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Matteo Nobile 20110122

Mercati Weekly – 20110122


Equity ultimo settimana mese
Cina, Cina, Cina e ancora Cina. World 1302.540 -0.49% 2.21%
I mercati internazionali sono rimasti con il fiato Europe 97.330 -0.84% -0.07%
sospeso, e le dita incrociate, sperando che il governo USA 1225.220 -0.08% 2.11%
cinese, di fronte ad una crescita economica superiore Emerging 1136.650 -2.02% 0.87%
alle attese, non annunciasse nuove e draconiane
misure di contenimento dell'inflazione. Govi ultimo settimana mese
USA 2y 0.609 0.040 0.003
Nonostante però nulla di ufficiale sia stato presentato, USA 10y 3.404 0.081 0.101
la reazione dei mercati è stata piuttosto allineata. Giù
EU 2y 1.289 0.138 0.253
gli emergenti, instabili e leggermente negativi Europa e
EU 10y 3.176 0.148 0.190
USA.

Diversi invece gli effetti sul credito, dove tutta la “filiera” Risks ultimo settimana mese
di spread dall'iTraxx al CrossOver sono diminuiti, con iTraxx 5y 99.694 -4.724 -5.083
particolare enfasi sulla componente financial. CrossOver 5y 411.000 -2.627 -25.840
Financial 5y 164.187 -17.835 -13.315
Proprio quest'ultima dà l'indicazione del secondo tema VIX 18.470 2.080 2.000
della settimana: i risultati dei gruppi bancari e l'arrivo di
Cina e Giappone sui periferici europei. Risultati e Currency ultimo settimana mese
situazione del credito che hanno portato RBS a iniziare EURUSD 1.362 1.74% 3.98%
a parlare di poter uscire dal piano di aiuto governativo. USDCHF 0.958 -0.52% 0.03%
Evidentemente in questa situazione lo spread sui USDJPY 82.570 -0.36% -1.41%
finanziari non poteva che scendere, ma allo stesso GBPUSD 1.600 0.82% 3.43%
tempo, i tassi di interesse europei, hanno continuato a
EURCHF 1.306 1.21% 4.02%
salire, in modo parallelo, tanto sul 2 che sul 10 anni. Il
decennale aveva toccato 2.12% di rendimento a fine
agosto e si trova ora a 3.17% con un rialzo di oltre 1% Comm ultimo settimana mese
in meno di 6 mesi. Tradotto: chi ha comprato Commodity 325.350 0.15% 1.91%
l'obbligazione Germania 3% luglio 2020 a 108% a fine Precious 212.417 -1.85% -3.78%
agosto, ad oggi se la ritrova a 98.8% !! Industrial 197.652 -2.40% 1.64%
Energy 118.638 0.13% 3.32%
L'effetto combinato della sensazione che i problemi dei Agri 92.871 2.56% 4.59%
periferici Europa siano in via di risoluzione (oppure del
fatto che forse erano esagerati) e di un possibile
rallentamento della Cina, si è fatto sentire eccome anche sulle materie prime. Per la componente rischio, la
reazione si è vista sui metalli preziosi, con l'oro che da inizio anno ha lasciato sul terreno il 5%,
rispettivamente i metalli industriali che, solo questa settimana, sono scesi di 2.4%, portandosi dietro buona
parte delle aziende legate alla produzione degli stessi.
Non se la cava molto meglio l'energia, grazie soprattutto a qualche problema su oleodotti e alle temperature
molto basse che fanno pensare ad un maggiore utilizzo di gas naturale. Ma sono comunque riuscite a
chiudere la settimana in pari.

Gli utili societari sono stati in generale piuttosto buoni, anche se non sono mancate le sorprese sia sulla
componente di annuncio (Citigroup, Goldman Sachs e Bank of America) sia su quella previsionale
(FreePortMcMorRan). Settimana prossima sono previsti quasi 160 annunci di risultati solo per il nord
america, e poco meno di 40 per l'Europa.
Matteo Nobile 20110122

Considerazioni – Inflazione sì, inflazione no

L'inflazione è un processo economico nel quale la moneta perde potere di acquisto. In altri termini, i beni
reali iniziano a costare di più.

È un effetto piuttosto sgradevole e “condannato” dalle banche centrali e dai governi, in quanto generalmente
i salari e le pensioni non si adeguano in modo lineare assieme al deprezzamento della moneta, generando di
fatto un calo della livello della qualità di vita.

Allo stesso tempo, l'inflazione, svalutando la moneta, è dannosa per i risparmiatori e favorevole a chi è
indebitato generando una tensione che potrebbe essere definita poco “etica” o socialmente sbagliata. (è
anche per questo motivo che in una situazione di indebitamento colossale come quella degli USA, un
processo deflattivo, che va ad avvantaggiare i risparmiatori, pochi, e a svantaggiare gli indebitati, tutti, è
particolarmente mal visto, almeno in questo momento).

L'inflazione può essere causata da 2 fattori principali, almeno in termini economici: da una parte una
domanda di beni superiore alla capacità produttiva. In questa situazione le aziende sono costrette a chiedere
uno sforzo superiore alla propria forza lavoro in quanto non si trova altra forza lavoro, rispettivamente il
processo di investire in nuove attività produttive richiede tempo. Non è il caso attuale degli USA o
dell'Europa, dove la domanda continua ad essere piuttosto limitata e dall'altra parte, la disoccupazione,
quindi la possibilità di assumere personale ad un costo “ragionevole”, è comunque alta. È invece un
problema nei paesi emergenti dove forse ci sono parecchie persone disposte a lavorare, ma non tutte, o
forse poche, hanno le competenze richieste.

Il secondo fattore è invece dovuto al deprezzamento della valuta dovuto ad un eccessiva emissione di carta
da parte della banca centrale. In questo caso l'inflazione viene generalmente importata tramite le materie
prime o altri beni importati che vengono acquistati in altre valute non deprezzate, o che “adeguano” il loro
valore in base al valore della valuta stessa (ad esempio il greggio con il dollaro).

Quello che sta succedendo a grandi linee al mondo, è che molti paesi delle economie avanzate sta cercando
di evitare la deflazione, ed entrare in una situazione di “reflazione controllata” (con il rischio di non riuscire a
controllare un bel niente), mentre nelle economie emergenti, si dovrà arrivare a combattere l'inflazione con
un riapprezzamento della valuta (a meno di non voler lavorare sui tassi di interesse interni, rischiando però di
strangolare le proprie economie).

La speranza di molti governi, da una parte all'altra, è quella che nelle economie avanzate, il costo delle
importazioni sia tale da stimolare la produzione locale rilanciando quindi l'economia stessa, mentre che nelle
economie emergenti, si riduca la “dipendenza” dalle esportazioni per passare ad un modello di consumo
locale.

Dopo 20-30 anni di globalizzazione e delocalizzazione si sta provando a produrre e consumare localmente...
mode che vanno, mode che vengono.

Questo processo, che alcuni chiamano “normalizzazione”, richiede tempo in generale e soprattutto i diversi
fattori di adeguamento (prezzi delle importazioni, capacità di produrre localmente, …) si muovono con tempi
diversi: se è “facile” deprezzare una moneta, è molto meno evidente convincere una società che ha appena
investito in un paese emergente a tornare indietro.

È auspicabile che si impari però la lezione:


Se fino a qualche decina di anni fa era possibile sperare di controllare il ciclo economico tramite tassi di
interesse e moneta, ora, con l'economia sparsa su tutto il globo e sotto il controllo di diversi governi, questo
controllo è molto meno efficace.
L'Europa lo dovrebbe aver compreso già da qualche anno, con la politica monetaria che va bene per la
Germania e non per gli altri (e viceversa). A questo servono i famosi “criteri e parametri di convergenza”.

Applicare parametri di convergenza a tutti i governi non sembra però essere una strada percorribile.
Matteo Nobile 20110122

Funds
ISIN Name Price 1 week 1 month 3 month YTD Vola30 Vola90
LU0128490280 PICTET-EUR BONDS-P 396.90 -0.27 -0.27 -3.36 -0.44 2.71 2.94
LU0106258311 SCHRODER INTL GL CORP BD-AAC 8.56 -0.12 0.59 -1.61 0.35 2.90 3.48
LU0189893018 SCHRODER INTL GLB HI YD-A$ 31.23 0.42 2.46 2.90 1.89 2.97 4.13
LU0170994346 PICTET-GLOBAL EMERG DEBT-HP€ 187.89 -0.79 0.39 -3.55 0.11 #N/A N/A 5.54
LU0340553949 PICTET-EMERG LOCAL CCY-HP€ 116.21 -1.96 -0.37 -5.54 -2.05 #N/A N/A 10.24

ISIN Name Price 1 week 1 month 3 month YTD Vola30 Vola90


LU0277682885 BSI GLB DYNAMIC BOND EUR-A 127.69 -1.05 0.31 2.49 -0.65 4.69 5.63
LU0294221097 FRANK TE IN GLB TOT RT-ACH-€ 17.36 -0.63 0.81 1.52 -0.17 4.21 5.04
IE00B11XZB05 PIMCO-TOTAL RTN BD-E-€HD-ACC 17.35 -0.23 0.58 -2.47 0.06 5.32 4.93
FR0010320077 EXANE PLEIADE FUND 5-P 126.83 -0.63 -0.06 0.27 -0.75
LU0346831661 BSI ABSOLUTE DAILY-A€ 98.67 -0.74 -0.20 0.85 -0.51 2.31 1.98
LU0404167735 BSI FLEX-GLOBAL RETURN EUR-I 112.33 -0.22 0.36 1.55 0.58 3.92 2.96

ISIN Name Price 1 week 1 month 3 month YTD Vola30 Vola90


LU0202403266 FAST-EUROPE FUND-A€ 221.89 -1.41 -0.75 5.39 0.45 10.59 10.57
FR0010148981 CARMIGNAC INVESTISSEMENT 8743.91 -2.66 -2.27 3.25 -2.84 12.30 13.29
LU0269635834 ROBECO EMERGING MKT EQY-D$ 152.09 -2.26 1.97 2.96 -1.55 11.53 14.41
LU0417495479 FIDELITY-GL REAL ASSET-A $A 14.48 -0.89 3.06 9.78 0.70 13.82 16.86
LU0216467174 DB PLAT-COMMODITY EURO-R1C 195.17 1.02 4.79 9.08 3.07 #N/A N/A #N/A N/A

Nel comparto Bond, si ripete lo scenario dell'anno scorso, in modo forse ancora più violento.
Tanto più le posizioni sono legate ai tassi di interesse, tanto peggio vanno, tanto più sono
legate agli spread, tanto meglio “reggono” alla situazione. Anche gli emergenti non stanno
facendo molto meglio. Nella versione “Strong currency” soffrono dei movimenti della curva
dollaro, nella versione “local currency” soffronto e del movimento delle curve (rischio
inflazione) quanto della ripresa di EUR e USD degli ultimi mesi.

Nel mondo total return la settimana non si è svolta molto meglio. Più o meno tutte le posizioni,
sia il global total bond che le altre posizioni, non sono state in grado di offrire risultati
interessanti. Particolare attenzione va posta al pleiade (ora a pricing giornaliero) che sembra
“sorpreso” dalla rotazione settoriale di questi giorni. Probabilmente questa rotazione non è
confermata, al momento, dai fondamentali.

La componente azionaria risulta la più penalizzata. Per quanto riguarda la posizione europa e
global, parte della performance negativa dipende anche dal posizionamento su tematiche in
parte legate alle materie prime o nel caso di FAST, meno esposte ai titoli finanziari (che questa
settimana hanno ripresa grazie a risultati e situazioni sul credito).
Anche gli emerging market, di nuovo per la paura di cosa potrebbe succedere con eventuali
strette monetarie cinesi, non è riuscita a fare molto meglio, mentre nel mondo delle
commodities, il platinum (che non va confuso con il metallo in questo caso) continua la sua
corsa, nonostante le difficoltà dei metalli preziosi.
Matteo Nobile 20110122

Chart (daily a 3 mesi)

MSCI World DJ-UBS C Total return

Dollar Index Inflation

iTraxx HiVol 5y EUR Yield