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Il Kyokushinkai Karate : sintesi dello stile La parola "Kyokushin" composta da due ideogrammi giapponesi, "Kyoku" (ultimo, estremo) e "Shin"

t; (realt o verit). Il nome completo dello stile : Kyokushin-Kaikan, dove "Kai" significa incontro, associazione, e "Kan" scuola, struttura. Il karate-gi, la divisa di allenamento ufficiale usata dai praticanti del Kyokushinkai, ha gli ideogrammi KyokushinKai ricamato sulla parte sinistra della giacca, rappresentato dal Kanji artistico ideato proprio da Sosai Oyama :

Il simbolo internazionale riconosciuto del Karate Kyokushinkai il "Kanku" (quel cerchio rosso riportato sopra il kaji), che trova la sua origine filosofica dal Kata Kanku. Creato dal maestro Masutatsu Oyama, il karate kyokushin enfatizza la potenza fisica, attraverso allenamenti di una durezza fuori dal comune, e propugna il combattimento reale a mani nude, a contatto pieno, senza protezioni, con il solo vincolo dellinterdizione dei colpi di pugno al viso. Il kyokushin karate viene per questi motivi chiamato anche Full Contact Karate, Karate Contact o Fighting Karate in inglese e Kenka Karate o Jissen Karate in giapponese. Il Kyokushin karate-ka crede che questo contatto sia necessario per poter apprezzare la resistenza del corpo umano, lo spirito e per prepararsi ogni serio confronto. Reso famoso da spettacolari dimostrazioni di rottura (tameshiwari) eseguite con tutte le parti del corpo, che fanno parte della pratica standard dello stile, il Kyokushin insegna l'uso di tecniche a contatto con la possibilit di colpire l'avversario anche con calci alle gambe. Questo stile di karate risulta efficacissimo nella difesa personale ed accessibile ad ogni praticante che desidera raggiungere una buona scioltezza articolare e una grande forma fisica.

Lo spirito fondamentale del Kyokushin prevede l'accettazione del dolore nonch la ricerca di un approfondimento spirituale derivata dallo sforzo fisico portato allestremo della sopportazione. Al fine di garantire la corretta divulgazione dello stile, negli anni sessanta venne creata una Organizzazione Internazionale di Kyokushinkai (IKO), che aveva essenzialmente lo scopo di formare istruttori scelti che venivano poi inviati ad insegnare nei Paesi di tutto il mondo, per soddisfare le esigenze di un sempre crescente numero di appassionati. Da un modesto quartiere giapponese ed un piccolo gruppo di seguaci, il M Oyama riuscito a creare una Organizzazione che, prima di subire diverse frammentazione, contava circa 12 milioni di iscritti, ed unarte marziale oggi conosciuta come "Il Karate pi forte", non solo per le incredibili prove di forza e resistenza, ma anche per i rigorosi requisiti dell'allenamento e dei tornei. La Filosofia del Kyokushinkai proprio il significato del termine Kyokushinkai, ossia Associazione dell'estrema verit, scelto dal fondatore, che suggerisce la filosofia di questa robusta forma di combattimento, in apparenza del tutto simile ad altri stili di karate. Quello che rende i cultori del Kyokushin lottatori letali e persone eccezionali, determinato da un sistema di addestramento estremo diretto a conquistare volont e determinazione inossidabili, come attitudine nei confronti della vita. Le abilit atletiche, talvolta impressionanti, sono solo una conseguenza di questa preziosa conquista, che si pu condensare nelle parole di Mas Oyama: ...I limiti di un uomo sono solo quelli che la sua mente si vuole imporre.... Combattere in un torneo a pieno contatto, senza protezioni, la prerogativa di persone coraggiose che sfidando i propri limiti psicofisici nell'allenamento scoprono in se stesse l'unico vero grande avversario, questo il supremo insegnamento del Kyokushinkai: ...Perdere denaro perdere poco. Perdere fiducia in se stessi, perdere molto. Perdere coraggio perdere tutto, perch si perde se stessi... (Mas Oyama).

La storia del Kyokushinkai: Sosai Masutatsu Oyama (1923-1994)

Il 12 luglio 1923, in un villaggio della Corea del Sud chiamato Qa Qa-RyongRi Yong-chi-Myo'n Chul Na Do, vicino Gunsan, nasceva Sosai Masutatsu Myo'n Oyama. Il suo nome originario era Young Li : quando emigr in Giappone e Giappone, anchegli dovette sottostare alla regola secondo cui gli emigranti coreani (la emigranti Corea a quel tempo era occupata e dominata dal Giappone) dovevano assumere un nome giapponese : gli fu quindi imposto un nome nipponico Masutatsu nipponico, Oyama, (oyama significa "grande montagna" montagna"). All'et di 9 anni, dopo essere stato mandato in Manciuria alla fattoria di sua sorella, inizia a praticare le Arti Marziali, studiando la disciplina del Kempo cinese del Sud, conosciuta anche come tecnica delle "Diciotto Mani di Lohan" sotto la guida del maestro Yi. Allet di 12 anni, ritorna in Corea, dove pratica un arte marziale coreana ritorna chiamata Taiken o Chabi, una sorta di miscuglio di Kempo, Kung Fu e Ju Jitsu. Nel 1938, a 15 anni Mas Oyama si trasferisce nuovamente in Giappone, anni, con la speranza di entrare nella Yamanashi Youth Aviation Institute, una famosa Aviation scuola di aviazione, per diventare un pilota, ma deve presto abbandonare il suo sogno a causa delle difficili condizioni di vita e delle sue origini coreane, ed costretto a trovarsi un lavoro. Prosegue per il suo allenamento praticando il judo e la boxe, e il suo praticando interesse per le arti marziali lo porta al dojo di Gichin Funakoshi, presso l'universit Takushoku, dove inizia a studiare con dedizione il Karate Okinawa (oggi Karate Shotokan), facendo rapidamente progressi. All'et di 17 anni gi II dan, mentre all'et di 20 anni consegue il IV dan. A questo punto si interessa pi profondamente al judo, riuscendo in meno di quattro anni a raggiungere il grado di 4 dan. I Il passo successivo fu l'ingresso nella Butokukai, l'accadem formativa l l'accademia dell'Arma Imperiale Giapponese, specializzata in guerriglia, spionaggio e combattimento a mani nude, dove Sosai trascorre ben due anni.

Quando il Giappone venne sconfitto alla fine della seconda guerra mondiale, Mas Oyama, come molti altri giovani giapponesi, attraversa una crisi personale, aggravata anche dai contrasti con il M. Funakoshi, e la sua visione del Karate, ma riesce ad uscirne con laiuto di So Nei Chu, un grande Maestro coreano che era stato allievo di Chojun Miyagi, il fondatore del Goju-Ryu Karate. Il M So era famoso per la sua forza fisica e la sua spiritualit, ed ebbe una profonda influenza su Oyama, insegnandogli linseparabilit del budo e i fondamenti spirituali del Buddismo dalla pratica del Karate. Dopo un paio danni di allenamento, il maestro So consiglia a Mas Oyama di dedicare completamente la sua vita alle Arti Marziali e di ritirarsi nelle montagne per addestrare la sua mente e il suo corpo. A 23 anni, Mas Oyama incontra Eiji Yoshikawa, autore del famoso romanzo "Musashi" (un libro da leggere per coloro che praticano le Arti Marziali), il quale ha dedicato la vita alla ricerca dei pi famosi Samurai del Giappone. Yoshikawa e la sua opera aiutano decisamente Mas Oyama a capire il significato del Bushido (codice dei Samurai). In quell'anno Oyama, si reca dal Maestro Minobu, nella Prefettura di Chiba, dove Musashi svilupp il suo stile di combattimento con la spada : il NitoRyu. Nel 1946 Oyama parte per l'addestramento, verso un luogo remoto sul monte Kiyosumi nella Prefettura di Chiba : ad accompagnarlo c'era uno dei suoi allievi, Yashiro, e un amico, il signor Kayama, che provvedeva ai rifornimenti di cibo. Proprio quando attraverso un vigoroso allenamento Mas Oyama era riuscito a superare il problema dello stress mentale causato dalla solitudine, Yashiro cede e dopo 6 mesi abbandona il maestro. Oyama progettava di rimanere sulle montagne per 3 anni, ma la fuga dell'allievo un duro colpo, che lo fa quasi desistere dall'impresa : solo l'incoraggiamento di So Nei Chu, riesce a convincerlo a restare e a proporsi di diventare il karateka pi forte del Giappone. Tuttavia dopo solo altri 14 mesi costretto a rinunciare all'impresa, perch Kayama non pu pi sponsorizzarlo; pochi mesi dopo, nel 1947, Mas Oyama mette alla prova il suo allenamento partecipando e vincendo alla sezione di Karate del Primo Torneo Nazionale delle Arti Marziali di Kyoto, un torneo senza esclusione di colpi. Riesce in tal modo a superare lo sconforto per non aver completato i tre anni di solitudine. Durante una rissa in un locale notturno di Tokyo, Oyama uccide il suo avversario e viene arrestato, processato ed assolto per "auto-difesa : dopo questa drammatica vicenda, Oyama decide di dedicare la propria vita completamente alla Via del Karate. Cos ricomincia, questa volta sul monte Kiyozumi, sempre nella Prefettura di Chiba : questo posto viene scelto per lo sviluppo della progressione

spirituale, ma anche fisicamente non si scherza : 12 ore di allenamento al giorno, senza giorni di riposo, stando sotto cascate gelate, rompendo le pietre del fiume con le mani, utilizzando gli alberi come Makiwara, saltando sopra le piante centinaia di volte al giorno. Tutto questo alternato allo studio dei classici antichi sulle Arti Marziali Zen, e della filosofia. Dopo 18 mesi Sosai scese pieno di fiducia in se stesso, e capace di prendere il controllo della sua vita. Nel 1950, iniziano i suoi famosi combattimenti con i tori, effettuati in parte per mettere a prova la sua forza e in parte per dimostrare al mondo il potere del suo Karate. La sua potenza , in effetti, evidente : combatte con 52 tori, uccidendone 3 al primo colpo e rompendo le corna di 49 di loro solo con colpi di shuto. Con questo non si vuole certo dire che sia stato facile per lui. Oyama amava ricordare il risultato del suo primo tentativo contro un toro infuriato. Nel 1957 in Messico, all'et di 34 anni, stato quasi ucciso da un toro che lo infilz alla schiena, anche se, in qualche modo, Oyama riuscito a tirarlo a se e gli ha rotto le corna. Dovette rimanere a letto per circa 6 mesi a causa della gravit delle ferite riportate. Oggi, ovviamente, qualche gruppo di animalisti potrebbe avere qualcosa da ridire a proposito di queste dimostrazioni, malgrado quegli animali fossero comunque destinati al macello. Nel 1952, si trasferisce negli Stati Uniti per un anno, dando dimostrazione del suo Karate dal vivo e sulla televisione nazionale. Durante gli anni successivi, riceve numerose sfide da pugili, thai-boxer, lottatori di wrestling, dominando su tutti, vincendo contro circa 270 diversi sfidanti. La maggior parte di queste persone vengono addirittura sconfitte con un solo pugno e i combattimenti non duravano pi di tre minuti, in alcuni casi solo qualche secondo. Il suo principio di combattimento semplice : "se riesci ad arrivare fino all'avversario... fatta. Oyama si afferma, cos, come uno dei pi temibili combattenti del suo tempo. E' durante una delle sue visite negli Stati Uniti che Mas Oyama incontra Jacques Sandulescu, un vero e proprio gigante di origini romene che, un tempo, era stato fatto prigioniero dall'esercito Russo all'et di 16 anni e inviato a lavorare nelle miniere di carbone per due anni. I due diventano amici, restando tali per tutta la durata della vita di Oyama. Jacques rimane tutt'oggi un elemento di spicco della IKO(1). Nel 1953 Mas Oyama apre il suo primo "Dojo" a Mejiro, Tokyo. Nel 1956 apre il suo primo vero dojo fu aperto in uno studio dietro l'universit Rikkyo, 500 dall'attuale Honbu Dojo (il quartier generale). Nel 1957 c'erano gi 700 membri, nonostante l'alto numero di defezioni a causa del duro allenamento (in quel periodo la forza del suo Karate era a uno dei suoi livelli pi alti e di conseguenza anche l'allenamento era molto severo).

Molti dei suoi studenti erano membri di altre discipline, arrivati al suo dojo interessati al jissen kumite (combattimento a contatto pieno), e Oyama, sotto il consiglio di Kenji Kato, sceglie di comparare i diversi stili e costruire la sua propria disciplina attraverso la scelta di quelle tecniche e di quei concetti che riteneva essere i migliori e i pi utili in un vero combattimento, non limitandosi solo al karate, ma analizzando tutte le Arti Marziali. E cos, da unevoluzione del suo karate originario, nacque il Kyokushin Karate. I praticanti del Dojo di Mas Oyama concepiscono il combattimento in modo molto serio, guardandolo prima di tutto come arte da combattimento. In questo modo si aspettano di colpire ed essere colpiti : con poche restrizioni, l'attacco alla testa diviene una cosa del tutto normale; prese, proiezioni, colpi alle costole diventano comuni; i combattimenti si ripetono finch uno dei due combattenti non viene battuto; gli infortuni in combattimento, in tal modo, diventano una cosa quotidiana e la percentuale di abbandono cresce vertiginosamente. Vengono, inoltre, indossati dei karate-gi non tradizionali ed , tra laltro, possibile indossare quello che si vuole. La prima "Scuola di Oyama" fuori dal Giappone venne aperta nel 1957 da Shihan Bobby Lowe (scomparso nel 2011) alle Hawaii, dove Oyama aveva dato nel 1952 una delle sue prime dimostrazioni. In quella occasione Shihan Lowe lo aveva incontrato e si era accordato per allenarsi con lui. Il padre di Shihan Low era un istruttore di Kung Fu, e quindi Lowe era molto preparato nelle Arti Marziali cinesi. Inoltre aveva sperimentato ogni disciplina che aveva conosciuto: a 23 anni aveva ottenuto il 4 Dan in judo, il 2 Dan in Kempo e lo shodan in Aikido, ma la dimostrazione della potenza di Oyama lo aveva stupito, tanto che decise di andare a Tokyo per allenarsi con lui per oltre 1 anno e mezzo. Cos Shihan Bobby Lowe divenne il primo "uchi-deshi" (studente privato) del Kyokushin, una tradizione che sarebbe cresciuta e conosciuta pi tardi come "Wakajishi" o "I Giovani Leoni di Mas Oyama", nome che identificava un ristretto e selezionato gruppo di allievi scelti ogni anno perch si dedicassero al Karate per tre anni ininterrottamente. Nel 1961 Mas Oyama apre il suo Dojo a Los Angeles. Nel 1963 inizi la costruzione del Quartier Generale Mondiale che venne aperto ufficialmente nel 1964. In questa occasione Mas Oyama coni per il suo karate il titolo di Kyokushin, per celebrare l'inizio della sua diffusione nel globo in oltre 120 paesi, con oltre 10 milioni di membri che la hanno resa una delle pi grandi organizzazioni di Arti Marziali del mondo. E' superfluo dire che una disciplina solo forte quanto lo sono gli allievi che la rappresentano.

Quindi responsabilit di tutti quelli che hanno scelto di seguire Sosai, di allenarsi duramente e di forgiare uno spirito indomabile, affinch la reputazione di potenza nel Kyokushin Karate possa essere riconosciuta ovunque e da chiunque. Nel Luglio del 1966 viene fondata l'IKO per il Nord America, nel 1968 per l'Europa, nell'Agosto dello stesso anno per il Mezzo-Est e nell'Ottobre quella per il Sud Pacifico. Nel Febbraio del 1969 viene fondata l'IKO per il Sud Africa, in Aprile quella per il Sud-Est dell'Asia. Nel 1969 organizza il primo KyokushinKai All Japan Karate Tournament. Nel 1970 Mas Oyama tiene la Prima Conferenza IKO per gli Stati Uniti a Los Angeles, con Presidente Tadashi Nakamura, e Vice Presidente Stephen Senne. Nel Giugno del 1971, il Dojo di New York diventa la sede principale per gli Stati Uniti. Nel 1972 organizza la seconda edizione del campionato mondiale World Union Karate-Do Organization (W.U.K.O.) a Parigi. Nel Febbraio del 1973, Mas Oyama arriva negli Stati Uniti incontrando i responsabili dei vari Dojo, riuniti per l'occasione nel Dojo di Don Buck; in questa circostanza Oyama li incoraggia ad inviare i loro migliori combattenti al 1 Torneo Mondiale di Karate Open. Nel 1974 Mas Oyama riceve il grado di 9 Dan dai pi importanti responsabili dell'organizzazione sparsi in tutto il mondo. Stephen Senne riceve il 4 Dan da Mas Oyama e Don Buck. Nel 1975 si tiene il 1 Torneo Mondiale di Karate Open. Nel Settembre del 1989, Mas Oyama nomina Don Buck come Presidente della IKO per gli Stati Uniti. Sosai Mas Oyama muore improvvisamente il 19 Aprile del 1994, allet di 70 anni, a causa di un cancro al polmone (tuttavia non era un fumatore) diagnosticatogli poco tempo prima.

I Dojokun del Karate Kyokushinkai

I Dojo Kun, i principi sui quali si basa la pratica del Karate Kyokushinkai, furono scritti da Sosai Oyama con laiuto dello scrittore Eiji Yoshikawa, lautore di Musashi, libro incentrato sulla vita e sulle avventure del pi grande guerriero del Giappone, Miyamoto Musashi, che fu fonte d'ispirazione per Sosai durante il ritiro e l'allenamento in montagna. In genere il Dojo Kun si recita alla fine di ogni allenamento, quando tutti gli studenti e gli istruttori si inginocchiano in seiza disposti secondo l'ordine di grado, con gli istruttori di fronte agli studenti. Dopo una breve meditazione (detta mokuso), l'istruttore con il grado maggiore ordina allo studente pi anziano, di recitare il Dojo Kun nel linguaggio locale, facendo delle pause in cui il resto della classe ripete quella sentenza. l "Dojo Kun", letteralmente "regole del luogo dove si segue la Via", si possono considerare come lessenza stessa del karate-do, la sua definizione. Questo codice ci indica lobiettivo nel lavoro di ricerca ed allenamento che stiamo compiendo. Un obiettivo che, a dire il vero, non conosciamo, non vediamo, ma verso il quale tendiamo e che deve indurci solo a riporre la nostra attenzione alla strada che si sta percorrendo, perch il significato della vita, alla fine, tutto qui : cercare di percorrere una giusta strada e percorrerla bene. E il fondamento che nel buddhismo viene chiamato "la giusta azione". Questa la moralit necessaria per dare senso ed equilibrio all'allenamento fisico. Se si ignora questo concetto si travisa l'intera pratica del karate. Non solo le tecniche andranno affinate, ma lo spirito individuale per primo dovr essere indirizzato ed educato.

Hitotsu, ware ware wa, shinshin o Educheremo il nostro cuore e il nostro renmashi, kak-ko fubatsu no shingi o ko corpo per uno spirito forte e fermo. kiwameru koto. Perseguiremo il vero significato delle Hitotsu, ware ware wa, bu no shinzui o Arti Marziali, cosicch i nostri sensi kiwame, ki ni hasshi, kan ni bin naru potranno essere sempre pronti. koto. Hitotsu, ware ware wa, shitsujitsu Con vero rigore noi cercheremo di goken o mot-te, jiko no seishin o kanyo te, coltivare uno spirito di abnegazione. suru koto. Osserveremo i principi della cortesia, Hitotsu, ware ware wa, reisetsu o rispetteremo i nostri s superiori e omonji, chojo o keishi sobo no rifuggiremo dalla violenza. furumai o tsutsushimu koto. Seguiremo la nostra religione, e mai Hitotsu, ware ware wa, shinbutsu o dimenticheremo lunica virt totobi, kenjo no bitoku o wasurezaru dellumilt. koto. Hitotsu, ware ware wa, chisei to Noi guarderemo in alto alla saggezza e tairyoku to o kojo sase, koto ni alla forza senza cercare altri desideri. nozonde ayamatazaru koto. Hitotsu, ware ware wa, shogai no Per tutta la nostra vita attraverso il shugyo o karate no michi ni tsuji, karate, cercheremo di restare nello , Kyokushin no michi o mat mat-to suru spirito del Kyokushin. koto.

Le regole del Dojo

Queste sono alcune regole da rispettare nel dojo (il luogo dove viene praticato e insegnato il Karate), basate sulle buone maniere e sul senso comune, e modellate sulle tradizioni del Giappone, la patria del Karate moderno. Potranno sembrare molto severe e intransigenti, e in effetti lo sono, ma bisogna tener conto che in Giappone vige un codice di comportamento molto particolare, fatto di tradizioni. cerimonie, rispetto e dovere che non pu essere ignorato, dato che fa parte del patrimonio culturale e dell'ossatura delle arti marziali Il dojo un luogo sacro e va trattato come tale, come si tratta un luogo di grande rispetto : esso non soltanto una palestra o un qualsiasi centro sportivo. Bisogna prendersi cura del proprio dojo ed essere orgoglioso di farne parte. 1) Entrando nel dojo, gli studenti devono chinarsi e dire "OSU". Una volta entrati, gli studenti devono girarsi sul fronte della sala, o zona dello "Shinzen", chinare il capo e dire "Osu"; sarebbe appropriato salutare anche gli altri studenti gi pronti. 2) Gli studenti devono fare del loro meglio per essere puntuali per l'inizio della lezione. Comunque se arrivano in ritardo devono chinare il capo e dire "Osu", quindi inginocchiarsi in Seiza, con gli occhi chiusi e la testa chinata in basso in Mokuso, e attendere l'autorizzazione per aggiungersi alla lezione. Una volta ottenuto il permesso per raggiungere gli altri, lo studente deve chinare il capo e dire "Osu" o "Shitsurei Shimasu" (scusatemi per il disturbo) rimanendo in Seiza. Quindi unirsi alla lezione posizionandosi dietro a tutti gli altri, in particolar modo rispetto ai propri superiori. 3) Non toglietevi senza permesso parti del dogi (il kimono) durante l'allenamento. Se dovete togliervi la cintura, appoggiatela sulla spalla o tenetela con i denti. Mai buttarla per terra, un azione molto grave. 4) Tradizionalmente la sala dell'allenamento un luogo venerato, quindi agli studenti non permesso indossare berretti o cappellini o usare un linguaggio volgare e offensivo, proprio come in tutte le scuole. Inoltre, non permesso camminare con le scarpe sull'area in cui ci si allena. Cibo, gomme da masticare o bevande simili non sono permesse. Non permesso mangiare nel dojo n fumare.

5) Quando viene chiesto di assumere una posizione, o quando ci si mette in linea all'inizio dell'allenamento o durante l'allenamento, bisogna muoversi sempre il pi velocemente possibile e soprattutto non assumere atteggiamenti sciatti. Dimostrare apertamente stanchezza o debolezza non consigliabile per rispetto verso i maestri. 6) Non praticare mai il kumite se non c' un istruttore presente. Quando si pratica il kumite con una cintura nera, bisogna dare il massimo, mostrando rispetto per la gerarchia. Ricordare che le cinture tengono conto del livello durante il combattimento, e quindi non si battono alla massima potenza. 7) Non chiedere di poter combattere con un avversario di grado pi alto. Non si pu comunque rifiutare, se ci viene chiesto da uno di grado pi alto. 8) Non rompere le righe per nessuna ragione senza il permesso dell'istruttore. Non camminare mai tra le linee, o tra l'istruttore e quelli che si allenano (le infrazioni a questa regola talvolta sono punite fisicamente). Se bisogna la posizione, camminare dietro la riga in cui ci si trova verso l'altro lato della classe e proseguire da l. 9) Rivolgersi al proprio istruttore come Senpai, Sensei o Shihan, a seconda del caso. Non bisogna mai rivolgersi al proprio istruttore per nome durante la lezione. 10) Non si pu parlare in un modo sconveniente, ridere ad alta voce, parlare, sdraiarsi, o comunque rimanere disattenti durante l'allenamento. Un karate-ka sempre allerta e ben preparato. L'aver raggiunto un livello elevato (specialmente la cintura nera) non un passaporto per rilassarsi ed eccedere in confidenza nel dojo. Non sprecare tempo se non si pronti a trattare il proprio allenamento e quello dei compagni con il rispetto e la seriet che si meritano. Questo include l'uscire prima della fine dell'allenamento. Uno studente dovrebbe rimanere in classe fino all'inchino finale di saluto, senza dover essere costretto dall'istruttore. L'infrazione di questa regola non tollerata. 11) A volte durante l'allenamento, agli studenti permesso di sedersi e rilassarsi; ci significa relax come nella posizione di "Seiza" e sedersi in "Anza" (posizione indiana). In queste occasioni, astenetevi da compiere qualsiasi cosa possa disturbare la lezione. 12) Inchinarsi sul proprio ginocchio destro per aggiustare o riannodare la cintura. Girarsi a destra, lontano dalla direzione della lezione, o dal proprio compagno se si sta lavorando con qualcuno, per aggiustare il karategi. Imparare a rispettare la propria cintura come un simbolo del proprio lavoro nell'allenamento.

13) Il karategi deve essere pulito, lavato e lindo ogni volta. La cintura deve essere messa all'aria asciutta, ma mai lavata, poich contiene lo spirito del vostro duro allenamento. 14) Ascoltare attentamente le indicazioni del maestro. Ricordare che l'istruttore non chieder di fare qualcosa che non considera in grado di fare. Accettare tutte le indicazioni con un forte "Osu". 15) L'istruttore, indipendentemente da come possa essere, deve essere trattato con il rispetto che ci si aspetta come comune cortesia. Se non si in grado di trovare dentro se stessi il rispetto per una persona che impiega il proprio tempo per addestrare gli altri, allora non si potr mai far parte di un dojo. Non parlate mai durante la lezione a meno che non venga richiesto dall'istruttore. Questa obbedienza porta ad un legame particolare tra l'istruttore e lo studente, che implica una muta intesa, semplificando e velocizzando il processo di apprendimento. 16) Per sicurezza di tutti, durante l'allenamento, togliersi gioielli, braccialetti o anelli. 17) Mantenere sempre le unghie dei piedi e delle mani pulite e tagliate corte. Accertarsi sempre di avere piedi, dita e mani puliti per l'allenamento. A nessuno piace allenarsi con qualcuno che trascura la pulizia. State attenti soprattutto con le ferite, per non riempire di sangue il karategi di chi si allena con voi. 18) Gli studenti devono sforzarsi di essere gentili ed equilibrati nella vita quotidiana, essere riservati, giudiziosi ed seguire un'etica comportamentale in tutte le cose che perseguiranno. Non devono mai dimenticare lo spirito del Kyokushin : "Tieni la testa bassa (ovvero sii modesto), gli occhi in alto (ovvero sii ambizioso), riservato nel parlare (badare sempre a quello che si dice), generoso nel cuore (ovvero tratta gli altri con rispetto e cortesia), rispetta sempre i tuoi superiori e pari i grado (allinterno e allesterno del dojo e, soprattutto in famiglia, porta rispetto ai tuoi genitori)".

I Titoli del Kyokushin Nelle Arti Marziali giapponesi ci sono vari titoli usati per indicare esperti e principianti in determinate situazioni. Il Kyokushinkai ne fa uso, ma non di tutti, in quanto a livello mondiale ci sono alcune differenze nel modo in cui i vari titoli vengono utilizzati. In questa pagina saranno discussi i titoli e le loro variazioni, includendo sia quelli del Kyokushinkai vero e proprio che alcuni presi da stili derivanti dal Kyokushinkai stesso. Un punto importante che esistono dei titoli assoluti e dei titoli relativi. I titoli assoluti sono quelli che rimangono uguali indipendentemente dal grado rivestito, i titoli relativi invece sono collegati al grado che uno riveste. Un altro punto se il titolo dovrebbe venire prima o dopo il nome. Secondo il modo giapponese, il nome va messo prima del titolo. In occidente invece usiamo convenzionalmente mettere lonorificenza prima del nome (Dott. Rossi, Sig. Bianchi, Miss Evans, Lord Peter, ecc.). Yudansha e Mudansha Sono termini composti da tre parole: Yu, Dan, Sha. Sha un suffisso che indica un gruppo di persone che appartengono ad un determinato gruppo, paragonabile nella lingua giapponese ad un branco di cavalli. Dan, rappresenta il grado o livello. Yu che significherebbe con o hanno. Cos Yudansha sono le persone che hanno un grado, ovvero le cinture nere. Di contro, Mu significa essenzialmente senza o non hanno, cos le persone che non hanno ancora raggiunto la cintura nera saranno riconosciute come Mudansha. Kohai Questo un titolo relativo. Un Kohai un principiante qualcuno con un grado pi basso rispetto al proprio o qualcuno che ha iniziato ad allenarsi dopo. Se si ha lo stesso grado, il pi giovane di et il Kohai. E di solito usato tra i ranghi dei Kyu. Sempai o Senpai La versione relativa sta a significare Grado Esperto, e sta ad indicare qualche anziano o unappartenente al rango degli esperti. Mentre pu essere usato tra gli Yudansha, un Sandan (3 Dan) deve chiamare un Yodan (4 Dan) con il titolo di Sempai. E improbabile, dal momento che hanno gi un titolo che lo sostituisce. Ancora questo titolo pi appropriatamente usato tra i ranghi dei Kyu. La versione assoluta usata per indicare le persone con un grado di Shodan (1 Dan) e Nidan (2 Dan). Bisogna comunque ricordare che nei sistemi dove i titoli sono conferiti piuttosto che in automatico, questo titolo pu essere applicato al rango di Sandan o addirittura Yodan, fin tanto che ad lui/lei non gli sia stato conferito il titolo di Sensei.

Sensei Letteralmente significa insegnante, maestro e da noi applicato ai 3 e 4 Dan. In altri Paesi o in altre Organizzazioni talvolta un titolo che si conferisce in aggiunta al grado della cintura rivestito. In alcuni stili esiste addirittura unulteriore interpretazione a questo titolo , Sensei-ho che significa essenzialmente Sensei in allenamento ed spesso usato a significare che un atleta che sta affrontando un esame o superando una prova, un possibile candidato alla nomina di sensei. La parola Sensei comunque un termine generico di rispetto nei costumi giapponesi, per tutti i maestri possessori di una qualunque abilit, non solo nel Karate. Significa qualcosa come colui che andato prima di me, e cio nel senso di saper guidare lungo il cammino, piuttosto che insegnare qualcosa. Di conseguenza, le persone con il 1 o il 2 Dan sono spesso chiamate Sensei se sono i responsabili o gli istruttori presso un Dojo. Si dice che in Giappone questo titolo non per applicato agli insegnanti di scuola, dal momento che questi hanno gi un termine loro che indica in modo specifico gli insegnanti accademici. Shihan Secondo il libro scritto da Shihan Cameron Quinn, questo termine significa esperto. Letteralmente significherebbe Capo Istruttore. E il titolo genericamente usato nei ranghi che includono il 5 Dan. In alcune IKO, usato a per indicare solo i Capi dellOrganizzazione a livello Nazionale, cos chiunque di grado pari o superiore al 3 Dan chiamato Sensei a meno che non sia un responsabile a livello nazionale. In alcune varianti del Kyokushinkai, un Shihan pu essere chiamato Shihan-dai (o dai-Shihan) che equivale al pi esperto dei Shihan, e pu essere ,per la persona insignita di tale titolo, il segnale che questi il possibile successore al capo dellOrganizzazione. Una simile variante applicata anche ai Sensei, Sensei-dai dunque il pi esperto dei Sensei. Ancora, come Sensei, in alcune organizzazioni questo un titolo conferito, che non viene automaticamente con il grado, e in altre ancora pu essere conferito addirittura a persone con il 4 Dan. Hanshi E un titolo applicato solo a quelle persone con il 7 Dan o superiori. Linversione delle sillabe con Shihan (shi-han; han-shi), logicamente tradotta come il Maestro dei Maestri. Sebbene possibile che queste persone insegnino ai maestri e ai Shihan, la traduzione non corretta. Mentre il significato di han in effetti lo stesso che troviamo in Shihan, la shin in questo caso significa gentiluomo, samurai o guerriero, dotto. In giapponese, questo un shogo o qualifica ad insegnare, come se fosse una laurea, e piuttosto che indicare un implicita abilit tecnica di una persona, pi un riconoscimento alla persona per il contributo dato alla propria arte. I titoli Renshi e Kyoshi (inferiori rispetto a Hanshi), sono applicati invece sulla base di meriti scolastici. Kancho Letteralmente, la parola significa Capo della Palestra e proviene dalle due parole kan (palestra) e cho (capo, leader).

Effettivamente, significa Presidente. Mas Oyama inizialmente deteneva questo titolo, ed il titolo usato ora impropriamente da Akiyoshi Matsui come apparente erede nella IKO1. Nel caso del Kyokushinkai a dei relativi stili, il termine Kancho pu essere usato per significare il Boss dellOrganizzazione, anche se la palestra ha pi filiali e quindi pi capi. Questo il perch lo stile era conosciuto come Kyokushinkaikan o Ashiharaikan o Seidokaikan. Saiko Komon Il termine significa Il pi Alto Consigliere. Questo il titolo che fu usato da Hatsuo Royama e Yuzo Goda in veste di consiglieri capo nei confronti di Akiyoshi Matsui. Sosai Significa Presidente, e fu adottato da Mas Oyama nel 1985 quando assunse posizioni amministrative aggiuntive nellOrganizzazione. TITOLI NEGLI STILI DERIVATI DAL KYOKUSHINKAI Soshu Letteralmente significa Fondatore, ed usato da Shigeru Oyama che fond il World Oyama Karate. Shoseki Shihan Significa in cima ai Shihan ed molto simile a Saiko Shihan. Saiko Shihan Significa qualcosa come il pi alto degli Shihan ed era il titolo che Mas Oyama diede a Yasuhiko Oyama mentre era ancora nella IKO. Kaicho Kai significa associazione o societ e cho significa capo o leader, quindi la parola significa Capo dellAssociazione.

Lo spirito dell' OSU

Non possibile stilarne una definizione semplice, perch esso necessit di una definizione "pluridimensionale", e permette a ciascuno di noi di applicare tutte o alcune delle sue filosofie alle nostre vite. Osu! vuol dire pazienza, rispetto e apprezzamento. Per sviluppare un corpo e uno spirito forte e fermo, necessario allenarsi duramente : ci richiede grandi sacrifici poich bisogna spingere se stessi al limite e la reazione pi spontanea e normale quella di fermarsi, smettere ci che si sta facendo. Ma proprio qui che subentra lo spirito del Kyokushin, lOsu! La ragione per cui ci si espone a questo duro allenamento perch si impara ad avere cura di se stessi, nonch ad amarsi e rispettarsi. Questa forma di auto rispetto sviluppa ed espande il rispetto per il proprio istruttore (senpai, sensei o shihan) e per i propri studenti. Ecco perch Osu! una parola molto importante nel Kyokushin: essa significa pazienza, rispetto e apprezzamento. Ed ecco perch si usa sempre la parola Osu!, per ricordare a noi stessi queste indispensabili qualit. Tutti dovremmo cercare di vivere la vita quotidiana seguendo questi principi al meglio. In Giappone esiste un detto che recita Ichi no ue ni san ren, che tradotto significa : tre anni su una roccia. Vuol dire che bisogna perseverare. uno dei principi fondamentali del Kyokushin Karate. Come scrive Shihan Cameron Quinn nel suo libro The Budo Karate of Mas Oyama, il Kyokushin un'arte che offre molte cose, a breve o a lungo termine, a seconda degli scopi del praticante. Si comprende, alla fine, che a prescindere dai calci, da pugni, dai kata, esiste uno spirito speciale nel cuore di ogni praticante di Kyokushin. Insegna a fronteggiare i problemi di ogni giorno con una atteggiamento maturo e tollerante. Un vero budo-ka non viene facilmente mosso dagli attacchi dell'avversit, egli comprende le sue vere potenzialit, senza mai tirarsi indietro. Questa forza del carattere, sviluppata attraverso i duri allenamenti, espressa dalla frase Osu no seishin.

La parola osu deriva da "oshi shinobu", che significa "perseverare sotto pressione". Esso implica la volont di spingersi ai limiti della resistenza, e di perseverare sotto ogni tipo di pressione. La parola Osu racchiude proprio questa idea, che l'idea portante del Kyokushin Karate, lo spirito che Sosai Oyama ha infuso alla sua Arte: chiunque riesce a manifestare lo spirito dell'Osu in ogni parola, pensiero, azione, pu essere considerato saggio e coraggioso. "Anche per il principiante, conscio della sua mancanza di allenamento e che non vuole affrontare per forza l'esigenza dell'allenamento, sufficiente essere avvertito che attraverso la determinazione e la volont di andare avanti, arrivano grandi guadagni fisici, mentali spirituali ed emozionali. Serve solo una speciale determinazione."

Il Significato del Kanku

Il Kanku il simbolo del Kyokushin karate, e deriva dal Kanku Kata, nella posizione in cui ci si innalza verso il cielo. Le mani vengono alzate unite per le dita per scrutare il cielo, creando cos il simbolo. Le punte del Kanku rappresentano le dita e simboleggiano le sommit o le cime. I bordi rappresentano i polsi, e rappresentano il potere. Il centro rappresenta l'infinito e simboleggia la profondit. Infine, l'intero Kanku basato e racchiuso da un cerchio, che rappresenta la continuit e il moto circolare. Il Kumite dei Cento Uomini Il kumite (combattimento) dei 100 uomini l'ultimo test di perseveranza fisica e mentale nelle Arti Marziali. In pratica consiste nel disputare 100 combattimenti da due minuti con altri 100 avversari. Ecco un p di storia sullargomento. Ci sono diversi antecedenti di Sosai Mas Oyama, ed eccone un breve riepilogo: Il duello dei 100 uomini di Yamaoka Durante la met del diciannovesimo secolo in Giappone visse un grande maestro nell'arte della spada conosciuto come Yamaoka Tesshu, che fu il fondatore del Hokushin Itto-RyoSi dice che quest'uomo abbia completato un combattimento da 100 uomini, in cui aveva combattuto (e sconfitto) 100 opponenti consecutivi con la shinai ( la spada di bamb usata da chi pratica in Kendo). I duecento uomini di Masahiko Kimura Masahiko Kimura, forse il pi famoso judoka nella storia dello sport, era molto amico di Mas Oyama. Oyama disse che Kimura era l'unica persona tra quelle che conosceva ad essersi allenata tanto o addirittura di pi di quanto avesse fatto lui stesso! Tra l'altro Kimura mantenne il titolo di campione del Giappone per 12

anni consecutivi, avvicinato da Yasuhiro Yamashita, che mantenne il titolo per 9 anni. Nel mondo del Judo giapponese, c' anche un detto che recita: " Prima di Kimura, no Kimura. Dopo Kimura, no Kimura" (il significato : non c' mai stato e mai ci sar un altro Kimura). Secondo Shihan Cameron Quinn, Kimura avrebbe vinto 200 incontri contro 200 cinture nere in due giorni consecutivi senza essere mai sconfitto Il kumite dei 300 uomini di Mas Oyama Era con questi esempi in mente che Oyama decise di testare le sue potenzialit, e cos scelse gli studenti pi forti del suo dojo, affinch combattessero con lui. Quando tutti gli studenti avevano disputato un incontro con Oyama, si ricominciava da capo, fino ad arrivare a 300 incontri. Li sconfisse tutti, senza oscillare mai nella sua risoluzione, nonostante i dolori fisici per le ferite riportate nel combattimento. Il nostro kumite dei 100 uomini Dopo aver dato l'esempio, Mas Oyama prov a porre il kumite dei 100 uomini come uno dei requisiti per conseguire il quarto o quinto dan, ma presto scopri che non tutti possedevano lo spirito per farlo. La volont indomabile, il coraggio e la determinazione non si potevano trovare in ogni karate-ka. Cos il kumite dei 100 uomini divenne un esercizio facoltativo per chi ne aveva la capacit. Originariamente i combattimenti potevano essere disputati in due giorni, ma dal 1967 per decisione di Mas Oyama necessario completarli in un solo giorno. Inoltre il combattente deve vincerne almeno il 50% e, se colpito, non pu rimanere a terra per pi di 5 secondi.

Lo Spirito del Budo

Ecco gli 11 motti in cui Mas Oyama ha condensato la sua filosofia dell'Arte Marziale, conosciuti anche come gli Zayu no Mei Juichi Kajo, che hanno un ruolo fondamentale nell'insegnamento del Kyokushin. Non pensate che siano delle norme scadute e inutili. Esse racchiudono in se quello spirito indomabile e quella volont di ferro che hanno reso grande Oyama (che a settanta anni, con un tumore ai polmoni, faceva ogni giorno il suo allenamento) e il suo karate. Tenerle a mente e leggerle ogni tanto non potr fare altro che giovarci, ricordandoci chi siamo come kyokushin-ka. 1) La Via delle Arti Marziali inizia e finisce con cortesia. Perci siate sempre propriamente e sinceramente cortesi. 2) Seguire la Via delle Arti Marziali come scalare una montagna: continua a scalarla senza riposo. Essa richiede una devozione assoluta e decisa nel lavoro pratico. 3) Sforzati di prendere l'iniziativa in tutte le cose, guardandoti sempre da azioni dettate dall'auto egoismo o dalla mancanza di riflessione. 4) Anche per il praticante di Arti Marziali, il piacere dei soldi non pu essere ignorato. Tuttavia ognuno dovrebbe stare attento a non attaccarsi a questo. 5) La Via delle Arti Marziali concentrata sulla posizione. Sforzati di mantenere sempre la posizione corretta. 6) La Via delle Arti Marziali comincia con mille giorni ed viene perfezionata dopo diecimila giorni di addestramento. 7) Nelle Arti Marziali, l'introspezione genera saggezza. Osserva sempre la contemplazione delle tue azioni come un'opportunit per migliorare. 8) La natura e lo scopo delle Arti Marziali sono universali. Tutti i desideri egoisti dovrebbero essere bruciati nei fuochi temperatori del duro addestramento. 9) Le Arti Marziali iniziano con un punto e finiscono in un cerchio. Linee dritte dirette da questo principio.

10) La vera essenza dell'Arte Marziale pu essere realizzata solo attraverso l'esperienza. Conoscendo questo, impari a non temere mai la sua domanda. 11) Ricordati sempre, nelle Arti Marziali, le ricompense di un cuore fiducioso e grato sono veramente abbondanti.

Diversi gradi di avanzamento Ci sono alcune differenze tra le varie scuole di Kyokushin, a seconda delle i organizzazioni a cui appartengono. Comunque tutte hanno delle basi comuni, come la divisione dei gradi in kyu per i principianti e in dan per gli studenti pi avanzati. Ogni kyu ha un colore della cintura specifico (che pu essere diverso tra scuola e scuola) e ogni dan ha un certo numero di strisce dorate e il suo nome scritto in giapponese su una delle estremit. Forse non ci avete mai fatto caso, ma Forse dietro al sistema cromatico si nascondono dei significati. Il sistema dei colori una delle cose che varia tra le scuole: alcune iniziano con la cintura gialla, altri con la cintura rossa o la bianca o l'arancione. Questo pu causare diversi problemi nel capire o nel confondere il livello di un karate ka. Ma eccovi un karate-ka. esempio di tabella informativa: I Kyu kyu Inglese Cintura No Kyu Bianca No Kyu 10 th 9 th 8 th 7 th 6 th 5 th 4 th 3 rd 2 nd 1 st Le Cinture nere Dan Inglese 1 st 2 nd 3 rd 4 th Cintura Cintura Nera Cintura Nera Cintura Nera Cintura Nera Dan Giapponese Shodan Nidan Sandan Yondan Colore Bianca + Arancione Blu Blu + Gialla Gialla + Verde Verde + Marrone Marrone + Kyu Giapponese Colore No Kyu No Kyu Jokkyu Hachikyu Nanakyu Rokukyu Gokyu Yonkyu Sankyu Nikyu Ikkyu

Arancione + Kyuku

5 th 6 th 7 th 8 th 9 th 10 th

Cintura Nera Cintura Nera Cintura Nera Cintura Nera Cintura Nera Cintura Nera

Godan Rokudan Sichidan Hachidan Kudan Judan

Kyokushin Karate Kata

Il termine giapponese kata significa forma. Generalmente, un kata si potrebbe definire come una determinata sequenza di passi, colpi e parate combinati in maniera tale da permettere a chi li pratica di migliorare in equilibrio, velocit, potenza, precisione nell'esecuzione. Inoltre gli attacchi sono sferrati da una o pi posizioni, e sono svolti in movimenti laterali, in avanti o all'indietro. I kata del Kyokushin sono molto diversi tra loro, tanto quanto lo erano gli stili che Mas Oyama aveva appreso e combinato nel suo karate. I kata che noi apprendiamo agli inizi rispecchiano i suoi primi allenamenti, mentre quelli che si imparano pi avanti sono quelli del suo periodo pi maturo. Le tecniche sono basate soprattutto sul karate Shorin Ryu di Okinawa (i Taikyoku e i Pinan) e sul Kempo cinese (lo Yantsu), mentre altri kata derivano dal Goju Ryu. In uno dei suoi libri Mas Oyama scrive: "Noi eseguiremo questi esercizi cos perfettamente che diventeranno una parte della nostra vita, perch in quanto basi del karate essi possono essere paragonati alle lettere di un alfabeto e, come le lettere sono gli elementi costitutivi delle parole e delle frasi, cos i kata sono i mattoni con cui le arti marziali sono costruite [...]. Pensate al karate come a una lingua: le tecniche di base possono essere pensate come lettere dell'alfabeto; i kata saranno l'equivalente delle parole e delle frasi; il kumite (il combattimento) analogo a una conversazione". Sempre secondo Mas Oyama, meglio apprendere bene anche un solo kata, che saperli eseguire tutti superficialmente. I Kata del Kyokushin sono spesso divisi in "Kata del Nord" e "Kata del Sud", a secondo della loro origine e sviluppo. I Kata del Nord sono simili a quelli che troviamo nello Shorin Ryu di Okinawa, in quanto Mas Oyama si allen anche sotto la direzione di Gichin Funakoshi, e sappiamo che quest'ultimo stato il primo insegnante okinawense a recarsi in Giappone per diffondere il Karate di Okinawa. Il Maestro Funakoshi

apprese questi Kata dal Maestro Anko Itosu che a sua volta studi il Kempo Chinese e lo Shuri Te, diventato poi Shorin Ryu (in cinese Shaolin Chuan). Questi kata utilizzano posizioni lunghe e parate e colpi potenti. I Kata del Nord includono: 1. Taikyoku Sono Ichi, Ni, San 2. Pinan Sono Ichi, Ni, San, Yon, Go 3. Yantsu 4. Tsuki no Kata 5. Kanku 6. Sushiho I Kata del Sud sono stati sviluppati da Mas Oyama dagli studi del karate di Okinawa, stile del Goju Ryu del Maestro So Nei Chu, derivato dal Kempo Chinese del Sud (stile della Gru Bianca). I movimenti in questi Kata sono prevalentemente circolari. I Kata del Sud includono: 1. Sanchin no Kata 2. Gekisai Dai 3. Gekisai Sho 4. Tensho 5. Saifha 6. Seienchin 7. Garyu 8. Seipai I Kata ed il loro significato 1. Taikyoku: Viene tradotto letteralmente "grande ultimo" (in cinese il kanji pronunziato Tai Chi). La parola Taikyoku pu anche significare guardare alle cose cogliendone l'unit, piuttosto che focalizzarsi sulle parti individuali e mantenenere una mente aperta o una "mente da iniziando". La "mente dell'iniziando" il fine che si cerca di raggiungere durante l'allenamento e nella vita. La mente dell'iniziando non pu avere pregiudizi e non pu rimanere aggrappata a una visione limitata. Essa aperta a possibilit infinite. 2. Pinan: la pronuncia di Okinawa del Kanji per pace e rilassamento. Sebbene i movimenti del corpo nel Kata richiedano tecniche usate per il combattimento, il presupposto del Kata quello di sviluppare una mente calma, pacifica ed una armonia tra mente e corpo. 3. Sanchin: Letteralmente significa "tre battaglie" o "tre conflitti". Esso il principale Kata in alcuni stili di Karate di Okinawa, come il Goju Ryu e lo Uechi Ryu, ed uno dei pi antichi. Alcune leggende attribuiscono la creazione del Sanchin a Bodhidharma nel VI secolo.

Il Sanchin no Kata cerca di sviluppare tre elementi nello stesso tempo: a. la mente, il corpo, le tecniche; b. gli organi interni, la circolazione ed il sistema nervoso; c. i tre Ki, localizzati: nell'apice della testa (tento), nel diaframma (hara) e nel basso addome (tanden). Il Sanchin un Kata isometrico in cui ogni movimento eseguito in uno stato di completa tensione, accompagnata da potenza, respirazione profonda (Ibuki) che ha origine nel basso addome (tanden). La pratica del Sanchin non porta soltanto al rafforzamento del corpo, ma anche allo sviluppo della potenza interiore (ki) e alla coordinazione tra la mente e il corpo. 4. Gekisai: Vuol dire "conquistare e occupare". Il nome deriva dal carattere Geki, che significa appunto attacco o conquista e Sai, che significa "fortezza" o, tradotto letteralmente "chiuso". La parola Gekisai ha anche il significato di "demolire", "distruggere" o "polverizzare". I vari kata Gekisai insegnano ad utilizzare la forza in movimenti fluidi, mobilit nell'utilizzazione delle varie tecniche. La flessibilit dell'attacco e della risposta sar sempre superiore alla rigidit e inflessibilit della forza. 5. Yansu: La parola Yansu deriva dai caratteri Yan, che si traduce con "salvare" e da Su che vuol dire "tre". Il nome attribuito a un addetto militare cinese di Okinawa del XIX secolo. La parola Yansu pu inoltre significare "conservare puro", sforzandosi di mantenere la purezza dei principi e degli ideali piuttosto che comprometterli per convenienza. 6. Tsuki no: Si traduce con "Kata dei pugni" (vi sono solo un calcio e qualche parata nell'intero Kata). La parola Tsuki pu inoltre significare "fortuna". La buona fortuna non arriva aspettando. Per ogni pugno di questo Kata, immaginiamo che i limiti personali vengano abbattuti. Forza e persistenza diretti al problema porteranno buona fortuna. 7. Tensho: Si traduce con "rotolare" o "mano fluida", letteralmente come "palmo rotante". Il Tensho, morbido e circolare (yin), viene controbilanciato dal duro e lineare (Yang) Sanchin Kata. Il Tensho fu uno dei Kata preferiti da Mas Oyama, considerandolo indispensabile tra i Kata avanzati: Il Tensho la spiegazione base della definizione di Karate, derivato dal Kempo cinese, la tecnica dei cerchi basati su un punto. Il Tensho dovrebbe essere un primo oggetto di pratica perch, come un supporto psicologico e teorico sta dietro l'allenamento al Karate e come un elemento di base nel karate sono gli esercizi di forma, esso permette alle tecniche, sia parate che colpi. Un uomo che si esercitato sul Tensho Kata migliaia di volte ed ha consolidato questa teoria non pu solo prevenire ogni attacco, ma anche rivoltarlo a suo vantaggio, e sar sempre capace di difendersi perfettamente. 8. Saiha: Si traduce con "estrema distruzione", "frantumare" o "strappare". Pu anche significare "grande onda". Non importa quando grande sia il problema che

si incontra, con pazienza, determinazione e perseveranza (Osu), si pu superare il problema o lo scontro ed andare oltre. 9. Kanku: Vuol dire "guardare il cielo" (Kan = "guardare", Ku = "universo", "aria", "vuoto"). Con il primo movimento del Kata formiamo una apertura con le mani, attraverso la quale guardiamo all'universo e al sole. L'importante che qualunque sia il problema, ogni giorno un nuovo giorno e l'universo sta attendendo. Nulla cos terribile da interessare la realt di base dell'esistenza. 10.Seienchin: Si traduce con "conquistare e sottomere a distanza". Nel Giappone feudale, i guerrieri Samurai andavano spesso in spedizioni che duravano mesi, provando cos la loro resistenza di spirito su lunghi periodi. Questo kata lungo e lento, con molte tecniche in Kiba Dachi (posizione del cavaliere). Le gambe di solito si stancano in questo kata, e bisogna uno spirito di perseveranza per rimanere in posizione. 11.Sushiho : Significa 54 passi. Deriva dalle parole Useshi, la pronuncia di Okinawa per il Kaji del numero 54 (pronunciato Go Ju Shi in giapponese), e Ho, che vuol dire "camminare" o "passo". Negli altri stili di Karate viene chiamato Gojushijo. 12. Garyu: Vuol dire "il drago che si adagia". Nella filosofia giapponese un grande uomo che rimane nell'oscurit definito un Garyu. Il dragone ha una forza, ma adagiato non la manifesta finch non sia necessario. Un Karateka non mostra la sua forza e abilit per strada. Non dimentica mai la virt dell'umilt. 13. Seipai: pronuncia di Okinawa del Kanji per il numero 18 (pronunciato Ju Hachi in giapponese). In altri stili di Karate questo kata a volte chiamato Seipaite, o 18 mani. Il numero 18 deriva dal concetto buddista del 6 x 3, dove il 6 rappresenta la vista, l'udito, il gusto, il tatto, l'olfatto e la giustizia, il 3 il bene, il male e la pace.

Glossario del Kyokushinkai


Kihon Waza Tskui Uchi Uke Geri Buki Ashi Chsoku Haish Haisoku Haito Hiji Hiraken Hiza Kakato Keik Kken Kote Nakayubi Ippon Ken Nukite Oyayubi Ippon Ken Rytken Seiken Shtei Shut Sokut Sune Te Teisoku Tettsui Th Uraken Tecniche di base pugno colpo blocco calcio Armi naturali Gamba o piede Parte interna del piede Dorso della mano Collo del piede Taglio interno della mano Gomito Colpo con le seconde nocche Ginocchio Tallone Punte delle dita unite Polso Avambraccio Pugno con la nocca del dito medio Punta delle dita Pugno con la nocca del dito indice Colpo a testa di drago Pugno frontale Palmo della mano Taglio della mano Lato esterno del piede Tibia Mano Arco del piede Pugno a martello Superficie tra il pollice e lindice Dorso del pugno

Neraidokoro Kgekihk

Bersagli & Direzioni

Age Ago Atama Chdan Ganmen Gedan Hana Hara Hidari Hiz Jdan Jhanshin Kahanshin Kake Kansetsu Kata Kintama (Kin) Komekami Kubi Kuchi Mae Mawashi Me Migi Mimi Mizo-ochi Momo Mune Naname Nodo Oroshi Rokkotsu Sakotsu Say Soto

Ascendente Mento Testa Livello medio Viso Livello basso Naso Addome Sinistra Milza Parte alta del corpo Parte media del corpo Parte bassa del corpo aggancio Giuntura, articolazione Spalla Inguine, testicoli tempia Collo Bocca Frontale, avanti Circolare Occhi Destra Orecchi Plesso solare Coscia Petto Diagonale Gola Discendente Costole Clavicola Sinistra-destra Esterno

Tobi Uchi Ude Ura Ushiro Yoko Dachi Fud Dachi Hanmi Heik Dachi Heisoku Dachi Hidari Ashi Mae Kake Dachi Kiba Dachi Kkutsu Dachi Kumite Dachi Migi Ashi Mae Moro Ashi Dachi Musubi Dachi Neko Ashi Dachi Sanchin Dachi Shiko Dachi Soto Hachiji Dachi Tsuru Ashi Dachi Uchi Hachiji Dachi Yi Dachi Yonjgodo Kiba Dachi Zenkutsu Dachi Tsuki Waza Seiken Oi Tsuki Morote Tsuki

Saltato Interno Braccio Invertito Indietro Laterale Posizioni Posizione immobile Posizione semi-frontale Posizione a piedi paralleli Posizione a piedi uniti Posizione con piede destro avanzato Posizione a gambe incrociate Posizione del cavaliere Posizione arretrata Posizione da combattimento Posizione con piede sinistro avanzato Posizione con piede avanzato Posizione a talloni uniti e punte dei piedi divaricate Posizione del gatto Posizione a clessidra Posizione del sumo Posizione con le punte dei piedi verso lesterno Posizione della gru Posizione con le punte dei piedi verso lesterno Posizione iniziale pronto Kiba dachi a 45 Posizione avanzata Tecniche di pugno Pugno chiuso pugno corrispondente alla gamba avanzata due pugni contemporanei

Gyaku Tsuki Tate Tsuki Jun Tsuki Shita Tsuki Kagi Tsuki Uchi Waza Seiken Ago Uchi Furi Ichi Tettsui Oroshi Ganmen Uchi Komekami Uchi Hiz Uchi Mae Yoko Uchi Yoko Uchi Uraken Ganmen Uchi Say Uchi Hiz Uchi Oroshi Ganmen Uchi Mawashi Uchi Nihon Nukite Yonhon Nukite Shtei Uchi Shut Sakotsu Uchi Yoko Ganmen Uchi Sakotsu Uchikomi Hiz Uchi Uchi Uchi Hiji Ate Mae Hiji Ate Age Hiji Ate

pugno opposto alla gamba avanzata pugno verticale pugno lungo pugno montante gancio Colpi Pugno chiuso colpo al mento colpo oscillante Colpo a martello colpo ascendente al viso colpo alla tempia colpo alla milza colpo laterale dato da posizione frontale colpo laterale Dorso del pugno colpo al viso colpo sinistro e destro colpo alla milza colpo al viso discendente colpo circolare Colpo con due dita Colpo con quattro dita Colpo con il palmo della mano Taglio della mano colpo alla clavicola colpo al lato del viso colpo diretto alla clavicola colpo alla milza colpo interno al collo Colpo di gomito colpo di gomito frontale colpo di gomito ascendente

Ushiro Hiji Ate Oroshi Hiji Ate colpo di gomito allindietro colpo di gomito discendente

Uke Waza Jdan Uke Gedan Barai Chdan Uchi Uke Chdan Soto Uke Morote Chdan Uchi Uke Chdan Uchi Uke Gedan Barai Shut Uke Jji Uke Kake Uke Shtei Uke Mawashi Uke Osae Uke Geri Waza Hiza Ganmen Geri Mawashi Hiza Geri Mae Hiza Geri Kin Geri Mae Geri (kekomi) Mae Keage Soto Mawashi Keage Uchi Mawashi Keage Yoko Keage Ushiro Mawashi

Tecniche di blocco Parata alta Parata bassa Parata media int.-est. Parata media est.-int. Doppia parata media int.-est. Parata media int.-est. e bassa contemporanee Parata a mano aperta Parata incrociata Parata ad uncino Parata con il palmo della mano Parata circolare Parata pressante verso il basso Tecniche di calcio Ginocchiata al viso Ginocchiata circolare Ginocchiata frontale Calcio allinguine (o ai testicoli) Calcio frontale Calcio frontale teso Spazzata alta est.-int. Spazzata alta int.-est. Calcio laterale teso Calcio circolare allindietro

Geri Mawashi Geri Kansetsu Geri Yoko Geri (kekomi) Ushiro Geri Kakato Geri Mae Kakato Geri Ago Geri Tobi Mae Geri Tobi Yoko Geri Kaiten geri Tobi Kake Geri Ashi Barai Kihon Ygo Anza Arigat Gozaimasu Bud Buki Bunkai Dan Dgi (Gi) Dj Dj Kun Fumiashi Gasshkoku Goshin Jutsu Hajime Hanshi Hantai Hikite Ibuki Calcio circolare Calcio allarticolazione Calcio laterale Calcio allindietro Colpo con il tallone Colpo con il tallone frontale Calcio al mento Calcio frontale in volo Calcio laterale in volo Calcio con rotazione Calcio a gancio in volo Spazzata alle gambe Terminologia di base Seduti (a gambe incrociate) Grazie (gentile) Via Marziale Arma Analisi/applicazione di una tecnica Grado della cintura nera Uniforme di allenamento Luogo di allenamento (lett.: Luogo dove si ricerca la Via) Credo del dojo Passo con cambio di piede Tutti insieme Difesa personale Inizio Onorevole Maestro Opposto Mano che tira Respirazione forzata

Id Geiko Jissen Kumite Jiy Kumite Kai Kaich Kaiten Kamae Kamaete Kami no Kamae Karate Karated Karateka Kata Kenka Ki Kiai Kiai Irete Kihon Kihon Waza Kime Khai Kokusai Ktai Kumite Kyokushin Ky Maai Makiwara Mawatte Mokuso Mugrei Mushin Naore Nogare Obi

Tecniche di base in movimento Combattimento con contatto pieno Combattimento libero Associazione Presidente Rotazione Posture Mettersi in guardia Guardia alta Mano vuota Via della mano vuota Praticante di Karate Forme Rissa Energia interna Urlo esplosivo (lett.: unire lenergia) Con Kiai Basi Tecniche di base Tutta lenergia concentrata in una singola tecnica Studente giovane internazionale Sostituzione Combattimento Estrema verit Grado delle cinture colorate Distanza Attrezzo tradizionale usato per lindurimento Ruotare Meditazione senza comando Mente senza pensieri Ritorno in posizione iniziale Controllo della respirazione cintura

Okuriashi Onegaishimasu Osu Otagai Rei (...ni Rei) Renmei Renma Renraku Seishin Seiza Sempai Sensei Shihan Shodan Shmen Ssai Taikai Tameshiwari Tanden Waza Yakusoku Kumite Yame Yasume Yi Ydansha Zanshin Taikai Ygo Aka Awasete Ippon Chi Enchsen Fukushin Fukushin Shg Genten Hantei

Scivolamento Per piacere (modo gentile) Determinazione Lun laltro inchino Federazione Allenamento, perfezionamento Combinazioni Spirito Posizione inginocchiata Senior (I, II Dan) Insegnante (III, IV Dan) Esperto (V Dan e oltre) I Dan Zona frontale del dojo Presidente Torneo Prova di rottura Centro del corpo Tecnica Combattimento prestabilito Stop Riposo Pronti Possessore della cintura nera Spirito attento Terminologia di gara Rosso Ippon (due waza ari) Ammonizione Round supplementare Angolo del giudice Riunione degli arbitri Penalit Decisione

Hikiwake Ippon Kachi (...no Kachi) Kiken Saishiai Senshuken Taikai Shikaku Shiro Shushin Waza Ari Zokk Kazu Ichi, Hitotsu Ni San Shi, Yon Go Roku Shichi, Nana Hachi Ku, Ky J Jichi Sanj Yonjgo Hyaku Sen Man

Parit Punto pieno Vittoria (... il vincitore) Abbandono Tempo supplementare Campionato Squalifica Bianco Capo degli arbitri Mezzo punto Continuare il combattimento Numeri 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 30 45 100 1,000 10,000