Sei sulla pagina 1di 264

Claudio Simeoni

Lo Stregone
e l’arte della
Stregoneria

pagina n.1 266049_interno.pdf


pagina n.2 266049_interno.pdf
Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Indice
PREMESSA E PRESENTAZIONE ....................................................................... 5
PRIMA PARTE
STREGONERIA L’UOMO CHE PRATICA STREGONERIA, NECESSITÀ, VISIONE
DEL MONDO E REALTÀ OGGETTIVA. ............................................................ 10
Tre mondi e tre modi soggettivi di percepirli Il mondo interiore e i mondi
esterni .......................................................................................................... 10
Proiettare noi stessi sul mondo esterno o introiettare il mondo oggettivo ... 14
Il mondo della Natura, il mondo interiore e il mondo sociale ...................... 17
Il mondo come ragione, forma e quantità; il mondo come tempo, l’azione
come oggetto; il mondo come emozione, l’intento come oggetto. .............. 20
Le COLONNE DEL CIELO o della trasformazione soggettiva. ................. 24
Le colonne del cielo come Dèi! ................................................................... 31
La vita nel mondo dell’Essere Natura.......................................................... 36
DETERMINAZIONI ................................................................................... 38
Psiche come sessualità ................................................................................. 43
Psiche come libertà ...................................................................................... 49
Psiche come intuizione e percezione ........................................................... 52
Quante determinazioni del nostro essere umani ignoriamo? ...................... 58
Che fare! Le determinazioni. ....................................................................... 66
VOLONTÀ.................................................................................................. 70
Volontà quale espressione dell’azione ......................................................... 74
Riflessioni sulle prime due colonne del cielo. ............................................. 80
SOSPENSIONE DEL DIALOGO INTERNO ............................................ 82
Sospensione del dialogo interno come dio! ................................................. 88
Le direzioni in cui opera il dio! ................................................................... 90
Sospensione del dialogo interno e la voce dell’infinito! .............................. 93
Il mondo come tempo; il tempo come mondo. ............................................ 95
Il mondo come emozione; l’emozione come mondo ................................... 97
SECONDA PARTE
STREGONERIA E PEDAGOGIA IL DIVENIRE DELL’UOMO NEL MONDO
RIFLESSIONI SULLE CONDIZIONI DEL DIVENIRE UMANO .............................. 99
TERZA PARTE
STREGONERIA E LE IDEE SULLA MANIPOLAZIONE DELLE IDEE E DELLE MASSE
AD OPERA DELLA RAGIONE ....................................................................... 149
Howard Gardner “Cambiare idea” Manipolazione mentale Gestione delle
masse mediante l’illusione......................................................................... 149
Raziocinio Logica e raziocinio nella manipolazione delle masse elettorali
................................................................................................................... 156
Un esempio di raziocinio volto a creare inganno ed illusione dai fatti di
cronaca del 2008 ........................................................................................ 157
Ricerca La ricerca, supporto all’idea nella manipolazione delle masse che
praticano ricerca per realizzare la loro illusione ........................................ 169
Risonanza Azione seduttiva e risposta emotiva L’amore delle masse per il
leader ......................................................................................................... 180

pagina n.3 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Ridefinizione delle immagini mentali Le tecniche della propaganda


televisiva L’oggetto della propaganda I limiti del leader ........................... 190
Assicurarsi che cambino idea ..................................................................... 201
Realtà esterna Il disastro come realtà da cogliere per condizionare le idee
delle masse; condizioni esterne, opportunismo e realtà virtuale ................. 207
Resistenze Il fondamentalismo giustificato dal fondamentalismo creare le
opportunità per vincere le resistenze ideologiche ....................................... 215
Reminescenza emotiva Le idee generate dalle emozioni Le illusioni della
ragione Energia libidica e critica sociale .................................................... 225
L’uso dell’infamia nella creazione dell’illusione. La manipolazione mentale
delle masse elettorali .................................................................................. 240
Torturati e torturatori I giornalisti di RAI e Mediaset La distruzione nella
formazione delle idee nella società civile. .................................................. 253

pagina n.4 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Premessa e presentazione

Questo è il primo libro di Stregoneria che pubblico.


Perché un libro di Stregoneria? Perché non accade molto spesso
che un praticante di Stregoneria dica che cos’è la Stregoneria in
disprezzo degli antropologi che usano il termine stregoneria per
indicare delle pratiche di superstizione tanto care ai cristiani.
La Stregoneria è l’arte di abitare e vivere nel mondo. Ed è
la pratica, o se vogliamo la Via alla Conoscenza, della
Religione Pagana. La Religione Pagana, a differenza delle
religioni monoteiste e del buddismo, non è una religione di
verità, ma è una religione di libertà. Mentre nella religione di
verità l’uomo si prostra davanti alla verità manifestata dal suo
dio nella bibbia, nei vangeli, nel corano, nelle verità buddiste,
nella Religione di Libertà l’uomo si appropria degli strumenti
con cui vivere il suo abitare il mondo in un cammino glorioso
che va dalla nascita del corpo fisico alla morte del corpo fisico.
Nelle religioni di verità, come il cristianesimo, l’islam,
l’ebraismo e il buddismo, il dio detta le regole morali a cui
l’uomo si deve sottomettere. Nelle religioni di verità solo la
sottomissione al dio, spesso padrone in quanto creatore,
garantirebbe la salvezza dell’uomo. L’obbedienza e la
sottomissione sono il sacrificio che l’uomo compie al dio
padrone per compiacergli.
In una Religione di Libertà non esiste una “salvezza”.
Esiste un vivere nel mondo. Un praticare la vita. Esiste la
necessità di agire usando gli strumenti che la specie ci ha messo
a disposizione in centinaia di milioni di anni di adattamenti
all’ambiente.
Le persone conoscono le storie della creazione del dio
cristiano della bibbia. Secondo il dio cristiano, il mondo è stato
creato per l’uomo affinché lo adorasse. Nella religione Pagana,
invece, l’uomo emerge nel mondo e nella vita per
trasformazione del precedente. Per il cristiano il mondo è
“verbo”, parola, descrizione della creazione. Per la Religione
Pagana il mondo e la vita sono emozioni. Emozione è Urano
Stellato. Emozione è Afrodite che nasce dal suo pene.

pagina n.5 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Emozione sono le Erinni che nascono dal suo sangue. Per la


Religione Pagana dall’emozione nasce il tempo. L’azione. Il
comportamento eroico, come azione di un soggetto in un mondo
di azioni.
Solo alla fine del processo di trasformazione del mondo,
Zeus, con la sua titanomachia, costruisce lo spazio per la forma,
la ragione, il verbo. In quello spazio nascono i figli di Hera,
l’Essere Natura. In quello spazio i figli di Hera, della Natura,
crescono, agiscono, esprimono le loro pulsioni per diventare
degli Dèi. Tuttavia Zeus accoglie Afrodite come l’emozione che
fa nascere i figli di Hera, ed accoglie il tempo, attraverso il
quale i suoi figli si trasformano, crescono e possono diventare
altrettanti Dèi. E’ solo Padre Cronos che permette all’emozione
di sedimentare, accumularsi, per costruire la conoscenza
dell’abitare il mondo dell’Essere della Natura.
Com’è dunque il mondo in cui viviamo? Come viene
percepito da chi pratica Stregoneria?
E’ un mondo dominato dal termine “potere”. Un mondo in
cui il termine di “potere” non significa possesso o dominio da
parte di qualcuno su altri (come nel cristianesimo in cui il
soggetto è privo di volontà non potendo modificare la creazione
del suo dio), ma significa CRESCITA. Significa capacità di
abitare il mondo. Significa capacità di usare gli strumenti della
specie cui apparteniamo per costruire al meglio noi stessi in
vista della “gloria del Pagano”: la morte del corpo fisico. Il
termine “potere” significa accumulo di esperienza con cui
accrescere sé stessi in un divenire continuo. Vivere con
passione e con impegno porta il Pagano a costruire la sua gloria.

Questo libro, e gli altri che seguiranno, nasce


dall’esperienza di uno Stregone che si sforza, pur non sapendo
scrivere correttamente, di trasmettere l’idea del mondo in cui
viviamo propria della Stregoneria. Se un individuo perde le
gambe, non per questo rinuncia a muoversi; troverà altri modi.
Un individuo che deve comunicare delle idee, anche se scrive
male, deve comunicarle. Questa non è un’opera letteraria, è un
manuale di Stregoneria. Uno Stregone del XXI secolo che usa il
linguaggio del XXI secolo nelle esperienze vissute nel XXI

pagina n.6 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

secolo. Costruire un’idea del mondo che non ha nulla a che


vedere con la verità, ma con la possibilità di abitare in maniera
diversa il mondo in cui viviamo. Uno Stregone che non ha
nessuna intenzione di dare una verità, ma di aprire agli uomini
delle prospettive diverse nelle relazioni fra sé e il mondo. I geni
che hanno aperto alla conoscenza del mondo e della vita come
Marx, Darwin, Lorenz, Freud, hanno permesso una quantità
enorme di scoperte scientifiche. La scienza scopre una realtà in
essere, ma non determina il cammino e le trasformazioni che
portano alla realtà in essere che la scienza descrive. La scienza
scopre la diversificazione delle specie, ma non le scelte
soggettive di ogni singolo individuo che, nel suo progetto di
adattamento alla realtà del mondo, mise in atto quelle scelte che
diversificarono le specie. La psichiatria descrive la malattia
mentale, i meccanismi neuronici, ma non descrive gli
adattamenti dei soggetti alle sollecitazioni oggettive che li
portarono ad ammalarsi. Il campo della Stregoneria è il campo
della trasformazione che non conduce ad un modello di verità
predeterminato, ma ad un infinito temporale che chiamiamo
LIBERTA’.

Il libro si compone di tre parti.


Nella prima parte si parla dei mondi e del modo di
percepire i mondi tenendo in considerazione che le persone a
cui si sta parlando sono educate cristianamente e ritengono che
il mondo sia solo forma creata da un dio padrone. Nella prima
parte si parla dell’uomo, del suo divenuto e di come si riconosce
sé stessi come un soggetto che opera mediante le proprie
determinazioni, l’uso della propria volontà e fermando il
dialogo interno. In una società cristiana che trasforma gli
individui in prede sottomesse è possibile diventare soggetti che
agiscono consapevolmente costruendo il proprio Fato. La prima
parte ha la funzione di presentare una serie di possibilità che
consentono all’individuo di uscire dalla posizione sottomessa e
supplice in cui i cristiani lo hanno educato per prendersi nelle
proprie mani la propria vita.

pagina n.7 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La seconda parte riguarda la pedagogia propria della


Stregoneria: i bambini come futuri adulti che agiscono nella
Natura e nella società.
La questione dell’infanzia non è mai stata trattata dalla
società civile che ha sempre preferito delegarla al cristianesimo
in una farneticante illusione che essendo gli uomini creati da un
dio pazzo e cretino, qualunque fosse l’educazione non avrebbe
prodotto danno. Questa omissione di interesse sociale è stata
portatrice di gravi danni sociali e di una quantità enorme di
bambini che non sono mai diventati degli adulti.
Oggi, alcune sentenze della Corte di Cassazione stanno
modificando i parametri cristiani della relazione genitori e figli:
non più figli che onorano il padre e la madre (in quanto sono
creati uguali da dio), ma genitori che devono fornire ai loro figli
i mezzi adeguati per affrontare la loro esistenza. Una
trasformazione che, come sa la Stregoneria (e la magia nera
cristiana), inizia fin dalla pancia della madre con un imprinting
emotivo prenatale. Si tratta di riflessioni sparse, a volte slegate
fra di loro, che forniscono un quadro d’insieme della pedagogia
della Stregoneria il cui fine è attrezzare i figli affinché diventino
dei cittadini consapevoli e attrezzati per affrontare ogni
contraddizione dell’esistenza.
La terza parte prende spunto da Howard Gardner e le sue
sciocchezze sul “Cambiare idea” e, prendendo spunto da fatti di
cronaca del 2008, parla della manipolazione delle masse e del
singolo individuo. Come avviene e quali sono i meccanismi che,
agendo sull’individuo, lo predispongono a manipolare il suo
essere un individuo sociale privandolo della capacità di decidere
e scegliere il proprio Fato. Quelle pagine, scritte nel 2008 oggi,
nel luglio del 2011, appaiono quasi profetiche. Come non si può
buttare un sasso nello stagno senza fare onde, così non è
possibile perturbare il mare emotivo umano senza produrre
onde che agiscono nella vita quotidiana delle società.

Per parlare di Stregoneria è necessario parlare del mondo


e dell’abitare il mondo fin da quando eravamo nel brodo
primordiale; di quando le specie si diversificarono; della parte
profonda del cervello, della patologia psichiatrica e della

pagina n.8 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

produzione di malattie mentali; del divenire dell’uomo;


dell’intelligenza dell’uomo in un mondo in cui ogni Essere della
Natura è un Essere Intelligente che manifesta la sua volontà i
suoi progetti e i suoi scopi.
Aprire le porte delle possibilità umane non significa
indicare una verità, ma una possibilità in perenne
modificazione. Un po’ come Madre Demetra alla perenne
ricerca di Persefone. Una ricerca che non porta mai a trovare
Persefone, ma che trasforma il ricercatore accumulando sapere,
conoscenza e potere di essere nel suo abitare e vivere il mondo.
Marghera, 10 luglio 2011
Claudio Simeoni
www.federazionepagana.it
www.stregoneriapagana.it
www.religionepagana.it

pagina n.9 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Prima Parte
Stregoneria
L’uomo che pratica Stregoneria,
necessità, visione del mondo e realtà oggettiva.

Tre mondi e tre modi soggettivi di percepirli


Il mondo interiore e i mondi esterni

Ogni Essere Umano pensa il mondo in cui vive. Lo vive e


lo descrive. Lo comunica ad altri e all’interno di quel mondo
costruisce le sue strategie di vita. Il mondo dell’Essere Umano,
come quello di ogni essere della Natura inizia, apparentemente,
con una nascita e finisce, apparentemente, con la morte del
corpo fisico. Fra questi due limiti noi assistiamo, in tutti gli
esseri della natura, ad una crescita, uno sviluppo e un
decadimento fisico.
La vita dell’Essere Umano è una sequenza di relazioni fra
il soggetto e il mondo in cui vive. Le relazioni avvengono fra
insiemi psico-fisici-emotivi del singolo soggetto con insiemi o
parti d’insiemi psicofisici-emotivi di soggetti che formano
l’oggettività. Le singole relazioni di ogni singolo Essere Umano
sono dei veri e propri nodi di interazione fra il soggetto, a cui ci
riferiamo, e i soggetti del mondo che, nell’interazione,
modificano sia il soggetto che consideriamo che i soggetti che
concorrono a quella relazione. Tali relazioni hanno qualità,
quantità e direzione. La quantità di relazioni che un soggetto
vive nell’arco della sua vita sono occasioni in cui quel soggetto
può modificare sé stesso in vista di nuove, altre e diverse
relazioni. La qualità di relazioni che un soggetto vive dipende
dal carico emotivo, psichico e fisico che il soggetto impegna. La
qualità nella relazione determina la quantità di modificazione
del soggetto in vista di nuove e diverse relazioni. La direzione è
un aspetto temporale quale effetto della relazione per come è
vissuta dai soggetti. La relazione comporta la modificazione dei
soggetti. I soggetti si possono modificare attrezzandosi per

10

pagina n.10 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

future relazioni o possono chiudersi a future relazioni. La


direzione è il percorso del soggetto la cui vita va intesa come un
processo di trasformazione continua fino alla morte del corpo
fisico.
Scomporre l’Essere Umano nel suo essere nel mondo e il
mondo in cui vive, ci permette di riconoscere degli “insiemi”
che entrano in relazione e che formano vari livelli di coscienza,
conoscenza e consapevolezza del singolo Essere Umano.
Innanzi tutto esiste, in ogni essere della natura, un
“mondo interiore” che si compone di immagini e di
interpretazione del mondo in cui si vive. Un mondo formato
dall’esperienza vissuta che si compone con l’attesa di vivere
l’esperienza. L’attesa di vivere l’esperienza apre l’individuo
all’esperienza; il soggetto elabora l’esperienza e costruisce i
suoi “adattamenti soggettivi” predisponendosi per nuove e
diverse esperienze in attesa di viverle.
Quando un soggetto nasce è portatore di un mondo
interiore formato dall’esperienza di specie e dall’esperienza che
ha accumulato mentre era nella pancia della madre (o mentre
era uovo o seme). L’individuo, qualunque individuo, nasce con
un mondo interiore e si apre al mondo quotidiano nell’attesa
dell’esperienza alla quale adattare il proprio mondo interiore
come risposta alla pulsione di crescita e di trasformazione. La
pulsione di crescita e di trasformazione è la pulsione di vita che
spinge il singolo soggetto ad esprimersi nel mondo in cui vive.
Per contro, la relazione col mondo esterno permette al soggetto
di organizzare e veicolare in maniera appropriate e opportuno la
sua pulsione di vita organizzando il proprio mondo interiore
affinché rispondi in modo ottimale alle sollecitazioni
provenienti dal mondo esterno.
Il mondo esterno diventa il soggetto che regola le pulsioni
e organizza il mondo interno del soggetto.
Il soggetto, strutturato ed organizzato dalle sollecitazioni
del mondo esterno, si ripresenta continuamente al mondo
esterno, modificato dalle relazioni sollecitate e immette nel
mondo esterno le sue sollecitazioni attraverso le sue scelte e le
sue decisioni. Il mondo esterno risponde alle sue scelte, si adatta
inviando fenomeni al soggetto che a sua volta, fagocitandoli,

11

pagina n.11 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

riorganizza sé stesso per rispondere in maniera più efficace ai


fenomeni del mondo esterno.
Fin dalla nascita il mondo interiore viene “tarato” per
rispondere alla qualità del mondo che il soggetto incontra e tutta
la vita è un processo di messa a punto del mondo interiore per
rispondere al meglio alle sollecitazioni del mondo e per
sollecitare il mondo a rispondere ai propri bisogni.
Ad un certo momento della crescita dell’uomo il mondo
emotivo non si esprime più direttamente nel mondo, ma viene
filtrato dalla ragione la quale descrive la forma del mondo, la
quantità degli oggetti, le motivazioni per le quali gli oggetti
sono nel mondo e in quella descrizione imprigiona,
veicolandole, le emozioni. L’individuo non esprime il proprio
mondo emotivo nel mondo, ma esprime la propria ragione che
filtra il mondo interiore dell’individuo. La ragione
dell’individuo oscilla sempre fra due limiti estremi: la
superstizione e la ricerca scientifica. Mentre la superstizione
tende a circoscrivere la ragione dell’individuo in verità
predeterminate, la ricerca scientifica tenta di allargare la
descrizione del mondo della ragione verità dopo verità. Il
conflitto della ragione si svolge fra la convinzione di verità
assolute e date per assodate, attraverso le quali spiegare il
mondo, e la necessità dell’individuo di costringere la ragione ad
ampliare la propria conoscenza del mondo (la propria
descrizione del mondo). Il conflitto si svolge fra la ragione
come necessità di controllo dell’individuo, che indirizza le
tensioni psichiche, e le pulsioni di vita che spingono l’individuo
a violare gli imperativi morali della ragione, a violare la
superstizione impostagli dalla ragione, ad usare la scienza come
strumento per impedire alla ragione di danneggiare troppo
violentemente la sua struttura emotiva e le sue pulsioni di vita.
Nell’individuo c’è un vero e proprio mondo conflittuale
psichico che tende a manifestarsi verso l’esterno, nella
quotidianità in cui l’individuo vive.
Due sono i mondi esterni, oggettivi, in cui la ragione si
muove e ai quali l’individuo si adatta: uno è il mondo della
natura, in cui l’Essere Umano è divenuto come specie per
milioni di anni e l’altro è il mondo sociale che viene assunto a

12

pagina n.12 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

modello in cui la ragione deve adattarsi solo negli ultimi 8-


10mila anni. Ad un soggetto che per milioni di anni è divenuto
nella natura, forgiando per questo la propria struttura come
specie, si sovrappone una società che chiede alla persona di
adattarsi alle proprie categorie sociali al di là o in
contrapposizione alle sue spinte pulsionali soggettive. Mentre la
società impone all’individuo delle categorie morali e
comportamentali funzionali alla società stessa, l’individuo
risponde a queste sollecitazioni con gli strumenti che la specie
cui appartiene ha forgiato quando egli era un Essere nella
Natura. Questa situazione alimenta il conflitto psico-emotivo
interiore in quanto, le “risposte automatiche” che la specie ha
costruito in centinaia di milioni di anni, devono essere tarate
come risposte a sollecitazioni sociali che non hanno nulla o
poco a che vedere con le sollecitazioni dell’individuo nella
Natura.

13

pagina n.13 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Proiettare noi stessi sul mondo esterno o introiettare il


mondo oggettivo

Quando noi diciamo che “questo è un mondo”, non


indichiamo un oggetto in sé, ma indichiamo un oggetto che noi
interpretiamo. Il mondo è ciò che è in tutte le sue parti, sia in
quelle che io considero che in quelle che non considero. Quando
mostro il mondo, lo mostro nella mia interpretazione.
L’indicazione del mondo è l’indicazione che nasce da me che
interpreto il mondo. Quando mostro il mondo ad una persona
non mostro il mondo come oggetto, ma il mondo che io lo
interpreto. Il mio interlocutore, a sua volta, interpreta il mondo
attraverso il proprio divenuto e non è detto che egli,
considerando fenomeni diversi dai miei o dando un’importanza
diversa agli oggetti che indico, recepisce in maniera diversa la
forma di quello che io mostro.
La comunicazione razionale è sempre imprecisa perché
presuppone che gli oggetti siano esattamente come appaiono ai
sensi e presuppone che tutti i sensi degli Esseri Umani
percepiscano gli oggetti nello stesso modo e nello stesso modo
li ordinino per importanza nella loro testa e nella loro struttura
percettiva. Presupporre significa “dare per scontato” col
risultato che, quando ciò non avviene, entrano in gioco
situazioni conflittuali interpersonali il cui scopo è costringere
l’altro ad interpretare gli oggetti del mondo nello stesso modo e
di ordinare quegli oggetti nella sua testa nel medesimo modo
che noi li ordiniamo. Capire l’altro implica una destrutturazione
del nostro ordine mentale e una riorganizzazione mentale
capace di comprendere fenomeni o possibilità che prima di
allora la nostra ragione non prendeva in considerazione.
Si tratta del meccanismo della proiezione di categorie
preconcette sull’altro a seconda di come l’altro si colloca nel
nostro immaginario. Questo meccanismo mentale era utile
quando eravamo all’interno della Natura: proiettare
l’immaginazione sull’oggetto percepito immaginandone la sua
realtà e le sue intenzioni, metteva in moto la nostra azione
prima che quell’oggetto diventasse pericoloso. In milioni di

14

pagina n.14 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

anni la nostra specie ha forgiato milioni di categorie di giudizio


nei confronti degli oggetti del mondo e in queste categorie di
giudizio ha coinvolto l’apparato emotivo profondo. La nostra
specie è stata sottratta alle relazioni con la natura mentre si
trasformava e ha trasferito il suo divenuto nella Natura
all’interno dei sistemi sociali. I sistemi sociali erano prodotti
dalla proiezione di categorie preconcette di gruppi di individui
(cultura) nel mondo in cui vivevano. I sistemi sociali hanno
oggettivato le categorie preconcette ponendole alla base del loro
sistema di pensiero e imponendole ai nuovi nati. Però, mentre le
categorie preconcette erano funzionali a rispondere a situazioni
nella Natura in quanto nella Natura si esprimevano oggetti reali,
i sistemi sociali imponevano categorie preconcette senza un
oggetto reale cui riferirsi. Le stesse categorie di pensiero che
l’uomo caricava di emozione nella natura, oggi, nella società,
vengono usate per ricattare e controllare l’uomo mediante il
controllo delle sue emozioni.
Lo stesso neonato è sconcertato davanti alla madre che
quando gli parla spesso gli invia segnali non verbali distruttivi,
magari urlando, suscitandogli apprensione e terrore come se un
leone lo stesse mangiando. Magari ha solo gettato del cibo per
terra. Sugli urli della madre il bambino proietta le categorie di
terrore che la sua specie ha costruito in milioni di anni. Per
questo il terrore che salva l’individuo nella Natura, nella società
diventa il terrore che blocca. Cosa blocca? Blocca l’apertura
dell’individuo al mondo. Blocca i suoi processi di crescita
circoscrivendolo in un infantilismo permanente. Un infantilismo
che lo stesso individuo difende impedendo al mondo di entrare
nella sua sfera emotiva e culturale.
L’individuo cessa di introiettare il mondo che lo circonda.
Cessa di costruire le relazioni emotive con esso. L’individuo
cessa di destrutturare la sua ragione per fagocitare le tensioni
del mondo e difende la sua proiezione sul mondo anche a costo
di conflitti sociali. L’individuo ha cessato di crescere. E’ un
eterno bambino, sia nella cultura che nella psiche. Un bambino
che si aggrappa all’unico mondo che conosce: quello della sua
infanzia. L’unico periodo della sua vita in cui era aperto al
mondo in cui viveva e godeva nel costruire le relazioni col

15

pagina n.15 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

mondo. Godeva nel crescere, nel dilatare sé steso nel mondo


finché il mondo non gli apparve come una “bestia feroce”
davanti alla quale ritrarsi.

16

pagina n.16 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il mondo della Natura, il mondo interiore e il mondo sociale

Il mondo della natura, il mondo interiore e il mondo


sociale, sono tre mondi distinti, ma legati intimamente. Come la
coscienza dell’individuo è separata dalle infinite coscienze del
suo corpo, così l’individuo vive la separazione dalla Natura e
dalla società nel suo insieme. Allo stesso tempo l’individuo
come interagisce con le infinite coscienze presenti nel proprio
corpo, così interagisce con le infinite coscienze della Natura e
della società. Questo al di là di quanto egli ne sia consapevole o
sappia usare a proprio favore quelle relazioni. La natura è
l’insieme di soggetti che noi definiamo viventi e portatori delle
infinite possibilità di percezione della loro realtà forgiata in
centinaia di milioni di anni e diversificata nella qualità
attraverso la diversificazione delle specie. Il mondo interiore è
costruito dal singolo individuo selezionando (e nella maggior
parte, cancellando o silenziando) strumenti che la specie gli ha
messo a disposizione per affrontare il mondo e costruire la sua
vita adattandoli alla specifico insieme della natura in cui è nato.
Dalle necessità del mondo interiore e le relazioni con la natura,
qualche centinaia di migliaia di anni or sono, l’Essere Umano
ha iniziato a costruire il suo mondo sociale usando e adattando i
mattoni psichici che aveva costruito in centinaia di milioni di
anni. Questo mondo è cresciuto come soggetto in sé. Ha
costruito una propria personalità sedimentando tensioni, bisogni
e soluzioni morali che la specie ha espresso nel corso del tempo.
E’ venuto formandosi attraverso la ragione umana e ha
sviluppato e sedimentato tutte quelle contraddizioni, anche di
ordine patologico-psichiatrico, che sono venute manifestandosi
nell’Essere Umano quando la ragione ha preteso di controllare
le pulsioni emotive della vita e unificare il tempo soggettivo in
un tempo lineare oggettivo sul quale lei poteva esercitare il
controllo.
Dal momento che la ragione è il prodotto della vita e delle
spinte emotive e pulsionali che ne stanno a fondamento ed è il
prodotto di trasformazioni temporali dell’individuo che lei tende
a fermare in un eterno presente (o sequenza di presenti) per

17

pagina n.17 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

poterlo descrivere, ne segue che il conflitto nel mondo interiore


e nel mondo sociale è interdipendente nei suoi effetti e nella
riaffermazione continua degli strumenti con cui la ragione
controlla la coscienza dell’individuo.
Nel mondo della Natura la vita emerge, si trasforma e
diviene manifestando i singoli individui i quali sono costretti a
vivere le loro pulsioni di vita imprigionate attraverso i
meccanismi con cui le società perpetuano sé stesse. Un mondo
sociale umano che tende a persistere nella sua attuale forma
mediante il controllo sul singolo individuo fintanto che non
interviene una forza (normalmente vengono chiamate
rivoluzioni anche se per rivoluzione oggi si intendono anche
processi di restaurazione rispetto a dei processi di
modificazione sociale in corso) che ne modifichi la qualità della
persistenza del controllo sociale. Tale forza, in ogni caso, è
contenuta sempre all’interno della ragione, ed esprime
soluzione diverse di controllo sociale (spinta da esigenze
diverse) rispetto alle forme che ne rendevano persistente il
controllo sull’uomo. Cambiare modi e qualità del controllo per
mantenere, comunque, un controllo sulla veicolazione delle
emozioni del singolo individuo nella società.
Ad ogni modificazione del mondo sociale corrisponde la
liberazione di pulsioni emotive anche quando la modificazione
del mondo sociale assume la forma di restaurazione di
precedenti meccanismi di controllo sull’individuo. Questo
perché la restaurazione di “vecchi meccanismi” sono
immaginati in un contesto oggettivo diverso e dunque, non
rappresentano una restaurazione del vecchio, bensì una
veicolazione funzionale nel nuovo ordine sociale. Le
modificazioni sociali hanno effetto sugli individui che nascono
nel momento in cui le modificazioni avvengono e sono
portatrici di un grande sbandamento e fraintendimento nelle
persone. Chi educa il nuovo nato è cresciuto in un contesto
sociale diverso da quello che viene manifestato nella nuova
epoca. Per questo riproduce il vecchio meccanismo educativo
che risulta inadeguato a preparare il nuovo nato per il suo futuro
che è diverso dal presente in cui vive l’educatore e diverso da
quello che l’educatore immagina. L’epoca di transizione

18

pagina n.18 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

riempie la società di “cadaveri” nella forma di individui


incapaci di affrontare il nuovo o il loro futuro. Solo dopo due
generazioni la società può iniziare a stabilizzarsi quando i
metodi educativi diventano adeguati al nuovo ordine sociale.
Nel frattempo, nel passaggio fra il vecchio e il nuovo, le
persone socialmente inadeguate tenteranno di ritornare al
vecchio ordine sociale creando grandi conflitti nella società.
Queste stesse contraddizioni si riproducono nel mondo
interiore e nella coscienza dell’individuo il quale, come singolo
individuo, può soccombere quando si fa carico, soggettiva, le
pulsioni che dalla società giungono a lui. Il mondo sociale è un
vero e proprio corpo con una propria coscienza. Una coscienza
che si modifica lentamente e che tende a conservarsi. I singoli
individui, all’interno della società, sono coscienze individuali le
cui pulsioni emotive sono intimamente legate all’intero mondo
sociale. L’individuo tende a rispondere emotivamente alle
sollecitazioni del proprio mondo sociale: soffre con lui, mette in
atto azioni per la sua salvaguardia, partecipa alla vita politica,
ecc. Oppure si fa preda, oggetto d’uso del mondo sociale. Un
oggetto che permette al mondo sociale di conservarsi in quanto
viene da questo usato contro chi alimenta spinte di
trasformazione. La coscienza dell’individuo nasce nei processi
di trasformazione della Natura, è costretta ad adeguarsi alle
categorie sociali, ma in queste immette la spinta dei desideri che
si esprimono nel suo divenuto.
Consideriamo questi tre mondi e queste relazioni per
proseguire il discorso.

19

pagina n.19 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il mondo come ragione, forma e quantità;


il mondo come tempo, l’azione come oggetto;
il mondo come emozione, l’intento come oggetto.

Emozioni, tempo e ragione sono modi in cui percepire il


mondo ed organizzare la propria vita nel mondo. Nello stesso
tempo sono mondi in cui la qualità degli oggetti si rappresenta
in maniera diversa. Nel mondo delle emozioni non c’è spazio
per la forma e la quantità di oggetti. L’emozione che si presenta
è oggetto in sé. Non è “l’emozione espressa da un soggetto”, ma
essa stessa è il soggetto.
Chi vive nel mondo emotivo non percepisce la forma
dell’oggetto che manifesta la percezione ma, se proprio deve
descrivere la sua percezione dell’emozione, ad uguali emozioni
sarà attribuito il medesimo oggetto descritto attraverso la
ragione.
Nel mondo emotivo non esiste né forma né tempo. Il
tempo esiste quando consideriamo l’emozione all’interno del
mondo della ragione. Quando l’emozione opera una
destrutturazione della struttura neurovegetativa, uno spettatore
esterno può determinare il tempo in cui quella destrutturazione
viene riassorbita e l’individuo torna allo stadio psichico di
equilibrio ristrutturando la sua coscienza. Lo spettatore esterno
può misurare, ma chi vive l’esperienza emotiva, durante
l’esperienza, non percepisce né il tempo né la qualità della
trasformazione che l’insorgere dell’emozione produce in lui. La
misura temporale della trasformazione indotta dall’emozione in
un soggetto può essere misurata solo dallo spettatore esterno
che la misura in base al tempo lineare, solare. Un soggetto che
viene travolto dall’emozione, fintanto che vive l’emozione,
perde la cognizione del tempo. Perde la cognizione delle forme
che lo circondano che durante l’emozione cambiano di forma e
di significato in base alle emozioni che esse stesse emettono nei
confronti dell’individuo emozionato (fenomeno riscontrato
spesso in molte malattie mentali). Chi vive l’emozione è fuori
dal tempo e dalla forma della ragione. Vive un tempo soggettivo
e se quella trasformazione viene ricordata, le immagini sono

20

pagina n.20 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

quelle irreali del sogno. Nel mondo emotivo, come non esiste
tempo per chi lo vive, così non esistono parole per descriverlo.
Chiamatelo Tao, chiamatelo Nagual, chiamatelo Urano Stellato,
è un mondo senza tempo e senza forma (solo la ragione, quando
deve descriverne lo stato vissuto dall’individuo associale le
emozioni percepite a forme razionali conosciute. E’ il caso di
chi vede il dio o la madonna o il demonio). Per la ragione il
mondo delle emozioni è un mondo oscuro e terrificante. La
ragione è costantemente impegnata in una eterna guerra per
frenare, controllare e imprigionare le emozioni che dal profondo
della vita dell’individuo si presentano alla coscienza.
Lo stesso vale per il tempo e per il mondo del tempo. La
ragione, legata allo spazio e alla forma, non concepisce la
trasformazione dello spazio e della forma. Il mondo della
ragione è composto da un presente dopo un altro presente.
Quando la ragione parla del passato non parla mai di ciò che è
stato messo in moto per generare questo presente, ma parla di
un presente passato in cui gli attori di quel presente si muovono
staticamente: non crescono, non si trasformano, non progettano.
Sì che, da quella decisione, che appartiene a quel presente,
sorge un altro presente: quello di ora. Ad esempio: “Napoleone
sconfisse il nemico!”. E’ un presente. La sconfitta di quel
nemico genera una condizione: è un altro presente. Fra i due
presenti ci sono le azioni, le modificazioni di un numero infinito
di soggetti che hanno agito, hanno fato le loro strategie e si sono
modificati. La ragione fotografa due presenti (o un milione di
presenti). Vivere gli stessi presenti nel mondo del tempo
significa vivere i vortici delle trasformazioni in cui i presenti
scompaiono in quanto il veggente vive la sua trasformazione.
Trasformazione dopo trasformazione in cui ogni trasformazione
è composta da un numero infinito di trasformazioni e di insiemi
di trasformazioni che concorrono in ogni singola trasformazione
di un infinito numero di trasformazioni che si muovono su
tempi diversi manifestando diversi scenari della vita, il tempo
presente che appare alla descrizione della ragione non è altro
che un frammento di spazio ricavato nel turbine del tempo.
Parlare di “turbine del tempo” o di “fasci di filamenti
intrecciati” è solo la rappresentazione di ciò che il veggente non

21

pagina n.21 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

è in grado di descrivere, ma può solo vivere con le sue azioni e


le sue scelte.
La ragione è separata dall’emozione mentre questa
destruttura l’individuo ed è separata dal mutamento mentre il
soggetto o i soggetti agiscono. Per un attimo la ragione si ferma,
perde il controllo dell’individuo per riacquisirlo subito dopo
quando la tensione del mutamento si è esaurita, l’azione si è
fermata In quel momento la ragione giustifica e motiva
cercando i perché dell’azione che l’ha turbata e modificata. Dal
momento che la ragione non potrà mai conoscere i perché
dell’azione, su ciò che non è in grado di capire proietta le sue
categorie preconcette. La ragione viene sospesa dall’emozione
che la destruttura. Così ciò che avviene nel mondo delle
emozioni e nel mondo del tempo viene immediatamente
dimenticato dall’individuo perché quei due mondi escludono la
ragione e le parole con cui la ragione regge il mondo della
forma e dei numeri. La memoria non ricorda la destrutturazione
o il mutamento, ma questo si fissa nella struttura neovegetativa
dell’individuo (la ricomposizione dopo la destrutturazione
emotiva non è mai un ritorno allo stato precedente, ma
comporta un guadagno come crescita o trasformazione
dell’intero individuo) rendendolo più adatto a gestire il
momento successivo: il successivo presente descritto dalla
ragione.
Il mondo dell’emozione, il mondo del tempo, il mondo
della ragione sono lo stesso mondo che noi percepiamo in modo
diverso. Il nostro mondo interno, il mondo della natura e il
mondo sociale convivono l’uno nell’altro anche se si sono
generati l’uno dall’altro per diversificazione, sedimentazione e
separazione.
La sintesi di questi mondi è in ognuno di noi e noi
viaggiamo nell’uno e nell’altro a seconda di come noi usiamo la
nostra attenzione. Noi possiamo far interagire un mondo
nell’altro attraverso la nostra autodisciplina. Noi possiamo
muoverci nel mondo del tempo e nel mondo delle emozioni e
raccogliere ciò che è stato lasciato da chi è venuto prima di noi,
ma lo possiamo fare solo col nostro intento. Noi possiamo
raccogliere la conoscenza nel mondo del tempo e nel mondo

22

pagina n.22 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

emotivo e riversarla nel quotidiano della ragione, ma per far


questo dobbiamo esercitare, nella ragione come vita nel mondo
quotidiano, l’arte dell’agguato. Dobbiamo acquisire la
disciplina per afferrare quello che ci serve e poterlo gestire per i
nostri bisogni. Se non impariamo ad esercitare l’arte
dell’agguato nel mondo quotidiano non siamo più noi ad
impadronirci di ciò che ci serve nel mondo del tempo e nel
mondo delle emozioni, ma sono soggetti che agiscono
familiarmente nel mondo del tempo e nel mondo delle emozioni
ad afferrare noi.
Per riuscire a dare un’idea del mondo in cui viviamo
dobbiamo usare le parole. Dobbiamo usare le parole per parlare
di luoghi per i quali non esistono parole. Dobbiamo usare le
parole per descrivere una percezione soggettiva di un luogo
oggettivo consapevoli che ogni soggettività può percepire e
vivere quel luogo a modo suo, percependolo in maniera diversa,
consapevoli, comunque, che senza le parole non saremmo mai
in grado di comunicare quella possibilità nella ragione. Per
parlare dobbiamo schematizzare. Uno schema non è avulso
dall’insieme di cui parliamo. Quando parliamo di un individuo
che agisce nella società, intendo che tutti gli individui agiscono
nella società manipolandone e variandone in ogni istante la
realtà oggettiva. Quando parlo di un soggetto che agisce nel
mondo del tempo, intendo che un infinito numero di soggetti
agiscono nel mondo del tempo e le condizioni delle situazioni
temporali variano in ogni istante. E così via...
Prima di tutto, però, è necessario liberarci dai legami, le
catene, che ci impediscono di intraprendere questo cammino.

23

pagina n.23 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Le COLONNE DEL CIELO o della trasformazione


soggettiva.

I mondi sono spazi nei quali gli Esseri si sviluppano. Gli


Esseri Umani costruiscono loro stessi il loro “spazio” di
percezione e descrivono la realtà oggettiva nella quale operano
in ognuno dei mondi che si è citato. Cosa significa costruire sé
stessi? Significa considerare la propria esistenza come una
costruzione, un processo di sedimentazione e crescita, che dopo
un periodo di accumulazione fisica, psichica e intellettiva, quale
espressione della specie, viene continuata dall’individuo
mediante la sua intelligenza e la sua volontà attraverso una
modificazione della sua struttura psico-fisica-intellettuale.
Affinché ciò avvenga l’individuo deve esercitare la propria
volontà, coinvolgendo le sue emozioni, in ogni sua scelta nelle
condizioni della sua vita quotidiana.
Considerare la vita come un processo di costruzione
soggettiva, un processo di accumulo continuo di esperienze e di
scelte. Considerare la vita come un processo di trasformazione
che non si esaurisce con il raggiungimento dell’età “matura”,
ma con la crescita continua di esperienza che si sedimenta nella
struttura psico-fisica dell’individuo continuamente fino alla
morte.
Questo comporta una responsabilità dell’ambiente, una
responsabilità genitoriale, una responsabilità sociale in tutte le
scelte di crescita che il soggetto, una volta nato fa.
L’autodisciplina altro non è che l’uso coerente degli strumenti
che ci sono stati forniti nella fase di crescita quando, bambini,
non eravamo in grado di discriminare su ciò che il mondo ci
presentava. Nell’utero materno, l’Essere Umano impara la
qualità delle emozioni che possono essere veicolate nel mondo
in cui vive mediante la comunicazione empatica con l’uso delle
emozioni che fa la madre in risposta alle sollecitazioni del
mondo in cui la madre vive e il feto ignora. Nell’infanzia
costruisce la sua ragione, la sua descrizione del mondo,
armonizzando le sue emozioni con le possibilità di veicolarle
nei bisogni e nei desideri all’interno della struttura del mondo

24

pagina n.24 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

quotidiano. Una volta adulto, l’Essere Umano cessa di subire


questi strumenti e inizia ad usarli per agire nel mondo
quotidiano usando l’autodisciplina nel rispondere alle
sollecitazioni del mondo in una continua ricerca fra ciò che
vorrebbe fare e ciò che può fare. Autodisciplina nella
costruzione della propria crescita, intento nel determinare la
direzione in cui tale crescita avviene e consapevolezza del fine
cui le nostre azioni tendono.

I mondi sono gli spazi d'azione del soggetto.


Il soggetto nasce come essere della Natura; diviene come
individuo sociale; si costruisce come essere divino!
In tutti e tre gli spazi d'azione l'individuo esercita la
propria volontà attraverso le proprie determinazioni. Che cosa
sono le determinazioni di un individuo? Sono le relazioni
obbligatorie fra l'individuo e il mondo circostante che la propria
specie ha messo a fondamento del suo sviluppo. L'Essere
Umano ha le mani. Con le mani l'individuo costruisce delle
relazioni col mondo, senza l’uso delle mani l’Essere Umano
non costruisce quella qualità di relazioni. Se l'individuo non
costruisce le relazioni attraverso l'uso delle mani rinuncia ad
esercitare la sua volontà all'interno di una determinazione
specifica che il divenuto della specie gli ha costruito nel corso
delle trasformazioni in milioni di anni. Oltre alle mani l'Essere
Umano ha determinazioni sia fisiche che emozionali,
psichistiche, fisiologiche e intellettuali specifiche. La rinuncia
ad usare la propria volontà nello sviluppo di quelle
determinazioni porta l'individuo a non esercitare quelle relazioni
col mondo circostante che dovrebbero trasformarlo. La
trasformazione di un Essere Umano, una volta esaurita la
crescita fisica, si trasferisce nella crescita psichica e nel
“modellare” del suo campo di Energia Vitale: la costruzione del
suo corpo luminoso.
Se è vero che nel Sistema Sociale in cui viviamo l’Essere
Umano come nasce incontra le relazioni proprie di quel Sistema
Sociale, è altrettanto vero che la specie umana si è separata in
maniera così massiccia, come appare al giorno d’oggi, dalle
relazioni con l'essere Natura in tempi relativamente recenti tanto

25

pagina n.25 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

che nei suoi processi adattativi l’individuo piega gli strumenti


psico-emotivi, che la specie ha costruito nella natura,
adattandoli alle esigenze del sistema sociale in cui è nato.
Per quanto riguarda il nostro discorso noi consideriamo
l'Essere Natura come la divinità di riferimento nella quale si è
formato ed è divenuto per trasformazione l'Essere Umano.
L’Essere Natura è la madre della nascita. La nascita di nuovi
Esseri è la modalità con la quale l’Essere Natura rinnova
sempre sé stessa esattamente come un corpo fisico rinnova sé
stesso facendo nascere sempre nuove cellule. L’Essere Natura è
un corpo con la sua intelligenza, i suoi progetti e il suo scopo. In
questo corpo si muovono altri corpi che lo formano e sono le
specie e i singoli Esseri delle singole Specie. Sia Specie che
singoli Esseri sono altrettante intelligenze che perseguono i
propri scopi all’interno di corpi che manifestano la loro
intelligenza e i loro scopi fin nella più piccola cellula del nostro
corpo. All’interno di questo spazio di vita il singolo Essere
Umano mette in atto i propri progetti e, questi progetti, vengono
attuati mediante le proprie determinazioni spinte dai propri
desideri che sono il frutto degli adattamenti della propria specie
nel suo divenuto che si manifestano all’interno del singolo
individuo. Poi, l'Essere Umano ha costruito le relazioni
all'interno dell'Essere Natura prima che nel Sistema Sociale
umano anche se le due cose non vanno disgiunte. Il Sistema
Sociale in cui noi viviamo, com'è strutturato oggi, si è formato
per adattamento progressivo alle difficoltà e alle esigenze degli
esseri umani. Solo che gli Esseri Umani, che hanno partecipato
a quelle trasformazioni, non sono divenuti nel Sistema sociale
come noi lo pensiamo, ma sono divenuti all’interno dell’Essere
Natura rispondendo alle necessità che l’Essere Natura
presentava loro.
Quando noi consideriamo l’individuo, dobbiamo prendere
in considerazione le trasformazioni psico-fisiche-emotive che la
specie, cui quell’individuo appartiene ha messo in atto nella
Natura per costruire il divenuto che noi oggi pensiamo come
presente. A questo noi dobbiamo sommare il divenuto del
Sistema Sociale in cui quell’individuo è nato e che,
presentandosi al nuovo nato, gli presenta delle necessità in cui il

26

pagina n.26 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

nuovo nato deve adattarsi. In queste due oggettività, per


comprendere il singolo individuo, noi dobbiamo considerare i
suoi adattamenti soggettivi nelle relazioni dialettiche il Sistema
Sociale e la Natura gli presentano.
Tolto il sistema sociale umano resta l'essere Natura; tolto
l'essere Natura non rimane nulla!
L'Essere Umano è divenuto prima quale essere della
Natura e poi, su questo, ha costruito il proprio Essere Umano
del Sistema Sociale come noi oggi lo riconosciamo.
I mondi della percezione (o la percezione del mondo
diversa dalla percezione razionale data dalla quantità e dalla
forma) sono delle distinzioni arbitrarie. Partendo dal
presupposto che sia nell'Essere Natura che nel Sistema Sociale,
come noi oggi lo consideriamo, l'Essere Umano utilizza, sia pur
in misura e in modi diversi, la ragione e la descrizione degli
oggetti che chiamiamo ragione, quando percepiamo la realtà
fuori dalla descrizione della ragione tendiamo a pensarla come
mondi separati dalla razionalità e spesso la indichiamo come
mondi della percezione alterata.
Questi mondi esistono con l'Essere Umano. Nell’Essere
Umano. La percezione della realtà in cui viviamo diversa dalla
forma e dalla quantità è una normalità nella percezione della
realtà dell’Essere Umano e la ragione, quando non è in grado di
annullare l’arrivo alla coscienza di questi modi diversi della
realtà li piega rivestendoli di forma e di quantità partendo
dall’esperienza con cui, già in passato, ha piegato alla forma e
alla quantità le sensazioni che sorgevano nell’individuo, li
riveste di idee preconcetti, di apriori, fino alle allucinazioni che
si esprimono in molte malattie mentali. Ne consegue che, a
differenza di quello che affermano i buddisti, non è vero che il
mondo è un’illusione, ma è vero che la realtà razionale della
forma e della quantità in cui gli Esseri Umani costringono la
loro coscienza è un’illusione in quanto la percezione del mondo
non avviene, se non in misura minima, attraverso la forma e la
quantità percepiti in maniera oggettiva. La capacità di percepire
il mondo in maniera diversa da quella che oggi noi
consideriamo “razionale”, c’era quando l'Essere Umano uscì dal
brodo primordiale e l'Essere Umano si muoveva in molti di

27

pagina n.27 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

questi mondi prima che strutturasse i suoi sensi e le sue capacità


di interpretare e descrivere il mondo. Prima che la sua
percezione si fissassero nella ragione, come oggi la conosciamo,
impegnando in essa la propria esistenza.

Nonostante questo li consideriamo come terzo elemento


in cui agire perché l'Essere Umano può vivere ignorando i
mondi della percezione, anche se quello che lui chiama vivere
nella razionalità altro non è che una lunga attesa della propria
morte.
In tutte questi tre modi di rappresentare l’oggettività
vissuta, l'Essere Umano costruisce le sue sfide nella sua
esistenza.
Cosa costruisce l'Essere Umano?
La sua capacità di agire.
Costruisce delle relazioni fra sé e il mondo e le costruisce
partendo da come percepisce il mondo. Da come costruisce
percepisce, da come concentra la sua attenzione sul percepire,
così costruisce. Da come manifesta il proprio “desiderare” nel
mondo, attraverso l'impegno della propria volontà che
coinvolge la propria emotività riversata nei sensi in un totale
coinvolgimento psichico-fisico nell'azione di relazione, così si
trasforma affinando la sua percezione.
Lo sforzo è quanto trasforma l'Essere Umano. Lo sforzo
continuo affina la sua capacità di accumulare Energia Vitale
impiegandola in azioni e scelte successive. L'accumulo di
Energia Vitale per il reimpiego è dato dalla capacità soggettiva
di accumulare tensione e di scaricarla rilassandosi. Tante più
azioni di accumulo, carica, scarica e rilassamento, vengono
messe in atto dall’individuo e tanto maggiore sarà la carica di
Energia Vitale che gli sarà rimasta nella sua trasformazione.
La relazione di tensione, accumulo, carica, scarica e
rilassamento, coinvolge sempre la libido dell’individuo. E’
impiego di energia sessuale, energia vitale, anche quando questa
è scaricata mediante l’impegno intellettuale (pensiero astratto) o
nell’azione che coinvolge le funzioni psico-fisiche.
L’individuo deve vivere ogni attimo della sua vita come
una premessa all’attimo successivo. Ogni azione è l’agente di

28

pagina n.28 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

un cambiamento. Un cambiamento che avviene all’interno della


relazione soggettività-oggettività in cui agisce l’attenzione e
l’intento dell’individuo. La stessa possibilità d’azione del
momento successivo, trascende l’attimo presente. La possibilità
del dopo è oggettività psichica che guida l’azione che
l’individuo mette in atto nel presente. L’individuo non agisce
nel presente in base alle sole condizioni del presente, ma agisce
all’interno delle condizioni del presente in funzione di un
SEMPRE possibile futuro. L’azione messa in atto apre
all’individuo le possibilità d’agire nell’attimo successivo. Un
individuo che “pensa” sé stesso come soggetto di un immenso
divenuto che procede in un immenso divenire attraversato da
tensioni e pulsioni che, anche quando sono percepite come
soggettive, sono parte della società a cui partecipa, della specie
in cui è divenuto, dell’insieme delle specie da cui è divenuto e
della Natura nel suo insieme. Il processo di trasformazione deve
essere portato in tutti i campi della vita dell'individuo e le sfide
nella costruzione delle relazioni devono essere esercitate in ogni
campo d'azione in tutti i mondi su menzionati.
La sfida è quell’atteggiamento che porta l’Essere Umano
a far sorgere Ares dentro di sé. L’intelligenza nella sfida è
l’atteggiamento che porta l’Essere Umano a far sorgere Minerva
dentro di sé. L’atteggiamento di sfida nel presente vissuto è
l’unico atteggiamento mentale capace di trasformare la struttura
emotiva profonda come fu forgiata nella prima infanzia quando
l’individuo era costretto a subire passivamente, rispetto ai
fenomeni esterni, l’adattamento della sua struttura emotiva.
L'Essere Umano troverà prima di tutto il suo essere della Natura
come oggettività della quale egli è parte. Riconoscerà i legami
che lo hanno costruito attraverso centinaia di milioni di anni in
questo presente. Dovrà scindere, almeno in parte, le pulsioni di
vita dalle veicolazioni morali e sociali in cui l’educazione
sociale le ha costrette. La veicolazione pulsionale è una
costrizione che frena l’azione dell’individuo in funzione
dell’azione sociale. Solo gli individui che si liberano delle
costrizioni sociali, riprendendo il loro essere soggetti della
Natura possono far progredire la società. Possono mette in atto
azioni che modificano le condizioni della società in cui vivono.

29

pagina n.29 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Una società che va pensata come un “terreno d’azione”, un


“terreno in cui agire”. Un terreno formato da “grandi praterie
emotive” della specie umana e non come un insieme di “corpi
senza pulsioni o senza intenti”. La società intesa come “soggetti
desideranti” e non come schiavi obbedienti. Nel suo essere
Sociale maturerà le relazioni all'interno del Sistema in cui vive
incontrando i mondi della percezione in forma diversa a
seconda di come la sua autodisciplina lo ha strutturato e le sue
predilezioni lo hanno condotto.
I mondi in cui l'Essere Umano agisce si sono attrezzati per
affrontare ogni nuovo venuto. I mondi hanno predisposto delle
relazioni obbligatorie all'interno delle quali il nuovo venuto
viene schiacciato nella misura in cui non si attrezza
adeguatamente per affrontare le contraddizioni sociali. Il nuovo
venuto è un oggetto d'uso da parte del mondo in cui nasce a
meno che non urli la propria volontà, proclami il suo essere un
dio, attraverso l'esercizio della sua volontà e delle azioni che
mette in atto.
Ciò che mi interessa sottolineare sono le variabili che
l'individuo deve aggiungere al suo essere della Natura e al suo
essere Sociale per affrontare al meglio la sua trasformazione
soggettiva. Un individuo può trasformarsi comunque, ma senza
autodisciplina e senza consapevolezza della relazione fra sé (nel
suo divenuto) e la coscienza della realtà del mondo in cui è
nato, la sua trasformazione è molto difficoltosa, molto
approssimativa, molto parziale.
La consapevolezza individuale sull’uso degli strumenti di
cui parlerò fanno la differenza fra l'Essere Umano comune e
l'Apprendista Stregone. Questi strumenti sono le COLONNE
DEL CIELO!

30

pagina n.30 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Le colonne del cielo come Dèi!

Le colonne del cielo scaturiscono dalle azioni, sono dei


fare, da cui deduciamo la consapevolezza divina degli Esseri.
Gli Esseri della Natura, consapevoli di sé stessi, mettono in atto
delle azioni nel mondo in cui vivono. Dalle loro azioni e dagli
intenti manifesti nelle loro azioni, noi deduciamo il loro essere
DEI.
Questo vale per ogni Essere della Natura, qualunque ne
sia la specie, e per ogni oggetto che ci circonda. L’azione
determina l’intelligenza; noi non possiamo immaginare
l’intelligenza di un soggetto se non la deduciamo dalle azioni
del soggetto stesso. Possiamo non immaginare che dietro
l’azione del soggetto ci sia l’intelligenza, ma non possiamo
prescindere dall’azione del soggetto. Noi possiamo, quando
siamo separati dal mondo, pensare che l’azione di un soggetto
non sia portatrice di intelligenza e intento, ma non possiamo
ingannarci negando l’azione stessa alla quale, in ogni caso, ci
adattiamo rispondendo con una nostra azione. Questo vale
anche per gli Esseri Umani. Se noi prescindiamo dai legami
empatici, non siamo in grado di osservare l’intelligenza di un
altro Essere Umano se non quando mette in atto delle azioni che
noi interpretiamo. I legami empatici, insieme ai segnali non
verbali propri della specie, ci permettono di andare oltre
l’osservazione dell’azione, ma i legami empatici non rientrano
nella ragione, appartengono a quell’intuire emotivo, attivato
attraverso vari segnali non verbali, che ci lega a tutti gli oggetti
del mondo dal virus alle galassie disperse nell’universo (e
viceversa). In che qualità costoro sono DEI? Sono i guardiani
del divenire infinito dell'Essere Umano. Quei guardiani che
hanno la loro ragione d'essere nella consapevolezza degli Esseri
Umani e nei loro sforzi di trasformarsi in Esseri Infiniti: in DEI.
Alcuni di questi appartengono all'intero esistente e
spingono verso le trasformazioni dell'esistente stesso di cui
l'Essere Umano è parte. Altri DEI sono propri degli Esseri
Umani o, se vogliamo, fra gli Esseri Umani assumono delle

31

pagina n.31 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

caratteristiche relative ai processi di adattamento degli Esseri


Umani. Il loro respiro e la loro esistenza è presente fra tutti gli
Esseri della Natura pur manifestandosi in maniera diversa a
seconda della specie che li rappresenta.
Questi DEI sono delle tensioni viventi ed attive che si
nutrono e nutrono la Consapevolezza di chi li esprime nella
qualità in cui vengono espressi. Quando la loro presenza non
viene espressa, o viene espressa in maniera insufficiente
all'interno dei Sistemi Sociali umani, agiscono affinché almeno
alcuni fra gli Esseri Umani li pratichino e alimentino la loro
presenza.
Quali sono le Colonne del cielo?
Queste sono le Colonne del Cielo:
1) Determinazioni;
2) Volontà;
3) Sospensione del dialogo interno;
4) Meditazione;
5) Contemplazione;
6) Correnti vegetative;
7) Ascoltare il mondo attorno a noi;
8) Palpare il mondo;
9) Chiamare le cose col loro vero nome;
10) Agguato;
11) Toglierci dal centro del mondo;
12) Scetticismo;
13) Giudizio di necessità;
14) Chiedersi il perché delle cose;
15) Follia controllata;
16) Sospensione del giudizio;
17) Attenzione;
18) Intento;
19) Sognare;
Sia che si pratichino questi Dèi, sia che non li si voglia
praticarli perché non si ritengono importanti, IL MONDO CHE
CI STA ATTORNO A NOI LI PRATICA E NOI, NON
PRATICANDOLI, DIVENTIAMO DELLE PREDE
PAUROSE E DISPERATE.

32

pagina n.32 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Questi Dèi hanno un nome anche nelle Antiche Religioni,


ma a noi non interessa cercare il nome con cui le Antiche
Culture li chiamavano, a noi interessa farli nascere nei
comportamenti e nella pratica degli individui.
La relazione con le COLONNE DEL CIELO si manifesta
fra gli Esseri Umani in relazione alle condizioni culturali in cui
vivono. Si esprimono nella specificità culturale della specie e
nei suoi percorsi di adattamento.
Se le condizioni di vita della specie sono condizioni dure,
la loro espressione nella specie sarà "misera", se le condizioni di
vita della specie sono gloriose, la loro espressione sarà
"magnifica".
Comprendo la difficoltà nel considerare le COLONNE
DEL CIELO degli DEI consapevoli e portatori di bisogni e
necessità, come comprendo l'incapacità culturale degli Esseri
Umani di considerare sé stessi degli DEI in mutamento, però,
considerare le COLONNE DEL CIELO degli DEI, permette di
concentrare la nostra attenzione sulle nostre necessità soggettive
e chiamarli in soccorso nella nostra vita in quanto quella
chiamata diventa alimento per gli DEI stessi.
Chiamare la CONTEMPLAZIONE un DIO che si
esprime all'interno dell' Essere Umano non è usuale, come non
è usuale chiamare VENERE le sensazioni di piacere, bellezza e
determinazione che esprimere CONTEMPLAZIONE suscita
con la risposta del soggetto che esprime CONTEMPLAZIONE
che è il farsi VENERE nei confronti della vita. Se un Essere
Umano non è in grado di CONTEMPLARE, non è nemmeno in
grado di sviluppare dentro di sé quelle ondate emotive che lo
portano a coinvolgere la propria energia vitale (leggi energia
libidica) nella propria esistenza che gli permettono di
trasformare l’informazione in conoscenza fagocitandola e
modificando la descrizione del mondo della propria ragione.
Attraverso la CONTEMPLAZIONE respiro e percepisco
VENERE che esprimo nella vita quotidiana mediante l'azione.
VENERE, e molti altri nomi ancora, si presenta ai sensi
dell'Essere Umano, li travolge attraverso la
CONTEMPLAZIONE di quanto esiste, lo circonda e lo nutre.
Da Ares a Demetra, da Hera a Prometeo, da Proteo a Nettuno,

33

pagina n.33 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

da Zeus a Ade, tutte le intelligenze che ci circondano ci invitano


alla fusione nella CONTEMPLAZIONE al fine di travolgere
mediante le nostre emozioni la descrizione razionale del mondo
e far giungere la conoscenza alla nostra coscienza.
L'intensità con la quale l'Essere Umano CONTEMPLA
quanto lo circonda, dalla rappresentazione figurata (il bello) alla
compenetrazione dell'oggetto contemplato, appartiene alle sue
scelte soggettive, all'uso del suo INTENTO, alla sua
autodisciplina e al suo divenuto.
L'intensità con la quale un Essere Umano si fa VENERE
(o ogni altro DIO) appartiene a lui. Con quell'intensità nutre
VENERE e VENERE nutre il suo fare. Solo che un Essere
Umano può chiamare VENERE che alimenti la sua
CONTEMPLAZIONE e il suo modo di rappresentazione
soggettiva della realtà che lo circonda al fine di operare nel
mondo circostante facendosi VENERE.
L'opposto di VENERE è lo stupro, l'appropriazione
mediante imposizione o atti di violenza. L’opposto di VENERE
è il possesso, l’imperio, il desiderio di dominio sugli Esseri.
Quando un Sistema Sociale fa dell'imposizione il suo modo di
essere, impone degli adattamenti alle persone che saranno
costrette a vivere solo esercitando la violenza o subendo la
violenza. Queste persone, cresciute in quel sistema, non saranno
in grado di concepire nessun altro Sistema Sociale se non quello
che si organizza facendo violenza o subendo violenza.
Chiamare VENERE perché alimenti negli Esseri Umani un
processo di trasformazione progressiva per modificare le
relazioni all’interno del Sistema Sociale è l'unica soluzione
possibile per mettere in moto un meccanismo di trasformazione
del Sistema Sociale che modifichi, pur dopo molte generazioni
e molte difficoltà la qualità delle relazioni. La
CONTEMPLAZIONE è il risvegliare VENERE negli Esseri
Umani che CONTEMPLANDO scoprono quanto di vivo e
divino si muove nel mondo che li circonda.
Fra le altre cose, CONTEMPLAZIONE è un aspetto di
VENERE, ma anche di CERERE, FLORA, MATER
MATUTA, GIUNONE, GIOVE o di qualunque altra tradizione
Pagana Politeista alla quale volete far riferimento.

34

pagina n.34 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Chi CONTEMPLA altro non fa che svegliare il DIO


dentro sé stesso interagendo con gli DEI di cui la
CONTEMPLAZIONE è espressione. La CONTEMPLAZIONE
è un fare vivo, una Coscienza di Sé, un DIO che chiama gli
Esseri di ogni specie della Natura ad esprimerlo facendosi a loro
volta DEI. Ogni specie della Natura e ogni essere nella singola
specie ha le proprie modalità, le proprie specificità e le proprie
determinazioni per esprimere CONTEMPLAZIONE.
CONTEMPLAZIONE ha sofferto come DIO soltanto
negli Esseri Umani, quando questi hanno fatto
dell'appropriazione e del disprezzo di quanto li circondava
metodo ed espressione della loro esistenza.
Questo vale per ogni COLONNA DEL CIELO. Ogni
COLONNA DEL CIELO, sia che venga o meno praticata con il
massimo impegno emotivo o soltanto sfiorata sotto forma di
idea, deve essere ricordata come DIO nell'esistenza e nelle
azioni affinché gli Esseri Umani possano divenire nell'infinito
dei mutamenti costruendo il dio che cresce dentro di loro.

35

pagina n.35 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La vita nel mondo dell’Essere Natura

L'Essere Umano diviene come essere della Natura. Come


tale ha costruito le proprie determinazioni e le proprie strategie
d’esistenza che lo caratterizza come specie e come singolo
individuo. In quelle determinazioni, attraverso l'uso della
propria volontà, si è trasformato giorno dopo giorno costruendo
sé stesso com'è oggi, al di là di come noi lo descriviamo o come
noi pensiamo noi stessi. Per essere ciò che è oggi l'Essere
Umano ha alimentato gli DEI che lo hanno attraversato e che,
sviluppandoli dentro di sé, gli hanno consentito di adattarsi
attimo dopo attimo in decine di milioni di anni. Sono le
decisioni di adattamento soggettive che l'Essere Umano ha
messo in atto a renderlo ciò che è ed è la specifica presenza di
quegli DEI, in quanto DEI della Natura nella quale egli si è
sviluppato, che lo ha reso ciò che è. Quegli DEI sono espressi
nella forma che rappresentiamo solo perché siamo Esseri Umani
e divenuti in questa forma. Riprendere in mano la forma degli
DEI che ci spinse a trasformarci significa riconoscere quegli
DEI nel mondo circostante e alimentarli dentro di noi.
Sono perfettamente consapevole che quanto sto
descrivendo è solo una piccola parte della realtà che ha
contribuito a trasformare l'Essere Umano, ma da una qualche
parte è necessario incominciare. Quanti DEI si identificheranno
nel futuro mi pare irrilevante dal momento che l'orrore della
sottomissione cristiana impedisce agli Esseri Umani di scorgere
i giganti infiniti che ci circondano.
Il primo DIO che dobbiamo riconoscere è la forma
umana: ciò che siamo in quanto DEI. La prima cosa che
dobbiamo riconoscere è ciò che siamo. Il Potere che ci spinse
nel corso dei milioni di anni ad afferrare il nostro centimetro
cubo di opportunità giorno dopo giorno trasformandoci,
generazione dopo generazione, compiendo dei veri e propri salti
acrobatici sulla via della diversificazione delle specie.
Il primo DIO da riconoscere è ciò che siamo!

36

pagina n.36 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

L'importanza di questo riconoscimento non è da poco. O


noi siamo pecore del gregge del dio padrone o noi siamo DEI
che costruiscono sé stessi nell'infinito dei mutamenti e, per far
questo, devono usare le loro:

37

pagina n.37 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

DETERMINAZIONI

IL PRINCIPIO SECONDO CUI LO SCONOSCIUTO E'


SEMPRE MAGGIORE DEL CONOSCIUTO DEVE ESSERE
SEMPRE ALLA BASE DELLA CONSAPEVOLEZZA
NELL'USO DELLE DETERMINAZIONI!
Conoscere le determinazioni dell'Essere Umano
appartiene al "conosci te stesso!". Il conoscere sé stessi non
significa descrivere sé stessi e pertanto elencare tutte le qualità e
tutte le determinazioni dell'Essere Umano, ma significa agire
con tutto sé stesso.
La ragione ha un problema non indifferente. Essa descrive
solo una piccola porzione dello sconosciuto e vuole costringere
l’Essere Umano ad ignorare quella parte di sé stesso che essa
non riesce a descrivere.
Che cosa sono le determinazioni?
Sono le relazioni obbligatorie che ogni soggetto
intrattiene con il mondo in cui è vissuto dato il divenuto della
specie cui appartiene. Tale divenuto se non è dispiegato dal
soggetto usando tutte le determinazioni che la specie gli ha
messo a disposizione, determina un futuro menomato fino alla
distruzione del soggetto nel mondo in cui il soggetto è nato. Le
determinazioni, qualunque ne sia la natura che noi attribuiamo
loro (fisiche, morali, emotive, psichiche, ecc.), se non vengono
dispiegate, veicolate, in funzione della dilatazione del soggetto
nel mondo, non si limitato ad annullarsi, ma si ritorcono contro
il soggetto menomando il soggetto nella sua capacità di
affrontare le contraddizioni che la sua quotidianità gli presenta.
L'Essere Umano ha una possibilità per costringere la
ragione a farsi da parte ed è quella di passare all'azione.
L'azione, qualsiasi agire di un soggetto, è antitetico al pensiero
della ragione e trasforma la ragione stessa. La ragione di un
Essere Umano descrive un momento statico, uno sviluppo
raggiunto, una situazione presente, ma non può essere motore
dell'azione in quanto questo comporterebbe una sua
modificazione. La modificazione della ragione è il prodotto di
stimoli esterni alla ragione anche se a quegli stimoli la ragione

38

pagina n.38 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

dedica gran parte della sua descrizione per poterli catalogare,


definire e circoscrivere. La ragione modifica la propria
descrizione quando il soggetto è costretto ad agire. L'azione del
soggetto determina la necessità della ragione di operare una
revisione della propria descrizione aggiungendo la nuova
esperienza quale frutto della nuova azione e tutti quei fenomeni
che ha incontrato nell'azione e che è stata costretta a
considerare. La qualità della ragione soggettiva è relativa alla
quantità e qualità dell'azione messa in essere da un individuo. Il
soggetto, o se vogliamo l’individuo come agente, è l'elemento
che descrive e determina la realtà in relazione a sé stesso,
dunque, per agire sulla realtà circostante è necessario "lustrare"
l’individuo affinché agisca al meglio.
Le determinazioni, cioè le relazioni obbligatorie che noi
Esseri Umani dobbiamo esercitare in quanto Esseri Umani, sono
elementi di quello strumento che qualifica la nostra specificità
di Esseri con cui andiamo ad affrontare la realtà che ci circonda.
La taratura dello strumento Essere Umano non può essere fatta
rispetto ad un modello perfetto o ideale in quanto questo
significherebbe ridurre l'Essere Umano a condizioni finite e
immutabili, ma può essere ottenuta soltanto dall'Essere Umano
nelle relazioni col mondo circostante diventando un patrimonio
soggettivo di esperienza che modifica il potere d’azione (Potere
di Essere) del soggetto nel suo esistere.
Il tentativo della ragione di costruire un modello ideale al
quale costringere l'Essere Umano ad aderire, è il tentativo della
ragione di impedire all'Essere Umano di esercitare la propria
volontà all'interno delle proprie determinazioni.
Quando noi, oggi come oggi, guardiamo all'Essere
Umano, lo guardiamo per come oggi si presenta. Sappiamo che
è divenuto attraverso milioni di trasformazioni, ma a noi può
non interessare. Noi siamo ciò che siamo e dal riconoscimento
di quanto siamo costruiamo il futuro. Ciò che siamo è il
risultato delle trasformazioni precedenti e, queste
trasformazioni, hanno costruito dentro di noi dei meccanismi ai
quali noi non possiamo venir meno. Non esiste dentro di noi
una descrizione che ci dice: "Tu devi fare questa o quella
cosa!". Esistono piuttosto delle tensioni, dei bisogni che ci

39

pagina n.39 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

spingono ad agire e che la ragione tenta di fermare risolvendo


nella descrizione gli stimoli che da essi si proiettano verso
l'esterno dell'Essere Umano. E’ la ragione che assume delle
regole morali e dice all’individuo “Tu devi fare questa o quella
cosa; tu hai questo o quel dovere.”. Le regole morali vengono
imposte dalla ragione come sovrastruttura alle pulsioni di vita
della specie, ma spesso non sono funzionali all’espressioni di
quelle pulsioni. Al contrario, spesso sono degli impedimenti
morali che hanno la funzione di impedire la veicolazione delle
pulsioni che ci spingono a vivere e cercare la felicità.
Riconoscere questi stimoli come elementi che la ragione
non comprende, anche se tenta di descrivere, è riconoscere il
nostro essere DIO.
Le determinazioni sono le relazioni obbligatorie che noi
costruiamo partendo da ciò che siamo col mondo che ci
circonda.
Per esempio. Noi respiriamo! Possiamo fare a meno di
respirare? Respirare è un modo col quale ci relazioniamo col
mondo che ci circonda. Respirare è un modo per costruirci. Se
noi non respiriamo non costruiamo la relazione col mondo che
ci circonda e non ci costruiremmo. Respirare è una
determinazione dell'Essere Umano che abbiamo in comune con
tutti gli esseri della Natura. Nel respirare noi esercitiamo la
nostra volontà. Quando manca l'aria o l'ossigeno emettiamo
spasmi e un bisogno impellente di avere aria o ossigeno. In altre
parole in quella determinazione mettiamo la nostra volontà e, in
molti casi, viene ingaggiata una vera e propria lotta per non
porre fine alle trasformazioni del corpo fisico con la morte dello
stesso.
Uno dei modi per costruire il proprio essere DIO degli
Esseri della Natura è quello di respirare.
La determinazione del respirare è abbastanza semplice da
comprendere, come è semplice da comprendere la specificità
della specie umana nell'uso delle mani come determinazione per
costruire le relazioni col mondo circostante. Esercitare la
determinazione delle mani è parte della costruzione dell'Essere
Umano come DIO nel circostante. Mentre il respirare è una
determinazione che abbiamo in comune con tutti i viventi, l’uso

40

pagina n.40 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

delle mani è una determinazione più specifica degli Esseri


Umani che abbiamo in comune con un numero limitato di
specie della Natura. La stessa cosa vale per tutte le questioni
fisiche. E' abbastanza semplice costruirsi l'idea delle
determinazioni fisiche quali elementi per la costruzione del dio
che cresce dentro l'Essere Umano.
Di contro, possiamo dire che non esercitare le
determinazioni indicate dalla fisicità dell'Essere Umano si ha
una costruzione soggettiva menomata. Le menomazioni fisiche
sono degli impedimenti all'Essere Umano nel suo sviluppo
soggettivo. Essere menomati fisicamente significa non disporre
di tutte le determinazioni proprie della fisicità della specie per
costruire il dio che cresce dentro i singoli Esseri Umani. Questo
non significa che non si possano compensare con altre
determinazioni, tuttavia il singolo individuo deve mettere in atto
delle strategie individuali con cui compensare ogni tipo di
menomazione. Se ti mancano le gambe devi comunque
muoverti; se ti mancano le mani devi comunque portarti il cibo
alla bocca. Questo non ti impedisce di costruire il dio che cresce
dentro di te, significa che fai più fatica e che devi mettere in atto
delle strategie personali.
L'individuo come essere sociale riceve forti sollecitazioni
dal Sistema Sociale per essere efficiente fisicamente. Nel
medioevo si danneggiava anche il fisico per far piacere al dio
padrone così che i preti cattolici potevano indicare un fisico in
salute quale dono del loro dio e richiedere sottomissione a
questo e anche per questo.
La prestanza fisica è elemento impiegato per il lavoro, la
trasformazione che rende forte il Sistema Sociale. E' facile
richiedere che un individuo sia forte o in salute e capace di
usare la propria volontà all'interno delle proprie determinazioni
fisiche. Anche questo è un successo della Stregoneria. Un
individuo fisicamente in salute è avvantaggiato nel percorrere il
proprio sentiero nell'eternità. Per questo migliorare le
condizioni di vita delle società permette di migliorare le
possibilità di percorrere il proprio sentiero nell’eternità dei
mutamenti. Sempre che l’individuo in salute che usa una forte
volontà nelle determinazioni fisiche non lo faccia a detrimento

41

pagina n.41 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

delle determinazioni diverse da quelle fisiche. Essere in


possesso di una fisicità curata consente all'individuo di
esercitare la propria volontà nelle determinazioni della propria
esistenza. Soltanto quando l'individuo fa della fisicità il fine
delle sue azioni e il fine delle sue trasformazioni, solo allora la
fisicità e le determinazioni che ne sono parte, da strumenti per
la trasformazione dell'Essere Umano in DIO diventano il fine
delle trasformazioni dell'individuo finendolo per distruggerlo.
Le determinazioni sono strumenti di cui la specie ha
fornito l'individuo per costruire sé stesso nell'infinito dei
mutamenti. Affinché, esercitandoli, l'Essere Umano riconosca
sé stesso come un DIO che si trasforma fra DEI.

42

pagina n.42 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Psiche come sessualità

Quando individuiamo la sessualità e le determinazioni


sessuali di un individuo facciamo un ulteriore passo in avanti.
Passiamo dalla pura fisicità alla relazione fra psiche e fisicità.
Riconosciamo il potere emotivo della materia che chiamiamo
“vita”. Non che le due cose siano separate o separabili, ma
possono essere trattate in maniera separata perché le
determinazioni che rappresentano hanno subito condizionamenti
storici e culturali diversi. Una trattazione culturale che deve
continuamente ritornare alla relazione dove fisicità e psiche
sono un binomio inscindibile nella rappresentazione
dell’individuo nella realtà quotidiana. Il corpo è tale perché
esprime una psiche. Non esiste una psiche che non sia espressa
da un corpo. Non esiste una psiche che non si strutturi sulle
risposte del corpo alle sollecitazioni del mondo e non esiste un
corpo che non si adatti a risposte psichico-emotive che è tenuto
a dare al mondo in cui vive. Le risposte soggettive a fenomeni
psico-emotivi si trasferiscono nella fisicità dell’individuo
modificandone la struttura fisica; le risposte fisiche
dell’individuo a fenomeni individuabili fisicamente si
trasferiscono nella struttura psico-emotiva modificandone la
capacità di percezione e risposte al mondo. Condizionamenti
ambientali e repressioni sociali agiscono sui processi adattativi
dell’individuo inducendolo a forme di sottomissione e di
accettazione acritica di modelli che il sistema sociale gli
impone.
La sessualità è il motivo dell’esistenza in essere della vita.
Di ogni forma di vita, al di là di come le singole specie
veicolano la loro sessualità. L’energia sessuale, l’energia
libidica, altro non è che l’energia vitale che l’individuo veicola
nel mondo per rispondere alla pulsione di crescita e di
espansione che è la base della vita stessa. Un corpo è tale perché
ha energia sessuale da veicolare nel mondo, altrimenti è un
cadavere.
Le determinazioni sessuali sono le determinazioni della
trasformazione dell'individuo all'interno dell'Essere Natura. Le

43

pagina n.43 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

determinazioni sessuali usano e manipolano l'Energia Psichica


dell'individuo che proprio attraverso la pratica sessuale
costruisce sé stesso. Solo che la pratica Sessuale della propria
costruzione deve essere esercitata fin da quando si è bambini.
La repressione sessuale esercitata sui bambini ha giocato a
colpevolizzarne la pratica al fine di costruire le fobie di origine
sessuale. Le fobie di origine sessuale hanno lo scopo di
impedire al bambino di esercitare la propria volontà all'interno
delle proprie determinazioni di origine sessuale e trasformarsi
all'interno dell'essere della Natura. In che cosa consiste la
repressione sessuale nei bambini? Consiste nel menomare le
tensioni di espansione, curiosità, scoperta, uso delle mani e
delle gambe, nei bambini affinché stiano fermi e attendino di
crescere. La repressione della sessualità nell’infanzia non è
impedire ai bambini di fare sesso, ma impedire ai bambini di far
esplodere nel mondo la potenza della loro crescita per
costringere ad aderire a modelli comportamentali
preconfezionati: “Non devi piangere!”; “Devi stare fermo!”;
“Smettila che mi dai fastidio!”; “Quante volte devo dirti che
non devi toccare la merce sugli scaffali!”; ecc. Nell’infanzia
l’energia libidica si manifesta nella crescita e nell’espansione
dell’individuo nella realtà in cui è nato. Questo tipo di
repressione della sessualità infantile è all’interno di un progetto
complessivo di aggressione ai comportamenti infantili il cui
scopo è impedire al bambino di praticare in maniera
consapevole LE COLONNE DEL CIELO.
Le determinazioni sessuali sono altrettanto importanti
delle determinazioni fisiche. Se qualcuno spezza una mano ad
una persona si dice che ne è stata menomata la sua capacità
lavorativa e il magistrato interviene, ma se vengono prodotte
delle fobie sessuali menomando la capacità di espressione
sessuale di una persona per condizionamenti psichici, il
magistrato non interviene o comunque non è mai intervenuto
perché quelle azioni erano considerate "azione educativa
dell'adulto nei confronti del bambino!". La costruzione di fobie,
e di vari problemi psichici di relazione fra l’uomo e il mondo,
costruite attraverso la repressione sessuale nei bambini e la
relativa colpevolizzazione equivale all'amputazione delle mani

44

pagina n.44 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

sul piano fisico. Mentre l'amputazione delle mani costringe


l'individuo a cercare delle soluzioni di adattamenti di vita
diversi dalla normale attività lavorativa, nello sviluppo di fobie
si innestano delle soluzioni soggettive che trasferite dal soggetto
come necessità di veicolazione della propria struttura emotiva
nel contesto sociale tende a distruggerlo. Questo sia quando la
fobia mette in essere delle strategie, sempre violente, per
soddisfare il bisogno sessuale represso sia quando mette in atto
delle strategie che giustificano le fobie sessuali fagocitate
riproducendo la giustificazione della fobia all'interno del tessuto
sociale al fine di legittimare e normalizzare la propria fobia
soggettivata.
Le determinazioni sessuali sono comuni agli altri Esseri
della Natura, ma nell'Essere Umano assumono delle specificità
importantissime di trasformazione soggettiva e soltanto
sviluppando quelle determinazioni specifiche si ha lo sviluppo
del divenire nel divenuto dell'Essere Umano.
Le determinazioni sessuali dell'Essere Umano manipolano
direttamente la sua Energia Sessuale. Manipolano direttamente
quella parte dell'Energia Vitale propria dell'essere che si
trasforma in essere Luminoso.
Se nella fisicità l'Energia accumulata e scaricata è Energia
Vitale propria dell'Essere della Natura e ha lo scopo di
rafforzare il soggetto nella Natura, l'attività sessuale
dell'individuo è il primo e fondamentale gesto di compattazione
dell'Energia Vitale nella costruzione del proprio corpo
luminoso.
Le determinazioni di un soggetto nella pratica sessuale è
l'inconsapevole che costruisce la consapevolezza di essere
infinito: di essere DIO.
Quando la pratica sessuale danneggia il soggetto e la
formazione del proprio corpo luminoso? Quando la pratica
sessuale diventa finalizzata esclusivamente in funzione
dell'Essere Natura e non in funzione dello sviluppo del piacere
soggettivo. La pratica sessuale negli Esseri Umani ha quale fine
il piacere nella pratica stessa. Il compromesso della Natura è
evidente. Da un lato il soggetto, qualunque soggetto della
Natura, deve espandere sé stesso cercando il piacere e

45

pagina n.45 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

veicolando la sua energia sessuale; dall’altro lato la Natura ha


condizionato il piacere alla riproduzione di sé stessa. Se noi
mettiamo la nostra attenzione sulla riproduzione, come fine
della sessualità dei soggetti nella Natura, costruiamo delle
strategie d’esistenza che finiscono per costringere il soggetto in
funzione della riproduzione; se noi mettiamo l’accento sul
piacere come fine della sessualità dei soggetti, mettiamo
l’accento sul benessere sociale e sulla libertà.
Partendo dal presupposto che l'Essere Umano è ciò che è
divenuto, la pratica sessuale è la compattazione e l'espansione di
quella parte dell'Energia Vitale che concorre alla formazione del
suo corpo luminoso.
La Specie Umana è stata danneggiata grandemente dalle
religioni rivelate che hanno fatto del controllo e della sessualità
degli individui il fondamento dei loro dogmi dottrinali. Hanno
imposto la rinuncia alla pratica sessuale e la sua regolazione in
funzione del produrre figli. La rinuncia alla pratica sessuale
quale espressione del piacere soggettivo e la sua regolazione per
la produzione esclusiva di figli da un lato ha bloccato i
movimenti di accumulazione scarica e rilassamento dell'Energia
Vitale volti a costruire il corpo luminoso e dall'altra hanno
danneggiato l'individuo che nel produrre figli deve, comunque,
privarsi di una carica di Energia Vitale.
E’ vero che i bisessuati hanno varie strategie (placenta,
uovo e seme) per produrre figli (in realtà non li generano, ma li
producono), ma la separazione della struttura emotiva di quei
corpi si stacca per mitosi dalla struttura emotiva della madre.
Il cristianesimo priva gli individui della loro Energia
Vitale e dall'altra parte impedisce loro quell'attività che avrebbe
permesso loro di accumulare e compattare altra Energia Vitale
attraverso il piacere sessuale.
Questo danneggiamento veniva imposto ai bambini come
comportamento morale, come dovere dell'educatore, col
risultato di produrre individui senza mani e senza gambe che
per di più erano pronti a danneggiare il Sistema Sociale
mozzando braccia e gambe ai nuovi nati imponendo loro i
doveri morali in antitesi al loro piacere.

46

pagina n.46 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

L'Energia sessuale, cioè quella parte di Energia Vitale che


concorre alla formazione del corpo luminoso, viene accumulata
e scaricata anche nella psiche dell'individuo. Le determinazioni
psicologiche dell'individuo sono più difficili da individuare.
Non esiste un modello di riferimento per una struttura psichica
sana. Non è possibile dire che questa psiche è malata, ma che
quella psiche si è adattata alle condizioni che ha incontrato. Si
può dire che una psiche non è attrezzata per far fronte ad alcuni
problemi. Esattamente non è possibile sapere quali noi
potremmo essere se fossimo vissuti in situazioni diverse e
avessimo messo in atto adattamenti soggettivi diversi. La
psicanalisi tenta di rintracciare nell’individuo le condizioni che
hanno costruito sofferenza psicologica, ma dal momento che la
psicanalisi non varia la società in cui viviamo, non è in grado di
modificare il divenire dell’individuo. Al massimo può suggerire
delle strategie adattative diversa. Di solito è troppo tardi perché
l’individuo è già adulto. Le determinazioni psichistiche
dell'Essere Umano sono determinazioni soggettive di difficile
individuazione. Di sicuro c'è che l'energia che l’individuo
impiega nella sua psiche, nelle sue emozioni, nella sua attività
quotidiana è la stessa energia sessuale, cioè quella parte
dell'Energia Vitale soggettiva che concorre, o che può
concorrere, alla formazione del corpo luminoso dell'individuo.
In pratica, la produzione psichica soggettiva è ottenuta
dall'individuo dalla sua Energia Sessuale. L'attività psichica
concorre al processo di accumulo, compattazione, carica e
scarica dell'Energia Sessuale. Il problema è che l'attività
psichica non è distaccata dall'attività sessuale dell'individuo,
esattamente come l'attività sessuale dell'individuo non è
separata dalla sua fisicità. Se la fisicità supporta l'attività
sessuale e l'attività psichica concorre in modo assolutamente
marginale alla formazione del corpo luminoso (l’attività
psichica è una specie di registrazione dell’attività emotiva) che
è in realtà l'attività principale (o tale dovrebbe essere)
dell'Essere Umano adulto.
Considerata una fisicità sana (ed oggi come oggi i
progressi della medicina sono tali da consentirci di indicare una
fisicità sana anche se, probabilmente, si può migliorare)

47

pagina n.47 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

l'attività psichica concorre alla formazione del corpo luminoso


soltanto in presenza di attività sessuale nella quale il piacere è
vissuto intensamente. Tanto più appagante è l'attività sessuale e
tanto maggiore è il contributo che è in grado di dare l'attività
psichica alla formazione del corpo luminoso. Nell'attività
psichica che coinvolge la struttura emotiva concorre l'Energia
sessuale. Non è importante quale attività sessuale, l'importante è
che non ci sia rinuncia al piacere attraverso la repressione delle
pulsioni soggettive.
Come attività psichica intendo tutte le attività del carattere
e tutte le attività astratte della ragione. Tutto il pensiero, tutta la
conoscenza, tutto il sapere e la trasformazione necessaria per
accumularli.
Siamo ancora nell'ambito della ragione. Tutta l'attività di
un individuo deve essere uso della propria volontà nelle
determinazioni soggettive. L'uso della propria volontà nelle
determinazioni soggettive trasformano l'Essere Umano in un
DIO.
Per sviluppare le determinazioni umane serve energia
sessuale; per avere energia sessuale serve la pratica della
sessualità. Energia sessuale che manipolata nell'attività dei
soggetti segue la formula reichiana di carica-tensione-scarica-
rilassamento sia per quanto riguarda l'attività sessuale vera e
propria (che poi funge da supporto energetico ad ogni altro tipo
di manipolazione dell'energia sessuale) sia nell'ambito del
pensiero astratto che di tutte le trasformazioni in sapere e
conoscenza proprie della ragione.
Senza lo sviluppo dell'Energia Sessuale attraverso la
pratica non avviene la manipolazione di quella porzione di
Energia Vitale che si trasforma in corpo luminoso. Senza la
soddisfazione sessuale non avviene il processo di
manipolazione dell'Energia attraverso l'attività psichica. La
misura non è il far sesso, ma è il piacere che nel farlo si riceve!

48

pagina n.48 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Psiche come libertà

Tutte le determinazioni degli Esseri della Natura spingono


verso Libertà. La Libertà è intesa come possibilità di scaricare
le tensioni accumulate mediante l’uso delle determinazioni
nell’ambiente in cui si vive. Queste tensioni sono dentro
l'Essere Umano e lo spingono a spezzare la gabbia in cui la
ragione tende a costringere la psiche e l'emotività degli Esseri
Umani. In cui il sistema del dovere sociale tende ad
imprigionare le pulsioni di vita del singolo individuo. La gabbia
della descrizione che richiede alla struttura emotiva molte
spiegazioni e molte giustificazioni per poter esprimersi
nell'individuo. Quando l'emotività si esprime quelli che sono i
limiti e i tabù imposti dalla ragione all'Essere Umano vengono
rimossi destrutturando la forma descritta dalla ragione. Quando
la ragione riprende il controllo dell’individuo mediante la
descrizione, la sua ricomposizione non è mai un ritorno al
prima, ma avviene mediante una modificazione che può essere
un guadagno per la psiche dell’individuo o un arretramento in
termini di angoscia e di paura. Vengono modificati i limiti della
gabbia che la ragione impone all’individuo. Questi limiti si
possono estendere, qualora l’individuo abbia raccolto piacere e
soddisfazione dalla destrutturazione emotiva, oppure possono
alimentare angoscia e paura qualora l’individuo sia stato
frustrato nelle sue espressioni emotive subendo dolore.
La determinazione come necessità di espansione del
singolo soggetto lo spinge a dilatarsi nell’oggettività in cui è
divenuto. Quella pulsione spinge il soggetto a rimuovere gli
ostacoli alla sua crescita che la sua percezione intuisce e la sua
ragione descrive. La volontà del soggetto si esprime nello
spazio di scelta che sta fra l’insorgere della necessità come
bisogno e il suo passaggio all’azione per veicolare quella
pulsione. La rimozione degli ostacoli alla sua espansione è la
volontà che la determinazione impone al soggetto che la
percepisce come necessità continua di ricerca della propria
felicità. Tanto migliori sono gli strumenti soggettivi
dell’individuo, tanto migliori sono le sue soluzioni per veicolare

49

pagina n.49 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

la pulsione di libertà nel mondo. Tanto maggiore è la sua


cultura e tanto migliore sarà la sua ragione che tanti minori
ostacoli porrà alla necessità di veicolazione della sua pulsione.
Tanto migliore è la capacità fisica e tanto migliore sarà il suo
agire fisico. Tanto maggiore sarà la sua capacità di
comunicazione emotiva e tanto migliore sarà la veicolazione
delle sue pulsioni nella società. Tanto maggiore sarà la sua
attività di veicolazione pulsionale nella società e tanto maggiore
sarà l’acquisizione di possibilità per veicolare le sue pulsioni
nella società. Tanto maggiori saranno gli ostacoli che supererà e
tanto maggiore sarà la sua abilità nel superare ostacoli. Tanto
maggiore sarà la sua ricerca di libertà e tanto maggiori saranno
le occasioni nelle quali potrà rilassare le sue tensioni
accumulando Potere di Essere.
Fintanto che la fisicità è minacciata o il piacere sessuale
limitato o impedita la tensione di Libertà che si manifesta
nell'Essere Umano le pulsioni di vita si presentano sotto forma
di necessità di liberazione dalle costrizioni fisiche e dalle
costrizioni sessuali. Così le rivendicazioni per migliori
condizioni di lavoro o la rivoluzione sessuale che hanno
attraversato (e ancora per molti aspetti attraversano) questo
secolo sono manifestazioni di Libertà nell' Essere Umano.
La realtà della manifestazione di Libertà è la rimozione
degli ostacoli posti dalla ragione allo sviluppo del soggetto. La
risposta a Libertà è la costruzione soggettiva delle condizioni
all'interno delle quali compattare e manipolare la propria
Energia sessuale e costruire il proprio corpo luminoso. La
risposta a Libertà è manipolazione della propria Energia
Sessuale. Infatti, Libertà si esprime soltanto quanto ha la forza
di esprimersi; Libertà si percepisce soltanto quando si ha la
forza di percepirla, Libertà si manifesta in relazione alla forza
con la quale il soggetto la esprime. Libertà si esprime attraverso
flussi emozionali che dall'individuo si proiettano verso l'esterno
e modificano i confini in cui la ragione vuole racchiuderlo.
Qualsiasi manifestazione soggettiva venga racchiusa entro
confini stretti, i flussi emozionali tendono a spostare quei
confini. A volte dei confini sono prioritari al sentire soggettivo e
su quei confini si concentra lo sforzo emozionale del soggetto.

50

pagina n.50 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Qualche volta quello che era secondario diventa principale e


viceversa. Le emozioni sono azioni; sono espressione di Eros
che rompe i legamenti; scioglie i legacci che la ragione impone
all'Essere Umano. Lo scioglimento dei legami è sempre un atto
di violenza che l'emozione compie nei confronti della ragione e
che viene espresso nel mondo in cui il soggetto esprime le
proprie emozioni. Distruggere tabù, spostare i confini della
ragione, è sempre un atto di violenza che un soggetto compie
nei confronti di sé stesso esprimendola come azione
nell'oggettività in cui vive.
I legami della ragione sono semplici da ricordare, come i
legami fisici. Quando si parla di legami nello sviluppo delle
emozioni, nei legami dello sviluppo del sapere e della
conoscenza, dei legami psichici allora tutto diventa più
complesso. Eppure Eros si esprime nell'Essere Umano come in
ogni Coscienza di Sé esistente e attraverso Libertà impone al
soggetto di rompere ogni sbarra di ogni gabbia che impedisce il
suo sviluppo. Ed è Eros che rompe le membra; rompe i legami
che ancora tengono fermo il corpo luminoso ancorandolo al
corpo fisico. E' Libertà che accompagna l'ultima esplosione di
Energia Vitale che costituisce il corpo luminoso separandolo
alla morte del corpo fisico. Per questo motivo, per chi ha vissuto
rispondendo, per quanto le condizioni e il suo potere emotivo
hanno permesso, al respiro di Libertà vive la morte del corpo
fisico come un bisogno impellente, il successo della sua
esistenza. La morte come piacere della gloria dell’uomo
coraggioso o la morte come fine dell’angoscia per l’uomo
sconfitto e disperato.
Seguendo le tensioni espresse da Libertà l'Essere Umano
ha sfruttato le determinazioni importanti per la costruzione della
propria esistenza. Ha compattato la propria Energia Sessuale e
si è trasformato, attraverso l'azione, nell'oggettività.
L’accumulo-carica-scarica-rilassamento delle sue tensioni
compattano il suo corpo luminoso.

51

pagina n.51 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Psiche come intuizione e percezione

L'azione quale risposta all'emozione che scuote il torpore


della ragione costruisce un ponte rispetto ad uno sconosciuto
che, racchiuso dentro l'Essere Umano, spinge per emergere. Lo
sconosciuto deve emergere scuotendo la ragione,
modificandone i confini, ma senza mettere in pericolo la
struttura della ragione che, comunque, è lo strumento con cui
l'Essere Umano si relazione nel Sistema Sociale. L'emergere
delle emozioni come determinazioni d'esistenza dell'Essere
Umano permette la costruzione di un ponte fra lo sconosciuto
che comunque opera e spinge per emergere nell'Essere Umano e
la descrizione della ragione che, scossa dai fremiti
dell'emozione e dilatata dall'azione che il soggetto mette in atto,
tenta di mettere ordine nei fenomeni che giungono al soggetto.
Lo sconosciuto interno dell'Essere Umano si manifesta
per scoppi intuitivi. Lo sconosciuto percettivo dentro all’Essere
Umano fa giungere alla coscienza tensioni che necessitano di
azione urgente, impellente ed immediata. Un'azione come
risposta all'emozione che si presenta come bisogno impellente, a
volte violento, a volte totalizzante nei confronti dell'individuo.
L'emozione travolge i limiti della ragione e l'azione obbedisce a
tensioni che la ragione non è in grado di descrivere in quanto
appaiono, per essa, illogiche e, quando fuori dalle convenzioni
sociali, folli. La follia è definita così quando appaiono
comportamenti abnormi in risposta a sollecitazioni che, per
quanto riguarda uno spettatore, sono solo interne all'individuo.
La follia (nei casi specifici che ci interessano) è un
comportamento di devianza rispetto a convenzioni sociali che
vengono considerate normali. Un comportamento che non
risponde ai canoni e ai requisiti sociali, ma risponde alle
sollecitazioni che emergono dall'individuo e che presentandosi
alla sua coscienza gli impongono un'azione in risposta. La
repressione di quell'azione (al di là di come l'individuo la
esprime) comporta il blocco dell'energia che quell'emotività
esprime.

52

pagina n.52 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Le tensioni vanno dall'individuo verso l'esterno, ma le


tensioni si formano quale risposta soggettiva dell'individuo alle
azioni, ai fenomeni, che dall'oggettività in cui vive giungono a
lui. L’ambiente sollecita le risposte dell’individuo
sollecitandolo mediante la sua percezione che interpreta i
fenomeni.
Le azioni dell'oggettività le possiamo considerare delle
costanti nei confronti dell'individuo. Delle azioni subite,
l'individuo, una parte le ignora, ad un'altra parte non è
interessato, ad altre ancora concede la sua attenzione. Nei
confronti delle azioni subite l'individuo dà valutazioni diverse.
Alcune le descrive, altre le colloca sospettando qualche cosa di
diverso dal come si presentano e altre ancora le ignora.
Quest'attività è l'attività della ragione. E' l'attività della sua
descrizione. La sua parte interna, quella che circonda la ragione,
a quelle azioni da una collocazione diversa. E' vero che l'
Essere Umano guarda con gli occhi, ma non tutti i fenomeni
recepiti con gli occhi e non tutte le valutazioni su quei fenomeni
che il cervello compie rientrano nella descrizione. Però si
sedimentano dentro di lui. Qualcuno direbbe nel suo
subconscio. Tutto questo bagaglio accumulato dall'individuo,
sia nella sua vita che come espressione della specie nel corso di
milioni di anni, costruisce delle tensioni che tendono ad
emergere in quanto fonte d'azione. La ragione, nei loro
confronti, costruisce una barriera logico-comportamentale.
Costruisce delle sbarre attraverso le quali ingabbiare l'emotività
e lo sfogo di quelle tensioni permettendo l'espressione soltanto
di quanto in essa trova casa in quanto descritto. Questa
conflittualità è quanto separa l'agire umano dalle tensioni che
premono su quell'agire e che la ragione tenta di mascherare
attraverso la descrizione.
La follia spezza i legami della ragione permettendo
all'emotività di esplodere magari danneggiando il soggetto che
la esprime all'interno di quel Sistema Sociale. Se la ragione non
riprende il controllo dell'individuo modificando i confini si
manifestano problemi non indifferenti per l' essere sociale.
Questo, però, è un altro discorso ed è relativo all'autodisciplina
che un individuo deve imparare nel consentire l'espressione

53

pagina n.53 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

della propria emotività. In questo caso possiamo dire che


l'autodisciplina è la capacità dell'individuo di creare nella
ragione dei varchi dai quali consentire all'emotività di
esprimersi.
Si è detto che l'emozione travolge la ragione esprimendo
tensioni prodotte da valutazioni soggettive elaborate dal
soggetto fuori della ragione. Esiste una capacità percettiva e
intuitiva dei fenomeni che giungono ignorata dalla ragione. La
ragione ignora, ma percezione ed elaborazione sono preziosi per
l'individuo. La moderna ricerca sulla stimolazione all’acquisto
nei supermercati ha dimostrato che le scelte del cliente, nella
maggior parte dei casi, obbediscono a criteri inconsci.
L'individuo, come soggetto sociale, deve conformarsi ai
modelli sociali e viene indotto a mettere in atto le azioni in
conformità alle regole sociali, ma l'individuo all'interno
dell'Essere Natura, se usasse solo la ragione, sarebbe un
individuo menomato. La ragione non ha sufficiente conoscenza
dei meccanismi del mondo per poter guidare le azioni
dell’individuo. La ragione si sforza di spiegare perché
l’individuo ha fatto quella scelta, ma le sue spiegazioni sono
insufficienti perché non ha sufficiente conoscenza dei
meccanismi profondi dell’individuo e della realtà oggettiva che
non sia la forma e la quantità.
L'Essere Umano non è divenuto uscendo dal brodo
primordiale usando la ragione. E’ divenuto, uscendo dal brodo
primordiale usando quelle forze che non sono comprese nella
ragione, ma che tuttavia la circondano e la comprendono.
Quelle sono le forze della nascita e come ogni forza comprende
i propri strumenti valutativi nei confronti della realtà che ci
circonda.
L'Essere Umano viene educato a proiettare il proprio
essere individuo sociale all'interno di ogni ambito in cui
costruisce le relazioni col mondo. Ecco il vulcano diventare
assassino o la Gazza una ladra. Ogni comportamento viene
definito dall’Essere Umano secondo il metro di misura delle
azioni umane in una visione umanocentrica. Per umanocentrica
non si intende che l’uomo è metro di giudizio dei
comportamenti degli Esseri nel mondo, ma che la ragione

54

pagina n.54 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

dell’uomo, con le sue classificazioni del mondo, delle azioni, è


la fonte delle categorie di descrizione di oggetti e azioni che
avvengono nel mondo. Tutto obbedisce, sicuramente, alle stesse
leggi e alle stesse condizioni per le quali la sua ragione farebbe
e agirebbe. Ogni cultura deve essere costretta a riconoscere la
propria cultura come quella alla quale inchinarsi. Nell'Essere
Natura, per milioni di anni, l'Essere Umano si è mosso per
intuizione e percezione. L'azione non è mossa dalla descrizione,
ma dalla necessità. Non si tratta della necessità dedotta dalla
descrizione o dalla logica, ma dalla necessità quale risposta alle
emozioni, ai fiumi emozionali, che si costruiscono
nell'individuo anche per la soddisfazione dei propri bisogni
fisici.
Intuizione e percezione sono parole citate nel vocabolario
della ragione pur tuttavia non rispondono a nessuna descrizione
della ragione.
La capacità di un soggetto di intuire è data dal proprio
nous inteso come insieme del pensiero, progetto, scopo,
intenzione, intendimento, modo di pensare, modo di giudicare,
sentire. Una capacità diffusa in tutto il corpo che si affina
nell’attività di abitare il mondo.
Il nous determina la qualità degli elementi sui quali il
soggetto fa affluire le proprie tensioni e i propri flussi
emozionali. L'intendimento, lo scopo e il progetto sono i fini cui
le tensioni interne tendono; il modo di pensare, il modo di
giudicare e la qualità del sentire è il mezzo, inteso dalla ragione,
per conseguire quello scopo e quegli intendimenti.
Fra tensioni interne, che non sono controllate e descritte
dalla ragione, e scopo descritto dalla ragione si innesta uno
stridere all'interno dell'individuo dove lo scopo non è l'intento
delle tensioni, ma è descrizione della ragione su quanto
immagina delle tensioni interne. Che poi la ragione descriva le
tensioni interne dell'individuo come se questo fosse posseduto
dal demonio dei cattolici, dalle tensioni libidica della
psicoanalisi, o delle pulsioni edipiche, non cambia molto le cose
se non quando la ragione non comprende che deve farsi da parte
e diventare lo strumento attraverso il quale l'individuo affronta
la realtà, ma non è padrona dell'individuo. Lo stridere fra

55

pagina n.55 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

tensione interna e scopo descritto della ragione produce il


fallimento nella soddisfazione della pulsione, anche se lo scopo
descritto può essere raggiunto. Il fallimento nella soddisfazione
della veicolazione delle pulsioni soggettive acuisce
nell'individuo l'intuizione. In questo caso l'intuizione è la
mediazione fra scopo descritto dalla ragione e l'intento reale
della tensione interna. L'intuizione permette alla ragione di
accettare qualche cosa di nuovo permettendogli di esprimersi,
magari descrivendolo, ma senza per questo doverlo spiegare.
L'opposto dell'intuizione, quando l'individuo non pratica la
quotidianità, è l'illusione o la fantasia della descrizione della
ragione.
L'intuizione emerge. Emerge quando la ragione tenta di
rispondere alle tensioni del soggetto, ma pone scopi che poco
hanno a che vedere con le tensioni stesse. Scopo dopo scopo,
dall'individuo emerge l'INTENTO! L'INTENTO non è
descrizione, ma necessità da raggiungere, ed è estraneo alla
descrizione della ragione. L'intuizione è legata in maniera
diversa alle emozioni e interviene quando il flusso emozionale
spazza via la descrizione della ragione: le sue sbarre, i suoi
tabù!
L'intuizione nasce da una parte cerebrale e del corpo
sconosciuta alla ragione. Emerge come una qualità necessaria
quando si accumulano tensioni derivanti da relazioni che
l’individuo costruisce nel suo vivere quotidiano. L’intuizione
emerge da quell'immenso sconosciuto che la ragione vuole
ignorare perché teme quanto vi è immerso. L'intuizione si
manifesta nella pratica dell'azione. L'intuizione si manifesta
nella disciplina con la quale l'individuo descrive, persegue gli
scopi della ragione, ascoltando le tensioni che da dentro di lui
spingono per emergere.
Le emozioni e l'intuizione sono determinazioni dell'Essere
Umano in quanto essere della Natura. Quando la ragione non è
in grado di descrivere quanto si presenta a noi, noi possiamo
pescare dalle nostre emozioni. Le emozioni sono fiumi di
messaggi che l'intuire ci manda per guidarci nell'intuibile che ci
circonda. Ascoltare quanto ci piace, quanto ci dà piacere,
quanto da dentro di noi emerge significa usare quelle

56

pagina n.56 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

determinazioni che hanno trasformato un essere Unicellulare in


quello che siamo. Significa pescare dal patrimonio di
conoscenza che la nostra specie ci ha messo a disposizione e
che la ragione ci impone di ignorare. L'autodisciplina e la
pratica dell'azione, nei progetti, nella risposta ai nostri bisogni,
nell'ascolto delle tensioni che da dentro di noi spingono per
emergere, sono le leve che permettono alle nostre
determinazioni di esprimersi, nonostante siano estranee alla
ragione e al suo adattamento attuale, incidendo e modificando
anche la descrizione del mondo fatto dalla ragione senza per
questo danneggiare la ragione stessa pur costringendola a
modificarsi continuamente.

57

pagina n.57 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Quante determinazioni del nostro essere umani ignoriamo?

Si sono elencati vari tipi di determinazioni. Alcune sono


fisiche, altre psicologiche, altre emotive. Alcune determinazioni
sono classificabili come “strumenti” dell’agire, dalle mani ai
piedi, alla parola, di un corpo che abita il mondo. Altre
determinazioni sono manifestazione di esigenze profonde,
psichiche, emotive che si presentano al sentire del soggetto
pretendendo una veicolazione nel mondo in cui il soggetto vive.
Tutte le determinazioni concorrono a modificare continuamente
il soggetto in relazione al mondo in cui vive e la sua azione
modifica il mondo abitato dal soggetto. Le determinazioni
vengono definite partendo dal presupposto che ogni Essere,
qualunque esso sia, non può agire a prescindere dal proprio
divenuto dove, il suo divenuto pone le basi per la formazione
del suo possibile divenire come individuo e come specie al di là
che noi siamo in grado o meno di individuare a sufficienza le
determinazioni con cui il soggetto interpreta ed agisce nella
realtà in cui vive. Pertanto, le determinazioni non vengono
“definite” in senso razionale, ma vengono definite nel senso
dell’agire del soggetto nel mondo. Un agire che modifica il
soggetto e il mondo di soggetti in cui agisce la cui azione
costringe il soggetto ad agire e adattarsi ad essi. Queste
determinazioni le possiamo comprendere, come possiamo
comprendere le relazioni che queste determinazioni
costruiscono fra il soggetto che le manifesta ed il mondo
circostante in cui vengono manifestate. Il nostro problema,
come Esseri Umani che agiscono nella ragione, è
l'inconsapevolezza nei confronti dello sconosciuto che ci
circonda e nella grande quantità di determinazioni che fra lo
sconosciuto circostante e lo sconosciuto dentro di noi si possono
manifestare. Cercare la consapevolezza dello sconosciuto è
quanto di più deleterio si possa fare. Non è la ricerca della
consapevolezza dello sconosciuto la base delle nostre azioni, ma
la pratica delle determinazioni manifeste che, modificando noi
stessi, ci permette di compenetrare lo sconosciuto che ci

58

pagina n.58 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

circonda, sia dentro di noi sia nelle relazioni con lo sconosciuto


circostante.
La ragione lavora di immaginazione. Immagina quanto le
manca partendo da un assurdo che lei non può compiere.
L'immaginazione della ragione è estensione della sua
descrizione nel sovvertimento delle leggi fisiche che ne
delimitano la sua descrizione. La ragione è limitata; eccola
allora immaginare un'onnipotente che non ha limiti, tanto da
creare il cielo e la terra, ma sempre all'interno della descrizione
della ragione. La ragione, lavorando di immaginazione,
costringe l'individuo a costruire le relazioni non con lo
sconosciuto che si presenta, ma con uno sconosciuto
immaginato! Pertanto, cercare la consapevolezza di quello
sconosciuto costituisce impedimento all'individuo
nell'affrontare lo sconosciuto e nell'usare le determinazioni
attraverso le quali quello sconosciuto può essere vissuto.
Il percorso corretto per svelare progressivamente lo
sconosciuto che ci circonda è la pratica mediante l’azione e
l’emozione del conosciuto. Le determinazioni che noi siamo in
grado di individuare, sia di natura fisica, sessuale, di libertà
attraverso le determinazioni che emergono attraverso
l'intuizione e la percezione di un conosciuto che ci travolge,
sono le porte che ci aprono il mondo dello sconosciuto. In
sostanza saturando la nostra struttura emotiva del conosciuto
provochiamo dentro di noi un salto qualitativo che, facendo
emergere l’intuizione, ci apre le porte di nuovi mondi. E' la
pratica del conosciuto che permette l'allargamento dei confini
della consapevolezza. Senza la pratica, cioè la trasformazione
delle determinazioni in azione all'interno dell'oggettività nella
quale ci muoviamo, non può esistere modificazione soggettiva;
non può esistere consapevolezza. Dove quantità e qualità della
modificazione soggettiva e della consapevolezza raggiunta altro
non è che la quantità e la qualità dell'intervento della struttura
emozionale del soggetto nell’uso quotidiano delle
determinazioni.

Lo sconosciuto che ci circonda è immenso. Pretenderne la


comprensione è solo follia della ragione. Una follia come

59

pagina n.59 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

estensione della pratica della ragione di descrivere quanto


incontra. Lo sconosciuto che circonda la ragione può diventare
conosciuto e descritto solo in minima parte dalla ragione mentre
allarga i suoi confini. Rimane sempre l'immenso sconosciuto nel
quale l'Essere Umano può muoversi dopo aver costretto la
ragione a cambiare il proprio ruolo dalla pretesa di dominare
l'Essere Umano per diventare uno strumento contingente con
cui l’Essere Umano agisce nel mondo. Uno strumento fra tanti.
Lo sforzo fatto dall' Essere Umano nel vivere le determinazioni
descritte e consentite dalla ragione, eliminando i limiti e gli
ostacoli che la ragione pone nel loro esercizio coinvolgendo in
essi la sua struttura emozionale, consente all'Essere Umano di
strutturare al meglio sé stesso per affrontare lo sconosciuto.
Quando l'Essere Umano immagina uno sconosciuto e in
quello sconosciuto immaginato impegna sé stesso e le sue
trasformazioni, altro non fa che distruggere la trasformazione di
sé stesso per adeguarsi all'immaginato imposto dalla ragione.
Trasformare sé stessi per affrontare le determinazioni che
dallo sconosciuto dentro di noi si legano allo sconosciuto che ci
circonda è la trasformazione dell'Essere Umano in DIO.
Quel flusso continuo di emozionalità che emerge
continuamente nell'Essere Umano è parte della sua attività con
cui compatta, fonde, amalgama la sua Energia Vitale in
funzione della costruzione del suo corpo luminoso. E' il suo
rapportarsi col mondo per ciò che è e non per come il mondo
vorrebbe che sia. E' la rappresentazione continua di sé stesso e
in quella rappresentazione continua: l'Essere Umano si fa
ERCOLE.
La pratica delle sue determinazioni nell'esistenza con
l'impegno di tutto sé stesso attraverso le sue passioni e la sua
emotività corrispondono alle dodici fatiche di ERCOLE
attraverso le quali egli si trasforma in DIO.
Solo chi sta vivendo la determinazione di sé stesso sa
quali sono le fatiche che lo stanno trasformando. Gli episodi e le
relazioni nelle quali si impegnano le proprie determinazioni con
il coinvolgimento della propria emozione sono conosciute
soltanto dall'individuo che le pratica. Lo sconosciuto è
immenso; ogni Essere Umano ne afferra una frazione. Proprio

60

pagina n.60 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

perché afferra quella frazione, quell'Essere Umano, ha iniziato


un cammino nell'INFINITO, mentre l'Infinito gli cammina a
fianco. Gli episodi in cui vengono veicolate le proprie
determinazioni appartengono alla quotidianità del vissuto e
permettono all'Essere Umano di trasformarsi attraverso le
determinazioni che lo sconosciuto dentro di lui costruisce con lo
sconosciuto che lo circonda.
Quando il DIO dentro di lui comincerà a crescere inizierà
a costruire le relazioni con lo sconosciuto divino che lo
circonda. La ragione sarà all'oscuro di quell'attività, che non
saprà descrivere, ma l'Essere Umano sarà in possesso di
intuizioni che la ragione spaccerà per miracolose.
Ecco l'Essere Umano mentre si trasforma in un DIO
possente che chiama gli DEI nel circostante esercitando le
proprie determinazioni.
L'Essere Umano che distrugge il Leone di Nemea: il
terrore della ragione che lo vorrebbe sottomesso!
L'Essere Umano che distrugge l'Idra di Lerna: il terrore
dello sconosciuto col quale l'Essere Natura, madre dei viventi,
avvolge gli Esseri costringendoli a trasformarsi per giungere
nell'Infinito!
L'Essere Umano che cattura la Cerva di Cerinea: cattura la
paura dentro di lui costringendola a mettersi al suo servizio!
L'Essere Umano che cattura il Cinghiale dell'Erimanto:
diventa padrone delle sue emozioni!
L'Essere Umano pulisce le Stalle del Re Augia: ripulisce
la sua ragione separando gli oggetti con cui costruisce le
relazioni dall'illusione fantastica in cui la ragione li nasconde!
L'Essere Umano libera la foresta dagli Uccelli del Lago
Stinfalo: ripulisce lo sconosciuto con cui si relaziona
liberandolo dalle fantasticherie della ragione!
L'Essere Umano cattura il Toro di Creta: mette al suo
servizio il Potere di essere che cresce dentro di lui
impedendogli che la percezione travolga la sua ragione!
L'Essere Umano cattura le Giumente di Diomede:
disciplina l'azione del Potere di essere nella direzione del
proprio sviluppo!

61

pagina n.61 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

L'Essere Umano si appropria della Cintura di Ippolita:


l'Essere Umano si appropria del Potere degli DEI!
L'Essere Umano si appropria delle Mandrie di Gerione:
l'Essere Umano rivendica nei confronti degli DEI, anche
dell'Essere Sole, il diritto al suo Potere di essere; gli DEI lo
riconoscono e gli camminano a fianco!
L'Essere Umano uccide il Cane Cerbero: il DIO che
cresce nell'Essere Umano uccide la morte del corpo fisico
trasformandola in nascita del corpo luminoso!
L'Essere Umano coglie i Pomi d'Oro delle Esperidi:
l'Essere Umano coglie la Conoscenza, la Consapevolezza e
l'Infinito in cui divenire!
Le dodici fatiche trasformano l'Essere Umano in un DIO
che rivendica il proprio posto nell'Olimpo!
Non è importante quale aspetto prenderà nella sfida
quotidiana di ogni Essere Umano il Leone di Nemea, o Cerbero
o il Toro di Creta, l'importante è che l'Essere Umano affronti la
sfida impegnando tutto sé stesso, il proprio sentire e il proprio
intuire facendo travolgere la propria ragione dalla propria
emotività.
Noi non siamo creati ad opera di un dio pazzo; noi siamo
ciò che siamo quale il prodotto finale dell'azione della nostra
specie che si è trasformata. Noi nasciamo da quella
trasformazione e quella trasformazione pratichiamo per
costruire noi stessi e la tradizione che lasciamo in eredità ai
nostri figli.
Le DETERMINAZIONI sono la pratica vissuta
dall'Essere Umano, e nelle specificità da ogni essere della
Natura, per trasformarsi in DIO.
"Da ciò che penso di essere, pratico le determinazioni in
base alle tensioni che da dentro di me spingono per emergere e
a quelle tensioni impongo, di volta in volta, una direzione che
mi porti nell'infinito, nei limiti operativi che mi impone
l’oggettività e il divenuto!"
Ho dentro di me le forze dell'infinito, la mia pratica e il
loro riconoscimento è il mio divenire nell'infinito!
Determinismo e finalismo (le forze che spingono l'uomo
sono le forze che lo trasformano in dio)

62

pagina n.62 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il termine Determinazioni è preso dal determinismo e sta


a significare le relazioni obbligatorie che un essere, quale il
prodotto di un divenuto della specie, deve sviluppare per
costruire sé stesso. Con sé stesso intendo sia costruire le
migliori condizioni nelle quali vivere, sia il suo essere fisico e
psichico in quelle condizioni, sia il suo corpo luminoso che
trasformi la morte del corpo fisico in nascita del corpo
luminoso.
Le determinazioni esprimono, nell'Essere della Natura,
Necessità ed Intento. Esprimono le tensioni della
trasformazione e della formazione della Coscienza di Sé.
Necessità ed Intento, il Padre, si esprime in ogni essere
partendo dalle specificità del divenuto di quell'essere. Anche la
consapevolezza delle proprie tensioni, dell' essere, esprime un
divenuto culturale del Sistema Sociale in cui vive.
L'Essere Feto si presenta al mondo morendo con una
grande quantità di potenzialità. Egli non è in grado di sviluppare
l'intera potenzialità in quanto il Sistema Sociale e culturale nel
quale nasce esige degli adattamenti relativi agli adattamenti
della struttura sociale nella quale cresce. Così il bambino
crescendo specializza la grande quantità di potenzialità
trasformandola in qualità di sviluppo. Quella qualità di sviluppo
lo rende consapevole di una limitata quantità di determinazioni
da sviluppare e in cui esprime le tensioni che dall'interno si
riversano verso l'esterno. Attraverso quelle determinazioni,
delle quali diventa più o meno consapevole, l’individuo
COSTRUISCE SE’ STESSO.
Il termine corretto non è “conosci sé stesso” in quanto ciò
è riferibile ad un “essere” creato come finito, ma “costruisci te
stesso” in quanto ciò è riferibile ad un soggetto divenuto quale
prodotto delle modificazione di tutti i soggetti di quella specie
fin dall’inizio del tempo. Un soggetto che, costruendo sé stesso,
pone le basi per la continuazione delle trasformazioni e degli
adattamenti della propria specie. Della grande potenzialità
iniziale di determinazioni che ha un individuo fin dalla pancia
della madre, crescendo una parte si è persa, una parte vive
ancora in forma latente, una parte si esprime culturalmente e
una parte preme per esprimersi. L'Essere Umano vivendo

63

pagina n.63 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

profondamente quella parte di determinazioni che si esprime in


questo momento, apre le porte per la manifestazione delle
determinazioni latenti che premono per esprimersi fino a portare
alla luce quella parte di potenzialità che non sono sparite ma che
sono utilizzabili per la costruzione di sé stesso nell'oggettività
sia della ragione che della percezione nella quale vivere. Ad
esempio, le determinazioni fisiche nel medioevo venivano
negate in funzione dell'assoggettamento al dio padrone. Ci sono
volute le necessità di prestazioni fisiche nel servizio militare
(che necessitava di schiavi fisicamente efficienti) prima e poi la
nascita dello sport con grande opposizione dei cristiani (che
vedevano in quelle attività un’offesa al loro dio padrone) perché
le determinazioni fisiche assumessero importanza nella vita
delle persone. Ci sono volute le lotte sociali perché le
determinazioni culturali si liberassero dal dominio della
sottomissione cattolica il cui scopo era impedire che nascesse la
scuola pubblica e l'istruzione diffusa.
Questi due esempi sono sufficienti per mettere in luce uno
scontro sociale sul quale si innesta la visione della vita. Da un
lato le religioni monoteiste che impongono il finalismo
attraverso l'annientamento delle tensioni che dall'Essere Umano
si esprimono verso l'esterno e dall'altro il determinismo quale
manifestazione della dilatazione dell'individuo nel mondo.
Da un lato il finalismo che impone l'astensione sessuale,
la mortificazione del corpo, lo sviluppo della miseria,
l'esaltazione del digiuno e di tutto quanto attiene ai desideri e
alle tensioni che dall'Essere Umano si esprimono verso l'esterno
e dall'altro il determinismo che sviluppa le tensioni, i bisogni e
le necessità dell'Essere Umano nel mondo.
Da un lato si impone un dio padrone e la necessità di
mortificarsi per sottomettersi al dio padrone e dall'altro si
manifesta l'Essere Umano, nel nostro caso, che come dio dà
l'assalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza nel
tentativo di costruire sé stesso.
Il finalismo risolve il divenire umano nella verità del dio
padrone al quale impone sottomissione, il determinismo, come i
pagani lo descrivono, parte dal divenuto umano per fondare il
suo divenire in quanto dio in un infinito formato da DEI che si

64

pagina n.64 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

trasformano e divengono. Le relazioni che si costruiscono col


mondo sono diverse a seconda del singolo soggetto di ogni
singola specie e diverse sono le risposte che dal mondo
giungono all'Essere Umano.
Il finalismo ritiene che non esista uno sconosciuto se non
nei disegni del suo dio padrone; il determinismo ne prende atto.
Il finalismo sottomette l'Essere Umano alle paure per il
futuro e dalle paure costruisce la sottomissione. Il determinismo
usa le relazioni obbligatorie per forgiare l'Essere Umano,
costruirlo per affrontare lo sconosciuto che lo circonda.
Per il finalismo il mistero è dentro il dio padrone; per il
determinismo il mistero ci circonda e praticando il conosciuto
soddisfacendo le tensioni che dall'Essere Umano si riversano
nel mondo ci si attrezza per muoversi nello sconosciuto.
Le determinazioni sono le relazioni attraverso le quali
l'Essere Umano riconosce sé stesso quale DIO che si muove in
un universo di DEI e costruisce sé stesso.
Riconoscere sé stessi riconoscendo le qualità del mondo
che ci circonda. E' riconoscere le relazioni che le tensioni ci
spingono a praticare nei confronti del mondo circostante.

65

pagina n.65 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Che fare!
Le determinazioni.

L'Essere Umano nasce e si sviluppa, oggi come oggi, in


un Sistema Sociale e culturale legato al finalismo. Egli viene
indotto ad adattarsi e ad accettare quanto incontra piegando ad
esso i suoi bisogni e le sue tensioni. Dopo grandi lotte
individuali e sociali, nelle società civili i limiti in cui
circoscrivere le tensioni e soddisfare i bisogni psico-emotivi si
sono allargati. Questo processo continuerà con alterne vicende.
Con flussi e riflussi continui dove il desiderio di sottomissione
di una parte del Comando del Sistema Sociale tenterà sempre di
violentare nei loro diritti individui socialmente più deboli
usandoli poi per allargare la capacità di sottomettere altri strati
sociali. Per contro, le necessità di espansione economico-sociale
nelle varie società tenteranno di limitare l'assoggettamento in
quanto l'attività di sottomissione impoverisce i Sistemi Sociali
stessi. Il processo di trasformazione delle società diventa
necessario per liberarsi dal finalismo che impone agli Esseri
Umani il fatalismo come rinuncia alle determinazioni quali
necessità del proprio divenuto per fondare il proprio divenire.
Alla costruzione dei campi di sterminio seguiranno i sensi
di colpa per non aver previsto cosa sarebbe successo. Orrore ed
esecrazione per i campi di sterminio del passato al fine di
mantenere inalterate le condizioni dottrinali che permettono la
gestione dei campi di sterminio attuali e quelli futuri. Ai
proclami della necessità dello sviluppo culturale, segue la
celebrazione del Natale attraverso l'imposizione della preghiera
ai bambini e la conseguente distruzione delle loro
determinazioni nella costruzione della loro vita.
All'interno delle concezioni finalistiche i campi di
sterminio e le lotte di liberazione, sia a livello sociale che a
livello individuale, sono destinate ad essere il motivo ricorrente
delle tensioni sociali. Fra questi due estremi la conflittualità è
permanente in quanto il controllo e la sottomissione degli
individui è la regola all'interno dei Sistemi Sociali. Il dettato
sociale finalistico concretizzatosi a livello dottrinale

66

pagina n.66 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

nell'insegnamento divino del pazzo di Nazareth secondo cui "il


bestiame umano è suo perché il dio padrone, suo padre, glielo
ha dato e nessuno glielo potrà togliere" si è trasformato in
norma giuridica finalizzata ad impedire agli Esseri Umani di
trasformare la loro vita in un assalto al cielo della conoscenza e
della consapevolezza in quanto bestiame posseduto da un
padrone. La norma giuridica del possesso delle persone ad
opera del dio padrone, viene modificata in modo più o meno
assoluto a seconda delle diverse situazioni sociali, ma rimane
come dettato divino di riferimento e non appena gli Esseri
Umani abbassano la guardia viene riproposto al fine di
ricircoscriverli nel gregge da condurre al macello. Le regole
sociali di libertà vengono sempre messe in discussione partendo
dall'ordine del dio padrone di trasformare gli Esseri Umani in
bestiame di un gregge. Pertanto, se i campi di sterminio
vengono esecrati, si finge di non vedere i principi del dio
padrone dai quali i campi di sterminio hanno giustificazione
dottrinale per consentirne la rinascita in situazioni o condizioni
diverse, ma sempre per gli stessi fini. Per costringere gli Esseri
Umani nel gregge, nel campo di sterminio, del dio padrone è
necessario impedire loro la consapevolezza dell’uso delle loro
determinazioni nel mondo sociale.
La chiave di volta sta nella capacità del singolo individuo
di riconoscere sé stesso.
Fare un bilancio delle proprie determinazioni quali
espressione dei propri bisogni e delle tensioni che da dentro di
sé spingono per esprimersi.
Quando un Essere Umano ascolta sé stesso facendo un
bilancio di ciò che egli è, inizia un cammino di trasformazioni
nuovo e diverso da quello che ha subito fino a quel momento.
Inizia da ciò che riesce a pensarsi, in quel momento, del suo
essere individuo agente nella Natura. Del suo essere individuo
desiderante nella società. Del suo essere in quanto individuo in
relazione al mondo e alla sua quotidianità.
Cosa ho?
Cosa sento?
Cosa vorrei?

67

pagina n.67 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Le risposte a questi quesiti sono il bagaglio delle sue


determinazioni.
Cosa ho?
Cosa ho in questo momento dell'essere Natura? Cosa sono
in questo momento dell'Essere Sociale? Cosa sono in questo
momento nel mio quotidiano?
Cosa sento?
Cosa percepisco del mio essere individuo della Natura?
Quali sono i piaceri che ne ricavo e quali sono le ripugnanze
relative alla Natura? Quali sono le mie predilezioni nel Sistema
Sociale? Come vorrei che si modificasse? Cosa è possibile
modificare senza chiedere agli altri individui di adeguarsi? Cosa
mi emoziona e cosa mi allontana dal Sistema Sociale? Cosa
nella mia vita quotidiana mi disturba? Cosa mi dà piacere? Cosa
voglio cambiare senza chiedere a chi mi sta attorno di
cambiare? Cosa voglio espandere e cosa eliminare?
Cosa vorrei?
Quali sono i miei bisogni? Come li posso soddisfare senza
piegare qualcuno ad essi? Quali sono i miei bisogni nella
Natura? Quali i miei bisogni Sociali? Quali i miei bisogni
intellettuali? Quali i miei bisogni sessuali? Cosa mi piacerebbe?
Come ottenere quanto mi piacerebbe senza costringere qualcuno
a darmelo?
L'Essere Umano fa un bilancio di sé stesso. Nel far quel
bilancio l'Essere Umano presenta all'universo sé stesso come
DIO. Non supplica per avere, non prega, né pretende di avere in
quanto creato ad immagine e somiglianza di un dio padrone, ma
si organizza per ottenerlo partendo da ciò che è nel momento
stesso in cui formula la necessità di organizzarsi per ottenerlo.
Nel farlo si costruisce. Non bestiame di un gregge o padrone di
un gregge che gioca subendo la volontà del dio padrone, ma
determinatore della propria esistenza in base alle relazioni fra
ciò che è, quale divenuto della specie, quale divenuto del
Sistema Sociale, quale divenuto del sistema culturale, quale
divenuto in quanto individuo, e ciò che può fare modificandosi
in relazione al mondo circostante.
Il riconoscimento delle determinazioni da cui partire è il
primo atto per cui l'Essere Umano si fa DIO fra DEI e si

68

pagina n.68 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

appresta a costruire sé stesso nell'infinito. All'inizio può


sembrare stressante. Passare dall'accettazione acritica delle
regole sociali apparentemente da tutti approvate al tentativo di
determinare la propria esistenza usando le proprie
determinazioni può sembrare faticoso. In realtà si tratta di
costruire una condizione mentale diversa nella relazione con la
vita. E' solo una questione di esercizio. Poi viene automatico;
come se lo si avesse sempre fatto. Diventa naturale.

69

pagina n.69 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

VOLONTÀ

Di volontà ne possiamo parlare, ma non possiamo


descriverla come oggetto o come DIO. Volontà, come Intento e
Necessità, precedono gli Esseri Umani. Precedono l'Essere
Natura, precedono URANO STELLATO.
La volontà non la possiamo descrivere come oggetto.
Possiamo solo vederla in azione. Tuttavia non possiamo non
parlarne in quanto è la forza che sta fra il desiderare e la
veicolazione del desiderare come azione del soggetto nel
mondo. Oggetto in sé stessa dal quale ogni azione attinge per
esprimersi. Questa forza non appartiene al mondo della ragione,
ma agisce nel mondo della ragione. La ragione può descrivere il
coraggio con cui è manifestata la volontà; l’intelligenza con cui
è manifestata la volontà; ma non ci sono elementi per definire la
volontà con le parole della ragione.
Volontà è un DIO forgiato da GAIA e donato da questa a
CRONOS affinché costruisse sé stesso facendo del tempo
spazio diverso dall’emozione. Volontà diventa indispensabile là
dove il mutamento, attraverso l'accumulazione quantitativa che
genera la trasformazione qualitativa, determina la costruzione
del DIO.
Volontà non è importante in URANO STELLATO. Nelle
grandi stelle e negli ammassi stellari i soggetti agiscono sempre
per necessità e i loro adattamenti, gli uni rispetto agli altri, non
sono determinati da scelte soggettive, ma da equilibri costruiti
da ciò che sono e che spesso sono precedenti alla formazione
della loro Coscienza di Sé. Sembra quasi che negli Esseri
Pianeti e negli Esseri Stelle Volontà venga manifestata come
azione interna del soggetto, vedi la costruzione delle condizioni
iniziali della nascita dell' essere Natura sull'Essere Terra, a
differenza degli Esseri di sola Energia Vitale e negli Esseri della
Natura che la manifestano attraverso l'azione verso l'esterno pur
tuttavia sempre limitati dalle condizioni del loro divenuto.
L'azione stessa di CRONOS è un atto di separazione dei
percorsi della formazione della Coscienza di Sé da quelli propri
di URANO STELLATO. Con la volontà, la falce dentata che

70

pagina n.70 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Gaia forgia per Cronos, Cronos evira Urano Stellato,


l’emozione e all’emozione che lo ha manifestato aggiunge
l’azione come mutamento e trasformazione.
Volontà non è solo attività del soggetto nell'uso delle
proprie determinazioni. Volontà è anche uno spazio fisico
oggettivo che include quanto del mondo che ci circonda non
viene descritto dalla ragione e pur tuttavia viene percepito dal
soggetto che su quella percezione costruisce comunque la sua
azione. Volontà è anche uno spazio di elaborazione soggettiva
dal quale emerge l'azione del soggetto. Volontà è la fonte
d'origine delle tensioni che dal soggetto giungono alla ragione.
Volontà è la rappresentazione del soggetto quando il
soggetto stesso non usava la ragione né usava descrivere gli
oggetti, numerarli o misurarli. Volontà è quanto esiste, può
agire, muoversi e trasformarsi senza la presenza della
descrizione della ragione. Volontà è la capacità di un soggetto
di usare i propri sensi senza tuttavia costringere l'azione a
mediare fra la percezione dei sensi con la valutazione
immediata e la descrizione della ragione. Quando in automobile
si va a sbattere e qualche cosa si può fare, quelle manovre non
sono il frutto del "ragionamento" ma sono il frutto dell'"istinto",
cioè di quanto emerge da uno spazio posto al di fuori della
ragione.
Volontà si esprime in un Essere Umano nel momento
stesso in cui l'Essere Umano riconosce sé stesso e inizia a
dilatarsi. Quando si presenta Volontà? E' attività stessa dello
spermatozoo e degli ovuli. Volontà è una forza che fa da ponte
fra le generazioni. Volontà è la forza della dilatazione che ha
accompagnato gli Esseri della Natura portandoli fuori dal brodo
primordiale e trasformandoli nei loro processi di adattamento.
Volontà è la risposta del soggetto alle sollecitazioni del mondo
in cui esiste.
Possiamo leggere l'Essere Natura come rapporto di
equilibrio fra le volontà delle singole specie e dei singoli Esseri.
Questo equilibrio armonico ribolle come il crogiolo della vita e
Volontà è lo strumento attraverso il quale gli elementi vengono
mescolati e si trasformano.

71

pagina n.71 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Volontà è uno strumento che, riconosciuto, ci permette di


affermare: quello è un DIO. Chi esercita quello strumento è un
DIO. Noi, come Esseri Umani, lo vediamo esercitato
continuamente da ogni essere della Natura che ci circonda, ma
spesso non lo riconosciamo. Non lo riconosciamo perché siamo
legati al logos, alla parola, al pensiero descrittivo, alla
catalogazione, alla numerazione e alla forma. Non siamo
educati a distinguere le cose nel loro manifestarsi, ma
costruiamo delle aspettative di manifestazione in base alla
descrizione o ai nomi che diamo alle cose. Facciamo molte cose
per abitudine. Nel fare le cose per abitudine non siamo più in
grado di riconoscere le manifestazioni di Volontà. In altre
parole, dal momento che non siamo in grado di agire attraverso
Volontà finiamo per non riconoscere e non comprendere le
azioni delle specie animali che, al contrario di noi, agiscono
attraverso Volontà.
Proprio perché non siamo in grado di agire attraverso
Volontà finiamo per proiettare il nostro giudizio su un mondo
che intendiamo si manifesti secondo la descrizione che noi ne
diamo. Volontà stessa viene considerata un attributo della
ragione. Una ragione che tenta di imporsi in maniera virile sia
sul soggetto, di cui si ritiene padrona, che nei confronti della
collettività o del mondo circostante.
La ragione descrive. Quella descrizione diventa il
significato che i soggetti danno alle cose, quel significato viene
proiettato sulle cose che devono esprimere il fenomeno che noi
ci aspettiamo. Se le cose esprimono fenomeni diversi, la nostra
ragione o trova una scappatoia per riformulare la descrizione o
afferma di essere ingannata o, ancora, impazzisce.
Volontà si esprime quando un soggetto si appropria di
Necessità e usa quanto si è appropriato per scegliere ed
espandersi.
Come si esprime Volontà nella ragione?
Essenzialmente Volontà si esprime attraverso le tensioni
che dall'Essere Umano si dirigono nell'oggettività; attraverso la
sua azione nella soddisfazione dei suoi bisogni soggettivi; come
intuizione dei fenomeni che si manifestano nel circostante e la
risposta emozionale che un individuo ne dà.

72

pagina n.72 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Nella ragione esistono delle descrizioni dei bisogni,


esistono delle descrizioni delle tensioni, esistono delle
descrizioni di motivazioni delle esplosioni emozionali. Ogni
cultura e ogni epoca dà le proprie spiegazioni e le proprie
motivazioni. In ogni epoca i bisogni che sono espressi
dall'Essere Umano sono gli stessi; in ogni epoca le tensioni che
dall'Essere Umano spingono per uscire sono le stesse; le
modalità dell'intuire sono le stesse; le esplosioni emozionali
sono le stesse. In ogni epoca e in ogni cultura cambia la
descrizione di quanto la ragione crede di comprendere e le
risposte sociali e culturali a quanto dall'Essere Umano spinge
per uscire. L'epoca e la cultura cambia la modalità, più o meno
accettata, per soddisfare i bisogni, non cambia l'imperio con cui
i bisogni si presentano alla ragione. Cambiano le fobie e i
problemi psicologici quando il condizionamento educazionale
varia la sua azione coercitiva sui diversi bisogni, ma la spinta
dall'Essere Umano è sempre una costante.

73

pagina n.73 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Volontà quale espressione dell’azione

Parlare di Volontà è fumoso, impreciso, incerto. Volontà


si manifesta nell'azione. Spinge all’azione e sparisce quando
l’azione è esaurita lasciando sul terreno la modificazione che
l’azione ha prodotto. Quando l'azione non è assolutamente
necessaria per la sopravvivenza dell'individuo la ragione
interviene per mediare fra il bisogno che spinge e la descrizione
degli elementi attraverso i quali soddisfare il bisogno. Tanto più
l'azione è impellente e tanto meno la ragione è in grado di
intervenire. La necessità impellente dell'azione, quale risposta a
dei fenomeni o a situazioni incontrate, portano l'individuo a
bloccare l'intervento della ragione e ad anteporre l'azione alla
descrizione delle necessità per cui quell'azione è stata fatta o si
immagina sia fatta.
Risolto il problema mediante l’azione, ecco la ragione
chiedersi come mai l’individuo si è comportato così. La ragione
si identifica con l'individuo, ne è padrona. Pertanto la ragione
considera sé stessa l'individuo ed è costretta a dare spiegazioni
per il suo comportamento. Spiegare il comportamento,
descriverlo e giustificarne la necessità a sé stessa è l'operazione
che viene fatta dalla ragione per riprendere il controllo
dell'individuo.
L'Essere Umano non è consapevole che l'uso della volontà
è intervenuta pescando da un bagaglio di specie che la ragione
ignora in quanto la ragione ha selezionato solo un numero
limitato di strumenti dell’individuo con i quali costruire la
descrizione del mondo. Volontà proviene da un “antico”
retaggio come “volontà d’esistenza” che ha permesso alla vita
di superare infiniti ostacoli. Una memoria antica. Un accumulo
di esperienze che ha attraversato centinaia di milioni di anni,
che si è stratificato geneticamente e dal quale può attingere.
Inoltre, agire attingendo da quel patrimonio non è soltanto un
prelevare da una passata esperienza, ma è anche immettere la
propria personale esperienza a memoria futura per le proprie
generazioni.

74

pagina n.74 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Solo l'azione, quale espressione di esplosioni di emotività


in risposta alle tensioni che dall'individuo giungono in relazioni
ai fenomeni che il mondo circostante presenta, sono tali da
incidere sulla struttura genetica della specie ed hanno la
possibilità di contribuire al miglioramento della specie stessa.
La ragione è solo una struttura contingente. Non incide sulla
struttura evolutiva della specie se non come ostacolo e
impedimento alle esplosioni emotive e alla direzione di
sviluppo che queste condurrebbero.
La ragione da uno strumento funzionale per affrontare il
contingente, in particolare sociale, diventa un elemento
strategico attraverso il quale impedire lo sviluppo della specie
umana.
Riconoscere la centralità di VOLONTÀ come strumento a
sé stante dell’individuo e separato ed estraneo alla ragione. è
estremamente difficile. Riuscire a parlare di un elemento
estraneo al parlato è impresa giudicata assurda dalla ragione.
Ella concede al massimo di parlare di un suo attributo: la
volontà come strumento attraverso il quale la ragione si impone.
Il volere della ragione come volere del dio padrone nei
confronti dei suoi schiavi e non come volontà d’esistenza che,
una volta manifestata la vita con un’emozione nella Natura,
questa esercita la sua volontà d’esistenza come necessità di
espansione nel mondo in cui è venuta in essere.
In questo scritto si sta percorrendo un cammino a ritroso
per la ricerca della Conoscenza e della Consapevolezza. Il
cammino a ritroso non è relativo alla Conoscenza e alla
Consapevolezza, ma è relativo alla riscoperta degli strumenti
attraverso i quali costruire la Conoscenza e la Consapevolezza
nonché la qualità della Conoscenza e della Consapevolezza che
quei strumenti riscoperti possono costruire. Si sta agendo al fine
di liberare le determinazioni con cui gli individui hanno
costruito questo presente per porre le basi per la costruzione di
un futuro.
Nelle DETERMINAZIONI si è parlato dell'Essere Umano
per ciò che è, nella VOLONTÀ parliamo dello strumento
attraverso il quale l'Essere Umano, nel corso dei milioni di anni,

75

pagina n.75 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

è diventato ciò che è. Parliamo della forza che alimenta le


determinazioni.
Liberato dalla prigionia della descrizione, l'Essere Umano
scopre l'azione quale espressione di VOLONTÀ. La ragione lo
ha imprigionato! Nel corso dei millenni la ragione è stata in
grado di definire dei Sistemi Sociali, delle regole sociali, che la
VOLONTÀ, proprio per le sue caratteristiche, non sarebbe mai
stata in grado di definire.
La ragione ha definito delle regole sociali! Con quelle
regole sociali la VOLONTÀ, che si esprime all'interno
dell'individuo, deve scontrarsi. Se la VOLONTÀ si esprime
all'interno del Sistema Sociale deve farlo secondo le regole
imposte dalla ragione. Non può prevaricarle oltre a quanto il
Sistema Culturale impone. Dunque, nel Sistema Sociale umano
i limiti di espressione di VOLONTÀ sono relativi agli steccati
posti dalla ragione. Quando i Sistemi Sociali sono in pericolo
spesso gli steccati della ragione crollano, le VOLONTÀ dei
soggetti si esprimono e quando il Sistema Sociale supera il
pericolo gli steccati della nuova ragione sono spostati un po' più
in là. La ragione rinuncia a qualche cosa, accetta maggiori
libertà sociali in cambio del ripristino della sua egemonia sugli
Esseri Umani.
Diverso è il discorso sull'espressione di VOLONTÀ
all'interno delle relazioni fra l’individuo e l’Essere Natura. La
ragione non ha potere di controllo nelle relazioni fra gli Esseri
della Natura. Il suo ruolo è quello di limitare la percezione degli
Esseri Umani nei confronti degli Esseri della Natura che la
circondano. La ragione separa gli Esseri Umani dall'Essere
Natura. Un po’ è funzionale alla vita in quanto sentire le
emozioni di ogni animale e di ogni pianta potrebbe procurarci
alcuni problemi a meno che noi non cerchiamo volutamente
quel tipo di relazioni. Così ci sono voluti migliaia di anni e di
"esperimenti scientifici" perché nella ragione si introducesse il
concetto secondo cui gli Esseri Elefanti, gli Esseri Scimmie o
gli Esseri Delfini parlano e comunicano. Ci sono voluti migliaia
di anni per incominciare a comprendere come Esseri della
Natura, considerati insignificanti, siano partecipi di una struttura
sociale estremamente complessa e finalizzata alla propria

76

pagina n.76 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

sopravvivenza che si è costruita e riprodotta per decine di


milioni di anni.
La ragione ci separa dalla voce dell'Essere Natura. Ci
separa fin dal primo giorno nel quale usciamo dalla pancia della
madre eppure, nella pancia della madre, eravamo legati alla
madre tramite la voce dell'Essere Natura. Una voce che quando
andiamo a definire usiamo termini come percepire, intuire,
empatia, con-passione. Solo che quando parliamo di percepire e
intuire lo indichiamo sempre in relazione ai sensi nelle
trasformazione di essi. Se nell'intuire esistono dei sinonimi
come captare e comprendere, che non necessariamente sono
legati ai sensi, esiste un intuire diverso dai sensi. Anche se ogni
percepito sembra passare attraverso i sensi (vedi il cervello
nello stomaco). Inoltre, ogni mediazione che arriva alla
coscienza passa attraverso la descrizione o la riformulazione
della descrizione della ragione. Così anche il captare e il
comprendere, l’empatia e la con-passione, finiscono per
alimentare la descrizione della ragione che riconosce i fenomeni
solo quando riesce a descriverli.
Da qui la necessità, da parte dell'individuo, di saltare la
mediazione della ragione almeno fintanto che si tratta di
relazioni dell'individuo col mondo circostante diverso dal
Sistema Sociale umano.
Le necessità dell'Essere Umano si possono riassumere
nell'uso della ragione per affrontare il Sistema Sociale in cui
vive e nel superare i limiti imposti dalla ragione per affrontare
l'infinito che lo circonda. Imparare il linguaggio degli DEI al
fine di costruire il DIO che cresce dentro di lui. Incontrare gli
DEI. Se a qualcuno non piace questa motivazione, diciamo che
l'Essere Umano appartiene ad un'oggettività nella quale è nato,
si è evoluto, è divenuto e dalla quale si è separato. Diciamo che
per continuare la propria evoluzione, il proprio divenire, sia
come individuo che come specie, deve ritornare a riprendersi il
proprio posto nell' essere Natura. Per farlo deve abbattere la
separazione che da questa ha innalzato la ragione e reimparare
quanto la ragione lo ha costretto ad ignorare.
La costruzione del Sistema Sociale, da parte della ragione,
è stata una scelta vincente per la specie umana che ha potuto

77

pagina n.77 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

espandersi sul pianeta. La soluzione del divenire della specie


nella ragione ha finito per porre le basi per la distruzione della
specie umana in quanto nella ragione la specie umana ha
concluso il suo cammino evolutivo. Sia per quanto riguarda la
specie nel suo insieme, sia per quanto riguarda i singoli
individui. Questo non significa che gli Esseri Umani non
possono sviluppare scienza e tecnica; significa che non possono
sviluppare sé stessi. Quando una specie non è in grado di
sviluppare sé stessa attende soltanto la propria distruzione. Non
è molto importante se in quell'attesa pone delle basi esplorative
sulla luna o invia satelliti nei più sperduti angoli dello spazio, o,
ancora, saccheggia l'intero pianeta per procurarsi le materie
prime che le necessitano. E' sempre attesa della propria
distruzione che può manifestarsi con una lenta agonia o con un
collasso dovuto a cause oggettive a cui la specie non è in grado
di adattarsi rapidamente.
Imparare il linguaggio degli DEI sviluppando il DIO che
cresce dentro partendo dall'uso delle COLONNE DEL CIELO
diventa imperativo per gli Esseri Umani.
Saltare i limiti della ragione per poter respirare l'armonia
dell'infinito che ci circonda; usare la ragione per redimere le
contraddizioni nel Sistema Sociale umano. Costruire sé stessi
nell'infinito e agire nel Sistema Sociale con la percezione di un
infinito di cui la ragione è impossibilitata a descrivere.
Per saltare la ragione è necessario usare VOLONTÀ
contrapposta a descrizione! L'azione che porta a saltare la
ragione necessità di : LA SOSPENSIONE DEL DIALOGO
INTERNO!
La sospensione del dialogo interno è l'azione di
VOLONTÀ nella ragione che la ragione descrive come non
azione. Non descrivere, per la ragione, è impedimento
all'azione. Per VOLONTÀ, mettere a tacere la descrizione
significa liberare l'Energia emozionale attraverso la quale
l'individuo fa precedere l'azione alla descrizione.
Quando la percezione di un individuo lo porta a diventare
consapevole della NECESSITA' di fermare la ragione, altro non
fa che percepire VOLONTÀ quale COLONNA DEL CIELO.

78

pagina n.78 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Ancora non sa esattamente il ruolo che nella sua esistenza


ha VOLONTÀ, né comprende come VOLONTÀ (a parte il
comprendere intellettivo che non interessa) intervenga nei suoi
processi esistenziali. Il riconoscimento di quella NECESSITA' è
una vibrazione emotiva che coinvolge l'intero individuo e
sconvolge la ragione che assale l'individuo, di cui si ritiene
padrona, con stati depressivi, con esplosioni rabbiose, con
alterazioni di umore, con senso di smarrimento davanti ai
problemi. La ragione pur di riprendere il controllo è disposta a
distruggere l'individuo. Se l'individuo riconosce in questi stati
emotivi l'espressione della propria energia emozionale che
incomincia ad esprimersi, espandersi, costruire delle relazioni,
imparerà la pazienza e non si farà travolgere dalle tensioni che
da dentro di lui cominciano ad esprimersi senza essere mediate
dalla descrizione della ragione.
Comprendere intellettualmente questo non significa nulla
se gli stati emotivi non si manifestano; d'altronde, la
manifestazione di stati emotivi senza la comprensione
intellettiva lasciano smarrita e atterrita la ragione. Una ragione
smarrita e atterrita impedisce all' Essere Umano di agire ed
espandersi nel Sistema Sociale in cui vive.

79

pagina n.79 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Riflessioni sulle prime due colonne del cielo.

Le DETERMINAZIONI consentono all'individuo di dire


al mondo: io esisto!
La VOLONTÀ costruisce e le alimenta l’agire
dell’individuo nel mondo.
Le DETERMINAZIONI sono riconosciute come
manifestazione dell'intento di trasformazione soggettiva in DIO;
VOLONTÀ è un DIO fabbricato da NECESSITA' che si
esprime nella sostanza dell'esistente, GAIA, al fine di costruire
la Coscienza di Sé Universo.
Le DETERMINAZIONI soggettive le riconosciamo quale
manifestazione del nostro essere DEI nel momento in cui
riconoscendole le pratichiamo; VOLONTÀ è un DIO estraneo
doppiamente al nostro esistere. E' estraneo perché costruito
nell'inconoscibile che ci circonda (sia in termini di spazio che di
tempo) ed estraneo perché la ragione umana non ammette uno
sconosciuto e tanto meno un inconoscibile pur accettando il
concetto che il mondo, come oggi noi lo descriviamo, era
inconoscibile per l' essere Feto.
Cosa sono le DETERMINAZIONI in Stregoneria?
Sono lo "stampo" divino dell'Essere Umano, nel nostro
caso e degli Esseri della Natura quando parliamo delle loro
DETERMINAZIONI specifiche. Sono quegli attributi per cui
noi parliamo di questa o quella specie. Pertanto, partendo da
quegli attributi, noi individuiamo le azioni, i bisogni, le tensioni
e gli strumenti attraverso i quali quell'Essere della Natura
costruisce sé stesso in quanto DIO.
NON ESISTE NESSUNA VIA ALLA CONOSCENZA
E ALLA CONSAPEVOLEZZA CHE IGNORI LE
DETERMINAZIONI DELL' ESSERE CUI SI RIVOLGE!
Perché si è scelto di partire da questo punto per sviluppare
un discorso di Stregoneria?
Perché quando l'Essere Umano diventa consapevole della
Necessità di sviluppare un simile percorso in cui prendersi in
mano la responsabilità della propria esistenza è già un Essere
della Natura ed è già un Essere Sociale adulto. E' un Essere

80

pagina n.80 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Umano adulto che è stato educato all'interno della ragione a


descrivere il mondo per come la ragione gli ha imposto di
descriverlo.
Il percorso di Stregoneria e le chiamate degli DEI iniziano
in quel momento, da quella situazione sociale. Se il
condizionamento educazionale per bloccare le pulsioni e
costruire le fobie viene imposto al bambino fin da quando è
ancora nella pancia della madre, un processo di LIBERTA' può
essere sviluppato soltanto dall'Essere Umano adulto che sia
nelle condizioni di prendersi nelle proprie mani la responsabilità
della propria esistenza.
Due COLONNE DEL CIELO. Le DETERMINAZIONI
quale presa di coscienza dell'Essere Umano dei suoi percorsi di
consapevolezza e la VOLONTÀ, il DIO segreto forgiato
nell'inconoscibile attraverso il quale l'Essere Umano alimenta le
proprie determinazioni per costruire sé stesso in quanto DIO.
Rimane il problema della ragione. Una volta che si è
scalzata la ragione dal suo ruolo di padrona dell'individuo
diventa lo strumento attraverso il quale l'Essere Umano si
misura nel Sistema Sociale in cui vive. La ragione diventa un
mediatore fra gli scoppi emozionali relativi all'intuizione e la
percezione del soggetto con il Sistema Sociale nel quale il
soggetto vive. Scopo della ragione diventa quello di consentire
la manifestazione di VOLONTÀ attraverso l'azione
controllando l'azione in modo tale che sia consona alle regole
che il Sistema Sociale impone. Non più una ragione padrona
dell’individuo, ma una padrona guardiana dell’individuo
affinché l’espressione di VOLONTA’ non ne danneggi le
trasformazioni.
Queste due COLONNE DEL CIELO qualificano l’Essere
Umano in quanto DIO e che usa lo strumento che lo portò dallo
stato di inconsapevolezza di GAIA (Energia Vitale) inconscia
allo stato di Consapevolezza quale Essere della Natura.
Per riuscire a superare la gabbia in cui la ragione
imprigiona il divenire umano esiste una terza COLONNA DEL
CIELO con la quale chiudiamo il discorso relativo ai
fondamentali della Religione Pagana. Questa terza colonna è:

81

pagina n.81 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

SOSPENSIONE DEL DIALOGO INTERNO

SOSPENSIONE DEL DIALOGO INTERNO è una


COLONNA DEL CIELO che appartiene quasi esclusivamente
alla specie umana anche se viene alimentata dall'intera Natura al
fine di chiamare l'Essere Umano affinché si sottragga dalla
sottomissione e prenda nelle proprie mani la responsabilità della
propria esistenza.
La SOSPENSIONE DEL DIALOGO INTERNO è il
POTERE DEL SILENZIO o, se si preferisce, la VOCE
DELL'INFINITO!
Quando la ragione tace, l'Universo comunica!
Il POTERE DEL SILENZIO è un potere ignorato dalla
ragione. La ragione fonda la pretesa del possesso sull'individuo
attraverso l'uso delle parole, una recitazione incessante di
descrizione e numerazione. E’ talmente ossessivo il dialogo che
la ragione mette in atto all’interno dell’individuo che spesso
l’individuo pensa di parlare con un “altro diverso da sé” fino a
forme estreme in cui sembra che dentro all’individuo si formano
due, tre, quattro personalità. In quel dialogo ossessivo si
giustificano illusioni, credenze, fede, ecc. In quel dialogo
interno i preconcetti si fissano, prendono consistenza e vengono
proiettati dall’individuo sul mondo. Col dialogo interno la
ragione imprigiona l’individuo all’interno della propria
dimensione razionale e lo costringe a giustificare ogni pulsione,
ogni desiderio e ogni decisione in base alla morale che la
ragione manifesta. E’ nell’ambito del dialogo interno che
vengono fissati i sensi di colpa, come violazione della morale
imposta dalla ragione, e si alimenta la paura e l’angoscia
soggettiva. Attraverso il dialogo interno la ragione riformula
continuamente la forma del mondo in modo da impedire
all’individuo di liberarsene: quante volte le persone, nella loro
testa, formulano un infinito numero di ragioni rispetto a questo
o a quel problema e poi, quando vanno ad affrontare delle
persone o una situazione pratica, si accorgono che le ragioni,
sulle quali hanno formulato un infinito numero di pensieri, non
reggono ad un giudizio esterno?

82

pagina n.82 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La ragione continua col suo dialogo incessante in ogni


espressione dei sensi, ad ogni fenomeno che si presenta, ad ogni
stimolo che dall'Essere Umano si esprime. La ragione tenta di
impossessarsi di ogni emozione, distruggerla o farla propria:
costringere l'individuo a considerare ogni cosa frutto di
razionalismo.
Per riuscire a farsi un'idea di come funziona il
meccanismo dobbiamo pensare all'Essere Umano non come
centro dell'universo creato da un dio pazzo a sua immagine e
somiglianza, ma come un essere della Natura che si è costruito,
per sedimentazione, generazione dopo generazione in decine di
milioni di anni. Un essere che ha in sé la memoria di mari
diversi, di cieli diversi e di determinazioni diverse dalla
razionalità ossessiva in cui la ragione lo rinchiude. Un essere
che ha in sé memorie diverse e un'esperienza diversa nell'uso
dei sensi; nell'uso di sensi che ignoriamo e nell'uso di sensi che
oggi la ragione ignora. Un essere che esprime tensioni relative
ad oggettività diverse da quella che incontra. Un essere i cui
bisogni si sono costruiti per sedimentazione su bisogni più
antichi, relativi a tensioni diverse e a una diversa struttura dei
sensi attraverso i quali percepire il mondo circostante.
Quando viene bloccato il dialogo interno, la ragione si
ribella costruendo nell’individuo uno stato d’ansia. Quell’ansia
è l’ansia della ragione, la sua paura di essere disarcionata dal
centro dell’individuo. L’individuo percepisce quell’ansia come
la propria ansia di perdere il riferimento del proprio esistere nel
dialogo interno. Quando l’individuo riesce a fermare il dialogo
interno per alcuni minuti, è come se morisse. Il Potere del
Silenzio consente l’arrivo alla sua coscienza di tensioni e
pulsioni sconosciute sulle quali interviene la ragione, in un
secondo momento, riprendendo il controllo della sua coscienza.
Con la pratica, la ragione impara che si può perdere il controllo
dell’individuo e riprenderlo, sia pur in forma diversa, in un
secondo momento. La VOLONTA’ impara che si può esprimere
nelle azioni dell’individuo.
Il POTERE DEL SILENZIO pesca da memorie riverse da
quella razionale. Memorie in cui l’esperienza ha perso il
carattere della descrizione di episodi vissuti per trasformarsi in

83

pagina n.83 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

meccanismo di risposta emotiva alle sollecitazioni del mondo.


Non si ricorda più “quella volta feci...”, ma ciò che faccio è una
necessità soggettiva che, in quella volta se proprio devo
ricordare razionalmente (vedi la ricerca dei ricordi in
psicanalisi), contribuì a forgiare questo tipo di meccanismo
capace di dare questo tipo di risposta. Da questi meccanismi, da
un diverso uso dei sensi e da una diversa attenzione, pesca il
senso dell’azione che, poi, la ragione dovrà descrivere e
giustificare.
Cosa comporta questo?
La Libertà dalla tirannia della ragione!
La ragione impone all'Essere Umano la descrizione del
mondo sociale in cui vive. Lo convince di essere creato ad
immagine e somiglianza di un dio pazzo e lo costringe a leggere
tutte le relazioni all'interno del mondo, al di fuori del fuori dal
Sistema Sociale, come se fossero delle proiezioni proprie del
Sistema Sociale descritto dalla ragione. Ogni comportamento
degli Esseri Animali è ricondotto ai comportamenti morali degli
Esseri Umani di quel Sistema Sociale. Ogni azione si svolga
nell'universo viene sempre descritta come una proiezione delle
azioni umane. Quando un essere o un'entità opera, deve sempre
essere visualizzata come se operasse un Essere Umano o se le
relazioni che intrattiene siano simili a quelle umane. Ecco il dio
padre dei cristiani, ecco il tale che nasce dal talaltro in Esiodo.
Ecco le parentele degli DEI ad immagine delle relazioni umane
come socialmente imposte. Manca poco che anche le relazioni
fra gli atomi siano relazioni parentali determinate dall'intervento
del dio padrone. Ogni fenomeno esistente viene privato della
propria volontà e della propria determinazione ponendola nella
volontà e nella determinazione di un qualche oggetto esterno.
Gli Esseri Umani scelgono, ma non scelgono per sé. Scelgono
perché qualcuno glielo impone. Ogni oggetto, ogni Coscienza di
sé, viene privata della sua volontà per essere collocata in un
qualche ente esterno, classificata per un fine e colpevolizzarla in
quanto priva di volontà.
La ragione tiranneggia l'individuo costringendolo a
leggere il mondo come una proiezione del Sistema Sociale in
cui vive. Ed eccolo questo individuo distruggere ogni altro

84

pagina n.84 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Sistema Sociale perché non esprime a sua stessa morale, il suo


stesso assoggettamento o non è utilizzabile secondo i criteri
proiettati. Eccolo distruggere l'Essere Lupo perché è cattivo o
gli insetti perché lo disturbano; non è in grado di comprendere
le diverse relazioni e la diversa collocazione nel mondo a cui
l'Essere Lupo e gli Esseri Insetti obbediscono. La ragione
esprime una feroce tirannia che separa l'Essere Umano
dall'Essere Natura nella quale è nato e si è sviluppato.
Quando noi nasciamo veniamo condizionati a diventare
individui sociali e si mettono in atto azioni feroci il cui scopo è
di allontanare quello che è la relazione “istintuale” nei confronti
della vita. Il re è nudo lo può scoprire soltanto chi ignorando i
doveri imposti dalla ferocia del condizionamento educazionale
ha lasciato i propri occhi liberi da valutazioni preconcette.
Esistono sempre valutazioni preconcette: si tratta di vedere dove
sono (o se ci sono) dei confini del preconcetto. Quando
nasciamo veniamo educati a proiettare le relazioni familiari nei
confronti di ogni circostante. Quando nasciamo siamo costretti a
rinunciare agli "istinti" in funzione di doveri e norme
comportamentali codificate.
Fuori dalle relazioni sociali la ragione serve a poco o
nulla!
Il POTERE DEL SILENZIO è il solo potere in grado di
guidarci facendo emergere dentro di noi quelle elaborazioni dei
fenomeni del mondo che la ragione ignora.
Noi siamo educati come Esseri Sociali e dobbiamo
educarci come Esseri dell'Infinito!
Chi ci ha educato trovava logico condizionarci in quel
mondo. Così lui era stato condizionato e non trovava nulla di
male a condizionare nello stesso modo in cui era stato
condizionato. Ignorava l'immenso che lo circonda anche se i
fantasmi della ragione lo perseguitavano minacciandone la
coscienza qualora non avesse rispettato delle regole imposte. I
suoi rimorsi lo costringevano a seguire la sua morale e, come
conseguenza, i suoi giudizi altro non erano che una proiezione
di quella morale.

85

pagina n.85 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La consapevolezza di un Infinito che ci circonda e nel


quale ci immergiamo ci pone una domanda: come posso io
immergermi in quell'Infinito?
La seconda domanda è: immergendomi in quell'Infinito,
perdo la ragione?
La terza domanda è: come faccio a distinguere l'Infinito
per ciò che è dall'Infinito per quanto la ragione descrive?
Esistono altre domande, ma queste sono sufficienti per
definire la Sospensione del Dialogo Interno.
La Sospensione del Dialogo Interno è l'attività
dell'individuo attraverso la quale sospende il flusso delle parole
dentro di sé e guarda senza descrivere o dare un nome, ascolta
senza dare un nome ai suoni, gusta senza descrivere, tocca
senza elencare, odora senza catalogare, contempla senza parlare.
Per alcune persone fare questo è facile, per altre più difficile. E'
importante che quest'attività di sospensione del dialogo interno
sia consapevole. Venga fatta come un esercizio ginnico e non
venga sottovalutata.
Il dialogo interno solleva una barriera fra il nostro
percepire e le cose che percepiamo. La nostra descrizione e
l'ossessione della catalogazione di quanto i nostri sensi
percepiscono sono tali da costringere l'individuo a relazionarsi
col mondo soltanto con la forma e la rappresentazione degli
oggetti che ne dà la sua descrizione. Così un albero è un essere
muto che può interessare soltanto per il suo valore in relazione
ai nostri bisogni (l’albero esiste al fine di servire l’uomo). Sono
i nostri bisogni relativi alla nostra descrizione che danno un
valore alle cose. Un albero può essere solo legna da ardere ed
ha valore per il peso della legna; oppure può discutere con me
di filosofia trascendentale ed aiutarmi a giungere in mondi della
percezione che da solo non sono in grado di raggiungere: quale
valore ha quell'albero?
La mia ragione blocca il mio intuire e lo separa dalla mi
attività quotidiana attraverso l'ossessione della descrizione che
rinnova continuamente mediante il dialogo interno. Più io
descrivo usando il dialogo interno, più numero e più catalogo, e
maggiormente mi separo dal mondo della natura immergendomi
nelle relazioni imposte dal Sistema Sociale in cui vivo.

86

pagina n.86 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Più sospendo il dialogo interno, la descrizione, la


catalogazione, la numerazione e più sono costretto ad usare i
sensi liberandoli dall'ossessione della recitazione delle parole.
Più mi impegno in questo e più colgo fenomeni per quello che
mi si rappresentano senza essere costretti all'interno della
descrizione, della catalogazione e della numerazione. Questo
non significa che l'albero assuma una forma diversa, significa
che metto in moto dentro di me dei meccanismi che mi portano
a fare delle considerazioni diverse nei confronti dell'albero che
non un semplice calcolo matematico fra peso volume e valore di
mercato.

87

pagina n.87 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Sospensione del dialogo interno come dio!

Che DIO è Sospensione del Dialogo Interno? E' un DIO


che appartiene agli Esseri Umani. E' il DIO a guardia del
divenire divino dell'Essere Umano. E' il DIO che si nutre della
capacità dell'Essere Umano di sottrarsi dal dominio della
ragione e di ritornare fra gli Esseri della Natura da dove
proviene.
Sospensione del Dialogo Interno è il DIO che si nutre del
farsi DIO dei singoli Esseri della specie umana. Quale nome
abbia questo DIO nei vari Paganesimi Politeisti io ancora non lo
so. Per certo so che rispetto alla specie umana, in relazione al
farsi DIO di ogni suo membro, Sospensione del Dialogo Interno
rappresenta lo stampo divino dell'Essere Umano: la sua porta
sull'infinito!
Quando l'Essere Umano iniziò a costruire la ragione
attraverso la quale fondare le relazioni con i suoi simili si staccò
dalla percezione e dall'intuizione che fino a quel momento
aveva condotto la sua esistenza. Non volle tuttavia abbandonare
la capacità di farsi DIO e mantenne un guardiano: Sospensione
del Dialogo Interno.
Quando l'Essere Umano lo praticava, sia attraverso la
riflessione, sia attraverso il coinvolgimento emozionale
nell'azione, questo guardiano apriva le porte della percezione
permettendo all'Essere Umano di pescare da una memoria
sconosciuta.
Questo guardiano agisce per propria iniziativa. Apre le
porte della percezione per far uscire, dall'interno dell'Essere
Umano, le tensioni, le necessità, alle quali l'Essere Umano deve
rispondere per continuare a costruire la propria vita. Nonostante
la coercizione morale imposta per migliaia di anni, quel
guardiano, apre la porta alle tensioni sessuali affinché si
esprimano, magari in maniera fobica, nella ragione.
Quando, con la nostra intenzione, riusciamo a sostituirci a
quel guardiano, allora diventiamo padroni delle tensioni che dal
nostro interno spingono per uscire all'esterno. Riusciamo a

88

pagina n.88 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

soddisfarle, riusciamo a trasformare l'azione che esse


sollecitano in attività di conoscenza e consapevolezza.
L' essere DIO della specie umana è la capacità del singolo
individuo di diventare quel guardiano.
Quando costruimmo la ragione lasciammo quella
possibilità. In realtà quel DIO è nato a guardia di ogni possibile
ragione. Noi non sapevamo quale ragione sarebbe nata, quali
forze si sarebbero espresse in quella ragione, quali tensioni
avrebbe espresso quella ragione né sapevamo se quella ragione
avremmo dovuto cambiarla, riadattandone una diversa.
Abbiamo accettato la separazione fra il Sistema Sociale umano
e il Sistema Sociale dell'Essere Natura quale processo normale
del divenire della specie.
Abbiamo lasciato quel DIO a guardia dei nostri intenti.
Abbiamo lasciato quel DIO a guardia di quanto stiamo facendo
onde evitare che quanto facciamo sia eccessivamente distruttivo
nei nostri confronti. Nell’evoluzione la specie umana si è
lasciata una scappatoia per rimediare a quanto stava facendo.
C'è un momento in cui quel guardiano si alimenta ed è nel
nostro dormire. Mentre dormiamo nutriamo quel DIO e la
nostra Specie dorme moltissimo! Mentre dormiamo quel DIO
invia messaggi alla nostra ragione. Mentre dormiamo quel DIO
tonifica la nostra ragione. Tonifica la nostra psiche, la rassicura
dal terrore che nei suoi confronti viene espresso dalla ragione.
Sospensione del Dialogo Interno è alimentato da
VOLONTÀ e riconosciuto come necessità dalle determinazioni
dell'individuo.
Sospensione del Dialogo Interno è il DIO che non ci
abbandona all'interno del Sistema Sociale umano ma ci
permette di aprire la porta e di tornare ad essere Esseri della
Natura.

89

pagina n.89 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Le direzioni in cui opera il dio!

Il DIO opera all'interno dell'Essere Umano. Apre le


frontiere della ragione costringendola ad adeguarsi all'arrivo di
nuovi fenomeni e apre le porte della consapevolezza
dell'individuo affinché si addentri nello sconosciuto che lo
circonda e vi operi.
L'agire di questo DIO appare all'Essere Umano come la
manifestazione del suo istinto, un suo intuire al quale non sa
dare spiegazioni, ma che suscita in lui compiacimento quasi
fosse padrone di un qualche misterioso potere o in possesso di
qualche misterioso dono. In ogni Essere Umano quel DIO
agisce in modo diverso. Segue predilezioni proprie dello
specifico Essere Umano per impedirgli lo sconvolgersi per
l'arrivo di fenomeni troppo estranei alla sua ragione. Per
impedirgli che possa impazzire.
Sospensione del Dialogo Interno dilata la ragione ed apre
le porte della Consapevolezza allo sconosciuto che la circonda.
A quel DIO non interessa la LIBERTA' dell'Essere Umano.
Quel DIO si nutre dello sforzo che fa la ragione per ristrutturarsi
dall’arrivo di nuovi fenomeni. dalla formazione di nuove
descrizioni del mondo. Quel DIO si nutre del flusso emotivo
generato da un soggetto umano soddisfatto dall’aggiungere
nuovi fenomeni al suo pensato o dalla scoperta di poter
muoversi nello sconosciuto che lo circonda. Si nutre del suo
flusso emozionale, sia che questo si esprima sotto forma di
paura per lo sconosciuto o sotto forma di compiacimento per il
"bel risultato" raggiunto.
Quel DIO è una costante per tutti gli Esseri Umani. Un
guardiano che la specie ha messo all'interno degli Esseri Umani
e che agisce in momenti particolari aprendo o chiudendo le
porte dell'infinito.
Gli Esseri Umani nascono e vengono educati ad essere
Esseri Sociali. Per il fatto di essere esseri sociali viene
annullata la relazione fra sé stessi e lo sconosciuto che li
circonda; è lo sconosciuto che ha generato ciò che sono in quel
momento. Sospensione del Dialogo Interno permette il ritorno

90

pagina n.90 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

di memorie antiche, descrizione di fenomeni in modo diverso,


permette all’individuo di afferrare in vario modo lo sconosciuto
che ci circonda.
Quel DIO opera in funzione della specie umana!
Quel DIO deve essere fatto proprio dall'Essere Umano
attraverso l'uso di VOLONTÀ per trasformare sé stesso in un
DIO.
E' inevitabile che quel DIO venga fatto proprio dall'Essere
Umano.
Quel DIO può morire. Può cioè non essere più in grado di
aprire le porte della ragione in modo da fa affluire nuovi dati e
può non essere più in grado di aprire le porte alla
Consapevolezza dell'individuo affinché possa agire nei mondi
della percezione dove le regole sono diverse.
Quel DIO può essere ucciso dalla ragione la quale lo
trasforma in un suo strumento. In un oggetto attraverso il quale
rafforzare il proprio dominio sull'Essere Umano. La ragione
trasforma Sospensione del Dialogo Interno nella porta che porta
l’individuo alla malattia mentale. Cosa emerge dall'oscuro della
ragione? I suoi fantasmi; i suoi mostri paurosi che alimentano la
paura e la sottomissione alla ragione dell'individuo.
Quel DIO può essere appropriato dalla Consapevolezza
dell'individuo che da quel DIO si fa pervadere e col quale può
attraversare i mondi del circostante senza perdersi; può assistere
al mondo con i sensi dimenticati della propria specie; può
ricordare il divenuto della propria specie ed assistere a tutte le
trasformazioni che la propria specie ha gli ha donato come
ricordo.
Nel primo caso è la sconfitta della vecchiaia. La vittoria di
uno Stregone è data dalla sua sconfitta. La vecchiaia sconfigge
chiunque. Il DIO guardiano si smorza un po’ alla volta. Quando
nella vita dell'Essere Umano non è stato alimentato incitandolo
ad aprire le porte di cui è a guardia, il DIO si atrofizza e l'Essere
Umano di cui è partecipe sta morendo. Muore un Essere Umano
che sicuramente seppe vivere, ma non fu pervaso dal fuoco
della conoscenza e della consapevolezza. Non fu curioso di
spalancare porte proibite; non fu in grado né di mangiare

91

pagina n.91 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

dall'albero della conoscenza né di cogliere da quello


dell'eternità.
Nel secondo caso il DIO è morto nella ragione. Non è la
vecchiaia che sconfigge l'individuo, ma la paura. Il terrore che
sottomette. Il "timore e tremore" dell'impotenza nell'affrontare
le condizioni dell'esistenza. Non solo quest'individuo non è
stato attraversato dal fuoco della conoscenza e della
consapevolezza, ma quell’individuo ha spento quel fuoco prima
ancora che iniziasse a brillare. Lo ha spento per paura che il
mondo lo travolgesse: si è fatto travolgere dalla paura! Così è
armato di "forti e incrollabili convinzioni" che altro non sono
che imposizioni del suo condizionamento educazionale. C'è un
dio padrone che lo attende nello sconosciuto e che giudicherà il
suo operato: un fantasma della ragione! C'è un demone quale
prodotto della sua morale che lo perseguita qualora violi le
regole imposte: un fantasma della ragione! Sicuramente c'è la
reincarnazione e rinascerò: un’illusione, un fantasma della
ragione!
Nel terzo caso l'individuo si è appropriato di quel DIO. Lo
ha alimentato. Gli ha chiesto di dilatare la propria ragione,
studiando, affrontando le condizioni della vita, serrando pugni e
denti per modificarsi, migliorarsi, fornirsi degli strumenti
migliori per essere attrezzato. Quando quel DIO ha spalancato
le porte dei mondi dello sconosciuto che circondava l'individuo
questi non ha esitato a tuffarsi. Ha imparato a muoversi, ha
imparato a respirare dentro di loro. Quando si è trovato nel
proprio mondo in forma, colori e situazioni strane con suoni
diversi, odori diversi e vibrazioni diverse non ha esitato a
compenetrare quanto percepiva, l'ha fatto proprio come
un'esperienza da aggiungere al proprio esistere senza far di
quell'esperienza una padrona della propria vita.
Appropriandosi di quel DIO, che la specie umana ha
messo a guardia del divenire di ogni essere, l'Essere Umano si è
trasformato in un DIO. Ha preso le sue ali, ha messo nel proprio
cuore il suo fuoco. Lo ha potuto fare attraverso la falce che
GAIA forgiò per i suoi figli; lo ha potuto fare perché la specie
cui appartiene lo ha fornito di mezzi che lui non ha esitato ad
usare; lo ha potuto fare esercitando la propria autodisciplina.

92

pagina n.92 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Sospensione del dialogo interno e la voce dell’infinito!

Nel Crogiolo dello Stregone si è detto che Sospensione


del Dialogo Interno faceva parte del Bastone dello Stregone. Il
Bastone dello Stregone di cui ci si serve per affrontare le sfide
dell'infinito. Il Bastone dello Stregone è composto da
Sospensione del Dialogo Interno, Scetticismo e Sospensione del
Giudizio. In questo scritto mi interessa definire l’uomo che si
trasforma in un dio e i mondi in cui agisce. L’uomo in relazione
alla realtà oggettiva nella sua percezione soggettiva. Il percepire
dell’uomo che agisce nel mondo, come si forma la sua
percezione e le possibilità di modificare la qualità della sua
percezione in relazione alla realtà dei mondo in cui l’uomo vive.
Per questo non parlerà di Sospensione del Giudizio e dello
Scetticismo.
Fagocitare la Sospensione del Dialogo Interno permette la
dilatazione della ragione, l'emergere di antiche memorie e di
accedere a mondi ai quali non siamo stati educati. Con questa
trasformazione divina l'Essere Umano affronta le contraddizioni
proprie della sua trasformazione.
Quando la ragione tace, l'Universo comunica!
Cosa significa affermare che l’Universo comunica?
Esistono due mondi assolutamente separati dalla ragione.
Di questi mondi la ragione si limita a registrare degli effetti, ma
non è in grado di descriverli. Tuttavia, questi mondi esistono
nella coscienza dell’individuo e l’individuo li vive, li pratica e,
quando ha disciplinato la sua ragione, ne ricerca
ossessivamente, attraverso il vissuto, le esperienze che poi la
ragione registra mediante la descrizione.
La ragione non ha parole o vocaboli per definire la
percezione e il vissuto dell’individuo nel mondo del tempo e nel
mondo delle emozioni. La ragione si limita a registrare le
trasformazioni dell’individuo nella sua descrizione dopo
l’insorgenza dell’emozione e della ricomposizione della
coscienza, ma non è in grado di definire il vissuto dell’individuo
nell’emozione quando la ragione viene sospesa. Questo vale

93

pagina n.93 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

anche per il mondo del tempo. La ragione descrive la


trasformazione dell’individuo dopo l’azione. Descrive l’ieri e
l’oggi come due presenti: un presente attuale e un presente
passato. La ragione non è in grado di descrivere l’individuo e la
sua percezione nel passaggio fra lo ieri e l’oggi. Il vissuto
soggettivo che sta fra l’ieri e l’oggi, pensato dalla ragione, per la
ragione non esiste. Eppure è un vissuto della coscienza e del
corpo dell’individuo che si trasforma in “esperienza di
modificazione soggettiva” e come tale viene acquisito sia come
realtà che come possibilità per il futuro. La ragione non descrive
il momento della trasformazione nell’azione, ma solo il prima
dell’azione e il dopo l’azione. Nell’azione la ragione è sospesa
anche se la sua sospensione è diversa che non nell’insorgenza
dell’emozione che disgrega in maniera ben più profonda la
coscienza dell’individuo.
Questa esperienza è in grado di arrivare alla coscienza
dell’individuo come “capacità d’azione”, come possibilità, non
come verità o fine dei propositi razionali.
Sia il mondo del tempo che il mondo delle emozioni sono
regolati da specifiche percezioni soggettive dell’individuo che
elabora fenomeni, provenienti dal mondo, diversi da quelli della
ragione. Inoltre, la ragione costruisce delle vere e proprie
barriere bioenergetiche (o psico-fisiche) per impedire ai risultati
di tali percezioni di giungere alla coscienza.
E’ necessario chiederci: abbiamo abbastanza disciplina
per aprire la nostra coscienza ad elaborazioni di fenomeni
diversi da quelli percepiti dalla ragione, elaborarli in funzione
della nostra utilità e trasferire i risultati dell’elaborazione alla
coscienza senza che la ragione sia sconvolta da realtà che lei
non controlla?

94

pagina n.94 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il mondo come tempo; il tempo come mondo.

Come soggetti della ragione, noi misuriamo il tempo con


le categorie della ragione. Noi non possiamo descrivere il tempo
ignorando le categorie della ragione perché in quel caso non
descriveremmo nulla. Il tempo è vissuto, non è descritto se non
come mutamento nella ragione. Solo che il tempo “possiede” la
ragione e la determina come mutamento. Nel mondo del tempo
non esiste la ragione, ma VOLONTA’. Nel mondo del tempo la
ragione è un fantasma che veste con un lenzuolo trasparente le
azioni che sono oggetti in sé.
Noi conosciamo il tempo ciclico perché i cicli del tempo
sono scanditi dagli oggetti nella ragione e dalle loro
trasformazioni. Le stagioni seguono le stagioni. La ragione
costruisce il suo concetto di tempo perché c’è un cambiamento.
La ragione è spettatrice di ciò che cambia; non è il cambiamento
che avviene. Il cambiamento è estraneo alla ragione mentre
l’oggetto che cambia è un oggetto descritto dalla ragione prima
che cambiasse e oggi che è cambiato. La ragione vive il
presente. Un presente che segue diverso dal presente che lo ha
preceduto, ma sempre un presente statico che la ragione
descrive. Il soggetto che vive il presente lo descrive, ma nel
momento stesso in cui mette in atto delle azioni per modificarlo,
dalla decisione alla modificazione del presente su cui sofferma
la sua nuova descrizione, il soggetto che agisce ha disgregato la
sua coscienza per riaggregarla in un diverso presente che
descrive. Mentre la ragione, quando percepisce un fenomeno
del mondo deve, prima di tutto, fermare quel fenomeno in un
significato presente che si inserisce in un presente oggettivo
immobile, il tempo percepisce il fenomeno come modificazione
di un presente che si sta già modificando in quanto non esiste
come un presente generato da un passato. Nel mondo del tempo
le categorie di passato e futuro sono invertite. Il futuro
determina le azioni nel presente come risposte a modificazioni
che nascono dal futuro in essere. Noi ci muoviamo nel tempo e
viviamo uno stato “psichico” che la ragione non comprende
perché rispondiamo a sollecitazioni che per la ragione non sono

95

pagina n.95 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

mai avvenute. Nel mondo del tempo le azioni sono oggetto in sé


ed è l’azione portatrice di intelligenza, attenzione e intento.
Mentre nel mondo della ragione c’è un soggetto che agisce, nel
mondo del tempo l’azione è l’oggetto e le mie risposte
all’azione sono tutto ciò che io sono in quel mondo.

96

pagina n.96 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il mondo come emozione; l’emozione come mondo

Il mondo dell’emozione è un presente senza passato né


futuro. Tutto è in essere ora e tutto ciò che esiste è nell’ora
adesso. Nell’emozione che lega i soggetti e che li costringe alla
relazione non esiste una forma aggregata, ma la disgregazione è
la condizione naturale dell’emozione che si veicola cercando
oggetti ed azioni nei quali esprimersi. Oggetti ed azioni che
diventano viventi solo nella misura in cui agiscono per
riaggregare un’emozione disgregatrice di un equilibrio della
materia-energia in cui manca coscienza e consapevolezza.
Disgregazione è l’unico termine che sono riuscito a
trovare per definire la qualità del mondo emotivo. Nella
disgregazione non c’è né un prima né un dopo. C’è una fissità
che viene continuamente compromessa dall’insorgere
dell’emozione. Fissità compromessa dalla disgregazione che
manifesta la presenza dell’emozione è il modo con cui il mondo
emotivo si presenta negli altri mondi. La disgregazione crea la
relazione in quanto disgrega la separazione emotiva che esiste
fra soggetti disgregabili nello stesso modo.
Proviamo a pensare Padre Cronos che vive in un mondo
emotivo in cui la disgregazione è l’elemento di relazione fra
oggetti la cui stabilità viene disgregata per costruire una
relazione fra comuni disgregazioni. Proviamo a pensare Padre
Cronos che usa la Falce Dentata di Gaia per introdurre, nel
mondo emotivo, retto dalla disgregazione che crea la relazione,
il mutamento, il tempo, mediante il quale trasformare la
disgregazione emotiva in aggregazione della disgregazione che
alimenta l’azione nel suo manifestarsi. Dove sommare
disgregazione a disgregazione crea il mutamento per il quale
l’azione diventa sempre più potente ed incisiva in un mondo in
cui l’azione è oggetto in sé. Dove il tempo, l’azione, è un
fantasma nel mondo emotivo nel quale la disgregazione è la
rappresentazione dell’oggetto che non ha né azione né quantità
o qualità in quanto la disgregazione crea la relazione
indipendentemente dalla qualità, quantità o azioni qual è
l’oggetto in sé.

97

pagina n.97 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La disgregazione non disgrega solo l’inconsapevole, ma


disgrega anche il consapevole per costruire delle relazioni fra
consapevoli disgregandone la consapevolezza che in quel
momento è in essere.
Questa è la malvagità che cronos attribuisce a suo padre:
il fatto che la disgregazione emotiva non risparmia un
aggregato, ma la relazione, la comunicazione, avviene solo per
disgregazione di un equilibrio consapevole in essere.
La disgregazione è l’oggetto in sé nel mondo emotivo.
Disgregazione è oggetto in sé prima che nel mondo del tempo la
disgregazione si trasformasse in accumulo di “Potere d’Azione”
come capacità di agire fra azioni e identificare l’azione come
oggetto. Dove nel mondo della ragione di Zeus la disgregazione
emotiva diventa aggregazione di forma e di quantità che agisce
nel mutamento per accumulazione di “Potere di Essere” nella
forma.

98

pagina n.98 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Seconda parte
Stregoneria e pedagogia
Il divenire dell’uomo nel mondo
Riflessioni sulle condizioni del divenire umano

La Stregoneria è l'arte di relazione fra l'individuo e il


mondo in cui vive. Si tratta "solo" di stabilire che cos'è il
mondo, che cos'è l'individuo e la magia della trasformazione.
Oppure, in alternativa, c'è IL VIVERE. La capacità e le
possibilità di veicolare nel mondo le proprie passioni e i propri
desideri in un mondo fatto da soggetti che vivono con passione,
intento e desiderio: anche di mangiarselo.

Non esiste una branca della scienza che non abbia la sua
origine e il suo senso nella Stregoneria; sarebbe come dire che
può esistere una scienza, una branca scientifica, che prescinde
dalla vita e dai bisogni dell'uomo nelle necessità del suo
quotidiano.

L'oggettività in cui vive uno Stregone è composta da


soggettività che progettano la loro esistenza: ogni uomo e ogni
donna; ogni animale e ogni pianta; ogni luogo e ogni fonte; ogni
fiume e ogni strada; ogni pianeta e ogni galassia; ogni tensione
psichica e ogni emozione; ogni cellula e ogni battere; ogni virus
e ogni fungo; sono tutti soggetti pensanti che progettano la loro
esistenza.

Si adattano ad ogni condizione e costringono il mondo ad


adattarsi alle loro scelte: cacciatori e cacciati in cui la posta in
gioco è l'INFINITO. La consapevolezza (e le infinite forme e
gradi di consapevolezza) fanno la differenza di chi opera come
uno Stregone e chi invece subisce, aspettando la morte come
fine, le avversità della vita.

Scrive Jung in Psicologia dell'inconscio:

99

pagina n.99 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

"Abbiamo seguito il dissolvimento analitico delle fantasie


infantili di transfert finché anche al paziente diviene
sufficientemente chiaro che lui trasforma il medico in
padre e madre, zio, tutore e insegnate, e quanti altri nomi
hanno le autorità parentali."

Seguite il ragionamento dai tre punti di vista della magia


(soggetto che agisce; soggetto altro che agisce; relazione come
soggetto divino che agisce) e troverete nel transfert il
meccanismo che crea la dipendenza nelle religioni monoteiste.
Questo è il meccanismo e i neuroni specchio un mezzo per la
sua attuazione.

Alla nozione di transfert associamo la nozione di


"psicosomatismo". Il disagio psichico che si trasferisce nella
struttura fisica. A questo concetto associamo l'altro aspetto: la
condizione fisica, corporea, che abita l'ambiente e che
(pensiamo per ora al disagio) si trasferisce nella psiche
modificandola. In entrambi i casi l'individuo si modifica.

La modificazione del soggetto appare allo spettatore in un


presente. In una forma, in quel momento, finita. Ma la
formazione di quella forma psicosomatica del soggetto è
avvenuta nel tempo, nel mutamento, che lo spettatore non coglie
perché è separato dal tempo, dal mutamento, in cui il soggetto
ha costruito la forma che presenta. L’individuo vive il presente
prima e il presente dopo, non il presente durante.

Il transfert è un meccanismo razionale.


Io non posso sapere che l'uomo davanti a me sia
intelligente e stia pensando. Lo deduco. Immagino che come
uomo, come lo sono io, faccia le stesse cose che faccio io.
Trasferisco me stesso su quell'uomo. Un'esperienza con altri
uomini con quei tratti somatici avrò la stessa aspettativa di
reazione ogni volta che incontro un uomo con i medesimi tratti
somatici.

O con le medesime idee culturali.

100

pagina n.100 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

In sostanza trasferisco un'idea, un preconcetto, un


atteggiamento, sui medesimi tratti. Non devo sempre
cominciare da zero, ma SEDIMENTO LA MIA
CONOSCENZA.
La ragione si muove ed agisce per categorie fisse: si
muove per PRECONCETTI.

L'idea psicosomatica presuppone l'interferenza della


psiche sul corpo; per cui i disturbi del corpo si trasferiscono
nella psiche. Questa idea parte dal presupposto che esista un
"modello di corpo" ideale e una "idea di psiche" ideale. La
"malattia", in questo caso, è il disturbo causato dallo
scostamento del soggetto dal modello "ideale".

Il "modello ideale" è una categoria illusoria della ragione


che non esiste nella realtà. Per fare un simile ragionamento è
necessario scomporre psiche e corpo e non considerare che l'uno
nell'altro sono cresciuti in un insieme che ha preteso degli
adattamenti: non si tiene conto degli strumenti che corpo e
psiche del soggetto avevano per attuare i loro adattamenti nel
mondo.

Nel discorso che stiamo facendo introduciamo un terzo


elemento: il neonato.
Quando nasce una lumaca la prima cosa che fa è
distruggere tutte le uova di lumaca che gli stanno attorno;
quando nasce un piccolo di aquila è gettare l'altro uovo dal nido.
Ogni Essere, di qualunque specie, che nasce nella Natura ha in
sé la pulsione per garantirsi la sopravvivenza. In alcune specie
tale pulsione è rivolta contro quelli che nascono assieme, in
altre specie, quella pulsione è rivolta contro la madre.

Tale pulsione può andare a buon fine se le condizioni


della nascita lo permettono o può fallire. Quella pulsione è il
fondamento psichico della vita: e nel bambino? Come si veicola
quella pulsione? Come si modifica? Qual è l'oggetto del
PREDARE del bambino? Non è per essere infinitamente

101

pagina n.101 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

piccolo che un virus della polmonite è meno pericoloso di un


leone della savana.

Il psicosomatismo, il transfert e il neonato, sono tre


elementi da cui partiamo per individuare l’azione di
Stregoneria.
Il psicosomatismo è la somatizzazione di tensioni
psichiche che il soggetto esprime nel mondo. Quelle tensioni e
le relative risposte possono espandere l’individuo o rattrappirlo
rispetto alle possibilità di agire nel mondo.
Il transfert ci indica un tipo di meccanismo con cui si
costruiscono idee preconcette proiettandole sugli oggetti del
mondo. Questi, cessano di essere nella nostra testa ciò che sono,
per diventare ciò che noi vogliamo che siano.
Il neonato, mediante la sua pulsione, ci indica
l’indifferenza per ogni condizione morale purché assicuri la sua
sopravvivenza. La sopravvivenza ad ogni costo è l’unica
condizione morale che la vita in sé è disposta ad accettare.

La Grande Opera!
Quando si incontra un individuo adulto (noi stessi, ad
esempio) ha:
1) costruito la crescita psicosomatizzando le tensioni che
ha incontrato;
2) trasferisce su di noi ( sull’altro; o sul mondo) le sue
categorie preconcette;
3) nella sua esistenza ha veicolato la pulsione neonatale
adattandola alle varie fasi di sviluppo della sua coscienza.

Da quando noi incontriamo una persona a quando il suo


corpo morirà egli può:
1) modificare le proprie psicosomatizzazioni
aggiungendovi altre e diverse psicosomatizzazioni;
2) può modificare le proprie categorie preconcettuali,
sostituendole con altre;
3) può spostare la veicolazione della pulsione neonatale
da oggetto che forma la sua coscienza alla sua coscienza che
gestisce le sue pulsioni;

102

pagina n.102 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La Grande Opera risulta essere una selezione delle


possibilità:
1) scelta di psicosomatizzazioni;
2) scelta delle categorie preconcettuali;
3) scelta delle veicolazioni della pulsione neonatale;

La Grande Opera risulta essere imposta dalle condizioni


oggettive che impongono:
1) Risposte di adattamento a quelle e solo a quelle
condizioni (la gabbia sociale di Pavlov):
2) approvano quelle e solo quelle categorie preconcettuali
perseguitandone altre;
3) si permette solo una banda limitata di possibilità in cui
veicolare la pulsione neonatale, salvo repressioni;

Tutto ciò non ha molto a che vedere con l’ambito


razionale, della ragione, anche se gli effetti vengono espressi
nella ragione.

1) Le risposte adattative sono di ordine psico-emotivo che


vengono somatizzate;
2) Le categorie preconcettuali che proiettiamo sul mondo
sono muri razionali che ingabbiano desideri emotivi;
3) La pulsione neonatale è una pulsione emotiva che
manifesta il bisogno di espansione emotiva;
Per questo parliamo di Stregoneria.

Lo sviluppo dell’uomo è sorretto dalla volontà di vivere;


dal piacere di vivere; dal desiderio di vivere; dalle relazioni.
Vivere significa “espandersi nel mondo” costruendo le
relazioni personali col mondo.
L’uomo è ciò che è perché agisce nel mondo; perché
rinuncia ad agire nel mondo; perché sceglie come e quando
agire e come e quando non agire.

Per contro, il mondo si oppone all’agire dell’uomo!

103

pagina n.103 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il termine “potere” può essere usato in due modi sempre


legato alle relazioni fra l’uomo e il mondo:
1) Il “potere” come capacità personale di agire nel mondo
2) il “potere” come capacità di possedere individui che
agiscono, per conto e per mandato del loro capo, nel mondo.

Per capire come agisce la pulsione del neonato, nel


costruire le categorie preconcettuali e la somatizzazzione,
consideriamo due bimbi di 2 anni.
Bimbi che camminano e che vengono lasciati in
affidamento ai nonni (come spesso succede). Spesso i nonni
hanno problemi di deambulazione, paura di cadere e di farsi
male.
Questa paura la IMPONGONO ai bambini con una serie
di atteggiamenti di paura, apprensione, sgridi e, qualche volta,
con sculacciate.
La pulsione neonatale risponde a queste sollecitazioni
frenando gli impulsi infantili per aderire al modello imposto dal
nonno.

La pulsione neonatale frena uno”sviluppo” delle gambe e


della mobilità, per adeguare il bambino alle apprensioni
dell’adulto.
Questi freni vengono approvati dal nonno perché danno
sicurezza al nonno.
Costruiscono nel bambino preconcetti di giustificazione
della mobilità. Impongono somatizzazioni che inibiscono il
movimento.

Le somatizzazioni che inibiscono il movimento non sono


limitate alla gambe, ma coinvolgono l’intera sfera del bambino.
L’inibizione al movimento è inibizione della sfera
psichica che trasferisce le inibizioni nell’attività della vita.
Poi, succede che il bambino cresce e, magari, a scuola,
impara a correre e a saltare. Le gambe si mettono in moto, ma
non la sua psiche.

104

pagina n.104 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Per questo, spesso, assistiamo a grandi uomini forti, non


essere in grado di reggere il conflitto psicologico o la gestione
delle loro emozioni.

Il nonno prende atto del suo stato fisico in quel momento


e lo proietta su tutti coloro che gli stanno attorno.
Non può imporre la propria percezione fisica alle persone
adulte, in quanto queste gli sono “superiori”, ma la può imporre
ai bambini piccolissimi.
Tiene conto del suo handicap e lo proietta, come una
categoria preconcettuale, sul bambino.
Nel farlo, impone al bambino di adeguarsi.

Il nonno non tiene conto dell’agilità del bambino. Delle


sue ossa, della sua necessità di crescere: della sua pulsione
neonatale espressa nella sua soggettività.
Il bambino proietta il suo preconcetto sulla mobilità
costruito somatizzando nei suoi mutamenti timori che frenano la
sua struttura fisica e psichica e bloccano il suo desiderio di
espansione nel mondo. Il nonno non salta, il bambino ha
bisogno di saltare, il nonno ha timore di saltare, il nonno dice al
bambino che “Non bisogna saltare!”. Il bisogno si
manifesterebbe dunque in un’azione riprovevole.
Non serve, dice il nonno. Mentre il nonno dice “a me non
serve”. Il bambino recepisce il messaggio del nonno “Non serve
a nessuno, anzi è negativa!”.
Il nonno è SEPARATO dal suo divenuto. Questo perché
la sua coscienza è fissata nell’attimo presente ed è separata dal
mondo del tempo in cui sono avvenute le trasformazioni.

Il nonno pensa sé stesso in quel momento: nell’attimo


presente. Non pensa al sé stesso negli infiniti attimi che hanno
costruito quel presente.
Anche se pensa al buon vecchio tempo passato lo fa come
se fosse un tempo presente: “ero giovane” e non ciò che lo portò
ad essere giovane e ciò che lo portò ad invecchiare. Né alla sua
coscienza sono presenti le pulsioni che lo spinsero a modificarsi
giorno dopo giorno.

105

pagina n.105 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Al bambino il nonno impone l’idea del tempo presente: il


suo tempo presente.

Le persone mentre vivono il quotidiano sono separate dal


tempo che quel quotidiano produce mediante le pulsioni
espresse in un precedente diverso. Vivono il prima e il dopo
come due presenti separati: non c’è un “fra il prima e il dopo”.
Fra il prima pensato e il dopo vissuto ci sono infinite
trasformazioni del e nel corpo: cellule, batteri, organi, ecc.
Se noi filmiamo dall’alto lo spostamento in una piazza di
una città gremita di gente, possiamo stabilire, nella nostra
pellicola, un prima e un dopo dove il prima e il dopo ci
appaiono trasformati dallo spostamento, apparentemente
casuale, delle persone nella piazza.

Non si tratta di spostamenti casuali, ma di spostamenti


dovuti a risposte soggettive di ogni persona alle proprie
sollecitazioni, desideri, intenti, propositi, ecc. Azioni
manifestate da volontà prodotti da desideri in corpi che si
esprimevano in un’oggettività.
Dalla filosofia monoteista vengono definiti movimenti
“casuali” perché una volontà esterna alla piazza non ne ha il
controllo.
In realtà, ognuno di quei spostamenti, risponde ad
esigenze soggettive, bisogni e desideri, che lo spettatore non
percepisce né può filmare.
Lo spettatore può assistere alla trasformazione della realtà
a cui assiste (e per quello che riesce ad assistervi), ma non può
assistere alle forze intime che spingono le volontà che
compongono quella realtà a modificare la propria posizione
nello spazio.

Questa osservazione vale anche, per gli animali, gli Esseri


della Natura o per gli atomi. Se noi pensiamo che le persone,
perché pensiamo noi stessi e proiettiamo il noi stessi, hanno
forze intime (più o meno come le nostre) che le spingono a
modificare la propria posizione nello spazio; diventa una
condizione culturale, da parte dello spettatore, scegliere se

106

pagina n.106 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

attribuire agli oggetti che osserviamo le medesime forze e


tensioni intime, o simili, o se priviamo gli oggetti che
osserviamo di forze simili per attribuire il loro spostamento a
“volontà” esterne all’oggetto. La volontà soggettiva agisce
sempre nelle condizioni in cui l’oggetto (l’individuo, la pianta ,
l’animale o l’oggetto) è divenuto. In questo caso la ragione
oscilla fra superstizione e necessità di ricerca scientifica per
descrivere e definire meglio il mondo in cui vive. Il singolo
individuo umano oscilla fra la necessità di descrivere il mondo
mediante la sua ragione e la necessità di abitare il mondo
sollecitando dal mondo delle risposte ai suoi bisogni e ai suoi
desideri.

Ci sono forze intime degli oggetti che noi pensiamo


perché proiettiamo noi stessi, la nostra idea di noi stessi, su di
loro; ci sono forze intime degli oggetti perché noi con l’analisi
scientifica, con cui ampliamo la nostra capacità di descrivere il
mondo, individuiamo e descriviamo; ci sono forze intime che
agiscono negli oggetti che noi intuiamo perché viviamo,
pratichiamo il mondo. Sono patrimonio della nostra esperienza
al di là di come la nostra ragione li descrive, li colloca, o li
attribuisce.

Ci sono delle forze intime degli oggetti di cui noi


ignoriamo completamente l’esistenza. Queste si rivolgono ad
ognuno di noi non solo con dei fenomeni diretti, ma
modificando fenomeni di altri oggetti che manifestano delle
forze o modificando forze stesse di cui noi ignoriamo la
provenienza. Noi sappiamo, oggi, che esiste la “materia oscura”
che riempie l’universo, ma non sappiamo quante forze
emergono dalla materia oscura e come la materia oscura
manipola i fenomeni a cui noi rispondiamo magari
attribuendoli, in maniera fantastica ad oggetti che noi
immaginiamo. Il fatto che la scienza mi dica che ci sia la
“materia oscura” non cambia il mio abitare il mondo che
avveniva anche quando la mia ragione non sapeva dell’esistenza
della “materia oscura”. Cambia il mio modo di descrivere la
realtà del mondo, la mia ragione, ma non il mio abitare il

107

pagina n.107 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

mondo; le relazioni che costruisco con il mondo e la


somatizzazione dei miei adattamenti rispondendo alle
sollecitazioni del mondo.

Il tempo misura la trasformazione, ma la trasformazione è


oggetto in sé e vivere il momento della trasformazione
all’interno delle infinite trasformazioni in cui la trasformazione
avviene implica perdere il senso dell’oggetto che si trasforma
per assumere a fondamento la trasformazione come oggetto. La
trasformazione come realtà che rappresenta l’oggetto. Un
mondo in cui l’oggetto non esiste nel momento in cui non si
trasforma o non agisce.
Si tratta di una dimensione reale in cui il mondo viene
percepito. Un mondo dimenticato dalla ragione che si limita a
prendere atto degli infiniti presenti negando la realtà delle
infinite trasformazioni: il mondo dello spazio che è separato dal
mondo del tempo, della trasformazione che porta ad ogni
presente.

Non è possibile trasformare la dimensione della


trasformazione, del tempo, in una categoria della ragione. La
ragione descrive solo un presente in quanto la ragione passa da
un presente immobile ad un altro presente immobile. Le
categorie della ragione sono categorie immobili. Sono nello
spazio, ma non sono nel tempo. Il tempo le genera, ma esse
disconoscono lo spazio tempo da cui emergono per
rappresentarsi in un presente immobile. In fondo, questo è il
senso della guerra che Zeus fa a Cronos. Eppure noi sappiamo
che dal presente A al presente B, diverso da A, sono intervenute
dimensioni e forze che quando identifichiamo A o B, di fatto,
non esistono o sono mute.

Il soggetto che muta è sempre lo stesso soggetto, ma nel


mutare genera un diverso soggetto. La descrizione del mondo
del soggetto varia dal presente A al presente B e il presente A
viene negato dal presente B. La ragione fissa la trasformazione
in una sequenza di eterni presenti. Le forze pulsionali che
attraversano il soggetto sono diverse. Per questo c’è un

108

pagina n.108 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

presente, magari quando il neonato è appena nato, in cui non


esistono categorie preconcettuali , poi, appare un presente in cui
quelle categorie preconcettuali sono soggettivate dal neonato
che si è modificato. Solo che il neonato, come ogni soggetto
della Natura, considera quei “preconcetti” come elementi
naturali, punti di vista normali, che proietta sul mondo e sulla
realtà vissuta.
Il neonato, cresciuto e trasformato, ritiene di essere ciò
che è. Non considera sé stesso un divenuto, ciò che è, per
adattamento. Il neonato è diventato vecchio; senza parole ha
costruito sé stesso nel mondo adattando le proprie pulsioni alle
condizioni e alle sollecitazioni del mondo, con le parole
manifesta i suoi preconcetti che, proiettati sul mondo, fissano la
sua idea della “forma del mondo” impedendo a sé stesso e alla
propria forma di cogliere il diverso, il nuovo. Le possibili nuove
modificazioni, che sfuggono ai suoi preconcetti.

Da qui l’esistenza di un presente A in cui non ci sono i


preconcetti e un presente B in cui il soggetto ha soggettivato i
preconcetti e li proietta ritenendo naturale farlo. Nello spazio
psico-fisico che c’è fra A e B è lo spazio della non-ragione, lo
spazio della trasformazione. E’ lo spazio in cui il tempo, Padre
Cronos, riprende il controllo dell’individuo separato dalla
ragione. Padre Zeus, la ragione dell’individuo, ignora il
processo della trasformazione in cui produce la nuova idea
preconcettuale. L’apparire della propria idea naturale
preconcettuale viene vissuta dalla ragione come
un’illuminazione, un’intuizione. Uno scoppio intuitivo e
preferisce pensarla come esterna all’individuo piuttosto che
come un “sé stesso” che si trasforma, trasformando la ragione
stessa.

La ragione non è in grado di pensare a sé stessa come uno


strumento che si può modificare.
Può pensare a sé stessa come la “verità”, l’assoluto, che
domina il soggetto di cui è padrona e le idee preconcettuali sono
la forza con cui legittima il suo dominio.

109

pagina n.109 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Tuttavia noi non possiamo non riconoscere che la


dimensione del tempo, del mutamento, è una dimensione reale
che racchiude la forma essenziale del vivere dei soggetti.
Lo riconosciamo sia perché la nostra ragione riconosce
che un presente ha seguito, in una successione più o meno
individuata e descritta, un altro presente, sia perché le forze
pulsionali dentro di noi ci spingono a modificare il nostro
presente per giungere ad un diverso presente: un presente
desiderato.

Nella dimensione tempo le pulsioni si dispiegano.


L’azione risponde al bisogno. La tensione pulsionale del
desiderio trova sfogo, si veicola, disgrega la consapevolezza
razionale del soggetto e la ricompone. Qualunque sia il modo
con cui il soggetto l’ha espressa. Il soggetto è passato da un
presente A ad un presente B che pur apparendo uguale ad A è
diverso perché ricomposto su un diverso piano percettivo. Allo
sfogo della tensione pulsionale segue il rilassamento. Nel
neonato il sonno. Nel rilassamento, il sonno, c’è l’elaborazione,
in termini razionali, delle possibilità della ragione di controllare
le spinte pulsionali all’interno delle proprie norme morali o, se
preferite, dell’approvazione (o disapprovazione) del mondo
circostante.

Questa trasformazione si chiama MAGIA!


La magia nasce dall’intento perseguito dalle volontà che
entrano in gioco.
La volontà del bambino è la “volontà di vivere”. Qual è la
volontà degli adulti che lo circondano? Quella di vivere come
un insieme o quella di agire sul bambino affinché si adegui a
preconcetti imposti?
Sempre l’ambiente, sia familiare, parentale, sociale o della
Natura, sollecita adattamenti al nuovo nato. E’ così che la vita si
perpetua. Si tratta di conoscere l’ambiente familiare, parentale,
sociale e della natura, per come affrontano la loro oggettività
che viene trasmessa come strategia adattativa al nuovo nato o
come, invece, l’ambiente familiare, parentale, sociale o della
Natura, separi le sue relazioni con la sua oggettività facendo

110

pagina n.110 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

credere al neonato di essere l’oggettività assoluta che lui deve


necessariamente considerare per formare i suoi processi
adattativi.
La pulsione neonatale cerca degli equilibri continui fra
stimolo ambientale e motivazione interiore e quando non è
guidata in maniera coerente attraverso le stimolazioni, le idee
preconcette si trasformano in COMPLESSI:

“frammenti psichici che devono la loro scissione a


influssi traumatici o a certe tendenze incompatibili. I
complessi, come mostra l’esperienza di associazione,
interferiscono con l’intenzione della volontà e disturbano
l’attività della coscienza: provocano disturbi nella
memoria e blocchi del processo di associazione;
affiorano e scompaiono obbedendo ad una loro propria
legge; ossessionano temporaneamente la coscienza,
oppure influenzano in maniera inconscia la parola e
l’azione. Si comportano quindi come esseri autonomi,
cosa questa particolarmente evidente in stati abnormi.
Nelle voci degli alienati assumono addirittura un
carattere di Io personale, analogamente agli spiriti che si
annunciano mediante una scrittura automatica o tecniche
del genere. Un’intensificazione del fenomeno dei
complessi conduce a stati morbosi, i quali non sono altro
che scissioni più o meno estese, o molteplici in cui i
singoli frammenti conservano una vita propria e
insopprimibile”. Jung 19371

Esistono una serie di effetti psichici che si innestano sulle


persone e ne distorcono la capacità di valutazione e di critica del
mondo in cui vivono.
Noi abbiamo preso in esame le idee preconcette che sono
quelle che, non invalidando completamente la capacità di
giudizio del soggetto. Distorcono sì le valutazioni
dell’oggettività in cui il soggetto vive, ma non in maniera tale
da rendere il soggetto mentalmente invalido. Quando si

1
Enciclopedia di Psicologia di Umberto Galimberti

111

pagina n.111 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

aggravano le idee preconcette arriviamo a veri e propri


complessi; per sfociare in sensi di colpa con forme patologiche
di nevrosi e depressione. In questo caso usciamo dalla
Stregoneria per entrare nel campo della “magia nera”: l’arte
della distruzione psichica dei soggetti per renderli schiavi.

E’ nel mondo del tempo che si fissano le idee preconcette


e la somatizzazione delle risposte ai fenomeni del mondo e alle
condizioni in cui l’individuo agisce.
La formazione delle idee preconcette e la somatizzazione
è racchiusa nel mutamento. La ragione non è in grado di
prendere atto dei processi di formazione, ma solo della
trasformazione avvenuta assumendo le idee preconcette e le
somatizzazioni psico-fisiche dell’individuo come caratteristiche
dell’individuo: specificità naturale del divenuto di
quell’individuo. La ragione dice: questo individuo è così. La
ragione non potrà mai dire che l’individuo è così perché ha
risposto alle sollecitazioni del mondo. La ragione non consente
al’individuo di prendere atto del suo “ruolo nel mondo”, ma
solo del suo essere sé stesso al di fuori delle relazioni con i
soggetti del mondo. La ragione è al di fuori del mondo in un
presente fissato alienato dai processi di trasformazione della
vita.
La domanda ora è: IN CHE MONDO AGISCE LO
STREGONE?
I preconcetti e la somatizzazione appaiono come elementi
costitutivi dell’individuo: il suo essere-ciò-che-è. Non appare
alla ragione il processo di trasformazione.
La ragione percepisce il sé stesso in un immobile
presente.

Questo riproduce un po’ la storia della filosofia e le


esternazioni dei vari filosofi. La filosofia non è una “verità”, ma
esprime la relazione fra il soggetto pensante e la cultura che gli
ha imposto di adattarsi costruendo i preconcetti e le
somatizzazioni che lui ritiene tanto naturali. Ogni sistema
filosofico è leggermente diverso dal sistema filosofico che lo ha
preceduto perché risponde a relazioni culturali diverse che

112

pagina n.112 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

condizionano i preconcetti e le somatizzazioni dei singoli


individui pensanti.

Quando si spiega alle persone che la variazione di un loro


comportamento soggettivo nei confronti del mondo modifica i
riferimenti del loro bambino che, rispondendo a nuove
sollecitazioni di un diverso comportamento, costruisce relazioni
diverse con il mondo o quando si dice alle persone che se loro
mettono in atto un comportamento carico di emozioni nelle
relazioni con il mondo aprendosi alle emozioni del mondo
forniscono al loro bambino strumenti migliori per leggere e
rapportarsi col mondo, le persone sono interdette e dicono: io
sono così.

Io sono il modello; divenuto, presente e perfetto. Questo


perché non sanno immaginare mutamenti diversi, in altri
presenti, se non come il sé stessi di ora proiettato in un diverso
ambiente: “Se fossi giovane, farei delle scelte diverse!”. Ma il
“se io fossi” altro non è che la proiezione di ciò che io sono ora,
proiettato nelle scelte che hanno costruito la mia esperienza di
oggi che proietto nel passato. Non immagino esperienze diverse
quali prodotto di scelte diverse che io avrei potuto fare. Non
metto in conto che scelte diverse avrebbero costruito un diverso
me.

Il concetto di “idee preconcette” che ho voluto introdurre


con tanta forza, deve essere tenuto presente a mano a mano che
il discorso si sviluppa.
L’idea preconcetta è il fondamento aprioristico di come
noi guardiamo il mondo.
L’idea preconcetta che noi abbiamo media con le nostre
pulsioni le quali si veicolano partendo dalle idee preconcette.
Pensate ad un’idea preconcetta di una morale che nega
valore alla sessualità. Un’idea, come tutte, educazionalmente
imposta, per la quale l’individuo si nega il piacere delle proprie
pulsioni sessuali finendo per alimentare la propria patologia
fobica. Questa è l’idea preconcetta sul sesso imposta dai

113

pagina n.113 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

cristiani e legittimata attraverso la vagina vergine della loro


madonna.
Hanno aggredito prima la propria sessualità, poi la
sessualità dei bambini, finendo per ammalarli di sensi si colpa.
Quei sensi di colpa sono effetti dello stridere fra la negazione
preconcetta della sessualità e il bisogno sessuale moralmente
negato, ma sistematicamente cercato. Dalle idee preconcette si
sviluppa la logica con la quale il futuro adulto affronta il
mondo, esprime i suoi giudizi, fa le sue scelte, e ad esse
costringe suo figlio ad adattarsi.

Se voi parlate con una persona che ha dei “sensi di colpa”,


le sue affermazioni non sono “insensate”. Obbediscono ad una
morale e ad una logica che giustifica i suoi sensi di colpa. Una
morale e una logica il cui scopo è proteggersi dall’angoscia dei
suoi sensi di colpa. Voi, quando parlate, non considerate i suoi
sensi di colpa, o la sua psiche del profondo, ma considerate solo
le giustificazioni con le quali quella persona si difende
dall’angoscia. La persona esprime una morale che la difenda
dall’angoscia. Quella persona non si limita ad applicare quella
morale solo a sé stessa, ma pretende che tutti la facciano
propria. Voi a quella morale e a quella logica opponete un’altra
morale, un’altra logica. Un’altra morale e un’altra logica come
riflesso della vostra psiche profonda.

Ne consegue che il linguaggio è fra sordi: si scontrano due


logiche, manifestate da idee diverse, che sono il riflesso della
diversa psicologia del profondo. Le parole, le idee, la logica
diversa, non saranno mai in grado di modificare la psicologia
del profondo dell’altro, ma avranno una loro soluzione solo in
una logica o in norme esterne capaci di contenere le logiche da
difesa psicologica nell’ambito personale; in pubblico si
costringono le persone a comportarsi nella logica e nelle norme
previste dalla società civile.

Questo significa che per quanto bello, arguto, articolato,


sarà il discorso che farete, potrete sì battere il vostro avversario
dimostrando di essere “migliore di lui”, ma non sarete mai in

114

pagina n.114 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

grado di modificare le idee che scaturiscono della psiche


profonda del vostro interlocutore. Una psiche profonda che è
disposta a “cambiare logica espressiva”, qualora la logica
precedente non fosse stata in grado di essere vincente o
funzionale nella difesa della sua psiche, ma solo nell’ottica di
salvaguardare quella e solo quella psiche del profondo. La
morale puritana imposta dai cristiani può esprimersi in vari
modi, ma per chi vede nel puritanesimo una salvaguardia dalla
sua angoscia, dalla paura di esporre il proprio corpo, può
passare da una modalità di difesa ad un’altra, ma non potrà mai
negare il puritanesimo. Può passare da una morale cattolica ad
una morale islamica, ma non ad una morale che neghi la
necessità di azioni puritane.

Io, come maschio a cui piacciono le donne, non sono


insensibile ad un bel seno o a un bel fondoschiena femminile.
La pubblicità ci gioca parecchio sugli stereotipi di
bellezza. Se guardate qualche sito wicca, nelle immagini non
mancheranno donne eteree.
Per farmi comperare un’automobile o un detersivo mi si
presentano quelle forme. Si sventolano quelle forme per
vendermi un qualsiasi prodotto.
Altre predilezioni sessuali sono sensibili ad altre
rappresentazioni, sempre presenti e studiate dalla pubblicità.
Quelle rappresentazioni sono idee preconcette; categorie
con le quali guardiamo il mondo e nelle quali vogliamo
veicolare i desideri. Mentre noi veicoliamo i nostri desideri, la
pubblicità televisiva vi infila il prodotto per associarlo al nostro
desiderio.

Ma che cos’è un corpo? E’ una persona.

I maschi come me che amano le donne spesso inseguono


belle forme. Grandi seni o fondischiena piacevoli.
Spesso costruiscono una storia d’amore: con seni
prosperosi e sederi piacevoli.
Finita la passione per il seno prosperoso o per il sedere
piacevole, è necessario fare i conti con la persona che ha

115

pagina n.115 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

“anche” un seno prosperoso e un sedere piacevole. Nel


momento della passione per il corpo sorvolavamo sui “difetti”
che percepivamo di lei.
Poi dobbiamo confrontarci col suo carattere, con le sue
emozioni, con i suoi progetti, con le sue passioni, col suo modo
di guardare il mondo e la vita: CON LE SUE IDEE
PRECONCETTE!

Quando ti scontri con le idee preconcette, perché sono


diverse, non ci sono più seni prosperosi o sederi piacevoli che
tengano.
Le persone, sia maschi che femmine, si ergono a difesa di
sé stessi: delle proprie emozioni, dei propri desideri, dei propri
progetti.
Ogni persona è un coacervo di emozioni e di tensioni che
la passione sessuale del momento può assopire, ma il tempo fa
emergere in tutta la sua forza.
Se la tua idea preconcetta è ferma alle forme espresse
dalla televisione, cerchi quelle forme, ma non pensi che dietro a
quelle forme c’è una persona che progetta, che si emoziona, che
pensa. Lei non è solo ciò che tu proietti su di lei.
E’ un po’ come i maschi della mia generazione (sono
arrivato ad una età avanzata): pensano di “farsi le donne” e non
immaginano che, invece, è “una donna che se li fa”.
Questa riflessione è importante quando riprendiamo il
discorso sul neonato.

Le idee preconcette si fissano nei pregiudizi. Giudizi che


vengono emessi a priori e a prescindere.
Si tratta sempre di idee preconcette sul mondo che si
calano in maniera profonda nelle persone per cui l’apparire
dell’oggetto ha quello e solo quel significato. I pregiudizi sono
imposti dal gruppo sociale al neonato e contribuiscono a tener
coeso il gruppo, ma nello stesso tempo bloccano la forma
mentale del neonato sul mondo e sulle relazioni col mondo. Il
pregiudizio blocca l’individuo davanti al nuovo e costringe il
suo apparato emotivo a rispondere a sollecitazioni di forme
razionali predeterminate: “...poggia su motivazioni individuali

116

pagina n.116 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

di natura prevalentemente inconscia, o su convinzioni maturate


nell’appartenenza ad un gruppo etnico o sociale.”

Perché si impone sul bambino il “pregiudizio”?


Pregiudizio inteso come “giudizio a priori” e come
“inganno sulle possibilità di giudizio”.
Il pregiudizio si impone nella struttura psichica infantile
in base alla relazione azioni-risposte messe in atto dall’ambiente
in cui il bambino agisce.
La madre è la preda del bambino che agisce e reagisce in
funzione della propria sopravvivenza. La madre impone delle
categorie di comportamento e di risposta al neonato che fanno
capire al bambino come la sua sopravvivenza dipenda dalla sua
adesione a quelle categorie.
Dalla relazione fra esigenze soggettive e possibilità
oggettive di veicolare le proprie esigenze intuite dal neonato
nella società nascono i “giudizi del possibile” o del “lecito” se
non del “doveroso” come adattamento soggettivo nella lettura
dell’oggettività.

Il pregiudizio è un meccanismo di difesa soggettivo:


permette di mettere in atto delle azioni di difesa all’apparire di
un fenomeno prima che quel fenomeno minacci la stabilità
psico-emotiva del soggetto.
La paura del serpente è un pregiudizio fissato nella
memoria di specie da alcuni milioni di anni.
La minaccia del serpente mette in moto delle difese prima
che il serpente possa nuocere.
Non è importante se il pericolo è reale o meno: agisce
prima che l’offesa sia portata a termine. Sullo stesso
meccanismo biologico viene innestato dalle società il
pregiudizio di razza, religione, ecc.

Per questo il nostro bambino, educato dal nonno, ritiene


normale soggettivare le apprensioni motorie del nonno: lui è
adulto, lui è il soggetto (o uno dei soggetti) di riferimento.

117

pagina n.117 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Quando il bambino ha un nonno che lo spinge ad osare o a


vivere il movimento o avventure, il modello di riferimento si
amplia.
Consideriamo un nonno che legge, seduto ad una
scrivania, che coinvolge il bambino di due anni nei suoi libri e
nelle sue carte.

Il nonno gli legge delle storie, dei brani, gli mostra libri
con delle figure, gioca col nipote ad interpretare le figure:
questo un nonno lo sa fare molto bene.
Quel nonno non può proprio camminare. Pertanto non è
un modello che impone un’andatura o che può limitare il
correre e il saltare del bambino. Un nonno che non può
camminare non è un nonno che ferma il movimento nel
bambino.
Il fatto stesso che il bambino abbia le gambe e possa
camminare e il nonno no, determina un’impossibilità da parte
del nonno di intervenire sulla mobilità del bambino. Per contro,
può mettere in moto il movimento intellettuale del bambino.

La nascita di ogni bambino avviene per SCISSIONE dal


corpo della madre.
Il processo più “primitivo” degli Esseri della Natura,
anche se perfezionato meccanicamente nel corso
dell’evoluzione delle specie, per quanto riguarda la struttura
emotiva, è rimasto uguale.
Oltre alla scissione della singola cellula o del battere, la
Natura ha elaborato altre strategie attraverso le quali far nascere
nuovi individui, dalla partenogenesi alla riproduzione sessuata,
ma il processo di trasferimento della struttura emotiva è rimasto
costante: avviene per scissione. Il bambino cresce nella struttura
emotiva della madre e al momento della nascita la struttura
emotiva del bambino si scinde da quella della madre.
Rimangono due strutture emotive separate più piccole. Da quel
momento cominceranno a crescere.

La nascita è un’azione alchemica attraverso cui la madre


trasferisce parte di sé stessa nel neonato.

118

pagina n.118 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Questa è l’azione normale all’interno della Natura. La


cellula dilata sé stessa acquisendo “potere” emotivo fino ad
esplodersi e a scindersi.
Questo movimento nei batteri si chiama fissione binaria.
Un processo che vede la crescita del battere e la scissione del
battere in due batteri più piccoli che poi ritornano a crescere.
Nel battere si ha la disgregazione della struttura emotiva
complessiva e la sua riaggregazione in due diversi soggetti.

Le tecniche della nascita sono state diversificate nella e


dalla Natura, ma il meccanismo di fondo come la fissione della
struttura emotiva, è rimasto costante rispetto alla
diversificazione dei modi con cui le specie generano.
La struttura emotiva non è portatrice di memoria. E’
portatrice di pulsioni. Esprime le pulsioni, ma non ha né regole
né norme in cui esprimerle.
Però le pulsioni hanno spessore, intensità e articolazione
interna, che è determinata dalla veicolazione (tipo, direzione e
qualità) che le pulsioni hanno attraversato mentre si
esprimevano nella madre.

La struttura pulsionale emotiva del bambino è lo specchio


delle pulsioni della madre. Tale struttura è caratterizzata da
“tensioni interne” trasmesse dalla possibilità di veicolazione
delle pulsioni direttamente dalla madre. La struttura pulsionale
del nuovo nato è già predisposta per adattarsi a possibili
sollecitazioni dell’ambiente alle quali la madre ha già
predisposto il proprio adattamento soggettivo. La struttura
pulsionale del bambino appena nato è una copia, per scissione,
della struttura pulsionale della madre. Ma mentre la madre ha
“marchiato” le sue pulsioni con la sua esperienza e il suo abitare
il mondo, la stessa struttura pulsionale del bambino non è
marchiata perché manca di esperienza, di processi adattativi, del
suo abitare il mondo. E’ “imprintata” (predisposta alle
possibilità), ma non strutturata dall’esperienza.

Nella madre dei sessuati, solo una parte della sua struttura
emotiva si trasferisce nel neonato.

119

pagina n.119 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La madre che ha partorito non è la stessa persona di prima


del parto.
E’ in grado sì di affrontare la vita nella Natura (perché
comporta attività fisica), ma spesso non è in grado di affrontare
la vita sociale (perché comporta un dispendio di attività
psichica).
L’energia psichica è quella che il bambino ha sottratto alla
madre e se la madre non è sorretta dall’ambiente che l’aiuta a
ricostruire la sua energia, tende a distruggere il neonato per
ripristinare il suo equilibrio psico-emotivo.

Il neonato è il nemico della madre.


Un nemico vissuto con tanto più odio quanto minore è
l’aiuto che alla madre viene dato dal sistema sociale in cui la
madre vive.
L’amore materno è un’invenzione recente ed imposto alle
donne mediante la violenza. Non esiste in Natura se non nella
forma di “costruire il futuro” e solo nella misura in cui il
neonato costringe la madre a proteggerlo per costruire il suo
futuro.

Lo so cosa pensa la morale sociale della madre e del


neonato. Quali sono gli stereotipi e le idee preconcette delle
società e le varie “idee” sui neonati che ci sono state nelle varie
culture sociali: il bambino era il “bastone della vecchiaia”. C’è
forse una giustificazione morale più perversa capace di
giustificare il “far nascere” un figlio? Io ti faccio nascere
affinché tu funga da “bastone”, sostentamento, di me quando
sarò vecchio.
Non ti faccio nascere affinché tu costruisca il tuo futuro,
ma affinché tu debba badare a me quando sarò vecchio. Perché
la madre generi il figlio in funzione del figlio è necessario che
la madre possa vivere in funzione di sé stessa: in caso contrario
la pulsione emotiva è quella di sopprimere il figlio affinché non
subisca le sue stesse costrizioni o far vivere il figlio solo per
poterne distruggere l'esistenza. Odio puro mascherato da
bisogno di relazione affettiva.

120

pagina n.120 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Sarà abbastanza complesso far comprendere come il


linguaggio non-verbale, che esprime i fenomeni emotivi nei
confronti del neonato, vengono ignorati dall'adulto mentre
vengono percepiti dal neonato. Sull'emozione, che non
appartiene alla ragione o alla comunicazione verbale, il neonato
costruisce i propri adattamenti di veicolazione emotiva FIN DA
QUANDO E' IN PANCIA DELLA MADRE.
Il "padre padrone" non è solo quello dipinto dalla
sociologia, ma è tale nella misura in cui si pone come "modello
da imitare" al di fuori o al di là delle parole con cui presenta sé
stesso. E' un modello psico-emotivo che viene presentato al
neonato come punto d'arrivo delle sue possibilità di
veicolazione emotiva. Una volta uscito dalla vagina della
madre.

Il discorso della Stregoneria esce dai modelli socialmente


descritti (anche da Piaget) in quanto capovolge gli elementi di
riferimento su cui avviene la conoscenza del neonato. Poi, in un
secondo tempo, vedremo come quei meccanismi di formazione
della conoscenza nel neonato, che con la crescita tendono a
rifugiarsi nella parte più antica del cervello, sono quelli su cui la
Stregoneria agisce per rimettere in moto la crescita nella
capacità di relazione fra sé e il mondo. Per contro sono gli stessi
meccanismi che il cristianesimo usa per condurre gli Esseri
Umani alla consunzione e alla malattia psichiatrica come
separazione fra sé e il mondo.

Il figlio come nemico. Percepito come tale dalla madre


che si sente, all’atto della nascita, derubata di una quantità di
energia. Un figlio che percepisce sua madre come il soggetto
che potrebbe negargli la vita.
E’ la prima battaglia per la vita: il neonato deve
assicurarsi il futuro. Per farlo, la madre è la sua preda. Mentre
gli Esseri di altre Specie della Natura, dopo aver attrezzato i
loro figli se ne sbarazzano, la società impone il mantenimento di
relazioni parentali per tutta la vita. La madre che fa un figlio è
legata a lui per il resto della vita. Per questo motivo, nella
specie umana, si innescano delle dinamiche di mutua

121

pagina n.121 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

interferenza e mutua dipendenza che non hanno riscontri in altre


specie della Natura.

Sono tutte relazioni di ordine culturale, non di ordine


naturale. Nel senso che le esigenze che impongono la loro
manifestazione appartiene alla cultura delle società e non alla
vita, alla sua conservazione e al suo sviluppo. Quando gli input
culturali entrano in conflitto con gli stimoli pulsionali della vita
la soluzione della contraddizione soggettiva si risolve sempre
nella malattia mentale (o con la rivoluzione della cultura
sociale). La guerra fra principio del dovere, come socialmente
imposto e principio del piacere come fonte da cui la vita
germina e come ricerca della necessità emotiva soggettiva,
diventa drammatico solo nelle società moderne.

La madre divide la propria energia vitale con il figlio:


genera il figlio, ma la struttura emotiva si separa per fissione.
Se appare evidente che una volta partorito la madre
ricomincia a dilatare la propria struttura emotiva nelle
esperienze della vita, meno evidenti sono i problemi di natura
psichica quando la società del dovere impone alla madre, che è
menomata nella struttura emotiva, di far fronte ai problemi posti
senza tener conto dei problemi che la perdita di struttura
emotiva comportano per la madre.
Le depressioni post-parto sono frequenti nei paesi
occidentali. Sono spesso favorite dalle pessime condizioni di
vita e dalle pessime relazioni interpersonali

Questi soggetti poi, figlio e madre, alimentano la struttura


emotiva divisa attraverso la loro coscienza in percorsi
esperienziali diversi.
Noi siamo abituati a mettere l’accento sulla forma fisica e
considerare la forma fisica l’elemento centrale dell’analisi
scientifica.
La qualità della forma fisica è data dalla sua capacità di
costruire la Coscienza, variarla, accrescerla, in una serie di
relazioni che vengono costruite fra il soggetto e il mondo.

122

pagina n.122 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Solo allora, quell'unità fisica che osserviamo, la


chiamiamo: vita!

Cos’è il soggetto che nasce?


Si presenta nel mondo mediante un insieme di aspetti.
Sta a me scegliere gli aspetti del soggetto su cui fissare
l’attenzione. Non si può dire che un neonato è intelligente; si
può dire che è vitale. Si può dire che ha un alto grado di
attenzione, ma non si possono attribuire al neonato gli attributi
di un individuo adulto. Egli “diverrà”, “crescerà”, non “è”.
E dal momento che crescerà, che cosa vedo nel neonato?

Gli avete visti i parenti attorno al neonato o al bambino


piccolissimo?
Fanno le “moine”; sorridono con atteggiamenti che per
LORO sono infantili: presentano al neonato l’infantilismo della
ragione.
Solo che il neonato non ha nulla dell’infantilismo della
ragione: l’infantilismo della ragione appartiene a chi è adulto, a
chi scimmiotta la forma, un po’ impacciata, con cui il neonato
interagisce con la forma del mondo in cui è nato.

Il neonato è appena emerso da un mondo emotivo: la


pancia della madre. In quel mondo ha combattuto; ha messo in
atto la sue strategie adattative e quando egli muore per rinascere
nel mondo della ragione ha come bagaglio la capacità di mettere
in atto strategie adattative rispetto a segnali emotivi che coglie
al di là della forma e della quantità che dal mondo razionale
giungono a lui.
Il neonato è un “guerriero delle emozioni” che si sta
costruendo e trasformando nel mondo della ragione.

E’ un po’ come il gatto e il cane di casa che gli Esseri


Umani trattano come una “bestia” stupida, ignorante e
affettuosa, dimenticando che la sua specie ha attraversato
milioni e milioni di anni di adattamenti soggettivi come
guerrieri della vita. Nel mondo della ragione gli Esseri Umani
non immaginano che il cane e il gatto capiscono ciò che loro

123

pagina n.123 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

vogliono, mentre loro non capiscono il loro cane e il loro gatto.


Il cane e il gatto tentano di parlare con l’uomo, ma l’uomo li
tratta come “esseri inferiori”: come il neonato!

Il neonato è un guerriero della vita che ha trionfato nella


pancia della madre, non un soggetto impotente.
Nel nuovo mondo sta affinando gli strumenti cercando la
propria mediazione fra “percezione emotiva del mondo” e
“percezione della forma e della quantità” in relazione
all’interpretazione emotiva del mondo in cui vive partendo
dall’aspetto della forma e della quantità dei fenomeni incontrati.
Quando parliamo di un guerriero intendiamo dire che il
neonato è un cacciatore di “Potere di Essere” con cui alimentare
la propria coscienza in ogni attimo della propria crescita.
Un guerriero che adatta gli strumenti forgiati in un
ambiente precedente al nuovo ambiente in cui è nato.
L’intento di questo guerriero è sopravvivere e,
possibilmente, dilatarsi (crescere) nel nuovo mondo.

La scienza ci dice che il cervello del neonato è al massimo


della potenza di apprendimento possibile in un individuo e che,
a mano a mano che l’individuo cresce, la potenza di
apprendimento diminuisce. Per potenza di apprendimento non si
intende “quante cose si conoscono” o si capiscono, ma si
intende quanta esperienza può essere fagocitata a livello
emotivo superando la barriera razionale e incidendo sulla
struttura emotiva del bambino: studiando questo Freud
elaborerà la teoria dell’inconscio.

Gli Esseri della Natura destrutturano i fenomeni e i


segnali che dal mondo giungono loro per considerare
quell’aspetto del segnale su cui la loro attenzione fissa la loro
percezione. Quell’aspetto del fenomeno è l’oggetto che entra
nella formazione del loro giudizio e che, mediante le risposte
adattative, viene somatizzato dal soggetto.
Quando noi “diciamo qualche cosa” inviamo nel mondo
un segnale estremamente complesso che, al di là delle parole e
delle nostre intenzioni, interviene sull’empatia emotiva

124

pagina n.124 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

(interviene o la nega), sull’azione (sia come atto che in


potenza), sul mondo (in cui parliamo). Interveniamo sia con la
ragione espressa dalle parole, dalle nostre emozioni che le
parole veicolano, dai nostri intendimenti che vengono
interpretati, dalle azioni che le parole portano, premettono,
segnalano, al di là del significato delle parole stesse
un’interpretazione soggettiva da parte del neonato.

Ciò che l’adulto ha dimenticato è che il neonato non pensa


il mondo come forma. Dal giorno in cui è nato sta costruendo la
sua ragione mettendo in ordine un mondo come forma e
quantità, ma non ha nessuna idea su che cosa sia il mondo della
forma e della quantità.
Però l’inganno, nelle persone adulte, sta nel pensare che il
neonato non sia in grado di cogliere le “relazioni fra fenomeni e
risposte” che si presentano nel mondo.

Inciso:
Il Crogiolo in cui agisce lo Stregone è la vita.
Noi parliamo di fenomeni percepiti ed elaborati dal
neonato. Parliamo di interpretazione. Parliamo di segnale
emotivo e di segnale verbale; segnali non verbali che giungono
dal mondo. Parliamo di adattamenti soggettivi ai segnali di un
mondo che si adatta alla presenza del neonato. Parliamo di
Stregoneria nel modo di essere nel mondo. Stregoneria come
arte di vivere e arte di agire nel mondo. Voglio farvi notare
come questo approccio alla vita sia antagonista a quello
cristiano che prevede l’essere al mondo in quanto “creati” sia
come struttura psichica che come struttura fisica; è antagonista a
chiunque parli di “reincarnazione” in quanto non è un’anima
che si reincarna, ma una coscienza che si forma nelle relazioni
con il mondo; è antagonista alle teorie karmiche, in quanto è il
soggetto che seleziona il proprio divenuto in quanto seleziona
fra i fenomeni del mondo mediante i suoi processi adattativi; è
antagonista alle teorie buddiste che implicano il distacco
dell’uomo dal mondo e dai suoi problemi in quanto il distacco
buddista implicherebbe l’annullamento della percezione dei

125

pagina n.125 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

fenomeni e, dunque, i processi adattativi, le trasformazioni


dell’uomo, le sue capacità di elaborare la percezione del mondo.
Se noi mettessimo a fondamento del neonato le teorie
cosmologiche cristiane, reincarnazionistiche, buddistiche o
karmiche, non saremmo mai in grado di interpretare i processi
adattativi del neonato alle sollecitazioni del mondo.
Parlare di Stregoneria significa essere dei guerrieri attivi
ed attenti alla vita: significa capire i meccanismi della vita (per
quanto è possibile) e modificare noi stessi nelle relazioni col
mondo in cui viviamo. Da quelle relazioni nasce il sacro, perché
quelle stesse relazioni sono il DIVINO. Ma se noi ci fermiamo
alla forma e alla patologia dell’illusione di onnipotenza che
proiettiamo sul mondo, com’è nelle teorie ebraico-cristiane,
buddiste, karmiche o reincarnazionistiche, allora possiamo solo
pregare il dio dei cristiani o separarci dal mondo come i
buddisti.

Il neonato è cresciuto nella pancia della madre e conosce


la relazione fra fenomeni e risposte. Conosce perfettamente
l’aspetto emotivo del fenomeno, anche se ignora l’aspetto
razionale, e mette in atto adattamenti emotivi che l’adulto
ignora perché si aspetta degli adattamenti all’aspetto razionale
del fenomeno che ha inviato.
Sono fenomeni di ordine emotivo ai quali il neonato
risponde con adattamenti di ordine emotivo che favoriscono la
sua crescita.
I suoi adattamenti emotivi, le sue risposte alle emozioni
della madre, mentre è in pancia, stimolano nella madre delle
risposte che favoriscono la crescita del neonato.

Del fenomeno che giunge al neonato, il neonato coglie


l’aspetto emotivo.
Se il fenomeno è inviato da un adulto, costui invia il
fenomeno sotto forma di segnale razionale.
L’adulto dice “Che bel bambino!”; il neonato coglie il
senso piacevole della comunicazione. A quell’emozione
piacevole si adatta e risponde. Questo vale anche quando
l’adulto dice cose banali inviando segnali emotivi che incutono

126

pagina n.126 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

timore, o segnali emotivi che incutono nel neonato,


apprensione, ansia, attesa, ecc.
Questi segnali emotivi che l’adulto invia
inconsapevolmente mediante l’uso del linguaggio, il linguaggio
del corpo, i segnali non verbali (nel primo anno di vita per il
neonato umano sono importanti le espressioni facciali che
accompagnano i segnali emotivi perché sulle espressioni
facciali il neonato trasferirà parte della percezione emotiva
interumana i cui meccanismi aveva affinato in pancia della
madre), segnali olfattivi, lo stesso gusto dei cibi che si
presentano al neonato, l’atteggiamento dell’adulto alla
condivisione (o non condivisione) del piacere nelle scoperte
quotidiane (cioè allo sviluppo della conoscenza del neonato)
sono un vero e proprio linguaggio, come parte del linguaggio
più generale di ogni Essere della Natura e veicolano segnali
adattativi di cui l’adulto ignora il significato.

Ci sono adulti che per dire al bambino di un anno una


cosa banale come “Ti sei sporcato” usano espressioni facciali
che per il bambino hanno lo stesso significato de “Il leone ti sta
per mangiare!”. In sostanza riproducono dei segnali atavici
(dunque, fagociti come esperienza di specie e immediatamente
recepiti dal neonato ai quali reagisce con ansia emotiva) che
suscitano una tensione emotiva di disperazione soggettiva
all’interno di un evento assolutamente banale. Questo tipo di
comunicazione costringe il bambino a manipolare la propria
struttura emotiva vivendo un dramma in una situazione
oggettiva in cui non c’è nulla di drammatico se non le
espressioni gratuite della madre. Attraverso la comunicazione
non verbale (spesso accompagnata da parole che per il neonato
sono suoni ancora incomprensibili) di urgenza drammatica in
una situazione di normalità quotidiana viene costruito uno stato
ansioso permanente nel neonato che alla fine lo costruirà come
individuo timoroso. Alimentare ansia da dramma in una
normalità quotidiana significa stimolare le risposte di autodifesa
psico-fisica dell’organismo quando quell’organismo non ha
assolutamente bisogno di vivere quelle risposte di difesa.
L’individuo finirà per perdere la capacità di usare gli strumenti

127

pagina n.127 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

di risposta alle situazioni drammatiche finendo col dare di


quelle risposte, che dovrebbero essere eccezionali e contingenti,
norma del proprio comportamento. Normalmente, questo tipo di
adattamenti, noi lo chiamiamo il carattere. Quando il bambino
viene stimolato ad immaginare la necessità di quelle difese in
un contesto in cui quelle difese non servono abbiamo bambini
obesi, paurosi, timorosi o collerici ed aggressivi.

Mangio ora perché non so dopo se mangerò. E’ la


sindrome del viaggiatore o del bambino disperato: mia madre
dopo mi darà da mangiare?
Si psicosomatizza l’obesità perché l’obesità è una
garanzia di sopravvivenza psicologica come risposta all’ansia
dell’attesa per un futuro incerto. Questo vale per altri aspetti più
psicologici, come il timore, la collera, l’aggressività, ecc.
Il neonato si predispone alla sopravvivenza. Poi, l’obesità,
alimenta sé stessa perché l’individuo trae sicurezza solo in
quello stato. Delle tre modalità con cui l’Essere Umano scarica
l’energia vitale, il neonato usa scaricare l’energia vitale come
energia fisica, lavoro, sia per crescere, accumulo di struttura
fisica che supporta la sua coscienza, sviluppata con l’esperienza
quotidiana, predisponendosi per affrontare al meglio il giorno
dopo. Ogni giorno dopo per tutta la sua esistenza.

I processi adattativi del neonato sono tesi a garantirgli la


sopravvivenza.
Se volete farvi un’idea di questo sforzo psico-emotivo
trasformato in immagine fisica, pensate ai processi di nascita
degli Esseri Marsupiali, dei canguri in particolare. Se il piccolo
non è in grado, una volta uscito dalla vagina della madre, di
salire attraverso il pelo e di attaccarsi al seno dentro al
marsupio, muore. Lo stesso meccanismo è vissuto dal neonato
nei mammiferi. Noi umani dei paesi occidentali abbiamo perso
la memoria fisica e la consapevolezza delle sfide adattative, ma
queste sono in atto. In queste sfide, sia che noi ne siamo o non
ne siamo consapevoli, il neonato concentra tutte le sue tensioni
psicoemotive. Anche se non vediamo le corrispondenze fisiche
fra stimolo e reazione (e sedimentazione nella struttura fisica

128

pagina n.128 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

della sedimentazione mediante la volontà soggettiva), i neonati


subiscono il meccanismo psico-emotivo adattativo come
processo di trasformazione che si rivela nella
psicosmatizzazione di ciò che, date le premesse, è in grado di
garantire loro la sopravvivenza.

Nel neonato tutta la tensione emotiva convoglia la sua


energia vitale nelle relazioni con il mondo assicurandone la
sopravvivenza.
Quando il neonato nasce, l’energia vitale viene
canalizzata nelle sue tensioni emotive con le quali fissa le
relazioni “agganciando” l’energia vitale presente nelle emozioni
della madre (relazione empatica) la quale, in modo consapevole
o in modo inconsapevole, viene sollecitata a rispondere a quei
richiami. E’ talmente potente la capacità del neonato di legare
con vincoli la madre nella primissima infanzia che spesso la
madre si sacrifica per la sua sopravvivenza. Così inizia la
strategia di sopravvivenza del neonato per crescere in un mondo
sconosciuto.

La madre è una specie di “stele di Roseta” per il neonato.


Vive il mondo razionale e trasmette le tensioni del mondo al
neonato sotto forma di messaggi emotivi. Il neonato si adatta ai
messaggi emotivi trasmessi dalla madre nel fare le scelte nel
mondo quotidiano che vive. Il neonato predispone la sua
struttura emotiva per fare le medesime scelte in previsione di
dover esprime quella medesima tensione emotiva. Là dove il
mondo sollecita una scelta razionale che esprime quella
tensione emotiva il neonato, crescendo, farà le sue scelte
razionali.

La madre è la preda del neonato. Le sue moine, i suoi


pianti, la modulazione del suo pianto, l’uso del sonno e del non
sonno.
Sono tutte strategie con cui il neonato controlla le risposte
della madre alle sue sollecitazioni.

129

pagina n.129 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il bisogno primo del neonato è la sua sopravvivenza


attraverso la soddisfazione costante dei suoi bisogni e dei suoi
desideri. Egli deve sollecitare le risposte dalla madre.

Per contro la madre è già predisposta a rispondere alle


sollecitazioni del neonato qualora la società in cui vive non ne
mette in pericolo la sua esistenza psico-emotiva.
La madre, e più in generale la donna, sono predisposte per
percepire in maniera sensibile le sollecitazioni emotive del
mondo.
Il mondo, le emozioni, gli Esseri del mondo in cui
viviamo, li riconosciamo come femminili non tanto per il sesso,
ma per la capacità di percepire i bisogni del mondo e rispondere
ad essi. Il mondo delle emozioni è sempre inteso come un
mondo al femminile. Nella mitologia greca, alla base della vita
ci sono le emozioni come "figlie di Urano Stellato" e sono
rappresentate da Afrodite che nasce dal pene di Urano e dalle
Erinni che nascono dalle sue gocce di sangue.

La capacità di relazione empatica, viene attribuita alle


caratteristiche femminili. Una maggiore “com-passione” da
parte dell’Essere Umano Femminile per le situazioni di pericolo
o di difficoltà sociale. Una maggiore sensibilità e, come ha
verificato la recente scienza neurologica, una modulazione
diversa delle reazioni neuroniche all’interno del “corpo
cingolato” nel cervello in cui viene visualizzato il sorgere del
“desiderio di vendetta” o “desiderio di giustizia” o, se preferite
ancora “la necessità di rivincita” per i torti subiti. Mentre
nell’Essere Umano Maschile la necessità di vendetta o di
giustizia è impellente, nell’Essere Umano femminile è mediata
dalle necessità di rispondere ai bisogni della vita di conservarsi:
incontra più comprensione per chi ha commesso il torto.
Nell’Essere Umano Omosessuale è facile incontrare “il peggio
di entrambi”, necessità di vendetta o giustizia con propensione
anche a distruggere il futuro della vita estendendo la propria
vendetta o necessità di giustizia all’intero ambiente. La madre
diventa preda del figlio proprio in virtù della sensibilità
empatica in cui esprime la sua forza vitale.

130

pagina n.130 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La madre è predisposta per essere la preda del figlio: la


sua vittima!
Le persone come nascono sono predisposte ad essere dei
predatori per sopravvivere e, nel caso dei mammiferi, la loro
stessa madre è preda e vittima di suo figlio. Lo sono perché in
questo senso le ha costruite la Natura per regolarne gli equilibri
al di là dei principi morali o etici in cui quegli equilibri vengono
veicolati nelle diverse società umane.
Solo nella posizione di vittime, di prede possibili,
possiamo percepire le tensioni del mondo in cui viviamo. Se noi
riconosciamo il nostro ruolo di prede possiamo anche difenderci
e costruire le nostre strategie magiche.

Essere una preda, nel mondo della Natura, è la condizione


naturale di essere al mondo.
L’educazione ci vuol far credere che noi non siamo prede,
ma cacciatori. Pensarci cacciatori significa costruirci l’illusione
di onnipotenza. Quando questa illusione si cala dentro di noi,
costruiamo la patologia delirante dell’onnipotente. Coloro che si
pensano onnipotenti cercano di piegare la società al servizio del
loro delirio. Non potendo piegare la società tutta a sé stessi,
piegano le persone socialmente più deboli o quelle che, nella
famiglia, ritengono debbano essere sottomesse.

La psicologia moderna ha compreso l’importanza di quelli


che vengono considerati “errori” nella costruzione
dell’intelligenza.
“Non sei bravo” dice la mamma al bambino “hai
sbagliato!”
Così il bambino si chiude in sé stesso e non diviene.
Combina l’errore commesso con la disapprovazione e nel farlo
cerca i punti deboli della madre per impedire la sua reazione
alle sue azioni.
Qualcuno disse che “noi siamo la somma delle nostre
esperienze!”. In realtà noi siamo la somma dei nostri “errori”
nello sperimentare il “credevo che” in una realtà oggettiva
troppo spesso solo immaginata anziché vissuta.

131

pagina n.131 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Lo Stregone sa di essere una preda nella società: così


impara ad esporsi e a sottrarsi alle attenzioni.
La madre, invece, è esposta al figlio. Non pensa che lei si
debba difendere dal figlio. Non vede nessun pericolo razionale
nel neonato e nel bambino piccolo. Per di più lei è costretta
dalla società all’ideologia del dovere senza avere gli strumenti
per mediare fra dovere e piacere nella cura del figlio e della
vita.
Questo vale per tutti gli uomini in perenne conflitto fra ciò
che ritengono morale fare e ciò che le loro pulsioni, i loro
desideri e i loro bisogni, spingono a fare.
Provate ad indovinare come agisce uno Stregone. E uno
Stregone nero? Colui che costruisce il possesso trasformando le
persone in oggetti di possesso?

Ora voglio che proviate ad immaginare una scena di


guerra. Voglio costruire una situazione “figurata” per far
comprendere che cosa avviene in realtà, fuori delle apparenze
razionali e culturali, fra madre e figlio (poi, al termine madre,
va aggiunto il termine padre, parenti, società, ecc., soggetti che
intervengono sempre più nella vita del neonato a mano a mano
che cresce).

C’è una pianura circondata dalle colline e ci sono due


eserciti che si fronteggiano.
Da una parte c’è il bambino neonato e dall’altra parte la
madre.
Il loro scopo è quello di sopraffarsi ed entrambi
conoscono perfettamente le leggi della guerra: Sun Tzu,
Clausewitz, Mao Tse Tung, il generale Giap o Pancio Villa,
come esperti delle leggi della guerra, davanti ad al neonato e
alla madre, sono solo dei dilettanti.

Sono uno di fronte all’altro, pronti per la sfida. Un


combattimento che durerà molti anni e la cui posta in gioco è la
vita.

132

pagina n.132 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Se noi osserviamo con gli occhi della ragione, della


società, che cosa vediamo?
Dietro alla madre, carri armati e bombardieri.
Dietro al bambino, la madre non vede nulla. Solo un
piccolo bambino indifeso.
Cosa sono i carri armati e i bombardieri con cui la madre
muove guerra al bambino?

Sono i doveri imposti. Sono le necessità di adeguare il


bambino a delle categorie sociali.
Sono i doveri parentali e il dovere di far battezzare il
bambino: di venderlo come bestia alla chiesa cattolica.
E’ la sua violenza psico-fisica con la quale può ricattare il
bambino dando o togliendo ciò che soddisfa i desideri e le
aspettative del bambino.
Sono le infinite possibilità di ricatto nei confronti del
neonato con cui la madre impone i preconcetti e costringe il
bambino a somatizzare
E’ la madre che determina gli oggetti in cui costringe il
bambino a veicolare i suoi desideri. E’ lei che ricatta il bambino
costringendolo a rispondere alle sue sollecitazioni.
Quanti bambini sono andati “a letto senza cena” in tempi
recenti?
Questi sono i carri armati e i bombardieri usati dalla
madre.

La madre risponde alle richieste della società e veicola


quelle richieste imponendo al neonato dei modelli
comportamentali.
Ma questo aspetto non lo avevamo già visto?
Che cosa era avvenuto nella pancia della madre se non
una selezione quantitativa e qualitativa della struttura emotiva
del feto affinché si predisponesse a rispondere in quel modo e
solo in quel modo alle sollecitazioni del mondo? La madre
stessa subiva l’attacco emotivo del feto che la costringeva ad
acuire la sua percezione emotiva del mondo in cui viveva. Una
madre con un neonato in pancia è molto più sensibile ai
fenomeni del mondo: è la guerra che il feto ha dichiarato alla

133

pagina n.133 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

madre affinché si predisponga meglio a far da ponte fra il


mondo esterno e ciò che ha in pancia.

Ve lo ricordate nel film Artù della Disney il


combattimento fra Mago Merlino e Maga Magò?
Quando Maga Magò si era trasformata in drago ed era
convinta di aver vinto mentre Mago Merlino si era trasformato
nel virus della varicella?
Maga Magò non riusciva a vedere nulla. Anche il
bambino non vede i carri armati della madre, ma li percepisce
come presenza minacciosa alla quale sa di dover reagire.
Attenti a ciò che non vedete e non considerate: là c’è il
pericolo.

E le armate del neonato?


Per vedere le armate del neonato è necessario cambiare
punto di vista.
Il neonato ha una sola arma per rispondere alle armate
della madre nel mondo della ragione: i processi adattativi.
Il neonato ha due armate nascoste dietro alle colline che
intende usare e che la madre non vede perché separate dalle
“alte mura e bronzee porte” che padre Zeus ha costruito,
Il carro armato è costituito dalla consapevolezza di essere
morto. Il neonato vive ogni attimo di sopravvivenza come un
trionfo personale; il suo bombardiere d’attacco è il guinzaglio
col quale tiene in scacco le emozioni della madre. Il neonato
non può discriminare, deve sopravvivere ad ogni costo:
soggettiva le idee preconcette che gli vengono imposte e
psicosomatizza ogni conflitto sperando, domani, di essere in
una posizione razionale più vantaggiosa. Può comunicare e
ricattare le emozioni della madre perché sono le sue stesse
emozioni e lui le ha conosciute da dentro; fin da quando era in
pancia della madre.

Perché la madre non vede le armi con cui il neonato la sta


attaccando?

134

pagina n.134 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Perché le armi con cui combatte il neonato stanno oltre le


colline dell’orizzonte della madre; nascoste dietro le “alte mura
e le bronzee porte”.
La madre non pensa alla morte, se non come disperazione
quando il neonato le sottrae la sua energia per “partenogenesi”:
la chiamano depressione post parto. La madre non regge la
separazione emotiva, diventa psicologicamente fragile e, quanto
si è separato da lei, la aggredisce per vampirizzarla e renderla
schiava assicurandosi la sopravvivenza. La madre, e con lei
padre, società, ecc., sono terrorizzati dalla morte perché madre e
società si fondano sulla ragione e la ragione ha la certezza di
morire quando muore il soggetto.

Perché la madre non vede il guinzaglio con cui il bambino


tenta di tenerla?
Perché non ne concepisce l’esistenza. Ne subisce gli
effetti psico-emotivi ai quali è costretta a rispondere
soddisfacendo le esigenze del bambino. In un modo o nell’altro.
E non può nemmeno immaginare l’esistenza di quel guinzaglio
che gli si chiude intorno al collo della sua vita perché lei è
educata ad essere “LA MADRE”. E’ l’immagine del dio
padrone davanti alla “bestiolina stupida ed inerme” qual è suo
figlio: non ci comportiamo allo stesso modo con animali, piante
e natura?
Solo da pochi anni, e solo la cultura ufficiale (spesso
ignorato a livello di massa) si è fatta strada l’idea che gli
animali e le piante hanno intelligenza, sentimenti, emozioni.
Però non siamo in grado di pensare al neonato come ad un
“guerriero della vita”, un guerriero capace di fare molto male
pur di costruire sé stesso. Lo valutiamo secondo le categorie
della ragione e lo consideriamo così indifeso davanti alla
violenza fisica che può esprimere la ragione della madre o della
società.

Eppure, dopo quella battaglia campale, la madre non sarà


più la stessa. La madre è donna prima di essere madre. Il
bambino cresce all’interno di conflitti di cui spesso non ne
conosce motivi e fini. Conflitti razionalizzati dalla madre, ma

135

pagina n.135 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

percepiti nella loro relazione emotiva dal bambino. Quando la


madre litiga con il padre, il bambino non ne conosce le ragioni
razionali, ma percepisce la relazione emotiva che in quel
momento si esprime. E’ come se il bambino fosse in grado di
penetrare la struttura psico-emotiva del padre e della madre,
mentre il padre e la madre sanno cogliere solo l’aspetto
esteriore del bambino. Il bambino costringe la madre ad essere
madre prima che donna. Non si tratta solo di una condizione
psicologica; si tratta di una vera e propria azione di violenza con
cui il neonato piega, in funzione di sé stesso, la struttura
neurovegetativa della madre: ne abbassa la libido verso
l’esterno e la costringe a impegnare la sua libido nei suoi
confronti costringendo la madre a mettersi al servizio della sua
sopravvivenza.
Esattamente l’azione degli Dèi e degli Stregoni!
In quella battaglia si formeranno idee preconcette o si
scioglieranno dei preconcetti precedentemente acquisiti. In
quella battaglia si costruiranno psicosomatizzazioni o se ne
scioglieranno altre. La madre tenterà di adattare il bambino ad
un modello sociale e il bambino, a sua volta, ricorrerà alle sue
armi per ritagliarsi uno spazio vitale: la sua consapevolezza di
morire è la sua volontà d’esistenza.

La variabile sui modelli sociali imposti è la “Madre


Strega” o, se preferite, la Strega come madre.
Dov’è la variabile? La Strega è una donna consapevole
dei mutamenti. E’ consapevole che il neonato è una persona; è
consapevole di aver ceduto la sua energia psico-emotiva al
neonato; è consapevole che il neonato non ha paura della morte;
è consapevole che il neonato agisce sulla sua energia per
costringerla ad agire in funzione della sua sopravvivenza; è
consapevole che se vuole ripristinare sé stessa come persona,
deve ricostruire la sua energia psico-emotiva nelle relazioni col
mondo. La Madre-Strega è una donna che fa la madre; non
considera che il fine della donna sia fare la madre, ma mette al
centro dei suoi interessi lo sviluppo della sua persona nella sua
vita.

136

pagina n.136 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Per costruire questa consapevolezza, questa persona,


aveva tre caratteristiche. Due di queste visibili nella sua attività
quotidiana: è impegnata come persona nella vita sociale o nella
Natura ed è attenta alle sollecitazioni del mondo (è un’attivista);
trasforma la sua attività in pensiero astratto (esperienza
trasformata in conoscenza teorica per generalizzare
l’esperienza). Prassi, come esposizione di sé stessa nel mondo, e
teoria, come trasformazione dell’esperienza in idea. Questa
attività manipola la donna permettendogli di conoscere il
mondo nei suoi aspetti emotivi. Questo modo di fare alimenta
un elemento non visibile dall’esterno della donna ed è l’attività
di Ascoltare le Correnti Vegetative o, più in generale, ascoltare
le sensazioni che emergono da ogni parte del proprio corpo che
sono delle vere e proprie elaborazioni di percezioni inusuali del
mondo in cui si vive e che tutte le persone, normalmente,
ignorano o non ne tengono conto.

La donna Strega trasforma il momento della nascita del


figlio in un momento di trasformazione soggettiva. Dopo il
parto il livello di energia è molto basso; la psiche sta
attraversando un momento di stress emotivo; la sua ragione non
ha la forza di controllare la descrizione del mondo che impone
alla donna (ideologia del dovere educazionalmente imposto); si
allenta il controllo della ragione e arriva alla coscienza forme di
intuizione prodotte da elaborazioni di fenomeni inusuali dalla
parte profonda del cervello o, più in generale, dal corpo. La
donna Strega sa che questo stato psichico è transitorio e usa
l’attacco del neonato come un’occasione per ristrutturare la sua
coscienza anziché vivere la sofferenza di un’impossibilità ad un
ritorno allo stato psichico precedente la nascita del bambino

Noi siamo abituati a pensare noi stessi come coloro che


pensano il mondo e usano l’intelligenza. “Usare il cervello!”, si
usa dire. Il cervello è l’oggetto che elabora, ma i segnali che
arrivano al cervello provengono dal corpo: è il corpo che abita il
mondo; cervello e sensi compresi. Quando si pensa al corpo
siamo abituati a dire: “Il mio corpo”. Ma in realtà non è così.
Ogni cellula, ogni battere, ogni mitocondrio, ogni virus che

137

pagina n.137 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

abita dentro di noi è un soggetto che crea delle relazioni sia con
altri soggetti dentro di noi sia con altri soggetti fuori di noi.
Ognuno di loro vuole dilatarsi, vivere, e ogni parte del nostro
corpo percepisce aspetti del mondo che vengono elaborati e
spesso ignorati dalla ragione. Queste elaborazioni si
accumulano, tanto più forti sono le nostre tensioni psico-
emotive nel nostro vivere il mondo e tanto maggiore è il nostro
bisogno di agire nel mondo che dentro di noi produce una forma
di stress. Quello stress che si produce nella fatica di risolvere
problemi conflittuali apre la porta a percezioni diverse che noi
abbiamo del mondo. Quando mai usate il cervello che sta nel
vostro stomaco? Sempre lo usate, ma le sue elaborazioni
riescono a far breccia nella vostra coscienza solo quando la
conflittualità della vite vi porta in uno stato psichico di stress
attraverso il quale la ragione cede parte del suo controllo su voi
stessi: e allora avete l’illuminazione. Quella illuminazione.
L’idea che vi mancava. E questo vale per tutto il corpo.

La caratteristica di questa madre Strega è che non ha i


carri armati e i bombardieri puntati sul neonato, ma ha i carri
armati e i bombardieri puntati sulla società o sui parenti con i
quali vive.
La madre Strega non è “di fronte al neonato”, ma è a
fianco del neonato. Lei non dice al neonato quali cose il
neonato deve o non deve fare, ma ciò che può o non può fare;
come lo si può o non lo si può fare. Analizza intenti e scopi del
neonato e gli indica i mezzi migliori, corretti, più funzionali,
socialmente accettati, per farlo.
La Madre-Strega è un guerriero che con la sua scopa ha
percorso i cieli della vita. Ha accumulato esperienza che giorno
dopo giorno cede al neonato nelle varie fasi di crescita. Il suo
scopo non è quello di farsi obbedire, ma è quello di rendere
autonomo il neonato affinché percorra le strade della vita. Lei
non dice al neonato che cosa deve o non deve fare le cose, ma
ciò che può o non può fare; come lo si può o non lo si può fare.
Lei è consapevole che la nascita di suo figlio è, da un lato
lavoro e dall’altro una sfida continua fra sé e la società.

138

pagina n.138 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La Strega è colei che ha cambiato il suo punto di vista


rispetto a quello che gli ha imposto la società in cui vive:
l’oggetto della sua attenzione è il bambino in quanto soggetto
che cresce e il “nemico” che combatte sono le “imposizioni”
limitative e coercitive che la società impone al bambino. Nello
stesso tempo non lascia il bambino a sé stesso (libero di fare
quello che vuole) ma si trasforma in una “madre addestratrice”.
Per addestrare un bambino, fin da neonato, a combattere la
battaglia della vita, deve aver combattuto, accumulato
esperienza, sfidato la società a sua volta. Ma, soprattutto è una
donna che diventa madre dopo aver fuso le sue emozioni mille e
mille volte coinvolgendosi nelle emozioni della società in cui
vive.

La madre Strega sa che il bambino nascendo l’ha


indebolita. L’ha resa emotivamente fragile: e di essere una
donna emotivamente fragile non se ne preoccupa. Un conto è la
fragilità emotiva e un conto debolezza psichica. Vive la sua
fragilità come si vive un’influenza: non è la fine del mondo. Sa
di essere sottoposta a ricatti emotivi da parte del bambino e a
quei ricatti risponde separando la sua attenzione dal bambino
quando si dedica a sé stessa. Avendo l’attenzione puntata sulle
sfide che porta avanti nella sua vita quotidiana come donna e
cittadina, recupera velocemente l’energia emotiva che il
bambino gli ha sottratto nascendo. Il bambino diventa parte
importante della sua vita, ma non egemonizza né la sua vita né i
suoi interessi.

Ora lasciamo il discorso della “madre Strega” ed entriamo


nei caratteri dello scontro madre-neonato.
La mamma dice: “Ma che bel bambino; quanto bene ti
voglio!” Così è stata educata ad esprimersi e ad esporsi.
Ma il neonato, fin dal primo istante di vita, come si pone
davanti alla madre? Esattamente come la tigre descritta nel
Crogiolo dello Stregone: i Quattro Canti del Mondo

1) La tigre conosce sé stessa e le sue possibilità;


2) La tigre analizza il territorio nel quale intende cacciare;

139

pagina n.139 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

3) La tigre ha l'intento di ciò che fa';


4) L'intento della tigre è il suo bisogno (l'intento è interno
alla tigre);
5) La tigre individua l'obiettivo del suo intento;
6) La tigre osserva l'oggetto;
7) La tigre nasconde sé stessa al suo obiettivo;
8) La tigre diventa parte indistinguibile dall'ambiente per
l'oggetto;
9) La tigre si sottrae quando l'oggetto la individua;
10) La tigre attende che l'oggetto sia in difficoltà;
11) La tigre distrugge l'oggetto soddisfacendo il suo
bisogno e, rilassando la sua tensione, alimenta l'intento della sua
trasformazione;

Questi undici punti descrivono la Madre Atena che, nata


dalla testa i Zeus, punta la lancia della vita alla gola di Zeus.
Come un’Atena che deve costruire il proprio futuro, una volta
emersa dalla testa di Zeus, così il neonato punta la lancia della
sua struttura emotiva alla gola di padre Zeus dicendo: “io
sono”! Afferma il bambino: “Io sono nato e intendo continuare
ad esistere e tu, madre, sei il soggetto che mi assicura la
sopravvivenza!” Quando si è in uno stato psichico di
depressione, la percezione del mondo si modifica e viceversa; la
modificazione della percezione del mondo accompagna la
modificazione dello stato psichico. Tale modificazione è
percepita come “naturale”. Il mondo si appanna, si ingrigisce,
perde i colori della vita e per il depresso è chiusa ogni porta
progettuale. Eppure, tutto ciò gli sembra naturale.
Non avere più futuro, per lui, è una condizione naturale.
Così la madre, resa dipendente dal neonato che la fa funzionare
per i propri bisogni, ritiene che farlo si anormale, naturale. Essa
perde, giorno dopo giorno un frammento della sua vita: IL SUO
NEONATO TIGRE L’HA GHERMITA!

Così il bambino manipola lo stato “psichico” della madre


e tale modificazione porta alla trasformazione dell’apparato
neurovegetativo della madre che trova del tutto normale provare
sentimenti di trasporto verso il figlio, accudirlo e, nei casi più

140

pagina n.140 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

gravi, sacrificare sé stessa per il benessere del bambino. Ci sono


madri che hanno tentato di salvare il loro bambino correndo nel
deserto e rincorse dai carri armati, altre madri accudivano il
bambino con fastidio e solo perché la società glielo imponeva:
le madri sono prive della libertà di scegliere!
L’approvazione del suo comportamento da parte della
società civile conferma alla madre che ciò che fa è giusto e ciò
che prova è un sentimento naturale e non un sentimento indotto
dal figlio.

Per continuare il discorso, devo far presente che nelle


persone esiste un “meccanismo psichico” che, come viene
sfruttato dal neonato per costringere la madre a provvedere a
lui, così viene sfruttato dal potere sociale per il controllo psico-
emotivo delle persone. Si tratta di una sospensione neuro-
vegetativa che viene autoindotta dalle persone quando sono in
attesa di un accadimento sperato, desiderato, agognato o
ineluttabile. Come la nascita del bambino. Questo stato psichico
separa la percezione dell’individuo dal mondo e induce uno
stato d’attesa.
Come dice la psicologia:

“Nell’attività tendiamo verso l’avvenire, nell’attesa,


invece, viviamo per così dire il tempo in senso inverso;
vediamo l’avvenire venire verso di noi e attendiamo che
questo avvenire divenga presente”.2

Per questo, dice la psicologia, l’attesa è ansiosa. La


psicologia si è dimenticata di dire che quello stato psichico di
attesa tronca le relazioni che il nostro agire progettuale
costruisce col e nel mondo. L’elaborazione della percezione dei
fenomeni tace e in quello stato d’ansia si attende l’accadimento.
Ma mentre il soggetto attende l’accadimento le sue emozioni si
adattano e si allineano a quell’attesa e chi ha la capacità di
realizzare l’evento, come la nascita del bambino, la morte,
l’aggressione, il grande amore, ecc. è colui che ha la capacità di

2
Enciclopedia di Psicologia Umberto Galimberti

141

pagina n.141 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

incidere sulla struttura psico-emotiva di chi attende e di


costruire i legami emotivi con cui controllarlo. In quello stato
d’attesa psichica è sufficiente presentare una possibile e
desiderata soluzione per controllare le scelte e le idee delle
persone.

E’ l’ansia che viene alimentata nella madre mentre è


incinta. La società nella quale viviamo pone la madre in una
situazione psichica di attesa per l’accadimento inevitabile. Il
bambino nascerà e la sua vita è in funzione di quel bambino.
L’ansia della madre non si riduce al momento della nascita del
bambino. L’ansia, troppo spesso, diventa uno “stato di attesa” di
qualche cosa che può succedere. Uno stato psichico che non
viene rimosso nemmeno dall’analisi critica del presente. Uno
stato d’attesa ansioso che viene riprodotto nella psiche della
persona attesa dopo attesa.

Ne segue che la madre è la preda del bambino: una preda


perfetta. Il bambino agendo emotivamente sugli stati d’ansia
della madre gli manipola le emozioni come ha imparato fin da
quando era nella pancia della madre; gestisce la madre per i
propri scopi. Per contro, la madre per controllare il bambino,
nella forma gerarchica che la società richiede, deve introdurre
nel bambino forme d’ansia, di timore e di paura che si
trasformano spesso in sensi di colpa, problemi relazionali,
impossibilità di ottenere risposte adeguate dal mondo quando le
sue esigenze lo richiedono. Sono esistite delle società che non
imponevano paletti alla madre. Questa non andava in
depressione post parto. Per contro la vita de figlio era sospesa
ad un filo relazionale più tenue.

La situazione psichica di “instabili equilibri” è una


situazione psico-emotiva normale nelle specie della Natura.
Ogni equilibrio psico-emotivo è sempre instabile in quanto,
l’instabilità, è la premessa per il cambiamento psico-emotivo su
piani diversi. L’instabilità psico-emotiva non è un’instabilità
assoluta, ma è un’instabilità che tende ad una modificazione
dell’assetto presente nella prospettiva di adattamenti soggettivi

142

pagina n.142 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

a nuove esigenze di assetto psico-emotivo più funzionali al


mondo in cui il soggetto vive. Il problema non è dare stabilità
pisco-emotiva al bambino, ma trasmettergli la capacità di usare
la sua volontà affinché possa gestire in maniera funzionale lo
squilibrio psico-emotivo che vive: usare la volontà per
determinare la direzione del proprio cambiamento. Ma affinché
la madre trasmetta al bambino la capacità di usare la sua volontà
è necessario che la madre stessa (e più in generale l’ambiente in
cui il bambino vive) usi la propria volontà per gestire gli
squilibri psico-emotivi dirigendoli in situazioni psico-emotive
più favorevoli. Il neonato legge le azioni in cui la madre
coinvolge le sue emozioni: le azioni che coinvolgono le
emozioni soggettive si chiamano “atti di volontà”!

Nella società in cui viviamo osserviamo molto spesso le


vittime di questo gioco di guerra. Madri che sono vittime di figli
e figli che sono vittime di madri. La relazione fra suocera e
nuora che si contendono figlio e marito è entrata nel linguaggio
comune. La moglie costretta ad una guerra quotidiana per
assicurarsi il controllo del marito e la suocera che tende a
distruggere la nuora per riprendersi il controllo sul figlio. Sono
tutte vittime di un’incapacità a gestire l’ansia, l’attesa, per la
nascita: una donna che viveva in funzione del ruolo di madre
anziché quello di persona. Tutto questo inizia fin da quando il
bambino è nella pancia della madre.

Questo meccanismo viene riproposto, sia pur in maniera


diversa, per tutta la vita. Non solo nella relazione madre e figlio,
ma nella relazione individuo e società ed è solo la
consapevolezza dell’esistenza di questo meccanismo che noi
distinguiamo la stregoneria della sottomissione dalla
Stregoneria come libertà. La Stregoneria agisce su questo
meccanismo. Anche se le persone crescono e diventano adulte è
raro che le persone si approprino di un senso critico
sufficientemente coinvolgente da penetrare e modificare la loro
struttura psico-emotiva. Spesso il loro senso critico è
superficiale e più rivolto alla forma della quotidianità che non a
modificare il giudizio psico-emotivo del loro essere nel mondo.

143

pagina n.143 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Così le persone, anziché crescere, rimangono fragili, alla


perenne ricerca di una maniglia psico-emotiva a cui
aggrapparsi. Alla ricerca di rassicurazioni.

E’ in questo modo che insorgono forme di patologie


psichiatriche come i sensi di colpa, le angosce, le paure, ecc. Il
loro scopo è quello di fermare l’agire nel mondo delle persone
fin da quando sono bambini, piccoli e fragili. Privi di senso
critico e impossibilitati di comprendere che l’azione violenta
che subiscono in quel momento e alla quale essi rispondono
ritraendo la loro struttura psico-emotiva dal mondo, comporta
un danno, una ferita, una menomazione, che impedirà loro di
essere attivi fra dieci, venti, trenta o quaranta anni. Dal punto di
vista psicologico è come se la risposta alle sollecitazioni del
mondo del neonato di oggi gli impedisse fra trent’anni di usare
le gambe per correre.

Anche la psicologia e la psichiatria affronta questo


problema. Infatti la psichiatria conosce benissimo il
meccanismo generale che induce alla forma patologica
psichiatrica anche se preferisce l’approccio dell’effetto come
alterazione biologica che non agire nel complesso sociale che
produce l’alterazione biologica. Quando la psicologia o la
psichiatria sono chiamate ad affrontare il problema conchiudono
la loro analisi all’interno del singolo avvenimento che
nell’infanzia produce il trauma che può essere definito
razionalmente, non affrontano mai la società d’insieme né i
segnali non verbali che intercorrono all’interno della società
umana e che sono la reale fonte dei fenomeni sui quali il
neonato organizza le sue risposte adattative e costruisce il suo
metodo d’esposizione della propria struttura psico-emotiva che
va sotto il nome di: CARATTERE. La psichiatria cerca di
contenere gli effetti; la Stregoneria agisce sulle cause
prevenendo. La psichiatria ha successo quando contiene gli
effetti (spesso con farmaci), la Stregoneria ha successo quando
le persone abitano con consapevolezza il mondo.

144

pagina n.144 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Capire che quanto avviene nella primissima infanzia e


ancora prima di nascere, nella pancia della madre, ci permette di
agire sui meccanismi con cui le persone formano il loro giudizio
o usano la loro intelligenza. Il mio compito è quello di rendere
le persone consapevoli, ma ci sono degli specialisti che usano i
meccanismi adattativi più comuni delle persone per predisporre
le scatole di pomodoro e farvele comperare al supermercato.
Come loro riescono a vendervi la scatola di pomodoro, vi si
vende l’idea del dio padrone; vi si vende l’idea di “speranza”; vi
si vende l’idea di un mondo irreale nel quale imprigionare le
pulsioni che vi spingono verso il futuro.

Capire che la trappola scatta nella primissima infanzia


significa allarmare la madre affinché modifichi i suoi
comportamenti. Significa allarmare le persone affinché siano
più attente ed esercitino maggiormente il loro senso critico.
Significa prendere coscienza che le nostre azioni sono magiche
quando su di esse riversiamo le nostre emozioni e le nostre
tensioni: allora pratichiamo magia! Capire significa
comprendere che ogni nostro atteggiamento nei confronti del
bambino e nei confronti della società è portatore di “fenomeni”
che inducono il bambino e la società ad adattarsi e rispondere.

Quando la madre promette qualche cosa al bambino,


induce in uno stato di attesa dell’accadimento promesso. Lo
stato psichico che la madre induce nel figlio è un’apertura verso
le sue emozioni e la possibilità, quando il bambino accetta lo
stato di attesa, di agire sulle sue emozioni costringendolo nello
stato d’ansia attraverso il quale crea la dipendenza di suo figlio
da una promessa da mantenere. Per contro, il figlio, appena
nato, costruisce un numero infiniti di stati d’ansia della madre
che, per rassicurarsi apre continuamente la comunicazione
emotiva col figlio.

L’accadimento. Quando si presenta alla coscienza


modifica la struttura neurovegetativa delle persone. I mille
interessi che la persona aveva, cessano di stimolarla. Tutta la
struttura neuro-vegetativa della persona si concentra

145

pagina n.145 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

sull’accadimento. La tensione soggettiva si trasforma in stress


apatico per il mondo tanto che la persona può pensare che il
“mondo tace”. Ma non è così, è la sua percezione a tacere. I
fenomeni del mondo non hanno più impatto su di lei. La sua
attenzione è concentrata sull’accadimento. Attesa in uno stato
d’ansia coinvolgente.
In quello stato psichico della madre, ma che ogni persona
vive nella propria attività, si è intrufolato il neonato. In quello
spazio psichico si intrufola chi vuole costruire l’attesa per un
evento; aspettative politiche; aspettative religiose. Manipola la
persona per fermare la sua percezione dei fenomeni dal mondo:
tutto tace. Finché l’accadimento deve venire.

La manipolazione della madre da parte del figlio è una


costante. Ma cosa chiede il figlio? Sopravvivere e, in seconda
battuta, chiede che segua la sua crescita. Come Atena minaccia
Zeus, il bambino che nasce è esattamente come Atena. Solo la
Madre-Strega, consapevole della natura emotiva
dell’aggressione che subisce (sono frequenti i pianti dovuti a
fragilità delle madri subito dopo il parto), conoscendo l’origine
dei mutamenti emotivi, impedisce alla sua ragione di attribuirli
a “cause oggettive” proiettando su di loro immagini che gli sono
state imposte durante l’educazione: è frequente che le madri che
uccidono il loro figlio piccolo, attribuiscano questa azione con
la necessità di liberare il bambino dal demonio.

Questo schema che descrive l’azione di Atena, l’ho scritta


dodici anni fa’.
Proviamo a riscriverlo col neonato che si presenta al
mondo. Sappiamo che le predilezioni emotive del neonato sono
ordinate dalla madre che ha portato a termine la gestazione,
pertanto, esistono un infinito numero di variabili nelle relazioni
fra segnali emotivi della madre e interpretazione dei segnali da
parte del feto che poi si trasformano in interpretazione delle
emozioni del mondo una volta che il feto nasce.

1) Il neonato conosce sé stesso e le sue possibilità;

146

pagina n.146 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

2) Il neonato analizza il territorio nel quale intende


cacciare;
3) Il neonato ha l'intento di ciò che fa';
4) L'intento del neonato è il suo bisogno (l'intento è
interno del neonato);
5) Il neonato individua l'obiettivo del suo intento;
6) Il neonato osserva l'oggetto;
7) Il neonato nasconde sé stessa al suo obiettivo;
8) Il neonato diventa parte indistinguibile dall'ambiente
per l'oggetto;
9) Il neonato si sottrae quando l'oggetto la individua;
10) Il neonato attende che l'oggetto sia in difficoltà;
11) Il neonato distrugge l'oggetto soddisfacendo il suo
bisogno e, rilassando la sua tensione, alimenta l'intento della sua
trasformazione;

La madre costruisce delle relazioni con sé stessa e il


neonato sfrutta il sé stessa della madre per ammaliare la madre e
costringere la madre a rispondere a sé stessa alimentando le
possibilità di sopravvivenza del nuovo nato.....
Provate ad estendere questo meccanismo su scala
“mondiale”: la struttura emotiva di ogni soggetto è specchio di
ogni struttura emotiva di ogni soggetto esistente.
Se riuscite a visualizzare gli Esseri del mondo, partendo
da questo punto di vista, riuscite anche a comprendere quanto la
“ragione” ci separa da ogni altro Essere della Natura e quanto,
al contrario, le Emozioni ci legano ad ogni altro soggetto della
Natura.

Le emozioni ci legano ad ogni altro soggetto della Natura


pur mantenendo, ogni soggetto, la propria specificità e la
propria coscienza che viene forgiata dalle specifiche esperienze.
La ragione agisce per categorie. Avete presente i film? Ogni
personaggio è caratterizzato da dei tratti somatico-
comportamentali. Il film è fatto in modo da comunicare
immediatamente allo spettatore il buono e il cattivo, il giusto e
l’ingiusto, sospende le emozioni e costringe lo spettatore a
tifare: la ragione agisce per categorie descritte nella forma.

147

pagina n.147 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Solo che le forme analoghe si fissano nella ragione come


portatrici di una struttura emotiva mentre ogni soggetto, al di là
della forma che presenta, ha una propria struttura emotiva. Le
idee preconcette sono delle “psicosomatizzazione” della mente.
Tendono ad associare il nostro giudizio ad una forma. Questo
meccanismo era perfetto se usato nella Natura, diventa fonte di
inganno quando viene usato nella società in cui viviamo.

Nei bisessuati la struttura emotiva della madre cresce e


alimenta una parte di sé che al momento della nascita del feto, si
scinde e si separa.
Alla nascita del feto, la madre è emotivamente
andicappata nel senso che non ha più la medesima struttura
emotiva con cui far fronte ai problemi della sua vita.
Ha una struttura emotiva “diversa”, menomata dalla
nascita del bambino.

Appena nato il bambino ha la stessa struttura emotiva


della madre: la madre, quando comunica emotivamente col
bambino appena nato, comunica con sé stessa.
Anche se l’educazione gli ha sedimentato delle idee
preconcette, la struttura emotiva, alla nascita, le spazza via
almeno fintanto che la comunicazione emotiva continua ad
essere della madre con sé stessa nel bambino.

148

pagina n.148 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Terza parte
Stregoneria e le idee sulla manipolazione delle idee e
delle masse ad opera della ragione

Howard Gardner
“Cambiare idea”
Manipolazione mentale
Gestione delle masse mediante l’illusione
Premessa
Quando si analizza una relazione, devono essere
considerati entrambi gli oggetti della relazione.
Per masse si intendono degli insiemi di individui che per
convinzioni comuni agiscono come un insieme omogeneo.
Quando usiamo il termine “leader” o consideriamo un soggetto,
come diverso dalla massa, intendiamo un individuo critico.
Intendiamo sia un individuo che usa la massa ponendosi al di
sopradi essa; sia colui che critica la massa pur rimanendo
all’interno dell’insieme (non intende dominarla). Le relazioni
che intendo considerare sono le relazioni fra massa e individuo.
La relazione massa ed individuo è sempre una relazione
conflittuale. Una relazione in cui la massa intende costringere
l’individuo a soggettivare tensioni e soluzioni comunemente
condivise dalla massa. Per contro, l’individuo tende sempre a
manifestare le proprie tensioni in funzione della soddisfazione
dei propri bisogni per quanto la sua cultura gli permette di
osservare.
Alcuni individui riescono ad usare la “massa” per i propri
scopi o, se preferite, si sentono gratificati nell’usare la massa.
Usare la massa è sempre stato l’ideale di ogni leader. Far
sì che la massa faccia proprie le sue stesse aspettative e segua le
sue direttive. Far sì che la massa lo onori come colui che
conduce la massa ad attraversare il Mar Rosso dividendo le
acque.
Questa è la figura del leader (come cristianamente intesa).

149

pagina n.149 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Howard Gardner, finanziato dalla sua università e per


conto di aziende che lo finanziano, intende definire i modi, le
procedure, per le quali un individuo diventa un leader sociale.
Howard Gardner ha in mente Mosé che conduce gli ebrei
fuori dall’Egitto. Howard Gardner non conosce (o non vuole
conoscere) Lucio Quinzio Cincinnato. Perché? Perché il punto
di vista di Gardner non sono le persone, ma il dio padrone che
riafferma il suo essere dio padrone nel costringere le persone a
seguirne le direttive. Così il leader non è colui che risolve i
problemi sociali, ma colui che li crea in funzione di una propria
missione messianica. Il messianesimo e come il messia viene
imposto alle masse, diventa, di fatto, il problema che Howard
Gardner vuole risolvere.

Secondo Howard Gardner il messia, il leader, è colui


capace di manifestare idee, concetti, storie e teorie.
Questa capacità, secondo Howard Gardner, separa il
leader, il Mosè, dalla massa e lo rende degno di condurre la
massa attraverso il deserto del grigiore quotidiano in cui quella
massa, secondo la visione di Gardner, è destinata a vivere.
La massa, incapace di riconoscere il suo leader, deve
essere indotta a credere in una “speranza” e il leader deve
mettere in atto delle strategie per far accettare le sue idee
alimentando l’illusione nella “speranza” della massa. Solo
alimentando le illusioni nella “speranza” della massa un
individuo può eleggersi a leader spacciando i propri obbiettivi
come idee, concetti, storie e teorie.

Una “massa” consapevole delle relazioni fra sé e il mondo


cerca il proprio leader in funzione di bisogni od obbiettivi che
deve raggiungere. Non alimenta speranze illusorie di attesa
messianica, ma razionalizza il problema e delega il leader in
funzione della soluzione di quel problema. Una massa non
consapevole delle relazioni fra sé e il mondo in cui vive è
sempre, secondo la visione di Gardner, in attesa del proprio
messia.
Così, una massa consapevole cerca il proprio Lucio
Quinzio Cincinnato per risolvere il proprio problema e, una

150

pagina n.150 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

volta risolto, riprendere in mano le proprie relazioni con il


mondo; una massa non consapevole è pronta ad accogliere ogni
messia che si presenta purché questi abbia le giuste tecniche con
cui imporsi; il giusto dio dal quale essere inviato; la giusta
speranza da spacciare alla massa come una dose di eroina anche
se quell’eroina consiste in una generazione dispersa nel deserto.
Gardner definisce sette tecniche. Sette modi da
considerare per circuire la massa. Tecniche che Gardner
definisce come le sette “r”:

Raziocinio;
Ricerca;
Risonanza;
Ridefinizione delle immagini mentali;
Risorse e ricompense;
Realtà esterna;
Resistenze;
Reminescenza emotiva;

Le masse, secondo Gardner, sono tali perché, a differenza


del leader non hanno idee, concetti, storie o teorie. Almeno
rispetto al problema e alla collocazione che assume il leader; il
messia.

Il concetto di massa, usato da Howard Gardner, parte dal


presupposto che gli individui-massa non abbiano nessuna
capacità di leggere la realtà in cui vivono, ma soprattutto non
siano in grado di cogliere le prospettive future della
modificazione della realtà contingente. Per Gardner gli
individui massa sono come “le pecore del buon pastore” che
seguono la voce del leader. Una voce che, secondo Howard
Gardner, deve farsi sentire mediante delle tecniche quali il
raziocinio, la ricerca, la risonanza, la ridefinizione delle
immagini mentali; le risorse e ricompense, realtà esterna e le
resistenze. Considerando questi elementi che vengono
trasformati in tecniche, il leader riesce ad imporre alla massa le
sue idee, i suoi concetti, le sue storie e le sue teorie.

151

pagina n.151 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Quando Gardner analizza i vissuti di alcuni personaggi


estrae l’elemento che a suo giudizio ha trasformato quel
personaggio in un leader. Si dimentica che la condizione per cui
quell’individuo ha espresso un’azione che lo ha posto alla testa
di “masse” o guidato dei comportamenti delle masse, non è
dovuta alle tecniche che Gardner ha estrapolato.
Quell’individuo ha condotto le masse; ha gestito una situazione
sociale; ha gestito una situazione economica; solo per questo è
preso in considerazione da Gardner. Gardner non prende in
considerazione l’individuo e i suoi processi di costruzione e le
sue trasformazioni soggettive. Gardner prende in considerazione
soltanto la tecnica che quell’individuo ha applicato in quella
situazione specifica. Gardner è esterno al leader e alla situazione
massa vissuta. La guarda come un giudice e su quella situazione
massa proietta ciò che lui avrebbe fatto se fosse stato quel
leader. Individua nei comportamenti del leader ciò che lui è in
grado di comprendere razionalmente senza essere immerso nella
medesima situazione: lui separato dal soggetto che analizza e
dalla massa che intenderebbe controllare. E’ dagli effetti
prodotti da quell’individuo che Gardner, incapace e
impossibilitato a ricostruire i processi di trasformazione,
fotografa le “tecniche” che Gardner immagina che
quell’individuo abbia usato.
In sostanza, mentre un individuo è il prodotto di un
processo di adattamento soggettivo ad una situazione familiare
e sociale che lo ha prodotto; è il prodotto della sua
trasformazione soggettiva in base alle relazioni culturali che ha
vissuto; è il prodotto del divenuto e delle tensioni verso il
divenire dell’insieme culturale che sta vivendo; Gardner lo
separa dall’insieme, lo immagina creato da un dio padrone e
cerca le “tecniche” attraverso le quali costui, a differenza degli
individui-massa, è diventato un leader. E come leader può
condurre le pecore che seguono la sua voce perché la
riconoscono (vangelo Giovanni).

Se seguiamo l’operazione contraria, cioè dalla tecnica


individuata da Gardner formiamo il leader sociale, troviamo che
le esigenze di controllo della massa inducono il leader ad

152

pagina n.152 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

esprimere idee, concetti, con il linguaggio semplice. Che non è


il linguaggio semplice con cui esprimere concetti, ma è il
concetto semplice, banale, retorico, ignorante, che può essere
compreso da una massa che trova nel leader che lo esprime il
referente del proprio pensiero. Non si tratta del leader che guida
la massa, ma di un individuo che guida una massa
giustificandone la miseria culturale. E la massa si lascia guidare
proprio perché trova nella miseria culturale espressa una difesa
dall’ansia.

Così, secondo Howard Gardner, alle “masse” non


interessano “Raziocinio; Ricerca; Risonanza; Ridefinizione
delle immagini mentali; Risorse e ricompense; Realtà esterna;
Resistenze;” semplicemente perché non sanno né che farsene né
a che cosa possono loro servire.
Io che quarant’anni fa sventolavo il “Libretto Rosso” di
Mao Tse Tung, conosco perfettamente i motivi per cui milioni
di persone allora lo sventolarono e perché ora non lo sventolano
più: per la prima vola nella storia gli individui avevano delle
regole, un sistema, un metodo, con cui leggere e interpretare la
realtà in cui vivevano.
Poi, quando quel metodo è diventato vecchio ed obsoleto
perché da quel metodo altri metodi sono stati sviluppati, allora
si è cessato di sventolare il libretto rosso. Oggi esistono altri
metodi, ma allora quello era il primo! Il primo metodo che
consentiva alle persone di non essere massa, ma individui.
Quello di Howard Gardner è un metodo di controllo di massa,
un metodo illusorio, ma molti metodi, nel frattempo, lo hanno
preceduto.

Per parlare dei novelli messia, Mosé, Howard Gardner,


usa degli esempi, Mandela, Ghandi, Clinton, Reagan, Thatcer,
Shapiro, Freedman. Tutti hanno una massa da gestire; tutti
gestiscono le masse con “grande intelligenza” per i propri fini.
Poi usa leader scientifici, come Karl Marx, Darwin e
Freud. Non comprende perché costoro abbiano avuto il successo
che hanno avuto. Non comprende perché a Gardner sfugge una
condizione precisa: il bisogno di massa!

153

pagina n.153 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il leader per Gardner appare come un bugiardo, un


truffatore, un delinquente, separato dalla massa che deve
costringere a seguire i suoi progetti. Howard Gardner si guarda
bene da accusare i suoi esempi di leader di essere dei truffatori.
Si limita a mettere in luce le loro peculiarità e le loro tecniche
persuasive. Tecniche persuasive che maschera con quelli che
definisce “leader indiretti”, cioè con personaggi come Marx,
Darwin o Freud, i quali non avevano nessun interesse nell’uso
della massa a differenza di Mandela, Ghandi, Clinton, Reagan,
Thatcer, Shapiro, Freedman. Gardner, nel suo libro “Cambiare
idee” mette molto l’accento sulla “correttezza morale”. Si tratta
di un modo per sottolineare la disonesta intellettuale ed
emotiva. Infatti, che cos’è la correttezza o la dirittura morale se
non il riconoscimento della disonestà intrinseca del leader?
Quand’è che si è moralmente corretti se la morale è una
convenzione sociale? Una convenzione spesso in conflitto con
le pulsioni delle persone?

Se qualcuno dovesse usare e applicare gli “insegnamenti “


di Gardner, non sarebbero certo i Marx, i Darwin o i Freud, ma
piuttosto i Mandela, Ghandi, Clinton, Reagan, Thatcer, Shapiro,
Freedman. Questi ultimi possiamo identificarli, al giorno
d’oggi, con i Berlusconi, i Veltroni, i Bush, i Sarkosy, i Merkel
o i Blair. Coloro che hanno fatto fesse le popolazioni
spacciando informazioni del tipo “armi di distruzione di massa”,
per invadere e distruggere l’Iraq; oppure le televisioni di
Berlusconi; oppure la politica imperialista di Blair imposta ad
un elettorato laburista; oppure il cattolicesimo integralista di
Veltroni imposto ad un elettorato laico.

Gardner stesso sta usando, nel suo testo, le sue stesse


tecniche che elenca, facendo apparire simili comportamenti
diversi allo scopo di legittimare quelli che predilige fingendo
un’obbiettività “analitico-scientifica”. Gli scopi che spinsero
Mandela non hanno nulla a che vedere con gli scopi che
spinsero la Thatcher. Il libro “Cambiare idea” è un esempio di

154

pagina n.154 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

libro politico-sociale mascherato da ricerca scientifica. Alla


fine, questo libro, che cosa spaccia?
Spaccia la necessità di trasformare le persone in una
massa senza cultura, buona per essere fatta fessa da un leader
che, applicando le tecniche di Gardner, rinnovi la chiusura verso
il futuro delle persone. Non fa altro che spacciare
l’organizzazione sociale cristiana che attende il messia; il mito
americano del superuomo o, se preferite, dell’uomo del destino.
Il superuomo americano ben impersonato nei fumetti da
Superman a Topolino; da Batman all’Uomo Ragno; da Rambo a
Rocky Balboa; da John Wayne a Clark Gable. E’ sempre la
solita storia: “Non passerà questa generazione senza che voi mi
vedrete venire sulle nubi con grande potenza alla destra del
padre mentre le stelle cadranno sulla terra!” (Vangeli cristiani)
Marghera 01.08.2008

155

pagina n.155 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Raziocinio
Logica e raziocinio nella manipolazione
delle masse elettorali

Il Raziocinio è la prima tecnica che Gardner prende in


considerazione.
Del Raziocinio Gardner afferma:

“L’approccio razionale comporta l’individuazione dei


fattori pertinenti che saranno soppesati uno ad uno per
giungere ad una valutazione complessiva. Il Raziocinio
può implicare l’uso della pura logica, delle analogie o la
creazione di tassonomie.”

Col termine raziocinio Gardner si riferisce al razionale;


alla possibilità da parte del soggetto di pensare al proprio
obbiettivo e mettere in ordine tutti gli elementi razionali,
pensabili, che portano a quell’obbiettivo. La possibilità di
padroneggiare razionalmente gli oggetti che concorrono a
raggiungere il suo obbiettivo pone il soggetto nella condizione
di padroneggiare l’obbiettivo (idea) e i mezzi per giungervi.
L’individuo che usa il raziocinio rende la sua esposizione nei
confronti delle persone perfettamente razionale. L’individuo usa
la pura logica; usa le analogie, per VISUALIZZARE nel suo
interlocutore il concetto, e usa le tassonomie per inserire la sua
idea in classificazioni condivise con il suo interlocutore.

L’oggetto di sé

L’oggetto in sé è l’idea! Nel caso del politico è necessario


separare l’idea di fondo sulla quale concentra la sua azione
dallo sviluppo razionale con cui presenta l’idea. Si tratta di
considerare l’idea in sé da cui il politico fa seguire il suo
discorso logico. La razionalità logica presenta l’idea: non è
l’idea. L’idea è ciò che fa muovere la giustificazione logica con
cui il politico la giustifica e la sostiene. Ma la giustificazione e

156

pagina n.156 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

le ragioni che la sostengono non sono l’idea: sono le


giustificazioni.
L’idea, come oggetto in sé, si materializza nell’azione.
L’azione materializza l’idea del politico. L’azione svela l’idea
del politico al di là di come lui la proclama o la giustificava. Per
azioni possiamo considerare tute quelle esposizioni personali
del politico che si concretizzano in atti giuridici o scelte sociali.
Il raziocinio è usato dal politico per vendere un’idea. Per
farlo deve conoscere tutto quello che riguarda quell’idea e
come, quell’idea va mascherata e spacciata fra le masse che
intende gestire, qualora non sia in grado di incontrare
l’approvazione della massa all’idea stessa.

Un esempio di raziocinio volto a creare inganno ed illusione


dai fatti di cronaca del 2008

Il 16 aprile 2007, La Repubblica scriveva a proposito


dello stato della trattativa su Alitalia:

“Si scoprono le carte per Alitalia. Oggi le tre cordate


ancora in lizza dovranno presentare le loro offerte non
vincolanti per acquisire il controllo della compagnia di
bandiera. L' Ap holding di Carlo Toto, gli italo-russi di
Aeroflot e Unicredit e la cordata tutta finanziaria tra
Mediobanca e i fondi di private equity Tpg e Matlin
Paterson consegneranno all'advisor del ministero del
Tesoro, Merrill Lynch, un progetto completo di piano
industriale, impegno finanziario ed anche un primo
prezzo indicativo. Il prezzo non sarà quello finale, ma il
governo ha più volte sottolineato che questo particolare
peserà molto meno dei programmi di rilancio, nella
scelta del vincitore, ecco perché il passaggio di oggi
potrebbe essere quello decisivo nel definire le possibilità
dei tre pretendenti. Dalle offerte non vincolanti si capirà
quanto ogni candidato "faccia sul serio". L' impegno
complessivo, tra costi di acquisto e di rilancio, è di 3
miliardi di euro almeno secondo le stime del ministro dei
Trasporti, Alessandro Bianchi. Se le offerte fossero in

157

pagina n.157 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

questo ordine di grandezza il governo potrà avviarsi alla


trattativa finale con un certo potere contrattuale. Invece
c' è il pericolo che ci si trovi di fronte valutazioni troppo
basse o piani incompleti.”

Il 22 Marzo 2008, la stampa scriveva:

“22 mar. - 'O si fa Alitalia o si muore'. Silvio Berlusconi,


nuovo Garibaldi, per salvare la compagnia di bandiera
sembra essere disposto a tutto. E proprio la sua discesa
in campo e' la garanzia, assicura, che alla fine la cordata
italiana la spuntera' sui francesi: ''Ormai mi sono
impegnato io, quindi si fa'', rassicura.
Romano Prodi preferisce non intervenire, e cosi' oggi il
botta e risposta e' con Walter Veltroni.
Il leader del Pd non chiude la porta a un'alternativa ma
lancia un ultimatum: se c'e' una cordata si deve fare viva
entro 48 ore. Una tempistica ''assurda'', e' la replica:
''Servono 3, 4 settimane''.
La campagna di Berlusconi ruota intorno ad alcune
certezze: le condizioni di Air France sono inaccettabili;
Intesa Sanpaolo non si e' ritirata; ci sono imprenditori
italiani interessati al salvataggio di Alitalia che ''si sono
dichiarati disponibili e che ora si stanno parlando''.
Sono ''nomi grossi - spiega - e tutti in contatto con
Toto''.
Suona il tasto dell'orgoglio l'ex premier e spiega che
consegnare Alitalia a Parigi sarebbe un po' come essere
colonizzati. L'Italia sarebbe svilita, basta considerare che
anche ''la Grecia e il Portogallo hanno una compagnia di
bandiera''.
Quindi bisogna ribellarsi, rimboccarsi le maniche e
trovare una nuova soluzione. Lui, dice sornione, ha
atteso di conoscere le carte di Af; dopo averle viste ha
pero' capito che il piano francese non si poteva
mandare giu' e si e' quindi fatto avanti. A questo punto

158

pagina n.158 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

se la prende con il governo, che negli ultimi sei mesi ha


tenuto i conti di Alitalia nascosti ai piu'.
E ora e' arrivato il momento che tiri fuori il dossier - e' la
richiesta - per permettere anche a altri di mettere insieme
una proposta. Air One dice di aver bisogno di tre
settimane circa, lo stesso timing indicato da Berlusconi.
La tesi del governo e' invece che di tempo ve ne sia
davvero poco, la scadenza resta fissata al 31 marzo.
Di fronte a un incontenibile Cavaliere, che rilascia
dichiarazioni su dichiarazioni, Romano Prodi si trincera
pero' dietro a una risposta laconica: ''Non parlo. E' ora
di essere seri...''. A
nche Walter Veltroni invita a evitare che una vicenda
cosi' delicata finisca nel tritacarne elettorale. ''Non
vorrei - aggiunge il leader del Pd - che ci sia una
cordata che dopo le elezioni non c'e' piu''' perche'
questo significherebbe portare Alitalia sull'orlo del
fallimento''.
Su questo almeno i due candidati premier sono
d'accordo. Al loft di Santa Anastasia si deve registrare un
certo nervosismo se il numero due del Pd Dario
Franceschini a sera sceglie toni ancora piu' duri di quelli
del leader: lo scopo di Berlusconi, afferma Dario
Franceschini, e' scavalcare il 13 aprile. Francesco
Rutelli invece punta il dito contro l'ipotesi che Marina e
Pier Silvio Berlusconi possano offrire soccorso:
''Berlusconi vuole regalare Alitalia ai figli, solo che il
lupo perde il pelo ma non il vizio e vuole i soldi dello
Stato''. Il piu' duro e' pero' il ministro Antonio Di
Pietro: l'accusa e' addirittura di insider trading.
Attacchi ''isterici'' che altro non sono che la cartina
tornasole del fatto, commenta Maurizio Lupi, che ''hanno
la coscienza sporca''. L'affondo al vetriolo pero' arriva
dall'ex alleato Pier Ferdinando Casini: ''Dopo quattro
anni sempre le stesse cose su Alitalia'', dice il leader
dell'Udc citando una dichiarazione di Berlusconi del 17
febbraio del 2004 (''Per fortuna di Alitalia, c'e' il signor
Silvio Berlusconi che impieghera' tutto il suo talento

159

pagina n.159 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

per risolvere un problema che altri non hanno saputo


risolvere'').
Schermaglie che a sentire il Pdl sono destinate a finire
nel vuoto: ''Ora che si conosce qual e' il piano di Air
France - afferma il governatore della Lombardia Roberto
Formigoni - anche altri possono uscire perche' la cosa
era pronta da tempo e Silvio Berlusconi si e' mosso
benissimo''.
AIR ONE, PER OFFERTA DUE DILIGENCE DI 3
SETTIMANE
Ap Holding, la società di Carlo Toto che controlla Air
One, ribadisce così la sua posizione sull'interesse a
tornare in corsa per la privatizzazione di Alitalia. "Per
presentare una proposta vincolante - spiega un
comunicato della società - è essenziale effettuare una
due diligence, ovvero una verifica sui dati e sullo stato
di salute della Compagnia. A dicembre avevamo
presentato un piano forte di risanamento e di rilancio per
Alitalia, ma siamo stati esclusi dalla fase di due diligence
che è stata concessa, per tre mesi, solo ad Air France-
Klm". (ANSA)

Tratto da:
http://www.clandestinoweb.com/index2.php?option=com
_content&task=view&id=7424&pop=1&page=0&Itemid=1

Il 23 aprile 2008, La Repubblica scriveva:

“ROMA - Un'altra giornata di colpi di scena e


polemiche, sul fronte Alitalia. Con Silvio Berlusconi
protagonista di un duro attacco ai sindacati, che
replicano duramente (poi però il futuro premier si
autorettifica). E con l'imprenditore milanese Salvatore
Ligresti che assicura: "La cordata italiana si farà, e ci
saremo anche noi".
Lo scontro coi sindacati. "Air France si è ritirata in
primo luogo per i veti dei sindacati". Queste le parole
pronunciate da Silvio Berlusconi. Durissima la replica

160

pagina n.160 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

dei rappresentanti dei lavoratori: per Guglielmo Epifani


(Cgil) il suo è uno "scarico di responsabilità che non fa
onore". Per Raffaele Bonanni (Cisl) la sua dichiarazione
"è una barzelletta". Ma poi il Cavaliere, com'è spesso nel
suo stile, corregge il tiro, si autosmentisce: spiega che
sulla vicenda "i sindacati hanno fatto il loro mestiere, e
magari hanno avuto anche ragione. La verità è che le
condizioni poste erano impossibili da accogliere".
"Dolorosi tagli di personale". Li annuncia il leader Pdl,
che spiega: "Bisogna escludere innanzitutto il
commissariamento. Il governo ha dato i mezzi alla
compagnia per sopravvivere per i prossimi mesi, che
saranno impiegati da una compagine di imprenditori
italiani, banche e compagnie aeree, per guardare i conti
di Alitalia". "Dopo la due diligence di 3-4-5 settimane -
continua - questa compagine dovrà presentare un'offerta
impegnativa, che comporterà dolorosi tagli di
personale". Ai lavoratori "giustamente preoccupati",
Berlusconi assicura che "ci saranno meccanismi di
assistenza da parte dello Stato per chi perderà il lavoro".
Cordata italiana, Ligresti si fa avantii. Ma l'ipotesi di
una cordata italiana è davvero realistica? Secondo il
presidente di Pirelli e vicepresidente di Confindustria,
Marco Tronchetti Provera, "di fronte a una proposta
trasparente dove esista chiarezza di numeri e
trasparenza" questo tipo di iniziativa imprenditoriale "è
possibile". Per Giorgio Fossa, past president di
Confindustria ed ex presidente della Sea, "se si
espongono Bruno Ermolli e Gianni Letta c'è la possibilità
che qualcosa di serio ci sia". Ma chi si spinge più avanti
di tutti è Salvatore Ligresti, secondo il quale "la cordata
italiana si farà". "Le cose si fanno in silenzio - dice,
interpellato dai cronisti - e penso che si fanno". Ai
giornalisti che gli chiedevano se il suo gruppo sarà
coinvolto, Ligresti replica che "penso ci sarà modo di
essere coinvolti. Una mano bisogna darla, penso sia
giusto e doveroso nei confronti del paese, della
compagnia, dei lavoratori e del turismo".”

161

pagina n.161 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il 24 luglio 2008

“ALITALIA, BERLUSCONI: SACRIFICI, MA


SOLUZIONE VICINA

(AGI) - Roma, 24 lug.2008 - 'Berlusconi: 'Alitalia fara'


dei sacrifici'' titola La Stampa, sottolineando che secondo
il premier la soluzione per risolvere la crisi dell' ex
compagnia di bandiera si sta avvicinando. 'Mentre l'
advisor Intesa Sanpaolo mette a punto gli ultimi dettagli
del piano industriale - prosegue il quotidiano di Torino -
il presidente del Consiglio, incontrando i senatori del suo
partito, preme per una soluzione rapida'. Anche
Repubblica dedica ampio spazio alla vicenda Alitalia,
evidenziando come 'i piloti' potrebbero andare 'allo
scontro' se verranno confermati 'i tagli al personale'.
Sara' quindi 'un cammino di lacrime e sangue - sottolinea
ancora il quotidiano diretto da Ezio Mauro - e i sindacati
sono pronti ad alzare le barricate, a cominciare dall'
Anpac, l' associazione dei piloti, contraria a una cessione
ai privati del settore cargo e a tagli non accompagnati da
un serio rilancio del vettore'. Sul salvataggio della
compagnia di bandiera il Sole 24 Ore titola: 'Alitalia,
stretta finale per Intesa Sanpaolo. Police ricevuto a
Palazzo Chigi' scrive il quotidiano economico,
evidenziando che gia' 'sabato il Consiglio potrebbe
esaminare il piano'.”

Tratto da:
http://finanza.repubblica.it/

Qui termina l’esempio.

Razionalità ed inganno

162

pagina n.162 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Le ragioni razionali con cui si sostiene un’idea non


manifestano l’idea, ma possono (e spesso avviene) nascondere
l’idea sotto a delle rappresentazioni e a degli intendimenti i cui
scopi servono a confondere le masse o l’interlocutore. La
tecnica consiste nel nascondere l’idea, trasmettendo segnali
attraverso ragionamenti (più o meno formalmente logici) che
allontanano l’attenzione dell’interlocutore dalla “vera” idea di
chi la manifesta. Sostanza ideale e apparenza formale. La
razionalità è la dimensione nella quale maggiormente viene
costruito l’inganno. Noi parliamo di logica, ma la logica è uno
sviluppo razionale di presupposti accettati dall’interlocutore.
Così le analogie. Quando chi espone le proprie idee usa delle
analogie, queste analogie devono essere comprese dalla
“massa” che intende far funzionare per l’applicazione delle sue
idee (“ce l’abbiamo duro” dice Bossi e la sua massa
comprende...). In un ambiente cristiano dire “Agiremo
schiacciando la testa al serpente” è un’analogia compresa, come
è compresa la risposta all’augurio “In bocca al lupo” con “Crepi
il lupo”. Una massa che consideri il simbolo del serpente
positivo ( o positivo il ruolo del serpente nella struttura della
vita nella natura); schiacciare la testa del serpente o invocare la
morte del lupo sono segnali negativi. Così le analogie verranno
scelte con cura per far accettare l’idea. Scegliere con cura le
analogie in base al pubblico è già un mascherare l’idea in
quanto l’analogia diventa il messaggio di veicolazione dell’idea
non in funzione della spiegazione dell’idea, ma in funzione
dell’accettazione aprioristica dell’idea da parte del pubblico. Il
pubblico viene distratto dall’analisi dell’idea dall’analogia
dell’idea che l’analogia dovrebbe comunicare.
E’ un po’ come fa Gardner nella scelta dei personaggi che
vuole usare come esempio: Mandela, Ghandi, Clinton, Reagan,
Thatcer, Shapiro, Freedman. Appare evidente l’inganno
perpetrato da Gardner che ha evitato di analizzare Hitler e
Mussolini i quali hanno usato la loro razionalità per ingannare
sulla realtà delle loro idee. Hanno ingannato elettorati
estremamente vasti. Ben più vasti di Thatcer, Shapiro o gli altri.
Il pubblico comprende immediatamente come le adunate

163

pagina n.163 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

oceaniche di Mussolini o Hitler erano degli inganni; comprende


con minor facilità gli inganni di Ghandi, Reagan o Thatcer.

L’oggetto dell’altro

Nell’uso della razionalità per trasmettere le idee è


necessario tener conto dell’altro. L’altro come interlocutore o
come massa. Uno degli errori fondamentali fatti da Umberto
Galimberti, nel suo “L’Ospite inquietante – Il nichilismo dei
giovani”, analizzando il vuoto comunicativo dei ragazzi che
buttavano le pietre dai cavalcavia, era la riduzione della loro
capacità comunicativa delle proprie categorie. Umberto Bossi
ha lo stesso livello intellettuale dei ragazzi che gettano le pietre
dai cavalcavia; eppure viene votato! Questo perché il linguaggio
razionale non è quello che io considero e voglio che sia il
linguaggio razionale, ma è quello che viene recepito dal mio
interlocutore o dalla massa che ho di fronte. Un giornalista si
stupì perché Massimo Cacciari non conosceva un cantante
famoso e Cacciari gli rispose (più o meno): “Non è mica
Socrate!”. Umberto Bossi e Massimo Cacciari vivono in un
sistema sociale in cui una testa vale un voto! Se la massa fosse
fatta da altrettanti Socrate, Cacciari avrebbe delle ragioni da
sostenere. Invece, la massa è fatta da altrettanti Borghezio,
Calderoli o Bitonci, che conoscono il cantante o l’isola dei
famosi, ma non conoscono né Socrate né nessun altro. Umberto
Bossi, dicendo stupidaggini, comunica razionalmente il suo
pensiero; Veltroni o Cacciari o Bettin, non sanno comunicare
razionalmente il loro pensiero. Sono persone assolutamente
irrazionali ed illogiche (spesso bugiarde, infide e culturalmente
volgari). Indubbiamente alla lunga l’elettorato di Umberto Bossi
comprenderà l’inganno o comunque lo subirà, ma intanto Bossi
ha i voti con cui far danno nella società civile!
Un altro è fondamentale per comprendere la riuscita della
comunicazione. Né Bossi né Berlusconi hanno studiato l’altro;
la massa. Essi sono la massa; il loro comportamento è
assolutamente naturale in sintonia con la massa in quanto da
quella massa provengono e da quella massa intendono ottenere i
profitti. Come stupirsi dell’ignoranza di Gentilini, ex sindaco di

164

pagina n.164 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Treviso? Treviso è come Gentilini! Il livello intellettuale degli


abitanti di Treviso, della massa degli abitanti di Treviso, E’
COME GENTILINI!
Così, impegni importanti o idee complesse devono essere
esposte con un linguaggio che non guardi al futuro (perché gli
abitanti di Treviso non sanno nemmeno che cosa sia; per loro
l’idea della trasformazione temporale del presente è illogica ed
inesistente), ma agisca nell’immediato anche se l’idea tende alla
trasformazione del presente. Deve essere esposta con un
linguaggio che coinvolga la persona-massa nell’immediato; che
paventi soluzione vicine e nello stesso tempo che accusi l’altro
(quale altro? L’avversario, il demonio di turno) per ogni ritardo
di realizzazione della promessa (dell’avvento dell’azione
salvifica) con cui si vuole veicolare l’idea.

L’oggetto che l’altro immagina

La realtà è sempre immaginata dalle masse. La massa di


persone sono ancora ferme a sognare “mari de tocio e monti de
polenta” vivendo in una sorta di fame insaziabile di benessere
che si disseta solo là dove incontra una promessa. Una promessa
che venga fatta col loro linguaggio. Solo il loro linguaggio è
razionale. Anche se quel linguaggio è fatto di luoghi comuni o
di leggende metropolitane spacciate per vere. Per loro solo ciò
che procede da questo è logico. Tutto il resto è illogico, folle,
irrazionale. E’ assolutamente logico e comprensibile che
Berlusconi voglia fare i soldi; ognuno di loro lo vuole. E’
assolutamente logico che Berlusconi metta in atto delle azioni
illegali per fare i soldi; ognuno di loro ritiene che le azioni
illegali per fare i soldi siano assolutamente legittime in quanto,
voler fare i soldi, legittima ogni comportamento illegale.
Pertanto, diventa assolutamente logico che Berlusconi accusi i
magistrati di complotto. Infatti, per la massa, le ragioni di
giustizia non sono ragioni logiche, ma ragioni di un folle se
quella giustizia si frappone fra il loro delirio di onnipotenza nel
far soldi. E i magistrati sono dei folli perché non riescono a
capire la concretezza di Berlusconi nel voler fare i soldi. E’

165

pagina n.165 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

legittimo fare i soldi; è illegittimo fare giustizia impedendo al


modello in cui si identificano di fare soldi. Come è illogico
impedire al dio dei cristiani di macellare gli uomini a sua gloria.
Dal momento che una testa è un voto, appare logico, per
questa massa, dare il voto a Berlusconi. Berlusconi parla
coerentemente il linguaggio della massa che lo ascolta. Fu così
anche con Mussolini e con Hitler. E’ sufficiente conoscere ciò
che vuole la massa, l’altro, paventarlo, e la massa è pronta, ad
accettare quell’idea perché di quell’idea non gli frega
assolutamente nulla ferma com’è nell’attesa della realizzazione
delle sue aspettative. Col Berlusconi: fare i soldi. Dopo di che,
un giorno si sveglierà comprendendo che il “fare i soldi” di
Berlusconi era in funzione di costruire la miseria nella massa.

L’uso delle tassomanie

Tassomanie è usato nel significato di “tasso”


nell’eccezione che indica la frequenza e l’incidenza di un
evento in una popolazione e “mania” che indica una condizione
psicologica caratterizzata da grande euforia, disinibizione e
illimitata fiducia. Richiamare le categorie di pensiero che
inducono all’euforia e all’illimitata fiducia quando si propone
un’idea produce un’adesione immediata delle masse a
quell’idea. La Social Card di Tremonti, ha suscitato un’ampia
adesione di consenso perché da un lato richiama l’idea di un
contributo alle masse alla quale queste aderiscono
euforicamente e la percezione della necessità, sia pure illusoria,
di una simile condizione. Poco importa se la Social Card era
solo una truffa.
L’affermazione “dio ti ama” è una delle più feroci
tassomanie volte ad ingannare le persone costrette, mediante
l’educazione a pensare che dio le ami: come il padrone, come il
premier, come...
L’uso delle tassomanie implica la conoscenza di chi
espone le proprie idee delle categorie di pensiero della massa
alla quale si rivolge. Le idee esposte hanno una maggiore
possibilità di essere accettate qualora rientrino nelle categorie
positive della massa che le recepisce. Solo che l’idea, al di là

166

pagina n.166 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

della sua qualità e del suo fine, non è mai estranea alla massa.
Per essere accettata deve diventare una possibile soluzione alle
aspettative delle masse. Estranee alla massa sono le categorie
che vengono usate per esporre quell’idea. Quando Padoa
Schioppa dice: “Queste sono le condizioni e gli obbiettivi che ci
prefiggiamo; facciamo in modo di gravare il meno possibile
sulla tassazione!” La massa, nelle sue categorie, non recepisce
gli obbiettivi, ma solo l’aggravamento delle tasse. Per contro,
quando Tremonti dice: “Mettiamo la Robin Tax sui petrolieri!”
La massa non recepisce l’aggravamento delle tasse, ma si
immagina che sia l’industriale a pagare le tasse. Non pensa che
l’industriale, ogni soldo che intasca, lo intasca vendendo le
proprie merci e ogni soldo di tassa che paga è perché quel soldo
lo ha ricevuto da chi compra le sue merci. Pertanto, c’è un
aggravamento della tassazione, ma la massa immagina che non
ci sia. Poi, se ne accorge quando va alla pompa di benzina, ma
non è in grado di collegare quei due o tre centesimi in più alla
“Robin Tax” di Tremonti. Robin Hood è una categoria, una
tassomania, fatta propria dalla massa. La massa applica quella
tassomania non all’idea o all’oggetto che viene esposto, ma al
richiamo della tassomania stessa. Tremonti dice: “Facciamo
come Robin Hood!” e la massa dice: “Bene! Finalmente!” e non
analizza il fare di Tremonti e le sue conseguenze.
Le tassomanie vanno tenute presenti quando si comunica
un’idea. Sia Padoa Schioppa che Tremonti aumentano le tasse
ai cittadini. Mentre Padoa Schioppa rende chiari i motivi e le
necessità per cui aumenta le tasse, Tremonti occulta i motivi e
necessità degli aumenti usando tassomanie opportune. Così,
Padoa Schippa ha delle reazioni di massa ostili, mentre
Tremonti ha una non belligeranza se non un’approvazione.
Si tratta di giocare sull’immaginazione: la massa
immagina di essere vessata dalle tasse e non conosce il valore
dei servizi che ha a disposizione. Così, giocando sulla
tassomania delle tasse si possono privare le masse dei servizi
anche se poi, per avere lo stesso servizio, le masse saranno
costrette a pagarlo tre volte tanto.
L’immaginazione è il contrario della conoscenza. Ciò che
non si conosce e non si interiorizza, si immagina. Le persone

167

pagina n.167 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

che immaginano sono pronte ad accettare ogni svolgimento


logico-razionale purché confermi la loro immaginazione. Salvo,
poi, ad avere delle reazioni violente quando la realtà quotidiana
dimostra che ciò che si immaginava, e sul quale si è organizzata
la propria vita, era falso e ci si scopre inadeguati ad affrontare i
problemi. In quel momento, l’immaginazione che concretizzava
un’idea di speranza, viene condannata dall’individuo-massa.
Solo che l’individuo-massa non ha più strumenti per agire in
quanto, convinto della realtà della sua immaginazione, non si è
posto il problema di analizzare le relazioni e le cose. Pertanto,
quest’individuo, per risolvere i suoi problemi è costretto a
diventare un soggetto di carità. Un supplice pronto a cercare la
raccomandazione, il favore e a restituire i favori: cessa di essere
un cittadino e si trasforma in servo. Appunto: massa!

168

pagina n.168 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Ricerca
La ricerca, supporto all’idea nella manipolazione delle masse
che praticano ricerca per realizzare la loro illusione

Dice Gardner a proposito della ricerca come elemento per


costruire consenso:

“Le persone dotate di una formazione scientifica


procederanno probabilmente in modo sistematico,
avvalendosi anche di dati statistici per accreditare – o
mettere in discussione – le tendenze più promettenti. Ma
la ricerca non deve essere necessariamente formale;
implica solo l’identificazione di casi pertinenti e la
valutazione del giudizio se essi rappresentano una base
sufficientemente sicura per un cambiamento d’idea.”

Questa è l’idea che l’ambiente culturale ha dell’uso della


ricerca. E’ indubbio che in un ambiente universitario se non
dimostri le tue idee con una ricerca che possa supportarne la
credibilità o la fattibilità, le idee esposte vengono scartate o
classificate fra le ipotesi.
Nella nostra ricerca dobbiamo individuare il soggetto che
ha delle idee e che deve imporre quelle idee ad un insieme che
definiamo massa. La massa che quelle idee deve seguire o
potrebbe seguire. Io devo supportare le idee che sto esprimendo
mediante una ricerca scientifica o con delle argomentazioni
sufficienti. Solo che le mie idee non sono finalizzate a gestire
una massa, ma hanno l’obiettivo di individuare dei meccanismi.
Pertanto, non mi pongo il problema dell’altro che deve far
proprie le mie idee.
Chi vuole far cambiare idee alla massa deve centrare la
sua ricerca non solo sulla ricerca di dati o argomentazioni
sufficienti per supportare le proprie idee, ma deve concentrare la
sua ricerca sulla capacità della massa che ha di fronte di
recepire quei dati e quelle argomentazioni in modo tale da far
accettare le sue idee.

169

pagina n.169 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Umberto Eco e Umberto Bossi espongono le proprie idee


a due masse diverse. Usano linguaggi diversi e argomentano in
maniera diversa. Il linguaggio di Umberto Eco non può essere
recepito dalla massa che palude ad Umberto Bossi. Per contro,
la massa che plaude Umberto Eco, riempirebbe di pernacchie
Umberto Bossi. La ricerca di Umberto Bossi e la ricerca di
Umberto Eco seguono vie ed intenti diversi e il linguaggio
scientifico è argomentato in modo tale che le rispettive masse
ne comprendano i significati. Umberto Bossi è ministro, mentre
Umberto Eco è un professore universitario. In caso di elezioni,
Umberto Bossi batterebbe Umberto Eco almeno per 5 a 1.
Questo perché la massa che comprende le argomentazioni di
Umberto Bossi è almeno cinque volte maggiore della massa che
comprende Umberto Eco. Inoltre, è da tener presente, la massa
che comprende Umberto Eco ha una capacità critica di almeno
dieci volte superiore alla massa che plaude ad Umberto Bossi.
Così, anche se io comprendo o ritengo di comprendere Umberto
Eco, preferendolo ad Umberto Bossi, difficilmente darei il mio
appoggio ad Umberto Eco.
Se Umberto Eco volesse che le sue idee fossero comprese
dalla massa che plaude ad Umberto Bossi, dovrebbe mettere in
atto una ricerca il cui scopo è individuare bisogni, linguaggio,
tipologia di comunicazione e percezione della realtà, che
caratterizzano la massa che plaude a Umberto Bossi. Poi,
dovrebbe veicolare le sue idee e i suoi progetti all’interno di
quei bisogni, con quella forma di linguaggio, con quella
tipologia di comunicazione e in quella realtà che viene percepita
da quella massa. Per contro, se Umberto Bossi dovesse
conquistarsi la massa che plaude a Umberto Eco dovrebbe
costruirsi e ricercare il linguaggio accademico, i bisogni
accademici, la percezione della realtà in cinque dimensioni
diverse (spazio, tempo, cultura, azione ed emoziona). E tutto
questo, a differenza del suo attuale comportamento
estremamente istintuale immediato e privo di considerazioni per
le eventuali conseguenze, dovrebbe essere razionalizzato e
pensato.

L’oggetto di sé

170

pagina n.170 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La ricerca è un’attività che si chiude attorno all’individuo


che la mette in atto. La ricerca conferma o trasforma le idee
iniziali della persona.
Data un’idea di partenza la persona cerca i riscontri, le
conferme, le ragioni razionali, lo sviluppo logico. La ricerca ha
lo scopo di rafforzare l’idea nel suo impatto con l’oggettività o,
se vogliamo, con la massa che la dovrebbe accettare. Quando
un’idea parte da un soggetto e viene condivisa da una certa
massa significa che il soggetto ha saputo supportare tale idea
con argomenti convincenti. Argomenti convincenti per quella
massa che l’ha accettata. Non è importante se la razionalità è
oggettivamente sufficiente o meno. E’ oggettivamente
sufficiente per quella massa. E’ un po’ come per le idee
filosofiche. Un’idea filosofica non è oggettivamente vera, ma è
oggettivamente vera in quel circuito culturale. Se fosse
oggettivamente vera al di fuori di quel contesto culturale,
sarebbe un’idea scientificamente vera e non filosoficamente
vera. L’idea di dio creatore non ha nulla di scientifico. Si tratta
di un’idea oggettivamente vera soltanto in un contesto in cui gli
individui credono nell’esistenza di un dio creatore. Si tratta di
un’idea filosofica, non scientifica. Quando, tale idea, approda in
un contesto culturale che non “crede” nell’esistenza di un dio
creatore, quell’idea è oggettivamente falsa.
La ricerca è un “oggetto in sé” che ha la capacità di
confermare o trasformare il ricercatore rispetto all’idea da cui il
ricercatore è partito per la sua impresa. Quando il ricercatore
trasmette la sua idea affinché diventi un patrimonio di massa, la
sua ricerca deve essere conclusa. Almeno per quanto riguarda
quella massa e quel contesto. La trasformazione del soggetto
che trasmette quell’idea deve essere già conclusa. Se la massa, a
cui lui vuole imporre quell’idea, riesce a sviluppare qualche
elemento di critica al quale egli non riesce ad opporre una difesa
soddisfacente, quella massa non farà mai propria quell’idea.
Per questo motivo la ricerca ha lo scopo di eliminare tutte
le incongruenze attorno all’idea che si vuole manifestare e
rendere quell’idea “sufficiente in sé”. Capace cioè di soddisfare
le aspettative della massa a cui quell’idea viene imposta.

171

pagina n.171 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La “ricerca” per evitare l’inganno

C’è un racconto spiritoso capace di chiarire il punto di


vista che ho esposto. Il racconto spiritoso andrebbe
accompagnato dai gesti, ma anche raccontandolo permette di
comprendere la relazione fra idea e la massa che quell’idea deve
recepire.
Siamo in epoca medioevale e un convento di domenicani
vuole impadronirsi di un terreno di proprietà di un contadino.
Come è nelle tradizioni dei dominicani, questi mettono in atto
dei sotterfugi di natura giuridica in modo da rivendicare davanti
al tribunale la proprietà del terreno. Il magistrato è propenso a
dare ragione ai domenicani, ma non volendo inimicarsi il
popolo decide di risolvere la questione con una disputa
teologica. Il magistrato, sicuro della maggiore preparazione dei
domenicani, finge di favorire il contadino e le sue difficoltà a
parlare imponendo che la disputa teologica sia fatta solo con i
gesti. Così, davanti ad un’arena di spettatori, si trovano faccia a
faccia il Priore dei domenicani e il contadino. Il Priore dei
domenicani alza la sua mano destra chiusa a pugno e, con gesto
deciso, solleva l’indice verso l’alto. Visto il gesto del Priore
domenicano, il contadino, a sua volta, alza il pugno e solleva
verso l’alto il dito indice e il dito medio. Il Priore domenicano
con una smorfia di stupore risolleva la sua mano destra e punta
verso l’alto il dito indice, medio e anulare. A quella vista, il
contadino, stupito, a sua volta alza la mano destra, chiude su sé
stesse tutte le dita a becco e fa oscillare la mano sul polso. Il
Priore domenicano lascia cadere le sue braccia lungo i fianchi e
riconosce che il contadino ha vinto la sfida teologica. Così la
terra rimase al contadino. Una volta tornato al convento i frati
domenicani chiesero al Priore perché aveva perso e lui,
sconsolato, spiegò: “Io ho detto che Dio è uno; ma il contadino
mi ha risposto che da dio si genera sia il bene che il male; allora
io ho detto che Dio è una trinità, ma il contadino mi ha fatto il
gesto indicando che tutto viene ricondotto all’unità, a Dio; così
ho perso la sfida!” Il contadino, quando tornò a casa fu
abbracciato dalla moglie contenta che la terra fosse ancora loro

172

pagina n.172 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

e volle sapere com’era andata. Così il contadino spiegò: “Il frate


disse che voleva mettermi un dito nell’occhio; e allora io gli ho
detto che glieli avrei cecati tutti e due; quell’ignorante mi ha
detto che mi avrebbe cecato tre occhi e io gli ho detto: “ma che
cavolate stai dicendo?” Ha capito d’aver detto delle
stupidaggini e si è arreso.”

Le persone che non fanno ricerca tendono ad interpretare


appiattendo sull’altro ciò che esse pensano. La ricerca, fatta
precedentemente mentre crescevano, si trasforma in verità
assoluta dalla quale attingere le soluzioni in ogni presente. Il
loro pensato diventa realtà oggettiva che riconoscono nei gesti
degli altri. I gesti degli altri sono interpretati e significati
attraverso il loro pensato. Così, la ricerca del leader che vuole
l’approvazione di una massa dalla quale vuole i voti, deve fare
una ricerca di come la massa interpreta simboli (i suoi totem e i
suoi tabù) e come lui, comunicando usando i simboli della
massa, può far sì che la massa faccia proprie e desideri quelle
idee perché solo le idee di quel leader rispondono ai bisogni
della massa. La ricerca è sì supporto culturale delle proprie idee,
ma consiste nell’individuare la possibilità di veicolare le proprie
idee col linguaggio proprio della massa. Non è la massa da
gestire che si deve elevare al leader, ma è il leader che deve
agire in modo da essere desiderato dalla massa il suo “uomo del
destino”.

All’interno del lavoro sull’identificazione della


manipolazione delle masse e della loro gestione mediante
l’illusione (sia in campo politico che religioso) un ruolo
importante viene attribuito da Howard Gardner al concetto di
“ricerca” come attività del soggetto finalizzata a supportare le
sue idee alle quali deve piegare la masse. Il leader o
manipolatore di massa, è il soggetto che si è “elevato” al di
sopra delle masse. Per contro, tale soggetto si deve misurare con
altri soggetti che, pur non essendosi “elevati” al di sopra delle
masse, si contrappongono al leader. Sono leader essi stessi. A
volte tendono a costruirsi o a ritagliare una propria massa
personale. Altre volte, anziché essere al di sopra della massa,

173

pagina n.173 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

sono dei soggetti critici nella massa. Più tesi a modificare le


idee preconcette della massa che non a dominare le masse.

La ricerca non è solo leader che mette in atto il tentativo


di manipolare costantemente le masse (sembra importante
l’esempio di un’affermazione fatta da Berlusconi relativa, vado
a memoria, della vivibilità a Napoli, che Berlusconi è riuscito a
smentire meno di un’ora dopo per non rispondere ad una
giornalista di Repubblica in una conferenza stampa), ma è un
atto che ogni massa mette in atto costantemente e che ogni
leader, sia il dominatore che il soggetto critico, devono
conoscere. La massa deve sempre confrontarsi con
un’oggettività che spesso la costringe a modificare la sua
percezione soggettiva e, come conseguenza, le illusioni che
proietta per le proprie aspettative.

La ricerca come oggetto dell’altro (degli individui massa


o delle masse)

Dal racconto che ho fatto si deduce che, l’interlocutore (il


contadino) o la massa (di cui il contadino è parte), ha fatto una
ricerca. Quella ricerca è l’oggetto con cui ogni singolo
individuo della massa conferma la propria idea del mondo e
considera tale idea del mondo quella Naturale. L’idea del
mondo delle masse non è un’idea vissuta pacificamente, ma è
un’idea del mondo, della vita, della politica, vissuta sempre con
tensioni conflittuali la cui funzione è quella di riaffermare
continuamente quell’idea naturale che critiche diverse tendono a
mettere in discussione. La tensione verso il gioco del calcio è
alimentata nella massa dalle discussioni critiche e partigiane dei
vari tifosi. Le critiche e gli scontri fra tifoserie alimentano e
confermano le predilezioni di quella massa per il gioco del
calcio. Nessuna critica è “contro il calcio”; tutte le critiche sono
“nel calcio”. Per la massa, il vero leader non è colui che rinnova
il presente o colui che indica “un luminoso avvenire”, ma è
colui che conserva il presente rimuovendo la paura di turbative
al presente. Per la massa il “luminoso avvenire” è la conferma
di un presente modificato in base alle aspettative che gli

174

pagina n.174 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

uomini-massa pensano all’interno di quel presente che diventa


contenitore oggettivo. Salvo quando la situazione è critica, le
condizioni di vita disastrose e le persone iniziano, in massa, a
sognare “mari de tocio e montagne de polenta”. Il leader è colui
che conserva il presente indicando in ogni perturbativa
dell’ordine presente un pericolo da combattere con armi
assolute. In questo caso non ci sono più principi sociali, valori
morali o ragioni politiche che possano fermare le paure di
masse di veder peggiorate o messe in pericolo le loro condizioni
di vita. Dal momento che, comunque, le loro condizioni di vita
saranno irrimediabilmente peggiorate, il leader allontana il
sospetto sulle sue responsabilità evocando percoli sociali o
allarmi sociali provocate da minoranze sufficientemente deboli
da poter essere represse ricreando il consenso attorno alla sua
gestione. L’esempio delle leggi razziali vale per il passato,
l’allarme sociale per gli immigrati clandestini e per i Rom, vale
per il presente. La ricerca della massa, che si riduce quasi
sempre alla costruzione di convinzioni per fede, credenza o
superstizione, viene usata dal leader per farla agire in funzione
di sé stesso evocando dei pericoli o attenuandoli a seconda della
situazione che maggiormente gli conviene. In tutti i paesi del
mondo si nega alle masse la ricerca culturale. Le masse non
devono aver cultura e la cultura che gli si fornisce è prettamente
tecnica per trasformarli in lavoratori, ma assolutamente incapaci
di : 1) chiedersi il perché delle cose; 2) comprendere l’effetto di
una decisione nei suoi effetti sociali, giuridici o politici; 3)
comprendere gli effetti di un’azione nel tempo e nelle
trasformazioni (le sue implicazioni).
Ciò che spesso sfugge ai leaders è che la massa,attraverso
ogni soggetto che la compone, mette in atto una ricerca continua
per confermare le sue idee sul mondo. Una massa allevata nel
catechismo cattolico è pronta ad eleggere il proprio leader
quando questi, tirando fuori dalla naftalina la prova ontologica
di Anselmo sull’esistenza di dio, fa loro capire che non sono
stati ingannati, ma dio esiste. La massa si sente rassicurata. La
massa è pronta per essere ingannata partendo dalle idee
preconcette e vecchie (spesso quelle dei loro padri) nelle quali
individuano una qualche forma di saggezza. Una saggezza che

175

pagina n.175 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

sta solo nella loro immaginazione. Solo che di quella


immaginazione sono degli schiavi. Una schiavitù emotiva a
concetti aprioristici che viene sfruttata dal leader per far
funzionare la massa. Il leader che trasmette delle idee alla massa
che vuole far funzionare, deve sempre tener presente che la
massa è un soggetto dinamico. I modi di vedere il mondo e di
percepire il mondo sono sempre dei preconcetti generati dalla
veicolazione dei bisogni soggettivi in base alla cultura minima
entro la quale la massa è costretta a veicolare i propri bisogni.
La globalizzazione del territorio fisico, per gli individui massa,
non implica anche la globalizzazione della manifestazione della
struttura emotiva. Al contrario. L’individuo massa ha
globalizzato le proprie paure aumentando la gamma di
opportunità per un leader di gestire le loro angosce e veicolarle
là dove egli trova più opportuno. Inoltre, proprio la
globalizzazzione ha consentito a tutta una serie di enti di
diffondere la paura non più solo entro i limiti nazionali, ma di
globalizzarla. Prendiamo ad esempio la crisi dei mutui
americani: il disastro economico è stato spalmato su tutti i
risparmiatori del mondo portandone molti alla rovina; come per
i bond argentini, per il fallimento della Cirio, della Parmalat e di
quanto si appresta a fallire a breve. Le paure delle masse sono
un’opportunità per un leader e sono elementi da considerare e
da elencare per il leader che in quelle paure trova degli ostacoli.
E’ proprio di un leader implicato nel fallimento della Parmalat o
della Cirio che ha costruito insicurezza fra migliaia di cittadini
dirottare le loro paure sul pericolo del “complotto mondiale
degli ebrei” o dei Rom. Per contro, un eventuale leader che
dovesse essere minacciato dal dirottamento delle paure e dal
passaggio in secondo piano del fallimento della Parmalat
dovrebbe agire per diffondere non tanto la paura per altre
Parmalat, ma il possibile susseguirsi dei fallimenti a raffica. E
questo, tale leader, lo dovrebbe fare nel momento stesso in cui il
leader avversario tenta di fomentare la caccia agli “ebrei”, ai
“massoni” ai “satanisti”, agli “zingari”. Se non agisce nel
momento stesso in cui il leader avversario inizia a lanciare
l’allarme, l’allarme dell’avversario veicolerà le paure delle

176

pagina n.176 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

masse e faranno convergere su di lui il consenso


detronizzandolo.

L’oggetto che l’altro immagina

Anche la ricerca, la ricerca delle masse, agisce all’interno


di bisogno nel presente e immaginazione di realizzazione del
desiderio. E’ una ricerca della realizzazione
dell’immaginazione. L’immaginazione di un oggetto o di una
prospettiva che confermino psicologicamente le masse nella
naturalità del loro pensiero. E’ Socrate, Darwin, Marx, il pazzo.
Non loro, gli individui massa, che attendono la realizzazione
della promessa. Quale promessa? Quel fantastico cui aspirano.
Non esiste la razionalità nelle masse o negli individui massa, ma
solo bisogni che vengono espressi nel collettivo attraverso la
cultura imposta. Esiste una cultura completa che coinvolge
l’individuo-massa e lo imprigiona entro a delle categorie di
giudizio che trovano nell’altro, nel proprio vicino, la conferma
della loro validità. E’ proprio questa ricerca di conferma
nell’altro che fa dell’individuo un individuo-massa. La
conferma nell’altro è essenzialmente conflittuale ed ha lo scopo
di manipolare costantemente le proprie emozioni nella relazione
confermatrice. Il conflitto che si genera fra tifosi delle opposte
squadre di calcio ha lo scopo di confermare la propria visione
del mondo con un’opposizione che chiude le emozioni dei
soggetti all’interno dei limiti del conflitto calcistico. Poi, le
persone che partecipano a questi conflitti calcistici, esportano il
conflitto nella società, Il loro comune denominatore rimane la
“tifoseria calcistica” anche se l’insieme delle tifoserie incide
pesantemente nella società come momento di rivendicazione
fine a sé stesso. Ciò che sfugge agli analisti è la relazione
causale dei comportamenti. Esistono delle cause oggettive a cui
il soggetto-massa attribuisce i suoi comportamenti; ma i suoi
comportamenti non sono relativi alle cause oggettive descritte.
Il disagio di una società è veicolazione emotiva del disagio
esistenziale che si genera dall’impossibilità di un individuo di
gestire la propria vita in maniera lineare e razionalmente

177

pagina n.177 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

coerente. Le difficoltà imposte agli individui nella società dalle


Istituzioni, dalle associazioni di potere come la Confindustria e
le continue modificazioni delle relazioni fra individuo-massa e
le necessità di controllo e di dominio dello Stato, provocano un
“disfacimento” della struttura emotiva di massa inducendo molti
settori a comportamenti autodistruttivi. I comportamenti
autodistruttivi diventano un bisogno intimo dell’individuo. Un
bisogno intimo che si trasforma in necessità di distruzione di un
presente ossessivo. Questo presente ossessivo viene, prima di
tutto, distrutto nella capacità del soggetto di relazionarsi col e
nel mondo in cui vive. La distruzione appare come la chiusura
dell’individuo rispetto alla società in cui vive e alle
complicazioni che tale società impone alla persona.
Dall’assunzione di droghe, al suicidio, al bullismo, alla
criminalità spiccia, al tifo violento, alla caccia all’immigrato;
sono tutti comportamenti autodistruttivi il cui scopo è la
distruzione di uno dei soggetti (in questo caso sé stesso) nella
relazione con l’oggettività.
L’individuo massa, in quel momento cerca la distruzione
di un altro, partecipante alla relazione che gli possa, in qualche
modo, aprire una prospettiva futura: quella speranza tanto cara a
Ratzinger e che ha il suo naturale sbocco nelle camere a gas dei
campi di sterminio. Anche non arrivando ai campi di sterminio,
l’incendio dei campi Rom con le molotov di qualche mese fa,
sono dei surrogati. L’individuo-massa è pronto anche a costruire
campi di sterminio se questo gli permette di veicolare nella
distruzione altrui la distruzione che gli si prospetta. La chiusura
verso il futuro porta l’individuo-massa a garantire sé stesso in
quel presente e la garanzia in quel presente è l’oggetto della sua
ricerca con cui alimenta la sua immaginazione.
Il leader che vuole trasmettere delle idee sulle quali far
funzionare la massa deve veicolare le sue idee nella forma
dell’immaginazione della massa. Far si che la massa trasferisca
le proprie aspettative sulla veicolazione che egli propone anche
quando la veicolazione è inganno nei confronti della massa dei
reali obbiettivi delle proprie idee. Per contro, il leader che ha
delle idee critiche rispetto alle aspettative immaginate dalla
massa, deve usare la critica rispetto a chi manipola la massa

178

pagina n.178 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

all’interno dell’immaginazione delle speranze della massa.


Deve allineare la sua critica nell’immaginazione della massa e
non contrapporsi all’immaginazione di massa. Se la ricerca
della massa è concentrata sulla ricerca della giustificazione delle
sue aspettative e dei metodi per realizzarle; il leader critico deve
far delle aspettative lo strumento sul quale articolare la sua
critica. Non critica le aspettative, ma indica le incongruenze fra
aspettativa e mezzo indicando mezzi e percorsi diversi. Una
testa, un voto: la maggioranza dei voti determina le condizioni
oggettive e la qualità del futuro in cui si vive.

179

pagina n.179 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Risonanza
Azione seduttiva e risposta emotiva
L’amore delle masse per il leader

Cosa dice Howard Gardner della risonanza?

“Il ragionamento e la ricerca si fondano sugli aspetti


cognitivi della mente umana: la risonanza indica la
componente emotiva. Si crea risonanza quando una
persona trova giusti o adatti alle circostanze un concetto,
un’idea o una prospettiva che le vengono trasmessi, e li
sente così convincenti da non aver bisogno di ulteriori
riflessioni. E’ ovviamente possibile che la risonanza si
produca in seguito al ragionamento e alla ricerca; ma è
altrettanto possibile che avvenga a livello dell’inconscio,
e che l’intuizione sia in contrasto con le lucide
considerazioni dell’uomo o della donna razionale. Spesso
la risonanza è resa possibile dal fatto che ci si sente “in
sintonia” con il promotore del cambiamento, lo si
giudica una persona “affidabile” e “degna di stima”.”

Queste affermazioni di Gardner rispondono ai requisiti


dell’innamoramento sessuale.
Si tratta dell’introduzione nella comunicazione del
“linguaggio seduttivo”. Quel linguaggio non verbale (della voce
sono importanti i toni e non i contenuti delle parole) che
comunica disponibilità. Una disponibilità che quando il leader
incontra il modello formale del “buono”, proposto dalla
cinematografia, viene recepita dalla massa come “disponibilità
verso “sé” inducendola a spostarsi emotivamente “verso lui”.
Gli attori conoscono molto bene la comunicazione non
verbale. Per suscitare emozione nei confronti del pubblico
usano la comunicazione mediante il corpo. Oggi i politici, i
leader del nulla, devono imparare questo tipo di comunicazione
per convincere le masse a spostarsi “verso loro”. E’ come
quando ci si innamora di una persona. Non si pensa più al
significato razionale di quello che dice o di quello che fa.

180

pagina n.180 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

L’amore spazza via ogni critica e noi ci apriamo a lei. Siamo


disponibili. Poi, quando l’innamoramento cessa, allora la critica
si riversa come un fiume in piena trasformandosi in odio per
l’inganno che le nostre emozioni, accecate dall’innamoramento,
hanno subito.
Il linguaggio seduttivo non funziona nel medio periodo.
Funziona solo nell’impatto immediato: porta i voti!
Come la fase della passione sessuale dura circa 6 mesi per
poi sostituirsi con una mediazione razionale; così la passione
per il leader non supera i cento giorni. Dopo interviene la
ragione che media, fra proposta razionale e infatuazione
emotiva.
Il linguaggio seduttivo spinge verso l’interesse sessuale,
ma anche il rapporto col leader è un rapporto di natura emotivo-
sessuale. Se fosse un rapporto razionale la massa chiederebbe
delle sue idee e le analizzerebbe.

“Il linguaggio seduttivo si manifesta con segnali di


seduzione come lo sguardo, la voce, i movimenti del
corpo che, a seconda del caso, sono riconducibili ad un
codice di comportamento universale o locale in base alla
cultura di riferimento. Lo sguardo è un mezzo di
comunicazione che può essere diretto, deciso, sfrontato,
oppure timido, impacciato, alla ricerca di conferme. Con
le parole si può mentire, con gli occhi è più difficile. In
generale più una persona piace, più si tende a guardarla
[uso del trucco, posizione, studio della presentazione
positiva o negativa del leader in televisione ndr]. Gli
uomini hanno una maggiore sensibilità erotica verso gli
stimoli visivi [se si calcola che almeno il 30% della
popolazione maschile è gay che alla reattività femminile
agli stimoli tattili sostituiscono gli stimoli visivi, si
comprende come il leader visto in televisione sia
stimolante dal punto di vista erotico se presentato in
maniera opportuna dai tecnici nota mia], mentre le
donne sono più reattive agli stimoli tattili [salvo la
pulsione lesbica che somma stimoli tattili a stimoli visivi,
nota mia].

181

pagina n.181 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

L’epicentro di una comunicazione seduttiva può essere


anche la bocca, proprio perché le labbra nell’infanzia
sono sedi di importanti e piacevoli stimoli. A seconda di
come può veicolare messaggi diversi.
Anche la voce rappresenta un’importante arma di
attrazione o repulsione, con le inflessioni, il tono rivela
sentimenti celati, comunica stati emotivi. Essa può
essere, carezzevole, implorante, aggressiva o sgradevole.
Ogni emozione, ansia o conflitto, si traduce nelle sue
modulazioni. La voce suadente evita i toni acuti, stridenti.
Se si è attenti solo a quello che l’altro dice, non si
colgono importanti indicazioni fornite dal linguaggio non
verbale [nella manipolazione di massa per creare
illusione la questione è inversa. La distrazione delle
persone sulle cose che vengono dette le porta a cogliere
un linguaggio non verbale appositamente costruito che fa
loro immaginare il contenuto delle parole che
manifestano le intenzioni razionali. Nota mia] che è
particolarmente significativo nella seduzione amorosa
perché riguarda i segnali emessi e captati soprattutto a
livello inconscio.
Fatte salve le dovute eccezioni, si può dire, ad esempio,
che quando un uomo in presenza di una donna assume
una posizione particolarmente eretta, si aggiusta la
cravatta, accarezza ritmicamente un oggetto, ciò è un
indice di interesse – anche sessuale – nei suoi riguardi.
Se questa si riavvia i capelli, sbatte le ciglia, si
inumidisce le labbra, si sporge verso l’uomo, comunica
disponibilità a lasciarlo avvicinare a sé. Quando lei
inclina il capo esponendo il collo, compie un gesto di
simbologia erotica poiché il collo a livello profondo ha
un notevole potere seduttivo.
Sono invece da interpretare come segnali di rifiuto
l’occhiata gelida di risposta allo sguardo accattivante, il
guardarsi attorno, il muovere nervosamente una gamba o
un piede, tenere braccia o gambe incrociate, l’evitare
ogni contato fisico fino a frapporre barriere od oggetti
fra se e la persona in questione.

182

pagina n.182 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Quando fra due persone c’è feeling, la “sincronizzazione


motoria” cioè ad ogni azione dell’uno segue, dopo circa
mezzo secondo, un’azione di risposta dell’altro così come
si possono verificare movimenti speculari di
rispecchiamento.”

Articolo di Giacomo Pompei su Salute di Repubblica del


22 maggio 2008

Si tratta, in sostanza, di evocare nelle masse che si


vogliono manipolare delle risposte sessuali a segnali seduttivi
indotti mediante l’uso tecnico della voce, degli occhi, della
posizione del corpo. Più il leader invia segnali seduttivi e meno
le masse colgono il senso razionale del suo messaggio. Sul
senso razionale proiettano l’immaginazione che i segnali
seduttivi evocano in loro in armonia con i loro bisogni e le loro
aspettative: quel principio speranza tanto caro a Ratzinger e che
tanto orrore fa alla società civile e al suo possibile futuro.
Un tempo c’era (e qualcuno lo usa ancora) il linguaggio
sindacale. Quel tono e quella tecnica con cui ci si rivolge alla
massa operaia. Un tono militare, una sorta di chiamata alle armi,
o all’organizzazione per affrontare problemi vissuti come in una
guerra campale. Era un linguaggio che funzionava fintanto che
le persone erano prima educate al catechismo cristiano e poi al
servizio militare obbligatorio. Questa educazione costruiva una
corazza comportamentale che si sovrapponeva alla struttura
emotiva e ne controllava le manifestazioni. Manifestazioni
emotive che il linguaggio sindacale aveva lo scopo di veicolare
nelle forme di lotta di protesta contro le condizioni di lavoro.
Rimosso il servizio militare obbligatorio, riempita la
società di droga, dagli anni ’70 in poi, questa forma
comunicativa non è più in grado di essere incisiva. Diventa
fastidiosa. Non è più una “chiamata alla lotta”, ma è un suono
sterile che giustifica un’impotenza davanti alla realtà. E’ finita
l’organizzazione sociale in cui quel linguaggio aveva un senso
anche se ancora viene usato.

L’oggetto di sé

183

pagina n.183 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La seduzione funziona solo quando si incontra l’offerta


del leader con le esigenze possibili delle masse. Le masse
leggono nelle parole del leader la conferma di quello che loro
pensano; di quello che loro desiderano. Così, usare il giusto
tono di voce, la giusta posizione del corpo, un tipo di sorriso o
uno sguardo, sottolinea il messaggio con la massa che in quel
messaggio trova la conferma di sé stessa. Il leader asseconda la
massa nella forma e la manipola nella sostanza. La
rappresentazione formale è studiata in modo da inviare il giusto
segnale non verbale. Solo che il segnale non verbale funziona se
il leader rispecchia l’immaginario della massa. La seduzione, la
risonanza, non permangono nel tempo. Dopo la fase di
entusiasmo e di innamoramento subentra la fase di riflessione. Il
leader rimane tale soltanto se nella riflessione razionale
continua ad incarnare le aspettative. E’ successo per i magistrati
di “mani pulite” a Milano. La questione morale ha spazzato via
una classe politica vecchia, arrogante, rispondendo alle
insofferenze delle masse. Poi, la questione morale rischiava di
diventare un oggetto in sé. Un oggetto con cui confrontarsi in
ogni azione quotidiana e così, coloro che appoggiarono la
pulizia morale, furono i maggiori oppositori dei magistrati.
Hanno usato la pulizia morale per sbarazzarsi di avversari ed
ora, il governo attuale di Berlusconi, agisce per impedire che in
futuro si manifesti una nuova ondata volta a chiedere pulizia
morale contro la corruzione o l’uso privato delle Istituzioni.

La risonanza, come risposta del mondo alle nostre


sollecitazioni, è sempre presente. Ad ogni nostra azione
corrisponde l’emissione di tensioni emotive che ricevono delle
risposte dal mondo. Le emozioni caratterizzano la massa. E il
leader deve agire sulle emozioni delle masse per ottenere le
risposte che gli garantiscono il dominio sulle stesse. Le adunate
oceaniche sono risposte emotive di massa. L’adunata eccita la
massa, conferma il leader e sollecita l’azione in funzione
dell’obbedienza al leader.

184

pagina n.184 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Così è per l’amore. Le emozioni dell’amato eccitano


l’amata e viceversa in un donarsi o in un’illusione d’amore che
costruisce la relazione emotiva. E la relazione amorosa viene
alimentata e nutrita dall’amore in un reciproco donarsi che
finisce quando il dono non è ricambiato. Finisce quando il
fruitore non paga la marchetta! Come si paga la marchetta? Con
un donarsi che non pone condizioni. Quando il donarsi pone
delle condizioni subentra la riflessione sul prezzo che si sta
pagando.
Ed è la stessa cosa con l’amore ispirato dal leader che
supera la condizione razionale. Quando le condizioni poste dal
leader superano quello che le masse possono dare in funzione di
quello che si aspettano, alla risonanza seduttiva subentra la
risposta razionale. Finché Mussolini si è limitato a macellare i
Libici, le masse italiane lo hanno seguito. Quando Mussolini ha
iniziato a conquistare il mondo la sua richiesta fu superiore a
quanto le masse italiane potevano sopportare.

Razionalità ed inganno

La risonanza come sollecitazione di risposte emotive è


portatrice di inganno. L’inganno è determinato dai segnali che
vengono veicolati dal leader in funzione della ricezione emotiva
dei segnali che la massa deve soggettivare. Il leader non ha
delle idee critiche che impone alla massa, ma entra in sintonia
con la massa veicolando verso la massa una risposta
onnipotente al bisogno di onnipotenza che la massa invia nei
confronti del leader. Il “bisogno di fascismo” della massa, ben
individuato da Reich, viene incarnato dal leader che diventa
l’incarnazione di tale bisogno della massa. La massa si
innamora del proprio padrone e lo segue: segue il buon pastore
in quanto ne riconosce la voce. Il buon pastore si guarda bene
dall’entrare in conflitto con il bisogno emotivo di onnipotenza
della massa, ma ne veicola il bisogno illudendo la massa che
attraverso il buon pastore si realizza. La massa ha il dominio
attraverso il dominio del buon pastore che la guida. Il buon
pastore non smentisce la massa ma ne indirizza le pulsioni
distruttive per favorire il proprio dominio. Il fascismo arrivò al

185

pagina n.185 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

potere con una posizione anticlericale, in opposizione


all’ideologia del partito popolare. Il vaticano sciolse il partito
popolare e si alleò col fascismo. Il fascismo indirizzò le masse
verso il clericalismo e adottò il clericalismo all’interno
dell’ideologia fascista. L’inganno consiste nell’attività
dell’amante di trasferire l’ideologia del possesso dalla relazione
sessuale all’intera vita delle persone. La relazione buon pastore
e massa non si limita più alla sola sfera della politica,
dell’economia, o della religione, ma tende ad estendersi in ogni
ambito dell’umana esistenza. Il leader non guida più le persone,
la massa, ma si impossessa delle persone che usa per i suoi
scopi: “gettare il cuore oltre l’ostacolo”; “usi obbedir tacendo”;
“credere, obbedire, combattere”: “Io amo l'Italia, io volo
Alitalia”.
L’inganno emotivo, la seduzione, copre e maschera la
realtà razionale: una testa un voto. Dopo le lezioni se ne
riparlerà.

L’oggetto dell’altro

La massa ama! Ha bisogno di essere amata nella sua


sofferenza d’amore. La massa soffre di chiusura verso il futuro.
Soffre dell’incapacità di progettare. La massa si aggrega
all’individuo che propone progetti in sintonia con la sua cultura,
con i suoi desideri. E’ più facile che la massa si aggreghi per
distruggere l’omosessuale, il mendicante, l’emarginato di turno,
sia per razza che per religione, piuttosto che su un progetto che
apra ad un futuro sociale ed economico. Gli individui massa
amano sé stessi in un delirio di autocelebrazione. Anche quando
l’individuo massa è un operaio di infima categoria sopravvivrà
in tale ruolo soltanto se avrà a disposizione una sorta di dominio
su qualcuno ancora più “disgraziato” di lui. Oppure, il delirio di
dominio, lo porterà ad inventarsi un modo per prevaricare altri
individui massa. E’ il caso della diffusione della micro impresa
nel Veneto: diventare padroni! Magari di niente, ma diventare
padroni. Il diventare padrone non finalizzato ad un obbiettivo,
ma come veicolazione delle proprie pulsioni di dominio. Un
dominio in cui il dolore della sofferenza, intesa come chiusura

186

pagina n.186 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

rispetto alle possibilità di un futuro personale, viene per il


momento azzittita dal grande impegno fisico. Una sofferenza
che arriva ad esplodere nel suicidio o nell’uso massiccio della
droga, o nelle attività di devastazione sociale (microcriminalità).
La massa ama la propria sofferenza e trae soddisfazione
d’amore quando la sua stessa sofferenza può essere estesa a
qualcuno più disgraziato della massa stessa: l’emarginato.
L’incitamento al linciaggio è la relazione d’amore fra la massa e
i suoi desideri emotivi di estensione della sofferenza, e il leader
che incita la massa a soddisfare il proprio bisogno. Il linciato è
un disgraziato che per un qualche motivo, è emarginato.
Riconosciuto dalla massa come oggetto estraneo a sé stessa e
dunque meritevole di annientamento. Non è l’azione fatta
dall’individuo che spinge la massa a linciarlo; ma è il desiderio
della massa di linciare che trova nell’azione, vera o presunta che
sia, motivo per scatenare il linciaggio. E’ successo qualche
mese fa a Napoli col tacito consenso del Ministro degli Interni
Maroni che alcuni camorristi, aizzando la massa con la scusa
che una ragazzina zingara voleva rapire un neonato, ha lanciato
bottiglie incendiarie linciando degli zingari.
La massa è innamorata della propria sofferenza. Quando
la massa non ha nessuno da linciare, allora rivolge lo sguardo
alla “società opulenta”. Quella società dove, secondo i suoi
parametri, la sofferenza non esiste: una testa, un voto! E la
massa va amata perché molte sono le teste delle masse e molti
sono i voti che possono mettere nell’urna. Per questo che i
leader come Maroni, Bossi, Bitonci, Tosi, Gentilini ecc. non
disdegnano di incitare all’odio, al disprezzo, al linciaggio (usare
gli emigranti come leprotti per far sparare i cacciatori), per
ottenere, in questo modo, il consenso della massa.

L’oggetto che l’altro immagina

Il linguaggio seduttivo ci spinge a cogliere i significati


non verbali. Viene eliminata ogni resistenza razionale e
fondiamo le nostre emozioni con l’individuo che ci sta davanti
che si manifesta mediante le sue emozioni. Colui che ci sta
davanti non ha una storia; non ha un passato o un futuro; non

187

pagina n.187 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

viene analizzato razionalmente; non ci interessa se ha il seno


grande o piccolo, se ha la pancia o è magro; se la sua visione del
mondo e dei problemi è coerente o si tratta di affermazioni folli
che incitano alla distruzione del presente; chi ci sta davanti è un
insieme emotivo che soddisfa le nostre emozioni. Ci si
innamora al di là di ogni senso critico. Così, sull’innamorato
proiettiamo i nostri desideri, le nostre aspettative; lui o lei è ciò
che le nostre emozioni vogliono che sia. Lui o lei incarna le
nostre proiezioni mentali; i nostri ideali. Non ci si chiede più:
“Con quella parola, che cosa significa?”; qual è il significato
che LUI attribuisce a quelle affermazioni? Il leader afferma e la
massa innamorata comprende subito il significato delle sue
affermazioni. La massa sa che finalmente è giunto l’uomo del
destino; colui che ti porta verso il “luminoso avvenire”.

Nell’impossessarsi della persona, la ragione impone alle


emozioni le sue illusioni. Le emozioni si manifestano nelle
aspettative “razionali” della persona. Le aspettative razionali; le
spiegazioni della realtà quotidiana della ragione, giustificano gli
scoppi emotivi intimi della persona. Così la persona non vive
più le emozioni come una relazione intensa con il mondo il cui
scopo è la veicolazione dell’emozione all’interno della
relazione, ma vive l’emozione in funzione di un’attesa, di
un’aspettativa, come promessa della ragione che interpreta
l’emozione come un diverso futuro. L’individuo non penetra il
mondo delle emozioni, ma ne viene separato collocando
l’emozione come premessa di qualcos’altro che la ragione
pensa.

L’emozione è pagata dall’emozione. Quando l’altro con


cui ci emozioniamo non paga la marchetta emotiva con
emozione, ma premettendo qualche cosa che appartiene alle
aspettative della ragione, tradisce il mondo emotivo
sottoponendolo ad una ragione che immagina un qualche cosa
che dà piacere nell’immaginare la sua realizzazione. Così la
massa, eccitata emotivamente, si mette in cammino non per
assaporare quell’eccitazione emotiva, ma per giungere alla
promessa che il leader ventila come traguardo e fine di

188

pagina n.188 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

quell’eccitazione emotiva: così il popolo tedesco invade


l’Europa; il popolo italiano si rende responsabile di crimini
contro l’umanità in Africa; i sindacati bloccano l’accordo con
Alitalia; gli ebrei attraversano il Mar Rosso. Il luminoso
avvenire come evocazione razionale dell’eccitazione emotiva.
Un’evocazione razionalizzata che nella realtà è un’illusione che
avvolge le aspettative del soggetto o della massa. E’ il principio
speranza di ratzingeriana memoria che nega la razionalità con
cui il presente si manifesta per collocare l’individuo in una
sospensione psichica di attesa permanente. In quest’attesa,
quest’individuo, danneggia il proprio presente non solo
sottraendo al presente la propria opera, ma aggredendo
chiunque, in questo presente, gli indica un agire che affronti i
problemi in maniera diversa dalle proprie attese.

189

pagina n.189 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Ridefinizione delle immagini mentali


Le tecniche della propaganda televisiva
L’oggetto della propaganda
I limiti del leader

Cosa dice Howard Gardner a proposito della ridefinizione


delle immagini mentali?

“Malgrado la tecnicità della sua denominazione, il


quarto fattore è in sostanza piuttosto semplice. E’ più
facile convincere una persona di un’idea quando questa
può essere rappresentata in una varietà di forme.”

Quando Gardner parla di immagini mentali si riferisce al


modo con cui si guarda, si agisce e si giudica, il mondo in cui
vive.
Gardner ci illustra un esempio attraverso il quale si
produce la RIDEFINIZIONE DELLE IMMAGINI al fine di
produrre un cambiamento mentale fra le persone:

1 – Narrativa: si raccontano storie sull’argomento e sulle


persone in esso coinvolte (per esempio la storia di
Charles Darwin per l’evoluzione o quella di Anna Frank
per l’olocausto);
2 – Quantitativa: si usano esempi collegati all’argomento
(per esempio l’enigma delle molte specie di fringuelli che
popolano una decina di isole delle Galapagos);
3 – Logica: si individuano gli elementi o le unità
fondamentali e se ne esaminano i nessi logici (per
esempio, come la tesi di Malthus sulla sopravvivenza
umana in presenza di scarse risorse può essere applicata
alla concorrenza tra le specie biologiche);
4 – Esistenziale: si sollevano i grandi interrogativi, per
esempio sulla natura della verità e della bellezza, della
vita e della morte;

190

pagina n.190 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

5 – Estetica: si considerano gli esempi in relazione alle


loro qualità artistiche o se ne coglie l’impronta nelle
opere d’arte ( per esempio, osservando le diverse forme
dei becchi dei fringuelli o analizzando gli elementi
espressivi del trio);
6 – diretta: si lavora direttamente con elementi tangibili
(per esempio, eseguendo il trio delle Nozze di Figaro,
incrociando le mosche della frutta, per studiare come
mutano i tratti nel corso delle generazioni);
7 – cooperativa sociale: ci si impegna in progetti
collettivi alla cui riuscita ognuno collabora con un
proprio contributo;

La riuscita delle condizionamento delle masse mediante la


ridefinizione delle immagini mentali può avvenire soltanto se il
mezzo e “le storie” coinvolgono le emozioni delle persone:
hanno risonanza. Per di più tali cambiamenti sono permanenti
se il nuovo atteggiamento è vantaggioso come metodo per
affrontare i problemi della vita. Diventa permanente soltanto
quando il cambiamento è un “guadagno” nelle possibilità
esistenziali della persona.

Un esempio può essere la ridefinizione della percezione


da parte delle masse sull’omosessualità.
Il tutto è cominciato circa una quindicina d’anni fa’. Si
sono costruite storie, sulla sessualità in cui si faceva capire che
si trattava di un atteggiamento sessuale emotivo e non di una
morbosità perversa; si è iniziato a parlare di relazioni
omosessuali fissate nel tempo, spesso sono intervenuti uomini
di successo, come gli stilisti di moda. La scienza stessa ha
iniziato a svolgere delle indagini in cui si è dimostrato come
l’avversione sociale all’omosessualità fosse dovuta ad una
forma di “invidia” generata da una forma di omosessualità
latente imprigionata in una morale cristiana. Si è iniziato a porre
degli interrogativi, come, ad esempio, lo scontro fra chi riteneva
l’omosessualità una malattia e chi riteneva l’omosessualità una
condizione biologica. Si è analizzato il ruolo sociale
dell’omosessuale fino a fare leggi contro la discriminazione e a

191

pagina n.191 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

mettere in atto azioni di difesa da aggressioni. Recentemente il


Sig. Buttiglione è stato rifiutato come ministro Europeo proprio
per le sue posizioni razziste contro gli omosessuali. C’è un
cambio di mentalità nella società che, tuttavia, non impedisce ad
una madre di accoltellare la figlia che gli dice di essere lesbica o
il genitore che considera un disonore avere un figlio
omosessuale. Le recenti prese di posizione della Garfagna,
ministro per le pari opportunità, contro gli omosessuali
dimostrano come sia sempre in atto un accanimento ideologico
nonostante una trasformazione di atteggiamento nella società.
La ridefinizione delle immagini che riguardano i grandi
temi sociali, sono le più DURE A MANIFESTARSI. Questo
perché le convinzioni ideali sono le più profonde fra i singoli
individui e le più funzionali nella formazione del controllo
sociale. Si controllano gli individui attraverso il controllo della
loro sessualità. Se la società perde il controllo della sessualità
degli individui, perde il controllo delle singole persone. Per
questo motivo viene alimentata una grande fobia sessuale.
Specialmente nella formazione del macismo fra poliziotti e
carabinieri che vedono ancora nell’omosessuale il delinquente
che il dio padrone punisce a Sodoma e Gomorra. Perché
avvenga la trasformazione definitiva dell’atteggiamento sociale
si dovrà, da un lato attendere che almeno un paio di generazioni
muoiano e poi sarà necessario auspicare la nascita di nuovi
comportamenti seduttivi sociali per adattare la veicolazione
delle pulsioni sessuali degli individui alle nuove norme che la
società intende imporre.
La violenza sulle donne non è più accettabile. C’è una
canzonetta popolare-cristiana in Veneto che recitava “El me
marì el xe bon; el xe tre volte bon; solo la domenica me mena
col baston!”
La canzoncina fa un po’ ridere, ma centinaia di donne
vengono maltrattate e molte ammazzate da mariti e fidanzati
che pretendono che l’altro si sottometta, incapaci di affrontare
l’altro come una persona. Recentemente in Spagna il problema
della violenza in famiglia è stato affrontato. In Italia, invece,
incontra le forti resistenze della chiesa cattolica che teme una
donna padrona della propria vita e del proprio corpo.

192

pagina n.192 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Più grave è la “ridefinizione delle immagini mentali” in


funzione di un leader che disponendo di abbondanti mezzi
popolari di comunicazione, aggredisce l’avversario politico, lo
criminalizza, ne diffonde dei falsi intenti, oppure, come avviene
in questo momento, ne cancella la memoria storica. Più grave è
quando quell’avversario non si rende conto che cosa costui gli
sta facendo e collabora alla sua distruzione; come ha fatto
Veltroni offendendo e ingiuriando la propria base elettorale.

Un esempio di Ridefinizione delle immagini mentali


imposto attraverso le televisioni è stato messo in atto per
riabilitare la figura di Ratzinger responsabile di stupro di minori
e imputato in ben due processi negli USA. Processi in cui risulta
colpevole tanto che il segretario di Stato Vaticano è intervenuto
presso il segretario di Stato USA per fermare quei processi.
Ratzinger, fin da quando è stato eletto, non ha fatto altro che
insultare sia le altre religioni, vedi le offese ai musulmani fatte
all’università di Ratisbona sia gli ebrei, vedi la preghiera sulla
conversione, sia la società civile Italiana con aggressioni al
relativismo e alla libertà religiosa, sia l’ONU. Aggressioni che
sono suonate come delle offese sistematiche alla società civile,
alla Costituzione. Subito dopo l’elezione di Ratzinger a capo
della chiesa cattolica è stato necessario dare il via alla maggior
campagna mediatica che si ricordi dalla madonna pellegrina
degli anni ’50 ad oggi. Le televisioni di Mediaset e della Rai
furono mobilitate in centinaia di trasmissioni cattoliche;
esaltazione del cattolicesimo; esaltazione di ogni cosa che
riguardava la fede cattolica in aperta contrapposizione ai
principi Costituzionali. La Costituzione fu calpestata e vilipesa
sistematicamente dalla RAI e da Mediaset in un’esaltazione
assoluta dei principi morali della monarchia assoluta. I contrari
furono emarginati, allontanati dalle trasmissioni televisive e
radiofoniche in una vera e propria caccia alle streghe.
Tutti i punti elencati da Howard Gardner sono stati
applicati. Ci fu un momento in cui nelle TV c’erano due
sceneggiati di Padre Pio, praticamente in contemporanea. Si
narravano storie di propaganda cattolica sotto forma di

193

pagina n.193 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

sceneggiati; si faceva continuo riferimento al cattolicesimo; le


presentatrici TV si presentavano con vistosi crocifissi al collo;
si aggredivano i musulmani per compattare i cattolici e
soffocare ogni critica; si sollevavano interrogativi sull’invasione
musulmana dell’Europa con proclami contro l’ingresso della
Turchia nell’Unione Europea; si favorivano i centri economici
cattolici contro tutti gli altri: da s. Patrignano, a don Benzi; a
don Ciotti, a don Di Noto ecc. Si costruiva e si favoriva una
vera e propria dipendenza sociale dalle organizzazioni
cattoliche finanziando illegalmente le scuole private cattoliche.

Nonostante che nella società cresca un’avversione per il


cristianesimo, le Istituzioni hanno messo in campo una feroce
campagna mediatica per riaffermare i valori del cattolicesimo in
contrasto con i valori della Costituzione della Repubblica.
Come la violenza mediatica sarà limitata, il controllo del
cattolicesimo sulla società Italiana è destinato a sciogliersi
perché non è funzionale ai bisogni delle persone.

Il rumore di fondo

Nella manipolazione della percezione soggettiva dei


problemi da parte delle masse ha un ruolo fondamentale il
“rumore di fondo”.
Il termine “rumore di fondo” è stato coniato per definire
tutto quel rumore che la nostra attenzione mette sullo sfondo
della nostra esistenza impedendogli di intasare il nostro udito.
Le persone che abitano vicino ad una ferrovia, dopo un po’ di
tempo, mettono il suono del passaggio del treno in sottofondo.
Diventa un ascoltare il mondo al quale non si presta attenzione.
L’attenzione si attiva quando, quel rumore, comunque percepito
e comunque atteso, viene improvvisamente a mancare. La
capacità del nostro cervello di selezionare, col tempo o con
l’abitudine, i rumori ai quali prestare attenzione è una capacità
dell’intero cervello umano. Vale per tutti i sensi e vale per le
nostre emozioni e per le azioni.
Il rumore di fondo è un insieme di sensazioni emotive
esperienziali che ogni persona usa per associare emotivamente

194

pagina n.194 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

ogni fenomeno che percepisce dal mondo in cui vive. Ogni


fenomeno che giunge dal mondo muove una certa qualità di
emozioni che stanno nella nostra esperienza e noi consideriamo
quel fenomeno gradevole o non gradevole qualora attivi
esperienze emotive gradevoli o non gradevoli.
Com’è costruito quel rumore di fondo emotivo?
E’ costruito nel bambino dalla madre mentre lui è in
pancia della stessa. E’ la madre che forgia nel bambino la
struttura emotiva che dovrà rispondere alle sollecitazioni del
mondo. La madre vive le esperienze nel mondo e a queste
esperienze dà delle risposte razionali, operative ed emotive. La
parte emotiva espressa dalla madre alle sollecitazioni del mondo
agisce sul feto preparando la sua struttura emotiva a rispondere
alle sollecitazioni del mondo una volta nato.
Appena nato il bambino accorda la sua struttura emotiva
alle richieste del mondo attraverso le relazioni. Così, in quel
momento, il bambino dà un significato alle tensioni emotive
nelle risposte che egli dà ai fenomeni del mondo. Costruisce
un’esperienza fra ciò che egli è e ciò che il mondo lo obbliga ad
essere. La struttura emotiva, costruita dal feto in base agli input
ricevuti dalla madre, si fissano nelle risposte al mondo che
diventano esperienza da soggettivare. A questo punto, il piacere,
il dolore, l’angoscia, le paure e le soddisfazioni, selezionano le
idee nelle quali l’individuo costruisce la sua vita.
Il rumore di fondo emotivo è quella forza capace di far
penetrare un’idea nella struttura profonda della persona o di
rendere quella persona refrattaria ad ogni nuova idea
annullandone la capacità di quell’idea di penetrare nella
persona.

Quando Gardner scrive:

“Quello forse più importante è che anche da adulti


dobbiamo essere disposti a cambiare il nostro modo di
pensare, e a lasciarci influenzare dalle forze esterne.
Dobbiamo coltivare l’abitudine a un apprendimento
continuo: renderla una cosa che facciamo, come dice
l’educatore Theodore Sizer, “al riparo da tutti gli

195

pagina n.195 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

sguardi”. Un tempo la carriera scolastica poteva


arrestarsi all’infanzia o all’adolescenza, e quello che si
era imparato bastava per tutta la vita. I mestieri
cambiavano più lentamente, tra aziende e lavoratori
correvano rapporti più corretti, per cui erano quasi
superflui studi ulteriori. Ben pochi sospettavano che oggi
avremmo superato il Rubicone che separa il lavoro
garantito per tutta la vita dal mercato incontrollato della
forza lavoro. Un mestiere non è degno di questo nome
quando il contino aggiornamento non ne sia diventato la
norma. In ogni parte del mondo le condizioni di lavoro
cambiano, ad una velocità mai raggiunta prima d’ora. Si
automatizzerà tutto ciò che potrà essere automatizzato.
[...] Assumersi la responsabilità di alterare la propria
mente è un’impresa inebriante (se capite il gioco di
parole) . Significa che la persona stessa ha interiorizzato
il ruolo di sostegno che un tempo era in genere svolto dai
genitori, dagli insegnanti e da altri mediatori di
conoscenza e di abilità. Chi vuole essere sempre
aggiornato deve osservare i cambiamenti che avvengono
nei principali settori.”

L’errore di Gardner sta nel considerare i cambiamenti


della mente o delle idee come dei cambiamenti di logica una
volta aggiunti nuovi dati o nuove informazioni. I cambiamenti,
al contrario, investono la struttura profonda delle persone, la
loro struttura emotiva. Solo il cambiamento della struttura
emotiva permette alla persona di cambiare le idee razionali o i
suoi punti di vista sul mondo. Ci sono persone che vivono
emotivamente il mondo e colgono immediatamente i
cambiamenti; ma queste persone non rientrano nella sfera
d’analisi di Gardner.Infatti, vivere e percepire il mondo
attraverso la sua struttura emotiva è una cosa sconosciuta alla
ragione che dell’emozione comprende solo l’uso che lei ne fa.
Per contro Gustave Le Bon aveva già colto la difficoltà di
cambiamento delle idee nel suo saggio “Psicologia delle folle”
edito nel 1895:
Scrive Le Bon:

196

pagina n.196 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

“Si tratta, del resto, di un fenomeno che non è limitato


soltanto alle folle. Lo si riscontrerà in molti individui
isolati, non solo nei primitivi, ma anche in tutti coloro
che, per una parte qualsiasi del loro animo (i settari di
una intensa fede religiosa, ad esempio) si avvicinano ai
primitivi. L’ho notato in certi indiani molto colti, istruiti
nelle università europee e con più di un diploma. Sullo
sfondo immutabile delle idee religiose o sociali ereditarie
si era sovrapposto, senza alterarle affatto, uno strato di
idee occidentali che non avevano alcun legame con le
precedenti. Seguendo l’impulso del momento, le une o le
altre riaffioravano con singolari conseguenze sul
discorso così che lo stesso individuo cadeva nelle più
flagranti contraddizioni. Contraddizioni più apparenti
che reali, giacché soltanto le idee ereditarie sono
abbastanza potenti nell’individuo isolato per diventare
veri motivi di comportamento.” Gustave Le Bon
“Psicologia delle folle” 1895

Relazione masse, folle, e qualità della manipolazione da


parte del leader

E sempre da Gustave Le Bon possiamo comprendere


come vengono sostanziati i sette punti che ci ha presentato
Howard Gardner nella manipolazione delle masse. Gustave Le
Bon non conosceva l’uso della televisione delle immagini come
lo concepiamo oggi, ma sapeva analizzare, sia pur con le
categorie ottocentesche, la SOSTANZA del discorso
rappresentato affinché coinvolgesse le masse per costringerle a
sposare un’idea.

Scrive Gustave Le Bon:

“Le idee fondamentali potrebbero essere paragonate alla


massa d’acqua di un fiume che scorre lentamente. Le
idee passeggere invece somigliano alle piccole onde.
Sempre mutevoli, che increspano la superficie e che, pur

197

pagina n.197 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

non avendo importanza reale, sono più appariscenti della


corrente stessa del fiume. Ai giorni nostri, le grandi idee
fondamentali di cui hanno vissuto i nostri padri appaiono
sempre più barcollanti e nello stesso tempo le istituzioni,
che su tali idee poggiavano, sono profondamente scosse.
Al momento attuale si stanno formando molte piccole
idee transitorie cui accennavo più sopra. Ma poche, fra
esse, sembra debbano acquistare un’influenza
preponderante. Le idee suggerite alle folle possono
diventare predominanti soltanto se rivestono una forma
semplicissima, che per di più sia traducibile in immagini.
Infatti, nessun legame logico, d’analogia o di
suggestione, collega fra loro queste idee-immagini; esse
possono pertanto sostituirsi l’una all’altra come le lastre
della lanterna magica che l’operatore toglie dalla scatola
dove erano conservate una sull’altra. Possiamo dunque
vedere che nelle folle si avvicendano le idee più
contraddittorie; seguendo l’impulso del momento la folla
sarà influenzata dall’una o dall’altra delle diverse idee
immagazzinate nel suo cervello e commetterà, di
conseguenza, gli atti più disparati. L’assenza completa di
spirito critico non consente ad essa di notare le
contraddizioni.
[...]
Le idee – non potendo essere accettate dalle folle che
dopo aver assunto una forma molto semplice – devono
spesso subire le più complete trasformazioni prima di
diventare popolari. Quando si tratta di idee filosofiche o
scientifiche un po’ elevate, si può constatare la
profondità delle modificazioni che sono loro necessarie
per scendere, di strato in strato, fino a livello delle folle.
Queste modificazioni dipendono soprattutto dalla razza
[leggi condizionamento culturale e sociale; nota mia] cui
le folle appartengono, ma hanno sempre carattere
sminuente o semplificante. Perciò, da un punto di vista
sociale, non c’è mai, in realtà, una gerarchia di idee,
cioè di idee che siano più o meno elevate. Per il solo fatto
di arrivare fino alle folle e commuoverle, un’idea viene

198

pagina n.198 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

privata di tutto ciò che la rendeva elevata e grandiosa. Il


valore gerarchico di un’idea è d’altronde senza
importanza. Bisogna considerare soltanto gli effetti che
essa produce. Le idee cristiane del medioevo, le idee
democratiche del secolo scorso, le idee sociali di oggi,
non sono certamente molto elevate. Da un punto di vista
filosofico possono essere considerati errori piuttosto
meschini. Tuttavia la loro punizione è stata e sarà
immensa, ed esse rimarranno per molto tempo fattori
essenziali nella condotta degli Stati. Anche quando ha
subito quelle modificazioni che la rendono accessibile
alle folle, l’idea può agire soltanto se – nei modi che più
avanti studieremo – riesce a penetrare nell’inconscio e a
diventare un sentimento. Questa trasformazione richiede,
generalmente, molto tempo.” Gustave Le Bon
“Psicologia delle folle” 1895

Come si può osservare, dal 1895 ad oggi le cose non sono


molto cambiate: le persone che sono passate dal votare un
partito comunista al votare la lega nord sono state moltissime.
Solo che quelle persone non hanno “cambiato idea” hanno
votato con la stessa idea e lo stesso spirito eccitato in una
diversa direzione.
L’intero processo eccitativo messo in atto da Berlusconi
attraverso le sue televisioni rispecchia sia la visione di Le Bon
che la tecnica illustrata da Howard Gardner nella sua
ridefinizione delle immagini mentali. Salvo un piccolo
particolare: la tecnica di rievocazione dell’infanzia e delle idee
infantili. Berlusconi ha fatto appello all’infantilismo delle
persone, ai loro ricordi infantili per farsi votare. Ha fatto appello
alle loro paure e a condizioni che non sono mai esistite
evocando paure ed angosce. Dal mandare in onda i film di
Camillo e don Peppone; a deresponsabilizzarsi per il disastro
delle immondizie a Napoli; all’aggressione alle soluzioni di
Alitalia; all’evocazione della paura degli immigrati;
all’evocazione del razzismo contro i Rom; all’invocazione alla
guerra alla gestione del corpo delle donne, del diritto del
bambino di mangiarsi un panino, all’uso dei vigili urbani come

199

pagina n.199 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

vigilantes, all’operazione di propaganda dei militari per le


strade. E’ un tipo di propaganda già visto nel fascismo e nel
nazismo degli anni ’20 e ’30 che manca di sostanza, manca di
capacità di risolvere i problemi e conduce direttamente alla
violenza per la violenza. E’ propaganda televisiva che dimostra
un’assoluta assenza di lungimiranza. Come l’aggressione alla
Cina fatta dalle televisioni dirette da Berlusconi che tentano di
far passare i poliziotti nepalesi per i poliziotti cinesi e aggredire
le Olimpiadi di Pechino col conseguente deterioramento dei
rapporti economici con la maggiore potenza economica
mondiale.
Mentre è più logico, in un’ottica di guerra economica, che
il Dalai Lama venga accolto dal possibile futuro presidente
USA repubblicano, è illogico che il presidente del consiglio
italiano metta in difficoltà la struttura economica italiana in
Cina. Però, Berlusconi se lo può permettere in quanto, oggi
come oggi, ha i mezzi per gestire l’intera opinione pubblica e
manipolare le folle in funzione delle sue idee elementari: e
questo, finché la situazione economica e le condizioni di vita
non spazzeranno una volta per tutte le tecniche della
manipolazione mentale di massa.
Appare evidente che il leader che manipola le masse per
avere i voti è fondamentalmente un personaggio impotente.
Incapace di vivere nella sua società e bisognoso di truffare
perché non è in grado di garantirsi, in nessun altro modo, la sua
vita.
Si possono manipolare le masse fintanto che la realtà non
chiede conto alle masse di pagare il conto della loro
manipolazione. Quando il conto sarà presentato dalla realtà
quotidiana, le masse diventeranno feroci contro chi le ha
manipolate.
Perché, la manipolazione mentale funziona solo
nell’immediato; come l’innamoramento.
Poi, subentra la cultura che costruisce le relazioni con la
vita quotidiana.
Marghera 04.08.2008

200

pagina n.200 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Assicurarsi che cambino idea

Cosa dice Howard Gardner a proposito delle risorse e


delle ricompense come tecnica per far cambiare idea?

“Nei casi fin qui considerati, l’apertura mentale è una


dote sufficiente per indurre una persona ad accettare un
cambiamento di idea. Qualche volta, tuttavia, il
cambiamento si verifica più facilmente se vengono messe
a disposizione considerevoli risorse. Da un punto di vista
psicologico, l’offerta di risorse è un esempio di
rafforzamento positivo. Le persone vengono premiate se
adottano un tipo di comportamento o di pensiero
piuttosto che un altro. E’ improbabile, tuttavia, che le
nuove convinzioni permangano quando le risorse
vengono a mancare, a meno che altri fattori – quali il
ragionamento, la ricerca e la risonanza... – non le
convalidino.”

In un modo più immediato, si tratta di: COMPERARE LE


PERSONE! Abbiamo molti esempi di persone che nella vita
politica Italiana, da Taradasch (l’ex antiproibizionista passato
dagli extraparlamentari, ai Radicali a Forza Italia) a Capezzone
(da segretario dei Radicali a Forza Italia) appaiono più come
persone che sono state “comperate” (o che si sono vendute, fate
voi) che non persone che hanno maturato idee diverse. Se gli
dici che sono stati comperati, si offendono pure, eppure non
esiste nessun altro motivo, logico o razionale diverso per il
quale ieri usavano l’etichetta “radicale” ed oggi l’etichetta
“forza Italia” o simile. Questo vale per molti altri politici, solo
che questi due come esempi li ricordo bene perché mi hanno
attraversato la strada (politico-ideologica). Berlusconi è un
individuo abituato a comperare giocatori di calcio; come si può
pensare che possa usare un metodo diverso nei confronti dei
politici? E solo per ricordare acquisizioni recenti, ma tutti i
partiti di destra sono pieni di persone comperate. Ex persone
che presentavano “ideali” sociali e che, grazie a soldi e a

201

pagina n.201 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

promesse di potere di Berlusconi, hanno trasformato i loro


ideali in sistemi di aggressione alla società civile nel suo
insieme. Come l’ex stalinista Bondi. Certo, loro non si
considerano “comperati”, ma piuttosto “illuminati sulla via di
Damasco”, che per me è la stessa cosa! La storia è ricca di
esempi come questi e, proprio nella storia, non troviamo mai un
“ritorno indietro”. Non troviamo mai qualche persone che sia
stata comperata con i soldi da un potere economico o politico e
che sia tornata ad occuparsi della classe sociale nella quale
aveva maturato ideali sociali. Di solito spariscono dalla scena
politica. Comperare le persone è un metodo infallibile per
assicurarsi i “porta borse”, i galoppini da usare come massa di
manovra. Non si troverà questo comportamento in nessun
leader, né di destra, né di sinistra. Si possono trovare delle
trasformazioni nella veicolazione delle idee, alleanze opportune
per veicolarle, mediazioni, errori di valutazione, ma non le
persone che si vendono per denaro o per poltrone (posti di
potere o di comando).

Un’altra attività di acquisto delle persone è quella che


viene messa in atto dai missionari cristiani, in particolare, oggi,
in India.
Le persone vengono letteralmente comperate affinché
diventino dei cristiani. Comperati in vari modi. Dai ricatti fatti
ai genitori di bambini malati messi in atto dalla Teresa di
Calcutta, alla costruzione di case date in cambio di conversioni
religiose.

Questo comperare le persone, affinché manifestino idee o


convinzioni sociali diverse, è una novità che viene introdotta dal
cristianesimo. C’è la parabola dell’amministratore che
trovandosi scoperto dal padrone taglia tutti i debiti che le
persone avevano col padrone per assicurarsi un potere di
riconoscenza dopo che sarà licenziato. In pratica,
l’amministratore di uno Stato, deruba due volte lo Stato che
amministra. La prima volta per sé stesso e la seconda volta lo
deruba a favore di altre persone per costringerle a diventare suoi
complici. Per acquisire un serbatoio elettorale. Gesù loda questo

202

pagina n.202 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

comportamento perché le finalità sono quelle della distruzione


della società civile. Il metodo, imposto nelle emozioni, diventa
un sistema di veicolazione delle soluzioni che l’individuo usa
nella società.
Per fare un esempio di trasformazione, possiamo usare
l’attuale sindaco di Venezia, Massimo Cacciari.
Sono quasi dieci anni che sta organizzando la propria
transizione nella destra politica. Più intelligentemente di altri
non ha fatto i bagagli ed è transitato nel partito di Berlusconi,
ma ha agito per distruggere la sostanza ideale della “sinistra”
per svuotarne le “idee” dei loro contenuti e nello stesso tempo
aggredire la base sociale dalla quale la “sinistra” traeva forza.
C’è indubbiamente un’ottica diversa nella gestione del comune
fra Cacciari, Zanonato, Tosi e Gentilini, ma di fatto
obbediscono tutti il medesimo imperativo: i poveri fanno schifo
e il comune se ne deve sbarazzare!

Essere comperati non significa soltanto cambiare le idee,


ma anche distruggere il sistema ideale cui precedentemente si
aderiva. Non è un caso che l’organizzazione politica cui aderiva
Massimo Cacciari comprendesse elementi come Foggiato che
non ha mai nascosto le sue simpatie per il fascismo e il nazismo.
Non erano del partito politico di Cacciari, ma questo non
dimostra la superficialità delle alleanze. Dimostra quella
volontà di dimostrare alla destra di essere pronti a farsi
comperare sposando un massimalismo e un dogmatismo che
vede nella distruzione dello stato Democratico l’unica soluzione
a problemi sociali “PURAMENTE INVENTATI”. Come quello
della sicurezza che, come rilevano le attuali statistiche, a fronte
di circa 600 morti per criminalità (e quasi tutti dovuti alla
concezione della famiglia cattolica) ci sono circa 1.200 morti
sui posti di lavoro. Massimo Cacciari usa il pericolo degli
accattoni per nascondere gli omicidi sui posti di lavoro. Questo
modo di essere è proprio dell’ideologia storica fascista e
nazista. Un’aggressione contro la società democratica messa in
atto da Massimo Cacciari che si concretizza nel concedere al
Dalai Lama la cittadinanza veneziana (28.07.2008). Ad uno che
proclama la monarchia assoluta; che proclama di essere un dio

203

pagina n.203 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

padrone; che proclama che i cittadini del Tibet devono essere i


suoi schiavi; viene concessa la cittadinanza veneziana in
disprezzo alle norme fondamentali del dettato Costituzionale. E
questo solo per offendere la Cina e i suoi sforzi per costruire la
democrazia. Anziché aderire alle idee democratiche e spingere
la Cina verso la democrazia e GLI IDEALI CHE STANNO A
FONDAMENTO DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA ED
EUROPEA, il consiglio Comunale di Venezia, con la sua
delibera, intende imporre il fascismo e il nazismo come
organizzazione sociale a cui la Cina, secondo Massimo
Cacciari, dovrebbe aderire.

Come dice Howard Gardner “... il cambiamento si verifica


più facilmente se vengono messe a disposizione considerevoli
risorse” risorse che vengono desiderate da Massimo Cacciari in
un’adesione all’ideologia fascista. Se posso pensare che un
cittadino normale pensi al fascismo come a manganelli ed olio
di ricino, non posso pensare che Cacciari non sappia che cosa
sia il fascismo come impostazione ideologico-sociale e come, la
sua attività, di fatto, lo stia auspicando nella società italiana.

Se è comprensibile, all’interno di una guerra mondiale pur


non combattuta mediante bombe, l’atteggiamento degli USA:

(ANSA) - PECHINO, 28 LUG - La Cina ha protestato


oggi per un incontro avvenuto venerdi' tra il candidato
repubblicano alla Casa Bianca, John McCain, e il Dalai
Lama. 'Personaggi importanti' negli Stati Uniti devono
smettere di sostenere il Dalai Lama e 'le forze
separatiste' del Tibet, ha affermato il portavoce del
ministero degli Esteri di Pechino, Liu Jianchao,
sottolineando che la questione del Tibet e' 'un affare
interno cinese'. Per Pechino il Dalai Lama vuole dividere
la Cina e distruggere la stabilita' sociale.

L’incontro di John McCain col Dalai Lama si inquadra


nella logica di guerra degli USA. Si appoggia Noriega; si
bombarda Noriega. Si appoggia Saddam Hussein; si bombarda

204

pagina n.204 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Saddam Hussein. Si appoggia Osama Bin Laden; si bombarda


Osama Bin Laden. Si appoggiano i Talebani; si bombardano i
Talebani. Oggi si appoggia il Dalai Lama, domani gli USA lo
bombarderanno!
Tutti politici comperati. Conflitti che si generano proprio
perché le idee delle persone sono espresse in funzione del
prezzo col quale sono state acquistate.
Non è concepibile che Massimo Cacciari si permetta di
offendere la Costituzione della Repubblica per le proprie “mire
espansionistiche” ideologiche a destra appoggiando
l’assolutismo monarchico del Dalai Lama.

Se noi non teniamo presente che le persone vengono


COMPERATE e arruolate in schieramenti politici attraverso la
promessa di poltrone, soldi, o quant’altro, allora ci possiamo
solo illudere che esistano delle ideologie diverse. In realtà, sia
Veltroni che Cacciari, Casini, Berlusconi, Bossi e Fini;
praticano la stessa e identica demagogia finalizzata ad
assicurarsi degli interessi personali. Questa pratica è quella che
delude gli elettorati. Elettorati che non comprendono lo stridere
fra ideali dichiarati e posizioni personali assunte a livello
politico.
Questo stridere, percepito dalle masse, è determinato
proprio dalle risorse economiche che vengono impiegate
massicciamente per comperare le persone e far loro cambiare
idea sia nel generale che nelle singole scelte.

Per comprendere la società civile e le sue trasformazioni


dobbiamo aver presente che politici, piccoli o grandi che siano,
si vendono SEMPRE al miglior offerente al fine di garantirsi un
futuro alla faccia delle sofferenze sociali. Un esempio sono le
intercettazioni telefoniche in cui si dimostrava che dirigenti RAI
si accordavano con i dirigenti Mediaset al fine di garantire a
quest’ultima una buona raccolta pubblicitaria e favorirla nella
propaganda politica.
Il cittadino si disaffeziona ai partiti politici e solo coloro
che vogliono continuare a vendersi vi aderiscono.

205

pagina n.205 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Chi vuole annientare il desiderio di libertà accusa l’altro


di demagogia. Veltroni, Berlusconi, Fini e Casini, fanno della
demagogia sostituendo ai principi della Costituzione, di fatto e
nei fatti (compresi i provvedimenti legislativi), la demagogia
fascista.
La demagogia fascista, al di là di come viene presentata, è
perfettamente funzionale ad essere manifestata dai politici che
si vendono.
In fondo, che cos’è il fascismo se non la sottomissione dei
cittadini alla volontà del singolo o dei singoli che si sottraggono
alla legge senza riconoscere a sé stessi i doveri nei confronti dei
cittadini?
Solo questa è l’ideologia fascista. Perfettamente
funzionale sia a persone come Veltroni, Cacciari e Rutelli nello
spostare quella che un tempo era la sinistra su posizioni fasciste,
sia a persone come Berlusconi, Fini, Bossi e Casini, che vedono
nella possibilità di acquistare i politici antagonisti la miglior
forma per riaffermare la loro demagogia fascista funzionale al
controllo delle persone.
Troppe persone cambiano idea SOLO perché sono state
comperate!
E sono state comperate al di là di come manifestano o
giustificano il loro cambio di “idea” se mai altre “idee” o
posizioni politiche hanno avuto.
Marghera 06.08.2008

206

pagina n.206 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Realtà esterna
Il disastro come realtà da cogliere
per condizionare le idee delle masse;
condizioni esterne, opportunismo e
realtà virtuale

Cosa dice Howard Gardner a proposito della realtà


esterna come tecnica per far cambiare idea?

“Talvolta, accadono degli eventi collettivi che


colpiscono numerose persone, e non solo quelle che
stanno prendendo in considerazione un cambiamento di
rotta. Guerre, uragani, attentati terroristici, depressione
economiche potranno costituire alcuni esempi; ma vi
sono anche avvenimenti positivi: periodi di pace e
prosperità, disponibilità di cure sanitarie che prevengano
le malattie e allunghino la vita, il benefico influsso di un
leader, di un gruppo o di un partito politico...”

In questa situazione Gardner cambia i rapporti: non è più


il leader che porta le persone a cambiare idea, ma il
cambiamento delle condizioni porta al cambiamento del modo
di pensare.
Mi ricorda un po’ il movimento ebraico fra il XIX e il XX
secolo. Quando era indicato come una razza da combattere, “le
sinagoghe di Satana”, gli ebrei militavano nei movimenti di
“sinistra” fino a partecipare massicciamente alla Rivoluzione
Sovietica; quando, dopo l’olocausto, divennero la nazione
Israeliana, sia in quel paese, che nei vari movimenti ebraici
occidentali, l’ideologia nazista del superuomo a cui tutti devono
inchinarsi, propria della tradizione ebraico-cristiana, prese il
sopravvento sui principi di uguaglianza. E’ di questi giorni la
partecipazione degli ebrei d’Israele all’attività di “pulizia
etnica” in Georgia. La formazione delle idee, sulla vita e sul
mondo in cui vivono, degli Esseri Umani è sempre in relazione
alle condizioni che loro sono costretti a vivere e per come loro
riescono a percepire le modificazioni del mondo in cui vivono.

207

pagina n.207 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Esiste una capacità di comprensione soggettiva dei fenomeni


che si manifestano nel mondo; esiste una percezione dei
fenomeni che dal mondo giungono all’individuo; esiste una
capacità dell’individuo di selezionare i fenomeni che giungono
a lui; e, tutto questo, costituisce la cultura del soggetto che
costruisce le relazioni con il mondo in cui vive.

Le idee sulla realtà del mondo e sulle relazioni fra le


persone sono formate dall’individuo in funzione della
veicolazione delle proprie pulsioni e dei propri bisogni nel
mondo. A seconda dell’idea che egli ha del mondo, organizzerà
la veicolazione delle tensioni che gli consentono di soddisfare i
suoi bisogni e i suoi desideri. Se il terremoto gli incute paura,
nonostante non lo subisca, mette in atto delle idee e strategie di
protezione dal terremoto. Lo stesso vale per i prodromi di una
crisi economica. Quanto investimento emotivo fa la persona
sulle notizie che gli giungono dal mondo? Quali relazioni ha la
persona fra sé stessa e le trasformazioni che avvengono nel
mondo? Qual è la sua valutazione dei fatti? I fatti, per
l’individuo qualunque, sono quelli resi noti dalla televisione.
Una televisione che impone ai cittadini le dimissioni dalla loro
capacità di critica nel presente in cui vivono. Le masse, quelle
che vengono manipolate in funzione del voto, vivono, di fatto,
una realtà esterna virtuale. Tutti i giorni le donne, che la
violenza terrorista definisce “prostitute”, vengono vessate! La
foto della prostituta a terra nel comando dei vigili urbani di
Parma rende manifesta una realtà. Una realtà fattiva e
quotidiana che le persone ignoravano in quanto la realtà, per
loro, era quella virtuale: i vigili urbani al servizio dei cittadini!
Quando quella foto è stata pubblicata i cittadini, per un attimo,
sono usciti dalla realtà virtuale, ma l’informazione nazionale ha
provveduto a ricacciarceli giustificando le attività dei vigili
urbani di Parma. “fatevi più furbi, non fatevi scoprire quando
vessate, torturate o schernite le “prostitute”.”.

La realtà immaginata si è sostituita alla realtà. Le persone,


anziché vivere, immaginano e quell’immaginazione viene
alimentate da chi ha interesse che continuino ad immaginare.

208

pagina n.208 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Così, quando gli USA dettero il via alla devastazione dell’Iraq,


non immaginavano che altri avrebbero potuto fare lo stesso.
Oppure, non immaginavano che quella loro scelta avrebbe
interdetto altre scelte in un futuro immediato. Le persone
immaginavano che Saddam Hussein avesse armi di distruzione
di massa: e appoggiarono l’aggressione USA. La Georgia oggi
vive la situazione irachena e gli USA difficilmente potranno
chiedere alla Russia un comportamento differente da quello che
loro stessi hanno tenuto. Le persone immaginano i Russi
invasori; non immaginano i Georgiani che mettono in atto
pulizia etnica con l’aiuto degli Israeliani. Alimentare
l’immaginazione virtuale per dirigere l’opinione pubblica. In
USA nessuno si è opposto alla sistematica violazione dei “diritti
umani” messi in atto da Bush quando ha legittimato la tortura, il
sequestro di persona e l’esportazione del sequestrato in paesi in
cui si pratica la tortura, Guantanamo e le carceri gestite dagli
USA in Iraq e in Afganistan. Appare evidente come la richiesta
del rispetto dei diritti umani dei paesi occidentali, come l’Italia,
gli USA, l’Inghilterra, la Germania e la Francia nei confronti
della Cina, India e Russia sono solo atti pretestuosi all’interno
di una guerra di propaganda per coprire e giustificare le proprie
violazioni. Spesso i paesi occidentali non chiedono a Cina o
Russia il “rispetto di diritti umani”, ma di acconsentire ed
accettare azione di distruzione ad opera di organizzazioni del
terrore messe in atto sul loro territorio. Ogni scelta fatta da uno
stato o dagli eventi naturali è tale da modificare le idee e gli
atteggiamenti delle persone, ma questo non è il senso dello
scritto di Gardner “Cambiare idee”. Il senso dello scritto di
Gardner è: data una realtà esterna che manifesta un
avvenimento, catastrofico, come si deve agire per volgere a
favore le idee delle masse? L’evento catastrofico incide sulla
capacità empatica delle persone predisponendone le tensioni
emotive; noi, come posiamo agire per volgere a nostro favore la
veicolazione che l’impellenza emotiva genera nelle persone?
Dato un avvenimento, come dobbiamo agire affinché la
veicolazione emotiva indotta sia trasformata in idee dalle
masse? Idee dalle quali le masse fanno derivare le loro scelte e
le loro azioni? Una testa un voto: se non possiamo sfruttare il

209

pagina n.209 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

terremoto che ha distrutto la scuola a nostro favore siamo


incapaci; come siamo incapaci se non fruttiamo i profughi
provenienti dall’Albania piangendo e versando lacrime. Le
lacrime a beneficio delle telecamere. Poi le telecamere si
spengono, ma nelle masse, quelle che votano, il ricordo e la
commozione resta. [N.B. queste pagine sono state scritte nel
2008, il terremoto dell’Aquila, qualche anno dopo, ha
dimostrato come Berlusconi abbia usato la tragedia per la
propria personale propaganda in un G8 fallimentare].

L’interpretazione dei fatti, più o meno drammatici che


coinvolgono le persone dall’ambiente esterno, vengono
interpretati dalle persone con lo stesso criterio col quale le
persone scelgono fra coca cola e pepsi cola:

“COCA O PEPSI? Zaltman, ovviamente, non è l'unico a


insinuarsi nella mente del consumatore. Nei test di
degustazione alla cieca di stampo neuroscientifico, Coca
e Pepsi si sono misurate tra loro segnando di fatto un
pareggio. In Blink, Gladwell spiega come la Coca-Cola
abbia commesso un grave errore usando i dati ottenuti da
un primo test, nel quale il prodotto concorrente risultava
più gradito alla maggior parte dei consumatori, per
modificare la ricetta e creare quel disastro di marketing
chiamato New Coke. Eppure, nono-stante un gusto
riscuotesse minori preferenze, la Coca-Cola tradizionale
rimane la numero 1 fra le bibite al mondo. Ricerche più
recenti, pubblicate dopo che il libro di Gladwell era già
stato completato, possono aiutarci a capire perché. I
ricercatori del Baylor College of Medicine hanno
nuovamente chiesto a 67 consumatori di Coca e Pepsi di
scegliere la bibita preferita in una degustazione alla
cieca, e la scelta è di nuovo caduta sulla Pepsi. Se però si
mostrava loro il logo dell'azienda prima di bere, 3
consumatori su 4 passavano a preferire la Coca. I
ricercatori hanno analizzato il cervello dei partecipanti
durante il test e hanno scoperto che l'etichetta Coca-Cola
determinava una grande attività nella parte associata ai

210

pagina n.210 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

ricordi e all'immagine di sé, mentre la Pepsi, pur


piacendo di più alla maggior parte dei consumatori, non
sollecitava molto questi centri cerebrali preposti al
benessere. Lo scorso ottobre, quando è stato pubblicato
lo studio in questione, P. Reed Montague, direttore del
laboratorio Brown Foundation Human Neuroimaging di
Baylor, ha fornito una spiegazione: "L'etichetta della
Coca-Cola produce un enorme effetto sull'attività
cerebrale relativa al controllo delle azioni, alla capacità
di riportare alla memoria i ricordi e l'immagine di sé".
La semplice, celebre immagine rossa e bianca riesce a
risvegliare l'ippocampo e la corteccia prefrontale
dorsolaterale. Il punto focale, spiega Montague, è che
"esiste una risposta nel cervello che porta a un effetto
comportamentale". E, curiosamente, non ha nulla a che
vedere con le preferenze consapevoli.”

Tratto da:

I trucchi della mente


NEUROSCIENZE Nuove ricerche indagano sul ruolo
dell'inconscio nelle decisioni di ogni giorno: dallo shopping
al partner giusto, nelle nostre scelte c'è molto di più di ciò
che pensiamo.
di Marianne Szegedy-Mszak

La manipolazione degli individui avviene a monte; nelle


loro credenze e nelle loro predilezioni.
I Fenici sacrificano i loro figli in olocausto ai loro Dèi!
L’hanno venduta come propaganda i Romani e la Bibbia;
ognuno di loro per diffamare i Fenici. Nessuno ha mai avuto
interesse per la verifica. Si raccontavano storie in merito e si
usavano storie di terrore assolutamente immaginate come se
fossero vere. Che prima dell’arrivo dei cristiani si facessero i
sacrifici dei figli, era diventato normale. Quasi che i cristiani
fossero stati i portatori di una civiltà dove prima vigeva la
barbarie. Così, raccontare storie antiche intrise di sangue e
terrore e sottoporle al giudizio di una morale cristiana incapace

211

pagina n.211 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

di giudicare il suo dio; era del tutto normale. Una normalità che
risolveva nell’attività di dio contro i malvagi la risposta ad ogni
perché dell’accadimento. Dal terremoto agli uragani; dalle
tempeste ai vulcani; tutto era spiegato con la volontà di dio.
Come con la volontà del dio padrone era spiegata ogni guerra e
ogni decisione dell’autorità.

Si sceglieva dio come risposta con lo stesso meccanismo


cerebrale con cui le persone scelgono la coca cola anziché la
pepsi cola. Non si chiedono che cosa sia più buono, ma quello
che scelgono deve essere necessariamente il più buono.
Esattamente come al risposta dell’intervento di dio era
necessariamente la verità che rispondeva alla ricerca della causa
dell’accadimento.
Così la crisi economica che sta attraversando l’economia
mondiale è una crisi diversa da quelle conosciute negli ultimi
due secoli. Non è una crisi da sovrapproduzione e da
sottoconsumo, ma è una crisi mondiale di ristrutturazione della
produzione e degli strati di popolazione che possono
consumare. In Italia, soprattutto, la crisi si riassume nella
necessità di costruire una classe di miserabili, di sottoproletari
con le caratteristiche dell’emarginazione sociale e
l’impossibilità di rimuovere quel tipo di emarginazione. Si tratta
di una massa di disperazione costruita attraverso microstorie
personali di conflittualità irrisolta. Ci saranno quelle migliaia di
persone che non reggono economicamente dopo il divorzio. Ci
saranno quelle migliaia di persone che si sono viste privare di
fonti di reddito perché guidavano ubriache. Ci sono quelle
migliaia di persone che hanno figli handicappati e che hanno
avuto altri problemi. Ci sono quelle migliaia di persone che si
sono drogate. Ci sono le migliaia di persone che hanno perso il
posto di lavoro e non sono riuscite a pagare il mutuo. La
quantità è una massa significativa della popolazione, ma le
peculiarità personali che hanno indotto quelle persone a
diventare massa emarginata impediscono l’aggregazione che
può avvenire solo nella riaffermazione dell’emarginazione.

212

pagina n.212 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il potere mediatico si appresta a gestire questa nuova


“emergenza” allontanando il sospetto che quest’emergenza sia
voluta ed organizzata criminalizzando le persone che sono
prossime a diventare le prossime emarginate. La risposta è
questa: le cause dell’accadimento nefasto stanno nelle scelte
della singola persona. E’ la singola persona l’unica responsabile
delle “sfortune” che gli capitano. Le sfortune non sono il
prodotto della sequenza delle scelte delle Istituzioni al fine di
immiserire la persona, ma sono il prodotto delle scelte della
singola persona.
Questa risposta funziona solo se c’è un condizionamento
educazionale a monte: ciò che succede non è il risultato di
condizioni oggettive alle quali il singolo individuo è stato
costretto a rispondere e ad adattarsi, ma sono il frutto della
“volontà di dio”, “della malvagità dell’individuo”; “della
debolezza dell’individuo”. Si tratta di giocare sul senso di colpa
che può essere imposto all’individuo quando nell’individuo
manca il senso critico: “scelgo la Pepsi Cola perché mi piace di
più!”; “Scelgo la Coca Cola perché la preferisco!”; “E’ davvero
possibile che i Fenici con l’alta mortalità infantile di allora
uccidessero i loro figli? Che futuro poteva avere quella
società?”; “Un dio che si compiace di ammazzare le persone
mandando terremoti o uragani; non fa un po’ schifo?”; “Se io
come cittadino non ho gli strumenti giuridici per far fronte alla
banca che mi vuole pignorare la casa e distruggere le mie
condizioni economiche; forse c’è qualche cosa che non va
nell’organizzazione sociale!”; “Se i ragazzi hanno solo droga o
alcool nel loro futuro; forse nella società c’è qualche cosa che
non funziona!”

Il mondo, la realtà, in cui viviamo ci stimola a verificare


le nostre idee. Troppo spesso noi non viviamo quella realtà, ma
viviamo una realtà virtuale che viene installata in noi mediante
il condizionamento educazionale e stimolato mediante
l’informazione dei media che costruiscono dei paletti entro i
quali le nostre idee possono veicolarsi. Il condizionamento
educazionale e i media costruiscono, di fatto, una realtà virtuale
che forma la nostra “idea del mondo” nella quale, spesso,

213

pagina n.213 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

irrompono i problemi sotto forma dell’incapacità delle persone


di leggere i fenomeni e i segnali provenienti dal mondo. Così si
è costretti a vivere momenti drammatici nei quali dobbiamo
misurare le idee che abbiamo nei confronti del mondo o della
vita oppure, in alternativa, ridurci a diventare dei soggetti di
carità: i nuovi emarginati!

L’evento distruttivo è spesso vissuto dalle persone come


un “preludio dell’apocalisse”! E’ interpretato come le “gemme
del fico” che preannunciano la venuta del figlio del dio padrone
con grande potenza sulle nubi, che annulla ogni passato, ogni
debito e ogni cosa che ha generato l’angoscia, e apre agli
uomini disperati il futuro. Così, quando l’oppressione psichica
raggiunge una pressione eccessiva, gli individui sognano una
sorta di “fine della realtà presente”. Che può andare dal
desiderio di vincere al superenalotto, alla catastrofe capace di
rimescolare le carte dei debiti e dei crediti sociali. Così, davanti
a Bush, si spera in Obama. Gli statunitensi sperano che Obama
rimescoli per loro le carte della vita aprendo per loro un diverso
futuro. Forse Obama vincerà le elezioni e forse molti suoi
sostenitori cambieranno idea. Non basta un presidente per uscire
da un modello economico che ha fatto della dipendenza
finanziaria ed economica dal mondo il “modello di vita
americano”. Non basta un Obama per rimediare ad una
situazione sociale che vede tre milioni di statunitensi detenuti in
galera. Ma le masse plaudono: una testa, un voto. Come ieri
applaudivano a Bush: una testa, un voto! Cambino le idee, ma
queste siano contenute entro i limiti di Obama e Bush.
Marghera 12.08.2008

214

pagina n.214 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Resistenze
Il fondamentalismo giustificato dal fondamentalismo
creare le opportunità per vincere
le resistenze ideologiche

Cosa dice Howard Gardner a proposito delle resistenze


come tecnica per far cambiare idea?

“Tutti e sei i fattori fin qui identificati possono dare un


contributo positivo al tentativo di produrre un
cambiamento mentale. Non sarebbe tuttavia realistico
pensare che esistono solo fattori agevolanti. nel terzo
capitolo intendo infatti presentare il grave paradosso con
cui si scontra la possibilità di cambiamento: mentre nei
primi anni di vita risulta facile e naturale cambiare
orientamento, col passare degli anni il cambiamento di
idee diventa sempre più difficile perché, con l’andare del
tempo, nell’uomo si sviluppano concezioni robuste e
opinioni radicate che oppongono resistenza alle
modifiche . Ogni tentativo di capire il fenomeno del
cambiamento mentale non può trascurare la forza delle
varie resistenze.”

A questo proposito, scrive Gardner:

“Descriverei l’atteggiamento mentale del


fondamentalista come segue: l’adepto decide
spontaneamente di chiudersi a qualunque significativo
cambiamento di idea. All’interno del gruppo
fondamentalista tutti gli sforzi sono volti a puntellare il
sistema di credenze vigenti e a respingere le idee
estranee alla dottrina. Oserei perfino sostenere che il
fondamentalista sospende volontariamente
l’immaginazione: perché, come Chambers ci rammenta
della decisione di mettersi a leggere libri anticomunisti,
una volta che si sia immaginato che i fatti o le credenze

215

pagina n.215 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

potrebbero essere diversi, si è già sulla strada


dell’eresia. David Hartman, filosofo religioso che vive in
Israele, esprime l’idea in questi termini: “Una struttura
monolitica non crea una mente critica. [...] Dove esiste
soltanto un’unica verità rivelata, mai nulla viene messo
in discussione, non si genera mai uno spazio di
creatività”. E’ difficile sfuggire ad un ambiente così
totalizzante. Eppure in ogni setta c’è sempre un numero
significativo di persona – forse addirittura la metà –
cresciuti negli ambienti fondamentalisti, che ad un certo
punto si distacca da quel modo di pensare. I più inclini
ad abbandonare sono di gran lunga gli adolescenti. A
differenza dei bambini, che sono prigionieri della realtà
materiale in cui si trovano, gli adolescenti imparano ad
usare sistemi interpretativi diversi, mutuati dalla politica,
dalla scienza, o dalla religione, e molti diventano
consapevoli che quello che si presenta come un inno altro
non era che uno dei molteplici modi di dare un senso alla
realtà. Comprendono inoltre che quel modo di pensare li
esclude da alcuni degli aspetti più vivi, eccitanti e
significativi dell’esperienza, isolandoli dai più brillanti
dei loro pari. Quasi tutti abbiamo bisogno di mantenere
un nucleo fondamentale di convinzioni. Ci distinguiamo
gli uni dagli altri per il grado di coerenza che esigiamo
da esse e la misura della nostra disponibilità a
modificarle. E’ chiaro che un insieme di convinzioni
coeso, e condiviso da tutto l’ambiente che si frequenta,
esercita un richiamo molto forte; ma, specie in una
società pluralistica, i costi derivanti dalla scelta di
escludersi da ogni altra prospettiva sono evidenti. Nel
dilemma riguardante l’adesione ad un’idea entrano
dunque in gioco le spinte contrastanti del raziocinio,
delle resistenze, della risonanza, delle realtà
dell’esperienza quotidiana. E’ del tutto plausibile che
l’affascinante descrizione di un’alettante prospettiva di
vita eserciti una forte influenza nel decidere una persona
ad adottare e mantenere una visione fondamentalista.”

216

pagina n.216 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il problema che Gardner si pone è quello di distruggere le


resistenze in merito all’adesione delle persone alle idee imposte.
Il nodo adolescenziale è stato brillantemente risolto con la
diffusione dell’eroina e delle droghe fin dalla fine degli anni ’60
in Italia dopo essere stato sperimentato nei primi anni ’60 negli
USA contro le rivendicazioni delle persone di colore.
La resistenza dei gruppi della popolazione alla diffusione
delle droghe e dell’eroina in particolare è avvenuta attraverso i
vari gruppi “fondamentalisti” che a differenza degli individui
massa avevano la capacità di fissare gli intenti del gruppo su
obbiettivi rendendo il gruppo poco permeabile alle
sollecitazioni e ai richiami esterni.
Gardner usa il termine “fondamentalista” per definire un
integralismo ideologico chiuso alla società esterna. Parte dal
presupposto che la società esterna, a differenza del gruppo
fondamentalista, manifesti una mentalità aperta a contributi
diversi. NULLA DI PIU’ FALSO. In questo, infatti, sta
l’inganno di Gardner. Un sistema sociale, anche quando retto da
norme giuridiche democratiche, è sempre un SISTEMA
SOCIALE INTEGRALISTA E FONDAMENTALISTA. Un
sistema fondamentalista e ideologicamente integralista ha la
caratteristiche di imporre il comportamento “democratico” agli
altri. Impone il “comportamento democratico” ai più deboli
affinché i più deboli non rivendichino diritti e doveri nei suoi
confronti, ma il sistema stesso manifesta un integralismo e un
fondamentalismo volto a salvaguardare il proprio dominio sia
sui membri della società che nei confronti dei gruppi interni od
esterni. Non si tratta di fondamentalismo “democratico”, ma di
fondamentalismo “fascista” giustificato mediante la forma
democratica al fine di garantire l’impunità delle Istituzioni o dei
membri che gestiscono le Istituzioni dalla violazione delle leggi.
Una società è sempre fondamentalista; solo che non tollera idee
diverse dall’idea sociale dominante e le persegue chiamandole
fondamentaliste. Una società cristiana è disposta ad avere idee
diverse su dio, ma non è disposta a tollerare la condanna di dio
in quanto tale. In una società cristiana il fondamentalismo da
combattere non è “pensare dio in maniera diversa”, ma negare
dio e il suo diritto al dominio sul mondo. Solo che pensare dio e

217

pagina n.217 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

il suo diritto sul mondo è un’idea fondamentalista; la stessa che


Bush aveva a fondamento del suo pensiero e che ha sempre
dovuto soffocare. Bush si sentiva dio padrone; si sentiva il
fondamentalista spinto alla causa del dio padrone, solo che le
condizioni internazionali lo costringevano a soffocare questo
suo delirio da onnipotenza. Ci dice Gardner:

“E neppure mostrava un grande potenziale di


cambiamento sulle questioni politiche più urgenti: si
dava l’impressione che si accontentasse di seguire i
consigli della sua cerchia ristretta, ricorrendo, in caso di
dubbio, a suo padre, sempre bene informato e campione
di moderazione. Tuttavia, nei mesi successivi all’11
settembre, gli osservatori si resero conto che Bush era
cambiato. Quando tornò alla Casa Bianca, più tardi in
quella stessa giornata, si sentiva investito da una
missione: ora egli era il Presidente degli Stati Uniti, e
avrebbe fatto tutto ciò che occorreva per distruggere le
reti terroristiche e impedire che tali atti si ripetessero.
Quel giorno disse ai suoi collaboratori: “Siamo in
guerra ragazzi. E’ per questo che ci pagano”. Era teso e
determinato. Divenne molto più informato in fatto di
politica estera. Sviluppò rapporti personali con leader i
cui nomi fino a quel momento erano stati sconosciuti. I
suoi critici capovolsero i precedenti giudizi.”

Bush era sempre lo stesso. Ma ora il suo delirio di


onnipotenza poteva dispiegarsi. Non era più trattenuto dalla
politica e dalla necessità delle relazioni internazionali. Ora
poteva sequestrare le persone senza rendere conto a nessuno;
bombardare indiscriminatamente; torturare chi voleva
giustificando con la sicurezza dal terrorismo. Ora poteva vestire
i panni della vittima che macellava il mondo perché aveva
subito un torto. Era l’inviato del dio padrone; lui era il dio
padrone. Al di sopra e al di là delle leggi e delle regole civili.
Chi si opponeva poteva accusarlo di fiancheggiare i terroristi;
chi lo criticava diventava a sua volta un terrorista. Si tratta
dell’essenza stessa dell’atteggiamento del fondamentalista.

218

pagina n.218 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

L’integralista che Gardner esalta. Già, perché, al di là della


propaganda con la quale si vendono ragioni e verità
confezionate alle masse che devono votare; il fondamentalismo
USA ferito dal fondamentalismo di Al Qaeda ha macellato
centinaia di migliaia di Iracheni in un delirio assolutista che ha
visto la violazione di ogni norma democratica o sociale. Per
macellare gli Iracheni Bush mise in piedi una propaganda
martellante sulle “armi di distruzione di massa” che sarebbero
state possedute da Saddam. Una grande menzogna al fine di
coprire il suo desiderio di genocidio. Una menzogna alla quale
le nazioni non seppero rispondere; né vollero rispondere. E così
Howard Gardner tesse gli elogi al delirio di onnipotenza di
Bush:

“Bush dedicò le sue energie a costruire lo stesso tipo di


coalizione che aveva assistito suo padre dieci anni prima
nella Guerra del Golfo; condusse una guerra vittoriosa
in Afganistan per scacciare dal potere i talebani;
continuò a combattere Al Qaeda con tutti i messi –
economici, militari e investigativi – a disposizione;
dichiarò all’Iraq una guerra multinazionale (benché da
ultimo gli si siano opposte diverse importanti nazioni e
gran parte della popolazione mondiale); e infine si
rivolse all’ONU nei rischiosi mesi dopo la guerra.”

Si tratta del solito delirio di onnipotenza in cui un


individuo si crede il dio padrone o inviato dal dio padrone per
portare la “pace nel mondo” mediante la guerra e lo sterminio.
Ci sono voci molto insistenti che circolano secondo le quali
l’attacco alle torri gemelle sia stato organizzato da ambienti
USA. Non sono convinto di questo, ma penso che gli USA
avessero bisogno di un’azione simile per giustificare la loro
aggressione al mondo. E’ facile supporre che i servizi segreti
USA sapessero di azioni di terrorismo sul loro suolo, ma
pensassero ad azioni più ridotte da utilizzare come
giustificazione a ritorsioni. Molto probabilmente qualcuno ha
deciso di “chiudere un occhio”. Ma, poi, l’azione è sfuggita loro
di mano.

219

pagina n.219 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Bush appartiene ai fondamentalisti cristiani rinati. Un


delirio cristiano che sta attraversando gli USA non più mediato
da istanze laiche e che trova la sua espressione nel delirio
assoluto di onnipotenza. Un delirio che se da un lato vessa e
opprime i suoi stessi cittadini, dall’altro lato pretende che ogni
società si apra al suo fondamentalismo permettendo, in essa,
l’espressione del suo delirio di onnipotenza.
Così gli USA mentre organizzano manifestazioni contro
la Cina giustificandole con l’appoggio all’integralismo
fondamentalista monarchico del Dalai Lama, dall’altro lato
costringono i loro stessi cittadini a soggettivare il
fondamentalismo cristiano:

Dal giornale La Repubblica del 13 agosto 2008:

“Uccide il figlio, non diceva “amen”


New York – Aveva lasciato morire di fame e di sete il
figlio di 21 mesi perché non diceva “amen” dopo i pasti.
E’ successo a Baltimora nel 2006, ma solo ora Ria
Ramkissoon, una giovane madre di 21 anni, è stata
incriminata con l’accusa di omicidio. La tragedia si è
consumata nel periodo in cui la donna apparteneva ad
una setta religiosa conosciuta con il nome di One Mind
Ministries. Oltre a lei, anche altri quattro membri sono
stati accusati dell’omicidio del bambino.”

Se questo può essere un caso estremo, deve far paura la


normalità della manipolazione mentale che i bambini subiscono
per condizionare le loro idee sul mondo e sulla vita. Perché
stupirsi se il delirio di onnipotenza del fondamentalista cristiano
Bush si è dispiegato all’interno del proprio ruolo di leader della
maggior potenza mondiale?

Non si tratta di un’azione dall’esterno che ha fatto


cambiare loro delle idee nei confronti del mondo, ma una
volontà di veicolare le idee che avevano giustificandola con
delle azioni che il mondo faceva nei loro confronti. Ed è la
lezione di Gardner ai politici. Una lezione che i politici

220

pagina n.220 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

conoscono molto bene: fare delle azioni per condizionare il


modo di vedere il mondo di milioni di potenziali elettori.
Quando in Italia si stava organizzando i colpi di stato qualcuno
organizzò la bomba di Piazza Fontana e subito si indirizzarono
le indagini contro gli anarchici ammazzando Pinelli e
perseguitando per anni Valpreda con un martellamento
mediatico ossessivo che mirava a costruire predisposizioni
emotive favorevoli ad un eventuale colpo di stato, proteggere i
responsabili dell’attentato e, in seconda battuta, ad impedire la
realizzazione della Carta Costituzionale. Ci furono reazioni
popolari che impedirono i colpi di stato che venivano pensati ed
organizzati per molti anni in Italia. La stampa provvide a creare
nell’opinione pubblica la convinzione che le reazioni in difesa
della Costituzione fossero atti di terrorismo! Parallelamente fu
organizzata la diffusione dell’eroina e delle droghe che
raggiunse una grande popolarità coinvolgendo masse sempre
maggiori di giovani. Coinvolsero le persone empaticamente più
sensibili alle tensioni sociali finendo per distruggere la capacità
critica e ideale delle masse popolari stesse.
Non solo venivano manipolati gli avvenimenti con i quali
le persone misuravano le loro idee sul mondo, ma veniva
manipolata la percezione che degli avvenimenti ne avevano le
persone in modo da indirizzare la formazione delle loro idee.
Con la droga si giunse a manipolare la capacità di risposta delle
persone alle tensioni che si generavano nella società.

Nel film “L’uomo di Paglia” si raccontava dell’uomo


vessato, offeso, denigrato. Un uomo umiliato che non reagisce
mai alle offese che gli vengono fatte. Un giorno succede un
avvenimento esterno: viene offeso, vessato e umiliato un altro
uomo. E lui, per la prima volta, reagisce. Succede in un film. In
una storia inventata. Non succede nella realtà. Non si cambia
atteggiamento perché si assiste ad un avvenimento; un
avvenimento che ci colpisce fa emergere quelle idee che già
c’erano dentro di noi e che tenevamo assopite anche se
nutrivamo di tensioni e di informazioni. Ma se non c’era dentro
di noi, nessun avvenimento esterno può far nascere idee diverse

221

pagina n.221 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

né noi possiamo veicolare in un diverso atteggiamento nessuna


idea.

Così il fondamentalista Bush ha veicolato il


fondamentalismo.
Come per Gardner in questo suo libro.
Howard Gardner scrive un libro che ritiene “furbo”.
“Cambiare idee; l’arte e la scienza della persuasione” in cui
l’altro, sia come individuo che come massa, è un puro oggetto;
senza intelligenza, personalità, progetto o scopo. E’ l’altro che
deve cambiare; è l’altro che deve essere convinto; è l’altro
l’oggetto della nostra azione dimenticando, in toto, che l’altro
sta agendo. L’altro ha delle idee, l’altro giustifica quello che fa
e quello che dice. Howard Gardner è solo un partigiano del
fascismo che dimentica di vivere in una società articolata tesa
verso un futuro che non appartiene agli individui che stanno
vivendo ora, ma ai loro figli. A Gardner interessa il dominio
della società e ha omesso che il dominio delle idee si ottiene,
oggi come oggi, costruendo l’emarginazione delle persone al
fine di ottenere l’emarginazione delle loro idee seguendo il
principio cristiano: distruggi la persona e avrai distrutto le sue
idee. Distruggi la persone a sarai riuscito ad impedire che la
società comprenda il valore delle sue idee. Sottolinea i
comportamenti incoerenti o immorali della persona e nessuno le
presterà ascolto anche se questa persona dovesse essere il
novello Socrate, Voltaire, Freud, Marx, Spinosa o Aristotele.
Tutto il libro di Gardner è un’esaltazione del superuomo
nazista. Colui che impone le sue idee usando il raziocinio (come
se l’altro non ne avesse); usando la ricerca (come se l’altro o gli
individui massa non ne facessero); sfruttando la risonanza
(come se le emozioni e la percezione emotiva non fosse un
patrimonio delle persone); ridefinendo le immagini mentali
(come se le persone non ridefinissero continuamente le
immagini mentali); l’uso di risorse e ricompense volte ad
acquistare le persone e costringerle a cambiare idea (come se
non venisse fatto anche con l’uso della tortura); la gestione della
realtà esterna e delle resistenze fatte dal superuomo nazista per

222

pagina n.222 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

gestire le masse, le loro idee e guidarle verso il luminoso


avvenire o il campo di sterminio.
Il libro è stato scritto da un uomo che non ha mai vissuto.
Un uomo che non ha mai dovuto sciacquare le sue idee nel mare
della vita e degli avvenimenti quotidiani e, da bravo
fondamentalista, è convinto che l’uomo sia creato ad immagine
e somiglianza del suo dio padrone.

Come già scriveva Gustave Le Bon in “Psicologia delle


folle”:

“Ma se analizziamo questi cambiamenti, in apparenza


così profondi, che cosa vediamo? In realtà tutto ciò che è
contrario alle credenze generali e ai sentimenti della
razza non ha che una duratura effimera e il fiume deviato
riprende ben presto il suo corso. Le opinioni che non si
ricollegano a nessuna credenza generale o ad alcun
sentimento di razza, e che dunque non hanno stabilità,
sono alla mercé del caso, o meglio, alla mercé dei minimi
mutamenti dell’ambiente. Formatesi con l’aiuto della
suggestione e del contagio, queste opinioni sono sempre
passeggere e nascono e spariscono a volte con la stessa
rapidità delle dune di sabbia formate dal vento sulla riva
del mare. Ai giorni nostri, la somma delle opinioni
mutevoli delle folle è più elevata che mai, e per tre
ragioni diverse. La prima è che le antiche credenze,
indebolendosi progressivamente, non orientano più come
un tempo le opinioni passeggere. lo svanire di opinioni
generali lascia il posto ad una folla di opinioni
particolari senza passato né avvenire. La seconda
ragione è che le folle, incontrando opposizioni sempre
minori grazie al loro crescente potere, possono
liberamente manifestare una estrema mobilità di idee. La
terza ragione sta nella recente diffusione della stampa
che senza sosta fa conoscere le opinioni più disparate. Le
suggestioni generate da ciascuna di esse sono presto
distrutte da suggestioni opposte. Nessuna opinione riesce

223

pagina n.223 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

insomma a radicarsi, e tutte sono votate ad un’esistenza


effimera.”

Questo scriveva Gustave Le Bon nel 1895 individuando la


relazione fra il credere emotivo e l’opinione come espressione
contingente. Ciò che Le Bon non colse fu che proprio in questa
frammentarietà di opinioni stava il segreto della costruzione
delle opinioni. La stampa, vissuta da Le Bon come struttura
indipendente che doveva far conoscere le opinioni di tutti,
divenne la struttura censoria che proprio facendo conoscere
quelle opinioni e solo quelle o tutte le opinioni inserendo
l’informazione in contesti opportuni, manipolava le masse in
funzione degli intendimenti dei loro padroni.
Ci fu un tempo in cui i giornalisti documentavano gli
accadimenti. La stampa era come la Croce Rossa. Poi si iniziò
ad usare la Croce Rossa come copertura per azioni di guerra e i
giornalisti divennero coloro che costruivano le opinioni
favorevoli o sfavorevoli in funzione delle necessità della guerra.
Furono arruolati per destabilizzare l’opinione pubblica ed usati
come spie. Come le Organizzazioni non governative che
operano nei teatri dei conflitti internazionali. Sono stati arruolati
come militari a tutti gli effetti e come i militari combattono la
loro guerra nel ruolo che si sono scelti. Fanno piangere o
minimizzano a seconda delle necessità del potente che li paga
attraverso il giornale che li ha assunti e selezionati per i suoi
bisogni. Nel 1895 Gustave Le Bon pensava ancora a giornalisti
e a stampa indipendente; non sapeva che sarebbero stati
reclutati come un reparto speciale dal potente di turno e
avrebbero partecipato alla guerra armati a tutti gli effetti.
I media diventavano le nuove catene emotive con le quali
i padroni legavano i loro schiavi, determinavano le loro idee e le
loro opinioni in funzione della riaffermazione del loro potere e
del loro dominio.
Cosa che Howard Gardner ha ampiamente dimostrato con
i suoi esempi.

224

pagina n.224 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Reminescenza emotiva
Le idee generate dalle emozioni
Le illusioni della ragione
Energia libidica e critica sociale

Howard Gardner in “Cambiare idee – L’arte e la scienza


della persuasione” inizia affermando:

“Spesso si sente dire che una persona “ha cambiato


idea”. Il significato di questo comunissimo modo di dire
sembra abbastanza chiaro: una mente pensa in un modo,
quand’ecco che ad opera di un qualche fattore, si trova
improvvisamente orientata diversamente. Per quanto
questa figura del discorso possa apparire semplice a un
esame superficiale, il fenomeno del cambiamento d’idea
è tra i meno indagati e direi, anzi, tra i meno compresi
della comune esperienza umana.”

Gardner non si chiede come si forma un’idea, ma come un


individuo cambia l’idea. Per Gardner l’idea che un individuo ha
in relazione alla vita, al mondo, alla religione o alla politica, è
un’idea naturale. Un’idea ovvia che poi, ad un certo momento
della sua vita, viene cambiata.

Gardner vuole ignorare le idee sono degli adattamenti


sociali e culturali manifestate da un individuo adulto per
adattarsi all’insieme sociale in cui vive. Gardner ignora che la
formazione delle idee altro non è che un adattamento
razionalizzato delle pulsioni emotive che un individuo esprime.
Ogni persona educata nelle società dei paesi occidentali ritiene
che “i poveri fanno schifo!”. E’ un’idea emotiva impressa dai
genitori che viene veicolata in maniera diversa a seconda della
collocazione sociale dell’individuo. L’individuo povero la
veicola esattamente come l’individuo ricco e mentre cercherà
nel ricco una complicità di razza, di lingua, di religione, avrà
schifo di persone di religione diversa, razza diversa o lingua
diversa. Per contro, l’individuo povero nasconderà quella stessa

225

pagina n.225 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

pulsione se sarà costretto a ricorrere alla solidarietà di individui


poveri o di diversa religione, etnia o lingua.

Ora, qual è l’idea di quell’individuo? Quella che


manifesta razionalmente o quella che gli suggerisce la sua
struttura emotiva?
Il bandito italiano che spaccia droga col bandito albanese;
l’operaio italiano che lavora con l’operaio albanese; il poliziotto
italiano che collabora col poliziotto albanese; veicolano un’idea
razionale di uguaglianza solo fintanto che l’uno ha bisogno
dell’altro. Ma il bandito italiano disprezzerà il bandito albanese
quando si contenderanno la piazza. Non solo come un
concorrente, ma con tutto il disprezzo di razzismo. E la stessa
cosa avverrà nell’operaio e nel poliziotto quando le funzioni
diventano concorrenti se non conflittuali.

La REMINESCENZA EMOTIVA è quel fondo di


adesione psico-emotiva a forme razionali in cui le emozioni non
sono costrette al conflitto.
Dentro ad ogni individuo si articola un conflitto fra l’idea
che vogliamo o dobbiamo avere per essere approvati
nell’ambiente sociale in cui viviamo e l’idea che vorremmo
avere nella quale dar sfogo alle tensioni libido-emotive del
nostro divenuto come individui.
E’ il conflitto fra ciò che vorremmo essere e ciò che
dobbiamo essere. Da questo conflitto le persone sviluppano le
loro idee. A volte preferiamo essere indecisi per evitare che le
idee di ciò che noi vorremmo essere danneggino i nostri
rapporti sociali. Perché, se è vero che nessuno deve essere
perseguitato per le proprie idee, è altrettanto vero che la
persecuzione, l’emarginazione, sociale degli individui avviene
SEMPRE in base alle idee che gli individui esprimono.

Vale la pena, a questo proposito, considerare un articolo


apparso su La Nuova Venezia a firma di Aldo Comello il 23
agosto 2008:

“INDECISI GUIDATI DALLA MENTE INVISIBILE

226

pagina n.226 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Rivelazione di uno studio di due padovani sulla base USA


di Vicenza
Padova – Lo studio di due padovani, il professor Luciano
Arcuri, psicologo sociale, Silvia Galdi, giovane
ricercatrice e del canadese Bertram Gawronski,
pubblicato sulla prestigiosa rivista “Science” in questi
giorni, ha già avuto risonanza internazionale ed è
destinato a provocare un effetto domino sui sondaggi
d’opinione sui cui risultati si proietta una spessa lista
d’ombra, l’ombra dell’incertezza, dell’impredicibilità. Sì,
perché dentro ognuno di noi c’è una mente invisibile,
nascosta sotto la prima pelle dell’inconscio, capace di
scelte automatiche di cui non siamo consapevoli.
L’indagine ha dato spessore scientifico ad un tema su cui
il gruppo padovano sta facendo ricerche da anni:
l’“implicito”. L’analisi di “Science” riguarda oltre un
centinaio di cittadini di Vicenza e l’oggetto è il “sì” o il
“no” all’espansione della base americana in quella
città. “Abbiamo trovato molti contrari e molti favorevoli
– dice Arcuri – ma a noi interessava la zona grigia degli
indecisi o meglio di coloro che pensavano di esserlo
perché, in realtà la loro mente invisibile, non percepibile
a loro stessi, una decisione l’aveva già presa”. Qui è il
rigore del metodo che dà spessore scientifico
all’esperimento: la rapidità delle associazioni mentali tra
immagini visive della base americana e aggettivi positivi
o negativi da scegliere in una lista succinta (metti amore,
successo, piacere o sangue, dolore, vomito). Per gli
indecisi è molto alta la correlazione tra la rapidità dei
loro tempi di risposta nelle associazioni mentali, misurati
una settimana prima e la loro scelta consapevole
dichiarata una settimana dopo.
A questo punto è necessaria la banalizzazione del
concetto di “implicito” e di quello di pregiudizio più o
meno consapevole. “Ci sono persone dichiaratamente
antirazziste – dice il professore – che però di fronte ad
una scelta come, per esempio, il diritto di voto
amministrativo agli stranieri residenti, ai neri in

227

pagina n.227 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

particolare, risultano incerti e alla fine contrari quando


si esplicita la mente invisibile. Difficile dire da che cosa
dipenda: relazioni che emergono dal subconscio?
Convinzioni passate radicate e poi razionalmente
superate a livello di consapevolezza? Mi vengono in
mente le barzellette di un tempo sulla Settimana
Enigmistica: il negro con il padellone, il negro
antropofago che metteva in pentola l’esploratore bianco.
Queste immagini, per quanto risibili, hanno lasciatoil
segno? Questa equivocità di atteggiamento si estende alle
minoranze e alle diversità. Un esperimento che abbiamo
condotto riguarda il modo di porsi nei confronti degli
omosessuali: persone che si erano dichiarate
assolutamente prive di pregiudizi nei confronti dei gay,
messe a colloquio con omosessuali (hic Rhodus, hic salta,
adesso vediamo se sei omofobo o no) hanno fatto rilevare
perfino nei gesti un’aura di difesa e di distacco molto
accentuata”. “di solito si pensa – dice Arcuri – che
quando le persone decidono fra due alternative lo
facciano sulla base di argomentazioni filtrate dalla
consapevolezza. Ma i nostri dati dimostrano invece che le
associazioni mentali che si accendono automaticamente e
incoscientemente da parte di coloro che sono indecisi
riescono ad influenzare in modo tendenzioso le scelte che
saranno fatte e queste scelte finiranno per riflettere le
valutazioni espresse precedentemente in modo
automatico”.
Insomma, è il trionfo dell’“implicito”, di quell’io
sconosciuto che sta dentro l’io cosciente, di pregiudizi
che pensavamo superati, imbrigliati dalla forza della
ragione, ma che persistono ad annidarsi nel nostro
“implicito”. Siamo in piena campagna elettorale per
l’elezione del presidente degli Stati Uniti. Per questa
come per tutte le elezioni, sappiamo che al di là dei
militanti, dei fans, delle ragazze pon-pon, delle
passionarie innamorate di Obama o di Berlusconi, di
D’Alema o di Castelli, alla fine magari tutto si gioca su
un gruppo di incerti dell’ultima ora. Di questi, alcuni

228

pagina n.228 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

fingeranno di essere indecisi quando hanno già deciso,


altri, indecisi davvero, decideranno con la parte
invisibile della loro mente. E poi, andatevi a fidare degli
exit poll!”

Si tratta della Reminescenza emotiva che non è un’idea


razionale, ma una veicolazione di tensioni libidiche attraverso le
idee che vengono espresse nel mondo in cui viviamo. Una
veicolazione che, come nel caso del razzismo, viene
disapprovata dalla cultura sociale italiana, ma che può avere
oggi libero sfogo grazie alla copertura che alcuni istituzioni
danno contro i rom. La donna rumena a Napoli che accarezzò il
bambino impedendogli di precipitarsi nella strada fra le auto
viene linciata dai passanti accusata di voler rapire il bambino.
Così la ragazza Rom viene linciata da chi vuole dar fuoco al
campo Rom per edificare il terreno su cui sorge il campo. Così
il guardia sala del museo di Venezia insulta in modo razzista la
donna velata impedendogli l’accesso alla visita e viene
giustificata nella sua aggressione da individui nelle Istituzioni
sia del governo nazionale (Giovanardi) che di quello locale
(Gentilini). Il guardia sala, razzista, non avrebbe mai veicolato
le sue tensioni di odio sociale se aspetti consistenti della società
non facessero del razzismo un metodo di relazione
interpersonale.
Questo perché le emozioni libidiche degli individui
psicologicamente emarginati si dispiegano felici quando
possono vessare vessato. Perché, vessare qualcuno, allontana il
pericolo di essere vessato a propria volta.
Come il rom, così l’omosessuale è l’emarginato sociale.
Come un tempo lo era l’ebreo, oggi lo è l’extracomunitario.
Soggetti che la società civile spinge ad un’emarginazione
ulteriore costringendoli a comportamenti di sopravvivenza che
sembrano giustificare un’ulteriore vessazione nei loro confronti.

Già nel 2002 l’università della Georgia aveva messo in


luce l’esistenza di una reminescenza emotiva alla base delle
idee delle persone.
Scriveva il 17 ottobre 2002 Salute di Repubblica:

229

pagina n.229 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

“Macho Sospetto
CONFERMATA con un semplice quanto efficace
esperimento la vecchia interpretazione psicoanalitica
secondo cui i maschi più ostili verso gli omosessuali sono
così proprio per reprimere i propri desideri omosessuali.
Usando lo strumento che misura l’erezione del pene,
ricercatori dell’università della Georgia hanno registrato
le reazioni spontanee a filmati erotici eterosessuali,
omosessuali maschili e femminili. Spettatori, un gruppo
di maschi eterosessuali di cui 29 si dichiarava a proprio
agio di fronte ad omosessuali maschi e 35 che
manifestavano segni di disagio di varia intensità,
dall’imbarazzo all’ostilità. Identiche le reazioni di
eccitamento alle scene eterosessuali e omosessuali
femminili. Ma durante le scene omosessuali maschili
hanno avuto un maggior afflusso di sangue al pene il 20
per cento dei non ostili contro il 66 per cento degli ostili
all’omosessualità.”

Le idee razionali e la reminescenza emotiva entrano in


conflitto generando delle idee razionali in conflitto con i
desideri profondi dell’individuo date le condizioni socio
culturali in cui l’individuo vive e veicola, attraverso la sua
percezione del mondo, le sue tensioni. Non si tratta di cambiare
delle idee, ma di formare delle idee che poi, condizioni più
favorevoli, permettono di modificare permettendo un’adesione
migliore alla veicolazione della libido repressa.

Così, Salute di Repubblica del 28 febbraio 2008 in un


articolo a firma di Francesco Cro, afferma che:

“....la coscienza è strettamente legata all’attenzione e


alla quantità limitata di informazioni (generate da
percezioni, immaginazione o memoria) che siamo in
grado di gestire simultaneamente. La percezione, la
memoria, le emozioni e le interazioni sociali sono tutti
processi che si svolgono per lo più in modo inconscio;

230

pagina n.230 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

nonostante ciò influenzano profondamente i nostri


sentimenti e possono emergere improvvisamente nella
nostra mente. La coscienza ci permette di collegare tra
loro questi processi e di modificarli intenzionalmente ,
superando le reazioni automatiche e riflesse e
introducendo un elemento di libertà nei nostri
comportamenti.”

Ciò che sfugge a Cro è che quella modificazione, che si


ottiene mediante la coscienza, altro non è che la repressione
della veicolazione libidica che avviene forzando i collegamenti
fra i processi di percezione, formazione delle idee, e loro
veicolazione nell’ambiente. Una repressione percepita
dall’individuo come “dolore necessario” dal quale si libera non
appena l’ambiente gli consente una diversa veicolazione delle
idee che esprime in linea con le sue aspettative emotive.
Un po’ come quegli operai che militavano in partiti
politici ritenuti atei, ma che in realtà erano fervidi credenti
cattolici. Si trattenevano perché l’ambiente li costringeva ad una
veicolazione ideale in contrasto con le loro pulsioni emotive.
Pulsioni che una volta liberate dai vincoli politici hanno potuto,
finalmente, esprimere quell’amore per il loro dio che tanto
hanno represso.
Due modi di usare la coscienza ideale che, come continua
nell’articolo Cro:

“La coscienza è quindi soprattutto una sintonizzazione di


emozione e stati mentali, che rende possibile un armonico
sviluppo psicologico, e non può essere identificata con il
solo pensiero: l’affermazione cartesiana “penso dunque
esisto” andrebbe sostituita con “Provo delle emozioni,
dunque esisto”.”

Emozioni che sono il reale fondamento del sostrato da cui


germinano le nostre idee in sintonia con il mondo e le
condizioni che percepiamo del mondo nel quale andiamo a
veicolarle. Tant’è che la nostra coscienza, quando si tratta fra
ciò che ci emoziona nel profondo e ciò che noi vogliamo

231

pagina n.231 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

razionalmente, è disposta ad ingannarci. Questo ci racconta un


piccolo articolo del giornale La Repubblica del 05 gennaio
2008:

“COSI’ DAVANTI ALLE VETRINE IL CERVELLO


INGANNA SE’ STESSO
MILANO – I segreti di un saldo di successo partono dalla
testa. Hai voglia di ridurre i prezzi, curare il lay-out
della merce, puntare sulla qualità dei capi in vetrina. Il
trucco – come dimostrano gli studi di Brian Knutson
della Stanford University – è stimolare i circuiti cerebrali
giusti: attivando il nucleo accumbens del corpo striato –
nel lobo frontale - e tenendo in sonno la micidiale
insulina, quel pezzo di materia grigia incaricato di
elaborare le sensazioni viscerali negative (leggi prezzo),
vero incubo di queste ore dei commercianti di tutta Italia.
L’assalto ai negozi – come molti già sospettavano – è
(scientificamente parlando) una questione neurologica.
“E’ il frutto di due meccanismi psicologici molto precisi
che legano a filo doppio i saldi al nostro cervello –
spiega Matteo Motterlini, docente di neuroeconomia
all’Università San Raffaele e autore del libro “Economia
emotiva” (Rizzoli) – Il primo è che risparmiare denaro
provoca piacere, vista che l’ipotesi di guadagno attiva
proprio il corpo striato, centro del piacere cerebrale
anche per il buon cibo, il sesso e alcune droghe. Poi, c’è
l’effetto incorniciamento, secondo cui diversi modi di
descrivere la stessa cosa determinano scelte diverse.
Quello, per cui tanto per intenderci valutiamo
diversamente gli euro di stipendio a dicembre (che ci
teniamo ben stretti) e quelli della tredicesima, che
spendiamo più facilmente”.
E cosa c’entra questo con i saldi?
“Semplice. Le promozioni fanno leva su entrambi questi
meccanismi: incorniciano una perdita in termini di
guadagno. Ci tolgono soldi, ma ce li codificano nel
cervello come un risparmio. “Esco per fare affari”,

232

pagina n.232 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

pensiamo, e il corpo striato immagazzina una spesa


(dolorosa in sé) come un piacere (l’affare)”.
Sono sensazioni governabili?
“Il cervello può essere distorcente in modo prevedibile
proprio perché è sistematico. Una volta smascherati i
processi mentali è possibile evitare di cascarci. Sia le
illusioni visive che quelle cognitive sono indotte da
meccanismi automatici attraverso i quali decodifichiamo
la realtà in maniera rapida ed intuitiva, ma anche
approssimativa e fuorviante. Di fronte ad uno stesso
problema può così accadere che si prendano decisioni
diametralmente opposte a seconda di come ce le
rappresentiamo o di come, magari strumentalmente, ci
viene rappresentato. Altrimenti perché preferiremmo uno
yogurt magro al 95% invece che uno col 5% di grassi, o
un maglione all’80% puro cachemire invece che uno
20% misto lana visto che sono tutti la stessa cosa?”
E quindi che consigli dà il neuroeconomista a chi sta per
partire all’assalto di negozi?
“L’unico modo per cercare di comportarsi razionalmente
è prendere atto dei limiti della nostra razionalità. Un po’
come Ulisse che si incatena all’albero della nave per non
cedere al canto delle sirene. Noi però non possiamo
vivere incatenati. Quindi occorre fare due cose: primo,
cercare di conoscere in anticipo i contesti in cui cadiamo
nella tentazione dell’irresistibile melodia (in questo caso
i saldi; [ma vale per altri contesti]). Secondo, essere
consapevoli che quel canto, quando si presenterà sarà
effettivamente irresistibile. Fuor di metafora, si tratta di
conoscere tanto i meccanismi quanto noi stessi; i
meccanismi che presiedono alle nostre decisioni in
condizioni di incertezza e i trabocchetti nei quali
cadiamo più facilmente”. (e. l.)”

Il meccanismo emotivo è il più difficile da usare. Un po’


perché ne neghiamo la presenza in un’esaltazione patologica
della razionalità e un po’ perché viene stuprato al fine di
sottometterlo ad una morale estranea che lo costringerà a

233

pagina n.233 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

manifestarsi nel mondo nella maniera più perversa possibile.


Quel “più perversa possibile” è imposto e “compreso” dalla
società in quanto, proprio su quelle “perversioni”, la società
impone agli individui i “sensi di colpa” con cui chiudere la loro
azione verso il futuro.
C’è un sistema sociale specializzato per trasformarci in
bestiame che segue il gregge mentre lo porta al macello e,
quando le pecore devieranno dalla strada del macello, subito i
guardiani bastoneranno più forte. Questo “essere pecore del
gregge” non è una condizione razionale, ma è una condizione
psico-emotiva che viene imposta alle persone. Una condizione
psico-emotiva che può essere rimossa soltanto se le persone
caricano la loro critica sociale di energia e di passione. Senza la
critica sociale ci sarà solo l’opinione che si lamenta e che soffre
come riflesso di emozioni che non trovano spazio per veicolare
sé stesse nel contesto sociale. Una sofferenza che viene
idealizzata in una sorta di vittimismo patologico ben gestibile
dai costruttori di opinioni sociali.
Gli studi sulle implicazioni della struttura emotiva nella
formazione delle idee si moltiplicano. Grazie alle neuroscienze
vengono scoperte sempre nuove relazioni in cui appare, in
maniera sempre più evidente, la sussidiarietà della ragione alle
forze psico-emotive che attraversano l’uomo.
Come in questo estratto di articolo.

“I trucchi della mente


NEUROSCIENZE nuove ricerche indagano sul ruolo
dell’inconscio nelle decisioni di ogni giorno: dallo
schopping al partner giusto, nelle nostre scelte c’è molto
di più di ciò che pensiamo
di Marianne Szegedy-Mszak
Per capire noi stessi e il nostro comportamento è
necessario riconoscere che un semplice battito di
palpebre può avere lo stesso valore di mesi di analisi
razionale". consapevolezza cinque per cento Secondo i
neuroscienziati siamo consapevoli solo del 5% della
nostra attività cognitiva ed è per questo che la maggior
parte delle nostre decisioni, azioni, emozioni e

234

pagina n.234 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

comportamenti dipende per il 95% dall'attività cerebrale


che va al di là della nostra coscienza. Dal battito
cardiaco alla gimcana del carrello della spesa per
scansare gli ostacoli, per qualsiasi azione dipendiamo da
quello che viene definito "inconscio adattivo", in pratica
tutti i modi con cui il nostro cervello recepisce il mondo
che la mente e il corpo devono poi negoziare. L'inconscio
adattivo ci permette, per esempio, di compiere una curva
in auto senza dover effettuare complicati calcoli per
determinare l'angolazione esatta della svolta, la velocità
dell'auto e il raggio sterzante delle ruote. È anche quello
che ci permette di comprendere l'esatto significato di una
affermazione come "le prostitute si rivolgono al Papa"
senza pensare a una vita dissoluta del sommo pontefice.
Pensieri consumistici Gerald Zaltman usa esempi di
questo tipo in molte delle sue conferenze. È un emerito
professore dell'Harvard Business School, ma usa i
procedimenti di un neuroscienziato. È anche uno dei soci
fondatori della Olson Zaltman Associates, società di
consulenza per le aziende che vogliono avere una
conoscenza più approfondita delle menti dei consumatori.
Come professore di marketing, Zaltman è ovviamente
molto interessato a stabilire che cosa spinga le persone a
comperare una cosa piuttosto che un'altra. Cercando di
sondare la mente dei consumatori, Zaltman si è chiesto se
non ci fosse un modo per andare oltre i focus group,
spesso poco attendibili, per coglierne i desideri più
autentici, liberi da altri rumori di fondo, in modo da
portare a vendite più consistenti e ad azioni di marketing
più efficaci. La sua soluzione è diventata il Brevetto U.S.
No. 5.436.830, conosciuto anche come "Zaltman
Metaphor Elicitation Technique" (Tecnica della Scoperta
della Metafora di Zaltman), che, recita il brevetto,
consiste in una "tecnica per scoprire i costrutti
interconnessi che influenzano il pensiero e il
comportamento". Dai biglietti di auguri alle commedie di
Broadway, dagli snack al design per il nuovo ospedale
pediatrico di Pittsburgh, la Zmet è stata utilizzata per

235

pagina n.235 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

scoprire come inviare un messaggio al quale i


consumatori rispondano con quell'importante 95% del
loro cervello che determina molte delle scelte. In che
modo? Mediante l'accesso alle metafore profonde che le
persone, anche senza saperlo, associano a un particolare
prodotto, ma anche a una sensazione o a un luogo. Il
linguaggio è limitato, sostiene Zaltman, "e non può
essere confuso con il pensiero". Le immagini si
avvicinano un po' di più all'obiettivo di catturare i
frammenti delle ricche e contraddittorie aree delle
sensazioni inconsce. I partecipanti agli studi di Zaltman
vengono quindi invitati a ritagliare immagini che
rappresentano i loro pensieri e le loro sensazioni su un
particolare argomento, anche se non sanno spiegare il
perché. Zaltman ha scoperto che facendolo le persone
scoprono spesso "una metafora profonda e fondamentale,
al tempo stessa radicata in un'ambientazione unica".
Grazie al suo lavoro in giro per il mondo, Zaltman si è
convinto che il menù di queste metafore inconsce sia
limitato e al tempo stesso universale, esattamente come le
emozioni umane. E che anche le metafore più grandiose
hanno un'applicazione pratica. Lo studio di architettura
Astorino e l'azienda di design Fathom, per esempio,
hanno chiesto l'aiuto di Zaltman per progettare un nuovo
ospedale pediatrico che rendesse più piacevole
un'esperienza comunque difficile per i piccoli pazienti, i
loro genitori e il personale che vi lavora. Con la classica
tecnica Zmet, bambini, genitori e membri dello staff
hanno ritagliato immagini che in qualche modo
associavano all'ospedale e le hanno poi discusse per
quasi due ore, scandagliando pensieri, sensazioni e
associazioni che ne derivavano. Nel corso delle
conversazioni è emerso un flusso di metafore. Una
bambina ha ritagliato l'immagine di un cagnolino
dall'aria triste che ha poi dipinto di blu, "perché mi
sembra triste, come mi sento io quando devo stare
nell'Unità di Cura Intensiva e non posso uscire dalla mia
camera". Fatto questo, le immagini sono state

236

pagina n.236 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

scannerizzate e un altro intervistatore si è seduto accanto


al genitore, al bambino o all'infermiere per realizzare al
computer un collage, una sorta di personale test di
Rorschach con le immagini scelte.”

Come si può notare, tutte le nostre idee sociali, politiche,


economiche fin dalle decisioni che si prendono nel quotidiano,
sono in realtà una mediazione fra la nostra struttura emotiva e le
modalità (idee) nelle quali riteniamo di poter venicolare le
nostre emozioni.
Un conflitto. Un conflitto continuo vissuto dall’individuo
fra sé e il mondo. Un conflitto che può portare al dolore più
feroce o alla felicità più piena, ma che normalmente si inserisce
in una grande zona grigia della mediazione possibile.
Il cambio di idea è possibile all’interno di questo conflitto.
Un conflitto che chi ha i mezzi di informazione può gestire a
piacimento come Le Bon ha compreso oltre un secolo fa.
Come può il singolo individuo modificare le idee che il
coinvolgimento emotivo nell’educazione lo ha costretto ad
avere? Caricando di libido le nuove idee. Le idee devono dare
piacere. Devono coinvolgere le proprie pulsioni emotive in
relazione ad un intento che assorbe l’attenzione dell’individuo.
Gli individui vivono sempre il conflitto fra sé stessi e le
esigenze della società e dei suoi padroni. Padroni che hanno
catene molto robuste forgiate sia dal controllo economico che
dal controllo emotivo delle persone.
Se le catene fossero fatte di anelli d’acciaio,
conosceremmo il modo per tagliarle o almeno, avremmo delle
idee per farlo. Ma l’umanità non ha idea che esistono catene
emotive con cui condizionare i suoi comportamenti. Catene
feroci e altrettanto robuste che le catene d’acciaio delle quali,
però, non conosce nemmeno l’esistenza salvo reagire con furore
improvviso quando dei limiti del controllo sulle persone
vengono superati.
Le idee non nascono dalla ragione; le idee sono il frutto
delle nostre emozioni legate alle nostre credenze. La ragione si
limita a giustificarle. La ragione giustifica le idee dell’individuo
anche contro ogni dimostrazione di realtà. Pensate solo al

237

pagina n.237 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

creazionismo. Si tratta di un’idea in cui pensare il mondo frutto


di perversione e malattia psichica. Eppure milioni di persone la
giustificano ignorando l’ovvio e ogni dimostrazione razionale.
Un giorno, poi, pur di continuare a coltivare l’idea creazionista,
sono pronti a pensare al “disegno intelligente”. In altre parole,
mettono in essere “una furbata retorica” spacciandola per
qualche cosa di serio consapevoli che i critici, coloro che hanno
cercato conferme o smentite dell’evoluzione, non li
prenderanno a “calci in culo”, ma discuteranno e
argomenteranno: come se si potesse discutere e argomentare
con le allucinazioni soggettive prodotte dalla malattia
psichiatrica.

La reminescenza emotiva è il potere che le persone hanno


di modificare il proprio atteggiamento nei confronti del mondo
evitando di essere bestiame del gregge.
Quando si dice:

“Il cervello può essere distorcente in modo prevedibile


proprio perché è sistematico. Una volta smascherati i
processi mentali è possibile evitare di cascarci. Sia le
illusioni visive che quelle cognitive sono indotte da
meccanismi automatici attraverso i quali decodifichiamo
la realtà in maniera rapida ed intuitiva, ma anche
approssimativa e fuorviante. Di fronte ad uno stesso
problema può così accadere che si prendano decisioni
diametralmente opposte a seconda di come ce le
rappresentiamo o di come, magari strumentalmente, ci
viene rappresentato. Altrimenti perché preferiremmo uno
yogurt magro al 95% invece che uno col 5% di grassi, o
un maglione all’80% puro cachemire invece che uno
20% misto lana visto che sono tutti la stessa cosa?”

Si dice anche che il piacere consiste nel mangiare lo


yogurt o nell’uso di un maglione. Il piacere, caricato di energia
libidica, ci permette l’analisi critica della proposta del
commerciante. Come della proposta politica. Come della
proposta sociale. Come della proposta religiosa. Significa

238

pagina n.238 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

separare la rappresentazione razionale nella quale veicoliamo le


nostre emozioni dall’intento che ci prefiggiamo che è la vera
essenza in cui si manifesta il piacere. Mentre nella
rappresentazione fornita dal commerciante (o dal politico o dal
religioso) il piacere viene stimolato come attesa; l’intento che
attende di percepire il piacere è oggetto in essere per il quale
organizziamo le nostre azioni.
Di questo Howard Gardner in “Cambiare idee – L’arte e
la scienza della persuasione” non può parlarne perché è ciò che
egli vuole occultare: l’individuo come soggetto agente nella vita
e nella natura.
La reminescenza emotiva altro non è che la tensione
emotiva di un soggetto verso il proprio intento. Sia quando si
tratta di intento sociale, che politico o commerciale. Cambiare
idea in relazione all’intento da raggiungere e cambiare intento
quando l’organizzazione soggettiva che si è messa in atto
dimostra che quell’intento non è l’intento che si voleva
raggiungere.
Questo in Howard Gardner in “Cambiare idee – L’arte e
la scienza della persuasione” non lo trovate. Perché Howard
Gardner, quando scrive il suo libro, lo scrive immedesimandosi
nel dio padrone e giudice. Un dio padrone e giudice che non
necessita di cambiare idee, ma che necessita di spiegare agli
altri come e perché devono cambiare idea.

239

pagina n.239 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

L’uso dell’infamia
nella creazione dell’illusione.
La manipolazione mentale delle masse elettorali

L’infamia è la capacità di un individuo di comunicare,


mediante parole, la voce, creando situazioni, o con posture
fisiche o espressioni, sentimenti e convinzioni, che non ha
illudendo lo spettatore che tali sentimenti e tali emozioni siano
invece ciò che egli prova e ciò che egli è.
L’infame è colui che costringe uno spettatore ad attribuire
ad un soggetto che recita, intenzioni e sentimenti reali.
Sentimenti e emozioni che vengono presentati, ma non
realmente percepiti dall’attore.
Si tratta, appunto, degli attori. Attori in senso esteso del
termine, ma che, per i nostri esempi, ci riferiremo ad attori reali.
Vi ricordate quando all’arrivo di quella nave di immigrati
dall’Albania Berlusconi recitò la sua sceneggiata al fine di
assicurarsi voti?
Pianse e si commosse per la disperata sorte di quelle
persone.
Era una sceneggiata, sporca e cattiva. Eppure, molti
telespettatori vi attribuirono dei sentimenti reali e realmente
molti pensarono che le dichiarazioni di Berlusconi erano
finalizzate a risolvere i problemi a cui, in quel momento,
stavano assistendo.
Non era così: la sceneggiata di Berlusconi aveva lo scopo
di assicurarsi l’adesione di un certo tipo di elettori e di
assicurarsi una certa quantità di voti.
L’infamia è un delitto particolare che non è più
considerato dal codice penale se non per l’uso che ne fanno
alcuni settori delle Istituzioni per garantirsi l’impunità
impedendo ai dissidenti di mettere in discussione la loro
autorità.
Nel diritto romano si parla del termine infamia, fra l’altro,
associandolo a dei comportamenti sociali di alcune categorie
sociali che venivano definite come “ignominiosae”: attori,
gladiatori, condannati per pubblici delitti e condannati nei

240

pagina n.240 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

processi di deposito, fiducia, mandato, società e tutela. In questo


elenco ci sono due categorie sociali, che per le loro condizioni e
per funzione sono abituate a fingere per ingannare: attori e
gladiatori. Il gladiatore perché l’ingannare è parte del suo
combattere e l’attore perché mette in scena la rappresentazione
di soggettività diverse dalla sua realtà soggettiva. Si
immedesima in un personaggio diverso da sé e, a volte, diventa
tanto bravo da convincere il pubblico che egli è veramente il
personaggio recitato o che, comunque, ha le stesse
caratteristiche.
In una società in cui l’arte oratoria era essenziale nelle
contese politiche, nei dibattiti e nei tribunali, la capacità di
fingere e di suscitare emozioni per dirigere delle decisioni, era
un vero e proprio potere. Solo che l’attore non pagava il prezzo
delle decisioni alle quali aveva istigato l’auditorio, ma la sua
persona era separata da esse. L’attore incitava i suoi spettatori a
prendere delle decisioni, ma quelle decisioni non incidevano
sulla sua vita.

Anche oggi, nella società italiana assistiamo alla presenza


di attori che recitano rappresentazioni sociali o politiche, ma da
quelle loro rappresentazioni sono separati. Per contro, un certo
numero di spettatori identificano l’attore con la parte che recita
nel film.
Un film di qualche anno fa, “La passione di Cristo”,
suscitò fra i cristiani una tale ondata di emozioni che qualcuno
chiese all’attore, che impersonava Gesù, di fare dei miracoli
mentre, l’attore che impersonava Giuda, rischiò più volte il
linciaggio. Lo stesso vale per molti romanzi di crescita o film di
successo in cui l’identificazione emotiva degli spettatori con
l’attore protagonista è talmente forte che gli spettatori vivono
quanto assistono con un travolgimento emotivo che li porta a
ritenere reale o fattibile quanto assistono. Ende, con “La storia
infinita”, rappresentò con successo il coinvolgimento del lettore
come protagonista della storia stessa.
L’infamia sociale è prodotta dall’attore sia quando
presenta, in maniera emotiva, sublimandole, delle situazioni
sociali che quando induce le emozioni dello spettatore a ritenere

241

pagina n.241 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

reali o fattibili congetture illusorie che stimolano le sue


aspettative.
L’attore vive di queste illusioni e l’infamia sociale
consiste proprio nel vendere queste illusioni. Vendendo illusioni
l’attore vive, ha uno stipendio, ma quello stipendio è il frutto di
manipolazione emotiva delle tensioni e delle aspettative degli
astanti.
Ricordo, e vado a memoria, nel 1968 Franca Rame nel
Mistero Buffo, cantava:
“Se avessi cento figli, tutti quanti belli e forti, io a gli direi
vi preferisco morti che a lavorar per il padron...”
Questo pezzo venne eliminato dal Mistero Buffo nelle
edizioni successive. Probabilmente una delle condizioni per
presentare Mistero Buffo in televisione. Il punto è che
effettivamente, allora, molte persone consideravano quella frase
come la rappresentazione di un’esigenza reale nella quale si
identificavano, mentre, per Franca Rame, era solo un modo per
far soldi suscitando emozioni che gli permettessero il successo.
Una volta in televisione, quella frase non serviva più: aveva
fatto fessi i suoi spettatori!
Questa tecnica l’abbiamo vista usare da Berlusconi nelle
elezioni del 2008. Nelle televisioni private e nelle televisioni di
pubbliche (tutte controllate da Berlusconi), fra marzo ed aprile
del 2008 vi furono centinaia di trasmissioni televisive sulla
criminalità diffusa. Furono presi provvedimenti contro i
lavavetri, i mendicanti, furono criminalizzati gli zingari, furono
criminalizzati i cittadini romeni, ecc. Ogni notizia di cronaca
quotidiana era utile per lanciare allarmi sociali con i quali i
telegiornali, e a ruota i quotidiani, incitavano le persone ad aver
paura quando, nella realtà descritta dalle statistiche, non
esistevano motivi reali dal momento che i crimini si erano
ridimensionati notevolmente.
Si tratta dell’INFAMIA.
Spingere le persone a prendere delle decisioni
manipolando le loro emozioni senza essere chiamati a pagare il
prezzo di questo inganno.
L’infamia viola un principio fondamentale delle
Costituzioni Europee.

242

pagina n.242 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

E’ dunque un reato gravissimo che non viene censurato in


quanto, l’ideologia cristiana, in contrapposizione alle
Costituzioni occidentali, ritiene normale considerare le persone
dei soggetti da ingannare. Ingannare in tutti i modi e per ogni
fine. Dal venditore di pentole, materassi o creme idratanti, alla
Vanna Marchi, al prete cattolico che induce emozioni perverse
davanti al presepe, al promoter finanziario che induce
all’acquisto di prodotti finanziari truffa, all’operaio che viene
illuso che l’istituzione del precariato nei rapporti di lavoro è un
vantaggio o una conquista perché si può usare per favorire
l’accesso al lavoro. L’ideologia cristiana fa del truffare,
dell’infamia, il fondamento delle relazioni fra gli Esseri Umani.
Il truffare cristiano viene rappresentato dal suo dio. Il dio dei
cristiani sigla dei patti “col popolo eletto” e sistematicamente
non li mantiene, anzi, criminalizza il “popolo eletto” per la
truffa che ha subito nel siglare il patto. Questa rappresentazione
religiosa è stata calata, attraverso l’educazione, nei
comportamenti delle persone, acquisita come un metodo con cui
rappresentarsi nella società facendo in modo che le emozioni
delle persone siano scoperte, non protette da strumenti psico-
sociali adeguati, in modo da essere preda di ogni manipolatore.
Un anno prima della prima guerra mondiale la
popolazione degli USA era pacifista. Profondamente pacifista.
Quando il governo USA decise di entrare in guerra in sei mesi
di bombardamento psico-emotivo della propaganda
governativa, l’opinione pubblica passò dal pacifismo
all’interventismo premendo sul governo affinché entrasse in
guerra.
L’infamia è un comportamento che scinde l’individuo fra
ciò che afferma, il suo coinvolgimento emotivo e personale in
quelle affermazioni, e gli intenti per i quali afferma.
Quando una persona dice: “Questo è bello!”. Un
comportamento infame è quando il ciò che è bello non è
l’espressione del moto di spirito che egli ha avuto, ma è
un’affermazione finalizzata a promuovere l’oggetto in funzione
di obbiettivi di cui il bello è mezzo e non fine delle sue
affermazioni. Questa persona può trovare brutto, ciò che indica
come bello, ma il suo scopo non è quello di esprimere il proprio

243

pagina n.243 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

sentimento, ma quello di indurre nell’altro un sentimento di


adesione al bello che proclama.
Quando Ratzinger dice. “Noi siamo afflitti per la
guerra...”. In realtà, sta facendo un’affermazione infame. Se
fosse afflitto per la guerra di cui parla, metterebbe in campo
delle azioni. Azioni che uno spettatore giudicherebbe come il
frutto delle sue afflizioni. Ma affermare: “Noi siamo afflitti per
la guerra...” non dimostra un’afflizione, ma dimostra una
volontà di indurre afflizione negli astanti. In chi ascolta. Dice, a
chi ascolta: “Voi dovete essere afflitti per la guerra....”; “Voi
dovete mettere in atto delle azioni affinché io possa vedere che
voi siete afflitti per la guerra...”. Si tratta di un discorso infame.
Un discorso in cui le emozioni e gli intenti sono scissi dalla
parola che viene recitata al fine di indurre emozioni ed intenti
negli astanti.
Gli astanti, a loro volta, per essere indotti all’afflizione,
devono essere privati delle informazioni e delle cause che hanno
messo in moto la situazione conflittuale. Non devono aver
messo in atto un’analisi della situazione; non devono avere delle
proprie opinioni. In quest’ultimo caso, l’affermazione di
Ratzinger: “Noi siamo afflitti per la guerra...” suona alle
orecchie di chi ha informazioni e ha analizzato, sia pur
parzialmente, le cause del conflitto, come una presa in giro se
non un’offesa.
La capacità di coinvolgere le persone mediante l’infamia,
nella società civile, viene definita come “grande capacità di
comunicare” o “istrionismo”. Mentre il comunicare ha una
connotazione positiva, nel senso che trasmette intenti e fini; il
fingere di trasmettere intenti e fini ammaliando e lusingando le
aspettative illusorie delle persone, è l’inganno della
comunicazione. La vittima è la persona lusingata e illusa che
viene indotta a comportamenti e scelte che spesso finiscono per
danneggiare il suo steso futuro.
Apparentemente l’attore chiude la sua rappresentazione
quando il sipario si cala o alla parola FINE. Nello spettatore la
stimolazione della rappresentazione ha fatto emergere la sua
sensibilità emotiva. “Mi sono divertito, ho pianto tanto....”.
Questo piacere che rimane come rumore di fondo quando la

244

pagina n.244 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

percezione dell’emozione si allontana, predispone l’individuo


ad immergersi in situazioni psicologiche tali da desiderare di
richiamare la sensazione emotiva piacevole. Così, la
rappresentazione teatrale, viene cercata nella vita reale e lo
spettatore tenta di riprodurne aspetti nella sua quotidianità. Sono
i meccanismi dei romanzi di crescita per i ragazzi; ma anche
storie, racconti, film, o rappresentazioni, che vengono proposte
ad adulti che non sono mai cresciuti. Incapaci di distinguere la
realtà nella quale si vive per ricerca di conoscenza, analisi e
critica, dalla fantasia delle illusioni, di aspettative soggettive,
che devono essere circoscritte solo all’immaginario.
Quando l’immaginario infantile si sovrappone alla
necessità della conoscenza e della critica nel reale quotidiano, si
hanno le persone pronte a confondere le manifestazioni
d’infamia per comportamenti onorevoli. L’infamia, che
dovrebbe essere riconosciuta mediante l’analisi critica, viene
scambiata per onore dallo spettatore in quanto illude ed
ammalia le sue aspettative bramose dei suoi desideri
insoddisfatti.
Quali solo i principi Costituzionali che l’infamia viola?
Il DIRITTO ALL’INFORMAZIONE!

“Il diritto di libertà che, pur non essendo riconosciuto


dalla Costituzione, trova in molte norme della stessa il
proprio fondamento. Da intendersi come “Diritto ad
essere informati”, è una delle manifestazioni della libertà
di informazione (insieme al diritto di informare, o al
diritto di cronaca e al diritto di informarsi, cioè di
cercare informazioni). Consiste nell’interesse generale
all’informazione da parte dei destinatari della stessa, e
per questo si esclude che possa trovare il proprio
fondamento nell’art. 21, che tutela la libertà di
manifestazione del pensiero. Vengono in proposito
menzionati gli articoli 2, 3, 15, 17, 18, 33, piuttosto è da
richiamare l’intero sistema costituzionale, che ponendo
al centro il principio di democrazia presuppone che i
governati sino messi in condizione di conoscere le varie
scelte operate a tutti i livelli dagli organi di governo al

245

pagina n.245 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

fine di poter effettivamente partecipare alle stesse.


Questo diritto discende quindi dal diritto di democrazia,
ed è strettamente collegato col principio di imparzialità
della pubblica amministrazione che deve esercitare
l’attività amministrativa con assoluta pubblicità e alla
luce del sole. Esso è naturalmente e strettamente
collegato con la libertà di informazione intesa come
diritto di informare, cioè come diritto di cronaca. Il
diritto ad essere informati fa parte dei diritti dell’uomo
incluso nella dichiarazione dell’ONU (art. 19); esso
tuttavia non gode in Italia di piena e completa attuazione.
Esistono, al contrario, leggi dirette a colpire la
divulgazione di notizie e a porre precisi limiti alla libera
circolazione (si pensi alle norme concernenti il segreto
d’ufficio o il segreto di stato) . Negli ultimi anni, fra
l’altro si sono compiuti notevoli sforzi diretti
all’attuazione del diritto di informazione come ad
esempio la trasparenza amministrativa attraverso la
previsione di norme che garantiscono ai cittadini la
possibilità di essere informati sul procedimento
amministrativo, di accedere ai documenti amministrativi
che li riguardano, di conoscere il pubblico funzionario
responsabile di ogni singolo procedimento
amministrativo e di partecipare così consapevolmente
alla predisposizione degli atti amministrativi che li
riguardano.
Si può dire che il diritto all’informazione rientra, più che
tra le libertà negative, tra quelle positive, che il pubblico
potere deve garantire attraverso la predisposizione di
idonei mezzi di divulgazione e conoscenza della propria
attività.” 3

La qualifica di infamia presuppone la negazione del diritto


all’informazione.

3
Dizionario di diritto edizione Le Garzantine

246

pagina n.246 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Il diritto all’informazione è il diritto del cittadino, dello


spettatore, di essere informato per riuscire ad avere dei dati
coerenti nei confronti della recitazione dell’attore. L’attore, il
politico, l’amministratore delegato, possono ingannare il
cittadino, l’elettore, il dipendente, soltanto perché nascondo le
informazioni.
Un esempio di questo periodo:

mercoledì, 12 marzo 2008

Polemiche sul segreto di stato al processo per il


sequestro dell'ex iman di Milano Abu Omar da parte dei
servizi segreti americani, secondo il giudice delle
indagini preliminari Prodi fu poco chiaro.
Il processo vede imputati una serie di agenti della Cia ed
alcuni ex funzionari del Sismi, tra i quali anche il
generale Pollari.
Palazzo Chigi replica il segreto fu confermato su
richiesta del governo Berlusconi4

Appare del tutto evidente come l’uso del segreto di Stato è


stato fatto per nascondere crimini di sequestro di persona nei
confronti di un cittadino. Usare il segreto di Stato per impedire
le indagini significa voler coprire le proprie responsabilità
soggettive nell’attività di sequestro di persona. Significa negare
ai cittadini il diritto all’informazione. Significa che, al di là
delle possibilità di accertamento giudiziario della vicenda, noi
abbiamo un Presidente del Consiglio che ritiene legittimo
sequestrare i cittadini senza per questo dover rispondere alla
legge.
Il segreto di Stato è usato per imporre la non conoscenza
affinché i cittadini non siano a conoscenza dell’atto infame di
cui il presidente del Consiglio è, proprio per aver imposto il
segreto di Stato, oggettivamente e soggettivamente
responsabile. Domani, quale altro cittadino potrà essere
sequestrato illegalmente? E che ne è della democrazia?
4
Cronaca 12 marzo 2008 sulle polemiche per il segreto di Stato al rapimento
Abu Omar

247

pagina n.247 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

L’infamia non è il tradimento di un padrone o nei


confronti di un giuramento.
Abu Omar ha commesso dei delitti? E allora andava
processato! Non ha commesso dei delitti? Allora Berlusconi è
responsabile di sequestro di persona e di attentato alla sicurezza
dello Stato Italiano! O l’una o l’altra! E sono i magistrati, per
quanta sfiducia si può avere nei loro confronti e nella loro
correttezza morale, i delegati a stabilire questa condizione.
L’infamia è il tradimento di ideali manifestati o della
fiducia nei confronti di chi ha concesso le mansioni o le
funzioni (politiche, economiche o sociali). In una democrazia,
sono i cittadini che consentono ai politici di occupare le loro
poltrone. Sono sempre i cittadini coloro che hanno il diritto ad
essere informati dell’attività delle Istituzioni e delle società
economiche che gestiscono potere e capitali all’interno della
nazione.
Ci sono molti politici che passano da un partito all’altro a
seconda delle convenienze. Alcuni da uno schieramento
all’altro. Non tutti tradiscono gli elettori, non tutti hanno
comportamenti infami.
Il comportamento infame del politico si manifesta nei
confronti dei cittadini quando passa da un insieme ideale ad un
altro insieme ideale antagonista. Quando al politico è
indifferente l’idealità che muove il suo fare politica, ma il suo
fare politica è finalizzato ad ottenere vantaggi e consenso per i
suoi vantaggi come persona e non come persona portatrice di
quelle idee, deve praticare l’infamia nei confronti dei cittadini.
Un comportamento infame sono le smentite di Berlusconi delle
sue dichiarazioni. Indubbiamente fare delle affermazioni a caldo
è diverso dal dire qualche cosa di meditato; dire che “non
passerà quella generazione senza che le stelle cadranno sulla
terra e mi vedrete venire sulle nubi con grande potenza...” è
cosa diversa dal dire “verrà il giorno in cui le stelle cadranno
sulla terra e mi vedrete venire sulle nubi con grande potenza...”.
Però, giocare sulle aspettative per trarne vantaggio e una volta
tratto vantaggio aggredire le aspettative: è una cosa infame.
Perché è infame? Perché istigando a compiere delle scelte, una
volta che quelle scelte sono state compiute, si è preclusa ogni

248

pagina n.248 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

possibilità ad altre scelte che una diversa informazione avrebbe


potuto alimentare.
Non è infame l’avvocato che al processo difende il
colpevole; è infame quando, per difendere il colpevole (o il
proprio assistito) aggredisce o diffama la vittima.
Questo meccanismo dell’infamia in Democrazia si
contrappone al meccanismo di infamia come elaborato dal
cristianesimo. L’infamia come tradimento della fedeltà ad un
altro individuo. Nella figura di Giuda è dipinto il “tradimento”
di Giuda nei confronti del suo padrone. Per il cristianesimo, a
differenza della democrazia, l’oggetto centrale non sono gli
ideali politici e sociali che devono essere rispettati, ma il
padrone, qualunque padrone, nella gerarchia determinata dal
suo dio padrone. Si tratta dell’ideale nazi-fascista che ha la sua
legittimazione ideologico-religiosa nell’ideologia cristiana. Il
cristianesimo considera infame il tradimento di Giuda che si è
sottratto dall’obbligo di fedeltà al suo padrone Gesù; non
considera infame il comportamento di Gesù che si considera il
padrone di Giuda e pretende da Giuda un obbligo di
sottomissione a-personam. E’ quanto pretende il nazismo che
chiede alle persone la fedeltà ad Hitler e non all’umanità che
può essere sterminata nelle camere a gas. O quella degli ebrei
che impongono fedeltà alla propria razza, ma macellano tutte le
altre in quanto loro sono la razza eletta.
Al tradimento nei confronti del padrone, dell’ideologia
cristiana, si contrappone il tradimento della società mediante la
manifestazione di idee non vissute per intenti diversi da quelli
manifestati, nella struttura ideologica della democrazia
Costituzionale.
Questi due concetti di infamia si contrappongono perché,
all’ideale collettivo dell’interesse comune della democrazia si
innesta l’interesse privato e personale di chi usa la democrazia
per interessi propri attraverso metodi che identificano
l’ideologia clericale-nazi-fascista.
Nel suo libro “L’Entità”, Eric Frattini elencando gli
intenti criminosi della loggia “massonica” P2 scrive:

249

pagina n.249 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

“Qualche anno dopo, Paolo VI consegnò lo IOR ai


massoni Michele Sindona, Roberto Calvi, Licio Gelli e
Umberto Ortolani. Paolo VI chiese al capo del
controspionaggio la fine delle indagini sulla massoneria
in Vaticano e ordinò che il dossier venisse depositato
nell’Archivio Segreto del Vaticano.
Nel 1987, il giornalista Pier Carpi sosteneva che un gran
numero di cardinali e vescovi appartenevano alla loggia
massonica Propaganda 2 o P2, che definiva la loggia
Ecclesia, strettamente legata alla Gran Loggia Unita
d’Inghilterra e al suo gran maestro, il duca Michael di
Kent. Un altro dossier apparso sulla stampa rivela: “La
massoneria aveva diviso il Vaticano in otto quartieri in
cui funzionavano otto logge massoniche di rito scozzese, i
cui adepti, alti funzionari del piccolo stato, vi
appartenevano in maniera indipendente e, a quanto pare,
non erano in grado di riconoscersi fra loro, neanche
battendo i tre colpi col polpastrello del pollice”. Dal
1971, anno in cui Paolo VI ordinò di chiudere le indagini
dell’SP sulla massoneria, non vi fu nessun’altra inchiesta
fra le mura Vaticane.
Nell’elenco dei massoni illustri del Vaticano redatto dal
Sodalitium Pianum comparivano il cardinale Augustin
Bea, segretario di Stato sotto i pontificati di Giovanni
XXIII e Paolo VI; Sebastiano Baggio, prefetto della
Sacra Congregazione per i vescovi; Agostino Casaroli,
segretario di Stato sotto il pontificato di Giovanni Paolo
II; Achille Lienart, arivescovo di Lille; Pasquale Macchi,
segretario privato di papa Paolo VI; Salvatore
Pappalardo, arcivescovo di Palermo; Michele
Pellegrino, arcivescovo di Torino; Ugo Poletti, vicario
della diocesi di Roma; Jean Villot, segretario di Stato di
Paolo VI.
Il famoso dossier redatto dagli agenti del
controspionaggio sull’espansione della massoneria nella

250

pagina n.250 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Curia romana rimase “sepolto” nell’Archivio Segreto del


Vaticano.”5

Questo è il tratto dell’infamia: QUANTI CITTADINI


CONOSCONO GLI EFFETTI DI QUESTE
MACCHINAZIONI?
Quanti cittadini sono morti perché gli effetti di queste
macchinazioni non sfociassero in devastazione della
democrazia? Quanti cittadini vengono ingannati sull’effettivo
ruolo della chiesa cattolica nella società italiana?
Quanti piduisti hanno affrontato la galera per attività di
eversione dell’ordine democratico?
Le recite dei vescovi cattolici servono a nascondere i reali
interessi di distruzione della democrazia e troppo spesso politici
interessati ne assecondano i fini.
Manipolazione mentale mediante la sottrazione del diritto
all’informazione.
Un diritto che viene negato sia negando informazioni, che
dando le informazioni come se i fatti non avessero effetti sulla
vita della persone e sulla democrazia o, ancora, giustificando i
fatti mediante l’atto infame che distoglie nei cittadini la
conoscenza dei fini e degli effetti dell’atto stesso.
Questo è il concetto di infamia nella democrazia.
In recenti passati abbiamo assistito a molti comportamenti
che definire “infami” suona quasi un complimento. Quante
persone appoggiarono Khomeyni, più per antipatie contro lo
Scià e il suo regime dittatoriale che non per le idee sociali di
Khomeyni: perché i cittadini pensavano a Khomeyni come un
progressista? E’ come per le armi di distruzione di massa che
Bush attribuì a Hussein. Oppure, chi pensa che Marco Pannella
e Emma Bonino perché furono protagonisti di lotte per i diritti
civili degli anni ’70 non siano dei cattolici integralisti che hanno
favorito sia la tortura di cittadini italiani per i loro interessi che
spinto per la destabilizzazione sociale del Viet-nam oggi e del
massacro dei Serbi ieri accusati dalla Bonino di genocidi
inesistenti di kossovari? Oppure, molte persone, ritengono il

5
“L’Entità”, Eric Frattini

251

pagina n.251 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Mahatma Gandhi una persona nobile ignorando che la sua


attività consisteva nel legittimare le caste in India che Neru
voleva, invece, abolire? Oppure, molte persone, appoggiano il
Dalai Lama pur consapevoli che la sua ideologia sociale
consiste nell’esaltazione dei servi della gleba, i servi del tempio,
che lui intende ripristinare in Tibet dopo che ha sconfitto l’idea
di uguaglianza dei cittadini che i cinesi hanno imposto.
Si tratta di infamie. Ma se nel caso di Bush, Marco
Pannella e Emma Bonino, l’infamia va addebitata a Bush,
Marco Pannella e Emma Bonino, in quanto loro era la volontà
di ingannare, nel caso di Khomeyni, il Mahatma Gandhi e il
Dalai Lama, la volontà di inganno è da attribuire ad altri. A
coloro che hanno spacciato le loro idee sociali per diverse da
quelle che erano o le hanno nascoste mettendone in secondo
piano gli aspetti negativi per favorire le aspettative illusorie di
un cambiamento in chi, pur avendo idee avverse, ha finito per
favorirli.
Nella società in cui viviamo è complesso attribuire la
responsabilità dell’infamia. Se dal punto di vista giuridico esiste
una responsabilità personale diretta e una responsabilità morale,
dal punto di vista dell’infamia, esiste una compartecipazione di
persone diverse e condotte spesso da interessi diversi che
convogliano ad alimentare il medesimo atto infame. Spesso
l’attribuzione dell’atto infame è rivolto ad un numero vasto di
persone come se queste agissero in un’unica associazione
criminale volta a destabilizzare la democrazia.
Alla fine, il fine della manifestazione dell’infamia, altro
non è che quello di distruggere la democrazia impedendo ai
cittadini la libertà di critica nei confronti delle Istituzioni perché
privati della conoscenza dei fatti e degli effetti che i fatti
avranno.
Marghera 01.01.2009

252

pagina n.252 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Torturati e torturatori
I giornalisti di RAI e Mediaset
La distruzione nella formazione delle idee
nella società civile.

Il terrorismo è un’attività il cui scopo è scindere la


percezione dell’individuo dal mondo in cui vive per costringerlo
a percepire un mondo irreale fatto esclusivamente dalla
descrizione imposta da un soggetto terzo.

E’ il caso del torturatore.

Il torturatore costringe il torturato ad aderire alla sua


realtà, visione e descrizione, del mondo. Il torturatore continua
la sua attività nei confronti del torturato fintanto che il torturato
non aderisce alla realtà pensata dal torturatore e non si adegua
alla volontà del torturatore.

La realtà pensata, vissuta e percepita dal torturato non è


presa in considerazione dal torturatore il quale, se ciò avvenisse,
non potrebbe torturare, ma dovrebbe analizzare la realtà che il
torturato gli presenta.

La relazione fra torturato e torturatore è la relazione che


esiste in una società nazi-fascista anche quando tale relazione
sociale è praticata all’interno di una società democratica. La
democrazia impone che le diverse visioni del mondo vengano a
confronto e analizzate da “parte terza”, tipo il magistrato, che
soppesa le diverse realtà soggettivamente manifestate e ricerca
l’equilibrio fra le diverse rappresentazioni con i limiti della
Costituzione che garantisce ad ogni parte il proprio spazio di
espressione.

Nella relazione fra torturato e torturatore, l’altro, il più


debole fisicamente, viene trasformato in oggetto che non deve
manifestare una propria autonomia percettiva, ma deve essere
costretto ad aderire al modello impostogli dal torturatore.

253

pagina n.253 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La relazione torturato e torturatore è il modello che viene


imposto nell’attuale informazione giornalistica radio televisiva.
Sia dalla RAI che da Mediaset.
La realtà che questi giornalisti descrivono è quella che
conviene al torturatore. Dove, il torturato, in questo caso, è la
società civile nel suo diritto all’informazione che viene negato
al fine di indurre un’opinione pubblica ad adeguarsi al modello
imposto dal torturatore attraverso i suoi aguzzini, in questo
caso, i giornalisti Rai e Mediaset, che agiscono in funzione di
una realtà immaginata che devono imporre mediante la violenza
alla società civile. Una violenza che nega il diritto
all’informazione attraverso tecniche varie, come le notizie
taciute, le notizie date in maniera superficiale, le notizie
socialmente importanti coperte da fatti di cronaca, da
stimolazioni percettive date da notizie sportive e fatte con
tecniche che manipolano l’attenzione dello spettatore come la
tecnica del panino o della censura (nella tecnica del panino si fa
parlare l’avversario politico fra due politici favorevoli in modo
che l’avversario sparisca dall’attenzione degli spettatori; nella
tecnica della censura, si da un uguale spazio ai contendenti, ma
nelle registrazioni all’avversario politico si taglia ogni discorso
importante mandando in onda battute inefficaci, discorsi
decontestualizzati od eventuali papere; si fa in modo da creare
un’impressione sfavorevole!).

Ne consegue che, mentre la società civile manifesta una


moltitudine di informazioni empatiche della realtà oggettiva che
la circonda, l’informazione RAI e Mediaset stuprano questa
percezione della realtà per affermare una propria descrizione ed
ottenere delle risposte psicologiche che sono il frutto di una
violenza immane. Una violenza che tende a negare la
percezione empatica delle persone per imporre una versione
razionale degli avvenimenti che altro non è che un atto di
tortura capace di indurre rabbia e disprezzo negli spettatori.

Rabbia, distacco ed indifferenza, sono tre forme di


reazione del torturato alla violenza del suo torturatore.

254

pagina n.254 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La reazione di rabbia è una reazione partecipativa. Il


torturato si chiede: “Com’è possibile che questo non capisca?”
La rabbia, al di là di come viene veicolata, implica sempre una
ricerca di dialogo. Quando subentra la fase del distacco, la
rabbia sparisce. Il torturato è altro dal torturatore. Non sono più
all’interno dell’insieme sociale, ma sono in due mondi separati.
In quel momento, qualunque sia il risultato a cui il torturatore
mira, può avere delle risposte formali, ma la separazione intima,
emotiva è totale. Il torturato è indifferente ai progetti del
torturatore. Viaggia su un altro piano percettivo.

Durante l’inquisizione cristiana, la situazione di distacco


del torturato veniva risolta mediante il rogo del torturato in
modo che il torturatore annullasse il mondo psichico in cui il
torturato si era rifugiato e che diventava un mondo
inaccessibile per il torturatore. Il torturatore era terrorizzato dal
mondo in cui il torturato si era rifugiato. Le sue emozioni ne
erano scacciate e la sua intelligenza non era in grado né di
concepire né, tanto meno, padroneggiare quel mondo: il
torturato doveva, dunque, essere bruciato. Lui e il suo mondo
psichico.

La terza fase è la fase dell’indifferenza. Sono i torturatori


che hanno bisogno dei torturati, non viceversa.
Il torturatore pratica l’attività di tortura perché non ha
altro mezzo per incidere sulla realtà nella quale vive. Senza i
torturati il torturatore deve misurarsi con la realtà senza poter
mascherare, mediante la violenza della tortura, le sue non
soluzioni. Israele maschera con la guerra e la tortura la sua
incapacità di costruire delle relazioni normali con i propri
vicini. Senza la guerra Israele imploderebbe su sé stesso e sulle
contraddizioni sociali che si manifesterebbero e che uno stato di
guerra ed emergenza continua impedisce loro di radicarsi: il
“bene supremo” al quale Abramo sacrifica suo figlio inteso
come i bisogni dei cittadini.

255

pagina n.255 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

L’indifferenza è il distacco dei torturati dal torturatore.


L’impossibilità del torturatore di usare i torturati per mascherare
i suoi fini e la sua vuotezza.

E’ il meccanismo che si è espresso nella prigione di


Guantanamo. Gli USA hanno torturato, torturato (anche in altre
prigioni). Con le torture cercavano piani segreti e reti di
organizzazioni che sembrassero società segrete. Sicuramente
hanno raccolto elenchi di nomi e macellato un po’ di persone. I
torturati non era solo i singoli individui, ma tutti i popoli che
con le loro torture volevano sottomettere. E che hanno ottenuto?
Solo un odio viscerale. Per gli USA e per i torturatori Israeliani.
Hanno separato sé stessi dai paesi arabi e da ogni eventuale
relazione con le popolazioni.
Hanno creato la fobia del terrorista senza chiedersi quali
fossero le ragioni di colui che indicavano come “terrorista”.
Indubbiamente ci sono “governi amici” degli USA anche
nei paesi arabi, ma è un’amicizia che devono comperare col
denaro e sono amicizie sempre più instabili. L’amicizia degli
USA con Osama Bin Laden lo ha dimostrato. A Guantanamo gli
USA hanno torturato persone solo per il gusto di torturare:
perché non aderivano allo schema imposto dai torturatori.
Alcuni li hanno ammazzati. Qualche volta suicidati.
Alcuni li hanno rilasciati quando sono giunti davanti ad un
tribunale.

Questo meccanismo si mette in moto nelle relazioni fra


informazione, Rai e Mediaset che torturano i cittadini
sottraendo loro il diritto di informazione e costruendo quello
stridere emotivo fra la realtà percepita e vissuta dai cittadini e la
descrizione della realtà che Rai e Mediaset impongono con la
violenza della feroce tortura.

E’ lo stesso meccanismo di tortura dei cittadini. RAI e


Mediaset non usano ferri roventi, ma la loro violenza aggredisce
direttamente l’amigdala e la parte profonda della formazione
emotiva dell’individuo. Infilano un ferro rovente nel cervello

256

pagina n.256 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

dei cittadini. Dunque, la loro azione è infinitamente più grave


dei ferri roventi con cui la chiesa cattolica torturava gli eretici.
Le persone vengono torturate dalla RAI e da Mediaset
imponendo ai cittadini una rappresentazione irreale e fantasiosa
della realtà. Una realtà fantasiosa alla quale obbligano i cittadini
ad aderire, pena la criminalizzazione dei cittadini.
Ad esempio, la RAI si è soffermata a lungo sulla
israeliana che piangeva per un razzo caduto vicino alla sua
abitazione, mentre non ha trasmesso nessuna immagine degli
oltre 900 morti palestinesi e delle migliaia di feriti fatti dagli
ebrei per le loro mire espansionistiche. Non ha trasmesso
immagini sugli effetti del fosforo sulla popolazione palestinese.
L’israeliana è una persona con un nome, cognome e un
volto, le persone palestinesi solo dei numeri. Non persone e la
RAI fa passare il messaggio, torturando i cittadini, che sia lecito
macellarli. Non sono cittadini palestinesi, ma militanti, seguaci.
Soggetti che si possono macellare dentro al campo di sterminio.

Tutto questo dolore è percepito dai cittadini Italiani. E’


percepito attraverso l’empatia che lega le persone all’intera
specie umana. Esistono cittadini più sensibili ed esistono
cittadini empaticamente meno sensibili. All’interno di queste
sfumature di sensibilità, esistono cittadini che hanno interesse a
tifare per le stragi di Israele ed esistono cittadini che non hanno
interessi nello stragismo di Israele.
L’interesse economico può bloccare la percezione
empatica mediante le aspettative psicologiche o i progetti che il
tifo prospetta. A questo tipo di tifo la RAI e Mediaset
forniscono “ragioni” per continuare ad esprimersi. Ma le stesse
ragioni che RAI e Mediaset forniscono ai loro tifosi, sono atti di
tortura nei confronti della struttura emotiva dei cittadini; sono
una truffa nei confronti dei loro tifosi (in quanto i dati forniti
sono irreali come irreali spesso sono le loro aspettative emotive
costruite su aspettative economiche); sono dei reati in
violazione della Costituzione come negazione del diritto
all’informazione.

257

pagina n.257 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Questa attività di tortura della RAI e di Mediaset


costringe i cittadini a reazioni emotive. Di vario grado e genere
a seconda delle condizioni in cui i cittadini vivono. Reazioni
violente da parte della classe medio bassa, ma intellettualmente
attiva; reazioni di indignazione verbale da parte degli immigrati;
reazioni di indignazione da parte dei cittadini, più o meno
rabbiose, a seconda delle condizioni in cui vivono. La tortura
della RAI e di Mediaset è una tortura che agisce sulla struttura
emotiva delle persone nel tentativo di sottometterle alla propria
descrizione della realtà.
Una tortura che attraverso l’informazione manipola
l’opinione delle persone per fini NON LORO.
Recentemente sono apparse scritte sui muri contro il
genocidio israeliano alle quali la stampa ha reagito con le stesse
modalità, urgenza e gravità, di quando fu ucciso Aldo Moro. La
RAI e Mediaset hanno tentato di criminalizzare le richieste di
giustizia dei cittadini violentati e torturati dalla RAI e da
Mediaset. La RAI e Mediaset hanno tentato di rendere legittime
le stragi, il genocidio, la tortura per fame dei palestinesi ad
opera degli ebrei, quasi che qualcuno abbia un diritto di farlo e
criminalizza le persone che, rispondendo alla morale della
Costituzione e delle norme della società civile, si indignano per
le torture che essi stessi subiscono alla loro struttura emotiva ad
opera della RAI e di Mediaset. RAI e Mediaset, che vogliono
legittimare le stragi e il genocidio, agiscono massacrando la
società civile come se l’articolo 11 della Costituzione della
Repubblica, per la RAI e Mediaset, sia solo un pezzo di carta
igienica con cui pulirsi il culo.

La RAI, attraverso i suoi giornalisti dei Telegiornali, e


Mediaset, attraverso i suoi giornalisti, offendono la Costituzione
della Repubblica torturando i cittadini. Cittadini a cui non è
consentito nessun diritto di replica, nessuna difesa, nessuna
possibilità di esporre le loro ragioni con l’urgenza della loro
percezione, ma vengono ricattati per impedire loro di esprimere
il loro pensiero attraverso l’articolo 21 della Costituzione.

258

pagina n.258 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

La RAI e Mediaset torturano i cittadini italiani.


Inevitabilmente, davanti al terrorismo praticato dai giornalisti di
RAI e di Mediaset, esiste il diritto alla legittima difesa dei
cittadini. Difesa della loro struttura empatica che li costringe a
percepire un mondo reale diverso dalle farneticazioni dei
giornalisti di RAI e di Mediaset.

La fase della rabbia (che comunque le fasi non sono mai


attribuibili meccanicamente alle masse, ma solo ai singoli
cittadini, ogni singolo soggetto, che assume l’apparenza di
“massa” solo quando i suoi bisogni specifici hanno assonanza
con i bisogni specifici di un numero consistente di cittadini) è la
fase del dialogo. Solo nella fase della rabbia il cittadino
riconosce al suo interlocutore un atto di buonafede nel
torturarlo: il torturatore si sbaglia! Dice il cittadino! Solo
quando il cittadino si rende conto, attraverso l’esperienza in cui
coinvolge la sua rabbia, che il suo torturatore non intende
capire, ma stuprarlo per costringere il suo pensiero ad aderire a
quello che il torturatore vuole, allora subentra la seconda fase: il
distacco.

Il distacco è la fase nella quale il cittadino non riconosce


alle Istituzioni o, nel nostro caso ai torturatori della RAI o do
Mediaset, il diritto alla tortura o non riconosce un’ “autorità” (o
una credibilità) attraverso la quale descrivere la realtà oggettiva
nella quale vive. Il cittadino considera sé stesso diverso dalla
realtà descritta dalla RAI o da Mediaset. La RAI e Mediaset,
come torturatori sociali, assumono il ruolo di un corpo estraneo
rispetto ai cittadini.
A questo punto subentrano le condizioni di vita
economiche dei cittadini. Il distacco è una situazione
sufficiente? Il distacco separa l’attività di costrizione e di
violenza di RAI e di Mediaset dal contesto sociale senza che il
cittadino sia costretto ad esporsi o abbia da soffrirne nelle sue
condizioni di vita.

L’indifferenza è l’ultima fase della separazione del


cittadino dai suoi torturatori. Dopo che i torturatori hanno agito

259

pagina n.259 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

per costringere il cittadino ad aderire al modello che RAI e


Mediaset imponevano, subentra l’indifferenza. Il cittadino mette
in atto le proprie strategie di sopravvivenza psico-emotiva
estraniandosi dalle torture della RAI e di Mediaset.
Al cittadino non interessano più. L’adesione ai modelli
imposti dalla RAI o da Mediaset avviene soltanto quando il
cittadino è costretto da ricatti economici, ma la tortura di RAI e
Mediaset non sono più in grado di condizionarne le prese di
posizione. Nell’indifferenza sorge l’avversione. Non è rabbia,
ma indifferenza. Una indifferenza distruttiva che passa
attraverso la sottrazione del torturato ai modelli imposti dal
torturatore. Un sottrarsi nell’indifferenza che, di fatto, diventa
un’attività intensa di distruzione dell’oggetto al quale è
indifferente. Il torturatore ha perso la sua legittimità; ha perso la
possibilità di costringere il torturato ad aderire al modello
imposto. Lo stesso modello che veniva imposto dal torturatore
perde di senso in quanto, quel modello funzionava soltanto se
quel modello esprimeva potere e controllo sulle persone. Ma il
modello imposto dal torturatore aveva un senso fintanto che
quel modello avariato si imponeva in soggetti che avevano una
dipendenza psico-economica dal torturatore. E il torturatore, la
RAI e Mediaset, non agiscono in funzione di un futuro, ma al
fine di sottomettere il presente. Il presente come viene pensato
da Rai e da Mediaset, non come si trasforma nel tempo. Ora il
torturatore si è fatto prendere dal delirio di onnipotenza e non
media più il suo modello fra desiderio di imporlo in una realtà
oggettiva che, comunque, riconosceva. Ora è il modello l’unica
realtà oggettiva alla quale il torturato deve obbedire. Ma il
mondo si è modificato. Rispetto a quel modello, il torturato è
indifferente. E’ già arrivato ad un diverso piano di percezione.
(Tremonti invita i Comuni a spalmare i debiti sui derivati;
qualcuno nei derivati ha fatto la truffa del secolo; Tremonti ha
messo in moto un meccanismo di cui non conosce le
conseguenze!)

L’indifferenza priva RAI e Mediaset del loro senso nella


società.

260

pagina n.260 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Ogni cosa che propongono diventa solo azione fastidiosa


del torturatore che chiede al torturato di sottostare alle torture.
Ogni notizia che viene data dalla RAI e da Mediaset non
sono notizie, ma sono torture il cui scopo è tentare di costruire
un’opinione pubblica attorno a dei progetti estranei esterni e
spesso ostili a chi dovrebbe essere opinione pubblica. Ogni
notizia data dalla RAI e da Mediaset sono fonte di inganno.
Imbroglio. Non solo per le notizie date, ma per le notizie
taciute. Per la luce in cui vengono messe le notizie; per l’enfasi
che le notizie assumono o per la mancanza di senso con cui le
notizie vengono date.

Ore e ore di presenza televisiva di Ratzinger non fa altro


che generare distacco e indifferenza.
Ore e ore di presenza televisiva non toglie a Ratzinger la
sua responsabilità nello stupro di minori.
Si tratta di torture.
Ogni volta che RAI o Mediaset danno delle notizie, altro
non fanno che torturare i cittadini forti dell’indifferenza di
magistrati che dovrebbero assicurare ai cittadini non solo il
diritto all’informazione, ma anche e soprattutto il diritto
all’indignazione che viene loro negato.
Così si tace che la Social Card di Tremonti altro non fu
che un finanziamento occulto alla chiesa cattolica dal momento
che a beneficiarne furono frati e suore. Si tace che Berlusconi
ha regalato un miliardo di euro in più alla Libia (più di quanto
gli accordi con Prodi prevedevano); si tace che Berlusconi ha
sottratto tre miliardi di euro agli Italiani con la truffa Alitalia. Si
tace che Berlusconi e Tremonti hanno alimentato il debito
pubblico italiano aggravando le condizioni di vita dei cittadini:

“ROMA - È nuovo record per il debito pubblico italiano:


a ottobre - secondo quanto risulta dal supplemento al
Bollettino Statistico di Bankitalia - si è attestato a 1.670,6
miliardi. A settembre si era registrata invece una

261

pagina n.261 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

contrazione (1.648,6 miliardi) dopo il record raggiunto


in agosto (a 1.666,6 miliardi).”6

Si tace! Ma non si è taciuto, si è detto! Certo, facendola


passare come una notizia superficiale impedendo ai cittadini di
conoscere le conseguenze della finanza allegra di Berlusconi e
Tremonti.
I cittadini invisibili aumentano. L’invisibilità è una
relazione fra dignità personale e cancellazione delle strutture
sociali pubbliche. L’invisibile diventa tale quando il
meccanismo sociale a cui partecipava o col quale costruiva le
relazioni sociali viene cancellato. Sia dalle Istituzioni che dalla
prassi di vita delle persone. Quando negli anni ’70 furono
aggravate le condizioni di lavoro, la risposta delle persone fu
dapprima la rabbia e poi il distacco e l’indifferenza che si
espresse nel rifiuto di fare figli. Più le Istituzioni aggravarono
appesantendo la struttura sociale, più le persona si distaccarono.
Quando poi il precariato sul lavoro fu istituzionalizzato il
distacco dalle Istituzioni aumentò e mentre le Istituzioni
consegnavano sempre di più la società civile alla chiesa
cattolica venendo meno a quel patto Costituzionale che è alla
base della civile convivenza, i cittadini vivevano il ruolo delle
Istituzioni come ostile. Nelle grandi città molti cittadini
sparirono inghiottiti da un precariato sempre più instabile e
dall’isolamento psico-fisico messo in atto da RAI e Mediaset.
Più i lustrini e il divertimento era rappresentato in RAI e
Mediaset e maggiore era il numero dei cittadini con cui le
Istituzioni perdevano il contatto. L’attuale crisi economica non
fa che aggravare l’attuale situazione.

La tortura della RAI e di Mediaset hanno fatto in modo


che i cittadini italiani fossero indotti alla paura nei confronti dei
cittadini immigrati pur non essendocene ragioni sufficienti e,
dopo aver vinto le elezioni, fra febbraio e maggio del 2008,
ecco la paura sparire dai telegiornali RAI e Mediaset.

6
Panorama economia 12 gennaio 2009. Dal bollettino Banca d’Italia

262

pagina n.262 266049_interno.pdf


Lo Stregone e l’arte della Stregoneria di Claudio Simeoni

Una tortura che violenta la percezione emotiva dei


cittadini e che la feroce propaganda della RAI e di Mediaset non
fanno altro che alimentare.
L’intuizione degli individui è limitata all’oggetto che
affrontano; la percezione empatica è uno stato d’animo di
apertura spaziale nei confronti dei soggetti del mondo, in
particolare della specie umana, sia pur circoscritta ad un numero
particolare di oggetti che sviluppa nella psicologia
dell’individuo una particolare sensibilità a note di sofferenza o
di giubilo all’interno della società civile e del mutamento della
vita.

Sempre, a fronte delle imposizione razionalistiche


dell’informazione, prevale la percezione empatica degli
individui perché la tensione empatica è il motore che spinge le
persone a veicolare le loro emozioni nella società in cui vivono.
Per questo motivo RAI e Mediaset praticano la tortura nei
confronti dei cittadini.
[NOTA per la pubblicazione cartacea luglio 2011: la
scoperta della “struttura delta” dentro la RAI in relazione agli
interessi di Mediaset dimostrano che quanto scritto nel 2009
fosse reale.]
Marghera, 13 gennaio 2009

Finito di preparare
10 luglio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
www.federazionepagana.it
www.stregoneriapagana.it
www.religionepagana.it

263

pagina n.263 266049_interno.pdf

Potrebbero piacerti anche