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REGOLAMENTI PER LA CLASSIFICAZIONE

DELLE NAVI

Parte C
Macchinari, Impianti e Protezione
contro gli Incendi

Capitoli 1 2 3 4

Capitolo 1 MACCHINARI

Capitolo 2 IMPIANTI ELETTRICI

Capitolo 3 IMPIANTI DI AUTOMAZIONE

Capitolo 4 PROTEZIONE ANTINCENDIO, RIVELAZIONE ED


ESTINZIONE DEGLI INCENDI
Parte C
Macchinari, Impianti e Protezione
contro gli Incendi

Capitolo 1

MACCHINARI

SEZIONE 1 PRESCRIZIONI GENERALI


SEZIONE 2 MOTORI DIESEL
SEZIONE 3 CALDAIE E RECIPIENTI IN PRESSIONE
SEZIONE 4 TURBINE A VAPORE
SEZIONE 5 TURBINE A GAS
SEZIONE 6 RIDUTTORI ED INVERTITORI
SEZIONE 7 LINEE D’ALBERI DI PROPULSIONE
SEZIONE 8 ELICHE
SEZIONE 9 VIBRAZIONI DELLE LINEE D’ALBERI
SEZIONE 10 TUBOLATURE
SEZIONE 11 MACCHINE DI GOVERNO
SEZIONE 12 THRUSTERS
SEZIONE 13 IMPIANTI FRIGORIFERI
SEZIONE 14 TURBOSOFFIANTI
SEZIONE 15 PROVE DI FUNZIONAMENTO A BORDO
APPENDICE 1 VERIFICA DEL DIMENSIONAMENTO DEGLI ALBERI A
MANOVELLE DEI MOTORI DIESEL
APPENDICE 2 MOTORI DIESEL AD ALIMENTAZIONE MISTA
APPENDICE 3 TUBI IN PLASTICA
APPENDICE 4 CASSE INDIPENDENTI PER IL COMBUSTIBILE LIQUIDO

Regolamenti RINA 2005 19


Parte C, Cap 1, Sez 1

SEZIONE 1 PRESCRIZIONI GENERALI

1 Generalità 1.4 Definizioni


1.4.1 Locali macchine di categoria A
1.1 Applicabilità Locali macchine di categoria A sono tutti gli spazi ed i rela-
tivi cofani che contengono:
1.1.1 Il Capitolo 1 si applica al progetto, alla costruzione, • motori a combustione interna utilizzati per l’apparato di
all’installazione, ai collaudi e alle prove dei macchinari per propulsione principale; o
la propulsione e per servizi ausiliari essenziali, comprese le • motori a combustione interna di potenza complessiva
apparecchiature ad essi collegate, caldaie e recipienti in non minore di 375 kW, utilizzati per altri scopi; o
pressione, tubolature, organi di governo e manovra, che • caldaie a combustibile liquido o gruppi per il tratta-
sono installati a bordo delle navi classificate, come mento del combustibile liquido; o
descritto in ciascuna Sezione del presente Capitolo.
• generatori di gas inerte, inceneritori, gruppi di elimina-
zione rifiuti, ecc, che utilizzano combustibile liquido.
1.2 Ulteriori prescrizioni
1.4.2 Locali macchine
Locali macchine sono tutti i locali macchine di categoria A e
1.2.1 Ulteriori prescrizioni relative ai macchinari sono tutti gli altri locali che contengono l’apparato motore di pro-
date in: pulsione, caldaie, gruppi per il trattamento del combustibile
• Parte E, per l’assegnazione delle notazioni di servizio liquido e dell’olio lubrificante, macchine a vapore, motori a
combustione interna, generatori e motori elettrici principali,
• Parte F, per l’assegnazione delle notazioni addizionali di stazioni di imbarco del combustibile liquido, macchinari
classe. per la ventilazione e per il condizionamento dell’aria, mac-
chinari frigoriferi, stabilizzatori e locali di tipo simile, ed i
relativi cofani.
1.3 Documentazione da inviare
1.4.3 Gruppo di trattamento per il combustibile
1.3.1 Prima che la costruzione sia effettivamente incomin- liquido
ciata, il Costruttore, Progettista o Cantiere devono inviare Gruppo di trattamento per il combustibile liquido è l’equi-
alla Società i documenti (disegni, diagrammi, specifiche e paggiamento necessario a preparare il combustibile liquido
calcoli) richiesti nelle Sezioni pertinenti del presente Capi- per l’alimentazione di una caldaia o il combustibile liquido
tolo. riscaldato per l’alimentazione di un motore a combustione
interna; esso comprende pompe, filtri e riscaldatori che trat-
L’elenco dei documenti richiesti in ciascuna Sezione è indi- tano il combustibile ad una pressione superiore a 0,18
cativa del complesso di informazioni che devono essere N/mm2.
inviate e non deve essere assunta come un mero elenco di Ai fini della definizione di cui sopra, i generatori di gas
titoli. inerte devono essere considerati come caldaie a combusti-
bile liquido e le turbine a gas come motori a combustione
La Società si riserva il diritto di richiedere l’invio di docu-
interna.
menti addizionali rispetto a quelli elencati nelle Sezioni,
nel caso di progetti non convenzionali o se ritenuto neces- 1.4.4 Condizione di nave priva d’energia
sario per la valutazione dell’impianto, apparecchiatura o Condizione di nave priva d’energia è la condizione nella
componente. quale l’intero impianto di propulsione, compresa l’alimen-
tazione principale d’energia elettrica non è in funzione e
I disegni devono comprendere tutti i dati necessari per la
non sono disponibili mezzi ausiliari, quali aria compressa e
loro interpretazione, verifica ed approvazione.
batterie d’avviamento, per avviare l’impianto di propulsione
A meno che non sia stabilito diversamente nelle altre e per il ripristino dell’alimentazione elettrica principale, ma
Sezioni del presente Capitolo o diversamente concordato assumendo che siano disponibili dispositivi per avviare il
con la Società, i documenti devono essere inviati all’appro- generatore d’emergenza in qualsiasi momento.
vazione in triplice copia, se inviati dal Cantiere, ed in qua-
druplice copia, se inviati dal fornitore di 2 Progetto e costruzione
un’apparecchiatura. I documenti richiesti per conoscenza
devono essere inviati in duplice copia. 2.1 Generalità
In ogni caso la Società si riserva il diritto di richiedere copie 2.1.1 I macchinari, le caldaie e gli altri recipienti in pres-
addizionali se ritenuto necessario. sione con relative tubolature ed accessori devono essere

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Parte C, Cap 1, Sez 1

adeguatamente progettati e costruiti per il servizio al quale sare sollecitazioni eccessive in tali macchinari in tutti i
sono destinati e devono essere installati e protetti in modo campi di normale funzionamento.
da ridurre al minimo i pericoli per le persone a bordo, con
particolare riguardo alle parti mobili, alle superfici ad alta 2.4 Funzionamento in posizione inclinata
temperatura ed agli eventuali altri pericoli.
2.4.1 Le macchine di propulsione e tutti i macchinari ausi-
La progettazione deve tener conto dei materiali usati nella
liari essenziali ai fini della propulsione e della sicurezza
costruzione, lo scopo al quale i macchinari, le caldaie e gli
della nave devono essere progettati in modo che, nelle loro
altri recipienti in pressione con tubolature ed accessori sono
condizioni di installazione a bordo, possano funzionare
destinati, delle condizioni d’esercizio alle quali saranno sot-
soddisfacentemente sia quando la nave è diritta sia quando
toposti e delle condizioni ambientali a bordo.
la nave è inclinata trasversalmente, su ciascun lato, e longi-
tudinalmente, sia verso prora che verso poppa, di qualsiasi
2.2 Materiali, saldature e prove angolo di inclinazione non superiore ai valori indicati nella
2.2.1 Generalità Tab 1.
I materiali ed i processi di saldatura e di prova devono La Società può permettere, in relazione al tipo, alle dimen-
essere in accordo con le prescrizioni nella Parte D e quelle sioni ed alle condizioni operative della nave, angoli di incli-
date nelle altre Sezioni del presente Capitolo. Inoltre per i nazione diversi da quelli indicati nella Tab 1.
componenti di macchinari di costruzione saldata si appli- I macchinari con asse principale di rotazione orizzontale
cano le prescrizioni in [2.2.2]. devono essere di norma installati a bordo con l’asse stesso
orientato nella direzione poppa-prora. Se ciò non fosse pos-
2.2.2 Componenti di macchinari saldati sibile, il costruttore dovrà esserne informato, all’atto
I procedimenti di saldatura ed i saldatori devono essere dell’ordinazione del macchinario.
approvati dalla Società secondo le prescrizioni nella
Parte D, Capitolo 5. 2.5 Condizioni ambientali
Devono essere chiaramente indicati sui disegni inviati
all’approvazione i riferimenti ai processi di saldatura adot- 2.5.1 I macchinari e gli impianti coperti dal Regolamento
tati. devono essere progettati per funzionare appropriatamente
nelle condizioni ambientali indicate in Tab 2, a meno che
Le giunzioni che trasmettono carichi devono essere:
non sia altrimenti specificato in ciascuna Sezione del pre-
• o giunti testa a testa saldati a piena penetrazione da sente Capitolo.
entrambi i lati, salvo quando sia approvato un procedi-
mento equivalente; 2.6 Potenza dei macchinari
• o giunti a T o a croce saldati a piena penetrazione:
2.6.1 A meno che non sia altrimenti stabilito in ciascuna
Per giunti fra lamiere con differenze di spessore superiori a Sezione del presente Capitolo, qualora i dimensionamenti
3 mm, è richiesta una rastremazione della lamiera più dei componenti siano basati sulla potenza, i valori da ado-
spessa di lunghezza non inferiore a 4 volte la differenza di perare devono essere determinati come qui di seguito indi-
spessore. Una rastremazione di lunghezza uguale a 3 volte cato:
la differenza di spessore può essere accettata in dipendenza
del tipo di sollecitazione sul giunto. • per macchinari principali di propulsione, la
potenza/velocità di rotazione per le quali è richiesta la
Non possono essere accettati scarichi di saldatura in corri- classificazione
spondenza delle estremità dei giunti a T.
• per macchinari ausiliari la potenza/velocità di rota-
Giunti a sovrapposizione e giunti a T soggetti a sollecita- zione, che è disponibile in esercizio.
zione di trazione devono avere su entrambi i lati la gola
della saldatura ad angolo uguale a 0,7 volte lo spessore
della lamiera più sottile. 2.7 Potenza di marcia indietro
Nel caso di strutture saldate che comprendano pezzi fusi, 2.7.1 Deve essere disponibile una sufficiente potenza di
questi ultimi devono essere fusi con un prolungamento marcia indietro, tale da assicurare una adeguata governabi-
appropriato per permettere il collegamento con le strutture lità della nave in tutte le normali condizioni di esercizio.
adiacenti mediante giunti testa a testa in modo tale che gli
L’apparato motore di propulsione deve essere in grado di
eventuali esami radiografici ed ultrasonici possano essere
mantenere per almeno 30 minuti l’andatura libera in marcia
eseguiti facilmente.
indietro a non meno del 70% della velocità massima di
Quando richiesto, preriscaldo e trattamento di distensione rotazione in marcia avanti.
devono essere eseguiti secondo quanto indicato nella spe-
cifiche dei procedimenti di saldatura. Per apparati motori di propulsione muniti di invertitori o di
propulsori a pale orientabili o con motore elettrico, il fun-
zionamento in marcia indietro non deve comportare un
2.3 Vibrazioni sovraccarico della macchina di propulsione.
2.3.1 Deve essere prestata speciale considerazione al pro- Durante le prove di navigazione devono essere verificate e
getto, alla costruzione ed all’installazione degli impianti di registrate le caratteristiche di reversibilità della spinta
propulsione e dei macchinari ausiliari in modo tale che nes- dell’elica della macchina di propulsione (vedere anche
suna delle frequenze naturali di vibrazione sia tale da cau- Sez 15).

22 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 1

Tabella 1 : Inclinazione della nave (1/7/2003)

Angolo d’inclinazione, in gradi (1)


Installazioni, componenti Inclinazione trasversale Inclinazione longitudinale
statica dinamica statica dinamica
Macchinari principali ed ausiliari 15 22,5 5 (4) 7,5
Impianti di sicurezza, 22,5 (2) 22,5 (2) 10 10
per esempio impianti di generazione di energia elettrica
d’emergenza, pompe incendio d’emergenza con i loro
accessori
Interruttori, apparecchiature elettriche ed elettroniche (3)
ed impianti per il comando a distanza.
(1) Gli angoli di inclinazione trasversale e longitudinale devono essere considerati simultaneamente.
(2) In navi progettate per il trasporto di gas liquefatti e prodotti chimici, la fonte di energia elettrica d’emergenza deve anche poter
funzionare con la nave allagata fino ad una inclinazione massima trasversale di 30°.
(3) Fino ad un angolo d’inclinazione di 45° non devono verificarsi né interruzioni né variazioni operative non volute.
(4) Quando la lunghezza della nave è superiore a 100 m, l'angolo di inclinazione statica tra prora e poppa può essere assunto
uguale a 500/L gradi, essendo L la lunghezza della nave, in metri, come definita in Parte B, Cap 1, Sez 2, [3.1.1]

Tabella 2 : Condizioni ambientali rie, quali quelle dovute alla mancanza di alimentazione
dell’olio lubrificante, che potrebbero portare rapidamente
alla completa rottura, a gravi danni od esplosioni.
TEMPERATURA DELL’ARIA
La Società può permettere la sistemazione di mezzi atti ad
Posizione, sistemazione Campo di temperature (°C) escludere i suddetti interventi automatici.
In locali chiusi tra 0 e +45 (2) Vedere anche le prescrizioni specifiche date nelle altre
Sezioni del presente Capitolo.
Su componenti di macchine Secondo le condizioni locali
e caldaie. effettive
In locali soggetti a tempera- 2.9 Combustibili
ture più alte o più basse 2.9.1 (1/7/2002)
Su ponti esposti tra -25 e +45 (1) I combustibili liquidi impiegati per le macchine e le caldaie
devono, in generale, avere punto di infiammabilità, deter-
TEMPERATURA DELL’ACQUA minato con il metodo a vaso chiuso, non inferiore a 60 °C.
Liquido refrigerante Temperatura (°C) Tuttavia, per i motori a combustione interna azionanti gene-
ratori di emergenza, è ammesso l'impiego di combustibili
Acqua di mare o, se applica- fino a +32 liquidi con punto di infiammabilità inferiore a 60 °C, ma in
bile, acqua di mare ogni caso non inferiore a 43 °C.
all’ingresso del refrigerante
L'impiego di combustibili liquidi con punto di infiammabi-
dell’aria di sovralimenta-
zione
lità inferiore a 60 °C, ma in ogni caso non inferiore a 43 °C,
può essere consentito (per esempio per alimentare i motori
(1) Le apparecchiature elettroniche devono essere proget- primi delle pompe incendio d'emergenza o macchinari
tate per una temperatura dell’aria fino a 55°C (per le ausiliari che non siano installati entro locali macchine di
apparecchiature elettroniche vedere anche Capitolo 2). Categoria A):
(2) Possono essere accettate dalla Società temperature dif-
a) per navi da passeggeri non adibite a viaggi internazio-
ferenti nel caso di navi con navigazione limitata.
nali e per navi da carico di stazza lorda inferiore a 500
ton o di stazza lorda uguale o superiore a 500 ton ma
2.8 Dispositivi di sicurezza non adibite a viaggi internazionali, oppure
2.8.1 Qualora nelle macchine si possano verificare sovra- b) subordinatamente alle seguenti condizioni:
velocità, devono essere previsti mezzi che assicurino che la • le casse del combustibile liquido, eccettuate quelle
velocità di sicurezza non venga superata. sistemate nel doppio fondo, siano ubicate al di fuori
di locali macchine di Categoria A
2.8.2 Qualora le macchine di propulsione o i macchinari • siano provvisti mezzi per la misurazione della tem-
ausiliari compresi i recipienti in pressione, o qualsiasi parte peratura del combustibile liquido sull'aspirazione
di essi siano soggetti a pericolose sovrapressioni interne, della pompa del combustibile stesso
devono essere previsti, per quanto realizzabile, adeguati
• siano sistemati valvole o rubinetti di intercettazione
mezzi di protezione contro le dette sovrapressioni.
all'ingresso ed all'uscita dei filtri del combustibile
2.8.3 Le turbine principali e, quando applicabile, i motori a liquido, e
combustione interna principali ed ausiliari devono essere • siano impiegate, per quanto possibile, giunzioni dei
provvisti di dispositivi automatici di arresto, in caso di ava- tubi di tipo saldato o di tipo conico o di tipo sferico.

Regolamenti RINA 2005 23


Parte C, Cap 1, Sez 1

Potranno essere utilizzati a bordo combustibili liquidi con Le stesse norme valgono per i supporti dei reggispinta e
punto di infiammabilità inferiore a 43 °C, conservati al di degli alberi di trasmissione.
fuori dei locali macchine, e le sistemazioni adottate Devono essere eseguiti con particolare cura il perfetto livel-
dovranno essere sottoposte a speciale esame da parte della lamento e l’allineamento generale delle macchine di pro-
Società. pulsione con le relative linee d’alberi (vedere Sez 7).
L'impiego del gas evaporato (boil-off) come combustibile
per le caldaie o i motori di propulsione è consentito nelle 3.3.2 Le tacchettature di resina devono essere di tipo
navi gassiere subordinatamente alle prescrizioni di cui in approvato.
Parte E, Cap 9, Sez 16.
3.4 Difese intorno agli organi in movimento
2.10 Impiego dell'amianto
3.4.1 Adeguate difese devono essere sistemate intorno agli
2.10.1 (1/7/2002)
organi in movimento (volani, accoppiatoi, ecc.) allo scopo
L'uso di materiali contenenti amianto è vietato, eccetto che di evitare danni alle persone.
per:
a) vani usati in compressori o pompe del vuoto a lobi 3.5 Strumenti di controllo
b) guarnizioni e rivestimenti a tenuta stagna all'acqua usati
per la circolazione di fluidi, quando, ad alta temperatura 3.5.1 Tutti gli strumenti di controllo devono essere rag-
(superiore a 350 °C) o ad elevata pressione (superiore a gruppati per quanto possibile presso il posto di manovra e,
7 x 106 Pa), ci sia il rischio di incendio, corrosione o tos- in ogni caso, in posizione ben visibile.
sicità; e
c) isolamenti termici pieghevoli e flessibili usati per tempe- 3.6 Ventilazione dei locali macchine
rature superiori a 1000 °C.
3.6.1 I locali macchine devono essere ventilati in modo da
assicurare che quando i macchinari o le caldaie in essi con-
3 Sistemazioni ed installazioni a bordo tenuti funzionano al massimo della potenza in tutte le con-
dizioni meteorologiche, compreso il tempo cattivo, possa
3.1 Generalità essere mantenuta nei locali una mandata d’aria sufficiente
per il funzionamento dei macchinari.
3.1.1 Devono essere adottati gli accorgimenti necessari Tale sufficiente quantità d’aria deve essere fornita attraverso
per facilitare la pulizia, l’ispezione e la manutenzione delle aperture opportunamente protette sistemate in modo tale da
macchine di propulsione e dei macchinari ausiliari, com- poter essere usate in ogni condizione meteorologica,
prese le caldaie ed i recipienti in pressione. tenendo conto della Reg. 19 della Convenzione di Bordo
Deve essere prevista una facile accessibilità alle varie parti Libero del 1966.
dei macchinari di propulsione mediante scale metalliche e Deve essere prestata particolare attenzione alla mandata,
grate sistemate con ringhiere robuste e sicure. all’estrazione ed alla distribuzione dell’aria nei vari locali.
I locali destinati alle macchine di propulsione ed ai macchi- La quantità e la distribuzione dell’aria devono essere tali da
nari ausiliari devono essere adeguatamente illuminati e soddisfare le esigenze delle macchine affinché esse possano
ventilati. sviluppare la loro massima potenza continuativa.
La ventilazione deve essere sistemata in modo tale da impe-
3.2 Paglioli dire l’accumulo di gas o vapori infiammabili.

3.2.1 I locali macchine devono essere muniti di pagliolo


metallico, suddiviso in elementi facilmente smontabili.
3.7 Superfici calde e protezione dagli
incendi
3.3 Fissaggio 3.7.1 (1/7/2004)
Le superfici che hanno una temperatura superiore a 60°C,
3.3.1 Le piastre di fondazione delle macchine devono che potrebbero venire a contatto con l’equipaggio durante
essere assicurate alle strutture di sostegno mediante bulloni l’esercizio, devono essere appropriatamente protette o coi-
di fondazione distribuiti il più possibile uniformemente e, bentate.
per numero e dimensioni, largamente sufficienti a stabilire
un collegamento perfetto. Le superfici di macchinari aventi temperatura superiore a
220 °C, come, per esempio, tubolature di vapore, tubola-
Se le piastre di fondazione sono applicate direttamente sul ture di olio diatermico e tubolature di gas di scarico, silen-
cielo di un doppio fondo, i bulloni devono essere guarniti ziatori, calderine a gas di scarico, turbosoffianti, ecc.,
in modo da assicurare una perfetta tenuta stagna con la devono essere efficacemente coibentate con materiale non
testa sistemata dalla parte inferiore. combustibile o protette in modo equivalente, allo scopo di
Le piastre devono poggiare esattamente ed interamente prevenire l’accensione di materiali combustibili che ven-
lungo le linee dei bulloni su di un letto formato da tacchetti gano in contatto con dette superfici calde. Se il materiale
di adeguato spessore, bene aggiustati per assicurare un coibente impiegato a tale scopo è del tipo che assorbe olio
appoggio completo. o che può consentire la penetrazione di olio, esso deve

24 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 1

essere racchiuso in una guaina di acciaio o di materiale ed i relativi allarmi e dispositivi di sicurezza si applicano le
equivalente. prescrizioni del Capitolo 3.
La coibentazione delle superfici calde deve essere di un
tipo ed avere un supporto tali che non si incrini o si dete- 3.9.2 Deve essere sistemato un allarme per il personale di
riori quando sia soggetta a vibrazioni. macchina, azionabile dalla centrale di comando delle mac-
La protezione antincendio e la rivelazione ed estinzione chine o dal piano di manovra, come appropriato, che deve
degli incendi sono soggette alle prescrizioni del Capitolo 4. essere chiaramente udibile nei locali di alloggio del perso-
nale di macchina.
3.8 Comunicazioni
3.8.1 Tutte le navi devono avere almeno due mezzi indi- 4 Prove e collaudi
pendenti per comunicare gli ordini dalla plancia al posto,
nel locale macchine o nella centrale di comando, dal quale 4.1 Prove in officina
sono normalmente controllati la velocità e la direzione di
spinta dell’elica: uno di questi mezzi deve essere un tele-
grafo di macchina, che fornisca un’indicazione visiva degli 4.1.1 I macchinari ed i loro componenti devono essere
ordini trasmessi e delle risposte fornite, sia nel locale mac- sottoposti a prove d’officina che sono particolareggiate
chine sia sul ponte di comando, con allarme acustico per nelle Sezioni pertinenti del presente Capitolo. Tali prove
non coincidenza fra ordine e risposta. devono essere presenziate dal Tecnico.
Devono essere sistemati appropriati mezzi di comunica- Quando tali prove non possono essere eseguite in officina,
zione dalla plancia e dal locale macchine con qualsiasi altra la Società potrà permettere che vengano eseguite a bordo,
posizione dalla quale possono essere controllati la velocità e purché ciò non sia considerato in contrasto o con le caratte-
la direzione di spinta dell’elica. ristiche generali del macchinario da provare o con partico-
Il secondo mezzo di comunicazione deve essere alimentato lari caratteristiche dell’installazione a bordo. In tali casi il
da una fonte di energia autonoma e deve essere indipen- Tecnico incaricato dell’accettazione del macchinario a
dente da altri mezzi di comunicazione di bordo. bordo e l’acquirente devono essere informati preventiva-
Nel caso in cui l’apparato motore di propulsione della nave mente e le prove devono essere eseguite secondo le prescri-
sia comandato dalla plancia con comando a distanza, il zioni della Parte D relative alle prove incomplete.
secondo mezzo di comunicazione prescritto può essere
Tutte le caldaie, tutte le parti di macchinari, tutti gli impianti
costituito dal sistema di comando stesso.
di vapore, oleodinamici, pneumatici, nonché gli altri
Il telegrafo di macchina è richiesto in ogni caso, anche se è impianti ed i relativi accessori che sono soggetti a pressione
previsto il comando a distanza del motore indipendente- interna, devono essere sottoposti a prove adeguate, com-
mente dal fatto che il locale macchine sia presidiato o no. presa la pressatura, prima di essere messi in servizio per la
Per navi con navigazione limitata possono essere concesse prima volta, come indicato nelle altre Sezioni del presente
deroghe a giudizio della Società. Capitolo.

3.9 Comandi a distanza di macchine, allarmi


4.2 Prove a bordo
ed impianti di sicurezza
3.9.1 Per gli impianti di comando a distanza del motore di 4.2.1 Le prove a bordo dei macchinari sono indicate in
propulsione e dei macchinari per servizi ausiliari essenziali Sez 15.

Regolamenti RINA 2005 25


Parte C, Cap 1, Sez 2

SEZIONE 2 MOTORI DIESEL

1 Generalità alla Società dal licenziatario stesso per approvazione o


conoscenza. Nel caso di modifiche significative, il licenzia-
tario dovrà provvedere affinché pervenga alla Società la
1.1 Applicabilità
conferma scritta di accettazione da parte del progettista di
1.1.1 I motori diesel elencati qui di seguito devono essere tali modifiche. Sarà in ogni caso cura del licenziatario far
progettati, costruiti, installati, collaudati e certificati in avere al Tecnico incaricato del collaudo copia di tutta la
accordo con le prescrizioni della presente Sezione, sotto la documentazione di cui alla citata Tab 1.
sorveglianza e a soddisfazione del Tecnico.
a) Motori di propulsione 1.3 Definizioni
b) Motori destinati ad azionare generatori di corrente elet- 1.3.1 Tipo di motore
trica, compresi quelli di emergenza Generalmente il tipo del motore è definito dalle caratteristi-
c) Motori destinati ad altri servizi essenziali per la sicu- che seguenti:
rezza, per la navigazione e per azionare le.pompe del • il diametro del cilindro;
carico di navi cisterna, di potenza uguale o superiore a
• la corsa;
110 kW.
• il sistema d’iniezione (iniezione diretta o indiretta);
Tutti gli altri motori devono essere progettati e costruiti
secondo la buona pratica marina; devono avere i dispositivi • il tipo di combustibile utilizzato (liquido, gassoso o
richiesti in [2.3.4] e devono essere forniti con gli opportuni misto);
certificati del Costruttore (vedere Parte D, Cap 1, Sez 1, • il ciclo di funzionamento (4 tempi, 2 tempi);
[4.2.3]). • il sistema di alimentazione dell’aria (aspirato o sovrali-
I motori per la propulsione delle imbarcazioni di salvatag- mentato);
gio ed i motori ad accensione per compressione per i bat- • la potenza massima continuativa per cilindro alla rela-
telli di emergenza sono soggetti alle relative prescrizioni dei tiva velocità di rotazione e/o la pressione media effettiva
Regolamenti. corrispondente alla massima potenza continuativa sud-
Prescrizioni aggiuntive per il comando e per i sistemi di detta;
sicurezza dei motori diesel ad alimentazione mista, vale a • il sistema di sovralimentazione (a impulsi di pressione o
dire alimentati con combustibile liquido o gassoso sono a pressione costante);
date in App 2. • il sistema di raffreddamento dell’aria di sovralimenta-
Oltre alle prescrizioni della presente Sezione sono anche zione (con o senza refrigerazione intermedia, numero di
applicabili quelle della Sez 1. stadi, ecc.);
• la disposizione dei cilindri (in linea o a V).
1.2 Documentazione da inviare
1.3.2 Potenza del motore
1.2.1 I documenti elencati in Tab 1 devono essere inviati La potenza massima continuativa è la potenza massima che
dal Costruttore alla Società per il conseguimento il motore è in grado di sviluppare continuativamente alle
dell’approvazione di tipo del motore. condizioni ambientali di riferimento di cui in [1.3.3] alla
I disegni di cui alle voci 2 e 3 in Tab 1 devono contenere massima velocità nominale per il periodo di tempo che
anche i perticolari della coppa dell’olio in modo da dimo- intercorre fra due successive manutenzioni.
strare l’ottemperanza delle prescrizioni in Sez 1, [2.4]. Potenza, velocità e periodo di tempo fra due manutenzioni
Nel caso in cui vengano apportate modifiche ad un tipo di successive devono essere stabilite dal Costruttore e accet-
motore per il quale sia già stata approvata o esaminata la tate dalla Società.
documentazione di cui alla Tab 1, il Costruttore deve La potenza nominale è la potenza massima che il motore è
inviare nuovamente alla Società, per l’esame e l’eventuale in grado di sviluppare nelle condizioni ambientali di riferi-
approvazione, solo la documentazione relativa alle parti mento di cui in [1.3.3] come regolato dopo le prove in offi-
che hanno subito modifiche sostanziali. cina, alla velocità massima consentita dal regolatore di giri
Nel caso in cui i motori siano costruiti da un licenziatario, (potenza corrispondente al bloccaggio del fine corsa rego-
questi, per ciascun tipo di motore, deve inviare alla Società lazione combustibile).
un elenco dei disegni elencati nella Tab 1, riportando per La potenza nominale dei motori azionanti generatori elet-
ciascun disegno i relativi numeri, con l’eventuale indice di trici è la potenza, al netto del sovraccarico, che il motore
aggiornamento, sia del progettista che del licenziatario. può sviluppare alle condizioni ambientali di riferimento
Qualora il licenziatario proponga modifiche di progetto dei [1.3.3] ,come regolato dopo le prove in officina di cui in
componenti, la documentazione relativa deve essere inviata [4.5].

26 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 2

Tabella 1 : Documentazione da inviare (1/7/2004)

I/A
No Documento Particolari sui documenti
(1)
1 I Dati relativi al motore come indicati nel modulo della Società "Particolari -
dei motori diesel" o in un modulo equivalente
2 I Sezione trasversale del motore Massimi angoli d’inclinazione, livelli
dell’olio, posizione delle pigne
d’aspirazione
3 I Sezione longitudinale del motore Massimi angoli d’inclinazione, livelli
dell’olio, posizione delle pigne
d’aspirazione dell’olio
4 I/A Basamenti o incastellature, fusi o di costruzione saldata. Progetto dei giunti saldati, elettrodi
Inoltre per quelli saldati, i particolari delle saldature e relative istruzioni utilizzati, sequenze di saldatura, trat-
tamenti termici, controlli non distrut-
tivi
5 A Cuscinetto reggispinta, disegno d’insieme (2) -
6 I/A Basamento del cuscinetto reggispinta, fuso o di costruzione saldata. Inol- Progetto dei giunti saldati, elettrodi
tre per quelli saldati, i dettagli delle saldature e relative istruzioni (2) utilizzati, sequenze di saldatura, trat-
tamenti termici, controlli non distrut-
tivi
7 I/A Incastellature / colonne, fuse o di costruzione saldata, inclusi, nel caso di Progetto dei giunti saldati, elettrodi
costruzione saldata, tutti i particolari delle saldature e le relative istru- utilizzati, sequenze di saldatura, trat-
zioni (3) tamenti termici, controlli non distrut-
tivi
8 I Tiranti -
9 I Testate dei cilindri, disegno d’assieme -
10 I Inviluppo di raffreddamento dei cilindri o blocco dei cilindri (3) (4) -
11 I Camicie dei cilindri (4) -
12 A Albero a manovelle, disegno particolareggiato, per ciascun numero di -
cilindri
13 A Albero a manovelle, disegno d’insieme, per ciascun numero di cilindri -
14 A Albero reggispinta o albero intermedio (se incorporato nel motore) -
15 A Bulloni per accoppiatoi -
16 A Contrappesi (se non di pezzo con l’albero a manovelle), con relative viti Istruzioni per il serraggio dei bulloni
di fissaggio
17 I Biella -
18 I Biella, disegno d’assieme (4) Istruzioni per il serraggio dei bulloni
19 I Testa a croce, disegno d’assieme (4) -
20 I Asta dello stantuffo, disegno d’assieme (4) -
21 I Stantuffo, disegno d’assieme -
22 I Dispositivo per l’azionamento dell’albero a camme, disegno d’assieme -
23 A Specifiche tecniche relative ai materiali impiegati per le parti principali Richieste per le voci
del motore con tutte le indicazioni dettagliate relative a: 4, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 15, 18, 21,
i controlli non distruttivi compresi i difetti accettabili e le pro-
le prove idrostatiche cedure di riparazione.
Richieste per le voci 4, 7, 9, 10, 11,
21 e per le pompe d’iniezione e i col-
lettori di scarico.
24 A Sistemazione dei bulloni di fondazione (solo per motori di propulsione) -
25 A Schemi diagrammatici, o altra documentazione equivalente, -
dell’impianto di avviamento ad aria compressa sistemato sul motore (5)

Regolamenti RINA 2005 27


Parte C, Cap 1, Sez 2

I/A
No Documento Particolari sui documenti
(1)
26 A Schemi diagrammatici, o altra documentazione equivalente, -
dell’impianto del combustibile liquido sistemato sul motore (5)
27 A Schemi diagrammatici, o altra documentazione equivalente, -
dell’impianto dell’olio lubrificante sistemato sul motore (5)
28 A Schemi diagrammatici, o altra documentazione equivalente, -
dell’impianto dell’acqua di raffreddamento sistemato sul motore (5)
29 A Schema funzionale dei dispositivi di sicurezza e di comando sistemati sul Elenco, specifica e sistemazione dei
motore (5) (vedere anche [2.8] ) sensori, comandi automatici ed altri
dispositivi di sicurezza e di comando
30 I Schermatura e coibentazione delle tubolature dei gas di scarico, disegno -
d’insieme
31 A Schermatura delle tubolature del combustibile liquido ad alta pressione, Dispositivi per la raccolta e per la
disegno d’insieme (vedere anche [2.6.2] ) rilevazione di perdite
32 A Dispositivi di sicurezza contro le esplosioni nel carter (6) (vedere anche Volume del carter e di altri spazi
[2.3.4]) (dispositivo di azionamento-
dell’albero a camme, lavaggio, ecc.)
33 I Manuali per la conduzione e la manutenzione del motore (7) -
(1) A: da inviare per approvazione in quattro copie.
I : da inviare per conoscenza in due copie.
Quando vengono fornite due indicazioni I / A, la prima si applica a componenti fusi e la seconda si applica a componenti sal-
dati.
(2) Da inviare solamente nel caso in cui il reggispinta non sia di pezzo con l’albero a manovelle ed il basamento del cuscinetto
reggispinta non sia parte integrante del basamento del motore.
(3) Solo per un cilindro.
(4) Da inviare solamente se non vi sono informazioni sufficienti al riguardo sui disegni delle sezioni trasversali e longitudinali del
motore.
(5) Dimensioni e materiali dei tubi, portata e prevalenza delle pompe e dei compressori ed ogni ulteriore informazione funzionale
devono essere inclusi. Lo schema dell’intero impianto è anche richiesto qualora esso faccia parte della fornitura del Costrut-
tore del motore.
(6) Richiesto solamente per motori aventi cilindri di diametro uguale o superiore a 200 mm. o volume lordo del carter uguale o
superiore a 0,6 m3 .
(7) I manuali per la conduzione e la manutenzione del motore devono contenere le disposizioni per la manutenzione (revisione e
riparazione), compresi i dettagli relativi ad ogni eventuale attrezzo o strumento di misura particolare che deve essere usato,
con i loro accessori/tarature e compresa ogni eventuale prescrizione di prova per il completamento della manutenzione.
Quando i manuali per la conduzione e la manutenzione del motore indicano l'uso di particolari attrezzi o strumenti di misura
ai fini della manutenzione, si deve fare riferimento alle disposizioni di cui in Sez 10, [2.4.5].

1.3.3 Condizioni ambientali di riferimento 1.3.4 Motori dello stesso tipo


La potenza dei motori elencati in [1.1.1] a), b) e c) è riferita Due motori diesel sono considerati dello stesso tipo quando
alle condizioni seguenti: essi non differiscono sostanzialmente per le caratteristiche
di progetto e di costruzione con particolare riguardo a
• pressione barometrica = 0,1 MPa quelle elencate nella definizione di tipo di motore in
• umidità relativa = 60% [1.3.1], dando per scontato che sia inviata alla Società e da
quest’ultima esaminata e ritenuta soddisfacente o, quando
• temperatura ambiente dell’aria = 45 °C prescritto, approvata, la documentazione relativa alle parti
• temperatura dell’acqua di mare (e temperatura essenziali elencate in [1.2] ed ai materiali per esse impie-
all’ingresso dei refrigeranti di sovralimentazione raffred- gati.
dati con acqua di mare) = 32 °C.
2 Progetto e costruzione
Nel caso di navi con notazione di navigazione diversa dal
servizio illimitato la Società potrà accettare temperature dif-
ferenti.
2.1 Materiali e saldature

Non è richiesto che il Costruttore del motore provveda le 2.1.1 Materiali per gli alberi a manovelle
condizioni ambientali di cui sopra al banco prova. La rego- In genere gli alberi a manovelle devono essere in acciaio
lazione verrà corretta sulla base di una normativa ricono- fucinato avente carico unitario di rottura per trazione non
sciuta ed accettata dalla Società. inferiore a 400 N/mm2 e non superiore a 1000 N/mm2.

28 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 2

L’impiego di acciai fucinati a più elevata resistenza sarà esa- Tale targa deve indicare che, nel caso in cui vi sia un
minato dalla Società caso per caso. sospetto di surriscaldamento nel carter, non devono essere
La Società può accettare, a suo giudizio e alle condizioni aperti, immediatamente dopo l’arresto del motore, né i por-
da stabilire caso per caso (come ad esempio limitazioni telli di ispezione né i fori di osservazione dei carter. Tali
portelli o fori devono essere aperti solo dopo un tempo suf-
della navigazione), alberi a manovelle in acciaio fuso al
carbonio o legato o in ghisa sferoidale con grafite nodulare ficiente per permettere un ragionevole raffreddamento del
di qualità appropriate e fabbricati con idoneo procedi- carter.
mento con carico unitario di rottura per trazione compreso:
2.3.4 Valvole di protezione (1/7/2001)
a) fra 400 N/mm2 e 560 N/mm2 per acciaio al carbonio a) I motori diesel aventi cilindri di diametro uguale o supe-
fuso riore a 200 mm o volume lordo del carter uguale o
b) fra 400 N/mm2 e 700 N/mm2 per acciaio legato fuso. superiore a 0,6 m3 devono essere provvisti di valvole di
protezione contro le esplosioni nei carter, di tipo idoneo
I valori accettabili di carico unitario di rottura per ghisa sfe-
ed aventi una sezione libera di scarico di area suffi-
roidale o con grafite nodulare saranno considerati dalla
ciente in accordo con le prescrizioni del presente punto
Società caso per caso.
[2.3.4].
2.1.2 Incastellature e basamenti saldati Le valvole di protezione contro le esplosioni nei carter
Gli acciai usati per la costruzione di incastellature e basa- devono essere adeguatamente sistemate, o provviste di
menti saldati sono soggetti alle prescrizioni della Parte D. idonei mezzi, allo scopo di assicurare che lo scarico
delle stesse sia diretto in modo da ridurre al minimo la
Le saldature devono essere in accordo con le prescrizioni di possibilità di danni alle persone.
Sez 1, [2.2].
Nel valutare il volume lordo del carter, può non essere
considerato il volume occupato dalle parti interne fisse.
2.2 Albero a manovelle
Le valvole suddette devono essere del tipo caricato a
2.2.1 Controllo del dimensionamento molla e devono essere tali che possano scaricare rapida-
mente la sovrappressione dovuta ad una eventuale
Il controllo della robustezza dell’albero a manovelle deve
esplosione interna e possano inoltre richiudersi imme-
essere effettuato in accordo con le prescrizioni in App 1.
diatamente dopo allo scopo di impedire un’eventuale
rientrata d’aria.
2.3 Carter Le valvole devono essere progettate e costruite in modo
tale che possano aprirsi rapidamente ad una pressione
2.3.1 Robustezza
nel carter non maggiore di 0,02 MPa e richiudersi rapi-
Il carter ed i portelli di ispezione devono essere progettati damente ed automaticamente allo scopo di evitare rien-
con dimensionamento tale da avere una robustezza ade- trate d’aria nel carter stesso.
guata ed i portelli di ispezione devono essere fissati in
modo sufficientemente sicuro e tale che possano resistere Le valvole devono essere di tipo approvato.
senza essere divelti da una eventuale esplosione. I coperchi di dette valvole devono essere di materiale
metallico tenace in modo da resistere all’urto contro gli
2.3.2 Ventilazione e drenaggio scontri di fine corsa all’atto dell’apertura.
La ventilazione del carter e qualsiasi altra sistemazione che Gli scarichi delle valvole devono essere opportuna-
possa provocare la rientrata dell’aria dall’esterno sono di mente schermati in modo da ridurre possibili pericoli
norma non ammesse, a meno che la protezione del carter dovuti all’emissione di fiamma.
non sia in accordo con le prescrizioni per i motori ad ali-
b) Per i motori aventi cilindri di diametro uguale o supe-
mentazione mista in App 2, [2.1.2].
riore a 200 mm, ma inferiore o uguale a 250 mm, deve
Eventuali tubi di sfogo gas devono avere la sezione più pic- essere sistemata almeno una valvola in corrispondenza
cola possibile. Se esiste un mezzo per l’estrazione forzata di ciascuna estremità; tuttavia, se i detti motori hanno
dei gas dal carter (per esempio un dispositivo rivelatore di più di 8 manovelle, deve essere sistemata almeno una
miscele esplosive), la depressione che esso crea nel carter terza valvola, all’incirca in corrispondenza della mezze-
non deve superare quella corrispondente a 2,5 ·10 -4 MPa. ria del motore.
Gli sfoghi gas ed i tubi di drenaggio dell’olio lubrificante di Per i motori aventi cilindri di diametro superiore a 250
due o più motori devono essere indipendenti, in modo da mm ma inferiore o uguale a 300 mm, deve essere siste-
evitare la comunicazione fra i carter dei motori stessi. mata almeno una valvola ogni due manovelle; in ogni
caso il numero totale delle valvole sistemate nei detti
I tubi di drenaggio dell’olio lubrificante dalla coppa del
motori non deve essere inferiore a 2.
motore alla cassa di raccolta debbono avere gli sbocchi
sommersi nella detta cassa. Per i motori aventi cilindri di diametro superiore a 300
mm, deve essere sistemata almeno una valvola in corri-
2.3.3 Targhe di avvertimento spondenza di ogni manovella.
Una targa di avvertimento deve essere sistemata preferibil- Valvole addizionali devono essere sistemate per gli
mente sui portelli d’ispezione di ciascun lato del motore o spazi separati dal carter (spazi ove sono sistemate le
in alternativa sul piano di manovra. catene o gli ingranaggi della distribuzione, ecc.),

Regolamenti RINA 2005 29


Parte C, Cap 1, Sez 2

quando il volume lordo di tale spazi è uguale o supe- Negli impianti del combustibile che alimentano i motori di
riore a 0,6 m3. propulsione devono essere sistemati filtri in modo tale che
Gli spazi dell’aria di lavaggio in diretta comunicazione sia possibile effettuare la loro pulizia senza interrompere il
con i cilindri devono essere provvisti di valvole di prote- flusso del combustibile filtrato al motore, a meno che non
zione contro le esplosioni. sia altrimenti stabilito in Sez 10.
c) L'area della sezione libera di scarico di ciascuna valvola a) Tutti i tubi esterni di iniezione del combustibile ad alta
non deve essere inferiore a 45 cm2. L'area complessiva pressione, tra le relative pompe al alta pressione ed i
delle sezioni libere di scarico di tutte le valvole siste- polverizzatori, devono essere protetti da un impianto di
mate su di un motore non deve essere minore di 115 schermatura idoneo a contenere le perdite del combu-
cm2 per ogni metro cubo di volume lordo del carter. stibile in caso di rottura dei tubi ad alta pressione.
Il volume delle parti fisse sistemate all'interno del carter Tale impianto deve essere permanentemente installato e
può essere dedotto quando si determina il valore del realizzato con una tubolatura entro la quale sono siste-
suddetto volume lordo. mati i tubi di iniezione ad alta pressione.
L’impianto di schermatura deve essere dotato di drenag-
2.4 Indicatori di sovrapressione nei cilindri gio delle perdite di combustibile e di dispositivo di
allarme che segnali la rottura dei tubi nafta.
2.4.1 Ogni cilindro motore avente diametro maggiore di Se per la schermatura suddetta vengono usati tubi fles-
230 mm deve essere provvisto di un mezzo per segnalare sibili, questi devono essere approvati dalla Società.
una prefissata sovrapressione nel cilindro stesso.
Le tubolature di ritorno del combustibile nelle quali la
pulsazione della pressione (da picco a picco) è supe-
2.5 Collettori dell’aria di lavaggio riore a 2 MPa, devono essere schermate come detto
sopra.
2.5.1 Estinzione incendi
Per motori a due tempi con testa a croce i collettori di b) Per navi classificate con navigazione limitata le prescri-
lavaggio collegati direttamente (senza valvola) ai cilindri zioni in a) possono essere riconsiderate a soddisfazione
devono essere collegati ad un impianto fisso di estinzione della Società.
incendi che sia completamente indipendente dall’impianto
2.6.3 Impianto olio lubrificante
di estinzione incendi del locale macchine.
Nei circuiti di lubrificazione forzata devono essere sistemati
2.5.2 Soffianti efficaci dispositivi di filtraggio.
Qualora un motore a due tempi sia l’unico mezzo di pro- Per i circuiti di lubrificazione forzata delle macchine di pro-
pulsione, quando l’aria di lavaggio viene fornita da una sola pulsione, i filtri devono essere sistemati in modo che sia
soffiante indipendente, devono essere sistemati mezzi alter- possibile effettuare lo loro pulizia senza interrompere la cir-
nativi, pronti per l’uso, per azionare la soffiante o deve colazione dell’olio, a meno che non sia altrimenti stabilito
essere provvista una soffiante ausiliaria pronta per l’uso. in Sez 10.
2.5.3 Valvole di sicurezza Sul lato della mandata delle pompe devono essere siste-
I collettori di lavaggio collegati direttamente ai cilindri mate valvole di sicurezza che scarichino a monte delle
devono essere muniti di valvole di sicurezza contro le pompe stesse o altri sistemi equivalenti.
esplosioni in accordo alle prescrizioni in [2.3.4]. Le valvole di sicurezza possono essere omesse, purché i fil-
tri possano contrastare la pressione massima che la pompa
2.6 Impianti può sviluppare.
Quando necessario, l’olio lubrificante deve essere raffred-
2.6.1 Generalità dato mediante appositi refrigeranti.
In aggiunta alle prescrizioni del presente punto [2.6]
devono essere soddisfatte tutte le prescrizioni pertinenti in 2.6.4 Impianto di aria di sovralimentazione
Sez 10. a) Le prescrizioni relative alla progettazione, costruzione,
I tubi flessibili degli impianti del combustibile liquido e sistemazione, installazione, prove e certificati delle tur-
dell’olio lubrificante devono essere limitati al minimo bosoffianti a gas di scarico sono riportate in Sez 14.
necessario e devono essere di tipo approvato. b) Nei motori di propulsione a due tempi sovralimentati
A meno che non sia altrimenti stabilito in Sez 10, i motori con turbosoffianti a gas di scarico, funzionanti ad
di propulsione devono essere muniti di mezzi per il colle- impulsi di pressione, la sistemazione deve essere realiz-
gamento esterno alle pompe di riserva per: zata in modo tale che sia impedito che parti di fasce
• alimentazione combustibile; elastiche eventualmente rotte possano entrare nelle
• circolazione dell’olio lubrificante e dell’acqua di raf- casse delle turbosoffianti con conseguente danneggia-
freddamento. mento delle palettature mobili o fisse.

2.6.2 Impianto del combustibile liquido 2.7 Impianto di avviamento ad aria com-
Sulla mandata delle pompe devono essere sistemate valvole pressa
di sicurezza che scarichino a monte delle pompe stesse o
altri sistemi equivalenti. 2.7.1 Si applicano le prescrizioni di cui in [3.1].

30 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 2

2.8 Comandi e controlli della velocità nominale, a condizione che ciò non dia
luogo all’intervento del dispositivo di sovravelocità
2.8.1 Generalità (overspeed) come richiesto in [2.8.4].
Le prescrizioni generali del Capitolo 3 si applicano insieme b) A tutti i carichi compresi tra zero ed il carico nominale,
alle prescrizioni seguenti. la variazione permanente di velocità deve essere conte-
nuta entro il 5% della velocità nominale.
2.8.2 Allarmi
c) I motori primi dei generatori devono essere scelti in
L’impianto d’olio lubrificante per motori diesel di potenza
uguale o superiore a 37 kW, deve essere munito di allarme maniera tale da poter far fronte alle richieste di carico
ottico ed acustico che venga azionato in caso di una sensi- della rete che alimentano e da soddisfare a carico zero
bile riduzione di pressione della mandata di olio lubrifi- quanto prescritto in a), se bruscamente caricati con il
cante. 50% della potenza nominale del generatore, seguito dal
rimanente 50% dopo un intervallo di tempo sufficiente
2.8.3 Regolatori di velocità di motori principali ed a riportare la velocità a valori di regime. Le condizioni
ausiliari di regime (vedi Nota 1) devono essere raggiunte in non
più di 5 s.
Tutti i motori, esclusi i motori ausiliari azionanti generatori
elettrici per i quali si applicano le prescrizioni in [2.8.5], Nota 1: Le condizioni di regime sono quelle nelle quali l'inviluppo
devono essere provvisti di regolatore di velocità tarato in della variazione di velocità non supera il ±1% della velocità
modo tale da impedire che la velocità di rotazione del dichiarata per la nuova potenza.
motore superi per più del 15% la velocità di rotazione
nominale. d) L'applicazione del carico elettrico in più di due fasi può
essere permessa solamente se le condizioni della rete
2.8.4 Dispositivi di protezione contro la sono tali da consentire l'impiego di quei motori primi
sovravelocità di motori principali ed ausiliari ausiliari che possono essere caricati solamente in più di
due fasi (vedere a titolo di guida Fig 1), e purché ciò sia
Oltre al regolatore di velocità, ogni:
stato preventivamente accettato in fase di progetto.
• motore di propulsione di potenza nominale uguale o
superiore a 220 kW, e che sia collegato alla linea Ciò deve essere verificato sulla base di specifiche
d’alberi mediante frizione o che azioni un’elica a pale dell'impianto da approvare e deve essere dimostrato
orientabili, e durante le prove di funzionamento a bordo. In tale caso,
deve essere tenuto in debita considerazione il valore
• motore ausiliario di potenza nominale uguale o supe- della potenza richiesta dalle apparecchiature elettriche
riore a 220 kW, eccetto quelli azionanti generatori elet- che devono essere automaticamente reinserite dopo
trici, per i quali si applica [2.8.6],
una mancanza di energia elettrica e la sequenza con la
quale esse sono connesse alla rete.
devono essere muniti di un dispositivo separato di prote-
zione contro la sovravelocità, tarato in modo tale impedire Ciò vale anche per generatori destinati a funzionare in
che la velocità di rotazione del motore superi per più del parallelo e, quando la potenza debba trasferirsi da un
20% la velocità di rotazione nominale n. La sistemazione generatore all'altro, nel caso si debba arrestare un gene-
deve essere realizzata in modo tale che sia possibile pro- ratore.
vare il dispositivo di protezione contro la sovravelocità.
e) Per i gruppi generatori di emergenza, le condizioni rela-
L’impiego di altri dispositivi equivalenti sarà considerato
dalla Società caso per caso. tive al regolatore di cui in a) e b) devono essere soddi-
sfatte anche quando è applicato bruscamente il carico
Il dispositivo di protezione contro la sovravelocità, com- totale delle utenze di emergenza eccettuato il tempo di
preso il meccanismo di funzionamento o il sensore di velo- ripristino delle condizioni di regime di 5 s.
cità, devono essere indipendenti dal regolatore di velocità.
f) Per gruppi generatori di corrente alternata che operano
2.8.5 Regolatori di velocità per motori ausiliari che in parallelo, le caratteristiche dei regolatori dei motori
azionano generatori elettrici (1/1/2004) primi devono essere tali che, entro i limiti tra il 20% e il
100% del carico totale, il carico di ogni gruppo non dif-
a) I motori ausiliari che azionano generatori elettrici
ferisca dalla sua quota proporzionale del carico totale
devono essere provvisti di un regolatore di velocità che
per più del minore tra il 15% della potenza nominale in
impedisca variazioni transitorie di frequenza nella rete
elettrica superiori al 10% della frequenza nominale, kW della macchina più potente e il 25% della potenza
con un tempo di ripristino delle condizioni di regime nominale in kW della macchina in questione.
non superiore a 5 s, quando gli venga applicata o Per gruppi generatori di corrente alternata che operano in
distaccata la massima fase di carico elettrico.
parallelo, il regolatore di velocità deve avere dispositivi che
Nel caso in cui una fase di carico equivalente alla permettano regolazioni del carico abbastanza fini da non
potenza nominale del generatore viene distaccata, può superare variazioni del 5% rispetto alla potenza nominale
essere accettata una variazione in aumento del 10% alla frequenza normale.

Regolamenti RINA 2005 31


Parte C, Cap 1, Sez 2

Figura 1 : Curve limite di carico per motori diesel a 4 tempi in fasi successive da vuoto alla potenza nominale in
funzione della pressione media effettiva al freno corrispondente a detta potenza
100

90
Aumento di carico riferito alla potenza nominale [%]

80

70

60
Curva limite per la terza
50 fase di applicazione del carico

40
Curva limite per la seconda
fase di applicazione del carico
30

20
Curva limite per la prima
fase di applicazione del carico
10

0
0.6 0.8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 2,2 2,4

Pme alla potenza nominale del motore diesel [M Pa]

2.8.6 Dispositivi di protezione contro la Devono essere provvisti allarmi che indichino eventuali
sovravelocità di motori ausiliari che azionano guasti dell’impianto di regolazione.
generatori elettrici
L’accettazione di regolatori elettronici non in accordo
In aggiunta al regolatore di velocità, i motori ausiliari aventi con le prescrizioni qui sopra elencate sarà considerata
potenza nominale uguale o superiore a 220 KW azionanti caso per caso dalla Società, per navi con due o più
generatori elettrici devono essere provvisti di un dispositivo motori principali di propulsione.
separato di protezione contro le sovravelocità attivabile
anche a mano, tarato in maniera tale da non permettere un c) Regolatori elettronici di velocità per motori ausiliari che
aumento della velocità nominale superiore al 15%. azionano generatori elettrici
Tale dispositivo deve provocare l’arresto automatico del In caso di guasto nell’impianto di regolazione, l’alimen-
motore primo. tazione di combustibile deve essere regolata su “zero”.
Eventuali guasti dell’impianto di regolazione devono
2.8.7 Uso dei regolatori di velocità elettronici essere segnalati da allarmi.
(1/7/2004)
a) Approvazione di tipo L’accettazione di regolatori elettronici di velocità su
motori che azionano generatori di emergenza sarà con-
I regolatori di velocità elettronici ed i loro attuatori siderata dalla Società caso per caso.
devono essere di un tipo approvato dalla Società, in
accordo con le disposizioni di cui in Cap 3, Sez 6. 2.8.8 Tabelle riassuntive
b) Regolatori elettronici di velocità per motori principali di I motori diesel installati su navi per le quali non siano
propulsione richieste le notazioni relative all’automazione, devono
Se un regolatore di velocità elettronico è sistemato per avere le apparecchiature di controllo elencate nelle Tab 2 e
assicurare il controllo continuo della velocità o la rias- Tab 3.
sunzione del controllo dopo un’avaria, deve essere Nel caso di navi classificate per navigazioni limitate, la
sistemato un ulteriore regolatore di velocità separato, a Società potrà prendere in considerazione una riduzione dei
meno che il motore non abbia un sistema di controllo dispositivi di misura e allarme richiesti alle Tab 2 e Tab 3.
manuale del combustibile adatto al suo controllo.
Gli allarmi devono essere ottici ed acustici.
Un guasto nell’impianto del regolatore non deve portare
a grandi e brusche variazioni della potenza di propul- Gli indicatori devono essere sistemati in posizioni normal-
sione o ad un’inversione del senso di rotazione mente presidiate (presso il motore o nella stazione di
dell’elica. comando locale).

32 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 2

Tabella 2 : Controlli per motori diesel di propulsione

Simboli convenzionali Comandi automatici


H = Valore alto, HH = Valore molto alto,
L =Valore basso, LL = Valore molto basso, Controlli
I = Allarme singolo, G = Allarme cumulativo Motore principale Ausiliari
X = Funzione richiesta, R = A distanza
Rallenta- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme men-to automa- do della
zione
tico riserva
Pressione del combustibile dopo il filtro (ingresso del locale
motore)
Viscosità o temperatura del combustibile prima della locale
pompa d’iniezione (Per motori a nafta pesante)
Perdite dai tubi ad alta pressione, quando prescritto H
Pressione dell’olio lubrificante in corrispondenza dei L locale
cuscinetti principali e dei cuscinetti reggispinta LL X
Pressione dell’olio lubrificante in corrispondenza dei L locale
cuscinetti delle teste a croce, quando gli impianti sono LL X
separati
Pressione dell’olio lubrificante in corrispondenza degli L locale
alberi a camme, quando gli impianti sono separati LL X
Pressione dell’olio lubrificante all’ingresso delle turbosof- locale
fianti
Temperatura all’ingresso dell’olio lubrificante locale
Temperatura nei cuscinetti reggispinta o dell’olio all’uscita H locale
degli stessi
Temperatura dell’olio lubrificante all’uscita dei cuscinetti H
di banco, di manovella e del dispositivo testa a croce
Pressione dell’acqua dolce di raffreddamento all’ingresso L locale (3)
di ogni cilindro
Temperatura dell’acqua dolce di raffreddamento all’uscita locale
di ogni cilindro o, qualora vi sia una camera di raffredda-
mento comune senza valvole di intercettazione singola, la
temperatura dell’acqua dolce di raffreddamento all’uscita
comune dai cilindri
Pressione del liquido di raffreddamento degli stantuffi L locale
all’ingresso in ciascun cilindro (1)
Temperatura del liquido refrigerante degli stantuffi locale
all’uscita da ciascun cilindro (1)
Flusso del liquido di raffreddamento degli stantuffi L
all’uscita da ciascun cilindro (1) (2)
Velocità della turbosoffiante locale
Pressione sul collettore area di lavaggio locale
Temperatura dell’aria di lavaggio nel collettore (Rivela- locale
zione incendi nel collettore)
Temperatura dei gas di scarico locale (4)
Velocità del motore / verso di rotazione (per motori rever- locale
sibili) H X
Guasto nell’impianto elettronico di regolazione della X
velocità
(1) Non richiesto se il liquido refrigerante è olio proveniente dall’impianto principale dei raffreddamento del motore
(2) Qualora non sia possibile controllare il flusso d’uscita a causa del progetto del motore, possono essere accettate soluzioni alter-
native
(3) Per motori di potenza uguale o superiore a 220 kW
(4) L’indicazione è richiesta per ciascun cilindro per motori con potenza uguale o superiore a 500 kW/cilindro

Regolamenti RINA 2005 33


Parte C, Cap 1, Sez 2

Tabella 3 : Controlli per motori diesel per servizi ausiliari

Simboli convenzionali Comandi automatici


H = Valore alto, HH = Valore molto alto,
L =Valore basso, LL = Valore molto basso, Controlli
I = Allarme singolo, G = Allarme cumulativo Motore principale Ausiliari
X = Funzione richiesta, R = A distanza
Rallenta- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme mento automa- do della
zione
tico riserva
Viscosità o temperatura del combustibile prima locale
dell’iniezione (2)
Pressione del combustibile locale
Perdite di combustibile dai tubi ad alta pressione H
Pressione dell’olio lubrificante L locale X (1)
Pressione o flusso dell’acqua di raffreddamento, se non L locale
collegata all’impianto principale
Temperatura dell’acqua o dell’aria di raffreddamento locale
Velocità del motore locale
H X
Guasto nell’impianto elettronico di regolazione della X
velocità
(1) Non applicabile ai gruppi generatori di energia elettrica d’emergenza
(2) Qualora sia adoperata nafta pesante

3 Sistemazione ed installazione mento dei motori di propulsione, si deve tener conto


anche del consumo d’aria delle dette utenze.
3.1 Impianti d’avviamento A prescindere da quanto sopra stabilito, nel caso di
impianti di propulsione costituiti da più motori, il
3.1.1 Avviamento ad aria compressa numero di avviamenti richiesto per ciascuno di essi può
essere ridotto, previa accettazione da parte della
a) L’impianto per l’avviamento dei motori principali e dei
Società, in relazione alla sistemazione dei motori ed al
motori ausiliari deve essere tale che l’aria compressa
sistema di trasmissione della potenza ai propulsori.
per la prima carica possa essere prodotta a bordo senza
ausilio dall’esterno. c) L’impianto principale per l’aria di avviamento dei
motori diesel di propulsione od ausiliari deve essere
b) La capacità complessiva dei serbatoi d’aria deve essere
adeguatamente protetto contro gli effetti del ritorno di
sufficiente per permettere, senza bisogno di ricarica,
fiamma e delle esplosioni nelle tubolature dell’aria di
almeno 12 avviamenti consecutivi, alternativamente in
avviamento. A tale scopo devono essere sistemati i
marcia avanti ed in marcia indietro, di ciascun motore
seguenti dispositivi di protezione:
di propulsione di tipo reversibile, ed almeno 6 avvia-
menti consecutivi di ciascun motore di propulsione di • Una valvola di intercettazione del tipo di non
tipo non reversibile, accoppiato ad un’elica a pale ritorno, o equivalente, in corrispondenza del colle-
orientabili od altro dispositivo che consenta l’avvia- gamento al dispositivo di avviamento di ciascun
mento senza inversione della coppia. motore.
Il numero di avviamenti richiesto si riferisce alla condi- • Un disco di rottura od un dispositivo tagliafiamma:
zione di motore freddo e pronto per essere avviato (si • in corrispondenza della valvola di avviamento di
deve tener conto di tutti i macchinari trascinati dal ciascun cilindro, per motori direttamente rever-
motore che non possono essere scollegati). sibili aventi un collettore dell’aria di avviamento;
Nel caso in cui il motore si trovi nelle condizioni di fun- • almeno all’ingresso del collettore dell’aria di
zionamento a caldo, può essere richiesto un numero avviamento, per motori non reversibili.
superiore di avviamenti. Il disco di rottura od il dispositivo tagliafiamma di
Quando altre utenze, quali dispositivi di avviamento di cui sopra possono non essere richiesti per motori
motori ausiliari, impianti pneumatici di comando, aventi cilindri di diametro uguale o inferiore a 230
fischio ecc., sono collegate ai serbatoi dell’aria di avvia- mm.

34 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 2

Dispositivi di protezione diversi saranno oggetto di par- azione dell’impianto di avviamento automatico, a meno
ticolare considerazione da parte della Società. che non sia previsto un secondo mezzo indipendente di
Le prescrizioni del presente comma c) non si applicano avviamento. Inoltre deve essere prevista una seconda
ai motori avviati da motori pneumatici. fonte di energia per ulteriori tre avviamenti entro 30
minuti, a meno che non sia dimostrata l’efficacia
d) I serbatoi dell’aria compressa sono oggetto delle prescri-
dell’avviamento manuale
zioni in Sez 3. Le tubolature d’aria compressa ed i rela-
tivi compressori sono oggetto delle prescrizioni in c) Devono essere presi accorgimenti per mantenere con
Sez 10. continuità l’energia accumulata in ogni istante; a tale
scopo:
3.1.2 Avviamento elettrico • gli impianti di avviamento elettrici ed idraulici
a) Quando i motori di propulsione sono avviati elettrica- devono essere mantenuti in carica dal quadro di
mente devono esservi almeno due batterie separate di emergenza;
accumulatori. • gli impianti di avviamento ad aria compressa pos-
L’impianto deve essere tale che le suddette batterie di sono essere mantenuti in carica dai recipienti di aria
accumulatori non possano essere connesse in parallelo compressa principali o ausiliari, attraverso una ido-
tra loro. nea valvola di non ritorno o per mezzo di un com-
Ciascuna batteria deve essere in grado di avviare il pressore d’aria di emergenza che, se azionato
motore di propulsione nella condizione di motore elettricamente, deve essere alimentato dal quadro di
freddo e pronto ad essere avviato. emergenza;
La capacità complessiva delle batterie di accumulatori • tutti questi dispositivi di avviamento, carica ed accu-
deve essere sufficiente per effettuare in 30 min, senza mulo di energia devono essere ubicati nel locale del
ricarica, il numero di avviamenti prescritto in [3.1.1](b) generatore di emergenza; tali dispositivi non devono
per gli avviamenti ad aria compressa. essere usati per scopi diversi da quello del funziona-
b) L’impianto per l’avviamento ad energia elettrica dei mento del gruppo generatore di emergenza. Ciò non
motori ausiliari deve avere due batterie separate di esclude l’alimentazione, al recipiente d’aria com-
accumulatori o può essere alimentato dalle batterie di pressa del gruppo elettrogeneratore di emergenza,
accumulatori di avviamento del motore di propul sione, dall’impianto d’aria compressa principale o ausilia-
se esistono, per mezzo di due circuiti separati. Quando rio, attraverso la valvola di non ritorno sistemata nel
esiste un solo motore ausiliario è ammesso che vi sia locale del generatore di emergenza.
una sola batteria di accumulatori. La capacità comples- d) Quando l’avviamento automatico non è prescritto dalle
siva delle batterie di accumulatori di avviamento deve norme, è ammesso l’avviamento a mano (a manovella,
essere sufficiente per almeno tre avviamenti per ciascun ad inerzia, ad accumulatore idraulico manuale, a car-
motore. tuccia con carica di polvere), purché se ne possa dimo-
c) Le batterie di accumulatori di avviamento devono strare l’efficacia.
essere usate solo per l’avviamento e per funzioni di con- e) Qualora l’avviamento a mano non sia praticamente rea-
trollo e allarme proprie del motore. Devono essere presi lizzabile, devono essere soddisfatte le prescrizioni date
accorgimenti per mantenere con continuità l’energia in b) e c), ma è ammesso che l’avviamento sia iniziato a
accumulata, in ogni istante. mano.
d) Ogni dispositivo di carica deve avere caratteristiche suf-
ficienti almeno per ripristinare entro 6 ore la capacità 3.2 Viratore
richiesta per le batterie di accumulatori.
3.2.1 Ogni motore deve essere provvisto di dispositivo per
3.1.3 Prescrizioni particolari per l’avviamento dei virare a mano o, quando ritenuto necessario, di dispositivo
gruppi generatori d’emergenza per virare sia meccanicamente che a mano.
a) I gruppi elettrogeneratori di emergenza devono essere L’innesto del viratore deve inibire l’avviamento del motore.
idonei a venire prontamente avviati nella condizione di
macchina fredda, alla temperatura di 0°C. Qualora ciò
sia praticamente non realizzabile, o qualora sia proba-
3.3 Ghiotte
bile che si incontrino temperature inferiori alla suddetta, 3.3.1 In corrispondenza della parte bassa del carter ed in
si deve prendere in considerazione la sistemazione ed il genere in quelle parti del motore nelle quali potrebbero
mantenimento di sistemi di riscaldamento accettati dalla verificarsi stillicidi di combustibile e olio lubrificante
Società, in modo da assicurare un pronto avviamento devono essere sistemate ghiotte dotate di mezzi di drenag-
dei gruppi elettrogeneratori. gio.
b) Ogni gruppo elettrogeneratore di emergenza provvisto
di avviamento automatico deve essere equipaggiato con 3.4 Impianto dei gas di scarico
dispositivi di avviamento approvati dalla Società, capaci
di accumulare energia per almeno tre avviamenti conse- 3.4.1 Oltre alle prescrizioni in Sez 10, l’impianto di gas di
cutivi. scarico deve essere raffreddato efficacemente o coibentato
La fonte di energia accumulata deve essere protetta per in modo tale che la temperatura superficiale non sia supe-
rendere impossibile un suo esaurimento critico per riore a 220°C (vedere anche Sez 1, [3.7].

Regolamenti RINA 2005 35


Parte C, Cap 1, Sez 2

4 Prove di tipo, prove sui materiali, tivi, compreso il numero di ore di funzionamento
durante le prove interne. I risultati di dette prove devono
ispezioni e prove di funzionamento
essere presentati al Tecnico in occasione della prova di
in officina, certificazione tipo. Il costruttore deve inoltre dichiarare il numero di
ore di prova a cui sono stati sottoposti i componenti del
4.1 Prove di tipo - Generalità motore che dovranno essere esaminati, come richiesto
in [4.2.5].
4.1.1 Una volta ultimato il progetto per la produzione di
b) Stadio B - Prova di approvazione del tipo.
ogni nuovo tipo di motore da installare a bordo di navi, un
prototipo dello stesso deve essere sottoposto alla prova di La prova di tipo deve essere effettuata alla presenza di
tipo secondo quanto stabilito nel seguito. un Tecnico.
Una prova di tipo effettuata su di un determinato tipo di c) Stadio C - Esame delle parti principali del motore.
motore sarà ritenuta valida per tutti i motori dello stesso
Una volta ultimato il programma di prova le parti princi-
tipo (vedere [1.3.4]) anche se costruiti dal costruttore o da
pali del motore devono essere esaminate.
suoi licenziatari in stabilimenti diversi da quelli in cui è
stata effettuata la prova stessa. Il Costruttore del motore deve riportare tutti i risultati e la
documentazione relativi alle misurazioni effettuate durante
In ogni caso una prova di tipo è sufficiente a coprire l’intero
la prova di tipo in un apposito verbale di prova di tipo, che
campo di motori che hanno un numero di cilindri diffe-
dovrà essere inviato all’esame della Società.
rente.
I motori da sottoporre alla prova di tipo devono essere pro- 4.2.2 Stadio A - Prove preliminari (prove di
vati secondo quanto specificato in seguito nell’ipotesi che: funzionamento e raccolta dati operativi)
• il motore è messo a punto come necessario, per le con- Nel corso delle suddette prove interne devono essere ese-
dizioni della prova di tipo; guite prove di funzionamento alle prestazioni ritenute signi-
• nel corso delle prove interne preliminari eseguite dal ficative dal costruttore e devono essere rilevati i relativi
costruttore sono stati effettuati gli accertamenti e le parametri di funzionamento (vedere a)).
misure necessari ad accertare l’affidabilità di funziona- Le suddette prestazioni di prova possono essere scelte
mento del motore; tenendo conto di tutti i campi di funzionamento (vedere
• la documentazione di cui in [1.2] è stata esaminata e, Fig 2.
quando richiesto, approvata dalla Società, e sono stati Nel caso di motori che sono in grado di funzionare soddi-
comunicati alla Società il tipo e l’estensione degli sfacentemente per tutte le prestazioni di prova anche
accertamenti eseguiti durante le prove preliminari effet- quando non sia in funzione il sistema di lubrificazione for-
tuate prima della messa in produzione del motore. zata dei cilindri, deve essere verificato tale soddisfacente
funzionamento.
4.1.2 A richiesta del costruttore, la Società può accettare,
per un motore già sottoposto alla prova di tipo, un incre- L’eventuale idoneità dei motori a funzionare con combusti-
mento di potenza e/o di pressione media effettiva fino ad un bili pesanti deve essere dimostrata a soddisfazione della
massimo del 10%, senza richiedere l’effettuazione di una Società.
nuova prova, nel caso in cui l’affidabilità del motore sia
a) Prove di funzionamento in condizioni di normale eser-
stata adeguatamente comprovata dal soddisfacente com-
cizio
portamento in esercizio di un numero sufficiente di motori
dello stesso tipo. Le prove di funzionamento in condizioni di normale
esercizio devono comprendere:
Ai fini dell’accettazione del suddetto incremento di presta-
zione, il costruttore deve comunque inviare per l’esame e, 1) Prove al 25%, 50%, 75%, 100% e 110% della mas-
quando necessario, per l’approvazione, la documentazione sima potenza continuativa per la quale è richiesta
elencata in [1.2] relativa alle parti eventualmente modifi- l’approvazione del tipo, eseguite:
cate ai fini del suddetto incremento. • alla velocità di rotazione corrispondente alla
curva nominale (teorica) dell’elica ed a velocità
4.2 Prove di tipo di motori non ammessi ad di rotazione costante, nel caso di motori di pro-
una procedura di collaudo alternativa pulsione;
• a velocità di rotazione costante, nel caso di
4.2.1 Generalità
motori destinati ad azionare generatori di cor-
I motori, per i quali il costruttore non può usufruire della rente elettrica.
procedura di collaudo alternativa (vedere Parte D, Cap 1,
Sez 1, [3.2]), devono essere sottoposti a prova di tipo alla 2) Prove alle prestazioni limite del campo di funziona-
presenza del Tecnico secondo il presente punto [4.2]. mento ammissibile del motore.
La prova di tipo è suddivisa nei seguenti 3 stadi: Tali prestazioni limite devono essere stabilite dal
costruttore.
a) Stadio A - Prove interne preliminari eseguite dal costrut-
tore. La massima potenza continuativa P è definita in
[1.3.2].
Lo stadio A consiste nell’effettuazione di prove di fun-
zionamento e nella registrazione dei parametri opera- b) Prove in condizioni operative di emergenza

36 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 2

Nel caso di motori sovralimentati deve essere determi- con la curva nominale dell’elica (ved. punti 6, 7 e 8
nata la potenza che il motore può erogare in modo con- del diagramma di Fig 2; e prove ai suddetti carichi
tinuativo con una turbosoffiante in avaria, cioè quando: parziali ed alle velocità di rotazione n che si otten-
• il rotore della turbosoffiante è bloccato o rimosso, gono con il regolatore di velocità tarato ad un valore
nel caso di motori con una turbosoffiante; costante (ved. punti 9, 10 e 11 del diagramma di
Fig 2).
• una turbosoffiante è intercettata, nel caso di motori
aventi due o più turbosoffianti. b) Prove in condizioni operative di emergenza
Prove alla massima potenza erogabile dal motore nelle
4.2.3 Stadio B - Prove di approvazione del tipo alla condizioni operative di emergenza di cui in [4.2.2](b)
presenza del Tecnico
quando funzioni alla corrispondente velocità di rota-
Nel corso delle prove di tipo devono essere eseguite, alla zione in accordo con la curva nominale dell’elica e
presenza di un Tecnico, le prove qui sotto elencate e deve quando funzioni con il regolatore tarato ad un valore
essere compilato un verbale contenente i risultati delle sud- costante corrispondente alla velocità di rotazione n.
dette prove che deve essere firmato sia dal costruttore sia
dal Tecnico. c) Prove addizionali
• Prova alla velocità di rotazione minima in accordo
Modifiche al programma di prova devono essere concor-
con la curva nominale dell’elica.
date tra il costruttore e la Società.
• Prove di avviamento per motori di tipo non reversi-
a) Prestazioni di prova
bile o prove di avviamento e di inversione per
Le prestazioni di prova, che devono essere scelte con motori di tipo reversibile.
riferimento al diagramma potenza/velocità di rotazione
• Prove del regolatore di velocità.
di cui alla Fig 2, sono quelle elencate qui di seguito.
Alle diverse prestazioni di prova devono essere misurati • Prove dei dispositivi di sicurezza ed in particolare
ed annotati tutti i parametri di funzionamento necessari del dispositivo di protezione contro le sovravelocità
per il funzionamento del motore. e del dispositivo di intervento per bassa pressione
olio lubrificante.
Il periodo di funzionamento per ciascuna prestazione di
prova deve essere stabilito in relazione alle caratteristi- Per i motori destinati a servizi di emergenza possono
che del motore, cioè al tempo necessario per raggiun- essere richieste, a giudizio della Società, ulteriori prove;
gere le condizioni di regime, ed al tempo necessario per in particolare, per i motori destinati ad azionare genera-
misurare i parametri di funzionamento. tori di energia elettrica di emergenza possono essere
richieste prove e/o documentazione addizionali atte ad
Di norma, per ogni prestazione di prova, può essere
accertare che il motore stesso possa essere prontamente
assunto un periodo di funzionamento di mezz’ora.
avviato a 0 °C
Il periodo di funzionamento alla massima potenza con-
tinuativa di cui al successivo punto (1) deve essere di 2 4.2.4 Valutazione dei risultati delle prove
ore; nel corso di tale periodo devono essere effettuate Le prove e gli accertamenti di cui in [4.2.3] devono dare
due serie di letture ad un intervallo minimo di un’ora. esito soddisfacente a giudizio del Tecnico. I parametri di
1) Prova alla massima potenza continuativa P, cioè funzionamento essenziali che devono essere rilevati
100% della potenza, 100% della coppia e 100% durante le prove sono di norma quelli elencati in [4.3.4].
della velocità di rotazione (ved. punto 1 del dia- In particolare la pressione massima di combustione rilevata
gramma di Fig 2). con motore funzionante alla massima potenza continuativa
2) Prova al 100% della potenza che il motore può ero- P non deve essere superiore a quella assunta per la verifica
gare alla massima velocità di rotazione ammissibile del dimensionamento dell’albero a manovelle secondo le
(ved. punto 2 del diagramma di Fig 2). norme di App 1.
3) Prova al massimo valore ammissibile della coppia I valori delle temperature e delle pressioni dei fluidi (acqua
(normalmente 110% del valore nominale T) ed al di raffreddamento, olio lubrificante, aria di sovralimenta-
100% della velocità di rotazione (ved. punto 3 del zione, gas di scarico, ecc.) devono mantenersi entro limiti
diagramma di Fig 2); oppure prova alla massima appropriati, a giudizio del Tecnico, alle caratteristiche del
potenza ammissibile (normalmente 110% di P) ed motore.
alla corrispondente velocità di rotazione in accordo
con la curva nominale dell’elica (ved. punto 3a del 4.2.5 Stadio C - Esame delle parti principali del
motore
diagramma di Fig 2).
Appena terminata la prova di tipo di cui in [4.2.3], devono
4) Prova alla minima velocità di rotazione ammissibile essere sottoposte all’esame del Tecnico le parti relative ad
corrispondente al 100% della coppia T (ved. punto un cilindro, per motori con cilindri in linea, e a due cilindri,
4 del diagramma di Fig 2. per motori con cilindri disposti a V.
5) Prova alla minima velocità di rotazione ammissibile Devono essere esaminate le seguenti parti principali:
corrispondente al 90% della coppia T (ved. punto 5
del diagramma di Fig 2). • stantuffo, rimosso e smontato;
• cuscinetto di testa a croce, smontato;
6) Prove a carichi parziali, ad esempio al 75%, al 50%
ed al 25% della massima potenza continuativa P ed • cuscinetti di manovella e di banco, smontati;
alle corrispondenti velocità di rotazione, in accordo • camicia, in posto;

Regolamenti RINA 2005 37


Parte C, Cap 1, Sez 2

• testata del cilindro e relative valvole, smontate; Le prove ai carichi parziali di cui in c) devono essere ese-
guite:
• ruotismi della distribuzione, albero a camme e carter,
mediante l’apertura delle relative portelle e coperture. • alla velocità di rotazione corrispondente alla curva
nominale (teorica) dell’elica ed a velocità di rotazione
A giudizio del Tecnico possono essere richiesti smontaggi costante, nel caso di motori di propulsione;
addizionali.
• a velocità di rotazione costante, nel caso di motori
destinati ad azionare generatori di corrente elettrica.
4.3 Prove di tipo di motori ammessi alla pro-
cedura di collaudo alternativa Per i motori destinati a servizi di emergenza possono essere
richieste, a giudizio della Società, ulteriori prove; in parti-
colare, per motori destinati ad azionare generatori di cor-
4.3.1 Generalità
rente elettrica di emergenza possono essere richieste prove
I motori, per i quali il costruttore può usufruire della proce- e/o documentazione addizionali atte ad accertare che il
dura di collaudo alternativa (vedere Parte D, Cap 1, Sez 1, motore stesso possa essere prontamente avviato a 0 °C,
[3.2]) e che hanno il diametro del cilindro non superiore a come richiesto in [3.1.3].
300 mm, devono sottostare a prova di tipo alla presenza del
Tecnico secondo le prescrizioni del presente punto [4.3]. Per motori prototipo, la durata ed il relativo programma
della prova di tipo saranno oggetto di particolare considera-
La scelta del motore da provare nella linea di produzione zione da parte della Società.
deve essere concordata col Tecnico.
4.3.3 Per i motori per i quali il costruttore fornisca dati
4.3.2 Prova di tipo documentati relativi al soddisfacente comportamento in
In generale la prova di tipo deve essere eseguita secondo il esercizio oppure risultati di prove al banco precedente-
programma di prova qui sotto specificato, essendo P la mas- mente eseguite, la Società può, a suo giudizio, accettare
sima potenza continuativa ed n la velocità di rotazione cor- l’esecuzione di una prova di tipo secondo un programma
rispondente. Per massima potenza continuativa si intende da concordare di volta in volta e da effettuarsi alla presenza
quella dichiarata dal costruttore ed accettata dalla Società, di un Tecnico.
definita come indicato in [1.3.2]. Nel caso di motori per i quali è richiesta l’approvazione del
tipo per diversi servizi e diverse prestazioni, la durata ed il
a) 80 ore alla potenza P ed alla velocità di rotazione n;
programma della prova di tipo saranno stabiliti caso per
b) 8 ore alla potenza di sovraccarico (110% di P); caso dalla Società in modo da coprire tutte le prestazioni
per cui è richiesta l’approvazione tenendo conto di quelle
c) 10 ore ai carichi parziali pari al 25%, 50%, 75% e 90%
più severe.
della potenza P;
d) 2 ore a carichi intermittenti; 4.3.4 Nel corso delle prove di tipo devono essere rilevati
ed annotati almeno i seguenti parametri:
e) prove di avviamento
a) temperatura, pressione e umidità relativa dell’aria nella
f) prove di inversione, per motori di tipo reversibile; sala prove;
g) prove del regolatore di velocità, del dispositivo di prote- b) temperatura dell’acqua di raffreddamento, all’ingresso
zione contro le sovravelocità e del dispositivo di allarme degli scambiatori di calore;
per avaria all’impianto dell’olio lubrificante;
c) caratteristiche del combustibile e dell’olio lubrificante
h) prove del motore con una turbosoffiante intercettata, impiegati durante la prova;
quando applicabile;
d) velocità di rotazione del motore;
i) prove alla minima velocità di rotazione in accordo con e) potenza al freno;
la curva nominale (teorica) dell’elica, per motori di pro-
pulsione azionanti eliche a pale fisse, ed alla minima f) coppia al freno
velocità di rotazione con un carico al freno nullo, per g) massima pressione di combustione;
motori di propulsione azionanti un’elica a pale orienta-
bili o per motori destinati a servizi ausiliari. h) diagrammi della pressione indicata, quando realizza-
bile;
Le prove alle diverse prestazioni sopra menzionate devono
essere combinate in cicli da ripetersi in successione fino al i) fumosità dei gas di scarico, per mezzo di apparecchia-
completamento dell’intera durata della prova. tura ritenuta idonea dal Tecnico;
j) temperature e pressioni dell’olio lubrificante;
In particolare, la prova in sovraccarico deve essere effet-
tuata al termine di ciascun ciclo, deve avere durata di k) temperature e pressioni dell’acqua di raffreddamento;
un’ora e deve essere eseguita a cicli alterni:
l) temperatura dei gas di scarico nel collettore di scarico
• al 110% della potenza P ed al 103% della velocità di e, se possibile, in uscita da ciascun cilindro;
rotazione n;
m) minima pressione dell’aria di avviamento per mezzo
• al 110% della potenza P ed al 100% della velocità di della quale è ancora possibile avviare il motore a
rotazione n. freddo, se applicabile

38 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 2

Figura 2 : Diagramma potenza/velocità di rotazione

Potenza di sovraccarico

110 106,6
3 100
110
3a Massima potenza continuativa

100 31 2
90

4
90
0%
10 80
= Campo di potenziamento continuativo
p pia 1
80 Co 5
0% 6 2 Campo di funzionamento intermittente
10
Potenza (%)

= 9 70
.e.
70 p.m
3 Campo di funzionamento in sovraccarico
2 60 per brevi periodi di tempo
60
1 4 Curva nominale dell'elica

50
50
10

40 40

30
30
8 11
4
100 103,2
Velocità di rotazione (%)

In aggiunta ai sopracitati parametri, per i motori sovralimen- Per importanti parti strutturali dei motori, oltre ai controlli
tati devono essere rilevati ed annotati i seguenti ulteriori non distruttivi sopra menzionati, può essere richiesto un
parametri: esame dei giunti saldati con un metodo ritenuto idoneo.
• velocità di rotazione delle turbosoffianti; Controlli non distruttivi con metodi ritenuti idonei possono
• temperatura e pressione dell’aria prima e dopo le turbo- essere richiesti per qualsiasi parte del motore quando vi sia
soffianti ed i refrigeranti dell’aria di sovralimentazione; ragione di dubitare della sua integrità.
• temperatura e pressione dei gas di scarico a monte ed a I motori con cilindri aventi diametro non superiore a 300
valle delle turbosoffianti e temperatura dell’acqua di raf- mm possono essere provati con procedura di collaudo
freddamento all’ingresso dei refrigeranti dell’aria di alternativa.
sovralimentazione.
4.4.2 Prove idrostatiche
4.3.5 Ispezione delle parti principali del motore e Le parti dei motori soggette a pressione devono essere sot-
valutazione delle prove toposte ad una prova idrostatica con pressione di prova in
accordo con quanto indicato in Tab 5.
Valgono, per quanto applicabile, le indicazioni di cui in
[4.2.4] e [4.2.5]. I seguenti componenti di ausiliari che sono necessari per il
funzionamento dei motori sono elencati in [1.1.1] a), b) e
c):
4.4 Materiali e prove non distruttive
• cilindri, testate di cilindri, refrigeranti e serbatoi di aria
4.4.1 Prove sui materiali compressa caricati da compressori indipendenti
I componenti dei motori devono essere provati come indi- • refrigeranti di acqua, olio ed aria (fasci di tubi o serpen-
cato in Tab 4 ed in accordo alle prescrizioni della Parte D. tine, involucri e fondi) non sistemati sul motore e filtri
L’esame magnetoscopico o con liquidi penetranti deve • pompe indipendenti per l’olio lubrificante, il combusti-
essere effettuato sulle parti indicate in Tab 4, nelle posi- bile e l’acqua
zioni, concordate tra Costruttore e Tecnico, in cui sulla base • tubi in pressione (acqua, olio lubrificante, combustibile
dell’esperienza è più probabile che si manifestino difetti. ed aria compressa), valvole ed altri accessori
L’esame magnetoscopico dei tiranti deve essere eseguito, in devono essere sottoposti ad una prova idrostatica ad una
corrispondenza di ciascuna estremità, per una lunghezza pressione pari ad 1,5 volte la pressione massima d’eserci-
non inferiore a 2 volte quella della relativa parte filettata. zio, ma a non meno di 0,4 MPa.

Regolamenti RINA 2005 39


Parte C, Cap 1, Sez 2

Tabella 4 : Materiali e prove non distruttive (1/7/2001)

Prove sui materiali (1) Controlli non distruttivi


Componente del motore (Caratteristiche meccani- Controllo magnetosco-
che e composizione chi- pico o con liquidi pene- Ultrasuoni
mica) tranti
1) Albero a manovelle tutti tutti tutti
2) Flangia dell’accoppiatoio dell’albero a manovelle se il diametro del cilindro - -
(se non di pezzo) dal lato presa di forza principale > 400 mm
3) Bulloni per accoppiatoi di alberi a manovelle se il diametro del cilindro - -
> 400 mm
4) Teste degli stantuffi in acciaio (2) se il diametro del cilindro se il diametro del cilindro tutti
> 400 mm > 400 mm
5) Aste degli stantuffi se il diametro del cilindro se il diametro del cilindro se il diametro del cilindro
> 400 mm > 400 mm > 400 mm
6) Bielle, unitamente ai cappelli delle teste di biella tutte tutte se il diametro del cilindro
> 400 mm
7) Teste a croce se il diametro del cilindro - -
> 400 mm
8) Camicie dei cilindri se il diametro del cilindro - -
> 300 mm
9) Testate dei cilindri in acciaio (2) se il diametro del cilindro se il diametro del cilindro tutte
> 300 mm > 400 mm
10) Basamenti di costruzione saldata; piastre e tra- tutti tutti tutti
verse in acciaio fucinato o fuso (2) (3)
11) Montanti e carter di costruzione saldata (3) tutti - -
12) Incastellature di costruzione saldata (3) tutte - -
13) Tiranti tutti se il diametro del cilindro -
> 400 mm
14) Alberi e rotori per soffianti di sovralimentazione , (vedere Sez 14 ) - -
comprese la palette (4)
15) Bulloni e prigionieri per testate cilindri, teste a se il diametro del cilindro se il diametro del cilindro -
croce, cuscinetti di banco e cuscinetti di biella; dadi > 300 mm > 400 mm
per tiranti
16) Ruote dentate in acciaio per azionare alberi a se il diametro del cilindro se il diametro del cilindro -
camme > 400 mm > 400 mm
(1) Oltre che per le parti sopraelencate, le prove meccaniche possono essere richieste, a giudizio della Società, anche per le tubola-
ture e le relative valvole dell’impianto di avviamento ad aria compressa e per altre eventuali
tubolature in pressione sistemate sul motore.
(2) Circa le parti elencate alle voci (4), (9) e (10), si deve intendere che le prove meccaniche sono dovute, oltrechè per quelle in
acciaio, anche per quelle in altri materiali assimilabili all’acciaio, per caratteristiche meccaniche in genere e di tenacità in parti-
colare, quali l’alluminio e sue leghe e le ghise malleabili e sferoidali o con grafite nodulare.
(3) Le prove meccaniche per basamenti, montanti, carter ed incastellature sono dovute anche se tali parti non sono di costruzione
saldata e per qualsiasi materiale, eccettuata la ghisa grigia.
(4) Per turbosoffiante si intende la turbosoffiante stessa ed il compressore azionato dal motore (comprese le "Root blowers", ma non
le soffianti ausiliarie).

40 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 2

Tabella 5 : Pressione di prova delle parti del motore

Parti in pressione Pressione di prova (MPa) (1) (2)


1 Testate dei cilindri, inviluppo di raffreddamento (3) 0,7
2 Camicie dei cilindri per tutta la lunghezza dell’inviluppo di 0,7
raffreddamento
3 Cilindro, inviluppo di raffreddamento 0,4 (ma non meno di 1,5 p)
4 Valvole di scarico, inviluppo di raffreddamento 0,4 (ma non meno di 1,5 p)
5 Parte superiore dello stantuffo, spazio per il fluido di raffredda- 0,7
mento (3) (4)
6 Impianto di iniezione del combustibile
a) Corpo pompa, parte in pressione 1,5 p (o p + 30, se inferiore)
b) Iniettore 1,5 p (o p + 30, se inferiore)
1,5 p (o p + 30, se inferiore)
c) Tubolature
7 Impianti di comando oleodinamici:
• Tubolature, pompe, attuatori, ecc. dell’impianto di
comando delle valvole 1,5 p
8 Cilindro della pompa di lavaggio 0,4
9 Turbosoffianti, inviluppo di raffreddamento 0,4 (ma non meno di 1,5 p)
10 Tubi di scarico, inviluppo di raffreddamento 0,4 (ma non meno di 1,5 p)
11 Compressori dell’aria azionati dal motore (cilindri, testate,
refrigeranti intermedi e finali)
a) Lato aria 1,5 p
b) Lato acqua 0,4 (ma non meno di 1,5 p)
12 Refrigeranti, su ciascun lato (5) 0,4 (ma non meno di 1,5 p)
13 Pompe azionate dal motore (olio, acqua, combustibile, sen- 0,4 (ma non meno di 1,5 p)
tina)
(1) In genere le parti soggette a pressione devono essere provate alla pressione di prova idrostatica indicate nella tabella. I casi in cui
le caratteristiche di progetto delle parti considerate o le caratteristiche delle apparecchiature di prova richiedano modifiche delle
pressioni tabellari, saranno oggetto di particolare considerazione da parte della Società.
(2) p è la pressione massima d’esercizio, in MPa, della parte considerata.
(3) Nel caso di testate dei cilindri e di parti superiori degli stantuffi in acciaio fucinato, possono essere accettati metodi di prova
diversi dalla prova idrostatica quali, ad esempio, idonei esami non distruttivi e documentati controlli dimensionali.
(4) Nel caso in cui la tenuta dello spazio per il fluido di raffreddamento venga realizzata dall’asta dello stantuffo, o dall’insieme asta
stantuffo e mantello, la prova di tenuta deve essere effettuata dopo l’assemblaggio.
(5) Nel caso dei refrigeranti dell’aria di sovralimentazione, è sufficiente eseguire la prova idrostatica solo sul lato acqua.

4.5 Prove e collaudi d’officina 4.5.2 Motori di propulsione direttamente collegati


all’elica
4.5.1 Generalità
Oltre alle prove di tipo i motori diesel devono essere sotto- I motori di propulsione devono essere provati secondo il
posti a prove di funzionamento in officina in presenza del programma seguente:
Tecnico, eccetto quando una procedura di collaudo alter-
a) almeno 60 min, dopo aver raggiunto le condizioni di
nativa sia stata concessa o sia deciso altrimenti dalla
Società caso per caso. regime, al 100% della potenza nominale P ed alla corri-
spondente velocità di rotazione nominale n;
Per tutte le andature alle quali il motore deve essere pro-
vato, il costruttore del motore deve rilevare e registrare tutti b) 30 min, dopo aver raggiunto le condizioni di regime, al
i valori di funzionamento relativi. 110% della potenza nominale P ed alla velocità di rota-
Per tutti i casi, i dati, alle diverse condizioni di carico del zione 1,032 n;
motore, devono essere rilevati in condizioni di regime.
c) prove al 90% o potenza di crociera continuativa nor-
I rilievi al 100% della potenza nominale P ed alla corri- male, al 75%, al 50% e al 25% della potenza nominale
spondente velocità di rotazione nominale n devono essere
P, eseguita:
effettuati due volte ad un intervallo di almeno 30 minuti.
L’estensione delle prove di cui in [4.5.2] [4.5.3] o [4.5.4] • alla velocità di rotazione corrispondente alla curva
può essere ampliata, a giudizio del Tecnico, tenuto conto nominale (teorica) dell’elica, nel caso di motori
dell’impiego del motore. azionanti eliche a pale fisse;

Regolamenti RINA 2005 41


Parte C, Cap 1, Sez 2

• a velocità di rotazione costante, nel caso di motori 4.5.6 Dati di funzionamento da rilevare
azionanti eliche a pale orientabili; I dati da misurare e da registrare durante la prova del
d) prova alla minima velocità di rotazione con un carico al motore alle varie andature devono comprendere tutti i para-
freno nullo; metri necessari per il funzionamento del motore stesso.
e) prova di avviamento ed inversione di marcia (quando Devono essere controllate anche le inflessioni dell’albero a
applicabile); manovelle, qualora sia prescritta dal costruttore l’effettua-
zione di tale controllo durante l’esercizio del motore.
f) prova del regolatore di velocità e del dispositivo indi-
pendente di protezione contro le sovravelocità; 4.5.7 Rapporti di prova
g) prova dei dispositivi di allarme e/o di arresto. Nel rapporto di prova di ogni motore devono essere indicati
Nota 1: Dopo la prova al banco, l’impianto di iniezione del com- i risultati delle prove ed inoltre deve sempre essere indicato
bustibile deve essere regolato in modo tale che non possa il numero di riferimento e la data di emissione del certifi-
essere erogata una potenza superiore al 100% della potenza cato di tipo approvato (vedere [4.6]) relativo allo stesso tipo
nominale alla velocità di rotazione corrispondente (non si di motore; il rapporto di prova deve essere preparato dal
possa avere sovraccarico in esercizio). costruttore e deve comprendere i certificati delle prove
(vedere [4.6]).
4.5.3 Motori azionanti generatori di energia
elettrica impiegati per la propulsione 4.6 Certificazione
I motori azionanti generatori di energia elettrica devono
essere provati con regolatore di velocità tarato a velocità 4.6.1 Certificato di tipo approvato e sua validità
costante secondo il programma seguente: Una volta conclusi con esito soddisfacente gli accertamenti
a) almeno 60 min, dopo aver raggiunto le condizioni di e le prove di tipo di cui in [4.2] o [4.3], la Società rilascerà
regime, al 100% della potenza nominale P ed alla corri- al costruttore del motore un “Certificato di tipo approvato”
spondente velocità di rotazione nominale n; valido per tutti i motori dello stesso tipo di quello sottoposto
alle prove.
b) 45 min, dopo aver raggiunto le condizioni di regime, al
110% della potenza nominale P ed alla velocità di La Società si riserva la facoltà di ritenere valida la prova ese-
rotazione nominale n; guita su di un motore anche per motori aventi diversa
c) prova al 75%, al 50% e al 25% della potenza nominale disposizione dei cilindri a seguito dell’esame di una idonea
P, eseguita alla velocità nominale n costante e dettagliata documentazione presentata dal costruttore,
comprendente tra l’altro i risultati di prove al banco.
d) prova alla minima velocità di rotazione con un carico al
freno nullo; 4.6.2 Tipo di certificazione per le prove
e) prove d’avviamento; a) Motori con procedura di collaudo alternativa
f) prova del regolatore di velocità ( [2.8.5]) e del disposi- Certificati interni di fabbrica (W) (vedere Parte D, Cap 1,
tivo indipendente per la protezione contro la sovravelo- Sez 1, [4.2.3]) sono richiesti per le parti e le prove indi-
cità (quando applicabile); cate in Tab 4 e Tab 5 e per le prove d’officina in [4.5].
g) prova dei dispositivi di allarme e/o di arresto. b) Motori non ammessi alla procedura di collaudo alterna-
Nota 1: Dopo la prova al banco, l’impianto di iniezione del com- tiva
bustibile dei motori diesel azionanti generatori di energia elet-
Certificati della Società (C) (vedere Parte D, Cap 1,
trica deve essere regolato in modo tale che, durante l’esercizio,
dopo l’installazione a bordo, possa essere erogata, ma non
Sez 1, [4.2.1]) sono richiesti per le prove sui materiali
superata, la potenza di sovraccarico (110% della potenza P) in delle parti indicate in Tab 4 e per le prove d’officina in
modo tale che le caratteristiche di regolazione, compresa l’atti- [4.5].
vazione delle apparecchiature di protezione del generatore di Certificati interni di fabbrica (W) (vedere Parte D,
energia elettrica, siano mantenute in qualsiasi momento. Cap 1, Sez 1, [4.2.3]) sono richiesti per i controlli non
4.5.4 Motori azionanti macchinari ausiliari distruttivi e per le prove idrostatiche delle parti in Tab 4
I motori che azionano macchinari ausiliari sono soggetti e Tab 5.
alle prove in [4.5.2] o in [4.5.3], rispettivamente a seconda In entrambi i casi a) e b) il costruttore deve inviare:
che siano a variabile o a velocità costante. a) le informazioni seguenti:
Nota 1: Dopo la prova al banco, l’impianto di iniezione del com-
• tipo di motore
bustibile dei motori diesel azionanti generatori di energia elettrica
deve essere regolato in modo tale che, durante l’esercizio, dopo • potenza nominale
l’installazione a bordo, possa essere erogata, ma non superata, la • velocità di rotazione nominale
potenza di sovraccarico (110% della potenza P) in modo tale che
le caratteristiche di regolazione, compresa l’attivazione delle appa- • macchinario azionato
recchiature di protezione del generatore di energia elettrica, siano • condizioni operative
mantenute in qualsiasi momento.
• elenco degli ausiliari sistemati sul motore
4.5.5 Ispezione delle parti del motore b) una dichiarazione scritta che dichiari che il motore è
Dopo le prove di funzionamento in officina, alcune parti conforme a quello provato durante la prova di tipo.
devono essere scelte per l’ispezione dal costruttore o dal Anche il numero di riferimento e la data del certificato
Tecnico, qualora le prove in officina siano presenziate dal di tipo approvato devono essere indicati nella dichiara-
Tecnico stesso. zione.

42 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

SEZIONE 3 CALDAIE E RECIPIENTI IN PRESSIONE

1 Generalità 1.2 Applicabilità

1.2.1 Caldaie e recipienti in pressione soggetti al


1.1 Principi
regolamento
1.1.1 Campo di applicazione del regolamento Le prescrizioni della presente Sezione si applicano a:
Le caldaie e gli altri recipienti in pressione con relativi tubo- • Tutte le caldaie ed altri generatori di vapore, con relative
lature ed accessori devono essere adeguatamente progettati tubolature ed accessori, con l’eccezione di quanto indi-
e costruiti per il servizio al quale sono destinati e devono cato in [1.2.2].
essere installati e protetti in modo da ridurre al minimo i
pericoli per le persone a bordo, con particolare riguardo • Recipienti in pressione di costruzione metallica e scam-
alle parti mobili, alle superfici ad alta temperatura ed agli biatori di calore, con relative tubolature ed accessori,
eventuali altri pericoli. La progettazione deve tener conto con l’eccezione di quanto indicato in [1.2.2].
dei materiali usati nella costruzione, dello scopo al quale le
1.2.2 Caldaie e recipienti in pressione non soggetti
caldaie e gli altri recipienti in pressione sono destinati, delle
al regolamento
condizioni di esercizio alle quali saranno sottoposti e delle
condizioni ambientali a bordo. Le caldaie ed i recipienti in pressione qui di seguito descritti
non sono soggetti al presente regolamento e saranno consi-
1.1.2 Continuità di servizio derati di volta in volta dalla Società:
L’affidabilità dei componenti essenziali, non duplicati, degli a) caldaie con pressione di progetto p > 10 MPa;
impianti di propulsione sarà oggetto di particolare conside-
razione da parte della Società, che può richiedere l’installa- b) recipienti in pressione per materiali radioattivi;
zione di una fonte separata di energia di propulsione c) piccoli recipienti in pressione integrati in macchinari
sufficiente ad imprimere alla nave una velocità di sicura autonomi per uso domestico.
navigazione, specialmente nel caso di sistemazioni non
convenzionali. 1.2.3 Recipienti in pressione per cui non è richiesta
l’approvazione dei disegni (1/7/2003)
1.1.3 Capacità propulsiva
Non è richiesta l'approvazione dei disegni per recipienti in
Devono essere previsti mezzi per mantenere o riportare le
pressione di Classe 3 (come specificato in [1.4]), che
caldaie per la propulsione nelle condizioni di normale fun-
abbiano la pressione p ≤ 1 Mpa ed il prodotto p . V ≤ 150
zionamento anche nel caso in cui non sia disponibile uno
(essendo V il volume interno, in dm3, calcolato deducendo
degli ausiliari essenziali. Deve essere controllato con parti-
il volume degli eventuali fasci di tubi).
colare attenzione il corretto funzionamento:
• delle fonti di alimentazione di vapore; Tuttavia la Società si riserva il diritto di applicare tutte o
• degli impianti dell’acqua d’alimento delle caldaie; parte delle prescrizioni della presente Sezione a scambia-
tori di calore e altri recipienti in pressione di Classe 3, sulla
• degli impianti di alimentazione del combustibile liquido base della criticità dell'apparecchio e/o dell'impianto di cui
alle caldaie; l'apparecchio fa parte.
• dei ventilatori per l’aria di alimentazione delle caldaie.
Comunque la Società, tenuto conto delle considerazioni 1.2.4 Recipienti in pressione soggetti a prescrizioni
circa la sicurezza globale, può accettare una parziale ridu- di altre parti del Regolamento
zione nella capacità di propulsione rispetto alle condizioni Prescrizioni specifiche relative a recipienti in pressione per
di normale funzionamento. il contenimento di gas liquefatti e per impianti frigoriferi
sono indicati rispettivamente in Parte E, Capitolo 9 e
1.1.4 Prove Parte F, Capitolo 8.
Tutte le caldaie e gli altri recipienti in pressione, compresi i
relativi accessori soggetti a pressione, devono essere sotto-
posti ad appropriate prove, compresa la prova idrostatica, 1.3 Definizioni
da eseguirsi prima che il macchinario venga messo in servi-
1.3.1 Recipiente in pressione
zio per la prima volta (vedere anche [7]).
Recipiente in pressione è un contenitore saldato o estruso
1.1.5 Protezione contro le sovrapressioni usato per il contenimento di fluidi ad una pressione al di
Le caldaie principali o ausiliarie e gli altri recipienti in pres- sopra o al di sotto della pressione ambiente ed a qualsiasi
sione o qualsiasi loro parte che possano essere soggetti a temperatura. I cilindri degli impianti oleodinamici e degli
pericolose sovrapressioni, devono essere provvisti, per impianti pneumatici sono anche considerati recipienti in
quanto realizzabile, di adeguati mezzi di protezione. pressione.

Regolamenti RINA 2005 43


Parte C, Cap 1, Sez 3

1.3.2 Recipienti in pressione esposti alle fiamme 1.3.7 Surriscaldatori, economizzatori,


attemperatori, desurriscaldatori
Recipienti in pressione esposti alle fiamme sono quei reci-
pienti che sono completamente o parzialmente esposti alle Surriscaldatori, economizzatori, attemperatori, desurriscal-
fiamme dei bruciatori o a gas prodotti dalla combustione. datori sono scambiatori di calore che fanno parte di una
caldaia.
1.3.3 Recipienti in pressione non esposti alle
fiamme
1.3.8 Inceneritore
Ogni recipiente in pressione diverso da un recipiente in
pressione esposto alle fiamme è un recipiente non esposto Inceneritore è un’apparecchiatura di bordo usata per ince-
alle fiamme. nerire rifiuti solidi di composizione simile all’immondizia
domestica e rifiuti liquidi derivanti dal servizio della nave
1.3.4 Caldaia (per esempio rifiuti domestici, rifiuti derivanti dal carico,
dalla manutenzione, dal tipo di operazioni, da residui del
a) Caldaia è uno o più recipienti in pressione esposti alle carico e da apparecchiature di pesca), nonché per bruciare
fiamme con le relative tubolature ed accessori usati per residui oleosi con punto di infiammabilità superiore a 60°C.
generare vapore o acqua calda a temperature superiori
a 120 °C, mediante il calore generato direttamente dalla Queste apparecchiature possono essere progettate in modo
combustione di combustibile o da gas combusti. tale da poter utilizzare l’energia termica prodotta.
b) Ogni apparecchiatura direttamente collegata alla cal-
daia, come per esempio economizzatori, surriscaldatori 1.3.9 Pressione di progetto
e valvole di sicurezza, è considerata come parte inte- Pressione di progetto è la pressione usata dal Fabbricante
grante della caldaia a meno che essa non sia separata per determinare i dimensionamenti del recipiente. Tale
dal generatore di vapore principale mediante una val- pressione non può essere presa inferiore alla massima pres-
vola di sezionamento. Le tubolature collegate alla cal- sione di esercizio e deve essere limitata dalla pressione di
daia sono considerate parte della caldaia a monte della taratura della valvola di sicurezza, così come indicato nelle
valvola di sezionamento e parte dell’impianto di tubola- prescrizioni pertinenti.
ture a valle di detta valvola.
1.3.10 Temperatura di progetto (1/1/2001)
1.3.5 Generatore di vapore
Generatore di vapore è uno scambiatore di calore con le a) Temperatura di progetto è l’effettiva temperatura del
relative tubolature usato per la generazione di vapore. In metallo della parte considerata, durante le condizioni
genere nel presente Regolamento le prescrizioni per le cal- operative previste, come modificata in Tab 1. Tale tem-
daie si applicano anche ai generatori di vapore, se non altri- peratura deve essere stabilita dal Fabbricante e deve
menti specificato. tenere conto degli effetti di qualsiasi fluttuazione di
temperatura che si possa verificare durante l’esercizio.
1.3.6 Scambiatore di calore
b) La temperatura di progetto non deve essere inferiore a
Scambiatore di calore è un recipiente in pressione usato per quanto specificato in Tab 1, salvo che differenti valori
riscaldare o raffreddare un fluido con un altro fluido. In siano concordati di volta in volta fra la Società ed il Fab-
genere gli scambiatori di calore sono costituiti da un certo bricante.
numero di camere adiacenti nelle quali scorrono separata-
mente i due fluidi. Una o più di queste camere possono Per le caldaie la temperatura di progetto non deve
essere costituite da fasci di tubi. essere inferiore a 250°C.

Tabella 1 : Temperatura minima di progetto

TIPO DI RECIPIENTE TEMPERATURA MINIMA DI PROGETTO


Parti in pressione di recipienti in pressione e caldaie non esposte all’azione Massima temperatura del fluido
di gas ad alta temperatura o protetti da adeguata coibentazione
Recipienti in pressione riscaldati da gas ad alta temperatura Temperatura del fluido interno aumentata di 25 °C
Tubi d’acqua delle caldaie essenzialmente soggetti a convezione Temperatura del vapore saturo aumentata di 25 °C
Tubi d’acqua di caldaie essenzialmente soggetti ad irraggiamento Temperatura del vapore saturo aumentata di 50 °C
Tubi di surriscaldatori di caldaie essenzialmente soggetti a convezione Temperatura del fluido interno aumentata di 35 °C
Tubi di surriscaldatori di caldaie essenzialmente soggetti ad irraggiamento Temperatura del fluido interno aumentata di 50 °C
Tubi di economizzatori Temperatura del fluido interno aumentata di 35 °C
Camere di combustione con dorsali a contatto con l’acqua Temperatura del fluido interno aumentata di 50 °C
Forni, casse a fuoco, piastre tubiere posteriori di caldaie a dorsale asciutto e Temperatura del fluido interno aumentata di 90 °C
altre parti in pressione soggette ad analoga trasmissione termica

44 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

1.3.11 Superficie riscaldante di una caldaia 1.5 Normative alternative


Superficie riscaldante di una caldaia è l’area di quella parte
1.5.1
della caldaia, attraverso la quale il calore è trasmesso al
fluido, misurata dalla parte esposta alle fiamme o ai gas ad a) Tutte le caldaie e i recipienti in pressione devono essere
alta temperatura. progettati, costruiti, installati e provati secondo le pre-
scrizioni pertinenti della presente Sezione.
1.3.12 Massima produzione di vapore
Massima produzione di vapore è la massima quantità di b) L’accettazione di altre normative nazionali o internazio-
vapore che può essere prodotta continuativamente dalla nali in alternativa alle prescrizioni della presente
caldaia o generatore di vapore alle condizioni di progetto Sezione potrà essere concordata di volta in volta con la
previste. Società.

1.3.13 Sostanze tossiche e corrosive


1.6 Documentazione da inviare
Sostanze tossiche e corrosive sono quelle sostanze elencate
nella pubblicazione IMO “International Maritime Dange-
1.6.1 Caldaie
rous Goods Code (IMDG Code)”, come emendata.
Devono essere inviati i documenti indicati nella Tab 3.
1.3.14 Materiale tenace
I disegni elencati nella Tab 3 devono contenere i particolari
Ai fini della presente Sezione, per materiale tenace si
costruttivi di tutte le parti in pressione, quali fasciami, col-
intende un materiale che abbia un allungamento superiore
lettori, tubi, piastre tubiere, branchetti; rinforzi, quali tiranti,
al 12%.
squadre, rinforzi di aperture e coperchi; sistemazioni per
l’installazione, quali selle ed ancoraggi; nonché le informa-
1.4 Classi zioni e dati elencati nella Tab 4.

1.4.1 Le caldaie ed i recipienti in pressione sono classifi-


1.6.2 Altri recipienti in pressione e scambiatori di
cati come indicato in Tab 2 considerando il servizio, le calore
caratteristiche e le dimensioni. I simboli usati nella tabella
hanno il significato seguente: Devono essere inviati i documenti elencati nella Tab 5.
p : Pressione di progetto, in MPa I disegni elencati nella Tab 5 devono contenere almeno i
T : Temperatura di progetto, in °C particolari costruttivi di tutte le parti in pressione, quali
fasciami, collettori, tubi, piastre tubiere, branchetti; rinforzi
D : Diametro interno del recipiente, in mm
intorno alle aperture e coperchi, e di tutti gli altri rinforzi,
tA : Spessore effettivo del recipiente, in mm quali tiranti, squadre ed irrigidimenti.

Tabella 2 : Classificazione dei recipienti in pressione

Apparecchiatura Classe 1 Classe 2 Classe 3


Caldaie p > 0,35 MPa p ≤ 0,35 MPa -
Generatori di vapore riscaldati a vapore o da un p > 1,15 MPa, o Tutti i generatori di
altro fluido p ⋅ D > 1500 vapore che non siano -
di Classe 1
Recipienti in pressione e scambiatori di calore p > 4 MPa, o 1,75<p≤4 MPa, o Tutti i recipienti in
tA > 40 mm, o 15 < tA ≤ 40 mm, o pressione e scambia-
T > 350oC 150 < T ≤ 350 oC, o tori di calore che non
siano di Classe 1 o 2
p ⋅ t A > 15

Recipienti in pressione per sostanze tossiche Tutti - -


Recipienti in pressione per sostanze corrosive p > 4 MPa, o Tutti i recipienti in -
tA > 40 mm, o pressione che non
T > 350oC siano di Classe 1

Nota 1: Qualora la classe risulti definita da più di una delle caratteristiche di cui sopra, l’apparecchiatura sarà considerata apparte-
nente alla classe determinata dalle caratteristiche più severe, indipendentemente dai valori delle altre caratteristiche.

Regolamenti RINA 2005 45


Parte C, Cap 1, Sez 3

Tabella 3 : Documentazione da inviare per caldaie e Tabella 5 : Disegni, informazioni e dati da inviare per
generatori di vapore recipienti in pressione e scambiatori di
calore (1/7/2002)
N. A/I Documento
1 I Piano generale comprendente la sistemazione N. A/I Voce
di valvole ed accessori 1 I Piano generale comprendente la sistema-
2 A Specifiche dei materiali zione di branchetti ed accessori
3 A Disegno d’insieme in sezione 2 A Disegno d’insieme in sezione
4 A Parti evaporanti 3 A Specifiche dei materiali
5 A Surriscaldatore 4 A Particolari di saldatura con almeno:
6 A Desurriscaldatore • Particolari tipici dei giunti saldati
7 A Economizzatore • Specifiche dei procedimenti di saldatura
8 A Riscaldatore d’aria • Trattamenti termici dopo saldatura
9 A Tubi e piastre tubiere 5 I Dati di progetto, comprendenti almeno la
10 A Branchetti ed altri accessori pressione e la temperatura di progetto (come
11 A Valvole di sicurezza e loro sistemazione pertinente)
12 A Fondazioni della caldaia 6 A Per recipienti in pressione non saldati (estrusi)
13 I Sistemazione delle apparecchiature per la com- i procedimenti di costruzione con:
bustione • Descrizione del procedimento di costru-
14 I Impianto dell’aria forzata zione con l’indicazione dei controlli di
15 I Sistemazione dei refrattari e altri coibenti produzione normalmente eseguiti
16 A Strumentazione, e sistemi di controllo e regola- nell’officina del Fabbricante
zione delle caldaie • Particolari dei materiali da impiegare (spe-
cifiche, carico di snervamento, carico di
17 A Tipo di valvole di sicurezza e loro alzata, tara-
rottura per trazione, resilienza, tratta-
tura e capacità di scarico
mento termico)
18 A Particolari di saldatura con almeno:
• Particolari della marcatura
• Particolari tipici dei giunti saldati
• Specifiche dei procedimenti di saldatura 7 I Tipo di fluido o fluidi contenuti
• Trattamenti termici dopo saldatura Nota 1: A = da inviare all’approvazione in quadruplice copia
Nota 1: A = da inviare all’approvazione in quadruplice copia I = da inviare per conoscenza in duplice copia
I = da inviare per conoscenza in duplice copia
1.6.3 Inceneritori
Gli inceneritori saranno considerati di volta in volta in base
alla loro effettiva sistemazione utilizzando le prescrizioni
Tabella 4 : Informazioni e dati da inviare per caldaie e
per le caldaie ed i recipienti in pressione che possono
generatori di vapore
essere pertinenti.
N. Informazione
2 Progetto e costruzione - Principi
1 Pressione e temperatura di progetto
2 Pressione e temperatura del vapore surriscaldato 2.1 Materiali
3 Pressione e temperatura del vapore saturo
2.1.1 Materiali per alte temperature
4 Massima produzione oraria di vapore a) I materiali per parti in pressione con temperatura di pro-
5 Superficie evaporante dei fasci tubieri e delle pareti getto superiore alla temperatura ambiente devono avere
schermate proprietà meccaniche e metallurgiche adeguate alla
temperatura di progetto. Le loro sollecitazioni ammissi-
6 Superficie riscaldante degli economizzatori, surriscal- bili saranno determinate in funzione della temperatura,
datori e riscaldatori d’aria
come indicato in [3.2].
7 Superficie dei forni b) Qualora la temperatura di progetto delle parti in pres-
8 Volume della camera di combustione sione superi 400 °C, devono essere usati acciai legati.
Altri materiali saranno oggetto di considerazione spe-
9 Temperatura e pressione dell’acqua d’alimento ciale da parte della Società.
10 Tipo di combustibile impiegato e consumo alla mas-
sima produzione di vapore 2.1.2 Materiali per basse temperature
I materiali per parti in pressione con temperatura di pro-
11 Numero e capacità dei bruciatori getto inferiore alla temperatura ambiente, devono avere
caratteristiche di resilienza adeguate alla temperatura di
progetto.

46 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

2.1.3 Ghisa 2.2.2 Collegamento dei tubi ai collettori ed alle


piastre tubiere
La ghisa grigia non può essere adoperata per:
I tubi devono essere adeguatamente fissati ai collettori e/o
a) Recipienti in pressione di Classe 1 e 2; piastre tubiere mediante mandrinatura, saldatura o altri
metodi adeguati.
b) Recipienti in pressione di Classe 3 con pressione di pro-
getto p >0,7 MPa o con prodotto p⋅V > 15, essendo V il a) Quando i tubi sono fissati mediante mandrinatura o
volume interno del recipiente in pressione, in m3. procedimento equivalente, l’altezza della spalla
d’appoggio del tubo, misurata parallelamente all’asse
c) Coperchi imbullonati e chiusure di recipienti in pres- del tubo, deve essere almeno pari a 1/5 del diametro del
sione che abbiano una pressione di progetto p > 1 MPa, tubo, ma non meno di 9 mm per tubi normali alla pia-
fatta eccezione per i coperchi in mantelli di caldaie, per stra tubiera e non meno di 13 mm per tubi inclinati
i quali si applica [2.2.3]. rispetto alla piastra. Le estremità dei tubi non devono
sporgere più di 6 mm al di là della piastra tubiera.
La ghisa sferoidale può essere usata quando concordato
con la Società in base a considerazioni speciali. Tuttavia b) Le estremità dei tubi da mandrinare devono essere par-
essa in nessun caso potrà essere impiegata per parti aventi zialmente ricotte se i tubi non sono stati ricotti dal Fab-
una temperatura di progetto superiore a 350 °C. bricante.

2.1.4 Valvole ed accessori per caldaie 2.2.3 Sistemazione degli accessi

a) Le valvole e gli accessori montati su caldaie devono a) Le caldaie devono essere provviste di aperture suffi-
essere costruiti con materiali tenaci. Il materiale deve cienti in numero e dimensioni da permettere l’esame
avere caratteristiche meccaniche e metallurgiche ade- interno, la pulizia e le operazioni di manutenzione. In
guate alla temperatura di progetto ed ai carichi termici e genere tutti i recipienti in pressione che fanno parte di
gli altri carichi che si possano verificare durante l’eserci- una caldaia ed hanno o un diametro interno maggiore
zio. di 1200 mm, o un diametro interno maggiore di 800
mm associato ad una lunghezza maggiore di 2000 mm
b) La ghisa grigia non può essere adoperata per valvole ed devono avere un passo d’uomo per l’accesso al loro
accessori che siano soggetti a carichi dinamici, quali interno.
valvole di sicurezza e valvole di estrazione ed, in
b) I passi d’uomo devono essere sistemati in posizioni
genere, per valvole ed accessori che abbiano una pres-
opportune nei mantelli, collettori, duomi, collettori
sione di progetto p superiore a 0,3 MPa ed una tempera-
d’acqua e vapore, come applicabile. La dimensione
tura di progetto T superiore a 220 °C.
“netta” (apertura effettiva) dei passi d’uomo ellittici, o
c) La ghisa sferoidale non può essere adoperata per parti simili, deve essere non inferiore a 300 mm x 400 mm. Il
aventi una temperatura di progetto T superiore a 350 °C. diametro “netto” dei passi d’uomo circolari (apertura
effettiva) non pùò essere inferiore a 400 mm. I bordi dei
d) I bronzi ordinari ed i bronzi per alte temperature non passi d’uomo devono essere adeguatamente rinforzati
possono essere adoperati per parti che abbiano tempe- per provvedere la compensazione dell’apertura nel reci-
rature di progetto T rispettivamente superiori a 220 °C e piente secondo quanto prescritto in [3.3.10] e [3.4.8],
260 °C. Il rame e gli ottoni d’alluminio non possono come applicabile.
essere adoperati per accessori con temperatura di pro-
c) Nei recipienti in pressione che fanno parte di una cal-
getto T superiore a 200 °C; il cupronichel non può
daia e che non ricadono nelle prescrizioni indicate nel
essere adoperato per accessori con temperatura di pro-
paragrafo precedente a), o nel caso in cui non possa
getto T superiore a 300 °C.
essere sistemato un passo d’uomo d’accesso, devono
essere provviste, per quanto possibile, almeno le aper-
2.1.5 Materiali alternativi ture seguenti:
Nel caso in cui caldaie o recipienti in pressione vengano • Passo di testa: dimensione minima: 220 mm x 320
costruiti in accordo con una normativa alternativa accettata mm (320 mm di diametro se circolare);
dalla Società in base a [1.5], le specifiche dei materiali
devono essere in accordo con quanto prescritto dalla nor- • Passo di mano: dimensione minima: 87mm x 103
mativa adottata. mm;
• Foro d’ispezione: diametro minimo: 50 mm.
2.2 Caldaie ed altri generatori di vapore d) I fori d’ispezione possono essere sistemati solo quando
non è possibile la sistemazione di passi d’uomo, passi di
2.2.1 Coibentazione dei collettori e delle camere di testa e passi di mano.
combustione
e) I coperchi per i passi d’uomo ed altre aperture devono
Quelle parti dei collettori e/o delle camere di combustione essere costruiti in acciaio tenace, lamiere d’acciaio
che non sono protette da tubi e sono esposte all’irraggia- bombate o saldate o altre sistemazioni approvate. La
mento o a gas ad alta temperatura devono essere rivestite ghisa grigia può essere usata solo per piccole aperture,
con materiale coibente adeguato. quali passi di mano e fori d’ispezione purché la pres-

Regolamenti RINA 2005 47


Parte C, Cap 1, Sez 3

sione di progetto p non superi 1 MPa e la temperatura di in cui la caldaia sia progettata in modo da non avere i
progetto T non superi 220 °C. tubi completamente sommersi, quando l’acqua è
f) I coperchi devono essere di tipo interno ed autochiu- fredda, deve essere indicato nei disegni e sottoposto alla
dente. Coperchi di altro tipo potranno essere di volta in considerazione della Società il più basso livello accetta-
volta accettati dalla Società per piccole aperture. bile stabilito dal Fabbricante.

g) I coperchi di tipo interno devono avere una spalla pas- b) Per caldaie a tubi di fiamma aventi la camera di combu-
sante attraverso l’apertura. Il gioco tra la spalla e ed il stione come parte integrante della caldaia, il minimo
lembo dell’apertura deve essere uniforme sull’intera livello accettabile è quello che si trova almeno 50 mm
periferia dell’apertura e non deve superare 1,5 mm. La al di sopra della parte più alta della camera di combu-
Fig 1 indica una sistemazione tipica. stione.
h) I sistemi di chiusura per i coperchi di tipo interno di c) Per caldaie a tubi di fiamma verticali, il minimo livello
dimensioni non superiori a 180 mm x 230 mm, possono accettabile si trova a 1/2 della lunghezza dei tubi al di
avere un unico bullone o prigioniero di fissaggio. I sopra della piastra tubiera inferiore.
coperchi più grandi devono avere almeno due bulloni o
prigionieri di fissaggio. Per la sistemazione dei bulloni e 2.2.7 Estrazione del vapore
prigionieri di fissaggio, vedere Fig 1.
a) Ogni apertura per l’estrazione del vapore, che non porti
i) I coperchi devono essere progettati in modo tale da a valvole di sicurezza, surriscaldatori integrati nella cal-
impedire lo spostamento delle guarnizioni a causa della daia o ad altre apparecchiature che devono avere un
pressione interna. Possono essere impiegate solo guarni- continuo flusso di vapore durante il funzionamento
zioni ad anello continuo. della caldaia, deve essere munita di una valvola di presa
del vapore fissata direttamente sull’involucro della cal-
2.2.4 Accessori
daia o su un branchetto, che sia il più corto possibile e
a) In genere i rubinetti e le valvole devono essere proget- di forte spessore, direttamente collegato all’involucro
tati secondo le prescrizioni in Sez 10, [2.7.2]. della caldaia.
b) I rubinetti, le valvole e gli altri accessori devono essere b) Il numero delle prese ausiliarie di vapore per ciascuna
collegati direttamente all’involucro della caldaia o il più caldaia deve essere ridotto al minimo.
vicino possibile a detto involucro.
c) I rubinetti e le valvole per caldaie devono essere siste- c) Quando diverse caldaie forniscono vapore ad un collet-
mati in modo tale che si possa vedere facilmente se tore comune, la sistemazione delle valvole deve essere
sono aperti o chiusi ed in modo che la loro chiusura si tale da rendere possibile l’isolamento di ciascuna cal-
possa effettuare mediante la rotazione in senso orario daia dal collettore comune in modo da permetterne
del meccanismo di apertura/chiusura. l’ispezione e la manutenzione. Inoltre, le caldaie a tubi
d’acqua devono avere sistemi automatici atti ad impe-
2.2.5 Bruciatori dire il rientro del vapore in corrispondenza delle aper-
ture per estrazione del vapore di ciascuna caldaia.
I bruciatori devono essere sistemati in modo tale che non
sia possibile estrarli se l’alimentazione di combustibile al d) Qualora il vapore sia utilizzato per ausiliari essenziali
bruciatore non è chiusa. (per esempio sirene e fischi, macchine del timone a
vapore, generatori elettrici a vapore, ecc.) e quando più
2.2.6 Livelli d’acqua accettabili di una caldaia sono sistemate a bordo, la sistemazione
a) In genere per caldaie a tubi d’acqua, il livello d’acqua deve essere tale da rendere possibile l’alimentazione
più basso accettabile è quello appena al di sopra della del vapore a tutti gli ausiliari di cui sopra, con una qual-
fila superiore di tubi quando l’acqua è fredda. Nel caso siasi delle caldaie non funzionante.

Figura 1 : Coperchio di un’apertura

CAVALLETTO

SPALLA
PRIGIONIERO

INVOLUCRO
DEL RECIPIENTE

COPERCHIO

48 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

e) Ogni valvola di intercettazione del vapore di diametro 2.2.10 Drenaggi


nominale superiore a 150 mm deve essere munita di Ogni surriscaldatore, sia che faccia parte integrante della
valvola di sorpasso. caldaia o no, deve essere dotato di rubinetti o valvole siste-
mati in modo tale da rendere possibile il suo completo dre-
2.2.8 Valvole di alimento di non ritorno naggio.
a) Ogni caldaia esposta alla fiamma che fornisce vapore
2.2.11 Campionatura dell’acqua
per servizi essenziali deve essere munita di almeno due
valvole di alimento di non ritorno collegate a due linee a) Ogni caldaia deve essere munita di mezzi atti a sorve-
d’alimentazione separate. Una sola valvola può essere gliare e controllare la qualità dell’acqua di alimento.
permessa per i generatori di vapore non esposti alla Devono essere previste sistemazioni idonee ad evitare,
fiamma. per quanto praticamente possibile, l’ingresso di olio o
altri contaminanti che possano inficiare il funziona-
b) Le valvole di alimento di non ritorno devono essere fis- mento della caldaia.
sate direttamente alla caldaia o all’economizzatore se
questo fa parte integrante della caldaia. Gli ingressi b) A tale scopo almeno un rubinetto o valvola deve essere
dell’acqua devono essere separati. Se tuttavia le valvole sistemato sulla caldaia al fine di estrarre i campioni
di alimento sono collegate ad un economizzatore, un d’acqua. Tale apparecchio non deve essere collegato ai
unico ingresso d’acqua può essere permesso purché tubi di livello.
ciascuna linea d’alimento possa essere isolata senza c) Ogni caldaia deve essere dotata di un sistema per
interrompere l’alimentazione d’acqua alla caldaia. l’introduzione di additivi per l’acqua.
c) Gli economizzatori che possono essere sorpassati ed 2.2.12 Marcatura delle caldaie
intercettati dalla caldaia devono essere muniti di valvola a) Una targa di metallo resistente alla corrosione deve
limitatrice di pressione a meno che la sistemazione del essere permanentemente affissa su ciascuna caldaia. La
sorpasso non sia realizzata in modo tale da evitare un targa deve riportare le indicazioni seguenti in aggiunta
eccesso di pressione nell’economizzatore, quando ai dati per l’identificazione (nome del Fabbricante, anno
intercettato. e numero di fabbricazione):
d) Le valvole di alimento di non ritorno devono avere un • La pressione di progetto
sistema di comando azionabile dalla postazione di • La temperatura di progetto
comando della caldaia o da un’altra posizione appro-
• La pressione di prova e la data della prova
priata. Inoltre nel caso di caldaie a tubi d’acqua almeno
una delle valvole di alimento di non ritorno deve avere b) La marcatura può essere direttamente stampigliata sul
un meccanismo di controllo automatico del livello recipiente a condizione che ciò non produca intagli che
dell’acqua nella caldaia. possano avere un’influenza negativa durante l’esercizio.

e) Si deve provvedere una sistemazione atta ad impedire c) Per recipienti rivestiti, tale marcatura deve anche appa-
che l’acqua di alimento vada a contatto diretto con rire su un’altra targa sistemata al di sopra del rivesti-
superfici riscaldate all’interno della caldaia e a ridurre, mento.
per quanto possibile e necessario, le sollecitazioni ter-
miche sulle pareti. 2.3 Valvole di sicurezza per caldaie e gene-
ratori di vapore
2.2.9 Sistemi d’estrazione
2.3.1 Sistemazione delle valvole di sicurezza
a) Ogni caldaia deve essere munita di almeno una valvola
o di un rubinetto di estrazione dal fondo e, se necessa- a) Ogni caldaia ed ogni generatore di vapore con una
rio, di analoga valvola o rubinetto di estrazione dalla superficie riscaldante totale pari o superiore a 50 m2
superficie, direttamente applicato all’involucro della deve essere munito di non meno di due valvole di sicu-
caldaia e collegato a tubolature scaricanti fuori bordo. rezza caricate a molla di capacità adeguata. Per caldaie
e generatori di vapore con una superficie riscaldante
b) Il diametro delle dette valvole o rubinetti e della relativa inferiore a 50 m2, può essere accettata una valvola sol-
tubolatura non deve essere minore di 20 mm ma non tanto.
necessariamente maggiore di 40 mm.
b) Qualora un surriscaldatore sia parte integrante di una
c) Nel caso di caldaie a tubi d’ acqua, quando non è possi- caldaia, almeno una valvola di sicurezza deve essere
bile collegare la valvola di estrazione dal fondo diretta- sistemata sul collettore del vapore saturo ed almeno una
mente all’involucro della caldaia, questa può essere all’uscita del surriscaldatore. Le valvole sistemate
sistemata appena fuori del rivestimento della caldaia, all’uscita del surriscaldatore potranno essere conside-
collegata ad un tronco di tubo di forte spessore adegua- rate come parte delle valvole di sicurezza richieste per
tamente sostenuto e protetto dal calore della camera di la caldaia nel paragrafo precedente a), purché non si
combustione. tenga conto della loro capacità in eccedenza del 25%
d) Quando due o più caldaie hanno gli scarichi dal fondo della capacità totale delle valvole di sicurezza prescritta
e superficiale collegati alla stessa tubolatura, le relative in [2.3.2], a meno che non sia altrimenti permesso
valvole o rubinetti devono essere del tipo di non ritorno dalla Società in base a considerazioni speciali.
per prevenire la possibilità che l’acqua di una caldaia si c) I surriscaldatori, se installati, che possono essere inter-
scarichi nelle altre. cettati dalla caldaia devono avere almeno una valvola

Regolamenti RINA 2005 49


Parte C, Cap 1, Sez 3

di sicurezza. Tali valvole non potranno essere conside- rezza. I valori d/h devono essere compresi
rate come una o più delle valvole di sicurezza richieste tra 4 e 24.
nel paragrafo a). Per valvole di tipo ordinario, o quando non
d) Nel caso di caldaie munite di un accumulatore di sia noto il valore dell’alzata dell’otturatore,
vapore separato, le valvole di sicurezza possono essere si deve assumere d/h =24
sistemate sull’accumulatore di vapore se non esiste una c : 0,875, per valvole di sicurezza la cui capa-
intercettazione tra caldaia ed accumulatore e se il tubo cità di scarico non sia stata accertata speri-
di comunicazione ha dimensionamento sufficiente per mentalmente nel modo sotto specificato
smaltire tutto il vapore prodotto senza che la pressione 0,485/Z, essendo Z il coefficiente di
nella caldaia aumenti più del 10% rispetto alla pres- efflusso, per valvole con grande capacità di
sione di progetto. scarico, determinata sperimentalmente, con
modalità approvate dalla Società, alla pre-
2.3.2 Area minima complessiva degli orifizi
senza di un Tecnico. Il coefficiente di
a) L’area minima complessiva degli orifizi delle valvole di efflusso Z deve essere assunto uguale al rap-
sicurezza in corrispondenza del loro seggio deve essere porto tra il 90% della effettiva capacità di
determinata con la formula corrispondente al tipo di scarico accertata sperimentalmente e la
vapore: capacità di scarico teorica calcolata con
• Vapore saturo: coefficiente di efflusso uguale a 1. Non
devono essere assunti, in ogni caso, valori di
d W
A = c ⋅ --- ⋅ ----------------------------- Z maggiori di 0,88.
h 10 ,2 ⋅ p + 1
TS : Temperatura del vapore surriscaldato, in °C
• Vapore surriscaldato:
b) Il diametro dell’orifizio delle valvole di sicurezza in cor-
WS rispondenza del seggio non deve essere inferiore a 40
- ⋅ ⎛ 1 + ---------
d TS ⎞
A S = c ⋅ --- ⋅ ---------------------------- -
h 10 ,2 ⋅ p + 1 ⎝ 556⎠ mm. Quando è permessa una sola valvola di sicurezza
il diametro dell’orifizio non deve essere inferiore a 50
essendo:
mm. Valvole a grande capacità di scarico con diametro
A : area complessiva, in mm2, degli orifizi in minimo di 15 mm possono essere accettate per caldaie
corrispondenza del seggio delle valvole di con produzione di vapore non superiore a 2000 kg/h.
sicurezza per il vapore saturo
c) Indipendentemente dalle prescrizioni precedenti, la
AS : area complessiva, in mm2, come sopra defi- capacità complessiva delle valvole di sicurezza deve
nita, delle valvole di sicurezza per vapore essere tale da poter scaricare tutto il vapore generato
surriscaldato senza causare un innalzamento di pressione transitorio
p : massima pressione di esercizio della caldaia superiore al 10% della pressione di progetto.
o del generatore di vapore, in MPa
2.3.3 Valvole di sicurezza controllate da valvole
pS : massima pressione di esercizio del vapore pilota
surriscaldato, in MPa La sistemazione sul surriscaldatore di valvole di sicurezza a
W : massima produzione di vapore, in kg/h. grande capacità di scarico, controllate da valvole pilota
In nessun caso il valore di W deve essere poste sul collettore del vapore saturo, sarà oggetto di parti-
determinato in base a valori del potere eva- colare considerazione da parte della Società.
porante, riferito alla superficie evaporante 2.3.4 Protezione dei generatori di vapore riscaldati
della caldaia considerata, inferiori a quelli a vapore
sotto indicati:
I generatori di vapore riscaldati a vapore devono essere pro-
• 14 kg/(m2 × h) relativo a caldaie a gas di tetti anche contro l’eventuale danneggiamento risultante
scarico dalla rottura delle serpentine del vapore riscaldante. A tale
• 29 kg/(m2 × h) relativo a caldaie a car- scopo l’area delle valvole di sicurezza, calcolata con le for-
bone o a nafta mule in [2.3.2], può dover essere aumentata a giudizio
della Società, a meno che non siano sistemati dispositivi atti
• 60 kg/(m2 × h) relativo alle pareti scher- a limitare la portata del vapore in dette serpentine.
mate di caldaie a nafta.
WS : portata di vapore, in kg/h, delle valvole 2.3.5 Taratura delle valvole di sicurezza
sistemate all’uscita del surriscaldatore. In a) Le valvole di sicurezza devono essere tarate sotto
ogni caso questa portata deve essere tale vapore, alla presenza di un Tecnico, ad una pressione
che, durante lo scarico delle valvole di sicu- non maggiore di 1,03 volte la pressione di progetto.
rezza, fluisca nel surriscaldatore una quan- b) Le valvole di sicurezza devono essere costruite in modo
tità di vapore sufficiente per evitarne il che non sia possibile sovraccaricarle dopo la taratura
danneggiamento durante l’esercizio e che la molla, in caso di rottura,
d/h : rapporto tra il diametro effettivo dell’orifizio non possa essere espulsa dal posto. Le valvole di sicu-
in corrispondenza del seggio e l’alzata effet- rezza, inoltre, devono essere munite di un dispositivo
tiva dell’otturatore della valvola di sicu- semplice che permetta di sollevare l’otturatore dal pro-

50 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

prio seggio da una posizione non pericolosa del locale nei giunti di espansione o di altri mezzi per evitare che
caldaie o del locale macchine. il loro peso gravi in modo non ammissibile sulle casse
c) Ogni dispositivo di aggiustaggio che possa alterare la delle valvole di sicurezza.
capacità di scarico delle valvole di sicurezza deve
essere sistemato in modo che la sua posizione non 2.4 Recipienti in pressione
possa essere variata quando le valvole vengono smon-
tate per le visite. 2.4.1 Sistemazione degli accessi

2.3.6 Sistemazione delle valvole di sicurezza sulle Le prescrizioni per gli accessi nelle caldaie in [2.2.3] sono
caldaie anche applicabili per gli altri recipienti in pressione.
a) Le valvole di sicurezza di una caldaia devono essere
2.4.2 Valvole di sicurezza
montate direttamente sulla caldaia e devono essere
sempre separate da altri corpi di valvole. a) I recipienti in pressione che appartengono ad un
impianto e che possono essere intercettati dalle appa-
b) Quando non è possibile collegare le valvole di sicu-
recchiature di sicurezza che proteggono l’impianto
rezza direttamente ai collettori dei surriscaldatori, esse
stesso, devono avere valvole di sicurezza, o apparec-
devono essere collegate ad un robusto branchetto con-
chiature equivalenti. Tale prescrizione si applica anche
nesso il più possibile vicino all’uscita del surriscalda-
in tutti quei casi in cui la pressione del recipiente può
tore. L’area della sezione trasversale di passaggio del
aumentare al di sopra della pressione di progetto per
vapore attraverso il collo del branchetto suddetto deve
qualsiasi ragione. Per gruppi di recipienti in pressione
essere in ogni caso non minore della metà dell’area
vedere anche [6.3].
complessiva calcolata con le formule in [2.3.2], nel
caso di d/h ≥ 8, e non minore della detta area, nel caso b) In particolare, i serbatoi d’aria, che possono essere
di 4 ≤ d/h <8. intercettati dalle valvole di sicurezza, che assicurano la
c) Le casse delle valvole di sicurezza devono avere tubi di protezione nelle normali condizioni di esercizio,
spurgo di diametro non inferiore a 20 mm per valvole devono avere un’altra apparecchiatura di sicurezza,
doppie e non inferiore a 12 mm per valvole singole, quale un tappo fusibile o un disco di rottura, in modo
adducenti in sentina o al pozzo caldo. Non devono da assicurare lo scarico in caso d’incendio. Tale scarico
essere sistemate valvole o rubinetti sui detti tubi di deve essere effettuato all’esterno.
spurgo. c) Le valvole di sicurezza e le apparecchiature equivalenti
che assicurano la protezione dei recipienti in pressione
2.3.7 Condotte di scarico
durante l’esercizio normale, devono essere progettati o
a) L’area minima della sezione delle condotte di scarico tarati in modo da agire quando la pressione supera la
delle valvole di sicurezza, non provate sperimental- massima pressione d’esercizio per non più del 5%.
mente, deve essere non minore di 11,5 h/d volte l’area
complessiva calcolata con le formule del suddetto para- 2.4.3 Protezione degli scambiatori di calore
grafo [2.3.2], ma in nessun caso inferiore a 1,1 volte la
Particolare attenzione deve essere data alla protezione con-
detta area.
tro la sovrapressione di recipienti, quali gli scambiatori di
b) L’area minima della sezione delle condotte di scarico calore, che hanno delle parti progettate per una pressione
delle valvole di sicurezza con grande capacità di sca- che è inferiore a quella cui esse potrebbero essere soggette
rico, provate sperimentalmente, deve essere non minore in caso di rottura dei fasci tubieri o serpentine in essi conte-
di 18 Z · h/d volte l’area complessiva calcolata con le nuti e che sono progettati per pressioni più alte.
formule del paragrafo [2.3.2].
c) L’area della sezione del collettore di scarico delle val- 2.4.4 Protezione contro la corrosione
vole di sicurezza deve essere non minore della somma I recipienti e gli accessori ad essi collegati che contengono
delle aree delle singole condotte ad esso collegate. fluidi altamente corrosivi devono essere protetti opportuna-
d) I silenziatori sistemati nei collettori di scarico devono mente.
avere un’area libera di passaggio non inferiore a quella
dei collettori stessi. 2.4.5 Drenaggi
e) La robustezza delle condotte, dei collettori di scarico e a) I recipienti in pressione per aria devono essere dotati di
dei relativi silenziatori deve essere tale che questi pos- mezzi di drenaggio che permettano l’evacuazione di
sano sopportare la massima pressione alla quale pos- olio o acqua che possano accumularsi nel recipiente.
sono essere assoggettati, ma non meno di 1/4 della b) Mezzi per il drenaggio devono anche essere sistemati su
pressione di taratura delle valvole di sicurezza. altri recipienti in pressione, in particolare quelli conte-
f) Nel caso in cui gli scarichi di due o più valvole siano nenti vapore, nei quali si può verificare un accumulo di
convogliati allo stesso collettore di scarico, la sistema- condensa.
zione deve essere tale da impedire che la contropres-
sione della valvola in azione possa influenzare il 2.4.6 Marcatura
funzionamento delle altre valvole. a) Una targa di metallo resistente alla corrosione deve
g) I collettori di scarico devono essere portati all’atmosfera essere permanentemente affissa su ciascun recipiente in
e devono essere adeguatamente fissati e muniti di ido- pressione. La targa deve riportare le indicazioni

Regolamenti RINA 2005 51


Parte C, Cap 1, Sez 3

seguenti in aggiunta ai dati per l’identificazione (nome nentemente installato in caso di incendio: per esempio
del Fabbricante, anno e numero di fabbricazione): un sistema ad acqua spruzzata sotto pressione.
• La pressione di progetto
2.5.3 Valvole di sicurezza
• La temperatura di progetto
Ogni riscaldatore deve avere almeno una valvola di sicu-
• La pressione di prova e la data della prova rezza con una capacità di scarico pari almeno all’aumento
del volume dell’olio diatermico alla massima capacità
b) La marcatura potrà essere direttamente stampigliata sul
riscaldante del riscaldatore. Durante lo scarico la pressione
recipiente a condizione che ciò non produca intagli che
non deve aumentare più del 10% al di sopra della pressione
possano aver un’influenza negativa durante l’esercizio.
di progetto.
c) Per piccoli recipienti in pressione la sola indicazione
della pressione di progetto può essere sufficiente. 2.5.4 Recipienti in pressione
La pressione di progetto di tutti i recipienti, che fanno parte
2.5 Riscaldatori di olio diatermico ed altri di un impianto d’olio diatermico, compresi quelli aperti
recipienti in pressione che fanno parte all’atmosfera, deve essere non inferiore a 0,2 MPa.
di impianti diatermici
2.5.5 Apparecchiature delle casse d’espansione,
deposito e drenaggio
2.5.1 Generalità
Per le apparecchiature delle casse d’espansione, deposito e
a) Le prescrizioni seguenti si applicano a riscaldatori di
drenaggio vedere Sez 10, [13].
olio diatermico, nei quali liquidi organici (olio diater-
mico) sono riscaldati mediante bruciatori a nafta o gaso-
2.5.6 Marcatura
lio, gas di scarico o elettricità ad una temperatura
inferiore al loro punto di ebollizione alla pressione Una targa di metallo resistente alla corrosione deve essere
atmosferica. permanentemente affissa su ciascun riscaldatore e reci-
piente in pressione che fanno parte di un impianto di olio
b) Gli oli diatermici devono essere impiegati esclusiva- diatermico. La targa deve riportare le indicazioni seguenti
mente entro i limiti stabiliti dal loro Fabbricante. in aggiunta ai dati per l’identificazione (nome del Fabbri-
c) Deve essere possibile azionare e controllare l’impianto cante, anno e numero di fabbricazione):
manualmente. Tuttavia, anche durante le operazioni a) Riscaldatori
manuali, almeno un dispositivo di controllo della tem-
peratura dell’olio ed un indicatore di flusso devono • Massima capacità riscaldante ammissibile
sempre restare operanti. • Pressione di progetto
d) Deve essere possibile prelevare campioni di olio diater- • Massima temperatura ammissibile allo scarico
mico.
• Portata minima
2.5.2 Riscaldatori di olio diatermico • Volume del liquido
a) I riscaldatori devono essere costruiti in modo tale che b) Recipienti in pressione
né le loro superfici, né l’olio diventino eccessivamente
caldi in alcun punto. Il flusso dell’olio deve essere assi- • Pressione di progetto
curato mediante circolazione forzata. • Temperatura di progetto
b) Le superfici che sono in contatto con l’olio diatermico • Volume.
devono essere progettate per la pressione di progetto,
che in nessun caso può essere inferiore a 1 MPa.
2.6 Tipi speciali di recipienti in pressione
c) Rame e leghe di rame non sono permesse.
d) I riscaldatori riscaldati da gas di scarico devono avere 2.6.1 Recipienti in pressione estrusi (bombole)
aperture per l’ispezione in corrispondenza dell’ingresso Ogni bombola deve essere marcata con le informazioni
ed uscita dei gas di scarico. seguenti:
e) I riscaldatori riscaldati da fiamma devono avere aperture • Nome o marca del Fabbricante
per l’ispezione della camera di combustione. L’apertura
per la sistemazione del bruciatore può essere conside- • Numero di serie
rata come foro di ispezione, purché le sue dimensioni • Tipo di gas
siano adeguate per questo scopo.
• Capacità
f) I riscaldatori devono avere mezzi che ne permettano il
• Pressione di prova
completo drenaggio.
• Peso a vuoto
g) I riscaldatori riscaldati da gas di scarico devono essere
muniti di un sistema estinguente e raffreddante perma- • Timbro della prova.

52 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

2.6.2 Condensatori di vapore piente, considerando tutti i possibili carichi addizionali,


non crescerebbe per più del 10% rispetto alle sollecita-
a) Aperture per ispezione e pulizia devono essere siste-
mate sulla parte acqua e sulla parte vapore. zioni ottenute mediante le formule del presente Arti-
colo.
b) Quando necessario i tubi devono essere sostenuti da
opportuni diaframmi. b) Nel caso in cui fosse necessario tener conto di sollecita-
zioni addizionali, per esempio quelle derivanti da cari-
c) I tubi dei condensatori devono essere estraibili.
chi dinamici, la Società si riserva il diritto di aggiungere
d) Deve essere impedito per mezzo di opportuni deviatori specifiche prescrizioni caso per caso.
che un eventuale flusso di vapore ad alta velocità urti
direttamente i tubi. 3.1.2 Prescrizioni addizionali
e) Devono essere prese opportune precauzioni per impe- Nel caso in cui le parti in pressione di un recipiente
dire la corrosione nella zona acqua e si deve provve- abbiano forme irregolari, tali da rendere impossibile il con-
dere una efficace messa a terra. trollo dei dimensionamenti applicando le formule della pre-
sente Sezione, l’approvazione sarà basata su altre
3 Progetto e costruzione - Dimensio- metodologie, come per esempio prove di scoppio e/o prove
namenti di deformazioni su prototipi, o altri metodi concordati fra la
Società ed il Fabbricante.

3.1 Generalità
3.2 Sollecitazioni ammissibili
3.1.1 Applicabilità
3.2.1 Tabella delle sollecitazioni ammissibili
a) In genere le formule della presente Sezione non ten-
gono conto di sollecitazioni derivanti da carichi addi- Le sollecitazioni ammissibili K, in N/mm2, per recipienti in
zionali rispetto alla pressione, quali per esempio gli acciaio da usarsi nelle formule del presente Articolo sono
sforzi derivanti dal peso (statico e dinamico) del reci- indicate nelle Tab 6, Tab 7, Tab 8 e Tab 9, essendo Rm il
piente e del suo contenuto, carichi esterni trasmessi da
valore del minimo carico unitario di rottura per trazione, in
altre apparecchiature e fondazioni, ecc. Allo scopo del
presente Regolamento, questi sforzi addizionali pos- N/mm2. I valori di K per temperature intermedie a quelle
sono essere trascurati, purché si possa ragionevolmente indicate nelle tavole possono essere ottenuti mediante
presumere che l’effettiva sollecitazione media del reci- interpolazione lineare.

Tabella 6 : Sollecitazioni ammissibili K per acciai al carbonio per la costruzione di caldaie e riscaldatori di
olio diatermico

Acciaio al carbonio T (°C) ≤50 100 150 200 250 300 350 400
t ≤ 15mm 133 109 107 105 94 77 73 72
Rm = 360 N/mm 2 15mm < t ≤ 40mm 128 106 105 101 90 77 73 72
Tipo HA 40mm < t ≤ 60mm 122 101 99 95 88 77 73 72
t ≤ 15mm 133 127 116 103 79 79 72 69
Rm = 360 N/mm2 15mm < t ≤ 40mm 133 122 114 102 79 79 72 69
Tipi HB, HD 40mm < t ≤ 60mm 133 112 107 99 79 79 72 69
t ≤ 15mm 152 132 130 126 112 94 89 86
Rm = 410 N/mm2 15mm < t ≤ 40mm 147 131 124 119 107 94 89 86
Tipo HA 40mm < t ≤ 60mm 141 120 117 113 105 94 89 86
t ≤ 15mm 152 147 135 121 107 95 88 84
Rm = 410 N/mm2 15mm < t ≤ 40mm 152 142 133 120 107 95 88 84
Tipi HB, HD 40mm < t ≤ 60mm 152 134 127 117 107 95 88 84
t ≤ 15mm 170 164 154 139 124 111 104 99
Rm = 460 N/mm2 15mm < t ≤ 40mm 169 162 151 137 124 111 104 99
Tipi HB, HD 40mm< t ≤ 60mm 162 157 147 136 124 111 104 99
Rm = 510 N/mm 2 t ≤ 60mm 170 170 169 159 147 134 125 112
Tipi HB, HD

Regolamenti RINA 2005 53


Parte C, Cap 1, Sez 3

Tabella 7 : Sollecitazioni ammissibili K per acciai al carbonio per la costruzione di altri recipienti in pressione

Acciaio al carbonio T (°C) ≤50 100 150 200 250 300 350 400
t ≤ 15mm 133 117 115 112 100 83 78 77
Rm = 360 N/mm 2 15mm < t ≤ 40mm 133 114 113 108 96 83 78 77
Tipo HA 40mm < t ≤ 60mm 130 108 105 101 94 83 78 77
t ≤ 15mm 133 133 123 110 97 85 77 73
Rm = 360 N/mm 2 15mm < t ≤ 40mm 133 131 122 109 97 85 77 73
Tipo HB, HD 40mm < t ≤ 60mm 133 119 115 106 97 85 77 73
t ≤ 15mm 152 141 139 134 120 100 95 92
Rm = 410 N/mm 2 15mm < t ≤40mm 152 134 132 127 114 100 95 92
Tipo HA 40mm < t ≤60mm 150 128 121 112 112 100 95 92
t ≤ 15mm 152 152 144 129 114 101 94 89
Rm = 410 N/mm2 15mm < t ≤ 40mm 152 152 142 128 114 101 94 89
Tipo HB, HD 40mm < t ≤ 60mm 152 143 139 125 114 101 94 89
t ≤ 15mm 170 170 165 149 132 118 111 105
Rm = 460 N/mm2 15mm < t ≤ 40mm 170 170 161 147 132 118 111 105
Tipi HB, HD 40mm < t ≤ 60mm 170 167 157 145 132 118 111 105
Rm = 510 N/mm2 t ≤ 60mm 189 189 180 170 157 143 133 120
Tipi HB, HD

Tabella 8 : Sollecitazioni ammissibili K per acciai legati per la costruzione di caldaie e riscaldatori di olio
diatermico

Acciaio
T(°C) ≤50 100 150 200 250 300 350 400 450 475 500 525 550 575 600
legato
0,3Mo t ≤ 60mm 159 153 143 134 125 106 100 94 91 89 87 36
1Cr0,5Mo t ≤ 60mm 167 167 157 144 137 128 119 112 106 104 103 55 31 19

2,25Cr1 t ≤ 60mm 170 167 157 147 144 137 131 125 119 115 112 61 41 30 22
Mo (1)
2,25Cr1 t ≤ 60mm 170 167 164 161 159 147 141 130 128 125 122 61 41 30 22
Mo (2)
(1) Normalizzato e rinvenuto
(2) Normalizzato e rinvenuto o bonificato

Tabella 9 : Sollecitazioni ammissibili K per acciai legati per la costruzione di altri recipienti in pressione

Acciaio
T(°C) ≤50 100 150 200 250 300 350 400 450 475 500 525 550 575 600
legato
0,3Mo t ≤ 60mm 159 159 153 143 133 113 107 100 97 95 93 38
1Cr0,5Mo t ≤ 60mm 167 167 167 154 146 137 127 119 113 111 110 59 33 20
2,25Cr1 t ≤ 60mm 183 174 167 157 154 146 140 133 127 123 119 65 44 32 23
Mo (1)
2,25Cr1 t ≤ 60 174 174 174 172 170 157 150 139 137 133 130 65 44 32 23
Mo (2)
(1) Normalizzato e rinvenuto
(2) Normalizzato e rinvenuto o bonificato

54 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

3.2.2 Determinazione diretta delle sollecitazioni d) Leghe di rame:


ammissibili La sollecitazione ammissibile è data dalla formula
Le sollecitazioni ammissibili K, quando non specificato seguente:
altrimenti, possono essere assunte come segue: R m ,T
K = ---------
a) Acciaio: 4
La sollecitazione ammissibile deve essere il minore dei essendo:
valori ottenuti mediante le formule seguenti: Rm,T : Valore minimo del carico unitario di rottura
R m ,20 per trazione alla temperatura di progetto T,
K = ----------- in N/mm2
2 ,7
e) Alluminio e leghe di alluminio:
R S ,MIN ,T
K = ----------------
- La sollecitazione ammissibile deve essere il minore dei
A
valori ottenuti mediante le formule seguenti:
S
K = ----A- R m ,T
A K = ---------
4
essendo:
R e ,H
K = --------
-
Rm,20 : Valore minimo del carico unitario di rottura 1 ,5
per trazione alla temperatura ambiente (20 essendo:
°C), in N/mm2
Re,H : Valore minimo del carico unitario di snerva-
RS,MIN,T : Valore minimo tra ReH ed Rp0,2 in N/mm2, mento, in N/mm2
alla temperatura di progetto T, in °C
f) Condizioni aggiuntive:
SA : Valore medio del carico unitario di rottura • In casi speciali la Società si riserva il diritto di appli-
per scorrimento viscoso dopo 100000 ore, care sollecitazioni ammissibili K inferiori a quelli
in N/mm2, alla temperatura di progetto T, in sopra specificati.
°C
• La sollecitazione ammissibile K in nessun caso può
A : Coefficiente di sicurezza, il cui valore, eccedere il valore di 170 N/mm2 per caldaie e altri
quando l’affidibilità dei valori di RS,MIN,T e SA generatori di vapore.
è dimostrata alla Società, è dato dai valori • Le sollecitazioni ammissibili per materiali diversi da
seguenti: quelli sopra elencati saranno concordate caso per
• 1,6 per caldaie ed altri generatori di caso con la Società.
vapore
• 1,5 per altri recipienti in pressione 3.3 Involucri cilindrici, sferici e conici a
• da concordarsi con la Società nel caso sezione circolare soggetti a pressione
in cui venga considerato un valore interna
medio del carico unitario di rottura per
scorrimento viscoso in un tempo supe- 3.3.1 Spessore degli involucri cilindrici
riore alle 100000 ore, invece di SA. a) Lo spessore minimo degli involucri cilindrici, sferici e
conici a sezione circolare non deve essere inferiore al
Per fusioni d’acciaio i valori della sollecitazione ammis-
valore t, in mm, calcolato con una delle formule
sibile K, calcolati con le formule di cui sopra, devono
seguenti, come appropriato. Piastre tubiere cilindriche,
essere ridotti del 20%. Se le fusioni sono sottoposte a
perforate da un gran numero di aperture devono avere
controlli non-distruttivi, una riduzione inferiore, che
spessore calcolato con le formule in [3.3.2], [3.3.3],
può arrivare al 10% potrà essere presa in considera-
[3.3.4] e [3.7.2].
zione dalla Società.
b) Gli spessori ottenuti con le formule in [3.3.2], [3.3.3] e
b) Ghisa sferoidale: [3.3.4] sono spessori “netti”, poiché non includono
La sollecitazione ammissibile deve essere il minore dei alcuna costante di corrosione. A meno che nella speci-
valori ottenuti mediante le formule seguenti: fica contrattuale non sia concordato un valore più alto,
tutti gli spessori ottenuti con le formule seguenti devono
R m ,20
K = ----------- essere aumentati di 0,75 mm. Vedere anche [3.3.7].
4 ,8

R S ,MIN ,T 3.3.2 Involucri cilindrici


K = ----------------
-
3 a) Quando il rapporto (diametro esterno)/(diametro
interno) del recipiente è uguale o inferiore a 1,5, lo
c) Ghisa grigia: spessore minimo degli involucri cilindrici è dato dalla
La sollecitazionee ammissibile è data dalla formula formula seguente:
seguente: pD -
t = -------------------
R m ,20 2Ke – p
K = -----------
10 essendo:

Regolamenti RINA 2005 55


Parte C, Cap 1, Sez 3

p : Pressione di progetto, in MPa pD


t = -------------------------------------------
( 2Ke – p ) ⋅ cos ϕ
D : Diametro interno del recipiente, in mm
K : Sollecitazione ammissibile, in N/mm2, otte- Per il significato dei simboli, vedere [3.3.2].
nuta come specificato in [3.2] D è il diametro misurato in corrispondenza della base
e : Efficienza del giunto saldato. Per i valori maggiore del cono e ϕ è l’angolo d’inclinazione della
dell’efficienza e vedere [3.3.5]. sezione conica dell’involucro rispetto all’asse del reci-
piente (vedere Fig 2). Nel caso in cui il valore di ϕ
b) Lo spessore minimo degli involucri con rapporto (dia- superi 75°, lo spessore dell’involucro deve essere
metro esterno)/(diametro interno) superiore a 1,5 uguale a quello richiesto per i fondi piani, vedere [3.5].
saranno oggetto di considerazioni speciali.
b) Lo spessore minimo degli involucri con spessore supe-
riore a 1/6 del diametro esterno in corrispondenza della
3.3.3 Involucri sferici
base maggiore del cono sarà oggetto di considerazione
a) Quando il rapporto (diametro esterno)/(diametro speciale.
interno) del recipiente è uguale inferiore a 1,5, lo spes-
sore minimo degli involucri sferici è dato dalla formula c) Gli involucri conici possono essere costituiti da diverse
seguente: sezioni anulari di spessore decrescente. Lo spessore
minimo di ciascuna sezione si ottiene mediante la for-
pD
t = -------------------- mula in a), usando per D il massimo diametro di cia-
4Ke – p scuna sezione considerata.
Per il significato dei simboli, vedere [3.3.2]. d) In genere il collegamento fra due sezioni differenti di
involucri conici aventi differente angolo di inclinazione,
b) Lo spessore minimo degli involucri con rapporto (dia-
o fra un involucro conico e un involucro cilindrico
metro esterno)/(diametro interno) superiore a 1,5
mediante un angolo vivo non è permesso se l’angolo fra
saranno oggetto di considerazioni speciali.
le generatrici delle due sezioni da collegare supera il
valore di 30°.
3.3.4 Involucri conici
e) Lo spessore dell’involucro nella zona torica sarà oggetto
a) La formula seguente si applica ad involucri conici con
di considerazione speciale da parte della Società.
spessore non superiore a 1/6 del diametro esterno alla
base maggiore del cono:

Figura 2 : Involucri conici

DE DE

D D

raccordo

α
α
φ

t
t

CONO/ CILINDRO CONO/ CILINDRO


ZONA TORICA DI PEZZO ZONA TORICA SALDATA

CONO/ CONO CONO/ CONO


ZONA TORICA DI PEZZO ZONA TORICA SALDATA

D D

raccordo

t t
α α

φ φ

56 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

3.3.5 Efficienza c) Le aperture sono considerate isolate quando la distanza


I valori dell’efficienza e da usare nelle formule in [3.3.2], fra i centri di due fori adiacenti nella direzione longitu-
[3.3.3] e [3.3.4] sono indicati nella Tab 10. dinale non è inferiore al minore dei valori seguenti:
d + 1 ,1 ( D ⋅ t A )
0 ,5

Tabella 10 : Efficienza di involucri non


oppure
forati (1/7/2004)
5d
Caso e essendo:
Involucri senza giunti 1 d : Diametro delle aperture, in mm, (se due
aperture hanno diametri differenti, d è il dia-
Involucri di recipienti di Classe 1 (1) 1 metro medio).
Involucri di recipienti di Classe 2 (con esame radio- 0,85
3.3.9 Aperture da compensare
grafico parziale dei giunti testa a testa)
Le aperture seguenti devono essere compensate come pre-
Involucri di recipienti di Classe 2 (senza esame 0,75 scritto in [3.3.10]:
radiografico dei giunti testa a testa) a) Aperture isolate nel fasciame dell’involucro il cui dia-
Involucri di recipienti di Classe 3 0,6 metro, in mm, è il maggiore fra i valori seguenti:

(1) In casi particolari, la Società si riserva il diritto di appli- 2 ,5 ⋅ t + 70


care un fattore e < 1, in dipendenza del procedimento oppure
di saldatura adottato. D
----
6
3.3.6 Spessore minimo (1/1/2001)
oppure
Indipendentemente dai valori ottenuti dalle formule in 200 mm
[3.3.2], [3.3.3] e [3.3.4], lo spessore t degli involucri non
deve essere inferiore ad uno dei valori seguenti, come essendo t lo spessore calcolato con una delle formule in
applicabile: [3.3.2], [3.3.3], o [3.3.4] come applicabile, usando un
valore e = 1 per l’efficienza e non aggiungendo la
• Per recipienti in pressione: costante di corrosione.
- in acciaio al carbonio o in acciaio basso legato: b) Aperture non isolate.
t=3+D/1500 mm
- in acciaio inossidabile o in materiali non ferrosi: t=3 3.3.10 Compensi di aperture sugli involucri
mm a) L’area di compenso deve essere prevista in tutte le dire-
• Per involucri di caldaie privi di forature: t = 6 mm zioni corrispondenti a tutti i diametri dell’apertura e
deve essere almeno uguale all’area del materiale man-
• Per piastre tubiere cilindriche di caldaie: t = 9,5 mm. cante in quella direzione, corretta come indicato in b).
Non è necessario aggiungere alcuna costante di corrosione L’area del materiale mancante in una direzione è la lar-
ai valori sopra indicati. ghezza dell’apertura in quella direzione moltiplicata
per il minimo spessore dell’involucro richiesto calcolato
3.3.7 Costante di corrosione con le formule in [3.3.2], [3.3.3] o [3.3.4], come appli-
La Società si riserva il diritto di aumentare il valore della cabile, usando un valore d’efficienza e = 1 al netto delle
costante di corrosione nel caso in cui il recipiente sia espo- costanti di corrosione.
sto a particolari condizioni che possano accelerare la corro- b) L’area corrispondente al diametro massimo dell’apertura
sione. La Società potrà anche considerare la riduzione di per la quale la compensazione non è necessaria può
tale costante qualora siano prese misure efficaci per rallen- essere dedotta dal calcolo dell’area di compensazione
tare la corrosione del recipiente. che si deve provvedere.
c) Non può essere incluso nel calcolo del compenso il
3.3.8 Aperture negli involucri
materiale intorno all’apertura che si trova ad una
a) In genere la più grande dimensione delle aperture non distanza superiore al raggio dell’apertura, in ciascuna
deve superare: direzione.
• Per involucri fino a 1500 mm di diametro DE: d) L’eventuale parte di spessore dell’involucro esuberante
DE,/2 ma non più di 500 mm rispetto a quello regolamentare t, calcolato come indi-
• Per involucri oltre 1500 mm di diametro DE: cato in a), può essere considerato per il calcolo della
DE,/3 ma non più di 1000 mm compensazione per una lunghezza non superiore al
raggio dell’apertura nella direzione considerata.
essendo DE il diametro esterno del recipiente, in mm.
e) Qualora un branchetto sia saldato all’involucro, l’even-
Valori maggiori potranno essere considerati dalla tuale parte di spessore del branchetto eccedente lo spes-
Società caso per caso. sore regolamentare, calcolato in accordo alle
b) In genere il rapporto fra i diametri maggiore e minore prescrizioni in [3.6.1], potrà essere considerato per la
delle aperture ovali o ellittiche non dove superare il compensazione del foro per un altezza h, in mm,
valore di 2. uguale a:

Regolamenti RINA 2005 57


Parte C, Cap 1, Sez 3

h = [ ( d B – 2t B ) ⋅ t B ]
0 ,5 g) Se il materiale degli anelli e collari di rinforzo, bran-
chetti, ha una sollecitazione ammissibile inferiore a
essendo dB e tB i valori, in mm, rispettivamente del dia- quella del materiale dell’involucro, le aree dei com-
metro esterno e dello spessore del branchetto. Vedere penso devono essere aumentate in proporzione.
Fig 3.
h) La Fig 3 sintetizza i criteri di compensazione sopra
f) L’area delle sezioni dei cordoni di saldatura che colle-
descritti.
gano le parti comprese nella zona del compenso può
essere inclusa nel calcolo del compenso, se si trova i) Sistemazioni differenti potranno essere considerate
nella zona menzionata in a). dalla Società caso per caso.

Figura 3 : Compensi delle aperture

dC

dB
tN

tB
tC
tA

h
t*

h'
tE

d/2 d t'B

AREA DA COMPENSARE = ( d meno il massimo diametro di foro non


compensato accettabile) · t*
ECCEDENZA DELLO SPESSORE DELL’INVOLUCRO = d (tA - t *)

ECCEDENZA DELLO SPESSORE DEL BRANCHETTO = h (tB - tN)

PENETRAZIONE DEL BRANCHETTO ENTRO L’INVOLUCRO = h'· t' B

AREA TOTALE DELLE SALDATURE

COMPENSO = (dC - dB) tC con (dC - dB) <


−d

t *= spessore calcolato con e=1 e senza costante di corrosione


t = spessore effettivo "come realizzato" compresa la costante di corrosione
E

58 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

3.3.11 Involucri cilindrici forati per la sistemazione H ≥ 0 ,2D


dei tubi
essendo:
Per lo spessore minimo degli involucri cilindrici forati per la
H : L’altezza esterna del fondo bombato, in
sistemazione di tubi vedere [3.7.1].
mm, misurata alla base all’inizio della cur-
3.3.12 Coperchi vatura.
a) Le aperture circolari, ovali o ellittiche per l’ispezione D : Diametro esterno, in m, misurato alla base
devono avere coperchi di acciaio. Aperture per ispe- del fondo bombato.
zioni di diametro non superiore a 150 mm possono b) Fondi bombati torosferici:
essere chiuse da flange cieche. R IN ≤ D
b) Lo spessore dei coperchi non deve essere inferiore al
r IN ≥ 0 ,1D
valore t, in mm, dato dalla formula seguente:
0 ,5 r IN ≥ 3t
t = 1 ,22 ⋅ a ⋅ ⎛ -------⎞
pC
⎝ K⎠ H ≥ 0 ,18D

essendo: essendo:
a : L’asse minore dell’apertura ovale o ellittica RIN : Raggio interno della parte sferica, in mm
misurata a metà larghezza della guarni- rIN : Raggio interno della zona torica, in mm
zione, in mm D : Diametro esterno, in m, misurato alla base
b : L’asse maggiore dell’apertura ovale o ellit- del fondo bombato.
tica misurata a metà larghezza della guarni- H : Altezza esterna calcolata con la formula
zione, in mm seguente (vedere Fig 4 (b)):
C : Coefficiente da ricavare dalla Tab 11 in fun- H = R E – [ ( R E – 0 ,5D ) ⋅ ( R E + 0 ,5D – 2r E ) ]
0 ,5

zione del rapporto b/a degli assi dell’aper-


tura ovale o ellittica, come definita sopra. essendo:
Per valori intermedi del rapporto b/a, il RE : Raggio esterno della parte sfe-
valore di C si ottiene mediante interpola- rica, in mm
zione lineare. rE : Raggio esterno della zona
Per aperture circolari si usa nella formula il diametro d, torica, in mm.
in mm, invece di a.
3.4.3 Spessore minimo dei fondi bombati integri
c) Lo spessore ottenuto con la formula in b) è uno spessore
“netto”, poiché non comprende alcuna costante di cor- a) Lo spessore minimo dei fondi bombati integri (non
rosione. A meno che nella specifica contrattuale non sia forati), emisferici, torosferici o ellissoidali, non tirantati,
concordato un valore più alto, lo spessore ottenuto con soggetti a pressione dal loro lato concavo (interno) non
la formula precedente deve essere aumentato di 1 mm. deve essere inferiore al valore t, in mm, calcolato con la
Vedere anche [3.3.7]. formula seguente:
pDC
t = ------------
3.4 Fondi bombati soggetti a pressione dal 2Ke
lato concavo (interno) essendo:
C : Fattore di forma, che si ricava dal grafico in
3.4.1 Fondi bombati per collettori di caldaie Fig 5, in funzione di H/D e t/D
I fondi bombati per collettori di caldaie devono essere privi per gli altri simboli, vedere [3.3.2].
di saldature.
b) Lo spessore ottenuto con la formula in a) è uno spessore
3.4.2 Profili dei fondi bombati “netto”, poiché non comprende alcuna costante di cor-
rosione. A meno che nella specifica contrattuale non sia
Al fine di determinare il profilo dei fondi bombati si applica
concordato un valore più alto, lo spessore ottenuto con
quanto segue: (Vedere Fig 4 (a) e (b)).
la formula precedente deve essere aumentato di 0,75
a) Fondi bombati ellissoidali: mm. Vedere anche [3.3.7].

Tabella 11 : Coefficiente C

b/a 1,00 1,05 1,10 1,15 1,20 1,25 1,30 1,40 1,50 1,60
C 0,206 0,220 0,235 0,247 0,259 0,271 0,282 0,302 0,321 0,333

b/a 1,70 1,80 1,90 2,00 2,50 3,00 3,50 4,00 4,50 5,00
C 0,344 0,356 0,368 0,379 0,406 0,433 0,449 0,465 0,473 0,480

Regolamenti RINA 2005 59


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 4 : Profili di fondi bombati

t
t

r r
IN E

2t
R R
IN E

a
D
D

(a) FONDO ELLISSOIDALE (b) FONDO TOROSFERICO

In particolare i fondi emisferici non muniti alla base della


parte cilindrica suddetta devono essere collegati all’involu-
3.4.4 Fondi torosferici composti cro cilindrico, se questo ha uno spessore maggiore di
quello del fondo come indicato in Fig 8.
a) I fondi torosferici possono essere costruiti con elementi
saldati di spessore differente (vedere Fig 6). Altri tipi di collegamento saranno oggetto di considerazione
speciale da parte della Società.
b) Nei fondi torosferici costruiti in due sezioni, lo spessore
della parte torosferica si ottiene con la formula in 3.4.7 Fondi bombati con aperture
[3.4.3], mentre lo spessore della parte sferica si ottiene
con la formula in [3.3.3]. a) Le aperture nei fondi bombati possono essere circolari,
ellittiche od ovali.
c) La parte sferica può incominciare ad una distanza dalla
zona torica non inferiore a: b) Il diametro maggiore delle aperture non compensate
non può superare metà del diametro esterno del fondo.
0 ,5 ⋅ ( R IN ⋅ t )
0 ,5

c) L’apertura deve essere sistemata in modo tale che la sua


essendo: proiezione, o la proiezione del suo rinforzo, nel caso di
aperture compensate, sia contenuta completamente in
RIN : Raggio interno della parte sferica, in mm
un cerchio con centro coincidente col centro del fondo
t : Spessore della zona torica, in mm ed un diametro pari 0,8D, essendo D il diametro esterno
del fondo (vedere Fig 9). Tuttavia piccole aperture rin-
3.4.5 Spessore minimo forzate per drenaggio possono esser accettate al di fuori
di detto cerchio.
Indipendentemente dai valori ottenuti dalle formule in
[3.4.2] e [3.4.3], lo spessore t dei fondi bombati non deve d) Nel caso di aperture non compensate (a questo scopo le
essere inferiore a: aperture flangiate sono anch’esse considerate non com-
pensate) lo spessore del fondo deve essere non inferiore
• 3 + D /1500 mm, per recipienti in pressione normali in a quello calcolato con la formula in [3.4.3] usando il
acciaio al carbonio o basso legato minore dei fattori di forma C ricavati dal grafico in Fig 5
• 3 mm, per recipienti in pressione normali in acciaio in funzione di:
inossidabile o in materiali non ferrosi H/D e t/D oppure H/D e d·(t·D)-0,5,
• 6 mm, per recipienti in pressione che sono parte di una essendo d il diametro della più grande apertura non
caldaia. compensata nel fondo, in mm. Per aperture ovali o ellit-
tiche, d è la larghezza dell’apertura in corrispondenza
Non è necessario aggiungere alcun sovraspessore per corro- del suo asse maggiore.
sione ai valori sopra indicati.
e) In ogni caso il diametro D alla base del fondo, lo spes-
3.4.6 Collegamento dei fondi agli involucri cilindrici sore del fondo t e il diametro d della più grande aper-
tura non compensata devono essere tali da soddisfare le
I fondi devono essere provvisti alla loro base di una zona
condizioni seguenti:
cilindrica di lunghezza non inferiore a 2t e di uno spessore
in nessun caso inferiore allo spessore regolamentare di un • La posizione dell’apertura non compensata nel
involucro cilindrico, dello stesso diametro e dello stesso fondo deve essere come indicato in Fig 9.
materiale, calcolato con la formula in [3.3.2] usando lo
• Per aperture flangiate, il raggio r della flangiatura
stesso coefficiente di efficienza e adottato per il calcolo
non deve essere minore di 25 mm (vedere Fig 9).
dello spessore del fondo. La Fig 7 e la Fig 8 indicano
alcuni collegamenti ammissibili fra fondi bombati ed invo- • Lo spessore della parte flangiata non deve essere
lucri cilindrici. inferiore allo spessore regolamentare.

60 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 5 : Fattore di forma per fondi bombati

C 3,5

2,5
-0,5
d.(t.D)
5

2
4

1,5

t/D 3

0,002
0,005
0,01
0,02
≥0,04 2

0,5

0,5
H/D
0,18 0,20 0,25 0,30 0,35 0,40 0,45 0,5

Regolamenti RINA 2005 61


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 6 : Fondi torosferici composti c) Le aperture si considerano sufficientemente compensate


quando lo spessore t del fondo è non inferiore a quello
0,5 (RIN t) 0,5 calcolato secondo quanto prescritto in [3.4.3] usando il
fattore di forma C ottenuto dal grafico in Fig 5 usando il
valore:

t ⎛d – A
----⎞ ⋅ ( tD )
– 0 ,5
Pendenza ≤ 1/4 ⎝ t⎠

R IN

r IN
invece di:

d ⋅ ( tD )
– 0 ,5
D
essendo:
A : Area, in mm2, della sezione trasversale
3.4.8 Aperture compensate nei fondi bombati totale delle parti compensanti

a) Qualora vi siano aperture nei fondi bombati e lo spes- t : Spessore effettivo del fondo, in mm, nella
sore proposto per il fondo sia inferiore a quello calco- zona dell’apertura in considerazione.
lato con la formula in [3.4.3], le aperture devono essere d) Quando A/t > d, il coefficiente C si determina usando la
compensate. curva corrispondente al valore:
b) Le Fig 22, Fig 23, Fig 24 e Fig 25 illustrano alcuni detta- d ⋅ ( tD )
– 0 ,5
= 0
gli tipici di collegamento di branchetti ed anelli di com-
pensazione. e) Se necessario i calcoli devono essere ripetuti.

Figura 7 : Collegamenti tipici di fondi bombati ad involucri cilindrici

s
(a) (b)
t

(c)
(d)

(e) (f)

I tipi di collegamento illustrati in (a), (b) e (c) sono accettabili per tutti i recipienti in pressione

I tipi di collegamento illustrati in (d) sono accettabili per tutti i recipienti in pressione di classe 2 e 3

I tipi di collegamento illustrati in (e) e (f) sono accettabili solamente per recipienti in pressione di classe 3

62 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 8 : Collegamento di fondi emisferici ad l = ( 2R IN t )


0 ,5

involucri cilindrici
essendo:
d : Diametro dell’apertura, in mm
RIN : Raggio interno della parte sferica, in mm,
nel caso di fondi emisferici o torosferici.
Nel caso di fondi ellissoidali, RIN deve
essere calcolato con la formula seguente
(vedere Fig 4 a):
3

[a – x (a – b )] 2
4 4 2 2
R IN = ------------------------------------------------
4
-
a b
essendo;
R IN
a : Semiasse maggiore della
sezione meridiana ellittica del
fondo, in mm
b : Semiasse minore della sezione
di cui sopra, in mm
Figura 9 : Aperture sui fondi bombati
x : Distanza tra il centro dell’aper-
> 0,1 D > 0,1 D
tura e l’asse di rotazione
dell’involucro, in mm.
t b) Nel caso di branchetti o anelli saldati nel foro, deve
essere considerata la sezione corrispondente al sovra-
spessore, rispetto a quello regolamentare, per la parte
soggetta a pressione e per un’altezza h, in mm, dalla
d2
r parte interna e dalla parte esterna del fondo, non mag-
H

d1 giore di:
( dB ⋅ tB )
0 ,5
2t

essendo dB e tB, rispettivamente i valori, in mm, del dia-


metro del foro e lo spessore dell’anello o del bran-
D chetto. Vedere anche Fig 3.
c) Possono essere considerate come compensanti le
Non inferiore sezioni delle saldature di collegamento degli anelli o
al diametro branchetti suddetti.
dell’apertura minore
d) Se il materiale degli anelli, dei branchetti e dei collari di
rinforzo ha una sollecitazione ammissibile minore di
quella del materiale del fondo, il valore dell’area A, da
considerare ai fini del calcolo del coefficiente C, deve
essere ridotto in proporzione.

3.5 Fondi piani


3.5.1 Spessore minimo di fondi piani non tirantati
a) Lo spessore dei fondi piani non tirantati deve essere non
inferiore al valore t, in mm, calcolato con la seguente
formula:
0 ,5
t = D ⎛ -------------⎞
100p
⎝ CK ⎠
3.4.9 Criteri di compensazione essendo:
Nella valutazione dell’area A si deve tener conto di quanto p : Pressione di progetto, in MPa
segue:
K : Sollecitazione ammissibile, in N/mm2, otte-
a) Il materiale che può essere considerato per la compen- nuta come specificato in [3.2]
sazione dell’apertura è quel materiale disposto intorno
D : diametro del fondo, in mm. Nel caso di
all’apertura stessa fino ad una distanza l dal lembo
fondi a sezione circolare, tale diametro deve
dell’apertura. La distanza l, in mm, è la più piccola di
essere misurato come indicato nelle Fig 10
quelle ottenute con le formule seguenti:
e Fig 11, per i vari tipi di fondi ivi illustrati.
l = 0 ,5d Nel caso di fondi a sezione rettangolare, si
deve assumere il seguente valore equiva- lente di D:

Regolamenti RINA 2005 63


Parte C, Cap 1, Sez 3

0 ,5 per N ≥ 13 mm
D = a 3 ,4 – 2 ,4 ⎛ ---⎞
a
⎝ b⎠ essendo N la larghezza geome-
trica di contatto della guarni-
essendo a e b, rispettivamente, le misure, in
zione, in mm, come indicato
mm, del lato minore e del lato maggiore del
nella figura Fig 11(o)
rettangolo.
C : I seguenti valori, in funzione del tipo di m, y : coefficienti adimensionali i cui
fondo, con riferimento a quanto indicato valori, in funzione del tipo di
nelle Fig 10 e Fig 11 guarnizione, sono indicati nella
Tab 12.
Fig 10(a): C = 400, per fondi circolari
Fig 10(b): C = 330, per fondi circolari La Società si riserva di accettare o meno alcuni dei detti
tipi di fondi, a suo giudizio, in relazione all’impiego
Fig 10(c): C = 350, per fondi circolari proposto. Altri tipi di fondi non indicati in Fig 10 e
Fig 10(d) : C = 400, per fondi circolari e Fig 11 saranno esaminati, dalla Società, caso per caso.
C = 250, per fondi rettangolari
b) Lo spessore ottenuto con la formula in a) è uno spessore
Fig 10(e): C = 350, per fondi circolari e “netto”, poiché non comprende alcuna costante di cor-
C = 200, per fondi rettangolari rosione. A meno che un valore più alto non sia concor-
Fig 10(f) : C = 350, per fondi circolari dato nella specifica contrattuale, lo spessore ottenuto
con la formula precedente deve essere aumentato di 1
Fig 10(g) : C = 300, per fondi circolari
mm. Vedere anche [3.3.7].
Fig 10(h) : C = 350, per fondi circolari e
C = 200, per fondi rettangolari
Fig 11(i) : C = 350, per fondi circolari e Tabella 12 : Coefficienti m ed y
C = 200, per fondi rettangolari
Tipo di guarnizione m y
Fig 11(j) : C = 200, per fondi circolari
Fig 11(k) : C = 330, per fondi circolari Ad autotenuta, metalliche o in gomma 0 0
(es. O-ring)
Fig 11(l) : C = 300, per fondi circolari
Gomma con tessuto di cotone 10 0,88
Fig 11(m) : C = 300, per fondi circolari
Gomma con tessuto di rinforzo, con o
Fig 11(n) : C = 400, per fondi circolari
senza fili metallici:
Fig 11(o) : C = valore calcolato con la
seguente formula, per fondi cir- - 3 strati 18 4,85
colari: - 2 strati 20 6,4
100 - 1 strato 22 8,2
C = -------------------------------
1 ,9Fh
0 ,3 + --------------- 3 Fibre sintetiche con adatti leganti:
pD
essendo: - spessore 3 mm 16 3,5

h : distanza radiale, in mm, della - spessore 1,5 mm 22 8,2


circonferenza passante per il Fibre vegetali 14 2,4
centro dei fori per i bulloni dalla
circonferenza di diametro D, Spirale metallica avvolta con fibre sinteti-
come indicato nella Fig 11(o). che:

F : carico totale delle viti, in N, da - acciaio al carbonio 20 6,4


assumere uguale al maggiore tra - acciaio inossidabile 24 9,9
i due seguenti valori F1 e F2:
Fibre sintetiche con rivestimento metallico
F 1 = 0 ,785Dp ( D + mb ) liscio:
F 2 = 9 ,81yDb - rame 28 14
essendo: - ferro 30 16,8
b : semilarghezza effettiva di con- - acciaio inossidabile 30 20
tatto della guarnizione, in mm,
calcolata come segue: Metallo pieno:

b = 0 ,5N - rame 38 28,7

per N < 13 mm, e - ferro 44 39,8

b = 1 ,8N 0 ,5 - acciaio inossidabile 52 57,5

64 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 10 : Tipi di fondi piani non tirantati (1)

Regolamenti RINA 2005 65


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 11 : Tipi di fondi piani non tirantati (2)


t t t

D
t1 D t1 D

t1

(j) (k)
(i)
t1 t
t

t1 D
D t1

(l) (m)
D h
D
N
t
t

t1 t1

(n) (o)

3.5.2 Spessore minimo di fondi piani tirantati d


t = -----E- + 2 ,5
Per lo spessore minimo di fondi piani tirantati vedere 25
[3.8.4].
essendo dE il diametro esterno del branchetto, in mm.
3.5.3 Compensi di aperture nelle lamiere piane
Tuttavia lo spessore del branchetto non deve essere infe-
Le aperture per visita o ispezione o per l’applicazione di
riore allo spessore richiesto per la tubolatura collegata
accessori nelle lamiere piane devono essere compensate
all’involucro del recipiente in pressione, calcolato
mediante l’applicazione di collari di rinforzo oppure
mediante flangiatura. usando la pressione di progetto del recipiente stesso e
non è necessario che sia superiore a quello dell’involu-
In quest’ultimo caso, l’altezza della flangia h, misurata dalla
cro a cui è collegato.
superficie esterna, deve essere non inferiore al valore, in
mm, calcolato con la seguente formula: b) Lo spessore dei branchetti collegati agli involucri e
h = ( t ⋅ dM )
0 ,5 fondi degli altri recipienti in pressione non deve essere
inferiore allo spessore richiesto per la tubolatura colle-
essendo t e dM, rispettivamente, i valori, in mm, dello spes- gata all’involucro del recipiente in pressione, calcolato
sore della lamiera e della dimensione minore dell’apertura. usando la pressione di progetto del recipiente stesso, e
non è necessario che sia superiore a quello dell’involu-
3.6 Branchetti cro a cui è collegato.

3.6.1 Spessore c) Quando un branchetto ha un collegamento filettato, lo


a) Lo spessore t, in mm, dei branchetti collegati agli invo- spessore del branchetto deve essere misurato in corri-
lucri e collettori di caldaie non deve essere inferiore a: spondenza del fondo del filetto.

66 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

3.6.2 Collegamento dei branchetti agli involucri essendo:


a) In genere l’asse del branchetto non deve formare un s : Passo dei fori della fila considerata, in mm
angolo superiore a 15° con la normale all’involucro in d : Diametro dei fori, in mm. Il diametro d dei fori
corrispondenza del branchetto stesso. può essere ridotto della quantità A/tA, essendo A
b) Le Fig 22, Fig 23, Fig 24 e Fig 25 mostrano alcuni tipi l’area di compensazione, in mm2, del tubo e
di collegamenti accettabili di branchetti agli involucri. della saldatura (vedere [3.3.9] e Fig 3).
Altri tipi di collegamento sono soggetti alla considera- α : Angolo tra l’asse della fila dei fori considerata e
zione della Società caso per caso. l’asse del cilindro (α = 0°, se la fila dei fori è
lungo una generatrice del cilindro; α = 90° se la
3.7 Caldaie a tubi d’acqua fila dei fori è circonferenziale).
m : Coefficiente, il cui valore funzione del rapporto
3.7.1 Collettori
d/s, è indicato in Tab 13. Per valori intermedi di
I dimensionamenti dei collettori cilindrici con forature per i d/s, il valore di m può essere calcolato
tubi si ottengono con le formule in [3.3], [3.4], [3.5] [3.7.2] mediante interpolazione lineare.
e [3.7.3]come applicabile.
Il coefficiente d’efficienza “e”, effettivamente adottato deve
3.7.2 Coefficienti di efficienza delle forature per tubi essere assunto uguale al minore dei valori calcolati in corri-
nelle piastre tubiere cilindriche spondenza alle diverse file dei fori (longitudinali, diagonali
Il coefficiente d’efficienza “e” delle forature per i tubi nelle o circonferenziali).
piastre tubiere cilindriche deve essere determinato per
3.7.3 Involucri saldati con forature per i tubi e
mezzo di un calcolo diretto o mediante altra idonea meto- coefficiente d’efficienza per differenti
dologia accettabile dalla Società. Nel caso di fori cilindrici configurazioni delle forature
di diametro costante e asse radiale, il coefficiente d’effi- Qualora gli involucri siano saldati (con saldatura testa a
cienza e può essere determinato con al formula seguente testa) e/o abbiano forature differentemente configurate, il
(vedere Fig 12: valore da usare per l’efficienza e nelle formule è il minimo
1
e = ----------------------------------------------------------------------------------------------
tra i valori calcolati separatamente per ogni tipo di saldatura
s (in accordo a [3.3.5]) e per ogni configurazione di forature
----------- ⋅ ( 1 – ( 0 ,5 ⋅ sin2 α ) ) + m ⋅ sin 2α
s–d (secondo [3.7.2]).

Tabella 13 : Coefficiente m

d/s 0,30 0,35 0,40 0,45 0,50 0,55 0,60 0,65 0,70 0,75 0,80
m 0,137 0,175 0,220 0,274 0,342 0,438 0,560 0,740 1,010 1,420 2,060

Figura 12 : Distribuzione dei fori in un involucro cilindrico

=
5

Regolamenti RINA 2005 67


Parte C, Cap 1, Sez 3

3.7.4 Collettori a sezione rettangolare s – 0 ,33d


e = ------------------------
a) Nei collettori a sezione rettangolare, del tipo trafilato s
senza saldatura longitudinale, lo spessore t, in mm, per d ≥1,3a
delle pareti in corrispondenza del raccordo agli spigoli
e quello di qualsiasi parete forata t1, in mm, devono essendo:
essere rispettivamente non inferiori ai valori calcolati s : passo dei fori, in mm, nella fila
con le seguenti formule (vedi Fig 13): longitudinale o diagonale consi-
derata. Nel caso di fori disposti
100pM 0 ,5
t = ⎛ ---------------------1⎞ a scacchiera, si deve assumere il
⎝ K ⎠
passo dei fori misurato in senso
diagonale
100pM 0 ,5
t 1 = ⎛ ---------------------2⎞
⎝ eK ⎠ d : diametro dei fori, in mm

essendo (vedere anche Fig 13): M1 : Coefficiente che si determina con la formula
seguente:
t : Spessore della parete, in corrispondenza del
raccordo agli spigoli, in mm 2
+ b 2 – ab-
M 1 = a-----------------------------
50
t1 : Spessore della parete forata, in mm
p : Pressione di progetto, in MPa M2 : Coefficiente, il cui valore, da assumere in
ogni caso positivo, deve essere calcolato
K : Sollecitazione ammissibile, in N/mm2, otte- con le seguenti formule, come appropriato.
nuta come specificato in [3.2]
Nel caso di fori non disposti a scacchiera:
a : Semi-larghezza interna del collettore, misu-
rata parallelamente alla parete considerata, 1 3
b 2 – --- a 2 – ab + --- c 2
in mm 2 2
M 2 = -------------------------------------------------
50
b : Semi-larghezza interna del collettore, misu-
rata normalmente alla parete considerata, in Nel caso di fori disposti a scacchiera:
mm
1
b 2 – --- a 2 – ab
c : Distanza dell’asse della fila di fori conside- 2
- cos α
M2 = --------------------------------
rata dalla mezzeria della parete del collet- 50
tore, in mm
essendo α l’angolo formato dall’asse della
e : Efficienza della foratura nella parete, il cui fila diagonale di fori considerata con l’asse
valore deve essere calcolato con le seguenti del collettore, nel caso di fori disposti a
formule: scacchiera.
s–d b) Lo spessore ottenuto con la formula in a) è uno spessore
e = -----------
s “netto”, poiché non non comprende alcuna costante di
per d < a corrosione. A meno che un valore più alto non sia con-
cordato nella specifica contrattuale, lo spessore otte-
s – 0 ,67d
e = ------------------------ nuto con la formula precedente deve essere aumentato
s di 1,5 mm. Vedere anche [3.3.7].
per a ≤ d < 1,3a

Figura 13 : Collettori a sezione rettangolare

=
2a
?

s d 2b

68 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

3.7.5 Tubi d’acqua di vaporizzatori, tubi di 3.8 Prescrizioni addizionali per caldaie ver-
surriscaldatori ed economizzatori ticali e caldaie cilindriche (caldaie a tubi
a) Lo spessore dei tubi dei vaporizzatori, economizzatori e di fiamma)
surriscaldatori esposti ai gas e soggetti a pressione
interna non deve essere inferiore al valore t, in mm, cal- 3.8.1 Involucri di caldaie verticali e cilindriche
colato con la formula seguente: I dimensionamenti degli involucri delle caldaie verticali e
pd
cilindriche devono essere determinati applicando le pre-
t = ----------------- + 0 ,3 scrizioni in [3.3].
2K + p
essendo: 3.8.2 Fondi delle caldaie verticali
p : Pressione di progetto, in MPa a) Lo spessore minimo dei fondi bombati costituenti la
parte superiore di caldaie verticali e soggetti a pressione
K : Sollecitazione ammissibile, in N/mm2, otte-
dalla parte concava deve essere determinato applicando
nuta come specificato in [3.2]
le prescrizioni in [3.4].
d : Diametro esterno del tubo, in mm
b) Quando il fondo è sopportato al suo centro da un fuma-
Tuttavia, indipendentemente dal valore calcolato con la iolo, lo spessore minimo t, in mm, deve essere calcolato
formula in a), in nessun caso lo spessore t dei tubi sud- con la formula seguente:
detti può essere inferiore ai valori indicati in Tab 14.
pR
t = 0 ,77 ⋅ --------I
b) I valori di t calcolati con la formula suddetta sono da K
considerarsi come valori teorici per tubi diritti e senza essendo:
tener conto della tolleranza di lavorazione. Pertanto nel
caso in cui i tubi non siano garantiti precisi, lo spessore p : Pressione di progetto, in MPa
calcolato in a) deve essere aumentato del 12,5% per K : Sollecitazione ammissibile, in N/mm2, otte-
tener conto delle tolleranze di lavorazione. Per tubi pie- nuta come specificato in [3.2]
gati lo spessore della parte più sottile della piegatura RI : Raggio di curvatura al centro del fondo
non deve risultare inferiore al valore calcolato con la misurato internamente. RI non deve essere
formula suddetta. maggiore del diametro esterno dell’involu-
c) Qualora durante l’esercizio possano verificarsi corro- cro.
sioni ed erosioni anormali, il valore della costante di c) Lo spessore ottenuto con la formula in b) è uno spessore
corrosione 0,3 nella formula in a) potrà essere aumen- “netto”, poiché non comprende alcuna costante di cor-
tato a discrezione della Società. rosione. A meno che un valore più alto non sia concor-
dato nella specifica contrattuale, lo spessore ottenuto
d) Lo spessore dei tubi che formano parte integrante della
con la formula precedente deve essere aumentato di 0,7
caldaia e che non sono esposti ai gas combusti devono
mm. Vedere anche [3.3.7].
soddisfare ai requisiti per i tubi di vapore (Vedere
Sez 10, [15]). d) Il raggio interno d’angolo dei fondi sostenuti al loro cen-
tro da un fumaiolo non deve essere inferiore al più pic-
colo tra i seguenti valori: 4 volte lo spessore del fondo o
65 mm. Il raggio interno di curvatura della flangia di
Tabella 14 : Spessore minimo dei tubi d’acqua collegamento al fumaiolo non deve essere inferiore al
più piccolo dei seguenti valori: il doppio dello spessore
Spessore minimo, in mm, di tubi sog-
del fondo o 25 mm.
getti a pressione interna di caldaie cilin-
driche e caldaie a tubi d’acqua aventi 3.8.3 Fondi di caldaie cilindriche
l’impianto d’acqua d’alimento:
Lo spessore minimo dei fondi bombati e/o fondi piani non
A circuito chiuso tirantati delle caldaie cilindriche deve essere determinato
Diametro esterno A circuito aperto,
oppure a circuito applicando le prescrizioni in [3.4] e/o [3.5], come perti-
in mm non dotato di
aperto, ma dotato nente.
sistemazioni ido-
di sistemazioni
nee per ridurre la 3.8.4 Spessore minimo di fondi piani tirantati
idonee per ridurre
concentrazione
la concentrazione a) Lo spessore dei fondi piani sostenuti da tiranti o da
d’ossigeno
d’ossigeno flange deve essere non inferiore al valore t, in mm, cal-
dall’acqua
dall’acqua colato con la formula seguente:
< 38 1,8 2,9 100p 0 ,5
t = D -----------------------------------------
-
CC 1 K ( 1 + C 2 B 2 )
38 - 48,3 2,0 2,9
essendo:
51 - 63,5 2,4 2,9
B : t1/t = rapporto tra lo spessore delle grandi
70 2,6 3,2 rosette o delle eventuali lamiere di doppia-
76,1 - 88,9 2,9 3,2 tura e lo spessore del fondo. Il valore di B
deve essere assunto non inferiore a 0,67 e
101,6 - 127 3,6 - non superiore a 1

Regolamenti RINA 2005 69


Parte C, Cap 1, Sez 3

K : Sollecitazione ammissibile, in N/mm2, otte- • Nella zona di fondo compresa tra i tiranti e il con-
nuta come specificato in [3.2] torno, ove generalmente il fondo è raccordato con
una flangia o con un profilato oppure collegata con
C : C = 1 se il fondo non è esposto alle
fiamme altri elementi della caldaia:

C = 0,88 se il fondo è esposto alle fiamme D : Diametro, in mm, della circonferenza


più grande passante per non meno di tre
C1 : C1 = 462 se i tiranti sono saldati punti di sostegno, essendo questi ultimi
centri di tiranti oppure punti di tangenza
C1 = 704 se la lamiera è sostenuta da
della circonferenza suddetta con la linea
flange, o sistemazione equivalente
di contorno. Al fine di stabilire il sud-
C2 : C2 = 0 quando non esistono lamiere di detto diametro, dovrà essere delineato il
doppiatura contorno della parte considerata all’ini-
zio della curva di flangiatura o di rac-
C2 = 0,85 quando esiste una doppiatura
completa adeguatamente collegata alla cordo, se il raggio interno di tale curva è
lamiera di base uguale o inferiore a 2,5 volte lo spessore
del fondo piano, o a tale distanza (di 2,5
Il valore di D deve essere assunto in accordo con volte lo spessore del fondo piano) dalla
quanto stabilito qui di seguito: intersezione ideale con altre superfici, se
• Nella zona di fondo entro i tiranti: il raggio suddetto è maggiore (Vedere
Fig 14.
D : Diametro, in mm, della circonferenza
più grande passante per il centro di b) Nell’applicazione delle formule per il calcolo dello
almeno tre tiranti e non racchiudente spessore dei fondi oggetto del presente punto [3.8.4],
altri tiranti, nel caso di distribuzione deve sempre essere considerato il caso più sfavorevole
irregolare dei tiranti (vedere Fig 14); nel quale possa trovarsi una parte del fondo.
oppure
c) Nel caso di punti di sostegno diversi tra loro, il valore di
(a2+b2)0,5 nel caso di distribuzione rego-
C1 deve essere assunto uguale alla media aritmetica dei
lare dei tiranti, considerando il caso più
sfavorevole, valori di C1 corrispondenti ai singoli punti di sostegno.

essendo: d) Lo spessore ottenuto con la formula in a) è uno spessore


“netto”, poiché non comprende alcuna costante di cor-
a : Distanza fra due file succes- rosione. A meno che un valore più alto non sia concor-
sive di tiranti, in mm
dato nella specifica contrattuale, lo spessore ottenuto
b : Passo dei tiranti, in una con la formula precedente deve essere aumentato di 1
stessa fila, in mm. mm. Vedere anche [3.3.7]

Figura 14

LA DELIMITAZIONE DI OGNI AREA CARICATA


DEVE TERMINARE IN CORRISPONDENZA DEL
CENTRO DEL CIRCOLO TRACCIATO PER I 3
PUNTI DI SUPPORTO
RAGGIO

70 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

3.8.5 Focolari 3.8.9 Piastre tubiere piane in fasci tubieri


a) In genere lo spessore minimo dei focolari deve essere Lo spessore delle parti di piastre tubiere piane comprese nel
calcolato applicando una norma unificata riconosciuta fascio tubiero e sostenute da tubi tiranti deve essere non
accettabile dalla Società per il calcolo di serbatoi sog- inferiore al valore t, in mm, calcolato con la formula
getti a pressione esterna. seguente:
b) Tuttavia gli spessori minimi dei focolari e dei fondi delle p 0 ,5
t = s ⎛ ------------⎞
camere di combustione delle caldaie a tubi di fiamma ⎝ 2 ,8K⎠
non devono essere inferiori ai valori t ottenuti con le for-
essendo:
mule in [3.8.6], [3.8.7] e [3.8.8].
p : Pressione di progetto, in MPa
c) Lo spessore dei focolari non deve essere inferiore a 8
K : Sollecitazione ammissibile, in N/mm2, ottenuta
mm ed i tiranti devono essere sistemati in modo tale che
come specificato in [3.2]
lo spessore non superi 22 mm.
s : Valore massimo dei passi medi dei tubi tiranti ai
d) Gli spessori ottenuti per i focolari con le formule in vertici di un quadrilatero di lamiera, in mm.
[3.8.6], [3.8.7], [3.8.8], [3.8.9] e [3.8.10] sono spes-
sori “netti”, poiché non comprendono alcuna costante 3.8.10 Piastre tubiere piane in camere di
di corrosione. A meno che un valore più alto non sia combustione di caldaie verticali
concordato nella specifica contrattuale della nave, gli Le piastre tubiere comprese nel fascio tubiero e soggette a
spessori ottenuti con la formule sopra citate devono simultanea compressione per la pressione agente nella
essere aumentati di 1 mm. Vedere anche [3.3.7]. camere di combustione devono avere uno spessore che
oltre che soddisfare alle prescrizioni in [3.8.9] deve essere
3.8.6 Focolari lisci, focolari con anelli di rinforzo e in ogni caso non inferiore al valore t, in mm, calcolato con
simili fondi delle camere di combustione
la formula seguente:
Lo spessore minimo t, in mm, dei focolari lisci, focolari con
anelli di rinforzo e fondi di camere di combustione non pls 1
t = ----------------------------------
-
deve essere inferiore al valore calcolato con la formula 1 ,78 ( s 1 – d )K
seguente: essendo:
pD E L l : Altezza della camera di combustione, in mm
t = ------------------
- + ----------
0 ,28R m 286 s1 : Passo orizzontale dei tubi, in mm
essendo: d : Diametro interno dei tubi lisci, in mm
p : Pressione di progetto, in MPa Per il significato degli altri simboli, vedere [3.8.9].
Rm : Valore del carico unitario di rottura per tra- 3.8.11 Piastre tubiere al di fuori dei fasci tubieri
zione, in N/mm2 Per le parti di piastre tubiere piane al di fuori dei fasci
DE : Diametro esterno del focolare, in mm tubieri, si applica la formula in [3.8.4], assumendo per i
L : Lunghezza del focolare o spaziatura fra gli coefficienti C1 e C2, i valori seguenti:
anelli di rinforzo, in mm. C1 : 390
C2 : 0,55
3.8.7 Focolari ondulati o con nervature di rinforzo
Le doppiature sono ammesse solo nelle piastre tubiere non
Lo spessore minimo dei focolari t, in mm, ondulati o con
costituenti camera di combustione.
nervature di rinforzo non deve essere inferiore al valore cal-
colato con la formula seguente: 3.8.12 Piastre tubiere non sopportate da tiranti
pD Le piastre tubiere non sostenute da tubi tiranti come, per
t = ----------E-
CR m esempio, negli scambiatori di calore, saranno oggetto di
particolare considerazione da parte della Società (vedere
essendo:
anche [3.10.1].
DE : Diametro dell’involucro al fondo dell’ondula-
zione o esternamente nei tratti lisci, in mm 3.8.13 Dimensioni dei tiranti e dei tubi tiranti
C : 0,26 per focolari ondulati a) Il diametro dei tiranti a sezione circolare piena non
deve essere inferiore al valore d calcolato con la for-
0,28 per focolari con nervature.
mula seguente:
Per il significato degli altri simboli, vedere [3.8.6].
pA 0 ,5
d = ⎛ -------⎞
3.8.8 Focolari emisferici ⎝ K⎠
Lo spessore minimo t, in mm, dei focolari emisferici non essendo:
deve essere inferiore al valore calcolato con la formula d : Diametro minimo, in mm, del tirante misu-
seguente: rato per tutta la sua lunghezza.
pD A : Area della superficie sostenuta dal tirante, in
t = ----------E
120 mm2
Per il significato dei simboli, vedere [3.8.6]. K : Rm/7

Regolamenti RINA 2005 71


Parte C, Cap 1, Sez 3

Rm : Minimo carico unitario di rottura per tra- • Nel caso in cui il numero dei tiranti sia dispari:
zione del materiale impiegato per i tiranti,
pL ( L – s )l n + 1
in N/mm2. t = ------------------------2- ⋅ -------------
0 ,25R m a n
La sezione circolare dei tubi tiranti deve essere equiva-
• Nel caso in cui il numero dei tiranti sia pari:
lente a quella dei tiranti a sezione piena sostenenti la
stessa area, il cui diametro sia stato calcolato con la for- pL ( L – s )l n + 2
t = ------------------------2- ⋅ -------------
mula precedente. 0 ,25R m a n + 1

I tiranti obliqui rispetto alla superficie da sostenere


essendo:
devono avere diametro adeguatamente aumentato in
relazione alla componente dello sforzo normale alla p : Pressione di progetto, in MPa
lamiera.
a : Altezza della piastra nella parte centrale, in mm
b) Nel caso di tiranti snodati, dovranno essere ben curati i L : Lunghezza del cavalletto fra gli appoggi, in mm
particolari della snodatura, assumendo per gli elementi
della snodatura medesima un coefficiente di sicurezza s : Passo dei tiranti, in mm
rispetto al valore di Rm sopra definito non inferiore a 5
l : Distanza fra mezzeria e mezzeria dei cavalletti,
ed un sovraspessore di 2 mm per tener conto dell’usura. in mm
Lo snodo deve essere del tipo a forchetta e deve avere, n : Numero dei tiranti nel cavalletto.
nei fori, un gioco non maggiore di 1,5 mm. Il perno a
spina deve essere serrato il più possibile contro le Rm : Valore del minimo carico unitario di rottura per
guance della forchetta e deve avere la sezione non trazione del materiale impiegato per le piastre,
minore dell’80% della sezione del tirante. La larghezza in N/mm2.
delle parti intorno ai fori deve essere non minore di 13
Le formule suddette si riferiscono al caso usuale in cui:
mm.
a) I tiranti siano uniformemente distribuiti nella lunghezza
c) Se i tiranti hanno le estremità foggiate a flangia, per L.
essere collegate alla lamiera, lo spessore della flangia
deve essere non minore della metà del diametro del b) La distanza tra gli appoggi dei tiranti esterni sia inferiore
tirante. o uguale al passo uniforme s.

d) Per i collegamenti saldati dei tiranti alle piastre tubiere, c) Se i cieli delle camere di combustione sono raccordati
vedere Fig 29. ai fianchi con parti curve di raggio esterno minore di
0,5⋅l, la distanza dei cavalletti di estremità dall’interno
della superficie dei fianchi non sia superiore a l.
3.8.14 Costruzione dei tiranti e tubi tiranti
d) Se il raggio di curvatura citato in c) è maggiore di 0,5⋅l,
a) Per le lamiere esposte alle fiamme, devono essere evi-
la distanza dei cavalletti di estremità dall’origine del
tate in generale le doppiature.
raccordo non sia superiore a 0,5⋅l.
b) I tiranti devono essere disposti, per quanto possibile, in In casi diversi, deve essere eseguito un calcolo diretto, assu-
direzione normale alla superficie che essi sostengono. mendo un coefficiente di sicurezza non inferiore a 5,
rispetto al valore del minimo carico di rottura Rm sopra defi-
c) I tiranti lunghi nelle caldaie a doppio fronte e, in gene-
nito.
rale, i tiranti lunghi più di 5 m devono essere sostenuti a
metà lunghezza.
3.8.16 Anelli flangiati
d) L’eventuale maggiore spessore all’estremità dei tubi Lo spessore degli anelli flangiati che collegano l’involucro
tiranti deve essere ottenuto per ricalcamento di mate- al focolare delle caldaie ausiliarie verticali (vedere Fig 15),
riale e non con riporto di materiale mediante saldatura. quando queste ultime sopportano il peso dell’acqua gra-
vante sul focolare, deve essere non inferiore al valore t, in
e) Dopo l’operazione di ricalcatura, le estremità dei tubi
mm, calcolato con la seguente formula:
tiranti devono essere ricotte.
t = [ 1 ,02 ⋅ 10 –3 ⋅ pD A ⋅ ( D A – d A ) ]
0 ,5
+1
3.8.15 Armature a cavalletto
essendo:
Se i cieli delle camere di combustione, o altre analoghe
superfici, sono rinforzati da armature costituite da cavalletti p : Pressione di progetto, in MPa
a sezione rettangolare con relativi tiranti, lo spessore DA : Diametro interno dell’involucro della caldaia,
dell’unica piastra o lo spessore complessivo delle piastre in mm
costituenti il cavalletto, nella parte centrale, deve essere
non inferiore al valore t, in mm, calcolato, come qui di dA : Diametro interno del focolare nella parte infe-
seguito indicato, adottando la formula pertinente in rela- riore in corrispondenza all’anello flangiato, in
zione al numero di tiranti. mm

72 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 15 : Anello flangiato 3.9 Bombole per gas compressi

3.9.1 Generalità
a) Le prescrizioni seguenti si applicano alle bombole desti-
FOCOLARE nate a contenere gas compressi e/o liquefatti a tempera-
tura ambiente, costruite con procedimenti che non
prevedono l’impiego della saldatura.
INVOLUCRO b) In genere, tali bombole devono avere diametro esterno
DELLA CALDAIA non superiore a 420 mm, lunghezza non superiore a
ANELLO 2000 mm e capacità non superiore a 150 I (Vedere
FLANGIATO anche [2.6.1]).
c) Per le bombole di capacità e dimensioni superiori ai
limiti suddetti, le norme seguenti potranno essere appli-
cate a giudizio della Società.

3.9.2 Involucro cilindrico


Lo spessore dell’involucro cilindrico deve essere non infe-
riore al valore t, in mm, calcolato con la formula seguente:

pH DE
t = -------------------
-
2K + p H

essendo:
pH : Pressione di prova idrostatica, in MPa. Tale
pressione deve essere uguale a 1,5 volte la pres-
sione di taratura delle valvole di sicurezza con
le seguenti eccezioni:
• 25 MPa per bombole contenenti CO2
3.8.17 Tubi di fumo
• Per bombole contenenti fluidi frigoriferi, la
a) Lo spessore dei tubi di fumo, soggetti a pressione pressione di prova idrostatica è data in
esterna, delle caldaie cilindriche deve essere non infe- Parte F, Capitolo 8.
riore al valore t, in mm, calcolato con la formula DE : Diametro esterno dell’involucro cilindrico, in
seguente:
mm
pd K : RS,MIN /1,3
t = ------------------- + 1 ,8
0 ,15R m
RS,MIN : Valore del minimo carico unitario di snerva-
essendo: mento del materiale impiegato (ReH), o del
carico al quale corrisponde un allungamento
p : Pressione di progetto, in MPa
permanente dello 0,2% (Rp0,2), riferito alla tem-
d : Diametro esterno del tubo, in mm peratura ambiente, in N/mm2. In nessun caso si
deve assumere RS,MIN superiore a:
Rm : Minimo carico unitario di rottura del mate-
riale del tubo, in N/mm2 • 0,75 Rm per acciai normalizzati
In nessun caso lo spessore dei suddetti tubi deve essere • 0,90 Rm per acciai bonificati.
inferiore a 3 mm.
3.9.3 Fondi bombati
b) I valori di t calcolati con la formula suddetta sono da
considerarsi come valori teorici per tubi diritti e senza I fondi bombati devono soddisfare alle seguenti condizioni:
tener conto della tolleranza di lavorazione. Pertanto nel a) Fondi emisferici: lo spessore dei fondi deve essere non
caso in cui i tubi non siano garantiti precisi, lo spessore inferiore al valore per involucri sferici dato dalla for-
calcolato con la formula in a) deve essere aumentato mula in [3.3.3].
del 12,5% per tener conto delle tolleranze di lavora-
zione. Per tubi piegati lo spessore della parte più sottile b) Fondi bombati verso l’esterno: vedere Fig 16.
della piegatura non deve risultare inferiore al valore cal- c) Fondi bombati verso l’interno: vedere Fig 17.
colato con la formula suddetta.
d) Fondi con aperture: vedere Fig 18.
c) Qualora durante l’esercizio possano verificarsi corro-
e) Altri tipi di fondi saranno oggetto di particolare conside-
sioni ed erosioni anormali, il valore della costante 1,8
razione, caso per caso, da parte della Società.
nella formula potrà essere aumentato a discrezione
della Società.

Regolamenti RINA 2005 73


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 16 : Fondi bombati verso l’esterno

t t

t t
r r

t2
t2
H

H
0,5DE 0,5DE
t t

t t
h1
h1

t1 t1
r r
t2
t2

H
H

0,5DE 0,5DE

H/DE ≥ 0,20 r ≥ 0,0075 DE t 1 ≥ 1,25 t t 2 ≥ 1,5 t h1 ≥ 6 t

74 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 17 : Fondi bombati verso l’interno 3.10 Scambiatori di calore

0,5 D E 3.10.1 Dimensioni


a) I recipienti devono essere dimensionati in accordo con
t
le prescrizioni pertinenti in [3.3] e [3.4].
b) I tubi devono essere dimensionati in accordo con le pre-
scrizioni in [3.7.5].
c) Le piastre tubiere devono essere dimensionate in
t accordo con una norma riconosciuta accettabile dalla
Società.

3.10.2 Scambiatori di calore per olio diatermico


Le prescrizioni in [3.10.1] si applicano anche agli scambia-
h1

tori di calore per olio diatermico. Tuttavia, indipendente-


mente dallo spessore ottenuto mediante la formula in
[3.7.5], lo spessore dei tubi dei riscaldatori per olio diater-
mico a combustibile liquido e gas di scarico non deve
essere inferiore ai valori indicati nella Tab 15.
t1
t2

Tabella 15 : Spessore minimo dei tubi degli


r
scambiatori di calore per olio diatermico
h2
t3

Spessore minimo, in mm, dei tubi soggetti


t1 > 1,7 t t2 > 2 t t3 > 2 t Diametro a pressione interna dei riscaldatori per olio
esterno in mm diatermico a combustibile liquido o gas di
h1 > 6 t h2 > 0,12 DE r > 0,075 DE
scarico
< 63,5 2,4
70 - 89 2,9

Figura 18 : Fondi con aperture > 89 3,6

4 Progetto e costruzione - Formatura e


saldatura

4.1 Generalità
4.1.1 Materiale base
a) Le prescrizioni seguenti si applicano a caldaie e reci-
pienti in pressione costruiti in acciaio saldabile.
b) La formatura e saldatura di recipienti costruiti in altri
materiali sarà oggetto di considerazioni speciali.

4.1.2 Saldatura
a) Le saldature devono essere effettuate usando procedi-
menti di saldatura approvati dalla Società.
b) Le saldature manuali e semiautomatiche devono essere
effettuate da mano d’opera autorizzata dalla Società.
c) Le condizioni di impiego dei procedimenti di saldatura,
gli impianti e la mano d’opera devono corrispondere a
quanto stabilito nelle rispettive approvazioni o autoriz-
zazioni.
d) Le prescrizioni seguenti si riferiscono a saldature effet-
tuate a mezzo di procedimenti di saldatura all’arco elet-
trico ordinari o speciali.

4.1.3 Taglio delle lamiere


a) Le lamiere devono essere tagliate alla fiamma, mediante
lavorazione di macchina o combinazione di entrambi i
processi. Per lamiere di spessore inferiore a 25 mm, la
tranciatura a freddo è ammessa con la riserva che il

Regolamenti RINA 2005 75


Parte C, Cap 1, Sez 3

bordo tranciato sia rimosso mediante lavorazione mec- 4.2 Progetto delle saldature
canica o molatura per una larghezza pari ad almeno un
quarto dello spessore della lamiera, ma non meno di 3 4.2.1 Giunti saldati principali
mm.
a) Tutti i giunti delle parti in pressione delle caldaie e dei
b) Se necessario, un opportuno preriscaldo deve essere recipienti in pressione di Classe 1 e 2 devono essere sal-
effettuato per il taglio alla fiamma di lamiere in acciai dati testa a testa a piena penetrazione con l’eccezione
legati. delle saldature che uniscono i fondi piani o le piastre
c) I bordi delle lamiere tagliate devono essere esaminati tubiere agli involucri per i quali saldature a penetra-
per la presenza di laminazioni, cricche o altri difetti che zione parziale o saldature d’angolo possono essere
possano avere un effetto negativo sul loro uso. accettabili.
b) I giunti dei recipienti in pressione di Classe 3 sono
4.1.4 Formatura delle lamiere
anche soggetti alle prescrizioni di cui in a). Tuttavia col-
a) Il processo di formatura deve essere tale da non avere legamenti di fondi bombati ad involucri cilindrici
un’influenza negativa sulla qualità del materiale. La mediante saldatura a sovrapposizione possono essere
Società si riserva il diritto di richiedere l’esecuzione di accettati. La Fig 19 mostra alcuni particolari accettabili
prove che dimostrino la validità del processo adottato. di giunti saldati circonferenziali a sovrapposizione per
Non è permessa la formatura mediante martellamento. recipienti in pressione di Classe 3.
b) A meno che non sia altrimenti giustificato, le lamiere
formate a freddo devono essere sottoposte ad un appro- Figura 19 : Esempi di giunti saldati a sovrapposizione
priato trattamento termico se il rapporto del diametro accettabili
interno dopo la formatura rispetto allo spessore della
lamiera è inferiore a 20. Tale trattamento termico può
essere effettuato dopo saldatura.
c) Se la formatura a caldo non è stata effettuata entro un
campo di temperatura adeguato, prima o dopo la salda-
tura le lamiere formate a caldo devono essere normaliz-
zate o sottoposte ad un altro trattamento termico che sia
adatto per il loro tipo d’acciaio.
d) Le lamiere che sono state preventivamente unite
mediante saldatura testa a testa, possono essere formate
rispettando le condizioni seguenti:
• Formatura a caldo:
dopo formatura i giunti saldati devono essere sotto-
posti ad esame mediante raggi X, o metodo equiva-
lente. Inoltre dovranno essere eseguite prove
meccaniche su un campione di saldatura sottoposto
allo stesso trattamento termico.
• Formatura a freddo
la formatura a freddo è ammessa solamente per
lamiere aventi spessore non superiore a:
• 20 mm per acciai con valore del minimo carico
unitario di rottura per trazione Rm compreso fra
360 N/mm2 e 410 N/mm2
I particolari (b) e (c) possono essere usati solamente per recipienti
• 15 mm per acciai con Rm compreso tra 460 in pressione aventi un diametro interno inferiore a 600 mm.
N/mm2 e 510 N/mm2, nonché per acciai 0,3Mo,
1Mn0,5Mo, 1Mn0,5MoV e 0,5Cr0,5Mo. 4.2.2 Saldature longitudinali e circonferenziali degli
involucri
La formatura a freddo non è permessa per acciai
1Cr0,5Mo e 2,25Cr1Mo. I giunti testa-testa longitudinali e circonferenziali devono
essere saldati da entrambi i lati delle lamiere. Saldature da
• I rinforzi saldati devono essere accuratamente
una parte soltanto possono essere permesse solo quando è
molati prima della formatura,
provato che il procedimento di saldatura adottato permette
• Un trattamento termico appropriato deve essere di ottenere la piena penetrazione ed un fondo del giunto
effettuato, dopo la formatura per gli acciai di tipo: sano. Se è usato un sostegno per la saldatura, esso deve
460 N/mm2, 510 N/mm2, 0,3Mo, 1Mn0,5Mo, essere rimosso dopo la saldatura e prima dei controlli non
1Mn0,5MoV e 0,5Cr0,5Mo se il rapporto tra il dia- distruttivi. Tuttavia il sostegno può essere lasciato in giunti
metro interno e lo spessore è inferiore a 36. circonferenziali di recipienti in pressione di Classe 2 di
• Dopo formatura i giunti devono essere sottoposti ad spessore non superiore a 15 mm e in giunti di recipienti in
esame mediante raggi X o metodo equivalente e ad pressione di Classe 3, purché il materiale del sostegno non
esame magnetoscopico o con liquidi penetranti. sia tale da avere un’influenza negativa sulla saldatura.

76 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

4.2.3 Lamiere di spessore differente nelle sue immediate vicinanze deve essere evitato.
a) Qualora lamiere, aventi spessore differente per più di 3 Qualora ciò non sia possibile, le saldature per il colle-
mm, vengano saldate testa-testa, la lamiera più spessa gamento degli accessori devono intersecare completa-
deve essere rastremata con continuità per una lun- mente la saldatura principale, piuttosto che fermarsi di
ghezza pari ad almeno 4 volte la differenza di spessore, colpo su di essa o nelle sue immediate vicinanze.
compresa la larghezza della saldatura. Per giunti longi- b) Le aperture intersecanti giunti principali o nelle loro
tudinali la rastremazione deve essere fatta simmetrica- immediate vicinanze devono essere evitate per quanto
mente dalle due parti della lamiera in modo da possibile.
permettere l’allineamento delle linee di mezzeria delle
c) Le doppiature per il collegamento di accessori, quali
due lamiere.
piastre o supporti di fissaggio devono avere una dimen-
b) Se il giunto deve essere sottoposto a controlli radiogra- sione sufficiente ad assicurare un’adeguata distribu-
fici, lo spessore della lamiera più spessa deve essere zione dei carichi sulle parti in pressione, in particolari le
ridotto a quello della lamiera più sottile per una doppiature devono avere angoli ben arrotondati.
distanza di almeno 30 mm dal giunto. Devono essere evitati i collegamenti diretti all’involucro
del recipiente di accessori quali scale e piattaforme che
4.2.4 Fondi bombati
potrebbero impedirne le libere contrazioni ed espan-
a) Il giunto di collegamento fra i fondi emisferici e gli invo- sioni.
lucri cilindrici deve essere effettuato su un piano paral-
lelo a quello del circolo più grande perpendicolare d) I collegamenti saldati di branchetti ed altri accessori,
all’asse dell’involucro ed ad una distanza da tale piano con o senza compenso locale, devono essere di tipo,
tale che la rastremazione dell’involucro eseguita come dimensioni e preparazione idonei e in accordo con i
indicato in [4.2.3] sia completamente contenuta nella piani approvati.
emisfera.
4.2.7 Collegamento dei tiranti alle piastre tubiere
b) Nei fondi torosferici, costruiti in parti collegate
a) Quando i tiranti sono saldati, l’area della sezione della
mediante saldatura, non sono normalmente ammessi
saldatura deve essere pari ad ameno 1,25 volte l’area
giunti saldati lungo un parallelo alla zona torica e ad
della sezione del tirante.
una distanza inferiore a 50 mm dall’inizio di detta zona
torica. b) L’area della sezione della saldatura all’estremità dei tubi
tiranti deve essere non meno di 1,25 volte l’area della
4.2.5 Posizione delle saldature sezione del tubo tirante.
La posizione dei giunti saldati principali deve essere scelta
in modo tale che detti giunti non siano sottoposti ad 4.2.8 Tipi di saldatura
apprezzabili sollecitazioni a flessione. Le Fig 20, Fig 21, Fig 22, Fig 23, Fig 24, Fig 25, Fig 26,
Fig 27, Fig 28 e Fig 29 indicano il tipo e le dimensioni di
4.2.6 Accessori e branchetti alcuni tipici collegamenti saldati di recipienti in pressione.
a) Il collegamento di accessori mediante saldatura che Tipi alternativi di saldature e dimensioni saranno oggetto di
intersechi una saldatura principale dell’involucro o considerazioni speciali da parte della Società.

Regolamenti RINA 2005 77


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 20 : Tipi di giunti per fondi piani non tirantati (1)

(a) (b)

(c) (d)

(D)

(e) (f)

78 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 21 : Tipi di giunti per fondi piani non tirantati (2)

25˚
25˚
3mm

r = 5mm

3mm
10 mm Tipo di giunto permesso
solo se saldato in piano.
Prima della saldatura l'involucro
deve essere piegato sopra il fondo

(g)
(h)
25

1.5t Prima della saldatura


t l'involucro deve essere
piegato sopra il fondo

(i)
t
t

(k)
(j)

Regolamenti RINA 2005 79


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 22 : Tipi di giunti per branchetti ed anelli di rinforzo (1)

valore maggiore
scegliendo il
t 2 /3 o 66mm
Quando t 1 è maggiore di 16mm
usare preferibilmente lo
schizzo (a)

a = t /10 o 6 mm, scegliendo


il valore maggiore

(a) (b)

ANELLO DI SOSTEGNO
t/3 o 6mm * Acciaio dolce
Comunemente usato quando scegliendo il * Sistemato accuratamente
valore maggiore * Da rimuovere dopo ultimata
t 2 <1/2 t
la saldatura a meno che non sia
permesso lasciarlo in posto
* Dopo rimozione dell'anello
il fondo della saldatura deve
essere lavorato a macchina
a paro; l'assenza di difetti da
(d) accertare mediante idonea
(c) prova non distruttiva.

Figura 23 : Tipi di giunti per branchetti ed anelli di rinforzo (2)


t (*) t/3 o 6mm t
scegliendo il
valore maggiore

t t
(*)

(*)

t
t

Vedi lo schizzo (a)


(e) (f)
t
t

90°

t
(g)

90°

(h) (i)

(j)

80 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 24 : Tipi di giunti per branchetti ed anelli di riforzo (3)


t t

Da usare solo per branchetti


di piccolo spessore e diametro

≥t ≥t

≥t

≥t

≥ 0,7 t
(k) (l)

t t

t/3 o t/3 o
6 mm 6 mm
≥t ≥t

scegliendo il scegliendo il
valore maggiore valore maggiore

(m) (n)

t t

t/3 o t/3 o
6 mm 6 mm
≥t ≥ t

scegliendo il scegliendo il
valore maggiore valore maggiore

≥ 0,7 t
(o) (p)

Regolamenti RINA 2005 81


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 25 : Tipi di giunti per branchetti (4)

t t

t
(q) (r) Da rimuovere con mezzi
meccanici dopo la saldatura

(s) Da rimuovere con mezzi


meccanici dopo la saldatura

Nota: Qualora vengano effettuati i collegamenti di cui alla Fig 25, occorre ispezionare accuratamente l’involucro onde accertare l’assenza di
laminazioni.

Figura 26 : Tipi di collegamenti di flange a branchetti

t o 5mm
scegliendo il
(a) (b) valore maggiore

t o 5mm t o 5mm
(c) (d) scegliendo il scegliendo il
valore maggiore valore maggiore
valore maggiore
valore maggiore

scegliendo il
1,5 t o 6mm
scegliendo il
1,5t o 6mm

IV IV

1,5 t o 6mm
(e) (f) scegliendo il
valore maggiore

t o 5mm
scegliendo il
valore maggiore

(g)

82 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 27 : Tipi di giunti di piastre tubiere con involucri

0 - 3 mm
0,7 t

t
t

0,7 t

(a) (b)
t/ 3 o 6mm
scegliendo il
valore maggiore
t

(c)

Figura 28 : Tipi di giunti di piastre tubiere con involucri (2)

Quando (t 1- t 2) > 3mm Quando (t 1- t 2) > 3mm


≥4 ≥ 0,7 t ≥4
1 1
t1

t1
t2

t2

≥ 0,7 t

(d) (e)

Quando (t1 - t 2 ) > 3mm


≥4 70°
1 a
t1
t2

60°

a = t/3 o 6mm
(g)
scegliendo il valore maggiore
(f)

La preparazione indicata negli schizzi (d), (e) ed (f)


t

deve essere usata quando il giunto è accessibile


Qualsiasi saldatura a piena soltanto dall'esterno
penetrazione convenzionale

(h)

Regolamenti RINA 2005 83


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 29 : Tipi di collegamenti di tiranti e tubi tiranti

1,5 mm
1,5 mm 1,5 mm
a = d/4 a = d/5
1,5 mm

40˚

d
d

a
a

(a) (b) (c)

6 mm 6 mm

a = d/3 1,5 mm a = d/5 1,5 mm

a
d
a
d

t t
t1 > 0,75 t t 1 > 0,75 t
(d) (e)
t1/3 t1/3

t + 3 mm 3 mm
t
t

(f) (g)

4.3 Prescrizioni varie aggiuntive sulla tura per rimuovere ogni traccia di materiali estranei,
costruzione e saldatura quali ruggine, scaglie, olio, grasso, pittura.
b) Se metallo d’apporto deve essere depositato su una
4.3.1 Posizione di saldatura superficie già saldata, tutte le scorie od ossidi devono
essere eliminati per impedire inclusioni.
a) Per quanto possibile le saldature devono essere effet-
tuate in posizione orizzontale e devono essere previste 4.3.3 Protezione contro condizioni meteorologiche
avverse
metodologie affinché tale prescrizione possa essere
applicata durante l’effettuazione di saldature circonfe- a) Le saldature dei recipienti in pressione devono essere
renziali. effettuate lontano da flussi d’aria in posizioni riparate da
freddo e pioggia.
b) Qualora la saldatura non possa essere effettuata in tale b) A meno che non sia data particolare giustificazione,
posizione, le prove di qualifica per il procedimento di nessuna saldatura deve essere effettuata se la tempera-
saldatura e per il saldatore devono tenerne conto. tura del materiale base è inferiore a 0 °C.

4.3.2 Pulizia delle parti da saldare 4.3.4 Interruzione delle saldature


Se, per qualsiasi ragione, la saldatura è interrotta, partico-
a) Le parti da saldare devono essere pulite accuratamente lare cura si deve avere nell’ottenere una completa fusione
per una distanza di almeno 25 mm dai lembi di salda- alla partenza dopo l’interruzione.

84 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

4.3.5 Saldatura di ripresa lucro potranno essere richiesti dal Tecnico, se ritenuto
Se è prevista una saldatura di ripresa, essa deve essere effet- necessario.
tuata dopo un’adeguata scriccatura o scalpellatura alla e) Accessori quali doppiature, squadre e rinforzi devono
radice del primo cordone di saldatura, tranne il caso in cui essere tali da sposare opportunamente la superficie alla
il procedimento di saldatura adottato non preveda tale ope- quale devono essere collegati.
razione.

4.3.6 Aspetto dei giunti saldati 4.5 Tolleranze dopo la costruzione


a) I giunti saldati devono avere una superficie liscia senza 4.5.1 Generalità
sottospessori; il loro raccordo con le superficie adia- Le dimensioni e la forma dei recipienti devono essere con-
centi delle lamiere devono essere graduali e senza inci- trollati dopo la saldatura per verificare la conformità al pro-
sioni o simili difetti. getto tenendo conto delle tolleranze qui di seguito indicate.
b) Il sovraspessore dei giunti testa-testa da entrambi i lati La Società si riserva il diritto di fissare tolleranze più restrit-
della lamiera non deve eccedere gli spessori seguenti: tive per recipienti soggetti a carichi speciali.
• 2,5 mm per lamiere di spessore non superiore a 12 Ogni difetto di forma deve essere graduale e non devono
mm, esservi appiattimenti in corrispondenza dei giunti saldati.
• 3 mm per lamiere di spessore maggiore di 12 mm e Le misure vanno prese in corrispondenza delle superfici
minore di 25 mm, delle lamiere e non in corrispondenza delle saldature o
• 5 mm per lamiere di spessore non inferiore a 25 altre parti rilevate.
mm.
4.5.2 Rettilineità
4.4 Preparazione delle parti da saldare La rettilineità degli involucri cilindrici deve essere tale che
la loro deviazione dalla linea retta non superi lo 0,6% della
4.4.1 Preparazione dei lembi da saldare loro lunghezza con un massimo di 15 mm ogni 5 m di lun-
a) I cianfrini e le altre preparazioni dei lembi da saldare ghezza.
devono essere effettuati mediante lavorazione di mac-
4.5.3 Mancanza di circolarità
china, scalpellatura o molatura. Il taglio alla fiamma
può essere accettato purché le zone eventualmente a) La mancanza di circolarità degli involucri cilindrici
danneggiate da tale operazione siano rimosse mediante deve essere misurata sul recipiente sistemato o vertical-
lavorazione di macchina, scalpellatura o molatura. Se mente od orizzontalmente. In questo secondo caso, le
necessario, nel caso di acciai legati deve essere previsto misure dei diametri devono essere ripetute dopo aver
un adeguato preriscaldo prima del taglio alla fiamma. ruotato l’involucro di 90° intorno al suo asse e la man-
canza di circolarità deve essere calcolata come la
b) I lembi preparati devono essere accuratamente control-
media delle due misurazioni.
lati per accertare che non esistano difetti che possano
avere un’influenza negativa sulla saldatura. b) Per ogni sezione trasversale, la differenza tra il massimo
ed il minimo diametro non deve superare l’1% del dia-
4.4.2 Assemblaggio delle parti da saldare metro nominale D, con un massimo di:
a) L’assemblaggio delle parti da saldare deve essere tale (D + 1250)/200, essendo D espresso in mm.
che il disallineamento delle superfici di lamiera non Tale limite può essere aumentato di non più dello 0,2%
superi: del diametro interno dell’involucro nel caso di reci-
• 10% dello spessore della lamiera con un massimo di pienti in pressione di grandi dimensioni. Ogni possibile
3 mm per giunti longitudinali, mancanza di circolarità, entro i limiti di cui sopra, deve
• 10% dello spessore della lamiera più 1 mm con un essere graduale e non sono ammesse deformazioni
massimo di 4 mm per giunti circonferenziali. localizzate in corrispondenza dei collegamenti saldati.
b) Per collegamenti longitudinali le linee mediane devono 4.5.4 Irregolarità
avere un disallineamento massimo entro il 10% dello Irregolarità del profilo degli involucri cilindrici, misurati
spessore della lamiera più sottile con un massimo di 3 con un calibro di 20°, non devono superare il 5% dello
mm. spessore della lamiera più 3 mm. Tale valore può essere
c) Le lamiere da saldare devono essere tenute in posizione aumentato del 25% se la lunghezza dell’irregolarità non
con metodi adeguati ad impedirne la deformazione supera 1/4 della distanza fra due cordoni di saldatura cir-
durante la saldatura. La sistemazione deve essere tale da conferenziali, con un massimo di 1 mm.
impedire che spostamenti delle posizioni relative delle
parti da saldare e disallineamenti dopo la saldatura 4.6 Preriscaldo
siano tali da superare i limiti sopra indicati.
d) Le saldature temporanee necessarie per l’assemblaggio 4.6.1
devono essere effettuate in modo da evitare il rischio di a) L’effettuazione della saldatura in condizioni di preri-
danneggiare l’involucro del recipiente. Queste saldature scaldo, da mantenere durante la saldatura stessa, può
devono essere rimosse con cura dopo la saldatura del essere richiesta dalla Società a suo giudizio tenuto
recipiente e prima di eventuali trattamenti termici. Con- conto delle diverse circostanze, quali tipo di acciaio,
trolli non distruttivi delle zone corrispondenti dell’invo- spessore del materiale base, procedimento e tecnica di

Regolamenti RINA 2005 85


Parte C, Cap 1, Sez 3

saldatura, condizioni di vincolo, effettuazione o meno nelle zone termicamente alterate sia nel materiale deposi-
di trattamento termico dopo saldatura. tato).
b) La temperatura di preriscaldo sarà ugualmente stabilita I recipienti in pressione e i tubi di Classe 3 e le parti ad essi
in relazione alle variabili di cui sopra. È comunque collegati non richiedono trattamenti termici di distensione,
richiesto un preriscaldo di circa 150 °C se l’acciaio è eccetto che in casi particolari.
del tipo 0,5 Mo oppure 1Cr 0,5 Mo e di circa 250 °C se
del tipo 2,25Cr 1Mo. 4.7.3 Procedimento di distensione
c) Tali prescrizioni si applicano anche a saldature interes- La temperatura del forno al momento dell’introduzione del
santi branchetti, accessori, tubi di vapore o altri tubi recipiente non deve essere superiore a 400 °C.
soggetti a condizioni di servizio importanti. a) La velocità di riscaldamento al di sopra dei 400 °C non
deve essere superiore a:
4.7 Trattamento termico di distensione 1) 220 °C all’ora se lo spessore massimo non è mag-
giore di 25 mm, oppure
4.7.1 Generalità
2) (5500/ tA) °C all’ora, con un minimo di 55 °C all’ora,
a) Quando richiesto, il trattamento termico di distensione se lo spessore massimo tA, in mm, è maggiore di 25
di un recipiente in pressione consiste di: mm.
• riscaldamento lento ed uniforme del recipiente fino b) La velocità di raffreddamento nel forno non deve essere
alla temperatura adeguata al tipo di acciaio, superiore a: .
• mantenimento di tale temperatura per una durata
1) 280 °C all’ora se lo spessore massimo non è mag-
determinata in rapporto allo spessore effettivo tA del
giore di 25 mm, oppure
recipiente ed al tipo dell’acciaio,
2) (7000/ tA) °C all’ora, con un minimo di 55 °C all’ora,
• raffreddamento lento del recipiente nel forno fino ad
se lo spessore massimo tA, in mm, è maggiore di 25
una temperatura non superiore a 400 °C, essendo il
mm.
raffreddamento successivo permesso fuori dal forno
in aria calma. Le temperature di distensione termica e la durata del mante-
nimento di queste temperature devono essere quelle indi-
b) Per quanto possibile, i recipienti in pressione devono
cate in Tab 17, salvo nei casi in cui valori diversi siano
essere trattati con una singola operazione. Tuttavia,
specialmente giustificati.
quando le dimensioni del recipiente sono tali da richie-
dere diverse operazioni, ci si deve assicurare che tutte le
Tabella 16 : Trattamento di distensione termica
parti del recipiente siano trattate in maniera soddisfa-
cente. In particolare, i recipienti cilindrici di grande lun-
Spessore al di sopra del
ghezza possono essere trattati in sezioni nei forni,
quale il è richiesto tratta-
purché la sovrapposizione fra le parti riscaldate sia mento termico dopo sal-
almeno di 1500 mm e le parti all’esterno dal forno siano datura (mm)
opportunamente coperte in modo da limitare il gra- Tipo
diente di temperatura entro valori accettablili. Recipienti in
pressione
Caldaie
4.7.2 Trattamento di distensione termica non esposti
alla fiamma
I recipienti in pressione di Classe 1 e 2, le caldaie e le parti
collegate, dopo effettuate tutte le saldature, comprese Rm = 360 N/mm2 tipo HA 14,5 14,5
quelle di collegamento dei branchetti e delle doppiature di Rm = 410 N/mm2 tipo HA
rinforzo e degli accessori in genere, devono di norma
essere sottoposti ad efficace trattamento termico di disten- Rm = 360 N/mm2 tipo HB 20 30
sione nei seguenti casi: Rm = 410 N/mm2 tipo HB
• Recipienti in pressione di Classe 1 e 2, contenenti fluidi Rm = 360 N/mm2 tipo HD 20 38
a temperatura non inferiore a quella ambiente, quando Rm = 410 N/mm2 tipo HD
lo spessore è maggiore di quello indicato Tab 16.
• Caldaie e generatori di vapore per spessori superiori a Rm = 460 N/mm2 tipo HB 20 25
20 mm o, a seconda del tipo di acciaio, per spessori Rm = 510 N/mm2 tipo HB
inferiori, come prescritto per i recipienti di Classe 1. Rm = 460 N/mm2 tipo HD 20 35
Applicazioni a temperature inferiori a quella ambiente e/o Rm = 510 N/mm2 tipo HD
acciai diversi da quelli sopra specificati saranno oggetto di 0,3Mo 20 20
speciale considerazione da parte della Società.
1Mn0,5Mo
Il trattamento termico di distensione non sarà richiesto 1Mn0,5MoV
quando la temperatura minima del fluido è maggiore di 0,5Cr0,5Mo
almeno 30 °C della temperatura della prova di resilienza
1Cr0,5Mo tutti tutti
Charpy KV specificata per l’acciaio; tale margine di tempe-
ratura deve risultare soddisfatto anche sui giunti saldati (sia 2,25Cr1Mo

86 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

Tabella 17 : Procedimento di distensione

Tempo per ogni 25 mm di spessore


Tipo Temperatura Tempo minimo
massimo
Acciai al carbonio 580-620 °C 1 ora 1 ora
0,3Mo 620-660 °C 1 ora 1 ora
1Mn0,5Mo
1Mn0,5MoV
0,5Cr0,5Mo
1Cr0,5Mo 620-660 °C 1 ora 2 ore
2,25Cr1Mo 600-750 °C (1) 2 ore 2 ore
(1) La temperatura deve essere scelta con una tolleranza di ± 20 °C, in questo campo di temperature al fine di ottenere le caratte-
ristiche meccaniche richieste

4.7.4 Alternative 4.8 Saggi di prova


Nel caso in cui, per ragioni particolari, il trattamento ter- 4.8.1 Saggi di prova dei giunti saldati
mico venga effettuato in condizioni diverse da quelle speci-
a) Saggi di prova di dimensioni sufficienti, dello stesso tipo
ficate in [4.7.2], tutti i particolari del trattamento proposto
dell’acciaio dell’involucro, devono essere sistemati ad
devono essere comunicati alla Società che si riserva il
ogni estremità dei giunti longitudinali di ciascun reci-
diritto di richiedere prove o ulteriori indagini che attestino
piente, così da poter essere saldati in prosecuzione.
l’efficacia di tale trattamento.
Non vi deve essere alcuna interruzione di metallo
d’apporto passando dal giunto al saggio.
4.7.5 Esecuzione del trattamento termico
b) Per i recipienti per i quali i giunti circonferenziali sono
I forni per il trattamento termico devono essere forniti di dello stesso tipo di quelli longitudinali, non è richiesto
idonee apparecchiature per regolare e registrare la tempera- saggio di prova relativo ai giunti circonferenziali. In
tura; le temperature devono essere rilevate sullo stesso reci- caso diverso, come pure quando il recipiente abbia solo
piente. L’atmosfera all’interno del forno deve essere giunti circonferenziali, deve essere preparato almeno un
controllata al fine di evitare anormali ossidazioni del reci- saggio di prova rappresentativo dei giunti circonferen-
piente. ziali, che deve essere saldato separatamente con lo
stesso procedimento di saldatura adottato per i giunti
4.7.6 Trattamento dei saggi di prova circonferenziali, nello stesso periodo e con stessa partita
di materiali d’apporto.
I saggi di prova devono essere normalmente trattati allo
c) I saggi devono essere irrigiditi al fine di ridurre le defor-
stesso tempo e nello stesso forno del recipiente.
mazioni durante la saldatura. Essi devono essere rad-
Quando non si può evitare un trattamento termico separato, drizzati prima del trattamento termico che deve essere
devono essere prese tutte le precauzioni necessarie per assi- effettuato nelle stesse condizioni del recipiente, vedere
curare che il trattamento termico dei saggi avvenga allo anche [4.7.6].
stesso modo del recipiente: in particolare con la stessa velo- d) Dai saggi di prova, dopo esame radiografico devono
cità di riscaldamento, la stessa temperatura massima, la essere ricavate le provette seguenti:
stessa durata di mantenimento della temperatura e le stesse • una provetta per la prova di trazione del giunto sal-
condizioni di raffreddamento. dato,
• due provette per la prova di piegatura, una diritta ed
4.7.7 Saldature dopo il trattamento termico una rovescia,
a) Normalmente, dopo il trattamento termico, le saldature • tre provette per la prova di resilienza,
sono permesse solamente se: • una provetta per esame macrografico.

• La saldatura è una saldatura d’angolo con dimen- 4.8.2 Prove meccaniche sui saggi
sione di gola non superiore a 10 mm, a) La resistenza a trazione del giunto saldato non deve
essere inferiore a quella specificata per il materiale
• la dimensione più grande delle relative aperture del
base.
recipiente interessate alla saldatura, non sia supe-
riore a 50 mm. b) Le provette di piega devono essere piegate ad un angolo
di 180° su un mandrino di diametro pari a 4 volte lo
b) Eventuali saldature di branchetti, doppiature o altri spessore della provetta. Non vi devono essere cricche o
accessori su caldaie e recipienti in pressione dopo il difetti sulla superficie esterna della provetta di lun-
trattamento termico dovranno essere sottoposti alla con- ghezza superiore a 1,5 mm trasversalmente e 3 mm lon-
siderazione speciale della Società. gitudinalmente. Rotture premature agli angoli della

Regolamenti RINA 2005 87


Parte C, Cap 1, Sez 3

provetta non devono causare lo scarto. Come alterna- ad approssimativamente il 10% della lunghezza
tiva, le provette possono essere piegate di 120° su un totale dei giunti.
mandrino di diametro pari a 3 volte lo spessore della
b) Saldature d’angolo per parti quali doppiature, branchetti
provetta.
o rinforzi devono essere sottoposti a controlli magneto-
c) La resilienza a 0 °C non deve essere inferiore a quella scopici localizzati per almeno il 10% della loro lun-
data nella Parte D per il tipo di acciaio in questione. ghezza. Se le prove magnetoscopiche non possono
essere effettuate, esse devono essere sostituite da prove
d) Le provette per esame macrografico devono permettere con liquidi penetranti.
l’esame di una sezione trasversale completa della salda- c) Saldature su cui i controlli non distruttivi rivelino difetti
tura. Tale esame deve dimostrare una buona penetra- inaccettabili, quali cricche o aree di fusione incom-
zione senza mancanze di fusioni, grandi inclusioni e pleta, devono essere risaldate e quindi devono essere
simili difetti. In caso di dubbio potrà essere richiesto un sottoposte nuovamente a controlli non distruttivi.
esame micrografico della zona sospetta.
4.9.3 Numero dei saggi di produzione
4.8.3 Riprove a) Durante la produzione almeno un saggio ogni 20 m di
a) Se una provetta dà risultati insoddisfacenti, due provette lunghezza (o frazione) di saldature longitudinali deve
simili a quella provata dovranno essere ricavate da un essere provato come prescritto in [4.8.2].
altro saggio di saldatura. b) Durante la produzione almeno un saggio ogni 30 m di
lunghezza (o frazione) di saldature circonferenziali deve
b) Se i risultati di queste nuove provette sono soddisfacenti essere provato come prescritto in [4.8.2]
ed è dimostrato che i risultati della provetta precedente
erano dovuti a difetti locali o accidentali, i risultati della c) Quando diversi recipienti vengono costruiti successiva-
riprova possono essere accettati. mente con lamiere dello stesso tipo d’acciaio e con
spessori varianti non più di 5 mm, solamente un saggio
può essere accettato per ogni 20 m di lunghezza di sal-
4.9 Prescrizioni specifiche per recipienti in datura (o frazione) per i giunti longitudinali e per ogni
pressione di Classe 1 30 m di saldatura (o frazione) per i giunti circonferen-
ziali purché il saldatore sia lo stesso ed usi lo stesso pro-
4.9.1 Generalità cedimento di saldatura. Lo spessore di saggi deve essere
il maggiore fra quelli usati nei vari recipienti.
Le prescrizioni seguenti si applicano a recipienti in pres-
sione di Classe 1, nonché a recipienti in pressione di altre 4.10 Prescrizioni specifiche per recipienti in
Classi, i cui dimensionamenti sono stati determinati usando
pressione di Classe 2
un’efficienza del giunto “e” superiore a 0,90.
4.10.1 Generalità
4.9.2 Prove non distruttive
Per recipienti in pressione i cui dimensionamenti siano stati
a) Tutti i giunti longitudinali e circonferenziali dei reci- determinati usando un’efficienza del giunto saldato “e”
pienti di Classe 1 devono essere sottoposti al 100% di superiore a 0,90 vedere [4.9.1].
esami radiografici o esami equivalenti con le eccezioni
seguenti: 4.10.2 Prove non distruttive (1/7/2004)
Tutti i giunti longitudinali e circonferenziali dei recipienti in
• per recipienti in pressione o parti di essi soggetti pressione di Classe 2 devono essere sottoposti al 10% di
esclusivamente a pressione esterna, a discrezione esami radiografici o equivalenti. Tale estensione può essere
della Società, l’estensione può essere ridotta ad aumentata, a discrezione della Società, in base allo spes-
approssimativamente il 30% della lunghezza del sore effettivo delle lamiere saldate.
giunto. In genere le posizioni prescelte devono com-
prendere tutti gli incroci di saldatura;. Come indicato in Tab 10, quando, nella formula per il cal-
colo dello spessore del recipiente, si assume un'efficienza
• per recipienti in pressione non destinati a contenere del giunto pari a 0,75, possono non essere eseguiti l'esame
sostanze tossiche o pericolose, costruiti in acciaio al radiografico e quello ultrasonoro.
carbonio di spessore inferiore a 20 mm, qualora i
Si assume, tuttavia, che il Tecnico della Società sorvegli
giunti vengano saldati con un processo automatico
adeguatamente tutte le fasi della saldatura e che i controlli
approvato a discrezione della Società, l’estensione
siano completati con qualsiasi eventuale esame non distrut-
può essere ridotta ad approssimativamente il 10%
tivo ritenuto necessario.
della lunghezza del giunto. In genere, le posizioni
prescelte nell’esame devono includere tutti gli
4.10.3 Numero dei saggi di produzione
incroci di saldatura;
In genere, le prescrizioni in [4.9.3] si applicano anche ai
• per giunti circonferenziali di diametro esterno non recipienti in pressione di Classe 2. Tuttavia, i saggi devono
superiore a 175 mm, a discrezione della Società, essere ricavati ogni 50 m di saldatura longitudinale e cir-
l’estensione delle saldature può essere ridotta fino conferenziale (o frazione).

88 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

4.11 Prescrizioni specifiche per recipienti in sura automatica che possano bloccare la fuoriuscita di
pressione di Classe 3 vapore in caso di rottura di questo elemento.

4.11.1 Per recipienti in pressione i cui dimensionamenti 5.1.4 Indicatori di livello dell’acqua - Prescrizioni
siano stati determinati usando un’efficienza del giunto sal- speciali per caldaie a tubi d’acqua
dato “e” superiore a 0,90, vedere [4.9.1]. a) Per caldaie a tubi d’acqua che hanno collettori trasver-
Non sono richiesti né trattamenti termici, né prove mecca- sali di lunghezza superiore a 4 m deve essere sistemato
niche o controlli non distruttivi dei giunti saldati degli altri un indicatore di livello ad ogni estremità del collettore.
recipienti in pressione di Classe 3.
b) Le caldaie a tubi d’acqua che servono turbine di propul-
sione devono avere un allarme ottico ed acustico per
5 Progetto e costruzione - Comandi e alto livello d’acqua (Vedere anche Tab 19).
controlli
5.1.5 Indicatori di livello dell’acqua - Prescrizioni
speciali per caldaie a tubi di fiamma (caldaie
5.1 Sistemi di comando e controllo delle verticali e cilindriche)
caldaie
a) Nelle caldaie cilindriche i due indicatori di livello men-
zionati in [5.1.3] devono essere sistemati alle due estre-
5.1.1 Comandi e controlli locali mità della caldaia, cioè le caldaie cilindriche a doppia
I comandi per azionare efficacemente e per controllare le fronte devono avere due indicatori in corrispondenza di
operazioni delle caldaie a combustibile liquido e dei loro ciascuna fronte.
accessori devono essere provvisti localmente. Le condizioni
b) Un sistema di almeno due rubinetti sistemati in posi-
funzionali degli impianti del combustibile, dell’acqua d’ali-
zione opportuna e comandati a distanza può essere
mento, del vapore e le condizioni di funzionamento della
considerato equivalente all’apparecchiatura menzionata
caldaia devono essere indicate mediante manometri, indi-
in [5.1.3] in caldaie cilindriche aventi una pressione di
catori di temperatura, indicatori di flusso, luci, ed altre
simili apparecchiature. progetto inferiore a 1 MPa, per caldaie cilindriche con
diametro inferiore a 2 m e caldaie verticali di altezza
inferiore a 2,3 m. I rubinetti devono essere fissati diretta-
5.1.2 Blocchi d’emergenza
mente all’involucro della caldaia.
Devono essere previsti mezzi per bloccare i ventilatori
dell’impianto d’aria forzata o indotta e le pompe combusti- c) Se gli indicatori di livello non sono fissati direttamente
bile in servizio da uno spazio esterno a quello in cui essi si all’involucro della caldaia, ma su colonne idrometriche,
trovano, nel caso in cui un incendio renda impossibile la il diametro interno di queste colonne non deve essere
loro chiusura locale. inferiore al diametro dN indicato in Tab 18. Le colonne
idrometriche devono essere collegate direttamente
5.1.3 Indicatori di livello dell’acqua all’involucro della caldaia o collegate mediante tubi
con relativi rubinetti fissati direttamente all’involucro. Il
a) Ogni caldaia deve avere almeno due sistemi separati diametro interno dC di questi tubi non deve essere infe-
per indicare il livello dell’acqua. Uno di questi due riore ai valori indicati in Tab 18. La parte superiore di
sistemi deve essere un indicatore di livello munito di questi tubi deve essere sistemata in modo tale che non
elemento trasparente. L’altro può essere un addizionale vi siano gomiti in cui si possa depositare acqua di con-
indicatore di livello con elemento trasparente o un densa. Questi tubi non devono passare attraverso
apparecchio equivalente. Gli indicatori di livello camere fumo o fumaioli, a meno che essi non siano
devono essere di tipo approvato. sistemati entro condotte metalliche aventi diametro
interno eccedente di almeno 100 mm il diametro
b) Gli elementi trasparenti degli indicatori di livello
esterno di questi tubi. La Fig 30 indica una sistemazione
devono essere di vetro, mica o altro materiale appro-
priato. schematica di colonna idrometrica.

c) Gli indicatori di livello devono essere sistemati in modo


tale che il livello dell’acqua sia sempre visibile. La parte Tabella 18 : Diametri interni minimi in dN e dc
bassa dell’elemento trasparente non deve estendersi
sotto il livello dell’acqua di sicurezza specificato dal dN dC
Diametro interno della caldaia
Fabbricante. (mm) (mm)

d) Gli indicatori di livello devono essere sistemati o con D>3m 60 38


rubinetto di chiusura, normalmente chiuso, azionabile 2,30 m ≤ D ≤ 3 m 50 32
da una posizione che non dia luogo a rischi in caso di
rottura dell’elemento trasparente, o con valvole a chiu- D < 2,30 m 45 26

Regolamenti RINA 2005 89


Parte C, Cap 1, Sez 3

Figura 30 : Sistemazione di colonna idrometrica minimo il rischio di intercettazioni dovute agli effetti del
rollio e del beccheggio e/o a transitori. Non è necessa-
RUBINETTO rio che il sistema di intercettazione sia installato in cal-
daie ausiliarie presidiate non progettate per operare in
automatico.
c) La mancanza di circolazione forzata dell’aria deve
intercettare automaticamente la mandata di combusti-
bile ai bruciatori.
d) La perdita dell’energia necessaria al comando della cal-
COLONNA daia deve intercettare automaticamente la mandata di
IDROMETRICA
combustibile ai bruciatori.

5.1.9 Allarmi
INVOLUCRO DELLA Qualsiasi attuazione del sistema di intercettazione della
CALDAIA mandata di combustibile indicato in [5.1.8] deve azionare
un allarme ottico ed acustico.

5.1.10 Prescrizioni aggiuntive per caldaie con


sistemi di comando automatici
RUBINETTO
a) Il dispositivo prescritto in [5.1.8] a) deve azionarsi entro
6 secondi dal momento dello spegnimento della
fiamma.
5.1.6 Apparecchiature di controllo della pressione b) Quando le caldaie hanno un sistema di accensione
a) In ogni caldaia deve essere sistemato un manometro per automatico, un sistema temporizzato di pre-lavaggio
misurare la pressione del vapore. Tale manometro deve automatico o manuale deve potersi iniziare con tutti i
essere sistemato in modo da essere facilmente visibile registri dell’aria aperti. Il tempo di pre-lavaggio deve
dalla posizione di comando della caldaia. Un altro essere basato su un minimo di 4 ricambi d’aria del forno
manometro deve essere sistemato per surriscaldatori e della camera di combustione. I ventilatori per la circo-
che possano essere intercettati dalla caldaia di cui fanno lazione forzata dell’aria devono essere funzionanti ed i
parte. registri e le serrande devono essere aperte prima
dell’inizio dell’operazione di lavaggio.
b) I manometri devono essere graduati con effettive unità
di pressione e devono portare un segno ben visibile c) Deve essere possibile sorpassare temporaneamente il
indicante la pressione che non si deve superare durante dispositivo di controllo della fiamma durante la pre-
il normale esercizio. accensione per un periodo di 15 secondi dal momento
in cui il combustibile raggiunge i bruciatori. Eccetto che
c) Ogni manometro deve essere sistemato con un rubi-
per il periodo di preaccensione, non devono esservi altri
netto d’isolamento.
mezzi per sorpassare il dispositivo di controllo della
d) Le caldaie a doppia fronte devono avere un manometro fiamma a meno che la caldaia non sia presidiata.
per il vapore in corrispondenza di ogni fronte.
d) Qualora le caldaie abbiano un sistema automatico di
5.1.7 Apparecchiature di controllo della accensione e venga utilizzato combustibile residuo, si
temperatura deve provvedere un sistema per azionare i bruciatori
Ogni caldaia con surriscaldatore deve avere un indicatore o con l’accensione del combustibile residuo opportuna-
un registratore di temperatura del vapore in corrispondenza mente riscaldato. Nel caso di mancata accensione, il
dell’uscita del surriscaldatore. bruciatore deve essere riportato al funzionamento auto-
matico solo nella posizione di combuastione ridotta.
5.1.8 Blocchi automatici delle caldaie di
propulsione e delle caldaie ausiliarie e) Un allarme deve essere azionato qualora il bruciatore
lavori al di fuori dei limiti prescritti dal Fabbricante.
a) Ogni bruciatore deve essere dotato di un dispositivo di
controllo della fiamma progettato in modo tale da inter- f) Immediatamente dopo un normale spegnimento della
cettare automaticamente la mandata di combustibile in caldaia, deve essere condotta un’operazione automa-
caso di spegnimento della fiamma stessa. In caso di tica di lavaggio pari come volume e durata all’opera-
guasto del dispositivo, la mandata di combustibile al zione di pre-lavaggio. A seguito di un’intercettazione
bruciatore deve essere intercettata automaticamente. automatica della valvola di mandata del combustibile il
flusso dell’aria all’interno della caldaia non deve
b) Condizioni di basso livello d’acqua devono provocare
aumentare automaticamente; in tali casi lo spurgo deve
l’intercettazione automatica della mandata di combusti-
essere eseguito con comandi manuali.
bile al bruciatore. Il blocco deve avvenire prima che il
livello diventi così basso da avere un’influenza negativa g) Le caldaie di propulsione e le caldaie ausiliarie che
sulla sicurezza della caldaia e da diventare invisibile fanno parte di impianti di propulsione centralizzati non
nell’elemento trasparente dell’indicatore di livello. Il presidiati devono soddisfare le prescrizioni applicabili
sistema di intercettazione deve essere tale da ridurre al del Capitolo 3.

90 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

5.2 Strumentazione dei recipienti in pres- flusso. Se la velocità del flusso cade sotto un certo
sione valore minimo, il sistema di combustione deve essere
spento e bloccato.
5.2.1
a) I recipienti in pressione devono avere le apparecchia-
ture necessarie per controllare la pressione, la tempera- 5.3.3 Comando manuale
tura ed il livello, secondo necessità. Almeno il dispositivo di controllo della temperatura
b) In particolare ogni recipiente in pressione deve avere un dell’olio e quello di controllo del flusso devono restare in
manometro locale. funzione durante le operazioni manuali

5.3 Sistemi di comando e controllo dei


5.3.4 Controllo delle perdite
riscaldatori di olio diatermico
Le casse d’olio devono essere equipaggiate con sistemi per
5.3.1 Comandi e controlli locali la rilevazione delle perdite, che quando azionati, intercet-
I comandi per azionare efficacemente e per controllare le tino il sistema di riscaldamento dell’olio diatermico. Se un
operazioni dei riscaldatori d’olio diatermico a combustibile riscaldatore a combustibile liquido è spento pronto ad
liquido e dei loro accessori devono essere provvisti local- entrare in azione, la possibile accensione del bruciatore
mente. Le condizioni funzionali degli impianti del combu- deve essere bloccata se il rilevatore delle perdite è in
stibile, di circolazione dell’olio diatermico, di aria forzata e azione.
di gas combusti devono essere indicati mediante manome-
tri, indicatori di temperatura, indicatori di flusso, luci, ed
altre simili apparecchiature. 5.4 Prescrizioni di comando e controllo

5.3.2 Comandi e controllo del flusso 5.4.1 Le Tab 19, Tab 20, Tab 21 e Tab 22 riassumono i
a) Deve essere sistemato un indicatore del flusso dell’olio comandi ed i controlli rispettivamente per caldaie di pro-
diatermico. pulsione, caldaie ausiliarie, riscaldatori di olio diatermico a
b) I riscaldatori a combustibile liquido o a gas combusti combustibile liquido, riscaldatori di olio diatermico a gas di
devono avere un dispositivo di controllo limitatore del scarico e incineritori.
Tabella 19 : Caldaie di propulsione

Simboli convenzionali Comandi automatici


H= Valore alto, HH = Valore molto alto,
G= Allarme cumulativo
Controlli
L = Valore basso, LL = Valore molto basso,
Caldaia Ausiliari
I = Allarme singolo
X= Funzione richiesta, R = A distanza
Rallen- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme tamen- automa- do della
zione
to tico riserva
Combustibile liquido
• Pressione del combustibile alla mandata o flusso L
• Temperatura dopo il riscaldamento o viscosità del L+H locale
combustibile liquido
• Posizione della valvola d’immissione principale del locale
combustibile liquido (aperta/chiusa)
• Posizione della valvola d’immissione del combusti- locale
bile liquido al bruciatore (aperta/chiusa)
Combustione
• Mancanza di fiamma in corrispondenza di ciascun X
bruciatore
• Mancanza di atomizzazione del combustibile X
• Temperatura dei fumi all’uscita dal corpo della cal- H
daia e dall’economizzatore (allo scopo di determi- HH X
nare possibili fonti d’incendio)
Aria
• Posizione dei registri dell’aria locale
Vapore in generale
• Pressione del vapore surriscaldato L+H locale
X

Regolamenti RINA 2005 91


Parte C, Cap 1, Sez 3

Simboli convenzionali Comandi automatici


H= Valore alto, HH = Valore molto alto,
G= Allarme cumulativo
Controlli
L = Valore basso, LL = Valore molto basso,
Caldaia Ausiliari
I = Allarme singolo
X= Funzione richiesta, R = A distanza
Rallen- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme tamen- automa- do della
zione
to tico riserva
• Temperatura del vapore surriscaldato H locale
• Apertura della valvola di sicurezza (o equivalente: X
per esempio allarme d’alta pressione)
• Livello dell’acqua entro i collettori della caldaia L+H locale (1)
LL X
X
(1) L’indicatore di livello deve essere duplicato

Tabella 20 : Caldaie ausiliarie

Simboli convenzionali Comandi automatici


H= Valore alto, HH = Valore molto alto,
G= Allarme cumulativo
Controlli
L = Valore basso, LL = Valore molto basso,
Caldaia Ausiliari
I = Allarme singolo
X= Funzione richiesta, R = A distanza
Rallen- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme tamen- automa- do della
zione
to tico riserva
Livello dell’acqua L+H locale
LL X
Blocco della circolazione (per caldaie a circolazione for- X X
zata)
Temperatura o viscosità del combustibile liquido (2) L+H locale
Mancanza di fiamma X X
Temperatura all’interno della caldaia (Incendio) H
Pressione del vapore H (1) locale X
(1) Qualora il comando automatico non copra l’intero campo di carico a partire dal carico zero
(2) Qualora sia adoperata nafta pesante

Tabella 21 : Impianti di olio diatermico

Simboli convenzionali Comandi automatici


H= Valore alto, HH = Valore molto alto,
G= Allarme cumulativo
Controlli
L = Valore basso, LL = Valore molto basso,
I = Allarme singolo Impianto Ausiliari
X= Funzione richiesta, R = A distanza
Rallen- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme tamen- automa- do della
zione
to tico riserva
Temperatura del fluido diatermico all’uscita del riscalda- H locale X
tore
Pressione del fluido diatermico allo scarico della pompa H locale X
Flusso del fluido diatermico attraverso ciascun elemento L locale X
riscaldante

92 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

Simboli convenzionali Comandi automatici


H= Valore alto, HH = Valore molto alto,
G= Allarme cumulativo
Controlli
L = Valore basso, LL = Valore molto basso,
I = Allarme singolo Impianto Ausiliari
X= Funzione richiesta, R = A distanza
Rallen- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme tamen- automa- do della
zione
to tico riserva
Livello della cassa d’espansione L locale X (1)
Temperatura della cassa d’espansione H
Arresto della ventilazione forzata X X
Temperatura o viscosità della nafta pesante H+L locale
Mancanza di fiamma al bruciatore X X
Temperatura del gas di scarico all’ingresso del riscalda- H X (2)
tore (Per riscaldatori a gas di scarico)
(1) Blocco del bruciatore e flusso del fluido diatermico
(2) Solamente blocco dei gas di scarico

Tabella 22 : Inceneritori

Simboli convenzionali Comandi automatici


H= Valore alto, HH = Valore molto alto,
G= Allarme cumulativo
Controlli
L = Valore basso, LL = Valore molto basso,
Inceneritore Ausiliari
I = Allarme singolo
X= Funzione richiesta, R = A distanza
Rallen- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme tamen- automa- do della
zione
to tico riserva
Arresto della fiamma X X
Temperatura del forno H X
Temperatura dei gas di scarico H
Pressione del combustibile locale
Temperatura o viscosità del combustible (1) H+L locale
(1) Qualora sia adoperata nafta pesante

6 Sistemazione ed installazione 6.2.2 Distanza minima delle caldaie dalle paratie


verticali e dalle casse nafta
6.1 Fondazioni a) La distanza fra le caldaie e le paratie verticali non deve
essere inferiore alla distanza minima necessaria per
6.1.1 Per il fissaggio delle caldaie e recipienti in pressione assicurare l’accesso alle strutture adiacenti alla caldaia
alle loro fondazioni, vedere Sez 1, [3.3.1]. Qualora sia per ispezione e manutenzione.
necessario, essi devono anche essere fissati alle strutture b) In aggiunta alla prescrizione in a), la distanza delle cal-
adiacenti mediante idonei puntelli o tiranti. daie dalle casse nafta deve essere tale da impedire che
Qualora sia richiesta l’interposizione di tacchi o spessori fra la temperatura della parete della cassa si avvicini al
le caldaie e le loro fondazioni, questi tacchi o spessori punto di infiammabilità del combustibile in essa conte-
dovranno essere in ghisa o acciaio. nuto.
c) In ogni caso la distanza fra una caldaia ed una parete
6.2 Caldaie verticale non deve essere inferiore a 450 mm.

6.2.1 Espansione termica 6.2.3 Distanza minima delle caldaie dai doppi fondi
Devono essere previsti dei sistemi per compensare la dilata- a) Qualora i doppi fondi in corrispondenza della caldaia
zione termica delle caldaie. possano caricare combustibile, la distanza fra il cielo

Regolamenti RINA 2005 93


Parte C, Cap 1, Sez 3

del doppio fondo e la parte metallica più bassa della 7 Prove sui materiali, ispezioni e col-
caldaia non deve essere inferiore a:
laudi del Fabbricante, certificazione
• 600 mm, per caldaie cilindriche
• 750 mm, per caldaie a tubi d’acqua. 7.1 Prove sui materiali
b) La distanza minima delle caldaie a tubi verticali dai 7.1.1 Generalità
doppi fondi non impiegati come deposito di combusti-
bile può essere di 200 mm. I materiali, compresi quelli per i materiali di apporto per la
saldatura, per la costruzione delle caldaie e recipienti in
pressione devono essere certificati dal loro Fabbricante
6.2.4 Distanza minima delle caldaie dalle
soffittature secondo le prescrizioni delle specifiche appropriate.

a) Al di sopra delle caldaie si deve provvedere uno spazio 7.1.2 Caldaie, altri generatori di vapore, riscaldatori
sufficiente per un’adeguata dissipazione di calore. per olio diatermico a combustibile liquido e a
gas di scarico
b) Non è permesso sistemare casse di combustibile in
spazi al di sopra delle caldaie. In aggiunta alle prescrizioni in [7.1.1], le prove sui mate-
riali che si intendono utilizzare per la costruzione di parti in
pressione di caldaie ed altri generatori di vapore, riscalda-
6.2.5 Installazione di caldaie su copertini di
macchina tori di olio diatermico a combustibile liquido ed a gas di
scarico devono essere eseguite alla presenza del Tecnico.
Qualora le caldaie siano sistemate su un copertino di mac-
china e non siano separate dagli spazi circostanti per 7.1.3 Recipienti in pressione e scambiatori di calore
mezzo di paratie stagne, il copertino dovrà avere una di Classe 1
mastra di almeno 200 mm di altezza. L’area racchiusa dalla
In aggiunta alle prescrizioni in [7.1.1], le prove sui mate-
mastra dovrà avere la possibilità di essere drenata nella sen-
riali che si intendono utilizzare per la costruzione di parti in
tina.
pressione di recipienti in pressione e scambiatori di calore
di Classe 1 devono essere eseguite alla presenza di un Tec-
6.2.6 Ghiotte nico.
Devono essere sistemate ghiotte in corrispondenza dei bru-
Tale prescrizione può essere derogata a discrezione della
ciatori delle caldaie in modo da evitare stillicidi di combu-
Società per piccoli recipienti in pressione costruiti in serie
stibile liquido in sentina.
(come per esempio gli accumulatori per il comando delle
valvole, bombole, ecc.).
6.2.7 Superfici calde
Le superfici calde che possono venire a contatto col perso- 7.2 Ispezioni in fabbrica
nale durante l’esercizio devono essere opportunamente
riparate o coibentate. Vedere Sez 1, [3.7.1]. 7.2.1 Caldaie e recipienti in pressione di Classe 1 e
2 costruiti individualmente
6.2.8 Registri sistemati nei fumaioli delle caldaie
La costruzione, sistemazione e collaudo delle caldaie e
Qualora registri vengano installati nei fumaioli, quando recipienti in pressione di Classe 1 e 2 costruiti individual-
chiusi essi non devono ostruire più di 2/3 della sezione di mente devono essere sorvegliate dal Tecnico presso il Fab-
passaggio dei gas. Inoltre, essi devono avere dispositivi di bricante.
bloccaggio in posizione aperta quando la caldaia è in fun-
zione e di indicatori della loro posizione e grado di aper- 7.2.2 Recipienti in pressione costruiti in serie
tura.
La sorveglianza del Tecnico può essere non necessaria per
recipienti in pressione prodotti in serie che abbiano
6.3 Recipienti in pressione un’approvazione di tipo rilasciata dalla Società.

6.3.1 Dispositivi di sicurezza in sistemazioni 7.3 Prove idrostatiche


multiple di recipienti in pressione
Qualora due o più recipienti in pressione siano collegati da 7.3.1 Generalità
tubolature di dimensioni adeguate disposte in modo che Le prove idrostatiche di tutti i recipienti in pressione di
nessuna parte della tubolatura possa essere intercettata, Classe 1, 2 e 3 devono essere eseguite in presenza del Tec-
un’unica valvola di sicurezza ed un unico manometro sono nico, ad eccezione di quelle su recipienti costruiti in serie
sufficienti per tutti i recipienti. alle condizioni stabilite in [7.2.2].

6.4 Riscaldatori di olio diatermico 7.3.2 Pressione di prova


a) Le parti in pressione delle caldaie e dei recipienti in
6.4.1 In genere le prescrizioni in [6.2] sono applicabili pressione devono essere sottoposti al loro completa-
anche ai riscaldatori di olio diatermico. mento ad una prova idrostatica alla pressione di prova

94 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 3

pt, come qui sotto definita in funzione della pressione di sentato senza coperture, pitture, o altri rivestimenti e la
progetto p: pressione deve essere mantenuta per un tempo suffi-
ciente affinché il Tecnico possa eseguire un esame com-
• pt = 1,5 p se p ≤ 4 MPa
pleto.
• pt = 1,4 p + 0,4 se 4 MPa < p ≤ 25 MPa
b) Le prove idrostatiche delle caldaie possono essere ese-
• Pt = p + 10,4 se p > 25 MPa guite o dopo installazione a bordo o presso il Fabbri-
b) La pressione di prova può essere determinata in fun- cante. Se la caldaia è stata provata prima
zione di una pressione più bassa di p, ma, in tal caso, la dell’installazione a bordo, il Tecnico può richiedere, se
taratura e le caratteristiche delle valvole di sicurezza e lo considera necessario, l’esecuzione di una seconda
degli altri dispositivi limitatori di pressione devono prova a bordo ad una pressione uguale ad almeno 1,1p.
anche essere determinate e bloccate in funzione di tale Durante tale prova la caldaia può essere rivestita. Tutta-
pressione inferiore. via il Tecnico può richiedere che il rivestimento sia
rimosso parzialmente o totalmente in caso di necessità.
c) Se la temperatura di progetto è superiore a 300 °C, la
pressione pt deve essere determinata con la formula c) Per caldaie a tubi d’acqua la prova idrostatica può
seguente: anche essere eseguita separatamente per le parti diffe-
renti della caldaia al loro completamento e dopo tratta-
K 100 mento termico. Per i collettori questa prova può essere
p t = 1 ,5 ⋅ --------- ⋅p
K condotta prima della foratura per i tubi ma dopo la sal-
essendo: datura di tutte le appendici ed il trattamento termico.
Quando tutte le parti della caldaia sono state provate
p : Pressione di progetto, in MPa separatamente, la caldaia deve essere sottoposta al
K100 : Sollecitazione ammissibile a 100 °C, in completamento del suo montaggio a bordo ad una
N/mm2 prova idrostatica alla pressione di 1,25p.
K : Sollecitazione ammissibile alla temperatura
7.3.5 Prova idrostatica dei condensatori
di progetto, in N/mm2
I condensatori devono essere sottoposti a prova idrostatica
d) Sarà considerata una riduzione della pressione di prova alle pressioni di prova seguenti:
al di sotto dei valori sopra stabiliti, qualora sia necessa-
rio evitare una sollecitazione eccessiva. In nessun caso • Zona vapore: 0,1 MPa
la sollecitazione generale di membrana deve essere • Zona acqua: la pressione massima che può sviluppare
superiore al 90% del carico unitario di snervamento alla la pompa quando la valvola di scarico è chiusa aumen-
temperatura di prova. tata di 0,07 MPa. Tuttavia la pressione di prova non
e) Gli economizzatori che non possono essere intercettati deve essere inferiore a 0,2 MPa. Quando le caratteristi-
dalla caldaia in alcuna condizione di esercizio, devono che della pompa non sono note, la prova deve essere
essere sottoposti a prova idrostatica alle stesse condi- eseguita a non meno di 0,35 MPa.
zioni delle caldaie.
f) Gli economizzatori che possono essere intercettati dalla 7.4 Certificazione
caldaia devono essere sottoposti a prova idrostatica ad
una pressione determinata in funzione della loro effet- 7.4.1 Certificazione di caldaie e recipienti in
tiva pressione di progetto p. pressione costruiti individualmente
Le caldaie ed i recipienti in pressione di Classe 1 e 2 costru-
7.3.3 Prova idrostatica di accessori di caldaie e iti individualmente devono essere certificati dalla Società
recipienti in pressione
secondo le procedure indicate nella Parte D.
a) Gli accessori delle caldaie e recipienti in pressione
devono essere provati ad una pressione pt non inferiore 7.4.2 Recipienti in pressione costruiti in serie
a 1,5 volte la pressione p del recipiente cui sono colle-
Piccoli recipienti in pressione di Classe 1 e 2 costruiti in
gati.
serie possono essere accettati purché abbiano un’approva-
b) La pressione di prova può essere determinata in fun- zione di tipo della Società in accordo con le procedure sta-
zione di una pressione inferiore a p, ma in questo caso bilite nella Parte A.
la taratura e le caratteristiche delle valvole di sicurezza
e degli altri dispostitivi limitatori di pressione devono 7.4.3 Recipienti in pressione per cui la
anche essere determinate e bloccate in funzione di tale certificazione non è richiesta
pressione inferiore. Il certificato del Fabbricante, comprensivo del rapporto
delle ispezioni e prove condotte, deve essere inviato alla
7.3.4 Procedura per le prove idrostatiche Società per quei recipienti in pressione per cui la certifica-
a) La prova idrostatica indicata in [7.3.1] deve essere zione della Società non è richiesta. La Società si riserva il
effettuata dopo che tutte le aperture siano state tagliate e diritto di richiedere prove idrostatiche di verifica alla pre-
dopo l’esecuzione di tutte le saldature ed eventuali trat- senza del Tecnico caso per caso, sulla base della criticità e
tamenti termici. Il recipiente da provare deve essere pre- del servizio del recipiente in pressione in questione.

Regolamenti RINA 2005 95


Parte C, Cap 1, Sez 4

SEZIONE 4 TURBINE A VAPORE

1 Generalità 2 Progetto e costruzione

1.1 Applicabilità
2.1 Materiali
1.1.1 Turbine di propulsione e per servizi essenziali
Le prescrizioni della presente Sezione si applicano a: 2.1.1 Componenti rotanti
a) tutte le turbine di propulsione; a) I rotori, gli alberi e i dischi delle turbine devono essere
b) turbine per servizi ausiliari essenziali per la sicurezza e di acciaio fucinato. Generalmente i fucinati devono
la navigazione o per l’azionamento delle pompe del avere il carico unitario di rottura per trazione Rm entro i
carico delle navi petroliere.
limiti specificati in Tab 2.
1.1.2 Turbine ausiliarie per generatori elettrici
Le turbine ausiliarie per generatori elettrici in aggiunta alle b) I rotori di piccole turbine possono essere costruiti in
prescrizioni contenute nella presente Sezione devono sod- acciai fusi speciali.
disfare le prescrizioni pertinenti nel Capitolo 2.
c) Le palette delle turbine devono essere di un materiale
resistente alla corrosione.
1.2 Documentazione da inviare
1.2.1 Per le turbine di propulsione e quelle per servizi 2.1.2 Componenti statici
essenziali devono essere inviati i disegni e i dati elencati in
Tab 1. Le casse ed i diaframmi delle turbine devono essere costru-
I disegni elencati devono essere disegni costruttivi completi iti in acciaio fucinato o fuso resistente alle pressioni ed alle
con tutte le dimensioni e devono contenere indicazioni temperature cui sono sottoposti. La ghisa può essere
esaurienti sui materiali impiegati. ammessa per temperature fino a 300 °C.

Tabella 1 : Documenti da inviare

No A/I (1) Documenti e dati


1 I Vista d’insieme della turbina in sezione longitudinale
2 A Rotori e dischi, palette fisse e mobili per ciascuna turbina
3 A Particolari di fissaggio delle palette fisse e mobili
4 A Casse
5 A Schema funzionale dei dispositivi di sicurezza e di regolazione
6 I Specifica generale della turbina, comprendente un manuale d’istruzioni e di funzionamento
7 I Potenza massima e corrispondente velocità di rotazione massima, nonché i valori di pressione e tempera-
tura ad ogni stadio
8 A Specifiche dei materiali delle parti principali, comprendenti le caratteristiche fisiche, chimiche e meccani-
che, i dati relativi alla rottura ed allo scorrimento a caldo quando la temperatura in esercizio è superiore a
400 °C, la resistenza a fatica ed alla corrosione ed i trattamenti termici
9 I Casse di distribuzione
10 A Calcoli di robustezza dei rotori, dischi e palette e calcoli delle vibrazioni delle palette
11 A Qualora i rotori, statori o altri componenti della turbina siano di costruzione saldata, tutti i particolari rela-
tivi al progetto dei giunti saldati, condizioni di saldatura, trattamenti termici e controlli non distruttivi
dopo la saldatura
(1) A = da inviare all’approvazione in quadruplice copia
I = da inviare per conoscenza in duplice copia

96 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 4

Tabella 2 : Limiti di Rm 2.2.4 Potenza di marcia indietro per la turbina di


propulsione (1/7/2004)
a) La turbina di propulsione deve avere sufficiente potenza
Acciaio Limiti di Rm (N/mm2)
per la marcia indietro. La potenza in marcia indietro è
Acciai al carbonio ed acciai al 400 < Rm < 600 considerata sufficiente se è capace di far raggiungere
carbonio manganese alla turbina, in marcia indietro, almeno il 70% dei giri
nominali in marcia avanti, per un periodo di almeno 15
Acciai legati per rotori 500 < Rm < 800
minuti.
Acciai legati per dischi ed altri 500 < Rm < 1000 b) Per macchinari di propulsione con invertitori, eliche a
fucinati
pale orientabili o con un sistema di trasmissione elet-
trica, non si deve verificare un sovraccarico della tur-
2.2 Particolari di progetto e costruzione bina durante la marcia indietro.
c) Durante il funzionamento in marcia indietro, non si
2.2.1 Rotori e statori deve verificare un riscaldamento eccessivo del conden-
a) Tutte le parti delle turbine devono essere prive di difetti satore principale e delle turbine di marcia avanti.
e costruite e sistemate con tolleranze e giochi idonei a
permettere le dilatazioni termiche ed a ridurre al 2.2.5 Blocchi
minimo le deformazioni delle casse e dei rotori in tutte L’ammissione simultanea di vapore alle turbine di marcia
le condizioni di funzionamento. avanti e di marcia indietro deve essere impedita da appositi
dispositivi di blocco. Può essere permessa una breve
b) Particolare cura deve essere rivolta ad impedire l’accu- sovrapposizione dell’apertura contemporanea delle valvole
mularsi di acqua di condensazione nelle casse nello per la marcia avanti e per la marcia indietro durante le
spazio occupato dalle palette. In opportuna posizione manovre.
in basso, ciascuna cassa deve essere munita di adeguati
rubinetti e relativi tubi di spurgo. Tali rubinetti devono 2.2.6 Scarichi dalla turbina
essere di facile manovra.
a) Valvole di allarme (sentinelle) o altri dispositivi equiva-
c) Quando sono impiegati sistemi di tenuta a labirinto, le lenti devono essere sistemati sul lato scarico di tutte le
tubolature adducenti il vapore ai manicotti devono turbine. Gli scarichi di tali valvole devono essere ben
essere sistemate in modo che non possa verificarsi un visibili e adeguatamente protetti come necessario.
riversamento di condensa nelle turbine.
b) Quando, nelle turbine a vapore ausiliarie, la pressione
d) I tubi devono essere collegati agli statori con particolare del vapore all’ammissione è superiore alla pressione per
cura in modo da evitare carichi anormali in esercizio. la quale sono proporzionate le casse lato scarico e le
tubolature di vapore fino alla valvola di scarico ad esse
e) Devono essere previsti ampi raccordi in corrispondenza collegate, devono essere sistemati adeguati mezzi per
dei cambiamenti di sezione dei rotori, dei dischi e delle scaricare l’eccesso di pressione.
radici delle palette. I fori nei dischi devono essere ben
arrotondati e lisciati. 2.2.7 Prevenzione del ritorno d’acqua nelle turbine
a) Valvole di non ritorno, o altri mezzi approvati per impe-
2.2.2 Cuscinetti
dire il ritorno del vapore e dell’acqua nelle turbine,
a) I cuscinetti delle turbine devono essere sistemati in devono essere sistemati sugli attacchi per gli spillamenti
modo che la lubrificazione non venga resa inefficiente a di vapore.
causa di un eccessivo riscaldamento dovuto all’alta
b) Deve essere evitata l’installazione, nelle tubolature di
temperatura delle parti adiacenti.
vapore, di gomiti nei quali si possa accumulare acqua.
b) Deve essere impedito che gli stillicidi di olio lubrifi-
cante raggiungano parti ad alta temperatura. 2.2.8 Filtri di vapore
Efficaci filtri di vapore devono essere sistemati all’ingresso
c) Un idoneo dispositivo per raffreddare i cuscinetti dopo delle turbine di alta pressione di marcia avanti e di marcia
che la turbina sia stata fermata potrà essere richiesto a indietro o, in alternativa, all’ingresso del vapore nelle val-
giudizio dalla Società. vole di manovra.
2.2.3 Viratore 2.2.9 Sistemazioni d’emergenza
a) Le turbine di propulsione devono essere dotate di un a) Nelle navi con una sola elica, con apparato motore
viratore per entrambi i sensi di rotazione. Deve essere costituito da più turbine a vapore, la sistemazione
possibile rotare a mano i rotori delle turbine ausiliarie. dell’impianto deve essere tale da garantire la sicura
navigazione anche quando sia intercettata l’ammissione
b) L’ingranamento del viratore deve essere chiaramente
del vapore ad una qualsiasi delle turbine. A tale scopo
indicato sul piano di manovra.
deve essere possibile inviare il vapore direttamente alla
c) Deve essere sistemato un dispositivo di blocco che assi- turbina di bassa pressione e scaricare direttamente il
curi che la turbina principale non possa essere avviata vapore delle turbine di alta o media pressione al con-
quando il viratore è ingranato. densatore.

Regolamenti RINA 2005 97


Parte C, Cap 1, Sez 4

b) Devono essere previsti adeguate sistemazioni e controlli c) Il dispositivo di protezione contro le sovravelocità men-
in modo che, per tali condizioni di emergenza, la pres- zionato in a) per le turbine per generatori elettrici deve
sione e la temperatura del vapore non superino i valori anche avere la possibilità di intervento manuale.
che possono essere sopportati da turbine e condensa-
tore con tutta sicurezza. d) Quando il vapore di scarico di impianti ausiliari è con-
vogliato alla turbina di propulsione, esso deve poter
c) Le navi classificate per navigazione illimitata con appa- essere intercettato automaticamente al momento
rato motore a turbina con una sola caldaia principale dell’intervento del dispositivo di protezione contro le
devono essere dotate di mezzi che assicurino la propul- sovravelocità.
sione d’emergenza in caso di avaria alla caldaia princi-
pale. 2.4.3 Spostamenti assiali dei rotori
Deve essere prevista una valvola per l’intercettazione
2.3 Fabbricazione saldata rapida automatica dell’alimentazione di vapore nel caso in
cui lo spostamento assiale del rotore superi i limiti stabiliti
2.3.1 Le prescrizioni del costruttore relative alle saldature dal costruttore. Il dispositivo che aziona la valvola deve
dei rotori o dei più importanti pezzi fucinati o fusi, quando essere azionato dall’albero della turbina.
permesso, devono essere prontamente identificabili sui
disegni inviati all’approvazione della Società. Le prescri- 2.4.4 Mandata d’olio d’emergenza
zioni relative alla fabbricazione, saldatura, trattamenti ter- Per la mandata d’olio lubrificante d’emergenza, vedere
mici, esami, prove e criteri di accettabilità saranno Sez 10, [12.5].
considerati caso per caso.
Generalmente tutte le saldature devono essere eseguite da 2.4.5 Mancanza di lubrificazione dei cuscinetti
saldatori qualificati secondo procedimenti di saldatura qua- a) Le turbine di propulsione in marcia avanti devono
lificati usando materiale d’apporto approvato. essere provviste di una valvola di intercettazione rapida
della mandata di vapore che intervenga automatica-
2.4 Dispositivi di comando, controllo e bloc- mente nel caso di riduzione pericolosa della pressione
dell’olio nell’impianto di lubrificazione dei cuscinetti.
chi automatici
b) La sistemazione deve essere tale da permettere l’ammis-
2.4.1 Regolatori di velocità sione di vapore nella turbina di marcia indietro per arre-
stare la nave.
a) Le turbine di propulsione di navi con eliche a pale
orientabili, giunti disaccoppiabili o sistemi di propul- 2.4.6 Dispositivi di blocco
sione elettrica dovranno essere dotate di un regolatore
di velocità aggiuntivo che, in caso di perdita improvvisa a) Devono essere previsti idonei dispostivi ad aziona-
del carico, impedisca ai giri di aumentare fino all’inter- mento manuale per l’intercettazione della mandata del
vento del dispositivo di blocco di cui in [2.4.2]. vapore alle turbine principali. Tali dispositivi devono
essere sistemati sul piano di manovra e sulla turbina
b) L’aumento di velocità delle turbine azionanti generatori stessa.
elettrici, eccetto quelle per propulsione elettrica, deri-
vante da un improvvisa caduta di carico dal carico b) Il dispositivo di blocco manuale delle turbine ausiliarie
totale a 0, non deve superare il 5% una volta che si sia deve essere sistemato in prossimità del dispositivo di
riassunta una condizione di funzionamento stabile. protezione contro le sovravelocità della turbina.
L’aumento transitorio di velocità conseguente
c) Per dispositivo di blocco manuale si intende un qualsi-
all’improvvisa caduta di carico dal pieno carico a 0 non
asi dispositivo che possa essere azionato manualmente
deve essere superiore al 10% e deve essere separata con
indipendentemente dal modo in cui l’azione viene
un margine sufficiente dal valore di taratura del disposi-
espletata, cioè meccanicamente o mediante l’intervento
tivo di blocco.
di fonti d’energia esterne.

2.4.2 Dispositivi di protezione contro le d) Le valvole d’intercettazione rapide devono essere anche
sovravelocità controllabili manualmente sulla turbina e dal piano di
manovra.
a) Le turbine di propulsione e le turbine ausiliarie devono
essere dotate di un dispositivo capace di limitare la e) Il ripristino delle valvole di intercettazione rapida deve
velocità di rotazione a non più del 15% al di sopra della potersi effettuare solamente in corrispondenza della tur-
velocità massima continuativa. Tale dispositivo deve bina o dal piano di manovra con le valvole di manovra
essere azionato dall’albero della turbina. in posizione chiusa.
b) Quando due o più turbine a vapore sono accoppiate f) Nel caso in cui le valvole siano azionate da impianti
sulla stessa ruota di un riduttore, la Società potrà accet- idraulici progettati per interventi automatici, essi
tare la sistemazione di un unico dispositivo di prote- devono essere alimentati da due pompe: una pompa
zione contro le sovravelocità per tutte le turbine principale ed una pompa di riserva. In ogni caso la
accoppiate. pompa di riserva deve essere indipendente. In casi parti-

98 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 4

colari la Società, a sua discrezione, potrà accettare aumento della pressione, o aumento del livello
come pompa di riserva una pompa manuale. dell’acqua nel condensatore oltre i limiti ammissibili.
g) L’avviamento di una turbina deve essere possibile sola-
mente quando tutti i dispositivi di intercettazione rapida 2.4.7 Tabelle riassuntive
sono pronti a funzionare. Le Tab 3 e Tab 4 riassumono le prescrizioni minime di
h) Deve essere previsto un dispositivo di intercettazione comando e controllo rispettivamente per le turbine di pro-
rapida della mandata di vapore alla turbina nel caso di pulsione e le turbine ausiliarie.

Tabella 3 : Turbine di propulsione

Simboli convenzionali Comandi automatici


H = Valore alto, HH = Valore molto alto,
G = Allarme cumulativo
Controlli
L = Valore basso, LL = Valore molto basso,
I = Allarme singolo Turbina Ausiliari
X = Funzione richiesta, R = A distanza
Rallen- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme tamen- automa- do della
zione
to tico riserva
• Velocità della turbina principale locale
H X
X
• Spostamento assiale della turbina principale X locale X
• Vibrazioni della turbina principale H locale
Olio lubrificante
• Pressione d’alimentazione locale
L X (2)
• Livello della cassa a gravità L (1) locale
(1) Il sensore deve essere sistemato in prossimità del livello normale
(2) Ciò non deve impedire operazioni di marcia indietro per frenature

Tabella 4 : Turbine ausiliarie

Simboli convenzionali Comandi automatici


H = Valore alto, HH = Valore molto alto,
G = Allarme cumulativo
Controlli
L = Valore basso, LL = Valore molto basso,
I = Allarme singolo Turbina Ausiliari
X = Funzione richiesta, R = A distanza
Rallen- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme tamen- automa- do della
zione
to tico riserva
Sovravelocità H locale X
Spostamento del motore X locale X
Vibrazioni H locale
Pressione dell’olio lubrificante all’ingresso L X
Livello dell’olio lubrificante nella cassa a gravità L

Regolamenti RINA 2005 99


Parte C, Cap 1, Sez 4

3 Sistemazione ed installazione 3.9 Strumenti

3.9.1 Le turbine, sia principali che ausiliarie, devono


3.1 Basamenti
essere provviste di ponti e micrometri di tipo idoneo per il
3.1.1 I basamenti dei gruppi turboriduttori devono essere controllo dell’allineamento dei rotori, degli alberi dei
progettati e costruiti in modo che i movimenti dello scafo pignoni e delle ruote lente.
non diano luogo a rilevanti movimenti relativi tra riduttori e Durante l’installazione tale controllo deve essere effettuato
turbine. In ogni caso tali movimenti devono essere assorbiti a soddisfazione del Tecnico.
da idonei accoppiatoi o giunti.
4 Prove sui materiali, ispezioni e col-
3.2 Giunzione fra le superfici d’accoppia-
mento
laudi in officina, certificazione

3.2.1 Le flange di accoppiamento delle casse devono for- 4.1 Prove sui materiali
mare giunzioni stagne senza la necessità di interposizione
di nessun materiale. 4.1.1 Parti da provare
I materiali impiegati per la costruzione delle parti della tur-
3.3 Installazione delle tubolature bina elencate in Tab 5 devono essere provati secondo le
prescrizioni della Parte D.
3.3.1 I tubi e i collettori collegati alle casse delle turbine
devono essere sistemati in modo da ridurre al minimo le Esami magnetoscopici o con liquidi penetranti sono richie-
spinte ed i momenti sulle turbine. sti per le parti elencate in Tab 5 e devono essere effettuati in
posizioni concordate tra il costruttore ed il Tecnico, nelle
3.4 Superfici calde quali l’esperienza indica che difetti sono più probabili.
Per importanti parti strutturali delle turbine, oltre ai controlli
3.4.1 Le superficie calde che potrebbero venire a contatto non distruttivi sopra menzionati, può essere richiesto un
con l’equipaggio durante il servizio devono essere opportu- esame dei giunti saldati con un metodo approvato.
namente protette o coibentate. Vedere Sez 1, [3.7].
Controlli non distruttivi con metodi approvati possono
essere richiesti per qualsiasi parte della turbina quando vi
3.5 Allineamento
sia ragione di dubitare della sua integrità.
3.5.1 Deve essere curato in modo particolare l’allinea-
mento dei gruppi turboriduttori, tenendo conto di tutte le 4.1.2 Turbine ausiliarie speciali
cause che possono provocare variazioni di allineamento Nel caso di turbine ausiliarie con temperatura d’ingresso
dalle condizioni a freddo a quelle di normale funziona- del vapore uguale o inferiore a 250 °C, le prove indicate in
mento. Tab 5 potranno essere limitate ai materiali dei dischi e degli
Quando è prevista la sistemazione di una cassa strutturale alberi.
in corrispondenza del basamento delle turbine o dei ridut-
tori, deve essere tenuto conto, nell’eseguire l’allineamento, 4.2 Ispezioni e prove durante la costruzione
delle variazioni di temperatura della cassa stessa.
Per le turbine di propulsione, devono essere sistemati stru- 4.2.1 Ispezioni durante la costruzione
menti indicatori degli spostamenti assiali dei rotori rispetto Le ispezioni e prove seguenti devono essere presenziate dal
alle relative casse e degli scorrimenti delle casse sui piedi Tecnico durante la costruzione delle turbine menzionate in
scorrevoli. [1.1.1]. Per le prove a bordo vedere Sez 15, [3.5].
• Prove sui materiali come richiesto (vedere [4.1]).
3.6 Impianto di circolazione dell’acqua
• Fabbricazione saldata (vedere [4.2.2]).
3.6.1 L’impianto di circolazione dell’acqua con eiettori a • Esami non distruttivi delle palette delle turbine (vedere
depressione deve essere tale da impedire eventuali ingressi [4.2.3]).
d’acqua nella turbina di bassa pressione.
• Prove idrostatiche (vedere [4.2.4]).
• Valvole di sicurezza (vedere [4.2.5]).
3.7 Pagliolati
• Prova di stabilità termica dei rotori (vedere [4.2.6]).
3.7.1 I pagliolati ed altre strutture in corrispondenza dei
• Bilanciamento dei rotori e prove di sovravelocità
piedi scorrevoli o di supporti flessibili devono essere siste-
(vedere [4.2.7] e [4.2.8]).
mati in modo da non impedire la dilatazione delle casse
delle turbine. • Prove al banco (vedere [4.2.9]).

4.2.2 Fabbricazione saldata


3.8 Drenaggi
La fabbricazione saldata e le prove sulle saldature, devono
3.8.1 Le turbine e le tubolature collegate devono essere essere presenziate dal Tecnico per quanto ritenuto necessa-
munite di adeguati sistemi per il drenaggio. rio dalla Società.

100 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 4

4.2.3 Palette delle turbine tica in conformità con le prescrizioni normali per tali
Quando le palette sono calcolate usando una tensione elementi.
ammissibile K > Rm/4, tutte le palette dei rotori delle turbine
4.2.5 Valvole di sicurezza
devono essere controllate mediante liquidi penetranti o
metodologie equivalenti. Tutte le valvole di sicurezza di cui in [2.4] devono essere
provate alla loro pressione di taratura, come specificata dal
4.2.4 Prove idrostatiche costruttore della turbina, in presenza del Tecnico.

a) Le casse degli ugelli e le casse delle turbine devono 4.2.6 Prova di stabilità termica dei rotori
essere sottoposte ad una prova idrostatica con pressione
I rotori fucinati in un sol pezzo, o in più pezzi saldati, di
di prova uguale al maggiore tra i seguenti due valori:
turbine di propulsione in cui la temperatura di esercizio sia
b) 1,5 volte la pressione di esercizio, superiore a 400 °C devono essere sottoposti ad una prova di
stabilità termica. Tale prova deve essere eseguita dopo i trat-
c) 1,5 volte la pressione all’atto dell’avviamento,
tamenti termici e la lavorazione di sgrossatura o ad uno sta-
d) In nessun caso, tuttavia, la pressione di prova deve dio successivo di lavorazione secondo una procedura
essere inferiore a 0,2 N/mm2. approvata dalla Società.

e) Le casse delle turbine possono, se necessario, essere 4.2.7 Bilanciamento dei rotori
suddivise temporaneamente con diaframmi per poter
I rotori, finiti di lavorazione e completi di tutti gli accessori
realizzare i differenti valori di pressione nei vari stadi.
e palettature, devono essere bilanciati dinamicamente con
f) Nel caso in cui le prove idrostatiche non risultino effet- un’apparecchiatura di appropriata sensibilità in relazione
tuabili, il costruttore può presentare all’esame della alla grandezza del rotore. Normalmente questa prova deve
Società proposte alternative per controllare l’integrità essere eseguita con la parte primaria di un eventuale giunto
delle casse delle turbine e l’assenza di difetti nelle elastico.
stesse.
4.2.8 Prova di sovravelocità dei rotori
g) Per i corpi delle valvole d’intercettazione rapida, val-
vole di sicurezza, di manovra e di regolazione la pres- I rotori, finiti di lavorazione e completi di tutti gli accessori
e palettature, devono essere sottoposti per almeno 3 minuti
sione di prova è pari a 1,5 volte la massima pressione di
esercizio ammissibile della caldaia (pressione di appro- ad una prova di sovravelocità al maggiore dei seguenti
vazione). L’efficacia della tenuta delle valvole quando valori:
chiuse deve essere provata ad una pressione pari a 1,1 • 5% in più della velocità di taratura del dispositivo di
volte la pressione d’esercizio. sovravelocità
h) I refrigeranti intermedi e gli scambiatori di calore • 15% in più della massima velocità di progetto
devono essere sottoposti ad una prova idrostatica con
La Società può derogare dalla richiesta di detta prova se il
pressione di prova uguale a 1,5 volte la pressione di
costruttore dimostra con un calcolo diretto, ritenuto idoneo,
esercizio.
che il rotore può sopportare con tutta sicurezza il valore
i) Le tubolature, le valvole e gli altri accessori soggetti a suddetto di sovravelocità e se viene accertata mediante
pressione devono essere sottoposti ad una prova idrosta- esami non distruttivi l’assenza di difetti nei rotori.

Tabella 5 : Materiali e prove non distruttive

Prove sui materiali Prove non distruttive


(caratteristiche mec-
Componenti della turbina caniche e composi- Esami magnetosco-
Ultrasuoni o esami
zione chimica) pici o liquidi pene-
mediante raggi X
tranti

Parti rotanti (rotori delle turbine, alberi, giunti rigidi tutte tutte a campione
ed elastici, viti per accoppiatoi, ed altre parti solle-
citate dinamicamente, pignoni e ruote di pezzo
con la turbina)
Parti statiche (fusioni e lamiere per casse) tutte a campione come con- -
cordato tra costruttore
e Tecnico
Palette a campione a campione a campione
Tubolature ed accessori relativi come prescritto nella come prescritto nella come prescritto nella
sezione pertinente del sezione pertinente del sezione pertinente del
regolamento regolamento regolamento

Regolamenti RINA 2005 101


Parte C, Cap 1, Sez 4

4.2.9 Prove al banco parti rotanti e delle palette come elencati in Tab 4 e per le
Quando le turbine sono sottoposte a prove al banco in offi- prove in officina elencate in [4.2.1]. Qualora il costruttore
cina, durante le prove dovrà essere verificato il funziona- abbia un sistema di garanzia della qualità certificato dalla
mento soddisfacente dei dispositivi di comando, controllo e Società, potrà essere concordato un numero minore di ispe-
sicurezza. In ogni caso tale verifica deve essere eseguita zioni e prove presenziate dal Tecnico.
non più tardi della sistemazione della turbina a bordo.
4.3.2 Turbine per le quali non è richiesta la
Le turbine a vapore destinate ad impianti di propulsione
certificazione
devono, in generale, essere sottoposte ad una prova in offi-
cina sotto vapore, senza carico, durante la quale la turbina Per le turbine per le quali non è richiesta la certificazione
deve essere portata, per quanto possibile, fino ai giri di eser- secondo quanto stabilito in [1.1.1], devono essere inviati
cizio. Durante le prove in officina, per tutte le turbine, sia certificati del costruttore con i particolari delle prove ed
principali sia ausiliarie, devono essere tarati i dispositivi di ispezioni eseguite in officina . L’accettazione di queste tur-
sicurezza di sovravelocità. bine è tuttavia subordinata ad una soddisfacente presta-
zione durante le prove in banchina e le prove in mare.
4.3 Certificazione
4.3.3 Turbine con approvazione di tipo
4.3.1 Turbine per le quali è richiesta la Per turbine costruite in serie per le quali è richiesta l’appro-
certificazione vazione di tipo alla Società, le prove ed i collaudi sul proto-
Per le turbine per le quali è richiesta la certificazione tipo devono essere presenziati dal Tecnico come stabilito in
secondo quanto stabilito in [1.1.1], sono richiesti certificati [4.3.1]. Il costruttore e la Società concorderanno caso per
della Società (C) (vedere Parte D, Cap 1, Sez 1, [4.2.1]) per caso il numero minimo di ispezioni del Tecnico durante le
le prove sui materiali impiegati per la costruzione delle prove di produzione.

102 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 5

SEZIONE 5 TURBINE A GAS

1 Generalità 1.2 Definizione di potenza nominale

1.1 Applicabilità 1.2.1 La potenza nominale è la massima potenza costante


che la turbina può sviluppare a velocità costante nel campo
1.1.1 Turbine di propulsione e per servizi essenziali di variazione della temperatura di ingresso dell’aria com-
Le prescrizioni della presente Sezione si applicano a: preso fra 0 °C e 35 °C. Tale potenza deve essere considerata
a) tutte le turbine di propulsione; nell’ipotesi di 0 perdite all’entrata e allo scarico ed un’umi-
b) turbine per servizi ausiliari essenziali per la sicurezza e dità relativa del 60%.
la navigazione.

1.1.2 Turbine per generatori elettrici ausiliari 1.3 Documentazione da inviare


Le turbine ausiliare azionanti generatori elettrici in aggiunta
alle prescrizioni contenute nella presente Sezione devono 1.3.1 I disegni elencati in Tab 1 devono essere inviati per
soddisfare le prescrizioni pertinenti nel Capitolo 2. le turbine di propulsione e quelle per servizi essenziali.

1.1.3 Approvazione di tipo I disegni costruttivi elencati devono essere completi con
Le turbine di propulsione e per servizi essenziali devono tutte le dimensioni e devono contenere indicazioni esau-
essere di un tipo approvato dalla Società. rienti sui tipi di materiali impiegati.

Tabella 1 : Documenti da inviare

N. A/I (1) DOCUMENTO


1 I Vista d’insieme della turbina in sezione longitudinale
2 A Disegni particolareggiati dei rotori, casse, palette, camere di combustione e scambiatori di calore (2)
3 A Specifiche dei materiali delle parti principali, comprese le caratteristiche fisiche, chimiche e meccaniche, i dati
relativi alla rottura ed allo scorrimento a caldo, la resistenza a fatica ed alla corrosione ed i trattamenti termici
(2)
4 A Qualora i rotori, statori o altri componenti della turbina siano di costruzione saldata, tutti i particolari relativi al
progetto dei giunti saldati, procedimenti e sequenze di saldatura, trattamenti termici e controlli non distruttivi
dopo la saldatura (2)
5 I Specifica generale della turbina comprendente un manuale di istruzioni, una descrizione delle strutture e
l’indicazione delle proprietà del combustibile e dell’olio lubrificante da impiegare
6 I Particolari relativi alle condizioni operative, comprese le curve di pressione e temperatura nella turbina e nel
compressore alla potenza nominale ed alle corrispondenti velocità di rotazione, nonché particolari sulle possi-
bili operazioni transitorie al di sopra della potenza normale
7 A Schemi degli impianti per il combustibile, compresi i sistemi di comando e sicurezza, e per l’olio lubrificante
8 A Schema dell’impianto di raffreddamento, se applicabile
9 I Quando possibile, informazioni sulle esperienze operative sul campo di impianti similari
10 I Procedure di manutenzione e di ripristino
11 A Analisi delle tensioni e temperature nelle palette, rotori e camere di combustione (2)
12 A Calcolo del tempo di vita delle parti ad alta temperatura e sottoposte a sollecitazioni particolarmente alte (2)
13 A Analisi delle vibrazioni delle palette e rotori (2)
14 A Particolari dei dispositivi di sicurezza automatici con analisi di guasto ed effetti (2)
(1) A = da inviare all’approvazione in quadruplice copia
I = da inviare per conoscenza in duplice copia
(2) In alternativa, la Società potrà considerare, caso per caso, di esaminare alcuni gruppi scelti di documenti relativi a parti impor-
tanti o critiche della turbina, nei quali tutti i criteri usati dal Costruttore per la progettazione, costruzione, ispezioni, prove e cri-
teri di accettabilità siano chiaramente descritti, purché il sistema di garanzia di qualità del Costruttore sia approvato e certificato
dalla Società.

Regolamenti RINA 2005 103


Parte C, Cap 1, Sez 5

2 Progetto e costruzione relativi tubi di spurgo. Tali rubinetti devono essere di


facile manovra.

2.1 Materiali c) Idonei mezzi di protezione devono essere previsti al


fine di evitare che il calore, il rumore o eventuali avarie
2.1.1 Materiali approvati di parti rotanti possano causare danni alle persone. Se
per tale scopo tutta la turbina a gas viene sistemata in
a) I materiali impiegati per le turbine a gas devono soddi- un inviluppo protettivo, lo spazio tra la cassa turbina e
sfare i requisiti imposti dalle condizioni operative dei detto inviluppo deve essere ben ventilato.
vari componenti. Nella scelta dei materiali si deve tener
conto di effetti, quali, per esempio, scorrimento a caldo, d) Particolare attenzione deve essere prestata al fatto che i
fatica termica, ossidazione e corrosione, ai quali pos- tubi ed i collettori entro le casse delle turbine e dei
compressori siano collegati agli statori in modo da evi-
sono essere sottoposti i componenti durante il loro eser-
cizio. Dovrà essere fornita alla Società la prova che i tare carichi anormali in esercizio.
materiali impiegati sono adatti al loro impiego detta- e) Devono essere previsti ampi raccordi in corrispondenza
gliando le loro caratteristiche chimiche e meccaniche e dei cambiamenti di sezione dei rotori, dei dischi e delle
i trattamenti termici applicati. Qualora siano usati mate- radici delle palette. I fori nei dischi devono essere ben
riali compositi deve essere descritto il loro metodo di arrotondati e lisciati.
costruzione.
2.3.2 Accessi ed aperture d’ispezione
b) Le palette delle turbine devono essere costruite con
materiali resistenti al calore ed alla corrosione. a) Deve essere assicurato l’accesso alla camera di combu-
stione. Deve essere possibile esaminare i bruciatori o la
camera di combustione senza dover rimuovere il gene-
2.2 Analisi delle tensioni ratore di gas.

2.2.1 Calcoli b) Devono essere previste aperture che permettano l’ispe-


zione del percorso dell’aria nella turbina, senza la
a) Il Costruttore deve inviare i risultati dei calcoli delle ten- necessità di smontaggi, mediante opportuni dispositivi,
sioni in ogni rotore nelle condizioni più severe di eser- per esempio sonde a fibre ottiche o simili.
cizio.

b) Deve anche essere inviata un’analisi a fatica di ogni 2.3.3 Cuscinetti


rotore, tenendo conto delle concentrazioni delle ten- a) I cuscinetti delle turbine devono essere sistemati in
sioni. modo che la lubrificazione non venga resa inefficiente a
causa di un eccessivo riscaldamento dovuto a gas caldi
c) La Società potrà considerare i risultati derivanti da espe-
o all’alta temperatura delle parti adiacenti.
rienze in esercizio di impianti similari in alternativa alle
voci a) e b) di cui sopra. b) Deve essere impedito che il gocciolamento di olio o
combustibile raggiunga parti ad alta temperatura.
I calcoli e le analisi (vedere anche [1.3.1]) devono essere
eseguiti secondo criteri concordati con la Società. Inoltre c) Un idoneo dispositivo per raffreddare i cuscinetti dopo
devono essere inviati dati sulla vita di esercizio di progetto che le turbine sono state fermate deve essere previsto se
e i risultati di prove usati per validare le assunzioni dei cal- è necessario per evitare fenomeni di ricottura dei cusci-
coli. netti stessi.
d) I cuscinetti volventi devono essere identificabili e la loro
2.2.2 Vibrazioni
vita deve essere adeguata allo scopo previsto. Comun-
Il campo delle varie velocità in esercizio non deve dar que tale vita non deve essere inferiore a 40000 ore.
luogo a vibrazioni flessionali inaccettabili o a vibrazioni
che possano influenzare l’intero impianto. Devono essere 2.3.4 Viratore
inviati i calcoli delle velocità critiche ove siano dettagliate
a) Le turbine di propulsione devono essere dotate di un
le assunzioni su cui essi sono basati.
viratore o di un motore d’avviamento. Deve essere pos-
sibile ruotare a mano i rotori delle turbine ausiliarie.
2.3 Particolari di progetto e costruzione b) L’ingranamento del viratore o del motore d’avviamento
deve essere chiaramente indicato sul piano di manovra.
2.3.1 Rotori e statori
c) Deve essere sistemato un dispositivo di blocco che assi-
a) Tutte le parti delle turbine e dei compressori devono curi che la turbina principale non possa essere avviata
essere prive di difetti, costruite e installate con tolle- quando il viratore è ingranato.
ranze e giochi idonei a permettere le dilatazioni termi-
che ed a ridurre al minimo le deformazioni delle casse e 2.3.5 Raffreddamento
dei rotori in tutte le condizioni di funzionamento.
Le turbine ed il sistema di gas di scarico al loro esterno
b) Nella parte bassa di ciascuna cassa, devono essere devono essere opportunamente coibentati o raffreddati per
installati in posizione opportuna adeguati rubinetti e impedire un’eccessiva temperatura delle superfici esterne.

104 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 5

2.3.6 Aspirazione d’aria 2.3.11 Marcia indietro


a) Le condotte d’aspirazione d’aria devono essere dotate Per macchinari di propulsione con invertitori, eliche a pale
di dispositivi tali da impedire l’ingresso di corpi estranei orientabili o un sistema di trasmissione elettrica, non si
nella turbina e nel compressore. deve verificare un sovraccarico della turbina durante la
marcia indietro.
b) Devono essere previsti dispositivi atti a controllare che
la salinità dell’aria comburente, sia entro i limiti specifi- 2.3.12 Operazioni in emergenza
cati dal Costruttore. a) In impianti con più di un’elica e relativa linea d’alberi e
c) Devono essere previsti sistemi di pulizia per rimuovere più di una turbina, l’avaria di una qualsiasi turbina a gas
eventuali depositi dalla turbina e dal compressore. collegata ad una linea d’alberi non deve aver alcun
effetto sulle operazioni continue ed indipendenti delle
d) Devono essere previsti dispositivi per impedire la for-
altre turbine.
mazione di ghiaccio nelle condotte di aspirazione
dell’aria. b) In impianti con una sola elica e relativa linea d’alberi
azionata da due o più turbine, deve essere assicurato
2.3.7 Sistemazione degli scarichi delle turbine che in caso di avaria ad una turbina, le altre siano
a) La sistemazione dei tubi e condotte di scarico deve capaci di continuare indipendentemente il loro servizio.
essere progettata in modo tale da impedire l’entrata di c) Le navi classificate per navigazione illimitata con una
gas nel compressore. sola elica e relativa linea d’alberi azionata da un’unica
turbina a gas devono essere dotate di un mezzo di pro-
b) Silenziatori o altre sistemazioni equivalenti devono
pulsione d’emergenza alternativo in caso di avaria alla
essere previsti sui condotti dei gas di scarico, in modo
turbina principale.
tale da limitare il rumore nell’aria, misurato ad 1 m di
distanza dalla turbina, a non più di 110 dB(A) in locali
macchine non presidiati e a non più di 90 dB(A) in 2.4 Fabbricazione saldata
locali macchine presidiati.
2.4.1 Le prescrizioni del Costruttore relative alle saldature
2.3.8 Impianti con più di una turbina dei rotori e dei più importanti pezzi fucinati o fusi, quando
permesso, devono essere prontamente identificabili dalla
Gli impianti con più di una turbina devono avere impianti Società su disegni inviati all’approvazione.
di aspirazione dell’aria e di scarico separati per impedire la
Generalmente tutte le saldature devono essere eseguite da
possibilità di ricircolo dell’aria nelle turbine ferme.
saldatori qualificati secondo procedimenti di saldatura qua-
2.3.9 Combustibile liquido lificati usando materiale d’apporto approvato.
a) Qualora la turbina sia progettata per bruciare combusti-
bili non distillati, deve essere previsto un sistema di
2.5 Dispositivi di comando, controllo e bloc-
depurazione capace di rimuovere, per quanto possibile chi automatici
i componenti corrosivi del combustibile o di inibirne gli
2.5.1 Sistemazione dei dispositivi di comando e
effetti in accordo con la specifica del Costruttore.
controllo
b) Se necessario, devono essere previsti mezzi per rimuo- Tutti i dispostivi di comando e controllo relativi ad ogni
vere eventuali depositi derivati dalla combustione del macchinario principale di propulsione devono essere rag-
combustibile che potrebbero dar luogo ad effetti corro- gruppati insieme in ogni posizione dalla quale il macchina-
sivi o abrasivi. rio in questione possa essere comandato.
c) Le turbine a gas che bruciano gas evaporati dalle
2.5.2 Regolatori di velocità e dispositivi di
cisterne di navi gasiere saranno oggetto di considera- protezione contro le sovravelocità
zione speciale da parte della Società, tenendo conto
a) Le turbine di propulsione che possono operare senza
delle prescrizioni in Parte E, Cap 9, Sez 16.
carico devono essere dotate di un dispositivo capace di
2.3.10 Dispositivi d’avviamento limitare la velocità a non più del 10% al di sopra della
velocità massima continuativa.
a) Le turbine a gas devono essere dotate di dispositivi
capaci di avviarle dalla condizione di fermo. b) Le turbine per propulsione di navi con eliche a pale
orientabili, giunti disaccoppiabili o impianti di propul-
b) Deve essere previsto un sistema per eliminare l’accu- sione elettrica dovranno essere dotate di un regolatore
mulo pericoloso di combustibile liquido o gassoso di velocità che, in caso di perdita improvvisa del carico,
all’interno della turbina prima di ogni tentativo di avvia- impedisca ai giri di aumentare fino all’intervento del
mento o di riavviamento. dispositivo di blocco.
c) I dispositivi di avviamento devono essere realizzati in c) In aggiunta al regolatore di velocità le turbine per gene-
modo tale che se l’accensione non si verifica entro un ratori elettrici devono essere dotate di un dispositivo
tempo predeterminato le operazioni di avviamento ven- separato di protezione contro le sovravelocità, con
gano bloccate e la valvola principale di ammissione del sistema di intervento manuale, capace di impedire che
combustibile si chiuda. la velocità nominale venga superata per più del 15%.
d) Il numero minimo di avviamenti deve essere in accordo d) L’aumento di velocità delle turbine azionanti generatori
con le prescrizioni in Sez 1, [1.4.4]. elettrici, eccetto quelle per propulsione elettrica, deri-

Regolamenti RINA 2005 105


Parte C, Cap 1, Sez 5

vante da un’improvvisa caduta di carico da pieno carico 3 Sistemazione ed installazione


a 0, non deve superare il 5% una volta che si sia rias-
sunta una condizione di funzionamento stabile.
3.1 Basamenti
L’aumento transitorio di velocità conseguente
all’improvvisa caduta di carico da pieno carico a 0 non 3.1.1 I basamenti dei gruppi turboriduttori devono essere
deve essere superiore al 10% e deve essere separata con progettati e costruiti in modo che i movimenti dello scafo
un margine sufficiente dal valore di taratura del disposi- non diano luogo a rilevanti movimenti relativi tra riduttori e
tivo di blocco. Prescrizioni alternative potranno essere turbine. In ogni caso tali movimenti devono essere assorbiti
considerate dalla Società caso per caso sulla base del da idonei accoppiatoi o giunti.
progetto e della sistemazione effettiva della turbina.
3.2 Giunzione fra le superfici d’accoppia-
2.5.3 Sistemi di controllo
mento
I principali parametri operativi (pressioni, temperature, giri
al minuto, ecc.) devono essere adeguatamente controllati e 3.2.1 Le flange di accoppiamento delle casse devono for-
segnalati sul piano di manovra. mare giunzioni stagne senza la necessità di interposizione
di materiale.
2.5.4 Blocchi d’emergenza
3.3 Installazione delle tubolature
a) Un dispositivo di blocco d’emergenza a pulsante deve
essere sistemato sul piano di manovra. 3.3.1 I tubi ed i collettori collegati alle casse delle turbine
e dei compressori devono essere sistemati in modo da
b) Qualsiasi dispositivo di blocco previsto per soddisfare la ridurre al minimo le spinte ed i momenti. Se manichette
prescrizione di cui sopra, deve essere tale da provocare flessibili vengono adoperate a tale scopo, esse devono sod-
l’interruzione dell’alimentazione del combustibile il più disfare alle prescrizioni in Sez 10, [2.6].
vicino possibile al bruciatore.
3.4 Superfici calde
2.5.5 Dispositivi di blocco
3.4.1 Le superficie calde che potrebbero venire a contatto
a) Il ripristino dei dispositivi di blocco rapido automatici
con l’equipaggio durante l’esercizio devono essere oppor-
deve poter essere effettuato solamente presso la turbina
tunamente protette o coibentate. Vedere Sez 1, [3.7].
o dal piano di manovra con la valvola di alimentazione
del combustibile in posizione chiusa.
3.5 Allineamento
b) Quando il sistema è azionato da un impianto oleodina- 3.5.1
mico previsto per le operazioni automatiche, esso deve
a) Deve essere curato in modo particolare l’allineamento
essere alimentato da due pompe: una pompa princi-
dei gruppi turboriduttori, tenendo conto di tutte le cause
pale ed una pompa di riserva. La pompa di riserva deve
che possono provocare variazioni di allineamento dalle
sempre essere indipendente. In casi particolari una
condizioni a freddo a quelle di normale funzionamento.
pompa a mano potrà essere accettata come pompa di
riserva. b) Quando è prevista la sistemazione di una cassa struttu-
rale in corrispondenza del basamento delle turbine o
c) L’avviamento della turbina deve essere possibile sola- dei riduttori, deve essere tenuto conto, nell’eseguire
mente quando i dispositivi di blocco rapido sono pronti l’allineamento, delle variazioni di temperatura previste
per il funzionamento. per la cassa stessa.
c) Per le turbine di propulsione, devono essere sistemati
2.5.6 Controlli automatici della temperatura strumenti indicatori degli spostamenti assiali dei rotori
Le seguenti funzioni della turbina devono avere un sistema rispetto alle relative casse e degli scorrimenti delle casse
di controllo automatico della temperatura tale da mante- sui piedi scorrevoli. Gli strumenti indicatori devono
nere e stabilizzare le condizioni di esercizio della turbina essere sistemati in posizione ben visibile. Tale prescri-
principale entro il normale campo di applicazione. zione non si applica a turbine montate su cuscinetti a
rulli.
a) Olio lubrificante all’entrata ed all’uscita della turbina.

b) Alimentazione del combustibile (o in alternativa con-


3.6 Pagliolati
trollo automatico della viscosità del combustibile). 3.6.1 I pagliolati ed altre strutture in corrispondenza dei
c) Gas di scarico in posizioni specifiche scelte dal Costrut- piedi scorrevoli o di supporti flessibili devono essere siste-
tore nel percorso dei gas all’interno della turbina. mati in modo da non impedire la dilatazione delle casse
delle turbine.
2.5.7 Indicatori, allarmi e blocchi
3.7 Drenaggi
La Tab 2 indica le prescrizioni minime relative ai comandi,
controlli e blocchi delle turbine a gas di propulsione ed 3.7.1 Le turbine e le tubolature collegate devono essere
ausiliarie. munite di adeguati sistemi per il drenaggio.

106 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 5

Tabella 2 : Turbine di propulsione e turbine ausiliarie

Simboli convenzionali Comandi automatici


H= Valore alto, HH = Valore molto alto,
G= Allarme cumulativo
Controlli
L = Valore basso, LL = Valore molto basso,
I = Allarme singolo Turbina Ausiliari
X= Funzione richiesta, R = A distanza
Rallen- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme tamen- automa- do della
zione
to tico riserva
• Guasto dell’impianto di comando X
• Guasto dell’avvio automatico X
Controllo meccanico della turbina a gas
• Velocità locale
X
H X
• Spostamento assiale del rotore (Non applicabile a locale
cuscinetti a rotolamento)
H X
• Vibrazioni H locale
• Numero di cicli della parte rotante effettuati H
Controllo del generatore di gas
• Arresto della fiamma e guasto dell’accensione X X
• Pressione della mandata del combustibile L locale
• Temperatura della mandata del combustibile H locale
• Temperatura media del fluido di raffreddamento H locale
• Temperatura dei gas di scarico o temperatura del gas locale
in posizioni specifiche nel percorso dei gas. (Allarme
H X
prima del blocco)
• Pressione all’ingresso del compressore (allarme locale
prima del blocco)
L X
Olio lubrificante
• Pressione della mandata alla turbina locale
L X
• Pressione differenziale attraverso il il filtro dell’olio H locale
lubrificante
• Temperatura dei cuscinetti o dell’olio lubrificante H locale
(allo scarico)

Regolamenti RINA 2005 107


Parte C, Cap 1, Sez 5

3.8 Strumenti c) Stadio C - Esame delle parti principali della turbina.


Una volta ultimato il programma di prova le parti princi-
3.8.1 Le turbine, sia principali che ausiliarie, devono pali della turbina devono essere esaminate.
essere provviste di ponti e micrometri di tipo idoneo per il
Il Costruttore della turbina deve riportare tutti i risultati e le
controllo dell’allineamento dei rotori, degli alberi dei
misurazioni relativi alla turbina provata durante la prova di
pignoni e delle ruote lente, quando necessario.
tipo in un apposito verbale di prova, che dovrà essere
Durante l’installazione a bordo tale controllo deve essere inviato alla Società.
effettuato alla presenza ed a soddisfazione del Tecnico.
4.2.2 Stadio A - Prove preliminari interne (prove di
funzionamento e raccolta dati operativi)
4 Prove sui materiali, ispezioni e col-
a) Nel corso delle suddette prove devono essere eseguite
laudi in officina, certificazione prove di funzionamento della turbina alle prestazioni
ritenute significative dal Costruttore e devono essere
4.1 Prove di tipo - Generalità registrati i relativi parametri di funzionamento.
b) Le suddette prestazioni di prova possono essere scelte
4.1.1 Una volta ultimato il progetto di un nuovo tipo di
tenendo conto di tutti i campi di funzionamento.
turbina da installare a bordo, un prototipo della stessa deve
essere sottoposto alla prova di tipo secondo quanto qui di c) Le prove di funzionamento in condizioni di normale
seguito stabilito. esercizio devono comprendere:
Una prova di tipo effettuata su di un determinato tipo di tur- 1) Prove al 25%, 50%, 75%, 100% della potenza
bina in una qualsiasi officina del Costruttore sarà ritenuta nominale per la quale è richiesta l’approvazione di
valida per tutte le turbine dello stesso tipo costruite dal tipo, eseguite:
Costruttore o da suoi licenziatari. • alla velocità di rotazione corrispondente alla
Le turbine sottoposte alla prova di tipo sono soggette curva nominale (teorica) dell’elica ed a velocità
all’estensione di prova di seguito specificata dando per di rotazione costante, nel caso di turbine di pro-
scontato che: pulsione;
• la turbina sia stata messa a punto come necessario per • a velocità di rotazione costante, nel caso di tur-
le condizioni della prova di tipo; bine per generatori elettrici.

• nel corso delle prove interne preliminari eseguite dal 2) Prove alle prestazioni limite del campo di funziona-
Costruttore siano stati effettuati gli accertamenti e le mento ammissibile della turbina.
misure necessari ad accertare l’affidabilità di funziona- Tali prestazioni limite devono essere stabilite dal
mento della turbina; Costruttore.
• la documentazione di cui in [1.3.1] sia stata esaminata, d) Un programma alternativo di prova potrà essere con-
e, quando richiesto, approvata dalla Società, e siano cordato tra il Costruttore e la Società caso per caso.
stati comunicati alla Società il tipo e l’estensione degli
accertamenti eseguiti durante le prove preliminari effet- 4.2.3 Stadio B - Prove di tipo presenziate dal
Tecnico
tuate prima della messa in produzione della turbina.
Nel corso delle prove di tipo devono essere eseguite, alla
presenza di un Tecnico, le prove elencate qui di seguito e
4.2 Prove di tipo di turbine non ammesse ad deve essere compilato un verbale contenente i risultati delle
una procedura di collaudo semplificata suddette prove che deve essere firmato sia dal Costruttore
sia dal Tecnico.
4.2.1 Generalità
Eventuali modifiche al presente programma di prova
Le turbine, per le quali il Costruttore non può usufruire
devono essere concordate tra il Costruttore e la Società.
della procedura di collaudo alternativa (vedere Parte D,
Cap 1, Sez 1, [3.2]), devono sottostare a prova di tipo pre- a) Prestazioni di prova
senziata dal Tecnico secondo le prescrizioni seguenti. Le prestazioni di prova, che devono essere scelte per la
La prova di tipo è suddivisa nei seguenti 3 stadi: turbina con riferimento al diagramma potenza/velocità
di rotazione sono quelle qui sotto elencate. Alle diverse
a) Stadio A - Prove preliminari eseguite dal Costruttore. prestazioni di prova devono essere misurati ed annotati
Lo stadio A consiste nell’effettuazione di prove di fun- tutti i parametri di funzionamento necessari.
zionamento e nella registrazione dei parametri opera- Il periodo di funzionamento per ciascuna prestazione di
tivi, compreso il numero di ore di funzionamento prova deve essere stabilito in relazione alle caratteristi-
durante le prove interne. I risultati di dette prove devono che della turbina, cioè al tempo necessario per raggiun-
essere presentati al Tecnico in occasione della prova di gere le condizioni di regime, ed al tempo necessario per
tipo. Il Costruttore deve inoltre dichiarare il numero di misurare i parametri necessari per il funzionamento
ore di prova a cui sono stati sottoposti i componenti della turbina.
della turbina che dovranno essere esaminati.
Di norma, per ogni prestazione di prova, il periodo di
b) Stadio B - Prova di tipo. funzionamento deve essere di mezz’ora.
La prova di tipo deve essere effettuata alla presenza di Il periodo di funzionamento alla massima potenza con-
un Tecnico. tinuativa di cui al successivo punto (1) deve essere di 2

108 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 5

ore; nel corso di tale periodo devono essere effettuate b) 10 ore complessive ai carichi parziali pari al 25%, 50%,
due serie di letture ad un intervallo minimo di un’ora. 75% e 90% della potenza P;
1) Prova alla massima potenza continuativa P, cioè c) 2 ore a carichi intermittenti;
100% della potenza, 100% della coppia e 100% d) prove di avviamento
della velocità di rotazione.
e) prove del regolatore di velocità, del dispositivo di prote-
2) Prova al massimo valore ammissibile della coppia zione contro le sovravelocità e del dispositivo di allarme
(normalmente 110% del valore nominale T) ed al per avaria all’impianto dell’olio lubrificante;
100% della velocità di rotazione; oppure prova alla
f) prove alla minima velocità di rotazione secondo la
massima potenza ammissibile ed alla corrispon-
curva nominale (teorica) dell’elica, per turbine azio-
dente velocità di rotazione secondo la curva nomi-
nanti eliche a pale fisse, ed alla minima velocità di rota-
nale dell’elica.
zione con un carico al freno nullo, per turbine azionanti
3) Prove a carichi parziali, ad esempio al 75%, al 50% eliche a pale orientabili o per turbine destinate a servizi
ed al 25% della massima potenza continuativa P ed ausiliari;.
alle corrispondenti velocità di rotazione, in accordo Le prove alle diverse prestazioni sopra menzionate devono
con la curva nominale dell’elica. essere combinate in cicli di funzionamento da ripetersi in
b) Prove addizionali successione fino al completamento dell’intera durata della
• Prova alla velocità di rotazione minima in accordo prova entro i limiti indicati.
con la curva nominale dell’elica. In particolare, la prova a pieno carico deve essere effettuata
• Prove di avviamento. al termine di ciascun ciclo.
• Prove del regolatore di velocità. Le prove ai carichi parziali di cui in (b) devono essere ese-
• Prove e taratura dei dispositivi di sicurezza. guite:
• alla velocità di rotazione corrispondente alla curva
4.2.4 Valutazione dei risultati delle prove nominale (teorica) dell’elica ed a velocità di rotazione
I risultati delle prove e degli accertamenti di cui al par. costante, nel caso di turbine di propulsione;
[4.2.3] devono dare esito soddisfacente a giudizio del Tec- • a velocità di rotazione costante, nel caso di turbine
nico. I parametri di funzionamento essenziali che devono destinate ad azionare generatori di corrente elettrica.
essere rilevati durante le prove sono di norma quelli elen-
cati in in [4.3.4]. Per turbine prototipo, la durata ed il relativo programma
della prova di tipo sarà oggetto di particolare considera-
I valori delle temperature e delle pressioni dei fluidi, quali
zione da parte della Società.
fluido di raffreddamento, olio lubrificante, gas di scarico,
ecc. devono mantenersi entro limiti appropriati, a giudizio 4.3.3 Alternative
del Tecnico, alle caratteristiche della turbina provata. Per le turbine per le quali il Costruttore fornisca dati docu-
mentati relativi al soddisfacente comportamento in eserci-
4.2.5 Stadio C - Esame dei componenti della
turbina zio oppure risultati di prove al banco precedentemente
eseguite, la Società può, a suo giudizio, accettare l’esecu-
Appena terminata la prova di tipo di cui in [4.2.3], alcuni
zione di una prova di tipo da concordare di volta in volta e
componenti scelti insieme dal Tecnico e dal Costruttore
da effettuare alla presenza di un Tecnico.
devono essere sottoposti all’esame del Tecnico.
4.3.4 Dati da registrare
4.3 Prove di tipo di turbine ammesse alla Nel corso delle prove di tipo devono essere rilevati ed
procedura di collaudo alternativa annotati almeno i seguenti parametri:
a) temperatura, pressione e umidità dell’aria nella sala
4.3.1 Generalità
prove;
Le turbine, per le quali il Costruttore può usufruire per le
b) temperatura del fluido di raffreddamento all’ingresso
prove e ispezioni della procedura di collaudo semplificata
della turbina
(vedere Parte D, Cap 1, Sez 1, [3.2]), devono sottostare a
prova di tipo presenziata dal Tecnico secondo le prescri- c) caratteristiche del combustibile e dell’olio lubrificante
zioni seguenti. impiegati durante la prova;
La scelta della turbina da provare nella linea di produzione d) velocità di rotazione della turbina;
deve essere concordata col Tecnico. e) potenza al freno;

4.3.2 Prova di tipo f) coppia al freno;


In generale la prova di tipo deve essere eseguita secondo il g) perdite alla mandata ed allo scarico dell’aria;
programma di prova qui sotto specificato, essendo P la h) temperatura e pressione dell’olio lubrificante;
potenza nominale continuativa ed n la velocità di rotazione i) temperatura dei gas di scarico in posizioni scelte dal
corrispondente. Costruttore nel percorso gas all’interno della turbina;
Possibili variazioni di questo programma dovranno essere j) minima portata dell’aria di spurgo e d’avviamento e
concordate tra il Costruttore e la Società: pressione dell’aria d’avviamento necessarie per avviare
a) 6 ore alla massima potenza; la turbina a freddo, se applicabile.

Regolamenti RINA 2005 109


Parte C, Cap 1, Sez 5

4.3.5 Ispezione delle parti principali della turbina e 4.5.3 Prove idrostatiche
valutazione delle prove
Le casse completate e gli scambiatori di calore devono
Valgono, per quanto applicabile, le indicazioni di cui in
essere assoggettati ad una prova idrostatica ad una pres-
[4.2.4] e [4.2.5].
sione pari a 1,5 volte la massima pressione d’esercizio. Se
con altri mezzi si dimostra che la robustezza della cassa è
4.4 Prove sui materiali sufficiente, una prova di tenuta a 1,1 volte la massima pres-
sione d’esercizio ammissibile potrà essere accettata dalla
4.4.1 I materiali impiegati per la costruzione delle parti
Società. Nel caso in cui la prova idrostatica non possa
della turbina elencati Tab 3 devono essere sottoposti a
essere eseguita, mezzi alternativi per verificare l’integrità
prove secondo le prescrizioni nella Parte D.
della cassa potranno essere concordati tra il Costruttore e la
Esami magnetoscopici o con liquidi penetranti sono richie- Società caso per caso.
sti per le parti elencate in Tab 3 e devono essere effettuati in
posizioni concordate tra il Costruttore ed il Tecnico, nelle
4.5.4 Bilanciamento dei rotori
quali l’esperienza mostra che difetti sono più probabili.
Per importanti parti strutturali delle turbine, oltre ai controlli I rotori, finiti di lavorazione e completi di tutti gli accessori
non distruttivi sopra menzionati, può essere richiesto un e palettature, devono essere bilanciati dinamicamente con
esame dei giunti saldati con un metodi di ispezione ritenuti un’apparecchiatura di appropriata sensibilità in relazione
idonei. alla grandezza del rotore. Normalmente questa prova deve
essere eseguita con la parte primaria di un eventuale giunto
Controlli non distruttivi con metodi approvati possono elastico.
essere richiesti per qualsiasi parte della turbina quando vi
sia ragione di dubitare della sua integrità.
4.5.5 Prova di sovravelocità dei rotori

4.5 Ispezioni e prove durante la costruzione I rotori, finiti di lavorazione e completi di tutti gli accessori
e palettature, devono essere sottoposti per almeno 3 minuti
4.5.1 Ispezioni durante la costruzione ad una prova di sovravelocità al maggiore dei seguenti
Le ispezioni e prove seguenti devono essere presenziate dal valori:
Tecnico durante la costruzione delle turbine menzionate in
[1.1.1]. Per le prove a bordo vedere Sez 15, [3.6]. • 5% in più della velocità di taratura del dispositivo di
sovravelocità
• Prove sui materiali come richiesto (vedere [4.4]).
• Fabbricazione saldata (vedere [4.5.2]). • 15% in più della massima velocità di progetto
• Prove idrostatiche (vedere [4.5.3]).
La Società può derogare dalla richiesta di detta prova se il
• Bilanciamento del rotore e prova di sovravelocità Costruttore dimostra con un calcolo diretto, ritenuto ido-
(vedere [4.5.4], [4.5.5]). neo, che il rotore può sopportare con tutta sicurezza il
• Collaudi d’officina (vedere [4.5.6]). valore suddetto di sovravelocità e se viene accertata
mediante esami non distruttivi l’assenza di difetti nei rotori.
4.5.2 Fabbricazione saldata
La fabbricazione saldata e le prove sulle saldature, devono
4.5.6 Prove d’officina
essere presenziate dal Tecnico per quanto ritenuto necessa-
rio dalla Società. Per le prove in officina vedere [4.2.3] e [4.3.2].

Tabella 3 : Prove sui materiali e prove non distruttive

Prove sui materiali Prove non distruttive


(Caratteristiche mecca-
Componenti della turbina Esami magnetoscopici Ultrasuoni o esami
niche e composizione
chimica) o con liquidi penetranti mediante raggi X

Parti rotanti (rotori dei compressori e turbine, tutte tutte tutte


alberi, giunti rigidi ed elastici, viti per accoppiatoi,
ed altre parti sollecitate dinamicamente, pignoni e
ruote di pezzo con la turbina)
Parti statiche (fusioni per casse con temperatura tutte a campione come con- -
oltre 230 °C e lamiere per casse con temperatura cordato tra Costruttore
oltre 370 °C o pressione oltre 4 MPa) e Tecnico
Palette a campione a campione a campione
Tubolature ed accessori relativi come prescritto nella come prescritto nella come prescritto nella
sezione pertinente del sezione pertinente del sezione pertinente del
regolamento regolamento regolamento

110 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 5

4.6 Certificazione che alcune delle prove in officina siano presenziate dal
Tecnico.
4.6.1 Certificato di tipo approvato e sua validità
Una volta conclusi con esito soddisfacente gli accertamenti b) Turbine non ammesse alla procedura di collaudo alter-
e le prove di tipo di cui in [4.2] o [4.3], la Società rilascerà nativa
al Costruttore della turbina un “Certificato di tipo appro-
Certificati della Società (C) (vedere Parte D, Cap 1,
vato” valido per tutte le turbine dello stesso tipo di quella
Sez 1, [4.2.1]) sono richiesti per le prove sui materiali
sottoposta alle prove.
adoperati per la costruzione di parti rotanti e per le
4.6.2 Certificazione delle prove palette elencate in Tab 3 e per le prove d’officina in
[4.5.3] e [4.5.4].
a) Turbine con procedura di collaudo alternativa
Certificati interni di fabbrica (W) (vedere Parte D, Cap 1, Certificati interni di fabbrica (W) (vedere Parte D, Cap 1,
Sez 1, [4.2.3]) sono richiesti per le parti e le prove indi- Sez 1, [4.2.3]) sono richiesti per le altre voci elencate in
cate in Tab 3 e per le prove elencate in [4.5.1]. Tuttavia, Tab 3 e per le prove descritte in [4.5.2] [4.5.5] e
la Società si riserva il diritto di richiedere caso per caso [4.5.6].

Regolamenti RINA 2005 111


Parte C, Cap 1, Sez 6

SEZIONE 6 RIDUTTORI ED INVERTITORI

1 Generalità Ulteriori prescrizioni per ingranaggi sistemati su navi con


una notazione relativa alla navigazione tra i ghiacci sono in
Parte F, Capitolo 9.
1.1 Applicabilità
Alcune deviazioni dalle prescrizioni contenute nella pre-
1.1.1 (1/1/2001) sente Sezione potranno essere considerate dalla Società per
A meno che non sia specificato altrimenti, le prescrizioni ingranaggi sistemati su navi con navigazione limitata.
della presente Sezione si applicano a: Calcoli alternativi, basati su norme riconosciute, possono
• riduttori e/o invertitori ad ingranaggi per impianti di pro- essere inviati dal Costruttore degli ingranaggi e formare
pulsione che trasmettano una potenza uguale o supe- oggetto di particolare considerazione da parte della
riore a 220 kW; Società.
• altri riduttori o moltiplicatori di giri che trasmettano una
potenza uguale o superiore a 110 kW, per macchinari 1.2 Documentazione da inviare
destinati a servizi ausiliari essenziali.
1.2.1 Documenti
Le prescrizioni in [2] si applicano solamente ad ingranaggi Prima dell’inizio della costruzione devono essere inviati
cilindrici con profilo ad evolvente a denti diritti o elicoidali alla Società tutti i disegni, specifiche e calcoli elencati in
interni od esterni Tab 1.

Tabella 1 : Documenti da inviare per riduttori ed invertitori

Tipo di
N. Descrizione del documento (2)
controllo (1)
1 A Disegni costruttivi degli alberi e flange
2 A Disegni costruttivi dei pignoni e delle ruote, compresi:
a) specifiche e particolari della procedura di indurimento:
• caratteristiche meccaniche superficiali e del materiale base
• diagramma della profondità di indurimento in funzione dei valori di durezza,
b) specifiche e particolari delle procedure di finitura:
• metodo di finitura dei fianchi dei denti (fresatura, sbarbatura, lappatura, rettifica, pallinatura),
• rugosità superficiale dei fianchi e dei raccordi di piede dei denti,
• correzioni dei fianchi dei denti (correzione dell’elica, spoglia di testa, spoglia di estremità,
bombatura), se esistenti
• grado di precisione secondo ISO 1328-1 1997
3 A Calcolo di forzamento dei pignoni, ruote, corone dentate e/o mozzi forzati con indicazione delle tol-
leranze minime e massime ammesse
4 A Calcolo della capacità di carico degli ingranaggi
5 A/I (3) Disegni costruttivi delle casse
6 A Schema funzionale dell’impianto di lubrificazione con indicazione di:
• grado dell’olio lubrificante di specifica,
• temperatura dell’olio in esercizio prevista,
• viscosità cinematica dell’olio
7 A Schema funzionale degli impianti di comando, controllo e sicurezza
8 I Sezione trasversale e longitudinale del riduttore/invertitore con indicazione del tipo di frizione
9 I Modulo dei dati necessari per il calcolo degli ingranaggi
(1) A: da inviare per approvazione in quattro copie.
I : da inviare per conoscenza in due copie.
Quando vengono fornite due indicazioni I / A, la prima si applica a componenti fusi e la seconda si applica a componenti sal-
dati.
(2) I disegni costruttivi devono comprendere le specifiche dei materiali impiegati con la composizione chimica, il trattamento ter-
mico, le caratteristiche meccaniche e, quando applicabile, i particolari di saldatura, i procedimenti di saldatura ed i trattamenti
termici di distensione.
(3) “A” per casse saldate, “I” negli altri casi

112 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 6

1.2.2 Dati h : Altezza del dente, in mm,


I dati elencati in Tab 2 devono essere inviati insieme ai αFen : Angolo di direzione del carico, relativo alla
documenti elencati in [1.2.1]. direzione di applicazione del carico in corri-
spondenza del punto esterno di contatto della
Tabella 2 : Dati da inviare per i riduttori/invertitori coppia di denti singola dell’ingranaggio a denti
diritti virtuale, in rad,
N. Descrizione dei dati
αn : Angolo di pressione, nella sezione normale, in
1 Tipo di motore azionante l’inganaggio e tipo di mac- corrispondenza del cilindro di riferimento, in
china azionata, nonché tipo di giunto elastico, se esi- rad,
stente
αt : Angolo di pressione, nella sezione trasversale,
2 Potenza massima continuativa trasmessa da ogni in corrispondenza del cilindro di riferimento, in
pignone e corrispondente velocità di rotazione per rad,
tutte le condizioni operative, compreso l’ingranamento
della frizione
αtw : Angolo di pressione, nella sezione trasversale,
in corrispondenza del cilindro primitivo di fun-
3 Moduli dei denti per i pignoni e le ruote zionamento, in rad,
4 Angolo di pressione ed angolo dell’elica β : Angolo dell’elica in corrispondenza del cilindro
5 Profili dei denti dei pignoni e delle ruote compresi il di riferimento, in rad,
diametro di testa ed i raggi di raccordo βb : Angolo dell’elica in corrispondenza del cilindro
6 Interasse di funzionamento base, in rad,
εα : Rapporto di contatto trasversale,
7 Addendum dell’utensile di taglio
εβ : Rapporto di sovrapposizione,
8 Larghezza attiva delle fasce dentate, diametro primitivo
di funzionamento εγ : Rapporto di contatto totale,
ρao : Raggio di arrotondamento di testa dell’utensile,
9 Dati relativi ai cuscinetti:
in mm,
• tipo, caratteristiche e vita di progetto dei cuscinetti
a rotolamento ρF : Raggio di raccordo al piede del dente in corri-
• materiali e giochi dei cuscinetti a strisciamento spondenza della sezione critica, in mm,
• posizione di ogni ingranaggio rispetto ai suoi cusci- hfe : braccio del momento flettente relativo all’appli-
netti cazione del carico in corrispondenza del punto
10 Dati per le vibrazioni torsionali (inerzia e rigidezza) esterno di contatto della coppia di denti sin-
gola, in mm,
2 Progetto degli ingranaggi - Determi- hfp : Dedendum di base della cremagliera di riferi-
mento, in mm,
nazione della capacità di carico
sFn : Spessore del piede del dente misurato secondo
2.1 Simboli, unità, definizioni la corda in corrispondenza della sezione critica,
in mm,
2.1.1 Simboli ed unità (1/1/2001) χB : Fattore di rodaggio (disallineamento dell’ingra-
Il significato dei simboli principali usati nella presente namento),
Sezione è specificato qui di seguito.
Q : Classe di qualità dell’ingranaggio secondo ISO
Altri simboli introdotti in relazione a definizioni o a fattori 1328-1 1997,
d’influenza sono definiti negli articoli appropriati.
HB : Durezza Brinnell
a : Interasse di funzionamento, in mm,
HV : Durezza Vickers
b : Larghezza attiva della fascia o delle fasce den-
R : Minimo valore del carico unitario di rottura a
tate (per ingranaggi a doppia elica, larghezza di
trazione del materiale dell’ingranaggio, in
un’elica), in mm,
N/mm2,
d : Diametro di riferimento, in mm,
RZ(f) : Rugosità media del fianco da cresta a valle, in
da : Diametro di testa, in mm,
mm,
db : Diametro di base, in mm,
RZ(r) : Rugosità media del piede da cresta a valle, in
df : Diametro di piede, in mm mm,
dw : Diametro primitivo di funzionamento, in mm, Ft : Forza tangenziale nominale, in N,
x : Coefficiente di modifica dell’addendum, σF : Sollecitazione a flessione al piede del dente, in
z : Numero di denti, N/mm2,
zn : Numero dei denti virtuale, σFE : Limite di fatica per la tensione di flessione al
n : Velocità di rotazione, giri/min piede del dente, in N/mm2,
U : Rapporto di riduzione, σFP : Sollecitazione a flessione ammissibile al piede
mn : Modulo nella sezione normale, in mm, del dente, in N/mm2,

Regolamenti RINA 2005 113


Parte C, Cap 1, Sez 6

σH : Sollecitazione di contatto (pressione di Hertz), 2.2 Principi


in N/mm2,
2.2.1
σH,lim : Limite di fatica per la sollecitazione di contatto
a) Le prescrizioni seguenti si applicano agli ingranaggi
(pressione di Hertz), in N/mm2, cilindrici con profilo ad evolvente con denti diritti o eli-
σHP : Sollecitazione di contatto ammissibile (pres- coidali, esterni o interni, e forniscono una metodologia
sione di Hertz), in N/mm2, per calcolare la capacità di carico con riferimento a:

v : Velocità periferica in corrispondenza del dia- • resistenza superficiale (sollecitazione di contatto), e


metro primitivo di funzionamento, in m/s, • resistenza a flessione al piede del dente.
Pedici: Le formule pertinenti sono elencate in [2.4] e [2.5].
• 1 per il pignone, cioè l’ingranaggio con il numero I fattori d’influenza comuni per le suddette formule
minore di denti, sono elencati in [2.3].
• 2 per la ruota. b) Gli ingranaggi per i quali non sono soddisfatte le condi-
zioni di validità di certi fattori o formule saranno
2.1.2 Definizioni geometriche oggetto di considerazione particolare da parte della
Nella verifica della resistenza superficiale, b è la larghezza Società.
comune delle fasce dentate in corrispondenza del diametro c) Altri metodi per la determinazione della capacità di
primitivo di funzionamento. carico saranno oggetto di particolare considerazione da
parte della Società.
Nelle verifiche della resistenza a flessione del dente, b1, b2
sono le larghezze al piede dei rispettivi denti. In ogni caso
b1 e b2 non devono essere assunti maggiori di b per più di
2.3 Fattori d’influenza generali
un modulo (mn) da ciascuna parte.
2.3.1 Generalità
Per ingranaggi interni, z2, a, d2, da2, db2 e dw2 devono essere I fattori d’influenza generali sono definiti in [2.3.2], [2.3.3],
presi negativi. [2.3.4], [2.3.5], [2.3.6] e [2.3.7]. Valori alternativi possono
essere usati purché essi siano stati determinati mediante
z
u = -----2 appropriate misurazioni.
z1

Nota 1: u > 0 per ingranaggi esterni, u < 0 per ingranaggi interni. 2.3.2 Fattore di applicazione del carico KA
Il fattore di applicazione del carico KA tiene conto di sovrac-
tan α
tan α t = ---------------n carichi dinamici dovuti a cause esterne all’ingranaggio.
cos β
I valori di KA sono dati in Tab 3.
z⋅m
d = --------------n
cos β
2.3.3 Fattore di distribuzione del carico Kγ
d b = d ⋅ cos α t Il fattore di distribuzione del carico Kγ tiene conto di una
non uniforme distribuzione del carico per trasmissioni mul-
d b1 + d b2
cos α tw = --------------------- tiple, quali, per esempio, ingranaggi epicicloidali o ingra-
2a naggi in tandem.
tan β b = tan β ⋅ cos α t I valori di Kγ sono dati in Tab 4.

inv α = tan α – α 2.3.4 Fattore dinamico KV (1/1/2001)


Il fattore dinamico KV tiene conto dei carichi dinamici
per ingranaggi esterni:
aggiuntivi interni agenti sui fianchi dei denti dovuti alle
1
---
1
--- vibrazioni del pignone e della ruota.
2 2
0 ,5 ( d a1 – d b1 ) + 0 ,5 ( d a2 – d b2 ) – ( a ⋅ sin α tw )
2 2 2 2
ε α = -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
- I valori di KV sono dati in Tab 5. Essi si applicano solamente
π ⋅ m n ⋅ cos α t
---------------------------------- a ingranaggi d’acciaio con corone di grosso spessore aventi:
cos β
Ft
per ingranaggi interni: ---- > 150
b
1 1
--- ---
2 2 z1 < 50
0 ,5 ( d a1 – d b1 ) – 0 ,5 ( d a2 + d b2 ) – ( a ⋅ sin α tw )
2 2 2 2
ε α = -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
-
π ⋅ m n ⋅ cos α t Per ingranaggi che non soddisfino le suddette limitazioni o
----------------------------------
cos β le limitazioni date in Tab 5 il valore di KV dovrà essere
comunicato dal Costruttore degli ingranaggi e formerà
b ⋅ sin β-
ε β = ------------------ oggetto di considerazione particolare da parte della
π ⋅ mn
Società.
εγ = εα + εβ

114 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 6

Tabella 3 : Valori di KA Tabella 4 : Valori di Kγ

Tipo d’impianto KA Tipo d’ingranaggio Kγ


Ingranaggi Motori con giunto idraulico 1 Ingranaggi a senza albero di torsione (1) 1,15
principali diesel più fasce
con giunto elastico 1,30 con albero di torsione (1) 1,10
(propulsione)
con altro tipo di giunto 1,50 Ingranaggi con 3 satelliti o meno 1,00
epicicloidali
Turbine 1 con 4 satelliti 1,20
Motori elettrici 1 con 5 satelliti 1,30
Ingranaggi Motori con giunto idraulico 1,00 con 6 o più satelliti 1,40
ausiliari diesel
con giunto elastico 1,20 (1) Un albero di torsione è un albero torsionalmente ela-
stico che migliora la distribuzione dei carichi tra gli
con altro tipo di giunto 1,40
ingranaggi.
Motori elettrici 1,00

Tabella 5 : Valori di KV

Tipo di ingranaggio KV Limitazioni


v⋅z v⋅z
K V2 = 1 + K 1 ⋅ ------------1 ------------1 < 10
Ingranaggi a denti KV = KV2 con: 100 100
diritti
dove K1 ha i valori specificati in Tab 6
v⋅z v ⋅ z1
K V1 = 1 + K 1 ⋅ ------------1 ------------ < 14
Ingranaggi a denti • se εβ≥1: KV = KV1 con: 100 100
elicoidali
dove K1 ha i valori specificati inTab 6

K V = K V2 – ε β ⋅ ( K V2 – K V1 )
• se εβ<1:
dove KV2 è calcolato come se gli ingranaggi fossero a denti
diritti

Tabella 6 : Valori di K1

Grado di precisione ISO (1)


Tipo di ingranaggio 3 4 5 6 7 8
Ingranaggi a denti diritti 0,022 0,030 0,043 0,062 0,092 0,125
Ingranaggi a denti eli- 0,0125 0,0165 0,0230 0,0330 0,0480 0,0700
coidali
(1) Grado di precisione secondo ISO 1328-1 1997. Nel caso di accoppiamento fra ingranaggi con differente grado di precisione,
si deve adoperare il grado corrispondente alla precisione minore.

2.3.5 Fattori di distribuzione del carico sulle fasce superiore a 0,5, sistemati simmetricamente fra i
dentate KHβ e KFβ (1/1/2001) cuscinetti,
a) I fattori di distribuzione del carico sulle fasce dentate, • nessun carico esterno agente sull’albero del
KHβ per le sollecitazioni di contatto e KFβ per le sollecita- pignone.
zioni di flessione al piede del dente, tengono conto K Hβ = 1 + ( F βy ⋅ C γ ⋅ b ) ⁄ ( 2 ⋅ F m ) per K Hβ ≤ 2
degli effetti di una distribuzione di carico non uniforme
lungo la larghezza della fascia. K Hβ = 2 ⋅ F βy ⋅ C γ ⋅ b ⁄ F m per K Hβ > 2
in cui:
b) I valori di KHβ e di KHb devono essere determinati
Fβy : disallineamento equivalente effettivo dopo il
secondo il metodo C2 dell’ISO 6336-1 e si applicano
rodaggio, in µm;
esclusivamente ad ingranaggi aventi:
Cγ : rigidezza dell’ingranamento, vedi [2.3.7];
• ruote, casse, alberi e cuscinetti di costruzione rigida,
Fm : carico tangenziale trasversale medio in cor-
• pignoni montati su alberi pieni o cavi con rapporto rispondenza del cerchio di riferimento rela-
tra il diametro interno ed il diametro esterno non tivo al calcolo dell’ingranamento,

Regolamenti RINA 2005 115


Parte C, Cap 1, Sez 6

Fm = Ft ⋅ KA ⋅ KV σH0 : calcolato con la formula seguente:

Nota 1: Per ingranaggi per i quali le condizioni suddette non siano per ingranaggi esterni:
soddisfatte il valore di KHb dovrà essere comunicato dal
Costruttore degli ingranaggi e formerà oggetto di particolare Ft u + 1
σ H0 = Z H Z E Z ε Z β --------
- -------------
considerazione da parte della Società. d1 b u

c) KFβ si ottiene con la formula seguente: per ingranaggi interni:


1
---------------------------------------------
1 + h ⁄ b + (h ⁄ b)
2
Ft u – 1
K Fβ = K Hβ σ H0 = Z H Z E Z ε Z β --------
- ------------
d1 b u
essendo b/h il minore tra b1/h1 e b2/h2 ma da assumere
non maggiore di 3. KA : Fattore di applicazione del carico (vedere
[2.3.2]),
Nel caso di spoglie di estremità o bombature: KFβ = KHβ.
Kγ : Fattore di distribuzione del carico (vedere
[2.3.3]),
2.3.6 Fattori di distribuzione trasversale del carico
KHα e KFα KV : Fattore dinamico (vedere [2.3.4]),
I fattori di distribuzione trasversale del carico, KHα per le KHβ : Fattore di distribuzione del carico sulle fasce
sollecitazioni di contatto e KFα per il momento flettente al dentate (vedere [2.3.5]),
piede del dente tengono conto degli errori del profilo e del
KHα : Fattore di distribuzione trasversale del carico
passo sulla distribuzione trasversale dei carichi tra due o
(vedere [2.3.6]),
più coppie di denti ingrananti.
ZB : Fattore d’ingranamento di una coppia singola di
I valori di KHα e KFα sono dati in Tab 7 conforme al Metodo
denti per il pignone (vedere [2.4.4]),
B dell’ISO 6336-1.
ZD : Fattore d’ingranamento di una coppia singola di
2.3.7 Rigidezza dell’ingranamento cγ denti per la ruota (vedere [2.4.4]),

Il valore della rigidezza dell’ingranamento cγ sarà comuni- ZH : Fattore di zona (vedere [2.4.5]),
cata dal Costruttore degli ingranaggi e formerà oggetto di ZE : Fattore di elasticità (vedere [2.4.6]),
particolare considerazione da parte della Società. In alter-
nativa si assumerà: Zε : Fattore del rapporto di contatto (vedere [2.4.7]),
Zβ : Fattore dell’angolo dell’elica (vedere [2.4.8]).
C γ = 20 N ⁄ ( mm ⋅ µm )

2.4.3 Sollecitazione di contatto ammissibile σHP


2.4 Verifica della resistenza superficiale La sollecitazione di contatto ammissibile σHP deve essere
determinata separatamente per il pignone e per la ruota con
2.4.1 Generalità la formula seguente:
Il criterio di verifica per la resistenza superficiale si basa σ H ,lim
sulla sollecitazione di contatto (pressione di Hertz) nel σ HP = ------------
- ZL ZV ZR ZW ZX
SH
punto di contatto sui cilindri primitivi di funzionamento o
al punto interno di contatto di una singola coppia di denti. essendo:
La sollecitazione di contatto σH non deve essere superiore ZL : Fattore di lubrificazione (vedere [2.4.9]),
alla sollecitazione di contatto ammissibile σHP.
ZV : Fattore di velocità (vedere [2.4.9]),

2.4.2 Sollecitazione di contatto σH ZR : Fattore di rugosità (vedere [2.4.9]),

La sollecitazione di contatto σH si determina come segue. ZW : Fattore del rapporto tra le durezze (vedere
[2.4.10]),
• per il pignone
ZX : Fattore di dimensione per la sollecitazione di
σ H = Z B σ H0 K A K γ K V K Hβ K Hα contatto (vedere [2.4.11]),
ZN : Fattore di durata per la sollecitazione di con-
• per la ruota
tatto, assunto uguale a ZNT secondo il metodo B
dell’ISO 6336-2, o assunto uguale a 1
σ H = Z D σ H0 K A K γ K V K Hβ K Hα
SH : Coefficiente di sicurezza per la sollecitazione di
essendo: contatto (vedere [2.4.12]).

116 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 6

Tabella 7 : Valori di KHα e KFα (1/1/2001)

Rapporto totale di con- Limitazioni


Fattori di distribuzione trasversale del carico KHα e KFα
tatto εγ

ε c γ ⋅ b ⋅ ( f pb – y α )⎞ K Hα = K Fα ≥ 1 (1)
K Hα = K Fα = ----γ ⋅ ⎛ 0 ,9 + 0 ,4 ⋅ ---------------------------------------
εγ ≤ 2 2 ⎝ F tH ⎠
εγ
K Hα ≤ --------------
-
εα ⋅ Zε
2
(2)

εγ
K Fα ≤ --------------
-
εα ⋅ Yε (3)

2⋅ ( ε γ – 1 ) c γ ⋅ b ⋅ ( f pb – y α )
εγ > 2 K Hα = K Fα = 0 ,9 + 0 ,4 ⋅ -------------------------
- ⋅ ---------------------------------------
εγ F tH

essendo:
cγ : Rigidezza dell’ingranamento, come definita in [2.3.7]
fpb : Massima deviazione del passo base della ruota, in µm (4)
yα : Tolleranza di rodaggio, in µm:
FtH : determinante del carico tangenziale in un piano trasversale,
F tH = F t ⋅ K A ⋅ K V ⋅ K Hβ

(1) Quando KHα=KFα<1, si assume KHα=KFα=1.


(2) Quando KHα>εγ/(εα.Z2ε), si assume KHα=εγ/(εα.Zε2).
(3) Quando KFα>εγ/(εα.Yε), si assume KFα=εγ/(εα.Yε).
(4) Nel caso di correzione del profilo ottimizzata, fpb deve essere sostituito da fpb/2.

2.4.4 Fattori di ingranamento di una coppia singola • quando εβ<1, ZB e ZD devono essere determinati con
di denti ZB e ZD interpolazione lineare fra:
I fattori di ingranamento di una coppia singola di denti ZB • ZB e ZD per ingranaggi a denti diritti, e
per il pignone e ZD per la ruota tengono conto • ZB e ZD per ingranaggi elicoidali con εβ≥1,
dell’influenza sulla sollecitazione di contatto della curva-
quindi:
tura del fianco del dente nel punto interno di contatto di
una coppia singola di denti in relazione con ZH. Questi fat- • Z B = M 1 – ε β( M 1 – 1 ) e ZB ≥ 1
tori trasformano la sollecitazione di contatto determinata • Z D = M 2 – ε β( M 2 – 1 ) e ZD ≥ 1
nel punto di contatto sui cilindri primitivi di funzionamento
nella sollecitazione di contatto al punto interno del contatto 2.4.5 Fattore di zona ZH
di una coppia singola tenendo in considerazione la curva-
Il fattore di zona ZH tiene conto dell’influenza sulla pres-
tura del fianco del dente.
sione di Hertz della curvatura del fianco del dente nel
ZB e ZD si determinano come segue: punto di contatto sui cilindri primitivi di funzionamento e
trasforma la forza tangenziale sul cilindro di riferimento
a) per ingranaggi a denti diritti (εβ=0): nella forza normale al fianco del dente nel suddetto punto
di contatto.
• Il maggiore fra ZB = M1 e 1, essendo:
ZH si determina come segue:
tan α tw
M 1 = ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
- 2 cos β b cos α tw
2 ZH = ------------------------------------
-
d a1⎞
⎛ ------ 2π ⎛ d a2⎞ 2 2π cos2 α t ⋅ sin α tw
- – 1 – ------- ⋅ ------- – 1 – ( ε α – 1 ) -------
⎝ d b1⎠ z1 ⎝ d b2⎠ z2
2.4.6 Fattore di elasticità ZE
• Il maggiore fra ZD = M2 e 1, essendo: Il fattore di elasticità ZE tiene conto dell’influenza delle
caratteristiche del materiale metallico (modulo di elasticità
tan α tw longitudinale E e coefficiente di Poisson ν) sulla pressione
M 2 = ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
-
di Hertz.
d a2⎞ 2
⎛ ------ 2π ⎛ d a1⎞ 2 2π
- – 1 – ------- ⋅ ------- – 1 – ( ε α – 1 ) -------
⎝ d b2⎠ z2 ⎝ d b1⎠ z1 Per ingranaggi in acciaio, ZE = 189,8 N1/2/mm.

2.4.7 Fattore del rapporto di contatto Ze


b) per ingranaggi elicoidali:
Il fattore del rapporto di contatto Zε tiene conto
• quando εβ≥1, ZB = ZD = 1. dell’influenza del rapporto di contatto trasversale e del rap-

Regolamenti RINA 2005 117


Parte C, Cap 1, Sez 6

porto di sovrapposizione sul carico specifico sulla superfi- C ZV = 0 ,85


cie dell’ingranaggio.
• per 850 N/mm2 ≤ σH,lim ≤ 1200 N/mm2
Zε si determina come segue:
σ H ,lim
a) per ingranaggi a denti diritti: - + 0 ,6557
C ZV = ------------
4375

Zε =
4 – εα
--------------
• per σH,lim > 1200 N/mm2
3
C ZV = 0 ,93
b) per ingranaggi elicoidali:
c) Fattore di rugosità ZR
• per εβ<1
3 CZR
Z R = ⎛ --------------⎞
4–ε ε ⎝ R Z10 ( f )⎠
Z ε = -------------α- ( 1 – ε β ) + ----β-
3 εα
essendo:
• per εβ≥1 RZ10(f) : Rugosità media relativa cresta-valle di una
1 coppia d’ingranaggi
Z ε = -----
εα
3 10
R Z10(f) = R Z(f) ρ--------
2.4.8 Fattore dell’angolo dell’elica Zβ red

Il fattore dell’angolo dell’elica Zβ tiene conto dell’influenza RZ(f) : Rugosità media cresta-valle di una coppia
dell’angolo dell’elica sulla resistenza superficiale dei denti, d’ingranaggi,
considerando l’influenza di variabili quali la distribuzione
del carico lungo le linee di contatto. R Z ( f )1 + R Z ( f )2
R Z ( f ) = ------------------------------
-
2
Zβ si determina come segue:
ρred : Raggio relativo di curvatura, uguale a:
Zβ = cos β ρ1 ⋅ ρ2
ρ red = ----------------
-
ρ1 + ρ2
2.4.9 Fattori di lubrificazione ZL, di velocità ZV e di
rugosità ZR con:
Il fattore di lubrificazione ZL tiene conto dell’influenza del ρ 1 = 0 ,5 ⋅ d b1 ⋅ tan α tw
tipo di lubrificante e della sua viscosità, il coefficiente di ρ 2 = 0 ,5 ⋅ d b2 ⋅ tan α tw
velocità ZV tiene conto dell’influenza della velocità in corri-
spondenza del punto di contatto sui cilindri primitivi di fun- db deve essere assunto negativo per ruote a
zionamento, ed il fattore di rugosità ZR tiene conto dentatura interna,
dell’influenza della rugosità della superficie sulla resistenza CZR : Coefficiente che assume i valori seguenti:
superficiale dei denti. • per σH,lim < 850 N/mm2
Questi fattori si determinano come segue: C ZR = 0 ,15
a) Fattore di lubrificazione ZL • per 850 N/mm2 ≤ σH,lim ≤ 1200 N/mm2
4 ⋅ ( 1 ,0 – C ZL ) σ H ,lim
Z L = C ZL + ----------------------------------
2
- C ZR = 0 ,32 – ------------
-
⎛ 1 ,2 + 134 ----------⎞ 5000
⎝ ν 40 ⎠
• per σH,lim > 1200 N/mm2
essendo:
C ZR = 0 ,08
ν40 : la viscosità cinematica nominale dell’olio a
40°C, mm2/s 2.4.10 Fattore del rapporto tra le durezze ZW
CZL : • per σH,lim < 850 N/mm 2 (1/1/2001)
Il fattore del rapporto tra le durezze ZW tiene conto
CZL = 0,83
dell’aumento della resistenza superficiale nel caso di una
• per 850 N/mm2 ≤ σH,lim ≤ 1200 N/mm2 ruota non indurita superficialmente che ingrani con un
σ H ,lim pignone indurito superficialmente o di materiale di durezza
- + 0 ,6357
C ZL = ------------
4375 significativamente superiore (≥200 HV) che abbia una
superficie del dente levigata (RZ(f) ≤ 6 µm). In questo caso,
• per σH,lim > 1200 N/mm2
ZW si applica solo alla ruota non indurita e si determina
C ZL = 0 ,91 come segue:
b) Fattore di velocità ZV • per HB < 130
2 ⋅ ( 1 ,0 – C ZV ) Z W = 1 ,2
Z V = C ZV + -----------------------------------
-
0 ,8 + ------
32 • per 130 ≤ ΗΒ ≤ 470
v
HB – 130
Z W = 1 ,2 – ------------------------
essendo: 1700
• per σH,lim < 850 N/mm2 • per ΗΒ > 470

118 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 6

Z W = 1 ,0 2.5 Verifica della resistenza a flessione del


dente
essendo HB la durezza Brinell della ruota non indurita.
2.5.1 Generalità
2.4.11 Fattore di dimensione ZX Il criterio per la verifica della resistenza a flessione del
dente si basa sulla determinazione della tensione di tra-
Il fattore di dimensione ZX tiene conto dell’influenza delle
zione locale al piede del dente nella direzione dell’altezza
dimensioni del dente sulla sollecitazione di contatto
del dente stesso.
ammissibile e riflette la non-omogeneità delle caratteristi-
che del materiale. La sollecitazione a flessione al piede del dente σF non deve
essere superiore alla sollecitazione a flessione ammissibile
ZX si determina come segue: al piede del dente σFP.
• per acciai bonificati, ZX = 1,
2.5.2 Sollecitazione a flessione al piede del dente σF
• per acciai nitrurati o carbonitrurati: (1/1/2001)
ZX = 1,08 - 0,011 mn, con 0,75 ≤ ΖX ≤ 1, La sollecitazione a flessione al piede del dente σF si deter-
mina come segue:
• per acciai cementati:
Ft
ZX = 1,05 - 0,005 mn, con 0,9 ≤ ΖX ≤ 1 σ F = --------------
-⋅Y ⋅Y ⋅Y ⋅K ⋅K ⋅K ⋅K ⋅K
b ⋅ m n F S β A γ V Fβ Fα
essendo:
2.4.12 Coefficiente di sicurezza per le sollecitazioni
di contatto SH YF : Fattore di forma del dente (vedere [2.5.4]),

I valori da adottare per il coefficiente di sicurezza per le sol- YS : Fattore di correzione delle sollecitazioni (vedere
lecitazioni di contatto SH sono indicati in Tab 8. [2.5.5]),
Yβ : Fattore dell’angolo dell’elica (vedere [2.5.6]),
2.4.13 Limite di fatica per le sollecitazioni di contatto KA : Fattore di applicazione del carico (vedere
σH,lim [2.3.2]),
Il limite di fatica per le sollecitazioni di contatto σH,lim è il Kγ : Fattore di distribuzione del carico (vedere
limite al quale ripetute sollecitazioni di contatto possono [2.3.3]),
essere permanentemente sopportate. KV : Fattore dinamico (vedere [2.3.4]),
I valori da adottare per σH,lim sono dati in Tab 9 in relazione KFβ : Fattore di distribuzione del carico sulle fasce
al tipo di acciaio impiegato ed al trattamento termico ese- dentate (vedere [2.3.5]),
guito, a meno che non siano altrimenti documentati KFα : Fattore di distribuzione trasversale del carico
secondo normative riconosciute. (vedere [2.3.6]).

2.5.3 Sollecitazione a flessione ammissibile al


Tabella 8 : Valori del coeficiente di sicurezza per le piede del dente σFP
sollecitazioni di contatto SH
La sollecitazione a flessione ammissibile al piede del dente
σFP deve essere determinata separatamente per il pignone e
Tipo di installazione SH la ruota usando la formula seguente:
Ingranaggi princi- macchina singola 1,25 σ FE Y d Y
pali (propulsione) σ FP = --------------------N- Y δrelT Y RrelT Y X
SF
macchina in doppio 1,20
essendo:
Ingranaggi ausiliari 1,15
σFE : Limite di fatica per la sollecitazione a flessione
al piede del dente (vedere [2.5.7])
Tabella 9 : Valori dei limiti a fatica per la sollecita- Yd : Fattore di progetto (vedere [2.5.8]),
zione di contatto σH,lim (1/1/2001) YN : Fattore di durata per la tensione di flessione
(vedere [2.5.9]),
σH,lim YδrelT : Fattore relativo di sensibilità all’intaglio (vedere
Tipo dell’acciaio e trattamento termico
in N/mm2 [2.5.10]),
Acciai al carbonio bonificati 0,26 R + 350 YRrelT : Fattore superficiale relativo (vedere [2.5.11]),
YX : Fattore di dimensione (vedere [2.5.12]),
Acciai legati bonificati 0,42 R + 330
SF : Coefficiente di sicurezza per la sollecitazione a
Acciai legati cementati 1500 flessione al piede del dente (vedere [2.5.13]).
Nitrurati (acciai da nitrurazione) 1250
2.5.4 Fattore di forma del dente YF (1/1/2001)
Nitrurati o induriti ad induzione (altri 1000 Il fattore di forma del dente YF tiene conto dell’effetto della
acciai) forma del dente sulla sollecitazione nominale a flessione

Regolamenti RINA 2005 119


Parte C, Cap 1, Sez 6

assumendo il carico applicato in corrispondenza del punto tenendo conto dell’inclinazione delle linee d’ingrana-
esterno di contatto della singola coppia di denti. mento.
Nel caso di dentature elicoidali, i fattori di forma devono Yβ si determina come segue:
essere determinati nella sezione normale, cioè per l’ingra-
naggio a denti diritti virtuale con un numero virtuale zn di
• per εβ ≤ 1, Yβ = 1−0,477.εβ β,
denti.
• per εβ > 1, Yβ = 1−0,477 β
YF deve essere determinato separatamente per il pignone e
per la ruota usando la formula seguente: Se β > 0,52 rad, nelle formule di cui sopra deve essere
sostituito a β il valore di β = 0,52 rad.
h Fe
6 ⋅ ------ - ⋅ cos α Fen
mn 2.5.7 Limite di fatica per la sollecitazione a
Y F = --------------------------------------
-
s Fn ⎞ 2
⎛ ------- ⋅ cos α n flessione al piede del dente σFE
⎝ m n⎠
Il limite di fatica per la sollecitazione a flessione al piede
essendo hFE, αFen e sFn illustrati in Fig 1. del dente σFE è la sollecitazione locale a flessione al piede
del dente che può essere sopportata permanentemente.
I parametri richiesti per il calcolo di YF devono essere deter-
minati secondo il Metodo B dell’ISO 6336-3. I valori da adottare per σFE sono dati in Tab 10 in relazione
al tipo di acciaio impiegato, a meno che non vengano adot-
2.5.5 Fattore di correzione delle sollecitazioni YS tati i valori documentati secondo normative riconosciute.
Il fattore di correzione delle sollecitazioni YS è usato per
2.5.8 Fattore di progetto Yd (1/1/2001)
convertire la sollecitazione a flessione nominale nella solle-
citazione locale al piede del dente, assumendo il carico Il fattore di progetto Yd tiene conto dell’influenza delle
applicato in corrispondenza dal punto esterno di contatto inversioni di carico e delle sollecitazioni dovute all’accop-
della coppia singola di denti. Esso tiene conto piamento forzato sulla resistenza a flessione al piede del
dell’influenza di: dente.
• momento flettente, Yd si determina come segue:
• prossimità del punto di applicazione del carico alla Y d = Y dr ⋅ Y ds
sezione critica.
• per ingranaggi con occasionali inversioni di moto a
YS si determina come segue: basso carico, come per esempio la ruota principale
degli invertitori, Ydr = 0,9
⎛ --------------------------------------
1 ⎞
Y S = ( 1 ,2 + 0 ,13L ) ⋅ q s⎝ 1 ,21 + ( 2 ,3 ⁄ L ) ⎠ • per ruote oziose, Ydr = 0,7
essendo: • per pignoni e corone di ruote forzati:
s Fn σ
• L = ------
- Y ds = 1 – ------t-
h Fe σ FE

sFne hFe sono ottenute da [2.5.4], essendo:


• il parametro d’intaglio qS definito in [2.5.10] è assunto σt : tensione tangenziale indotta dal forzamento
variabile nel campo 1≤qs<8. in corrispondenza del piede del dente
• negli altri casi, Yds = 1.
Figura 1 : Elementi geometrici del dente (1/1/2001)
Tabella 10 : Valori della sollecitazione a flessione a
fatica ammissibile σFE al piede del dente (1/1/2001)

Tipo di acciaio σFE, in N/mm2


Acciai al carbonio bonificati 0,17 R + 300 (1)
Acciai legati bonificati 0,22 R + 340 (1)
Acciai induriti in superficie mediante 0,66 HV + 270
fiamma o induzione
circonferenza
di base Acciai da nitrurazione induriti in 740
superficie mediante gas nitrurati
Acciai induriti in superficie 640 (1)
mediante nitrurazione a bagno o a
gas

2.5.6 Fattore dell’angolo dell’elica Yβ Acciai cementati 840 (1)


Il fattore dell’angolo dell’elica Yβ converte la sollecitazione (1) In caso di pallinatura del piede del dente il valore indi-
al piede del dente di un ingranaggio virtuale a denti diritti cato può essere aumentato fino al 20% per acciai
in quella del corrispondente ingranaggio elicoidale, cementati e fino al 10% per acciai bonificati.

120 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 6

2.5.9 Fattore di durata per la sollecitazione a 3 Progetto e costruzione - tranne la


flessione YN
capacità di carico dei denti
Il fattore di durata per la sollecitazione a flessione YN tiene
conto di sollecitazioni a flessione al piede del dente ammis- 3.1 Materiali
sibili più alte nel caso in cui sia richiesta una vita (numero
di cicli) limitata. 3.1.1 Generalità
YN si assume uguale a YNT secondo il metodo B ISO 6336-3 a) I materiali fucinati, laminati e fusi per la costruzione di
oppure si assume come segue: alberi, accoppiatoi, pignoni e ruote devono soddisfare
le prescrizioni della Parte D.
• per ingranaggi progettati per marcia avanti, YN = 1,
b) Materiali diversi dall’acciaio saranno oggetto di consi-
• per ingranaggi progettati solamente per marcia indietro, derazione particolare da parte della Società.
YN = 1,25,
3.1.2 Acciai per pignoni e corone delle ruote
• per altri servizi intermittenti, YN sarà oggetto di partico-
lare considerazione da parte della Società. a) Gli acciai per pignoni e ruote devono essere scelti
tenendo conto della loro compatibilità in esercizio. In
particolare, nelle coppie pignone/ruota in acciaio boni-
2.5.10 Fattore di sensibilità all’intaglio relatvo Yδrel T
ficato la durezza dei denti del pignone deve essere
Il fattore relativo di sensibilità all’intaglio Yδrel T indica di superiore a quella dei denti della ruota corrispondente.
quanto la sollecitazione concentrata teorica superi i limiti A tale scopo il minimo carico unitario di rottura per tra-
della sollecitazione a fatica. zione del materiale del pignone deve essere più alto di
almeno il 15% di quello del materiale della ruota.
Yδrel T si determina come segue:
b) Il minimo carico unitario di rottura a trazione del mate-
• per valori dei parametri d’intaglio compresi nel campo riale base degli ingranaggi non deve essere inferiore a:
1,5 <qs < 4, Yδrel T = 1,
• 750 N/mm2 nel caso di denti cementati,
• per valori dei parametri d’intaglio al di fuori del campo • 800 N/mm2 nel caso di denti induriti per induzione
di cui sopra, Yδrel T sarà oggetto di considerazione parti- o denti nitrurati.
colare da parte della Società.
Tabella 11 : Valore del fattore superficiale
Il parametro d’intaglio qs è definito come segue: relativo YRrelT

s Fn
q s = ------------
- Tipo di acciaio RZ(r) < 1 1 ≤ RZ(r) ≤ 40
2 ⋅ ρF
Acciai normalizzati 1,070 5,3 - 4,2 (RZ(r)+1)0,01
essendo sFn e ρF dati in [2.5.4]. Acciai cementati e acciai 1,120 1,675 - 0,53
bonificati (RZ(r)+1)0,1
2.5.11 Fattore superficiale relativo YRrel T
Acciai nitrurati 1,025 4,3 - 3,26 (RZ(r)+1)0,005
Il fattore superficiale relativo YR rel T tiene conto della dipen-
denza della sollecitazione a flessione al piede del dente
Tabella 12 : Valore del fattore di forma YX (1/1/2001)
dalle condizioni della superficie del raccordo del piede del
dente (rugosità).
Tipo d’acciaio Modulo normale Valore di YX
I valori da adottare per YR rel T sono dati in Tab 11 in fun- Tutti i tipi di acciaio mn ≤ 5 1
zione del tipo di acciaio impiegato. Essi sono validi sola-
Acciai normalizzati 5 < mn < 30 1,03 - 0,006 mn
mente quando non sono presenti scalfitture o simili difetti
Acciai bonificati mn ≥ 30 0,85
aventi profondità maggiori di 2RZ(r).
Acciai induriti super- 5 < mn < 25 1,05 - 0,01 mn
2.5.12 Fattore di dimensione YX ficialmente
mn ≥ 25 0,80
Il fattore di dimensione YX tiene conto della riduzione di
resistenza con l’aumento delle dimensioni.
Tabella 13 : Valori dei coefficienti di sicurezza per la
I valori da adottare per YX sono dati in Tab 12 in relazione tensione di flessione al piede del dente SF
al tipo di acciaio impiegato ed al valore del modulo nor-
male mn.
Tipo d’installazione SF
2.5.13 Coefficiente di sicurezza per la tensione di Ingranaggi principali macchine singole 1,55
flessione al piede del dente SF (propulsione) macchine in doppio 1,4
I valori da adottare per il coefficiente di sicurezza per la
Ingranaggi ausiliari macchine singole 1,4
tensione di flessione al piede del dente SF sono dati in
Tab 13. macchine in doppio 1,3

Regolamenti RINA 2005 121


Parte C, Cap 1, Sez 6

3.2 Denti Tabella 14 : Caratteristiche degli strati induriti degli


ingranaggi nitrurati
3.2.1 Precisione di costruzione Spessore
minimo dello
a) Il grado di precisione dei denti di ingranaggi per appa- Tipo d’acciaio Durezza minima (HV)
strato indurito
rati di propulsione deve corrispondere alla classe 4 (mm) (1)
come definita in ISO 1328-1. Un grado di precisione
Acciai nitrurati 0,6 500 (alla profondità di
inferiore (per esempio una classe di qualità ISO supe-
0,25 mm)
riore a 4) può essere accettata per ingranaggi per mac-
Altri acciai 0,3 450 (superficie)
chinari ausiliari ed in casi particolari per ingranaggi a
propulsione sulla base di considerazioni speciali. (1) Profondità dello strato indurito alla quale la durezza è
ridotta a quella del corpo dell’ingranaggio.
b) La rugosità media (cresta-valle) dei denti sbarbati o retti- Quando i denti nitrurati sono rettificati, si deve tener
ficati non deve essere superiore a 4 µm. conto della profondità dello strato indurito dopo la retti-
fica.
c) Le ruote devono essere tagliate con utensili secondo
modalità appropriate al tipo ed alla qualità prevista. 3.3 Ruote e pignoni
Quando necessario il taglio deve avvenire in un
ambiente a temperatura controllata. 3.3.1 Generalità
I corpi delle ruote e dei pignoni devono essere progettati in
3.2.2 Piede del dente modo tale che siano evitate frecce e deformazioni sotto
carico e che sia assicurato un soddisfacente ingranamento
I denti devono essere bene avviati ed arrotondati al loro dei denti.
piede. Il raggio di raccordo al piede del dente, in un piano
3.3.2 Saldatura
normale al dente, non deve essere inferiore a 0,25 mn.
a) Qualora sia impiegata saldatura per la costruzione delle
La generazione del profilo dei denti deve essere eseguita in ruote, i procedimenti di saldatura devono essere inviati
modo tale da non lasciare intagli nel raccordo. alla Società per l’approvazione. I processi di saldatura e
le loro qualifiche devono essere in accordo con le pre-
3.2.3 Teste ed estremità dei denti scrizioni della Parte D.
b) Dopo la saldatura deve essere eseguito un trattamento
a) Tutti i bordi taglienti in corrispondenza delle teste e di distensione delle tensioni.
delle estremità dei denti devono essere asportati dopo il
c) L’esame dei giunti saldati deve essere eseguito per
taglio e la finitura dei denti. mezzo di esame magnetoscopico o con liquidi pene-
tranti a soddisfazione del Tecnico. I giunti devono
b) Quando il rapporto b/d supera 0,3, le estremità del
essere realizzati in modo da permettere l’esame della
pignone e della ruota devono avere un angolo di cian-
parte interna dei giunti stessi
frino fra 45 e 60 gradi. L’altezza del cianfrino deve
essere almeno di 1,5 mn. 3.3.3 Forzamenti (1/1/2001)
L’accoppiamento forzato fra:
3.2.4 Trattamento superficiale • corone e corpo delle ruote, e
a) Lo strato indurito di un dente indurito superficialmente • corpo delle ruote ed alberi
si deve estendere in modo uniforme sull’intera superfi- deve essere progettata secondo Sez 7, [2.5.2].
cie del fianco e del raccordo.
3.3.4 Accoppiamenti imbullonati (1/1/2001)
b) Qualora i pignoni e le parti dentate delle ruote siano Gli accoppiamenti imbullonati di:
cementati e rinvenuti, i fianchi dei denti devono essere
• corone e corpo delle ruote, e
rettificati mentre le gole dei denti devono rimanere solo
cementate. La durezza superficiale della zona cemen- • corpo delle ruote ed alberi
tata deve essere almeno pari a 56 Rockwell C. devono essere progettati secondo Sez 7, [2.5.1].

c) Quando i pignoni e la parte dentata della ruote sono I dadi devono essere bloccati con mezzi idonei che non
nitrurate; lo strato indurito deve soddisfare la Tab 14. comportino saldatura.

d) L’impiego di altri processi di indurimento superficiale, 3.4 Alberi e cuscinetti


quali indurimento alla fiamma, saranno oggetto di parti-
colari considerazioni, soprattutto riguardo dei valori da 3.4.1 Generalità
adottare per σH,lim e σFE. Gli alberi ed i loro collegamenti, in particolare accoppia-
toi flangiati e i collegamenti forzati sono soggetti alle pre-
scrizioni della Sez 7.

122 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 6

3.4.2 Alberi dei pignoni e ruote (1/7/2002) 3.5 Casse


Il diametro minimo degli alberi dei pignoni e delle ruote
non deve essere inferiore al valore dS , in mm, ottenuto con 3.5.1 Generalità
la formula seguente: Le casse dei riduttori/invertitori devono avere rigidezza
tale che disallineamenti, carichi esterni ed effetti termici
1
--- 1 non abbiano un’influenza negativa sul contatto comples-
⎧ ⎫6 ⎛ 1 ⎞ 3
2 2 ---

d S = ⎨ ⎛ 10 ,2 + ----------------⎞ T
28000 170000 sivo dei denti in tutte le condizioni d’esercizio.

+ ----------------------------- M ⎬ ⎝ -----------------4⎠
⎩ R S ,min ⎠ 412 + R s ,min ⎭ 1 – Kd
3.5.2 Casse saldate
essendo: a) Il contenuto di carbonio degli acciai impiegati per la
RS,min : Minimo carico unitario di snervamento del costruzione delle casse saldate deve soddisfare le pre-
materiale dell’albero, in N/mm2, scrizioni della Parte D.

T : Momento torcente nominale trasmesso b) I giunti saldati devono essere realizzati in modo tale che
dall’albero, in N⋅m, sia la saldatura sia l’ispezione possano essere eseguiti
soddisfacentemente. Essi devono essere a piena pene-
M : Momento flettente agente sull’albero, in N⋅m, trazione
Kd : Coefficiente che assume i valori seguenti: c) Le casse saldate devono essere sottoposte a trattamento
• per alberi pieni, Kd = 0, di distensione delle tensioni dopo la saldatura.
• per alberi cavi, Kd = rapporto tra il diametro 3.5.3 Aperture
del foro ed il diametro esterno dell’albero. Aperture di dimensioni sufficienti per l’accesso e per l’ispe-
Se Kd ≤ 0,3, si può assumere Kd = 0. zione devono essere previste per permettere l’esame dei
Nota 1: I valori di dS, T ed M si riferiscono alla sezione d’albero in denti e della struttura delle ruote.
considerazione.
Nota 2: In corrispondenza delle cave per le chiavette ds deve essere 3.6 Lubrificazione
aumentato del 10%.
3.6.1 Generalità
In alternativa alla formula suddetta, la Società può accettare
a) Deve essere assicurato dal costruttore quanto segue:
un calcolo diretto della sollecitazione dimostrante che la
sollecitazione ideale rappresentata in un diagramma della - una lubrificazione affidabile dell’ingranamento dei
sollecitazione alterna in funzione della sollecitazione denti e dei cuscinetti:
media, si trova al di sotto delle linee definite dai punti • per tutto il campo di velocità, compreso l’avvia-
aventi coordinate: mento, l’arresto, e, quando applicabile, la
manovra,
( R m ; 0), ( 0 ; σ fa ⁄ 1, 5)
• per tutti gli angoli indicati in Sez 1, [2.4].
e
- In impianti multielica non provvisti di freni sugli
( 0, 8R s ;0 ), ( 0 ;0, 8R s ) alberi, deve essere assicurata la lubrificazione di
ingranaggi soggetti a rotazione libera.
dove σfa è il limite di fatica a flessione alterna pura per una
probabilità di sopravvivenza non inferiore all'80%. b) Sarà oggetto di considerazioni particolari la lubrifica-
zione che usi sistemi diversi dalla circolazione forzata
3.4.3 Alberi di torsione d’olio.
Il diametro minimo degli alberi di torsione soggetti soltanto 3.6.2 Pompe
a momento torcente non deve essere inferiore al valore dQS ,
a) I riduttori/invertitori di propulsione o di servizi essen-
in mm, dato dalla formula seguente:
ziali devono essere equipaggiati con:
1⁄3 • una pompa principale di lubrificazione, in grado di
d QS = ⎛ 7 ,65 + ----------------⎞ ⋅ -----------------4
27000 T
⎝ R S ,min ⎠ 1 – K d mantenere una lubrificazione sufficiente degli ingra-
naggi in tutti i campi di velocità,
RS,min e Kd sono definiti in [3.4.2] • una pompa di riserva indipendente avente almeno la
stessa portata della prima.
3.4.4 Cuscinetti b) Nel caso di:
a) I cuscinetti di spinta ed i loro supporti devono essere • ingranaggi che trasmettano una potenza non supe-
progettati in modo da evitare frecce dannose sotto riore a 375 kW,
carico. • oppure di impianti con più motori,
b) La durata della vita dei cuscinetti L10h calcolata secondo una delle pompe menzionate in a) può essere una
ISO 281-1 non deve essere inferiore a 40000 ore. pompa di rispetto pronta ad essere collegata
Durate più brevi possono essere accettate sulla base all’impianto dell’olio lubrificante del riduttore, purché
dell’effettiva distribuzione dei carichi in funzione del le operazioni di montaggio e smontaggio possano
tempo e subordinatamente al benestare dell’armatore. essere effettuate a bordo in breve tempo.

Regolamenti RINA 2005 123


Parte C, Cap 1, Sez 6

3.6.3 Filtraggio • corone,


a) Gli impianti di lubrificazione forzata devono avere dei • lamiere ed altri materiali impiegati per la costruzione di
dispositivi che filtrino efficacemente l’olio del circuito. casse saldate di riduttori/invertitori di propulsione.

b) Tali filtri, quando sono sistemati su impianti di apparati 5.2.2 Prove sui fucinati per i pignoni e per le ruote
di propulsione di macchine che azionino generatori
elettrici per la propulsione, devono essere sistemati in a) Le prove meccaniche dei pignoni e delle ruote devono
modo tale da permetterne la pulizia in modo facile essere eseguite secondo le prescrizioni in:
senza arrestare la lubrificazione alle macchine.
• Parte D, Cap 2, Sez 3, [5.6] per fucinati normaliz-
zati e rivenuti o bonificati
3.7 Comandi e controlli • Parte D, Cap 2, Sez 3, [5.7] per fucinati induriti in
superficie.
3.7.1 I riduttori/invertitori devono essere provvisti degli
allarmi e dei dispositivi di sicurezza elencati in Tab 15. b) Le prove non distruttive dei fucinati per i pignoni e le
ruote devono essere eseguite secondo le prescrizioni di
Parte D, Cap 2, Sez 3, [5.8].
4 Installazione
5.2.3 Bilanciamento
4.1 Generalità Tutti i componenti rotanti ed in particolare i gruppi albero
pignone ed albero ruota completi di accoppiatoi devono
4.1.1 I costruttori e i cantieri devono porre cura che la rigi- essere bilanciati staticamente.
dezza delle fondazioni degli ingranaggi e il loro allinea-
mento siano tali da non avere un effetto negativo sul Quando n2.d ≥ 1,5.109, i gruppi alberi pignoni ed alberi
contatto complessivo dei denti degli ingranaggi e sui carichi ruote devono essere sottoposti a prova di bilanciamento
dei cuscinetti in tutte le condizioni operative della nave. dinamico.

5.2.4 Verifica della precisione di taglio


4.2 Fissaggio degli ingranaggi
Verifiche della precisione del taglio dei denti devono essere
eseguite alla presenza del Tecnico. La registrazione dei dati
4.2.1 Blocchi, viti calibrate o mezzi similari devono essere
relativi alle misurazioni di errori, tolleranze e giochi dei
sistemati per ingranaggi soggetti alla spinta dell’elica. Tutta-
denti devono essere presentate a richiesta del Tecnico.
via, qualora la spinta sia trasmessa per attrito con coeffi-
ciente di sicurezza non inferiore a 2, tali sistemazioni
5.2.5 Prova di ingranamento
possono essere omesse.
a) Una prova di ingranamento deve essere eseguita alla
presenza del Tecnico. Tale prova deve essere eseguita
5 Certificazione, ispezioni e collaudi con un carico sufficiente ad assicurare il contatto dei
denti con i perni sistemati nei cuscinetti secondo le nor-
5.1 Generalità mali condizioni di funzionamento. Prima della prova la
superficie dei denti deve essere ricoperta con uno strato
5.1.1 sottile di un appropriato colorante.
a) Le ispezioni ed i collaudi degli alberi e delle parti ad b) I risultati di questa prova devono dimostrare che la
essi collegate (accoppiatoi flangiati, mozzi, viti, perni) superficie di contatto sia adeguatamente distribuita sulla
devono essere eseguiti secondo le prescrizioni della lunghezza dei denti. Tracce di forte contatto alle estre-
Sez 7. mità dei denti non sono accettabili.
b) Per le ispezioni dei giunti saldati delle ruote, vedere c) La registrazione dei contatti dei denti deve essere con-
[3.3.2]. servata e deve essere usata per controllare l’allinea-
mento dopo l’installazione a bordo.

5.2.6 Prove idrostatiche


5.2 Ispezioni e prove in officina
a) Le frizioni oleodinamiche o pneumatiche devono essere
provate idrostaticamente prima del montaggio ad una
5.2.1 Prove sui materiali
pressione pari a 1,5 volte la pressione massima d’eserci-
La composizione chimica e le proprietà meccaniche zio delle pompe di mandata.
devono essere determinate secondo le prescrizioni appli-
b) I tubi in pressione, le casse delle pompe, le valvole e gli
cabili in Parte D, Cap 2, Sez 3 per le parti seguenti:
altri accessori devono essere provati idrostaticamente
• pignoni e corpi delle ruote, secondo le prescrizioni in Sez 10, [20].

124 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 6

Tabella 15 : Riduttori / invertitori (1/7/2002)

Simboli convenzionali Comandi automatici


H = Valore alto, HH = Valore molto alto,
G = Allarme cumulativo
Controlli
L =Valore basso, LL = Valore molto basso, Macchine
Macchine principali
I = Allarme singolo ausiliarie
X = Funzione richiesta, R = A distanza
Rallen- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme tamen- automa- do della
zione
to tico riserva
Temperatura dell’olio lubrificante all’uscita dello scam- locale
biatore
Pressione dell’olio lubrificante locale
L
Livello della cassa dell’olio locale

Regolamenti RINA 2005 125


Parte C, Cap 1, Sez 7

SEZIONE 7 LINEE D’ALBERI DI PROPULSIONE

1 Generalità Per le vibrazioni, vedere Sez 9.

Prescrizioni aggiuntive per le navi con notazione per la


1.1 Applicabilità navigazione tra i ghiacci sono in Parte F, Cap 9, Sez 3.

1.1.1 La presente Sezione si applica agli alberi, giunti, fri- 1.2 Documentazione da inviare
zioni ed altri componenti della linea d’alberi che trasmet-
tono potenza per la propulsione. 1.2.1 Il fabbricante deve inviare alla Società i documenti
Per i componenti delle linee d’alberi in corrispondenza dei elencati in Tab 1 per l’approvazione.
motori, turbine, riduttori ed invertitori e thrusters, vedere I disegni delle parti che trasmettono potenza e delle cami-
rispettivamente Sez 2, Sez 4, Sez 5, Sez 6 e Sez 12; per le cie degli alberi elencati in Tab 1 devono comprendere le
eliche vedere Sez 8. specifiche dei materiali relativi.

Tabella 1 : Documentazione da inviare

N. Documento (disegni, calcoli, ecc.)


1 Insieme della linea d’alberi (1)
2 Albero reggispinta
3 Alberi intermedi
4 Albero portelica
5 Camicie degli alberi, con relativi procedimenti di costruzione e saldatura, se applicabile
6 Accoppiatoi e viti d’accoppiamento
7 Giunti elastici (2)
8 Astuccio
9 Particolari dei dispositivi di tenuta dell’olio negli astucci
10 Schema della tubolatura dell’olio per gli astucci lubrificati ad olio
11 Calcoli dell’allineamento della linea d’alberi, vedere anche [3.3]
(1) Tale disegno deve contenere l’intera linea d’alberi, dalla flangia d’accoppiamento con la macchina principale all’elica.
Devono anche essere indicati in questo disegno la posizione del cuscinetto reggispinta e la posizione ed il numero dei cusci-
netti della linea d’alberi (compreso il tipo del materiale e la loro lunghezza).
(2) Il Costruttore del giunto elastico deve comunicare anche i seguenti dati:
• Momento torcente medio trasmesso (statico) ammissibili per servizio continuativo
• Momento torcente d’urto massimo ammissibile
• Velocità di rotazione massima ammissibile
• Valori limite ammissibili per disallineamento radiale, assiale ed angolare
Inoltre, quando sono richiesti i calcoli delle vibrazioni torsionali dell’apparato di propulsione (vedere Sez 9) devono essere
inviati anche i dati seguenti:
• Momento torcente alterno e perdita di potenza ammissibili per servizio continuativo, in funzione della frequenza e/o del
momento torcente medio trasmesso
• Rigidità statica e dinamica, in funzione della frequenza e/o del momento torcente medio trasmesso
• Momenti d’inerzia della parte primaria e secondaria del giunto
• Coefficiente di smorzamento o capacità di smorzamento
• Le proprietà degli elementi in gomma dei giunti
• Per le molle in acciaio dei giunti: composizione chimica e caratteristiche meccaniche dell’acciaio
impiegato.

126 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 7

2 Progetto e costruzione per gli alberi portaelica. In alternativa può essere adoperato
il metodo di calcolo diretto indicato in [2.2.4].
2.1 Materiali 2.2.2 Alberi intermedi ed alberi reggispinta
2.1.1 Generalità Il diametro minimo degli alberi intermedi e degli alberi reg-
L’impiego di altri materiali o di acciai aventi carico unitario gispinta non deve essere inferiore al valore d, in mm, dato
di rottura per trazione superiore a quelli indicati in [2.1.2] dalla formula seguente:
[2.1.3] e [2.1.4] sarà considerato dalla Società caso per P 560 - 1⁄3

caso. - ⋅ ----------------------
d = F ⋅ k ⋅ -----------------------------
n ⋅ ( 1 – Q 4 ) R m + 160
2.1.2 Materiali per gli alberi essendo:
In generale gli alberi devono essere in acciaio fucinato
Q : • 0, nel caso di alberi pieni;
avente il carico di rottura per trazione, Rm , compreso fra
400 e 800 N/mm 2. • Rapporto tra il valore del diametro del foro e
quello del diametro esterno dell’albero nella
2.1.3 Giunti, giunti elastici, giunti idraulici sezione considerata, nel caso di alberi cavi;
Gli accoppiatoi riportati e le parti rigide dei giunti elastici Se risulta Q ≤ 0,3, si assume Q = 0.
che trasmettono il momento torcente devono essere in
acciaio fucinato, in acciaio fuso o in ghisa sferoidale. Gli alberi cavi con fori aventi l’asse longitu-
dinale non coincidente con quello degli
Le giranti dei giunti idraulici possono essere costruite anche alberi stessi saranno considerati caso per
in ghisa grigia quando la velocità periferica è inferiore o caso dalla Società
uguale a 40 m/s.
F : • 95, per apparati di propulsione con motori
2.1.4 Viti degli accoppiatoi diesel muniti di giunto a scorrimento o con
Le viti degli accoppiatoi devono essere di acciaio fucinato, turbine o con motori elettrici
laminato o trafilato. • 100, per apparati di propulsione con motori
In generale il valore del carico di rottura per trazione, RmB, diesel aventi accoppiamento di tipo diverso
del materiale delle viti deve soddisfare le seguenti condi- da quello suddetto.
zioni: k : Fattore il cui valore, in funzione dei particolari
• R m ≤ R mB ≤ 1,7 R m. costruttivi degli alberi, è indicato nella Tab 2.

• R mB ≤ 1000 N/mm2. Per particolari costruttivi diversi da quelli indi-


cati nella detta Tabella, il valore di k sarà consi-
2.1.5 Camicie degli alberi derato dalla Società caso per caso
Le camicie devono essere di materiale metallico resistente n : Velocità di rotazione dell’albero, in giri/min,
alla corrosione soddisfacente le prescrizioni pertinenti nella corrispondente alla potenza P
Parte D e con una specifica approvata, se esistente. Nel
P : Massima potenza continuativa della macchina
caso di camicie costruite mediante saldatura, il materiale
di propulsione, per la quale è richiesta la classi-
deve essere dimostrato saldabile.
ficazione, in kW
Generalmente, le camicie devono essere ottenute da
fusioni. Rm : Valore del minimo carico unitario di rottura per
trazione del materiale dell’albero, N/mm2.
Per alberi piccoli si può considerare l’uso di camicie rica- Quando, in accordo con quanto stabilito in
vate da tubi invece che da fusioni. [2.1], è ammesso l’impiego di un acciaio avente
Qualora gli alberi siano protetti dal contatto con l’acqua di Rm > 800 N/mm2, il valore di Rm da introdurre
mare non da camicie metalliche ma da altri rivestimenti nella formula sarà oggetto di particolare consi-
protettivi, la procedura di rivestimento deve essere appro- derazione da parte della Società, ma non dovrà
vata dalla Società. in ogni caso essere assunto un valore maggiore
di 800 N/mm2. Nel caso di impiego di acciai
2.1.6 Astucci inossidabili ed in altri casi particolari, a giudizio
Gli astucci sono oggetto delle prescrizioni in Parte B, Cap 9, della Società, il valore di Rm da introdurre nella
Sez 2, [6.7]. formula suddetta sarà oggetto di speciale consi-
derazione caso per caso.
2.2 Alberi - Dimensionamenti Il dimensionamento di alberi intermedi sistemati entro tubi
o astucci sarà oggetto di particolare considerazione da
2.2.1 Generalità parte della Società. Per alberi intermedi sistemati entro
Per la verifica degli alberi si applicano i metodi indicati in astucci a circolazione d’acqua, valgono le norme di cui in
[2.2.2] e [2.2.3], rispettivamente per gli alberi intermedi e [2.4.7].

Regolamenti RINA 2005 127


Parte C, Cap 1, Sez 7

Tabella 2 : Valori del fattore k

Per alberi reggispinta non incorpo-


Per alberi intermedi con
rati nel motore
flange di accop- accoppiatoi chiavette fori radiali o fori feritoie da entrambi i lati in prossimità di
piamento di forzati trasversali longitudinali del collare di un cuscinetto
pezzo spinta assiale, nel caso
in cui un cusci-
netto a rulli
venga usato
come cuscinetto
di spinta
1,0 (1) 1,0 1,10 (2) 1,10 (3) 1,20 (4) 1,10 1,10
(1) Applicabile per flange aventi raggio di raccordo in conformità con quanto stabilito in [2.5.1]
(2) Il diametro dell’albero può essere ridotto al valore d calcolato assumendo k = 1, a partire da una distanza uguale o superiore a
0,2d dall’estremità della chiavetta. I raggi di raccordo nella sezione trasversale sul fondo della cava per la chiavetta non devono
essere inferiori a 0,0125 d, essendo d il valore sopra definito, cioè calcolato assumendo K= 1
(3) Applicabile per fori aventi diametro non superiore a 0,3 d, essendo d come definito in (2).
(4) Applicabile normalmente per feritoie di lunghezza non superiore a 1,4 d e di larghezza non superiore a 0,2 d, essendo d come
definito in (2). Tuttavia ciò deve essere giustificato caso per caso dal Costruttore.

2.2.3 Alberi portaelica dell’albero portaelica in accordo con


Il diametro minimo degli alberi portaelica deve essere non quanto stabilito in [2.5.1];
inferiore al valore dP, in mm, calcolato con la formula • l’astuccio dell’albero portaelica è lubrificato
seguente: ad olio ed è munito di dispositivi di tenuta
P 560 - 1⁄3 dell’olio approvati dalla Società oppure
- ⋅ ----------------------
d P = 100 ⋅ k P ⋅ ----------------------------- quando il suddetto astuccio è a circolazione
n ⋅ ( 1 – Q 4 ) R m + 160
d’acqua e l’albero portaelica è munito di
essendo: camicia continua.
kp : fattore, il cui valore, in funzione dei particolari I suddetti valori di kP sono applicabili per il tratto di albero
costruttivi degli alberi portaelica, è indicato qui portaelica compreso tra l’estremità prodiera del suo ultimo
di seguito. supporto a poppavia e la faccia prodiera del mozzo
Gli altri simboli hanno lo stesso significato di quelli in dell’elica o la faccia prodiera della flangia di pezzo con
[2.2.2]. l’albero portaelica per il collegamento al mozzo dell’elica.
Ai fini della determinazione del diametro regolamentare dP, In ogni caso la lunghezza del suddetto tratto di albero non
il valore di Rm da introdurre nella suddetta formula deve, in deve essere inferiore a 2,5 volte il diametro regolamentare
generale, essere assunto non superiore a 600 N/mm2. dell’albero portaelica dP calcolato con la formula di cui
sopra.
Nel caso di impiego di acciai inossidabili ed in altri casi
particolari, a giudizio della Società, il valore di Rm da intro- Il valore del fattore kP per alberi portaelica con particolari
durre nella formula suddetta sarà oggetto di speciale consi- costruttivi diversi da quelli sopra indicati, sarà considerato
derazione, caso per caso. Il diametro della parte di albero dalla Società caso per caso.
portaelica a proravia della tenuta prodiera dell’astuccio Per il tratto di albero portaelica compreso tra l’estremità
può, in generale, essere ridotto gradualmente fino al valore prodiera del suo ultimo supporto a poppavia e l’estremità
del diametro dell’albero intermedio. prodiera della tenuta prodiera dell’astuccio, si deve assu-
Il valore del fattore kP da introdurre nella formula di cui mere, in ogni caso:
sopra, deve essere assunto come qui di seguito indicato: • kP = 1,15.
kP : kP=1,26, per alberi portaelica in cui:
• l’elica è accoppiata mediante chiavetta 2.2.4 Calcolo diretto delle tensioni
all’estremità conica poppiera dell’albero Il dimensionamento degli alberi può essere approvato sulla
portaelica, in conformità con quanto stabi- base di una documentazione relativa alla loro resistenza a
lito in [2.5.5]. fatica o altre metodologie che siano considerate accettabili
kP= 1,22, per alberi portaelica in cui: dalla Società.
• l’elica è accoppiata, senza chiavetta,
mediante forzamento sull’estremità conica 2.3 Camicie
poppiera dell’albero portaelica, in accordo
con quanto stabilito in Sez 8, [3.1.2], 2.3.1 Generalità
oppure quando l’elica è accoppiata Qualora l’albero portaelica non sia costruito in materiale
all’estremità poppiera flangiata di pezzo resistente alla corrosione, esso dovrà essere protetto da una

128 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 7

camicia di metallo o da altro rivestimento protettivo appro- In ogni caso la lunghezza del supporto deve essere non
vato dalla Società. inferiore a 1,5 volte il valore effettivo del suo diametro
In generale, le camicie devono essere continue; tuttavia la interno.
Società potrà accettare caso per caso camicie interrotte, Potranno essere accettati valori superiori della suddetta
cioè camicie costituite da due o più lunghezze separate, pressione, nel caso in cui il supporto sia realizzato in
purché : materiali per i quali si abbiano soddisfacenti esperienze
• siano sistemate su tutte le portate; documentate di prove e di esercizio.
• i tratti di albero tra le camicie che possono venire a con- 2.4.3 Supporti poppieri in metallo antifrizione o
tatto con l’acqua di mare siano protetti con un rivesti- legno santo lubrificati ad acqua
mento di materiale idoneo; le caratteristiche, la tecnica I supporti in legno santo e quelli rivestiti di metallo antifri-
di applicazione e lo spessore del materiale suddetto zione devono avere lunghezza non inferiore a 4 volte il dia-
devono essere approvati dalla Società. metro regolamentare dell’albero portaelica in
corrispondenza del supporto stesso.
2.3.2 Dimensioni
Le camicie sistemate sugli alberi portaelica o sugli alberi 2.4.4 Supporti poppieri in materiale sintetico a
intermedi entro l’astuccio, devono avere spessore non infe- circolazione d’acqua
riore al valore t, in mm, calcolato con la formula seguente: a) I supporti realizzati in materiali sintetici, quali gomma o
materiali plastici, approvati dalla Società per essere
t = d + 230-
------------------ impiegati come supporti poppieri di astucci a circola-
32
zione d’acqua, devono avere lunghezza non inferiore a
essendo:
4 volte il diametro regolamentare dell’albero portaelica
d : diametro effettivo dell’albero, in mm. in corrispondenza del supporto stesso.
Nel tratto fra i supporti tale spessore t può essere ridotto del b) Per supporti progettati sulla base di documentati dati
25%. sperimentali, ritenuti soddisfacenti dalla Società, pos-
sono essere accettate lunghezze inferiori a 4 volte il dia-
2.4 Cuscinetti dell’astuccio metro regolamentare dell’albero portaelica in
corrispondenza del supporto ma in ogni caso non infe-
2.4.1 Supporti poppieri con metallo antifrizione riori a 2 volte il detto diametro.
lubrificati ad olio
a) I supporti con metallo bianco, od altro metallo antifri- 2.4.5 Supporti poppieri lubrificati a grasso
zione, lubrificati ad olio, con dispositivi di tenuta Per supporti lubrificati a grasso, la lunghezza deve essere,
dell’olio approvati dalla Società, devono avere lun- di norma, non inferiore a 4 volte il diametro regolamentare
ghezza non inferiore a 2 volte il diametro regolamentare dell’albero portaelica in corrispondenza del supporto
dell’albero portaelica in corrispondenza del supporto stesso.
stesso.
2.4.6 Lubrificazione ad olio o a grasso
b) La lunghezza del supporto può essere inferiore a quella
a) Per gli astucci con lubrificazione ad olio deve essere
di cui in a) nel caso in cui la pressione nominale sul
previsto il raffreddamento dell’olio.
supporto non sia superiore a 0,8 N/mm2. La suddetta
pressione deve essere determinata calcolando la rea- Deve essere prevista una cassa di gravitazione per ali-
zione statica del supporto, tenendo conto del peso mentare d’olio l’astuccio; essa deve essere sistemata al
dell’albero e del peso dell’elica che si ritiene agiscano di sopra della linea di galleggiamento di pieno carico.
esclusivamente sul supporto poppiero e dividendo detta I dispositivi di tenuta dell’olio nell’astuccio devono
reazione per l’area proiettata dell’albero. essere tali da assicurare il loro buon funzionamento per
In ogni caso la lunghezza del supporto deve essere non le diverse temperature dell’acqua di mare che si pos-
inferiore a 1,5 volte il valore effettivo del suo diametro sono riscontrare in esercizio.
interno. b) I supporti lubrificati a grasso saranno soggetti a speciale
considerazione, caso per caso, da parte della Società.
2.4.2 Supporti poppieri in gomma sintetica, resina
rinforzata o materiali plastici lubrificati ad olio 2.4.7 Astucci a circolazione d’acqua
a) I supporti in gomma sintetica, resina rinforzata o mate- Per gli astucci a circolazione d’acqua devono essere prese
riali plastici, approvati dalla Società per essere impiegati tutte le precauzioni necessarie per assicurare una efficiente
come supporti poppieri degli astucci lubrificati ad olio, circolazione dell’acqua. Nel caso di supporti rivestiti di
devono avere lunghezza non inferiore a 2 volte il dia- legno santo per diametri maggiori di 400 mm, ed in ogni
metro regolamentare dell’albero portaelica in corrispon- caso per supporti rivestiti con materiali sintetici, deve essere
denza del supporto stesso. prevista la circolazione forzata dell’acqua. Nel caso di sup-
b) La lunghezza del supporto può essere inferiore a quella porti in materiali sintetici, devono essere previsti degli indi-
di cui in a) nel caso in cui la pressione nominale sul catori di flusso dell’acqua o degli indicatori della pressione
supporto non sia superiore a 0,6 N/mm2. La determina- di mandata delle pompe.
zione del valore della suddetta pressione deve essere I canali nei supporti devono avere una sezione sufficiente
effettuata come indicato in [2.4.1] b). per consentire una buona circolazione dell’acqua e tale

Regolamenti RINA 2005 129


Parte C, Cap 1, Sez 7

sezione non deve essere sensibilmente ridotta dall’usura, essendo:


specialmente nel caso di supporti in plastica. d : Diametro regolamentare dell’albero inter-
La valvola o il rubinetto di intercettazione dell’acqua medio, in mm, eventualmente maggiorato
devono essere sistemati direttamente sulla paratia del pres- in accordo con quanto richiesto in Parte F,
satrecce o in corrispondenza dell’entrata della tubolatura Cap 9, Sez 3 per la navigazione fra i ghiacci
dell’acqua nell’astuccio, se questa è a proravia di detta nB : Numero delle viti calibrate
paratia.
DC : Diametro della circonferenza passante per i
centri dei fori per le viti, in mm
2.5 Accoppiatoi Rm : Valore del minimo carico unitario di rottura
per trazione del materiale dell’albero inter-
2.5.1 Accoppiatoi flangiati
medio, assunto per il calcolo di d, in N/mm2
a) Le flange degli accoppiatoi degli alberi intermedi e
RmB : Valore del minimo carico unitario di rottura
degli alberi reggispinta e la flangia dell’accoppiatoio
per trazione del materiale delle viti, in
prodiero dell’albero portaelica devono avere spessore
non inferiore a 0,2 volte il diametro regolamentare N/mm2. Quando, a norma di [2.1.1], è
dell’albero intermedio di pezzo e non inferiore al dia- ammesso per le viti l’impiego di un acciaio
metro delle viti di accoppiamento calcolato per il carico avente RmB maggiore dei limiti specificati in
di rottura uguale a quello dell’albero corrispondente. [2.1.4], il valore di RmB da introdurre nella
formula non dovrà superare i limiti suddetti.
Il raggio di raccordo alla base delle flange fucinate di
pezzo con gli alberi non deve essere inferiore a 0,08 e) Gli accoppiatoi a flangia con viti non calibrate possono
volte il diametro effettivo dell’albero. essere accettati sulla base di un calcolo del serraggio
delle viti e della relativa tensione e sulla base delle istru-
Il raccordo può essere realizzato mediante una curva a zioni per il montaggio.
più raggi purché il fattore di concentrazione delle ten-
sioni non risulti superiore a quello corrispondente al A tale scopo il momento torcente dovuto all’attrito fra le
raccordo circolare avente raggio uguale a 0,08 volte il flange non deve essere inferiore a 2,8 volte il momento
diametro effettivo dell’albero. torcente trasmesso, assumendo per il coefficiente di
attrito acciaio su acciaio il valore di 0,18. Inoltre la ten-
Per accoppiatoi a flangia di tipo smontabile, il suddetto sione nelle viti in corrispondenza della sezione di dia-
raggio di raccordo non deve causare concentrazione di metro minimo, dovuta al serraggio, non deve essere
tensioni superiore a quella che si originerebbe nel rac- maggiore di 0,8 volte il minimo carico unitario di sner-
cordo di una flangia di pezzo come sopra. vamento (ReH), o il carico cui corrisponde una deforma-
La superficie in corrispondenza dei raccordi deve essere zione permanente dello 0,2% (Rp0,2) del materiale delle
ben lisciata e non deve essere intagliata per l’alloggio viti.
delle teste e dei dadi delle viti. Per momento torcente trasmesso s’intende:
b) Quando l’elica è collegata ad una flangia di pezzo con • Per apparati motori di propulsione con motori diesel
l’albero portaelica, lo spessore della flangia stessa non muniti di giunto a scorrimento o ad alta elasticità,
deve essere minore di 0,25 volte il diametro regolamen- con turbine o con motori elettrici: il momento tor-
tare della parte poppiera dell’albero portaelica. Il raggio cente medio trasmesso corrispondente alla potenza
di raccordo alla base delle flange non deve essere infe- massima continuativa P ed alla velocità di rotazione
riore a 0,125 volte il diametro effettivo. corrispondente n, come definite in [2.2.2].
Le viti di collegamento del mozzo dell’elica alla flangia • Per apparati motori di propulsione con motori diesel
devono avere robustezza equivalente a quella della aventi accoppiamenti di tipo diverso da quello citato
parte poppiera dell’albero portaelica. in a): il suddetto momento torcente medio maggio-
c) Gli accoppiatoi a flangia di tipo smontabile e le relative rato del 20%, o del momento torcente dovuto alle
chiavette devono avere robustezza equivalente a quella vibrazioni torsionali, se maggiore.
dell’albero. Il suddetto valore di 2,8 può essere ridotto a 2,5 nei
Essi devono essere accuratamente montati e forzati sugli seguenti casi:
alberi e il loro collegamento con gli alberi stessi deve • per navi aventi due o più linee d’alberi.
offrire sicura resistenza al momento torcente vibratorio • quando il momento torcente trasmesso è ottenuto,
e agli sforzi di trazione durante la marcia addietro. nell’intero campo di giri di funzionamento, come
d) Nel caso di accoppiatoi a flangia con tutte viti calibrate somma del momento torcente nominale e del
degli alberi reggispinta, degli alberi intermedi e per momento alterno dovuto alle vibrazioni torsionali,
l’accoppiamento prodiero degli alberi portaelica, il dia- calcolato come indicato in Sez 9.
metro delle viti, in corrispondenza delle superfici di
contatto delle flange, deve essere non inferiore al valore 2.5.2 Accoppiatoi forzati
dB in mm, calcolato con la formula seguente: Gli accoppiatoi di tipo smontabile, forzati sull’albero con
pressione d’olio o con altri metodi, possono essere accettati
d 3 ⋅ ( R m + 160 ) 0 ,5
sulla base di un calcolo del forzamento e delle tensioni
d B = 0 ,65 ⋅ -------------------------------------
-
n B ⋅ D C ⋅ R mB indotte e sulla base delle istruzioni per il montaggio.

130 Regolamenti RINA 2005


Parte C, Cap 1, Sez 7

A tale scopo la forza dovuta all’attrito fra le superfici di con- Quando i suddetti particolari costruttivi sono intesi ad
tatto non deve essere inferiore a 2,8 volte la forza totale ottenere l’estensione dell’intervallo della visita perio-
dovuta al momento torcente trasmesso ed alla spinta. dica dell’albero portaelica, come indicato in Parte A,
Cap 2, Sez 2, [5.5] essi devono essere realizzati come
Il suddetto valore di 2,8 può essere ridotto a 2,5 alle condi- indicato in Fig 1.
zioni specificate in [2.5.1] e).
Può essere accettato un dimensionamento diverso pur-
Per il coefficiente di attrito si assumerà il valore di 0,14, nel ché assicuri almeno la stessa riduzione della concentra-
caso di forzamento con pressione d’olio, e 0,18, per i forza- zione delle tensioni.
menti effettuati a secco. Il raggio di raccordo in corrispondenza del fondo
dell’alloggio deve essere non inferiore all’1,25% del
Inoltre la tensione ideale determinata con il criterio di von
diametro effettivo dell’albero portaelica alla base mag-
Mises-Hencky nei punti più sollecitati dell’accoppiatoio
giore del cono.
non deve essere superiore all’80% del valore del minimo
carico unitario di snervamento (ReH), o del carico al quale La chiavetta deve avere gli spigoli arrotondati.
corrisponde una deformazione permanente dello 0,2%
La distanza fra la base maggiore del cono dell’albero
(Rp0,2), del materiale della parte considerata.
portaelica e l’estremità prodiera della chiavetta deve
Il momento torcente trasmesso è definito in [2.5.1] e). essere non inferiore al 20% del diametro effettivo
dell’albero portaelica alla base maggiore del cono.
Per la determinazione della spinta, vedere Sez 8, [3.1.2]. Le viti di fissaggio delle chiavette non devono essere
sistemate nel primo terzo avanti del cono dal suo lato
2.5.3 Altri tipi di accoppiatoi maggiore ed i bordi dei fori devono essere accurata-
mente arrotondati.
Tipi di accoppiatoi diversi da quelli trattati in [2.5.1] e
[2.5.2] saranno soggetti, caso per caso a particolare consi- b) L’area della sezione effettiva della chiavetta resistente al
derazione da parte della Società. taglio deve essere non inferiore al valore A, in mm2,
ottenuto dalla formula seguente:
2.5.4 Giunti elastici
d3
A = 0 ,4 ⋅ --------
a) Le parti rigide dei giunti elastici che trasmettono il d PM
momento torcente devono essere dimensionate
essendo:
secondo le norme del presente Articolo [2].
d : Diametro regolamentare, in mm, dell’albero
b) Per gli elementi elastici non devono essere superati i intermedio calcolato come indicato in
limiti fissati dal costruttore relativi al momento torcente [2.2.2], assumendo R m = 400 N/mm2
statico e dinamico, alla velocità di rotazione e alla
potenza dissipata. dPM : Diametro effettivo dell’albero portaelica a
metà lunghezza della chiavetta, in mm.
c) Quando tutta la potenza del motore viene trasmessa
attraverso un solo elemento elastico (navi con un solo
motore di propulsione e con una sola linea d’alberi), è
2.6 Controlli
necessario che il giunto elastico sia munito di un dispo-
sitivo di fine corsa torsionale o di un altro mezzo idoneo 2.6.1 Generalità
per bloccare il giunto stesso in caso di rottura dell’ele- Le prescrizioni del Capitolo 3 si applicano in aggiunta a
mento elastico. quelle seguenti.

Nelle condizioni di trasmissione rigida col predetto


2.6.2 Monitoraggio dell’albero portaelica
dispositivo di bloccaggio, vi deve essere un campo di
giri, libero da critiche torsionali pericolose, sufficiente- Per l’assegnazione della notazione relativa al monitoraggio
mente ampio e tale da consentire di navigare e di gover- dell’albero porta elica, vedere Parte F, Cap 5, Sez 2
nare la nave con tutta sicurezza. Come alternativa,
dovrà essere sistemato a bordo un elemento elastico di 2.6.3 Indicatori
rispetto. Gli indicatori locali per le linee d’alberi di propulsione che
devono essere installati su navi da 500 tonnellate di stazza
2.5.5 Chiavette degli alberi portaelica e relativi lorda ed oltre senza notazione per l’automazione , sono
alloggi elencati in Tab 3. Per i controlli dei motori, turbine, riduttori
e/o invertitori, eliche a pale orientabili e thrusters, vedere
a) Gli alloggi per le chiavette nel cono degli alberi portae-
rispettivamente Sez 2, Sez 4, Sez 5, Sez 6, Sez 8 e
lica devono avere gli spigoli bene arrotondati con
Sez 12.
l’estremità prodiera ben raccordata e possibilmente
allargata a cucchiaio in modo da ridurre al minimo gli Gli indicatori elencati in Tab 3 devono essere sistemati in
effetti d’intaglio e la concentrazione delle tensioni. una posizione normalmente presenziata.

Regolamenti RINA 2005 131


Parte C, Cap 1, Sez 7

Figura 1 : Particolari dell’estremità prodiera dell’alloggio per la chiavetta dell’albero portaelica


≥ 0,2 d o
≥4t
t r

r3
do A-A

≥2t

r2
C B A B-B

r
r ≥ 0,0125 d o
r1 < r2< r 3
r1
C-C
t t t t
C B A

Tabella 3 : Alberi e frizioni degli alberi di propulsione

Simboli convenzionali Comandi automatici


H= Valore alto, HH = Valore molto alto,
G= Allarme cumulativo
Controlli
L = Valore basso, LL = Valore molto basso,
Macchina principale Ausiliari
I = Allarme singolo
X= Funzione richiesta, R = A distanza
Rallen- Blocco Coman- Avvio Arresto
Indica-
Identificazione del parametro dell’impianto Allarme tamen- automa- do della
zione
to tico riserva
Temperatura di ciascun cuscinetto reggispinta H X
(non applicabile ai cuscinetti a rulli o a sfere)
Livello della cassa a gravità dell’olio per la lubrificazione L
dell’astuccio
Temperatura dell’olio lubrificante per le frizioni H X
Livello della cassa dell’olio delle frizioni L

3 Sistemazione ed installazione 3.2 Protezione dell’albero portaelica contro


la corrosione
3.1 Generalità
3.2.1 A meno che l’ albero portelica non sia di acciaio
inossidabile austenitico, la superficie dell’albero fra l’elica e
3.1.1 L’installazione deve essere eseguita secondo le istru- l’astuccio ed in corrispondenza del dado dell’elica, deve
zione del Costruttore dei componenti o documenti appro- essere adeguatamente protetta in modo da impedire ogni
vati, quando richiesto. trafilamento di acqua di mare.

3.1.2 L’installazione degli astucci e/o cuscinetti relativi