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EDITH STEIN: una donna due fedi

SE VUOI ESSERE TUTTO


NON DESIDERARE DI ESSERE QUALCOSA
Prima di addentrarmi a descrivere

questa semplice ed allo stesso tempo

complessa, figura di santa carmelitana, occorre innanzitutto parlare di unaltra


santa, mi riferisco alla fondatrice dellordine dei carmelitani scalzi: Santa Teresa
dAvila.
In breve: Santa Teresa d'Avila nasce ad vila, il 28 marzo 1515 muore ad Alba de
Tormes, il 15 ottobre.
Nelle sue opere si delinea un vero e proprio trattato sulla preghiera.
Leggiamo: Questo era il mio metodo di orazione: non potendo discorrere con
lintelletto, cercavo di rappresentarmi Cristo nel mio intimo e mi trovavo meglio, a
mio giudizio, ricercandolo in quei tratti della sua vita in cui lo vedevo solo ( V 9,4 ).
Per me lorazione mentale, non altro se non un rapporto di amicizia, un
trovarsi frequentemente da soli a soli con chi sappiamo che ci ama (V8,5 ).
Il libro della Vita, un testo che si pu definire oltre che un libro
autobiografico, anche un trattato vero e proprio sulla preghiera e sul come
praticarla. Seguir il Cammino di perfezione e il Castello interiore.
Il Castello Interiore, detto anche Libro delle Mansioni, terzo libro di Teresa
secondo lordine cronologico delle sue opere, qui, lanima, arrivata alla
contemplazione, si unisce per sempre al suo Dio, conformandosi alla sua
immagine in modo totale, arrivando alla trasformazione in Dio. il libro che
determiner la scelta di vita di Edith Stein. Ecco perch ci soffermiamo un p di
pi rispetto agli altri.
Il Castello rappresenta luomo che dimora di Dio, linteriorit della
persona come il luogo della relazione con Dio e la preghiera come la porta per
entrare nel Castello.

Luomo dimora di Dio, il quale regna nel castello come il Re, nellultima
dimora, la settima, lanima si unisce totalmente a Dio e si trasforma in Lui, nella
comunione trinitaria.
La persona umana la dimora di Dio, le sue emozioni, il suo corpo sono le
mura del castello, la porta del castello lorazione, le sette stanze sono il
termometro che stabilisce il grado di crescita del rapporto con Dio e la
conseguente maturit spirituale.
Consideriamo, dunque, che questo castello,..contiene molte mansioni, alcune in
alto, altre in basso ed altre ai lati. Nel centro in mezzo a tutte, si trova la principale,
che quella nella quale si svolgono le cose di maggior segretezza tra Dio e lanima
1M 1,3
Questo castello lanima.. 1M 1,5
La porta di entrata a questo castello, costituita dallorazione e dalla meditazione
1M 1,7
Per Santa Teresa esistono nel cammino per arrivare a Dio sette stanze da
percorrere. Ognuno di noi deve superare delle prove, Teresa dice che affinch
lanima arrivi a Dio, deve passare per queste 7 dimore o stanze.
Nella 1^ stanza lanima muta e sorda ancora prigioniera del mondo esteriore,
allora che si comincia ad avanzare per il cammino della conoscenza interiore, che
lanima comincia il suo percorso.
Nella 2^ stanza lanima lotta contro le attrattive del mondo esteriore, sente che
tutto nel mondo effimero.
Nella 3^ dimora lanima si purifica attraverso la meditazione pronta ad
accogliere la sofferenza e rinuncia alle tentazioni del mondo esteriore, ma non
ancora abbastanza forte.
Nella 4^ dimora limmaginazione domina. La conoscenza, lintelligenza e la
memoria pesano sullanima, ma per progredire si deve rinunciare a tutto questo.
Nella 5^ dimora il mondo profano non ha pi alcuna influenza sullanima, adesso
libera da ogni costrizione.

Nella 6^ dimora la camera della sofferenza, ma lanima ha lasciato tutte le


tentazioni del mondo esteriore e aspetta quello che si trova nella settima dimora:
entra nella stanza dove risiede il diamante, lincontro con Dio.

In tutto questo come si colloca Edith Stein?


Nasce il 12 ottobre 1891 a Breslavia da genitori di religione ebraica
Nel 1913-1916 segue i corsi di Husserl presso lUniversit di Gottinga, diventando
assistente volontaria di Husserl a Friburgo, discute la dissertazione di laurea sul
problema dellempatia
Il 1 gennaio riceve il battesimo dalla religione cattolica e nel 1932 le viene proibito
di continuare la sua attivit di docente per la sua origine ebraica, entra nel
Carmelo di Colonia.
Nel 1938 1942 si trasferisce nel Carmelo di Echt in Olanda a causa delle
persecuzioni razziali, scrive la SCIENTIA CRUCIS: studio su San Giovanni della
Croce.
1942

muore il 9 agosto nel campo di concentramento di Auschwitz Birkenau,

nella camera a gas


1987 viene beatificata il 1 maggio a colonia come Martire della fede
1998

11 ottobre viene canonizzata dal Papa Giovanni Paolo II.


Studiosa di filosofia, si apre alla teologia e alla mistica, riflettendo

sullessere umano rispetto alla sua soprannaturalit. Si batte per il miglioramento


della condizione femminile, affermando che la donna pu elevarsi, ed il suo
cammino passa attraverso la collaborazione con il mondo maschile.
Cresciuta in una famiglia ebrea, si convertir al cattolicesimo, che vivr
allinterno del Carmelo, luogo dove lei vivr e testimonier la sua fede, per
terminare con lidentificazione nella Croce di Cristo, morendo ad Auschwitz come
ebrea.
La fede nel Dio di Israele non le basta, comprendera attraverso S. Teresa
dAvila e il Libro della Vita, lanalisi dellinteriorit umana come luogo della

Inabitazione di Dio, lei scoprir cos la dimensione soprannaturale, arrivando alla


verit.
Nascer da questo momento in poi la necessit di avere un luogo dove poter
vivere questa realt, mi riferisco al Carmelo.
Con il suo ingresso a Colonia, nel Carmelo, il 14 ottobre 1933 a 42 anni,
dopo dieci anni dalla sua conversione al cristianesimo, avverr per Edith la tappa
pi importante della sua vita, sar la lettura avvenuta nel giugno del 1921,
presso la casa di alcuni amici, a dare a Edith la possibilit di incontrarsi con il
LIBRO DELLA VITA di S. Teresa dAvila, il suo commento alla fine sar : questa
la verit!.
Per capire il significato di questa affermazione bisogna esaminare il suo
cammino intellettuale e spirituale, sar la sua stessa ricerca filosofica a guidarla
verso la conoscenza dellessere umano da un punta di vista letterario, psichico e
filosofico.
Continuer la sua ricerca intellettuale fissando lattenzione su come lessere
umano raggiunge la conoscenza di Dio, non un rinnegare la precedente
formazione filosofica, ma di orientarla verso nuove tematiche che si collegano con
lanalisi dellinteriorit.
A Friburgo segue i corsi del professore Husserl, dal quale assimiler il
metodo fenomenologico, che applicher allessere umano sotto il profilo
psicologico e spirituale.
Anche Husserl, il suo maestro, aveva parlato di correnti di coscienza, che
conducono lessere umano verso lAssoluto individuando alcune vie per arrivare a
Dio, in particolare quella etica e quella teologica.

MA CHE COS LA FENOMENOLOGIA?


la scienza che ha come suo compimento o progetto la descrizione di ci
che appare; Husserl propone un metodo di ricerca filosofica che mira ad andare
alle cose stesse, la fenomenologia che egli definisce pura o trascendentale, una
scienza di essenze.
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Nel frattempo gli avvenimenti politici travagliano la Germania, in quanto


ebrea lei si sente coinvolta, progetta di trasferirsi allestero, entrer nel Carmelo a
Colonia, luogo dove lei continuer la sua attivit intellettuale, nasceranno scritti
quali ESSERE FINITO, ESSERE ETERNO, e SCIENTIA CRUCIS: STUDIO SU SAN
GIOVANNI DELLA CROCE, questultimo non potr terminarlo, viene definito il suo
testamento spirituale, scritto ed incompiuto prima della sua deportazione ad
Aschwitz. Fuggir dal Carmelo per andare a Echt in Olanda, dal quale, il 2 agosto
1942, sar prelevata con la sorella Rosa e condotta nel campo di Auschwitz.

IL PENSIERO
Lidea centrale del pensiero della Stein legata al riconoscimento delle
possibilit dellessere umano, con la sua debolezza, che pu essere superata
attraverso lapertura dellanima alla grazia divina.

CARATTERI FONDAMENTALI DELLA SUA SPIRITUALIT


1. LA RICERCA INTELLETTUALE: intesa da Edith, come servizio divino, la
filosofia e la teologia sono doni che Dio d alluomo, per questo vanno utilizzati.
2. LA RICERCA ESISTENZIALE : secondo cui bisogna affidarsi completamente
a Dio ed essere una sola cosa con Lui, attraverso la preghiera che il dialogo
solitario con Dio, quindi non solo la liturgia, come incontro collettivo, ma tutto
forma una via di unione con Dio.
La maturazione della vita spirituale consiste nel percorrere tutte le tappe
della vita di Cristo fino al Glgota, anche nella solitudine spirituale Dio
presente, ma nascosto e tace.

3 LA CONTEMPLAZIONE
Edith Stein stata profondamente contemplativa, tutta la sua esistenza
stata una contemplazione, sia dal momento della conversione che prima quando
era protesa verso la contemplazione della verit.

La sua esistenza sar un abbandono fiducioso, gioioso e radicale in quel


Dio che benevolmente le si manifestato, la sua sar unesperienza damore e di
donazione senza riserve.
Lei abbandon tutto per stare con Lui,
non lattivit umana che ci pu salvare, ma solo la Passione di Cristo,
partecipare ad essa ecco la mia aspirazione.
La Croce e il santo carmelitano S. Giovanni della Croce, alimenteranno la
sua spiritualit
TEMA DELLA DONNA IN EDITH STEIN
Per quanto riguarda il tema della donna si deve ricordare che negli anni 30,
la Stein tenne una serie di conferenze dedicate alla questione femminile, sar
proprio la sua esperienza a Spira, come insegnante per 9 anni, a farla riflettere
sulla finalit dell attivit intellettuale per le donne, ed ancora pi in generale si
pu dire sulla finalit del femminile allinterno delle professioni.
La Stein si basa sulla differenza tra uomodonna per indicare il destino
della donna, e quello delluomo, e sottolinea la necessit di ripensare al significato
del femminile in relazione al maschile, per individuare poi un rapporto equilibrato
fra i due sessi, che storicamente sono in conflitto, quindi lanalisi compiuta
dallautrice, si snoda attraverso una ricerca di caratteri distintivi che coinvolgono
la sfera conoscitiva, affettiva, e che quindi sono molto importanti per stabilire i
rapporti intersoggettivi.
In sintesi la differenza che la donna intuisce il concreto il vivente, il
personale, ha una particolare sensibilit per conoscere ogni oggetto nel suo valore
specifico, fa propria la vita spirituale altrui e desidera portare alla massima
perfezione lumanit nelle sue espressioni specifiche attraverso un amore pronto a
servire, tende ad attuare uno sviluppo armonico di tutte le energie e la Stein usa
proprio questo termine armonia; invece luomo ha limpulso di conoscere, di
impossessarsi delloggetto conosciuto per poterne godere, plasmarlo secondo i suoi
desideri, ognuna di queste attivit lo coinvolge cos fortemente che non pu portarlo

ad armonia, se ne coltiva una ne tralascia le altre, perch tende ad un forte


dispiegamento di alcune energie.
Questa una definizione generale che riguarda la specie maschile e
femminile, quindi i caratteri distintivi delluna e dellaltra specie. La Stein
specifica che luomo e la donna hanno gli stessi tratti fondamentali umani nella
loro essenza, alcuni di questi prevalgono non solo nei sessi, ma anche negli
individui di questo e quel sesso , perci, e qui lei conclude dicendo alcune donne
possono presentare una forte approssimazione alla specie virile e viceversa, il che
pu essere connesso con la missione individuale, certo per tutto il sesso femminile il
matrimonio e la maternit sono il primo compito, ma non lo sono per ogni individuo
particolare . Qui si innesta il problema della verginit perch non che ogni
essere umano chiamato in maniera esplicita a realizzare maternit o paternit
da un punto di vista globale della sua personalit, in questo modo si giustifica
anche la sua scelta personale, che la porter al Carmelo, quindi lanalisi della
natura umana nella sua dualit in fondo lanalisi della persona che vive in un
contesto storico e sociale particolare, ma che ha in s un nucleo profondo e unico,
che si pu chiamare appunto lanima spirituale.
Si pu allora riflettere sul significato in questa prima fase, del femminile
mettendolo in relazione a una questione lungamente dibattuta nellambito del
femminismo, la donna un essere strutturato cos per natura, o ci sono elementi
culturali che la determinano?
La cultura determina un certo atteggiamento, la Stein non rifiuta
radicalmente il momento culturale, ma lo lega a quello della natura, dicendo
appunto che gli esseri umani non riconoscono sempre in se stessi la propria
dignit e non sono riconosciuti nella loro dignit di esseri umani, allora ecco che la
cultura pu intervenire anche negando quelle che sono le strutture profonde
dellessere umano stesso.
Nasce qui il problema del male, inteso come il conflitto e il contrasto, che
non sempre c tra le persone, lei sviluppa molto largomento, proprio in relazione
alla questione maschile e femminile, cio al conflitto tra i due sessi. Qui si entra
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nel secondo aspetto dellanalisi sulla questione conflittuale tra maschile e del
femminile.
La Stein esamina due punti dellAT, che sono centrali per il tema
antropologico, i racconti della creazione delluomo e della donna che sono
contenuti in Gn1,2 e quello del peccato originale in Gn 3, invece per il NT
significative sono le lettere di S. Paolo ai Corinzi, agli Efesini e a Timoteo,
questi sono i testi a cui si ispira.
In una sua conferenza intitolata VOCAZIONE DELLUOMO E DELLA
DONNA commenta il brano di Gn 1 in cui si dice che Dio fece luomo a sua
immagine e somiglianza, sta scritto e Dio cre luomo a sua immagine, a sua
immagine lo cre, maschio e femmina li cre e commenta la Stein:
Gi nella prima narrazione della Creazione delluomo si parla subito della
differenza

di

maschio

femmina,

quindi

lantropologia

duale

appare

immediatamente, il triplice compito ad essi assegnato: essere immagine di Dio,


procreare nella posterit e dominare la terra non affidato specificatamente alluno
o allaltra ma a entrambi, con una diversit, cio eminentemente la stessa
distinzione dei sessi, pi esplicito il secondo racconto sulla nascita delluomo e
della donna, lei si sofferma sul fatto che nel mondo animale Adamo non aveva
trovato un aiuto che corrispondesse a lui. E osserva che questa espressione
dellaiuto corrispondente difficilmente traducibile, e propone di tradurla un
aiuto a lui dirimpetto e aggiunge si pu dunque pensare un immagine speculare in
cui luomo possa vedere la sua propria natura, si pu pensare anche ad un
completamento in cui le due parti si corrispondono, tuttavia non in senso pieno, ma
in modo che si completino a vicenda come una mano rispetto allaltra, e questo
sarebbe laspetto della complementariet, poi c quello della reciprocit e poi
quello della differenza, circa le discussioni sul femminismo contemporaneo sul
femminile, la Stein sa ben armonizzare questi tre diversi elementi.
La duplicit dellessere umano in maschio e femmina giustificato
dallautrice facendo riferimento allunit e Trinit di Dio nella sua connotazione
essenziale cio lamore.
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Lei scrive ma Dio uno e trino, come dal Padre procede il Figlio e dal Figlio e
dal Padre lo Spirito, cos la donna uscita dalluomo ed ambedue discendono i
posteri, e ancora Dio amore, ma fra meno che due non ci pu essere amore .
Che la vita della prima comunit umana fosse caratterizzata dallamore, qui il
momento precedente al peccato, il quale gioca un ruolo molto forte proprio per la
giustificazione del conflitto tra i due sessi, che la prima comunit umana fosse
caratterizzata dallamore confermato dal fatto che non si parla di dominio
delluomo sulla donna, ma di compagnia e di aiuto reciproco qui si inserisce la
complementariet e la reciprocit che vengono rispettate, il peccato offusca
larmonia della vita comunitaria anzi inficia la parit, e stabilisce il dominio
delluno sullaltra, ma in che cosa consiste il peccato?
Edith Stein non crede che si tratti semplicemente di un atto di orgoglio,
crede al contrario che sia implicata la sfera sessuale, cio lessere umano nella
sua completezza, corporeit, psiche e spiritualit, lei dice ancora un tipo di
unione reciproca che contraddiceva lordine originario si istituisce e quindi ha una
stretta relazione con la generazione della prole, Eva era sensibile a questo e la pena
per lei stabilita legata infatti alla difficolt della generazione, la colpevolezza non
da attribuire solo alla donna, anche Dio rimprovera Adamo perch invece di
assumersi la responsabilit dellatto di disobbedienza, ne fa carico solo alla sua
compagna, la frase che Dio pronuncia nel giudizio di condanna del serpente - per
la Stein - molto importante, la donna con la quale egli pone linimicizia del serpente,
non solo Maria, ma gi la prima donna Eva, come madre di tutti i viventi e a tutte
le donne affidato il compito di lotta contro il male e la collaborazione alla
Redenzione.
La centralit del femminile per la salvezza ribadito dalla Stein, questo
un tema teologico abbastanza importante, lei crede che Dio labbia affidata a tutte
le donne, e che Eva se ne renda conto quando dice Dio mi ha dato un figlio;
daltra parte la salvezza entra potentemente nella storia attraverso Maria, che
genera il Figlio di Dio.

Una donna ha dato la sua collaborazione per la fondazione del regno di Dio
e la redenzione ci giunta per mezzo del nuovo Adamo, lordine della redenzione
tende alla restaurazione dellequilibrio originario fra uomo e donna, Ecco il ruolo
del cristianesimo, il superamento del peccato originale, nonostante la redenzione
difficile superare il conflitto e comprendere questa verit, lo stesso S. Paolo se da un
lato ritiene alla lettera ai Galati che come sappiamo non vi pi n giudeo, n
greco, n schiavo e n libero, n uomo e n donna, in altri punti della sue lettere
agli Efesini e ai Corinzi, ribadisce linferiorit della donna, secondo luso del suo
tempo.
Ma il grande sforzo che i cristiani devono compiere quello di tendere a
restaurare lordine originario, quindi di far scomparire il conflitto fra uomo e donna.
Finora si parlato di complementariet e di aiuto reciproco fra i due sessi,
ci non deve per far credere che non sia possibile uno sviluppo autonomo di ogni
persona umana, e si ritorna

al tema della singolarit, proprio perch c

unessenza della donna e delluomo ognuno pu svilupparla in modo personale


anche al di fuori del legame matrimoniale, si giustifica in tal modo la vita
consacrata alla quale la Stein si dedicata, ma su cui lei ha riflettuto soprattutto
in relazione al crescente impegno della donna in compiti ecclesiastici, nonostante
le difficolt del suo tempo, lei dice:
Le donne cattoliche hanno il loro sostegno pi valido nella Chiesa, la quale
ha bisogno delle loro forze, la Chiesa ha bisogno di noi, il Signore ha bisogno di noi.
Certamente Ges ha fatto distinzione tra uomo e donna, ha dato il sacerdozio
ai suoi apostoli, e per questo motivo, sottolinea lautrice, ritengo che lesclusione
delle donne dal sacerdozio non sia semplice prassi del nostro tempo, tuttavia egli
manda doni di grazia, sia agli uni che alle altre, ci significa anche una possibilit
di collaborazione allinterno della Chiesa attraverso le vocazioni personali; scrive
inoltre e si deve anche tener presente che dove si manifesta una vocazione
cooperano natura, libert e grazia, perch possa perseverare perch pu venir
meno, da ci particolari problemi e particolari compiti dellopera educativa.

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Quella di Edith Stein, una delle prime teorizzazioni, ella aveva precorso i
tempi, aveva auspicato che il magistero ecclesiastico prendesse posizione nei
confronti della questione femminile, e la sua speranza di fatto stata realizzata
nell enciclica di Giovanni Paolo II Mulieris dignitatem, con la quale il Pontefice ha
risposto allappello della filosofa.
SCIENTIA CRUCIS : struttura e analisi
Vorrei adesso descrivervi il testamento spirituale di Edith Stein, la sua
opera Scientia crucis. Scritto che rester incompiuto in quanto la santa verr
catturata e portata al campo di sterminio.
Il libro contiene unintroduzione in cui la Stein spiega i fondamenti genetici
della Scienza della Croce; la parola SCIENZA non va intesa nel senso di una
teoria da dimostrare scientificamente, bens di una verit gi ammessa, una
teologia della croce, una verit viva, reale e attiva gi presente nellanima stessa,
dando allanima unimpronta speciale e determinante nella sua condotta, al punto
da risultare chiara allesterno e visibile. La croce e la notte sono i due simboli
nella teologia di San Giovanni della Croce.
La croce non fine a se stessa, ma si staglia vero lalto, non solo
uninsegna, ma larma potente di Cristo. La croce un simbolo che si ricollega
al dolore, non un oggetto fatto dalla natura, ma fabbricato dalluomo e
adoperato per uno scopo preciso. Il suo significato come segno, gli deriva a causa
proprio della sua storia.
La notte, invece, qualcosa di naturale, il contrario della luce, invisibile
ed inafferrabile. Come la luce risalta le cose, la notte al contrario le inghiottisce,
anche se continuano ad esistere. Il nostro essere non minacciato solo
esteriormente dia pericoli della notte, ma colpito interiormente dalla notte
stessa. Ci sentiamo, al buio come paralizzati, come un presagio di morte,
loscurit, la non percezione delle cose. Tutto questo incide nella sfera vegetativa,
psicologica e spirituale. La notte cosmica incide in noi come la notte spirituale,
ovvero la notte oscura dei sensi, i quali sono le finestre attraverso le quali entra la

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luce della conoscenza, e nella buia prigione della nostra vita legata al corpo.
Senza di loro non si pu vivere per ci che deve cambiare il nostro
atteggiamento verso il mondo sensibile, ovvero imparare a vedere e sentire come
se non si vedesse. la morte, la mortificazione dei sensi, arriviamo alla notte
dello spirito, qui luomo viene toccato dalla fede.
Lopera si divide in tre parti:
1^ parte: IL MESSAGGIO DELLA CROCE, descrive i momenti graduali e
progressivi attraverso cui S. Giovanni della Croce, viene invitato a addentrarsi nel
mistero della Croce, e conclude con la via stretta attraverso cui bisogna entrare
per vivere la notte oscura della fede.
2^parte: LA DOTTRINA DELLA CROCE, qui lautrice coglie il legame esistente
tra la Croce e la notte (notte dei sensi), cio le esigenze della fede che prevede la
morte e la risurrezione (notte dello spirito) tanto che poi si ha la gloria della
Risurrezione, che sostiene la tematica dei due capolavori di VIVA FIAMMA
DAMORE e CANTICO SPIRITUALE.
3^ parte :SULLA VIA DELLA CROCE, la Stein riporta un frammento che
raccoglie sia i pensieri del santo.
Qui la Stein si ferma, perch arrestata dalla Gestapo e condotta ad Auschwitz a
morire. Edith Stein non scrisse la conclusione del suo libro, perch lha vissuta
intensamente, morendo per la Croce il 9 agosto 1942 in un campo di sterminio
come ebrea, figlia del suo popolo e come cristiana martire per uniformarsi alla
sofferenza e al martirio di Cristo e del suo popolo che in quel momento storico
veniva massacrato ed umiliato.

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