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ca Cittadina ed al suo ingresso una

schiera di vecchi cantori di chiesa


eseguì un Tu es Sacerdos a tre voci,
composto dallo stesso novello sa-
cerdote, ed alla Messa eseguì la
musica dell’Haller. Al Vangelo
tenne un magnifico discorso di cir-
costanza il canonico D. Giovanni
Don Faustino Salvoni Vescovi, il quale ebbe pure felicis-
sime parole nel brindisi pronuncia-

C
’è una strada che, sfioran- Fu certamente un’esperienza forte: to all’agape ch’ebbe luogo pure
do appena il camposanto, una guerra segna per sempre la vita nella Canonica Prepositurale in
si inoltra nella campagna a di chi la vive, senza distinzione tra onore del R. D. Faustino. Il canoni-
sud di Chiari. Ora è stata troncata vincitori e vinti, perché il dolore è co D. Giuseppe Bosetti rivolse al
dalla nuova statale, ma una volta… uguale per tutti. Per il nostro futu- novello sacerdote indovinate paro-
Una volta via Sandella proseguiva ro prete, l’esperienza venne ulte- le invitandolo a volgere il pensiero
tranquilla e si perdeva nei terreni riormente segnata da un sogno: alla schiera di venerandi ed illustri
verso Castelcovati con la sola pre- sognò di uno scontro con il diavolo sacerdoti clarensi, e il R.mo nostro
occupazione di cambiarsi d’abito e di un combattimento. E forse fu Prevosto, con espressioni di buon
ad ogni stagione e di accogliere, al- più di un semplice sogno, tant’è che Padre e Pastore, gli fece i più cor-
l’ombra degli alberi della Trenza- i superiori, opportunamente infor- diali auguri. Nel pomeriggio ebbe-
na, i ragazzi della zona che, d’esta- ro luogo i Vespri in canto popolare,
te, approfittavano delle acque non seguiti dalla benedizione solenne
ancora inquinate per un poco di col S.S., alla quale, come il mattino
svago. Fra quei ragazzi certamente all’offertorio, il fratello del cele-
ci sarà stato anche Faustino Salvo- brante sig. Felice Salvoni cantò
ni con i suoi fratelli. La cascina egregiamente un mottetto.”
dove abitavano era lì, proprio a due Un grazie va all’ignoto estensore di
12 passi dalla Trenzana ed un bagno questa cronaca che ci permette, a
rappresentava una tentazione trop- distanza di anni, di condividere la
po forte... anche per un futuro sa- gioia di quell’avvenimento. Orzi-
cerdote. Il papà Pasquale faceva vecchi dapprima (per tre anni) ed
l’agricoltore e la mamma, la signo- Orzinuovi successivamente (per 10
ra Cecilia Festa, aveva il suo bel anni) videro in don Faustino un ef-
daffare nel badare ai nove figli: Gu- ficacissimo direttore delle opere
glielmo, Felice, Severino, Emilio, giovanili. Poi, nel 1932, gli venne
Teresa, Rosa, Genoveffa, Vigilio e affidata la parrocchia di Vello, fra-
Faustino. La mamma morì a 51 zione di Marone, dove rimase per
anni e della famiglia si occupò con ben 26 anni. È Vello un piccolo
grande dedizione la zia Angelina, borgo sul lago d’Iseo, escluso dal
una Figlia di Sant’Angela. Eppure traffico che appena lo tocca a mon-
il Signore aveva posato l’occhio su mati di ciò, attesero alcuni anni pri- te. Era allora un paese di pescatori e
quel lembo di Chiari chiamando al ma di acconsentire all’ordinazione di agricoltori, gente semplice come
suo servizio prima Guglielmo e poi sacerdotale. Ogni dubbio venne in fondo lo era don Faustino che
Faustino. Ed è di quest’ultimo che sciolto nel 1919 ed il 20 settembre tanto si immedesimò in quel luogo
vogliamo raccontare. “nella Chiesa di S. Maria Maggiore da essere conosciuto dappertutto
Faustino nacque il 29 novembre (essendo il nostro Duomo chiuso come “el pret de Vel”.
1891 e, dopo le scuole elementari, per restauri e pulizia) il giovane le- Approfittando di un pomeriggio di
frequentò il convento dei Benedet- vita M. R. D. Faustino Salvoni, fi- sole, con mia moglie sono andato a
tini (San Bernardino) per le supe- glio di antica, patriarcale famiglia vedere i posti dove don Faustino ha
riori. Da lì, ormai sicuro della pro- di qui, e fratello di altro sacerdote operato.
pria vocazione, si trasferì per gli R. D. Guglielmo, celebrava la sua “Ai tempi di don Faustino - mi dice
studi presso il Seminario di Bre- prima Messa. Clero e popolo si uni- una signora che ben lo ricorda -
scia. Furono anni travagliati, in cui il vano a lui a festeggiare il faustissi- Vello avrà avuto cinquecento abi-
percorso di preparazione venne in- mo avvenimento. Egli venne ac- tanti. Ora a malapena ne ha due-
terrotto dai lunghi periodi trascorsi compagnato dalla Canonica Par- cento; lo scorso anno non c’è stata
sotto le armi, nella sanità, a motivo rocchiale al Tempio con un impor- nemmeno una nascita ed i giovani
della prima guerra mondiale. tante corteo preceduto dalla Musi- preferiscono trasferirsi altrove”.
Una stradina, poco più di un sentie- Poteva godersi l’aria salubre del
ro, ed una fila di gradini incassati fra lago o la brezza che scende dai mon-
due case ed eccoci davanti alla chie- ti, farsi i “fatti suoi”. Poteva... ma la
sa di Vello. scelta fu un’altra, nella consapevo-
“Il portone principale - continua la lezza di essere solo un umile stru-
signora - l’ha fatto fare don Fausti- mento nelle mani di Dio. Fu questa
no, come pure l’impianto elettrico la vita di don Faustino Salvoni in
con quei lampadari. Anche l’asilo quel di Vello, una vita spesa senza
aveva fatto costruire. Peccato che mai risparmiarsi, che minò la sua sa-
ora sia chiuso”. lute ed il suo fisico robusto.
Del vecchio asilo, difatti, resta solo La celebrazione del XXV di parroc-
una scritta sbiadita su un fabbricato chiato fu motivo di grande giubilo
fatiscente. Mi accorgo che i vellesi per quanti amavano don Faustino.
non hanno dimenticato il vecchio Tutta Vello si mobilitò ed anche il
parroco e con piacere parlano di lui festeggiato, che l’anno prima era
e della moltitudine di genti che ve- stato in fin di vita, pareva quasi
niva a trovarlo. E non soltanto per completamente ristabilito. Purtrop-
semplici consigli, ma per quel suo po non era così ed il 26 giugno 1958
carisma di aiutare le anime ad allon- rinunciò alla parrocchia di Vello
tanarsi dal diavolo e dalle sue tenta- Don Faustino durante per ritornare a Chiari, dove com-
zioni. il servizio militare nella sanità pletò nella preghiera e nella soffe-
“Arrivavano anche da lontano e renza il suo ministero sacerdotale.
don Faustino li riceveva in un stanza scrive don Faustino: “Non è facile Morì il 21 marzo 1961 e venne se-
di fianco alla chiesa dove c’era la trovare una persona che sia poe- polto nel camposanto di Chiari.
statua a grandezza naturale di una ta-compositore ed esecutore pre- Il necrologio scritto allora dall’arci-
Madonna, perché don Faustino era giato di musiche-pittore-matemati- prete di Marone così lo descrive:
un gran devoto della Vergine Ma- co-scienziato, botanico ed erborista Don Salvoni si potrebbe definire
ria. Li invitava alla preghiera, a rice- e cultore non spregevole della me- con le parole del Vangelo indicanti
vere i sacramenti, alla devozione dei dicina. Se aggiungete a questo una Natanaele “bonus israelita quo non 13
15 sabati ed a fuggire dalla bestem- forte tendenza al misticismo, una est dolus” un buon israelita (nel no-
mia. Aveva anche fatto stampare pietà sincera e una ingenuità da stro caso un buon sacerdote) nel
una immagine con una invocazione bambino vi spiegate la sua persona- quale non è inganno.
alla Vergine Immacolata”. lità. È stato per questo che i Rev.mi Elia Facchetti
La gentile signora che ci ha accom- Superiori lo hanno lasciato fare an-
pagnato ci invita a recarci anche nel che se alcuno sollevava dei dubbi
piccolo cimitero all’ingresso del pa- sulla ortodossia dei suoi metodi.
ese, dove i parrocchiani di Vello lo Una cosa è certa: che egli era ani- AIDO
ricordano. mato da un grande spirito di fede e Sezione di Chiari
“Altri tempi” conclude salutandoci. carità e le ha profuse a piene mani
“Ora non abbiamo più neanche un per gli ammalati e i disgraziati che Il Consiglio Direttivo del Gruppo
curato. Per la messa viene il prete di ricorrevano a lui ogni giorno”. A.I.D.O. Comunale “Claudio Fe-
Marone due volte la settimana”. Mi piace applicare a questo prete la sta” porta a conoscenza dei pro-
Un bollettino di Marone così de- parabola dei talenti ed immaginare pri iscritti che l’assemblea ordina-
in lui quella ria annuale è stata fissata per il 10
persona che di marzo 2005 alle ore 20.30 presso
talenti ne aveva la sala riunioni del “Gruppo Vo-
ricevuti tanti: lontari del Soccorso” in via G. B.
poteva tenerseli Rota n. 27/B.
per sé, magari All’ordine del giorno:
nasconderli in 1. relazione del presidente
sacrestia, non 2. relazione del cassiere e del pre-
rischiare che la sidente dei revisori dei conti
gente, o magari 3. varie.
i soliti benpen- Si raccomanda di fare il possibile
santi, lo giudi- per non mancare all’assemblea.
casse soltanto Arrivederci e cordiali saluti
uno dei tanti Il Direttivo
Don Faustino con i fratelli “guaritori”.

L’Angelo - Marzo 2005