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Lezione 1 3-03-22

COMUNICAZIONE DI MASSA→ Quando nasce? Perché nasce? Qual è l'obiettivo della


comunicazione di massa?
Nasce perché è la società che si evolve che diventa una società di massa ovvero quel
processo di industrializzazione quindi la creazione di nuovi mezzi di produzione e la
situazione di ricchezza economica rompono quel legame individuale all’interno della
comunità fatta essenzialmente dalla realtà cittadina e dal villaggio. L’industria crea un’unica
società.
Cambia l’individuo→ non più legato all’ambiente familiare ma all’ambiente di massa: ovvero non
valorizza il singolo ma valorizza la collettività.
SOCIOLOGIA→ disciplina che nasce proprio a causa di questi fenomeni innovativi, nel periodo
postindustriale.
Lo studio della società di massa è fondamentale per direzionare gli usi, i costumi e i
comportamenti di questi individui composti da gruppi uniformi che si muovono insieme.
SOCIOLOGI: Cominciano a strutturare la disciplina e iniziano a chiedersi come le masse
creano una realtà sociale.
Weeber : parla anche lui dell’alienazione e quindi l’uomo che diventava massa era l’uomo
alienato, ovvero uomo privo della sua individualità e proiettato semplicemente in un mondo
fatto di tecnica, quando parliamo dell’industria e del sistema di produzione e di montaggio.
Weber diceva che questo tipo di uomo diventa un individuo atomizzato che era destinato a
morire in una gabbia d’acciaio dove fondamentalmente tutte le relazioni umane non
esistevano più ed era totalmente manovrato dagli altri sistemi.
ESEMPIO:Hobbes: Leviatano–> mondo che gestisce e manipola la mente dell’individuo che
non ha più un sentimento spirituale-religioso.
Weber: dice che l’umanità di massa sarà destinata a perdere anche il suo aspetto spirituale.
Chi inizia a studiare la comunicazione di massa era interessato a capire come la
comunicazione dei media (old media radio, televisione, giornali,stampa) influenzavano
questa massa, quali poteri avevano i media per manipolare, con quali strategie e campagne
pubblicitarie, la massa.
Studi che nascono dopo il primo ventennio del 900.

LASSWELL→Studioso conosciuto per aver sviluppato la prima teoria della comunicazione


di massa.
Lasswell→ studia le dinamiche della comunicazione di massa
Propaganda di guerra dall’alto verso il basso→ comunicazione verticale (la chiamata alle armi
attraverso la radio)
Nel BULLET THEORY→ Teoria dell’Ipodermico: La comunicazione trasmessa attraverso i media
colpisce come un proiettile le masse senza che queste oppongano resistenza.
Le masse sono passive→ senza alcuna risposta nei confronti dei mezzi di comunicazione
L’individuo viene trafitto dal proiettile della comunicazione mediatica senza che questo
opponga resistenza.
Quella di Lasswell viene definita anche una teoria di tipo Behaviorista→ ovvero allo stimolo
corrisponde una risposta (impulso-risposta).
Lasswell per la prima volta ci da il metodo di osservazione della comunicazione di massa:
Chi→soggetto della comunicazione
Dice cosa→ cosa vuole comunicare, con quale effetto

1
Attraverso quale canale→il mezzo di comunicazione
A chi lo sto dicendo→ al pubblico, sebbene sia di massa non è uniforme
Con quale effetto→ effetto del messaggio sul pubblico e sulla produzione
Comunicazione: asimmetrica
Successivamente alla teoria ipodermica di Lasswell nell’ambiente accademico si solleva il
dibattito e dei sociologi dicono:
<<L’audience si mostrava intrattabile, le persone decidevano da sole se porsi all’ascolto o
no e anche quando ascoltavano la comunicazione poteva risultare priva di effetti, o averne di
opposti a quelli previsti. Progressivamente gli studiosi dovevano spostare la loro attenzione
sull’audience per capire i soggetti e il contesto che li formava.>>
Si arriva a capire questo tramite le prime ricerche di tipo empirico della sociologia.
NASCE QUELLA CHE VIENE DEFINITA LA RICERCA AMMINISTRATIVA→ ovvero l’idea
che queste teorie debbano essere dimostrate.
LAZARSFELD→insieme alla sua scuola di Chicago(prima scuola sociologica) promuovono
degli esperimenti rispetto a come dimostrare che il pubblico subisce degli effetti rispetto a
quello che viene trasmesso attraverso i mezzi di comunicazione. Tramite la ricerca
sociologica esplorativa.
1. TEORIA DEGLI USI E DELLE GRATIFICAZIONI
L’approccio al mezzo è soggettivo, non a tutti piace ascoltare la radio o la televisione
ecc..
RICERCA AMMINISTRATIVA→ si studia la massa, prima ricerca sperimentale. Si
intervistano le persone per accumulare dati di grandi numeri di persone. Esistono
tanti metodi tra cui:
● QUANTITATIVO→sondaggio per grandi numeri di persone, con grande
raccolta di dati;
● QUALITATIVO→interviste di gruppo, determinata ricerca di persone e dati
specifici.
❖ ESPERIMENTO DI LAZARSFELD: raccontato nel libro “the people choice” libro
che nel 46 viene pubblicato a seguito di questa raccolta di dati rispetto alle
preferenze elettorali dei cittadini di un paesino degli Stati Uniti. Analizzano le
categorie incerte del gruppo di elettori o quelli che hanno cambiato preferenze
rispetto al precedente voto.
Si scopre che il messaggio della propaganda politica presidenziale mandava per le
elezioni non arrivava neutrale ma veniva filtrato da una serie di dinamiche sociali che
rielaboravano quel [Link] interazioni sociali del cittadino formulavano le sue
idee così come le modificavano.
OPINION LEADER→colui che ha la capacità di influenzarti (influencer), persone
che fanno da filtro tra l’emittente di comunicazione e la massa.

Pam Lev→ causa-effetto (esempio: il cane che sente il richiamo del cibo e anche se non gli viene dato
comincia a salivare).
Tra causa e effetto- ci sono dei processi psicologici.

2
Simmel citazione:<< La massa non si fonda sulla personalità dei suoi membri ma solo su
quelle parti che accomunano l’uno all’altro.>>
Simmel:parla in modo molto negativo della massa perchè si perde la specialità dell’individuo
e la massa in cui tutti sono uguali è soggetta ed è vittima della manipolazione.
Simmel dice:<< Va da sè che nella massa siano banditi tutti i comportamenti che presumono
la vicinanza e la reciprocità di molte opinioni diverse. Le azioni della massa puntano dritto
allo scopo e cercano di raggiungerlo per la via più breve, questo fa sì che a dominarle sia
sempre una sola idea, la più semplice possibile. >>
La complessità è contro la comunicazione di massa→ il messaggio deve essere semplice, chiaro e
diretto(slogan).
Simmel→ sociologo ebreo in una germania nazista.
Esperimento di Decatur: si vuole indagare sempre sul leader di [Link] RICERCA DI
DECATUR→ solo sulle donne ma non ci si spiega ancora il perchè.
Opinion leader: ha più informazioni rispetto alle persone comuni.
Di queste ricerche→ ne usufruisce chi vuole vendere.
TEORIA DELLA PERSUASIONE: percezione selettiva, a volte si assimilano più le cose
affini alle mie idee perchè sono quelle che mi interessano. L’ordine è molto importante
poiché le informazioni che vengono date per prime sono quelle che si memorizzano di
più(effetto di primacy)rispetto a quelle secondarie, la completezza delle informazioni.

Lezione 2 4-03-22
RIPASSO:
Che cos’è la massa? unione di singoli individui senza un minimo comun denominatore.
Diventa comunicazione di massa grazie al minimo comun denominatore.
Lo strumento che si usava nel primo ventennio era la radio.
Secondo Lasswell la massa informe viene colpita dal mezzo di comunicazione senza la
possibilità di reazione ovvero la teoria ipodermica.
Si comincia a studiare sul campo con la ricerca amministrativa (ricerca quantitativa)
Focus group è l’intervista collettiva, non è un singolo ma una massa di persone (tipo di ricerca
qualitativa).Metodo del focus group→ intervista collettiva, o face to face o un campione
rappresentativo del gruppo. Si divide la classe in gruppi e ad ognuno di essi si fa un’intervista
collettiva.

3
PROGRAMMA CBS→Orson Welles era uno scrittore che ha fatto un format radiofonico dove tra
una canzone e l’altra si dava il racconto su un’ipotetica invasione aliena sulla terra. Lo scrittore aveva
venduto questo formato alla CBS per trasmetterlo alla radio. La gente che si collega al programma
radiofonico non lo fa dall'inizio alla fine e si crea un effetto di panico collettivo, pensavano che gli
stati uniti fossero stati invasi dagli alieni. La radio è saltuaria la ascoltiamo in diversi momenti della
giornata senza seguire il filo logico del discorso tra una canzone e l’altra. Da lì i rockefeller cercano di
far muovere le masse e farle agire a loro piacimento, dovevano solo capire come.
La sociologia→ ha l’interesse a studiare fenomeni collettivi di [Link] che crede è che
l’individuo è un animale sociale.
La psicologia→ Studia i fattori individuali.
Robert Merton è un collega di Lazarsfeld, è un funzionalista ovvero, la sociologia
funzionalista studia la società come dei grandi insiemi che interagiscono tra loro ma non è
possibile studiare la società per settori ad esempio non posso occuparmi solo di religione o
politica ecc ognuno di questi settori è concatenato e influenza l’uno con l’altro.
Merton→Studia gli effetti collaterali su ogni aspetto (politico, sociale ecc.) e perché nascono.
Merton fa un esperimento su Kate Smith una grande cantante radiofonica con il metodo del
focus group va ad intervistare gruppi di persone rispetto al personaggio di Kate Smith.
(Libro media e comunicazione pag 76):

<<Anche il programma di Kate Smith rappresentò un altro spettacolare evento mediatico


che solleva domande sulla psicologia sociale della persuasione di [Link] Smith era la
più famosa cantante radiofonica del momento. Al tempo del programma aveva superato i
30 anni, era una donna alta, grassa e semplice. Per quanto non fosse attraente, era
comunque Ammirata e apprezzata; aveva una naturale voce da contralto e dal 1932
guadagnava $7500 alla settimana come star del Swanee Revue, spettacolo radiofonico di
varietà. Nel 1938 registro God bless America di Irving Berlin, brano che acquistò
immediatamente lo status di inno nazionale popolare. L'anno seguente fu invitata alla
Casa Bianca per cantare questo e altri pezzi e a ricevimento per il Re Giorgio VI e la regina
Elisabetta, la loro prima visita di stato in America. Il presidente Franklin Delano
Roosevelt la presentò come una delle più grandi cantanti. Allo scoppio della guerra veniva
ancora considerata come la rappresentazione delle Virtù americane. Durante la guerra la
smetta aveva due programmi fissi; Uno era un programma di 15 minuti nella fascia oraria
pomeridiana dal titolo Kate Smith Speaks, che andava in onda tutti i mercoledì pomeriggio
è in cui leggeva le lettere che le venivano spedite, aggiungendo commenti personali sui temi
correnti che interessavano gli ascoltatori: il lavoro minorile, la guerra, le famiglie e la
discriminazione contro i lavoratori sopra i 40 anni. Questo programma, per il collo Smith
guadagnava $5000 alla settimana, era il più ascoltato della fascia pomeridiana e
raggiungeva di norma 10 milioni di ascoltatori. L'altro, Kate Smith Hour, trasmesso in
prima serata dalla CBS dalle 8 alle 9, cominciò nel 1938 e prosegui fino al 1945. Per
quest'ultimo guadagnava 12500 dollari alla [Link] sue trasmissioni pubblicizzavano
sigarette, caffè, teglie da forno, saliere, colazioni a base di cereali. In questo contesto la
CBS chiese alla Smith di prendere parte alla campagna,lunga 1 giorno, per convincere gli
americani a comprare titoli di Stato per la guerra. La vendita dei titoli fu un mezzo
importante tramite cui il governo riuscì a raccogliere i soldi per finanziare la guerra con
contributi volontari di individui e aziende, invece che con un innalzamento delle tasse….>>

4
Mass Persuasion (1946), La persuasione delle masse.
La persuasione per Robert merton è molto differente dalla propaganda:
● La propaganda rappresenta un sistema di comunicazione a una direzione(Dall'alto
verso il basso).
● La persuasione mantiene una direzione biunivoca.
Kate smith ha l’interesse per la sua nazione (America) è una signora un pò in carne che
rassicura il popolo mentre canta god blessed america e invita a donare del denaro, il popolo
lo sente come un dovere morale/civile non come un dovere dello stato questa è la
persuasione. Dipende anche dal contesto non tutte le società avrebbero abboccato a questa
persuasione.
Gli statunitensi si sentono rassicurati perché kate smith parlava dei problemi delle persone,
come se fosse una persona ‘di casa’ (tema personale) kate smith spinge a donare del
denaro e fare del bene, non si parla con lo stato ma si parla con una persona che
rappresenta i valori americani (tema della facilitazione), il popolo si fida di kate smith perchè
era l’incarnazione della virtù (sincerità).
Merton mette in discussione il metodo, il metodo di aver dato la parvenza di sincerità e
costruzione fittizia di un personaggio che hanno costruito in scaletta a livello di contenuto
con le frasi che diceva e utilizzava per convincere le persone a dare dei soldi, con dei
principi e dei valori che a lei magari non appartenevano.
Questa strategia attecchisce sul popolo statunitense per 3 motivi:
1. La società americana era calata in una situazione anomia→ (senza regole
civili) ovvero la società non è costituita da regole e norme di solidarietà tra
individui, non esiste un codice di comportamento chiaro basato su valori
morali e etici, sono diventati degli individui senza scrupoli per colpa anche
della rivoluzione industriale. Per Merton gli individui si interfacciano solo per
interesse personale ed [Link] società americana è una ex colonia che
ha fondato gli stati uniti e sono cresciuti con lo sviluppo economico per questo
sono abituati ad una situazione di anomia che l’altro individuo si guardava
solo per un preciso tornaconto personale. Kate smith era la virtù di tutti, era il
minimo comun denominatore.
2. La pseudo-sfera pubblica→ sono i cittadini che si confrontano e che parlano
rispetto a quello che sono i loro diritti, era difficile a quel tempo ma grazie a
Kate Smith c’è questa unione, infatti kate smith è la pseudo-sfera pubblica.
3. Criteri amorali→ la propaganda è palese perché il politico non ha nulla da
nascondere, la persuasione è amorale e subdola perché nasconde delle
strategie interne al pubblico. Sicuramente il successo di Kate Smith è dovuto
anche perché trasmetteva 18 ore al giorno e il popolo sbrigava prima le
proprie faccende per poterla seguire durante la trasmissione radiofonica e
non lasciarla sola.C’era la volontà di credere che la Smith sia diversa rispetto
al popolo statunitense.

Pag 80-81. Media e comunicazione


COME FUNZIONANO I MEDIA:

5
Idea del funzionalismo,-->Merton dice che è chiaro che i media non possono essere letti
solo nel rapporto fra mittente e destinatario ma i media si innescano nelle relazioni sociali
attraverso 3 processi:

● Monopolizzazione del discorso: quando i media vogliono raggiungere un chiaro


obiettivo tendono ad escludere tutte le posizioni e idee discordanti o a metterle in una
posizione non prioritaria;
● Incanalamento degli atteggiamenti: I media piuttosto che respingere opinioni
contrastanti li incanalano nel sistema produttivo che è quello per il finanziamento dei
titoli di stato, esempio: se sei contrario alla guerra ma io ti metto Kate Smith a
cantare God blessed america alla rado io provo ad incanalare le tue preferenze in
modo tale che tu ti ponga sulla mia posizione, quindi sei ‘costretto’ a seguire la radio;
● Integrazione di altri sistemi di potere (funzionalismo): i media non interagiscono in
autonomia ma integrano con sistemi di potere politico, economico, commerciale ecc
quindi è impossibile studiare i media senza collocarli al più grande contesto
governativo che si calano;
L’obiettivo di Merton è uscire dalla stretta ricerca amministrativa che andava a studiare dei
specifici casi ma facendo una ricerca con dei focus group su dei specifici gruppi ma questa
teoria bisogna estrarla dal caso specifico per farla diventare una teoria generale su come i
mezzi di comunicazione integrino altri tipi di dinamiche.

Lezione 3 10-03-22
RIPASSO:
La persuasione è una dimensione biunivoca mentre la propaganda è un sistema di
comunicazione e ha una direzione dall’alto verso il basso, manipolatrice.

Teoria critica: Studia le discrepanze tra i valori professati della società e il suo effettivo
funzionamento. L'uomo continua a vivere in condizioni economiche precarie e a trovarsi in
situazioni di non libertà sono autori che cominciano ad osservare la società subito dopo il
boom della rivoluzione industriale; si pensava infatti che la promessa economica delle grandi
fabbriche avrebbe portato benessere a tutti ispirando le popolazioni e la politica di nuovi
ideali e progressi a favore dei diritti umani. La teoria critica nasce all'interno della Scuola di
Francoforte (1923). Il percorso è molto travagliato anche a causa dell'insurrezione del
regime nazionalsocialista.

SCUOLA DI FRANCOFORTE nata nel 1923


Max Horkheimer 1895-1973
Theodor Adorno 1903-1969
Walter Benjamin 1892-1940 ( si pronuncia beniamin)
Jurgen Habermas 1929-

Con illuminismo loro definiscono il concetto di ragione.

Teoria amministrativa: aveva l'obiettivo di studiare empiricamente gruppi di persone.

6
Adorno-> era contro la ricerca amministrativa perché era al servizio dei poteri. Secondo lui la
teoria amministrativa lavorava sugli stessi media. I dati che poi interesseranno alle persone
che monopolizzano e manipolano le masse. Ovvero dobbiamo criticare quelle persone e
non agevolarle dandogli i dati.
Bisognava studiare la società e quindi l'economia la politica e la cultura.
Società nel complesso.

• Teoria critica deve criticare la società nel punto di vista economico, culturale e politico
• Dialettica dell’illuminismo (1947) Horkheimer e Adorno danno un doppio significato non
solo i ‘lumi’ usano anche il concetto di ragione, era in quel periodo che gli uomini cominciano
ad uscire da un periodo di emancipazione e se l’illuminismo ha rappresentato tutto questo
perchè siamo arrivati alla prima guerra mondiale?
• I media hanno permesso lo stato di barbarie in cui l’uomo si trova/trovava e perché la
ragione non ha aiutato ad emanciparci? Per questo cercano una risposta studiando i grandi
sistemi e i grandi autori fino ad [Link] era contro la ricerca amministrativa perché era al
servizio dei [Link] società nel suo complesso era economia, cultura e politica.
Loro prendono in esame 2 grandi autori per il loro studio, MARX aspetto economico e
WEBER aspetto politico.
Marx, filosofo che parla nel periodo industriale, crede che le società si evolvono quando
cambiano le forze di produzione, la struttura per Marx è alla base dei cambiamenti sociali.
Da questo nasce una nuova classe sociale, la borghesia, che sono diventati ricchi grazie a
questi nuovi strumenti produttivi (es. mulino a vapore).
Il lavoro diventa merce perché l’operaio fa una parte del lavoro perché è diviso con una
catena di montaggio e il suo lavoro appartiene al capitalista, prima c’era l’artigiano che
conosceva dall’inizio alla fine il lavoro e se ne occupava lui per tutto il processo produttivo ed
il lavoro gli apparteneva, da qui c’è una alienazione dell’uomo perché fa sempre lo stesso
processo (razionalizzazione).
La razionalizzazione di produzione ha creato disuguaglianze nella società, produrre di più
per fare più soldi che vanno solo al borghese non all’operaio, quindi solo una piccola parte
della società.
Il denaro è il valore di scambio per acquistare un prodotto che veramente utilizzo o mi serve,
il capitalismo è il denaro per fare più denaro e il borghese investe denaro per gli strumenti di
produzione con cui vuole fare più denaro e questa merce è lavorata dall’operaio da qui il
proletariato.
Il guadagno del capitalista sta sulle spalle del lavoratore, perché sfrutta il lavoratore e questo
viene chiamato plusvalore.
Questo è il tradimento del processo di razionalizzazione nel mondo, infatti ad acquistare
valore è il denaro e non la merce, quindi non è solo una merce di scambio e non vale più
come merce in sé (es: carne). Denaro è il fine non più lo scambio.
Il materialismo storico è un processo che deve accadere ogni volta che cambiano i processi
produttivi.
Razionalizzare→ fare una cosa secondo una logica.
Plusvalore: sfruttamento del lavoratore. Ore di lavoro non retribuite. Denaro diventa più
importante dell'[Link] sullo sfruttamento del lavoratore non pagato nelle ore di
lavoro.

Lezione 4 11-03-22

7
Teoria critica Marx e Weber

Adorno e Horkheimer in opposizione alla ricerca amministrativa mettono in discussione


l'illuminismo inteso non solo come epoca storica ma anche come ragione.
Teoria critica: vuole studiare 3 macrosistemi politico: economico, culturale.

FORMULA DEL CAPITALISMO: di Marx


M-D-M' ( D valore di scambio,M merce, valore d'uso)
D-M-D' ( D è il fine ) D'>D= plusvalore ( sfruttamento del lavoratore).
Per Marx tutto è→ economia
Per lui il mondo si divide in struttura e sovrastruttura.
Se in un mondo preindustriale si vendeva per acquisire altra merce ora è il denaro lo scopo
finale della transazione. Nella produzione avviene lo sfruttamento.
Operaio→ non ha più il possesso dell'oggetto, dove non ha più in mente il prodotto finito poiché
lavora in serie in catena di montaggio. Quindi lui non è consapevole del guadagno che dovrebbe
ottenere con il suo lavoro.
Plusvalore→guadagno che produce l’operaio per il capitalista.

WEBER
Weber:Si concentra molto di più sulla sovrastruttura cioè politica e organizzazione dello
stato.
RAGIONE STRUMENTALE: tutti siamo spinti dal nostro desiderio individuale e agiamo a
discapito della collettività ( razionalità rispetto allo scopo e al mezzo per ottenerlo).Scopo
finale=massimizzazione del profitto.
Razionalità formale(mezzi) + razionalità sostanziale(scopo)= razionalità strumentale
BUROCRATIZZAZIONE DELLO STATO: Gli stati moderni dopo la rivoluzione industriale
devono avere la missione di non fare entrare in conflitto le persone con gli stessi interessi.
Coordinamento degli interessi tramite l’istituzione di organizzazioni statali che siano neutrali.
Non interessa lo scopo ma il mezzo per arrivarci. Mezzo più importante del fine. Riesce a
distaccare l'emotività.
DISINCANTAMENTO: burocrazia→filtra le nostre necessità, pura tecnica. Freddo calcolo
matematico. Tutti noi dobbiamo seguire dei passaggi dove non deve filtrare nessuna emozione. Ci ha
tolto i miti primordiali(dei), e ha fatto diventare l'esaltazione della ragione un mito.
Le persone esaltano la tecnica e le nuove tecnologie che le libereranno dall'ignoranza,
tramite di essi tutto è conoscibile,ma Weber dice quanti conoscono come funzionano le onde
radio? Solo i tecnici. Le masse sono vittime di un altro mito, l'uomo non sa come arrivano le
onde radio ma ci credono senza porsi domande. La ragione diventa nuovo mito.

Pag 56 paddy scannell.


"È proprio questo uno degli aspetti cui Weber pensa come Disincantamento del mondo
moderno:La perdita della possibilità dell’ incanto o del [Link] processo una diretta
conseguenza dell'illuminismo che era risolutamente ostile alla religione considerata come
incorporamento dell'[Link] secolarizzazione del mondo significò la
desacralizzazione del mondo della natura e dell'esperienza umana:La perdita del senso del
[Link] pensiero premoderno aveva un senso del mondo come una cosa viva è vivente, un
atteggiamento che si esprimeva nella credenza degli Dei e nell’ animismo nei confronti

8
della [Link] pensiero scientifico moderno vede il mondo come materia inanimata, di cui
è proprietà chimiche e fisiche possono essere analizzate, descritte e [Link] perdita
del senso di incanto indica il declino del naturale atteggiamento religioso o poetico nei
confronti del [Link] società moderne guadagnano in conoscenza in una porzione
direttamente proporzionale alla perdita della capacità di fare esperienza o di comprendere
il mondo."
Abbiamo eliminato la religione, cioè il nostro aspetto che ci collega alla natura per essere
ingabbiati nella tecnica, senza poter più fare esperienza emotiva e diretta della realtà.
Adorno: non sono io a dover dire a un individuo come pensare tramite un libro. Dialettica
dell'Illuminismo(estratti senza un filo logico, libro di adorno).Pensieri che tu applichi come
vuoi.
Cultura popolare→ diversa dall'industria culturale.
Illuminismo: mezzo per incatenare le masse così avviene per la cultura.
Adorno e Horkheimer criticano la ragione che diventa mito
INDUSTRIA CULTURALE→ in opposizione alla cultura popolare
Cultura popolare→creata dalle masse con l’idea di elevarsi dalla sua condizione di inferiorità
Industria culturale→ prodotto fittizio creato dall’alto per le masse, dai sistemi di comunicazione di
massa. Masse che non hanno alcun ruolo nel prodotto ma lo subiscono passivamente.
L’arte promossa dall'industria culturale non è nient’altro che merce con l'obiettivo di essere
consumata e venduta:
-Mercificazione dell'arte: l’arte non esiste più per il piacere estetico(l’arte per l’arte)
-Prodotto uniforme e standardizzato:riproducibilità della musica, prodotto come merce,
vendibile.
-Il feticcio della perfezione senza nessun impegno creativo
-L' amusement come prolungamento del lavoro:utilizzo della merce, lo stato ti dice come ti
devi divertire.
-Uniformazione del pensiero
-Assopimento delle capacità di critica: uniformazione del pensiero.
La ripetizione di un prodotto culturale è criticata da Adorno.
ES: Andy warhol Pop Art

Lezione 5 17-03-22

Industria culturale: riferita alle masse indistinte,


cultura popolare: viene dal basso.
-Mercificazione dell'arte: l’idea che per l’industria culturale l’arte è prodotta per essere
merce, non esiste più per il piacere [Link] soldi e prestigio.
-Prodotto uniforme e standardizzato: deve avere sempre le stesse caratteristiche che
piacciono alle masse,linea di costruzione che funziona.
-Il feticcio della perfezione senza nessun impegno creativo:non ci dobbiamo più impegnare a
trovare l’originalità nell’industria culturale, tutto funziona se replicabile o standardizzabile.
-L' amusement come prolungamento del lavoro:se l’arte mi fa sentire sempre nella mia
comfort zone provo compiacimento in questa mia zona di comfort. Illusione che l’industria
culturale ti sta dando un oggetto per divertirti e invece ti da un oggetto per dominarti.
-Uniformazione del pensiero: non ti impegni più a comprendere o a cercare la diversità,
quindi vi è uniformazione del pensiero.

9
-Assopimento delle capacità di critica: perché criticare un comfort? uniformazione del
pensiero.
Pag.62 del paddy scannell→<<I metodi della produzione di massa…>>

W. Benjamin
Arte per l'arte nel 1800 : l'artista fuori dalla politica
La politicizzazione dell'arte 1930
Riproduzione tecnica di massa
W. Benjamin, anche lui appartenente alla Scuola di Francoforte, realizza “l’opera d’arte
nell’epoca della riproducibilità tecnica” nel 1936. Egli affermava che nel 1800 l’arte esisteva
per l’amore dell’arte stessa, per il solo gusto estetico, l’artista era disimpegnato
politicamente e cercava di restituire giustizia alla bellezza dell’arte. Invece, in un mondo a
cavallo tra le guerre, è inevitabile che l’arte venga politicizzata, poiché in quel contesto il
pubblico non mostrava interesse all’arte solo per il suo godimento estetico. L’arte si
politicizzava e diventava di massa tramite il processo di riproduzione tecnica. L’arte viene
diffusa tramite i mezzi di comunicazione disponibili, può essere standardizzata ma avere
comunque un valore, differente però da quello passato.L’arte perde la sua [Link]= forma
di riverenza nei confronti di un'unica opera d’arte.
La perdita dell'aura: senso di unicità e distanza che l’arte per l’arte riusciva a dare si
perde= democratizzazione dell'arte.
.La democratizzazione dell'arte

<<Nell'istante in cui il criterio dell'autenticità nella produzione dell'arte viene meno, si


trasforma anche l'intera fruizione dell'arte .Al posto della sua fondazione rituale si
instaura la fondazione su un'altra prassi: vale a dire il suo fondarsi sulla politica>> L'arte
dalla teologia passa alla politica.

Prima della riproducibilità l’arte aveva infatti una funzione teologica e religiosa, l’individuo si
recava nelle chiese per vedere le opere d’arte, alle quali si prostrava adorandole
religiosamente. Il soggetto artistico diventa riproducibile e divulgabile ad una massa,
facendo perdere la distanza tra il consumatore e l’oggetto dell’arte. Nella Pop art (arte
popolare) il soggetto artistico delle opere diventano gli oggetti, le persone, che sono parte
della quotidianità. È un tentativo di mettere le masse direttamente all’interno del prodotto
artistico, rendendola standardizzata e riproducibile costantemente. Inoltre, le opere d’arte
iniziarono ad essere utilizzati per scopi politici. I regimi utilizzarono l’arte per i propri fini, ad
esempio quelli nazisti e fascisti rendevano estetica la politica, così da renderla venerabile
dalle masse, le quali però non vi partecipavano; al contrario, l’Unione Sovietica politicizzava
l’arte. L’opera veniva infatti estetizzata per far diventare il prodotto un oggetto da far
contemplare alla massa.
Secondo Benjamin l’arte perde la sua aurea, a causa della riproducibilità tecnica, l’arte
perde il distacco tra l’osservatore, il quale nell’arte per l’arte ricercava l’unicità.
L'impegno dell'intellettuale nell’epoca di Benjamin deve essere evidente:
- Ruolo intellettuale, egli deve essere attivo e impegnarsi civilmente, socialmente e
politicamente, attraverso l’arte deve smascherare la politica e i suoi scopi, coinvolgendo la
massa, rendendo il pubblico partecipante.
- Pubblico partecipante: il pubblico deve partecipare.

10
- Pubblico non borghese, l’arte non è più solo per i borghesi o l’élite, ma si
avvicina alle masse, viene infatti infranta l’aura affinché, tramite il processo di riproducibilità,
diventi popolare e democratica.
- Emancipazione delle masse, devono darsi da sole le loro idee , senza inculcare loro
delle idee.
• Adorno in risposta a Benjamin:
Adorno per contrastare Benjamin analizza la musica. Egli afferma che nel momento in cui
anche essa viene standardizzata per le masse viene meno l’unicità dell’opera. Lo stesso
messaggio viene costantemente ripetuto e le masse diventano poi assuefatte, diventando
inconsapevoli e incoscienti di ciò che si trovano ad ascoltare. Benjamin, secondo Adorno,
vuole utilizzare gli stessi strumenti sfruttati dalla società per manipolare la massa, per
cercare di renderle libere, cadendo però in torto.
George Orwell→ “tutta l’arte è propaganda”

Lezione 6 18-03-22
La democratizzazione dell'arte
-il ruolo dell'intellettuale
-il pubblico partecipante
-pubblico non-borghese
-emancipazione delle masse
Adorno: l'arte deve essere impegno [Link] adorno è inconcepibile che un artista
pubblichi un'opera al fine di condividerla con le masse e venderla soprattutto al livello
politico in quanto il contenuto, che è trasmesso in maniera semplicistica e banale, è un
male. Per Benjamin, al contrario, sarebbe un bene poiché è giusto che l'artista si impegni
per comunicare un messaggio di valori come, ad esempio, il supporto ad una nazione
invasa.
Adorno: arte per l'arte
Benjamin: valore aggiunto il messaggio politico nell’arte.
Benjamin : Riproducibilità tecnica
L'arte grazie alla riproducibilità arriva alle masse le masse si riappropriano dell'arte e la
calano nel proprio tempo e se non è più la teologia che ci muove verso l'arte la cosa che ci
muove verso l’arte è la politica,le masse devono godere dell'arte in base al significato
politico che è intrinseco in quel tempo.
“Il nuovo feticcio è l'apparato in sé" in questo senso con questa citazione si parla del
grammofono,reificare la musica significa renderla un oggetto di consumo,leva la dimensione
economica e lascia l'oggetto vuoto di valore.
Abbiamo due tipi di riferimento : prima di tutto la mercificazione e reificazione dell’arte per
Adorno era inconcepibile che un artista pubblicasse un suo gesto artistico su un quotidiano
riprodotto in serie su scala nazionale e quindi l'arte perde valore per benjamin grazie alla
riproducibilità si può conoscere chi è l'artista, il secondo problema è quello politico perché
per adorno importa il contenuto e fa capire alle masse quello che devono fare ,per benjamin
l'artista deve comunicare un messaggio di valori in questo caso una nazione invasa
(sull’esempio dell’Ucraina e il quotidiano)..
Industria del consumo→ dare impulsi all’acquisto.

11
CULTURA E TECNOLOGIA
Harold Innis(1894-1952) Contemporaneo
Marshall McLuhan (1911-1980)
Studiano il mezzo e lo strumento, gli oggetti tecnologici.
Le tecnologie della comunicazione sono fondamentali per comprendere lo sviluppo delle
civiltà e il loro perdurare, che dipende dalla capacità che queste società hanno di gestire
spazio e tempo.
Innis studiando i sistemi di produzione in fabbrica, di trasporto. vuole fare un manuale della
storia dell'evoluzione delle società.Obiettivo: costruire la storia dell’umanità dalla nascita
delle prime forme sociali fino ai giorni d’oggi e come questa evoluzione delle società si fosse
basata esclusivamente sulla trasformazione delle tecnologie che questa società avevano a
disposizione per comunicare.
Gestione del tempo e dello spazio
Innis vive il periodo del successo della rivoluzione industriale,è affascinato dalla tecnologia.
● Le tecnologie separano la gestione del tempo da quella dello spazio. ( ES: la scrittura
permette lo spostamento del messaggio su grandi distanze e la sua conservazione
nel tempo). Vuole fare un racconto dell'umanità e dell’evoluzione degli strumenti che
l'umanità ha per evolversi dalla babilonia ad oggi. La scrittura su carta mi permette
di raggiungere l'altra parte dell’impero e quindi percorrere spazi che non riuscirei a
percorrere in maniera rapida e mi agevola nella gestione del mio tempo .
● Il potere dei media si vede non per il contenuto ma per la materialità. Gli imperi si
consolidano per gli strumenti della comunicazione che provocano la distorsione di
spazio e tempo. Innis si concentra sull'oggetto materiale e il potere che questo
oggetto materiale trasmette. L'uso della scrittura emerge per la trasmissione del
potere religioso economico e politico (la capacità di ridurre lo spazio),tramite le
comunicazioni faccio emergere il mio governo quindi occupo lo spazio che divide un
punto di potere alla sua periferia esempio :l'impero romano.
IMPERO E COMUNICAZIONI (1950)
● Culture orali(i greci)
● Culture scritte (i romani)
L’uso della scrittura per la trasmissione del potere religioso, economico e politico.
Per Innis l'impero romano gestiva il potere grazie alla scrittura,grazie ad esempio alle
lettere delle colonie per comandare l'esercito,ha predominato rispetto a quello greco
perché loro avevano una cultura orale . C'è stato un bilanciamento tra cultura orale e
scritta che non ha permesso loro di svilupparsi come l'impero romano .
Il potere che sa gestire il tempo è quello religioso mentre quello che sa gestire lo
spazio è quello politico.
LA GALASSIA GUTENBERG(1962)
1. Era culture orali
2. Era culture scritte/stampate
3. Era comunicazioni elettroniche globali

Lezione 7 24-03-22
Harold Innis: autore canadese. Approccio completamente opposto a Marx.
Le tecnologie della comunicazione sono fondamentali per comprendere lo sviluppo delle
civiltà e il loro perdurare, che dipende dalla capacità che queste hanno di gestire spazio e
tempo.

12
La tecnologia rientra in tutti quegli strumenti che permettono di comunicare tra cui anche la
scrittura.
Il potere dei media non si vede dunque dal loro contenuto, bensì dalle loro materialità.
Esempio: Impero e comunicazioni
-culture orali: greci
-culture scritte: romani
L'uso della scrittura per la trasmissione del potere religioso, economico e politico.
Prime forme di scrittura: testi sacri (10 comandamenti scritti sulle tavole di pietra)
Letterati: clero, politica, governanti e commercianti.
La scrittura ha dato inizio alla divisione di [Link] tra classi=scontro sul comunicare.
Lui si sofferma sul mezzo poiché non è importante cosa viene scritto sul supporto, ma è
importante il mezzo e il suo potere, il quale deriva dalla sostanza da cui è composto.
Prendendo in esempio i 10 comandamenti, scritti, su pietra, Innis afferma che l’importante
non sono i comandamenti stessi, ma il fatto che il messaggio di Dio sia stato diffuso nello
spazio e nel tempo. La capacità delle società di evolversi è dovuta al potere dei media. Le
tecnologie del mondo hanno contribuito a differire la società in letterari e analfabeti, le prime
divisioni in classi sociali sono state dovute alla scrittura. Le persone analfabete erano coloro
che non potevano diffondere il loro pensiero, né nel tempo né nello spazio, in quanto non
possedevano i mezzi di comunicazione, i quali erano riservati ad altre classi sociali. Coloro
che possedevano mezzi per comunicare iniziarono a scontrarsi con coloro che non ne
possedevano ma iniziavano a prenderne conoscenza, generando dunque un conflitto tra
classi, il quale deriva appunto dalla differenza dei mezzi di comunicazione. All’interno
dell’opera Innis introduce l’esempio sulla cultura greca e romana: la greca è stata basata
sulla trasmissione della conoscenza orale, quella scritta esisteva ma non dominava. I romani
invece hanno basato la gestione dell’impero sulla scrittura.
Pietra -> attraversa il tempo, poiché appunto si conserva nei secoli.
Papiro -> attraversa lo spazio poiché permetteva di raggiungere spazi molto distanti ed
essere in più posti contemporaneamente.
La scrittura veniva dunque utilizzata per la trasmissione del potere religioso, economico e
politico.
Le tecnologie dei media tendono a imporre monopoli della conoscenza e del potere.
Innis: i mezzi fanno la storia

MARSHALL MCLUHAN(‘50-’70) E L'ARRIVO DELLA TELEVISIONE


Era lo studente di Innis. Anticipa linguaggi, cause, effetti e fenomeni che arrivano fino ad
oggi. Visionario
Gutenberg: importa dalla Cina la stampa a caratteri mobili. Stampa della prima Bibbia.
Riforma protestante: con l'arrivo dei libri stampati.
La Galassia Gutenberg→ sua opera del 1962
● Era culture orali: culture che si basavano sull'esperienza di campo. La
compresenza tra narratore e ascoltatore era indispensabile.
● Era culture scritte, stampate: tolgono la compresenza e sviluppano la vista, cultura
ordinata e [Link] culture scritte portano al cambiamento della forma di
persone negli individui, poiché in precedenza erano abituati alla trasmissione della
cultura per via orale, che ora invece si diffonde attraverso la tecnica. Il testo scritto
può essere utilizzato anche individualmente, questa cultura dunque frammenta
(alienazione), destruttura l’unità e l’interezza del parlare.

13
● Era comunicazioni elettroniche globali: i media elettronici ritribalizzano il mondo
all’interno di un singolo villaggio globale, se il telefono mi permette di arrivare
dall’altra parte del mondo allora viviamo tutti nella stessa dimensione, siamo tutti
riuniti e il tempo e lo spazio non hanno più il controllo. Facciamo tutti parte di una
rete neuronale, siamo fatti di impulsi elettrici che ci collegano l’un l’altro. I mezzi
elettronici rompono le gerarchie, sono considerati una liberazione, poiché chiunque
può utilizzare un mezzo per connettersi con il resto del globo (anticipazione della
globalizzazione e di internet).

LA STRUTTURA A MOSAICO DEL VOLUME


● La cultura orale è situata nel campo (partecipano tutti i sensi). Quella scritta
destruttura l'unità e l'interezza del parlare (monopolio dell'occhio, razionalità logica
del pensiero orientata al mondo silenzioso,individualistico e visuale).
● La nascita della stampa coincide con quella della prospettiva in pittura
( razionalizzazione dello spazio: distanza)
-Prospettiva in pittura →nasce contemporaneamente alla stampa (Brunelleschi).
Per McLuhan la prospettiva pittorica costringe a guardare il quadro da lontano,
poiché appunto la prospettiva viene colta al meglio da lontano, la prospettiva ci
allontana dall’arte. Secondo lui la razionalizzazione della cultura può essere
paragonata all’introduzione della prospettiva nella pittura, in quanto essa allontana
l’individuo dalla cultura stessa (per McLuhan forma del capitalismo). La scrittura
impone un ordine razionale, (esempio la lettura di un testo) a differenza della cultura
orale, ci si immerge solo attraverso la vista, quindi, è necessario allontanarsi per
vedere nel complesso e capire il senso generale.
Struttura mosaico → egli scrive la sua opera introducendo estratti di vari libri, senza nessun
collegamento tra loro, in modo tale da invitare i lettori a leggere il libro
integralmente. Egli sceglie di costruire l’opera in questo modo poiché rifiuta la
mentalità razionale della scrittura.
● La visione a una dimensione: mentalità da abcde: individualisti
La galassia gutenberg→ è un volume di aforismi che non hanno ordine, estratti da altri libri.
Strumenti del comunicare: libro che ha fatto 100.000 copie.
GLI STRUMENTI DEL COMUNICARE
-I media come estensione dell'uomo: estendono la conoscenza del [Link] culture scritte
hanno razionalizzato il mondo,dunque, egli considera i media come una sua estensione (es.
telefono estensione dell’udito,scrittura estensione della vista), i mezzi tecnologici della
comunicazione potenziano dunque i sensi dell’uomo attraverso i quali egli conosce il mondo.

- Cultura visuale:Scrittura, lampadina


- Il mezzo è il messaggio: Non è importante il messaggio, ma piuttosto il mezzo attraverso
quale lo comunico, in quanto il mezzo cambia lo stato mentale dell’individuo. Uno degli
esempi che egli porta è quello della lampadina, attraverso essa l’uomo estende la vista, non
è importante ciò che l'individuo vede, ma il fatto stesso che veda.
- Comprendere l'impatto dei mezzi piuttosto che giudicarli
Epoca visuale: per la visione o per la scrittura.

14
Televisione: conforto, che mi mette in uno stato di [Link] medium Is the massage: dovrebbe
essere messaggio non massage,ma non è un errore tipografico. Massage→ gioca sul rompere lo
schema del preconcetto rispetto al media. La non neutralità del media.
film: io e Annie di Woody Allen
Il villaggio globale→ la galassia gutenberg
● I media elettronici ritribalizzano il mondo all'interno di un singolo villaggio globale.
● Abolizione di tempo e spazio.
● Rete di neuroni: Facciamo parte tutti di un grande villaggio, siamo tutti in una rete
neuronale, siamo fatti tutti di impulsi elettrici che ci collegano l’un l’altro.
Testo pag. 143 Paddy scannell

Lezione 8 25-03-22
Innis e McLuhan vengono definiti deterministi tecnologici→ qualsiasi cosa è decisa/determinata dalla
tecnologia.
DETERMINISMO TECNOLOGICO→ non vede la capacità umana di agire con la
tecnologia.
L’individuo subisce tutte le innovazioni portate dai media.
● Sono le macchine a fare la storia
● La tecnologia di una società impone una determinata struttura alle sue relazioni
sociali.
Critica che gli viene mossa: alcuni sociologi dicono che il mezzo è un sintomo non è il
prodotto. Pensano che il mezzo non è il principio del cambiamento è il prodotto finale.
Ma sono gli uomini che hanno richiesto questi mezzi per evolversi [Link]
sintomatica.

CRITICHE A INNIS E MCLUHAN


Determinismo tecnologico ⧣ visione sintomatica
• Il pensiero di Innis e McLuhan viene definito determinismo tecnologico. Per loro
l’evoluzione degli strumenti del comunicare, dei media, forma e cambia la società. La
tecnologia di una società impone una determinata struttura alle sue relazioni sociali. I media
decidono dunque il cambiamento storico e la struttura delle società attorno a loro. Secondo
Innis e McLuhan i media nascono per rispondere alle esigenze dell’uomo, ma in un processo
di evoluzione tecnologica, è il mezzo stesso che induce quindi all’evoluzione. Secondo
questa prospettiva l’uomo assume un ruolo passivo, subisce le innovazioni che vengono
portate dai media, sviluppando nuovi sensi.
• Secondo alcuni sociologi però tale teoria è errata, essi affermano che il media non è il
principio del cambiamento, ma il prodotto finale, non sono i media ad innescare l’evoluzione
del mondo, ma gli individui in seguito alle esigenze e alle azioni sviluppano nuovi media.
Questa visione contrapposta viene definita visione sintomatica. Una delle critiche maggiori
che viene mossa a Innis e McLuhan è la mancanza dell’azione umana, in quanto secondo
loro, l’uomo deve la sua evoluzione alla nascita dei nuovi media, e non il contrario. Per
quanto riguarda la visione sintomatica l’individuo non subisce, è invece attivo, le sue azioni e
le sue necessità portano all’evoluzione dei media.
DALLA MACROSOCIOLOGIA ALLA MICROSOCIOLOGIA
MACROSOCIOLOGIA: Sociologia che si occupa dei grandi [Link] accomunano tutti.

15
MICROSOCIOLOGIA:Si occupa dei fenomeni sociali in piccola scala. Di come si
costruiscono interazioni dal basso.(sistemi familiari)si occupa dei piccoli sistemi, studio dei
piccoli fenomeni sociali, delle interazioni sociali e da come vengono costruite dal basso.
Gli studiosi di questo campo si occupano della comunicazione interpersonale, si interessano
alla cultura come qualcosa appartenente agli individui stessi e non inteso come qualcosa di
intellettuale.
ERVING GOFFMAN (1922-82)
Egli si interessa in particolare allo studio delle interazioni sociali tra gli individui, e di come,
tramite le interazioni, viene costruita la cultura non scritta, implicita, l’ordine sociale e
l’identità dell’individuo stesso.

• La vita quotidiana come rappresentazione (1959) sua opera principale →Nell'interazione sociale si
costruisce l'ordine sociale e il soggetto.
Goffman dice che queste regole, questi modi di agire tacitamente stabiliti sono messi in atto
come quando noi vediamo una rappresentazione teatrale, cioè tutta la microsociologia di
Goffman si basa sul concepire l’esistenza quotidiana come drammaturgia:nella nostra vita
siamo su un palcoscenico dove le relazioni sociali, le nostre interazioni ci danno la struttura
su come dobbiamo muoverci per mantenere un ordine sociale.
DRAMMATURGIA DELL’ESISTENZA QUOTIDIANA
Ribalta (scena)→ controllo della performance compiuta dal sé, performance che l’individuo compie
quando va in scena.
Retroscena→ il sé viene plasmato, si prepara per andare in scena
L’individuo nel retroscena si distacca dalla ribalta, dal ruolo, e decide come costruire il
personaggio prima di andare in scena, prima di affrontare interazioni sociali, le quali donano
la struttura per il movimento e il comportamento sociale. (Se = ribalta + retroscena). Non
esiste un soggetto come sostanza che agisce, al contrario egli è il prodotto delle sue azioni.
IL SOGGETTO E LA MASCHERA
Il soggetto puro in sé non esiste, l’individuo è l’insieme dei ruoli sociali che mette in atto nelle
interazioni sociali.
L’ORDINE DELL’INTERAZIONE
● L’ordine dell’interazione sociale è costruito da regole che i soggetti riconoscono e
mettono in atto.
● Giochi di faccia, tutto ciò dipende da come gli individui hanno interazioni e si danno
credibilità a vicenda.
"Le convenzioni sociali sono un notevole vantaggio a modico prezzo(...) a patto che si possa
indurre tutti ad attenervisi". -l'ordine dell'interazione(1983).
[Link] scannell.
Disattenzione civile: non cerca lo scontro. [Link] permette di stare sereni attraverso
dinamiche implicite.
● Disattenzione civile, viene messa in atto quando l’azione e il contesto non sono ben
definiti e vengono ugualmente seguite delle condotte che sono state assorbite
incoscientemente. Ad esempio quando due individui si incontrano per strada camminando,
si danno uno sguardo distratto entro i due metri nel quale fanno comprendere con dei gesti
la strada che vogliono proseguire, inseguito lo sguardo viene abbassato o distolto, se invece
il contatto visivo continua viene interrotta la condizione di condotta civile. La società funziona
perché l’uomo segue le convenzioni sociali.

16
Lezione 9 31-03-22
DRAMMATURGIA DELL'ESISTENZA QUOTIDIANA
RIBALTA(SCENA): controllo della performance, la scena è il momento della performance in
cui il soggetto interagisce col pubblico.
Il Retroscena è il momento in cui l’individuo si plasma nel personaggio che dovrà
interpretare entrando in scena.
Il soggetto e la maschera
I GIOCHI DI FACCIA: giochi dove all'interno mettiamo la nostra faccia.

I GIOCHI DI FACCIA
La disattenzione civile rientra secondo Goffman proprio all’interno della teoria che lui
definisce “I giochi di faccia”.
-riconoscimento→ sociale, status
-mantenimento→ devo mantenere quella reputazione
-accountability→ rispondenza reciproca, ci riconosciamo a vicenda mantenendo il gioco di faccia
-quello che viene comunicato è più consistente della somma di quello che viene
semplicemente detto.
"le convenzioni sociali sono un notevole vantaggio a modico prezzo (...) a patto che si possa
indurre tutti ad attenervisi."
Estratto in cui Goffman parla dei camerieri:
<<Consideriamo questo cameriere. Ha il gesto vivace e pronunciato, un po' troppo preciso,
un po' troppo rapido, viene verso gli avventori con un passo un po' troppo vivace, si china
con troppa premura, la voce, gli occhi esprimono un interesse un po' troppo pieno di
sollecitudine per il comando del cliente, poi ecco che torna tentando di imitare
nell'andatura il rigore inflessibile di una specie di automa, portando il vassoio con una
specie di temerarietà da funambolo, in un equilibrio perpetuamente instabile e
perpetuamente rotto, che perpetuamente ristabilisce con un movimento leggero del braccio
e della mano. Tutta la sua condotta sembra un gioco. Si sforza di concatenare i movimenti
come se fossero degli ingranaggi che si comandano l'un l'altro, la mimica e perfino la voce
paiono meccanismi; egli assume la prestezza e la rapidità spietata delle cose. Gioca, si
diverte. Ma a che cosa gioca? non occorre osservare molto per rendersene conto; gioca ad
essere [Link] c’è qui nulla che possa sorprendere; il gioco è una specie di controllo
e di investigazione. Il ragazzo gioca col suo corpo per esplorarlo, per farne l’inventario; il
cameriere gioca con la sua condizione per realizzarla. Quest’obbligo non differisce da
quello che si impone a tutti i commercianti; la loro condizione è tutta di cerimonia, c’è la
danza del droghiere, del sarto, dello stimatore, con cui si sforzano di persuadere la loro
clientela che non sono altro che un droghiere, uno stimatore, un sarto. Un droghiere che
sogna è offensivo per il compratore, perché non è più assolutamente un droghiere. Cortesia
esige che egli si comporti nella sua funzione di droghiere, come il soldato sull’attenti si fa
cosa-soldato con lo sguardo diritto che non vede, non è fatto per vedere, poiché è il
regolamento e non l’interesse del momento a determinare il punto che deve fissare («lo
sguardo fisso a dieci passi»). Ecco tante precauzioni per imprigionare l’uomo in ciò che è.
Come se vivessimo nel timore perpetuo che ne sfugga, ne trabocchi, eluda improvvisamente
la sua condizione”.>> Sartre.

17
GOFFMAN ci dice: siamo tutti attori forzati in una scena che proviamo e riproviamo
costantemente e interpretiamo il nostro ruolo in maniera giocosa e perfezioniamo il nostro
gioco di faccia perché vogliamo essere riconosciuti.
La parola chiave per Goffman che ritroviamo poi anche in Garfinkel è l’Accountability→
rispondenza reciproca, cioè io riconosco la tua faccia e tu la mia e facciamo di tutto affinché
nell’ordine sociale e nella nostra interazione queste facce si mantengano. Goffman dice:
“Quello che viene comunicato in un’interazione è più consistente della somma di quello che
viene semplicemente detto.” Ovvero quello che mi dà più autorevolezza in quello che dico è
anche come lo interpreto non è solo quello che dico. Anche il contesto è fondamentale.
Esempio: quando noi per strada abbassiamo lo sguardo, e continuiamo a camminare
civilmente senza creare disagio, non ci stiamo dicendo nulla ma abbiamo capito tutto perché
nel non detto c’è l’ordine sociale.
Goffman si sofferma molto anche su i processi comunicativi tramite l’espressione sociale,
cioè la predisposizione alla comunicazione. Egli dice è molto facile capire dai giochi di faccia
quando qualcuno non è predisposto all’atto comunicativo ( distoglie lo sguardo, stare al
telefono) c’è del non detto ma è chiaro che quella persona in quel momento non vuole
interagire.
Ma affinché si crei l’interazione sociale i giochi di faccia devono essere condivisi, io devo
comprendere i giochi di faccia dell’altra persona.
GOFFMAN→ “L’ordine sociale avviene proprio perché noi capiamo questi giochi di faccia, che a
volte non dicono niente, ma che sono solo espressioni.”
Non tutti però abbiamo il privilegio dei giochi di faccia. A chi non è estesa questa norma? Ai
malati di mente.
Persona di colore: gioco di faccia del disprezzo. Gli tolgo la mia attenzione civile, gli manco
di rispetto.
I giochi di faccia: servono a catalogare anche l'anormalità.
Matti e carcerati→ non eseguono i giochi di faccia
La disattenzione civile può avvenire anche per la strada → vagabondi, persone con malformazioni.
GOFFMAN→ “Ho imparato che gli storpi devono imparare a stare attenti a non
comportarsi in modo diverso da quello che gli altri si aspettano da loro. Prima di tutto la
gente si aspetta che lo storpio sia storpio, e cioè invalido e incapace, inferiore a loro. La
gente si fa sospettosa e insicura se lo storpio non si adegua a queste loro aspettative. E’
piuttosto strano ma lo storpio deve fare la parte dello storpio, così come molte donne
devono essere ciò che molti uomini si aspettano cioè solo donne. Anche i negri devono
spesso comportarsi come buffoni davanti alla razza bianca superiore in modo che l’uomo
bianco non abbia paura del suo fratello negro. Una volta ho visto una nana, che è davvero
un esempio patetico, era alta circa un metro e venti ed aveva ricevuto un’ottima istruzione,
comunque davanti alla gente faceva di tutto per non essere altro che la nana. Faceva la
parte della scema con lo stesso risolino e con gli stessi goffi movimenti che hanno
caratterizzato i buffoni sin dalle corti reali del medioevo, soltanto quando si trovava ad
essere con amici buttava via la birretta e i sonagli ed osava essere la donna che veramente
era intelligente, malinconica e molto sola.”
Pratichiamo il nostro ruolo a seconda del contesto, ma il ruolo è ovviamente un ruolo
interiorizzato con il tempo.
Rottura della scena→ quando faccio qualcosa di inconsueto all’interno del mio ruolo.
L'anormalità viene socialmente costruita, in nome della normalità che deve regnare
nell'ordine dell'interazione.
Sorvegliare e punire, studio di Goffman:

18
“Goffman descrive con quali metodi nelle istituzioni totali i sostegni e i territori del sé
vengono rimossi. I numeri rimpiazzano i nomi, i vestiti civili sono rimpiazzati
dall’uniforme dell’istituzione, i capelli possono essere tagliati e gli oggetti personali e i
piccoli strumenti della rappresentazione del sé che compongono il kit dell’identità
dell’individuo sono rimossi. Gli internati conducono un’esistenza nella quale sono sempre
inseriti in qualche tipo di gruppo e non sono mai soli: dormono in dormitori o in camere
condivise, il bagno e la toilette rimangono sempre aperte e non possono essere chiuse a
chiave. Non esistono luoghi in cui si può stare appartati. Le istituzioni totali sono luoghi in
cui si forzano alcune persone a diventare diverse. Si tratta di un esperimento naturale su
ciò che può essere fatto al sé. Tutto questo porta alla mortificazione, alla disculturazione
portate avanti tramite una serie sistematica di umiliazioni,degradazioni e profanazioni.”

Asylums(1961)
Le istituzioni totali: matti e carcerati—> viene in mente anche l’olocausto
-mortificazione del sé→ olocausto, carcere
-morte civile→ morte di quel patto civile
-manca la distanza dal ruolo
-la devianza socialmente normalizzata→ ai normali il matto spaventa o attrae
-la maschera diventa lo Stigma→ Dedica un’intera opera chiamata Stigma
In un manicomio il matto può fare il matto perché l'istituzione sociale impedisce gli strumenti
che fanno la mia personalità.
"Morte civile"
IL DIO DELLE PICCOLE COSE→ È L'UOMO
-La faccia di ognuno è quindi qualcosa di sacro e l'ordine espressivo necessario per
conservarla è un ordine rituale.

Lezione 10 1-04-22
Il Dio delle piccole cose
Emile Durkheim →il suo più famoso libro è “Le forme elementari della vita religiosa” del 1912. Egli
in questo libro diceva che tutto può essere sacro, basta che gli uomini lo riconoscano come tale. Non
importa l’oggetto o la divinità che sia, quello che fa sacro qualcosa, è perché gli uomini costruiscono
dei rituali, delle forme di interazione intorno a quell’oggetto che lo consacra.(in un certo senso visione
laica della religione).
Per Durkheim le religioni sono fatte dagli uomini ed hanno una funzione sociale ovvero
quella di creare dei codici morali/etici su dei gruppi [Link] cattolica= è servita per
creare dei codici di comportamento per i popoli che hanno cominciato ad appartenere a
quella religione. Tantissime religioni hanno raccomandazioni igienico-sanitarie, proprio
perché queste religioni avevano più la funzione di creare dei comuni valori all’interno delle
società.
Per Durkheim le religioni sono processi di costruzione sociale
GOFFMAN→ adotta questa concezione di Durkheim diciamo laicizzata della religione
dicendo però che, nelle epoche contemporanee è l’uomo stesso ad assumere quella
sacralità, magari in maniera incosciente.

19
In epoca contemporanea l’uomo assume dei rituali nel nostro modo di comportarci gli uni
con gli altri, i giochi di faccia sono ritualità che ci fanno capire che l’individuo è sacro, e così
ciò che non lo è viene allontanato, questo è il cuore di microsociologia, che studia la
sacralità dell’individuo, l’unico valore che gli individui condividono, in un mondo
razionalizzato, l’unico modo per cui gli individui non si uccidono fra loro è perché esistono i
giochi di faccia.
Visione Parsoniana:Agiamo per mantenere un determinato sistema. Gli uomini agiscono
perché introiettano delle funzioni che gli vengono imposte dalle società (i cultural dope).
Goffman, Garfinkel, Gibbens→ si oppongono alla visione parsoniana, poiché di base c’è un
agency dell’essere umano, cioè la capacità di agire dell’essere umano il quale sceglie quale
ruolo vuole rivestire.
Goffman→ molta libertà individuale nei giochi di faccia.
HAROLD GARFINKEL (1917-2011)
Etnometodologia→ studio sul perché e come siano nati i giochi di faccia. Studio dei metodi di cui i
membri di un gruppo si servono per comprendere il mondo e le interazioni con gli [Link] i popoli,
che hanno creato metodi per vivere insieme, hanno stabilito delle regole per mantenere l’ordine
dell’interazione, (GARFINKEL).
ESPERIMENTI DI ROTTURA→studies in ethnomethodology (1964)
Mundane world→ mondo mondano, della nostra vita quotidiana(così definito da Garfinkel)
Egli pensa come la sociologia debba cambiare l’approccio allo studio della società, cioè non
studiare gli effetti che determinate strutture, eventi, funzioni hanno sugli individui ma studiare
la società dal basso, cioè come la società dal dentro crea certe strutture e certi ordini sociali,
è capovolgere la prospettiva.
Iniziano a fare esperimenti di rottura per vedere cosa succede, quando si stanno facendo le
cose nella vita normale e ci si rende conto di fare qualcosa in modo spontaneo Garfinkel ci
dice di fare l’opposto.
Pag. 162→”Caso 1: il soggetto dice a colui che conduce l'esperimento cos’ è accaduto
mentre si recava al lavoro.
S: ho trovato uno pneumatico sgonfio.
E: Cosa intendi per pneumatico sgonfio?
S:( attonito) cosa intendi con cosa intendi? uno pneumatico sgonfio(.) è uno pneumatico
sgonfio(.) Che domanda assurda.
Caso 2: il soggetto è colui che conduce l'esperimento, marito e moglie, stanno guardando
la televisione.
S: sono stanco.
E: in che senso sei stanco? fisicamente, mentalmente o semplicemente annoiato?
S: non lo so. Credo fisicamente.
E: intendi i muscoli o anche le ossa?
S: credo di sì(.) Non essere così tecnica.
Più tardi
S: tutti questi film hanno lo stesso tipo di letti in ferro battuto
E: cosa intendi? intendi tutti i vecchi film o solo quello che abbiamo appena visto?
S: Che problema hai(.) lo sai quello che voglio dire!
E: Vorrei solo che tu fossi più preciso
S: lo sai quello che intendo. finiscila lì.
Caso 3: la vittima saluta allegramente con le mani
S: come stai?
E: come sto riguardo a cosa? alla salute, alle finanze, al mio lavoro.

20
S: senti! provavo semplicemente a essere educata. Sinceramente non me ne frega un
accidente di come tu stia!”
Questi esperimenti, sono esperimenti di rottura, ovvero esperimenti dove io non mi
comporto Come di consueto, ma improvvisamente cambia l'ordine di interazione.
Garfinkel vuole vedere cosa succede, vuole sapere perché le persone reagiscono male.
Secondo garfinkel il soggetto si infastidisce perché si rompe l’ accountability, il fatto che io
mi fidi dell’altro a prescindere dal gioco che sta facendo fa sì che io ti permetta di fare quel
tuo gioco.
● L'avrei condizione di un mondo sociale e l'accountability (responsabilità degli Uni
verso gli altri) degli attori sociali. In questo senso il mondo della vita quotidiana è la
moralità. Tutti noi sappiamo e comprendiamo questa cosa puntoevirgola che noi
siamo accountable verso gli altri nelle nostre azioni e gli altri, dalla loro parte, sono
accountable verso di noi.
Accountable→ corrispondenza/responsabilità/fiducia reciproca.
Routinizzazione del ruolo→La fiducia si costruisce tramite [Link] in un contesto sociale le persone si
riconoscono , o interpretano dei ruoli che sono sempre gli [Link] fiducia innesca in noi una
morale.
Per Garfinkel la vita sociale è una cosa seria per lui non è una rappresentazione teatrale ma
siamo nella vita reale.
Per goffman è tutto un gioco di [Link] Garfinkel tu ti puoi permettere quel gioco di
performance perché alla base c’è una solida struttura morale e di fiducia tramite le persone
che interagiscono.
La storia di Agnes→ transizione di un 17enne che decide di cambiare sesso
La storia di Agnes, come rendersi credibile per cambiare sesso.
Cosa succede quando nella normalizzazione si cambia sesso?Improvvisamente cambia,
vuole fare un percorso psicologico e terapeutico anche per cambiare l’organo genitale.
Garfinkel, lavorando nell’equipe medica come psicologo e sociologo che si sarebbe
occupato dell’assistenza di questa persona,registra le conversazioni che ha con lei. E quello
che gli interessa è come questa persona si relaziona con diversi pubblici che l’hanno
riconosciuta prima come uomo e poi come donna. Pag 165 del paddy scannell.
Si sentiva donna ma aveva genitali maschili, voleva convincere di essere donna, Garfinkel
esaminava le richieste e decideva se appoggiarle.
Quando era in compagnia di persone con identità di genere normale, Agnes doveva
mantenere la rappresentazione che dava di sé e passare come una giovane donna, in
compagnia delle persone che aveva vicino lei si mostrava con comportamenti da donna.

“Agnes mancava del passato di donna, di routine che avrebbe potuto riconoscerla da donna,
mancava a lei stessa per ricostruire il passato da donna mancato, i giochi e il resto.
Lei doveva continuamente atteggiarsi a donna per far sì che gli altri la riconoscessero come
tale.”

L'accountability anche qui diventa fondamentale, quindi Agnes viene stigmatizzata/o, lei
deve lottare per superare lo stigma del transessuale, non vuole essere concepita come
oggetto strano che sta svolgendo una transizione, ma vuole essere vista e affermarsi come
donna.
Lei poteva raccontare la sua storia, ma comunque a lei stessa mancava la parte del
passato, una lotta su sé stessa. Nascondere un passato che uscirà fuori, lei voleva avere
una biografia da donna; quindi, è come se lei dovesse sempre convincere, per lei il deficit di

21
non avere avuto un passato come altre donne da poter condividere a altre donne e bambine
la faceva soffrire.
“I membri di una società incontrano e conoscono l'ordine morale come il corso normale
dell'azione: scene familiari di vita quotidiana, il mondo della vita quotidiana conosciuto è in
comune con gli altri e con gli altri dato per scontato”. (Garfinkel 1967)
Puoi uscire dal ruolo per gioco, ma non per realtà.

Lezione 11 7-04-22
Qual è la differenza nella teoria di Garfinkel e Goffman rispetto alla performance dei giochi di
faccia? La parola chiave è la moralità.
La storia di Agnes: ragazzo che voleva cambiare genere. Transizione di genere che ha reso
difficile costruire un'altra maschera.
Giochi di faccia: si basano sulla moralità e la fiducia.
Accountability: responsabilità degli uni nei confronti degli altri. Garfinkel→ esperimenti di rottura,
metteva in discussione il dare per scontato.
Stigma: la maschera che non va più via. Non possiamo più toglierci(Goffman).
Secondo Goffman è possibile la distanza dal ruolo? E secondo Garfinkel?
GOFFMAN: una distanza dal ruolo è possibile, anche perché essi sono molto
interscambiabili tra di loro e il possessore del ruolo gioca con i propri ruoli.
Garfinkel: la distanza dal ruolo è [Link]é uscire fuori dal ruolo vuol dire far
cadere l’accountability che gli altri hanno verso di noi e viceversa.

JURGEN HABERMAS (1929)--> macrosociologia


E’ un esponente della scuola di francoforte, ancora in vita. L’opera più importante di
Habermas è “Storia e critica dell'opinione pubblica” (1962)
Tenta in quest'opera di ricostruire la nascita dell'opinione pubblica, oltre a definire che cosa
sia l’opinione pubblica. Vuole fare uno studio sull’utilità dell’esistenza di un’opinione pubblica
nelle società passate e contemporanee. L'idea è di trascrivere una storia di nascita e
evoluzione dell'opinione pubblica.
OPINIONE PUBBLICA→ un gruppo di persone che discutono rispetto a un tema di pubblica
rilevanza.
In Storia e critica dell'opinione pubblica vengono affrontati vari temi. Attraverso un profondo
studio storiografico cerca di ricostruire il momento in cui nasce la storia pubblica e l’opinione
pubblica e individua 3 età:
● Era premoderna: Il re incorporava la publicness(la res publica, la cosa pubblica). Era
in cui l'opinione pubblica è assente: Sudditi.
● XVIII secolo:Emerge la borghesia europea.
- Dalle Coffee houses(bar dell'epoca dove si comincia a discutere di letteratura, delle
tendenze del momento) alla rivoluzione francese e americana. "No taxation without
representation" → nessuna tassazione senza la rappresentazione.
- Nascita delle costituzioni scritte.
Borghesia: cittadini che non nascono ricchi grazie all' eredità ma lo diventano grazie al
riscatto sociale in cui diventano ricchi in base al lavoro che svolgono, la costruiscono la loro
ricchezza.
Borghesia=coincide con la nascita del capitalismo.(pag. 233 paddy scannell).”Nella
ricostruzione di Habermas…”

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● XX secolo: Divisioni di classe e la messa in discussione della sfera pubblica da parte
del capitalismo.
Opinione pubblica: gruppo di persone che discutono rispetto a un tema di pubblica rilevanza.
Momento in cui il pubblico si riunisce per discutere per qualcosa o su qualcosa.
Habermas cerca di rivalutare il ruolo dell'opinione pubblica,il nesso e la ragione.

Ritorniamo all'approccio della scuola di Francoforte. Allievo di Durkheim.

RIFEUDALIZZAZIONE DELLA SFERA PUBBLICA


● Da una parte si richiedevano principi politici universali, mentre dall’altra si
rafforzavano ineguaglianze economiche e [Link] sfera pubblica critica del XVIII
secolo era circoscritta alla borghesia europea, agli uomini che disponevano di
proprietà. I diritti delle donne o di coloro che non disponevano di proprietà non erano
considerati.
● Universalizzazione della piccola famiglia privata. Vengono resi pubblici quelli che fino ad
allora erano interessi privati (riproduzione e sussistenza) → NASCITA DELLO STATO-
NAZIONE.
● Mentre alcuni interessi dei privati vengono trattati nel pubblico.
Habermas diceva che nelle comunità premoderne la famiglia si occupava di istruire i figli,
della salute, lo stato non era ancora organizzato per prendersi cura in maniera collettiva di
questi interessi privati. Non esisteva in era premoderna un sistema scolastico nazionale, non
esisteva la sanità pubblica nazionale, ma i piccoli individui dovevano incominciare ad
interessarsi della tutela del proprio gruppo [Link] termine economia viene proprio dal greco dalla
parola famiglia, dalla gestione del nucleo familiare. Con la nascita dello stato nazione queste persone
borghesi cominciano a cedere parte di questa sfera di amministrazione del privato al pubblico, allo
stato. Il privato diventa cosa pubblica. Il capitalismo porta con sé anche questa idea che lo stato debba
cominciare a occuparsi anche degli affari privati delle persone: la riproduzione e la sussistenza→ dice
Habermas.
Lo stato comincia ad intervenire negli affari privati dei cittadini diventando Stato-
[Link]ì cominciano a nascere delle imprese, delle industrie dove i capi di
industria(personaggi privati) iniziano ad intessere i loro interessi con lo stato, il che comporta
che alcuni interessi di singoli cittadini, che dovevano essere confinati all’attività economica
personale dell’individuo, cominciano ad intricarsi con gli interessi della pubblica
amministrazione, che si occupa non più tanto della crescita del bene collettivo del pubblico, quanto di
particolari interessi privati. Doppio processo simultaneo→ Depoliticizzazione della sfera privata e la
politicizzazione della sfera [Link] stato si preoccupa solo degli aspetti economici.
1. Nel XVIII sec. la sfera pubblica rappresentava uno spazio di tensione intermedio tra
società e stato.
2. Dal XIX secolo la separazione tra stato e società comincia ad erodersi e così la sfera
pubblica ( politicizzazione e depoliticizzazione della vita quotidiana).
3. I cittadini si rinchiudono nel privato e nella fruizione del tempo libero dal lavoro.
(rovesciamento della cultura borghese del XVIII sec.)
4. Il cittadino diviene consumatore e la publicness si trasforma in pubblicità.
La sfera pubblica fallisce nella universalizzazione. Poiché giova il borghese ma non il
contadino che al contrario non viene preso in considerazione.
Non esiste più la sfera pubblica poiché il cittadino si trasforma in consumatore e quindi ci si
interessa solo di fattori privati e non si portano più avanti gli interessi pubblici ma solo gli
interessi privati.

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Dallo scambio di cultura per piacere passiamo a uno scambio di cultura per profitto.
“Questo tempo libero era sempre più orientato al consumo, le prime forme di sociability( la
letteratura, i giornali, i drink, le chiacchiere nei club) lasciano spazio a piaceri domestici
più sobri. Dalla metà del 20esimo secolo siamo tutti diventati degli amanti del privato, qui
abbiamo cominciato ad ascoltare la radio, a guardare la televisione e a consumare in
modo sempre più mediatizzato. Persino la conversazione cominciò a perdere spontaneità.
In parole povere si doveva pagare per leggere, andare a teatro, in un concerto, in un
museo ma non per conversare su quello che si era letto, ascoltato e visto e di cui ci si poteva
veramente appropriare soltanto attraverso la conversazione. Oggi anche la conversazione
in quanto tale viene amministrata. Il dibattito di privati diventa un numero di repertorio
delle star varie televisive…La discussione inserita nella sfera degli affari si formalizza, la
discussione pubblica, compresa quella degli accademici, è regredita nella forma di merce è
gestita manipolata e confezionata. Il mondo prodotto dai mass-media è pubblico soltanto
in apparenza. La cultura dei mass-media è una cultura di integrazione che funziona per
ottenere il consenso o almeno l’ accrescenza del pubblico mediatizzato e manipolato.”
L’uomo del 21esimo secolo→ è manipolato e gestito dallo stato.

Lezione 12 8-04-22
Abbiamo affrontato ieri un’opera in particolare di Habermas “Storia e critica dell’opinione
pubblica” dove il concetto fondamentale è come nasce, come si struttura, nelle società
moderne, l’opinione pubblica.
La sfera pubblica, l’opinione pubblica è quello strumento di intermediazione tra Stato e
società. La sfera pubblica è un momento che raccoglie le persone appartenenti a determinati
gruppi che discutono di alcuni temi i quali deliberano la propria opinione.
Habermas in “Storia e critica dell’opinione pubblica”vuole proprio capire quale è stato il
percorso storico e sociale che ha portato alla nascita dell’opinione pubblica, partendo da un’
epoca premoderna, dove il re incorporava di per sé la “publicness”( il bene comune la cd.
res pubblica quello che riguarda il bene e l’interesse di tutti, collettivo incorporato dai re delle
monarchie). Quì Habermas utilizza la frase di Luigi XIV del re Sole, “L’etat, c’est moi!” io
rappresento quello che sono i diritti di tutti anche i diritti del popolo. Se io sto bene , lo Stato
sta bene, il popolo sta bene, non c’è bisogno di creare sfera e opinione pubblica sul bene
comune perché è il monarca che lo rappresenta . In epoca moderna abbiamo questa
situazione dove è inesistente il dibattito, la discussione sulla cosa pubblica, sulla cosa
comune. E’ una sfera pubblica che prima di tutto si concentra sulla discussione letteraria,
viene definita sfera pubblica letteraria proprio perché in quel momento che cosa ha grande
impulso: la stampa., i libri che non sono più quei tomi intrasportabili di 12 kg ma cominciano
ad avere una forma snella, è la nascita del romanzo , del romanzo che rappresenta un pò le
vite quotidiane di quella classe borghese che deve sapersi anche un pò comportare nella
società.E’ l’incontro di questi borghesi nelle coffee-houses come le definisce Habermas tutti
quelli che sono poi i reali luoghi di incontro. Quindi immaginatevi la borghesia dell’epoca che
si incontra nei caffè, nei bar, nei luoghi dove si può conversare liberamente di questo anche
che siano solo interessi di moda, di gusto, di preferenze letterarie. L’impulso dalla nascita
della classe borghese e quindi poi del sistema industriale del capitalismo ovviamente non è
solo dato dalla letteratura, c’è anche un altro grande cambiamento, il cambiamento
economico di queste società. Di queste società che successivamente cominciano ad
articolarsi non solo più rispetto agli interessi letterari, ma alla politica, all’economia, comincia
a far parte degli interessi di questa classe borghese.L’ opinione pubblica comincia a
diventare un interesse non solo della sfera pubblica ma anche di chi amministra lo Stato

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perché le rivoluzioni hanno dimostrato che non è più possibile governare il popolo senza
tenere conto della sua [Link] Carte costituzionali garantiscono questi diritti del popolo; i
politici si rendono conto che non posso più esercitare un potere politico ed economico,
quindi tassare i cittadini senza che questi vengano rappresentati da qualcuno anche nei
Parlamenti o nelle Costituzioni.
La politica inizia a diventare un tema discusso anche nella classe borghese. La
trasformazione durante il ventesimo secolo delle dinamiche politiche ed economiche, il
capitalismo fa sì che si strutturi un nuovo tipo di Stato, lo Stato nazione, lo Stato moderno ,
lo Stato che abbiamo oggi che pervade negli interessi dei [Link] dimesione di classe,
cioè come lo Stato inizia ad intervenire rispetto alle esigenze delle singole classi sociali
comincia a frammentare quella che è la sfera pubblica facendola diventare una sfera
pubblica esclusivamente borghese che non rappresenta i diritti di tutti ma solo i diritti di
classe borghese e non del [Link] sostanza il capitalismo iniza a diventare una
minaccia al ruolo e alla funzione della sfera pubblica. Quando il capitalismo diventa un
sistema di massa minaccia i diritti di tutti ad essere rappresentati.
L’idea per Habermas è che la sfera pubblica borghese ha il ruolo di rappresentare tutti,
poiché il proletario, il contadino non hanno quei poteri di contrattazione, di intermediazione
tra Stato e società. La corruzione della sfera pubblica borghese avviene nel momento di
lancio del capitalismo, dove la sfera pubblica non comincia a pensare agli affari di tutti ma
solo ai suoi affari. Per Habermas è lì la minaccia quando il capitalismo corrompe la natura
iniziale di come era pensata la sfera pubblica borghese( non rappresenta più i poveri, le
donne ma solo l’uomo bianco istruito e ricco , decadimento della sfera pubblica borghese).

DALLA PUBLICNESS ALLA PUBBLICITA’


Passaggio publicness → pubblicità
L'esempio lampante per habermas è quello che avviene tra glii anni 70-80 arrivando fino alla
realtà dei nostri giorni alla privatizzazione dei quotidiani,cioè se prima i quotidiani erano
carta stampata libera dove si quella classe Borghese intellettuale che sapeva scrivere cioè
alfabetizzata educata altri motivo per i quali la classe Borghese poteva rappresentare anche
il popolo non alfabetizzato perché non aveva gli strumenti per rappresentarsi da quel
modello di stampa che circola liberamente e gratuitamente scritta da intellettuali,
risorgimentali improvvisamente i quotidiani diventano un affare, la vendita del quotidiano
diventa marketing perché la classe con potere riesce a capire che tramite i giornali manipola
l'opinione pubblica, manipola gli interessi, manipola i profitti quindi i giornali cominciano ad
avere i proprietari che sono ovviamente persone che si possono permettere di acquistare
un'azienda, mettere in piedi la distribuzione di un giornale la creazione di un giornale. Però
chiaramente una volta che tu ci investi milioni di lire nella creazione di un giornale il libero
pensiero delle persone che ci scrivevano deve rispettare alcune linee [Link]
opinion management cioè diventa la sfera pubblica borghese che comincia ad avere questa
abilità e capacità di manipolare l'opinione pubblica intesa come public relations non si
riferiscono specificamente alla Public opinion ma all'opinion nell’accezione di reputation.
Vuol dire che le pubbliche relazioni ovvero quello che si crea anche nella prima sfera
pubblica Borghese cioè l'idea che noi condividiamo degli interessi degli argomenti dei
dibattiti culturali facevamo pubbliche relazioni tra di noi può costituire una rete di persone
cioè nell'accezione che abbiamo oggi di Pubbliche Relazioni. Queste pubbliche relazioni non
sono più basate su delle Public opinion cioè discutiamo del libro che abbiamo letto o
discutiamo del film che abbiamo visto o dell'ultima legge che è stata promulgata ma si

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riferiscono alla nostra opinione in termini di reputazione sociale cioè io debutto nella mia
sfera pubblica semplicemente per mostrare lo status che rappresento.
L'opinione pubblica può essere pilotata tramite i giornali, dal momento in cui i giornali vengono
privatizzati si può parlare ancora di opinione pubblica? (Chi possiede il giornale ha la possibilità di
decidere cosa deve essere scritto) → opinion management.
Le pubbliche relazioni non pesano più sulle discussioni tra cittadini, l'ultimo film, musica
preferita ecc (bene comune, public opinion), ma iniziano a basarsi sulla reputazione sociale.
E i giornali aiutano ad alimentare questa classe borghese (parlando dell'imprenditore per
che ha fatto questo, o dell'azienda y che ha fatto quest'altro).le public relations iniziano ad
essere utili per dimostrare il proprio personaggio e a mantenere la propria reputazione, i
borghesi di oggi si occupano non più del pubblico, ma per i propri interessi.
La sfera pubblica diventa un luogo dove si dispiega il prestigio e non la critica.
PUBLICITY CRITICA→ publicity, diversa da pubblicità, è una forma di visibilità e promozioni, ma
in un senso più critico, perché i gruppi che ottengono visibilità lo fanno davvero per un interesse
comune. (es attuale: ambientalisti, scioperi per il clima)
La vendita del quotidiano diventa marketing.
I giornali cominciano ad avere i proprietari.
Sfera pubblica borghese manipola la sfera pubblica.
Le public relations non si riferiscono specificamente alla public opinion ma all'opinioni
nell'accezione di reputation.
La sfera pubblica diventa un luogo dove si dispiega il prestigio e non la critica.
La publicity critica è rappresentata da gruppi privati organizzati, il cui successo dipende
visibilità che riescono a ottenere attraverso i media.
LA RIVALUTAZIONE DELLA RAGIONE
Habermas crede che nonostante tutto questo processo di corruzione dell'opinione pubblica,
della sfera pubblica, dei quotidiani che non fanno più i quotidiani e che quindi il cittadino
ormai è solo consumatore, una possibilità di riscatto c'è e la riporta al cuore della teoria
critica della scuola di Francoforte, ritorna sul tema della ragione, dice non perdiamo le
speranze è possibile che tramite un corretto utilizzo della ragione noi riusciamo a ricreare
massa critica riusciamo a ridiventare una sfera pubblica ma il processo è lunghissimo, la
strada è tortuosa .
Modernità e postmodernità
Postmodernità→ parallelamente agli studi di Habermas c’è un filosofo Jotar che è l’inventore della
parola post-moderno. Jotar dice che l'uomo contemporaneo ormai non crede più nelle grandi
narrazioni della storia, quelle che ci davano una spiegazione al nostro fine ultimo dell’esistenza, le
religioni, abbiamo perso la fiducia nelle religioni e in quello che ci garantivano . L’uomo
contemporaneo è disincantato(Weber).Non funzionano più neanche le grandi narrazioni [Link]
Jotar l’uomo contemporaneo è frammentato.
La ragione è sempre quella del più forte. Viene utilizzata sugli uomini per perseguire gli
obiettivi dei gruppi di potere.

Post modernismo rinnega le grandi narrazioni della storia.


Modernità→ come progetto [Link] in cui l’uomo è frammentato, non ha più certezze in
quanto non crede nelle religioni e nella politica.
Bauman:parla di modernità fluida cioè una modernità dove tutto si muove senza capire dove
siamo, chi siamo e dove andiamo. Ci identifichiamo in molte cose, siamo identità multiple.
Realtà reale e virtuale.

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Per Habermas la modernità è un progetto incompleto.
TEORIA DELL’AGIRE COMUNICATIVO (1981) → libro di habermas
Per Habermas l’unico espediente che può salvare dalla ragione è il linguaggio.
Habermas voleva preservare la ragione come base valida e legittima dell’agire umano. Per
far questo propose uno spostamento del soggetto come centro a una concezione della
ragione come intersoggettiva che enfatizzava il ruolo della comunicazione. La ragione non
era più radicata nella coscienza ma nell’interazione sociale con il linguaggio come il suo
mezzo universale di espressione.
● Sistema (agire orientato al successo/razionalità strumentale) → mondo
dell’economia, della politica, del lavoro, dove tutti noi agiamo per il proprio successo
personale.
● Mondi della vita (agire orientato all’intesa/razionalità comunicativa) → gli uomini
agiscono orientandosi verso l’intesa dell’uno con l’altro. Dove non ci sono degli interessi
economici, politici particolari, ma l’intenzione è quella di comunicare per raggiungere un
accordo.
LE TRE PRETESE DI VALIDITA’
Perché la ragione ancora non riesce ad avere la meglio se Habermas crede che il linguaggio
possa salvarci?m Perché in realtà per realizzare questa condizione si deve creare una
situazione discorsiva ideale.
Nella situazione discorsiva ideale vivono 3 pretese:
1. VERITA’ → verificabile oggettivamente
2. SINCERITA’ → fiducia della veridicità del parlante
3. CORRETTEZZA → adeguata rispetto a norme socialmente condivise
COLONIZZAZIONE DEL MONDO DELLA VITA
Il rischio secondo Habermas è che quelle situazioni comunicative ideali sono così rare che
c’è il rischio che il mondo sistema, quello dell’agire strumentale attraverso il fine, vada a
colonizzare il modo di comunicare dei mondi della vita (quei mondi che invece sono
intenzionati all’intesa).

Lezione 13 21-04-22
Sociologia dei new media
La sociologia dei new media(libro)
I NEW MEDIA: nuovo mezzo di comunicazione.
I new media sono così considerati per questi 3 tipi di caratteristiche:
-Supporti: artefatti-dispositivi
-Organizzazione di linguaggi e contenuti: multitasking, ipertesto
-Accessi e produzione: cercare risorse, social network
Il supporto di per sé è il dispositivo, cioè passiamo da una carta stampata al new media
diventa un tablet diventa un computer. La concretezza dell'oggetto.
Perché è l’oggetto stesso che crea il mezzo stesso diventando nuovo, si autodefinisce
nuovo perché ottiene una nuova materialità.
L’ organizzazione del linguaggio e dei contenuti→ cosa prima inconcepibile rispetto a un Old media
basato sulla staticità della comunicazione e la passività. Cosa permettono i nuovi linguaggi mediali?
L’ ipertestualità, il multitasking→ La capacità di fare più cose contemporaneamente,che legata ai
nuovi media significa la capacità di interagire attraverso mezzi differenti allo stesso modo con la
stessa facilità. il multitasking è anche la capacità di trasferire più azioni su più dispositivi e farle
simultaneamente. Cioè non è solo la capacità che io mi apro su il mio computer quattro schede dove

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una mi regola la pagina di Wikipedia l'altra mi gioco al giochino on-line e un'altra ancora mi scrivo il
file word ma anche la capacità di poter fare quello magari in un drive su Google mentre uso uno
smartphone ma guardo anche al computer il mio compagno cosa sta facendo. Un interazione dei modi
di comunicare tra vari dispositivi e vari supporti ma anche vari contenuti che chiaramente non era
possibile fare tramite un unico strumento.
L’ipertestualità→Ipertestualità l'abbiamo già incontrata un po' nella immaginazione di Mcluhan cioè
quella capacità di un testo digitale di portarci tramite il ricorso a dei Link, delle immagini, dei video
ad altre piattaforme che ci collegano ad altri contenuti. L’ipertestualità è la presenza all'interno di una
stessa pagina testuale di link o contenuti multimediali sui quali se io clicco mi portano o in un'altra
finestra o in un altro contenuto che mi permette di ampliare il contenuto che sto vedendo, uscire dalla
pagina e navigare su più spazi.L’ ipertesto era qualcosa di inconcepibile non realizzabile sui supporti
dei vecchi media. il new media permette anche questo.
L’accesso e la produzione→ tutti quanti possono, in possesso di internet,sono capaci di accedere alle
reti di poter spostare liberamente le piattaforme che vogliono secondo i propri gusti e le preferenze
senza dover per forza guardare quel programma che la televisione propone, leggere semplicemente
quella articolo di giornale l'accesso è illimitato e l'accesso è anche personalizzato rispetto a quelli che
sono i miei interessi.
Nel mondo di internet non siamo solo consumatori ma diventiamo dei comunicatori.
Cambio di paradigma dal one to many→ al many to many. Da un’emittente unico verso i molti a
i molti ai molti. Le masse finalmente diventano attive.
La fine della comunicazione di massa? i primi studi che vedono l'avvicinarsi di internet e
questo tipo di comunicazione è una comunicazione totalmente nuova è una comunicazione
che permette alle persone di sperimentare nuove forme di interazione. Noi col senno di poi
possiamo sicuramente rovesciare questa domanda: è la fine della comunicazione di massa
o è una massa su scala globale?Cioè se prima le masse senza internet erano delle masse
che restavano circoscritte comunque a delle dimensioni spaziali e di potere abbastanza
delimitate, è chiaro che dall'Italia era difficile poter far arrivare un messaggio di massa in
Canada o produrre dei contenuti che veramente globalizzazassero le comunicazioni cioè
che ci rendessero tutti spettatori di un unico prodotto come avviene oggi. Difficile pensare
quanto oggi questi mezzi di comunicazione di massa che abbiamo, permettono e facilitano
la diffusione di trend e mode su scala globale era difficile pensarlo prima quando non c'era
questa possibilità di raggiungere tramite un semplice canale di comunicazione quello che è
internet i poli opposti del pianeta. Forse in realtà la massa è diventata ancora più grande
rispetto a quella che studiavano Adorno, Benjamin rispetto a quella che studiavano con i
regimi totalitari fascisti, nazisti le masse erano quelle erano il popolo tedesco era il popolo
italiano ma al giorno d'oggi quelle masse diventano internazionalizzate/transcontinentali.
Questa massa globale che permette internet è sicuramente diversa dalla massa pre Internet
perché è una massa meno anonima,è una massa dove gli individui accedono se vogliono
con nome cognome e possono interagire tra di loro riconoscendosi se vogliono. E’ possibile
la comunicazione bidirezionale cioè io posso interagire anche magari se lui non mi ascolta
col mio influencer preferito lasciandogli un commento non sono più quello che sta dietro lo
schermo televisivo è che in silenzio vede semplicemente quello che succede.
➢ Meno anonima
➢ Meno passiva
➢ Nuovi tipi di comunità
➢ Meno frazionata definitivamente
Ci sono diversi tipi di approcci a questi nuovi tipi di studio. Soprattutto quando arrivano le
prime forme di tecnologia innovativa fino ad arrivare al giorno d'oggi di internet solitamente

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Umberto Eco li ha definiti in due squadre, quelle che si occupano degli Studi della
comunicazione e dei nuovi media, gli apocalittici e gli integrati. Umberto Eco associa queste
persone che fin dagli inizi quando arrivavano le prime tecnologie le accolgono in maniera
apocalittica, catastrofica le macchine si pensava che si impossessassero delle società, una
visione catastrofista dell'evoluzione della tecnica.
Gli INTEGRATI→ al contrario erano quelli che totalmente esaltavano l'arrivo delle nuove
tecnologie che avrebbero elevato l’uomo a nuove condizioni di conoscenza. Avrebbero
elevato le facoltà cognitive degli uomini. Umberto Eco dice la Sociologia della
comunicazione da sempre si è posta su questi due schieramenti da una parte gli apocalittici,
che qualsiasi innovazione tecnologica arrivava doveva essere presa con timore paura,
dall'altra parte invece chi era esaltato forse in maniera fin troppo ingenua rispetto a quanto le
tecnologie avrebbero permesso di raggiungere la nuova evoluzione dello stadio umano.
Questi sono i due schieramenti che Umberto Eco inizia a vedere con l'arrivo di internet, ma
che lui fa risalire anche a prima dell’arrivo di internet quando internet non c'era. Eco dice che
le tecnologie sono sempre accolte da questi due tipi di schieramenti, dove nessuno dei due
chiaramente e poi quello veramente giusto,quello che riesce a leggere esattamente i
processi di cambiamento che avvengono tramite le nuove tecnologie.
2 TESTI:
1. Internet ci rende stupidi?
2. Demenza digitale. Come la nuova tecnologia ci rende stupidi.
Visto che stiamo parlando non più di culture di massa ma una massa di tipo globale, anche
la cultura di questa massa cambia. Se la massa si modifica con i mezzi di comunicazione
che ha disposizione anche questa cultura si modifica di conseguenza.
La cultura digitale→L'insieme delle trasformazioni che riguardano sia l'agire collettivo( il modo
in cui le organizzazioni e istituzioni incorporano le nuove tecnologie e vi si adattano), sia
l'agire individuale( attraverso il mutare delle relazioni tra persone reso possibile dai nuovi
media, o dal connubio uomo- macchina). Imposta un nuovo tipo non solo di fare cultura ma
di usufruire di consumare questa [Link]è non è solo come il sistema intorno a noi
cambia la cultura digitale agisce su più livelli ovvero , i governi , le economie le politiche
cambiano perché esiste il digitale ma anche il mio agire individuale cioè i miei rapporti verso
le persone, il mio rapporto verso la quotidianità cambia perché esistono le tecnologie.
Vi sono economie che si attivano grazie a delle piattaforme che lo hanno permesso.(es:
airbnb,uber).
La cultura digitale è la cultura quotidiana degli stati contemporanei.
La post-modernità (identità,spazio,tempo,relazioni,comunicazioni, ecc..)
Transizioni economiche→ che avvengono nel vuoto della digitalità.Non c’è più bisogno di costruire
una fabbrica se vuoi fare amazon. Hai bisogno solo di grandi depositi, perché tutto avviene online.
LA CULTURA DIGITALE→ è l’insieme di strutture e sovrastrutture create da un nuovo tipo di
economia.
Echo-chamber→ la cassa di risonanza, descrizione metaforica di una situazione in cui le
informazioni, le idee o le credenze vengono amplificate o rafforzate dalla comunicazione e dalla
ripetizione all'interno di un sistema definito.
Filter-bubble→ le bolle filtrate.
MODELLI E TEORIE DELLA COMUNICAZIONE MEDIATA
SINCRONA→in tempo reale (offline)
ASINCRONA→non in tempo reale(online)
WEB:

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1.0→ prima forma di web esistita, in cui gli utenti ancora non potevano creare contenuti
personalmente online ma potevano soltanto accedere al web
2.0→ evoluzione del web in cui gli utenti possono interagire attivamente e creare contenuti
3.0→ il web basato prevalentemente sull'utilizzo di machine learning e intelligenza artificiale, mix del
web 1.0 e 2.0.
CMC-Computer Mediated Communication-Teorie
FASE 1
I primi studi avvengono negli anni 80(sperimentazioni di laboratorio militari-accademiche).
Reduced Social Cues(RSC) anni ‘80:<< si verifica in situazioni di vuoto sociale, in cui
l’identità dei soggetti coinvolti tende a sfumare fino a scomparire>>(Galimberti,Riva 1997)
● Deindividualizzazione(anonimato) → le persone tendono a dissimulare le proprie
identità e a nascondersi dietro l’anonimato.
● Flaming (espressioni più forti online che offline) →tendono ad utilizzare espressioni
più forti di quelle che avrebbero utilizzato nella vita reale.
● Equalization effects (maggiore partecipazione a prescindere dallo status) →
tutte le persone tendono a partecipare di più e sono meno intimorite a partecipare a una
conversazione.
Emoji→ diverso approccio da generazione a generazione
Lezione 14 22-04-22
FASE 2
Social Identity Deindividualization Theory (SIDE) anni ‘90
Il concetto di anonimato continua ad essere un punto cardine di osservazione, dove però si articola,
perché quello che non accetta la SIDE è l’idea che l’individuo comunicando online si cali in un vuoto
sociale .Quello che ci si inizia a domandare→ Davvero quando si naviga online le persone non
portano dietro nulla del loro bagaglio identitario? Allora la SIDE comincia a distinguere 2 tipi di
identità:
● Identità individuale (anonimato) → individui che non mettono la faccia, anonimato
● Identità sociale (mail) → Hai una identità sociale, sei socialmente riconosciuto come
persona.
● Alta o bassa adesione alle regole socialmente condivise→ questa doppia identità crea
una alta o bassa adesione alle regole socialmente condivise.
Social Information Processing Perspective (SIP) (anni ‘90) → l’idea è proprio quella di criticare
gli esperimenti di laboratorio che venivano fatti sull’esperienza della comunicazione digitale.
● Supera l’idea di povertà comunicativa (critica agli esperimenti in laboratorio) → non è
vero che non esistono indizi sociali, non esistono in una comunicazione di
laboratorio, ma se noi applichiamo la comunicazione digitale in ambienti naturali delle
persone allora la comunicazione digitale si arricchirà di nuove esperienze, di nuovi
tratti comunicativi, di cui le persone cominciano a fare utilizzo.
● Efficace Vs efficienza (CMC più lenta) → La comunicazione mediata da computer è
più lenta ma questo non vuol dire che una comunicazione online non possa avere
quella stessa efficacia,è solo più lenta. (si parla sempre del modello di
comunicazione che si aveva negli anni 90).
● La CMC è solamente più lenta rispetto alla comunicazione in compresenza
fisica e può sviluppare relazioni altrettanto significative a patto di avere
adeguate disponibilità di tempo per comunicare
Modello Hyperpersonal ( fine anni ‘90)

30
● Una rappresentazione ottimizzata del proprio sé (controllo delle impressioni) →
Nell’online io posso avere talmente il controllo dell’identità che voglio rappresentare
che tutte quelle espressioni che me la mettono in rischio nella dimensione offline
(imbarazzo, rossore, non avere la risposta pronta) al contrario nell’online proprio
questo tempo mi permette di rappresentare una versione efficacissima di me.
L’identità a cui io [Link] la versione ottimizzata di me stesso.
● Allontana qualsiasi ipotesi di spersonalizzazione, diventando una forma di
comunicazione vera e propria
INTERNET STUDIES
FASE 3
● Diffusione domestica di internet (esperienza quotidiana)→ lo studio parte nel momento
della commercializzazione di internet. Dal 1993 inizia ad essere incluso nelle case,
nelle università ecc...
● Dallo studio degli effetti a quello sull'ambiente → lo studio diventa non tanto più sugli
effetti che ha sull’uomo ( l’identità ecc..) ma sull’ambiente ovvero quali sono le nuove
dimensioni della virtualità?Ci interessa capire che cosa [Link] creano delle
bacheche con dei temi.(studio:create your own religions )
Pag 37 di sociologia dei new media
Bulletin board system.
● Il cambio di prospettiva su internet → l’idea di riconoscere uno status a questi gruppi
online di comunità.
-1993 - Howard Rheingold, The virtual community. Homesteading on the electronic
frontier.
“ Virtual communities are social aggregations that emerge from the Net when enough
people carry on those public discussions long enough, with sufficient feeling, to form
webs of personal relationships in cyberspace”.
Tradotto sommariamente: un riconoscimento delle comunità virtuali come
aggregazioni sociali dove un numero sufficiente di persone si coinvolgono in una
discussione pubblica in una quantità di tempo sufficiente per creare un sentimento
umano, sentimenti veri per creare una rete di relazioni personali nel cyberspazio.

Lezione 15 28-04-22
Christine Hine (2000) —> VIRTUAL ETHNOGRAPHY(non è sul libro)
Metodologa→ prima autrice che cerca di sistematizzare.
DOMANDE DELL’AUTRICE:
● How do the users of the Internet understand its capacities? What significance does
its use have for them? How do they understand its capabilities as a medium of
communication, and whom do they perceive their audience to be?
● How does the Internet affect the organization of social relationships in time and
space? Is this different to the ways in which `real life’ is organized, and if so, how
do users reconcile the two?
● What are the implications of the Internet for authenticity and authority? How are
identities performed and experienced, and how is authenticity judged?
● Is `the virtual' experienced as radically different from and separate from `the real'? Is
there a boundary between online and offline?

L’autrice ci aiuta a fare chiarezza rispetto a che cosa succede in questo mondo:

31
Come gli utenti di Internet intendono le sue capacità? Che significato ha per loro il
suo utilizzo? Come ne comprendono le capacità come mezzo di comunicazione e chi
percepiscono come pubblico?
Come influisce Internet sull'organizzazione delle relazioni sociali nel tempo e nello
spazio? È diversa dai modi in cui è organizzata la "vita reale" e, se sì, come si
conciliano le due cose?come gli utenti conciliano le due cose?
Quali sono le implicazioni di Internet per l'autenticità e l'autorità? Come vengono
identità vengono rappresentate e vissute e come viene giudicata l'autenticità?
Il "virtuale" è vissuto come radicalmente diverso e separato dal "reale"? Esiste
esiste un confine tra online e offline?
Dobbiamo porci delle domande di ricerca e porci dei vari metodi.
Christine getta le basi per un metodo di ricerca per le comunità virtuali
Sherry Turkle
● Life on the screen: Identity in the age of the internet (1995)--> è il primo libro che
costruisce una metodologia precisa di ricerca online, comincia a raccogliere dati sui
pubblici digitali, cioè su quella che è l’audience digitale.
Costruzione dell’identità online (moratoria psicosociale):ovvero tutto ciò che permette di
simulare dei comportamenti prima che vengano messi realmente in atto. Allena delle qualità
«I nostri sé reali imparano veramente dai personaggi virtuali? Queste persone
virtuali sono frammenti di una personalità coerente con la vita reale? Sono
espressione di un’identità in crisi che tradizionalmente si associa all’adolescenza?
Oppure stiamo osservando il lento emergere di un nuovo e poliedrico modo di
intendere la mente?»

L’identità degli utenti in rete→ come fluisce la vita virtuale nella vita reale degli individui?
Si comincia a tenere conto di questa doppia sfera.
Sherry osserva una particolare categoria di utenti: gli adolescenti
Si domandava:Ma queste performance dei ragazzi online, sono le identità multiple degli
adolescenti che si formano e che poi restano solo nel virtuale o poi questa pluralità si
trasporterà anche nella sua vita offline?
“But in practice, windows have become a potent metaphor for thinking about the self as a
multiple, distributed, ‘time-sharing’ system. The self no longer simply plays different roles in
different settings - something that people experience when, for example, one wakes up as a
lover, makes breakfast as a mother, and drives to work as a lawyer. The windows metaphor
suggests a distributed self that exists in many worlds and plays many roles at the same
time“.

Ma in pratica, le finestre sono diventate una potente metafora per pensare al sé come a un
sistema multiplo, distribuito e "a tempo condiviso". Il sé non si limita più a svolgere ruoli
diversi in contesti diversi, come accade, ad esempio, quando ci si sveglia come amanti, si
prepara la colazione come madri e si va al lavoro come avvocati.

La metafora delle finestre suggerisce un sé distribuito che esiste in molti mondi e svolge
molti ruoli allo stesso tempo".
Si riferisce alla finestra come metafora→ ovvero la possibilità delle persone di affacciarsi su più
finestre del proprio sé. Il sé non è più frammentato siamo tutto quello che vogliamo essere allo stesso

32
tempo. Più identità in un unico momento. Qui il retroscena non esiste più, non c’è più la distanza dal
ruolo.

● Alone together (2011)


Il coinvolgimento e l’impegno nella comunicazione. Ha portato all’impossibilità di riflettere e
conoscerci.
Indeboliamo le relazioni sociali perché, le relazioni che costruiamo online non sono
forti come quelle che costruiamo offline, perché questa velocità con cui ci affacciamo
al mondo virtuale ci hanno tolto la possibilità di coinvolgerci in durature relazioni
personali .
Il multitasking→ non mi impegna in un coinvolgimento duraturo e forte.
MANUEL CASTELLS
The information Age:
Economy, Society and Culture (1996-1998)

Scrive→La nascita della società in rete (2002); Il potere delle identità (2003),
Volgere del millennio (2003)

● Nuova struttura sociale 🡪 società dell’informazione

● Nuova economia 🡪 economia informazionale globale

● Nuova cultura 🡪 virtualità reale: “Instead of a global village we are moving


towards mass production of customized cottages”

● Mass self-communication→ Castells crede nella capacità da parte dell’utente di saper


usare le tecnologie in una funzione positiva, e non essere nuovamente una massa
manipolata da chi produce comunicazione [Link] mass self-communication è la
possibilità degli individui di non essere incorporati nei flussi di comunicazione dei
grandi nodi ma la possibilità che gli individui stessi possono creare il loro tipo di
comunicazione individuale e creare intorno a loro una massa critica di persone che si
staccano dal “flow”, flusso della comunicazione globale. E’ quel tipo di
comunicazione che online avviene sempre in massa. E’ una proposta alternativa
antagonista della comunicazione di massa.

*informazionale: la trasmissione ed elaborazione delle informazioni diventano


fonti basilari di produttività e potere.

Il potere è diffuso in reti globali di informazioni, immagini e flussi finanziari che


circolano e mutano in continuazione, entro confini smaterializzati: la network
society.
Manuel Castells→ sociologo catalano naturalizzato americano, con un attivissimo impegno
non solo intellettuale ma anche politico, è stato ministro della cultura in Spagna, ha insegnato
alla Oxford e alla Columbia.

33
La grande chiave di studio di Manuel Castells è riferita molto alla sociologia della
comunicazione, cioè come il nuovo modo di comunicare nella rete abbia cambiato
tutte le regole del gioco della nostra realtà.
Dice→ “La società globale in cui ci troviamo oggi è la congiuntura di alcuni elementi
politici, culturali , economici che sono confluiti nella nostra epoca contemporanea creando la
società delle reti, network society.
Dagli anni ‘80 in poi Castells nota la nascita di nuovi movimenti sociali che prima
non c’erano: il movimento femminista, il movimento ambientale. Movimenti sociali
che tendono a globalizzare le cause della protesta.
Questo nuovo modo di vivere crea un nuovo tipo di cultura→ virtualità reale , la virtualità
diventa realtà.
Castells dice→ invece di vivere in un villaggio globale noi ci stiamo muovendo verso una
produzione di massa di cottages personalizzati.
Comunicazione in reti→ informazioni in dati→ Network society.
Il valore della società oggi è rinchiuso nella circolazione delle informazioni.
Lezione 16 29-04-22
MANUEL CASTELLS
La network society non possiede più tempo e spazio. (rimarrebbe spiazzato Innis).
● Timeless Time→ Tempo senza tempo
● Space of flows→ Spazio senza spazio
Internet ha agevolato il percorso di una società che già stava cambiando a livello
economico e di strutture sociali.
Reti di indignazione e speranza (2012) → scrive questo testo dove fa un’analisi relativa ai
movimenti politici, sociali e civili, come si costruiscono e nascono in rete e gli effetti che
hanno portato nella concretezza ,offline, che hanno dato agency(capacità di azione) a questi
gruppi.
Manuel castells dice che queste nuove società in rete hanno dato possibilità ai giovani ma
hanno però anche creato delle sacche di ineguaglianza perché se siamo tutti connessi ne resta
fuori comunque chi non ha accesso alla [Link] propone la nuova definizione di quarto
mondo→ il mondo disconnesso
I nuovi esclusi: il Quarto mondo.

“I propose the notion of the emergence of a Fourth World of exclusion, made up


not only of most of Africa, and rural Asia, and of Latin American shanties, but also of
the South Bronx, La Courneuve, Kamagasaki, or Tower Hamlets of this world. A
fourth world that is predominantly populated by women and children.”
Dice→ il sud del bronx , le periferie in giappone, in Francia sono quelle periferie popolate
non solo dai poveri ma anche dalle donne e dai bambini, quelli che vengono più emarginati
dall’utilizzo della rete.
Terzo mondo→sottosviluppo economico, politico e sociale
Quarto mondo→ sottosviluppo digitale

34
Quello su cui vuole stimolare Castells la riflessione è ingaggiare una riflessione su come,
anche i paesi ricchi hanno dei nuovi emarginati che possono avere i beni di prima necessità
ma sono comunque degli emarginati → Analfabeti digitali.

Lezione 18 5-05-22
JAN VAN DIJK- The Network Society(2012)
Apre una critica a Manuel Castells dicendo che :
● La network society è «una forma di società che organizza sempre di più le
sue relazioni a partire dalle reti di media destinate gradualmente a integrare le
reti sociali della comunicazione faccia a faccia». (NON A SOSTITUIRLA)
● … ma gli individui ancora costituiscono la base: UNA CRITICA A CASTELLS
Van Dijk ci dice che le reti è vero che ormai costruiscono le nuove società però alla
base di queste reti esistono ancora gli individui. E gli individui hanno ancora una
sorta di possibilità di scelta di come unirsi e aggregarsi. La rete è solo un’opzione
che hanno scelto e non li ha sostituiti.
LE 7 LEGGI DEL WEB
Van Dijk in questo testo cerca di ricostruire bene o male quali sono i pilastri intorno
ai quali l'ecosistema della società in rete si muove e funziona. Quali sono i
meccanismi che alimentano il sistema della comunicazione in rete e che lo
dominano:
1. la prima legge→ la Network articulation→ cioè la non Indipendenza delle unità
collegate: Cioè il fatto che le comunità che costituiscono la rete, i nodi non sono
isolati, non sono soggetti che non comunicano con altri modi o con altre reti esterne
alla propria rete. Le comunità on-line si intersecano,possono contaminarsi una
dall’altra a volte anche coincidere in alcuni punti, non è possibile una società in rete in
cui le comunità e i nodi lavorano come monadi, cioè atomi isolati ma tutte
influenzano un po' il comportamento di tutte in un effetto a catena.
2. seconda legge→ the Law of Network externality, cioè gli effetti sulle persone esterne
al sistema: Van Dijk è convinto ad esempio che se una popolazione di un determinato
stato , paese, regione raggiunge un livello di connessione intorno al 20- 25%
automaticamente come effetto a catena l’uso di Internet viene esteso a tutta la
popolazione cioè superata quella soglia di connessione diventa automatico che
internet comincia a diffondersi anche al gruppo esterno alle connessioni. Questo
discorso è molto valido soprattutto quando internet comincia a diffondersi e si è
stabilito che se arriva una fascia d'utenza in una determinata popolazione o nazione
che supera il 25% da lì l’uso di internet può solo che crescere e non diminuire.
3. Terza legge→ The law of network extension,la presenza di intermediari:Van Dijk
dice più internet si allarga più c'è bisogno di intermediari. Affinché il flusso delle
comunicazioni tra le reti avvenga in maniera efficiente, più è necessario che dei nodi
più importanti gestiscano questa comunicazione (Opinion leader).
4. Quarta legge→ The law of small world, le notizie circolano più velocemente: in
questo mondo dove le comunicazioni si allargano a dismisura e questo flusso di
comunicazione viene gestito da degli intermediari, le notizie circolano in maniera

35
molto più veloce di quello che accadrebbe in un mondo offline .Si crea l’effetto del
piccolo mondo dove le notizie circolano velocemente.
5. Quinte legge→ The law of the limits to attention on the web: ma se tutte queste
informazioni circolano veloci in un mondo che è diventato così piccolo come
facciamo a stargli dietro?Come facciamo a prestare attenzione a tutto? E’ impossibile,
e quindi la nostra attenzione diventa la nuova merce di scambio per le piattaforme
perché devono accaparrarsi il nostro interesse.
6. Sesta legge→ The power law, googlearchy: Chi la vince la nostra attenzione in
rete?I motori di [Link] è in grado di ottimizzare la nostra attenzione
indicizzando i contenuti, a seconda del numero di visualizzazioni e a seconda
delle nostre preferenze. Google è un intermediario all’interno di questo piccolo
mondo e che si crea la propria egemonia nella manipolazione della nostra
attenzione.
7. Settima legge→ Trend amplifiers:in questo piccolo mondo tutti i trend sono
[Link] google mi indicizza sempre gli stessi prodotti, le stesse notizie, chi già
ha visibilità ne avrà sempre di più e chi ne ha meno ne avrà sempre di meno.
Evoluzione piuttosto che rivoluzione dei new media.
Lezione 19 6-05-22
HENRY JENKINS
cultura convergente→ 2007
Concetto evoluto del Prosumer → quell’utente della rete che è produttore ma che è anche
consumatore di informazione producer+consumer=prosumer.
Henry Jenkins studia il mondo dei prosumer che è il regno del fandom, quel mondo
dove i fanatici di un prodotto culturale si riuniscono per creare un nuovo tipo di
cultura. Le comunità di fan online sono state le prime ad utilizzare a pieno tutti gli
strumenti che internet metteva a disposizione sia per consumare prodotti culturali sia
per crearne di nuovi .
In CULTURA CONVERGENTE→ Studia i fan della serie star wars o dei fan dei libri di
Harry [Link] le comunità di questi fan Jenkins vede come questi appropriano di
questi prodotti culturali rielaborandoli e creando nuove forme creative per dare vita che
derivano da queste. Cultura che definisce PARTECIPATIVA, alla quale i fan partecipano per
creare dal basso verso l’alto nuovi prodotti culturali e questo è possibile solo grazie a Internet
e alla convergenza di Internet con altri media→ la convergenza mediatica.
Inventore della parola prosumer→ Alvin Toffler che nel 1980 scrive il testo The third wave
proprio per spiegare come l’avvento dell’era dell’informazione e dell’informatica abbia
rivoluzionato i sistemi di conoscenza, culturali , economici dell’umanità. E’ uno degli
[Link] convinto che la nuova era avrebbe creato una fonte di benessere.
● «I fan sono stati i pionieri delle nuove tecnologie» FANDOM, FAN CULTURE
● Convergenza mediatica + cultura partecipativa= CULTURA CONVERGENTE
● Le idee e la cultura si diffondono dall’alto verso il basso, cioè vengono
prodotte su larga scala e poi vengono riappropriate dai diversi pubblici e al
contempo vengono rivolte verso l’esterno attraverso la rielaborazione
culturale. Alcune idee invece nascono dal basso e poi entrano nei canali

36
commerciali quando suscitano l’interesse dei media. In questo processo nuovi
e vecchi media si compenetrano e produttori e consumatori interagiscono in
modi imprevedibili.
BARRY WELLMAN
-The internet in everyday life (2002)
L’arrivo dei social network
Scrive questo libro molto interessante e innovativo rispetto a come la vita virtuale
non possa più essere distinta dalla nostra vita attuale.
Wellman fa questi studi per far capire che non esiste più la divisione tra virtuale e
[Link] le prime forme di social network,di comunicazione sincrona durante la
nostra vita quotidiana.
Wellman si chiede→ La rete può essere considerata come qualcosa di separato dagli altri
aspetti della vita degli individui?
A Wellman si deve il merito di avere per primo strutturato una riflessione seria, un
metodo rispetto a come quell’ambiente online/offline dovevano essere studiati come
una sorta di comunicazione. Egli osserva che c’è tra offline e online uno scambio
immediato di una grossa quantità di dati. Le relazioni tra le persone quando si
spostano dall'offline all'online continuano a mantenere costante un flusso di
informazioni.
L’ambiente quotidiano quanto viene influenzato dalla presenza di internet?
❖ Scambio immediato di grosse quantità di dati
❖ Le connessioni con le reti personali sono continuative→ non possedendo spazio o
luogo sono ovunque
❖ L’interazione è più ricca di quella meramente testuale: maggiore
personalizzazione dei contenuti
❖ Comunicazioni sganciate dalle spazio/luogo
❖ Connettività sempre più globalizzata (diminuzione digital divide)

➢ L’arrivo dei social network e la social network analysis:


➔ Attenzione alle relazioni tra i nodi piuttosto che ai loro attributi
➔ Le reti non devono essere trattate come gruppi mutualmente esclusivi, ma
ricordarsi che tendono a intersecarsi tra di loro→ non esistono nodi che non si
intersecano
➔ I differenti nodi della rete hanno peso diverso per le relazioni che intessono con altri
componenti della rete. → Es: tra prof e studenti il prof è il nodo principale e più
importante. Nella stessa rete possono esserci nodi differenti con peso differente
➔ Le relazioni tra due nodi sono influenzate dalle relazioni che questi hanno con reti
esterne → Quello che rende un nodo più prestigioso di un altro nella stessa rete sono
anche le relazioni che quel nodo ha con le reti esterne.

Lezione 20 12-05-22

37
SONIA LIVINGSTONE
● EU Kids Online (2006), 33 paesi, ricerche su fascia di età 9-19 anni.

● Le caratteristiche dei nuovi media:


● danno forma alla società in modo «ricombinatorio» (tra tecnologie esistenti e le
innovazioni in reti) →cioè tra vecchie e nuove tecnologie c’è sempre una sorta di
continuità nella progettazione della sperimentazione.
● «network dei network»→ cioè la caratteristica della rete di essere un insieme di più
reti.
● sono ubiqui in tutte le ICT→ tecnologie dell’ informazione e della comunicazione
● interattività →uomo-macchina, macchina-macchina, uomo-uomo
La questione del digital divide e della competenze digitali, la critica ai «nativi digitali»
Disuguaglianze digitali
● Ester Hargittai (2002), Second-level digital divide: difference in people’s online
skills.
Lei si concentra sul fatto che le nuove disuguaglianze sono create dall’incapacità di
utilizzare le tecnologie pur [Link] studi di alcuni autori come Durkheim e
Van Dijk notano che persone che hanno degli svantaggi, in particolare culturali, nella
dimensione offline non riescono a migliorare quello status nella loro dimensione
online anzi quelle disuguaglianze aumentano se non riescono ad utilizzare
adeguatamente la [Link] Hargittai dimostra che queste situazioni di partenza
vengono inasprite dalla dimensione online.
Le disuguaglianze DERIVANO DA: status economico, sociale e culturale,
educazione digitale, competenze digitale degli adulti, educazione degli adulti,
dispositivi posseduti etc.

[Link] →Report di
save the children e l’articolo digital divide and digital inequalities e accesso usi e opportunità
in internet. Lo smartphone è utilizzato prevalentemente dai ragazzi come mezzo di
comunicazione, non imparando così a utilizzare le nuove tecnologie, es: computer, in quanto
il telefono consente meno l’utilizzo di competenze specifiche nel campo digitale. Chi va
meglio a scuola e studia di più è anche chi ha maggiori competenze digitali.
Gli studi hanno dimostrato che i ragazzi con maggiori competenze digitali sono
anche quelli che ne fanno un uso meno pervasivo, additive, cioè sanno controllare
meglio i momenti d’uso e la quantità d’uso del telefono. Es domande esame: Che
differenza c’è tra digital divide e le disuguaglianze di secondo livello? →il
digital divide è il possesso dello strumento, le disuguaglianze di secondo livello sono il
contesto di partenza della persona che può utilizzare la tecnologia. Chi parla di virtualità
reale? Castells.
CONSEGUENZA: Queste disuguaglianze digitali aumentano e/o inaspriscono le
disuguaglianze già esistenti offline.
Essere nativi digitali non corrisponde all’avere un corretto utilizzo di internet e di tutte
le sue funzionalità anche in ambito lavorativo.

38
José van Dijck, Thomas Poell, Martijn de Wall, Platform society (2018)
Le visioni di questi 3 autori è un po pessimistica rispetto agli autori come Castells e il
primo Van Dijk. Platform Society→teoria che tenta di impostare lo studio della società in
[Link] gli individui vivono e comunicano nella network society. Questi autori parlano
della piattaforma, e sparisce l’idea del network e l’idea dei nodi.
● Le piattaforme mediano tra chi produce servizi e contenuti e chi li vuole consumare.
→ piattaforme come intermediari.
● La «piattaformizzazione» ha saturato ogni ambito del web. Struttura il flusso
informativo e commerciale attraverso l’utilizzo dei dati comportamentali degli utenti
sottoponendoli alla logica degli algoritmi. → Questo rapporto di mediazione tra me
che consumo e chi mi vende il prodotto è veicolato dall’algoritmo che pilota in
maniera quasi predittiva i mestieri di consumo.
● Le piattaforme non riflettono il sociale: ma producono le strutture sociali nelle
quali viviamo. → la logica delle piattaforme crea ormai la nuova realtà dove
noi non siamo quelli che, secondo i loro interessi o inclinazioni, dettano le
regole del gioco ma al contrario noi seguiamo quello che le piattaforme ci
consigliano di consumare e questo produce la nostra nuova realtà.
La piattaforma→ è quell'insieme di algoritmi, dati che creano una nuova realtà.E’ l’unica
struttura che circola e fa circolare la comunicazione tra utenti e chi produce ricchezze e beni.
L’ecosistema della Platform society
Se queste piattaforme producono la realtà, come la producono? I tre autori
definiscono la platform society come ecosistema perché tutti gli elementi sono
collegati l’uno all’altro e funzionano in maniera coordinata, meccanica proprio come
un’ambiente. La definiscono come una nuova struttura ecologica della realtà, perché
riguarda tutti gli elementi della nostra realtà.
L’ecosistema della platform society è costituito da:

● I DATI: la circolazione dei dati supporta l’interoperabilità delle piattaforme e rende


l’ecosistema più coeso. → i dati sono alla base delle piattaforme.

*datification: la capacità delle piattaforme di tradurre in dati caratteristiche e aspetti della


realtà che non erano precedentemente quantificabili. → ogni informazione deve essere
trasformata in dato leggibile per l’algoritmo. E’ importante perché è la possibilità di rendere
codici, informazioni o emozioni che non sarebbero codificabili tramite delle aggiunte sulle
piattaforme come un like che consente di tradurre l’emozione in dato quantificarlo
per poi sfruttarlo.
Questo lavoro permette alle piattaforme di prestrutturare il dato→ tramite
l’espressione della nostra preferenza io dò alla macchina un’informazione
preziosa per capire qual è la mia emozione nei confronti di quel contenuto,
perché quella informazione l’algoritmo lo assorbe e capisce cosa attira la mia
attenzione.

39
● GLI ALGORITMI: filtrano l’enorme quantità di dati. La loro funzione resta la parte
più opaca dei meccanismi delle piattaforme. → Danno valore al dato, gli da un
significato.
● LE INTERFACCE: rendono visibili e accessibili i contenuti della piattaforma.
● LO STATUS PROPRIETARIO: localizza e quindi inquadra lo status giuridico delle
piattaforme. →Le piattaforme hanno una giurisdizione in un determinato paese ma
chiaramente hanno poteri transnazionali. Norme copyright
● MODELLI DI BUSINESS: monetizzano tramite la connessione automatizzata e
iper-profilata fra utenti-contenuti-dati-pubblicità. → i tuoi dati vengono comprati,
monetizzano tramite utente, i contenuti che l’utente mette che si trasformano in dati
per la piattaforma la quale mi propone le pubblicità e i prodotti di consumo tramite gli
sponsor.
● LE CONDIZIONI DI UTILIZZO: ovvero i «termini di utilizzo» che istituiscono il
patto normativo con gli utenti. → richiesta del consenso ai cookie.
Questi sono i 6 pilastri che permettono il funzionamento delle piattaforme.
Interoperatività delle piattaforme→piattaforme che si passano i dati e interagiscono tra loro,
tramite le condizioni di utilizzo che propongono agli utenti e che tramite una serie di postille
possono cedere le tue informazioni a terze parti.
Lezione 21 13-05-22
LUCIANO FLORIDI - THE ONLIFE MANIFESTO
Filosofo , che insegna all’università di Oxford e ha una cattedra in sociologia della
comunicazione all’università di Bologna.
E’ da sempre impegnato nel dibattito sull’etica e l’intelligenza artificiale, cioè i suoi
studi si concentrano su come sia possibile attribuire alle macchine un’etica.
ETICA→ agire razionale e responsabile che segue una determinata morale tipica dell’essere
umano.
L’algoritmo quale etica deve seguire in un mondo in cui la collaborazione uomo-
macchina diventa sempre più forte?
Il problema che pone l’idea di dare un’etica e una morale alle macchine è quale
morale o etica? Ogni etica o morale può essere influenzata da un particolare
contesto socio-culturale in cui si calano queste macchine.
Bisognerebbe discutere su quali sono i valori morali comuni all’umanità ma è un
lavoro intensissimo e difficilissimo.
Luciano Floridi→ propone un manifesto nel quale vengono proposti dei buoni propositi su
come uomo, macchine, intelligenza artificiale devono vivere insieme in un’era iperconnessa.
Lavora con diversi esperti del settore e con i suoi colleghi fa una proposta ai governi e
propongono delle norme comportamentali alle persone su come si possa vivere in maniera
edificante in un mondo in cui siamo ormai onlife cioè un mondo dove la nostra dimensione
virtuale è totalmente connessa con la nostra dimensione reale e le nostre esperienze, vite e
relazioni si muovono senza soluzioni di continuità tra una dimensione online e una [Link]
è una sovrapposizione di queste dimensioni.

40
Quattro motivi per i quali è indispensabile creare un manifesto rispetto a come
l’umanità, le politiche devono comportarsi in un mondo in cui la distinzione tra online
e offline diventa ormai impossibile da applicare.
1. the blurring of the distinction between reality and virtuality;
→ l'offuscamento della distinzione tra realtà e virtualità;
2. the blurring of the distinctions between human, machine and nature; →l'annullamento
delle distinzioni tra uomo, macchina e natura;
3. the reversal from information scarcity to information abundance;
→il passaggio dalla scarsità di informazioni all'abbondanza di informazioni;
4. the shift from the primacy of entities to the primacy of interactions”.
→il passaggio dal primato delle entità al primato delle interazioni".
Non bisogna solo concentrarsi sul soggetto o individuo sulla propria individualità e
riflessività ma quello che è importante in un’era iperconnessa sono le interazioni tra
queste entità.
❖ PUBBLICO VS PRIVATO→ non esiste più
The Internet is an important extension of the public space, even when operated and
owned by private actors. The notions of fragmented publics, of third spaces, and of
commons, and the increased focus on use at the expense of ownership all challenge
our current understanding of the public-private distinction.

Internet è un'importante estensione dello spazio pubblico, anche quando è gestito e


posseduto da attori privati. Le nozioni di pubblico frammentato, di terzo spazio e di
beni comuni, e la maggiore attenzione all'uso a scapito della proprietà, mettono in
discussione la nostra attuale concezione della distinzione pubblico-privato.

Lo spazio pubblico in un’era iperconnessa è posseduto anche dagli aspetti privati degli attori
che sono in rete, cioè uno spazio pubblico e privato che ormai non si capisce più quali siano i
confini dove la mia identità è solo un’identità pubblica o è contaminata anche da quello che
io sono nel mio privato→ terzo spazio:spazio comune dove non sono solo identità pubblica o
privata ma dove le mie identità si incontrano e quella che è la mia identità pubblica viene
condizionata da alcuni aspetti della mia vita privata e viceversa. Es: politici.
Terzo spazio→ pubblico e privato coincidono per dare prestigio e rafforzare l’identità
dell’individuo.
Bisogna tutelare la propria immagine e saper fare attenzione a quello che si vuole
mostrare di privato al pubblico.

❖ L’ATTENZIONE COME DIRITTO UMANO DA PRESERVARE( già visto con


Van Dijck)
Respect for attention should be linked to fundamental rights such as privacy and
bodily integrity, as attentional capability is an inherent element of the relational self
for the role it plays in the development of language, empathy, and collaboration.

Il rispetto per l’attenzione dovrebbe essere collegato a diritti fondamentali come la


privacy e l'integrità corporea, poiché la capacità di attenzione è un elemento

41
intrinseco del sé relazionale per il ruolo che svolge nello sviluppo del linguaggio,
dell'empatia e della collaborazione.

Floridi→ se l’attenzione degli esseri umani è ridotta a merce dobbiamo rinnalzare


l’attenzione al diritto umano. Se l’attenzione è diventata il nuovo elemento di
competizione di queste piattaforme, nodi e entità in quest’era iperconnessa allora
preservare e tutelare la nostra attenzione diventa un diritto inalienabile dell’uomo.
Nel momento in cui siamo continuamente distratti da nuovi impulsi dai pop-up,
pubblicità, i banner questo non ci permette di acquisire adeguate competenze
linguistiche, non siamo in grado di sviluppare l’empatia con gli altri, perché nelle
nostre comunicazioni che sono diventate sempre più fluide e veloci non riusciamo
più a dedicare alle relazioni umane con l’altro la dovuta attenzione per sviluppare
l’empatia con quello che l’altro ci sta dicendo, nell’ascoltare l’altro perché siamo
continuamente sottoposti a impulsi elettronici e digitali che ci distraggono l’uno
dall’[Link] continuo muoversi della nostra attenzione su vari punti di interesse
non permette di consolidare delle collaborazioni stabili con gli altri. Il rispetto per
l’attenzione deve cominciare ad essere tutelato come diritto umano fondamentale.

Floridi crede molto nella visione integrata collaborativa tra uomo,macchina e natura.
La strada che stiamo prendendo in questa convivenza tra uomo e macchina è
sbagliata, e Floridi crea il manifesto per aggiustare la rotta facendo delle proposte
affinché l’intelligenza artificiale e gli uomini possano venirsi incontro in maniera
costruttiva per entrambi. Vede gli aspetti negativi ma non è catastrofista, lui
promuove la tecnologia.
Devono cambiare le policy al livello governativo affinché le tecnologie possano
continuare nel rispetto dell’attenzione che gli individui mettono online .

BYUNG-CHUL HAN→ NELLO SCIAME


Filosofo di origine coreana naturalizzato tedesco.
Visioni del digitale → si concentra sulla descrizione molto iconografica sui nuovi pubblici
dell’online, cioè su come si costituiscono le nuove masse dell’online che lui definisce lo
[Link] sciame è diverso dalla massa e dalla folla perché è un insieme confusionario,
rumoroso di elementi che si muovono in maniera isterica e irrazionale.
● “puntare lo sguardo voyeuristico”--> non sappiamo più dove inizia il pubblico e
dove finisce il privato
● La mancanza di distanza delle sfera pubblica
● La società dell’indignazione
● L’assenza di massa 🡪 lo sciame digitale: individui isolati che non sviluppano
un noi.
Quello che ci dice Byung- Chul Han è che il nostro proporci e essere sempre nel
ruolo, nell’immagine che vogliamo dare di noi stessi è l’unico modo in cui ci
esprimiamo nell’ambiente digitale. La nostra immagine privata caratterizza qualsiasi
aspetto della nostra dimensione della comunicazione digitale a tal punto che non
esiste più un noi pubblico ma esiste sempre e solo un noi privato.

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“Il rispetto è vincolato al nome. Anonimato e rispetto si escludono a vicenda.
La comunicazione anonima, incoraggiata dal medium digitale, riduce
drasticamente il rispetto ed è corresponsabile della dilagante cultura
dell’indiscrezione e della mancanza di rispetto. Anche la shitstorm è anonima:
in ciò consiste la sua violenza. Nome e rispetto sono in stretta correlazione: il
nome è la base del riconoscimento, che avviene sempre nominativamente. Alla
nominalità sono legate anche pratiche come la responsabilità, la fiducia o la
promessa. La fiducia può essere definita una fede nel nome. Anche
responsabilità e promessa sono atti nominativi. Separando il messaggio dal
messaggero, la notizia dal trasmittente, il medium digitale azzera il nome.”

Ci sta dicendo che questa mancanza di rispetto è veicolata dalla mancanza di responsabilità
che noi associamo al nostro nome online→ a parte i casi in cui noi possiamo agire in
anonimato o con dei nomi falsi il nostro nome online lo possiamo utilizzare in maniera molto
più leggera e superficiale rispetto a quanto utilizzeremo il nostro nome nella dimensione
offline. Questa mancanza di responsabilità del nostro nome porta alla shitstorm , cioè
quella società che lui definisce dell’indignazione dove tutti noi ci alziamo come uno
sciame composto da utenti che dicono delle cose senza la minima riflessività, senza
dare peso al contenuto di quello che dicono proprio perché si sentono meno
responsabili del loro nome, della loro faccia.

“Lo sciame digitale non è una folla, poiché non possiede un’anima, uno spirito.
L’anima raduna e unisce: lo sciame digitale è composto da individui isolati. La
folla è strutturata in modo totalmente diverso: ha caratteristiche che non vanno
attribuite ai singoli. I singoli si fondono in una nuova unità, all’interno della
quale non dispongono piú di un proprio profilo. Un assembramento casuale di
uomini non costituisce ancora una folla: ciò avviene soltanto quando un’anima o
uno spirito li saldano in una massa omogenea, in sé chiusa. Allo sciame digitale
manca l’anima della folla o lo spirito della folla: gli individui che si uniscono in
uno sciame non sviluppano un Noi. Lo sciame non è contraddistinto da alcun
accordo che compatti la moltitudine in una folla attiva. Al contrario della folla,
lo sciame digitale non è in sé coerente: non si esprime come una sola voce.
Anche alla shitstorm manca quell’unica voce; per questo essa è percepita come
frastuono.L’homo digitalis è tutt’altro che un “Nessuno”: egli conserva la sua identità
privata persino quando si presenta come parte dello sciame. Si esprime in modo
anonimo, ma di norma ha un profilo e lavora senza posa all’ottimizzazione di sé.
Invece di essere “Nessuno”, è insistentemente Qualcuno che si espone e ambisce
all’attenzione. Al contrario, il “Nessuno” massmediatico non reclama per sé
alcuna attenzione: la sua identità privata è cancellata. Egli si dissolve nella
massa. In ciò consiste anche la sua fortuna: non può, infatti, essere anonimo,
perché egli è Nessuno. Di contro, l’homo digitalis si mostra spesso in forma
anonima: non è un Nessuno, bensí un Qualcuno, e precisamente un Qualcuno
anonimo.”

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Lui dice che l'indignazione delle folle e delle masse presupponeva che la voce dei
singoli si dissolvesse nella causa comune della massa. ES: lavoratori in protesta.
E’ importante la causa collettiva della massa che si mobilita per un obiettivo comune.
Lo sciame→ movimento scoordinato degli individui che vogliono far sentire la loro voce
diventando qualcuno che vuole restare anonimo ma non vuole essere nessuno. Nello sciame
digitale tutti vogliono essere qualcuno che dice la propria opinione e non importa se è
diversa da quella degli altri l’importante è che io sia qualcuno a dirla.
“Gli individui digitali si raggruppano occasionalmente in assembramenti, come
per esempio gli smart mobs. Tuttavia, i loro modelli collettivi di movimento
sono, in analogia con gli sciami costituiti da animali, assai fugaci, instabili e
contraddistinti dalla volatilità. Inoltre, spesso agiscono in modo carnevalesco,
scherzoso e disimpegnato. In questo lo sciame digitale si differenzia dalla massa
classica, che (come per esempio la massa dei lavoratori) non è volatile ma
volontaria e non costituisce un modello transitorio, bensí una formazione stabile.
La massa classica, provvista di un’anima unificata da un’ideologia, marcia in
una direzione. Grazie alla decisione volontaria e alla stabilità, è anche capace del
Noi, dell’azione comune in grado di attaccare frontalmente il rapporto di
dominio esistente. Soltanto la massa decisa a un’azione comune genera il potere.
Massa è potere. Questa decisione manca agli sciami digitali: essi non marciano.
Si dissolvono con la stessa rapidità con cui si sono formati. A causa della loro
fugacità non sviluppano energie politiche. Allo stesso modo, le shitstorms non
sono in grado di mettere in dubbio il rapporto di potere dominante: si scagliano
soltanto contro singole persone, rendendole oggetto di scherno o di scandalo.”

Lo sciame viaggia scomposto e non si coordina.


“Il medium dello spirito è il silenzio, che è chiaramente distrutto dalla comunicazione
digitale. L’additività, prodotta dal frastuono comunicativo, non è l’andatura dello spirito”
→ silenzio associato alla mancanza da parte della massa di dedicare attenzione che
non è possibile in un mondo dove gli impulsi digitali ci circondano costantemente e
creano frastuono comunicativo questo non è l’andamento dello spirito ma solo
apparenza.
Finché il frastuono della massa online non si trasforma in azione della massa è
difficile che possa ricevere visibilità e attenzione.
Nella massa non c’è l'individualità.

Lezione 22 26-05-22
Teorie della comunicazione di massa
Mauro Wolf
Tre caratteristiche dei media (old & new?):
1. LA CUMULAZIONE→ capacità dei media di creare e sostenere la
rilevanza di un tema che è il risultato complessivo (ottenuto dopo un

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certo tempo) del modo in cui funziona la copertura informativa. Cioè la
ripetitività della produzione di comunicazioni di massa.
2. LA CONSONANZA→ nei processi produttivi dell’informazione i
tratti comuni e le somiglianze tendono a essere più significative e
numerose delle differenze ciò porta a messaggi sostanzialmente più
simili che non dissimili.
3. L’ONNIPRESENZA→ il senso comune - l’insieme di conoscenze,
opinioni, atteggiamenti, diffuso dalla comunicazione di massa - ha una
qualità particolare: è pubblicamente noto che esso è pubblicamente
noto.

Con questo Wolf ci dice che gli studi sugli old media hanno individuato tre particolari
caratteristiche affinché questi media possano canalizzare l’ attenzione del pubblico
su determinate idee.
Cumulazione→ ripetitività, cioè quante volte un determinato media ripropone la [Link]
è tanto quindi il contenuto della notizia ma piuttosto quante volte il pubblico viene informato
da quella notizia.
Consonanza→ la costruzione del messaggio mediatico avviene tramite procedimenti
linguistici, immaginativi che presentano bene o male tutte le stesse [Link]
produco un’informazione tendo a produrla con dei tratti comuni e somiglianze che
appartengono a quel tema.
L’onnipresenza→ quando si produce una notizia riguardante vari temi, le notizie vengono
create rispettando una sorta di senso comune cioè una serie di valori, conoscenze e opinioni
che il pubblico già ha in merito a quella [Link] costruzione della notizia tiene sempre
conto del senso comune che le persone hanno che è noto.
Queste 3 caratteristiche rafforzano la visibilità dei punti di vista diffusi dai
media, e quindi il potere di conformazione che tale visibilità ha su coloro che
non hanno ancora elaborato una propria posizione!

I mezzi di comunicazione creano la notizia basandosi già su una loro interpretazione


e conoscenza della realtà. Questa loro capacità di conoscere e in qualche modo di
prevedere la realtà tramite il senso comune,la modalità sempre uguale con cui
devono costruire la notizia e tramite la capacità di ripeterla in maniera martellante, fa
sì che le persone che ancora non sono state toccate dalla notizia e la ricevono per la
prima volta già vengono influenzate dalla visione del media e quindi tenderanno ad
assumere la prospettiva che gli propone il media.

L’AGENDA SETTING → filtro attraverso il quale i media decidono cosa


raccontarci o meno durante la giornata
L’agenda setting→ è un termine prettamente giornalistico che si usa molto per definire quel
processo attraverso il quale i mezzi di comunicazione costruiscono la loro scaletta quotidiana

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delle informazioni, grazie alla quale i media si danno un’ordine di priorità delle notizie.
Selezione delle notizie.
«In conseguenza dell’azione dei giornali, della televisione e degli altri mezzi di
informazione, il pubblico è consapevole o ignora, dà attenzione oppure trascura,
enfatizza o neglige, elementi specifici degli scenari pubblici. La gente tende a
includere o escludere dalle proprie conoscenze ciò che i media includono o
escludono dal proprio contenuto. Il pubblico inoltre tende ad assegnare a ciò che
esso include, un’importanza che riflette da vicino l’enfasi attribuita dai mass media
agli eventi, ai problemi, alle persone»
★ LA COMPRENSIONE CHE LE PERSONE HANNO DI GRAN PARTE DELLA
REALTA’ SOCIALE E’ MUTUATA DAI MEDIA.

★ AUMENTA LA PRESENZA DI “PACCHETTI” DI REALTA’ CHE I SOGGETTI


NON ESPERISCONO DIRETTAMENTE MA CHE “VIVONO”
ESCLUSIVAMENTE ATTRAVERSO LA MEDIAZIONE DEI MEZZI DI
COMUNICAZIONE DI MASSA. →non è possibile al pubblico conoscere tutti gli
eventi che la cronaca ci racconta ma i media ci raccontano questi eventi tramite i
pacchetti di informazioni. Pacchetti intesi come idea di confezionamento della notizia
che fa sì che conosciamo la realtà tramite conoscenza indiretta.
L’AGENDA SETTING STABILISCE:
1. L’ordine del giorno dei temi, argomenti, problemi, presenti nell'agenda dei
media.
2. La gerarchia di importanza e di priorità con cui tali elementi sono disposti
“nell’ordine del giorno”.
Tutti i giornali hanno le stesse notizie nella prima pagina. Ordine di priorità che deve
essere uguale per tutti.
GATEKEEPER (kurt Lewin 1947)
Un individuo o un gruppo ha il potere di decidere se lasciare passare o bloccare
l’informazione.

Le decisioni del gatekeeper non vengono realizzate tanto sulla base di una
valutazione individuale di notiziabilità, quanto in rapporto a un insieme di valori che
includono criteri sia professionali sia organizzativi, quali l’efficienza, la produzione
di notizie, la velocità, etc..

Il gatekeeping nei mass media include tutte le forme di controllo


dell’informazione, che possono determinarsi nelle decisioni circa la codificazione
dei messaggi, la selezione, la formazione del messaggio, la diffusione, la
programmazione, l’esclusione di tutto il messaggio o di sue componenti.

Il gatekeeper→ il cancelliere, colui che permette l’uscita e l’entrata delle notizie. Decide
anche tutte le forme di controllo di quell’informazione, come deve essere scritto il testo,

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quando deve essere diffuso, gli orari di uscita di programmazione, decide come deve essere
controllata l’informazione prima di uscire.
I coccodrilli→ in gergo giornalistico, le notizie che si riferiscono alla morte di qualcuno.
Vengono scritti precedentemente , quando un personaggio pubblico è ormai anziano o malato
ma ancora vivo si prepara il coccodrillo ovvero un articolo che è pronto per uscire
velocissimamente quando quel personaggio pubblico muore.
Fact checking→ avviene prima del gatekeeper e serve per sapere se una notizia è vera al
fine di essere trasmessa.
IL NEWSMAKING
➔ Le notizie sono ciò che i GIORNALISTI definiscono come tali.
➔ Nella sovrabbondanza di accadimenti, l’apparato di informazione deve
SELEZIONARE questi eventi.
➔ La notiziabilità è strettamente legata ai processi di ROUTINIZZAZIONE E DI
STANDARDIZZAZIONE delle pratiche produttive. es: il coccodrillo.
velocizzarsi e abbattere i costi.
➔ La notizia è il prodotto di un processo organizzato che implica una prospettiva
pratica sugli eventi, finalizzata a riassemblarli, a dare VALUTAZIONI
SEMPLICI e dirette sui loro rapporti e fare ciò in maniera capace DI
INTRATTENERE GLI SPETTATORI. → notizia che deve essere consumabile in
maniera veloce e chiara e mi deve intrattenere senza appesantire e avere più
spettatori .

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