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L'Ospedale delle Bambole

di Mara Noveni | 13 marzo 2015

(Photo by Mara Noveni)

Ci accolgono nella loro bottega Federico Squatriti e sua mamma, la signora Gelsomina, nuora di
colei che diede vita a questa attività più di 60 anni fa. Gelsomina lavora in questa bottega da
quando si è sposata, più di 40 anni, ed ha imparato questa arte dal marito, dalla suocera e dal
cognato.
La bottega ha origini da una famiglia di famosi attori napoletani, che, subito dopo la guerra,
debbono reinventarsi un mestiere per sopravvivere, ed in un momento in cui c’è assoluto bisogno
di restaurare gli oggetti danneggiati durante il conflitto, gli Squatriti, nello specifico la nonna di
Federico, imparano, andando a bottega in via della Vite, come restaurare bambole, porcellane e
ceramiche.

Da allora questa bottega, sempre la stessa, passa di padre in figlio, e la passione viene trasmessa
ad ogni generazione ed a tutti i componenti della famiglia. In appena 16 metri quadrati c’è un
mondo, un filo teso tra l’antico ed il moderno. Federico e Gelsomina lavorano 12 ore al giorno, dal
mattino presto, e con l’opera preziosa delle loro mani ridanno vita ad oggetti che, per valore
economico o affettivo, pur danneggiati non potevano essere gettati via. E se capita che i pezzi da
sostituire siano introvabili, vengono ricreati proprio qui.

I due lavorano per lo più in silenzio, gli unici rumori che si sentono sono la carta vetrata e gli
attrezzi del mestiere, e spesso la radio, quasi sempre sintonizzata su canali tematici dove Federico
e Gelsomina, in religioso silenzio, ascoltano spesso programmi d’arte. Infatti, oltre che
restauratori, con l’esperienza sono diventati dei bravissimi conoscitori di porcellane ed
oggettistica, e sanno riconoscere il periodo di fattura di un oggetto solo capovolgendolo e
leggendo le poche informazioni che sono scritte sulla base, a volte solo simboli.

Qui le bambole, i giocattoli antichi e le porcellane, nonché altri oggetti appartenenti al passato,
vengono restaurati con amore e delicatezza. Possiamo trovare antiche porcellane e ceramiche,
marionette, oggetti in legno, e naturalmente bambole, tante bambole, che fanno tornare al tempo
che fu. Le bambole vengono accolte nel laboratorio con un saluto di benvenuto, e coccolate
durante il loro soggiorno, ripulite e pettinate. A lavoro finito vengono restituite ai proprietari con
un quaderno diagnostico che riporta le riparazioni subite ed i consigli di mantenimento.

La loro simpatia e gentilezza li rendono due persone speciali. Hanno sempre una parola gentile per
tutti, e nella bottega che racchiude antichi ricordi si respira un’aria buona e genuina, che trasmette
serenità.
Gelsomina

Federico