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Globalizzazione Buona

Il documento analizza la globalizzazione come un fenomeno che coinvolge sia i Paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo, influenzando vari aspetti della vita quotidiana, dall'economia alla cultura. Mentre porta vantaggi come l'interconnessione globale e la facilità di comunicazione e trasporto, presenta anche svantaggi come la disuguaglianza economica e i danni ambientali. Si discute inoltre dell'importanza di affrontare i reati globali e della necessità di un approccio giuridico globale per gestire le sfide poste dalla globalizzazione.

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Globalizzazione Buona

Il documento analizza la globalizzazione come un fenomeno che coinvolge sia i Paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo, influenzando vari aspetti della vita quotidiana, dall'economia alla cultura. Mentre porta vantaggi come l'interconnessione globale e la facilità di comunicazione e trasporto, presenta anche svantaggi come la disuguaglianza economica e i danni ambientali. Si discute inoltre dell'importanza di affrontare i reati globali e della necessità di un approccio giuridico globale per gestire le sfide poste dalla globalizzazione.

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In questo appunto si parla della globalizzazione che è un fenomeno che sta interessando il

mondo intero, non conosce con ni e sta sempre più interessando sia i Paesi del nord del
mondo (quelli industrializzati e sviluppati) e il sud del mondo (i Paesi non sviluppati). Il
fenomeno della globalizzazione sta interessando vari aspetti che sono in grado di
condizionare la vita delle persone: quello economico, quello sociale perché investe la vita
di tutti i giorni, quello tecnico-scienti co, quello culturale, etc... Le conseguenze e gli effetti
della globalizzazione sono tanti, come per esempio la creazione di un'interazione globale
tra i Paesi del nord e del sud del mondo; la possibilità per esempio di viaggiare in modo
molto più semplice rispetto al passato in tutto il mondo, accorciando le distanze. Un altro
vantaggio è rappresentato anche da Internet che grazie alla messaggistica istantanea e
non solo migliora i metodi di comunicazione mondiali. La globalizzazione crea anche degli
svantaggi, come per esempio la distruzione dell'ambiente causata da una sfrenata corsa
alla crescita economica; la creazione di ricchezza mal distribuita nei Paesi mondiali,
creando quindi delle grandi sacche di povertà.

LA GLOBALIZZAZIONE
La globalizzazione è un fenomeno reale e recente che riguarda la progressiva apertura dei
mercati nazionali all'estero dando così origine ad un mercato globale che varca i con ni
nazionali e che condiziona pesantemente con il suo andamento le singole economie
nazionali (vi siete mai chiesti perché se cadono le borse asiatiche anche a Milano ne
risentono?). La parola deriva dalla fusione di due termini distinti integrazione ed economia
globale. la globalizzazione denota quindi quel processo tramite il quale aumentano e si
intensi cano i rapporti di ciascuna nazione nei confronti di molte altre. Quindi non signi ca
come molti credono mondo senza con ni, senza frontiere nazionali né mercato unico
mondiale. Per molti secoli la competizione economica tra gli stati si è facilmente tramutata
in con itto militare. Nel secondo dopoguerra invece le tendenze all'avvicinamento dei
mercati si sono accentuate al punto tale che a partire dagli anni 80 si è cominciato a
parlare di globalizzazione. L'industrializzazione ha imposto l'apertura degli scambi e ha
dato avvio alla mobilità territoriale di persone e tecnologie destinata a divenire sempre più
intensa. Il contributo più grande è avvenuto con la rivoluzione informatica e soprattutto
dalla possibilità di integrare i sistemi informatici con quelli delle telecomunicazioni. Oggi è
possibile inviare in ogni parte del mondo un numero in nito di informazioni, grazie alla rete
telematica internet. Questa possibilità di collegare in pochi secondi luoghi distanti migliaia
di chilometri ha nito per condizionare anche sistemi di produzione e di
commercializzazione in quanto viene eliminato il contatto diretto fra produttore e
consumatore, permette alle imprese di avere sedi anche in paesi diversi pur non perdendo
mai di vista il loro operato mantenendosi in collegamento con le loro varie liali.
L'opportunità di accedere ai mercati mondiali fa mutare anche lo spirito concorrenziale
delle imprese che non si trovano più a competere soltanto con quelle dello stesso
territorio. La globalizzazione ha l'effetto più importante nella nanza mondiale e possibile
infatti grazie alle reti telematiche spostare capitali, acquistare titoli o venderli o effettuare
qualsiasi azione speculativa digitando pochi tasti. Purtroppo la globalizzazione non ha
portato solo riscontri positivi all'interno delle nostre società. La globalizzazione ha portato
gli stati più ricchi ad arricchirsi sempre di più a discapito di chi povero lo è ancora e lo sta
diventando maggiormente (o meglio, i soldi niscono nelle mani dei pochi ricchi che
gestiscono il commercio di materie prime con l'occidente dei paesi in via di sviluppo). La
globalizzazione non ha effetti infatti solo nella commercializzazione ma anche nel campo
del lavoro: per molte imprese occidentali il trasferimento di molti stabilimenti produttivi in
regioni asiatiche in modo tale da poter sfruttare la forza lavoro meno costosa. La
globalizzazione ha dato tanto e ha migliorato tanto ma ci ha portato ad essere tutti uguali.
Al di là delle singole manifestazioni c'è da dire che questo fenomeno condiziona ogni
contesto della vita quotidiana: una stessa bevanda viene consumata a New York come a
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Pechino, uno stesso zainetto viene utilizzato a Milano come Singapore; uno stesso paio di
scarpe viene venduto a Sidney come a Bankok. E lo stesso fenomeno e riscontrabile
anche per la cosi detta fabbrica cultura le quella che si occupa della vendita di programmi
televisivi cosi vengono veicolati non solo le conoscenze ma anche le mode i fenomeni
sociali e anche le credenze religiose. Tutto questo ha portato alla nascita di un "villaggio
globale" all'interno del quale le diverse società no a ieri distinte per culture, tradizioni,
credo e mode diverse vengono accomunate. Per non dimenticarci poi di un problema che
sta facendo discutere: i reati globali. Lo straordinario sviluppo tecnologico del cyberspazio
e la globalizzazione hanno indotto a parlare di un globalismo giuridico. Quest'ultimo
dovrebbe contrastare la frammentazione della sovranità dei singoli stati incapaci di
disciplinare attività che si svolgono fuori dai loro con ni e fra l'altro colpire le attività illecite
che una globalizzazione senza norme favorisce e alimenta. Nessuna giurisdizione statale
è in grado di affrontarla. Il governo della legge che ha caratterizzato le democrazie liberali
da solo non è più suf ciente. Esso ha infatti con ni limitato ai singoli stati. Il principio della
territorialità che è alla base del diritto è messo in crisi proprio dalla globalizzazione
economica che rimane pericolosamente senza disciplina. Si stanno tentando di trovare
delle soluzioni per tutelare gli stati più poveri dalla sovranità degli stati più forti.

LA GLOBALIZZAZIONE E I SUOI EFFETTI


La globalizzazione, detta anche mondializzazione, è l'insieme di effetti conseguenti al
cambiamento di stile di vita degli ultimi anni. Effetti che - almeno a mio parere - sono
positivi e indispensabili per il miglioramento della vita. Che la globalizzazione sia portatrice
di enormi bene ci al mondo intero è cosa certa. Un esempio in primis è la fortissima
interconnessione globale che si è venuta a creare: il mondo quindi è sempre più
connesso, sempre più interdipendente. E ciò comporta notevoli vantaggi in molti campi. A
cominciare dagli spostamenti: infatti viaggiare ormai dacché era un'attività riservata solo
ad un élite che poteva permettersi il lusso di andare in vacanza non al solito posto vicino
casa ma in un altro paese, adesso è praticamente diventato un usso di massa, che si
sposta da un luogo all'altro attraverso gli ef cientissimi ed ultratecnologici sistemi di
trasporto. Per non parlare poi della continua crescita dei viaggi di lavoro. Per quanto
riguarda le comunicazioni, inoltre, grazie ad Internet ormai si può usufruire gratuitamente
della messaggistica istantanea o addirittura si può parlare faccia a faccia con una persona
lontana utilizzando la webcam del proprio computer. Anche il sistema delle spedizioni è
stato potenziato, dando così l'opportunità a chi spedisce un pacco di sapere che in pochi
giorni questo sarà recapitato al destinatario, per quanto esso sia lontano. Ma se ora è più
facile lo spostamento sia di merci che di persone, è inevitabile la facilità nella transazione
di denaro, per la gioia di grandi e piccoli investitori, che hanno cosi la possibilità di
investire i propri capitali anche all'estero. Se ci immedesimiamo in un viaggiatore originario
di Roma che va in una città molto lontana, ad esempio New York, ebbene, ci sentiremo a
nostro agio, perché vedremo nei supermercati gli stessi prodotti e le stesse marche che
possiamo trovare nella nostra città. Poi usciremo dal negozio e vedremo gli stessi
cartelloni pubblicitari del Mac Donald's, e, una volta andati nella camera d'albergo, quando
accenderemo la televisione guarderemo gli stessi programmi che guardiamo di solito
comodamente seduti sul divano di casa nostra. Accanto all'aspetto degli spostamenti,
quindi, se ne pro la uno altrettanto importante: quello dell'economia. Con la
globalizzazione nasce infatti il concetto di "economia globale", in cui l'economia dei paesi
più forti funge da carro da traino per sollevare quella dei paesi in cui questa è più debole.
Inoltre, si afferma anche la gura della multinazionale, un'impresa che possiede o controlla
produzioni di beni o servizi, da più parti del mondo. Infatti le multinazionali si
"delocalizzano", ovvero fondano altre sedi delle loro industrie in vari stati. Tutto ciò è un
bene, infatti creandosi varie fabbriche serve un ingente numero di lavoratori, e si riduce
così la disoccupazione. E nella loro potenza economica, si stima che le multinazionali
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controllino circa il 90% dell'economia mondiale. La loro è un'economia che in uisce anche
sulla politica, portando il germe della democrazia occidentale nei paesi più arretrati sotto
questo punto di vista, che ospitano delle fabbriche di queste imprese. Oltre al regime
politico, più in generale si può dire che esse favoriscano la diffusione della cultura
occidentale, dell'American way of life. E così la cultura dei paesi più industrializzati è
quella favorita dalla globalizzazione, che è responsabile anche della diffusione del
patrimonio delle conoscenze umane che così, grazie all'interconnessione, può essere
punto di riferimento anche per i paesi più poveri. La conoscenza dal mondo che oggi è alla
portata anche di un bambino è facile e immediata, assai superiore a quella che potevano
costituirsi le precedenti generazioni pur con studio e fatica. Nonostante tutti questi
vantaggi, c'è una corrente di pensiero che tende a vedere il "bicchiere mezzo vuoto" della
globalizzazione - anche se ritengo che in questo caso il bicchiere sia tutto pieno -. Le
critiche più frequenti sono riguardo a determinati aspetti: l'interferenza dell'economia
politica, il fatto che non si sa bene a cosa può portare il dominio della globalizzazione,
senza quest'interdipendenza; la perdita dei costumi caratteristici di un popolo, i danni
all'ambiente. In realtà, è vero proprio il contrario di queste opposizioni. Per quanto riguarda
l'interferenza delle multinazionali - a parere dei no global - troppo invadente dell'economia
nella politica, ciò non è assolutamente vero. Infatti, esse, oltre a favorire la diffusione della
democrazia, evitano che uno stato sia totalmente in balia di un apparato politico magari
formato da funzionari corrotti o incapaci. Inoltre, più che un'"invadenza", esse portano
aiuto ai governi degli stati, perché innestando fabbriche riducono la disoccupazione.
In risposta alla seconda critica, la globalizzazione non è un fenomeno esclusivo del XXI
secolo, ma esso si è veri cato anche in passato, con l'ascesa dell'Impero Romano. Esso
infatti, uni cando sotto un unico potere moltissimi territori, attuò una sorta di
globalizzazione. E, come è scritto su tutti i libri di storia, la civiltà romana è considerata la
più moderna ed evoluta del tempo di allora, su tutti i punti di vista. Pertanto abbiamo già
visto a quali splendidi risultati portò in passato, pur essendoci una visione limitata del
mondo. Immaginiamo invece adesso, nell'età moderna, a quali immensi vantaggi si
potrebbe arrivare attraverso la cooperazione degli Stati. La perdita dei costumi
caratteristici di un popolo, è soltanto uno stereotipo del tutto falso. Dice infatti Giampiero
Cantoni, giornalista di "Panorama": La globalizzazione quindi, non mira al predominio della
cultura occidentale, ma alla coesione di tutte le culture, in particolar modo a prelevare tutti
i lati positivi da ogni cultura, al ne di elaborare un modello di civiltà perfetto. Il problema
dell'ambiente è un argomento un po' più toccante, ma ciò non signi ca che sia effetto della
globalizzazione, la quale anzi sta diffondendo e favorendo lo sviluppo di nuove tecnologie,
tra le quali ve ne sono anche alcune mirate a risolvere il problema dell'emissione di CO2;
Pertanto si parlerà di "industria verde", ovvero che non emette gas tossici nell'atmosfera.

COS’È LA GLOBALIZZAZIONE
A partire dalla metà degli anni Ottanta del XX secolo si è veri cato un insieme di
trasformazioni su scala mondiale, di importanza e impatto enormi, che vengono di solito
indicati con il termine globalizzazione. Esso riunisce tutti i fenomeni o processi che
presentano le seguenti tre caratteristiche:
1) sono estesi su gran parte del globo terrestre;
2) sono collegati tra loro con un numero di interconnessioni, una forza e un'ampiezza del
tutto sconosciuti nel passato;
3) i cambiamenti che tali fenomeni provocano in una certa regione del pianeta si
ripercuotono su molte altre aree anche molto distanti con grande rapidità (parliamo, nei
casi più estremi, di minuti).
Le interazioni globali di cui stiamo parlando riguardano i campi più vari dell'agire umano; i
più importanti sono quello economico e nanziario (nel cui ambito venne elaborato il
concetto stesso di globalizzazione), quello tecnico-scienti co, quello culturale e della



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comunicazione. L'accresciuta facilità degli spostamenti nello spazio è uno dei fattori che
più hanno favorito i cambiamenti di cui stiamo parlando; si parla di:
• globalizzazione dei mercati, perché le merci si spostano con straordinaria velocità e in
grandi quantità da un posto all'altro del pianeta;
• globalizzazione del turismo e della mobilità umana, perché spostamenti altrettanto rapidi
si possono veri care per le persone;
• globalizzazione dell'informazione, perché notizie e dati si diffondono ovunque in modo
incomparabilmente più rapido.

UN ESEMPIO DI GLOBALIZZAZIONE
Ma che cosa vuol dire, in pratica, globalizzazione? Per chiarirlo, analizziamo un esempio
concreto in campo economico e tre caratteristiche:
1) Prima caratteristica: l'estensione globale. Un'importante impresa che produce abiti e
accessori per l'abbigliamento, per reggere la concorrenza delle aziende rivali, ha il
controllo diretto o indiretto di un gran numero di stabilimenti produttivi e di punti vendita in
tutto il mondo.
2) Seconda caratteristica: interconnessioni numerose ed estese. Un vestito acquistato in
un negozio, ad esempio a Sydney (Australia). può essere stato prodotto in una fabbrica
romena (Europa). che ha lavorato tessuti di cotone pro 17enientid al Mali (Africa). Il design
del vestito è opera di uno studio di Parigi (Europa), mentre alcuni macchinari della fabbrica
sono stati progettati a Boston (Stati Uniti) e costruiti a San Paolo (Brasile). La campagna
pubblicitaria destinata a lanciare la collezioni di cui il vestito è parte è stata messa a punto
a New-York (Stati Uniti) e realizzata da un fotografo tedesco con modelle italiane in una
suggestiva location esotica, l'arcipelago di Capo Verde (Africa). Attenzione. questo
esempio non è un caso limite: anzi, lo abbiamo sempli cato rispetto alla realtà!
3) Terza caratteristica: eventi che si ripercuotono rapidamente a grande distanza. Un
manager della nostra azienda d'abbigliamento viene a sapere in tempo reale che in
Myanmar (Asia) è stata approvata una legge che impedisce la presenza dei sindacati nelle
fabbriche, proprio mentre i «suoi» operai romeni hanno chiesto un aumento del salario.
Decide così la chiusura delle fabbriche romene e la contemporanea apertura di altrettante
fabbriche in Myanmar. dove può pagare gli operai dieci volte meno rispetto ai loro colleghi
romeni. Un'impresa rivale, con stabilimenti in Canada, non riesce a reggere la
concorrenza, fallisce e i suoi operai canadesi perdono il lavoro.

LE CONSEGUENZE DELLA GLOBALIZZAZIONE


La globalizzazione delle attività umane ha avuto e ha tuttora innegabili vantaggi:
• Ha portato, in alcuni periodi, a un grande aumento della produttività, dei commerci e
della ricchezza totale. Grazie a ciò, i paesi sviluppati hanno potuto sostenere buone
crescite dei loro PIL, mentre altri Paesi, in passato più deboli, hanno cominciato a
crescere a ritmo serrato e uscire gradualmente dal novero dei paesi poveri (primi fra
tutti, Cina, India, Brasile e Indonesia).
• L'accresciuta mobilità delle persone ha favorito il contatto e la conoscenza reciproca di
popoli e culture in passato quasi del tutto sconosciuti gli uni agli altri.
• La disponibilità di informazioni in tempo reale da ogni parte del mondo permette a tutte
le persone con responsabilità importanti di prendere decisioni migliori e di agire in modo
più ef cace.
• Le opinioni pubbliche e i gruppi di impegno di tutto il mondo possono tenersi in contatto,
coordinarsi e promuovere azioni comuni in difesa dei diritti umani, della pace,
dell'ambiente, ottenendo risultati e risonanza prima impensabili.
Non mancano però gli aspetti negativi. Alcuni di essi, se non saranno corretti al più presto,
potranno essere fonte di problemi e ingiustizie in tutto il mondo:

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• La corsa sempre più frenetica e, appunto, globale alla crescita economica sta portando
all'esaurimento delle materie prime (tra cui fondamentale è l'acqua dolce) e alla
distruzione dell'ambiente naturale (minacciando tutta la biosfera).
• La maggiore ricchezza prodotta è mal distribuita: alcuni paesi già poveri, ad esempio,
hanno visto ancora aggravarsi le proprie condizioni.
• Esiste un sistema di regole internazionali che lascia libere di agire le imprese e gli stati
più forti e non si preoccupa di sostenere i soggetti più deboli. Ciò nisce, direttamente o
indirettamente, per lasciare abbandonati a se stessi e in condizioni misere oltre 2 miliardi
di uomini, donne e bambini.
• Le tensioni acuite da tali estreme disuguaglianze possono spingere alcuni soggetti
senza scrupoli a sfruttare le opportunità offerte dalla globalizzazione (estrema mobilità di
persone, oggetti e denaro, grande capacità di comunicare e di coordinarsi a grande
distanza) per procurarsi armi e anche le cosiddette «armi di distruzione di massa»,
usandole in azioni di guerra o di terrorismo.

LA GLOBALIZZAZIONE ECONOMICA
La globalizzazione è un processo che sta prendendo ormai tutto il mondo e consiste
nell'apertura dei mercati internazionali con la liberazione degli scambi commerciali e dei
capitali al ne di portare in tutto il mondo le stesse idee e gli stessi oggetti di uso
quotidiano e che vanno di moda nei vari periodi. Ma chi permette che questo processo
possa avvenire? I suoi sostenitori. I sostenitori sono tutte quelle persone bene stanti che
possono permettersi di giocare in borsa, i grandi capitalisti, i burocratici internazionali,
ecc... Sostengono questo progetto perché dicono che portando lavoro a chi non ne ha
anche se questi vengono sfruttati si permette loro di recepire uno stipendio minimo a ne
mese riuscendo cosi a comprare il minimo per vivere. Molte persone però si de niscono
contrarie a questo processo poiché dicono che non permette lo sviluppo di molti paesi
mentre ne fa arricchire chi già è abbastanza ricco e sviluppato aumentando così il divario
tra ricchi e poveri, a causa di questo l'Africa -già in una posizione precaria-, l'Argentina, la
Russia e il sud-est asiatico sono cadute in una crisi molto forte trascinando poi tutto il
mondo nella crisi portandoci sull'orlo di un crack globale. Molto criticate sono le aziende
che diventano multinazionali fondando in diverse parti del mondo sottosviluppate dove
appunto i lavoratori vengono sottopagati e sfruttati così da ridurre i costi e aumentare i
guadagni. il G8 è stato invece criticato per il suo operato sempre nel caso dello
sfruttamento, dell'inquinamento e della manipolazione genetica. Sono poi stati accusati da
questi oppositori i paesi sviluppati che hanno convinto quelli meno sviluppati ad abbattere
le frontiere dell'esportazione togliendo così la dogana sui prodotti esportati cosa che però
loro non hanno fatto facendo così perdere anche quei pochi soldi che questi paesi
guadagnavano con le esportazioni delle materie che si trovano in quegli stati. Un esempio
che abbiamo analizzato in classe è il viaggio che deve fare un paio di jeans per essere poi
venduto. Il viaggio abbiamo visto che è lungo circa 60 mila km e va praticamente in tutto il
continente euro-asiatico. Questo è un chiaro esempio di globalizzazione poiché in tutto il
mondo c'è un altissima richiesta di questo prodotto che viene prodotto pezzo per pezzo in
diverse parti del mondo in fabbriche dei paesi sottosviluppati dove le persone vengono
sottopagate e fatte lavorare no al limite possibile per un uomo se non oltre. Però a questo
non pensa nessuno quando ai grandi magazzini compriamo un paio di jeans perché ormai
è una cosa normale. Secondo me la globalizzazione ha sia i suoi lati positivi che i suoi lati
negativi. Positivi perché comunque porta lavoro dove non c'è e permette ai paesi ricchi di
materie prime di poterle sfruttare ma è negativa perché anche se porta lavoro non porta
soldi dato che i lavoratori sono maltrattati, sfruttati e mal pagati e poi perché i paesi ricchi
comprano le materie prime di questi paesi a dei prezzi talmente bassi da sembrare assurdi
ma che i paesi sottosviluppati sono costretti ad accettare pur di ricevere pochi soldi in più.
Per questo se si va avanti così non ci sarà mai un sistema a parità di sviluppo e per
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questo il divario tra ricchi e poveri non diminuirà e non cesserà di esistere. Per risolvere
questi problemi secondo me i paesi ricchi dovrebbero iniziare a pagare onestamente ciò
che comprano da un paese povero come se lo comprassero da un paese ricco così che i
soldi iniziassero ad essere ben distribuiti così da poter vivere tutti dignitosamente, anche
se con questo non voglio dire che chi non lavora debba avere ciò che chi lavora se l'è
guadagnato. Solo allora la globalizzazione potrà essere de nita un processo totalmente
positivo.

GLOBALIZZAZIONE E CONSEGUENZE
La globalizzazione si può de nire come "un fenomeno in crescita progressiva delle
relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto principale è una
standardizzazione economica e culturale tra i popoli". La crescita progressiva è iniziata n
dai tempi degli antichi Romani, infatti, una tra le tante ragioni del dominio di Roma nel
mondo è stata, oltre l'imposizione della lingua comune, la costruzione di strade che hanno
facilitato lo spostamento delle persone, quindi delle idee, delle merci ed in generale di tutto
ciò che riguarda la cultura di un popolo. Questo fenomeno ha avuto una forte
accelerazione grazie alla Seconda Rivoluzione industriale (1880) no ad arrivare ai giorni
nostri ad una crescita esponenziale. Le scoperte dell'elettricità, del carbone (in seguito del
petrolio), del telegrafo hanno funzionato come mezzo di condivisione delle idee, della
cultura e delle conoscenze dei popoli anche attraverso eventi tragici come le guerre, no
ad arrivare ai giorni nostri dove le notizie si diffondono in tempo reale in tutto il mondo e
costituiscono una specie di realtà virtuale i così detti social network ovvero piazze virtuali
nelle quali le persone sono sempre presenti e interagiscono scambiandosi ogni genere di
informazioni. Le primavere arabe sono delle proteste, scioperi riconducibili alla zona araba
che hanno avuto molto successo grazie all'uso di Facebook o Twitter su cui le persone si
scambiavano opinioni e si organizzavano per incontrarsi in un posto preciso e far valere le
proprie idee. Tra i tanti aspetti della globalizzazione assumono particolare importanza la
lingua, la cultura tradizionale, i mass media, l'economia; la necessità di una lingua
conosciuta a tutti i popoli è evidente in quanto è importante la condivisione di opinioni,
informazioni, ma è ugualmente importante conservare le lingue parlate da una minoranza
della popolazione che non assumono minore importanza di quelle parlate da più persone.
É molto importante non perdere le tradizioni culinarie del nostro paese perché ci
rappresentano sono il simbolo di ogni paese italiano. Ogni Paese ha la sua caratteristica:
per esempio a Genzano é tipica la produzione di vino e pane, a Nemi la produzione di
fragole, frutta e ori, ad Ariccia la porchetta, salumi e industria, a Lanuvio il vino e l'olio, ad
Albano l'amministrazione e le libere professioni, il commercio. L'importante é scoprire cose
nuove, la diversità e le varietà sono ricchezze per tutti noi, e dobbiamo prendere tutto il
meglio che le altre popolazioni possono darci.

DEFINIZIONE DI GLOBALIZZAZIONE
La globalizzazione è un avvenimento politico ed economico che si veri ca in un
determinato luogo e che ha conseguenze in tutto il mondo: essa porta ad un annullamento
dei con ni tra gli stati, i quali hanno contatti di ogni tipo con il resto del mondo. La
globalizzazione inizia a diffondersi per la prima volta all'inizio del novecento, ma fu
interrotta dalla crisi di Wall Street nel 1929. Basi: La globalizzazione principalmente si
fonda su tre elementi che si possono de nire basi della globalizzazione:
1) Rivoluzione informatica e telematica
2) Creazione di un mercato mondiale
3) Delocalizzazione con produzioni globali
Rivoluzione informatica e telematica: è la diffusione della telefonia satellitare, dei computer
e soprattutto la creazione di una rete mondiale che permette un velocissimo passaggio di
dati e informazioni: Internet. Il computer ha infatti permesso di immagazzinare (grazie alla


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memoria di cui ogni computer dispone) ed elaborare un massa enorme di dati e di
informazioni(grazie alla sua potenza di calcolo). La telematica permette ai dati di girare il
mondo in tempo reale. Creazione mercato mondiale con produzioni globali: le barriere
doganali sono state abbattute per cui gli scambi internazionali sono facilitati e il loro
volume è enorme. Delocalizzazione: la produzione viene spostata in altri paesi del globo
dove è più economico produrre. Ad esempio un'azienda può avere un centro produttivo in
Europa ma stabilimenti in Asia i suoi mercati prevalenti in America Latina. Essa ha perciò
delocalizzato le sue produzioni ma anche operazioni su scala mondiale. Globalizzazione
come fenomeno culturale: la globalizzazione è anche un fenomeno culturale in quanto la
facilità negli scambi e nei contatti favorisce l'incontro e la condivisione di usi, costumi, cibi,
oggetti e abiti provenienti da diverse parti del mondo. C'è pero il rischio di un appiattimento
culturale causato dall'annullamento delle differenze culturali e dalla diffusione dei modelli
culturali appartenenti ai paesi più ricchi. Crescita economica del paesi in via di sviluppo: la
globalizzazione ha avuto tra le sue conseguenze anche la crescita economica di numerosi
paesi in via di sviluppo grazie alla diffusione dell'industrializzazione. Alcuni esempio sono
la Cina, l'India, il Brasile e la Corea del Sud. La Cina si è industrializzata grazie alla
manodopera a basso costo ed è diventata un grande esportatore. L'India invece è
diventata un centro per le multinazionali dell'informatica. Impoverimento stati deboli ed
aumento disuguaglianze: un ulteriore conseguenza della globalizzazione è il
peggioramento economico dei paesi poveri. In molti casi essa ha determinato l'aumento
delle differenze tra i paesi già sviluppati o che si stanno sviluppando rapidamente e quelli
che rimangono economicamente deboli in quanto non sono riusciti a bene ciare degli
effetti positivi della globalizzazione. Un esempio di fenomeno di crescente disuguaglianza
è la cosiddetta frontiera digitale che divide i paesi con ottimi collegamenti a Internet da
quelli con scarsi o nulli collegamenti.
Aspetti positivi: integrazione culturale, tecnologica, politica cioè libertà culturale perché c'è
libertà di movimento: non ci sono molte barriere e ogni angolo del mondo è raggiungibile
con un click del mouse; posso conoscere nuova gente, confrontarmi con altre culture
diverse dalla mia, sentirmi parte del mondo. Economia globalizzata che genera molte
opportunità per tutti, ad esempio un grande imprenditore può decidere di costruire
fabbriche in Paesi più poveri, creando così commercio e possibilità di lavoro; oppure se
vado al mercato posso trovare tanti tipi di pomodori provenienti da tutto il mondo e
decidere di comprare quale voglio, possibilità di sviluppo e progresso per tutti i Paesi:
Aspetti negativi: Differenze tra paesi poveri e paesi ricchi. I poveri si trovano per lo più
nell'emisfero australe e i ricchi in quello boreale; Problemi ambientali, come inquinamento,
disboscamento; Sfruttamento degli Stati poveri causato dalla delocalizzazione, trasferisco
la produzione in paesi dove è possibile lo sfruttamento della manodopera a basso costo, si
pagano meno i dipendenti, i lavoratori non hanno diritti; Aumento dell'immigrazione con
problemi di "razzismo" e convivenza; Omologazione culturale, in tutti i paesi del mondo
abbiamo per esempio la Coca Cola, o si diffonde lo stesso stile di vita (ovunque vai trovi le
stesse cose);

VANTAGGI E SVANTAGGIATI DELLA GLOBALIZZAZIONE


La tendenza alla formazione di un mondo globalizzato si manifesta con l' aumento della
circolazione di merci e di capitali e soprattutto con l' incremento degli scambi dei beni
culturali come lm e prodotti televisivi. Questo ha moltiplicato i contatti tra gli individui e i
loro valori. Molti giudicano la globalizzazione in modo positivo perché favorirebbe un
generale arricchimento culturale, altri vi rintracciano segni di impoverimento culturale
poiché alcuni paesi tendono ad assimilare la cultura di altri grazie ai lori lm e prodotti
culturali. Infatti gli USA sono il più grande mercato esportatore di beni culturali con il 41%
del mercato mondiale. Occupa un ruolo fondamentale a livello mondiale l'industria
cinematogra ca che nel 2003 ha fatto registrare incassi di 75 miliari di dollari. Il maggior
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produttore di lm annui è l'india ma la visione è destinata principalmente alle popolazioni
locali, i lm statunitensi sono quelli che registrano maggior presenza mondiale. La
produzione è aumentata anche in Europa, anche se i lm statunitensi rappresentano il
50% delle prime visioni. I maggiori importatori di lm statunitensi sono i paesi africani e
sudamericani dove rappresentano il 90% del mercato. Gli USA domina anche nella
televisione dove i loro lm trasmessi rappresentano il 70%. Le multinazionali dei beni
culturali sono 4 e 3 sono degli USA: la prima è la CNN con 16 canali diffusi in 212 paesi e
oltre 150 milioni di spettatori; controlla anche la rivista TIME; il secondo gruppo è VIACOM
che controlla MTV e la Paramount Pictures. Il terzo gruppo è la DISNEY CORPORATION
e il quarto, di proprietà di un australiano è la NEWS CORPORATION con 800 società. È
presente anche in Italia con SKY TV, mentre in Asia ha creato STAR TV Le produzioni
musicali sono riconducibili a 4 colossi: UNIVERSAL MUSIC, SONY BMG, WARNER
MUSIC e EMI. Con la globalizzazione si registrano mutamenti linguistici: la lingua
dominante è l'INGLESE parlata dal ¾ della popolazione mondiale. Il suo predominio
deriva dalla forza economica statunitense e dall'uso come seconda lingua x i commerci.
Inoltre il 60% dei programmi radio è in inglese e il 72% delle pagine web anche. Le lingue
destinate a scomparire entro la ne del secolo secondo la stima dell'UNESCO sono: 100
in Australia, 417 negli USA e Canada, 50 in Asia e 7 in Europa. Le cause della scomparse
delle lingue sono: l' omogeneizzazione dei mass media realizzati in una lingua dominate;
le migrazione che conducono i gli ad abbandonare la lingua del genitori; la nuova
struttura di mercato che richiede l'uso dell'inglese e la diffusioni di ideologie che non
ritengono il plurilinguismo un valore da tutelare. Le lingue sicure dall'estinzione sono il
cinese mandarino parlato dal 1 miliardo di persone, l'inglese parlato da 510 milioni, l'indio
490 milioni, lo spagnolo 420 milioni e l' arabo 230 milioni.

INTERNET E LA GLOBALIZZAZIONE
La globalizzazione ha portato ricchezza o povertà?: Per rispondere a questa domanda
bisogna osservare la globalizzazione sia dal punto di vista dei paesi sviluppati
nordoccidentali sia da quello dei paesi del sud del mondo (poveri o in via di sviluppo).
La globalizzazione infatti favorisce lo sviluppo economico di alcuni Stati, in particolare
quelli industrializzati e sviluppati, attraverso guadagni e pro tti provenienti da un modo di
agire: il decentramento. Esso consiste nello spostare le industrie in paesi sottosviluppati,
dove la manodopera ha un La globalizzazione ha portato ricchezza o povertà?: Per
rispondere a questa domanda bisogna osservare la globalizzazione sia dal punto di vista
dei paesi sviluppati nordoccidentali sia da quello dei paesi del sud del mondo (poveri o in
via di sviluppo). La globalizzazione infatti favorisce lo sviluppo economico di alcuni Stati, in
particolare quelli industrializzati e sviluppati, attraverso guadagni e pro tti provenienti da
un modo di agire: il decentramento. Esso consiste nello spostare le industrie in paesi
sottosviluppati, dove la manodopera ha un costo inferiore. Cosi facendo si offre un lavoro
alle popolazioni dei paesi più poveri. Il processo di globalizzazione sta procedendo pari
passo con l'aumento degli squilibri sociali. Fin ora infatti l'esplosione commerciale non ha
prodotto una diffusa espansione economica e se per molte persone (nei paesi sviluppati)
la globalizzazione è una fonte di arricchimento, per molte altre è causa di peggioramento
delle condizioni di lavoro e di vita. Gli effetti negativi della globalizzazione comunque non
colpiscono soltanto i paesi poveri o in via di sviluppo, basta pensare ad esempio ad un
paese avanzato come gli Stati Uniti dove oggi un amministratore delegato guadagna 400
volte di più di un operaio. E' possibile trovare un giusto equilibrio sull'uso di Internet?:
Internet è la più grande fonte di informazione e comunicazione che sia mai esistita, ed è
anche l'elemento che "rappresenta" il settore più innovativo e rivoluzionario della
globalizzazione, ovvero quello delle telecomunicazioni (trasmissione a distanza di suoni,
documenti, immagini...). La grande rivoluzione consiste nel fatto che internet ha eliminato
la necessità di spostare materialmente merci, persone e capitali. Ma anche in questo caso,
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come nel caso di molti "prodotti della globalizzazione", l'utilizzo di internet si scontra con gli
squilibri di sviluppo; infatti il 60% degli utenti di internet si trova nei paesi industrializzati
dove vive meno del 20% della popolazione mondiale. In molti paesi non è ancora possibile
accedere a internet sia perché i costi di un computer o di un collegamento ADSL sono
insostenibili, sia perché i governi di alcuni paesi non lo permettono, sia perché in molte
regioni non arriva l'elettricità oppure perché gran parte della popolazione è analfabeta.
Per il progresso mondiale è stato utile Internet associato alla telefonia mobile?: Internet e
la telefonia mobile offrono risorse che dieci anni fa erano impensabili e sono diventati uno
strumento di lavoro e di svago per le persone di quasi tutto il mondo. Grazie a Internet è
possibile fare acquisti, lavorare o studiare senza muoversi da casa. Il motivo del successo
di Internet è il fatto che la rete consente la comunicazione in tutto il mondo tramite posta
elettronica, messaggi in tempo reale e addirittura in videoconferenza, al costo di una
telefonata urbana. L'enorme diffusione di Internet e l'abitudine a collegarsi, che è diventata
quasi una moda anche tra gli utenti comuni, ha fatto nascere varie forme di attività
commerciali intorno a quello che si può considerare l'evento storico-tecnologico del nuovo
millennio. Internet ormai è una realtà globale sempre più diffusa nei vari settori della vita di
chi ha esigenze di tipo lavorativo. I siti internet sono in continua crescita e diventa sempre
più diffusa la capacità di Navigare su Internet da parte anche di coloro che non sono
proprio molto ben disposti verso l'uso del computer, infatti attualmente si parla molto di
"Alfabetizzazione Informatica" proprio per il reale fatto che chi non sa utilizzare questo
strumento è destinato ad essere tagliato fuori dal ciclo produttivo del paese in cui vive.
Non tutti gli aspetti di internet però possono considerarsi positivi. Negativo è ad esempio il
venire meno della privacy e della riservatezza (vedi facebook, twitter, e non solo), il rischio
di inganni o truffe online, ma soprattutto è il rischio che si crei una dipendenza da internet
che fa diventare questo grande mezzo di comunicazione una "mania" come il fumo o la
droga (dipendenza da facebook o da giochi online).

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