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Impianti elettrici di bordo

Le applicazioni della energia elettrica a bordo vengono raggruppate in impianti: -ausiliari, -speciali, -di propulsione. Limpianto ausiliario comprende i sistemi di produzione, e distribuzione della energia elettrica per illuminazione e forza motrice ausiliaria. Limpianto detto ausiliario appunto perch dausilio dellimpianto principale della nave, che quello di propulsione. Gli impianti speciali sono quelli per i quali si sviluppata una particolare tecnica anche se richiedono lo stesso tipo di energia elettrica dellimpianto ausiliario, per esempio gli impianti telefonici, apparati elettronici di vario impiego, telegrafi di macchina, torsiometri, avvisatori dincendio. Gli impianti di propulsione elettrica comprendono sia i sistemi mediante i quali lelica viene azionata da un motore elettrico in corrente continua o alternata, sia i relativi dispositivi di manovra, e comprendono anche i giunti elettromagnetici. Per schematizzare gli impianti, esistono modi di rappresentazione grafica dei circuiti e componenti dellimpianto stesso. Uno schema deve risultare comprensibile a tutti i tecnici, perci necessario utilizzare simboli convenzionali normalizzati, che indicano senza equivoci ci che si rappresentato. I simboli normalizzati sono scelti in sede internazionale da appositi comitati. I simboli usati in Italia sono suggeriti dal C.E.I. (Comitato Elettrotecnico Italiano), e per le applicazioni specifiche di bordo, dalle tabelle UNAV. Gli schemi elettrici possono essere di molti tipi a secondo dello scopo:

-Schemi generali, rappresentano lintero impianto. -Schemi parziali, rappresentano soltanto una parte. -Schemi di principio o di massa, danno unidea complessiva di un impianto e del suo funzionamento. -Schemi di montaggio, sono destinati al personale che cura listallazione o che si occupa dellesercizio. Questi schemi sono forniti dalle ditte costruttrici. Nello schema di montaggio sono messi in evidenza la disposizione topografica dei singoli elementi ed i collegamenti. -Schemi unifilari, sono utili per gli impianti in corrente alternata trifase, viene rappresentato con una fase per far capire la reale costituzione del circuito. -Schema funzionale, utile per comprendere il funzionamento dellimpianto. -Schema a blocchi, rappresenta con un blocco ogni parte dellimpianto che svolge una certa funzione su una grandezza detta segnale dingresso in modo da modificarla per ottenere una grandezza di uscita. Le linee di collegamento rappresentano il passaggio del segnale da un blocco allaltro. Il progetto dellimpianto elettrico di una nave parte dallelencazione degli utenti da istallare a bordo. Tale elenco costituisce la base del Bilancio Elettrico,che lo strumento per progettare, realizzare e gestire limpianto elettrico della nave. Il Bilancio Elettrico ( BE) si intende lelenco delle potenze elettriche richieste dalla nave nelle diverse condizioni operative di impiego e nelle diverse ore del giorno. Lelenco degli utenti alla base del BE , per una nave mercantile sono i seguenti: - Servizio di coperta: timone, argani, tonneggi e vericelli per scale di banda e imbarcazioni. - Servizio di sicurezza: radar , girobussola, pompe incendio, radio comunicazione.

- Servizio del carico: montacarichi, frigoriferi e calderina per il carico, ventilatori di stiva ecc - Servizio dellapparato motore: ausiliari elettrici dellapparato motore e degli elettrogeni, ausiliari per imbarco. - Servizio del condizionamento: refrigeratori e riscaldatori - Servizio cucina. - Servizio camera: pompe per acqua igiene,lavanda e potabile - Servizio alberghiero - Servizio luce: luce normale e demergenza, interna ed esterna e dei locali apparato motore. Si considerano poi le condizioni operative tipiche allo scopo di stimare per ciascuna la richiesta media di potenza elettrica. Le condizioni operative sono le seguenti: - Condizioni operative continuative in navigazione (navi mercantili): ai tropici, allequatore o estiva, in clima freddi o invernali, in acque ristrette. - Condizioni operative in sosta (navi mercantili): in porto, in porto per carico e scarico, in porto per lavori, in radar. - Condizioni operative saltuari (navi mercantili): manovra, emergenza per lincendio, emergenza per allagamento. Per la nave in navigazione o in sosta, considerato per ciascuna condizione operativa, le ore del giorno caratteristica alla vita di bordo (sveglia, prima colazione, attivit pomeridiane). In conclusione, noto il bilancio elettrico di una nave si pu decidere come sia conveniente utilizzare gli elettrogeni di bordo nelle diverse condizioni operative e nelle diverse condizioni ore del giorno. Sulle navi si usano cavicio conduttori rivestiti con guaine isolanti. Un cavo elettrico costituito dalle seguenti parti: 1- conduttore elettrico; di norma di rame e ha una resistenza elettrica alla temperatura di 20C minore di 18 ohm x mm2 /Km .

2-isolamento; costituito da gomma naturale (G), gomma butilica (B), gomma a silicone (S o ST), tela sterlineata (T). 3-rivestimento protettivo; servono per proteggere il cavo dallumidit (tubo di piombo, gomma sintetica e alluminio), o per proteggerlo dalle offese meccaniche (armatura metallica). 4-materiali riempitivi; sono materiali idroscopi e tamponanti al fine di ottenere un insieme compatto tra le varie anime del cavo. Lunificazione Italiana prevede due tipi di cavi navali per tensioni rispettivamente fino a 250V e 600V. Ciascun cavo viene identificato dal numero di conduttori e (anime) e dalla sezione nominale del rame per ciascun conduttore. A ciascun valore di sezione nominale di rame corrisponde una portata di corrente di servizio continuo, calcolata di norma per temperatura ambiente di (40C), in funzione della temperatura massima ammessa dallisolamento. Per ogni cavo interessa conoscere: - Ingombro (diametro esterno) - Peso (Kg x Km di cavo) - Raggio minimo di curvatura ( indicato in numero di diametri del cavo stesso) - Resistenza (ohm x Km di cavo) - Reattanza (ohm x Km di cavo) Sulla scelta di un cavo importante conoscere la tensione di esercizio. Sulle navi importante produrre energia elettrica in corrente alternata. Per produrla agiamo con dei gruppi elettrogeni, che linsieme di un generatore elettrico ed il suo motore primo (turbina a vapore o a gas e motori Diesel). Il tipo di elettrogeno, cio il suo motore primo, dipende dal tipo di apparato motore della nave e dal servizio cui lelettrogeno destinato. Comunque sia il motore primo lasse del gruppo elettrogeno orizzontale disposto per chiglia, in modo da limitare le

sollecitazione meccaniche di natura geostatica, soprattutto dalle sollecitazioni di rollio. Tra le fonti di energia elettrica, che alimentano limpianto di bordo, si ricordano infine le batterie di accumulatori di vario impiego e la possibilit di ricevere energia da terra, attraverso la presa da terra quando la nave in porto. La Centrale Elettrica a bordo definisce un locale destinato ai gruppi elettrogeni, il quadro principale relativo e lapparecchiatura accessoria di controllo della produzione e distribuzione dellenergia elettrica. Le centrali elettriche di bordo sono di due tipi: Centrale principale e Centrale di emergenza.

Organi di interruzione e protezione


Interruzione e protezione in circuiti elettrici. Si definisce sezionatori linterruzione di un circuito elettrico non percorso da corrente (senza carico). Si definisce interruzione vera e propria, linterruzione di un circuito percorso da corrente (sottocarico). Gli interruttori di bordo sono a bassa tensione ed elevate intensit di corrente. Linterruttore automatico lapertura avviene automaticamente comandato da un rel, quando il valore di corrente, di tensione o di potenza, cui rel sensibile, esce dal campo di funzionamento previsto. Il fusibile unaltra apparecchiatura di protezione che interviene interrompendo il circuito, quando in esso la corrente supera un valore prefissato. Riferimento agli interruttori che hanno compiti di manovra, di norma si hanno: - Interruttore a comando meccanico locale; - Interruttore a comando elettrico a distanza (teleruttore);

- Teleinterruttore. Il problema fondamentale dellinterruzione dei circuiti lo spegnimento dellarco, che si innesca tra gli elettrodi allapertura dellinterruttore.

Corto circuito (Condotto accidentale di due o pi conduttori normalmente isolati).


Potere di interruzione (massima corrente che un interruttore pu interrompere). Si definisce tensione nominale (Vn), il massimo valore di tensione a cui linterruttore pu lavorare. Corrente nominale (In), la corrente massima che pu attraversare per un tempo illimitato un interruttore senza essere danneggiato. Potere di interruzione (Ir), il massimo valore di corrente per cui linterruttore pu aprire il circuito senza danni. Tempo totale di interruzione (intervallo di tempo fra il comando di apertura e lestensione dellarco). Definiamo i rel un dispositivo ausiliare di tipo elettromeccanico che, in dipendenza delle variazioni di una grandezza fisica, determina il funzionamento di un altro dispositivo. Tipi di rel: - Magnetici; - Termici; - Elettromagnetici; - Ad induzione; - Elettrodinamici; - Elettrostatici. Gli interventi del rel: - Istantaneo; - Ritardato a tempo dipendente o indipendente.

I rel di massima corrente determina lapertura dellinterruttore automatico in caso di sovracorrente, corto circuito o di sovraccarico. Di norma le protezioni di sovracorrente utilizzano entrambi i tipi (protezione elettromagnetica e protezione termica), in questo caso si parla di rel magnetotermico. Rel di corto circuito di tipo elettromagnetico. Rel di sovraccarico di tipo termico. Rel di minima tensione di tipo elettromagnetico. Rel di manovra di tipo elettromagnetico e serve per manovrare lapertura e la chiusura di un interruttore. Un altro dispositivo di protezione il fusibile che protegge il circuito dalla sovracorrente. Il funzionamento di una valvola si basa sulleffetto termico associata al passaggio della corrente in una resistenza, che per effetto JOULE si sviluppa, infatti, un calore che vale RI2t. Anche i fusibili, come gli interruttori sono caratterizzati da alcune grandezze in modo analoghe: Tensione, frequenza di impiego, portata o corrente nominale. Col nome di materiali semiconduttori si denotano alcuni materiali aventi resistivit intermedia fra quella dei conduttori e degli isolanti. I pi comunemente usati sono il germanio e il silicio. Si tratta di elementi tetravalenti, aventi cio quattro elettroni di valenza, i cui atomi si aggregano in cristalli ove ogni atomo mette in comune i suoi quattro elettroni di valenza con quattro atomi contigui. Ci significa che intorno a ogni atomo ruotano otto elettroni, quattro propri dellatomo stesso e quattro propri di quattro atomi contigui. Ne risulta una struttura cristallina assai stabile. Tuttavia, a temperatura ambiente, alcuni degli elettroni acquistano unenergia sufficiente a svincolarsi dai loro atomi e a passare allo stato di elettroni liberi, lasciando un vuoto cui si d un nome di lacuna. La lacuna rende disponibile nel semiconduttore una carica positiva.

Se sottoponiamo un semiconduttore a un campo elettrico gli elettroni liberi si muovono in verso opposto di quello del campo, mentre le lacune si muovono verso il campo. Un semiconduttore sottoposto a un campo elettrico si genera una corrente. Se introduciamo nel processo di produzione di un cristallo di silicio, piccolissime quantit di un elemento pentavalente, fosforo o antimonio o arsenico, il semiconduttore si dice in tal caso drogato di tipo n (negativo), in esso gli elettroni liberi sono chiamati cariche di maggioranza e le lacune cariche di minoranza. Viceversa se si aggiungano delle piccole quantit di un elemento trivalente, boro o indaco o gallio, il semiconduttore si dice in tal caso drogato di tipo p (positivo), e le lacune sono ora cariche di maggioranza e gli elettroni cariche di minoranza. Il diodo a giunzione costituito da un cristallo di materiale semiconduttore (germanio o silicio), in cui sono a diretto contatto due zone drogate rispettivamente con impurit di tipo p e di tipo n, tale dispositivo presenta una resistenza assai piccola ad una corrente avente verso convenzionale diretto dalla zona a drogatura p alla zona a drogatura n. E evidente quindi che la giunzione p-n che costituisce il diodo si comporta come una valvola che permette la circolazione della corrente in un dato verso, mentre la impedisce nel verso opposto. Ci vuol dire, in altri termini,che il diodo un dispositivo a semiconduttore assimilabile a un interruttore ideale comandato dalla tensione stessa che lo alimenta. Linterruttore chiuso se la tensione positiva, invece aperto se la tensione applicata negativa. Quando la tensione applicata assume valori positivi, il diodo si lascia liberamente attraversare da una corrente diretta, la cui intensit tanto maggiore quanto maggiore la tensione diretta applicata. Per ogni diodo disponibile in commercio fissato un valore della corrente massima diretta che non deve mai essere superato poich,

al di sopra di questa intensit di corrente, il riscaldamento diventa intollerabile per la buona conservazione del dispositivo. Se la tensione applicata diventa negativa, la corrente che interessa il diodo praticamente nulla o trascurabile anche per valori abbastanza elevati di tale tensione, poich, al raggiungimento di questo valore, nel diodo si innesca improvvisamente una corrente inversa di elevatissima intensit che assume le caratteristiche di una vera e propria scarica. Un eccessivo riscaldamento, provoca la rottura del diodo che perde la capacit di bloccare tensioni inverse. La temperatura massima ammissibile per la giunzione di un diodo al germanio di circa 90 C, e per un diodo al silicio di 190 C. Per smaltire il calore che si forma e limitare la temperatura, il diodo viene montato su un dissipatore, costituito da una graffa di raffreddamento per diodi piccoli, o da un insieme di alette di raffreddamento in rame o in alluminio annerito per i diodi di maggior potenza, possono essere raffreddati da un ventilatore. Si osserva che allaumentare della temperatura diminuisce la resistivit intrinseca dei semiconduttori.