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L'Iliade

di Omero
Trama L'ira di Achille L'Iliade divisa in 24 libri e si apre con la descrizione dell'ira di Apollo contro i Greci a causa dell'oltraggio inflitto al suo sacerdote Crise. Agamennone, infatti, aveva fatta prigioniera Criseide, figlia di Crise, ma, in seguito alla pestilenza, costretto a restituire Criseide al padre e in cambio pretende Briseide schiava di Achille. Achille offeso si ritira dalla guerra insieme ai suoi Mirmidoni fortissimi guerrieri ed invoca l'aiuto della madre Teti. Il sogno di Agamennone Intanto Agamennone sogna che gli dei sono favorevoli ai Greci, per cui il giorno dopo, fatto un elenco delle navi, decide di portare la battaglia decisiva contro i Troiani. Viene deciso per di limitare il conflitto ad un solo combattimento che si terr tra Menelao e Paride le cui vicende avevano dato origine alla guerra. Paride infatti, aveva rapito Elena, moglie di Menelao. Paride viene preso dal terrore alla vista di Menelao ma, rimproverato da Ettore, lo affronta e sta quasi per soccombere, quando il provvidenziale intervento di Afrodite lo porta in salvo tra le mura di Troia. La guerra dovrebbe essere conclusa con la vittoria di Menelao e quindi dei Greci, ma Atena spinge i Troiani a violare l'accordo, per cui Pandaro scaglia una freccia su Menelao e la guerra ricomincia. La guerra I Troiani non riescono a sostenere l'impeto greco per cui Ettore chiede alla madre Ecuba ed alle donne achee di pregare Atena e, dopo aver salutato, alle porte Scee, la moglie Andromaca ed il figlio Astianatte, ritorna in guerra. Sull'Olimpo gli dei, che armeggiano in favore dell'una o dell'atra parte, vengono redarguiti da Zeus che chiede loro di essere neutrali e di osservare dal monte Ida le sorti dell'imminente battaglia. Gli Achei sembrano in un primo momento avere la meglio ed Agamennone pensa addirittura di abbandonare l'assedio. Ulisse e Nestore sono contrari per cui Agamennone si vede costretto a chiedere scusa ad Achille e a restituirgli la sua schiava Briseide, in modo che questi ritorni in guerra con i suoi potenti guerrieri Mirmidoni. La morte di Patroclo Achille per non accetta, nonostante l'intercessione di Ulisse, ma quando i Troiani stanno per invadere il campo dei Greci, accetta che il suo amico Patroclo guidi i Mirmidoni indossando la sua armatura. I possenti guerrieri riescono a far arretrare gli Achei, e Patroclo, preso dall'entusiasmo, si spinge fin sotto le mura troiane contravvenendo agli ordini di Achille. Quando Patroclo viene ucciso da Ettore, Achille infuriato, chiede aiuto alla madre Teti ed ottiene nuove armi forgiate dallo stesso Vulcano, con le quali si scaglia contro i Troiani, seminando morte e distruzione. Per evitare il completo massacro dei suoi guerrieri, Ettore, ignorando le preghiere del padre e della madre, decide di affrontare Achille e viene ucciso. La morte di Ettore e la fine della guerra Mentre i Mirmidoni rendono a Patroclo i dovuti onori funebri, Achille trascina il corpo di Ettore intorno alla tomba di Patroclo per tre interi giorni, poi, commosso dalle preghiere del vecchio Priamo, restituisce il corpo al padre. L'Iliade si conclude con i funerali di Ettore.