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IL

REGNO
PUBBLICAZIONE TRIM ESTRALE DI STUDI CRISTIANI

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D IR E Z IO N E E A M M IN IS T R A Z IO N E - A S S IS I
ANNO II - N. 3-4 - VII-VIII QUADERNO - LUGLIO-DICEMBRE 1943

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I N D I C E D E L L E TAVOLE

G esù B am bino in trono - M osaico d el IV se­


colo - R o m a , S. M aria M ag g io re . . . . pag. 9

L A F I G U R A D I C R I S T O
IN U N ’O P E R A D i B O N A N N O P IS A N O

B onanno P isano - 1180 - Cristo R e - P o rta di


S. R a n ie ri - P is a , C a tte d ra le . . . . . . pag. 23
Il B attesim o - Gesù tentato . . . . . . pag. 24
La Trasfigurazione - La Resurrezione di
Lazzaro . . . . ............................................... p a g . 25
G esù entra in Gerusalemme - La Lavanda dei
piedi . . . . . . . pag. 26
L ’u ltim a Cena - La cattura di Gesù . • pag. 27
La Crocifissione - La sepoltura . . . . . pag. 28
La discesa agli inferi - La resurrezione . pag. 29
Gesù sale al cielo . . . . : . . . pag. 31
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J acopo R obu sti d e tto il T intoretto - Cristo de­


posto dalla Croce - P a rig i, M useo del L o u v re pag. 37
La Santa Cena - P a rig i, M useo d e l L o u v re .pag. 38-39
La Crocifissione di Gesù - V en ezia, R . A cca­
d e m ia ...................................................................................pag. 40
»
O ttone R osai - B ozzetto per un Crocifisso . pag. 53

A R T U R O M A R T I N I
A R T E DI S O G G E T T O SACRO
A rturo M artini - San Carlo B orrom eo - P a r ti­
c o la re - M ila n o , A r e n g a r i o ................................... pag. 65
E ditto d i Costantino - M ila n o , A re n g a rio . pag. 66
Il Carroccio - M ila n o , A re n g a rio . . . . pag. 67
I l figliuol prodigo - A c q u i, O spizio . . . pag. 68
Sant’A m brogio - M ilan o , A re n g a rio . . . pag. 70
San Carlo Borrom eo - M ila n o , A re n g a rio . pag. 71
A nnunciazione - Particolare - B rescia, P ia z ­
za d e lla V i t t o r i a ........................................................... pag. 72

LÀ V I T A D E L L A M A D O N N A
I N U N ’O P E R A I N E D I T A
DI G I S B E R T O C E R A C C H I N I

G isberto C era cc h in i - B ozzetto per Taffresco


d ella Chiesa d i S eg ezia con a lcu n i episodi
d e lla v ita d ella V e r g i n e ......................................... pag. 89
La natività della M adonna - B ozzetto . . . pag. 90
L ’A nnunciazione - B o z z e t t o ................................... pag. 91
La fuga in Egitto - B o z z e t t o ................................... p a g . 93
La V isitazione - B o z z e t t o ......................................... p a g . 94
La Sposalizio - B o z z e t t o ......................................... pag. 95
La Sacra Famiglia - P articolare - B ozzetto . pag. 96

D IS E G N I DEI GRANDI M AESTRI

A lberto D u rer - Gesù cade sotto il peso della


C r o c e ................................................................................... pag. 7
R affaello - Il G iudizio d i Salom one . . . . pag. 11
R affaello - I l B am bino Gesù e S. G iovannino . pag. 41
R affaello - Studio per la M adonna col B im bo . pag. 73
R embràndt - Gesù tra i d o t t o r i ................................... p a g . 75
T iziano - M adonna col B im b o . . . . . . . pag. 82
A lberto D urer - La V ergine e alcuni Santi . . pag. 97
R embràndt - La fuga in E g i t t o ................................... pag. 102
R affaello - Studio per la Trasfigurazione . . pag. I l i
S O M M A R I O

Francesco Orestano, Accadem ico d ’Italia - Cristo


e l ’unità dei c r is tia n i............................................ pag. 5
Giuseppe Villaroel - Invocazione a Cristo . . pag. 8

DI S C R I M I N A T U R E
A ntonio Monti, D irettore d ell’Istitu to di storia
contem poranea - Per una interpretazione re­
ligiosa della storia del R isorgim ento . . . pag. 12
Manlio Canavesi - La crisi d i G iuliano l ’Apostata pag. 14
Michele Barillàri, D ocente n ella R . U niversità
di Bari - L e ib n iz, ossia ritorno alle sorgenti pag. 19
Eino Leino - L eggenda (T raduz. dal finnico di
, L. S a l v i n i ) ................................. pag. 22
Cornelio Fabro, D ocente nel Pontificio Ateneo
de P ropaganda F id e - L ’enigm a d i K ie rk e ­
gaard ....................................................... pag. 31
Mariano R uco - E le v a z io n e ........................................... pag. 36

LA PIETRA D’ANGOLO
PER IL D O MA N I
Vincenzo Schilirò - Il divino n em ico . . . . pag. 42
T eodoro Toccafondi O. P ., Docente nel Pontifi­
cio Ateneo Angelicum - G li orientam enti
della filosofia c o n te m p o r a n e a ............................ pag. 46
D aniel - R ops - 1 problem i della tecnica e n oi cri­
stiani (trad. di V. P a g a n i ) ................................. pag. 55
Benvenuto Matteucci - I l V angelo vivente . . pag. 60
Arturo Martini - A rte di soggetto sacro . . . pag. 69

LA LEGGE ANTI CA
E LA LEGGE NUOVA
Melchiorre Roberti, D ocente n e ll’U niversità del
Sacro C uore - I l verbo d i Cristo e il verbo
d i R o m a ................................................................. pag. 74
Carlo Arno, Docente em erito d e ll’U niversità di
T orino - Com e avrebbe risposto D ante . . . pag. 76
Mario Berardi - P r e g h i e r a ..................................... pag. 82
Girolamo Santucci - Discorso su Caifa . . . pag. 83
| Gisberto Ceracchini - L a m ia n a rra zio n e p itto ­
i{ rica d ella v ita d e lla M a d o n n a .....................pag. 90

IL FUOCO CHE ARDE


Alba de Cespedes - U m ile e a lta p iù che creatura... pag. 98
Ottokar P rohaszka - L ’ora dei grandi pensieri
(trad. e com m ento di L. L i n a r i ) ...................... pag. 103
Luciano Gennari - I l a M istero d i G esù » d i Biagio
P a s c a l .......................................................................pag. 106
Michele P ellegrino, D ocente n ell’U niversità di
T orino - L ’araldo del secondo secolo . . . pag. 109

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L’ENIGMA DI KIERKEGAARD

oren Aabye Kierkegaard (1813 - 1885) ne : guerra ad oltranza alla filosofia ufficiale —-

S riempie del suo nome la coltura con­


temporanea. Dopo quasi un secolo di
oblio, le sue opere sono cercate, tradotte, avi­
la hegeliana — , guerra al Cristianesimo uffi­
ciale del Regno di Danimarca. Gli ultimi
scritti retrospettivi («Sopra la mia attività di
damente lette e la voce che da esse si sprigiona scrittore ») mostrano evidente la preoccupa­
ha il dono ineffabile, come poche voci mai eb­ zione di cogliere, senza divagazioni, il cuore
bero, di ce toccare » l’anima, di scuoterla dai di quel problema; il modo stesso di procedere
convenzionalismi per specchiarla jnel fiume nervoso e metallico, il frequente riprendersi
della sua vita effettuale. Si cede alla sottile con aggiunte e dilucidazioni sono documenti
suggestione non solo e non tanto per il fascino dello spasimo da cui è presa la sua anima, che
di uno stile che non ha riscontri nella lettera­ è dolorante stupore di parlare al deserto e
tura filosofica, e neanche per la sostanza pu­ gioia fiduciosa di essere riuscito alla fine un
ra del discorso: è piuttosto qualcosa di eccezio­ (( testimone della verità ». E si spiega allora
nale e di indefinibile che trascina, quel m an­ perchè oggi, tanto dagli ambienti di solito così
tenersi sempre ad alta tensione, la « passione » intransigenti della filosofia, come da quelli più
del suo dire in una parola. Passione di esteta, liberi e meno impegnati in serietà di principi,
di moralista, di filosofo religioso dicono gli quali l ’arte, le lettere, la filosofia giuridica e
espositori e gli stessi critici: passione religio­ la stessa politica, ci si volga a Kierkegaard.
sa, unicamente e sempre religiosa, protesta Quando i presenti sistemi hanno dato fondo a
Kierkegaard (1), e noi stiamo alla sua retti­ tutte le illusioni, le promesse di una felicità
fica. Nella sua esuberante produzione di scrit­ terrestre, all’ombra di dèi terrestri, portano
tore, egli muove sulla scena u n ’accolta di per­ al cataclisma in cui si è tuffata la soddisfatta
sonaggi dai pensieri e dalle prospettive più civiltà occidentale e alla minaccia, incomben­
disparate; e nella fitta e non sempre chiara te da ogni parte, della scomparsa dei valori
trama della sua dialettica molti sono i proble­ dello spirito. Allora il ritorno al « serio » r i­
mi che incalzano -ed urgono: il primo perso­ nasce ed ha il sopravvento, almeno in quelle
naggio tuttavia è Kierkegaard stesso ed il pro­ coscienze che sono più sensibili al doloroso
blema che più conta, l’unico anzi che per lui dramma e che hanno il diritto di mettersi in
veramente conti, è quello del rapporto in cui cerca delle responsabilità. Per esse K ierke­
si ha da mettere la coscienza individuale con gaard è una guida spirituale spesso indispen­
Dio. La « passione del religioso » tiene sem­ sabile: ha egli, come ogni agitatore di idee,
pre il centro della sua anima, acutizzandosi una comunicativa potenza di protesta che è il
nell’insistenza sopra i contrasti più stridenti e primo e più im portante passo per decidersi a
le dilacerazioni più spietate: in questo egli è fare qualcosa.
il vero precursore di Nietzsche anche se i loro
« enormi » pensieri sono agli antipodi. Ed il Protesta contro la filosofia ufficiale hegelia­
problema è : « Come l ’uomo si mette di fron­ na. Blanda, e qua e là indulgente nei primi
te a Dio? ». 0 nella formula concreta: « Co­ scritti, decisa e sistematica nella Postilla, m or­
me si fa a diventare cristiani? ». Kierkegaard dace e furente negli ultim i saggi, la critica
si mosse dapprima più sotto la spinta di un kierkegaardiana vuol essere una sconfessione
segreto presentimento che di una chiara con­ pubblica del tradimento perpetrato dalla « filo­
sapevolezza del significato e dei limiti stessi sofia speculativa » ai danni della vita vissuta
del suo problema ma nelle opere più m ature, del «singolo». È ormai un luogo comune della
a partire almeno dalla Postilla conclusiva non storiografia moderna che sarebbe stato l ’idea-,
scientifica ( 1846), che egli considerava la chia­ lismo e meglio ancora l ’attualismo nostrano,
ve di volta del suo pensiero, ogni ambiguità è non il realismo classico e neppure quello pa­
rotta nella lucida visione della propria missio­ tristico o medioevale, a rivelare alla coscienza
umana per la prima volta il concetto autentico e servì per la dissoluzione del paganesimo ido­
della interiorità in cui si compie il Regno di latrico e l ’affermazione della morale; la se­
Dio annunziato dal Vangelo. Kierkegaard in ­ conda volta, nel Cristianesimo, servirà, entro
vece ha gridato al tradimento ed è difficile, la cristianità, per riportare gli uomini al Cri­
a voler prendere le cose sul serio, potergli da­ stianesimo perduto. La categoria del cc singo­
re torto. Il Cristianesimo ha posto in primo lo » è il punto saldo che resiste alla confusio­
piano Dio personale e trascendente; sotto di ne panteistica di Hegel. Per Hegel il singolo è
Lui, realmente distinta nell’essere quanto in ­ appena il momento iniziale della dialettica che
timamente presente nell’agire, la creatura. La 10 cc risolve », e lo fa cc svanire » nella totalità
creatura si fa direttamente presente a Dio co­ onnicomprensiva dello Spirito : così la perso­
me « singolo », nella « persona » in cui si at­ nalità se n ’è andata tanto per Iddio come per
tua l ’essere di ciascun uomo. Il maggior torto 11 singolo; la religione è ridotta ad un gioco
delle filosofie astratte, e della hegeliana in par­ di pie fantasie che possono appagare le forme
ticolare, è di aver considerato l ’uomo al pari inferiori del movimento della coscienza. Hegel
degli altri cc generi » animali nei quali il gene­ è irreligioso e, malgrado l ’ipocrito pathos di
re e la specie sono superiori all’individuo (2). certe sue divagazioni, non arriva neppure a
Per l ’uomo è vero invece il contrario : è stabilirsi in quella forma di religione naturale
l’individuo come « singolo » che è superiore che Kierkegaard chiama la cc religione A ».
al genere perchè il suo essere è determinato Ma Hegel ha torto, perchè la sua è una dialet­
come spirito che è di per sè orientato verso tica da cc professore » che pretende di essere
un’infinità di bene o di male; perchè l ’indi­ cc risolutiva » in quanto prende per concesso
viduo, nella specie umana, è creato ad imma­ ciò che nessun uomo di senno gli potrà mai
gine di Dio e può tanto avvicinarsi a Lui con concedere; e cioè che il movimento delle cose
la fede e l ’amore quanto allontanarsi con il cc passi » in movimento delle idee e viceversa,
peccato. Pensare diversamente è rimanere nel che l ’essere sia dato nell’astrazione assoluta
paganesimo. Il cc singolo » è la categoria reli­ del divenire di uno Spirito impersonale. La
giosa per eccellenza, la categoria cristiana de­ realtà è proprio al contrario. Il pensiero pren­
cisiva. Fu usata per la prima volta da Socrate de il suo essere da colui che pensa e chi pensa
non è che il singolo; dall’essere del singolo il
pensiero non può mai astrarre : nell’istante in
cui riuscisse ad astrarre da esso, non sarebbe
SANGUE PER SANGUE più, svanirebbe davvero, non nel Tutto, ma
nel nulla. La critica dell’aristotelico Trende-
lenburg tiene, ed è vano che Hegel si dimeni
“y ~ \ Gesù dolce, m isericordioso,
|j ^ che insanguinasti il sacro e santo legno
ed alzi la voce (3).
N— del tuo sangue innocente e prezioso,
per purgar V uom o e farlo del d e l degno: volgi Protesta contro il Cristianesimo ufficiale. H e­
g li occhi a due giovani, pietoso, gel ha negato al singolo la dignità di cc m et­
che speran rivederti nel tuo R egno: tersi di fronte a Dio ». I sostenitori del Cri­
sangue spargesti e sangue ti rendiam o ;
stianesimo nel Regno di Danimarca im pedi­
ricevilo, che lieti te lo diamo
Sono versi d i Lorenzo dei M edici, posti in bocca ai
scono di cc mettersi di fronte a Cristo » ; in ­
due M artiri nella sacra rappresentazione di San vece di favorire, com’è la loro missione, im ­
Giovanni e P aolo; e li togliam o dalla recentissim a pediscono di essere e di diventare cristiani.
raccolta L audi D ram m atiche e R appresentazioni L ’esperienza fondamentale in cui il cc singolo »
Sacre, curata in tre vo lu m i da V incenzo de Bar- ottiene la consapevolezza della rottura dell’es­
tholom aeis (vo i. II, p p . 324-325), nella nuova B i­
blioteca N azionale L e M onnier.
sere così come dell’incommunicahilità ostinata
Sangue per sangue. S. Paolo aveva detto ai cri­
della sua interiorità di cc persona », K ierke­
stiani: « N o n d u m ... usque ad sanguinem restiti- gaard la chiama cc angoscia » di fronte al pec­
stis » (E br., X I I , 4). T rovare la stessa espressione cato: essa prende ogni coscienza nel suo primo
in Lorenzo dei M edici, stupisce soltanto coloro svegliarsi senza più lasciarla. Tale esperienza
che d i questo uom o e d e * suoi tem pi si fa un idea
è il punto di partenza della cc religione B »
o sopra i m anuali di tr e n ta n n i addietro, o sopra
certe celebrazioni odierne.
che si appoggia sulla Rivelazione, che si a t­
tua come lotta contro il male in cui si trova
immersa la coscienza e circondata da ogni
parte. Per Hegel invece — come per i prota­ concioni sui m artiri per assicurarsi i talleri
gonisti dei « Dèmoni » dostojevskiani — tutto dello Stato e con essi la beatitudine terrestre.
è bene, tutto va bene quaggiù, perchè ciò che Il Cristianesimo del Nuovo Testamento riposa
è accaduto doveva accadere e ciò che doveva invece sul pensiero che si è cristiani in oppo­
accadere non poteva essere che bene, e quan­ sizione ad altri, che, come cristiani, si crede e
do accadeva non aveva rivali come non ne si ama Dio in opposizione ad altri. In quanto
avrà ciò che riuscirà ad imporsi, qualunque il cristiano, seguendo il Vangelo, accetta per
siano i mezzi, nel futuro. Tutto va bene anche se tutte le privazioni, le lotte, i dolori che
nel Cristianesimo del Regno di Danimarca; va culminano nel desiderio di morire a sè stesso,
bene soprattutto per i pastori che lo predicano, egli ha il dovere di odiare sè stesso. Il pastore
non meno che per i vescovi — Mynster prima ha tutto l ’interesse a dire che « tutti » siamo
e poi Martensen — che lo reggono con tanta cristiani e che possiamo diventarlo nel modo
ostentata persuasione di essere cc testimoni più semplice: ciò gli permette un introito non
della verità ». E questo è troppo, è insoppor­ indifferente. Ma è anche un andare aperta­
tabile: accennata nei frequenti cc Discorsi edi­ mente contro l ’ammonimento evangelico se­
ficanti » sui testi evangelici, maturata nei sag­ condo il quale esser cristiani significa vivere
gi retrospettivi, la sua accusa ruppe ogni freno in lotta, stare, come singolo individuo, in lot­
nei numeri che fece uscire con ritmo febbrile ta con la specie, con milioni di uomini, con
negli ultimi mesi della sua vita sul suo gior­ la propria famiglia, con il padre, con la m a­
nale cc L ’Ora » (4). dre... In verità esser cristiani significa una
Ed ecco in sunto i capi d’accusa, ma bisogna cosa sola cc essere amati da Dio »: ecco l ’u ni­
leggerli nel testo integrale se si vuol cogliere ca margherita che l ’uomo ha da cogliere nei
qualcosa dell’oceano di amarezza e dell’in­ sentieri della vita. Ma essere veramente amati
cendio di passione che gli brucia l’animo of­ da Dio significa accettare e voler essere infe­
feso. Lo Stato con il mantenere in Danimarca lici in questa vita. Secondo il Nuovo Testa­
i suoi 1.000 pastori, in qualità di pubblici im ­ mento, Dio, che è spirito, non può amare un
piegati, ha degradato la religione livellandola uomo in altro modo : Egli ti fa infelice, ma
ad una funzione governativa ed ha reso perciò lo fa per amore; beato colui che non si turba.
impossibile l ’esistenza stessa del Cristianesimo
che è disprezzo del mondo perchè è rapporto
diretto del cc singolo » con Dio in Gesù Cristo.
I pastori con la loro interessata acquiescenza GLI SCIOCCHI DIPINTORI
hanno accreditato la truffa perpetrata dallo
Stato, anzi giungono perfino a vestirla, nei E SAN GIUSEPPE
sermoni che tengono al popolo, di una certa
compunta commozione. In realtà ciò che u n i­ “ 4 N azaret, interpretata fiorita, era disposata
camente interessa al fervoroso laureato in j 4 a Giosep vergine e in guardia la Vergine,
jL JL el p iù allegro vecchio che fusse max nel
Teologia, che aspira all’ufficio di pastore, non
m ondo, gu a rd a to re d i tanto tesoro qu a n to era
è più la cc passione della verità » ma ben altra la groliosa V ergine M aria, e q u a n to f u p o i
passione : quella di vivere in pace quaggiù, di el dolce suo figliuolo Gesù. Tanta allegrezza, tan­
mettersi al sicuro, di trovarsi una piacente to gaidio era in lu i ch’era una maraviglia. E gli
compagna della vita e di cavare dalle sorgenti sciocchi d ipintori el dipingono vecchio maninco-
nioso e colla mano alla gota, com e s’eli avessi
di gioia che offre l’esistenza il maggior cumulo dolore o m aninconia avuta della guardia che gli
di soddisfazioni terrestri accumunando insie­ era dato, che era tutto el contrario, allegro d i cuo­
me la pretesa di avere a suo tempo l ’ingresso re, di m ente e d i viso, veggendosi in tanta grazia
di Dio. E appresso dipingono la N ostra D onna in
assicurato per quelle celesti. Cristianesimo
parto, com e s’ella avesse auto doglie o pene, com e
della via larga che è la sconfessione punto ànno Valtre donne, e che v i fussino le balie ecce­
per punto del Vangelo, un delitto per la co­ tera. T u tti sono errori, che ella partorì senza pe­
scienza cristiana, una pura commedia del na alcuna. C om e Cristo incarnò per virtù di S pi­
rito Sancto, così nacque per v irtù d i Spirito
Cristianesimo, un trattare Dio da stolto. Cri­
Sancto, senza niuna lesione di corpo, nè di sua
stianesimo esattamente capovolto: i m artiri verginità ».
diedero la vita terrestre per salvare la fede; San Bernardino da Siena
L e p re d ic h e v o lg a ri; ed. C. C am m arozzi I, 1934
i pastori accomodano la fede, dispensano con
disinvoltura i Sacramenti, tengono lagrimose
In questo modo si affermò all’inizio il Cristia­ nel vivere con Lui la sua verità, nel soffrire
nesimo nel mondo, e altro modo non v’è. Co­ per la verità: è cc Imitazione di Cristo ». Dai
me attua il vero cristiano la sua morte misti­ cc Tagebiicher » sappiamo che Kierkegaard
ca e, all’occasione anche quella reale, sulla leggeva con trasporto l ’aureo compendio del
terra, in opposizione al mondo? cristianesimo medievale e le opere di Taulero
e di S. Alfonso de’ Liguori. Ma i milioni di
Il singolo non si libera dalla stretta dell’an­ cristiani che popolano la cc cristianità » at­
goscia, che lo prende nell’imminenza del pec­ tuale hanno orrore dell’imitazione di Cristo e
cato e lo porta alla disperazione (la « malat­ della sua Croce, a cui hanno sostituito i pelle­
tia mortale »), se non per il « salto » della grinaggi, gli ossequi esteriori, le sacre buffo­
Fede. L ’essenza della Fede è di fare del cri­ nate scimmiesche sotto la guida e il comando
stiano un cc contemporaneo di Cristo » ( 5 ) . dei preti giurati di Danimarca. Se Cristo oggi
Oggetto della fede non è una dottrina astrat­ ritornasse, tutti questi Imilìoni di uom ini...
ta che basti incamerare nell’intelletto, ma è scomparirebbero, sarebbero tutti soffiati via; o,
« la verità del Maestro », che il Maestro real­ come un sol uomo, si lancerebhero sopra Cristo
mente è lì; è la realtà di Dio, realtà intesa e lo ucciderebbero. Accettare la Fede è accet­
come esistenza ed esistenza di un singolo: che tare di essere infelici in questa vita. Tale è la
anche Dio è stato un singolo-Uomo. La rispo­ porzione che Cristo offre agli eletti; per que­
sta della Fede è perciò assoluta: sì o no, aut sto l ’anima della Sua Madre è stata trapassata
aut, o si accetta Cristo com’è, come Dio l ’ha da una spada, gli Apostoli hanno affrontato
voluto per noi Dio-Vomo, o si resta nel pa­ la morte e dopo di essi i m artiri. Bada bene
ganesimo. La Persona di Cristo è il paradosso perciò a questo principio della cc contempora­
dei paradossi, stoltezza e scandalo, ma beato neità ». Se tu, cioè, sei contemporaneo di un
chi non si scandalizzerà di Lui! Cristo appare testimone della verità che soffre per essa, devi
al mondo nell’abisso di umiliazioni assumendo assumere su di te la sofferenza che deriva dal
la « forma di servo » non come un mantello suo riconoscimento; ma se tu non hai un tale
gettato addosso, come può fare un re che si contemporaneo, tu devi rappresentarti così al
reca in incognito a fare u n ’improvvisata ad vivo la vita del grande defunto come se tu l ’a ­
un povero contadino: questo mantello si può vessi riconosciuto come tuo contemporaneo ; e,
aprire ad ogni momento e tradire l ’augusta quando il morto è un profeta, se non vuoi es­
presenza del re. Non è neppure il leggero m an­ sere un imbroglione, non ferm arti ad onorare
tello d ’estate di Socrate. Essa invece è la sua il profeta e ad innalzargli un monumento fu ­
vera « forma ». Poiché è questa l ’im penetra­ nebre, ma occorre che tu soffra ora tanto
bilità dell’amore, di volere diventare simile quanto avresti sofferto se tu avessi conosciuto
all’amato, non per gioco, ma in serietà e verità. come profeta quel profeta, vivendo nella sua
E qui si manifesta anche l’onnipotenza del­ stessa età. Così, e più ancora, riguardo a Gesù
l ’amore che si decide per ciò che può condurre Cristo. E questo è ciò che im porta, l ’unica
a termine; cosa che nè il re, nè Socrate pos­ cosa che importa, a cui hanno voltate le spalle
sono, poiché la figura da essi assunta non è la filosofia ed il Cristianesimo dei nostri giorni.
la realtà della loro esistenza ma una forma di Questo pensiero, la contemporaneità con Cri­
inganno. Poiché in Cristo invece la cc forma sto, è il pensiero della mia vita, ed io devo
di servo » era la realtà, Egli passò in mezzo dire in verità che ho l ’onore di soffrire per
ai suoi in incognito ed essi non lo conobbero. l ’annuncio di questo pensiero. Perciò io muoio
Perciò in Lui Dio deve soffrire tutto, soppor­ lieto, ringraziando infinitamente la Provvi­
tare tutto, la fame nel deserto, la sete nei denza che mi concesse di dar rilievo per me e
torm enti, esser abbandonato nella morte, far­ per altri a questo pensiero (t. XII, 126-127).
si simile al più piccolo quaggiù... : quale Uo­
mo! E il discepolo con la Fede si fa contempo­ Cristianesimo di lotta, di passione infinita, di
raneo al suo Maestro : mentre gli altri restano sofferenza incondizionata, il Cristianesimo
al di fuori e non vedono che l ’uomo, egli vede kierkegaardiano : a Cristianesimo agonico »,
la Divinità che soffre per la verità. La contem­ direbbe Miguel de Unamuno. Eppure per
poraneità con il Cristo è allora, e soltanto, Kierkegaard, questo Cristianesimo è fonte che
sale aH’ariima in pienezza di gioia, anche se to la sua degenerazione dal Nuovo Testamento
non è ancora la gioia che aspettiamo nell’eter­ e la rinunzia alla imitazione di Cristo, così
nità di Dio. In verità, se si vuol ben compren­ come con la sua invocazione dell’cc autorità »
dere, ogni uomo che si mette in rapporto con a guida della vita cristiana, parve ad alcuni che
Dio non ha che un dovere: essere sempre in egli abbia raggiunto la fede cattolica (Thust,
letizia. È una sofferenza, quella cristiana, che Haecker). Tuttavia, anche se la sua opera nel­
non si sprofonda in melanconia ma che sboc­ la forma in cui fu lasciata dalla morte prem a­
cia in gioia novella. Kierkegaard nella sua tura esige, come ci pare, dal punto di vista
vita, tutto preso com’era dalla passione pole­ dell’ortodossia, delle sostanziali riserve, è non­
mica, potè gustare ben poco di tale gioia: in dimeno innegabile che essa poteva, e può tu t­
qualche istante anzi, se crediamo al cc Gior­ tora, segnare per la coscienza moderna una
nale », gli sembrò di toccare il fondo della tappa decisiva per un sicuro orientamento ver­
disperazione. Fu sul letto di morte che anche so la verità, nella confusione delle lingue a cui
egli potè sperimentare questo lato del Cristia­ l ’uomo si vede condannato dalla odierna ba-
nesimo del Nuovo Testamento. In un giorno bele di filosofie e di messianismi mondani.
di bel tempo, agli amici che affettuosamente lo
CORNELIO FABRO
complimentavano per il buon aspetto che pa­
reva riprendere, « Sì », rispose, « io avrei
ancora un desiderio da soddisfare, vorrei di­ (1) Cfr. : P ostilla conclusiva non scientifica, t. V I,
ventare un angelo, avere le ali per portarmi a 305 ss.; t. V II, 2748278. I l p unto d i vista della mia
sedere su di una nube e cantare : Alleluia, Al­ a ttività di scrittore, t. X, 7-9 e 179. Le citazioni
rim andano alla versione tedesca in 12 volum i cu­
leluia, Alleluia! Tutto il resto è male. Voglio rata da C hr. Schrem pf, A. D orner, H . G ottsched
dire che era male ciò che fin qui io dissi, ma e W . P feleid erer presso E . D iederichs, Jen a 1909-
io lo dissi per allontanare il male e per arri­ 1922. La versione italian a dei testi citati è nostra,
vare all’Alleluia, Alleluia, Alleluia! ». «È eccezione fatta p e r il voi. X II che contiene « L ’O ra »
tutto qui ciò che tu credi », gli chiesero, « o p e r il quale ci atteniam o alla versione di A. B.
(E d . D oxa, M ilarjo-Roma 1931). P e r i « Tage-
cerchi anche rifugio nella grazia di Dio, in b iich er » tritiamo la I I ed. della collezione di
Gesù Cristo? » « Sì, naturalmente », annuì, T . H aecker (H egner V erlag, Leipzig, 1941).
« come può essere altrimenti? » Nel dire que­
ste parole, la sua anima non era per nulla (2) C fr.: I l concetto d ell’angoscia, t. V, 23. P o ­
stilla, t. V II, 40. La m alattia m ortale, t. V ili , 119
fiaccata dal male e teneva saldamente il pos­ n . I l punto d i vista della mia attività d i scrittore,
sesso dei suoi ideali, e per questo appunto go­ t. X, 80, 95.
deva. Non mancò di mostrarlo di lì a poco
(3) D ie Tagebiicher, ed. cit., 173, 184-186 e spec.
quando, aH’avvicinarsi della fine, gli fecero
241-242.
la discreta domanda: « Non vuoi ricevere la
S. Comunione? » et Sì, che la voglio », rispo­ (4) D er A ug en b lick. I l term in e significa l ’attim o ,
l ’istante, vale a d ire u n a delle p iù im p o rta n ti ca­
se subito, « non però da un pastore ma da un
tegorie esistenziali perchè è n e ll’istante che av ­
laico ». « Ciò si potrà difficilmente ottenere », viene la scelta. I fascicoli, che K irk eg aard riuscì
osservarono. <c Ebbene », concluse con viva­ a pu b b licare, furono in num ero di nove e uscirono
cità, cc morirò senza di essa ». Ma riprese ben tra il 24 maggio ed il 30 settem bre 1855. I l 2 o tto b re
presto la sua espressione di gioia, cc Sì, sì », veniva raccolto privo di sensi da una via di Co­
ripeteva, cc io sono molto lieto per tutto ciò che penaghen e ricoverato all’ospedale dove la m o rte
lo colse l ’i l novem bre.
mi è accaduto e se ho ancora una profonda
tristezza è quella di non riuscire a partecipare (5) D ella « contem poraneità con Cristo » già p a r ­
ad alcuno la mia gioia » (6). lano le B riciole filosofiche (cc. IV-V, t. V I, 51 ss.).
Essa è il tem a centrale di « Un esercizio del C ri­
Cristianesimo enigmatico il Cristianesimo kier- stianesim o » (t. IX) ed ha l ’espressione definitiva
kegaardiano che attende ancora la chiave per nel N. 8 di « L ’Ora » (t. X II, 123-129; tr. it.,
essere decifrato, ma che probabilmente non Fase. II, 51-59).
lo sarà mai perchè Kierkegaard stesso volle
(6) D alle m em orie personali d ell’am ico E m il Boe-
espressamente vivere l ’enigma di una coscien­ sen trad o tte in tedesco da H . G ottsched e rip u b ­
za mai ferma. Messosi da sè fuori del Prote­ blicate in appendice alla I I ed. cit. d ei cc Tage-
stantesimo, per avergli rinfacciato a viso aper­ b iich er » da T h. H aecker (C fr.: 625 ss.).