0 valutazioniIl 0% ha trovato utile questo documento (0 voti) 287 visualizzazioni8 pagineSforzi e Direzioni Principali
Definizione di sforzi e direzioni principali secondo la formulazione matematica classica.
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo,
rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF o leggi online su Scribd
2.2, SFORZI E DIREZIONI DI SFORZO PRINCIPALL uw
Ora abbiamo tutti gli clementi per capire Ia telazione tra la rotazione del
sistema di riferimento e i tensore ¢. Immaginiamo quindi di muotare Te
direzioni degli assiz
UR i) ~ Rla(B A,))
Vediamo quindi che ¢ gode della seguente proprietA
Rak
e quindi é un tensore del secondo ordine come avevamo anticipato.
2.2 Sforzi e direzioni di sforzo principali
Ci chiodiamo ora se esiste un sistema di riferimento per il quale le componenti
tangenziali del tensore a sono mulle, in altri termini ci chiediamo se esistono
direzioni per Ie quali lo sforzo t, sia diretto come la nomale al piano con-
siderato. In termini algebrici possiamo scrivere quest’ultima affermazione
come
TI problema posto si riconduce ad un problema di autovalori e autovettori di
a. Vogtiamo cioe trovare Ie direzioni rappresentate dai versori n,, per cui vale
Ta seguente relazione:
(e-oL)n,
12
riscrivendo in forma matriciale
Cro Tye Tee Nae! 0
Tey Cy -F Tey Ray| = [0
Tes Tye G22 9] [Mae 012 CAPITOLO 2, TENSORE DI SFORZO.
Iisistema ammette come solwzione banale il vettore mullo ma che deve essere
scartato in canto cerchiamo le direzioni. Essendo un sistema omogenco
dobbiamo quindi imporre la dipendenza lineare tra le equazioni per avere
altre sohwzioni, algebricamente cié si traduce imponendo che il determinante
cella matrice dei coefficienti si annulli, Dopo alcuni semplici passaggi si trovaz
oho? | he ~I,=0 (2.7)
h = tra)
fee + yy + Ose
b=hi-e:e) (28)
Ty = det(a)
L’eqquazione (2.7) viene chiamata Pequazione secolare ¢ le sue soluzioni sono
gli autovalori dig e i coefficienti (2.8) sono detti gli imvarianti. Per trovare
Ie direzioni n,, occorre risolvere il sistema di partenza sostituendo i tispettivi
autovalori:
= ol)n; = 0
si troveramno gli autovalori di g che rappresentano Ie direzione lungo Te quali
i vettori sforzo sono diretti secondo la direzione normale alla giacitura consi+
cerata.
Infine si troverd la matrice diagonale
1 0 0
0 2 0
0 0 a5
Una propriet importante degli invarianti 6 che esi sono invatianti rispetto
alla rotazione del sistema, Per dimestrare ci6 abbiamo bisogno delle seguenti
proprieté:
(ABO) =tr(GAB)=t(BCA) — det(A BC) = det Adet Bact
Dimostriamo Vinvarianza di h:2.2, SFORZI E DIREZIONI DI SFORZO PRINCIPALL 13
abbiamo git visto che f, = 1h, ci resta dunque di dimostrare Pinvarianza
della seconda parte delPecquazione
[Ro RVR
7 RT) = t[R" Re R" Ro") = tr(ea")
7]
= tke R Re
e abbiamo cosi dimostrato che , = J, Dimostriamo Vinvarianza di Is:
det (a) = det(R g R") = det Rdet g det R”
= det RT det Raet ¢ = det(R" R) deta = det Ldet a
= de
Abbiamo cost dimostrato che i coefficienti (2.8) sono invarianti rispetto alla
rotavione, allora anche la (2.7) ¢ inwvatiante e quindi anche le sue soluzioni.
Vediamo un esempio di caleolo:
1 -1 2
Data = |-1 1-2} calcolare gli sfowzi principal e le direzioni princi-
2-2 4
pali di sforzo.
Imanzitutto calcoliamo gli invarianti:
6
Iy=tr(g)=14144
1
he slime zB6-(142+84+148 +16) 0
Is = det(g) = 14-4) + 1(-4 +4) +2(2-2) =0
ora utilizzando Pequazione secolare calcolo gli sforzi principaliz
of — ho? + ha -I,—0
o — 607 =0
o*(o —6)=0
Ticavo
a =6 a=0 a3=0
Notiamo che abbiamo ottennto due sforzi principali null ¢ unonon nullo. Ora
passiamo al caloolo delle direzioni principali, dobbiamo risolvere il sistema
(2-4, 0. Consideriamo Pautovalare oy = 6
EBBu CAPITOLO 2, TENSORE DI SFORZO
ricavo il seguente tisultato
1-1 Naz oO
-1 1-2] In| = |o
2-2 4 Maz oO
Facciamo ora delle considerazioni riguardanti il risultato. 11 primo autovet
tore definisce una determinata direzione principale con il relativo autovalore
sigma, = 6, Tl secondo risultato invece rappresenta un insieme di direzioni
perpendicolari alla prima, in pratica ho infinite direzioni principali che giao
Giono sul piano z—y+2z che ha come normale Pautovettore a , Osserviamo
inolire che gli sforzi principali 2 = ¢3 = 0 sono mull, ci6 significa che nel
sistema di riferimento principale ho uno sforzo solo diretto come la normale,
possiamo quindi dire che siamo in presenza di uno stato di sforzo assiale.
Infatti se osserviamo il tensore di partenza notiamo che tutti i te vettori
sforzo sono paralleli.
Proseguiiamo la nostra analisi delle sohizioni del problema di autovalori ¢ an
tovettori, Cerchiamo di ricavare algebricamente qualche propriet che lega
gli sforzi principai e le direzioni principali. Consideriamo due autovalori o; €
o%
15 12
ora moltiplichiamo a sinistra la prima equazione per n7 ¢ la seconda molti-
plichiamo a destra per n,2.2, SFORZI E DIREZIONI DI SFORZO PRINCIPALL 1b
confrontiamo Pultima equazione ottennta con Ja prima, raccogliamo i termini
asinistra e a destra e otteniamo
oL)]n
Osservando la relazione ottenutaz
se i due sforzi principali considerati hanno valori diversi, cioé 0; 4 ois
allora deve essere 1,10,
© sei due sforzi principali considerati hanno valori uguali, cioé 9; = o(,
allora troviamo (0) ~ 0:)n,? n, = V(n.0,)-
Noi sappiamo che gli autovalori sono tre e sono reali perché g un tenso-
Te simmetrico ma possono essere uguali o distinti, Alla luce delle ultime
considerazioni possiamo ricapitolare i possibili risultati:
© sear £02 A 01 #03 A on # 0s = le direvioni principali sono tre ¢
formano una terna ortogonale;
# se due dei tre antovalori sono uguali, supponiamo che siano 0; ¢ 02
o1 = 92 # ¢3 > ho una direzione principale n, associata all'auto-
valore a3 ¢ poi ho infinite direzioni principali che giacciono sul piano
ortogonale a n, di equazione ngpr + nayy + n3zz = 0;
Se 0) =o) = 03 = le direzioni principali sono tutte le direzioni dello
spazio.
Per quanto riguarda gli sforzi principali possiamo, invece, individuare i so
guenti casi:
#800, £0 A a2 #0 A a5 # Dalllora siamo nol caso generale e possiamo
dire che bo stato di sforzo ¢ triassiale;
# se solo uno dei tre sforzi principali é milla, supponiamo che sia 63 = 0,
a1 £0 A 02 £0 A ay = 0 alllora siamo nel caso di sfor0 piano, in
questo caso particolare lo sforzo é sul piano xy.
# se due dei tre sforzi principali sono nulli, supponiamo che siano #3
a5 0) #0 \o2 = 03 = 0 allora siamo nel caso di sform0 monoassiale,
in questo caso particolare lo sfarzo sulPasse x.16 CAPITOLO 2, TENSORE DI SFORZO
‘Vediamo ora uma altra importante proprieta degli sforzi principali ci chiedia-
mo per quali direzioni troviamo i valori di sforzo oi sono massimi. Facciamo
Taevemente il pamto della situazione, abbiamo definito il vettore sforzo t,
in P ottemnto sezionando il continuo con un piano di normale n,, ¢ conside-
rando un intorno infinitesimo di P. Abbiamo quindi visto che in generale
4, = f(2,24)s Cioé lo sforzo é funzione del punto considerato ¢ della giacitu-
ra considerata. Abbiamo anche visto che in generale lo sforzo non é diretto
secondo la direzione n,.. Abbiamo inoltre visto che esistonbo delle direzioni
particolati, dette direzioni principali di sforzo, per le quali i vettore sforzo
6 diretto come la normale al piano n,, e vengono chiama sforzi principali. A
questo punto della trattazione cerchiamo un qualche legame tra le ditezioni ¢
c rispettive componenti del vettore sforzo, Ricordiamo che la componente #
6 la componente del vettare sforzo diretta come la direzione considerata. In
temnini algebrici 4 = t,.-nq, oppure con la notazione matriciale 44, = £2 ns
qqindi 4 = o(¢,, 2,)s cioé la componente ¢ ¢ funzione dello sforzo #,, ¢ della
giacitura n,. Noi vogliamo ora cercare per Te quali direzioni le componenti
@ sono le massime possibili, dobbiamo cioé trovare i massimi della furvione
a = o(taMq) Con la condizione di trovare delle direzioni rappresentate da
dei versori, quindi con 12, = 1. Osserviamo inoltre che dal teorema di Cauchy
(2.6) t, = t(n,,). Cioé lo sforzo é funzione della direzione m,.. Possiamo quindi
infine dire che 04 = o(n.,)+ Quindiz
{ Gq = (01g) = (o 22g) Ry
1
n
Risolviamoil problema di massima vincolato con i moltiplicatori di Lagrange.
Cercare i massimi vincolati della funzione considerata equivale al cercare i
massimi della corrispondente funzione di Lagrange
Yn, + AL ni na)
‘Troviamo le sohuzione del problema:2.2, SFORZI E DIREZIONI DI SFORZO PRINCIPALL 17
Dalla seconda equazione invece
aL _ Agu.
On.
=2gn, + 2Ang
= Aan, —
=2(¢- Dn, = 0
Notiamo che siamo arrivati ad una relazione che é del tutto equivalente alla
ricerca delle ditezioni principali di sforzo, deduciamo quindi che tra tutte le
direzioni di sforzo possibili le direzioni principali hamno la componente ola
massima possibile. Facciamo qualche esempio:
Sax
Supponiamo che sia dato sforzo principale £, = | 0 | . Per esempio
0
possiamo subito dire che non esiste alcuna giacitura m, con la componente
maggiore della componente o dello sforzo principale, per esempio non hanno
aleun senso gi sforzi
17 19
=|2 = |-3
1 i}
Ogni volta che consideriamo un tensore ¢_ triassiale possiamo rappresentar-
Jo graficamente in uno spazio tridimensionale centrato nel punto P con un
ellissoide di ecuuazione
yt pyyt fyi
(A) Gy +(G)
analogamente un tensore di sforzo piano pu essere rappresentato da un.
ellisse. Ricaviamo l’equazione delPellissoide, quella dell’ellisse la si lascia per
esercizio al lettore.
Pato un punto P utilizzando il teorema di Cauchy possiamo ricavare per
ogni giacitura il relativo sforzo18 CAPITOLO 2, TENSORE DI SFORZO.
Figura 2.1: Ellissoide di sforzo
Pasiamo sempre ricondurci al sistema di riferimento principale e quindi
possiamo sempre trovare il tensore @ in forma di una matrice diagonale
1 0 0 a 0 0 Naz ONex
= |0 o 0} t=] 0 02 0} |ray| = Jormay
0 0 a3 O 0 a3} [Mae Mas,
Ricordiamo che le direzioni sono rappresentate attraverso i versori, vale cioé
w= 1 = y/nd, +n, nd, =1 (29)
my tnt, ¢nd, =1
DalPespressione del vettore di sforzo parsiamo ricavare Te seguenti relazioni:
tex tay tax
tty = hae =
ar 3
Tnserendo queste espressioni nelPultima delle (2.9) ricaviamo:
tae \? tay \? ‘tas \?
(=) +(@)-@)
che rappresenta appunto lequazione di un ellissoide. Diciamo quindi una
importante considerazione pratica, tra tutti gli sforzi possibili quello che ha
a maggior intensita (modulo) ¢ il pit grande degli sforz principali, che per
convenzzione si indicano @ > 02 > oa
Potrebbero piacerti anche
Appunti MR 21
Nessuna valutazione finora
Appunti MR 21
366 pagine
MR Book
Nessuna valutazione finora
MR Book
335 pagine
Appunti MRM
Nessuna valutazione finora
Appunti MRM
187 pagine
MR Guzzo
Nessuna valutazione finora
MR Guzzo
220 pagine