LA GLOBALIZZAZIONE
La globalizzazione è un fenomeno causato dall'intensificazione degli scambi
economico-commerciali e degli investimenti internazionali, che nei decenni tra XX e
XXI secolo, sta crescendo sempre più rapidamente.
È la progressiva integrazione dell’economia dei vari Stati nel mondo che ha come
risultato finale la creazione di un mercato unico. La formazione di questo mercato
unico rende possibile la connessione e lo spostamento di persone, culture, stili di
vita; in campo politico ha reso nelle filiere produttive, distributive, di vendita i
consumi sempre più unificati e interdipendenti tra loro.
GLI STATI UNITI
Dalla fine della guerra fredda, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti
sono diventati l’unica vera superpotenza mondiale e soprattutto hanno il controllo e
il dominio completo dei mari e degli oceani. Questo è molto importante perché le
merci via mare equivalgono al 90% delle merci totali. Dunque chi controlla i mari, gli
stretti e gli oceani di fatto controlla il commercio globale e permette la creazione di
un mercato unico.
I ROMANI
Una volta che i Romani hanno sconfitto i Cartaginesi dopo la 3° guerra punica (149-
146 a.C.), nel bacino del Mediterraneo e in tutta Europa hanno garantito un mercato
unico; dunque una sorta di “proto-globalizzazione” (periodo della storia della
globalizzazione tra XVII-XIX a.C.) rispetto al mondo in quel periodo conosciuto.
IMPERO BRITANNICO
Durante l’età vittoriana (seconda metà dell’Ottocento) e fino alla prima guerra
mondiale (1914-1918), i britannici avevano il controllo dei mari grazie alla flotta
inglese.
L’ATTUALE GLOBALIZZAZIONE
Tuttavia il fenomeno attuale è senza precedenti e questo in base soprattutto a 2
motivi:
Con la terza rivoluzione industriale si sono verificati profondi cambiamenti in
alcuni settori e il settore terziario è diventato il settore più importante
dell’economia
Il primo di natura tecnico-tecnologica
a. Continuo miglioramento dei trasporti (navi, treni, aeri sempre più grandi e
efficienti);
b. Progressiva rivoluzione informatica (che ha avuto inizio dopo la fine della
guerra fredda), che ha portato alla digitalizzazione e all’informatizzazione.
L’informatica ha permesso di abbassare i costi dei trasporti e delle
comunicazioni, ha reso istantanee le operazioni commerciali e ha
semplificato tantissime attività.
Il secondo motivo è di natura economico-sociale. La globalizzazione si sta
attuando attraverso un modello economico-sociale liberista.
a. (La globalizzazione è un fenomeno legato alla liberalizzazione ) La
liberalizzazione dei commerci è la progressiva liberalizzazione degli scambi
commerciali e dei movimenti internazionali di capitali.
b. La delocalizzazione che viene applicato dalle aziende multinazionali che
scorporano i loro processi produttivi e le loro funzioni e le distribuiscono
nei paesi dove c’è maggiore convenienza. Spesso la produzione di vari
prodotti viene delocalizzata nei paesi in via di sviluppo o nei paesi poveri,
dove la manodopera costa meno poiché i lavoratori spesso vengono
sfruttati e ci sono leggi meno severe dal punto di vista ambientale (dunque
si può inquinare di più). Mentre la parte di ricerca e di sviluppo viene
allocata in uno stato più progredito dal punto di vista scientifico-tecnico.
Infine la sede legale viene posta in Stati che garantiscono una tassazione
molto bassa.
GLI EFFETTI DELLA GLOBALIZZAZIONE:
-la formazione di un unico mercato globale;
-una circolazione più semplice e più rapida di informazioni, merci, idee e
persone;
-uniformazione culturale (per esempio la diffusione dell’inglese), talvolta a
scapito delle tradizioni culturali locali. D’altro canto la diffusione culturale
sta permettendo l’espansione di diritti civili e sociali anche in paesi in cui
questi non sono garantiti (per esempio i risultati ottenuti grazie alle
manifestazioni contro la violenza sulle donne o al movimento LGBT);
-sviluppo della tecnologia
-consumismo, che sta portando allo sfruttamento delle risorse naturali e
all’ inquinamento che di conseguenza sta generando il riscaldamento
globale;
-localizzare la produzione e le funzioni di un’azienda all’estero, fenomeno
che caratterizza la delocalizzazione, si aumenta la disoccupazione nei paesi
d’origine delle aziende;
-digital divide, ovvero il divario presente tra chi ha accesso a internet e
coloro a cui viene vietato. È possibile distinguere tre tipi di divario digitale:
globale, sociale e democratico. Il primo si riferisce alle differenze esistenti
tra paesi più o meno sviluppati; il secondo riguarda le disuguaglianze
esistenti all’interno di un singolo paese; il terzo focalizza le condizioni di
partecipazione alla vita politica e sociale in base all’uso o meno efficace e
consapevole delle nuove tecnologie. Dal digital divide deriva una grave
discriminazione per l’uguaglianza dei diritti esercitabili online con l’avvento
della società digitale. Il divario digitale quindi è sempre più causa di un
divario di altra natura: socio-economico e culturale.
Tra le categorie più minacciate dall’esclusione digitale vi sono i soggetti
anziani, le donne non occupate o in particolari condizioni, gli immigrati, le
persone con disabilità, le persone detenute e coloro che, essendo in
possesso di bassi livelli di scolarizzazione e di istruzione, non sono in grado
di utilizzare gli strumenti informatici.
-negazione dei diritti, in molte zone come in Asia, Africa e America latina, a
causa dei molti conflitti, a diverse persone, soprattutto ai bambini e ai
ragazzi vengono negati i diritti, poiché non hanno né cibo né acqua, non
godono di assistenza sanitaria e non hanno accesso all’istruzione. Inoltre
vengono sfruttati.