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GLI IMPIANTI IDRICI

ANTINCENDIO:

Dalla Classificazione al Calcolo.


Analisi per una corretta progettazione.

Author: Giovanni La Cagnina

COSE LIMPIANTO IDRANTI


E un sistema di protezione attiva, ad attivazione
manuale costituito da:
-

Una riserva idrica (limitata o inesauribile);

Una alimentazione

Un sistema di tubazioni con acqua in pressione

Idranti (Naspi, UNI 45, UNI 70 (a muro, a


colonna, sottosuolo))

Author: Giovanni La Cagnina

COSE LIMPIANTO SPRINKLER


E un sistema di protezione attiva, ad attivazione
automatica costituito da:
una riserva idrica (limitata o inesauribile);
una alimentazione
un sistema di tubazioni con o senza acqua in
pressione (a umido, a secco)
una o pi stazioni di controllo e allarme
Erogatori (sprinkler)

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IDRANTI e/o SPRINKLER?

Fattori di scelta:
- Rischio Incendio
- Zona e materiale da proteggere
(capacit di propagazione del fuoco)
- Efficacia
- Costi

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NORME IDRANTI
- UNI 10779
- Attivit a norma specifica:
Autorimesse
Edifici Civili
Alberghi
Scuole
Impianti Sportivi
Locali pubblico Spettacolo
Ospedali

Edifici Storici
Deposito GPL
Deposito Soluzioni Idroalcooliche
Biblioteche

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NORME SPRINKLER
- UNI 9489
- UNI 9490

EN 12845

- NFPA 13
- FM 2003

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NORME
PARAMETRI GEOMETRICI
CLASSIFICAZIONE
LOCALI

PARAMETRI IDRAULICI
MINIMI
DI PROGETTO

MINIMI DI PROGETTO

DISEGNO IMPIANTO

CALCOLO E
DIMENSIONAMENTO

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UNI 10779
a)
b)

Valutazione del rischio incendio


Norma UNI 9489 sprinkler

Livello 1 = Rischio basso (corrisponde al livello A degli sprinkler)


Livello 2 = Rischio Medio (corrisponde al livello B degli sprinkler)
Livello 3 = Rischio Alto (corrisponde ai livelli C, D degli sprinkler)

Fra tutti i livelli determinati, vale quello maggiore


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UNI 10779
Area Rischio Definizione

Protezione Interna

Protezione
Esterna (NON

Durata

OBBLIGATORIA)

Livello 1

Carico incendio
limitato, scarsa
probabilit di
innesco e ridotta
propagazione di
incendio

120 l/min a 2 bar * 2 DN 45


35 l/min a 1.5 / 2 bar * 4
NASPI

NO

30

Livello 2

Carico incendio
moderato, minima
presenza di
infiammabili,
ridotta velocit di
propagazione di
incendio

120 l/min a 2 bar * 3 DN 45


60 l/min a 3 bar * 4 NASPI

300 l/min a 3 bar *


4 DN 70

60

Livello 3

Carico incendio
elevato, presenza
di infiammabili,
elevata velocit di
propagazione di
incendio

120 l/min a 2 bar * 2 UNI 45


35 l/min a 1.5 / 2 bar * 4
NASPI

300 l/min a 4 bar *


6 DN 70 (4 se
presente sprinkler)

120

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UNI 10779
Le richieste geometriche minime sono indipendenti dal livello di rischio.
In particolare gli idranti a muro e i naspi devono essere posizionati in modo che:

ogni parte dell'attivit sia raggiungibile con il getto di almeno 1 idrante


per circostanze di alto rischio, ogni parte dell'attivit sia raggiungibile con due
idranti
ogni apparecchio protegga non pi di 1000 mq
ogni punto dell'area protetta disti al massimo 20 m da essa
non si ostacoli in fase operativa l'esodo dei locali
se ci sono porte a prova di fumo, siano su entrambe le facce della parete
se ci sono filtri, in entrambi i compartimenti collegati attraverso il filtro.

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SPRINKLER (tutte le norme)


Valutazione del rischio incendio
- Tenere conto soprattutto del contenuto
- Se il fabbricato costituito da elevata combustibilit allora
valutare laumento della classe di rischio

Reparti (tutto ci che non definibile deposito)


Depositi (Locali interamente e permanentemente destinati a
magazzini)

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Classificazione dei rischi per reparti

UNI 9489

EN 12854

A Bassa pericolosit
B Normale pericolosit
C Elevata pericolosit

LH Rischi lievi
OH Rischi normali
HHP Rischi elevati reparti

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EN 12845

Nella EN 12845 il rischio lieve LH tipico per quelle attivit con bassi
carichi dincendio e bassa combustibilit e con nessun singolo
compartimento maggiore di 126 m2, con una resistenza al fuoco di almeno
30 minuti. Per esempio alcune aree di attivit quali scuole, uffici, prigioni,
ecc.

Il rischio ordinario OH identifica invece quelle attivit in cui vengono


trattati o prodotti materiali combustibili con un carico dincendio medio e
media combustibilit. Queste vengono ulteriormente suddivise in 4 gruppi,
in ordine di rischio crescente:

OH1, Rischio Ordinario Gruppo 1;


OH2, Rischio Ordinario Gruppo 2;
OH3, Rischio Ordinario Gruppo 3;
OH4, Rischio Ordinario Gruppo 4;

La stessa appendice A della norma ci suggerisce il rischio di alcune attivit


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EN 12845
E possibile considerare reparti anche quei depositi, interni
al reparto stesso, con blocchi di superficie non superiore ai
50 mq cadauno e corridoi non inferiori a 2.4 m, che non superano
laltezza prevista da apposita tabella, in funzione della categoria e del
tipo di stoccaggio della merce (modalit di deposito, ndr). Nel caso in
cui un reparto contenga depositi rientranti nelle limitazioni appena
citate, allora esso dovr obbligatoriamente essere classificato come
OH3. Solo se lattivit di processo gi di per s OH4, tutti i depositi al
suo interno dovranno essere considerati indistintamente HHS (Rischio
elevato per i depositi).
Il rischio elevato di processo HHP riguarda invece attivit in cui vengono lavorati o
prodotti materiali ad alto carico dincendio ed alta combustibilit, in grado quindi di
sviluppare velocemente un incendio intenso e vasto. Anche questo livello, come lordinario,
suddiviso in 4 gruppi, dalluno al 4, in ordine di rischio crescente fino al HHP4 dove sono
consigliati gli impianti a diluvio. Anche in questo caso lappendice A della norma ci aiuta a
capire quali sono le attivit da comprendere in questa categoria di rischio
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Classificazione Rischi Depositi


UNI 9489

EN 12854

D Depositi con altezza di


impilamento elevata

HHS Rischi elevati in depositi

D1, D2, D3, D4

HHS1, HHS2, HHS3, HHS4

Il numero indica di fatto la categoria della merce. Pi


elevato, maggiore la combustibilit della stessa.
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UNI 9489
Depositi (par. 13.2.2)

Determinare la categoria delle merci senza imballaggi (prospetto XIII)


M1, M2, M3, M4.
Verificare la categoria di IMBALLAGGI e ATTREZZATURE (Prosp. XV) I1, I2,
I3, I4.
Determinare la Classe di Deposito (Prosp. XVI) in funzione della categoria e
delle merci e degli imballaggi.
1, 2, 3, 4
Se le altezze di impilamento sono inferiori a quelle indicate in funzione della
Classe di Deposito (Prosp. XIV)
CLASSE DI DEPOSITO D0
Se le altezze di impilamento sono superiori a quelle indicate in funzione della
Classe di Deposito (Prosp. XIV)
CLASSE DI DEPOSITO INTENSIVI (D1, D2, D3, D4)
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UNI 9489 PROSPETTO XIV


Classe di Deposito

Altezza
Max Impilamento

1
2
3
4

4m
3m
2.1 m
1.2 m

Laltezza di impilamento misurata dal livello di


pavimento allaltezza massima della sommit della
merce
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UNI 9489 PROSPETTO XXXV

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EN 12845

verificare che la merce immagazzinata non appartenga alla categoria dei


rischi speciali elencati allappendice G, per i quali vengono direttamente
definite le caratteristiche base di progetto (es. Aerosoli, Tessuti in
stoccaggio multiplo di abiti appesi, ecc.);

verificare leventuale contenuto di plastica, dando la percentuale in volume


di quella espansa e quella in massa di quella non espansa: tramite il
quantitativo di plastica contenuto, potremo determinare il cosiddetto fattore
materiale e quindi, dal tipo di imballaggio, la categoria della merce..

se la merce non contiene materiale plastico, allora potremo fare riferimento


direttamente ad una tabella dellappendice C della norma, nella quale viene
indicata, per la tipologia di merce, la relativa categoria.
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Fattore Materiale 1

I prodotti non combustibili in imballaggi


combustibili e i prodotti a bassa o media
combustibilit in imballaggio combustibili /
non combustibili. I prodotti che possiedono un
basso contenuto di plastica definiti sotto come
contenuto di plastica non espansa
inferiore del 5% per massa (compreso il
pallet);
contenuto di plastica espansa inferiore del
5% per volume.

Fattore Materiale 2

Le merci che possiedono un contenuto pi


elevato di energia rispetto alle merci con fattore
materiale 1, per esempio quelle che contengono
plastica in quantit maggiore

Fattore Materiale 3

Materiali che sono principalmente in plastica


non espansa (fare riferimento alla Figura
sottostante) oppure materiale avente un
contenuto simile di energia.

Fattore Materiale 4

Materiali che sono principalmente di plastica


espansa (pi del 40% per volume) o materiali
aventi lo stesso contenuto di energia

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Es. Fattore materiale 1

parti metalliche con / senza imballaggio di cartone su pallet di legno;


cibo in polvere in sacchi;
cibo in scatola;
tessuto non sintetico;
prodotti in pelle;
prodotti in legno,
ceramica in casse di cartone / legno;
attrezzi metallici in imballaggio di cartone / legno;
plastica cartonata o bottiglie di vetro con liquidi non infiammabili;
accessori grandi elettrici (con poco imballaggio).

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Es. Fattore materiale 2

mobili in legno o metallo con sedili in plastica;


apparecchiature elettriche con parti o imballaggio in plastica;
cavi elettrici su bobine o in cartoni;
fibre sintetiche.

Es. Fattore materiale 3

batterie delle auto senza elettroliti;


valigette in plastica;
personal computer;
tazze e coltelleria in plastica non espansa.

Es. Fattore materiale 4

materassi in schiuma;
imballaggio in polistirolo espanso;
tappezzeria in schiuma.

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PLASTICA?
SI

NO

Fattore materiale
Imballaggio
Modalit di deposito

Categoria
Modalit di deposito

LIVELLO DI RISCHIO
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IL LIVELLO DI RISCHIO DETERMINA LE


CARATTERISTICHE IDRAULICHE MINIME DI
PROGETTO NECESSARIE ALLA DEFINIZIONE
CORRETTA DELLIMPIANTO.

ESSE SONO FUNZIONE PERO DEL TIPO DI IMPIANTO


PRESCELTO E, A VOLTE, DEL TIPO DI SPRINKLER UTILIZZATO

Lefficacia dellimpianto e, solo dopo, il risparmio


economico devono essere i motivi unici di scelta delluno o
dellaltro.
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I TIPI DI IMPIANTO:
A umido: tutte le tubazioni, a monte ed a valle della stazione di controllo, sono permanentemente
riempite di acqua in pressione. Ovviamente impianti di questo tipo possono essere utilizzati solo quando non
si manifesti il pericolo di congelamento o di vaporizzazione dellacqua nella rete di distribuzione (temperatura
dei locali oltre i 95C). Da ricordare che, nel caso di impianti a griglia o maglia, obbligatorio utilizzare
impianti ad umido. Laddove esista il pericolo di congelamento dellacqua allinterno delle tubazioni,
necessario utilizzare del liquido anticongelante (ma con delle limitazioni in fatto di estensione di ogni sezione
di impianto) o dei cavi elettroscaldanti, la cui linea elettrica dovr essere continuamente monitorata
attraverso una linea indipendente (EN 12845 11.1.2).

A secco: solo le tubazioni a monte della stazione di controllo sono permanentemente riempite di acqua in
pressione mentre quelle a valle della stazione medesima sono permanentemente riempite di aria
compressa. La caduta di pressione dellaria (per apertura di uno sprinkler) determina lapertura della
apposita valvola di controllo, provocando limmediato ingresso dellacqua nelle tubazioni. E per doveroso
sottolineare che il tempo di reazione di tale impianto molto pi lento di un impianto ad umido, sia perch
lacqua deve raggiungere gli erogatori aperti, sia perch il flusso della stessa viene rallentato dallaria che
nel frattempo deve uscire. Per questo motivo, per impianti di grosse estensioni, viene posizionato nelle
valvole di controllo, il cosiddetto acceleratore che, attraverso una tempestiva rivelazione della caduta di
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pressione dellaria o del gas inerte per intervento
dello sprinkler,
accelera lintervento della valvola a secco.

I TIPI DI IMPIANTO:
Alternativo: funziona come un impianto ad umido nella stagione estiva e come un impianto a secco nella
stagione invernale. Questi impianti sono utilizzati quando il rischio di gelo sussiste solo per un determinato
periodo dellanno, ma di fatto questo tipo di impianto viene normalmente scartato per considerazioni di tipo
economico. Infatti tale impianto richiederebbe macchinari, ed attrezzature in genere, rispondenti
contemporaneamente ai requisiti di quelli ad umido e di quelli a secco, e pertanto inevitabilmente pi costosi.
Inoltre limpianto alternativo richiede una manutenzione straordinaria aggiuntiva conseguente al necessario
riempimento e successivo svuotamento della rete di distribuzione dallacqua.

A diluvio: impianto a secco, ma senza aria in pressione e con le testine sprinkler completamente aperte
(sistemi open). Lapertura della valvola (a diluvio) determina la fuoriuscita di acqua da tutte gli erogatori a
valle della stessa. Tipico utilizzo quello per esempio per piccole zone ad altissimo carico incendio oppure
per la costruzione di barriere dacqua a compartimentare zone distinte.

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I TIPI DI IMPIANTO:
A preallarme tipo A: il gruppo stazione di controllo viene attivato mediante un sistema di rilevazione
antincendio automatico ma non mediante il funzionamento degli sprinkler. La pressione dellaria
nellinstallazione deve essere monitorata costantemente e deve essere installata almeno una valvola ad
azionamento manuale e ad apertura rapida per permettere alla valvola di pre-azione di essere attivata in
caso di emergenza. In pratica limpianto di rilevazione funziona da controllo per evitare il pericolo di
fuoriuscita indebita (e costosa) di acqua con conseguenti danni ingenti.

A preallarme tipo B: il gruppo stazione di controllo a secco viene attivato mediante un sistema di
rilevazione automatico antincendio o mediante il funzionamento degli sprinkler. Indipendentemente dalla
risposta dei rilevatori, una caduta di pressione nelle tubazioni causa lapertura della valvola di allarme.
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GLI EROGATORI (SPRINKLER):


Alternativo: funziona come un impianto ad umido nella stagione estiva e come un impianto a secco nella
stagione invernale. Questi impianti sono utilizzati quando il rischio di gelo sussiste solo per un determinato
periodo dellanno, ma di fatto questo tipo di impianto viene normalmente scartato per considerazioni di tipo
economico. Infatti tale impianto richiederebbe macchinari, ed attrezzature in genere, rispondenti
contemporaneamente ai requisiti di quelli ad umido e di quelli a secco, e pertanto inevitabilmente pi costosi.
Inoltre limpianto alternativo richiede una manutenzione straordinaria aggiuntiva conseguente al necessario
riempimento e successivo svuotamento della rete di distribuzione dallacqua.

A diluvio: impianto a secco, ma senza aria in pressione e con le testine sprinkler completamente aperte
(sistemi open). Lapertura della valvola (a diluvio) determina la fuoriuscita di acqua da tutte gli erogatori a
valle della stessa. Tipico utilizzo quello per esempio per piccole zone ad altissimo carico incendio oppure
per la costruzione di barriere dacqua a compartimentare zone distinte.

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GLI EROGATORI (SPRINKLER):


Esistono in commercio diverse tipologie di sprinkler, molti di questi non considerati nella
normativa UNI o semplicemente accennati nella normativa europea. Ricordiamo:

convenzionale: erogatore sprinkler che fornisce un getto dacqua a profilo sferico;


spray: erogatore sprinkler che fornisce un getto dacqua a profilo paraboloide rivolto
verso il basso;
a getto laterale (sidewall): erogatore sprinkler spray che fornisce un getto dacqua a
profilo semi-paraboloide laterale;
ESFR (Early Suppression Fast Response): erogatore caratterizzato da un tempo di
risposta molto veloce e allo stesso tempo da una elevata capacit di soppressione
dellincendio. Molto utili nei depositi intensivi, ad alto impilamento, dove possono anche
evitare lutilizzo degli erogatori intermedi
Large-Drop: erogatore caratterizzato da un getto con gocce molto larghe, con lo scopo
predominante di controllare incendi di grosse dimensioni, caratteristici delle merci ad
alto potere calorifico.
ECS (extended Coverage Spray): sprinkler a copertura estesa, caratterizzato da una
aperture del getto di dimensioni maggiori rispetto agli erogatori abituali.
Quick Response: erogatore caratterizzato da un tempo di risposta molto veloce,
grazie alla maggiore sensibilit dellelemento termosensibile.
Open: erogatore completamente aperto, cio privo di elemento termosensibile viene
utilizzato nei sistemi a diluvio.
Altri, come residenziali, ELO, sidewall a copertura estesa, dry per impianti a secco, ecc
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..GLI EROGATORI (SPRINKLER):


Gli erogatori (in particolare gli spray) possono essere ulteriormente differenziati
per ornamento, modalit di installazione, tempo di risposta. Per quanto riguarda le
caratteristiche ornamentali, troviamo in commercio diversi tipi di sprinkler differenziati per
colore (esteticamente molto belli sono quelli cromati), ma soprattutto per visibilit
allinterno del locale di installazione. Distinguiamo per esempio:

sprinkler nascosto (concealed): erogatore sprinkler da incasso con il piattello di


copertura che viene rilasciato quando esposto al calore.
sprinkler da incasso (recessed): erogatore sprinkler in cui tutto o parte dellelemento
termosensibile si trova al di sopra del filo inferiore del soffitto.
sprinkler da semi-incasso (cealing o flush): erogatore sprinkler per installazione
parzialmente al di sopra del filo inferiore del soffitto, ma con lelemento termosensibile
al di sotto di esso.

La scelta di uno o dellaltro dipende solamente da questioni estetiche (ed


economiche!).

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..GLI EROGATORI (SPRINKLER):


Modalit dei installazione:
Lo sprinkler pu essere posizionato con il diffusore verso
lalto (upright) o verso il basso (pendent). La scelta delluno
o dellaltro dipende essenzialmente da fattori logistici, quali
lesigenza di proteggere gli sprinkler dagli urti, quella di dover
avvicinare al soffitto il diffusore quando la conformazione dello
stesso tale da non consentire alle tubazioni di portare lo sprinkler alla distanza
minima, ecc.

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..GLI EROGATORI (SPRINKLER):


Temperatura e Tempo di Risposta.
Gli sprinkler non open sono dotati di elemento termosensibile che avverte il
calore al raggiungimento della temperatura per cui tarato. E possibile
riconoscere la temperatura di attivazione attraverso il colore del liquido
contenuto nel bulbo.
Ma a parit di temperatura di attivazione pu essere molto importante anche il
tempo di avvertimento di tale temperatura e di reazione immediata dello
sprinkler RTI (standard, quick, fast)

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COEFFICIENTE EFFLUSSO
K = Q/SQRT(P)
E la misura di quanta acqua riesce ad uscire da una sezione circolare in funzione della pressione con
cui arriva alla sezione lacqua stessa.
A parit di pressione un maggiore coefficiente di efflusso determina una maggiore portata in uscita.
K PARAMETRO ESSENZIALE DI UNA TESTINA SPRINKLER !!!

NORMA UNI

NORMA NFPA

(Vecchia rispetto allevoluzione tecnologica)

(aggiornata allevoluzione tecnologica)

Solo 3 Fasce di

Ben 13 Fasce di

Costanti caratteristiche

Costanti caratteristiche
EN 12845

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NFPA 13

UNI 9489

Filettatura
K
(in.)
(Anglo)
(SI)
1/2"
1.3-1.5
59.2-68.4
1/2"
1.8-2.0
82.0-91.2
1/2"
2.6-2.9
118.5-132.2
1/2"
4.0-4.4
182.3-200.6
1/2"
5.3-5.8
241.6-264.4
3/4" o 1/2"
7.4-8.2
337.3-373.8
3/4" o 1/2" 11.0-11.5 501.5-524.3
3/4"
13.5-14.5 615.5-661.0
3/4"
16.0-17.6 730.4-803.1
1"
18.6-20.6 848.0-939.2
1"
21.3-23.5 971.1-1071.4
1"
23.9-26.5 1089.6-1208.1
1"
26.6-29.4 1212.7-1340.3

DN Nominale
DN (mm)
10
15
20

K
(SI)
171 - 189
240 - 266
346 - 382

EN 12845
K (SI)

K (Anglo)

57
80
115

4.0
5.6
8.0

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DALLA CLASSIFICAZIONE RICAVIAMO


In funzione anche del TIPO DI EROGATORE scelto
DATI
IDRAULICI

Area Operativa
Densit di Scarica
Pressione Minima agli erogatori
Durata della Scarica

DATI
GEOMETRICI

Area Specifica Protetta Max


Distanza Max fra Erogatori
Distanza Max fra Diramazioni
Numero terminali a valle di una stazione
di controllo
Necessit o meno di Erogatori Intermedi.

Portata minima totale


(Area Op. * Densit)
Riserva minima
(Portata Min. * Durata)
Area Specifica Effettiva
Portata specifica di Scarica
(Port. Spec. * Densit)
Numero Erogatori Operativi
(Area Op / Area Specifica)
Pressione effettiva minima di progetto
Sqr (Q / K)
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REPARTI
EN 12845
Rischio

UNI 9489

Densit di Scarica
lt/min/mq

Area Operativa
mq

Umido

Secco

Rischio

Densit di Scarica
lt/min/mq

Area Operativa
mq

Umido

LH

2.5

84

90

2.5

80

OH1

72

90

B1

72

OH2

144

180

B22

144

OH3

216

270

B3/D0

216

OH4

360

Usare HHP1

B4

360

HHP1

7.5

260

325

C1

7.5

260

HHP2

10

260

325

C2

10

260

HHP3

12.5

260

325

C3

12.5

260

C4

15

300

HHP4

Diluvio

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36

DEPOSITI

Author: Giovanni La Cagnina

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Altezza di impilamento maggiore della massima? Erogatori intermedi (in-rack sprinkler).


EN 12845 e UNI Area operativa sempre 260 mq.
UNI 7.5 L/min/mq come densit di scarica a soffitto o sotto copertura
EN 7.5 L/min/mq un valore minimo. Maggiore la differenza di altezza fra la sommit
della merce impilata e il pi alto livello di erogatori intermedi, maggiore la densit
richiesta.
Es. Categoria III, per una differenza di altezza fra la sommit della merce e lultimo livello
intermedio di 2.2 m, la densit di scarica a soffitto sar di 12.5 Lt/min/mq.
RIASSUMIAMO:
a) altezza di impilamento delle merci;
b) altezza delledificio;
c) spazio a soffitto (la distanza verticale tra gli erogatori sprinkler a soffitto o sotto la
copertura e la sommit delle merci depositate)
sono tutte variabili significative che contribuiscono allefficacia e alla necessaria densit di
scarica della protezione di un impianto
sprinkler.
Author:
Giovanni La Cagnina
38

IL PROBLEMA DEGLI EROGATORI INTERMEDI.

La norma UNI 9489 non prevede in nessun punto la possibilit di utilizzare


erogatori diversi da quelli spray nei depositi ad alto impilamento.

Quindi, per fare un esempio, in un deposito di merce di classe 2 su scaffali con


altezze di impilamento per esempio di 7.6 m ho necessariamente lobbligo di
mettere degli erogatori intermedi a protezione della merce impilata.

Author: Giovanni La Cagnina

39

UNI 9489

Occorrer mettere quindi:


1 livello di sprinkler ogni 3.5 m
(nellesempio 2);
Su ogni livello 1 erogatore ogni 2.8 m;
Per ogni sprinkler un tegolo antibagnamento;
Densit a soffitto di 7.5 L/min/mq;
Area operativa di 260 mq;
Pressione Minima agli sprinkler intermedi
pari a 200 KPa
Operativit contemporanea di almeno 3
erogatori * ogni livello * 2 scaffali
(supponendo corridoi compresi tra 1.2 e 2.4
Author: m),
Giovanni
Cagnina
cioLanel
nostro esempio 12 erogatori 40
contemporaneamente in funzione.

UNI 9489

Conseguenze:
Portata minima complessiva (114 L/min per
testina intermedia): 1950 + 1370 L/min =
3320 L/min
Riserva idrica (90 min): circa 300 mc

SOPRATTUTTO

COSTI E PROBLEMI DI LOGISTICA

Author: Giovanni La Cagnina

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NFPA e FACTORY MUTUAL:

SOLUZIONI ALTERNATIVE
LARGE DROP:

Sprinkler a Goccia larga, provoca un


elevato bagnamento della superficie ed
molto valido nel controllo dellincendio in situazioni particolari di merce
ad elevato carico di incendio.

E ANCORA DI PIU..

ESFR (Early Suppression Fast Response):

Sprinkler che, combinando lalta capacit di risposta (Sensitivit termica, RTI <= 50)
con la qualit e uniformit della scarica relativa, ha una elevata efficacia nella soppressione degli incendi. Appositamente studiato per depositi intensivi ad alto impilamento.
NON ADATTO AD ESEGUIRE UN CONTROLLO DELLINCENDIO
(salvo non specificatamente testato, vedi K 16.8)
Author: Giovanni La Cagnina

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LARGE DROP
Caratteristiche tecniche principali
solo Depositi
Tipo impianto: a umido, a secco, a preazione;
Temperature di attivazione: 74C, 141C per umido;
141C per secco e preaction;
Orifizio: 0.64 (16 mm);
Solo Upright;
Solo K 11.2;
Pressione Minima: 50 psi (3.4 bar) o 25 psi (1.7 bar)
secondo casistica tabelle;
Area Copertura Max/Min: 100 (130 NFPA) ft2 / 80ft2
(9.3mq (12 NFPA)/ 7.4mq);
Dist. Max/Min = 3.7 m / 2.4 m;
Pendenza max = 16.8 %;
Durata di Scarica = da 1 a 2 ore in funzione della classe merce e dellaltezza
impilamento
Author: Giovanni La Cagnina
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ESFR
Caratteristiche tecniche principali
solo Depositi
Tipo impianto: a umido;
Temperature di attivazione: ordinaria (79C) e intermedia (107C)
Orifizio: 1 o
Posizionamento: Upright o Pendent K 14; solo Pendent gli altri
K 14, K16.8, K 22.4 (solo FM), K25 disponibili sul mercato
Pressione Minima: in funzione della classe di rischio e del coefficiente K, le
pressioni possono variare da 1-1.4 bar fino anche a 6.2
bar.
Area Copertura Max/Min: 9.3mq / 5.8 (7.4 NFPA) mq;
Dist. Max/Min = 3.7 m / 2.4 m;
Pendenza max = 16.8 %;
Durata di scarica = 60 min;
Author: Giovanni La Cagnina

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ESEMPIO TABELLA NFPA


LARGE DROP DEPOSITI SU
SCAFFALI.
Deposito di Classe 2 su scaffali Alt. Impilamento 7.6 m;
Larghezza corridoi < 2.4 m.

Author: Giovanni La Cagnina

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ESEMPIO NFPA
LARGE DROP DEPOSITI SU
SCAFFALI.

Occorrer mettere quindi:


Solo Sprinkler a soffitto
Considerare la contemporaneit di 20 erogatori in funzione
Pressione Minima alle testine: 1.7 bar (170 KPa)
Durata di Scarica = 90 min.

Portata minima complessiva (K = 11.2 Portata 211 L/min):

4230 L/min
Riserva idrica (90 min): circa 381 mc

Author: Giovanni La Cagnina

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ESEMPIO NFPA
ESFR IN DEPOSITI SU SCAFFALI.
Deposito di Classe 2 su scaffali Alt. Impilamento 7.6 m;
Larghezza corridoi < 2.4 m.

Author: Giovanni La Cagnina

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ESEMPIO NFPA
ESFR: DEPOSITI SU SCAFFALI.

Occorrer mettere quindi:


Solo Sprinkler ESFR a soffitto
Considerare la contemporaneit di 12 erogatori in funzione
Pressione Minima alle testine: in funzione del K prescelto
Q (K 14) = 375 L/min
Q (K16.8) = 375 L/min
Q (K25) = 370 L/min
Durata di Scarica: 60 minuti

Portata minima complessiva: 4500 L/min


Author: Giovanni La Cagnina

Riserva idrica: circa 270 mc

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Spray, ESFR, Large Drop: CONFRONTO

Spray

Large-Drop

ESFR

Portate

--

Pressioni

Costo singolo

--

Costo
complessivo
Praticit

++

-/+

++++

Author: Giovanni La Cagnina

49

DALLE NORME RICAVIAMO ALTRI PARAMETRI


IMPORTANTI
Durata di Scarica e Pressione minima

EN 12845

UNI 9489

Livello

Pressione
(bar)

Durata
(min)

Livello

Pressione
(bar)

Durata
(min)

LH

0.7 bar

30

0.60 bar

30

OH

0.35 bar

60

0.50 bar

60

HHP

0.50 bar

90

0.50 min

90

HHS

0.50 bar

90

0.50 min

90

interm
edi

2 bar

90

interm
edi

2 bar

90

Author: Giovanni La Cagnina

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DALLE NORME RICAVIAMO ALTRI PARAMETRI


IMPORTANTI
Area Massima per Sprinkler e Distanze massime
Livello

Area Max (m2)

Distanze massime (m)


Layout standard S e D

Layout sfalsato S

Layout sfalsato D

LH

21,0

4,6

4,6

4,6

OH

12,0

4,0

4,6

4,0

HHP e HHS

9,0

3,7

3,7

3,7

Dove S e D sono le distanza fra gli sprinkler come indicato nella figura della
pagina seguente:

Author: Giovanni La Cagnina

51

Author: Giovanni La Cagnina

52

IL CALCOLO DI TUTTI GLI ALTRI


PARAMETRI IDRAULICI FONDAMENTALI
DATI
IDRAULICI

Area Operativa
Densit di Scarica
Pressione Minima agli erogatori
Durata della Scarica

DATI
GEOMETRICI

Area Specifica Protetta Max


Distanza Max fra Erogatori
Distanza Max fra Diramazioni
Numero terminali a valle di una stazione
di controllo
Necessit o meno di Erogatori Intermedi.

Portata minima totale


(Area Op. * Densit)
Riserva minima
(Portata Min. * Durata)
Area Specifica Effettiva
Portata specifica di Scarica
(Port. Spec. * Densit)
Numero Erogatori Operativi
(Area Op / Area Specifica)
Pressione effettiva minima di progetto
Sqr (Q / K)
Author: Giovanni La Cagnina

53

I PARAMETRI GEOMETRICI E TECNICI


Dalle norme ricaviamo anche:
-

Limiti di n sprinkler o di volume tubazioni supportati dalla stessa


stazione di controllo;
Distanze degli sprinkler dal soffitto;
Distanze degli sprinkler dalle travi o pilastri;
Limiti di ingresso allinterno di spazi compresi fra due travi.

Author: Giovanni La Cagnina

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Limitazione impianti
UNI 9489

EN 12854

Impianti ad UMIDO
per ogni valvola

Impianti ad UMIDO
per ogni valvola

Max 1000 SPK

LH 10.000 m2
OH 12.000 m2
HHP e HHS 9.000 m2

Author: Giovanni La Cagnina

55

Limitazione impianti
EN 12854
Impianti ad secco
per ogni valvola

UNI 9489
Impianti a secco Max 500
SPK

A senza acceleratore
125 spk e 1 m3

A con acceleratore
250 spk e 1 m3

B senza acceleratore
250 spk e 1,5 m3

B con acceleratore
500 spk e 4 m3

C/D con acceleratore

500 spk e 4 m3
Author: Giovanni La Cagnina

LH e OH senza
acceleratore 1.5
m3
LH e OH con
acceleratore 4
m3
HHP e HHS solo
con acceleratore
3 m3
56

Author: Giovanni La Cagnina

57

PARAMETRI
GEOMETRICI

PARAMETRI
IDRAULICI

DISEGNO
RETE

PARAMETRI
TECNICI

CONFIGURAZIONE
LOCALI
INSTALLAZIONE
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58

Author: Giovanni La Cagnina

59

Author: Giovanni La Cagnina

60

Author: Giovanni La Cagnina

61

Author: Giovanni La Cagnina

62

ALIMENTAZIONE

Intervenire automaticamente;
Mantenere in pressione il collettore di alimentazione dellimpianto anche in
fase non operativa;
Essere conformi alle norme utilizzate;
Essere in grado di fornire, per la durata di scarica prevista, le condizioni
minime di portata e pressione in qualunque area operativa dellimpianto;
Possono essere costituite da:
a) Gruppo Pompaggio;
b) Acquedotto;
c) Serbatoio in Pressione;
d) Serbatoio a gravit;
Lalimentazione deve essere ad esclusivo servizio (tranne acquedotti)
dellimpianto, tranne nel caso in cui:
- sia di tipo superiore;
- ad anello chiuso;
- in grado di garantire la contemporaneit di funzionamento di tutte le utenze
(IDRANTI per esempio) nelle loro condizioni minime di norma.
Author: Giovanni La Cagnina

63

Stazione di Controllo
DEFINIZIONE: complesso di valvole, strumenti di misura ed apparecchiature
di allarme destinato al controllo del funzionamento di una sezione di
impianto. Pu essere a umido o a secco (per i relativi impianti).
Ad Umido: separa due sezioni di tubazioni permanentemente riempite di
acqua. Lattivazione di una testina e quindi il calo della pressione dal lato a
valle della stazione, genera lattivazione della stazione e quindi della relativa
campana idraulica di allarme;
A Secco: separa le tubazioni piene di aria in pressione da quelle piene di
acqua con P <= Pressione dellaria. Lapertura di una testina determina un
calo di pressione nella parte a valle della stazione e quindi la valvola
consente il passaggio dellacqua che a P maggiore (quella di progetto
dellimpianto). Questa tipologia di impianti consigliata laddove sussiste
pericolo di gelo del fluido nelle tubazioni.
Author: Giovanni La Cagnina

64

Stazione di Controllo

Valvola principale di intercettazione;


Valvola di controllo e allarme;
Campana idraulica di allarme;
Valvola principale di scarico;
Apparecchiature di Prova;
2 Manometri.

RICORDARE: la valvola di intercettazione principale deve


stare sempre a monte di tutto il resto!!!
N.B. La valvola di controllo allarme pu essere anche
sostituita, qualora le condizioni lo richiedano, da un flussostato collegato a
dispositivo elettrico di allarme.
Author: Giovanni La Cagnina

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Disposizione erogatori

Author: Giovanni La Cagnina

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Disposizione Erogatori
- A pettine (Tutte le diramazioni sono su un solo lato)
- A spina

(Diramazioni su ambedue i lati di un collettore)

- Ad Anello (Il collettore si chiude ad anello)


- A griglia

(Due collettori laterali e una serie di diramazioni che passano da un


collettore allaltro creando delle maglie)

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LA DISPOSIZIONE DEI TUBI


- Conformazione strutturale;
- Tenuta strutturale dei pesi derivanti (a tubo pieno);
- Consentire lo svuotamento delle tubazioni per manutenzione (angolo 1%);
- Ridurre al minimo perdite concentrate (gomiti, Tee, Croci e quantaltro);
- Evitare il pi possibile il passaggio attraverso strutture REI. Quando non
possibile altrimenti, assicurare di ricreare le condizioni di compartimentazione
(manicotti, schiume, ecc.);
-Tubi in polietilene interrati; fuori in acciaio (rame e ghisa ormai in disuso)
- ATTENZIONE ALLE DISTANZE DAL SOFFITTO.

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IL DIMENSIONAMENTO
METODO DEL PRECALCOLO: la norma suggerisce direttamente i diametri e i
numeri di terminali e testine da essi supportati.
SICUREZZA COSTI PIU ELEVATI.

CALCOLO INTEGRALE: in questo caso il dimensionamento e il calcolo


affidato al professionista, il quale, attraverso luso corretto delle formule a sua
disposizione e del rispetto dei parametri dettati dalla norma, dimostra che il
sistema cos progettato funzionante. NO LIMITI IN DIAMETRI E NUMERO
SPRINKLER DA ESSI SUPPORTATI.

Author: Giovanni La Cagnina

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IL DIMENSIONAMENTO
VELOCITA unico parametro di dimensionamento delle tubazioni.
Tutte le norme Vmax = 10 m/sec.
Il buon senso dice al massimo 3 m/sec
In ogni caso importantissimo avere come obiettivo principale il corretto
bilanciamento della rete:
- Minori pressioni;
- Minori portate;
- Gruppo pompa pi piccolo;
- Riserva idrica pi piccola.
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IL DIMENSIONAMENTO
IDRANTI: unica coppia di risultati con valori di Portata e Pressione allalimentazione,
comprensiva eventualmente del dislivello di aspirazione.
Il calcolo (e il dimensionamento) eseguito considerando in funzione il numero minimo di
terminali pi sfavorito derivante dalla norma utilizzata.

SPRINKLER: occorre considerare e progettare limpianto affinch siano garantite le


condizioni minime di portata e pressione sia nel caso che funzionino tutti gli erogatori
dellarea operativa sfavorita, che nel caso funzionino quelli dellarea favorita.
La scelta di tale area tiene conto della supposta uniformit di propagazione di un incendio
e quindi essa dovr essere il pi possibile quadrata o rettangolare con il lato maggiore al
massimo 1.2 * Sqrt (Area operativa).

MISTO: comanda limpianto sprinkler, ma nelle aree di calcolo occorre considerare in


funzione contemporaneamente anche il numero minimo di terminali idranti previsti dalla
norma.
Author: Giovanni La Cagnina

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