UNGARETTI
Nasce nel 1888 ad Alessandria d'Egitto da genitori italiani, e completa la sua formazione letteraria a
Parigi, rendendolo molto aperto alle diverse culture.
Si arruola nell'esercito italiano durante la I Guerra Mondiale, esperienza che lo segna molto
spiritualmente perché entra a contatto con la precarietà dell'umanità e il male, temi che indaga
spesso.
> qua, nel 1916, compone la raccolta Il Porto Sepolto, che poi viene inglobata da Allegria
In seguito alla I Guerra, lui aderisce al partito fascista; inoltre si converte al cattolicesimo come
soluzione alle sue questioni esistenziali.
Negli anni 30 si trasferisce in Brasile come insegnante universitario di letteratura, e lì muoiono suo
fratello e il figlio di 9 anni
> scrive la raccolta Il Dolore, 1947
Negli anni 40 ritorna a Roma dove lavora su una grande raccolta di tutte le sue opere (Vita di un
Uomo, Tutte le Poesie, 1969) e muore nel 1970.
POETICA
• Il poeta della parola: lui isola le parole, facendole acquistare la loro massima potenza per il loro
significato
> lavoro diverso da Quasimodo che le estrae dalla realtà; in Pascoli i loro significati ne sono ancora
attinenti
• Per lui il senso della poesia è perfezionare l'uomo
• Le sue fonti di ispirazione vanno dai classici fino alla modernità, come il simbolismo (per
l'importanza della sonorità della parola e il senso spirituale superiore del poeta) e provengono da
diverse nazionalità.
L'ALLEGRIA
Inizialmente aveva il titolo di Porto Sepolto (1916) ma lungo il tempo viene amplificata,
chiamandosi "Allegria dei Naufragi" e infine "L'Allegria", pubblicata definitivamente negli anni 30.
Apparentemente sembra il diario di un soldato perché tutte le poesie sono datate con luogo e
data, ma in esse racconta anche dei concetti e sentimenti universali dell'uomo.
> La poesia in trincea è diventata uno spazio di consolazione e amore per lui.
Il Porto Sepolto fa riferimento a un luogo nascosto, dove il poeta va ad indagare per poi
trasmettere ciò che ha scoperto agli uomini comuni.
Ci sono due forze contrastanti che predominano:
• BUIO: la morte, la guerra, il dolore
• LA LUCE: La possibilità di sentirsi in armonia con l'universo nonostante tutto grazie alla natura
e la solidarietà, come modo di fare fronte alla guerra. L'io lirico quindi si fonde con l'universo,
e ricerca la vita, l'assoluto nel momento più precario della esistenza umana.
LO STILE è innovativo perché scompare completamente la punteggiatura, i versi sono brevi e
asciutti (chiamati versicoli) e appaiono spazi bianchi tra i versi per isolare le parole, per donarle
importanza.
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IL PORTO SEPOLTO
Questa poesia è un'effettiva dichiarazione di poetica: al poeta (che ha un'intuizione superiore) è
affidato il ruolo privilegiato di indagare i segreti (che sarebbe quindi il porto sepolto, un posto
dove stanno le verità nascoste); poi riemerge alla luce e traduce tutto ciò che è comprensibile in
versi, che poi disperde; e ne rimane soltanto traccia di ciò che è incomprensibile.
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FRATELLI
Durante la notte, un soldato chiede a un gruppo di soldati di che reggimento sono, e li chiama
"fratelli": questa parola, pronunciata in un momento di estrema precarietà umana, sembra
fermarsi nell'aria, ed è un annuncio di risveglio alla vita come una "foglia appena nata"
(analogia).
I FIUMI
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Durante la notte, l'io lirico si ripara presso un albero in una concavità del terreno, e gli viene in
mente il bagno che ha fatto la mattina stessa nel fiume Isonzo: si sentiva indolore come un sasso, in
completa armonia con la natura. È come un rito purificatorio che gli permette di trovare pace in un
momento di guerra.
Uscito dall'acqua, si siede vicino ai suoi vestiti sporchi dalla guerra, e inizia a ripercorrere
mentalmente i fiumi della sua vita: il Serchio (fiume in Toscana, dove sono nati i suoi genitori e i
suoi avi), il Nilo (in Alessandria, dove ha trascorso l'infanzia), la Senna (Parigi, dove ha compiuto
esperienze culturali che lo hanno formato); e così prova un profondo senso di nostalgia, ora che la
sua esistenza gli pare chiusa e buia.
MATTINA
Il titolo va letto insieme alla poesia, dato che colloca l'io lirico in un istante preciso: alla mattina, in
un luogo di riposo, prova un'esperienza salvifica in cui si sente un tutt'uno con la natura; ha
un'apertura dell'anima che gli permette di toccare per un attimo la luce.
Illumino e immenso sono una sinestesia: illuminare riguarda la vista, e immenso lo spazio.
SOLDATI
Racconta (tramite una similitudine) lo stato di precarietà dei soldati: sono come delle foglie sugli alberi
in autunno; sanno che stanno per cadere e attendono che avvenga.
Il senso di attesa viene sottolineato dalla posizione delle parole: "si sta come" è solo nel verso, e
amplifica la tensione.
> va dal particolare all'universale: racconta non solo il sentimento dei soldati ma anche dell'Uomo.
SENTIMENTO DEL TEMPO
Raccolta pubblicata nel 1933, appartenente al "Ritorno All'Ordine", periodo di ricostruzione del
dopoguerra; infatti lui torna a uno stile e metrica molto più strutturata e vicina alla tradizione.
In questa raccolta abbraccia l'Ermetismo, infatti i versi diventano complessi e criptici.
In esse la natura diventa uno spazio dove indagare i misteri del mondo, dove l'uomo è minuscolo ed
è tentato da diverse cose per cui chiede aiuto a Dio.