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Indice

A cosa serve questo ebook? pg. 03


Lautore pg. 04
Introduzione alla TSS pg. 06
Breve storia della TSS pg. 06
Vantaggi della TSS pg. 08
Elementi per una TSS di successo pg. 10
Come condurre una TSS efficace pg. 11
Dove fare TSS pg. 15
Formazione in TSS pg. 15
Riferimenti bibliografici pg. 16
Per rimanere aggiornati
A cosa serve questo E-Book?

LE-Book che stai per leggere ti d la pi aggiornata panoramica in italiano


sulla Terapia a Seduta Singola: un modo di fare terapia e consulenza studiato
in tutto il mondo da oltre trentanni.

Qui troverai i principi generali della TSS, i suoi risultati e alcune indicazioni
iniziali su come condurre una Terapia a Seduta Singola. La bibliografia sulla
TSS vanta diverse centinaia di pubblicazioni tra libri e articoli scientifici: in
questa sede ne troverai ovviamente solo una minima parte, a puro scopo
introduttivo.

Per qualunque altra informazione ti invito a visitare il sito dove ogni


settimana trovi aggiornamenti sulla Terapia a Seduta Singola, o scrivermi a
info@terapiasedutasingola.it

Grazie e buona lettura!


Flavio Cannistr

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Lautore

Sono uno psicologo e psicoterapeuta che da quasi dieci anni


studia le terapie brevi. Mi ha sempre interessato capire i principi
grazie ai quali possibile ridurre la durata di una psicoterapia e
in generale di tutti gli interventi volti a migliorare il benessere e
la salute delle persone e con questo obiettivo cerco da sempre
di ampliare le mie conoscenze in materia.

Mentre continuavo le mie ricerche sulle terapie brevi mi sono specializzato


in psicoterapia breve strategica ad Arezzo e ho approfondito lipnosi
ericksoniana a Roma. Nel frattempo studiavo testi e ricerche straniere, per
ampliare la mia conoscenza e affinare la mia tecnica.

cos che ho conosciuto e fatto amicizia con Michael F. Hoyt, che tra i primi
ha parlato e formalizzato i principi della TSS e che pi di tutti ha condotto
ricerche sullargomento. Cos, sono volato in California, a San Francisco, per
formarmi direttamente con lui sulla Terapia a Seduta Singola.

Al ritorno, oltre ad aver preso i contatti con un editore per tradurre alcuni
lavori di Hoyt, ho aperto con Federico Piccirilli lItalian Center for Single
Session Therapy, il primo centro italiano per fare ricerca sulla Terapia a
Seduta Singola.

Contestualmente ho creato il portale www.terapiasedutasingola.it, per far


conoscere principi, tecniche e risultati della Terapia a Seduta Singola.

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TERAPIA A SEDUTA SINGOLA
Unintroduzione a principi e pratiche
Introduzione alla TSS
La Terapia a Seduta Singola (Single Session Therapy) non un approccio psicoterapeutico
rigidamente formalizzato: soprattutto una modalit di fare psicoterapia che ha
lobiettivo di massimizzare leffetto di ogni singola seduta.

Per questa ragione viene condotta da terapeuti provenienti da approcci diversi tra loro:
dalla terapia cognitivo-comportamentale alla sistemico-familiare, dagli approcci di
matrice ericksoniana a quelli di orientamento psicodinamico, passando ovviamente per
gli interventi di consulenza e supporto psicologico.

Il vantaggio di non essere un modello rigidamente formalizzato - bench dotato di


precisi principi operativi - la rende inoltre utile e trasversale anche ad alcune figure
non strettamente legate alla psicoterapia, come accenneremo pi avanti. Questo il
motivo per cui, come usualmente si fa nei testi di lingua anglosassone, useremo in modo
intercambiabile le parole paziente, cliente e persona.

La critica pi comune mossa alla TSS : Non possibile che una terapia duri una sola
seduta!. Come vedremo, i dati chiariranno per bene questo punto, ma ad ogni modo tutti
gli studiosi ci tengono a sottolineare che lintervento non deve necessariamente durare
una sola seduta. Fare TSS un modo per ottenere il massimo da ogni singolo (e spesso
unico) incontro, e in questo E-Book cercheremo di dare alcuni primi elementi su come
farlo e sui risultati che si possono ottenere.

Breve storia della TSS


Gli studi sulla Terapia a Seduta Singola nascono ufficialmente verso la fine degli anni
80, quando Moshe Talmon, Michael F. Hoyt e Robert Rosenbaum cominciarono le loro
ricerche presso il Kaiser Permanente di Oakland, California, la pi grande organizzazione
di assistenza sanitaria degli Stati Uniti.

A met degli anni 80 Talmon si rese conto di un fatto particolare: esaminando il numero
di visite scopr che la durata pi frequente della psicoterapia di una sola seduta.
Uno studio successivo, condotto su 100.000 appuntamenti programmati con pazienti
ambulatoriali lungo un periodo di cinque anni, conferm che la frequenza di una seduta
singola la pi consistente: circa il 50% degli appuntamenti termina con un solo incontro,
a prescindere dallorientamento terapeutico del professionista (Talmon, 1990).

Facendo uniniziale ricerca, Talmon scopr che gi molti studi parlavano di terapie
da ununica seduta: persino Freud descrisse alcuni casi durati una sola sessione, e
successivamente altri ricercatori studiarono levento. Per questo motivo non strano
trovare bibliografie antecedenti ai lavori di Talmon, Hoyt e Rosenbaum, i quali per hanno
avuto il merito di studiare il fenomeno in modo sistematico e mirato, e di tracciare le
prime linee guida (Hoyt, Rosenbaum & Talmon, 1992).

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Cosa sappiamo oggi?
Sommando le ricerche condotte in tutto il mondo, oggi confermato che 1 il numero
pi frequente di sedute fatte in psicoterapia, con una media che oscilla tra il 20 e il 50% a
seconda degli studi; e laddove i terapeuti sono consapevoli di fare questa scelta si arriva
anche all80% dei casi (Hoyt & Talmon, 2014).

In sintesi: una sola seduta la durata pi frequente di una psicoterapia.

Ma quellunica seduta che risultati d?


Se molti avevano gi constatato il successo di terapie di ununica seduta, altri erano
scettici. Daltronde se si accetta limpostazione teorica che vuole che a un drop-out
corrisponda necessariamente un paziente resistente, una mancanza di motivazione
al cambiamento, una personalit borderline e via dicendo, si finir per credere che la
realt sia cos.

Perch non metterla alla prova dei fatti, allora?


Nel primo studio Talmon chiam 200 pazienti visti solo una volta (spesso senza averlo
programmato): il 78% rifer di aver ottenuto quello che voleva dalla terapia e di sentirsi
meglio, o molto meglio, rispetto al problema presentato. Lo studio venne ripetuto da un
ricercatore esterno, per evitare possibili influenze da parte dei terapeuti: i risultati furono
gli stessi (Talmon, 1990).
In sintesi, sembrava proprio che per molti pazienti bastasse una sola seduta per risolvere
il proprio problema. Daltronde, come detto, studi simili erano stati condotti anche prima
(Bloom, 1981), con risultati analoghi o persino migliori (Kogan, 1957; Silverman & Beech,
1979).

A quel punto Talmon si rese conto di avere bisogno di un gruppo di ricerca.


Cos chiam Robert Rosenbaum, capo del Dipartimento di Psicologia al Kaiser Medical
Center di Hayward, e Michael Hoyt, che aveva una trasversale preparazione in diversi
tipi di psicoterapia, era stato allievo di Carl Whitaker ed era un ottimo ricercatore: ricopr
infatti il ruolo di ricercatore principale del progetto.

Bisognava ora testare chiaramente la SST.


Intorno al 1988 il gruppo condusse una Seduta Singola programmata con 60 pazienti. Il
campione era eterogeneo e i tre terapeuti avevano tre stili terapeutici diversi. I risultati
furono del tutto in linea con le ricerche precedenti: il 58% dei pazienti ritenne che una
seduta fosse pi che sufficiente e ai follow-up a 3, 6 e 12 mesi l88% di questi ritenne di
aver avuto un grande miglioramento o un miglioramento con quellunica seduta1.

In sintesi, il risultato positivo di una TSS molto alto e si mantiene nel tempo.

Questo fu il primo studio sistematico sulla Terapia a Seduta Singola (Hoyt, Rosenbaum
& Talmon, 1992).

1 Suuna scala da 1 a 5, dove 1 era molto meglio e 5 molto peggio, il livello medio di miglioramento fu 1,7. Succes-
sivamente, alcuni studi longitudinali condotti fino a 8 anni di distanza hanno confermato il mantenimento dei risultati
positivi della TSS.

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Da allora sono state condotte centinaia di altre ricerche in tutto il mondo2 , che hanno
confermato e ampliato lo spettro dei risultati. Ad esempio, la TSS risulta efficace in diversi
setting (terapie individuali, di coppia e familiari; presso studi privati, centri ospedalieri e
ambulatori), con diverse problematiche (ansia, fobia, PTSD, depressione, disturbi sessuali,
abuso di sostanze ecc.) e con diverse persone (adulti, bambini, adolescenti, anziani; con
etnie, culture e societ diverse).

Inoltre, tutti i dati continuano a confermare 3 evidenze:

in psicoterapia, il numero pi frequente di sedute 1

ununica seduta spesso sufficiente per risolvere il problema del paziente o per dargli
la spinta necessaria a risolverlo

la maggioranza dei pazienti che hanno fatto una sola seduta, ai follow-up ritiene di
aver risolto o significativamente migliorato il problema per cui era venuta

Vantaggi della TSS


Perch bisognerebbe includere delle Terapie a Seduta Singola tra i propri interventi?

I vantaggi sono molti, alcuni inaspettati, ed elencarli tutti va oltre gli scopi di questo
E-Book. Possiamo comunque riportare i pi significativi:

1. Il cliente risolve pi velocemente il proprio problema, con un guadagno in termini di


efficacia personale. Questo si allinea con gli studi che mostrano che i risultati migliori
di una terapia vengono ottenuti entro le prime 10 sedute e che tempi pi lunghi non ne
migliorano proporzionalmente lefficacia (Seligman, 1995).

2. Gli effetti sono a lungo termine, come dimostrato da follow-up condotti anche a 5 e 8
anni di distanza (Hoyt & Talmon, 2014).

3. Gli oneri per il cliente si riducono notevolmente, in termini di tempo, soldi ed energie,
e aumenta il benessere e la velocit con cui pu tornare a lavorare e a occuparsi
pienamente delle sue attivit.

4. Le strutture sanitarie riducono i costi per singolo paziente e aumentano gli accessi,
avendo la possibilit di rispondere pi rapidamente alle esigenze di ciascuna persona
e di ridurre i tempi di attesa per la terapia.

5. Il ricorso ad altre cure mediche viene ridotto fino al 60% nei pazienti che ricevono TSS,
e questo stato confermato in follow up fino a 5 anni (Hoyt, 2009).

2 Giusto per citare un esempio recente, da una ricerca di Weir, Wills, Young e Perlesz (2008), condotta in Australia su
oltre 100,000 pazienti, emerso che il 42% dei pazienti ha ritenuto sufficiente una singola sessione di terapia, anche
quando gli stata offerta la possibilit di fare pi sedute.

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Naturalmente c chi fa resistenza allimplementazione delle pratiche di TSS. La pi
grande probabilmente viene da quei terapeuti rigidi sulle proprie impostazioni teoriche
e poco aperti a integrare i nuovi sviluppi della psicoterapia, nonostante la TSS venga
adottata da appartenenti a diversi approcci.

Ci sentiamo di poter rassicurare quei terapeuti che hanno il timore che una diminuzione
dei tempi della terapia comporti un minore guadagno.
In realt questo dato del tutto errato se non addirittura contrario alla realt, per almeno
3 motivi:

1. Offrire Terapie a Seduta Singola fa avvicinare tutte quelle persone che vogliono un
consulto ma non farebbero un percorso terapeutico tradizionale: vuoi perch temono
di dover stare in terapia per anni; vuoi perch non possono affrontare la spesa di 10,
20, 30 o pi sedute; vuoi perch non ritengono che il loro problema sia cos grave da
doversi rivolgere a uno psicoterapeuta3.

2. I terapeuti e le organizzazioni che offrono anche Terapie a Seduta Singola aumentano


la propria offerta e il proprio prestigio, riducendo invece le liste dattesa e i mancati
appuntamenti, con un conseguente aumento del numero di clienti.

3. Molti terapeuti liberi professionisti che offrono la Terapia a Seduta Singola spesso
si organizzano in diversi modi, proponendo offerte differenziate a seconda delle
richieste o delle necessit del cliente (come si vedr tra poco la TSS pu essere anche
concordata).

Rispetto a questultimo punto interessante vedere come diversi professionisti abbiano


elaborato diversi modi per implementare la TSS nella propria attivit:

TSS per una fascia di problemi specifici, per i quali il terapeuta ritiene di poter garantire
risultati anche (ma non obbligatoriamente) con ununica seduta

TSS per particolari categorie di clienti, ad esempio con gli atleti, con i manager, con i
dipendenti dazienda, con gli studenti, con le famiglie ecc.

TSS come primo colloquio standard, migliore del diffuso primo colloquio conoscitivo
in quanto permette di rispondere gi attivamente al problema presentato dal paziente
(come detto, tra il 20 e il 50% ritiene che una seduta possa bastare; altri naturalmente
chiedono di tornare)

TSS totalmente integrata in ogni singolo incontro, per trarre il massimo da ogni
seduta e ridurre di conseguenza la durata della psicoterapia

Questi sono solo alcuni dei vantaggi della Terapia Seduta Singola e dei modi in cui
pu essere implementata nel proprio lavoro. Nei nostri corsi di formazione spieghiamo
anche diversi modi per implementare la TSS nella libera professione e allinterno di
organizzazioni sanitarie.

3 Darrel Reiger, direttore degli studi epidemiologici al National Institute of Mental Healt e vice-capo della task force che
ha creato il DSM-5, ha condotto uno studio su oltre 52 milioni di Americani con disturbi psicologici, rilevando che solo
l8% di essi si rivolge a uno psicologo/psicoterapeuta (Talmon, 1993). In Italia, gli psicologi e psicoterapeuti si sono
visti sottrarre aree di intervento dalla controversa figura del counselor, che promette soluzioni rapide a chi sente
di avere disagi lievi, sfruttando la credenza - errata - che con gli psicologi si lavori solo per lunghi periodi di tempo.

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Elementi per una TSS di successo
Il fatto di non essere una teoria terapeutica standardizzata uno dei vantaggi della TSS.
Come detto, si tratta invece di un modo specifico di pensare e condurre una seduta di
psicoterapia, orientandone fortemente landamento.

Un pre-requisito necessario il mindset, la mentalit adatta a condurre una


Terapia a Seduta Singola.

Se penso che una cosa non pu funzionare, allora non funzioner. Quando gli autori
parlano di mindset si riferiscono ad alcuni presupposti senza i quali non si potrebbe
condurre con successo una Terapia a Seduta Singola.

Tra questi, 3 presupposti sono imprescindibili:

Presupposto 1:
Il cambiamento pu avvenire anche con ununica seduta: se si convinti che
servono sempre e necessariamente settimane, mesi o anni di sedute, che le
ricerche non dimostrano nulla, e che non c bisogno di aggiornarsi o mettersi in
discussione, di sicuro si riterr la TSS inadeguata. Se invece si affronta ogni seduta
con la consapevolezza di poter individuare e amplificare una serie di elementi che
massimizzino lefficacia, allora si condurr una TSS di successo.

Presupposto 2:
Il cliente ha le risorse per cambiare (approccio resource-based): questo forse il punto
pi importante e che richiede pi applicazione. Considerare che il cliente ha le risorse
necessarie significa sapere che ha gi delle capacit, delle abilit, delle competenze
che possono aiutarlo a risolvere il problema. Questo facilita incredibilmente il
lavoro del terapeuta e la rapidit della terapia, poich si pu costruire la soluzione
congiuntamente, basandosi su qualcosa che familiare al paziente e che, pertanto,
ridurr uno dei problemi pi noti in psicoterapia: la resistenza.

Presupposto 3:
Grandi problemi non necessitano grandi soluzioni: spesso si pensa che la soluzione
di un problema sia proporzionale alla sua grandezza, complessit o urgenza. Uno
dei campi dapplicazione della TSS sono i servizi ad accesso diretto, dove le persone
arrivano senza appuntamento e per un solo incontro, spesso per problemi urgenti o
divenuti insopportabili. Fare TSS significa anche ripensare il ruolo del terapeuta: se
in alcuni casi giustamente una guida, che deve condurre il paziente fuori da un
paesaggio pericoloso, in altri pu essere senzaltro un facilitatore, che lo aiuta a
sbloccarsi e a iniziare il cambiamento, inizio che lo porter da solo alla risoluzione del
problema. esattamente questo il motivo per cui molti pazienti, e con loro i terapeuti,
ritengono che una sola seduta sia stata sufficiente.

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Come condurre una TSS efficace

Dopo aver verificato che in molti casi una sola seduta sufficiente, la domanda che
si sono posti gli studiosi della TSS stata: quali fattori aumentano lefficacia di ogni
singola seduta?

Negli anni sono stati identificati una serie di fattori chiave che permettono di massimizzare
gli effetti di ogni seduta. Nelle nostre ricerche abbiamo rilevato alcune decine di fattori che
ricorrono negli studi, ma alcuni diventano preponderanti rispetto ad altri a seconda della
situazione: molto pu dipendere dal problema presentato, dallobiettivo da raggiungere,
dalle caratteristiche della persona e da altri elementi contestuali.

In questo E-Book abbiamo scelto di descrivere 5 fattori fondamentali per chi vuole
cominciare a praticare la Terapia a Seduta Singola. In realt sarebbe necessario
approfondirne sia gli aspetti descrittivi, sia le implicazioni pratiche, ma andrebbe oltre
le possibilit di queste pagine. Crediamo comunque che il lettore possa trarre gi degli
ottimi spunti da queste prime descrizioni, e rimandiamo agli articoli e agli aggiornamenti
di www.terapiasedutasingola.it per altri approfondimenti.

1) Definisci un obiettivo preciso

Un punto essenziale per massimizzare ogni singola seduta identificare un obiettivo


preciso su cui lavorare. Alcuni pazienti vengono con una richiesta chiara e definita, ma
altri no. C chi inizia con un problema e poi sembra perdersi in altro; c chi presenta pi
richieste tutte insieme; e c chi estremamente vago o circostanziale.

Definire un obiettivo preciso permette di identificare il problema che il cliente sente come
pi importante, urgente o impedente. E spesso, una volta lavorato su quello, conducendo
la persona a fare qualcosa di concreto per risolverlo, gli altri problemi diventano pi
facilmente affrontabili e superabili, spesso senza bisogno di ulteriori aiuti.

Sar capitato anche a voi, nello svolgimento della professione, di osservare che spesso il
paziente nella seduta successiva riferisce dei miglioramenti in aree della propria vita non
direttamente toccate dalla terapia. Lavorare su un problema specifico spesso la palla
di neve che mette in moto la valanga del cambiamento.

Definire un obiettivo preciso richiede una buona preparazione nella tecnica del colloquio
e delle ottime capacit di ascolto e di esposizione delle domande (Hoyt, 2009).

Per ridurre la complessit presentata dal paziente, alcuni terapeuti chiedono direttamente:
Se sapesse che questo il nostro unico incontro, quale obiettivo vorrebbe che laiutassi
a raggiungere oggi o quale problema sarebbe importante, per lei, affrontare qui con me?.

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2) Sviluppa una buona alleanza terapeutica

Questo punto talmente noto ai terapeuti e del tutto trasversale a qualunque approccio
di psicoterapia, che non riteniamo necessario approfondirlo eccessivamente. Baster
ricordare che in tutti gli studi sullefficacia delle psicoterapie si visto come la relazione
sia il fattore comune pi importante per determinarne lesito (Dazzi, Lingiardi & Colli,
2006). In realt si visto che questo vale in tutte le professioni che si occupano di salute
fisica e mentale, benessere e sostegno.

Soprattutto quando si vuole massimizzare leffetto di quella che potrebbe essere lunica
seduta, unalleanza terapeutica forte aiuta. A discapito di quanto si possa pensare, una
sola seduta pu essere sufficiente a costruire unintensa alleanza di lavoro.
A chi gli chiede come fare, Hoyt (2009) d un suggerimento tanto semplice quanto
importante, che si integra perfettamente col fattore precedente: ascoltare attentamente
e fare domande, sia per capire, sia per far capire.

3) Usa le risorse del cliente

Come gi detto, questo un punto chiave per condurre una Terapia a Seduta Singola di
successo. Usare le risorse di una persona tuttaltro che un consiglio vago e indefinito.
Significa individuare i punti di forza e le risorse interne (abilit, capacit, tratti di personalit,
interessi ecc.) ed esterne (contesto familiare e sociale, lavoro, comunit ecc.) su cui fa
generalmente affidamento. Anche nella nostra pratica abbiamo visto come si possa
partire da qui per aiutarla a risolvere velocemente ed efficacemente i propri problemi.

A nostro avviso sono pochi gli approcci che spiegano in modo chiaro cosa siano le
risorse, come individuarle, e come usarle concretamente per produrre un cambiamento
significativo. Il rischio, quindi, diventa spesso quello di non riuscire a capire cosa utilizzare
e in che modo, trascurando delle leve importanti su cui lavorare.

Con il rischio di risultare troppo sintetici e trascurare alcuni elementi fondamentali,


vorremmo cercare di dare una definizione di massima di risorsa, sperando cos di
aiutare il lettore a comprendere il concetto in termini pi operativi.
Una risorsa interna della persona una qualunque caratteristica in cui eccelle, o che
fa comunque parte del suo repertorio cognitivo e comportamentale, e che utilizza pi
o meno abitualmente per affrontare difficolt, risolvere problemi, raggiungere obiettivi
o anche semplicemente svolgere in modo efficace le proprie attivit; o, ancora, che gli
permette di vivere gli eventi cos come le difficolt della vita in modo soddisfacente o
funzionale alle necessit.
Una risorsa esterna, invece, un elemento appunto esterno (famiglia, amici, lavoro, realt
sociale) su cui pu fare affidamento.
Una volta individuate, il terapeuta pu ragionare su come possano diventare delle leve
per aiutarla a risolvere o anche solo a cominciare a modificare il problema.

Per imparare a individuare e utilizzare le risorse del cliente necessaria un po di pratica.


Tuttavia chi si avvicina alla TSS pu gi fare una prova: identificare e poi mostrare al
cliente quelle risorse che gli hanno permesso di arrivare fin l nonostante il problema

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spesso gi sufficiente a produrre un primo significativo cambiamento di prospettiva.

4) Vai oltre linsight

Naturalmente necessario cercare di andare oltre la mera comprensione cognitiva.


Come dice Hoyt (2009): La comprensione porta alla spiegazione: lesperienza porta al
cambiamento.

Chi si occupa di Terapia a Seduta Singola, cos come molti altri terapeuti, sa bene quanto
sia importante, ai fini di un miglioramento efficace e duraturo, che il cliente cominci il
prima possibile ad adottare comportamenti nuovi e diversi rispetto al problema (Hoyt &
Talmon, 2014). Cambiare i comportamenti significa cambiare il problema.

Suggerire al paziente di mettere in atto determinati comportamenti quindi augurabile, se


non indispensabile. Questo pu essere chiesto sotto forma di sprone allazione o anche
di vera e propria prescrizione terapeutica. A volte utile suggerire nuovi comportamenti
in qualche modo collegati al problema specifico individuato, mentre altre volte tale
collegamento pu essere pi indiretto, perch ad esempio si valuta che una richiesta
di affrontare di petto il problema possa non essere facilmente seguita. Ma pensare
che il primo modo sia migliore o pi veloce del secondo non corretto: spesso proprio
chiedendo di fare qualcosa di apparentemente poco connesso al problema, produce poi
quelleffetto domino di cui abbiamo parlato (Watzlawick, Weakland & Fisch, 1974).
Naturalmente, come detto, pi si parte dalle risorse del cliente, pi il risultato potr essere
efficace.

Non deve stupire che una semplice azione possa produrre un cambiamento importante
gi con una sola seduta. I pazienti che riferiscono che un solo incontro stato sufficiente
sono quelli che sentono di essere usciti dallo studio del terapeuta con una risorsa in pi,
con un nuovo modo di vedere le cose, con quel primo indizio su come affrontare il loro
problema, che fino a quel momento gli mancava.

Per esempio, alcuni terapeuti fanno domande simili a questa: Qual la prima cosa
concreta che faresti se il tuo problema fosse del tutto risolto? (De Shazer, 1994). Questo
un esempio di domanda orientata allazione: permette di identificare ci che il cliente
ritiene un segno di cambiamento e miglioramento, per poi partire dalla risposta allo
scopo di indicare alcune prime piccole azioni che lo portino a cambiare.

5) Lascia la porta aperta

Come detto, una Terapia a Seduta Singola pu essere concordata o casuale (by design e
by default, secondo la definizione di Budman e Gurman, 1988). In ogni caso, importante
lasciare la porta aperta.

Tutti i terapeuti che praticano la TSS sottolineano che lo scopo non mai quello di fare
per forza una sola seduta: si lascia sempre la possibilit di tornare per ulteriori sedute,
che sia con lo stesso terapeuta o con altri dellquipe.

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Questa semplice scelta si rivela essa stessa terapeutica. Se alcuni pazienti preferiscono
da subito chiedere un secondo appuntamento e altri invece sentono che quellunica
seduta ha gi dato loro nuove prospettive e nuovi strumenti, altri ancora si possono
trovare a met strada tra queste due posizioni.

Comunicare che la porta rimane aperta si rivela uno sprone, un incoraggiamento e una
fiducia nelle loro capacit di affrontare il problema: con questa prospettiva molti si
metteranno in gioco e riusciranno cos a risolvere ci per cui sono venuti in seduta.

In sintesi, sapere di poter tornare d al paziente un senso di sicurezza che,


paradossalmente, lo pu spronare a fare di pi da solo: infatti, sa che nel
momento in cui dovesse avere problemi potr contare sul terapeuta.

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Dove fare TSS?
Come detto, un vantaggio della Terapia a Seduta Singola che non si tratta di un
approccio con rigide concezioni teoriche. Questo permette di utilizzare tutti o alcuni dei
suoi principi in diversi contesti.

In ambito psicoterapeutico, in tutto il mondo ci sono psicologi, psicoterapeuti e psichiatri


che studiano e praticano la Terapia a Seduta Singola, ognuno con il proprio background
formativo: cognitivo-comportamentale, sistemico-familiare, strategico,
solution-oriented, ipnotico o psicodinamico, solo per citarne alcuni (Hoyt, 2009; Hoyt &
Talmon, 2014).

Molti altri operatori della salute fisica e mentale adoperano determinati principi della TSS
per migliorare le prestazioni dei pazienti, ridurre i tempi delle terapie e gli accessi alle
strutture, e facilitare il rapporto operatore-paziente. Tra questi ci sono medici, infermieri,
assistenti sociali, tecnici della riabilitazione e cos via4 (Weir et al., 2008).

Nei contesti dellemergenza la TSS si rivelata ovviamente uno strumento pi che


vantaggioso. Operatori di diversa formazione hanno la possibilit di mettere in pratica una
serie di tecniche e principi che permettano di rispondere in un solo incontro alle necessit
delle persone in situazioni di emergenza, dove il tempo un fattore determinante (Allen,
2008; Paul & van Ommeren, 2013).

Negli ambiti sportivi i principi della TSS, se non vere e proprie Seduta Singole, vengono
usati per permettere allatleta di superare velocemente difficolt o momenti di impasse,
con il vantaggio di accedere direttamente proprio alle sue risorse personali (Pitt et al.,
2015).

Infine, nei contesti lavorativi e aziendali, le human resources orientate ai principi della
Seduta Singola possono risolvere molto pi velocemente conflitti e problemi sia individuali
che tra i gruppi, sempre permettendo alle persone di fare leva sulle proprie risorse.

Formazione in Terapia a Seduta Singola


La formazione in TSS in larga parte di natura pratica e applicativa.
I principi sottostanti non riguardano complesse formulazioni teoriche sulla natura
delluomo o il suo funzionamento, quanto piuttosto la natura e le possibilit del
cambiamento. Da qui diviene infatti possibile far leva su quei fattori che permettono di
ridurre il tempo necessario per risolvere un problema, andando a utilizzare esattamente
le risorse della persona o delle persone coinvolte, cos da ridurre i tempi e aumentare
lefficacia e il mantenimento dei risultati.

La formazione deve servire soprattutto da un lato ad assimilare i principi che permettono


di condurre una TSS di successo, e dallaltro a tradurli nella pratica di lavoro.

Per altre informazioni visita www.terapiasedutasingola.it


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Basti pensare che, in ambito clinico, una delle applicazioni pi comuni della TSS nei servizi walk-in (accesso
diretto). In generale, oltre alla pratica privata, Hoyt e Talmon (2014) segnalano il suo utilizzo in comunit terapeutiche,
SerT, servizi di consulenza scolastica e universitaria, pronto soccorso, distretti territoriali, e ovviamente ospedali e
centri di cura.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Di seguito riportiamo alcuni spunti bibliografici di riferimento. Data la vasta quantit di
materiale prodotto sullargomento il consiglio quello di leggere gli articoli in italiano
sul sito www.terapiasedutasingola.it, su cui di volta in volta vengono riportati i testi e gli
studi di riferimento.

Allen, M. H. (a cura di). (2008). Emergency Psychiatry. Washington, DC: American Psychiatric Publishing.

Bloom, B. L. (1981). Focuses single-session therapy: Initial development and evaluation. In S. H. Budman (a
cura di), Forms of brief therapy. New York: Guilford Press.

Budman, S. H. & Gurman, A. S. (1988). Theory and practice of brief therapy. New York: Guilford Press.

Dazzi, N., Lingiardi, V. & Colli, A. (a cura di) (2006). La ricerca in psicoterapia. Milano: Raffaello Cortina.

De Shazer, S. (1994). Words were originally magic. New York: Norton.

Hoyt, M. F., Rosenbaum, R. L. & Talmon, M. (1992). Planned single-session psychotherapy. In S.H. Budman,
M.F. Hoyt & S. Friedman (eds.), The First Session in Brief Therapy (pp. 59-86). New York: Guilford Press.

Hoyt, M. F. & Talmon, M. (2014). Capturing the Moment. Bancyfelin, UK: Crown House (Tr. it. in pubblicazione).

Kogan, L. S. (1957). The short-term case in a family agency (articolo in tre parti). Social Casework, 38, pp.
231-238, 296-302, 366-374.

Paul, K. E. & van Ommeren, M. (2013). A primer on single session therapy and its potential application in
humanitarian situations. Intervention, 11, 1, 8-23.

Pitt, T., Thomas, O., Lindsay, P., Hanton, S. & Bawden, M. (2015). Doing sport psychology briefly? A critical
review of single session therapeutic approaches and their relevance to sport psychology. International
Review of Sport and Exercise Psychology, 8:1, 125-155.

Seligman, M. E. P. (1995). The Effectiveness of Psychotherapy. The Consumer Reports Study. American
Psychologist, 50, 12, 965-974.

Silverman, W. H. & Beech, R. P. (1979). Are dropouts, dropouts?. Journal of Community Psychology, 7, 236-
242.

Talmon, M. (1990). Single-Session Therapy. San Francisco: Jossey Bass (Tr. it. Psicoterapia a seduta
singola. Trento: Erickson, 1996).

Talmon, M. (1993). Single Session Solutions. Reading, MA: Addison-Wesley.

Watzlawick, P., Weakland, J. H. & Fisch, R. (1974). Change. Principles of Problem Formation and Problem
Solution. Palo Alto: M.R.I. (Tr. it. Change. Sulla formazione e la soluzione dei problemi. Roma: Astrolabio,
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