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10 a – Prescrizioni generali internazionali e definizioni cisterne

Una cisterna è recipiente in grado di contenere materie allo stato liquido, liquido (fuso), o solido
(materie in polvere o granulari), la cui capacità è superiore ai 1000 litri.

Per le capacità che può avere, la cisterna è adatta a contenere le materie di tutte le classi A.D.R. ad
esclusione della classe 1 degli esplosivi e di alcune materie di altre classi, in ragione del pericolo
legato alle considerevoli quantità di materia caricata.
Pertanto, le materie ammesse al trasporto in cisterna sono: 2, 3,4.1,4.2, 4.3, 5.1, 5.2, 6.1, 6.2, 7. 8. e
9 (tutte eccetto la classe 1).

Un container cisterna è un mezzo per il trasporto che può contenere materie liquide, gassose o in
polvere, avente capacità superiore a 450 litri e munito di blocchi d’angolo, concepito per essere
movimentato anche quando è carico (fig. 57).

Una cassa mobile cisterna è un mezzo per il trasporto munito di almeno 4 blocchi d’angolo
inferiori, che viene considerato a tutti gli effetti come un container cisterna, e che può essere
provvisto di 2 prese per pinze (per lato) per la sua movimentazione.

Una cisterna fissa è una cisterna di capacità superiore a 1000 litri fissata stabilmente sul veicolo,
che diventa allora un veicolo-cisterna, o che fa parte integrante di un veicolo autoportante (fig. 55).

Un veicolo batteria è un insieme di recipienti (per trasporto di materie della classe 2) collegati tra
loro da un tubo collettore e montati stabilmente su una struttura, aventi una capacità totale superiore
a 1000 litri (fig. 58).

Una cisterna smontabile è una cisterna di capacità superiore a 450 litri che normalmente può essere
movimentata dal veicolo quando è vuota.

10 b – Oggetto e funzionamento dell’equipaggiamento tecnico dei


veicoli cisterna e portacontenitori cisterne

Un autoveicolo con cisterna per trasporto di materie molto infiammabili deve essere
obbligatoriamente munito di:
- impianto elettrico canalizzato in tubi o in guaine idonei
- uno staccabatterie con doppio comando conforme all’A.D.R.
- barra antincastro a 10 cm dal filo posteriore della cisterna
- dispositivo di scappamento (tubo di scappamento dei gas di scarico del motore) diretto in
modo da evitare ogni pericolo per il carico

Sui veicoli cisterna (escluso i veicoli porta cisterne smontabili) devono comparire le seguenti
indicazioni:
- il nome del proprietario o dell’utilizzatore
- la massa a vuoto (tara)
- la massa complessiva autorizzata

Secondo l’A.D.R., gli autoveicoli cisterna nuovi di massa complessiva maggiore di 16 t, utilizzati
per il trasporto di merci pericolose devono essere muniti di:
- un sistema ABS di frenatura antibloccaggio
- un sistema rallentatore di velocità approvato A.D.R. da usarsi nelle lunghe discese, costituito
per esempio da freni motore approvati, senza dover ricorrere né ai freni di servizio, né ai
freni di soccorso o stazionamento
- un dispositivo limitatore che limiti la velocità ai valori massimi consentiti

Secondo l’A.D.R., un autoveicolo porta-container cisterna di capacità maggiore di 3000 litri, di


massa complessiva maggiore di 16 t, deve essere munito di:
- un sistema di frenatura antibloccaggio ABS
- un dispositivo rallentatore di velocità
- un limitatore di velocità

Secondo l’A.D.R., un rimorchio o semirimorchio porta-container cisterna di capacità maggiore


di 3000 litri, di massa complessiva maggiore di 10 t, deve essere munito di:
- un sistema di frenatura antibloccaggio ABS
- almeno un cuneo o ceppo d’arresto
- un impianto elettrico con cavi elettrici posti in guaine o tubi idonei

Secondo l’A.D.R., un trattore per semirimorchi di massa complessiva superiore a 16 t, destinato


al traino di semirimorchi porta-container cisterna con capacità superiore a 3000 litri, deve essere
munito di:
- un dispositivo rallentatore della velocità da usare nelle lunghe discese, che non impieghi i
freni di servizio, di soccorso o stazionamento
- un sistema di frenatura antibloccaggio ruote ABS

I mezzi antincendio di una unità di trasporto con cisterna A.D.R. avente massa complessiva fino a
7,5 t devono essere almeno:
- per un autotreno, 1 estintore da 2 kg per combattere l’incendio del motore/cabina e 1 estintore da 6
kg di tipo ABC

- per un autocarro 1 estintore da 2 kg per combattere l’incendio del motore/cabina e 1 estintore da 6


kg di tipo ABC
11 a – Cisterne per carburanti e prodotti chimici

Una cisterna fissa è un serbatoio costituito da un corpo cilindrico e da fondi di estremità, avente
capacità superiore a 1000 litri.

I materiali con cui vengono costruite le cisterne possono essere:


- leghe di alluminio
- acciaio al carbonio
- acciaio inossidabile

Dal punto di vista costruttivo, e a seconda del tipo di materia da trasportare, le cisterne si
distinguono in:
- cisterne cosiddette “atmosferiche”, nelle quali il prodotto viene trasportato ad una pressione
pari circa a quella atmosferica. In realtà, la pressione sarà leggermente superiore per effetto
della tensione di vapore che si crea in un recipiente chiuso a causa dei vapori creati dalla
materia stessa. La loro sezione è ellittica o policentrica. Il motivo di questa forma deriva
dalla possibilità di trasportare una quantità di prodotto maggiore a parità di lunghezza e di
potere mantenere basso il baricentro dell’intero veicolo per ottenere una maggiore stabilità,
ad esempio in curva. Nel caso di cisterne per prodotti petroliferi (carburanti), queste sono
costruite per essere scaricate a gravità o con pompa di svuotamento.
Non è possibile, o è vietato, metterle sotto pressione e possono essere dotate di indicatori di
livello in vetro. Gli equipaggiamenti contro la sovrapressione sono dispositivi di aerazione
o ventilazione.

- cisterne cosiddette “in pressione”, nelle quali il prodotto viene caricato e scaricato sotto
pressione. Sono cisterne dalla tipica sezione circolare, destinate al trasporto di materie
chimiche della classe 6.1 oppure 8. La loro pressione interna è maggiore di quella
atmosferica. Dal punto di vista della stabilità, per esempio in curva, occorre tenere presente
che essa è minore a causa del baricentro, che è più alto di quello delle cisterne ellittiche o
policentriche.
Gli indicatori di livello, se presenti, non devono essere a trasparenza (in vetro). Possono
essere scaricate sotto pressione, sia dal basso che dall’alto. Gli equipaggiamenti contro la
sovrapressione sono valvole di sicurezza, con o senza disco di rottura.

- cisterne in pressione durante il carico, lo scarico e il trasporto. E’ il caso delle cisterne per
gas, la forma delle quali è necessariamente circolare o sferica. Le pressioni interne di queste
cisterne sono di notevole entità (dai 10 ai 30 bar).

Dal punto di vista strutturale, le cisterne possono essere costituite da un corpo unico, atto a
contenere un solo tipo di prodotto (cosiddette cisterne “volumetriche”, tipiche per l’uso presso i
grandi depositi costieri, grazie alle loro notevoli capacità di carico), ovvero dotate di più
compartimenti stagni (cosiddette “chilolitriche”, suddivise, cioè, in compartimenti tarati di capacità
predefinita, idonee per lo scarico frazionato presso piccole utenze, quali stazioni di rifornimento di
carburanti, condomini, ditte di autotrasporto, ecc.). Le cisterne chilolitriche (suddivise in comparti
tarati di 1000 litri ciascuno) sono cadute in disuso per la loro scarsa flessibilità di utilizzazione; la
loro denominazione è invece rimasta per indicare, comunque, cisterne dotate di più compartimenti
stagni di capacità diversa, comunque misurata, per il trasporto di materie diverse .

Gli elementi di struttura interni di una cisterna sono:


- i diaframmi chiusi o fondi chiusi
- i diaframmi aperti o frangiflutti o paratie
- gli anelli di rinforzo saldati all’interno della cisterna

Il diaframma aperto o diaframma frangiflutti o paratia, è un fondo interno provvisto di aperture che
limita (frena) lo spostamento del liquido in senso longitudinale. E’ dotato di aperture che
consentono il passaggio di un uomo per i controlli interni, e di aperture per il passaggio del liquido,
che consentono il completo svuotamento della cisterna.

Il diaframma chiuso, o diaframma stagno, è un elemento di struttura interno di una cisterna senza
nessuna apertura, che suddivide la cisterna in scomparti stagni.

La presenza di almeno un passo d’uomo è obbligatoria:


- per le cisterne monoscomparto
- per ogni scomparto chiuso
per consentire di ispezionare internamente la cisterna.
Ad esempio, per una cisterna a 3 scomparti, di cui uno con diaframma frangiflutti, sono obbligatori
3 passi d’uomo.
Il passo d’uomo è normalmente ricavato sulla parte superiore della cisterna e chiuso da un
coperchio. I coperchi sono dotati di accessori, quali le bocche di lavaggio, e possono rimanere
aperti durante il carico e lo scarico a cielo aperto (per le materie che lo consentono), ovvero durante
le operazioni di bonifica.

EQUIPAGGIAMENTO DI SERVIZIO
Fanno parte del cosiddetto equipaggiamento di servizio di una cisterna tutti quegli elementi che ne
consentono l’utilizzazione durante la fase di carico, di scarico e di trasporto.

Essi sono:
- i passi d’uomo e le bocche di lavaggio
- i dispositivi in serie, indipendenti tra loro, da utilizzarsi per effettuare lo scarico dal basso
- i dispositivi di decompressione e le valvole superiori di fase liquida e di fase gas

Una cisterna di tipo atmosferico necessita di dispositivi che consentano il suo carico e il suo scarico,
senza che si determinino problemi di depressione.
Inoltre, durante il trasporto, la situazione atmosferica esterna può creare problemi di bassa pressione
(pressione interna inferiore alla pressione atmosferica, che può determinarsi in condizioni di bassa
temperatura), ovvero di alta pressione (pressione interna maggiore della pressione atmosferica, che
può verificarsi, normalmente, a causa della tensione di vapore, oppure quando la temperatura
esterna è alta).

Per tale motivo la cisterna è equipaggiata di valvole che, di seguito si analizzano.

La valvola di fase liquida ha un diametro nominale di 80 mm e serve per effettuare il carico


dall’alto in ciclo chiuso. Deve essere chiusa durante il trasporto e deve essere munita di tappo o
flangia cieca. Se è collegata ad un tubo pescante (cioè munita inferiormente di tubo pescante) serve
per effettuare lo scarico dall’alto, oppure il carico dall’alto, in ciclo chiuso. Per la sicurezza del
conducente, non deve essere mai usata per scaricare la pressione a fine scarico.

La valvola di fase gas ha diametro nominale compreso tra 25 e 40 mm, posta nella parte superiore
della cisterna. Serve per effettuare il carico in ciclo chiuso per il ritorno dei vapori nel serbatoio
dell’impianto, oppure può servire per mettere in pressione la cisterna (se la cisterna è a ciò
abilitata). Durante la marcia deve essere tenuta chiusa.

Il dispositivo di aerazione o di ventilazione, chiamata anche valvola a 5 effetti in ragione delle sue
funzioni, è un dispositivo di sicurezza posto sulla parte superiore della cisterna, in genere
alloggiato sul coperchio del passo d’uomo che, in casi di necessità, mette la cisterna in
comunicazione con l’atmosfera, potendosi aprire ad una determinata pressione. E’ normalmente
installata sulle cisterne atmosferiche o a scarico a gravità e, nelle normali condizioni di impiego, è
chiusa .

I 5 effetti che danno il nome alla valvola sono:

- un dispositivo a molla si può aprire ad una determinata pressione di taratura in caso di


aumento della pressione interna (sovrapressione) che si può originare durante il trasporto per
effetto dell’aumento di temperatura. In tal caso, l’apertura della valvola serve a riequilibrare
l’eccesso di pressione riportandolo a quello di taratura.
- lo stesso dispositivo a molla può essere efficace anche durante le basse pressioni, ovvero
quando la pressione interna della cisterna scende sotto il valore di quella esterna (pressioni <
1 atm). In tale caso l’apertura della valvola consente l’ingresso di aria che riequilibra lo
scompenso di pressione interno fino alla pressione di taratura.
- E’ efficace anche durante le depressioni , potendo la stessa molla intervenire aprendosi,
come nel caso delle basse pressioni.
- In caso di rovesciamento della cisterna, è dotata di un dispositivo che interviene oltre una
inclinazione di 30° per impedire la fuoriuscita di liquido.
- È provvista di retine taglia-fiamma che impediscono la penetrazione di un incendio
La valvola di sicurezza è una valvola contro le sovrapressioni che, mediante un dispositivo a molla,
si apre ad una determinata pressione di taratura per poi richiudersi dopo l’eventuale funzionamento.
E’ un dispositivo normalmente chiuso e in una cisterna avente pressione di prova idraulica di 4 bar,
ha una pressione di taratura di 3 bar.
E’ montata su cisterne con scarico a pressione.
Le valvole di sicurezza possono essere provviste di disco di rottura che è costituito da una lamina
metallica posta tra la valvola di sicurezza e la cisterna, destinato a rompersi ad una determinata
pressione di rottura, inferiore a quella di funzionamento della valvola. In tale modo, il conducente,
avvertito della rottura del disco, può intervenire per verificare le cause dell’aumento della pressione
interna senza correre alcun pericolo. E’ obbligatorio montarlo sulle cisterne “ermeticamente
chiuse”.

La valvola di fondo è un dispositivo che chiude un foro (dall’interno) nella parte inferiore della
cisterna. E’ posta a monte (prima) della valvola di scarico, e in caso di rottura del tubo di scarico
impedisce la fuoriuscita del prodotto. Deve essere aperta se si carica dal basso.
E’ necessaria per consentire lo svuotamento della cisterna, ed è obbligatoria per ogni scomparto
delle cisterne con scarico dal basso. Nei contenitori cisterna può essere posta nella parte inferiore
dei fondi di estremità.
E’ comandabile manualmente dall’alto mediante un volantino, un’asta e un otturatore interno,
ovvero manualmente dal basso, mediante un movimento eccentrico. Nelle cisterne per carburanti
può essere a comando pneumatico dal basso.
Deve restare chiusa durante il trasporto. Nella fase di scarico, deve essere aperta prima della valvola
di scarico, per consentire al liquido di riempire il tubo collettore. A fine scarico, deve essere chiusa,
comunque, prima della valvola di scarico per far defluire completamente il liquido dal tubo
collettore.

La valvola di scarico è posta a valle (dopo) della valvola di fondo, alla fine della tubazione di
scarico e deve rimanere chiusa durante il trasporto. Può essere costituita da una valvola a sfera o a
farfalla. Ha un diametro nominale compreso tra 80 e 100 mm ed è obbligatoria per ogni scomparto
delle cisterne per merci pericolose previste per lo scarico dal basso.
E’ la valvola alla quale si collega il tubo flessibile per lo scarico dal basso.
Durante il trasporto, la valvola di scarico deve essere obbligatoriamente provvista del tappo cieco o
flangia cieca per impedire perdite nel caso in cui la valvola di fondo e la valvola di scarico non
presentino una chiusura ermetica.
Il tratto di tubazione di scarico posto tra la valvola di fondo e la valvola di scarico deve risultare
vuoto durante il trasporto e, se necessario, deve essere oggetto di accurata bonifica.

Per le materie che lo richiedono, alcune cisterne sono dotate di uno strato di isolamento termico
(coibentazione) che ha il compito di mantenere per quanto possibile invariata la temperatura del
prodotto caricato. Si tratta di un rivestimento esterno della cisterna che, in una certa misura,
impedisce il raffreddamento o il riscaldamento della materia trasportata.
Nel caso di materie, invece, che devono essere trasportate ad una determinata temperatura, esistono
cisterne munite di sistemi di riscaldamento che possono essere costituiti da canaline saldate
esternamente al fasciame, per il passaggio di acqua calda o vapore, oppure da resistenze elettriche
poste esternamente alle lamiere della cisterna. La presenza di questi sistemi può verificarsi soltanto
se autorizzata dalla autorità competente e attivati senza superare la temperatura massima di calcolo
della cisterna.

Gli strumenti che possono equipaggiare una cisterna possono essere:


- i termometri per verificare la temperatura della materia trasportata
- i manometri per verificare i valori di pressione presenti in cisterna (ad esempio durante lo
scarico sottopressione)
- i manometri (tra valvola di sicurezza e disco di rottura) per testare l’integrità del disco di
rottura stesso.

Le protezioni antinfortunistiche contro la caduta dall’alto sui veicoli cisterna sono poste sulla parte
superiore della cisterna, a tutela della incolumità fisica del conducente, e comprendono:
- una ringhiera (corrimano) abbattibile
- una passerella antiscivolo
- scala di accesso con pioli antisdrucciolo

Le cariche elettrostatiche che possono crearsi durante l’uso della cisterna possono essere dovute al
movimento dei veicoli, al flusso dei liquidi all’interno dei tubi flessibili di scarico, al movimento
dei liquidi all’interno della cisterna e possono rappresentare un pericolo se non opportunamente
scaricate a terra.
La messa a terra è costituita da una linguetta o piattina metallica (solitamente in rame) posta sul
veicolo cisterna da collegare alla terra dell’impianto fisso per evitare lo scoccare di scintille dovute
alla differenza di potenziale elettrico che può verificarsi tra la cisterna e lo stesso impianto.
Il collegamento (dal punto di vista elettrico) tra cisterna e serbatoio dell’impianto deve essere
completo, cioè deve riguardare tutte le parti metalliche del veicolo e della cisterna, senza nessuna
interruzione.
Il simbolo che individua il collegamento equipotenziale per scaricare la corrente statica, ovvero la
messa a terra, è rappresentato in figura 31.

Nel caso di trasporto di materie altamente corrosive per i metalli (per esempio acido cloridrico,
acido fluoridrico, cloruro ferrico) occorre che la cisterna sia provvista di rivestimento protettivo
interno. Si tratta di uno strato di gomma o ebanite, resistente ai prodotti da trasportare. In questo
caso le cisterne si dicono “ebanitate”.

GRADI DI RIEMPIMENTO DI UNA CISTERNA


L’A.D.R. prescrive per le cisterne dei gradi di riempimento, minimo e massimo, dovuti a
motivazioni diverse, ma entrambi richiesti per la sicurezza del trasporto.
Il grado di minimo riempimento, cioè la quantità minima di materia liquida che può essere
contenuta in una cisterna, è prescritta per cisterne aventi scomparti di capacità superiore a 7500 litri.
In questa situazione, infatti, l’esperienza dimostra che una cisterna diventa instabile (ad esempio in
curva) quando è riempita a meno dell’80% della sua capacità, per effetto degli eccessivi movimenti
del liquido all’interno.
L’A.D.R.,quindi, prescrive che il grado di riempimento minimo della cisterna sia almeno l’80% per
la sezione di capacità superiore a 7500 litri.
E’ opportuno, pertanto, che in sede di scelta del proprio veicolo cisterna ci si preoccupi di verificare
che la capacità degli scomparti (il volume è quello compreso tra due consecutivi diaframmi, aperti o
chiusi, presenti nella cisterna) sia inferiore ai 7500 litri, nel qual caso non esiste nessun grado di
riempimento minimo da rispettare. Nel caso di compartimentazione di capacità superiore a 7500
litri, per poter utilizzare a pieno la propria cisterna, occorrerà in definitiva vuotarla completamente
(grado di riempimento minimo zero).

Il grado di massimo riempimento è, invece, legato all’aumento di volume della materia dovuto
all’aumento della temperatura. Non deve essere tassativamente superato da tutte le cisterne
trasportanti merci pericolose.
Dal momento che le materie hanno differenti caratteristiche fisiche, si dimostra che il grado di
massimo riempimento varia dal 90 al 97% del volume totale dello scomparto.

Al grado di massimo riempimento corrisponde il vuoto minimo, o di sicurezza, che varia dal 10 al
3% del volume dello scomparto. Deve essere tassativamente rispettato per consentire al liquido di
espandersi quando aumenta la sua temperatura.

IDENTIFICAZIONE DELLE CISTERNE E DEI CONTENITORI CISTERNA


Le cisterne e i contenitori cisterna devono potere essere identificati attraverso elementi durevoli e
fissati alla loro struttura, come targhe e punzonature.

Una cisterna può essere riconosciuta esattamente:


- da punzonature (tra cui il numero di fabbrica) eseguite sulle pareti rinforzate della cisterna,
se sprovviste di coibentazione
- da informazioni (tra cui il numero di fabbrica) contenute su una targhetta metallica fissata
alla cisterna

Sulla targhetta della cisterna deve obbligatoriamente comparire:


- il numero d’approvazione, il nome del fabbricante, il numero e l’anno di fabbricazione
- la pressione di prova, la pressione massima di esercizio , la capacità del o degli scomparti, la
temperatura di calcolo
- le date della prova iniziale e di quelle periodiche, il materiale del serbatoio e, se ricorre il
caso, del rivestimento di protezione

In base a queste informazioni, un buon conducente è in grado di capire:


- se è possibile effettuare lo scarico sotto pressione
- se è possibile caricare materie a temperature superiori a 50 °C (per esempio a 80 °C)
- se la cisterna è in regola con le prescritte prove periodiche
- se è presente la lettera “S”, che lo scomparto è suddiviso in sezioni di capacità massima di
7500 litri, mediante frangiflutti

Sul veicolo cisterna devono obbligatoriamente comparire indicazioni relative a:


- il nome del proprietario o del locatario del veicolo
- la massa a vuoto
- la massa massima autorizzata

Un container cisterna deve essere identificato attraverso una targhetta che deve obbligatoriamente
riportare:
- il numero d’approvazione, il nome del fabbricante, il numero e l’anno di fabbricazione
- la pressione di prova, la pressione massima di esercizio (per i container cisterna sotto
pressione), la capacità dello o degli scomparti, la temperatura di calcolo
- le date della prova iniziale e di quelle periodiche, il materiale del serbatoio e, se ricorre il
caso, del rivestimento interno di protezione

In base a queste informazioni, un buon conducente è in grado di capire:


- dalla presenza della sigla R.I.D./A.D.R. che il contenitore è approvato per il trasporto su
strada e per ferrovia
- se è possibile effettuare lo scarico sotto pressione e se il container è in regola con le
prescritte prove periodiche
- dalla presenza della sigla I.M.O., che il container è approvato per il trasporto marittimo

Sul container cisterna devono obbligatoriamente comparire le seguenti indicazioni:


- il nome del proprietario e del locatario
- la massa massima autorizzata e la massa a vuoto (tara)
- la capacità del serbatoio

PROVE SULLE CISTERNE E SUI CONTENITORI CISTERNA


Le cisterne e i contenitori cisterna devono essere periodicamente provati da parte di uffici della
autorità competente o di organismi autorizzati dalla autorità competente al fine di controllare il
buono stato del serbatoio e dei suoi equipaggiamenti di struttura e di servizio, e anche al fine di
mettere fuori servizio quelli che non offrono garanzie di sicurezza.

Una cisterna fissa (veicolo cisterna) deve essere provata all’inizio (prova iniziale), e,
successivamente, ogni tre e sei anni.

Durante la prova triennale, che è una prova di tenuta, si controlla la ermeticità della cisterna e il
buon funzionamento degli equipaggiamenti di servizio. Si esegue una visita esterna, non essendo
prevista quella interna. La prova viene punzonata facendo seguire la data (mese e anno) dalla lettera
“L” e dal punzone dell’esperto che ha proceduto alle prove.

Durante la prova sessennale, che è una prova idraulica, l’ermeticità della cisterna è controllata con
una prova di pressione. Inoltre, prevede la verifica dello stato esterno e interno della cisterna, e la
verifica degli equipaggiamenti di servizio, nonché il controllo degli spessori minimi delle lamiere.
La prova viene punzonata facendo seguire la data (mese e anno) dalla lettera “P” e dal punzone
dell’esperto che ha proceduto alle prove.

Durante la prova idraulica e di tenuta il liquido usato è l’acqua, oppure anche un liquido o un gas
che non presentino pericoli, con l’autorizzazione dell’autorità competente.
In occasione della prova idraulica e di tenuta è possibile verificare che le valvole di fondo e le
valvole di scarico sopportino la pressione senza perdite e che non vi siano porosità sui cordoni di
saldatura, ovvero cricche o fori, e cioè che la cisterna sia ermetica.

Un container cisterna deve essere sottoposto ad una prova iniziale e, successivamente, ogni 30 e 60
mesi (ovvero, ogni due anni e mezzo e ogni cinque anni).

La prova intermedia (30 mesi) dei contenitori cisterna:


- prevede una prova di tenuta per controllare l’ermeticità della cisterna
- prevede il controllo di buon funzionamento degli equipaggiamenti di servizio
- prevede la visita esterna

La prova quinquennale dei container cisterna:


- prevede una prova di pressione idraulica
- prevede il controllo degli spessori minimi delle lamiere della cisterna
- prevede la visita esterna più quella interna

11 b – Cisterne per gas

Le cisterne fisse per il trasporto di gas liquefatti sono di forma circolare o sferica e sono costruite
per sopportare pressioni variabili tra i 10 e i 30 bar.
Possono essere munite di tettuccio parasole che impedisce un forte riscaldamento delle lamiere
superiori.
Per la natura del prodotto trasportato, tali cisterne sono sempre munite di valvola di fase liquida e di
valvola di fase gas. Possono avere una valvola di sicurezza.
Per la sicurezza durante il trasporto, devono avere gli scarichi provvisti di triplice chiusura (valvola
a chiusura rapida + valvola di scarico + flangia o tappo cieco).
Per il controllo dei gradi di massimo riempimento, le cisterne per il trasporto dei gas liquefatti
devono essere dotati di indicatori di livello che possono essere:
- spie di livello o indicatori fissi, che rilevano solo un determinato grado di riempimento
- indicatori di livello rotativi, che rilevano differenti gradi di riempimento

Oltre degli indicatori di livello, le cisterne per trasporto di gas liquefatti possono essere
equipaggiate di:
- termometri, che misurano la temperatura in gradi Celsius o Centigradi (per esempio +25 °C)
- manometri, che misurano la pressione in bar o MPa o kg/cm2 (per esempio + 9 bar)

Per quanto riguarda la segnalazione del veicolo, le cisterne per trasporto di gas liquefatti devono
essere segnalate come gli altri veicoli cisterna utilizzati per il trasporto di merci A.D.R., quindi
dovranno esporre etichette di pericolo e pannelli di segnalazione arancio con numeri. Ad esempio,
nel caso di un gas infiammabile e tossico devono essere segnalati con etichette di figura 33 e 34
oltre ai pannelli di segnalazione arancio con numeri.

Se il gas liquefatto è fortemente refrigerato, la cisterna adatta per il suo trasporto è caratterizzata da
una resistenza alla pressione e dalla presenza di una intercapedine coibentata interposta tra due
involucri tenuti distanziati da staffe. Tale protezione calorifuga (coibentazione) è di elevato spessore
(250-300 mm) e del tipo a “isolamento sotto vuoto”.

11 c – Etichettaggio e segnalazione per cisterne

Le segnalazioni di pericolo (pannelli di segnalazione arancio e placche – grandi etichette di 25 cm


di lato) dei veicoli cisterna devono essere eseguite dal conducente.
L’unità di trasporto deve avere esposte le segnalazioni di pericolo quando trasporta materie
pericolose.
La segnalazione con etichette di pericolo in alcuni casi può avvenire con due etichette accostate, se,
ad esempio, la materia presenta anche un pericolo secondario.
La segnalazione con pannelli di segnalazione arancio “generici” può avvenire se ve ne sono altri
numerati.
Le segnalazioni devono essere rimosse, o coperte, dal conducente a cisterna vuota e bonificata,
mentre devono essere mantenute fintanto che la cisterna non sia stata bonificata.

PLACCHE (GRANDI ETICHETTE) DI PERICOLO


Le placche (grandi etichette) di pericolo che segnalano le cisterne hanno la forma di un quadrato
poggiato sulla punta (romboidale) aventi lato minimo di 250 mm.
Devono essere almeno tre, poste una per lato e una posteriore, a meno che la materia non presenti
rischi secondari. Nel caso in cui la materia presenti uno o più pericoli secondari le etichette
potranno essere due, o più, affiancate, poste sui due lati e posteriormente alla cisterna.
PANNELLI DI SEGNALAZIONE ARANCIO
I pannelli di segnalazione arancio rettangolari hanno dimensioni di 40 x 30 cm.
Quelli cosiddetti “generici”, cioè privi di numeri, potranno essere posti sulla unità di trasporto con
cisterna, anteriormente e posteriormente, purché ve ne siano altri con numeri sui lati.

I pannelli di segnalazione arancio con numeri contengono due gruppi di numeri, uno superiore e
uno inferiore , sovrapposti e divisi da una striscia nera.
Il numero superiore identifica il tipo di pericolo attraverso una combinazione di cifre legate al
pericolo principale e secondario delle diverse classi.
Il numero inferiore identifica il numero ONU della materia, o il nome della rubrica collettiva cui
appartiene una determinata materia. Fornendo l’identificazione della materia o dei gruppi di materie
trasportate, permette ai soccorritori di individuare in maniera certa il tipo di trasporto. Gli addetti ai
lavori, infatti, possono conoscere il nome chimico della materia trasportata consultando l’elenco dei
numeri ONU in loro possesso.

Il numero superiore fornisce l’identificazione del pericolo principale e/o secondario associato alla
materia , mediante codici. E ‘ chiamato comunemente “numero KEMLER” e si compone di due o
tre cifre. Generalmente le cifre indicano i seguenti pericoli:
- 2, gas
- 3, materia liquida infiammabile o combustibile
- 4, infiammabilità di materie solide o materia solida autoriscaldante
- 5, comburenza (favorisce l’incendio)
- 6, tossicità o pericolo di infezione
- 7, radioattività
- 8, corrosività
- 9, pericolo di violenta reazione spontanea (instabilità)

La prima cifra del codice segnala il pericolo principale o predominante legato alla classe.
La seconda cifra indica l’intensificazione del pericolo principale o un pericolo secondario.
L’eventuale terza cifra indica certamente un pericolo secondario.
La cifra “0”, che non è mai posta in prima o in terza posizione, segue solo la prima cifra e non
rafforza né diminuisce il suo significato (per esempio 60). Serve ad indicare che la materia
trasportata non possiede pericoli secondari e non è molto pericolosa.

Il raddoppiamento di una cifra indica, in generale, il rafforzamento del pericolo a cui le cifre si
riferiscono; se le cifre doppie sono le prime due (esempio 33), il raddoppiamento indica un
rafforzamento del pericolo principale.

Ad esempio:
30. Materia liquida infiammabile senza pericoli secondari, oppure materia liquida poco
infiammabile, oppure materia liquida avente punto di infiammabilità superiore a 60 °C
trasportata a temperatura superiore al suo punto di infiammabilità
33. Materia liquida molto infiammabile, materia avente basso punto di infiammabilità
40 Materia solida infiammabile o autoriscaldante o autoreattiva
66 Materia della classe 6.1, molto tossica
663 Materia molto tossica e infiammabile
883 Materia molto corrosiva e infiammabile
90 Materia pericolosa diversa o materia pericolosa per l’ambiente

Il numero di identificazione del pericolo può essere preceduto da una “X”, che indica che la materia
reagisce pericolosamente con l’acqua e che, in caso di incendio, l’acqua non può essere usata.
Ad esempio:
X338 Liquido molto infiammabile e corrosivo che reagisce pericolosamente con l’acqua

SEGNALAZIONI DELLE CISTERNE


Secondo l’ A.D.R. le cisterne devono essere opportunamente segnalate, mediante pannelli di
segnalazione arancio, generici e con numeri, e mediante etichette, secondo le varie combinazioni di
trasporto che possono presentarsi.
Di seguito si elencano tutte le possibili combinazioni di carico e le alternative che l’A.D.R. offre per
particolari situazioni.

UNITA’ DI TRASPORTO CON CISTERNA MONOSCOMPARTO


Se si tratta di un autoveicolo isolato con cisterna, dovranno essere esposti 2 pannelli di segnalazione
arancio, uno anteriormente e uno posteriormente al veicolo, con numeri di identificazione.
In alternativa, lo stesso veicolo può essere segnalato con due pannelli di segnalazione arancio
generici, anteriormente e posteriormente, purché ve ne siano uno per lato con numeri di
identificazione.

Se si tratta di un trattore con semirimorchio cisterna monoscomparto, potranno essere esposti due
pannelli di segnalazione arancio, uno anteriormente al trattore e uno posteriormente al
semirimorchio, con i numeri di identificazione.
In alternativa, lo stesso veicolo potrà essere segnalato due pannelli di segnalazione arancio generici,
uno anteriormente al trattore e uno posteriormente al rimorchio, purché ve ne siano uno per lato con
numeri di identificazione sul semirimorchio.

Se si tratta di autoveicolo più rimorchio (autotreno), dovranno essere esposti pannelli di


segnalazione arancio generici, anteriormente all’autoveicolo e posteriormente al rimorchio, e
pannelli numerati sui due lati dell’autoveicolo e del rimorchio
AUTOVEICOLO CON CISTERNA A 2 SCOMPARTI
In generale, l’autoveicolo cisterna con due scomparti deve essere provvisto di 6 pannelli in totale,
uno anteriore, uno posteriore, più due per ciascun lato.
Ad esempio, se i due scomparti sono carichi intermente con materia A), possono essere esposti due
pannelli generici, anteriormente e posteriormente al veicolo, più due pannelli per lato con i numeri
di identificazione della materia A).
In alternativa, lo stesso veicolo potrà essere segnalato con due pannelli, uno anteriore e uno
posteriore, con i numeri di identificazione della materia A).

Se l’autoveicolo con cisterna a due scomparti ha carico il primo scomparto con la materia A) e il 2°
scomparto è vuoto bonificato, dovrà esporre i pannelli di segnalazione arancio generici, uno
anteriore e uno posteriore al veicolo, quelli del primo scomparto (1 sui due lati) con i numeri di
identificazione della materia A), i restanti coperti o rimossi.

Se l’autoveicolo con cisterna con due scomparti ha carichi il primo scomparto con la materia A) e il
secondo scomparto con la materia B), dovrà esporre i pannelli generici, uno anteriore e uno
posteriore al veicolo, quelli del primo scomparto con i numeri della materia A), quelli del secondo
scomparto con i numeri della materia B), sui due lati di ciascuno scomparto.

AUTOVEICOLO CON CISTERNA A 3 SCOMPARTI


In generale, l’autoveicolo cisterna con tre scomparti deve essere provvisto di 8 pannelli in totale,
uno anteriore, uno posteriore, più tre per ciascun lato.

Se l’autoveicolo con cisterna a tre scomparti ha carichi il primo e il terzo scomparto con la materia
A) e il secondo scomparto è vuoto bonificato dovrà esporre i pannelli generici anteriormente e
posteriormente al veicolo, quelli del primo e terzo scomparto (sui due lati) con i numeri di
identificazione della materia A), i restanti coperti o rimossi.

Se l’autoveicolo con cisterna a tre scomparti ha carichi il primo e terzo scomparto con la materia A)
e il secondo scomparto con la materia B), dovrà esporre i pannelli generici anteriormente e
posteriormente al veicolo, quelli laterali del primo e terzo scomparto con i numeri della materia A),
quelli laterali del secondo scomparto con i numeri della materia B).

TRATTORE + SEMIRIMORCHIO CON CISTERNA A DUE SCOMPARTI


Se un trattore con semirimorchio cisterna con due scomparti ha carichi il primo scomparto con la
materia A) e il secondo scomparto è vuoto bonificato dovrà esporre i pannelli generici, uno
anteriormente al trattore e uno posteriormente al semirimorchio, quelli del primo scomparto (uno
sui due lati) con i numeri di identificazione della materia A), i restanti coperti o rimossi.
Se un trattore con semirimorchio cisterna con due scomparti ha carichi il primo scomparto con la
materia A) e il secondo scomparto con la materia B) dovrà esporre i pannelli generici, uno
anteriormente al trattore e uno posteriormente al semirimorchio, quelli del primo scomparto (uno
sui due lati) con i numeri di identificazione della materia A), quelli del secondo scomparto (uno sui
due lati) con i numeri della materia B).

TRATTORE + SEMIRIMORCHIO CON CISTERNA A TRE SCOMPARTI


In generale, un trattore con semirimorchio con cisterna a tre scomparti deve essere munito di otto
pannelli di pericolo in totale, uno anteriore al trattore, uno posteriore al semirimorchio, 3 per lato in
corrispondenza degli scomparti del semirimorchio.

Se un trattore con semirimorchio cisterna con tre scomparti ha carico il secondo scomparto con la
materia A) e il primo e terzo scomparto sono vuoti e bonificati, dovrà esporre i pannelli generici,
uno anteriore al trattore e uno posteriore al semirimorchio, quelli del secondo scomparto con i
numeri di identificazione della materia A), quelli del primo e terzo scomparto coperti o rimossi.

Se un trattore con semirimorchio cisterna con tre scomparti ha carichi il primo e terzo scomparto
con materia A) e B), e il secondo scomparto è vuoto bonificato, dovrà esporre i pannelli generici,
uno anteriore al trattore e uno posteriore al semirimorchio, quelli con indicazione A) e B) sui lati
rispettivamente del primo e terzo scomparto, quelli del secondo scomparto devono essere coperti o
rimossi.

Se un trattore con semirimorchio cisterna con tre scomparti ha carichi il primo, secondo, terzo
scomparto con materie A), B), C), dovrà esporre i pannelli generici, uno anteriore al trattore e uno
posteriore al semirimorchio, quelli del primo, secondo, terzo scomparto rispettivamente con i
numeri delle materie A), B), C) sui due lati.

AUTOTRENO CON CISTERNE MONOSCOMPARTO


Se un autotreno con due cisterne monoscomparto ha carichi sia la motrice che il rimorchio con la
materia A) può essere segnalato con due pannelli generici, uno anteriore alla motrice e uno
posteriore al rimorchio, e pannelli con i numeri della materia A) sui due lati sia della motrice che
del rimorchio.
In alternativa, può essere segnalato con un pannello anteriore alla motrice e uno posteriore al
rimorchio con i numeri di identificazione della materia A).

Se un autotreno con due cisterne monoscomparto ha caricato la motrice con materia A) e il


rimorchio con materia B) dovrà esporre un pannello anteriore alla motrice e uno posteriore al
rimorchio generici, un pannello sui due lati della motrice e sui due lati del rimorchio con i numeri di
identificazione delle relative materie, ovvero i numeri di A) sulla motrice e quelli di B) sul
rimorchio.

SEGNALAZIONE DEI VEICOLI CISTERNA CHE TRASPORTANO CARBURANTI


Nel caso particolare di trasporto di carburanti con numeri ONU:
- 1202, GASOLIO
- 1203, BENZINA
- 1223, CHEROSENE
e solo in questi casi, l’A.D.R. consente di potere segnalare le cisterne in maniera diversa dai casi
precedentemente descritti.

Nel caso di trattore con semirimorchio cisterna a più scompartimenti per trasporto esclusivo di
carburanti con numeri ONU 1202,1203, 1223 è possibile segnalare il veicolo con solo due pannelli
di segnalazione arancio, uno anteriormente al trattore e uno posteriormente al semirimorchio,
riportanti i numeri della materia più pericolosa, evitando di esporre pannelli sui lati.

Nel caso di trasporto di benzina e gasolio su una unità di trasporto a più scomparti, il conducente
può decidere di adottare la segnalazione con un pannello anteriore e uno posteriore con i numeri di
identificazione della benzina.

Ciò non impedisce, comunque, di potere esporre, in alternativa, i numeri di identificazione relativi
alle diverse materie trasportate sui lati di ogni scomparto che le contiene.

SEGNALAZIONE DEI CONTAINER CISTERNA


I container cisterna devono essere muniti di pannelli di segnalazione arancio sui due lati, tanti
quanti sono gli scomparti, con i numeri di identificazione delle materie.

Se il container cisterna monoscomparto carico è trasportato su una unità di trasporto si dovrà


esporre:
- un pannello anteriore e uno posteriore generici sulla unità di trasporto
- un pannello per lato sul container cisterna con i numeri di identificazione

Se il trasporto di container cisterna monoscomparto avviene su un autotreno si dovrà esporre:


- un pannello anteriore generico sulla motrice e un pannello posteriore generico sul rimorchio
- un pannello con numeri di identificazione sui due lati di ogni container

se il trasporto di container cisterna monoscomparto avviene su un trattore più semirimorchio si


dovrà esporre:
- un pannello di segnalazione arancio generico anteriore al trattore e uno generico posteriore
al semirimorchio
- pannelli sui due lati del semirimorchio con numeri di identificazione

Sul container cisterna avente capacità superiore a 450 litri devono essere apposte anche etichette di
pericolo (placche) dimensioni di almeno 250 x 250 mm:
- sui quattro lati (una per lato, e una per ogni estremità)
- se non visibili dall’esterno, devono essere poste anche sui due lati e posteriormente al
veicolo

MATERIE TRASPORTATE A CALDO


Alcune materie della classe 9 devono essere mantenute a temperatura elevata per potere essere
trasportate allo stato liquido. Le temperature di trasporto possono essere uguali o superiori a 100
°C, ovvero, per alcuni solidi, uguali o superiori a 240 °C.

E’ evidente il rischio che deriva dal contatto con i contenitori che trasportano tali materie, ovvero
con i loro dispositivi di equipaggiamento.
I veicoli che possono trasportare queste materie sono:
- veicoli cisterna o contenitori cisterna
- veicoli speciali
- veicoli con equipaggiamento speciale

In questo caso, l’A.D.R. ha previsto una particolare etichetta che raffigura un termometro rosso
all’interno di un triangolo bordato di rosso (figura 54), avente lati di 250 mm che deve essere posto:
- sui due lati e sulla parte posteriore del serbatoio di un veicolo cisterna trasportante
determinate materie a temperatura elevata della classe 9, oltre alle normali segnalazioni
- sui due lati e sulle due estremità del container cisterna trasportante determinate materie a
temperatura elevata della classe 9, oltre alle normali segnalazioni di pericolo
- sui due lati e posteriormente ai veicoli speciali trasportanti determinate materie a
temperatura elevata della classe 9, oltre alle normali segnalazioni di pericolo

12 a – Documenti di bordo e di trasporto per cisterne

I documenti di bordo di un veicolo cisterna specificatamente obbligatori per un trasporto


internazionale di merci pericolose sono:

- il certificato di approvazione A.D.R. del veicolo (cosiddetto “barrato rosa”), anche per il
trattore stradale nel caso di autoarticolato
- il certificato di formazione professionale A.D.R. dell’autista
- il documento di trasporto A.D.R. riportante tra l’altro il numero ONU e la denominazione
della materia
I documenti di bordo di un veicolo cisterna specificatamente obbligatori per il trasporto di prodotti
pericolosi sul territorio nazionale sono:
- la carta di circolazione riportante le indicazioni relative alla cisterna installata.
- il documento di trasporto per le merci pericolose
- il certificato di formazione professionale del conducente per il trasporto di merci pericolose di tipo
base e specializzazione cisterna.

Il certificato di approvazione A.D.R. è un documento obbligatorio che viene rilasciato


dall’autorità competente del paese di immatricolazione ai veicoli che trasportano merci pericolose,
in seguito ad una visita di collaudo, .

In Italia, l’autorità competente al rilascio del certificato di approvazione A.D.R. è il Dipartimento


dei Trasporti Terrestri del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso gli Uffici
Motorizzazione Civile.
Il documento è rilasciato e rinnovato attraverso una visita e prova (collaudo).
Il primo rilascio, tuttavia, qualora il veicolo sia dotato di omologazione A.D.R. e di dichiarazione
di conformità del Costruttore alle norme A.D.R., può avvenire senza visita e prova (cioè, rilasciato
d’ufficio).

Il certificato di approvazione A.D.R. per i veicoli cisterna che trasportano merci pericolose con
capacità superiore a 1000 litri : (cosiddetto “barrato rosa”):
- contiene, tra le altre informazioni, il numero del telaio, il nome del proprietario e la
scadenza di validità
- autorizza al trasporto le materie in esso elencate o le materie collegate al codice cisterna
- ha validità un anno solare dalla data di rilascio
- è obbligatorio anche per i trasporti internazionali
- viene rilasciato dall’organismo competente del paese di immatricolazione del veicolo
cisterna
- deve riportare la designazione del veicolo, ad esempio FL, OX, AT
Se si tratta di complesso veicolare, ad esempio trattore più semirimorchio cisterna, ciascuno dei due
veicoli deve essere munito di un certificato di approvazione.

Nel caso di veicoli cisterna, cisterne smontabili o contenitori cisterna vuoti non bonificati, il
documento di trasporto deve essere completo delle seguenti indicazioni:
- “veicolo cisterna vuoto, ultima merce caricata: UN 1089 acetaldeide, 3, I (D/E)”
- “cisterna smontabile vuota, ultima merce caricata: UN 1170 etanolo, 3, III (D/E)”
- “contenitore cisterna vuoto, ultima merce caricata: UN 2312 fenolo fuso, 6.1, II (D/E)”
- “veicolo cisterna vuoto, ultima merce caricata UN 1202, gasolio, 3, III (D/E)”

Nel caso di riutilizzo dello stesso documento di trasporto dell’andata, si deve sostituire alla quantità
la particolare frase: “Ritorno a vuoto non ripulito”.
Durante i controlli relativi ai trasporti di merci pericolose, possono essere considerate gravi, perché
pregiudicano la sicurezza, le seguenti infrazioni:
- eccessivo riempimento delle cisterne
- veicoli che presentano perdite di materie pericolose dovute a mancanza di tenuta stagna
delle cisterne o dei contenitori
- veicoli privi o carenti di pannelli di pericolo arancione o di etichette di pericolo oppure
provvisti di pannelli o di etichette non regolamentari

12 b – Informazioni sul trasporto multimodale in cisterna

Un veicolo cisterna che trasporta merci pericolose, se è stato approvato A.D.R. , può circolare su
strada.
Un veicolo cisterna che trasporta merci pericolose può essere spedito per ferrovia se è approvato
A.D.R.
Se rispetta anche la normativa marittima, può essere imbarcato su una nave. Durante un trasporto
intermodale mare + strada il documento di trasporto stradale previsto dall’A.D.R. può essere
sostituito dal documento di trasporto previsto dalla normativa marittima.
Se un semirimorchio cisterna viene separato dal suo trattore per essere caricato a bordo di una nave
le placche (grandi etichette di 25 cm dilato) devono essere apposte anche sul davanti del
semirimorchio.

Un container cisterna che trasporta merci pericolose, approvato per il trasporto ferroviario, può
circolare liberamente sui veicoli stradali (su strada), e, se approvato A.D.R. , può essere spedito per
ferrovia.
Il container cisterna approvato per il trasporto marittimo può circolare liberamente su veicoli
stradali (su strada).

13 – Precauzioni/comportamento durante il carico e lo scarico + ciò


che
un conducente deve o non deve fare (cisterne)

In una cisterna per merci pericolose possono essere caricate:


- le materie pericolose autorizzate nel documento del veicolo cisterna o in un documento che
ne forma parte integrante
- le materie collegate al “codice cisterna”
Al carico del veicolo cisterna il conducente deve:
- spegnere il motore, frenare il veicolo, posizionare i cunei d’arresto e azionare lo
staccabatterie se previsto
- effettuare la messa a terra elettrica equipotenziale per liquidi molto infiammabili
- indossare gli equipaggiamenti di protezione individuale, necessari per tale operazione
- esibire al riempitore i documenti del veicolo cisterna che autorizzano il trasporto della
materia pericolosa da trasportare
- esibire al riempitore i documenti di trasporto relativi a merci eventualmente contenute negli
altri scomparti
- esibire al riempitore i documenti di trasporto relativi a merci già scaricate se gli scomparti
che le avevano contenute non sono bonificati
- non abbandonare mai il veicolo durante tutte le operazioni
- salendo sulla cisterna sollevare il corrimano
- in caso di carico dall’alto a cielo aperto, aprire un solo coperchio del passo d’uomo
- in caso di temporali con tuoni e fulmini, interrompere il carico di materie con rischio di
infiammabilità
- se il carico (autorizzato) avviene in luogo pubblico, allontanare gli estranei
- verificare il grado di massimo riempimento
- rispettare il grado di minimo riempimento, nei casi previsti
- non superare mai la portata utile del veicolo
- pesare a pieno carico e, in caso di sovraccarico anche di 40 kg, chiedere di ristabilire i pesi
massimi scaricando l’eccedenza
- farsi consegnare il documento di trasporto o lettera di vettura CMR e istruzioni di sicurezza
- provvedere alla segnalazione della materia trasportata (pannelli di pericolo ed etichette)

Se, a fine carico, ci si rende conto (leggendo il documento di trasporto consegnato dal mittente) che
la materia non può essere trasportata dal veicolo cisterna occorre chiedere chiarimenti al caricatore
perché controlli quanto ha scritto. In caso affermativo si deve scaricare la materia e rifiutarsi di
proseguire il viaggio.

CARICO DALL’ALTO A CIELO APERTO DAL PASSO D’UOMO


Durante il carico dall’alto a cielo aperto dal passo d’uomo:
- solo il coperchio in cui sta entrando il liquido deve essere aperto
- tutti i coperchi degli altri passi d’uomo devono essere chiusi
- la portata del liquido deve essere ridotta a inizio carico

CARICO DALL’ALTO IN CICLO CHIUSO


Durante il carico dall’alto in ciclo chiuso il conducente:
- deve collegare la tubazione di fase liquida dell’impianto alla valvola di fase liquida posta
nella parte superiore della cisterna
- deve collegare la tubazione di fase gas (recupero vapori) dell’impianto alla valvola di fase
gas nella parte superiore della cisterna
- dopo avere effettuato gli allacciamenti deve verificare (osservando il manometro della
cisterna) che non venga superata la pressione massima d’esercizio

CARICO DAL BASSO IN CICLO CHIUSO


Durante il carico dal basso in ciclo chiuso il conducente:
- deve collegare la tubazione di fase liquida dell’impianto alla valvola di fase liquida posta
nella parte inferiore della cisterna
- deve collegare la tubazione di fase gas (recupero vapori) dell’impianto alla valvola fase gas
posta nella parte superiore della cisterna
- oltre alla valvola di scarico deve aprire anche la corrispondente valvola di fondo

Durante il carico di un gas liquefatto il conducente può determinare la quantità caricata per mezzo
degli indicatori di livello installati sulla cisterna.
Aprendo il rubinetto degli indicatori di livello fissi (spie di livello), può verificare che non venga
superato il grado di massimo riempimento.
Oppure, utilizzando l’indicatore di livello rotativo , può verificare la quantità di liquido presente in
cisterna e anche il grado di massimo riempimento.

Lo staccabatterie a doppio comando conforme all’A.D.R. ha la funzione di interrompere, anche con


motore acceso o spento, tutti i circuiti elettrici salvo il cronotachigrafo.

COMPORTAMENTO DURANTE LO SCARICO DEL VEICOLO CISTERNA


Allo scarico di veicoli cisterna il conducente deve:
- spegnere il motore salvo che sia necessario per il funzionamento di attrezzature
supplementari (pompe o compressori)
- frenare il veicolo, posizionare i cunei di arresto, e se necessario azionare lo staccabatterie
- indossare gli idonei equipaggiamenti di protezione individuale necessari per tale operazione
- mettere a terra il veicolo dal punto di vista elettrico , se le materie sono infiammabili
secondo l’A.D.R.
- eseguire la messa a terra elettrica equipotenziale per i liquidi molto infiammabili
- informare il destinatario della merce pericolosa trasportata
- azionare personalmente la messa in moto di pompe o compressori del veicolo
- non effettuare allacciamenti dalla cisterna al serbatoio dell’impianto, se non vi è presente un
responsabile del destinatario
- salendo nella parte superiore della cisterna alzare il corrimano
- eseguire con attenzione gli allacciamenti dei tubi flessibili
- presenziare costantemente le operazioni per essere pronti ad intervenire in caso di necessità
- in caso di piccola perdita da un raccordo di un tubo flessibile interrompere lo scarico
- informarsi sempre se il serbatoio del destinatario ha la capacità sufficiente per la quantità di
prodotto da scaricare

Nel caso di scarico di un autoarticolato cisterna a 3 scomparti in tre località differenti:


- scaricare per primo lo scomparto centrale
- scaricare per secondo lo scomparto posteriore (dopo avere già scaricato il centrale)
- scaricare per ultimo lo scomparto anteriore

Dovendo utilizzare il tubo flessibile in dotazione alla unità di trasporto:


- eseguire un controllo visivo prima del suo impiego
- se il tubo è in cattivo stato (mostra bolle o schiacciature) non utilizzarlo per lo scarico
- nel caso di danneggiamento farlo riparare solo da una officina specializzata
- nel caso di danneggiamento, farlo presente alla ditta e comunque non utilizzarlo
- nel caso di scarico sottopressione non utilizzarlo nemmeno se il danno è di piccola entità
(per esempio abrasione superficiale)

SCARICO IN CICLO CHIUSO


Il sistema di scarico in ciclo chiuso è effettuato quando è necessario evitare la dispersione dei
vapori di liquido pericoloso nella atmosfera (in particolare per liquidi tossici o corrosivi, ma anche
per liquidi infiammabili). Esso consiste nel recupero dei vapori dal serbatoio dell’impianto nella
cisterna, durante lo scarico, in modo tale da non inquinare l’aria.
Perché sia efficace, lo scarico in ciclo chiuso deve essere effettuato utilizzando due tubi, uno di fase
liquida e uno di fase gas, dalla cisterna al serbatoio dell’impianto. Al termine dello scarico si ha
presenza di vapori nella cisterna senza che vi siano state dispersioni di vapori nell’atmosfera, dal
momento che i vapori del serbatoio dell’impianto sono affluiti nella cisterna.

Lo scarico in ciclo chiuso può avvenire:


- anche dall’alto utilizzando il tubo pescante
- dal basso, con ritorno dei vapori in cisterna attraverso la valvola di fase gas
- dal basso (uscita liquido)

SCARICO A GRAVITA’
Durante lo scarico a gravità il conducente deve aprire le valvole di fondo, di scarico e il coperchio
del passo d’uomo.
Per evitare danni alla cisterna per depressione , può aprire una valvola superiore di fase liquida
avente diametro di 80 mm
In caso di sgancio del tubo flessibile di scarico “lato impianto” deve chiudere la valvola di scarico
della cisterna.
In caso di sgancio del tubo flessibile di scarico “lato cisterna” deve chiudere la valvola di fondo.

SCARICO DAL BASSO A MEZZO POMPA


Durante lo scarico di una cisterna dal basso a mezzo pompa il conducente, nei casi previsti, può
aprire le valvole di fondo (di scarico) e il coperchio del passo d’uomo.
Per evitare danni per depressione alla cisterna si può aprire una valvola di fase liquida avente
diametro di 80 mm.
In caso di sgancio del tubo di scarico “lato impianto” il conducente deve chiudere la valvola di
scarico della cisterna e fermare la pompa.
In caso di sgancio del tubo di scarico “lato cisterna” egli deve chiudere prima la valvola di fondo e
fermare o far fermare la pompa.

SCARICO DALL’ALTO A MEZZO POMPA


Durante lo scarico di una cisterna dall’alto a mezzo pompa il conducente deve:
- procedere al collegamento del tubo di scarico alla valvola di scarico che è posta sopra al
tubo pescante, quindi aprire un passo d’uomo
- scaricando dall’alto mediante tubo pescante, può comunque eseguire il ciclo chiuso

In tale modo possono essere scaricati anche liquidi infiammabili.

SCARICO DAL BASSO SOTTOPRESSIONE


Durante lo scarico dal basso sottopressione il conducente:
- procede al collegamento della tubazione di pressione alla valvola di fase gas superiore e del
tubo di scarico alla valvola di fase scarico inferiore
- corre maggiori pericoli che non durante lo scarico a gravità
- deve immettere in cisterna dei gas inerti (ad esempio azoto) se i liquidi sono infiammabili
- deve controllare sul manometro posto sulla tubazione di pressione della cisterna della
cisterna o del compressore che non venga superata la pressione massima di esercizio

SCARICO DALL’ALTO SOTTOPRESSIONE


Durante lo scarico di una cisterna dall’alto sottopressione il conducente:
- collega il tubo di scarico alla valvola di scarico che è sopra il tubo pescante , quindi mette in
pressione la cisterna dalla fase gas
- deve controllare sul manometro posto sulla tubazione di pressione della cisterna o del
compressore che non venga superata la pressione massima di esercizio
- se a fine carico, per evacuare la pressione della cisterna, apre la valvola posta sul tubo
pescante corre notevoli rischi

Nel caso di carico o scarico di ossigeno liquido occorre tenere presente che:
- è necessario utilizzare dispositivi senza tracce di grasso
- non deve essere eseguito indossando vestiti sintetici o sporchi d’olio
- non deve essere eseguito su aree (pavimentazioni) bituminose
in quanto l’ossigeno liquido è in grado di provocare l’accensione spontanea di questi materiali.
In caso di eccessivo riempimento di un serbatoio fisso di stoccaggio del cliente con un gas
liquefatto infiammabile bisogna effettuare il travaso del prodotto in eccesso dal serbatoio di
stoccaggio alla cisterna utilizzando i mezzi di bordo, allertando il servizio di sicurezza proponendo
di riprendere nel veicolo cisterna il prodotto in più.

BONIFICA DELLE CISTERNE


La bonifica delle cisterne consiste in una accurata pulizia interna per eliminare i residui della
materia precedentemente trasportata. Può essere eseguita presso stazioni di lavaggio autorizzate o
presso il destinatario, se autorizzato. La bonifica, insieme al degasaggio, sono operazioni da
eseguirsi tassativamente prima di entrare in cisterna.

La bonifica delle cisterna si rende necessaria quando si devono ricaricare materie non compatibili
con l’ultima precedentemente trasportata, ovvero quando si devono effettuare prove periodiche che
prevedono la visita interna, oppure riparazioni, soprattutto se si tratta di lavori a caldo.

14 – Precauzioni/comportamento durante la marcia dei veicoli


cisterna

Le maggiori cause di instabilità di un veicolo cisterna si verificano durante i cambiamenti di


direzione (curve) o durante le variazioni di velocità (accelerazioni o frenate) per effetto dei
movimenti del liquido all’interno della cisterna.
I movimenti del liquido sono particolarmente evidenti in occasione delle manovre brusche, quali un
sorpasso effettuato repentinamente.
Gli effetti del movimento del liquido sono più evidenti quando la cisterna è poco carica (al 50-60%
della sua capacità).
Durante la marcia in una curva a sinistra, a velocità costante, i liquidi si spostano sulla parete destra.
Durante la marcia in una curva a destra , a velocità costante, i liquidi si spostano sulla parete
sinistra.
Durante una frenata in marcia rettilinea, si spostano in avanti, mentre in accelerazione si spostano
all’indietro.
Quindi, durante una frenata in curva occorre tenere presente che il movimento del liquido può
provocare lo sbandamento o il ribaltamento della cisterna.

Il conducente di un veicolo cisterna carico tra il 40 % e il 70% del volume totale deve considerare
che :
- deve affrontare le curve strette a bassa velocità perché il liquido si dispone in modo tale che
il veicolo può ribaltarsi
- frenando in marcia rettilinea il movimento del liquido sposta in avanti il veicolo quando
toglie il piede dal freno
- più il baricentro è alto (veicoli porta-container), più si raggiunge la possibilità di
ribaltamento nelle curve strette
Per diminuire le forze che causano l’instabilità dei veicoli cisterna occorre moderare la velocità in
funzione della curva, non frenare di colpo ed evitare manovre brusche, frenare prima di una curva e
non durante la stessa. Il conducente può, attraverso il suo modo di guida, causare i movimenti del
liquido in un veicolo cisterna, o in un contenitore cisterna, se non diminuisce la velocità nelle curve
strette e nei tornanti, o se frena bruscamente in curva.
Egli deve sapere che in una curva stretta la velocità deve essere adeguata in base alla quantità di
liquido trasportata, in particolare:
- la curva potrà essere affrontata più velocemente con cisterna vuota
- la curva potrà essere affrontata con una velocità particolarmente moderata con cisterna
riempita al 50%

Dal punto di vista della stabilità per il ribaltamento in curva, la cisterna più sicura è quella ellittica,
oppure la policentrica, a causa del baricentro più basso rispetto alle cisterne circolari.

Durante una frenata in marcia rettilinea, inoltre, occorre tenere presente che la distanza di arresto
sarà maggiore per una cisterna che trasporta liquido rispetto ad un veicolo che trasporta polvere in
sacchi, a causa del movimento del liquido in avanti.

COMPORTAMENTO DEL CONDUCENTE


Durante il trasporto di merci pericolose in cisterna, il conducente deve tenere presente che:
- non deve mai fumare a bordo del veicolo o nelle sue vicinanze
- in caso di necessità, deve controllare lo stato interno della cisterna utilizzando lampade
antiscintilla
- controllare visivamente che non vi siano perdite di prodotto
- in caso di perdite, oltre alle misure generali, deve impedire, sbarrando con sabbia o terra, il
deflusso del prodotto verso i corsi d’acqua
- se la cisterna carica di materie è in pressione , può aprire, con le precauzioni del caso, la
valvola di fase gas per diminuire la perdita
- se la cisterna ha più scomparti, alcuni dei quali vuoti e bonificati, travasarvi il prodotto dello
scomparto che sta perdendo