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Cosa fare quando le emozioni bloccano la persona

La pi bella emozione che si pu provare quella mistica: essa la fonte di ogni vera arte e di ogni scienza. Chi non conosce questa emozione e non sa sognare ed essere rapito in devozione come se fosse morto. Albert Einstein. Non voglio essere in balia delle mie emozioni. Voglio servirmene, goderle e dominarle. Oscar Wilde. La nostra conoscenza, se paragonata alla realt, primitiva e infantile. Eppure il bene pi grande di cui disponiamo. Albert Einstein. "La mente intuitiva un dono sacro e la mente razionale un fedele servo. Noi abbiamo creato una societ che onora il servo e ha scordato il dono".Albert Einstein.

Metodica personale per non essere continuamente in balia delle emozioni.


Il titolo consegnatomi per il volume al primo approccio risuonato per me fin nel profondo, perch si tratta di come ho portato avanti il mio programma di vita. Proprio il programma della mia vita. Tutto ci che ho realizzato lungo il corso degli anni, lentamente, con grande forza di volont e allenamento diuturno, peer raggiungere quellequilibrio speciale e unico nellincontro con laltro, che mi mancava quasi completamente, specie a livello emotivo. Il mio idolo, con il quale volevo confrontarmi, era Demostene, il grande oratore greco, considerato il pi grande oratore e condottiero dei tempi ellenistici. Si dice che anche lui, fino alla giovinezza piuttosto avanzata, fosse cos avvolto dalle sue stesse emozioni da far fatica a presentarsi e a parlare in pubblico. E poi, per il suo impegno e la sua volont, almeno per la storia greca, divenuto il pi grande oratore e condottiero di tutti i tempi. Appunto. E io mi sforzavo di imitarlo, ma a quel tempo non avevo ancora i mezzi psicologici adatti, per poter combattere fino in fondo quello che consideravo il mio maggiore handicap. Perch, allincirca fin dopo la laurea, quando sostenevo gli esami o quando dovevo parlare in pubblico, specie se in sede accademica, mi emozionavo a tal punto da cominciare a balbettare, a far fatica a proseguire nel discorso e a coprirmi di sudore dalla testa ai piedi.

E cos agli esami rendevo al massimo il 20% della mia preparazione e, negli incontri con il pubblico, per fortuna rari a quellepoca, ero costretto a leggere tutto il testo, come lavevo preparato, senza cambiare nemmeno una virgola, altrimenti mi perdevo in baliadelle mie stesse emozioni. E lintonazione di voce di conseguenza si manteneva piatta, senza quegli alti e bassi che la caratterizzano e che naturalmente tengono agganciata lattenzione del pubblico, al qualle stai spiegando le tue idee, le tue considerazioni e le tue conclusioni. Se le spieghi e le dimostri bene, con quel timbro di voce accattivante e perfino seducente del linguaggio fluente e senza inflessioni dialettali, trovi sempre qualcuno che ti segue, in modo particolare se presenti e descrivi tecniche innovative e creative in molti campi. Ero dunque senza dubbio a quel tempo la caratteristica presenza di quel tipo di oratore che annoia e predispone in certi momenti ad un lento passaggio tra le braccia di Morfeo. Me ne rendevo conto, ne soffrivo qualche volta in modo acuto, ma tutto ci. invece di deprimermi, di mandarmi in depressione, mi dava la carica per cercare il modo migliore di perfezionarmi ogni giorno di pi. Mi presentavo in sala in modo naturale, senza far trasparire nessuna emozione, perfettamente a posto dal punto di vista esteriore e con un vulcano, un terremoto, uno tsunami dentro da farmi perdere a volte il controllo di ci che stavo dicendo o spiegando e spesso da farmi balbettare, se appena perdevo il filo del discorso che stavo leggendo. Dimprovviso, specie nei primi momenti del mio incontro con il pubblico, un velo di oblio cadeva sulla mia corteccia prefrontale, ma forse maggiormente sui centri sottocorticali, specie ippocampo ed amigdala e mi rendevano lucido ma amorfo, consapevole ma privo di personalit, limpido ma avvolto come in un sogno particolare del preaddormentamento. Dicevo dunque che per vincere tutto questo da solo, senza alcun aiuto, che nel resto mai avrei chiesto, mi ci voluto parecchio tempo. Si potrebbe dire che mi sono guadagnato tutto sul campo. Ma sono arrivato dove mi ero imposto di arrivare, cio a parlare in pubblico a braccio, come si dice, e spesso senza neppure la famosa scaletta, che per importante per non passare troppo spesso da un tema allaltro e di conseguenza a volte disorientare il pubblico. E chiaro che per agire in questo modo necessaria una preparazione molto accurata e scrupolosa di ci che si vuole offrire e spiegare, come risultato di una lunga ricerca personale, come frutto di un impegno diuturno, come conclusione di un autotraining che, a dire il vero, non mai possibile considerare finito in tutti i suoi particolari e le sue continue innovative sfumature. Giunti a questo punto, veniamo al dunque. Cosa dice il titolo del volume e del mio lavoro. Cosa fare quando le emozioni bloccano la persona?. La mia tecnica, che, da certi punti di vista considero innovativa e creativa, basata dapprima su esercizi di Autorilassamento consapevole e, in un secondo tempo, sull Autoipnosi autoconcentrativa consapevole, che in parte si basa sulla vecchissima esperienza indiana buddhista di tipo vipassana, che 2

affonda le sue radici addirittura ancora prima di Buddha, considerato da sempre il vertice della perfezione in campo umano.

Autorilassamento.
Parliamo ora brevemente dellautorilassamento, per poi prendere in considerazione anche lo stato ipnotico e lautoipnosi, almeno come li intendo io. Sono convinto che esista ben poca differenza tra quegli stati di coscienza modificati che vengono denominati veglia rilassata, autorilassamento e autoipnosi, anche se qualche particolare pu essere diverso, come per es. la differenza nello svolgere determinati compiti, in modo particolare la verbalizzazione. La verbalizzazione infatti, senza un buon allenamento diviene via via sempre pi difficile passando dalla veglia rilassata allautoipnosi. In linea generale per poi i risultati, sia in campo terapeutico, sia di ricerca, possono essere pi o meno della stessa importanza. L'autorilassamento lo considero il primo e pi importante percorso che si deve compiere, dopo la veglia rilassata, quando si alla fine indirizzati per raggiungere lAutorilassamento concentrativo consapevole vipassana, di cui tratter pi avanti, in modo da allenarsi gi fin dal principio verso un cammino di aumento costante di consapevolezza. Si tratta in ultima analisi di scoprire dove le nostre tensioni e emozioni si concretizzano e somatizzano in svariati disturbi somatoformi ed iniziare cos con questa metodica la solida ma difficile via dellautoguarigione. Ormai tutti sappiamo che di norma siamo continuamente in uno stato di perenni tensioni fisiche e psicologiche, con tutti i danni che ne conseguono. Ci accade poich si vive ogni giorno nello stato di attenzione e di veglia attraverso continue e insistenti preoccupazioni che la vita moderna sa imporci, soprattutto quando non abbiamo imparato a affrontarla nel modo corretto e cio con poco o nullo coinvolgimento emotivo. Se ci coinvolgiamo troppo dentro le nostre emozioni, siamo sempre stanchi, affaticati e poco riposati, consumando tutta lenergia a disposizione in modo completamente errato. Molti soggetti mantengono inconsapevolmente le mascelle serrate o altre parti del corpo contratte, anche mentre dormono o sognano. Il digrignare dei denti durante il sonno ne un esempio lampante. Queste persone sono destinate ad un pessimo risveglio e abitualmente cominciano la loro giornata stanche ancora prima di lavorare. Tutto ci porta ad un accumulo di tensione che oggi va sotto il nome di iperstress o anche di distress. Meglio dunque dedicare qualche minuto al giorno a qualunque pratica di rilassamento, in modo particolare la consapevole vipassana. La via della consapevolezza fatta solo di presente. Linconscio, il Profondo S o il Mondo Interno vivono solo nel presente. Sembra quasi che la non coscienza e la non consapevolezza vivano al di fuori del tempo e dello spazio.

Il presente del Qui e ora, come affermano da sempre le scuole orientali, per le quali questa lunica cosa che veramente conta per essere in grado di vivere in armonia con se stessi e con il cosmo. Molte persone, infatti, si danneggiano fisicamente, mentalmente e spiritualmente, vivendo molto spesso immersi in esperienze spiacevoli del passato, essendo divenuti ormai insensibili ai messaggi di gioia e piacere che la natura invia loro continuamente, anche attraverso il ciclo del tempo e delle stagioni. Il ciclo del tempo e delle stagioni sono sempre stati considerati, almeno alle medie latitudini, specie tra il 35 e il 55 parallelo nord, come espressione di vita, di gioia e di rinnovamento fisico e spirituale. Perfino larrivo dellautunno e dellinverno sono sempre stati considerati, nei rituali dei campi, come messaggeri di un cambiamento per un riposo meritato, dopo il pesante lavoro dei mesi primaverili ed estivi. E i rituali delle festivit sparse durante tutto il ciclo dellanno testimoniano comunque in ogni momento il bisogno di un rinnovamento sentito e avvertito a tutti i livelli.

Concentrazione sul respiro


Il mezzo migliore per mantenere la mente nel presente con continuit la concentrazione sul respiro. Nello stesso tempo tale concentrazione consente di tenere sotto controllo il piano emotivo. Regolando e bilanciando il flusso dellaria che entra nei polmoni attraverso le narici, in modo che linspirazione e lespirazione risultino pi o meno della stessa durata, si pu raggiungere in breve tempo un favorevole stato di armonia ed equilibrio. Imparare dunque mentalmente questo semplice esercizio, cio facendo passare da 5 a 8 secondi, a seconda della capacit polmonare e delle abitudini di respiro, sia la fase di inspirazione, sia quella di espirazione. Continuare cos fino a quando il tempo destinato allesercizio sar terminato. Uscire poi dal rilassamento respiratorio in modo assai graduale per lasciare il tempo allorganismo di riprendere il modo normale di vita e di respirazione. Subito dopo lesercizio gradevole assaporare sia la morbidezza dei muscoli, sia la distensione dei tendini e dei nervi, come pure lo stato di distensione fisica e psichica presente, che pu durare da pochi minuti fino a parecchie ore.

Autoipnosi.
Dopo un breve cenno sullautorilassamento qualche nota esplicativa anche sullAutoipnosi, che per non considero il pilastro per giungere a risultati effettivamente importanti, come sostengono parecchi ipnoterapeuti, in modo particolare nei disturbi emotivi accompagnati da crisi dansia, specie quando si riferiscono a difficolta nei rapporti interpersonali di qualsiasi tipo essi siano. Spesso sufficiente realizzare nel paziente un buon rilassamento profondo per ottenere pi o meno gli stessi risultati. Definizione. 4

Stato di coscienza modificato, ottenuto attraverso un lungo, serio, costante, impegnativo e motivato allenamento a rivolgere la mente dal mondo esterno verso il mondo interno, anche con luso di vari metodi di rilassamento, praticando lintrospezione, senza giungere con questo a realizzare sempre e comunque una vera e propria autoanalisi, oppure un processo di individuazione alla Jung. In questo stato si possono ottenere esperienze di grande interesse e valore, in modo particolare nel campo della psicologia psicosintetica (Assagioli) ma ancor pi transpersonale (Grof, Tart) con comparsa di vari tipi di crisi di identit oppure evolutive, come episodi di consapevolezza non presenti nello stato di veglia vigile, esperienze legate allanima, allo spirito, al cosmo, a processi mistici (Giovanni della Croce, Teresa dAvila, Mastro Eckhart, Suzuki, Edith Stein). Lallenamento allautoipnosi diventa pi facile se si seguono i ritmi personali del respiro, senza doverlo accelerare, come con la tecnica di Grof e senza doverlo diminuire, secondo molte tecniche indiane. Un po alla volta, seguendo un allenamento giornaliero, tutto diviene automatico e ci si inoltra via via verso esperienze maggiori. Dal punto di vista strettamente personale per devo aggiungere che, mano a mano che lallenamento prosegue, il respiro diviene via via sempre pi lento e profondo ed infatti, in certi momenti, mi sono ritrovato con un ritmo di respiro molto diminuito, fino a raggiungere una inspirazione ed una espirazione nel tempo di un minuto, quando di norma le respirazioni complete sono di almeno dieci al minuto. Tecniche elementari per giungere con profitto allautoipnosi. Noi siamo ma anche diveniamo ci che pensiamo. La nostra salute fisica legata a molti fattori ma largamente influenzata dalle nostre aspettative. Lautoipnosi diviene pertanto un valido ed utile strumento per diminuire le aspettative negative e aumentare le positive. Ricordarsi sempre che la teoria della comunicazione afferma che essa avviene su molti livelli e soprattutto che quelli pi bassi determinano il significato conscio o inconscio di quelli superiori.La razionalit viene cos ad essere perdente quando limmaginazione preponderante. L'immaginazione pi importante della conoscenza. Albert Einstein Con la pratica dellautoipnosi possiamo modificare le abitudini sbagliate - il comportamento errato - il pensiero fuorviante e negativo - una sintomatologia emozionale troppo a lungo coltivata - tutte situazioni che portano a malattie funzionali. Si inizia con un allenamento ad autosuggerimenti semplici sempre di natura positiva come sensazione di calore piacevole oppure di benessere fisico e psichico di rilassamento di tutti i muscoli del corpo cercando di sentire bene solo coloro che sono appoggiati al tavolo o alla sedia. Ricordarsi sempre che assolutamente necessario allenarsi per un certo periodo di tempo variabile da individuo ad individuo per ottenere risultati validi sicuri ed incoraggianti.

Se ci si vuole allenare con la mente subconscia ed inconscia necessario un tempo di latenza per assimilare quanto si vuole ottenere in un secondo tempo ed imparare a spegnere lentamente lattivit corticale, raggiungendo cos lo stato di parziale inibizione di corticale con attivazione dei centri sottocorticali. Ad esempio molte persone soffrono dinsonnia perch spesso pensano tra s e s Adesso devo dormire bene e subito. Se ci si allena ad usare la parte subconscia ed inconscia si hanno migliori risultati a lasciare che accada lasciare che il sonno giunga piuttosto che sforzarsi per produrlo con la volont. Come detto in precedenza iniziare con pensieri o formule molto semplici e inserirle sempre nel presente Non pensare domani mi sentir meglioma mi sento meglio. La nostra attivit subconscia o inconscia lavora sempre nel presente. Pertanto va attivata solamente cos altrimenti i risultati sono poco attendibili e scarsamente duraturi. Ricordarsi che per il subconscio e linconscio il futuro sempre proiettato avanti nel tempo e di conseguenza non si realizzer mai secondo le nostre aspettative. Il futuro non in grado di creare unimmagine positiva perch soprattutto per linconscio, non esiste, non ancora arrivato e non giunger mai. Il futuro non ci appartiene. Il futuro, anche quello pi prossimo, legato e determinato da eventi, situazioni, circostanze che non dipendono da noi se non in modo molto trascurabile. Siamo noi che siamo convinti di poter modificare il futuro con la nostra volont, con il nostro libero arbitrio, usando un tipo di comportamento piuttosto che un altro. Ma non cos. Secondo le ultime teorie nel campo della fisica e della meccanica quantistica ormai stato dimostrato che il libero arbitrio in campo umano pur sempre condizionato da una quantit di fattori, alcuni conosciuti, altri meno, i quali interferiscono sulle decisioni, che purtuttavia sembrano guidate completamente dalla volont. Non gi stato definitivamente dimostrato infatti dalla fisica davanguardia che losservatore influenza e modifica losservato? Con queste nozioni possiamo capire dunque che il futuro non influente sul corso della nostra vita e non in grado di creare unimmagine mentale positiva. Solo il presente ha la facolt di risvegliare situazioni e comportamenti nuovi anche se in seconda istanza possiamo anche proiettarli nel futuro. La formuletta magica per allenarsi bene allautoipnosi ricordarsi sempre del Qui e ora Procedendo in questo modo tutto il resto viene da s sempre per con un progressivo allenamento nel tempo. Come ovvio, ancora pi errato riferirsi al passato. I ricordi rallentano o fermano lallenamento. I ricordi funzionano come palle al piede perfino se sono positivi e piacevoli. 6

Creare dunque sempre immagini mentali positive nel presente con frasi semplici. Linconscio riceve solo frasi semplici esenti da forme letterarie elaborate. E come un bambino di sei-otto anni. Allenarsi alle frasi con gradualit e misura fino a raggiungere scopi pi elevati degli ordinari come autoanalisi, autorealizzazione e autoguarigione. Scegliere una frase per volta, innanzitutto rinforzando il proprio Io con pensieri od immagini positive nel presente, allincirca ogni due-tre giorni come Mi sento meglio. Sono pi forte. Nuova energia mi arriva dal cosmo. Mi sento a mio agio con me stesso e gli altri, ecc. Pi avanti nel tempo riesco a trovare la mia strada. Inizio a vedere la mia strada. Inizio a intravvedere il mio percorso. Inizio a sentire come mi devo comportare. Inizio a uscire dalle tenebre del Mondo Interno per incamminarmi verso la luce. Verso la luce della conoscenza e della consapevolezza. Scorgo ora la mia strada verso la luce Mi sto veramente incamminando verso la luce - e mentre mi incammino verso la luce - altra luce nasce dentro - nasce dentro di me - nel mio profondo S, nel mio mondo interno. A poco a poco mi immergo in essa come in un grande bagno caldo di benessere e di serenit. La luce - la gioia - la serenit sono le fedeli compagne della mia vita e devo iniziare a correggere i miei errori con il loro costante, utile e sincero aiuto.

Obbiettivi pratici
Molto importante a questo punto fissare degli obbiettivi da raggiungere in base alla loro importanza ed attualit. Fissarne uno alla volta ricordandosi sempre di pensarli realizzati nel presente e mai nel futuro. In questo modo si procede nel cammino dellautoanalisi per poi passare allautorealizzazione con conseguente autoguarigione fisica e mentale. Dopo un certo periodo di tempo sempre variabile da individuo a individuo ci si pu lentamente incamminare sulla strada della realizzazione dellinconscio collettivo e mentale e pi avanti dellinconscio cosmico e spirituale, alla ricerca del Profondo S. Lautoipnosi pertanto, se utilizzata con le metodiche suggerite, diviene non solo ricerca personale ma anche un modo completo, anche se piuttosto lungo, di incontro con linconscio collettivo e cosmico (Jung, Fromm, Frankl, Braden), carico di momenti intensi che si avvicinano a volte allo stato meditativo e mistico, che possono del resto essere considerate anche come tappe successive dellallenamento. Molti lettori non addentro a simili stati di coscienza potrebbero pensare che si tratti solo di sogni ad occhi aperti ma, per conto mio, c indubbiamente

qualcosa di pi e a volte anche importante per portare avanti sia unautoanalisi, sia un processo di individuazione alla Jung. Molto facilmente si tratta di affioramenti dellinconscio che in questo modo trova un varco per dire la sua al cervello razionale, esplicando probabilmente desideri rimossi di vecchia data oppure anche esperienze subliminali che non hanno mai raggiunto il livello della coscienza o della consapevolezza. Si tratta, ad ogni modo, di informazioni a tutti i livelli che si rendono utili anche per vivere meglio una vita troppo tesa o troppo complicata. Questa autoipnosi o rilassamento personale ad ogni modo mi ha favorito in passato, ma favorisce anche nel presente, il superamento di gravi iperstress e di grossi ostacoli fisici, mentali e spirituali, nello scorrere normale della vita, come del resto succede a qualsiasi persona di questo pianeta. Ma per trovarsi bene nello stato di coscienza rilassato necessario, addirittura veramente indispensabile, allenarsi a superare le paure, le paure degli affioramenti del mondo interno, le paure che nascono dentro nei modi pi impensati, non sempre certo positive. Anzi il pi delle volte negative, anche perch quando si vivono queste esperienze si soli, terribilmente soli, non si ha nessuno accanto, non si ha nessuno a cui chiedere aiuto, non si hanno appigli, non si hanno corde, non si hanno momenti di tregua. Sempre soli, paurosamente soli, con tutti i terrori ancestrali che si scagliano contro il conscio, vomitando addosso il magma primordiale, il magma vissuto quando il pianeta di stava formando per poi dare adito alla vita, centinaia di milioni di anni pi tardi. Jung parla di pleroma, i grandi mistici occidentali come pure Assagioli definiscono questo passaggio, questo stato di essere, questo modo di vivere, questa emozione particolare la notte tenebrosa dellanima. Esiste uno studio importante su tutto ci su Studi Junghiani dal titolo:Il S come luogo d'incontro fra creatura e pleroma. Si tratta di un confronto tra Carl Gustav Jung e Gregory Bateson nel quale si afferma che per Jung le radici di ogni conoscenza affondano nella psiche la quale una realt oggettiva accessibile alla ricerca mediante i metodi propri delle scienze naturali. Il lavoro pone a confronto il pensiero di uno studioso proveniente dalle scienze naturali quale Gregory Bateson con quello di C. G. Jung. In particolare vengono esaminati il rapporto tra psiche e materia descrivibile in termini di relazione mappa-territorio e la concezione del S come principale agente conoscitivo, luogo di incontro di Creatura e Pleroma. Da questa comparazione emergono interessanti analogie delle due prospettive teoriche. Prospettiva psicologica in Jung, prospettiva scientifica-naturale in Bateson. Del resto senza solitudine non si in grado di raggiungere i livelli di profondit necessari per proseguire il percorso, i piani di coscienza desiderati per nuovi tipi di esperienze, le stratificazioni sognate per raggiungere esperienze sempre pi forti. Lunico presupposto munirsi di un grande coraggio, di una grande forza danimo, di una notevole sensibilit, per essere in grado di superare il profondo 8

s che scaglia addosso la sua negativit. come una grande eruzione, quando la lava ribolle e salendo investe in pieno tutto con le sue lingue di fuoco. Imparare ad affrontare ma soprattutto a vincere le paure che dilagano come un fiume in piena non pi contenibile con nessuna barriera di tipo umano (Jung). E se si indietreggia, in un attimo si travolti e trascinati al punto di partenza, riportati al magma primordiale, avvolti in un abbraccio mortale, tipico di molti sogni, caratteristico di molti archetipi, esclusivo nel senso personale profondo, nel movimento verso la superfice, verso lesterno, del Profondo S o del Mondo Interno. Dice Jung che: In ogni caos c' un cosmo, in ogni disordine un ordine segreto. Secondo il pensiero di Jung infatti lo sradicamento dellIo dalla propria base pulsionale, la scissione dalla matrice psichica, si verificata ad un certo momento del lungo e graduale processo di differenziazione della coscienza dalloriginario magma caotico e indifferenziato delle immagini dellinconscio. La coscienza individuale e lIo che ne rappresenta il nucleo centrale si costituita, secondo Jung, attraverso un lento e progressivo processo di differenziazione, con la costituzione, in illo tempore, di un primo labile campo cosciente, cio una zona della psiche dentro la quale alcune immagini riuscivano a mantenere una certa continuit.

Ricerca personale
Proprio partendo da questo potrei dire che quanto sto scrivendo sono gli itinerari che ho cercato di percorrere ormai per tutta una vita, sono un invito perch per ognuno si muova su un suo sentiero individuale, su un sentiero nellintricata foresta di Dante, tracciata non a colpi di macete come per creare un dogma, ma scansando e spostando le piante e rilasciandole intatte subito dopo il passaggio, per non produrre solchi di diversit lungo il cammino della vita. Si tratta della mia ricerca pi che cinquantennale, del mio sforzo quotidiano, della mia vita vissuta con impegno in vari modi, ma con un unico scopo. E su quel sentiero nella foresta selvaggia e aspra e forte, su quel sentiero appena accennato e subito ricoperto, su quel sentiero eguale ma diverso per ognuno, invito tutti ad una azione diretta e consapevole, alla scoperta personale, alla visitazione e rivisitazione della propria interiorit entro il Mondo Interno. Col passare del tempo questo sentiero si allargato e consolidato, fino al punto di abbracciare zone ancora sconosciute e ancora pi selvagge, dandomi il modo di portare avanti da una parte il lento dissolversi del magma primordiale, in modo particolare nel suo immenso e illimitato contenuto emotivo e dallaltra di poter capire meglio i contenuti profondi che fanno capo a ogni essere umano.

Autoanalisi
Giunti a questo punto sono necessarie alcune domande con relative risposte che possono essere molto indicative del percorso psicologico di autoanalisi da seguire, anche in un semplice percorso di autorilassamento autoconcentrativo.. D. E' necessario avere una vita di veglia vigile insoddisfacente per entrare in autorilassamento e autoipnosi? R. La vita di veglia normale, veglia vigile, pu essere condizionante il procedere verso lautorilassamento e lautoipnosi, solo se si stanno vivendo momenti di grande depressione, in modo particolare con condizionamenti emotivi importanti, specie quelli che riguardano da vicino i rapporti interpersonali, ove risulta difficile la condivisione. D. Quanti eventi, quante situazioni, quanti accadimenti con accesso spontaneo a qualche stato di coscienza altro possono definirsi autorilassamento profondo o autoipnosi? R. Esistono molteplici eventi che possono condizionare o alterare lo stato di veglia vigile. In questo caso il soggetto agisce spesso istintivamente come la reazione dellanimale di fronte a qualche minaccia: fuga, passivit, attacco. Di norma lentrata in autorilassamento profondo e autoipnosi potrebbe essere considerata pi che una fuga dalla realt, uno stato di passivit. Rimango in attesa passiva per osservare ci che mi succede. D. Fermarsi un attimo a sognare a occhi aperti, immergendosi nelle proprie immagini e considerazioni personali costituisce una forma di autorilassamento profondo o autoipnosi? R. Se si gi allenati, tutto ci pu essere anche considerato autorilassamento profondo o autoipnosi, ma non credo che dal nostro punto di vista, cio per lo scopo del presente volume, il sognare a occhi aperti possa essere considerato strettamente terapeutico. D. Erickson ha sempre sostenuto che tutte le persone sono ipnotizzabili. E sufficiente prendere la chiave adatta per aprire la porta dellinconscio e il soggetto, chiunque esso sia, giovane o anziano, acculturato o analfabeta, sano o malato, entra spesso spontaneaemte in stato di rilassamento ipnotico o per lo meno ipnoidale. Con i presupposti di Erickson il rilassamento profondo e l'autoipnosi potrebbero essere esperienze realmente accessibili a tutti? R. Sono dello stesso parere di Erickson. Il difficile il trovare la chiave adatta per quel dato individuo e per i suoi sintomi. Molti psicoterapeuti credono di poter usare lautorilassamento profondo o lautoipnosi senza prima allenare il paziente a un training piuttosto specifico e attivo. Sbagliano dalle fondamenta perch il paziente stesso che prima deve provare lo stato ipnotico per poi analizzare meglio lo stato di coscienza modificato dellautoipnosi. D. Usare suggerimenti diretti o indiretti in eteroipnosi pu essere il primo passo per un importante allenamento allautoipnosi? R. Certamente. 10

Vedere anche la risposta precedente. D. Risponde a verit lassunto che sembra che la corteccia cerebrale segua modelli di funzionamento che producono automaticamente stati di autorilassamento profondo o autoipnotici? R. Non ancora certo dal punto di vista delle neuroscienze, ma sembra che a livello corticale, in modo particolare prefontale, esistano dei dispositivi automatici, forse programmi prestabiliti, che entrano in funzione al momento opportuno. D. E' possibile praticare autonomamente il rilassamento profondo o lautoipnosi senza avere una idea definita di cambiamento? R. Per conto mio non possibile in modo sicuro proprio perch non si in grado di riconoscere lo stato modificato di coscienza nel quale si immersi in quel determinato momento. Aver praticato autorilassamento profondo e autoipnosi per conto proprio, come del resto ho realizzato io nel corso di decenni, ha sicuramente un effetto facilitante per l'avvio di una terapia ipnotica. Mi sono anche chiesto, soprattutto nei primi momenti del progetto, se lautorilassamento profondo o lautoipnosi possono essere veramente terapeutici e se si soprattutto in quali casi di alterazioni: organiche, psicosomatiche o psichiche, da distress o emozionali, da burn-out o da mobbing, da depressione o da ipereuforia, accompagnate in tutti i casi da dolore o no. Nel primo volume delle Opere, nello scritto 'Esperienze autoipnotiche di Milton H.Erickson' (Erickson,1980), l'Autore mostra come attenuare il dolore mediante l'ipnosi consista semplicemente nell'utilizzazione e nell'estensione di molte esperienze naturali tratte dalla vita quotidiana che condizionano l'esperienza soggettiva del dolore. Erickson descrive dettagliatamente le proprie esperienze personali nell'alleviare il dolore, come, nel caso di questo lavoro, io sto descrivendo invece, come, mediante lautoipnosi, sia possibile diminuire la violenza delle emozioni, in modo specifico quelle che bloccano la persona e la parola. Attingere allo sconfinato deposito di apprendimento inconscio e renderlo disponibile, diventa la base per poter procedere efficacemente con l'autoipnosi. E utile, anzi indispensabile, allenarsi a ottenere uno stato di coscienza neurofisilogico frazionato, mettendo in atto l'idea che il dolore rappresenta solo una parte dell'esperienza vivibile in ogni momento. Nella sua pratica ipnotica Erickson usava preferibilmente suggerimenti generali e estesi, interrompendo spesso il flusso di suggerimenti con lunghe fasi di silenzio per assecondare, quando possibile, momenti di interiorit e generare in tal modo pi spazi creativi per il paziente. Era convinto della necessit di far fare qualcosa al paziente per assicurarsi di tenerlo attivo nella risoluzione del problema. Spesso affermava 'N io n tu sappiamo cosa far il tuo inconscio' per suggerire la permanenza in uno stato modificato speciale di reattivit terapeutica dopo la seduta.

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Erickson usava frequentemente qualche comando o meglio suggerimento postipnotico che poteva servire, a volte, come indicazione per il lavoro autoipnotico successivo (Erickson, 1987). Dopo la seduta lo stato autoipnotico viene innescato da suggerimenti postipnotici che risulta spesso diventa necessario per la stabilizzazione delle cose apprese. A tal proposito diceva che la strada asfaltata deve indurirsi per sopportare il traffico pesante (Erickson, 1987). E notorio che Erickson desse molto spesso ai suoi pazienti dei compiti da fare a casa, nellintervallo tra una seduta e laltra. In questo modo il paziente rafforzava i comandi o i suggerimenti postipnotici che Erickson aveva messo in atto durante la seduta.

Stato autoipnotico del paziente


Per quanto riguarda lo stato autoipnotico del paziente necessario conoscere che esso deve il suo successo essenzialmente a quattro elementi fondamentali: la modificazione dello stato di coscienza di veglia vigile, lo stabilirsi di una relazione personale a due, anche a di fuori della seduta, con caratteristiche speciali, la comunicazione di idee che devono risultare sempre accettabili per il paziente, la modificazione almeno della memoria procedurale, cio la memoria di come si compiono determinate azioni automatiche o nellusare determinati oggetti, come andare in bicicletta, canterellare una canzone, guidare la macchina in modo quasi automatico, pensando ai fatti propri ecc. Sono ogni giorno sempre pi convinto che, se il processo autoipnotico svincolato dalla terapia, venga a mancare tutta la ricchezza e le varie risorse legate alla situazione relazionale di terapia e l'intera dimensione dello scambio interpersonale. Per questo, almeno per quanto mi riguarda, se non si tratta di uso personale, diventa pi produttivo inserire il lavoro di autorilassamento profondo o autoipnotico in una relazione terapeutica in corso. In genere si pu pervenire all'addestramento del paziente in una fase avanzata della terapia allorquando egli ha gi mostrato la presenza di alcune capacit rilassanti o ipnotiche, come la capacit di produrre immagini o di avere sensazioni acustiche ecc. Esiste per l'abitudine di molti ipnotisti di avviare il paziente verso un proprio lavoro o autorilassante o autoipnotico gi dalle primissime fasi della terapia, ma io lo ritengo poco pratico e opportuno. IRicordarsi che in molte attivit terapeutiche la prima dimensione a essere investita di esperienze trasformative e sensazioni diverse da quelle normali di tutti i giorni quella corporea. Secondo la Gestalt la consapevolezza corporea rappresenta la nostra esperienza primaria di essere-al-mondo e va allenata a produrre sensazioni sempre migliori.

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Il soggetto impara ad accedere e riconoscere progressivamente le proprie risposte interne e a usarle come sistema di segnalazione di eventuali mutamenti accaduti nel frattempo. Wolberg definisce l'autoipnosi una vera e propria trance indotta dal paziente per effetto dei suggerimenti postipnotici dell'ipnotista. L'autoipnosi pu realizzarsi con livelli di profondit variabile tra il livello ipnoide e quello quasi sonnambulico, ma nella maggior parte dei casi il grado di profondit inferiore a quello raggiunto in eteroipnosi. Tutto ci non presenta nessun problema, anche per il fatto che non la profondit dellipnosi a provocare nel paziente il miglioramento desiderato, ma la relazione interpersonale tra i due, ipnologo e paziente. Esiste un limite di approfondimento non accessibile ai pi in quanto di norma non possibile depotenziare deliberatamente e direttamente l'emisfero non dominante oltre un certo grado. A meno che l'autoipnosi non diventi oggetto di una istruzione al comportamento postipnotico. Qualcuno afferma anche che l'approfondimento in autoipnosi tecnicamente realizzabile attraverso la dissociazione, ma io non sono daccordo che sia sempre cos. Forse succede questo o quando lipnologo non sufficientemente preparato e allenato lui stesso. oppure quando il paziente abbisogna di un training ipnotico passante per un profondo rilassamento corporeo e pi lungo nel tempo, onde ottenere quella malleabilit di fondo strettamente necessaria per poter pilotare meglio la corteccia e i centri sottocorticali. A meno che non si mettano in atto istruzioni dettagliate, tipo suggerimenti precisi, per non accedere al sonno, facile comunque spesso passare a uno stato naturale di sonno, che io considero ad ogni modo altamente terapeutico sotto molti punti di vista. Oltretutto si pu anche verificare spesso una confusione di livelli tra chi guida il processo ipnotico e chi segue. Di fatto la coscienza presenta veramente delle limitazioni obiettive e pertanto si presenta difficile guidarla verso un traguardo da cui deve accompagnare l'intero processo. A tal proposito Weitzenhoffer (1957) suggerisce al paziente: Quando lei sar in stato ipnotico le ceder il controllo su se stesso, in modo da farle provare che lei riesce a controllare l'ipnosi dandosi gli stessi suggerimenti che le ho dato io. Erickson e Rossi nel 1985 affermavano che a volte pu accadere che un paziente entri molto difficilmente in autoipnosi proprio per sfuggire al lavoro terapeutico dellipnologo. Nell'ipnosi moderna la terapeuticit dell'esperienza autoipnotica non fa parte nella suggestione verbale e si concentra invece nell'esperienza interna e pi specificatamente nell'apprendimento della fenomenologia interiore pi profonda.

Importante anche lautorilassamento o l'autoipnosi del terapeuta.


Per quanto mi riguarda considero molto utile che in fase terapeutica lipnologo entri egli stesso o in rilassamento o in autoipnosi, in modo da 13

divenire pi ricettivo dei messaggi non verbali e spesso subliminali che il paziente invia, molto spesso in modo completamente inconscio. La mente del terapeuta uno strumento di lavoro preziosissimo e va tenuta sempre in buona forma. Milton Erickson ha sempre sottolineato l'importanza che il terapeuta mantenga sempre in grande allenamento la mente conscia e inconscia, stimolandola soprattutto in modo creativo. Nella formazione dei suoi studenti ha sempre posto ampio spazio all'uso del s in questo senso. A tal proposito era solito dire: Perch fare le cose in un modo solo, quando ci sono infinite sfaccettature che si possono usare in terapia? Perch fermarsi alla constatazione di ci che avviene visibilmente nel paziente, invece di ottenere, tramite il rilassamento o lautoipnosi, segnali importanti subliminali, di solito avvertibili solamente con questo metodo? Il terapeuta deve essere in grado in qualunque momento di mantenere una adeguata elasticit mentale, soprattutto al primo incontro con il paziente. Il primo incontro spesso la chiave di volta per una buona riuscita della terapia. Il primo incontro poi utilissimo se si avverte, con i sensi nascosti, che possibile entrare in sintonia e in empatia, pietra miliare per il successivo incontro. Durante il primo incontro non importante conoscersi a fondo, ma soprattutto necessario analizzare tutto ci che il paziente trasmette, non solo a parole, ma anche studiando a fondo il suo linguaggio non verbale, ricco di stimoli sbliminali, non solo importanti, ma addirittura indispensabili ai fini di un buon successo. In relazione al primo contatto con il paziente, Erickson, nel suo linguaggio a volte molto fiorito osserva e sottolinea: Quando i pazienti entrano nel mio studio li accolgo a mente sgombra e li esamino per vedere chi e cosa sono, e perch sono venuti, senza dare nulla per scontato. Per esempio, guardo una paziente e noto che ha due occhi e che uno dei due non di vetro; ovvio, quindi che li usa entrambi. Le guardo le mani perch, sai, mi sono trovato di fronte una ragazza che teneva i guanti perch aveva un braccio di legno. Le guardo i piedi e vedo che ha due piedi e i tacchi piuttosto larghi. Cerco di vedere quanti seni ha, come muova i gomiti e il braccio. Poi ascolto la sua voce per capirne il tono. Il tutto per accertarmi che si tratti di un essere femminile. Perch dovrei partire dal presupposto che lo sia solo perch ha un nome da donna? (Haley, 1987, pag 79) Lo stesso conoscere terapeutico rappresenta una dimensione ricca di molte funzioni. Diventa pertanto importante operare una modificazione degli stati di coscienza in modo autoindotto per sviluppare la mente dell'ipnotista in modo strettamente finalizzato all'affinamento delle funzioni terapeutiche:

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una seria capacit di osservazione dei segnali minimi o a volte perfino subliminali, per preparare le induzioni successive e acuire le sensazioni e le intuizioni nel corso del cammino terapeutico, per sviluppare un continuo approfondimento diagnostico, con sintomi sfuggiti nei primi incontri, per predisporre un progetto in modo strutturato in modo da guidare conl sistema migliore il paziente verso lautoipnosi. Per Erickson e Rossi (1979) importante e necessario sviluppare nel paziente o nellallievo in formazione quattro livelli di capacit osservative. Relazioni di ruolo, in modo da poterlo variare a piacimento, quando la situazione lo richieda per circostanze nuove o improvvise.. Utilizzare delle apprezzabili strutture di riferimento per quanto riguarda lapprendimento. Utilizzare i diversi livelli dello stato di coscienza modificato che via via si presentano durante il training. Osservare sempre. in ogni occasione, tutte le risposte che il soggetto fornisce, sia quelle verbali, sia quelle non verbali. Nel primo livello si tratta di percepire la qualit di adeguatezza nella persona tra gli aspetti del comportamento verbale e non verbale in rapporto alla copertura di un ruolo. Nel secondo livello si tratta di identificare le strutture di riferimento dominanti che guidano i comportamenti di un soggetto. Nel terzo livello si tratta di decifrare i momenti e le modalit con cui una persona attiva una ricerca interna. Nell'ultimo livello si tratta di percepire i momenti in cui la persona in grado di offrire la migliore attenzione possibile, anche con risposte degne di attenzione,

Conclusioni.
Senza voler approfondire troppo le tecniche di autorilassamento e autoipnosi formulate da molti autori, mi sembra quasi ovvio concludere che esse pu essere affrontata da pi punti di vista. Come punto essenziale direi che la migliore autoipnosi ottenibile se il soggetto ha gi sperimentato lo stato ipnotico, nelle sue varie gradazioni e approfondimenti. Molto difficilmente esiste come fenomeno a se stante, se non, come dicevo allinizio, dopo un lungo, diuturno e costante allenamento, in una prima fase sempre partendo da un autorilassamento autoconcentrativo consapevole. A volte pu essere importante iniziare anche con un autorilassamento stile vipassana, che prende in considerazione i vari distretti del corpo, quasi come un Jacobson modificato, molto rallentato e ricco di suggerimenti. Solo che il rilassamento vipassana antecedente di almeno 2500 anni, partendo dai promordi della nascita della consapevolezza come la intendiamo noi.

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L'autorilassamento autoconcentrativo consapevole gi di per se stesso porta il soggetto verso una continua ricerca interiore e verso quella autoesplorazione del profondo S tanto cara a Milton Erickson. Pi avanti diventa possibile l'acquisizione di livelli elevati di abilit in una integrazione mente-corpo. Molti progetti formativi denotano un notevole sforzo rivolto a superare le limitatezze del pensiero orientato agli obiettivi e all'esclusiva attenzione alle tecniche (Short, 1999). Si vanno proponendo metodologie indirette come il metodo della narrazione, apprendere attraverso il raccontarsi, descrivere le proprie emozioni in rapporto alla relazione con l'altro o gli altri (Kaneklin, 1998). Proprio partendo da Kraneklin mi sono permesso in questo lavoro di narrarmi, di pormi allo scoperto, di esporre i miei vissuti, per dimostrare, proprio attraverso la narrazione, che possibile attenuare la violenza o vincere le proprie emozioni perfino con una buona dose di autorilassamento autoconcentrativo. Si tratta in ultima analisi di superare lo stesso tipo di disagio che prova chi si accinge al lavoro psicoterapico per le prime volte, quando non si mai disposti a narrare le proprie risposte corporee e emotive, quando si ha paura a mettere in mostra le proprie reazioni, le proprie incertezze e le proprie limitazioni. Si ha paura di far vedere che siamo emozionati, che siamo coinvolti nel racconto e che stiamo cercando la via migliore e pi adatta per sbrogliare la matassa dei pensieri e delle azioni. Sappiamo dalla fisica quantistica che losservatore agisce sullosservato, cos anche in terapia il terapeuta agisce spesso sul paziente e di norma in modo assolutamente inconscio. Di conseguenza l'atto stesso di indurre uno stato di rilassamento o ipnotico nel paziente produce simultaneamente uno stato di rilassamente o autoipnotico nel terapeuta. Molto facilmente si tratta di uno scambio, sempre inconscio, di qualche tipo di energia che ancora non conosciamo o conosciamo troppo poco per saperla orientare nel modo voluto e pi adatto e al momento opportuno. Energie comunque presenti in modo pi o meno ampio, ma di cui necessario tenere conto in un atto terapeutico ad ampio raggio, come dovrebbe essere la psicoterapi, almeno sotto molti punti di vista. Dobbiamo anche tenere presente che, diversamente dalle altre forme psicoterapeutiche dove l'apprendimento emozionale del s avviene in modo graduale, in stato di rilassamento profondo o ipnotico l'impatto risulta sempre immediato e molte volte cos inaspettato da causare perfino qualche sorpresa. Come esempio tra tanti torniamo ora al mio modo di procedere per esempio con lAutorilassamento autoconcentrativo consapevole. Definizione Stato di coscienza modificato neurofisiologico, ottenuto attraverso un lungo, serio, costante, impegnativo e motivato allenamento a rivolgere la mente dallesterno verso il mondo interno, con luso di vari metodi di 16

rilassamento, praticando in modo autoanalitico o autosintetico lintrospezione, senza giungere con questo a realizzare sempre e comunque una vera e propria autoanalisi, oppure un processo di individuazione alla Jung. E utile anche per risvegliare a piccoli passi il mondo interno, in modo che possa fornire, attraverso percorsi variabili da soggetto a soggetto, tutto il materiale inconscio che di norma si evidenzia attraverso metafore, simboli archetipici, simboli arcaici, visualizzazioni, rituali, liturgie, sogni di vario tipo e tutto ci di cui si serve linconscio per parlare il suo linguaggio alogico o illogico. Con questa metodica si pu anche cercare di ottenere il risveglio della memoria implicita, cio di quel tipo di memoria che di norma rimane nascosto nel profondo e non si esplica mai se non in circostanze particolari, come appunto durante lautorilassamento into autoconcentrativo consapevole. Tutto ci non toglie che a volte anche queste ricerche abbiano un loro fascino particolare anche presso illustri rappresentanti in campo scientifico come ad es. Assagioli, C. G. Jung, oppure Bohm, Willberg, Braden. Molto pi importante degli altri si rivela in questo campo la recente ricerca sulla Mindfulness, di Zindel Segal, Mark Williams e John Teasdale (MindfulnessBased Cognitive Therapy, MBCT), che ritengo ottima per fermare il pensiero sul presente, sul qui e ora, come del resto necessario anche per lautorilassamento autoconcentrativo consapevole. Ma, almeno per quanto mi riguarda, si rivela un ottimo, valido ed efficace insieme di procedure, le quali, con una valida guida e un continuo allenamento, possono risultare molto vivaci e potenti, con il passare graduale del tempo, a portare in superficie il mondo interno con tutte le sue aspettative e convinzioni, ma anche i suoi archetipi, metafore, riti, miti, liturgie ecc. Esse si presentano in questa luce a volte oppure spesso molto diverse dalla realt normale di veglia vigile, nella quale ci si trova immersi, per ovvie ragioni di lavoro, per buona parte della giornata, per poi affondarsi nel sonno, del quale per si ritiene sempre troppo poco per poter essere in grado di evolvere con una costante chiarezza e relativa brevit verso realizzazioni personali di un grande interesse teorico e pratico, nel campo della filosofia, della psicologia e della medicina. Come momento esplicativo ecco intanto un saggio di come conduco di norma un AUTORILASSAMENTO AUTOCONCENTRATIVO CONSAPEVOLE TIPO VIPASSANA Mi metto nella posizione pi comoda possibile. Mi metto nella posizione pi comoda possibile. Mi metto nella posizione pi comoda possibile. Senza incrociare le gambe.. Senza incrociare le gambe Senza incrociare le gambe

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Mentre il tempo passa, mentre il tempo passa. Mentre il tempo passa, mentre il tempo passa. Mentre il tempo passa, mentre il tempo passa. E mi rilasso sempre pi, mi rilasso sempre pi E mi rilasso sempre pi, mi rilasso sempre pi E mi rilasso sempre pi, mi rilasso sempre pi Mi rilasso nervi, tendini, muscoli e tutto il corpo.. Mi rilasso nervi, tendini, muscoli e tutto il corpo Mi rilasso nervi, tendini, muscoli e tutto il corpo E tutto il resto non mi interessa pi. E tutto il resto non mi interessa pi. E tutto il resto non mi interessa pi. Anche i rumori esterni passano in secondo piano Anche i rumori esterni passano in secondo piano Anche i rumori esterni passano in secondo piano E piano piano svaniscono nel nulla E piano piano svaniscono nel nulla E piano piano svaniscono nel nulla Lentamente cerco di liberarmi dai pensieri inutili. Lentamente cerco di liberarmi dai pensieri inutili. Lentamente cerco di liberarmi dai pensieri inutili. Lentamente mi libero dai pensieri che non mi servono pi. Lentamente mi libero dai pensieri che non mi servono pi Lentamente mi libero dai pensieri che non mi servono pi Mi libero dai pensieri che mi disturbano... Mi libero dai pensieri che mi disturbano. Mi libero dai pensieri che mi disturbano. fino a non pensare pi a nulla, pi a nulla.. fino a non pensare pi a nulla, pi a nulla.. fino a non pensare pi a nulla, pi a nulla.. riesco a non pensare, a non pensare, a non pensare. riesco a non pensare, a non pensare, a non pensare. riesco a non pensare, a non pensare, a non pensare.

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Lascio apparire immagini spontanee, immagini spontanee. Lascio apparire immagini spontanee, immagini spontanee. Lascio apparire immagini spontanee, immagini spontanee. E le seguo con gli occhi della mente, con gli occhi della mente. E le seguo con gli occhi della mente, con gli occhi della mente. E le seguo con gli occhi della mente, con gli occhi della mente. e tutto il resto non mi interessa pi e tutto il resto non mi interessa pi e tutto il resto non mi interessa pi E mentre il tempo passa, il corpo si rilassa.... E mentre il tempo passa, il corpo si rilassa.... E mentre il tempo passa, il corpo si rilassa.... E mentre il tempo passa lanima si rasserena E mentre il tempo passa lanima si rasserena E mentre il tempo passa lanima si rasserena e diviene sempre pi tranquilla, sempre pi calma... e diviene sempre pi tranquilla, sempre pi calma... e diviene sempre pi tranquilla, sempre pi calma... Le immagini diventano sempre pi luminose.. Le immagini diventano sempre pi luminose.. Le immagini diventano sempre pi luminose.. Le immagini diventano sempre pi nitide.. Le immagini diventano sempre pi nitide.. Le immagini diventano sempre pi nitide.. Le immagini diventano sempre pi chiare.. Le immagini diventano sempre pi chiare.. Le immagini diventano sempre pi chiare.. Le lascio scorrere una per una, le lascio scorrere. Le lascio scorrere una per una, le lascio scorrere. Le lascio scorrere una per una, le lascio scorrere. Le lascio scorrere davanti agli occhi della mente Le lascio scorrere davanti agli occhi della mente Le lascio scorrere davanti agli occhi della mente Ogni attimo che passa mi sento rinascere. Ogni attimo che passa mi sento rinascere. Ogni attimo che passa mi sento rinascere.

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E mi abbandono a questo dolce rilassamento. E mi abbandono a questo dolce rilassamento. E mi abbandono a questo dolce rilassamento. Mentre tutto il resto non mi interessa pi.. Mentre tutto il resto non mi interessa pi.. Mentre tutto il resto non mi interessa pi.. Lentamente mi abbandono alle mie nuove sensazioni. Lentamente mi abbandono alle mie nuove sensazioni. Lentamente mi abbandono alle mie nuove sensazioni. Mi abbandono alle mie nuove esperienze.. Mi abbandono alle mie nuove esperienze.. Mi abbandono alle mie nuove esperienze.. Mi abbandono al mio nuovo stato di essere. Mi abbandono al mio nuovo stato di essere. Mi abbandono al mio nuovo stato di essere. Mi abbandono alle mie nuove emozioni Mi abbandono alle mie nuove emozioni Mi abbandono alle mie nuove emozioni Mi abbandono alle mie nuove impressioni. Mi abbandono alle mie nuove impressioni. Mi abbandono alle mie nuove impressioni. Il mio modo di fare ripetere la tripletta almeno due volte, in modo da portare avanti lallenamento in un tempo relativamente breve e tenere bene a memoria le frasi che in questo modo divengono molto utili ai fini di un risultato anche terapeutico maggiore. Dato che si tratta di autorilassamento anche di tipo ipnotico o meglio ipnoidale meglio proseguire per alcuni minuti, osservando le immagini spontanee se sono presenti, o senza pensare a nulla se le immagini spontanee non sono ancora arrivate. Ricordarsi di seguire le immagini con gli occhi dellanima, senza forzature, perch altrimenti si ritorna allo stato di veglia vigile. Dopo un certo periodo molto variabile da individuo a individuo pensare Lascio lentamente svanire tutto come nel risveglio da un sogno.(3-5 volte) Lascio lentamente svanire tutto come nel risveglio da un sogno.(3-5 volte) Lascio lentamente svanire tutto come nel risveglio da un sogno.(3-5 volte) Per ottenere gi qualcosa di efficace, sufficiente raggiungere lo stato di veglia rilassata, anche se in autorilassamento non nemmeno facile come sembra.

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E ovvio che per poter raggiungere lo stato di veglia rilassata queste poche frasi vanno imparate a memoria, altrimenti, se si legge, non possibile raggiungere la concentrazione necessaria e attesa. Gi con questa prima parte si possono aumentare le difese immunitarie, la forza di volont, la concentrazione e la memoria, il che per il momento pi che sufficiente. Molto efficace come dicevo mantenere un ottimo livello di feeling o di empatia con il paziente, per ottenere pi velocemente risultati che come medico posso definire effettivamente buoni sotto tutti i punti di vista. Vincere le emozioni troppo potenti dunque, soprattutto attraverso lautorilassamento autoconcentrativo consapevole vipassana, per superare molti disturbi somatoformi e in modo particolare quel particolare blocco che ci evita di poter essere spontanei e sereni negli incontri con laltro e con il pubblico.

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