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Programma Scienze Umane

La globalizzazione è un fenomeno complesso che coinvolge processi economici, politici e culturali, accorciando le distanze tra le nazioni. Essa si manifesta attraverso la globalizzazione commerciale, produttiva e finanziaria, con fenomeni come la delocalizzazione e l'emergere di mercati globali. Inoltre, la globalizzazione ha portato a una crescente omogeneizzazione culturale e a una stratificazione sociale, evidenziando disuguaglianze e sfide per il benessere sociale.

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Programma Scienze Umane

La globalizzazione è un fenomeno complesso che coinvolge processi economici, politici e culturali, accorciando le distanze tra le nazioni. Essa si manifesta attraverso la globalizzazione commerciale, produttiva e finanziaria, con fenomeni come la delocalizzazione e l'emergere di mercati globali. Inoltre, la globalizzazione ha portato a una crescente omogeneizzazione culturale e a una stratificazione sociale, evidenziando disuguaglianze e sfide per il benessere sociale.

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Globalizzazione (ECONOMICA, POLITICA, CULTURALE)

Il termine globalizzazione é entrato nel lessico delle scienze umane e nel nostro linguaggio
quotidiano in tempi relativamente recenti.
Con globalizzazione s’intende l’insieme di processi di varia natura (economici, politici e culturali)
che tendono ad accorciare le distanze e uni care il mondo.
Marshall (sociologo canadese del 1900) ha a ermato che il mondo é divento un grande villaggio
globale.
presupposti:
i presupposti che hanno favorito la di usione della globalizzazione sono:
Marx & Engels nel libro “manifesto del partito comunista” delineano le trasformazioni
economiche e sociali dell’epoca moderna parlando della produzione che passa da locale a
mondiale.
Fine della guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica: ne della contrapposizione politica
del mondo in 2 blocchi orientale e occidentale
Terza rivoluzione industriale nella seconda metà del 900 con la nascita di nuovi settori
produttivi e l’introduzione di nuove tecnologie come l’informatica nell’industria e nel settore
terziario
L’evoluzione dei trasporti e delle comunicazioni: se ad esempio cinquant’anni fa esisteva un
solo cavo telefonico transatlantico, che limitava il numero di conversazione simultanea tra
europei America, oggi le moderne tecnologie telefoniche permettono di gestire
contemporaneamente più di 1 milione di chiamate.
La globalizzazione economica può essere:
commerciale
produttiva
nanziarie

Per globalizzazione commerciale si fa riferimento a un fenomeno che ci fa assistere a una


di usione globale di prodotti
Questo avviene per e etto di un fenomeno chiamato capitalismo industriale, che induce in noi
bisogni non necessari (marcuse), la globalizzazione commerciale é venuta a determinarsi anche in
seguito alla promulgazione di leggi che hanno premesso la libera circolazione di merci e capitali.
le imprese che operano in un mercato globale vendono le stesse merci in tutto il mondo
appro ttando anche di una tendenziale omologazione delle pratiche di consumo e della
diminuzione dei costi medi di produzione.
In tempi recenti si è di uso sempre di più la pratica dell’e-commerce, che permette utenti di
e ettuare questo online, avendo vaste possibilità di scelta e l’opportunità di risparmiare.

Globalizzazione produttiva ossia la tendenza da parte delle imprese a frammentare la propria


presenza in diverse aree del mondo.
Protagoniste di questa tendenza sono le imprese multinazionali o transnazionali, ovvero quelle
imprese che possiedono o controllano attività di produzione di beni e servizi in vari paesi del
mondo ad esempio l’IBM
La maggior parte delle multinazionali sia costituita nei paesi più industrializzati (Stati Uniti,
Giappone, Germania, Gran Bretagna, ma in particolare in Cina)

LA DELOCALIZZAZIONE
Un altro fenomeno importante dell'economia globalizzata è la delocalizzazione, in cui le imprese
occidentali trasferiscono determinati segmenti della loro attività produttiva in paesi diversi da
quello di origine, nei quali esistono condizioni economicamente più vantaggiose (esempio: un
minor costo di forza - lavoro), che consentono di ricavare maggiori pro tti. Attualmente, le aree in
cui si indirizzano processi di delocalizzazione sono i paesi in via di sviluppo (in particolare Asia e
Africa) e gli Stati dell'Europa orientale. Questo fenomeno, inizialmente svolto da lavoratori non
quali cati, ha coinvolto attività più complesse: operai specializzati, ma anche tecnici e progettisti.

La globalizzazione nanziaria
Il mercato nanziario è un gigante mercato globale dove si scambiano capitali investiti nella
compravendita di valori mobiliari (azioni, obbligazioni).
Le borse valori in città come Milano, New York e Londra sono i luoghi di queste transazioni,
collegati telematicamente in tempo reale.

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La speculazione è una caratteristica chiave di questo mercato, dove gli investitori rivendono le
azioni per un ricavo
Tuttavia, questo porta una grande circolazione di denaro ma attribuisce ai titoli valori ttizi a cui
non corrisponde alcuna realtà.
Questo fenomeno è noto come bolla speculativa, dove i valori dei titoli aumentano rapidamente
prima di crollare, causando danni agli investitori.
Questo mercato è esposto a rischi signi cativi di crollo, con potenziali e etti devastanti su scala
globale. Esempi storici includono il crollo del 1929 della borsa di Wall Street, che portò al
fallimento di molte istituzioni nanziarie e alla miseria per molti risparmiatori.

La globalizzazione politica comporta:


1) La nascita di uno spazio pubblico transnazionale, ovvero uno spazio in cui vengono a rontate
questioni di interesse collettivo come: la tutela del pianeta, la salute, la sicurezza, la pace.
2) La presa di coscienza di tali questioni ha favorito la nascita di organizzazioni internazionali
che a rontano tali questioni (ONU, Unicef, FAO, OMS).
Esistono inoltre anche le ONG (organizzazioni non governative), enti privati che si occupano di
aiuti umanitari e di progetti di cooperazione e sviluppo (greenPeace, Amnesty International)
3) Estensione della democrazia in molti paesi: per 2 cause:
Endogene: interna gli Stati
Esogene: derivante da rapporti diretti o indiretti provenienti dal mondo occidentale.
Tramite misure coercitive imposte dai paesi democratici:
Embargo economico: impedimento di esportazione o importazione di determinati prodotti
generalmente attraverso l'applicazione di dazi
Intervento militare: usato per esportare un determinato modello politico

Nel mondo stiamo una di usione della democrazia ma nei paesi in cui è già presente si registra un
aumento del disinteresse e della s ducia che porta all’astensionismo

La globalizzazione culturale 3 forme principali:


1) omogeneizzazionein ogni parte del mondo le persone condividono usi e costumi, norme,
conoscenze. L'omogeneizzazione colpisce anche la cosiddetta "cultura alta" ovvero l'arte
gurativa, letteratura, musica e cinema (ad esempio X-Factor).
2) McDonaldizzazione: Ritzer aveva parlato di "McDonaldizzazione del mondo" con questa
teoria a ermava che la cultura che domina maggiormente sulle altre è quella statunitense:
tale dominio appiattisce a livelli di mediocrità qualsiasi tipo di produzione. La globalizzazione
reca gli stessi danni che il cibo spazzatura crea alla ristorazione
3) Glocalizzazione: teorizzata da Robertson, a erma che la cultura locale si mescola in
continuazione con usi e costumi di altre culture, originando prodotti ibridi, non solo materiali,
ma anche simbolici: idee, comportamenti (esempio tatuaggi Maori)

LE POSIZIONI CRITICHE
Il movimento no (o new del 1999) global comprende gruppi e associazioni che si oppongono alla
politica delle organizzazioni economiche mondiali e delle imprese tranne nazionali e propongono
una globalizzazione alternativa, solidale e rispettosa dell’ambiente, a bene cio dei paesi in via di
sviluppo.

TEORIA DELLA DECRESCITA


Inoltre, la preoccupazione per gli squilibri sociali e ambientali ha portato alla teoria della
decrescita, sostenuta da intellettuali come Serge Latouche. Questa teoria critica il concetto di
"sviluppo" basato principalmente sulla crescita del PIL, sostenendo che un aumento del PIL non
necessariamente corrisponde a un miglioramento del benessere sociale. La ricerca della crescita
economica sfrenata sembra quindi portare a una di usa infelicità anziché al benessere sociale.

VITA LIQUIDA
Zigmunt Bauman, il sociologo polacco, ha introdotto il concetto di "vita liquida" per descrivere la
condizione psicologica dell'uomo globalizzato. Questa condizione è caratterizzata da precarietà e
incertezza, dove l'individuo si trova costantemente adattarsi a cambiamenti rapidi e non riesce a
costruire situazioni stabili, né sul piano professionale né su quello a ettivo.
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Secondo Bauman, la società moderna è passata da uno stato "solido", in cui le strutture sociali e
psicologiche fornivano punti fermi e di riferimento stabili, a uno stato "liquido", in cui queste
strutture si sono sgretolate e hanno perso coesione. Questa dimensione uida e in costante
trasformazione genera un profondo senso di insicurezza nelle persone, che cercano invano di
trovare stabilità e sicurezza.

LA STRATIFICAZIONE SOCIALE
Con strati cazione sociale si intende la presenza all’ interno della società di una molteplicità di
livelli, che si di erenziano per le diverse possibilità di accesso alle risorse sociali.
La strati cazione ha conseguito forme di erenti come la schiavitù, o la divisione per caste.
Gli schiavi erano persone prive di libertà e considerate proprietà di altri individui.
Per Aristotele gli schiavi sono “strumenti animati”.
Le caste indiane acquisiscono una strati cazione molto dura, che si basa sulla religione: ha una
casta si appartiene per nascita e non si può in nessun modo uscirne.
Nelle moderne società occidentali la strati cazione sociale ha assunto forme di erenti: quelle di
classe (con Karl Marx) e quelle di ceto ( con Max Weber).
La prospettiva di Marx:
Marx ritiene che il criterio principale che causa la strati cazione sociale è di tipo economico:
quello che stabilisce la classe di appartenenza è la relazione dei mezzi di produzione
Tra le classi sociali c'è un rapporto di con ittualità perché le loro condizioni sono originate dalla
lotta per l'appropriazione delle risorse.
Per Marx la classe di appartenenza stabilisce la posizione che una persona ricopre nella società,
senza creare una reale percezione di quella posizione. Il sociologo parla di “falsa coscienza”,
situazione che minaccia i membri delle classi subalterne.
La prospettiva di Weber:
Per Weber si possono identi care altri due fattori che de niscono la diversità tra i gruppi sociali: lo
status e il potere.
Lo status è il livello di prestigio sociale, esso è il fattore che stabilisce la divisione della società
ceti, ovvero l’insieme di persone che hanno uno stile di vita simile.
La strati cazione in base al potere secondo Weber dà vita ai partiti politici, ossia gruppi di
individui uniti da interessi o obiettivi comuni.
LA PROSPETTIVA FUNZIONALISTA: DAVID & MOORE
David e Moore scrissero il libro alcuni principi della teoria della strati cazione.
Essendo presente in ogni tipo di società la strati cazione sociale svolge una speci ca funzione.
La strati cazione è una condizione necessaria per garantire produttività ed e cienza al sistema
sociale.
Il suo scopo è quello di collegare adeguatamente le persone nella struttura sociale e motivarle.
Ad esempio in ogni società esistono status e mansioni più rilevanti di altre, come il medico
specializzato in alta chirurgia.
Per spingere le persone ad a rontare sacri ci economici e psicologici… occorre incentivarli con
ricompensa adeguate (stipendio, alto prestigio sociale)
La strati cazione è un meccanismo positivo che aiuta la società a risolvere problemi decisivi per
la sua sopravvivenza.

Critiche al funzionalismo: Tumin


1. Tumin sostiene che l'esistenza di posizioni sociali più importanti di altre non sia una
conseguenza della strati cazione
2. Ritiene che la selezione non è sempre adeguata, non è detto che le persone indicate a
occupare posizioni sociali di prestigio siano sempre adeguate
3. Chi a ronta lunghi anni di studio generalmente gode di vantaggi
Secondo Tumin la strati cazione è autoreferenziale, ossia si giusti ca sulla base della sua stessa
esistenza, ciò porta la presenza di forti disuguaglianze.

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Con l'espressione colletti bianchi (in inglese: White collars) il sociologo Mills fa riferimento a quelle
categorie professionali che fungono da cuscinetto tra la borghesia imprenditoriale e gli operai
salariati ovvero i Blue collars che sta indicare il colore della divisa da lavoro

L'economista Labini mette in evidenza la scarsa omogeneità dei ceti medi dal punto di vista della
composizione sociale de nendo la fascia delle classi medie: ambigua, senza scopi o interessi
sociali comuni e imprevedibile nel comportamento elettorale
RAPPORTO BLACK & BES
Il rapporto tra la strati cazione sociale e l'omogeneizzazione degli stili di vita è complesso ma
rilevante nell'analisi contemporanea della società. L'avvento delle classi medie ha coinciso con un
aumento generale del tenore di vita e con una maggiore accessibilità a beni e servizi
precedentemente riservati a fasce sociali più elevate. Questo fenomeno è stato alimentato sia
dall'aumento del reddito disponibile sia dall'in uenza dei mass media, in particolare della
televisione, che hanno promosso modelli di consumo trasversali alla società.

Tuttavia, nonostante un'apparente omogeneizzazione, le di erenze di classe persistono e


in uenzano signi cativamente le opportunità e gli esiti della vita delle persone. Studi come il
"Rapporto Black" evidenziano come i soggetti provenienti da contesti sociali svantaggiati abbiano
una speranza di vita inferiore e siano più esposti a rischi per la salute, dovuti a lavori pericolosi,
condizioni abitative precarie e accesso limitato a cure mediche di qualità.

I l Rapporto BES sottolinea come livelli più alti di istruzione siano associati a uno stato di salute
migliore, mentre comportamenti considerati rischiosi, siano più di usi tra chi ha un basso livello di
istruzione.
Le disuguaglianze sociali si ri ettono anche nel sistema educativo, dove le persone provenienti da
contesti più privilegiati hanno maggiori opportunità di accesso a un'istruzione di qualità e di
sviluppare competenze linguistiche e culturali più avanzate.
MOBILITA’ SOCIALE
=> possibilità di passare da una classe sociale all’altra
La mobilità sociale si distingue in:
Mobilità ascendente: è il mutamento verso l'alto che pone l'individuo in una posizione migliore
Mobilità discendente: è il mutamento verso il basso, peggiora la condizione dell’individuo.
La mobilità è inesistente nelle società divise in caste, come quella indiana, in cui la nascita vincola
le persone a una posizione immutabile no alla morte.
Nel mondo occidentale invece vi è la possibilità illimitata di avanzare all’interno della scala sociale
La mobilità sociale si distingue anche in:
Mobilità assoluta: numero complessivo di persone che si spostano da una posizione sociale o
un’altra
Mobilità relativa: consiste nel grado di uguaglianza delle possibilità di ciascuno di migliorare la
propria posizione.
La mobilità relativa è particolarmente importante per valutare l'apertura di una società, poiché
indica se le opportunità di avanzamento sono distribuite in modo equo tra le diverse classi sociali.
Tuttavia, questa mobilità può essere limitata a determinati segmenti della popolazione, come le
classi medie, e potrebbe coinvolgere principalmente spostamenti tra posizioni sociali adiacenti
anziché a lungo raggio. Ad esempio, un ragazzo nato in una famiglia di classe media potrebbe
avere maggiori opportunità di diventare dirigente rispetto al glio di un agricoltore.
LA POVERTA’
Obbiettivo N° 1 dell’agenda 2030
Si distinguono tre categorie di povertà:
Povertà assoluta: riguarda la mancanza di risorse necessarie per vivere (coloro che vivono con
50/60 dollari al mese, homeless)
Povertà relativa: introdotta da Townsend, si de nisce povero chi pur potendo soddisfare i bisogni
di base non ha le risorse per raggiungere le condizioni di vita che sono abituali
L'Italia, ha a che fare con la presenza di "nuovi poveri", individui o famiglie che, pur non vivendo in
estrema povertà, non possono permettersi di mantenere uno standard di vita adeguato rispetto
alla media nazionale. Nel 2018, ad esempio, oltre 3 milioni di famiglie italiane vivevano in
condizioni di povertà relativa, con una percentuale più elevata nel Sud del paese.
59.000.000 di abitanti in Italia — 1/6 si trova in una condizione di povertà (circa 10.000.000)
Numerosi fattori in uenzano l'incidenza della povertà, tra cui la dimensione della famiglia,
l'immigrazione, il livello di istruzione e il tipo di occupazione. Ad esempio, le famiglie con un basso
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livello di istruzione o con lavori non quali cati tendono ad essere più a rischio di cadere in
condizioni di povertà.
Povertà uttuante: condizione di disagio economico temporaneo dovuto a crisi o eventi improvvisi
(divorzio, perdita del lavoro…).
Amartya Sen= vincitore del premio Nobel per l’economia, a erma che ci sono altri fattori che
determinano la povertà di un soggetto:
Qualità globale della vita + situazione economica
- mancanza di salute
- Mancanza di istruzione
- Mancanza di libertà politica

WELFARE STATE
Nasce nella seconda metà del XX secolo
Stato di benessere o Stato sociale indica uno Stato che ha la volontà di applicare politiche
pubbliche che vanno a tutelare i bisogni dei cittadini in particolare per quelli meno abbienti per
garantire a tutti un tenore di vita dignitoso.
Questo avviene tramite erogazioni nanziarie (pensioni, sussidi…), servizi pubblici gratuiti
(istruzione assistenza sanitaria…) e agevolazioni scali.
Il Welfare State si distacca completamente dal liberalismo classico, che sostiene che lo Stato non
dovrebbe interferire nel libero mercato. Mentre il liberalismo si concentra sulle libertà civili
garantendo la libertà negativa (lib. Di pensiero, parola…) , il Welfare State protegge i diritti sociali,
garantendo la libertà positiva, come istruzione, salute e casa, cercando di garantire uguaglianza.
(Nasce in seguito alla povertà:
1) Fine 1600: poor law: che o riva assistenza alle fasce più povere della popolazione
2) 1883/ 1892 con Bismark che promulga le prime leggi sull'assistenza sociale pubblica a favore
dei ceti più bisognosi
3) 1942 (post guerra mondiale) rapporto Beveridge dove vi era il servizio medico nazionale
gratuito ad esempio)
Negli anni ’70 in Italia inizia l’età d’oro dell’Italia, poiché viene introdotto il Welfare state.
Nasce l’Enel, gli ospedali diventano enti pubblici, si introducono pensioni socialiper gli anziani a
basso reddito,
Con la legge 517 del 1977 si introduce l’inclusione scolastica degli studenti disabili
Con la legge 833 del 1978 si istituisce il servizio sanitario nazionale.
In Europa esistono diversi modelli di Welfare:
1)Modello Socialdemocratico (Scandinavo):
Universale: Questo modello mira a garantire il benessere di tutti i cittadini, indipendentemente
dalla loro situazione lavorativa. Ciò signi ca che le prestazioni sociali sono accessibili a tutti,
contribuendo a promuovere l'uguaglianza sociale e l’inclusione.
Per sostenere questa universalità, si veri ca una spesa pubblica signi cativa. Questa è nanziata
attraverso tasse proporzionali al reddito, dove i cittadini contribuiscono in base alle loro entrate.
2)Modello Liberale (Anglosassone - USA, Australia):
Non universale: In contrasto con il modello socialdemocratico, l'assistenza qui è rivolta solo a
speci che categorie dopo una veri ca delle risorse. Ciò implica una maggiore selettività
nell'erogare i bene ci.
In questo modello, lo Stato ha un ruolo più limitato, lasciando al mercato la responsabilità
principale nell'o erta di servizi e assistenza sociale.
3)Modello Conservatore o Continentale (Germania, Francia):
A seconda del lavoro svolto vengono stipulate assicurazioni sociali che comportano determinate
tutele da parte dello stato, vengono nanziate tramite i contributi trattenuti in busta paga.
Modello Mediterraneo (Italia, Grecia, Spagna):
Questo modello si basa sull'idea che lo Stato intervenga solo quando le reti sociali primarie
(famiglia, amici.) non riescono a intervenire.
Si basa sul principio della sussidiarietà, ovvero lo stato interviene soltanto quando i soggetti non
riescono a provvedere a se stessi.

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CRISI DEL W.S.
Uno degli obbiettivi del welfare state è quello di favorire la mobilità sociale ( ascendente )
rendendo la società aperta
Non può esserci mobilità ascendente senza welfare state
Aspetti negativi:
Si possono veri care 2 conseguenze disfunzionali
1) sul piano organizzativo il w.s. Il risultato di questo fenomeno è stato un ingigantirsi della
macchina amministrativa ha portato al di ondersi di politiche sociali:
- aumento dei dipendenti statali ( es. aumento dell’obbligo scolastico: + insegnanti)
- Allungamento delle procedure necessarie per accedere ai servizi
2) piano economico-sociale:
Aumento delle tasse che i lavoratori devono pagare
Oppure fare ricorso al de cit di bilancio, ovvero la situazione dove le uscite superano le entrate

Gli stati hanno così cercato di ovviare la crisi:


Taglio la spesa pubblica
Privatizzazione di aziende che no a poco prima erano statali
Il primo governo ad attuare queste politiche fu l’Inghilterra con Margaret Tutcher

FRIDEMAN: sosteneva che lo stato dovesse intervenire il meno possibile nella vita dei cittadini al
ne di:
- favorire la competizione
- Migliorare l’economia
- Dare spazio alla libera iniziativa individuale
Oltre ai provvedimenti statali si aggiunsero altre criticità che peggiorarono la crisi del Welfare state
1) l’allungamento della vita
2) L’incremento della spesa sanitaria
3) L’immigrazione: pareri discordanti
L’immigrazione noi incide particolarmente sul Welfare : anche se l’erogazione di determinati servizi
a famiglie migranti, poiché spesso si tratta di famiglie a basso reddito o con un elevato numero di
gli.
Tito Boeri (ex presidente dell’INPS) a tal proposito a erma che gli immigrati versano ogni anno 8
miliardi di contributi sociali e ne ricevono tre

DAL WELFARE STATE ALLA WELFARE SOCIETY

La crisi dei modelli classici di Welfare, aggravata dalla crisi nanziaria del 2008, ha spinto le
società occidentali a cercare nuove soluzioni per garantire sicurezza sociale e servizi
fondamentali. Un approccio emergente è quello della "Welfare society", in cui lo Stato rimane il
legislatore dei servizi sociali, ma non è l'unico erogatore.

Alcuni servizi possono essere o erti dalle aziende ai loro dipendenti, come asili nido o polizze
sanitarie, in cambio di bene ci scali dallo Stato. Questo modello di Welfare aziendale è
vantaggioso per i dipendenti, che si sentono più sicuri e tranquilli, e per le aziende, che ottengono
lavoratori più motivati ed e cienti.

Il terzo settore, che include cooperative sociali, associazioni di volontariato, fondazioni e imprese
sociali, è un interlocutore chiave per lo Stato nelle politiche di Welfare. Questi enti, essendo
radicati nel territorio, conoscono meglio i bisogni reali dei cittadini e possono o rire servizi
personalizzati, evitando le ine cienze della burocrazia pubblica.

Rivedere il sistema di Welfare non signi ca togliere responsabilità alle istituzioni pubbliche o
giusti carne le mancanze, ma piuttosto promuovere una collaborazione fruttuosa tra pubblico e
privato. Lo Stato deve mantenere il ruolo di regolatore, coordinatore e monitoratore delle iniziative,
mentre si incoraggia la partecipazione democratica e la solidarietà.

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LAVORO

Le innovazioni tecnologiche hanno avuto un impatto profondo sul mercato del lavoro, riducendo
alcune occupazioni tradizionali e creando nuove gure professionali. Il progresso tecnologico
tende a sostituire lavori manuali e poco quali cati con quelli ad alta specializzazione, come tecnici
e ingegneri. Tuttavia, la meccanizzazione porta anche a una diminuzione complessiva dei posti di
lavoro in alcuni settori.

Il giornalista Riccardo Staglianò, nel suo libro "Al posto tuo. Così Web e robot ci stanno rubando il
lavoro" (2016), documenta le professioni eliminate o a rischio a causa della tecnologia. Questo
fenomeno è visibile in vari settori:
- Trasporti: i casellanti autostradali e gli addetti alle biglietterie ferroviarie sono quasi scomparsi.
- Trasporto aereo: riduzione del personale addetto ai bagagli e automazione della gestione del
tra co aereo.
- Banche: chiusura di liali e riduzione del personale, con un aumento dell'home banking.
- Negozi al dettaglio: la concorrenza dell'e-commerce riduce la necessità di personale non
specializzato.

Meno a rischio sono le professioni liberali (medici, notai, avvocati) e quelle legate alla formazione,
dove il contatto umano è cruciale. Tuttavia, l'educazione sta vedendo un aumento delle lezioni
online e l'uso di assistenti digitali.

Secondo il World Economic Forum (2016), il 65% dei bambini che iniziavano la scuola primaria in
quell'anno farà un lavoro attualmente inesistente entro il 2030. I settori più a rischio di
automazione includono agricoltura, pesca, manifattura e commercio, mentre istruzione e sanità
richiederanno ancora una presenza umana signi cativa.

Milena Gabanelli evidenzia tre principali in uenze sul mercato del lavoro futuro: tecnologia e
Internet, invecchiamento della popolazione, e riscaldamento globale. Pertanto, è fondamentale
investire in formazione nei settori dei Big Data, coding, assistenza agli anziani e economia verde.

La formazione sarà cruciale per adattarsi a questi cambiamenti. La Commissione europea (2012)
sottolinea l'importanza di abilità trasversali come il pensiero critico, la capacità di risolvere
problemi e il lavoro di squadra, oltre a competenze STEM (Science, Technology, Engineering,
Mathematics).

In sintesi, il futuro del lavoro vedrà una continua trasformazione con una crescente necessità di
adattabilità e nuove competenze, supportata da investimenti nella formazione e nell’istruzione.

La questione della precarietà


Flessibilità e precarietà
Le innovazioni tecnologiche hanno trasformato il mondo del lavoro, cambiando profondamente la
concezione stessa dell'attività lavorativa e le condizioni giuridiche che la tutelano. Negli ultimi
decenni, il lavoro è diventato sempre più essibile, richiedendo ai lavoratori di adattarsi
continuamente, acquisendo nuove competenze e assumendo nuove mansioni. Questo fenomeno
ha reso raro il "posto sso" e ha spinto molti a cambiare frequentemente occupazione, il che può
essere positivo per la crescita professionale.
Tuttavia, spesso la essibilità si traduce in precarietà, con lavoratori costretti ad accettare contratti
a tempo determinato di breve durata, generando insicurezza economica e ostacolando progetti di
vita a lungo termine. Le istituzioni dovrebbero quindi creare una legislazione che garantisca la
essibilità senza trasformarsi in precarietà, ad esempio, attraverso percorsi di formazione che
facilitino il reinserimento in impieghi quali cati.
Le iniziative legislative
In Italia, lo Statuto dei lavoratori del 1970 ha fornito tutele fondamentali, ma negli ultimi anni è
stato necessario aggiornare questo documento per rispondere ai cambiamenti nel sistema
produttivo. Sono stati introdotti correttivi e integrazioni per a rontare la maggiore essibilità
richiesta dalle imprese e l'accentuarsi della precarietà. Ad esempio, i rider, che lavorano con orari
estenuanti e stipendi bassi, hanno chiesto un "decreto rider" per il riconoscimento del loro
rapporto di subordinazione e l'accesso a contratti conformi a quelli nazionali.

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Un tentativo signi cativo per a rontare il precariato è stato il Jobs Act (2014-2015), che ha
introdotto il contratto indeterminato a tutele crescenti per i nuovi assunti nel settore privato, con
indennizzi proporzionali al tempo trascorso dall'assunzione.
Disoccupazione giovanile e "fuga dei cervelli"
La disoccupazione giovanile in Italia è particolarmente alta (28,7% nel settembre 2019 secondo
ISTAT), aggravata dalla crisi economica del 2008 e dall'inadeguatezza delle politiche economiche
a favore delle piccole e medie imprese. Questo ha contribuito al fenomeno della "fuga dei
cervelli", con molti giovani laureati che cercano opportunità all'estero.
Secondo Eurostat (2019), il 3,2% degli italiani in età lavorativa vive all'estero, con la maggior parte
di loro in possesso di un titolo di studio elevato. Tuttavia, l'Italia è meno attrattiva per i ricercatori
rispetto ad altri paesi europei, a causa della burocrazia, del costo degli studi, della scarsità di
borse di studio e delle basse retribuzioni per i ricercatori.

Ricerche "classiche" nelle scienze umane

Le ricerche classiche nelle scienze umane hanno fornito modelli di riferimento duraturi e
continuano a essere fonte di confronto e ispirazione. Ecco tre esempi di tali ricerche in sociologia e
antropologia:

1. Howard Becker e i musicisti da ballo (Sociologia)

Howard Becker, sociologo e pianista jazz, condusse una ricerca sui musicisti da ballo negli anni
Quaranta. Il suo saggio "La cultura di un gruppo deviante: il musicista da ballo" (1951) esplora la
subcultura dei musicisti, basandosi sulla metodologia della Scuola di Chicago. Becker analizza
come i musicisti vedono se stessi e il loro pubblico, rivelando un con itto tra la loro percezione di
superiorità artistica e la dipendenza dal pubblico che disprezzano. Questo studio fornisce un'analisi
approfondita dei meccanismi di "etichettamento" sociale e della devianza.

2. Edward Ban eld e gli abitanti di "Montegrano" (Antropologia/Scienze Politiche)

Edward Ban eld, politologo statunitense, condusse una ricerca etnogra ca in un piccolo paese della
Basilicata, ribattezzato "Montegrano", tra il 1954 e il 1955. Nel suo saggio "Le basi morali di una
società arretrata" (1958), Ban eld introduce il concetto di familismo amorale per descrivere la
chiusura delle famiglie in sé stesse a scapito del senso civico. La sua ricerca evidenzia come questa
mentalità ostacoli la modernizzazione e lo sviluppo economico, fornendo una critica alle politiche
di aiuto statunitensi post-belliche.

Queste ricerche dimostrano come le scienze umane possano offrire approfondimenti duraturi su
fenomeni sociali complessi, fornendo strumenti analitici utili per comprendere le dinamiche
contemporanee.

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