolmente impoverito con le guerre
coloniali.
12.10.2022
Nel 1986 il Portogallo e la Spagna entrano nella CEE.
Nel 1992 il Portogallo firma il trattato di Maastricht per l’istituzione dell’Unione Europa.
Nel 1998 José Saramago vince il Premio Nobel per la letteratura. E’ stato ed è ancora il
primo e unico portoghese a vincere un Nobel. Uno dei suoi romanzi più letti è Cecità (1975).
Nel 1999 la colonia portoghese a Macao nella costa sud della Cina torna indipendente. Lì
rimangono ancora testimonianze portoghese anche nell’architettura.
Nel 2002 il Portogallo lasciò lo scudo e adottò l’euro.
Nel 2004 Durão Barroso diventò Presidente della Commissione Europea.