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NASTRI TRASPORTATORI
MULTITELA

MANUALE PER
L’INSTALLAZIONE

DISTRIBUITO A DA DATA

_____________________________ _________________ _____ / _____ / ______

Revisione Data Preparato da Approvato da

4 10/03/13 UT DG
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MANUALE PER L’INSTALLAZIONE

INDICE GENERALE
INDICE GENERALE 1

CAPITOLO 1 3

IMMAGAZZINAGGIO DEI NASTRI TRASPORTATORI IN GOMMA 3


1.1) IMBALLO 3
1.2) IMMAGAZZINAGGIO 3
1.3) MOVIMENTAZIONE 4

CAPITOLO 2 7

RACCOMANDAZIONI PER L’INSTALLAZIONE 7


2.1) MONTAGGIO DEL NASTRO 7
2.2) PREPARAZIONE DELLA ZONA DI LAVORO 8
2.3) STAFFAGGIO DEL NASTRO 8

CAPITOLO 3 10

INDICAZIONI GENERALI PER L’ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI DEI NASTRI


TRASPORTATORI MULTITELA 10
3.1) GENERALITÀ 10
3.2) NORME PER L'ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI 10

CAPITOLO 4 16

MATERIALI PER GIUNZIONI 16


4.1) DEFINIZIONI 16
4.1.1) Attrezzatura 16
4.1.2) Materie prime 16
4.2) IMMAGAZZINAGGIO MATERIE PRIME 17
4.2.1) Raccomandazioni 17
4.3) IMMAGAZZINAGGIO PRESSE 17

CAPITOLO 5 18

ESECUZIONE DELLA GIUNZIONE 18


5.1) PREPARAZIONE DELLA GIUNZIONE 18
5.1.1) Tracciamento delle linee di taglio 18
5.1.2) Incisione e rimozione della copertura superiore e della prima tela 19
5.1.3) Asportazione di una striscia di copertura superiore per la realizzazione del coprigiunto 20
5.1.4) Realizzazione dei gradini 21

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5.1.5) Asportazione di una striscia di copertura inferiore per la realizzazione del coprigiunto 21
5.1.6) Preparazione della seconda estremità del nastro 22
5.1.7) Applicazione della soluzione 22
5.1.8) Applicazione della foglietta 22
5.1.9) Accoppiamento delle estremità 23
5.2) VULCANIZZAZIONE A CALDO 24
5.2.1) Installazione della pressa 24
5.2.2) Vulcanizzazione 25
5.3) INCOLLAGGIO A FREDDO 26
5.4) CONSIGLI PER L'USO DEL COLLANTE SICOL 1010 27
5.5) DIFFERENZE TRA VULCANIZZAZIONE A CALDO E A FREDDO 27

CAPITOLO 6 28

NORME PER L' ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI A CHEVRON 28

CAPITOLO 7 29

NORME PER L’ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI DEI NASTRI PIPEX 29

CAPITOLO 8 30

NORME PER L’ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI 30

DEI NASTRI FLEXOBORD 30

CAPITOLO 9 31

NORME PER L’ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI 31

DEI NASTRI RIPSAVE, TEXRIGID E CROSSRIGID 31

CAPITOLO 10 32

NORME PER LE RIPARAZIONI A CALDO 32


10.1) RIPARAZIONE DELLE SOLE COPERTURE 32
10.2) RIPARAZIONE DELLA CARCASSA 33

CAPITOLO 11 35

NORME PER LE RIPARAZIONI A FREDDO 35

INFORMAZIONI 35

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CAPITOLO 1

IMMAGAZZINAGGIO DEI NASTRI TRASPORTATORI IN GOMMA

1.1) IMBALLO
I nastri trasportatori in gomma sono generalmente imballati in rotoli reggiati esternamente.
In caso di specifica richiesta del cliente o per trasporti via mare possono essere previsti i
seguenti imballi:
• copertura con polipropilene
• bobine o casse di legno
• bobine metalliche (per nastri superiori alle 15 tonnellate)
• pedane di legno

1.2) IMMAGAZZINAGGIO
I nastri in gomma devono essere immagazzinati, con l’asse della bobina posto
orizzontalmente, preferibilmente in luoghi protetti e isolati dal pavimento mediante assi di
legno, bancali o cavalletti (Fig. 1-2-3)

Fig. 1 Fig. 2 Fig. 3

Qualora il nastro venisse immagazzinato all’aperto, deve essere appoggiato con l’asse
orizzontale su bancali o tavole di legno e protetto con materiale plastico opportunamente
forato per evitare il ristagno di umidità (Fig. 2).

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Qualora l’immagazzinamento sia superiore ai 90 giorni, i prodotti devono essere


movimentati in modo da alternare le superfici maggiormente esposte agli agenti atmosferici
ed ambientali.
I nastri di gomma non correttamente protetti durante l’immagazzinamento potrebbero subire
cambiamenti nelle caratteristiche fisiche e diventare anche inservibili per durezza, rotture,
screpolature o altre alterazioni superficiali.
Tali cambiamenti possono essere causati da un fattore particolare o da una combinazione di
fattori quali: tempo, azione dell’ossigeno, ozono, luce, agenti atmosferici, sorgenti di calore
e umidità.
La temperatura d’immagazzinamento deve essere compresa tra -10°C e 40°C, con fascia
ideale tra 10°C e 25°C; temperature estreme o variazioni rapide e continue possono essere
causa di deterioramento ed accelerare un processo di invecchiamento tale da
compromettere il funzionamento e la durata del prodotto.

I locali di immagazzinamento non devono contenere apparecchiature in grado di generare


ozono come ad esempio lampade fluorescenti o a vapori di mercurio ed apparecchiature
elettriche ad alta tensione che possono generare scintille o scariche elettriche; inoltre non
devono essere particolarmente umidi.

Le superfici di gomma non devono venire a contatto di prodotti liquidi o semisolidi, in


particolare solventi, acidi, componenti volatili, olii e grassi, metalli quali rame, manganese e
loro composti, noti per i loro effetti deleteri sulla gomma vulcanizzata.
Gli effetti della bassa temperatura (inferiore a -10°C) pur non causando danni irreversibili,
ne determinano un parziale irrigidimento; occorre perciò fare attenzione durante la
movimentazione e la messa in opera onde evitare dannose distorsioni, screpolature e tagli.
In particolare, prima dell’installazione sull’impianto, la temperatura del rotolo deve essere
stabilizzata a valori superiori a 10°C.

1.3) MOVIMENTAZIONE
Per sollevare e trasportare un rotolo di nastro, il sistema preferibile è quello di inserire una
barra distanziatrice di acciaio (tonda o quadrata) nel foro centrale della bobina ed
imbragarla alle estremità con funi o catene applicate ad un bilanciere montato
sull’apparecchio di sollevamento (vedi Fig. 4).

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Fig. 4

Il bilanciere e la barra distanziatrice devono essere di lunghezza tale da evitare il


danneggiamento dei bordi del nastro con i mezzi di sollevamento.
Avendo a disposizione una imbragatura tessile o in materiale plastico di sufficiente lunghezza
e portata è possibile sollevare il rotolo infilandola direttamente nel foro centrale della
bobina, senza l’ausilio della barra distanziatrice (vedi Fig. 5).

Fig. 5
Il sollevamento non deve avvenire per mezzo di imbragature che sostengono il rotolo
dell’esterno senza l’ausilio del foro centrale, in quanto la distribuzione del carico non
uniforme può causare l’inclinazione e la caduta della bobina. (Vedi Fig. 6)

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Fig. 6
Un tradizionale elevatore a forche può essere usato facendo molta attenzione a non
danneggiare la parte esterna del nastro con le forche (vedi Fig. 7).

Fig. 7

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CAPITOLO 2

RACCOMANDAZIONI PER L’INSTALLAZIONE

2.1) MONTAGGIO DEL NASTRO


I nastri vengono normalmente avvolti con la copertura superiore verso l’esterno.
Per un corretto e facile montaggio del nastro sull’impianto si consiglia di procedere come
indicato in Fig. 8, in modo che la copertura inferiore appoggi sui rulli del tratto di andata e
sui tamburi di testa e coda.
Ovviamente, in relazione alle necessità logistiche, può essere necessario inserire il nastro a
partire dal tratto di ritorno; in tal caso la copertura superiore deve appoggiare sui rulli del
tratto di ritorno.

Fig. 8
Per evitare inconvenienti durante il funzionamento in presenza di vomeri di scarico o
raschiatori è consigliabile rispettare la disposizione delle estremità da giuntare in funzione
del senso di marcia. (Fig. 9)
Dovendo giuntare più bobine tra loro, per una maggiore omogeneità d’utilizzo, si raccomanda
l’installazione con la marcatura a rilievo disposta sempre dallo stesso lato del trasportatore.

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Fig. 9
Un agevole posizionamento del nastro sull’impianto può essere garantito dall’uso di due
staffe metalliche imbullonate alla sua estremità in modo da non avere slittamenti che
potrebbero danneggiare i tessuti.

2.2) PREPARAZIONE DELLA ZONA DI LAVORO


Per ovvie ragioni di comodità, qualora si dovessero giuntare più bobine tra loro, è
consigliabile eseguire tutte le giunzioni in un solo punto dell’impianto, scelto nel luogo più
accessibile e funzionale per l’esecuzione delle operazioni e per la movimentazione delle
bobine.
Per la preparazione della zona di lavoro sull’impianto occorre in primo luogo smontare
un’adeguata quantità di rulli per poter creare, con delle tavole di legno, una superficie di
lavoro stabile ed agevole.
E’ raccomandabile inoltre posizionarsi in un punto facilmente accessibile alla pressa, ove sia
disponibile la corrente elettrica indispensabile per il suo funzionamento. Si consiglia per
altro, prima di iniziare l’esecuzione delle giunte, di posizionare la parte inferiore della pressa
sulla zona di lavoro, fissandola alla struttura metallica e di apporvi una lamiera che ne
ricopra l’intera superficie.
Tale zona deve essere il più possibile pulita e al riparo dagli agenti atmosferici.

2.3) STAFFAGGIO DEL NASTRO


Bloccare il contrappeso a circa 50 cm dal fine corsa superiore.
In occasione dell’ultima giunta, prima di bloccare il nastro per la preparazione delle
estremità (si veda il Cap. 5), occorre assicurare in ogni suo punto un pretensionamento tale
da determinare un allungamento di almeno 1%

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Per nastri di una certa lunghezza ciò potrebbe significare l’esecuzione dell’operazione a tratti
di circa 200/300 m: bloccata un’estremità del nastro alla struttura, si tensionano i primi 200
m, si blocca il nastro e si ripete l’operazione su un altro tratto fino a raggiungere l’estremità
libera.
In questa situazione il nastro deve restare almeno 12 ore per permettere un successivo
tensionamento prima dell’esecuzione della giunta. Nel frattempo infatti si manifesta
l’allungamento permanente che se non contrastato provoca, nelle prime ore di
funzionamento, l’abbassamento del contrappeso.
Nell’impossibilità di attendere il tempo stabilito, è necessario assicurare una pretensione
maggiore, al limite dello spostamento del contrappeso.
Prima di iniziare la preparazione delle estremità per la giunzione è necessario tagliare lo
eventuale esubero di nastro in quanto può accadere che il metraggio a disposizione sia
superiore al necessario.

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CAPITOLO 3

INDICAZIONI GENERALI PER L’ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI DEI


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3.1) GENERALITÀ
La giunzione costituisce l’unione delle estremità di un nastro trasportatore in gomma per
consentire la movimentazione ed il relativo convogliamento del materiale.
La corretta esecuzione di una giunzione è fondamentale per il funzionamento, la linearità, il
rendimento del trasportatore.
La durata di una giunzione eseguita correttamente è legata alla manutenzione del nastro ed
al corretto utilizzo dell’intero impianto, poiché essendo in ogni caso la parte più debole dello
sviluppo del nastro, tutti gli eventuali scompensi, difetti e problemi degli elementi
dell’impianto quali raschiatori, rulli, tamburi, contrappesi, tramogge e motori si trasmettono
al nastro ed a maggior ragione alla giunzione stessa.
Pur esistendo diversi tipi di giunzioni meccaniche adatte ai nastri tessili, i sistemi per
vulcanizzazione a caldo o per incollaggio a freddo rimangono i migliori ed i più usati per
nastri industriali sottoposti a forti sollecitazioni.

3.2) NORME PER L'ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI


Le giunzioni vengono eseguite per accostamento testa a testa delle singole tele delle due
estremità da unire, opportunamente predisposte.

Fig. 10

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Per ottenere un nastro chiuso ad anello di sviluppo S (dove per sviluppo chiuso si intende la
circonferenza interna dell’anello, soggetta alle tolleranze ISO stabilite), è necessario disporre
di un nastro aperto avente una lunghezza Lt pari a:

Lt = S + L x g

dove g = numero delle giunzioni da eseguire


L = tratto necessario per effettuare una giunzione

Lo sviluppo S è definito come la somma di successive misurazioni dell’anello eseguite lungo


tratti piani dello stesso.
Per migliorare le condizioni di funzionamento, riducendo le sollecitazioni sulla giunzione
durante l'avvolgimento sui tamburi e nel passaggio sui rulli in conca, le giunzioni vengono
normalmente eseguite secondo una generatrice inclinata rispetto all'asse longitudinale del
nastro.
Una maggiore inclinazione della generatrice consente una migliore ripartizione delle
sollecitazioni, ma anche una maggiore lunghezza della giunzione e quindi la necessità di
presse di dimensioni e peso maggiori. La regola di compromesso, definita dalla norma
DIN.22102/91, è la seguente:
La ≅ 0,3 x B

dove La = lunghezza tratto inclinato


B = larghezza del nastro

Fig. 11

Per le presse tipiche del mercato US, l’inclinazione è di 22°: in tal caso La ≅ 0,37 x B
In caso i diametri delle pulegge siano inferiori al minimo suggerito per lo specifico nastro, è
preferibile incrementare l’inclinazione La ≅ (0,4÷1) x B, con conseguente angolo di 25÷45°.
Più le pulegge sono ridotte, maggiore deve essere l’inclinazione.

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Nella Tab.1 sono riportati i valori delle lunghezze del tratto inclinato, per angoli di 16 – 22°,
in funzione delle larghezze standard dei nastri.

B (mm) 300 400 500 600 650 800


La (mm) 90 - 110 120 - 150 150 - 185 180 - 220 200 - 240 240 - 300
B (mm) 1000 1200 1400 1600 1800 2000
La (mm) 300 - 370 360 - 445 420 - 520 480 - 590 540 - 665 600 - 740

Tabella 1 - Lunghezza del tratto inclinato


La lunghezza totale L della giunzione dipende oltre che dalla inclinazione anche dal numero
di tele, che determina il numero dei gradini nst (pari al numero delle tele meno una), e dal
carico di rottura delle stesse, che stabilisce la lunghezza Lst dei gradini.
Con riferimento alla Fig. 12, la lunghezza totale della giunzione L è pari alla somma della
lunghezza di giunzione Ls e della lunghezza del tratto inclinato La :
L = Ls + La
dove:
Ls = Lst x nst = Lst x (nt - 1)
quindi:
L = Lst x (nt - 1) + 0,3 (o 0,37) x B

Fig. 12

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Nella Tab.2 sono riportate le dimensioni consigliate per giunzioni di nastri multitela:
Carico di Lunghezza Lunghezza
Tipo N° Tele N° gradini
rottura tele Gradino*
radino*** giunzione
Nastro n ( n-
n-1 )
N/mm Lst Ls
250/2 2 250 (200) 250 (200) 1
400/3 3 250 (200) 500 (400) 2
125
500/4 4 200 (150) 600 (450) 3
630/5 5 200 800 4
315/2 2 250 (200) 250 (200) 1
500/3 3 250 (200) 500 (400) 2
630/4 4 160 200 (150) 600 (450) 3
800/5 5 200 800 4
1000/6 6 200 1000 5
400/2* 2 300 300 1
630/3 3 300 (250) 600 (500) 2
800/4 4 200 250 (200) 750 (600) 3
1000/5 5 250 1000 4
1250/6 6 250 1250 5
500/2* 2 300 300 1
800/3 3 300 (250) 600 (500) 2
1000/4 4 250 250 750 3
1250/5 5 250 1000 4
1500/6 6 250 1250 5
1000/3* 3 400 800 2
1250/4 4 350 1050 3
315
1600/5 5 300 1200 4
1900/6** 6 300 1500 5
1250/3* 3 400 800 2
1600/4 4 350 1050 3
400
2000/5 5 300 1200 4
2400/6** 6 300 1500 5
1500/3* 3 500 1000 2
2000/4 4 400 1200 3
500
2500/5 5 350 1400 4
3000/6 6 350 1750 5
2000/3* 3 500 1000 2
2500/4* 4 630 400 1200 3
3150/5 5 350 1400 4

Tab. 2
* Tipi di nastro per applicazioni particolari, da evitare per applicazioni standard
** Classi non previste dalle normative ma di impiego tipico in ambiti pesanti
*** Tra parentesi, valori utilizzabili in caso di nastri corti (max 20 m) o con fattori di servizio
superiori a 20; in ogni caso, il diametro delle pulegge deve essere superiore al minimo
suggerito (vedere cataloghi prodotti)

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Le figure seguenti rappresentano due esempi di giunzione per nastri a 2 e 4 tele.

Fig. 13

Fig. 14

Per conoscere il carico di rottura delle tele occorre dividere il carico di rottura nominale del
nastro per il numero delle tele.
Esempio :
TEXTER 500/3 (Carico di rottura 500 N/mm - 3 tele)
Carico di rottura di una tela : 500 / 3 = 167 N/mm ovvero 160 N/mm
Lunghezza del gradino Lst = 250 mm (Tab. 2)
Lunghezza della giunzione Ls = 250 x (3 - 1) = 500 mm

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Le giunzioni dei nastri destinati al trasporto di materiali a temperature oltre i 125 °C seguono
le stesse procedure viste sopra, ma prevedono dei gradini di maggiore lunghezza per
compensare i degradamenti dei tessuti e della gomma dovuti all’azione termica.
Nella tabella qui sotto sono riportate le lunghezze consigliate per la giunzione di questi nastri:

Carico di Lunghezza Lunghezza


Lunghezza
Tipo N° Tele N° gra
gradini
rottura tele gradino giunzione
nastro n (n-1)
N/mm Lst Ls
400/3 3 300 600 2
125
500/4 4 300 900 3
500/3 3 300 600 2
630/4 4 160 300 900 3
800/5 5 300 1200 4
630/3 3 350 700 2
800/4 4 200 350 1050 3
1000/5 5 350 1400 4
800/3 3 400 800 2
1000/4 4 250 400 1200 3
1250/5 5 400 1600 4
1000/3 3 450 900 2
1250/4 4 315 400 1200 3
1600/5 5 400 1600 4

Tab. 3

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CAPITOLO 4

MATERIALI PER GIUNZIONI

4.1) DEFINIZIONI
Il materiale per giunzioni comprende tutto l’occorrente per effettuare le giunzioni e può
essere diviso in attrezzatura e materia prima.

4.1.1) Attrezzatura
• Pressa elettrica completa di:
• sistema per la regolazione della pressione dei piani;
• termostato con possibilità di regolazione del set point di temperatura;
• 2 lamiere di dimensioni leggermente superiore ai piani riscaldanti;
• 2 barre d’acciaio di contenimento laterale avente spessore inferiore di 1 mm rispetto allo
spessore della giunta;
• Morsetti per il fissaggio dei vari componenti alla struttura del trasportatore;
• 2 tiranti per mantenimento in posizione delle barre di contenimento laterali;
• Coltelli a lama lunga e corta per spellatura ed incisione nastro;
• Cote per affilatura coltelli;
• Tenaglia “a leva”;
• Tirfort corredato di pinza autostringente per gomma;
• Rullini vari per il pressaggio delle superfici;
• Punteruolo per la foratura di eventuali bolle d’aria;
• Pennelli per soluzionatura delle superfici da giuntare;
• Spazzole metalliche e dischi abrasivi con relativa apparecchiatura;
• Forbici adatte al taglio di foglie di gomma;
• Riga e squadra;
• Carta siliconata o materiale equivalente;
• Tessuto di spessore massimo 2 mm da posizionare a contatto dei piani riscaldanti.
• Solvente per sgrassaggio superfici.

4.1.2) Materie prime


4.1.2.1) Per giunte a freddo:
SICOL 1010: collante per giunzioni a freddo a base policloroprenica con solvente
tricloroetilene;
REAGENTE R1010: indurente da mescolare in misura del 5% a SICOL 1010 per ottenere il
prodotto adatto ad essere applicato sulle parti da giuntare.

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4.1.2.2) Per giunte a caldo:


SICOT2X00: soluzione per giunzioni a caldo;
SICOP2X19 0,5: foglietta di mescola cruda in spessore 0,5 mm da interporre tra le tele per
favorirne l’adesione; per particolari giunzioni (vedasi il Cap. 7) possono essere necessarie
fogliette di spessori differenti.
SICOP2X02: mescola cruda di diversi spessori (da 1 a 5 mm) e qualità utilizzata per
ricomporre le coperture dei nastri da giuntare.
Nota: “X” identifica la tipologia di materiale utIlizzata a seconda del tipo di nastro:
5=antiabrasivi, 6=anticalore superiore, 7=antiolio, 8=anticalore; 9=autoestinguente.

4.2) IMMAGAZZINAGGIO MATERIE PRIME


Le materie prime sono imballate e sigillate in contenitori se liquidi ed in scatole di cartone se
solide.
Le confezioni standard recano scritta la data di confezionamento ed il periodo di validità
secondo le condizioni sotto riportate e si intendono valide per trasporto via terra.
In caso di trasporti via mare o via aerea dovranno essere confezionati speciali imballi di
protezione particolari secondo le normative vigenti.
Tutte le materie prime per giunzioni devono essere immagazzinate alle seguenti condizioni:
• Luoghi protetti da agenti atmosferici e non soggetti a condizioni estreme.
• Imballate e sigillate negli imballi originali.
• Temperatura ambiente tra 5 e 20°C (70°F).

4.2.1) Raccomandazioni
Per periodo di validità si intende il periodo di durata alle condizioni sopra riportate.
A seguito di un utilizzo parziale, i prodotti devono essere richiusi ermeticamente e/o imballati
come originariamente.
SIG SpA declina inoltre ogni responsabilità per eventuali alterazioni subite dai prodotti
durante il trasporto, per l’utilizzo di materiale scaduto o immagazzinato senza il rispetto delle
condizioni precedenti.

4.3) IMMAGAZZINAGGIO PRESSE


Durante il trasporto e l’utilizzo, fare attenzione a non esporre il materiale agli urti e all’acqua
al fine di non causare danni ai componenti della pressa come manometri e termometri.
Proteggere dall’acqua e dall’umidità tutti i componenti elettronici e gli alimentatori
Durante il periodo di inutilizzo le presse devono essere stoccate in un ambiente coperto e
protetto dall’acqua. Mantenere inoltre ben oleati tutti i bulloni di serraggio.

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CAPITOLO 5

ESECUZIONE DELLA GIUNZIONE

Nel seguito del capitolo si distingueranno due differenti rifiniture delle giunzioni: a
coprigiunto ed a sormonto.
Il coprigiunto è una striscia di gomma di circa 25 mm interposta tra i due lembi della
copertura in modo tale da ricoprire il punto di giunzione tra le prime tele di ogni estremità
del nastro (Fig. 24).
Il sormonto si realizza invece quando i due lembi combaciano perfettamente; è un sistema
più veloce del precedente, altrettanto valido ma che richiede un’esecuzione a regola d’arte
molto precisa (Fig. 25).

5.1) PREPARAZIONE DELLA GIUNZIONE


Quanto descritto nel presente paragrafo è valido sia per incollaggio a freddo che per
vulcanizzazione a caldo, ad esclusione del p.to 5.1.8 valido solo per giunzioni a caldo.
Inoltre, al p.to 5.1.7 viene usato il collante SICOL 1010 per giunzioni a freddo in luogo
della soluzione SICOT. Per l’utilizzo della SICOL 1010 si veda il Par. 5.4.

5.1.1) Tracciamento delle linee di taglio


Accertarsi che le estremità del nastro siano in perfetta squadra; in caso contrario, asportare
l’eccedenza operando con una squadra.
Sulla testata del nastro aperto, tracciare trasversalmente al nastro e sul lato della copertura
superiore una linea di riferimento AB ad una distanza L dalla sua estremità (vedasi Tab. 2 e
3 al Par. 4.2).
Se è prevista la realizzazione di una giunta con sormonto, occorre tracciare la linea di
riferimento AB più arretrata di circa 10÷15 mm per assicurare la sovrapposizione delle due
estremità del nastro.
Partendo dall'estremo A di tale linea, tracciare una seconda linea inclinata AC in modo tale
che il segmento risultante BC, sul bordo, sia uguale a 0,3 x B (angolo BAC di circa 16°) o
0,37 x B (angolo BAC di circa 22°). In alternativa, la Tab. 1 indica le lunghezze del tratto BC
a seconda della larghezza del nastro B.
Si raccomanda di incrementare l’inclinazione in caso di piccole pulegge, come descritto alla
pag. 11.

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Fig. 15

5.1.2) Incisione e rimozione della copertura superiore e della prima tela


Incidere, tenendo il coltello leggermente inclinato, lungo la linea AC la copertura superiore e
la prima tela del nucleo avendo cura di non incidere anche la tela sottostante.
Con apposita tenaglia a leva sollevare un lembo di copertura più la prima tela e procedere,
aiutandosi con un tirfort, alla rimozione. Se l’operazione dovesse risultare difficoltosa, si
suggerisce l’asportazione a strisce longitudinali di circa 50 mm, facendo attenzione durante il
taglio a non incidere le tele sottostanti.

Fig. 16

Fig. 17

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Fig. 18

5.1.3) Asportazione di una striscia di copertura superiore per la realizzazione del coprigiunto
Parallelamente alla linea AC ad una distanza di 25 mm sulla copertura superiore, tracciare
una linea A1C1 ed incidere lungo detta linea con taglierino leggermente inclinato la sola
copertura superiore, senza intaccare la tela sottostante. Maggiore è lo spessore della
copertura, superiore deve essere l’inclinazione da dare all’incisione; al di sopra di 6 mm è
suggerito inclinare il coltello di circa 45°.
Piegare il lembo del nastro ed asportare tale lista di gomma.
Quest’operazione, con l’analoga descritta al punto 5.1.5, viene effettuata solo per
l’esecuzione delle giunte con coprigiunto.

Fig. 19

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5.1.4) Realizzazione dei gradini


Parallelamente alla linea AC ad una distanza Lst (lunghezza del gradino), sulla seconda tela
scoperta, tracciare una linea A2C2. Incidere lungo detta linea, con opportuno coltello, la
seconda tela (facendo attenzione a non incidere quella sottostante), quindi asportarla, come
già visto al punto 5.1.2.
Procedere ulteriormente, con lo stesso metodo, alla realizzazione dei gradini lungo le linee
A3C3 e A4C4.
Disponendo di un opportuno tirfort queste operazioni possono essere eseguite più
velocemente.

Fig. 20

5.1.5) Asportazione di una striscia di copertura inferiore per la realizzazione del


coprigiunto
Sulla copertura inferiore tracciare una linea parallela alla linea A4C4 e distante 25 mm da
essa (Fig 21). Come per la copertura superiore, incidere con taglierino leggermente inclinato
la copertura senza intaccare la tela sottostante.
Asportare come già visto tale striscia di gomma. Quest’operazione, con l’analoga descritta al
punto 5.1.3, viene effettuata solo per l’esecuzione delle giunte con coprigiunto.

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Fig. 21

5.1.6) Preparazione della seconda estremità del nastro


Sulla testata opposta del nastro preparare la parte complementare della giunzione. Le
operazioni devono procedere come detto per la prima testata, a partire però dal lato della
copertura inferiore (anziché superiore), con gradinatura di pari inclinazione ma nel senso
opposto rispetto alla prima estremità, in modo da ottenere una perfetta sovrapposizione
delle parti.

5.1.7) Applicazione della soluzione


Con un disco abrasivo rotante ravvivare la superficie da giuntare, la zona del coprigiunto o
del sormonto, evitando di intaccare i tessuti. E’ consigliabile infatti lasciare sui tessuti un
leggero strato di gomma.
Pulire, con spazzola o soffio d'aria, per eliminare l'eventuale polverino di gomma. Per questa
operazione non usare solventi o stracci sporchi.
Passare, sulle superfici scoperte dei gradini di entrambe le estremità del nastro, due mani di
una soluzione SICOT di qualità idonea al tipo di gomma componente il nastro. Lasciare
asciugare la soluzione per circa 15 minuti tra una mano e l'altra per evitare la formazione di
bolle in fase di vulcanizzazione.

5.1.8) Applicazione della foglietta


Dopo la seconda mano, applicare sulla estremità più spessa uno strato di foglietta di
gomma cruda idonea al tipo di nastro avente spessore di 0,5 mm, preventivamente ravvivata
con solvente e cosparsa di soluzione (Fig. 22-23). Rullare molto bene e forare con un
punteruolo eventuali bolle d'aria.
Per nastri con bordi chiusi è necessario applicare una ulteriore lista di foglietta da 10÷20 mm
anche lungo i due bordi del nastro per tutto il tratto della giunzione.

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5.1.9) Accoppiamento delle estremità


Accoppiare le due estremità del nastro predisposte per la giunzione, in modo che i gradini
combacino perfettamente (Fig. 22). A seconda della rifinitura della giunta seguire uno dei
due punti qui di seguito. Al termine, rullare molto bene.

5.1.9.1) Rifinitura a coprigiunto


Applicare nelle rispettive sedi della copertura superiore ed inferiore una lista di gomma
cruda, detta appunto coprigiunto, di spessore pari alle coperture e larghezza 50 mm. (Fig
24). La qualità della gomma deve essere analoga a quella delle coperture del nastro.
Ricordarsi di applicare un paio di mani di soluzione al tessuto scoperto e ai coprigiunti,
prima di inserirli. Inoltre, qualora la gomma del coprigiunto non avesse sufficienti
caratteristiche di adesione al tessuto, interporre una lista di opportuna foglietta
preventivamente soluzionata.

5.1.9.2) Rifinitura a sormonto


Asportare con un taglierino la parte di nastro in esubero (Fig. 24) assicurandosi che le
estremità combacino alla perfezione. Nel punto di unione dei due lembi interporre delle liste
di foglietta per assicurare l’adesione delle parti.
Questa rifinitura è particolarmente indicata qualora non si disponesse della gomma di
copertura del medesimo tipo componente il nastro.

Fig. 22

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Fig. 23

Fig. 24

5.2) VULCANIZZAZIONE A CALDO


A questo punto si passa alla fase di vulcanizzazione che permette l'adesione dei vari strati di
foglietta e dei coprigiunti (se previsti) in modo da ottenere un nastro chiuso come richiesto.

5.2.1) Installazione della pressa


Introdurre la giunta sotto pressa fra due lamiere affiancando al nastro due barre di
contenimento, uno per parte, aventi spessore un millimetro inferiore rispetto allo spessore
della giunta da vulcanizzare, in modo da garantire la corretta realizzazione dei bordi.
Assicurarsi che tali barre siano ben fissate alla struttura o comunque che non si possano
allargare per effetto della pressione della gomma.
Si consiglia di interporre tra le lamiere e le piastre calde dei cuscinetti di tessuto pesante in
cotone dello spessore massimo di 2 mm per distribuire meglio le pressioni.
Per la realizzazione di giunte quanto più esteticamente valide, interporre tra la giunta e le
lamiere un foglio di carta siliconata o di materiale equivalente, purché non aderente alla
gomma.

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5.2.2) Vulcanizzazione
Chiudere la pressa agendo sui sistemi di pressaggio, fino ad ottenere una pressione specifica
2
sul nastro di 8÷12 Kg/cm e scaldare le piastre alla temperatura idonea come indicato dalla
2
7÷8 Kg/cm ) sono accettabili solo in caso di presse a
Tab. 4. Pressioni specifiche inferiori (7
cuscino d’aria, grazie alla distribuzione omogenea della pressione su tutta la superficie della
giunta. Il tempo di vulcanizzazione si intende a partire dal momento in cui le piastre della
pressa hanno raggiunto la temperatura stabilita.
Al termine del tempo stabilito far raffreddare le tavole fino alla temperatura prevista, quindi
aprire la pressa e scaricare il nastro. Se necessario, rifinire i bordi del nastro eliminando con
un coltello l’eccedenza di gomma.
E’ necessario attendere il completo raffreddamento della giunta prima di mettere in tensione
il nastro.
Se la lunghezza della giunta fosse superiore alla lunghezza della pressa, la vulcanizzazione
deve essere fatta a più riprese seguendo per ognuna il procedimento sopra indicato.

CONDIZIONI DI VULCANIZZAZIONE

Tipo Qualità Vulcanizzazione Raffredd. Min.


nastro Tempo
coperture Temp. °C a °C
min.
CL 145 - 150 15 80

TEXTER EC 145 - 150 15 80
RIPSAVE AS 145 - 150 15 80
RUGOTEX CX 145 - 150 15 80
PIPEX MX 145 - 150 15 80
SPINATEX TX 150 - 155 20 70
TEXRIGID OM 145 - 150 15 80
CROSSRIGID OH 145 - 150 15 80
AG 145 - 150 15 80
Tutti gli altri BS 145 - 150 15 80
nastri multitela TS 145 - 150 15 80
EX 145 - 150 15 80

Tab. 4

ATTENZIONE: i tempi di vulcanizzazione indicati sono validi per nastri aventi spessore
inferiore a 10 mm; per spessori superiori, aggiungere 1 minuto ogni millimetro. Per la
mescola TX aggiungere 1,5 minuti ogni millimetro.

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5.3) INCOLLAGGIO A FREDDO


Tale sistema permette di ottenere la giunzione delle testate del nastro senza ricorrere ad
alcun apparecchio di vulcanizzazione ma solamente tramite l'adesione delle due superfici per
mezzo del collante SICOL 1010.
Per la preparazione delle estremità del nastro, fare riferimento al par. 5.1, ad esclusione del
p.to 5.1.8 in quanto non è prevista l’applicazione di foglietta; inoltre, utilizzare il collante
SICOL 1010 in luogo della soluzione SICOT.
Come per la realizzazione a caldo, è possibile rifinire la giunzione con coprigiunto od a
sormonto. Nel primo caso, dopo la chiusura della giunzione, deve essere applicata una
striscia di gomma vulcanizzata in corrispondenza di ogni coprigiunto, mediante l’utilizzo del
collante SICOL. In entrambi i casi, il perfetto incollaggio dei lembi delle coperture è di
fondamentale importanza per la realizzazione della giunzione. Se infatti fossero presenti
scalini o punti in cui i due lembi non combaciano perfettamente, questi sarebbero in breve
tempo i punti di apertura della giunzione.
La soluzione SICOT, nella misura di circa 2÷3 kg/m2, viene applicata con un pennello su
ambedue le superfici della giunzione. Il numero delle applicazioni dipende dallo
assorbimento della soluzione e dalla struttura della carcassa; in genere sono necessari un
minimo di due applicazioni. E’ necessario attendere la perfetta essicazione della prima
mano; applicata poi la seconda mano, bisogna attendere che la superficie diventi
appiccicosa al tatto prima di procedere alla chiusura della giunta.
La soluzione deve essere applicata molto bene ed uniformemente per evitare la formazione
di grumi; a tal riguardo è consuetudine pulire accuratamente le superfici usando solventi non
grassi per eliminare il più possibile le impurità presenti, quindi ravvivarle mediante lieve
raspatura con un disco o spazzola metallica facendo attenzione a non intaccare il tessuto.
Anche dopo il trattamento, mantenere le superfici pulite ed asciutte in quanto la presenza di
polvere od umidità superiore al 60% può compromettere la riuscita dell'incollaggio.
Nella fase di sovrapposizione delle due estremità, assicurare che i gradini della giunta
combacino perfettamente. Successivamente, usare un rullino per schiacciare molto bene la
superficie dall'interno verso l'esterno, pressare con un martello di gomma ed infine
appoggiarvi un peso omogeneo per ottenere una perfetta adesione tra le parti.
Lasciare a riposo il nastro per almeno 12 ore prima dell’utilizzo.

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5.4) CONSIGLI PER L'USO DEL COLLANTE SICOL 1010


SICOL 1010 è una soluzione a base policloroprenica con solvente tricloroetilene.
Per essere idonea all’uso richiede per la sua attivazione di essere mescolata con il
REAGENTE R1010. Il rapporto standard del reagente è il 5% in peso, aumentabile all' 8% per
particolari applicazioni quali ad esempio per nastri che trasportano materiali oleosi o caldi.

Il REAGENTE R1010 deve essere aggiunto alla soluzione appena prima del suo utilizzo e
amalgamato accuratamente con la soluzione. E' consigliabile preparare solo la stretta
quantità necessaria per l'uso in quanto la soluzione, una volta attivata con il reagente, ha un
ristretto tempo di applicabilità (circa due ore a temperature normali).
Si raccomanda di applicare SICOL 1010 in strati uniformi ed in quantità sufficiente, in
funzione dello stato delle superfici.
Le massime condizioni di attacco si ottengono dopo 12 ore circa; è consigliabile attendere
questo tempo prima di mettere in esercizio i prodotti.
Le confezioni standard da 1 e 2 kg di SICOL 1010 sono fornite con confezioni di reagente
già dosato al 5%; per utilizzi ove sia necessaria una maggiore quantità di reagente,
richiedere quantità addizionali di REAGENTE R1010.
Le quantità necessarie di SICOL 1010 sono le seguenti:

• 1^ mano 1,3 Kg/m2


• 2^ mano 1,0 Kg/m2 (se trattasi di mano intermedia)
• 3^ mano 1,7 Kg/m2 (quantitativo comunque valido per l’ultima mano)

Tali valori sono da considerarsi puramente indicativi in quanto la conformazione delle varie
tipologie di tessuti determina differenti gradi di assorbimento.

5.5) DIFFERENZE TRA VULCANIZZAZIONE A CALDO E A FREDDO


Il sistema di incollaggio a freddo ha l'innegabile vantaggio di essere più pratico, veloce e
non richiede inoltre costose attrezzature quali la pressa per la vulcanizzazione.
Gli inconvenienti riguardano la maggiore delicatezza dell'operazione che deve essere fatta a
regola d'arte da personale esperto e preparato per evitare il non perfetto incollaggio delle
parti. Inoltre il sistema a freddo necessita di un’attesa di 12 h prima che il nastro sia pronto
per le usuali applicazioni.

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CAPITOLO 6
NORME PER L' ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI A CHEVRON

Questo tipo di giunzione viene eseguito principalmente su nastri di tipo SPINATEX, a spina
di pesce. A differenza delle giunzioni normali, dove l’inclinazione dei gradini è costante
lungo tutta la larghezza del nastro, nella giunzione a chevron la gradinatura viene eseguita a
spina di pesce col vertice disposto sull'asse centro-longitudinale del nastro stesso. Per quanto
riguarda la disposizione dei gradini e del vertice della spina di pesce si veda la Fig. 25.
Normalmente l’angolazione del tratto inclinato è di 45°, ovvero tale che la sua lunghezza sia
B/2. La lunghezza della giunzione sarà dunque:
L = (nt - 1) Lst + B/2
In alcuni casi l’inclinazione dei gradini può essere differente in funzione dell’inclinazione dei
listelli oppure quando, per esigenze di vulcanizzazione, si volesse ridurre la lunghezza del
tratto inclinato.
Per la realizzazione di questo tipo di giunzione si procede come illustrato al Cap. 5,
eliminando i listelli nell’area di giunzione o adottando idonei stampi tra nastro e giunta in
modo da non danneggiare i listelli stessi. I listelli eventualmente asportati devono essere
rincollati sull’area di giunzione al termine della vulcanizzazione.

Fig. 25

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CAPITOLO 7

NORME PER L’ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI DEI NASTRI PIPEX

I nastri PIPEX sono caratterizzati dall’avere una struttura trasversale a profilo variabile. In
alcuni casi inoltre si possono avere i tessuti non equidistanziati.
Per giuntare questi nastri bisogna seguire lo schema operativo descritto al Cap. 5,
osservando però delle istruzioni particolari, come di seguito riportato.
• Durante la preparazione del nastro (punto 5.1.4) rimuovere, insieme alle tele, lo strato di
gomma tra esse esistente.
• Per l'esecuzione delle giunzioni seguire le consuete modalità, facendo cura di restituire al
nastro la sua struttura originale, introducendo nelle zone dove è stata rimossa la gomma,
uno strato di gomma adesiva cruda dallo spessore adatto (Fig. 26).
• Verificare lo spessore totale dell’intera giunzione con strumenti e con il palmo della mano:
deve presentarsi omogeneo senza evidenti scalini, specialmente nell’area di variazione del
profilo delle tele.

Fig. 26

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CAPITOLO 8

NORME PER L’ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI


DEI NASTRI FLEXOBORD

I nastri FLEXOBORD vengono forniti al cliente con i bordi ed i listelli già applicati al nastro.
Solo in corrispondenza delle due estremità del nastro, i bordi non vengono incollati al fine di
rendere più semplice la preparazione delle testate per la giunta. Insieme al nastro vengono
forniti alcuni listelli che dovranno essere incollati dopo l'esecuzione della giunta.
Le operazioni da eseguire sono le seguenti:
• Eseguire la giunta come se fosse un nastro standard con il sistema a caldo o a freddo.
• Applicare i listelli e i bordi in corrispondenza del punto di giunzione usando il collante
SICOL 1010, come previsto al p.to 5.4. Per fare questa operazione è necessario
asportare, nelle zone di incollaggio, un sottile ed omogeneo strato di gomma dalla
copertura superiore mediante un disco abrasivo per permettere una migliore adesione tra
le due parti, facendo attenzione a non intaccare gli strati sottostanti.
• Pulire la zona precedentemente preparata con una semplice spazzola per eliminare
polvere e residui di raspatura.
• Applicare i due bordi al nastro mediante SICOL 1010, seguendo le avvertenze di cui al
p.to 5.4.
• Preparare i listelli dell'esatta lunghezza in modo che si incastrino perfettamente tra i due
bordi.
• Applicare i listelli al nastro. Qualora i listelli dovessero essere imbullonati ai bordi, è
necessario rispettare con precisione il passo delle onde dei bordi ed incollare dunque i
listelli in corrispondenza del punto più interno dell’onda stessa.
• Pressare bordi e listelli con un opportuno rullo o un martello (possibilmente pneumatico
od elettrico). Per assicurare il perfetto incollaggio dei bordi, si suggerisce di apporre sugli
stessi una pressione verticale uniformemente distribuita (ad esempio una pedana di legno
opportunamente appesantito).
• Se previsto, applicare i bulloni di fissaggio dei listelli ai bordi, forando
contemporaneamente il bordo ed il listello mediante un comune trapano.
Nel caso di scollamento dei listelli, possono essere riapplicati nella loro posizione originale
dopo una opportuna raspatura delle due superfici da incollare e l'applicazione del collante
SICOL 1010.

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CAPITOLO 9

NORME PER L’ESECUZIONE DELLE GIUNZIONI


DEI NASTRI RIPSAVE, TEXRIGID, CROSSRIGID E SEALTEX

Per particolari applicazioni, i nastri tessili possono essere prodotti posizionando nelle
coperture particolari inserti, tessili o metallici, aventi principalmente due distinte funzioni:
• irrigidimento trasversale del nastro (ad esempio TEXRIGID® “+2” e CROSSRIGID® per la
realizzazione di FLEXOBORD o SEALTEX per applicazioni di copertura);
• incremento della resistenza al taglio, agli impatti (ad esempio RIPSAVE®).
Con l’esclusione dei nastri TEXRIGID di tipo 400/3, 500/4 e 630/5 per i quali gli speciali
tessuti di irrigidimento possono essere equiparati ai tessuti standard EP e di conseguenza la
giunzione deve essere realizzata come per i nastri TEXTER, questi inserti non hanno
particolari caratteristiche di resistenza longitudinale; bisogna considerare questi inserti, siano
tessili o metallici, come facenti parte delle coperture e di conseguenza asportarli insieme ad
esse. Dal momento che la copertura superiore, come pure quella inferiore, viene asportata
solo da una estremità del nastro, quando si chiude la giunta l’inserto viene automaticamente
ripristinato.
Si faccia riferimento al disegno sotto riportato mentre per la procedura di giunzione
completa, si vedano i capitoli 3, 4 e 5.

45° 50 - 70

50 - 70
Fig. 26b

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CAPITOLO 10

NORME PER LE RIPARAZIONI A CALDO

Le riparazioni dei nastri possono interessare le coperture, la carcassa portante con relative
coperture, i bordi in gomma.
I materiali da utilizzare e il procedimento operativo sono i medesimi menzionati nei capitoli
precedenti.
Quando si tratta di riparazioni della carcassa (a causa di lacerazioni o forature) è necessario
fare specifica richiesta di tessuto gommato crudo corrispondente al tipo e alla classe del
nastro interessato.
Qualora la riparazione del nastro dovesse interessare una parte particolarmente estesa, è
consigliabile inserire un pezzo nuovo di nastro eseguendo due giunzioni ad una distanza
minima di 5÷6 m.

10.1) RIPARAZIONE DELLE SOLE COPERTURE


Asportare dalla zona interessata, previa incisione della gomma e senza intaccare le tele
sottostanti, un rettangolo di vecchia copertura e sostituirla con foglia cruda dello stesso tipo e
spessore.
Procedere come per le applicazioni dei coprigiunti (p.to 5.1.9.1).

Fig. 27

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10.2) RIPARAZIONE DELLA CARCASSA


Asportare della zona interessata un rettangolo di dimensioni pari al danno, procedendo in
forma scalare dall'asportazione delle coperture a quella dei tessuti. Le incisioni non devono
mai intaccare gli strati sottostanti (Fig. 32-33).
E' necessario l'impiego di tessuti gommati crudi corrispondenti al tipo e alla classe del nastro.
Non è invece necessario apporre della foglietta di gomma cruda tra i vari strati del tessuto
ma è sufficiente una ravvivatura delle superfici di contatto con del solvente.

Fig. 28

Fig. 29

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10.3) RIPARAZIONE DEL BORDO IN GOMMA (solo per nastri con bordi chiusi)
Asportare la parte del bordo danneggiato, ripulire la superficie e applicare uno strato di
soluzione SICOT; ripristinare poi la gomma del bordo con un’opportuna quantità di liste di
gomma cruda preventivamente soluzionate.
Procedere come al punto 5.2 per la vulcanizzazione con appropriata pressetta.

Fig. 30

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CAPITOLO 11

NORME PER LE RIPARAZIONI A FREDDO

Qualora si presentassero lievi difetti sulle coperture del nastro, come buchi o solchi, è
possibile la riparazione a freddo mediante l’utilizzo di toppe autovulcanizzanti disponibili in
commercio. Per la loro applicazione si seguono le indicazioni contenute nei par. 5.3 e 5.4.
Quando invece la riparazione riguarda i bordi del nastro o una zona di copertura
particolarmente estesa o profonda, è consigliabile la riparazione a caldo in quanto si
garantisce una migliore resistenza e durata.

INFORMAZIONI

Le informazioni contenute in questo manuale costituiscono una indicazione


generale dei procedimenti e non hanno la pretesa di essere gli unici elementi
corretti per l’esecuzione delle procedure di giunzioni e riparazioni.

E’ evidente che la corretta applicazione delle norme riportate favorisce il


risultato finale ma non lo determina, poiché la responsabilità dell’operato non
rientra nelle garanzie della SIG S.p.A.

SIG S.p.A. in qualità di produttore di nastri trasportatori e articoli in gomma


risponde dei suoi prodotti e non delle specifiche scelte tecniche che rimangono
sotto la responsabilità esclusiva del compratore.

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