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Cappella di Santa Maria Bertilla

Bertilla
una santa di città
icenza, contrà San Domeni-

V co. C’è, tra le vie a raggiera


che si dipartono da ponte
degli Angeli, una strada che dietro
alti muri custodisce un’oasi di pre-
ghiera, una comunità al servizio, un
rifugio per chi nell’ordinarietà feria-
le desidera ritirarsi in disparte, per
stare un po’ con Dio.
Vicenza, contrà San Domenico,
un’infilata di portoncini; da un lato le
case, dall’altro delle chiese. Chieset-
te, o meglio cappelle. Sono il varco
tangibile attraverso il quale Dio entra
ed esce, e investe mani, sguardi e
cuori con quella sua tenerezza da
donare al mondo. Il silenzio spigola
spazio al frastuono, l’orazione sot-
trae potenza ai rombi delle auto.
Passi veloci sul marciapiedi: bambi-
ni che corrono a scuola, grandi che
vanno al lavoro. Passi veloci sul mar- Claudio Gaspari, Bertilla. “Quel mite brillare degli occhi”, olio su tela
ciapiedi: suorine che si affrettano,
per intessere le faccende dell’uo- umano e divino, Bertilla ha percorso dove sempre è fitto il colloquio con
mo con le cose di Dio. qui in terra le strade di Brendola, Gesù Eucaristia, e quella dedicata al
Vicenza, contrà San Domenico. Den- Vicenza, Treviso, Viggiù, ancora Tre- padre fondatore, il beato Farina, che
tro e fuori da un portoncino vanno viso. La sua storia potrebbe essere la ha chiamato le sorelle a farsi maestre
i fedeli, i religiosi, i capitati per caso. stessa nostra storia. Oggi la ritrovia- in nome di Cristo, animate dal dono
Si prendono il tempo per una pre- mo nelle sue spoglie, nei suoi diari, dei Sacri cuori di Gesù e Maria.
ghiera, davanti a Santa Bertilla nel suo amato catechismo e nella In queste pagine, sono raccolte alcu-
Boscardin: a lei che ha fatto pochi statua della Madonna che tanto ha ne immagini e alcuni testi che ci
grandi discorsi, ma ha intrattenuto pregato, nella cappella a lei dedica- accompagnano a percorrere la sto-
un dialogo abituale con il Padre, a lei, ta, che accoglie i suoi resti mortali, ria di una santa di città, una santa del
donna di un’umiltà irriducibile e dal- nel complesso della Casa madre quotidiano, a scoprirne la storia, la
le mani instancabili. Per accarezzare, delle suore Dorotee, in contrà San spiritualità, la tempra. Ci guidano a
lenire, curare, compiere gesti d’amo- Domenico a Vicenza. Una cappella visitarne i luoghi per apprezzarne sì
re. Niente di straordinario nella sua che riluce dei mosaici che rappre- la bellezza ma specialmente per
vita. Tutto e il massimo nel silenzio- sentano le virtù, quelle che per Ber- coglierne in profondità il senso, invi-
so e semplice quotidiano, vissuto tilla sono state la mappa per il cam- tati, poi, a farci pellegrini. A percor-
con responsabilità vigile, carità pro- mino. Riposa, oggi, e dà pace, in rere, anche oggi, con tenacia e spe-
fonda in ogni ufficio affidatole, in una chiesa tra le case abbracciata ranza, le nostre “vie dei carri”, dove si
ogni incontro con qualsiasi persona. – fisicamente, nell’edificio – dalla annoda e si snoda la vita, dove la
Come in un pellegrinaggio insieme cappella dell’adorazione perpetua, fede ci illumina i passi.

I santuari della diocesi di Vicenza 3


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Cappella di Santa Maria Bertilla

La santità è sbocciata
in una famiglia semplice
S
uor Bertilla Boscardin, al Con inconsueto
secolo Anna Francesca, anticipo per quei
nasce in una famiglia di agri- tempi, viene
coltori, a Brendola in provincia di ammessa alla Pri-
Vicenza, il 6 ottobre 1888 da Ange- ma comunione
lo Boscardin e Maria Teresa Benet- all’età di otto anni
ti. e mezzo (l’età allo-
Viene battezzata il 16 ottobre dal- ra consentita era
l’Arciprete don Giovanni Fossà e di undici anni). È
chiamata Anna Francesca per ricor- in questo giorno
dare il nome di sua nonna paterna. che ha i “primi
desideri di farsi
A Brendola, in famiglia religiosa”, come lei
Nel 1894 inizia a frequentare la stessa dirà a don
scuola elementare non senza qual- Domenico Berto-
che interruzione, “perché di estate, lan il 24 novembre
specialmente al tempo dei bachi 1907.
da seta, si desiderava che stasse a Dopo la Prima
casa per aiutare la mamma: essa comunione, con- La casa natale della Boscardin
ubbidiva ma con dispiacere, per- tinua a frequenta-
ché era molto portata per la scuo- re la dottrina cri- Fin da bambina Anna Francesca –
la”, come testimonia la sua mae- stiana e non solo è molto diligen- per tutti Annetta – conosce cosa
stra Maria Maran Castagnaro. te ad apprendere il catechismo, vuol dire soffrire. Il papà ha un
ma spontaneamente inizia a inse- carattere cupo e geloso, facile ad
gnarlo agli altri. alterarsi, per cui In casa la pace è a
A dieci anni si rende utile in fami- volte turbata dalle sue scenate:
glia offrendo il suo contributo eco- quante lacrime versa da bimba
nomico: per un periodo presta ser- accanto alla mamma, donna mite
vizio nella casa della famiglia Rigo- e buona! L’atteggiamento di
danza e per circa un mese in un Annetta, però, è sempre di massi-
laboratorio di oro: “quel poco che ma comprensione e silenzio verso
guadagnava per queste sue pre- il padre, e di ammirazione e con-
stazioni - soleva dire il papà - lo divisione verso la mamma. Vive
dava alla mamma, per sé non ten- così i doveri dei figli verso i genitori
ne neppure un centesimo”. come ha imparato dal catechismo
L’8 settembre 1899 riceve il sacra- e dalla fede autentica trasmessa
mento della Cresima dal Vescovo dalla mamma.
A. Feruglio. A 12 anni, nel 1900, pri-
ma dell’età prevista, è accolta nel- A Vicenza e Treviso
l’associazione delle “Figlie di Maria”, Nell’aprile del 1905 entra nell’Isti-
le quali si impegnavano in un cam- tuto delle Suore Maestre di S.
Anna Francesca a 16 anni mino di formazione spirituale sotto Dorotea Figlie dei Sacri Cuori, a
la guida dell’Immacolata. Vicenza.

I santuari della diocesi di Vicenza 5


Luoghi della memoria di Dio

Dopo il primo anno di noviziato è


Treviso, facciata dell’ospedale, foto storica
inviata, prima di emettere i voti,
all’ospedale di Treviso. Questa era
una struttura che presentava luci e
ombre, dal momento che a fianco
di non pochi medici prestigiosi, vi
era una problematica assistenza.
Gli infermieri talvolta erano anal-
fabeti e privi di preparazione pro-
fessionale e per le suore l’ambien-
te era ostile e minacciato da un
acceso anticlericalismo. Fu scelta
proprio Bertilla, ancora novizia, per
quella destinazione a motivo della
sua mitezza: “è tanto pia - scriveva
la madre superiora -, obbediente e
osservante della regola e certa-
mente essa non prenderà mac-
chia”. non mi sono mai pentita, anzi da per tutta la vita porta in cuore e
Ma quando arriva a Treviso, la per tutto compì scrupolosamente che nei momenti più difficili rin-
superiora suor Margherita, guar- e con soddisfazione comune il suo nova con massima intensità.
dandola, la giudica non adatta dovere”. Anzi, via via che passavano
all’ufficio, specialmente di infer- i giorni, erano gli stessi medici a Ancora a Treviso
miera, e la impegna in cucina a restare ammirati per la sua assolu- Ritornò a Treviso nel giugno del
lavar pentole e “pelar patate”. E Ber- ta dedizione, per l’inesauribile capa- 1919 quando un male incurabile
tilla obbedisce, contenta di essere cità di tenerezza tradotta in gesti di ne stava già minando la vita. Sot-
all’ultimo posto. delicata attenzione e serena, per- toposta a un intervento chirurgico
Dopo la professione dei santi voti, severante presenza. il 17 ottobre 1922, morì tre giorni
che emette l’8 dicembre 1907, è Il 25 marzo 1914 pronuncia il suo dopo, il 20 ottobre. Alla madre
inviata ancora a Treviso e di nuovo “sì” in perpetuo, un “sì” a cui sarà generale accorsa al suo capezzale
destinata in cucina. Ma, questa vol- sempre fedele fino all’ultimo istan- disse: “Dica alle suore che lavori-
ta, spinta dall’urgenza, la stessa te della sua vita. no solo per Gesù, solo per Gesù
superiora suor Margherita manda che tutto è niente, tutto è niente”.
Suor Bertilla nel reparto dei bam- Durante la guerra E a chi le stava accanto: “Non pian-
bini affetti da difterite, una malattia Scoppia la Prima guerra mondiale gete. Io sono contenta: per vedere
all’epoca molto diffusa e temuta. e, alla tragica rotta di Caporetto, il 9 Gesù è necessario morire!”.
Ci si doveva muovere con assoluta novembre 1917, con altre suore e Il medico che la operò, il prof. Etto-
prontezza ed intuizione: per evita- un centinaio di ammalati Bertilla re Greggio, testimoniò: «Mi ringra-
re il soffocamento era necessario va profuga a Villa Raverio in Brian- ziò, domandandomi quasi scusa
intervenire con tempestiva perizia za dove rimane circa due mesi, per se non poteva guarire e se non
con la tracheotomia e l’intubazione, poi continuare il suo servizio a Vig- guarendo mi dava un dispiacere.
senza errori. Un grande respiro di giù (Varese), per un anno, in un Mi disse proprio che era dolente
sollievo e anche di sorpresa coglie sanatorio militare. “per noi” di morire: per conto suo
la superiora quando, dal reparto, L’anno nel Varesotto è il più diffici- era lieta… e soggiunse che avreb-
giungono notizie più che rassicu- le della missione di Bertilla, è il be pregato per me oltre che per le
ranti sull’operato di suor Bertilla. momento di salire sulla croce per altre persone care. Dovetti uscire
Scrive la stessa superiora: “Dopo testimoniare con i fatti e non a dalla stanza per vincere la mia
ciò io la mandai, senza nessun parole la sua passione d’amore per commozione».
timore, in altri reparti, in assistenza il suo Gesù e per i fratelli. “Mi faccio È stata beatificata l’8 giugno 1952
degli ammalati: in chirurgia, in santa io e porto a Gesù tante ani- da Pio XII e canonizzata da Gio-
medicina, sotto diversi medici e me” è il desiderio profondo che vanni XXIII l’11 maggio 1961.

6 La Voce dei Berici


Cappella di Santa Maria Bertilla

Tra Gesù eucaristico


e il padre fondatore
l piccolo oratorio che custodi- “Sempre più unita a

I sce e presenta al culto le spoglie


sante di Bertilla Boscardin è
“incastonato” tra due perle architet-
Gesù a vantaggio del-
l’umanità”, scrive Bertil-
la nel suo Diario. Di
toniche: la chiesetta dell’Adorazione giorno in giorno cresce
Perpetua e la Chiesa Madre del- in lei la robustezza spi-
l’Istituto dove riposa il beato vesco- rituale di cui, candida-
vo Farina (1803-1888), fondatore mente, lascia sfuggire
dell’opera. la provenienza: “Gesù
La santa è posizionata proprio al viene dentro di me con
posto giusto, sta bene lì, tra Gesù la santa comunione,
eucaristia e il padre fondatore: da tutto mio, anima e cor-
loro ha succhiato la linfa per la sua po, vivo e glorioso
vita, sulla loro “zolla” ha affondato come sta alla destra di
le sue radici. suo Padre: altro che mi
Se si ricerca, infatti, dove stia il segre- aiuta!”. Il contatto con
to della sua straordinaria giovane l’Eucaristia, è evidente,
esistenza si scopre che la sua fu non la isola, anzi il suo
“una vita a due” con Gesù, alimen- vissuto diventa amore Vicenza, contrà San Domenico. La facciata
tata e sostenuta nella famiglia di gratuito verso tutti, esterna dell’Istituto “Farina”, con l’ingresso
Giovanni Antonio Farina. pronto nell’intuire e nel della chiesa dell’Adorazione (nella foto in
prevenire le necessità, basso) e della cappella di Santa Bertilla
comprensivo, ricco di
finezze. A questo
riguardo le testimonianze che ci motto”, raccomandava. E Bertilla lo
sono pervenute sono davvero innu- vivrà così intensamente da poter
merevoli, comprese quelle di deci- dire alla Madre, accorsa al suo letto
ne di notti passate a vegliare accan- di morte: “Gesù solo… tutto è nien-
to ai malati, al posto di consorelle te”. Lei non si era mai accontentata
che riteneva bisognose di riposo di amare il malato per amore di
più di lei. Gesù, ma si era impegnata a vede-
re Gesù nell’ammalato stesso.
Il culmine della sua maturità nel “La suora dorotea – aveva scritto
rapporto con il Signore, tuttavia, Madre Azelia – non può andare da
Bertilla lo esprime nel 1922, l’ulti- sola in paradiso, ma vi deve andare
mo anno di vita. Madre Azelia, l’al- accompagnata dai bambini, dagli
lora superiora generale, aveva sug- ammalati con cui ebbe contatto in
gerito un cammino non facile invi- vita”. E Bertilla, sempre obbedien-
tando le sorelle a “imitare il Cuore te, si era data da fare a realizzare in
eucaristico di Gesù, a riempirsi del pienezza anche quella raccoman-
suo amore per poterlo trasfondere dazione proponendo: “mi faccio
agli altri; bisogna che Egli cresca e santa io e conduco a Gesù tante
che io diminuisca: scrivetelo questo anime”.

I santuari della diocesi di Vicenza 7


Luoghi della memoria di Dio

Bertilla è venerata
nel cuore di Vicenza
nche Vicenza ha la sua “Tra- pella di santa Bertilla,

A stevere” storica: era, nell’Ot-


tocento, zona Porta Pado-
va, quartiere povero della città, ma
rendendola più lumi-
nosa, spaziosa e armo-
nica nelle linee archi-
impregnato di fede e solcato dai tettoniche. Anche l’al-
passi di tanti pellegrini. tare, precedentemen-
Lungo via San Domenico, tra l’anti- te di rame brunito,
ca sede del monastero delle mona- venne sostituito con
che di San Domenico, oggi sede uno di marmo bianco
del Conservatorio “A. Pedrollo”, e il e l’urna con le reliquie
solenne Palazzo Angaran, si trova della santa fu adagiata
l’umile Cappella dedicata a S. Maria davanti all’altare. Nel-
Bertilla Boscardin, mèta di inces- lo spazio laterale della
santi, silenziosi pellegrinaggi. cappella ampliata,
Fu costruita nel contesto della Casa vennero posti in una
madre delle Suore Dorotee nel nicchia la statua della
1952, in vista della beatificazione “Madonnina”, che San-
di Bertilla Boscardin, e benedetta il ta Bertilla teneva in
16 agosto dello stesso anno, quan- corsia e che “tanto pre-
do l’urna contenente le reliquie del- gava e onorava” e il
la santa vi fu collocata, sotto la men- catechismo da lei “stu-
sa dell’altare. diato con amore”.
Nel 1961, anno della canonizzazio-
ne, il soffitto a volta fu decorato dal Dopo alcuni mesi di
prof. Angelo Gatto con un maesto-
so e prezioso mosaico che illustra le
virtù teologali, le virtù cardinali e i
consigli evangelici di castità, pover-
tà e obbedienza vissuti dalla santa.
Nella mezzaluna, posta sopra la por-
ta di entrata, Santa Bertilla è ritratta
circondata dagli ammalati che tan-
to amava; nel mosaico dell’abside,
ella è raffigurata nella gloria tra due
angeli, uno che porta il giglio di
puro amore e l’altro che tiene tra le
mani le viole dell’umiltà.

Nel 2002, l’architetto Paolo Porto-


ghesi, durante la ristrutturazione
del complesso della Casa madre
delle Dorotee, progettò un presti-
gioso intervento anche per la cap- La cappella di Santa Bertilla, in alto. Sotto, l’urna

8 La Voce dei Berici


Cappella di Santa Maria Bertilla

chiusura al pubblico, la cappella è


stata riaperta il 20 ottobre 2002,
restituendo ai pellegrini e alla CATECHISMO
comunità delle Suore Dorotee il
“santuario della santità”, che collega Il catechismo era il suo libro
la chiesa dei sacri Cuori, la cappella più prezioso che teneva sem-
di Santa Bertilla e la chiesetta del- pre presso di sé, tanto che
l’Adorazione, in tutto il loro splen- dopo la morte fu trovato nella
dore. tasca della veste che essa abi-
tualmente portava. Più volte
Nel 2011, in occasione del 50° anni- fu sorpresa a leggere il cate-
versario di canonizzazione (1961- chismo nello stanzino della sua
2011), ad opera degli artisti Angelo corsia e quando, per motivi
e Vincenzo Gatto, sono stati restau- bellici, l’ospedale di Treviso vie-
rati i mosaici che fanno contem- ne trasferito a Viggiù, essa
plare Bertilla con la sua “veste intes- chiede di portar con sé l’ama-
suta d’oro”, ornata di gemme lumi- to catechismo
nose che riflettono le sfumature più
belle della carità.

Mosaico di virtù
a vita di ogni santo è un per- Dalla luce trasmessa dal mosaico annuncio uma-

L corso di luce e “ogni ritratto di


santità è un mosaico di virtù”
(Slawomir Oder).
di virtù, emerge per chi lo ammi-
ra un messaggio cristiano, fonda-
to sulla roccia delle virtù teologa-
no di prudenza,
che rende vigi-
lanti e capaci di
Il fedele che visita la cappella di S. li: la fede, luce che illumina la vita, discernimento, di
Bertilla e alza gli occhi verso il sof- la speranza, àncora gettata nel temperanza, che
fitto decorato a mosaico si trova cuore di Dio, la carità, fiore che rende sobri ed
immerso in un clima di santità e di sboccia nel dono di sé a Dio e ai equilibrati, di for-
bellezza che traspare dai mosaici fratelli. tezza, che rende
stessi. Proprio attraverso l’arte ven- Si dipana la scelta di una vita con- capaci di affron-
gono spiegate quelle virtù tanto sacrata a Dio nella castità, vissuta tare, nel nome di
care a Bertilla, che pregava: “O Maria, per una misteriosa somiglianza Gesù, tutti gli
dammi fede viva, ferma speranza, con Cristo, della povertà, abbrac- ostacoli, di giu-
carità ardente, umiltà profonda, ciata per una ricchezza più grande stizia, per “dare a
mortificazione continua, purità e dell’obbedienza, professata nel- Dio tutta la gloria
inviolabile obbedienza interna, ora- l’amore alla volontà del Padre. e al prossimo
zione fervente, pazienza eroica”. Raggiunge tutti gli uomini con un tutta la gioia”.

I santuari della diocesi di Vicenza 9


Cappella di Santa Maria Bertilla

Spiritualità umile,
dono di sé generoso
olti anche oggi sono attrat-
che l’ha raggiunto a soli 34 anni, è la sua piccolezza e indegnità. Scrive:

M ti dall’esempio di santità di
una luce che illumina la via.
Suor Bertilla, forse perché
Ella ha vissuto con impegno questo
la sua vita spirituale è semplice,
cammino progressivo verso l’unione
“Mi terrò come ammessa alla casa
del Signore per grazia speciale, e
tutto ciò che mi sarà dato lo riceve-
caratterizzata da un cammino verso
con il Signore nel contesto religioso rò come se non lo meritassi”. Bertil-
Dio che non intimorisce, che si rac-
della sua parrocchia, in una realtà la vive in atteggiamento di umiltà e
coglie intorno all’essenziale: l’amore
personale, familiare, sociale e storica di gratitudine, un sentire che l’ac-
di Dio che incontra nel cuore di particolare, segnata da varie diffi- compagnerà tutta la vita. Continuerà
Gesù e che si fa poi dono ai fratelli
coltà e problemi, ma anche carat- a sentirsi piccola e povera cosa, di
fino al sacrificio di se stessa. La san-
terizzata da una fede popolare dif- fronte alla chiamata di Dio a vivere
tità, a cui tutti i cristiani sono chia-
fusa. per lui. Vivrà tale dono spalancando
mati, è tendere sempre a questo Lo Spirito ha donato a Bertilla, che il suo cuore alla grazia e all’amore
amava sinceramente Dio, di andare
amore fino a raggiungerlo. Bertilla, gratuito del Signore, e gli darà un
oltre la semplice compren- ritorno di amore e di dedizione tota-
sione intellettuale dell’ama- le mantenendo tuttavia sempre un
to e inseparabile catechi- sentire di umile creaturalità, dive-
smo, di entrare nella perce- nendo anzi sempre più umile, sem-
zione spirituale delle verità pre più riconoscente.
di fede. Quelli che per primi hanno procla-
Nel piccolo ma prezioso mato la santità di suor Bertilla sono
Diario spirituale che ci ha stati i malati e i loro parenti, gli infer-
lasciato, Bertilla supplica la mieri e i medici. Essi avevano visto e
Madonna perché l’aiuti ad sperimentato in questa piccola suo-
“amare tanto Gesù e a ra infermiera un così grande amore
diventare santa a qualun- verso Dio, verso di loro e verso tutti
que costo”. Confiderà a una che non potevano tacere. Bertilla,
consorella: “dobbiamo farci nell’esprimere l’amore ricevuto, ave-
sante ma da Paradiso, non va preso alla lettera l’invito di Gesù:
da altare”, e intendeva dire “Amatevi come io vi ho amato” e
che non si dovevano cer- “Non c’è amore più grande di que-
care mai l’attenzione e il sto, dare la vita per i propri amici”.
riconoscimento umani, “Accontenta troppo i malati”! diceva
meno ancora nel farsi sante. qualcuno che lavorava con lei; e lei
Perciò ella scelse “la via dei nell’offrire un tale servizio pieno di
carri”, la via cioè delle pic- partecipazione umana e di tene-
cole e umili cose della vita rezza, segna nel suo diario l’orienta-
quotidiana fatte nel silen- mento interiore che la guida: “a Dio
zio, nel nascondimento, per tutta la gloria, al prossimo tutta la
solo amore di Dio e nella gioia, a me tutto il sacrificio”. Senza
fedeltà al suo volere. pesantezze, ma come lei stessa
Riflettendo sulla sua chia- annota in un impegno “con cuore
Una pagina del diario di Santa Bertilla, mata ad essere “solo del largo, con la gioia profonda di far
datata 20 agosto 1921 Signore” ella esprime tutta piacere a Gesù”.

I santuari della diocesi di Vicenza 11


Luoghi della memoria di Dio

Il carisma
dei Sacri Cuori
anta Bertilla è un segno della testimonianza luminosa dell’incar-

S bontà di Dio, memoria viven-


te della sua carità, dono semi-
nato nella nostra terra veneta, matu-
nazione di questa profezia della cari-
tà.

rato con la grazia attinta dal cari- Figlie dei Sacri Cuori
sma lasciato dal beato Giovanni “Raccogliendo l’eredità spirituale
Antonio Farina alle sue figlie suore del fondatore, le Figlie dei Sacri Cuo-
dorotee. Nel titolo con cui vengono ri contemplano il Cuore ferito di
denominate, cioè “Suore Maestre Cristo, che è segno e sigillo del-
di Santa Dorotea – Figlie dei Sacri l’amore di Dio che si dona e si rive- Un ritratto del padre fondatore
Cuori”, è già implicito il carisma. la, ed è invito ad una risposta di beato Antonio Farina
amore e riparazione”.
Suore Maestre Si racchiude in questo passaggio le che le hanno precedute. Si impe-
La denominazione risale alle origini delle Costituzioni la spiritualità che gnano a essere solidali con i pove-
della Congregazione che, fondata a deve sostenere la “maestra” nella ri, aperte alle sfide del mondo con-
Vicenza nel 1836 dal Beato Giovan- sua missione. Le sorelle “contem- temporaneo, insieme ai laici. L’ope-
ni Antonio Farina (1803-1888) per plano il Cuore di Maria, esemplare ra educativa nelle scuole, l’assisten-
l’educazione delle fanciulle pove- perfetto di consacrazione al Padre e za agli ammalati, agli anziani, ai
re, abbandonate, disabili, ebbe cercano di viverne gli atteggiamenti bambini disabili, la collaborazione
come protettrice la vergine e mar- di umiltà, disponibilità che condu- nelle attività pastorali continuano
tire di Cappadocia (oggi Turchia), cono a fondere il loro cuore col cuo- nello stile e nelle modalità oggi
santa Dorotea, modello di apostola re di Cristo. Partecipano alla funzio- richiesti, anche sotto l’aspetto della
tra le giovani del suo tempo (IV sec). ne pastorale della Chiesa con la mis- interculturalità e quindi delle mis-
Nella scuola organizzata per le fan- sione di testimoniare nel mondo sioni all’estero.
ciulle, don G. Antonio Farina volle l’immensa carità del Cuore di Cristo Sono presenti, oltre che in Italia,
delle maestre consacrate per voca- mediante le opere di misericordia anche in Spagna, Polonia, Roma-
zione; perciò esse hanno rappre- spirituale e corporale rivolte soprat- nia, Ukraina, Terra Santa, Ecuador,
sentato, fin dagli inizi, una presenza tutto ai più bisognosi, per una pro- Brasile, Colombia, Mexico, India,
preziosa nel campo educativo e mozione umano-cristiana, con atti- Costa d’Avorio, Togo.
scolastico. vità educative ed assistenziali pro- Cercano di realizzare quella “fan-
Il Farina, divenuto in seguito vesco- priamente dette o con indirizzo tasia della carità” che ha caratte-
vo di Treviso e poi di Vicenza, da pastorale”. rizzato tutta la vita del beato Gio-
uomo di carità qual era, inviò poi le vanni Antonio Farina come sacer-
suore anche nel vasto campo del- Nella Chiesa e nel mondo dote, come vescovo e come fon-
l’assistenza: negli ospedali, nelle Anche oggi le Suore Dorotee con- datore di un Istituto che rende
case di riposo e a domicilio. Santa tinuano nello spirito con cui hanno operativa oggi la sua preziosa ere-
Bertilla Boscardin (1888-1922) è la operato il fondatore e tutte le sorel- dità.

12 La Voce dei Berici


Cappella di Santa Maria Bertilla

Da pellegrini
sulla “via dei carri”
hi desidera incontrare S. Ber- pellegrina a Treviso, a Viggiù, ogni seppe Dalla Tomba che, ospite nel-

C tilla deve percorrere la stra-


da che lei ha tanto amato: “la
via dei carri”. L’immagine va certa-
giorno fu “angelo di carità”. Ma il
primo pellegrinaggio rimaneva
quello interiore, che la portava a
la stessa casa, “non voleva morire di
tetano”. Al suo ritorno dal Santua-
rio, Giuseppe era guarito. Bertilla
mente compresa rapportandola alla Gesù Eucaristia: in lui trovava la for- pellegrina era stata ambasciatrice
cultura del suo tempo, però ancora za di andare giorno e notte, cur- gradita al cuore di Dio e della
oggi non è priva di suggestioni spi- vandosi instancabilmente con Madre.
rituali profonde, ineludibili. amore su ogni ammalato, su ogni
Se il pellegrinaggio è sempre un piccolo e povero. Il suo era il pelle- Nell’umile quotidiano
uscire da sé per andare verso la veri- grinaggio della carità, della mater- “per puro amore”
tà profonda di sé nell’incontro con nità. Nella sua vita, compi anche Chi si fa pellegrino alla cappella di
Dio, l’unica via è quella dell’umile un “vero pellegrinaggio”: convale- via S. Domenico, che custodisce le
quotidiano. Bertilla è maestra in scente a Villa S. Antonio, una casa spoglie mortali di Santa Bertilla, può
questo senso e ci piace pensare ad delle Dorotee sul Colle Berico, un sostare in silenzio, sicuro di trovare
alcune situazioni di vita in cui lei giorno salì verso il Santuario della ascolto, consolazione intercessio-
stessa si è fatta pellegrina. Madonna di Monte Berico. Portava ne, dolcezza e pace.
Da quando aveva quattro anni dice- in cuore un voto che avrebbe Pellegrina sulla “via dei carri”, Santa
va alla mamma: “Mamma, vegno deposto ai piedi della “Madre della Bertilla continua a indicare la via
anca mi”! e con lei andava alla chie- Misericordia”: l’aveva suggerito lei sicura della mitezza, dell’umiltà, del-
sa parrocchiale posta sul colle di stessa al giovane seminarista Giu- la carità e, in fondo, della santità.
Brendola. Poi, a sette-otto anni, ini-
ziò ad andarci da sola o con un’ami-
ca. Neppure le intemperie frenava-
no il suo desiderio di incontrare Dio PER IL PELLEGRINAGGIO
nella sua “casa”. E Amalia Rigodanza
così la ricorda: “Ogni mattina a Mes- Il pellegrinaggio guidato attraverso i luoghi in cui è vissuta e ha ope-
sa di buonora, quelle mattine d’in- rato Santa Bertilla Boscardin può essere articolato, in relazione al
verno con freddo e gelo si arram- tempo disponibile e agli interessi, con modalità diverse da con-
picava con le mani, e coi ginocchi cordare.
per terra perché il monte era ripido A Vicenza: Ci si può preparare attraverso la visita al percorso illustra-
e col ghiaccio non poteva cammi- tivo sulla vita e le virtù di Santa Bertilla allestito a Casa Sacro Cuore (cor-
nare, ma essa non perdeva una so Padova 122, Vicenza; tel. 0444-505265). Quindi si può visitare la Cap-
mattina.” (Rigodanza A. Lettera 3 pella a lei dedicata in via S. Domenico, sostando anche nell’attigua Cap-
Noventa 7.04.1925, in ASB bi/fi) pella dell’adorazione perpetua e nella Chiesa dei Sacri Cuori, che
custodisce l’urna del beato G. A. Farina (Tel. 0444-202411).
Con cuore di madre A Brendola: Dalla casa natale di Bertilla (per le visite contattare lo
Annetta nel 1905 si è fatta “pelle- 0444-601842) si può fare il pellegrinaggio lungo la “via dei carri”, che
grina” percorrendo la via dei Colli conduce alla parrocchiale, dove Annetta è stata battezzata.
Berici fino a raggiungere Vicenza A Treviso: Una visita merita anche la cappella, oggi presso l’Uni-
e trovare nel cuore della città in via versità di Treviso, già ospedale di Santa Maria dei Battuti, dove S. Ber-
S. Domenico 23, la sua nuova casa: tilla ha svolto il suo ministero di carità tra gli ammalati (Tel. 0422-
la Casa Madre delle Suore Doro- 56444).
tee. Abbracciata questa vocazione,

I santuari della diocesi di Vicenza 13


Luoghi della memoria di Dio

Senza fare notizia:


Bertilla parla al presente
i vuole lo spirito del vian- donna che come il lievito è stata “Voglio vegliare – confidare - sfor-

C dante che in punta di piedi si


affaccia, servono suole di
vento per camminare alla ricerca di
nella massa, nella pasta, per farla
crescere. In un tempo in cui tutto
deve “fare notizia”, apparire in prima
zarmi con tutta l’anima – essere ubbi-
diente – dissimulare – compatire –
perdonare con cuore largo – essere
senso, un senso che, mai posseduto, pagina, essere esibito, Santa Bertilla generosa – patire volentieri – essere
sfugge sempre, infaticabile, e va cer- insegna l’arte del nascondimento la serva di tutti – essere uguale a me
cato in un continuo, veloce, legge- fecondo. stessa – amare tanto, tanto – fare tut-
ro andare. Nella semplicità di una vita umile, te le mie azioni per puro amore –
Per chi oggi si fa pellegrino sulle donata agli altri nella gratuità più confortare – sollevare – tutta la sod-
orme di Bertilla Boscardin, sono tan- felice e assoluta, alimentata dal sacri- disfazione lasciarla agli altri” scriveva.
te le provocazioni e i messaggi che ficio costante e dalla gioia del dono Oggi, impauriti dalle scelte definiti-
la santa lancia all’uomo e alla donna di sé, Bertilla Boscardin ha ritmato le ve, incapaci di approdare ai “per
di oggi. sue giornate a suon di “sempre”: sempre”, Bertilla ci insegni la fer-
“Contenta d’essere posposta, indif- come il Diario ci restituisce, mai nel- mezza, l’ostinato suo lavorio sulla
ferente; mai parlare di me, mai esse- la sua vita è andata a tentativi, volontà, ci infonda la profondità di
re distinta dalle altre”, scriveva nel costantemente ha abbracciato ogni dire quel “Voglio”, frutto di una matu-
suo Diario. Maestra del nascondi- scelta, ogni proposito in via defini- rità spirituale dove è sceso copioso
mento, esempio della non visibilità, tiva. lo Spirito.

Le feste e gli orari


LE FESTE NOTIZIARIO LE CELEBRAZIONI
Orario delle messe
20 ottobre
Ricorre la memoria di Santa Chi fosse interessato ad avere Dal lunedì al sabato
Maria Bertilla Boscardin. Dopo del materiale di approfondi- ore 8
ogni celebrazione eucaristica mento sulla santa, o deside-
della giornata, i fedeli possono rasse abbonarsi alla rivista Domenica
onorare la santa con il bacio Nella luce di Santa Bertilla può ore 9
della reliquia. rivolgersi a suor Valeria Freato,
Nel pomeriggio, un momento referente per l’”Ufficio Santa La cappella di Santa Bertilla è aperta tutti i giorni dalle 8 alle 12
speciale è la preghiera di affi- Bertilla”, via S. Domenico, 23, e dalle 14.30 alle 19.
damento dei bambini a Santa Vicenza oppure inviare una e-
Bertilla. mail all’indirizzo santabertil- Confessioni:
Alla sera ha luogo la solenne la@yahoo.it o ufficiosantaber- Giovedì, venerdì, sabato mattina a partire dalle ore 9.
liturgia del vespro. tilla@gmail.com. Venerdì pomeriggio a partire dalle ore 16.

Informazioni
Contrà San Domenico - Vicenza - Tel. 0444 -202411
e-mail: ufficiosantabertilla@gmail.com - internet: www.sdvi.org

14 La Voce dei Berici


Cappella di Santa Maria Bertilla

Bibliografia essenziale
Sono tante e di diversa tipologia le Suore Maestre di S.Dorotea Figlie Boscardin, Collana “Testimoni”,
opere dedicate a Santa Maria Ber- dei SS. Cuori, Vicenza 19923 ElleDiCi, Torino 2009
tilla Boscardin. Si tratta di studi - S.M.Bertilla Boscardin, Piccola - G.A. FACCIOLI, Solo per amore, il
scientifici, come il lavoro di padre Fiamma dei SS.Cuori, (disegni di cammino spirituale di Anna
Faccioli, di opere divulgative, come Adele Requirez), Suore Maestre di S. Francesca Boscardin, Santa
l’agile libriccino di Cecilia Vianelli Dorotea Figlie dei SS.Cuori, Vicenza, Maria Bertilla, I.S.S.R. Santa Maria
per la collana “Testimoni” ElleDi- 2013 di Monte Berico, Vicenza 2001
Ci, non manca un film, come quello - Diario Spirituale di S.M.Bertilla, - A. CHIADES, Tutto è niente, Vita
di Rolando, prodotto dalle stesse delle Suore Maestre di S. Doroeta di Santa Maria Bertilla, ed. Gri-
Suore Dorotee. Figlie dei SS. Cuori, a cura di baudi, Milano 2002
Un fiore all’occhiello sono i testi P.Gabriele di S.M.Maddalena O.C.D., - A. CHIADES, Santa Maria Ber-
per bambini e ragazzi, a cui sono Vicenza, 1996 (4a ristampa) tilla “lasciamo fare al Signore”,
rivolte le pagine, rispettivamente, - La storia di Annetta (S.Bertilla ed. Velar, Gorle(BG) 2010
de La storia di Annetta e il recen- Boscardin). Testi di M. Lidia De - S.Bertilla, un percorso di luce - i
tissimo S.M. Bertilla Boscardin. Bortoli, disegni di M. Giovanna mosaici della cappella di Santa
Piccola fiamma dei SS. Cuori. Danieli. A cura delle Suore Maestre Maria Bertilla Boscardin, a cura
Resta imprescindibile e fondamen- di S. Dorotea Figlie dei SS. Cuori, delle Suore Maestre di S. Dorotea,
tale, prima e oltre ogni approfondi- Vicenza, 2008 Figlie dei SS. Cuori, Vicenza 2011
mento, la lettura del Diario spiri- - E. URBANI, Santa Maria Bertilla
tuale di S. Maria Bertilla. Boscardin. Una suora per il dopo Multimedia:
Concilio, Letture per le religiose, La Via dei carri. La meravigliosa
- C. VIANELLI, In corsia è passato Suore Maestre di S. Dorotea Figlie vita di Santa Bertilla. Film di Giu-
l’amore. Santa M. Bertilla Boscar- dei SS. Cuori, Vicenza, 1984. seppe Rolando, ElleDiCi, Torino
din alle infermiere. Congregazione - C. VIANELLI, Santa M.Bertilla 2007

PREGHIERA A SANTA MARIA BERTILLA (di mons. Pietro G. Nonis)

Santa Bertilla, dolce e forte ancella del Signore,


Marta e Maria di questa nostra Betania,
candido cuore innamorato del più grande Amore del mondo,
aiutaci a riscoprire le vie della perfezione evangelica
sui sentieri a volte piatti, a volte tortuosi e impervi
della nostra esistenza individuale e sociale, civile o religiosa.
Insegnaci a pregare, a sopportare, a pregare, a lavorare con umiltà,
ad amare o almeno a non disprezzare il nascondimento,
a cercare la vera volontà di Dio
e a disciplinare alla luce di essa la nostra vita.,
Sii vicina soprattutto ai giovani, ai malati, ai bambini;
e intercedi per la nostra Chiesa, presso il Signore da te tanto amato,
il dono di sante vocazioni corrisposte. Amen.

Santuari della diocesi di Vicenza 15


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Via Dal Ponte 112/114 - Torri di Quartesolo (Vi)


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Altare della Beata Mamma Rosa

C’è una beata


in parrocchia
a fuori, è una chiesa par-

D rocchiale come ce ne sono


tante nella nostra diocesi.
Quello che la caratterizza sta dentro,
e sta in chi entra: migliaia di perso-
ne che si fermano davanti a un alta-
re e chiedono intercessione, grazia,
aiuto per i motivi più svariati a una
donna, beata, che è stata prima di
tutto mamma, moglie, semplice
parrocchiana di Marola.
La sua storia si racchiude in una
frazione; la sua devozione, invece,
non conosce confini nel mondo
globalizzato ed è sbarcata anche
in America. È la prova che la santi-
tà è davvero una via che tutti pos-
sono percorrere. Perché mamma
Rosa è la santa che tutti potrebbe-
ro essere. Ciò che la differenzia da
tante mamme di oggi, forse,
potrebbe essere il numero di figli,
quasi una squadra di calcio da
seminario, visto che molti poi si
sono consacrati.
Fede in Dio senza misura e amore
instancabile per le persone che
aveva accanto. Pazienza mite con il
burbero marito, generosità inesau-
ribile verso coloro - i bambini, spe-
cialmente - che erano nel bisogno.
Madre in tanti modi, una famiglia
accogliente, aperta, dove condivi- L’altare della beata Eurosia Fabris Barban nella chiesa parrocchia-
dendo si faceva la felicità. le di Marola
La chiamiamo mamma Rosa, per- comandava di pregare, sempre. In questo fascicolo se ne ripercorre
ché con lei viene facile essere in Solo dopo si potevano richiedere a la vicenda biografica, l’eredità umi-
confidenza. Per il canone, è la bea- Dio grazie personali. le e preziosa che ha affidato ai nipo-
ta Eurosia Fabris Barban, vissuta tra Per molti la chiesa è già santuario; ti e pronipoti. Ne ripercorriamo il
Otto e Novecento a Marola, dove già è mèta dei catechisti che rico- cammino, da Serva di Dio fino alla
oggi riposa nella parrocchiale. E noscono la beata Eurosia come loro beatificazione, avvenuta nel 2005,
questo dice bene il legame della patrona: lei che giovanissima già per cogliere come lei oggi sia vene-
beata con la Chiesa locale, l’affetto conosceva i Vangeli a memoria e li rata e invocata a Marola e nel mon-
per il Papa, per cui pregava e rac- trasmetteva ai propri figli. do.

I santuari della diocesi di Vicenza 17


MAROLA DI TORRI DI QUARTESOLO (Vicenza)
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Altare della Beata Mamma Rosa

“Intercedi per noi


beata mamma Rosa”
Il servizio sulla beata Eurosia “Carissima mamma Rosa, ti sup- “Cara mamma Rosa siamo due
è di Romina Gobbo plico per Michele. Che venga pre- sposi che desiderano dei figli. Sia-
sa la decisione migliore per il suo mo sposati da una quindicina
bene. E in ogni caso che non vada d’anni, ma non abbiamo perso la
Cara mamma Rosa, lo sai che sia-
dato in affidamento esclusivo al speranza di diventare una fami-
mo colleghe? Ho fatto la sarta per
padre, che non lo merita. Confi- glia. Tu che sei mamma intercedi
tanti anni e sto facendo la mam-
do nella tua potentissima inter- per noi”
ma da 25 anni a Martina, che Dio
Padre ci ha donato. Preghiamo cessione”
Gesù e Maria che nostra figlia pos-
sa sentire l'amore di Gesù e ritorni
ad assaporare il perdono che lui
dà a tutti noi se con umiltà ci pro-
striamo al nostro Re.
Mammina intercedi tu”

i potrebbe continuare per ore,

S perché le invocazioni a Euro-


sia Fabris (mamma Rosa) han-
no ormai riempito cinque quaderni.
Le maggiori richieste sono per la
salute dei figli e per il dono della
gravidanza, ma c'è davvero di tutto.
C'è chi chiede aiuto per le vocazio-
ni, qualcuno necessita di un lavoro,
qualcun altro di una fidanzata. Qual-
siasi desiderio viene affidato alla
beata di Marola, i cui resti mortali
sono venerati nella parrocchiale.
Una nicchia, una foto, un fiore, qual-
che riga in un registro, una pre-
ghiera. «Mamma Rosa pensaci tu». Mamma Rosa (al centro) con la sua numerosa famiglia
Perché la sofferenza, la malattia, la piccoline rimaste orfane, poi arrive- so. Insomma, una donna straordi-
pazienza, la gioia, tutto quanto è ranno nove figli suoi, e altri in affido. naria, ma che fa ben sperare tutti
parte dell'umano vivere, lei l'ha già Anche il marito è quasi una scelta noi, per quella sua santità nella quo-
vissuto appieno, superato, e offerto obbligata - “interrogò molto Dio per tidianità.
al Signore. “Una di noi”, una sposa, sapere se questo matrimonio era la
una mamma qualsiasi, una donna di sua volontà”, raccontavano i figli -, LA STORIA È NOTA. Eurosia Fabris nac-
casa come ce ne sono tante, che si ma che non le impedisce di amarlo que il 27 settembre 1866 a Quinto
è affidata alla volontà divina nella ed accudirlo. E insieme a lui, il suo- Vicentino, da genitori molto cre-
vita di ogni giorno. Ella inizia il suo cero e il cognato. Un'abnegazione denti; fu battezzata nella chiesa inti-
percorso di madre con una “mater- che fa riflettere, oggi che l'anziano tolata a San Giorgio. Pochi anni
nità non sua”. Si prende cura di due finisce quasi sempre in casa di ripo- dopo, nel 1870, la famiglia si trasfe-

I santuari della diocesi di Vicenza 19


Luoghi della memoria di Dio

rì a Marola, dove Eurosia trascorse il donna paziente e generosa, seppe punto di riferimento il santuario del-
resto della vita. Frequentate le prime domare il suo “branco”: migliorò il la Madonna di Monte Berico, alto
due classi elementari - caso ecce- carattere del marito, che era piut- sul colle, ma ben visibile da Marola.
zionale in un'epoca in cui il 75 per tosto burbero, e formò cristiana- Assieme a Maria, le sue devozioni
cento dei ragazzi non frequentava la mente i figli, tre dei quali sarebbero preferite erano il Santo Padre, i
scuola e la percentuale femminile diventati sacerdoti (Giuseppe, vescovi, i sacerdoti, l'eucaristia, il
era ancora più alta -, Rosina (così Secondo e Mansuetino), e tre reli- crocifisso, lo Spirito Santo, le anime
era chiamata) dovette interrompere giosi (Chiarina, Angelo, Mansueto). del purgatorio. “Diffondeva gioia
gli studi per aiutare la madre nei Ma la sete di maternità non si era intorno a sé, riuscendo a vedere,
lavori domestici e il padre nei cam- placata, così Eurosia adottò i tre figli anche nelle circostanze tristi, la
della nipote Sabina - mano di Dio, che governa con
Diletta, Gino e Mansueto sapienza ogni cosa - continua il
(che in seguito divenne decreto sulle virtù -. Esortava i suoi
frate minore, con il nome familiari e quanti l'avvicinavano ad
di fra Giorgio) -, e accolse avere il pensiero rivolto alla beati-
in casa altri bambini biso- tudine eterna (...). Persone di ogni
gnosi. Fu, perciò, natura- dignità e condizione sociale, aven-
le chiamarla teneramen- done constatata la non comune
te "mamma Rosa”. Per prudenza, la consideravano un'au-
contribuire al sostenta- tentica maestra di spirito. Figlia spi-
mento della famiglia, ma rituale di San Francesco d'Assisi, fu
anche per poter sfamare povera, semplice, temperante,
quanti bussavano alla modesta”.
sua porta, lavorava in Il marito morì il 31 maggio 1930;
casa come sarta, e anche l'anno successivo, Eurosia fu col-
insegnava il mestiere. pita dall'infermità che segnò il
“L'amore verso Cristo la periodo finale della sua vita. Si
spinse a svolgere una spense l'8 gennaio 1932, ancora
feconda opera di apo- una volta rivolgendosi al Signore a
stolato tra le ragazze che cui aveva dedicato tutta l'esistenza:
Don Dario Guarato, parroco di Marola, reg- frequentavano il suo “Mio Dio, vi amo sopra ogni cosa”.
ge il reliquiario che custodisce il cervello laboratorio di sartoria e Fu inumata nel cimitero di Marola.
della santa, ancora oggi pressoché intatto tra quelle che vedeva in Ma, dopo la beatificazione, i resti
pericolo morale: le con- furono sistemati in un'urna di mar-
pi. Ma sapeva scrivere e far di conto sigliava, le esortava ad aderire alla mo rosa, elegante, ma semplice.
e aveva imparato a memoria i Van- volontà di Dio”, si legge nel decreto Fatto inspiegabile è che dopo oltre
geli. Così, fin da giovinetta, inse- sulle virtù della Serva di Dio, Eurosia 70 anni, al momento della riesu-
gnava ai bambini la dottrina cristia- Fabris. mazione, a cura della dottoressa
na. A 19 anni le venne chiesto di Desiderosa di seguire l'esempio del Stefania Dante dell'ospedale di
prestare servizio presso la casa di Poverello d'Assisi, nel 1916 si iscrisse Vicenza, il cervello fu ritrovato intat-
un vicino, Carlo Barban, rimasto al Terz'Ordine Francescano, e ne vis- to, «assolutamente integro. Una
vedovo con due bambine di 20 e 4 se con impegno la spiritualità. Amò cosa fuori dell'ordinario», sottoli-
mesi - Chiara Angela e Italia - e con, Dio sopra ogni cosa, sperando di neò il postulatore. Una reliquia di
a carico, il fratello più giovane e il poterlo, un giorno, incontrare. Leg- particolare valore. Il 19 novembre
padre anziano. Eurosia, innamorata geva, meditava la Sacra Scrittura, 2005, un corteo solenne trasportò
delle bambine, decise di sposarne il pregava, non perdeva una messa. l'urna nella parrocchiale, dove
padre. Il matrimonio fu celebrato il 5 Ebbe un affetto filiale verso la mamma Rosa è venerata, e dove la
maggio 1886 e da questa unione Madonna, perciò era fedele alle pra- gente si ferma a meditare su una
nacquero nove figli (due morti pre- tiche religiose del culto mariano: il delle sue massime: “...Non sono le
maturamente). Una squadra di rosario quotidiano in famiglia, i fio- ricchezze che fanno contento il
maschi da tenere a bada. Eurosia, retti, le processioni, sempre con cuore, ma il fare la volontà di Dio”.

20 La Voce dei Berici


Altare della Beata Mamma Rosa

Prima la Chiesa e il Papa,


poi si chiedono le grazie
he effetto fa avere come

C bisnonna una figura di que-


sto tipo? «Ho vissuto tutta
questa vicenda familiare con sem-
Processione a Marola (foto storica)

plicità e naturalezza, e con grande


gioia. Mamma Rosa, che ho cono-
sciuto attraverso i racconti di mia
mamma (Cristina Barban, figlia di
uno dei figli di mamma Rosa), di
mio nonno e degli zii sacerdoti, mi
ha insegnato a vivere in modo cri-
stiano, e semplice».
Maria Carla Piccolo racconta così
l'amata bisnonna. «In famiglia abbia-
mo sempre messo al primo posto
l'amore per la Chiesa e per il Papa;
prima le preghiere per loro, poi si relazioni, anzi, c'è il rischio di con- pretendenti, perché era bella e sim-
chiedono le grazie. Abbiamo sem- dannare persone innocenti. A casa patica. Perciò - diceva mio nonno -
pre guardato alla vita con sguardo nostra si raccontava sempre un sim- ha molto pregato per capire se quel-
gioioso, sereno; sì, ci sono stati anche patico aneddoto. A una donna, che la era la volontà di Dio. Perché alla
i momenti tristi, ma la fede non è aveva il vizio di sparlare degli altri, volontà di Dio lei aderiva».
mai venuta meno; ho sempre sen- san Filippo Neri comandò di spen-
tito la presenza della misericordia. La nare per strada una gallina morta e QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DEGLI ZII
nostra famiglia è sempre stata unita, poi di raccoglierne tutte le penne SACERDOTI?
tutti insieme, certo, con carismi volate via. Quando la donna gli chie- «Come la loro mamma, amavano
diversi, con caratteri diversi, ma sem- se il perché, il Santo le spiegò che la verità e la rettitudine. Padre Ber-
pre uno, con e per, l'altro». era come il suo sparlare, le sue paro- nardino era gioioso, un simpatico,
le si spargevano ovunque e non si predicava il Cristo con le braccia
LA SUA BISNONNA NON VOLEVA CHE SI potevano più recuperare». aperte. Don Giuseppe era una per-
CHIACCHIERASSE. E IN UDIENZA GENE- sonalità più composta, più severa,
RALE, PAPA FRANCESCO HA RIBADITO MAMMA ROSA ERA SEMPRE PER LA RICON- anche con sé stesso, era tutto prote-
QUANTO MALE FANNO I PETTEGOLEZZI CILIAZIONE so verso Dio Padre. Don Secondo
«Mi hanno fatto molto piacere le «Se vedeva i vicini litigare - riprende era lo Spirito Santo, molto sensibile,
parole del Papa. Mamma Rosa dice- Maria Carla -, spargeva l'acqua san- molto calmo, parlava poco, in questo
va: “Non si ruba la dignità alle per- ta. “State buoni - diceva -, non offen- assomigliava molto a mamma Rosa.
sone con il giudizio. Piuttosto di dete il Signore”. Cercava di mettere E amava la carità. Partiva da Bassano,
chiacchierare, prendete in mano il pace, accogliendo l'uno e l'altro, e dove insegnava all'Istituto “Graziani”,
rosario e pregate. Avete provato a tirando fuori la parte sanabile, affin- in bicicletta, con un salame sotto la
pensare perché quella persona è ché le cose andassero bene». Come veste, per portare qualcosa da man-
caduta? Invece di giudicare, prega- vede lei il matrimonio con Carlo? giare ai poveri. Viveva appieno la cari-
te per lei e sostenetela”. Sono cre- «Lei ha molto pregato e si è molto tà ed era guida spirituale di molti. I
sciuta con questo insegnamento: affidata al Signore per capire se figli avevano la sensazione che la
mormorando non si costruiscono quella era la sua strada. Aveva altri loro madre fosse santa.

I santuari della diocesi di Vicenza 21


Luoghi della memoria di Dio

Si erano accorti che lei aveva colloqui


interiori con Gesù, che aveva eletto UNA FAMIGLIA
suo maestro. Si rivolgeva a lui come DI VOCAZIONI
a un familiare. E così facevamo noi. Se
in famiglia c'era un problema da risol- La famiglia di Eurosia
vere, il nonno diceva: “Preghiamo lo è stata una fucina di
Spirito Santo e il Signore; loro ci illu- vocazioni. Due figli -
mineranno su cosa fare”». Giuseppe e Alberto
Don Giovanni Calabria, che fre- Secondo - sono diven-
quentava la famiglia, le era devoto: tati sacerdoti diocesa-
“La ritengo una vera santa. Il Signore ni: il primo è stato per
si diletta di esaltare le sue creature quasi quarant'anni par-
Marola. La stalla dove mamma Rosa
che, nell'umiltà e nella generosità, lo roco a Madonna della trascorreva gran parte della sua gior-
servono fedelmente, con gioia e leti- Pace in Vicenza. Alber- nata
zia, anche nelle prove. Quanto que- to Secondo, invece, fu
sta madre ha dato a Dio! E Dio tutto insegnante nel Semi- che lei adottò, Mansueto diven-
si è dato a lei e si compiacerà di far- nario diocesano e poi al collegio ne religioso francescano, con il
ne conoscere e apprezzare le grandi vescovile “Graziani”, di Bassano nome di fra Giorgio. La più gran-
virtù”. «Portava sotto la veste, come del Grappa. Un altro figlio, Mat- dicella delle figlie di Carlo, nel
reliquia, un pezzo di abito di mamma teo Angelo, si fece frate france- settembre 1909, entrò nella con-
Rosa - conclude Maria Carla -. È stato scano con il nome di Bernardino. gregazione delle Sorelle della
proprio lui a incoraggiare i miei zii Mansueto, il più giovane, pure Misericordia, a Verona, e prese il
ad andare in udienza privata da Pio lui avviato al sacerdozio, morì nome di suor Teofania. Morì il 23
XII, il quale li ha invitati a scrivere la quattordicenne; era in Seminario maggio 1918, mentre lavorava
vita della loro mamma e a divulgare e sognava di farsi gesuita e mis- come infermiera nell'ospedale
la conoscenza delle sue opere». sionario. Dei tre figli della nipote, militare di Mantova.

Devoti anche oltre oceano


a diffusione della devozione cia Università Lateranense. A Pasqua “Perché - sosteneva - una coppia di

L alla beata vicentina si declina


soprattutto per l'amore che
riservava ai sacerdoti e perché “ren-
2010, padre Pasquale fu invitato dai
cappuccini dell'Illinois a tenere la
predicazione del Santo Triduo, a Chi-
sposi di Chicago, era stata da lei
miracolata, con il dono della mater-
nità, dopo anni di attesa”.
deva mamme” le spose che a lei si cago. Durante quell'omelia, il padre La biografia della Beata, scritta dal
appellavano. La richiesta della “grazia” fece un breve accenno alla Beata figlio francescano, padre Bernardino
della maternità ha portato la figura vicentina e regalò alcune immagi- Angelo Barban, è stata tradotta in
di mamma Rosa oltre il Veneto, fino nette in italiano, promettendo che inglese, gratuitamente, dalla dotto-
agli Stati Uniti, in Canada e perfino in avrebbe pubblicato la biografia in ressa Katherine Hutton Mezzacappa,
Australia. inglese. dopo la revisione di fra Gianluigi
Il “buon seme” gettato con la predi- Tre anni dopo, nel gennaio 2013, Pasquale. Ha visto così la luce “Bles-
cazione del figlio padre Bernardino padre Pasquale ricevette una lettera sed Mamma Rosa”, volume pubbli-
Barban ofm, è maturato successiva- da un certo fra Conrad Heinen, che cato dalla prestigiosa Casa editrice
mente anche con la predicazione, a gli riferì che un frate cappuccino, tedesca Academia Verlag Sankt
Chicago e a Toronto, del pronipote ormai anziano e ritirato, ma presen- Augustin. E, proprio la dottoressa,
cappuccino, padre Gianluigi Pasqua- te a quel Triduo, non voleva morire in visita a mamma Rosa nella par-
le (figlio di Giovanna Barban, di cui senza prima aver potuto conoscere rocchiale, vide decine di giovani sol-
mamma Rosa era nonna), professo- - leggendola ovviamente in inglese dati statunitensi in ginocchio sulla
re di Teologia, a Roma, nella Pontifi- - la vita di questa “mamma Santa”. tomba.

22 La Voce dei Berici


Altare della Beata Mamma Rosa

Cuore del culto


è la parrocchiale
a chiesa di Marola è una del- lina invernale, nel 1881. La facciata

L le più antiche della zona; è


sempre stata intitolata alla
Madonna, come attesta una lapi-
allungata verso la sommità e coro-
nata di un timpano arrotondato è il
risultato di una scelta architettonica
La chiesa di Marola

de che riporta la dedicazione a “San- del Novecento.


ta Maria in Marola”. Nel 1277, il feu- All'interno, posti sulle pareti peri-
do di Marola, che apparteneva ai metrali, vi sono i primi due altari,
canonici vicentini, venne acquista- scolpiti in pietra tenera di Vicenza e
to dalle monache benedettine di impreziositi da marmo nero e mar-
San Pietro che, fino ai primi del mo rosso. Per chi entra in chiesa
Novecento, ebbero la giurisdizione dalla Porta Maggiore, a destra si tro-
della chiesa. Nel XIII secolo, Marola va l'altare dedicato a Sant'Antonio
era già attestata come parrocchia e, (strutturato su uno precedente, in
nel secolo XIV, possedeva un pro- onore della Madonna del Rosario), a
prio fonte battesimale e un proprio sinistra, c'è quello dedicato alla bea-
cimitero. I libri canonici della par- ta Eurosia Fabris. Spicca, al centro, la
rocchia iniziano nel 1564. sua immagine, mentre alla base c'è
Secondo le notizie riportate in un l'urna contenente le spoglie. Di
inventario di beni datato 1634, già maggior interesse affettivo, sopra
da tempo funzionavano le confra- la Porta Maggiore, domina la gigan- zioni a tempera aggiunte nel XX
ternite del Santissimo Sacramento e tografia utilizzata, in Cattedrale a secolo - secondo il gusto tardo
del Santo Rosario. All'epoca, la chie- Vicenza, in occasione della beatifi- barocco dei medaglioni con i volti
sa era situata al limite di un agro cazione. Tale rappresentazione si della Madonna, di San Luigi Gon-
centuriato che terminava a sud- rifà al disegno realizzato dall'artista zaga, di Gesù benedicente, l'Assun-
ovest, presso l'argine del fiume Tesi- barese Giuseppe Antonio Lomu- ta e l'Annunciazione - sono stati
na. I nobili Fiocardi, nel 1774, la scio. Rispetto alle immagini prece- realizzati dal pittore Alessandro
cedettero, perché venisse utilizzata denti in bianco e nero, che presen- Zenatello per adornare le pareti e il
come parrocchiale, ma le acque tavano la Beata come una figura soffitto dell'aula.
mettevano a rischio l'edificio. Nel severa, quasi cupa, quest'ultima ne La parete di fondo dell'abside acco-
1879 si pose rimedio al problema ricostruisce, invece, le fattezze gio- glie una tela d'altare, datata 1618,
con la costruzione di una nuova vanili. Mamma Rosa indossa un raffigurante la Presentazione di Gesù
chiesa, più lontana. L'edificio oggi semplice abito scuro al posto del al tempio, opera quasi sicuramente
conserva la struttura ottocentesca, pesante saio monacale, e in testa di ambito vicentino, che si ispira
ma, nel Novecento, la facciata fu non ha più la ruvida cuffia nascon- alla luminosità notturna dei Magan-
modificata a seguito di alcuni di-capelli, ma un’acconciatura arric- za e che trova nel bambinello cen-
restauri. chita da una permanente leggera; trale, già consapevole del ruolo pre-
L'attuale chiesa, dedicata alla Pre- gli orecchini danno un tocco di destinato, il punto luminoso che
sentazione del Signore, fu proget- femminilità. irradia santità ai personaggi raccol-
tata nel 1879 dall'architetto Federi- I secondi due altari, di inizio Nove- ti attorno. L'opera più bella e sug-
co Castegnaro, in sostituzione del- cento, dedicati alla Vergine del Rosa- gestiva, situata sulla volta della nava-
la vecchia, ormai pericolante. Fu rio e a San Luigi Gonzaga, sono ta, è il grande racconto dell'Assun-
portata al coperto nel 1880 e com- opera dei fratelli Cavallini di Pove zione di Maria in cielo, datato 1939,
pletata con la sacrestia e la cappel- del Grappa. Le manierate decora- anch’esso di Zenatello.

I santuari della diocesi di Vicenza 23


Azienda Agrituristica
L’agriturismo “Ae Noseare” si trova a pochi chilometri dal centro storico
della città di Vicenza e a pochi minuti dal casello autostradale di Vicenza Est.

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riscaldamento indipendente e Tv color.
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lettura, ampio parcheggio e parco
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Altare della Beata Mamma Rosa

Santuario delle mamme


e dei catechisti
P
er la gente è già santuario, con altri mezzi; sono già state distri- ghiera, lasciano una frase nel regi-
perché accoglie le spoglie buite oltre 100mila immaginette stro. Senza caos, senza eccessi, nel-
mortali della beata Eurosia; sacre. C'è anche chi entra, in gior- lo stile di mamma Rosa, che era
per la Chiesa ancora no. Ma monsi- nata, semplicemente per un una donna semplice, piccola di sta-
gnor Beniamino Pizziol, vescovo di momento di preghiera. «Non si trat- tura, ma grande di cuore. Oltre che
Vicenza, ci sta lavorando. «Ci piace- ta di folle, lo definirei un pellegri- essere venerata dalle famiglie, lo è
rebbe - dice don Dario Guarato, arri- naggio a gocce - riprende don anche dai catechisti - ne arrivano
vato a Marola come parroco nel Dario -. Entrano, si fermano in pre- parecchi -, perché è la loro patrona.
2007, con il compito di implemen- Poi vengono i frati perché è terzia-
tare la devozione - che la nostra ria francescana».
chiesa diventasse il santuario della Cinquemila per- Si va verso la canonizzazione? «Per
famiglia, perché la famiglia deve la canonizzazione serve un altro
avere il primato nella pastorale, nel- sone all’anno miracolo. Tuttavia, sembra che ci
la nuova evangelizzazione. E, d'altra sia stato. In America, una coppia
parte, mamma Rosa è stata punto fanno visita a clinicamente sterile, dice che, dopo
di riferimento di una famiglia nume- essersi raccomandata a mamma
rosa. Oggi, a lei si rivolgono le cop- mamma Rosa Rosa, ha avuto la gioia di una figlia.
pie che non riescono ad avere figli, Ovviamente, va verificato. Riemerge
chiedendo il dono della vita». per chiederLe di qui la fertilità della vita. Se ci fosse la
La chiesa è meta di pellegrinaggio. canonizzazione, credo che il sensus
Circa 5.000 persone vanno annual- generare alla fidei sarebbe proprio nel suo essere
mente a incontrare mamma Rosa, mamma e catechista», conclude
chi in pullman, i più in auto e chi vita e alla fede don Dario.

LE FESTE LE CELEBRAZIONI
CASA MAMMA ROSA Orario delle messe
9 gennaio
Nel 2007, il Comune di Torri di Memoria liturgica di beata Eurosia Fabris, Sabato
Quartesolo metteva a disposi- patrona dei catechisti ore 19
zione dei locali, per farne una
struttura di accoglienza per 5 maggio Domenica
mamme in difficoltà, sole o con Anniversario di matrimonio di Eurosia e Mattino: ore 8.30 - 10.30
bambini. Nasceva, così, nel ter- Carlo Barban Pomeriggio: ore 19
ritorio, “Casa mamma Rosa”, volu-
ta e attualmente gestita dalla 27 settembre Lunedì
Caritas del Vicariato di Camisano Anniversario della nascita della beata Mattino: ore 7.30, santa messa in diretta Radio Oreb
Vicentino. Ha accolto finora oltre
una ventina di donne. 6 novembre
Anniversario della beatificazione

Informazioni
Viale Vittoria 52 - Torri di Quartesolo - Tel. 0444 -580008
e-mail: marola@parrocchia.vicenza.it
I santuari della diocesi di Vicenza 25
Luoghi della memoria di Dio

Beata “extra Urbem”


La prima del XXI secolo
l vescovo di Padova, il france- di salute, che riuscì sempre a supe- Paolo e alla figlioletta Elisa. L'allora

I scano monsignor Girolamo Bor-


tignon, iniziò la causa di beatifi-
cazione e canonizzazione con la
rare: «Se con tutto quello che ho
avuto - diceva (è mancata nel 2010)
-, ce l'ho fatta a sopravvivere, vuol
vescovo Cesare Nosiglia si adoperò
affinché mamma Rosa, al IV Conve-
gno Ecclesiale nazionale, di Verona
celebrazione del Processo cogni- dire che mamma Rosa ha voluto (2006), fosse scelta quale emblema
zionale negli anni 1975-1977. La vali- tenermi in vita perché fossi la testi- della santità per tutto il Triveneto.
dità giuridica di tale Processo fu rico- mone vivente della sua santità. Sono Tre anni dopo, fu dichiarata patrona
nosciuta dalla Congregazione delle stata una privilegiata». dei catechisti della Diocesi di Vicen-
cause dei Santi, con decreto del 27 In un primo momento, la data della za. Esiste anche una richiesta affin-
gennaio 1995. Si doveva verificare se beatificazione fu fissata il 24 aprile ché venga dichiarata patrona del-
la Serva di Dio avesse esercitato in 2005. Ma la morte di papa Woityla l'Associazione italiana famiglie
modo eroico le virtù teologali (fede, bloccò tutto. Il successore, Bene- numerose.
speranza, carità) e cardinali (pru- detto XVI, stabilì che la beatificazio- L'archivio storico, i cui documenti
denza, fortezza, giustizia e tempe- ne avvenisse il 6 novembre 2005 a sono stati tutti raccolti dai familiari, è
ranza). Nella sessione del 7 maggio Vicenza, diocesi di nascita e di resi- conservato a Monselice (Padova), nel
2003, il Congresso Peculiare dei Con- denza di Eurosia Fabris; fu la prima convento di San Giacomo, dal vice-
sultori Teologi, sentita la relazione beatificazione “extra Urbem” - cioè postulatore padre Fabio Longo.
del “ponente” della Causa, mons. Lui- celebrata fuori dalle mura della città
gi Dossena, arcivescovo titolare di di Roma -, del XXI secolo. La catte-
REGHIERA DI NOVENA

P
Carpi, dette l'assenso. drale di Vicenza era gremita di fede-
Il resto è storia recente. Il 7 luglio li, in ascolto del cardinale Josè Sarai- A BEATA EUROSIA
2003 papa Giovanni Paolo II attribuì va Martins, prefetto della Sacra Con-
a mamma Rosa il titolo di Venerabi- gregazione Vaticana per le Cause O Santissima Trinità, che bene-
le. Il 22 giugno 2004, lo stesso Pon- dei Santi, incaricato di leggere il volmente hai guidato l'impegno
tefice fece promulgare il decreto decreto papale. I moltissimi parenti della beata Eurosia Fabris a segui-
re fedelmente la Tua volontà in
sull'autenticità della guarigione mira- - che si erano organizzati attraverso
ogni circostanza della sua vita di
colosa (decreto super miro) di Anita internet, perché non si conoscevano ragazza, di sposa e di madre, sor-
Casonato. Era il 1944; la signora Ani- tra di loro - si erano resi identificabi- reggendola con la Tua divina gra-
ta risultava affetta da una grave li indossando un foulard bianco e zia, Ti preghiamo, per la sua inter-
patologia polmonare, tanto che il portando foto di mamma Rosa, che cessione, di benedire le nostre
medico le aveva dato poche ore di ancora una volta era riuscita a far famiglie, di proteggerle da ogni
vita, quando tutta la famiglia pregò convogliare attorno a sé tutta la male, di aiutarle a vivere cristia-
intensamente mamma Rosa, inco- famiglia, proprio come faceva quan- namente nella virtù, nell'amore
raggiata da uno dei suoi figli sacer- d'era in vita. e nella pace. Inoltre, Ti chiedia-
doti. Anita il giorno dopo era guari- Nell'occasione, il reliquiario è stato mo, in particolare, di concederci la
ta. Negli anni a venire, dovette portato all'altare dalla nipote, grazia che ci sta tanto a cuore
affrontare ancora parecchi problemi Gabriella Piccolo, assieme al marito

26 La Voce dei Berici


Altare della Beata Mamma Rosa

Glossario
Con questo glossario intendiamo
ricordarci il significato di alcune
parole, e quindi di alcuni passaggi e
documenti, che si utilizzano in
maniera precisa e univoca parlando
di santi e beati.

Servo di Dio
Una persona viene dichiarata tale,
dopo che il vescovo diocesano ha
concluso la fase istruttoria di un
possibile processo di beatificazione
e canonizzazione. Fase necessaria
quando viene fatta richiesta di ele-
vare agli onori degli altari una per-
sona, che si ritiene abbia vissuto in
modo eroico le virtù cristiane.

Venerabile
Con questo titolo, si riconosce la Il Breve di beatificazione della beata Eurosia Fabris Barban, firmato
possibilità ad un Servo di Dio, di dal cardinale Angelo Sodano, su mandato del pontefice Benedetto
iniziare un culto “pubblico”, l’imma- XVI e datato 6 novembre 2005
gine può essere esposta in chiesa e
ufficialmente essere pregata. Si arri- proposta come modello per gli altri vamente, il Papa prese sotto di sé il
va a questo titolo dopo che tre cristiani, ed elevata agli onori degli controllo delle canonizzazioni.
commissioni (storica, teologica, car- altari.
dinalizia) hanno espresso il loro Terz’Ordine
parere favorevole alla “Positio”, che è Breve Il Terz’Ordine è comune a tutti gli
la sintesi del processo diocesano Documento ufficiale con il quale ordini mendicanti (francescani,
relativo alla causa di beatificazione una persona viene dichiarata beata; domenicani, servitani). Si tratta di
e canonizzazione. ne contiene anche la motivazione. persone che, appartenenti al mon-
do laicale, desiderano vivere lo stile
Beatificazione Canonizzazione di vita proprio degli ordini mendi-
Con il riconoscimento della Beatifi- Canonizzare significa includere, canti, con i quali sentono una sorta
cazione, la Chiesa riconosce con- mettere il nome di qualcuno nel- di affinità spirituale. Il nome Ter-
cluso l’iter del processo di beatifi- l'elenco ufficiale (Canone) di quelli z’Ordine è di origine medievale; a
cazione e canonizzazione relativo che la Chiesa considera santi. Dopo quel tempo il primo ordine era
a una persona, per la quale c’era la canonizzazione, il Santo può rice- costituito dai frati, il secondo dalle
fondata consapevolezza che nel vere da tutta la Chiesa una venera- monache contemplative (non esi-
corso della vita avesse vissuto in zione pubblica e universale. Fino al stevano le suore di vita attiva), e il
grado eroico le virtù cristiane. Dal XII secolo, il procedimento di dichia- terzo, appunto, dai laici. Oggi que-
momento in cui viene riconosciuta razione di santità avveniva per st’ultimo viene chiamato Ordine
beata, questa persona può essere acclamazione dei fedeli, successi- Secolare.

I santuari della diocesi di Vicenza 27


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Bibliografia essenziale
In italiano e in inglese, stampati in - A. DAL CASTELLO, Mamma Pasquale, Dehoniana Libri - 6.000
proprio, in modo semplice a metà Rosa - Cenni biografici della Ser- copie stampate ed esaurite
Novecento, o diffusi su larga scala in va di Dio Eurosia Barban, 1950, - C. BRATTI, Beata Eurosia Bar-
una delle collane divulgative più terza edizione ban Fabris, Velar, Gorle (Bg) 2008
complete o dal prestigioso editore - M. BERICO, Mamma Rosa - Cen- seconda edizione.
Verlag: i testi che raccolgono la bio- ni biografici della Serva di Dio - La venerabile Serva di Dio
grafia della beata Eurosia Fabris Eurosia Barban, 31 maggio 1966, Eurosia Fabris vedova Barban -
Barban offrono a ogni genere di let- quarta edizione. Mamma Rosa, madre di famiglia,
tore e devoto uno sguardo e un rac- (Mariano Berico è un altro pseudo- terziaria francescana, opuscolo a
conto su questa figura caratterizza- nimo del figlio) cura dei Frati francescani minori di
to dall’affetto filiale o dalla rico- - M. BERICO, Mamma Rosa. Bio- Santa Lucia di Vicenza
struzione puntuale. grafia della Serva di Dio Euro- - B. A. BARBAN, Blessed Mamma
sia Fabris, vedova Barban, tipo- Rosa - Humble love makes great
grafia “Don Calabria”, Costozza (Vi), the meek, biografy of the blessed
- A. DAL CASTELLO, Biografia 1977 ed edizioni successive Eurosia Fabris Barban, Franci-
della Serva di Dio Eurosia Fabris, - B. A. BARBAN, Beata Mamma scan tertiary - VIII edition edited
1948 seconda edizione. Rosa - L'amore umile fa grandi i and updated by Gianluigi Pasquale,
(L'autore è padre Bernardino Ange- piccoli, 2006, settima edizione, rivi- edito in Germania, per i tipi della
lo Barban, figlio di mamma Rosa, sta e completamente aggiornata Academia Verlag Sankt Augustin,
che usa questo pseudonimo, preso (con l'aggiunta del capitolo sulla traduzione di Katherine Hutton
dalla via castello, che era la via del- beatificazione), a cura del pronipo- Mezzacappa, 2013
la loro casa) te frate cappuccino, Gianluigi

SUPPLEMENTO AL N. 40 DE LA VOCE DEI BERICI DEL 20 OTTOBRE 2013


Inserto n. 2 a cura di Lauro Paoletto, Margherita Scarello, Romina Gobbo, suor Emma Dal Maso, suor Paolina Sgar-
bossa e suor Francesca Mazzarelli
Progetto Grafico: Michele Rasotto

Hanno collaborato: Margherita Scarello (Bertilla una santa di città; C’è una beata in parrocchia), sr. Anna Maria Dal-
la Tomba (La santità è sbocciata in una famiglia semplice), sr. Anna Chiara Martini (Tra Gesù eucaristico e il padre fon-
datore; Senza fare notizia: Bertilla parla al presente), sr. Francesca Mazzarelli (Bertilla è venerata nel cuore di Vicenza; Mosai-
co di virtù), sr. Irene De Bortoli (Spiritualità umile, dono di sé generoso), sr. Mariangela Bassani (Il carisma dei Sacri Cuo-
ri), sr. Paolina Sgarbossa (Da pellegrini sulla “via dei carri”), sr. P. Sgarbossa e sr. F. Mazzarelli (Bibliografia essenziale p.
15), Romina Gobbo (Servizio dedicato a Mamma Rosa, da pagina 19 a pagina 29).

Consorzio Vicenza è: tel. 0444/994770 e-mail: info@vicenzae.org sito web www.vicenzae.org


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I santuari della diocesi di Vicenza 29


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FOGLIO INFORMATIVO E IL REGOLAMENTO COMPLETO DELL’OPERAZIONE A PREMI, DISPONIBILI IN FILIALE E SUI SITI DELLE BANCHE DEL GRUPPO. IL PREMIO
SOPRA RAFFIGURATO COSTITUISCE SOLTANTO UN’IMMAGINE D’ESEMPIO NON INDICATIVA DEL MODELLO DI ELETTRODOMESTICO. LA CONCESSIONE DEL
MUTUO È SOGGETTA AD APPROVAZIONE DELLA BANCA.