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Parrocchia “S.

S. Maria Assunta”
Via Castello - 86085 Pietrabbondante (IS)

Numero Mese di Anno CICLOSTILATO IN


10 Marzo 2002 PROPRIO

Interno Chiesa Arcipretale “Santa Maria Assunta” - XVII Secolo - Pietrabbondante (IS)
LA SPERANZA

Don Giovannino

RESURREZIONE DEL SIGNORE


Per quanto spaventevoli possano essere
le condizioni del mondo, per quanto arduo e
doloroso possa apparire il cammino a un
fedele di Cristo, non c'è mai da disperare:
Cristo risorge.
La vita che Cristo ora inizia, è gloriosa e
divina, e il battezzato entra a far parte di
questa realtà immortale. Come Cristo, anche il
cristiano dovrà fare della propria esistenza
temporale un'opera di santificazione e un'ostia
per il sacrificio; in un modo o in un altro, dovrà
percorrere la strada della sofferenza, della
morte, dell'insuccesso, per riemergere nel
miracolo della rinascita e del coronamento di
salvezza.
Il profeta Giona è preso quale figura del
Cristo risorto: ma vale anche per ciascuno di
noi.
Giona scappa, allontanandosi da dove
Dio lo voleva, non accetta la sua missione; va
a finire in mare, ingoiato da un grosso mostro
marino. Un fallimento. Come - per gli apostoli
- apparvero la croce e il sepolcro dove era
stato chiuso il Maestro, fedele alla sua missio-
ne, e morto in modo così infamante.
“Tutto ciò che è avvenuto sulla croce di
Cristo, nella sepoltura, nella risurrezione al
terzo giorno, sta a raffigurare la vita cristiana,
non solo con le parole, ma anche con le
azioni. Infatti a proposito della croce è detto:
Coloro che sono di Gesù Cristo hanno
crocifisso la loro carne con le sue passioni e
concupiscenze (Gal 5,24). Per la sepoltura:
Siamo stati consepolti con Cristo attraverso il
battesimo (Col 2,12). Per la risurrezione: Ogni uomo che ripone la sua
Come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo
della gloria del Padre, così anche noi fiducia in Gesù risorto sarà
possiamo camminare in una vita nuova (Rm anche lui salvato dalla morte.
6,4)” (S. Agostino).

BUONA PASQUA!
Eventuali offerte per il notiziario parrocchiale “LA
SPERANZA” possono essere fatte o direttamente al
Parroco o tramite conto corrente postale n° 13019864
- intestato a Parrocchia S. Maria Assunta -

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LA SPERANZA

HA DATO LA VITA PER NOI Tutti la chiamavano Chang Fa Mei, cioè “La
fanciulla dai capelli lunghi”. Viveva in una povera
“Gli evangelisti narrano gli eventi della Pasqua di casa, lei sola con la madre malata costretta a stare
Gesù. È la più forte predicazione degli apostoli; è la sempre a letto, e allevava maiali per il sostentamento
fede che riunisce gli uomini nella Chiesa. quotidiano. Ogni giorno si alzava all'alba per andare
Questi racconti non sono storia lontana. È parola lontano a prendere l'acqua, poi si recava sul monte a
viva, e rivela anche a noi, oggi, ciò che Gesù compie raccogliere erbe e radici per loro e per i maiali.
una volta per sempre per la salvezza del mondo: la Finiva di lavorare a sera tarda e all'alba era di nuovo
lotta contro l'egoismo e il peccato, la vita data per in piedi. Un giorno andò sul monte come al solito col
amore di Dio e dei fratelli. La celebrazione degli cesto per raccogliere erbe selvatiche. Giunta a mezza
eventi pasquali è nella Chiesa il centro dell'anno costa, vide una grossa rapa proprio sotto una
liturgico, attraverso il quale tutta la comunità cresce sporgenza di roccia che dava su uno strapiombo.
nella conoscenza di Cristo e rinnova la Aveva foglie grandi e verdi.
partecipazione al suo mistero di salvezza. La lettura “Questa servirà a fare un ricco piatto”, pensò. “La
in famiglia del Vangelo della Pasqua di Gesù porterò a casa e la cucinerò subito”. L'afferrò con
insegna a vivere le situazioni quotidiane non solo entrambe le mani e tentò di strapparla dalla terra. Ci
con facili gesti di devozione, ma da veri cristiani, riuscì con fatica e dal grosso buco cominciò
morti al peccato e risorti con Cristo alla vita nuova: immediatamente a sgorgare un filo d'acqua limpida e
“Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi fresca. La ragazza rimase un attimo stupita e la
dobbiamo dare la vita per i fratelli" (1 Giovanni grossa rapa le sfuggì di mano e andò a ripiantarsi
3,16)” (Io sono con voi, p. 74). dove era prima, tappando di nuovo il buco e
Sono concetti molto difficili da comprendere da fermando l'acqua.
adulti e bambini del nostro tempo. Gli adulti, oggi, Su una grossa pietra vide un uomo coperto di peli
nel mondo del lavoro sono perseguitati da una neri come un orso, con gli occhi maligni e gesti
filosofia che li vuole sempre più impegnati, in feroci, che con voce minacciosa le urlò: “Hai
competizione con i colleghi, secondo uno stile di scoperto il segreto della mia sorgente: non svelarlo
comportamento che tenderanno a imporre anche ai ad anima viva! Se lo dirai, e qualcuno verrà a
propri bambini, che dovranno essere i primi a prendere la mia acqua, tu morirai! Io sono il padrone
scuola e nello sport per diventarlo, poi, nella della montagna, la mia vendetta sarà terribile!”.
carriera. È la filosofia del vincente, che non Un altro colpo di vento la fece rotolare giù dalla
ammette smagliature né cedimenti, la filosofia del montagna.
“tutto subito ” che ossessiona i grandi e finirà per
disorientare i più piccoli. In un quadro come UNA RAGAZZA CON I CAPELLI BIANCHI
questo, “dare la vita per...” suona per lo meno Chang Fa Mei, indolenzita e piena di paura, tornò
strano. Come qualcosa che non ha niente a che fare a casa. Non disse nulla a sua madre e nemmeno agli
con la vita pratica di ogni giorno. È importante altri abitanti del villaggio, ma da quel momento non
perciò avviare una riflessione sul tema , anche ebbe più pace. Vedeva i campi e gli orti secchi e
prendendo l'avvio da una storia come quella che aridi e vedeva con quanta fatica uomini e donne,
segue. vecchi e bambini trasportavano l'acqua che andavano
a prendere lontano. Se solo lei avesse avuto il
IL DONO DI CHANG FA MEI coraggio di dire a qualcuno il segreto della sorgente,
Tanti e tanti anni fa, nel sud della Cina, c'era un tutte quelle sofferenze sarebbero cessate
luogo vicino ad una grande montagna dove non c'era immediatamente! Bastava strappare via quella rapa,
acqua e la gente doveva raccogliere l'acqua piovana tagliarla in mille pezzetti, allargare il foro e ci
e usarla con molta parsimonia. Quando non pioveva sarebbe stata acqua in abbondanza per tutti. Ma lei
per lunghi periodi, gli abitanti della regione ricordava la minaccia del padrone della montagna e
dovevano andare a piedi molto molto lontano e aveva troppa paura per parlare. Per il pensiero
attingere acqua trasportandola negli otri. Perciò da cominciò a non mangiare più, a starsene muta tutto il
quelle parti l'acqua era considerata più preziosa giorno e a non dormire di notte. Divenne pallida e
dell'oro. smorta, con gli occhi spenti e piano piano i lunghi e
In un villaggio ai piedi di quel monte viveva una neri capelli divenivano bianchi, sempre più bianchi.
fanciulla dai lunghi capelli neri, così lunghi che le (continua a pag. 4)
toccavano i calcagni.

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LA SPERANZA

Continua da pagina 3
Sua madre le afferrava le mani fredde e le chiedeva: calma e tranquilla: “Ora sono pronta anche a morire”.
“Figlia mia, cosa ti è successo?”. Ma Chang Fa Mei “Ma non ti lascerò morire semplicemente” disse il
scuoteva la testa e non rispondeva. mostro digrignando i denti. “Dovrai stare distesa davanti
Passarono i giorni e passarono i mesi. I suoi capelli alla sorgente e l'acqua del ruscello ti passerà addosso.
erano ormai diventati tutti bianchi. Alle sue spalle gli Questa sarà la tua punizione”. “Accetto”, rispose Chang Fa
abitanti del villaggio mormoravano: “Che strano che una Mei, sempre con voce serena, “ma prima lascia che vada a
ragazza così giovane abbia tutti i capelli bianchi!”. Lei non casa e cerchi qualcuno che si prenda cura di mia madre”.
diceva nulla; dalla porta di casa guardava gli altri passare e “Va bene, puoi andare”, disse il mostro. “Ma se non
bisbigliava: “Sul monte c'è una...”.Non osava finire la frase tornerai io tapperò di nuovo il buco e farò morire tutti gli
e si mordeva le labbra fino a farle sanguinare. abitanti del villaggio. Quando tornerai, va' tu stessa sulla
costa del monte e stenditi sotto il torrente. Non mi
UN VECCHIO FERITO disturbare più”. Chang Fa Mei annuì. Un colpo di vento la
Un giorno vide passare un uomo molto anziano; fece rotolare giù, lontano dalla caverna. Quando la
camminava a fatica portando sulle spalle un otre pieno fanciulla vide il torrente scendere dal monte e bagnare con
d'acqua. A un tratto quel vecchio inciampò, cadde per terra la sua acqua i campi, sorrise di gioia e si avviò verso casa.
e l'otre si aprì e versò tutta l'acqua. Quando arrivò non ebbe il coraggio di dire la verità alla
L'uomo s'era ferito a una gamba e il sangue sgorgava madre. Disse solo: “Mamma, adesso l'acqua viene giù in
copioso. abbondanza dal monte. Non dobbiamo più preoccuparci”.
Lei corse ad aiutarlo, fermò il sangue della ferita con un Poi aggiunse: “Alcune ragazze del villaggio vicino mi
pezzo della sua camicia e aiutò il vecchio a rialzarsi. hanno invitata ad andare da loro per qualche giorno. Ho
Quello si lamentava per il dolore e per il dispiacere d'aver chiesto alla vicina di badare a te”. “Va' pure, va' pure e
perduto l'acqua. Allora Chang Fa Mei ebbe un moto di divertiti”, disse sua madre con un sorriso. “La vicina è una
ribellione: “Che vile sono!”, disse fra sé. “È a causa della buona donna, vedrai che si prenderà cura di me”. Chang Fa
mia paura che questi campi muoiono d'arsura e questi Mei strinse le mani della madre, la baciò sulle guance
uomini hanno così tante tribolazioni. Adesso basta!”. mentre calde lacrime le scendevano copiose dagli occhi.
Non ne poteva proprio più e disse al vecchio “Nonno, c'è Andò anche nel recinto degli animali, accarezzò i più
una sorgente sul monte. Se voi strappate via una rapa, la piccolini, poi, senza rientrare in casa, gridò a sua madre:
fate a pezzi e allargate il foro dov'era piantata ci sarà acqua “Mamma, vado via!”. E senza aspettare risposta si avviò
in abbondanza per tutti. È vero! L'ho visto con i miei verso la sorgente sulla montagna.
occhi!”.
A quel punto non ebbe più paura, corse per le case del UN VECCHIO VESTITO DI VERDE
villaggio gridando: “Correte! Correte! C'è una sorgente sul A mezza strada c'era un albero altissimo, dal tronco
monte!”. Subito raccontò a tutti cosa le era accaduto quel enorme fitto di rami e di foglie. Chang Fa Mei si fermò un
giorno ormai lontano, senza però dire nulla delle minacce attimo, toccò il tronco e mormorò: “Amico albero, d'ora in
del padrone della montagna. Gli abitanti del villaggio la poi non potrò più riposarmi alla tua ombra”. Da dietro il
conoscevano bene e le credettero subito. Presero zappe e tronco rugoso sbucò un vecchio vestito di verde, con
picconi e corsero tutti dietro a Chang Fa Mei su per il capelli e barba verdi. La guardò con occhi pieni di
monte. Arrivati a mezza costa strapparono via dal terreno comprensione e disse: “So tutto quello che ti è capitato e
quella grossa rapa e la fecero in mille pezzi. Subito l'acqua anche la tua grande generosità. Ho trovato un sistema per
cominciò a sgorgare fresca e limpida. Ma la sorgente era salvarti la vita. Ho scolpito una statua di pietra che è
troppo piccola e così si misero tutti a togliere terra per l'esatta tua immagine. Guarda”. Chang Fa Mei andò dietro
allargarla. Quando fu grande come una tinozza, l'acqua l'albero e vide una statua con le sue stesse sembianze, ma
scorreva abbondante come un ruscello; tutti ridevano senza capelli. “Metterò la statua sotto l'acqua al tuo posto,
contenti e si abbracciavano per la gioia. però devo chiederti un sacrificio: taglia i tuoi lunghi capelli
e dammeli, li metterò sulla testa della statua in modo che il
“TI AVEVO AVVERTITA!” padrone della montagna non abbia sospetti”. Così fecero.
Proprio in quel momento un violento colpo di vento L'arzillo vecchietto si caricò sulle spalle la statua e la
ghermì Chang Fa Mei e la portò all'ingresso della caverna. collocò proprio sotto la cascata d'acqua. In quel momento,
Gli altri non fecero caso alla sparizione della fanciulla. un forte colpo di vento scosse i rami e le foglie dell'albero
Uno chiese distratto: “Dov'è Chang Fa Mei?”.Sarà andata a e una voce disse: “Chang Fa Mei, siamo riusciti ad
casa a dare la buona notizia a sua madre”, rispose un altro. ingannare il padrone della montagna! Puoi andare a casa
Non ci pensarono più, e allegri e contenti tornarono al adesso”. La ragazza si sentì invadere dalla gioia diede uno
villaggio. Chang Fa Mei, invece, era alle prese con il sguardo al torrente d'acqua che scendeva dal monte, ai
padrone della montagna. “Ti avevo avvertita di non dire campi e agli orti già irrigati e alla gente del villaggio felice
nulla ad anima viva!”, urlava il maligno mostro peloso.“ e contenta e si avviò verso casa.
“Ma tu hai portato qui tutta quella gente, hanno fatto a
pezzi la rapa e allargato il foro. Io ti ucciderò per quello
che hai fatto!”. Chang Fa Mei rispose

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LA SPERANZA

I SANNITI
TEATRO a 1000 metri

““....avvenne quel giorno…“ di ritrovarmi sui


gradini del teatro della rocciosa Delfi, di una
piccola Delfi italica, senza offerte di templi e di
bronzi, ma nel santuario di un popolo di
guerrieri e di pastori che avevano acceso le
prime faville dell’indipendenza e dell’unità
dell’unità del mezzogiorno della penisola e
s’erano soltanto piegati a quello che doveva
essere, col destino di Roma, il loro più grande Pietrabbondante totalmente diverso dagli altri:
destino..” la conformazione anatomica dello schienale di
(Amedeo Maiuri) questi sedili, che appare convessa in basso e
concava in alto. Un corridoio lastricato divide
Davanti al palcoscenico si trova la “l’ima cavea” da una doppia fila di sedili
cosiddetta “Orchestra”, uno spazio riservato al sprovvisti di spalliera, a cui si accede mediante
canto a alla danza, formato da un semicerchio le due scalinate già citate. Cinque gradinate
con un raggio di circa 5 metri. Infine si può intermedie dividono le due file in sei zone.
raggiungere la “cavea” cioè l’insieme delle Da queste file si passa al piano di calpestio del
gradinate riservate al pubblico. Ha la forma di prato che si può raggiungere anche dalla parte
un semicerchio con un raggio di 27 m. ed è posteriore mediante una scalinata di cinque
circondata da un muro di recinzione realizzato gradini ricavata dal muro poligonale di cinta.
con blocchi megalitici poligonali, lavorati su una Il teatro, che poteva contenere 2.500
sola faccia ed aggregati in maniera precisa. Il spettatori, secondo Amedeo Maiuri, è databile
muro frontalmente misura 54 metri ed è alto al III secolo A.C. Perfettamente in asse con il
2,60 metri. teatro, distante circa 9 m. dal suo muro
La cavea è costituita da due distinti perimetrale, sorge il tempio cosiddetto maggiore
settori: la “ima cavea” rappresenta di sicuro la per le sue dimensioni imponenti. Si accede al
parte straordinaria del complesso ed ha pronao per mezzo di un’ampia gradinata larga
certamente caratteristiche stilistiche uniche 4,60 m. e formata da 14 gradini di cui solo 3
nella storia dell’architettura antica. Si tratta di tre originali. anteriormente alla gradinata si notano
file di sedili completamente autonomi rispetto al due altari dalla forma stretta ed allungata. Il
resto del teatro, a diretto contatto con il piano pronao ha la forma quasi quadrata ed aveva
del teatro, a diretto contatto con il piano dell’ otto colonne del tipo corinzio con capitelli a
“orchestra” e non serviti da scale intermedie e vi quattro facce. Le celle erano tre: quella centrale
si può accedere esclusivamente da due scale più lunga (11m x 7), le due laterali più corte
semicircolari aggregate alla facciata del muro di (4.80x7,50 m).
sostegno perimetrale. Il tempio può
Certamente ci si trova di fronte a sedili datarsi alla fine del III
che dovevano essere riservati ad una serie di secolo, ma si ignora a
personaggi rappresentativi e che comunque quale divinità fosse
ricoprivano cariche paritarie tra loro. Infatti non dedicato. Ai lati del
compare alcun sedile che potesse essere tempio sono allineati due
riservato ad un’autorità superiore come si può porticati costituiti da 12
invece osservare in molti teatri ellenistici. Ciò fa ambienti adibiti
ritenere che la caratteristica architettonica sicuramente a negozi e
dovesse assumere significato politico preceduti da un
nell’ambito sannitico e che quindi le riunioni nel colonnato.
nostro teatro dovessero avere un carattere (continua)
celebrativo o rievocativo per tutte le popolazioni Mariclara Vitagliano
del ceppo italico che facevano riferimento a
questo luogo. Ma c’è ancora un’altra

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LA SPERANZA

n questo Spazio si elencano i nominativi dei nati negli anni 1890 e 1990

Anno 1890
D’Onofrio Anna Iacapraro Alberina Zarlenga Luca Gaetano
Santangelo Fiore Di Pasquo Giuseppe Amicone Marianna
Tesone Clementina Melaragno Antonio Di Tata Carmina
Di Salvo Antonio Nerone Fiore Antinucci Angela
Santangelo Beatrice Di Pinto Settimio Di Salvo Alberto
D’Onofrio Luigi De Giovanni Felice
Nerone Ida Silvia Beatrice Di Primo Giovina
Vassolo Alfredo D’Onofrio Antonio
Vitullo Giandomenico Vitullo Antonio
Di Iorio Giovanni Tesone Romolo
Nerone Domenico Celli Maria
Iacovone Cherubino Celli Lucia Anno 1990
Piccoli Maria Adelina De Felice Giovina
Zarlenga Giovanni Di Matteo Claudina
Di Pasquo Assunta Zarlenga Vincenzo Nerone Chiara
Zarlenga Orientino Rosmile Angela Zarlenga Vincenzo
Di Iacovo Amato Parisi Nicola Di Iorio Federico
Gippone Carmina Tesone Verino Giuliani Veronica
Vitullo Domenico Bevilacqua Fedrico Santoro Silvia
Di Pasquo Vincenzo Guarella Angela Di Tata Antony
Di Schiavi Giovanni D’onofrio Alessandrina Cappussi Antonio
Di Iorio Enrico Izzi Alessandrina Bax Francesca
Tesone Eutimio Zarlenga Nicola Sforza Katia
Vitullo Maria Giuseppa Di Benedetto Antonio Santangelo Federico
Di Pasquo Giuseppe Brunetti Maria Ersilia
Tesone Giuseppe Nicola Vitullo Sestino
D’Aloise Alessandro Primiano Liberantonio
Mastronardi Nicola Di Iorio Aurelia Malvina Statistiche
Massaro Maria Addolorata Massaro Cherubina
Mancini Giovanna Di Iorio Ernestina
Guarella Ernesta Bax Adelina
Zarlenga Achille Nell’anno 1890
Di Ciero Giovanni si registrano:
Santangelo Gennaro Flavio C. Sforza Anna
Cappussi Nicola
Vitullo Adele AnnaMaria
Di Pinto Orlandina ♦ 102 nascite
Bartolomeo Cesina ♦ 67 decessi
Di Salvo Domenico Di Carlo Domenico
Sforza Antonio ♦ 60 matrimoni
Di Marino Angela
Santoro Alessandrina Torella Carmina
D’Onofrio Beatrice Nell’anno 1990
Di Tata Fedela si registrano:
Battaglia Gesilda Natale Carlo
Di Salvo Michele Di Pinto Sabatino
Vitullo Michele ♦ 10 nascite
Vespa Francescantonio
Zarlenga Nicola ♦ 21 decessi
Di Benedetto Cherubino
Nerone Italia Maria Zarlenga Marianna ♦ 8 matrimoni
Santangelo Amalia Vassolo Luisa
Martini Margherita Brisotti Annina Flaminia E.
Gagliardicci Paolo Vitullo Maria Venere
Di Pasquo Giovanni Di Salvo Claudina (Vedi grafico pagina seguente)
Lanza Michela

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LA SPERANZA

120
100
80 Nascite
60 Decessi
40 Matrimoni
20
0
1890 1990

E nel 1968 nascevano…...


“I diavoletti”
(The new devils)
(IL TEMPO DEL MOLISE del 27 .09.1968) estenuante lavoro di un anno scolastico,
(Archivio di Lucio Di Iorio) hanno saputo trovare il modo come ri-
creare lo spirito, durante le vacanze.
Il piccolo complesso Un augurio veramente sentito per tutti es-
“I diavoletti” si, affinchè nella prossima estate, possano con-
seguire un risultato brillante in seno al loro com-
di Pietrabbondante plesso ed esibirsi al pubblico, che ne rimarrà
contento ed entusiasta della bellissima iniziati-
Ci rallegriamo vivamente di cuore con i va.
componenti del piccolo complesso locale di mu-
sica leggera “I diavoletti”, tutti giovani studenti
universitari e di Scuole Medie Superiori, della
nostra caratteristica e simpatica cittadina.
Essi suonano e cantano con impegno e
tecnica, veramente ammirevoli. Per allietare le
loro vacanze, i bravi giovani si sono preparati,
sin dai primi di agosto, per realizzare quanto era
nel loro grande desiderio. Infatti, sotto la brava
guida del giovane universitario, Franco Di Sal-
vo, il piccolo complesso dei “Diavoletti”, è così
formato:
Di Salvo Franco (chitarra solista e canto); Gian-
carlo Vitagliano (chitarra ritmica); Tesone Anto-
nino (Chitarra basso); Vitagliano Salvatore
(batteria); Nerone Tonino (chitarra ritmica e can-
to); Vitullo Antonino (Canto); Di Paolo Nice
(canto).
Una lode di cuore giunga da queste co-
lonne a tutti i componenti del piccolo complesso
dei “Diavoletti”, i quali dopo il lungo ed

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LA SPERANZA

Fra Angelico Rinaldo Zarlenga O.P. Tratto dal libro “Art and the word of God”

Nato a Pietrabbondante il 25 Aprile 1919 “Nell’estate del 1949, al parapetto di una nave
Deceduto il 28-02-1986 a River Forest, USA dall’Italia, stava un giovane di bell’aspetto che
Sepolto nel cimitero di Pietrabbondante avrebbe cambiato l’idea dell’America sull’arte
Frequentò il ginnasio nella città di Gubbio in religiosa. Il Vaticano e l’Ordine Domenicano lo
Umbria e Arezzo in Toscana avevano mandato con una missione. La Chiesa
Entrò nell’Ordine Domenicano il 24 ottobre 1935 Cattolica, nota per il suo appoggio degli artisti,
a Pistoia adorna con zelo i propri edifici sacri con segni
Nel ricevere l‘abito religioso assunse il nome di del suo Principe e dei suo discepoli. Il giovane
Fra Angelico in onore del più grande artista era uno dei suoi, un sacerdote domenicano da
domenicano un piccolo paese, Pietrabbondante, nell’Italia
Fece la professione solenne come domenicano centrale. Le due sue formazioni, nel sacerdozio
in Roma il 26 aprile 1940 e nell’arte, avevano avuto radici negli splendidi
Studiò Filosofia e Teologia a Roma saloni di Roma, dove Michelangelo e gli altri
Fu ordinato Sacerdote il 26 ottobre 1941 grandi artisti studiarono ed insegnarono. Era
3 anni dopo ricevette il dottorato in Teologia Padre Angelico Rinaldo Zarlenga, un artista che
Per 3 anni studiò all’Accademia Nazionale S. avrebbe portato una nuova visione d’arte e un
Luca di Roma, la più antica scuola d’arte del nuovo modo di diffondere la parola di Dio. Egli
mondo sentiva profondamente che un nuovo
Frequentò anche l’Istituto “Beato Angelico di orientamento era necessario, uno differente da
arte sacra” dove ottenne il master in “arte sacra” stili tradizionali, uno che riflettesse le passioni
Nel 1949 fu inviato negli Stati Uniti dove lavorò dell’artista con linee forti e colori vibranti. Il suo
fino alla morte mondo aveva abbastanza artisti che
producevano quadri da cartoline; Egli voleva
********* che tutti guardassero al suo lavoro e sentissero
Per incoraggiare in America la creazione le pene della crocifissione, i dolori di coloro che
nel nostro tempo di arte religiosa di alta qualità piangono e la santità dei discepoli. Voleva che
spirituale, Padre Vincenzo, fratello dell’artista ha ognuno vedesse l’impetuosità del cielo e la
istituito la “Fra Angelico Art Foundation” in bellezza tranquilla della natura.”
Chicago, organizzazione di livello nazionale ed
internazionale. Opere di Padre Angelico in Pietrabbondante
La Fondazione ha pubblicato uno
splendido libro dell’Arte di Padre Angelico “Art Nella chiesa S.Maria Assunta:
and the word of God” in Inglese ed in Italiano. Il • Tela ad olio raffigurante S.Vincenzo Ferreri
volume è stato presentato a Pietrabbondante • Crocifisso in gesso, modello per la fusione in
nella chiesa di S. Maria Assunta in un incontro, bronzo per una chiesa di New Orleans in
presenziato dal Card. Ciappi O.P., sul tema USA
“Arte Molisana Nel Mondo, oggi.”
• Bronzo dorato, raffigurante la Risurrezione
• Porticina del Tabernacolo in bronzo (Il Buon
Pastore)
• Mosaico (L’Agnello Pasquale)

Nella cappella del cimitero:


La stessa • Crocifisso in bronzo
Fondazione ha re-
alizzato un sito
• Vetrata simbolica (Fede, Speranza, Carità),
internet il cui • Mosaico (Cristo Risorto)
indirizzo,
per chi volesse Nella cappella dell’Asilo:
visitarlo,
è • Porticina del tabernacolo ( sette ruscelli - i
sette Sacramenti - che scaturiscono da
www.angellicart.com un’unica sorgente -Gesù Cristo -).

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LA SPERANZA

IL PAPA AI 20 MILA Carretto su San Francesco, mentre fa ingresso


in piazza una riproduzione della croce di San
GIOVANI DI ROMA Damiano che a luglio sarà donata dai giovani
italiani a quelli canadesi. Quindi è la volta di
alcune testimonianze.
“Giovani del terzo millennio, non usate
Due fidanzati prossimi al matrimonio,
male la vostra libertà”. Giunge al termine di un
Mauro e Monica, raccontano come “galeotto” fu
bel pomeriggio di festa e di canti, di
per il loro innamoramento la Storia di un’anima
testimonianze e di preghiere, il richiamo del
di Santa Teresa del Bambin Gesù. Daniele
Papa. E come sempre la sua voce risuona al di
Mazza parla del suo ministero di missionario nel
sopra di tutte le altre – quelle che si sono
sud delle Filippine in preda alla violenza
alternate dai palchi di piazza San Pietro ora in
fondamentalista. Suor Miriam Di Grande della
coro, ora come soliste – per indicare il senso di
propria vocazione di giovane religiosa, Stefano
marcia. Non solo verso Toronto, prossima tappa
Piccinni di come abbia lasciato calcio e
di quel pellegrinaggio tra i cinque continenti che
fidanzata per entrare in seminario.
da quasi vent’anni in qua è la Giornata
mondiale della Gioventù. Ma anche e
soprattutto la direzione da tenere nella vita di
tutti i giorni, per essere “luce del mondo e sale
della terra”, come recita il tema della prossima
Da Toronto due voci “ferite”
Gmg ed anche il titolo dato a quest’incontro dal nelle Torri
Servizio pastorale giovanile della diocesi di
Roma che lo ha organizzato. “L’11 settembre una nube oscura è calata sul
All’appello del Papa rispondono ventimila mondo. Sperava di spegnere la luce nel cuore
giovani, che attraverso la voce di alcuni loro di tutti noi e di riempirci di paura. Ma non ha a-
rappresentanti dicono fermamente “no al vuto successo.”
terrorismo, alla violenza, alle discriminazioni, La tragedia delle Torri Gemelle rivive nel
alle armi”. Rifiutano “la cultura del “qui e ora”, ricordo di due ragazzi canadesi, Erica e Bren-
del “tutto e subito”. E promettono di “aver voglia nan Basnicki, che nel crollo dei grattacieli ame-
di combattere per l’affermazione di una civiltà ricani hanno perso il padre Ken. Ma non c’è né
dell’amore”. odio né disperazione nelle loro parole. Raccon-
Il Papa ricorda che la libertà, “se non è tano con semplicità il dolore per la scomparsa
esercitata bene ci può condurre lontano da Dio”. del genitore, che si trovava a New York per un
Anzi, “quando non è plasmata dal Vangelo può viaggio premio legato al suo lavoro di venditore
trasformarsi in schiavitù: la schiavitù del di computer. Ricordano la sua gioia, quando la
peccato e della morte eterna”. Di qui il suo sera precedente l’attentato aveva telefonato a
appello a “non usare male” la libertà. E casa per condividere con i suoi familiari
l’esortazione a “dedicare tempo alla preghiera” l’emozione della vista mozzafiato dall’alto delle
e a “lasciarsi aiutare da una guida spirituale”. Torri. Ma oggi i due ragazzi, al ricordo di altre
Altrimenti, ammonisce, “la confusione del immagini che tolsero il respiro a tutto il Mondo,
mondo può persino giungere a soffocare la preferiscono sovrapporre la dolcezza degli inse-
voce di Dio”. “Non è forse vero che alcuni vostri gnamenti paterni. Dice Erica: “Ogni volta che
coetanei – aggiunge Giovanni Paolo – II vivono ero agitata per qualcosa mio padre diceva sem-
come a momenti , scegliendo di volta in volta pre: < Non è la fine del mondo >. E ora, benchè
quello che può apparire più comodo?”. Perciò io non possa più chiedergli consigli, so che mi
esorta : “Non sottomettete la vostra libertà direbbe di continuare ad andare avanti, di non
personale ad alcun potere terreno”. Ma solo a aver paura e di continuare a risplendere. E’
Cristo “che vuole il vostro bene e la vostra quanto ho intenzione di fare.” Nella sera che ca-
autentica gioia”. Una gioia che i giovani presenti la a poco a poco anche molte luci di piazza S.
avevano avuto modo di manifestare già nel Pietro cominciano a risplendere forte. Così
primo dei due momenti in cui si è diviso Brennan ed Erica invitano a guardare lontano.
l’incontro. Prima dell’arrivo del Papa, infatti, sul “Dove una volta c’erano le Torri Gemelle, ricor-
palco si alternano diversi cantanti e l’attore Luca da la ragazza, ora ci sono due colonne di luce.”
Zingaretti che legge un brano di Carlo

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LA SPERANZA

Tratto da “Costumanze e tradizioni popolari” di Antonino Di Iorio

LA VENDEMMIA La festa è ancora ispirata alla spillatura


del vino novello. Perchè per S. Martino ogni
Nelle serate, dopo il lavoro di coglitura e mosto è fatto vino. Una volta si ammazzavano i
di torchiatura dell’uva, i contadini usavano primi maiali.
trattenersi all’aperto, mentre nella grossa
caldaia di rame si cuoceva il mosto per L’UCCISIONE DEL MAIALE
preparare il rinomato “vine cotte“. Si gustavano
volentieri le profumatissime mele cotogne, cotte Con l’arrivo dei primi geli, che coincidono
insieme al mosto, e quasi sempre si ballava quasi sempre con le festività natalizie, era di
sull’aia. obbligo in quasi tutte le famiglie l’uccisione del
maiale perchè il consumo di carne fresca era
COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI abbastanza ridotto, anche a causa dello scarso
reddito.
E’ una ricorrenza molto attesa dal popolo, Di qui nasceva la necessità di farsi le
che si reca nei cimiteri per deporre sulle tombe provviste per l’intero anno; perciò, oltre ad
fiori e ceri. Ancora oggi, qualche ora prima di far allevare polli, galline, conigli ecc. era necessario
giorno, suonano le campane a morto ed in approviggionarsi anche di grassi, salsicce,
chiesa si celebra una Messa in suffragio dei salami ecc. Inoltre l’allevamento del maiale
defunti: altre ne seguono nei cimiteri nel corso comportava poca spesa, in quanto era
di tutta la giornata. alimentato soprattutto con avanzi di cucina.
Nei tempi passati si celebravano L’uccisione forniva occasioni di lieti
particolari riti, oggi quasi del tutto scomparsi. conviti, perché si riuniva tutta la parentela per
Poiché si credeva che nella nottata fra il primo e consumare un pranzo luculliano, che iniziava
il due novembre tutti i morti tornassero alle con il tradizionale soffritto con sottaceti. Indi si
proprie case, si accendevano lucerne ad olio o gustavano i maccheroni detti di zita conditi con
candele per comodità dei defunti. ragù, carne di pollo alla cacciatora ed il
In alcuni paesi si pensava che i defunti tradizionale arrosto di fegato (naturalmente di
andassero in processione per le vie del paese, maiale), fragrante di lauro. Tema quasi
le buone anime avanti e quelle cattive dietro; sui d’obbligo era di valutare il peso del maiale
davanzali delle finestre si mettevano ceri accesi paragonandolo a quello dell’anno precedente.
appunto per illuminare la processione dei morti. Averne allevato uno di peso superiore e con il
Inoltre all’Ufficio del Vespro, i devoti lardo più spesso costituiva per la massaia
portavano in chiesa per le anime del legittimo orgoglio.
purgatorio, denaro, grano, e lenticchie. L’occasione era motivo di allegre riunioni,
Si faceva massima attenzione nel corso nel corso delle quali si fissava anche un turno
di tutto l’anno, a non far oscillare la catena del per l’uccisione dei maiali: infatti tutti dovevano
camino perché dicevano male i morti. predisporne in tempo la data perché l’invito a
parenti ed amici era quasi un dovere di
SAN MARTINO ospitalità e di cortesia.
Qualche giorno dopo le massaie erano
E’ il Santo dell’abbondanza indaffarate per le sistemazioni del lardo, della
o della grascia. Infatti dire ce sta sugna, della salsiccia, dei salami, dei prosciutti
Sante Martine significa che c’è ecc.
abbondanza di tutto. In tale occasione era d’obbligo mandare
Ancora oggi quando in in dono ai parenti un assaggio del maiale,
campagna si vede spargere del costituito da ventresca, filetto, polpa ecc.
seme, si vede far pane o sapone, Quando, infine, la salsiccia era ben secca
ecc. è di buon augurio esclamare ed affumicata bisognava metterla sotto sugna;
– sand Martine! per l’occasione si riunivano ancora parenti ed
amici per consumare una cena a base di
salsiccia arrostita alla brace.

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LA SPERANZA

• I bimbi della scuola Materna Parrocchiale • Il 20 aprile prossimo Giovanni Muccillo e


hanno festeggiato il carnevale, sfilando per il Adelia Di Tata coroneranno il loro sogno
paese e rallegrando la serata con canti e d’amore davanti all’altare. Felicità – Fiori –
scenette nel salone dell’asilo alla presenza Figli
di autorità, genitori ed amici. La festa si è • Sono venuti a mancare tragicamente
conclusa con un rinfresco offerto dai genitori nell’ultimo periodo Remo Sforza di anni 27 e
• In occasione del Carnevale le scuole di Germana Sulpizio di anni 22, lasciando un
Pietrabbondante hanno preparato un carro vuoto incolmabile nelle loro famiglie e nella
allegorico di ottima fattura, raffigurante una comunità tutta. Ai familiari vivissime
gallina con i pulcini. Hanno sfilato per il condoglianze
paese con le altre scuole del circolo di • Il 22 marzo le scuole di Pietrabbondante
Carovilli hanno celebrato la “Festa dell’Albero”
• Il 12 marzo Mariangela Santangelo si è mettendo a dimora, dopo la benedizione del
laureata in Scienze della Formazione – Parroco, alcune piantine nell’area attrezzata
Felicitazioni ed auguri a servizio del Tratturo “Celano – Foggia” da
poco tempo realizzata

GIORNO ORE APPUNTAMENTI

Martedì 18.30 Celebrazione comunitaria del Sacramento della PENITENZA


26 Marzo ( saranno presenti alcuni sacerdoti della Forania)

Mercoledì 10.30 Precetto Pasquale delle Scuole nella Chiesa Madre


27 Marzo
Giovedì Santo 9.30 Messa Crismale nella Cattedrale di Trivento
28 Marzo 20.00 Messa della Cena del Signore
Venerdì Santo 10.00 – Un sacerdote sarà a disposizione per le confessioni
12.00
29 Marzo
Passione, Adorazione della Croce, Comunione e a seguire
15.00 VIA CRUCIS
Sabato Santo 23.00 Veglia Pasquale
30 Marzo
Domenica di Pasqua 11.30 Messa nella Chiesa Madre
31 Marzo 18.00 Messa nella Cappella dell’Asilo

Lunedì in albis 08.30 Messa nella Chiesa Madre


1 Aprile 11.00 Messa nella Cappella di S. Vincenzo

Parrocchia S. Maria Assunta Comitato di Redazione de • Lucio Di Iorio


C.so Sannitico, 11 “LA SPERANZA” • Giovanni Bax
86085 - PIETRABBONDANTE (IS) • Mons. Giovannino Santangelo
C.C.P. 13019864 - Parrocchia S. Maria • Massimo Notaro
Assunta • Claudino Casciano
E - MAIL: parrocopietrabb@tiscalinet.it

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