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TESI DI LAUREA MAGISTRALE

SCUOLA DEL DESIGN


Corso di Laurea Magistrale in Deign degli Interni

A.A. 2015/2016

QUASI: Indagine sul non finito

CANDIDATO: Francesco Ippoliti (822504)

RELATORE: Giuseppe Finessi


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Louis I. Kahn
Sinagoga di Hurva, 1967-74

Il progetto, basato sul recupero di una


delle maggiori sinagoghe presenti a
Gerusalemme (devastata nel 1948 durante il
conflitto arabo-israeliano), venne affidato
nel 1967 a Louis I.Kahn. L'architetto
americano realizzò negli anni tre versioni
della nuova sinagoga, la più famosa delle
quali a pianta quadrata e fortemente
simmetrica, sarebbe sorta al fianco dei
resti dell'antico complesso semidistrutto,
destinato invece a divenire un giardino
archeologico. Il nuovo edificio sarebbe
dovuto essere costituito da due
costruzioni: una esterna atta ad assorbire
la luce ed il calore del sole, ed una
interna, a creare l’effetto di due edifici
separati ma in stretta relazione. Pur
possedendo un'alta carica monumentale e
sacrale, questo progetto non vide mai la
luce. Il sindaco della città palestinese,
Teddy Kollek, temeva che un edificio tanto
imponente e maestoso sarebbe entrato in
contrasto con le vicine architetture
musulmane, generando nuove tensioni.
Inoltre lo stile moderno del nuovo corpo
avrebbe rischiato di entrare in contrasto
con lo stile del centro di Gerusalemme.
L'opera di Kahn non venne mai realizzata,
mentre ad oggi è stata ricostruita una
copia esatta della sinagoga originale,
proprio sui resti dell'originale.

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ARte
INCOMPLETA

Il "fare arte" è qualcosa di irrepremibile per l'essere doci le porte di un mondo che , il più delle volte,
umano. Come anche il celebre scultore e maestro resta a noi sconosciuto. Trovandoci di fronte ad
Auguste Rodin era solito affermare, il vero artista un'opera incompiuta e focalizzando la nostra
risulta essere colui che produce costantemente, attenzione proprio verso quelle porzioni non termi-
fino alla fine dei propri giorni. Partendo da questo nate, diviene spesso possibile comprendere le fasi
semplice presupposto è facile capire come, oltre a necessarie al raggiungimento del risulato finito. I
incidenti di percorso di svariata natura, che non segreti più profondi del lavoro di un artista
permettono a determinati lavori di raggiungere un vengono così finalmente svelati.
loro stato di completezza, il sopraggiungere della Se nel mondo dell'architettura una costruzione
morte per gli artisti comporti da sempre la generazi- incompleta permette di ricevere un quadro chiaro
one di opere chiaramente incomplete. In entrambi i dei livelli progettuali indispensabili per la realizzazi-
casi il risultato si dimostra essere lo stesso: i quadri one finale dell'opera (i muri, privi di rivestimenti,
si perdono negli spazi lasciati ancora bianchi, i film esprimono la loro matericità; i segni delle casse-
si concludono senza un finale, gli scritti si popolano formi sul cemento, testimoniano un processo; i
di frasi inconcludenti. Se tutto questo può apparire tondini fuoriuscenti dai pilastri e dai solai mostrano
a noi fruitori come un'opportunità per immaginare l'anima della struttura), nei dipinti, ad esempio, una
una continuazione e, magari, una fine, per l'autore tela non terminata consente di apprezzare lo
rischia di dimostrarsi di contro la peggiore delle schema e gli schizzi destinati ad essere successiva-
eventualità. Ogni artista possiede una propria mente coperti dalla pittura. Il risultato appare
formazione, un proprio metodo, ed è proprio questo ancora più d'effetto nei casi in cui la tela contiene
a caratterizzare la resa del risultato finale, renden- anche aree che hanno raggiunto uno stato finito e
do un prodotto unico ed inimitabile. Quando questo la sensazione complessiva diviene quella di trovarsi
assume una forma compiuta il suo valore artistico di fronte a una sorta di radiografia dell'opera.
si afferma, si concretizza. Ma nel momento in cui si Proprio per questo motivo è ampiamente compren-
verifica un imprevisto o la morte stessa dell'autore, sibile la volontà della maggior parte degli autori di
il risultato ci appare come congelato, in attesa di un tenere nascosto il proprio operato durante la realiz-
finale che non riceverà mai. La drammaticità zazione ed, in particolare, le opere da loro mai
dell'evento cela tuttavia un risvolto positivo, apren- portate a compimento. Lo stesso ragionamento è

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Keith Haring
"Unfinished Paiting", 1989
Una volta diagnosticato l'AIDS, l'artista statunitense
lasciò la sua ultima tela incompiuta. Era consapevole del
fatto che non sarebbe riuscito ad ultimarla in tempo,
anche per via della graduale perdita della vista dovuta
alla malattia stessa.

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riscontrabile anche nell'ambito della letteratura e, a bilmente sarebbe necessario un altro elaborato di
tal proposito è significativa la storia dietro alla tesi solo per capire se tutto ciò sia stato più o meno
pubblicazione dei tre romanzi postumi di Franz giusto. Quello che possiamo però affermare è che,
Kafka. Durante la sua vita, lo scrittore ceco non ancora oggi, questi scritti ,sono rivestiti di un'inneg-
godette mai di grande notorietà. Questo fu anche abile importanza culturale. Alla luce di ciò possiamo
dovuto al fatto che solo una minima parte della sua credere che sia un peccato non poter godere di
produzione raggiunse la divulgazione, mentre la un'opera solo perchè rimasta incompiuta. Anche
maggioranza dei suoi scritti vennero abbandonati quel poco che si è riuscito a realizzare, infatti,
in corso d'opera o bruciati da egli stesso. Quando, potrebbe rivelarsi un capolavoro o, comunque sia,
nel 1917, gli venne diagnosticata una forma di tuber- una testimonianza, che merita di occupare un
colosi avanzata, stava ancora lavorando alla stesu- posto nella storia. Di vitale importanza risulta
ra di tre nuovi romanzi. Kafka considerava da tuttavia essere la componente dell'originalità, per la
sempre lo scrivere come una vera e propria osses- quale resta preferibile la diffusione di un'opera così
sione, una droga nei confronti della quale aveva com'è, seppur non finita, piuttosto che rimaneggia-
sviluppato una sorta di dipendenza a cui era impos- ta da terzi al fine di far stare in piedi un lavoro
sibile resistere. Così, colpevole di scrittura, apparentemente non accettabile, per via del suo
continuò a vivere la propria vita in una condizione essere incompleto. Bisogna quindi avere rispetto
di vergogna che non seppe mai espiare. In punto di dell'opera, della sua natura ma soprattutto della sua
morte affidò così i suoi ultimi scritti all'amico Max storia. Anche in campo cinematografico abbondano
Brod (che da sempre aveva raccolto e riorganizzato i casi in cui la pellicola manca il suo appuntamento
le produzioni di Kafka, per poi destinarle alla pubbli- col finale. Spesso questo è dovuto alla mancanza di
cazione) esprimendo la volontà che questi venisse- fondi sufficienti per portare avanti le riprese, ma si
ro da lui tenuti lontano dalla divulgazione e soprat- ricordano anche casi in cui l'interruzione dello
tutto distrutti. Ma qualcosa andò storto e, dopo sceneggiato è stata indotta dalla morte improvvisa
aver sistemato in capitoli i confusionari appunti del regista o del protagonista. Proprio questa
dello scrittore ceco (è presumibile che abbia anche eventualità ha portato alla generazione di risultati
modificato e aggiunto, di mano propria, del testo differenti a seconda del modo in cui la produzione
agli originali) e scelto per loro i titoli di "Il Castello", "Il ha deciso di chiudere le scene girate. "Parnassus"
Processo" e "Amerika", i tre romanzi vennero pubbli- (2009) è un film che ha rischiato di entrare a far
cati da Brod nel giro di pochi anni. Il povero Franz parte della lista degli incompiuti: la prematura
non sarà stato molto contento dell'accaduto e proba- morte dell'attore principale, Heath Ledger, non ha

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Johann Sebastian Bach


"L'arte della fuga", 1750
La frase presente sullo spartito, lì dove la battitura si
interrompe, è attribuita a C. PH. Emanuel, figlio del
compositore tedesco. Questa recita: "Su questa fuga, in cui
il nome di B A C H appare in controtema, l'autore è morto".
Bach sarebbe dunque morto mentre stava per inserire come
soggetto il tema B-A-C-H (si bemolle-la-do-si bequadro)
all'interno della composizione.

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in questo caso impedito di terminare le riprese: il regista George Cukor, dopo la morte della celebre
regista Terry Gilliam decise di voler finire a tutti i protagonista Marilyn Monroe, ha deciso di
costi il film del suo pupillo, anche per non veder interrompere la pellicola e di eseguire la distribuzi-
andar sprecato il lavoro fatto fino a quel momento. one con soli 37' di girato. In questo caso il film si
Le scene mancanti sono state quindi interpretate interrompe improvvisamente. Non possiede un
da altri tre attori (Jhonny Depp, Jude Law e Colin finale e la trama resta per sempre sospesa. È
Farrel), giustificate da un mutamento delle sembian- possibile ricevere la stessa impressione anche in
ze del protagonista durante l'avanzamento della campo musicale, specialmente osservando gli
storia. Il risultato finale possiede certamente le spartiti: le battute interrotte di grandi composizioni
sembianze di un film compiuto, ma è altrettanto come la "Sinfonia n.8" di Schubert o "L'arte della
sicuro che questo si sia sviluppato in maniera differ- fuga" di Bach ne sono testimonianza e il loro ascolto
ente dalle intenzioni iniziali. Simile a questo vi è il si perde improvvisamente in un definitivo quanto
caso di di "Dark Blood" (2012) in cui la morte del inaspettato silenzio. Allo stesso modo è possibile
giovanissimo River Phoenix, proprio durante le fare un parallelo con l'opera teatrale, e a questo
scene finali, ha sancito la sospensione delle attività proposito la "Turandot" è un esempio di grande
cinematografiche nel 1993. Solo dopo vent'anni il valore storico: Giacomo Puccini morì poco prima di
regista George Sluizer ha deciso di impugnare completare il suo lavoro e per questo motivo,
nuovamente il materiale girato integrando le poche durante la prima rappresentazione dell'opera
scene mancanti con una lettura fuori campo della presso il Teatro alla Scala di Milano nell'aprile 1926,
sceneggiatura. Le parole pronunciate dal regista il direttore d'orchestra arrestò improvvisamente la
stesso all'inizio del film descrivono in modo rappresentazione a metà del terzo e ultimo atto.
esemplare cosa voglia dire portare a termine un Giunto all'ultima pagina scritta dall'autore, si rivolse
lavoro incompiuto:« (...) Ho provato un forte bisogno quindi alla platea con queste parole «Qui termina la
di mettere insieme il materiale girato, finchè avrei rappresentazione perché a questo punto il Maestro
avuto l'opportunità di farlo. Se è possibile fare un è morto.» Da quel momento in poi l'opera è stata
paragone, avevamo una sedia con due gambe e io rappresentata includendo il finale di Franco Alfano,
ho voluto aggiungerne una terza, per ricordare e affermato allievo di Puccini, incaricato di dare una
preservare ciò che era stato fatto in precedenza. La forma concreta agli ultimi appunti lasciati dal
quarta gamba mancherà per sempre, ma quantom- compositore toscano.
eno la sedia riuscirà a stare in piedi.» Diverso è il
caso di "Something's got to give" (1962) in cui il

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pittura
interrotta

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Leonardo da Vinci
"Adorazione dei Magi", 1482
L'artista fu costretto a lsciare la tela incompiuta a
causa di un'improvvisa partenza. I committenti, convinti
che il pittore non avrebbe più avuto modo di riprendere il
lavoro, affidarono l'incarico al collega Filippino Lippi. A
sostegno di questa tesi, secondo alcuni studiosi, vi è
anche un indizio lasciato dall'artista stesso, che si
sarebbe ritratto successivamente nell'angolo in basso a
destra, come a sancire l'abbandono della sua opera.

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Gustav Klimt
"Ritratto di Ria Munk", 1918
Klimt fu commissionato di dipingere una tela ritraente
Ria Munk, una giovane ragazza morta suicida. Il
pittore austriaco realizzò due versioni, ma la
famiglia, non contenta del risultato, le rifiutò
entrambe, invitandolo a proporne una nuova. Fu proprio
durante la creazione della terza ed ultima proposta
che l'artista fu colto da un ictus improvviso,
lasciando così il ritratto parzialmente incompiuto.

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Benjamin West
"Treaty of Paris", 1783
L'opera ritrare l'incontro tra la
delegazione americana e quella inglese,
tenutosi a Parigi il 30 Novembre 1783.
Questo segnò la fine della guerra per
l'indipendenza degli gli Stati Uniti
d'America. La tela rappresenta, nella
sua porzione finita, gli americani John
Jay, John Adams, Benjamin Franklin,
Henry Laurens e William Temple Franklin.
I delegati britannici David Hartley e
Richard Oswald, delusi dalla risoluzione
del trattato, rifiutarono invece di
posare per il ritratto, che rimase così
incompleto.

Piet Mondrian
"Victory Boogie Woogie", 1944
L'opera fu ritrovata ancora incompiuta
nello studio di Mondrian poco dopo la sua
morte. Attraverso macchie geometriche di
colore, formate anche da nastri e pezzi
di carta incollati sulla tela, l'artista
vuole rappresentare una New York nuova,
dinamica, in uscita dalla pesante era
bellica. L'incompiutezza dell'opera ha
permesso di comprendere gli schemi alla
base della composizione e indicano
l'inizio di un nuovo linguaggio
sfortunatamente troncato dalla morte
dell'artista.

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Alice Neel
"James Hunter Black Draftee", 1918
La pittrice americana era solita invitare sconosciuti,
incontrati per caso, a posare per i suoi quadri. Il
soggetto rappresentato su questa tela è James Hunter,
un soldato dell'esercito. Dopo la prima sessione,
questo, venne improvvisamente richiamato alle armi e
non tornò mai più a posare per la Neel, la quale non
riuscì mai più a ritrovarlo e a completare l'opera.

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Édouard Manet
"The Funeral", 1867
Le pennellate, grosse e scure, danno vita a un paesaggio
abbozzato. La situazione rappresentata è quella di un
funerale, in particolare quello di Charles Baudelaire. Il
pittore francese, grande amico di quest'ultimo, iniziò a
lavorare subito dopo le celebrazioni ma, negli anni, non
riuscì mai a portare a termine la tela, tanto era il
coinvolgimento emotivo che provava al pensiero di quel
triste momento.

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Peter Paul Rubens


"Henry IV at the battle of Ivry", 1630
Nel 1628 Rubens fu incaricato di realizzare un quadro
che ritraesse le gesta di Enrico IV, re di Francia,
durante la battaglia di Ivrea. Il pittore fiammingo
lavorò per più di due anni sulla tela ma, dopo una
serie di incomprensioni con i committenti riguardo la
dimensione dell'opera e un generale senso di
insoddisfazione verso il lavoro fino a quel momento
eseguito, decise di non portarla a termine.

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L'estetica incompleta dei dipinti traspare quindi, in dovuto essere, per Duchamp, il prossimo rompica-
modo netto, attraverso l'assenza di rifiniture o po artistico irrisolvibile da dare in pasto ai critici. A
interi spazi bianchi, ed è proprio al loro interno che sottolineare questo intento fu anche l'altro nome
spesso si cela la storia del quadro e del perchè che l'artista dadaista attribuì all'opera per la sua
questo sia rimasto incompiuto. Allo stesso modo presentazione, la cui ambigua traduzione corris-
anche altre tipologie di creazioni artistiche hanno ponde a "La Sposa messa a nudo dai sui Scapoli,
seguito lo stesso destino, senza raggiungere mai il anche". A tradire i suoi intenti fu però la fragilità del
loro compimento. Nell'ambito della scultura, molti materiale scelto come supporto e che, dopo otto
lavori hanno abbandonato la via della realizzazione, lunghi anni lavoro, si ruppe accidentalmente. A quel
a causa di eventi esterni che hanno interferito, in punto l'artista decise semplicemente di non
maniera definitiva, col processo creativo. Un caso proseguire, accettando il fatto che l'evento aveva
celebre, riferito allo scorso secolo, è una complessa effettivamente sancito la "non-fine" dell'opera.
e spiazzante opera di Marcel Duchamp: noto per i L'artisticità, qui, si svincola dal concetto di compi-
suoi depistaggi teorici, l'artista francese, apripista utezza e questo fa sì che l’accidentale rottura del
dell'arte concettuale, nel 1915 iniziò a lavorare al vetro venga considerata, dal cretore, come un’ulte-
"Grande Vetro". La particolare "tela", utilizzata per riore conferma del ruolo giocato dal caso in tale
l'occasione, era, di fatti, un'ampia superficie vetrata processo e, quindi, anche dell’impossibilità di
(277.5 × 175.9 cm.). L'opera appariva come una intervenire sul fluire di esso. Da allora l'opera è
summa di spunti ed elementi vari, ripresi sempre stata esposta nella sua condizione "non
dichiaratamente da opere precedenti (come "Maci- finita", come testimonianza di una storia interrotta,
natrice di cioccolato", "Slitta", "Nove stampi maschi"), che avrebbe probabilmente condotto Duhamp alla
assemblati assieme a creare quello che sarebbe creazione di uno dei più grandi enigmi del mondo

The Bride Stripped Bare by


Her Bachelors, Even
Marcel Duchamp
1915-23

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dell'arte. A sancire il termine di questo lavoro, Farà lo stesso quattro giorni dopo, poi otto, poi
dunque, un altro imprevisto, ma forse nessun altro sedici... Seguendo questa regola, di matrice
esempio rappresenta al meglio lo spirito di questo esponenziale, l'artista prevede di riuscire ad inviare
capitolo, quanto quella che possiamo definire quattordici telegrammi prima della sua morte.
l'opera della vita di Alighiero Boetti. L'artista Inizia così ad inserirli all'interno di una teca in
torinese, famoso soprattutto per i suoi arazzi, ha plexiglass, progettata delle dimensioni giuste per
sempre basato il suo lavoro su una serie di schemi contenerli esattamente tutti, secondo un ordina-
e calcoli aritmetici che lo hanno portato a realizzare mento lineare. I primi nove furono spediti da
manufatti appartenenti a un'arte nuova e radicale, Torino, mentre gli altri da Roma, città dove Boetti si
conseguente agli ideali del Sessantotto italiano. stabilirà definitivamente a partire dal 1972. Il
L'applicazione di queste rigide regole matematiche, tredicesimo telegramma, datato 5 ottobre 1993
per cui nutriva uno smodato interesse, lo portò (anche se, secondo i calcoli, la spedizione sarebbe
stabilire con precisione persino il giorno della dovuta avvenire due giorni prima), sarà anche
propria morte, fissata per l' 11 luglio 2023. Molte l'ultimo. Boetti muore, a differenza della sua
delle sue operazioni artistiche rappresentano una previsione, il 24 aprile 1994, lasciando così il suo
sorta di proprio autoritratto e, in particolare, negli lavoro di una vita incompleto, privo dell'ultimo
anni Settanta inizia a dar vita a quello che può pezzo mancante (la cui spedizione era prevista per
essere considerato il suo capolavoro. Tutto inizia il il 2017). Ed è proprio li che si annida il senso
4 maggio 1971, quando l'artista si reca in posta e primario di tutta l'opera, consacrata secondo le
spedisce un telegramma. Il messaggio è indirizzato parole della moglie dell'artista, Annemarie Sauzeau,
all'amico e gallerista Gian Enzo Sperone e recita: come "una sfida alla morte e il suo corteggiamento".
"Due giorni fa era il 2 maggio 1971 - Alighiero Boetti". Un'ultima, ma di certo non meno importante,

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Alighiero Boetti
"Serie di merli disposti a
intervalli regolari lungo
gli spalti di una
muraglia", 1971-1993
L'espositore voluto da Boetti avrebbe
permesso di accostare, uno affianco
all'altro, tutti e quattordici i
telegrammi. Fu proprio il loro profilo
dentellato a dare il nome all'opera.

Particolare del
tredicesimo telegramma

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osservazione è rivolta infine al mondo della scultu- senta la Madonna, alle spalle della figura esanime
ra. Se per i dipinti il valore dell'incompiutezza del Cristo. Proprio questo soggetto sembra indicare
risiede nella possibiltà di studio degli schizzi la volontà dell'artista di rappresentare questo
preparatori e dell'approccio alla tela da parte del senso di unità tra madre e figlio a cui Michelangelo
pittore, le sculture mai portate a termine permet- anelò prima di affrontare la morte. Questa sopraggi-
tono di apprezzare la matericità del materiale e unse infine nel 1564, cristallizzando per sempre la
delle forme scolpite, assieme ai segni che sulla raffigurazione tra porzioni portate a termine (da
superficie testimoniano l'impiego della strumentazi- notare ad esempio le gambe del Cristo) e altre
one adoperata. Proprio la città di Milano risulta ancora non rifinite, con i segni evidenti di una
essere custode di uno dei massimi esempi di questa lavorazione ancora approssimativa. L'opera venne
tipologia di opera statuaria: gelosamente conserva- rinvenuta nello studio di Michelangelo dopo la sua
ta all'interno del Castello Sforzesco si trova, infatti, morte e inventariata come: "Statua principiata per
la celebre "Pietà Rondanini" del maestro Michelange- un Cristo et un'altra figura di sopra, attaccate
lo Buonarroti. Pensata dall'artista per essere un insieme, sbozzate e non finite". Sebbene, dunque,
giorno posta nel luogo della sua sepoltura, la sua quest'opera si presenti a noi incompleta, causa la
realizzazione ebbe inizio nel 1552. Già negli anni morte dell'artista, fu proprio Michelangelo ad
precedenti Michelangelo aveva intrapreso alcune essere precursore di quella che divenne la tecnica
prove e in particolare è nota la versione del 1550, utilizzata per riprodurre volontariamente questo
detta "Pietà Bandini", la quale si ruppe tragicamente effetto incompiuto, progettando il non finito.
per via di un'imperfezione della pietra marmorea (e
delle martellate d'ira inflitte dallo scultore stesso in
seguito all'accaduto). La "Pietà Rondanini" rappre-

Pietà Rondanini (particolare)


Michelangelo Buonarroti
1552-1564

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Pedro Cabrita Reis


"The passage of the hours"
2004

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«quello che io cerco di fare nelle mia


attività è di mettere insieme il gioco
con la tecnica, il caso con la regola,
l'equilibrio degli opposti».

bruno munari

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« l'esperienza sonora
che preferisco, su
tutte, è quella del
silenzio. e il silenzio,
praticamente ovunque
nel mondo odierno, è
traffico. se ascolti
beethoven, sarà ogni
volta uguale, ma se
ascolti il traffico, è
sempre diverso».

john cage

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p.24-25_Abbazia di S.Galgano (Chiusdino)
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p.28-29_Confronto tra un edificio in rovina e uno in costruzione (Lecce, archivio personale)
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p.165_Cildo Meireles, “Cinza” (interno della stanza nera), 1984-86
p.166 (1)_Yoko Ono, “Imgine Map Piece”, 2003
p.166 (2)_Yoko Ono, “Imgine Map Piece” (dettaglio), 2003
p.167_Candy Chang, “Before I die”, 2013
p.168_Karina Smigla-Bobinski, “ADA”, 2010
p.169_Roman Ondak, “Measuring the Universe”, 2007
p.170_Allan Wexler, “Body Language”, 2009
p.171_Michelangelo Pistoletto, “Quadro da Pranzo”, 1965
p.172_Michelangelo Pistoletto, “Quadri Specchianti”, 1963
p.173_Piero Manzoni, “Scultura vivente – Base magica”, 1961
p.174_Robert Rauschenberg, “Untitled (Four White Paintings)”, 1951
p.176_Giancarlo De Carlo, “Villaggio Matteotti”, 1969-75
p.177_Riccardo Dalisi, “Riqualificazione del Rione Traiano”, 1971-75
p.178_Angelo Mangiarotti e Bruno Morassutti, “Via Quadronno, 24”, 1960
p.179_Elemental, “Quinta Monroy”, 2003
p.180_Tokujin Yoshioka, “Honey Pop”, 2001
p.181_Susanne Westphal, “Stitch and Wooly Chair”, 2011
p.182_Martin van der Poll, “Do Hit Chair”, 2000
p.183_Paolo Ulian, “Introverso”, 2012
p.184_ Martì Guixé, “Blank Wall Clock”, 2010
p.185_Ole Kirk Kristiansen, “LEGO”, 1949
p.187_Foto di John Cage
p.188_George Brecht, “Water Yam”, 1963
p.189 (1-2)_Yoko Ono, “Instructions”, 1961
p.190_Enzo Mari, “Sedia 1”, 1978
p.191_Manifesto della mostra “Do It”, 1994