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I SISTEMI DI PROTEZIONE ATTIVA

SISTEMI AUTOMATICI A SPRINKLER

PROGETTAZIONE INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE


NORMA UNI 12845
I RIFERIMENTI NORMATIVI
LE NORME DI SISTEMA

 UNI-EN 12845- 2009


Installazioni fisse antincendio – Impianti automatici a sprinkler – Progettazione, installazione e
manutenzione.
 UNI 11292 Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio –
Caratteristiche funzionali e costruttive
 UNI 10779 – 2007 Reti idranti – progettazione, installazione ed esercizio

LE NORME DI PRODOTTO

 UNI-EN 671-1/2 Naspi ed idranti a muro


 UNI-EN 14384/14339 Idranti a soprasuolo e sottosuolo
 EN 12259 Components for sprinkler and water spray system

LE NORME INTERNAZIONALI

 NFPA 13 Installation of sprinkler system


 NFPA 20 Stationary Pumps for Fire Protection
 Factory Mutual
Impianti sprinkler

Un sistema automatico sprinkler ha lo scopo:


- di rilevare la presenza di un incendio ed estinguerlo, nello
stadio iniziale, con acqua

oppure
- di tenere sotto controllo le fiamme in modo che
l’estinzione possa essere completata con altri mezzi.

PER QUESTO MOTIVO QUANDO C’E` UN IMPIANTO


SPRINKLER, ABBIAMO BISOGNO ANCHE DI ALTRI
SISTEMI, COME IDRANTI UNI 45 E UNI 70, ESTINTORI
E ALTRI STRUMENTI CHE RICHIEDONO
L’INTERVENTO DI PERSONE COMPETENTI
E’ progettato per contenere o estinguere l’incendio in
un’area limitata chiamata area operativa
Gli sprinkler funzionano a temperature
predeterminate per scaricare l’acqua sopra le parti
interessate dell’area sottostante. Il flusso d’acqua
attraverso la valvola di allarme innesca un allarme
di incendio. La temperatura di funzionamento viene
generalmente selezionata affinché si adatti alle
condizioni di temperatura ambiente. Interviene alla
fine della fase di prima propagazione dell’incendio
Il suo scopo è evitare che l’incendio raggiunga la
fase di flash – over.
Entrano in funzione solamente gli sprinkler in
prossimità dell’incendio, cioè quelli che si
riscaldano sufficientemente.
• Prerogative dei sistemi sprinkler

Sistema combinato fra rilevazione e spegnimento


dell’incendio •Grande affidabilità di funzionamento
•Efficacia nella stragrande maggioranza dei casi con fallimento legato

soprattutto a mancato funzionamento o ad errata progettazione e/o

installazione

•Relativa economicità di installazione


Sprinkler

Fase I

Analisi del rischio secondo i criteri dettati dal DM 10.3.98 e


progettazione della sicurezza antincendio nella quale si
definiscono i criteri di prevenzione e protezione e le misure da
adottare secondo le regole tecniche ( ad esempio se il carico
d’incendio è rilevante o l’incendio atteso è di tipo violento e/o è
difficoltoso l’intervento delle squadre di soccorso si ricorre agli
sprinkler )

Fase II
Progettazione ingegneristica delle misure tecniche e degli
impianti individuati nella fase I
Progettazione secondo UNI12845

Elementi di progetto :

Individuazione della classe di rischio


Prestazione degli impianti

Calcolo della rete di distribuzione


Dimensionamento gruppi di spinta
Impianti Sprinkler - Caratteristiche

Un sistema sprinkler comprende :


una o più alimentazioni idriche
 uno o più impianti sprinkler;
Ogni impianto comprende:
 almeno una rete di tubazioni di
distribuzione ad uso esclusivo
antincendio,
 un insieme di apparecchi (valvole,
manometri, centrale di controllo e
allarme ecc..),
 un insieme di erogatori
(sprinkler), un sistema di allarme e di
intervento
Progettazione secondo UNI12845:
Classi di Pericolo
E’ necessario conoscere la classe di pericolo per cui l’impianto deve
essere progettato
Sono dimensionati in funzione dell’incendio massimo atteso;

La classificazione dipende dalla destinazione d’uso o attività e dal


carico di incendio.
Nei casi in cui vi sono aree in aperta comunicazione, che possiedono
diverse classificazioni di pericolo, il criterio di progetto più gravoso
deve essere esteso almeno alle due file di sprinkler all’interno
dell’area con la classificazione più bassa.

Rischio Pericolosità Lieve (LH)


Rischio Pericolosità Ordinario (OH)
Rischio-Pericolosità Alto (HH), distinto in (HHP) processo e (HHS)
deposito;
tutti i i livelli sono suddivisi in sottogruppi .
PERICOLO LIEVE - LH

Attività con bassi carichi d’incendio e bassa combustibilità e


con nessun singolo compartimento maggiore di 126 m2, con
una resistenza al fuoco di almeno 30 minuti. vedere
l’appendice A per gli esempi.
MAGGIORI NOVITA`

PERICOLO ORDINARIO - OH

Attività in cui vengono trattati o prodotti materiali combustibili con un


carico d’incendio medio e media combustibilità.

pericolo ordinario - OH, viene suddiviso in 4 gruppi:

OH1, PERICOLO ORDINARIO GRUPPO 1;


OH2, PERICOLO ORDINARIO GRUPPO 2;
OH3, PERICOLO ORDINARIO GRUPPO 3;
OH4, PERICOLO ORDINARIO GRUPPO 4;
PERICOLO ORDINARIO - OH
PERICOLO ORDINARIO - OH

Nelle attività classificate in OH1, OH2 e OH3, i materiali possono essere depositati
all’interno dell’attività a condizione che:
 la protezione nel locale sia progettato almeno per il pericolo OH3
Non deve superare l’altezza massima ( da 4 m per categ.I a 1,2 m per cat.IV)
prevista in funzione della categoria del deposito
 Le sup. del deposito siano inferiori a 50 mq con uno spazio libero intorno di 2,4 m.
 Se l’attività è classificata come OH4, le aree di deposito devono essere trattate
come HHS
Pericolo alto - processo -HHP

Un pericolo alto - processo è relativo ad attività dove i materiali


presenti possiedono un alto carico d’incendio ed un’alta
combustibilità e sono in grado di sviluppare velocemente un
incendio intenso e vasto.

IL HHP È SUDDIVISO IN QUATTRO GRUPPI:

PROCESSO A PERICOLO ALTO GRUPPO 1; HHP1

PROCESSO A PERICOLO ALTO GRUPPO 2; HHP2

PROCESSO A PERICOLO ALTO GRUPPO 3; HHP3

PROCESSO A PERICOLO ALTO GRUPPO 4; HHP4


Pericolo alto - processo -HHP
CRITERI DI PROGETTAZIONE
IDRAULICA-PERICOLI : LH,OH E HHP

INSERIRE PROSPETTO III


Pericolo alto - deposito - HHS

Il pericolo di incendio per i depositi è funzione di:


Della velocità di rilascio del calore ( KW)

Calore di combustione ( KJ/Kg) Velocità di combustione ( Kg/s)

Parametri chimico –fisico dei Configurazione dei materiali


materiali coinvolti
Pericolo alto - deposito - HHS
un pericolo alto - deposito è relativo al deposito di merci in cui
l’altezza dello stoccaggio supera i limiti indicati nel paragrafo
relativo al pericolo ordinario

Il pericolo alto – deposito - HHS è suddiviso in 4 categorie :

 HHS1, deposito a pericolo alto categoria I;


 HHS2 deposito a pericolo alto categoria II;
 HHS3, deposito a pericolo alto categoria III;
 HHS4, deposito a pericolo alto categoria IV;

L’appendice B ( in funzione del fattore materiale – quando le


merci comprendono una mescolanza di materiali)- e l’appendice
C ( in funzione della configurazione di immagazzinamento)
riportano i criteri per l’individuazione delle categorie dei depositi
La configurazione del deposito deve essere classificata come segue:
 ST1: merci libere o accatastate a blocchi;

 ST2: merci su pallets accatastate in file singole,


con corridoi di larghezza non minore di 2,4 metri;

ST3: merci su pallets accatastate in file multiple


(incluse file doppie);

ST4: merci su scaffali per pallet (scaffali per pallet


a correnti)
La configurazione del deposito deve essere classificata come segue:

 ST5: merci su scaffali con ripiani pieni o grigliati


di larghezza uguale o inferiore ad 1 metro;

 ST6: merci su scaffali con ripiani pieni o grigliati


di larghezza compresa tra 1 e 6 metri
CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO – DEPOSITO

Qualora l’altezza di impilamento sia tale da rientrare nella categoria HHS,


dobbiamo valutare la necessità degli sprinkler intermedi in scaffale.

CRITERI DI PROGETTO PER HHS CON LA SOLA PROTEZIONE A


SOFFITTO
Valida se:
- Altezza merci–soffitto non supera i 4 m;
- Altezza impilamento non supera i valori indicati nel prospetto 4 per la relativa
categoria di appartenenza e secondo la modalità di deposito analizzata.

CRITERI DI PROGETTO PER HHS CON SPRINKLER INTERMEDI


Valida se:
- Altezza merci–soffitto supera i 4 m;
-Altezza impilamento supera i valori indicati nel prospetto 4 per la relativa
categoria di appartenenza e secondo la modalità di deposito analizzata.

In tal caso gli impianti devono essere calcolati integralmente e NON


precalcolati, inoltre se sono installati più di 50 erogatori intermedi, questi non
devono essere alimentati dalla stessa stazione di controllo degli erogatori a
soffitto.
PROGETTAZIONE DEL SISTEMA

Il tipo di sistema da installare: a umido , a secco,ecc –

 Il tipo di testine sprinkler e le loro caratteristiche –

 Posizione degli sprinkler: spaziature, distanza dal soffitto e dagli


elementi costruttivi

 Lay-out delle tubazioni: a pettine, a spina, ad anello chiuso, a


griglia il tutto in funzione delle caratteristiche del fabbricato che
deve essere rispettato nelle sue linee principali.
Tipi di
sistema

Sistemi a umido:
Impianto in cui le tubazioni, vengono sempre
riempite con acqua in pressione, fino alle testine.
Sono i più diffusi nelle aree dove la T non scende
mai sotto 4° C e dove la temperatura non superi i
95 °C) .

L’area operativa massima protetta per stazione


di controllo varia dai 9000 mq ai 12.000mq
Tipi di
sistema
MAGGIORI NOVITA`
IN QUALUNQUE SEZIONE DELLA CLASSIFICAZIONE DI
PERICOLO, PER GLI IMPIANTI A SECCO E` NECESSARIO
PREVEDERE UN’AREA OPERATIVA MAGGIORATA DEL
25% ED IN ALCUNI CASI E` NECESSARIO ANCHE
CAMBIARE LA CLASSE DI PERICOLO

ESEMPIO:

OH4 AD UMIDO = 5 mm/min SU 360 M2 - Q = 1800 l


OH 4 A SECCO NON E` CONSENTITO, DEVO PASSARE AD UNA CLASSIFICAZIONE HHP1
CHE RICHIEDE 7,5 mm/min SU 325 M2 - Q = 2437,5 l
Tipi di sistema
Tipi di sistema

Sistemi a preallarme o preazione:


•questo sistema viene utilizzato solo se si teme un’erogazione
accidentale a seguito di danneggiamento di tubazioni o erogatori

•Sono installati dove il danneggiamento accidentale con acqua può


provocare seri danni alle apparecchiature o documenti

•Sono asserviti ad un impianto di rivelazione che deve essere più


tempestivo di quello di estinzione in modo che possa intercorrere un
adeguato intervallo di tempo tra l’attivazione dell’allarme e
l’apertura degli erogatori automatici. Deve essere installata una
valvola a comando manuale a rapida apertura per l’attivazione della
valvola a preazione in caso di emergenza.
GLI IMPIANTI A PREALLARME SONO CONTEMPLATI COME SISTEMI
AD UMIDO E NON PIU` A SECCO
Da rivedere
Da rivedere
Area di copertura degli splinkler
Testine sfalsate tra una fila e l’altra, la d o deve essere < 3,75 e dvX do < 9.8 mq
la d o deve essere < 1,90 e dvX do < 4,90 mq .
Caratteristiche degli erogatori o sprinkler automatici
•Sprinkler automatico: Ugello con un dispositivo di tenuta
termosensibile che si apre per scaricare l’acqua e combattere
l’incendio.
Gli Sprinkler automatici devono essere conformi alla norma
UNI EN 12259-1 che prevede le seguenti tipologie di erogatori:
A- In relazione alla forma dello scarico d’acqua
 sprinkler di tipo convenzionale: fornisce uno scarico d’acqua
in forma sferica
sprinkler spray: fornisce verso il basso uno scarico d’acqua a
forma a paraboloide verso il basso
•sprinkler a getto piatto simile al tipo spray, ma con una
parte dello scarico diretta sopra il livello del deflettore.
sprinkler a getto laterale a parete: fornisce verso l’esterno uno
scarico d’acqua a forma semiparaboloide
Caratteristiche degli erogatori

B- In relazione al sistema di attivazione

• sprinkler a fusibile :
si apre quando un elemento previsto per tale scopo fonde.
 sprinkler a bulbo:

si apre quando un bulbo di vetro riempito di liquido esplode


C - In relazione alla direzione del getto
sprinkler orizzontale:
l’ugello dirige l’acqua in direzione orizzontale.
 sprinkler pendente:
l’ugello dirige l’acqua verso il basso.
sprinkler verso l’alto:
l’ugello dirige l’acqua verso l’alto.
Caratteristiche degli erogatori

D- In relazione alla posizione di montaggio

sprinkler nascosto:
Sprinkler incassato con una piastra di copertura che si apre quando
viene applicato calore.
sprinkler incassato :
Sprinkler in cui tutto o parte dell’elemento termosensibile si trova
sopra la superficie del soffitto.
sprinkler di tipo a soffitto (o a filo):
Sprinkler pendente da installare in parte sopra, ma con l’elemento
termosensibile sotto la superficie inferiore del soffitto.

Tali modelli non possono essere installati in aree OH4, HHP e HHS
Caratteristiche degli erogatori
Le caratteristiche dell’erogatore si deducono dalla marcatura
apposta sul corpo dell’erogatore
Gli erogatori

Sono caratterizzati inoltre da :

un diametro caratteristico dell’orifizio (10, 15, 20mm)


 un attacco filettato( 3/8”, ½” ¾” ) –
 da una temperatura di taratura 68, 74, 343° C; ( ad ogni
temperatura corrisponde una codificata colorazione ) che deve
essere vicino ma non inferiore a 30° C sopra la temperatura
ambiente più elevata prevista.
Caratteristiche degli erogatori

 Coefficiente di erogazione K e relativa portata erogata Q=K √P


( k= 57÷115 in funzione delle classi di pericolo)
Q= portata totale (l/min)
K= coefficiente di efflusso
P= pressione operativa allo sprinkler

 Coefficiente
• tempo di risposta [RTI]: Misura della sensibilità
termica dello sprinkler
(SI CLASSIFICANO IN ORDINE DI RISPOSTA DECRESCENTE:
RISPOSTA RAPIDA , RISPOSTA SPECIALE , RISPOSTA
STANDARD “A”).
Caratteristiche degli erogatori
Gli erogatori a bulbo di vetro
Marcatura degli sprinkler

•Gli sprinkler devono essere marcati con i seguenti


dati: a) nominativo e marchio del fornitore;
b) lettere indicanti il tipo di sprinkler e la posizione di
montaggio; c) temperatura di esercizio nominale, che deve
essere stampigliata, marcata per fusione, incisa o codificata con
colore secondo il seguente prospetto
d) anno di fabbricazione.
MARCATURA CE

•La marcatura CE deve comparire sull’imballaggio e/o


sui documenti commerciali di accompagnamento
Giocando con i K-factor, si ottengono così diverse portate a stesse pressioni operative
e viceversa
SCELTA DEI COMPONENTI: SPRINKLER

Pendent (verso il basso) o upright (verso l’alto)?

- Gli sprinkler del tipo rivolti verso l’alto (upright) sono meno
soggetti ai danni meccanici e alla raccolta di corpi estranei nei
raccordi degli sprinkler. Gli sprinkler del tipo rivolti verso l’alto
(upright) facilitano anche il completo drenaggio dell’acqua dalle
tubazioni di alimentazioni agli sprinkler. (12.1.3).
- Gli sprinkler del tipo rivolti verso il basso (pendent) possiedono la
capacità di erogare densità d’acqua maggiori ad una velocità
superiore,
Conseguentemente possono avere migliori capacità di controllo
dell’incendio per alcune applicazioni come la protezione negli scaffali
e la protezione delle aree di deposito.
POSIZIONAMENTO SPRINKLER

LOGICA DI POSIZIONAMENTO

Punto 1
Avere a disposizione le planimetrie complete di sezioni e tipologie degli elementi strutturali.

Punto 2
Dai dati derivanti dalla classificazione di rischio e dai parametri geometrici conseguenti, si il
posizionano gli sprinkler in riferimento all’ ”unità strutturale” individuata, così poi da ripetere
tale posizionamento nelle altre aree simili, ottenendo quindi una disposizione regolare

Punto 3
Verificare il posizionamento ottenuto con la conformazione strutturale del soffitto o
copertura, con particolare attenzione all’altezza di posizionamento dello sprinkler dal soffitto e
la presenza di eventuali interferenze che possono disturbarne la scarica.

Punto 4
Verificare il posizionamento ottenuto le interferenze conseguenti alla presenza di altri
impianti, come canali, passarelle cavi e quant’altro.
Punto 2
L’elemento strutturale elementare sul quale posizionare i nostri sprinkler, con una
copertura massima di 9 mq (rischio grave), diventa quindi un’area 9 * 7.5 m, come
indicato in figura.

La logica imporrebbe il posizionamento dell’erogatore con il passo di 3 m sul lato


da 9 m. nel senso della larghezza e ricavare di conseguenza il passo nel senso della
lunghezza di 7,5 sfruttando la copertura massima concessa di 9 mq per sprinkler.
Punto 2
Posizionando gli sprinkler secondo questa logica otterremmo un passo degli sprinkler di 3 m
con una distanza dai limiti di 1,5 m in un senso. E un passo di 3 m nell’altro

Risulta evidente subito che tale disposizione, ripetuta nella campata a fianco porterebbe
ad avere due file di sprinkler molto vicine fra loro, e non ha senso tecnico posizionare una
linea di sprinkler vicino alla campata, che risulta essere a tutti gli effetti una ostruzione.
Proviamo quindi a dividere l’intera lunghezza di campata per il numero di linee che
desideriamo, otterremo quindi un passo da 2.5 m. Questa disposizione rappresenta
l’ideale in quanto, ripetendola nelle campate a fianco, otterremo un passo
equidistante lungo l’intero edificio.
Dal punto di vista del bilanciamento idraulico, è sempre preferibile utilizzare configurazioni
del tipo chiuso, fermo restando che la distribuzione scelta è generalmente funzione
dell’andamento strutturale (e quindi della possibilità di sostegno della tubazione nelle
strutture stesse), nell’ottica dell’ottimizzazione dei costi sia del materiale che del tempo di
posa.
A fine lavori: collaudo
• Verifica della rispondenza al progetto presentato
ed eventualmente approvato.
• Prova a pressione a 14 Bar per 2
ore • Flussaggio delle tubazioni
• Funzionamento della valvola d’allarme e del segnale di
controllo da verificare tramite valvola di prova.
Nel collaudo di fine lavori si deve verificare anche
l’alimentazione

•L’impianto è funzionante solo se la sua alimentazione è


valida ed efficiente.
Deve cioè funzionare e dare una portata ed una pressione
almeno
• pari alla portata e pressione richiesta dal sistema
sprinkler, come evidenziata dal progetto

•La verifica dell’alimentazione deve essere fatta misurando la


portata effettiva della/e pompe e/o dell dell’acquedotto. .

•Il sistema di alimentazione, così come il sistema sprinkler,


deve avere un sistema di riporto degli allarmi ad un luogo
presidiato.
DOCUMENTI E CERTIFICAZIONE ULTIMAZIONE LAVORI
Certificazione di ultimazione lavori che dichiari la conformità dell’impianto alla presente
norma ovvero indichi le informazioni di ogni scostamento dai requisiti prescritti
Raccolta completa delle istruzioni di funzionamento e i disegni come effettivamente
realizzato compresa l’identificazione di tutte le valvole e strumenti utilizzate per la prova e il
funzionamento nonché il programma di manutenzione e controllo
MNUTENZIONE
 Controllo periodico settimanale ( letture pressione dei manometri, livelli dell’acqua, la
posizione delle valvole di intercettazione, prova di allarme della campana idraulica, prove di
avviamento della pompa, impianti di riscaldamento)
Controllo periodico mensile ( controllo delle batterie di avviamento del motore diesel, e
quelle di alimentazione del quadro di controllo elettrico)
Controllo periodico trimestrale ( revisione del livello di pericolo, testine sprinkler, tubazioni e
relativi sostegni, alimentazione idrica e relativi allarmi, alimentazione elettrica, valvole di
intercettazione-prove di manovra-,
 Controllo periodico semestrale ( valvole di allarme a secco, sistemi di allarme)
Controllo periodico annuale ( prova di portata della pompa automatica, prova di mancato
funzionamento del motore diesel, valvole a galleggiante nei serbatoi…)
Controllo periodico triennale ( serbatoi di accumulo e a pressione, valvole di intercettazione,
di allarme e di non ritorno) . Controllo decennale verifiche su tutte le riserve idriche