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IL

CANTO

DI

TROIA

TITOLO: Il canto di Troia AUTORE: Colleen McCullough

GENERE LETTERARIO:
L opera un grande romanzo storico che riprende le vicende, in passato narrate e trascritte nell antico poema epico dell Iliade a opera del famoso poeta Omero, costruite attorno una delle pi famose citt della storia: Troia, riguardo le sue origini divine e la sua distruzione per mano dell'esercito acheo. Una narrazione affascinante, popolata da eroi,vittime, divinit, guerre e guerrieri, amori e passioni; una storia che rispecchia le origini della cultura occidentale in rapporto a quella orientale.

PRESENTAZIONE DELLAUTORE:
Colleen McCullough nata a Wellington, in Australia, nel 1937. La sua carriera ha inizio con il romanzo "Uccelli di rovo" ,attualmente opera di fama mondiale, che delinea la sua figura come scrittrice di romanzi sentimentali. In seguito, per, la McCullough intraprende la strada della narrazione storica, scrivendo i noti romanzi : I giorni del potere ,"I giorni della gloria", "I favoriti della fortuna, "Le donne di Cesare", "Cesare. Il genio e la passione, ambientati in una lontana ed antica Roma, ed accentrati sullo straordinario personaggio di Giulio Cesare, e da altrettanti particolari personaggi entrati nel mito della storia umana. Colleen McCullough continua tuttoggi a regalare grandi passioni ai suoi lettori grazie a nuovi ed emozionanti romanzi. Tra le ultime uscite ritroviamo: La altra parte del mondo, Le idi di marzo ed anche Il canto di Troia . Oggi la scrittrice vive insieme al marito in una piccola isola del Pacifico meridionale.

SINTESI DELLA VICENDA E PERSONAGGI PRINCIPALI:


Il romanzo, per quanto possa sembrare simile alla storica impresa narrata nell Iliade, nulla ha che fare con la misticismo e la sacralit del poema omerico. Anzi, niente lascia trasparire legami o verit mitologiche e soprannaturali se non apparenti. L autrice mostra infatti una visione pi razionalistica e storica della vicenda omerica. Il racconto, come prima accennato, accentrato sulla leggendaria epopea della guerra di Troia, intrisa di personaggi e avvenimenti tutto ora custoditi nella memoria delluomo: Achille, Ettore, Elena, Paride, Ulisse. I quali narrano in prima persona la loro fatidica storia. Il tutto si apre con la descrizione di Priamo della presunta origine divina delle antiche e famose mura di Troia sulla collina della troade, mitologicamente fondate, infatti, dal possente dio Poseidone. Si narra anche della sorprendente venuta di Ercole, grande eroe della mitologia greca, il quale instaura con la fazione troiana un iniziale rapporto di amicizia, e successivamente di ostilit a causa di un offesa subita dal sovrano regnante Laomedonte, padre di Priamo, che aprir una grossa frattura tra il mondo occidentale e quello orientale. Ritroveremo Priamo solamente alla fine del libro, ovvero al decimo anno di guerra, in seguito alla morte di Ettore, quando apparir sulla scena di guerra il misterioso ed ingannatore cavallo di legno, fautore della distruzione della citt di Troia. Al racconto di Priamo si succedono vari altri racconti di personaggi in parte secondari, come Peleo, Chirone o Enea, e di altri che spiccano nel romanzo. Tra questi presente anche un

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personaggio fondamentale del racconto omerico: Elena. Ella narra della sua vita e giovinezza prima di sposare Menalo( fratello del gran re di Micene Agamennone) re di Sparta. Racconta del suo incontro con Paride, figlio legittimo di Priamo, famoso per il suo fascino erotico e per la sua bellezza, in quel periodo in missione diplomatica a Sparta, con il quale la fanciulla fuggir(anche se la tradizione mitologica presenta laccaduto come un rapimento da parte di Paride). Sempre secondo la mitologia, questo presunto rapimento sar la goccia che far traboccare il vaso e che scatener la vera e propria guerra di Troia. Nel libro si intersecano avvenimenti sia leggendari sia storici: il rapimento di Elena figurato solo come un pretesto per poter attuare la guerra e conquistare Troia da parte dei Greci. Dal racconto di Elena si evidenzia una particolare descrizione della societ troiana da una parte e greca dall altra, e delle profonde differenze di cultura. Alla fine ritorner pentita da Menelao, il quale, innamorato della sua bellezza, perdoner il suo errore e la riaccetter con se. Elena un personaggio molto particolare e complesso. Il suo carattere piuttosto indefinito, scisso tra inebrianti passioni e nascosti desideri, scialbe attrazioni che precedono un assoluta indifferenza ed una celata crudelt dipinta come capriccio. Questa forte indifferenza dimostrata dai rapporti che con il tempo stabilisce con Paride, quando ormai la loro passione si definitivamente dissolta e lei ricerca (con profonda noncuranza) un nuovo passatempo amoroso con il principe dardanico Enea. E sicuramente un personaggio a tutto tondo, che influenza molto landamento del romanzo. Nel racconto entra anche uno dei personaggi chiave della poesia omerica: Ettore. Egli colui che si oppone ad Achille, l eroe su cui si fondano tutte le speranze del popolo di Troia e le paure di quello greco. Nel romanzo, in realt, egli non riceve tutta quellimportanza che assume nel poema epico, anzi, le sue apparizioni sono poco frequenti e non molto rilevanti; l autrice, infatti, lascia trasparire una certa preferenza verso Achille e la fazione greca rispetto a quella troiana di Ettore. Egli testimone e soprattutto racconta l esistenza condotta a corte, tra il popolo e tra l esercito di Troia durante la guerra. Sono evidenziati i contrasti interni tra Ettore e Paride, (famosi anche nellIliade per la differenza dei loro caratteri), e con suo padre Priamo. Ettore infatti una figura forte e autoritaria, molto virile, che pone la gloria in guerra e la responsabilit del suo popolo al di sopra di ogni sensazione o sentimento personale. E un personaggio non troppo complesso, anzi, alquanto conforme agli stereotipi e agli ideali delle societ antiche; cerca di mettere in mostra il proprio valore e la propria forza a costo della vita, sempre alla ricerca di una gloria eterna ed immortale. Ettore simbolo, come Achille, della consapevolezza della mortalit umana. Paragonato al personaggio omerico, lEttore del romanzo ha un temperamento pi freddo e distaccato nei confronti della sua famiglia, a cui antepone appunto la vittoria in campo. Ettore, come vuole la mitologia greca , infine perir per mano di Achille, segnando cos la sorte della sua patria e della guerra. Ovviamente non poteva mancare nel romanzo la figura di Agamennone, il grande re di Micene che ha riunito sotto le sue mani tutto il potere greco. Egli inizia a partecipare alla storia in seguito al rapimento di Elena ed alla prospettiva di poter conquistare Troia, citt che arrecava da tempo molti problemi economici a tutta la Grecia. Agamennone riunir sotto il suo controllo tutti i re e gli eredi al trono di Grecia (soprattutto gli antichi pretendenti di Elena che avevano aderito ad un patto di mutuo soccorso quando la fanciulla spos Menelao) e partir per una lontana guerra che sembrava gi finita, ma che invece durer per dieci anni. Prima della partenza, per, Agamennone ed i sui seguaci dovettero affrontare varie insidie, tra cui una delle pi tragiche e frustranti fu il doloroso sacrificio della figlia del gran re, Ifigenia, per propiziarsi la dea Artemide e favorire il viaggio . Da questo punto in poi egli apparir pi volte nel testo raccontando gli andamenti, spesso imprevisti, della guerra e dei suoi rapporti con i Troiani. A differenza del poema omerico, Agamennone in questo libro si presenta pi sofferente e partecipe dei sentimenti dell esercito in guerra. E anchegli un personaggio molto presente nel racconto, complesso e a tutto tondo, che ama il potere conquistato e lotta per mantenerlo vivo. Il testo non poteva tralasciare certamente la descrizione in prima persona delle avventure di Achille, il famoso eroe greco figlio di Peleo, re di Tessaglia, e di Teti, presunta divinit marina. Egli occupa un posto di prestigio nellimmaginario epico omerico, situazione che si presenta anche nel testo della McCullough, che risalta frequentemente la sua figura. Il personaggio narra le gesta mitiche che lo trasformarono in eroe nella memoria delluomo, iniziando da quando la madre Teti lo obblig a nascondersi tra le donne di palazzo del re Licomede di Sciro per impedirgli di partire ed affrontare questa guerra, che avrebbe segnato definitivamente il suo destino verso una morte certa. Ma, uno dei temi principali che emerge da tutto il testo, la ricerca da parte dei protagonisti di un particolare tipo di immortalit, non concreta, ma pi che altro astratta, racchiusa nella gloria, ovvero nel ricordo delle imprese affidato ai posteri di un tempo indefinito. Achille narra l episodio della morte di Ifigenia, che lo coinvolge direttamente e che segner per sempre la sua anima; racconter l evento dell approdo a Troia, delle spedizioni circostanti alla citt e delle innumerevoli conquiste ottenute in Asia minore. Al racconto di Achille si intrecciano quelli di altri due personaggi chiave della mitologia greca: Patroclo e Briseide. Entrambi mostrano la loro forza d animo e soprattutto il loro grande amore per Achille, a cui dedicano ogni attimo della loro esistenza e per cui sacrificano la propria vita. Molti amano, anche se in modo diverso, il personaggio di

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Achille. Probabilmente questo affetto dovuto al suo bell aspetto, al suo fascino guerriero ed alla sua forza; ma probabilmente anche al suo particolare ed imprevedibile carattere, capace di odiare ed amare con la stessa passione, di essere rispettato dai suoi nemici e forse per il suo animo in apparenza duro, ma in realt sensibile e spesso addolorato. La scrittrice inserisce anche un fatto molto famoso del poema omerico: il litigio tra Agamennone ed Achille. In realt, nel romanzo riportato come un evento del tutto artificiale, progettato dallastuto Ulisse per ingannare i troiani. La leggenda di questo famoso eroe si conclude ovviamente con l epica battaglia contro Ettore, da cui uscir vincitore, e con la sua morte per mano del vigliacco Paride. Quest ultima sar vendicata dal giovane figlio Neottolemo che si unir in guerra al decimo anno. Infine, certamente non poteva mancare la leggendaria figura del cavallo di Troia, che ha reso il personaggio di Ulisse famoso nella storia. In realt questo episodio non narrato dallIliade, ma unicamente nell Eneide di Virgilio. In questo episodio finale, si racconta la definitiva distruzione della citt troiana grazie ad un gigantesco cavallo di legno progettato da Ulisse, in cui si nascosero i soldati greci per entrare ed incendiare la citt. Nel romanzo della McCullough, Ulisse presentato come un personaggio fondamentale, protagonista quanto Achille della scena,che racconta le varie fasi di una guerra a cui non era vicino in modo critico e particolareggiato, spesso affiancato dal racconto dell amico ed amante Diomede. Egli forse il personaggio pi complesso, versatile e geniale di tutta la letteratura epica. Eun personaggio che rispecchia tutto ci che risultava anticonformista ed indegno nella societ greca, lontano dalla ricerca della gloria e della fama. Ulisse infatti definito un paradosso mortale: furfante e re impastati insieme. In questo romanzo, che offre una visione pi realista della guerra, egli addirittura artefice di una colonia di spie, del litigio tra Agamennone ed Achille e di una finta epidemia di peste che dilaga nellaccampamento greco. Come abbiamo visto, i personaggi del romanzo non sono solo stereotipi di una societ antica e lontana, che incarnano unicamente il senso di bellezza, gloria o di onore guerriero e divino , ma spesso sono simboli di esseri umani che devono affrontare le situazioni pi difficili e complesse, a contatto con l orrore della guerra, il desiderio, la passione e la consapevolezza della propria mortalit. Non esistono veri personaggi protagonisti o antagonisti, perch ognuno descrive il proprio mondo e il proprio tempo con pensieri ed idee che rispecchiano la cultura in cui vissuto; non esiste un vero narratore se non il personaggio stesso. Le azioni sono testimonianze dirette del temperamento e del carattere di ogni individuo, principale o secondario che sia. Ognuno di loro crea un filo conduttore che inevitabilmente lo condurr alla morte, alla gloria o al sacrificio in nome di qualche personale ideale. Vi comunque una forte somiglianza tra il carattere romanzato dei personaggi e quello epico, perch entrambi sono specchi dellumanit.

ANALISI DEL TEMPO E DELLAMBIENTE:


Non si conosce una collocazione temporale definita per gli avvenimenti narrati nell Iliade e conseguentemente in questo romanzo. Probabilmente la distruzione di Troia avvenne intorno il 1184 a.c. , ma nel libro non vi nessun riferimento temporale o affermazione precisa da parte dei personaggi. Il tempo di scrittura dellautrice, in ogni caso, differente e ben definito nell anno 1998. Tutte le varie scoperte archeologiche dei luoghi intorno cui si svolsero queste famose battaglie, si devono ad un appassionato di archeologia, Heinrich Schlienmann , ed ai suoi famosi scavi in Turchia che riportarono alla luce le antiche rovine di remote citt, tra cui anche quella di Troia. Il racconto della McCullough, infatti, inizia tra le varie citt della Grecia, come Sparta, Iolco, Salamina e le isole di Itaca o Sciro ecc e continua con l avanzare della flotta greca nel mar Egeo verso l isola di Tenedo ed infine Troia, Sigeo, Asso, Lirnesso, Adramitto e altre varie citt dell Asia Minore.

TECNICHE NARRATIVE:
Come prima gi accennato il punto di vista narrativo che rende particolare e caratterizza questo romanzo lutilizzo di varie voci che narrano gli eventi in prima persona, per mezzo di alcuni personaggi principali, quindi: narratore interno e focalizzazione mista (interna variabile) . Riguardo il ritmo, tutto il romanzo procede in modo piuttosto veloce, poich descrive in circa 450 pagine una guerra durata dieci anni. Nonostante questo, le frequenti riflessioni o descrizioni da parte dei protagonisti, spesso rallentano il procedere delle azioni fino quasi ad esasperarle, ritornando poi nuovamente ad un andamento veloce.

STILE E SCELTE LINGUISTICHE:

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Sicuramente siamo in presenza di un testo molto articolato ed eterogeneo, che mostra uno stile alquanto personale, senza un ordine apparente nella successione dei capitoli. La scrittrice utilizza livelli lessicali medi, alla portata di ogni genere di lettore. Il linguaggio adoperato, infatti, composto sia da attinenti termini bellici e mercantili, sia, in generale, da espressioni relativamente comuni e semplici.

INTERPRETAZIONE DELLE INTENZIONI DELL AUTORE:


Il canto di Troia uno dei tanti libri scritti dalla McCullough che ruotano intorno ad epoche passate, vite, destini e desideri distanti da noi ormai un eternit. Non potremo mai sapere se gli sforzi, i sacrifici e le passioni che queste esistenze lontane hanno dovuto affrontare nel tempo, reggendosi l uno all altro, siano realt vissute, e, se cos fosse, se siano valse a qualcosa. Come prima accennato, uno dei temi fondamentali che si presentano nel testo la continua, ed in alcuni casi morbosa , ricerca dellimmortalit da parte dell uomo, che si sente impotente ed infimo di fronte all ineluttabilit del tempo e di Dio stesso. La figura umana, passata e presente, ha sempre cercato un modo per non soccombere al ritmico movimento delle lancette del tempo. Tutto ci si rispecchia anche nella letteratura,epica o romanzata che sia, spesso in modo differente: Omero, ad esempio, mostra come, anticamente, la gloria conquistata in battaglia e la fama eterna fossero considerati modi per divenire immortali nello spirito e nella memoria della posterit; i famosi racconti bretoni medievali,invece, che narrano le gesta della leggendaria figura di re Art e dei suoi cavalieri della tavola rotonda, descrivono,ad esempio, la lunga ed estenuante ricerca del Santo Graal, il leggendario calice capace di donare a chiunque limmortalit. Riflettendo sulle situazioni prima citate, legate a questo romanzo, possiamo porre un termine di paragone tra il mondo antico e quello attuale. Se oggigiorno ci guardassimo davvero attorno, ed osservassimo i cambiamenti e gli stravolgimenti della nostra societ, noteremmo che quella profonda ricerca di immortalit (e spesso anche di eterna giovinezza) che esisteva nel passato, oggi esiste e vive pi intensa che mai. Nell attuale societ,infatti, luomo ha sempre pi paura della morte e della solitudine; non accetta di essere dimenticato e di doversi sottomettere ad un destino fatale ed incontrollabile. Ci dimostrato da tutte le guerre donore,le statue, ed i manifesti che appaiono in giro; testimoniato anche dallimmenso numero di persone che in questultimi anni ha affrontato unoperazione di chirurgia estetica, non solo per apparire pi belli, ma anche e soprattutto per non mostrarsi invecchiati agli altri e a se stessi. Questo , ovviamente, il banale esempio di un evento molto ricorrente nei nostri tempi, che mostra come la societ umana in certi aspetti sia maturata, in altri sia addirittura peggiorata ed in altri ancora non sia assolutamente cambiata, ma solo adattata ai nuovi mezzi. Punto altrettanto importante di cui abbiamo gi discusso, levidente intenzione dell autrice non solo di dare una stabilit storica alle vicende, ma anche di rimuovere quellalone innaturale ed immaginario che la presenza degli dei crea nellIliade. La storia risulta cos la descrizione razionalistica di eventi avvenuti in luoghi lontani e bui, descritti come se accadessero in un tempo indefinito, quasi recente ed attuale.

COMMENTO E VALUTAZIONE:
Probabilmente la mia valutazione su questo romanzo influenzata dal fatto che considero lepica, e la mitologia in generale, argomenti di massimo interesse e bellezza. La storia di questo romanzo ha origini antichissime e straordinarie, che affondano in radici oscure ed astratte, e dimostrano quanto la creativit umana non abbia limiti e coscienza di se stessa. Ci che pi mi affascina della mitologia umana lordine con cui ogni divinit ed eroe rappresenta simboli e caratteristiche dell animo umano. Credo che il libro sia scritto in maniera molto elegante e piacevole, ricco di imprevisti, avventure, nuovi e vecchi odi, nuovi e vecchi amori. Devo ammettere che la lettura di questo libro stata un po stancante, forse perch narra di avvenimenti storici gi conosciuti e imparati da tempo, o forse perch accaduti in un arco di tempo troppo lungo e lontano da noi. Ci sarebbero troppi paragoni da fare tra la nostra attuale societ e quella in cui si svolge il romanzo. Tra essi, quello secondo me pi rilevante, definito dalla costanza dei caratteri umani nel tempo. Sono passati circa tremila anni dalla distruzione di Troia, eppure le guerre, i tradimenti e le lotte al potere continuano ancora a caratterizzare la nostra civilt e ad andare avanti, creando un circolo vizioso continuo ed estenuante, che distrugge e ricostruisce il mondo di volta in volta. Concludo questa relazione scrivendo che Il canto di Troia sicuramente un libro da leggere e rileggere con calma, perch il mito di Achille ed Ettore non dovr morire mai nella memoria degli uomini.

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