LE DIVERSE FACCE DELLA GLOBALIZZAZIONE
It's clear that globalization is an universal phenomenon which has involved every country
in our planet. But it’s impossible to discuss about a Country without paying any attention to
each aspect from which it’s made. The mistake of thinking about globalization only as a
political process mustn’t be underestimated, because, before anything else, Nations are
composed of individuals, and the current phenomenon concerns us, in every single aspects of
our lives.
Globalizzazione, da “glocal”, globale, un termine che al di là degli effetti visibili e
stimabili sulla società contemporanea, racchiude in sé un più forte concetto che rientra nella
sfera dell’individuale, del singolo. Le definizioni sono diverse, ma tutte riassumibili come “la
fase di sviluppo di nuovi processi di espansione, accelerazione ed interconnessione”, che
permettono la facilitazione di qualsiasi attività. È un processo sociale, squilibrato, non recente
(basti pensare alla via della seta), non lineare e multiforme; se molteplici sono gli aggettivi
che definiscono la globalizzazione, altrettanto numerosa è la lista delle trasformazioni
conseguenti, ma è opportuno categorizzarle per ambiti. 1
Gli effetti economici della globalizzazione
Forse il primo settore che beneficiò (o risentì) dell’influenza della globalizzazione è
proprio quello economico. Infatti, se è vero che essa contribuisce ad accelerare la crescita
economica grazie ad una maggiore apertura, è altrettanto verificato che la crescita avviene,
lievemente, solo nei Paesi ricchi o in via di sviluppo. Infatti, nonostante ogni realtà si sforzi
di concentrare le sue energie nelle risorse maggiormente disponibili, le disuguaglianze
rimangono un problema cruciale.
Un esempio di globalizzazione economica è la crescita delle cosiddette "Tigri asiatiche"
che spostano il baricentro dell'economia mondiale verso Est: per accorgercene basta
guardarci attorno per verificare la quantità di prodotti di provenienza orientale. Ciò che
distingue l’occidente da queste grandi realtà è sicuramente il puntare maggiormente sulla
qualità che sul numero. Ciò è possibile grazie contesti come il basso costo del lavoro.
Per costruire un’economia alternativa è necessario quindi uno studio di quei modelli che
hanno preceduto l’attuale in modo da trarre pregi e difetti di ognuno e riadattarli in base alle
esigenze attuali.
1 G. Sabatini, articolo su Avanti, 18 dicembre 2018
La globalizzazione politica
I “protagonisti” della globalizzazione contemporanea possono essere riconosciuti in vare
istituzioni, quali: imprese transazionali, stati nazionali, organismi internazionali, enti
sovranazionali, grassroots movements... finalizzati ad un miglioramento in tutti i settori.
Proprio loro è stata la a scelta rimuovere sempre più le restrizioni commerciali e i vincoli e
controlli sul trasferimento di capitali, scelta sostenuta dalle organizzazioni economiche
internazionali come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale...
Se è vero che l’unione fa la forza, le grandi Nazioni (si parla di Germania, Gran
Bretagna, Francia, stati Uniti, Giappone) lo avevano capito già da tempo, da quando
cominciarono ad accordarsi per far fronte alle grandi crisi 2 (quale ad esempio le crisi
regionali (1991-2001), la crisi monetaria in Europa occidentale, la turbolenza finanziaria in
Asia orientale, il collasso dell’economia argentina, ma soprattutto il turbamento geopolitico
dopo l’attentato dell’11 settembre 2001, e di attuale rilevanza le minacce di tipo epidemico) 3
Il dibattito politico sulla globalizzazione è combattuto, numerosi esperti affermano che la
globalizzazione assoluta è improbabile, mentre è più appropriato parlare di
“regionalizzazione” ovvero sforzi congiunti degli stati non all'interno dell'intero pianeta, ma
nei suoi singoli territori, ad esempio la creazione di un proprio spazio economico da parte
della Russia e paesi più vicini: l'Unione eurasiatica.
La globalizzazione sociale
La globalizzazione ha anche un peso negli schemi di comportamento quotidiano.
L'esempio più evidente è forse la "socializzazione" online. In una società “iperconnessa”, la
distanza fisica è stata abbattuta con una velocità inimmaginabile, si può comunicare con
l’altro capo del mondo con social media come Facebook, Twitter, Instagram ed è possibile
accedere ad una conoscenza illimitata attraverso un click del mouse. Tuttavia i social network
non garantiscono la creazione di relazioni e comunicazioni reali, per questo di definiscono
“tecnologie di connessione” e non “comunicazione”, ed è qui che entra in gioco la capacità di
saper creare un equilibrio tra le nostre competenze, e le facilitazioni che la tecnologia può
apportare.
2 R. Sideri, articolo in Cultura, 17, aprile 2018
3 F. Decimo, Università di Trento, 2020
Altri esempi di globalizzazione nella vita di tutti i giorni sono la moda del vestiario, del
cibo (Mc Donald), delle tendenze dell’ultimo periodo (slang, passatempi, musica), del
sistema educativo (scuola-università-lavoro).
Gli effetti della globalizzazione sulla cultura
Spesso gli studiosi si esprimono con un’accezione negativa riguardo la “globalizzazione
culturale”, in quanto intesa come l’omogeneizzazione e l’adeguamento dei comportamenti,
degli stili di vita e del pensiero delle persone (basti pensare al fenomeno
dell’“americanizzazione”) e quindi la dimenticanza o il rifiuto della propria cultura a favore
di un avvicinamento alla realtà occidentale. Gli effetti non sono però unicamente negativi,
fondamentale è l’influenza che le Nazioni interessate hanno avuto nei confronti di
problematiche come la lotta ai diritti civili, non scontati e garantiti in altri Paesi. Tutti
possiamo trarre vantaggio da questa situazione di trasformazione, mirando al dialogo
reciproco, ad accordi e pace, mantenendo ognuno la propria identità.
Il vero significato del termine va cercato nell’etimologia stessa: la globalizzazione non è
quindi un fenomeno che riguarda solamente uno o due aspetti della società contemporanea, è
bensì un processo globale, poliedrico, veloce ed irreversibile. Gestire questi cambiamenti è
sicuramente una delle più grandi sfide della società contemporanea ma è possibile attraverso
una grande capacità di governo ed una partecipazione da parte di ogni singolo individuo.