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Teorie Delle Comunicazioni Di Massa

Il documento tratta degli studi condotti negli anni '40 e '50 sull'influenza dei mass media e delle relazioni interpersonali. Viene introdotto il concetto di 'variabili intervenienti' che possono facilitare o bloccare il flusso comunicativo. Vengono descritti esperimenti come quello condotto negli stabilimenti Hawthorne e la ricerca sugli soldati americani, che evidenziarono l'importanza delle relazioni di gruppo.

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Teorie Delle Comunicazioni Di Massa

Il documento tratta degli studi condotti negli anni '40 e '50 sull'influenza dei mass media e delle relazioni interpersonali. Viene introdotto il concetto di 'variabili intervenienti' che possono facilitare o bloccare il flusso comunicativo. Vengono descritti esperimenti come quello condotto negli stabilimenti Hawthorne e la ricerca sugli soldati americani, che evidenziarono l'importanza delle relazioni di gruppo.

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CAP 2.

LA SCOPERTA DELLE VARIABILI INTERVENIENTI

Nel 1948 Berelson scriveva<<certi tipi di comunicazione su certi temi su certe persone in certe condizioni
hanno certi effetti>>.

Questa definizione introduce il

CONCETTO DI INTENZIONALITA DELLA COMUNICAZIONE = cioe la volonta di perseguire uno scopo da parte
dell’emittente.

In conseguenza dell’assunto dell’intenzionalita della comunicazione, oggetto di studio privilegiato


divengono le <<campagne>>.

L’assunzione dell’oggetto di studio <<campagna>> rispondeva ad esigenze provenienti da ambiti diversi.


L’attenzione si concentro su un unico tipo di effetto: quello che riguarda la dimensione di inflluenza dei
mass media sulle opinioni e atteggiamenti a breve termine.

L’elevato numero di ricerche prodotte in quegli anni testimonia la grande attivita dei centri di ricerca
impegnati a raccogliere dati sugli effetti di campagne di diversa natura.

E chiara la consapevolezza di un complesso rapporto tra mass media e individui.

Kate e Lazarsfled = con l’espressione <<variabili intervenienti>>dichiararono che esse contribuiscono in


certe condizioni a facilitare il flusso di comunicazione tra media e masse e in altre condizioni allo stesso
tempo a bloccarlo.

Contril =analizzo le reazioni di panico derivanti dall’ascolto al radiogramma la guerra dei mondi di Orson
Welles , dai risultati si riscontro l’abilita critica dei soggetti, cioe la capacita di valutare le situazioni e reagire
in modo appropriato, pag.22

Klapper = i fattori di mediazione possono essere individuati in relazione al pubblico e al messaggio.

Pag.29

L’interesse ad acquisire info rappresenta solo il 1 step. Il 2 step che puo favorire o bloccare il flusso
comunicativo si rintraccia nell’esposizione selettiva.

Pag. 31

.Allport e Postman analizzando la metamorfosi delle dicerie scoprirono che, nel processo di diffusione
sociale, alcuni messaggi venivano via via trasformati. Uno di questi casi fu quello del litigio tra un uomo
bianco e uno nero in un treno. Nelle immagini mostrate ai soggetti, il bianco aveva un coltello in mano con
cui minacciava il nero. I soggetti coinvolti nella ricerca furono invitati a raccontare le immagini viste. Il
racconto capovolse il gioco delle parti. Questa capacità degli individui di intervenire sul significato del
messaggio diverrà centrale nell'elaborazione del concetto di “decodifica aberrante” da parte di Eco e Fabbri
e nella ricostruzione del processo di negoziazione ad opera di Hall

CAP 3. GLI EFFETTI LIMITATI DEI MEDIA

LA CENTRALITA DELLE RETI SOCIALI

nel 1948 Lazarsfeld, Berelson e Gaudet condussero una ricerca sulla campagna presidenziale del 1940 e
durante la ricerca notarono come le persone venivano influenzate da contatti personali per la scelta finale
del voto durante la campagna. Familiari, parenti o amici costituivano validi punti di riferimento per i
soggetti piu di quanto non lo fossero i mezzi di comunicazione.

Contributi significativi e punti di riferimento per la comprensione della rilevanza delle relazioni
interpersonali sono stati:

• Esperimento condotto negli stabilimenti Hawthorne


• Ricerca che studio i soldati americani coinvolti nella 2 guerra mondiale

ESPERIMENTO CONDOTTO NEGLI STABILIMENTI HAWTHORNE

Gli studi furono cominciati nel 1923 e durarono circa 5 anni , gli esperimenti si svolsero presso gli impianti
della Western Electric Company a Cicero, poco fuori Chicago, il loro scopo era quello di studiare l’impatto
dell’illuminazione sulla produttivita dei lavoratori.

Emerse durante la 1 fase degli sperimenti che il livello generale di produttivita crebbe indipendentemente
dal maggiore o minore livello di illuminazione. Quindi in sostanza emerse l’irrilevanza del livello di
illuminazione sulla produttivita degli operai. Probabilmente il generale incremento di produttivita era
attribuibile al ruolo di supervisione svolto dai ricercatori. Quindi in sostanza il tutto era attribuibile
all’attenzione dimostrata ai lavoratori , questo generava un impegno per soddisfare i ricercatori e
dimostrare la propria abilita.

Per condurre l’ultimo esperimento vennero scelt 14 lavoratori incaricati dei colleamenti elettrici degli
interruttori. I metodi di ricerca furono sofisticati e l’osservazione avvenne in modo molto meno intrusivo
per analizzare in modo migliore le dinamiche del gruppo in se. Il gruppo di operai coinvolti nell’esperimento
aveva elaborato un complesso sistema che regolava il lavoro quotidiano in base a norme autoprodotte in
sostituzione a quelle stabilite dalla direzione. Queste norme di condotta regolavano l’appartenenza o
l’esclusione al gruppo nel caso nn fossero state applicate. era stata riscoperta la presenza di gruppi primari,
primari perche fondamentali nella formazione della natura sociale e degli ideali degli individui.

Quindi parliamo dell’esistenza di un gruppo informale in grado di affiancarsi o adirittura opporsi al gruppo
formale.

RICERCA AMERICAN SOLDIER

Il gruppo di ricerca venne coordinato da Stouffer nel 1949. Venne individuato come l’attaccamento ad un
gruppo informale comporta una maggior propensione al combattimento da parte dei soldati.

Vennero analizzate le differenze di motivazione tra i veterani e le reclute e si arrivo alla conclusione che tra
i veterani risultava particolarmente forte la solidarieta del gruppo primario.

GLI EFFETTI DEI MEDIA TRA RAFFORZAMENTO E CONVERSIONE

Klapper nel suo volume sostneva come la comunicazione persuasoria di massa tende ad agire piu in
direzione del rafforzamento e per sostenere tale affermazione prende in esame :

• La ricerca di Lazarsfeld, Berelson e Gaudet


• La ricerca di Lazarsfeld, Berelson e McPhee
RICERCA DI LAZARSFELD, BERELSON E MCPHEE

Questa ricerca venne condotta sulla campagna elettorale del 1949 nella cittadina di Elmira. Questa ricerca
avvenne attraverso la selezione di un panel di elettori per verificarne il tasso di conversione i ricercatori
cercarono di individuare le trasformazioni avvenute tra giugno, agosto e ottobre, i soggetti vennero
analizzati secondo una scala di 5 punti che comprendeva le posizioni:

• Fortemente democratico
• Moderatamente democratico
• Neutrale
• Moderatamente repubblicano
• Fortemente repubblicano

Nel corso della 1 rilevazione il 66 % degli intervistati ad agosto confermo la decisione di voto espressa a
giugno.

Quindi dai diversi dati emergeva quanto sostenuto da Klapper vale a dire che l’esposizione ai media attiva
un rafforzamento piuttosto che una conversione.

Pag 47 KLAPPER – BERELSON

Sono state avanzate diverse critiche al flusso a 2 fasi della comunicazione:

• Da Van Den Ban (la sua ricerca smontava pezzo per pezzo la teoria dell’influenza personale)
• Le obiezioni di Robinson

Un ulteriore ampliamento di prospettiva proviene dall'approccio che analizza le modalità attraverso cui si
diffondono le [Link] l'attenzione si focalizza sulle modalità di diffusione delle notizie in diverse
circostanze e inpresenza di argomenti diversi. La percentuale di soggetti che viene a conoscenza di
particolari notizie attraverso i contatti personali è molto bassa in presenza di argomenti di nicchia, mentre
cresce nel caso di notizie di forte impatto e interesse.

CAP. 5 TEORIA CRITICA E TEORIA CULTUROLOGICA

TEORIA CRITICA VS. RICERCA AMMINISTRATIVA

(pag 70-72)

Dobbiamo a Lazarsfeld la distinzione tra ‘ricerca amministrativa’ e ‘ricerca critica’, distinzione di grande
importanza nella storia della comunicazione, che è stata poi ripresa e approfondita da R. K. Merton.

• Ricerca amministrativa = ricerca condotta per conto di un organismo amministrativo, Nella storia
della ricerca sulla comunicazione sono stati condotti numerosi studi con obiettivi amministrativi. E
una ricerca focalizzata sui media
• Ricerca critica = a differenza della ricerca amministrativa che tiene poco conto del contesto sociale
e storico all’interno del quale sn presenti i media, questa ricerca focalizza la sua attenzione
sull’esaminare i media all’interno dei contesti storici, sociali, politici…il suo obiettivo e servire il
bene pubblico generale,e interessata soprattutto a quel materiale che nn trova accesso ai canali di
comunicazione di massa.
RICERCA EMPIRICA = E una ricerca che si basa sull’osservazione, induzione (formazione di una teoria),
deduzione, testare la validita della teoria ed infine la valutazione.

La vera contrapposizione sta nel fatto che i teorici critici sostengono che non e possibile cogliere la
complessita dei fenomeni se non si prende in considerazione la categoria della totalita perche ogni
fenomeno in realta e in relazione con altri fenomeni. Per i teorici critici dunque non prendere in
considerazione la categoria della complessita significa rinunciare a una buona ricerca.

• Teorici critici = i media manipolano gli individui


• Teorici amministrativi = i media mirano a persuadere o influenzare gli individui

Nonostante la distanza e possibile individuare un terreno comune di incontro.

INDUSTRIA CULTURALE – HORKHEIMER E ADORNO (pag.75)

Lo svago o amusement riempie maggiormente la vita degli

individui rispetto al passato. Tuttavia non è più una pausa dalla produzione, ma un suo prolungamento.

Amusement confezionato dall’industria culturale con gli stessi criteri con cui si fabbrica ogni altro bene di

consumo. L’individuo ritrova nel prodotto dell’industria culturale i medesimi elementi che caratterizzano il

processo di produzione. Il consumo di prodotti dell’industria culturale stabilisce di

per sé un’adesione ideologica e funzionale dell’individuo alla società di massa. Il soggetto, nella società

massificata, senza volerlo o saperlo presta il suo consenso a un sistema sociale che in realtà lo usa e lo

manipola. Il potere economico e politico cerca di sfruttare gli individui in quei momenti che in realta
dovrebbero essere dei momenti liberi.

Pag. 80

Oggetto di analisi di Horkheimer e Adorno e l’industria culturale e non i consumatori privati della loro
capacita critica, ridotti a pseudoindividui proprio per questa ragione che la ricerca empirica si rifiuta di
prendere in considerazione i consumatori infatti che senso ha chiamarli ad esprimersi su qualcosa quando
non sono in grado dato che sono stati privati della loro capacita critica?

Negli anni 20 e 30 il sistema dei media non era un oggetto di studio ma rappresentava un pericolo per la
societa, la teoria critica punta la sua attenzione sull’analisi del sistema dell’industria culturale al fine di
svelarne tutta la pericolosita.

Pag.82

Disindividualizzazione= la perdita o eliminazione di caratteri individuali

L’industria culturale utilizza come strutture costanti, su cui organizza la produzione, le forme archetipiche
dell’immaginario, i temi mitici e tutto quel patrimonio di modelli con cui lo spirito umano ordina da sempre
i propri sogni. Grazie a queste strutture costanti (situazioni-tipo, personaggi-tipo, generi...) è possibile
piegare le necessità di innovazione della creazione alle esigenze di standardizzazione della produzione
industriale. L’i.c. riduce gli archetipi a stereotipi, luoghi di sedimentazione di un inconscio collettivo
standardizzato, ma non totalmente pianificato dagli apparati produttivi.

Archetipo = riferimento originale di un pensiero

Stereotipo = un pensiero o qualsiasi cosa standardizzata, banaizzata……la visione semplificata e


largamente condivisa su un luogo, un oggetto, un avvenimento o un gruppo riconoscibile di
persone accomunate da certe caratteristiche o qualità.
un concetto astratto e schematico che può avere un significato neutrale (ad es. lo stereotipo
del Natale con la neve e il caminetto acceso)
IL LOISIR

La cultura di massa e anche la cultura del loisir, l’etica del loisir prende forma e si struttura nella cultura di
massa, la cultura di massa procura agli individui in forma fittizzia tutto quello che non possono avere nella
vita reale. Cosi la vita reale passa in secondo piano rispetto la vita mediale. Da una parte la cultura di massa
nutre la vita dall’altra la atrofizza. La cultura di massa indebolisce le altre istituzioni infatti priva la famiglia,
la scuola, la patria del loro compito formativo.

Teoria culturologica (francese, di Edgar Morin 1962)


Studia la cultura di massa in modo antropologico ed il rapporto tra consumatore e oggetto di consumo.
La comunicazione di massa impedisce di definire il problema della cultura di massa.
Contrapposizione tra:
• standardizzazione produttiva
• individualizzazione del consumo culturale
Questa contrapposizione si supera con il sincretismo, cioè con la omogeneizzazione della diversità dei
contenuti

CAP 6 LA NASCITA DEI CULTURAL STUDIES


L’esigenza di studiare la cultura di massa si diffonde dalla meta degli anni ’50 fino agli anni ’60.
HALL = la cultura passa attraverso tutte le pratiche sociali ed e il risultato delle loro interrelazioni.
FISKE = la cultura come un processo continuo di produzione di significati sociali e frutto della nostra
esperienza sociale, tali significati producono u’'identita sociale riguardo alle persone coinvolte
Hall e Turner hanno ricostruito le radici storiche della nascita dei cultural studies.
Hall si occupo degli anni 60 e 70 mentre Turner si occupo della fase pioneristica.

I CULTURAL STUDIES pag. 85-87

Costituiscono un indirizzo di studi sociali che ha origine in Gran Bretagna. Inizialmente lo scopo primario era
lo studio dei cambiamenti nella cultura del proletariato inglese dal 2 dopoguerra in poi. La loro data di
nascita viene fatta risalire all’uscita dei lavori di Williams , Cultural and Society, e Hoggart, the Uses of
Literacy.

Storicamente, nascono in Gran Bretagna, con la fondazione nel 1964 del Centre for Contemporary Cultural
Studies (CCCS) presso l'Università di Birmingham, diretto da Richard Hoggart. Dal 1969, e per il decennio
successivo, il CCCS vene diretto da Stuart Hall, forse l'esponente di maggior spicco internazionale della
scuola. Dalla Gran Bretagna, i Cultural Studies si sono poi diffusi in diversi Paesi, soprattutto negli Stati Uniti
e in Australia, assumendo di volta in volta caratteristiche metodologiche e finalità diverse a seconda dei vari
contesti nazionali e culturali.

Nell’Inghilterra degli anni 50…….pag 86

Caratteristiche principali dei cultural studies secondo Grandi..pag 87

NUOVO MODO DI GUARDARE L’AUDIENCE

APPROCCIO ETNOGRAFICO = Per condurre un’analisi sul consumo televisivo l’approccio di studio migliore
era senza dubbio quello etnografico, il ricercatore individuato l’ambiente , parliamo del contesto naturale
entro il quale si manifesta il fenomeno, in questo caso l’ambiente familiare cerca di familiarizzare con
l’ambiente circostante e di ricavare delle informazioni il piu spontanee possibili. L’approccio etnografico
puo esser tradotto in termini semplici come la presenza di un estraneo in casa che ci osserva mentre
guardiamo la tv e ci fa domande su cio che facciamo. Il ricercatore alla fine descrive un quadro coerente dei
processi socio-psicologici osservati.

RICERCA FAMILY TELEVISION – MORLEY (pag.88-89)

Esposizione al mezzo televisivo :

• attivita sociale che talvolta diventa collettiva


• numerose attivita accompagnano il consumo televisivo
• il mezzo televisivo offre l’opportunita ai membri della famiglia di potersi incontrare nell’arco della
giornata

MODELLO ENCODING-DECODING pag. 91-92-93

Con il modello proposto da hall viene profondamente messo in discussione l’automatismo secondo cui il
messaggio che giunge integro al destinatario sarà interpretato secondo le intenzioni comunicative
dell’emittente.

Hall fa una distinzione tra 2 tipi di codice:

• codice egemonico o dominante


• codice professionale
il codice egemonico esprime l’intero universo di significat legittimi esperessi da una societai, rappresenta il
punto di vista dominante.

Il codice professionale accentua i caratteri della professionalita,

è quello di autori, registi e montatori nel cinema, ad esempio. L’autonomia del codice professionale è

limitata dal codice dominante al cui interno lavora. Per Hall non c’è messaggio che possa essere esterno al

controllo dell’egemonia culturale. Secondo il modello di Hall i media codificano e il pubblico decodifica

Le differente modalita di decodifica sono:

• quella preferita
• negoziata
• di opposizione
lettura preferita : il destinatario accetta totalmente i contenuti del messaggio e lo decodifica utilizzando lo
stesso codice con il quale e stato costruito

lettura negoziata: il destinatario reinterpreta il significato del messaggio senza seguire le indicazioni
dell’emittente. Il destinatario accetta parzialmente i contenuti espressi nel messaggio.

Lettura di opposizione; il destinatario non si riconosce per nulla nel messaggio che l’emittente gli invia e lo

respinge. Il telespettatore riconosce il codice egemonico ma elabora un’interpretazione antitetica a quella


suggerita dal codice

MODELLO SEMIOTICO – INFORMAZIONALE (pag.93-96)

il modello proposto da Eco e Fabbri si distanzia molto dal modello di Shannon e Weaver

• il nodo centrale del modello e la decodifica posta in stretta relazione con la codifica.
• Il destinatario non viene considerato come ricevente passivo ma un soggetto in grado di
trasformare i contenuti comunicativi
• la comunicazione non viene intesa come un trasferimento di informazioni ma come un processo di
trasformazione da un sistema ad un altro
• Fonte ricorre ad un codice o sottocodice elabora un messaggio che verra emesso come significante
, il destinatario utilizzando determinati codici assegnera al messaggio un significato.
• Se il destinatario non conosce i codici utilizzati si produce una decodifica aberrante, in questo caso
il messaggio ottera interpretazioni molto o poco diverse tra chi l’ha prodotto e chi lo riceve, Hall la
definisce una “comunicazione distorta”.

FISKE – CODICI UTILIZZATI DAI MEDIA pag 94-95

— incomprensione o rifiuto del massaggio per inferenze circostanziali: il


codice dell’emittente è compreso dal destinatario ma modellato sul pro-
prio “orizzonte di attesa”;
— rifiuto del messaggio per delegittimazione dell’emittente: il codice dell’emittente è compreso
dal destinatario ma il senso viene stravolto per motivi ideologici.

MODELLO SEMIOTICO – TESTUALE

Sappiamo interpretare i messaggi televisivi o radiofonici non perché abbiamo studiato come
funzionano, ma perché nel tempo ci siamo abituati a comprenderli grazie a una sedimentazione di
precedenti esperienze (gli insiemi di pratiche testuali), un repertorio di situazioni comunicative
apprese piuttosto che una generica competenza a decodificare l’uno o l’altro messaggio specifico.
il modello semiotico-testuale, ancora più radicalmente, mette in discussione non
l’esistenza dei codici che devono necessariamente esserci, ma il fatto che si ricorra a codici
grammaticali durante il lavoro di interpretazione o di produzione del messaggio.

CAP 10

TEORIA SCARTI DI CONOSCENZA = elaborata da Tichenor, Donohue e Olien nel 1970 consiste nel
sottolineare che la diffusione e la penetrazione crescente dei mezzi di comunicazione di massa tra la
popolazione non portano affatto all’uguaglianza sociale ma alla creazione di differenze.

Quando la diffusione di informazioni tratte dai mass media cresce nel sistema sociale, la popolazione con
status socioeconomico piu elevato tendera ad acquisire informazioni in maniera piu veloce della
popolazione con status socioeconomico piu basso , incrementando lo scarto di conoscenza fra i due.

……per tentare di individuare (pag.143)

POTENZIALE COMUNICATIVO= insieme di risorse che consente di ottenere e dare informazioni e che
facilita il processo comunicativo

Soggetti con potenziale comunicativo piu forte = acquisiscono le informazioni in tempi rapidi

10.2 GLI SCARTI CONOSCITIVI


Numerosi elementi empirici frutto di dati di diverse ricerche di Ticheron, Donohue, Olien confermarono la
correlazione con il livello di istruzione.

Tra le varie ricerche una delle piu famose e quella condotta da Budd, MacLean e Barnes…..(pag.145)

10.3 LA CHIUSURA DEGLI SCARTI

Gli effetti soglia si possono ritrovare in teorie gia studiate:

• Nell’agenda setting in cui la ripetitivita dell’informazione puo essere letta come una trasformazione
di un tema a soglia alta in un tema a soglia bassa,
• Il modello del knowledge gap appare antitetico a quello dell’agenda setting perche l’agenda
setting attribuisce ai media un tipo di influenza che coinvolga intorno al contenuto dei media, il
modello del knowledge gap implica un costante processo di differenziazione sociale nei sistemi di
conoscenza.
• Infine c’e un collegamento con il flusso di comunicazione a 2 fasi , che favorisce la chiusura di gap
nelle piccole comunita infatti la ricerca americana condotta su una comunita……(pag.150)

10.5 SOCIETA DELL’INFORMAZIONE E DIFFERENZIAZIONE SOCIALE

Da un modello broadcast ad un modello netcast

• Modello broadcast = consiste in una diffusione dei messaggi da uno a molti ed e tipico della
televisione generalista in cui vi e un emittente (che deve cercare di soddisfare tutte le aspettative
dei destinatari) e i membri del pubblico (che cercano di trovare qualcosa di loro gradimento
all’interno dell’offerta mediale predisposta.
• Modello narrowcasting = per soddisfare i bisogni del pubblico si e affermato questo modello tipico
della televisione tematica cioe quella basata su una categoria: informazione, sport, cinema…
• Modello netcast = consiste in una diffusione dei messaggi a rete, che consente una comunicazione
da molti (emittenti ) a molti (destinatari) e permette la costruzione di un offerta cosi diversificata
da soddisfare tutte le richieste possibili.

CAP 9

TEORIA DELLA COLTIVAZIONE


LA TELEVISIONE COME STORYTELLER

Il ruolo svolto dalla televisione e oggetto di indagine anche da parte della teoria della coltivazione il cui
ispiratore e Gerbner. Oltre a Gerbener altri studiosi quali Casetti e Chio hanno conferito alla televisione la
funzione affubulatoria.

Gerbner e i suoi collaboratori = la televisione come un sistema centralizzato di storytelling

Casetti e di Chio = la capacita di raccontare storie e una delle funzioni tipiche della televisione.

FUNZIONE AFFABULATORIA = la televisione racconta e propone storie in grado di soddisfare il bisogno di


evasione dello spettatore, stimolando la sua immaginazione.

Mentre Fiske e Harley attribuiscono alla televisione la funzione bardica

FUNZIONE BARDICA = la televisione racconta storie della comunita, tratte dalla realta sociale.

Secondo Fiske e Harley il ruolo bardico della televisione consiste nel:


• Individuare la realta culturale
• Coinvolgeri i membri della cultura nel sistema dei valori dominanti (rafforzando l’ideologia sottesa)
• Svelare l’inadeguatezze pratiche della cultura per dar il via a nuove posizioni ideologiche…..(130)

CULTURAL INDICATORS PROGRAM


CULTIVATION TEORY

Si presuppone l’obiettivo di analizzare le risposte fornite dai telespettatori circa la realta sociale. L’obiettivo
e quello di accertare come coloro che passano piu tempo davanti alla tv i cosidetti consumatori forti
percepiscono la realta a differenza dei cosidetti consumatori deboli.

Il margine che separa telespettatori deboli da telespettatori forti e il differenziale di coltivazione

Coloro che passano molto tempo a vedere la televisione sono maggiormente propensi a interpretare la
realta in termini "televisivi”.

LA COLTIVAZIONE TELEVISIVA

Dalle ricerche emerse si e potuto constatare che :

• Donne, giovani, anziani hanno maggior probabilita di essere vittime del mezzo televisivo
• I telespettatori forti percepiscono la violanza come maggiormente presente in questo modo
esprimendo un forte senso di apprensione e sfiducia per il mondo reale.

IL CONTRADDITTORIO NESSO TRA ESPOSIZIONE E RISPOSTE TELEVISIVE

Si pensa che i nostri comportamenti la percezione della realta che abbiamo sia frutto dell’esposizione al
mezzo televisivo.

Ma non sempre questo e prodotto del mezzo televisivo, quindi ad es. l’alienazione o la paura di essere
aggrediti non sono necessariamente il frutto di una maggior esposizione al mezzo televisivo. E possibile
infatti che le persone impaurite e alienate hanno maggiori probabilita di rimanere a casa e guardare la tv.

Quindi secondo Hughes le persone impaurite e alienate possono cercare nell’ambito dell’offerta televisiva
la conferma di quello che li preoccupa. Lo studioso va contro.

HUGHES = afferma che tra esposizione televisiva e la coltivazione di determinate immagini della realta c’e
senza dubbio una correlazione c’e un nesso tra variabili ma non e possibile affermare che l’esposizione
televisiva e qualificabile come variabile indipendente e la coltivazione di determinate immagini della
realta come variabile dipendente come afferma Gerbner , perche questo nesso di causa effetto stabilito da
Gerbner puo esser rovesciato.

Esempio di Gerbner: l’individuo passando troppo tempo di fronte la tv, cambia la sua concezione della
realta, iniziando a considerare il mondo pieno di insidie e pericoli

Esempio di Hughes: l’individuo e per propria natura impaurito e alienato cercano delle conferme dalla tv .

Altri studiosi smentiscono quanto sostenuto da Gerbner infatti

WOBER: nn ha quasi trovato traccia di coltivazione in termini di violenza in Inghilterra

BOUWMAN: ha registrato deboli associazioni tra l’esposizione alla televisione e la percezione della violenza
in Olanda

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