LINGUISTICA GENERALE
1. DIFFERENZA TRA DIACRONIA E
SINCRONIA
La linguistica si divide in due sottocampi:
linguistica generale: si occupa dell’aspetto sincronico, ovvero studia la lingua
durante un determinato periodo storico
linguisitica storica o glottologia: si occupa dell’aspetto diacronico, ovvero
studia la lingua nell’intero arco storico della sua evoluzione
2. COSA VUOL DIRE COMUNICAZIONE?
La comunicazione è il processo nel quale l’emittente comunica un’informazione,
messaggio o affini ad un ricevente, ovvero colui che recepisce/ascolta.
3. DI COSA SI OCCUPA L’ETIMOLOGIA?
L’etimologia fa parte dell’esame diacronico; si occupa dello studio della storia
delle parole attraverso l’indagine dell’origine e dell’evoluzione semantica,
morfologica e fonetica.
4. LINGUA IN DIACRONIA: INNOVAZIONE E
CONSERVAZIONE
La lingua in diacronia studia l’evoluzione della lingua, caratterizzata
dall’intervallarsi di momenti di innovazione e conservazione.
L’innovazione è presente ad esempio nel passaggio dal latino al neolatino:
LINGUISTICA GENERALE 1
1. riduzione della lunghezza delle vocali (nelle lingue romanze le vocali sono
corte)
2. riduzione dittonghi latini
3. nuove dittongazioni romanze
4. sincope (cadute vocali interne)
5. lenizione (indebolimento consonante tra due vocali)
La conservazione invece è caratteristica ad esempio delle lingue ladine,
sopratutto quelle dolomitiche, che non sono soggette ad innovazione e
conservano le loro caratteristiche nel corso del tempo.
5. QUALI SONO I LIVELLI DI ANALISI DELLA
LINGUA?
I livelli di analisi della lingua sono:
1. la fonetica/fonologia: organizzazione del suono dal punto di vista fisico
2. la morfologia: studio delle parti del discorso
3. la sintassi: lo studio della struttura grammaticale
4. la semantica: il significato della parola insieme all’etimologia
6. DIFFERENZA TRA FONETICA E
FONOLOGIA
La fonetica studia i suoni del linguaggio dal punto di vista fisico, come vengono
prodotti, trasmessi e ricevuti.
La fonologia, invece, esamina i suoni dal punto di vista linguistico cioè come i
suoni vengono organizzati e usati nella frase.
Quindi la fonetica si occupa dei suoni reali, la fonologia di come i suoni vengono
utilizzati nella lingua.
LINGUISTICA GENERALE 2
7. CHE COSA E’ LA MORFOLOGIA?
La
morfologia è la parte della linguistica che studia la struttura delle parole, cioè
come sono composte da unità più piccole chiamate morfemi. I morfemi danno
significato alla parola e possono essere di vario tipo: radici (la parte che contiene
il significato principale), prefissi (elementi che precedono la radice), suffissi (che
seguono la radice).
8. LE CONSONANTI: MODO E LUOGO DI
ARTICOLAZIONE
Le conson
anti sono prodotte ponendo un ostacolo parziale o totale al passaggio dell’aria.
Attraverso il modo di articolazione possiamo distinguere:
occlusive: blocco totale del passaggio dell’aria; suono che non può essere
prolungato (es. T)
fricative: il passaggio dell’aria non è bloccato totalmente e si ha un
avvicinamento degli organi (es. S)
approssimanti: il canale quasi si chiude (es. GL)
Per quanto riguarda il luogo di articolazione possiamo distinguere:
(bi)labiali: prodotte dalle labbra o tra le labbra
labiodentali: prodotte tra l’arcata dentale superiore e il labbro inferiore
le dentali: prodotte dai denti
palatali: prodotte dalla lingua contro o vicino il palato duro
velari: prodotte dalla lingua contro o vicino al velo
uvulari: prodotte dalla lingua contro o vicino all’ugula
LINGUISTICA GENERALE 3
faringali: prodotte fra la base della lingua e la faringe
glottidale: prodotte dalla glottide al livello delle corde vocali
9. COSA VUOL DIRE PALATALIZZAZIONE?
La palatalizzazione è un processo fonetico che avviene quando una consonante
viene pronunciata più vicina al palato.
Ciò avviene solitamente con le velari quando esse sono seguite da una vocale
palatale come “i/e”.
es. Centum → cento (la “c” velare diventa palatare)
10. COSA VUOL DIRE LENIZIONE?
La lenizione è un processo di indebolimento delle consonanti occlusive che
vengono indebolite o trasformate in fricative.
caballum → cavallo (la “b” intervocalica è lenita da una v)
11. COSA E’ LA DITTONGAZIONE E LA
MONOTTONGAZIONE?
La Dittongazione è il processo fonetico attraverso cui una vocale semplice
(monottongo) viene trasformata in un dittongo, cioè una sequenza di due vocali
pronunciate insieme in una sola sillaba.
es. focum → fuoco (”o” → “uo”)
La monottongazione è il processo fonetico attraverso cui un dittongo viene
semplificato in una sola vocale.
es. aurum → oro (”au” → “o”)
12. DIFFERENZA TRA FRICATIVE ED
OCCLUSIVE
LINGUISTICA GENERALE 4
La differenza tra le fricative e le occlusive sta nel fatto che nelle fricative gli
organi si avvicinano ma il canale fonatorio non viene chiuso completamente,
come avviene invece nelle occlusive.
Inoltre le fricative hanno un suono che si può prolungare (S) mentre le occlusive
no (T).
13. LE VOCALI IN ITALIANO
Le vocali sono suoni prodotti senza alcun ostacolo nel flusso d’aria; in italiano si
distinguono in toniche (che portano l’accento) ed atone (non portano l’accento).
Le toniche sono 7 e possono essere:
alte
medio-alte
medio basse
basse
Le atone sono 5 e sono solo medio-alte.
Inoltre nella lingua italiana è presente un triangolo vocalico i quali vertici
corrispondono ad una vocale specifica.
14. GLI ALFABETI
L’alfabeto è un sistema convenzionale per rappresentare i segni della lingua.
Esso si evolve insieme alla lingua perché cambia la necessità di
rappresentazione di essa.
Abbiamo vari tipi di alfabeto tra cui:
1. alfabeto fonetico: si trasmette attraverso un grafema, digrammi o trigrammi
ai quali si aggiungono i segni diacritici (es. “umlaot”)
2. alfabeto ideografico: rappresenta l’idea, il concetto (es. alfabeto cinese”)
3. pittogrammi: rappresentano solo il significato della parola e non il suono (es.
geroglifici)
LINGUISTICA GENERALE 5
4. alfabeti speciali: Braille, LIS (lingua italiana segni) e Morse (telegrafo)
15. CHE COSA E’ UN GRAFEMA? E UN
DIGRAMMA?
Il grafema è l’unità più piccola dell’alfabeto (in latino sono le lettere).
Il digramma è un insieme di grafemi usati per rappresentare un suono
nell’alfabeto fonetico.
16. L’EVOLUZIONE DELL’ALFABETO DAL
LATINO ALL’ITALIANO
L’evoluzione dell’alfabeto dal latino all’italiano è caratterizzato dall’introduzione
di digrammi che forniscono soluzioni alternative (es. familiam > famiglia).
17. PERCHE’ L’ALFABETO CAMBIA?
L’alfabeto cambia insieme alla lingua perché cambiano le necessità di
rappresentazione di essa.
18. COME SI RAPPRESENTA
GRAFICAMENTE IN ITALIANO L’OCCLUSIVA
VELARE SORDA?
L’occlusiva velare sorda in italiano è prodotta attraverso un blocco dell’aria posto
nel velo (parte posteriore della bocca), ed essa corrisponde alla lettera “k” oppure
una combinazione di lettere che produce un suono simile (es. “ch”/ “gh / g+
vocale → non “i”).
19. ESEMPI DI GRAFEMI POLIVALENTI IN
ITALIANO
LINGUISTICA GENERALE 6
In italiano, i grafemi possono avere suoni diversi a seconda della parola in cui si
trovano.
Esempi:
“c”
casa/cena
“g”
gatto/gelato
20. CHE COSA E’ UNA COPPIA MINIMA?
La coppia minima sono due parole che si cambiano di significato a causa di una
sola lettera.
es. casa - cassa
21. LA SILLABA
La sillaba è un fonema o combinazioni di fonemi utilizzati per costruire la parola.
Essa può essere formata da vocali o da una combinazione di vocali e consonanti.
22. L’ACCENTO
L’accento indica l’enfasi data su una sillaba, che può essere più forte o lunga
rispetto alle altre sillabe.
In italiano abbiamo un solo tipo di accento, ovvero quello “espiratorio” o
“dinamico”, che dà una maggiore forza alla vocale che portà l’accento.
Altre lingue hanno l’accento musicale, caratterizzato da un maggior
allungamento delle vocali.
23. LUNGHEZZA DEI FONI: DIFFERENZA
TRA LATINO ED ITALIANO*
LINGUISTICA GENERALE 7
In latino la lunghezza dei foni era importante per il significato delle parole, infatti
si avevano vocali lunghe e corte che cambiavano il significato di esse.
pater (padre) → “a” più lunga
patrem (accusativo di padre) → “a” più corta
In italiano la lunghezza dei foni non è importante come nel latino, perchè le
vocali e le consonanti hanno quasi sempre una lunghezza fissa e non cambiano
di significato.
piano, inteso come andare lenti, e piano, inteso come strumento musicale, si
pronunciano allo stesso modo.
24. CLASSIFICAZIONE DELLE LINGUE
Per secoli i grammatici hanno studiato le suddette “lingue vere”, ovvero il latino ed
il greco perchè erano utilizzate nel campo della cultura e della scienza.
Solo dall’Ottoncento si iniziarono a studiare le suddette “lingue vive”, ovvero
quelle ancora in uso (italiano, francese, spagnolo, tedesco..)
Esistono tre tipi di classificazione:
genealogica: classifica le lingue in base alla loro orine comune (es.
indoeuropeo, di cui fanno parte l’italiano, inglese, tedesco..)
tipologica: classifica le lingue in base alle strutture comuni, senza tener conto
della famiglia di origine (compara le varie morfologie)
areale: classifica le lingue che condividono caratteristiche grazie alla loro
vicinanza (senza tener conto della famiglia di origine)
25. LA FAMIGLIA DELLE LINGUE
INDOEUROPEE
La famiglia delle lingue indoeuropee è una delle famiglie linguistiche più grandi e
diffuse al mondo ed esse derivano da un unica lingua madre chiamata proto-
LINGUISTICA GENERALE 8
indoeuropeo.
Le lingue indoeuropee si dividono in:
1. Lingue germaniche: Parlate nell’europa settentrionale (Tedesco, inglese,
olandese, scandinave)
2. Lingue romanze: Derivate dal latino, parlato principalmente in Europa
meridionale (Italiano, spagnolo, francese, portoghese, rumeno).
3. Lingue slave: Parlato in Europa orientale e centrale (Russo, polacco, ceco,
serbo e serbo-croato).
4. Lingue celtiche: Parlato nelle isole britanniche (Irlandese, gallese, bretone).
5. Lingue indo-iraniche: Parlato principalmente in Asia centrale (Hindi, urdu,
persiano)
6. Lingue greche: includono sia il greco moderno e greco antico
7. Lingue baltiche: Parlato in alcune regioni dell'Europa orientale (Lituano)
8. Lingue armene: Parlato principalmente in Armenia (Armeno).
26. INDOEUROPEISTICA
L’indoeuropeistica studia la storia e l’evoluzione della famiglia indoeuropea,
cercando di ricostruire il proto-indoeuropeo per capire come si siano sviluppate
le lingue moderne nel corso della storia.
27. LE LINGUE GERMANICHE
Le lingue germaniche sono un gruppo di lingue appartenenti alla famiglia delle
lingue indoeuropee, parlate principalmente nell’Europa centrale e occidentale.
Esse si dividono in tre gruppi principali:
1. settentrionali: norvegese, svedese e danese
2. occidentali: inglese, tedesco, olandese e afrikaanse
LINGUISTICA GENERALE 9
3. orientali (oggi estinte): gotico e affini
Esse sono importanti per diversi motivi:
globale: ad esempio l’inglese è una delle lingue più parlate al mondo ed ha un
ruolo fondamentale nel commercio
culturale: esse hanno una ricca tradizione letteraria (Sheakspeare, Goethe)
influenza storica: esse sono la base di altre lingue per via delle
colonizzazioni avviate dagli stati che parlano queste lingue
28. LE LINGUE CELTICHE
Le lingue celtiche appartengono alla famiglia delle lingue indoeuropee e sono
principalmente parlate nelle isole britanniche e da un numero ridotto di persone.
Esse si dividono in due gruppi principali:
1. occidentali: irlandese, gallese e bretone (Bretagna francese)
2. orientali (oggi estinte): gallico
Esse sono importanti per diversi motivi:
patrimonio culturale: la mitologia celtica è molto importante per la cultura
europea
lingue minoritarie: in alcune regioni, essendo lingue minoritarie, sono
protette da leggi di stato
rilevanza storica: i celti hanno avuto un impatto importante per la storia
dell’Europa, influenzando l’area inglese e francese
29. LE LINGUE SLAVE
Le lingue slave appartengono alla famiglia delle lingue indoeuropee e sono
principalmente parlate nell’Europa centrale e in alcune regioni dell’Asia.
Esse si dividono in tre gruppi principali:
LINGUISTICA GENERALE 10
1. occidentali: polacco, ceco e slovacco
2. orientali: russo, ucraino e bielorusso
3. meridionali: serbo-croato, bulgaro e macedone
Esse sono importanti per diversi motivi:
popolarità: esse sono lingue parlate da milioni di persone, come il russo che
è inoltre una delle lingue ufficiali dell’ONU
cultura: hanno una ricca letteratura (Dostoevskij, Tolstoj)
influenza storica: sono legate ad eventi storici importanti (ex URSS, conflitto
balcanico anni ‘90)
[Link] NON INDOEUROPEE
Le lingue non indoeuropee variano nella struttura e nel vocabolario rispetto alla
famiglia indoeuropea.
Alcuni esempi sono:
lingue semitiche, parlate in medio-oriente (arabo, ebraico)
lingue uraliche, parlate nell’Europa settentrionale ed Asia (finlandese, estone
e ungherese)
31. QUALI SONO LE LINGUE DELLA
PENISOLA IBERICA?
Le lingue della penisola iberica sono:
castillano
galiziano
portoghese
basco (non indoeuropeo)
LINGUISTICA GENERALE 11
32. QUALI SONO LE LINGUE DELLA
FRANCIA?
Le lingue della Francia sono:
francese
provenzale
tedesco
bretone
basco
corso
33. I SAGGI LADINI E LA COMBINAZIONE DI
ASCOLI
I saggi ladini sono l’opera più importante di Graziadio Isaia Ascoli (linguista).
In essa egli affronta il problema dell’unità linguistica dell’italia post-unitaria,
sostenendo che l’identità di una lingua si definisce attraverso l’analisi sincronica
dei tratti distintivi e le caratteristiche che rendono ogni lingua diversa dalle altre.
34. LINGUE E DIALETTI IN ITALIA
La lingua principale in Italia è l’italiano, che diventa importante in vari ambiti
come la scrittura, i media e le comunicazioni ufficiali.
Tuttavia i dialetti sono conosciuti ed usati in tutta la penisola, anche se in calo.
Il dialetto viene usato in vari contesti:
1. per dispetto: atto di ribellione
2. per trasgressione: rompere le convenzioni linguistiche
3. per difetto: per via di una conoscenza limitata dell’italiano
LINGUISTICA GENERALE 12
4. per ideoletto: usato come lingua creativa
5. per diletto: per rendere più vivace l’espressione, come nel teatro e nella
musica
L’italiano regionale è una variante dell’italiano con influenze del dialetto (più
informale dell’italiano standard).
Inoltre l’italiano standard ha assorbito molte parole dai dialetti.
35. MINORANZE LINGUISTICHE
ALLOGLOTTE
Le lingue alloglotte sono lingue diverse dalla lingua ufficiale dello Stato ed hanno
Stati di riferimento esterni rispetto all’Italia :
comunità tedesca Alto Adige
comunità slovena FVG
comunità francese in Val D’Aosta
Esse inoltre sono tutelate dall’articolo 6 della costituzione.
36. QUALI SONO LE LINGUE REGIONALI
MINORITARIE RICONOSCIUTE IN ITALIA?
PERCHE’ SONO DEFINITE STORICHE?*
Le lingue riconosciute come minoranze linguistiche dalla legge 482/1999 sono:
1. Francese (Valle d’Aosta).
2. Tedesco (Alto Adige/Südtirol Lingue alloglotte
e alcune valli trentine).
3. Sloveno (Friuli-Venezia Giulia).
LINGUISTICA GENERALE 13
4. Ladino (Dolomiti, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli).
5. Friulano (Friuli-Venezia Giulia).
6. Sardo (Sardegna).
7. Francoprovenzale (Valle d’Aosta e Lingue Nazionali (fanno parte del
Piemonte). patrimonio linguistico nazionale)
8. Albanese (Arbëreshë) (Regioni del sud).
9. Greco (Grecanico) (Calabria e Puglia).
10. Catalano (Sardegna).
11. Croato (Molise).
Sono definite storiche perché:
Esistono da secoli nel territorio italiano, spesso da molto prima dell’Unità
d’Italia nel 1861.
Rappresentano comunità radicate culturalmente e linguisticamente in
specifiche aree.
Derivano da migrazioni, dominazioni o evoluzioni linguistiche locali che si
sono consolidate nel tempo
Queste lingue riflettono la diversità storica e culturale dell'Italia e dei contatti con
vari popoli.
37. SONO TUTELATE LE LINGUE DEI ROM E
DEI SINTI IN ITALIA?
Non sono tutelate perché non considerate comunità linguistiche stanziali.
La tutela delle lingue scatta con la storicità e l’insediamento.
38. DOVE SI TROVANO GLI ARBRESH?
Gli arbresh sono comunità albanesi residenti in Italia:
LINGUISTICA GENERALE 14
Campania, Sicilia e Lucania
Esse sono comunità che dal 1400 si sono trasferite dalle aree balcaniche all’Italia
Meridionale per sfuggire ai turchi.
39. DOVE SI PARLA IL FRANCO-
PROVENZALE?
Il franco-provenzale si parla in Francia, in Valle d’Aosta.
40. DOVE SI PARLA IL CATALANO?
Il catalano si parla nelle tre regioni autonome delle Spagna e in Sardegna.
41. IL VENEZIANO E’ UNA LINGUA O UN
DIALETTO?
La differenza tra lingua e dialetto è di tipo socio-linguistica: non riguarda la
grammatica bensì l’ufficialità della lingua e il suo utilizzo.
La lingua infatti ha un carattere ufficiale ed ottiene il riconoscimento da tutti i
parlanti del paese
Il dialetto invece è ristretto ad un’area geografica ed ha un carattere locale.
Il veneziano ad oggi è un dialetto, ma nella Repubblica di Venezia era una lingua.
42. GLI ATLANTI LINGUISTICI
Gli atlanti linguistici sono strumenti della geografia che organizzano i concetti,
studiano le parlate locali e la loro varietà.
43. I TIPI MORFOLOGICI
I tipi morfologici sono i vari modi con cui le lingue costruiscono le parole e
gestiscono i morfemi.
LINGUISTICA GENERALE 15
Quelli più importanti sono:
isolanti: lingue con strutture morfologiche semplici ed essenziali, con parole
formate da un solo morfema che esprime un solo significato (cinese)
agglutinanti: lingue con strutture morfologiche complesse, con parole
formate da più morfemi che hanno ognuno una funzione specifica
flessive: lingue con strutture morfologiche complesse, con desinenze che
indicano più informazioni → canto: la “o” può indicare un sostantivo oppure la
forma verbale
polisintetiche: concentrano in una sola parola molti morfemi, indicando
tramite essa informazioni che in altre lingue si esprimerebbero con una frase
44. DIFFERENZA TRA LINGUE FLESSIVE ED
AGGLUTINANTI
Le lingue flessive hanno strutture morfologiche complesse, caratterizzate da
molte desinenze che forniscono più informazioni.
Le lingue agglutinanti hanno strutture morfologiche complesse, con parole
formate da più morfemi che hanno ognuno una funzione specifica.
45. I TIPI SINTATTICI
I tipi sintattici sono i vari modi di organizzare le parole in una frase in base alle
regole grammaticali della lingua.
In italiano esistono vari tipi di costruzioni sintattiche classificate in base alla:
struttura della frase
funzione della parola
Inoltre esistono vari ordini degli elementi nella frase ma il più comune è SOV
(45% lingue del mondo → es. Giapponese; quello delle lingue romanze è SVO)
46. LA LEGA LINGUISTICA BALCANICA
LINGUISTICA GENERALE 16
La lega linguistica balcanica è un gruppo di lingue che, pur appartenendo a
famiglie diverse, hanno sviluppato caratteristiche comuni a causa del lungo
contatto tra i popoli dei Balcani (classificazione areale delle lingue)
Lingue principali coinvolte:
Albanese
Greco
Macedone
Bulgaro
Rumeno
Serbo-croato
47. DIFFERENZA TRA ROMANIA ANTIQUA E
ROMANIA NOVA
La Romania antiqua indica i territori dove veniva parlato anticamente il latino
(area Impero Romano).
La Romania Nova indica i territori dove il latino (e l’impero romano) non è mai
arrivato.
48. FRAMMENTAZIONE DELLA ROMANIA
La Romania è frammentata in 4 grandi aree con lingue differenti:
Italo-romanzo
Insieme di lingue e dialetti che derivano dal latino ma caratterizzate da forti
differenze regionali.
Si divide in:
settentrionale: influenzato dalle lingue galloromanze (francese e provenzale)
centro-meridionale: toscano e altri dialetti (romanesco, napoletano, siciliano)
LINGUISTICA GENERALE 17
Caratteristiche:
origine latina
ricchezza di dialetti
evoluzione parallela ad altre lingue romanze
Gallo-romanzo
Insieme di lingue e dialetti che derivano dal latino volgare parlati in Francia.
francese
provenzale (occitano; Francia meridionale e Val d’Aosta)
franco-provenzale: misto tra francese ed occitano
gallo-italiche: dialetti del nord (lombardo, piemontese, ligure..)
Caratteristiche:
riduzione delle vocali finali
evoluzione delle vocali (nasalizzazione francese)
palatalizzazione delle consonanti
influenza germanica
Draco-romanzo
Insieme di lingue derivate dal latino volgare parlato nell’Antica Dacia (attuale
Romania e Moldavia).
Esso è parlato principalmente in Romania, Moldavia e piccole comunità dei
balcani.
Caratteristiche:
forti influenze slave
articolo post-posto
presenza di parole latine arcaiche
LINGUISTICA GENERALE 18
fonetica simile alle lingue balcaniche
Ibero-romanzo
Insieme di lingue derivate dal latino volgare che comprende alcune delle lingue
romanze più parlate al mondo, ovvero spagnolo e portoghese.
Inoltre abbiamo:
catalano
galiziano
Caratteristiche:
conservazione vocali latine
lenizione
influenze arabe
49. CHE COSA E’ IL LATINO E QUANTI
LATINI CONOSCIAMO?
Il latino è una lingua che appartiene alla famiglia delle lingue indoeuropee, ed è il
precursore delle lingue romanze.
Conosciamo:
latino arcaico → forma più antica del Latino; lingua delle prime tavolette di
pietra (primi secoli di Roma)
latino classico → forma del latino più raffinata, usata dai grandi autori latini
come Virgilio; usata per le materie scientifiche e filosofiche
latino tardo → forma del latino più semplificata, parlato nell’ultimo periodo
dell'Impero Romano e nella prima fase del Medioevo
50. LATINO PARLATO E SCRITTO
Il latino parlato:
LINGUISTICA GENERALE 19
più fluido e meno rigido del latino scritto
semplificazione delle strutture grammaticali e a riduzione uso di forme
verbali complesse (favorire l’oralità quotidiana)
influenze linguistiche esterne, come quelle celtiche, greche, germaniche e
semitiche
in base alla zona dell’impero subiva notevoli modifiche (origine alle lingue
romanze)
Il latino scritto:
seguiva rigidamente le regole grammaticali
nei testi scritti si usavano costruzioni molto più complicate rispetto all’oralità
ricco di figure retoriche e lessico più ricercato
i documenti ufficiali erano scritti con un latino standardizzato, con meno
variazioni rispetto a quello parlato
51. COSA SONO IL SOSTRATO, L’ADSTRATO
E IL SUPERSTRATO?
Il sostrato è l’insieme di elementi linguistici che una lingua assimila da una lingua
già presente nel territorio es. influenza delle lingue dei popoli dominati sulla
lingua dei conquistatori (e viceversa).
L’adstrato è l'influenza reciproca tra due lingue di uguale importanza, che sono
in contatto senza che una prevalga sull'altra (si influenzano l’un l’altra).
Il superstrato è l’influenza di una lingua dominante esercita sulle lingue locali
(es. conquistatori su popolazioni già esistenti).
La lingua locale non viene sostituita ma fortemente influenzata nel vocabolario e
nella pronuncia.
LINGUISTICA GENERALE 20
52. FUNZIONE DEL LATINO DOPO LA
CADUTA DELL’IMPERO E QUANDO NON
VENNE PIU’ PARLATO
Il latino dopo la caduta dell’impero (e quando non venne più parlato) divenne la
lingua della cultura, usata per la scrittura, religione e studi scientifici.
Inoltre divenne il precursore delle lingue romanze.
53. PAROLE D’ORIGINE GERMANICA NELLE
LINGUE NEOLATINE
Le parole d’origine germanica nelle lingue neolatine spesso sono legate a
concetti di guerra, gerarchie sociali e parti del corpo.
es. guerra → werra
54. IL VOCALISMO TONICO DAL LATINO
ALL’ITALIANO
Il vocalismo tonico nel passaggio dal latino all'italiano ha subito numerosi
cambiamenti
fonetici che hanno influenzato la struttura delle parole e sulla loro pronuncia.
perdita vocali finali (”amicus" diventa in italiano "amico")
perdita lunghezza delle vocali toniche
riduzione e semplificazione dei dittonghi
aggiunta di dittonghi con le vocali “e” “o” (caelum" diventa "cielo”)
55. CHE COSA SONO I “NESSI MUTA CUM
LIQUIDA”? CHE ESITI DANNO NELLE
LINGUISTICA GENERALE 21
LINGUE NEOLATINE?
I "nessi muta-cum liquida" sono dei cambiamento nei suoni che avviene quando
una consonante nasale (come m o n) si trova vicino ad una consonante liquida
(come l o r).
Essi si combinavano in modo che il suono avesse una pronuncia più facile e
fluida.
es. florem → fiore
56. GENERE NATURALE E GENERE
GRAMMATICALE
Il genere naturale si riferisce alla distinzione tra maschile e femminile che
riguarda esseri viventi (come animali e persone).
Ad esempio, nel caso degli esseri umani, parliamo di "maschio" e "femmina".
Il genere grammaticale si riferisce alle parole e non il loro significato biologico.
Ad esempio, in italiano, anche oggetti o concetti astratti sono classificati come
maschili o femminili (come "tavolo" (maschile) e "sedia" (femminile)).
57. RUMENO, UNA LINGUA PARTICOLARE
DEL LATINO
Il rumeno è una lingua romanza di origine latina che però ha avuto un evoluzione
differente rispetto alle altre lingue romanze.
Infatti ha avuto influenze slave, greche e turche a causa della sua posizione tra
Europa ed Asia.
Ha mantenuto il genere neutro (che le altre lingue romanze hanno perso) ed ha
una struttura dell’articolo differente.
LINGUISTICA GENERALE 22
58. SUPERLATIVO TRA FORME SINTETICHE
ED ANALITICHE
In latino il superlativo era principalmente sintetico, formato direttamente con un
suffisso (es. fortissimus).
In italiano e altre lingue romanze il superlativo è diventato analitico nella maggior
parte dei casi, utilizzando un modificatore come "molto" o "più" posto prima
dell'aggettivo (es. molto forte).
Per il superlativo assoluto, l'italiano conserva ancora una forma sintetica con il
suffisso issimo (es. fortissimo).
Le lingue romanze presentano quindi una combinazione di forme sintetiche e
analitiche per esprimere il superlativo.
MODIFICATORI A SINISTRA ED A DESTRA
I modificatori in latino erano a destra (es. -imus) mentre in italiano sono a
sinistra (es. molto).
59. COSA SONO GLI ORONIMI E GLI
IDRONIMI?
Gli oronimi sono i nomi delle montagne o delle catene montuose.
Essi derivano dal greco "oros" (montagna) e "onoma" (nome).
es. Alpi e Appennini
Gli idronimi sono i nomi dei fiumi, laghi, mari e acque in generale.
Essi derivano dal greco "hydor" (acqua) e "onoma" (nome).
es. Po e Mediterrano
60. ALTERNANZA DI GENERE: COME SI
CREA IN ITALIANO?
LINGUISTICA GENERALE 23
L’alternanza di genere in italiano può avvenire in due modi:
omofonia: Parole che si pronunciano allo stesso modo ma appartengono a
generi diversi e hanno significati diversi
Queste parole
non sono una vera alternanza di genere, ma causano una confusione a
causa della loro somiglianza fonetica (es. cielo/cella)
alternanza alla medesima radice: parole che condividono una parte di
significato ma si sono specializzati in modi diversi.
es. cassetto/cassetta - filo / fila
61. I SUFFISSI VALUTATIVI E IL CAMBIO DI
GENERE
I principali tipi di suffissi valutativi in italiano sono:
1. Diminutivi: esprimono l'idea di piccolezza o inferiorità (a volte con una
connotazione affettuosa) → -ino, -etto, -ello
2. Vezzeggiativi: sono simili ai diminutivi, ma più orientati a esprimere affetto o
tenerezza verso qualcosa o qualcuno → stesso diminutivi
3. Accrescitivi: indicano grandezza o importanza, a volte con una connotazione
di esagerazione o intensificazione → -one, -accia
4. Peggiorativi e dispregiativi: esprimono peggioramento o disprezzo, dando
un significato negativo alla parola base→ -accio, -astro, -igno
62. IL GENERE COSTITUISCE UN
UNIVERSALE LINGUISTICO?
Il genere grammaticale non è un universale linguistico, poiché non tutte le lingue
lo esprimono.
Esistono lingue in cui il genere non è segnato e lingue che utilizzano altre forme
grammaticali non legate al genere come lo intendiamo nelle lingue indoeuropee.
LINGUISTICA GENERALE 24
63. COME SI ESPRIME IL PLURALE IN
LATINO E NELLE LINGUE ROMANZE?
In latino, il plurale si formava cambiando la vocale finale della parola al
nominativo e adattando gli altri casi di conseguenza.
Le lingue romanze prendono spunto dal latino, ma in alcuni casi la formazione del
plurale segue due modelli principali:
1. Plurale sigmatico (con l'aggiunta della "s"): come nello spagnolo, nel
francese e nel portoghese.
2. Plurale vocalico (modificando la vocale finale): come in italiano e rumeno,
dove si cambia la vocale finale per formare il plurale
64. QUANTI TIPI DI PLURALE ABBIAMO IN
ITALIANO?
In italiano, il plurale prevalente è quello vocalico, che cambia la vocale finale dei
sostantivi. Questo tipo di plurale si usa nella maggior parte dei casi, e si ottiene:
Maschile: da o a i (es. poeta → poeti)
Femminile: da a a e (es. figura → figure)
Inoltre sono presenti dei plurali irregolari come:
uomo → uomini
65. QUALI SONO LE STRATEGIE DI
ACCRESCIMENTO DELLA LINGUA? / QUALI
SONO LE STRATEGIE DI PAROLE NUOVE? /
COME SI FORMANO I NOMI COMPOSTI? /
COME POSSIAMO MODIFICARE LE PAROLE
PER OTTENERNE ALTRE?
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Le strategie indogene riguardano la creazione di nuove parole utilizzando parole
già esistenti nella lingua, senza introdurre elementi esterni
Indogene: Creazione di parole nuove partendo da parole esistenti, tramite
modifiche. Ad esempio, giornale → giornalista.
Composizione: Unione di due o più parole esistenti per formare una parola
nuova. Ad esempio, portapenne, parapiglia.
Derivazione: Modifica della forma di una parola tramite l'aggiunta di suffissi o
prefissi per cambiare il significato o la funzione grammaticale. Ad esempio,
scrivere → scrittura, giornale → giornalista.
66. STRATEGIA DELLA DERIVAZIONE
Modifica della forma di una parola tramite l'aggiunta di suffissi o prefissi per
cambiare il significato o la funzione grammaticale.
scrivere → scrittura, giornale → giornalista.
67. DIFFERENZA TRA PREFISSI PRODUTTIVI
E NON PRODUTTIVI
La differenza tra prefissi produttivi e prefissi non produttivi riguarda la capacità
di un prefisso di generare nuove parole nella lingua.
Prefissi produttivi: Sono attivi nella lingua e vengono usati frequentemente
per creare nuove parole. Esempi: "ri-", "in-", "pre-", "dis-" → ripetere,
ricominciare; invisibile, incapace..
Prefissi non produttivi: Sono meno comuni e non sono più usati per formare
nuovi termini. Esempi: "co-", "sub-", "per-" → composto, cooperare;
sottoscritto, subire..
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68. NEL PROCESSO DERIVATIVO LA
CATEGORIA GRAMMATICALE SI
CONSERVA O MUTA?
Le categorie grammaticali sono i diversi gruppi in cui le parole vengono
classificate in base alle loro funzioni all'interno della frase. Le categorie
grammaticali principali includono:
Nomi: indicano persone, cose, luoghi, concetti, ecc.
Verbi: indicano azioni, stati o eventi.
Aggettivi: descrivono o qualificano i nomi.
Avverbi: modificano verbi, aggettivi o altri avverbi.
Articoli: determinano il nome a cui si riferiscono.
Le parole possono cambiare categoria grammaticale tramite il processo di
derivazione (aggiungendo suffissi) o attraverso la conversione (senza
cambiamento morfologico).
La funzione di una parola dipende dal contesto in cui è usata e può determinare
se una parola si mantiene nella stessa categoria grammaticale o cambia.
Quindi possiamo dire che la categoria grammaticale aiuta a definire il ruolo di
una parola, ma essa può anche cambiare in base al significato che vogliamo
esprimere.
69. PREFISSI IN ITALIANO DI ORIGINE
GRECA E LATINA
Gli influssi greci e latini sono stati fondamentali per la formazione del lessico
italiano, in particolare nelle aree scientifiche e tecniche.
I prefissi greci (come bio-, crono-, foto-, geo-) sono spesso usati in ambito
scientifico e religioso.
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I prefissi latini (come multi-, super-) contribuiscono alla creazione di un
linguaggio formale e preciso.
70. CHE COSA SONO LE FORMAZIONI
PARASINTETICHE?
Le formazioni parasintetiche sono parole che nascono dall'unione simultanea di
un prefisso e un suffisso.
La parasintesi consente di creare parole che non esistono senza entrambe le
modifiche (sia il prefisso che il suffisso).
Se uno dei due morfemi venisse rimosso, la parola perderebbe il suo significato o
non sarebbe grammaticalmente corretta.
es. sbattere": "s-" (prefisso) + "-are" (suffisso verbale) = "battere con forza
71. COSA E’ LA POLITICA LINGUISTICA?
La politica linguistica riguarda le decisioni governative sul uso e la gestione delle
lingue in un dato paese o regione.
Può includere misure come la creazione di cartelli bilingui, l'introduzione di
lingue ufficiali, la protezione delle lingue minoritarie e rappresenta l'identità di
una nazione.
72. COSA E’ L’INGEGNERIA LINGUISTICA?
L'ingegneria linguistica è un campo che unisce linguistica e tecnologia per
modellare, modificare e gestire le lingue.
Essa consente di intervenire sul linguaggio in modo mirato per raggiungere
specifici obiettivi sociali, culturali o politici.
73. L’ITALIANO DEI GIORNALI, DEL CINEMA,
DELLA PUBBLICITA’, DEI MEDIA, DELLA
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TELEVISIONE E DEI SOCIAL
Ogni settore contribuisce a modellare l'italiano in modi differenti, rispondendo a
necessità comunicative specifiche.
GIORNALI
La lingua dei giornali è formale, ma chiara e comprensibile.
Usa un linguaggio tecnico per temi specifici come economia e politica.
Recentemente, si è evoluta verso uno stile più colloquiale con l’uso di mezzi
digitali.
CINEMA
La lingua cinematografica è creativa, spesso informale e colloquiale, con
espressioni regionali per caratterizzare i personaggi.
Si utilizza anche un italiano più colto o standard, soprattutto per raggiungere più
fasce del pubblico.
PUBBLICITA’
La lingua della pubblicità è persuasiva e mira a catturare l'attenzione con frasi
brevi, slogan e giochi di parole.
Utilizza un linguaggio accattivante e innovativo, spesso con anglicismi, per
risultare moderno e internazionale.
SOCIAL E MEDIA
Nei social e nei nuovi media, l'italiano è informale, con abbreviazioni, emoticon,
hashtag e anglicismi.
Il linguaggio è colloquiale riflettendo l'evoluzione sociale
TELEVISIONE
La televisione usa un italiano adattato al pubblico di massa, con un registro
neutro e accessibile. Nei programmi di intrattenimento è più informale e
giovanile, mentre nei notiziari e documentari è più formale.
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74. DIFFERENZE TRA LINGUE E DIALETTO
Dal punto di vista linguistico, non ci sono differenze strutturali: tutte le lingue e
tutti i dialetti hanno parole, frasi, lessico e morfologia.
La differenza risiede nell'uso, che varia in base ai motivi ed i tipi di
comunicazione.
75. COSA E’ LA DIGLOSSIA? COSA E’ IL
BILINGUISMO?
Diglossia: Alternanza tra due codici linguistici (come lingua e dialetto) con
funzioni diverse, dove uno è usato in contesti formali e l'altro in ambiti più
informali.
Bilinguismo: Uso di due lingue sullo stesso livello, entrambe adatte a svolgere le
stesse funzioni in diversi contesti.
76. DIFFERENZA TRA COMPETENZA
ATTIVA E PASSIVA
La competenza attiva consiste nella capacità di esprimersi in una lingua, quindi
parlarla o scriverla.
La competenza passiva riguarda invece la capacità di comprendere la lingua, sia
ascoltandola che leggendo, senza necessariamente saperla parlare o scrivere.
77. ESEMPI DI ESPRESSIONI ITALIANE DI
ORIGINE DIALETTALE
es. far ridere i polli → origine lombarda
es. tiè → dialetto romano
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78. IL PRESTITO LINGUISTICO ED IL CALCO
LINGUISTICO
Prestito linguistico: Consiste nell'adottare direttamente una parola da un'altra
lingua per arricchire il lessico. Esempio: basket dall'inglese.
Calco linguistico: È un procedimento che traduce letteralmente o adatta il
termine straniero nella lingua ricevente, rispettandone le strutture.
Esempio: pallacanestro come traduzione di basketball.
Entrambi servono ad ampliare il vocabolario.
79. I PRESTITI DI NECESSITA’ E I PRESTITI
DI LUSSO
Il prestito di necessità si verifica quando una lingua adotta un termine straniero
per descrivere un oggetto o concetto nuovo, per cui non esiste una parola
equivalente.
basket per indicare lo sport introdotto dall'inglese.
Il prestito di lusso, invece, arricchisce il linguaggio con termini stranieri anche se
esistono già alternative nella lingua.
cuoco → chef
80. ESEMPI DI PRESTITI GERMANICI
ALL’ITALIANO
I prestiti germanici nell'italiano derivano dai contatti con popolazioni come Goti,
Longobardi e Franchi, e si distinguono in antichi e moderni.
Antichi: Parole integrate nel volgare, come guerra (gotico)
Moderni: Termini legati alla cultura tedesca, come strudel, kitsch e blitz.
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