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NORMA
ITALIANA

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione

Progettazione e installazione

UNI 7129-1

Parte 1: Impianto interno


OTTOBRE 2008
Gas plants for domestic and similar uses supplied by network

Design and installation


Part 1: Internal plant
La norma fissa i criteri per la progettazione, linstallazione e il
collaudo degli impianti domestici e similari per lutilizzazione dei
gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a e 3a famiglia ed alimentati
da rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682.

TESTO ITALIANO

La presente norma, unitamente alla UNI 7129-2:2008, alla


UNI 7129-3:2008 e alla UNI 7129-4:2008, sostituisce la UNI 7129:2001.

ICS

UNI
Ente Nazionale Italiano
di Unificazione
Via Sannio, 2
20137 Milano, Italia

91.140.40

UNI
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il consenso scritto dellUNI.
www.uni.com
UNI 7129-1:2008

Pagina I

PREMESSA
Rispetto alla UNI 7129:2001, la presente famiglia di norme introduce
le seguenti varianti:
- suddivisione della norma in quattro parti per macro-argomenti;
- aggiornamento dei riferimenti normativi;
- adeguamento prescrizioni per aggiornamenti tecnologici intervenuti;
- nuove e/o diverse prescrizioni installative;
- considerazione di prescrizioni legislative comunitarie, nazionali;
- considerazione di prescrizioni regolamentari.
La presente norma stata elaborata sotto la competenza dellente
federato allUNI
CIG - Comitato Italiano Gas
La Commissione Centrale Tecnica dellUNI ha dato la sua approvazione
il 7 ottobre 2008.
La presente norma stata ratificata dal Presidente dellUNI ed
entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 30 ottobre 2008.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dellarte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dellapplicazione di questa norma, di poter fornire suggerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dellarte
in evoluzione pregato di inviare i propri contributi allUNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terr in considerazione per leventuale revisione della norma stessa.
Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o
di aggiornamenti.
importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso
dellultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare lesistenza di norme UNI corrispondenti alle
norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.
UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina II

INDICE
1

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

RIFERIMENTI NORMATIVI

3
3.1
3.2
3.3
3.4
3.5

TERMINI E DEFINIZIONI
3
Definizioni relative al combustibile ed alle grandezze fisiche ........................................... 3
Definizioni relative allimpianto di utilizzazione gas ................................................................ 4
Definizioni relative ai componenti e pezzi speciali .................................................................. 5
Definizioni relative ai sistemi di giunzione ................................................................................... 6
Definizioni relative al settore edile ................................................................................................... 6

4
4.1

IMPIANTO INTERNO
7
Punto dinizio ............................................................................................................................................... 7
figura

1a

Schema gruppo di misura e collegamento allimpianto gas allacciato ad una rete di


distribuzione .................................................................................................................................................. 8

figura

1b

Schema di collegamento di un impianto domestico o similare ed una linea di


alimentazione gas asservita ad una tipologia di utenza diversa funzionante alla
medesima pressione di esercizio ............................................................................................................ 9

figura

1c

Schema di collegamento di un impianto domestico o similare ed una linea di alimentazione


gas asservita ad una tipologia di utenza diversa funzionante con pressione di esercizio
maggiore ............................................................................................................................................................. 10

4.2
4.3
prospetto

prospetto

prospetto

figura

figura

figura

4.4

4.5
prospetto

figura

5a

figura

5b

figura

figura

7a

Esempio di posa interrata per tubazioni metalliche e di polietilene protette in apposito


alloggiamento .............................................................................................................................................. 23

figura

7b

Esempio di posa interrata per tubazioni metalliche protette in apposito alloggiamento .... 24

figura

Zone da utilizzare per la posa sottotraccia delle tubazioni a gas .............................................. 26

figura

figura

10

figura

11

figura

12

Tubazione gas inserita guaina .............................................................................................................. 27


Criteri di posa nelle parti comuni degli edifici multifamiliari ............................................. 28
Esempi di canaletta ................................................................................................................................. 30
Posa interrata di pi tubazioni ............................................................................................................... 31
Alloggiamento multiplo di tubazioni gas ............................................................................................. 33

4.6

5
5.1
5.2

Dimensionamento impianto gas .................................................................................................... 10


Materiali ....................................................................................................................................................... 11
Tubi di acciaio - Diametri e spessori ................................................................................................... 11
Tubi di rame - Diametri e spessori ....................................................................................................... 12
Tubi di polietilene - Diametri e spessori ............................................................................................. 13
Criteri generali di posa in opera delle tubazioni gas costituenti limpianto
interno ........................................................................................................................................................... 13
Attraversamento di muri perimetrali esterni in mattoni pieni ...................................................... 15
Attraversamento di una parete perimetrale esterna con intercapedine daria ...................... 16
Attraversamento di solai ......................................................................................................................... 17
Criteri di posa negli edifici unifamiliari ........................................................................................ 19
Distanze massime consigliate per lo staffaggio dei tubi di rame ............................................... 19
......................................................................................................................................................................... 20
.......................................................................................................................................................................... 21
Profondit di interramento ...................................................................................................................... 22

COLLAUDO DELLIMPIANTO INTERNO


33
Prova di tenuta dellimpianto............................................................................................................ 33
Prova di tenuta nei casi di rifacimenti parziali o di interventi di manutenzione
straordinaria ...............................................................................................................................................................................34

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina III

COLLEGAMENTO DELLE APPARECCHIATURE ALLA TUBAZIONE


COSTITUENTE LA PARTE FISSA DELLIMPIANTO INTERNO

7
7.1
7.2
7.3

34

CONTROLLO PERIODICO DELL'IMPIANTO INTERNO


34
Pulizia della tubazione ........................................................................................................................ 34
Manovrabilit dei rubinetti dell'impianto interno ................................................................... 35
Stato di conservazione del tubo flessibile ............................................................................... 35

APPENDICE
(normativa)
A.1
A.2

prospetto A.1

A.3
figura

A.1

prospetto A.2
prospetto A.3
prospetto A.4
prospetto A.5
prospetto A.6
prospetto A.7

CALCOLO DEI DIAMETRI DEI TUBI DI UN IMPIANTO INTERNO

36

Principi generali ................................................................................................................................................................... 36


Procedimento per il dimensionamento della tubazione che costituisce
limpianto interno ed utilizzo dei prospetti .................................................................................................... 36
Lunghezze equivalenti dei pezzi speciali ........................................................................................... 37
Esempio di calcolo ............................................................................................................................................................ 37
Esempio di impianto domestico ............................................................................................................ 38
Tratto AC ...................................................................................................................................................... 38
Tratto CF ....................................................................................................................................................... 38
Tratto FM ................................................................................................................................................... 39
Tratto CD ...................................................................................................................................................... 39
Tratto FG ...................................................................................................................................................... 39
Tratto FI ......................................................................................................................................................... 40

prospetto A.8a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per gas naturale, densit relativa 0,6 calcolate per
tubazioni di acciaio con perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard) ......................... 40

prospetto A.8b

Portate termiche (kW) per gas naturale, densit relativa 0,6 calcolate per tubazioni di
acciaio con perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard) ............................................... 41

prospetto A.9a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per miscele di GPL, densit relativa 1,69 calcolate
per tubazioni di acciaio con perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard) ................. 41

prospetto A.9b

Portate termiche (kW) per miscele di GPL, densit relativa 1,69 calcolate per tubazioni
di acciaio con perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard) ........................................... 42

prospetto A.10a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per gas naturale, densit relativa 0,6 calcolate per
tubazioni di rame con perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard) ........................... 42

prospetto A.10b

Portate termiche (kW) per gas naturale, densit relativa 0,6 calcolate per tubazioni di
rame con perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard) ................................................... 43

prospetto A.11a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per miscele di GPL, densit relativa 1,69 calcolate
per tubazioni di rame con perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard) .................... 43

prospetto A.11b

Portate termiche (kW) per miscele di GPL, densit relativa 1,69 calcolate per tubazioni
di rame con perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard)................................................ 44

prospetto A.12a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per gas naturale densit relativa 0,6 calcolate per
tubazioni di polietilene con perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard)................... 44

prospetto A.12b

Portate termiche (kW) per gas naturale, densit relativa 0,6 calcolate per tubazioni
di polietilene con perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard) ..................................... 45

prospetto A.13a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per miscele di GPL densit relativa 1,69 calcolate
per tubazioni di polietilene con perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard) .......... 45

prospetto A.13b

Portate termiche (kW) per miscele di GPL, densit relativa 1,69 calcolate per tubazioni
di polietilene con perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard) .................................... 46

APPENDICE
(informativa)

DILATAZIONI TERMICHE PER TUBI DI ACCIAIO E DI RAME

47

prospetto B.1

Dilatazione lineare dei tubi di acciaio in relazione alla variazione della temperatura
superficiale ................................................................................................................................................... 47

prospetto B.2

Dilatazione lineare dei tubi di rame in relazione alla variazione della temperatura
superficiale ................................................................................................................................................... 47

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina IV

APPENDICE
(informativa)

ALCUNI ESEMPI DI INTERRAMENTO E DI ATTRAVERSAMENTO DELLA


PARETE ESTERNA
48

figura

C.1a

Interramento - Percorso del tubo di PE con arrivo perpendicolare sulla parete


perimetrale esterna in pozzetto ............................................................................................................. 48

figura

C.1b

Interramento - Percorso del tubo di PE con arrivo perpendicolare sulla parete


perimetrale esterna senza pozzetto .................................................................................................... 49

figura

C.2

Interramento - Percorso del tubo metallico rivestito e protetto da guaina con arrivo
perpendicolare sulla parete perimetrale esterna ............................................................................. 50

figura

C.3

Interramento - Percorso del tubo metallico rivestito e protetto da guaina con arrivo
perpendicolare sulla parete perimetrale esterna ed entrata diretta nei locali interrati
(soluzione non consentita per gas di densit maggiore a 0,8) ................................................... 51

figura

C.4a

Interramento - Esempio di percorso tubo PE o metallico sotto marciapiede parallelo


alla parete perimetrale esterna ............................................................................................................ 52

figura

C.4b

Interramento - Esempio di percorso di un tubo in PE o metallico in terreno scoperto


parallelo alla parete perimetrale esterna ......................................................................................... 53

figura

C.5

Interramento - Percorso tubo metallico allinterno di un tunnel in presenza di altri


servizi ............................................................................................................................................................ 54

figura

C.6

Attraversamento - Attraversamento della parete esterna con posa della tubazione


sulla caldana del balcone ed entrata diretta nel locale di installazione dellapparecchio
di utilizzazione ............................................................................................................................................. 55

figura

C.7

Attraversamento - Attraversamento della parete esterna con entrata diretta e posa


della tubazione con rivestimento sulla caldana nel locale di installazione
dellapparecchio di utilizzazione ........................................................................................................... 56

figura

C.8

Attraversamento - Tubazione interrata con rivestimento protettivo ed attraversamento


della parete esterna con entrata diretta e posa con guaina sulla caldana nel locale di
installazione dellapparecchio di utilizzazione .................................................................................. 57

BIBLIOGRAFIA

UNI 7129-1:2008

58

UNI

Pagina V

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina VI

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma fissa i criteri per la progettazione, l'installazione e il collaudo degli
impianti domestici e similari per l'utilizzazione dei gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a
e 3a famiglia ed alimentati da rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682.
La presente norma si applica alla costruzione ed ai rifacimenti di impianti o parte di essi,
comprendenti il complesso delle tubazioni e degli accessori che distribuiscono il gas a
valle del gruppo di misura o punto dinizio, agli apparecchi utilizzatori di singola portata
termica nominale massima non maggiore di 35 kW.
La presente norma si applica per pressioni comprese tra un massimo ed un minimo in
relazione al campo utile di funzionamento degli apparecchi.
La pressione massima di tale campo non pu essere comunque maggiore di 40 mbar per
gas con densit relativa d d 0,8 e di 70 mbar per gas con densit relativa d > 0,8.

Nota 1

Per linstallazione degli apparecchi di utilizzazione, ventilazione e aerazione dei locali di installazione vedere
UNI 7129-2.

Nota 2

Per i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione vedere UNI 7129-3.

Nota 3

Per la messa in servizio degli impianti vedere UNI 7129-4.

RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in
altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e
sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o
revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente
norma come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale lultima edizione
della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti).
UNI 7129-2

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 2:
Installazione degli apparecchi di utilizzazione, ventilazione e
aerazione dei locali di installazione

UNI 7129-3

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 3: Sistemi di
evacuazione dei prodotti della combustione

UNI 7129-4

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 4: Messa in
servizio degli impianti/apparecchi

UNI 7140 + A1

Apparecchi a gas per uso domestico - Tubi flessibili non metallici


per allacciamento

UNI 9036

Gruppi di misura con contatori a pareti deformabili - Prescrizioni di


installazione

UNI 9099

Tubi di acciaio impiegati per tubazioni interrate o sommerse Rivestimento esterno di polietilene applicato per estrusione

UNI 9165

Reti di distribuzione del gas - Condotte con pressione massima di


esercizio minore o uguale a 5 bar - Progettazione, costruzione,
collaudo, conduzione, manutenzione e risanamento

UNI 9736

Giunzioni miste metallo-polietilene per condotte di gas


combustibili, acqua e fluidi in pressione e/o metallo-polipropilene
per condotte di acqua e fluidi in pressione - Tipi, requisiti e prove

UNI 10191

Prodotti tubolari di acciaio impiegati per tubazioni interrate o


sommerse - Rivestimento esterno di polietilene applicato per
fusione

UNI 10284

Giunti isolanti monoblocco - 10 d DN d 80 - PN 10

UNI 10285

Giunti isolanti monoblocco - 80 d DN d 600 - PN 16

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 1

UNI 10520

Saldatura di materie plastiche - Saldatura ad elementi termici per


contatto - Saldatura di giunti testa a testa di tubi e/o raccordi in
polietilene per il trasporto di gas combustibili, di acqua e di altri
fluidi in pressione

UNI 10521

Saldature di materie plastiche - Saldatura per elettrofusione Saldatura di tubi e/o raccordi in polietilene per il trasporto di gas
combustibili, di acqua e di altri fluidi in pressione

UNI 10582

Prodotti di gomma - Guarnizioni di tenuta di gomma vulcanizzata


per tubi flessibili di allacciamento di apparecchi a gas per uso
domestico - Requisiti

UNI 10682

Piccole centrali di GPL per reti di distribuzione - Progettazione,


costruzione, installazione, collaudo ed esercizio

UNI 10823

Rame e leghe di rame - Tubi di rame rivestiti per applicazione gas


in zone di interramento - Rivestimento esterno di materiali plastici
applicato per estrusione

UNI 11137-1

Impianti a gas per uso domestico e similari - Linee guida per la


verifica e per il ripristino della tenuta di impianti interni in esercizio
- Parte 1: Prescrizioni generali e requisiti per i gas della Ia e IIa
famiglia

UNI/TS 11147

Impianti a gas per uso domestico - Impianti di adduzione gas per


usi domestici alimentati da rete di distribuzione, da bombole e
serbatoi fissi di GPL, realizzati con sistemi di giunzioni a raccordi a
pressare - Progettazione, installazione e manutenzione

UNI EN 161

Valvole automatiche di sezionamento per bruciatori a gas e


apparecchi utilizzatori a gas

UNI EN 331

Rubinetti a sfera ed a maschio conico con fondo chiuso, a


comando manuale, per impianti a gas negli edifici

UNI EN 751-1

Materiali di tenuta per giunzioni metalliche filettate a contatto con


gas della 1a, 2a e 3a famiglia e con acqua calda - Parte 1:
Composti di tenuta anarobici

UNI EN 751-2

Materiali di tenuta per giunzioni metalliche filettate a contatto con


gas della 1a, 2a e 3a famiglia e con acqua calda - Parte 2:
Composti di tenuta non indurenti

UNI EN 751-3

Materiali di tenuta per giunzioni metalliche filettate a contatto con


gas della 1a, 2a e 3a famiglia e con acqua calda - Parte 3: Nastri di
PTFE non sinterizzato

UNI EN 1044

Brasatura forte - Metalli di apporto

UNI EN 1057

Rame e leghe di rame - Tubi rotondi di rame senza saldatura per


acqua e gas nelle applicazioni sanitarie e di riscaldamento

UNI EN 1254-1

Rame e leghe di rame - Raccorderia idraulica - Raccordi per


tubazioni di rame con terminali atti alla saldatura o brasatura
capillare

UNI EN 1254-2

Rame e leghe di rame - Raccorderia idraulica - Raccordi per


tubazioni di rame con terminali a compressione

UNI EN 1254-4

Rame e leghe di rame - Raccorderia idraulica - Raccordi


combinati altri termini di connessione con terminali di tipo capillare
o a compressione

UNI EN 1254-5

Rame e leghe di rame - Raccorderia idraulica - Raccordi per


tubazioni di rame con terminali corti per brasatura capillare

UNI EN 1555-2

Sistemi di tubazioni di materia plastica per la distribuzione di gas


combustibili - Polietilene (PE) - Parte 2: Tubi

UNI EN 1555-3

Sistemi di tubazioni di materia plastica per la distribuzione di gas


combustibili - Polietilene (PE) - Parte 3: Raccordi

UNI EN 1555-4

Sistemi di tubazioni di materia plastica per la distribuzione di gas


combustibili - Polietilene (PE) - Parte 4: Valvole

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 2

UNI EN 1762

Tubi e tubi raccordati di gomma per gas di petrolio liquefatto, GPL


(liquido o in fase gassosa), e gas naturale fino a 25 bar (2,5 MPa)
- Specifiche

UNI EN 1775

Trasporto e distribuzione di gas - Tubazioni di gas negli edifici Pressione massima di esercizio d5 bar - Raccomandazioni
funzionali

UNI EN 10208-1

Tubi di acciaio per condotte di fluidi combustibili - Condizioni


tecniche di fornitura - Tubi della classe di prescrizione A

UNI EN 10226-1

Filettature di tubazioni per accoppiamento con tenuta sul filetto Parte 1: Filettature esterne coniche e interne parallele Dimensioni, tolleranze e designazione

UNI EN 10226-2

Filettature di tubazioni per accoppiamento con tenuta sul filetto Parte 2: Filettature esterne coniche e interne coniche Dimensioni, tolleranze e designazione

UNI EN 10240

Rivestimenti protettivi interni e/o esterni per tubi di acciaio Prescrizioni per i rivestimenti di zincatura per immersione a caldo
applicati in impianti automatici

UNI EN 10255

Tubi di acciaio non legato adatti alla saldatura e alla filettatura Condizioni tecniche di fornitura

UNI EN 13501-1

Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da


costruzione - Parte 1: Classificazione in base ai risultati delle
prove di reazione al fuoco

UNI EN 14800

Assemblaggi di tubi metallici ondulati di sicurezza per il


collegamento di apparecchi domestici che utilizzano combustibili
gassosi

UNI EN 29453

Leghe per brasatura dolce - Composizione chimica

UNI ISO 5256

Tubi ed accessori di acciaio impiegati per tubazioni interrate o


immerse - Rivestimento esterno e interno a base di bitume o di
catrame

CEI 64-8

Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a


1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua

TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma si applicano i termini e le definizioni seguenti. Eventuali
termini posti tra parentesi ( ) si riferiscono a sinonimi.

3.1

Definizioni relative al combustibile ed alle grandezze fisiche

3.1.1

condizioni di riferimento: 15 C, 1013,25 mbar1), salvo indicazione diversa.

3.1.2

combustibile gassoso: Ogni sostanza combustibile che allo stato gassoso alla
temperatura di 15 C ed alla pressione di 1013,25 mbar.

3.1.3

densit relativa allaria [d ]: Rapporto di masse di volumi uguali di gas e di aria secchi alle
stesse condizioni di riferimento.

3.1.4

perdita di carico ['p ]: Differenza fra le pressioni statiche misurate in due sezioni di una
tubazione percorsa da un fluido gassoso. Unit di misura mbar.

3.1.5

portata in volume [Q v]: Volume di gas transitato nellunit di tempo, con il gas nelle
condizioni di riferimento. Unit di misura: m3/h.

3.1.6

portata in massa [M ]: Massa di gas transitata nellunit di tempo. Unit di misura kg/h.
1)

Nel sistema internazionale (SI) lunita di misura della pressione il Pascal [Pa]. Un mbar equivale a 100 Pa.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 3

3.1.7

portata termica [Q ]: Quantit di energia termica transitata nellunit di tempo


corrispondente al prodotto delle portate (volume o in massa) per il potere calorifico,
considerando il potere calorifico inferiore o il potere calorifico superiore. Unit di misura in
kW, kJ/m3 o, in kJ/kg.

3.1.8

portata termica nominale [Q n]: Valore della portata termica dichiarata dal costruttore. Unit
di misura kW.

3.1.9

potere calorifico di un gas [H ]: Quantit di energia termica prodotta dalla combustione


completa, a pressione costante di 1 013,25 mbar, dallunit di volume o di massa di gas,
considerando i costituenti della miscela combustibile nelle condizioni di riferimento e
riportando i prodotti della combustione alle stesse condizioni.
Si distinguono due tipi di potere calorifico:
-

potere calorifico superiore [H s]: lacqua prodotta dalla combustione si suppone


condensata. Unit di misura: MJ/m3 o MJ/kg;

potere calorifico inferiore [H i]: lacqua prodotta dalla combustione si suppone allo
stato di vapore. Unit di misura: MJ/m3 o MJ/kg.

3.1.10

pressione di esercizio: Pressione presente nelle tubazioni nelle condizioni di


funzionamento. Unit di misura: mbar.

3.1.11

pressione massima di esercizio: Pressione massima a cui la tubazione pu essere


impiegata, in condizioni di normale funzionamento. Unit di misura: mbar.

3.1.12

pressione di prova di tenuta: Pressione applicata allinterno della tubazione, durante la


prova di tenuta. Unit di misura: mbar.

3.2

Definizioni relative allimpianto di utilizzazione gas

3.2.1

impianto gas: Impianto costituito dai seguenti componenti:

3.2.2

impianto interno,

installazione ed i collegamenti dellapparecchio utilizzatore,

predisposizioni edili e/o meccaniche per la ventilazione dei locali di installazione


degli apparecchi,

predisposizioni edili e/o meccaniche per laerazione dei locali di installazione,

predisposizioni edili e/o meccaniche per lo scarico allesterno dei prodotti della
combustione ed il collegamento al camino/canna fumaria.

impianto interno: Tubazione a valle del punto di consegna che termina al collegamento di
entrata degli apparecchi.
Nota

3.2.3

Limpianto interno comprende le tubazioni installate sia nella parte interna che esterna delledificio.

impianto domestico e similare: Impianto a gas in cui gli apparecchi installati hanno tutti
singola portata termica non maggiore di 35 kW. Inoltre con il termine " impianto similare"
si intende indicare un impianto destinato ad alimentare apparecchi di utilizzazione per la
produzione di calore, acqua calda sanitaria e per la cottura cibi installato in ambienti ad
uso non abitativo e non considerati nel campo di applicazione di specifiche regole
tecniche.

3.2.4

prova di tenuta: Procedimento per il controllo della conformit della tubazione ai requisiti
di tenuta.

3.2.5

punto di riconsegna (in precedenza noto come "punto di consegna"): Punto in cui avviene
il passaggio di propriet del gas dallazienda distributrice allutente.
Questo punto potrebbe coincidere, o meno con il punto dinizio.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 4

3.2.6

punto dinizio: Definisce il primo elemento dellimpianto soggetto allapplicazione della


norma di installazione. A seconda della tipologia impiantistica questo elemento pu
essere:

Nota

a)

il rubinetto posto immediatamente a valle del gruppo di misura;

b)

il rubinetto posto immediatamente a valle di una derivazione che alimenta un impianto


domestico o similare, qualora la tubazione principale del gas a valle del gruppo di
misura asservita ad impianti di tipologia diversa da quelli ricadenti nella presente
norma per esempio: cicli produttivi, centrali termiche maggiori di 35 kW, ecc;

c)

il rubinetto posto immediatamente a valle del gruppo di riduzione qualora limpianto


di cui al punto b) sia alimentato con pressione maggiore di quella prevista dal campo
di applicazione della presente norma.

Per gli impianti alimentati a GPL la definizione del punto di inizio riportata nella UNI 7131.

3.2.7

tubazione: Insieme di tubi e componenti.

3.2.8

tubazione interrata: Tubazione posata nel terreno allesterno del perimetro del corpo
delledificio, definito dalle relative pareti/fondamenta perimetrali esterne.

3.2.9

manutenzione straordinaria dellimpianto del gas: Per interventi di straordinaria


manutenzione si intendono quegli interventi sugli impianti che comportano la sostituzione
di parti quali, le tubazioni e gli accessori (rubinetti, gomiti, raccordi, ecc.), i collegamenti
degli apparecchi, nonch la realizzazione o la modifica delle predisposizioni edili e/o
meccaniche per la ventilazione del locale dove deve essere installato lapparecchio, le
predisposizioni edili e/o meccaniche per lo scarico allesterno dei prodoti della
combustione.

3.3

Definizioni relative ai componenti e pezzi speciali

3.3.1

canaletta: Struttura o nicchia, ubicata (o ricavata) sulle pareti perimetrali esterne o interne
delledificio per la posa delle tubazioni gas.

3.3.2

collegamento equipotenziale: Mezzo per assicurare che le tubazioni metalliche del gas e
le altre parti metalliche delledificio, abbiano lo stesso potenziale elettrico.

3.3.3

collegamento flessibile: Tubo flessibile da installare tra la fine della tubazione fissa e il
raccordo di entrata dellapparecchio.

3.3.4

dispositivo di intercettazione (rubinetto o valvola): Dispositivo per lintercettazione del


flusso del gas in una tubazione.

3.3.5

dispositivo di intercettazione generale (rubinetto, valvola, elettro-valvola): Dispositivo di


intercettazione che serve a chiudere un impianto interno.
Nota

3.3.6

Questo dispositivo generalmente installato sulla tubazione di alimentazione, a monte della prima
diramazione nel senso del flusso del gas.

dispositivo di intercettazione di un apparecchio: Dispositivo di intercettazione di un


apparecchio di utilizzazione.
Nota

3.3.7

Questo dispositivo definito anche rubinetto di utenza posto a monte dellapparecchio utilizzatore.

guaina: Tubo di protezione in cui passa una tubazione gas. (La guaina ha la funzione di
proteggere meccanicamente il tubo gas e di convogliare eventuali trafilamenti di gas
direttamente allesterno o in locali aerati o aerabili).

3.3.8

giunto isolante monoblocco (dielettrico): Componente destinato ad interrompere la


continuit elettrica di una tubazione.

3.3.9

misuratore di portata (contatore): Dispositivo per la misurazione di un volume di gas.

UNI 7129-1:2008

UNI

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3.3.10

regolatore di pressione: Dispositivo che riduce la pressione del gas ad un valore


prestabilito e la mantiene entro i limiti imposti.

3.3.11

rivestimento protettivo: Rivestimento atto alla protezione da aggressione di agenti chimici


di una tubazione gas. In questo caso il rivestimento non ha la funzione di convogliare
eventuali trafilamenti di gas allesterno.

3.4

Definizioni relative ai sistemi di giunzione

3.4.1

brasatura: Operazione nella quale le parti metalliche vengono unite mediante lazione
capillare di un metallo di apporto allo stato liquido, che ha una temperatura di fusione
minore a quella delle parti da unire tra loro.

3.4.1.1

brasatura dolce: Giunzione mediante lazione capillare di un metallo di apporto, che ha una
temperatura di fusione minore di 450 C.

3.4.1.2

brasatura forte: Giunzione mediante lazione capillare di un metallo di apporto che ha una
temperatura di fusione maggiore di 450 C.

3.4.2

giunto: Sistema di giunzione tra elementi di un impianto gas.

3.4.3

giunto meccanico: Giunto in cui la tenuta al gas ottenuta per compressione, con o senza
guarnizione. Questo giunto pu essere facilmente smontato e rimontato.

3.4.3.1

giunto filettato: Giunto in cui la tenuta al gas ottenuta per mezzo dellaccoppiamento delle
parti metalliche della filettatura con lausilio o meno di materiali di tenuta.

3.4.4

giunto di transizione: Pezzo speciale che realizza il collegamento tra tubi di materiale
diverso.

3.4.4.1

raccordo a pressare: Giunto con uno o pi terminali a pressare che incorporano un elemento
di tenuta nel quale la giunzione si effettua mediante pressione radiale o assiale sul giunto,
tramite uno speciale utensile.

3.4.4.2

raccordo a compressione: Giunto con uno o pi terminali a compressione in cui la tenuta


ottenuta mediante compressione di un anello o manicotto sulla parete esterna del tubo.
Nota

Ai sensi della UNI EN 1254-2 la tenuta ottenuta per compressione, con guarnizione metallica o non metallica
con o senza guarnizione (tipo A) oppure, per deformazione del tubo (tipo B).

3.5

Definizioni relative al settore edile

3.5.1

autorimessa (box): Area coperta e delimitata da pareti almeno su tre lati, destinata
esclusivamente al ricovero, alla sosta e alla manovra degli autoveicoli con i servizi
annessi. Non sono considerate autorimesse le tettoie aperte almeno su due lati.

3.5.2

androne: Area di transito dello stabile condominiale che dallingresso immette alle scale,
ai cortili, ai singoli appartamenti e ad altre pertinenze.

3.5.3

edificio: Unit immobiliare dotata di autonomia funzionale, ovvero un insieme autonomo


di unit immobiliari funzionalmente e/o fisicamente connesse tra loro.

3.5.4

edificio unifamiliare: Edificio, singolo o a schiera, corrispondente a un unico alloggio.

3.5.5

edificio residenziale: Edificio in cui si trovano uno o pi appartamenti ad uso abitativo,


escluse le aree destinate principalmente ad attivit professionali e locali aperti al pubblico.

3.5.6

lastrici solari: Superficie terminale delledificio con funzione di copertura e protezione del
medesimo. detto praticabile se provvisto di parapetto (si differenzia sia dal tetto sia dalla
terrazza a livello).

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Pagina 6

3.5.7

locale aerabile: Locale dotato di dispositivi che consentono laerazione su necessit. Tali
dispositivi possono essere costituiti da generiche aperture apribili e comunicanti
direttamente con lesterno quali porte, finestre, portefinestre, lucernari, ecc. Si definiscono
altres aerabili i locali dinstallazione dotati di pi aperture (porte, finestre, aperture
permanenti) non direttamente comunicanti con lesterno, ma comunicanti con almeno due
locali dotati di aperture apribili e comunicanti direttamente con lesterno.

3.5.8

locale aerato: Locale dotato di dispositivi che consentono laerazione permanente. Tali
dispositivi possono essere costituiti da:

Nota

3.5.9

una o pi aperture comunicanti permanentemente con lesterno, realizzate su pareti


perimetrali, serramenti o infissi;

condotti di aerazione.

Le stesse prescrizioni valgono anche per le nicchie/vani tecnici destinati a contenere apparecchiature per il gas.

locale con pericolo incendio: Per locali con pericolo incendio si intendono quelli:

Nota

in cui sono svolte le attivit elencate nel D.M. 16/02/19822);

soggetti a normativa specifica relativa alla prevenzione incendi.

Sono ritenuti locali con pericolo incendio i box, i garage, le autorimesse.

3.5.10

pertinenze: Ogni cosa che sia destinata in modo durevole al servizio o allornamento di
unaltra cosa.

3.5.11

parti comuni di un edificio: Sono quelle parti (muri maestri, tetti, lastrici solari, scale,
androni, portici, cortili, corridoi, ecc.) che sono poste al servizio comune o che connettono
funzionalmente pi unit immobiliari.

3.5.12

solaio: Struttura orizzontale che divide due piani o volumi accessori di un edificio.

3.5.13

spazio esterno: Spazio esterno al volume del corpo delledificio definito dalle pareti
perimetrali esterne. Si considerano spazio esterno anche ambienti non confinati come per
esempio i balconi/logge aperte, lastrici solari, e similari.

3.5.14

unit immobiliare/alloggio/appartamento: Locale, o insieme di locali, con accesso


indipendente e diretto attraverso spazio pubblico (strada, piazza, ecc.) oppure attraverso
spazio privato ad uso comune (androne, cortile, scala, ballatoio, portico, ecc.).

IMPIANTO INTERNO

4.1

Punto dinizio
La possibilit di manovra del dispositivo dintercettazione che costituisce il punto di inizio
deve essere limitata esclusivamente allutente interessato. A tale scopo, se necessario, si
ritengono idonei rubinetti con chiavi, nicchie ed armadietti con chiave ad uso esclusivo,
altri dispositivi similari.
Il collegamento tra impianto interno e gruppo di misura deve essere realizzato in modo
tale da evitare sollecitazioni meccaniche al gruppo stesso come riportato nella UNI 9036.
Nel caso in cui il gruppo di misura non sia dotato della presa di pressione di competenza
dellazienda (figura 1a - riferimento 4), il rubinetto che costituisce il punto di inizio deve
essere collegato al codolo di uscita del contatore (figura 1a - riferimento 7). Nel caso
invece la presa di pressione (figura 1a - riferimento 4), fosse presente allorigine, il
rubinetto (figura 1a - riferimento 5) deve essere collegato al codolo/filetto di uscita della
presa di pressione (figura 1a - riferimento 4).

2)

Alla data di pubblicazione della presente norma in vigore Decreto Ministeriale del 16 febbraio 1982 "Modificazioni del
Decreto Ministeriale 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attivit soggette alle visite di prevenzione
incendi".

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UNI

Pagina 7

Gli impianti interni devono essere dotati di una presa di pressione facilmente accessibile
e ad uso esclusivo dellutente.
La presa di pressione deve essere posta a valle del dispositivo dintercettazione che
costituisce il punto dinizio (vedere figura 1a, 1b, 1c) oppure, pu essere compresa nel
dispositivo di intercettazione stesso.
figura

1a

Schema gruppo di misura e collegamento allimpianto gas allacciato ad una rete di distribuzione
Legenda
1
Dispositivo di intercettazione ingresso contatore/misuratore (in genere di competenza del
distributore)
2
Codolo di ingresso
3
Contatore/Misuratore
4
Eventuale presa pressione del contatore/misuratore; potrebbe essere prevista anche nel
dispositivo di intercettazione (1), oppure direttamente nella mensola di fissaggio o sul codolo
di uscita
5
Punto dinizio e dispositivo di intercettazione (di competenza del cliente)
6
Presa di pressione completa di tappo. Potrebbe essere prevista anche direttamente nel
dispositivo di intercettazione (5) (di competenza del cliente)
7
Codolo di uscita
8
Mensola di fissaggio
9
Gas

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UNI

Pagina 8

figura

1b

Schema di collegamento di un impianto domestico o similare ed una linea di alimentazione gas


asservita ad una tipologia di utenza diversa funzionante alla medesima pressione di esercizio
Legenda
1
Gruppo di misura
2
Linea principale di alimentazione gas alle utenze
3
Punto dinizio e rubinetto di intercettazione generale
4
Presa di pressione
5
Utenze diverse
6
Utenza domestica
7
Giunto dielettrico in caso di tubazioni metalliche

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UNI

Pagina 9

figura

1c

Schema di collegamento di un impianto domestico o similare ed una linea di alimentazione gas


asservita ad una tipologia di utenza diversa funzionante con pressione di esercizio maggiore
Legenda
1
Gruppo di misura
2
Linea principale di alimentazione gas alle utenze
3
Dispositivo di intercettazione
4
Riduttore di pressione
5
Punto dinizio e rubinetto di intercettazione generale
6
Presa di pressione
7
Utenze diverse
8
Utenza domestica
9
Giunto dielettrico in caso di tubazioni metalliche

4.2

Dimensionamento impianto gas

4.2.1

Generalit
Per il dimensionamento di tratti di tubazioni che costituiscono limpianto interno si rimanda
allappendice A. In presenza di progetto consentito ricorrere a procedure di dimensionamento
diverse purch sia garantito un risultato equivalente.
Le sezioni delle tubazioni costituenti l'impianto devono essere tali da garantire una
fornitura di gas sufficiente a coprire la massima richiesta limitando la perdita di pressione
fra il contatore e qualsiasi apparecchio di utilizzazione a valori non maggiori di:
-

0,5 mbar per i gas della 1a famiglia (gas manifatturato);

1,0 mbar per i gas della 2a famiglia (gas naturale);

2,0 mbar per i gas della 3a famiglia (GPL).

Qualora a monte del contatore sia installato un regolatore di pressione, si ammettono


perdite di carico doppie di quelle sopra riportate.

4.2.2

Determinazione della portata di gas in volume


La portata di gas necessaria per alimentare ogni apparecchio deve essere rilevata in base
alle indicazioni fornite dal costruttore.

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Pagina 10

4.3

Materiali
I materiali da utilizzare per la realizzazione degli impianti devono essere integri, privi di
danni visibili cagionati da trasporto, stoccaggio o da particolari eventi.
Per sistemi e materiali diversi da quelli previsti nella presente norma, necessario fare
riferimento alle specifiche normative, per esempio per i sistemi a pressare il riferimento
la UNI/TS 11147.

4.3.1

Tubazioni
Le tubazioni che costituiscono la parte fissa degli impianti possono essere di:
acciaio;
rame;
polietilene.

4.3.1.1

Tubi di acciaio
I tubi di acciaio possono essere senza saldatura oppure con saldatura longitudinale e
devono avere le caratteristiche prescritte dalla UNI EN 10255.
I diametri di uso corrente e gli spessori minimi da impiegare sono indicati nel prospetto 1.
prospetto

Tubi di acciaio - Diametri e spessori


Diametro esterno D e
mm
17,2

21,3

26,9

33,7

42,4

48,3

60,3

76,1

88,9

2,9

3,2

3,2

3,6

Spessore s
mm
2,0

2,3

2,3

2,9

2,9

Per le tubazioni di acciaio con saldatura longitudinale, se interrate, occorre prevedere tubi
aventi caratteristiche uguali a quelle dei tubi usati per pressione massima di esercizio
p d 5 bar (UNI EN 10208-1).

4.3.1.1.1

Giunzioni per tubi di acciaio


Le giunzioni dei tubi dacciaio possono essere realizzate utilizzando parti e raccordi con
estremit filettate conformi alla UNI EN 10226-1 e UNI EN 10226-2, oppure a mezzo di
saldatura di testa per fusione.
Per la tenuta delle giunzioni filettate possono essere impiegati materiali di tenuta che
soddisfino le norme di prodotto ed utilizzati in conformit alle istruzioni del fabbricante:
UNI EN 751-1 per materiali indurenti (sigillanti anaerobici);
UNI EN 751-2 per materiali non indurenti (gel, paste, impregnanti, ecc.);
UNI EN 751-3 per nastri di PTFE non sinterizzato.
vietato luso di fibre di canapa, anche se impregnate del composto di tenuta, su
filettature di tubazioni convoglianti GPL o miscele GPL-aria.
vietato in ogni caso luso di biacca, minio e materiali simili.

4.3.1.1.2

Dispositivi di intercettazione per tubi di acciaio


I dispositivi di intercettazione (rubinetti) devono essere conformi alle norme applicabili
(per i diametri fino a DN 50 applicabile la UNI EN 331) e possono essere installati:
a vista;
in pozzetti ispezionabili e non a tenuta per le tubazioni interrate;
in scatole ispezionabili, a tenuta nella parte murata e con coperchio non a tenuta
verso lambiente.
Il dispositivo di intercettazione dellapparecchio pu anche essere fornito direttamente dal
fabbricante come parte integrante dellapparecchio (vedere punto 4.4.1.14).
concesso lutilizzo di valvole di intercettazione generale con comando di apertura e
chiusura a distanza con le limitazioni di cui al punto 4.4.1.11.

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UNI

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4.3.1.2

Tubi di rame
I tubi di rame devono avere le caratteristiche prescritte dalla norma UNI EN 1057.
Per i diametri di uso corrente, gli spessori minimi da impiegare sono indicati nel
prospetto 2. Per diametri maggiori non riportati nel prospetto 2, si deve adottare il
massimo spessore previsto dalla UNI EN 1057.
prospetto

Tubi di rame - Diametri e spessori


Diametro esterno D e
mm
12,0

14,0

15,0

16,0

18,0

22,0

28,0

35,0

42,0

54,0

1,0

1,0

1,5

1,5

Spessore s
mm
1,0

4.3.1.2.1

1,0

1,0

1,0

1,0

1,0

Giunzioni per tubi di rame


Le giunzioni dei tubi di rame possono essere realizzate mediante:
-

raccordi adatti sia per brasatura capillare dolce sia per la brasatura forte conformi
alla UNI EN 1254-1. Le leghe per la brasatura dolce devono essere conformi a
UNI EN 29453 e quelle per la brasatura forte devono essere conformi a
UNI EN 1044;

raccordi adatti solo alla brasatura forte conformi alla UNI EN 1254-5. Le leghe per la
brasatura forte devono essere conformi alla UNI EN 1044;

raccordi meccanici a compressione conformi alla UNI EN 1254-2;

raccordi misti per la giunzione tubo di rame con tubo di acciaio ed anche per il
collegamento di rubinetti, di raccordi portagomma, ecc. conformi alla UNI EN 1254-4.

Non sono ammesse giunzioni dirette (bicchieratura, derivazione a T, ecc,) tra tratti di
tubazione senza lutilizzo di appositi raccordi.

4.3.1.2.2

Dispositivi di intercettazione per tubi di rame


I dispositivi di intercettazione (rubinetti) per i tubi di rame devono avere le medesime
caratteristiche e criteri di installazione di cui al punto 4.3.1.1.2.

4.3.1.3

Tubi di polietilene
I tubi di polietilene, sono da impiegare unicamente per le tubazioni interrate e in ogni caso
devono essere protette contro le radiazioni solari ed a condizione che il tubo non entri
allinterno delledificio. consentito lattraversamento di androni comunicanti con cortili
interni in conformit al punto 4.5.1.3.2 e al punto 4.5.1.3.3.
consentito il collegamento diretto fuori terra solo ai gruppi di misura esterni alledificio se
protetti da appositi alloggiamenti (armadio o nicchia) in conformit alla UNI 9036.
Leventuale tratto del tubo in polietilene fuori terra, non contenuto allinterno dellapposito
alloggiamento, deve essere il pi breve possibile e deve essere protetto in ogni sua parte
mediante guaine, profilati metallici o per mezzo di manufatti edili.
Nel caso di elevate dilatazioni della tubazione in polietilene, necessario adottare
adeguati provvedimenti al fine di evitare lo sfilamento del tubo dal raccordo di giunzione al
contatore.
I tubi di polietilene devono avere caratteristiche qualitative e dimensionali non minori di
quelle prescritte dalla UNI EN 1555-2.
Per i diametri di uso corrente, gli spessori minimi da impiegare sono indicati nel
prospetto 3.

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UNI

Pagina 12

prospetto

Tubi di polietilene - Diametri e spessori


Diametro esterno D e
mm
20,0

25,0

32,0

40,0

50,0

63,0

75,0

90,0

110,0

3,6

4,3

5,2

6,3

Spessore s
mm
3,0

4.3.1.3.1

3,0

3,0

3,0

3,0

Giunzioni per tubi di polietilene


Le giunzioni dei tubi di polietilene possono essere realizzate mediante:
-

raccordi di polietilene conformi alla UNI EN 1555-3 con saldatura per elettrofusione
realizzata in conformit alla UNI 10521;

raccordi di polietilene conformi alla UNI EN 1555-3 con saldatura per fusione a
mezzo di elementi riscaldati conformemente alla UNI 10520;

raccordi meccanici conformi alla UNI EN 1555-3;

raccordi meccanici con giunzioni miste polietilene - metallo, conformi alla UNI 9736.

I raccordi meccanici possono essere installati fuori terra o in pozzetti di ispezione.

4.3.1.3.2

Dispositivi di intercettazione per tubi di polietilene


I dispositivi di intercettazione (rubinetti) per i tubi di polietilene possono essere di materiali
plastici conformi alla UNI EN 1555-4, o in alternativa metallici conformi alla UNI EN 331,
sempre con le medesime condizioni di posa di cui in 4.3.1.1.2.
I rubinetti in materiale plastico possono essere installati solo in pozzetti dedicati oppure,
se espressamente previsto dal fabbricante, anche direttamente nel terreno.
In ogni caso deve essere garantita la manovrabilit dei rubinetti.

4.4

Criteri generali di posa in opera delle tubazioni gas costituenti limpianto interno

4.4.1

Disposizioni generali per la posa in opera

4.4.1.1

Le tubazioni del gas devono essere posate preferibilmente allesterno dell'edificio (per
esempio cortili, pareti perimetrali, muri di cinta, ecc.) limitando quanto pi possibile il
percorso allinterno dei locali e garantendo comunque laccessibilit per una eventuale
manutenzione. Le tubazioni metalliche (acciaio, rame) installate allesterno ed a vista
devono essere collocate in posizione tale da essere protette da urti e danneggiamenti. In
particolare ove necessario (per esempio zone di transito o stazionamento di veicoli a
motore), le tubazioni, devono essere protette con guaina di acciaio, di spessore non minore
di 2 mm, per unaltezza non minore di 1,5 m. In alternativa alla guaina in acciaio, possono
essere utilizzati elementi o manufatti aventi caratteristiche di resistenza meccaniche
equivalenti. Tali accorgimenti non sono richiesti per le tubazioni posate nelle canalette
(nicchie) ricavate direttamente nellestradosso, quando queste ultime garantiscono la
protezione rispetto agli urti accidentali.
Le tubazioni a vista devono essere ancorate alla parete perimetrale esterna o ad altre idonee
strutture per evitare scuotimenti e vibrazioni. Inoltre le tubazioni devono essere posate
prevedendo vincoli, ancoraggi, staffature, ed eventualmente protette, in modo tale che le
dilatazioni e le compressioni non provochino deformazioni permanenti o non ammissibili.
Alcuni esempi di posa sono riportati nellappendice C.
Le tubazioni possono essere collocate:
-

a vista;

sotto traccia;

interrate;

in strutture appositamente realizzate;

in guaine.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 13

4.4.1.2

consentita la posa della tubazione gas allinterno di appositi alloggiamenti, canalette e


guaine purch realizzate e poste in opera, in modo tale, da evitare il ristagno di liquidi
(acqua piovana, di irrigazione, ecc.).

4.4.1.3

consentita la posa della tubazione gas allinterno di intercapedini chiuse purch esse,
non costituiscano "lintercapedine daria della parete" e la tubazione sia posta allinterno
di un apposito tubo guaina avente caratteristiche di cui al punto 4.4.1.4.

4.4.1.4

consentito l'attraversamento di vani o ambienti classificati con pericolo dincendio (per


esempio autorimesse, box, magazzini di materiali combustibili, ecc.), purch le tubazioni
di adduzione gas in acciaio abbiano soltanto giunzioni saldate e le tubazioni in rame
abbiano soltanto giunzioni con brasatura forte.
In ogni caso le tubazioni di adduzione gas devono essere protette con materiali aventi
classe A1 di reazione al fuoco secondo UNI EN 13501-1. La protezione di cui sopra pu
essere realizzata, mediante un tubo guaina passante di metallo, avente diametro interno
di almeno 10 mm maggiore del diametro esterno della tubazione gas e spessore non
minore di 2 mm; materiali e spessori diversi devono comunque garantire una protezione
equivalente. Inoltre la protezione deve essere dotata, al suo interno, di idonei
distanziatori. In questo caso gli ancoraggi della protezione devono essere realizzati con
materiali di classe A1.
In alternativa, a quanto sopra indicato, la tubazione metallica pu essere posta sotto
traccia, secondo le prescrizioni di cui al punto 4.5.5.

4.4.1.5

Nellattraversamento di muri perimetrali esterni, mattoni pieni, mattoni forati e pannelli


prefabbricati, il tubo di adduzione gas non deve presentare giunzioni, ad eccezione della
giunzione di ingresso e di uscita (vedere figura 2) e deve essere protetto con guaina
passante impermeabile al gas. La guaina pu essere indifferentemente metallica o di
materiale polimerico; la guaina deve avere diametro interno maggiore di 10 mm rispetto
al diametro esterno della tubazione.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 14

figura

Attraversamento di muri perimetrali esterni in mattoni pieni


Legenda
1
Ambiente esterno
2
Ambiente interno
3
Tubo guaina
4
Sezione libera
5
Sigillatura
6
Tubazione gas
7
Intonaco esterno
8
Intonaco interno
9
Raccordo di giunzione

4.4.1.6

Nell'attraversamento di muri perimetrali esterni, la sezione libera fra tubo guaina e


tubazione gas deve essere sigillata con materiali adatti (per esempio silicone, cemento
plastico e simili) in corrispondenza della parte interna del locale (vedere figura 2 e
figura 3).

4.4.1.7

Nellattraversamento di solette e di muri perimetrali esterni provvisti di intercapedine


daria, o riempita con altro materiale isolante combustibile, la guaina deve essere
esclusivamente metallica (vedere figura 3).

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 15

figura

Attraversamento di una parete perimetrale esterna con intercapedine daria


Legenda
1
Ambiente esterno
2
Ambiente interno
3
Guaina metallica
4
Sezione libera
5
Sigillatura
6
Tubazione gas
7
Intonaco esterno
8
Intonaco interno
9
Raccordo di giunzione
10
Intercapedine daria

4.4.1.8

Nell'attraversamento di solai il tubo deve essere infilato in una guaina sporgente almeno
20 mm dal filo piano pavimento e la sezione libera fra il tubo di adduzione gas e la guaina
deve essere sigillata nella parte superiore con materiali adatti (per esempio silicone,
cemento plastico e simili). La guaina pu essere indifferentemente metallica o di materiale
polimerico. In ogni caso, nella posa delle tubazioni non consentito luso di leganti, malte
o materiali similari che possono risultare corrosivi per la tubazione (vedere figura 4).

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 16

figura

Attraversamento di solai
Legenda
1
Tubazione gas
2
Sezione libera
3
Sigillatura
4
Guaina
5
Raccordo di giunzione
Dimensioni in millimetri

4.4.1.9

ammessa la collocazione della tubazione gas entro apposite strutture purch installate
secondo quanto riportato al punto 4.5.1.2. e siano ad uso esclusivo dellimpianto a gas.

4.4.1.10

ammessa la curvatura a freddo dei tubi di acciaio con o senza saldatura e dei tubi di
rame, purch venga effettuata mediante idonei utensili curvatubi. Nel caso di tubazioni di
polietilene sono ammessi cambiamenti di direzione utilizzando le caratteristiche di
flessibilit del tubo, purch il raggio di curvatura non sia minore di 20 volte il diametro del
tubo stesso.

4.4.1.11

Se il gruppo di misura (contatore) o il punto dinizio non ubicato allinterno dellalloggio,


o in spazi di esclusiva pertinenza dell'alloggio stesso (balconi, cortili, giardini, ecc.) deve
essere installato un dispositivo di intercettazione generale in uno dei luoghi sopra indicati.
Tale dispositivo deve essere in posizione accessibile.
In alternativa al rubinetto di intercettazione generale possibile installare un dispositivo
d'intercettazione (elettrovalvola), conforme alla UNI EN 161, azionato da comando a
distanza il cui dispositivo di manovra (pulsante, interruttore, ecc.) per lapertura o
linterruzione del flusso di gas, deve essere posto allinterno dellalloggio e deve risultare
accessibile allutente anche se "persona diversamente abile".
Lelettrovalvola con comando a distanza, (vedere punto 4.3.1.1.2.), pu essere utilizzata
solo in presenza di apparecchi di utilizzazione provvisti del dispositivo di sicurezza per
assenza di fiamma.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 17

4.4.1.12

Nel caso in cui allinterno dellunit abitativa (alloggio) installato un solo apparecchio e
la tubazione interessa un solo locale, il dispositivo di intercettazione generale pu
coincidere con il rubinetto dutenza.

4.4.1.13

Nel caso di impianti interni di distribuzione gas particolarmente complessi ammesso


sezionare le diverse parti dellimpianto utilizzando dispositivi di intercettazione conformi
alla UNI EN 331.

4.4.1.14

A monte di ogni apparecchio di utilizzazione, e cio a monte di ogni collegamento


flessibile o rigido, fra l'apparecchio e l'impianto interno, deve sempre essere inserito un
rubinetto di utenza, posto in posizione accessibile. Tale rubinetto pu essere parte
integrante o fornito con lapparecchio (vedere punto 4.3.1.1.2).

4.4.1.15

I punti terminali dell'impianto, per i quali previsto un successivo allacciamento degli


apparecchi di utilizzazione, devono essere dotati di rubinetti di intercettazione e muniti di
un tappo filettato in uscita dello stesso. Il rubinetto pu essere evitato nelle predisposizioni
per possibili ampliamenti futuri dellimpianto interno, in questi casi la tenuta della
tubazione deve essere realizzata con idonei tappi filettati o saldati.

4.4.1.16

Sulla linea di adduzione gas, costituita da tubazioni metalliche, derivata da altre tipologie
di impianto (figura 1b e figura 1c) deve essere installato un giunto isolante monoblocco
(giunto dielettrico) immediatamente a valle del punto di inizio.

4.4.1.17

Per gli aspetti relativi ai collegamenti tra le tubazioni del gas e gli impianti di terra,
equipotenziali, ecc. necessario fare riferimento alle norme CEI pertinenti.

4.4.2

Divieti

4.4.2.1

Non consentito il sottopasso degli edifici, ovvero la percorrenza delle tubazioni sotto le
fondamenta, allinterno di vespai e intercapedini non accessibili.

4.4.2.2

Non e consentito posare le tubazioni del gas direttamente sotto traccia, anche se con
guaina, nel lato esterno dei muri perimetrali delledificio e delle sue pertinenze.

4.4.2.3

Non consentita la posa delle tubazioni nei giunti di dilatazione e sismici degli edifici.

4.4.2.4

Non consentita la posa delle tubazioni sotto traccia, compreso sotto pavimento, nei
locali costituenti le parti comuni delledificio.

4.4.2.5

Non consentita la posa sottotraccia della tubazione in diagonale ed obliqua.

4.4.2.6

Non consentito il contatto con leganti, malte o altri materiali che risultino corrosivi per le
tubazioni.

4.4.2.7

Non consentita la posa in opera di tubi del gas a contatto con pali di sostegno delle
antenne televisive. Inoltre non consentito il contatto con tubazioni dell'acqua; per i
parallelismi e gli incroci il tubo del gas, se in posizione sottostante, deve essere protetto
con opportuna guaina impermeabile, in materiale polimerico. In alternativa possono
essere utilizzati tubi in rame con rivestimento esterno conformi alla UNI 10823 o tubi in
acciaio con rivestimento esterno conformi alla UNI 9099 o UNI 10191.

4.4.2.8

Non consentita la collocazione delle tubazioni del gas nei camini e canne fumarie, asole
tecniche utilizzate per lintubamento, nei condotti per lo scarico fumi, delle immondizie, nei
vani per ascensori e aperture di ventilazione ed altre strutture destinate a contenere
servizi elettrici e telefonici.

4.4.2.9

Non consentito collocare giunzioni filettate e meccaniche allinterno di locali non aerati
o non aerabili.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 18

4.4.2.10

Non consentito, per gas aventi densit relativa maggiore di 0,8 installare tubazioni, a
vista o in canaletta non a tenuta, in locali con pavimento al di sotto del piano di campagna.

4.4.2.11

Non consentito l'uso delle tubazioni del gas come dispersori, conduttori di terra o
conduttori di protezione di impianti e apparecchiature elettriche (CEI 64-8), impianti
telefonici compresi.

4.4.2.12

Non consentito usare tubi, rubinetti, accessori, ecc., rimossi da altri impianti.

4.4.2.13

Non consentita la posa delle tubazioni di polietilene allinterno del perimetro del corpo
delledificio.

4.4.2.14

Non consentito lattraversamento di pareti/solai/intercapedini con tubi flessibili.

4.5

Criteri di posa negli edifici unifamiliari

4.5.1

Modalit di posa delle tubazioni gas allesterno della singola unit immobiliare
La scelta del tracciato per la posa in opera delle tubazioni gas deve essere fatta nel
rispetto della legislazione vigente.
Allesterno allunit immobiliare le tubazioni possono essere installate:
-

a vista;

in canaletta;

interrate.

4.5.1.1

Installazione esterna a vista

4.5.1.1.1

Le tubazioni a vista devono essere installate in conformit ai criteri generali di cui al


punto 4.4.1, inoltre devono rispondere ai requisiti di seguito riportati. Gli elementi di
ancoraggio, per tubi di acciaio, devono essere distanti luno dallaltro non pi di 2,5 m per
i diametri sino a 33,7 mm e non pi di 3,0 m per i diametri maggiori.

4.5.1.1.2

Per tubi di rame, le distanze consigliate per lo staffaggio sono indicate nel prospetto 4.
prospetto

Distanze massime consigliate per lo staffaggio dei tubi di rame


Diametri esterni della tubazione
(mm)

Tubazione a vista

Tubazione occultataa)

Orizzontale
m

Verticale
m

Verticale
m

fino a 10

1,0

1,5

da 12 a 18

1,2

1,8

da 22 a 28

1,8

2,4

da 35 a 42

2,4

3,0

da 54 a 64

2,7

3,0

a)

In canaletta o apposito alloggiamento.

4.5.1.2

Installazione esterna in canaletta

4.5.1.2.1

Sulla parete perimetrale esterna delledificio consentita la posa delle tubazioni del gas
allinterno di una canaletta di protezione. La canaletta pu essere costituita da materiale
metallico o plastico. La superficie di chiusura deve essere non a tenuta di gas (per
esempio provvista di griglia o di aperture nella parte inferiore e superiore) e rimovibile, al
fine di permettere ispezioni e/o manutenzioni vedere figura 5a e figura 5b). Inoltre la
canaletta deve avere riferimenti esterni che segnalano la presenza di tubazioni del gas al
suo interno.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 19

figura

5a

Legenda
1
Canaletta grigliata
2
Tubo gas
3
Griglia

4.5.1.2.2

La canaletta pu essere ancorata o ricavata direttamente nellestradosso della parete


esterna (vedere figura 5b). In questultimo caso le pareti, che definiscono alloggiamento,
devono essere rese stagne verso linterno della parete nella quale ricavato. Tale
operazione pu essere fatta anche mediante idonea rinzaffatura di malta di cemento.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 20

figura

5b

Legenda
a)
Canaletta ancorata
b)
Canaletta ricavata nellestradosso della parete esterna
1
Intonaco
2
Canaletta
3
Tubazione gas
4
Griglia o superficie chiusa
5
Ancoraggio tubo gas
6
Mattoni forati
7
Malta di cemento
8
Canaletta - nicchia

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 21

4.5.1.2.3

ammessa linstallazione di una tubazione in canaletta chiusa se provvista alle estremit


di opportune aperture di aerazione rivolte verso lesterno e se realizzata in modo da poter
permettere alloccorrenza eventuali ispezioni e manutenzioni.

4.5.1.2.4

Per i gas di densit relativa allaria maggiore di 0,8 la canaletta non pu scendere al di
sotto del piano campagna.

4.5.1.3

Installazione di tubazioni interrate


Le tubazioni interrate devono avere sul loro percorso riferimenti esterni in numero
sufficiente a consentirne la completa individuazione quali, per esempio targhe da fissare
a muro o sul terreno atte ad individuare lasse della tubazione.

4.5.1.3.1

Le tubazioni devono essere posate su un letto di sabbia o di materiale vagliato


(granulometria non maggiore di 6 mm), di spessore minimo 100 mm e ricoperte, per altri
100 mm con materiale dello stesso tipo. inoltre necessario prevedere, ad almeno
300 mm sopra le tubazioni, la posa di nastro di segnalazione di colore giallo segnale
(RAL 1003). Nel caso in cui la tubazione fuoriesca dal terreno allesterno delledificio,
subito dopo luscita fuori terra, la tubazione deve essere segnalata con il medesimo colore
per almeno 300 mm o altro riferimento permanente (tubo con rivestimento di colore giallo,
etichetta con scritta "GAS", ecc). Tale disposizione pu non essere applicata per il tratto
di tubazione di collegamento al gruppo di misura.

4.5.1.3.2

La profondit d'interramento della tubazione, misurata fra la generatrice superiore del


tubo ed il livello del terreno, deve essere almeno pari a 600 mm (vedere figura 6).
figura

Profondit di interramento
Legenda
1
Nastro di segnalazione
2
Materiale di risulta
3
Sabbia
Dimensioni in millimetri

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 22

4.5.1.3.3

Nei casi in cui non si possano rispettare le condizioni di posa di cui sopra occorre
prevedere una adeguata protezione meccanica della tubazione del gas. La protezione
deve essere realizzata tenendo conto delle eventuali sollecitazioni a cui la tubazione del
gas potrebbe essere sottoposta, incluso leventuale stazionamento o transito di
autoveicoli. In relazione alle eventuali sollecitazioni prevedibili si pu ricorrere per
esempio allutilizzo di una guaina di acciaio di spessore non minore di 2 mm oppure, ad
una struttura in laterizio (vedere figura 7a e figura 7b) o ad altri sistemi di equivalente
efficacia.
Nel caso in cui sotto la tubazione siano presenti locali adibiti a box, autorimessa, o altri
con pericolo incendio, luso del polietilene consentito se nellalloggiamento di cui alla
figura 7a, la tubazione sia ricoperta di sabbia e tra la parte superiore della soletta
sottostante e la generatrice inferiore della tubazione, vi siano almeno 300 mm di
sabbia/terreno.
In prossimit dellentrata o delluscita dal terreno, deve essere previsto un sistema di
sfiato dellalloggiamento o della guaina, al fine di evitare accumuli di gas, come per
esempio un pozzetto di ispezione.
figura

7a

Esempio di posa interrata per tubazioni metalliche e di polietilene protette in apposito alloggiamento
Legenda
1
Pavimentazione
2
Tubazione
3
Piastra di copertura
4
Alloggiamento
5
Soletta
6
Terreno, materiale inerte di riempimento
7
Nastro di segnalazione
8
Sabbia
9
Rivestimento

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 23

figura

7b

Esempio di posa interrata per tubazioni metalliche protette in apposito alloggiamento


Legenda
1
Pavimentazione
2
Tubazione
3
Griglia o piastra di copertura
4
Alloggiamento
5
Soletta
6
Terreno, materiale inerte di riempimento
7
Eventuale cavalletto di fissaggio

4.5.1.3.4

Nel caso di parallelismi, sovrappassi e sottopassi fra i tubi del gas ed altre canalizzazioni,
la distanza minima, misurata fra le due superfici affacciate, deve essere tale da consentire
gli eventuali interventi di manutenzione su entrambi i servizi e dove necessario, la
tubazione del gas deve essere posta in guaina per evitare il pericolo che accidentali
trafilamenti di gas possano interessare le canalizzazioni su indicate. Nei parallelismi la
guaina deve essere prevista per lintero tratto interrato se la tubazione del gas e le altre
canalizzazioni sono ad una distanza minore di 1 000 mm. Nel caso di sovrappasso e
sottopasso la guaina si deve estendere per non meno di 1 000 mm da entrambe le parti.
Per le tubazioni metalliche le distanze di rispetto da cavi elettrici, telefonici e simili, non in
cunicolo, devono essere conformi alle specifiche norme CEI.

4.5.1.3.5

Tutti i tratti interrati di tubazioni di acciaio, devono essere provvisti di un adeguato


rivestimento protettivo contro la corrosione, realizzato secondo la UNI ISO 5256 o
UNI 9099 o UNI 10191.

4.5.1.3.6

Tutti i tratti interrati di tubazione di rame devono essere conformi alla UNI 10823, cio
dotati di un rivestimento protettivo. I tratti di tubazione privi del rivestimento protettivo
contro la corrosione, posti in corrispondenza di giunzioni, quali curve, pezzi speciali, ecc.,
devono essere, accuratamente fasciati con bende o nastri dichiarati idonei allo scopo dal
produttore.

4.5.1.3.7

Tutti i tratti interrati, con lunghezza maggiore di 3 000 mm, di tubazioni metalliche devono
essere dotati di un giunto isolante monoblocco (giunto dielettrico), conforme alle
UNI 10284 e UNI 10285, posato in prossimit della fuoriuscita dal terreno sul lato delle
utenze, ad unaltezza compresa tra 300 mm e 500 mm dal piano di calpestio/campagna.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 24

Linstallazione del giunto isolante monoblocco (giunto dielettrico), pu essere omessa


quando il tratto interrato, di tubazione metallica, riguardi il solo collegamento a tubazione
in polietilene (vedere esempi di figura C.1a e C.1b); in questo caso la resistenza elettrica
della tubazione metallica verso terra deve essere maggiore di 1 000 Ohm. Si ritiene
soddisfatta questa condizione quando:
-

la tubazione metallica sia protetta con rivestimenti di cui alle UNI ISO 5256 o
UNI 9099 o UNI 10191 per le tubazioni in acciaio. Mentre le tubazioni in rame siano
conformi a UNI 10823;

oppure
-

la tubazione metallica sia inserita in guaina polimerica, a tenuta, di spessore non


minore di 1 mm, sigillata alle estremit per evitare che nello spazio tra tubazione e
guaina possa entrare acqua, sporcizia o corpi estranei di vario genere.

Gli eventuali tratti di tubazione metallica e i relativi raccordi (giunzioni, curve, pezzi speciali,
ecc.) privi del rivestimento protettivo o della guaina devono essere accuratamente fasciati
con bende o nastri dichiarati idonei allo scopo dal produttore.
In ogni caso gli eventi atmosferici, o di altro tipo, non devono rendere inefficaci le
protezioni di cui sopra rispetto alla resistenza elettrica tra tubazione e terreno.

4.5.1.3.8

Tutte le giunzioni meccaniche o filettate, se interrate, devono essere poste in un pozzetto


ispezionabile. Per le tubazioni metalliche interrate che entrano direttamente nel corpo
delledificio, il pozzetto altres necessario, per lo sfiato verso lesterno della guaina di
attraversamento della parete perimetrale (figura C.3). Il pozzetto non necessario nel
caso di tubazioni con guaina che sfiata direttamente allesterno (figura C.1b).

4.5.1.3.9

Le tubazioni di polietilene devono essere mantenute allesterno dei muri perimetrali


delledificio da servire e devono essere collegate alle tubazioni metalliche, prima della loro
fuoriuscita dal terreno ad eccezione del collegamento al contatore. In questo caso il tratto
di tubazione di polietilene in uscita dal terreno deve essere protetta, lungo tutto il percorso,
contro gli agenti atmosferici, raggi UV ed urti accidentali.

4.5.2

Modalit di posa delle tubazioni gas allinterno della singola unit immobiliare
Le tubazioni allinterno dei locali di propriet e nelle eventuali pertinenze possono essere
installate:
-

a vista;

in canaletta;

sotto traccia.

Le disposizioni che seguono valgono anche per le installazioni di tubazioni gas all'interno
delle singole propriet/unit immobiliari inserite in edifici multifamiliari e/o condominiali di
cui al punto 4.6.

4.5.3

Installazioni interne a vista

4.5.3.1

Nei locali non aerati o non aerabili, cio nei locali privi di aperture rivolte verso l'esterno,
le giunzioni possono essere solo saldate o brasate.

4.5.3.2

Le tubazioni installate a vista devono avere andamento rettilineo verticale ed orizzontale


ed essere opportunamente ancorate per evitare scuotimenti, vibrazioni ed oscillazioni. Gli
elementi di ancoraggio devono essere installati come indicato al punto 4.5.1.1.1. e al
punto 4.5.1.1.2.

4.5.3.3

Le tubazioni di acciaio installate a vista devono essere adeguatamente protette contro la


corrosione mediante appositi rivestimenti idonei al luogo di installazione, quali zincatura
(UNI EN 10240) o verniciatura.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 25

4.5.4

Installazioni interne in canaletta


Allinterno della singola unit immobiliare consentito luso di canalette come protezione
delle tubazioni gas, purch realizzate ed installate con le limitazioni di cui al
punto 4.5.1.2.1 e al punto 4.5.1.2.2.
ammessa linstallazione di una tubazione in canaletta chiusa se provvista alle estremit
di opportune aperture di aerazione comunicanti direttamente con lesterno delledificio o
con locali aerati o aerabili. La canaletta deve essere realizzata ed installata in modo da
poter permettere alloccorrenza eventuali ispezioni e manutenzioni.

4.5.5

Installazioni interne sotto traccia


Le tubazioni sotto traccia possono essere installate nelle strutture in muratura (nei
pavimenti, nelle pareti perimetrali, nelle tramezze fisse, nei solai, ecc.) purch siano
posate con andamento rettilineo verticale ed orizzontale e siano rispettate le condizioni di
seguito riportate.

4.5.5.1

Le tubazioni inserite sotto traccia devono essere posate, parallele agli spigoli, ad una
distanza non maggiore di 200 mm dagli spigoli stessi (vedere figura 8). I tratti terminali per
l'allacciamento degli apparecchi, devono avere la minore lunghezza possibile al di fuori
dei 200 mm dagli spigoli (per esempio scaldabagno, caldaia, ecc.). Nella posa sotto
pavimento, le luci delle porte non costituiscono discontinuit della parete.

4.5.5.2

Nel caso di posa sottotraccia entro la fascia di 200 mm, ubicata nella zona pi bassa di
una parete, preferibile collocare la tubazione nella met superiore di tale fascia, per
evitare i possibili danneggiamenti causati da interventi successivi, quali per esempio la
posa di battiscopa, ecc. (vedere figura 8).
figura

Zone da utilizzare per la posa sottotraccia delle tubazioni a gas


Legenda

1
2

Zona per tubazioni sotto traccia


Parete
Pavimento

Dimensioni in millimetri

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 26

4.5.5.3

Nel caso in cui non sia possibile rispettare le distanze di cui al punto 4.5.5.1 (per esempio
isola di cottura), la tubazione deve risultare sempre ortogonale alle pareti ed il tracciato
deve essere segnalato con elaborati grafici o simili (per esempio foto).

4.5.5.4

L'intera tubazione sotto traccia deve essere annegata direttamente in malta di cemento,
costituita da una miscela composta da una parte di cemento e tre di sabbia operando
come segue:
-

realizzata la traccia, si procede alla stesura di uno strato di almeno 20 mm di malta


di cemento, sul quale collocata la tubazione;

dopo la prova di tenuta dell'impianto, la tubazione deve essere completamente


annegata in malta di cemento realizzando attorno al tubo "massello di cemento" di
spessore pari a 20 mm.

4.5.5.5

Nel caso in cui le pareti contengano cavit (per esempio mattoni forati) necessario che
le tubazioni del gas siano inserite in una guaina avente diametro interno maggiore di
10 mm rispetto al diametro esterno della tubazione.

4.5.5.6

In presenza di una guaina di protezione per la posa di cui al punto precedente, lo spessore
della malta di cemento pu anche essere ridotta fino a 15 mm (vedere figura 9).
figura

Tubazione gas inserita in guaina


Legenda
1
Mattoni forati
2
Guaina
3
Malta di cemento
4
Tubazione gas
Dimensioni in millimetri

4.5.5.7

La realizzazione della traccia per la posa delle tubazioni a pavimento, pu essere evitata
sempre che le stesse siano poggiate direttamente sulla caldana del solaio e ricoperte con
almeno 20 mm di malta di cemento anche in presenza di eventuali rivestimenti protettivi.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 27

4.5.5.8

I rubinetti e tutte le giunzioni, ad eccezione delle saldature/brasature, devono essere a


vista od inserite in apposite scatole ispezionabili a tenuta nella parte murata e con
coperchio non a tenuta verso lambiente. Sia per i locali non aerati, sia per quelli non
aerabili, devono essere rispettate le condizioni di cui al punto 4.4.2.9.

4.6

Criteri di posa nelle parti comuni degli edifici multifamiliari

4.6.1

Disposizioni generali per la posa in opera delle tubazioni gas allesterno nelle parti comuni
delledificio
La posa delle tubazioni gas deve essere fatta seguendo opportuni percorsi predisposti
allo scopo ed al servizio esclusivo degli impianti gas.
La posa in opera delle tubazioni del gas nelle parti ad uso comune di un edificio multifamiliare
deve essere effettuata nel rispetto delle disposizioni generali, di cui ai punti precedenti, ed in
ottemperanza alle norme di sicurezza antincendio in vigore per gli edifici di civile abitazione. In
aggiunta devono essere rispettate le disposizioni dei punti di seguito riportati.

4.6.2

Modalit di posa delle tubazioni gas allesterno nelle parti comuni delledificio
Le tubazioni possono essere collocate:
-

a vista;

in strutture appositamente realizzate;

interrate.

4.6.2.1

Installazione a vista allesterno nelle parti comuni

4.6.2.1.1

Le tubazioni a vista devono essere installate in conformit ai criteri generali di cui al


punto 4.4.1, inoltre devono rispondere ai requisiti di seguito riportati. Lancoraggio o lo
staffaggio delle tubazioni deve essere effettuato secondo i punti 4.5.1.1.1. e 4.5.1.1.2.

4.6.2.1.2

Per la posa di tubazioni di particolare lunghezza e soggette a sensibili variazioni di


temperatura necessario porre particolare attenzione agli effetti delle dilatazioni termiche
(vedere appendice B). Questultime possono essere compensate tramite cambi di
direzione del tratto di tubazione o con dei giunti di compensazione.
Il corretto dimensionamento del giunto di dilatazione ed i valori di compensazione devono
essere indicati dal fabbricante.

4.6.2.1.3

La distanza di posa tra le tubazioni deve essere tale da permettere gli interventi di
manutenzione e/o sostituzione. Ogni singola tubazione deve essere facilmente individuata e
correlata alla rispettiva unit abitativa.

4.6.2.2

Installazione in canaletta allesterno nelle parti comuni

4.6.2.2.1

consentita la posa delle tubazioni allinterno di una canaletta, ubicata sulla parete
perimetrale esterna delledificio e costituita da materiali non propaganti fiamma (in assenza
di particolari disposizioni per lantincendio). La superficie di chiusura deve essere non a
tenuta di gas (per esempio provvista di griglia, o di aperture nella parte inferiore e superiore)
e rimovibile, al fine di permettere ispezioni e/o manutenzioni. Inoltre la canaletta dovr avere
riferimenti esterni che segnalano la presenza dei tubi del gas al suo interno.

4.6.2.2.2

La canaletta pu essere ancorata (figura 10 - riferimento a) o ricavata direttamente


nellestradosso della parete esterna, nicchia (figura 10 - riferimento b). In questultimo caso,
le pareti che delimitano lalloggiamento, devono essere rese stagne. Tale operazione pu
essere realizzata, per esempio, mediante idonea rinzaffatura di malta di cemento.

4.6.2.2.3

La distanza di posa tra le tubazioni deve essere tale da permettere gli interventi di
manutenzione e/o sostituzione. Ogni singola tubazione deve essere facilmente
individuata e correlata alla rispettiva unit abitativa.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 28

figura

10

Esempi di canaletta
Legenda
a)
Canaletta ancorata
b)
Canaletta-nicchia
1
Intonaco
2
Canaletta
3
Tubazione gas
4
Griglia o superficie chiusa
5
Ancoraggio tubo gas
6
Muratura
7
Malta di cemento
8
Canaletta-nicchia
9
Ancoraggio elemento di copertura

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 29

4.6.2.2.4

ammessa linstallazione di una tubazione in canaletta chiusa (non grigliata) se provvista


alle estremit di opportune aperture di aerazione rivolte verso lesterno e se realizzata in
modo da poter permettere alloccorrenza eventuali ispezioni e manutenzioni.

4.6.2.2.5

Per i gas di densit relativa allaria maggiore di 0,8 la canaletta non pu scendere al di
sotto del piano campagna.

4.6.2.3

Installazione di tubazioni interrate allesterno nelle parti comuni


Le tubazioni possono essere interrate come descritto nel punto 4.5.1.3 e relativi
sottopunti; in aggiunta, concesso linterramento di pi tubazioni gas nello stesso scavo,
anche a quote diverse, purch:

figura

11

tutte le tubazioni risultino posate sotto la profondit di interramento di 600 mm come


definito nella figura 11. In caso contrario, le tubazioni devono essere protette come
indicato nel punto 4.5.1.3.3;

le distanze tra singole tubazioni siano tali da consentire su ciascuna tubazione


eventuali successivi interventi di manutenzione e/o sostituzione. Per le distanze di
rispetto da altri servizi vedere punto 4.5.1.3.4;

sia resa possibile lindividuazione del percorso di ogni singola tubazione.

Posa interrata di pi tubazioni


Legenda
1
Nastro di segnalazione
2
Materiale di risulta
3
Sabbia
4
Tubazioni gas
Dimensioni in millimetri

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 30

4.6.3

Disposizioni generali per la posa in opera delle tubazioni allinterno nelle parti comuni
delledificio multifamiliare
Le tubazioni devono essere mantenute preferibimente allesterno dei muri perimetrali e il
tracciato allinterno delledificio deve interessare, prevalentemente, i locali da servire. Ove
non sia possibile il collegamento diretto dallesterno attraverso i muri perimetrali,
ammesso attraversare i locali ad uso comune (o parti comuni) operando nel rispetto delle
disposizioni antincendio ed applicando le cautele e raccomandazioni sotto riportate:

4.6.4

non ammessa la posa della tubazione gas sottotraccia nei muri costituenti le parti
comuni interne;

deve essere sempre evitata la formazione di sacche dovute a trafilamenti o fughe


accidentali di gas;

deve essere sempre garantita la possibilit di poter evacuare allesterno eventuali


trafilamenti di gas;

deve essere sempre evitata la possibilit che eventuali trafilamenti di gas possano
diffondersi allinterno negli interstizi delle strutture murarie;

devono essere garantiti un corretto ancoraggio ed una adeguata protezione delle


tubazioni da danneggiamenti ed urti accidentali e, ove necessario, da eventuali
incendi (vedere UNI EN 1775);

le tubazioni del gas non devono interferire con altri servizi. La distanza minima tra
tubazioni del gas ed altri servizi deve essere non minore di 200 mm. Negli incroci e
nei parallelismi, se tale distanza non pu essere rispettata, deve essere evitato il
contatto diretto interponendo setti separatori.

Modalit di posa delle tubazioni gas allinterno nelle parti comuni delledificio multifamiliare
La posa delle tubazioni del gas allinterno delle parti comuni degli edifici pu essere:

4.6.4.1

a vista;

in struttura appositamente realizzata.

Installazione a vista o in canaletta allinterno delle parti comuni


Nel caso di posa a vista o in canaletta, il locale deve avere una o pi aperture di aerazione
permanente con sezione minima totale pari o maggiore di 1/50 della superficie in pianta
dei locali attraversati.

4.6.4.2

Installazione in apposito alloggiamento allinterno delle parti comuni


La posa in apposito alloggiamento prevede lutilizzo di condotto/cavedio/vano avente le
seguenti caratteristiche:
-

sia ad esclusivo utilizzo delle tubazioni gas;

abbia le pareti impermeabili al gas, ai fini della presente applicazione oltre a strutture
metalliche, si ritengono idonee strutture edilizie intonacate, muri in calcestruzzo
armato, cemento vibro compresso e simili.

sia permanentemente aerato con aperture alle estremit, di sezione equivalente al


condotto/cavedio/vano. Lapertura di aerazione alla quota pi bassa deve essere
provvista di rete tagliafiamma;

abbia una resistenza al fuoco uguale o maggiore di quella della struttura nella quale
inserita ed in ogni caso non minore a REI 30;

sia dotato di sportello di ispezione ad ogni piano;

non comprometta leventuale compartimentazione antincendio;

nel caso di condotto/cavedio/vano in cui sono alloggiate pi tubazioni del gas deve
essere prevista una distanza minima tra le stesse non minore di 20 mm (vedere
figura 12);

le dimensioni interne dellalloggiamento devono consentire gli interventi di


manutenzione.

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 31

Nel caso di condotto/cavedio/vano a sviluppo orizzontale gli sportelli di ispezione devono


essere ubicati in prossimit dellingresso della tubazione ad ogni singola unit
immobiliare. In ogni caso, tra due sportelli la distanza non deve essere maggiore di 12 m.
figura

12

Alloggiamento multiplo di tubazioni gas


Legenda
1
Tubazioni gas
2
Pannello di chiusura a tenuta
3
Guarnizione di tenuta
4
Apposito alloggiamento
Dimensioni in millimetri

4.6.5

Modalit di posa delle tubazioni gas allinterno delle singole unit immobiliari site in edifici
multifamiliari e/o condominiali
Si applicano le medesime prescrizioni previste per linstallazione in unit immobiliari
unifamiliari, di cui al punto 4.5 e successivi.

COLLAUDO DELLIMPIANTO INTERNO

5.1

Prova di tenuta dellimpianto


La prova di tenuta deve essere eseguita prima di mettere in servizio limpianto interno, di
averlo collegato al contatore e che siano stati allacciati gli apparecchi.
Se qualche parte dell'impianto non a vista, la prova di tenuta deve precedere la
copertura delle tubazioni stesse.
La prova deve essere effettuata, utilizzando lapposita presa di pressione situata a valle
del punto di inizio, con le seguenti modalit:

Nota

a valle di ogni rubinetto di utenza ed a monte del rubinetto costituente il punto di


inizio, devono essere posti dei tappi a garanzia della tenuta;

si immette nell'impianto, attraverso la presa di pressione, aria od altro gas inerte, fino
a che sia raggiunta una pressione compresa tra 100 mbar e 150 mbar;

dopo il tempo di attesa necessario per stabilizzare la pressione (non minore di


15 min), si effettua una prima lettura della pressione mediante un manometro ad
acqua od apparecchio equivalente di sensibilit minima di 0,1 mbar (1 mm H2O);

trascorsi 15 min dalla prima lettura, si effettua una seconda lettura: il manometro non
deve rilevare alcuna caduta di pressione tra i due valori;

se si verificassero delle perdite, queste devono essere ricercate ed eliminate.


Eliminate le perdite, occorre ripetere la prova di tenuta dell'impianto come sopra
descritto.

Nel caso di materiali e/o sistemi disciplinati da altre norme, necessario riferirsi alle stesse per le modalit di
esecuzione della prova di tenuta.
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UNI

Pagina 32

5.2

Prova di tenuta nei casi di rifacimenti parziali o di interventi di manutenzione


straordinaria
Nel caso di rifacimenti parziali o di interventi di manutenzione straordinaria di impianti
esistenti la prova di tenuta deve essere eseguita come segue:
a)

si verifica lesistenza di eventuali perdite di gas nella sezione dimpianto esistente


prima di effettuare qualsiasi intervento di rifacimento o la manutenzione straordinaria
dello stesso impianto secondo la procedura prevista dalla UNI 11137-1 (metodo
diretto o indiretto);

b)

si annota il valore di perdita riscontrato durante la prova;

c)

si esegue lintervento di rifacimento o di manutenzione straordinaria sullimpianto


esistente;

d)

si ripete la prova di tenuta di cui al punto a);

e)

si verifica il valore di perdita dopo lintervento.

Si rimette in funzione limpianto soltanto se il valore di perdita dopo lintervento uguale


o minore di quello annotato nel punto b).
Se il valore di perdita non risultasse idoneo al funzionamento, limpianto non pu essere
rimesso in funzione.

COLLEGAMENTO DELLE APPARECCHIATURE ALLA TUBAZIONE COSTITUENTE LA


PARTE FISSA DELLIMPIANTO INTERNO

6.1

Gli apparecchi fissi e quelli ad incasso possono essere collegati con tubo metallico rigido
e raccordi filettati, oppure con un tubo flessibile di acciaio inossidabile a parete continua
(lunghezza massima 2 000 mm) di cui alla UNI EN 148003).

6.2

Gli apparecchi di cottura, anche ad incasso, possono essere collegati con tubi flessibili
non metallici conformi alla UNI EN 1762 per una lunghezza massima pari a 2 000 mm,
dotati di raccordi filettati assemblati dal fabbricante del tubo e corredati di dichiarazione di
durabilit rilasciata dal fabbricante stesso.

6.3

Le stufe di tipo mobile fino a 4,2 kW e gli apparecchi di cottura non ad incasso possono
essere collegati con tubi flessibili non metallici per allacciamento, di cui alla UNI 7140 e
UNI EN 1762, con lunghezza massima di 1 500 mm.

6.4

Le guarnizioni di tenuta di tipo elastomerico devono essere conformi alla UNI 10582.

6.5

Il collegamento, di cui al presente punto 6, tra lapparecchio e la parte fissa dellimpianto,


deve essere realizzato solo allinterno del locale di installazione.

CONTROLLO PERIODICO DELL'IMPIANTO INTERNO


Il controllo deve essere eseguito nei tempi e con le modalit previste dalla UNI 11137-1.

7.1

Pulizia della tubazione


Per effettuare la pulizia della tubazione si deve seguire la seguente procedura:

3)

aprire porte e finestre degli ambienti interessati;

chiudere il rubinetto di intercettazione costituente il punto di inizio;

staccare il tubo dell'impianto interno a valle di tale rubinetto e tappare l'uscita di


quest'ultimo;

scollegare tutti gli apparecchi allacciati e ove esistano, i relativi tubi flessibili;

Si segnala che in elaborazione una norma UNI relativa a "Tubi flessibili di acciaio inossidabile a parete continua per
allacciamento di apparecchi a gas per uso domestico e similare".

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UNI

Pagina 33

soffiare aria o gas inerte con apposita attrezzatura, partendo dalla tubazione di
diametro minore e procedendo verso quella di diametro maggiore.

Prima di ricollegare la tubazione al punto di inizio si deve ricontrollare la tenuta


dell'impianto.
Eliminate le eventuali perdite bisogna ripetere la prova di tenuta secondo la UNI 11137-1.

7.2

Manovrabilit dei rubinetti dell'impianto interno

7.2.1

Se un rubinetto non facilmente manovrabile, nel senso che sia anomalo lo sforzo
necessario per effettuare le manovre di apertura e di chiusura, occorre sostituirlo.

7.2.2

L'eventuale sostituzione di un rubinetto comporta la ripetizione della prova di tenuta


dell'impianto di cui al punto 5.2.

7.3

Stato di conservazione del tubo flessibile


La verifica dello stato di conservazione di un tubo flessibile non metallico consiste nel
controllare che:
-

non siano stati superati i termini di scadenza (5 anni), secondo quanto previsto dalla
UNI 7140 o le indicazioni sulla durabilit per i prodotti di cui alla UNI EN 1762;

non appaiano screpolature, tagli ed abrasioni, n tracce di bruciature o di


surriscaldamento su tutta la superficie del tubo;

flettendo il tubo, non si evidenzino screpolature.

La verifica dello stato di conservazione di tubi flessibili di acciaio inossidabile a parete


continua, o tubi metallici rigidi, consiste nel controllo visivo della superficie del tubo e dei
raccordi.

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UNI

Pagina 34

APPENDICE
(normativa)

A CALCOLO DEI DIAMETRI DEI TUBI DI UN IMPIANTO INTERNO

A.1

Principi generali
Il moto di un fluido in una condotta pu avere diversi regimi:
a)

moto laminare o di Poiseuille, caratteristico dei fluidi viscosi per numeri di


Reynolds minori di 1 300 o nei capillari;

b)

moto di regime di transizione, instabile e mal definibile, per numeri di Reynolds


compresi tra 1 300 e 2 500 circa;

c)

moto turbolento, il pi frequente e al quale si riferisce normalmente per


lindividuazione della perdita di carico ed il conseguente dimensionamento delle
tubazioni di distribuzione del gas combustibile, sia per il settore domestico che
industriale, esso caratteristico per numeri di Reynolds maggiori di circa 2 500.

Per applicazioni a bassa pressione la perdita di carico pu essere calcolata direttamente


con lequazione di Renouard:
1 8

duLuQ
4
'p = 2,28 u 10 u ----------------------------4,8
D

(A.1)

dove:
la perdita di carico (mbar);

'p
2,28 u 10

la costante che tiene conto della rugosit delle pareti interne del tubo valida
per semplificazione per tutti i materiali;

la densit relativa del gas in rapporto allaria e vale 0,6 per il gas naturale e
1,69 gas di petrolio liquefatto (GPL);

la lunghezza del tubo in metri;

la portata normale in m3/h. (0 C e 1 013 mbar);

il diametro interno in millimetri.

In alternativa alluso diretto della formula (A.1), di seguito sono riportati, per i gas
combustibili pi comuni, i prospetti attraverso i quali possibile determinare il diametro
della tubazione in funzione della portata di gas, della lunghezza virtuale della tubazione e
perdita di carico data.
Per il dimensionamento dellimpianto interno sono ammesse anche procedure di calcolo
differenti da quella proposta, purch siano garantiti risultati equivalenti.
Nota

A.2

I calcoli per diametri di tubazioni non riconducibili ai prospetti contemplati nella presente appendice possono
essere fatti ricorrendo alla letteratura tecnica specifica.

Procedimento per il dimensionamento della tubazione che costituisce limpianto


interno ed utilizzo dei prospetti
Il dimensionamento effettuato come segue:
a)

si determina la massima portata di gas in transito in ogni tratto di impianto, espressa


o in m3/h o in kW; ci pu essere fatto in relazione ai dati di targa riportata sugli
apparecchi utilizzatori;

b)

si determinano, le lunghezze virtuali dei differenti tratti della tubazione costituenti


limpianto interno, misurando lo sviluppo geometrico delle tubazioni e sommando ad
esso le lunghezze equivalenti per i pezzi speciali presenti sul tratto di condotta
considerato.
Nel prospetto A.1 sono riportate per i principali tipi di gas le lunghezze equivalenti dei
pezzi speciali pi comuni. I valori sono stati ottenuti mediando i dati forniti da
differenti costruttori e possono essere considerati validi per qualsiasi tipo di
materiale impiegato se riportato in questa norma;

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UNI

Pagina 35

prospetto

A.1

Lunghezze equivalenti dei pezzi speciali


Lunghezze equivalenti dei pezzi speciali
m
Curva a 90

Di
mm

Raccordo a T

Croce

Gomito

Rubinetto

Gas naturale - Miscele aria/CH4 - Gas di cracking


d22,3

0,2

0,8

1,5

1,0

0,3

22,3 a 53,9

0,5

2,0

4,0

1,5

0,8

53,9 a 81,7

0,8

4,0

8,0

3,0

1,5

t81,7

1,5

6,5

13,0

4,5

2,0

Gas di petrolio liquefatto - Miscele a base di GPL


d22,3

0,2

1,0

2,0

1,0

0,3

22,3 a 53,9

0,5

2,5

5,0

2,0

0,8

53,9 a 81,7

1,0

4,5

9,0

3,0

1,5

t81,7

1,5

7,5

15,0

5,0

2,0

c)

in base alla densit relativa del gas si sceglie il corrispondente prospetto, della
presente appendice, e si procede al dimensionamento tratto per tratto, come
nell'esempio di seguito riportato, adottando per lunghezze virtuali e portate i valori pi
vicini per eccesso ai dati dal prospetto e da questi si ricava il diametro da adottare.

A.3

Esempio di calcolo

A.3.1

Calcolo della portata di gas


Supponiamo di utilizzare un gas naturale avente potere calorifico superiore
H s = 38 311 kJ/m3 e potere calorifico inferiore H i = 34 560 kJ/m3, con densit d = 0,6. Si
consideri il dimensionamento di un impianto interno, in tubo di acciaio, per alimentare i
seguenti apparecchi (vedere figura A.1):
portata termica nominale

Qn =

5,5 kW

portata volumica

Qn
Q V = ------- 3 600 =
Hs

0,5 m3/h

portata termica nominale

Qn =

15,0 kW

portata volumica

Qn
Q V = ------- 3 600 =
Hi

1,6 m3/h

portata termica nominale

Qn =

18,0 kW

portata volumica

Q
Q V = ------n- 3 600 =
Hi

1,9 m3/h

portata termica nominale

Qn =

9,5 kW

portata volumica

Q
Q V = ------n- 3 600 =
Hi

1,0 m3/h

Totale

48,0 kW

Totale

5,0 m3/h

piano cottura

caldaia

scaldabagno

stufa

Nota

Il dimensionamento dellimpianto procede, come si detto, tratto per tratto.


Il piano cottura e la stufa sono collegate allimpianto con attacco rigido di piccola lunghezza. Nel calcolo delle
lunghezze non si tenuto conto dellimpiego di tubi flessibili per il collegamento di questi tipi di apparecchi.
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Pagina 36

figura

A.1

Esempio di impianto domestico


Dimensioni in metri

A.3.2

Calcolo della lunghezza virtuale della tubazione e del diametro della tubazione tramite
luso dei prospetti
prospetto

A.2

Tratto AC
Portata (Q )

5 m3/h

48 kW

Lunghezza geometrica del tronco AC

3,0 m

Lunghezza virtuale del tronco pi lungo (A-M):


(lunghezza geometrica + lunghezza equivalente):
Lunghezza geometrica del tronco pi lungo (A-M):
In questo caso il tratto pi lungo individuato nel percorso (A-M) e corrisponde alla misura della
tubazione fra il contatore e l'apparecchio pi lontano installato sul tratto figura A.1
Calcolo della lunghezza equivalente del tronco pi lungo (A-M):
Dal prospetto A.1 si ricavano le lunghezze equivalenti di tutti i pezzi speciali installati sul tratto pi
lungo. Per la scelta dei valori in prima approssimazione, si ipotizza che il valore del diametro "atteso"
della condotta sia compreso fra 22,3 e 53,9 mm.
Esempio numerico:
Rubinetto in A = 0,8 m, gomito in B = 1,5 m, Ti in C = 2,0 m, curva in E = 0,5 m, croce in F = 4,0 m,
curva in L = 0,5 m, curva in M = 0,5 m, rubinetto in M = 0,8 m,

11,0 m
21,6 m

10,6 m

Dal prospetto A.8a o A.8b, relativo alle tubazioni di acciaio, si ottiene, in corrispondenza dei valori approssimati per eccesso della lunghezza virtuale
e della portata, il valore del diametro interno del tratto AC:
D i = 27,9 mm (1")

In modo analogo si procede per gli altri tratti di impianto:


prospetto

A.3

Tratto CF
Portata (Q )

4,5 m3/h

42,5 kW

Lunghezza geometrica del tronco CF

4,0 m

Lunghezza virtuale del tratto pi lungo (A-M):


Dalla figura A.1 si rileva che anche in questo caso il tratto pi lungo rappresentato dal percorso (A-M)

21,6 m

D i = 27,9 mm (1")

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UNI

Pagina 37

prospetto

A.4

Tratto FM
Portata (Q )

1,6 m3/h

15 kW

Lunghezza geometrica tronco FM

4,0 m

Lunghezza virtuale del tratto pi lungo (A-M):


Dalla figura A.1 si rileva che anche in questo caso il tratto pi lungo rappresentato dal percorso (A-M)

21,6 m

D i = 22,5 mm (3/4")

prospetto

A.5

Tratto CD
Portata (Q )

0,5 m3/h

5,5 kW

Lunghezza geometrica del tronco CD

1,8 m

Lunghezza virtuale del tronco pi lungo (A-D):


(lunghezza geometrica + lunghezza equivalente):
Lunghezza geometrica del tratto pi lungo (A-D):
In questo caso (figura A.1) il tratto pi lungo individuato nel percorso (A-D) e corrisponde alla misura della tubazione
fra il contatore e l'apparecchio pi lontano installato sul tratto
Lunghezza equivalente del tratto pi lungo (A-D):
Dal prospetto A.1 si ricavano le lunghezze equivalenti di tutti i pezzi speciali installati sul tratto pi lungo. Per la scelta
dei valori in prima approssimazione, si ipotizza che il valore del diametro "atteso" della condotta sia minore di
22,3 mm.

4,8 m
8,2 m

3,4 m

Esempio numerico:
Rubinetto in A = 0,8 m, gomito in B = 1 m - Ti in C = 0,8 m - gomito in D = 1 m - Rubinetto in D = 0,3 m;
D i = 13,2 mm (3/8")

prospetto

A.6

Tratto FG
Portata (Q )

1,9 m3/h

18,0 kW

Lunghezza geometrica del tronco FG

0,4 m

Lunghezza virtuale del tronco pi lungo (A-G):


(lunghezza geometrica + lunghezza equivalente):
Lunghezza geometrica del tratto pi lungo (A-G):
In questo caso (figura A.1) il tratto pi lungo individuato nel percorso (A-G) e corrisponde alla misura della
tubazione fra il contatore e l'apparecchio pi lontano installato sul tratto
Lunghezza equivalente del tratto pi lungo (A-G):
Dal prospetto A.1 si ricavano le lunghezze equivalenti di tutti i pezzi speciali installati sul tratto pi lungo. Per la scelta
dei valori in prima approssimazione, si ipotizza che il valore del diametro "atteso" della condotta sia compreso fra
22,3 mm e 53,9 mm.

7,4 m
17,0 m

9,6 m

Esempio numerico
Rubinetto in A = 0,8 m, gomito in B = 1,5 m, Ti in C = 2,0 m, curva in E = 0,5 m, croce in F = 4,0 m, rubinetto in G = 0,8 m,
D i = 22,3 mm (3/4")

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 38

prospetto

A.7

Tratto FI
Portata (Q )

1,0 m3/h

9,5 kW

Lunghezza geometrica tronco FI

2,5 m

Lunghezza virtuale del tronco pi lungo (A-I):


(lunghezza geometrica + lunghezza equivalente):
Lunghezza geometrica del tratto pi lungo (A-I):
In questo caso (figura A.1) il tratto pi lungo individuato nel percorso (A-I) e corrisponde alla misura della tubazione
fra il contatore e l'apparecchio pi lontano installato sul tratto

9,5 m

Lunghezza equivalente del tratto pi lungo (A-I):


Dal prospetto A.1 si ricava le lunghezze equivalenti di tutti i pezzi speciali installati sul tratto pi lungo. Per la scelta dei
valori in prima approssimazione, si ipotizza che il valore del diametro "atteso" della condotta sia minore di 22,3 mm.
Esempio numerico:
Rubinetto in A = 0,3 m, gomito in B = 1,0 m, Ti in C = 0,8 m, curva in E = 0,2 m, croce in F = 1,5 m, curva in G = 0,2 m,
rubinetto in G = 0,3 m,
Totale lunghezza equivalente

13,8 m

4,3 m

D i = 13,2 mm (3/8")

Se, al termine del calcolo, si sono trovati diametri diversi da quelli utilizzati per il calcolo
delle lunghezze virtuali, occorre rifare tutto il dimensionamento con un secondo tentativo.
Nei prospetti che seguono vengono forniti i valori delle portate di gas possibili in funzione
dei diametri interni delle tubazioni e delle lunghezze delle stesse, per i gas della seconda
e della terza famiglia e per tubazioni in acciaio, in rame e polietilene.
Nota

Non sono stati riportati i prospetti inerenti ai gas della prima famiglia perch questi ultimi sono ormai poco
utilizzati.

prospetto A.8a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per gas naturale, densit relativa 0,6 calcolate per tubazioni di
acciaio con perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard)

Filettatura

3/8'

1/2'

3/4'

1'

1' 1/4

1' 1/2

2'

2' 1/2

D i mm

13,2

16,7

22,5

27,9

36,6

42,5

53,9

69,7

81,7

s mm

2,3

2,3

2,9

2,9

2,9

3,2

3,2

3,6

Lunghezza
virtuale m

Portata in volume
m3/h

3,16

5,92

13,11

23,26

47,97

71,46

2,15

4,03

8,92

15,83

32,64

48,62

91,63

181,87

1,46

2,74

6,07

10,77

22,21

33,08

62,35

123,75

189,02

10

1,29

2,42

5,36

9,51

19,62

29,23

55,08

109,32

166,98

15

1,03

1,93

4,28

7,59

15,66

23,33

43,97

87,27

133,30

20

0,88

1,65

3,65

6,47

13,35

19,89

37,47

74,38

113,61

25

0,78

1,46

3,22

5,72

11,79

17,57

33,11

65,71

100,37

30

0,70

1,31

2,91

5,17

10,66

15,87

29,92

59,38

90,70

40

0,60

1,12

2,48

4,40

9,08

13,53

25,50

50,61

77,30

50

0,53

0,99

2,19

3,89

8,02

11,95

22,52

44,71

68,29

75

0,42

0,79

1,75

3,11

6,41

9,54

17,98

35,69

54,52

100

0,36

0,67

1,49

2,65

5,46

8,13

15,33

30,42

46,46

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 39

prospetto A.8b

Portate termiche (kW) per gas naturale, densit relativa 0,6 calcolate per tubazioni di acciaio con
perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard)

Filettatura

3/8'

1/2'

3/4'

1'

1' 1/4

1' 1/2

2'

2' 1/2

D i mm

13,2

16,7

22,5

27,9

36,6

42,5

53,9

69,7

81,7

s mm

2,3

2,3

2,9

2,9

2,9

3,2

3,2

3,6

Lunghezza
virtuale m

Portata termica
kW**)

30,4

56,8

125,8

223,3

460,5

686,1

20,7

38,7

85,6

151,9

313,4

466,8

879,7

1 746,0

14,1

26,3

58,3

103,4

213,2

317,6

598,5

1 188,0

1 814,6

10

12,4

23,2

51,5

91,3

188,3

280,6

528,7

1 049,5

1 603,0

15

9,9

18,6

41,1

72,9

150,4

224,0

422,1

837,8

1 279,7

20

8,4

15,8

35,0

62,1

128,2

190,9

359,8

714,0

1 090,7

25

7,5

14,0

30,9

54,9

113,2

168,6

317,8

630,8

963,5

30

6,7

12,6

28,0

49,6

102,3

152,4

287,2

570,0

870,7

40

5,7

10,8

23,8

42,3

87,2

129,9

244,8

485,8

742,1

50

5,1

9,5

21,0

37,4

77,0

114,7

216,2

429,2

655,6

75

4,1

7,6

16,8

29,8

61,5

91,6

172,6

342,6

523,3

100

3,5

6,5

14,3

25,4

52,4

78,1

147,1

292,0

446,0

**)

1 kW = 0,104 m .

prospetto A.9a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per miscele di GPL, densit relativa 1,69 calcolate per tubazioni di
acciaio con perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard)

Filettatura

3/8'

1/2'

3/4'

1'

1' 1/4

1' 1/2

2'

2' 1/2

D i mm

13,2

16,7

22,5

27,9

36,6

42,5

53,9

69,7

81,7

s mm

2,3

2,3

2,9

2,9

2,9

3,2

3,2

3,6

Lunghezza
virtuale m

Portata in volume
m3/h

2,61

4,89

10,84

19,23

39,66

59,09

111,35

1,78

3,33

7,37

13,09

26,99

40,20

75,76

150,37

1,21

2,27

5,02

8,90

18,36

27,35

51,55

102,31

156,27

10

1,07

2,00

4,43

7,87

16,22

24,16

45,54

90,38

138,05

15

0,85

1,60

3,54

6,28

12,95

19,29

36,35

72,15

110,21

20

0,73

1,36

3,02

5,35

11,04

16,44

30,98

61,50

93,93

25

0,64

1,20

2,66

4,73

9,75

14,52

27,37

54,33

82,98

30

0,58

1,09

2,41

4,27

8,81

13,12

24,73

49,09

74,99

40

0,49

0,93

2,05

3,64

7,51

11,19

21,08

41,84

63,91

50

0,44

0,82

1,81

3,22

6,63

9,88

18,62

36,96

56,46

75

0,35

0,65

1,45

2,57

5,30

7,89

14,87

29,51

45,07

100

0,30

0,56

1,23

2,19

4,51

6,72

12,67

25,15

38,41

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 40

prospetto A.9b

Portate termiche (kW) per miscele di GPL, densit relativa 1,69 calcolate per tubazioni di acciaio con
perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard)

Filettatura

3/8'

1/2'

3/4'

1'

1' 1/4

1' 1/2

2'

2' 1/2

D i mm

13,2

16,7

22,5

27,9

36,6

42,5

53,9

69,7

81,7

s mm

2,3

2,3

2,9

2,9

2,9

3,2

3,2

3,6

Lunghezza
virtuale m

Portata termica
kW**)

82,1

153,7

340,3

603,9

1 245,4

1 855,3

3 496,3

55,8

104,6

231,5

410,9

847,4

1 262,3

2 378,9

4 721,6

38,0

71,1

157,5

279,6

576,6

858,9

1 618,6

3 212,5

4 907,0

10

33,6

62,8

139,2

247,0

509,3

758,7

1 429,9

2 838,0

4 334,9

15

26,8

50,2

111,1

197,2

406,6

605,7

1 141,5

2 265,6

3 460,6

20

22,8

42,8

94,7

168,0

346,5

516,2

972,9

1 930,9

2 949,4

25

20,2

37,8

83,6

148,5

306,1

456,1

859,4

1 705,8

2 605,6

30

18,2

34,1

75,6

134,2

276,7

412,1

776,6

1 541,5

2 354,6

40

15,5

29,1

64,4

114,3

235,8

351,2

661,9

1 313,8

2 006,8

50

13,7

25,7

56,9

101,0

208,3

310,3

584,8

1 160,6

1 772,8

75

11,0

20,5

45,4

80,6

166,3

247,7

466,8

926,5

1 415,3

100

9,3

17,5

38,7

68,7

141,7

211,1

397,9

789,7

1 206,2

**)

1 kW = 0,032 m .

prospetto A.10a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per gas naturale, densit relativa 0,6 calcolate per tubazioni di rame
con perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard)

D e mm

12

14

15

16

18

22

28

35

42

54

D i mm

10

12

13

14

16

20

26

33

39

51

s mm

1,5

1,5

Lunghezza
virtuale m

Portata in volume
m3/h

1,51

2,45

3,04

3,70

5,28

9,57

19,27

36,40

56,83

1,03

1,67

2,07

2,52

3,59

6,51

13,11

24,77

38,67

79,07

0,70

1,14

1,41

1,71

2,44

4,43

8,92

16,85

26,31

53,80

10

0,62

1,00

1,24

1,51

2,16

3,92

7,88

14,89

23,24

47,53

15

0,49

0,80

0,99

1,21

1,72

3,13

6,29

11,88

18,55

37,94

20

0,42

0,68

0,84

1,03

1,47

2,66

5,36

10,13

15,81

32,34

25

0,37

0,60

0,75

0,91

1,30

2,35

4,74

8,95

13,97

28,57

30

0,33

0,54

0,67

0,82

1,17

2,13

4,28

8,09

12,62

25,81

40

0,29

0,46

0,57

0,70

1,00

1,81

3,65

6,89

10,76

22,00

50

0,25

0,41

0,51

0,62

0,88

1,60

3,22

6,09

9,50

19,44

75

0,20

0,33

0,41

0,49

0,71

1,28

2,57

4,86

7,59

15,52

100

0,17

0,28

0,35

0,42

0,60

1,09

2,19

4,14

6,47

13,22

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 41

prospetto A.10b

Portate termiche (kW) per gas naturale, densit relativa 0,6 calcolate per tubazioni di rame con
perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard)

D e mm

12

14

15

16

18

22

28

35

42

54

D i mm

10

12

13

14

16

20

26

33

39

51

s mm

1,5

1,5

Lunghezza
virtuale m

Portata termica
kW**)

14,5

23,5

29,1

35,5

50,7

91,9

185,0

349,4

545,5

9,8

16,0

19,8

24,2

34,5

62,5

125,9

237,8

371,2

759,1

6,7

10,9

13,5

16,4

23,5

42,6

85,7

161,8

252,6

516,5

10

5,9

9,6

11,9

14,5

20,7

37,6

75,7

142,9

223,1

456,2

15

4,7

7,7

9,5

11,6

16,6

30,0

60,4

114,1

178,1

364,2

20

4,0

6,6

8,1

9,9

14,1

25,6

51,5

97,2

151,8

310,4

25

3,6

5,8

7,2

8,7

12,5

22,6

45,5

85,9

134,1

274,2

30

3,2

5,2

6,5

7,9

11,3

20,4

41,1

77,6

121,2

247,8

40

2,7

4,5

5,5

6,7

9,6

17,4

35,0

66,2

103,3

211,2

50

2,4

3,9

4,9

5,9

8,5

15,4

30,9

58,4

91,2

186,6

75

1,9

3,1

3,9

4,7

6,8

12,3

24,7

46,7

72,8

149,0

100

1,6

2,7

3,3

4,0

5,8

10,5

21,1

39,8

62,1

127,0

**)

1 kW = 0,104 m .

prospetto A.11a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per miscele di GPL, densit relativa 1,69 calcolate per tubazioni di
rame con perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard)

D e mm

12

14

15

16

18

22

28

35

42

54

D i mm

10

12

13

14

16

20

26

33

39

51

s mm

1,5

1,5

Lunghezza
virtuale m

Portata in volume
m3/h

1,25

2,03

2,51

3,06

4,37

7,92

15,94

30,09

46,98

0,85

1,38

1,71

2,08

2,97

5,39

10,84

20,48

31,97

65,37

0,58

0,94

1,16

1,42

2,02

3,66

7,38

13,93

21,75

44,48

10

0,51

0,83

1,03

1,25

1,79

3,24

6,52

12,31

19,21

39,29

15

0,41

0,66

0,82

1,00

1,43

2,58

5,20

9,83

15,34

31,37

20

0,35

0,56

0,70

0,85

1,21

2,20

4,43

8,37

13,07

26,73

25

0,31

0,50

0,62

0,75

1,07

1,95

3,92

7,40

11,55

23,62

30

0,28

0,45

0,56

0,68

0,97

1,76

3,54

6,68

10,44

21,34

40

0,24

0,38

0,48

0,58

0,83

1,50

3,02

5,70

8,90

18,19

50

0,21

0,34

0,42

0,51

0,73

1,32

2,67

5,03

7,86

16,07

75

0,17

0,27

0,34

0,41

0,58

1,06

2,13

4,02

6,27

12,83

100

0,14

0,23

0,29

0,35

0,50

0,90

1,81

3,42

5,35

10,93

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 42

prospetto A.11b

Portate termiche (kW) per miscele di GPL, densit relativa 1,69 calcolate per tubazioni di rame con
perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard)

D e mm

12

14

15

16

18

22

28

35

42

54

D i mm

10

12

13

14

16

20

26

33

39

51

s mm

1,5

1,5

Lunghezza
virtuale m

Portata termica
kW**)

39,1

63,7

78,8

96,0

137,1

248,6

500,4

944,9

1 475,3

26,6

43,3

53,6

65,3

93,3

169,1

340,5

642,9

1 003,8

2 052,7

18,1

29,5

36,5

44,5

63,5

115,1

231,6

437,5

683,0

1 396,6

10

16,0

26,0

32,2

39,3

56,1

101,7

204,6

386,4

603,3

1 233,8

15

12,8

20,8

25,7

31,3

44,8

81,2

163,4

308,5

481,6

984,9

20

10,9

17,7

21,9

26,7

38,1

69,2

139,2

262,9

410,5

839,5

25

9,6

15,6

19,4

23,6

33,7

61,1

123,0

232,3

362,6

741,6

30

8,7

14,1

17,5

21,3

30,5

55,2

111,2

209,9

327,7

670,2

40

7,4

12,1

14,9

18,2

26,0

47,1

94,7

178,9

279,3

571,2

50

6,5

10,6

13,2

16,1

22,9

41,6

83,7

158,0

246,7

504,6

75

5,2

8,5

10,5

12,8

18,3

33,2

66,8

126,2

197,0

402,8

100

4,5

7,2

9,0

10,9

15,6

28,3

56,9

107,5

167,9

343,3

**)

1 kW = 0,032 m .

prospetto A.12a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per gas naturale densit relativa 0,6 calcolate per tubazioni di
polietilene con perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard)

D e mm

25

32

40

50

63

75

90

110

D i mm

19

26

34

44

55,8

66,4

79,6

97,4

s mm

3,6

4,3

5,2

6,3

Lunghezza
virtuale m

Portata in volume
m3/h

8,35

19,27

39,42

5,68

13,11

26,82

53,34

100,50

159,81

3,87

8,92

18,25

36,29

68,38

108,73

176,34

302,04

10

3,42

7,88

16,12

32,06

60,41

96,06

155,78

266,83

15

2,73

6,29

12,87

25,59

48,22

76,68

124,36

213,01

20

2,32

5,36

10,97

21,81

41,10

65,36

105,99

181,55

25

2,05

4,74

9,69

19,27

36,31

57,74

93,63

160,38

30

1,86

4,28

8,76

17,41

32,81

52,17

84,61

144,93

40

1,58

3,65

7,46

14,84

27,97

44,47

72,12

123,52

50

1,40

3,22

6,59

13,11

24,70

39,28

63,71

109,12

75

1,11

2,57

5,26

10,47

19,72

31,36

50,86

87,11

100

0,95

2,19

4,49

8,92

16,81

26,73

43,35

74,25

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 43

Portate termiche (kW) per gas naturale, densit relativa 0,6 calcolate per tubazioni di polietilene con
perdita di carico di 1,0 mbar (formula di Renouard)

prospetto A.12b

D e mm

25,00

32,00

40,00

50,00

63,00

75,00

90,00

110,00

D i mm

19

26

34

44

55,8

66,4

79,6

97,4

s mm

3,6

4,3

5,2

6,3

Lunghezza
virtuale m

Portata termica
kW**)

80,2

185,0

378,4

54,5

125,9

257,5

512,0

964,8

1 534,2

37,1

85,7

175,2

348,4

656,5

1 043,8

1 692,8

2 899,6

10

32,8

75,7

154,7

307,8

579,9

922,1

1 495,5

2 561,5

15

26,2

60,4

123,5

245,7

463,0

736,1

1 193,9

2 044,9

20

22,3

51,5

105,3

209,4

394,6

627,4

1 017,5

1 742,9

25

19,7

45,5

93,0

185,0

348,6

554,3

898,9

1 539,7

30

17,8

41,1

84,1

167,2

315,0

500,9

812,3

1 391,3

40

15,2

35,0

71,6

142,5

268,5

426,9

692,3

1 185,8

50

13,4

30,9

63,3

125,9

237,2

377,1

611,6

1 047,6

75

10,7

24,7

50,5

100,5

189,3

301,1

488,2

836,3

9,1

21,1

43,1

85,6

161,4

256,6

416,1

712,8

100

**)

1 kW = 0,104 m .

prospetto A.13a

Portate in volume (m3/h a 15 C) per miscele di GPL densit relativa 1,69 calcolate per tubazioni di
polietilene con perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard)

D e mm

25

32

40

50

63

75

90

110

D i mm

19

26

34

44

55,8

66,4

79,6

97,4

s mm

3,6

4,3

5,2

6,3

Lunghezza
virtuale m

Portata in volume
m3/h

6,90

15,94

32,59

64,81

122,12

4,70

10,84

22,17

44,10

83,09

132,12

214,27

367,02

3,20

7,38

15,09

30,00

56,54

89,90

145,79

249,72

10

2,82

6,52

13,33

26,51

49,94

79,42

128,79

220,60

15

2,25

5,20

10,64

21,16

39,87

63,40

102,82

176,11

20

1,92

4,43

9,07

18,03

33,98

54,03

87,63

150,10

25

1,70

3,92

8,01

15,93

30,02

47,73

77,41

132,60

30

1,53

3,54

7,24

14,40

27,13

43,14

69,96

119,83

40

1,31

3,02

6,17

12,27

23,12

36,76

59,62

102,13

50

1,15

2,67

5,45

10,84

20,43

32,48

52,67

90,22

75

0,92

2,13

4,35

8,65

16,31

25,93

42,05

72,02

100

0,79

1,81

3,71

7,38

13,90

22,10

35,84

61,38

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 44

prospetto A.13b

Portate termiche (kW) per miscele di GPL, densit relativa 1,69 calcolate per tubazioni di polietilene
con perdita di carico di 2,0 mbar (formula di Renouard)

D e mm

25

32

40

50

63

75

60

110

D i mm

19

26

34

44

55,8

66,4

79,6

97,4

s mm

3,6

4,3

5,2

6,3

Lunghezza
virtuale m
2

216,8

500,4

1 023,2

2 035,1

3 834,7

147,5

340,5

696,2

1 384,6

2 609,1

4 148,7

6 728,2

11 524,5

100,4

231,6

473,7

942,1

1 775,2

2 822,8

4 577,8

7 841,2

10

88,7

204,6

418,5

832,3

1 568,2

2 493,7

4 044,1

6 927,0

15

70,8

163,4

334,1

664,4

1 251,9

1 990,7

3 228,5

5 529,9

20

60,3

139,2

284,7

566,3

1 067,0

1 696,7

2 751,6

4 713,1

25

53,3

123,0

251,5

500,2

942,6

1 498,8

2 430,8

4 163,6

30

48,2

111,2

227,3

452,1

851,8

1 354,5

2 196,6

3 762,5

40

41,0

94,7

193,7

385,3

726,0

1 154,4

1 872,2

3 206,8

50

36,3

83,7

171,1

340,4

641,4

1 019,8

1 653,9

2 832,9

75

28,9

66,8

136,6

271,7

512,0

814,1

1 320,3

2 261,5

24,7

56,9

116,4

231,6

436,4

693,9

1 125,3

1 927,5

100
**)

Portata termica
kW**)

1 kW = 0,032 m .

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 45

APPENDICE
(informativa)

B DILATAZIONI TERMICHE PER TUBI DI ACCIAIO E DI RAME


Qualunque materiale sottoposto a riscaldamento o a raffreddamento soggetto al
fenomeno di dilatazione o contrazione.
Per quanto attiene la posa esterna alledificio e soprattutto quando la tubazione posta a
vista ed sottoposta a significative escursioni termiche, necessario porre particolare
attenzione alle dilatazioni lineari che nel tempo essa subisce.
In particolare, al fine di evitare dannosi ed antiestetici spostamenti, rotture degli ancoraggi
o dello staffaggio delle tubazioni, in fase di esecuzione dei lavori deve essere tenuto conto
dei fattori principali di seguito riportati.
Lallungamento che subisce un tubo per una variazione di temperatura pu essere
calcolato con la seguente espressione valida per i tubi di rame:
'L = D u L u 'T

(mm)

dove:

Nota

0,011 mm/m C per i tubi di acciaio;

0,017 mm/m C per i tubi di rame;

la lunghezza iniziale del tratto di tubo, espressa in metri;

'T

il salto termico, espresso in gradi centigradi.

Nel caso di un 'T negativo, il risultato del calcolo evidenzia una contrazione.
Per facilitare individuazione dellentit delle dilatazioni termiche sono stati riportati nei
prospetti B.1 e B.2 i valori dellallungamento di una tubazione di acciaio e di rame in
relazione allescursione termica misurata sulla sua superficie.

prospetto

B.1

Lunghezza
della
tubazione
m

Dilatazione lineare dei tubi di acciaio in relazione alla variazione della temperatura superficiale
Differenza di temperatura, misurata sulla superficie del tubo
C
10

20

30

40

50

60

70

80

90

Allungamento della tubazione di acciaio


mm
10

1,1

2,2

3,3

4,4

5,5

6,6

7,7

8,8

9,9

20

2,2

4,4

6,6

8,8

11

13,2

15,4

17,6

19,8

30

3,3

6,6

9,9

13,2

16,5

19,8

23,1

26,4

29,7

40

4,4

8,8

13,2

17,6

22

26,4

30,8

35,2

39,6

50

5,5

11

16,5

22

27,5

33

38,5

44

49,5

60

6,6

13,2

19,8

26,4

33

39,6

46,2

52,8

59,4

prospetto

Lunghezza
della
tubazione
m

B.2

Dilatazione lineare dei tubi di rame in relazione alla variazione della temperatura superficiale
Differenza di temperatura, misurata sulla superficie del tubo
C
10

20

30

40

50

60

70

80

90

Allungamento della tubazione di rame


mm
10

1,68

3,36

5,04

6,72

8,4

10,08

11,76

13,44

15,12

20

3,36

6,72

10,08

13,44

16,8

20,16

23,52

26,88

30,24

30

5,04

10,08

15,12

20,16

25,2

30,24

35,28

40,32

45,36

40

6,72

13,44

20,16

26,88

33,6

40,32

47,04

53,76

60,48

50

8,4

16,8

25,2

33,6

42

50,4

58,8

67,2

75,6

60

10,08

20,16

30,24

40,32

50,4

60,48

70,56

80,64

90,72

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 46

APPENDICE
(informativa)
figura

C ALCUNI ESEMPI DI INTERRAMENTO E DI ATTRAVERSAMENTO DELLA PARETE


ESTERNA
C.1a

Interramento - Percorso del tubo di PE con arrivo perpendicolare sulla parete perimetrale esterna in
pozzetto
Legenda
1
Esterno delledificio
2
Locale interno piano terra
3
Sigillatura
4
Pavimentazione
5
Pozzetto (necessario in caso di giunto di transizione dotato di giunzioni meccaniche filettate)
6
Rivestimento protettivo
7
Guaina
8
Eventuale pavimentazione
9
Chiusino non a tenuta o griglia
10
Tubo metallico
11
Giunto di transizione
12
Tubo PE
13
Sostegno
Dimensioni in millimetri

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 47

figura

C.1b

Interramento - Percorso del tubo di PE con arrivo perpendicolare sulla parete perimetrale esterna
senza pozzetto
Legenda
1
Esterno delledificio
2
Locale interno piano terra
3
Sigillatura
4
Pavimentazione
5
Giunto di transizione
6
Rivestimento protettivo
7
Guaina
8
Eventuale pavimentazione
9
Tubo PE
10
Tubo metallico
Dimensioni in millimetri

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 48

figura

C.2

Interramento - Percorso del tubo metallico rivestito e protetto da guaina con arrivo perpendicolare
sulla parete perimetrale esterna
Legenda
1
Esterno delledificio
2
Locale interno piano terra
3
Sigillatura
4
Pavimentazione
5
Eventuale pozzetto (nel caso non vi sia il prolungamento della guaina sino al punto 9)
6
Tubo metallico rivestito
7
Guaina
8
Pavimentazione esterna
9
Chiusino non a tenuta o griglia
10
Tubo metallico
11
Giunto dielettrico
Dimensioni in millimetri

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 49

figura

C.3

Interramento - Percorso del tubo metallico rivestito e protetto da guaina con arrivo perpendicolare
sulla parete perimetrale esterna ed entrata diretta nei locali interrati (soluzione non consentita per
gas di densit maggiore a 0,8)
Legenda
1
Esterno delledificio
2
Locale interno piano terra
3
Pavimentazione
4
Guaina
5
Sigillatura
6
Piano interrato (aerabile)
7
Rubinetto
8
Tubo metallico rivestito
9
Pozzetto
10
Chiusino non a tenuta o griglia
11
Giunto dielettrico
Dimensioni in millimetri

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 50

figura

C.4a

Interramento - Esempio di percorso tubo PE o metallico sotto marciapiede parallelo alla parete
perimetrale esterna
Legenda
1
Esterno delledificio
2
Locale interno piano terra
3
Pavimentazione
4
Tubo PE o metallico con guaina
5
Eventuale pavimentazione
Dimensioni in millimetri

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 51

figura

C.4

Interramento - Esempio di percorso di un tubo in PE o metallico in terreno scoperto parallelo alla


parete perimetrale esterna
Legenda
1
Esterno delledificio
2
Locale interno piano terra
3
Pavimentazione
4
Tubo PE o metallico
5
Terreno scoperto (prato)
Dimensioni in millimetri

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 52

figura

C.5

Interramento - Percorso tubo metallico allinterno di un tunnel in presenza di altri servizi


Legenda
1
Esterno delledificio
2
Locale interno piano terra
3
Pavimentazione
4
Altri servizi non elettrici
5
Tunnel servizi
6
Tubo metallico gas in guaina
7
Chiusino non a tenuta o griglia

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 53

figura

C.6

Attraversamento - Attraversamento della parete esterna con posa della tubazione sulla caldana del
balcone ed entrata diretta nel locale di installazione dellapparecchio di utilizzazione
Legenda
1
Locale interno
2
Tubo metallico con guaina
3
Sigillatura
4
Pavimentazione
5
Soletta del balcone
6
Pavimento
7
Parapetto
8
Tubo metallico
9
Muro perimetrale esterno
10
Ambiente esterno

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 54

figura

C.7

Attraversamento - Attraversamento della parete esterna con entrata diretta e posa della tubazione
con rivestimento sulla caldana nel locale di installazione dellapparecchio di utilizzazione
Legenda
1
Locale interno piano terra
2
Tubo metallico con rivestimento
3
Pavimento
4
Solaio
5
Guaina
6
Ambiente esterno
7
Pozzetto di ispezione
8
Terreno
9
Chiusino non a tenuta o griglia
10
Muro perimetrale

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 55

figura

C.8

Attraversamento - Tubazione interrata con rivestimento protettivo ed attraversamento della parete


esterna con entrata diretta e posa con guaina sulla caldana nel locale di installazione dellapparecchio
di utilizzazione
Legenda
1
Locale interno piano terra
2
Tubo metallico
3
Sigillatura
4
Pavimento
5
Guaina
6
Solaio
7
Tubo metallico rivestito
8
Pozzetto di ispezione
9
Terreno
10
Chiusino non a tenuta o griglia
11
Muro perimetrale
12
Ambiente esterno

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 56

BIBLIOGRAFIA
UNI 7131

Impianti a GPL per uso domestico non alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione, installazione, esercizio e manutenzione

UNI 7141

Apparecchi a gas per uso domestico - Portagomma e fascette

UNI 9860

Impianti di derivazione di utenza del gas - Progettazione,


costruzione, collaudo, conduzione, manutenzione e risanamento

UNI 11065

Raccorderia idraulica - Raccordi a pressare di rame, per acqua e


gas combustibile - Requisiti minimi

UNI 11179

Raccordi a pressare per tubazioni metalliche

UNI EN 682

Elementi di tenuta in elastomero - Requisiti dei materiali


elastomerici utilizzati in tubi e raccordi per il trasporto di gas e
idrocarburi fluidi

UNI EN 10241

Raccordi di acciaio filettati per tubi

UNI EN 10242

Raccordi di tubazione filettati di ghisa malleabile

UNI EN 10253-1

Raccordi per tubazioni da saldare di testa - Acciaio non legato


lavorato plasticamente per impieghi generali e senza requisiti
specifici di controllo

UNI EN 10312

Tubi saldati di acciaio inossidabile per il convogliamento


dell'acqua e di altri liquidi acquosi - Condizioni tecniche di fornitura

UNI EN 12007-1

Trasporto e distribuzione di gas - Condotte con pressione


massima di esercizio non maggiore di 16 bar - Raccomandazioni
funzionali generali

UNI EN 12007-2

Trasporto e distribuzione di gas - Condotte con pressione


massima di esercizio non maggiore di 16 bar - Raccomandazioni
funzionali specifiche per condotte di polietilene (pressione
massima di esercizio MOP non maggiore di 10 bar)

UNI EN 12007-3

Trasporto e distribuzione di gas - Condotte con pressione


massima di esercizio non maggiore di 16 bar - Raccomandazioni
funzionali specifiche per condotte di acciaio

UNI EN 12007-4

Trasporto e distribuzione di gas - Tubazioni per pressione


massima di esercizio non maggiore di 16 bar - Parte 4:
Raccomandazioni funzionali specifiche per il rinnovamento

UNI EN 12732

Trasporto e distribuzione di gas - Saldatura delle tubazioni di


acciaio - Requisiti funzionali

UNI 7129-1:2008

UNI

Pagina 57

UNI
Ente Nazionale Italiano
di Unificazione
Via Sannio, 2
20137 Milano, Italia

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NORMA
ITALIANA

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione

Progettazione e installazione

UNI 7129-2

Parte 2: Installazione degli apparecchi di utilizzazione,


ventilazione e aerazione dei locali di installazione
OTTOBRE 2008
Gas plants for domestic and similar uses supplied by network

Design and installation


Part 2: Installation of gas appliances, ventilation and aeration of premises
La norma fissa i criteri per la progettazione, linstallazione e il
collaudo degli impianti domestici e similari per lutilizzazione dei
gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a e 3a famiglia ed alimentati
da rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682.
La norma definisce i criteri per linstallazione di apparecchi aventi
singola portata termica nominale massima non maggiore di 35 kW
e per la realizzazione della ventilazione e/o aerazione dei locali di
installazione.

TESTO ITALIANO

La presente norma, unitamente alla UNI 7129-1:2008, alla


UNI 7129-3:2008 e alla UNI 7129-4:2008, sostituisce la UNI 7129:2001.

ICS

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il consenso scritto dellUNI.
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UNI 7129-2:2008

Pagina I

PREMESSA
Rispetto alla UNI 7129:2001, la presente famiglia di norme introduce
le seguenti varianti:
- suddivisione della norma in quattro parti per macro-argomenti;
- aggiornamento dei riferimenti normativi;
- adeguamento prescrizioni per aggiornamenti tecnologici intervenuti;
- nuove e/o diverse prescrizioni installative;
- considerazione di prescrizioni legislative comunitarie, nazionali;
- considerazione di prescrizioni regolamentari.
La presente norma stata elaborata sotto la competenza dellente
federato allUNI
CIG - Comitato Italiano Gas
La Commissione Centrale Tecnica dellUNI ha dato la sua approvazione
il 7 ottobre 2008.
La presente norma stata ratificata dal Presidente dellUNI ed
entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 30 ottobre 2008.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dellarte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dellapplicazione di questa norma, di poter fornire suggerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dellarte
in evoluzione pregato di inviare i propri contributi allUNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terr in considerazione per leventuale revisione della norma stessa.
Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o
di aggiornamenti.
importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso
dellultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare lesistenza di norme UNI corrispondenti alle
norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.
UNI 7129-2:2008

UNI

Pagina II

INDICE
1

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

RIFERIMENTI NORMATIVI

3
3.1
3.2
3.3
3.4
3.5

TERMINI E DEFINIZIONI
1
Definizioni relative agli apparecchi ................................................................................................. 1
Definizioni relative ai locali dinstallazione .................................................................................. 2
Definizioni relative allaerazione e ventilazione ........................................................................ 3
Definizioni relative allimpianto interno ......................................................................................... 4
Definizioni relative ai sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione .......... 4

4
4.1

4.2

INSTALLAZIONE DEGLI APPARECCHI DI UTILIZZAZIONE


4
Prescrizioni generali ................................................................................................................................ 4
Zona di rispetto di un apparecchio a gas posto in adiacenza di un contatore a gas o elettrico.......... 5
Zona di rispetto sulla proiezione verticale del pianto di cottura .................................................... 5
Idoneit dei locali di installazione ..................................................................................................... 6

5
5.1
5.2
5.3
5.4

VENTILAZIONE E AERAZIONE DEI LOCALI DI INSTALLAZIONE


7
Locale dinstallazione di apparecchi di cottura ......................................................................... 7
Locale dinstallazione di apparecchi di tipo A ............................................................................ 8
Locale dinstallazione di apparecchi di tipo B .......................................................................... 8
Locale di installazione di apparecchi di tipo C .......................................................................... 8

MODALIT DI REALIZZAZIONE DELLA VENTILAZIONE E AERAZIONE


DEI LOCALI DI INSTALLAZIONE
8
Ventilazione e/o aerazione diretta ................................................................................................... 8
Esempi di realizzazione di aperture di ventilazione diretta ............................................................. 9
Ventilazione indiretta............................................................................................................................... 9
Esempio di ventilazione indiretta .......................................................................................................... 10

figura

figura

6.1
figura

figura

6.2

CALCOLO DELLA SEZIONE NETTA TOTALE DELLE APERTURE DI


VENTILAZIONE
prospetto

10

Maggiorazioni dellapertura di ventilazione in relazione alla portata massima degli


estrattori dellaria ........................................................................................................................................ 11

POSIZIONE E DIMENSIONI DELLE APERTURE DI VENTILAZIONE E DI


AERAZIONE
11
Posizione e dimensioni delle aperture di ventilazione/aerazione nel locale
in cui sono installati apparecchi di tipo A ................................................................................... 11
Posizione e dimensioni delle aperture di ventilazione/aerazione nel locale
in cui sono installati solo apparecchi di cottura ...................................................................... 11
Posizioni e dimensioni delle aperture di ventilazione nel locale in cui sono
installati apparecchi di Tipo B .......................................................................................................... 12

8.1
8.2
8.3
9
9.1
9.2
9.3

CARATTERISTICHE DELLE APERTURE DI VENTILAZIONE E DI AERAZIONE 12


Requisiti generali.................................................................................................................................... 12
Caratteristiche delle aperture di aerazione .............................................................................. 12
Caratteristiche delle aperture di ventilazione .......................................................................... 12

APPENDICE
(informativa)
A.1
A.2
A.3

prospetto A.1

METODOLOGIA DI CALCOLO PER DETERMINARE LA SEZIONE


TOTALE NETTA DELLE APERTURE DI AERAZIONE E DI VENTILAZIONE 14
Scopo e campo di applicazione ..................................................................................................... 14
Procedura di calcolo .............................................................................................................................. 14
Valore minimo della sezione netta totale ................................................................................. 15
Valori di S T2 (cm2) in corrispondenza di Q B (kW) e di Q E (m3/h) .......................................... 16
UNI 7129-2:2008

UNI

Pagina III

APPENDICE
(informativa)
B.1
B.2

figura

B.1

figura

B.2

SISTEMI PER LAERAZIONE E LA VENTILAZIONE MECCANICA


CONTROLLATA
17
Sistema di ricambio di aria controllato ...................................................................................... 17
Sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC)....................................................... 17
Esempio di sistema di VMC a semplice flusso. Il sistema prevede un unico ventilatore .. 18
Esempio di sistema VMC a doppio flusso. Il sistema prevede due ventilatori distinti ........ 18
BIBLIOGRAFIA

UNI 7129-2:2008

19

UNI

Pagina IV

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma fissa i criteri per la progettazione, l'installazione e il collaudo degli
impianti domestici e similari per l'utilizzazione dei gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a
e 3a famiglia ed alimentati da rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682.
La presente parte della norma si applica allinstallazione di apparecchi aventi singola
portata termica nominale massima non maggiore di 35 kW ed alla realizzazione della
ventilazione e/o aerazione dei locali di installazione.
Nota 1

Per la progettazione e linstallazione dellimpianto interno per usi domestici e similari alimentato da rete di
distribuzione vedere 7129-1.

Nota 2

Per i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione vedere 7129-3.

Nota 3

Per la messa in servizio degli impianti vedere 7129-4.

RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in
altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e
sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o
revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente
norma come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale lultima edizione
della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti).

UNI 7129-1

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 1: Impianto
interno

UNI 7129-3

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 3: Sistemi di
evacuazione dei prodotti della combustione

UNI 7129-4

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 4: Messa in
servizio degli impianti/apparecchi

UNI 9165

Reti di distribuzione del gas - Condotte con pressione massima di


esercizio minore o uguale a 5 bar - Progettazione, costruzione,
collaudo, conduzione, manutenzione e risanamento

UNI 10682

Piccole centrali di GPL per reti di distribuzione - Progettazione,


costruzione, installazione, collaudo ed esercizio

UNI EN 13465

Ventilazione degli edifici - Metodi di calcolo per la determinazione


delle portate d'aria negli edifici residenziali

CEN/TR 14788

Ventilation for buildings - Design and dimensioning of residential


ventilation systems

TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma si applicano i termini e le definizioni seguenti. Eventuali
termini posti tra parentesi ( ) si riferiscono a sinonimi.

3.1

Definizioni relative agli apparecchi

3.1.1

apparecchio di Tipo A1): Apparecchio non previsto per il collegamento a camino/canna


fumaria o a dispositivo di evacuazione dei prodotti della combustione all'esterno del locale
in cui lapparecchio installato. Il prelievo dellaria comburente e levacuazione dei
prodotti della combustione avvengono nel locale di installazione.

1)

Definizione tratta dalla UNI 10642:2005, punto 3.1.

UNI 7129-2:2008

UNI

Pagina 1

apparecchio di Tipo B2): Apparecchio previsto per il collegamento a camino/canna fumaria

3.1.2

o a dispositivo che evacua i prodotti della combustione all'esterno del locale in cui
lapparecchio installato. Il prelievo dell'aria comburente avviene nel locale dinstallazione
e levacuazione dei prodotti della combustione avviene allesterno del locale stesso.

apparecchio di Tipo C3): Apparecchio il cui circuito di combustione (prelievo dell'aria

3.1.3

comburente, camera di combustione, scambiatore di calore e evacuazione dei prodotti della


combustione) a tenuta rispetto al locale in cui lapparecchio installato. Il prelievo dell'aria
comburente e levacuazione dei prodotti della combustione avvengono direttamente
allesterno del locale.

3.1.4

apparecchio di cottura: Apparecchi destinati alla cottura dei cibi quali fornelli, forni a gas e
piani di cottura siano essi ad incasso, separati fra loro oppure incorporati in un unico
apparecchio chiamato solitamente "cucina a gas".

3.1.5

apparecchio di cottura con sorveglianza di fiamma: Apparecchio di cottura dotato di


dispositivo di sorveglianza di fiamma che, in risposta a un segnale del rivelatore di
fiamma, mantiene aperta lalimentazione del gas, e la interrompe in assenza della fiamma.

3.1.6

cappa da cucina a ricircolo daria: Cappa che non dispone di collegamento allesterno.

3.1.7

generatore di calore a legna: Generatore di calore a combustibile solido (caminetti,


termocaminetti, stufe, termocucine, ecc.) destinato al riscaldamento ambientale, produzione
di acqua calda sanitaria o cottura.
Nota

Il termine si riferisce a tutti i generatori la cui installazione disciplinata dalla UNI 10683.

3.2

Definizioni relative ai locali dinstallazione

3.2.1

camera da letto: Locale ad uso abitativo normalmente adibito al riposo notturno.

3.2.2

locale: Spazio di abitazione dellunit immobiliare, inteso come spazio coperto, delimitato
da ogni lato da pareti realizzate con qualunque materiale (legno, mattoni, vetro, ecc.).

3.2.3

locali adiacenti: Due locali sono detti adiacenti se hanno almeno una parete divisoria in
comune.

3.2.4

locali adiacenti e comunicanti: Due locali adiacenti sono detti comunicanti in modo non
permanente se esiste unapertura non permanente comune ad entrambi i locali (porta,
portafinestra, finestra). Sono detti comunicanti in modo permanente se esiste unapertura
permanente di transito di aria realizzata su porte, portefinestre, finestre, pareti divisorie
comuni ad entrambi i locali.

3.2.5

locale aerato: Locale dotato di dispositivi che consentono laerazione permanente. Tali
dispositivi possono essere costituiti da:

3.2.6

una o pi aperture comunicanti permanentemente con lesterno, realizzate su pareti


perimetrali, serramenti o infissi;

condotti di aerazione.

locale aerabile: Locale dotato di dispositivi che consentono laerazione su necessit. Tali
dispositivi possono essere costituiti da generiche aperture apribili e comunicanti
direttamente con lesterno quali porte, finestre, portafinestre, lucernari, ecc. Si definiscono
altres aerabili i locali dinstallazione dotati di pi aperture (porte, finestre, aperture
permanenti) non direttamente comunicanti con lesterno, ma comunicanti con almeno due
locali dotati di aperture apribili e comunicanti direttamente con lesterno.

2)
3)

Definizione tratta dalla UNI 10642:2005, punto 3.2.


Definizione tratta dalla UNI 10642:2005, punto 3.3.

UNI 7129-2:2008

UNI

Pagina 2

3.2.7

locale per laria comburente (locale per la ventilazione indiretta): Locale comunicante in
modo permanente con il locale dinstallazione di apparecchi a gas, provvisto di almeno
due aperture di ventilazione:

3.2.8

la prima rivolta direttamente verso lesterno;

la seconda destinata alladduzione dellaria comburente nel locale di installazione.

locale non presidiato: Locale non utilizzato quotidianamente nelle normali attivit
domestiche (per esempio abbaino, sottotetto, solaio, sottoscala, cantina).

3.2.9

locale uso bagno: Locale nel quale sono presenti uno o pi dei seguenti sanitari: vaso,
bid, doccia, vasca da bagno, sauna. Non rientrano nella definizione di locale uso bagno
i locali contenenti esclusivamente lavabo, vasca lavatoio o pilozzo (per esempio locale
lavanderia).

3.2.10

locale con pericolo incendio: Per locali con pericolo incendio si intendono quelli:

Nota

3.2.11

in cui sono svolte le attivit elencate nel D.M. 16/02/19824);

soggetti a normativa specifica relativa alla prevenzione incendi.

Sono ritenuti locali con pericolo incendio i box, i garage, le autorimesse.

locale ventilato: Locale dotato di dispositivi che consentono la ventilazione (diretta o


indiretta). Tali dispositivi possono essere costituiti da:
-

aperture permanenti rivolte verso lesterno, realizzate su pareti/serramenti/infissi;

aperture permanenti rivolte verso un locale per laria comburente;

condotti di ventilazione.

3.2.12

monolocale (monocamera): Abitazione costituita da un unico locale, con annesso un locale


ad uso bagno, utilizzato anche come camera da letto.

3.2.13

vano tecnico: Ai fini della presente norma, si definisce "Vano tecnico":


-

apposito vano,

locale specifico,

volume tecnico,

armadio esterno e simile,

esclusivamente dedicati, ed idonei a contenere apparecchi utilizzatori, di singola portata


termica nominale massima non maggiore di 35 kW.

3.3

Definizioni relative allaerazione e ventilazione

3.3.1

aerazione: Ricambio dellaria necessaria sia per lo smaltimento dei prodotti della
combustione, sia per evitare miscele con un tenore pericoloso di gas non combusti.

3.3.2

canale di esalazione: Elemento che collega la cappa di un apparecchio di cottura o un


ventilatore ad un condotto o canna fumaria per vapori di cottura o direttamente verso
latmosfera esterna. Esso pu funzionare a pressione negativa o positiva rispetto
allambiente.

3.3.3

condotto collettivo per vapori di cottura: Condotto asservito a pi apparecchi di cottura


installati su diversi piani di un edificio. Tale condotto pu essere anche ramificato.

3.3.4

camino (condotto) per vapori di cottura: Struttura o condotto ad andamento prevalentemente


verticale atto a convogliare ed espellere i vapori di cottura in atmosfera.

4)

Alla data di pubblicazione della presente norma in vigore Decreto Ministeriale del 16 febbraio 1982 "Modificazioni del
Decreto Ministeriale 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attivit soggette alle visite di prevenzione
incendi".

UNI 7129-2:2008

UNI

Pagina 3

3.3.5

condotti di aerazione: Condotti verticali o orizzontali singoli o collettivi atti a convogliare


laria esausta (vapori di cottura/esalazioni/prodotti della combustione) allesterno.

3.3.6

condotti di ventilazione: Condotti verticali o orizzontali, singoli o collettivi atti a convogliare


laria per la combustione dallesterno al locale di installazione di un apparecchio di
utilizzazione.

3.3.7

sistema di ricambio daria controllato: Sistema comprendente condotti di aerazione,


collettivi o individuali, al servizio dei soli locali di installazione di apparecchi a gas oppure
dellintera unit abitativa. Il ricambio di aria controllato pu essere assicurato da dispositivi
meccanici di estrazione e/o di immissione dellaria oppure pu essere ottenuto per via
naturale.

3.3.8

sistema di ventilazione meccanica controllata: Sistema meccanico di ricambio daria


dellintera unit abitativa atto a garantire la diluizione degli inquinanti interni agli ambienti e
la ventilazione necessaria per i soli apparecchi di cottura con sorveglianza di fiamma.

3.3.9

vapori di cottura: Insieme dei prodotti della combustione e dei vapori/esalazioni risultanti
dalla cottura dei cibi.

3.3.10

ventilazione: Afflusso dellaria necessaria alla combustione.

3.4

Definizioni relative allimpianto interno


Si rimanda alla UNI 7129-1.

3.5

Definizioni relative ai sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione


Si rimanda alla UNI 7129-3.

INSTALLAZIONE DEGLI APPARECCHI DI UTILIZZAZIONE

4.1

Prescrizioni generali
Per ogni tipologia di installazione devono essere scelti e utilizzati materiali, componenti e
apparecchi dichiarati idonei allimpiego previsto e conformi alle norme applicabili, nel
rispetto della legislazione vigente.
Negli impianti gas di nuova progettazione e realizzazione ed in quelli ristrutturati in
conformit alla presente norma non consentita linstallazione e lutilizzo di apparecchi
privi del dispositivo di sorveglianza di fiamma.
Gli apparecchi a gas devono essere installati ad una distanza di almeno 1,5 m da
eventuali contatori, siano essi elettrici o del gas (figura 1).
Nel caso non si riesca a rispettare la distanza di cui sopra, necessario realizzare dei
setti separatori tra apparecchio e contatore in modo da evitare che eventuali fughe di gas
possano trovare punti di innesco.
Gli apparecchi di utilizzazione a gas non possono essere installati sulla proiezione
verticale del piano di cottura a gas (figura 2).

UNI 7129-2:2008

UNI

Pagina 4

figura

Zona di rispetto di un apparecchio a gas posto in adiacenza di un contatore a gas o elettrico


Legenda
1
Zona di rispetto
Dimensioni in metri

figura

Zona di rispetto sulla proiezione verticale del piano di cottura


Legenda
1
Zona di rispetto

4.1.1

Installazione di apparecchi allesterno


Si considerano idonei all'installazione all'esterno gli apparecchi a gas per i quali il fabbricante
dichiari esplicitamente tale possibilit sulla documentazione tecnica e sui libretti duso e
manutenzione.
In ogni caso per l'installazione devono essere rispettate le normative vigenti nonch le
istruzioni e le avvertenze fornite dal fabbricante.

UNI 7129-2:2008

UNI

Pagina 5

4.1.2

Installazione di apparecchi in vano tecnico


Gli apparecchi di utilizzazione a gas possono essere installati in appositi vani tecnici
ubicati allinterno o allesterno degli edifici.
I vani tecnici ricavati nelle strutture edili devono essere aerati e realizzati in modo tale da
impedire che eventuali fughe di gas possono diffondersi nelle strutture stesse.
I vani tecnici devono essere dotati di almeno unapertura permanente di aerazione, rivolta
verso lesterno, di superficie non minore di 100 cm2.
In alternativa, allapertura di aerazione, i vani tecnici possono essere aerati tramite
condotti di aerazione di sezione non minore di 150 cm2. In caso di installazione di
apparecchi diversi dal tipo C il vano tecnico deve inoltre essere dotato di idonea
ventilazione dimensionata e realizzata secondo la presente norma.
Non si considerano vani tecnici gli armadi tecnici o i telai da incasso forniti dal fabbricante
come parte integrante dellapparecchio.

4.1.3

Installazione di apparecchi allinterno dei locali di abitazione


Linstallazione di apparecchi allinterno dei locali di abitazione deve rispettare tutte le
disposizioni di seguito riportate.

4.2

Idoneit dei locali di installazione


Le pareti dei locali di installazione devono essere intonacate o, comunque, non devono
presentare crepe, fessurazioni, fori, tali da consentire accidentali infiltrazioni di gas nelle
strutture edili.
Fatte salve le disposizioni previste nei punti successivi, inerenti la ventilazione e
laerazione dei locali, di seguito sono riportate le prescrizioni e divieti specifici sui locali
dinstallazione.

4.2.1

Prescrizioni e divieti

4.2.2

vietata linstallazione di apparecchi di utilizzazione nei locali/ambienti costituenti le parti


comuni delledificio condominiale quali per esempio scale, cantine, androni, solaio,
sottotetto, vie di fuga, ecc. se non collocati allinterno di vani tecnici di pertinenza di ogni
singola unit immobiliare e accessibili solo allutilizzatore.
In ogni caso, sia i vani tecnici, che gli apparecchi devono essere realizzati ed installati nel
rispetto delle norme di prevenzione incendi.

4.2.3

vietata linstallazione di apparecchi di utilizzazione allinterno di locali con pericolo


incendio (per esempio: autorimesse, box). Tale limitazione deve essere applicata anche
ai canali da fumo, ai condotti di scarico fumi e ai condotti di aspirazione dellaria
comburente.
Tuttavia, i locali di installazione degli impianti alimentati a gas naturale (metano) e degli
apparecchi di portata termica nominale massima non maggiore di 35 kW possono
comunicare direttamente con le autorimesse fino a 9 posti auto e non oltre il secondo
interrato (compreso i singoli box) purch la comunicazione sia protetta da porte aventi
caratteristiche di resistenza al fuoco E 120.

4.2.4

vietata l'installazione degli apparecchi di cottura e degli apparecchi di tipo A e B nei


locali adibiti a camera da letto. Nei monolocali ammessa linstallazione di apparecchi di
cottura purch dotati di sistema di sorveglianza di fiamma.

4.2.5

vietata l'installazione di apparecchi di tipo B destinati al riscaldamento degli ambienti,


con o senza produzione di acqua calda sanitaria, in locali nei quali siano presenti
generatori di calore a legna (o combustibili solidi in genere) e in locali ad essi adiacenti e
comunicanti.
Tale disposizione non si applica se gli apparecchi alimentati con combustibile solido sono
caratterizzati da un focolare di tipo stagno rispetto allambiente in cui sono installati.

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UNI

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4.2.6

vietata l'installazione di apparecchi di tipo B nei locali uso bagno.

4.2.7

vietata l'installazione di apparecchi di tipo A:

nei locali uso bagno, camere da letto e monolocali;

nei locali con volumetria minore di 1,5 m3/kW di portata termica installata e minore di
12 m3;

in un unico locale, se la portata termica nominale complessiva dei medesimi


maggiore di 15 kW.

VENTILAZIONE E AERAZIONE DEI LOCALI DI INSTALLAZIONE


Fatto salvo quanto indicato nel punto 4.2, il calcolo della sezione utile netta delle aperture di
ventilazione e aerazione, nonch il relativo posizionamento, sono riportati nei punti successivi.
Di seguito sono indicate alcune prescrizioni generali inerenti la ventilazione e laerazione
dei locali di installazione definite in relazione alla tipologia di apparecchio installato.

5.1

Locale dinstallazione di apparecchi di cottura


Il locale di installazione di un apparecchio di cottura deve essere sempre aerato e ventilato.

5.1.1

Laerazione necessaria, in un locale, per la presenza dellapparecchio di cottura pu


essere ottenuta mediante linstallazione di uno o pi dei sistemi sotto indicati:
a)

cappa a tiraggio naturale collegata mediante un canale di esalazione ad un


condotto o canna fumaria per vapori di cottura o direttamente allesterno;

b)

cappa aspirante elettrica (munita di ventilatore) collegata mediante un canale di


esalazione ad un condotto per vapori di cottura o direttamente allesterno. La cappa
da mettere in funzione per tutto il tempo di funzionamento dell'apparecchio.
Linstallazione della cappa deve essere realizzata secondo le istruzioni del
fabbricante;

c)

elettroventilatore collocato sulla parte alta di una parete del locale di installazione (su
serramenti e/o infissi rivolti verso lesterno), oppure collegato ad un condotto di
esalazione, a suo uso esclusivo. Lelettroventilatore da mettere in funzione per
tutto il tempo di funzionamento degli apparecchi di cottura;

d)

aerazione di tipo diretto da realizzare in conformit ai punti 6.1, 8.2, 9.1 e 9.2.
Laerazione di tipo diretto consentita purch risultino soddisfatte le seguenti
condizioni:
-

la portata termica nominale complessiva degli apparecchi di cottura non sia


maggiore di 11,7 kW;

la portata termica nominale massima complessiva riferita agli apparecchi di tipo


A e agli apparecchi di cottura installati nel medesimo locale non sia maggiore di
15 kW.

Fermo restando la possibilit di dimensionare il ricambio di aria del locale di installazione


per fini non esclusivamente legati alla sicurezza degli impianti alimentati a combustibile
gassoso, la portata oraria di ricambio di aria della cappa aspirante elettrica o
dellelettroventilatore deve essere almeno pari a 1,72 m3/h per ogni kW riferito alla portata
termica nominale massima complessiva degli apparecchi di cottura compresi nel locale di
installazione.

5.1.2

La ventilazione necessaria in un locale dove installato un apparecchio di cottura a gas,


pu essere realizzata in modo diretto come indicato al punto 6.1, o in modo indiretto come
indicato al punto 6.2. Nella ventilazione indiretta, nel locale di installazione, non
ammessa la presenza di apparecchi di tipo A.
Se si utilizza una apertura di ventilazione, questa deve essere posizionata e dimensionata
come definito nel punto 8.2 e deve avere le caratteristiche di cui ai punti 9.1 e 9.3. Qualora
si utilizzi un condotto di ventilazione, questultimo deve avere caratteristiche di cui al
punto 9.3.2.
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Pagina 7

5.2

Locale dinstallazione di apparecchi di tipo A


Il locale di installazione di un apparecchio di tipo A deve essere sempre aerato e ventilato.
Laerazione deve essere ottenuta solo in modo diretto e deve essere realizzata,
dimensionata e posizionata esclusivamente come definito nel punto 8.1 a) e deve avere le
caratteristiche di cui ai punti 9.1 e 9.2.
La ventilazione deve essere ottenuta solo in modo diretto e deve essere realizzata,
dimensionata e posizionata esclusivamente come definito al punto 8.1 b) e deve avere le
caratteristiche di cui ai punti 9.1 e 9.3.

5.3

Locale dinstallazione di apparecchi di tipo B


Il locale di installazione degli apparecchi di tipo B deve essere sempre ventilato, inoltre
deve essere aerato o aerabile.
La ventilazione pu essere ottenuta in modo diretto in conformit al punto 6.1 o in modo
indiretto secondo il punto 6.2.
Se si utilizzano una o pi aperture di ventilazione, queste devono essere dimensionate
come indicato al punto 7, posizionate come definito al punto 8.3, ed avere le
caratteristiche di cui al punto 9.3. Qualora si utilizzi un condotto di ventilazione,
questultimo deve avere caratteristiche di cui al punto 9.3.2.

5.4

Locale di installazione di apparecchi di tipo C


Il locale di installazione di un apparecchio di tipo C non richiede aperture di ventilazione.
In ogni caso il locale deve essere aerabile o aerato in conformit ai punti 6.1 e 9.2.

MODALIT DI REALIZZAZIONE DELLA VENTILAZIONE E AERAZIONE DEI LOCALI DI


INSTALLAZIONE

6.1

Ventilazione e/o aerazione diretta


La ventilazione e laerazione diretta possono essere realizzate tramite aperture
permanenti, rivolte verso lesterno, nel locale dinstallazione degli apparecchi.
In alternativa:
a)

laerazione diretta pu essere realizzata anche mediante condotti singoli o


attraverso sistemi di ricambio daria controllato (vedere punto B.1);

b)

la ventilazione diretta pu essere realizzata anche mediante condotti singoli,


collettivi o attraverso sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) a semplice
o doppio flusso (vedere punto B.2).

La ventilazione meccanica controllata (VMC) non ammessa in presenza di apparecchi


di tipo A e B (vedere punto B.2).
Nota

I sistemi di ricambio daria e di ventilazione meccanica controllata sono progettati e realizzati congiuntamente
con ledificio servito.

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Pagina 8

figura

6.2

Esempi di realizzazione di aperture di ventilazione diretta

Ventilazione indiretta
consentito il ricorso alla ventilazione indiretta, purch il locale di installazione dellapparecchio
di utilizzazione e il locale per laria comburente siano entrambi privi di apparecchi di tipo A.
Nei casi in cui ammessa la ventilazione indiretta, il locale per l'aria comburente:
a)

deve essere messo in comunicazione con il locale di installazione tramite apertura


permanente, realizzata mediante maggiorazione della fessura tra porta e pavimento
o con griglie su porte o pareti divisorie comuni a detti locali. La sezione utile netta
deve essere almeno pari alla sezione utile netta dellapertura di ventilazione
presente nel locale per l'aria comburente;

b)

non deve essere un locale uso bagno, un locale classificato con pericolo di incendio
(per esempio autorimesse, box), una camera da letto e non deve costituire parte
comune dellimmobile;

c)

non deve essere messo in depressione rispetto al locale da ventilare.

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Pagina 9

figura

Esempio di ventilazione indiretta


Legenda
1
Locale adiacente
2
Locale da ventilare
3
Maggiorazione della fessura tra porta e pavimento

CALCOLO DELLA SEZIONE NETTA TOTALE DELLE APERTURE DI VENTILAZIONE


La sezione netta totale S t (espressa in centimetri quadrati), delle aperture destinate alla
ventilazione del locale di installazione deve essere almeno pari a:
S t = K uQ t 100 cm2

(1)

dove :
K

il coefficiente di ventilazione pari a 6 cm2/kW;

la portata termica nominale massima complessiva degli apparecchi installati nel


medesimo locale espressa in kilowatt.

Sono esclusi dal calcolo gli apparecchi di tipo C.


consentito suddividere la sezione totale calcolata secondo la formula (1) su una o pi
aperture purch la sezione minima di ciascuna apertura non sia minore di 100 cm2.
Se nel locale di installazione di apparecchi di tipo B o in locali direttamente comunicanti
sono presenti estrattori elettro-meccanici, per esempio le cappe aspiranti di tipo elettrico
e/o elettroventilatori ecc. collegati con lesterno, la sezione di ventilazione utile totale netta
calcolata con (1) deve essere maggiorata. Tale maggiorazione deve essere realizzata in
funzione della massima portata dellestrattore in modo tale da garantire che la velocit V
dellaria allingresso dellapertura sia minore di 1 m/s.
Ladozione di estrattori elettro-meccanici non deve influenzare la corretta evacuazione dei
prodotti della combustione degli apparecchi di tipo B. A tale fine deve essere verificato
quanto sopra effettuando una prova di tiraggio, facendo funzionare lestrattore alla sua
potenza massima e lapparecchio a gas alle potenze nominali massima e minima
dichiarate dal fabbricante.
Nel prospetto 1, sono riportate le maggiorazioni necessarie per soddisfare le normali
esigenze di ventilazione in presenza di estrattori dimensionati considerando una portata
daria pari a 1,72 m3/h per kW installato.

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Pagina 10

prospetto

Maggiorazioni dellapertura di ventilazione in relazione alla portata massima degli estrattori dellaria
Velocit entrata aria
m/s

Maggiorazione
cm2

fino a 50

|1

140

da 50 fino 100

|1

280

da 100 fino 150

|1

420

Portata massima
m3/h

Nei locali in cui sono presenti apparecchi di tipo A oltre alla apertura di ventilazione deve
essere presente anche unaltra apertura per laerazione (vedere punti 5.2 e 9).
Nella procedura di calcolo non sono stati presi in considerazione i sistemi di aerazione e/o
di ventilazione controllata in quanto sistemi appositamente progettati.
Per gli estrattori elettro-meccanici (cappe elettriche o elettroventilatori) di portata maggiore
di 150 m3/h si rimanda alla procedura di calcolo dellappendice A.

POSIZIONE E DIMENSIONI DELLE APERTURE DI VENTILAZIONE E DI AERAZIONE


Le aperture di ventilazione ed aerazione possono essere realizzate nella muratura, sulle
porte o sugli elementi finestrati di pareti del locale di installazione rivolte verso lesterno,
oppure possono essere realizzate su serramenti rivolti verso l'esterno, purch sia garantito il
libero passaggio dell'aria e purch la sezione netta sia misurabile.

8.1

Posizione e dimensioni delle aperture di ventilazione/aerazione nel locale in cui sono


installati apparecchi di tipo A
Nel caso in cui il locale sede di installazione di apparecchi di tipo A, nel locale medesimo
devono essere realizzate obbligatoriamente due aperture permanenti rivolte verso
l'ambiente esterno; in particolare:

8.2

a)

una prima apertura, destinata alla aerazione del locale di installazione. Questa deve
essere posizionata in prossimit del soffitto, con filo inferiore ad unaltezza
comunque non minore di 1,80 m dal pavimento e deve avere una sezione netta
almeno pari a 100 cm2;

b)

una seconda apertura, destinata alla ventilazione5) del locale di installazione.


Questa deve essere posizionata in prossimit del pavimento, con filo inferiore ad
una altezza comunque non maggiore di 300 mm dal pavimento stesso e deve avere
sezione netta almeno pari a 100 cm2.

Posizione e dimensioni delle aperture di ventilazione/aerazione nel locale in cui sono


installati solo apparecchi di cottura
Nel caso in cui nel locale siano installati apparecchi di cottura con sorveglianza di fiamma
in cui la aerazione e la ventilazione sono assicurate mediante aperture permanenti
(vedere punto 5.1.1. lettera d), le aperture stesse devono essere realizzate come segue:

5)

a)

una prima, destinata allaerazione del locale di installazione. Tale apertura deve
essere posizionata in prossimit del soffitto, ad unaltezza comunque non minore di
1,80 m dal livello del pavimento e deve avere una sezione netta almeno pari a
100 cm2; lapertura deve essere realizzata necessariamente nel locale stesso di
installazione dellapparecchio di cottura;

b)

una seconda, destinata alla ventilazione del locale di installazione5). Tale apertura
deve avere il filo inferiore in prossimit del pavimento, ad unaltezza comunque non
maggiore di 300 mm dal pavimento stesso e deve avere sezione netta almeno pari a
100 cm2; lapertura pu essere realizzata nel locale stesso di installazione
dellapparecchio di cottura o nel locale per laria comburente.

Nel caso in cui il combustibile utilizzato abbia una densit relativa maggiore di 0,8, lapertura posta in prossimit del
pavimento pu assolvere anche alla funzione di smaltimento di eventuali fughe di gas.

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Pagina 11

In tutti i restanti casi in cui laerazione realizzata come al punto 5.1.1 lettere a, b, c,
lapertura di ventilazione potr essere posizionata a qualsiasi quota rispetto al livello del
pavimento dimensionata secondo il punto 7 con un minimo di 100 cm2.
Le aperture di ventilazione per gli apparecchi di cottura alimentati da gas combustibile
avente densit relativa t0,8, devono avere il filo inferiore ad unaltezza non maggiore di
300 mm dal pavimento.

8.3

Posizioni e dimensioni delle aperture di ventilazione nel locale in cui sono installati
apparecchi di Tipo B
Lapertura di ventilazione potr essere posizionata a qualsiasi quota rispetto al livello del
pavimento.
Per il dimensionamento delle aperture di ventilazione vedere punto 7.
Le aperture di ventilazione per gli apparecchi di tipo B alimentati da gas combustibile
avente densit relativa t0,8, devono essere posizionate ad una altezza non maggiore di
300 mm dal pavimento.

CARATTERISTICHE DELLE APERTURE DI VENTILAZIONE E DI AERAZIONE

9.1

Requisiti generali
Le aperture, qualunque sia la loro destinazione d'uso, devono soddisfare i seguenti
requisiti:

9.2

devono essere protette sia nella zona di ingresso che nella zona di uscita dell'aria,
mediante griglie, reti metalliche, ecc., senza ridurne, peraltro, la sezione utile netta;

devono essere realizzate in modo da rendere possibili le operazioni di manutenzione


ordinaria e straordinaria.

Caratteristiche delle aperture di aerazione


L'aerazione del locale di installazione pu essere assicurata mediante una o pi aperture
di aerazione purch:

9.2.1

9.3

siano tutte realizzate nel locale di installazione, rispettando le disposizioni inerenti il


posizionamento;

abbiano, ognuna di esse una superficie utile netta non minore di 100 cm2.

Laerazione del locale di installazione pu essere altres assicurata da un condotto di


aerazione, ad uso esclusivo, purch tale canalizzazione:
-

sia impermeabile ai fumi e ai gas;

sia priva di cambi di direzione a spigoli vivi;

abbia una sezione netta almeno pari a 1,5 la sezione netta prevista nel caso di
apertura di aerazione non canalizzata e comunque non minore di 150 cm2;

sia comunque collegata a parete rivolta verso lesterno di un locale adiacente al


locale di installazione.

Caratteristiche delle aperture di ventilazione


La ventilazione del locale di installazione pu essere assicurata mediante una o pi
aperture di ventilazione purch:
-

abbiano, ognuna, una sezione utile netta non minore di 100 cm2;

la somma delle sezioni nette di tali aperture, realizzate nel locale di installazione o,
se consentito, in locale per l'aria comburente, deve essere non minore della sezione
utile netta calcolata come indicato al punto 7.

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Pagina 12

9.3.1

Le aperture di ventilazione possono essere realizzate nella muratura, sulle porte o sugli
elementi finestrati di pareti del locale dinstallazione o del locale per laria comburente
rivolte verso lesterno, possono essere ricavate maggiorando la fessura tra porte rivolte
verso l'esterno e il pavimento del locale di installazione o del locale per l'aria comburente,
oppure possono essere realizzate su serramenti rivolti verso l'esterno, purch sia
garantito il libero passaggio dell'aria e la sezione netta sia misurabile.

9.3.2

La ventilazione del locale di installazione pu essere altres assicurata da un condotto di


ventilazione o condotti collettivi, purch tale canalizzazione:

9.3.3

sia impermeabile ai fumi e ai gas;

sia priva di cambi di direzione a spigoli vivi;

abbia una sezione netta almeno pari a 1,5 la sezione netta prevista nel caso di
apertura di ventilazione non canalizzata e comunque non minore di 150 cm2;

sia comunque collegata a parete rivolta verso lesterno di un locale adiacente al


locale di installazione.

Nel caso di ventilazione indiretta del locale di installazione di apparecchi a gas, la


circolazione dellaria tra locali comunicanti pu essere assicurata mediante pi aperture di
transito dell'aria, purch ognuna di esse abbia sezione netta non minore di 100 cm2 e purch
la somma delle sezioni nette di tali aperture sia non minore della sezione utile netta calcolata
come al punto 7. Tali aperture possono essere realizzate nella muratura o nelle porte delle
pareti comuni ai locali interessati, oppure possono essere ricavate maggiorando la fessura
tra le porte interne e il pavimento dei locali medesimi, purch sia garantito il libero passaggio
dellaria e la sezione netta sia misurabile.

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Pagina 13

APPENDICE
(informativa)

A.1

A METODOLOGIA DI CALCOLO PER DETERMINARE LA SEZIONE TOTALE NETTA


DELLE APERTURE DI AERAZIONE E DI VENTILAZIONE

Scopo e campo di applicazione


Nella presente appendice si riporta un metodo di calcolo delle aperture di aerazione e
ventilazione utilizzabile in tutti i casi, comprese le situazioni in cui sono presenti
apparecchi di cottura preesistenti privi del dispositivo di sorveglianza di fiamma, e cappe
e/o estrattori elettro-meccanici (elettroventilatori) di qualsiasi portata.
Il presente metodo non si applica in presenza di sistemi di aerazione e/o ventilazione
meccanica controllata (VMC). Inoltre non si applica per le aperture di aerazione dei locali
non aerabili, nei quali sono installati apparecchi di tipo C o tubazioni con giunzioni filettate;
in questi casi la superficie minima quella indicata nel punto 9.2.

A.2

Procedura di calcolo
La sezione netta totale S T1 delle aperture destinate alla aerazione e alla
ventilazione del locale di installazione deve essere almeno pari a:
S T1 = (12 u Q A ) + (6 u Q B ) + (12 u Q C )+ (6 u K u Q CS)

[cm2]

(A.1)

dove:
QA

la portata termica nominale massima complessiva espressa in kW, riferita agli


apparecchi di tipo A installati nel locale;

QB

la portata termica nominale massima complessiva espressa in kW, riferita agli


apparecchi di tipo B installati nel locale;

QC

la portata termica nominale massima complessiva espressa in kW, riferita agli


apparecchi di cottura preesistenti, senza dispositivo di sorveglianza di fiamma,
installati nel locale;

Q CS la portata termica nominale massima complessiva espressa in kW riferita, agli


apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma, installati nel locale.
Il parametro K, in relazione alla modalit di evacuazione dei prodotti della combustione
degli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati nel locale e
in relazione ad ulteriori condizioni di installazione aggiuntive, pu assumere i valori
numerici qui di seguito riportati:
a)

b)

K = 0 se levacuazione dei prodotti della combustione degli apparecchi di cottura


con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati nel locale assicurata mediante
cappa a tiraggio naturale, cappa aspirante elettrica o elettroventilatore e se,
contemporaneamente, risultano soddisfatti i seguenti ulteriori requisiti:
-

nessun apparecchio di tipo B e/o di tipo A e/o nessun apparecchio di cottura


senza dispositivo di sorveglianza di fiamma installato nel locale;

portata termica nominale massima complessiva degli apparecchi di cottura con


dispositivo di sorveglianza di fiamma installati non maggiore di 11,7 kW;

volumetria del locale di installazione non minore di 20 m3. Ai fini del calcolo della
volumetria del locale di installazione si considera anche il locale adiacente e
comunicante senza interposizione di porte, purch detto locale non sia adibito a
camera da letto, non sia sede di installazione di apparecchi a gas (di tipo A e/o B)
e non sia un locale classificato con pericolo di incendio;

presenza nel locale di installazione di porte, finestre e/o portafinestra, apribili, e


installate su pareti perimetrali rivolte verso l'esterno.

K = 1 se levacuazione dei prodotti della combustione degli apparecchi di cottura


con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati nel locale assicurata mediante
cappa a tiraggio naturale o aspirante elettrica oppure mediante elettroventilatore.

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Pagina 14

c)

K = 2 se levacuazione dei prodotti della combustione degli apparecchi di cottura con


dispositivo di sorveglianza di fiamma assicurata mediante apertura permanente di
aerazione e se, contemporaneamente, risultano soddisfatti i seguenti ulteriori requisiti:
-

portata termica nominale massima complessiva degli apparecchi di cottura con


dispositivo di sorveglianza di fiamma installati nel locale non maggiore di 11,7 kW;

portata termica nominale massima complessiva riferita agli apparecchi di tipo A


e agli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati
nel locale non maggiore di 15 kW.

In sostituzione della relazione (A.1), se nel locale sono installati apparecchi di tipo B e se
nel locale medesimo, o in locale con esso comunicante, collocato un elettroventilatore o
una cappa aspirante elettrica6) con portata oraria di ricambio di aria Q E7) espressa in
m3/h, si deve utilizzare la relazione seguente:
Q
S T2 = 6 u Q B 1 + 0,5 ------EQB

0,74

[cm2]

(A.2)

purch risulti comunque soddisfatta la seguente condizione


S T2 t S T1,
cio:
Q
S T2 = 6 u Q B 1 + 0,5 ------EQB

0,74

t (12 u Q A) + (6 u Q B ) + (12 u Q C) + (6 u K Q CS)

(A.3)

Nel prospetto A.1 sono riportati i valori di S T2 in corrispondenza di prefissati valori di


riferimento di portata termica Q B (kW) e di portata oraria di ricambio di aria Q E (m3/h).

A.3

Valore minimo della sezione netta totale


La verifica del valore minimo della sezione netta totale non deve essere eseguita quando
il parametro K assume il valore zero.
La sezione netta totale deve essere non minore di 200 cm2 nel caso in cui il locale sede
di installazione di un apparecchio di tipo A oppure di apparecchi di cottura senza
sorveglianza di fiamma oppure di apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di
fiamma, la cui evacuazione dei prodotti della combustione assicurata mediante apertura
permanente di aerazione. In tutti i restanti casi, la sezione netta totale deve essere non
minore di 100 cm2.
Il prospetto A.1 riporta i valori della sezione netta totale (S T2, espressa in cm2) delle
aperture destinate alla aerazione e alla ventilazione di un locale in cui siano installati
apparecchi di tipo B, in corrispondenza di prefissati valori di riferimento di portata termica
Q B (kW) dei suddetti apparecchi e di portata oraria di ricambio di aria Q E (m3/h) di un
elettroventilatore o una cappa aspirante elettrica installati nel locale medesimo, o in locale
con esso comunicante.

6)
7)

Sono escluse da questa prescrizione le cappe a ricircolo daria.


Nel caso di cappa aspirante elettrica il valore di Q E corrisponde alla portata volumetrica effettiva in condizioni di
riferimento (IEC 61591). In mancanza di indicazione di questo valore da parte del fabbricante, Q E corrisponde alla
portata volumetrica a vuoto.

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Pagina 15

prospetto

A.1

Valori di S T2 (cm2) in corrispondenza di Q B (kW) e di Q E (m3/h)

Portata termica Q B di
un apparecchio di tipo B
(kW)

Portata daria estrattore meccanico Q E


(m3/h)
50

100

150

200

250

300

400

500

600

700

800

900

1 000

16

193

274

347

416

480

542

659

768

873

973

1 070

1 164

1 255

18

206

289

364

434

501

564

684

797

904

1 008

1 107

1 204

1 298

20

219

303

380

452

520

585

708

823

934

1 040

1 142

1 241

1 337

22

231

317

396

469

538

605

730

849

962

1 070

1 175

1 276

1 375

24

244

331

411

485

556

624

752

873

988

1 099

1 206

1 309

1 410

26

257

345

426

502

573

642

773

896

1 014

1 126

1 235

1 341

1 444

28

269

359

440

517

590

660

793

918

1 038

1 153

1 264

1 371

1 476

30

282

372

455

533

607

678

813

940

1 061

1 178

1 291

1 401

1 507

32

294

385

469

548

623

695

832

961

1 084

1 203

1 317

1 429

1 537

34

307

398

483

563

639

712

850

981

1 006

1 227

1 343

1 256

1 566

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UNI

Pagina 16

APPENDICE
(informativa)

B.1

B SISTEMI PER LAERAZIONE E LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA

Sistema di ricambio di aria controllato


L'aerazione di locali di installazione di apparecchi di utilizzazione (apparecchi di cottura e
apparecchi di tipo A e C), pu essere ottenuta anche mediante condotti singoli o collettivi,
facenti parte di un sistema integrato e appositamente progettato per soddisfare sia le
esigenze di aerazione sia per il ricambio daria degli ambienti.
Il sistema di ricambio daria pu essere al servizio dei soli locali di installazione di
apparecchi a gas, oppure dellintera unit abitativa comprendente tali locali.
Prima della messa in servizio degli apparecchi di utilizzazione, deve essere verificato che
il sistema di ricambio dell'aria controllato sia almeno in grado di garantire una sufficiente
aerazione dei locali di installazione, ai fini della sicurezza degli impianti alimentati con
combustibile gassoso.
Nel caso di sistema di ricambio dell'aria controllato mediante dispositivi meccanici, una
avaria dell'organo di estrazione e/o di immissione dellaria, non deve impedire la corretta
aerazione nei locali di installazione, ai fini della sicurezza degli impianti alimentati con
combustibile gassoso.

B.2

Sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC)


I dispositivi che compongono il sistema di ventilazione meccanica controllata (ventilatore,
dispositivi di estrazione e di richiamo daria) devono essere considerati come un unico
sistema e come tali opportunamente progettati (per esempio secondo la UNI EN 13465 e
CEN/TR 14788) e dichiarati idonei dal fabbricante stesso.
I sistemi di ventilazione meccanica controllata possono essere:
-

sistemi a semplice flusso per estrazione (vedere figura B.1), costituiti da un unico
ventilatore a funzionamento continuo a cui confluisce sia laria viziata dai locali
"sporchi" (bagni e cucina) sia i prodotti della combustione delleventuale apparecchio
di cottura con sorveglianza di fiamma (dotato di cappa priva di proprio ventilatore) e da
opportuni dispositivi di tipo autoregolante o igroregolabile che richiamano aria dai
locali "nobili" (soggiorno e camere da letto);

sistemi a doppio flusso (vedere figura B.2) realizzati grazie ad una doppia rete
aeraulica collegata a due ventilatori distinti che realizzano mandata daria di rinnovo
nelle stanze nobili e ripresa dellaria dalle stanze sporche.

Se nellabitazione sono presenti sistemi di ventilazione meccanica controllata non


possono essere installati apparecchi di tipo A o B.
In ogni caso deve essere impedito il riflusso dalla zona cucina alla zona bagno o in ogni
altro locale.
Nel caso invece ci sia un apparecchio di tipo C e/o un apparecchio di cottura con
sorveglianza di fiamma, il locale di installazione non necessita di apertura di ventilazione
in conformit alla presente norma.

UNI 7129-2:2008

UNI

Pagina 17

figura

B.1

Esempio di sistema di VMC a semplice flusso. Il sistema prevede un unico ventilatore


Legenda
1
Entrata daria
2
Al pressostato a bordo del ventilatore
3
Al ventilatore
4
Estrazione
5
Soggiorno
6
Gas
7
Bagno
8
Transito: 100 cm2
9
Elettrovalvola sul gas

figura

B.2

Esempio di sistema VMC a doppio flusso. Il sistema prevede due ventilatori distinti
Legenda
1
Dal ventilatore
2
Al pressostato a bordo del ventilatore
3
Al ventilatore
4
Estrazione
5
Soggiorno
6
Gas
7
Bagno
8
Transito: 100 cm2
9
Elettrovalvola sul gas

UNI 7129-2:2008

UNI

Pagina 18

BIBLIOGRAFIA
UNI 10389

Generatori di calore - Misurazione in opera del rendimento di


combustione

UNI 10436

Caldaie a gas di portata termica nominale non maggiore di


35 Kw - Controllo e manutenzione

UNI 10642

Apparecchi a gas - Classificazione in funzione del metodo di


prelievo dell'aria comburente e di evacuazione dei prodotti
della combustione

UNI 10683

Generatori di calore alimentati a legna o da altri biocombustibili


solidi - Requisiti di installazione

UNI EN 449

Prescrizioni per apparecchi funzionanti esclusivamente a GPL Apparecchi di riscaldamento domestici non raccordabili a
condotto di evacuazione dei fumi (compresi gli apparecchi di
riscaldamento a combustione catalitica diffusiva)

UNI EN 613

Apparecchi di riscaldamento indipendenti a gas a convezione

UNI EN 682

Elementi di tenuta in elastomero - Requisiti dei materiali


elastomerici utilizzati in tubi e raccordi per il trasporto di gas e
idrocarburi fluidi

UNI EN 10241

Raccordi di acciaio filettato per tubi

CEI 64-8

Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a


1 000 V in corrente alternata e a 1 500 V in corrente continua

CEI EN 60335-2-31/A1

Sicurezza degli apparecchi elettrici d'uso domestico e similari Parte 2: Norme particolari per cappe da cucina

Decreto Ministeriale del 16 febbraio 1982 "Modificazioni del Decreto Ministeriale


27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attivit soggette alle visite di
prevenzione incendi"
Decreto Ministeriale dell1 febbraio 1986 "Norme di sicurezza antincendi per la
costruzione e lesercizio di autorimesse e simili"
Decreto Ministeriale del 12 aprile 1996 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione
incendi per la progettazione, la costruzione e lesercizio degli impianti termici alimentati da
combustibili gassosi"

UNI 7129-2:2008

UNI

Pagina 19

UNI
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NORMA
ITALIANA

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione

Progettazione e installazione

UNI 7129-3

Parte 3: Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione


OTTOBRE 2008
Gas plants for domestic and similar uses supplied by network

Design and installation


Part 3: Products of combustion flue system
La norma fissa i criteri per la progettazione, linstallazione e il collaudo degli impianti domestici e similari per lutilizzazione dei gas
combustibili appartenenti alla 1a, 2a e 3a famiglia ed alimentati da
rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682.
La norma definisce i criteri dei sistemi di evacuazione dei prodotti
della combustione asserviti ad apparecchi aventi singola portata
termica nominale massima non maggiore di 35 kW.

TESTO ITALIANO

La presente norma, unitamente alla UNI 7129-1:2008, alla


UNI 7129-2:2008 e alla UNI 7129-4:2008, sostituisce la UNI 7129:2001.

ICS

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il consenso scritto dellUNI.
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UNI 7129-3:2008

Pagina I

PREMESSA
Rispetto alla UNI 7129:2001, la presente famiglia di norme introduce
le seguenti varianti:
- suddivisione della norma in quattro parti per macro-argomenti;
- aggiornamento dei riferimenti normativi;
- adeguamento prescrizioni per aggiornamenti tecnologici intervenuti;
- nuove e/o diverse prescrizioni installative;
- considerazione di prescrizioni legislative comunitarie, nazionali;
- considerazione di prescrizioni regolamentari.
La presente norma stata elaborata sotto la competenza dellente
federato allUNI
CIG - Comitato Italiano Gas
La Commissione Centrale Tecnica dellUNI ha dato la sua approvazione
il 7 ottobre 2008.
La presente norma stata ratificata dal Presidente dellUNI ed
entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 30 ottobre 2008.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dellarte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dellapplicazione di questa norma, di poter fornire suggerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dellarte
in evoluzione pregato di inviare i propri contributi allUNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terr in considerazione per leventuale revisione della norma stessa.
Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o
di aggiornamenti.
importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso
dellultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare lesistenza di norme UNI corrispondenti alle
norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.
UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina II

INDICE
1

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

RIFERIMENTI NORMATIVI

TERMINI E DEFINIZIONI

4
4.1

EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE


5
Apparecchi di cottura .............................................................................................................................. 5
prospetto

4.2
4.3

Posizionamento e modalit di funzionamento dei condotti singoli o collettivi


per vapori di cottura ..................................................................................................................................... 6

Apparecchi di tipo A................................................................................................................................. 6


Apparecchi di tipo B a tiraggio naturale ........................................................................................ 6
Esempi ............................................................................................................................................................ 9
Esempi di corretto collegamento a camino/canna fumaria .......................................................... 10
Esempi di collegamento di due apparecchi ad un camino singolo ........................................... 10
Esempi........................................................................................................................................................... 12

figura

figura

figura

figura

figura

Posizionamento dei terminali di tiraggio nella parete stessa di cui si sta valutando
la zona di rispetto ....................................................................................................................................... 13

prospetto

Posizionamento dei terminali di tiraggio (nella parete stessa di cui si sta valutando
la zona di rispetto) per apparecchi a tiraggio naturale in funzione della loro portata
termica ........................................................................................................................................................... 14

figura

Computazione percorso dei fumi

figura

Esempio di non corretta evacuazione dei prodotti della combustione allinterno di un


balcone chiuso su cinque lati ................................................................................................................. 15

prospetto

Posizionamento dei terminali di tiraggio (in una parete diversa di quella di cui
si sta valutando la zona di rispetto) per apparecchi a tiraggio naturale in funzione
della loro portata termica ......................................................................................................................... 15

figura

Zone di rispetto di una parete (contenente unapertura) frontale a quella in cui


posizionato un terminale di tiraggio ..................................................................................................... 16

figura

Zona di rispetto di una finestra situata in una parete ortogonale a quella in cui
posizionato un terminale di tiraggio ..................................................................................................... 16

figura

10

Posizionamento dei terminali di scarico nella parete stessa di cui si sta valutando
la zona di rispetto ....................................................................................................................................... 18

Posizionamento dei terminali di scarico (nella parete stessa di cui si sta


valutando la zona di rispetto) per apparecchi muniti di ventilatore in funzione della
loro portata termica ................................................................................................................................... 19

figura

11

Computazione percorso dei fumi .......................................................................................................... 19

figura

12

Computazione percorso dei fumi con terminale sporgente il balcone ..................................... 20

figura

13

Esempio di non corretta evacuazione dei prodotti della combustione allinterno di


un balcone chiuso su cinque lati ........................................................................................................... 21

Posizionamento dei terminali di scarico (in una parete diversa di quella di cui si sta
valutando la zona di rispetto) per apparecchi muniti di ventilatore in funzione della
loro portata termica ................................................................................................................................... 21

figura

14

Zone di rispetto di una parete (contenente unapertura) frontale a quella in cui


posizionato un terminale di scarico ..................................................................................................... 22

figura

15

Zona di rispetto di una finestra situata in una parete ortogonale a quella in cui
posizionato un terminale di scarico ..................................................................................................... 22

4.4

........................................................................................................

Apparecchi di tipo B muniti di ventilatore

prospetto

prospetto

................................................................................

14

16

22

4.5

Apparecchi di tipo C

5
5.1

CAMINI, CANNE FUMARIE E CONDOTTI INTUBATI


25
Prescrizioni e requisiti generali per linstallazione di camini, canne fumarie
e condotti intubati .................................................................................................................................... 25
Designazione generale dei camini/canne fumarie secondo UNI EN 1443 ............. 25

5.2

UNI 7129-3:2008

............................................................................................................................

UNI

Pagina III

prospetto
figura
prospetto

Modalit di funzionamento di camini/canne fumarie collettive per apparecchi a gas


di tipo B e C ................................................................................................................................................. 26

16

Esempi di camini addossati e non addossati ................................................................................... 27

Classi di resistenza alla corrosione in funzione del tipo di combustibile ................................ 27

Camini singoli .......................................................................................................................................... 28


Sistemi intubati........................................................................................................................................ 28

5.3
5.4
figura

17

Rappresentazione schematica di un intubamento in camino singolo con adduzione


di aria comburente attraverso lintercapedine libera ...................................................................... 31

figura

18

Esempi di inserimento di sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione di


sezione circolare, funzionanti con pressione positiva, aventi sezione di passaggio
d100 cm2, allinterno di un camino/canna fumaria/vano tecnico esistente delledificio

figura

19

Esempio di inserimento di condotto di sezione circolare, funzionante con pressione


positiva, avente sezione di passaggio >100 cm2, allinterno di un camino/canna
fumaria/vano tecnico esistente delledificio ...................................................................................... 32

figura

20

Esempio di inserimento di condotto di sezione circolare, funzionante con pressione


positiva, avente sezione di passaggio >100 cm2, allinterno di un camino/canna
fumaria/vano tecnico esistente delledificio ...................................................................................... 33

figura

21

Esempi di inserimento di pi condotti di sezione circolare nello stesso camino/canna


fumaria/vano tecnico esistente delledificio ..................................................................................... 34

figura

22

Rappresentazione schematica di un intubamento multiplo in camino/canna fumaria/vano


tecnico esistente delledificio ................................................................................................................... 35

5.5
figura

23

figura

24

figura

25

figura

26

figura

27

figura

28

figura

29

5.6
5.7
prospetto

.........

32

Canne fumarie......................................................................................................................................... 35
Esempio di canna fumaria collettiva ramificata ............................................................................... 36
Esempi di raccordo al collettore ........................................................................................................... 37
Canne fumarie collettive ramificate con due immissioni per piano........................................... 38
Esempi di canne fumarie collettive ramificate per edifici con diverso numero piani ......... 38
Esempio di canna fumaria collettiva ................................................................................................... 40
Esempi di canna fumaria collettiva combinata ................................................................................ 41
Comignoli ................................................................................................................................................... 41
Generalit ................................................................................................................................................... 42
Zona di rispetto per il posizionamento di comignoli/terminali di scarico ................................. 42
Quota di sbocco sopra il tetto in pendenza (E > 10) .................................................................. 43

30

Zona di rispetto per il posizionamento comignoli/terminali di scarico su tetti in


pendenza dotati di abbaini e lucernari apribili ................................................................................. 43

Quota di sbocco in prossimit di lucernari/abbaini......................................................................... 43

figura

31

Quota di sbocco di un tetto piano in presenza di ostacolo o edificio privo di aperture ...... 44

prospetto

10

Quote di sbocco in funzione della distanza del terminale dallostacolo privo di aperture...... 44

prospetto

11

Indicazione quote di sbocco .................................................................................................................. 44

figura

32

Quota di sbocco di un tetto piano in presenza di ostacolo o edifico con aperture .............. 45

prospetto

12

Quote di sbocco in funzione della distanza del terminale dallostacolo dotato di aperture........ 45

33

EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE DI APPARECCHI A


TIRAGGIO NATURALE O MUNITI DI VENTILATORE ENTRO SPAZI CHIUSI
A CIELO LIBERO
45
Colonne di terminali - Esempi ............................................................................................................... 46

figura
prospetto

figura

APPENDICE
(normativa)
figura

APPENDICE
(normativa)
B.1

SCHEMI ESEMPLIFICATIVI DI INSTALLAZIONE DI APPARECCHI DI


COTTURA SECONDO I VARI TIPI DI SCARICO DEI PRODOTTI DELLA
COMBUSTIONE

A.1

47
.......................................................................................................................................................................... 47

CLASSI DI RESISTENZA ALLA CORROSIONE PER CAMINI/CANNE FUMARIE 48

prospetto B.1

Camini e canne fumarie metalliche (UNI EN 1856-1)......................................................... 48


Correlazione tra le classi di resistenza alla corrosione di cui alla UNI EN 1443 e
quelle di cui alla UNI EN 1856-1 (per camini metallici) ................................................................ 48
UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina IV

prospetto B.2

Camini in refrattario/ceramica (UNI EN 1457) ........................................................................ 49

B.2
prospetto B.3

B.3
B.4

Correlazione tra le classi di resistenza alla corrosione di cui alla UNI EN 1443 e
caratteristiche materiale (tipologia materiale, sigla, spessore) di camini
metallici/canne fumarie metalliche ...................................................................................................... 48
Correlazione tra le classi di resistenza alla corrosione di cui alla UNI EN 1443, le
classi di resistenza alla condensa e la perdita di massa fumi (per camini in
refrattario/ceramica) ................................................................................................................................... 49

Camini in plastica (UNI EN 14471) .............................................................................................. 49


Camini in calcestruzzo (UNI EN 1857)....................................................................................... 49
BIBLIOGRAFIA

UNI 7129-3:2008

50

UNI

Pagina V

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina VI

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma fissa i criteri per la progettazione e linstallazione dei sistemi di
evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad impianti domestici e similari per
lutilizzazione dei gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a e 3a famiglia ed alimentati da
rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682.
La norma si applica ai sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad
apparecchi aventi singola portata termica nominale massima non maggiore di 35 kW.
Sono esclusi i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad
apparecchi a condensazione o affini e ad apparecchi per la ristorazione e ospitalit
professionale.*)
Nota 1

Per la progettazione e l'installazione dellimpianto interno per usi domestici e similari alimentato da rete di
distribuzione vedere UNI 7129-1.

Nota 2

Per linstallazione degli apparecchi di utilizzazione, ventilazione e aerazione dei locali di installazione vedere
UNI 7129-2.

Nota 3

Per la messa in servizio degli impianti vedere UNI 7129-4.

Nota 4

Per i criteri per la progettazione, linstallazione, la messa in servizio e la manutenzione di impianti a gas per
uso domestico asserviti ad apparecchi a condensazione e affini, fare riferimento a UNI 11071.

RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in
altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e
sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o
revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente
norma come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale lultima edizione
della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti).

*)

UNI 7129-1

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 1: Impianto
interno

UNI 7129-2

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 2:
Installazione degli apparecchi di utilizzazione ventilazione e
aerazione dei locali di installazione

UNI 7129-4

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 4: Messa in
servizio degli impianti/apparecchi

UNI 9165

Reti di distribuzione del gas - Condotte con pressione massima di


esercizio minore o uguale a 5 bar - Progettazione, costruzione,
collaudo, conduzione, manutenzione e risanamento

UNI 10389

Generatori di calore - Misurazione in opera del rendimento di


combustione

UNI 10640

Canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo B a


tiraggio naturale - Progettazione e verifica

UNI 10641

Canne fumarie collettive e camini a tiraggio naturale per


apparecchi di tipo C con ventilatore nel circuito di combustione Progettazione e verifica

UNI 10642

Apparecchi a gas - Classificazione in funzione del metodo di


prelievo dellaria comburente e di scarico dei prodotti della
combustione

UNI 10682

Piccole centrali di GPL per reti di distribuzione - Progettazione,


costruzione, installazione, collaudo ed esercizio

Per i criteri per la progettazione, linstallazione, la messa in servizio e la manutenzione di impianti a gas asserviti ad
apparecchi per la ristorazione e ospitalit professionale, fare riferimento a UNI 8723.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 1

UNI 10784

Caldaie ad acqua alimentate a gas con bruciatore atmosferico Prese per la misurazione in opera del rendimento di combustione

UNI 10845

Impianti a gas per uso domestico - Sistemi per l'evacuazione dei


prodotti della combustione asserviti ad apparecchi alimentati a gas
- Criteri di verifica, risanamento, ristrutturazione e intubamento

UNI 11071

Impianti a gas per uso domestico asserviti ad apparecchi a


condensazione e affini - Criteri per la progettazione,
linstallazione, la messa in servizio e la manutenzione

UNI EN 26

Apparecchi a gas per la produzione istantanea di acqua calda per


uso sanitario, equipaggiati con bruciatori atmosferici

UNI EN 89

Apparecchi a gas per la produzione ad accumulo di acqua calda


per usi sanitari

UNI EN 483

Caldaie di riscaldamento centrale alimentate a combustibili


gassosi - Caldaie di tipo C di portata termica nominale non
maggiore di 70 kW

UNI EN 1443

Camini - Requisiti generali

UNI EN 1457

Camini - Condotti interni di terracotta/ceramica - Requisiti e


metodi di prova

UNI EN 1856-1

Camini - Requisiti per camini metallici - Parte 1: Prodotti per


sistemi camino

UNI EN 1856-2

Camini - Requisiti per camini metallici - Parte 2: Condotti interni e


canali da fumo metallici

UNI EN 1857

Camini - Componenti - Condotti fumari di calcestruzzo

UNI EN 1858

Camini - Componenti - Blocchi di calcestruzzo

UNI EN 12446

Camini - Componenti - Elementi esterni di calcestruzzo

UNI EN 13084

Camini industriali strutturalmente indipendenti

UNI EN 13384-1

Camini - Metodi di calcolo termico e fluido dinamico - Parte 1:


Camini asserviti a un unico apparecchio da riscaldamento

UNI EN 13384-2

Camini - Metodi di calcolo termico e fluido dinamico - Parte 2:


Camini asserviti a pi apparecchi da riscaldamento

UNI EN 13502

Camini - Requisiti e metodi di prova per terminali di


terracotta/ceramica

UNI EN 14471

Camini - Sistemi di camini con condotti interni di plastica Requisiti e metodi di prova

UNI EN 15287-1

Camini - Progettazione, installazione e messa in servizio dei


camini - Parte 1: Camini per apparecchi di riscaldamento a tenuta
non stagna

TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma si applicano i termini e le definizioni seguenti. Eventuali
termini tra parentesi ( ) si riferiscono a sinonimi.

3.1

definizioni relative agli apparecchi: Si rimanda alla UNI 7129-2 ed alla UNI 10642.

3.2

definizioni relative agli impianti gas uso domestico: Si rimanda alla UNI 7129-1.

3.3

Definizioni relative al sistema di evacuazione dei prodotti della combustione

3.3.1

altezza efficace del camino H : Differenza di quota tra la sezione di ingresso dei fumi nel
camino e la sezione di uscita.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 2

camino: Struttura consistente di una o pi pareti contenente una o pi vie di efflusso1).

3.3.2
Nota

3.3.3

Tale elemento, ad andamento prevalentemente verticale, ha lo scopo di espellere a conveniente altezza dal
suolo i prodotti della combustione.

camino funzionante a pressione negativa: Camino progettato per funzionare con pressione
interna al condotto fumario minore della pressione esterna2).

3.3.4

camino funzionante a pressione positiva: Camino progettato per funzionare con pressione
interna al condotto fumario maggiore della pressione esterna3).

3.3.5

sistema intubato: Sistema di evacuazione dei prodotti della combustione costituito


dallabbinamento di un condotto per intubamento con un camino, canna fumaria o vano
tecnico esistente o di nuova costruzione (anche in nuovi edifici).

3.3.6

canna fumaria collettiva ramificata (CCR): Condotto asservito a pi apparecchi installati su


pi piani di un edificio, realizzata solitamente con elementi prefabbricati che, per giusta
sovrapposizione e giunzione, determinano una serie di canne singole (secondari),
ciascuna dell'altezza di un piano, e un collettore (primario) nel quale defluiscono i prodotti
della combustione provenienti dai secondari a mezzo di un elemento speciale che svolge
la funzione di deviatore4).

3.3.7

canna fumaria collettiva (canna collettiva): Condotto fumi unico adatto a raccogliere ed
espellere i prodotti della combustione di pi apparecchi collocati su diversi piani5).

3.3.8

quota di sbocco: Quota corrispondente alla sommit del camino/canna fumaria,


indipendentemente dal comignolo6).

3.3.9

zona di rispetto: Corrisponde alla zona sovrastante il tetto ed definita dalla somma
dellaltezza della zona di reflusso pi 500 mm del tratto finale del camino/canna fumaria,
terminale per fuoriuscire dalla stessa. Per quanto attiene lo scarico a parete, il termine
zona di rispetto corrisponde ad un volume di dimensioni definite nel quale non pu essere
ubicata la sezione di uscita del terminale per evacuazione dei prodotti della combustione.

3.3.10

apparecchi similari: Apparecchi dello stesso tipo, alimentati con lo stesso combustibile con
portata termica nominale uguale o che differisca di non oltre il 30% ed aventi le medesime
condizioni di combustione e di evacuazione dei prodotti della combustione.
Nota

Queste ultime in particolare sono evidenziate dalla presenza o meno del ventilatore nel circuito di
combustione e dalla temperatura dei prodotti della combustione.

3.4

Definizioni relative agli elementi di collegamento tra gli apparecchi ed il camino

3.4.1

canale da fumo: Componente o componenti che raccordano l'uscita del generatore di


calore al camino7).

3.4.2

collettore di scarico fumi: Condotto atto a raccogliere e convogliare i prodotti della


combustione provenienti da due o pi apparecchi similari verso un camino/camino
intubato.

1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)

Definizione tratta dalla UNI EN 1443:2005, punto 3.6.


Definizione tratta dalla UNI EN 1443:2005, punto 3.21.
Definizione tratta dalla UNI EN 1443:2005, punto 3.22.
Definizione tratta dalla UNI 10640, punto 3.5.
Definizione tratta dalla UNI 10641, punto 3.11.
Definizione tratta dalla UNI 10641, punto 3.30.
Definizione tratta dalla UNI EN 1443, punto 3.31

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 3

3.4.3

condotto per intubamento: Condotto composto da uno o pi elementi a sviluppo


prevalentemente verticale, specificatamente adatto a raccogliere ed espellere i prodotti
della combustione, nonch a resistere nel tempo ai componenti degli stessi e dalle loro
eventuali condense, idoneo per essere inserito in un camino, canna fumaria, vano tecnico
esistente o di nuova costruzione (anche in nuovi edifici).
Nota

3.4.4

Tale condotto pu funzionare in pressione positiva o negativa.

condotto di scarico fumi: Elemento od insieme di elementi costituiti da una o pi pareti che
collegano luscita fumi di un apparecchio al camino/canna fumaria/sistema intubato/terminale
di scarico, funzionante in pressione positiva rispetto allambiente. Per apparecchi a gas di
tipo C (escluso il tipo C6) e di tipo B dotati di ventilatore nel circuito di combustione parte
integrante dellapparecchio ed fornito dal costruttore dellapparecchio; pu essere a vista o
allinterno del condotto per ladduzione dellaria comburente anchesso a vista.

3.5

Definizioni relative al sistema di evacuazione vapori di cottura

3.5.1

canale di esalazione: Condotto che collega una cappa o un ventilatore asservito ad un


apparecchio di cottura ad un condotto/condotto collettivo per vapori di cottura o
direttamente verso latmosfera esterna. Esso pu funzionare a pressione negativa o
positiva rispetto allambiente.

3.5.2

camino (condotto) per vapori di cottura: Struttura o condotto ad andamento prevalentemente


verticale atto a convogliare ed espellere i vapori di cottura in atmosfera.

3.5.3

condotto collettivo per vapori di cottura: Condotto asservito a pi apparecchi di cottura


installati su diversi piani di un edificio. Tale condotto pu essere anche ramificato.

3.5.4

vapori di cottura: Insieme dei prodotti della combustione e dei vapori/esalazioni risultanti
dalla cottura dei cibi.

3.6

Definizioni relative al sistema di prelievo aria comburente

3.6.1

canna di aspirazione dellaria comburente: Canna prevalentemente verticale atta a


convogliare l'aria comburente. Pu essere singola o collettiva.

3.6.2

condotto di aspirazione dellaria comburente: Elemento od insieme di elementi costituiti da


una o pi pareti atto a convogliare l'aria comburente all'apparecchio direttamente
dall'esterno o dalla canna di aspirazione aria. Per apparecchi a gas di tipo C (escluso il
tipo C6) parte integrante dellapparecchio ed fornito dal costruttore dellapparecchio.

3.7

Definizioni relative alla parte terminale del sistema di evacuazione dei prodotti della
combustione e dei vapori di cottura

3.7.1

comignolo (aspiratore statico o mitria): Dispositivo che, posto alla bocca del camino/canna
fumaria, permette la dispersione dei prodotti della combustione anche in presenza di
avverse condizioni atmosferiche8).

3.7.2

tratto finale (torrino): la parte del camino o canna fumaria che fuoriesce dal manto di
copertura del tetto fino al comignolo.

3.7.3

terminale di tiraggio: Dispositivo installato, nel caso di scarico a parete, al termine di un


canale da fumo o condotto di esalazione (se funzionante con pressione negativa), atto a
disperdere nellambiente esterno i prodotti della combustione o i vapori di cottura.

3.7.4

terminale di scarico: Dispositivo installato, nel caso di scarico a parete, al termine di un


condotto di scarico fumi o condotto di esalazione (se funzionante con pressione positiva),
atto a disperdere nellambiente esterno i prodotti della combustione o vapori di cottura.
8)

Definizione tratta dalla UNI 10641, punto 3.14.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 4

3.7.5

terminale di scarico a tetto: Dispositivo installato, nel caso di scarico a tetto, al termine di
un condotto di scarico fumi o di un condotto per intubamento atto a disperdere
nellambiente esterno i prodotti della combustione.

3.8

Definizioni relative ai locali di installazione

3.8.1

locale con pericolo incendio: Per locali con pericolo incendio si intendono quelli:

Nota

in cui sono svolte le attivit elencate nel D.M. 16/02/19829);

soggetti a normativa specifica relativa alla prevenzione incendi.

Sono ritenuti locali con pericolo incendio i box, i garage, le autorimesse.

EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE


Lo scarico dei prodotti della combustione deve avvenire a tetto.
In caso di impossibilit di scarico a tetto, ove consentito, possono essere adottati altri
sistemi di scarico.
In particolare per gli apparecchi di tipo B e C ammesso:
a)

realizzare nuovi sistemi fumari nel rispetto delle prescrizioni contenute nel seguito
della presente della norma;

b)

utilizzare sistemi fumari esistenti, secondo quanto indicato nella UNI 10845 e, per i
componenti sostituiti, nel rispetto delle prescrizioni contenute nel seguito della
presente norma;

c)

evacuare direttamente all'esterno (scarico a parete o scarico diretto a tetto) nel


rispetto della legislazione vigente e delle prescrizioni contenute nel seguito della
presente norma.

Per gli apparecchi di cottura vedere punto 4.1, mentre per gli apparecchi di tipo A
punto 4.2.

4.1

Apparecchi di cottura
Levacuazione dei vapori di cottura, pu essere effettuata utilizzando condotti per vapori
di cottura sfocianti a tetto secondo quanto previsto al punto 4.1.1.
Se lo scarico a tetto non possibile, allora consentito anche lo scarico diretto a parete
secondo quanto previsto in UNI 7129-2.
Il collegamento di una cappa o di un elettro-ventilatore, al condotto per vapori di cottura
deve essere effettuato tramite un canale di esalazione avente caratteristiche di cui al
punto 4.1.2.

4.1.1

Condotto singolo o collettivo per vapori di cottura


I condotti utilizzati per levacuazione dei vapori di cottura a tetto possono essere di tipo:
-

collettivo, cio al servizio di pi apparecchi di cottura (3.5.3);

singolo cio al servizio di un solo apparecchio (3.5.2).

In relazione alla loro tipologia, i condotti per levacuazione dei vapori di cottura, possono
funzionare a pressione positiva o negativa e a seconda dei casi, essere installati o
allinterno o allesterno delledificio.
A chiarimento nel prospetto 1 si riporta una schematizzazione delle modalit di
funzionamento di condotto singolo o collettivo per vapori di cottura e loro posizionamento
rispetto alledificio.

9)

Alla data di pubblicazione della presente norma in vigore Decreto Ministeriale del 16 febbraio 1982 "Modificazioni del
Decreto Ministeriale 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attivit soggette alle visite di prevenzione
incendi".

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 5

prospetto

Posizionamento e modalit di funzionamento dei condotti singoli o collettivi per vapori di cottura
Sistema di evacuazione

4.1.1.1

Pressione nel sistema di evacuazione

Posizionamento dei condotti

Condotto singolo

Negativa/Positiva

Interno delledificio o allesterno delledificio

Condotto collettivo

Negativa

Interno delledificio o allesterno delledificio

Condotti per vapori di cottura - Requisiti minimi


I condotti singoli o collettivi per vapori di cottura devono rispondere ai seguenti requisiti minimi:

4.1.2

essere realizzato in materiali adatti a resistere nel tempo alle normali sollecitazioni
meccaniche. Sono consentiti condotti in materiale plastico, conformi alla
UNI EN 14471, oppure altri materiali rispondenti ai requisiti della UNI EN 1443
relativamente alla resistenza allumidit (W ) e alla temperatura (T80);

avere andamento prevalentemente verticale ed essere privo di strozzatura in tutta la


sua lunghezza;

essere distanziato da fonti di calore che potrebbero danneggiarlo;

essere dotato alla sommit di un dispositivo che impedisca la penetrazione della


pioggia e della neve; inoltre deve essere presente, unopportuna protezione contro
lingresso di corpi estranei (per esempio volatili);

deve essere di classe W (resistente allumidit);

essere dotato di giunzioni a tenuta adatte alla pressione di esercizio se il condotto


per vapori di cottura funziona in pressione positiva;

essere dotato di una camera di raccolta degli eventuali materiali solidi e delle
condense; se il condotto per vapori del tipo collettivo l'accesso a detta camera
deve essere garantito mediante un opportuno dispositivo di ispezione;

essere garantita la corretta evacuazione dei vapori di cottura in tutte le condizioni


atmosferiche. Nel caso di utilizzo di estrattore meccanico o elettromeccanico posto
alla sommit del condotto per vapori di cottura deve essere sempre garantita la
corretta evacuazione dei vapori anche in caso di guasto del dispositivo stesso;

non consentito convogliare nello stesso condotto per lo scarico dei vapori di cottura
lo scarico dei prodotti della combustione di altre tipologie di apparecchi/dispositivi.

Canale di esalazione - Requisiti minimi


Il canale di esalazione da utilizzare per il collegamento della cappa o di un
elettoventilatore al condotto di evacuazione deve essere realizzato in materiali adatti a
resistere nel tempo alle normali sollecitazioni termiche e meccaniche.
Sono consentiti condotti in materiale plastico, conformi alla UNI EN 14471, oppure altri
materiali rispondenti ai requisiti della UNI EN 1443 relativamente alla resistenza
allumidit (W ) e alla temperatura (T80).

4.2

Apparecchi di tipo A
Per lo scarico dei prodotti della combustione degli apparecchi di tipo A necessario
realizzare una o pi aperture di aerazione come indicato nella UNI 7129-2.

4.3

Apparecchi di tipo B a tiraggio naturale


Il collegamento tra gli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale ed il camino, canna fumaria,
condotto intubato, terminale di tiraggio deve essere realizzato tramite canali detti "canali
da fumo" (vedere punto 3.4.1).
I canali da fumo possono consentire levacuazione dei prodotti della combustione di:
-

apparecchi con uscita dei fumi verticale;

apparecchi con uscita dei fumi laterale.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 6

4.3.1

Canali da fumo per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale (scarico verticale e orizzontale)

4.3.1.1

Canali da fumo per apparecchi di tipo B - Requisiti generali


I canali da fumo per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale devono rispondere ai seguenti
requisiti generali:

4.3.1.1.a

essere conformi alla UNI EN 1856-2 o UNI EN 1856-1 (materiali metallici) e


UNI EN 14471 (materiali plastici). Non consentito lutilizzo di canali non
espressamente dichiarati idonei dal fabbricante dei medesimi;

essere collegati al camino e/o alla canna fumaria nello stesso locale in cui installato
l'apparecchio o, al massimo nel locale adiacente;

essere ispezionabili e smontabili, consentendo le operazioni di manutenzione;

essere installati in modo da consentire le normali dilatazioni termiche;

essere dotati, limitatamente al caso di apparecchi a gas asserviti a impianti termici, di


presa di campionamento che consenta di eseguire correttamente la prova di
combustione prevista dalla UNI 10389 le dimensioni e le caratteristiche di tale presa
devono essere conformi alla UNI 10784;

essere fissati allimbocco del camino/canna fumaria senza sporgere allinterno. Inoltre
lasse del tratto terminale di imbocco e lasse del camino/canna fumaria devono
intersecarsi [vedere figura 2 a) e 2 b)];

avere, per tutta la loro lunghezza un diametro non minore di quello dell'attacco del
tubo di scarico dell'apparecchio. Nel caso in cui il camino o la canna fumaria
avessero un diametro minore di quello del canale da fumo, deve essere effettuato un
raccordo conico in corrispondenza dell'imbocco e una verifica del corretto
funzionamento secondo il metodo generale di calcolo di cui alla UNI EN 13384-1 e
UNI EN 13384-2 o altri metodi di comprovata efficacia;

non avere dispositivi di intercettazione (serrande): se tali dispositivi fossero gi in


opera devono essere eliminati. Eventuali dispositivi di intercettazione presenti
sullapparecchio e certificati con lapparecchio stesso non devono essere manomessi
e possono essere modificati solo dal fabbricante dellapparecchio;

in assenza di diverse indicazioni fornite dal fabbricante, il condotto deve distare almeno
500 mm da materiali combustibili e/o infiammabili se tale distanza non potesse essere
mantenuta occorre provvedere ad una opportuna protezione specifica al calore;

ricevere lo scarico di un solo apparecchio di utilizzazione (salvo luso di collettori);

non consentito convogliare nello stesso canale da fumo lo scarico di apparecchi a


gas e i vapori provenienti da cappe sovrastanti gli apparecchi di cottura;

non consentito installare canali da fumo in locali con pericolo incendio.

Canali da fumo per gli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale con scarico verticale - Requisiti
Per questa tipologia di apparecchi i canali da fumo, in aggiunta ai requisiti generali di cui
al punto 4.3.1.1, devono essere installati nel rispetto delle seguenti ulteriori indicazioni:
-

essere dotati di un tratto verticale di lunghezza non minore di due diametri, misurati
come indicato nella figura 1 a);

avere, dopo il tratto verticale, per tutto il percorso rimanente, andamento


ascensionale, con pendenza minima del 5% (equivalente a circa 3). La parte ad
andamento sub-orizzontale (ascensionale) non deve avere una lunghezza maggiore
di 1/4 dell'altezza efficace H del camino e comunque non deve avere una lunghezza
maggiore di 2 500 mm; per il collegamento a canne collettive il tratto sub orizzontale
non deve avere una lunghezza maggiore di 1 000 mm;

avere non pi di due cambiamenti di direzione con esclusione del raccordo di imbocco al
camino od alla canna fumaria [vedere figura 1 c)]. Gli eventuali cambiamenti di direzione
devono essere realizzati unicamente mediante limpiego di elementi curvi rigidi.

Nel caso in cui non sia possibile rispettare le indicazioni sopra riportate, necessario
dimensionare il sistema secondo il metodo generale di calcolo di cui alla UNI EN 13384-1
e UNI EN 13384-2 o altri metodi di comprovata efficacia.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 7

4.3.1.1.b

Canali da fumo per gli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale con scarico orizzontale - Requisiti
Lo scarico dei prodotti della combustione in questa tipologia di apparecchi pu essere
posteriore o laterale.
I canali da fumo per il collegamento al camino, in aggiunta ai requisiti generali di cui al
punto 4.3.1.1, devono rispondere anche alle seguenti ulteriori indicazioni:
-

essere dotati di un tratto sub-orizzontale con andamento ascensionale con


pendenza minima del 5% (equivalente a circa 3) e di lunghezza non maggiore di 1/4
dell'altezza efficace H del camino e comunque non deve avere una lunghezza
maggiore di 1 500 mm; per il collegamento a canne collettive il tratto sub-orizzontale
non deve avere una lunghezza maggiore di 750 mm;

avere non pi di un cambiamento di direzione [vedere figura 1 d)]. Gli eventuali


cambiamenti di direzione devono essere realizzati unicamente mediante limpiego di
elementi curvi rigidi.

Nel caso in cui non sia possibile rispettare i limiti predetti, necessario effettuare a priori
una verifica del corretto funzionamento secondo il metodo generale di calcolo di cui alla
UNI EN 13384 o altri metodi di comprovata efficacia.

4.3.1.1.c

Canali da fumo per gli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale con lo scarico a parete - Requisiti
Il canale da fumo da utilizzare per lo scarico diretto a parete deve rispondere ai medesimi
requisiti di cui al punto 4.3.1.1 con le seguenti ulteriori indicazioni:
-

avere la parte ad andamento sub-orizzontale (ascensionale) ridotta al minimo e


comunque di lunghezza, nelleventuale parte interna all'edificio, non maggiore di
1 000 mm [vedere figura 4 a)]; per gli apparecchi a scarico verticale non deve avere
pi un cambio di direzione allinterno (gomito del canale da fumo) e un cambio di
direzione allesterno (gomito, T, ecc.), mentre per gli apparecchi a scarico posteriore
o laterale [vedere figura 4 b)] non deve avere cambi di direzione allinterno e non pi
di 1 allesterno. I cambi di direzione devono avere angoli interni non minori di 90;

ricevere lo scarico di un solo apparecchio;

essere protetto con tubo guaina metallico nel tratto attraversante i muri. La guaina
deve essere sigillata nella parte rivolta verso l'interno dell'edificio ed aperta verso
l'esterno.

Nel caso in cui non sia possibile rispettare i limiti predetti, necessario effettuare
preventivamente una verifica del corretto funzionamento secondo il metodo generale di
calcolo di cui alla UNI EN 13384 o altri metodi di comprovata efficacia.
4.3.2

Collettore di scarico fumi per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale

4.3.2.1

Collettore di scarico fumi - Requisiti minimi


consentito convogliare i prodotti della combustione di non pi di due apparecchi di tipo
B a tiraggio naturale in un collettore di scarico fumi (vedere punto 3.4.2) purch siano
rispettati i requisiti generali di cui al punto 4.3.1.1. e le seguenti condizioni:
a)

i due apparecchi siano dello stesso tipo, alimentati con il medesimo combustibile ed
installati nello stesso locale; lapparecchio di portata termica minore, inoltre, deve
avere una differenza di portata termica non maggiore del 30% rispetto
allapparecchio di portata maggiore (il rapporto tra la portata termica minore sulla
portata termica maggiore deve risultare non inferiore a 0,7);

b)

il collettore fumario sia dimensionato secondo le specifiche norme di dimensionamento


vigente (per esempio UNI EN 13384-2 o altri metodi di comprovata efficacia).

Due apparecchi, con le limitazioni di cui al punto a), possono essere raccordati anche
direttamente ad un camino singolo; in tal caso, la distanza verticale intercorrente fra gli
assi di imbocco deve essere di almeno 250 mm [vedere figura 3 b)].

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 8

figura

Esempi
Legenda
a)
Collegamento di apparecchio a camino/canna fumaria con scarico verticale
b)
Collegamento di apparecchio a camino/canna fumaria con scarico laterale o posteriore
c)
Massimo numero di cambiamenti di direzione del canale da fumo per un apparecchio con
scarico verticale
d)
Massimo numero di cambiamenti di direzione del canale da fumo per un apparecchio con
scarico posteriore o laterale
1
H Altezza efficace del camino
2
Pendenza 5% min.
Dimensioni in millimetri

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 9

figura

Esempi di corretto collegamento a camino/canna fumaria


Legenda
1
Canna fumaria o camino

figura

Esempi di collegamento di due apparecchi ad un camino singolo


Legenda
a)
Collegamento con collettore di scarico fumi
b)
Collegamento con canali da fumo separati
Dimensioni in millimetri

4.3.3

Evacuazione diretta in atmosfera esterna (scarico a parete) per apparecchi di tipo B a


tiraggio naturale
Levacuazione diretta in atmosfera dei prodotti della combustione, solo nei casi consentiti
dalla legislazione vigente, deve avvenire tramite un terminale di tiraggio posizionato su
parete perimetrale esterna dell'edificio nel rispetto delle distanze previste al punto 4.3.3.2.
Il canale da fumo deve rispondere ai requisiti di cui al punto 4.3.1.1.c ed essere sempre
collegato ad un opportuno terminale di tiraggio atto a disperdere nellambiente esterno i
prodotti della combustione.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 10

4.3.3.1

Terminale di tiraggio per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale


Il terminale di tiraggio deve essere realizzato con dispositivi che consentano la corretta
evacuazione dei prodotti della combustione, quali per esempio:
a)

un tratto di tubo verticale collegato al tratto terminale del canale da fumo mediante
un gomito con angolo maggiore di 90. Il tratto verticale deve avere lunghezza
sufficiente affinch la sezione di sbocco dei fumi nell'atmosfera sia ad una quota di
almeno 1,50 m rispetto a quella di attacco del canale da fumo allapparecchio
[vedere figura 4 a) e figura 4 b)].

b)

un elemento verticale innestato a T sul tratto orizzontale e di dimensioni tali che i due
segmenti verticali abbiano altezza pari ad almeno tre diametri del tubo e che la
sezione di efflusso dei fumi nell'atmosfera sia sempre ad una quota di almeno
1,50 m rispetto a quella di attacco del canale da fumo allapparecchio [vedere
figura 4 c) e figura 4 d)].

In caso di scarico a parete di apparecchi installati allesterno, lo sbocco in atmosfera dei


prodotti della combustione pu avvenire solo mediante un opportuno terminale di tiraggio
ad una quota non minore di 0,5 m dallattacco dellapparecchio.
Altri dispositivi terminali possono essere adottati purch:
-

sia identificabile il loro fabbricante;

siano conformi alle norme di prodotto o in mancanza di queste, il fabbricante dichiari


lidoneit del dispositivo per il terminale;

siano corredati di adeguate istruzioni per l'installazione e l'eventuale manutenzione;

siano di materiale conforme alla UNI EN 1443;

sia specificata la portata termica massima dell'apparecchio al quale possono essere


collegati.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 11

figura

Esempi
Legenda
1
Terminale di tiraggio
2
Pendenza min. 5%
3
Canale da fumo
a)
Evacuazione diretta allesterno di un apparecchio di tipo B (con scarico verticale) con canale da
fumo dotato di gomito con angolo maggiore di 90
b)
Evacuazione diretta allesterno di un apparecchio di tipo B (con scarico posteriore o laterale)
con canale da fumo dotato di gomito con angolo maggiore di 90
c)
Evacuazione diretta allesterno di un apparecchio di tipo B (con scarico verticale) mediante
un elemento costituito da un tubo verticale innestato a T
d)
Evacuazione diretta allesterno di un apparecchio di tipo B (con scarico posteriore o laterale)
mediante un elemento costituito da un tubo verticale innestato a T
Dimensioni in millimetri

Nota

Il valore riportato (500 mm) vale per apparecchi aventi portata termica nominale massima
compresa fra 16 kW e 35 kW. In generale, per tale distanza vedere prospetto 2.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 12

4.3.3.2

Posizionamento dei terminali di tiraggio per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale


Per gli apparecchi a tiraggio naturale di tipo B i terminali di tiraggio devono essere:
-

posizionati in modo tale da consentire unadeguata dispersione dei prodotti della


combustione e da impedire il ritorno dei fumi allinterno delledificio. La loro
installazione deve essere effettuata in conformit alla legislazione nazionale vigente;

situati sulle pareti perimetrali esterne dell'edificio (salvo i casi previsti al punto 6);

posizionati in modo che, per la sezione di efflusso nell'atmosfera, vengano rispettate


le distanze minime indicate rispettivamente:
a) nel prospetto 2, nel caso si voglia installare il terminale nella parete stessa di cui
si sta valutando la zona di rispetto (vedere figura 5),
b) nel prospetto 3, nel caso si voglia installare il terminale in una parete diversa di
quella di cui si sta valutando la zona di rispetto (vedere figure 8 e 9).

Nelle figure citate sono raffigurate le zone di rispetto, ovvero quelle zone in cui non pu
essere posizionato il terminale di tiraggio.
Nota
figura

I prospetti 2 e 3 sono da utilizzare anche per apparecchi di tipo C a tiraggio naturale.


Posizionamento dei terminali di tiraggio nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto

Nelle zone tratteggiate (variabili, cos come indicato nel prospetto 2, a seconda della
potenzialit dellapparecchio a tiraggio naturale), non consentito posizionare il terminale
di tiraggio.

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UNI

Pagina 13

prospetto

Posizionamento dei terminali di tiraggio (nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di
rispetto) per apparecchi a tiraggio naturale in funzione della loro portata termica

Posizionamento del terminale

Quota

Distanze minime (mm)


Apparecchi
da 4 kW a 7 kW

Apparecchi
Apparecchi
oltre 7 kW fino a 16 kW oltre 16 kW fino a 35 kW

Sotto finestra

A1

1 000***)

1 500

2 500

Adiacenza ad una finestra

A2

400

400

400

1 500

2 500

***)

Sotto apertura di aerazione/ventilazione

B1

1 000

Adiacenza ad una apertura di aerazione/ventilazione

B2

600

600

600

Distanza in verticale tra due terminali di tiraggio

C1

600

1 500

2 500

Adiacenza in orizzontale ad un terminale di tiraggio

C2

300

500

600

*)

D1

300

400

500

Fianco balcone

D2

1 000

1 000

1 000

Sotto balcone

Dal suolo o da altro piano di calpestio

E
**)

400

****)

1 500

****)

2 200

300

300

300

Sotto gronda

300

400

500

Da un angolo/rientranza/parete delledificio

300

500

600

Da tubazioni o scarichi verticali od orizzontali

*)

I terminali sotto un balcone praticabile, devono essere collocati in posizione tale che il percorso dei fumi, dal punto di uscita del terminale al loro
sbocco dal perimetro esterno del balcone, compresa l'altezza delleventuale parapetto di protezione (se chiuso), non sia minore di 2 000 mm. Per
una corretta computazione del percorso dei fumi vedere figura 6.
figura

Computazione percorso dei fumi

Esprimendo il tutto con delle formule:


se balaustra chiusa (parapetto): X + Y + Z + W t 2 000 mm; con X che deve comunque rispettare la quota D1 indicata nel prospetto 2;
se balaustra aperta (parapetto): X + Y + Z t 2 000 mm; con X che deve comunque rispettare la quota D1 indicata nel prospetto 2.
**)

***)
****)
Nota

Nella collocazione dei terminali dovranno essere adottate distanze non minori di 500 mm da materiali sensibili all'azione dei prodotti della
combustione (per esempio, gronde e pluviali di materiale plastico, elementi sporgenti di legno, ecc.); per distanze minori adottare adeguate
schermature nei riguardi di detti materiali.
Riducibili a 400 mm per apparecchi da riscaldamento installati sotto il vano finestra del locale riscaldato.
In questi casi i terminali devono essere opportunamente protetti per evitare eventuali contatti diretti con persone.
Non consentito scaricare a parete con terminale collocato allinterno di un balcone chiuso su 5 lati (vedere figura 7).

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Pagina 14

figura

Esempio di non corretta evacuazione dei prodotti della combustione allinterno di un balcone chiuso
su cinque lati

Gli apparecchi di portata termica minore di 4 kW non sono soggetti a limitazioni per quel
che riguarda il posizionamento dei terminali, fatta eccezione per le quote relative alla
distanza da una superficie frontale prospiciente (con o senza aperture). Per tali quote fare
riferimento ai valori relativi agli apparecchi da 4 kW a 7 kW (prospetto 3).
prospetto

Posizionamento dei terminali di tiraggio (in una parete diversa di quella di cui si sta valutando la
zona di rispetto) per apparecchi a tiraggio naturale in funzione della loro portata termica

Posizionamento
del terminale

Quota

Distanze minime (mm)


Apparecchi da 4 kW
a 7 kW

Apparecchi oltre 7 kW fino


a 16 kW

Apparecchi oltre 16 kW fino


a 35 kW

Da una superficie frontale prospiciente


senza aperture

600

1 000

1 200

Da una superficie frontale prospiciente con


aperture

1 200

1 900

2 500

600

1 000

1 200

900

1 600

2 200

Da una finestra collocata su superficie


laterale

Nelle figure seguenti sono rappresentate rispettivamente la zona di rispetto di una finestra
collocata su una parete frontale a quella in cui posizionato un terminale di tiraggio e
quella della parete stessa (nel caso non ci fossero aperture). La quota I deve essere
rispettata anche nel primo caso (al di fuori della zona di rispetto della finestra stessa).
Per maggior chiarezza si presenta anche la vista laterale bidimensionale.

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Pagina 15

figura

Zone di rispetto di una parete (contenente unapertura) frontale a quella in cui posizionato un
terminale di tiraggio

Nella figura 9, rappresentata la zona di rispetto di una finestra situata in una parete
ortogonale a quella in cui posizionato un terminale di tiraggio.
figura

4.4

Zona di rispetto di una finestra situata in una parete ortogonale a quella in cui posizionato un
terminale di tiraggio

Apparecchi di tipo B muniti di ventilatore


Il ventilatore parte integrante dellapparecchio, ed specificatamente costruito allo
scopo. Pertanto vietata, senza il consenso del fabbricante, la trasformazione di un
apparecchio di tipo B a tiraggio naturale in un apparecchio munito di ventilatore.
Gli apparecchi di tipo B muniti di ventilatore possono essere collegati tramite un condotto di
scarico fumi ad un camino singolo (punto 4.4.1) o direttamente ad un terminale (punto 4.4.2
e 4.4.3). Questultimo pu essere posizionato su parete perimetrale esterna o a tetto.
Il condotto di scarico fumi ed il terminale di scarico sono parte integrante dellapparecchio
e devono essere forniti dal fabbricante dell'apparecchio medesimo.
Gli apparecchi di tipo B muniti di ventilatore non devono essere collegati a canne collettive
di qualunque tipologia.
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Pagina 16

4.4.1

Condotto di scarico per il collegamento degli apparecchi di tipo B muniti di ventilatore a


camini singoli - Requisiti minimi
Per apparecchi di tipo B muniti di ventilatore, la messa in opera del condotto di scarico per
il collegamento a camino singolo deve essere eseguita secondo le istruzioni del
fabbricante. In tutti i casi questi condotti devono essere installati in modo da soddisfare i
requisiti minimi che seguono:

4.4.2

essere ispezionabili e smontabili, consentendo le operazioni di manutenzione;

essere installati in modo da consentire le normali dilatazioni termiche;

non possono essere installati in locali con pericolo incendio (vedere punto 3.8.1);

essere fissati a tenuta allimbocco del camino;

ricevere lo scarico di un solo apparecchio di utilizzazione;

distare almeno 500 mm da materiali combustibili salvo indicazioni diverse fornite dal
fabbricante dellapparecchio10).

Scarico diretto a tetto per apparecchi di tipo B muniti di ventilatore


Il condotto di scarico diretto a tetto dei prodotti della combustione deve essere sempre
collegato ad un opportuno terminale atto a disperdere nellambiente esterno i prodotti
della combustione.
Le quote di sbocco dei terminali di scarico a tetto sono indicate dal fabbricante
dellapparecchio stesso.
Per il posizionamento del terminale di scarico diretto a tetto vedere punto 5.7.1.

4.4.3

Scarico diretto a parete per apparecchi di tipo B muniti di ventilatore


Gli apparecchi di tipo B muniti di ventilatore, ove consentito dalla legislazione vigente,
possono evacuare i prodotti della combustione direttamente in atmosfera esterna tramite
un condotto di scarico attraversante le pareti perimetrali dell'edificio oppure posando
lapparecchio direttamente allesterno.
Per apparecchi di tipo B muniti di ventilatore i condotti ed il terminale per lo scarico a
parete dei prodotti della combustione sono parte integrante dellapparecchio stesso e
sono forniti dal fabbricante stesso (punto 4.5.2).
Linstallazione del condotto di scarico a parete deve essere eseguito secondo le istruzioni
del fabbricante, in tutti casi esso deve essere installato soddisfacendo, oltre ai requisiti
pertinenti gi menzionati nel punto 4.4.1 anche i seguenti requisiti minimi:

10)

avere il tratto finale, cui deve essere applicato il terminale di scarico, non a filo della
parete esterna dell'edificio, ma sporgente da questa di quanto necessario per
l'attacco di detto terminale;

essere protetto con guaina metallica nel tratto attraversante i muri: la guaina dovr
essere chiusa nella parte rivolta verso l'interno dell'edificio ed aperta verso l'esterno.
Inoltre allinterno delle guaine non devono essere presenti giunzioni;

essere posizionati in modo tale da consentire unadeguata dispersione dei prodotti


della combustione e da impedire il ritorno dei fumi allinterno delledificio. La loro
installazione deve essere effettuata in conformit alla legislazione nazionale vigente;

essere situati sulle pareti perimetrali esterne dell'edificio (salvo i casi previsti nel
punto 6);

essere posizionati in modo che, per la sezione di efflusso nell'atmosfera, vengano


rispettate le distanze minime indicate al punto 4.4.4.

Il fabbricante pu indicare una distanza minima dal materiale combustibile oppure indicare un metodo per proteggere
opportunamente il condotto, nel caso in cui la distanza minima di 500 mm non potesse essere rispettata.

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Pagina 17

4.4.4

Posizionamento dei terminali di scarico per apparecchi di tipo B muniti di ventilatore


Nei prospetti che seguono sono riportate le distanze minime di posa e le zone di rispetto
entro cui i terminali di scarico non possono essere posizionati, in particolare:
-

nel prospetto 4, nel caso si voglia installare il terminale nella parete stessa di cui si
sta valutando la zona di rispetto (vedere figura 10);

nel prospetto 5, nel caso si voglia installare il terminale in una parete diversa di
quella di cui si sta valutando la zona di rispetto (vedere figure 14 e 15).

Nelle figure citate sono raffigurate le zone di rispetto, ovvero quelle zone in cui non pu
essere posizionato il terminale di scarico.
Nota
figura

10

I prospetti 4 e 5 sono da utilizzare anche per apparecchi di tipo C e C6 muniti di ventilatore.


Posizionamento dei terminali di scarico nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto

Nelle zone tratteggiate (variabili, cos come indicato nel prospetto 4 a seconda della
potenzialit dellapparecchio munito di ventilatore), non consentito posizionare il
terminale di scarico.

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Pagina 18

prospetto

Posizionamento dei terminali di scarico (nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto)
per apparecchi muniti di ventilatore in funzione della loro portata termica

Posizionamento del terminale

Quota

Distanze minime (mm)


Apparecchi
da 4 kW a 7 kW

Apparecchi
oltre 7 kW fino a 16 kW

Apparecchi
oltre 16 kW fino a 35 kW

Sotto finestra

A1

300

500

600

Adiacenza ad una finestra

A2

400

400

400

Sotto apertura di aerazione/ventilazione

B1

300

500

600

Adiacenza ad una apertura di aerazione/ventilazione

B2

600

600

600

Distanza in verticale tra due terminali di scarico

C1

500

1 000

1 500

Adiacenza in orizzontale ad un terminale di scarico

C2

500

800

1 000

*)

D1

300

300

300

Fianco balcone

D2

1 000

1 000

1 000

Sotto balcone

Dal suolo o da altro piano di calpestio

E
**)

***)

400

***)

1 500

2 200

Da tubazioni o scarichi verticali od orizzontali

300

300

300

Sotto gronda

300

300

300

Da un angolo/rientranza/parete delledificio

300

300

300

*)

I terminali sotto un balcone praticabile, devono essere collocati in posizione tale che il percorso dei fumi, dal punto di uscita del terminale al loro
sbocco dal perimetro esterno del balcone, compresa l'altezza delleventuale parapetto di protezione (se chiusa), non sia minore di 2 000 mm. Per
una corretta computazione del percorso dei fumi vedere figura 11.
figura

11

Computazione percorso dei fumi

Esprimendo il tutto con delle formule:


se balaustra chiusa (parapetto): X + Y + Z + W t 2 000 mm; con X che deve comunque rispettare la quota D1 indicata nel prospetto 4;
se balaustra aperta (parapetto): X + Y + Z t 2 000 mm; con X che deve comunque rispettare la quota D1 indicata nel prospetto 4.
Nel caso il terminale di scarico sporgesse oltre il balcone, la quota Y deve essere comunque computata come distanza tra il balcone ed il terminale (vedere
figura 12). Le formule sono le medesime del caso precedente.

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Pagina 19

**)

***)
Nota

prospetto

Posizionamento dei terminali di scarico (nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto)
per apparecchi muniti di ventilatore in funzione della loro portata termica (Continua)

figura

12

Computazione percorso dei fumi con terminale sporgente il balcone

Nella collocazione dei terminali devono essere adottate distanze non minori di 500 mm da materiali sensibili all'azione dei prodotti della combustione
(per esempio, gronde e pluviali di materia plastica, elementi sporgenti di legno, ecc.); per distanze minori adottare adeguate schermature nei riguardi
di detti materiali.
In questi casi i terminali devono essere opportunamente protetti per evitare eventuali contatti diretti con persone.
Non consentito scaricare a parete con terminale collocato allinterno di un balcone chiuso su 5 lati (vedere figura 13). Il terminale dovrebbe
sporgere oltre il balcone con per la computazione delle distanze di cui sopra.

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Pagina 20

figura

13

Esempio di non corretta evacuazione dei prodotti della combustione allinterno di un balcone chiuso
su cinque lati

Gli apparecchi di portata termica minore di 4 kW non sono soggetti a limitazioni per quel
che riguarda il posizionamento dei terminali, fatta eccezione per le quote relative alla
distanza da una superficie frontale prospiciente (con o senza aperture). Per tali quote fare
riferimento ai valori relativi agli apparecchi da 4 kW a 7 kW (prospetto 5).
prospetto

Posizionamento dei terminali di scarico (in una parete diversa di quella di cui si sta valutando la zona
di rispetto) per apparecchi muniti di ventilatore in funzione della loro portata termica

Posizionamento del terminale

Quota

Distanze minime (mm)


Apparecchi
da 4 kW a 7 kW

Apparecchi
oltre 7 kW fino a 16 kW

Apparecchi
oltre 16 kW fino a 35 kW

Da una superficie frontale prospiciente


senza aperture

1 500

1 800

2 000

Da unapertura frontale prospiciente

2 500

2 800

3 000

Da una finestra collocata su superficie


laterale

1 500

1 800

2 000

1 700

2 000

2 200

Nelle figure seguenti sono rappresentate rispettivamente la zona di rispetto di una finestra
collocata su una parete frontale a quella in cui posizionato un terminale di scarico e
quella della parete stessa (nel caso non ci fossero aperture). La quota I deve essere
rispettata anche nel primo caso (al di fuori della zona di rispetto della finestra stessa).

UNI 7129-3:2008

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Pagina 21

figura

14

Zone di rispetto di una parete (contenente unapertura) frontale a quella in cui posizionato un
terminale di scarico

Nella figura 15, rappresentata la zona di rispetto di una finestra situata in una parete
ortogonale a quella in cui posizionato un terminale di scarico.
figura

15

Zona di rispetto di una finestra situata in una parete ortogonale a quella in cui posizionato un
terminale di scarico

4.5

Apparecchi di tipo C

4.5.1

Collegamento a camino, canne fumarie, terminale di scarico, condotto intubato per


apparecchi di tipo C
Il collegamento tra apparecchio di tipo C ed il camino, canna fumaria, terminale di scarico,
condotto intubato deve essere effettuato tramite condotti di scarico fumi.
I condotti di scarico fumi possono essere a vista o ispezionabili.

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Pagina 22

Non consentito installare condotti di scarico fumi e di aspirazione di aria comburente in


locali con pericolo dincendio.
Nel caso di attraversamento di pareti, il condotto di scarico deve essere protetto con
guaina metallica nel tratto attraversante i muri.
Per quanto riguarda gli apparecchi di tipo C a tiraggio naturale o muniti di ventilatore, i
condotti di aspirazione aria e scarico fumi ed i relativi terminali vengono forniti
direttamente dal fabbricante come facenti parte integrante degli apparecchi. Il fabbricante
garantisce, secondo le norme specifiche, le condizioni di funzionamento e di sicurezza del
complesso apparecchio - condotti di scarico fumi - terminali di aspirazione aria e scarico
fumi.
Gli apparecchi di tipo C6 invece, sono commercializzati senza i condotti di scarico fumi, i
condotti di aspirazione aria ed i relativi terminali. Pertanto, per la loro installazione risulta
necessario scegliere di volta in volta prodotti realizzati con materiali adatti a resistere nel
tempo alle normali sollecitazioni meccaniche, al calore e all'azione dei prodotti della
combustione, incluse eventuali condense ed in grado di garantire il regolare
funzionamento dellapparecchio stesso.

4.5.2

Condotti di scarico per apparecchi di tipo C (escluso C6) - Requisiti


I condotti di scarico fumi devono risultare conformi alle disposizioni di cui alle specifiche
norme di prodotto, UNI EN 483, UNI EN 26, UNI EN 89.
In ogni caso non consentito lutilizzo di condotti non espressamente dichiarati idonei dal
fabbricante dellapparecchio.
Se necessario il condotto pu essere tagliato a misura dallinstallatore seguendo le
modalit indicate dal fabbricante dellapparecchio.
Il collegamento a camino/canna fumaria con condotti di scarico deve essere eseguito
secondo le istruzioni del fabbricante.
In ogni caso, i condotti di scarico devono essere installati rispettando i seguenti requisiti
minimi:

4.5.3

essere ispezionabili e smontabili;

essere installati in modo da consentire le normali dilatazioni termiche;

non essere installati in locali con pericolo di incendio (punto 3.8.1);

ricevere lo scarico di un solo apparecchio di utilizzazione;

avere lunghezza equivalente totale compresa tra i valori di lunghezza minima e


massima consentita dal fabbricante dell'apparecchio al quale sono collegati;

in assenza di diverse indicazioni fornite dal fabbricante dellapparecchio, il condotto


deve distare almeno 500 mm da materiali combustibili. Se tale distanza non pu
essere mantenuta occorre provvedere ad una opportuna protezione specifica al
calore;

essere fissati a tenuta allimbocco del camino, canne fumarie, terminale di scarico,
condotto intubato.

Condotti di scarico per apparecchi di tipo C6 - Requisiti


I condotti di scarico devono essere conformi alla UNI EN 1856-2 o UNI EN 1856-1 (per
materiali metallici) o alla UNI EN 14471 (per materiali plastici)11).
I condotti di apparecchi in configurazione C6, devono essere installati rispettando i
seguenti requisiti minimi:

11)

essere ispezionabili e smontabili;

essere installati in modo da consentire le normali dilatazioni termiche;

avere l'asse della sezione terminale di imbocco perpendicolare alla parete opposta
interna del camino: il condotto di scarico deve inoltre essere saldamente fissato a
tenuta all'imbocco del camino;

Tali norme sono armonizzate nellambito della Direttiva Prodotti da Costruzione e sono di riferimento per la marcatura CE.

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UNI

Pagina 23

4.5.4

non avere dispositivi di intercettazione (serrande): se tali dispositivi fossero gi in


opera, devono essere rimossi;

in assenza di diverse indicazioni fornite dal fabbricante, il condotto deve distare


almeno 500 mm da materiali combustibili e/o infiammabili. Se tale distanza non pu
essere mantenuta occorre provvedere ad una opportuna protezione specifica al
calore;

ricevere lo scarico di un solo apparecchio di utilizzazione;

non essere installati in locali con pericolo di incendio, per esempio: rimesse, garage,
box;

essere a tenuta e realizzati in materiali idonei a resistere nel tempo alle normali
sollecitazioni meccaniche, al calore ed all'azione dei prodotti della combustione e
delle loro eventuali condense;

se abbinati ad apparecchi dotati di ventilatore nel circuito di combustione devono


essere almeno di classe di pressione P1. consentita la classe P2, esclusivamente
quando sono installati allesterno;

essere dotati, se non gi presente e limitatamente agli apparecchi a gas asserviti ad


impianti termici, di presa di campionamento avente dimensione e caratteristiche
conformi alla UNI 1078412).

se necessario il condotto pu essere tagliato a misura dallinstallatore seguendo le


modalit riportate nel libretto di istruzioni fornito dal fabbricante del condotto.

Scarico diretto a tetto per apparecchi di tipo C muniti di ventilatore e C6


Nel caso di scarico diretto a tetto, il tratto verticale del condotto di scarico pu attraversare
solo il locale immediatamente sovrastante, purch questultimo faccia parte della stessa
unit immobiliare (della stessa propriet) o sia un ambiente non abitabile.
Il condotto di scarico deve essere posato a vista ed essere sempre collegato ad un
opportuno terminale di scarico a tetto atto a disperdere nellambiente esterno i prodotti
della combustione.
Le quote di sbocco dei terminali di scarico diretto a tetto, riferite alla zona di rispetto, sono
indicate per gli apparecchi:
-

di tipo C muniti di ventilatore direttamente dal fabbricante dellapparecchio stesso;

di tipo C6 dal fabbricante del condotto.

Per il posizionamento del terminale di scarico vedere punto 5.7.1.


In assenza di specifiche indicazioni da parte del fabbricante e in assenza di un progetto,
la mutua distanza di due terminali a tetto concentrici (o equiparati a concentrici secondo
UNI EN 483) deve risultare non minore di 600 mm; inoltre la mutua distanza tra un
terminale a tetto ed un comignolo, deve essere anchessa non minore di 600 mm.
Nota

4.5.5

Si rammenta di dotare i condotti di scarico di adeguate protezioni per prevenire ustioni derivanti da contatti
accidentali.

Scarico diretto a parete per apparecchi di tipo C e C6


Gli apparecchi di tipo C possono evacuare i prodotti della combustione direttamente in
atmosfera, ove consentito dalla legislazione vigente, tramite un condotto di scarico
attraversante le pareti perimetrali dell'edificio o direttamente posizionato allesterno con
lapparecchio stesso. Il condotto di scarico deve essere sempre collegato ad un
opportuno terminale di scarico atto a disperdere nellambiente esterno i prodotti della
combustione.
Linstallazione del condotto di scarico a parete deve essere eseguito:

12)

secondo le istruzioni del fabbricante dellapparecchio (per apparecchi di tipo C ad


esclusione degli apparecchi di tipo C6);

secondo le istruzioni del fabbricante del condotto per apparecchi di tipo C6.

Le procedure per la misurazione in opera del rendimento di combustione dei generatori degli impianti termici degli edifici
e la definizione della posizione delle prese di campionamento sono specificate dalla UNI 10389.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 24

In ogni caso, tale condotto deve essere installato soddisfacendo oltre ai requisiti pertinenti
gi menzionati nei punti 4.5.1 e, a seconda dei casi, 4.5.2 o 4.5.3, anche i seguenti
requisiti minimi:

4.5.6

avere il tratto finale, a cui deve essere applicato il terminale di scarico, non a filo della
parete esterna dell'edificio, ma sporgente da questa di quanto necessario per
l'attacco di detto terminale;

essere protetto con guaina metallica nel tratto attraversante i muri: la guaina dovr
essere chiusa nella parte rivolta verso l'interno dell'edificio ed aperta verso l'esterno.

Posizionamento dei terminali di scarico


Per gli apparecchi di tipo C a tiraggio naturale si applica il punto 4.3.3.2.
Per gli apparecchi di tipo C a tiraggio forzato si applica il punto 4.4.4.

CAMINI, CANNE FUMARIE E CONDOTTI INTUBATI

5.1

Prescrizioni e requisiti generali per linstallazione di camini, canne fumarie e condotti


intubati
I camini, canne fumarie e condotti intubati per levacuazione in atmosfera dei prodotti
della combustione devono essere dichiarati idonei dal fabbricante e comunque devono:
-

avere sezione interna di forma circolare, o quadrata a spigoli arrotondati con raggio
non minore di 20 mm (sezioni idraulicamente equivalenti possono essere utilizzate
purch il rapporto tra il lato maggiore ed il lato minore del rettangolo, che circoscrive
la sezione stessa, non sia comunque maggiore di 1,5);

rispondere ai requisiti di seguito riportati previsti dalla UNI EN 1443 e dalle


specifiche norme di prodotto, quali, per esempio, UNI EN 1856, UNI EN 1457,
UNI EN 14471, UNI EN 1857, UNI EN 1858, UNI EN 12446, UNI EN 13084,
UNI EN 1350213).

I camini, le canne fumarie e i condotti intubati devono essere privi di mezzi meccanici di
aspirazione posti alla sommit. Tuttavia consentito, per sistemi asserviti ad apparecchi
a tiraggio naturale, lutilizzo di tali mezzi meccanici purch questi siano dichiarati idonei
dal fabbricante e nel caso di mancato funzionamento impediscano lafflusso del gas agli
apparecchi collegati ai camini/canne fumarie stesse.
Non consentito scaricare i prodotti della combustione di apparecchi non similari tra loro,
nello stesso camino, canna fumaria o condotto intubato.
Il camino, canna fumaria o condotto intubato deve essere adibito ad uso esclusivo
dellevacuazione dei prodotti della combustione. Nel caso di realizzazione di sistema
intubato anche lintercapedine tra camino, canna fumaria o condotto intubato e la parete
interna del vano tecnico deve essere ad uso esclusivo del sistema.

5.2

Designazione generale dei camini/canne fumarie secondo UNI EN 1443

5.2.1

Esempi di designazione
Camino

EN 1443 T140

P1

Oxx

Numero della norma corrispondente


Classe di temperatura
Classe di Pressione N o P o H
Classe di resistenza alla condensa
Classe di resistenza alla corrosione
Classe di resistenza al fuoco di fuliggine G o O
seguito dalla distanza da materiale infiammabile
13)

Tali norme sono armonizzate nellambito della Direttiva Prodotti da Costruzione e sono di riferimento per la marcatura CE.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 25

5.2.2

Classe di temperatura
La classe di temperatura del camino/canna fumaria deve essere correlata alla
temperatura di uscita dei fumi dichiarata dal fabbricante dellapparecchio. Non sono
comunque ammesse classi di temperatura inferiori a T140.
Per evitare il pericolo dincendio, il camino/canna fumaria deve essere installato ad una
distanza dai materiali combustibili o infiammabili non minore di quella dichiarata dal
fabbricante del camino/canna fumaria stesso. In mancanza di tale indicazione il
camino/canna fumaria deve distare almeno 500 mm da materiali combustibili
infiammabili, oppure, la distanza di sicurezza calcolata secondo il metodo di calcolo
della UNI EN 15287-1.

5.2.3

Classe di pressione (Tenuta ai fumi)


Nel prospetto 6 si riporta una schematizzazione delle classi di pressione del sistema
fumario richieste in funzione del tipo di apparecchio, della tipologia di funzionamento e
dellubicazione.
prospetto

Modalit di funzionamento di camini/canne fumarie collettive per apparecchi a gas di tipo B e C

Tipologia apparecchio

Sistema fumario
Tipologia

Tipo B senza
ventilatore

B Tipo B con
ventilatore

Pressione di esercizio

Classe minima di pressione

CCR

Interna/esterna

Negativa

N1

Camino singolo

Interna/esterna

Negativa

N1

Condotto per intubamento

Interna

Negativa

N1

Camino singolo

Esterna

Negativa

N1

Interna

Negativa

N1/P1

Interna

Negativa

N1

a)

Positiva

P1

Condotto per intubamento

Ubicazione sistema fumario

Tipo C senza
ventilatore

Camino singolo

Interna/esterna

Negativa

N1

Condotto per intubamento

Interna

Negativa

N1

Tipo C con
ventilatore

Canna collettiva

Esterna

Negativa

N1

Interna

Negativa

N1/P1

Interno

Negativo

N1/P1

Esterno

Negativa

N1

b)

Positiva

P2

Negativa

N1

a)

P1

Camino singolo

Condotto per intubamento

Interna

Positiva
a)
b)

In tal caso il condotto deve essere installato rispettando le prescrizioni di cui alla UNI 10845.
Solo nel caso di camini non addossati [vedere figura 16 b)].

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Pagina 26

figura

16

Esempi di camini addossati e non addossati


Legenda
a)
Addossati
b)
Non addossati
1
Lato addossato
2
Struttura perimetrale delledificio

5.2.4

Resistenza ad umido (Impermeabilit)


Il camino/canna collettiva ramificata al servizio di apparecchi di tipo B pu essere di
classe W (resistente allumidit) oppure di classe D (non resistente allumidit).
Nel caso di camino/canna fumaria collettiva al servizio di apparecchi di tipo C richiesta
la classe W (resistente allumidit).
Nel caso di camino al servizio di apparecchi di tipo B muniti di ventilatore richiesta la
classe W (resistente allumidit).

5.2.5

Resistenza alla corrosione (Durabilit)


Il camino/canna fumaria deve resistere nel tempo alle sollecitazioni meccaniche, al
calore, allazione dei prodotti della combustione e delle loro condense.
La classe minima di resistenza alla corrosione che deve avere il camino/canna fumaria
quella indicata nel seguente prospetto 7 in funzione del tipo di combustibile utilizzato.
prospetto

Classi di resistenza alla corrosione in funzione del tipo di combustibile


Classe minima di resistenza alla corrosione
(UNI EN 1443)

a)

Nota

Tipo di combustibile

Gas naturale o GPL


(gas con contenuto di solfuri d50 mg/m3)

2a)

Gas manufatturato o biogas


(gas con contenuto di solfuri >50 mg/m3)

La classe 2 una classe di resistenza superiore rispetto alla 1 e quindi ne soddisfa automaticamente i requisiti.

In Italia i gas normalmente distribuiti ricadono nella classe 1.


Nellappendice B si riportano i prospetti di comparazione fra le classi di corrosione
indicate dalla norma di designazione generale (UNI EN 1443) e quelle indicate dalle
specifiche norme di prodotto relative ai camini (metallici, in refrattario/ceramica, in
materiale plastico, in calcestruzzo).

5.2.6

Guarnizioni
Qualora nei camini/canne fumarie/condotti intubati siano inserite guarnizioni, queste
devono essere fornite dal fabbricante.

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5.3

Camini singoli

5.3.1

Camini singoli - Requisiti generali e prescrizioni per linstallazione


Per il calcolo del dimensionamento e la verifica dei camini singoli (asserviti sia ad
apparecchi di tipo B che C) si possono applicare le specifiche norme tecniche (per
esempio UNI EN 13384-1) o altri metodi di calcolo di comprovata efficacia; per il
dimensionamento di un camino asservito ad un apparecchio di tipo C si pu utilizzare
anche la UNI 10641.
Nel caso di camini previsti per il solo funzionamento a secco (D), per gli apparecchi che
possono funzionare a potenza termica variabile si deve controllare che la temperatura
della parete interna allo sbocco del camino, sia maggiore della temperatura di rugiada dei
fumi con apparecchio funzionante alla potenza termica minima.
Nel caso di camini previsti per il funzionamento ad umido (W), si deve controllare che la
temperatura della parete interna allo sbocco del camino, sia maggiore di 0 C.
I camini singoli devono essere installati rispettando le seguenti indicazioni:

5.4

avere andamento prevalentemente verticale ed essere privi di qualsiasi strozzatura


per tutta la loro lunghezza;

avere non pi di due cambiamenti di direzione con un angolo dinclinazione non


maggiore di 30. Nel caso di angoli con inclinazione maggiore di 30 ma non
maggiore di 45 necessario effettuare una verifica del corretto funzionamento
secondo il metodo generale di calcolo di cui alle norme vigenti;

avere al di sotto dellallacciamento dellapparecchio (condotto di scarico o canale da


fumo), una altezza pari ad almeno 500 mm da utilizzarsi come camera di raccolta;
laccesso a detta camera deve essere garantito mediante unapertura di ispezione
munita di chiusura metallica con guarnizione; le caratteristiche strutturali della
camera di raccolta devono essere le stesse del camino;

essere dotato, nel caso di funzionamento ad umido, di un dispositivo per il drenaggio


delle condense, che comunque ne garantisca la tenuta, per esempio mediante un
apposito sifone collegato allo scarico fognario. Lo smaltimento dei reflui (condensa,
acqua piovana) deve essere trattato secondo la UNI 11071.

Sistemi intubati
Un sistema intubato (nel seguito denominato "sistema") pu essere realizzato con condotti
per intubamento funzionanti con pressione positiva o negativa rispetto allambiente.
Ai sensi della presente norma, richiesta la stesura di un progetto nel caso si realizzino
sistemi multipli o collettivi (negli altri casi il progetto pu essere sostituito da una relazione
tecnica).

5.4.1

Sistemi intubati - Requisiti generali


Oltre ai requisiti generali di cui al punto 5.1, devono essere soddisfatti i seguenti requisiti
generali:
-

il sistema deve consentire le previste operazioni di pulizia e di manutenzione


ordinaria e straordinaria;

il sistema pu essere protetto con accessori e dispostivi che impediscano la


penetrazione degli agenti atmosferici. Nel caso in cui non sia dotato di tali dispositivi,
il sistema deve essere di classe W ed avere, in prossimit della base, un dispositivo
di raccolta e smaltimento dell'eventuale acqua piovana e/o neve. Inoltre si deve
evitare la penetrazione dellacqua piovana e/o neve negli apparecchi collegati al
sistema;

essere dotato, nel caso di funzionamento ad umido, di un dispositivo per il drenaggio


delle condense, che comunque ne garantisca la tenuta, per esempio mediante un
apposito sifone collegato allo scarico fognario. Lo smaltimento dei reflui (condensa,
acqua piovana) deve essere trattato secondo la UNI 11071;

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la struttura formata dal sistema di evacuazione dei prodotti della combustione e dalle
parti murarie inerenti, deve essere considerata in modo globale, al fine della valutazione
della resistenza termica di parete;

il sistema deve permettere le normali dilatazioni senza compromettere i suoi requisiti


tecnici;

devono essere adottati opportuni accorgimenti affinch, lungo lo sviluppo dei


condotti, venga evitato il ristagno delle eventuali condense;

assenza di ostruzioni o restringimenti tali da pregiudicarne il funzionamento


termofluidodinamico (qualora ci sia rilevante ai fini della sicurezza);

nel caso in cui sia prevista, per ladduzione di aria comburente agli apparecchi
raccordati al sistema, la realizzazione di unintercapedine tra il condotto di
evacuazione dei prodotti della combustione e il camino/canna fumaria/vano tecnico
delledificio, tale intercapedine deve essere aperta alla sommit, ed adeguatamente
dimensionata. Qualora non sia obbligatoria la realizzazione del progetto, leventuale
sezione libera dellintercapedine per ladduzione di aria comburente agli apparecchi
deve essere almeno pari al 150% della sezione interna del condotto di evacuazione
dei prodotti della combustione (sezioni diverse sono consentite solo in presenza di
progetto o di specifiche del costruttore dellapparecchio);

i giunti dei condotti e i distanziatori utilizzati per il fissaggio o la centratura del


condotto allinterno del camino/canna fumaria/vano tecnico esistente delledificio,
non devono diminuire in nessun punto la sezione dellintercapedine minima di
ventilazione di oltre il 10%;

il fabbricante dei condotti, dei componenti e accessori per lintubamento deve inoltre
fornire le prescrizioni per linstallazione ed il corretto utilizzo, nonch le indicazioni
relative alle eventuali operazioni di manutenzione ordinaria;

i condotti per intubamento possono essere costituiti da pi elementi opportunamente


giuntati. I giunti devono:
a) assicurare la stabilit del complesso,
b) evitare la disgiunzione degli elementi durante linstallazione e durante le normali
condizioni di esercizio,
c) garantire la tenuta alla pressione in ottemperanza alle prescrizioni contenute
nelle normative vigenti (UNI 10845).

Non consentito lutilizzo di condotti e accessori non espressamente previsti per lo scopo
medesimo e non dichiarati idonei dal fabbricante.
Linstallazione di condotti e componenti metallici deve essere realizzata nel rispetto delle
pertinenti norme CEI, in particolare per quanto riguarda la messa a terra e la protezione
da scariche elettriche in genere.

5.4.1.1

Condotti intubati funzionanti a pressione negativa - Requisiti


In aggiunta a quanto indicato nel punto 5.4.1 nel caso di realizzazione di sistemi intubati
funzionanti a pressione negativa, il condotto deve rispondere ai seguenti ulteriori requisiti:
-

avere andamento prevalentemente verticale e comunque non pi di due


cambiamenti di direzione con un angolo dinclinazione non maggiore di 30. Nel
caso di angoli con inclinazione maggiore di 30 ma non maggiore di 45
necessario effettuare una verifica del corretto funzionamento secondo il metodo
generale di calcolo di cui alle norme vigenti;

secondo la direzione dei prodotti della combustione, non consentito effettuare


restringimenti della sezione; consentito effettuare eventuali allargamenti
tronco-conici purch compatibili e verificati da un calcolo o espressamente dichiarati
idonei dal fabbricante;

avere alla base un tratto verticale di altezza pari ad almeno tre volte il diametro
interno o 500 mm da utilizzarsi come camera di raccolta; laccesso a detta camera
deve essere garantito mediante unapertura di ispezione munita di chiusura. Il
sistema di chiusura e la camera di raccolta devono avere le stesse caratteristiche
del sistema;

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5.4.1.2

Condotti intubati funzionanti a pressione positiva - Requisiti


In aggiunta a quanto indicato nel punto 5.4.1, nel caso di realizzazione di sistemi intubati
funzionanti a pressione positiva, il condotto deve rispondere ai seguenti ulteriori requisiti:
-

lintubamento deve essere realizzato con lausilio di prodotti e di tecnologie adeguati


allimpiego, ed espressamente dichiarati idonei dal fabbricante. In ogni caso non
consentito lutilizzo di componenti rigidi con giunzione longitudinale aggraffata o
comunque discontinua;

eventuali restringimenti della sezione e/o cambiamenti di direzione e langolo di


incidenza con la verticale, devono essere verificati da un calcolo o espressamente
dichiarati idonei dal fabbricante;

tra la superficie perimetrale interna del camino/canna fumaria/vano tecnico esistente


delledificio e la superficie perimetrale esterna del condotto intubato, deve essere
assicurata una sezione di ventilazione daria verso lesterno, aperta alla base e alla
sommit;

nei casi in cui lapertura alla base non risulti direttamente prospiciente verso
lesterno consentita la realizzazione di un canale di collegamento tra lapertura
stessa e lesterno. In assenza di progetto, lapertura alla base, o leventuale canale di
collegamento, deve avere una sezione netta non minore di 100 cm2;

leventuale apertura alla base deve essere adeguatamente protetta con griglie o
dispositivi simili;

lintercapedine libera di ventilazione pu essere utilizzata anche per ladduzione di aria


comburente agli apparecchi collegati al sistema. In questo caso, per il quale non
necessario realizzare lapertura di ventilazione alla base, la sezione dellintercapedine
deve essere opportunamente dimensionata (vedere esempio della figura 17). Questa
soluzione particolarmente adatta nei casi in cui si prevede la possibilit di
congelamento delle eventuali condense presenti nel sistema intubato;

nei casi per i quali non previsto il progetto, la sezione libera dellintercapedine
suddetta deve essere almeno pari al 150% della sezione interna del condotto di
evacuazione dei prodotti della combustione;

sono consentite misure diverse in presenza di progetto;

in caso si realizzino sistemi intubati posti allesterno delledificio e non addossati a


locali abitati, non necessario prevedere lintercapedine libera di ventilazione
precedentemente indicata.

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Pagina 30

figura

17

Rappresentazione schematica di un intubamento in camino singolo con adduzione di aria comburente


attraverso lintercapedine libera

La sezione libera netta dellintercapedine per la sola ventilazione deve rispettare almeno
i requisiti dimensionali di seguito indicati ed in ogni caso la sezione libera netta
dellintercapedine di ventilazione deve essere almeno equivalente a quella del condotto
stesso come evidenziato nelle figure sotto riportate:
a)

nella figura 18 riportato un condotto a sezione circolare, funzionante con pressione


positiva, avente sezione di passaggio d100 cm2, inserito in un camino, canna
fumaria o vano tecnico esistente di sezione quadrangolare o circolare. La sezione
libera netta dellintercapedine di ventilazione deve essere almeno equivalente a
quella del condotto di evacuazione dei prodotti della combustione;

b)

nella figura 19 riportato un condotto a sezione circolare, funzionante con pressione


positiva, avente sezione di passaggio >100 cm2, inserito in un camino, canna
fumaria o vano tecnico esistente di sezione circolare. La distanza tra la parete
esterna del condotto di evacuazione dei prodotti della combustione e la parete
interna del vano tecnico, deve essere in ogni punto t3 cm;

c)

nella figura 20 riportato un condotto a sezione circolare, funzionante con pressione


positiva, avente sezione di passaggio >100 cm2, inserito in un camino, canna
fumaria o vano tecnico esistente di sezione quadrangolare. La distanza tra la parete
esterna del condotto di scarico dei prodotti della combustione e la parete interna del
vano tecnico, deve essere in ogni punto t2 cm.

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figura

18

Esempi di inserimento di sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione di sezione circolare,
funzionanti con pressione positiva, aventi sezione di passaggio d100 cm2, allinterno di un camino/canna
fumaria/vano tecnico esistente delledificio
Dimensioni in centimetri

figura

19

Esempio di inserimento di condotto di sezione circolare, funzionante con pressione positiva, avente
sezione di passaggio >100 cm2, allinterno di un camino/canna fumaria/vano tecnico esistente
delledificio
Dimensioni in centimetri

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Pagina 32

figura

20

Esempio di inserimento di condotto di sezione circolare, funzionante con pressione positiva, avente
sezione di passaggio >100 cm2, allinterno di un camino/canna fumaria/vano tecnico esistente delledificio
Dimensioni in centimetri

5.4.1.3

Sistemi intubati multipli - Requisiti


consentito realizzare sistemi intubati multipli purch, oltre ai requisiti previsti nei punti
5.4.1, 5.4.1.1, 5.4.1.2, siano rispettate le condizioni seguenti:
-

tra la parete esterna di ogni condotto intubato e la parete interna del camino/canna
fumaria/vano tecnico esistente delledificio, deve essere mantenuta una distanza
non minore di 2 cm;

tra la parete esterna del condotto per intubamento e quella di ogni altro condotto
si deve mantenere una distanza non minore di 2 cm.

Nel caso in cui si preveda lintubamento di pi condotti funzionanti con pressione positiva
rispetto allambiente, la sezione libera netta dellintercapedine di ventilazione deve essere
uguale o maggiore alla somma delle sezioni di tutti i condotti funzionanti con pressione positiva
(vedere esempi della figura 21).
Nel caso di inserimento nello stesso camino/canna fumaria/vano tecnico esistente
delledificio di condotti per intubamento, che in condizioni di funzionamento stazionario
presentino valori di pressione statica aventi segno diverso, devono essere adottate soluzioni
che consentano la corretta evacuazione dei prodotti della combustione allo sbocco in
atmosfera senza mutue interferenze fluidodinamiche.
Alla sommit del sistema multiplo, i singoli condotti intubati devono disporre di una targa, o
altro elemento, che consenta lidentificazione dellapparecchio allacciato; inoltre nel caso di
presenza di condotti per ladduzione dellaria comburente e di evacuazione dei prodotti
della combustione, i due servizi devono poter essere identificati sempre a mezzo di targa o
altro elemento equivalente.
Ove necessario ogni singolo condotto per intubamento deve essere dotato di un sistema
di scarico delle condense operante in modo autonomo rispetto i restanti condotti di
scarico.

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figura

21

Esempi di inserimento di pi condotti di sezione circolare nello stesso camino/canna fumaria/vano


tecnico esistente delledificio
Dimensioni in centimetri

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figura

22

Rappresentazione schematica di un intubamento multiplo in camino/canna fumaria/vano tecnico


esistente delledificio

5.5

Canne fumarie

5.5.1

Canne fumarie collettive ramificate (CCR) - Requisiti


Negli edifici multipiano, per l'evacuazione dei prodotti della combustione possono essere
utilizzate canne collettive ramificate (vedere figura 23) progettate in pressione negativa
secondo la UNI 10640.
Le canne fumarie collettive ramificate sono composte da un condotto detto "primario" e
da pi condotti detti "secondari".
I condotti secondari devono avere:
-

unaltezza non minore di 2 000 mm;

un diametro idraulico non minore di 120 mm e comunque non maggiore della


sezione del "primario".

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Pagina 35

figura

23

Esempio di canna fumaria collettiva ramificata


Legenda
A
Comignolo o aspiratore statico
B
Altezza minima al di sopra dellultimo apparecchio = 3 m
C
Condotto secondario
D
Canale da fumo
E
Apparecchio a gas
F
Dispositivo rompitiraggio-antivento
G
Apertura di ventilazione
H
Aria
I
Prodotti della combustione
L
Collettore/Primario

Le CCR oltre a rispondere ai requisiti indicati nel punto 5.1 devono rispondere anche ai
requisiti seguenti:
-

avere andamento perfettamente rettilineo e verticale e non deve subire


restringimenti o variazioni di sezione (in termini di dimensioni o forma);

essere dotata alla sommit di un comignolo, rispondente ai requisiti di cui al


punto 5.6 e che, per le sue particolari caratteristiche, funzioni anche da aspiratore
statico. Il comignolo pu essere omesso nel caso in cui il fabbricante della CCR lo
dichiari espressamente;

avere limmissione del canale da fumo che collega lapparecchio utilizzatore alla
CCR nel "primario" al di sopra del punto in cui termina il "secondario". In caso di
presenza dell'elemento deviatore il canale da fumo deve raccordarsi al collettore con
un angolo non minore di 135 (vedere figura 24);

avere, al di sotto dell'imbocco di ogni canale da fumo, una camera di raccolta di


eventuali materiali solidi, avente altezza da 20 cm a 30 cm (vedere figura 24);

collegare un solo apparecchio per piano (vedere figura 25);

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Pagina 36

figura

24

l'uso delle CCR consente solo l'allacciamento ai condotti secondari di apparecchi del
medesimo tipo (vedere UNI 10642), alimentati con il medesimo combustibile e con
portate termiche nominali che non differiscono oltre il 30% in meno rispetto alla
massima portata termica allacciabile;

una singola CCR pu servire al massimo 6 piani (5 + 1);

lultimo condotto secondario di un sistema (5 + 1) deve sfociare direttamente nel


comignolo [vedere figura 26 b)];

lultimo condotto secondario di un sistema da 2 a 5 piani pu scaricare direttamente


nel comignolo oppure pu immettersi nel primario ad una altezza non minore di
2 000 mm rispetto alla base dello stesso secondario (al punto di immissione dei
prodotti della combustione dellapparecchio, vedere figura 26 c);

nel caso di stabili di notevole altezza potranno essere installate due o pi canne
collettive ramificate [vedere figura 26 a)];

alla base dei condotti secondari che scaricano autonomamente nel comignolo deve
essere previsto un sistema di ispezione dotato di sportello;

vietata linstallazione di apparecchi non similari fra loro su canne collettive


ramificate.

Esempi di raccordo al collettore


Legenda
1
Intercapedine o isolamento
2
Condotto secondario
3
Soletta
4
Fumi
5
Controcanna di rivestimento
6
Collettore/Primario
7
Camera di raccolta
D t 135

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figura

25

Canne fumarie collettive ramificate con due immissioni per piano


Legenda
1
Condotto secondario
2
Fumi
3
Collettore/Primario

figura

26

Esempi di canne fumarie collettive ramificate per edifici con diverso numero piani

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Pagina 38

5.5.2

Canne fumarie collettive per apparecchi tipo B a tiraggio naturale - Requisiti


Questa tipologia di canna fumaria priva di ramificazione. Essa deve essere realizzata e
dimensionata in pressione negativa, nel rispetto delle disposizioni di cui alla
UNI EN 13384-2 e pi in particolare:

5.5.3

il numero massimo di piani servibili pari a 5, le immissioni devono essere una per piano;

ad una canna collettiva deve essere collegato un solo apparecchio per piano;

l'altezza minima al di sopra dell'imbocco del canale da fumo dell'ultimo apparecchio


(posto cio al piano pi alto) sino alla bocca di uscita del comignolo deve essere pari
a 3 m;

la canna collettiva deve avere andamento perfettamente rettilineo e verticale e non


deve subire restringimenti o variazioni di sezione (in termini di dimensioni o forma);

la canna collettiva deve sempre essere dotata alla sommit di un comignolo,


rispondente ai requisiti di cui nel punto 5.6. e che, per le sue particolari
caratteristiche, funzioni anche da aspiratore statico;

l'uso delle canna collettiva consente solo l'allacciamento di apparecchi di tipo similare;

la canna collettiva dovr prevedere, una camera di raccolta di eventuali materiali


solidi, avente altezza utile di 500 mm e posta alla base della canna stessa.

Canne fumarie collettive per apparecchi di tipo C a tiraggio naturale o muniti di ventilatore Requisiti
Negli edifici multipiano, per l'evacuazione dei prodotti della combustione di apparecchi di
tipo C possono essere utilizzate canne fumarie collettive (vedere figura 27), realizzate e
dimensionate per il funzionamento in pressione negativa, secondo UNI 10641,
UNI EN 13384-2 o altri metodi di comprovata efficacia.
Le canne collettive, oltre a rispondere ai requisiti generali indicati nel punto 5.1. devono
rispondere anche ai requisiti seguenti:
-

avere andamento prevalentemente verticale ed essere privi di qualsiasi strozzatura


lungo tutta la loro lunghezza;

avere una altezza minima al di sopra dell'imbocco del condotto di scarico dell'ultimo
apparecchio sino alla bocca di uscita del comignolo pari a 2 m;

avere non pi di due cambiamenti di direzione (angolo non superiore a 45) qualora
linstallazione sia esterna;

avere alla base un foro per il rilievo della pressione e nel tratto terminale, in
posizione facilmente accessibile, un foro per il rilievo della pressione e della
temperatura interne [figure 27, 28 a), 28 b), 28 c)];

collegare un solo apparecchio per piano in conformit alla UNI 10641. Al riguardo si
precisa che se la progettazione effettuata secondo la norma UNI EN 13384-2 sono
consentiti fino a due allacciamenti per piano, per un massimo di cinque piani. In tal
caso la distanza tra due allacciamenti consecutivi (distanza tra interasse) deve
essere non minore di due diametri della canna collettiva. Gli apparecchi devono
essere dello stesso tipo, alimentati con il medesimo combustibile e con portata
termica nominale non maggiore di 35 kW per allacciamento;

avere al di sotto del primo allacciamento (il pi basso) allapparecchio (condotto di


scarico o canale da fumo) una altezza pari ad almeno tre volte il diametro interno con
un minimo di 500 mm da utilizzarsi come camera di raccolta. Laccesso, a detta
camera, deve essere garantito mediante unapertura di ispezione munita di
chiusura. Il sistema di chiusura e la camera di raccolta devono avere le stesse
caratteristiche della canna fumaria. Le caratteristiche strutturali della camera di
raccolta devono essere le stesse del camino;

essere dotato, nel caso di funzionamento ad umido, di un dispositivo per il drenaggio


delle condense, che comunque ne garantisca la tenuta, per esempio mediante un
apposito sifone collegato allo scarico fognario. Lo smaltimento dei reflui (condensa,
acqua piovana) deve essere trattato secondo la UNI 11071;

vietata linstallazione di apparecchi non similari fra loro su canne collettive.

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figura

27

Esempio di canna fumaria collettiva


Legenda
1
Foro per il rilievo della pressione e della temperatura
2
Tratto terminale
3
Eventuale apertura di compensazione
4
Accesso per ispezione
5
Raccordo ispezione

Per alcune tipologie le canne collettive consentono anche laspirazione dellaria


comburente (canne collettive combinate) come esemplificato nelle figure seguenti.

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figura

28

Esempi di canna fumaria collettiva combinata


Legenda
a)
Con condotti coassiali
b)
Con condotti adiacenti
c)
Con condotti separati
1
Foro per il rilievo della pressione e della temperatura
2
Tratto terminale
3
Condotto di compensazione
4
Raccordo ispezione

5.6

Comignoli
I comignoli devono soddisfare i seguenti requisiti:
-

avere sezione utile di uscita non minore del doppio di quella del camino/canna
fumaria sul quale inserito;

essere conformato in modo da impedire la penetrazione nel camino/canna fumaria


della pioggia e della neve;

essere costruito in modo che, anche in caso di venti di ogni direzione ed


inclinazione, venga comunque assicurata levacuazione dei prodotti della
combustione.

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Nel caso in cui il comignolo non sia previsto, il camino/canna fumaria/condotto intubato
deve essere dichiarato idoneo al funzionamento ad umido (W) e deve disporre di un
elemento di ispezione posto alla base e di un sistema di scarico dei liquidi.
Quando si utilizzano prodotti rispondenti alle Direttive europee tutti i requisiti di cui sopra
si ritengono soddisfatti.

5.7

Quota di sbocco dei prodotti della combustione

5.7.1

Generalit
La quota di sbocco si determina misurando laltezza minima che intercorre tra il manto di
copertura e il punto inferiore della sezione di uscita dei fumi in atmosfera.
Per i sistemi fumari in depressione, tale quota deve essere al di fuori della cosiddetta zona
di rispetto, al fine di evitare la formazione di contropressioni che impediscano la libera
evacuazione in atmosfera dei prodotti della combustione.
Rientrano in questo caso i sistemi per intubamento privi di terminali di scarico, in
pressione negativa.
Le quote di sbocco dei terminali di scarico a tetto per apparecchi di tipo C (ad esclusione
degli apparecchi C6) sono indicate dal fabbricante dellapparecchio stesso.
Lo sbocco di un camino/canna fumaria non deve essere in prossimit di antenne
paraboliche o simili le quali, in caso di vento, potrebbero creare zone di turbolenza ed
ostacolare la corretta evacuazione dei prodotti della combustione. A questo proposito le
antenne devono risultare:
-

se ubicate al di sopra dello sbocco, a non meno di 500 mm misurati tra la parte
inferiore dellantenna e il filo superiore della sezione di sbocco;

se ubicate al di sotto dello sbocco, a non meno di 200 mm misurati tra la parte
superiore dellantenna e il filo inferiore della sezione di sbocco;

se ubicate alla stessa quota dello sbocco, ad una distanza misurata orizzontalmente
non minore di 1 500 mm.

Se il terminale asservito ad apparecchio di tipo C6 o posto a coronamento di un


condotto per intubamento si devono rispettare le quote indicate nei punti 5.7.2 e 5.7.3.

Posizionamento del comignolo/terminale di scarico su edifici dotati di tetti in pendenza14)

5.7.2

La quota di sbocco del comignolo/terminale di scarico deve trovarsi al di fuori delle zone
di rispetto indicate in figura 29 e quotate con il prospetto 8.
figura

29

14)

Zona di rispetto per il posizionamento di comignoli/terminali di scarico

Sono considerati tetti in pendenza quelli dotati di inclinazione della falda maggiore di 10 sessagesimali.

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prospetto

Simbolo

Quota di sbocco sopra il tetto in pendenza (E > 10)


Descrizione

Area di rispetto
Sistema fumario operante
con pressione negativa

Sistema fumario operante


con pressione positiva

Cappe aspiranti

Distanza misurata a 90 dalla


superficie del tetto [mm]

1 300

500

500

Altezza sopra il colmo del tetto


[mm]

500

500

500

5.7.3

Posizionamento del comignolo/terminale di scarico rispetto ad abbaini e lucernari apribili


situati su edifici dotati di tetti in pendenza
Si tratta di prescrizioni aggiuntive rispetto a quanto gi indicato nel punto 5.7.2.
Lo sbocco del comignolo/terminale di scarico deve trovarsi al di fuori delle zone di rispetto
indicate in figura 30 e quotate nel prospetto 9.
figura

30

Zona di rispetto per il posizionamento comignoli/terminali di scarico su tetti in pendenza dotati di


abbaini e lucernari apribili
Legenda
1
Lucernario
2
Abbaino

prospetto

Simbolo

Abbaino

Lucernario

Quota di sbocco in prossimit di lucernari/abbaini


Descrizione

Zone di rispetto [mm]


Sistema fumario operante
con pressione negativa

Sistema fumario operante


con pressione positiva

Cappe aspiranti

Distanza laterale da abbaino

1 500

600

600

Altezza sopra il colmo della


struttura dellabbaino

1 000

600

600

Distanza frontale da abbaino

3 000

2 500

2 500

Distanza dal filo superiore o


laterale di aperture o finestre

1 000

600

600

Distanza dal filo inferiore di


aperture o finestre

3 000

2 500

2 500

Altezza sopra apertura o finestre

1 000

1 000

1 000

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 43

5.7.4

Posizionamento del comignolo/terminale di scarico su edifici dotati di tetti piani


Nel caso di edifici dotati di tetti piani o con inclinazione fino a 10 (17,6%) il comignolo/terminale
di scarico deve essere posizionato rispettando determinate quote di sbocco in funzione della
distanza da ostacoli o volumi tecnici (distanza che varia a seconda delle condizioni di pressione
allinterno del sistema fumario e della presenza o meno di aperture).
Per terrazzo o lastrico solare calpestabile occorre rispettare almeno la quota di sbocco
relativa al piano di calpestio, prevista dai prospetti 2 (in caso di comignolo in depressione)
o 4 (in caso di terminale di scarico a tetto).

5.7.4.1

Ostacolo/volume tecnico/edificio privo di aperture


Nel caso in cui su tetto piano vi siano degli ostacoli/volumi tecnici/edifici privi di aperture
sulla parete prospiciente il comignolo/terminale, per il posizionamento degli stessi si devono
rispettare le distanze di cui al prospetto 10 e le quote di sbocco di cui al prospetto 11.
Le distanze di cui al prospetto 10 valgono anche in caso di tetto in pendenza; per le quote
di sbocco su tetti in pendenza in relazione alla zona di rispetto, invece, occorre riferirsi ai
prospetti 8 e 9.
figura

31

Quota di sbocco di un tetto piano in presenza di ostacolo o edificio privo di aperture

Il prospetto 10 riassume quanto rappresentato nella figura 31.


prospetto

10

Quote di sbocco in funzione della distanza del terminale dallostacolo privo di aperture
Pressione negativa

Pressione positiva

Distanza [mm]

Quota di sbocco

Distanza [mm]

Quota di sbocco

X d 2 000

Z +A2

X d 1 200

Z +A2

X > 2 000

X > 1 200

Con il simbolo Z si intende laltezza (mm) dellostacolo o vano tecnico; in merito alle quote A 2 e B vedere prospetto 11.

prospetto

Simbolo

*)

11

Indicazione quote di sbocco


Descrizione

Distanze da rispettare [mm]


Pressione negativa

Pressione positiva

Cappe aspiranti

A2

Altezza sopra la falda virtuale tesa tra i


tetti di edifici od ostacoli o vani tecnici
adiacenti in assenza di aperture/finestre

500

500

500

B *)

Altezza sopra tetti piani o parapetti chiusi

1 000

500

500

Se il terrazzo o lastrico solare calpestabile occorre rispettare le distanze relative al piano di calpestio, previste nei prospetti 2 o 4.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 44

5.7.4.2

Ostacolo/volume tecnico/edificio dotato di aperture


Nel caso in cui sul tetto piano vi siano degli ostacoli/volumi tecnici/edifici dotati di aperture
(quali per esempio finestre, portefinestre, aperture di ventilazione o aerazione, bocche di
presa di impianti di trattamento aria) sulla parete prospiciente il comignolo/terminale, per
il posizionamento degli stessi si devono rispettare le distanze di cui al prospetto 12 e le
quote di sbocco di cui al prospetto 11.
Le distanze di cui al prospetto 12 valgono anche in caso di tetto in pendenza; per le quote
di sbocco su tetti in pendenza in relazione alla zona di reflusso, invece, occorre riferirsi ai
prospetti 8 e 9.
figura

32

Quota di sbocco di un tetto piano in presenza di ostacolo o edifico con aperture

prospetto

12

Quote di sbocco in funzione della distanza del terminale dallostacolo dotato di aperture

Pressione negativa

Pressione positiva

Distanza [mm]

Quota di sbocco

Distanza [mm]

Quota di sbocco

X d 3 000

Z +A2

X d 2 500

Z +A2

3 000 < X d 5 000

2 500 < X d 4 000

X > 5 000

X > 4 000

In caso di presenza di balcone o terrazza (invece che di semplice finestra), la quota X deve essere computata a partire dalla balaustra (chiusa o
aperta che sia) e non dalla parete delledificio.
Con il simbolo Z si intende laltezza (mm) dellostacolo o vano tecnico.

EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE DI APPARECCHI A TIRAGGIO


NATURALE O MUNITI DI VENTILATORE ENTRO SPAZI CHIUSI A CIELO LIBERO
In alternativa allo scarico in camino/canna fumaria, negli spazi chiusi a cielo libero (pozzi di
ventilazione, cavedii) chiusi su tutti i lati, consentita levacuazione diretta (scarico a parete)
dei prodotti della combustione di apparecchi a gas a tiraggio naturale o muniti di ventilatore e
portata termica oltre 4 kW e fino a 35 kW, purch vengano rispettate le condizioni seguenti:
a) il lato minore in pianta deve essere di lunghezza maggiore o uguale a 3,5 m;
b) il numero di colonne di terminali di scarico K che possibile installare (intendendo
per colonna una serie di terminali sovrapposti, contenuti entro una fascia verticale di
0,6 m di larghezza) deve essere minore od uguale al rapporto fra la superficie in
pianta dello spazio a cielo libero, in metri quadrati, e l'altezza in metri, della parete
pi bassa delimitante detto spazio;
c)

sulla stessa verticale non devono coesistere scarichi di prodotti della combustione e
prese d'aria di impianti di condizionamento ambienti.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 45

Se le condizioni di cui sopra non possono essere rispettate consentito solo lo scarico in
camino/canna fumaria.
Negli spazi a cielo libero adibiti ad uso esclusivo di impianti di ventilazione forzata o
condizionamento dell'aria, assolutamente vietato installare terminali di scarico a tiraggio
naturale o forzato di qualunque tipo di apparecchio a gas, in quanto tecnicamente
incompatibili fra loro.
Esempio:
Spazio a cielo libero delimitato da 4 stabili di 7 piani (di altezza totale pari a h = 24 m) e
dell'area di:
A = 3,5 m u 8 m = 28 m2
In base alle condizioni precisate in precedenza si ha:
-

condizioni a) e c)

rispettate

condizioni b)

K = A/h = 28/24 = 1,16

Pertanto nello spazio a cielo libero con area pari a quella sopra indicata ed altezza di 7 piani
pu essere installata una sola colonna di terminali [vedere figura 33 a)], e quindi solo 7
apparecchi con scarico all'esterno, ciascuno di portata termica non maggiore di quanto
indicato.
Affinch sia possibile l'installazione di una seconda colonna di terminali (K = 2) si deve
avere:
1)

per h = 24 m:
A = h u K = 24 m u 2 m = 48 m2 [vedere figura 33 b)]

2)

per A = 28 m2:
h = A/K = 28 : 2 = 14 m (4 piani)

figura

33

Colonne di terminali - Esempi


Legenda
1
Colonna
2
Colonna di terminali
Dimensioni in metri

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 46

APPENDICE
(normativa)
figura

A SCHEMI ESEMPLIFICATIVI DI INSTALLAZIONE DI APPARECCHI DI COTTURA


SECONDO I VARI TIPI DI SCARICO DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE
A.1

Legenda
a)
b)
c)
d)
1
2

In camino singolo a tiraggio naturale


In camino singolo con elettroventilatore
Direttamente in atmosfera esterna con elettroventilatore a parete o a vetro
Direttamente in atmosfera esterna a parete
Con evacuazione a mezzo cappa
Con evacuazione in mancanza di cappa
Aria
Prodotti della combustione
Ventilatore
Bruciatore

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 47

APPENDICE
(normativa)

B CLASSI DI RESISTENZA ALLA CORROSIONE PER CAMINI/CANNE FUMARIE

B.1

Camini e canne fumarie metalliche (UNI EN 1856-1)


I camini metallici si ritengono resistenti alla corrosione ai sensi della UNI EN 1856-1, se:
-

prospetto

B.1

hanno superato le prove di resistenza alla corrosione previsti dalla suddetta norma e
quindi classificati come V1, V2 oppure V3. Nel seguente prospetto si riporta una
correlazione tra le classi di corrosione previste dalla UNI EN 1443 e quelle previste
dalle UNI EN 1856-1.

Correlazione tra le classi di resistenza alla corrosione di cui alla UNI EN 1443 e quelle di cui alla
UNI EN 1856-1 (per camini metallici)
Apparecchio tipo B/C
Classe di resistenza alla corrosione UNI EN 1443
Classe di resistenza alla condensa

D
(secco)

W
(umido)

V1

V2

V3

D
(secco)

W
(umido)

Classe di resistenza alla corrosione a seguito


della prova (UNI EN 1856-1)

prospetto

B.2

oppure se, pur non essendo stati sottoposti alle suddette prove, sono realizzati con
i materiali (e relativi spessori minimi) elencati nel seguente prospetto B.2, in cui si
riporta anche una correlazione rispetto alle classi di resistenza alla corrosione
secondo la UNI EN 1443:

Correlazione tra le classi di resistenza alla corrosione di cui alla UNI EN 1443 e caratteristiche
materiale (tipologia materiale, sigla, spessore) di camini metallici/canne fumarie metalliche15)
Apparecchio tipo B/C
Classe di resistenza alla corrosione UNI EN 1443
Classe di resistenza alla condensa

D
(secco)

W
(umido)

D
(secco)

W
(umido)

Materiale
Qualit materiale

Sigla e Spessore

EN AW 6060

L13150a)

EN AW 1200A

L 11150

316L

L 50060

316L

L 50100

L 70060

904L
a)

Limitatamente ai condotti per intubamento.

In questo secondo caso, ai sensi della UNI EN 1856-1 tali camini/canne fumarie sono
classificati V m.
In caso di funzionamento a secco (D) necessario una resistenza termica idonea alle
condizioni climatiche ambientali di installazione e comunque non minore di 0,12 m2 K/W.
Nota

15)

Per l'acciaio 316L si considera equivalente anche l'acciaio 316Ti.

Prospetto derivato dal prospetto 3 della UNI/TS 11278:2008 con laggiunta della riga inerente il materiale EN AW 6060.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 48

B.2

Camini in refrattario/ceramica (UNI EN 1457)


I camini/canne fumarie con parete a contatto dei fumi in refrattario/ceramica devono
essere conformi alla UNI EN 1457. Di seguito si riporta la correlazione tra classi di
resistenza alla corrosione secondo UNI EN 1443 e UNI EN 1457.
prospetto

B.3

Correlazione tra le classi di resistenza alla corrosione di cui alla UNI EN 1443, le classi di resistenza
alla condensa e la perdita di massa fumi (per camini in refrattario/ceramica)
Apparecchio tipo B/C
Classe di resistenza alla corrosione UNI EN 1443
Classe di resistenza alla condensa

1
D
(secco)

2
W
(umido)

D
(secco)

W
(umido)

Perdita di massa fumi (UNI EN 1457)

B.3

5%

2%

x
x

Camini in plastica (UNI EN 14471)


I camini/canne fumarie con parete a contatto dei fumi in plastica devono essere conformi
alla UNI EN 14471.

B.4

Camini in calcestruzzo (UNI EN 1857)


I camini/canne fumarie con parete a contatto dei fumi in calcestruzzo devono essere
conformi alla UNI EN 1857. In ogni caso possono essere utilizzati solo per funzionamento
a secco D.

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 49

BIBLIOGRAFIA
UNI 8723

Impianti a gas per apparecchi utilizzati in cucine professionali e di


comunit - Prescrizioni di sicurezza

UNI/TS 11278

Camini/canali da fumo/condotti/canne fumarie metallici - Scelta e


corretto utilizzo in funzione del tipo di applicazione e relativa
designazione del prodotto

UNI EN 1859

Camini - Camini metallici - Metodi di prova

UNI EN 13063

Camini - Sistemi camino con condotti interni di terracotta/ceramica

UNI EN 13069

Camini - Rivestimenti esterni di terracotta/ceramica per sistemi di


camini - Requisiti e metodi di prova

UNI EN 13216-1

Camini - Metodi di prova per sistemi di camini - Parte 1: Metodi di


prova generali

UNI EN 13501-1

Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da


costruzione - Parte 1: Classificazione in base ai risultati delle
prove di reazione al fuoco

UNI EN 14241-1

Camini - Sigilli di elastomeri e sigillanti di elastomeri - Requisiti dei


materiali e metodi di prova - Parte 1: Sigilli nei condotti di scarico

CEI EN 50086-1

Sistemi di tubi e accessori per installazioni elettriche - Parte 1:


Prescrizioni generali

UNI 7129-3:2008

UNI

Pagina 50

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di Unificazione
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NORMA
ITALIANA

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione

Progettazione e installazione

UNI 7129-4

Parte 4: Messa in servizio degli impianti/apparecchi


OTTOBRE 2008
Gas plants for domestic and similar uses supplied by network

Design and installation


Part 4: Gas plants and their appliances: commissioning
La norma fissa i criteri per la progettazione, linstallazione e il
collaudo degli impianti domestici e similari per lutilizzazione dei
gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a e 3a famiglia ed alimentati
da rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682.
La norma definisce i criteri per la messa in servizio sia degli
apparecchi di utilizzazione aventi singola portata termica nominale
massima non maggiore di 35 kW, sia degli impianti gas di nuova
realizzazione o dopo un intervento di modifica o sostituzione di
apparecchio.

TESTO ITALIANO

La presente norma, unitamente alla UNI 7129-1:2008, alla


UNI 7129-2:2008 e alla UNI 7129-3:2008, sostituisce la UNI 7129:2001.

ICS

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il consenso scritto dellUNI.
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UNI 7129-4:2008

Pagina I

PREMESSA
Rispetto alla UNI 7129:2001, la presente famiglia di norme introduce
le seguenti varianti:
- suddivisione della norma in quattro parti per macro-argomenti;
- aggiornamento dei riferimenti normativi;
- adeguamento prescrizioni per aggiornamenti tecnologici intervenuti;
- nuove e/o diverse prescrizioni installative;
- considerazione di prescrizioni legislative comunitarie, nazionali;
- considerazione di prescrizioni regolamentari.
La presente norma stata elaborata sotto la competenza dellente
federato allUNI
CIG - Comitato Italiano Gas
La Commissione Centrale Tecnica dellUNI ha dato la sua approvazione
il 7 ottobre 2008.
La presente norma stata ratificata dal Presidente dellUNI ed
entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 30 ottobre 2008.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dellarte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dellapplicazione di questa norma, di poter fornire suggerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dellarte
in evoluzione pregato di inviare i propri contributi allUNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terr in considerazione per leventuale revisione della norma stessa.
Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o
di aggiornamenti.
importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso
dellultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare lesistenza di norme UNI corrispondenti alle
norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.
UNI 7129-4:2008

UNI

Pagina II

INDICE
1

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

RIFERIMENTI NORMATIVI

3
3.1
3.2
3.3
3.4

TERMINI E DEFINIZIONI
2
Definizioni relative alla messa in servizio .................................................................................... 2
Definizioni relative allimpianto interno .......................................................................................... 2
Definizioni relative al sistema di ventilazione ed aerazione............................................... 2
Definizioni relative ai sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione .......... 3

MESSA IN SERVIZIO DI IMPIANTI DOMESTICI E SIMILARI DI NUOVA


REALIZZAZIONE
3
Disposizioni generali ............................................................................................................................... 3
Verifica della compatibilit tra lapparecchio di utilizzazione e limpianto gas ......... 3
Procedura per la messa in servizio dellimpianto domestico e similare
di nuova realizzazione ............................................................................................................................. 3

4.1
4.2
4.3

MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO DOMESTICO E SIMILARE


MODIFICATO
5
Generalit...................................................................................................................................................... 5
Procedura per le verifiche ed i controlli ....................................................................................... 5

5.1
5.2
prospetto

Verifiche da effettuare su impianto domestico e similare esistente in relazione


allintervento effettuato ................................................................................................................................. 5

5.3

Messa in servizio degli apparecchi di utilizzazione ................................................................ 6

MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO DOMESTICO E SIMILARE


RIATTIVATO
6
Generalit...................................................................................................................................................... 6
Riattivazione a seguito sospensione per dispersioni di gas .............................................. 6
Riattivazione a seguito sospensione per mancata funzionalit del sistema
fumario ............................................................................................................................................................ 6

6.1
6.2
6.3

APPENDICE
(informativa)

prospetto A.1

INTERVENTI PARZIALI SU IMPIANTI DI NUOVA REALIZZAZIONE

Riferimenti normativi, verifiche e documentazione da rilasciare a seguito di interventi


parziali su impianti di nuova realizzazione ........................................................................................... 7

BIBLIOGRAFIA

UNI 7129-4:2008

UNI

Pagina III

UNI 7129-4:2008

UNI

Pagina IV

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma fissa i criteri per la progettazione, l'installazione e il collaudo degli
impianti domestici e similari per l'utilizzazione dei gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a
e 3a famiglia ed alimentati da rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682.
Si applica per la messa in servizio sia degli apparecchi di utilizzazione aventi singola
portata termica nominale massima non maggiore di 35 kW, sia degli impianti gas (o parte
di essi) di nuova realizzazione o dopo un intervento di modifica o sostituzione di
apparecchio.
La presente norma si applica per pressioni comprese tra un massimo ed un minimo in
relazione al campo utile di funzionamento degli apparecchi.
La pressione massima di tale campo non pu essere comunque maggiore di 40 mbar, per
gas con densit relativa d d 0,8 e di 70 mbar per gas con densit relativa d > 0,8.

Nota 1

Per la progettazione e linstallazione dellimpianto interno per usi domestici e similari alimentato da rete di
distribuzione vedere UNI 7129-1.

Nota 2

Per linstallazione degli apparecchi di utilizzazione, ventilazione e aerazione dei locali di installazione vedere
UNI 7129-2.

Nota 3

Per i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione vedere UNI 7129-3.

RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in
altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e
sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o
revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente
norma come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale lultima edizione
della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti).
UNI 7129-1

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 1: Impianto
interno

UNI 7129-2

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 2:
Installazione degli apparecchi di utilizzazione, ventilazione e
aerazione dei locali di installazione

UNI 7129-3

Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di


distribuzione - Progettazione e installazione - Parte 3: Sistemi di
evacuazione dei prodotti della combustione

UNI 9165

Reti di distribuzione del gas - Condotte con pressione massima di


esercizio minore o uguale a 5 bar - Progettazione, costruzione,
collaudo, conduzione, manutenzione e risanamento

UNI 10682

Piccole centrali di GPL per reti di distribuzione - Progettazione,


costruzione, installazione, collaudo ed esercizio

UNI 10845

Impianti a gas per uso domestico - Sistemi per l'evacuazione dei


prodotti della combustione asserviti ad apparecchi alimentati a
gas - Criteri di verifica, risanamento, ristrutturazione ed
intubamento

UNI 11137-1

Impianti a gas per uso domestico e similare - Linee guida per la


verifica e per il ripristino della tenuta di impianti interni in esercizio
- Parte 1: Prescrizioni generali e requisiti per i gas della I e II
famiglia

UNI 7129-4:2008

UNI

Pagina 1

TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma si applicano i termini e le definizioni seguenti. Eventuali
termini tra parentesi ( ) si riferiscono a sinonimi.

3.1

Definizioni relative alla messa in servizio

3.1.1

impianto domestico e similare1): Impianto a gas in cui gli apparecchi installati hanno tutti
singola portata termica non maggiore di 35 kW. Inoltre con il termine impianto similare
si intende indicare un impianto destinato ad alimentare apparecchi di utilizzazione per la
produzione di calore, acqua calda sanitaria e per la cottura cibi installato in ambienti ad
uso non abitativo e non considerati nel campo di applicazione di specifiche regole
tecniche.

3.1.2

impianto domestico e similare di nuova realizzazione (impianto di nuova realizzazione):


Impianto per uso domestico o similare mai messo in servizio.

3.1.3

impianto domestico e similare modificato (impianto modificato): Impianto per uso domestico o
similare esistente, oggetto di interventi che apportano variazioni rispetto allo stato iniziale,
quali per esempio operazioni di ampliamento, trasformazione e/o manutenzione straordinaria.

3.1.4

impianto domestico e similare riattivato (impianto riattivato): Impianto per uso domestico o
similare, gi esistente, al quale stata riattivata la fornitura del combustile gassoso dopo
una sospensione dovuta a situazione di pericolo.

3.1.5

manutenzione ordinaria dellimpianto del gas: Interventi finalizzati a contenere il degrado


normale duso, nonch a far fronte ad eventi accidentali che comportino la necessit di
primi interventi, che comunque non modifichino la struttura essenziale dellimpianto o la
loro destinazione duso.

3.1.6

manutenzione straordinaria dellimpianto del gas: Intervento che comporta la sostituzione


di parti quali, le tubazioni e gli accessori (rubinetti, gomiti, raccordi, ecc.), i collegamenti
degli apparecchi, nonch la realizzazione o la modifica delle predisposizioni edili e/o
meccaniche per la ventilazione del locale dove deve essere installato lapparecchio, le
predisposizioni edili e/o meccaniche per lo scarico allesterno dei prodotti della
combustione.

3.1.7

verifica della tenuta di impianti interni: Prove che consentono di accertare i requisiti di
tenuta di un impianto interno.

3.1.8

spurgo della tubazione: Operazione di lavaggio della tubazione, contenente gas inerte o
aria, con gas combustibile.

3.1.9

posa di un apparecchio: Installazione di un apparecchio, nel luogo predefinito, sia esso di


tipo fisso che mobile. La posa pu comprendere o meno i collegamenti con i sistemi di
scarico dei prodotti della combustione, ma non comprende il collegamento tra
lapparecchio e limpianto interno.

3.1.10

allacciamento di un apparecchio: Collegamento tra limpianto interno e lapparecchio


stesso tramite appositi raccordi o gruppi di allacciamento.

3.2

Definizioni relative allimpianto interno


Vedere UNI 7129-1.

3.3

Definizioni relative al sistema di ventilazione ed aerazione


Vedere UNI 7129-2.

1)

Definizione tratta dalla UNI 7129-1:2008, punto 3.2.3.

UNI 7129-4:2008

UNI

Pagina 2

3.4

Definizioni relative ai sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione


Vedere UNI 7129-3.

MESSA IN SERVIZIO DI IMPIANTI DOMESTICI E SIMILARI DI NUOVA REALIZZAZIONE

4.1

Disposizioni generali
Prima della messa in servizio di un impianto domestico e similare di nuova realizzazione
occorre acquisire i seguenti dati:
tipo di gas combustibile;
tipologia degli apparecchi;
potenzialit complessiva degli apparecchi installati e/o installabili.
Acquisiti i dati di cui sopra, si procede alla verifica della compatibilit tra lapparecchio di
utilizzazione e limpianto gas (punto 4.2) e successivamente alla sua messa in servizio
(punto 4.3).
Lallacciamento degli apparecchi allimpianto interno deve avvenire contestualmente alla
messa in servizio dellimpianto (vedere appendice A).
Se tra la posa di un apparecchio e la sua messa in servizio trascorrono pi di 12 mesi,
prima della messa in servizio necessario effettuare:
la prova di tenuta dellimpianto interno ad una pressione di 100 mbar secondo le
modalit previste dalla UNI 7129-1 per i nuovi impianti;
la verifica dellidoneit del sistema di scarico dei prodotti della combustione secondo
le modalit previste dalla UNI 10845;
il controllo degli apparecchi secondo le indicazioni riportate nel libretto di istruzioni
fornito dal fabbricante.

4.2

Verifica della compatibilit tra lapparecchio di utilizzazione e limpianto gas


Prima dellallacciamento di un apparecchio allimpianto interno, loperatore deve
necessariamente effettuare una verifica della compatibilit tra i vari componenti che
costituiscono limpianto gas, ricorrendo anche alla consultazione della documentazione
pertinente.
In particolare deve essere verificato che:
lapparecchio da allacciare sia idoneo per il tipo di gas combustibile con cui sar
alimentato;
i materiali utilizzati per realizzare limpianto interno siano idonei e conformi alle
norme di prodotto indicate nella norma di installazione adottata;
le dimensioni delle tubazioni che costituiscono limpianto interno siano compatibili
con le caratteristiche dellapparecchio da allacciare;
il dimensionamento del sistema di evacuazione dei prodotti della combustione e i
materiali siano compatibili con le caratteristiche dellapparecchio da allacciare;
i sistemi di ventilazione e aerazione del locale di installazione, se necessari, siano
adeguati.

4.3

Procedura per la messa in servizio dellimpianto domestico e similare di nuova realizzazione

4.3.1

Generalit
La messa in servizio di una o pi apparecchiature e del loro impianto gas deve essere
effettuato avendo a disposizione il gas combustibile.
La procedura per la messa in servizio dell'impianto domestico e similare prevede di
effettuare le operazioni di seguito riportate:
spurgo della tubazione che costituisce limpianto interno dalla eventuale presenza di
gas inerte o aria, utilizzato durante il collaudo;
controllo dellassenza di fughe di gas su tutto il tratto della tubazione che costituisce
limpianto interno compreso il raccordo di collegamento al sistema di misura (contatore);
messa in servizio degli apparecchi di utilizzazione.

UNI 7129-4:2008

UNI

Pagina 3

4.3.2

Spurgo della tubazione gas


Lo spurgo della tubazione deve essere effettuato eseguendo le operazioni sotto elencate:
aerare il locale aprendo porte e finestre;

4.3.3

eliminare eventuali fiamme libere presenti nellambiente;

impedire che vi possa essere presente qualunque possibile innesco, o che


qualunque interruttore elettrico venga attivato o disattivato per tutta la durata
delloperazione di spurgo e fino a quando non siano ripristinate le condizioni di
messa in sicurezza dello stesso ambiente di prova;

procedere allo spurgo del gas inerte o dellaria immettendo gas combustibile
nell'impianto interno, per il tempo strettamente necessario per questa operazione. Il
lavaggio della tubazione con gas combustibile deve essere eseguito allentando il
raccordo di giunzione esistente tra i rubinetti e gli apparecchi di utilizzazione ed
immettendo il gas combustibile nella tubazione, attraverso lapertura del rubinetto di
intercettazione posto immediatamente a valle del contatore.

Controllo e verifica dellassenza di fughe di gas


Serrati i raccordi di giunzione utilizzati durante le operazioni di spurgo di cui al punto 4.3.2,
il controllo dellassenza di fughe di gas pu essere effettuato mediante verifiche della
tenuta effettuate in conformit alla UNI 11137-1.
Per verificare la tenuta dellimpianto interno ammessa la possibilit di utilizzare anche
altre metodologie, purch risultino di comprovata efficacia ed in grado di garantire un
livello di affidabilit almeno equivalente alle procedure sopra indicate.
In tutti i casi le eventuali fughe di gas devono essere individuate con soluzione saponosa
o prodotto equivalente ed eliminate, ripetendo successivamente il controllo, fino ad
ottenimento di risultato positivo.
Sugli impianti di nuova realizzazione non consentita la presenza di fughe o perdite di
gas di qualunque entit.

4.3.4

Messa in servizio degli apparecchi di utilizzazione


Accertata lassenza di fughe di gas sulla tubazione di alimentazione del gas combustibile
con limpianto attivato e con tutti i rubinetti aperti, la messa in servizio degli apparecchi
deve essere effettuata utilizzando la seguente procedura.
1)

2)

Preliminarmente devono essere verificate e controllate:


-

la corretta ventilazione ed aerazione dei locali, come specificato nella UNI 7129-2;

lidoneit del locale come prescritto nella UNI 7129-2;

la corretta installazione dei canali da fumo/condotti di scarico o di esalazione


come prescritto nella UNI 7129-3.

Successivamente si procede a:
-

accendere i bruciatori controllandone la regolazione;

verificare il buon funzionamento degli apparecchi secondo le istruzioni fornite dal


fabbricante, nonch secondo le norme specifiche fissate per ciascun tipo di
apparecchio;

verificare l'efficienza dei dispositivi di evacuazione dei prodotti della


combustione come da verifica di funzionalit secondo la UNI 10845.
Per gli apparecchi a tiraggio forzato prevedere laccertamento dellassenza di
fuoriuscita dei fumi in pressione.
Inoltre per gli apparecchi a tiraggio naturale (di tipo B) a tali verifiche devono
essere aggiunti i controlli relativi alla funzionalit del sistema fumario secondo le
procedure contenute nella UNI 10845.

Se anche soltanto uno di questi controlli dovesse risultare negativo, l'impianto non deve
essere messo in servizio.

UNI 7129-4:2008

UNI

Pagina 4

MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO DOMESTICO E SIMILARE MODIFICATO

5.1

Generalit
Di seguito sono riportate le procedure inerenti la messa in servizio di un impianto
domestico e similare gi esistente dopo un intervento di modifica e sostituzione
apparecchio di utilizzazione.
Quando si esegue uno degli interventi descritti di seguito, occorre acquisire la
documentazione ai sensi della legislazione vigente che attesti la corretta esecuzione
dellimpianto.

5.2

Procedura per le verifiche ed i controlli


A seconda della tipologia dintervento che si intende effettuare occorre eseguire le
verifiche indicate nel prospetto 1.
Lesito positivo delle seguenti verifiche assicura la compatibilit tra lintervento eseguito e
la parte dimpianto esistente.
prospetto

Verifiche da effettuare su impianto domestico e similare esistente in relazione allintervento


effettuato

Tipo di intervento

Verifiche da effettuare
Idoneit
Locale di
installazione

Ventilazione

Aerazione

(UNI 7129-2) (UNI 7129-2) (UNI 7129-2)


Sostituzione apparecchio

Modifica impianto interno senza


installazione dell'apparecchio (per
esempio variazione tracciato)

Modifica impianto interno con


installazione di apparecchio

Manutenzione straordinaria
dell'impianto interno (per esempio
sostituzione di un tratto di tubazione)

Manutenzione straordinaria del


sistema fumario (per esempio
innalzamento tratto finale)
Trasformazione gas combustibile
(per esempio da GPL a gas naturale)
1)
2)

Tenuta2)

Esame visivo

Verifica
dimensionale

Sistemi fumari

Impianto
interno
in servizio

Impianto
interno

Impianto
interno

1)

Funzionalit
e/o idoneit

(UNI 11137-1) (UNI 7129-1)

(UNI 7129-1)

Il riferimento per tutti i sistemi fumari la UNI 10845, mentre per gli scarichi a parete e per gli apparecchi di cottura si applica la UNI 7129-3.
Per i combustibili non rientranti nello scopo e campo di applicazione della UNI 11137-1, utilizzare altra metodologia, di comprovata efficacia, in
grado di garantire un livello di affidabilit almeno equivalente.

Se anche soltanto uno di questi controlli dovesse risultare negativo, l'impianto non deve
essere messo in servizio fino a quando non adeguato.

5.3

Messa in servizio degli apparecchi di utilizzazione


Dopo aver effettuato le verifiche di cui al punto 5.2, in relazione al tipo di intervento
effettuato, devono essere messi in servizio gli apparecchi di utilizzazione.
Questa operazione deve essere effettuata in conformit al punto 4.3.4.

UNI 7129-4:2008

UNI

Pagina 5

MESSA IN SERVIZIO DI UN IMPIANTO DOMESTICO E SIMILARE RIATTIVATO

6.1

Generalit
Quando si esegue uno degli interventi oggetto del presente capitolo, occorre acquisire la
documentazione ai sensi della legislazione vigente che attesti la corretta esecuzione
dellimpianto gi esistente prima di dar seguito alle procedure necessarie alla messa in
servizio.
A seconda della motivazione che ha comportato la sospensione della fornitura di gas,
cambiano le verifiche e le sequenze delle operazioni da eseguire.
Di seguito sono riportate le procedure per la messa in servizio dellimpianto dopo una
sospensione di fornitura avvenuta a seguito di situazioni di pericolo, quali:

6.2

dispersioni di gas;

mancata funzionalit del sistema fumario.

Riattivazione a seguito sospensione per dispersioni di gas


La procedura per la messa in servizio di un impianto, la cui fornitura di gas era stata
sospesa a causa di una situazione di pericolo dovuta ad una perdita di gas, prevede di
effettuare, nellordine, le seguenti operazioni:
-

individuazione ed eliminazione causa della perdita;

la verifica di tenuta con aria in conformit alla UNI 11137-1 (vedere anche
UNI 7129-1);

il controllo degli apparecchi secondo le indicazioni riportate nel libretto di istruzioni


fornito dal fabbricante;

la verifica dellidoneit del locale di installazione, della ventilazione e aerazione, ai


sensi della normativa applicabile;

lesame visivo dell'impianto interno.

Ottenuta la riattivazione della fornitura occorre eseguire la messa in servizio dellimpianto


e degli apparecchi in conformit al punto 4.3.4.

6.3

Riattivazione a seguito sospensione per mancata funzionalit del sistema fumario


La procedura per la messa in servizio di un impianto, la cui fornitura di gas era stata
sospesa a causa di unaccertata mancanza della funzionalit del sistema fumario,
prevede di effettuare, nellordine, le seguenti operazioni.
-

Preliminarmente:
-

la verifica dello stato del sistema fumario secondo la UNI 10845;

il dimensionamento delle eventuali aperture di ventilazione secondo la 7129-2.

Gli esiti della verifica devono essere documentati, gli eventuali interventi di adeguamento
e/o ristrutturazione devono essere progettati ed eseguiti da personale con specifica
competenza in merito.
-

Successivamente:
-

ottenuta la riattivazione della fornitura occorre eseguire la messa in servizio


dellimpianto e degli apparecchi in conformit al punto 4.3.4.

UNI 7129-4:2008

UNI

Pagina 6

APPENDICE
(informativa)

A INTERVENTI PARZIALI SU IMPIANTI DI NUOVA REALIZZAZIONE


Un impianto di nuova realizzazione, per definizione, costituito, nelle sue parti essenziali,
dallinsieme dellimpianto gas e dei suoi apparecchi di utilizzazione aventi singola portata
termica nominale non maggiore di 35 kW. Limpianto gas a sua volta comprende:
-

impianto interno;

predisposizioni edili e/o meccaniche per la ventilazione dei locali di installazione


degli apparecchi;

predisposizioni edili e/o meccaniche per laerazione dei locali di installazione;

predisposizioni edili e/o meccaniche per lo scarico allesterno dei prodotti della
combustione ed il collegamento al camino/canna fumaria;

installazione ed i collegamenti dellapparecchio utilizzatore e lallacciamento alla


tubazione di adduzione gas, con le relative prove di funzionalit e sicurezza.

Da quanto sopra risulta evidente che, la realizzazione di un impianto coinvolge diverse


specializzazioni, che nella pratica potrebbero anche non coesistere nello stesso
operatore. Pertanto un impianto domestico o similare pu essere realizzato, nelle sue
parti essenziali che lo costituiscono, anche da diversi soggetti abilitati. Si comprende
inoltre che, questi ultimi, possono operare contestualmente o in tempi diversi. In tutti i
casi, ognuno dei soggetti tenuto, a fine lavori, ad eseguire le necessarie prove di
funzionalit e sicurezza e di rilasciare la documentazione tecnica di propria pertinenza.
Ai soli fini della presente norma, a titolo esemplificativo, nel prospetto A.1 sono riportate le
norme di riferimento da adottare, le verifiche da effettuare nonch la documentazione da
rilasciare nel caso in cui un nuovo impianto venga realizzato, contestualmente o in tempi
diversi, da quattro soggetti abilitati.
prospetto

Soggetto
(Abilitato)

A.1

Riferimenti normativi, verifiche e documentazione da rilasciare a seguito di interventi parziali su


impianti di nuova realizzazione

Intervento eseguito

Norma di
riferimento

Prova/Verifica da eseguire

Documentazione da rilasciare

Realizzazione impianto interno

UNI 7129-1

Collaudo (prova di tenuta con aria a 100 mbar) Dichiarazione di conformit


(parziale) con allegati
obbligatori

Realizzazione camino/canna
fumaria/condotto intubato

UNI 7129-3
UNI 10845
UNI 11071

Verifica della rispondenza del camino installato Dichiarazione di conformit


ai requisiti indicati dalleventuale progetto
(parziale) con allegati
presente o dalle norme relative alla
obbligatori
realizzazione di camini/canne fumarie/condotti
intubati

Realizzazione aperture di
ventilazione/aerazione, posa
apparecchio/i di utilizzazione

UNI 7129-2
UNI 7129-3

Dichiarazione di conformit
(parziale) con allegati
obbligatori (senza prove
funzionali)

Allacciamento degli apparecchi


allimpianto interno

7129-1
7129-4

Messa in servizio dell'impianto domestico e


similare e prove di funzionalit. Verifica della
compatibilit

Dichiarazione di conformit
con allegati obbligatori (con
prove funzionali)

Come si evince dal prospetto A.1:


a)

la messa in servizio di un impianto di nuova realizzazione (prove di funzionalit e


sicurezza) deve avvenire contestualmente allallacciamento di almeno uno degli
apparecchi allimpianto interno;

b)

loperazione di messa in servizio dellimpianto domestico e similare deve essere


eseguita dal soggetto, individuato con la lettera D nel prospetto A.1, che ha
allacciato gli apparecchi;

c)

la messa in servizio degli apparecchi di utilizzazione pu essere effettuata


solamente dopo la fornitura del combustibile, la disponibilit degli altri servizi
necessari, e dopo aver allacciato gli apparecchi stessi allimpianto interno;

UNI 7129-4:2008

UNI

Pagina 7

d)

le operazioni di allacciamento e messa in servizio devono essere contestuali. Nel


caso in cui tale condizione non possa essere soddisfatta ovvero, non possa essere
garantita la contestualit di allacciamento e messa in servizio, lallacciamento
dellapparecchio a gas non deve essere effettuato;

e)

il soggetto che allaccia un apparecchio (e quindi lo mette in servizio), se diverso da


colui che ha realizzato limpianto interno e/o il sistema fumario e/o altre opere, deve
acquisire la documentazione pertinente ed eseguire la verifica di compatibilit
(vedere punto 4.2).

UNI 7129-4:2008

UNI

Pagina 8

BIBLIOGRAFIA
UNI 10738

Impianti alimentati a gas combustibile per uso domestico


preesistenti alla data del 13 marzo 1990 - Linee guida per la
verifica delle caratteristiche funzionali

UNI 11071

Impianti a gas per uso domestico asserviti ad apparecchi a


condensazione e affini - Criteri per la progettazione, l'installazione,
la messa in servizio e la manutenzione

UNI 7129-4:2008

UNI

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UNI
Ente Nazionale Italiano
di Unificazione
Via Sannio, 2
20137 Milano, Italia

Riproduzione vietata - Legge 22 aprile 1941 N 633 e successivi aggiornamenti.

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