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Lo Stilnovismo

Il documento descrive il Dolce Stil Novo, un movimento letterario sviluppatosi in Toscana alla fine del Duecento. Vengono presentati i principali esponenti come Guido Guinizelli e Guido Cavalcanti e le loro opere, nonché i temi, lo stile e le caratteristiche linguistiche di questa corrente poetica.

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Lo Stilnovismo

Il documento descrive il Dolce Stil Novo, un movimento letterario sviluppatosi in Toscana alla fine del Duecento. Vengono presentati i principali esponenti come Guido Guinizelli e Guido Cavalcanti e le loro opere, nonché i temi, lo stile e le caratteristiche linguistiche di questa corrente poetica.

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Il «dolce stil novo»

Dove/quando: ultimi decenni del ‘200 nel Comune di Firenze

La definizione “Stilnovo” è dell’‘800 ed è stata presa da Dante: “Vita nova” + “De vulgari
eloquentia” e “Purgatorio” (incontro con Bonagiunta da Lucca).

Modelli: Scuola Siciliana

Chi scrive: poeta-cittadino, partecipa alla vita politica del suo comune. Attività lavorativa
(notaio, giudice, insegnante) + attività letteraria

Rappresentanti: Guido Guinizelli (caposcuola); Guido Cavalcanti, Dante, Cino da


Pistoia -> amicizia ma anche rivalità

Lingua: Volgare toscano (no provenzalismi o termini popolareggianti)

Generi: Canzone, sonetto, ballata


Il «dolce stil novo»
Stile: limpido e piano (no suoni aspri, rime difficili, termini rari, inversioni sintattiche),
lingua dolce ed elegante, ricca di musicalità. Lessico selezionato e ‘specifico’, rende
con vividezza gli effetti dell’amore.

Temi: Amore come tema esclusivo


È segno distintivo delle persone di animo nobile e raffinato, occasione di elevazione
spirituale, legato alla gentilezza (nobiltà d’animo, non di sangue) e si scrive per persone
che hanno queste caratteristiche

Analisi degli effetti dell’amore sull’io, soprattutto della fase dell’innamoramento:


metafore guerresche e effetti fisici, come in una scena teatrale

Donna: creatura fortemente spiritualizzata (donna-angelo), resta sullo sfondo (≠ dei


siciliani)
GUIDO GUINIZELLI (1235 ca.-1276)

❖ Bolognese, piccola nobiltà ghibellina, studia Legge, viene esiliato


per le sue idee politiche e bandito dalla città

❖ Considerato da Dante «il padre mio» perché precursore dello


Stilnovo, afferma l’identità di AMORE e COR GENTILE
➢ L’amore si origina esclusivamente in un cuore gentile
➢ Ogni cuore gentile contiene in sé una naturale predisposizione
all’amore

❖ Introduce il concetto di DONNA-ANGELO: come l’angelo, la donna


è intermediaria tra Dio e l’uomo (avvia il desiderio maschile alla
sublimazione, conciliandolo con la legge morale -> l’amore non
può essere un peccato se chi lo risveglia nell’uomo è simile a un
angelo)

Due poesie tratte dalle Rime: Al cor gentil rempaira sempre amore
(canzone) e Io voglio del ver la mia donna laudare (sonetto)
Al cor gentil rempaira sempre amore
vv. 1-10 IDENTITÀ TRA AMORE E CUORE NOBILE (gentile) -> rapporto istintivo e indissolubile come quello tra:
1. un uccello e la vegetazione del bosco 2. il sole e la luce 3. il fuoco e il calore

vv. 11-20 L’INNAMORAMENTO È ESPRESSIONE DELLA NOBILTÀ D’ANIMO -> come il sole purifica la pietra preziosa a cui
le stelle hanno trasmesso certe virtù, così la natura crea il cuore gentile e la donna lo fa innamorare

vv. 21-30 CUORE GENTILE VS CUORE VILE -> una natura malvagia (= un animo volgare), resiste all’amore come fa
l’acqua al fuoco

vv. 31-40 LA NOBILTÀ D’ANIMO È UNA VIRTÙ INDIVIDUALE -> la gentilezza non si eredita attraverso la nobiltà di
nascita ma si realizza attraverso virtù personali che manifestano un animo nobile (paragonato a un cielo illuminato
dalle stelle)

vv. 41-50 RAPPORTO UOMO-DONNA = RAPPORTO ANGELO-DIO -> come le intelligenze celesti (gli angeli) obbediscono
alla volontà di Dio e fanno girare il cielo, così l’uomo innamorato è attratto dalla bellezza della donna che gli ispira un
desiderio di obbedienza e una predisposizione alla virtù e al bene

vv. 51-60 LE FACOLTÀ MIRACOLOSE DELLA DONNA ANGELO -> la donna non induce al peccato e ha l’aspetto di una
creatura angelica

L’amore non è più solo un sentimento ma rende moralmente superiori


Tema A. Analisi del testo: come si fa?
Guido Guinizelli – Io voglio del ver la mia donna laudare
1. Comprensione del testo: fai la parafrasi + individua argomento e tema (lode della donna amata)

2. Analisi del testo


I. STRUTTURA: bipartita (fronte: com’è la donna amata; sirma: che cosa fa), sonetto, versi, ritmo,
rime (alternate nella fronte; replicate nella sirma), fig. ret. di suono
II. SINTASSI: paratassi, fig. ret. di sintassi: polisindeto (quale congiunzione?), anastrofe (“la mia
donna laudare”, v. 1; “verde river a lei rasembro”, v. 5)
III. LESSICO: termini concreti (fronte) e astratti (sirma); parole chiave (donna, laudare, gentile,
salute); campi semantici prevalenti (asembrarli, v. 2, somiglio, v. 4, rasembro, v. 5), fig. ret. di
significato: similitudini, personificazione, metonimia.

3. Interpretazione: Contestualizza (chi è Guinizelli? Dove e come scrive?) + Confronta (questa


poesia presenta elementi comuni ad altre poesie che hai letto: di questo autore o di altri? L’idea
di donna e di amore qui espressa è simile a quella della poesia siciliana o ha elementi originali?)
+ Esprimi il tuo parere (quali sensazioni ti comunica questa poesia?)
Quali idee nuove introduce Guinizelli?

❖ Superamento tradizione feudale-cavalleresca: nobiltà non ‘di sangue’, ma


“aristocrazia” dell’animo, ricco di sentimento e di cultura
❖ Concezione aristocratica dell’amore
❖ Affermazione ideologia borghese comunale: la nobiltà è merito
individuale e coinvolge virtù morali e culturali
❖ Amore sublimato si identifica con esperienza religiosa (donna-angelo,
mediatrice tra uomo e Dio)
GUIDO CAVALCANTI (1250 c.a.-1300) ★ Autorità intellettuale
★ Grande amico di Dante, figlio di Cavalcante de’
Cavalcanti (vd. Inferno, X), importante famiglia
di magnati guelfi, fidanzato con la figlia di
Farinata degli Uberti (ghibellino), eletto tra i
rappresentanti del comune di Firenze.
★ 1300: mandato in esilio da Dante per una lite tra
guelfi bianchi e neri, muore poco dopo.
★ Uomo inquieto, di modi aristocratici, scetticismo
religioso.

Le sue idee sono influenzate da Aristotele (De anima) e Averroè:


- la felicità massima è nella conoscenza, che porta l’uomo alla perfezione, mentre l’amore
(che viene dall’anima sensitiva) distrae e provoca lo spossessamento dell’io
- visione laica e tragica dell’amore
- teatralizzazione degli spiriti
Chi è questa che ven, ch’ogn’om la mira
❖ Argomento: l’amore / Temi: virtù della donna e impossibilità a
parlarne (indicibilità)
❖ Struttura: sonetto con quartine a rime incrociate (ABBA) e terzine a
rime rovesciate (CDE EDC).
❖ Sintassi: frasi consecutive, frasi negative
❖ Lessico: sostantivi astratti, altri appartenenti al campo sematico della
“vista”, uso del termine “salute”, provenzalismi, latinismi,
allitterazioni (suoni nasali nelle quartine)
❖ Fig. retoriche: domanda retorica, personificazioni, climax, iperbole
❖ Confronto: sonetto in dialogo con “Io voglio del ver…” di Guinizelli
Voi che per li occhi mi passaste ‘l core

❖ Argomento: drammatizzazione dell’amore / Temi: assalto di Amore


all’io e suoi effetti tragici
❖ Struttura: sonetto con quartine a rime incrociate (ABBA) e terzine
a rime ripetute (CDE CDE). Struttura circolare e ricorsiva.
❖ Sintassi: piana, paratassi, ritmo che coincide con la sintassi (no
enjambement), rime interne
❖ Lessico: allitterazioni, campo semantico della guerra e della morte,
“spiriti” (averroismo)
❖ Fig. retoriche: apostrofe (v. 1), personificazione, anastrofe (vv. 3, 4,
5)

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