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FALENE

Le falene sono degli insetti che, come le farfalle, appartengono all'ordine dei Lepidotteri. Hanno abitudini generalmente notturne. Le antenne delle falene, a differenza di quelle delle farfalle, possono avere diverse forme: pennate o bipennate, cio ramificate come un pettine, filiformi, a bastoncello, ecc., mentre le ali, a riposo, sono chiuse a tetto o aperte. La distinzione tra farfalle e falene non risponde a una classificazione scientifica tassonomica, ma deriva dall'uso comune. In base a tale distinzione "popolare", alcuni autori del passato hanno proposto una distinzione tra Ropaloceri o "Rhopalocera" (farfalle) ed Eteroceri o "Heterocera" (falene) che per non scientificamente accettata. Nella classificazione moderna ai Ropaloceri corrispondono le superfamiglie Hesperioidea e Papilionoidea, mentre gli Eteroceri sono un gruppo eterogeneo privo di alcuna validit, essendo formato da superfamiglie anche molto lontane tra loro dal punto di vista evolutivo. Unaltra distinzione di comodo del passato tra macrolepidotteri o Macrolepidoptera (che comprendono le farfalle e le famiglie di falene di dimensioni maggiori) e microlepidotteri o Microlepidoptera (le famiglie con esemplari di dimensioni minori, a volte anche solo 2 mm di apertura alare, anche se alcuni sono in realt pi grandi). Gli eteroceri vengono talvolta indicati anche come macroeteroceri o Macroheterocera per distinguerli dai microlepidotteri. Queste distinzioni, pur non essendo pi ritenute valide, vengono talvolta ancora utilizzate dagli entomologi per ragioni pratiche, dato che corrispondono a differenze nei metodi di studio dei diversi gruppi.

Abituati ai colori decisi e a volte sgargianti delle farfalle diurne, spesso ignoriamo o comunque osserviamo meno i lepidotteri notturni, le falene. I lepidotteri ebbero origine in un periodo in cui iniziarono a proliferare le piante con i fiori, i resti fossili pi antichi di falena sono datati tra 100 e 140 milioni di anni, hanno avuto quindi origine 100 milioni di anni prima delle farfalle. Ci ha fatto scaturire la curiosit ad approfondire qualche abitudine di questi insetti una comunissima falena, la Autographa gamma che ogni anno provvede regolarmente a divorare le foglie di qualche geranio e pianta di menta che abbiamo sul terrazzo. Dopo averla allevata ed aver assistito al suo ciclo vitale (foto) abbiamo pensato di approfondire un podi pi la vita di alcuni di questi lepidotteri. La prima caratteristica che ci saltata allocchio nel confronto tra quellii diurni e notturni la massiccia presenza di pelo da parte di questi ultimi. Questa peluria a volte molto compatta fondamentale per la sopravvivenza dellinsetto, persino le antenne in alcune specie sono piumate a forma di pettine (foto), e captano i movimenti e gli odori presenti nellambiente permettendo di individuare cibo o un possibile compagno/a. Ecco spiegato perch spesso non sono molto appariscenti, non possono sperare al buio di attirare lattenzione dei partner con i colori delle loro ali. Vi inoltre una distinzione "popolare", alcuni autori del passato hanno proposto una distinzione tra Ropaloceri o "Rhopalocera" (farfalle) ed Eteroceri o "Heterocera" (falene) che per non scientificamente accettata. La distinzione si basa sulla forma delle antenne. Nei ropaloceri le antenne sono clavate, cio terminano con un rigonfiamento. Negli eteroceri le antenne possono avere diverse forme: bipettinate, filiformi, a bastoncello. Le FALENE o FARFALLE NOTTURNE appartengono allordine dei lepidotteri (che in greco significa ali squamose) per la struttura caratteristica delle loro fragili ali, coperte da migliaia di sottili squame sovrapposte che, nelle specie NOTTURNE, presentano generalmente colori spenti e freddi. Cercando una sostanziale differenza tra farfalle e falene abbiamo capito che non semplice individuarla e la semplice domanda: Qual la differenza tra farfalle e falene? non trova una risposta ovvia, poich non esiste una specifica differenza. Le farfalle sono quasi esclusivamente insetti a volo diurno, mentre la maggior parte delle falene sono notturne; ve ne sono per molte che volano di giorno e alcune fornite anche di colori brillanti, tanto da venire scambiate per farfalle. Si dice spesso che la posizione di riposo permette di distinguere le farfalle dalle falene: normalmente le prime riposano con le ali chiuse verticalmente sopra il dorso, mentre le falene tengono generalmente le ali sui lati opposti oppure a forma di tetto

sopra il corpo (foto). Vi sono per delle eccezioni: alcune Hesperiidae, per esempio, tengono le ali ripiegate a forma di tetto sopra il corpo, mentre certe Geometridae si posano con ali tenute verticalmente sopra il corpo (foto). Le antenne sono la guida migliore per il riconoscimento: tutte le farfalle hanno piccoli bottoni sulle loro estremit (foto), mentre le falene hanno abitualmente antenne quasi pelose o piumose (foto). Ma anche questa regola ha le sue eccezioni, poich le falene diurne Zygaenidae hanno antenne nettamente claviformi e sono regolarmente scambiate per farfalle (foto). necessario osservare le ali per stabilire se questi insetti sono realmente falene. Guardando la superficie inferiore, si noter un esile Tirante che spunta dalla base dellala posteriore e si dirige in avanti per infilarsi in una piccola sede situata nellala anteriore. Questo tirante chiamato frenulo e ha lo scopo di unire le due ali in modo da assicurare luniformit del battito. Detto questo, necessario ribadire che la distinzione fra farfalle e falene totalmente artificiosa e ininfluente. La maggior parte delle lingue europee non fa grande differenza: in francese, ad esempio, le farfalle sono chiamate Papillons diurnes e le falene papillons nocturnes. Il numero delle farfalle di circa 20.000 specie e rappresenta solo 15 delle 80 famiglie di lepidotteri. Le altre appartengono alle specie delle falene. Per documentare alcune particolarit di questi lepidotteri, abbiamo necessariamente dovuto osservare alcuni soggetti appartenenti a diverse famiglie tra cui: Limacodinae, Noctuidae, Arctiidae, Lymantriidae, Geometridae, Sphingidae, Saturniidae, Lasiocampidae, Zygaenidae, Notodontidae, Hepialidae e Crambidae. Un piccolo lepidottero, una volta incluso nella categoria dei micro lepidotteri, ma con caratteristiche interessanti Pterophorus pentadactylus rappresentante della famiglia degli Pterophoridae. Ha le ali costituite da appendici piumate (nei paesi di lingua inglese conosciuto come The White Plume Moth), due appendici sulle anteriori e tre sulle posteriori (il nome greco appunto pentadactylus, con 5 dita). Ha unapertura alare di 2 3 cm e la larva si nutre di convolvolo, ha volo notturno e la si trova da giugno ad agosto. Sempre una volta appartenente alla famiglia dei microlepidotteri (a causa delle piccole dimensioni: da 8 a 20 mm di apertura alare) sono gli Adelidae. Gli adulti volano di giorno in pieno sole o al crepuscolo e si nutrono del nettare dei fiori di piante erbacee. Spesso i maschi volano numerosi intorno ai rami dove sono posate le femmine. Le larve inizialmente scavano mine nelle foglie o nei fiori, successivamente si nutrono di foglie cadute al suolo, protette da un astuccio costruito da loro stesse con frammenti vegetali. Ogni specie monofaga, cio si nutre solo di una determinata specie vegetale. La spiritromba ben sviluppata e ricoperta di scaglie alla base. I maschi hanno occhi composti molto grandi e le loro antenne filiformi possono misurare fino a quattro volte la lunghezza del

corpo: sono le pi sviluppate di tutti i lepidotteri Per noi sempre emozionante mettersi a ricercare i soggetti bersaglio delle nostre uscite fotografiche, la cosa sorprendente e difficile da gestire, data dal fatto che per quanto si cerchi una pianta o un insetto, magari poco conosciuto, la quantit di informazioni che saltano fuori immensa. Anche le semplici osservazioni, della vita, dello sviluppo, degli habitat o la metamorfosi se si tratta di insetti, sono difficilmente descrivibili. Ecco che allora si pu veramente ringraziare la tecnica della macrofotografia, che in questi casi aiuta a divulgare ci che si osservato in maniera pi comprensibile a tutti, appassionati e non. Tornando alle nostre falene una delle cose pi curiose e nello stesso tempo affascinante, nelle specie da noi osservate, il fenomeno della ninfosi, e a riguardo dello sviluppo e metamorfosi il fatto che i bruchi possono anche raddoppiare di dimensioni tra una muta e l'altra. Oppure scoprire che il battito veloce delle ali, caratteristico di tutti gli eteroceri (farfalle notturne) serve pi che altro a scaldare i muscoli deputati al volo, che per funzionare hanno bisogno di temperature di 30 gradi e oltre. Vi sono famiglie di falene che hanno la particolarit di essere dotate di organi acustici toracici per individuare i pipistrelli come nel caso dei Noctuidae. Una delle pi grandi falene appartenente a questa famiglia (apertura alare 7 cm circa) la Mormo maura, volatrice notturna, di giorno trova riparo in nascondigli bui. Inoltre alcune falene, che come abbiamo gi detto hanno ali anteriori con colorazione piuttosto spenta, mentre quelle posteriori talvolta presentano colori accesi come nel caso della Catocala nupta (Noctuidae) Abbiamo avuto la fortuna di assistere allimpupamento di una tra le pi grandi falene europee, la Saturnia Pyri (foto di E. Biggi www.anura.it), in qualche giorno ha tessuto il bozzolo, si sigillato allinterno (foto) e a distanza di un anno stiamo ancora aspettando che sfarfalli, a volte ci impiegano pi di un anno !! Vi sono anche specie che non costruiscono bozzoli, bens si interrano per crearsi un ricovero sicuro dove trasformarsi in crisalide (ad es. alcuni Lymantriidae e Geometridae) (foto): quindi a seconda della specie bisogna provvedere a fornire nel caso di allevamento in cattivit, il materiale adatto. Alcune falene della famiglia degli Arctiidae, come la Cymbalophora pudica, passano tutto l'inverno sotto forma di larva, nutrendosi di notte. A primavera trovano un rifugio sicuro (ad esempio sotto i sassi) e qui si trasformano in pupa attendendo l'estate per sfarfallare. I bruchi con ninfosi sotterranea scendono dalle piante e iniziano a spostarsi nervosamente nel terreno, in cerca di un posto dove possono scavare indisturbati. Spesso l'imminenza della ninfosi si riconosce dal fatto che i bruchi rilasciano escrementi insolitamente abbondanti. La trasformazione del bruco in crisalide avviene alcuni giorni dopo la costruzione del bozzolo o del

ricovero sotterraneo. Altri invece come nel caso dei Lasiocampidae, hanno la caratteristica di vivere gregari sulle piante che li ospitano. La Macrothylacia rubi, come tutte le appartenenti a questa specie ha la caratteristica di essere piuttosto robusta e con corpo pesante, la sua larva ha ciuffi di peli sul dorso e sui fianchi. Alcune falene sono dannose per le piante come ad esempio la Lymantria dispar (il Bombice dispari o limantria) un polifago delle piante fruttifere (come melo, vite, ecc.) e, soprattutto, delle piante ornamentali e forestali. Il danno provocato dagli stadi larvali, essendo un vorace defogliatore. Il Bombice dispari sverna da uovo e compie una generazione annuale; gli adulti compaiono in luglio. La Thaumetopoea pityocampa (foto) meglio conosciuta col nome di processionaria del pino, invece considerata come uno dei principali fattori limitanti per lo sviluppo e la sopravvivenza delle pinete del Mediterraneo. Attacca prevalentemente piante delle specie Pinus nigra e Pinus sylvestris, ma talvolta danneggia anche Pinus halepensis, Pinus pinea e Pinus pinaster; di rado attacca Pinus strobus, ed in via del tutto eccezionale pu attaccare larici e cedri. Questo insetto conosciuto anche perch nocivo per le specie a sangue caldo, uomo compreso. Una falena che abbiamo spesso incontrato, e osservato anche in fase di accoppiamento stata lEuplagia quadripunctaria (Arctiidae) il sinonimo Callimorpha Quadripunctaria. Questo lepidottero tutelato dalla direttiva comunitaria 92/43 Direttiva habitatper la minima salvaguardia di questa specie. (foto). E una farfalla particolarmente affezionata ai fiori di Eupatorium Cannabinum, tiene le ali regolarmente disposte a tetto e quelle posteriori sono rosse con macchie nere (visibili solo se in volo). Molto simile alla precedente, l Arctia villica che con un po di fortuna abbiamo seguito dalla deposizione delle uova sino alla schiusa. Questa falena ha una sola generazione e sverna da bruco, infatti non abbiamo ancora osservato la sua ninfosi (foto). Qualche attenzione in pi la meritano tre Sphingidae, il primo Hemaris Tytius la sfinge travestito da bombo !!!!! Mimetismo incredibile (foto); e il secondo linconfondibile: Sfinge del gallio, Sfinge colibr, ovvero il Macroglossum stellatarum. Quest'ultimo tra le sfingidi pi piccole: le ali anteriori sono grigiastre con bande trasversali sottili e pi scure. Le ali posteriori sono rossoarancione. La spirotromba decisamente lunga (quanto il corpo dellindividuo e da qui il nome di questa specie: Macroglossa = lingua grande). Allestremit delladdome presente un caratteristico ciuffo di peli, bianco e nero (foto), che funge da timone e stabilizza il volo; si tratta di una sorta di convergenza strutturale con alcuni uccelli come il colibr di cui ricorda il volo. vi sono alcune Sphingidae dotate di spiritrombe lunghe fino a 10 cm, con cui possono raggiungere in profondit il nettare dei fiori tubulari di Nicotiana e caprifoglio. Per la variet di specie visitate questa farfalla riveste un ruolo importante per la fecondazione delle piante. Durante il volo emette un caratteristico ronzio che, spesso, fa si che venga scambiata per un dittero o imenottero. Difficilmente troveremo un individuo posato in quanto resta in aria anche mentre si nutre. Quando si posa accosta le ali anteriori in posizione planare, coprendo parzialmente le ali posteriori, e lasciando scoperto laddome.

Tra le grandi Sphingidae spicca la Sfinge del convolvolo (Agrius convolvuli) che ha dimensioni comprese tra i 9 e i 12 cm di apertura alare. Questa potente falena anche una migratrice che raggiunge il Nord Europa regolarmente. Si mimetizza perfettamente sulla corteccia degli alberi quando ha le ali a riposo che tengono nascoste le macchie rosse e rosa che ha sul torace. Un'altra comune falena diurna la diffusa e comune Amata phegea (Arctiidae) (foto) Studiando le falene facile imbattersi in una controversa questione, quella del geometra delle betulle, la Biston betularia. Che cosa successo alla Biston betularia? All'inizio la variet pi chiara di questa farfalla era pi diffusa di quella scura. La variet chiara si confondeva meglio col colore chiaro del tronco degli alberi ed era quindi pi protetta dall insidia degli uccelli. Ma in seguito, dopo anni e anni di inquinamento industriale, il tronco degli alberi si fece pi scuro. Ora il colore chiaro delle farfalle era diventato un pericolo, perch gli uccelli le individuavano pi rapidamente e le mangiavano. Di conseguenza la variet pi scura della Biston betularia, ritenuta un mutante, sopravvisse pi agevolmente perch gli uccelli avevano difficolt a individuarla sugli alberi anneriti dalla fuliggine. La variet pi scura divenne presto quella dominante Ma la Biston betularia si stava forse evolvendo in qualche altro tipo di insetto? No, era sempre la stessa farfalla, semplicemente di colore diverso. Pertanto il periodico medico inglese On Call ha criticato il ricorso a questo esempio come presunta prova dellevoluzione darwniana, dicendo: "Questa un ottima dimostrazione del ruolo del mimetismo, ma, dal momento che si inizia e si finisce con farfalle senza assistere alla formazione di alcuna nuova specie, piuttosto irrilevante come prova dellevoluzione. Lo sapevate che... Nell'800 il grande naturalista Henry Fabre pens per primo alla possibilit di eseguire un semplice esperimento adatto ad evidenziare la potenza dei ferormoni: posta una femmina di Saturnia in una gabbietta, egli cont, nel corso di una sola notte, l'arrivo di una quarantina di maschi.