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S U P P L E M E N T O A L L A R I V I S TA I L P E R I T O I N D U S T R I A L E N .

4 / 2 0 0 7 - O R G A N O D I S TA M PA D E I P E R I T I I N D U S T R I A L I E D E I P E R I T I I N D U S T R I A L I L A U R E AT I - A N N O 6 9 - L U G L I O / A G O S T O 2 0 0 7

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speciale energia
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S U P P L E M E N T O A L L A R I V I S TA I L P E R I T O I N D U S T R I A L E N . 4 / 2 0 0 7
O R G A N O D I S TA M PA D E I P E R I T I I N D U S T R I A L I E D E I P E R I T I I N D U S T R I A L I L A U R E AT I
ANNO 69 - LUGLIO/AGOSTO 2007

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ISSN 003154-35
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Sommario
Energia: dalle parole ai fatti di Sergio Colombo PAGINA 2

Speciale energia di Berardino Cantalini PAGINA 4

Energie del futuro: nuove opportunita’ di Giuseppe Bearzi PAGINA 5

Le centrali termoelettriche tra presente e futuro di Costantino Parlani PAGINA 10

L’acqua e il calore terrestre: fonti energetiche inesauribili di Costantino Parlani PAGINA 14

Climatizzare in estate e in inverno mediante le pompe di calore


di Giovanni Stimamiglio PAGINA 18

Una tecnologia innovativa per un’energia antica: le sonde geotermiche


di Claudio Crudo PAGINA 22

Riscaldamento urbano, avanti tutta di Massimo Gozzi PAGINA 26

Energia solare rinnovabile di Alberto Pietra e Francesco Fontana PAGINA 30

Impianti fotovoltaici. Oggi gli incentivi e domani? di Massimo Gamba PAGINA 36

Le soluzioni tecniche con i sistemi a secco di Claudia Chiti PAGINA 40

La certificazione energetica degli edifici di Sergio Colombo e Franco Soma PAGINA 44

Case a basso consumo energetico: alcune esperienze


nel Nord Europa di Attilio Carotti PAGINA 48

Il valzer dei rendimenti di Giovanni Raimondini PAGINA 52

Principi di funzionamento e di utilizzo della termografia


di David Savoia PAGINA 56

Risparmiare energia elettrica di Roberto Borgonovo PAGINA 60

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Energia:
dalle parole ai fatti
di Sergio Colombo

I crescenti consumi di energia e le conseguenti mutazioni climatiche stanno assumendo


un ruolo di primaria importanza.
Il risparmio energetico, il surriscaldamento del pianeta, l’uso delle energie rinnovabili, l’in-
quinamento dell’aria e dell’acqua, non sono più argomenti riservati agli addetti ai lavori,
ma stanno progressivamente diventando di pubblico dominio. La stampa, la radio e la
televisione ormai da tempo affrontano questi problemi quasi quotidianamente. La gente
ne sta finalmente prendendo coscienza ed ora anche alcuni spot pubblicitari iniziano ad
inviare messaggi mirati a promuovere, ciascuno a suo modo, il risparmio delle risorse
energetiche e naturali. Una nota azienda di detersivi ha abbandonato lo slogan “... lava
così bianco che più bianco non si può” e, per incentivare gli acquisti del proprio prodotto,
regala due lampadine ad alta efficienza; un’altra azienda consiglia, per risparmiare ener-
gia, di “lavare i piatti con la lavastoviglie piuttosto che a mano”; ma c’è anche chi sugge-
risce, per non sprecare acqua, “di chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti”.
Tutto ciò è molto positivo perché tende a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la ridu-
zione degli sprechi, per un uso più razionale delle risorse e per la tutela dell’ambiente. Nel
frattempo, sta diventando operativa, con i DD.Lgs. 192/05 e 311/06, l’applicazione da
parte dell’Italia della Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia. Se i
nostri legislatori non commetteranno gli stessi errori del passato (come è accaduto con
le Leggi 373/76 e 10/91) potremmo finalmente disporre di strumenti efficaci per ridurre
gli sprechi di energia. In tale dinamico contesto la nostra Rivista non può esimersi dal for-
nire il proprio contributo con un numero speciale, ad ampio spettro, dedicato appunto
all’ENERGIA.
L’articolo di apertura, di Giuseppe Bearzi, compie una panoramica sugli aspetti generali
riguardanti la produzione, il trasporto e l’impiego dell’energia affrontando, tra l’altro, il
tema dei certificati dell’efficienza energetica.
Le centrali termoelettriche sono in Italia (e lo saranno ancora per molto tempo) una delle
fonti primarie di produzione di energia elettrica; ce ne parla Costantino Parlani, analiz-
zando le varie tipologie con i relativi pregi e difetti. L’autore compie anche un excursus
sulle possibilità di ottenere elettricità senza l’utilizzo di combustibili, mediante lo sfrutta-
mento dell’energia potenziale dell’acqua (terrestre e marina) e di quella termica presen-
te nelle “viscere” della Terra.
Un metodo molto efficace di produrre energia sfruttando il “calore della Terra” è costituito
dalle pompe di calore, di cui Giovanni Stimamiglio illustra i principi di funzionamento e le
varie tipologie.

2 supplemento a n. 4/2007
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Claudio Crudo approfondisce il tema delle sonde geotermiche abbinate alle pompe di
calore, descrivendo i vantaggi di questa tecnologia.
Per utilizzare il calore di scarto prodotto non solo dalle centrali termoelettriche ma anche
dagli inceneritori e da alcuni cicli industriali, si sta diffondendo in Europa (Italia compre-
sa) il teleriscaldamento urbano abbinato anche alla cogenerazione; l’articolo di Massimo
Gozzi compie un’analisi di questo fenomeno presentando interessanti dati statistici.
Passando dalle energie tradizionali a quelle rinnovabili, Alberto Pietra e Francesco
Fontana illustrano qual è il vero significato di energia rinnovabile e introducono il tema
dello sfruttamento della radiazione solare per produrre calore.
Sempre in tema di energia solare, Massimo Gamba svela tutti i “segreti” per produrre
energia elettrica con gli impianti fotovoltaici e presenta una dettagliata analisi dell’ener-
gia ottenibile, dei costi d’installazione e del relativo rapporto costo/beneficio.
Il risparmio energetico nell’edilizia si ottiene anche coibentando in modo adeguato l’invo-
lucro dell’edificio; su questo argomento Claudia Chiti illustra i sistemi di costruzione “a
secco” che dovrebbero in futuro sostituire gli attuali, antiquati, sistemi costruttivi.
Franco Soma e il sottoscritto illustrano alcuni aspetti particolari della certificazione ener-
getica nell’edilizia mettendone in luce qualche non irrilevante stortura presente nella
vigente legislazione che è ancora però in via di completamento.
Un esempio di costruzioni a basso consumo energetico ci viene fornito da Attilio Carotti
che analizza alcune esperienze fatte nel Nord Europa.
Giovanni Raimondini si sofferma, in particolare, sui rendimenti evidenziando, attraverso
una “cronistoria” legislativa, le palesi incoerenze che rischiano di vanificare alcuni aspet-
ti della certificazione energetica.
La termografia, come spiega David Savoia, può risultare un utilissimo strumento per
valutare le dispersioni di calore negli edifici.
Il risparmio energetico non si ottiene ovviamente solo nel settore termico ma anche in
quello elettrico: Roberto Borgonovo, attraverso l’esposizione di un caso concreto, ne dà
ampia dimostrazione.
I temi trattati in questo numero speciale non esauriscono il vasto campo delle energie
rinnovabili e alternative. Tra queste non sono state analizzate, ad esempio, l’eolica, le
biomasse, l’idrogeno e tante altre.
Il tempo e lo spazio con ci consentono, per ora, di fare un excursus esaustivo.
Ma non mancheremo di riprenderli su uno dei prossimi numeri della Rivista.

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Speciale energia
di Berardino Cantalini

Era il 1972. E anche allora eravamo pieni di problemi. Ma l’energia non sembrava proprio
un nostro problema. O almeno questa era l’opinione di tutti. Tutti salvo Aurelio Peccei, un
importante manager dell’Italia del dopoguerra che aveva dato da poco vita al Club di
Roma. Era un’associazione internazionale di scienziati, economisti, uomini d'affari, politi-
ci, che si pose l’obiettivo di agire da catalizzatore dei cambiamenti globali, individuando i
principali problemi che l'umanità sarebbe stata chiamata ad affrontare e ricercando solu-
zioni alternative nei diversi scenari possibili.
Proprio quell’anno conquistò l'attenzione dell'opinione pubblica con il suo “Rapporto sui
limiti dello sviluppo”, il quale prediceva che la crescita economica non sarebbe potuta
continuare all’infinito a causa della limitata disponibilità di risorse naturali, soprattutto il
petrolio. E la crisi petrolifera del 1973 fu la prima conferma che qualcosa non quadrava
con l’ottimismo allora imperante.
Oggi che l’energia rappresenta “il problema dei problemi” mi sembrava giusto ricordare un
grande italiano, tra i primi nel mondo a capire che la questione energetica è quella decisi-
va per il futuro dell’umanità.
Ma non è sufficiente parlarne e discuterne per trovare la soluzione. Anche perché è molto
probabile che “la soluzione” non esista. Esistono invece “molte soluzioni”: parziali, perfet-
tibili, limitate nei loro effetti, ma tutte ugualmente in grado di dare il loro contributo al
risparmio energetico.
E proprio di tutte queste soluzioni si è voluto occupare “Il Perito Industriale” con la pubbli-
cazione di un supplemento interamente dedicato a quello che si fa e, soprattutto, a quel-
lo che si può fare per ridurre i consumi di energia.
Sono nostri colleghi quelli che con grande competenza e con una non comune capacità
espositiva ci offrono un quadro razionale dei principali fronti sui quali stiamo combatten-
do la nostra guerra. E lo fanno senza i toni apocalittici, con i quali - quasi come un rifles-
so condizionato - l’intero mondo dell’informazione spesso colora ogni notizia sull’argo-
mento.
Perché è chiaro che quando sai affrontare un problema, la paura smette di esistere. E resta
la voglia di fare bene il proprio lavoro. Per sé e per gli altri. Così lavorano i Periti Industriali.
Né più, né meno di un altro grande italiano ricordato in principio di questo articolo.

4 supplemento a n. 4/2007
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Energie del futuro:


nuove opportunita’
di Giuseppe Bearzi

Per l’Italia “il dovere” di modificare le proprie Include la costruzione delle cisterne o dei rigas-
scelte energetiche giunge, oltre che da una sificatori (depurazione, disidratazione, raffred-
Direttiva Europea che recepisce il Protocollo di damento, condensazione, stoccaggio), compre-
Kyoto, anche dall’esigenza di ridurre l’uso delle si i contenitori locali distribuiti in modo capillare
fonti tradizionali (petrolio e metano) sulle strade e nei centri urbani anche più piccoli.
Comprende la penetrazione ramificata verso i
Qualsiasi scelta energetica deve necessaria- punti d’utilizzo, realizzata mediante mezzi in
mente affrontare, nel bene o nel male, almeno circolazione sulle strade, tralicci ed altre con-
tre grandi questioni fondamentali: la produzio- dotte disseminate su montagne, valli e campa-
ne, il trasporto, l’impiego. Ognuna di queste gne. Inoltre si deve tenere conto degli ormai ri-
comporta attività, problemi, valori, contenuti e correnti naufragi e collisioni di veicoli da tra-
costi. sporto (con i danni di varia natura che ne deri-
vano), e dei prelievi illegali nel passaggio delle
La produzione di energia condotte attraverso le diverse nazioni.
La produzione deve tenere conto non solo degli Include infine l’impatto ambientale ed i danni al-
aspetti di studio, progettazione, costruzione l’agricoltura, al turismo, alla salute che queste
delle strutture ed infrastrutture, estrazione, raf- attività comportano, i non infrequenti scoppi,
finazione, controllo, ma anche dell’impatto am- fughe, esplosioni, perdite inquinanti ed altro an-
bientale per l’atmosfera, il clima, le acque e i ter- cora.
reni.
Deve considerare le ripercussioni politiche, eco- L’impiego dell’energia
nomiche e sociali sulle nazioni dalle quali questi L’impiego interessa la distribuzione per i diversi
beni sono prelevati e la conseguente messa a ri- usi, lo stoccaggio localizzato con le sue struttu-
schio di strutture, infrastrutture, uomini e mez- re, ma anche e soprattutto le spese d’impianto,
zi. Deve valutare le guerre civili tra nazioni che di collaudo, di gestione e di manutenzione.
si possono innescare, le speculazioni di Borsa e L’impiego non può limitarsi alla o alle fonti ener-
di Mercato, il magazzinaggio delle scorie inqui- getiche, ma coinvolge anche l’isolamento termi-
nanti e tutto ciò che resterà nell’area sfruttata, co degli edifici, il modo più o meno ecososteni-
quando le risorse si saranno esaurite. bile, energeticamente efficiente ed efficace di
costruirli o ristrutturarli.
Il trasporto dell’energia In base alle disposizioni del Protocollo di Kyoto
Il trasporto comprende problemi molto diversi: l’impiego dovrebbe essere funzionale e mirato
dalla strutturazione e dall’organizzazione dei alle fonti non inquinanti, soprattutto quelle di-
porti di partenza e d’arrivo, alla costruzione del- sponibili in loco; dovrebbe essere orientato a
le condotte o delle navi specializzate per il tra- scegliere con oculatezza i materiali costruttivi,
sporto delle risorse energetiche. considerando costi, conseguenze ed inquina-

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menti dovuti al trasporto, all’installazio- la concorrenza nelle attività potenzial-


ne e alla durata nel tempo. mente competitive di produzione e ven-
Dovrebbe inoltre garantire certezze nella dita all’ingrosso, attraverso la creazione
disponibilità e nell’indipendenza dalle di una “Piazza del Mercato”, e quella di
fonti d’importazione, dalle vicende nazio- favorire l’efficienza nella distribuzione
nali ed internazionali, sociali, politiche e dell’energia elettrica, con l’istituzione di
industriali. mercati per i servizi di dispacciamento.
Un serio approccio sta nell’intendere l’im- Questi ultimi prevedono le disposizioni produzione, trasmissione, distribuzione
piego delle fonti energetiche in senso oli- per l’utilizzo e per l’esercizio coordinati e vendita.
stico, ossia nella sua realtà e globalità ri- degli impianti di produzione, della rete di Le attività di Terna riguardano la fase del-
spetto ai nostri bisogni: dal modo di otte- trasmissione e dei servizi ausiliari, che la trasmissione dell’energia elettrica sul-
nere ed usare queste fonti al loro impat- sono richieste dalla necessità di garanti- la rete ad alta ed altissima tensione.
to con l’ambiente circostante interno ed re l’equilibrio tra immissioni e prelievi Il “mercato dei titoli” si occupa dei Certifi-
esterno, presente e futuro, fino alla sem- d’energia elettrica, dovuti alla produzione cati Verdi e Bianchi.
plicità d’uso. Non un coacervo disarmo- e al consumo di potenza attiva e reatti-
nico di elementi, concetti, valori e conte- va. I Certificati Verdi
nuti, ma il loro insieme migliore. La “Borsa dell’Energia” consente a pro- Strumento potenzialmente efficace d’in-
duttori, consumatori e grossisti di com- centivazione delle fonti rinnovabili, i Cer-
I certificati dell’energia e dell’efficienza prare o vendere agli interessati quantita- tificati Verdi sono nati dopo la liberaliz-
Per l’Italia l’occasione di modificare in tivi d’energia elettrica. zazione del settore dell’energia discipli-
senso evolutivo le proprie scelte energe- Le transazioni si svolgono perciò in una nata dal D.Lgs. 79/99 (Decreto Bersani)
tiche giunge dai prezzi del petrolio e del- “Piazza Virtuale”, alla quale gli operatori e successivamente aggiornati dalla Leg-
le altre fonti tradizionali (gas, carbone), si connettono per via telematica con ge 239/04 e dal D. Lgs. 387/03.
dalla domanda ormai superiore all’offer- procedure d’accesso sicuro e, operando Il decreto obbliga chi immette in rete più
ta, ma anche dal fatto che l’Unione Euro- in linea, concludono contratti d’acquisto di 100 GWh l’anno a far provenire alme-
pea prevede multe pesanti per chi non e di vendita. no il 2% dell’elettricità da impianti da fonti
applica il Protocollo di Kyoto. Nello svolgimento delle sue funzioni GME rinnovabili. L’obbligo dal 2004 al 2006 si
I primi passi della nostra evoluzione so- è responsabile dell’organizzazione e del- è incrementato dello 0,35% l’anno.
no rappresentati dai Certificati Bianchi, la gestione economica di due mercati: il Alla produzione degli Impianti Alimentati
Verdi e Blu, concepiti per garantire mi- primo è quello elettrico ed il secondo è da Fonte Rinnovabile (IAFR), che abbiano
gliori condizioni di vita, maggiore effi- quello dei Certificati Verdi e Bianchi. ottenuto questa qualifica, è stato asso-
cienza energetica, minori spese per la ciato un Certificato Verde per ogni 50
nazione e minori costi per gli utilizzatori. Il mercato elettrico MWh l’anno prodotti.
A districarci tra i rami e i rovi che regola- Il “mercato elettrico” si articola a sua vol- I Certificati creati in questo modo hanno
no i vari certificati nazionali ci aiutano al- ta in due mercati dell’energia ed in uno validità annuale e sono emessi per dodi-
cuni chiarimenti. del dispacciamento. ci anni (D.Lgs. 152/06) ai fini dei ricono-
I due mercati dell’energia sono quello del scimenti previsti dal D.Lgs. 79/99 e pos-
Nell’intrico dei gestori e degli incarichi giorno prima (MGP) e quello d’aggiusta- sono essere contrattati sia direttamente
Il Gestore del Sistema Elettrico (GRTN) è mento (MA). fra i proprietari degli impianti stessi e gli
la società, creata dal Ministero dell’Eco- Su tali mercati i produttori, i grossisti ed i operatori interessati sia ricorrendo all’ap-
nomia e delle Finanze e dal Ministero clienti finali idonei vendono e comprano posito mercato creato dal Gestore del
dello Sviluppo Economico, che ha l’incari- energia elettrica per il giorno successivo. Mercato Elettrico (GME).
co di promuovere, incentivare e svilup- Il mercato per il servizio di dispaccia- Oltre al meccanismo dei Certificati Verdi
pare le fonti non inquinanti in Italia. mento (MSD) è quello sul quale Terna- nel 2003 è stato avviato il sistema RECS
Il GRTN è capogruppo di due società con- Rete Elettrica Nazionale, società respon- (Renewable Energy Certificate System),
trollate: AU (Acquirente Unico) e GME sabile della trasmissione e del dispaccia- che si differenzia nei seguenti elementi:
(Gestore del Mercato Elettrico). mento dell’energia elettrica sulla rete ad la partecipazione è volontaria e la possi-
AU ha il compito di acquistare energia alta e altissima tensione su tutto il terri- bile remunerazione della vendita del cer-
elettrica alle condizioni più favorevoli sul torio italiano, si approvvigiona dei servizi tificato è collegata a principi di green pri-
mercato e di cederla alle imprese distri- necessari alla gestione ed al controllo cing e di sensibilità ambientale delle
butrici. I risultati ottenuti l’inverno scorso del sistema elettrico (soluzione delle aziende; ogni certificato fa riferimento ad
hanno dimostrato serie incapacità nello congestioni di rete a programma, acqui- una produzione annua di 1 MWh, inclu-
svolgere questo ruolo. sto della riserva operativa per il giorno dendo così anche le applicazioni di pic-
GME deve organizzare e gestire il merca- successivo, energia per il bilanciamento cola taglia; il mercato è attualmente al-
to elettrico, secondo criteri di neutralità, del sistema in tempo reale). largato a 18 nazioni e potrà essere ulte-
trasparenza, obiettività, rispondendo a E’ utile ricordare che il sistema elettrico riormente esteso in futuro.
due precise esigenze: quella di stimolare italiano è articolato in quattro segmenti: Sono stati finora emessi 33 milioni di

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certificati e ne sono stati venduti circa 13 butrici di gas naturale con più di pianti d’illuminazione pubblica per un
milioni a soggetti interessati ad attesta- 100.000 clienti finali entro il 2009. 27%; razionalizzando i sistemi di genera-
re la provenienza da fonte rinnovabile Se vogliono riuscire in questo intento zione e distribuzione di vettori energetici
dell’energia elettrica da loro acquistata. senza incorrere in sanzioni, essi dovran- (come la decompressione del gas, la co-
L’ente che rilascia i RECS in Italia è sem- no raggiungere, ogni anno a partire dal generazione, il teleriscaldamento) per un
pre il GSE. 2006, un traguardo obbligatorio di ri- 21%; riducendo i consumi elettrici nel
sparmio energetico, attuando interventi settore civile (illuminazione, scalda-ac-
I Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza presso gli utenti finali. qua elettrici, piccoli sistemi fotovoltaici,
Energetica Questi interventi di risparmio energetico elettrodomestici, pompe di calore e si-
I Certificati Bianchi, altrimenti detti Titoli possono essere realizzati dai loro distri- stemi di condizionamento) per un 33%;
di Efficienza Energetica (TEE), sono butori a beneficio dei consumatori finali, diminuendo i consumi per il riscalda-
emessi da GME a favore dei distributori ma ove i distributori non riuscissero a mento nell’edilizia civile e terziaria (cal-
d’energia elettrica e gas, al fine di certifi- raggiungere i traguardi loro assegnati, daie e scaldacqua ad alta efficienza, iso-
care la riduzione dei consumi conseguita sono obbligati - per non essere sanziona- lamenti termici degli edifici, solare termi-
attraverso misure e progetti di risparmio ti dall’Autorità - ad acquistare altrove dei co per la produzione d’acqua calda di
energetico, volti all’incremento dell’effi- TEE che comprovino i risparmi raggiunti consumo) per un 14%; eseguendo inter-
cienza. da altri distributori o da società di servizi venti di varia natura nel settore indu-
Ogni anno l’Autorità per l’Energia Elettri- energetici accreditate dall’AEEG. striale (motori ad alta efficienza, installa-
ca ed il Gas (AEEG) deve definire gli zione d’inverter e gestione calore) per un
obiettivi di risparmio energetico per i di- I risultati AEEG del 2005 e del 2006 5%.
stributori d’energia elettrica e di gas na- Nel 2005 l’obiettivo imposto dall’AEEG ai I soggetti che volessero accreditarsi co-
turale, in attuazione dei Decreti Ministe- grandi distributori prevedeva un rispar- me “società di servizi energetici ” visiti-
riali del 20 luglio 2004. Con i decreti rela- mio energetico di circa 156.000 tep. no il sito web e consultino il capitolo 2
tivi è stato introdotto il meccanismo dei Secondo quanto pubblicato, AEEG ha ri- delle “Linee guida per la preparazione,
TEE (vedere www.autorita.energia.it). cevuto finora circa 350 richieste di verifi- esecuzione e valutazione dei progetti di
I mercati dei Certificati Verdi e dei Titoli di ca e di certificazione di risparmi, conse- cui all’art. 5, comma 1, dei Decreti Mini-
1
Efficienza Energetica (ciascun titolo vale guiti attraverso circa 1.000 interventi di steriali 24 aprile 2001 e per la definizio-
una tonnellata equivalente petrolio, tep) miglioramento dell’efficienza energetica ne dei criteri e delle modalità per il rila-
sono stati concepiti per consentire la ne- realizzati presso i consumatori finali. scio dei titoli di efficienza energetica”.
goziazione di questi titoli tra chi deve ac- La metà degli interventi è stata compiuta
quistarne sul mercato per ottemperare da distributori d’energia elettrica e di gas I certificati Blu
all’obbligo in quanto non ha raggiunto i naturale, generalmente con la collabora- I Certificati Blu, figli del Protocollo di Kyo-
propri obiettivi e chi, avendoli superati, zione di soggetti terzi (produttori d’appa- to, si propongono infine di contenere le
può ricavare un vantaggio economico recchiature e impianti, professionisti, in- emissioni di CO2 in atmosfera, ma non
dalla cessione dei titoli in eccesso. stallatori, società di servizi, ecc.). sono state ancora fissate le modalità per
L’altra metà delle richieste è stata pre- applicarli.
Gli obiettivi AEEG per il 2006 e il 2007 sentata da società operanti nel settore Siamo fermi alla Delibera del CIPE del
Per il 2006 AEEG ha fissato per le grandi dei servizi energetici. La verifica finale di 19/12/2002, che ha approvato il piano
imprese distributrici un obiettivo globale conseguimento degli obiettivi 2006 av- d’azione nazionale per la riduzione delle
pari ad oltre 311.000 tonnellate equiva- verrà con la certificazione, da parte del- emissioni dei gas serra e l’aumento del
lenti petrolio (tep): il 62% di tale rispar- l’AEEG, anche dei progetti (sempre di loro assorbimento, redatto dal Ministero
mio - pari a circa 190.000 tep - dovrà es- competenza 2006) in corso di presenta- dell’Ambiente; nulla di più.
sere ottenuto dai distributori d’energia zione, entro il primo semestre 2007; tut- Questo piano riporta, per i diversi settori
elettrica; il restante 38% - pari a 120.000 tavia si può rilevare che, sulla base dei ri- industriali (termoelettrico, manifatturie-
tep - dai distributori di gas naturale. sparmi certificati fino alla fine del 2006 ro e costruzioni, trasporti, civile, agricol-
Per il 2007 l’obiettivo globale fissato da (344.000 tep), l’obiettivo globale dell’an- tura, ecc), scenari d’emissione di CO2
AEEG per le grandi imprese distributrici no scorso risulta superato. tendenziale e di riferimento al 2010.
ammonta a oltre 633.000 tep: il 61% di Per il settore termoelettrico il piano asse-
tale risaparmio - circa 385.000 tep - do- Alcuni dati AEEG gnava un livello d’emissione minima pari
vrà essere ottenuto dai distributori sul risparmio energetico a 124,1 milioni di tonnellate (t) di CO2
d’energia elettrica; il restante 39% - circa Nel mese di ottobre 2006 l’AEEG ha pub- equivalente.
248.000 tep - dai distributori di gas natu- blicato il “Primo rapporto annuale sul Rispetto al 1990 in cui le emissioni di
rale. meccanismo dei titoli di efficienza ener- gas serra del settore termoelettrico era-
L’obiettivo d’incrementare l’efficienza getica”, aggiornato al 31 maggio 2006. no pari a 124,9 milioni di t di CO2 equiva-
energetica di 2,9 milioni di tep l’anno do- Da esso apprendiamo che i risparmi si-
vrà essere ottenuto dai distributori nora certificati sono stati conseguiti mi- (1) Nel novembre 2004 l’AEEG ha adeguato il contenuto
d’energia elettrica e dalle imprese distri- gliorando l’efficienza energetica degli im- delle linee guida ai nuovi Decreti Ministeriali 20 luglio 2004.

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lente, la Delibera CIPE impone al settore, provocando e, dall’altro, l’Unione Europea Conseguenze sull’innovazione
sostanzialmente, una stabilizzazione a spingere lo Stato Italiano verso l’effi- tecnologica
delle proprie emissioni. cienza energetica e l’uso delle energie Merita a questo punto rilevare che gli ef-
Nell’attesa che siano definite per le sin- non inquinanti. fetti positivi degli interventi mirati a mi-
gole imprese le quote di ripartizione de- Se gli obiettivi stabiliti dai decreti mini- gliorare l’efficienza ed il risparmio nel-
gli obiettivi settoriali di riduzione della steriali per il periodo 2005-2009 saran- l’utilizzo dell’energia, sono duraturi, in-
CO2, Enel intende perseguire gli impegni no raggiunti ogni anno, la riduzione dei novatori nel campo delle tecnologie che
di contenimento delle emissioni median- consumi d’energia primaria nell’ultimo li riguardano, spesso permanenti.
te l’incremento dell’efficienza energetica anno sarà, come abbiamo visto, di 2,9 Come dimostrano le esperienze finora
nel campo della generazione, l’aumento milioni di tep. Nello stesso periodo la ri- raccolte, si tratta d’interventi soprattut-
della produzione d’elettricità da fonti rin- duzione dei consumi del gas naturale sa- to impiantistici piccoli, medi o grandi,
novabili; ed il miglioramento dell’efficien- rà 3,3 miliardi di m3 e quella dei consumi che possono essere realizzati sia da
za energetica negli usi finali dell’energia elettrici di 14 TWh. ESCo (Energy Service Company) sia da
elettrica e del gas. Il contenimento dei consumi a tutto cam- imprese guidate da periti industriali in
po comporterà non solo una riduzione un ampio spettro d’applicazioni.
L’efficienza energetica dei consumi di picco, ma contribuirà an- C’è largo spazio quindi per i nostri letto-
L’efficienza energetica in ambito civile che a ridurre le emissioni inquinanti in ri, soprattutto per i più preparati nel
ed industriale è oggi una delle priorità atmosfera, in funzione ovviamente della campo dell’energie non inquinanti e nel
della politica comunitaria e nazionale qualità degli interventi che saranno rea- dimensionamento e nel calcolo di siste-
che richiede l’introduzione di nuove tec- lizzati. Le previsioni indicano una ridu- mi impiantistici efficienti ed efficaci.
nologie in grado di ridurre i consumi zione media delle sole emissioni d’ani- Uno spazio da occupare al più presto
d’energia elettrica, gas ed altre fonti in- dride carbonica pari a 7-8 milioni di ton- nell’interesse non solo personale, ma
quinanti. nellate di CO2. soprattutto della collettività.
Nel “Libro verde sull’efficienza energeti- A questi benefici si aggiungono quelli
ca: fare di più con meno”, pubblicato nel economici generati dal contenimento dei Per maggiori informazioni:
giugno del 2005, l’Unione Europea ha sti- costi energetici a parità di servizio ener- http://www.autorita.energia.it/ee/
mato che il ricorso a tecnologie più effi- getico prodotto. seminario_051115.pdf
cienti può consentire un risparmio ener-
getico del 20% rispetto ai consumi attua- ESCo: un approccio innovativo
li, che sono pari ad un risparmio econo-
mico di circa 60 miliardi di euro l’anno a Dopo le esperienze positive prima negli progetto esecutivo; il reperimento dei ca-
Usa e poi in Europa, sono apparse anche pitali per l’investimento; la realizzazione
livello dell’UE.
in Italia le ESCo (Energy Service Compa- dei lavori; ed infine la gestione e la manu-
Tutti questi euro corrispondono ad un ri- ny). Queste imprese effettuano ristruttu- tenzione degli impianti per tutto il periodo
sparmio tra i 200 e i 1000 € l’anno per razioni, il cui scopo è di aumentare l’effi- concordato.
una famiglia media. cienza energetica attraverso la diminuzio- I contratti ESCo possono essere stipulati
Il risparmio energetico è ormai diventato ne del consumo di energia primaria a pari- esclusivamente in caso di ristrutturazione
una misura indispensabile per ridurre la tà di servizi finali: si riducono le emissioni di edifici ed impianti già esistenti, in quan-
dipendenza dalle fonti energetiche inqui- di anidride carbonica, ma soprattutto le to solo per questi si possono conoscere i
nanti come il petrolio per il quale la do- spese per i combustibili. dati precedenti dei consumi d’energia ter-
manda - a prezzi inferiori a 60 dollari il I risparmi economici che ne conseguono mica ed elettrica.
barile - ha già superato l’offerta; ma an- vanno a vantaggio della ESCo, che li impie- La media dei costi sostenuti nelle ultime
che dalle importazioni d’energia dal- gherà per ammortizzare i costi d’investi- tre stagioni costituisce, infatti, la base di
mento. Gli investimenti, infatti, sono a loro calcolo sulla quale è possibile stabilire i
l’Estero, che in l’Italia raggiungono il 14%.
carico, mentre il Committente continuerà tempi di rientro dagli investimenti, ove gli
Il miglioramento dell’efficienza energeti- a pagare - per un numero di anni valutato interventi riguardano l’impianto di produ-
ca consente inoltre di contrastare effica- in fase di definizione del contratto - gli zione energetica (termica ed elettrica),
cemente i cambiamenti climatici, favo- stessi costi energetici che aveva prima quello di distribuzione dell’energia termica,
rendo l’attuazione degli obiettivi fissati dell’intervento di ristrutturazione. la coibentazione dell’edificio, l’illuminazio-
dal Protocollo di Kyoto e da altre misure I risparmi economici di quegli anni saran- ne ed i sistemi automatizzati d’accensione
ancora più rilevanti che presto saranno no dunque incassati dalla ESCo che potrà e spegnimento delle apparecchiature elet-
necessariamente adottate. in questo modo rientrare dalle spese so- triche.
Più che gli esperti, i docenti, l’Enea, l’Eni, stenute, guadagnandoci. A controllare l’operato delle centrali, delle
l’Enel, l’Italgas, i tanti e troppi venditori di L’intervento si svolge in cinque fasi: un’ap- imprese e delle ESCo c’è la certificazione
parole, sono stati da un lato i cittadini profondita diagnosi energetica per indivi- EMAS (Eco-Management and Audit Sche-
duare sprechi, inefficienze ed usi impropri, ma), una normativa volontaria abbastanza
consapevoli, preoccupati dall’aumento
in funzione della quale si ricavano gli ele- severa, che tra l’altro prevede la dichiara-
del prezzo del “barile”, dall’insicurezza menti per predisporre il progetto degli in- zione annuale obbligatoria delle prestazio-
degli approvvigionamenti, dai danni apo- terventi da realizzare; la definizione del ni ambientali del sito.
calittici che le fonti inquinanti stanno

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Le centrali termoelettriche
tra presente e futuro
di Costantino Parlani

Dagli anni ‘60, non essendo più possibile incre- (gas naturale). Secondo il tipo di combustibile
mentare la potenza idroelettrica disponibile, si è usato variano le caratteristiche delle apparec-
registrato un considerevole aumento delle in- chiature destinate al suo trattamento.
stallazioni termoelettriche che ad oggi fornisco- Vi è poi un altro tipo di combustibile, le biomas-
no in Italia il maggior contributo d’energia elet- se, che in questi ultimi anni ha trovato posto
trica, pari a circa l’85% nelle centrali termoelettriche convenzionali con
bassi costi d’investimento migliorando anche il
rendimento elettrico del sistema.
L’utilizzo delle centrali termoelettriche nel no-
stro Paese è cresciuto contemporaneamente al- Olio combustibile
l’aumento della richiesta d’energia elettrica de- E’ accumulato in una serie di serbatoi la cui ca-
terminata dallo sviluppo industriale. pacità complessiva è proporzionata alla potenza
Un gruppo termoelettrico è sostanzialmente dell’impianto in modo da assicurare una certa
composto di una caldaia nella quale è vaporiz- autonomia. Il rifornimento dell’olio combustibile
zata una certa quantità d’acqua a spese del ca- può avvenire mediante navi cisterne per le cen-
lore fornito dal combustibile; di una turbina che trali costiere, oppure mediante oleodotti per le
riceve il vapore e trasforma il contenuto termico centrali interne. In caso di emergenza è anche
dello stesso in energia meccanica; di un alterna- previsto un impianto per lo scarico delle autobotti.
tore che opera la trasformazione finale del- Sono previsti una stazione di pompaggio per il
l’energia meccanica in energia elettrica. travaso del combustibile da un serbatoio all’al-
Queste apparecchiature necessitano di una se- tro, pompe di spinta per l’alimentazione delle
rie di macchinari ausiliari di notevole importan- caldaie e un sistema di riscaldamento in modo
za sia per i compiti che devono assolvere sia per da mantenere ad una certa temperatura l’olio
la complessità e la mole delle moderne installa- combustibile per facilitarne il trasporto.
zioni di grande potenza.
Di seguito sono descritte brevemente le fasi Carbone
fondamentali del processo produttivo di una E’ ammassato in grossi mucchi in vaste aree
centrale termoelettrica, le apparecchiature elet- aperte. Il trasporto del carbone è realizzato con
tromeccaniche principali, gli aspetti costruttivi, l’impiego di speciali macchine di messa a parco
i tipi di contratto, l’inquinamento e altri dati si- e ripresa e con l’ausilio di una rete di nastri tra-
gnificativi. sportatori che convogliano il carbone dalla zona
di scarico al deposito e da questo alla centrale.
Ciclo del Combustibile Lo scarico dalle navi avviene mediante gru che
I combustibili usati generalmente in una centra- estraggono il carbone dalle stive e lo caricano
le termoelettrica sono di tipo liquido (olio com- sui nastri trasportatori. Nel deposito il carbone
bustibile, gasolio), solido (carbone), gassoso subisce alcuni trattamenti atti a depurarlo da

Veduta panoramica di una centrale termoelettrica 2x200 MW e sala macchine


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elementi estranei (materiali ferrosi e me- daia; • gli impianti di distribuzione della
tallici in genere, pietre, ecc.) e a renderlo • i preriscaldatori di alta pressione; forza motrice, della rete di terra, delle
in pezzatura idonea per un miglior imma- • il condensatore (costituito da un scariche atmosferiche e della segnala-
gazzinamento e per il successivo tratta- grande fascio di tubi percorsi da acqua a zione aerea.
mento di polverizzazione mediante muli- temperatura ambiente; il vapore, scarica-
ni. to dalla turbina, a contatto con i tubi del Aspetti costruttivi
condensatore, si raffredda e si condensa Dal punto di vista costruttivo sono stati
Gas naturale nel sottostante pozzo caldo da dove messi a punto progetti unificati e, per se-
E’ prelevato direttamente dalla rete di di- inizia un nuovo ciclo); zioni comprese tra 250÷800 MW, sono
stribuzione nazionale. • l’impianto di demineralizzazione adottati gli stessi criteri di base:
Le apparecchiature di ricevimento consi- dell’acqua (per eliminazione dei sali mi- • la sala manovra comune a due sezio-
stono in una stazione dotata di appositi nerali che potrebbero compromettere il ni;
apparecchi per ridurre la pressione dal funzionamento della caldaia e della • la concentrazione della massima parte
valore di trasporto a quello adatto per la turbina). degli ausiliari intorno alla turbina;
combustione nelle caldaie e, attraverso • lo schema monoblocco.
un complesso sistema di valvole e tuba- Sistema elettrico Quest’ultimo prevede una maggior sem-
zioni, il gas è inviato direttamente ai sin- È costituito essenzialmente da un alter- plicità d’impianto, una riduzione del co-
goli bruciatori. natore che, trascinato in rotazione dalla sto della centrale e nessuna interferenza
In detta stazione vi è anche il sistema di turbina, produce energia elettrica destina- tra i vari gruppi.
misurazione per quantificare il gas in arri- ta ad essere immessa nella rete di La sistemazione dei gruppi può essere
vo. trasporto nazionale attraverso una sotto- longitudinale o trasversale; in quella lon-
stazione ad alta tensione composta di gitudinale la larghezza della sala macchi-
Caldaia trasformatori elevatori, interruttori, sezio- ne è inferiore, ma deve essere aumenta-
Il combustibile brucia in una zona della natori, trasformatori di tensione e di cor- ta notevolmente la lunghezza della sala
caldaia detta camera di combustione, rente, scaricatori, bobine a onde convo- stessa. La disposizione trasversale ri-
delimitata da pareti formate dall’insieme gliate, quadri di protezione, controllo e mi- sponde meglio alla simmetria generale
dei tubi vaporizzatori che sono percorsi sura, sistemi ausiliari in ca/cc, eccetera. dell’unità e dei suoi ausiliari e richiede un
dall’acqua destinata, per effetto del ri- percorso minore delle tubazioni di colle-
scaldamento, a trasformarsi gradual- Impianti ausiliari di centrale gamento tra caldaia e turbina.
mente in vapore. Il combustibile giunge In una centrale termoelettrica rivestono
in camera di combustione attraverso i particolare importanza gli impianti Contratto chiavi in mano
bruciatori tramite i quali è anche immes- ausiliari, essenziali per il funzionamento Con tale contratto l’imprenditore/com-
sa l’aria comburente fornita da appositi della stessa. Questi sono: mittente che intenda realizzare un im-
ventilatori. • l’impianto d’acqua di raffreddamento pianto industriale, affida ad una società
del condensatore e le relative opere di di engineering o main contractor il com-
Ciclo termico e turbina presa e di adduzione; pito di progettare, fornire i componenti
Il vettore, per trasferire dalla caldaia alla • l’impianto d’acqua per i servizi idrici di ed eseguire le opere civili; nonché la di-
turbina l’energia generata dalla combu- centrale; rezione dei lavori, i montaggi elettromec-
stione, è il vapore prodotto e surriscalda- • l’impianto di aria compressa; canici e strumentali, la messa in opera
to in caldaia e successivamente fatto • gli impianti antincendio; (commissioning).
espandere in turbina ove cede il suo con- • l’impianto di depurazione acqua-olio; La società dovrà assicurare gli interventi
tenuto termico, producendo l’energia ne- • gli impianti di ventilazione e condizio- di manutenzione durante il periodo di ga-
cessaria per il funzionamento dell’alter- namento; ranzia, tutelando nello stesso tempo il ri-
natore. • l’impianto di trattamento delle acque spetto dei tempi, dei costi e delle norme
Le apparecchiature, che l’acqua (desti- reflue (per garantire il rispetto delle ambientali e di sicurezza. Inoltre, salva-
nata a diventare vapore) attraversa per normative vigenti in materia di inquina- guarderà la funzionalità, il rendimento e
compiere il suo lavoro, costituiscono un mento); la qualità del progetto.
circuito chiuso che comprende i seguen- • gli impianti telefonici, d’allarme, d’il- La società di engineering deve essere
ti componenti: luminazione interna ed esterna, antin- analizzata nelle sue implicazioni soprat-
• il pozzo caldo del condensatore; trusione; tutto giuridiche che derivano dall’intrec-
• le pompe di estrazione del conden- • i gruppi diesel di emergenza; ciarsi di schemi contrattuali ben diversi
sato; • gli impianti in corrente continua e i fra loro. Tali società, infatti, per giungere
• l’impianto di trattamento del conden- gruppi di continuità; al prodotto finale si avvalgono delle pre-
sato; • gli impianti elettrici di centrale (costi- stazioni di liberi professionisti compe-
• i preriscaldatori di bassa pressione; tuiti da quadri MT-BT di regolazione, di tenti e specializzati nei diversi settori.
• il degasatore; controllo, di misura, di protezione, da ca- Considerata la complessità delle opere e
• le pompe di alimentazione della cal- vi, ecc.); l’entità economica delle stesse, i Main Con-

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tractors che partecipano al bando di gara dell’energia termica in energia meccanica d’alto forno, gas metano, ecc.).
possono dar luogo anche ad un’Associa- e, infine, in energia elettrica è gravato da Nelle sue parti essenziali un impianto
zione Temporanea d’Imprese (ATI). Talvolta una forte percentuale di perdite costituite turbogas comprende: un compressore,
il committente può suddividere l’opera da quantità di calore disperse. una camera di combustione (combusto-
in due parti: civile ed elettromeccanica. Il rendimento medio di un gruppo termoe- re), una turbina, un generatore e un mo-
L’incidenza delle opere civili è di circa il lettrico si aggira attorno al 40%; la mag- tore di avviamento diesel o elettrico che,
25% sul totale delle opere e riguardano gior parte delle perdite si verificano nella dopo aver portato il gruppo a velocità di
principalmente: caldaia, nelle turbine e nel ciclo termico. autosostentamento, è fermato.
• le indagini geologiche dell’area presa Confrontato con un gruppo termoelettri-
in considerazione per la costruzione del- Impieghi e costi di produzione co tradizionale, un impianto equipaggia-
la centrale; I gruppi termoelettrici che sono impiegati to con turbina a gas presenta il vantag-
• i movimenti di terra; per la copertura della fascia a carico co- gio della rapidità di entrata in servizio e
• l’eventuale palificazione delle fonda- stante svolgono anche le funzioni di re- della flessibilità nelle variazioni di carico
zioni; golazione del carico, sopperendo alla essendo in grado di entrare in parallelo
• gli scavi e le fondazioni; maggior richiesta delle ore diurne. Non in pochi minuti con prese di carico rapi-
• le strade interne e la sistemazione sono idonei a coprire servizi di punta. dissime; prevede un investimento conte-
del terreno per zone destinate a verde e I motivi principali che determinano que- nuto rispetto alla potenza installata, le
piantagioni; sto tipo di servizio sono: possibili realizzazioni modulari e ridotti
• la/e ciminiera/e in calcestruzzo con • la necessità di limitare i consumi di costi di manutenzione.
canna metallica coibentata (altezza 100- combustibile e il funzionamento a cari- L’assenza della caldaia e del condensato-
150 m circa); chi elevati (il maggior rendimento coinci- re rendono questi gruppi meno ingom-
• il corpo della sala macchine e delle de con il 95% circa del carico nominale); branti e più economici. Notevoli progres-
caldaie con relative strutture; • le ragioni tecniche connesse al dete- si sono stati fatti per aumentare il rendi-
• i cavalletti in calcestruzzo per turbo rioramento del macchinario e alla sicu- mento di tali gruppi che rappresentava
gruppi; rezza del funzionamento che impedisco- uno svantaggio e, quindi, una limitazione
• gli edifici di comando, di controllo e no di scendere con il carico sotto al loro impiego.
amministrativi, l’officina elettromeccani- determinati valori definiti “minimi tecni- Le turbine a gas, che devono resistere a
ca e i magazzini; ci” pari al 28÷35% del carico nominale; temperature molto alte e a forti sol-
• la portineria, la mensa e la foresteria; • gli avviamenti e le variazioni di carico lecitazioni, sono pertanto realizzate con
• il parco serbatoi, stoccaggio combu- che richiedono tempi molto lunghi ed acciai speciali ed inossidabili con elevate
stibile e/o il parco carbone; hanno un costo elevato dovuto ad un caratteristiche di resistenza sia mecca-
• la sottostazione elettrica di alta ten- maggior consumo di combustibile e di nica sia termica.
sione con relative opere civili; energia per i servizi ausiliari.
• gli impianti di trattamento scarichi. I gruppi tradizionali termoelettrici hanno Impianti turbogas con utilizzazione dei
I tempi di consegna si possono media- gradienti di presa di carico molto bassi. A gas di scarico: cicli combinati
mente valutare intorno ai 24÷36 mesi; titolo d’esempio si può citare un gruppo I fumi prodotti possono essere sostan-
la variazione dipende dal numero dei da 600 MW che prende carico con un zialmente impiegati in due modi diversi:
gruppi e dalla potenza. gradiente di 18 MW/minuto se a gas o
gasolio, 10 MW/minuto se a carbone a
Inquinamento causa dei ritardi dovuti alla dinamica dei
I gas prodotti dalla combustione in calda- mulini.
ia pervengono ad una serie di filtri depu- Il solo costo di combustibile per un im-
ratori (precipitatori) e, da questi, rag- pianto che oggi consumi olio con basso
giungono il camino che li disperde nel- contenuto di zolfo (STZ) o gas naturale è
l’atmosfera. di circa 40÷44 $/MWh, se a carbone
Le centrali sono dotate di camini di altez- 20÷23 $/MWh.
za tale da assicurare la più efficace dilui-
zione dei fumi nell’atmosfera. Turbine a gas
Per il controllo dei livelli di inquinamento Un interessante tipo di centrale termoe-
al suolo e del rispetto dei limiti stabiliti lettrica è costituita dagli impianti che uti-
dalle vigenti leggi, è prevista un’apposita lizzano come motore principale una tur-
rete di apparecchiature di rilevamento, bina a gas che funziona con lo stesso
anche a distanza, dei prodotti inquinanti principio di una turbina a vapore, ma, an-
dispersi in atmosfera. ziché usare come fluido motore il vapore
prodotto dalla caldaia, utilizza i prodotti
Rendimento della combustione di un carburante (può
Il processo riguardante la trasformazione essere olio combustibile, gasolio, gas
Vista panoramica di una centrale turbogas 3x30 MW

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• scaricati direttamente in atmosfera impiegati per produrre acqua calda, o ENEL sia i produttori privati stanno inve-
(ormai in disuso) secondo lo schema ti- surriscaldata, destinata al teleriscalda- stendo nella costruzione di centrali a ci-
pico della figura 1 (ciclo aperto); mento di cui in Italia esistono già diverse clo combinato con gruppi da 400/800
• utilizzati in maniera indiretta per pro- applicazioni. MW che permettono di ridurre il costo
durre vapore ad uso energetico, instal- Negli impianti delle figure 1 e 2 si è soliti dell’uso di combustibile a 28÷30
lando una caldaia a recupero, dotata o prendere in considerazione il rendimento $/MWh.
no di bruciatori ausiliari; si hanno in que- totale ossia: Una centrale a ciclo combinato, dopo
sto modo cicli combinati secondo lo - rendimento dell’apparato motore (mo- aver ottenuto l’autorizzazione, richiede
schema della figura 2 ovvero produzione tore endotermico, turbina a gas, ecc.); circa 18-24 mesi per la costruzione, se-
di energia elettrica sia da turbo gas sia - rendimento dell’alternatore; condo il numero di gruppi e della potenza
da turbina a vapore. - rendimento dei recuperi termici cioè installata.
Esistono anche altri schemi più elaborati quelli relativi all’energia elettrica ed al In conclusione gli impianti termoelettrici,
e complessi in grado d’ottenere rendi- calore prodotto. in particolare il settore a ciclo combi-
menti superiori, soprattutto per quanto Considerando lo schema della figura 1, il nato, sono destinati ad avere un ruolo
concerne quello elettrico. Essi comporta- rendimento totale, tenuto conto dell’en- prioritario anche in futuro.
no investimenti nettamente superiori: ergia termica introdotta dal combustibile, Infatti, pur dovendo porre sempre una
per questo sul piano economico la loro si può cosi ripartire: maggiore attenzione alle tematiche am-
adozione deve essere valutata di volta in • energia elettrica 22%; bientali e alla notevole importanza delle
volta. • calore recuperato 54%; fonti rinnovabili, l’incidenza dell’energia
Un altro esempio d’utilizzazione indiretta • perdite 24%. così prodotta, considerata la forte
dei gas di scarico, solitamente per pic- La necessità di ridurre i costi di produ- domanda, sarà preminente ancora per
cole potenze, è quella in cui i gas sono zione interna è nota da diversi anni e sia lungo tempo.

Figura 1 Figura 2
5

1 4
7 8

9
2 3
6
O out

Figura 3

Planimetria di una centrale


termoelettrica

1 Sala macchine
2 Caldaie 7 Parco carbone 12 Mensa
3 Edificio ausiliari 8 Uffici-officina 13 Foresteria-servizi ausiliari
4 Ciminiere 9 Locale compressori di sottostazione
5 Serbatoi Combustibile 10 Magazzini 14 Ampliamenti futuri
6 Sottostazione elevatrice 11 Portineria 15 Locale gas-cokeria

speciale energia 13
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L’acqua e il calore terrestre:


fonti energetiche inesauribili
di Costantino Parlani

L’energia idraulica e quella geotermica costi- variazioni di carico in tempi molto brevi. Questa
tuiscono ancora oggi uno dei principali obiettivi caratteristica li rende particolarmente adatti
per uno sviluppo energetico ecocompatibile alla regolazione del carico.
Occorre, tuttavia, considerare la convenienza di
L’energia idraulica un tale utilizzo in funzione delle diverse tipolo-
L’irraggiamento solare innesca il ciclo dell’ac- gie d’impianti.
qua. L’acqua evapora e ricade sotto forma di Impianti ad acqua fluente. Sono adatti al fun-
pioggia e neve sulla superficie terrestre. Le cen- zionamento continuo al carico nominale, poiché
trali idroelettriche sfruttano l’energia potenziale l’eventuale funzionamento a carico parzializza-
posseduta dall’acqua raccolta nei bacini, natu- to comporterebbe lo sfioro dell’acqua in ecce-
rali o artificiali, e nei corsi d’acqua sfruttando un denza senza possibilità di recupero.
certo dislivello esistente fra questi e la centrale Impianti a serbatoio. Sono impianti stagionali
stessa. ossia in alcuni periodi dell’anno accumulano
Gli impianti idroelettrici possono essere classi- l’acqua prodotta dal disgelo dei ghiacciai e della
ficati in base al salto sfruttato, alla portata, al neve, o dai corsi d’acqua. Sono progressiva-
sistema d’utilizzo dell’acqua. In generale le cen- mente svuotati in periodi successivi in base alla
trali idroelettriche che sfruttano grandi portate necessità. Risultano, quindi, particolarmente
sono del tipo ad acqua fluente e utilizzano pic- idonei a sopperire alle punte di carico sia gior-
coli salti, mentre le centrali a serbatoio e di naliere sia settimanali.
pompaggio non dispongono di grandi portate e Impianti di pompaggio. Sono del tipo giornaliero
sfruttano medi e grandi salti. e dispongono di un sistema di pompe che nelle
Il costo medio d’installazione di un impianto ore notturne riprendono l’acqua utilizzata
idroelettrico attualmente si aggira intorno ai durante il giorno e la rimandano nel serbatoio
2000-2500 €/kW. d’accumulo, pronta per essere riutilizzata.
Nelle centrali idroelettriche gli elementi essen- Regolano quindi il diagramma di carico fornen-
ziali che determinano la scelta del tipo di tur- do energia di punta e prelevando energia in ore
bine (Pelton-Francis-Kaplan) sono: di scarsa richiesta per il ripompaggio dell’acqua
• il salto motore (H) espresso in m; utilizzata.
• la portata dell’acqua (Q) espressa in m3/s. Le possibilità più vantaggiose per lo sfrutta-
Gli impianti idroelettrici hanno la possibilità mento dell’energia idraulica sono in Italia ormai
di essere messi in servizio ed effettuare quasi esaurite ed un ulteriore sviluppo è ostaco-

Energia solare accumulata: acqua nei nostri laghi artificiali proveniente dallo scioglimento della neve e dei ghiacciai
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lato da vincoli di tutela paesaggistica e


dalla scarsa economicità.
La produzione dell’elettricità potrebbe
essere aumentata, sia pur in modesta
percentuale, migliorando il rendimento
dei vecchi impianti e utilizzando mag-
giormente mini centrali idroelettriche.
Secondo i dati del GRTN (Gestore Sistema
Elettrico), aggiornati al 31 dicembre
2004, in Italia risultano installati 2021
impianti che forniscono 17.057 MW.
Nel nostro Paese, secondo alcune recen-
ti statistiche, il consumo annuale d’ener-
gia è di circa 420.500 GW/h così prodotti:
• termoelettrica: 86,7%;
• idroelettrica: 10%;
• geotermica: 1,3%;
• eolico, fotovoltaico e biomasse: 2%.
Anche se è difficile valutare con esattez-
za la potenza totale installata per gli
impianti sopra citati, a causa di moltepli- sono però ipotizzabili delle centrali ampiezza deve essere di alcuni metri e
ci fattori (centrali ferme per vetustà o marine che apporterebbero localmente deve esistere una grande baia che possa
per proibitivi costi d’esercizio, vari forni- energia. essere chiusa da una diga.
tori d’energia, ecc.), ad oggi essa è Una, tra le numerose proposte per In tutto il mondo ci sono poche località
stimabile intorno a 50.000/55.000 MW; sfruttare l’energia delle onde marine, con queste caratteristiche.
mentre quella importata da Francia, consiste nella costruzione di due serba- Una centrale mareomotrice, con potenza
Svizzera, Austria, Slovenia, tramite inter- toi collocati a livelli diversi: l’onda in arri- di 240 MW, si trova sulla costa atlantica
connessione con elettrodotti a 380/220 vo si riversa nel serbatoio superiore, che francese nei pressi di St. Malò dove si
kV (NTC, Net Transfer Capacity), è valuta- subito si chiude; l’acqua, facendo ruotare misura un’ampiezza media di marea di 8
ta intorno a 8500 MW. Tale potenza può la turbina, fluisce al serbatoio inferiore m e una massima di 13 m.
variare del ±12% secondo che si tratti del che era stato svuotato dal risucchio del- Un estuario naturale è stato chiuso
periodo invernale o del periodo estivo. l’onda precedente. La turbina, a sua da una diga di sbarramento. Le 24
volta, aziona un generatore. turbine a bulbo funzionano in ambedue
L’energia delle onde e il calore del mare le direzioni: durante l’alta marea dal
Sono state proposte e sperimentate L’energia dall’alta e dalla bassa marea mare all’estuario e durante la bassa
diverse tecniche per sfruttare l’energia Tutti i mari sono soggetti due volte al marea dall’estuario al mare.
cinetica delle onde marine provocate dal giorno al movimento delle maree. Ciò è Il fatto che le maree si scostino ogni
vento. Questa tecnica si fonda sulla con- dovuto alla forza d’attrazione fra la Terra giorno di 50 minuti, non seguendo così il
statazione che l’energia delle onde può e la Luna e alla rotazione terrestre. La ritmo del consumo di elettricità, rappre-
innalzare il livello dell’acqua oppure differenza d’altezza tra l’alta e bassa senta uno svantaggio e, inoltre, tra i due
comprimere una colonna d’aria e quindi marea è chiamata ampiezza d’oscil- fenomeni, si registra una fase d’arresto.
far funzionare una turbina. Anche il lazione della marea e dipende essenzial- Per questi fattori e a causa degli alti costi
calore del mare potrebbe essere sfrutta- mente dalla forma della linea costiera. di costruzione, il futuro delle centrali
to per la produzione d’energia. Per sfruttare l’energia delle maree in mareomotrici è attualmente in forte
La differenza di temperatura fra l’acqua modo economico e su vasta scala, la loro discussione.
della superficie del mare (riscaldata dal
sole) e quella ad una profondità di
500 m potrebbe essere sfruttata con
un’adeguata centrale a vapore. Progetti
su vasta scala non sono ancora stati
realizzati. Poiché la potenza specifica è
molto piccola, non ci si può attendere da
questi sistemi un apporto considerevole
sull’approvvigionamento energetico. In
regioni costiere particolarmente idonee

Centrale maremotrice “La Rance”


nei pressi di St. Malò, sulle coste dell’Atlantico

speciale energia 15
02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 16

L’energia geotermica fredda; quando quest’ulti-


Più profondamente si penetra nella cros- ma si scalda, la pressione
ta terrestre e più elevata diventa la tem- aumenta al punto da provo-
peratura: essa aumenta di un grado ogni care delle frantumazioni
30 m. Lo strato esterno del nucleo ter- della roccia circostante. Il
restre consiste in una massa liquida (il secondo pozzo recupera
magma) la cui temperatura si aggira l’acqua riscaldata al contat-
attorno ai 4000 °C. Il calore è mantenuto to con le rocce.
per mezzo del decadimento degli ele- Con quest’acqua, per mezzo
menti radioattivi presenti nelle rocce. di un generatore di vapore,
In certe regioni della Terra il flusso caldo si potrebbe far funzionare
del magma giunge così vicino alla super- una centrale elettrica. Gli
ficie terrestre che, già in profondità mi- esperimenti e i risultati delle
nime, si possono misurare delle alte ricerche condotte sino ad
temperature. In alcuni di questi luoghi ora non hanno portato a
sono state installate delle centrali elet- conclusioni riguardanti la
triche geotermiche che utilizzano il possibilità d’applicazione
vapore naturale per far funzionare le su larga scala.
turbine. In Toscana, e precisamente nelle Il calore terrestre può essere
zone di Lardarello e del Monte Amiata, da sfruttato anche per il riscal-
Sfruttamento della bassa e dell’alta marea
molti anni si sfruttano questi vapori damento. Correnti sotterranee d’acqua in una centrale mareomotrice
endogeni per la produzione di energia calda che circolano in piccole e medie
elettrica. profondità sono disponibili e, se l’acqua
La più vecchia centrale elettrica di ha una temperatura maggiore di 60 °C, loro basso costo di esercizio.
questo tipo si trova appunto in Toscana e può essere usata direttamente per il Per lo sfruttamento del calore terrestre
risale al 1904; era dotata di un gruppo di riscaldamento; se, invece, la temperatura i criteri sono: la compatibilità con
pochi kW. Sino agli anni Sessanta l’Italia è più bassa, l’acqua deve essere portata, l’ambiente e il rendimento economico.
era l’unica nazione al mondo a sfruttare per mezzo di una pompa di calore, ad una Quest’ultimo dipende da tre fattori ossia
industrialmente questa risorsa. temperatura adeguata. dai costi del pozzo, dalla quantità di
Sull’esempio italiano altre nazioni hanno Gli impianti geotermoelettrici sono energia geotermica disponibile e dalla
intrapreso da tempo questa strada: impianti che, pur non avendo un peso qualità dell’acqua che potrebbe con-
Nuova Zelanda, Stati Uniti, Messico, determinante nel bilancio energetico tenere sostanze aggressive e/o nocive.
Giappone, Nicaragua, Indonesia. nazionale, dispongono di alti fattori di Il costo medio per un’installazione
La potenza complessiva installata negli utilizzazione essendo mantenuti per geotermica ad oggi è valutato attorno ai
impianti italiani è ripartita in una trenti- lunghi periodi al carico massimo per il 2500 €/kW.
na di centrali e ammonta a 681 MW (dati
forniti dal GRTN al 31 dicembre 2004). Il
fluido endogeno utilizzato proviene da
una profondità di 1000 m e la sua tem-
peratura varia da 180 °C a 240 °C con una
pressione da 5 a 10 kg/cm2. In tutto il
mondo ci sono in funzione più di 150
centrali di questo tipo.
La possibilità di sfruttamento di queste
fonti energetiche è limitato, considerato
che è rara la presenza del magma vicino
alla superficie terrestre abbinata ad una
sufficiente quantità di acqua per la for-
mazione del vapore.
Si sta tentando di produrre elettricità
geotermica anche al di fuori di queste
regioni. Il metodo prevede due pozzi
molto profondi scavati nella crosta ter-
restre fino a raggiungere la roccia calda
e secca che ha una temperatura di 200-
300 °C.
Nel pozzo più profondo è iniettata acqua In certi posti della Terra, il magma arriva così vicino alla superficie
da riscaldare l’acqua e farla uscire bollente dal terreno

16 supplemento a n. 4/2007
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02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 18

Climatizzare in estate
e in inverno mediante
le pompe di calore
di Giovanni Stimamiglio

La “pompa di calore” è la “macchina” ideale per ficio si possono ottenere vantaggi maggiori ri-
produrre acqua calda e refrigerata mediante un spetto alla semplice sostituzione della caldaia
unico sistema in grado di alimentare impianti di tradizionale esistente.
riscaldamento e di raffrescamento, con notevoli La combinazione delle pompe di calore con al-
vantaggi in tema di efficienza, sicurezza e ri- tre fonti rinnovabili, come in un impianto solare
sparmio energetico termico, costituisce senz’altro un punto a favo-
re di detti sistemi.
Esiste una risorsa poco sfruttata che sta proprio Per il committente medio, l’opinione del proget-
sotto i nostri piedi. E’ il calore della terra, da cui tista specialista di fiducia rimane giustamente
si puo’ ricavare energia pulita e durevole. Ener- di grande importanza.
gia utilizzabile come fonte di riscaldamento in-
vernale e di raffrescamento estivo rispettosa La pompa di calore è un apparecchio in grado
dell’ambiente ed economicamente vantaggiosa. di prelevare calore da un ambiente freddo
È, infatti, interessante notare che i sistemi di ri- e trasferirlo ad un altro più caldo
scaldamento (ma anche di produzione di acqua La pompa di calore può funzionare sia elettrica-
calda di consumo, di ventilazione, di raffredda- mente (sistema a compressione) sia con calo-
mento, ecc.) basati sulle energie rinnovabili re prelevato dai combustibili fossili o da altre
non rimangono più confinati in progetti pilota o fonti termiche quali il sole (sistema ad assorbi-
riservati a investitori con un budget sopra la mento).
media né tanto meno a committenti con una In pratica l’apparecchio funziona come un co-
sensibilità ambientale molto elevata. mune frigorifero.
Il successo delle pompe di calore a livello euro- La pompa di calore attualmente più diffusa nel
peo (Svizzera, Austria, Germania, ecc.) indica mondo è quella a compressione, azionata elet-
chiaramente che il mercato sta riconoscendo in tricamente.
pieno la validità di questa tecnica energetica.
Tra l’altro, un numero sempre maggiore di com- Principio della pompa di calore
mittenti decide di fare ricorso alle pompe di ca- L’energia termica da rendere all’ambiente arti-
lore anche in caso di risanamento di un impian- ficiale attraverso l’impianto di riscaldamento
to di riscaldamento di altro tipo. Questo deriva (100%) è in larga misura prelevata dall’ambien-
sicuramente dalle eccellenti caratteristiche dei te naturale (ca. 70%) attraverso l’impiego di
nuovi modelli ma anche dalla presa di coscien- una piccola parte (ca. 30%) di energia conven-
za che con il risanamento energetico di un edi- zionale (fig. 1).
Figura 1
Pompa di calore

30% energia da fonte


convenzionale
(elettricità) 1 kWh

70% prelievo gratuito


100% calore fornito
di energia dal terreno,
per riscaldamento 4 kWh
aria o pozzo di falda 3 kWh

18 supplemento a n. 4/2007
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Com’è fatta e come funziona Effetto


Ozono
La pompa di calore è costituita da un cir- Sigla
Formula T1 T2
rischio
serra
Osservazione
cuito chiuso, percorso da uno speciale chimica (°C) (°C) rischio
relativo relativo
fluido (frigorigeno) che, secondo le con-
CFC
dizioni di temperatura e di pressione in R-12 C Cl2 F2 -40/+20 70 0,9 3,1 cloro-fluoro
cui si trova, assume lo stato di liquido o carburo
di vapore. HCFC
R-22 CH CI F2 -80/10 60 0,05 0,35 idro-cloro-
fluoro-carburo
Il circuito chiuso è costituito da:
HFC
• un compressore; R-134a C2 H2 F4 -40/20 70 0 0,27 idro-fluoro-
• un condensatore; carburo
• una valvola di espansione; R-717 NH3 -60/10 40 0 0 ammoniaca
• un evaporatore. Tabella 1 - Fluidi frigorigeni
Il condensatore e l’evaporatore sono co-
Tabella 2 Funzionamento in riscaldamento Funzionamento in raffrescamento
stituiti da scambiatori di calore, cioè tubi
Temperatura 20 ° Bulbo secco (DB=Dry Bulb) / 27 ° Bulbo secco (DB=Dry Bulb) /
posti a contatto con un fluido di servizio
interna 12 ° Bulbo umido (WB=Wet Bulb) 19 ° Bulbo umido (WB=Wet Bulb)
(che può essere acqua o aria) nei quali
Temperatura 7 ° Bulbo secco (DB=Dry Bulb) / 35 ° Bulbo secco (DB=Dry Bulb) /
scorre il fluido frigorigeno. esterna 6 ° Bulbo umido (WB=Wet Bulb) 24 ° Bulbo umido (WB=Wet Bulb)
Questo cede calore al condensatore e lo Tabella 2
sottrae all’evaporatore.
I componenti del circuito possono esse- • Espansione: passando attraverso la “combustibile”, sia esso elettricità sia
re sia raggruppati in un unico blocco, sia valvola di espansione il fluido frigorige- gas, che la “pompa” utilizza per funzio-
divisi in due parti (sistemi “SPLIT”) rac- no liquido si trasforma parzialmente in nare. E’, in sostanza, quello che si paga
cordate dai tubi nei quali circola il fluido vapore e si raffredda. in bolletta.
frigorigeno. • Evaporazione: il fluido frigorigeno as- Potenza resa: è la quantità di calore
Il fluido frigorigeno, all’interno del circuito, sorbe calore dall’esterno ed evapora che, in un’ora, la “pompa” è in grado di
subisce le trasformazioni che seguono. completamente. fornire o di assorbire dall’ambiente cli-
• Compressione: il fluido frigorigeno al- L’insieme di queste trasformazioni co- matizzato.
lo stato gassoso e a bassa pressione, stituisce il ciclo della pompa di calore: il Occorre porre attenzione al fatto che le
proveniente dall’evaporatore, è portato compressore fornisce energia al fluido caratteristiche sono misurate in condi-
ad alta pressione; nella compressione si frigorigeno che nell’evaporatore, assor- zioni ambientali e di installazione ben
riscalda assorbendo una certa quantità be calore dal mezzo circostante e, trami- precise, al mutare delle quali si possono
di calore. te il condensatore, lo cede al mezzo da verificare variazioni di rendimento an-
• Condensazione: il fluido frigorigeno, riscaldare (Figg. 2 e 3 e tab. 1). che significative. La più importante è la
proveniente dal compressore, passa dal- temperatura in cui lavora l’impianto;
lo stato gassoso a quello liquido ceden- Le caratteristiche tecniche pressoché tutti effettuano la misura
do calore all’esterno. Potenza assorbita: è la quantità di nelle condizioni riportate alla tabella 2.

La Pompa di Calore La Macchina Frigorigena


T [K] T [K]

4 3 4 3
T2 T2 4 3
Condensatore L Condensazione isobara L
T1 T1
4 3 4 3 1 2
Valvola Espansione Compressione
Compressore
di espansione isoentalpica adiabatica
1 2 Q1 1 2 Q1

Evaporatore Evaporazione isobara

1 2 S [J/K] 1 2 S [J/K]
Q2 = Q1 + L Q2 = Q1 + L

Q2 Q2 T2 Q1 Q1 T1
ε = COP = = = ε = EEP = = = ,T [K]
L Q 2− Q 1 T2 − T1 L Q 2 − T1 T2 − T1
Esempio: Esempio:
T 2 = 70 [ °C] = 343 [K], temperatura di mandata T 1 = -10 [°C] = 263 [K], temp. frigorigena
T 1 = 4 [ °C] = 277 [K], temperatura sorgente T 2 = 17 [°C] = 290 [K], temp. ambiente

343 263
ε= ≈ 5 ,2 ε= ≈ 9 , 75
343 − 277 290 − 263
LEGENDA:
K: indica l’unità di misura della temperatura in gradi assoluti Kelvin COP: indica l’efficienza dell’impianto in riscaldamento
EEP: indica l’efficienza dell’impianto in raffrescamento

Figure 2 e 3 - Schemi di funzionamento della pompa di calore e della macchina frigorigena

speciale energia 19
02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 20

Sistemi di costruzione usuali di pompe


di calore CONSIDERAZIONI DI PARAGONE TRA I DUE SISTEMI
Climatizzazione elettrica Riscaldamento con caldaia
Sistema Evaporatore Condensatore a pompa di calore a gas metano
acqua-acqua acqua acqua Impiego modulare e multizona Impiego totale (ulteriore spreco)
aria-acqua aria acqua (solo dove serve) Inquinamento ambientale
suolo-acqua suolo acqua Nessun inquinamento ambientale da gas combusti
aria-aria aria aria
Zero spese di manutenzione e controllo Manutenzione periodica
Circuito Frigorifero sigillato e libretto obbligatori
Pericolosità nulla Possibili perdite tubazioni acqua
Climatizzazione estiva/invernale Possibilità di fughe di gas
Deumidificazione ambiente Solo riscaldamento
ottimale (50%) Deumidificazione inesistente
Bassi costi di gestione Costi di gestione superiori
Nessun sistema di scarico fumi Necessario un sistema di scarico (canna
Filtrazione dell'aria fumaria)
nel locale climatizzato Filtrazione inesistente

Tabella 3

fognaria ove esista un depuratore termi- Metodi costruttivi


nale; I pali energetici
• per quanto riguarda il prelievo da ac- Al posto della perforazione alla profondi-
qua di falda, occorre uno studio prelimi- tà di 100-150 m è molto vantaggioso ed
nare di un geologo per verificare l’altez- economicamente conveniente utilizzare
za della falda, la sua portata (circa 4 i pali di fondazione come sonda geoter-
l/min/kW di potenza in riscaldamento) e mica.
Aria-aria il permesso dell’ente preposto per la I pali in calcestruzzo armato usati nelle
Esempio tipico sono gli impianti creazione del pozzo; lo scarico può es- sotto fondazioni, hanno, generalmente,
split system ad espansione diretta: sere effettuato o in cono d’acqua super- un diametro di 0,4-1,5 m ed una lun-
l’unità interna può raffreddare o riscal- ficiale (in base a regole da rispettare) ghezza che può variare da qualche me-
dare l’ambiente e l’unità esterna funzio- oppure tramite un pozzo di “resa” (di- tro fino a più di 30 m.
na rispettivamente da condensatore o stante dal primo almeno 15 m per non All’interno di questi pali è installato un
da evaporatore; il COP (Coefficiente di creare un corto circuito idraulico); tubo o un fascio di tubi in polietilene:
Prestazione) minimo parte da 2,8÷3. • per l’acqua prelevata da canali, fiumi, spesso si tratta di “U” doppi o quadrupli,
laghi occorre richiedere gli opportuni in base al diametro dei pali, collegati a
Acqua-acqua permessi. collettori.
Il fluido termovettore dal quale si può Unica condizione è che l’impiantista sia
acquisire o cedere calore può essere: Aria-acqua già coinvolto nella fase iniziale del pro-
acqua di falda, acqua di fiume, di lago o La fonte disponibile è l’aria, la pompa di getto delle opere edili.
di mare (economicamente molto conve- calore è comodamente installata al-
nienti), acqua glicolata a circuito chiuso l’esterno, il COP medio stagionale è intor-
contenuta in sonde verticali o orizzonta- no al 3,5÷3,8. Le prime unità “soffriva-
li immerse nel terreno (geotermia). In no” attorno a 0 °C dove si condensa l’umi-
tutti i casi in cui la fonte è l’acqua occor- dita’ dell’aria sullo scambiatore esterno:
re tenere conto di diversi fattori legati oggi questo limite è superato o con unità
sia alla disponibilità idrica, sia a vincoli a due scambiatori o mediante circolazio-
legislativi e regolamenti che ne discipli- ne di poca acqua calda necessaria per ri-
nano l’uso (esempio Legge 152/99, e le portare in efficienza lo scambiatore.
varie disposizioni regionali, provinciali,
comunali). In particolare: Acqua-aria
• alcune Regioni vietano il prelievo dal- La fonte disponibile è l’acqua, quella uti-
l’acquedotto e, dove questo è permesso, lizzatrice è l’aria; si tratta di una tipolo-
rimarrebbe il problema dello scarico: è, gia che ha uno scarsissimo uso pratico Dettaglio dell’armatura di un palo energetico sul cantiere
infatti, vietata la reimmissione nella rete ma solo sperimentale. del futuro Dock Midfield, aeroporto di Zurigo (foto FDV)

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Una tecnologia innovativa


per un’energia antica:
le sonde geotermiche
di Claudio Crudo

Finalmente anche in Italia iniziano a diffondersi rie di tubi, che possono essere disposti orizzon-
sistemi che mirano a sfruttare, attraverso pom- talmente ad una profondità di 1-2 m (detti gene-
pe di calore, l‘energia presente nel sottosuolo ralmente collettori geotermici) oppure con si-
per soddisfare i fabbisogni energetici per il ri- stemi di tubi verticali lunghi tra i 70 e i 150 m
scaldamento invernale e la climatizzazione (dette generalmente sonde geotermiche).
estiva La scelta del sistema deve corrispondere il più
possibile alle specifiche esigenze del cliente. La
Le sonde geotermiche sono l’interfaccia tra disposizione verticale oppure orizzontale, è de-
l’energia termica a bassa entalpia, contenuta terminata sia dalle condizioni geologiche pre-
nel terreno, ed il fluido termovettore che in es- senti in sito sia dallo spazio disponibile. Natural-
se circola. mente si devono sempre tenere in considerazio-
Queste sono scambiatori di calore con il sotto- ne anche le condizioni di tipo edile e strutturale.
suolo che, tramite un fluido pompato nel circui- Le caratteristiche di resistenza alla corrosione,
to chiuso, formato dalle sonde stesse e dalla durata, stabilità nel tempo, nonché il prezzo
pompa di calore, attingono o cedono energia da contenuto, hanno permesso ai tubi in polietile-
o al terreno. ne di imporsi quale prodotto di riferimento per la
realizzazione delle sonde geotermiche.
Come funzionano le sonde geotermiche Il mercato offre sostanzialmente due tipologie di
A circa 15-20 m dalla superficie del terreno si ha tubi in polietilene:
una zona a temperatura costante in cui il calore • polietilene reticolato Pe-Xa;
è fornito esclusivamente dal flusso termico pro- • polietilene PE 100.
veniente dall’interno della Terra, con un incre-
mento medio progressivo di 1 °C ogni 33 m di Polietilene reticolato Pe-Xa
profondità. E’ il materiale risultante dall’unione delle macro-
In particolare, ad una profondità di 1,2-1,5 m, si molecole di polietilene, secondo una combina-
osservano temperature che nell’arco dell’anno zione a reticolo. Le sonde realizzate con questo
variano tra 7 e 13 °C, mentre a circa 18 m si rile- polimero soddisfano i più severi requisiti riguar-
va una temperatura di 10 °C che resta costante danti le prestazioni e la durata nel tempo, poten-
per tutto l’anno. do vantare alcune proprietà uniche. Queste so-
Grazie a queste temperature le pompe di calore no:
geotermiche sono in grado di sfruttare l’energia • resistenza a fenditure e a sollecitazioni di ca-
estraendo dal terreno calore a bassa temperatu- rico puntiformi (ad esempio piccole pietre); ciò
ra, utile al riscaldamento invernale, o di cedere permette di posare i collettori geotermici utiliz-
quello sottratto agli ambienti durante la clima- zando il materiale di risulta dello scavo evitando
tizzazione estiva. la preparazione di un apposito letto di sabbia;
Lo scambio di calore avviene mediante una se- • ottima resistenza alla tensocorrosione che

22 supplemento a n. 4/2007
02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 23

garantisce il funzionamento anche con sta, con elementi riscaldanti e con mani- collettore dovrà essere libero da alberi,
raggi di curvatura molto ridotti; cotti elettrosaldabili. arbusti e piante sensibili.
• nessuna propagazione di crepe e fen- E’ necessario prevedere, inoltre, una di-
diture; Impianto a collettore geotermico stanza di almeno 70 cm da altre tubazio-
• elevata resistenza all’abrasione; I dati minimi necessari per una prima va- ni di servizio degli edifici.
• massima lavorabilità anche a basse lutazione di un campo geotermico a col- I collettori geotermici sono rigenerati
temperature; lettore sono: principalmente dall’alto attraverso l’ir-
• lunga durata anche in caso di funzio- • il fabbisogno termico per il riscalda- raggiamento solare e le precipitazioni; si
namento sotto elevati carichi. mento degli ambienti da servire [Q]; deve, quindi, possibilmente evitare di
Le sonde geotermiche realizzate in PE- • il valore del C.O.P. (Coefficiente di Pre- collocare i collettori stessi al di sotto di
Xa sono composte di due sonde a “U” stazione) della pompa di calore che si in- superfici sigillate e/o pavimentazioni.
realizzate in un unico pezzo. La curvatu- tende installare. La sistemazione può essere eseguita:
ra di inversione terminale (che si trova In tal modo, è possibile determinare la • in fossa ovvero alloggiando una cop-
alla massima profondità) è costruita con potenza [Qe] dell’evaporatore: pia di tubazioni (andata/ritorno) in una
un particolare metodo di piegatura che singola trincea;
elimina la necessità di qualsivoglia rac- Q (COP - 1) • in superficie quando l’intera superficie
Qe = ––––––––
cordo in corrispondenza della base della COP del collettore è spianata.
sonda; inoltre, tale tratto è incorporato La disposizione dei circuiti segue in ge-
mediante una colata in una resina polie- La capacità di sottrazione di calore spe- nere l’esperienza dei sistemi radianti e
stere rinforzata con fibre di vetro. cifica di un terreno dipende dalle sue ca- può quindi essere realizzata:
Le due semisonde sono innestate insie- ratteristiche e dalle ore di funzionamen- • a chiocciola, che ben si presta per
me e fissate con apposite viti senza te- to annue (quindi anche dalla zona clima- l’applicazione in superficie;
sta ad esagono incassato; in via opziona- tica). • a doppio meandro ed a ritorno inverso
le, nella scanalatura della semisonda in- Nella tabella 1 sono riportati alcuni dati “Tichelmann”, più adatta per la posa in
feriore, può essere fissato un peso guida caratteristici. fossa.
che facilita l’operazione d’introduzione Per limitare le perdite di carico, è oppor-
della sonda nel foro di perforazione. tuno che la lunghezza dei singoli circuiti
non superi 100 m.
Polietilene PE 100
Si tratta di un materiale plastico non reti- Impianto a sonde geotermiche
colato di nuova generazione, di colore Il metodo di calcolo dell’evaporatore è lo
nero, stabilizzato ai raggi UV e di costo stesso presentato in precedenza. La lun-
inferiore al precedente. ghezza complessiva delle sonde è in-
Nella disposizione a collettore i tubi in PE fluenzata non solo dalle ore di funziona-
100 devono essere protetti contro le sol- mento, ma anche, e soprattutto, dalla ca-
lecitazioni di carico esercitate da pietre e pacità di sottrazione lineare del terreno.
altri corpi simili, inserendoli in appositi La tabella 2 fornisce indicazioni che pos-
letti di sabbia. La temperatura influenza sono essere applicate ad impianti di pic-
sensibilmente le proprietà di questo poli- cola potenza (fino a 30 kW).
mero. Attraverso questi dati di partenza diven- Nel caso di impianti di dimensioni supe-
La resistenza meccanica è garantita fino ta, quindi, possibile determinare la su- riori occorre sempre eseguire un calcolo
a 40 °C. Pertanto non risulta idoneo alla perficie di terreno S necessaria allo accurato imperniato sui dati provenienti
formazione di accumuli di calore, mentre scambio di calore: da una perforazione pilota.
i raggi di curvatura consentiti dipendono Per salvaguardare la stabilità dell’edificio
dalla temperatura di posa. S = Qe / Qt è opportuno che le sonde geotermiche
Anche in questo caso, la disposizione a siano sistemate ad una distanza di sicu-
sonda geotermica comprende due sonde Poiché il collettore geotermico provoca rezza dallo stesso di almeno 5 m, se la
a “U”, ciascuna dotata alla base di raccor- alterazioni delle temperature nel terreno, lunghezza della singola sonda è inferiore
do di collegamento a “V” saldato in fab- lo spazio dedicato all’installazione del a 50 m, e di 6 m se è superiore a 50 m.
brica.
Tabella 1 - Capacità di sottrazione di calore dal terreno da parte di un impianto a collettore geotermico
Nella pratica questo materiale consen-
te di: Capacità di sottrazione Qt Capacità di sottrazione Qt
• ridurre il diametro dei fori di perfora- Tipo di terreno per funzionamento per funzionamento
di 1.800 h/anno di 2.400 h/anno
zione (rispettivamente a 80 mm per tubi
Terreno compatto 10 W/m2 8 W/m2
da 25 e 32 mm di diametro e a 104 mm
Terreno compatto umido 20 - 30 W/m2 16 - 24 W/m2
per tubi da 40 mm di diametro);
Terreno saturo d’acqua 40 W/m2 32 W/m2
• realizzare giunzioni di saldatura di te-

speciale energia 23
02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 24

Lo spazio tra le sonde deve essere di al-


meno 8 m per evitare che l’eccessivo raf-
freddamento o riscaldamento del terreno
influenzi negativamente il funzionamen-
to di tutte le sonde, riducendo sensibil-
mente le prestazioni del sistema.
Si tenga presente che, essendo la pres-
sione nominale di funzionamento delle
tubazioni in polietilene pari normalmen-
te a 12,5 bar, la profondità delle sonde
riempite con acqua e glicole deve risulta-
re inferiore a 122,5 m.
Terminate le perforazioni si introducono
le sonde ad “U” munite di contrappeso,
riempiendo la corona circolare rimanente
con una miscela di bentonite e cemento
per garantire contatto termico tra i tubi e
il terreno circostante.
In superficie i tubi delle sonde sono con-
vogliati ad un apposito collettore le cui
uscite sono poi condotte all’alimentazio-
ne della pompa di calore.

Pilastri di fondazione con sonde inte-


grate
Nel caso di fondi poco portanti, per le co-
struzioni si ricorre spesso per motivi sta-
tici all’uso di appositi pali per la perfora-
zione.
Con l’espressione “pilastri di fondazione
con sonde integrate” si intendono pali
per perforazione provvisti di tubazioni da
utilizzare a scopo geotermico in prossi-
mità della superficie; in tal modo, in un
sistema geotermico, questi manufatti di-
ventano gli scambiatori di calore con il
terreno.
Il dimensionamento dei pilastri con son-
Tabella 2 - Capacità di sottrazione di calore dal terreno da parte di un impianto con sonde geotermiche de si esegue con le stesse modalità pre-
Capacità di sottrazione Capacità di sottrazione viste per i campi con sonde geotermiche,
Tipo di terreno per funzionamento per funzionamento considerando attentamente che tali ma-
di 1.800 h/anno (W/m) di 2.400 h/anno (W/m) nufatti non devono funzionare nel tratto
Fondo con sedimenti soggetto a pericolo di gelo.
25 20
asciutti (λ< 1,5 W/m°k)
Per motivi economici si attrezzeranno
Fondo normale con roccia
solida e sedimenti saturi 60 50 con sonde geotermiche solo i pilastri
d’acqua (λ< 3,0 W/m°k) previsti per esigenze statiche: i costi re-
Roccia solida ad alta lativi a pali aggiuntivi, necessari per rag-
conducibilità termica 84 70 giungere le lunghezze di scambio termi-
(λ< 3,0 W/m°k)
co richieste dall’impianto, non sarebbero
Ghiaia, pietriccio, asciutti < 25 20
giustificabili.
Ghiaia, pietriccio, umidi 65 - 80 55 - 85
Il soddisfacimento globale del fabbiso-
Ghiaia e sabbia con fiume
sotterraneo 80 - 100 80 - 100 gno termico si potrà attuare con il com-
Argilla umida di vario tipo 35 - 50 30 - 40 pletamento del campo geotermico me-
Pietra calcarea (massiccia) 55 - 70 45 - 60 diante le tecniche descritte in preceden-
Magmatite acida (granito) 65 - 85 55 - 70 za oppure mediante sistemi complemen-
Magmatite basica (basalto) 40 - 65 35 - 55 tari indipendenti di riscaldamento e refri-
Gneiss 70 - 85 60 - 70 gerazione.

24 supplemento a n. 4/2007
02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 25

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02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 26

Riscaldamento
urbano, avanti tutta
di Massimo Gozzi

Panoramica della diffusione nell’Unione Euro- che ha introdotto, nelle statistiche, nazioni che
pea del teleriscaldamento, della cogenerazione possedevano una buona tradizione nello svi-
e del teleraffrescamento luppo e nella gestione di vasti sistemi di riscal-
damento urbano.
La diffusione in Europa di sistemi di teleriscal- Nell’Unione Europea allargata a venticinque Sta-
damento urbano si avvale di continui migliora- ti membri, il teleriscaldamento, sul totale della
menti tecnologici. domanda di calore, soddisfa una quota del 10%.
L’utilizzo di grandi centrali di cogenerazione, Ciò significa che più di 64 milioni di abitanti del-
connesse con reti di teleriscaldamento urbano, l’Unione (all’incirca il 16% della popolazione)
consente di produrre calore ad elevato rendi- beneficia dei vantaggi offerti dai sistemi di tele-
mento e a basso impatto ambientale fruendo riscaldamento.
dei benefici dell’effetto “scala”.
Le tecniche di gestione delle reti migliorano co- Cresce anche la cogenerazione
stantemente producendo anch’esse considere- La produzione combinata di calore ed energia
voli efficienze. elettrica (cogenerazione) dedicata al teleriscal-
Questa forma di produzione di energia implica damento (ovvero una media del 62% rispetto al
notevoli investimenti infrastrutturali, possibili totale della cogenerazione stessa) ha registra-
solo grazie ad una pianificazione su larga scala to significativi aumenti.
che preveda in primo luogo la flessibilità del- Per quanto riguarda i combustibili, il carbone ed
l’approvvigionamento energetico (concorrenza il gas naturale continuano ad essere le princi-
di diverse fonti di energia) e l’affidabilità del si- pali fonti utilizzate nel riscaldamento urbano.
stema. La quota di energie rinnovabili, unita a quella
prodotta dal recupero di energie industriali altri-
La crescita del teleriscaldamento in Europa menti disperse (o in surplus), ha superato la
Il settore del teleriscaldamento o riscaldamento quota dei derivati dal petrolio (olio combustibile
urbano ha registrato una grande accelerazione e gasolio).
nei Paesi dell’Unione Europea negli ultimi dieci Nel periodo 2001-2003 sono state commissio-
anni. nate nei Paesi dell’Europa centrale e dell’Est
Il fenomeno è causato da un incremento, co- nuove piccole unità produttive (principalmente
stante da almeno due decenni negli Stati del cogenerative) che fanno uso di gas naturale. È
“Blocco Storico”, e dall’allargamento dell’Unione aumentato, inoltre, il ricorso alle fonti rinnova-
Foto Brugg

26 supplemento a n. 4/2007
02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 27

bili nei territori favoriti da particolari con- wer) è piuttosto elevata nei Paesi che L’impiego di fonti primarie
dizioni ambientali. originariamente costituivano l’UE. Quelle maggiormente utilizzate nel tele-
In molte di queste nazioni sussiste pe- La Svezia è un caso a sé stante poiché riscaldamento sono:
rò il problema della presenza monopoli- gli impianti presenti sono alimentati con • il carbone (42%);
stica di un solo fornitore di gas natura- il calore di scarto dell’industria. Nel cor- • il gas naturale (30 %);
le, e questo provoca rigidità nel siste- so di questi ultimi cinque anni si è assi- • le fonti rinnovabili, unite a recuperi
ma di approvvigionamento dell’energia stito ad un leggero incremento in Au- d’energia di scarto e surplus industriali
primaria. stria, Germania e Italia (seppure in que- (22% complessivamente);
st’ultima dovuto a piccoli impianti a • derivati del petrolio (6%).
Uno sviluppo indotto dall’Unione Euro- gas). Nei Paesi dell’UE preespansione si ri-
pea In tutti i Paesi dell’UE, il potenziale di scontra un utilizzo più limitato del
Il teleraffreddamento è una soluzione diffusione della cogenerazione è legato carbone ed un leggero incremento, nel
assai interessante per la climatizzazio- allo sviluppo di nuovi cicli termodinami- corso degli ultimi anni, dell’impiego del
ne degli ambienti. ci tra i quali i cicli combinati gas-vapore gas naturale e delle fonti rinnovabili, ri-
Questo sistema è in rapido sviluppo sia con turbina a gas per gli impianti oltre i sultato quest’ultimo prodotto dalle poli-
nei Paesi del Nord (Svezia soprattutto) 10 MW d’energia termica ed i cicli legati tiche di contenimento energetico e sal-
sia del Sud Europa. ai motori a gas per gli impianti di taglia vaguardia ambientale.
La politica energetica nazionale ed am- inferiore ai 30 MW. L’adozione del gas naturale come com-
bientale ed il quadro normativo, riguar-
dante il settore della cogenerazione le-
gata al teleriscaldamento/teleraffredda-
mento, è stata rigidamente normata in
base alle direttive comunitarie. Conse-
guenza di ciò è stata la tendenza ad
un’integrazione “verticale” tra la produ-
zione di energia, il trasporto e la sua di-
stribuzione.
Si è assistito contemporaneamente ad
un’integrazione “orizzontale”, ovvero pa-
ritetica, con altre prestazioni correlabili
al servizio energetico (ad esempio la
trasmissione di dati informatici e la buil-
ding automation).

La produzione di calore
Nei Paesi del Centro e Nord Europa le
condizioni ambientali, che si riflettono
in un elevato numero di gradi-giorno
(superiore a 3000), hanno determinato
uno sviluppo del teleriscaldamento nel
settore residenziale.
Prescindendo dall’appartenenza all’UE,
le percentuali più significative di pre-
senza del teleriscaldamento in alcuni
Paesi europei sono le seguenti: Islanda
95%, Estonia 52%, Polonia 52%, Danimar-
ca 51%, Svezia 50%, Finlandia 49%, Slo-
vacchia 40%, Ungheria 16%, Austria
12,5% e Germania 12%.
In Italia e Francia sono presenti quote si-
gnificative in alcune regioni (fino al 10%
del mercato del calore).

Teleriscaldamento e cogenerazione
La quota di teleriscaldamento prodotta
in impianti di cogenerazione (è diffuso I tubi precoibentati di tipo flessibile utilizzati nella distribuzione capillare del calore permettono di scavalcare e aggirare
l’acronimo CHP: Combined Heat and Po- ostacoli anche imprevisti; il tubo di servizio può essere realizzato in polietilene reticolato, in rame (a spirale e liscio) o in
acciaio inox (a spirale) secondo le esigenze di installazione. (Foto Brugg)

speciale energia 27
02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 28

Il successo della tubazione preisolata è stato confermato dalle migliaia di chilometri di installazione in tutta Europa. Si tratta di una delle tecnologie sviluppate proprio per il teleriscal-
damento che ha contribuito a renderne possibile la diffusione. (Foto Ecoline)

bustibile è aumentato principalmente in seguenti: chiller ad assorbimento, chiller teleriscaldamento, si fonda sull’estrazio-
Austria e nei Paesi Bassi (quest’ultimo a compressione, free cooling (da acqua ne di acqua fredda di mare in profondità.
ne è produttore), mentre il maggior in- di mare o lago). Scambiatori di calore trasferiscono
cremento delle rinnovabili vede protago- l’energia frigorifera alla rete di distribu-
niste ancora l’Austria, la Danimarca, la Raffrescamento per assorbimento zione.
Finlandia e la Svezia. L’applicazione degli assorbitori al teleri- Un ulteriore scambio termico avviene in
Il carbone rappresenta il combustibile scaldamento è particolarmente favore- corrispondenza dell’utenza, general-
più usato nel teleriscaldamento dei Pae- vole perché la disponibilità di elevate mente costituita dal raffrescamento am-
si di nuova acquisizione dell’UE con una quantità di calore è tipica degli impianti bientale nell’ambito del terziario.
media del 50%. d’incenerimento di rifiuti solidi urbani o La temperatura massima del fluido vet-
dell’industria di processo. Nel caso della tore può essere garantita in tutte le con-
Il teleraffrescamento cogenerazione il problema dell’intrinse- dizioni operative grazie ad un raffredda-
Il teleraffrescamento si sta rivelando ca produzione di calore anche in estate mento addizionale effettuato con meto-
uno strumento efficace per garantire il trova soluzione proprio con l’utilizzo de- di convenzionali.
comfort estivo. gli assorbitori. Ciò consente di aumenta- Questo tipo di tecnologia è utilizzata a
La domanda di questo servizio è stabil- re il carico della centrale con beneficio Stoccolma, Helsinki e ad Amsterdam.
mente in crescita in tutti i Paesi europei: per la produzione di energia elettrica
sia nei vecchi membri dell’UE sia nei (maggiori rendimenti ai carichi nomina- Combinazione di teleriscaldamento e
nuovi. li) ed una maggiore economicità del si- teleraffrescamento
Diverse sono le tecnologie di raffresca- stema, in virtù dell’aumento del numero Quantità interessanti di produzione
mento associate alle reti di distribuzio- totale di ore di funzionamento (maggior del freddo possono essere ottenute me-
ne del “freddo”. coefficiente di utilizzo degli impianti). diante pompe di calore originariamente
Le situazioni locali e le disponibilità eco- pensate per la produzione del calore da
nomiche determinano la scelta della Free Cooling teleriscaldamento.
tecnologia utilizzata che avviene tra le Il concetto di free cooling, applicato al

28 supplemento a n. 4/2007
02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 29

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02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 30

Energia solare
rinnovabile
di Alberto Pietra e Francesco Fontana

L’articolo analizza alcune proprietà delle tecno-


logie preposte alla trasformazione della “luce”
solare in energia fruibile per usi domestici o
industriali; ne indica gli sviluppi possibili in ter-
mini di efficienza; ci offre un quadro delle
potenzialità nell’impiego di questa forma non
inquinante di approvvigionamento energetico

L’energia solare: elementi introduttivi


Il concetto di energia, ed in particolare la sua
conservazione, è tra i primi insegnamenti impar-
titi durante le lezioni di fisica: nulla si crea né si
distrugge.
Questo principio fondante è presto accantonato nel del principio di conservazione applicato all’insie- Esempio di
installazione
vocabolario corrente a favore di espressioni quali me costituito dalla fonte, dal vettore di trasporto di collettori
“produzione di energia”, “consumo di energia”, e dall’utilizzatore. L’aggettivo rinnovabile asso- solari
(foto Kloben
“fonte energetica rinnovabile o non rinnovabile”. ciato al concetto di fonte energetica ne specifica s.a.s.)
Riferendoci sempre all’idea di conservazione del- le caratteristiche di durata e disponibilità.
l’energia il significato dei termini produzione e Fonte energetica rinnovabile è definita quella
consumo diviene quello di “trasformazione del- fonte che è virtualmente inesauribile e che alter-
l’energia da una forma ad un’altra” (ad esempio da na periodi di disponibilità a periodi d’indisponibi-
meccanica ad elettrica ovvero consumo di energia lità (esaurimento apparente) la cui durata non
meccanica per produrre energia elettrica); mentre sia influenzata dalle modalità di “estrazione”
il termine fonte indica sinteticamente il sistema dell’energia.
cui è sottratta materia e/o energia nelle operazio- Il Sole irradia nell’Universo 3,8·1014 TW (tera-
ni di trasformazione dalla sua forma originaria ad watt) di potenza sotto forma di energia elettro-
una secondaria utilizzabile nella pratica. magnetica, ma per effetto della distanza tra il
Il suo successivo trasferimento ed uso in un Sole e la Terra (circa 1.495·108 km) solo una
sistema utilizzatore avviene nel pieno rispetto modestissima parte di tale potenza è intercetta-
ta dal nostro pianeta. Questa è stimabile in
Figura 1 - Irradiazione solare annuale sul piano orizzontale in Italia
espressa in kWh/m2 (Fonte: PV-GIS)
172.500 TW. Il suo spettro di emissione (lun-
ghezze d’onda comprese tra λ di 0,17 e 4 µm) è
Global horizontal irradiation
yearly total (kWh/m2) di conseguenza spostato verso le onde corte,
Italy
comprendendo completamente lo spettro del
visibile e, quindi, quella parte di radiazione elet-
900
1000 tromagnetica che chiamiamo luce.
1100
1200 La densità massima di radiazione solare per
1300
1400 unità di tempo è rappresentata dalla costante
1500
1600 solare (Gsc). Questa corrisponde all’irradianza
1700
1800 (potenza radiante per unità di superficie rice-
vente) solare extraterrestre su una superficie
disposta normalmente alla congiungente Sole-
Terra il cui valore, oggetto di numerosi studi e
misure, è stato fissato dal World Radiation
100 km
Center in 1.367 W/m2 con un’incertezza dell’1%.
N
PV.GIS (c) EC JRC20022005
http://re.jrc.cec.eu.int/pvgis/pv/

30 supplemento a n. 4/2007
02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 31

La radiazione solare che perviene alla fonda principalmente sugli standard km2 per disporre, sul piano orizzontale,
superficie terrestre, avendo attraversato europei per quanto concerne la prova dei di una radiazione annua pari a 100.000
l’atmosfera, è modificata sia nella distri- collettori solari (EN 12975). TWh, pari all’attuale fabbisogno energe-
buzione spettrale sia nel valore dell’irra- tico mondiale. Il suo reale sfruttamento
dianza totale a causa dei fenomeni di Sistemi di conversione dell’energia è determinato, però, dalla conversione
dispersione (scattering molecolare1) e di solare in energia termica ed in energia elettri-
assorbimento. Gli attuali sistemi di conversione del- ca le cui utenze mondiali non sono
Convenzionalmente si definisce il poten- l’energia solare si basano sui collettori certo concentrate in vicinanza dei
ziale energetico della fonte solare in uno solari che intercettano la radiazione deserti e non necessitano energia
specifico sito terrestre come l’irradiazio- solare raccogliendola su una superficie esclusivamente di giorno.
ne solare totale su superficie orizzontale di collezione e la inviano ad uno o più La conversione termica trova applica-
ovvero la densità di energia incidente su convertitori che la trasformano in ener- zione diretta in questi settori: nel riscal-
una superficie orizzontale (in Europa tra gia termica o elettrica. damento e raffrescamento ambientale,
900 e 1800 kWh/m2 anno). La quantità di energia convertibile è nella produzione di acqua calda di con-
direttamente proporzionale alla superfi- sumo; nei processi tecnologici a bassa
La potenza mondiale dell’energia sola- cie di collezione, al suo orientamento ed temperatura (essiccazione, deumidifi-
re è stata sottostimata alle caratteristiche del convertitore. cazione, dissalazione, ecc.).
Il 10 novembre 2004, l’International La qualità dell’energia ottenibile dalla Ciò avviene grazie ai sistemi solari atti-
Energy Agency’s Solar Heating and conversione è legata all’intensità della vi, oppure, per quanto riguarda il riscal-
Cooling Programme (IEA&SHC) pubblicò radiazione trasmessa al convertitore: damento ambientale, per mezzo di
una nuova metodologia per la determi- maggiore è l’intensità migliore è la quali- sistemi passivi (strutture edilizie che
nazione dell’energia termica prodotta dai tà. Se la superficie captante corrisponde fungono da collettori ed accumulatori
sistemi solari. Il nuovo dato, espresso in alla superficie del convertitore, tale dell’energia solare).
prima analisi in GWth (gigawattora termi- intensità coincide con l’irradianza solare Trova applicazione indiretta nella pro-
ci) invece che in metri quadrati di collet- ed è quindi limitata ad un massimo di 1 duzione di energia meccanica utilizzan-
e tori installati, mostra come la capacità kW/m2 con le migliori condizioni ambien- do opportuni cicli termodinamici quali il
installata sia pari a 70 GWth (70.000 tali possibili. Tale limite è superato ricor- ciclo Stirling (pompe solari per acqua)
MWth). rendo ai sistemi “concentrazione” nei ed il ciclo Rankine per la produzione di
La potenzialità dell’energia solare termi- quali la superficie captante è numero di energia elettrica.
ca è sottostimata, poiché le dimensioni volte la superficie del convertitore. Il problema centrale per lo sfruttamento
degli impianti solari termici sono misura- I sistemi ottici dei collettori a concen- dell’energia solare, comune a tutti i
ti tradizionalmente in metri quadrati di trazione hanno in genere un angolo di sistemi di conversione, è la necessità
superficie di collettore, parametro non accettazione della radiazione relativa- di disporre di impianti di accumulo del-
confrontabile con le altre fonti di energia, mente piccolo cosicché solo la radiazio- l’energia secondaria prodotta, non
espresse in termini di potenza (come ne che è allineata con l’asse ottico è in essendo possibile conglomerare diret-
sarebbe, per esempio, se il fotovoltaico grado di raggiungere il convertitore. Ne tamente l’energia solare così come
fosse espresso in kWp, kilowatt di picco, consegue che delle due componenti avviene con l’energia idraulica.
e non in m2). della radiazione solare, solo quella Uno sfruttamento intensivo di tale
Creare una relazione tra i metri quadrati diretta è utilizzata efficacemente da tali fonte è quindi correlato ad una configu- Collettore solare
di collettori solari installati nel mondo tipi di collettori. Si può quindi facilmen- razione di utilizzo finale che consenta a circolazione
naturale
con le altre tipologie di generazione, rap- te intuire come, a parità di irradiazione uno stoccaggio affidabile ed a basso (foto Kloben
presentava un obiettivo primario, rag- totale, ma con rapporti diffusa/totale costo della forma energetica finale. s.a.s.)
giunto con l’approvazione di una meto- diversi, si abbia in questo caso un diffe-
dologia per convertire la superficie di col- rente sfruttamento della fonte solare.
lettori installata in potenza termica L’orientamento e l’inclinazione sull’oriz-
installata. zontale della superficie che capta la
La metodologia di calcolo per passare radiazione solare hanno anch’essi forte
dalla superficie installata in metri qua- incidenza sullo sfruttamento della
drati a potenza nominale, che ha portato fonte energetica solare; è immediato
alla determinazione di 0,7 kWh/m2, si constatare che mediamente si racco-
glie una radiazione maggiore rispetto
1
L’effetto macroscopico di tale fenomeno è una riflessione
verso lo spazio siderale di parte della radiazione incidente alla superficie orizzontale, se la superfi-
sull’atmosfera e la comparsa di una radiazione deviata che cie è rivolta a Sud ed è inclinata di un
raggiunge la superficie terrestre da tutte le direzioni. Tale
radiazione deviata è indicata con il nome di radiazione sola- angolo pari alla latitudine del sito.
re diffusa o irradianza diffusa, Gd (W/m2). La radiazione non Teoricamente la fonte solare ha un
intercettata dalle molecole mantiene invece come unica
direzione quella d’incidenza ed è quindi indicata come potenziale enorme: si pensi che è suffi-
radiazione solare diretta o irradianza diretta, Gb (W/m2). ciente un’area desertica di circa 50.000

speciale energia 31
02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 32

In questa prospettiva l’utenza maggior-


mente idonea è quella termica a bassa
temperatura (minore di 100 °C), quali il
riscaldamento ambientale, la produzio-
ne di acqua calda di consumo e le appli-
cazioni industriali che nei Paesi più
avanzati rappresentano in media più di
un terzo dell’intero fabbisogno energe-
tico.
A tale scopo da diversi anni sono allo
studio ed in esercizio impianti centra-
lizzati di riscaldamento con accumuli Figura 2 - Bilancio termico di un collettore solare piano vetrato
interstagionali (dall’estate all’inverno)
dell’energia termica di origine solare. espressa in W; • Diminuzione delle perdite per tra-
smissione: applicando uno strato anti-
sono le perdite ottiche del
Considerazioni generali riflettivo sulla superficie vetrata del col-
collettore espresse in W: questo termine
Il cuore di ogni collettore solare è l’as- lettore. Se si utilizza questa tipologia di
include tutte le perdite dovute alla rifles-
sorbitore. Grazie a lui la radiazione sola- vetro come copertura trasparente, la tra-
sione e all’assorbimento della copertura
re incidente sulla sua superficie è tra- smissione solare può essere incremen-
trasparente del collettore solare, la por-
sformata in calore. Parte di questo è tata fino ad arrivare al 96%, con un con-
zione di radiazione solare che non rag-
trasferito al fluido termo-vettore (gene- seguente aumento annuo della potenza
giunge l’assorbitore; 2
ralmente acqua o una miscela di acqua termica variante tra 5% e l’8% .
e glicole) e la restante parte è dispersa esprime le perdite per • Diminuzione delle perdite per conve-
nell’ambiente. convezione in W. La convezione naturale zione: creando il vuoto tra la superficie
Ogni collettore, ad eccezione di quelli è generata all’interno dell’intercapedine trasparente e l’assorbitore (tecnologia
solari piani non vetrati (utilizzati princi- d’aria posta tra la superficie vetrata della utilizzabile solo con collettori solari cilin-
palmente per il riscaldamento delle copertura trasparente e la piastra assor- drici, per evidenti ragioni di resistenza
piscine), possiede una copertura tra- bente, creando un flusso di calore dal- dei materiali) funzionale alla geometria
sparente che separa l’assorbitore dal- l’assorbitore alla copertura trasparente; del collettore.
l’ambiente esterno e simultaneamente Una riduzione della pressione di circa 100
esprime le perdite per
trasmette la quantità più elevata possi- Pa (Pascal) è sufficiente ad eliminare
conduzione in W. Il flusso di calore è tra-
bile di radiazione solare incidente. completamente la convezione naturale.
smesso per conduzione dall’assorbitore
Per molti collettori, i pannelli isolanti Un’altra soluzione è di utilizzare una
al telaio attraverso gli strati di isolante
costituiscono un altro importante com- doppia copertura del collettore (due
posti dietro al primo (dipende dalla tipo-
ponente per diminuire le perdite di calo- strati di vetro ed un film di policarbona-
logia costruttiva del collettore solare);
re dell’assorbitore per conduzione. to) o l’utilizzo di un materiale isolante
esprime le perdite per trasparente (TIM – Materiale Isolante
Bilancio energetico del collettore solare radiazione in W, dovute alla temperatura Trasparente) a nido d’ape, in modo da
In regime stazionario, la radiazione sola- dell’assorbitore che emette radiazione prevenire la formazione di una grande
re incidente sulla superficie del colletto- termica nello spettro dell’infrarosso cella di convezione e ridurne le perdite.
re è uguale alla somma del calore utiliz- determinando appunto una dispersione. • Diminuzione delle perdite per condu-
zato e delle differenti tipologie di perdite Queste differenti tipologie di perdite zione: dipende dalla geometria del col-
termiche. Di conseguenza il bilancio influiscono in modo diverso sul bilancio lettore. Per quelli con isolamento opaco
energetico dell’assorbitore di un collet- energetico del collettore solare secondo sul retro occorre aumentare lo spessore
tore solare può essere determinato dalla la sua temperatura di servizio e di quella dell’isolante; meglio sarebbe utilizzare
relazione seguente: dell’assorbitore. Differenti misure per un isolante con una conducibilità più
bassa così da evitare dimensioni troppo
elevate del collettore solare.
Se il gas contenuto nell’intercapedine tra
dove: ridurre queste perdite possono essere la superficie vetrata e l’assorbitore con-
prese per massimizzare la potenza utile tribuisce alle perdite di calore per condu-
è la superficie dell’assorbitore in m2; del collettore solare. zione, una soluzione può essere quella
La scelta di tali misure è determinata di utilizzare gas inerti o creare uno stra-
è la radiazione solare globale inci-
dalla temperatura operativa e dalla tipo-
dente sulla superficie del collettore sola- 2
Ronnel M., Gambert A., Koshikowski J., Schäfer A. and
logia del collettore. Schmitt (2003), Which improvementes can be archived
re espressa in W/m2; using single and double AR - glass covers in flate plane col-
Le soluzioni adottabili singolarmente o lectors? Conferenza Europea sull’Energia Termica Solare
è la potenza utile del collettore in combinazione sono le seguenti. ESTEC - 26, 27 giugno 2003 Friburgo, Germania.

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02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 33

to sottovuoto. 1
gross collector area
Tuttavia, per diminuire in modo conside-
revole le perdite per conduzione nell’in-
tercapedine, è necessaria una riduzione 2
aperture area
della pressione interna a pochi Pa.
Questo risparmio può essere raggiunto
solo se i materiali utilizzati per la costru- 3
absorber area
zione del collettore solare hanno caratte-
ristiche di tenuta ai gas e componenti
capaci di assorbire molecole di gas libere.
• Diminuzione delle perdite per radiazio-
ne: può essere ottenuta utilizzando un
trattamento selettivo sull’assorbitore.
Questa operazione genera un film capace di
produrre un elevato assorbimento nello
spettro del visibile della radiazione solare,
ma una remissività molto bassa nello spet- Figura 3 - Definizione delle differenti aree di un collettore
tro dell’infrarosso, in modo da non disper-
dere calore verso l’esterno. essere scritta come segue: Si possono formulare differenti definizio-
Fino a pochi anni fa la produzione dello stra- ni di aree di un colletto-
to selettivo sugli assorbitori era effettuata re solare, esse sono
(3)
attraverso un processo elettrochimico. mostrate usando come
Oggi questi trattamenti sono effettuati in esempio un collettore
modo da rispettare l’ambiente come la Questa equazione proviene direttamen- solare piano vetrato (fig. 3).
spruzzatura physical vapuor depositing, te dal bilancio di energia dell’equazione 1 1. Gross collector area: è definita dalle
(PVD). e dalla definizione di fattore di efficienza dimensioni esterne del collettore solare.
• Diminuzione delle perdite termiche: dato dall’equazione 2, se tutte le perdite 2. Aperture area: è definita dalla geome-
occorre utilizzare il concentratore ottico. non lineari sono approssimate da tria della copertura trasparente o dal-
La radiazione utile sul collettore è propor- un’espressione quadratica. La simbolo- l’area di proiezione del riflettore nel caso
zionale alla sua superficie d’apertura, men- gia utilizzata nell’equazione 3 è la di collettori a concentrazione.
tre tutte le perdite di calore sono proporzio- seguente: 3. Absorber area: è l’effettiva dimensio-
nali alla superficie dell’assorbitore. Quindi, k(Θ) tiene conto dell’influenza della ne del componente che assorbe la radia-
una costruzione dei collettori solari in cui la radiazione solare non perpendicolare zione solare.
superficie dell’apertura è maggiore rispet- all’angolo di incidenza, Θ rispetto alla Il valore di efficienza del collettore può
to alla superficie dell’assorbitore porta ad radiazione incidente normale con Θ=0. variare in modo considerevole in funzio-
una riduzione delle perdite di calore. L’equazione 3 rappresenta solo un’ap- ne della superficie che è stata presa
Un approccio è quello di usare degli spec- prossimazione dell’influenza dell’angolo come riferimento.
chi per concentrare la radiazione solare d’incidenza sulle prestazioni ottiche del Pertanto, risulta molto importante indi-
sull’assorbitore. Tuttavia, la concentrazio- collettore solare. In un’analisi fisica det- care l’area di riferimento adottata nel
ne geometrica è possibile solo per la com- tagliata, l’influenza dell’angolo d’inciden- dimensionamento dell’impianto solare.
ponente diretta della radiazione solare. za deve essere considerata separata- Le curve di efficienza del collettore sono
Sistemi che possiedono un elevato fattore mente per la radiazione diffusa e diretta; di norma espresse come funzione del
di concentrazione devono seguire il sole a Tmc è la temperatura media del fluido rapporto tra la differenza di temperatura
scapito della perdita di una parte della all’interno del collettore solare. Per por- calcolata tra quella media del fluido ter-
radiazione diffusa. Il fattore di concentra- tate tipiche, la temperatura media del movettore, Tmc, e quella dell’aria dell’am-
zione è dato dal rapporto tra l’area del- fluido all’interno del collettore può esse- biente, Tamb, e la radiazione solare inci-
l’apertura e l’area dell’assorbitore. re approssimata dalla media aritmetica dente sul collettore:
Un indicatore prestazionale del colletto- tra la temperatura d’ingresso e di uscita
re è il suo rendimento. Tale resa è defini- del fluido nel collettore;
(4)
ta come il rapporto tra il calore utile e la Tamb è la temperatura dell’ambiente in
radiazione solare globale incidente sulla cui si trova il collettore;
superficie del collettore. cx sono i valori di efficienza del collet- In generale una curva di efficienza iden-
tore: tifica le differenti perdite di un collettore
•c0 definisce il valore del coefficiente di (fig. 4).
(2)
efficienza ottica; Un’altra comune rappresentazione del
•c1 il coefficiente di perdita lineare; rendimento del collettore è illustrata
L’efficienza di un collettore solare può •c2 il coefficiente di perdita quadratico. nella figura 5.

speciale energia 33
02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:01 Pagina 34

0,9
In questo caso, le curve del rendimento
del collettore solare sono rappresentate 0,8
per differenti valori della radiazione sola- 40 W/mq 600 W/mq 800 W/mq 1000 W/mq
re incidente sul collettore come funzione 0,7
della differenza tra la temperatura media
0,6
del fluido termo-vettore e la temperatura
dell’aria, Tmc - Tamb. 0,5
La figura 4 dimostra che, per determina-
te temperature differenti, l’efficienza 0,4
regredisce con il diminuire della radia-
0,3
zione solare; in questo modo l’energia
risparmiata dai collettori solari deve 0,2
essere ridotta.
In assenza di prelievo di acqua calda, 0,1
che è registrato dal collettore solare
0
come una mancata sottrazione di calore, 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200
ed in particolari condizioni climatiche,
x=(Tmc-Tamb)
può succedere che l’assorbitore si surri-
scaldi, quindi i ΔT aumentano e, di con- Figura 5 - Rendimento di un collettore solare contro la differenza tra la temperatura media del fluido e la temperatura del-
seguenza, le perdite termiche globali si l’aria esterna per diversi valori della radiazione solare incidente
incrementano fino a quando eguagliano
il valore di efficienza ottica.
In queste condizioni l’efficienza istanta- oltre un certo valore di temperatura della ta “temperatura di ristagno”, ed aumenta
nea del collettore è uguale a zero ovve- piastra, non aumentano più in modo con l’irraggiamento. Nei collettori piani
ro tutta l’energia incidente è dispersa lineare con la differenza di temperatura, ben isolati può raggiungere i 160 - 200 °C
per convezione, conduzione ed irraggia- ma aumentano proporzionalmente al mentre nei collettori sottovuoto i 200 -
mento. quadrato della differenza di questa. 300 °C e, se dotati di concentratori para-
Si ricorda che le dispersioni termiche, Questa temperatura di equilibrio è defini- bolici, anche i 350 °C.

Perdite Ottiche

Perdite Termiche

Calore Utile

Figura 4 - Curva tipica di efficienza di un collettore solare. L’efficienza è espressa come funzione di un parametro x definito nell’equazione. Sono qui mostrate
le principali perdite e l’energia utilizzata

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02.SPECPERITO_1-35 12-09-2007 18:02 Pagina 35

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Impianti fotovoltaici.
Oggi gli incentivi e domani?
di Massimo Gamba

Il Protocollo di Kyoto, sottoscritto nel 1997 su rato che permettono di evitare di bruciare gas
base volontaria, è diventato vincolante in cia- metano, olio combustibile o carbone nelle cen-
scun Paese dell’Unione Europea dal 15 febbraio trali termoelettriche, riducendo l’immissione in
2005. Rappresenta il primo passo di una strate- atmosfera di molti elementi inquinanti e so-
gia internazionale per la riduzione progressiva prattutto dell’anidride carbonica, ritenuta tra i
delle emissioni di anidride carbonica nell’atmo- principali responsabili dell’effetto serra.
sfera, allo scopo di contrastare l’effetto serra e i Per ogni kWh di energia elettrica prodotta da
conseguenti cambiamenti climatici in atto. fonte fotovoltaica si può stimare una riduzione
Inoltre, la recente decisione “20-20-20” del delle emissioni di anidride carbonica CO2 di cir-
Consiglio Europeo impone obiettivi ancora più ca 0,56 kg, considerando il mix di combustibili
ambiziosi: il raggiungimento del 20% della pro- fossili utilizzati in Italia come fonte energetica
duzione di energia da fonti rinnovabili, la dimi- primaria nelle centrali termoelettriche.
nuzione del 20% di gas climalteranti e l’aumen- Inoltre, gli impianti fotovoltaici garantiscono
to del 20% dell’efficienza energetica. una lunga durata e trascurabili costi di manu-
Per il nostro Paese, l’obiettivo del 20% della pro- tenzione perché in genere sono statici.
duzione di energia da fonti rinnovabili richiede- Recenti studi effettuati in Giappone hanno sta-
rà un notevole impegno nei settori dell’eolico, bilito che gli attuali moduli fotovoltaici sono in
del solare termico, del fotovoltaico, delle bio- grado di funzionare senza problemi per circa
masse e dei biocombustibili, perché il settore 50 anni. Installare un impianto fotovoltaico si-
idroelettrico, costruito nel secolo scorso, pre- gnifica quindi acquistare in anticipo l’energia
senta marginali possibilità di sviluppo. elettrica che si utilizzerà nei prossimi decenni.
Gli impianti fotovoltaici offrono il vantaggio di Per contro gli impianti fotovoltaici necessitano
generare energia elettrica quando sono esposti di grandi aree per l’installazione e il prezzo di
all’irraggiamento solare: una fonte gratuita, rin- acquisto iniziale è superiore rispetto ai sistemi
novabile che possiamo considerare inesauribi- convenzionali in grado di produrre la medesima
le rispetto ai combustibili di origine fossile. quantità di energia elettrica sfruttando le fonti
Promuovere lo sviluppo degli impianti fotovol- fossili non rinnovabili quali petrolio, gas, carbo-
taici rappresenta quindi una scelta responsabi- ne, ecc.
le, per noi e per le generazioni future, conside- Perseguendo la logica economica del guada-

Esempi di impianti fotovoltaici integrati - Foto Schüco

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gno, le Aziende del mondo produttrici di che. Gli incentivi saranno concessi in Gli incentivi variano secondo la catego-
energia elettrica hanno scelto finora di “conto energia” e sono stati privilegiati a ria, che prevede impianti non integrati
non investire denaro negli impianti foto- quelli in “conto capitale”, in accordo con (cioè a terra o esterni agli edifici e strut-
voltaici, salvo alcune centrali sperimen- gli operatori del settore fotovoltaico, alla ture), parzialmente integrati (sui tetti,
tali tra le quali le più importanti sono luce del successo che hanno riscontrato complanari all’asse della falda) ed im-
state realizzate in passato dall’ENEL nel in Germania, dove si installano ogni an- pianti integrati (che sostituiscono com-
Sud Italia. no nuovi impianti fotovoltaici per una ponenti degli edifici e delle strutture) e
Dal punto di vista della collettività oc- potenza di circa 600 MWp. secondo la potenza: da 1 a 3 kW; da 3 a
corre considerare che l’inquinamento In pratica lo Stato italiano “premia” per 20 kW; oltre i 20 kW.
ambientale presenta dei costi indiretti vent’anni, mediante una tariffa incenti- Hanno diritto alle tariffe incentivanti
sia per la salvaguardia ambientale sia vante, ogni kWh prodotto da fonte foto- gli impianti fotovoltaici che entreran-
per l’ospedalizzazione e le cure delle voltaica al fine di garantire nel tempo no in esercizio entro il 31/12/08. Dal
malattie indotte. Recenti valutazioni del una congrua remunerazione dell’investi- 01/01/09 le tariffe saranno ridotte
Ministero dell’Ambiente hanno quantifi- mento fatto da chi ha realizzato l’impian- del 2%.
cato questi costi in circa 8 miliardi di eu- to fotovoltaico. Si nota che gli incentivi Particolare attenzione è rivolta agli im-
ro l’anno. in Italia sono migliori rispetto alla Ger- pianti fotovoltaici realizzati su scuole,
Lo “sviluppo sostenibile” non è un con- mania, perché si ottiene una duplice va- ospedali e piccoli comuni, ai quali sarà
cetto astratto: dipende da scelte concre- lorizzazione: le tariffe incentivanti si riconosciuto un incentivo maggiorato
te che tutti noi possiamo fare. sommano al risparmio sull’energia elet- del 5%.
trica che non è consumata o che è cedu- E’ previsto un ulteriore aumento dell’in-
Gli incentivi statali per lo sviluppo del ta alla rete pubblica (“Scambio sul po- centivo, anche fino al 30%, per i piccoli
settore fotovoltaico sto” secondo la Delibera AEEG n. 28 del impianti che alimentano le utenze di
Sulla base di queste considerazioni nel 2006), o ai ricavi per la vendita dell’ener- edifici sui quali si effettuano interventi
2001 è stato varato il Programma Nazio- gia elettrica ceduta alla rete (“Officina di risparmio energetico adeguatamente
nale “10.000 Tetti Fotovoltaici” con Elettrica” secondo la Delibera AEEG n. 34 certificati.
l’obiettivo di agevolare, mediante contri- del 2005). Il nuovo decreto è divenuto pienamente
buti a fondo perduto, lo sviluppo “decen- In sintesi, ora si procede in questo mo- operativo dopo la pubblicazione delle
tralizzato” degli impianti fotovoltaici sui do: si richiedono le autorizzazioni per Delibere dell’AEEG (Autorità per l’Energia
tetti degli edifici privati e pubblici già realizzare l’impianto fotovoltaico (DIA, Elettrica e il Gas) nn. 88, 89 e 90 in data
esistenti. Denuncia d’Inizio Attività e/o VIA, Valuta- 13/04/07.
L’IVA su questi impianti è stata ridotta zione d’Impatto Ambientale, obbligatoria
dal 20% al 10%. per i grossi impianti) e si trasmette il Progettazione e collaudo
Inoltre, la Legge 13/05/99 n. 133 al- progetto preliminare al Distributore Il Decreto 19/02/07 prescrive sempre
l’art. 10, comma 7 prescrive che l’ener- Elettrico che entro 30 giorni dovrà ese- l’obbligo di progettazione e di collaudo
gia elettrica prodotta dagli impianti fo- guire un sopralluogo per concordare la delle prestazioni.
tovoltaici, di potenza fino ai 20 kWp, posizione dei contatori di energia. Quan-
non sia sottoposta ad alcuna tassazio- do l’impianto è installato e collaudato si Producibilità degli impianti fotovoltaici
ne quali l’imposta erariale e le relative trasmette all’ENEL la comunicazione di L’energia solare, fonte primaria di ener-
addizionali. fine lavori con le relative dichiarazioni di gia di un impianto fotovoltaico, è aleato-
Il nuovo Decreto 19/02/07: “Criteri e mo- legge. L’ENEL installa i contatori e l’im- ria e quindi solo statisticamente preve-
dalità per incentivare la produzione di pianto entra in esercizio. Entro 60 giorni dibile: possiamo fare affidamento su
energia elettrica mediante conversione dall’entrata in esercizio si trasmettono una quantità di energia prodotta in mo-
fotovoltaica della fonte solare, in attua- al GSE tutti i documenti previsti (vedere do discontinuo in un dato periodo di
zione dell’articolo 7 del D.Lgs. 29/12/03 il sito www.gsel.it). Il GSE comunicherà tempo, ma non possiamo assolutamen-
n. 387”, pubblicato sulla G.U. n. 45 del all’utente, definito “Soggetto Responsa- te contare sulla generazione di una de-
23/02/07, semplifica l’iter burocratico bile”, i codici identificativi per accedere terminata potenza istantanea, cioè su
per ottenere gli incentivi ed elimina i li- al “conto energia” (Tab. 1). una quantità di energia generata unifor-
miti annuali di potenza stabiliti dai pre-
cedenti Decreti del 28/07/05 e del
06/02/06.
Il Decreto prevede un obiettivo di 3000
MWp installati entro il 2016, dei quali
1200 MWp incentivabili da subito e il re-
sto con provvedimenti successivi.
Gli incentivi sono rivolti indistintamente
alle famiglie, ai condomini, alle aziende
private e alle amministrazioni pubbli- Tabella 1 - Nuove tariffe incentivanti previste dal Decreto 19/02/07

speciale energia 37
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:05 Pagina 38

memente nel tempo.


In altre parole, non possiamo pensare
che i moduli fotovoltaici forniscano con-
tinuativamente, durante le ore di sole, la
potenza dichiarata dal costruttore in tar-
ghetta, perché questa è la potenza mas-
sima che possono erogare solo in deter-
minate condizioni di radiazione solare,
stabilita per convenzione in 1000 W/m2.
Premesso che quest’ultimo è il valore
massimo della radiazione solare sulla
superficie terrestre, in condizioni otti-
Esempio di impiano fotovoltaico integrato - Foto Schüco
mali di giornata serena e sole a mezzo-
giorno, è evidente che la potenza istan- Caratteristiche degli impianti fotovol- tare il funzionamento “in isola”, che si
tanea erogata dai moduli fotovoltaici ri- taici verificherebbe se l’inverter continuasse
sulterà diversa secondo il luogo di in- Gli impianti fotovoltaici devono essere a funzionare anche quando manca la
stallazione, dell’ora, della stagione e del- collegati in parallelo alla rete elettrica di tensione di rete (situazione di pericolo
le condizioni meteorologiche. distribuzione pubblica secondo le Nor- per gli operatori che stanno intervenen-
Pertanto si deve valutare la “producibili- me Tecniche CEI 11-20, CEI 64-8, sezio- do in quel momento sulla rete).
tà” di un impianto fotovoltaico in base ai ne 712 e le Specifiche ENEL DK5940 o La configurazione elettrica prevista sul
valori dell’irradiazione solare media simili del Distributore locale, in modalità lato corrente alternata sarà obbligatoria-
mensile sul piano orizzontale riportati monofase a 230 V per potenza nominale mente quella del Distributore pubblico,
nel “Prospetto VIII” della Norma UNI di picco fino a 6 kWp e in modalità trifa- cioè il sistema TT, se l’utente è alimenta-
10349. Per esempio, a Milano, l’energia se 400 V nel caso di potenze superiori. to in bassa tensione a 230/400 V (in
solare complessiva annuale incidente Gli impianti fotovoltaici collegati in paral- questo caso sarà vietato collegare a ter-
sul piano orizzontale risulta 4706,1 lelo alla rete (senza batterie di accumu- ra il conduttore di Neutro), oppure il si-
MJ/m2 pari a circa 1307 kWh/m2. latori) offrono il vantaggio di lavorare in stema TN se l’utente ha una propria ca-
Applicando i criteri di calcolo della Nor- regime d’interscambio di energia con la bina di trasformazione ed è alimentato
ma UNI 8477, Parte 1, considerato l’azi- rete del Distributore locale (ENEL, AEM, in Media Tensione.
mut dell’installazione (scostamento ri- ACEA, ecc.). In pratica nelle ore di luce La Norma CEI 64-8, sezione 712 racco-
spetto al Sud), l’inclinazione rispetto al l’utente consuma l’energia elettrica pro- manda di realizzare il lato in corrente
piano orizzontale e la presenza di even- dotta dal proprio impianto solare, men- continua come sistema IT isolato rispet-
tuali ombre, si calcola il coefficiente di tre quando la luce non c’è, non è suffi- to al potenziale del terreno, cioè né il po-
correzione per determinare l’energia so- ciente o se l’utente richiede più energia lo positivo né quello negativo devono
lare annuale utile, incidente sul piano di quanta l’impianto solare è in grado di essere connessi all’impianto di terra.
dei moduli fotovoltaici. fornire, sarà la rete elettrica pubblica a Pertanto l’impianto sul lato corrente
Infine, si calcola l’energia elettrica che garantire l’approvvigionamento del- continua dovrà essere dotato di un di-
l’impianto fotovoltaico può produrre in l’energia necessaria (come una batteria spositivo di controllo dell’isolamento.
un anno, in base all’area dei moduli e al virtuale di accumulatori di capacità infi- Inoltre, nel caso di impianti fotovoltaici
rendimento globale del sistema (esclusi nita). di potenza superiore a 20 kW, si dovrà
i moduli) considerato in genere cautela- Se l’impianto solare produce più energia prevedere un trasformatore d’isolamen-
tivamente all’80%. di quella richiesta dall’utente, tale ener- to, un normale trasformatore a 50 Hz a
Indicativamente si può considerare che gia può essere immessa nella rete pub- due avvolgimenti separati metallica-
un impianto solare fotovoltaico da 1 blica; in questo modo l’impianto solare è mente in modo da garantire la separa-
kWp occupa circa 8-9 m2 e può produrre utilizzato al massimo delle prestazioni e zione galvanica tra il lato in corrente
circa 1000-1100 kWh all’anno nel Nord ogni kWh prodotto sarà sfruttato. continua e quello in corrente alternata. Il
Italia e 1400-1500 kWh all’anno nel Sud Poiché i moduli fotovoltaici producono trasformatore può essere incorporato
Italia. energia elettrica sotto forma di tensione nell’inverter.
Si noti che i moduli fotovoltaici al silicio e corrente continua, mentre la rete pub-
normalmente in commercio (esclusi i ti- blica ha una tensione alternata alla fre- Dimensionamento degli impianti foto-
pi speciali per impiego in missioni spa- quenza di 50 Hz, è necessario installare, voltaici
ziali) non contengono materiali tossici e tra i moduli fotovoltaici e la rete, un Dal punto di vista tecnico, il dimensiona-
che l’energia consumata nei processi di gruppo di conversione di tensione e fre- mento della taglia di potenza dell’im-
costruzione, è “restituita” nell’arco di 1-4 quenza (inverter) idoneo per la connes- pianto fotovoltaico dipende dalla quanti-
anni, secondo le caratteristiche del sili- sione a rete. tà di energia che l’utente consuma me-
cio se a film sottile, policristallino o mo- L’impianto deve disporre di tutti i dispo- diamente in un anno, compatibilmente
nocristallino. sitivi di interfaccia e di sicurezza per evi- con la superficie a disposizione per rea-

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lizzare l’installazione sul tetto o a terra, re l’opzione di scambio sul posto del- innegabili che possono diventare signifi-
tenuto conto dell’esposizione e di even- l’energia elettrica. cativi per l’intera collettività solo grazie
tuali zone d’ombra. a una larga diffusione.
Dal punto di vista economico si nota Convenienza economica per l’utente Gli incentivi statali permettono alle
che la massima convenienza offerta Il tempo di ritorno del capitale dovrebbe Aziende del settore di svilupparsi ed in-
dagli incentivi statali ventennali in essere calcolato tenendo conto degli au- vestire in nuove tecnologie per produrre
“conto energia”, si verifica per gli menti che subirà il costo dell’energia a costi inferiori i moduli fotovoltaici tra-
impianti fotovoltaici connessi a rete di elettrica nei prossimi anni, dei costi di dizionali con fette più sottili (circa 180
potenza fino a 20 kWp, scegliendo l’op- manutenzione e di assicurazione, delle micron) di silicio policristallino e mono-
zione di scambio sul posto dell’energia, perdite di producibilità, degli interessi cristallino.
quando la produzione del sistema persi sul capitale iniziale non investito Inoltre, sono già disponibili moduli a film
solare è minore o uguale al consumo diversamente. sottile di 1-2 micron di spessore costrui-
annuale tipico dell’utenza. Se invece il All’utente finale un impianto fotovoltaico ti vaporizzando sul vetro materiali alter-
sistema fotovoltaico è “esuberante” da 20 kWp costa, “chiavi in mano”, da un nativi quali il telloluro di cadmio o il CIS
rispetto al consumo abituale annuale, i minimo di 5.500 € a un massimo di (rame, indio e selenio).
kWh prodotti in eccesso da fonte foto- 6.500 € più IVA, per ogni kWp installato, In Italia, nell’immediato futuro, è pre-
voltaica non potranno essere “scontati” secondo la qualità dei componenti scelti visto l’obbligo del fotovoltaico (alme-
dalle bollette del Distributore locale di e delle difficoltà di montaggio. no 0,2 kW per unità abitativa) per ot-
energia elettrica (è previsto che i kWh Al termine degli incentivi ventennali, tenere il permesso di costruire nuovi
restino a credito dell’utente per un l’utente beneficerà ancora della quota di edifici.
periodo di 3 anni, dopo saranno annul- risparmio consentito dall’autoproduzio- A livello mondiale, considerando il pro-
lati). ne di energia elettrica da fonte fotovol- gressivo aumento del costo dei combu-
Si ricorda che per impianti fotovoltaici di taica. stibili fossili ed escludendo il carbone, si
potenza superiore a 20 kWp è obbliga- prevede che entro 20-30 anni il settore
toria la denuncia all’UTF dell’attività di E domani? fotovoltaico sarà competitivo e potrà fa-
“Officina elettrica” e non si può applica- Il fotovoltaico offre vantaggi ambientali re a meno degli incentivi governativi.

speciale energia 39
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Le soluzioni tecniche
con i sistemi a secco
Certificazione energetica degli edifici e gli incentivi
di Claudia Chiti

Ormai tutti ne parlano, non solo nelle sedi degli ne dell’attività edilizia.
organi tecnici coinvolti, ma anche sui mezzi I proprietari/acquirenti dovrebbero invece ap-
d’informazione rivolti al vasto pubblico: l’emer- prezzare la certificazione perché è un’assicura-
genza risparmio energetico (che va di pari pas- zione di qualità energetica dell’alloggio acqui-
so con quella, altrettanto gravosa, della neces- stato.
sità di ridurre le emissioni inquinanti) coinvol- Il costo della certificazione è un investimento e
ge e riguarda proprio tutti. I professionisti che un riconoscimento.
operano nell’edilizia sono obbligati a conoscere Un investimento, perché guida le scelte del pro-
le nuove leggi, rispettarle e modificare alcune prietario verso una gestione più attenta, o me-
modalità costruttive consolidate negli ultimi glio ancora, verso un piano d’investimenti per
decenni, per passare a nuovi modi di costruire migliorarne la classe energetica. La certifica-
che consentiranno di ottenere edifici più effi- zione diventa, in altre parole, il primo passo di
cienti e più confortevoli. un percorso virtuoso che porterà il proprietario
Vediamo in sintesi le novità normative ed an- ad effettuare investimenti con un ritorno altis-
che come ci si può adeguare alle nuove diretti- simo. Un isolamento termico, ad esempio, ha
ve utilizzando sistemi costruttivi innovativi ma un rendimento del 10-12% annuo: interesse che
già collaudati e garantiti nessuna banca o bond gli riconoscerà mai! E’
anche un riconoscimento del valore intrinseco
Certificazione energetica, perché? dell’immobile, il che non è poco.
Dobbiamo convincerci che in realtà si tratta di Infine la certificazione è uno strumento di mer-
investimenti, non di costi. cato.
I costi del combustibile aumentano, crescono i L’edificio efficiente con una buona classifica-
costi ambientali e sociali, e non è difficile dimo- zione può valere di più sul mercato. Vale per gli
strare la convenienza di questo genere di inve- edifici nuovi come per gli esistenti e mette
stimenti, che però debbono essere sostenuti d’accordo tutti perché conviene a costruttori e
dall’imprenditore edile, con aggravio dei costi di a proprietari, a venditori e ad acquirenti.
costruzione, che deve trovare le motivazioni
per vendere all’utente gli investimenti di effi- Che cosa fare per costruire un edificio ener-
cienza energetica come miglioria dell’immobile. geticamente efficiente
Potrà farlo meglio quando i risultati saranno di- Teoria e pratica, leggi e progetti: cosa dobbiamo
mostrati dalla certificazione energetica, dalla e possiamo fare, oggi, in Italia, per costruire be-
“pagella” dell’edificio che sta entrando in vigore. ne edifici che consentano di rientrare nei nuovi
Lo stesso vale per chiunque voglia vendere la parametri definiti dalla legge e risparmiare
propria casa. energia, oltre a ridurre le emissioni?
I Decreti Legislativi n. 192/05 e n. 311/06 intro- Dato il problema, esistono soluzioni efficaci, ga-
ducono quindi un meccanismo di valorizzazio- rantite e vantaggiose quali, ad esempio, la tec-

Foto 1 e 2 - Progetto della villa in provincia di Pavia (Foto Knauf s.a.s.)

40 supplemento a n. 4/2007
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:05 Pagina 41

nologia costruttiva “a secco”, che sosti- ha calcolato che questa casa sarà riscal-
tuisce egregiamente i sistemi più tradi- data con una caldaia di soli 10/15 kW.
zionali, facendo uso di strutture metalli- In più, a conti fatti, la casa pronta da ar-
che leggere e rivestimenti in lastre per redare avrà un costo di costruzione in-
realizzare pareti di tamponamento nelle feriore ai 900 €/m2: in questo caso, il ri-
cui intercapedini trovano alloggio impor- sparmio è immediato!
tanti spessori di materiali isolanti fibro-
si, atti a conferire elevato isolamento Che cosa fare per adeguare un edificio
termico alle pareti stesse. Si costruisce esistente
così un involucro edilizio semplice, rapi- Cosa fare per riqualificare gli edifici esi-
do, leggero, valido anche dal punto di vi- stenti che, in caso di transazione one-
sta acustico e delle installazioni di im- rosa o ristrutturazione, dovranno pos-
pianti; infatti, con grande agio, si utiliz- sedere un attestato di efficienza ener-
zano le stesse intercapedini per il pas- getica?
saggio di tutte le reti impiantistiche. Questo è l’altro importante problema cui
Con il sistema a secco è possibile un si- si deve dare risposta e, ovviamente, le
stema d’involucro esterno che è partico- strade potranno essere assai diversifi-
larmente adatto alle nuove esigenze del
costruire preservando energia. L’idea Alcuni esempi di soluzioni di tamponamento a secco.
fondamentale è semplice e si utilizza su Il colore scuro utilizzato per il rivestimento comporta una
temperatura di superficie superiore nel periodo estivo
telai strutturali in calcestruzzo armato, (Fonte Knauf s.a.s.)
acciaio o legno: una doppia orditura me-
tallica leggera, fatta con profili a “C” in
acciaio laminati a freddo, rivestita sul la-
to interno di lastre in cartongesso e/o
gesso-fibra e sul lato esterno con lastre
in cemento fibrorinforzato. La doppia or-
ditura metallica protegge dai ponti ter-
mici e l’intercapedine offre tutto lo spa-
zio continuo necessario per apporre il
materiale isolante scelto negli spessori
calcolati, restando su uno spessore
complessivo di parete di gran lunga in-
feriore ad una soluzione altrettanto iso-
lata, realizzata però con sistema tradi-
zionale in muratura.
Un significativo esempio di edilizia resi-
denziale a basso consumo realizzata
con il sistema di tamponamento a sec-
co, è rappresentato da una villa edificata
in provincia di Pavia (foto 1 e 2).
La struttura è costituita da una platea di
fondazione realizzata su due livelli con
una differenza di 2 m tra la zona a valle
e quella a monte su cui sono impostati
due solai areati e le murature in cemen-
to armato per la sola parte a valle. Otto
pilastri sempre in c.a. sorreggono le tra-
vi in lamellare portanti della copertura in
contro pendenza rispetto al declivio na-
turale.
Un cordolo, aggettante di 25 cm rispetto
al perimetro esterno costituito dall’alli-
neamento dei pilastri, consente di ag-
ganciare il sistema di tamponamento a
secco inglobando i pilastri stessi e im-
pedendo ponti termici. Il termotecnico

speciale energia 41
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 42

cate in funzione delle caratteristiche del che consentono una grande variabilità di semplice realizzazione, purché se ne
fabbricato esistente. in fase di progettazione e montaggio, co- curi il dettaglio sia in sede progettuale
Ancora una volta, ricorrendo ai sistemi sì da poter modulare le prestazioni delle sia in quella costruttiva.
costruttivi a secco, si possono trovare contropareti in funzione dei materiali Uno dei maggiori vantaggi del sistema a
soluzioni di minimo ingombro (quanto è scelti. secco consiste, infatti, nel poter variare
importante salvare spazio), minimo pe- E’ possibile realizzare una controparete le stratigrafie di pareti, contropareti e
so (non gravare troppo sui solai), mas- su qualsiasi tipo di supporto purché si controsoffitti fino a soddisfare i requisiti
sima rapidità di esecuzione (che signifi- sia individuata la corretta tecnica di po- di progetto.
ca anche risparmio) e, soprattutto, sa e la lastra idonea. Le contropareti Le contropareti sono composte essen-
grande efficacia. possono essere eseguite semplicemen- zialmente di:
Si potrà infatti ricorrere a contropareti e te incollando una lastra al muro, oppure - orditura metallica (Norme UNI-EN
a controsoffitti che, opportunamente realizzando prima un’idonea struttura 10142 e DIN 18182);
progettati e realizzati, risolveranno i pro- metallica (autoportante o vincolata alla - rivestimento in lastre di gesso rivestito
blemi di isolamento termico. parete esistente) e poi fissando le la- (Norme UNI 10818 e DIN 18180).
Ad esempio, le contropareti in gesso ri- stre all’orditura, magari interponendo in In alternativa alle lastre di gesso rivesti-
vestito (cartongesso) rappresentano la precedenza del materiale isolante. to, possono essere utilizzate anche:
risposta ideale a queste esigenze: il si- Possono dunque essere progettati e - lastre di gesso-fibra per una particola-
stema costruttivo a secco fa riferimento realizzati interventi specifici anche ad re resistenza meccanica e agli urti;
a materiali ad elevata standardizzazione elevato contenuto tecnologico e sempre - lastre in cemento fibrorinforzato per
interni, formulate espressamente per
Alcuni studi di contropareti interne ed esterne con doppio tavolato in forato privo di coibentazione termica con blocchi pareti ad altissime prestazioni di resi-
di poraton “di vecchia generazione” da 20 cm (Fonte Knauf s.a.s.) stenza agli urti ed all’umidità.
I sistemi leggeri in gesso rivestito e la-
stre di cemento fibrorinforzato possie-
dono inoltre elevate prestazioni di isola-
mento acustico in quanto funzionano
con il meccanismo massa-molla-massa,
che consente di raggiungere valori di
potere fonoisolante molto elevati.
Ma con le contropareti a secco si realiz-
zano anche protezioni al fuoco di strut-
ture esistenti in muratura, calcestruzzo,
acciaio, fino a REI 180.
Con le lastre di cartongesso accoppiate a
materassini di materiale isolante quali
lana di vetro, EPS (Polistirene Espanso
Sinterizzato) o XPS (Polistirene Espanso
Estruso), si ha la possibilità di incollare
direttamente alla parete un materiale
coibente che, una volta fissato alla mura-
tura e stuccato sui giunti, offre una su-
perficie pronta per la finitura.
Prove di laboratorio e certificazioni, inol-
tre, mostrano l’elevata capacità di resi-
stere agli urti delle pareti in gesso rive-
stito, conformemente a tutte le normati-
ve vigenti.
Ma anche i controsoffitti in gesso rivesti-
to, come le contropareti, oltre a garantire
un elevato isolamento acustico, resi-
stenza al fuoco e agli urti, hanno elevate
prestazioni di isolamento termico.
I rivestimenti realizzati con lastre con bar-
riera al vapore in lamina in alluminio, inol-
tre, impediscono all’umidità di condensar-
si all’interno dei materiali isolanti che si
mantengono inalterati nel tempo.

42 supplemento a n. 4/2007
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Knauf. Sistemi completi, risultati sicuri

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03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 44

La certificazione
energetica degli edifici
Auspici per una sua corretta implementazione ed esecuzione
Sergio Colombo e Franco Soma

E’ iniziato il percorso verso la certificazione pendente da esperti qualificati e/o riconosciuti,


energetica in edilizia. Non manca però qualche qualora operino come imprenditori individuali o
motivo di preoccupazione impiegati di enti pubblici o di organismi privati”.
Gli operatori del settore, in particolare i profes-
La Direttiva Europea 2002/91/CE ha lo scopo di sionisti, la proprietà edilizia e i costruttori, che
promuovere il miglioramento del rendimento rappresentano i principali attori di questo pro-
energetico degli edifici nell’Unione Europea nel cesso, condividono pienamente questi principi
rispetto di due principi fondamentali. che sono essenziali, il primo per assicurare un
A. Le misure per il miglioramento delle presta- coerente sviluppo dell’edilizia nel rispetto del
zioni energetiche degli edifici non dovrebbero diritto fondamentale dei cittadini ad aspirare a
contravvenire ad altre prescrizioni essenziali vivere in città sane, pulite, sicure, che siano an-
sull’edilizia quali l’accessibilità, la prudenza e che espressione di una libera e moderna scelta
l’idoneità all’uso cui è destinato l’edificio. architettonica e progettuale, il secondo, per as-
B. Le misure per il miglioramento delle sicurare che il contenimento del consumo
prestazioni energetiche degli edifici dovrebbe- energetico sia effettivo.
ro essere efficaci sotto il profilo dei costi. Vi è, infatti, proporzionalità fra costo economi-
Essa individua nella certificazione energetica co e contenuto energetico. Un intervento di ri-
degli edifici, il principale mezzo per il persegui- sparmio non efficace sotto il profilo dei costi è
mento degli obiettivi. La stessa direttiva forni- normalmente inefficace anche sotto il profilo
sce indicazioni per una sua attuazione omoge- energetico e potrebbe non consentire di recu-
nea sul territorio europeo, fra cui: perare, nel corso della sua vita utile, nemmeno
1. “L’attestato di certificazione energetica com- l’energia spesa per la sua realizzazione e
prende dati di riferimento, quali i valori vigenti a manutenzione. Il D. Lgs. n. 192/05, come modi-
norma di legge e i valori di riferimento, che con- ficato dal D. Lgs. n. 311/06, ha recepito la Diret-
sentono ai consumatori di valutare e raffronta- tiva nel rispetto dei suoi principi fondamentali
re il rendimento energetico dell’edificio. L’atte- di cui ai punti A e B.
stato è corredato di raccomandazioni per il mi-
glioramento del rendimento energetico in ter- Le modalità di espressione dei limiti di fabbi-
mini di costi-benefici”. sogno
2. “Gli Stati membri si assicurano che la certifi- Questo aspetto è particolarmente evidente nel-
cazione degli edifici e l’elaborazione delle rac- le modalità di espressione dei limiti massimi di
comandazioni che la corredano nonché l’ispe- fabbisogno degli edifici e nelle trasmittanze
zione delle caldaie e dei sistemi di condiziona- massime delle strutture opache e trasparenti,
mento d’aria siano effettuate in maniera indi- che sono coerenti con gli stessi limiti.

Foto Schüco Foto Marefosca costruzioni

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03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 45

I valori del fabbisogno sono, infatti, otti- materia di energia, mantenendo allo Sta- getica EP, rapportata ai due riferimenti di
mizzati in funzione dei Gradi Giorno della to i compiti di indirizzo, sarebbe auspi- seguito riportati:
località e del rapporto S/V dell’edificio. cabile che lo Stato detti le linee guida, RR, quale valore vigente a norma di leg-
Il concetto di ottimizzazione non è uni- valide per tutto il territorio nazionale, in ge, che fissa il limite di separazione fra
voco in quanto l’investimento può esse- merito: le classi B e C;
re ripagato in un numero di anni variabi- a) al criterio di classificazione energeti- RS, quale valore di riferimento, che rap-
le che deve essere comunque inferiore ca degli edifici, che stabilisce il metro di presenta la prestazione media degli edi-
alla durata dell’investimento. Anche il misura della prestazione energetica; fici esistenti e che condiziona la classifi-
costo dell’investimento atto ad ottenere b) alla metodologia di calcolo, stretta- cazione degli edifici nelle classi da C a G.
un determinato risultato non è univoco mente connessa con la classificazione Per l’Italia, è facile individuare il riferi-
in quanto dipende dalla bontà del pro- energetica degli edifici; mento RR nel fabbisogno limite di ener-
getto e dalle tecniche costruttive utiliz- c) ai requisiti professionali e all’espe- gia primaria definitivo, previsto a partire
zate, note o da individuare. rienza richiesta per la qualificazione o dal 2010, indicato nelle tabelle 1.3 e 2.3
I criteri di ottimizzazione dei suddetti l’accreditamento dei professionisti cui dell’allegato C al D.Lgs. n. 311/06 che
decreti legislativi sono, in ogni caso, affidare la certificazione e le diagnosi rappresenta la prestazione minima di
prudenti ed uniformi sul territorio nazio- energetiche. legge dei nuovi edifici (solo fino al
nale e tengono conto in modo equilibra- Quanto sopra costituisce la premessa 31/12/ 2009 sarà consentita la costru-
to del fattore di forma dell’edificio. minima per un’applicazione omogenea zione di edifici in classe C).
Un ulteriore pregio sta nel fatto che sono ed ordinata della certificazione energeti- Per quanto riguarda il riferimento agli
stati previsti tre diversi gradi di ottimiz- ca sul territorio nazionale ed il requisito edifici esistenti, sulla base dell’esperien-
zazione, da applicarsi a partire dall’anno minimo per la sua comprensione da par- za si può affermare che il loro fabbiso-
2005, dall’anno 2008 e dall’anno 2010, te dei cittadini. gno si attesta mediamente a circa 2 vol-
per dare tempo alle imprese costruttrici Il D. Lgs. n. 192/2005, se pure in linea te quello indicato per i nuovi edifici. Se si
di individuare le tecniche necessarie per con i principi fondamentali di cui ai pre- accetta quanto sopra, si avrà che:
ottenere in modo economico i risultati ri- cedenti punti A e B, non contiene le mo-
chiesti. dalità per una corretta attuazione delle EPi, lim2010 = RR e che RS = 2 RR = 2 EPi, lim2010
Obiettivi più ambiziosi non sono esclusi, importanti disposizioni della direttiva,
ma sono lasciati alla competitività del sopra ricordata ai punti 1 e 2. Prevede In tale ipotesi, la classificazione potrà
mercato. La classificazione energetica però, all’art. 4, l'emanazione di uno o più essere espressa in funzione di R R, e
degli edifici potrà indurre la domanda di decreti per la definizione dei criteri ge- quindi di EPi, lim2010 (Fabbisogno Limite di
più elevate prestazioni energetiche sol- nerali e di tutte le indicazioni necessarie Energia Primaria per la climatizzazione
lecitando così l’iniziativa dei costruttori per l'applicazione omogenea della certi- invernale) come indicato in figura 1.
ad individuare sistemi in grado di fornirli ficazione energetica sul territorio nazio-
nel rispetto dell’efficacia dei costi. nale. A+ EP<0,25 EPi.lim2010

Ci auguriamo che questi decreti forni-


A 0,25 EPi.lim2010≤EP<0,50 EPi.lim2010
Le preoccupazioni degli operatori scano indicazioni coerenti con la norma-
L’art. 17 (“Clausola di cedevolezza”) del tiva europea armonizzata, appositamen- B+ 0,50 EPi.lim2010≤EP<0,75 EPi.lim2010
D.Lgs. n. 192/05 prevede che Regioni e te prodotta dal CEN su mandato del-
Province Autonome possano recepire l’Unione Europea. In particolare, auspi- B 0,75 EPi.lim2010 ≤ EP < EPi.lim2010 EP
con propri provvedimenti i disposti della chiamo che siano prescritti criteri uni-
C EPi.lim2010 ≤ EP < 1,5 EPi.lim2010
Direttiva Europea 2002/91/CE. formi, almeno per quanto riguarda i se-
In proposito: “Nel dettare la normativa guenti punti fondamentali. D 1,5 EPi.lim2010 ≤ EP < 2 EPi.lim2010
di attuazione le Regioni e le Province Au-
tonome sono tenute al rispetto dei vin- La classificazione energetica degli edifici E 2 EPi.lim2010 ≤ EP < 2,5 EPi.lim2010

coli derivanti dall'ordinamento comuni- La classificazione energetica degli edifi-


F 2,5 EPi.lim2010 ≤ EP < 3,0 EPi.lim2010
tario e dei principi fondamentali desu- ci costituisce il metro di misura della
mibili dal presente decreto e dalla stes- prestazione energetica. Affinché i citta- G EP ≥ 3,0 EPi.lim2010
sa Direttiva 2002/91/CE". dini possano valutare la prestazione, il Figura 1
E’ fondamentale che i suddetti Enti eviti- metro di misura deve essere uniforme
no un uso troppo discrezionale della su tutto il territorio nazionale. Si tratta d’altra parte di una strada obbli-
clausola di cedevolezza e producano do- Quanto alle modalità di classificazione, gata se si ritiene di dover rispettare la
cumenti che prevedano il rispetto inte- il prEN 15217 - Rev. febbraio 2007 (pro- normativa europea armonizzata, apposi-
grale dei suddetti "principi fondamenta- getto di norma europea prodotto nel- tamente elaborata per il rispetto dei
li". In proposito, considerato che il D. l’ambito del mandato M343), ha inter- principi fondamentali espressi dalla Di-
Lgs. n. 112 del 31/03/98 (in attuazione pretato le prescrizioni della direttiva in- rettiva 2002/91/CE.
del capo I della Legge 15/03/97 n. 59) dicando una classificazione degli edifici Uno degli scopi fondamentali della diret-
trasferisce alle Regioni la competenza in in funzione della loro prestazione ener- tiva è quello di fornire all’utente le racco-

speciale energia 45
03.SPECPERITO_35-64 13-09-2007 10:28 Pagina 46

Tabella 1
Dati di ingresso
Modalità di Tipo di valutazione Scopo della valutazione
determinazione Uso Clima Edificio

Di progetto Ottimizzazione delle soluzioni


(Design Rating) (FEPds) Standard Standard Progetto e permesso di costruire
Standard
Calcolo (Asset Rating) (FEPas) Standard Standard Reale Certificazione energetica
Su misura Ottimizzazione, diagnosi,
(Tailored Rating) (FEPta) in funzione dello scopo Reale valutazioni economiche

mandazioni sulle misure efficaci sotto il contenuta nel processo di certificazio- tano ed uniformano l’applicazione della
profilo dei costi per il miglioramento delle ne, potrà indicare con precisione le ope- normativa europea sul territorio nazio-
prestazioni energetiche dell’edificio. re più efficaci. nale. Tali raccolte saranno pubblicate fra
Con una classificazione quale quella in- alcuni mesi.
dicata dalla normativa europea l’utente La metodologia di calcolo Il D. Lgs. n. 192/05 come modificato dal
avrà due indicazioni fondamentali. E’ evidente che il metodo di calcolo della D. Lgs. n. 311/06, riporta l’elenco delle
Il valore numerico della prestazione EP. prestazione energetica si pone in stretta norme europee che sono alla base del
Con questo valore l’utente imparerà ben relazione ed è inscindibile dal limite mi- calcolo, ma alcune Regioni, che non co-
presto (come ha imparato a distinguere nimo della prestazione prescritto dalla noscono tutto “l’iter europeo”, tendono a
il consumo delle automobili attraverso i legge, che è alla base della classificazio- non dare importanza a queste indicazio-
chilometri percorsi per ogni litro di ben- ne energetica. ni, emanando propri criteri di calcolo, a
zina) a valutare il consumo degli appar- Purtroppo la direttiva si esprime male volte eccessivamente semplificativi che
tamenti. Gli basterà moltiplicare questo ed in modo contraddittorio in quanto, da portano a risultati anche gravemente er-
numero per 10 e per i metri quadrati ri- una parte consente che il metodo di cal- rati o comunque non coerenti con i limiti
scaldati per ottenere il consumo dell’al- colo possa essere definito su scala na- della prestazione e con le modalità di
loggio in m3 di gas o litri di gasolio. zionale o regionale, mentre dall’altra au- classificazione energetica.
Le possibilità di miglioramento della spica che sorgano ulteriori norme come E’ quindi necessario che i decreti nazio-
prestazione energetica EP. La classifica- la EN 832 (la norma europea di calcolo nali ribadiscano con maggior forza la ne-
zione parametrata in base al valore di della prestazione energetica dell’involu- cessità di utilizzare quale riferimento la
legge, che rappresenta una modalità di cro edilizio). normativa europea prodotta sotto man-
ottimizzazione ben definita, fornisce al- L’anomalia è stata prontamente segna- dato e che sarà resa disponibile da UNI-
l’utente un’importante informazione sul- lata da più parti e da più Stati membri, CTI nel giro di alcuni mesi.
le possibilità di miglioramento della pre- tanto che in tempi record l’UE ha com- Utilizzando la metodologia CEN (senza
stazione EP. missionato al CEN, stanziando fondi fantasiose semplificazioni o differenzia-
A titolo esemplificativo, se l’edificio è in consistenti attraverso il mandato M 343, zioni controproducenti) sono allora pos-
classe A, qualunque sia il suo rapporto la normativa armonizzata per l’esecuzio- sibili, con un solo input, tutti i calcoli
di forma o la zona climatica di apparte- ne della certificazione energetica degli previsti dalla normativa europea, come
nenza, il grado di ottimizzazione è già edifici. riassunto in tabella 1.
piuttosto spinto, perciò le possibilità di Il CEN ha operato con il massimo impe- Per ribadire l’utilità di un calcolo corret-
miglioramento sono improbabili, se non gno, rendendo disponibile in soli tre an- to, vale la pena di ricordare che lo spre-
con tempi di ritorno dell’ordine delle de- ni la normativa necessaria (una trentina co energetico, frutto di un’impiantistica
cine di anni. di norme già tutte al voto formale). L’ap- approssimativa e del timore del costo
Se l’edifico è invece classificato nelle provazione è scontata in quanto tutti i delle diagnosi e della progettazione, gra-
classi F o G, qualunque sia il fattore di Paesi sono coscienti che non si poteva va sui cittadini quanto una legge finan-
forma e la sua zona climatica, esistono fare di meglio nel tempo disponibile. ziaria ogni anno.
interventi in grado di ridurre il consumo In Italia l’UNI, e per esso il CTI, rispon- È pertanto un’ipocrisia inaccettabile la
energetico dell’edificio a meno della me- dendo alle pressanti richieste di sempli- finta protezione degli interessi del con-
tà, il cui costo può essere ripagato dai ri- ficazione del Ministero dello Sviluppo sumatore dai costi della diagnosi e della
sparmi in tempi dell’ordine dei due o tre Economico e delle Regioni, sta predispo- progettazione, ben sapendo che il citta-
anni. La diagnosi energetica, operazione nendo tre raccolte normative che facili- dino continua a pagare ogni anno i costi

Tabella 2
Dati di ingresso
Modalità di Tipo di valutazione Scopo della valutazione
determinazione Uso Clima Edificio

Condizioni operative Eventuali dati di complemento


Misura (Operational Rating) Reale Reale Reale per certificato energetico
(FEPop) o previsione di classificazione

46 supplemento a n. 4/2007
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 47

dello spreco. non altri, dovranno assicurare


L’elevata professionalità e la specifica che la certificazione energeti-
competenza costituiscono l’unica ga- ca sia eseguita da “esperti in-
ranzia di efficacia dell’azione di protezio- dipendenti”, che potranno
ne degli interessi dell’utente. operare come imprenditori in-
Si deve, infine, tenere presente che la dividuali o come dipendenti di
maggioranza dei professionisti è già enti pubblici o privati.
munita di mezzi di calcolo conformi alla E’ necessario che i criteri che
normativa CEN ed alle raccomandazioni interpretano le disposizioni di
CTI. L’obbligo di utilizzare un metodo co- cui sopra siano uniformi sul
siddetto semplificato si tradurrebbe per territorio nazionale e, possi-
loro solo in una complicazione in grado bilmente, sul territorio euro-
di aumentare tempi e costi. peo in quanto, in caso contra-
Se si intendono invece ridurre drastica- rio, si produrrebbero ostacoli
mente i costi per la classificazione ap- al libero scambio dei servizi.
prossimativa degli edifici esistenti, con- Purtroppo, senza che siano ancora stati Foto Schüco
viene allora ricorrere alla valutazione emanati i decreti nazionali e che siano energetica”.
basata sui consumi, prevista d’altra par- state definite le norme applicabili, alcuni E’ opportuno che in tali attestati si eviti
te dalla normativa europea (tab. 2). organismi privi delle necessarie prero- di classificare gli edifici o che almeno si
La classe energetica di un edificio esi- gative giuridiche “accreditano” certifica- utilizzi la metodologia europea, indican-
stente potrà così essere agevolmente tori in modo del tutto autonomo e di- do chiaramente i metodi di calcolo e
individuata approssimativamente dallo screzionale: questi rilasciano “attestati classificazione provvisoriamente utiliz-
stesso utente. di certificazione energetica” con tanto di zati, in modo che queste precisazioni
classificazione “fatta in casa” creando in possano semplificare il successivo rila-
Requisiti per l’accreditamento tal modo sconcerto e confusione. scio dell’attestato di certificazione ener-
dei tecnici certificatori E’ opportuno precisare che, nelle more getica, una volta che saranno definiti
Se si esaminano le indicazioni della di- dell’emanazione dei documenti suddet- esattamente gli elementi necessari per
rettiva, precedentemente riportate al ti, il D.Lgs. n. 192/05 consente di rila- una valutazione univoca e confrontabile
punto 2, si evince che gli Stati membri, e sciare solo “attestati di qualificazione delle prestazioni.

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Case a basso consumo


energetico: alcune
esperienze nel Nord Europa
di Attilio Carotti

Il risparmio energetico derivante da una corretta lo di fissare i prezzi si stanno concentrando in


costruzione o ristrutturazione degli edifici porte- un sempre minor numero di Stati, spesso politi-
rebbe enormi benefici ambientali ed economici. camente instabili.
Le soluzioni tecnologiche per perseguire questi Gli edifici consumano oltre il 40% dell’energia uti-
scopi sono ormai consolidate e, sulla spinta del- lizzata in Europa e sono i maggiori produttori di
l’Unione Europea, qualcosa finalmente si sta CO2, più dei trasporti e dell’industria. Ma oggi gli
muovendo in tutto il continente edifici possiedono un enorme potenziale di ri-
sparmio energetico; questo può essere concre-
1. Energia e scala globale: sarà bene non tizzato in modo proficuo grazie a moderne e col-
perdere tempo! laudate tecnologie.
Il consumo di energia su scala mondiale sta au- I benefici del risparmio energetico si riflettono
mentando continuamente, mentre la possibilità anche nella società: minori sprechi di energia
di accedervi ad un costo conveniente si sta con- pregiata, minore inquinamento, maggiore occu-
traendo. La maggior parte dell’energia che utiliz- pazione e migliore qualità della vita. Purtroppo,
ziamo (87% circa) proviene da fonti non rinnova- nonostante siano offerte diverse opportunità di
bili. L’attuale dipendenza e inefficienza energeti- investire in modo proficuo nel settore del rispar-
ca potrebbe quasi azzerare le nostre più impor- mio energetico, in Italia si sta facendo ancora
tanti risorse in poche generazioni. troppo poco.
La BP (British Petroleum) stima che le riserve di L’investimento in tecnologie che producano un
petrolio dureranno altri 40 anni prima che il co- risparmio energetico risulta economicamente
sto di estrazione superi quello dell’energia conte- molto efficace se attuato quando l’edificio è in fa-
nuta. Le riserve di gas potrebbero durare altri 60 se di costruzione o ristrutturazione.
anni circa e quelle conosciute di uranio circa 40 Considerando che la vita utile di un edificio può
anni (dati forniti dall’Associazione Mondiale per essere di 100 o più anni, se esso è ristrutturato
l’Energia Nucleare). ogni 30 anni circa, si presentano solo 3 o 4 op-
Qualora si opti per l’utilizzo del carbone per com- portunità di realizzare migliorie economicamen-
pensare il declino delle altre principali fonti di te convenienti.
energia, le riserve potrebbero durare non più di Il maggior spreco energetico oggi è originato dai
125 anni. Attualmente stiamo già assistendo ad vecchi stabili. Oltre il 60% dell’insieme degli edifi-
un aumento dei prezzi dell’energia. L’80% circa ci europei ha più di 30 anni e sono stati costruiti
dei 64 Stati maggiori produttori di petrolio già og- secondo criteri energetici carenti.
gi sperimenta un declino della produzione. Oc- Potenzialmente negli edifici esistenti si potrebbe
corre, inoltre, sottolineare che i grandi Paesi in risparmiare, in base a una recente stima del Poli-
via di sviluppo stanno aumentando i propri con- tecnico Universitario Danese, fino al 60% del
sumi energetici e che il potere energetico e quel- consumo energetico totale.

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03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 49

Inoltre, sommando ai risparmi provenien- tà isolante e impermeabilizzante dell’in- La condensa deve essere accuratamente
ti dagli edifici esistenti il contributo dato volucro opaco e trasparente. Fare uso di evitata perché può favorire lo sviluppo di
da un’evoluzione costante dei codici che schermature intelligenti e studiare, con muffe e funghi e pregiudicare l’efficienza
disciplinano i requisiti per gli stabili di attenzione, forma e orientamento del del materiale isolante; ricordiamo che le
nuova costruzione, il risparmio energeti- complesso edile. tossine di alcuni funghi possono provo-
co potenziale per l’edilizia danese salireb- E) Utilizzo di fonti e processi gratuiti (so- care reazioni allergiche.
be all’82% entro il 2050, anche conside- lare, ventilazione naturale notturna). Occorre rilevare che le muffe crescono
rando un’espansione del 30% dello spazio Si dovrebbe optare per soluzioni che con- abbondantemente su materiali organici
abitato. templino e “bilancino” i criteri sopra indi- costituiti da cellulosa (carta, legno, lino),
Nonostante questa redditizia possibilità, cati al fine di ottenere risultati verosimil- ma non altrettanto su materiali inorganici
oggi gli investimenti per il miglioramento mente più affidabili nel tempo e meno co- come le maioliche, il calcestruzzo, la pie-
degli edifici esistenti sono quasi nulli e i stosi. Occorrerebbe adottare la filosofia tra o le lane minerali.
codici costruttivi tardano ad aggiornarsi e dell’ «edificio più una cultura d’uso». Oltre all’isolamento, altro aspetto impor-
ad essere attuati. Si devono, ovviamente, evitare soluzioni tante da considerare in un edifico passi-
Sicuramente quando la pressione sui “sbilanciate”. Si considerino, a titolo di vo è la ventilazione controllata. In Germa-
prezzi dell’energia o i controlli sull’inqui- esempio: il progettista d’impianti che pre- nia è molto diffusa un’apparecchiatura
namento si intensificheranno, il rispar- vede sistemi sofisticati senza calcolare i compatta che svolge contemporanea-
mio energetico nell’edilizia dovrà essere costi di gestione e quelli di manutenzio- mente la funzione regolatrice della venti-
velocemente attuato. ne; l’installatore che tende a sovradimen- lazione, di recupero del calore dell’aria in
sionare, oppure il progettista edile che uscita, di produzione e d’immagazzina-
2. Il progetto integrato del sistema edi- considera solo la qualità dell’involucro mento dell’acqua calda di consumo
ficio/impianti opaco, apprezzandone il plusvalore di un (qualcuno l’ha chiamata “aggregato
2.1 Sistemi “a energia totale” elevato MTBF1 rispetto a quello degli im- compatto”).
Al fine di riordinare una materia non “diffi- pianti, senza porre attenzione all’energia Isolamento e ventilazione controllata so-
cile”, ma alquanto articolata, può essere dispersa attraverso l’involucro edilizio. no anche determinanti per creare un mi-
utile fare riferimento ai principi fisici in- Per concludere, riportando l’attenzione glior clima indoor.
formatori che, in questo contesto, hanno sul concetto «edificio più una cultura Una famiglia media di quattro persone
il pregio di avere valore multiscala e, d’uso» dobbiamo rilevare che, in fatto di produce giornalmente una quindicina di
quindi, di costituire una sorta di linea gui- risparmio energetico, i capiscuola tede- litri di umidità nell’ambiente interno. Chi
da rivolta sia a risparmiare energia in un schi (o svizzeri, o austriaci, o altoatesini) vive in un vecchio edificio dovrebbe prov-
grande processo industriale sia a razio- sono rispetto a noi all’avanguardia. vedere quindi ad un isolamento e ad una
nalizzarne l’uso in una casetta unifamilia- ventilazione adeguati per prevenire la
re o in un appartamento di città. 2.2 Risparmio energetico e benessere in- condensa. Ancora una volta la scelta dei
Questi principi fondamentali sono assai door materiali idonei è importante: materiali
noti, proviamo a ricordarli. Le statistiche relative a migliaia di con elevate emissioni di odori, particelle
A) Puntare a sempre maggiori rendimenti “case passive” dimostrano che non e tossine dovrebbero essere evitati. In al-
dei sistemi di trasformazione dell’energia solo è possibile risparmiare sui consu- cuni Paesi le etichette in materia di be-
per climatizzazione (invernale/estiva). mi energetici, ma anche ottenere un nessere indoor aiutano ad identificare i
B) Valorizzare il riutilizzo di calore prodot- buon clima interno. prodotti a bassa emissione.
to nei suddetti sistemi di trasformazione: Considerando che la maggior parte della
estensione dell’uso di caldaie a conden- vita moderna si svolge al chiuso, il clima 3. Le azioni del Nord Europa
sazione con una nuova impostazione de- interno assume un ruolo molto importan- Appuntiamo la nostra attenzione sulla
gli impianti. In sintesi: adottare sistemi “a te per la salute e il benessere. Un isola- Gran Bretagna e la Danimarca.
sfruttamento totale” dell’energia. mento ad hoc aiuta ad assicurare una
C) Estendere l’uso di pompe di calore che temperatura interna gradevole e costan- 3.1 I Green Building. Le certificazioni
trasferiscono calore da una temperatura te; protegge dal freddo e dal caldo energetiche nel Regno Unito
più bassa ad una più elevata consuman- intenso; ma se è insufficiente, installato I cosiddetti Green Building, o costruzioni
do, ad esempio, energia elettrica in quan- inadeguatamente o il ricambio d’aria è a basso impatto ambientale, si sono af-
tità tale che l’utile sia molto maggiore del- scarso, c’è anche il rischio che l’aria calda fermati e hanno portato allo sviluppo di
la spesa. e umida condensi a contatto con le sistemi di certificazione energetico-am-
Ricordiamo che la scienza ha già prodotto superfici fredde e male isolate. bientale capaci di valutare le performan-
molto in materia; addirittura Albert Ein- ce degli edifici.
stein lavorava all’ingegnerizzazione e 1 Questi sistemi permettono di stabilire il
Mean time between failure (letteralmente “tempo medio
commercializzazione di una macchina tra i guasti”) è un parametro di qualità che si applica a consumo energetico delle costruzioni in
frigorifera tra gli anni ’10 e ’20 del secolo dispositivi meccanici, elettrici, elettronici e software. Indica base a precisi algoritmi e forniscono
il valore atteso del tempo che intercorre tra un guasto e
scorso. quello successivo: più è elevato, più è affidabile l’impianto o un’esatta stima dei costi e dei consumi di
D) Ridurre le perdite negli usi finali: quali- la macchina (NdR) energia sia per il riscaldamento, durante il

speciale energia 49
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periodo invernale, sia per la produzione di


acqua calda di consumo sia, infine, per
l’utilizzo di condizionatori d’aria in estate.
Il più noto complesso di certificazione è il
cosiddetto BREEAM (Building Establi-
shment Environmental Assessment Me-
Nella foto: un edificio unifamiliare prefabbricato, realizzato in Danimarca, con involucro ad elevate performance energeti-
thod) sviluppato in Gran Bretagna attor- che (fonte: Rockwool)
no al 1990.
Si tratta di un comodo strumento per va- mance ambientali dell’edificio è valutato realtà è avvenuto l’opposto.
lutare le condizioni di impatto ambientale su una scala di valori che parte da “-2” È interessante, dunque, scoprire i segreti
sia degli edifici di nuova costruzione sia per un giudizio scadente, per arrivare a di quest’edificio. Il nuovo centro di ricerca
di quelli sottoposti ad adeguamento. “+5” per una prestazione ideale. ha finestre insolitamente grandi e un cor-
È applicabile agli edifici residenziali, com- In tutti questi sistemi è dato ampio spa- po di fabbrica stretto. La costruzione por-
merciali, industriali e ad uso ufficio. zio e risalto all’uso di materiali di recupe- ta letteralmente “un cappotto in lana di
In esso è prevista una scala di valutazio- ro, riciclati e di provenienza locale, con roccia” e riceve un eccellente isolamento
ne che parte da un livello chiamato particolare riferimento alla scelta del le- da tale involucro termico: basti pensare
“Pass” (indicato con un “Girasole”), ad un gno per le costruzioni. che la copertura è isolata con 50 cm di
livello “Excellent” indicato con quattro Il legno deve risultare certificato secondo spessore, le facciate con 45 cm e 25 di
fiori. All’interno di questo sistema è pre- gli standard FSC (Forest Stewardship strato sotto i pavimenti.
sente “Ecohomes” utilizzabile esclusiva- Council) o PEFC (Pan European Forest Le finestre sono a bassa trasmittanza (U
mente per edifici residenziali. Certification) ovvero deve provenire = 0,85 W/m2K), i ponti termici sono stati
BREEAM affronta problematiche ecologi- esclusivamente da foreste gestite in ma- minimizzati e l’involucro termico risulta
che relative a cambiamenti climatici, im- niera sostenibile. essere chiuso ermeticamente con un tas-
patto ambientale su flora e fauna, utilizzo Tutti i materiali, inoltre, devono garantire i so massimo di infiltrazione molto basso.
di risorse del territorio e analizza la quali- requisiti-guida del BREEAM riguardo alla Il consumo elettrico è mantenuto al mini-
tà della vita negli ambienti interni delle Green Guide to Housing. mo grazie al controllo automatico delle
abitazioni. luci e alla ventilazione naturale controlla-
In sintesi le indicazioni contenute sono 3.2 La Danimarca tra i paesi leader del ta, fonte principale per il raffrescamento.
applicate liberamente e la valutazione è settore: il “Building 2000” Sulla copertura sono installati pannelli
affidata a certificatori autorizzati che rila- Un nuovo centro di ricerca sulle applica- solari per la produzione di acqua calda.
sciano un documento che riporta il livello zioni edili e sul risparmio energetico è Il basso consumo energetico per il riscal-
di performance ambientale dell’edificio. stato costruito per i 130 impiegati di un damento è la parte dell’obiettivo principa-
Si stima inoltre che circa il 25%-30% degli gruppo danese leader a livello mondiale le volta a limitare l’impatto ambientale
uffici di nuova realizzazione nel Regno nella produzione di pannelli in lana di roc- della costruzione. L’analisi del ciclo di vita
Unito sia già stato certificato mediante cia per edilizia. dei diversi materiali impiegati (una set-
questo sistema. L’edificio è stato inaugurato nell’estate del tantina) ed il processo di costruzione
I sistemi di “Checklist”, come il Green 2000. L’obiettivo era di creare una co- hanno determinato la scelta dei materiali
Building, sono fortemente legati alle con- struzione per uffici a basso consumo stessi e del sistema costruttivo.
dizioni contestuali delle regioni di origine. energetico, con un’alta qualità architetto-
Il GBC (Green Building Challenge) è un or- nica ed una richiesta energetica per il ri- Riferimenti bibliografici
ganismo creato appositamente per ovvia- scaldamento pari ad 1/3 dei requisiti ri- CAROTTI A., RIMOLDI P., Prontuario di Ingegneria Edile
e Strutturale, Editore UTET, Torino 2000;
re questo problema ed è il risultato di stu- chiesti dalla normativa nazionale (circa CAROTTI A., RIMOLDI P., MARCHIONINI L., Modelli e Dati
di approfonditi condotti da una rete mon- 50 MJ/m2 l’anno). per Progettare in Ingegneria. Nuovo Manuale Si-
diale di enti ed istituti appartenenti a ven- In questo edificio è stato consumato più nottico, Editore Abitare Segesta Documenti, Mila-
tiquattro diverse Nazioni. di un metro cubo di lana di roccia per ogni no 1999;
Il sistema sopra descritto può essere metro quadrato di costruzione con CAROTTI A., La Casa Passiva in Europa. Guida Pro-
adattato ad ogni condizione locale pur l’obiettivo di trattenere calore, ridurre il ri- fessionale alle nuove normative energetiche e ai
Modelli di Calcolo, Editore Libreria CLUP, Milano
mantenendo inalterata la stessa struttu- verbero e rendere la struttura d’acciaio si- 2005;
ra e terminologia di base. cura in caso d’incendio. Con un consumo CAROTTI A., MADÈ D., La Casa Passiva in Italia - Teo-
Le finalità di questo complesso di norme di energia del 70% rispetto a quello previ- ria e Progetto di “una casa passiva” in tecnologia
sono: la valutazione della performance sto dalle normative edili danesi - una tra tradizionale, Rockwool Italia, Milano 2006.
ambientale degli edifici, sia potenziali sia le più rigorose al mondo - la costruzione
attuali; una stima per gli stabili sia di nuo- ci sembra degna di grande attenzione. Sitografia
http://www.edilportale.com/csmatnews/920_1.a
va costruzione sia in ristrutturazione; la Sulla base di queste premesse si potreb-
sp
possibilità di analizzare edifici con diffe- be pensare che le conseguenze struttu- http://www.sviluppoeconomico.gov.it/
renti destinazioni d’uso. rali determinino una costruzione estre- http://www.cartesionline.it/professioneeproget-
In ultima analisi, il computo delle perfor- mamente “chiusa”, con poche finestre. In to/#lacasa

50 supplemento a n. 4/2007
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 51

Attenzione: solo se è ACTIVA il LED verde


è garanzia del buon funzionamento della lampada!
Installa una lampada ACTIVA, osserva periodicamente il colore del LED:
avrai immediatamente la verifica dell’impianto in conformità alle norme UNI 11222 e CEI EN 50172.

Riesci a controllare
contemporaneamente
le lampade installate? LED verde fisso
lampada OK

LED rosso
La norma evidenzia che: “nel caso
di impossibilità di effettuazione della
lampeggiante
verifica dell’autonomia con esame a lampada guasta
vista contemporaneo del momento
di effettivo spegnimento di tutti gli
apparecchi installati, è necessario
l’impiego di apparecchi e/o sistemi di
illuminazione di emergenza che Verifica ora l’impianto
consentono la verifica automatica di illuminazione di sicurezza!
dell’effettiva autonomia.”

OVA propone nella versione ACTIVA

Universal Domina CEE Elettra IP65

Quick Signal Click Signal Slim Signal Astro Signal Domina Guida
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Il valzer
dei rendimenti
di Giovanni Raimondini

È noto che il rendimento di combustione ha del risparmio energetico, ne vale la pena?


influenza sui consumi di energia termica. Non
si capiscono però i motivi che inducono il legi- L’andamento dei rendimenti “limite” al variare
slatore a cambiare continuamente i parametri, dei provvedimenti legislativi
creando una confusione inutile e dannosa, Per seguire le oscillazioni del valore del rendi-
soprattutto per il cittadino utente mento limite prendiamo come esempio una cal-
daia con potenza utile di 32 kW, cui corrisponde
Introduzione la portata termica nominale di 35 kW.
Fra i molti argomenti di discussione che il D. Nel 1993 il D.P.R. n. 412/93 estese la misurazio-
Lgs. n. 311 del 29/12/2006 fornisce agli addet- ne del rendimento di combustione anche ai
ti ai lavori, uno interessa direttamente anche generatori di calore con portata termica nomi-
chi ha già un impianto termico, soprattutto nale inferiore a 35 kW, e fissò un valore minimo
autonomo (e quindi, piaccia o no, alla maggior del rendimento di combustione per i generatori
parte delle famiglie italiane). Gli utenti da tempo di calore ad acqua calda compresi tra 4 e 400
sono soggetti al periodico rito della “visita” del kW, pari a 84 + 2 log Pn, dove Pn è la potenza
manutentore: la misurazione in opera del rendi- utile espressa in kW. Si tratta della stessa for-
mento di combustione, la compilazione e invio mula che definisce il rendimento minimo utile
del rapporto di controllo all’Ente competente e di un generatore di calore standard ai sensi
l’eventuale verifica in situ da parte di quest’ulti- della Direttiva Europea 92/42/CEE, recepita
mo. Nel giro di quattordici anni le regole sono dall’Italia con il D.P.R. n. 660/96. Poiché il rendi-
cambiate più volte, generando confusione tanto mento di combustione è sempre superiore al
fra i consumatori quanto fra gli addetti ai lavori. rendimento utile, per via delle cosiddette “perdi-
Comunque, visto che al momento la misurazio- te al mantello” o “perdite per irraggiamento”, il
ne è obbligatoria, sia pure con continue modifi- valore limite imposto era già di per sé congruo,
che, è opportuno chiedersi: dal punto di vista quantomeno per un generatore di calore non

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eccessivamente obsoleto (per la “nostra” trollato. Ciò significava, in pratica, un valore sottraendo 2 punti a quello misu-
caldaia tale valore si attestava all’87%). ulteriore “bonus” a suo favore, così che il rato.
Al fine di non penalizzare eccessiva- valore minimo misurato che consentiva La prima modifica era tutto sommato di
mente il parco caldaie esistente, il D.P.R. alla nostra caldaia di funzionare nel poco conto, in quanto l’arrotondamento
n. 412/93 concesse però un “bonus” di 6 rispetto della legge diventava del 79% poteva, nel caso più sfavorevole, togliere
punti per i generatori installati prima del- per i generatori “ante 412” e dell’82% per mezzo punto al rendimento misurato.
l’entrata in vigore del decreto stesso, e quelli “post 412”. La seconda modifica, invece, poteva
uno di 3 punti per quelli installati suc- È evidente peraltro che, anche con i risultare devastante nel caso in cui il
cessivamente. I valori limite diventava- prezzi del gas e del gasolio di allora, un responsabile dell’impianto avesse deci-
no così 81% e 84%, sempre considerando generatore di calore con simili rendi- so di inviare il rapporto di controllo
il nostro apparecchio installato rispetti- menti avrebbe dovuto essere sostituito all’Ente pubblico: dato che in questo
vamente prima o dopo il 29 ottobre non per rispetto della legge ma per con- caso il rapporto sostituiva la visita del
1993. venienza economica, essendo già dispo- verificatore pubblico, il rendimento di
Immediatamente dopo l’emanazione del nibili sul mercato apparecchi in grado di combustione differiva di ben quattro
suddetto decreto un gruppo di lavoro garantire rendimenti di combustione punti a sfavore del responsabile dell’im-
misto CTI-CIG elaborò una procedura per superiori di circa 10 punti. pianto, rispetto al valore che nelle stes-
la misurazione in opera del rendimento Il D.P.R. n. 551/99, sei anni dopo, cambiò se condizioni di prova avrebbe potuto
di combustione e, nel 1994, fu pubblica- per la prima volta le carte in tavola. I ren- trovare il verificatore pubblico! Non è
ta la Norma UNI 10389, “Generatori di dimenti di combustione minimi ammes- assurdo ritenere che, qualora la metodo-
calore - misurazione in opera del rendi- si per i generatori di calore ad acqua logia imposta dal D.M. 17 marzo 2003
mento di combustione”, recepita con calda installati prima del 29 ottobre fosse stata correttamente applicata (ci
D.M. 06/08/1994 e diventata così meto- 1993 godevano di un “bonus” di 3 punti risulta però che, per evitare accuse di
do ufficiale. La UNI 10389 teneva conto, anziché di 6, mentre per quelli installati sostituzione forzata di apparecchi
tra l’altro, dei numerosi fattori di incer- dopo tale data il “bonus” spariva. In prati- “ancora buoni”, i manutentori l’abbiano
tezza nella ripetibilità della misurazione, ca per tutti i generatori i rendimenti mini- in gran parte disattesa), numerosi gene-
considerando che la stessa si svolgeva mi furono alzati, anche retroattivamen- ratori di calore avrebbero dovuto essere
non in laboratorio ma in situ, non con il te, di tre punti. Restando i 2 punti di “pensionati” molto in anticipo rispetto
medesimo operatore e con il medesimo “bonus” garantiti dalla UNI 10389, non si alle previsioni. Un rendimento dell’85%
strumento e che, soprattutto, tra la trattò di una “missione impossibile”, per i generatori “ante 412” e dell’89% per
misurazione effettuata per conto del perché i nuovi valori minimi da rispetta- quelli “post 412” con la stessa potenza
responsabile dell’impianto e quella effet- re per la nostra caldaia (82% e 85%) utile della nostra caldaia di riferimento
tuata dal verificatore pubblico (il tecnico restavano comunque al di sotto di quelli non avrebbe potuto essere così sconta-
incaricato dall’Ente locale competente raggiunti dalla stragrande maggioranza to, soprattutto considerando, per molti
per i controlli) avrebbe potuto passare dei generatori di calore standard reperi- apparecchi a camera aperta, il lento
un lasso di tempo anche di alcuni mesi, bili sul mercato; considerato che quelli degrado delle prestazioni dovuto al pro-
con evidenti variazioni di alcuni parame- più inefficienti erano già stati eliminati gressivo deterioramento dello scambia-
tri misurati necessari per la determina- con il D.P.R. n. 412/93, una seconda tore di calore, sia lato fumi sia lato
zione del rendimento (in primo luogo la “scrematura” a sei anni di distanza era acqua1.
temperatura dell’aria comburente). Per sicuramente accettabile. Questo problema dovrebbe (il condizio-
questo motivo il risultato ottenuto era Nel 2003, con il Decreto del 17 marzo nale è d’obbligo!) essere superato con
espresso con un’incertezza di 2 punti emanato dal Ministero delle Attività l’entrata in vigore del D. Lgs. n. 311/06
(assoluti, non percentuali) in più o in Produttive, furono pubblicati i nuovi che prescrive che tutti i rapporti di con-
meno: un rendimento pari a 90% poteva modelli di libretto di impianto e di centra- trollo devono essere inviati all’Ente pub-
essere sia dell’88% sia del 92%. le, nei quali comparivano due importanti blico sostituendo così anche formal-
Dato che il risultato ottenuto dal verifica- novità: mente le verifiche pubbliche; in tal caso il
tore pubblico, se inferiore al minimo • era imposto l’arrotondamento al manutentore, operando come incaricato
richiesto dal D.P.R. n. 412/93, avrebbe numero intero del valore misurato del di pubblico esercizio, aggiunge anziché
potuto comportare un’ulteriore manu- rendimento, in contrasto con quanto
tenzione straordinaria a carico del con- contenuto nella UNI 10389; 1
Sebbene la Norma UNI 7129 imponga la presenza di una
trollato se non addirittura la messa fuori • si stabiliva formalmente che il verifi- cappa collegata all’esterno (o, in alternativa, di un elet-
troventilatore) sopra il piano di cottura, nella maggior
servizio del generatore e la sua sostitu- catore pubblico doveva considerare parte delle abitazioni è presente la cappa “a riciclo”, col
zione con un modello dal rendimento più insufficiente il rendimento di combustio- risultato che i prodotti della cottura, e i numerosi altri in-
elevato, per evitare contestazioni, si sta- ne se, aggiungendo 2 punti al valore quinanti indoor presenti nelle nostre case, sono evacuati
dalla caldaia a camera aperta spesso installata nello
bilì che al risultato ottenuto dal verifica- misurato, fosse restato al di sotto del stesso locale, con evidente degrado – e spesso aggres-
tore pubblico si aggiungessero sempre i valore minimo di legge, mentre il manu- sione chimica – dello scambiatore di calore e contestuale
peggioramento del rendimento (per non parlare degli evi-
due punti d’incertezza, considerando tentore lo doveva considerare insuffi- denti rischi per la sicurezza legati al peggioramento dei
quindi questa tutta a vantaggio del con- ciente se fosse rimasto al di sotto di tale parametri di combustione).

speciale energia 53
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 54

togliere i due punti di rendimento. e successive modifiche, per caldaie limiti.


Arriviamo così al D.Lgs. n. 192/05 che standard della medesima potenza; C’è chi fa notare che lo stesso provvedi-
modifica nuovamente i valori limite, que- 3) per i generatori di calore installati a mento, nel successivo Allegato I, consen-
sta volta in modo non retroattivo: per i partire dal 1° gennaio 1998, non inferio- te l’installazione di caldaie a camera
generatori di calore installati a partire re al valore minimo del rendimento ter- aperta laddove, essendo il sistema di
dall’entrata in vigore del decreto medesi- mico utile alla potenza nominale previ- evacuazione fumi costituito da una
mo (8 ottobre 2005) il valore minimo del sto ai sensi dell’articolo 6 del D.P.R. n. canna collettiva ramificata, non è possi-
rendimento di combustione non deve 412 del 26/08/93, e successive modifi- bile installare una caldaia a condensazio-
essere inferiore al valore del rendimento che, per caldaie della medesima potenza ne e pertanto, almeno in questo caso, si
utile minimo previsto per lo stesso gene- coerentemente con il tipo di caldaia dovrebbe ritenere non applicabile il vin-
ratore dal già citato D.P.R. n. 660/96, rife- installato: caldaie standard, caldaie a colo del rendimento limite elevato.
rito però non alle caldaie standard, bensì bassa temperatura e caldaie a conden- Ci piacerebbe tuttavia sapere se l’Unione
al tipo di caldaia installata: se la stessa è sazione; Europea farà sentire nuovamente la sua
del tipo standard il riferimento resta 84 + 4) per i generatori di calore installati a voce, dopo gli interventi relativi al divieto
2 log Pn, se è a bassa temperatura o a partire dall’8 ottobre 2005, non inferiore di installazione delle caldaie di tipo B in
condensazione alimentata a gasolio di un punto percentuale rispetto al valo- ambienti abitati (D.P.R. n. 412/93) e alla
diventa 87,5 + 1,5 log Pn, mentre se è a re minimo del rendimento termico utile “finestra ministeriale” di 0,4 m2 (D.P.R. n.
condensazione a gas diventa 91 + log alla potenza nominale definito con la for- 551/99).
Pn. Le modifiche introdotte sono sicura- mula: 90 + 2 log Pn, dove log Pn è il loga-
mente condivisibili, considerato che ritmo in base 10 della potenza utile Conclusioni
negli ultimi tempi le caldaie a bassa tem- nominale del generatore, espressa in A parere di chi scrive, tutta questa atten-
peratura e quelle a condensazione sono kW. Per valori di Pn maggiori di 400 kW si zione al rendimento di combustione
state accolte favorevolmente dal merca- applica il limite massimo corrispondente sembra eccessiva, considerando che
to. Per evitare poi le sgradevoli sorprese a 400 kW. esso costituisce solo un componente del
che una retroattività del decreto avrebbe La retroattività peraltro è doppia: il D.P.R. rendimento medio stagionale dell’im-
potuto comportare, si può anche chiude- n. 551/99 aveva modificato quanto sta- pianto, e che la sua importanza si dilui-
re un occhio sul “salto” di 5 punti e bilito dal D.P.R. n. 412/93 in termini di sce ancora di più valutando, come faran-
mezzo del valore minimo limite per una rendimento all’atto della sua entrata in no la diagnosi e la certificazione energe-
caldaia a condensazione (sempre da 32 vigore (aprile 2000), mentre il D. Lgs. n. tica, il sistema edificio-impianto.
kW di potenza utile) a seconda che sia 311/06 introduce una nuova data spar- Se poi esaminiamo non solo gli aspetti
stata installata il 7 oppure il 9 ottobre tiacque: il 31 dicembre 1997. Ma il vero relativi al risparmio energetico ma anche
2005. In effetti da una caldaia a conden- problema sorge con la retroattività di quelli relativi alla sicurezza e alla tutela
sazione è lecito attendersi un risultato quasi un anno e mezzo (dall’8 ottobre ambientale, forse ci convinceremo che
molto più elevato, in termini di rendi- 2005 al 2 febbraio 2007) del nuovo ren- esistono altri elementi, anch’essi ricava-
mento, di un 87% appena discreto per dimento minimo per tutti i generatori di bili dall’analisi dei prodotti della combu-
una caldaia standard. calore, a prescindere dal tipo. stione misurati sul generatore installato,
Peccato che il D.Lgs. n. 311/06, integrati- È evidente che una caldaia a gas di tipo B cui dedicare una maggior cura.
vo e correttivo del D.Lgs. n. 192/05, a tiraggio naturale con potenza termica In ogni caso, cambiare le regole del gioco
entrato in vigore il 2 febbraio 2007, operi di 32 kW, dotata di marcatura CE, com- così frequentemente, oltre a mandare in
l’ultimo stravolgimento, anche questa mercializzata e installata a norma di confusione tanto gli addetti ai lavori
volta retroattivo: l’Allegato H al decreto legge, alla quale per essere in regola con quanto i cittadini, rischia di fornire l’im-
impone, infatti, che il rendimento di com- la direttiva europea sul rendimento delle magine di uno Stato che non sa quello
bustione debba essere: caldaie ad acqua calda, è sufficiente avere che vuole e che, dietro questo tourbillon
1) per i generatori di calore installati un rendimento utile pari a 84 + 2 log Pn, di leggi, numeri e modulistica, nasconde
prima del 29 ottobre 1993, non inferiore potrebbe benissimo non superare que- il vero scopo di far pagare un ulteriore
di due punti percentuali rispetto al valo- sto repentino e consistente innalzamen- balzello al già tartassato contribuente.
re minimo del rendimento termico utile to del valore limite, ed essere giudicata
alla potenza nominale previsto ai sensi fuorilegge, quindi rimossa all’atto della
dell’articolo 6 del D.P.R. n. 412 del 26/08/ prima verifica in campo del rendimento
93, e successive modifiche, per caldaie di combustione, vale a dire subito dopo
standard della medesima potenza; l’installazione.
2) per i generatori di calore installati a In pratica, senza nemmeno avere avuto
partire dal 29 ottobre 1993 e fino al 31 il tempo di scaldare i caloriferi! E non si
dicembre 1997, non inferiore al valore può escludere che anche qualche calda-
minimo del rendimento termico utile alla ia stagna a tiraggio forzato cada sotto la
potenza nominale previsto ai sensi del- mannaia dei nuovi valori, non per cattiva
l’articolo 6 del D.P.R. n. 412 del 26/08/93, o carente manutenzione ma per propri

54 supplemento a n. 4/2007
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Principi di funzionamento
e di utilizzo della
termografia
di David Savoia

L’articolo riprende, sia pur con un taglio diver- Per comprendere appieno pregi e difetti, possi-
so, un argomento già trattato sul numero spe- bilità e limiti di questa tecnologia diagnostica,
ciale della Rivista pubblicato in occasione del occorre chiarirne anzitutto il funzionamento e
65° Anniversario de “Il Perito Industriale” (gen- la storia.
naio/febbraio 2005). Entrambi gli articoli, che È noto che la trasmissione del calore avviene in
per certi aspetti sono complementari, assumo- tre modi differenti: conduzione, convezione e
no, nel contesto della diagnosi e della certifica- irraggiamento.
zione energetica in edilizia, una particolare im- Se poniamo un corpo caldo in una camera “a
portanza, dato che la termografia - se “usata vuoto”, in teoria perfettamente isolata, notere-
da mani esperte” - può essere un efficace ausi- mo che comunque il calore è trasmesso sino a
lio per la ricerca di interventi finalizzati alla ri- che non si raggiunge un regime di equilibrio
duzione delle perdite di calore negli edifici e termico tra corpo e camera, cioè il corpo perde
negli impianti calore e le pareti della camera lo acquisiscono.
È evidente che la cessione termica non può es-
Con l’attuale necessità italiana di inseguire in sere avvenuta per conduzione, poiché il corpo
notevole ritardo gli obiettivi del Protocollo di non è a contatto con la camera, né può essere
Kyoto, tutto quanto concerne il risparmio ener- avvenuta per convezione, poiché il corpo è cir-
getico assurge a primario argomento di interes- condato dal vuoto. Se ne deduce che la trasmis-
se e la termografia, quale possibile strumento sione del calore per irraggiamento ha una ca-
diagnostico delle dispersioni termiche, è dive- ratteristica particolare rispetto alle altre: non ri-
nuta nuovamente di attualità, così come as- chiede mezzi materiali per il trasferimento.
sunse per la prima volta un ruolo innovativo nel Altra sua peculiarità è la velocità, pari a quella
Nord America durante la prima crisi petrolifera della luce di circa 300.000 km/sec, senza atte-
degli anni ’70. nuazione nel vuoto; ne è un esempio l’energia
In realtà è doveroso preliminarmente sfatare termica solare che, a causa della distanza e do-
un mito, ovvero spiegare che la termografia, per vendo attraversare spazi vuoti, raggiunge la
le sue caratteristiche, non fa miracoli e non può Terra soltanto per irraggiamento.
sostituirsi ad un’accurata diagnosi energetica Se ne può trarre un’ulteriore considerazione
dei fabbricati eseguita sulla base di rilievi e che distingue la trasmissione per irraggiamen-
specifiche procedure di calcolo. Resta però uno to: il calore, infatti, si trasmette in via naturale
strumento molto valido, utilizzato in edilizia nei per conduzione, convezione e irraggiamento da
Paesi a tecnologia avanzata quali: Canada, Stati un corpo più caldo ad uno più freddo; solo
Uniti, Regno Unito e Germania. l’energia radiante però può essere trasferita an-

Evidenziazione di serramenti difettosi Individuazione di perdita di tubazioni sotto pavimento


e ponti termici

56 supplemento a n. 4/2007
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 57

che attraverso il vuoto o strati freddi co- definite: α quella assorbita, ρ quella ri- mocamere non vedono la temperatura,
me avviene nel caso dell’irraggiamento flessa e t quella emessa, la cui somma è ma rilevano la radiazione infrarossa che,
solare. sempre pari ad 1, cioè α+ρ+t=1. oltre che emessa, può anche essere ri-
La radiazione termica è quella parte Nelle superfici opache la radiazione flessa.
dello spettro elettromagnetico che ge- emessa è prossima allo 0, avendo solo È di immediata evidenza il limite della
nera energia termica. assorbimento e riflessione, per cui si ha termografia, dato dal fatto che la rifles-
Le radiazioni elettromagnetiche hanno α+ρ=1. sione può causare una notevole discor-
un campo di lunghezze d’onda molto Quando le superfici sono lisce riflettono danza tra risultato di lettura del termo-
esteso, da meno di 10-10 µm (raggi co- la radiazione in modo speculare (a spec- gramma e la reale temperatura.
smici) a più di 10 +10 µm (applicazioni chio), mentre quando sono rugose riflet- Se la riflessione è elevata, come per la
elettriche industriali). tono in modo diffuso (in tutte le direzio- maggioranza dei materiali metallici, es-
Le onde elettromagnetiche, pur avendo ni). sendo basso-emissivi e/o lucidi, per
la stessa natura, hanno origine e com- Tutti gli oggetti emettono radiazioni in- eseguire rilievi termografici attendibili è
portamenti fisici molto diversi a secon- frarosse in funzione della loro tempera- necessario che siano trattati con ossida-
da della lunghezza d’onda. tura. zione o con vernice opaca.
La lunghezza d’onda della radiazione La radiazione infrarossa non è visibile In ogni caso, i valori tradotti nel termo-
termica varia da 0,1 µm a 100 µm ed è dall’occhio umano, come invece avviene gramma hanno errori fino a circa il 2%,
causata dai moti rotatori e vibratori delle in natura per i serpenti a sonagli, che problema che globalmente si compensa
molecole, atomi ed elettroni di una so- possono vedere di notte il calore corpo- col vantaggio dato dalla possibilità di ef-
stanza. reo degli animali a sangue caldo, o come fettuare rilievi a distanza ed in modo
Una delle espressioni per misurare l’in- le api che sono sensibili alla radiazione non invasivo su campi di escursione ter-
tensità di tali fenomeni è la temperatura: ultravioletta. mici rilevanti anche a bassi valori. Si ri-
quando aumenta, incrementa anche la La radiazione infrarossa può essere rile- corda, infatti, che anche un cubetto di
radiazione termica emessa da un corpo. vata da speciali telecamere (termoca- ghiaccio emette una certa quantità di
È chiaro quindi il motivo per cui la tem- mere) che, tramite elaborazione elettro- energia radiante che può essere misura-
peratura, in elevazione, può assumere nica, conferiscono alle immagini gra- ta dalla termocamera, trovandosi ad una
valori tendenti all’infinito (grande stato dualità di colore proporzionali alle tem- temperatura ben al di sopra dello zero
di agitazione molecolare, atomica e de- perature superficiali rilevate. assoluto.
gli elettroni), mentre verso il basso ha Un’immagine prodotta da una termoca- Questo aspetto porta ad intuire che l’uti-
un valore limite ben determinato, pari a mera è chiamata termogramma, che è lizzo termografico è praticamente possi-
circa -273 °K, corrispondente allo stato praticamente la “fotografia” delle emis- bile in una vastità notevole di settori,
assoluto di quiete della materia. sioni elettromagnetiche dell’energia in- vale a dire in tutti quelli ove vi siano fe-
La lunghezza d’onda della radiazione frarossa. nomeni termici correlati ad eventi da in-
elettromagnetica visibile, cioè quella ra- Le termocamere comunemente utilizza- dagare.
diazione cui è sensibile l’occhio umano, te in edilizia e in impiantistica hanno un La tecnica termografica, sebbene con
varia da 0,40 µm (colore violetto) a 0,76 campo di misurazione della temperatura origini più antiche, fu usata inizialmente
µm (colore rosso). compreso tra -10 °K e 100 °K circa, che in ambito militare come strumento di
Al di sotto della lunghezza d’onda di corrisponde all’intervallo di radiazione spionaggio durante la “guerra fredda”
0,40 µm, cioè a frequenza maggiore del infrarossa con lunghezza d’onda com- nel 1950.
visibile, si hanno radiazioni ultraviolette, presa tra 0,75 µm e 13 µm, quindi con Nel 1957, un medico, il dott. Lawson,
mentre al di sopra della lunghezza d’on- circa un ordine di grandezza più lungo scoprí che i suoi malati di cancro aveva-
da di 0,76 µm, fino a 100 µm, cioè a fre- della luce visibile. no la temperatura della pelle più alta al
quenza più bassa rispetto al campo visi- E’ importante comprendere che le ter- di sopra dell’area interessata dalla ma-
bile, si hanno radiazioni infrarosse.
Si nota inoltre che lo spettro di emissio-
ne delle radiazioni infrarosse è amplissi-
mo, molto più elevato rispetto allo spet-
tro delle onde elettromagnetiche visibili.
La radiazione elettromagnetica, rispetto
agli oggetti che incontra, si comporta
come quella visibile: può essere riflessa,
rifratta, assorbita ed emessa.
Quando la radiazione incide su una su-
perficie, in parte è assorbita, in parte è
riflessa e, se ne rimane, in parte è
emessa.
Le tre frazioni di irradiazione sono così

speciale energia 57
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 58

lattia. Fu il primo uso della termografia a • Rivelazioni dell’attacco biologico alle Industria
scopo diagnostico in campo oncologico. strutture in legno. • Controllo della temperatura dei com-
Sempre nella medicina, dal 1970 la ter- ponenti negli impianti oleodinamici
mografia è stata usata per altri scopi dia- Termoidraulica (olio, pompa, motore, valvole, accumula-
gnostici, per individuare le sorgenti di in- • Valutazione del comfort termico nelle tori, filtri, ecc.) .
fiammazioni dei nervi, le infezioni super- perimetrazioni dei vani degli edifici. • Misura del livello di fluidi all’interno di
ficiali, i problemi circolatori. • Ricerca delle perdite di calore attra- grandi serbatoi non totalmente coibentati.
Poi la tecnica termografica fu utilizzata verso condotti (ventilazione, camini, • Controllo delle coibentazioni e dei ri-
in campo aeronautico per la scoperta dei ecc.). vestimenti refrattari nei forni.
probabili punti di rottura negli aeroplani. • Ricerca di rotture di impianti di riscal- • Controllo delle coibentazioni nelle pa-
A partire dal 1990 la termografia fu im- damento o di distribuzione idrica. reti di frigoriferi.
piegata in campo edilizio per ispezioni • Ricerca di rotture di condotte idriche
diagnostiche nelle costruzioni. all’aperto. Protezione civile
Quando poi si è compreso che con la ter- • Controllo funzionale degli scambiatori • Individuazione di focolai di incen-
mografia è possibile eseguire controlli di calore. dio per anticipare le azioni di spegni-
non distruttivi e non intrusivi per visua- • Analisi della distribuzione termica degli mento.
lizzare valori assoluti e variazioni di impianti a pannelli radianti ed individua- • Individuazione di persone in acqua,
temperatura di oggetti, indipendente- zione di eventuali perdite o occlusioni. grotte e ed altri luoghi al buio.
mente dalla loro illuminazione nel cam- • Controllo delle perdite sul mantello • Individuazione di persone e veicoli
po del visibile, in tutto il mondo i campi nei generatori termici. caldi attraverso la nebbia.
di utilizzo sono stati estesi negli ambiti • Controllo delle coibentazioni nelle tu- • Sorveglianza di ambienti e rilevazio-
più svariati. bazioni. ne di intrusione di persone ed animali al
Esulando da quelli più specialistici, qua- • Verifica della diffusione dell’aria cli- buio.
li aeronautica, industria navale, ricerca matizzata dalle bocchette di espulsione.
scientifica, medicina, ecc., dove comun- • Controllo delle canne fumarie. Se l’elencazione sopra descritta, che tra
que l’impiego è davvero molto ampio, i • Analisi funzionale dell’isolamento ter- l’altro non è esaustiva, può suscitare
settori e gli ambiti di utilizzo più fre- mico dei generatori di calore. un grande entusiasmo tra gli operatori,
quenti sono qui indicati. è però opportuno far presente che la
Meccanica termocamera deve trovarsi in “mani”
Edilizia • Manutenzione predittiva meccanica competenti perché, non potendo legge-
• Diagnosi delle irregolarità termiche per verifica di organi in movimento re a distanza le temperature dei corpi,
nei pannelli prefabbricati e sulle altre (pompe, ventilatori, altre trasmissioni ma solo le radiazioni infrarosse perce-
pareti. con attriti). pite, c’è sempre il rischio di interpreta-
• Localizzazione di armature di ferro re come delle emissioni le riflessioni da
nel cemento armato. Elettrotecnica metalli, o anche da minerali o legno lu-
• Ricerca di difetti di isolamento termi- • Manutenzione predittiva agli impianti cidati.
co dei tetti. elettrici (cavi, quadri elettrici, compo- In fase di post-elaborazione compute-
• Rilevazione delle perdite di calore at- nenti, ecc.). rizzata dei termogrammi deve poi es-
traverso i muri. serci la competenza sulla tecnologia
• Individuazione di ponti termici. Elettronica esaminata, al fine individuare al meglio
• Controllo dei distacchi di intonaco o di • Individuazione di surriscaldamenti lo- le problematiche su cui è effettuata la
altri rivestimenti dalle pareti esterne. calizzati in elettronica e di avarie. diagnosi.
• Individuazione dell’umidità da con-
densazione nei muri esterni.
• Ricerca di infiltrazioni di acqua nelle
strutture verticali ed orizzontali.
• Ricerca di infiltrazioni di acqua prove-
nienti dai tetti e dai sistemi di raccolta
delle acque meteoriche.
• Individuazione dell’umidità di risalita
nelle strutture verticali.
• Individuazione di tamponamenti non
visibili eseguiti nel passato sulle pareti.
• Ricerca dei cavedi nascosti.
• Individuazione dei passaggi non visi-
bili di condutture.
• Analisi delle sigillature tecniche. Diagnosi termica di cabine contenenti apparecchiature informatiche

58 supplemento a n. 4/2007
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 59

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03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 60

Risparmiare
energia elettrica
di Roberto Borgonovo

L’energia elettrica ha in Italia un costo elevato, te tutte le fasce di utilizzo proprie dei contratti
aggravato anche da un uso scorretto che è di fornitura di energia elettrica, le quali hanno
causa di sprechi ormai non più sostenibili. L’ar- costi differenti che aumentano al diminuire del
ticolo illustra alcuni metodi per risparmiarla e coefficiente di utilizzo (Tabella1).
per trarne benefici economici, tenendo presen-
Figura 1
te che per consumare meno basta utilizzarla al

Potenza
meglio
Se il numeratore rimane costante (ho SPALMATO
l’energia utilizzata nel tempo, spostando i carichi)
Quante volte ci è capitato di parlare con un no-
Energia (kWh)
stro committente e sentirci chiedere: “Cosa ne = Coefficiente di utilizzo
Potenza (kW)
pensi del costo di quella macchina?”.
Da professionisti, dopo un esame tecnico-eco- Se il denominatore diminuisce (ho SPOSTATO le punte
di potenza in altre fasce orarie, se possibile)
nomico di quest’ultima, potremmo rispondere:
“Costa un poco di più, ma consuma decisamen- Il risultato (coefficiente di utilizzo) aumenta
te meno, quindi il maggior costo si ammortizza e quindi pago quanta più energia possibile
nelle fasce alte che costano di meno rispetto
in breve tempo”. alle fasce basse (vedi anche tabella
A queste parole parecchi nostri clienti rispon- sottoriportata)
dono: “Ma se quell’altra macchina costa di me-
no compriamola anche se consuma di più, ora
pago di meno poi si vedrà!”. Tabella 1- Costi dell’energia elettrica
(fonte: sito di Enel distribuzione)
Ad una tale risposta come si può controbatte-
re? Sembrerebbe in nessun modo dato che la • Prezzo dell’energia (1)
maggior parte delle persone pensa al presente I prezzi sono applicati secondo i seguenti
blocchi di utilizzazione (2) annua
e non al futuro.
Nell’esempio citato probabilmente la macchina - Fino a 1.200 ore annue di utilizzazione Cent. €/kWh 8,52
della potenza impegnata
acquistata a minor prezzo sarà costata, alla fi-
- Oltre 1.200 fino a 2.400 ore annue Cent. €/kWh 8,22
ne della sua vita lavorativa, sicuramente di più di utilizzazione della potenza impegnata
rispetto a quella che inizialmente aveva un co-
- Oltre 2.400 ore annue di utilizzazione Cent. €/kWh 8,00
sto superiore ma spese di gestione (manuten- della potenza impegnata
tive ed energetiche) sicuramente inferiori.

Economico o energetico Il coefficiente di utilizzo si misura in ore/anno


Ci sono, a mio modo di vedere, due metodi per e, come si evince dalla tabella, i costi di energia
risparmiare sui costi dell’energia elettrica: quel- elettrica diminuiscono all’aumentare delle ore
lo economico e quello dell’analisi dei carichi. dell’uso della potenza impegnata (potenza
Nel metodo economico l’Energy Manager (o chi massima prelevata), quindi più energia si spo-
Ripetizione valori

ne fa le funzioni), esegue delle operazioni atte sta nella fascia “oltre 2.400” meno si spende in
a ridurre le punte di assorbimento massime di energia elettrica ed in potenza prelevata, poi-
potenza, al fine di “spalmare” la stessa quanti- ché si stanno eliminando dei picchi di potenza.
tà di energia utilizzata in un tempo più lungo. Per questo di seguito esaminiamo il caso prati-
In questo modo si ottiene l’aumento del coeffi- co di uno stabilimento uso uffici e industriale,
ciente di utilizzo (dato dal rapporto tra energia sfruttando non solo le bollette dell’ente distri-
utilizzata e potenza massima prelevata, si veda butore e fornitore, ma anche un analizzatore di
figura 1), riducendo così i costi complessivi di rete che ha permesso di eseguire misure in pa-
energia (non i consumi), dato che sono sfrutta- rallelo al distributore e di poter effettuare verifi- Fig

60 supplemento a n. 4/2007
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 61

che più puntuali sui consumi per ogni • le potenze misurate sono poste sul- • gli impianti d’illuminazione;
zona produttiva dello stabilimento. l’asse delle ascisse e sono “raggruppa- • i motori asincroni.
te” per range di potenza (range n. 1 da 0
Caso pratico a 5 kW, range n. 2 da 5,1 kW a 10 kW, Come è possibile ridurre i consumi in
Estrapolando dall’analizzatore di rete in- ecc.); un impianto d’illuminazione?
stallato, in questo caso sulla parte in • sull’asse delle ordinate, è inserito il Il risparmio si determina innanzitutto
Bassa Tensione, i dati relativi alla poten- numero di ripetizioni per cui una poten- nella progettazione, con la scelta di ap-
za assorbita, misurata ogni 10 o 15 mi- za cade in un determinato range. parecchi d’illuminazione ad alto rendi-
nuti, potremmo notare, per la maggior In questo modo si ottiene una rappre- mento che abbiano, ove necessario, un
parte degli utenti di energia elettrica, sentazione in virtù della quale le pile po- buon impatto visivo ma che essenzial-
una curva di carico del tutto similare a ste sulla parte destra delle ascisse ri- mente offrano un ottimo rendimento lu-
quella riportata in figura 2. portano tutte le misure effettuate con minoso.
punte di potenza elevate. A tal proposito occorre ricordare che un
Misura presso la Cabina MT/BT
Risulta facile estrapolare i dati, per apparecchio d’illuminazione a tubi fluo-
esempio, dall’ultima pila che rappresen- rescenti obsoleto, dotato quindi di reat-
200
ta tutti i picchi di potenza effettuati tore elettromeccanico, ha un consumo
(range da 217 kW a 223 kW) ed ottener- superiore di almeno il 10% al dato di tar-
150
ne la relativa collocazione temporale. ga dell’apparecchio. Ad esempio:
Potenza

A questo punto sarà compito del datore


100
di lavoro verificare, se possibile, i dati apparecchio da 2 x 36 W =72 W (teorici)
forniti, valutare la causa di tutte le punte + consumo reattore pari a circa 10 W =
50
misurate ed estrapolate e quindi analiz- 82 W (+ 13% circa)
zare la possibilità di spostare o limitare
0
Tempo
[kW] P
alcune punte di potenza. Utilizzando invece un apparecchio d’illu-
Il metodo economico illustrato finora, minazione a reattore elettronico, oltre
Figura 2 - Misura presso la cabina MT/BT punta essenzialmente a ridurre i costi ad eliminare alcuni problemi quali lo
quasi sempre a parità di energia elettri- sfarfallio del tubo fluorescente e ad al-
A monte di questo grafico vi sono quindi ca assorbita. Infatti, si punta quasi nella lungare la vita media dello stesso, si di-
una serie di dati che, elaborati, danno totalità dei casi a spostare un determi- minuisce il consumo complessivo avvi-
origine ad un grafico di tipo lineare dove nato tipo di assorbimento elettrico da un cinandolo al valore teorico dell’apparec-
sulle ascisse troviamo il tempo e sulle orario all’altro: questo si ottiene abbas- chio d’illuminazione, come si vede nel
ordinate la potenza prelevata. sando una pila e contemporaneamente seguente esempio:
E’ così facile individuare chiaramente i alzandone un’altra.
giorni lavorativi ed i giorni prefestivi e fe- apparecchio da 2 x 36 W =72 W (teorici)
stivi. Metodo di analisi dei carichi + consumo reattore pari a circa 1 W =
Gli stessi dati che hanno determinato il In questo caso, risulta decisamente fon- 73 W (+ 1,3% circa)
grafico precedente, si possono utilizza- damentale la figura del professionista in
re in altro modo ottenendo altri risultati qualità di Energy Manager. Egli non ef- Se si usa invece un apparecchio d’illumi-
interessanti ai nostri fini. fettua la sola funzione di analisi econo- nazione, sempre dotato di reattore elet-
Nel grafico di figura 3, non di tipo lineare mica e quindi il solo spostamento di ca- tronico, ma gestito anche da un regola-
ma ad istogramma, i dati sono stati ag- richi da un orario ad un altro o la riduzio- tore d’intensità luminosa, il consumo
gregati secondo questa logica: ne della contemporaneità di più macchi- dell’apparecchio è ancora più basso,
ne ma, ove possibile, coadiuvato dal re- modificabile nel tempo, ma sicuramente
Analisi potenza con misura in cabina MT/BT sponsabile tecnico di produzione o dal inferiore a quello a reattore elettronico
Range
3.000 responsabile tecnico dell’azienda, com- poiché, in presenza di luce naturale, sa-
2.500
pie operazioni di analisi dei consumi rà il regolatore a ridurre l’intensità lumi-
n. 11 rilevazioni sulle macchine al fine di verificare se le nosa dei tubi fluorescenti e quindi il loro
2.000
stesse: consumo.
Ripetizione valori

n. 47 rilevazioni
1.500 • sono ancora in uno stato efficiente Quantificare il reale risparmio è molto
1.000
(dal punto di vista della manutenzione); difficile dato che lo stesso è direttamen-
• lavorano in modo ottimale; te proporzionale all’uso dell’apparecchio
500
• sono le macchine più adatte per il d’illuminazione; infatti, ove l’apparec-
0 punto in cui sono installate. chio d’illuminazione è in funzione per
da 0 a 5,5675
da 5,5675 a 11,135
da 11,135 a 16,7025
da 16,7025 a 22,27
da 22,27 a 27,8375
da 27,8375 a 33,405
da 33,405 a 38,9725
da 38,9725 a 44,54
da 44,54 a 50,1075
da 50,1075 a 55,675
da 55,675 a 61,2425
da 61,2425 a 66,81
da 66,81 a 72,3775
da 72,3775 a 77,945
da 77,945 a 83,5125
da 83,5125 a 89,08
da 89,08 a 94,6475
da 94,6475 a 100,215
da 100,215 a 105,7825
da 105,7825 a 111,35
da 111,35 a 116,9175
da 116,9175 a 122,485
da 122,485 a 128,0525
da 128,0525 a 133,62
da 133,62 a 139,1875
da 139,1875 a 144,755
da 144,755 a 150,3225
da 150,3225 a 155,89
da 155,89 a 161,4575
da 161,4575 a 167,025
da 167,025 a 172,5925
da 172,5925 a 178,16
da 178,16 a 183,7275
da 183,7275 a 189,295
da 189,295 a 194,8625
da 194,8625 a 200,43
da 200,43 a 205,9975
da 205,9975 a 211,565
da 211,565 a 217,1325
da 217,1325 a 222,7

I punti in un insediamento produttivo di molte ore al giorno, la sua gestione auto-


Range
tipo commerciale o industriale su cui si matizzata fa sì che il risparmio di ener-
può risparmiare sono numerosi. Di se- gia consumata arrivi anche al 30-35%.
Figura 3 - Analisi potenza con misura in cabina MT/BT guito esamineremo solo: Invece, ove l’apparecchio d’illuminazio-

speciale energia 61
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 62

ESEMPIO 1 - NUOVA INSTALLAZIONE A MEDIO CARICO


Motori elettrici
Vantaggi che si hanno installando un motore EFF1 rispetto ad un motore EFF2 con un utilizzo
a medio carico del motore
100%
Potenza motore in kW: 3

95% Prezzo medio motore EFF1: € 280,00 Efficienza motore EFF1: 87,60%
EFF 1 Prezzo medio motore EFF2: € 220,00 Efficienza motore EFF2: 85,00%
Rendimento

90%
Numero ore di funzionamento: 3.840 Consumo motore EFF1: kWh 13.150,68
Costo medio del kWh: € 0,10 Costo energetico motore EFF1: € 1.315,07
85%
Formula utilizzata per il calcolo:
EFF 2
80% EFF 3 consumo = (P x C x h)/R Consumo motore EFF2: 13.552,94
Costo energetico motore EFF2: € 1.355,29
dove:
75% P = potenza del motore
1,1 1,5 2,2 3 4 5,5 7,5 11 15 18,5 22 30 37 45 55 75 90 C = coefficiente di carico
Potenza (kW) h = ore annue di funzionamento
R = rendimento

Risparmio annuo: € 40,23 Delta di costo tra i motori: € 60,00


Payback (in anni): 1,5

Figura 4 - Motori elettrici Tabella 2

ne è in funzione per periodi ridotti o in Quanta energia è assorbita dai motori? nota che l’installazione di un motore in
condizioni di assenza d’illuminazione Una recente statistica effettuata nel- classe EFF 1 nonostante abbia un rendi-
naturale, il risparmio si riduce al 10-15%. l’Unione Europea, ci fa notare che circa il mento superiore solo del 2,6% rispetto al
70% dell’energia complessivamente uti- motore in classe EFF 2 e il motore non
Ma come è possibile ridurre i consumi lizzata nell’industria è assorbita dai mo- lavori a pieno carico, genera un tempo di
di un motore? tori; va da sé che riducendo di solo il 15% rientro dell’investimento di appena un
In questo caso occorre una piccola pre- il consumo di energia dei motori, la bol- anno e mezzo.
messa. Attualmente, infatti, non esiste letta scende di circa il 10-11%.
una legge che stabilisca degli standard Il primo controllo che l’Energy Manager Esempio n. 2 (Nuova installazione di
minimi accettabili ma esiste un accordo deve effettuare è la verifica della tipolo- motore, con utilizzo a pieno carico)
tra i principali costruttori di motori che gia di motori che sono installati, control- Nell’esempio raffigurato in tabella 3, si
hanno definito una loro classificazione lando principalmente i dati di targa e le nota che l’installazione di un motore in
in tre categorie in funzione della poten- manutenzioni già eseguite sugli stessi. classe EFF 1 nonostante abbia un ren-
za, del numero di poli, dell’efficienza: Infatti, il riavvolgimento di un motore dimento superiore solo del 2,6% rispet-
• EFF 1 motori ad Alta efficienza; provoca una diminuzione del rendimen- to al motore in classe EFF 2, e il moto-
• EFF 2 motori a Media efficienza; to ed in certi casi si rende necessario re lavora a pieno carico, il tempo di
• EFF 3 motori a Bassa efficienza (fig. 4). quantificare economicamente se sia il rientro dell’investimento è solo di otto
Considerando i costi dei motori, quelli in caso di riavvolgere un motore oppure mesi.
classe EFF 2 costano circa il 5% in più di passare direttamente alla sostituzione Questo fa capire che più un motore lavo-
quelli in classe EFF 3, mentre quelli in dello stesso con uno di efficienza supe- ra a pieno carico, più il suo costo com-
classe EFF 1 costano circa il 20% in più riore. plessivo, dato dalla somma dei costi di
di quelli in classe EFF 2 e ciò porta alla Vediamo come svolgere questo controllo acquisto, di manutenzione e di gestione
premessa iniziale dell’articolo: “Costa di con tre esempi pratici. energetica a lungo termine (tempo sti-
più e allora non lo installo, costa di meno mato di vita di un motore pari a circa 10
e allora preferisco questo”. Tale afferma- Esempio n. 1 (Nuova installazione di anni), fa sì che il costo energetico sia di
zione è sbagliata e ne esamineremo i motore, con utilizzo a medio carico) gran lunga il più importante: circa il 95%
motivi. Nell’esempio raffigurato in tabella 2, si del costo complessivo.

ESEMPIO 2 - NUOVA INSTALLAZIONE A PIENO CARICO ESEMPIO 3 - SOSTITUZIONE

Vantaggi che si hanno installando un motore EFF1 rispetto ad un motore EFF2 con un utilizzo Vantaggi che si hanno SOSTITUENDO un motore EFF3 rispetto ad un motore EFF1 con un utilizzo
a pieno carico del motore a pieno carico del motore
Potenza motore in kW: 3 Potenza motore in kW: 3

Prezzo medio motore EFF1: € 280,00 Efficienza motore EFF1: 87,60% Prezzo medio motore EFF1: € 280,00 Efficienza motore EFF1: 87,60%
Prezzo medio motore EFF2: € 220,00 Efficienza motore EFF2: 85,00% Efficienza motore EFF3: 81,00%

Numero ore di funzionamento: 7.680 Consumo motore EFF1: kWh 26.301,37 Numero ore di funzionamento: 7.680 Consumo motore EFF1: kWh 26.301,37
Costo medio del kWh: € 0,10 Costo energetico motore EFF1: € 2.630,14 Costo medio del kWh: € 0,10 Costo energetico motore EFF1: € 2.630,14

Formula utilizzata per il calcolo: Formula utilizzata per il calcolo:

consumo = (P x C x h)/R Consumo motore EFF2: 27.105,88 consumo = (P x C x h)/R Consumo motore EFF2: 28.444,44
Costo energetico motore EFF2: € 2.710,59 Costo energetico motore EFF2: € 2.844,44
dove: dove:
P = potenza del motore P = potenza del motore
C = coefficiente di carico C = coefficiente di carico
h = ore annue di funzionamento h = ore annue di funzionamento
R = rendimento R = rendimento

Risparmio annuo: € 80,45 Delta di costo tra i motori: € 60,00 Risparmio annuo: € 214,31 Costo motore EPP1: € 280,00
Payback (in anni): 0,8 Payback (in anni): 1,3

Tabella 3 Tabella 4

62 supplemento a n. 4/2007
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 63

Esempio n. 3 (Sostituzione) di vista energetico, quali


Nell’esempio raffigurato in tabella 4, si serrande, by-pass, valvo- Vantaggi che si hanno installando un inverter per una pompa

nota che l’installazione di un nuovo mo- le a due, tre e quattro vie Potenza motore in kW: 11,00

tore in classe EFF 3 al posto di uno del motorizzate. Prezzo motore con inverter: € 2.000,00 Efficienza motore con inverter: 87,60%
Prezzo motore senza inverter: € 1.050,00 Efficienza motore senza inverter: 87,60%
medesimo tipo, ma riavvolto, produce ri- Immaginando, quindi, di
Numero ore di funzionamento: 6.000 Consumo motore con inverter: kWh 61.027,40
sultati interessanti. Con un semplice richiedere a qualsiasi si- Costo medio del kWh: € 0,10 Costo energetico motore con inverter: € 6.102,74
Coefficiente di carico motore con inverter: 0,81
calcolo si rileva che il tempo di rientro stema, ove sia inserito Formula utilizzata per il calcolo:

dell’investimento è ridotto a solo un an- un motore, di scendere a consumo = (P x C x h)/R Consumo motore senza inverter:
Costo energetico motore senza inverter:
75.342,47
€ 7.534,25
no e quattro mesi. metà della portata nomi- dove:
P = potenza del motore
Coefficiente di carico motore senza inverter: 1

Nel caso descritto in tabella 5 è evidente nale, in alcuni periodi di C = coefficiente di carico
h = ore annue di funzionamento
come il solo miglioramento del rendi- funzionamento, l’inverter R = rendimento

Risparmio annuo: € 1.431,51 Delta consumo tra i motori: 14.315,07


mento del motore porti quasi ad ammor- dimezzerà la velocità del Payback (in anni): 0,6 Delta di costo tra i motori: € 950,00
tizzare, nell’arco di un solo anno solare, motore e siccome la po-
l’intero costo del motore stesso. tenza varia con il cubo Tabella 5
Se si vuole analizzare il problema anche della velocità, l’assorbi-
dal punto di vista ecologico, utilizzando mento energetico scen-
Inverter - Vantaggi che si hanno installando un inverter per un ventilatore
meno energia, si emette in atmosfera derà dal 100% a solo 1/8
meno CO2. della potenza nominale. Potenza motore in kW: 7,50

Prezzo motore con inverter: € 1.500,00 Efficienza motore con inverter: 87,60%
Nel grafico di figura 5, ri- Prezzo motore senza inverter: € 700,00 Efficienza motore senza inverter: 87,60%

Gli inverter portato a titolo esemplifi- Numero ore di funzionamento: 6.000 Consumo motore con inverter: kWh 41.609,59
Costo medio del kWh: € 0,10 Costo energetico motore con inverter: € 4.160,96
Fino a questo momento abbiamo esami- cativo, si evidenzia la dif- Coefficiente di carico motore con inverter: 0,81
Formula utilizzata per il calcolo:
nato la sostituzione di motori con altri ferenza di energia elettri-
consumo = (P x C x h)/R Consumo motore senza inverter: 51.369,86
ad alto rendimento. ca necessaria a monte Costo energetico motore senza inverter: € 5.136,99
dove: Coefficiente di carico motore senza inverter: 1
La tecnologia offre, però, altre apparec- del motore per fornire P = potenza del motore
C = coefficiente di carico
chiature che migliorano il rendimento pari lavoro utile su una h = ore annue di funzionamento
R = rendimento
del motore, ne riducono ulteriormente i pompa centrifuga. Risparmio annuo: € 976,03 Delta consumo tra i motori: 9.760,27
consumi e permettono una migliore re- La riduzione dei consumi Payback (in anni): 0,8 Delta di costo tra i motori: € 800,00

golazione; queste apparecchiature si è notevole, del 44%; inol-


chiamano “convertitori di frequenza” co- tre si otterrebbero altri Tabella 6
munemente noti come “inverter”. miglioramenti quali:
Con l’introduzione degli inverter, il ri- • la riduzione dei costi di manutenzione; ritardo nel payback.
sparmio può aumentare in modo consi- • la riduzione della rumorosità del mo- Nel caso in cui non s’installi un modulo
derevole; secondo gli utilizzi e le appli- tore; aggiuntivo, infatti, il motore girerà a li-
cazioni dei motori sui quali è montato, il • un fattore di potenza pari a 0,98 (il velli molto bassi, anche in regime di
risparmio può arrivare anche al 60%. motore non deve essere più rifasato). stop; e siccome le leggi di affinità (quel-
L’inserimento di un inverter nel ciclo di Negli esempi riportati nelle tabelle 5 e 6, le su cui si basa il funzionamento degli
lavoro di un motore consente di regolare risulta molto chiaramente come, nel ca- inverter) non sono valide a rendimenti
la portata di un fluido (aria o acqua) va- so di inserimento in un impianto di un diversi, potremmo per assurdo far girare
riando solo ed esclusivamente il numero inverter per il controllo di un ventilatore un motore a 12,5 Hz ma consumare in
di giri di questo e, di conseguenza, della e di una pompa, il payback sia limitato a modo identico ad un regime di rotazione
pompa o del ventilatore, sostituendo in dieci mesi nel peggiore dei casi e a otto pari a 25 Hz.
tal modo anche gli altri sistemi di rego- mesi nel migliore.
lazione fortemente dissipativi dal punto Particolare attenzione dovrà essere po- Conclusioni
sta comunque a La tecnologia offre attualmente un ven-
tutti quegli inverter taglio di possibilità per fare sì che il ri-
DIFFERENZE TRA MOTORE SEMPLICE E MOTORE CON INVERTER preinstallati su mo- sparmio energetico possa essere una
tori per pompe e/o realtà e non sia confinato nel mondo
Potenza necessaria 270% Potenza necessaria 155%
ventilatori che agi- delle buone intenzioni.
scono su curve pre- Certo: l’aggiornamento continuo e la co-
155% Perdite nell’inverter
M
270% Perdite nel motore stazionali già impo- noscenza delle leggi, la cui interpreta-
M
state e dove l’arre- zione e applicazione sono da sempre
150% Perdite nel motore

250% Perdite nella pompa sto del motore deve imprese ardue, richiedono tempo e de-
160% Perdite nella valvola 140%avvenire con l’inser- naro, ma un tale investimento darà nel
Perdite nella pompa

100% 100%
zione di un modulo lungo periodo i suoi frutti sia per quanto
Potenza utile aggiuntivo che cau- riguarda i consumi sia per quanto riguar-
Potenza utile

sa un incremento da la non meno importante salvaguardia


dei costi e quindi un ambientale.
Figura 5

speciale energia 63
03.SPECPERITO_35-64 12-09-2007 18:06 Pagina 64
Per la realizzazione di questo numero speciale si ringraziano gli autori (in ordine alfabetico)

g i u se p p e b e a r zi
perito nautico, giornalista e scrittore

roberto borgonovo
perito industriale elettrotecnico, libero professionista

berardino cantalini
presidente del CNPI - consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati

attilio carotti
professore presso il dipartimento di ingegneria strutturale del politecnico di milano

claudia chiti
ingegnere civile, responsabile tecnico-commerciale knauf, membro gruppi di lavoro UNI di reazione e resistenza al fuoco

sergio colombo
libero professionista, presidente del collegio dei periti industriali e dei periti industriali laureati delle province di milano e lodi

claudio crudo
responsabile tecnico divisione idrotermosanitaria rehau

francesco fontana
ingegnere ufficio tecnico kloben

massimo gamba
perito industriale elettrotecnico, libero professionista, membro del CEI CT 82 “sistemi fotovoltaici”

massimo gozzi
ingegnere meccanico ad indirizzo energetico, project manager settore cogenerazione e teleriscaldamento da fonti convenzionali e rinnovabili

costantino parlani
perito industriale elettrotecnico, consulente tecnico nel settore impianti elettrici, direzione lavori, sicurezza ai sensi del D. Lgs. n. 494/96

alberto pietra
ingegnere ufficio tecnico kloben

giovanni raimondini
ingegnere, coordinatore del gruppo di lavoro cti-cig per la revisione della UNI 10389 “generatori di calore - misurazione in opera del rendimento di combustione”

david savoia
perito industriale, libero professionista

franco soma
perito industriale, libero professionista, componente commissione nazionale impianti tecnologici del cnpi e delegato italiano al CEN TC 228

giovanni stimamiglio
ingegnere meccanico, libero professionista

Si ringraziano gli sponsor:

BASF Italia S.r.l - Sestaenergia pag. 39


BASF - The Chemical Company pag. 29
EDITORIALE DELFINO S.r.l. pag. 64
ENERGY POINT pag. 47
FERROLI S.p.A. pag. 21
GASPERI FLAVIO - Energie alternative pag. 35
HOVAL ITALIA S.r.l. pag. 17
KNAUF S.a.s. pag. 43
MASCHERPA Tecnologie Gestionali S.r.l. pag. 59
OVA G. Bargellini S.p.A. pag. 51
REHAU S.p.A. pag. 25
SIAC a Company of SIEL Group pag. 55
SIEMENS S.p.A. pag. 9
S U P P L E M E N T O A L L A R I V I S TA I L P E R I T O I N D U S T R I A L E N . 4 / 2 0 0 7 - O R G A N O D I S TA M PA D E I P E R I T I I N D U S T R I A L I E D E I P E R I T I I N D U S T R I A L I L A U R E AT I - A N N O 6 9 - L U G L I O / A G O S T O 2 0 0 7

ASSOCIAZIONE PERITI INDUSTRIALI DI MILANO - VIA DEL CARROCCIO, 6 - 20123 MILANO

speciale energia
w w w. i l p e r i t o i n d u s t r i a l e . i t