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ORDINE DEGLI ARCHITETTI P. P. C.

DI ROMA E PROVINCIA
Corso base per la specializzazione in Prevenzione Incendi ai sensi del D.M. 5/08/2011

D.M. 3 agosto 2015

Strategia antincendio
S3 - Compartimentazione
9 gennaio 2017

1
ING. MASSIMO ELIO MANTOVANI
Criteri generali di prevenzione incendi
MISUREDI
MISURE DISICUREZZA
SICUREZZA
INCOLUMITA’
INCOLUMITA DELLEPERSONE
’ DELLE PERSONE––RIDUZIONE
RIDUZIONEDELLE
DELLEPERDITE
PERDITEMATERIALI
MATERIALI

PREVENZIONEINCENDI
PREVENZIONE INCENDI PROTEZIONECONTRO
PROTEZIONE CONTROL’INCENDIO
L’INCENDIO MISUREDI
MISURE DI
Evitarel’insorgere
Evitare l’insorgeredell’incendio
dell’incendio Limitareleleconseguenze
Limitare conseguenzedell’incendio
dell’incendio ESERCIZIO
ESERCIZIO
‐Limitazionedel
delcarico
caricod’incendio
d’incendio
‐Limitazione PROTEZIONEPASSIVA
PASSIVA PROTEZIONEATTIVA
ATTIVA
‐Correttarealizzazione
‐Corretta realizzazionedelle
dellearee
areeaa PROTEZIONE PROTEZIONE
rischiospecifico
specifico
rischio
‐Esecuzione degliimpianti
impiantiaaregola
regola ‐Estintori
‐Esecuzione degli ‐Resistenzaalalfuoco
fuoco ‐Estintori
d’arte ‐Resistenza ‐Idrantieenaspi
naspi
d’arte
‐Corretta ‐Compartimentazioni
‐Compartimentazioni ‐Idranti
destinazioned’uso
‐Corretta destinazione d’usodei
dei ‐Impianti
‐Impianti automatici didi
automatici
‐Reazionealalfuoco
fuoco
locali
locali ‐Reazione spegnimento
‐Manutenzione ‐Sistemididivie
viedidiuscita
uscita spegnimento
‐Manutenzione deglidegliimpianti
impianti ‐Sistemi ‐Impianti
‐Impianti didirivelazione
rivelazioneededallarme
allarme
tecnologici ‐Distanzedidisicurezza
‐Distanze sicurezza incendi
tecnologici
‐Idoneisistemi
sistemididiaerazione
aerazione ‐Correttaubicazione
ubicazionedell’attività
dell’attività incendi
‐Evacuatorididifumo
‐Idonei ‐Corretta ‐Evacuatori fumoeecalore
calore
‐Istruzione del personale ‐Idoneaventilazione
ventilazionedei
deilocali
locali ‐Impianti
‐Istruzione del personale ‐Idonea ‐Impianti di illuminazione didi
di illuminazione
‐Rispettodei
deidivieti
divietieedelle
delle ‐Ecc.
‐Rispetto ‐Ecc. sicurezza
sicurezza
condizioni di esercizio ‐Squadra
‐Squadra didivigilanza
condizioni di esercizio vigilanzaaziendale
aziendale
-Ecc. ‐Ecc.
-Ecc. ‐Ecc.
2
PROTEGGERE
EVITARE L’INNESCO
LE PERSONE

PROTEGGERE BENI DI
EVITARE LA PARTICOLARE
PROPAGAZIONE VULNERABILITA’

3
PER OBBLIGO PER “SCELTA”

In applicazione di
Se prevista da norme criteri generali di
tecniche “verticali” sicurezza o analisi
del rischio
4
TRA ATTIVITA’ DI CUI
ALMENO UNA CON
SIGNIFICATIVO
Tra elementi della stessa
RISCHIO DI INCENDIO
attività;
O ESPLOSIONE
In zone/fabbricati a
diverso rischio;

Al fine di assicurare All’interno dello stesso


protezione, ambiente;
eventualmente
“reciproca”
5
Compartimento antincendio :
parte di edificio delimitata da elementi costruttivi di
resistenza al fuoco predeterminata e organizzata per
rispondere alle esigenze della prevenzione incendi.

6
PROTEGGERE LIMITARE I DANNI
L’ESODO STRUTTURALI

PROTEGGERE LA LIMITARE I DANNI


PERMANENZA AI BENI

SALVAGUARDARE
LA CAPACITA’
PRODUTTIVA
7
Muro Tagliafuoco

Compartimentazione verticale Porte Antincendio

Compartimentazione orizzontale Solaio Antincendio

Attraversamenti dei muri tagliafuoco

E’ buona norma evitare gli attraversamenti, tuttavia


può accadere che per tipo di lavorazioni pericolose
sia necessario attraversare tale struttura, in tal caso
occorre adottare misure di sicurezza che consentano
di raggiungere un grado di Sicurezza Equivalente

8
PER OBBLIGO PER “SCELTA”

In applicazione di
Se prevista da norme criteri generali di
tecniche “verticali” sicurezza o analisi
del rischio
9
PER FRAZIONARE
TRA AMBIENTI A
AMBIENTI PUR SE CON
DIVERSA
STESSA DESTINAZIONE
DESTINAZIONE D’USO
D’USO

Quindi con diverso


rischio specifico
di incendio
10
LA COMPARTIMENTAZIONE RIDUCE IL RISCHIO DI INCENDIO

R=FxM

Compartimento “A”

Unico Muro tagliafuoco


compartimento

Compartimento “B”

Deposito di mq 3000, contenente 8000 q.li di


filato pregiato uniformemente stoccato

11
Distanza di sicurezza
esterna

Distanza di sicurezza
interna

Distanza di
protezione

Le DISTANZE DI SICUREZZA
hanno lo scopo di impedire
la propagazione dell’incendio
principalmente per
irraggiamento.

12
Protezione passiva – distanze di sicurezza
DISTANZA DI SICUREZZA ESTERNA: Valore minimo, stabilito dalla norma,
delle distanze misurate orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun
elemento pericoloso di una attività e il perimetro del più vicino fabbricato
esterno all’attività stessa o di altre opere pubbliche o private oppure rispetto ai
confini di aree edificabili.
È bene che la distanza di sicurezza esterna venga osservata dai limiti di proprietà,
onde evitare inconvenienti futuri con i proprietari dei terreni limitrofi;
DISTANZA DI SICUREZZA INTERNA: Valore minimo, stabilito dalla norma,
delle distanze misurate orizzontalmente tra i rispettivi perimetri in pianta dei vari
elementi pericolosi di una attività. La distanza di sicurezza interna si osserva anche
tra il perimetro di un elemento pericoloso e altro edificio interno;
DISTANZA DI PROTEZIONE: Valore minimo, stabilito dalla norma, delle
distanze misurate orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento
pericoloso di una attività e la recinzione (ove prescritta) ovvero il confine
dell’area su cui sorge l’attività stessa. Scopo della distanza di protezione è anche
quello di impedire l'avvicinamento di estranei agli impianti pericolosi e rappresenta il
limite oltre il quale possono essere compiute azioni non compatibili con l'attività. 13
14
Distanze di sicurezza esempio

15
15
16
Il compartimento antincendio :
Secondo quanto riportato dal D.M. 9 marzo 2007 si definisce compartimento
antincendio una

“ parte della costruzione organizzata per rispondere alle esigenze


di sicurezza in caso di incendio e delimitata da elementi
costruttivi idonei a garantire, sotto l’azione del fuoco e per un
dato intervallo di tempo, la capacità di compartimentazione,
intesa come l’attitudine di un elemento costruttivo a conservare
sotto l’azione del fuoco, oltre alla propria stabilità, un sufficiente
isolamento termico ed una sufficiente tenuta ai gas caldi della
combustione, nonché le altre prestazioni richieste”.
17
Il compartimento antincendio :
- di tipo orizzontale,
orizzontale attraverso elementi di chiusura e partizione
orizzontali portanti e non portanti (solai e controsoffitti)

- di tipo verticale,
verticale attraverso elementi di chiusura e di partizione
verticali, portanti e non portanti (pareti interne ed esterne).

La compartimentazione orizzontale ha lo scopo di limitare la


propagazione dell’incendio verso i piani superiore/inferiore ed
è realizzata con solai resistenti al fuoco.

La compartimentazione verticale ha lo scopo di limitare la


propagazione dell’incendio verso altre aree dello stesso piano
dell’edificio ed è realizzata con partizioni resistenti al fuoco che
si estendono dal pavimento al solaio del piano. 18
Il compartimento antincendio :
Le partizioni resistenti al fuoco non devono
presentare discontinuità che consentano il
passaggio di fiamme, calore e fumo, compresi i
varchi per il passaggio di tubazioni, cavi elettrici
e reti impiantistiche in genere che devono essere
trattati con idonei prodotti termoespandenti atti a
garantire la tenuta del compartimento.

19
Il compartimento antincendio :
Un compartimento deve resistere per la durata dell’incendio teorico
in modo da conservare la propria stabilità meccanica (nel caso di
elementi portanti) definito dalla “caratteristica R”; la propria tenuta ai
gas caldi e alle fiamme “caratteristica E” e all’isolamento termico, tale
da impedire la propagazione per conduzione o irraggiamento,
“caratteristica I”.

Altre nuove caratteristiche quali la


“M – azione meccanica”, la “W – irraggiamento”
e tutte le altre proprietà sono richieste per applicazioni e casi
specifici e tengono conto delle caratteristiche e problematiche di ogni
singolo manufatto così come definito dalle norme di prova di
riferimento.
20
Il compartimento antincendio :
Eventuali necessità di attraversamento del compartimento si possono
presentare per i motivi di seguito elencati:
– attraversamenti tecnici: atti al passaggio di impianti tecnologici
(canaletta,tubazioni, passerelle, pluviali, canalizzazioni per
condizionamento o estrazione, ecc.)
– attraversamenti strutturali: giunti edilizi, giunti di dilatazione, ecc.
– attraversamenti di comunicazione: atti a consentire il passaggio di
persone o mezzi mobili (porte, sportelli di ispezione saracinesche, ecc.)
Questi varchi compromettono la funzionalità di un compartimento
declassando le caratteristiche antincendio, dato che attraverso queste
aperture si creano vie occasionali di passaggio del fuoco.
La protezione consiste nel tamponamento con materiali appropriati al fine di
costituire una barriera passiva che impedisca la propagazione dell’incendio
oppure il posizionamento di un elemento che, in caso d’incendio, interviene
21
automaticamente chiudendo l’apertura.
Perché la compartimentazione sia efficiente è necessario che nelle
strutture che costituiscono il comparto non vi siano varchi o, se creati
abbiano le caratteristiche del comparto stesso.

Muro taglia fuoco o barriera all'incendio


Propagazione delle fiamme
22
 Per i vani delle porte e per le aperture necessarie per il
passaggio di impianti tecnici, debbono adottarsi soluzioni
tali da non consentire la propagazione del fuoco ed il
passaggio dei prodotti della combustione.

 Le porte, oltre che essere dotate di congegni di


autochiusura, debbono possedere le stesse caratteristiche
di resistenza al fuoco delle strutture del compartimento
ed essere installate a regola d'arte.

23
Durante l'incendio le strutture (solai, travi, murature)
subiscono elevate temperature e, in presenza di vincoli,
per effetto degli sforzi di trazione, raffreddandosi
possono dar luogo a fessure.

Onde evitare l'inconveniente e consentire le dilatazioni


termiche dovute all'incendio, è bene che un comparto,
rispetto al resto della costruzione, sia dotato di giunti di
dilatazione dell'ordine di 20-25 mm di spessore riempiti di
materiale refrattario e sigillati su entrambi i lati della
struttura.

24
FILTRO

Il filtro è un compartimento antincendio avente :


1. Classe di resistenza al fuoco non inferire a 30
minuti;
2. Due o più porte almeno E30-Sa munite di
congegni di autochiusura;
3. Carico di incendio specifico qf non superiore a
50 Mj/mq (circa 3 kg/mq di legna standard)

25
FILTRO
La prova di controllo della dispersione del fumo per porte e sistemi di
chiusura è descritta dalla norma UNI EN 1634-3 e determina la capacità
di un elemento di ridurre o eliminare il passaggio di fumo da una parte e
l’altra di una porta con i livelli di prestazione di seguito definiti:

a) Perdita fumo Sm – quando il massimo valore di dispersione


misurato per la prova a temperatura ambiente a 200 °C fino ad una
sovrappressione di 50 Pa non eccede i 20 m3/h per la porta ad un’anta,
o 30 m3/h per una porta a 2 ante
b) Perdita fumo Sa - quando il massimo valore di dispersione
misurato per la prova a temperatura ambiente ad una sovrappressione
di 25 Pa non eccede i 3 m 3/h per metro di lunghezza del gioco tra i
componenti fissi e mobili della porta (es: tra battente e telaio porta),
escludendo la perdite attraverso la soglia.
26
Il valore di 0,10 mq è un limite
minimo.

Il camino di ventilazione
deve essere adeguatamente
progettato e sfociante al di
sopra della copertura
dell’opera da costruzione.
Il progettista deve anche
tenere conto della possibilità
di inversione del tiraggio del
camino in condizioni di temp.
esterna al fabbricato
superiore a quella interna.
27
Il sistema di sovrappressione
deve comunque consentire la
facile apertura delle porte per le
finalità d’esodo, nonché la loro
completa autochiusura in fase di
attivazione dell’impianto.
Almeno 30 Pa in condizioni di
emergenza.

28
L’apertura deve essere
permanentemente aperta
o dotata di chiusura
facilmente apribile in caso
di incendio in modo
automatico o manuale.

29
COMPARTIMENTO A PROVA DI FUMO
Deve garantire una delle seguenti misure antincendio aggiuntive :

a. il compartimento e dotato di un sistema di pressione differenziale conforme alla


norma UNI EN 12101-6;
b. i compartimenti comunicanti da cui si intende garantire la protezione dall'ingresso
di fumo sono dotati di SEFC che mantengono i fumi al di sopra dei varchi di
comunicazione (Cap.S.8);
c. il compartimento e dotato di SEFC, i compartimenti comunicanti da cui si intende
garantire la protezione dall'ingresso di fumo sono dotati di SEFC (Cap.S.8);
d. il compartimento e separato con spazio scoperto dai compartimenti comunicanti
da cui si intende garantire la protezione dall'ingresso di fumo;
e. il compartimento e separato con filtro a prova di fumo dai compartimenti
comunicanti da cui si intende garantire la protezione dall'ingresso di fumo;
f. il compartimento e separato con altri compartimenti a prova di fumo dai
compartimenti comunicanti da cui si intende garantire la protezione dall'ingresso
di fumo.

30
SCALE

In caso d’incendio le gabbie


delle scale e degli ascensori si
comportano come camini quindi,
se non si adottano provvedimenti
opportuni, sono contemporaneamente
vie di comunicazione e vie di
propagazione verticale dell’incendio
scala a giorno scala protetta;

31
Nel caso di
scale a giorno Scala
la percorribilità protetta
della scala è
compromessa
sin dai primi
momenti
dell’incendio

Scala Scala
a prova a prova
di fumo Al fine di garantire di fumo
interna
l’esodo delle persone
dai piani superiori o
interrati le scale devono
essere realizzate con
determinate
caratteristiche

32
32
Scala a prova di fumo:
Scala in vano costituente compartimento
antincendio avente accesso per ogni piano -
mediante porte di resistenza al fuoco almeno
RE predeterminata e dotate di congegno di
autochiusura - da spazio scoperto o da
disimpegno aperto per almeno un lato su
spazio scoperto dotato di parapetto a giorno.

Scala a prova di fumo interna:


scala in vano costituente compartimento
antincendio avente accesso, per ogni
piano, da filtro a prova di fumo.

33
33
SCALA A PROVA DI FUMO INTERNA:

34
34
ASCENSORI ANTINCENDIO

35
35
ASCENSORI ANTINCENDIO

IPOTESI
• Il vano di corsa e l'atrio protetto sono progettati per
limitare l'accesso di fumo
• La progettazione dell'edificio limita il flusso di acqua nel
vano di corsa
• Gli ascensori antincendio non sono vie di fuga
• Un ascensore antincendio ha accesso ad ogni piano a un
atrio protetto dall'incendio
• La norma EN 81-72 riguarda solo quei requisiti che sono
relativi all'installazione dell'ascensore (no requisiti per la
struttura dell'edificio resistente al fuoco che è essenziale
per prevedere l'atrio protetto dall'incendio)
36
36
ASCENSORE ANTINCENDIO

DEFINIZIONE

• Ascensore installato principalmente per un


uso di passeggeri che ha ulteriori protezioni,
comandi e segnalazioni i quali lo rendono in
grado di essere impiegato sotto il controllo
diretto dei Vigili del Fuoco

37
37
ASCENSORE ANTINCENDIO

• Un ascensore antincendio, diversamente da un ascensore


normale, deve essere progettato per funzionare
ragionevolmente il più a lungo possibile quando c'è un
incendio in parti dell'edificio
• L'ascensore può essere usato come ascensore passeggeri
quando non c'è un incendio
• Per ridurre il rischio che l'accesso sia ostruito quando si richiede
che l'ascensore funzioni in servizio antincendio, deve essere
limitato il suo uso per spostare scarti o merci
• L'affidabilità dell'alimentazione elettrica e dei circuiti è
essenziale per il funzionamento dell'ascensore antincendio
38
38
ASCENSORE ANTINCENDIO

• Un ascensore antincendio, diversamente da un ascensore


normale, deve essere progettato per funzionare
ragionevolmente il più a lungo possibile quando c'è un
incendio in parti dell'edificio
• L'ascensore può essere usato come ascensore passeggeri
quando non c'è un incendio
• Per ridurre il rischio che l'accesso sia ostruito quando si richiede
che l'ascensore funzioni in servizio antincendio, deve essere
limitato il suo uso per spostare scarti o merci
• L'affidabilità dell'alimentazione elettrica e dei circuiti è
essenziale per il funzionamento dell'ascensore antincendio
39
39
ASCENSORI ANTINCENDIO

Ambiente protetto dall'incendio (1)


1 che fornisce un accesso protetto
dall'area di utilizzo dell'edificio verso
gli ascensori antincendio.

Ad ogni piano, all'uscita dall'ascensore,


deve essere realizzata un'area dedicata
dedicata di almeno 5 m2 aperta, esterna
all'edificio, oppure, protetta da filtro
a prova di fumo di resistenza al fuoco
corrispondente a quella del compartimento
e comunque non inferiore a REI 60.

Disposizione base di ascensore antincendio


in vano di corsa multiplo e atrio protetto 40
40
ASCENSORI ANTINCENDIO

1 • L’ascensore antincendio è idealmente posto


in un vano di corsa con un atrio protetto
davanti a ogni porta di piano
dell'ascensore
• L'area di ciascun atrio protetto è data dai
requisiti per il trasporto delle lettighe e dalla
disposizione delle porte in ciascun singolo
caso
• Il grado di resistenza al fuoco delle
pareti e delle porte dell’ambiente è
definito dai regolamenti nazionali
41
41
ASCENSORI ANTINCENDIO
Soccorso di VV.F. intrappolati nella
cabina
a) Il vigile del fuoco apre la porta di piano
sopra la cabina bloccata ed entra sul tetto
della cabina
b) il vigile del fuoco sul tetto della cabina
apre la botola di soccorso, estrae la scala
conservata sulla cabina e la posiziona
nella cabina
c) le persone intrappolate si arrampicano
lungo la scala
d) il vigile del fuoco e la persona
intrappolata escono attraverso la porta di
piano aperta, utilizzando la scala se
necessario
42
42
Canne di ventilazione:

Il camino di ventilazione dei filtri dei singoli piani non


deve mettere questi in comunicazione consentendo
al fumo presente in un piano di invadere quelli
superiori.

Questo risultato può essere ottenuto con le canne di


ventilazione brevettate del tipo “Shunt” sono idonee
allo smaltimento dei fumi combusti provenienti dai
vani filtro a prova di fumo, come previsto dal DM
30.11.1983.

43
43
ASCENSORI ANTINCENDIO

La tromba dell’ascensore deve essere


trattata come la scala cui è abbinata;

Soluzioni possibili:
ascensore nella gabbia della scala protetta o a
prova di fumo;
ascensore in vano proprio con accesso da
disimpegno o da filtro a prova di fumo (solo se con
porte di piano REI a chiusura automatica;
ascensore in vano proprio a valle di disimpegno
o filtro a prova di fumo (soluzione preferibile);

Gli ascensori dovrebbero essere utilizzabili in


caso d‟incendio solo se protetti da un filtro a prova
di fumo e alimentati in modo preferenziale.
44
PRESCRIZIONI SUGLI ASCENSORI

 Trombe e locale macchine degli ascensori devono


essere conformi alle norme specifiche.
In particolare:
 Il vano corsa deve essere aerato superiormente, anche
tramite un camino che attraversa il locale macchine, con
Saer > 0,05·So > 0,2 m2;
 È vietato il passaggio nel vano corsa di qualunque
manufatto o impianto non inerente l‟ascensore;
 È vietato collocare in un vano corsa più di due ascensori;
 L‟ascensore può servire piani interrati se non sussistono
rischi particolari;
 Il locale macchine sulla copertura deve :
• essere aerato superiormente con Saer > 0,05·So > 0,1 m2
• avere porta incombustibile.
45
APERTURE IN STRUTTURE DI COMPARTIMENTAZIONE
PER IL PASSAGGIO DI IMPIANTI

Aperture in strutture verticali od orizzontali di una


compartimentazione (solai, pavimenti, muri) per consentire il
passaggio da un locale ad un altro di impianti (impianti elettrici,
impianti idraulici, impianti di condizionamento, ecc.)

46
APERTURE IN STRUTTURE DI COMPARTIMENTAZIONE
PER IL PASSAGGIO DI IMPIANTI

Queste aperture o fori


sono i punti deboli della
compartimentazione:
se non protetti
idoneamente, non
osservano il REI stabilito
(si hanno soluzioni di
continuità) e quindi
consentono il passaggio di
fumi, di gas di
combustione ed anche
della fiamma.
47
COMPARTIMENTAZIONE NEL CAMPO DI CIVILI
ABITAZIONI
La norma (D.M. 16 maggio 1987, n. 246) stabilisce che gli edifici debbano
essere suddivisi in compartimenti di superficie non superiore a quella indicata
nella seguente tabella.

I compartimenti e le massime superfici di compartimentazione, le quali possono


essere costituite anche da più piani, debbono essere suddivisi da elementi
costruttivi aventi REI predeterminato 48
COMPARTIMENTAZIONE NEL CAMPO DI CIVILI
ABITAZIONI

I compartimenti e le massime superfici di compartimentazione, le quali possono


essere costituite anche da più piani, debbono essere suddivisi da elementi
costruttivi aventi REI predeterminato

49
D.M. 26/8/92 – SCUOLE

Altezza antincendi Sup. max (mq)

<< 12
12 mt
mt 6.000
6.000

>> 12
12 mt
mt fino
fino aa 24
24 mt
mt 6.000
6.000
>> 24
24 mt
mt fino
fino aa 32
32 mt
mt 4.000
4.000

>> 32
32 mt
mt fino
fino aa 54
54 2.000
2.000

anche
anchepi
piùù piani
piani

50
D.M. 9/4/94 - ALBERGHI

Compartimentazione

1 unico
unico compartimento:
compartimento: max
max 22 piani
piani superficie
superficie << Tab.
Tab. A
A

2 unico
unico compartimento:
compartimento: primi
primi due
due piani
piani fuori
fuori terra
terra di
di
superficie
superficie non
non superiore
superiore aa 4.000
4.000 mq
mq ee 11 °°interrato
interrato di
di
superficie
superficie non
non superiore
superiore aa 1.000
1.000 mq
mq

Altezza
Altezza antincendi
antincendi Sup.
Sup. max
max (mq)
(mq) Resistenza
Resistenza fuoco
fuoco R-REI
R-REI
<< 24
24 mt
mt 3.000
3.000 60
60
>> 24
24 fino
fino aa 54
54 2.000
2.000 90
90
mt
mt
>> 54
54 mt
mt 1.000
1.000 120
120
(un
(un solo
solo piano)
piano)

51
D.M. 1/2/86 – AUTORIMESSE

52
D.M. 1/2/86 – AUTORIMESSE

53
COMPARTIMENTAZIONE NEL CAMPO
INDUSTRIALE

 Il proprietario di un„ azienda o produttore preferirebbe avere tutto


sotto controllo e quindi installare tutti gli impianti in un unico ambiente.

È chiaro che l'installazione in un unico ambiente del deposito


di materie prime, del ciclo di lavorazione, del deposito di
materiale lavorato, comporta un rischio elevato per le persone e per
54
l'azienda.
COMPARTIMENTAZIONE NEL CAMPO
INDUSTRIALE

 Il rischio
diminuisce
operando una
compartimentazio
ne dell'unico
ambiente

Diminuisce ancora di
più se tutto viene
realizzato in edifici
separati studiando una
opportuna progettazione
in funzione anche del
ciclo di lavorazione 55
LA PROPAGAZIONE DELL'INCENDIO

Qualora le condotte di una rete


aeraulica attraversino differenti
zone di un fabbricato, esse
possono costituire veicolo di
propagazione dell’incendio da
un compartimento all’altro
dell’edificio.

La propagazione può
avvenire in modi diversi,
descritti nella figura a lato.
56
A: qualora la condotta non
sia costruita con materiale
incombustibile (lamiera
d’acciaio), essa si deforma
sotto l’azione del calore,
consentendo ai fumi
dell’incendio di invadere i
compartimenti attigui.

57
B: per effetto del calore, le
pareti delle condotte metalliche
si riscaldano rapidamente;
il fuoco si trasmette per
irraggiamento ai compartimenti
vicini;

58
C: il fuoco si propaga per
convezione, essendo la
condotta elemento di
collegamento tra due
compartimenti;

59
I tubi in plastica per uso
elettrico od idraulico
diventano combustibili
come i cavi elettrici, inoltre,
dopo la loro combustione
lasciano aperti nelle pareti
grossi fori dai quali il fuoco
passa direttamente; lo
stesso fatto accade quando
si utilizzano le canalette in
plastica per impianti
elettrici.

60
Le passerelle, i canali, i
tubi in metallo ed i cavi ad
isolamento minerale non
sono combustibili ma sono
degli ottimi conduttori di
calore che "portano"
all’esterno delle pareti di
compartimentazione alte
temperature che possono
incendiare polveri od altri
materiali combustibili
eventualmente in contatto
con loro.

61
Le strutture portacavi e
portatubi in metallo
diminuiscono la loro
resistenza meccanica con il
crescere della temperatura
e quando si deformano
collassano alle alte
temperature e rompono il
materiale di ripristino
della parete di
compartimentazione se non
sono adeguatamente
fissate nelle vicinanze della
parete stessa.

62
L’utilizzo di prodotti non
specifici per il ripristino
della compartimentazione e
pertanto inadeguati a
mantenere alle alte
temperature una buona
aderenza con metalli,
plastica di vario tipo,
gomma, laterizi, malte
cementizie ecc., causa delle
fessurazioni dalle quali
possono passare fumi caldi
che incendiano polveri o
altri prodotti infiammabili
dall’altra parte della parete.
63
I cavi elettrici costruiti
con materiali isolanti
termoplastici,
diventano combustibili
alle alte temperature
quindi, anche i cavi
elettrici di qualità,
classificati non
propaganti l’incendio
secondo la norma CEI
20-22, bruciano
propagando il fuoco.
64
Le serrande tagliafuoco installate sulle condotte aerauliche
consentono il transito dell’aria all’interno delle stesse mantenendo
le caratteristiche di resistenza al fuoco

Per consentire l’ispezione


visiva della funzionalità della
serranda e della integrità della
sua pala interna è previsto
dalla Norma UNI ENV 12097/99
che sia installata sulla
condotta a monte o a valle
della serranda tagliafuoco una
portina di ispezione a tenuta
atta a questo scopo.

65
65
SERRANDE TAGLIAFUOCO
Esistono tre tipologie di serrande tagliafuoco
a seconda del tipo di azionamento:

- a comando manuale,
- con magnete a sgancio elettrico
- con servomotore.

La loro applicazione dipende sostanzialmente dal


livello di sicurezza prescritto.

66
66
livello di sicurezza A:
Serrande tagliafuoco a riarmo manuale con termofusibile.
Vengono prescritte per piccoli impianti con non più di 5 tagliafuoco e
dove non sia obbligatorio un piano di evacuazione e di manutenzione
programmata.

livello di sicurezza B:
Serrande tagliafuoco a riarmo manuale con magnete di sgancio.
Questa soluzione è sicuramente molto più efficace, poiché lo sgancio e la
chiusura della pala può essere comandato da dei sensori quali, rilevatori
di fumo, o anche da una centralina. Tale soluzione è adatta per impianti
medio-piccoli, ma il riarmo resta manuale, il che non agevola le eventuali
manutenzioni programmate e non permette di gestire un piano di
evacuazione incendi con il controllo dell’evacuazione dei fumi.

livello di sicurezza C:
Serrande tagliafuoco con DAS telecomandato a mezzo di servomotore
di azionamento.
In Europa questo sistema costituisce la soluzione di norma adottata per medi
e grossi impianti con la tendenza sempre più significativa di espandersi, per
ragioni di sicurezza e affidabilità, anche ai piccoli impianti.
67
67
Le serrande tagliafuoco sono in grado di impedire la propagazione delle
fiamme e dei fumi attraverso i canali in quanto sono dotate di una lama che
viene mantenuta aperta da un tirante bloccato da fusibile.
In caso di incendio tale tirante fonde quasi istantaneamente (il suo punto di
fusione è infatti di circa 70 °C) e la serranda, attratta di solito da una molla
pretensionata, chiude ermeticamente il canale impedendo di fatto il
passaggio delle fiamme.
Per motivi di sicurezza le serrande tagliafuoco una volta chiuse a
causa della propagazione di un incendio non si possono più aprire.

68
L’installazione

Le serrande tagliafuoco vanno installate nei canali in corrispondenza del


passaggio di questi ultimi attraverso le pareti di confinamento che,
diversamente da tutte le altre pareti dell'edificio, devono in funzione del tipo
di edificio essere dimensionate per resistere al fuoco per 60, 90 oppure 120
minuti e sono quindi rispettivamente identificate da un classe di resistenza
al fuoco che può essere la Rei 60, la Rei 90 o la Rei 120.

Le serrande tagliafuoco POSSONO essere installate


lontano da muro o pavimento MA devono essere
certificate e classificate in questa configurazione e il
canale di collegamento tra serranda e supporto sarà
parte integrante dell’installazione

69
70
71
BARRIERE TAGLIAFUOCO PER TRASPORTATORI

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BARRIERE TAGLIAFUOCO PER TRASPORTATORI

73
Barriere passive:
sistemi di tamponamento
di vani aperti nei muri e
nei solai con requisiti
REI per il passaggio di
impianti

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Cortine
tagliafuoco
e tagliafumo

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Cortine tagliafuoco e tagliafumo
Tenda tagliafuoco avvolgibile certificata E120 W20 :
cioè resistenza alla propagazione di fiamme e fumi
fino a 120 minuti di esposizione ed all’irraggiamento
al calore per 20 minuti.
Idonea per la compartimentazione di grandi volumi;
Testata per resistere al fuoco su ambedue i lati,
permettendo cosi di tutelare maggiormente gli
occupanti nell’evacuazione ed alle squadre di
soccorso di intervenire in sicurezza.

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PROPAGAZIONE DEL
FUOCO IN FACCIATA

77
77
10
78
Vetri Resistenti al Fuoco

79
Vetri Resistenti al Fuoco

La tecnologia dei vetri “E”

La tecnologia dei vetri in classe “E” si basa sulla modifica


della miscela che compone il vetro al fine di ottenere un più
alto punto di fusione ed un minore coefficiente di dilatazione
lineare od alternativamente sull’utilizzo di vetri con gel.
A seconda delle dimensioni necessarie si aumenterà lo
spessore o si utilizzerà ancora la tecnologia gel.

Per realizzare una compartimentazione antincendio è


obbligatorio l’utilizzo di serramenti che abbiano la stessa
classe di resistenza al fuoco dei vetri nel caso della classe
”E” non sarà necessario che il serramento sia isolato.
80
Vetri Resistenti al Fuoco

La tecnologia dei vetri “EW”

La tecnologia dei vetri in classe “EW” si basa


sulla applicazione di strati sottili riflettenti al
calore ma con limitazione della direzionalità ad
un solo verso di provenienza del fuoco oppure
si utilizzerà ancora la tecnologia gel.

Per realizzare una compartimentazione


antincendio è obbligatorio l’utilizzo di serramenti
che abbiano la stessa classe di resistenza al
fuoco dei vetri; nel caso della classe ”EW” non
sarà necessario che il serramento sia isolato. 81
Vetri Resistenti al Fuoco

La tecnologia dei vetri “EI”:


il gel intumescente
La tecnologia che permette la realizzazione dei vetri in
classe “EI” prevede obbligatoriamente l’utilizzo di uno
speciale gel intumescente che gonfia ed opacizza con
il calore mantenendo “fredda” la superficie esterna.
Il gel contenuto nei vetri è sensibile alle temperature
esterne alla forchetta -10°C/+45°C pertanto, nel caso
di utilizzo per esterni, sarà necessario proteggerlo
mediante l’utilizzo in vetrata isolante con un vetro
basso emissivo o selettivo.
Per realizzare una compartimentazione antincendio è
obbligatorio l’utilizzo di serramenti che abbiano la
stessa classe di resistenza al fuoco dei vetri.
82
Vetri Resistenti al Fuoco

La tecnologia dei vetri “EI”:


il gel intumescente

 1. Vetro temperato di sicurezza


1500 x 3000 mm: 5 mm
 1800 x 3500 mm: 6 mm
2200 x 3500 mm: 8 mm

 2. Alcali-silicato 6 mm

3. Distanziatore TPS 6 mm
4. Sigillatura in polisolfuro


83
dispositivi o sistemi di protezione degli
attraversamenti intercompartimentali.

Collari intumescenti
Sono inseriti all’interno di condotti metallici o in plastica: esposti al calore del
fuoco si espandono rapidamente riempiendo il tubo che collassa fino a
sigillare completamente l’apertura. I collari sono leggeri, facili da installare,
senza manutenzione, trovano applicazione negli attraversamenti di pareti e
pavimentazioni.

Fasce intumescenti
Sono utilizzate per fasciare tubazioni plastiche per attraversamenti di pareti e
pavimentazioni: sono flessibili e realizzate con materiale intumescente di alta
prestazione incapsulato in una busta di polietilene a fascia. La fascia, esposta
al calore, si espande rapidamente riempiendo il tubo in plastica che collassa
fino a sigillare completamente l’apertura.

84
dispositivi o sistemi di protezione degli
attraversamenti intercompartimentali.

Giunzioni espandenti
La divisione in compartimenti degli edifici deve prevenire la propagazione del
fuoco e del fumo anche attraverso i giunti di espansione. La guarnizione
intumescente è molto flessibile e si adatta alle irregolarità: garantisce le
migliori prestazioni di resistenza al fuoco e protezione, assicurando l’integrità
del compartimento. Il campo di applicazione è per esempio tra blocchi in
cemento e pareti prefabbricate, nella giunzione tra pareti e soffitti o tra i giunti
delle pavimentazioni.

Manicotti isolanti
Questi dispositivi bloccano il passaggio del fuoco negli attraversamenti delle
tubazioni: in caso d’incendio il manicotto si espande riempiendo lo spazio
disponibile tra il tubo ed il foro, e in caso di tubi di plastica esso comprime il
tubo e riempie lo spazio interno, formando un solido blocco al passaggio del
fuoco e dei fumi.
85
dispositivi o sistemi di protezione degli
attraversamenti intercompartimentali.
Pannelli sigillanti
Diaframmi a materassino REI realizzati per gli attraversamenti di cavi elettrici
in pareti e pavimenti: il sistema previene il passaggio del fuoco, fumo e calore
grazie al rivestimento endotermico a base di pigmenti ritardanti al fuoco ed
esenti da sostanze tossiche (trasformazione in rivestimento ceramico a
contatto del fuoco).

Sacchetti tagliafuoco
Rivestiti da fibre di vetro rivestite in polietilene, sono riempiti con un miscela di
fibre minerali ed agenti espandenti, che esposti al calore del fuoco prima
espandono e poi si induriscono per fornire una completa e duratura sigillatura
contro il passaggio del fuoco, fumo e gas caldi. I cuscini intumescenti
possono essere usati sia per creare barriere al fuoco temporanee che
permanenti e sono ideali per i passaggi di cavi e canaline. Facili e veloci da
installare possono essere rimossi e riutilizzati per permettere il passaggio di
nuovi servizi attraverso le aperture: per mantenere l’integrità della struttura
bisogna semplicemente rimettere i cuscini al loro posto, riempiendo i vuoti. 86
Esempi di
COMPARTIMENTAZIONI PASSIVE

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COMPARTIMENTAZIONI PASSIVE

Passaggi EI:
Collare tagliafuoco
serranda tagliafuoco
con pannello e cartongesso

88
Il principio di funzionamento dei collari

In caso d’incendio il materiale intumescente contenuto nel collare espande formando un “tappo”
tagliando il fronte del fuoco ed impedendo il passaggio dei gas e dei fumi.
Gli speciali elementi di chiusura (alette di rinforzo) incrementano la reattività e l’efficienza del sistema
comprimendo completamente la tubazione plastica nella fase di fusione

89
Il collare è composto da un nastro intumescente ad alta efficienza avvolto in uno o più
strati attorno all’isolamento della tubazione e fissato alla parete o al solaio mediante
una banda metallica segmentata e opportune staffe.

In caso di incendio, il materiale intumescente espande in pochi minuti, sigillando


ermeticamente l’apertura contro fiamme e fumo.

Per installazioni a parete e' necessario posare un collare su ogni lato della parete; per
90
installazioni a solaio applicare il collare sul lato inferiore del solaio.
Le vernici intumescenti
Le vernici intumescenti hanno la particolare peculiarità di aumentare in
volume se esposte all’azione del calore. In questo modo si forma uno strato
coibente ai fumi caldi di combustione che isola il supporto sottostante per un
certo tempo, ritardando e limitando l’aumento di temperatura dell’elemento-

Le caratteristiche termiche variano notevolmente con la temperatura :


• tra 280°e350°C i componenti della vernice danno luogo ad alcune reazioni
chimiche che conferiscono allo strato le caratteristiche di intumescenza;
• trai 350°e430°C cominciano ad innescarsi alcune reazioni che determinano
un incremento della viscosità dello strato schiumoso con conseguente
perdita di alcune importanti proprietà isolanti della schiuma;
• a 560°C le caratteristiche isolanti dello strato di vernice diminuiscono
notevolmente.

La resistenza al fuoco di elementi strutturali in acciaio protetti con vernice


intumescente dipende, a parità di caratteristiche fisico-chimiche del prodotto
protettivo, dallo spessore del protettivo applicato e dalla capacità di aderenza
dello stesso sia in condizioni di esercizio che alle elevate temperature.
91
Funzionamento
Le vernici intumescenti applicate con uno strato che varia dai 0.3 ai 4 mm
espandono sotto l’azione del calore (a partire dai 120-200 °C) e formano
uno strato di schiuma isolante. Questa schiuma raggiunge uno spessore
espanso pari a circa 50 volte lo spessore a secco (al massimo 80 mm).
La schiuma espansa fa sì che in caso d’incendio l’acciaio raggiunga meno
rapidamente la temperatura critica (500 – 800°C) perdendo la propria
resistenza strutturale.

Composizione del sistema intumescente

I sistemi intumescenti sono costituiti da due o da tre strati:


a. Strato di fondo abilitato e approvato per il sistema applicato quale
strato adesivo e di protezione anticorrosiva
b. Vernice intumescente
c. Eventualmente vernice di finitura approvata per il sistema ed
applicabile nella tonalità di colore desiderata.

92
Osservazioni:

Per sistemi intumescenti a due strati l’applicazione di una


vernice di rifinitura non è permessa; alcuni sistemi sono tuttavia
utilizzabili con composizione a due o tre strati.

Dopo l’applicazione della vernice di finitura non possono venir


applicati ulteriori strati; escluse sono le vernici di finitura
approvate per il sistema intumescente.

La vernice intumescente è composta da sostanze che provocano


l’espansione, pigmenti e sostanze riempitive; a queste sostanze si
aggiungono sostanze leganti e solventi risp. acqua (vernici a base
di solventi risp. dispersioni acquose).

93
94
9.
IMPIANTI
8.
ATTRAVERSAMENTI

1.
VANI
ASCENSORE

2.
TRAMEZZI

3.
ISOLANTI

4. 7.
FACCIATE ATTRAVERSAMENTI
CONTINUE

5.
PROTETTIVI DI 6.
ELEMENTI PORTANTI SOLAI E
CONTROSOFFITTI

95
Definizioni (principali novità)

Spazio a cielo libero = piove!

Lo spazio scoperto è luogo sicuro


temporaneo se di superficie idonea!
È luogo sicuro se, in più, è sempre
collegato alla pubblica via e non ha
problemi di irraggiamento e di crolli (§
S.4.5.1) 96
Definizioni (principali novità)
Il filtro è il “vecchio” disimpegno (lobby)
Nel filtro è ammesso un modesto carico di
incendio specifico (c.a. 3 kglegna/m2)

R/REI/EI 30

E 30-Sa E 30-Sa

R/REI/EI 30
b
R/REI/EI 30
Bisogna dimostrare che funziona!

p d Solo in condizioni di emergenza e


E 30-Sa E 30-Sa h non sempre!
S = p x b x h (spinta sulla porta)
F = S x b / 2d (Forza per l’apertura)
R/REI/EI 30
per una porta 0,9 x 2,2 mxm → Smin ≈ 60 N
97
98
99
100
101
102
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104
105
106
107
108
109
E Sa E Sa

EI
Deposito Attività

110
111
112
Ubicazione e comunicazioni
Significativo,
pericoloso, di norma
=
Valutazione del
rischio

Il fumo deve rimanere


confinato nel
compartimento di
origine

Un’unica regola generale


Le RTV possono integrare queste disposizioni
113
114
115
116
117
Distanza di separazione

Esempio: p = 0,5
d>1200 = 6,0 x 0,5 + 2,5 = 5,5 m Non è detto che 3,5m
siano sufficienti!
d<1200 = 3,9 x 0,5 + 1,3 = 3,3 m

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