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l SEGRETI

DEL BUDO
Insegnamenti dei maestri
di arti marziali per vivere meglio
John Stevens
I segreti del Budo
Titolo originale: Budo Secrets
Traduzione di Cinzia Defendenti
Copyright 2001 by John Stevens
Copyright 2004 Edizioni Il Punto d'Incontro s.a.s. per l'edi
zione italiana
Prima edizione originale pubblicata nel 2001 da Shambhala
Publications, Inc., Boston, Massachusetts, USA
Prima edizione italiana pubblicata nel giugno 2004 da
Edizioni Il Punto d'Incontro, Via Zamenhof 685, 36100 Vicen
za, Te!. 0444239189, Fax 0444 39266
www.edizionilpuntodincontro.com
Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di quest'opera pu essere
riprodotta in alcuna forma senza l'autorizzazione scritta dell'edi
tore, a eccezione di brevi citazioni destinate alle recensioni.
Finito di stampare nel giugno 2004 presso la tipografia CTO,
Via Corbetta 9, Vicenza

ISBN 88-8093-409-0

Per le illustrazioni alle pagine 44 e 58, 104, 112, 115, 119, si


riugraziauo riHJll'ltivamcnte Samuel Bercholz, Eisei Bunko, Be
liruln SwtTI, lliroHhi Komatsu c 1sha Buntin.
Indice

Prefazione 9
Nota del traduttore 11

PARTE PRIMA
I PRINCIPI DEL BUDO 13

I segreti della tecnica di Ki-ichi-Hogen 15

I precetti personali e i nove articoli di Miyamoto


Musashi 17

Le sette prove dell'addestramento marziale 21

I sette principi di Yagyu Renya 27

Le tre regole della scuola dell'arte di maneggiare la


spada di Tanseki 31

Gli otto precetti essenziali dello spadaccino novizio 33

I venti principi di Karate di Gichin Funakoshi 37

I principi di Judo di Kyuzo Mifune 41

Venti regole per un addestramento a vita 47

Le dieci virt del ninja 49

Calimentazione nell'addestramento ninja 51

I dieci peccati del praticante budo 53


Il libro del cuore 55

I nove intenti 59

PARTE SECONDA
LA FILOSOFIA DEL BUDO 63

Le meravigliose tecniche del


Vecchio Gatto (Neko no Myojutsu) 65

I segreti del nuoto samurai 79

Carte segreta di Tesshu Yamaoka della pialla da


falegname 83

Insegnamenti di Tempu Nakamura 87

Insegnamenti di Morihei Ueshiba 91

PARTE TERZA
RACCONTI DEI MAESTRI DI BUDO 95

Bibliografia 137
La parola giapponese Budo consta di due sillabe.
Sebbene il termine venga solitamente tradotto con
"marziale", gli elementi originali della sillaba bu
significano "fermare lo stridore delle armi", con
una decisa valenza verso il ripristino della pace.
Bu pu essere inteso anche come "azione valoro
sa", "vita coraggiosa" e "impegno per la giusti
zia". Do il Tao, "la Via della verit", "il Sentiero
della liberazione". I due concetti si incontrano
nel termine Budo, "la Via dell'azione coraggiosa
e illuminata".
Segreti del Budo: insegnamenti dei Maestri di
arti marziali diviso in tre sezioni. La prima
una raccolta dei principi del Budo estratta da vari
manuali d'addestramento e pergamene traman
date. La seconda contiene brani scelti sugli ele
menti filosofici del Budo e comprende il testo
fondamentale Neko no Myojutsu, "La meraviglio
sa tecnica del Vecchio Gatto". La terza sezione
presenta storie educative narrate dai maestri
budo. Dal momento che molti tra loro erano an
che eccellenti calligrafi e pittori e usavano inchio-
stra e pennello come strumenti d'insegnamento,
ho incluso nell'opera una serie di illustrazioni
eseguite da vari maestri.
Mantenendomi fedele alla tradizione, ho ag
giunto solo un commento minimo. I testi e i rac
conti del Budo devono essere ermetici. Non sono
per "ottusi" o per "idioti". Devono essere com
presi con l'esperienza personale di un'intera vita,
l'intima riflessione, la discussione con i compa
gni d'addestramento e la trasmissione dell'inse
gnante individuo a individuo, cuore a cuore.
Come puntualizzato pi volte nel corso del
testo, gli insegnamenti del Budo sono tuttora stu
diati attivamente e non devono essere considera
ti relitti di un'altra era. Di fatto Morihei Ueshiba,
il fondatore dell'Aikido, disse ai suoi discepoli che
il vero Budo stava finalmente emergendo nell'epo
ca attuale. Possa questa premonizione awerarsi!

John Stevens
Sendai, 200 l

IO
I nomi dei personaggi giapponesi pre-moderni
sono riportati nel modo tradizionale giapponese;
i nomi dei personaggi post-moderni (dal 1868 in
poi) sono riportati in stile occidentale, con il co
gnome dopo il nome. Le date sono riportate quan
do note.

tt
l f'Pinclf'l tkt Eudo

Gli elementi essenziali del Budo sono: il tempo


del cielo, l'utilit della terra e l'accordo degli
. .

essen umanz.

- BUGEI KODEN
lzanami (a sinistra con la lancia a forma di
luna) e lzanagi (a destra con la lancia a forma
di sole), la coppia shintoista della Creazione,
formano una pergamena di trasmissione se
greta della Scuola Shinkage. integrazione
(tra maschio e femmina, yin e yang, s e al
tro) una chiave dei segreti del Budo.
1 egPdi rklls tecnica
di l<i-ichi-Uogen

si dice che i "Segreti della tecnica" siano stati


tramandati a Ushiwakamaru (noto anche come
Minamoto Yoshitsune, 1159 -1189) dal misterio
so maestro Ki-ichi-Hogen. Questi insegnamenti
sono stati ampiamente utilizzati dagli istruttori
di arti marziali nel corso dei secoli e sono ancora
in uso. Morihei Ueshiba (1888 -1969), fondatore
dell'Aikido, li citava spesso mentre insegnava e
dimostrava le tecniche di Aikido. Come lui face
va anche il mio insegnante di Aikido, Rinjiro Shi
rata (1912 -1993).
"
..
.

x Quando arriva il nemico, accoglilo senza in


dugio.
x Se si ritira, mandalo immediatamente sulla
sua vta.
x Quando vi opposizione, armonizzati al
l'istante.
x Se la forza uno, aggiungi nove per fare die
ct.

fS
x Se la forza due, aggiungi otto per fare dieci.
x Se la forza cinque, aggiungi cinque per fare
dieci.
x Utilizza questo principio per armonizzare.
x Non c' nulla nell'universo che non possa es-
sere armonizzato.
x Distingui tra verit e menzogna.
x Sappi individuare quanto nascosto.
x "Grande" pi vasto dell'universo.
x "Piccolo" entra nella particella pi minuta.
x Adattati alle stravaganze della vita e della morte.
x Adattati al cambiamento senza sosta.
x Rimani imperturbabile indipendentemente
dalle circostanze.

16
t ('PU:e#i ('onsli e i nove srlicoli di
AliysUtufo Alufi

11 celebre spadaccino e maestro Zen Miyamoto


Musashi (1584 -1645) formul una serie di pre
cetti personali che raggrupp sotto il titolo Fol
lowing the Solitary Path (Seguire il sentiero soli
tario, n.d.t.). I precetti sono austeri e non scen
dono mai a compromessi, come ci si aspetta da
un samurai errante che dedica la vita a forgiare
mente e corpo. Esistono due versioni di que
st'opera: una contiene diciannove precetti, l'altra
ventuno. Offriamo qui la versione pi antica e pi
estesa.

x Non violare le leggi sociali.


x Non cercare agio per la tua persona.
x Non avere preferenze (sii libero dal pregiudi
zio).
x Pensa a te stesso con leggerezza e alle vicen
de mondane con profondit.
x Durante la vita non nutrire molti desideri.
x Non avere rimpianti sulle vicende personali.

n
x Non essere geloso o invidioso degli altri.
x Non addolorarti quando ti devi separare da
qualcosa o da qualcuno.
x Non essere avaro con te stesso o con gli altri.
x Non pensare a innamorarti.
x Non infatuarti degli oggetti materiali.
x Non desiderare una residenza permanente.
x Non acquistare cibi opulenti per te stesso.
x Non accumulare beni.
x Non sopravvalutare ci che possiedi.
x Non essere ossessionato dal possesso di armi
splendide.
x Mentre segui la Via, non avere paura di morire.
x Non mettere da parte denaro per la vecchiaia.
x Venera i buddha e gli di, ma non vi fare affi-
damento.
x Abbandona l'interesse personale e non cer
care fama o fortuna.
x Non lasciare mai la Via del Guerriero.

lf<
Nel capitolo "Terra" del Libro dei cinque anellz
Musashi elenca nove principi per chi desidera
seguire questa strategia:

l. Non pensare in modo disonesto.


2. Forgia costantemente corpo e mente.
3. Apprendi tutte le arti.
4. Sappi qualcosa di tutti i mestieri.
5. Impara a discernere i pro e i contro delle cose.
6. Sviluppa la comprensione di tutti gli argo-
menti.
7. Percepisci cose che non sono owie.
8. Presta attenzione ai pi piccoli dettagli.
9. Non perdere tempo in faccende non essen
ziali.

!9
Le effe fJPove
ck0'ar./rk11'sfflenfo fflSPZiak

1 precetti di Miyamoto Musashi sono senza dub


bio austeri, ma non estremi quanto quelli elen
cati nel testo chiamato Bukyo Shgen Goden Ryu.

l. Cerca l'esperienza del freddo, del caldo e del


la pioggia scalando alte montagne e attraver
sando profonde valli.
2. Riposa nei campi a cielo aperto e dormi sui
monti.
3. Non accumulare denaro o cibo e non indos
sare mai abiti caldi.
4. Viaggia ovunque per intraprendere gare.
5. Dimora nei cimiteri, nelle case infestate o tra
le bestie selvagge.
6. Frequenta criminali pericolosi.
7. Vivi tra i contadini e vivi della terra.

21
Hotei osserva due galli da combattimento di
Miyamoto Musashi. Il monaco zen errante
Hotei simbolo di perfetta libert. Qui Hotei
osserva, con divertito distacco, due galli da
combattimento tesi al confronto. Le loro pen
ne sono irte d'energia mentre si misurano l'un
l'altro, intenti a trovare un'opportunit d'at
tacco. Hotei non interviene, poich il litigio
nella natura dei galli da combattimento, ma
personalmente non discute mai per faccende
di poco conto come i beni, lo stato sociale o gli
insulti ricevuti.

22
Rana Furente di Hirayama Shiryu (1759-
1828). Molto tempo fa un imperatore cinese
stava conducendo le sue truppe verso un'im
portante battaglia, quando not una piccola
rana tutta gonfia e pronta ad attaccare gli enor
mi intrusi nel suo territorio. Colpito dallo spi
rito combattivo della rana, l'imperatore esor
t i suoi uomini a manifestare una simile de
terminazione nell'affrontare il nemico.
Shiryu era un autentico praticante delle arti
marziali all'antica. Si teneva a distanza dalle
donne, dormiva nella sala d'addestramento, in
dossava indumenti leggeri per tutto l'anno e
si alzava alle quattro del mattino per praticare
le arti marziali, che si diceva padroneggiasse
in diciotto differenti stili. Mentre seguiva l'ad
destramento mattutino, Shiryu studiava ma
nuali militari. Mentre leggeva, si dilettava a
schiacciare castagne sgusciate e a prendere a
pugni e a coltellate una tavola di legno per for
tificare mani e dita. Quando eseguiva lavori di
calligrafia come questo, lanciava prima un urlo
terrificante e poi aggrediva la carta.

24
25
lJ agyu Renya (1625 -1694) fu uno degli illustri
spadaccini usciti dal famoso clan Yagyu. Inizi la
sua formazione in giovane et sotto la sorveglianza
del padre Toshiyoshi e di altri parenti Yagyu. Ren
ya si ritir dalla formazione attiva e dall'insegna
mento all'et di sessant'anni e prese i voti del
monaco buddista. Come Musashi, Renya non si
spos mai e, in effetti, afferm che un uomo che
vuole padroneggiare l'arte della spada dovrebbe
stare il pi lontano possibile dalle donne. Renya
adorava il giardinaggio e si dice abbia disegnato
numerosi giardini nel distretto di Owari. Le spie
gazioni che accompagnano i principi di Renya si
basano su commentari tradizionali.

l. STAI NEL CENTRO.

Questo il pn"ncipio della regola aurea: po


niti al centro fisico di un luogo e nmani cen
trato corpo e mente.

27
2. SPADA VUOTA ( IMPARA A RENDERE VICINO CI CHE
LONTANO ) .
Questo lo stesso stato di "non-spada". Se la
mente vuota e non sifissa su alcuna parti
colare circostanza, come le qualit di vicino
o lontano, possibile agire spontaneamente e
portare ogni attacco ne ila propria sfera.

3. ELIMINA L'EGO ( NON ATTACCARE L'AVVERSARIO ).


Non appena si manifesta il desiderio di vin
cere, si perde la giusta prospettiva e si cerca
diforzare le circostanze. Questo pu portare
alla sconfitta.

4. PONI IN ARMONIA HARA E SENAKA (FRONTE E RE


TRO SONO UNA SOLA SUPERFICIE ).

Questo significa impiegare l'intero corpo come


un'unit e in modo ritmico.

5. DIMENTICA IL CORPO.
Non buona cosa porre eccessiva attenzione
sulla propria condizione fisica, specialmente
su dolon e disturbi, n aderire rigidamente a
qualche particolare attitudine o pastura.

6. AccOGLI L'AVVERSARIO.
Quando si manifesta un'occasione d'attacco,
muoviti per incontrar/a rapidamente e impa-
vidamente. Meglio ancora, fa' in modo che il
tuo avversano si senta libero di attaccare, poi
cattura il suo spin'to quando entra nella tua
sfera.

7. PRATICA IN SOLITUDINE.
Questo significa praticare da soli (il mattino
presto e la sera tardi) i precedenti seipn'ncipi
senza sosta, sedendo o camminando, da sve
gli e nel sonno, in pubblico e in pn'vato.

29
Le fre Pego!e della Scuola deO'avte
di fflaneggiaPe la s('ada di 7:anseki

L storia della Scuola dell'arte di maneggiare


la spada di Tanseki in gran parte oscura ma il
suo manuale, Tanseki Ryu DenshoJ tuttora stu
diato. La serie "Le tre regole della pratica" che
segue tratta da questo manuale. La prima gio
ia, "vicissitudine", significa che il cambiamentn
incessante provoca molte nuove sfide da affron
tare, ampliando l'esperienza del praticante e mi
gliorando la qualit del suo addestramento.

LE TRE PROIBIZIONI

l. Arrendersi
2. Comportarsi male
J. Essere goffi.

LE TRE GIOIE

l. Vicissitudine
2. Onest
J. Destrezza.

"Jt
I TRE MALI
l. Paura
2. Dubbio
J. Confusione.
C,ti otto {'Pece#/ eenziati
ckUo {'adaccino novizio

L e nuove reclute dovevano memorizzare que


sti otto precetti essenziali dell'arte di maneggia
re la spada e metterli in pratica all'interno e al
l'esterno della sala d'allenamento.

l. Considera ogni incontro un duello all'ultimo
sangue.
,
2. Osserva attentamente la condotta dell'awer
sano.
3. Misura il livello della capacit dell'awersario.
4. Considera che l'awersario potrebbe compor
tarsi in modo imprevedibile.
5. Prendi le giuste distanze (fisiche e mentali)
tra te e il tuo awersario.
6. Esorta l'awersario a farsi avanti e portalo nel
la tua sfera.
7. Quando non puoi sconfiggere il tuo awersario
fisicamente, cerca di ingannarlo psicologi
camente.
8. Quando l'abilit del tuo awersario eccezio
nale, non sfidarlo in modo diretto. Elabora
una strategia differente.

Demoni state lontani!
Shoki in guardia in
vacuit!

Kamae in giapponese
significa sia "pastura"
che "attitudine". Shoki
il " domatore di
demoni", un popolare
dio di campagna, mostra
una pastura
intensamente dinamica,
pronto a sopraffare
l'avversario (dipinto di
Tesshu) .
Non stare indietro
cercando di pararti le
spalle;
non appena
si manifesta un varco
coglilo al volo!

A differenza di Shoki il
"domatore di demoni",
questo kappa
(spiritello d'acqua
mitologico) assume
una postura naturale
totalmente rilassata.
'-
Non appena si apre un
varco nella difesa
dell'avversario, tuttavia,
il kappa balzer in
azione (i kappa amano
ghermire il fegato
dell'avversario
entrando dall'ano) . Nel
Budo necessario
imparare ad assumere
entrambe le posture, in
base alle circostanze
(dipinto di Tesshu) .
1 uelffi (>riHci(>i tkt t<arate
di Cfichi11 "Fu11akohi

aichin Funakoshi (1868 -1957) , padre del mo


derno Karate, nacque a Okinawa. Fu uno dei pri
mi maestri okinawani a insegnare Karate in ter
ritorio giapponese, fondando la Scuola Shotokan
di Tokyo. Funakoshi sintetizz la propria visione
della Via del Karate in venti principi.

l. Non dimenticare mai che il Karate inizia e


finisce col rispetto.
2. Non esiste primo attacco nel Karate.
3. Il Karate promuove la rettitudine.
4. Innanzitutto conosci te stesso, poi conosci gli
altri.
5. Pi che fisica, la tecnica mentale.
6. Lascia che la tua mente vaghi libera.
7. Disattenzione e negligenza causano sfortuna.
8. Non pensare mai che il Karate sia praticato
solo nella sala d'allenamento.
9. Il Karate uno studio a vita.
1 0. Qualunque cosa incontri un aspetto del

57
Karate; scoprine la meravigliosa verit.
1 1 . Il Karate come l'acqua bollente: se non
mantieni la fiamma alta (con il continuo
addestramento), diventa tiepido.
12. Non pensare a vincere; pensa a non perdere.
13. Rispondi in accordo all'awersario.
14. Ingaggia battaglia con strategia naturale.
15. Considera armi le tue mani e i tuoi piedi.
16. Esci dalla porta e incontri diecimila nemici.
17. All'inizio impara le diverse posture, ma in se
guito affidati a una posizione naturale.
1 8. Le forme tradizionali devono essere pratica
te correttamente; il vero combattimento al
tra cosa.
19. Non dimenticare mai i tuoi punti di forza e
di debolezza, i limiti del tuo corpo e la quali
t relativa delle tue tecniche.
20. Lucida continuamente la tua mente.
Tando, "Cerca la Via", di Jigoro Kano ( 1 860 -
1 938) , fondatore del Kodokan Judo. Kano sta
bil il suo sisterrur di Budo compiendo accura
te ricerche sulle tradizioni marziali orientali e
occidentali. Formul "Cinque principi di
Judo":

l. Osserva attentamente te stesso e la situa


zione in cui ti trovi, osserva attentamente
gli altri e osserva attentamente l'ambiente.
2. Prendi l'iniziativa in qualsiasi azione tu in-
traprenda.
3. Considera pienamente, agisci decisamente.
4. Sappi quando fermarti.
5. Mantieniti nel mezzo.
ku zo Mifune (1883 - 1 965) fu probabilmente
il pi grande maestro di Judo dell'era moderna.
Alto soltanto un metro e sessanta centimetri e con
un peso non superiore ai sessanta chili, Mifune
era in grado di sconfiggere facilmente avversari
del doppio della sua stazza. Esiste un bellissimo
filmato di Mifune che, all'et di settantatre anni
affronta e sconfigge una serie di grandi e potenti
giovani stranieri e maestri giapponesi di Judo sca
gliandoli a terra uno dopo l'altro. Mifune diceva
che la chiave dll'addestramento era semplice
mente il duro lavoro: "Se i miei avversari si alle
nano per un'ora, io mi allener per due ore. Se si
allenano per due ore, mi allener per tre". Mifu
ne si allenava anche quando era ferito. "Ho im
parato a usare le parti del corpo non lese", dice
va. La sua tecnica preferita era il kuki-nage, "lan
cio d'aria", basata sul principio della sfera: la sfera
non perde mai il suo centro, si muove rapidamen
te e senza fatica, non oppone resistenza.

4!
l CINQUE PUNTI FONDAMENTALI DELLO JUDO
l. Vince il tenero sul duro.
2. Colpisci per uccidere (risolvi ogni problema
con un'azione singola e decisiva) .
3. Non trattenere nulla (non agire per tentati
vi) .
4. Entra in uno stato d'assenza di ego, di non
mente.
5. Non riporre le tue speranze nella scoperta di
tecniche segrete. Lucida la mente con un ad
destramento costante; questa la chiave del
le tecniche efficaci.

SETTE REGOLE DELLA PR ATICAjUDO

l. Non sottovalutare l'avversario.


2. Non perdere la fiducia in te stesso.
3. Mantieni una buona pastura.
4. Sviluppa velocit.
5. Proietta il potere in ogni direzione.
6. Non cessare mai di allenarti.
7. Sviluppa l'autocontrollo.

42
IL CANTO DELLO }uno

Quando ti alleni, liberati dai pensieri che cau


sano distrazione.
Mantieni il cuore allegro e allegro anche il cor
po.
Non dimenticare il principio del "ritorno al cen
tro".
Sforzati senza sosta e con devozione incrollabile.
Questo il vero sentiero del tenero!
Questo il vero sentiero del tenero!

Aumenta la tua destrezza forgiando incessan


temente corpo e mente.
Consegui il miracoloso potere del sette volte gi,
otto volte su.
Sii illuminato sul sentiero della Liberazione.
Diventa come una palla che rotola e risponde
senza sforzo/alle contingenze.
Questo il vero sentiero del tenero!
Questo il vero sentiero del tenero!

Il sentiero del tenero trascende le frontiere di


nazwne:
un cuore malleabile non ha nemici.
Le genti del mondo si prendono per mano
e fondano un villaggio globale ideale.
Questo il vero sentiero del tenero!
Questo il vero sentiero del tenero!
Shojin, "Sforzo Costante", di Kyuzo Mifune.
Oltre al costante addestramento, Mifune po
neva l'accento sulla virt della gratitudine.
Disse una volta: "Sono grato ai miei genitori
per avermi dato un corpo piccolo. Per riuscire
a sconfiggere avversari pi grandi, mi sono
dovuto allenare con il doppio dello sforzo".

44
Sette volte gi, otto volte su!
(bambola Daruma di Dei
ryu, 1895 - 1954) . Le bam
bole Daruma che rimbalza
no in piedi sono popolari in
Giappone. Queste bambo
le danno un importante
messaggio: non importa
quante volte sei scaraventa
to a terra dall'insuccesso,
rialzati subito e riprova.
Questo un principio es
senziale del Budo, nel qua
le spesso ci si ritrova a ter
ra. Deiryu era uno dei pi
eminenti monaci zen del
Ventesimo secolo, maestro
di calligrafia, di cerimonia
del t e di kyudo (tiro con
l'arco) .

45
V'enti regole (>eP
un adtlewaenento a vita

A l'inizio dei loro studi, ai giovani samurai era


richiesto dagli insegnanti di trascrivere una co
pia di queste regole aggiungendo firma e data
come impegno a vita.

l. Mai mentire.
2. Mai dimenticare d'esser grati al proprio Si
gnore.
3. Mai dimenticare d'esser grati ai propri geni
tori.
4. Mai dimenticare d'esser grati ai propri inse
gnanti.
5. Mai dimenticare d'esser grati ai propri simili.
6. Non fare nulla che possa offendere dei, bud-
dha e anziani.
7. Non essere avari coi bambini piccoli.
8. Non scaricare sugli altri i propri problemi.
9. Nella Via non c' spazio per collera e ira.
10. Non compiacersi della sfortuna altrui.

47
1 1. Fare del proprio meglio per compiere il me
glio.
12. Non voltare le spalle agli altri per pensare solo
a se stessi.
13. Quando si mangia, si deve essere consape
voli del duro lavoro dei contadini che hanno
coltivato i campi e prodotto il cibo. Non spre
care mai piante, alberi, terra o pietre.
14. Non indossare abiti raffinati e non perdere
tempo con l'aspetto esteriore.
15. Comportarsi sempre bene e usare buone ma
mere.
16. Trattare sempre tutti come ospiti onorabili.
17. Per vincere l'ignoranza, imparare da quante
pi persone possibile.
1 8. Non studiare e praticare le arti soltanto per
farsi un nome.
1 9. Gli esseri umani hanno lati positivi e lati ne
gativi. Non respingere e non deridere nes
suno.
20. Sforzarsi di comportarsi bene, ma tenere na
scoste le buone azioni e non cercare l'elogio
da parte di altri.

41<
1 ninja sono spesso visti come assassini giappo
nesi medievali, maestri di azioni furtive, inganni
e lesioni, ma numerose scuole di ninjutsu aspi
ravano a preservare gli standard etici del samu
rai. La lista di virt che segue tratta dal testo
ninja Bankawa Shukai.

l. Lealt
2. Audacia
3. Conoscenza strategica
4. Diligenza
5. Attendibilit
6. Buona salute
7. Responsabilit
8. Ingegnosit
9. Conoscenza degli insegnamenti di Buddha e
di Confucio
10. Abilit oratoria.

49
L 'alifflelftazione
neU'adtletrafflelfto ninja

1 ninja erano leggendari per la loro forza, agilit


e capacit di resistenza. Che tipo di alimentazio
ne adottavano durante il loro addestramento? Il
cibo del ninja doveva possedere otto requisiti:

.
., .

x Deve essere leggero.


x Non deve essere voluminoso.
x Non si deve guastare facilmente.
x Deve essere abbastanza gustoso.
x Deve essere coltivato nel luogo ed essere fa
cilmente reperibile.
/'

x Deve essere poco costoso.


x Deve essere semplice da preparare.
x Deve saziare anche in piccole quantit.

St
a uesto elenco proviene da una pergamena del
la Scuola Kashima Shin. Praticanti di arti mar
ziali o no, tutti noi faremmo bene a vincere que
ste cattive abitudini che rivelano la presenza di
debolezze nel carattere.

l. Insolenza
2. Eccessiva fiducia in se stessi
3. Avidit
4. Collera
5. Paura
\
6. Dubbio
7. Sfiducia
8. Esitazione
9. Disprezzo
10. Presunzione.
ft t/{wo Jet CUOPe

a uesto breve documento, chiamato Kokoro no


maki in giapponese, era spesso incluso nei ma
nuali budo. Kokoro significa "cuore", "centro",
"nucleo".

..,
' ...

x Quando il cuore pieno di cose, il corpo si


sente costretto; quando vuoto, il corpo si
sente libero.
x Quando nel cuore c' troppo riserbo, amore e
rispetto sono perduti; quando il cuore li
bero dal riserbo, amore e rispetto sono otte
nuti.
x Quando iJ cuore pieno di passione istintiva,
i principi sono dimenticati; quando libero
dalla passione istintiva, i principi sono ricor
dati.
x Quando il cuore concentrato sullo sfarzo, le
apparenze ingannano; quando libero dal
l'artifizio, ci che appare.
x Quando il cuore pieno d'orgoglio, invidia-

ss
mo gli altri; quando libero dall'orgoglio, li
rispettiamo.
x Quando il cuore pieno di noi stessi, dubitia
mo degli altri; quando disinteressato, ci fi
diamo di loro.
x Quando il cuore pieno d'errore, gli altri ap
paiono temibili; quando libero dall'errore,
non c' nulla da temere.
x Quando il cuore pieno di ostacoli, gli altri
vengono danneggiati; quando libero da
ostacoli, nessuno danneggiato.
x Quando il cuore pieno di cupidigia, gli altri
sono adulati; quando libero dalla cupidi
gia, non c' bisogno di adulare.
x Quando il cuore pieno di collera, le parole
sono aspre; quando libero dalla collera,
sono pacifiche.
x Quando il cuore pieno di pazienza, tutto pu
essere aggiustato; quando non paziente,
ogni cosa crolla.
x Quando il cuore pieno di arroganza, igno
riamo la virt degli altri; quando libero dal
l'arroganza, la apprezziamo.
x Quando il cuore pieno di avidit, le richie
ste sono infinite; quando libero dall'avidi
t, non serve nulla pi di ci che si ha.
x Quando il cuore pieno d'illusione, gli altri
vengono biasimati; quando libero dall'illu
sione, nessuno schernito.
x Quando il cuore pieno di sincerit, possi
bile accontentarsi; quando il cuore non sin
cero, non c1 s1 nesce.

'>7
Kokoro di D.T. Suzuki (1871 - 1 966). Suzuki
incluse due lunghi capitoli sullo Zen e l'arte di
maneggiare la spada nel suo pi pregiato e au
torevole libro Lo Zen e la cultura giapponese.

sx
a uesta forma tradizionale di meditazione in
segnata ai samurai si fonda sui precetti del Bud
dismo zen. I commenti aggiunti sono miei e sono
tratti dall'insegnamento tradizionale scritto e
orale.


l. OSSERVA LE REGOLE FONDAMENTALI.
Esiste un'etichetta per la meditazione da se
duti. Sipu sedere in seiza (stileformale giap
ponese sulle ginocchia), nella pastura de/ loto
o su una sedia dallo schienale verticale. Bi
sogna pnma imparare le regole di una buona
pastura per meditare.

2. RESPIRA CON LA PANCIA.


Ilrespiro dovrebbe essere centrato nel kikai
tanden, punto situato approssimativamente
cinque centimetri sotto l'ombelico. Il respiro
dovrebbe essere lento, ritmico e calmo.

S9
3. PLACA LO SPIRITO.
Mentre si seduti a meditare, pensien bana
lz emozioni devianti e agitazione mentale do
vrebbero gradualmente cessare.

4. ADEMPIMENTO.
Mentre i pensieri mondani si dissolvono, do
vremmo nmpire il corpo di ki (forza vitale)
dalla sommit del capo alla pianta dei piedi.
Ci dovrebbe essere un senso di pienezza.

5. SAGGEZZA NATURALE.
Quando si calmz indisturbati e non agitatz
le situazioni possono essere viste nella giusta
luce e questo porta allo sviluppo di una natu
rale saggezza.

6. LIBERAZIONE.
Significa non essere catturati o intrappolati
da alcun particolare oggetto, fisico o mentale.
uno stato di libert.

7. VERO VUOTO.
La mente chiara e limpida come un cielo
senza nuvole; questo il suo stato naturale.
Spesso il cielo infinito oscurato da nuvole,
a volte molto cupe e stratificate e gli esseri
umani ne sono rattristati. Penetra le nuvole e

60
vedrai la luce nella sua piena glona.

8. MERAVIGLIOSA FUNZIONE.
'Jlutentica quella realizzazione che viene
applicata nel mondo reale. La vera compren
sione si nflette nella tecnica e nella vita di
tutti i giorni. Questo il vero campo di batta
glia nel quale l'Illuminazione costantemente
messa alla prova".

9. PERFEZIONE.
Il termine giapponese per questa ((visione"fi
nale enso, il ((cerchio dello Zen". Il cerchio
sia peifettamente vuoto che peifettamente
pieno; allo stesso tempo trascendente e im
manente.

La giusta comprensione di questi "Nove intenti"


conduce alla percezione che "la via del cielo ot
tenere vitoria senza combattere".

61
Enso, "Cerchio Zen dell'Illuminazione", di
Motsugai (vedi pag. 1 1 0). Molti manuali budo
rappresentano l'insegnamento supremo come
un cerchio (o sfera) . Esso vuoto e anche pie
no, perfetto, completo, radioso. Sebbene Mot
sugai fosse famoso per la sua grande forza (era
in grado di sollevare enormi campane da tem
pio e di ammaccare col pugno una tavola go di
legno massiccio), il tratto del suo pennello
morbido, flessibile e fermo.

62
Tutte le cose possiedono un'intima essenza di
vina e una stupefacente funzione esterna.
I.:essenza dell'albero si manifesta nei mera
vigliosi boccioli e nell'abbondante fogliame.
L:essenza dell'albero non potrebbe essere per
cepita,_ in assenza di boccioli e foglie. Gli es
sen umani possiedono un'intima essenza di
vina che non pu essere vista, ma che si ma
nifesta con le meravigliose tecniche del Budo.
- HEIHO ]IKANSHO
DELLA KAJIMA SHINTO ScHooL.
Le fflemvigtioe tecHiche
det Vecchio C,atto
(Neko No Myojutsu)

N eko no Myojutsu, "Le meravigliose tecniche


del Vecchio Gatto", apparve inizialmente in una
raccolta di saggi intitolata Inaka Soshi (''Il taoi
sta di campagna") scritta nel 1 727 dall'erudito
Issai Chozan (Tanba Jurozaemon Tadaaki, 1659
-1741). Divenne un testo molto popolare tra i pra
ticanti di arti marziali e tale rimasto ( stato
uno degli scritti che anch'io ho studiato nel pro
gramma di formazione intensiva sull'arte di ma
neggiare la spada che ho seguito presso la Scuola
Jikishin-kage) .
...
.

C'era una volta uno spadaccino di nome Shoken.


La sua casa era infestata da un enorme ratto che
se ne andava a zonzo liberamente, anche durante
il giorno. Il gatto domestico di Shoken non era
all'altezza di cacciarlo e fuggiva terrorizzato dopo
essere stato morso in maniera grave. Shokan prese
numerose puzzole locali, perch lo combattesse
ro in gruppo. Le puzzole liberate nell'abitazione
cominciarono a cercare il ratto, che se ne stava

6S
rannicchiato in un angolo in attesa del loro arri
vo. Esso le attacc ferocemente una a una, allon
tanandole tutte.
Furioso per lo spregevole fallimento delle puz
zole, il maestro decise di affrontare il ratto con la
spada. Nonostante la sua grande abilit di spa
daccino, non fu in grado di colpire il ratto che
continuava a saltare da una parte all'altra della
stanza volando in aria, schizzando come un ful
mine e balzandogli spavaldamente in testa. Esa
sperato, Shoken abbandon ogni tentativo e de
cise di chiedere aiuto allo stupefacente Vecchio
Gatto del villaggio vicino.
Quando il proprietario port il Vecchio Gatto
a casa di Shoken, egli fu sorpreso dall'aspetto or
dinario e invecchiato del gatto. Decise tuttavia di
"dargli una possibilit" e lo liber nella stanza.
Non appena lo vide avvicinarsi, il ratto s'irrigid.
Il gatto si fece avanti con noncuranza, lo prese
per il collo e, portatolo fuori della stanza, lo pre
sent a Shoken.
Quella notte gli altri gatti si riunirono e offriro
no al Vecchio Gatto il seggio d'onore. Gli dissero:
"Siamo rinomati per la nostra abilit nel catturare
ratti, possiamo anche fermare donnole e lontre, le
nostre unghie sono come rasoi. Tuttavia, nulla ab
biamo potuto contro quel ratto. Come hai fatto a
catturare quel ratto gigantesco? Svela per favore
anche a noi i segreti della tua arte".

66
Il Vecchio Gatto rise e disse: "Beh, siete anco
ra giovani e, pur avendo esperienza di combatti
mento con i ratti, avete ancora molto da impara
re. Prima che io inizi, ditemi del vostro addestra
mento".
Un gatto nero si fece avanti e disse: "Sono stato
allevato in una famiglia specializzata nell'adde
stramento dei gatti. Mi stato insegnato a saltare
una transenna di due metri, a infilarmi in buchi
strettissimi e a compiere ogni sorta di trucco
acrbatico. Sono esperto nel fingermi addormen
tato e poi colpire non appena il ratto si avvicina.
Nessun ratto poteva sfuggirmi. Riuscivo a cattu
rarli anche quando saltavano sulle travi del sof
fitto. Non ero mai stato sconfitto prima di incon
trare quel vecchio ratto".
Il Vecchio Gatto disse: "Il vostro addestramen
to si basato esclusivamente sulla tecnica. Pen
sate soltanto a prendere il ratto. I maestri antichi
hanno insegnato schemi e movimenti per farci
sviluppare una buona tecnica. Anche la pi sem
plice delle tecniche contiene profondi principi.
Vi state concentrando troppo sulla tecnica ester
na. Questo vi porta a dubitare delle tradizioni dei
maestri e a inventare nuovi trucchi. Tuttavia, se
vi basate troppo sulla tecnica, alla fine arriverete
a un punto morto perch la tecnica fisica ha dei
limiti. Pensateci bene".
Si fece avanti a quel punto il gatto tigre, che

67
disse: "Io credo che lo sviluppo del ki (forza vita
le) sia molto importante. Ho coltivato il mio ki
per molti anni e il mio spirito molto forte, col
ma il cielo e la terra. Ero in grado di affrontare i
miei awersari con un ki schiacciante, sconfiggen
doli all'istante. Ero in grado di rispondere imme
diatamente a qualsiasi stimolo, a qualsiasi movi
mento. Non dovevo pensare; le tecniche si mani
festavano naturalmente. Ero in grado di raggela
re un ratto che saltava sulla trave e farlo cadere a
terra, ma quel vecchio ratto pare non avere forma
e non lasciare traccia. Sono sconcertato".
Il vecchio gatto replic: "Il potere del ki da te
usato ancora una funzione della mente e quindi
troppo concentrato sull'ego. Si basa interamente
sul tuo livello di fiducia in te stesso. Finch con
tinui a essere consapevole del potere del tuo ki e
a usarlo mentalmente per sconfiggere un awer
sario, non fai altro che creare resistenza. E stai
pure certo che incontrerai un awersario con un
ki ancora pi forte del tuo. Puoi pensare che il
potere del tuo ki colmi l'universo proprio come il
kozen no ki (l'energia universale) utilizzato dal
saggio cinese Mencius, ma non cos. Nel caso
di Mencius, il ki brillante e vigoroso. Il suo modo
di utilizzare il ki quello di un grande fiume; il
tuo modo quello di un'alluvione passeggera. Co
nosciamo tutti il proverbio Il gatto che morde,
morso dal ratto. Quando un ratto intrappolato

6!<
nell'angolo dimentica la vita, dimentica i deside
ri, dimentica di vincere o perdere, dimentica cor
po e mente. Quella forza come l'acciaio e non
pu essere vinta soltanto con il potere del ki".
A quel punto un gatto grigio pi anziano avan
z quietamente e disse: "Come hai affermato,
quel particolare potere del ki pu essere molto
forte ma continua a mantenere una forma, per
quanto leggera, che pu essere usata contro di
te. Personalmente sono molti anni che coltivo il
mio cuore. Non faccio affidamento soltanto sul
potere del ki, non nutro mai pensieri di combat
timento e cerco sempre di pormi in uno stato d'ar
monia, se vengo attaccato. Quando l'avversario
forte, mi piego e seguo i suoi movimenti. La mia
tecnica quella di una tenda che cattura e lascia
cadere a terra la pietra che le lanciata contro.
Fino a questo momento, anche il pi forte dei ratti
non era riuscito ad attaccarmi. Questo, tuttavia,
incredibile; il potere del ki e il potere dell'ar
monia non hanno alcun effetto su di lui".
Il Vecchio Gatto rispose: "Il tuo potere dell'ar
monia non il potere d'armonia della natura.
una proiezione della tua mente, perci limitato.
Qualsiasi traccia di pensiero cosciente distrugge
l'equilibrio e un avversario arguto coglier l'oc
casione per infilarsi in quel varco. Il pensiero osta
cola la natura e ostruisce la vera funzione. Non
pensare, non agire; segui i movimenti della natu-

69
ra e il s scomparir. In assenza di s non avrai
avversari n in cielo n in terra.
"Non mia intenzione suggerire che il vostro
difficile addestramento sia inutile. La Via ha molti
modi, le tecniche contengono principi universali.
Il potere del ki fa funzionare il corpo e vivifica il
cosmo. Il potere dell'armonia consente di omoge
neizzarsi naturalmente con ogni sorta di forza at
taccante, anche le rocce, senza esserne spezzati.
"Tuttavia, non appena si manifesta anche un
minimo pensiero cosciente, volont e progetto ti
separano dalla Via naturale. Vedi te stesso e gli
altri come entit separate, come avversari. Mi
chiedete quale sia la mia tecnica: la risposta
mushin (non-mente) . Mushin agire in accordo
con la natura, nient'altro. La Via non ha limiti,
non prendete queste mie parole come la rivela
zione ultima.
"Molto tempo fa, nel mio quartiere c'era un
gatto che pareva non fare altro che sonnecchiare
tutto il giorno. Il gatto pareva privo di spirito, qua
si come un gatto di legno. Nessuno l'aveva mai vi
sto cacciare un ratto, eppure ovunque andasse o si
trovasse non c'era ratto che si azzardasse a com
parire. Andai a trovare il gatto e gli chiesi di spie
garmene la ragione. Posi la domanda quattro vol
te, ma il gatto rimase in silenzio. Non che non vo
lesse rispondere: piuttosto non sapeva come ri
spondere. Il proverbio dice: quelli che sanno non

70
parlano; quelli che parlano non sanno. Il gatto aveva
dimenticato se stesso e gli oggetti per dimorare in
uno stato d'assenza di scopo. Quel gatto rese con
creta la divina arte marziale del non-uccidere. An
cora non sono all'altezza di quel gatto".
Shoken, che aveva origliato la conversazione,
non pot pi contenersi e irruppe nella stanza.
"Mi sono addestrato nell'arte di maneggiare la
spada per molti anni, ma ancora devo penetrarne
l'essenza. Questa sera ho ascoltato insegnamenti
su molti metodi diversi d'addestramento e ho
ii:nparato molto sulla mia stessa Via della Spada.
Ti prego, insegnami i tuoi pi profondi e preziosi
segreti".
Il Vecchio Gatto rispose: "Non posso farlo.
Sono solo un animale che caccia i ratti per man
giarli. Cosa posso sapere delle vicende umane?
Eppure ho una cosa da dirti. arte di maneggia
re la spada non mera questione di vincere un
awersario. In un certo momento critico diventa
l'arte di illuminare la vita e la morte. I samurai
devono coltivare questa attitudine mentale e di
sciplinarsi in questo spirito. Penetra il principio
di vita e di morte, innanzitutto, e mantieni quello
spirito. Non vi saranno pi dubbi, n pensieri er
ranti, n calcoli, n decisioni. Il tuo spirito rimarr
calmo e pacifico, privo di ostacoli, libero di ri
spondere a ogni evenienza. Al contrario, se vi
anche il pi vago oggetto nella tua mente, vi sar

7!
un ego, vi sar un nemico, vi sar conflitto, vi sar
perdita di libert. Entrerai nel buio della morte e
perderai la luminosit spirituale. Come puoi
aspettarti di affrontare un avversario in tale sta
to? Anche se dovessi vincere, sarebbe una vitto
ria superficiale e non vera arte della spada. as
senza di scopo non uno stato di mancanza;
senza forma, non persegue obiettivi. Se si alimen
tano pensieri, il potere del ki vi si accumula at
torno. Il ki dunque soffocato e i movimenti di
ventano stagnanti, squilibrati e incontrollati.
Quello che io chiamo assenza di scopo non per
segue nulla, non fa affidamento su nulla, non ha
nemici, non ha s; risponde a ogni cosa in modo
naturale e non lascia traccia.
"! Ching afferma: Senza pensiero, senzafare,
naturalmente stabilita, la Via attiva se stessa nel
l'universo. Gli spadaccini che comprendono que
sto principio sono prossimi alla Via".
Shoken domand: "Cosa si intende per Non
vi nemico, non vi s?". Il Vecchio Gatto rispo
se: "Poich vi un s, vi un nemico. Se non vi
s, non vi nemico. Nemico quanto si trova in
opposizione, lo stesso tipo di opposizione presen
te all'esterno in yin e yang, fuoco e acqua. Ogni
oggetto dotato di forma ha un opposto. Quando
la mente non ha forma, non vi nulla che vi si
possa opporre. Quando non vi opposizione, non
vi nulla contro cui combattere. Questo chia-

72
mato nessun nemico, nessun s. Quando il s e gli
oggetti sono entrambi dimenticati, si manifesta
un naturale stato di non-attivit, di assenza di
problemi, di unit. La forma del nemico scom
parsa e tu non sai nulla. Non come essere in
consapevoli; significa assenza di pensiero calco
latore e immediata risposta naturale. Questa men
te libera e consente al mondo di diventare il tuo
dominio. Astrazioni quali questo, quello, bello e
brutto scompaiono. Piacere e dolore, guadagno e
perdita sono altre creazioni simili della mente. Il
cielo e la terra non sono da ricercare all'esterno
della propria mente.
"Un'antica celebrit una volta disse: 'Una sin
gola pagliuzza nell'occhio pu far apparire i tre
mondi molto stretti; libera la tua mente e la tua
vita sar priva di impedimenti!'. Quando una pa
gliuzza entra nell'occhio, quasi non si riesce a
tenere l'occhio aperto ed difficile vedere le cose.
Quando un corpo luminoso per natura viene con
taminato da un oggetto estraneo, perde traspa
renza. Lo stesso vale per la mente.
"Un altro antico disse: 'Circondato da miglia
ia di nemici, il tuo corpo pu essere fatto a pezzi,
ma la tua mente tua e non pu mai essere vin
ta'. Confucio disse: 'Persino il pi meschino de
gli uomini non pu essere privato della propria
volont'. Quando sei illuso, la tua stessa mente
diventa il tuo nemico.
Monte Fuji di Deishu Takahashi ( 1 835 - 1 903).
Deishu, il cognato di Tesshu, fu maestro di
lancia e prest servizio come istruttore di arti
marziali durante il regime Tokugawa. Ritira
tosi dalla vita pubblica in seguito alla Restau
razione Meij i del 1 868, si dedic alla compo
sizione poetica e alla calligrafia. Dipinse spesso
il Monte Fuji e in uno di questi dipinti (non
quello qui riprodotto) scrisse questa poesia:

Il picco svettante
del Monte Fuji
penetra il cielo,
ma il suo corpo rimane
radicato a terra.

74
Deishu scrisse anche: "Non possediamo un
corpo divino, ma la compassione pu darci un
corpo divino. Non abbiamo potere divino, ma
l'onest pu darci potere divino. Non abbia
mo intelligenza divina, ma la saggezza pu
darci intelligenza divina. Non possiamo com
piere miracoli, ma se non creiamo ostacoli
possiamo compiere miracoli. Non possiamo
salvare il mondo, ma la nobilt d'animo ci far
salvare il mondo".

75
"Vorrei ora cessare di parlare. Ora sta a voi.
Un maestro pu trasmettere tecniche e illumina
re i principi che le animano, ma non pu fare di
pi. La verit deve essere realizzata individual
mente. Questo il conseguimento del S. Si chia
ma 'trasmissione mente a mente' e 'trasmissione
individuale al di fuori dei testi'. 8insegnamento
non dipende dalla tradizione, bens utilizza la tra
dizione e comunque un maestro non pu inse
gnare ogni cosa. Questo principio non limitato
allo Zen. Dai metodi d'insegnamento spirituale
degli antichi saggi ai capolavori creati dagli arti
sti, tutto basato sul conseguimento del S e sul
l'istantanea trasmissione mente a mente, un in
segnamento al di fuori dei testi. I testi insegnano
quanto si ha dentro e assistono nel compito di
raggiungerlo da s e per s. In realt un maestro
non d nulla. facile parlare ed facile ascoltare,
ma difficile comprendere questi insegnamenti
e farli veramente propri. Questo si chiama ken
sho (vedere nella propria natura) e satori (illumi
nazione). Satori significa 'risveglio dal sogno del
l'illusione'. consapevolezza affinata".


In riferimento al gatto maestro che pareva fatto
di legno, ecco una storia dal classico taoista
Chuang T zu:
Un sovrano port un gallo da combattimento da

76
un famoso addestratore. Trascorsi dieci giorni, il
re domand all'addestratore come procedesse il
suo gallo. "Il gallo non pronto", rispose quello.
" ancora troppo aggressivo e impetuoso". Dopo
altri dieci giorni, di nuovo il re chiese notizie del
suo gallo. "Non ancora pronto", rispose l'adde
stratore. "Cerca ancora di intimidire i suoi awer
sari". Passati altri dieci giorni, ancora il re si pre
sent per aggiornarsi sui progressi. "No, non an
cora", disse l'addestratore. " ancora appassio
nato di combattimento". Finalmente, dopo altri
dieci giorni l'addestratore disse al re: "Ora il gal
lo pronto. Non ha pi alcuna reazione alla ben
ch minima provocazione dei suoi awersari. Si
comporta come un gallo di legno fino al momen
to decisivo. Nessun altro gallo oser sfidarlo; scap
peranno tutti".

TI
'E ench il Budo sia tipicamente associato ad
armi come la spada, la lancia o l'arco, anche il
nuoto era un'importante arte marziale. La famo
sa Scuola di Addestramento Samurai di Aizu
Wakamatsu aveva una grande piscina nel suo com
plesso e gli studenti vi si allenavano quotidiana
mente. I brani seguenti sono tratti dai manuali
della Scuola Shinden di Nuoto Samurai.

,..,,
acqua la fonte della saggezza; il nuoto la
madre di tutte le arti.
I bambini dovrebbero essere introdotti al
mare il pi presto possibile. Piuttosto che
sottoposti al formale "insegnamento" su
come galleggiare e nuotare, dovrebbero es
sere dapprima guidati con discrezione per
riuscire gradualmente a familiarizzare con
il mistero dell'acqua.
Corpo e mente devono rimanere flessibili. La
mente tranquilla l'elemento pi importante
per un addestramento di successo. Il nuota-

79
tore deve evitare di lottare contro l'acqua,
contro se stesso e contro gli altri. Lo stu
dente deve cercare di armonizzarsi con le
onde, diventando tutt'uno con la massa d'ac
qua, sia questa uno stagno, un lago, un fiu
me o l'oceano. Cavalca le onde con la mente
e con il corpo.
Si distinguono quattro livelli di padronanza
simboleggiati dalle quattro stagioni. In pri
mavera, il giovane nuotatore, pieno di energia
e desideroso di competere, necessita di di
sciplina e duro allenamento fisico. In estate,
l'esperto nuotatore al massimo della forma
fisica dovrebbe esplorare tutte le dimensioni
dell'arte. In autunno, il maturo nuotatore pu
rilassarsi un poco, giocando pi liberamente
in acqua e riflettendo sulle esperienze passa
te. In inverno, il vero nuotatore sar diventato
un vecchio e saggio maestro, situato oltre i
limiti della vittoria e della sconfitta, in perfet
ta armonia con mare, cielo e riva.
Nuotare insegna a vivere. Nessun nuotatore
solitario pu imporre la propria volont al
l'acqua. Nuotare contro corrente porta cer
tamente disgrazia. Nuota secondo corrente
e senza fatica, resistenza, confusione o mo
vimenti innaturali.

!<O
Tuffarsi alimenta il coraggio, immergersi la pa
zienza, galleggiare la serenit, nuotare al largo la
forza d'animo, gareggiare lo spirito combattivo,
nuotare in acque gelide la perseveranza. Il nuo
tatore deve praticare in ogni tipo di ambiente ac
quatico (mari, laghi, paludi e fiumi) e in ogni tipo
di condizione (correnti, onde, acqua fangosa e
mulinelli) .

.l.,.._'-..
Ecco un insegnamento da Chuang-tzu: un gior
no Confucio e i suoi discepoli passeggiavano nei
pressi della Gola Lu, che era attraversata da un
fiume cos turbolento e pieno di rocce, rapide e
cascate che nessun pesce o tartaruga poteva nuo
tarvi. Videro un vecchio nella corrente del fiume,
poi lo videro inabissarsi. Confucio invi i suoi stu
denti verso valle, affinch tentassero di trarre l'uo
mo in salvo dal torrente, ma con loro grande sor
presa il vecchio emerse d'un tratto dall'acqua e
raggiunse saldamente la riva. Confucio domand
all'anziano gentiluomo come fosse sopravvissuto
alla furia del fiume ed egli rispose: "So come ca
larmi in un vortice discendente e come uscire in
un vortice ascendente. Seguo la via dell'acqua e
non faccio nulla per apparmi. La sua natura la
mia stessa natura".

I<t
L 'an-e egpefa di Tehu lJafflaoka
della {'latta da fa/egHaffle

r. sshu Yamaoka (1836 -1888) , maestro di spa


da, pennello e Zen, fu il pi rinomato artista mar
ziale del Diciannovesimo secolo. La sua vita e i
suoi precetti sono ancora avidamente studiati dai
praticanti moderni. Questo un saggio di Tes
shu sull'essenza dell'arte.

uso di una pialla da falegname implica tre ope


razioni: una grossolana, una intermedia e una sot
tile. Nella piallatura grossolana il corpo si fortifica,
l'addome si contrae, i fianchi sono saldi, richie
sta la stessa forza in entrambe le mani e si pialla.
In breve, la forza va applicata al corpo intero e non
si pu essere fiacchi. Se non ci si muove con forza,
non si riuscir a piallare grossolanamente.
Si passa dunque alla piallatura intermedia.
Questa volta non necessario usare tutta la pro
pria energia. Il tocco naturale delle mani control
la l'aumento e la diminuzione della pressione.
Questo livello prepara al passo successivo. Se tut
tavia la continuit tra piallatura grossolana e in-
termedia si spezza per mancanza di concentra
zione, non si potr eseguire un buon lavoro.
Dalla piallatura intermedia si passa alla pial
latura sottile con la quale le irregolarit lasciate
nelle tappe precedenti vengono levigate. Se si sta
lavorando a una colonna, per esempio, si deve
passare la pialla dall'alto al basso in un solo mo
vimento. Mentre si scorre dall'alto al basso es
senziale mantenere la mente in perfetto ordine.
Se la mente non in perfetto ordine, produrre
mo vari tipi di irregolarit e il lavoro non sar por
tato a termine con successo. Un buon controllo
la chiave del successo.
In modo analogo, mente, corpo e tecnica de
vono agire insieme e armonicamente. "Mente,
corpo e tecnica" corrispondono a "pialla, falegna
me e colonna". Se si pensa che sia il falegname a
piallare, a che serve la pialla? Se si pensa che sia
la pialla a piallare, a che serve la colonna? Mente,
corpo e tecnica agiscono in modo congiunto, come
la pialla, il falegname e la colonna; senza cogliere
questa dipendenza reciproca non si pu essere
in grado di produrre una buona colonna, indipen
dentemente dal tempo dedicato a praticare con
la pialla da falegname. Per produrre una buona
colonna, bisogna innanzitutto studiare la pialla
tura grossolana. Acquisita la padronanza di que
sta fase, potremo padroneggiare anche le fasi suc
cesslve.
La piallatura sottile la "tecnica segreta". La
tecnica segreta non nulla di speciale. Mente,
corpo e tecnica sono infine dimenticati e si pro
cede facilmente al completamento dell'opera.
Non pensare pi ai risultati e non parlare pi della
tecnica o di argomenti simili uno stato meravi
glioso. futile domandare come raggiungere
questo stato: si pu imparare la piallatura sottile
unicamente da soli; non la si pu mai apprendere
da un altro.

RS
r. mpu Nakamura (1876 -1968) era un famoso
filosofo che influenz molti esperti di arti mar
ziali, uomini d'affari, politici, artisti e scrittori.
Trascorsa una violenta giovinezza (all'et di se
dici anni uccise per autodifesa il capo di una ban
da rivale e in giovent oper come agente di spio
naggio in Manciuria), Tempu viaggi per il mon
do per arrivare infine a curarsi con lo Yoga. Poco
pi che quarantenne, Tempu divenne un inse
gnante spirituale, che predicava agli angoli delle
strade. I membri della sua associazione, la Tem
pu-kai, crebbero a migliaia. insegnamento di
Tempu semplice, diretto e pratico.


x La cosa pi importante per un essere umano
non quanto si trova tra i suoi orecchi;
quanto si trova nel suo cuore. Se lo spirito
forte, si pu realizzare qualsiasi cosa.
x Si vive solo una volta. Mantieni te stesso nel
presente. Il passato andato e il futuro
ignoto.

1<7
x: Non cercare di eliminare tutte le tue passio
ni. Le passioni generano attivit eroica. Sod
disfa la tua passione, questo porter beati
tudine.
x: Non pensare al lavoro (a qualsiasi lavoro) come
a un dovere. Se un dovere, diventer un
peso. Come trasformi un peso in un piace
re? Vivi con rispetto, correttezza, ottimismo
e coragg10.
x: Quando ti svegli, la mattina, saluta il giorno
con vigore. Durante la giornata astieniti dal
pensare o dire: "Sono confuso", "sono de
bole", "sono triste", "ho bisogno d'aiuto".
La sera, prima di dormire, lascia andare ogni
pensiero di tristezza, collera o irritazione.
Pensa a cose piacevoli.
x: Non sovraffaticarti.
Rifletti costantemente sul tuo stato mentale.
Rivolgiti agli altri in modo positivo e brillante.
Sii sempre grato, onesto, gentile e piacevole.
Parla con sincerit e onest.
x: Corpo e mente formano una singola entit; la
vita segue leggi naturali fondamentali che
non devono essere violate.
La tua attitudine nei confronti della vita ne
determina il corso.
La migliore attitudine si basa su rispetto, co
raggio, verit e purezza.
x Nutri la forza vitale mantenendoti sano, co
raggioso, deciso, risoluto e vigoroso.
x Quando ti trovi in una situazione di stress con
trai l'ano.
Centra te stesso nel basso addome.
Rilassa le spalle.
N o n una sola cosa un
tesoro inesauribile;
Ecco i fiori, ecco la luna
ed ecco la chioma del ci
liegio.

Questa calligrafia di Tem


pu Nakamura datata
"estate 1948" e firmata
"filosofo dell'unit Tem
pu" . Il verso in s una
rinomata frase zen. Ecco
ne un'interpretazione:
"B ench l'universo sia es
senzialmente spazio vuo
to, produce gli oggetti pi
meravigliosi. Il vuoto
forma, la forma vuoto".

90
O opo aver vissuto una profonda esperienza
d'illuminazione all'et di quarantadue anni, Mo
rihei Ueshiba procedette nello sviluppo dell'Aiki
do, "la Via dell'Armonia Spirituale". Le sorpren
denti gesta marziali di Morihei non avevano pa
ragoni, passati o presenti, ma Morihei era anche
uomo di profonda fede spirituale e negli ultimi
anni della vita trascorse gran parte del suo tempo
in compagnia degli studenti, spiegando la sua fi
losofia. Quello che segue un esempio della sua
saggezza.

._...
x "universo il nostro pi grande insegnante,
il nostro pi grande amico. Guardate come
il fiume segue la propria strada attraverso la
valle, trasformandosi e piegando intorno alle
rocce. La saggezza del mondo contenuta
nei libri: studiandoli possibile creare in
numerevoli nuove tecniche.
x "universo stesso ci insegna costantemente
l'Aikido, ma noi non riusciamo a percepirlo.

f}f
Ognuno pensa solamente a se stesso ed
questa la ragione per cui vi sono tanta di
scordia e contesa nel mondo. Se soltanto
potessimo mantenere i nostri cuori puri, tut
to andrebbe bene. Non pensate che il divino
esista lass, nell'alto dei cieli. Il divino qui,
dentro e attorno a noi. Lo scopo dell'Aikido
quello di ricordarci che viviamo in uno sta
to di grazia.
x "CAikido non-violenza. A ciascun essere
umano stato affidato un mandato dal cielo
e la vittoria che cerchiamo corrisponde al su
peramento delle sfide attraverso una lotta
combattuta fino all'ultimo per adempiere il
nostro scopo. Nell'Aikido non si attacca mai.
Se volete colpire per primi, per ottenere un
vantaggio su qualcuno, significa che il vostro
addestramento insufficiente. Lasciate che
sia il partner ad attaccare e usate la sua ag
gressivit contro di lui. Non ritiratevi da un
attacco; controllatelo prima che inizi.
x "Nel vero Budo non esistono awersari. Nel vero
Budo cerchiamo di essere tutt'uno con le cose,
di ritornare al cuore della Creazione. Nel vero
Budo non esistono nemici. Il vero Budo una
funzione dell'amore. La Via del Guerriero non
distruggere e uccidere, ma nutrire la vita,
creare continuamente. Camore la divinit

92
che pu realmente proteggerei.
x "Nei tempi remoti lo spadaccino lasciava che il
nemico gli tagliasse la pelle superficialmen
te, per poterlo colpire a fondo; talvolta sacri
ficava la sua carne per poter arrivare a pene
trarlo all'osso. Nell'Aikido questa attitudine
inaccettabile. Noi vogliamo che attaccante
e attaccato escano entrambi senza lesioni.
Dovete imparare a condurre il vostro partner,
piuttosto che rischiare di essere feriti per ot
tenere la vittoria. Controllate l'awersario, po
nendovi in un luogo sicuro e riparato.
x "Non vi spazio nel Budo per meschinit e
pensiero egoistico. Cercate la vera natura
delle cose, piuttosto che rimanere affascinati
dal concetto di 'vincere o perdere'. I vostri
pensieri dovrebbero riflettere la grandezza
dell'universo, un regno di l della vita e della
morte. Se i vostri pensieri nei confronti del
cosmo sono di antagonismo, questi stessi
pensieri vi distruggeranno e creeranno
scompiglio nell'ambiente.
x "Masakatsu, 'la vera vittoria', associata al
l'elemento maschile della creazione; agatsu,
'la vittoria sul s', associata all'elemento
femminile. Congiunte, esse rappresentano
katsuhayabz: 'la vittoria qui adesso!', stato
ideale di perfezione e compimento".
Masakatsu, "Vera Vittoria", di Morihei Ueshi
ba. Come tutti i grandi maestri budo, Yagyu
Munenori una volta disse: "Non so come scon
figgere gli altri; so solo come vincere me stes
so". Morihei sosteneva che i veri nemici peri
colosi da affrontare sono la paura, la confusio
ne, il dubbio e la disperazione. Se superiamo i
nemici che ci attaccano dall'interno, possia
mo ottenere vera vittoria sugli attacchi prove
nienti dall'esterno.

94
fRaeeonti dei
enaefri det -gudo

Uno studente domand a Jigoro Kano: "Qual


il segreto dello Judo?".
Kano rispose: "Non smettere mai di allenarti".

gr;
U n giovane implor ardentemente un mae
stro spadaccino di accettarlo come discepolo.
''Agir come tuo servitore e mi allener senza
sosta. Quanto tempo mi ci vorr per imparare
tutto?"
''Almeno dieci anni", rispose il maestro.
" troppo", protest il giovane. "Supponiamo
che io lavori il doppio di tutti gli altri. Quanto tem
po mi ci vorrebbe?"
"Trent'anni", disse il maestro.
"Cosa significa?", esclam il giovane. "Far
qualsiasi cosa per diventare esperto nell'arte di ma
neggiare la spada il pi velocemente possibile".
"In tal caso", disse il maestro con arguzia, "ti
ci vorranno cinquant'anni. Una persona con tan
ta fretta uno studente scarso".
Sconcertato, il giovane fu ammesso a servire
come assistente a condizione di non chiedere mai
n toccare una spada. Il ragazzo trascorse i tre
anni successivi a pulire, cucinare e a svolgere
commissioni. Un giorno, tuttavia, il maestro lo
attacc furtivamente colpendolo con una spada

97
di legno. Da allora il maestro continu a sorpren
dere il giovane con i suoi attacchi furtivi, finch
questi non svilupp un acuto sesto senso e di
venne in grado di percepire un attacco prima che
fosse sferrato. "Ora sei finalmente pronto per
imparare", gli disse il maestro. istruzione for
male inizi e lo studente fece rapidi progressi.

Il maestro spadaccino Tsukahara Bokuden (1490


-1572) si trovava su una piccola imbarcazione da
traghetto, quando un ribaldo cominci a vantarsi
della propria abilit con la spada. Mentre lo spac
cone continuava, Bokuden si addorment. Que
sto fece infuriare il ribaldo, che prese a scuotere
Bokuden domandandogli quale stile di spada se
guisse. Bokuden rispose: "La Scuola della Vitto
ria senza spada". uomo scellerato sfid Boku
den a fare mostra di tale assurda e irrazionale arte
della spada. Bokuden acconsent, ma sugger che
si fermassero su un'isola vicina per evitare di fe
rire gli altri passeggeri; il traghetto fece una de
viazione. Non appena la barca raggiunse la riva, il
ribaldo salt gi, trasse dal fodero la spada e si
mise in posizione, pronto a combattere. Bokuden
si alz e parve pronto ad affrontare l'avversario,
quando all'improvviso afferr un remo e rapida
mente spinse la barca indietro nel fiume. Quindi
url allo sconcertato millantatore: "Questo
sconfiggere il nemico senza usare la spada!".

...,.
A differenza di molti spadaccini medievali che
disdegnavano le donne, Bokuden era felicemen
te sposato e aveva famiglia. Verso la fine della sua
vita, doveva decidere quale dei suoi tre figli sa
rebbe stato il suo erede principale, l'istruttore
capo della sua scuola dell'arte di maneggiare la
spada. Bokuden elabor la seguente prova: collo
c un cuscino di legno sopra la porta scorrevole
che dava nella sua stanza, bilanciandolo in modo
che cadesse non appena la porta fosse stata aper
ta dall'esterno, poi chiam i figli a turno.
Prima di entrare nella stanza, il primo figlio
percep immediatamente che c'era qualcosa di
strano. Apr attentamente la porta scorrevole, al
lung la mano e afferr il cuscino mentre cadeva.
Il secondo figlio irruppe nella stanza, ma riusc
comunque a schivare il cuscino. Anche il terzo
figlio entr direttamente nella stanza, ma fu in
grado di estrarre la propria spada e di fendere in
due il cuscino a mezz'aria. Dopo avere osservato
il loro comportamento, Bokuden nomin succes
sore il primo figlio.

.., ,

Un maestro spadaccino aveva tre studenti anzia


ni. Chiese a ciascuno di attraversare uno stretto

99
passaggio sospeso su un burrone abitato da un
feroce cavallo selvaggio. Il primo studente si fece
avanti nel burrone e affront di petto il cavallo.
Riusc a bloccare o evitare gli scalpitanti zoccoli e
ne usc illeso. Il secondo studente, notando la fu
ria del cavallo, costeggi abilmente le pareti della
gola, dove il cavallo non poteva raggiungerlo, e
anch'egli ne usc illeso. Quando il terzo studente
fece la sua comparsa con aria noncurante nel
burrone, il cavallo immediatamente si calm, ni
tr con riconoscimento e non si cur pi dell'uo
mo. Il terzo studente fu nominato successore.

Un'altra scuola dell'arte di maneggiare la spada


con un nome insolito Mugan Ryu, la "Scuola
Senza Occhi". Il fondatore di questa scuola, So
rimachi Mukaku (morto nel 1742), stava viaggian
do per il Paese seguendo una ricerca del Budo,
quando si imbatt in un ponte fatto con un solo
tronco sospeso su un profondo burrone. Il tronco
era molto stretto e, quando Mukaku tent di pog
giarvi il piede, si accorse che era scivoloso. T i
moroso di tentare l'attraversamento, esitava da
vanti al tronco. Improwisamente apparve un vian
dante cieco che si sfil i sandali e percorse con
agio il ponte senza la minima preoccupazione.
Mukaku intu che doveva attraversare il ponte
senza paura come l'uomo cieco e cos fece. Se si

f(J(J
osserva con gli occhi del cuore, piuttosto che con
quelli della mente, non c' nulla da temere. In
seguito, Mukaku fond la Scuola Senza Occhi
seguendo questa intuizione.


Per velocizzare le loro tecniche, alcuni esperti di
arti marziali praticavano la cattura dei passeri.
Usando chicchi di riso per attirarli, invitavano i
passeri ad avvicinarsi abbastanza da poterli cat
turare con le mani. Quando erano in grado di cat
turare gli uccelli in quel modo, si nascondevano
dietro il shoji (porta scorrevole di carta) e poi ten
tavano di aprire la porta e catturare il passero in
una sola mossa.
C'erano due samurai maestri nella cattura dei
passeri nell'antico Giappone: Teishun e Genban.
Genban, tuttavia, riconobbe che la tecnica di
Teishun era molto superiore alla propria. Quando
afferrava i passeri, Genban spesso li uccideva o li
feriva. Teishun, invece, era in grado di catturare e
liberare un passero illeso; non solo: lo faceva sen
za spaventare e allontanare gli altri uccelli.

Il maestro Zen Takuan (1 573 -1645) insegnava a


molti famosi spadaccini. Iemitsu (1604 -165 1 ) , il
terzo Tokugawa Shogun, ricevette in dono una
tigre dalla corte coreana. Sfid il maestro spadac-

tof
cino Yagyu Tajima Munenori (1571 -1646) a do
mare la bestia. Munenori accett immediatamen
te la sfida ed entr con sicurezza nella gabbia.
Proprio quando la bestia stava per attaccare, Mu
nenori colp sulla testa l'animale ringhiante con
il suo ventaglio di ferro. La tigre si ritir, raggo
mitolandosi in un angolo. Takuan, che era pre
sente, rimprover Munenori: "Quello l'approc
cio sbagliato". Takuan entr allora nella gabbia
privo di armi. Quando la tigre si alz per attacca
re, egli si sput sulle mani e con gentilezza co
minci ad accarezzare il muso e le orecchie della
tigre. Il feroce animale si calm all'istante, facen
do le fusa e strofinandosi contro il monaco. "
cos che si fa!", esclam Takuan.

Iemitsu possedeva anche una scimmietta straor


dinariamente agile e astuta. Voleva vedere se qual
cuno dei suoi spadaccini fosse in grado di colpire
la scimmia e ordin loro di tentare. La scimmia
se ne stava vicina allo Shogun e nessuno degli
spadaccini fu in grado di colpirla con la spada di
legno, nemmeno il grande Munenori. Ancora una
volta fu convocato Takuan. Non appena questo
brand il suo bastone di legno monastico, la scim
mia strill e si rannicchi ai piedi del maestro zen.
"Come hai fatto?", tutti volevano sapere.
"Tutti gli spadaccini si sono tenuti un poco in-

!02
dietro, temendo di colpire lo Shogun. Io non ho
avuto affatto questa preoccupazione e la scimmia
ha percepito che non vi era modo di sfuggire".

....
Un giorno Munenori tent di replicare le gesta
del cavallerizzo Magaki Heikuro, che aveva per
corso a cavallo, nei due sensi, una ripida scalina
ta di pietra. Tuttavia, fall e chiese consiglio a
Takuan.
Takuan decise di tentare personalmente l'im
presa e con sicurezza galopp a cavallo su e gi
per la scala. Munenori era perplesso. "Come hai
fatto a compiere un'impresa del genere?".
Takuan rispose con un enigma zen: "Nessun
cavaliere sul cavallo, nessun cavallo sotto il cava
liere".

.
t.,.

Un giorno Takuan vide Iemitsu che saltava avanti


e indietro dalla veranda al cortile, sotto la piog
gia, e domand allo Shogun cosa stesse facendo.
"Sto perfezionando la mia tecnica di velocit
del fulmine. Faccio pratica nello schivare le gocce
di pioggia. Guarda, non sono nemmeno bagnato".
"Molto impressionante", disse Takuan, "ma io
sono ancora pi veloce".
"Davvero?", rispose Iemitsu. "Vuoi dimostrar
lo?".

fO'J,
Ho Ce Jaku (leggere da destra a sinistra) di
Takuan. Questi tre caratteri significano "Get
ta via tuttol". Questo era il nucleo dell'inse
gnamento di Takuan ai suoi allievi samurai. Per
conseguire la padronanza dell'arte, era neces
sario abbandonare l'attaccamento alle tecni
che particolari e alle nozioni del s. "Sveglia
la mente senza mai !asciarla posare da nessu
na parte", insegnava il maestro.

!04
tOS
Takuan entr nel giardino con i suoi pesanti
zoccoli di legno e s'inzupp d'acqua.
"Che tipo di tecnica di velocit del fulmine
questa?", Iemitsu voleva sapere.
"Quando piove ci si bagna. naturale. Cerca
re di evitare la pioggia una bravata, una sciocca
perdita di tempo".

Una volta, attraversando un'area remota del Giap


pone, Takuan si ferm in un ostello per mangia
re. Le persone dell'ostello lo avvertirono della
presenza di un gruppo di banditi che facevano
scorribande nel paese. "Poich causano tanti pro
blemi", rispose Takuan, "dovr catturarli".
"Ma sei un monaco zen, non uno spadaccino;
come farai?", chiese la gente.
"Non c' pericolo, sono solo esseri umani. Se
voi non aveste accumulato tanti beni, i ladri non
avrebbero nulla da rubare. Pensateci". Cos di
cendo, Takuan si allontan.
Dopo aver camminato un poco, raggiunse un
piccolo santuario nella foresta. Due personaggi
dall'aspetto rude stavano accendendo un fuoco e
Takuan li sorprese con queste parole: "Ehi, voi
due. Siete dei ladri?"
"Chi sei?", domandarono a loro volta.
"Solo un monaco mendicante".
"Che cosa fai qua in giro, la notte?"

!06
"Stavo per domandarvi la stessa cosa. Portate
mi dal vostro capo".
"Sciocco impudente!", urlarono i due ladri e
fecero per estrarre le armi. Prima che vi riuscis
sero, Takuan li colp alle mani con il suo piccolo
bastone da monaco e li stese a terra. Velocemen
te, li leg con la cintura della sua veste.
"Non ucciderei!", implorarono.
"Non preoccupatevi. Sono un monaco e ho fat
to il voto di non togliere mai la vita. Portatemi dal
vostro capo".
I due prigionieri condussero Takuan al covo
del capo. Quando Takuan entr nella grotta, il
bandito, allarmato, url: "Chi sei?"
"Un monaco mendicante venuto a catturarti",
annunci Takuan.
Il capo dei banditi afferr una lancia e si sca
gli su Takuan. Takuan evit l'attacco, gett a terra
il bandito e lo tenne fermo. Takuan percep che
quell'uomo non era un criminale ordinario e do
mand cosa gli fosse accaduto per cadere tanto
in basso.
"Ero un samurai del clan Otomo. Il mio nome
Onoda Kogoro; mio padre il famoso combat
tente di lancia Onoda Kageya. Io ero il suo suc
cessore, ma mi pronunciai a sfavore degli eccessi
del capo del clan Otomo e fui cacciato. Sono di
ventato un bandito per disperazione. Mi vergo
gno molto. Ora far seppuku (hara-kin) per espia-

!07
re la mia violazione del codice samurai".
''Aspetta!", ordin Takuan. "Per diventare un
capo tra i banditi hai dovuto seguire le cinque virt
cardinali del samurai: hai avuto bisogno di sag
gezza per elaborare strategie; hai avuto bisogno
di coraggio per lavorare; hai fatto il tuo dovere
come conduttore di uomini; sei stato in grado di
incutere rispetto in qualit di capace conduttore;
hai mostrato benevolenza quando hai spartito il
bottino. Ti sei comportato in modo onorevole in
un certo senso, pertanto cerca di rawederti e di
diventare un membro rispettabile della societ".
Kogoro si riscatt e divenne un depositario del
clan Yagyu.

Shoju (1642 -1721) era un altro monaco zen ri


nomato per la sua capacit di battere maestri spa
daccini. Un giorno, un pomposo samurai fece vi
sita a Shoju e cominci a esporre con enfasi le
sue teorie sull'arte della spada. Shoju ascolt edu
catamente per un po'; all'improwiso fece un bal
zo e cominci a prendere a pugni il samurai. "Sei
solo pieno d'aria calda!", esclam.
La notizia del sorprendente comportamento
di Shoju cre un certo subbuglio e il maestro zen
fu invitato a partecipare a una sessione di forma
zione per provetti spadaccini. Gli spadaccini riu
niti dubitavano che Shoju riuscisse a sconfigger-

10/1,
li senza l'elemento della sorpresa.
Lo informarono del loro dubbio e subito Shoju
li sfid a colpire. Nessuno di loro fu in grado di
toccare il maestro zen e tutti ricevettero almeno
un colpo in testa dal bastone del monaco. Total
mente umiliati, gli chiesero quale fosse il suo se
greto.
"Se l'occhio veritiero e la mente limpida,
non vi nulla che non si possa superare, incluso
un attacco di spada".

Il tempio del maestro zen Hakuin (1686-1768)


era situato a Hara, lungo la vecchia Strada Tokai
e molti dignitari della provincia che viaggiavano
per e dalla capitale Edo si fermavano per chiede
re consiglio. Una volta, un dignitario volle sape
re: "Che cos' il cielo? Che cos' l'inferno?"
"Qual il punto? Hai paura dell'inferno?", lo
schern Hakuin. "Un codardo piagnucolante
come te non degno di ricevere insegnamento.
Esci di qui immediatamente!".
Il dignitario, che non era abituato a essere in
sultato e rimproverato da nessuno, estrasse la sua
spada e si diresse verso Hakuin. Lo rincorse per
tutta la sala e colp con furia cieca cercando di
raggiungere il maestro Zen. Tuttavia, nessuno dei
suoi colpi giunse a destinazione e Hakuin scom
parve tra le ombre.

109
"Questa collera il tuo inferno!", Hakuin gri
d dall'oscurit. Il dignitario si calm e si scus
per aver perso il controllo.
"Queste scuse sono il cielo", gli disse Hakuin.
(Poich un samurai doveva essere costante
mente in guardia, sempre vestito adeguatamente
e sempre pronto a rinunciare alla propria vita,
Hakuin una volta scrisse che un devoto samurai
era in grado di compiere in un mese quanto un
monaco sereno poteva compiere in un anno) .

Vi fu almeno un monaco zen che era anche un pra


ticante di arti marziali di grande abilit: Takeda
Motsugai (1794 -1869) , fondatore della Scuola
Fusen di Arti Marziali. Soprannominato "il prete
pugno", Motsugai indossava abiti logori ed era
spesso scambiato per un comune mendicante. Un
giorno, Motsugai attravers una sala, nella quale
un gruppo di soldati si stava allenando con la baio
netta. Motsugai si ferm a guardare e i soldati si
offesero, pensando che li stesse deridendo. Il con
duttore dell'esercitazione sfid Motsugai a duello,
sicuro che il monaco straccione fosse un buon ber
saglio per allenarsi con la lama della baionetta.
"Sono un monaco; non posso usare armi, ma
ho queste", disse Motsugai estraendo dalla sacca
due ciotole di legno.
Il capitano, incollerito, si scagli per colpire al

tto
petto Motsugai, ma il monaco cattur la lama tra
le due ciotole e immobilizz l'attacco. Quindi
Motsugai lasci improwisamente la presa e il sol
dato fu scaraventato indietro, atterrando sul fon
doschiena. Comprendendo che il monaco era un
maestro di arti marziali, il capitano fece un pro
fondo inchino per scusarsi.
Si dice che, una volta, il potente Motsugai fos
se messo in difficolt da una guerriera. Lady
Shuei del clan Matsudaira sfid Motsugai a duello
all'et di ventisette anni. La sua arma prescelta
fu un'alabarda di ferro del peso di settanta chili.
Motsugai dichiar la gara nulla dopo essersi bat
tuto con Shuei per un giorno e una notte.

Si dice che Motsugai fosse incredibilmente velo


ce nella corsa, un rapido e apparentemente in
stancabile camminatore. Insegn ai suoi disce
poli: "Per camminare veloci dovete camminare
dritti, non essere distratti dal paesaggio, non cam
minare in gruppo, condurre con il piede sinistro,
dondolare le mani camminando".

... ,

Una volta Motsugai stava facendo visita al sovra


no del regno di Mihara. Gli fu mostrato un dipin
to di un'oca solitaria eseguito da un artista al ser
vizio del sovrano. "Le oche volano sempre in stor-

tt!
Questa stampa eseguita da Yoshitoshi ( 1 839 -
1 892) rappresenta la maestra di Budo Oiko,
che impartisce una lezione al ribaldo lottato
re Saeki. Quando Saeki tent di molestare la
donna, giovane e bella, lei fiss con una spilla

tt2
il braccio dell'uomo al suo corpo e lo trascin
alla sua casetta, dove gli fece mangiare palle
di riso che aveva fatto diventare dure come sas
si. Quando Oiko lo lasci finalmente andare,
Saeki scopr di essere diventato molto forte.

/t'l,
)'l

Fiume

La polvere e la terra
di questo mondo
volano via,
tutto purificato
dalle onde del Fiume
Kamo.

Prima di diventare mo
naca buddista, Otaga
ki Rengetsu ( 1 79 1 -
1 875) ebbe una forma
zione da donna samu
rai. Era molto versata
nelle arti marziali e in
quelle letterarie.
La purezza di cuore e
lo spirito che scorre li
bero sono elementi
essenziali del Budo.

!!4
Due graziose ed eleganti donne samurai pra
ticano il Budo nel castello dello Shogun. Stam
pa di Chikanobu ( 1838 - 1 9 12) .

ff5
mo", disse lo scontento sovrano a Motsugai, "e
ho la sensazione che quest'oca stia ignorando i
suoi compagni". A queste parole, Motsugai
estrasse il suo pennello e scrisse sul dipinto:
"Questa il capo dello stormo; altre seguiranno,
altre seguiranno". Il sovrano divenne contento del
suo dipinto.
l.,.
.

Ovviamente, molti maestri zen non erano prati


canti di arti marziali. Muso Kokushi (1275 -135 1)
stava viaggiando con uno dei suoi seguaci, un
esperto spadaccino. Mentre salivano su un tra
ghetto, un ribaldo ubriaco si fece avanti e insi
stette per imbarcarsi anche se il traghetto era gi
pieno. Lo scellerato salt sulla barca e cominci
a farla ondeggiare. Preoccupato che la barca si
ribaltasse, Muso intervenne e chiese al violento
personaggio di sedersi. Seccato, l'ubriaco colp
Muso sulla testa con il suo ventaglio di ferro. Il
sangue cominci a colare sulla fronte di Muso,
ma egli non si scompose e riusc a far sedere il
ribaldo. Non appena raggiunsero l'altra sponda,
il compagno di viaggio di Muso, l'esperto spadac
cino, salt gi dalla barca e, con la mano sull'im
pugnatura della spada, attese che il mascalzone
scendesse. uomo cap cosa stava per accadere e
si rannicchi nella barca. Muso intervenne anco
ra, tirando per la manica il suo seguace e dicen-

116
do: "Sii un buon buddista. Lascialo andare".


Suzuki Seibe era un maestro della Scuola Kito di
Jujutsu. Quando il Sovrano Sakai ud della repu
tazione di Suzuki nelle arti marziali, lo fece con
vocare al castello per verificare personalmente se
la sua fama corrispondesse alla realt. Il sovrano
selezion il suo pi forte samurai e ordin a
Suzuki di affrontarlo. Informando il sovrano che
"una gara corpo a corpo non una vera prova",
Suzuki chiese di avere pennello e inchiostro.
Quindi prese un cartoncino da poesia con la mano
sinistra e, mostrandolo al pubblico, disse:
"Scriver una poesia su questo cartoncino.
Lascer che il mio avversario prenda il mio brac
cio sinistro e vi applichi qualsiasi tecnica mentre
scrivo".
Suzuki stese il braccio sinistro, affinch l'av
versario lo prendesse. avversario gli afferr il
braccio e cominci a spingere e a tirare, ma il
braccio non si mosse affatto mentre Suzuki ter
minava la sua poesia. Suzuki mostr il cartonci
no al sovrano: i versi della poesia erano perfetta
mente dritti e non mostravano alcun segno di di
sturbo.
Suzuki lasci che il sovrano stesso e anche al
tre persone afferrassero il suo braccio sinistro
mentre scriveva poesie su altri cartoncini, ma il
segno del pennello era sempre perfettamente ni
tido. Suzuki sorrise e disse loro: "Questa l'es
senza di yawara (l'arte della flessibilit) ". Con
vinti, il sovrano e i suoi attendenti divennero di
scepoli di Suzuki.


Come maestro spadaccino, a Tesshu fu spesso
chiesto di autenticare lame finemente forgiate.
Invece di esaminare attentamente la lama e con
trollare la firma dell'artigiano confrontandola con
altre (procedimento che a volte pu richiedere
mesi), Tesshu portava semplicemente la spada nel
dojo, lanciava un urlo e la faceva volteggiare due o
tre volte. Questo era sufficiente per decidere sul
la bont dell'arma .

.....
Tesshu diceva ai suoi discepoli: "Quando arriva
qualcuno al dojo per sfidarvi, date un'occhiata alla
suola dei suoi sandali di legno all'entrata, mentre
si cambia d'abito in sala. Se i denti sulla suola dei
sandali non sono omogenei, potete essere certi
che l'equilibrio di quell'uomo spesso sfasato ed
egli non pu essere un grande spadaccino".
.,....,
.

Tesshu non apprezzava chi attaccava i punti de


boli di un altro essere umano per ottenere vitto-

tt!<
Kyu Zen Ichimz; "8arco e lo Zen sono uno",
calligrafia su ventaglio datata "autunno 1936",
di Kenzo Awa ( 1 880 - 1 939) , l'eroe di Lo Zen e
il tiro con l 'arco di Eugen Herrigel. Awa e
Herrigel ebbero questo dialogo zen:
"La vera arte priva di scopo! ", dichiar Awa.
"Come si impara?", domand Herrigel.
"Abbandonando te stesso, !asciandoti dietro te
stesso e quanto ti appartiene in modo cos
deciso che nient'altro rimane di te oltre a una
tensione senza meta".
" Devo dunque diventare intenzionalmente
privo di intenzione ? "
"Nessun allievo m i h a mai domandato que
sto, quindi non conosco la risposta esatta".

t/9
Jozai Senjo, "Sempre presente sul campo di
battaglia" di Hakudo Nakayama ( 1 895 - 1958) .
Hakudo fu il padre del moderno laido, l'arte
di estrarre la spada, e grande amico del mae
stro di Aikido Morihei Ueshiba e del maestro
di Karate Gichin Funakoshi. Il suo motto per
sonale erajozai senjo (''Sempre presente sul
campo di battaglia della vita, pronto ad affron
tare qualsiasi sfida") . Hakudo riassunse la sua
filosofia dello laido in questi versi:

Non tagliare
Non essere tagliato
Fatti da parte
E ottieni
Felice vittoria.

120
!2!
Due pergamene budo. Pannello di sinistra:
Immobilit in movimento di Jusan. Una delle
chiavi della padronanza del Budo questa:
anche il movimento pi rapido deve essere
generato da un cuore calmo e tranquillo. In
natura, l'immobilit nel movimento perfet
tamente rappresentata dall'uragano. Pannello
di destra: I boccioli del prugno si aprono gra
zie alla brina e alla neve di Hakudo Nakayama.
I graziosi fiori di prugno sbocciano nelle con
dizioni pi austere. Le awersit non fanno
appassire il praticante del Budo, lo aiutano a
fiorire.

/22
f2'J
ria. Disse: "Nella sala d'addestramento e nella vita
di tutti i giorni non dovete mai approfittare delle
debolezze di un altro. Battetevi sempre ai livelli
pi alti".


Nella sala d'addestramento di Terada Gorozae
mon (1744 -1825) si praticavano soltanto le for
me (kata) prescritte. Un giorno i suoi allievi pi
anziani gli domandarono se potevano incontrare
il maestro in un combattimento a forma libera
con spade di bamb. Terada non fu contento,
poich gli studenti ovviamente ritenevano che
l'addestramento kata non fosse adeguato. Terada
consent loro di indossare l'armatura, ma perso
nalmente non indoss protezioni e impugn una
corta spada di legno.
l.jincontr ebbe inizio, ma l'istante in cui uno
studente pens: "Lo colpir alla testa", Terada
url: "Fallo e ti trapasser il corpo!". Se lo stu
dente pensava: "No, lo colpir al polso", Terada
contrattaccava con: "Provaci e ti spezzer". Tutti
gli studenti si sentirono completamente imbaraz
zati, incapaci di compiere un solo movimento sen
za che fosse individuato all'istante.
Quando gli domandarono come potesse leg
gere le loro menti, Terada rispose: "Lo scopo
dell'arte di maneggiare la spada illuminare la
vera natura della vita e della morte. Se la vostra

124
mente pura e luminosa, priva di confusione e di
malizia, pu riflettere i pensieri di un awersario
come uno specchio". Aggiunse: "l segreti della
nostra scuola sono tutti contenuti nel kata".

La guarigione sempre stata un aspetto impor


tante del Budo e, in certe occasioni, le arti di
guarigione hanno la precedenza su quelle mar
ziali. Nakura Naoken era un insegnante di Yo
shin Jujutsu e di Spada Shinto e dirigeva una
sala d'addestramento nel Distretto Senju di Edo.
Era anche molto esperto nel seikotsu-jutsu, l'ar
te di "aggiustare le ossa" (paragonabile al trat
tamento chiropratico occidentale) . Nel 1 773 vi
fu un grande incendio a Edo e migliaia di per
sone furono ferite e calpestate nel disperato ten
tativo di sfuggire alle fiamme. Nakura aveva un
tal numero di pazienti da trattare, che chiuse la
sala d'arti marziali per trasformarla in clinica a
tempo pieno. Il sistema di Nakura, che si fonda
sulla sua conoscenza delle arti marziali e di gua
rigione, la fonte primaria della tecnica seikot
su usata ai nostri giorni .

...,.._.
Jirokichi Yamada (1863 -1931) era maestro spa
daccino della Scuola Jikishin-kage. Si dice che un
giorno, mentre passeggiava con il suo insegnante

t2S
Kenkichi Sakakibara (1829 -1894) , l'anziano ma
estro incespicasse in un ripido pendio. Il geta
(sandalo di legno giapponese vecchio stile) di
Sakakibara vol via, ma prima ancora che il piede
toccasse terra Yamada aveva, in un solo istante,
sfilato il proprio ponendolo sotto il piede di
Sakakibara. Il suo motto era: "Chi non si cura
delle cose piccole, non si cura di niente e non
potr mai compiere grandi cose". Yamada era
solito porsi sulla soglia della sua sala con un spa
da di bamb in mano, osservando gli studenti che
entravano per l'addestramento. Chiunque si av
vicinasse alla sala trascinando i piedi o agendo in
modo disattento riceveva un colpo sullo stinco
dalla sua spada. "arte di maneggiare la spada
non inizia n finisce sulla soglia della sala d'ad
destramento!", proclamava Yamada.
Yamada era una persona meticolosa. Conser
vava tutti i documenti sull'arte della spada classica
ricevuti dai suoi insegnanti awolti in carta a prova
d'incendio. I documenti erano accuratamente ri
posti in una scatola che poteva essere velocemen
te trasportata in caso d'emergenza. Egli diceva: "
mio dovere preservare questi pregevoli documen
ti per le generazioni future". Quando l'esplosione
causata dal grande terremoto di Kanto del 1923
minacci di distruggere la sua abitazione, imme
diatamente egli estrasse la scatola dallo scaffale e
si prepar a fuggire. Tuttavia, improwisamente

!26
pens: "Che effetto far vedere un samurai che
fugge per proteggere possedimenti materiali?
sciocco salvare i documenti samurai e ignorare lo
spirito samurai di servire la societ". Yamada ri
pose la scatola e corse in strada ad aiutare a estrar
re le persone dalle macerie e a spegnere gli incen
di (i documenti, comunque, si salvarono e rimase
ro in perfette condizioni).

Lo spadaccino Junichi Haga, discepolo di Haku


do Nakayama, non temeva nessuno e sfid Mo
rihei Ueshiba, il pi grande maestro d'arti mar
ziali di quei tempi (e forse di tutti) . Armato di
spada di legno, Haga si avvent contro Morihi,
ma il maestro di Aikido scomparve. Haga si guar
d intorno e vide Morihei di fronte a lui.
"Convinto?", domand Morihei.
"Non ancora!", url Haga mentre sferrava un
furioso attacco che si prolung fino a !asciarlo
senza fiato. E non si era nemmeno avvicinato a
sfiorare Morihei.
"Ne hai abbastanza?", Morihei voleva sapere.
Quando Haga scosse la testa, Morihei lo trat
tenne con una presa di ferro.
"Non riesci pi a muoverti, vero?", disse Mo
rihei.
"Riesco ancora a muovere i piedi".
Allora Morihei stese Haga a terra immobiliz-

!27
zandolo completamente, mani e piedi.
"Sei pronto ad arrenderti ora?"
"No, posso ancora muovermi", insistette Haga.
"Che cosa puoi muovere?"
"Posso ancora muovere la bocca", disse Haga.
Morihei sorrise e liber Haga. "Direi che mi
hai superato. Mi piace il tuo spirito".

Kanryo Hiagaonna (1853 -1917) , considerato il


padre dello stile di Karate Goju-ryu, conduceva
un'esistenza frugale. Nonostante avesse pochi
soldi, non accettava pagamenti dai suoi discepoli
e permetteva loro di offrirgli doni di cibo solo una
volta o due l'anno.
I discepoli di Higaonna pensavano che un in
segnante tanto eccellente meritasse una base di
studio pi solida e suggerirono di esporre un'in
segna come tutti gli altri dojo. Kanryo rifiut: "Se
espongo un'insegna, questa attirer qualunque
genere di persona all'addestramento e questo
inaccettabile. Insegnare un'arte marziale come
dare a qualcuno un'arma. Se chi riceve l'arma
la persona sbagliata, potranno essere ferite per
sone innocenti".

8allievo principale di Higaonna fu Gojun Mi


yagi (1888 -1953) , fondatore del Goju-ryu. Mi
yagi aveva molti studenti ma a nessuno di loro

t2J<
assegnava gradi dan, sebbene tale sistema di gra
duatoria fosse stato adottato nella maggioranza
delle arti marziali. Miyagi credeva che quei siste
mi di valutazione creassero livelli di realizzazio
ne fittizi e che le persone fossero giudicate in base
al loro grado piuttosto che al loro carattere. Mi
yagi istruiva i suoi studenti a mantenere segreta
la loro pratica di Karate, in evidente contrasto con
gli studenti di altri dojo che si vantavano dei loro
gradi dan.
Ecco alcune massime di Miyagi:
x- "Se si alza la collera, ritira la mano; se si alza
la mano, ritira la collera".
x- "La vera vittoria la sconfitta della natura in
feriore. Tale trionfo molto superiore alla
conquista di qualsiasi nemico. La somma
strategia vincere con virt e perseveranza,
non ingaggiando battaglia.
x- Cielo, terra e Karate sono una sola cosa. Come
il sole sorge e tramonta, come gli oceani cre
scono e si abbassano, cos il ki circola nel
corpo umano. Cerca di conoscere la relazio
ne tra il momento del giorno e i punti vitali
del corpo".

Il maestro di Karate Kanken Toyama disse ai suoi


allievi: "Le tecniche segrete iniziano con le tec-

129
niche basilari; le tecniche basilari terminano con
le tecniche segrete. Non vi sono segreti all'inizio,
ma vi sono segreti alla fine. La chiave del succes
so un intenso allenamento".
Nel 1947, durante l'occupazione militare ame
ricana in Giappone, Toyama fu bruscamente at
taccato da un gruppo di soldati americani ubria
chi. A quel tempo era inutile che Toyama cercas
se di combattere, perch sarebbe stato sicura
mente gettato in cella con l'accusa di lesione ai
danni di un americano, anche se per legittima
difesa. Toyama accus tutti i colpi, ma non venne
leso. Di fatto rimase solo leggermente ammac
cato. Parte dell'allenamento tradizionale del Ka
rate consiste nell'irrigidire il corpo riempiendo
lo di energia protettiva proprio per occasioni del
genere, nelle quali non possibile parare i colpi.

Una volta, mentre faceva visita a un dojo di Kara


te, Kyuzo Mifune assistette a una dimostrazione
di "demolizione di mattonelle" da parte di uno
studente di Karate. Fatto a pezzi un certo nume
ro di mattonelle sovrapposte, lo studente doman
d a Mifune: "Uno studente di Judo pu fare que
sto? "
"S, molto facile", rispose Mifune.
"Davvero? Possiamo vedere che tipo di tecni
ca usa lo studente di J udo? ", lo sfid il praticante

t'!,O
di Karate.
" Certamente. Per favore, sistemate le matto
nelle. Torno tra un minuto", disse Mifune.
Mifune fece ritorno con un martello che aveva
portato con s in borsa.
"Non vorrai usare quello per rompere le mat
tonelle, vero?", protest il praticante di Karate.
"S. Ti ho detto che sarebbe stato facile. J.jabi
le utilizzo dell'energia un principio cardine dello
Judo".

Saburo Minaki (1906-1988) , diciassettesimo di


rettore della Scuola Hontai Yoshin, era un uomo
sottile dall'aspetto fragile. Molti maestri di arti
marziali di altre scuole si presentarono a sfidare
Minaki, non di rado scoppiando a ridere quando
lo vedevano in persona. "Tu sei il direttore? ".
Tuttavia, nessuno riusciva a superare Minaki, che
spesso faceva scappare gli sfidanti facendo la pri
ma mossa di raccogliere una pietra e sbriciolarla
a mani nude. Quindi diceva loro: "La forza ester
na di cui vi vantate non vera forza; il vero potere
nascosto all'interno, nel profondo".
Minaki era molto selettivo quando doveva ac
cettare un discepolo: "Il Budo un'arte sottile.
Se non aspiri a ottenere la mente di un buddha,
non sarai mai un vero praticante di arti marziali".

f'Jt
Rinjiro Shirata era un grande insegnante di Aiki
do. Da giovane fu inviato a Osaka dal suo inse
gnante Morihei Ueshiba per diffondere l'Aikido
in quella zona. Uno dei principi chiave dell'Aiki
do muteiko, "assenza di resistenza". Shirata sta
va spiegando questo principio a un gruppo di pra
ticanti di arti marziali, quando il pi potente tra
gli astanti si alz bruscamente e url: "Che scioc
chezza[ Cerca di non resistere a questo[". Fece
per balzare su Shirata, ma immediatamente si
trov faccia a terra, bloccato come una farfalla
penetrata da uno spillo. "Vedete cosa intendo?",
disse Shirata sorridendo. "Nessuno pu resiste
re all'assenza di resistenza".
Molto pi tardi, quando Shirata aveva ormai
settantacinque anni (egli continu ad allenarsi
fino all'et della sua morte, awenuta a ottant'an
ni) , un lottatore professionista di nome Fujinami
si present nella sala d'addestramento accompa
gnato da un giornalista sportivo e da un fotogra
fo. Per quel fine settimana era in programma un
torneo di lotta in citt e i media avevano raccolto
la notizia della presenza di un vecchio maestro di
Aikido locale. Inizialmente, Shirata rifiut di in
segnare a Fujinami perch non era stato presen
tato formalmente, ma consent al lottatore, che
era arrivato indossando calzoni corti, di guarda-

/'!,2
re. Dopo un po', Shirata percep che il lottatore e
il suo gruppo pensavano che le tecniche fossero
una messa in scena e quindi invit Fujinami ad
alzarsi. Rapidamente Fujinami fu messo a terra e
pi di una volta. Sul giornale del giorno seguente
apparve la notizia: "Il vecchio grande maestro di
Aikido atterra il lottatore campione". Fujinami
invi a Shirata una garbata lettera, ringraziando
lo per il gentile insegnamento.

Un conoscente di vecchia data mi ha raccontato


questa storia sul suo insegnante di Kendo.
"Il mio insegnante di Kendo fu colpito da un
infarto ed entr in coma. Poich prestavo servi
zio tra il personale dell'ospedale, fui in grado di
fargli visita appena egli vi arriv. Quando entrai
nella sua stanza, mi accorsi che stava emettendo
le urla tipiche di una competizione di Kendo, in
stato di incoscienza. Quando riprese conoscen
za, gli domandai con chi stesse combattendo".
"Emma (il re degli Inferi)", rispose.
"Chi ha vinto?"
"Io. I..:ho colpito fino a fargli sputare l'infer
no", disse sorridendo. Mor pi tardi, quella stessa
sera.
Bushin, di Rinjiro Shirata. C' una progres
sione da bu-jutsu (tecniche marziali) a bu-do
(la via marziale) a bu-shin (lo spirito marzia
le) . Le tecniche (jutsu) in s sono veicoli che
consentono allo studente di avvicinarsi ai li
velli superiori di comportamento etico e com
prensione spirituale.
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Il Budo viene definito "la via dell'at
tivit coraggiosa e illuminata". In es
so, arti marziali e spiritualit si fon
dono e l'applicazione pratica dei prin
cipi spirituali realmente appresi fon
damentale per vivere in modo pi co
raggioso, con pi fiducia in se stessi,
con pi autocontrollo, ma anche con
una maggiore capacit di compren
dere gli altri. Stevens non si limita a
esporre, con grande chiarezza ed ef
ficacia, alcune verit essenziali, ma le
ricollega agli insegnamenti pratici dei
pi grandi maestri di arti marziali,
semplici e profondi, rivolti non solo a
chi pratica arti marziali, ma a chiun
Q!.le voglia vivere una vita migliore,
pi consapevole, pi orientata verso
i fatti che verso le chiacchiere.